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Soluzione di alcuni esercizi di Analisi Matematica IV – C.d.L.

in Matematica

Esercizio 43. Trovare massimi e minimi assoluti della funzione


f (x, y) = x2 − y 2 + x
in E = { (x, y) ∈ R2 : x2 + 4y 2 ≤ 4, 9x2 + y 2 ≤ 9 }.

La funzione f è continua e l’insieme E è chiuso e limitato in quanto intersezione di due ellissi. Per
il teorema di Weierstrass esistono il massimo e il minimo.
3

-2 -1 1 2

-1

-2

-3

Cerchiamo i punti stazionari interni. Risulta


(
fx = 2x + 1 = 0
fy = −2y = 0
 
1 1 1
La soluzione è x = − e y = 0. Il punto appartiene a E e si ha f − , 0 = − . Cerchiamo i
2 2 4
punti critici sulla frontiera.
1. Studiamo f sul vincolo x2 + 4y 2 − 4 = 0. Introduciamo la funzione di Lagrange
L(x, y, λ) = x2 − y 2 + x − λ(x2 + 4y 2 − 4)
e imponiamo che il gradiente sia uguale a zero. Otteniamo:

Lx = 2x + 1 − 2λx = 0

Ly = −2y − 8λy = 0
Lλ = x2 + 4y 2 − 4 = 0 .

1
Dalla seconda equazione segue y = 0 oppure λ = − .
4
1
Per y = 0 si ottiene x = ±2 e il il punto non appartiene ad E. Per λ = − si ottiene
√ 4
1 2 2 6
2x + 1 + x = 0 da cui x = − e dalla terza equazione y = ± . Questi punti appartengono
2 √ ! 5 5
2 2 6 6
ad E e f − , ± =− .
5 5 5

1
2. Studiamo f sul vincolo 9x2 + y 2 − 9 = 0. Introduciamo la funzione di Lagrange

L(x, y, λ) = x2 − y 2 + x − λ(9x2 + y 2 − 9)

e imponiamo che il gradiente sia uguale a zero. Otteniamo:



Lx = 2x + 1 − 18λx = 0

Ly = −2y − 2λy = −2y(1 + λ)0
Lλ = 9x2 + y 2 − 9 = 0 .

Dalla seconda equazione segue y = 0 oppure λ = −1.


Per y = 0 si ottiene x = ±1, i punti appartengono ad E e f (1, 0) = 2, f (−1, 0) = 0.
1
Per λ = −1 si ottiene 20x + 1 = 0 da cui x = − e i punti associati non appartengono ad E.
20
3. Restano da esaminare i quattro punti di intersezione dei due vincoli. Risolvendo il sistema
(
x2 + 4y 2 = 4
9x2 + y 2 = 9
r r
2 3
si ottiene x = ±4 e y = ±3 . In questi punti risulta
35 35
r r ! r
2 3 1 2
f −4 , ±3 = −4 ≈ −0.8 ,
35 35 7 35
r r ! r
2 3 1 2
f 4 , ±3 = +4 ≈ 1,
35 35 7 35

Confrontando i risultati ottenuti troviamo:


6
min f = − , max f = 2 ,
E 5 E
 √ 
raggiunti nei punti − 25 , ± 2 5 6 e (1, 0).

Es. 44. Trovare massimi e minimi assoluti della funzione

f (x, y, z) = 5z 2 + y 2 − 6yz

in E = {(x, y, z) ∈ R3 : 4z 2 ≥ x2 + y 2 + 1, y ≥ 0, 0 ≤ z ≤ 3}.

La funzione f è continua e l’insieme E è chiuso e limitato. Infatti 12 ≤ z ≤ 3 e x2 + y 2 ≤ 35, quindi


tutte le proiezioni sugli assi sono limitate. Per il teorema di Weierstrass esistono il massimo e il
minimo.

2
3

2.5

1.5

0.5 6
4
2
0
0
10
8 −2
6
4 −4
2 −6
0

Cerchiamo i punti stazionari interni. Risulta



 fx = 0

fy = 2y − 6z = 0

fz = 10z − 6y = 0

Poiché le due ultime equazioni formano un sistema omogeneo le soluzioni sono tutti i punti del tipo
(x, 0, 0) ma nessuno di essi appartiene a E.
Cerchiamo i punti critici sulla frontiera.
1. Per y = 0 la funzione diventa 5z 2 con 21 ≤ z ≤ 3, dunque è crescente e f 0, 0, 12 = 54 mentre


f (x, 0, 3) = 45 per tutte le x con x2 ≤ 35.


2. Il minimo di z in E è 12 , mentre per z = 3 dobbiamo studiare la funzione g(x, y) = y 2 −18y +45
nell’insieme
B = { (x, y) ∈ R2 : x2 + y 2 ≤ 35, y ≥ 0 }. In B imponiamo
(
gx = 0
gy = 2y − 18 = 0 ,

cioé y = 9 per cui non ci sono punti stazionari in B.


√ √
La frontiera di B è costituita da y = 0 (già studiato) e dai punti √
( 35 cos ϑ, 35 sin ϑ, 3)
2
con 0 ≤ ϑ ≤ π. Sostituendo
√ in f otteniamo ϕ(ϑ)√ = 35 sin ϑ − 18 35 sin ϑ + 45. Risulta
ϕ (ϑ) = 70 sin ϑ cos ϑ−18 35 cos ϑ = (70 sin ϑ−18 35) cos ϑ = 0 e questa si annulla per ϑ = π2

√ √ √
e per 70 sin ϑ − 18 35 = 0. Nel primo caso otteniamo f (0, 35, 3) = 80 − 18 35 ≈ −26.4,
mentre nel secondo caso non ci sono soluzioni.
3. Infine studiamo f sul vincolo 4z 2 − x2 − y 2 − 1 = 0. Introduciamo la funzione di Lagrange

L(x, y, z, λ) = 5z 2 + y 2 − 6yz − λ(4z 2 − x2 − y 2 − 1)

e imponiamo che il gradiente sia uguale a zero. Otteniamo:




 Lx = 2λx = 0

L = 2y − 6z + 2λy = 0
y


 L z = 10z − 6y − 8λz = 0
Lλ = 4z 2 − x2 − y 2 − 1 = 0 .

3
Dalla prima equazione segue x = 0 e il sistema diventa

y(1 + λ) − 3z = 0

z(5 − 4λ) − 3y = 0
 2
4z − y 2 − 1 = 0 .

Se 1 + λ = 0 avremmo z = 0 e y = 0 e non sarebbe verificata la terza equazione. Analogamente


5 − 4λ 6= 0. Allora dalle prime equazioni abbiamo
3z z(5 − 4λ) 3 5 − 4λ
y= ey= e dunque = .
1+λ 3 1+λ 3
2
Allora (1 + λ)(5 − 4λ) − 9 = −4λ + λ − 4 = 0 che non ha soluzioni. Pertanto non ci sono altri
punti stazionari.
Confrontando i risultati ottenuti troviamo:

min f = 80 − 18 35 ≈ −26.4 , max f = 45 ,
E E
√ 2
raggiunti nei punti (0, 35, 3) e (x, 0, 3) per le x con x ≤ 35 .

Es. 46. Determinare il massimo e il minimo della funzione


x−y
f (x, y) =
1 + x2 + y 2
nel semipiano E = {y ≥ 0}.

La funzione è continua, l’insieme E è chiuso ma non limitato. Osserviamo che f (y, x) = −f (x, y).
Studiamo il comportamento di f all’infinito. Si ha:
p
x−y 2 2
≤ |x| + |y| ≤ 2 x + y
1 + x2 + y 2 1 + x2 + y 2 1 + x2 + y 2
e dunque
lim f (x, y) = 0.
k(x,y)k→∞

Poiché f (1, 0) = 12 e f (0, 1) = − 21 allora la funzione ha massimo e minimo in E.


