Sei sulla pagina 1di 25

MUSICA

NEL
VENETO

I BENI DI CULTURA
a cura dj
Paolo Fabbri

Iconografja a cura dj
Rodolfo Baroncini

Selezjone dej branj musjcaJj a cura dj


Massimo Rolando Zegna
Sommario

8 Sonore presenze di storia


Paolo Fabbri

16 Le istituzioni
Paolo Pinamonli

36 Libri, biblioteche, archivi


Franco Rossi, Francesco Passadore

64 Gli strumenti musicali


Renato Meucci

82 Documenti iconografici: la scenografia


Maria Ida Biggi

106 Società filarmoniche e bande


Antonio Ca rlini

130 Contastorie e gondolieri in laguna


Roberto Leydi

154 Un sogno fiammingo di carnevale veneziano


Marzia Pieri

181 Bib liografia


187 Indice dei nomi
190 In dice dei luoghi
106
Musica nel Veneto

SOCIETÀ
FILARMONICHE
E BANDE
Antonjo Carhnj

Il trattato di Campoformio sottoscritto dall'Austria e dalla Fran-


cia nel 1797 sanciva la fine politica della Repubblica veneziana,
chiudendo l'era dell'esclusiva centralità di Venezia nel procedere
della storia locale e nazionale. Così si apriva un nuovo capitolo
per l'intera regione veneta. in cui i vorticosi avvenimenti napo-
leonici segnavano l'avvento di valori e modi del vivere quotidia-
no, del consumo culturale e musicale tipici della neonata società
borghese.
Se il Settecento aveva premiato Venezia. e con essa Padova, tra i
centri di produzione compositiva e di diffusione europea - i nomi
di Antonio Vivaldi e Giuseppe Tartini occupano da soli un ruolo fon-
damentale nella macrostoria della civiltà musicale settecentesca
- il secolo decimonono non agiva più nel segno della costruzione
di individualità preminenti ma, praticando i principi della propria
indole democratica, si occupava di estendere e diffondere un pa-
trimonio musicale acquisito, di radicare nel tessuto geografico e
sociale la pratica e la fruizione della musica, di inventare forme
di spettacolarizzazione adeguate alle nuove esigenze di propaganda
ideologica o di intrattenimento ricreativo, di creare strutture or-
ganizzative mobili capaci di rapida divulgazione. Contempora-
neamente cambiava il paesaggio sonoro con l'apertura di teatri
anche nei piccoli centri urbani, la costruzione di organi nelle chie-
se più decentrate, la distribuzione della musica attraverso ban-
de e orchestrine a vario strumentale o scatole sonore di recente
invenzione, mentre inedite riviste e case editrici, catene di nego-
zi, scuole, fabbriche di strumenti soprattutto a fiato, ampliavano
e modernizzavano il mercato.
Un processo di mutazioni epocali, cui gli anni segnati dalla Rivo-
luzione francese, fra il 1790 e il 1815, imprimevano una forte ac-
celerazione, salvo poi una fase di riflusso fino al 1850, ossia nel-
l'età della Restaurazione e la ripresa, con rinnovata lena, so-
prattutto a partire dal 1880, dietro le sollecitazioni tanto della chiesa
con i suoi oratori quanto del nascente socialismo, entrambi con-
sci della necessità di operare per l'educazione culturale delle
masse.
Innescati quindi sin dal primo Ottocento i presupposti dell'alfa-
Nelle pagine precedenti: betizzazione musicale, furono le associazioni filarmoniche e le
Giandomenico Tiepolo, bande, giunte a sostituire le antiche cappelle musicali, gli orga-
Carnevale. Parigi, Musée nismi designati a tale compito e destinati a raggiungere non so-
du Louvre. lo i più importanti centri urbani dell'entroterra veneziano (già
107
Società filarmonic/1e e bande

Anonimo veneto , Concerto avviati a sottra rre importanza al ca poluogo) ma anche i borghi
a Palazzo, seconda metà dell a pianura e i paes i delle vallate in terne a contenuto svilup-
del XVIII secolo. Venezia, po abitativo. Incerte nella loro attività fino al 1870, coinvol te in
Casa Goldoni . un continuo alternarsi di fondazioni e sc ioglim enti, ma poi sem-
pre più stabili , tali assoc iazion i avevano identità laica e ba se so-
ciale radi cata sul territorio, così da interpretarne, senza me-
diazion i, le es igenze .
Una prima conseguenza di simile territorialità era la sinergia con
l'ambiente crea tivo: come riprendendo i costumi artigianali set-
tecenteschi, i maestri loca li (che non limitava no il loro ruolo al
solo aspetto esecutivo) potevano scrivere su commi ssione, con-
tando sulla pronta in terpretazione dei loro lavori. Così - soprat-
tutto nel più restio settore operistico - le cronologie teatra li ri -
portano titoli come I promessj sposj, melodramma rappresenta-
to a Padova nel 1833 di un oggi sconosciu to Pietro Bresciani. e
dec ine di altri titoli ignorati perfino dai dizionari e firm ati da
Giambatti sta Bellio, Gaetano Dalla Baratta, Angelo Za nardin i.
Riccardo Drigo, Luigi Taccheo, Giulio Tirindelli o Anton io Corona-
ro. Ma l'elenco di questa creatività na"if - nella qual e, oggi. fi ni -
scono con l'essere assimilati lavori im portanti e, allora. fam o i di
Giuse ppe Apolloni, Francesco Canneti e Carlo Pedrotti - è da\·-
vero rilevante, interessa ndo parimenti la mu sica sa cra con bra-
108
Musica nel Veneto

Festa dell'Albero della libertà . ni per solo coro, voc i e orches tra o voci e organo, la banda con
Venezia, Biblioteca del Museo ba llab ili , inni, marce e tra scrizioni d'ogni genere, le orchestrine,
Correr. i gruppi manclolinistici o d'ocarin e con pezzi cara tteristici, le ro-
manze da salotto, la cameri sti ca.
La vira ta ottocentesca risalta inol tre nell'ottica antropologica.
ossia considerando l'inves timento di energie personali da parte
di tutte le classi sociali coinvolte nel mondo dei "filarmonici": per
la prima volta il contadino, l'operaio o l'artigiano usano la voce o
imbracciano uno strumento a fiato , a corde o a pizzico e il far-
macista. il prete. l'avvocato ne dirigono le azioni, in nome di prin-
cipi come il "decoro" e di valori come il "senso civico'', in un or-
goglioso. volontario tributo alla res publica.
Il secolo seguente, il Novecento, continuerà a sostenere questo at-
teggiamento. trasformando però tante iniziative in pubbliche isti-
tuzioni - le volontaristiche "filarmoniche " in moderne "società di
concerti", le municipali "scuole musicali" in "conservatori", l'ac-
cademia occasionale in "stagione concertistica"- . le saltuarie pre-
stazioni in stabili occasioni di lavoro. indirizzando il volontariato
verso il professionismo. Nello stesso tempo si preciseranno an-
che gli obiettivi educativi dell'insegnamento musicale: non solo ad-
destramento vocale e strumentale a fini occupazionali, ma anche
contributo fondamentale alla crescita individuale e sociale della
persona.

Le cronache del periodo napoleonico restituiscono una ricchezza Nella pagina a fronte:
di eventi musicali concepiti non soltanto in chiave propagandistica Festa dell'Albero della libertà
e autocelebrativa, ma anche educativa. Nessun momento fe stivo, in piazza San Marco. Venezi a .
fosse programmato in piazza o in chiesa. trascorreva senza il ri- Museo Correr.
109
Società filarmoniche e bande
110
Musica nel Veneto

Avviso del 1841 con


i festeggiamenti per la fiera
di aprile a Cittadella. Si noti
la partecipazione della banda N.IS9o
civica e di quella militare.

REGNO LOMBARDO-VENETO
PROVINCIA DI VICE~ZA

-==•>K·~~::r<>c«-
JU\ 5ZIV,,-A&l0ftll
4).11;.iJi.' à\lt\ltnU~ltllU) ~~ Qi\'t~ 'U'~l'jl~ \'t à. 'i.11 ~~ ~~ lt1N\1'>ill:Jì.Jlo4).

