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V. FONTOYNONT

ΟΟΜΜΕΝΤΟ
.A.L

VOCABOLARIOGRECO

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_\ TRADUZIONE DALLA 3a EDIZIONE DELI/OPERA
« VOCABULAIRE
λDΑΤΤΑΤΑ ALLE
GREC COMMENTE
SCUOLE ITALIANE
ΕΤ SUR
FRANCESE
TEXTES
DA Ε. PALAZIO
»

Πατρίς 3' Έλλά3ος Έλλ-χς 'Α&'ijναι


Epitafio di Euripide
io cosi naν-igai
alfin verso IΈJ!ade sculta
dal dio nella luce
ςublime e nel mare profondo
d'Annunzio (Maia)

·-·
..
1

VITTORIO BONACCI EDITORE ROMA


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R.istampa 1957

INTRODUZIONE ALLA TRADUZIONE

Questo lib1·0, giά abbasta1iza diffuso in Italia nella sua veste


francese, e 01·α reso accessibile agli studenti di Liceo e di V Gin-
nasiale. Non si vuole in alcun modo che sostituisca i testi giά in

1
\
J
uso nella Sr;uola ne che faccίa cambia,·e metodi. La Scuola italiana
ha antiche e glorίose tradizioni che rίscuotono generale rispetto
e lo studio del greco e molto piu diffuso in Italia_ che in Francia.
Μα caratteristica degli Italiani e l'assenza di campanilismo (spinta
forse ?fn po' troppo lontano) che dά loro una certa universalitά
PROPRIETA LETTERARIA RISERVATA
di spirito e un modo di f are che li Tende simpatici ed ammirati
dagli stranieri. Ε generalmente ammesso che ciό che e buono si
deve prendere da qualunque parte venga. Ora anche se non si
vuole adottare interamente zl metodo proposto da questo libro, bi-
sogna riconoscere che gli spunti geniali e profondi che esso con-
tiene non sono pochi.
Si dia uno sguardo, per esempio, ai disegnetti rappresentanti
le preposizioni, α quelli di εκ e di άπό, di άμφί e di περί; si legga
qualcuno dei cosi detti Genni, quello di pag. 35, per cominciare
e si apprezzerά la profonda erudizione, il gusto finissimo del-
l'A utore e la disin·voltura con cui egli si aggira nel mondo greco
che fa rivivere PER MEzzo DELLE PAROLE, con calda ammirazio>ne
1
i per l' eΕλλάς la quale tuttavia non gli impedisce di scoprirvi

ι
qualche difetto.
L'Autore presenta con questo libi·o la parte essenziale del Vo-
cabolario greco per mezzo di testi attraenti e resi .comprensibili.
. ,-
1 Ε questo un ottimo metodo pedagogico ; manuali con elenchi di
j parole greche raggruppate per declinazioni ο per radici, con ac-
Ί
'
1 canto i vocaboli italiani che hanno la corrispondente radice greca
ι' non mancano, ma non sfuggono al difetto della monotonia, taccia
che invece ~on si puό fare α questo libro, fi'Utto di rigorosa ri-
STAMPATO ΙΝ ITALIA - PR,INTED ΙΝ ITALY
1

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1__ _ • ___J
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IV INTRODOZIONE
ALLA TRADUZIONE

cerca scίentifica e in cui, nello stesso tempo, c'e il lieι;ito della vita
e forse anche dell'arte e che proι;a che la fatica imposta dalla
grammatica e dal lessico greci procura alla mente raffinati go-
dimenti.
Il greco e considerato dai ragazzi una· disciplina, se non ardua,
almeno avulsa dalla loro vita intellettuale; questo libro invece di-
mostra, anche per mezzo di alcune nozioni di glottolόgia spicciola
che mettono in rilievo i nessi esistenti fra greco e latino, che la INTRODUZIONE
cultura greca ed il suo veicolo, la lingua, ci sono assai vicine e
vivono tra noi.
SGUARDO COMPLESSIVO - VOCABOLIΕ TESTI
L' Introduzione che segue spiega in 1nodo molto inte1·essante il
COMMENTO - USO GRADUATO DI QUESTO MANUALE
metodo seguito ed α quella si 1imanda.
METODO SEGUITO NEL COMPORLO
Questa traduzione, attuata in prίmo luogo perche ne tragga
vantaggio la scuola in cui p1·ofessa il traduttore, gioverά forse α
ΙΙ primo paragrafo vi dara un'idea generale di questo libro e
molti altri. Non dimentichino essi allora il dovere della gratitu-
dine, magω·i solo platonica, per l'illustre Grecista aiιtω·e di que-. del modo di servirvene. 1 paragrafi seguenti contengono utili rag-
sto libro. guagli. Leggete almeno il primo paragrafo se non volete, per oggi,
leggere tutta l'introduzione. Gettate uno sguardo sui titoli degli altri
paragrafi : piύ. tardi vi saranno utili. Ε leggete pure l'indice.

1. - SGUARDO COMPLESSIVO.

1° Scopo:
Una scELTA DΙ PAROLE raggruppate per famiglie e che corri-
spondono alle principali radici greche. Queste parole non sono pre-
sentate astrattamente, ma in un CONTESTO interessante.
Segue un COMMENTO che le colloca, organizzandole, nella memoria
e mette in rilievo i molteplici punti di contatto delle parole tra
loro e con tutto ciό che ci interessa.
Per mezzo di questo commento e di questi testi il CARATTERE
speciale DELLALINGUAΕ DELLACULTURAGRECHE(•) sara da voi as-

(a) Quando parliamo del carattere greco, pensiamo innanzi tutto ad Atene
« Grecia della Grecia » : 'Ελλάδος Έλλάς Άi!-ηναι. Da Atene il carattere dei Greci
riceve chiarezza, liberta, misura; essa Ιο incarna nelle sue opere e lo vivifica
qnando vuole espandersi. L'snima dί Atene e personificata da Atena, la dea della
sua acropoli, uscita armata dal cervello dί Giove. Ε la dea dell' intelligenza, ma
dell'intelligenza fine ed attiva, che penetra le arti della guerra e piίι ancora quelle
della pace; suo simbolo e l'olivo attico, come l'alloro e simbolo di Apollo; l'ani·
male a lei sacro e la civetta dagli occhi cerulei.
VI INTRODUZIONE . INTRODUZIONE VII

·similato e vi attίrera fin da principio, invece di imporsi in maniera passate ogni anno le parole. Questa ripetizioiie fa guadagnar tempo;
arida e incosciente solo per mezzo degli esercizi grammaticali. vi rendera facile la lettura e rapida la spiegazione di molti testi.
Si fa cosi ECONOMIA di tempo nello studio di lessico, grammatica Ε non e una rip~tizione noiosa perche i testi qui raggruppati
e sintassi e in quello della mentalita greca; sί forma una base solida sono testi che fa piacere conoscere e la NOMENCLATURA Ε GRADUATA;
nella memoria del discente, un centro a cui potra ricollegare nuove alcuni corollari potranno essere studiati piίι tardi e nel commento
nozioni. vi sono come stratificazioni che si rivelano a poco a poco. Per queste
Con i regolamenti scolastici moderni, in cui le ore consacrate esso puό esseΓe utile allo studente durante tutto il liceo e anche
· allo studio del greco sono relativamente pocbe, c'e davvero bisogno di all' U η ί VθΓSΪ ta.
·economizzare, dί far imparare solo le nozioni piίι essenziali. Lo sco- Quanto si e detto fin qui Γiguarda il metodo seguito nel com-
laro poi ha bisogno di un buon metodo per non prendere in uggia porre quest'opera. Vi possono essere metodi assai diΙJer.ςi per ser-
il greco; non si puό sperare che s'impadronisca, nemmeno in modo virsene come libro scolastico. Quanto segue permettera ai vostri
limitato, della nomenclatura solo col fare le traduzioni prescritte dal professori, ο a voi stessi, di adottare il migliore.
programma ginnasiale e liceale; e c' e pericolo che, dibattendosi fra Ad ogni modo ricordate che l' unico studio difficile e quello sui
diffico!ta grammaticali e lessicali, non afferri mai il carattere pecu- DUE PRIMI TESTI. Bisogna, peΓ impossessarsi di questi, « dar un colpo
liare della lingua e civilta greche. di spalla ». Poi la via saΓa libera e f acile.

2° Lo studio di questo libro e semplicissimo e puό essere li-


mitato alle linee essenziali:
ΙΙ. - LA NOMENCLATURA Ε Ι TESTI.
Tι'adurre i testi e IMPARARE mano a mano la parte di nomencla-
tura corrispond6nte: le parole e i loro significati (in grassetto ο in Vocabolario essenziale.
italico) come su una qualsiasi lista.
l\:{entre imparate le parole non preoccupatevi del commento che Sι BASA su ΟΤΤΟ TESTI: quattro di Senofonte, tre di Platone e
per prendervi ciό che vi puό csse1·eutile e che vi interessa; consi· uno di Demosterie, tutti scelti fra i piίι belli. ln tutto, poco ρiίι di
deratelo un aiuto, non uno studio. Lo studio di questa parte verra quindici pagine. La maggior parte delle parole stndiate in questa
poi e soltanto in proporzioni limitate. opera si riallacciano a qnesti testi: in piίι vi sono le parole de1le
Ripassate le parole ricollocandole nei testi; esercitatevi a ritro- parti complementari, di cui parleremo fra poco; in tutto sono 1175
vare il testo greco nella traduzione letterale (a p. 3*); imparate a parole; un po' piι\ di tre parole al giorno se volete impararle
memoria i passi piίι belli; soprattutto state attenti a riconoscere le tutte in un anno. Non e molto per la. fresca memoria degli adole-
parole imparate in questo libro ntgli autori e nelle vcrsioni im- scenti: lo studente in medicina non impara forse - e per il solo
posti dal programma del ginnasio-liceo; l' importante non e di sapere esame di osteologia - 2060 parole tecniche?
.delle parole, ma di sapersene servire; il loro significato deve en- Eppure questo numero limitato di parole compΓende la PARTE ΡΙύ
trare a far parte della vostra attivita intellettuale. Servirsi pochis 0 JMPORTANTE DEL LESSICO GRECO. Se le avrete imparate, in qualunque
~t"mo del dizionario che fa perder tempo e confonde i principianti brano di prosa attica di difficolta media non troverete qιιasi nessuna
presentando per ogni vocabolo significati svariatissimi e a volte di- parola sconosciuta ο di cui ignoriate la radice (•). Ripetute esperienze
-sparati: lo scolaro deve cercare di capire le paΓole di una tradu- han110 realmente provato che la buona riuscita e facile.
zione badando al contesto e servendosi piίι delle parole di questo
libΓo che del dizionaι'io. Anche se avΓete imparato 'benissimo la paΓte
(a) Succedera sotto questo rispetto un po' come quando leggete la prosa di
,essenziale di questo libro (studio che si puό fare in pochi mesi) ri· un trecentista.
VIII INTRODUZJONE INTRODUZIONE ΙΧ

f::. !.~~-b.'2Ji che non hanno connessione con gli elementi contenuti nesso ο una assomiglianza col termine che la precede (•). Tocca a
'in φeesto libro sono su per giίι di due specie: parole piίι ο meno voi ora fare altre aggiunte, prendendo nota dei nuovi termini che
rare ο termini tecnici (•) ο che non vale la pena di studiare a parte, troverete traducendo gli autori, soprattutto ί poeti. Ma badate di
non prelevare parole di famiglie gia rappresentate in questa opera
perche nοή avendo derivati, se si ricordano, rimangono nella mente
che si ricordano ο si riconoscono facilmente.
come parole isolate, non connesse a famiglie di parole; altri voca-
boli non hanno trovato posto in questa opera e sono quelli che es-
sendo usualissimi, non impediscono di capire un brano ιb). Disposizione dei vocabolί.

Ι vocaboli si susseguono nell'oRDINE DELTESTOcon, in fondo, un

Parte compiementare. ind.ice alfabetico (pag. 183). Le suddivisioni del testo e le. parole
corrispondenti ιb) sono indicate da numeri in grassetto. Ogn1 parola
Per abbracciare per mezzo di testi la parte piίι importante del e spi.egata una volta sola, ma una cifra all'esponente (πρίν 16 ) rima_nda
al suo paragrafo con la frequenza necessaria. Si puό cosi cominc1ar~
lessico usuale, abbiamo cercato di stabilire, servendoci soprattutto
Ιο studio della nomenclatura in un punto qualunque senza trovars1
di brani di Senofonte e di Platone, quali sono queste parole essen-
sbandati.
ziali. Ε dopo numerose esplorazioni e prove (0 ) abbiamo trovato que-
Le parole sono raggruppate pe1· FAMIGLIEin seguito ad _una PA-
sti otto testi che le comprendono ίη misura sufficiente; - i due
ROLACAPOLlSTA. Questa parola « significativa » non e necessarιamente
primi in modo speciale, eccezionalmente ricchi. (cf. pag. x1v, 40). '\ la stessa del testo e nemmeno e sempre la pίίι vicina alla radice,
Ιη seguito, per non tralasciare nessuna parola di utilita manife- ma e qnella che fa ricordare piίι facilmente le altre dello stesso
sta, abbiamo scelto, fra le citazioni che potevano servire per il com- paragrafo. Le parole derivate ο della ~~essa f amiglia . sono stat~
mento, quelle che contenevano le parole che ci abbisognavano. Per- notate ο a titolo di esempio perche facιlι come sono, v1 servano d1
ciό un prima aggiunta, i VOCABOLI DELLECITAZIONI (pag. 152). 1 incoraggiamento; ο a volte invece perche non avreste potuto da ~oli
Questa parte che ha lo scopo di iniziare alle forme poetiche e !1
individuarne il senso (b).
destinata soprattutto agli studenti di seconda e terza liceale. Intanto
cominciate ad imparare la quarantina di parole che abbiamo segnato ! ll significato scritto in grassetto ο in corsivo deve ess~re tenuto
a mente perche e il significato ORIGINARIO dell~ parole_; c~oe quello
con questo segno (ο). che orienta meglio la mente a cogliere le var1e accezιon1 della pa-
Una seconda aggiunta e costituita da un vocABOLARIETTo MORFo- 1 rola nei diversi contesti e a riconoscere le parole della stessa fa-
LOGico(da pag. 1 a pag. β) che comprende esemρi elencati nell'ordine miglia (0).
in cui si trovano neHe grammatiche ma, in maggior parte, corrispon-
denti a termini italiani e latini ίη modo che lo scolaro principiante (a) Altre parole ancora si trovano nel commento. Α forza ~i ':'ederle finirete
si familiarizzera presto con questi terminί greci e avra l'impressίone per saperle pίίι ο meno, Non ve ne preoccupate, ο almeno com~ncιate a preoccu:
parvene quando saprete tutto il resto. Queste parol~ .sono .rac_c~ιuse tra parentesι
di sapere gia un po' di greco. quadra [ ] nell'Indice. 260 circa sono veramente utιlι; quιndι ιl totale della no-
Solo in via eccezionale qualche altra parola, contraddistinta dal meιιclatura sale ad un po' pjίι di 1400 parole. . . .
(b) In queste suddίvisίoni dί circa dodici linee ognuna sι ~ssottι~l~a sempre
segno ( +) e introdotta nella nomenclatura, perche presenta un piίι Ia lίsta delle parole nuove, malgrado la nostra pre?ccuΊ?azιone dι ι~trodurre
solo testi « ricchi »; paragonate, per prender. cora~gιl?, ιl prιmo testo all ottf vo.
(ο) Altro vautaggio: la parola n_oncambιera. sιgnιficato da una classe all altra,
sconcertando la memoria come se sι trattasse dι u~a parola !luova. . .
(a) Tali parole disgraziatamente si trovano troppo spesso ne.i libri dί esercizi Per evitare un sίmile inconveniente e bene, spιegando glι autorι, enu11cιare
e in troppe pagίne di autorί come Luciano. la traduzione che conviene al contesto ma ricollegarla al significato origίnale e
famigliare; cf. a questo scopo le tradizion_i letterali ~ pag. 3 ~· . . .
(b) Parole come άνθρωπος, άγαθός, ecc. Non ce ne siamo occupati; ne per Per esempio inveoe di tradurre semplιcemente πορ~ς κακων (Eurιpιde) •. rιme:
includerle ne per escluderle. ciiocontro una disgrazia •, aggiungere: • risorsa,. passaggιo per uscιrne •· Altrιmentι
(c) Dal t904 al t907. l'alunno creder!ι che ό πόρος significa « rimedιo » come -ι;ό liκος.
χ
INTRODUZIONE INTRODUZIONE ΧΙ

