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W. A. Mozart Symphony No.

40 in G minor, KV550
Analisi

1. Macrostruttura

La 40esima sinfonia di Mozart è un perfetto esempio dell'uso della forma sonata nello stile classico.
Esposizione.
Il prima tema dell'esposizione, in levare e suonato da violini primi e secondi, ha un carattere
vagamente ansiogeno e turbante. Dura 12 battute e gli si sussegue una breve transizione che ci
porterà al secondo tema, nel quale entrano prima flauti oboi e fagotti, e poi, 2 battute dopo, i corni.
Quindi dal levare della batt. 16 fino alla batt. 20, ovvero la cadenza finale del primo tema, c'è
l'orchestra al completo.
Riprende il primo tema, questa volta, nelle prime 2 battute, senza l'accompagnamento delle viole e
con l'aggiunta di oboi e fagotti. Questa ripetizione ci prepara già alla modulazione nella tonalità
relativa maggiore, a battuta 28 inizia una transizione in forte che ci conferma questa modulazione e
ci porterà, dopo una grande pausa, al secondo tema, sempre in pianissimo e, come da prassi, in Si
bemolle maggiore.
A battuta 46 quindi, inizia il secondo tema costruito su un dialogo prima tra archi e legni, e poi tra
legni e archi, con le parti invertite. A battuta 58 inizia la fine dell'esposizione, attraversata da
frammenti del primo tema (da batt, 72 a batt. 76). Tre battute con l'accompagnamento in tremolo
degli archi e poi si ripete quello che è successo nelle cinque battute precedenti. A batt. 85, quindi,
comincia la coda che concluderà la sezione a battuta 100, con la dominante di sol minore pronta per
il ritornello
Sviluppo.
Dopo due strappate di tutta l'orchestra, sentiamo il primo tema suonato in fa diesis minore, un
semitono sotto rispetto all'originale. Dopo una dilatazione del primo tema modulato e variato, inizia
una sezione di carattere fugato da battuta 114 con il tema che viene distribuito ad archi e fagotti.
A battuta 138 sentiamo sempre il primo tema in canone tra legni e violino primo; una volta entrati
tutti gli archi comincia un gioco di botta e risposta, a batt.146, tra archi e legni già preannunciato
prima.
Col forte in levare di battuta 152 inizia la fine dello sviluppo: il disegno per semiminime dei legni
prima ascendente e poi discendente ci ricorda il primo tema a batt. 14. A battuta 160, sopra un
pedale sul quinto gradi di sol che ci prepara per la ripresa, sentiamo una melodia di falsobordone
(con seste al basso) distribuita tra oboi e flauti.
Ripresa.
Risentiamo il primo tema a battuta 164 in tonalità d'impianto, con una nuova linea di fagotto. La
transizione, che inizia a battuta 185, è più lunga rispetto all'esposizione in quanto deve ritornare alla
tonalità d'impianto invece che andare alla relativa maggiore. Infatti a battuta 227, dopo la grande
pausa torniamo al secondo tema, questa volta, come da prassi, in sol minore, più esteso ed elaborato
rispetto alla esposizione.
A battuta 254 comincia il finale ancora in sol minore, dopo una coda che inizia a 285 e una cadenza
finale finisce il primo movimento.