O n1\c fe~tl'ggia1·c con scn limr.nti lii g r atil uJi n c l'ossrr111int:t Drl:i~ioil•? C'llh <['13IC S. A.. J. Il , S E.~ll!. N IS S UIO AR•
CIDUC A VI C I~ RE si l! J cgnota Ji l1cnign:in1c11tc coucci!crl.! n 'ltwst ;a Cumuoc una sn.:o oda 1•11.•r:i :111 n m1lc d a tcnc1·-
~i nel m esi~ di Ap rile, cd o nJ11 J::irc hcll' incominciamrnto :ili.i. l'i1·ra 01cJ rs ima ricurrf'nlt: i11 fjll!'Sl :um o nei ~iorni ili
0

Vcncr<ll e .S:ibato '13 e 'lt1 :md an lc, ~iust:t i 1liramoti a v.- isi , b Orput.11.ionc po1·u a nufo.ia J.,l l'I JDULI C O che an~ 11 -
11u luoso li 50Uoin dicati. trattenimenti.
Ncll al'~c\'rv~soc~lal~u1itr~!~r~li. ' l,;:~lt.17mò~r~:.,c'.~.~: ~~:i::~
1 ap .. rtocun Orcl':i, le cui Jct1a l:lliatc iul'or111niot1 i saranno conlcnnlc ucl-
Ncl 11111tliuo ùcl gio1·no di Vcne1·J1 -:.3 Ap1·i lc il suono (folla UA N DA C IVI C A :11111u11ciN·il l'ap1·imrn lo tldl:t Fic1•3, Veno le
ore sci rnmct·ilfom c la ~lc5sa H.:rnJ ;i CiYica suo1u.•ri1 in s11113 Pinn:a. i\lla se r a il T l.'a \ro s:iri1 illmniu:1 t o.
Nd giurno J i Sahato 'l'i Aprile alle 01·c 11 11n p ri m !•ri1li:m c i Di lctto11li dt•ll' Istitut o Fibrmonico 1lurrn110 un' Acca1lcmi.i \'n-
c:ilH eJ lslL'm n cnlalc ndla s~la tl1•\ (;omuur. Q1u•)t' t\ccnllemi:i ttT1·1i resa tiiù lirill:i ntc 1b ll'intrrvr11 t u tli·i C'anu 11 1i 1ld-
l'Opcn e di olcun i fo1·cst i1·ri P r ofosso ri il' Orchestra. N'l'llll stt•ssn him·110 in s ull n Pi:i:u;a n•rsn le 0 1·c c in1p1c po1nnitlin-
11c s i t.lar ~ il popolare din•1•timcnto J rlln CUC A(~ ~,\ , du r:in tc i! 1 1 11~lc i;110ll(Ti1 la BANDA MllL11' A IU•:.
Nel giorno 1li IJom cnicn '25 Aprile parccd1i Dilctt.m tl 1licdero fond11 t a lu sini;o alla Drpu tar.i one d i rscgui 1·c alc u ne C OR S I?.
C ON S E UIO. l~ J , le cp1oli avranno luogo :illc ore ouo :int imrrid ianr. nclb l ung:i e lnrga Cont r 3da del Dori;o di P:iò o-
v3. T ulti 1p1c' Forestic1•i Oi lcttanti che volcsst>rO inter venirv i faranno sornm:i grnia. Vl·rso le ore h'C pomcmliauc Je\lo
stesso Gi1m10 ùi Oume11 ica vi sarà un a Rl~ GATA con Uarcl 1e gui1latc Ja Donne. Le Barc.h c u ranno a tre a t re, cii in
ciasch cù u n :i ni;iranno due J onne re~a l o n t i . 'l'rc 3n1·am11• le C•>l'se. Quel le che giungcr:in nu pri me alla meta si 1111ir:inno a
corrc1·c nno•o a rri ngo, il quale J ec1Jerà ilei P1·iu1n, St•conJu, e Ten;o pr('rnio colle rispc l tin! B::indicr..:.
I.~ ll.cgat a •N·r à dtt-0rat1. J olla. DANQA Mll, ITARE e ila alt r i suoni e canli 1 nonch~ do 1111 co 11 ~.: 11 icn tc ~cco 1n p at;n1:1me n -
to di ;i llrc Barche Veneziane fornite e s u iù1:1 t c da Vc1wzi:uti B:ircajuoli.
Il Ca5~~c11 :~1~ :.•;t~1~n:p~~t~;;t~~?r.~:108g1~1~1~i~ if"~~~~:~tlic1;~~~1\1~..fi~~~~·m~nl~. npposla l\i•a tlall'altra offrano comoilità agl i
Alle ore 11 11~ romc ridu1nc snran no :iri·tc le rortc 1l' ing1·esso ol;>li SK[hi, ed nllc o re ù nc fj11 ellc 11'i 11grcs..~o oll a Ri t n.
Il Oiis~~,~~ s:..rc:~~~:1~1\::ia~~s::~:~ t~K;; :.;·~:'.,ù~l~~~.i~;~~ ~tQ ntc !S ig. ' ITT!O ll oNDl/"1 di Ve1wzia, cliegcntil111cnlc aderendo alle
Nella &el'a il Tea tro sarll o uov:imcnl c illuminato.
Nrl gioM10 di [:onc<lJ 26 Aprile, Jull' imlmmirc Jrlla nolte. la Uh•n Padou. na-'l'revisnuo urà ill omina la 1 e nello S palto con-
lnpposto 5\ aceenJerà una IU~t:Jg~& ~! :i1't16~ <h~if?i'!@1;;b~. O u rii11itc l'i net•ndio de llo. Macchina gireranno
illumina te nel sottoposto C:in:ilc tu tt e le Ual'che che servirono per la H<'grtt.J. Il suono ùdlri Dand11 Militar e: rc mkl'il pill
hritlantc il troltenimento.
Si n•vr. r tc che CJ•C nel giorno Ji Oomrnica il tempo fosse piavoso, l:i lleg1Ha si trMporteL'à nrl s11cc1miYo I.unctll, nel 1111alc c-
g.ua lmcn tc :tYrà h1()go l altro ll'3 llcnimen to. Che se anche nel Luncdl il lt'mpo fosse piovoso li 1hu: trattenimenti si !ra-
spnrluanno nel M nrtedl suut'gucnh•.
I.a Dcputa:r.iouc Com11nnle cJ un' .o r po!illl Com missione sonrgli eranno perel 1è sia mantt-nuto il huou ordi ne, e percht1 ogui
cosa pn.~~ iùil nien lc riuca Ji puhhlico :ig;gr:i.di1J1enlo.
~Un.Id'~. -'4"Va0 d~ ~ '}~<W•llrl'llt> '6"c11Wrno~, ,/ ,,f ... ~,.JI, 1,f./f

lh iià 'f HI
IHIUI~ .. ~ à~.àR
I~'P"1 . 1i
lll~H ,'IU IH
f'Ò<l•1 I L JI. CO.'INIS.'fAIUO

GIO. DILL'OOLIO

___,.....___
111 ....,. Ti1•· B•"T:~ tJ~. 1 1~ 1
l:. lll A Q. IENP U ZZO

corso ai meccanismi spettacolari. collaudati in Francia e impor-


ta ti al seguito degli ese rciti d'oltralpe. "Tu tti vogliono Orchestre.
Te Deum. Cantate, Accademie ed il Diavolo a quattro", scriveva-
no da Venezia nel 1798 gli emissari della Rappresentanza di Chiog-
gia. in difficoltà ad assoldare musicisti per le fes te nella loro cit-
tà. Spari di moschetti , frastuono di cannoni, rulli di tamburi, squil-
li di trombe, campane. fuochi d'artificio, suoni di bande, canti, divise,
bandiere. stendardi e luminarie indifferentemente attiva ti per so-
lennizza re eventi sacri o profani inauguravano un sis tema di co-
municazione immediato basato sulla sollecitazione di emozioni vi-
sive e sonore. In tea tro. per le strade, nei caffè e quindi nelle bir-
rerie, sull'acqua e nelle chiese. sulle piazze e nelle case. l'elemento
sonoro veicolava pass ioni nuove private e collettive, poetiche e
politiche, contribuendo in maniera decisiva a costruire l'uomo nuo-
vo dell' Ottocento egualmente partecipe, grazie al successo delle
trascrizioni, degli avven imenti vissuti nelle lontane capi tali.
Il simbolo principe del rituale rivoluzionario fu l'Albero della li-
bertà innalza to in moltissime piazze italiane subito dopo l'arrivo
delle truppe francesi: attorno all'Albero si svolsero le feste più po-
polari e sfrenate, al ritmo non solo della Carmagnola. ma di con-
traddanze. quad riglie. monferr ine e valzer che mescolavano il fol-
clore locale con le mode euro pee e riprendevano i motivi delle ope-
111
Società filarmoniche e bande

