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Wassily Kandinsky (1866-1944), Dello spirituale nell'arte (1911) in ID.

, Tutti gli
scritti, vol. II, Feltrinelli, Milano 1973-74 (ed. orig. Écrits complets, 1970), p. 84.

“I musicisti più moderni, come Debussy, introducono impressioni spirituali spesso


attinte dalla natura e trasfigurano in forma puramente musicale le immagini spirituali.
Proprio Debussy perciò viene spesso paragonato ai pittori impressionisti, in quanto si
afferma che, come loro, egli fa dei fenomeni naturali, da lui raffigurati a grandi tratti
in modo personale, lo scopo delle sue composizioni […].
Sarebbe eccessivo, però, affermare che la definizione citata rappresenti in modo
esauriente l'importanza di Debussy. Nonostante il punto di contatto con gli
impressionisti, la tendenza di questo musicista al contenuto interiore è talmente forte
che nelle sue opere si riconosce immediatamente l'anima dal suono incrinato del
presente con tutti i suoi dolori strazianti e la sua tensione nervosa. E d'altra parte
Debussy non usa mai, neppure nelle immagini “impressionistiche”, una descrizione
interamente materiale, che è l'elemento caratteristico della musica a programma, ma
si limita all'utilizzazione del valore interiore del fenomeno”.