Il significa~o etirnologico e adoperato in quanto aiuta l'intelligenza


delle parole.
Per rnezzo della DIVISIONE ΙΝ COLONNE - parole declinabili, in- ΠΙ. - IL COMMENTO.
declinabili, verbi - la rnernoria stabilisce autornaticarnente dei riav-
vicinarnenti e si ripassano cosi pίύ facilrnente Ie parole di una stessa Scoρo e materia del commento.
categoria.
Osservate nell'indice, a pag. 167, LE PAROLE CHE MERITANO UΝΘ Gia abbiarno indicato il duplice scopo del commento, analogo
STUDIO SPECIALE: Ie preposizioni e le congiunzioni che sono, si puό all' intenzione che ci ha guidati nella scelta dei testi (i quali sono
dire, le articolazioni della lingua e fanno capire tutta la sintassi; le per se st~si un cornrnento): aiutare la rnernoria delle parole per
particelle, cosi caratteristiche del greco e cosi importanti nelle ver- mμzo, dί nurnerosi riavvicinarnenti, facendole capire e gustare (•);
sioni. Riguardo ai verbi ('), quelli irregolari si conoscono facilrnente; iniziarci cosi alla rnentalita dei Gι'eci e gettare le basi di una solida
i piύ irn portanti sono segnati con un asterisco ('); si possono ripas- forrnazione intellettuale. Il cornrnento vertera quindi su SOGGETTI
sare in ordine. sν ARIATISSIMI,
1 Le parole infatti esprimono l'animo, ognuna ha la sua storia, si
e foι'ιnata in un dato ambiente, elernenti tutti che le lasciano qualche
!
1
11
Testi, traduzίoni letterali, citazioni.
impronta: profondita di significato, sapore speciale, capacita dί sug-
Ιi Avevarno bisogno di pagine che contenessero il rnaggior nurnero gerire altri sensi ο sfurnature. Il cornmento deve infondere questo
li
11 possibile di parole utili e che facessero conosceι'e il carattere deί svariato carattere alla paroJa - senza dirnenticare Ι' urnile grarn-
Greci sotto i suoi vari aspetti; abbiarno voluto che fossero accessi- rnatica.
jii
bili, senza cedere tuttavia alla rnania del « facile ad ogni costo ». Trattandosi del carattere e dei gusti dei Greci, non basta, se
Qαando si tratta di TESTI che bisogna rileggere spesso, sono da pre- vogliamo conoscerli, definirli e giudicarli; bisogna stabilire un con-
ferirsi quelli che ηοη si lasciano sviscerare tutti d' un colpo. Ab- tatto tra la civilta greca e la nostra, rnetterne in rilievo i legarni
biarno dunque rnesso lo studente, anche se assai giovane, in pre- con le altre fonti della nostra civilta: Romanitά e Cristianesimo;
senza di testi interesi;;anti, i soli forrnativi, gli unici degni di lui, se tendenza rnoderna al giudizio e al risultato razionale; bisogna far
ηοη e un poltrone. Basta insegnargli a irnpadronirsene, per rnezzo risaJtaι'e quanto della civilta ellenica e passato e vive nella civilta
di note, di un esatto adattarnento del vocabolario, e soprattutto per i"taliana rnoderna (b).
rnezzo di TRADUZIONI LETTERAI,I (b). Abbiarno voluto sopprirnere Ia
rnonotonia, ηοη la difficolta dello sforzo e desideriarno che questo
(a) Peι·che un preside ο un direttore di collegio impara cosi presto a me-
sia piacevole e gaio. moria ί nomi degli scolari anche se sono quattrocento ο ciquecento 1 Perche gli
Le CITAZIONI hanno lo scopo di spiegare i cenni sul carattere e stanno a cuore, perche esiste un legame tra quei nomi e la vita. Tale e il nostro
i gusti dei Greci ο di inquadrare le parole in un contesto vi ve.nte. scopo: per mezzo dei testi θ dei commenti, suscitare il maggior interesse possibile.
Qαasi tutte sono belle e pittoresche (0 ). (b) Ε quasi superflι10 ricordare σhe la civiltlι greca ha lasciato in Sicilia una im-
pronta profonda e visibile, malgrado il sovrapporsi di successive civiltlι. Da Sira-
(a) 1 verbi contratti sono enunciati con l'infinito per riconoscere quelli che, cusa ad Agrigento, dalle rovine di Segesta a quelle di Selinunte, una paι·te assai estesa
come ζην hanno le contrazioni in η invece che in α; quelli che, come πλέω non della Sicilia e σaratterizzata oltre che dagli azzurri riflessi del cielo e del mare
contraggono tutte le voci, sono enunciati con la prima persona del presente indi- cantato .da Teocrito, dalla presenza dell'anima ellenica. La quale cosi profonda-
cativo. mente vi affondό le radici clιe la Sicilia, quasi in ricambio, diede alla poesia e al
(b) Cf. a pag. 1*. pensiero greco Epicarmo Sofrone Teocrito Mosco Empedocle Archimede. 1 Greci
(c) Un indice alfabetico degli Autori citati in questo libro, con il secolo di fondarono colonie dal mar Nero alle colonne d'Ercole e oltre, ποπ solo c per se-
ognuno, permetterlι agli studenti di coordinare le citazioni a!le loro nozioni di guir virtute e .conoscenza » ma anche per stabilire scambi commerciali, stru·
storia letteraria. mento dei quali fu la moneta e nel IV secolo a. C. la Sicilia produsse monete piιi
'\
ΧΙΙ INTRODUZIONE INTRODUZIONE ΧΙΙΙ

Ricapitolaziorιi: danno un' idea dei riavvicinarn.enti da farsi tra


Parti del commento. le varie parole, per es. a pag. 143 le parole che significano « es-
1° Vi e prirn.a di tutto un COMMENTO usuALE mano a rn.ano che sere », a pag. 37 i tre rn.odi di dire « cosa ». Sono esercizi di ri-
le parole si presentano, che vuol essere un ponte, un canale, tra la passo a cui potete aggiungerne altι·i.
Grecita e noi, per mezzo di postille necessariarn.ente brevi rn.a sva- Osservazioni grammaticali (ed etimologiche): quelle che trattano
riate come la conversazione; e si e cercato che, al pari di questa, 1 delle preposizioni e delle congiunzioni, cioe le osservazioni sui casi,
.l-
T i modi e i tern.pi, sono particolarrn.ente interessanti; sebbene non ce
fossero sciolte, niente pedanti, rn.agari spiritose.
lo siarn.o proposto in rn.odo speciale, fanno capire quasi tutta la sin-
2° Vengono in seguito le osSERVA.ZIONI che interrompono il corn.- tassi. Possono essere oggetto di studio a parte. Le osservazioni eti-
rn.ento usuale e quelle in fondo alle pagine. Sono di tre specie (per rn.ologiche fanno capir meglio il commento usuale, rn.a se intralciano,
piύ. particolari vede.re 1'Indice): possono essere tralasciate.
Cenni sul carattere e i qusti dei Greci (tutti in fondo alle pa·
belle della Grecia, L'artista che incise la moneta riprodotta in copertina (da un
gine). Possono essere oggetto di studio ο dί semplice lettura. La
lato la regina Filistide, moglie di Gerone ΙΙ, ί1 tiranno di Siracusa che durante la maggior parte saranno capiti bene solo dagli studenti di seconda e
prima guerra Punica venne a patti con Roma, dall'altro lato la quadriga con i e di terza liceale e bisognera che siano spiegati dal professore. Sono
cavalli in diagonale) sapeva egregiamente collocare le figure nel limίtato spazio poi riassunti in una Conclusione che costituisce uno studio metodico
rotondo e inquadrarle in perfetta armonia,
La lingua greca affiora nella toponomastica delle cittll. costiere dell' Italia me-
del carattere greco, rn.a il loro contenuto si ta gia presentire nel
ridionale, chiamata un tempo la Grande Grecia, ή Μεγάλη 'Ελλάς (per la prima comrn.ento usuale e nelle introduzioni, in forrn.a a tutti accessibile.
volta in Polibio, 11 39 1). Ecco Melito di Porto Salvo, il punto di estrema latitu· Ι cenni e le osservazionί del primo testo, rn.eno eruditi degli altri,
dine meridionale d'ltalia, che deve · la prima parte del suo nome alla produzione trattano i punti piu irn.portanti; le postille della conclusione pos-
del miele (μέλι, ·L"foς) tuttora praticata; Locri, l'antica Λοκροι ot Έπ1-ζεφύριο1,
· cosi chiamata perche costruita sopra (έπί) ίΙ promontorio Zefirio, a nord del capo
sono servire da schema elern.entare.
Spartivento e perche i suoi abitanti si distinguessero dai Locresi di Grecia; Squil-
lace, che i Romani chiamarono Scylaceum, i Greci Σκυλλή"fιον; Crotone, l 'antica
3° Vi sono anche le INTRODUZIONI ΑΙ TESTI che si possono a:vvi-
Κρό"fων; Strongoli (quasi sul luogo dell'antica Πετηλ(α) che deve il nome, peraltro
di etll. bizantina, forse al suo castello rotondo (σ"fρογγύλος, rotondo); Metaponto, cinare aί « cenni », ιna sono facilί a capirsi, eccetto due pagine su
l'antica Με"fα·πόν"fιον, la cίttll. dopo (μετά) il mare riψetto alla Grecia; Reggio, Platone (p. 93 e 94). Ci siarn.o preoccupati di armonizzarle col commento,
l'antica Ψήγιον; Filadelfia (nome datante perδ dal 1783) in provincia dί Catanzaro: dί formarne un insiern.e gradnato e progressivo e di fare in rn.odo
φιλέω, άδελφός; Napoli, l'antica Νεάπολις, dove, verso il 600 a, C., gli abitanti
della vicina Cuma, Κύμη, dedussero una colonia; il promontorio dί Posillipo (dal
che servissero verarn.ente a « introdurre » alla rn.entalita greca, rn.a
latino Pausillypum, greco παύω, λύπη), « che fa cessare il dolore :., cioe luogo ame· quale vive e palpita nelle sue variazioni e sfumatnre, nei vari autori
nissimo, Vi e nel golfo dί Napoli un'isoletta che ποπ ha altro nome che Nisida e nei differenti testi.
(νησίς, -(δος) e la parte superiore dell'abίtato di Capri si chiama Anacapri (άνα, su),
Anche tralasciando i -templi dί Paestuιn, l'antica Ποσειδωνία, ποπ mancano
in Italia meridionale monumenti archeologici greci; uno solo sara qui ricordato,
suggestivo quanto mai. Sul Capo delle Colonne, sulla costa calabrese bagnata dal
mar lonio, ultimo resto del teιnpio di Hera Lacinia, una colonia dorica si erge
Τ1 IV. - USO GRADUATO DI QUESTO VOCABOLARIO.
come un faro e sembι·a protendersi al di la del mare, verso la madre Patria;
questa colonna e simbolo e suggello. Simbolo di bellezza e di misura, due qualίta Seguono semplici indicazionί per non adoperare questo libro alla
precipue dell'aniιna ellenica e da essa il'Γadiate e suggello della pacifica civiliz·
zatrice conquista che la Grecia realizzδ sulle coste italiche e di cui, dopo tanto
cieca rn.a con rn.etodo razionale. Si suppone che siano state lette le
volger di secoli, emerge un frammento d'arte, non un arnese di guerra. pagine precedenti.
-----l
1

XIV INTRODUZIO~E INTRODUZIONE :xv

Il principale merito di questo libro e di presentare questi due testi,


Α. lndicazioni generali. (Rileggere Ι, 2°) dei quali il primo e di 100 righe, il secondo di 88.
1° Vi sono due modi di assegnare le parole da imparare: ο
far tradurre un breve passo del testo imparando le parole corrispon- 5° Nella lingua vivente, l' importante e non la parola isolata, ma
denti, senza tener conto delle colonne; oppure assegnare un dato l'intera frase e siccome ambedue esistono in quanto sono pronun-
numero di parole di una data colonna dopo aver tradotto il testo ciate, ciό che si pronuncia male, si dimentica presto; quando uno
corrispondente. Il primo modo e piu pratico quando si ripassano le scolaro legge in greco spesso ηοη si ode che un seguito di parole
parole, il secondo quando si imparano ("). isolate. Quando poi lo scolaro ha tradotto letteralmente una frase si
ferma, soddisfatto ο forse estenuato, senza preoccuparsi di gustarla
2° Due modi pure di far recitare le pω·ole: dal greco all'ita- come un insieme vivente e vibrante; tutt'al piu ripete la tradu-
~
liano e dall'italian~ al greco. Nel primo caso si e in grado di ri-
1
zione italiana; invece e il momento di rileggerla in greco ο, meglio,
conoscere una parola quando la si incontra, ma non la si conosce di recitarla. Si possono in questo campo ottenere risultati di diffi·
in se stessa e la si dimentica facimente. Bisogna riuscire a tradurre colta graduata: pronuncia impeccabile di questa lingua netta e so-
dall'italiano al greco e per questo esercitarsi a ripetere il t~sto nora (cosa a cui gli Italiani hanno una tendenza innata, perche in
greco sulla versione letterale. italiano, come in greco, se pur in misura minore, la sillaba accen-
tuata della parola ha un risalto armonioso e musicale); scansion"
3° Tutte le parole riunite in questo testo non sono di uguale s_ufficientemente spedita ed armoniosa (") di alcuni versi contenuti in
importanzά. Ve ne sono alcune che bisogna sapere a ogni costo e questo libro (e poi dfψli autori del grogramma scolastico); dz"zione
quindi devono essere ripassate separ·atamente: le preposiziΌnt; im- spontanea e naturale di intere parti dei Testi (b); prima col libro in
pararle gradualmente; prima di tutto il senso fisico e spaziale, ser- mano e poi a memoria. Ι Testi disposti a dialogo possono esser as-
vendosi dei disegnetti. Congiunzioni: ηοη impararne subito la sin- segnati a piu scolari per volta e fra 1-ecitazioni, vi sono alcuni brani
tassi. - Particelle: (la cui finezza sfuggira agli studenti delle assai facili: l'anacreontica sulla cicala, per esempio, ed il canto mi-
prime classi) ; si deve esigerne il senso materiale. - Ι Pronomi litare spartano (p. 104 e 76).
dimost1·ativi che trovandosi in tutti i testi, devono esser saputi
benissimo. - Ι verbi irregolari: si puό tardare un poco, ma non Divisione della materia (di questo libro) per classi.
Β.
molto, a esigere la conoscenza dei paι·adigmi, almeno quelli dei verbi La preoccupazione di dividere e graduare il lavoro non deve far
segnati con asterisco. - Ι vocaboli « capilista » possono essere dimenticare che e bene imparare abbastanza presto tutto « Il voca-
imparati prima degli altri. bolario essenziale », cioe un migliaio di parole, fino a p. 143, poiche
4° Tutte le parti di questo libro non hanno neanche esse lα lo studio che rende di piu e quello di ripassaι·lo e di servirsene.
stessa impo1·tanza: i due primi testi da soli valgono di piu di tutti
gli altri. La loro ricchezza e incredibile: quantita e qualita di pa- 1° Se si mette questo libro in mano α principianti", si possono
ι·ole usuali, studio (eccetto eccezioni di poco conto) di preposizioni faι'imparare, prima di iniziare lo studio metodico della grammatica,
e congiunzioni, osservazioni essenziali, tutto ciό e contenuto in essi. le forme indicate piy, avanti (p. xv1) ; e ciό si puό fare prima
ο anche mentre si fa leggere il primo testo. - Fermarsi molto su

(a) Ρίά agevole e stabilire il numero dei vocaboli da assegnare; il riavvicina-


questo primo testo, cosi ricco e cosi completo, se si stima bene non
mento di quelli della stes~a specie e istruttivo e aiuta Ja memoria. Ι vocaboli
della 3• colonna (la pίά difficile) sarannΌ diventati un po' familiari, anche prima
(a) Esametri, pentametri e giambi si scandiscono piiι facilmente in greco che
di averne cominciato lo studio, peι· il fatto di averli visti e rivisti nel Testo mentre
in latino.
si studiavano le parole delle due prime colonne. (b) Si iπιpara molto facilmente una parιe quando si prova a recitarla.
XVI INTRODUZIONE INTRODUZIONE XVII

AGGEJTTIVI.- Oιnetterli, facendo notare soltanto che seguono la declinazione


sovraccaricare di lavori gli allievi. Insistere sul senso letterale e geo-
1 ed il genere dei sostantivi e far iιnparare la forma regolare del comparativo e del
metrico, per cosi dire, delle preposizioni. superlativo.
Contemporaneamente allo studio della grammatica far imparaι·e 1
r
gli esempi corrispondenti nel « Vocabolarietto morfologico ». 1 AGGEJTTIVINUMEJRALI.- Soltanto εtς soprattutto per capire ουδείς (p. 24).

ι PRONOMI. - Ι pronoιni personali. - Ι 3 dirnostrativi: δ-δ.ε (declinato come


2° Se si vuole applicare questo metodo a scolari clιe hanno giά ι
-;-
l'articolo); οιί~:ος αϋ~:η tοίίtο (ι iniziale manca negli stessi casi in cui manca nel-
l'articolo); εκείνος, ·η, -ο; ed αύ~:δς, -ή, ό. - Jl relativo δς, η, δ. - L'interro-
rotto il ghiaccio con il greco, cioe se gia sanno ciδ che e eontenuto
.i gativo ,:ίς. - L'indefinito ,:ις {3a declinazione).
nel primo testo, si puδ p1·ocedere in due modi: ο fare imparare in
un anno testi e vocaboli della prima parte, ossia i due primi testi 1 VERBI ΙΝ • ω » NELLE 3 FORME. - Indicativo: presente, imperfetto, aori-
(190 righe e 535 vocaboli complessivamente); questa e la chiave di ~~k sto Ι, perfetto Ι, facendo notare che l'aoristo ΙΙ non ha il « σ • ma termina i::ι
tntto, la parte saliente da dilncidare. Oppure, se gli scolari fanno 1
« ov • come l'imperfetto e che il perfetto ΙΙ non ha il c κ • e anche, se si vuole,
snfficienti progressi, pure insistendo sulla prima parte, fare impa- che l'aoristo passivo ha desinenze attive in tutti i modi. Congiuntivo ed Ottativo:
1 far notare soltanto che il primo presenta l'allungamento della vocale tematica in
rare la seconda, tralasciando le osservazioni erudite ο i passi piύ.
difficili. L'esperienza ha provato che questo e un programma per-
i « ω • ed in « η • e che caratteristica del secondo sono « οι• oppure « αι •. Impe-
ι·ativo: soltanto la 2a persona singolare. - Gli iπfiniti ed i participi.
fettamente realizzabile, anche con alunni della classe che in Francia Α questo punto, e non prima, il verbo εtμί, facendo notare che e un verbo

corrisponde alla nostra V ginnasiale. Le traduzioni letterali che in -μι.


sono di per se stesse un commento, ricalcate sul testo, saranno di Questo nuιnero limitatissimo di forme gramιnaticali puό facilitare e rendere
grande aiuto. piiι solido !ο studio della gramιnatica, esattaιnente come, a proposito del Vocabo·
larietto Morfologico si afferιnό che un numero ristretto di parole scelte bene faci-
literebbe !ο studio della nomenclatura (a).
3° Ιη seguito, lo studio piύ. importante e anzi il solo v'eramente
necessario, consistera nel ripassare sempre piίι, approfondendo i
« cenni » e cercando di capire bene i punti delicati, per es. le par- Finalmente, ci sembra che triptice sia l'indote (ο tendenza che
ticelle. Α questo punto si vedra che lo studente trarra profitto degli dir si voglia) di questo libro e che il conoscerla possa esser utile a
studi sul carattere e i gnsti dei greci e potra imparare nella parte coloro che se ne serviranno:
com_plementare i « vocaboli delle citazioni » (sono 192) traducendo Una e la tendenza m.oderna all'economia e al metodo che distin-
quelle che aveva omesso perche troppo difficili. gue in ogni discliplina (sl tratti di scienza, d'arte ο d'affari) l'acces·
sorio dall' indispensabile.
L'altra potrebbe chiamarsi gusto della realtά che cerca, quanto
Ν. Β. - Forme grammatlcali che b!sogna sapere quando si comlncla Ιο
piίι e possibile, di stabilire il contatto con la vita, quella passata e
studlo di questo libro: Forme modello che si trovano spesso e che fanno capire
le altre.

SoSTANTIVI. '-- 1" declinazione (soprattutto femminile): soltanto un nome in (a) Per studiare il greco non puramente attico si potra facilmente applicare

+
• α • puro (ή ή μέρα); facendo notare che in altri nomi .si trova «η• invece di il metodo di questo « Coιnmento •.• » a testi interessanti e si potranno fare utili
• α • al singolare. - 2" declinazione (soprattutto maschile e neutro): soltanto un pubblicazioni. Ci auguriamo anzi che quest'opera ispiri la Grammatica che gia
esempio di maschile in « ος » (ό λόγος); facendo notare che ί neutri terminano in vi e abbozzata (p. i68) e che avrernmo voluto comporre. ln tale opera bisognerebbe
•ον• e, una volta per tutte, che l'accusativo neutro e uguale al nominativo, come distinguere, tra le nozioιιi di sintassi, piiι ancora che in quelle di morfologia, gli
in latino. - 3" declinazione (masch. femm. neutro): solo un esempio di maschile elementi che si devono imparare prirna di avere esperianza della lingua. 11 resto
(ό φώρ) e la declinazione di ή πόλις. si deve consultare mano a mano che si presentano le di:fficolta; !ο si iιnpara
Α questo punto, far notare che esistono i nomi contratti e farne scorrere le quando lo si conosce gia, per cosi. dire, dall' uso, quando risponde ad esigenze
declinazioni senza farle imparare, dimostrando che si possono riconoscere facilιnente. concι·ete. Altrimenti verbalismo ed astrazione prendono il sopravvento.

