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Istituto per le ricerche sociali di Francoforte

Fondato nel 1923, la sede viene spostata a New York nel 1934, per tornare poi in
Germania dopo la guerra. Vede la partecipazione di diversi filosofi, letterati, sociologi con
alcune idee di fondo comuni:

Formazione marxista: visione critica della società e dei suoi meccanismi, possibile
prospettiva rivoluzionaria (nascita di una nuova società), recupero dei concetti di
struttura/sovrastruttura. La dottrina marxista viene rivisitata in alcuni aspetti fondamentali:
la scienza non è uno strumento neutro ma negativo in quanto implica dominio, la proprietà
privata non è la sola radice dei mali del mondo, non esiste una terra promessa facilmente
raggiungibile (il socialismo), la filosofia è più importante della prassi.

Teoria Critica: analizzare la società presente per metterne a nudo tutte le


contraddizioni, al fine di crearne una nuova, libera e disalienata. Pensiero fortemente critico e
negativo che vuole far intuire la possibilità di uscita tramite un modello utopico.

Dialettica dell’Illuminismo
di Max Horkheimer e Theodor Wiesengrund Adorno. Pubblicato nel 1947

L’Illuminismo, nel senso più ampio di pensiero in continuo progresso, ha perseguito


da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni. Ma la terra
interamente illuminata splende all'insegna di trionfale sventura. (Incipit di Dialettica
dell’Illuminismo).

Dialettica: in questo caso significa pensiero critico che ha il fine di evidenziare le


contraddizioni.

Illuminismo: gli autori intendono con questo termine il pensiero razionale scientifico,
con il quale l’uomo, durante tutta la sua storia, ha voluto rendere il mondo plasmabile,
misurabile e soggiogabile a suo piacimento.

Il titolo vuole significare che il pensiero razionale, nato con l’intento di liberare
l’uomo dalle paure e dagli interrogativi dell’esistenza, si è rovesciato nel suo opposto, cioè
in un sistema che ha reso l’uomo schiavo di nuove catene (di cui, secondo gli autori, la
società moderna è un esempio lampante). Il sapere, ossia la conoscenza tecnico-scientifica, si
trasforma subito in potere, cioè facoltà di controllare il mondo in tutte le sue manifestazioni.
L’errore fondamentale dell’uomo è quello di voler imporre il proprio dominio sulla natura,
vista come qualcosa di totalmente asservibile all’umanità, per perseguire propri scopi. Ma
l’uomo, volendo diventare signore del mondo, in realtà diventa egli stesso uno strumento
asservito alle cose e agli altri uomini. Egli ha lasciato i richiami naturali dell’istinto e del
piacere in favore del sacrificio del dovere.

Il mito di Odisseo è l’esempio scelto dagli autori per esemplificare la condizione del
borghese moderno.

Contesto storico-culturale in cui si situa l’opera: ascesa dei regimi nazista e fascista,
stalinismo (fortemente criticato dai francofortesi come una rivoluzione sbagliata, un altro
genere di capitalismo), conoscenza diretta della società americana e dei nuovi mass media.
L’industria culturale: quando l’illuminismo diventa mistificazione di massa

Un grosso capitolo di Dialettica dell’illuminismo viene dedicato all’analisi di ciò che


gli autori chiamano “industria culturale” (kulturindustrie). Questo concetto, che gli autori
hanno sostituito a quello di “cultura di massa”, vuole mettere l’accento sul fatto che l’utente
non è per nulla, come si vorrebbe far credere, il sovrano o il soggetto di tale industria, ma
solo il suo oggetto, dato che esiste un sistema che organizza dall’alto i suoi consumatori.

I Mass media non sono dei semplici mezzi, dei contenitori neutrali da riempire, ma
sono strumenti ideologici già in partenza, nella loro essenza. Più importanti dei contenuti
espressi sono i modi di comunicare i messaggi (più importante il come si dice più che il ciò
che dice). Tutto questo ha per gli autori il fine di produrre negli individui una paralisi mentale
che porti ad accettare passivamente la realtà e a non avanzare critiche, diffondendo
un’ideologia che indica la società occidentale odierna come il modello migliore ed
insuperabile. L’esempio maggiore è il cinema, che è diventato secondo Adorno, lo strumento
principale attraverso cui operare uno stordimento psichico che spenga sul nascere ogni
coscienza critica. Gli autori arrivano a vedere il tempo libero come un mero negativo del
tempo lavorativo, in quanto anch’esso rigidamente organizzato soprattutto nei tempi ma
anche nei modi. La libertà degli individui, seppur ampiamente garantita, è in realtà solo
un’illusione, perché viene pagata con un controllo che si insinua in ogni aspetto della vita
dell’uomo.

(a cura di W. Vivino)