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ISTITUTO SUPERIORE DI STUDI MUSICALI

“VINCENZO BELLINI”

CATANIA

DIPLOMA ACCADEMICO DI II° LIVELLO DI ORGANO

ALESSANDRO MAURO

LA FORMA DEL RICERCARE NEI SECOLI;

GIROLAMO FRESCOBALDI E “I FIORI MUSICALI”

ANNO ACCADEMICO 2019 -2020

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SOMMARIO

1. La forma del “Ricercare” nei vari secoli. Definizione.

1.1 Ricercare nel XVI secolo (1500)

1.2 Ricercare nel XVII secolo (1600)

1.3 Ricercare nel XVIII secolo (1700)

1.4 Ricercare nel XX secolo (1900)

1.5 Ricercare in Europa

2. Girolamo Frescobaldi. Biografia e Opere

3. I Fiori Musicali di G.Frescobaldi

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1. La forma del “Ricercare” nei vari secoli. Definizione.
La forma musicale del Ricercare è una composizione polifonica nata come imitazione
strumentale del mottetto vocale; risulta in origine Pluritematica caratterizzata da una
grande varietà di motivi e frasi che si succedevano senza ordine e regola precisa.
Venendo a mancare con la soppressione della parola, il suo originario Pluritematismo, il
Ricercare raggiunge con evidenti sforzi il Monotematismo che troverà la massima
applicazione su G. Frescobaldi. Quest’ultimo fu il principale precursore della fuga infatti
è fondato sul principio dell’elaborazione tematica e sull’impiego delle imitazioni;
presenta inoltre una serie di esposizioni con regolare risposta alla dominante e ai toni
vicini.

1.1Ricercare nel XVI Secolo (1500)


Il termine Ricercare compare sin dai primi anni del seguente secolo col nome di
Ricercare - Toccata con carattere d’improvvisazione e funzione di preludio e struttura
omofonica. Designa quindi una composizione strumentale in forma libera che si
sviluppa a imitazione, generalmente a canone. Indica sia la «ricerca» delle possibilità
timbrico-foniche dello strumento sia lo studio delle possibilità contrappuntistiche di
un’idea musicale. Appare per la prima volta nelle Intavolature per Liuto di Francesco
Spinacino (1507), di Joan Ambrosio Dalza (1508), in un Libro di frottole di Franciscus
Bossinensis (1509 – 11) in cui 26 delle composizioni vocali hanno come preludio un
Ricercare.
Le prime composizioni per organo si hanno nel 1523 nell’opera Ricercari, mottetti e
canzoni di Marco Antonio Cavazzoni. La stampa di tali composizioni si moltiplicano
dopo il 1540, anno in cui fu pubblicato l’antologia Veneziana Musica Nova, accomodata
per cantar e sonar sopra organi et altri strumenti di autori vari e stampata in 4 libri
separati. L’opera contiene 3 ricercare di Adrian Willaert.
Questo secondo tipo di R. denominato Ricercare - Mottetto, o anche R. Classico fu adatto
sia all’organo che ad un piccolo complesso di strumenti melodici proprio perché è
avvenuta la trascrizione strumentale dei Mottetti vocali.
I primi R. stampati in partitura espressamente per organo sono contenuti nel Primo
libro di intavolatura di Girolamo Cavazzoni pubblicati nel 1542 – 43 presso lo scotto di