!
_l_
XVIII INTRODUZIONE

quella odierna. Ε siccome nella realta molti sono gli elemenιi che
si collegano fra loro, questo gusto e alimentato da curiosita insazia-
bile che vuole scoprire i reciproci rapporti delle cose.
La terza tendenza deve essere al servizio della seconda. L'autore
l'ha attinta nelle tradizioni pedagogiche e nella « Ratio studiorum "
dei suoi Maestri. Si potrebbe chiamare tendenza alla « praelectio »,
vale a dire alla spiegazione libera ed umana (cioe alla portata del- :Γ BIBLIOGRAFIA
1'uomo, ossia del ragazzo) sebbene dotta; questa tendenza si esplica
partendo da un testo vivente ο, meglio, dalla contemplazione di una
Le opere seguenti sono la base su cuί poggίa questo Commento al Vocabolario
realta esemplare e considera tale « conversazione » (il presente ma-
Greco. Esse permettono di controllare le nostre asserzioni e di esercitare una sana
nuale non ne presenta, purtroppo, che la ωateria non sviluppata) critica. Le nozioni qui esposte sono state semplificate (e stato tenuto conto dei
la parte migliore dell' insegnamento. giovani studenti a cui, ma non esclusivamente, questo libro e rivolto) e ci manca
Ma non basta ammirare una data tendenza, bisogna metterla in la competenza per decidere ηοί stessi ίη materia filologica.
pratica. Ci auguriamo che la triplice indole che vorremmo impron- PER L'ETIMOLOGIA:Ε. Boisacq, Dictionnaire etyιnologique de la langue grec-
tasse di se questo libro possa aiutare coloro che se ne serviranno que, 2a edizione, Paris Klincksieck, 1928, (Abbreviazione: Bq). Tutte le etimologie
a neutralizzarne i difetti. Lo presentiamo agli studiosi di greco ed sono conformi ai dati di questΌpera; ma abbiamo tenuto conto anche del Dictionnaire
agli amici dell'Ellade, a qnelli almeno che coltivano la cultura greca etymologique de la langue latine di Α. Ernout e Α. Meillet, Paris Klincksieck, 1933.
(Abbreviazione: Ε. Μ.).
e le scienze positive e che sanno che l' una non esclnde le altre, pur-
che ci si liberi dall'empirismo. PER LA FONETICAΕ LA GRAMMATICA:Α. Meillet et J. Vendryes, Traite d,
Gram1naire co1nparee des langues classiques, Paris, Champion, za edizione, 1927.
Lione, 3ί luglio 1933 e 1° novembre 1948,
PER GLI SCHIARIMENTIΡΙύ SVARIATI: L. Laurand, Manuel des Etudes grec-
ques et latines, Paris, Α. Picard, 4a edizione, 1929.
Aggiungilimo specialmente per le PARTICELLEGRECHE le venticinque pagine
cosl precise di Paul Mazon nei suoi Extraits d'Aristophane, 7a ed., Hachette, 1925;
e la tesi del Padre Ε. des Places, Etudes sur quelques Particules de liaison chez
Platon, Paris, « Les Belles Lettres », 1929.
Ma nulla ci fu tanto utile quanto i consigli e anzi l'attiva αollaboraziorιe dei
Professori S. Lyonnet, Ε. des Places e Cl. Α. Mondesert.

1 Per la traduzione italiana sono stati adoperati:


Ν. Zingarelli, Vocabolario della lingua italiana, VII edizione, 156 ristampa,
Milano, :1939-:1940. (Abbreviazione: Ζ).
V. Puntoni, Grammatica della Lingua Greca, Bologna, 1935.

\.
SPIEGAZIONE DELLE ABBREVIAZIONI VOCABOLARIETTO MORFOI.10GICO
Parole faciJissίme da ricordarsi e che comp!etano il Vocabσlario conten11to
accus. acc11sativo
nei Testi.
agg. aggettivo
aor, aoristo Le parole 'capilista ' devono essere imparate con la grammatica corrispondeιιte,
avv. avverbio
cf. confrontare e, in generale, « vedere •·
comp. cornparativo
corrιsp. corrispondenza SOSTANTIVI
dat. dativo
dom. domanda
etim. etimologia 1a DECLINAZIONE
fig. fig11rato
gen. geniti νο FEMMINILI ΙΝ αι PURO gen. ας. ή 6Εαι,1;αι modo di vita, regίme.
impf. irnperfetto ή άpμονιαι armonia cf. cenno a p. 98 lt. dίeta.
inf. infinito δι.αι,;iiν tenere una data maniera
R. αρ « adattamento », « combacia-
it. italiano
latino mento ». Radice squisitamente greca. di vita.
lat.
lett. letteraln1ente Potete gia notare come unisce, nella
FEMM!NILI ΙΝ η gen. -ης.
part. participio stessa famiglia di parole, l' arte, i
pass. passivo
mestieri, il piacere e la virtίι :
ή ιiγάπη amore, carita.
perf. perfetto Parola soprattutto biblica derivata
peτs. persona άρμόηω connettere, adattare -όσω,
da
p. es. per esempio -οσα, -οκα; pass. -οσθην ecc.
pl. pl11rale '!;() αρμα
άγαπiiν amare (far lieta accoglien-
carro (a. due ruote). Senso
prepos. preposizior, e za, aver una preferenza).
originario: tίι·ο, muta. .
pres. presente Ιι. l'agape dei primi cristiani: pasto
prov. proverbio άρέσκω piacere, -έσω, -εσα
comune, fι·aterno.
qs q11esto ή άρεtή virtu, valore ; cf. il cenno
R. Radice a p. 46 ή ηβη eta della forza : giovi-
sing. singolare nezza.
sott. sottinteso angolo, donde
εφ-ηβος efebo (da 18 a 20 anni).
s11ff. suffisso τύ γόνυ, γόναtος ginocr:hia (per la
s11perl. superlatίvo sua forma). It. esa-gono (εξ « sex ») ή ~οpuφή cima (della testa).
dia-gonale (δΊά attraverso). ό κορυφαίος corifeo, capo del coro.
ή πλεupά fianco (del corpo) Stes;;a R. di το κάρα (irregolaι•e) testa,
Omero e citato con le lettere dell'alfabeto greco: maiuscole per i lil>ri del· ,;ο κράνLον cranio, ή κόρυς, -υθος
lato (d'un angolo).
l'I!iade, ιninuscole per i libri dell'Odissea. It. pleurite (infiammazione della elmo.
Le parole latine sono sempre tra virgolette (« »); quelle italiane ι·aramente, pleura). ή Μuνη dolore.
quando e stato necessario dare loro speciale rilievo. lt. rimedio an-odino che non fa ne
FEMM!NILI ΙΝ αι IMPURO gen. -ης male ne bene.
Bq. Si veda nella Bibliόgrafia
Ε. Μ. » » » » ή ~μ-αιξαι carro a quattro ruote. ή όιιμή (όδ-σμή).
Ζ. » » » lt. asse, ό &ξων perno; propriamente odore.
ruote attaccate al perno (&μα insieme). R. od. lat, « odor ».
2 VOCABOLARIETTO MORFOLOGICO
VOCABOLJ! R!ETTO MORFOLOGICO 3
δζω mandare odore : όζήσω MASCHILI ΙΝ •η<; gen. •OU

-ησα οδωδα. σημαίνω far segnali. ΝΟJΙΠ CONTRATTI


ό -κuβεpνή,:ης pllota.
Η.ozono 'odore del fulmine' che It. seman-tica: studio del significato Ε DECLlNAZIONE ATTICA
Lat. « gubernator ».
si sente dopo un temporale. delle parole.
ό t6,ώ,:ης privato : το -κανοuν cesto.
δσ-φραίνομα1 fi,utare: δσφρήσομα1 ώσ­
Si odopera in contrapposizione a τό σu'ΚΟΥ fico: Le cane-fore (φέρω, portare).
φρόμην.
professionale ed a funzionario pub-
ή πο,νή castigo : δ συκο.φάντης sico-fante: denunziatore ό λεώς (= λαός)
blico. - Cf. l'agg. ίδιος proprio, per- dei contrabbandieri di fichi, delatore,
Come espiazione, pagamento. Lat. popolo (riunione d'uomini).
sonale. - It. peggiorativo: « idiota ».- calunniatore: q-αίνω rnostrare 16 Α ΠΙ
« poena », donde it. pena. Non e della Agg. λαϊκός: it. laico, contrapposto
Ν.Β. - Le grammatiche sostengo- p. 71 a clιierico. Cf. δημος 30 Prot. p. 116.
famiglia di πόνος fatica, 14 Α ΗΙ p. 64
ne di: no che esiste una declinazione spe-
ciale in -ας -ου: « ό νεανίας». Vi
+ ή πείνα (ame. appartegono soltanto due nomi comuni 3a' DECLINAZIONE
Cf. lat. « penuria ». non molto usati (ό ,;αμίας tesoriere)
ΤΕΜΙ CON NOMINATIVO ASIGMATICO j φλέγω infiammare; fiammeg-
gen. •Ος giare.
23 DECLINAZIONE (rnaschile femminile neutro) Lat. ιι flagro », « flamma », it. flem-
π10ne, infiammazione ; flemma da
ό !.6pώι;, -ω,ος sudore.
MASCHILI Ε FEMMINILI •Ο<; gen. •OU. le Sporadi (disseminate nel mare); φλέγμα, incendio, poi umore del sangue
ό άγγελοι; nunzio. sporadico. ό λεψών, -ωνος luogo umido: prato. abbondante nella, vecchiaia, creduto
Lat. « angelus », it. angelo, evan- * σπείρω seniinare: σπερω εσπειρα; Lat. « limus », « limosus », ίt_ limo. causa del temperamento flemmatico.
gelo (,;ο εύ-αγγέλιον): il buon annun- pass. έσπάρην εσπαρμαι. (Ζ)
ή λίμνη ιίcqua stagnante, palude.
zio propagato prima oralmente, poi ό ,:iποι; luogo.
ό λιμήν, -ένος porto (acqua tranquilla).
per iscritto. I t. topo-grafia, toponomastica. SINCOPATI, gen. ·ο;, (mach. femm.).
ή νησος isola. ό χε,μών, -ώνος
ό βu&ός fondo (soprattut. del mare). ή γαισ,:ήp, -στρός ventre.
lt. Poli-nesia, Pelopo·nneso, tempesta invernale, in- Ι t. gastrico.
(opp. βυσσός)
ή πλιχταινοc; platano. verno.
It. a-bisso, lat. « abyssus », greco γέμω esser pieno ο carico
Ι nomi d'alberi sono generalmente Lat. « hiems, hiemis ?> (h=χ).
liβuσσος (ά· pri vativo) senza fondo. (detto di nave).
Prov. εν βυ&iρ ή άλή&εια, it. « la femminili, - Ε della famiglia di ή χ,ών, -όνός neve (stessa R.). R. γεμ; grado « zero :ι, γμ = γα, cf.
verita e ίn fondo a\ pozzo ». πλατύς largo e piatto. sotto ,;είνω Ι c p. i 9.
Ρ latone : dalle spalle larghe.
τό ~'ϊμ.αι, -α,;ος sangue (it. an-emia).
ό γάμοι; matrimonίo.
!t. mono-gamo, poli-gamo; Δύο ήμέ· -;6 τepa.ι;, -ατος prodigio, mostro. TEll!I ΙΝ •ει; ELIDENTI ΙΙ, •<;,
ραι γυναικός εtσιν ηδισ,;α1, ,iice απ NEUTRI ΙΝ •QV gen. •OU, It. terato-logia: scienza delle mo- ,:ό ε,:οι;, -ουςanno.
personaggio di Menandro: ο,;αν γαμτ\ struosita negli organisrni. Spesso ravvicinato al lat. « vetus »
τό νε'ϋpον nervo, fibra.
ης κάκφέρu ,;εθνηκυίαν 15 • (Fε,ος); it. venti etesii, cioe annuali.
Lat. « nervus »; it. neur-a-stenia (το τό χpωμαι pelle, colore.
ό 8όλος inganno, lat. « dolus », σDένος forza ). It. poli-cromia. ,:ό νέφος, -ους nuvola.
dolo. τό οσ,:pαι"Κον guscio, coccio. ή νεφέλη nι,mbo, nebbia (lat. «ne-
Parola e cosa spiccataιnente greca; Stessa R. di το οσ~;έον-ουν osso: ΤΕΜΙ CON NOMINATIVO SIGMATlCO, bula », it. nebu!a).
si pensa all'eroe nazionale Ulisse. aveι·e un guscio equivale ad avere !ο gen. - ·ο<;, ,:ό σ&ένοι;, -ους
forza:
ό λ,μός fame, carestia. scheletro esteriormente.- Ostracismo: (maschile femminile neutro) cioe le forze, l' insieme dei m1c1
βου-λιμία, fame da bue, insaziabile, in Atene, volo che esiliava un citta-
ή σάpξ, σαρκός carne. mezzi d'azione. It. neur-a·stenia.
dino; per votare, ed anche per la cor·
ό νε'Κ·pό<; cadavere. lt. sarcasmo: irrisione pungente e
rispondenza breve si scriveva sur un
Lat. « necare »; it. necro-poli. penetrante « fino a!la carne »;- sarco- ΤΕ!ΙΠ lN VOCALEJ.
« οσ~;ρακον •.
ό σπόpοι; seme. τό e:ημε!ον segno, distintivo. fago (έσDίω, aor. εφαγον mangiare ~; αι.tσ&ησ,ς, -εως
lt. le spore dei funghi e delle felci; lt. sema foro, p. 49). .
percezione, sensazlone.
ή ι:ρλόξ, φλQγός fiamma. It. an-estesia.
4 VOCABOLARIETTO MORFOLOGICO
VOCABOLARIETTO MOR.J<'OLOGICO 5
* αtσθάνομαt, percepire, sentire, αtσθ11- φθίνω annientare; svarιire cf.
σομαι ήσ(}όμην ησθημαt. p. 119 nota (b).
AGGETTIVI. 3a DECLINAZIONE
ή :ιιόνιι;, -εως, polvere, cenere.

~Ι! Lat. « cinis ». ό :ιιεpοιμεuι;: -έως stovlgliaio. εύ-ψu-ής bennato, ben disposto. βροιχu:; corto.
lt. ceraιnica. Da φύω far crescere, ιnettere natu.
deρerimento, consun- It. brachi-cefalo, che ha il cranio
1 ralmente ίη ; aor. εφυν essere per corto e largo coιne ί Mongoli. Con·
1.11 zione. natura. Cf. 46 D, p. 141
ilΊ:i It. tisi. trario di δολιχός e dolίco-cefalo, cf.
Ι ':
uγ,ή:; op. uγ~ε~νό:; sopra p. 4
il sano.
,ι,
γλu-.tu:; dotce (sapore).
ι!' AGGETTIVI
Ιι. igiene ; ύγιαίνω esser sano. - lt. glucosio (sapore), glicint) (oc!ore).
1 fa Ε zaDECLINAZIONE Ε sotto ίl riguardo fisico ciό che σώ­
1 φρων e sotto il riguardo morale; ag- largo, spazloso.
:ι .οι;, ·at, •Ο\/. gίungete· καλός, e avrete ίl Greco per- Diverso da πλαrύς largo e pίatto. -
•Ο<;, •η, •OV,
fetto. It. an-eurisma: di!atazione di un 'arte-
i έpu&pόι; lat. « ruber ». ricurvo.
βοιpu:; pesante. ria forιnante sporgenza (ά.νά) che puό
.i Ή 'Ερυθρά τiάλασσα, il mar Rosso; Stessa R. αγκ di l!.γκυρα ancora; lat. giungere a rottura.
« angulus »; it. anchi-losi. - Νοη ha lt. baro-metro .
Ja Colonia Eritι·ea.
la stessa R. di α.γχω stringere (lat. grave, profondo, femminile.
ερεύθω arrossire; it. eι·isi-pela
(Ζ. ηοη da qs etim.).
« ango », it, angoscia, angina. It. bari-tono. Α Yoίte e raYvicinato al lat. «felis ι,
gatta: corrisp. dί ί} iniziale e di f.
6ι:.λ,χόι; lungo. βpαδu:; lento.
λεΊ:οι; liscio, levJgato. lt. dolico-cefalo, che ·ha il cranio Prov. che piaceva ad Augusto: παχu:; spesso, saldo.
Cf. lat. « levis » (λείFος) « liιna »; stretto ed allungato coιne i Groen lan- σπευδε βραδέως « festina Jente ». It. pachi-derma.
it. lima (per levigare). desi. Cf. infra βραχύς e brachί-cefalo.

ξηpόι; secco, opposto di ύγρός. 'Ιtενόι; vuoto.


lt. fillo-ssera, insetto che, attaccan- It. ceno-tafio. VERBI
dosi alle radici della νigna, ne fa 'Ιtο,νό~ comune, ρubbllco.
VERBI ΙΝ ω PURI.
seccare le foglie (ιό φύλλον lat. «fo- Forse della stessa f3mίglia di pa-
lίuιn »). role del lat. « cum • insieιne; it. άπι:.-λοιuω godere, trar vantaggio (futuι·o -σομαι). Lat. « lucrum ~.
ceno-bita, contrario di anacoreta. ή λεία preda.
lat. « paucus » ; e cf. ό λοσιής predatore, brigante.
« paruιn ». bianco (senso
piιi antico:
lucente). μuω chiudersi (labbra, occhi, ecc.).
π,-.tpόι; amaro. δ λύχνο; lucerna. Labbra: lat. « mutus », muto; occhi: it. ιniope; misteri (ceriιnonίe segrete:
lt. acido picrico; picrato. Lat. «luceo:t, «luιnen », «luna »; ίt. τά μυσtήρια).

leucociti (gJobuli bίanchi d<>.lsangue): π-.uω sρutare : -σω ο σομαι -σα επtυχα' pass. επτύσθην επτυσμ~,.
σ-κληpόι; secco, ruvido. It. emo-ttisi (,ό αtμα sangue).
It. arterio-scJerosi, indnrimento del-
ολ(Ι:; intero.
Lat. « salvus», lett. intatto; it. catt-
le arterie ; scheletro (σκελετός dissec· VERBI ΙΝ CONSONANTE MUTA Ε LIQUIDA,
ol-ico : sparso sulla terra intiera (κάtα
cato).
dall'alto al basso, da un capo all'altro). ~σ"Cpιiπ1:ω splendere: δ ά.σtήρ, -έρος stella, ίt. astro.
σ-.ιtι:.ι.Lό<; curvo, tortuoso. σ"Ceνό:; ristretto, sottile. σ"Cιζω ρungere, marchiare ι,οl fuoco: στίξω perf. pass. εσηγμα,.
Cf. lat. « scelus » ( azione bieca). Ιt. steno-grafia. R. stig, pungere: it. stimιn-ata; lat. « stilus », verghetta per scrivere, donde
1

it. stilo, stile; forse lat. « in-stinguo », « stiιnulus ».