Studiamo i punti interni {y > 0}. Risulta
(1 + x2 + y 2 ) − 2x(x − y) 1 − x2 + y 2 + 2xy


 f x = = =0
(1 + x2 + y 2 )2 (1 + x2 + y 2 )2


−(1 + x2 + y 2 ) − 2y(x − y) −1 − x2 + y 2 − 2xy





 fy =
 = =0
2
(1 + x + y ) 2 2 (1 + x2 + y 2 )2
Dunque (
1 − x2 + y 2 + 2xy = 0
−1 − x2 + y 2 − 2xy = 0 .

4
Sommando le due equazioni si ha

x2 = y 2 ⇒ y = ±x.

Se y = x allora f (x, x) = 0. Se y = −x, dalla prima equazione


√ otteniamo 1 − 2x2 = 0, dunque
1 1 1 1 2
otteniamo il punto (− √ , √ ) in cui f (− √ , √ ) = − . Non ci sono altri punti critici interni.
2 2 2 2 2
x
Sulla frontiera y = 0 la funzione diventa . La sua derivata è
1 + x2
1 + x2 − 2x2 1 − x2
2 2
= =0 ⇔ x = ±1.
(1 + x ) (1 + x2 )2
1
In questi punti si ha f (1, 0) = 2 e f (−1, 0) = − 21 .
In definitiva √
2 1
min f = − , max f = .
E 2 E 2

Es. 48. Trovare (se esistono) massimo e minimo della funzione

f (x, y, z) = x + y − z

nell’insieme:
E = (x, y, z) ∈ R3 : x2 + y 2 + z 2 = 1 .


L’insieme E è chiuso e limitato, la funzione f è continua, dunque per il Teorema di Weierstrass


esistono il massimo e il minimo.
L’insieme non ha parte interna, è un vincolo in forma implicita, pertanto usiamo il metodo dei
moltiplicatori di Lagrange. Definiamo

L(x, y, z, λ) = x + y − z − λ(x2 + y 2 + z 2 − 1)

e troviamo i punti in cui il gradiente di L si annulla. Otteniamo




 Lx = 1 − 2λx = 0

L = 1 − 2λy = 0
y
Lz = −1 − 2λz = 0


Lλ = x 2 + y 2 + z 2 − 1 = 0 .

Poiché λ non può valere zero, otteniamo


1 1 1
x= , y= , z=− .
2λ 2λ 2λ
Sostituendo nella quarta equazione, risulta

3 3
=1 ⇒ λ=± .
4λ2 2

5
Dunque
1 1 1
x = ±√ , y = ±√ , z = ∓√ ,
3 3 3
ed allora
1 1 1 3 1 1 1 3
f(√ , √ , −√ ) = √ , f (− √ , − √ , √ ) = − √ ,
3 3 3 3 3 3 3 3
e questi sono il massimo e il minimo della funzione su E.

Es. 49. Trovare i punti dell’insieme

E = (x, y, z) ∈ R3 : xyz 2 = 2


aventi distanza minima e massima dall’origine.

L’insieme E è chiuso ma non limitato. Infatti, se consideriamo, ad esempio, i punti di E con z = 1


otteniamo i punti xy = 2 di un’iperbole, quindi x o y possono essere arbitrariamente grandi. Ne
segue che non esistono punti di E per cui la distanza dall’origine è massima.
Esistono invece i punti di minima distanza. Studiamo i punti stazionari vincolati su E della
funzione f (x, y, z) = x2 + y 2 + z 2 . Introduciamo la funzione di Lagrange

L(x, y, z, λ) = x2 + y 2 + z 2 − λ(xyz 2 − 2)

e troviamo i punti in cui il gradiente di L si annulla. Otteniamo

Lx = 2x − λyz 2 = 0



L = 2y − λxz 2 = 0

y


 Lz = 2z − 2λxyz = 0
Lλ = xyz 2 − 2 = 0 .

Poiché x, y, z non possono valere zero, moltiplicando la prima equazione per y, la seconda per x e
sottraendo, otteniamo (x2 − y 2 ) z 2 = 0. Dunque abbiamo x = ±y, ma per la quarta equazione deve
essere x = y.
Dalla seconda e terza abbiamo (
x(2 − λz 2 ) = 0
2z(1 − λx2 ) = 0 .

Dunque λ = z22 = x12 , cioé z 2 = 2x2 , e quindi z = ± 2x.
In definitiva, dalla quarta equazione, 2x4 = 2 ossia

x = ±1, y = ±1, z = ± 2 ,

ed allora √ √
f (1, 1, ± 2) = f (−1, −1, ± 2) = 4
e dunque la minima distanza dall’origine è 2.

6
Es. 51. Risolvere il P.d.C. (
y ′ + y tan t = cos t
y(0) = 0

Troviamo una primitiva di tan t. Si ottiene


sin t
Z
dt = − log | cos t| + k
cos t
dunque, limitandoci all’intervallo (−π/2, π/2), abbiamo y = c cos t.
La soluzione particolare si ottiene risolvendo c′ (t) cos t = cos t, dunque c(t) = t ed allora
l’integrale generale è
y(t) = c cos t + t cos t.
Imponendo la condizione iniziale troviamo y(t) = t cos t.

Es. 52. Risolvere l’equazione differenziale


y
y′ − = t.
2t

1
Troviamo una primitiva di − 2t . Si ottiene
1 1
Z
− dt = − log |t| + k
2t 2

dunque, limitandoci all’intervallo (0, +∞), abbiamo y = √ c t. √
La soluzione particolare si ottiene risolvendo c′ (t) t = t, dunque c′ (t) = t ed allora c(t) =
2 3/2
3t . In conclusione l’integrale generale è
√ 2
y(t) = c t + t2 .
3

Es. 53. Risolvere l’equazione differenziale


3y − 1
y′ = .
t

L’equazione è lineare del primo ordine, ma è anche a variabili separabili. Deve essere t 6= 0 ed inoltre
1
la costante y(t) = è soluzione dell’equazione. Separando le variabili otteniamo:
3
y′ 1 1 1
Z Z
= e quindi dy = dt ,
3y − 1 t 3y − 1 t

7
da cui
1
log |3y − 1| = log |t| + k ⇒ log |3y − 1| = log |t3 | + 3k .
3
Componendo con l’esponenziale troviamo:

c t3 + 1 1
3y(t) − 1 = c t3 ⇒ y(t) = = c t3 + .
3 3

Es. 54. Risolvere il P.d.C. (


y ′′ + 2y ′ + 2y = 2 e−t cos t
y(0) = 1, y ′ (0) = 1

L’equazione caratteristica è λ2 + 2λ + 2 = 0 le cui radici sono −1 ± i. Allora l’integrale generale


dell’omogenea è
c1 e−t cos t + c2 e−t sin t .
Poichè il termine noto è soluzione dell’equazione omogenea, cerchiamo una soluzione particolare
dell’equazione non omogenea del tipo v(t) = t e−t (A cos t + B sin t). Risulta

 
v ′ (t) = e−t A cos t + B sin t + t (−A + B) cos t − (A + B) sin t
 
v ′′ (t) = e−t − A cos t − B sin t − t (−A + B) cos t − (A + B) sin t
 
+ e−t − A sin t + B cos t + (−A + B) cos t − (A + B) sin t
 
+ e−t t (A − B) sin t − (A + B) cos t
 
= 2 e−t (−A + B) cos t − (A + B) sin t + t − B cos t + A sin t .

