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Consigli per l’alimentazione del cane

1. L’alimentazione dei cuccioli e della cagna


a. Quando arrivano i cuccioli in casa
b. L’allattamento dei cuccioli: una fase delicata per la cagna!
c. Il fabbisogno energetico durante la lattazione
d. Lo svezzamento
e. Problemi e fine della lattazione
2. Gli alimenti che i cani non possono mangiare
3. Gli alimenti proteici alternativi alla carne
4. Come organizzare i pasti del cane
5. Il sottopeso nel cane
a. I 3 problemi da affrontare se il cane è sottopeso
b. Le 3 patologie del Cane, che causano perdita di peso
c. L’alimentazione specifica per cani sottopeso
6. Il sovrappeso nel cane
a. La diagnosi
b. Cura e prevenzione
c. Il rapporto tra diabete e obesità nei cani
7. La sedentarietà del cane
a. I 3 problemi causati dalla sedentarietà del cane
b. Come combattere la sedentarietà
c. L’importanza dell’alimentazione
8. Le intolleranze alimentari
9. L’alimentazione del cane anziano

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Introduzione
Una volta un uomo incontrò un cane in un canile e decise di tenerlo con sé. Con il tempo, l’uomo si
rese conto che la buona azione l’aveva fatta a sé stesso. Infatti pochi animali, come i cani, hanno il
dono di ricambiare in misura incondizionata l’affetto che ricevono.
Molte storie di amicizia tra cane e uomo iniziano così. Sono storie speciali, e i padroni non si
stancano di raccontarle. Nei canili troviamo cani che non sono il frutto della selezione umana, ma
anche per questo sono esemplari unici, com’è unica la loro capacità di amare.
L’azienda Mongrel nasce intorno a questi valori. Scegliere il proprio cane in un canile, occuparsi di
quelli che non hanno ancora una famiglia e una casa, e non ricevono cure adeguate, sono gesti in
cui crediamo fortemente.
Mongrel in inglese significa meticcio, e la nostra azienda si rivolge a cani e gatti non di razza che
popolano la vita delle famiglie italiane. Gli alimenti di Mongrel sono genuini e realizzati con
materie prime di altissima qualità.
Le razioni Mongrel sono sicure perché formulate da veterinari e adatte a ogni tipo di cane.

Non contengono nessun conservante o colorante, nessun OGM, ma soltanto ingredienti naturali,
selezionati e della migliore qualità. Inoltre i prodotti Mongrel sono 100% Cruelty Free. Mongrel
non pratica sperimentazione sugli Animali, nè la commissiona a terzi.
I prodotti Mongrel sono acquistabili solo su mongrelpet.com. Sul nostro sito puoi trovare anche il
calcolatore di fabbisogno calorico, uno strumento che inserendo il peso, l’età, lo stile di vita del
tuo cane ti dà la sua razione giornaliera ideale.
In questo e-book ti mettiamo a disposizione alcuni consigli pratici per gestire l’alimentazione del
tuo cane, in tutte le fasi della sua vita. Imparare a nutrire il tuo cane in maniera corretta, da
quando è un cucciolo fino a quando sarà adulto e poi anziano, lo aiuterà a vivere meglio ogni parte
della sua esistenza.

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Consigli per l’alimentazione del cane
In origine il cane era un animale fondamentalmente carnivoro ma secoli di convivenza con l’uomo
l’hanno reso onnivoro. La sua alimentazione è diversa dalla nostra e ci sono degli accorgimenti da
seguire, se vogliamo regalare al nostro amico a quattro zampe una vita lunga e in buona salute.
Il numero dei pasti del cane varia a seconda della sua stazza e della sua età. A 2 mesi di vita, il
cucciolo deve mangiare quattro o cinque volte al giorno, verso i 4 mesi i pasti diventano tre. Al
primo anno di vita i pasti si riducono a due.
Quando i pasti sono diventati due, il miglior momento per nutrire il cane è il mattino, quando si è
appena svegliato o rientra dalla passeggiata, e poi verso il tramonto o nel tardo pomeriggio. Il cibo
va lasciato al suo posto per circa mezz’ora, e non per ore intere, più che altro per un motivo di tipo
educativo. Il cane deve capire che siamo noi ad avere il controllo sul cibo.
La dieta del cane deve essere varia, e includere come alimento principale la carne. Dobbiamo
alternare alimenti come carne, fegato, cuore, trippa, riso, pane secco, frutta e verdura che sono
una preziosa fonte di vitamine e sali minerali. Se decidiamo per un’alimentazione casalinga, non
dovremo nutrire il nostro fedele amico con gli avanzi della tavola, ma preparare appositamente
per lui, ogni giorno, il suo cibo. Anche se molte persone optano per questa scelta, essa spesso non
garantisce la giusta nutrizione per l’animale.

