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G.

Cuzzucoli 4/11/2002

Effetti di una catena longitudinale

1. Effetti di una catena longitudinale 2

2. Osservazioni sull’effetto della catena longitudinale centrale sui modi di vibrazione. 23

3. Influenza del listello quando coincide con una linea nodale longitudinale (Tipo 1). 27

4. Influenza del listello quando giace lungo una superficie ventrale longitudinale (Tipo2) 31

5. Influenza del listello quando ‘passa attraverso’ il centro di due zone ventrali (Tipo 3) 34

6. Influenza del listello quando ‘passa attraverso’ il centro di tre zone ventrali (Tipo 4) 37

7. Influenza del listello quando passa attraverso il centro di quattro zone ventrali (Tipo 5) 40

8. Alcune osservazioni riassuntive sull’influenza del listello longitudinale 43

9. Modelli di riferimento. 48

9.1. Modello del listello sottoposto a taglio lungo l’asse longitudinale (tipo 1) 48

9.2. Modello del listello che attraversa zone ventrali longitudinali (tipo 2) o trasversali (tipo 3, 4, 5) 48

10. Una osservazione complementare 49

11. L’inversione di fase nel displacement di alcuni modi 50

12. Influenza di una massa posizionata al centro della tavola. 54

12.1 Costruzione del modello . 54


12.2 Risultati della simulazione 54

13. Calcolo della massa di ciascun modo nel punto di eccitazione (Driving Point) 58

13.1 Significato pratico dei dati contenuti in tabella 60

14. Interpretazione dei risultati 62

15. Massa centrale di dimensioni ridotte 66

15.1 Interpretazione dei risultati 66

16. Considerazioni generali conclusive 67

17. Appendice 1. Indice e contenuto dei files citati nel testo 69

1
Nel seguito vengono esaminati gli effetti di una catena longitudinale applicate sulla tavola
ortotropica studiata in precedenza, spessa 2.5 mm, con il lato lungo in orizzontale (300 mm) e il lato
corto in verticale (200 mm). Il modello della tavola è stato costruito in modo che le fibre siano
parallele all'asse orizzontale, quindi nel verso del lato lungo (Orientamento di default). I modi di
questa tavola sono nei files relativi a Tav_8, directory \orientamento

1. Effetti di una catena longitudinale

Sull’asse della tavola viene montato un listello longitudinale, con le fibre orientate nella stessa
direzione delle fibre della tavola (Orientamento di default).

Le dimensioni del listello sono:

• Lunghezza 280 mm
• Larghezza 2.5 mm.
• Altezza tra 0 mm. a 7 mm.

Il modello del listello viene costruito secondo la procedura descritta nel paragrafo relativo
all’orientamento delle fibre. Sia la tavola che il listello sono modellate con un reticolo regolare
(quadrati per la tavola, rettangoli per il listello). Nel modello della tavola, sono state aggiunte le
righe orizzontali che permettono di avere lo stesso reticolo sulla tavola e sul listello.

Il listello è modellato con elementi PLATE, di spessore variabile tra 0 mm (Modello: Tav_8,
directory \orientamento) e 7 mm: (Modello: Tav_12, directory \orientamento). I valori intermedi per
lo altezza del listello sono 1mm, 2.5 mm, 5 mm. Lo ‘spessore’ della struttura PLATE corrisponde
all’altezza del listello.

Le altezze tra 0 mm. e 7 mm. sono significative-probabilmente-dal punto di vista costruttivo.


Tuttavia la modellazione è stata fatta anche per altezze pari a 11 mm. e 15 mm. Questo perché
nell’ambito di 0..7 mm. in molti casi non è possibile capire il trend e la ragione dell’evoluziione di
frequenza e displacement per molti modi. Analizzare cosa succede- o succederebbe- a 11 mm. e a
15 mm. in alcuni casi aiuta a capire gli andamenti e-eventualmente-le ragioni.

Per ciascuna delle altezze del listello (tra 0 mm. e 15 mm.), sono riportate in Tabella 1. le frequenze
modali, l’ordine dei modi e i relativi displacements. Inoltre è riportato il gruppo a cui il modo
appartiene, in relazione alla posizione del listello rispetto alla posizione dei ventri/nodi. Il gruppo di
appartenenza compare in tabella sotto la voce ‘Tipo’ Questa definizione non è standard nella
letteratura, e tuttavia a me sembra efficace e continuerò ad usarla in seguito.

La definizione del Tipo che userò, come si vede in tabella, è la seguente:

Gruppo di appartenenza (Tipo), in relazione alla posizione del listello rispetto ai ventri/nodi

1. Barra su linea nodale longitudinale


2. Barra al centro di un ventre
3. Barra al centro di due ventri
4. Barra al centro di tre ventri
5. Barra al centro di quattro ventri

2
L’analisi prende in esame i primi 20 modi per ciascuna altezza, e copre il range di frequenza dal
modo fondamentale (circa 180 Hz) a circa 2 KHz.

Per la definizione dell’ordine del modo, il criterio che adotto di seguito è il seguente: se un modo è
definito come ‘modo <ab>’, vuol dire che questo modo è caratterizzato da ‘a’ linee nodali verticali
e da ‘b’ linee nodali orizzontali. Quindi il modo ‘00’ è quello che non presenta linee nodali né in
orizzontale né in verticale. Il modo 00 è assimilabile al moto di un pistone (ellittico, come già
descritto) che impegna l’intera superficie della tavola; non vibrano solo le aree periferiche, e non
esistono direttrici di non vibrazione (o linee nodali) nell’area centrale della tavola.

In genere l’ordine del modo è individuabile molto bene; in alcuni casi e per altezze notevoli le linee
nodali si deformano e non si sviluppano più secondo lo schema ‘linee verticali / linee orizzontali’, e
questo rende difficile l’interpretazione dell’ordine del modo. Tuttavia è possibile seguire come
evolvono le linee nodali al crescere dell’altezza, e determinare di conseguenza l’ordine. Sulla base
di questo esame comparato delle linee e delle loro deformazioni, è anche possibile dare una
interpretazione sui motivi che le determinano.

Sulla base dei dati riportati in Tabella 1. sono stati costruiti quattro grafici (Figure 1..4.) della
migrazione di alcuni modi rilevanti al variare dell’altezza del listello tra 0 mm. a 7 mm.

Le successive figure dalla Fig. 5. alla Fig. 8. rappresentano sulla stessa pagina frequenza e
displacement dei 20 modi considerati. Questa volta l’ampiezza del listello varia tra 0 mm. e 15 mm.

Le figure dalla Fig. 9 alla Fig. 17 rappresentano l’andamento del displacement per alcuni modi
rilevanti e per le altezze significative (quella per 0 mm. e quella per 7 mm.).

Queste figure sono ottenute dai miei programmi Pascal Plot5.pas e Plot6.pas, dove i files di input
sono ricavati dai dati delle simulazioni Algor direttamente.

L’insieme di questi dati offre materiale necessario (forse non sufficiente) per tentare di interpretare
come la presenza di un listello di altezza variabile situato lungo la mezzeria di una tavola di
ampiezza fissa ne modifica le caratteristiche acustiche (modi di vibrazione, posizione dei ventri e
nodi, ampiezza della vibrazione), e per capire come-eventualmente-la presenza di un listello può
favorire o ostacolare l’insorgere di certe oscillazioni proprie della tavola.

I commenti a questi risultati rappresentano un primo tentativo di spiegazione per questi fenomeni

3
Altezza 0 mm. Altezza 1 mm. Altezza 2.5 mm. Altezza 5 mm. Altezza 7 mm. Altezza 11 mm. Altezza 15 mm.
Modo Tipo (Hz) (Hz) (Hz) (Hz) (Hz) (Hz) (Hz)
Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Displ. Displ.
00 2 189 9.638 187.95 9.5925 187.446 9.5027 191.998 9.2363 200.1 8.9131 222.86 8.1968 252.93 7.5978
01 1 327.2 9.1033 327.22 9.103 327.906 9.1003 332.538 9.0826 339.8 9.0555 357.08 8.9851 369.16 9.0539
10 3 441.6 8.997 439.274 8.9976 439.411 8.9029 457.789 8.2872 487.2 7.6127 552.62 7.8913 590.39 8.515
11 1 551.4 8.644 551.474 8.644 552.96 8.6429 562.058 8.6334 573.6 8.6769 593.33 8.8757 604.33 8.9813
02 2 564.2 9.019 561.379 9.0128 557.685 9.0008 553.054 8.9679 550.6 8.9299 548.56 8.8151 551.99 8.6176
12 3 760.1 8.615 756.372 8.6184 752.75 8.6024 755.729 8.4548 769.2 8.17 841.59 8.5545 969.53 7.8864
20 4 833.2 8.847 829 8.9357 830.163 8.8183 867.208 7.669 911.1 7.8211 957.36 8.7029 976.06 9.0418
03 1 890.4 9.009 890.478 9.0099 891.18 9.0244 896.188 9.1189 904.4 9.2752 924.78 9.7857 938.74 10.213
21 1 929.2 8.531 929.352 8.5306 931.204 8.555 941.355 8.7065 952 8.8498 967.04 8.9132 969.6 8.9659
13 1 1069 8.5392 1069.15 8.5389 1071.59 8.5361 1087.5 8.522 1110 8.5095 1155.3 8.5123 1185.7 8.5375
22 4 1113 8.5572 1107.61 8.5791 1104.7 8.549 1127.6 8.503 1186.6 8.903 1377.1 7.9549 1480.8 8.3068
04 2 1302 8.3813 1295.81 8.3827 1287.04 8.3796 1274.2 8.315 1265.5 7.9614 1249.1 9.0495 1238.2 8.824
30 5 1358 8.7158 1351.2 8.9565 1353.9 8.8118 1409.35 7.4775 1452.4 9.7494 1476.5 9.2833 1479.7 8.6531
23 1 1397 8.4834 1397.2 8.4828 1401.4 8.4766 1426.09 8.4412 1454.8 8.5114 1497.0 8.8713 1515.9 9.1451
31 1 1448.1 8.4936 14448.3 8.4946 1450.27 8.5251 1460.03 8.6651 1468.4 8.7689 1477.2 8.8589 1480.5 8.8991
14 3 1472.2 8.1878 1465.03 8.1797 1455.98 8.1829 1446.19 8.2474 1440.7 8.5936 1453.2 8.0171 1505.3 7.6823
32 5 1617 8.5277 1609.46 8.5882 1607.94 8.5532 1664.02 8.4123 1779 7.7306 1942.7 8.3036 1983.4 8.5636
24 4 1782.3 8.1834 1773.8 8.0276 1764.89 8.0401 1765.67 7.9427 1786.7 7.9127 1932.8 8.8295
05 1 1797.2 8.5087 1797.2 8.5088 1797.82 8.501 1802.76 8.4392 1811.3 8.315 1835.2 7.9505 1855.6 8.1832
33 1 1880 8.3126 1880.4 8.3114 1885.88 8.2789 1914.81 8.3343 1942.2 8.5623 1974.4 8.6781 1988.7 8.5877

Tabella 1. Andamento delle Frequenze e dei Displacements modali per differenti spessori del listello longitudinale.

Gruppo di appartenenza (Tipo), in relazione alla posizione del listello rispetto ai ventri/nodi

1. Barra su linea nodale longitudinale


2. Barra al centro di un ventre
3. Barra al centro di due ventri
4. Barra al centro di tre ventri
5. Barra al centro di quattro ventri

4
Fig. 1. Migrazione dei primi modi in funzione dell’altezza della catena longitudinale

5
Fig. 2. Migrazione dei modi in funzione dell’altezza della catena longitudinale

6
Fig. 3. Migrazione dei modi in funzione dell’altezza della catena longitudinale

7
Fig. 4. Migrazione dei modi in funzione dell’altezza della catena longitudinale

8
Fig. 5. Andamento delle frequenze e dei displacements per alcuni modi

9
Fig. 6. Andamento delle frequenze e dei displacements per alcuni modi

10
Fig. 7. Andamento delle frequenze e dei displacements per alcuni modi

11
Fig. 8. Andamento delle frequenze e dei displacements per alcuni modi

12
Fig. 9. Displacement del modo 00 (Integrale[0] = 1.52617, Integrale[7] = 1.47868)

13
Fig. 10. Displacement del modo 10 (Integrale = 0)

14
Fig. 11. Displacement del modo 02 (Integrale[0] = 1.4, Integrale[7] = 1.31029 )

15
Fig. 12. Displacement del modo 20 (Integrale[0] = 0.62937, Integrale[7] = -0.37495)

16
Fig. 13. Displacement del modo 22 (Integrale[0] = 0.584152, Integrale[7] = 0.704156)

17
Fig. 14. Displacement del modo 04 (Integrale[0] = -1.41243, Integrale[7] = -1.181884)

18
Fig. 15. Displacement del modo 30 (Integrale[0] = 0, Integrale[7] = 0)

19
Fig. 16. Displacement del modo 14 (Integrale = 0)

20
Fig. 17. Displacement del modo 32 (Integrale = 0

21
2. Osservazioni sull’effetto della catena longitudinale centrale sui modi di vibrazione.

La presenza del listello centrale longitudinale modifica sia le frequenze dei modi di vibrazione, che
le relative ampiezze di vibrazione. Frequenza e ampiezza dipendono dall’altezza del listello: nella
modellazione la lunghezza e la larghezza del listello sono costanti.
Al variare dell’altezza, le frequenze di risonanza che si ottengono dall’analisi per diversi valori
dell’altezza del listello sono riportate in Tabella 1. Esaminando i risultati dell’analisi agli elementi
finiti, è possibile associare ad ogni frequenza gli indici del modo corrispondente. La convenzione
che seguo è la seguente:

• L’ordine di un modo di vibrazione è costituito da due cifre


• La prima cifra rappresenta il numero di linee nodali in verticale
• La seconda cifra rappresenta il numero di linee nodali in orizzontale.