Sostituendo nell’equazione troviamo


 
2 e−t (−A + B) cos t − (A + B) sin t + t − B cos t + A sin t
 
+ 2 e−t A cos t + B sin t + t (−A + B) cos t − (A + B) sin t
+ 2t e−t (A cos t + B sin t) = 2 e−t cos t .

Uguagliando i termini simili otteniamo

2(−A + B) + 2A = 2, −2(A + B) + 2B = 0 ⇒ A = 0, B = 1,

perciò l’integrale generale dell’equazione non omogenea è

y(t) = c1 e−t cos t + c2 e−t sin t + t e−t sin t.

8
Imponendo le condizioni iniziali otteniamo
(
c1 = 1
−c1 + c2 = 1 .

Dunque la soluzione è
e−t cos t + 2 e−t sin t + t e−t sin t.

Es. 55. Risolvere il P.d.C.: (


y ′′ + 6y ′ + 9y = e−3t + cos t
y(0) = 1, y ′ (0) = 1.

Si tratta di un’equazione lineare a coefficienti costanti non omogenea. L’equazione caratteristica


associata è:
P (λ) = λ2 + 6λ + 9 = (λ + 3)2 = 0
dunque λ = −3 è una radice doppia. Allora l’integrale generale dell’equazione omogenea è:

y(t) = c1 e−3t +c2 t e−3t .

Il termine noto e−3t è soluzione dell’omogenea mentre il termine cos t non lo è, allora cerchiamo una
soluzione particolare dell’equazione non omogenea del tipo

v(t) = A t2 e−3t +B cos t + C sin t .

Calcoliamo le derivate prime e seconde di v:

v ′ (t) = 2A t e−3t −3 A t2 e−3t −B sin t + C cos t


v ′′ (t) = 2A e−3t −6A t e−3t −6A t e−3t +9 A t2 e−3t −B cos t − C sin t
= 2A e−3t −12A t e−3t +9A t2 e−3t −B cos t − C sin t .

Sostituendo nell’equazione otteniamo:

2A e−3t −12A t e−3t +9A t2 e−3t −B cos t − C sin t


+ 6(2A t e−3t −3 A t2 e−3t −B sin t + C cos t)
+ 9 (A t2 e−3t +B cos t + C sin t) = e−3t + cos t .

Uguagliando i termini simili, trascurando i termini contenenti t e t2 perché si semplificano, otteniamo


1 4 3
2A = 1, 8B + 6C = 1, 8C − 6B = 0 ⇒ A= , B= , C= ,
2 50 50
perciò l’integrale generale dell’equazione non omogenea è
1 4 3
y(t) = c1 e−3t +c2 t e−3t + t2 e−3t + cos t + sin t .
2 50 50

9
Per risolvere il problema di Cauchy calcoliamo la derivata di y e imponiamo le condizioni iniziali.
3
y ′ (t) = − 3c1 e−3t +c2 e−3t −3c2 t e−3t +t e−3t − t2 e−3t
2
4 3
− sin t + cos t ,
50 50
poniamo t = 0 e otteniamo
4
y(0) = c1 + =1
50
3
y ′ (0) = −3c1 + c2 + = 1,
50
46 37
da cui otteniamo c1 = e c2 = . Allora la soluzione è:
50 10
46 −3t 37 −3t 1 2 −3t 4 3
y(t) = e + te + t e + cos t + sin t .
50 10 2 50 50

Es. 56. Risolvere l’equazione differenziale:

y ′′′ − 5y ′′ + 4y ′ = 5 + sin t.

Si tratta di un’equazione lineare a coefficienti costanti non omogenea. L’equazione caratteristica


associata è:
P (λ) = λ3 − 5λ2 + 4λ = λ(λ − 1)(λ − 4) = 0 .
Allora l’integrale generale dell’equazione omogenea è:

y(t) = c1 + c2 et +c3 e4t .

Il termine noto 5 è soluzione dell’omogenea mentre il termine sin t non lo è, allora cerchiamo una
soluzione particolare dell’equazione non omogenea del tipo

v(t) = A t + B cos t + C sin t .

Calcoliamo le derivate prime, seconde e terze di v:

v ′ (t) = A − B sin t + C cos t


v ′′ (t) = −B cos t − C sin t
v ′′′ (t) = B sin t − C cos t .

Sostituendo nell’equazione otteniamo:

B sin t − C cos t − 5(−B cos t − C sin t) + 4(A − B sin t + C cos t)


= 4 A + (−C + 5 B + 4 C) cos t + (B + 5 C − 4 B) sin t
= 4 A + (5 B + 3 C) cos t + (5 C − 3 B) sin t = 5 + sin t .

10
Uguagliando i termini simili, otteniamo
5 3 5
4A = 5, 5 B + 3 C = 0, 5 C − 3 B = 1 ⇒ A= , B=− , C= ,
4 34 34
perciò l’integrale generale dell’equazione non omogenea è
5 3 5
y(t) = c1 + c2 et +c3 e4t + t − cos t + sin t .
4 34 34

Es. 58. Risolvere il P.d.C. per il sistema




y = y − z

z ′ = −y + z

y(0) = 1, z(0) = 0 .

Per risolvere un sistema 2 × 2 ricaviamo z dalla prima equazione e sostituiamo nella seconda,
ottenendo:
y ′ − y ′′ = −y + y − y ′ cioè y ′′ − 2y ′ = 0 .
L’equazione caratteristica è λ2 − 2λ = λ(λ − 2) = 0 le cui soluzioni sono λ = 0 e λ = 2. Allora
l’integrale generale è:
y(t) = c1 + c2 e2t e quindi y ′ (t) = 2c2 e2t .
Dalla prima equazione risulta
z(t) = y(t) − y ′ (t) = c1 + c2 e2t −2c2 e2t = c1 − c2 e2t .
Imponendo le condizioni iniziali troviamo:
1
c1 + c2 = 1, c1 − c2 = 0 ⇒ c1 = c2 = ,
2
dunque la soluzione del P.d.C. è:
1 1
y(t) = (1 + e2t ) , z(t) = (1 − e2t ) .
2 2
4
3
2
1

-1 -0.5 0.5 1
-1
-2
-3

11
59. Risolvere l’equazione differenziale:
y ′ = t2 y 2 .
L’equazione è a variabili separabili. La costante y = 0 è una soluzione. Otteniamo
y′ dy
Z Z
2
=t ⇒ = t2 dt
y2 y2
e dunque la soluzione generale è:
1 t3 3
− = +k ⇒ y(t) = − .
y 3 t3 + c

Es. 60. Risolvere l’equazione differenziale

y′ = y − y2 .

L’equazione ammette le due soluzioni stazionarie y(t) = 0 e y(t) = 1. Quindi supponiamo y 6= 0, 1.


Si tratta di un’equazione a variabili separabili, dunque abbiamo:
y′
=1
y − y2
e dunque, integrando:
dy dy
Z Z Z
= 1 dt ⇒ =t+k
y − y2 y(1 − y)
dal metodo dei fratti semplici Z  
1 1
+ dy = t + k ,
y 1−y
da cui
y
log |y| − log |1 − y| = t + k ⇒ log
= t+k,
1 − y
e prendendo l’esponenziale
y k t
1 − y = e e .

Questo è l’integrale in forma implicita. Per esplicitare la soluzione possiamo togliere il valore assoluto
e considerare la costante c di segno qualunque. Allora otteniamo
y
= c et ⇒ y = (1 − y)c et ⇒ y(1 + c et ) = c et ,
1−y
e dunque
c et
y(t) = .
1 + c et
Evidentemente se c > 0 le soluzioni sono globali, mentre se c < 0 presentano un asintoto verticale.