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Venezia; si dividono in episodi di stile imitato, ciascuno dei quali, ha il suo nucleo
tematico nuovo.
G. Cesari ha dedicato la sua vita ha studiato in modo particolare i rapporti tra il
Ricercare e la canzone Francese dividendo i temi in 4 categorie:
1) Quelli tratti dal canto gregoriano
2) Quelli di creazione non liturgica
3) Quelli di derivazione della canzone francese
4) Quelli presi dai primi gradi della scala
In Italia i più importanti compositori di R. nella seconda metà del XVI secolo furono:
Andrea e Giovanni Gabrieli (zio e nipote). Nel 1595, nove anni dopo la morte di
Andrea, furono pubblicati in 2 libri i suoi Ricercari a cura del nipote Giovanni; quindi
risalenti al ventennio in cui fu organista a San Marco (1566 -1586). Nell’opera egli mette
in risalto tutta l’abilità derivata dalla pratica vocale nell’ideare tutte le possibili
combinazioni dello stesso soggetto nelle sue varianti melodiche (rivolto) e ritmiche
(aggravamento). Ancora da ricordare abbiamo i suoi Ricordare Ariosi pubblicati nel
1589 che, pur essendo intavolati per organo, sembrano derivati da composizioni per
complesso. Nella stessa pubblicazione si trovano Ricercari su Chansons di Jannequin e
Crecquillon.
Con Giovanni Gabrieli (1557 – 1612) il monotematismo del ricercare e la sua struttura
fugata si affermano definitivamente. Le sue produzioni di R. non sono numerosi; il suo
interesse è attratto dal genere in ascesa della canzone per suonare, e questo si riflette
anche nei soggetti. Le principali raccolte sono quelle stampate dal Gardano a Venezia
nel 1587 (a 4 voci) e nel 1595 (due volumi per organo).
In sintesi, sono stati individuati 5 tipi fondamentali di Ricercare cinquecentesco:
1. R. POLITEMICO a più sezioni autonome concatenate
2. R.POLITEMICO a più sezioni ma con sovrapposizione dei temi nella sezione
finale.
3. R. POLITEMICO con trattamento simultaneo dei temi.
4. R. MONOTEMATICO
5. R. ARIOSO nello stile più leggero della “canzone Francese”.

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1.2Ricercare nel XVII Secolo (1600)
L’affermarsi, a cavallo fra il 1500 e 1600, della Canzone per sonare determina una
perdita di importanza del Ricercare. Nel primo quarantennio del 1600 scompaiono del
tutto le raccolte di ricercare per complesso, nel frattempo vi è ancora una notevole
fioritura di ricercare per organo. Fra gli autori spiccano i napoletani Ascanio Mayone
(Libro I° 1603 e 1606; Libro II° 1609 ) e Giovanni Maria Trabaci (Libro I° 1603 – Libro II° 1615 ), ed
inoltre Costanzo Antegnati (L’antegnata 1608), Antonio Croci (Frutti musicali 1641).
Vicino ai due Gabrieli, come ispiratori di ricercare per organo, ricordiamo anche
Claudio Merulo in quale dimostra nei propri R. pubblicati nei primi anni del 1600, di
prediligere il modello politematico. Il suo stile è strettamente legato alla scrittura tipica
degli strumenti da tasto inserendo frequenti ornamenti soprattutto nell’elaborazione
dei soggetti.
Chi innalzò l’arte del Ricercare ai massimi livelli della costruzione contrappuntistica fu
Girolamo Frescobaldi. Egli ha pubblicato n° 10 nel Primo libro di Capricci, Canzon
Francesi e Ricercari nel 1626 e n° 6 nei Fiori musicali nel 1635. Nel periodo successivo, il
Ricercare viene coltivato sempre meno e come saggio di scrittura polifonica severa da
parte di organisti.
Fra gli ultimi compositori del Ricercare i più importanti furono Bernardo Pasquini,
Fabrizio Fontana e A. B. Della Caja. I Ricercare a 2 v «per cantare e sonare» vanno
considerate composizioni di carattere esclusivamente didattico spesso chiamati
Solfeggiamenti.

1.3Ricercare nel XVIII Secolo (1700)


Gli allievi dei Gabrieli e del Frescobaldi come ad esempio Hans Leo Hassler, Kaspar von
Jerl, Jacob Frobergher, portano l’arte del Ricercare in Germania, preparando J.S.Bach la
via per la sua opera di sommo architetto della Fuga. Lo stesso Bach, negli ultimi anni
della sua vita, rese onore all’antica forma del ricercare, imponendo questo nome alla
fuga in sei parti nella sua Musikalische Opfer (1747).