Baccanale del 1857 con la banda


di Quaderni .

re teatrali più famose trasformandoli in ballabili, e sostituivano


alle canzoni più note nuovi testi.
Nelle grandi piazze di Verona e Venezia Io spettacolo venne ordi-
nato e controllato da un'attenta regia . In piazza Brà, il generale
Augerau nel maggio 1797 faceva schierare cavalleria e fanteria
"a quadrato perfetto" con "palco per le autorità" e tre bande,
chiamate a esibirsi "nel più bello ed armonioso militare suono".
In piazza San Marco, invece, il giugno successivo la festa era ga-
rantita da "quattro orchestre capaci di più di trecento suonatori"
disposte su apposite logge; ma prima del pubblico divertimento i
veneziani si erano recati in chiesa "al suono di inni e sinfonie pa-
triottiche" per un solenne Te Deum. L'esecuzione di "un Coro pa-
triottico ad opera dei coristi del Teatro La Fenice per le musiche
di Vittorio Trento su un testo di Domenico Casotto", chiudeva il
capitolo ufficiale della festa, la sciando spazio libero alle danze fi-
no a mattina.
Canzoni e danze improwisate erano preferite a discorsi, inni e para-
te, nei centri più piccoli o nelle piazze meno famose. non senza
episodi di sfrenatezza: ad Adria per esempio una "plebaglia", re-
sa audace dal vino, osava unirsi nelle danze a dame "d'alto li-
gnaggio". Ma v'erano gesti altrimenti significativi sull'onda dello
spirito libertario. II 10 luglio 1797, a Venezia, venivano atterrate
le porte del ghetto ebraico: "Una banda di strumenti da fiato di-
latava un suono festoso le cui modulazioni erano seconda te a pa s-
si di danza da gente allegra che prendeva a mano le donne ebree".
L'insieme di feste e cerimonie rapidamente attivato per dare il se-
gno concreto di una rottura con il periodo antecedente si svolge-
va nel segno del consolidato gusto barocco, distribuendo senza ri -
sparmio energie strumentali e vocali, puntando sull'effi cacia spet-
tacolare degli apparati scenici. Per la liberazione di Mantova. a
Verona nell'agosto del 1799 veniva così allestito un vero e pro-
112
Musica nel Veneto

Il maestro della banda


di San Michele Extra con
la sua tromba in una fotografia
del 1890.

Se gente musicante con la divisa prio trionfo di gusto neoclassico. con una gran macchina rappre-
ell' lmperial Regio Reggimento sentante il tempio di Diana illuminato da duecento torce, mentre
i anteria Gustavo de Wocher, "un Coro di 26 Professori di Musica dei migliori ed 80 Suonatori
848. nel Stradone di Porta nuova spargevano la più soave armonia. Due
carri Trionfali elegantemente adobbati formavano il corso di es-
so Stradone. ed eranvi sopra tutt'i strum enti della banda milita-
re del magnifico Reggimento Preiss''. E se 1'11 maggio 1797, "ban-
de de' Suonatori, Tamburi, con Bandiere" a pochi giorni dalla ca-
duta della Repubblica veneziana . accompagnavano l'ingresso in
Belluno della fanteria , il tentativo di francesizzare l'immaginario
collettivo sui meccanismi di adesione affettiva al culto per i nuo-
vi eroi risaltava in cerimonie come quella riservata al giovane ge-
nerale Hoche, morto sui campi di battaglia a soli 19 anni, cui Ve-
nezia tributava il proprio omaggio, in Campo San Polo, il 2 novembre
1797. Una cerimonia funebre. per la quale "era stato eretto un
mausoleo a forma di piramide [ ... ] mentre una vaga illuminazio-
ne[ .. .] rendeva lo spettacolo gradito agli occhi, come delizioso al-
l'orecchio da melodiose sinfonie militari, i cantori seduti a· piedi
dell'urna intuonarono l'Inno lugubre [... ] posto in musica dal cit-
tadino Maestro Bertoni''.
La tendenza a incentivare il culto personalistico culminava nella
festa celebrata in Venezia il 15 agosto 1811 per l'inaugurazione
di una "colossale" statua marmorea dell'Imperatore. scoperta tra
le acclamazioni della folla . gli spari dell'artiglieria "il suono de'
sacri bronzi, musicali I strumenti Militari, e le evoluzioni della Trup-
pa"; alla sera"[ ... ] la gran Loggia. da cui le Autorità aveano as-
sistito all'inaugurazione. illuminata con Lampade di Cristallo,
conteneva una numero sa Orchestra d'Jstrumenti, che con armo-
niosi concerti ri creava gli spiriti, e tratteneva il Popolo"; "le Or-
113
Società filarmoniche e bande

Programmi di accademie
con musiche sacre nella città €,i
"ohu.
di Verona.
(
GRAI\DE ACCADEMIA,
DI ANGOilENTO §ACNO l0\ r:HlTt)
C[c ri iLtì rclle rrr di Cirrcrli r: orraìte con nrurio reelc cd irtrumcn- ) EL 'IE&T§O !!U"Ii)
trle, ncllc Selc delh Suicrir rl': Ttrpn,lil, nel prhzro Bcril.cqu.. r lxrc-
6zio dcll lnrtiruto ll:zrq drl oioro di murio Donrcoico l:orcni, ra.i.tito i
drgli qmgi Dilcrtrori. ; drll. mi3liorc Orcharn di qo6t. R.,i. Cirtl, <.., r:i.-
ol Fzzr ktu.otr:
! PÀB8L
i t, tnr[ t
lf. r. Orrn §iof,roir dcll'(bcn Frcutcùiitz di Cerlo lthrie dt Wchr.
. r I(IRII: 'lcl lll. Foroni L t:rgo coo pic@, c Com.
'l
tt',,'ru?:%:ndri I+
" nttmiu'Do«or
lll. Àrià Fqr r { rcrli con lutli.6to. t. firrrl rlfrfr. . lltlllr rlf r.d. {' l6nh .d U W
. 3- ljiarlc ll. Dio tr.hhlo ocl Dilwio aaitcrnlc icl ll.6no ,)oni..tli dd.llù|, \, h \':. l4k Lor..r f.ll.tnu. . Uk \ÒF . ìaE
*gnito rhl Sigl,r Ctnrc Nittruh, Dilcrr:nti, c Coro lihLàt. ln('-.L
. (. frntÀli. di Thallnrl crguilr .ul pi.no [ort. rlel §i3mt F,rreoi 63lio. l. I^lllrll tr l- lld,.'mlrdr . &tli"{. J DE raE
. 5. Cullt ,S,l.lcl O Slltlll'U <lcl lt. I'oooi. Goo lrrgo comrrro r t liiff lut. lru ùl IÉ.. it t;ÉF t>?-,1q-
rti c Cnro, egdro drllc Signor l:cl:rcgli, Ihtriti, Àlor,riri-Pulli, òali È. §. q.F{. a lk}
['oui, c dei Silori Dort lmnrrdi, Àhrri, Cotc Pcllcjrioi c Lb-
I.t, ..tuito dr pino c Fugr I I rceli poo rutti, c Coo. P,IRTI ll. c