11 χλωpόι; verde.
It. cloro-filla: il Yerde delle foglie. 3a e 1• DECLINAZIONE. πλιi1:1:ω plasmare, foggiare; fig. fingere: -ασω -ασα; p. -άοθ,1ν -ασμα1.
ή χλόη νerdura novella; erba, ecc. Esempi, cf. i partίcipi. Cf. i due sensi de! Iat. « fingo ». - It. plastico, che si puό plasιnare; pla·
stica, arte dί ιnodellare figure in rilievo.
-,,--~----,,;;-·

6 VOCABOLARIETTO MORFOLOGICO

')tλινω inclinare.
It. clima: dipende dall'inclinazione (το κλlμα) della terra rispetto al 110!0.
ή κλίνη letto.
Ι t. clinica, parte de!la medicina che si insegna presso ii letto stesso del ma-
lato; per estensione: una clinica.

VERBI CO:NTRATTI.

άσ')tε'ιν
esercitare ; cf. it. asceRi, esercizio per formare la volonta,
έλεετν aver pleta: Κύριε ελέησον (kyrie eleisόn).
Ι':aιπαναν spendere: futuro ι,ass.: ήσομαι; spesso al medio = consumare il
proprio avere.
δαψιλής prodigo. Lat. « dapes » (pl. di « daps. ») banchetto.
σuλαν spogliare, derubare.
lt. a-silo: luogo in cui sί sfugge alla devastazione. PARTE PRIMA
φuσαν
soffiare, gonflare (υnomatopeico). It. en-fi;;ema.
(.~γοuν agghlacciare, sentir freddo. Lat. « frig·eo », « fι·igus » (tό ρίγο;).
SENOFONTE
L,Ι, PARTE PIU IMPORTANTE, SPECIALMENTE RIGUARDO ALLE « PAROLE
INDECLINABlLI » ED ALLE OSSERV ΑΖΙΟΝΙ GRAMMATICALI

1 :,
Ι!

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PRIMO TESTO
SENOFONTE: OIROPEDIA Lib. Ι, Cap. ΙΙΙ, 4-10
(ABBREVIAZIONE C)

CIRO ALLA MENSA DI ASTIAGE


SENOFONTE.- Ε l'opposto di un pedante, dello scrittore di pro-
fessione: e un Ateniese distinto, - e che · sa scrivere. Presso ί
Greci si diceva « καλος κ&γαθός », un uomo « come si deve »: αγαθός,
buono e valente, καλός bello, due qualita che i Greci ηοη avrebbero
mai voluto separare (1); come il Fι·ancese compito si chiamό nel
secolo XVII un « ho11nete homme » e l'Italiano e l'Inglese « corne
si (leve » si chiamano ora rispettivamente « gentiluomo » e « gen-
tleωan ». - Senofonte, come il nostι-o « gentiluomo » e distinto,
letterato e, se occorre, coraggioso; come l' Inglese e amante dei
viaggi e dello sport. Ma dote precipua sua - e degli Attici - e
il senso della misura e della naturalezza che infondono una cosi
temperata nitidezza al suo stile che per essa gli antichi lo chiama-
rono « l'ape attica ».
LA CιROPEDIA, - Ε una specie di romanzo storico che Senofon te
pote scrivere dopo i suoi viaggi in Asia; tratta deli'educazione ιlί
Cίro (ή Κύρου παιδεία), di Cίι·ο il Grande di cni parla la Bibbia.
Ma Senofonte se ne serve per esporre le sue idee.
IL TESTO. - Ciro, ragazzo persiano di dodici anni, si trova a ta-
vola dal ηοηηο materno Astiage, re dei Medi, e fa il ]Jirichino.
Senofonte si serve di questo giovane persiano per delineare. il suo
ideale di misura, di naturalezza, di semplicita e !ο oppone all' ideale
« barbaro » di opulenza e soddisfazioni materiali. Ε siccome, secondo

(!) Ι Romani invece, piu volitivi, ammirarono sopι·attutto l' uomo « grave »,
« grι,vis».
1° TESTO - CIROI'EDIA, Ι, 3 1-3 1° TESTO - CIROPEDIA, J, R 11

lui, Atene ha nei costumί una certa mollezza, vuole, con questo ASTIAGE. - Ει τοί-νυν οϋτω γιγνώσκεις, ί1ι παί, αλλα κρέα γε ευ­
espediente, darle una lezione di frugalita spartana. ωχου, ίνα νεανίας ο'ί)ια-δε άπ-έλθης.
Abbiamo disposto il testo distinguendone le parti perche sia per 4. - IL NARRATORE. - 'Άμα δέ ταυτα λέγοντα, πολλα αίιτφ πα
voi pίίι chiaro e perche possiate, all'occorenza, recitarlo. - Le parti ρα-φέρειν καl -&ήρεια και των ήμέρων. Και τον Κυρον, επεl εώ.ρα πολλα
sono dunque: Ciro (ancora ragazzo), figlio di Cambise, re dei Per- τα κρέα, ειπείν.
siani ; Astiage, re dei Medi, suo nonno materno ; Mandane, sua CιRo. - ΤΗ και' δίδω; (φάναι), ώ πάππε, πάντα ταuτά μοι τα κρέα,
madre; Sakas, coppiere; alcuni servitori. Aggiungiamo 'il Narratore'. δ τι βούλομαι αίιτοίς, χρησ-&αι;
Scenario : ' sala da pranzo ' del palazzo di Astiage. ASTIAGE. - Νη Δία (φάναι), ώ παί, εγωγε σοι.
IL NARRATORE. - Ένταυ-&α δη τον Κυρον λαβόντα των κρεών
Troverete alla fine del volume la traduzione letterale.
δι~-διδόναι τοίς άμφl τον πάππον -&εραπευταίς, επι-λέγοντα έκάστφ.
,· ,,ι:
ι :,ι CrRO. - Σοl μεν τουτο, οτι προ-θύμως με ίππεύειν διδάσκεις.
1

: 1
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ι. - IL NARRATORE. - Δι,,πνών ό Άστυάγης συν τη -&υγατρι και Σοι δ', οτι μοι παλτον εδωκας ·, νυν γάρ τουτ' εχω. - Σοl δ', οτι
!i τφ Κύρφ, βουλόμενος τον παίδα ώς fiδιστα δει;ινείν, ίνα ηττον ο'ίκα-δε τον παππον καλώς θεραπεύεις. - Σοι δ', οτι μου την μητέρα τιμiς.
ποθοίη, προσ-ήγαγεν αίιτφ και παρ-αψίδας, καl παντοδαπα εμ-βάμματα 5. - IL NARRATORE. - Τοιαυτα έποίει, εως δι-εδίδου πάντα α
και βρώματα. Τον δε Κυρον εφασαν λέγειν. ελαβε κρέα.
CrRo. ·- "Ώ πάππε, οσα . πράγματα εχεις εν τφ δείπ,•φ, ει άνάγκη ASTIAGE. - Σακ~ δέ (φάναι τον Άστυάγην), τφ οι.νο-χόφ, ον εγώ
σοι επl πάντα τα λεκάρια ταυτα δια-τείνειν τας χείρας και άπO·f'tiιecric:ι1ι μάλιστα τιμώ, οι~δεν δίδως;
τούτων των παντοδαπων βρωμάτ·ων. IL NARRAΊ'ίJRE. - Ό δε Σακας αρα καλός τε ων ετύγχανε, και τιμην
AsTIAGE. - Τί .δέ; (φάναι τον Άστυάγην) · οίι γαρ πολύ σοι δοκεί εχων προσ-άγειν τούς δεομένου; Άστυάγους, καl άποκωλύειν ους μη
είναι κάλλιον τόδε το δείπνον του εν Πέρσαις; καιρος αϋτφ δοκοίη είναι προσ-άγειν. Και τον Κυρον επ-ερέσθαι προ-πε­
2. - lL NARRATORE. - Τον δε Κυρον πρός ταυτα άποκρίνασ-&αι tώς, ώς αν παίς μηδέ-πω ύπο-πτήσσων.
λέγεται· CrRo_ - Δια τί δή, ώ πάππε, τουτον οϋτω τιμας;
Crπo. - Ουκ, ώ πάππε, άλλα πολυ α-πλοuστέρα και είι-&υτέρα παρ' Ι L Ν ARRATORE. - κ αι, '
τον
'Α στυαγην
, , ~'
σκωψαντα ειπειν
• ·
ήμίν ή οδός εστιν επί το &μ-πλησθηναι η παρ' ύμίν. ή μας μεν γαρ αρτος AsTIAGE. - Ουχ όρiς (φάναι), ώς καλώς οινο χοεί και είισχημόνως.
και κρέα εις τουτο αγει,. ύμείς δε είς μεν το αίιτο ημίν σπεύδετε, πολ­ 6. - IL NARRATORE. - Οί δε των βασιλέων τούτων οινοχόοι κομψώς
λους δέ τινας έλιγμους ανω και κάτω πλανώμενοι, μόλις άφικνείσ-&ε τε οίνο-χοουσι, και καθαρείως εγ-χέουσι, και διδόασι τοίς τρισl δακτύ­
οποι ημείς πάλαι ηκομεν. λοις δχουντες την φιάλην, και προσ-φέρουσιν ώς α~ έν-δοίεν το εκ-πωμα
AsTIAGE. - Άλλ', ώ παί, (φάναι τον Άστυάγην), οίικ άχ-&όμενο~ είι-ληπτότατα τφ μέλλοντι πίνειν.
ταυτα περι-πλανώμε-8:α. γευόμενος δε καl σύ, (εφη), γνώσει οτι ήδεα Cιπο. ~ Κέλευσον δή (φά~αι), ώ πάππε, τον Σάκαν καί εμοl δουναι
έστίν. το εκ-πωμα tνα καγώ' καλώς σοι πιείν εγ-χέας άνακτήσωμαί σέ, ην
3. - CιRO. - ~Αλλα και σέ, (φάναι τον Κυρον), όρώ, ώ πάππ'.!, δύνωμαι.
μυσαττόμενον ταυτα τα βρώματα. IL NARRATORE. - Και τον (a) κελευσαι δουναι. Λαβόντα δη τον
IL NARRATORE. - Και τον Άστvάγην επ-ερέσ&αι. Κυρον οϋτω μεν δη ευ κλύσαι το εκ-πω μα, ωσπερ Σάκαν έώρα, .οϋτω
ASTIAGE. - Καl τίνι δη συ τεκμαιρόμενος, ώ παί, λέγεις; δε στήσαντα το πρqσ-ωπον, σπουδαίως και είι-σχημόνως πως προσ-ε­
CIRO. - 'Ότι σε (φάναι), δρω, οταν μεν του αρτου αψη, εϊς ουδεν νεγκείν, και εν-δουναι την φιάλην τφ πάππφ ωστε τη μητρl και τφ
'
την -
χειρα ~ '
α.;το-ψωμενον, - ,.
όταν δ'
ε '
τουτων '·
τινος n."
νιγης, ~ Α-'
ευυυς =,πο
α - Άστυάγει πολυν γέλωτα παρα-σχείν.
καθαίρει την χείρα εις τα χειρό-μακτρα, ώς πάνu άχ-&όμενος οτι ~tλέα
σοι άπ' αίιτων εγένετο.
lL NARRATORE. - Πρός ταυτα δε τον Άστυάγην ειπείν . (a) Da notar11i il valo.re pronominale dell'articolo.
12 1° TESTO - CIROPEDIA, Ι, 3 7-10 10 1ο TESTO - CIROPEDIA, Ι, 3 13

7. - Και αυτον δε τον Κϋρον εκ-γελάσαντα &να-πηδησαι προς τον IL NARRATORE. - Και τον Κϋρον φάναι.
πάππον,' και φιλοϋντα αμα ειπείν. / CIRO - Στας αν c"όσπερ ουτος επι τη ε'ίσ-όδφ, επ-ειτα οποτε βού­
CIRO. - 'Ώ Σάκα, απ-όλωλας. εκ-βαλω σε εκ της τιμης. τά τε γαρ λοιτο παρ-ιέναι επ' άριστον, λέγοιμ' αν δτι ου-πω δυνατον τφ &ρίσr~
αλλα (φάναι), σοϋ κάλλιον οινο-χοήσω, και ουκ έκ-πίομαι αυτος τον εν-τυχείν. σπουδάζει γαρ πρός πνας. είθ' οπότε ηκοι επl το δείπνον'
οίνον. λέγοιμ' αν ο.τι λουται . ει δε πάνυ σπουδάζοι φαγείν, ε'ίποιμ' αν δτι
IL NARRATORE. - οι δ' αρα των βασιλέων οίνοχόοι, επειδαν δι­ παρα ταίς γυναιξίν εστιν εως παρα-τείναιμι τοϋτον, ωσπερ ούτος εμε
διί1σι την φιάλην, αρύσαντες απ' αυτης τψ κυάθφ, εις την αριστερ(tV παρα-τείνει απο σοϋ κωλύων.
'
Ι!'
χείρα εγχεάμενοι, καταρροφοϋσι, τοϋ δη εί φάρμακα εγχέοι.εν μη λυσι­
τελείν αυτοίς. - Έκ τούτου δη δ Άστυάγης επισκώπτων. Ι principianti devono cercare di capire il senso delle parole e di afferrare i
,ί:. riav'vicinamenti che aiutano a tener a mente i vocaboli.
AsTIAGE. - Και τί δή (εφη), ώ Κϋρε, ταλλα μιμούμενος τον Σάκαν,
' Gli altri stude.nti, per cui sono state scritte le Osservazioni ed ί Cenni sul
ουκ απ·ερρόφησας τοϋ ο'ίνου.
i carattere ed i ,gusti dei Greci, potranno notare che questo 1° Testo, con il suo
§. - l~IRO. - 'Ότι (εφη), νη Δία εδεδοίκειν μη εν τφ κρατηρι commento, abbraccia la parte essenziale della sintassi dei casi.
φάρμακα μεμιγμένα ε'ίη. Καl γαρ δτε εlστίασας συ τους φίλους εν τοίς Ι vocaboli delle citazioni sono spiegati .nel paragrafo 47.
1 γενεθλίοις, σαφως κατ-έμαθον φάρμακα ύμίν αυτον εγχέαντα. Ι verbi irι·egolari che bisogna sapere sono segnati cvn un asterisco,
1 ASTIAGE. - Και πως δη συ τουτο (εφη), ώ παί, κατέγνως;
CrRO. - 'Ότι νη Δί' ύμας έώρων και ταίς γνώμαις και τοίς σωμασι
σφαλλnμένους. Πρωτον μεν γαρ α ουκ εατε ήμας tΟ'ι,ς παίδας ποιείν,
ταϋτα αυτοl εποιείτε. Πάντες μεν γαρ αμα εκεκράγειτε, εμανθάνετε δε
ουδεν αλλήλων, ιiδετε δε και μάλα γελοίως, ουκ ακρο(ί>μενοι δε τοϋ
' i αδοντος ώμνύετε αριστα ~δειν.
9. λέγων δε εκαστος ύμων την έαυτοϋ ρώμην, επειτ' ει &.να-σταίητε
δρχησόμενοι, μη οπω;; δρχείσθαι εν ρυ&μφ, αλλ' ουδ' δρ&οϋσ&αι εδύ­
νασθε. Έπ-ελέλησ&ε δε παντάπασι, σύ τε δτι βασιλευς ησθα, OLτε αλλοι
(
ότι συ αρχων. Τότε γαρ δη εγωγε και πρωτον κατέμαθον δτι τοϋτ' αρ' ήν·
'Ι) ισηγορία ο υμείς τότ' εποιείτε. δυδ.έποτε γοϋν έσιωπατε.
IL NARRATORE. - Και δ Άστυάγης λέγει.
AsTIAGE. - Ό δε σος πατήρ (εφη), ώ παί, πίνων, ου με~ύσκεται j
1 ' CιRO. - Ου, μα Δί' (εφη).
1 ASTIAGE. - , Αλλα πως ποιεί;
i •ι'·
,,
CιRo. - Διψων παύεται, αλλο δε κακον ουδεν πάσχει. ού γαρ
οίμαι, ώ πάππε, Σάκας αυτφ οινο-χοεί · '
Η); - IL NARRATORE. - Και ή μήτηρ είπεν ·
MANDANE. - 'Αλλα τί ποτε σύ, ώ παί, τφ Σάκ~ οϋτω πολεμείς;
IL NARRATORE. --'- Τον δε Κυρον ε'ίπείν'
CιRO. - 'Ότι νη 'Δία (φάναι), μισω αυτον. πολλάκις γάρ με προς
τον πάππον επι-&uμοϋντα προσ-δραμείν ουτος (1 μιαρώτατος &.πο-κωλύει.
Άλλ' 'ικετεύω (φάναι), ώ πάππε, δός μ.οι τρείς ημέρας αρξαι αυτου.
IL Ν ARRATORE. - Και τον Άστυάγην ειπείν.
ASTIAGE. - Και πως αν αρξαις αυτοϋ; '
14 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA ι 1 1° TESTO • CIROPEDIA r, 3 NOMENCLATURA 15

PAROLE DECLINABILI PAROLE INDECLINABILI VERBI

1. δ πα.ες, παιδός 1. σύν, ~ύν significato J6v& Ι. * βυύλομα.ι volere: -ήσομαι -ή~ην -μαι: cf. εθέλω 20 Α rrr, p. 77. ·
faneiullo ; servo. proprio : eompagnia Μ βουλεύω delibeTare
παιδεύω ediιcare
(lat.: « cum » ablati νο ). cf. la Βοyλή, Consiglio dei Cinquecento ο Senato.
ή Κύρου Παιδεία, l'educazione di Ciro. Dativo strumentale (ab 1• lat.). lat. « desiderare »
παίζω giocare, scherzare. desiderare ciό di cui si e privati, perciό rimpiangere.
1° Con:
cfr. il cenno a p. 22
I.,a preposizione atteιιua il signί­ * ηδομα.ι rallegrarsi, col dat. (strumentale): provare piacer·e
ficat<J.strumeιιtale del dativo e gli (ηδονή): ησθην ησθήσομαι
tό οeιπνον pranzo, pasto principale. lascia il solo significato di coιnpa­ ί'Ι.σμενος contento, ήδύς (in qαesto passo) piacevole. - It. in filosofia edoni-
cf. 10 c α.ρισ~;ον. smo: il piacere come unico ideale.
gnia : Ι c σύν tfi θυγατρί.
eompanatieo. 2° Con l'aiuto di, per· mezzo α.rω 1° eondurre, spingere davanti a se; peΓciό 2° intran-
Altri significati: « manicaretto», « con- sitivo dirigersi : andare 39 F C°f. it. « si spinse
dimento ». Ιη questo passo ή παρ-οψίς,
di:
'1 Riappare il sigιιificato strumen- fino alle trincee » : αξω ηγαγον ηχα ; pass. αξομαι ο
ίδος, antipasto (παρά, accanto, in pίύ),
!! tale : 19 Α πr σύν to ϊς θεο ίς ; σύν β ίς,ι. άχθήσομαι ηχθην ηγμαι
- manicaretto. Tenι>te a mente la parola
clιe vien dopo seb]Jene abbia un'altra
-αγος ο ·ηγος e -αγωγος (suffisso) che con,duce:
, 'Ι'
,,, Nei composti :
'::.,
ι·adice: δ λο~ αγός. coma~daιιt; di un ?istaccamento (δ λόχος) 11 Α ΠΙ; δ στρατ-ηγός
insieme (piuttosto che con) condottιero dι esercιto (ο σtράtος) 11 Α ΙΙΙ; δ παιδ-αγωγό~ (che acconpaona i
',1 + εψω /ar ciιocel'e.
Es. συν-άγω condurre insieme fancίulli a scuola) pedagogo. , "
':,! Prov. λίθον εψεις (δ, ή λίθος pietι·a)
ι·adunare:
pe1· dίre « perdi tem po ».
cioe it. sin-agoga.
βά.πται . imme~gere. imbevere : -ψω -ψα ; pass. -φην -μμαι
It. « battesιmo » (per ιmmersιone). In questo passo τό εμ-βαμμα saisa: ciό di
πσ,ντο-δ-α.πός -ή, -όν OSSERVAZIONE cui (άν) il cibo e imbevuto.
di ogni sorta. SULLE PREPOSIZIONI ·μα indica l'oggetto ο il risultato dell'azione:
Significato originario : di ogni paese, suff. proprio ai sostantivi, cor1·isponde al perf. del verbo. - Es. in questo
1• 11 significato delle pre pos.
ποδαπός di qual paese ~ passo e qui sotto.
risulta dalla cornbinazione del loro
sir;nificato proprio (che e sempre
δ πάππυς nonno. esistente: le prepos. erano prima βι-βρώ-σκω divor~re, mangiare : βρώσομαι εβρων βέβρωκα
Cf. ή μάμμα nonna. R. πα, μα, suoni specie di avverbi) coιi il valore pro- Lat. « vorare » ~ corrιsp .. tra β. e ν):. ή βορά pasto ; in qs passo τό βρω-μα
prio 'dei casi. Il dati vo ha, tra gli
propri al linguaggio infantile; cf. πάππα altri, il significato « strumentale » e (perf. βε-βρω-κα), cιό che sι mangιa :_alιmento, altro sostantivo in -μα, cf. p. 42.
' (vocatiνo) babbo, πα-τ11ρ, μή·τηρ. abbiamo visto che σύν gli sovrappone
1 1
1 '
il significato di compagnia. Ancora:
πό::.ος όπόσος) il dativo « locativo » esprime una
(e interrogativo: lat.
posizίone nel!o ιt;,azio (ο nel tempo);
Ι. OSSERVAZIONE SUL VALORE DΈΙ CASI: DATIVO
« quantus » ? quanto εν gli aggiunge l'idea di ~all'interno»
I i grande? ο di « accanto ». La prepos. 1nette 1° DATIVO DI TERMINE: 5 c a te questo ~οι τουτο; Ε D'INTERESSE
dunque ίη rilievo e determina il va- (~α pe1·so~a inte1·essat~ ne!l'azio~e α suo vantaggio ο svantaggio):
' 1

Risposta: dimostrativo τόσος oppure lore dei casi.