1.4Ricercare nel XX Secolo (1900)


In questo secolo il Ricercare fu ripreso con molta facilità grazie alle tendenze
neoclassiche, e in Italia in particolare per la riscoperta dell’antica tradizione

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strumentale. I compositori che ripresero questa forma musicale furono: Alfredo Casella
(Due ricercari sul nome Bach per pf.), Gian Francesco Malipiero (Ricercare per 11 strumenti),
Giorgio Federico Ghedini (Sette ricercari per violino, violoncello e pianoforte ), Gian Carlo
Menotti (Ricercare e toccata per pf.), Vittorio Fellegara (Ricercare – Fantasia per pf.). Tra i
compositori stranieri basta ricordare Igor Stravinskij con i 2 ricercare nella Cantata
(1952) e la trascrizione per Orchestra del Ricercare a 6 voci del Musikalische Opfer di
Bach a opera di Anton Webern (1935).

1.5Il Ricercare in Europa


Il termine Ricercare fu usato quasi esclusivamente in Italia; in altri paesi come ad
esempio la Spagna veniva denominato Tiento (da Tentar) e uno dei maggiori esponenti
fu l’organista Antonio De Cabezon (1510 – 1566). In Inghilterra corrisponde al
Ricercare la Fancy (Fantasia). In Germania meridionale fu accolto da organisti tra i quali
emergono all’inizio del 1600 Ch. Luyton (di origine fiamminga), H.L.Hassler e
J.U,Steigleder. Più tardi citiamo anche J.J.Froberger e J.Pachelbel.

2. Girolamo Frescobaldi. Biografia e Opere.

Organista e compositore italiano (Ferrara 1583-Roma 1643). Sulla sua giovinezza si


hanno poche notizie. Fu allievo di Luzzasco Luzzaschi a Ferrara e pare che si sia distinto
ancora giovanissimo come virtuoso di organo e di numerosi altri strumenti. Si sa che nel
1604 fu organista e cantore nell'Accademia di Santa Cecilia a Roma e che verso il 1607
passò come organista a Santa Maria in Trastevere, accattivandosi la protezione del
cardinale Bentivoglio. Con lui fece nel 1607-08 un viaggio nelle Fiandre, soggiornando a
Malines e ad Anversa ed entrando in contatto con i maggiori musicisti fiamminghi.

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Tornato in Italia, divenne organista in S. Pietro a Roma, succedendo a Ercole Pasquini.
Mantenne tale incarico per vent'anni, passando nel 1628 a Firenze alla corte del
granduca di Toscana Ferdinando II, per riprendere però l'incarico romano nel 1634 e
mantenerlo fino alla morte. In questi anni fu probabilmente in altri centri italiani, ma
mancano testimonianze sicure. In ogni caso la sua fama si estese rapidamente in tutta
Europa: lo confermano la diffusione delle sue composizioni e il valore dei musicisti
stranieri che vennero a Roma per studiare con lui. Fra questi, importantissimo è J. J.
Froberger, che al ritorno in Germania ne diffuse lo stile, influendo in modo
determinante sulla musica organistica tedesca delle generazioni successive.
OPERE. Frescobaldi dedicò la massima parte della sua produzione alla musica
strumentale, e per tastiera in particolare. Le sue opere sono raccolte in volumi a stampa,
che egli fece pubblicare a proprie spese, e costituiscono la sintesi più valida della grande
tradizione organistica italiana del Rinascimento e del primo barocco. Più che un
innovatore, Frescobaldi fu il grande erede e perfezionatore di tutto uno stile. Se il rigore
dell'elaborazione ricorda la grandezza dei polifonisti fiamminghi e veneziani, il gusto
finissimo della melodia e dell'armonia indica chiaramente la sua intima adesione alle
nuove correnti musicali del primo Seicento, e dall'esame delle sue composizioni risalta
la mirabile evoluzione dello stile: dalla ripresa della toccata-ricercare di A.
Gabrieli e Merulo (Primo libro di Toccate e partite d'intavolatura di Cimbalo, 1615), al
suo sviluppo in senso più fantasioso e autonomo (Secondo libro di Toccate, Canzone,
Versi d'Hinni, Magnificat, Gagliarde, Correnti et altre partite d'intavolatura di Cimbalo et
Organo, 1627) fino alla compiuta perfezione dei Fiori musicali di diverse
compositioni... (1635), sintesi insuperata dell'arte frescobaldiana. Di grande rilievo sono
anche le altre raccolte di musiche strumentali: Il primo libro delle Fantasie a
quattro (1608); Ricercari et Canzoni franzese (1615); Il primo di Capricci fatti sopra
diversi Soggetti, et Arie (1624); Il primo libro delle canzoni a una, due, tre, e quattro voci
per sonare con ogni sorte di Stromenti (1628); Canzoni alla franzese (postume; 1645). Da
ricordare anche la produzione vocale: madrigali, arie solistiche e pezzi sacri.