Quindi se un modo di vibrazione è indicato come 32, questo significa che esistono 3 linee nodali in
verticale e 2 linee nodali in orizzontale.

I seguenti files contengono rispettivamente la scheda della modellazione agli elementi finiti e le
figure modali ottenute per spessori del listello pari a 0, 2.5, 5, 7, 11, 15 mm.

Il termine ‘barra’ viene usato generalmente in fisica quando si studia il comportamento elastico di
una struttura in cui predomina la lunghezza rispetto alla dimensione di altezza e spessore. Invece il
termine ‘listello’ rimanda ad una dimensione ‘costruttiva’ e ha una evidenza pratica. Comunque nel
seguito saranno usati indifferentemente, in quanto equivalenti.

• Spessore 0 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_0.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_0.doc

• Spessore 2.5 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_2.5.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_2.5.doc

• Spessore 5 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_5.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_5.doc

• Spessore 7 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_7.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_7.doc

• Spessore 11 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_11.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_11.doc

• Spessore 15 mm
Scheda: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_15.doc
Figure: C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_15.doc

23
Le figure 1-4 riportano le variazioni in frequenza di ciascuno dei 20 modi considerati, al variare
dell’altezza del listello. Queste figure sono il risultato di un mio programma Pascal (Plot3.pas) che
costruisce il grafico di funzioni multiple definite in un insieme sparso di punti.

Le figure 5-8 rappresentano frequenza e displacement dei 20 modi rilevanti, nel campo di altezza
del listello compreso tra 0 mm. e 15 mm. Le figure sono ottenute con i programmi Plot5.pas e
Plot6.pas

Le figure 9-17 rappresentano l’andamento del Displacement lungo l’asse longitudinale della tavola,
dove si trova il listello. I dati sono estratti dai files Algor, ed elaborati dal mio programma Pascal
(Alg_xy.pas). Il programma, sulla base dei risultati della modellazione Algor, può estrarre il
Displacement lungo qualsiasi direttrice orizzontale o verticale della tavola.
Il programma calcola l’integrale della curva del displacement, cioè l’area delimitata dalla curva
stessa. Questo valore è legato al volume d’aria mosso dalla vibrazione.

L’header di questo programma è:

(*ELABORA UN FILE ALGOR CHE RAPPRESENTA PER UN CERTO MODO L'AMPIEZZA DI


VIBRAZIONE DI NODI APPARTENENTI AD UN INSIEME DEFINITO DAL LORO NUMERO
DI ORDINE MINIMO E MASSIMO. COSTRUISCE IL FILE DEL DISPLACEMENT E LO METTE
NEL FILE GRAFICO GRAF1 O GRAF2 PER SUCCESSIVA ELABORAZIONE CON PLOT3.PAS
O SIMILI. IL PROGRAMMA RICHIEDE LA DIMENSIONE DEL RETICOLO NELLA DIREZIONE
SECONDO CUI SI SVILUPPANO I NODI TRA IL MINIMO E IL MASSIMO*)

program alg_xy; (* 16/10/02*)

Nella Tabella 2. sono riportate alcune informazioni ricavate dal modello Algor per le altezze del
listello che sono state prese in esame. Le informazioni si riferiscono alle variazioni di frequenza e
ampiezza, e alla posizione del listello rispetto alle linee nodali (di non vibrazione) e ai ventri di
massima vibrazione della tavola.

In Tabella 2, per ognuno dei modi considerati sono riportate le frequenze di risonanza relative ai
primi 20 modi ai diversi valori di altezza (limitatamente alle altezze pari a 0, 7, 11, 15 mm.), e una
indicazione relativa al fatto che la frequenza aumenti o diminuisca al crescere dell’altezza del
listello.

Per ciò che riguarda il displacement, vengono riportati i valori del displacement massimo nel campo
di variazione 0-15 mm. Il displacement massimo cade evidentemente al centro di un ventre di
vibrazione. La posizione del massimo (che non è necessariamente la stessa ai diversi valori
dell’altezza!) non viene riportata, ma può essere osservata nelle figure Algor dei modi di vibrare, e
potrebbe essere calcolata-se servirà-da una estensione del programma Alg_xy imponendo una
scansione della tavola lungo-per esempio-le linee orizzontali.

In Tabella 2 riportiamo anche una indicazione riguardo al fatto che il displacement massimo
aumenta o diminuisce al variare dell’altezza del listello.

In Tabella 2 accanto ad ogni modo di vibrazione viene riportato il Tipo, legato alla posizione del
listello rispetto alle linee nodali o ai ventri che caratterizzano ognuno dei 20 modi di vibrare presi in
considerazione, e definito in breve nella terza colonna della stessa Tabella.

24
In relazione alla posizione del listello rispetto ai nodi o ventri di vibrazione, si possono quindi
distinguere i seguenti casi significativi, o ‘Tipi’ secondo la definizione che ho dato:

1. Il listello giace sulla linea nodale longitudinale: modi di tipo < a, 2 b +1 a, b ≥ 0 > , escluso il
modo 00
[modi 01, 03, 05, 11, 13, 21, 23, 31, 33 ]

2. Il listello giace lungo l’asse di simmetria di una superficie ventrale che si sviluppa lungo l’asse
longitudinale: modi di tipo < 0, 2 b b ≥ 0 >
[modi 00, 02, 04 ]

3. Il listello ‘passa attraverso’ il centro di due zone ventrali: modi di tipo < 1, 2 b b ≥ 0 >
[modi 10, 12, 14 ]

4. Il listello ‘passa attraverso’ il centro di tre zone ventrali: modi di tipo < 2, 2 b b ≥ 0 >
[modi 20, 22, 24 ]

5. Il listello ‘passa attraverso’ il centro di quattro zone ventrali: modi di tipo < 3, 2 b b ≥ 0 >
[modi 30, 32 ]

Nel seguito, farò riferimento al ‘Tipo’ di ciascun modo, cercando di individuare le correlazioni tra
di esso e le variazioni della frequenza e dell’ampiezza di vibrazione legate all’altezza del listello.

25
Gruppo di appartenenza Altezza 0 mm. Altezza 7 mm. Altezza 11 mm. Altezza 15 mm. Tendenza 0..7 mm.
Modo Tipo (posizione del listello rispetto ai (Hz) (Hz) (Hz) (Hz)
ventri/nodi) Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ.
00 2 Barra al centro di un ventre 189 9.638 200.1 8.9131 222.86 8.1968 252.93 7.5978 Aumenta Diminuisce
01 1 Barra su linea nodale longitudinale 327.2 9.1033 339.8 9.0555 357.08 8.9851 369.16 9.0539 Aumenta Diminuisce
10 3 Barra al centro di due ventri 441.6 8.997 487.2 7.6127 552.62 7.8913 590.39 8.515 Aumenta Diminuisce
11 1 Barra su linea nodale longitudinale 551.4 8.644 573.6 8.6769 593.33 8.8757 604.33 8.9813 Aumenta Aumenta
02 2 Barra al centro di un ventre 564.2 9.019 550.6 8.9299 548.56 8.8151 551.99 8.6176 Diminuisce Diminuisce
12 3 Barra al centro di due ventri 760.1 8.615 769.2 8.17 841.59 8.5545 969.53 7.8864 Aumenta Diminuisce
20 4 Barra al centro di tre ventri 833.2 8.847 911.1 7.8211 957.36 8.7029 976.06 9.0418 Aumenta Diminuisce
03 1 Barra su linea nodale longitudinale 890.4 9.009 904.4 9.2752 924.78 9.7857 938.74 10.213 Aumenta Aumenta
21 1 Barra su linea nodale longitudinale 929.2 8.531 952 8.8498 967.04 8.9132 969.6 8.9659 Aumenta Aumenta
13 1 Barra su linea nodale longitudinale 1069 8.5392 1110 8.5095 1155.3 8.5123 1185.7 8.5375 Aumenta Diminuisce
22 4 Barra al centro di tre ventri 1113 8.5572 1186.6 8.903 1377.1 7.9549 1480.8 8.3068 Aumenta Aumenta
04 2 Barra al centro di un ventre 1302 8.3813 1265.5 7.9614 1249.1 9.0495 1238.2 8.824 Diminuisce Diminuisce
30 5 Barra al centro di quattro ventri 1358 8.7158 1452.4 9.7494 1476.5 9.2833 1479.7 8.6531 Aumenta Aumenta
23 1 Barra su linea nodale longitudinale 1397 8.4834 1454.8 8.5114 1497.0 8.8713 1515.9 9.1451 Aumenta Aumenta
31 1 Barra su linea nodale longitudinale 1448.1 8.4936 1468.4 8.7689 1477.2 8.8589 1480.5 8.8991 Aumenta Aumenta
14 3 Barra al centro di due ventri 1472.2 8.1878 1440.7 8.5936 1453.2 8.0171 1505.3 7.6823 Diminuisce Aumenta
32 5 Barra al centro di quattro ventri 1617 8.5277 1779 7.7306 1942.7 8.3036 1983.4 8.5636 Aumenta Diminuisce
24 4 Barra al centro di tre ventri 1782.3 8.1834 1786.7 7.9127 1932.8 8.8285 Aumenta Diminuisce
05 1 Barra su linea nodale longitudinale 1797.2 8.5087 1811.3 8.315 1835.2 7.9505 1855.6 8.1832 Aumenta Diminuisce
33 1 Barra su linea nodale longitudinale 1880 8.3126 1942.2 8.5623 1974.4 8.6781 1988.7 8.5877 Aumenta Aumenta

Tabella 2. Andamento delle frequenze modali e dei Displacements per differenti spessori del listello longitudinale.

26
3. Influenza del listello quando coincide con una linea nodale longitudinale (Tipo 1).

Appartengono a questo gruppo i modi che hanno una linea nodale longitudinale, che corre lungo la
posizione del listello; in altri termini il listello, rispetto a questi modi, giace lungo una linea di ‘non
vibrazione’.
Intuitivamente si potrebbe pensare che se, per un certo modo di vibrare, il listello si trova lungo una
linea nodale, esso non modifica la frequenza di risonanza di quel particolare modo. In realtà non è
così: la seguente Tabella 3 riporta l’indice dei modi che hanno una linea nodale longitudinale che
coincide con la posizione del listello. Inoltre nella tabella viene evidenziata la fase di vibrazione in
termini relativi: il segno del displacement è positivo (+) o negativo (-); se una area vibrante ha
segno +, in genere esiste un’altra area vibrante con segno -. Il moto di queste aree è in opposizione
di fase: quando una ‘spinge’ aria, l’altra ‘aspira’ aria; dinamicamente la situazione si capovolge
periodicamente, ma comunque le aree caratterizzate dal + e quelle caratterizzate dal – si muovono
sempre in opposizione di fase.
Per alcuni modi, le aree + e le aree - determinano una torsione della tavola; in questi casi la torsione
viene evidenziata nella tabella.

In definitiva, la Tabella 3. contiene le seguenti informazioni (si prende ad esempio il modo 21):

• Numero d’ordine del modo che presenta una linea nodale longitudinale centrale.
I modi che rientrano in questa classe sono quelli del Tipo 1, cioè :

[modi 01, 03, 05, 11, 13, 21, 23, 31, 33 ]

• Fase delle aree vibranti simmetriche rispetto al listello.


Viene indicato il segno del displacement (+) o (-) e quindi viene indicata la fase del moto
relativo di una area ventrale rispetto alle altre.
Ad esempio, il modo 21 presenta 2 nodi trasversali (verticali) e 1 nodo longitudinale
(orizzontale), lungo il quale è posizionato il listello.
Rispetto al listello, verso l’alto osserviamo tre zone di vibrazione che oscillano secondo
lo schema - + -, mentre verso il basso le zone di vibrazione simmetriche oscillano
secondo lo schema + - +.
I segni + e – esprimono una relazione di fase tra i modi di vibrare di queste zone

• La presenza di torsione.
A causa della relazione di fase nel moto delle aree localizzate intorno all’asse di
simmetria longitudinale la piastra, in questo modo di vibrare, subisce una torsione, e
questo fatto è riportato in tabella. Il modo 21 è un modo torsionale. Gli unici modi non
torsionali sono il modo 01 e il modo 03, quelli cioè in cui le aree vibranti si estendono
lungo l’intero asse orizzontale della tavola, a motivo del fatto che non esistono linee
nodali trasversali; gli altri modi che appartengono a questa classe sono torsionali.

• La variazione della frequenza propria di ciascun modo.


La colonna Delta Freq. riporta la variazione della frequenza associata al modo, quando
l’altezza del listello varia nei limiti considerati (0 mm.-7 mm.), e una indicazione relativa
al fatto che la frequenza o il displacement aumentino o diminuiscano nell’ambito dei
valori di altezza del listello considerati
Per il modo 21, la frequenza aumenta di 23 Hz quando l’altezza del listello varia tra 0
mm. e 7 mm.

27
• La variazione del Displacement
La colonna Delta Displacement riporta la variazione del Displacement massimo, e una
indicazione relativa al fatto che il Displacement massimo aumenti o diminuisca quando
l’altezza del listello varia nei limiti considerati (0 mm.-7 mm.).

Sulla base delle considerazioni precedenti, si può spiegare qualitativamente il motivo per cui nei
modi considerati (quelli in cui una linea nodale coincide con la posizione del listello) la frequenza
del modo aumenta con l’altezza del listello, anche se il listello giace lungo una linea nodale
longitudinale.

• I modi che appartengono a questa classe sono caratterizzati da un aumento della


frequenza propria al crescere dell’altezza del listello.

• L’aumento della frequenza propria è provocato dall’aumento di rigidezza

• La superficie superiore (verso l’alto) e quella inferiore (verso il basso) del listello sono
soggette a movimenti (displacements) in opposizione di fase.

• Questi movimenti tendono a deformare il listello in modo tale che solo l’asse centrale è
fermo, mentre le superfici superiore e anteriore si muovono in senso opposto, in modo
da ‘tagliare’ il listello lungo l’asse longitudinale

• Si può intuire che il listello è ‘rigido’ rispetto a questo genere di movimenti di una
superficie rispetto all’altra, o di una zona della superficie rispetto all’altra. Intervengono
qui non solo i Moduli di Young lungo le fibre, ma anche il modulo di taglio (Shear
Module).

