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ENERGIA IDROELETTRICA

L’energia idroelettrica è considerata una fonte di energia alternativa e rinnovabile, che sfrutta
la trasformazione dell'energia potenziale gravitazionale, posseduta da una certa massa
d'acqua ad una certa quota altimetrica, in energia cinetica, al superamento di un certo
dislivello; tale energia cinetica viene infine trasformata in energia elettrica in una centrale
idroelettrica grazie ad un alternatore accoppiato ad una turbina.

Storia
L’ energia idroelettrica è sicuramente la più antica tra le rinnovabili: già dal I sec a.C. ad
Alessandria d’Egitto, le ruote idrauliche aiutano la vita quotidiana; varie sono le
testimonianze di mulini nell’antica Grecia, nell’epoca romana e per tutto il medioevo.
Ma secoli dopo, nel 1800 il Cromford Mill, in Inghilterra, è il primo filatoio industriale ad
utilizzare la forza dell’acqua e contribuisce all’aumento della produzione e dei commerci
dell’impero britannico.
Nel 1860 con l’invenzione della dinamo da parte di Pacinotti, l’energia meccanica viene
trasformata in energia elettrica a corrente continua. Non avendola brevettata, nel 1869,
Zénobe Gramme registra un macchinario in Cui la dinamo di Pacinotti è il componente
fondamentale. All’Esposizione Internazionale dell’elettricità di Parigi Thomas Edison
presenta il “Sistema Edison”, un impianto per la produzione di energia elettrica per
illuminare. A oggi, l’energia idroelettrica rappresenta il ~90% della produzione mondiale da
fonti rinnovabili e contribuisce per il ~17% al totale della capacità installata globale.

Produzione dell’energia
L’ acqua di un fiume o un lago, viene raccolta in un invaso artificiale, detto bacino
idroelettrico, fermandola attraverso una diga, che ha il compito di farne innalzare la quota e
creare un dislivello maggiore e di conseguenza una maggiore energia potenziale
gravitazionale che si convertirà in una maggiore energia cinetica e una produzione elettrica
maggiore. Per poter immagazzinare energia e averne a disposizione in momenti di maggiore
necessità alcune centrali durante la notte utilizzano l’energia prodotta per ripompare l’acqua
nei bacini a monte e avere un maggiore volume nei momenti nei quali è più richiesta.
Questi bacini sono costituiti da una diga che ha il ruolo di raccogliere l’acqua e far innalzare
la quota; il collegamento tra l’invaso e l’effettiva centrale di produzione è garantito da una
condotta forzata: un tubo inizialmente largo che termina più stretto per aumentare la
velocità dell’acqua.
Una volta raggiunta la centrale in se per se, l'acqua viene convogliata attraverso una o più
turbine che ruotando grazie alla spinta dell’acqua azionano un alternatore che produce
energia elettrica.
Dopo che la gravità dell’acqua viene sfruttata può essere utilizzata in più modi:
generalmente, questa continua a seguire il letto del fiume, oppure può essere ripompata
verso l’alto durante la notte per avere una maggiore riserva di energia durante il giorno, o
ancora può essere convogliata in un bacino più a valle per essere utilizzata nuovamente in
un’altra turbina. Questo sistema molto comune nelle zone alpine o montuose in generale è
detto asta.

Le turbine utilizzate negli impianti idroelettrici sono di varie tipologie e hanno ognuna i loro
pro e contro:
Turbina Salti Portata Utilizzo

Pelton 300m : 1400m <50 m3/s Bacini alpini

Francis 10m : 300-400m 2-3m3/s : 100 m3/s La più utilizzata

Kaplan max 80m max 50 m3/s

Banki 2m : 200m <1m3/s : <15 m3/s Impianti piccoli e contesti poveri

Futuro
Per il futuro si prevede che il contributo dell'idroelettrico possa quasi raddoppiare:
l'IEA(International Energy Agency) ipotizza per il 2050 una potenza di 2000 GW e una
produzione annua di oltre 7000 Twh. Anche nel mondo Enel, sempre più orientato verso le
energie pulite, l'idroelettrico è ancora la principale fonte rinnovabile.

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