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3. I Fiori Musicali di G.Frescobaldi

Con Fiori musicali si intende una raccolta di brani liturgici per organo di Girolamo
Frescobaldi contenente tre messe e due capricci secolari. Vennero pubblicati la prima
volta a Venezia nel 1635, quando Frescobaldi lavorava come organista presso la basilica
di San Pietro in Vaticano sotto la protezione di papa Urbano VIII e di suo nipote, il
cardinale Francesco Barberini. L'opera potrebbe essere stata concepita come musica
per la basilica di San Marco a Venezia o per altre chiese importanti.
La collezione venne stampata da Giacomo Vincenti e dedicata al cardinale Antonio
Barberini, fratello minore di Francesco. Il titolo completo del lavoro di Frescobaldi è
Fiori musicali di diverse compositioni, toccate, kyrie, canzoni, capricci, e recercari, in
partitura a quattro utili per sonatori. Il nome Fiori musicali non era raro nei primi anni
del XVII secolo e venne utilizzato anche da compositori come Felice Anerio, Antonio
Brunelli, Porta Ercole, Orazio Tarditi e altri.
Prima dei Fiori musicali Frescobaldi pubblicò raramente musica liturgica. Essa apparve
soltanto una volta, nel secondo libro di toccate del 1627, mentre tutte le altre collezioni
di musica per tastiera del compositore sono invece incentrate su diversi generi secolari
(canzoni, capricci, toccate e variazioni).
La raccolta si compone di tre messe: Missa della Domenica, Missa degli Apostoli e Missa
della Madonna. Ogni messa comprende una serie di pezzi da eseguire nei vari momenti
della liturgia. La struttura complessiva dei Fiori musicali è la seguente:
Sezioni Missa della Missa degli Apostoli Missa della Madonna

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Domenica
avanti la Messa Toccata Toccata Toccata
Kyrie, Christe 12 versetti 8 versetti 6 versetti
dopo l'epistola
Canzona Canzona Canzona
(graduale)
Toccata e ricercare (Recercar Ricercare, toccata e
dopo il Credo
Ricercare chromaticho post il Credo), ricercare (Recercar con
(offertorio)
ricercare (Altro recercar) obligo di cantare)
Toccata (Toccata
Toccata, ricercare (Recercar con
per l'Elevazione cromaticha per le Toccata
obligo del Basso come apare)
Levatione)
post il
Canzona Canzona (Canzon quarti toni)
Communio
Le messe sono seguite da due capricci su melodie secolari, la Bergamasca e la Girolmeta
(Capriccio sopra la Girolmeta). Non è chiaro che ruolo abbiano questi due pezzi nella
liturgia, né per quale motivo siano presenti nei Fiori musicali.