• La rigidezza del listello rispetto a questi movimenti (che sono in primo luogo movimenti
che la tavola impone al listello) determina una maggior rigidezza del sistema tavola-
listello e quindi innalza la frequenza di risonanza del modo di vibrare.

• Per ciò che riguarda il Displacement, in tre casi (modi 01, 13 e 05) il Displacement
diminuisce, in tutti gli altri casi aumenta.
In particolare, nel modo 01 si nota una certa tendenza a risalire per spessori maggiori di
11 mm.
Nel modo 13 la diminuzione è molto contenuta, e anche qui si nota una tendenza a salire
oltre gli 11 mm.
Nel modo 05 la diminuzione è molto forte, ma è anche rilevante la tendenza a salire
dopo gli 11 mm.
Anche se non è possibile al momento dare una interpretazione qualitativa che spieghi il
motivo per cui in questi modi il Displacement diminuisce, si può dire che-in generale-
quando il listello coincide con una linea nodale associata ad un gruppo di ventri, il
Displacement aumenta con l’altezza del listello. Un modello matematico forse potrebbe
dare una spiegazione.

Riassumendo:

28
Anche quando per un determinato nodo il listello giace lungo una linea nodale longitudinale,
l’incremento di altezza del listello provoca un incremento nella frequenza di risonanza in quanto le
superfici superiore e inferiore del listello sono soggette a movimenti in opposizione di fase.
Questo fatto determina un aumento della rigidezza del sistema listello-tavola e quindi un aumento
della frequenza di risonanza.

Il Displacement massimo in genere tende ad aumentare.

Per ora, non è possibile dare una interpretazione di questo fenomeno; intuitivamente sembra che, a
causa della presenza del listello lungo la linea nodale, si manifesta un fenomeno di accoppiamento
tra le frequenze proprie dei due sistemi oscillanti (la tavola e la barra).
Quando, in altre condizioni, non esiste questo accoppiamento, il listello è in qualche modo
‘pilotato’ o ‘governato’ dalla tavola, che impone il movimento. Il listello-che è passivo-assorbe
energia e quindi, oltre a provocare una variazione della frequenza propria del sistema, è
responsabile di una diminuzione della ampiezza di oscillazione.
Quando viceversa si instaura un regime di co-vibrazione o di accoppiamento tra listello e tavola, il
listello e la tavola si scambiano energia e l’ampiezza della vibrazione aumenta.

Questa per ora è solo una ipotesi.

Se questa ipotesi fosse vera, significherebbe che un listello influisce su una tavola non solo per le
sue caratteristiche geometriche

• Massa
• Spessore
• Altezza
• Posizione rispetto ai ventri/nodi della tavola

ma anche per l’accoppiamento che può nascere-a certe frequenze-tra la tavola e il listello stesso,
accoppiamento che determina una ‘sintonizzazione’ del sistema e un aumento dell’ampiezza di
vibrazione.

29
Modo Fase delle aree vibranti Torsione Delta Delta Note
simmetriche Freq. Displacement
rispetto all’asse Hz.
longitudinale
01 + No +12 -0.0478
------------
- Aumenta Diminuisce
11 + - T +22 0.0329
------------
- + Aumenta Aumenta
03 - No +14 0.2662
------------
+ Aumenta Aumenta
21 - + - T +23 0.3188
---------------------
+ - + Aumenta Aumenta
13 - + T +41 -0.0296
------------
+ - Aumenta Diminuisce
23 - + - T +58 0.028
---------------------
+ - + Aumenta Aumenta
31 - + - + T +20 0.2753
----------------------------
+ - + - Aumenta Aumenta
05 + No +14 -0.1937
------------
- Aumenta Diminuisce
33 - + - + T +62 0.2497
------------------------------
+ - + - Aumenta Aumenta

Tabella 3. Modi nei quali il listello giace lungo una linea nodale longitudinale (Tipo 1).

Fase delle aree ventrali adiacenti alla linea nodale

Variazione della Frequenza propria

Variazione del Displacement massimo

30
4. Influenza del listello quando giace lungo una superficie ventrale longitudinale (Tipo2)

Appartengono a questa classe i modi di tipo < 0, 2 b b ≥ 0 > , e quindi

[modi 00, 02, 04 ]

La Tabella 4. riassume le caratteristiche principali di questi modi

Il listello, solidale alla tavola, si deforma secondo il suo modo fondamentale, quello in cui assume
una deformazione massima al centro mentre gli estremi rimangono relativamente fermi.
L’andamento del displacement lungo l’asse (vedi grafici del displacement) ricorda un arco di
sinusoide tra 0 e 180 gradi.

Il modo 00 ha una geometria e un comportamento relativamente semplice: si comporta come un


pistone ellitico ed è l’unica sorgente monopolare. Si spiega bene l’andamento di frequenza e
ampiezza. I fenomeni rilevanti per questo modo sono:

• All’aumentare dell’altezza, per altezze sotto 2.5 mm. la frequenza diminuisce in quanto
il listello aggiunge massa, ma contribuisce poco alla rigidezza.

• Per altezze superiori, prevale il contributo di rigidezza del listello (proporzionale al cubo
dell’altezza) e quindi la frequenza aumenta nettamente.

• Il displacement diminuisce nettamente anche nel campo da 7 a 15 mm. Una spiegazione


potrebbe essere che l’ampiezza di vibrazione dipende dalle perdite di energia che si
verificano nel sistema vibrante (infatti, se non ci fossero perdite, l’ampiezza in risonanza
andrebbe all’infinito). A loro volta le perdite dipendono dalle caratteristiche del
materiale, alle perdite viscose legate all’attrito interno del materiale. A parità di
caratteristiche, dipendono quindi dalla quantità di materiale in gioco e quindi, a parità di
materiale, dalla massa.
E’ chiaro che il listello, che si trova al centro di una superficie vibrante molto alta,
introduce una massa che comporta perdite tanto maggiori quanto più alto è il listello.
Quindi in base a questa ipotesi il displacement, mel modo 00, diminuisce nettamente al
crescere dell’ampiezza del listello.

Nei modi 02 e 04, il listello è posizionato al centro di una superficie vibrante e non subisce taglio o
torsione. Dalle figure Algor si nota però che l’ampiezza della superficie vibrante lungo la quale
giace il listello tende a diminuire nettamente al crescere dell’altezza del listello (che-in qualche
modo-ne ostacola il moto), mentre le superfici contigue, di fase opposta, mantengono una ampiezza
di vibrazione notevole. Inoltre le linee nodali tendono a sparire, e i ventri si fondono: l’enegia di
vibrazione si distribuisce dal centro verso la periferia rimanendo in qualche modo costante (a parte
le perdite viscose, dovute all’incremento della massa del materiale che è soggetto a moto)
Non è chiaro il motivo per cui la frequenza diminuisce e anche notevolmente.

La diminuzione del displacement complessivo è notevole nel modo 04, e potrebbe dipendere dallo
stesso fenomeno descritto per il caso del modo 00.

Riassumendo, nel caso in cui il listello passa per una superficie ventrale longitudinale:

31
• Per il modo 00 il listello contribuisce ad un aumento di massa e di rigidezza e quindi in
definitiva ad un aumento della frequenza e ad una diminuzione dell’ampiezza dovuta alle
maggiori perdite.

• Per i modi superiori, la diminuzione della frequenza di risonanza non è spiegabile,


mentre la diminuzione dell’ampiezza può essere interpretata come effetto delle perdite
introdotte dal listello.

Una ipotesi per un successivo approfondimento:

La tavola, nei suoi modi di vibrare, si comporta come un oscillatore, e ogni modo di vibrare è in
qualche modo riconducibile ad un oscillatore semplice.
Anche il listello (pensato come struttura isolata) è un oscillatore che presenta numerosi modi di
vibrare, riconducibili anch’essi a quelli di un oscillatore semplice.
Tavola e listello, messi insieme, diventano un corpo unico, e il sistema che ne risulta ha modi
propri, che dipendono dalla geometria del listello (supponendo costante la geometria della tavola).
Questa è l’osservazione sperimentale, che non spiega da sola il comportamento del sistema tavola-
listello, soprattutto secondo il modello massa-rigidezza che funziona nei casi più semplici (per
esempio per il modo 00).

Proviamo a pensare che i due sistemi (tavola e listello) sono due oscillatori accoppiati, ciascuno di
essi con i propri modi di vibrare.

Pensiamo ora che l’accoppiamento tra i due sistemi non è localizzato (come avviene per due
pendoli fisici ideali accoppiati) ma distribuito lungo l’intera superfice del contatto.
In altri termini, l’incollaggio del listello alla tavola produce un ‘nuovo’ sistema i cui modi di
vibrare non dipendono solo dalla nuova massa e dalla nuova rigidezza (ipotesi del pistone rigido)
ma anche dal grado di accoppiamento tra i due oscillatori, cioè-tra l’altro-dalle frequenze proprie
dei sistemi e dal modo in cui sono essi sono accoppiati

E’ noto che se due sistemi hanno una frequenza propria f1 e f2, quando vengono accoppiati il
sistema risultante ha una frequenza propria fx che dipende dal grado di accoppiamento. A seconda
delle condizioni in cui si trovano i due sistemi, la frequenza fx può essere intermedia, minore della
frequenza più bassa o maggiore della frequenza più alta. Quindi l’ipotesi dell’accoppiamento
distribuito’ a complemento di quella del ‘pistone semplice’ potrebbe spiegare il motivo per cui, per
esempio, quando il listello giace lungo una superficie ventrale longitudinale la frequenza modale
diminuisce al crescere del’altezza del listello.
L’ipotesi del ‘pistone semplice’sarebbe un caso particolare dell’ipotesi dell’accoppiamento
distribuito’, valida nel caso di accoppiamento lasco.

Non esiste nella letteratura nessuna pubblicazione che sviluppi questa ipotesi, e non conosco una
teoria che possa descriverla. Quindi per ora rimane una ipotesi, da descrivere qualitativamente. Però
forse è possibile trovare qualche relazione semiempirica che la giustifichi e la convalidi.

Da un punto di vista puramente costruttivo, e generalizzando i risultati, sembra che non sempre un
aumento di rigidezza (listello di altezza maggiore) comporti un aumento della frequenza propria.

32
Modo Fase delle aree vibranti Torsione Delta Delta Note
simmetriche Freq. Displacement
rispetto all’asse Hz.
longitudinale
00 + No +11 -0.7249
------------
+ Aumenta Diminuisce
02 + No -14 -0.0891
------------
+ Diminuisce Diminuisce
04 + No -37 -0.4199
------------
+ Diminuisce Diminuisce

Tabella 4. Modi nei quali il listello passa lungo una superficie ventrale longitudinale (Tipo2)

Fase delle aree ventrali adiacenti al listello

Variazione della Frequenza propria

Variazione del Displacement massimo

33
5. Influenza del listello quando ‘passa attraverso’ il centro di due zone ventrali (Tipo 3)

Appartengono a questo gruppo i modi di tipo < 1, 2 b b ≥ 0 > , cioè [modi 10, 12, 14 ]

La Tabella 5. riassume le caratteristiche principali di questi modi

Il listello, solidale alla tavola, si deforma secondo il suo secondo modo fondamentale, quello in cui
lungo l’asse presenta una deformazione massima al centro di una delle due zone ventrali e una
deformazione minima al centro della seconda zona ventrale, mentre gli estremi rimangono
relativamente fermi. Il displacement lungo l’asse ricorda l’andamento di una sinusoide tra 0 e 360
gradi (vedi grafici del displacement).

La configurazione più semplice è quella del modo 10, dove non esistono altre superfici ventrali
contigue a quelle attraversate dal listello. In base ai risultati Algor, osserviamo che:

• La presenza del listello tende a ostacolare le vibrazioni lungo l’asse longitudinale (dove
si trova il listello stesso). Alle ampiezze di 11..15 mm. le zone ventrali si separano in due
sottozone sopra e sotto il listello, che però vibrano con la stessa fase.

• La frequenza diminuisce leggermente per valori bassi di ampiezza (sotto 2.5 mm., effetto
di massa), poi aumenta (effetto di rigidezza) per altezze fino a 11 mm. w poi tende a
saturare, cioè a non crescere oltre. Sembra applicabile il modello del ‘pistone rigido’ o
dell’accoppiamento lasco.

• Il displacement diminuisce molto fino a 7 mm., poi oltre ricomincia a crescere,


all’incirca quando il listello comincia a ‘tagliare’ le superfici ventrali. Con le ipotesi fatte
fino ad ora, non è spiegabile questo aumento del displacement.

(Ipotesi: sembra che se una superficie vibrante viene tagliata in due superfici equivalenti,
le perdite associate alle due superfici più piccole siano minori delle perdite associate alla
superficie più grande, per cui il displacement è maggiore. Si deve osservare che quando
la superficie è integra, il displacement massimo è lungo l’asse longitudinale mentre
quando la superficie è sezionata il displacement massimo si sposta al centro delle nuove
superfici. Le superfici più piccole vivono di vita propria e sono tra loro indipendenti, pur
mantenendo la fase della superficie originaria).

Nel modo 12:

• La presenza del listello non arriva a separare le superfici ventrali, ma piuttosto ‘espande’
la superficie delle zone vibranti longitudinali, a scapito della vibrazione delle superfici
adiacenti.

• La frequenza segue l’andamento tipico del modello ‘pistone vibrante’, già descritta per il
modo 10.

• Il displacement segue un andamento analogo a quello descritto per il modo 10: qui c’è
una diminuzione netta fino a 5mm. e poi il displacement aumentafino a 15 mm. (meno
tra 11 e 15 mm. L’ipotesi è la stessa del caso precedente.

