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Notorius

Soggettiva e identità. Dinamiche di sguardo, dinamiche di << gender >>

In Notorius Hitchcock si serve in modo sistematico della soggettiva, espediente


cardine delle strategie enunciative del film sia per quanto riguarda la
costruzione dell’intreccio che per l’attivazione di procedure, come la suspense,
fondamentali per l’esperienza spettatoriale, sia, infine per la definizione
dell’identità dei personaggi. La soggettiva è la figura principale nella
costruzione delle dinamiche intersoggettive del desiderio , dunque, della messa
in opera di processi che definiscono, in termini psicoanalitici, il soggetto
femminile e quello maschile nella loro differenza.
Il Visual Pleasure and Narrative Cinema, il saggio che ha fondato la teoria
femminista – psicoanalitica del cinema, Laura Mulvey afferma che le
dinamiche dello sguardo su cui si fonda il cinema di Hitchcock, in particolare
in La finestra sul cortile, La donna che visse due volte e Marnie, esemplificano
il funzionamento del cinema classico. Il personaggio maschile è sia l’artefice
dell’azione che il soggetto dello sguardo e risulta essere, dunque, doppiamente
attivo. Il personaggio femminile, al contrario, è l’oggetto passivo sia
dell’azione sadica che dello sguardo voyeuristico del protagonista maschile.
Quest’ultimo è anche il rappresentante dell’ordine simbolico e della legge – in
Notorius Devlin è un agente dei servizi segreti – e il suo potere viene
legittimato e definito in termini di legalità, mentre la donna, avendo infranto la
legge, è portatrice di una colpa da espiare. Dunque, la dicotomia tra soggetto
attivo / (s)oggetto passivo viene tradotta in termini di comportamento lecito /
illecito. Poiché lo sguardo esprime sempre il punto di vista del personaggio
maschile, lo spettatore non potrà che identificarsi con questi diventando,
necessariamente, suo complice nel guardare, punire e, a volte, salvare la donna.
Da cui logica conclusione che il cinema hollywoodiano è un cinema costruito
per il piacere dello spettatore / sguardo maschile.
È indubbio che in Notorius, al pari di molti altri film di Hitchcock, esista un
male system che vuole dominare e possedere il femminile. Alicia viene salvata
dall’ << eroe >> e condotta in verso una sana e monogama sessualità; come
Lisa in La finestra sul cortile Alicia viene usata, fin quasi a morire, per scoprire
Una grave azione illegale.
È assiomatico che il protagonista principale, essendo il vettore dell’azione, sia
anche il protagonista dell’immagine e che sia dunque presente sullo schermo
più frequentemente degli altri personaggi. un’altra procedura, strumentale a
questo scopo, e collaudata sin dall’inizio del cinema classico, è che lo statuto di
protagonista venga definito sin dall’incipit del film. In Notorius presenza
schermica complessiva e incipit sono dominati dall’immagine di Alicia, che
appare senza Devlin in ben 15 delle 48 sequenza del film, mentre Grant è
presente,senza la Bergman, in sole 5 sequenze. In secondo luogo dall’inizio la
diegesi viene strutturata attorno allo sguardo e Alicia assume la funzione di
oggetto dello sguardo maschile. Ma questo ruolo sarà destinato a mutare più
volte nel corso del film. In effetti, la dialettica tra male e female system, in
relazione al regime dello sguardo, definisce la struttura stessa del film e la sua
analisi consente di interpretare sia lo statuto del soggetto maschile e femminile
che l’avventura spettatoriale.
La sagoma seduta di Grant che guarda e, più in generale, le dinamiche tra
filmico e profilmico rivelano ulteriori significati. Innanzitutto si istituisce una
dialettica e una separazione tra sguardo della macchina da presa e sguardo del
personaggio: la macchina da presa, posta alle spalle di Devlin, guarda il
personaggio che guarda una altro personaggio che, a sua volta, gli restituisce lo
sguardo. La presenza e la disposizione di tutti questi elementi nello stesso
piano sono funzionali alla messa in scena di ciò che appare, Devlin mima l’atto
dello spettatore al cinema che guarda il film; in altre parole, l’episodio mostra
cio che Hitchcock è ben conscio del funzionamento dell’apparato
cinematografico come macchina visiva – e questo momento non può che essere
visto come un’anticipazione di La finestra sul cortile.
Il regime assolutamente perverso del film consiste nel fatto che il notorio
comportamento spregiudicato di Alicia viene ritenuto immorale, ma è tale
comportamento che consente l’uso moralmente legittimo della donna e della
sua sessualità per fini politici. Alicia deve usare le sue doti seduttive per farsi
notare da Alex Sebastia, e per scoprire l’attività del gruppo nazista deve cedere
alle sue avances sessuali, anche se trova l’uomo fisicamente ripugnante ed è
innamorata di Devlin. Devlin, da parte sua, partecipa a questo gioco perverso
perché fa credere alla donna di non essere innamorato. In questo senso il film è
un vero e proprio esercizio di sadismo nei confronti del personaggio femminile
che è lasciato completamente solo ad affrontare misteri e pericoli fino quasi a
morire. Nei primi due movimenti, dunque, Alicia è sottoposta allo sguardo
maschile. Ma in Notorius la dicotomia attivo / passivo non coincide con quella
maschile / femminile e Alicia diviene alternativamente oggetto e soggetto nelle
sequenze successive. Per concludere, la funzione di Alicia risulta
fondamentalmente rovesciata: da oggetto di sguardo e di desiderio la donna
diventa soggetto attivo, venendo ad occupare una posizione sostanzialmente
maschile. E tuttavia Hitchcock bilancia questo (apparente) poter con un
antidoto, ponendo la donna in pericolo di vita, e presentando questa condizione
sotto i modi della suspense. Per quanto riguarda la contraddittorietà del
personaggio femminile, Alicia deve essere attiva ma anche passiva, spavalda e
al contempo attenta, innamorata di Devlin ma dovendosi fingere attratta da
Alex. Nell’ assegnare ruoli (posizionalità) maschili e femminili e viceversa
Hitchcock mette al centro del suo cinema la differenza tra sex e gender. In
Notorius, per concludere, la definizione dell’identità sessuale passa attraverso
una precisa scrittura del corpo e, soprattutto, dello sguardo. La dialettica tra
attivo e passivo che, attribuiamo rispettivamente all’identità maschile e
femminile, assume in questo film come un percorso tortuoso, delle
caratteristiche mutevoli. Ma la rottura della legge è consentita in modo
limitato. Nella parte centrale del film Alicia assume un ruolo ‘’maschile’’ , in
ultima analisi il testo hitchcockiano (classico) non contempla questa opzione e
la donna deve necessariamente rientrare nei ranghi. In modo piuttosto simile a
Intrigo internazionale, nel finale il personaggio maschile, si riscatta dopo che
la sua identità è stata messa a dura prova e torna ad essere l’eroe del racconto,
colui che porta a compimento l’azione.