u [a8uL
l§}n §tcl{t a lu!..É,llrv"{. qÉ.d f- b b
N r ìlclodic Religior qq1 Allcgro Finrlr, e3uitc rul crnl,lo rmonico di
& GF. Iarlrr ltrtan..
ooore inrcn:iox rhi §igmri l.'orcoi, pda c 63lio
, t. CREDO rlcl llanln F,rrcni r piir rmi, uguiro drllc §ig. Anmirt- tio0ilrlIl lrBt lt,zzt
u Fotoni, Ihttiri l.ìL*g[i, c dli Signori Dottor lanrrdi, lhoi, ,in *' s.ah . '.*ti,. . fdd. .a l.lEa.rb f4 . !É É
Bclat, Contc Pell*rini, Cmtc Nicbdolr c Cao tdo arlb §r'* t&h ld. . 8.-llh (:dG . & !.F.r
. 3 Qurrrrto dcl ll,xè, rri rraaca la ea, dcl ilrctru Roini cqoiro rld- l,'od, lrir.r,*B U*l. l{Crul* ?drrrr blÈ,
lc rig. Itlororioi..PrlL:, nllili,. d.i rignori Dor: kooerdi, c llrmi. ì d l.r.l .{rt'F.
. X ll. t"-. t. til. '.ptb - F Cdtrdro. e3ù e §.'-. Cé
{ Inrcrziooc c Quintcro, Celetc nan Vluata, *l ltloè dcl lthcm R* ^Y nh. lln-Lllr ^d
.ini, c$Euirù,lill. ri6norr l.rlrgùi, c dri Signoti Cootc P.ll.griii, [t- ttdtt". dat.tc, - lhLùrq (rr#hx . ra nu xiqÉ
Dottor Irurrrrli, ibui, lhbr. I { l. Irt Ù tddo ùr dl* .lL §t.. &-UL,d r §ra l-
lV. B. ll prcrro l(ll cnrrrt. è linrit.ro .d r lite eortriae pr o3ri 9 r-r,. th*tL. . ttilt.ù.. ,
rl lr'. A,'r. !,.,i*, Frrd'. tE FlÉdo (a q{r.r}
i6rlirirluo, cl,q teoiri prgerr rll'iogm. (o a,hlxil. t.l t:drN lHl. lerÉ.
fùsuno [ptrir cnrrrc anzr p*trtrc quoo pro3remm, ol qulc -
A l » r,,r.: t.rr,'.k,J,- rD F ll* Èf.L 3lk tr.
I*r-r' .r [errinro condurrc ruui 3l iodividei rbllo fuflic, r cui Y l-r inùr..d l'.lk!nd,
; JiE(to, c no ehri. 11 tt t»*,a, ltut I qh ..,.t . (d.b.
I R. & Perrq tri ' SrccrJori, ocrlianr h orrirpontiom rogo a{{e é- i2 rn. ru t n/..N-: ia ,,rr,a, l.r@
- u.
atr Ibtrrnno curtrc Eora il 1tro3reour.,
Si larò pdncipio atlc e E prccit.. t\ cc(xxxro(\ì.- l\Ti)
o
\.. ,o- lqùjl

Giuseppe Apolloni (1 822-1 889) chestre lateralmente disposte conservarono coi loro armonici
suoni, per molte ore della notte, il giubilo e le dolci emozioni 0n-
d'erano tutti compresi".

Il ricco formulario celellrativo attivat0 dai napoleonici e quindi in- È,


tegralmente mantenutO dai nuovi regimi, portava come cOnseguenza
un increment0 di attività musicale in gran parte sostenuta dalle
"m0bili" bande aggregate ai diversi reggimenti militari. Tali orga-
s
nismi non contribuir0n0 s0l0 al processo di diffusione del programma
rivoluzionario ma furono responsabili di una vera e propria ope-
ra di divulgazione musicale, grazie a una presenza continuativa
incentivata dalle politiche culturali degli Stati dominanti, intesi a
ristabilire I'ordine di una convivenza pacifica. Non per cas0 quin-
di negli anni della dominazione austriaca (1814-1866), proprio in
Veneto e in particolare in una Venezia da secoli simbolo d'indi-
pendenza e auton0mia, I'infiltrazione della banda militare nella n0r-
malità della vita civile fu tanto capillare, agendo all'interno dei
meccanismi di produzione e fruizi0ne della musica. Sempre di-
sponibili a fornire la colonna sonora per feste e intrattenimenti
divario genere, come le corse nel Campo di Marte (14 giugno 1829), Gellio Benvenuto
Gellio Benvenuto Coronaro
le "accademie sull'acqua pel Canal Grande", per celebrazioni uf- 863-1 91 1863
Coronaro
(1 6). - 1916)
ficiali (il genetliaco dell'imperatore) e ufficiose (il passaggio ca-
suale di un membro della casa regnante), le bande militari si pre-
stavano anche sul palcoscenico, chiamate in causa dai lavori ope-
ristici degli autori d'inizio secolo, dal Meyerbeet delr Crlciato in
Egitto (1824), sino al Verdi delÌ', IIr1a ( 1 846) per il quale I'impresario
Lanari consigliava I'utilizzo della banda del reggimento Chinski.
descrivendola come "la miglior banda del nostro imperatore". \l-
trettanto sistematicO era I'utilizzo di singoli strumentisti pr0\'e-
114
Musica nel Veneto

P~do~a 1" ·Dicembre l871 Dispemm :;.

': -

LI BAND! DlstrlPuztone lcusllc di Husica


OA .BÀLLO E M.ARCIE PER PIANOFORTE A OUE A!ANI

PATTI D'ASSOCIAZ IONE


'l'riu~cs trnl e L. ~
l 111p\.wto anuuo L. S - I Chi prut' U1'11 ci ltfjlh' u!Jl,,Jlld !!ll·:u i l1;L un:: ~
Fullri del regno L. 9 indistintamente e copia grntis. :- :1
quindi 2,25 trimestrali. . I Le in serzioni in q1111rtn pnginn sono n 13 !i !1
.\Lbonamento obbligatorio per un ann o. ccnt. ln linea o spazio di lin en della ~ ~
P11gamenti anticipati. lunghezza di 9 cent imctl' i. r.
; ~
::. ~
PEZZ I :~
CONTb:(\ U'l'l NELLA l'HESE~1'E DISPE~SA .1
'
)liFs1.m Y ixc E:o\zO NAPOLEONE di Cirifoxccchia - R01na 11el :! L u9/iu ~ ~
~ _, l8ìl - Mar cia (passo doppio.) '. ·'.··. .~.'
;. 0RI)IALDI GADRIELE di Capua -Angelica - Polka. :
~ ' CORR.\DI FEDERICO maestro della Banda citi.ndina di Finall•org·o (Li- .• ~
... ~ gure) I l Campidoglio - Yalz~ 1· cal'at.teril:iticu. J~
:• : , 1!

.. ·. CS.:\ DISPENSA AHHE'l'HA.1'.-\. LIHE ·~ :,, ~


~
.,' ;
....,,

e a cesco Canneti (1807-1884). nienti dalle compagini militari nei ruoli des tinati agli strumenti a
fiato all'in terno dell'orchestra , mentre spesso i maestri di questi
complessi collaboravano con le locali fil armoniche.
Tale situazione trovava poi conferma definitiva nell'abitudine dei
concer ti pubblici in piazza San Marco a favore dei cittad in i, che
regalava no alla banda una fun zion e autonoma (indipendente dal-
l'accompagnamento di cerim oniali collettivi o pubblici dive rti-
menti) , ai veneziani il piace re di ascoltare un vasto repertorio mu-
sicale aggiornato all'attuali tà europea in esec uzioni di alto livel-
lo tecnico ed es pressivo. Infatti, come dimostrano le numerose
testimonianze - per tutte quelle illustri firmate da Stendhal e da
Wagner - i complessi austriaci va ntava no un sicuro primato tec-
nico-in terpretativo. L'in cidenza e il favore di tale attività conce r-
ti stica in piazza San Marco sono documentabili per il decennio com-
preso tra il 1856 e il 1866 grazie alla ra ccolta di ol tre duecento Gaetano Coronaro (1852-1908).
biglietti realizzata da Giovanni Battista Lorenzi, in cui sono cro-
nologica mente ord inati i programmi di altrettanti conce rti tenuti
dall e bande mu sica li dell'esercito imperiale in piazza Sa n Marco.
li loro conten uto indica tanto la smilitarizzazione mu sica le della
banda - sempre più co invo lta nel contesto civile-, quanto la co-
stru zione di un repertorio dominato dal mondo del tea tro , dal me-
lodra mma al balletto , seguito dalle danze di consumo e in fine dal-
le marce. Né dagli autori praticati emergono predilezioni nazio-
nali ste: ce rtam ente so no tedesc hi e un gheres i tant i pezz i
ca ratter istici e i ballabili e non mancano tra i compos itori i mae-
115
Società filarmonicl1e e bande