34
Nel modo 14:

• La frequenza diminuisce fino a 7 mm., poi aumenta. Sembra applicabile il modello del
pistone rigido.

• Il displacement cresce fino a 7 mm (prima lentamente, poi vistosamente), e quindi


diminuisce vistosamente tra 7 mm. e 15 mm.

• Fino a 7 mm. la presenza del listello sembra ostacolare la vibrazione delle due zone
ventrali longitudinali, anche se non c’è evidenza che le zone ventrali vengano tagliate dal
listello.
Entro questo valore di altezza il valore massimo del displacement si sposta verso le aree
periferiche, e tende globalmente a crescereù
A 7 mm. si nota bene che le linee nodali orizzontali si incurvano: per effetto del
coefficiente di Poisson la tavola, mentre si allunga in orizzontale, contemporaneamente
si stringe in verticale (come un chewing gum!).
A 11 mm. le zone ventrali longitudinali oscillano poco, e il displacement massimo è
sempre nelle aree periferiche.
A 15 mm. le zone ventrali longitudinali tornano a oscillare con ampiezza comparabile
alle zone periferiche, ma il displacement complessivo è ridotto.
Sembra che l’energia elastica si trasferisca dal centro alla periferia e poi, nuovamente,
dalla periferia al centro. Questo fenomeno potrebbe anche essere generale, solo che in
cere modalità di vibrazione non si osserva entro i 15 mm. massimi di altezza del listello.

35
Modo Fase delle aree vibranti Torsione Delta Delta Note
simmetriche Freq. Displacement
rispetto all’asse Hz.
longitudinale
10 No 46 -1.3843
+ …….. -
Aumenta Diminuisce
12 No 9 -0.445
+ …….. -
Aumenta Diminuisce
14 No -32 0.4058
+ …….. -
Diminuisce Aumenta

Tabella 5. Modi nei quali il listello passa attraverso il centro di due zone ventrali (Tipo 3)

Fase delle aree ventrali adiacenti al listello

Variazione della Frequenza propria

Variazione del Displacement massimo

36
6. Influenza del listello quando ‘passa attraverso’ il centro di tre zone ventrali (Tipo 4)

Appartengono a questo gruppo i modi di tipo < 2, 2 b b ≥ 0 > , cioè [modi 20, 22, 24 ]

La Tabella 6. riassume le caratteristiche principali di questi modi

Il listello, solidale alla tavola, si deforma secondo il suo terzo modo fondamentale, quello in cui
lungo l’asse presenta due picchi positivi e un picco negativo di deformazione, mentre gli estremi
rimangono relativamente fermi. Il displacement lungo l’asse ricorda l’andamento di una sinusoide
tra 0 e 540 gradi (vedi grafici del displacement).

Nel modo 20:

• Il listello lungo l’asse longitudinale tende a tagliare le superfici nodali; questo è evidente
per spessori oltre 5 mm.A 11 mm. le superfici vibranti originarie sono tagliate
nettamente. A 15 mm. risultano anche separate, e le linee nodali che dividono le zone
vibranti si incurvano probabilmente per effetto del coefficiente di Poisson.

• La frequenza segue uno schema abbastanza consueto: diminuisce per altezze ridotte
(fino a 2.5 mm.) per effetto della massa, poi aumenta fino a 11 mm per effetto
dell’aumentata rigidezza, poi tende a saturare, cioè a crescere meno oltre 11 mm.
Lo schema è quello tipico del modello del pistone equivalente o degli oscillatori
accoppiati con accoppiamento lasco.

• Il displacement si mantiene relativamente costante fino a 2.5 mm., poi crolla fino a 5
mm, e poi risale vistosamente fino a 11 mm. Oltre cresce di meno. Sembra applicabile
l’ipotesi che per valori bassi di altezza aumentano le perdite per effetto dell’aumento di
massa vibrante. Oltre un valore limite (qui 5 mm.) le superfici ventrali si spezzano dando
luogo a zone più piccole nel cui centro si sposta il displacement massimo. Queste
superfici più piccole, che vibrano con la stessa fase della superficie generatrice,
presentano perdite minori e quindi displacement maggiore.

Nel modo 22:

• La presenza del listello modifica l’ampiezza delle aree ventrali longitudinali: il listello
tende ad ostacolare il moto dell’area centrale e a favorire il moto delle aree laterali. La
superficie delle aree longitudinali aumenta (7 mm.). A 11 mm. e ancora di più a 15 mm.
le aree longitudinali vengono tagliate dal listello e generano cellule vibranti di superficie
minore.

• La frequenza segue lo schema consueto: diminuisce per altezze ridotte (fino a 2.5 mm.)
per effetto della massa, poi aumenta vistosamente fino a 11 mm per effetto
dell’aumentata rigidezza, poi cresce di meno oltre 11 mm.
Lo schema è quello tipico del modello del pistone equivalente o dell’accoppiamento
lasco.

• Il displacement si mantiene relativamente costante fino a 5 mm. Poi aumenta a 7 mm.,


quindi scende bruscamente tra 7 e 11 mm. Infine risale tra 11 e 15 mm. Questo

37
andamento tormentato riflette le modifiche che subiscono le zone vibranti in superficie e
in ampiezza di vibrazione. Difficile trarre qualche conclusione.

Nel modo 24:

• La frequenza si modifica secondo lo schema consueto: diminuisce fino a 5 mm. e poi


cresce.

• Il displacement diminuisce fino a 7 mm. e poi cresce bruscamente a 11 mm.

• Nel campo di frequenza e di altezza del listello, non si nota qui la suddivisione delle
superfici ventrali attraversate dal listello.

38
Modo Fase delle aree vibranti Torsione Delta Delta Note
simmetriche Freq. Displacement
rispetto all’asse Hz.
longitudinale
20 No 78 -1.026
+…-… +
Aumenta Diminuisce
22 No 73 0.3458
+…-… +
Aumenta Aumenta
24 No 4 -0.2707
+…-… +
Aumenta Diminuisce

Tabella 6. Modi in cui il listello passa attraverso il centro di tre zone ventrali (Tipo 4)

Fase delle aree ventrali adiacenti al listello

Variazione della Frequenza propria

Variazione del Displacement massimo

39
7. Influenza del listello quando passa attraverso il centro di quattro zone ventrali (Tipo 5)

Appartengono a questo gruppo i modi di tipo < 3, 2 b b ≥ 0 > , cioè [modi 30, 32]

La Tabella 7. riassume le caratteristiche principali di questi modi

Il listello, solidale alla tavola, si deforma secondo il suo quarto modo fondamentale, quello in cui
lungo l’asse presenta due picchi positivi e due picchi negativi di deformazione, mentre gli estremi
rimangono relativamente fermi. Il displacement lungo l’asse ricorda l’andamento di una sinusoide
tra 0 e 720 gradi, angolo che equivale a due periodi o a due onde intere della sinusoide (vedi grafici
del displacement).

Nel modo 30:

• La frequenza segue lo schema del modello del pistone equivalente o degli oscillatori
accoppiati con accoppiamento lasco: diminuisce per altezze ridotte (fino a 2.5 mm.) per
effetto della massa, poi aumenta vistosamente fino a 7 mm., poi cresce ancora ma con un
gradiente minore fino a 15 mm.

• Il displacement ha un andamento complicato: è relativamente costante fino a 2.5 mm.,


poi crolla fino a 5 mm., e quindi risale vistosamente tra 5 e 7 mm., dove ha un massimo.
Per altezze maggiori, diminuisce gradualmente.

• Anche qui il listello taglia le superfici ventrali che attraversa, e questo si nota nettamente
già a 5 mm., dove le superfici ventrali sono ancora distinguibili. A 7 mm, il massimo di
vibrazione si trasferisce sulle cellule periferiche, mentre le aree centrali si fondono e
rimangono relativamente immobili. Le linee nodali periferiche si incurvano. Ad altezze
maggiori, il displacement diminuisce, le zone ventrali sono più regolari, e la vibrazione
si localizza nelle cellule periferiche.
Sembra che l’altezza di 7 mm sia quella che ‘sintonizza’ il modo 30, nel senso che il
displacement è massimo. Quando si verifica questa situazione di sintonia, le superfici
vibranti assumono un contorno molto particolare caratterizzato-tra l’altro-da linee nodali
curve, che girano intorno agli assi di simmetria della tavola. Al di fuori di questa
situazione di sintonia, le aree vibranti assumono un contorno molto più regolare.
Questa osservazione vale per altri modi dove una certa altezza del listello produce una
situazione di sintonia.
L’ipotesi che il listello e la tavola siano oscillatori accoppiati piuttosto che corpi rigidi,
giustifica la presenza di un fenomeno di sintonia.

(forse si potrebbe modellare l’accoppiamento utilizzando l’equivalente elettrico di un


trasformatore accordato tipo il trasformatore di Media Frequenza).

Nel modo 32:

• L’andamento della frequenza è riconducibile a quello previsto dal modello degli


oscillatori ad accoppiamento lasco. L’incremento della frequenza oltre i 5 mm. è molto

40
rilevante (quindi è molto influente l’aumento di rigidezza del listello rispetto alla
rigidezza della tavola nelle zone ventrali attraversate dal listello).

• Il displacement segue un andamento che abbiamo già visto più volte: si mantiene
relativamente costante fino ad altezze contenute (qui 5 mm.), poi crolla (qui a 7 mm.),
poi si impenna e tende ad un massimo. Nel modo 32 non è evidente il massimo, che
potrebbe probabilmente verificarsi ad una altezza superiore a 15 mm.

(L’altezza del listello che rende massimo il displacement è quella che corrisponde alla
condizione di sintonia nell’accoppiamento tra tavola e listello)

• Anche le superfici ventrali si modificano secondo uno schema già visto altre volte: per
altezze contenute il listello tende ad ostacolare il moto delle superfici ventrali centrali e i
centri di vibrazione migrano verso la periferia.
Ad altezze maggiori , prima le superfici attraversate dal listello si ingrandiscono, poi si
sezionano lungo l’asse longitudinale. Il fenomeno di taglio delle aree ventrali
attraversate dal listello diventa evidente a 7 mm, a 11 mm. le aree longitudinali sono
quasi completamente separate, mentre a 15 mm. tra le cellule si è formata una nuova
linea nodale lungo l’asse longitudinale. Questa linea però (questo è caratteristico) separa
zone ventrali che vibrano in fase (mentre normalmente le linee nodali delimitano
superfici che vibrano in controfase)

41
Modo Fase delle aree vibranti Torsione Delta Delta Note
simmetriche Freq. Displacement
rispetto all’asse Hz.
longitudinale
30 No 94.4 1.034
+…-… +…-
Aumenta Aumenta
32 No 162 -0.797
+…-… +…-
Aumenta Diminuisce

Tabella 7. Modi in cui il listello passa attraverso il centro di quattro zone ventrali (Tipo 5)

Fase delle aree ventrali adiacenti al listello

Variazione della Frequenza propria

Variazione del Displacement massimo

42
8. Alcune osservazioni riassuntive sull’influenza del listello longitudinale

La Tabella 8 riassume le osservazioni precedenti, e descrive le caratteristiche di ciascuno dei 20


modi considerati per quanto riguarda

• La variazione della frequenza modale al variare dell’altezza del listello tra 0 e 15 mm.

• La variazione del Displacement al variare dell’altezza del listello tra 0 e 15 mm.

• Le modifiche che subiscono i profili delle aree ventrali e le linee nodali al variare
dell’altezza del listello tra 0 e 15 mm.

La Tabella riferisce anche il tipo associato a ciascun modo di vibrare. Il tipo è già stato definito, e la
definizione viene riportata nella colonna ‘Gruppo di appartenenza’

Sulla base delle considerazioni fatte in precedenza e riportate in Tabella 8, si possono individuare
alcuni principi generali che descrivono il comportamento del sistema tavola-listello longitudinale.
Questi criteri rappresentano anche i ‘Modelli’ che possono eventualmente fornire una valutazione
quantitativa (matematica) dei fenomeni relativi.

Alla base della definizione di questi Modelli ci sono alcune osservazioni fondamentali:

1. La presenza del listello longitudinale altera i modi di vibrare della tavola e le corrispondenti
ampiezze di vibrazione.

2. Il listello partecipa alla vibrazione attraverso la sua massa e la sua rigidezza; inoltre
contribuisce, con la sua massa, alle perdite per attrito che ‘smorzano’ l’oscillazione.

3. L’influenza del listello su ciascun modo di vibrare della tavola, è legata alla posizione del
listello rispetto alle zone ventrali o alle linee nodali.

4. In funzione della sua posizione rispetto alle superfici ventrali o ale linee nodali, il listello si
deforma assumendo un profilo circa sinusoidale (mezzo periodo, periodo intero, due periodi o
frazioni di periodo intermedie).

5. Quando, per qualche modo di vibrare, il listello è affacciato a superfici che vibrano in
opposizione di fase, la deformazione che subisce è un ‘taglio’ lungo l’asse longitudinale. In
queste condizioni, alla deformazione di taglio può eventualmente aggiungersi una deformazione
torsionale.

6. Sembra evidente dai risultati di questa analisi che tavola e listello costituiscono un insieme di
oscillatori accoppiati. Questo significa che il listello scambia energia elastica con la tavola e
questo fenomeno di accoppiamento, o co-vibrazione, influenza sia la frequenza che l’ampiezza
di oscillazione dei modi di vibrare. In certi casi l’accoppiamento è lasco, e allora il listello
influisce unicamente attraverso i suoi perametri geometrici-massa e rigidezza; in altri casi
l’accoppiamento è più stretto e l’effetto su frequenza, displacement, profilo delle superfici
ventrali è più complesso.

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Questo accoppiamento dà luogo ad una antirisonanza ( displacement minimo) che precede una
risonanza (displacement massimo). Prima dell’antirisonanza e dopo la risonanza, l’ampiezza di
vibrazione è abbastanza costante o diminuisce per il solo effetto delle perdite viscose.