12
2

1.5

0.5

-1.5 -1 -0.5 0.5 1 1.5

-0.5

-1

-1.5

-2

Es. 62. Risolvere l’equazione differenziale:

y ′′ = t y.

L’equazione è lineare omogenea del secondo ordine a coefficienti polinomiali (nota come equazione
di Airy). Il suo integrale generale si può ottenere trovando le soluzioni dei P.d.C.
( (
y ′′ = t y y ′′ = t y

y(0) = 1 , y (0) = 0 , y(0) = 0 , y ′ (0) = 1 .

Risolviamo il primo. Cerchiamo una soluzione che sia sviluppabile in serie di potenze del tipo:
+∞
X
y(t) = c h th .
h=0

Imponendo le condizioni iniziali troviamo subito:

y(0) = c0 = 1 , y ′ (0) = c1 = 0 .

Inoltre risulta
+∞
X +∞
X
y ′ (t) = h ch th−1 , y ′′ (t) = (h − 1) h ch th−2 .
h=1 h=2

Allora sostituendo nell’equazione troviamo:


+∞
X +∞
X +∞
X
(h − 1) h ch th−2 = ch th+1 = ch−2 th−1 .
h=2 h=0 h=2

13
Uguagliando i coefficienti delle potenze dello stesso grado otteniamo l’equazione alle differenze:

(h − 1) h ch = ch−3 , (h ≥ 3) , c0 = 1 , c1 = 0 , c2 = 0 .

Allora dalla formula


ch−3
ch = , (h ≥ 3) ,
(h − 1) h
e tenendo conto dei valori di c0 , c1 , c2 si ottiene che nella serie sono presenti solo le potenze di grado
h = 3 k e dunque
t3 t6 t9
y(t) = 1 + + + + ...
2·3 2·3·5·6 2·3·5·6·8·9
Analogamente l’altra soluzione linearmente indipendente contiene solo le potenze di grado h = 3 k+1
ed è:
t4 t7 t10
y(t) = t + + + + ...
3 · 4 3 · 4 · 6 · 7 3 · 4 · 6 · 7 · 9 · 10
Si vede facilmente che le due serie di potenze hanno raggio di convergenza infinito.

Es. 63. Risolvere il P. d. C. 


′′ t
y − y = log(1 + e )

y(0) = − log 4, y ′ (0) = 0



L’equazione è lineare non omogenea. L’equazione caratteristica è λ2 − 1 = 0, dunque l’integrale


generale dell’omogenea è:
y(t) = c1 et +c2 e−t .
Usiamo il metodo della variazione delle costanti per trovare una soluzione particolare del tipo v(t) =
c1 (t) et +c2 (t) e−t . Dobbiamo risolvere il sistema
(
c′1 (t) et +c′2 (t) e−t = 0
c′1 (t) et −c′2 (t) e−t = log(1 + et ) .

Sommando la prima equazione alla seconda, troviamo


1 −t
2c′1 (t) et = log(1 + et ) ⇒ c′1 (t) = e log(1 + et )
2
Sottraendo la seconda equazione dalla prima, troviamo
1
2c′2 (t) e−t = − log(1 + et ) ⇒ c′2 (t) = − et log(1 + et )
2

14
da cui
1 1 −t 1 et
Z Z
−t t t
c1 (t) = e log(1 + e ) dt = − e log(1 + e ) + e−t dt
2 2 2 1 + et
1 1 1
Z
x=et
= − e−t log(1 + et ) + t
dt =
2 2 1+e
 Z 
1 −t t 1 1
= − e log(1 + e ) + dx
2 2 (1 + x)x
x=e 
t
 Z 
1 −t 1 1 1
= − e log(1 + et ) + − dx
2 2 x 1+x x=et
 
1 −t 1 x
= − e log(1 + et ) + log
2 2 1+x
 t x=e
t

1 1 e
= − e−t log(1 + et ) + log
2 2 1 + et
1 1 1
= − e−t log(1 + et ) + t − log 1 + et .

2 2 2
Analogamente
Z 
1 1
Z
t t x=et
c2 (t) = − e log(1 + e ) dt = − log(1 + x) dx
2 2 x=et
1 
= − (1 + x)(log(1 + x) − 1)
2 x=et
1
= − (1 + et )(log(1 + et ) − 1) .

2
In definitiva le funzioni c1 e c2 sono
1 1 1
c1 (t) = − e−t log(1 + et ) + t − log 1 + et ,

2 2 2
1 t 
c2 (t) = t t
e − log(1 + e ) − e log(1 + et )
2
e dunque la soluzione particolare è
1 1 1
log(1 + et ) + t et − et log 1 + et

v(t) = −
2 2 2
1 
+ −t t
1 − e log(1 + e ) − log(1 + et )
2
e l’integrale generale della non omogenea è:
1 1 1
c1 et +c2 e−t − log(1 + et ) + t et − et log 1 + et

2 2 2
1 1 1
+ − e−t log(1 + et ) − log(1 + et ) .
2 2 2

15
Imponendo le condizioni iniziali troviamo:
1 1 1 1 1
c1 + c2 − log 2 − log 2 + − log 2 − log 2 = − log 4
2 2 2 2 2
1 1 1 1 1 1 1
c1 − c2 − + − log 2 + + log 2 − − = 0
4 2 2 4 2 4 4
1 1 1
cioè c1 + c2 + − 2 log 2 = − log 4 e c1 − c2 − = 0, ossia c1 = 0 e c2 = − . In definitiva la soluzione
2 2 2
è:
1  
1 − e−t − et log(1 + et ) + t et − e−t log(1 + et ) − 2 log(1 + et ) .
2

Es. 64. Risolvere il P. d. C. 


2 ′ 2
(t − 1)y = y − t y


y(2) = 1 .

Si tratta di un’equazione di Bernoulli. Dividiamo per y 2 e per t2 − 1 ottenendo


y′ 1 t
= 2 − .
y2 t − 1 y(t2 − 1)

1 y′
Poniamo z = y 1−2 = . Allora z ′ = − 2 e quindi
y y
1 tz
−z ′ = − 2 ,
t2 −1 t −1
cioè
t 1
z′ − z=− 2 .
t2 − 1 t −1
t
Risolviamo l’equazione omogenea, trovando una primitiva di − . Risulta
t2 − 1
t 1
Z
A(t) = − dt = − log |t2 − 1|
t2 − 1 2
e quindi l’integrale generale dell’omogenea è
p
y(t) = c e−A(t) = c |t2 − 1| .

Siccome il punto iniziale è 2 possiamo p


togliere il valore assoluto e cercare la soluzione particolare
della non omogenea del tipo v(t) = c(t) t2 − 1. Dobbiamo risolvere
p 1 1
c′ (t) t2 − 1 = − ⇒ c′ (t) = − .
t2 − 1 (t2 − 1)3/2

16
Per calcolare l’integrale indefinito, usiamo la sostituzione t2 − 1 = (t + x)2 = t2 + 2tx + x2 da cui
x2 + 1
t=− e quindi
2x
4x2 − 2x2 − 2 x2 − 1
dt = − 2
dx = − dx .
4x 2x2
Allora abbiamo
1 1 x2 − 1
Z Z
c(t) = − dt = 2 +1 3
dx
(t2 − 1)3/2 x − x 2x
 2x2
1 x2 − 1 4x 2
Z Z
=  2x2 dx = dx = − 2 .
x2 −1 3 (x2 − 1)2 x −1
2x

Poiché x = t2 − 1 − t otteniamo
2 1
c(t) = − √ =− √
t2 t2 2
− 1 + − 2t t − 1 − 1 t − 1 − t t2 − 1
2
√ √
t2 − 1 + t t2 − 1 t2 − 1 + t t2 − 1
=− 2 2 2 2
=
(t − 1) − t (t − 1) (t2 − 1)
t
=1+ √ .
2
t −1
Poiché una primitiva è determinata a meno di una costante, possiamo ignorare l’addendo 1, e
otteniamo  
p t p
z(t) = t2 − 1 c + √ = c t2 − 1 + t .
2
t −1
Possiamo imporre la condizione iniziale su z per cui
√ 1
z(2) = c 3+2=1 ⇒ c = −√ .
3
Allora la soluzione del problema assegnato è:

3 3
y(t) = √ √ = √ √ .
2
3t − t − 1 3t − 3 t2 − 1

Es. 65. Risolvere il P. d. C.


y ′ = t − y

t+y
y(1) = 1 .