Quando arrivano i cuccioli in casa


Avere in casa una cagnolina gravida, permette di assistere ad un evento molto emozionante come
quello del parto. Nelle settimane precedenti si dovrà gestire in modo ottimale la situazione, per far
arrivare il cane al momento del parto nel migliore dei modi. Conoscere perfettamente i tempi e le
modalità della gravidanza evita di mettere in pericolo la salute della “mamma” e quella dei piccoli,
che devono ancora venire al mondo.
Per determinare con certezza se la cagna è incinta è sufficiente un’ecografia, che si può fare
rivolgendosi ad un centro veterinario specializzato. È possibile accorgersi della gravidanza anche
verificando i diversi cambiamenti nel fisico dell’animale.
Ad esempio, le mammelle tenderanno a gonfiarsi, come il ventre; toccando con delicatezza
quest’ultimo, sarà possibile sentire la presenza dei cuccioli. Solitamente, la gravidanza ha una
durata compresa tra i 58 e i 60 giorni anche se, per alcune razze, può raggiungere i 70 giorni. Per
verificare che tutto proceda per il meglio è importante sottoporre l’animale ad altre ecografie, a
distanza di 30 giorni l’una dall’altra.
Nel periodo che precede il parto, alla cagna dovranno essere risparmiati sforzi eccessivi, in quanto
ha bisogno di riposo; qualche passeggiata, comunque, eviterà che possa accumulare eccessivo
stress. Non è necessario variare gli alimenti del cane, almeno fino agli ultimi 20 giorni della
gestazione. Successivamente, dovremo somministrare giornalmente quantità più generose,
suddividendole in più pasti. Si può anche decidere di sostituire gran parte del cibo abituale con
crocchette specifiche per cuccioli, in modo da assicurare un nutrimento più energetico.

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Un valido supporto alla definizione del fabbisogno energetico della cagna, nel periodo di
gravidanza e lattazione, e della corretta dose di alimenti da somministrarle, lo si può avere
utilizzando il “calcolatore di fabbisogno calorico” presente sul nostro sito:
http://www.mongrelpet.com.
Nell’ultimo periodo, il peso della gravidanza inizierà a provocare un calo di forze, una maggiore
necessità di urinare e, in alcuni casi, vomito. Il padrone dovrebbe cercare di non ridurre lo stress
alla cagna, portandola fuori a fare i bisognini più spesso e fornendole maggiori quantità di acqua.
Come accade per le gatte, anche le cagne sono solite cercare un posto che si dimostri “adatto” al
parto, comodo e al riparo dagli sguardi indiscreti.
Al momento del parto, il padrone dovrà limitarsi ad osservare, senza intervenire. Infatti, l’animale
potrebbe essere talmente nervoso da dimostrarsi aggressivo nel caso in cui si sentisse minacciato.
Questo comportamento potrebbe manifestarsi anche nei primi giorni successivi al parto, ed è atto
a proteggere la prole. In quei momenti, deve essere garantita la massima tranquillità; se in casa
vivono anche altri animali, è meglio allontanarli per evitare che possano arrecare disturbo. La
stessa cosa deve essere fatta con i bambini, che potrebbero essere troppo agitati in occasione del
parto.
Il padrone dovrà anche verificare se sia utile un aiuto esterno; in alcuni casi, infatti necessario un
taglio cesareo. Una volta terminato il parto, sarà lo stesso animale a recidere il cordone ombelicale
e, successivamente, a pulire i cuccioli. Infine, occorre ricordare come il parto ha una durata che
può andare dalle 3 alle 6 ore anche se, in determinate condizioni, raggiunge persino le 24 ore.

L’allattamento dei cuccioli: una fase delicata per la cagna!


Il periodo della lattazione, che in genere presenta una durata che va dai 40 ai 60 giorni, è
particolarmente delicato per il benessere fisico della cagna, benessere che a sua volta si riflette
nella salute dei cuccioli. Un’alimentazione completa e curata rappresenta dunque il primo passo
per prendersi cura sia di lei che degli ultimi nati.
Per essere sicuri di rispondere adeguatamente al fabbisogno del cane, si deve ricorrere ad un tipo
di alimentazione bilanciata e completa. L’apporto di proteine, carboidrati e grassi, deve essere
garantito nelle proporzioni adeguate e la qualità degli alimenti deve essere elevata. Altrettanto
importanti sono i sali minerali e le vitamine.
L’integrazione della dieta con minerali e calcio diventa essenziale soprattutto per gli animali di
piccola taglia, che nella fase di lattazione, devono trasmettere una maggiore quantità di sostanze
nutritive ai cuccioli per consentire a questi ultimi di irrobustire il loro apparato muscolo-
scheletrico. È stato dimostrato, infatti, che le femmine di piccola taglia presentano un fabbisogno
energetico maggiore rispetto a quelle di taglia maggiore, durante tutta la fase della lattazione.

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Il fabbisogno energetico durante la lattazione
Un metodo particolarmente semplice ed efficace per stabilire la quantità del fabbisogno
energetico necessario ad una cagna durante il periodo della lattazione è quello di prendere in
considerazione il numero dei cuccioli. Per ogni cucciolo infatti, la cagna avrà bisogno del 25% di
alimento in più rispetto alla consueta dose di cibo. Questo permetterà alla cagna di avere a
disposizione una quantità di energia sufficiente ad allattare i cuccioli, mantenendo nello stesso
tempo il suo peso corporeo. Una delle frequenti conseguenze della lattazione potenzialmente
dannose per la cagna, infatti, può essere rappresentata dal suo eccessivo dimagrimento, che a sua
volta porta ad una riduzione delle difese immunitarie.