La banda di Castelfranco Veneto


in una fotografia di fine
Ottocento.

stri austriaci delle bande. Alla specificità d'ol tralpe si devono na- La banda dell'Istituto Industriale
turalm ente attribui re le presenze di autori quali Beethoven. Wa- di Vicenza con il maestro
gner, Weber o Mozart. ma i brani importanti sono in massima par- Giovanni Ricci , 1890.
te italiani, nel segno dell'immancab ile Giuseppe Verdi, di Gaeta-
no Donizetti o Gioach ino Ro ss ini. che va ntano anche il primato
numer ico delle esecuzion i.
Il consenso ottenuto dall e serate in piazza San Marco veniva ac-
cred itato dall'immediata sostituzione dei compless i austri ac i con
le bande civili e mili tari nostran e all'indomani del nuovo assetto
politico del Veneto: secondo un 'ordinanza municipale del1'11 no-
vembre 1869 la banda della Guardia Nazionale (poi "cittadina")
116
Musica nel Veneto

La banda del Patronato


Leone Xl Il di Vicenza nel 1905
con il maestro Giovanni Ricci
(in alto) e alla fine della
Grande Guerra (in basso).

doveva suonare il martedì e il venerdì in piazza San Marco e il sa-


bato ai giardini reali.
Nelle altre città del Veneto e soprattutto nei centri più piccoli del
territorio tale sostituzione si era verificata sin dai primi decenni
del secolo, quando. ad ogni Guardia Nazionale. istituita a ruota
dell'arrivo francese. veniva aggregata una banda. prototipo della
futura banda cittadina. Tempestiva in quest'operazione fu Vero-
na. dove già nel 1797 veniva formalizzata la costituzione di un com-
117
Socielà l/larmonic/1 e e bande

La banda e la filodrammatica plesso civico, cui prestavano i polmoni gli stessi strumentisti im-
di Monte di Malo (val Leogra) . piegati presso il Teatro Filarmonico. Interessante rileggerne l'or-
ganico, condizionato ancora dal modello settecentesco della Har-
moniemusik: ottavino, oboe, due clarinetti , fagotto , tromba, due
corni, tamburo, clue piatti e capo-banda . Il fenomeno si ripeterà
eguale settant'anni clopo. Alle Guardie Nazionali istituite nelle
città tra il 1866 e il 1867 saranno regolarmente aggregate ban-
de musicali dagli organici ben più sostanziosi comprendenti qua-
ranta- cinquanta esecutori ; trecentocinquanta manoscritti anco-
ra conservati nella Biblioteca Comunale di Treviso e provenienti
dall'archivio cl ella loca le Società della Banda della Guardia Na-
zionale confermano un repertorio composto per gran parte di tra-
scrizioni operistiche integrate da ballabili e marce.
Questo processo di civilizzazione della banda militare rientra nel
più vasto fenomeno di trasformazione del consumo musicale ot-
tocentesco, e costitui sce una radice essenzia le per la nascita e lo
sviluppo delle società filarmoniche. non a caso spesso difficilmente
scind ibili dalle bande stesse.
L'intreccio risalta considerando numerosi documenti simili alla cro- Gonfalone dell 'Istituto s·
naca - registrata in un manoscritto della Biblioteca Bertoliana di di Lendin ara, istitu ito el
Vicenza (Ms 3271) - di una festa paesana tenutasi a Carpanè nel-
l'ottobre del 1816. Giacomo Milan, rampollo di una famiglia che
118
Musica nel Veneto

Frontespizio del catalogo


commerciale stampato dalla ditta
Stowasser 's Sohne di Verona.

1ABBIICA DI STBUKllTI WSICALI


~"d'lz (!l.hmia)
FILIALE IN VERONA

W . 5TOWA55ER..
nel piccolo paese vicentino era proprietaria della filanda, della se-
,
5A ASLITZ
SOHHE
VEROl'lA
gheria e di una fabbrica di drappi, sposava la contessa Angelina
Bf\.S.St Sib 17ERTIC1'LI Porto Barbaran. Il corteo della sposa. proveniente da Vicenza , fu
ricevuto da "un vecchio e venerabile Religioso sacerdote [ .. . ] al-
la testa di 20 fanciulli, e di altrettante fanciulle precedute da una
Banda di musicali stromenti e scortati da una come milizia di Gio-
vani del Paese". Tra il 21 e il 31 ottobre seguirono una serie di
cerimonie in chiesa e di pubblici divertimenti conclu si nel vicino
teatrino di Valstagna con "una Cantata [ ... ] eseguita con strepi-
toso accompagnamento di stromenti a corda ed a fiato dai Dilet-
tanti di quel Paese" seguita dalle danze.
Banda. orchestra. chiesa, teatro, strada, cantate. balli riuniti in
un unico gesto spettacolare diventavano così protagonisti del pri-
mo tempo libero ed elementi imprescindibili della cerimon ialità
; 11 _.. , ,,.,_
L~ ... ,.,... .. . ,~

1·· - - 0 ; > .m.&1<, ........ .


.... . ,,_ .. _ • .....-... ·r·•"' :no
2'11
.io- !IO>! -

Mt-, ., , _
pubblica e popolare.
1' tm-.S. · ....... .......
. ,.,._,..~ ,- •...,. ....._., '"''°"" ....... ~.
AI centro del variegato formulario di occasioni sociali, la musica
acquisiva un ruolo preminente, affidandosi non più solo al musi-
Basso verticale in Si bemolle cista professionista, bensì soprattutto al dilettante, una figura di
costruito dalla ditta Stowasser's provenienza settecentesca. non definita da una gerarchia di com-
Sohne. petenze esecutive, ma solo per un rapporto con la musica di tipo
ricreativo. in cui era secondario qualsiasi riscontro economico.
Gli ideali democratici del secolo XIX oltre ad accentuare la tra-
119
Società filarmoniche e bande

. BRICA DI
REMIATA AB fI/\ro f A / ..--

-
··~

••

,.
CO
\' I a
~

...
"'10
l/A
"lf fH VENEZ.\J>..

\'•••H . Lll.ti. l.•vr.


t I
sversalità sociale del dilettante - artigiani, contadini, nobili, bor- Listino prezzi della ditta veronese
ghesi, impiegati, studenti partecipano senza distinzioni all'attivi- Antonio De-Toni.
f tlCONt s;b .. IMPfRIR\l; • R TR~CO~R CRNNf6610 M~5SIMO tà musicale - arricchivano di fondam enti morali i comportamen-
ti collettivi, dando vita a un vasto movimento associativo, in cui
la funzionalità pratica sublimava nel bene pubblico.
Statuti, circolari, appelli sui giornali locali, regolamenti predisposti
dai responsabili organizzativi di associazioni filarmoniche erano
non solo atti burocratici ma soprattutto manifesti politici. Una sin-
tesi tratta dalla circolare divulgata il 24 maggio 1837 da Giam-
battista Zannini per l'attivazione a Belluno di "una scuola di edu-
cazione musicale da corda e da fiato, e possibilmente anche di can-
to'', cos tituisce un esempio paradigmatico:

"La mu sica è parte tanto essenziale della civiltà e nobiltà d'un pae-
se, che non si può toglierla ad una città senz'abbassarla alla con-
dizione del villaggio.
Una banda civica è l'ornamento più degno d'ogni festa religiosa e
Elicon in Si bemolle costruito civile; è il sollievo più gradito nelle ridenti sere d'es tate [ ... ]
dalla ditta Stowasser's Sohne. Una orchestra bene istruita è tanto necessaria al teatro, ed a tut-
ti i trattenim enti di società, che senza di essa facendosi difficile
l'uso di quello ed impossibil e la consuetud ine di questi. perdiamo
la opportunità delle frequenti riunioni, così utili allo sviluppo d'o-
120
Musica nel Veneto