L’equazione è omogenea. Mettendo in evidenza t e semplificando si ottiene


y
1−
y′ = t
y ,
1+ t

17
con la sostituzione y = t z e quindi y ′ = z + t z ′ si ottiene
1−z 1−z
z + t z′ = ⇒ t z′ = −z
1+z 1+z
e dunque
1 − 2z − z 2
z′ = z(1) = 1 .
t(1 + z)
Separando le variabili otteniamo:
1+z 1
Z Z
2
dz = dt
1 − 2z − z t
1+z
Z
dz = log t + k
2 − (z + 1)2
1
− log 2 − (z + 1)2 = log t + k

2
1
p = ct
(z + 1)2 − 2

e dunque
p 1 1
(z + 1)2 − 2 = ⇒ (z + 1)2 = + 2.
ct c 2 t2
2 + 2t2
Dalla condizione iniziale si ha c2 = 1/2 e dunque (z + 1)2 =
t2
√ √
2 + 2t2 2 + 2t2 − t
z= −1=
t t
ed allora la soluzione del problema assegnato è:
p
y(t) = 2 + 2 t2 − t .

Es. 66. Risolvere il seguente Problema di Cauchy :


(
2yy ′′ = 1 + (y ′ )2
y(0) = 1 , y ′ (0) = 0.

Si tratta di un’equazione autonoma. Usiamo la sostituzione z(y(t)) = y ′ (t). allora il problema


diventa (
2yzz ′ = 1 + z 2
z(1) = 0 ,

18
dove y è la variabile indipendente. L’equazione è a variabili separabili e si ha:
2z 1
Z Z
dz = dy,
1 + z2 y
da cui
log(1 + z 2 ) = log |y| + k ⇒ z 2 = c|y| − 1 .

Imponendo la condizione iniziale abbiamo z = y − 1.
A questo punto dobbiamo risolvere: ( √
y′ = y − 1
.
y(0) = 1 ,
(Abbiamo scelto la radice positiva, perché altrimenti il radicando sarebbe diventato minore di zero).
Separando le variabili otteniamo:
1
Z Z
√ dy = dt
y−1
da cui
p (t + c)2
2 y−1=t+c ⇒ y= +1
4
e, per la condizione iniziale, c = 0 e la soluzione è
t2
y(t) = + 1.
4

Es. 68. Risolvere il problema di Cauchy


(
yy ′′ − (y ′ )2 + 2y = 0
y(0) = −1/2, y ′ (0) = 1 .

Si tratta di un’equazione autonoma. Usiamo la sostituzione z(y(t)) = y ′ (t). allora il problema


diventa (
yzz ′ = z 2 − 2y
z(−1/2) = 1 ,
dove y è la variabile indipendente. Dividiamo per yz e si ha:

z ′ = z − 2

y z
z(−1/2) = 1 .

Questa è un’equazione di Bernoulli con α = −1, quindi usiamo la sostituzione w = z 2 , da cui


w′ = 2zz ′ . Moltiplicando per z troviamo
1 ′ w w
w = −2 ⇒ w′ = 2 − 4.
2 y y

19
2
Questa è un’equazione lineare del primo ordine e una primitiva di − è −2 log |y| e l’integrale
y
generale dell’omogenea è w(y) = c y 2 . Troviamo una soluzione particolare risolvendo c′ (y) y 2 = −4
4 4
da cui c′ (y) = − 2 . Quindi c(y) = ed allora la soluzione particolare è v(y) = 4y e l’integrale
y y
generale è:
w(y) = c y 2 + 4y.
p
Imponendo la condizione iniziale troviamo w(y) = 12 y 2 +4y, e quindi z(y) = 12 y 2 + 4y. A questo
punto dobbiamo risolvere: ( p
y ′ = 12 y 2 + 4y
.
y(0) = −1/2 ,
Separando le variabili otteniamo:
1 1 1
Z Z Z
p dy = p dy = dt
12 y 2 + 4y 2 3 y2 + y
√ √
Calcoliamo il primo integrale. Si usa la sostituzione 3y 2 + y = ( 3y + x)2 = 3y 2 + 2 3yx + x2 da
x2
cui y = √ e quindi
1 − 2 3x
√ √ √
2x − 4 3x2 + 2 3x2 2x − 2 3x2
dy = √ dx = √ dx .
(1 − 2 3x)2 (1 − 2 3x)2
Allora abbiamo

1 1 1 1 2x(1 − 3x)
Z Z
p dy = √ √ dx
2 2
3y + y 2 x+ 3x

2
(1 − 2 3x)2
1−2 3x


1 x(1 − 3x)
Z
= √ √ √ dx
2 + 3x2
x−2 3x√ (1 − 2 3x)2
1−2 3x

Z
1 1 √
= √ dx = − √ log |1 − 2 3x|
1 − 2 3x 2 3

1 √  √ p 
= − √ log 1 − 2 3 − 3y + 3 y 2 + y ,

2 3
e dunque
1 √ p
− √ log 1 + 6y − 2 3 3 y 2 + y = t + c .

2 3
Per la condizione iniziale, otteniamo
1 √ 1 √
− √ log 1 − 3 − 3 = − √ log(2 + 3) = c

2 3 2 3

20
e la soluzione in forma implicita è
 √ p  √ √
log −1 − 6y + 2 3 3 y 2 + y = log(2 + 3) − 2 3t .

Osservazione. Gli integrali di funzioni contenenti la radice quadrata di un polinomio di secondo


grado si possono risolvere anche utilizzando le funzioni iperboliche per le quali si ha

cosh2 t − sinh2 t = 1 , D(cosh t) = sinh t , D(sinh t) = cosh t

e le funzioni inverse sono (l’inversa di cosh x è definita per x ≥ 1)


 p   p 
sett cosh x = ± log x + x2 − 1 , sett sinh x = log x + x2 + 1 .

Allora l’integrale che è stato calcolato in precedenza si può ottenere anche nel modo seguente:
1 1 1 1
Z Z
p dy = q dy
2 2
3y + y 2 3 (y 2 + 31 y)
1 1
Z
= √ q dy
2 3 1
(y + 61 )2 − 36

1 1 1
con la sostituzione y + = − cosh x da cui dy = − sinh x dx
6 6 6
1 6 1
Z
=− √ p sinh x dx
2 3 2
cosh x − 1 6
1 1 1
Z
=− √ sinh x dx = − √ x
2 3 sinh x 2 3
1
= − √ sett cosh (−6y − 1)
2 3
1  p 
= − √ log −6y − 1 + (6y + 1)2 − 1
2 3
1  √ p 
= − √ log −6y − 1 + 2 3 3y 2 + y .
2 3

Es. 69. Risolvere il seguente Problema di Cauchy:


( √
ty ′′ + 2y ′ = 3 t y ′
y(1) = 9/2 , y ′ (1) = 4.