Problemi e fine della lattazione


Durante il periodo dell’allattamento la cagna può andare incontro ad una serie di problematiche
cliniche che bisogna saper riconoscere e prevenire. Le malattie più diffusa in questo periodo sono
la mastite, che consiste in un’infiammazione delle mammelle, e l’eclampsia. Quest’ultima
condizione coincide con la perdita di una consistente quantità di calcio, che può avvenire sia
durante la gravidanza che la lattazione. In questo caso, sarà necessario riportare i valori del calcio
a livelli normali, attraverso l’uso di integratori ed alimenti specifici.
Al termine del periodo di lattazione non bisogna commettere l’errore di ridurre drasticamente la
quantità di cibo. La diminuzione del fabbisogno energetico è infatti graduale e va assecondata, in
modo che l’organismo si abitui giorno dopo giorno agli aggiustamenti delle dosi di cibo giornaliere,
fino a tornare alla quantità di alimento assunta normalmente prima della lattazione.

Lo svezzamento
Il periodo in cui iniziare lo svezzamento varia a seconda dei casi e soprattutto in base alla razza
canina che si prende in considerazione. Ci sono, infatti, differenze dal punto di vista nutritivo tra
un meticcio ed un pastore tedesco, ad esempio. Chiarito questo punto, diciamo che lo
svezzamento in genere inizia pressappoco al 30° giorno di vita di un cucciolo.
Dal momento che si tratta di una fase delicata per la crescita e la salute del cagnolino, è
importante che lo svezzamento sia graduale. Ciò significa che in un primo momento si provvederà
semplicemente ad affiancare alle consuete poppate un pasto di supporto, facendo ricorso ad un
alimento per cuccioli.
Al 45° giorno di età si passerà allo svezzamento vero e proprio, sostituendo cioè del tutto le
poppate materne con 4 pasti giornalieri, sempre a base di mangime specifico per cuccioli. I 4 pasti
al giorno verranno poi ridotti a 3 a partire dal 60° giorno di vita, in modo tale che il cucciolo riceva
il giusto fabbisogno per la corretta crescita. Una volta che il cucciolo avrà compiuto un anno, si
potrà passare a 2 pasti al giorno.

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Dieta casalinga del cane: come orientarsi?
Un punto essenziale nell’alimentazione dei cani è l’equilibrio tra i vari nutrienti: ovvero tra
proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e grassi. Ognuna di queste sostanze, infatti, aiuta il
corretto funzionamento degli organi interni e contribuisce al rafforzamento di ossa, articolazioni e
tendini.
Sia che si decida di affidarsi al cibo per cani in commercio, sia che si preferisca una dieta casalinga,
evitiamo gli eccessi. È piuttosto facile lasciare che il cane ingrassi e diventi sovrappeso, se si
incoraggiano abitudini sbagliate come l’assunzione di spuntini fuori orario e di cibi dolci. Associati
all’obesità nel cane vi sono patologie gravi e debilitanti, come il diabete, le cardiopatie ed i
problemi di natura articolare.
Pertanto segni evidenti, come un addome pronunciato ed un eccessivo strato di grasso, devono
portare a ridurre la quantità di cibo e ad incrementare l’esercizio fisico dell’animale. Non meno
pericolose sono le conseguenze di un’alimentazione carente. Un cane sottopeso che, non traendo
sufficiente energia dall’alimento, sarà costretto ad utilizzare la massa muscolare magra, vedrà
compromesso il proprio sistema immunitario e andrà incontro ad un maggiore rischio di infezioni e
malattie.
Esiste una regola per nutrire correttamente il proprio cane e garantirgli una lunga e sana
esistenza? I cibi pronti, se di buona qualità, contengono già i giusti nutrienti ma, volendo alternare
con una dieta casalinga, a cosa occorre fare attenzione per essere sicuri di alimentare in modo
corretto il nostro amico?
Tenendo sempre presente che attività fisica, peso ed età prevedono dei cambi di dieta facilmente
suggeribili dal veterinario di fiducia, nella norma è bene evitare di dare al cane gli avanzi della
nostra tavola. Cerchiamo di fornirgli, per ogni pasto, carboidrati come pasta, pane o riso e
proteine, per esempio carne, pesce, uova e formaggi. Consigliabile, inoltre, è evitare i grassi e gli
alimenti eccessivamente caldi o freddi. Sicuramente è più adatto il cibo a temperatura ambiente,
che risparmia al cane possibili problemi gastrointestinali.
Ci sono alimenti assolutamente vietati? Certamente e, di solito, sono proprio quelli che il cane ama
di più e per i quali insiste cercando di ottenere assaggi dal padrone.
La cioccolata, per esempio, deve essere assolutamente bandita dalla dieta, perché può provocare
problemi anche molto gravi. Da evitare anche la frutta secca, l’uva e la cipolla mentre, al contrario,
verdure come le carote vanno benissimo e sono anzi consigliabili.
Attenzione anche alla pasta di pane, della quale i cani vanno ghiotti ma che è causa di danni
intestinali. Naturalmente, eventuali intolleranze e allergie alimentari richiedono l’intervento del
veterinario che saprà suggerire una dieta bilanciata.