~--------------------------------------=~~
(,jj •e,, - ,il
~ [ì)

l?rogttunmn

"
1111. Ollnlm ramte cu Il llll' HLLI llLI

~
PROGRAMMA SOCIETÀ PIO • FILAR1'I01VICA
DF.I PF'.U:I YOCALI ED llTaOllElttALI CHE "' F.AFSiURAWN'O
.(_" .fua. ~C 28 'fil·.uv t858.
;,; Jrnr , l --+r./. ~s.h
AeUa 8nnlJe !lccalJemia lJelta ~ocidii !lntioni • liloconi
D.ITA A BE/IEl-.IC/O P,\RTI I.
DF.LI.' l!ITITÙTO SORDI - M IJTI i . Sinfonia nell" llllllu i. AJ~ri di HOMini.
2. Bja llnter .l\oliltlllft e r....., llello Stu"'41 •li 11...Uni, ~ilo dli Socio
~.;. lll'go, che ~..,,,lilmente rii pmola, e Mlle Sic--e
lPlllUllA lPAllUt~ • ·fllg1*f "ooelitnu ..i Arli•li.
3. CHallp~ 1itttl f o/relln M"I Mtcbdh 4i Verdi , Oltgllill Ulla Dllellaele
s..
ro••• • gnndt Orchestra rmnpool• Jal Socio Dilettante Sig. Gudio Nicolini. Sigpon c.r1o11a c.re11i - c...i.m. ·
r:!:!Ji'i°'
I.

>. Aao• con Coou nd Be/Uario del lii-... Cn. Doni=elli - ,/ si tremendo """""" lo. Arie rwtlio nei Uae l'°""ari 4i Venti , NOpill del Sodo
cio - Canta il Sig. Anlonio Bossdli Arti.la. ' -~ Ìll- ...._..-G.nli, dio g.-nlihneAle .; ,_aa.
3. C..Yuu• cl.I lllaMru Sig. Giorp> BouMfuet cl.dicota alla ttldire . Sig.• C.IUIUllA
u - C.alollte di C.... di S. M. I. R. A., e di S. A. I. R. il Gru Duca di P.\ITI Il.
T.-:1u , e dalla ....,..,.. cutala.
4. Alll• con Co1u nd Mari11 Faliero dd Ca•. Doni:ietu - Beli ardir M' CWJBiurati _ 6. Le 1tll• Niii,,.. pero/e lii l'i. S . ;,, l .'roet". po!'lr. in nuMirA da M~
Conta il Sorio Onorario, ed Artiou Sig. A'"""o ZuCJU. danle , ed -i;aaite dalle S4gnon1 l>olrlb nll 1'erl'Oiaa l'.derte • Ro.1-
5. DuSTTO o.I &kt·ro a
&rwx Jd C.v. Doni:;elli - Il """' intesi - Cantano la bartli • • r..,.,.....
MarioAIU Ni"""""'• -
,\rrigbi' • dal SigllOri DolL
aullodata Sig.• U•GHu, e I' egngio Dilettante di Mant.,.. Sig. Gruana Pu..:o. Gac!Ano """•ardi Dilellaale, e l'uhiu lligo , coo Coro delle Sig-..
• Signori Dildll•li ed Artilli.
D:IGeDJ>A lPAll~:&
6. Tmrrro 111!1 lilkrto J; E'Nrf!1u:- Un petjitlo, un vile - c.,.._, la s;g.• u....., PAm lii.
il Sig. Pu1GO, td il Sig. Zilca1. 6. llomaua ,.,. Dio cA• 4;,... netr Klwm di Apolloai, ...galli .. I Sip«
7· Coao del v- Mantm Sig. Pietro CanJ;o apont•- oaiuo p<r cpmu 0<- Ful•io Rigo.
'""'- con potoi.a dd Socio o-via Sig. Carlo C4Uari - Dove "" pio ain 1. Aria Q•I la ooc:e ,,.. aoeH nei Panioni di trdlinl, -sai'" ulla Sipon
-oJJ•tm - r..,.&li - c..111.
8. C..n11RA o.I BeUsario del M-iro Doni=etti - SU. t. ll-'1a ~ a - '""ll"la - 8. ...,.... nelll Gio•onua ~ G•llll3n ,; Veni, negW .... ' 8ifMn
c..1a la Sig.• U11Gau. Merle - lloonbacdi.
9- ,u,...., Coao o.li' EsultJ tli Ilo.- - . ocrilaa dal prelodalo Sig. Cn. Dani- 9. Arie e Coro s,,.,,;.,,. i•-*'• ,,.,..,..
.r 11e11a v..a.1e di Meradoele,
ilflli - lo 9-1 dl ....__ - C.... il Dild- Sig. l'a.1JDO.
10. DuSTTO o.Ila Nomoa del Mamro Bellini - DM ain te /j ,,_.,J; - CudallO la
s;g.• u..-, • la s;g.• C..llLOTTA BAT11TI Dild- • Soria o-.;..
.
• t
•' ....
-PII Ml Sls- Rigo , e dalle Sipott e Si.-; Dilell..ai ..i
Artitli.
.. '
I·~

-1lò•~/
... .,.

Accademia promossa gni gentilezza sociale. e ci accostumiamo alla solitudine dell'egoismo, Accademia promossa
il 27 aprile 1841 dalla Società avvelenatore d'ogni virtù. il 28 marzo 1848 dalla Societ;
Anfioni-Filocorei di Verona. Oltre al beneficio inestimabile d'ingentilire il costume. la musica Pio-Filarmonica di Verona.
ci arreca pur l'altro di presentare a' giovan i una occupazione
grandemente dilettevole e onesta , che ritraendo gli ardenti animi
dai pericoli troppo frequenti dell'ozio, li ammansa col prestigio del-
l'armonia e li rafferma nel tranquillo cammino dell'onore e della
virtù[ .. .]".

Un disegno politico di progresso civile, in cui la musica era di-


rettamente coinvolta. giu stificava l'investimento delle istituzioni
pubbliche bellunesi - Municipio, Fabbriceria della Chiesa e So-
cietà del Teatro - a fianco dell'impegno privato (600 erano i soci
contribuenti della Filarmonica nel 1850, obbligati a versare ogni
mese quote differenziate a seconda dell'impegno sottoscritto). Il
decoro di cerimonie religiose e laiche. l'onesto trattenimento esti-
vo dei cittadini, l'affinamento dei costumi, l'occupazione (anche
con risvolti econom ici soprattutto per le fasce più bisognose fra
la popolazione) dei giovani, il radicamento di un senso generale
di fratellanza, furono il motore della costante attenzione munici-
pale verso bande, teatri e scuole musicali. Fatta eccezione per gli
anni compresi tra il 1859 e il 1870, corrispondenti alla trasfor-
mazione geopolitica dell'Italia e caratterizzati da una drastica ri-
121
Società filarmoniche e bancle

Pagina autografa
di Domenico Foroni .

duzione di risorse economiche, per tutta la prima metà del seco-


lo e soprattutto successivamente - ad unificazione avvenuta - la
disponibilità dei Municipi nel sostenere gli apparati musicali fu
costante: scegliendo a caso un anno-campione, il 1880, si può ve-
rificare nei bilanci di alcune città l'entità di tali investimenti. Il
Municipio di Vicenza spendeva per la Banda (con scuola-allievi an-
nessa), 12.200 lire e altre 1.400 per la Scuola di canto e archi.
A Padova il Comune versava all'I stituto Musicale 27.000 lire del-
le quali 21.000 erano assorbite dalla Banda; la quota stabili ta dal-
la giunta municipale era poi integrata da ben 6.000 lire raccolte
fra i privati. A Venezia l'Istituto Benedetto Marcello (con annes-
sa Banda civica) si sosteneva con un bilancio di 50.000 lire for-
mato da un versamento di 35.000 da parte del Comune, 9.000 li-
re raccolte fra i privati cittadini con un sussidio riman ente da par-
te del Consiglio Provinciale e del Teatro "la Fenice". A Verona la
spesa municipale per la Banda e Scuola ammontava nello stes o
anno a 13.180 lire.
Domenico Foroni (1769-1853). Allo stato attuale delle ricerche non è possibile dare concretezza
numerica al fenomeno "filarmonici". Un 'indagine (peraltro lacu-
nosa) promossa nel 1871 -1872 dal governo italiano, cens iva per
l'intera regione 3. 964 bandisti e 178 soci filarmonici.
A titolo esemplificativo possiamo rileggere i dati raccolti in pro-
vincia di Rovigo:
122
Musica nel Veneto