τοσοϋtος lat. « tantus », di tale grandezza; 2° Ma a volte sαccede che uno s1amo natι per la patr1a τη πατριδι .. Valore proprio del dativo.
I,
1 '
a ωi corrisponde il correlati νο δσος lat, dei due significati propri - que!IG 2° DΑηνο LOCATIVO: posizione nello spazio (dom. ποϋ ?) 0 nel
della prepos. ο quello del caso -
« quantus >; che (isolato in questo passo :
nasconda l'altro: il siιi;nificato di t~mpo (dom. ~ότε ?). In prosa si mette quasi sernpre una preposi-
quanto grande !) e il relativo indefinito oompagnia · proprio a σύν fa spesso zιone perche 11 senso sia piιi preciso e per evitare la confusione
δπόσος . . . lat. « quantuscunιque » per spaι·ire il valore strumentale. Di con-
quant? grande sia. tro l'accus. che ha in propι·io il va· con altri dativi: εν Άθήναις in Atene '· εν τω•• δείπνω (1 c),εντn• -
i
r 1,
)

16 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 1 1 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3, NOMENCLATURA' 17


ποσός indefinito: d'una certa gran- lore di « movimento verso » ο « esten-
• λe 1 ω cogliere, scegliere : λέξω ελεξα είλοχα
sione » nel tempo puό velare il signi-
dezza. ficato dί έπί, che non vorra pi ύ. dire
Lat. lego, raccogliere, da cui it. col-lezione.

ποίος (ed οποίος), interrogativo: « sopra » ma « verso » ο « durante ». * λέ 1 ω dire : έρώ εtπον ε'ίρηκα ; pass. έρρή{}ην ρηθήσομαι
lat. « qualis? >> di che Sul valore proprio dei casi leg· ε'ίρημαι
gerete le prime tre osservazioni. Vi RR, f• λεγ- (λέγω); 2° Fεπ· (εΙπον), lat. vox, voco (notate la corrisp. fre-
qualita? aiuteranno a chiarire tutta la sin- quente dei suoni :π e k, F e v); 3° Fερ, Fρ (έρώ ρηttήσομαι), lat, verbum,
Risposta: τοίος, ·ecc. come per πόσος e Da cui i tre sostan ti νί :
tassi dei casi.
suoi correlativi. - cf. iS Α ΙΙΙ οσην χώραν
ό λόγος parola, ragione, conto e rapporto matematico.
καί οϊαν ...
ώς oppure δtι col snperl. Una delle parole pίύ. spiccatamente greche (cf, il oenno a p. i 9) e nome del
ποιός indefinito: fatto in un certo il piu possibile: Verbo nel vangelo di S. Giovanni.
modo. ως ηδ1στα « quam iucundissime ». το επος parola, verso epico.
., lt. epo-pea, da επος e ΠΟΙείν.
ϊνα, vedere 6 c, p. 36: affinche .
Ι(
-ί; Ι')l;ιεα. · la casa dove si abita. το ρημα ciό che si dice: parola, frase, secondo il contesto.
~κα. debolmente dolcemente.
ό οίκος la casa con tutti i beni R. σεκ, cf. (η lat. seg-nis lento.
* πptittω agire, fare : πράξω -ξα -χα; pass. -χθην, ecc.
atιinenti. perciό: SttJssa R. :περ πρ di :περαν, ecc. (Η Α πr) « traversare ». Dicendo ποιείν <(fare»,
ηκισtα snper1. = lat. « minime ». « fabbricare », si pensa soprattutto al risultato prodotto (251); dicendo πράττω
οικείν abitare, ωnrninistrare. si pensa al compimento dell'azione in se stessa, a cίό che deve « traversare 1) co-
lui che agisce per raggiungere il risultato. Da cui:
It. « concilio ecumenico »: ή οtκοuμένη ηττον comp. meno (1c).
sottinteso γη, la terra abitata; !'« econo· εύ ο καλώς, κακώς πράττω venir α capo di qualche cosa ο no.
ήττασltαι esser inferiore a qnal- Lett. « esser fortunati ο disgraziati nell'agire », mentre κακώς :ποιείν τινα=
mia »: che regola l'amministrazione e so·
prattutto le spese della casa. cuno, vinto: agg. ηττων. « trattar male » qualcuno.
το πραγμα « ciό che si /α » cioe « l'affare », « l'azione » non
-ί; ά:νά. 1 κ'fJ necessita. -oe moto a luogo: loro risnltato.
Suffisso enclίtico: οtκα-δε (1c)
ανάγκη (sottinteso εστι) e necessω·io Mcntre τό ποίημα 251 = « la cosa fatta » cioe l'opera d'arte, il poema. In qs
(andaι·e) a casa; {}ύραζε (=σδε) verso passo πραγματα έχω aver molto da fare; π. παρ-έχω= creare delle difficolta a
bίsogna. la porta. qualcuno, lett. « fornirgliene »; cf. παρέχω 6 c.
ει ed εάν, ην, αν vedere 13 Α ΠΙ:
-ιον, -ιipιον, -!6ιl')ν suff. di diminutivo
se. νυκτί (εν nei limίti di: a nn dato momento di). Coi nomi di tempo
Spesso equivale a parola carezzevole,
e di feste, la data e evidente e si omette Ja prepos.: τη πέμπη1
familiarita; semplice al!ungamento ιiella
ήμερ~ (21 Α 1v) nel 5• giorno. - Ι1 dativo locativo sostituisce un
parlata del volgo. (Pensate ai diminutίvi eπι significato esatto; antico caso, il locativo, di cni restano alcune tracce: χαμαί lat. hnmi,
del1'italiano e a quelli del latino seriore) οίκοι domi.
Τό παιδ-ίον fanciullino, παιδ-άριον gar-
(posto) sopra,con contatto.
lt. epi-taffio. - 'Υπέρ < al di so- 3° DATIVO DI ΜΕΖΖΟ Ε STRUMENTO : ξίφει πλήττειν lat. « ferire
zoncello; λεκάριον (in qs. passo: piattino)
pra » libι·andosi (ο contatto piύ. leg· gladio » ; αύtοίς χρησ{}ηι (4 c) servirsene. - Si pηό spiegaι·e cosi
da τό λέκος; παππίδιον « babbino »; τό
gero). l' nso del dativo per indicare la causa, che e poi il « mezzo » con
tμάtιον mantello, da τό είμα pure man-
cui si prodnce alcnnche, e nella costruzione col ve1·bodi forma pas-
tello (cf. sotto άμφι-έννυμι 18 Α πr). Oenitivo partitivo (parιe toc- siva, qnando il complemento d'agente e rappresentato da nn esseFe
cata) e dativo locatlvo: inanimato (il quale, piύ. che una persona, pηό esser cansa a gnisa
δ-6e η-δε τό-δε di strnmento). Si adopera pnre il dat. per indicare la misura, perche
Sopra senza moviment9 ·
= lat. « hic » ( 1a peι•s. ).
(pnnto toccato ο preso di mira). si misnra « per mezzo » di 10 once messe nella bilancia, del piede
1° Cίό che e mio ο
dove sono ίο. applicato all'oggetto. 11 dat. strnmentale sostitnisce un caso scom-
Perciό: lΌggetto pίύ.vicino: questo: i Ο c (ίn piedi) sulla soglia: έπι parso, appnnto lo strnmentale (corrispondente all'ablativo lat.).
2° In generale annuncia quello che si τfι εtσ- όδφ.- Svariati significati se- Le prepos. agginngono chiarezza a queste dne ultime accezioni
sta per dire. condari. del dat. soprattutto al locativo, e ne precisano il valore.

2
)

18 1ο TESTO • CIROPEDIA 11 3 NOMENCLATURA 1


1 1° TESTO • CIROPEDIA 1, 3. ·NΌMENCLATURA 19
ουtος αϋτη τούτο Accusativo:
• teίναι τενώ ετεινα τέτακα; pass. ετάί}ην ταθήσομαι τέταμαι
dimostrativo e = lat. 1° Di direzione e di moto ver-
so uno scopo (dom. ποτ ~). tendere.
« iste » (2a pers. ). lt. ιι: ipo-tenusa » ή ύπο·tείνουσα πλευρά: ίl lato « teso sotto » l'angol? rett?
1° ln generale: questo, οίό. del triangolo rettangolo. - « Tetano •, ohe provoca a volte la oont1·azιone d1
'! 2° Ciό ohe e tuo ο vioino a te; - per- Sopra, con moto: · · tutti ί muscoli.
oiό indioa, coιne « iste », l'aocusato, l'av- c « stender Ja mano
Ι έπί λεκά­ :tOc παρα-tείνω far at-tendere. Formato oome qs parola it.; παρά = lat. ad,
versario; ha quindi a volte una sfuma- ρια »21 Α v1 « salire έπί tό ορος» sul presso. '
tura dispregiativa (meno di « iste »). monte. ό -τόνος tensione, tono.
1:
3° Usualmente rioorda οiό ohe si e ap- lt. « tonioo », ohe ristabilisce la tensione, da ο accresoe « tono »;. « acoento
ί, pena detto. Verso con tendenza α tocca1·e . tonioo », ohe rialza il tono (della vooe).
: 1, ,!
i e spesso indica ostilitά: Cf.
ALTERNANZE VOCALlCHE »
ι
1
έκslνος = lat. « ille » (3a pers.). OSSERV AZLONE SULLE «
in it. « marciare sul ne-
1
Ciό ohe appartiene a lui ο e
dove egli mico ». Abbiamo visto modifioazioni di radioe νocalica iιι λέγω, λόγος. Ecoo la piύ.
1'
i si trova; - perciό, quando e
opposto a frequeιιte alternaιιza:
1
οίί~ος, designa l' oggetto piύ lontano, 10 c andare έπί ,;ό δείπνον (an- grado « ε »: -ιεν· (tενω); oppure «ει•: -ιείνω
1
1 dare a pranzo); i7 Α ΙΙΙ έσtραtεύ­
lndioa faoilmente rispetto ο ammiι·azione, gra<lo « ο »: -ιον- (τόνος)
ma meno di « ille », σαμεν (faoemmo una spedizione) έπ' grado zero « - » : τν che diventa -ια (tέ·tα·κα) ; perche ν e μ sono oon-
i
αύ-ιόν. sonanti semi-vocaliohe = α. Es. έπ-ιά = septem ; ερποντα = serpentem e sempre
Ja desinenza dell'accus. sing. della 3a deolinazione lat. e greoa: νύκt·α =
ή χsίp, -ρός mano; dat. pl. χερσί. 2° D'estenslone nel tempo (du- noot-em.
lt. ohiro-manzia (μαν~εία divinazione). rata). State attenti e non lasciateνi sfuggire la parentela fι·a le parole.
- Proverbio: χείρ χείρα νίπ-ιει (n. 47). γsύομα~ provare, assaporare, gustare.
- Strumento per ecoellenza dell'intelli- Durante:
Attivo γεύω, far gustare. Lat, gustus, Regge il gen. (partitivo).
genza, strumento atto a far tutto, da cui επί δύο ήμέρας durante due gior-
sono prodotte tutte · le arti. Νοπ o'e da ni interi (έπί, sfumatura di durata), * aοκsί\Ι δόξω εδοξα δέδογμαι; δοκώ μοι e δοκεί μοι:
meravigliarsi se questa definizione del- sembrare, sembrar bene, perciό decidere.
l'uomo (homo faber): « un' intelligenza έν significato esatto: Stessa R. δεκ di δέχομαι ricevere: signifioato originario: esser aooettabile,
ammissibile.
dotata di mani » fu trovata da un Greoo. In, Γ;J S. Luca, Αtιί degli Apostoli, Χ V, 28: le decisioni del 1° Conoilio (tenuto a
Numerosi sono i derivati greci.
nell' interno di ; lat. ι!J Gerusalemme\ oominciano cosi; έδοξεν tφ πνεύμαtt -ιφ άγίω καi ήμίν ... « Ε'
επι-χειρείν metter la mano α; επί « in » ( ablat. ). sembrato bene allo Sμirito Santo e a noi ... » Το δόγμα: οίό ol.ιe oi sembra:
opinione; ciό che sί deo~de: decisione. - It. •dogma» (in senso pίύ. assoluto).
= sopra; intraprendere.
Proverbio: ξυρείν έπ1χε1ρείν λέον~αper Dativo locativo (dom. ποu ?) .ή δόξα 1 ° opinione; 2° gloria.
dire: « intraprendere una cosa difficile » che indicala poslzione nello spazio, lt. orto-dosso: che ha una retta (ορθός 9 c). maniera di pensare.
(ξυρείν = rasare). nel tempo (ο in senso fig.);
·εγ-χειρείν « prende1·e in mano ». Tempo: nei limiti di, in un mo-'
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. CENNO SU « ΛΟΓΟΣ »
έν = in: mettersi a far qualoosa. 29 mento dί. - 8 c έν tφ κραtηρι; Ι c
έν -ιφ δείπνφ. · AMORE DELLA RAGIONE
Prot.
Cf. -ιό έγχε1ρίδ1ον libretto (« manuale ,;) Una delle p1u spiccate caratteristiche degli antic}ιi abitanti del-
ο piccola arma portatile. γιί.p(sempre posposto). l'Ellade era di voler tutto capi1·e, di cercare la ragione di tutto,
1° Infatti, vale a dire. di raggiungere in ogni cosa una chiarezza completa. Pregno di si-
κ~λός bello ; huono (ma con 2° Nelle interrogative: gαificato e il fatto che la stessa parola λόγος voglia dire ragione,
una leggera sfumatura cosl dunque ... ? come mai ... ? cίο~ spiegazίone ; rapporto matem;ιtico, cioe la spiegazione piu pre-
di bellezza). cisa cη~. si po§~a immaginare ; . e lingu~ggio il quale e_raper i G_reci
Per indioare ohe una cosa e
l'espres111011ed1retta della ragιoM, Leggendo ο stud1ando qs l1bro
Parola squisitamenίe greca (of. il cenno spiegata da ciό che si e appena detto.
a pag. 20). vedrete come attraverso le parole greche traspaia l'amor-e della
(of. 1 c).
chίaι·ezza e deί particolari netti e pι·ecisi.
·---l
!

20 1° TESTO• CIROPEDIAΙ, 3. NOMENCLATURA 2


2 1ο TESTO- CIROPEDIAΙ, 3. NOMENCLATURA 21
2. ιχ.-πλοϋς, -η, -συν semplice. 2. πρός cf. η. 5: προς tαυτα
2. ά.πο-κpίνομο;ι rispondere :
Lat. sim-plex, cf. δι-πλοϋς du·plex. lat. « ad lιaec ».
R. ple, plec: lat. plicare; e ά- copula·
= esprimere un giudizίo (medio di κρίνω 14 Α π1, p. 65) « partendo da » cίό
· che l'altro (άπό) ha detto.
παρά cf. n. 5 παρ' ήμίν da noi

I
tivo, cf. αμα 4 ο p. 28.
* πίμ-πλη-μι εμ'-πλήσω εν-έπλησα εμ-πέπλψ.α
eυ,'J,ός agg. dritto, diret~o. sίς, ες . significato riempire : lat. « implere ».
avv. senza indugio, subito. proprιo: .......... medio aor. εν-επλησάμην riempire per se.
verso l' interno di pass. εν-επλήσθην εμ-πλησ-&ήσομαι εμ-πέπλημαι
6 Ιί.ptος pane. (tendenza a entrar dentro) saziarsi : « impleri ».
'1
R. αρi adattare (il primo cibo che fu
1 lat. « in » e accus. πλή-ρης e πλέος pieno: col genitivo.
, ι
confezionato) cf. il cenno a p. 46.

i;
Coll'accusativo: Lat, plenus; gr.
ό πλοϋτος
πο>..ύς,
ricchezza.
compar. πλείων, neutro πλέον.

tό κpέο;ς, -έως carne. l O DI direzlone e di moto verso


= κρεF ·ας
lat. cru-dus, crfi·or, it. uno scopo. dom ... ο~? Tre fasl del cf. it. « plnto-crazia » e πλέω (23 Α rv, p. 87).
movlmento determinato dalla pre-
c pancreas » ghiandola in tutto (πiiς) si· pos.: • ελίttω έλίξω εϊλιξα; pass. είλίχθην εϊλιγμαι
mile a un pezzo di carne • far girare, volgere. In qs passo : ό ελιγμός giro
.! verso, fino a, in:
,1 Pes qs triplice significato cf. tortuoso.
ή aπουοή sollecitudine, (in qs pas- 13 Α ΠΙ: 11 fulmine che cade ε!ς -ιήν R. Fελυ: cf. lat. volv-o (corrίsp. F e u, v) it. elica.
so σπεύδω affrettarsi); ο!κίαν.