L’equazione si può abbassare di grado ponendo z = y ′ per cui dobbiamo risolvere:


( √
tz ′ + 2z = 3 t z
z(1) = 4.

21
1
Questa è un’equazione di Bernoulli con α = 2, quindi usiamo la sostituzione w = z 1/2 , da cui

w′ = 12 z −1/2 z ′ . Dividendo per z troviamo

z′ √ √ √
t√ + 2 z = 3 t ⇒ 2 t w′ + 2 w = 3 t .
z

Dividendo per 2 t troviamo


w 3
w′ + = √ .
t 2 t
Risolviamo l’equazione omogenea. Una primitiva di 1t è log t e quindi l’integrale generale dell’omo-
c c′ (t) 3 3√
genea è w(t) = . Troviamo una soluzione particolare risolvendo = √ da cui c′ (t) = t.
t √ t 2 t 2
Quindi c(t) = t3/2 ed allora la soluzione particolare è v(t) = t e l’integrale generale è:
c √
w(t) = + t.
t
1 √
Dalla condizione iniziale w(1) = 2 segue w(t) = + t, e dunque
t
2
1 √

′ 1 2
y (t) = z(t) = + t = 2 + √ + t.
t t t
Integrando e imponendo la condizione iniziale troviamo la soluzione

1 √ t2
y(t) = − + 4 t + + 1 .
t 2

Es. 70. Data l’equazione differenziale

(x + 1)y ′ + 3y + (1 − x2 )y 2 = 0,

stabilire se esiste ed è unica la soluzione y : (0, +∞) → R tale che

lim y(x) = +∞.


x→0+

Questa è un’equazione di Bernoulli con α = 2, quindi usiamo la sostituzione z = y −1 , da cui


z ′ = −y −2 y ′ .
Dividendo per y 2 troviamo

3 1 − x2
−(x + 1)z ′ + 3z + 1 − x2 = 0 ⇒ z′ − z= = 1 − x.
x+1 x+1

22
3
Una primitiva di − è A(x) = −3 log(x + 1) e quindi l’integrale generale dell’omogenea è
x+1
z(x) = c(x + 1)3 .
Troviamo una soluzione particolare risolvendo c′ (x) (x + 1)3 = 1 − x da cui

1−x 2 − (x + 1) 1 1
Z Z
c(x) = 3
dx = 3
dx = − 2
+ .
(x + 1) (x + 1) (x + 1) x+1
Quindi la soluzione particolare è

v(x) = −(x + 1) + (x + 1)2 = x2 + x

e l’integrale generale è:


1
z(x) = c (x + 1)3 + x2 + x ⇒ y(x) = ,
c (x + 1)3 + x2 + x
e quindi si ha un asintoto verticale in x = 0 se e solo se si sceglie c = 0.

Es. 71. Risolvere i problemi di valori al contorno


( (
y ′′ (t) + y(t) = 0 y ′′ (t) + y(t) = 0
y(0) = 0, y(π) = 0 y(0) = 0, y(π) = 1,
e (
y ′′ (t) + y(t) = 0
y(0) = 0, y(π/2) = 2 .

L’integrale generale dell’equazione omogenea è

y(t) = c1 cos t + c2 sin t .

In tutti e tre i problemi, imponendo la condizione nel primo estremo, otteniamo c1 = 0. Dunque
abbiamo a disposizione le funzioni y(t) = c sin t per risolvere i problemi assegnati.
Tutte queste funzioni risolvono il primo problema, che dunque ha infinite soluzioni.
Il secondo problema non ammette soluzioni.
Il terzo problema ha l’unica soluzione y(t) = 2 sin t.

Es. 72. Calcolare l’integrale doppio


|y|
ZZ
p dxdy,
E 4 − x2 − y 2
ove (  2 )
2 1 1
E= (x, y) ∈ R : x− 2
+ y ≥ , (x − 1)2 + y 2 ≤ 1 .
2 4

23
Poiché sia la funzione sia l’insieme sono simmetrici rispetto alla variabile y basta calcolare l’integrale
sulla parte di E con y ≥ 0 e moltiplicare il risultato per 2. In questo modo possiamo sopprimere il
valore assoluto.

0.5

0.5 1 1.5 2 2.5

-0.5

-1

Utilizziamo le coordinate polari. Dovremo considerare l’insieme per cui dovrà essere 0 ≤ ϑ ≤ π/2 e

̺2 − ̺ cos ϑ ≥ 0 , ̺2 − 2 ̺ cos ϑ ≤ 0,

cioè avremo:
π
0≤ϑ≤ , cos ϑ ≤ ̺ ≤ 2 cos ϑ .
2
Allora l’integrale assegnato vale:
Z π/2 Z 2 cos ϑ Z π/2 Z 2 cos ϑ
̺ sin ϑ ̺2
2 dϑ p ̺ d̺ = 2 sin ϑ dϑ p d̺
0 cos ϑ 4 − ̺2 0 cos ϑ 4 − ̺2
Z π/2 Z 2 cos ϑ
4 − (4 − ̺2 )
=2 sin ϑ dϑ p d̺
0 cos ϑ 4 − ̺2
Z π/2 Z 2 cos ϑ !
4 p
=2 sin ϑ dϑ p − 4 − ̺2 d̺
0 cos ϑ 4 − ̺2

Determiniamo la primitiva usando la sostituzione ̺ = 2 sin t e dunque d̺ = 2 cos t dt


!
4
Z p
p − 4 − ̺2 d̺
4 − ̺2
Z p 
2
Z
= p d̺ − 4 1 − sin2 t cos t dt
1 − (̺/2)2 t=arcsin(̺/2)
Z 
= 4 arcsin(̺/2) − 4 cos2 t dt
t=arcsin(̺/2)

= 4 arcsin(̺/2) − 2(t + cos t sin t)t=arcsin(̺/2)


p
= 4 arcsin(̺/2) − 2 arcsin(̺/2) − ̺ 1 − (̺/2)2
̺p
= 2 arcsin(̺/2) − 4 − ̺2 .
2

24
Ed allora per l’integrale di partenza abbiamo
Z π/2 h ̺ ̺ p i2 cos ϑ
=2 sin ϑ 2 arcsin − 4 − ̺2 dϑ
0 2 2 cos ϑ

π/2   
cos ϑ
Z p
=2 2 arcsin(cos ϑ) − cos ϑ 4 − 4 cos2 ϑ − 2 arcsin
0 2


1 p
+ cos ϑ 4 − cos2 ϑ sin ϑ dϑ
2

usando la sostituzione t = cos ϑ per cui dt = − sin ϑ dϑ:


Z 1   
p t 1 p
=2 2 arcsin t − t 4 − 4 t2 − 2 arcsin + t 4 − t2 dt
0 2 2

1    Z 1 p
t
Z p 
=4 arcsin t − arcsin dt − 2 t 4 − 4 t2 − t 4 − t2 dt
0 2 0

integrando per parti arcsin t:


   1 Z 1 
t t t
= 4 t arcsin t − arcsin −4 √ −√ dt
2 0 0 1 − t2 4 − t2
Z 1 p p 
− 4 t 1 − t2 − t 4 − t2 dt
0
π π Z 1 
t t p tp
=4 − −4 √ −√ + t 1 − t2 − 4 − t2 dt
2 6 0 1 − t2 4 − t2 4
 p 1
4π 2
p
2
1 2 3/2 1 2 3/2
= − 4 − 1 − t + 4 − t − (1 − t ) + (4 − t )
3 3 12 0
4 π 16 √ 4 √
= + − 5 3 = (π + 4) − 5 3 .
3 3 3

Es. 73. Calcolare il seguente integrale:


ZZ p
x 1 − x2 dxdy
E

dove
E = {(x, y) ∈ R2 : 0 ≤ x ≤ 1, 0 ≤ y ≤ 1, xy ≤ 1/2 }.