Adria: Scuola (22 elementi) - Società filarmoni ca (86 elementi)


- Banda (35 elementi) - Banda (20 elementi) ;
Ariano: Scuola (35 elementi) - Banda (27 elementi) ;
Badia: Scuola (15 elementi) - Società filarmonica (30 elementi)
- Fanfara (14 elementi);
Bergantino: Banda (23 elementi) ;
Bottrighe: Scuola (6 elementi) - Banda (25 elementi);
Canaro: Banda (40 elementi) ;,
Castelguglielmo: Scuola (36 elementi) - Banda (35 elementi) ;
Cenesem: Banda (35 elementi) ;
Crespino: Scuola (15 elementi) - Banda (25 elementi);
Fiesso: Banda (46 elementi) ;
Fratta Polesine: Banda (32 elementi);
Gaiba: Banda (3 5 elementi);
Cave/lo: Banda (30 elementi);
Lendinara: Scuola (26 elementi) - Banda (34 elementi) ;
Massa superiore: Scuola (30 elementi) - Banda (25 elementi);
Occhiobello: Banda (40 elementi) ;
Polesella: Banda (45 elementi);
Rovigo: Banda (45 elementi) ;
Santa Maria in Punta: Banda (27 elementi) ;
Trecenta: Banda (37 elementi).

Un numero di strum entisti decisamente significativo se rappor-


tato alla popolazione complessiva e che alimentava un mercato
di strumenti musicali alquanto redditizio: nella sola città di Vero-
na tra 1850 e 1915 risultavano attive le fabbrich e di strumenti a
fiato gestite da Ambrogio Santucci, Antonio De Toni, Giuseppe Fu-
si, Venceslao Stowasser, Francesco Weingril, Alessandro Ghirlan-
da, Italo Ignoli e Giuseppe Meitschmiedt. Le valenze economiche
del settore si possono cogliere anche scorrendo il catalogo degli
oggetti presentati all'Esposizione agraria industriale e di belle ar-
ti organizzata a Padova nel 1869. Fra quadri, macchine agricole,
prodotti artigianali e della terra. brevetti industriali o libri rari,
ritroviamo infatti diversi strumenti musicali. Due pianoforti a co-
da, uno in "legno mogano con meccanica alla francese", l'altro "in
palisandro con meccanica semplice" erano espos ti dal padovano
Nicolò Lachin e uno verticale "a sistema detto mezzo obliquo" dai
vicentini V. e C. Maltarello. Il veronese Ambrogio Santucci e Pie-
tro Faccini di Forlì mettevano in visione diversi, non meglio spe-
cificati, "strumenti musicali in ottone"; Antonio Palmieri di Forlì
firmava "due fiscorni , un corno, una cornetta ed un trombone";
"due violini e una viola" figuravano costruiti dal padovano Anto-
nio Callegari e altri "due violini" dal suo concittadino Gaetano Chioc-
chi; altri due artigiani padovani, Domenico Leper e Luigi Ventu-
rini , presentavano rispettivamente un'invenzione riferita al "ma-
nico del contrabbasso" e una serie di "corde armoniche". A Padova
poi, fra l'ottobre del 1871 e il settembre del 1872. usciva una del-
le pochissime riviste italiane riservata ai complessi bandistici, "La
banda '', edita da Melchiade Giammartini.
Organizzazione, scopi, composizioni sociali, metodologie didatti-
che, programmazioni artistiche. impostazioni finanziari e si ripe-
tevano ovunque con le stesse modalità, mentre cambiavano. di luo-
go in luogo, di situazione in situazione, i nomi delle persone, le ci-
fre globali del bilancio, il numero dei concerti , degli allievi o degli
organici. Anche fra "Filarmonica" e "Banda" la differenza a volte
123
Società filarmonicl1 e e bande

Gruppo mandolinistico di Pazzon


(Verona), 1935.

era solo nominale, accogliendo le filarmoniche un numero talmente


sproporzionato di fiati rispetto agli archi da richiamare forte-
mente il sound bandistico: l'orchestra del Casino di Belluno nel
1836 era formata da sette violini, una viola, due contrabbassi, un
flauto, due oboi, tre clarinetti, un fagotto, due corni, tre trombe,
un trombone e timpani.

Se le bande sono la vera novità del secolo, non potendo assimila-


re in questo termine le "armonie" di fiati settecentesche. le filar-
moniche rivelano più d'una parentela con l'associazionismo ac-
cademico dei secoli precedenti, riprendendone in chiave più de-
mocratica la struttura generale.
L'Accademia Filarmonica di Verona era stata fondata nel maggio
del 1543, la Società dei filarmonici divoti sotto l'invocazione di San-
ta Cecilia di Padova. sorta nell'aprile del 184 7. era erede diretta
della Pia aggregazione di Santa Cecilia promossa nel 1726 e co-
sì pure la Società Apollinea di Venezia nel 1836 intendeva conti-
nuare l'attività del settecentesco Casino degli Orfei.
La conversione del termine "accademia" in "società" , già da sola
testimonia il cambiamento fra i due secoli, rimarcando le finali-
tà associative. L'Accademia filarmonica eretta ad Adria nel 1806
- significativamente trasformata nel 1817 in Società Filarmoni-
ca - si intendeva costituita semplicemente "per nobile esercizio
della Gioventù. e a sollievo degli animi colti"; la Società Filarmo-
nica di Feltre nel proprio statuto del 1875 fissava invece per i so-
ci una serie di prescrizioni, indirizzate anche all'educazione del-
la persona. alla dignità e al rispetto:

"Ogni socio dilettante dovrà mantenere sempre un contegno di-


gnitoso. specialmente in occasione delle riun ioni per le prove mu-
124
Musica nel Veneto

Gruppo strumentale
con mandolini a Sandrigo
(Vicenza) , 1920-1930.

sicali e dei pubblici trattenimenti, conservare il silenzio, la quie-


te e il buon ordine. e cercare in genere l'osservanza di tutti quei
riguardi per sé e per gli altri. che contribuiscono al decoro e al
maggior prestigio dell'Istituto Filarmonico e valgono anche ad as-
sicurare l'altrui rispetto e considerazione".

Nel proseguo del secolo la società civile riconosceva quindi alla


musica sempre più articolati significati, imponendo ai sodalizi e
ai musicisti una precisa specializzazione. La pratica strumenta-
le o vocale nella prima metà del secolo era spesso unita a una di-
mensione ludica che affiancava ai leggii i biliardi, al concerto la
declamazione poetica o l'esercizio drammatico. alla lezione di
violino quella di un passo di danza. Le definizioni sociali erano va-
riegate a seconda delle singole vocazioni (Società del Casino. de-
gli Orfei, Filocorei, Penelopea. Apollinea. Istituto filarmonico-
drammatico ecc.) oppure generiche. riunendo molteplici dimen-
sioni: all'in terno della Società Filodrammatica di Treviso. che
negli anni 1820-1830 contava più di duecento iscritti, agivano. ad
esempio, quattro sezioni (Declamazione. Lettura. Danza e Musi-
ca) con un'orchestra stabile per i trattenimenti. Dopo il 1870
conversazioni, giochi, balli e ogni altro. piacevole. mondano di-
vertimento vennero accantonati a vantaggio di una più attenta e
scrupolosa dedizione all'arte dei suoni.
Analogo processo di selezione e perfezionamento professionale sub-
iva parallelamente la figura del musicista nei centri a più ampia
disponibilità economica. Il singolo maestro per tutti gli strumen-
ti ad arco. assunto nelle prime filarmoniche. lasciava progressi-
vamente il posto al professore di violino. di viola e di violoncello.
quello per i fiati all'insegnante di tromba e trombone. di corno. di
clarinetto. di flauto . di fagotto e di oboe. E così si riducevano le
125
Società filarmoniche e bande

ppo di suonatori
alpolicella.