Gli alimenti che i cani non possono mangiare

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Il cane è l’animale domestico la cui dieta rischia di avvicinarsi maggiormente a quella dei suoi
padroni, poiché spesso viene nutrito con gli avanzi della tavola; non tutti i cibi sono però idonei ad
essere consumati anche dai cani, poiché possono infatti arrecare danni più o meno gravi alla loro
salute. Vediamo a cosa fare attenzione.
Il cane è incline a rosicchiare un bell’osso, ma offrirgli ossicini di piccole dimensioni non è salutare;
possono essere facilmente ingeriti e danneggiare le pareti dell’esofago, dello stomaco e
dell’intestino.
Zucchero e dolciumi andrebbero evitati per il loro elevato contenuto glucidico e calorico, che a
lungo andare può causare patologie come obesità, diabete e problemi dentali. Da evitare anche i
prodotti dolcificati con xilitolo, tossico per il fegato del cane.
Il cioccolato, soprattutto quello fondente, è un alimento nocivo poiché contiene elevate quantità
di teobromina: una sostanza tossica per il cane che può causare aritmie cardiache, disidratazione,
tremori e addirittura la morte nei casi più gravi.
Il gelato è sconsigliato: in primis per l’elevato contenuto di zuccheri, poi per la possibile presenza
di altri ingredienti nocivi fra gli aromi utilizzati. Nei cani con intolleranza al lattosio può inoltre
causare problemi intestinali.
L'aglio e le cipolle non devono mai essere aggiunti al cibo del cane poiché potrebbero danneggiare
i globuli rossi e causare una grave anemia emolitica.
Uva, uvetta, avocado e noci sono alimenti apparentemente innocui, in realtà tossici per il cane:
l’uva può avere effetti depressivi sul sistema nervoso centrale, mentre le noci contengono una
tossina che può provocare sintomi come febbre, tremori e paralisi. Esse possono inoltre ospitare
un fungo velenoso e potenzialmente letale. L’avocado possiede una sostanza (il persin) che può
scatenare gravi problemi gastro-intestinali.
Fra gli alimenti da scartare vi sono infine il sale e gli snack salati, che per il loro contenuto
eccessivo di sodio possono causare problemi cardiocircolatori ed attacchi epilettici.

Gli alimenti proteici alternativi alla carne


La buona conoscenza dei principi dell’alimentazione è di fondamentale importanza per mantenere
in salute il proprio cane.
Assicurare al proprio cane una dieta completa ed equilibrata è il miglior modo per mantenerlo in
ottima forma e prevenire l’insorgenza di pericolose malattie di origine alimentare che possono
avere conseguenze anche gravi a lungo termine: ad esempio allergie, obesità e squilibri metabolici.
In una dieta prevalentemente proteica è dunque necessario variare il più possibile gli alimenti, in
modo da assicurare un apporto bilanciato di tutti i nutrienti fondamentali, venendo incontro
anche ad esigenze specifiche, come intolleranze alimentari o altre patologie.
Le principali fonti proteiche alternative alla carne sono rappresentate dai legumi e dai formaggi
non stagionati, come la ricotta o la mozzarella.

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Il cane, grazie ad un apparato digerente “versatile”, può attingere ad entrambe le fonti senza
particolari problemi.
Le uova rappresentano una delle fonti proteiche con il più alto valore biologico e possono essere
utilizzate come una valida integrazione. Se date crude, però, è necessario però rimuovere
l’albume, in quanto il suo consumo può causare una carenza di biotina (vitamina del gruppo B).
Altre fonti marginali di proteine sono i cereali, soprattutto quelli integrali, utilizzabili nella dieta del
cane come alimento complementare.

Come organizzare i pasti del cane


Quali regole seguire per organizzare bene i pasti del nostro cane? Cominciamo dal pasto principale
che, per evitare appetiti notturni di scomoda gestione, è meglio che venga dato alla sera e,
possibilmente, prima che “gli altri componenti della famiglia” si siedano a tavola. Un piccolo
accorgimento che eviterà un pietoso accattonaggio da parte del cane. In ogni caso, dato che l’ora
del pasto è legata a quella dell’evacuazione, che solitamente avviene in tempi molto precisi,
meglio tener conto di questo fattore e mantenere un orario fisso, anche in vacanza.
E se nella ciotola avanza del cibo? Sicuramente meglio gettarlo e, per evitare pericolose
contaminazioni batteriche, è consigliabile dedicare qualche minuto ad un’accurata pulizia della
ciotola. Preferibile, per evitare sprechi, dare al cane dosi basate sul suo consumo abituale, senza
esagerare nel riempire il contenitore del cibo. In pratica la quantità va diminuita se il cane tende
ad avanzare cibo e aumentata nel caso la bestiola leccasse troppo coscienziosamente la propria
ciotola. E, a proposito di ciotola: la scelta dovrebbe cadere su quelle ampie e ben stabili,
preferibilmente in ceramica o in acciaio, più igieniche rispetto a quelle in plastica.
Durante i pasti il cane va lasciato tranquillo, evitando di sistemare la ciotola in zone della casa
troppo affollate o rumorose e preferendo contenitori dotati di treppiede, nel caso la bestiola abbia
l’abitudine di consumare troppo velocemente i pasti tendendo poi a rigurgitarli.
Normalmente, prima dell’uscita, è buona norma concedergli una pausa di relax, utile per la
digestione. Come sempre, età e movimento scandiscono le dosi e i tempi dei pasti, caratteristiche
facilmente consigliabili dal veterinario. Se poi lo specialista dovesse suggerire una nuova dieta,
consigliabile introdurla con gradualità, affinché Fido abbia modo di poterla accettare senza troppi
capricci.

