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Intervalli

L’intervallo è la distanza compresa fra due note qualsiasi e viene


considerato in modo generico calcolando le note di nome diverso
comprese fra la nota di partenza e la nota d’arrivo:
es. DO FA: DO (re) (mi) FA
1 2 3 4
DO FA= intervallo di 4
E’ necessario comunque classificare in maniera specifica le distanze dato
che, con il meccanismo di calcolo sopraindicato, è possibile credere uguali
intervalli diversi fra di loro. Per esempio DO FA e DO FA# sono entrambi
intervalli di 4.
Per poterlo fare partiremo da questo concetto:
IN UNA SCALA MAGGIORE TUTTI GLI INTERVALLI RISPETTO
LA TONICA SI DEFINISCONO MAGGIORI FATTA ECCEZIONE
PER QUELLI DI 4, 5 E 8 CHE SONO DEFINITI PERFETTI O GIUSTI.

Sapendo che gli intervalli presenti all’interno di una scala maggiore sono
solo di tipo maggiore e giusto, vediamo che altri tipi di intervallo esistono
e in cosa differiscono da questi due.

1) Se un intervallo è superiore di un semitono (e cromaticamente, senza


cioè cambiare il nome della nota) rispetto ad un intervallo maggiore o
giusto, è un intervallo ECCEDENTE.
Es. proviamo ad aumentare cromaticamente tutti gil intervalli rispetto la
tonica (do) nella scala maggiore di DO:
DO RE# MI# FA# SOL# LA# SI# DO#
T 2ecc 3ecc 4ecc 5ecc 6ecc 7ecc 8ecc

2) Se un intervallo è inferiore di un semitono (cromaticamente) rispetto ad


un intervallo maggiore, è un intervallo MINORE, mentre se lo è rispetto
all’intervallo giusto, è un intervallo DIMINUITO.

DO REb MIb FAb SOLb LAb SIb DOb


T 2m 3m 4dim 5dim 6m 7m 8dim
3) Se un intervallo è inferiore di due semitoni rispetto ad un intervallo
maggiore (o di un semitono rispetto ad uno minore), è un intervallo
diminuito. Se è inferiore di due semitoni rispetto ad un intervallo giusto è
un intervallo più che diminuito.

DO REbb MIbb FAbb SOLbb LAbb SIbb Dobb


T 2dim 3dim 4+che 5+che 6m 7m 8+che
dim dim dim

Possiamo riassumere con uno schema il modo in cui si deve chiamare un


tipo di intervallo a seconda dei semitoni di cui è composto:

+ che dim dim GIUSTO ECC + CHE ECC

+ che dim dim minore MAGGIORE ECC + CHE ECC

La seguente è la legenda dei simboli usati per gli intervalli:


T = tonica
M = maggiore
m = minore
P oppure G = perfetto oppure giusto
° oppure dim = diminuito
+ oppure ecc = eccedente

Rivolti degli intervalli

1) Rivoltando un intervallo M otterremo un intervallo m e viceversa


2) Rivoltando un intervallo dim otterremo un intervallo ecc e viceversa
3) Rivoltando un intervallo giusto rimarrà tale
N.B. La somma di un intervallo e del suo rivolto deve dare 9.
Es. DO FA# = 4ecc FA# DO = 5dim (ecc → dim ) ( 4+5=9)

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