mansioni del maestro concertatore in origine obbligato a dirige-


re e contemporaneamente ridurre brani orchestrali, comporre pa-
gine nuove, suonare l'organo in chiesa. istruire il coro. tenere le-
zioni nella scuola. In ragion e di questa specializzazione nasceva-
no i licei mu sicali, il Francesco Canneti di Vicenza nel 1866,
l'Istituto Musicale di Padova nel 1878, il Benedetto Marcello a Ve-
nezia nel 18 76, fu turi conserva tori di Stato; nei piccoli centri
continuava però la piccola scuola legata alla singola filarmonica
(o banda) riservata all'istruzione dei propri soci.
II successo di queste scuol e - capaci di formare interpreti di pri-
missimo piano come il violoncellista Francesco Serato (1843-
1919), uscito dalla scuola della Filarmonica di Castelfranco Ve-
neto - era parallelo all'estensione della domanda di musica, ma
cresceva anche sul continuo ricambio di strumentisti, poiché a fron-
te di una semplificazione della scrittura e della prassi dei raddoppi,
pochi anni di studio - ma anche dopo appena un mese di prove
una banda era in grado di sfilare in processione con qualche mar-
cia! - bastavano a istruire un violinista destinato ad assolvere il
compito del ripieno. A incrementare il mercato era soprattutto il
melodramma, vera e propria industria trainante estesa anche nel
Veneto, e grazie a strutture flessibili, capace di soddisfare un
pubblico internazionale con un edificio da duemila posti come la
Fenice o i frequentatori prettamente indigeni, come nel caso di
Zevio in provincia di Verona, dove esisteva un teatro "sociale" di
soli 300 posti. E numerosi altri erano gli edifici di piccole o me-
die dimensioni, dove gli allestimenti erano proporzionati alla di-
sponibilità di mano d'opera (coristi e orchestrali) reclutabile sul
posto, e dunque all'esistenza di "filarmonici".
Dall'orchestra del teatro poi si passava direttamente in chiesa do-
ve - senza dimenticare che già dall'inizio del secolo XIX organari
126
Musica nel Veneto

Lettera autografa dell 'organaro


padovano Angelo Agostini.
ANGEW AGOSTINI
FABB RICATORB D'O RGAN I
PREMIATO
CONU.CR!llDEllED!GWD'.lRCCtTO
DU.l.'La.ISTITUTO vtrltTO

U CJl.UIDi: lllDAGLl.lD'OaO
DELU socurr.i.' D'IKCOJ.AG~Wl.EKTO Il( PlDOH.

-
-
é';:i,~~~~a dì <{/ ~7'1> ,,y54 - ---o> fS!

come Gian Battista (1755) e Antonio (1788-1855) Sona. Angelo


Agostini (1809-1890) o Giovanni Battista De Lorenzi (1806-1883)
avevano provveduto ad arricchire i loro strumenti dei colori ro-
bu sti tipici degli strumenti a fiato - per le cinque/dieci feste so-
lenni dell'anno, trombe, clarinetti e violini salivano fi sicamente in
cantoria, non di rado riproponendo le melodie delle arie prove-
nienti dal teatro . Infatti il melodramma. in quanto motore econo-
mico dello sviluppo di teatri , scuole e orchestre. era anch e la fon-
te primaria del repertorio per le esecuzioni sia pubbliche che pri-
vate; per questo doveva assecondare il mondo della produzione
adottando un formulario tecnico linguistico recep ibile dal dilet-
tante. e il mondo della fruizione. puntando a una omologazione del
gusto in quanto fattore indispensabile alla divulgazione. Di qui la
ricercata pluralità nell'impostazione dei programmi intesi a sod-
di sfare gli amanti della voce e degli strumenti. i raffinati e i me-
no alfabetizzati, come dimostra la lettura di una qualsiasi tra mil-
le e mille locandine composte per le numerose sale della regio-
ne. L'Accademja Vocale-Istrumentale predisposta per la serata dell'S
gennaio 1871 dai dilettanti di Este prevedeva il seguente svolgi-
mento:
Parte I
1. Sinfonia dell'opera Zampa del maestro Herold eseguita dall'intera
orchestra.
2. Duetto nella Norma a due violini eseguito da due giovani allie-
vi Cesare Zoppellari e Vittorio Mantovani
3. A) Il Dolore. elegia per violino composta da Iginio Cortellaz-
zo ed eseguita dallo stesso. B) Capriccio va riato per violino di
Austri.
4. Coro nel Lorenzo dè Medici - riduzione del maestro Luigi Pie-
trogrande - cantato dai dilettanti della città.

Parte II
5. Sinfonia sopra motivi dello Stabat di Ross ini - compilata dal
maestro Mercadante - eseguita dall'orchestra.
127
Società filarmoniche e bande

6. I fiori rossiniani - Concerto per clarino di E. Cavallini esegui-


to dal dilettante Pietro Pietrogrande di Antonio.
7. Sinfonia originale a tutta orchestra di Iginio Cortellazzo mae-
stro dell'Istituto.
8. Inno all'Italia con coro, banda e orchestra trascritto dal sig. Lui-
gi Pietrogrande, eseguito dai socii filarmonici dell'Istituto e dai Di-
lettanti della città .

Banda-coro-orchestra, studenti-profession isti, direttori-com po-


si tori, opere-concerti su motivi d'opera, ossia tutti gli ingredien-
ti dell'accademia ottocentesca. Ma se sulle capacità dei solisti chia-
mati qui ad affiancare l'orchestra dei dilettanti locali possiamo nu-
trire qualche dubbio, l'equilibrio si ristabiliva quando l'accademia
veniva offerta da "un certo S.r Paganini" nell'aprile del 1818 al
Teatro di Rovigo , e l'esibizione ripetuta durante la messa solenne
nel duomo. Sempre con il sostegno dei filarmonici locali. Un al-
tro grande virtuoso, il contrabbassista Giovanni Bottesini, la se-
ra del 2 giugno 1866 non disdegnava la compagnia dei dilettanti
componenti la Filarmonica di Belluno impegnandosi in un pro-
gramma di cu i riportiamo l'intera sequenza:

Parte I
1. Marcia esegu ita dagli allievi dell'Istituto Filarmonico, istru-
mentata da Benedetto Moro.
2. Fantasia sui motivi dell'opera Sonnambula composta ed ese-
guita da Bottesini.
3. Cavatina nell'opera 11 castello di Kenilworth di Donizetti ese-
guito dall'orchestra.
4. Rondò nell'opera 11 Trovatore cantato dalla signora Fiorentini.
5. Souvenir dell'opera Lucia di Lammermoor eseguito dal Bot-
tesini.

Parte II
1. Introduzione dell'opera Norma di Bellini , eseguita dall'or-
chestra.
2. Mazurka del Bottesini cantata dalla Fiorentini.
3. Adagio Carnevale di Venezia eseguito dal Bottesini.
4. Marcia di Giovanni Tezza eseguita dagli allievi dell'Istituto Fi-
larmon ico.

Se da queste locandine erano naturalmente assenti gli autori te-


deschi - come Franz Schubert o Johannes Brahms cons iderati
assai tardi nelle programmazioni pubbliche e inizialmente solo
nelle grandi città - e dunque restava ignota al grande pubblico
veneto l'esperienza sinfonica e cameristica di tipo assoluto, la
rete di occasioni musicali creata dal sistema dei filarmonic i co-
stituiva un esempio di efficiente meccanismo divulgativo. L'a p-
parente confusione tra sistema produttivo e fruitivo, per cui il
dilettante finiva con l' essere sia destinatario (la classe borghe-
se che acquistava i palchi in teatro) sia esecutore (magari rea-
lizzando in accademie private quanto ascoltato in teatro), si ri-
velava mezzo formidab ile per la diffusione delle conoscenze mu-
sicali nell'unica forma consentita dall'epoca pre-media ti ca, cioè
la lettura diretta degli spartiti, nelle loro vers ioni originali o nel-
le trascrizioni per pianoforte, per banda, per i più svariati com -
plessi cameristici.