L’ipotesi che il listello e la tavola si comportino come due sistemi oscillanti accoppiati si
giustifica per ora solo dai risultati dei modelli Algor. Non sono in grado per ora di dare una
descrizione matematica di questo fenomeno.

7. La posizione del listello rispetto alle zone vibranti ventrali tende ad alterarne il profilo. In
generale,

• Quando il listello passa per una zona ventrale longitudinale (tipo 2), si verifica un
irrigidimento lungo il listello che, in qualche misura, tende ad ostacolare il moto. Il massimo
displacement si sposta verso le zone periferiche parallele al listello; sembra che l’energia si
conservi: quando la tavola viene irrigidita al centro, i massimi di vibrazione si spostano
verso la periferia.
Ad altezze considerevoli le linee nodali da dreitte si incurvano; diventa evidente un
fenomeno di strizione (effetto chewing gum) dovuto probabilmente al coefficiente di
Poisson.

• Quando il listello attraversa zone ventrali a coppie in opposizione di fase (tipi 3, 4, 5), il
listello tende a ‘tagliare’ le zone. Prima del taglio le zone si dilatano, poi si dividono in
coppie di aree sopra e sotto il listello. Le due aree di una coppia vibrano in fase, ciò che è
caratteristico di questo fenomeno del quale, a quanto mi risulta, non esiste nessuna
descrizione nella letteratura. Le due aree non formano un dipolo (e quindi non danno luogo
ad un nuovo modo di vibrare) ma un monopolo spezzato in due.

Le due superfici figlie hanno massa e rigidezza minore della superficie madre, e sembrano
caratterizzate da perdite complessivamente minori di quelle della (grande) superficie madre,
pur essendo comparabile la superficie complessiva. Quindi dovrebbero avere un rendimento
di emissione acustica migliore; quest’ultimo dipende infatti dal rapporto superficie/massa.
L’alterazione delle superfici ventrali e il contemporaneo incurvamento che subiscono le
linee nodali portano a figure che conservano la simmetria rispetto agli assi, ma sono molto
diverse da quelle originali.

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Gruppo di appartenenza Modello della variazione di Modello della variazione di Modifica delle linee caratteristiche
Modo Tipo (posizione del listello rispetto ai frequenza al crescere dell’altezza displacement al crescere (linee ventrali / nodali) al crescere
ventri/nodi) del listello dell’altezza del listello dell’altezza del listello
00 2 Barra al centro di un ventre Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement diminuisce per La superficie ventrale comincia a
equivalente’. Per altezze ridotte effetto delle perdite dovute dividersi all’altezza massima
prevale la massa del listello, per all’aumento di massa vibrante (15 mm.)
altezze maggiori la rigidezza. (antirisonanza?)
01 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Il displacement diminuisce per Non si alterano nel campo di altezze
effetto delle perdite dovute considerato
all’aumento di massa vibrante;
aumenta oltre 11 mm.
10 3 Barra al centro di due ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement diminuisce Il listello taglia le superfici ventrali
equivalente’. Per altezze ridotte vistosamente fino a 7 mm, che attraversa. Il fenomeno comincia
prevale la massa del listello, per (antirisonanza), poi aumenta a 7 mm (antirisonanza) e si accentua
altezze maggiori la rigidezza. altrettanto vistosamente verso la a 11 e 15 verso la risonanza.
risonanza che non viene raggiunta
entro 15 mm.
11 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Il displacement diminuisce per Non si alterano nel campo di altezze
effetto delle perdite dovute considerato
Torsione all’aumento di massa vibrante;
aumenta oltre 5 mm.
02 2 Barra al centro di un ventre Diminuzione della frequenza Diminuzione del displacement. Non La zona attraversata dal listello si
(Accoppiamento stretto listello- si entra ancora nella zona di irrigidisce e il disp. massimo si
tavola?) antirisonanza-risonanza sposta nelle aree periferiche
12 3 Barra al centro di due ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement diminuisce poco fino Il listello non arriva atagliare le
equivalente’. Per altezze ridotte a 5 mm, poi crolla a 7 mm, superfici ventrali , ma le ‘espande’.
prevale la massa del listello, per (antirisonanza), poi aumenta La vibrazione si concentra lungo
altezze maggiori la rigidezza. altrettanto vistosamente verso la l’asse longitudinale.
risonanza (a 11 mm.) e poi cala.
20 4 Barra al centro di tre ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement cambia poco fino a Il listello taglia le superfici ventrali
equivalente’. Per altezze ridotte 2.5 mm, poi crolla a 5 mm. che attraversa. Il fenomeno comincia
prevale la massa del listello, per (antirisonanza), poi aumenta a 5 mm (antirisonanza) e si accentua
altezze maggiori la rigidezza. vistosamente verso la risonanza che a 11 e 15 verso la risonanza. A 15
non viene raggiunta entro i 15 mm. mm. le linee nodali si incurvano
03 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Non si nota il calo iniziale del Il disp. massimo si localizza nelle
displacement per effetto delle aree ventrali periferiche. I profili non
perdite. Il disp. aumenta si alterano sensibilmente; per
progressivamente spessori maggiori di 11 mm. le linee
nodali si incurvano verso l’asse
longitudinale

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21 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Non si nota il calo iniziale del Non si alterano nel campo di altezze
displacement per effetto delle considerato; solo a 11 mm. si nota
Torsione perdite. Il disp. aumenta che le linee nodali si incurvano
progressivamente, cresce meno oltre
7 mm.
13 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Displacement praticamente costante, Non si alterano nel campo di altezze
con lievissima diminuzione fino a 7 considerato; ad altezze maggiori di
Torsione mm. e lievissima ripresa successiva 11 mm, si allarga la linea nodale
longitudinale
22 4 Barra al centro di tre ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Si nota risonanza a 7 mm. Non si In risonanza (7 mm) il listello
equivalente’. Per altezze ridotte nota antirisonanza. Oltre 11 mm, espande le zone ventrali
prevale la massa del listello, per aumenta nuovamente (verso una longitudinali, per altezze maggiori
altezze maggiori la rigidezza. seconda risonanza?) (11-15 mm.) le taglia.
04 2 Barra al centro di un ventre Diminuzione della frequenza Disp. quasi costante fino a 5 mm. c’è Il listello irrigidisce la superficie
(Accoppiamento stretto listello- un minimo a 7 mm (antirisonanza) longitudinale . Il disp massimo si
tavola?) poi risale fino a 11 (risonanza) e sposta vistosamente sulle superfici
quindi tende a scendere. periferiche. Ad altezze di 11-15 mm.
le linee nodali si incurvano
30 5 Barra al centro di quattro ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Disp. quasi costante fino a 2.5 mm. Il listello taglia le superfici ventrali
equivalente’. Per altezze ridotte c’è un minimo a 5 mm che attraversa. Il fenomeno comincia
prevale la massa del listello, per (antirisonanza) poi risale fino a 7 a 2.5 mm e si accentua a 5 mm.
altezze maggiori la rigidezza. mm. (risonanza) e quindi tende a (antirisonanza)
scendere.
23 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Displacement praticamente costante, Non si alterano nel campo di altezze
con lievissima diminuzione fino a 5 considerato; Il displacement
Torsione mm. Oltre aumenta notevolmente massimo a 11 mm. e oltre si sposta
verso le cellule periferiche in alto.
La zona longitudinale si irrigidisce.
31 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Non si nota il calo iniziale del Non si alterano nel campo di altezze
displacement per effetto delle considerato; ad altezze maggiori di 7
Torsione perdite. Il disp. aumenta mm, si allarga la linea nodale
progressivamente longitudinale
14 3 Barra al centro di due ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement diminuisce poco fino Il listello non taglia le sup. ventrali.
equivalente’. Per altezze ridotte a 2.5 mm, poi aumenta vistosamente In risonanza, le zone centrali sono
prevale la massa del listello, per verso la risonanza (a 7 mm.) e poi ferme, fuori oscillano In risonanza le
altezze maggiori la rigidezza. cala. Non si vede l’antirisonanza., linee nodali si incurvano
forse perché cade ad un valore (3.5
mm?) non modellato

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32 5 Barra al centro di quattro ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Disp. quasi costante fino a 5 mm. c’è Il listello taglia le superfici ventrali
equivalente’. Per altezze ridotte un minimo a 7 mm (antirisonanza) che attraversa. Il fenomeno è
prevale la massa del listello, per poi risale vistosamente verso la evidente a 7 mm (antirisonanza) e si
altezze maggiori la rigidezza. risonanza che non viene raggiunta accentua ad altezze maggiori
entro i 15 mm.
24 4 Barra al centro di tre ventri Accoppiamento lasco o ‘pistone Il displacement scende fino a 7 mm. Le zone longitudinali non vengono
equivalente’. Per altezze ridotte (antirisonanza), poi aumenta tagliate, perché probabilmente la
prevale la massa del listello, per vistosamente verso la risonanza che risonanza è fuori dal campo di
altezze maggiori la rigidezza. non viene raggiunta entro i 15 mm. altezze considerato
05 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Il displacement diminuisce I profili non si modificano
vistosamente fino a 11 mm, sostanzialmente. Il disp. massimo
(antirisonanza) poi aumenta tende a muoversi verso la zona
altrettanto vistosamente verso la longitudinale centrale. A 11 e 15
risonanza mm. le linee nodali si incurvano
33 1 Barra su linea nodale longitudinale Aumenta per effetto di taglio Andamento anomalo rispetto agli I profili non si modificano
altri di questo gruppo. sostanzialmente

Tabella 8. Interpretazione dell’andamento dei modi. Modelli di riferimento

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9. Modelli di riferimento.

Sulla base delle precedenti osservazioni è possibile definire alcuni modelli che giustificano il
comportamento del sistema listello-tavola in relazione ai parametri che sono stati considerati.

9.1. Modello del listello sottoposto a taglio lungo l’asse longitudinale (tipo 1)

Questo caso si verifica quando il listello si trova lungo la linea nodale longitudinale, e si affaccia ad
aree ventrali che vibrano in opposizione di fase, provocando un ‘taglio’ del listello lungo le fibre
longitudinali.
La frequenza aumenta per effetto della rigidezza del listello; il ‘taglio’ è intuitivamente un moto
molto rigido, che ha eventualmente una risonanza a frequenze alte.

Per il fatto che il listello è situato lungo una linea neutra, la sua massa non contribuisce ad alterare
la frequenza (diminuendola per bassi valori di altezza). Invece tipicamente la frequenza modale
aumenta per effetto dell’aumento di rigidezza indotto dal moto di taglio.

Sulla base dei risultati della simulazione, faccio l’ipotesi che anche nella situazione di listello lungo
una linea nodale esiste un accoppiamento oscillatorio tra tavola e listello stesso. Qui però, come si è
detto, a causa della particolare natura del moto del listello si può dire che la frequenza propria cade
a frequenze elevate. Quindi l’andamento del displacement è relativamente costante, o in calo (al
crescere dell’altezza del listello) per effetto dell’aumento delle perdite viscose. Al crescere della
frequenza modale, si nota una lieve tendenza a crescere, ciò che lascia presumere che per altezze
molto maggiori (ma al di fuori di ogni senso pratico) forse si cadrebbe in fenomeni di risonanza
anche in questa situazione. In un caso (quello del modo 05) il displacement varia secondo lo schema
tipico antirisonanza-risonanza.

9.2. Modello del listello che attraversa zone ventrali longitudinali (tipo 2) o trasversali (tipo 3, 4, 5)

Come ho detto in precedenza, esistono molte evidenze che il listello e la tavola costituiscano un
sistema di oscillatori accoppiati, e che in certe condizioni si instauri un regime di co-vibrazione che
influenza principalmente l’ampiezza della vibrazione. Per ora non sono in grado di giustificare
queste evidenze attraverso un modello matematico

In questa situazione la frequenza è dominata soprattutto dall’increnento di massa e di rigidezza


dovuto al listello: tipicamente, al crescere dell’altezza la frequenza prima diminuisce (effetto
dell’incremento della massa, che è proporzionale all’altezza) e poi aumenta (effetto dell’incremento
della rigidezza, che è proporzionale al cubo dell’altezza).

Il displacement presenta un andamento che è tipico di un fenomeno di accoppiamento: ad un tratto


circa costante (o in calo per effetto delle perdite) segue un antirisonanza e quindi una risonanza. A
questa segue un tratto nuovamente costante o calo.

I modi di tipo 2, 3, 4, 5 mostrano un andamento del displacement che rientra abbastanza bene in
questo modello.
In certi casi la risonanza non viene raggiunta (anche se il displacement è in crescita) entro il limite
di altezza considerato (15 mm.); probabilmente, aumentando ancora l’altezza, si noterebbe il picco
di risonanza.

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In certi altri casi non si nota l’antirisonanza: si deve notare che, per ragioni pratiche, ho effettuato le
simulazioni per valori di altezza abbastanza distanziati (rispetto per esempio a quanto si può
realizzare costruttivamente). Se una antirisonanza o una risonanza capitano per esempio a 9 mm.,
non le posso vedere perché esamino solo l’altezza di 7 mm.e poi quella di 11 mm.

E tuttavia, il complesso dei risultati giustifica l’ipotesi che listello e tavola si scambiano energia
elastica e si comportano come particolari oscillatori-come ho detto- il cui accoppiamento è
distribuito lungo la linea di contatto.

In altra parte di questo testo ho detto che il listello ‘sintonizza’ un particolare modo di vibrazione.
Mi sembra che questo modo di interpretare l’effetto del listello (da Radiotecnici piuttosto che da
Acustici) sia particolarmente esplicativo, e che offra anche qualche spunto pratico per ciò che
riguarda il progetto dello strumento, o per lo meno suggerisca qualche direzione lungo la quale
procedere.

Infine, il listello modifica le linee ventrali in maniera significativa, giustificabile con la logica e
rilevante dal punto di vista dell’emissione acustica (vedere le osservazioni in merito nei paragrafi
precedenti.