Π. OSSERVAZIONE SUL VALORE DEI CASI: ACCUSATIVO


CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. CENNO SU « ΚΑΛΟΣ »
1° COMPLEMENTO OGGETTO4 C παλτον εδωκας; θ AcCUSATIVODEL-
SENSIBILITA PER LA BELLEZZA L'oGGETTO INTERNO: a molti verbί transitivi e intransitivi e spesso

bonta
1:9uesta pa~ola riflette la tendenza dei GΓeci α concepi1·e la
ιnsep(f,Γabιle dalla bell_ezza (cf. p. 18). Le Muse e le Grazie·
unito un nome in accus. che ha con essi affinita di significato ο
-affinita di radice e che ne sviluppa il significato : 2 c πολλους έλιγμους
πλανώμενοι; (καλάς) πράξεις πράττειν. Cf. in latino: « vivere vitam,
alle nozze dι Cadmo ψonunωarono qs sentenza (Teognide 17):
pugnare pugnam ».
δτι καλον φίλον εστί. το δ' ού καλον ού φίλον εστίν. 2° ΜοΤο Α LUOGO(dom. ποί ?). - In prosa si aggiunge una
L' uom,σ veramente « come si deve » e nello stesso tempo καλος prepos. che determina il caso: παρά, qιιando sί va accanto all'og·
κάγαθος (cf. sopι·a. p. 9); e un vecchio scolio (canzone peι· ban-
getto; επί, sopra, toccandolo; εί.ς se si penetra dentro ecι:.
chetto) r1facendos1, co~'e naturale, alla concezione pagana enu· 3° EsTENSIONE NELLOSPAZIO; accιιs. che da la misιιra della di-
me~ava l~ .bellezza subιto dopo la salute fra i beni da augurarsi stanza; il punto di partenza invece va al gen.: 11 Α πι άπ-είχον
της "Ελλάδος μύρια στάδια. Sono accus. di estensione figurata l'acc.
agl~ UOillllll :. « Οtι ·υγιαίνειν μεν αριστόν εστι, το δε δεύτερον καλον
γενεσθαι » (cιtato da Platone, Gorgia 451 e). di tempo 10 c τρείς ήμέρας αρξαι comandare per tre giorni (che
_2• Fortunat_amente i migliori fra i Greci pensano che qιιesta potr~be essere determinato da una prepos. p. es. παρά tutto. il
1
b~ltezza 1ion sια sola1nente fisica. Socι·ate dice in modo delizioso al tempo -dιιrante qιιesti tre giorni); naturalmente se vi e un numero
gιovane Teeteto che gli ha fatto una risposta assennata: « Καλο·
ordinale τρίτην ημέραν αρχω, si calcola il tempo tenendo conto del
γαρ εί, ώ Θεαίτητε, καί οϋχ' ώς ελεγε Θεόδωρος αισχρός 44 • δ γαρ καλώ~ passato: <<da due giorni »; l'accus. di relazione (accus. alla greca)
λέγων, ~αλός τε κα} ά_γαθός » (184 Ε). Finalme~te, Μη Platone l'anima che indica, in senso proprio ο figurato, ciό a cui si estende una
greca ιntravvedra _ιn. Dio stesso ~α. Bellezza perfe~ta,. mentre le qnalita : '\'εανίας πρ~ος το ήθος lett. giovane mite riguardo al carat-
altre ~evono « ~erv!rcι. solo da sca~ιnι » per salire a qιιella. Bisogna tere, νοσείν το σώμα esser malato riguardo al corpo.
che cιascuno dι ηοι, dιce la Stranιera di Mantinea nel Simposio di L'ACCUSATIVOASSOLUTO θ richiesto invece del genitivo assoluto
Platone (211 c) « άρχόμι;νον 9 άπο τωνδε (di quaggiu) των κάλων εκείνου ogni volta che il participio sia senza un determinato soggetto, qnindi
ε·\'εκα 28 του Κ α λ ου,
- αει
• ' επ-αν-ιεναι,
• ' "
ωσπερ 1οπ·ανα-
;i. β ασ-μοίς χρωμενον
' »
con participi di vflrbi impersonali ; 15 Α πι ωσπερ εξ-όν ησυχίαν
(cf. 14 Α ΠΙ, p. 67 βαίνω). αγειν; εί.ρημένον essendosi detto; τυχόν dato il caso; δέον bisognando;
προσηκον convenendo.
22 1° TESTO· CIROPEDIAΙ, 3, NOMENCLATURA 2 1ο TESTO• CIROPEDIA1, 3. NOMENCLATURA 23
2-3
2a serieta - qualita di 2° D'estensione nello spazlo 1Cλα,νάν fuorviare : medio-pass. -ήσομαι -ήθην errare :
chi e solleci to (1° si- propriamente detto ο a uno spazlo
di tempo, - ο figurato. - Soprat- περι-πλανασθαι tutto intorno (in qs passo). It. « pianeta » πλανήτης άστήρ
gnificato) al proprio la- tutto: « astro errante », al contrario delle stelle fisse.
voro. verso ; all'incirca: • ά;φ-ικ-νeίσ~α.ι arrivare, venire: άφ-ίξομαι &φ-ικόμην &φ-ίγμαι.
12ΑΙΙΙ εtς την έσπέραν νerso sera.
Cf. σποuδαίως 60 e σπουδάζω, con am- "~και e fut. ηξω essere arrivato (significato di peι,fetto se avvici-
Ν.·Β. - R. εν nella prepos. ε!ς
bedue i significati: con sollecitudine, con = ε1·-ς. Cf. λυθείς (gen. -θέντο:) per cinato al precedente ).
serieta; essere sollecito, essere serio: Si λυθέντ-ς. Da non confonder~i con ε!ς .. α.χ~ομα.ι essere oppresso, crucciato: ήχθέσθην, άχ&έσομαι ο
legga il cenno. uno ( = σεμ-ς).
&χ&εσθήσομαι.
1.• conoscere, 2° essere dell'opinione di... (3 c)
3° decidere (in conoscenza di causa) : γνώσομαι
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI εγνων εγνωκα. .
CENNO Α PROPOSITO DI « ΣΠΟΥΔΗ >> Ε « ΠΑΙΖΩ »
R. γνο: lat. (g)nosco, co-gnosco: it. pro-nostico, dia-gnosi.

LIBERTΛ Ε FANTASIA ATTICHE ή γνώμη 1° pensiero cioe modo di vedere; 2° decisione.


άνα-γιγνώσκω leggere: ,
Bando all'affettazione. Platone, nel Simposio, caratterizza cosi il Significato originario: riconoscere (άνα=ri-) ο conoscere da un capo all altro
modo dί fare di Socrate: « σπουδάζει παίζων», lett. « e se1·io (άνα suggerisce l'idea del percorerre; cf. p. 40).
scherzando ». συγ-γιγνώσκω perdonare. . ,
Cioe saper « considerare le ragioni altrui » (pensare con luι: συν) per sc.usarlo.
Ε ripensate a Socrate e a Fedro che parlano con ί piedi nell'acqna, II Greco pagano non e capace di perdonare quando non vede attenuantι.
sulla riva dell' Ilisso: « Είς καιρόν 5 , disse Fedro, &ν-υπόδητος 24 ων 3. μασά:ttομα.ι detestare.
ε~:υχον 5• συ μεν yαρ δη άεί ... ». Ma bisognerebbe leggere tutto questo
passo (Fedro ~29 Α). .. sρομα.ι interrogare : ερήσομαι ήρόμην •
ερωταν interrogare. . •. .. -
L' «ironia socratica» (di Socrate) consιste nel fare l ιgnorante e nell ι~terr~
ΙΙΙ. OSSERVA,ZIONE SUL VALORE DEI CASI: GENITIVO gare l'interlocutore in modo da costringerlo a contraddirsi ο a scoprιre cιό
!' che gli si vuole fare scoprire. Perciό « ironia » in generale:
1° PossEssιvo. - Significato del lat. « Petri liber » e accezioni
piιi larghe di specificazione. ερευνάν ricercare : facendo un'inchiesta.
2° PARTIT1vo. - Indica non la parte, ma il tutto di cui de- e
signata una parte. Questo signίficato vince all'occorrenza altre felice peι' il tuo carattege; φευ ~ου άνδρό_ς ah ! che uom? (~e~. esc,Ia-
esigenze grammaticali: 4 c vediamo Ciro λαβόντα των κρεών (per mativo) · - il delitto per cuι sono rιcercato ο p_unιto. ασεβειας
determinare che non prende tutto). Per questo i verbi che indicano φεύγειν ;Ή - il prezzo, p. es. πέντε. μν.ών. che fa venιre. un oggetto
una percezione dei 8ensi, eccetto vedere (in cui prevale 1'idea di nelle mie mani (idea di causa, qu1nd1 .dι mezzo). - Sι .me~te pu~e
conoscere) reg~ono il genitivo: 12 Α 111 σίτου γεύεσθαι; cosi pure i al gen. il luogo da dove calcolo la dιstanza: 11 Α ΠΙ απ-ειχον τη~
verbi che significano raggiungere ο pt·ende1· di mira (in "senso pro- Έλλάδος μύρια στάδια. Ε interess_ante constatare co~e al gen.. ~1
prio ο figurato) pes es. τυγχάνω 5 c. - 11gen. di tempo e un gen. separazione si riallacci il ~e~. d~ paragone (dopo ι. comparat1v1):
partitivo: indica il tempo in una parte del quale succede ο dnra il comparativo essendo or1gιnar1amente una semplιce .:t:orma dι
l'azione: 28 Ρι·οt; Ippocrate e giunto « a notte avanzata » της aggettivo (intensivo ο ίndicante un'opposizione): « Sono ~Iu grande
παρ-ελθούσης νυκτnς, e cf. Ρι·οt. 29.
di te » μείζων σου = « sono assai grande partendo da te, c1.oe quando
3° ΜοΤο DA LUOGO,proprio e fig. (dom. πόθεν?). - Una prepos.
parto da te per giudicaι·e ». . . . .
puό precisare il significato dei casi, ma non sempre. Per questo si Le prepos. precisano e mettono ιn r1l1ev? 11 valore d.el gen:
mette al gen. senza prepos. la causa, specialmente quella che ci fa specialmente di mot~ da luogo .. « Da dove vιene? ». - Rιsposta,
provare un dato sentimento: ευδαιμονίζω σε ~:ου τρόπου, ti stimo
« εκ dall' interno, προ, da davantι, ecc. ».
ι
./ ---·-----
1

1
1

1
24 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 23 3-4 1ο TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 25
ιι
ί:ι
:1 3. tb tεκμήpιον indice, prova; u.νω κάtω in alto, - in basso.
11 α:ιt:tω adattare ; toceare ; accendere.
,Ι: specialmente testimo- άνω καi κατω per monti e per It. « afta » lett. infiammazione.
!:,:)
'i'Ι
nianza. va\li Avv. di άνά dal basso ίη alto
11: ή αφή senso del tatto.
,1j; tεκμα(ρομαι congetturare, presuιne­ e di κατά, viceversa. Parecchie pre-
posizionί hanno degli avverbi analo- raschiare, grattare. In qs passo &πο-ψ. asciugare,
re.
Γ,,
,',,ι

,ιι:,
ghi: εtσω intername11te.
togliere (&πό).
Ίi,,
ούa-είς, ουδε-μ(α, ουδ-έν lt. « palin-sesto » manoscritto di pergamena grattato (agg. verbale ψησtός)
11: μόλις con fatica, a stento.
::'11
iιj nessuno, niente. di nuovo (πάλιν 32 Prot.) nel Medio Evo, per economia, per scrivervi sορι·a un
1 Ιιi1, Lett. « ποπ uno, neanche uno »: ούδέ Forse della famiglia del lat. c 111.0- altro testo, Grazie ai progressi deEa chimica, si fanno riapparire le tracce del
Ι" (9 c) εtς. Ου-τις, -η id. Cf. Ulisse al Cί­ les :t poderosa. grandezza (gr. ό μωλος
ι
pι·imo testo. Per esempio, al principίo del secolo scorso il cardinale Angelo
;i1 clope: « Οδης έμοί γ' ονομα » ι 366. fatica}: « Tantae molis erat Roma-
':!1 Μaί scopri il De re publica di Cicerone. 1 vari rami dello sσίbile sono soli-
ii! nam condere gentem ». Eneίde Ι 33. dalί fra loro.
''1 κα1'1--αpός, -ά, -όν puro.
Η ψιλός liscio (raschiato); perciό spoglio non solo di peli,
'ii! It. i « Catari » cioe i Puri: cosi si fa- πάλαι anticamente, gia da
1:1 cevano chiama.re gli Albigesi, u:n pezzo. ma d'abiti, d'armi ecc. secondo il contesto.
μ
,:1
καθ-α(ρω purificare, pulire. Agg. παλαιός vecchio, antico. It. ή ψηφος pietruzza, ciottolo (Levigato dallo sfregamento del-
,,
,:ι:
Ί,·Ι
Aor. έ-κάθ-ηρα; verbo difettivo. paleonto-logia, sιudio degli esseri an- l'acqua); quindi: voto (per mezzo di ciottoli); το
::
,ι, Lett.: portar via (αίρω 23 Ec. p. Si) fino tichί (ων, ον gen. ονtος, da εtμί), dei ψήφισμα decreto.
in fondo (κατά). fossili.
,] toccare con la mano θίξομαι εθιγον. Regge il gen.
ή εό-ωχ-ία. buoni bocconi; ban- πaρ( cf. πλανάν et 4 c, intorno. (partitivo ).
1


chetto. Lat. « fingo ».
'Ί Da εfι εχω essere in buono, ίη piacevole 3. δή par·ticella dimostrativa.
Notate la corrisp. frequente di i} iniziale (pron. come th inglese) a f laιino.
,j! stato. R. (σ)εχ: grado c ο :., οχ, allungato

in ωχ. Ι Attlra l'attenzlone sulla pa-
O
μάttω impastare : fut. -ξω, ecc.
:[! rola precedente, come mostranάo
col dito clό che e attualmente pre- R. μαγ: ό μάγειρος cuoco (che impastava il pane), poi macellaio; τό μάκ­
α.όtός -ή, -ό.
sente: τρον strofinaccio: strumento (-τρον) con cui si frega. ln qs passo χειρό-μακτρον
Senz'articolo: tovagliolo, lett. « asciuga-mano ».
1° lat. « eius », « ei ». Precisamente, appunto. 4. * χρήa1'1-αι (medio) χρήσομαι έχρησάμην; pass.: έχρήσθην κέχρημαι
Eccetto al nomininativo: di lui, a lui.
3 ο Καi tίvι δή σύ τεκμαιρόμε­ 1° usare, servirsi di ; regge il dat. (strumenιale);
2• lat. « ipse ». vος ... Con che cosa precisamente 2° aver relazione con qualcuno, trattarlo in tale
μ. c (vettura) auto-mobile ». - Insiste arguendo ... 1 9 ο Τότε γάρ δή κατέ­ ο tal modo.
sull'individualita: l'intercalare dei disce- μαθον.,. allora si che capii •..
It. « cata-cresi »: uso (χρησις) d'una parola contrariamente (κατά, da l'idea
poli di Pitagora αύτός εφα (invece di εφη)
c egli stesso - e ποπ un altro - diceva
2° Spesso e usato come con- di cadu.ta) al suo uso normale, per designare un altro oggetto: es. ncl cuore
seguenza di clό che precede : dell'inverno.
cίό ».
Ν. Β. Attivo χρην rendere oracoli, medio χρησθαι consultarne, cf. 26 Ι.
Coll'articolo (ό αύ"Ι:ό;);
Dunque, e allora, perciό ... χρή ο χρέων (sott. εσιί): occ01nre, e neces~ω"io; inf. χρηναι. Cf. cenno
3• lat. « idem », Ιο stesso. =« Elιbene, dal momento che Ie p. 27.
It. una « tauto-logia » (quando, credendo cose stano cosi •·
di sρiegare, si dice due volte \a stessa κί-χρη-μι att. prestare: lett. cedere l'uso di qualche cosa
5 c Διά τί δή τονιον τιμας e al-
cosa): ταύτά = τά αύ,;ά e λέγω; ποπ con- lora perche onori costui 1 - 6 c Κέ­ medio farsi p1·esta1·e: εχρησάμεν
fondetelo con ταντα, da οοτος. λευσον δή ordinagli dunque .•• pass. κέχρημαι.
26 1° TESTO • CIROPEΣJA Ι, 3. NOMENCLATURA 4 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 27

το χρfj μα tutto ciδ che serve.


PAROLE INDECLINABILI Cf. τό πράγμα (i c): ciό che si fa, • affare »: due maniere di dire « cosa »,

χρησ-τός utile; di persone : « servizievole », buono, onesto.


δη cf. η0 8, p. 44. Che, perche.
Aggettivo verbale di χρησθαι.
,1 Οtε, Οταν cf. η0 8, p. ·44. Quando, ogni volta che.
&epα/iteύω 1 ° servire, in qs passo θεραπευτής servitore; da cui
ώς cf. nu 6, p. 36. Come.

-1
11
,1,,, 2° prender molta cura di :
,ι;

fli
,,11
ά.π6 significato esatto: quando sί colrna qualcuno di riguardi quasi lo si serve; cf. it. «suo servo >,

:i da, (aliontanamento dall'esterno di un 3° eurare


' (malattie).
!ιι;
luogo): lat. « ab ». It. terapeutico, idro-terapia.