Il sottopeso nel cane

I 3 problemi da affrontare se il cane è sottopeso


Sono diverse le cause che possono portare un cane a trovarsi in una condizione di sottopeso: da
quelle legate ad un’alimentazione insufficiente o non adeguata al fabbisogno calorico, ai problemi
di salute.

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Il padrone può rendersi conto che il suo cane è sottopeso osservando e tastando l’animale. Le
ossa, infatti, vengono subito percepite al di sotto di uno strato di grasso minimo. La vita può essere
notata ad un primo sguardo dietro le costole e la presenza di grasso addominale è insufficiente.
Quando si ha a che fare con cani sottopeso il padrone deve affrontare dei problemi che, in
condizioni di normalità, non si manifesterebbero.
Un primo problema in un cane sottopeso è la mancanza di energia, che può portare l’animale a
diventare eccessivamente sedentario, aumentando la sua apatia e facendo nascere dei disturbi a
livello articolare. Fortunatamente, esistono alimenti per cane che vengono formulati per quando è
necessario avere un “surplus” di energia, ossia nei casi in cui l’animale svolga particolari attività
(cani da caccia o da soccorso), oppure quando si trova in fase di recupero da una malattia o debba
affrontare una condizione di sottopeso.
Questi alimenti si caratterizzano per la presenza di una buona percentuale di sostanze
antiossidanti, utili per supportare l’organismo. In particolare, è elevata la presenza di polifenoli. Ad
aumentare il valore nutritivo di tale cibo sono anche gli aminoacidi, ottenuti dalle proteine del
pesce. Si tratta di alimenti studiati per garantire una facile digeribilità e un’assimilazione veloce dei
diversi nutrienti contenuti.
Un secondo problema che può interessare i cani sottopeso è rappresentato dal freddo, non solo
nella stagione invernale. Se un esemplare normopeso può rischiare l’ipotermia già nel caso di
temperature inferiori allo zero, per un esemplare sottopeso il rischio è maggiore. Se la cuccia è
posizionata in un ambiente esterno, scegliamone una che garantisca un buon isolamento termico.
Impermeabilizzarla per evitare il contatto con il terreno, con l’impiego di materiale che impedisca
all’umidità di penetrare. Se una normale cuccia non riesce a tenere l’animale al caldo, è possibile
aumentare il benessere del cane stesso contattando aziende che realizzano cucce dotate di
sistema di riscaldamento.
Infine, il padrone di un cane sottopeso dovrà far fronte alla debolezza delle ossa e delle
articolazioni che potrebbe portare, con il tempo, ad una limitazione della mobilità dell’animale. In
questo ambito è possibile intervenire utilizzando degli appositi integratori alimentari, che
forniscono alcune sostanze come vitamine e minerali. In commercio ci sono gli integratori di calcio,
molto utili per le ossa, e di antiossidanti, in grado di scongiurare l’insorgere di diverse patologie.
Se il padrone decide di fare ricorso agli integratori, dovrà somministrarli tenendo conto di quanto
indicato sulle confezioni. Fornire quantità eccessive, oltre a risultare dannoso, non ha alcun
vantaggio, in quanto l’organismo assorbe solamente la parte necessaria.

Le 3 patologie del Cane, che causano perdita di peso


Le tre patologie che più di frequente sono alla base di un eccessivo dimagrimento del cane sono il
diabete, la parassitosi e la malattia infiammatoria intestinale.
Per imparare a riconoscere i segnali di allarme di queste malattie e correre ai ripari, è necessario
capire come riconoscere correttamente la condizione di sottopeso. Quando le costole
dell’animale, sono prominenti al punto da poter essere visibili ad occhio nudo e sono ricoperte da

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uno strato estremamente sottile e inconsistente di grasso cutaneo, si può parlare in tutta
franchezza di cane sottopeso. A questo punto il passaggio fondamentale è quello di rivolgersi al
proprio veterinario di fiducia che registrerà il peso dell’animale, lo confronterà con quello ideale
per similitudine di razza, età e sesso, e darà il via alle indagini di rito per la ricerca della causa
scatenante.
La prima cosa da escludere è la presenza di parassiti intestinali da ricercare nelle feci dell’animale.
L’attacco di questi vermi è infatti la causa più frequente del deperimento del cane, dovuto al fatto
che i parassiti situati nell’intestino assorbono le sostanze nutritive introdotte con la dieta prima
ancora che l’apparato digerente dell’animale sia in grado di elaborarle ed assimilarle. La soluzione
in questo caso è piuttosto semplice e consiste nel sottoporre il proprio amico a quattro zampe ad
uno specifico trattamento anti-vermi.
Nel caso delle altre patologie in grado di causare dimagrimento, ovvero il diabete, la malattia
infiammatoria intestinale ed il cancro, sarà necessario procedere con indagini più dettagliate e con
trattamenti di maggiore impatto, che sarà naturalmente il veterinario a suggerire.