10. Una osservazione complementare

Se guardiamo al ponticello come ad un particolare tipo di listello (non longitudinale, non a


geometria costante, non di spessore uniforme), e se applichiamo ad esso le conclusioni precedenti,
possiamo dire che il ponticello, oltre alla funzione di accoppiare le corde alla tavola (che gli viene
tradizionalmente riconosciuta), ha anche qualche effetto importane sulla qualità e sulle
caratteristiche del suono, in quanto è in grado di esaltare (o deprimere) certi modi di vibrazione
della tavola, con i quali interagisce, attraverso un accoppiamento che si manifesta attraverso
fenomeni di risonanza o antirisonanza. In altri termini, il ponticello con la sua geometria è in grado
di ‘sintonizzare’ certi modi di vibrare della tavola, in particolare quelli che attraversa.

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11. L’inversione di fase nel displacement di alcuni modi

Le tre figure seguenti Fig. 18, Fig. 19 e Fig. 20 rappresentano l’andamento del displacement lungo
l’asse del listello per il modo 20 (modo di tipo 4).
Il displacement è ricavato da successive simulazioni Algor per i valori di altezza riportati nelle
rispettive figure.

Si nota che, lungo l’asse, l’andamento del displacement è simile ad una sinusoide; dato che il
listello attraversa tre zone ventrali, il suo displacement (e quindi anche quello della tavola)
presenterà tre massimi in valore assoluto, corrispondenti a 1+1/2 cicli di sinusoide (che si
sviluppano lungo 540 gradi.

In valore relativo, il displacement presenta due massimi positivi e un minimo negativo, o due
minimi negativi e un massimo positivo.

In particolare, si vede dalla Fig. 18 che per valori piccoli di ampiezza il displacement presenta due
massimi positivi e un minimo negativo, mentre a 7 mm viceversa presenta due minimi negativi e un
massimo positivo.

La transizione di fase avviene per altezze tra 4.6 e 4.7 mm., ed è molto brusca, come si vede dalla
figura 20.

Se osserviamo l’andamento globale del display per il modo 20 (Fig. 6.), notiamo a circa 5 mm. di
altezza un minimo del displacement, seguito da un successivo incremento. Questo andamento è
tipico di quella che abbiamo definito come una antirisonanza nell’accoppiamento tra listello e
tavola.
E’ molto plausibile che questa inversione di fase e l’antirisonanza siano due aspetti dello stesso
fenomeno.
Se questo fosse confermato, sarebbe una prova definitiva del fatto che il listello e la tavola sono due
oscillatori accoppiati, in quanto in risonanza/antirisonanza è noto che il modulo dell’ampiezza di
vibrazione cambia di fase bruscamente in corrispondenza dei poli/zeri della funzione di
trasferimento.

Dal punto di vista dell’effetto sul suono, la fase di una risonanza ha un effetto determinante, in
quanto modifica nettamente la curva di risposta del sistema (in questo caso il sistema è il
complessivo tavola-listello, ma la stessa cosa vale quando il sistema è il risonatore della chitarra).

Quindi, per approfondire questo concetto sarebbe necessario

• Individuare tutti i modi che presentano questa transizione o inversione di fase

• Correlare la transizione di fase alla antirisonanza

Quindi questo fenomeno di inversione di fase è molto significativo, in quanto influisce sulla curva
di risposta e in quanto segnala la presenza di un fenomeno di risonanza/antirisonanza
nell’accoppiamento elastico tra listello e tavola.

50
Fig. 18. Transizione di fase nel modo 20. Spessori del listello longitudinale tra 2.5 mm. e 7 mm.

51
Fig. 19. Transizione di fase nel modo 20. Spessori del listello longitudinale tra 2.5 mm. e 5 mm.

52
Fig. 20. Transizione di fase nel modo 20. Spessori del listello longitudinale tra 4.5 mm. e 5 mm.

53
12. Influenza di una massa posizionata al centro della tavola.

Il listello longitudinale, posizionato lungo l’asse di simmetria della tavola, influisce sui modi
modificandone la frequenza e l’ampiezza di vibrazione. In generale, il listello contribuisce alla
vibrazione della tavola con la sua massa, che dipende dall’altezza, e con la sua rigidezza, che
dipende dal cubo dell’altezza. Inoltre l’influenza del listello rispetto ai diversi modi di vibrare della
tavola è legata a fattori diversi quli la posizione delle linee nodali rispetto al listello e altre.
Per cercare di separare l’effetto della massa da quello della rigidezza, supponiamo di applicare una
massa pura al centro della tavola.

La massa applicata è costituita da un solido di alluminio, di sezione quadrata e lato 1 cm. L’altezza
di questo solido (parallellepipedo a base quadrata) varia tra 0 mm. e 10 mm. Il materiale con cui
viene modellata la massa è Alluminio, di peso specifico (Algor) 2703.8 Kg/m3. Quindi il peso varia
tra 0 g. e 2.703 g.

Il solido che rappresenta la massa aggiunta non è realmente puntiforme: le sue dimensioni non sono
trascurabili rispetto alle dimensioni della tavola. Sarebbe possibile ridurre le dimensioni della base,
e ottenere lo stesso peso utilizzando un materiale di densità maggiore. Ma se riduco le dimensioni
della base, devo avere un reticolo molto più fitto sulla tavola e sulla massa aggiunta, e tempi di
calcolo di conseguenza molto maggiori. Quindi le considerazioni che seguono si basano su una
geometria forse approssimata; farò comunque una verifica utilizzando un reticolo più fine e una
dimensione di base minore, per verificare la differenza rispetto alla situazione approssimata.

12.1 Costruzione del modello.

Il modello della piastra viene costruito secondo lo schema descritto in precedenza. I lati della
tavola sono divisi in 60 (lato lungo) e 40 (lato corto) punti, in modo che il reticolo sia costituito da
quadrati di 0.5 cm di lato.
Sul gruppo 2 viene costruito il modello della base centrato rispetto agli assi della tavola; anche qui
il reticolo è formato da (quattro) quadrati di 0.5 cm. di lato. I reticoli alla superficie di contatto
coincidono.
In entrambi i gruppi l’orientamento è quello di default.

12.2 Risultati della simulazione

L’altezza del solido che rappresenta la massa aggiunta assume i valori 0, 1, 3, 5, 7, 10 mm.
Per ciascuna di queste altezze vengono rilevate le altezze e i displacements dei primi 20 modi.
I dati di uscita sono contenuti in files Algor, che sono memorizzati e utilizzati per le analisi
successive, e sono riportati nelle schede descrittive della simulazione,

C:\documenti\algor\verifica_modelli\catene orizzontali\masse_modi\massa_x

Successivamente ho esteso la modellazione Algor ai successivi 20 m0di superiori, quindi ai modi


dal 21° al 40°, soprattutto per capire meglio come la massa aggiunta modifica le linee nodali
rispetto ai nodi superiori. L’accuratezza dei risultati, per questi modi superiori, è certamente minore,
in quanto la dimensione delle maglie diventano comparabili con le dimensioni delle aree ventrali
vibranti. Tuttavia le tendenze e le conclusioni qualitative sono valide. Sui modi superiori non faccio
considerazioni numeriche, ma solo qualitative.

54
Per questo motivo sono riportati i risultati relativi alle altezze della massa aggiunta pari a 0, 5, 10
mm. Per capire meglio come certi modi (per es. i modi 26 e 44) si modificano all’aumentare del
peso della massa centrale, ho eseguito simulazioni anche per 0.7. 1.5, 3 mm, ma non ho riportato i
risultati. Le conclusioni però tengono conto dei risultati di queste simulazioni.

Le schede che riportano le caratteristiche dei modelli e le frequenze per i 40 modi, rispettivamente
per altezze della massa aggiunta pari a 0, 5, 10 mm, sono nei files

C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_0_40
C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_5_40
C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_10_40

Per i 20 modi superiori, ho riportato in file i risultati grafici della simulazione Algor, che
rappresenta le zone ventrali di ognuno dei modi (per ciascun valore dell’altezza della massa
aggiunta) e quindi il displacement relativo: Da queste figure è possibile seguire come evolvono le
linee nodali di un certo modo al variare del peso della massa aggiunta. I files che contengono i
risultati per i diversi pesi della massa aggiunta sono

C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_sup_0
C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\ modi_sup_5
C:\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\ modi_sup_100

I risultati delle simulazioni, in termini di modo, frequenza e displacement per i primi 20 modi, sono
riportati nelle due seguente Tabelle***, rispettivamente per i primi 20 modi (e altezze 0, 1, 3, 5, 7,
10 mm), e per i 20 modi superiori, rispettivamente per spessori 0, 5, 10 mm.

55
Altezza = 0 mm. Altezza = 1 mm. Altezza = 3 mm. Altezza = 5 mm. Altezza = 7 mm. Altezza = 10 mm. Note
Modo Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ.
(Hz) (Hz) (Hz) (Hz) (Hz) (Hz)
00 188.73 9.6366 186.9 9.4524 183.11 9.2075 179.1 9.0548 175.26 8.9096 169.87 8.6975
01 326.11 9.1046 326 9.102 325.76 9.0963 325.51 9.0907 325.26 9.085 324.88 9.0763
10 440.98 9.0073 440.92 9.0064 440.77 9.0055 440.62 9.0049 440.47 9.0044 440.24 9.0035
11 548.51 8.7105 549.53 8.7163 554.26 8.7427 555.24 8.748 555.45 8.749 555.54 8.7495
02 562.05 9.0281 561.51 9.0231 556.2 8.9929 548.3 8.9445 540.79 8.8927 530.5 8.8152
12 753.36 8.6654 753.35 8.6664 753.25 8.6678 753.06 8.6685 752.87 8.6691 752.57 8.6699
20 832.27 8.8306 826.17 9.0468 817.45 9.4268 807.40 9.7668 798.26 10.033 786.77 10.329
03 887.17 9.0527 886.42 8.996 884.57 8.8698 882.54 8.7437 880.41 8.6195 877.05 8.7335
21 924.72 8.6559 924.47 8.6582 924.02 8.6588 923.53 8.6529 923.07 8.6419 922.43 8.6614
13 1057.3 8.5961 1058.8 8.5935 1066.1 8.5791 1067.6 8.5756 1067.9 8.5748 1068 8.5745
22 1101.4 8.5509 1096.1 8.6671 1086.3 8.8668 1076 9.0361 1067.2 9.1527 1056.7 9.262
04 1297.8 8.7375 1299.3 8.6576 1294.7 9.2013 1285.7 9.5443 1278.5 9.7889 1270.6 10.035
30 1356.7 8.6768 1356 8.6632 1354.7 8.6937 1353.3 8.7053 1351.9 8.7171 1349.6 8.7349
23 1375.2 8.4842 1374.1 8.4983 1371.7 8.5297 1368.9 8.5613 1365.9 8.5919 1361.1 8.6353
31 1441.9 8.6168 1443 8.6068 1448.1 8.5539 1449.2 8.5434 1449.4 8.5445 1449.5 8.5449
14 1454.8 8.6082 1454.9 8.6076 1454.9 8.6051 1454.7 8.6013 1454.4 8.5968 1454 8.5891
32 1601.1 8.5271 1600.5 8.534 1599.3 8.5443 1597.9 8.5513 1596.4 8.5576 1594.3 8.5656
24 1748 8.4747 1744.3 8.4929 1732.2 8.5824 1717 8.6776 1703.8 8.7304 1688.2 8.7787
05 1792.4 8.5286 1789.4 8.5921 1782 8.7377 1773.6 8.8891 1764.6 9.0798 1749.9 9.3577
33 1848.7 8.3301 1851.5 8.3678 1863.5 8.8464 1865.8 8.9316 1866.2 8.9497 1866.4 8.9593
Massa
Aggiunta 0 0.270 0.811 1.352 1.892 2.703
(grammi)
(densità Alluminio 2703.8 Kg/m3 )

Tab. 9. Influenza di una massa concentrata sulle frequenze modali e sul displacement. Lo Altezza della massa aggiunta varia tra 0 e 10 mm.

56
Altezza = 0 mm. Altezza = 5 mm. Altezza = 10 mm. Note
Modo Freq. Displ. Freq. Displ. Freq. Displ.
(Hz) (Hz) (Hz)
15 1941.7 8.4489 1955.5 8.6336 1956.2 8.6489
40 2013.1 8.7112 1970.6 11.158 1944.6 12.06
41 2094.7 8.6645 2091.9 9.0994 2086.7 9.6605
34 2193.5 8.3793 2190.5 8.407 2185.9 8.4494
25 2216.8 8.3498 2196.4 8.7312 2172.8 9.1599
42 2243.4 8.5258 2204.0 9.1105 2184.9 9.4437
06 2370.2 8.6947 2373.6 9.3465 2365.9 9.8287
43 2472.6 8.4892 2462.6 8.4385 2449.8 9.1945
16 2515.1 8.5875 2515.0 8.5885 2513.6 8.5807
35 2637.2 8.2664 2664.1 8.7322 2665.3 8.7566
26 2777.7 9.4079 2736.1 10.776 2706.4 10.856
44 2793.3 9.1276 2788.3 11.494 2788.4 11.494
50 2801.3 8.6049 2786.7 9.0929 2768 9.5688
51 2881.0 8.4676 2888.1 8.8986 2888.4 8.9186
52 3023.5 8.4771 3010.2 8.8641 2995.8 9.2184
07 3031.1 8.3558 2972.4 9.8386 2884.1 10.872
17 3173.6 8.4203 3180.6 9.055 3180.8 9.0837
36 3178.4 8.3624 3176.9 8.569 3172.9 8.7987
45 3210.8 8.2392 3187.1 9.3508 3166.3 9.972
53 3240.2 8.412 3266.9 8.7595 3268.1 8.7877
Massa 0 1.352 2.703
(grammi)
(densità Alluminio 2703.8 Kg/m3 )

Tab.10. Influenza di una massa concentrata sulle frequenze modali e sul displacement. Altezza della massa aggiunta tra 0 e 10 mm.
(Modi dal 21° al 40°)

57
13. Calcolo della massa di ciascun modo nel punto di eccitazione (Driving Point)

Assumiamo per ipotesi che ciascun modo di vibrare della tavola sia assimilabile al modo
fondamentale di un oscillatore semplice, la cui frequenza dipende da un termine di massa e da un
termine di rigidezza, a cui per il momento diamo solo un significato matematico senza cercare di
darne una interpretazione fisica. Dare un significato fisico e pratico a questi numeri è l’obbiettivo
finale di queste analisi.
Da un punto di vista generale, la frequenza di risonanza di un oscillatore semplice nel modo
fondamentale è

1 K
f0 =
2π m0

dove K è la rigidezza, m0 è la massa dell’oscillatore nel modo fondamentale e rispetto al punto di


eccitazione. Per questo oscillatore il termine di perdite per attrito viscoso non è considerato.