I versetti del Kyrie e del Christe sono impostati su melodie gregoriane: le tre messe,
rispettivamente, usano le melodie della Messa XI (Kyrie orbis factor), Messa IV
(Cunctipotens genitor) e Messa IX (Cum iubilo).
Le toccate dei Fiori musicali sono molto diverse dallo stile usuale delle toccate di
Frescobaldi e presentano numerose sezioni contrastanti: avanti la Messa e avanti il
Recercar sono miniature introduttive, mentre le toccate per l'elevazione sono pezzi
lunghi, noti per il loro appassionato misticismo.
I ricercari sono alcuni dei pezzi più complessi della collezione. L'Altro recercar della
seconda messa ha tre soggetti, presentati in sezioni separate e combinate nella parte
finale del pezzo. L'ultimo ricercare della raccolta, il Recercar con obligo di cantare della
terza messa, è simile ma è costituito solo su due soggetti. Il pezzo è famoso per
l'indicazione di Frescobaldi agli esecutori: il compositore fornisce una breve melodia da
cantare come quinta voce in alcuni punti chiave durante il ricercare, e questi punti
devono essere trovati dall'esecutore. Sono presenti inoltre osservazioni di Frescobaldi
nella partitura, come "Intendami chi può che m'intend' io".
Altri tre ricercari, quello della prima messa, il Recercar Cromaticho della seconda messa
e il primo ricercare della terza sono ricercari con variazioni, ossia l'unico tema è
accompagnato da diversi contrappunti in varie sezioni.

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Infine, il Recercar con obligo del Basso come appare è costruito sopra un unico soggetto,
ma è particolarmente importante per via della sua estesa gamma tonale, piuttosto rara
per il periodo. Il soggetto, infatti, appare sempre trasposto: prima da do a mi, seguendo
il circolo delle quinte, poi di nuovo al do (omettendo il la), poi in discesa, di nuovo
seguendo il circolo delle quinte, a mi♭, e infine nuovamente al do (omettendo il si♭).
Le canzone dei Fiori musicali sono simili a esempi precedenti di Frescobaldi, anche se
l'elemento libero, toccatistico, è meno pronunciato. Sono tutte in forma di variazione,
vale a dire pezzi in cui un singolo tema viene trattato con diversi contrappunti; l'ultima
canzona comincia a due voci. La Bergamasca è uno dei pezzi forti della collezione: ci
sono sette sezioni con quattro temi diversi, tutti derivati dal tema principale. Nella
partitura, il compositore scrisse: "Chi questa Bergamasca sonerà non pocho imparerà ".
Il Capriccio sopra la Girolmeta è anch'esso a sezioni; qui Frescobaldi compose i due
soggetti su melodie popolari.
I Fiori musicali sono una delle raccolte più influenti nella storia della musica europea. Il
suo contenuto ispirò collezioni di musica sacra di autori italiani (Salvatore, Croci e
Fasolo) e influenzò opere come la Operum musicorum secundum di Sebastian Anton
Scherer, pubblicata nel 1664. Sempre nel 1664 Bernardo Storace utilizzò un tema dal
Ricercare con l'obbligo di cantare la quinta parte senza tocarla di Frescobaldi in una sua
fuga tripla.
Altre parti di Frescobaldi vennero utilizzate da Johann Caspar Kerll nella sua Modulatio
organica del 1683. I Fiori musicali vennero studiati anche da Henry Purcell e da Johann
Sebastian Bach (quest'ultimo copiò l'intera opera per uso personale).
Altri, come Carl Philipp Emanuel Bach, Johann Kirnberger e Johann Nikolaus Forkel,
conoscevano e stimavano i Fiori musicali. Jan Dismas Zelenka arrangiò alcune parti
dell'opera per orchestra e utilizzò il Recercar con obligo del Basso come appare nel suo
Miserere. Anton Reicha incluse una fuga su un tema dei Fiori musicali nel suo 36 fughe
del 1803. I pezzi dai Fiori musicali vennero inoltre utilizzati come modelli di stile severo
nel trattato del 1725 Gradus ad Parnassum di Johann Joseph Fux.

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