L’alimentazione specifica per cani sottopeso


Una volta stabilita la patologia alla base dell’eccessiva perdita di peso dell’animale ed iniziato il
trattamento volto a curare tale condizione, i miglioramenti non dovrebbero tardare a presentarsi.
Per rendere più agevole il progressivo aumento di peso dell’animale si può ricorrere ad una
strategia di dieta ipercalorica, che predilige quei determinati alimenti caratterizzati da un
maggiore apporto calorico. Un aspetto importante che non va trascurato è comunque il fatto che
l’alimentazione sia equilibrata, e che gli alimenti scelti, siano crocchette o cibo umido, abbiano il
corretto apporto di proteine, carboidrati e grassi.
Oltre ad apportare delle modifiche sulla qualità dei cibi scelti per l’alimentazione, si può
intervenire sulla quantità, portando a tre il numero di pasti giornalieri. Esistono inoltre alcuni
piccoli trucchi per invogliare a mangiare quei cani che istintivamente tendono a rifiutare il cibo:
aggiungere un po’ d’acqua nella ciotola dei croccantini o fare un po’ di attività fisica prima del
pasto, come ad esempio una passeggiata, possono stimolare l’appetito dell’animale.

Il sovrappeso nel cane


Così come accade per gli esseri umani, anche per i cani il sovrappeso e l’obesità possono essere
delle condizioni pericolose, in grado di causare patologie più gravi, a partire da quelle cardiache.
Non bisogna commettere l’errore di credere che un cane obeso sia particolarmente amato dal suo
padrone, che gli riserva i bocconcini più prelibati e golosi.
Al contrario, voler bene al proprio cane vuol dire prendersi cura della sua alimentazione
mantenendola equilibrata e completa ed evitando a tutti i costi gli eccessi che, come accade molto
spesso in tutti i campi, fanno più male che bene.
A risentire prima di tutti del peso in eccesso nell’animale è il muscolo cardiaco, che farà fatica a
pompare il sangue per tutto l’organismo. Ciò comporta una lunga serie di patologie
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cardiovascolari, che influiscono negativamente sulla qualità di vita dell’animale. Quest’ultimo farà
fatica a spostarsi ed a muoversi, innescando così un circolo vizioso che porterà ad un crescente
aumento del peso corporeo.
Oltre alle malattie cardiovascolari, legate alla condizione di grave sovrappeso sono anche le
patologie respiratorie, il diabete mellito, le infezioni cutanee ed i problemi alle articolazioni. Non è
un caso, infatti, che uno dei segni clinici che aiuta a fare diagnosi di obesità è l’evidente zoppia
dell’animale, che migliora man mano che si ottiene una graduale riduzione del peso.

La diagnosi
Fare diagnosi di obesità nel cane è piuttosto semplice, ma ci sono dei criteri scientifici ben precisi
che aiutano a stabilire il grado di obesità raggiunto dal singolo animale, il che andrà naturalmente
ad influire sul tipo di trattamento da adottare per risolvere questa condizione medica e prevenire
le patologie cardiache. In base a tali criteri, che tengono conto del valore di BCS, ovvero del body
condition score, quando il peso è dal 5 al 20% superiore al peso corporeo ideale l’animale può
definirsi in sovrappeso. Quando invece la percentuale che separa il peso reale da quello auspicato
è superiore al 20%, si può effettivamente iniziare a parlare di obesità vera e propria.

Cura e prevenzione
Risolvere il problema del sovrappeso, prevenendo nello stesso tempo lo sviluppo di gravi patologie
cardiache e metaboliche, è possibile per mezzo della giusta combinazione tra alimentazione
adeguata e correzione dello stile di vita.
Da evitare sono i cibi particolarmente calorici e l’assunzione dei cibi al di fuori dell’orario
prestabilito per i pasti. Riducendo le porzioni ed introducendo un’alimentazione variegata ed
equilibrata, affidandosi a formulazione di alimenti Light è possibile assicurare all’animale il giusto
fabbisogno nutritivo, eliminando pericolosi eccessi.
Una regolare attività fisica, che nei cani obesi non deve essere però troppo intensa, può
rappresentare il giusto alleato contro il peso in eccesso. L’aspetto più importante è che la perdita
di peso sia graduale e non improvvisa, nel rispetto del benessere dell’animale.
Un valido supporto alla definizione del fabbisogno energetico del cane e della corretta dose di
alimenti da somministrargli, si può ottenere utilizzando il “calcolatore di fabbisogno calorico”
presente sul nostro sito: http://www.mongrelpet.com.
Curare il peso del cane, attraverso un’alimentazione equilibrata e di buona qualità, lo preserva
dalle malattie e gli allunga la vita.