Quando assimiliamo un modo di vibrare di una tavola ad un oscillatore semplice, dobbiamo


ricordare che la vibrazione si sviluppa in un piano, e quindi il moto oscillatorio è descritto da due
coordinate spaziali <x, y> oltre che dalla coordinata ‘tempo’. Se l’oscillazione si sviluppa secondo
l’asse ‘Z’, il moto è descritto da una funzione tipo z = z ( x, y, t ) . La corda, o l’asta, possono essere
rappresentabili da un oscillatore il cui moto si sviluppa lungo una direttrice, e quindi può esere
descritto da una equazione del tipo z = z ( x, t )
In entrambi i casi, abbiamo un oscillatore distribuito: per la tavola l’oscillatore è distribuito lungo
due dimensioni, per la corda e per l’asta l’oscillatore è distribuito lungo una direzione. Per contro, il
pendolo fisico, che è l’esempio più classico di un oscillatore semplice, è un oscillatore concentrato.

In un oscillatore distribuito, è chiaro che anche i parametri (K, m) che determinano il moto di
ciascun punto dipendono sia dalla posizione del punto stesso che dalla posizione del punto di
eccitazione. Nella simulazione proposta, il punto di eccitazione è situato al centro della piastra. La
massa calcolata è quindi relativa al punto di eccitazione, e rappresenta l’impedenza di un certo
modo rispetto all’eccitazione al centro, indipendentemente dal fatto che quel modo abbia un nodo o
un ventre nel centro, e indipendentemente da come sono le linee nodali intorno al punto di
eccitazione.

L’impedenza rispetto al centro (o al Driving Point ) esprime quindi la ‘capacità’ di un generatore


(posto nel Driving Point) di eccitare un modo qualsiasi, anche se i ventri di vibrazione non
coincidono col Driving Point.

In conclusione, e per dare un significato concreto a questi concetti, possiamo eccitare un modo
anche fuori dal ventre. L’effetto sul moto dipende dall’impedenza del Driving Point.

I listelli sotto al ponticello probabilmente hanno l’effetto di ‘equalizzare’ l’impedenza dei modi di
vibrare rispetto alla posizione del ponticello. E quindi di consentire una trasmissione efficace di
energia rispetto a tutti (idealmente) o ad alcuni (in realtà) modi di vibrare della tavola

Se quindi supponiamo che i modi di vibrazione siano riconducibili al comportamento di un


oscillatore semplice, osserviamo che se la frequenza di un modo è f 0 e se carichiamo il punto di
eccitazione con una massa m1, la frequenza di quel modo diventa:

58
1 K
f1 =
2π m0 + m 1

Per ora facciamo l’ipotesi che questa equazione è vera se la massa aggiunta si somma
effettivamente alla massa della tavola. Si vedrà in seguito che il modello dell’oscillatore semplice,
le cui impedenze ‘in serie’ si sommano matematicamente, è accurato quanto basta per qualsiasi
utilizzo pratico.
Noto il valore della massa aggiunta si possono scrivere le relazioni seguenti:

2
 f1  m + m1
  = 0 ;
 f0  m0

m0 + m1
f1 = f 0
m0
Posto f 0 / f 1 = α ,

m1
m0 =
α 2 −1

Qui m0 è la massa del modo quando esso è pilotato al centro.

Consideriamo ad esempio il modo fondamentale 00, la cui frequenza è pari a 188.73 Hz quando il
peso della massa aggiunta è 0 (vedi Tabella). Se nella formula introduciamo successivamente il
valore dei pesi corrispondenti alle varie altezze considerate, otteniamo valori per la massa che
variano in un campo ristretto (i valori dovrebbero in realtà coincidere, sono diversi a causa-
probabilmente-di una piccola variazione di rigidezza introdotta localmente dal peso e a causa
dell’approssimazione del modello Algor).
Esiste però un valore ottimale, che rende minimo lo scarto quadratico medio. Applicando la formula
precedente, calcoliamo i valori della massa
m1 j
m0 j =
α j 2 −1
dove m0 j è il valore della massa nel punto di eccitazione, quando vengono successivamente
applicati i pesi m1 j (corrispondenti alle altezze del peso tra 1 e 10 mm), e le frequenze dei modi di
vibrare variano di conseguenza. Il valore ottimale di questa massa è quello che ottimizza lo scarto
quadratico medio, e che soddisfa al’equazione

∑ (m opt − m0 j ) 2 = min .

Questo calcolo è eseguito dal programma calc_mas.pas, che fornisce inoltre l’errore quadratico, lo
scarto in frequenza massimo e l’errore percentuale. I risultati sono riportati in tabella.
Il significato delle colonne della tabella è il seguente:

1. Modo. Vengono considerati i primi 20 modi


2. Massa del modo riferita al centro della tavola (driving point)
3. Valore dell’errore quadratico minimo nel calcolo della massa (vedi formula precedente)
4. Errore massimo sulla frequenza prevista rispetto alla frequenza reale

59
5. Valore puntuale di altezza del peso aggiunto, dove l’errore di frequenza è massimo.
6. Errore percentuale della frequenza calcolata rispetto alla frequenza reale, in corrispondenza
del punto indicato in colonna 5.
7. Il simbolo in una riga significa che per il modo corrispondente (in colonna 1) sono stati
registrati i profili nodali (Algor) corrispondenti alle altezze 3, 5, 7, 10 mm. Il file che
contiene queste figure è

C:\documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_massa_centrale

13.1 Significato pratico dei dati contenuti in tabella

In pratica, i dati si possono così interpretare:

• Consideriamo un certo modo (per esempio il modo 00, riga 1, colonna 1)

• Calcoliamo la massa m0 associata a quel modo rispetto al punto di eccitazione, seguendo il


procedimento descritto in precedenza (il risultato del calcolo si trova in riga 1, colonna 2)

• Applichiamo un peso di massa conosciuta m1 al centro della tavola.

• La frequenza del modo che consideriamo (00 nell’esempio) si modificherà..


m0 + m1
• Applicando la formula f 1 = f 0 possiamo stimare o ‘prevedere’ la frequenza del
m0
modo considerato

• L’errore della frequenza stimata rispetto alla frequenza reale (per un dato valore della massa
aggiunta), non sarà superiore a quello indicato in colonna 4 (in Hz) o in colonna 6 (in %
rispetto al valore reale). L’errore dipende dal valore della massaaggiunta, ed è massimo quando
il peso corrisponde a quello della colonna 5. Il dato di colonna 3 è un valore matematico di
calcolo, che può essere tralasciato in queste considerazioni.

• Le considerazioni precedenti si applicano a qualunque modo di vibrare.

60
Errore Delta_f Punto dove Errore
Modo Massa (g) quadratico (Hz) l’errore è percentuale Note
massimo
00 11.84 0.63 0.53 3 0.28 %
01 360.25 7.1e-4 1.6e-2 3 0.005 %
10 813.12 3.9e-4 1.32e-2 2 0.003 %
11 -81.82 19.01 3.01 3 0.55 %
02 23.83 26 3.47 3 0.62 %
12 1421 2.4e-2 0.1 3 0.014 %
20 22.2 2.94 0.96 6 0.12 %
03 120.82 0.415 0.36 3 0.04 %
21 536.3 2.54e-3 0.032 6 0.0034 %
13 -102.85 44.61 4.6 3 0.43 %
22 30.04 6.62 1.74 6 0.16 %
04 66.37 44.4 4.75 3 0.36 %
30 261.34 4.54e-2 0.1 3 0.007 %
23 135.64 1.071 0.59 3 0.043 %
31 -196.08 21.82 3.2 3 0.22 %
14 3321 1.88e-1 0.28 3 0.02 %
32 322.36 8.8e-2 0.21 3 0.013 %
24 37.42 17.37 2.83 3 0.16 %
05 58.03 13.47 2 3 0.11 %
33 -108.33 126.5 7.84 3 0.421 %

Tab. 11. Massa calcolata rispetto ad un punto di eccitazione centrale, per i primi 20 modi.

61
14. Interpretazione dei risultati

In tabella, il simbolo nella riga associata ad un modo indica che il comportamento di quel modo
(rispetto alla massa centrale) è in qualche modo anomalo o comunque particolare; per questi modi
esiste il record delle linee nodali al variare del peso, per i valori di altezza della massa pari a 3, 5, 7,
10 mm. Il file corrispondente è:

C:\documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_massa_centrale

1. In generale, per ciascuno dei 20 modi considerati l’aggiunta di una massa centrale comporta una
diminuzione della frequenza del modo, coerentemente con la formula che esprime la variazione
di frequenza rispetto ala variazione della massa:

m0 + m1
f1 = f 0
m0

2. Sulla base di questa formula, è possibile stimare come si altera la frequenza di un certo modo
quando si applica un peso nel Driving Point.

3. La stima (e il procedimento di calcolo che la costruisce) è molto buona: dalla tabella, solo in
certi casi l’errore percentuale rispetto alla frequenza vera arriva a 0.6 %, negli altri casi è
inferiore, a volte estremamente basso (0.003 %). Questa stima si limita ai primi venti modi.

4. Questo risultato autorizza a dire che il modello che riconduce un modo di vibrare della tavola
ad un oscillatore semplice (caratterizzato da una pura massa e da una pura rigidezza) è
sufficientemente valido per usi pratici anche nel caso dei modi anomali (quali vedremo dopo).

5. In alcuni modi, l’aumento del peso della massa aggiunta provoca un aumento della frequenza
del modo. In questi modi il centro della tavola (dove mettiamo il peso) è contornato da zone
ventrali antisimmetriche, secondo lo schema delle fasi seguente:

+ -
------------
- +

La zona centrale (zona neutra che non vibra) è soggetta a torsione ai quattro vertici.
Probabilmente l’aumento di frequenza è indotto dall’aumento di rigidezza della zona centrale
(dovuto alla massa aggiunta, di dimensione non trascurabile rispetto alla superficie non
vibrante- vedere le figure modali Algor). Sarebbe necessario verificare questa ipotesi con una
massa aggiunta di dimensioni minori.
I modi che appartengono a questa categoria sono quelli del tipo <2a+1 2b+1> con a = 0, 1,2,
n, e b = 0, 1, 2, ….m. (Questa notazione significa essenzialmente che sia il primo che il
secondo indice del modo sono dispari).

Nell’ambito dei primi 20 modi qui considerati, appartengono a questa categoria i modi

• 11 (a = 0, b = 0)
• 13 (a = 0, b = 1)

62
• 31 (a = 1, b = 0)
• 33 (a = 1, b = 1)

Nell’ambito dei modi superiori, appartengono a questa categoria i modi

• 15 (a = 0, b = 2)
• 35 (a = 1, b = 2)
• 51 (a = 2, b = 0)
• 53 (a = 2, b = 1)
• 17 (a = 0, b = 3)

6. In alcuni modi il peso aggiunto viene a trovarsi esattamente al centro di una zona ventrale
centrata rispetto ad entrambi gli assi di simmetria della tavola. Questo succede per i modi di
indice
<2a 2b>, con a = 1, 2, 3,…, n e b = 1, 2, 3….m.
Nell’ambito dei primi 20 modi, appartengono a questa categoria i modi

• 22 (a =1, b = 1)
• 24 (a =1, b = 2)

Per il modo 22 lo schema delle fasi è

+ - +
………-.….+…...-………
+ - +

In questo schema, la zona ventrale centrale ‘vede’ a destra, a sinistra, sopra, sotto, altre zone
ventrali in opposizione di fase rispetto alla propria fase. A loro volta queste zone periferiche si
affacciano a zone di fase opposta alla loro.

Per il modo 24 lo schema delle fasi è

- + -
+ - +
……….-.….+…...-……….
+ - +
- + -

Anche qui, la zona ventrale centrale si affaccia a destra, a sinistra, sopra, sotto, aree in
opposizione di fase; le zone periferiche ‘vedono’ accanto zone in opposizione di fase, secondo
una legge di ‘alternanza delle fasi’. Lo stesso vale per i modi superiori di questo tipo, che sono

• 26 (a =1, b = 2)
• 42 (a =2, b = 1)
• 44 (a =2, b = 2)

Per capire come le linee ventrali tendono a modificarsi sotto l’effetto del peso, si guardino le
figure Algor relative a questi modi, contenute nel file

C:\documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_centrali

63
L’altezza della massa, in questa simulazione, è molto ridotta (0.7 mm), perché in questo modo è
possibile osservare le prime modifiche, e confrontarle con quelle finali corrispondenti ad altezze
superiori. Il displacement è rappresentato con il segno (positivo o negativo), e quindi si
riconoscono le fasi delle zone ventrali.

La presenza del peso provoca un irrigidimento della zona centrale, il cui displacement
diminuisce. Le linee ventrali si raccolgono intorno al centro, e tendono a riunirsi in linee
concentriche. Le zone ventrali sulla diagonale vibrano con ampiezza maggiore, come per
compensare la diminuzione di displacement al centro. La presenza del peso aggiunto aumenta
l’ampiezza di vibrazione lungo le diagonali, che segnano le direttrici lungo le quali si sviluppa
la vibrazione.