Il punto di intersezione tra y = 1 e xy = 1/2 ha ascissa x = 1/2 e dunque l’integrale vale:

25
1

0.8

0.6

0.4

0.2

0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2

Z 1/2 Z 1 p Z 1 Z 1/2x p
dx x 1 − x2 dy + dx x 1 − x2 dy
0 0 1/2 0

1/2 1
1
Z p Z p
= x 1 − x2 dx + 1 − x2 dx
0 2 1/2

1/2
1 π/2 p

1
Z
= − (1 − x2 )3/2 + 1 − sin2 t cos t dt
3 0 2 π/6

√ √
1 3 1 π/2 1 3 1h iπ/2
Z
2
= − + cos t dt = − + t + sin t cos t
3 8 2 π/6 3 8 4 π/6

√ √ ! √
1 3 1 π 3 1 3 3 π
= − + − = − + .
3 8 4 3 4 3 16 12

Es. 74. Calcolare l’integrale triplo


yz
ZZZ
p dxdydz,
E x2 + y2 + z2
ove
E = {(x, y, z) ∈ R3 : x ≥ 0, y ≥ 0, z ≥ 0,
(x − 1)2 + y 2 + z 2 ≥ 1, x2 + y 2 + z 2 ≤ 16 }.

Utilizziamo le coordinate sferiche. L’insieme diventa


π π
0 ≤ ϑ ≤ , 0 ≤ φ ≤ , ̺2 − 2̺ sin φ cos ϑ ≥ 0 , ̺ ≤ 4 ,
2 2

26
cioè
π π
0≤ϑ≤ , 0 ≤ φ ≤ , 2 sin φ cos ϑ ≤ ̺ ≤ 4 .
2 2
Allora l’integrale da calcolare è:

Z π/2 Z π/2 Z 4
dφ dϑ ̺3 cos φ sin2 φ sin ϑ d̺
0 0 2 sin φ cos ϑ
π/2 π/2 4
̺4
Z Z 
2
= cos φ sin φ dφ sin ϑ dϑ
0 0 4 2 sin φ cos ϑ
Z π/2 Z π/2
cos φ sin2 φ dφ sin ϑ 64 − 4 sin4 φ cos4 ϑ dϑ

=
0 0
!
Z π/2 Z π/2
= cos φ sin2 φ 64 − sin4 φ 4 sin ϑ cos4 ϑ dϑ dφ
0 0

ponendo t = cos ϑ per cui dt = − sin ϑ dϑ


Z π/2  1 !
4
= cos φ sin2 φ 64 − sin4 φ t5 dφ
0 5 0
Z π/2  
2 4 6
= 64 cos φ sin φ − cos φ sin φ dφ
0 5
π/2
64 sin3 φ 4 sin7 φ
 
64 4 2228
= − = − = .
3 5 7 0 3 35 105

Es. 77. Calcolare il seguente integrale triplo:

xy  yz 
ZZZ
2
+y 2
ex arctan dxdydz,
E x2 2
+y z 2 x
dove
E = {(x, y, z) ∈ R3 : 1 ≤ x2 + y 2 ≤ 4, |y| ≤ x, 0 ≤ z ≤ 1 }.
2

-2 -1 1 2

-1

-2

27
Utilizziamo le coordinate cilindriche. L’insieme diventa
π π
1 ≤ ̺ ≤ 2 , | sin ϑ| ≤ cos ϑ , 0 ≤ z ≤ 1 ⇒ − ≤ ϑ ≤ , 1 ≤ ̺ ≤ 2, 0 ≤ z ≤ 1.
4 4
Allora l’integrale da calcolare è:

2 π/4 1
cos ϑ sin ϑ
Z Z Z
2
̺ e̺ d̺ dϑ arctan (z tan ϑ) dz
1 −π/4 0 cos2 ϑ + z 2 sin2 ϑ

 2 Z π/4 1
1 ̺2 tan ϑ
Z
= e · dϑ arctan (z tan ϑ) dz
2 1 −π/4 0 1 + z 2 tan2 ϑ

π/4
1 4 1
 Z
1
= e −e · arctan2 (z tan ϑ) 0 dϑ
2 −π/4 2

π/4   3 π/4
e4 − e ϑ2 e4 − e
  Z   4  3
ϑ e −e π
= · dϑ = · = .
2 −π/4 2 2 6 −π/4 2 192

Es. 78. Calcolare il seguente integrale doppio:


ZZ
x2 log(1 − x2 − y 2 ) dxdy,
E

dove E = {(x, y) ∈ R2 : x2 + y 2 ≤ R } con R < 1 fissato.

Usiamo le coordinate polari, l’insieme E diventa



{ (̺, ϑ) : 0 ≤ ϑ ≤ 2π , 0 ≤ ̺ ≤ R}.

Allora l’integrale vale:

28

Z R Z 2π
̺3 log(1 − ̺2 )d̺ cos2 ϑ dϑ
0 0

Z R
=π ̺3 log(1 − ̺2 )d̺
0
 √R √
R
!
̺4 ̺5
 Z
=π log(1 − ̺2 ) + d̺
4 0 0 2(1 − ̺2 )
 !√
R
R2 ̺3 ̺ ̺
Z
=π log(1 − R) +
− − + d̺
40 2 2 2(1 − ̺2 )
 √R !
R2
 4
̺ ̺2 1 2
=π log(1 − R) + − − − log(1 − ̺ )
4 8 4 4 0
 2 2

R R R 1
=π log(1 − R) − − − log(1 − R)
4 8 4 4

Es. 79. Calcolare l’integrale superficiale


Z
(y 2 + z 2 ) dσ ,
ϕ

dove ϕ è una superficie il cui sostegno è il cono

{ (x, y, z) ∈ R3 ; x2 + y 2 = z 2 , 0 ≤ z ≤ 1 } .

p
Si può considerare la superficie cartesiana z(x, y) = x2 + y 2 sull’insieme B = (x, y) ∈ R2 : x2 + y 2 ≤ 1


(la superficie non è regolare nell’origine ma le derivate parziali sono limitate quindi l’integrale che
segue ha senso). L’integrale superficiale è:
ZZ q
(x2 + 2y 2 ) 1 + (zx (x, y))2 + (zy (x, y))2 dxdy
B
v !2 !2
u
x y
ZZ u
= (x2 + 2y 2 )t1 + p + p dxdy ,
B x2 + y 2 x2 + y 2

e quindi s
ZZ
2 2 2x2 + 2y 2 √ ZZ
(x + 2y ) 2 2
dxdy = 2 (x2 + 2y 2 ) dxdy .
B x +y B

29
Passando in coordinate polari e usando la formula di riduzione dobbiamo calcolare l’integrale:
√ Z 1 Z 2π √ Z 1
2 ̺ d̺ (̺2 + ̺2 sin2 ϑ) dϑ = 2 3 π ̺3 d̺
0 0 0
1 √
√ ̺4

3 2
= 2 3π = π.
4 0 4

Es. 81. Calcolare l’area della porzione di superficie sferica

Σ = { (x, y, z) ∈ R3 ; x2 + y 2 + z 2 = 4, (x − 1)2 + y 2 ≥ 1 }.

Si tratta della parte di superficie sferica centrata nell’origine di raggio due, esterna al cilindro con
l’asse parallelo all’asse z, centrato nel punto (1, 0, 0) e di raggio 1.
Per simmetria rispetto al piano z = 0 possiamo moltiplicare per due l’area della parte di superficie
con z ≥ 0 e per la simmetria del dominio possiamo ancora moltiplicare per due l’area della parte di
superficie con y ≥ 0.