2. Armonia e ritmo

L'inizio del primo movimento è strutturato secondo la ripartizione basso accompagnamento tema
tipica del periodo classico. I bassi scandiscono la prima pulsazione di ogni battuta con la
fondamentale dell'accordo di sol minore a distanza di ottava, le viole eseguono lo stesso accordo su
un disegno di quartine di crome. Nella battuta 5 il sol al basso cambia di funzione e diventa la
settima della tetrade di terza specie di la; quindi da batt. 5 a batt. 7 abbiamo un accordo II grado in
terzo rivolto. A battuta 8 un V in primo rivolto con la settima che passa nella battuta successiva in
stato fondamentale, quindi risolve sul I. A batt. 10 sentiamo un cambiamento del disegno ritmico del
tema e del basso, che eseguono rispettivamente delle semiminime e delle semibrevi legate.
Abbiamo un accordo di settima di quinta specie costruito sul quarto grado (settima diminuita) a batt.
10 che risolve sul I in primo rivolto muovendo così il basso diatonicamente, questo disegno viene
eseguito due volte.
Inizia la piccola coda del primo tema con un movimento cromatico del basso che va dal sesto grado
alzato al quinto grado, quindi c'è un pedale del quinto grado da batt. 16 a batt. 20 scandito anche dal
resto degli archi. Dopo due battute (14 e 15) che servono a estendere il tema, sentiamo la cadenza
finale sancita dall'entrata dei corni. In ordine, dal levare della batt. 16 gli accordi sono: III settima di
quinta specie -> V in secondo rivolto, eseguito tre volte. Poi stessi accordi e stesso voicing su un
disegno di semiminime staccate che si chiude sul V in stato fondamentale, quindi si ripete il primo
tema stavolta con l'aiuto dei legni ad ancia. A batt. 24 e 25 è evidente la preparazione alla tonalità
relativa maggiore eseguendo una successione da batt. 24 a batt. 28 di II, V, I in sib.
Inizia la transizione, siamo in sib maggiore, batt. 28. Un disegno di quartine di crome che si muove
per terze affidato a viole e bassi scende diatonicamente, sono gli accordi di I, V in primo rivolto, VI
(inganno), I in secondo rivolto, II in primo rivolto, I in primo rivolto ed è l'inizio di una nuova
sezione con un II maggiore con la settima che passa a un accordo di settima di quinta specie
(settima diminuita) costruito sul terzo grado abbassato che, avendo la funzione di dominante della
dominante, risolve sul V, dando vita a un pedale sul quinti grado (fa) che dura fina a batt. 42,
rimanendo irrisolto.
A batt. 44 abbiamo il secondo tema che esordisce con un accordo di III senza la quinta e un accordo
di II maggiore che è la DD. La risposta dei legni è quindi sul V e gli archi ribattono con un VI
(inganno), una DD in primo rivolto, un V. Quindi un IV, III maggiore, VI maggiore, II maggiore,
V7, I, IV, V, I (batt.48-51) questa successione per quarte giuste ha al canto i violini che scendono
cromaticamente. Il tutto si ripete uguale e approdiamo a batt. 58, con un disegno ritmico di flauti e
fagotti sincopato. Armonicamente abbiamo un accordo IV7 e un pedale sul quarto grado che si alza
cromaticamente a batt. 63 diventando una settima diminuita e nella battuta dopo risolvendo nel I in
secondo rivolto. Poi V7, I. Inizia uno sforzato che progredisce cromaticamente su tutte le voci dal
terzo grado (re) al settimo minore (lab). Su quest'ultimo abbiamo un accordo di VIIb di settima
diminuita, VI, V in terzo rivolto, I, IV (in questo caso il I è anche la dominante del IV). Questa
successione ha una scansione ritmica sincopata e staccata che rivela e rafforza il carattere ansiogeno
di questo finale d'esposizione. A battuta 70 tutte le voci in gioco, meno i bassi, sono all'unisono ed
eseguono una scala discendente da sol4 a sol3 che conduce ad una sezione (batt.72) che riprede lo
schema ritmico d'accompagnamento di quartine di crome di batt. 58. Questa volta però al canto
sentiamo brevi frammenti del primo tema. Giungiamo a batt. 85: accompagnamento con i tremoli
degli archi intervallato dalle scale diatonice discendenti suonate da tutte le voci all'unisono come a
batt. 69. Nella cadenza finale troviamo, anche se esteso, lo stesso ritmo del finale del primo tema a
batt. 16. Gli accordi da batt. 95 sono un susseguirsi di V, I, raddoppiando la velocità armonica a 98.
a batt. 100 troviamo la dominante di sol minore (tonalità d'impianto) per ripetere l'esposizione.
Lo sviluppo (siamo di nuovo in sol minore) inizia con due strappate, I e l'accordo di settima
diminuita costruito sul settimo grado minore che risolve su fa# minore che infatti è la tonalità con
cui si ripresenta il primo tema. Tutto lo sviluppo si basa sulla scomposizione totale del primo tema.
Il primo tema viene prima ripetuto tre volte dai violini scendendo prima di un semitono, poi di un
tono (fa#, mi#, re#, che sono i gradi della scala minore melodica ascendente di fa#) come anche
scandito dai bassi (batt. 105, 109, 113)
A batt. 114 inizia un fugato in cui il tema viene eseguito prima da viole, violoncelli e fagotti (mi
minore) in forte, poi a batt. 118 dai violini (re minore) e ancora da viole, celli e fagotti a 122. A 126
viene poi ripetuto due volte dai violini. Nella sezione successiva (batt. 139) si ha un botta e risposta
tra, in quest'ordine, violini e legni, con poi un'inversione dei motivi tra i due. Questa inversione
delle parti e dell'ordine ci ricorda l'inizio del secondo tema. A 160 un pedale del V di sol minore ci
sta per riportare alla ripresa. Gli oboi e i flauti, 4 battute prima della ripresa hanno un disegno
costruito su una discesa cromatica di accordi in primo rivolto a parti strette, così da creare delle
seste parallele tra la nota più bassa dell'oboe e i flauti (in ordine gli accordi sono V, IV, III, II
maggiore, I), nel disegno degli oboi una terza di passaggio accompagna ogni accordo al successivo.
Dopo questa progressione ritorniamo in sol minore e comincia la ripresa, più lunga dell'esposizione,
ripeterà il secondo tema in tonalità d'impianto si concluderà con una lunga coda. La ripresa fino a
batt. 185 è fondamentalmente uguale all'esposizione. Il tema dopo la piccola cadenza di batt. I83
varia e viene abbassato il secondo grado di un semitono. Il tema presentato a batt. 193 viene
ripetuto dai bassi in dialogo coi violini a partire da batt. 203. a batt. 211 riprende il famoso
accompagnamento per terze in quartine di crome dell'esposizione e viene prolungato il tema appena
presentato (accordi: I, VI, IV, V, I). A 217 il tema viene scomposto in crome su un alternanza del
basso tra secondo e terzo grado, per poi arrivare a un pedale del quinto grado che risolve sul
secondo tema in tonalità d'impianto. Dopo il secondo tema e una lunghissima coda il primo
movimento finisce riprendendo il disegno della fine dell'esposizione.