7. Modi longitudinali <0, 2b, b>0>. Sono quelli che presentano superfici ventrali longitudinali che
corrono da un lato all’altro della tavola. Il peso si trova nel mezzo della superficie centrale.
Le fasi delle zone si alternano.
Appartengono a questa categoria i modi

• 02 (b = 1)
• 04 (b = 2)
• 06 (b = 3)

Si nota che il peso irrigidisce la zona centrale, che vibra con ampiezza minore. La superficie
ventrale centrale tende a spezzarsi in due lobi, a destra e a sinistra del peso, che convergono al
centro. Le linee delle altre superfici si deformano e tendono a riunirsi in linee concentriche:
queste tendenze sono più evidenti nei modi alti e con valori elevati del peso.

8. Modi trasversali <2a, 0, a>0>. E’ il caso simmetrico del precedente. Qui le superfici ventrali si
sviluppano in verticale, e occupano l’intera larghezza della tavola. Anche ora il peso si trova nel
mezzo della superficie centrale, e le fasi delle zone si alternano. I modi che appartengono a
questa categoria sono:

• 20 (a = 1)
• 40 (a = 2)

Nel modo 20 si nota di nuovo che la zona centrale, dove è applicato il peso, tende ad irrigidirsi,
e quindi qui diminuisce il displacement. Le superfici ventrali alla destra e alla sinistra di quella
centrale tendono ad avvicinarsi al centro, e il loro displacement aumenta. Le linee nodali di
nuovo tendono a raggrupparsi intorno al centro.

Nel modo 40 la superficie ventrale centrale tende a separarsi in due parti, mentre le linee nodali
tendono a concentrarsi. L’irrigidimento della zona centrale ‘spinge’ le zone laterali, che vibrano
ad una ampiezza maggiore, mentre di nuovo la zona centrale (dove si trova il peso aggiunto)
tende a non vibrare a causa della maggiore rigidezza indotta dal peso. Si nota che l’evoluzione
del fenomeno si completa entro altezze (della massa) non superiori a 5 mm.

64
9. Modi per i quali la massa aggiunta si trova su una linea nodale orizzontale. Gli indici di questi
modi sono del tipo <2a, b>, con a =0, 1,…, n e b = 1, 3, ……, m. Il primo indice è 0 o pari, il
secondo indice è dispari.
I modi appartenenti a questo insieme sono:

• 01 (a = 0, b = 1)
• 21 (a = 1, b = 1)
• 41 (a = 2, b = 1)
• 03 (a = 0, b = 3)
• 23 (a = 1, b = 3)
• 43 (a = 2, b = 3)
• 05 (a = 0, b = 5)
• 25 (a = 1, b = 5)
• 45 (a = 2, b = 5)
• 07 (a = 0, b = 7)

Rispetto a questi modi il peso aggiunto ha un effetto scarso, a parte quello di aumentare la
massa e quindi diminuire la frequenza. La deformazione delle linee di vibrazione è molto
minore che nei casi precedenti, e si nota qualche deformazione solo alle frequenze più alte.
Dove c’è traccia di deformazione delle linee, si ripete un fenomeno già visto: al centro, dove si
trova il peso, la tavola si irrigidisce e l’ampiezza aumenta lungo le direttrici diagonali.
Anche in questi modi di vibrazione vale l’alternanza delle fasi.

10. Modi nei quali la massa aggiunta si trova su una linea nodale verticale. Gli indici di questi modi
sono del tipo <a, 2b>, cioè il primo dispari, il secondo 0 o pari.
Appartengono a questo insieme i modi:

• 10
• 12
• 14
• 16
• 30
• 32
• 34
• 36
• 50
• 52

Anche qui il peso aggiunto deforma poco le linee di vibrazione, e eventualmente solo alle
frequenze più alte

65
15. Massa centrale di dimensioni ridotte

Il peso usato nelle modellazioni precedenti ha una dimensione piccola, ma non trascurabile rispetto
alle dimensioni della tavola, e si può immaginare che non solo contribuisca ad aumentare la massa
di ogni singolo modo nella misura che abbiamo investigato, ma anche abbia un effetto sulla
rigidezza K del (o dei) pistoni a cui abbiamo assimilato le superfici vibranti. Questo è contrario alla
ipotesi iniziale, che era quella di aggiungere una massa pura per dimostrare che è possibile variare
uno dei due termini che definiscono le caratteristiche di ciascun modo di vibrazione (la massa)
senza modificare l’altro.

Da un punto di vista pratico non si può scendere con le dimensioni sotto un certo limite, quindi in
pratica non è realizzabile una massa ‘puntiforme’. Mi sembra che un peso quadrato di lato 5 mm.
sia un limite ragionevole, e mi sembra che convenga raggiungere il peso voluto utilizzando un
materiale ad elevata densità, in modo da ridurre al massimo la dimensione verticale.
Quindi la simulazione che segue prevede che la massa aggiunta sia un corpo a base quadrata di 5
mm. di lato, e di altezza tale che il peso equivalga a quello del ‘precedente’ corpo di alluminio alto
10 mm (2.703 grammi). Il materiale è Piombo (densità 314200 Kg/m3 ) e l’altezza che ne consegue
è 0.3441 mm. Le dimensioni sono complessivamente molto ridotte rispetto al caso precedente.
Un altro aspetto significativo è che qui il reticolo che modella la tavola è costituito da maglie
quadrate di 2.5 mm. di lato. Quindi la superficie di ciascuna maglia è quattro volte minore che nei
casi precedenti. Questo comporta qualche differenza nei risultati, a causa della maggior risoluzione
dei passi di calcolo del programma.

Correzione errore:La densità del piombo è 11340, l’altezza della massa è 9.534 mm.

La scheda che riassume i dati della modellazione è contenuta nel file

C:\documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_piombo_40

Il modello Algor è nel file

C:\algor\validazione_modelli\orientamento\tav_14

15.1 Interpretazione dei risultati

1. I valori delle frequenze dei modi e l’ordine secondo cui si succedono sono, in alcuni casi,
diversi. Questo si può spiegare in quanto

• Questo modello è costruito con un reticolo molto più fitto, e la dimensione dele maglie
influisce sul passo di integrazione e quindi sulla precisione dei risultati.

• La dimensione della massa, che nel caso precedente è maggiore che qui, ha
probabilmente una influenza in termini di rigidezza, e quindi contribuisce alla frequenza
di ciascun modo.

Non faccio indagini ulteriori su questo aspetto, in quanto lo scopo dell’analisi non è quello di
determinare le frequenze di ciacun modo di vibrazione, ma piuttosto come e perché variano i
modi per effetto di ‘perturbazioni’ sulla tavola (listelli, pesi aggiunti). In questo senso il valore

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assoluto della frequenza di ciascun modo non è rilevante, ma piuttosto sono importanti le
variazioni di frequenza e le modifiche delle linee di livello in funzione dei parametri
dell’elemento che provoca la perturbazione sulla tavola.

2. Qundo il peso si trova su una linea nodale orizzontale o verticale (non contemporaneamente
orizzontale e verticale) le linee di livello non si deformano, e l’aumento di massa provoca
semplicemente un a diminuzione della frequenza del modo

3. Quando il peso si trova al centro di un ventre di vibrazione (verticale o orizzontale) la zona


centrale si irrigidisce, e diminuisce l’ampieza di vibrazione. Aumenta l’ampiezza di vibrazione
delle zone in diagonale, mentre la zona ventrale in cui si trova il peso tende a spezzarsi in due
lobi, essendo rigido il centro. Le linee di livello tendono a concentrarsi intorno al centro (dove si
trova il peso) e quindi a ‘fondersi’ .

4. Quando il peso si trova al centro di una linea nodale verticale e di una linea nodale orizzontale,
la superficie intorno ad esso è soggetta a torsione ai quattro vertici. Abbiamo visto che questi
modi presentano una resistenza equivalente negativa.
La presenza del peso provoca un irrigidimento della zona centrale, il cui displacement
diminuisce. Le linee ventrali si raccolgono intorno al centro, e tendono a riunirsi in linee
concentriche. Le zone ventrali sulla diagonale vibrano con ampiezza maggiore, come per
compensare la diminuzione di displacement al centro. La presenza del peso aggiunto aumenta
l’ampiezza di vibrazione lungo le diagonali, che segnano le direttrici lungo le quali si sviluppa
la vibrazione.

16. Considerazioni generali conclusive

1. Ciascuno dei modi propri di vibrazione di una tavola di legno (materiale ortotropico) si può
assimilare al modo fondamentale di un pistone, cioè si può ricondurre ad un oscillatore
semplice. Questo è dimostrato dal fatto che siamo in grado di calcolare la massa ( e quindi la
rigidezza) del pistone equivalente, e che le frequenze stimate sulla base di questa ‘previsione’
coincidono con quelli reali a meno di 0.5% (casi peggiori). Quindi per ciascun modo siamo in
grado di definire una massa e una rigidezza rispetto ad un punto della superficie vibrante.

2. In alcuni casi la massa del modo è negativa, cioè un aumento di massa provoca un aumento di
frequenza.

3. Le caratteristiche di un modo possono essere alterate aggiungendo una ‘massa pura’ che, in
linea di principio, modifica la massa del modo ma non la sua rigidezza, e quindi consente di
svincolare questi due fattori che, normalmente, non possono essere separati

4. La massa aggiunta modifica le linee di livello e il displacement di un certo modo in relazione


alla posizione della massa rispetto alle linee nodali. L’analisi dei primi 40 modi di vibrare della
piastra dove è stata aggiunta una massa, consente di individuare alcuni dei principi fondamentali
in base a cui le linee e il displacement si modificano.

5. In certi casi, l’aggiunta di una massa comporta un aumento (anche importante) del
displacement.

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6. Da un punto di vista pratico, si potrebbe pensare di aggiungere pesi sulla tavola, posizionati
opportunamente in modo da ‘tarare’ la frequenza di certi modi o da incrementare il
displacement rispetto a certe frequenze. In questo caso l’uso dei pesi potrebbe essere un
complemento all’uso dei listelli che costituiscono l’incatenatura tradizionale. Le masse
aggiunte, a differenza dei listelli, non dissipano energia, cioè non portano perdite.

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17. Appendice 1. Indice e contenuto dei files citati nel testo

1. Files dei modelli Algor

C:\Algor\validazione_modelli\orientamento\tav_12

Modello della tavola rettangolare (300x200 mm), con un listello centrato lungo l’asse longitudinale. Le dimensioni
del listello sono 290x2.5 mm. Il reticolo della tavola è formato da maglie quadrate da 5 mm. di lato, quello del
listello è conforme.

C:\Algor\validazione_modelli\orientamento\tav_13

Modello della tavola rettangolare (300x200 mm), con una massa al centro degli assi. Le dimensioni della base
della massa sono 5x5 mm e l’altezza della massa è stata impostata in funzione della modellazione tra 0 mm. e 10
mm. Il reticolo della tavola è formato da maglie quadrate da 5 mm. di lato, quello del listello è conforme.

C:\Algor\validazione_modelli\orientamento\tav_14

Modello della tavola rettangolare (300x200 mm), con una massa al centro degli assi. Le dimensioni della base
della massa sono 2.5x2.5 mm e l’altezza della massa è stata impostata in funzione della modellazione tra 0 mm. e
10 mm. Il reticolo della tavola è formato da maglie quadrate da 2.55 mm. di lato, quello del listello è conforme.

2. Schede

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_0.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 0 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_2.5.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 2.5 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_5.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 5 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_7.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 7 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_11.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 11 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\freq_tc12_15.doc

Tavola rettangolare con listello centrato lungo l’asse longitudinale. Altezza della barra 7 mm.

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C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_0.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 0 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_1.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 1 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_3.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 3 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_5.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 5 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_7.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 7 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.
C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_10.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 10 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
20 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_0_40.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 0 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
40 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_5_40.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 5 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
40 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_10_40.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 10x10 mm, altezza 10 mm. Dimensione delle maglie 5 mm.
40 modi.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\massa_piombo_40.doc

Tavola rettangolare con massa al centro, di dimensioni 5x5 mm, altezza 0.3441 mm. mm. Dimensione delle maglie
5 mm. 40 modi.

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3. Files grafici Algor

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_0.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 0 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_2.5.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 2.5
mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_5.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 5 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_7.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 7 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_11.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 11
mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\orientamento\modi_tc12_15.doc

Rappresentazione dei primi 20 modi di vibrazione significativi per la tavola con un listello lungo l’asse, alto 15
mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_massa_centrale.doc

Rappresentazione di alcuni modi di vibrazione significativi per la tavola con una massa centrale a base quadrata da
10x10 mm. di lato, al variare dell’altezza della massa tra 0 e 10 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modo_06.doc

Rappresentazione del modo 06.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_centrali.doc

Rappresentazione dei modi di vibrazione per i quali la massa aggiunta si trova su un ventre centrato rispetto alla
tavola. La massa aggiunta è un solido a base quadrata (lato 10 mm), alto 10 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_sup_0.doc

Rappresentazione dei modi di vibrazione superiori ( dal 21.mo al 40.mo). La massa centrale, a base quadrata da
10x10 mm. di lato, è alta 0 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_sup_5.doc

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Rappresentazione dei modi di vibrazione superiori ( dal 21.mo al 40.mo). La massa centrale, a base quadrata da
10x10 mm. di lato, è alta 5 mm.
C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_sup_10.doc

Rappresentazione dei modi di vibrazione superiori ( dal 21.mo al 40.mo). La massa centrale, a base quadrata da
10x10 mm. di lato, è alta 10 mm.

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali\masse_modi\modi_piombo_40.doc

Rappresentazione dei modi di vibrazione dal primo fino al 40.mo. La massa centrale è un solido a base quadrata di
lato 5 mm. e altezza 0.3441 mm. Vengono rappresentati i primi 40 modi.

4. Files grafici Pascal

5. File del Testo

C:\Documenti\algor\verifica_modelli\catene_orizzontali.doc

File del testo descrittivo.

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