Il rapporto tra diabete e obesità nei cani


Tra le malattie più diffuse tra i cani rientra sicuramente il diabete, in grado di colpire un esemplare
su 500. La tipologia più comune in questi animali è quella del diabete mellito, la cui cura prevede

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l’utilizzo di insulina a dosaggi costanti. In base agli studi effettuati, questa patologia colpisce in
maggior misura le femmine non sterilizzate, soprattutto dagli 8 anni in poi. Se ad influire sulla
malattia sono l’età e, probabilmente, componenti genetiche ed ereditarie, una dieta bilanciata ha
un ruolo fondamentale nel prevenirla.
In particolare, il sovrappeso ha una correlazione molto stretta con il diabete; una volta accertata la
malattia, proprio l’obesità rende più difficile controllarne il decorso.
Nei primi periodi della malattia, il cane ha difficoltà a metabolizzare una percentuale sufficiente di
zuccheri; questo lo porta ad aumentare l’appetito. Tuttavia, si verifica una veloce (e molto
evidente) perdita di peso, che si accompagna ad un maggior stimolo a urinare, ad una sete che si
manifesta molto frequentemente e ad una letargia pronunciata. Al contrario di quanto può
avvenire nei gatti, quando un cane viene colpito da diabete si troverà a dover fronteggiare il
problema per il resto della sua vita.
Per curare l’animale la scienza veterinaria mette a disposizione due strade. La prima prevede la
somministrazione giornaliera di insulina, da effettuarsi attraverso un’iniezione sottocutanea. Ogni
esemplare dovrà essere visitato ed esaminato attentamente per stabilire il dosaggio più indicato;
questo non potrà essere determinato solamente dal peso, ma dovrà tener conto dell’insufficienza
pancreatica caso per caso. La seconda, invece, si basa sul ricorso a farmaci da somministrare per
via orale.
Indipendentemente dalla cura, sarà opportuno far seguire una dieta che elimini completamente gli
alimenti eccessivamente complessi, garantendo una percentuale bassa di grassi e di zuccheri.
Nel caso in cui un cane si trovi in condizione di obesità, dovrà necessariamente utilizzare alimenti
che assicurano la presenza di fibre e di carboidrati; entrambi tali elementi riescono a minimizzare
le variazioni degli zuccheri nel sangue nelle ore successive ai pasti.
Evitare di somministrare sia cibo umido che snack, eccessivamente ricchi di zuccheri. Riuscire a
risolvere il problema dell’obesità è molto importante, in quanto il peso eccessivo rende la terapia
a base di insulina decisamente meno efficace e, soprattutto, vengono richieste dosi più elevate per
ottenere dei risultati.

I 3 problemi causati dalla sedentarietà del cane


Se si pensa che l’unico problema legato alla sedentarietà nel cane adulto sia quello del
sovrappeso, ci si sbaglia di grosso.
Lasciare infatti che il proprio amico a quattro zampe passi gran parte della giornata da solo, in
totale ozio, può portare ad una serie di conseguenze più o meno gravi, sia dal punto di vista fisico
che psicologico.
Volendo fare un breve elenco, si potrebbe dire che le tre condizioni più frequenti associabili alla
sedentarietà nel cane sono: obesità, diabete e calo dell’umore. Quest’ultimo aspetto viene molto
spesso sottovalutato, perché si tende a prediligere il benessere fisico dell’animale rispetto a quello
mentale.

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Non bisogna dimenticare però che i cani sono essenzialmente animali da branco, abituati alla
compagnia dei loro simili e degli esseri umani. Lasciarli da soli per troppo tempo, magari chiusi in
casa o comunque all’interno di spazi ridotti, può portare a renderli tristi ed apatici, instaurando
così un circolo vizioso che dalla sedentarietà porta dritto al sovrappeso, con i conseguenti
problemi al cuore ed all’ apparato muscolo-scheletrico.

Come combattere la sedentarietà


Il compito di combattere la sedentarietà e di prevenire nello stesso tempo le conseguenze
potenzialmente dannose per la salute del proprio animale spetta essenzialmente al padrone.
Aumentare il numero e la durata delle passeggiate fatte nel corso della giornata può essere il
sistema più semplice, ma anche il più efficace, per far uscire gradualmente il proprio amico a
quattro zampe dal suo stato di ozio ed apatia.
Le passeggiate, inoltre, rappresentano la soluzione ideale per quei cani in cui la protratta
sedentarietà ha già portato ad un evidente ed avanzato stato di sovrappeso. In questi casi, infatti,
un’attività fisica particolarmente intensa potrebbe essere controproducente perché
affaticherebbe troppo il muscolo cardiaco dell’animale.
Il trucco per combattere la sedentarietà alla radice sta soprattutto nell’aumentare la quantità di
tempo che si trascorre abitualmente con il proprio cane, coinvolgendolo ad esempio in semplici
giochi, magari con l’aiuto di una palla o di una fune. Questo aiuterà anche a migliorare il rapporto
con l’animale, stimolando nello stesso tempo il tono dell’umore di quest’ultimo, che comincerà ad
associare felicità ed eccitazione al momento del gioco piuttosto che a quello del pasto.