\!f
1111
ΙΊ It. apo-geo, Jett. « il punto pίί.ι lontano dalla terra >>.
1
,il1
Regge il genftivo dl moto da luogo, (dom. π6&eν ?):
ιΨ,111 CARATTERE Ε GUSTI DEI GR~CI
''':Ι• lontano da, a distanza di; tempo: comi1iciando da QUALCHE CITAZIONE Α PROPOSITO DI ΧΡΗΣΘΑΙ
,ιi[ SENSO PRATICO MALGRADO LACUNE
ι 1'1! :11Α πr άπ-είχον της 'Ελλάδος.
,!i;i
11;!
Nei compostl: eompimento (id. con εκ). Un frammento di Euripide:
!1:!1
11:,1
in eompenso; reciprococita: &πο-δίδωμι rendere. Τοίς πράγμασι 1 γαρ οϋχl θυμουσθαι χρέων ·
il!1: μέλει 15 γαρ αϋτοίς ουδέν. (fr. 287)
1:11:
έκ, sξ significato esatto:
:ι:;i che si pηό tradurre (un po' liberamente) cosi: « Ε inutile inquie-
!ili:
Ιi'
da (uscendo da) lat. « ex ». ~ tarsi , con gli avvenimenti, perche ciό e loro assolutamente indiffe-
::;! Regge 11genitivo dl moto da luogo (dom. πό&εν ?): , Β
iΊΙ rente ». « Facts are stubborn things », dicono gli Inglesi. Ι1 Greco,
da, fuori di (c 7); temporale: dopo.
;Ι'Ί'iι 26 Ι: Ι poeti colgono fiori (cioe le loro poesie) εκ Μουσών κήπων (κηπο;, giar-
artista e dotato di vivace fantasia, aveva pure una buona dose di
senso pratico e 1·ealistico, - e sapeva fare il proprio interesse.
dino), ma άπό κρηνών ~κρήνη fonte). Un biglietto di una giovane signora, Filomena, al suo vecchio
i :;ii
i': tοί-νυν posposto. Particella di trιι.nsizione : zio Critone, che era piu largo di· consigli che di denaro. Ε' di un
! ',Ι!i
''
:il Ricorda ciό che sl e appena detto ο pensato e ne annuncla la conse-
atticismo squisito, ma anche perfettamente insolente:
11, Τί πολλα γράφων άνι~ς σαυτόν; πεντήκοντά μοι χρυσών (") δεί, και.
',ΙI, seguenza: γραμμάτων ου δεί. El μεν συν φιλείς, δός · εt δε φιλ-αργυρείς 29 , μη
1i1: ora poi, ora dunque, quindi : εν-όχλει. 'Έρρ~σο 9 • (Preso dal retore Alcifrone, lettera 14).
ι']i'
'·'1
111, 3 c Ει τοί-νυν οϋτω γιγνώσκεiς ora dunque se tale e la tua opinione. (Ebbene ... Un'astuta risposta di un Greco interrogato sui suoi affari. Ε' un
ι;! Se cosi stanno le cose ... ). distico di Teognide a Clearisto:
Formato da νυν forma fievole di νυν adesso, e da τοι (32 Prot.) parιice!la 'Ήν δέ τις εtρωτ~ τον εμον βίον, <!>δε οί εtπείν (b).
iii affermati ,·a,
'i' « ό)ς ευ μεν χαλεπώς 15, - ώς χαλεπώς δε μάλ' είι. )) (v. 519 520)
li
':Ι,, γe posposto : Ε finalmente, il teι0 zo augurio del vecchio scolio gia ciιato a. p. 20.
,[,

i,ι: ι• Agglungere Ύε a una parola equlvale a sottollnearla per metterne P'rima la salute, poi la bellezza, ma
!Ι'
ι,,
in rillevo 11signlflcato e il valore : Τρίτον δέ ... το πλουτείν &-δόλως.
quanto a, almeno : = lat. « quidern ».
Ι Greci hanno un po' troppo spesso dimenticato quest' ultima
1::
•Εγω·γε lat. eq11idem: quanιo a me (4 c), io almeno. 3 c Κρέα γε ε-ύωχοϋ
,,
1: parola.
1, nutriti lautamente almeno di carne ...
ι,
1; 2° Ιn
un dlalogo equlvale a rlφondere:
,,.ι
(a) Stateri d'oro, moneta che pesava circa gr. 8,5; potete quindi calcolare il
1 si. valore attuale.
i),: c Hai un giavellotto 1 • - εγω-γε (lett. quanto a me, ne ho uno), (b) Infinito ίη funzione d'imperativo.
!il
Ί
11

'ii
,:1i
',Ι
,:
Ί
!Ι1
28 1° TESTO - CIROPEDlA Ι, 3. NOMENCLATURA 4.5 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 29

4. δ ~ήp, θηρός animale selvaggio. 4. α.μα, dativo: nello


col * διί3ά.σκω insegnare: διδάξω -ξα -χα; pass. -χ&ην, ecc.
Lat. « ferus » selvaggio. i'} iniziale cor- It. didattico, auto-didatta.
stesso tempo di (piuttosto
risponde spesso a f. - In qs passo agg. che insieme). πά.λλω laneiare:
θήρειος ferino; θήρεια (sott. κρέα) sel- Significato originario: agitare, brandire (armi). Cf, p. 56 l'etim. di πόλεμος.
Con un participio: 4 c άμα λέγων,
vaggina. dicendo (sincronismo con la proposi το παλ-tόν (in qs passo) gίavellotto, lancia.
zione principale).
- Lett. « lanciato » e c lanciabile •, senso normale dell'agg. verbale usato in
addomesticato (di be- ά- copulativo: insieme, 1n un: qs passo come sostantivo.
stie ). 27 Ι. ά-11.ας tutto insieme. Α volte -τός suff. · agg. ver·bale in -rός:
coltivato (di piante). lo spirito aspι·o e caduto, p, es. ά-κό·
λουθο; f3 Α πr, p. 62. 1° = participio passato : = part. lat. « -tus »;
ingentilito (di uomini).
άμιλλασθαι gareggiare, lottaΓe. 2° = che puό subi1·e l'azione = agg. lat. in «·bilis »
δ {1-υμόι; 1°« animo », « cuore ». Cf. in it. « a noi due ! », it. « -bile ».
Nel senso dί « essere di animo .forte, Cf. 3f Prot. p. 1f4 όμου ed όμι· Es. παλτός da πάλλω « che puό essere lanciato ο lanciabile • oppure « che
λεiν e !Όsserνazione su qs famiglia
aver coraggio ». di parole. e lanciato ».

2° collera. επεί, επειδή, cf. η• 7, p. 44: -τέος suff. esprime la necessitά = « solv-endus ».
Soprattutto il suo ardore interno. Sempre complemento al dativo.
= lat. « cum », quando, poi-
θυμουσθαι adirω·si. che. • δίδωμι dare : δώσω εδωκα δέδωκα
In senso proprio c esser esasperato » pass. εδόθην δοθήσομαι δέδομαι.
contro qualcuno,
5. * χέώ versare : χέω εχεα κέ-χυ-κα ; χέομαι εχεάμην pass. εχύ­
1° Particella enfatica; soprat-
πρό θυμος volonteroso, zelante (in tutto nei giuramenti, i} μήν (31 F.): θην χυθήσομαι κέχυμαι.
qs passo). In qs passo, ό οtνο-χόος coppiere.
veramente, sicuramente.
Lett. « col cuore davanti ,, : πρό. 2° qulndl interrogativa: ή χοή libazione.
= lat «-ne», forse, ebbene? Le « Coe-fore » di Eschilo (φέρω).
επι-θυμείν desiderare (10 c).
Soprattutto l'c appetito » involontario: 4c ,rι καί δ(δως davvero, mi dai. .. ό χύ-tρος vaso di terra cotta (24 Ec.), poi pentola.
il cuore si porta su qualchecosa (έπί). Ad Atene si celebrava la festa delle pentoJe, οί Χύtροι, offerte a Dioniso.
ή 1° oppure : 28 Prot.
-tρος, -tρα, -tρον, ·tηρ suff. di sostantivo
2° quindi interrogativo ο (nelle
OSSERVAZ!ONE SULLA RADICE tι ΘΥ lo strumento dell'azione espressa dal verbo.
» disgiuntive); = lat. « an ». Es. χέω perf. κέ·χυ-κα: χύtρος, senso originario: strumento per versare (ο
Ε LE PAROLE
CHE DESIGNANO LΆΝΙΜΑ 3° che, dopo un cornpara· riempire),
tivo: 2 c. χώννυμι e χοϋν amrnucchiare (terra ecc.) fut. χώσω. ·
Bisogna che vi abituiate a considerare
l'etimologia come uno studio molto interes- * tυrχά.νω tεύξομαι εtυχον tεtύχηκα
sante, che vi fa'ra capire il vero significato νrι..ί sl : 29 Prot.
e l'intima essenza delle parole; queste sono νή nei giuramenti: νη Δία per 1• raggiungere, gen. partitivo ; perciό ottenere
ηοη gia etichette poste soρra un contenuto in sorte
convenzionale, ma nucleo di un pensiero Giove ! 4 c ..
vivente, senza equivalenti esatti da una lin- 2° trovarsi per caso, col part. (in qs passo).
gua all'alιra, tradotte sempre approssima- sν{Ι-ά.οs qui dove sono ίο. Uno dei modi dire « essere •: 5 c καλός ων έτύγχανε. Cf. p. f43,
tivamente. Alla luce della filosofia capirete Corrisponde a δδε.
Dom. που e
che ci aiutano a penetrare nella natura ή ..:-δχη fortuna, sorte.
ποi Cf. ενθένδε dί qni fuor di qui
stessa dello spirito umano, ίl quale non e (dom. πό(}ιν); τfiδε da qs parte
capace di pensare se ηοπ per mezzo di im- δέω δεήσω εδέησα δεδέηκα
(dom. πfi).
magini sensibili. mancare, donde aver bisogno; regge il genitivo ;
Per es. nella R, {}υ vi e l'idea dί agi-
tazione, dί feι·mento e !' idea, attenuata, di medio-pass. δεήσομαι εδεή-8ην δεδέημαι
avvolgimento, come quello del fumo. 11greco abbisognare, chiedere (per bisogno).
fa largo uso del senso figurato di qs ra-

l
···-----l
1

4-5 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 31


30 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA

dice: a Θυμουσθαι corrispondono pίίι ο meno ένtα.5&α di l u ο go : 1° q ui. impersonale δεί bisogna: sfumatura usuale: « e un dovere di ».
in it. esμressioni come « la collera e sfu- 2° dove ti trovi tu Modo di dire: δεί μοί τινος ho bisogno di qualcυno, cf. mib.i opus est amico.
mata », Θυμός indica piίι il ribollimento in- Ν. Β. δέω, δήσω,
teriore della collera ο dellΊipprensione che dί tempo: allora. Da non confondersi con ecc. legare 24 Ec. p. 89.
il « soffio vitale » simbolizzato spesso dal Corrisponde a ούως. Cf. ένcεν·
fumo a causa dell'esalazione dell'alito. - θεν ..• ταύτn ... RICAPITOLAZIONE. Ι TRE « BISOGNA ~.
ll lat. invece ha conservato solo, impove-
εκεί la dove egli si trova. ·'Ανάγκη (sott. έστι) e una necessita; χρή ο χρέων (sott. έστL) e un bisogno;
1·endolo,il senso materiale: infatti «fu,nus»,
e:1attamente parallelo a θυμός (corrisp. tra Corrispo11de a έκείνος. Cf, έκείσε δεί e un dovere.
θ iniz;,.ιe e () significa soltanto « fumo ». Il (dom. ποί) εκείθεν, έκείνu. 42 Ph.
ρrocesso inveι·so si eprodotto ίη ό α.νεμος che χρή τήν μ,;;τ-οίκησιν την ένθέν5ε (da κωλύω impedire in generale regge inf. senza μή.
in greco significa soltanto « il vento » e « a- quaggiά) έκείσε εύτυχη γενέσθαι.
!)
1ιimus » che in lat. significa soltanto l'anima. r.tήσσω rannicchiarsi per lo spavento : επτηξα επτηχα ..
ί ,1
:!1
In generale le le parole che significano οια. ; il cui signi:ficato
ύπο-πtήσσω id. (ύπό sotto) ο, c,ome in qs passo, senso attennato: essere ti·
::1 ani1na e spίrito hanno per base immagini esatto da l'idea di
analoghe, come l'alίto umano ο il veiιto mido (ύπό sotto a un grado inferiore; cf. 12 Α ΠΙ p. 58-60).
',.::
quasi immateriale. Tale e il caso di ψυχή
penetrazione,
η
,,,
,,, e di πνευμα, di animus e di spίritus. divisione. ό πτωχός il mendicante.
,;"1 lnteressante notare tracce del sίgnifi­ Cf. it. dia-metro e il prefisso it. Nella societa pagana, spesso crudele: « colui che si rannicchia, che ha
,il
caιo materiale della R θυ in ό θύμως, ίl timo !at. greco • dis » (in due, dividendo): vergogna ».
i (idea di esalazione), τό θυμίαμα profumo disillabo, disperdere.
che si fa bruciare (idea di fumo). Abbiamo Genltivo: σκώr.tαι motteggiare, scherzare. Da non confondersi con
fatto dei riavvicinamenti curiosi e poetici,
non e vero 1, con θυμός, l'animo. Bisogna attraverso ; senso fig. σκοπείν e σκέπτομ~ι 14 •

aggiungere - e ricordaι·e: per mezzo di, con l'inter-


mediario di ; biasimare (in generale).
Azione immedιata. - 27 Ι. la
{)ύω sacrificare. divinita parla peι· mezzo dei poeti: + μέμφομαι biasimare; con sfumatura di: riprendere, rinfacciare.
Lett. • far fumare » un sacrificio. Sem- δια τούτων φθέγγεται. Prov. Ούδ' liν ό Μώμος (il dio del biasiιno) τό γε τοιουtον μέμψαι.ο ...
pre la stessa R. θυ - (Bq) (•). temporale = durante ; (Platone, Repubblica, 487 a).
Futuro θιίσω ecc.; pass. τυθησομαι ecc. Accusatlvo :
con l'aiuto di (persona), + δνeιδίζω rimproverare.
Esiodo, Opere e giorni, 311: νΕργον δ' ούδέν ονειδος, _ά-εργία δέ τ' ονειδος.
5. δ καιρός a causa di;
momento propizio; Mette in maggior rilievo la cau-
sa che !ο strumento ; lascia maggior
giusta misura. campo all'azione, al movimento della
causa che il genitivo. Ι. OSSERVAZIONE GENERALE: OTTATIVO «OBLIQUO »
Parola squisitamente · greca. Cf. qs
verso - proverbio attribuito a Crizιa Ecco una regola sull' uso dell'ottativo, onde evitare confusioni
dΆtene: « Μηδέν δ.γαν (niente di troppo),
αμφί da am be le Ο
parti, quindi in- \ LJ j con l'uso degli altri modi. L'ottativo senza αν e usato, invece del·
κιιιρψ πάντα πρόσ-εστι καλά» (πρόσ ειμι
essere congiunto a). Ritegno e decoro.
torno, in giro; "'-/ l'indicativo. e del congiuntivo, nelle proposizioni subordinate che
- abbracciando; servono a esprimere il pensiero di qualcuno e che dipendono da un
e differente da περί. v~rbo di tempo storico (quindi anche dal presente storico). - Questa
r.po·r.stήι; che cade innanzi; quindi lt. anfi-teatro, lat. » ambo ».
disposto. Regge gen. dat. soprattutto regola, che risolve molte difficolta, sara ricordata con le parole
R. πετ precipitarsi, v<>lare. Cf. πι-π,-ω accusat.vo: « ottativo obliquo ».
cadere 13 Α ΠΙ e πέτομαι volare, 26 1. - intorno a (raramente col « Il pensiero dί qualcιιno » e in gι1nerale il pensiero altrui; po-
Lat. peto, impetus. gen. in senso proprio); sen- trebbe essere il pensiero dello scrivente, ma solo come opinione
so fig.; riguardo a, circa. personale; vi e sempre quindi la tendenza ad esprimere una cosa
L'~ccus. aggiunge un sfumatura
di movimento ο d'estensione: 4 c ot piί:ι come possibile che come reale; ci si spiega perciό l' uso del-
(a) Ε. Μ. perό propongono un ricolle- άμφt τον πάππον . , , j 21 Α IV άμφt l'ottativo, modo della possibilita.
gamento diverso da θι,μός·fumus-θύω. εικοσι circa venti.
1Ο 3. 5-6 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3 .. NOMENCLATURA 33
32 TESTO • CIROPEDIA 1, NOMENCLATURA

εχω . attivo εξω σχ·ήσω εσχον εσχηκα.


PAROLE INDECLINABILI 1° tenere, avere;
2• contenersi: essere in un dato stato (con un av-
πspί significato esatto :
intorno, ma sorpassando, doppiando. verbio : es. καλώς εχω, sto bene);
It. c peri-plo » (πλiω): circumnavigazione. medio εξομαι ο σχήσομαι έσχόμην εσχημαι
Regge gen. dat. accus. (come ci.μφt): attenεirsi a qualche cosa (gen. partitivo) cioe esserne
intorno (raramente col gen.); quindi riguardo a: vicίno ο dipendente; astenersi da;
0
27 Ι περι Ομήρου ; pass. έσχέθην σχε{}ήσομαι εσχημαι.
sopra a, sorpassando (soltanto gen.) :
περί πολλου ποιεϊσθαι stimare molto; cf. περίφοβος (14 Α πι) perterritus, e ϊ-σχ·ω, presente e imperfetto stesso significato, soprattutto tene1·e
περιττός superiore alla giusta misura: eccessivo, supe1°fluo. ((ermo)
= σ1-σχω, raddoppiamento - Cf tσχύς forza 23 Ec.
5. eως flno a che 10 c. ;
το σχη·μα contegno (in qs passo l'avv. εύ-σχημόνως); atteggiamento.
mentre 5 c.
Cono-iunzione temporale; -regge normalmente l' indicativo 5 ο; - in alcuni fι έπ-οχ11 il trattenere, sospensione.
casi l'~ttativo, in altri il congiuntivo con α.ν; cf. 7 ο p. 44 έπεί e Osserva·
Verbo έπ-έχω tener sopra (έπί) cioe tenere sospeso, p. es. « sospendere il
zione p. 42.
ptoprio giudizio • come i Pirroniani e gli altri scettici ; cf. cenno a p. 64 ;
αρα cf. 7 c p. 42. Orbene (bisogna sapere che). trattenersi da; <:ol gen. F ι\.4 έπέσχομεν του δακρύε1ν.
Notate ίο qs famiglia di parole i tre gradi della R.: « ε » εχω; «ο• έπ-οχή :
annuncia un secondo « e » : τε ... τε, τε ... καί. -
« zero » ε-σχ-ον, ί-σχ·ω, ecc. Cf. lΌsservazione soιto τείνω a p. 19.
Diverso dall'insistente και ... και ... - Lat. • -que •, esso pure sempre po·
sposto a una parola. 6. όχsτν 1° muovere, portare.
R. Fεχ lat. « veho » da cui it. • veicolo ».
1.:pός significato esatto : ---. Β
in presenza di. ~ ,ι 2° tenere,
Oenitivo di moto da luogo (dom. πό&εν). confusione avvenuta con la R. σεχ di εχω. (Bq).
(venendo) da, ma senza suggerire, come έκ che sι
•φspω portare : ο'ίσω ηνεγκον ενήνοχα, Jat. « fero »;
esce da.
Fig. da parte dί, nel noιne di 20 Α ΠΙ προς των θεων­ medio οίσομαι ηνεγκάμην ένήνεγμαι
Datfvo locativo (dom. που): pass. ηνέχ{}ην ενεχθήσομαι ένήνεγμαι.
in presenza di, presso ; perciό inoltre. R. dell'aoristo ην-εγκ-ον, έγκ; grado «ο» όγκ: ό δγκος carico, massa, lat.
Accusativo di moto a luogo (dom. πο'!:): c uncia » (Bq); it. oncia.
lat. « ad » : verso, alla volta di 7 c e fig. allo scopo R. di φέρω: φερ (grado « ε » ), φορ (grado «ο»), φωρ id. con allungamento.
di, riguardo α (causa ο scopo). ό φόρος imposta, tributo : carico che si porta.
Notate come ogni prepos. determini il movimento: εtς, indica che si penetra
nell'oggeιto; παρά che ci si ferma accanto; πρός che lo si tiene sotto la pro· ό φώρ, φωρός ladro lat. « fur »: colui che porta via; oppure colui
pria influenza. che e preso.
+ ώς prepos. : verso, con l'accus. (riferito soltanto a persone). * λαμβrλνω prendere : afferrare con la mano : λήψομαι ελαβον
'ίCσ.prλ significato esatto : ε'ίληφα; aorii-to ιnedio έλαβόμην; pass. ελήφθην
accanto (lungo, presso) ma senza con- ληφθήσομαι ε'ίλημμαι.
tatto. It. « sil-laba » : che prende insieme (che « com-prende ») piά suoni in una
It. le par-allele, due linee- una accanto all'altra, (αλλήλων) ma sola emissione di voce.
che non s'incontrano. Πρός indica ίη ιnodo pίύ vago « presenza •, suιψone che Ιη qs passo είί-ληπ-τος facile ad afferrarsi; εύ bene, e ληπτός agg. verbale
si /:: sotto l'influenza, nell'• ambiente • di qualouno ο qualchecosa, non esclude in ·τος: prendibile e preso.
contatto.

