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Gli anni della guerra (1942-1945)[modifica 

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Dalla clandestinità al CLN (1942-1943)[modifica | modifica wikitesto]
Dopo il forzato scioglimento del Partito Popolare Italiano da parte del fascismo il 9 novembre
del 1926, i maggiori esponenti del PPI, costretti all'esilio o a ritirarsi dalla vita politica e sociale,
mantennero la rete di rapporti e relazioni grazie al faticoso lavoro di collegamento di Don Luigi
Sturzo che, dall'esilio londinese, mantenne viva la breve esperienza di impegno politico del
disciolto partito. L'indicazione delle gerarchie ecclesiastiche di concentrare i ristretti spazi
concessi dal regime fascista nell'opera educativa e nell'asilo concesso ai leader del partito
consentirono a formazioni sociali come l'Azione Cattolica e la Federazione Universitaria
Cattolica Italiana di sopravvivere e di operare anche sotto il regime.
Nel settembre del 1942, quando la sconfitta del regime era di là da venire, i fondatori del futuro
partito cominciarono a incontrarsi clandestinamente nell'abitazione di Giorgio Enrico Falck,
noto imprenditore cattolico milanese. Parteciparono agli incontri: Alcide De Gasperi, Mario
Scelba, Attilio Piccioni, Camillo Corsanego e Giovanni Gronchi provenienti dal disciolto Partito
Popolare Italiano di Don Sturzo; Piero Malvestiti e il suo Movimento Guelfo d'Azione; Aldo
Moro e Giulio Andreotti dell'Azione Cattolica; Amintore Fanfani, Giuseppe Dossetti e Paolo
Emilio Taviani della FUCI e Giuseppe Alessi. Il 19 marzo 1943, il gruppo si riunì a Roma, in
casa di Giuseppe Spataro, per discutere e approvare il documento, redatto da De Gasperi, "Le
idee ricostruttive della Democrazia Cristiana", considerato l'atto di fondazione ufficiale del
nuovo partito[18]. Lo stemma del nuovo partito fu lo stesso scudo crociato che era stato
adottato precedentemente dal PPI di Sturzo[19].
Partecipò ai primi incontri di fondazione anche un gruppo attivo nella Resistenza, il Movimento
Cristiano Sociale di Gerardo Bruni, che però, essendosi posto su posizioni socialiste
e anticapitaliste, presto si dissociò e successivamente diede vita a un partito autonomo ma di
breve durata, il Partito Cristiano Sociale. A Genova, invece, i giovani del Movimento Cristiano
Sociale si unirono ai più anziani militanti del PPI per fondare il Partito Cristiano Sociale
Democratico, che poi, dopo un incontro di Taviani con Pella e De Gasperi, cambiò nome e
divenne la sezione ligure della DC.
Un evento fondamentale da cui scaturì l'ossatura del pensiero economico del nascente partito
fu la settimana di studio al Monastero di Camaldoli tra il 18 e il 23 luglio del 1943. Qui una
cinquantina di giovani cattolici promettenti si confrontarono con tre grandi economisti: Sergio
Paronetto, Pasquale Saraceno ed Ezio Vanoni. Frutto del convegno fu l'elaborazione di un
vero e proprio programma in 76 punti conosciuto come Codice di Camaldoli e che nel
dopoguerra guidò l'azione della DC in campo economico.