L’importanza dell’alimentazione
Le conseguenze della sedentarietà dal punto di vista metabolico, ovvero il sovrappeso, l’obesità ed
il diabete, possono essere prevenute e combattute anche attraverso un’alimentazione sana ed
equilibrata.
Variare spesso i cibi, evitare i bocconcini troppo calorici e rispettare in maniera scrupolosa gli orari
dei pasti, evitando frequenti spuntini nel corso della giornata, sono tutti accorgimenti che fanno
parte di un sistema di comportamento corretto per salvaguardare il benessere psico-fisico del
proprio amico a quattro zampe.

Le intolleranze alimentari
Nel prenderci cura del nostro amico a quattro zampe, ha un’importanza fondamentale monitorare
con attenzione eventuali effetti indesiderati, come le intolleranze alimentari. Oggi le intolleranze
alimentari rappresentano circa il 10% delle allergie riscontrabili nei cani. L’intolleranza alimentare
si verifica quando il sistema immunitario reagisce nei confronti di un particolare alimento.

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I sintomi principali delle intolleranze alimentari del cane sono: prurito cutaneo nella zona del
muso, orecchie, zampe anteriori, e altre parti del corpo. Possono includere anche infezioni
auricolari croniche o ricorrenti, vomito o diarrea, perdita di pelo, grattamento eccessivo.
Naturalmente, appena riscontrato il problema dovremo rivolgerci al nostro veterinario di fiducia,
che dovrà provvedere a formulare una diagnosi. La diagnosi dovrà escludere cause che possono
dare sul corpo del nostro amico manifestazioni simili: atopia, il morso da pulce; ipersensibilità a
parassiti intestinali sono alcuni esempi.
Dopo aver escluso la presenza di altri problemi, sarà possibile effettuare un test alimentare (food
trial) che dovrà dirci a quale alimento il nostro amico è diventato intollerante. Riscontrata la fonte
alimentare causa del problema, dovremo escluderla in modo rigoroso dalla dieta.
La dieta privativa, nel periodo di prova, si dovrà protrarre dalle 6 alle 8 settimane, non dovrà
includere avanzi della tavola e altri alimenti che potrebbero vanificare il test, e ne andranno
verificati i risultati.

L’alimentazione del cane anziano


Con l’avanzare dell’età, i cani devono poter contare su maggiori attenzioni da parte del padrone;
tra gli aspetti più importanti rientra l’alimentazione.
Operando le giuste scelte, infatti, potremo assicurare ai nostri amici a 4 zampe una migliore
qualità della vita. Non si tratta di un grande impegno, bensì viene richiesto di porre attenzione al
momento dell’acquisto dei cibi a loro destinati, che vengono appositamente formulati in base alle
esigenze degli animali.
Un cane può essere considerato anziano quando sono trascorsi 2/3 della sua aspettativa di vita;
quest’ultima varia in base alla razza e, solitamente, i cani di taglia medio-grande hanno
un’aspettativa più bassa. Secondo una recente ricerca, in Italia su un totale di circa 6 milioni e
mezzo di cani registrati, circa la metà ha un’età compresa tra sei e undici anni.
In commercio sono disponibili alimenti con formulazioni adatte alle esigenze nutrizionali dei cani
senior; ricordiamoci che con l’età lo stomaco e l’apparato digerente fanno maggiore fatica.
La maturità e anzianità del cane, si distinguono dal punto di vista fisiologico per alcuni aspetti
particolari. I cani diventano meno attivi e esuberanti, i movimenti sono meno rapidi, e anche la
voglia di giocare appare meno viva. Anche il metabolismo cambia: l’organismo tende ad assimilare
di più, il cane perde gradualmente massa muscolare e si riduce la capacità di assorbire i principi
nutritivi.
L’alimentazione del cane maturo, deve contenere le proteine nobili necessarie al suo organismo. Il
maiale, il pesce, il pollo, e il tacchino sono esempi di ottime fonti nutrizionali. Anche l‘uovo e la
ricotta possono essere integrate nella dieta.
L’alimentazione in età matura e anziana di un cane deve essere il più possibile equilibrata. Non
deve essere eccessiva, e non deve rendere gravoso il lavoro di reni e fegato. I lipidi, pur
indispensabili nel fabbisogno energetico del cane, in questa fase della vita vanno leggermente

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ridotti. I grassi vegetali non devono mancare. L’acido linolenico e l’acido arachidonico, presenti
nell’olio di semi, in caso di alimentazione casalinga vanno inseriti nella razione giornaliera, il cane
infatti non è in grado di sintetizzarli.
Molto importanti sono anche i sali minerali; una particolare attenzione va prestata al calcio e al
fosforo: se assunti in modo bilanciato tra loro, mantengono la solidità dello scheletro. Per
mantenere sane le articolazioni si dimostrano utili, soprattutto in caso di artrite, gli integratori di
glucosamina e condroitina.

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