-2 -1 1 2

-1

-2

Questa superficie si può parametrizzare come



x = ̺ cos ϑ

y = ̺ sin ϑ
 p
z = 4 − ̺2

sui due insiemi:


n π o nπ o
D= 0≤ϑ≤ , 2 cos ϑ ≤ ̺ ≤ 2 , E= ≤ ϑ ≤ π, 0 ≤ ̺ ≤ 2 .
2 2

30
Calcoliamo le funzioni A , B , C. La matrice jacobiana è:

cos ϑ −̺ sin ϑ
 
 sin ϑ ̺ cos ϑ 
 ̺ 
−p 0,
4 − ̺2

e quindi abbiamo
̺2 cos ϑ ̺2 sin ϑ
A= p , B=p , C = ̺.
4 − ̺2 4 − ̺2
Allora
̺4 4̺2
A2 + B 2 + C 2 = + ̺2
=
4 − ̺2 4 − ̺2
e l’area richiesta vale:
s s
π/2 2 π 2
4̺2 4̺2
Z Z Z Z
4 dϑ d̺ + 4 dϑ d̺
0 2 cos ϑ 4 − ̺2 π/2 0 4 − ̺2
π/2 2 π 2
̺ ̺
Z Z Z Z
=8 dϑ p d̺ + 8 dϑ p d̺ .
0 2 cos ϑ 4− ̺2 π/2 0 4 − ̺2

L’integrale indefinito è:


̺
Z p
p d̺ = − 4 − ̺2
4− ̺2
e dunque risulta
Z π/2 h p i2 Z π h p i2
=8 − 4 − ̺2 dϑ + 8 − 4 − ̺2 dϑ
0 2 cos ϑ π/2 0
Z π/2 Z π
=8 2 sin ϑ dϑ + 8 2 dϑ = 16 + 8π .
0 π/2

Lo stesso risultato si poteva ottenere più rapidamente per differenza, sottraendo dall’area della sfera
di raggio due, che vale 16 π, l’area della porzione di superficie sferica interna al cilindro per cui
sarebbe bastato fare gli stessi calcoli ma solo sull’insieme
n π o
D′ = 0 ≤ ϑ ≤ , 0 ≤ ̺ ≤ 2 cos ϑ .
2

Es. 82. Calcolare l’integrale di superficie


1+z
Z
p dσ
ϕ (1 + cos2 x)3

dove ϕ è la superficie generata dalla rotazione del grafico della funzione y = sin x per π/4 < x < π/2
attorno all’asse x.

31
1
0.5
0

-0.5

-1
1

0.5
1

0.8 0

0.6
-0.5
0.4
-1
0.2 0.8
1
1.2
1.4
0.5 1 1.5 2

Questa superficie si può parametrizzare come



x = x

y = sin x cos ϑ

z = sin x sin ϑ

sull’insieme: nπ
π o
D= , 0 ≤ ϑ ≤ 2π .
≤x≤
4 2
Calcoliamo le funzioni A , B , C. La matrice jacobiana è:
 
1 0
 cos x cos ϑ − sin x sin ϑ 
cos x sin ϑ sin x cos ϑ ,
e quindi abbiamo
A = cos x sin x , B = − sin x cos ϑ , C = − sin x sin ϑ .
Allora
A2 + B 2 + C 2 = sin2 x(1 + cos2 x)
e l’integrale richiesto vale:
Z 2π π/2
1 + sin x sin ϑ
Z q
dϑ p sin2 x(1 + cos2 x) dx
0 π/4 (1 + cos2 x)3
2π π/2
1 + sin x sin ϑ
Z Z
= dϑ sin x dx (posto cos x = t)
0 π/4 1 + cos2 x
Z 2π Z √2/2 √
1 + 1 − t2 sin ϑ
= dϑ dt
0 0 1 + t2
Z 2π √ Z 2π √
2/2

1 − t2
Z
2/2
= [arctan t]0 dϑ + sin ϑ dϑ dt
0 0 0 1 + t2


= 2 π arctan( 2/2) .

32
In generale la superficie generata dalla rotazione del grafico della funzione positiva y = f (x) per
a ≤ x ≤ b attorno all’asse x si può parametrizzare come
x = x, y = f (x) cos ϑ ,
z = f (x) sin ϑ ,
p
sull’insieme D = { a ≤ x ≤ b , 0 ≤ ϑ ≤ 2π } , e l’elemento d’area è f (x) 1 + (f ′ (x))2 .

Es. 83. Dati l’insieme D = {(u, v) ∈ R2 ; u2 + v 2 ≤ 1 } e la funzione ϕ : D → R3 definita da


ϕ(u, v) = (u + v, u − v, uv),
stabilire se ϕ è una superficie regolare. In caso affermativo calcolare il versore normale con terza
componente positiva e l’area della superficie.

Evidentemente ϕ è di classe C 1 e iniettiva. La matrice jacobiana è


 
1 1
 1 −1 
v u
e dunque la superficie è regolare e
ϕu ∧ ϕv = (A, B, C) = (u + v, v − u, −2).
Il versore normale richiesto è
(−u − v, u − v, 2)
ν(u, v) = p
2(u2 + v 2 ) + 4
e l’area è data da
ZZ p Z 2π Z 1 p
A(ϕ) = 2(u2 + v 2 ) + 4 dudv = dϑ 2̺2 + 4 ̺ d̺
D 0 0
1   √
1 (2̺2 + 4)3/2
 
π  3/2 3/2 8
= 2π = 6 −4 = 2 6− π.
4 3/2 0 3 3
Es. 88. Calcolare il seguente integrale di superficie:

Z
|xyz|dσ,
S

dove S = { (x, y, z) ∈ R3 : z = x2 + y 2 , 0 ≤ z ≤ 1}.

L’insieme S è il sostegno di una superficie che si può parametrizzare come



x = ̺ cos ϑ

y = ̺ sin ϑ
z = ̺2

33
sull’insieme:
D = { 0 ≤ ̺ ≤ 1 , 0 ≤ ϑ ≤ 2π } .
Poiché il dominio e la funzione sono simmetrici rispetto alle variabili x e y e z è positiva, per ot-
tenere l’integrale richiesto possiamo eliminare il valore assoluto, integrare solo per 0 ≤ ϑ ≤ π/2 e
moltiplicare per 4.

Calcoliamo le funzioni A , B , C. La matrice jacobiana è:


 
cos ϑ −̺ sin ϑ
 sin ϑ ̺ cos ϑ 
2̺ 0,

e quindi abbiamo
A = −2̺2 cos ϑ , B = −2̺2 sin ϑ , C = ̺.
Allora
A2 + B 2 + C 2 = 4̺4 + ̺2
e l’integrale richiesto vale:
Z π/2 Z 1 p
4 dϑ ̺4 cos ϑ sin ϑ ̺ 1 + 4 ̺2 d̺
0 0
Z π/2 Z 1 p
=4 cos ϑ sin ϑ dϑ ̺5 1 + 4 ̺2 d̺
0 0
Z Z 1 p
π/2
=2 sin 2ϑ dϑ ̺5 1 + 4 ̺2 d̺ (posto 1 + 4̺2 = t ⇒ 8 ̺ d̺ = dt)
0 0
Z 5 √ Z 5
(t − 1)2 t 1 
=2 dt = t5/2 − 2t3/2 + t1/2 dt
1 16 8 64 1
 5
1 2 7/2 4 5/2 2 3/2
= t − t + t
64 7 5 3 1
√ √ !
1 250 5 √ 10 5 2 4 2 1  √ 
= − 20 5 + − + − = 125 5 − 1 .
64 7 3 7 5 3 420

34