: \

_J__
----l
!

34 1° TESTO • CIROPEDIAΙ, 3. NOMENCLATURA 5-6 35


6 1• TESTO • CIROPEDIAΙ, 3. NOMENCLATURA
6. κομφός elegante. Oenitivo di moto da luogo
Anche l'eleganza dei modi: abile, fine. (dom. πό&eν): .. μsλλαι 1° essere sul punto di ;
2° indugiare, esitare : equivalgono a « esser sul
dalla parte di, da (con nn pnnto di »: μελλήσω εμέλλησα.
δ Μκtυλος dito.
nome di persona) ;
lt. « dattilo » : una sillaba lunga e due * ?tίνω bere : πίομαι επιον πέπωκα.
brevi, come il dito ha una falange, una peι' ordine di. R. πο, :π1, lat. potare, bibere. In qs passo -ι:ό εκ-:πω-μα ciό da cui (έκ) sί
falangina e una falangetta _ ~ -· « Dat· beve (perf. :πέ-:πω-κα) cioe la coppa, contenente ο contenuto. Ancora un sostan·
tilografo ». Datlvo locatlvo (dom. ποu): tivo in -μα. '

presso, da (senza moto) CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI


ή φιάλη coppa:
2 c παρ' ήμίν. CENNO SU « ΓΕΛΑΝ » Ε LA SUA RADICE
In generale: recipiente per liquidi. It.
« :fiala ». Accusatlvo: AMORE DELLA LUCE
1° di moto a luogo (dom. πο'!:): Notate, studiando la sola radice γελ « ciδ che brilla >> l'arnore
to -πpός -ωπον
dei Greci per LA LUCE e per L'EVJDENZADEI ΜΙΝΙΜΙ PARTlCOLARJ.
1° volto; verso cioe presso (con moto) Cιό CHEΑΒΒΙΑΜΟ OSSERVATO NELL'oRDINEINTELLETTULE - si rilegga
da cui 2° maschera (di teatro) ; ma senza entrare. il cenno sn λόγος - LO RITROVIAMONELL'oRDINESENSIBILE,Per que-
da cui 3° persona morale, so- 2° d'estensione : sto le radici che designano la luce sono particolarmente feconde
ciale. (leggere anche_ il cenno su φαίνω, a p. 71).
Habent sua fata . . . verba: i Padri
accanto, in senso proprio e 1° Ι Greci sono colpiti dallΆsPETTO LUMINόso DELLEcosE. Hanno
della Chiesa si servirono di questo ter- fig. notato sul volto dell' uomo la stessa serenita ο la stessa festa di
1
I Ι
mine del linguaggio teatrale per desi- It. para-dosso: :παρά δόξαν, ac- luce che sui flutti marini: γελάν, ridere e sorridere ha Ia stessa ra-
dice di γαλήνη, la serenitά tranquilla del mare. Ε, vicever-sa, la
1 1

gnare le Persone della Trinita. canto, contro l'opinione comune; :παρά


It. « prosopo-ρea »: l'attribuire senti- νόμον, contro la legge.
giocondita delle onde illuminate dal sole ricorda loro il sorriso e il
mento e parola a esseri inanimati e farne
riso: ποντίων τε κυμάτων &ν-ήριθμον γέλασμα, dice Eschilo (Prome-
Ternporale : durante tutto il teo v. 89-90). Ε parla delle onde dell'alto mare (πόντος): la vasta
(ποιείv) delle persone. Es. Prosopopea
delle Leggi nel Critone. tempo 39 F. distesa marina e tntto u_n sorriso. « ••• rident aequora ponti » (Ln-
R. όπ cf. όραv, όψομαι. 11 vο!ιο = ciό crezio, 1-8).
ί 11

che guarda verso (πρός) di nοί. Cf. lat.


« ad-spectus ».
-πpό significato
nario:
davanti = lat.
or1g1-

« pro »
/)31
'}JI
2° 1 Greci scoprono questo aspetto lurninoso e preciso delle cose
anche nei ΜΙΝΙΜΙ PARTlCOLARI,11 loro sguardo penetrante ha notato
- si tratta seωpre della stessa radice - quel <<brillante » che e
το μέτ-ωπον fι·onte. la pupilla nmana: « gioiello splendent~>>,qnalunque punto che brilla,
Esattamente: spazio tra i due occhi e « ante ». tale e il significato originario di γλήνη che designa anche la pupilla.
(μετά tra). - It. termine architeιtonico: It. pro-filassi (φυλάttω 21 Α ιv) Si divertiranno a guardare la minuscola immagine che vi appare
• met-opa » : intervallo quadrato tra due « far la gnardia davanti ~, regole da qnando si gnarda qnalcuno negli occhi e a indicare con lo stesso-
triglifi. seguire per prevenire una malattia nome di γλήνη ogni bωnbola ο figurina; - e viceversa chiamerannO'
infettiva. κόρη la pupilla dal norne che significa « fanciulla ».
'' ό γέλως ·ωτος Infine vi e un esernpio che assurge a valore di simbolo: del
Ι ; i
riso. Cf. il cenno, p. 35 Oenltivo dl mόto da tuogo lugnbre uccello nottιιrno l'anima greca ha notato solo gli occhi ln-
' !
ι, Ί !
spesso flg. minosi e la civetta, ή γλαυξ (γλαυκός, ceruleo e brillante, cioe d' un
γελάν ridere -άσομαι -ασα. verde pallido che da sul grigio) divenne l' nccello e quasi il « totem »
1 1:
R. γελ, γαλ che significa « luce » ; il
innanzi: davanti (spazio), pri-
di Atene, fu per Atene cίδ che la lupa fu per Roma. Ancora ai
i :! riso • illumina » il volto che la tristezza ma (ternpo);
nostι·i giorni fignra sulle sue monete e fn 1'uccello della sιia dea.
1 1
rannu vola. - Appartiene alla stessιι R.: fig. (davanti) in difesa ο per Atena « πολιάς », patrona della citta, fu chiamata anche « la Ver-
i' ή γαλήνη calrna del mai·e lumi- il bene di qualcnno ( =lat. gine dagli occhi cerulei », Γλαυκ-ώπις Άθηνα.
noso e sereno. ~ pro ») ; a preferenza di. Ν. Β. - Cercate di ricordare il proverbio « γλαυκα 'Αθήναζε • come si di-
rebbe in it. « portar acqua al mare » (-ζε = ·σδε : cf. -δε 1 c p. 16).
-----~

6 1° Ί ESTO • CIROPE )ΙΑ Ι, 3. ΝΟΜ :NCLATURA 37


36 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 5-6
κ:,λsύω comandare : -σω, ecc. pass. -σθην, ecc.
Significato originario: metter in movi~nto (l'inferiore). Differente da δ.ρχω;
PAROLE INDECLINABILI
cf. 9 c. R. κελ- lat. « celer • celere. Bq. Estraneo a « per-cello » lat.
-πω : -ου-πω, μή-πω
non aneora. * κtάσ{}οαι acquistare κτήσομαι εκτησάμην κέκτημαι;
Da non confondersi 0011 ούκ-έ-η non ρiίι. pass. εκτήθην κέκτημαι. .
ln qs passo, άνα-κtασθα, • far la conquista di » : idea di « possedere » : di
6. tνα.
« sorpassare »: άνά.
Congiunzione flnale :
Perfetto κέκtημα, • possiedo •. Ottimo esempio del significato del perfetto
affineh~. greco: • possedere », risultato presente dell'azione passata di « acqαistare •.
Regge il congiuntivo (modo della volonta) perche ίνα indica l'inte~zione, lo
scopo da raggiungere; negazione μή, come se1npre ove e sfumatura d1 volont/ι, Sostantivo in -μα corrispondente :
- (Vi e pertι il caso dell'ottativo « obliquo »; cf. Osseι·vazioni generale a p. 31).
La finale negativa si puό rendere anche con ι• infinito: 7 c e cf. p. 58 (Os· το κτη-μα cio che possediamo (perche l'abbiamo acquistato):
servazione sui Μ Jdi e i Tempi). Ε anche con ώς δ.ν: 6 c e cf. infra p. 38
possedimento, proprieta, averi, cosa.
Α vverblo relatlvo : Cf. cίό che disse Tucidide affi'dando al mondo in retaggio la sua Storia:
dove~ κ,ημα ές άεί.

OSSERV ΑΖΙΟΝΕ SULLE CONGIUNZIONI


Cominciamo lo studio delle congiunzioni (aggiungendovi le negazioιιi). Le RICAPITOLAZIONE. TRE VOCABOLI PER INDICARE • COSA ».
congiunzioni precisano il senso dei modi e dei tempi un po' come le prepos. pre·
cisano ίΙ senso dei casi. Perciό troverete un' Osservazione sui modi e sui tempi tό πραγ- μα cosa : ciό che si fa, affare : πέ:τραγα
quando sara utile, cioe quando studieremo εt ed σ.ν (2° Testo, 11 e 13). Quei cenni τό χρημα » ciό di cui ci si serve, ricchezza utile: κέχρημω
comprendono la parte essenziale della sintassi del periodo. tό κtημα » ciό che si possiede, proprieta: κέκtημα,
πιί)ς eome ? (8 c) - risposta :
* δύναμα~ potere; aver la facolta di: δυνήσομαι -ήθην -ημαι.
ως con l'accento cosi It. dinamite, dinastia. Cf. οtόν tε εtναι 26 Ι.
πως indefinito in certo modo (6 c), suppergιu.
οπως 1° come, in qualche modo. κλύζω bagnare.
2° Conglunzione flnale: It. cata-clisma: che rovescia tαtto (καtά), in significato originario, inondando;
atfinche, acciocche. clistere.
Regge il congiuntivo; negazione μή, come ίνα. - Non dimenticate lΌtta­
tivo « obliquo •·
3° Conglunzlone dlchlaratlva :
* δpάν vedere: όψομαι είδον έώρακα, οπωπα (poetico) impf.
έώρων.
che.
Dopo i verbi che significano c curare, preoccuparsi ». Indicativo futuro pass. ωφθην δφθήσομαι εωραμαι e &ιμμαι.
(15 e 16 Α 111) ο congiuntivo (perche vicini al senso finale essendo in gioco la vo· Τι·e R. Fορ (όραν) it. pan-orama; lat. vereor « osservare con timore •,
lontlι). Negazione μή per la stessa ragione. F1δ (οtδον) lat. video.

ώats, a volte ώς. οπ (οπ-σομαι = οψομαι) lat. oc-ulus (corrisp. fra i suoni π e k). Ne
derivano:
Conglunzione consecutlva.
Da non confondersi con le congiunzioni finali, per es. ίνα perchl! non si
tratta di volonta. φρουρείν far la guardia, custodire.
1° e cosl, cosicch~ : Da προ davanti, e οορος (poetίco) guardiano: che ha gli o'chi aperti (όραν).
lnsiste sul risultato realmente ottenuto equivalendo a c e cosi », c per con· lt. pil-oro : « guardiano della porta (πύλη) • dello stomaco, che laRcia passare
seguenza:. (11 e 19 Α 111). Qundi, sinta&si delle indipendenti, cioe normalmente il b~lo alimentare solo quando lo stomaco ha fatto il suo lavoro. Cf. ό θυρωρός
indicativo, modo dell'oggettivita, e negazione ού. port1ere 31 Prot.
2° cosl da, in modo da ... 6 c :
Risultato presentato come possibile. Modo: infinito; negazίone: μή, adoperata * οίδα « so », perche « ho visto »: fut. ε'ίσομαι.
per esprimere non solo la volontlι, ma anche una condizione (risultato ipote· Valore del perfetto: risultato presente dί un'azione passata.
tico): 8 c ο una concessione.
38 1° TESTO- CIROPEDIΛ Ι, 3. NOMENCLATURA 6-7
6-7 f ο TESTO· CIROPEDIA
Ι, '3, NOMENCLATURA 39
7. tό φίλημα. ώς (CONGIUNZlONEDISVARIATIS-
SIMESPECIE). το είδος forma, apparenza.
bacio (verbo : φιλείν).
It. idea (tδέα), idolo (είδωλον immagine).
Da non confondersi con la pre-
1; tιμή valutazione: prezzo; posizione ώς verso. -ειδης suff. « che ha l'apparenza di », « clιe assomiglia a ».
quindi stima : onore : 1° Comparatlva. Es. fiεο-ειδής. It. suff. ·oide: « ov-oide », ecc.
quindi carica (onorifica). Come, a quel modo che (lat. το ομμα sguardo, occhio (45 F) ( = οπ·μα).
1,,, cf. il verbo τίνω a p. 41. ut). Ε cf. πρόσ-ωπον, μέτ-ωπον.
1\i'
1,,, Da non confondersi con ως cosi
(!Ιf τιμάν on01·are. (p. 36). δ δφ&αλμός occhίo (45 F), cf. δφ&ήσομαι; it. ofιalmia.
Ν. Β. - con un superlativo=il
;::!1·
1:i τιμωρείν t1·ar vendetta di, infiig- pίύ. possibile (! c).
π.σ..p-έχω offrire (paradigma di εχω 5 c p. 33).
gere una pena. Lett. tenere una cosa (εχω) vicino (παρά), dunque a disposizione di qual-
i;i!\
,11
Con un part .. non futuro (3 c); cιιno : • presentargliela ».
Per capire come qs dιιe verbi appar- sfumatιιra causale=perche,
"Ι::111 ·gano alla stessa famiglίa, cf. in it. la
«pen-
sando che & ; spesso non e il pensieJo 7. 1eη8iί.ν balzare : -ήσομαι -ησα -ηκα.
Ί,
espressione « te la farό pagare ». di chi scri ve. R. πεδ; cf. πούς, ποδός piede.
i1il
ι,
ιJ·,
,1
:,,, iι οίνος per Fοίνος
Con un part. futuro: * σ;1e-όλλυμι rovinare ; perdere cioe far perire: -ολω -ώλεσα
:f!; sfιιmatura finale=affi.nche 17 Α
11' = lat. « vinum ». ΙΙΙ, ώς δοϋλον ποιήσοντες. Come so- -ολώλεκα -όλωλα.
1,1; pra, intenzione di un alιro (general-
<ό κύ-α.&ος « cϊato >>,misura per at- medio rovinarsi; perire: -ολουμαι -ωλόμην.
!11\ mente): « coll' intenzione di rendeι·lo
',ι'
tingere il vino. In qs passo « άπ-όλωλας » sei rovinato. Notate il senso del perfetto.
1·'1 schiavo "·
!1!1
1il' R. κοF cavo, curvo, gonfio, - Cf. Iat. 2° dlchlarativa : * βά.λλω gettare; significato proprio « colpire lontano »: βαλω
Ι!
c cavus ». Notate la corrisp. fra F, υ, u che = δη (cfr. p. 44 8 c). εβαλον βέβληκα; pass. εβλή&ην βλη&ήσομαι βέβλημαι.
:,,ι oppure v e cercate dί ricordare qs parole
della stessa famiglia e pίύ. impoι·tanti di 3° causale: It. balistica, bolide, iperbole ecc. -τό βέλος dardo.
:1:1 κύ-αθος: perche, poiche.
1
Ίι
ιli, το κυμα fiutto: « gonfiamento del 4° finale: condurranno Atene alla rovina. Per gli Ateniesi « ogni cosa obbli-
Ι:}'
:,1,
,1111,
mare ». affinehe, in vista di :
6 c ώς αν εν-δoίεv=affinche « pos-
gator-ia e spiacevole » (6° verso che e diventato un prover·bio) :
'1'
κοίλος (κοF-ιλος) sano • dare cf, sintassi di 'ίνα (sιιμra Μηδένα tωνδ' άέκονtα μένειν 15 κατέρυκε 20 παρ' ήμίν,
')1
1: cavo, concavo. p. 36). - 17 ι\ΙΙΙ (ma la con l'ot· μηδε θύραζε κέλευ' ούκ ε&έλοντα ίέvαι,
11, tativo peι· attrazione modale) ..
Ι1i ή κοιλία vent1·e (gonfiamen to ). μηδ' εϋδοντ' 12 επ-έγειρε, Σιμωνίδη, δντιν' αν ημών
Ν. Β. - Α volte consecutivo =
i11!
It. « arteria celίaca ». ωσtε (cf. p. 36). -θωρηχ&ένt' ο'ίνφ μαλ-θακος 23 ϋπνος ελη,
::Ι: μηδε τον άγρυπνέοντα κελευ' άέκοντα κα&εύδειν.

IΊ'
Ι[:
,)ι;
,f,' CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI
παν γαρ άναγκαίον χρημ' άνιηρον εφυ 46 •
Τφ πίνειν δ' ε&έλοντι παρασtαδον (•) οίνοχοείtω ...
!,::ι Αύταρ 47 εγώ, - μέτρον γαρ εχω μελι-ηδέος ο'ίνου,
Ί'' 1 UN CANTO SIMPOSIACO DI TEOGNIDE ϋπνου λυσι-κάκου μνήσομαι ο'ίκαδ' ίών ·
:Ji,, ,, GUSTO DELLA MISURA Ε DELLA NATURALEZZA ηξω δ' ως οίνος χαριέσtαtος ανδρι πεπόσθαι.

ι
Ι!Ι
Ί'
οϋt' εtι νήφων ε'ίμ' οϋtε λίην 29 με&ύων.
1
\ι· ·: i!l ΜΑ ANCHE MOLLEZZA Ε CAPRICCIO
1,:· 1
'Ι11 'Ός δ' αν. ύπερ-βάλη π6σιος μέτρον, ούκέτι κεϊνος
!,i !! (Rileggere l' Introdιιzione su Senofonte a p. 9).
i ,ι i της αύtου γλώσσης καρtερος 43 ούδε νόου.
1
i,ii
'1
iil' 1 iΙ I .Se vi sembra che la lezione data dall'ateniese Senofonte sia
11, Prima di alzaι·ci da mensa, agginngiamo questo buon consiglio
1!' ttroppo rigidamente spartana, ecco un piccolo canto simposiaco
di Esiodo (Opere e giorni, vv. 368-369):
1:

!Ι ·(cf. σύν e πίνω 6 c) preso dalle « elegie » di Teognide di Megara


!:i
Ιιι
(vv. 467-480). Vi troverete, con l' inclin11.zione alla moderazione, Άρχομένου δε πί&ου και λήγοντος κορέσασ&αι,
1il
al « μηδεν αγαν » in un punto ove ηοη lo si aspetterebbe davvero, μεσσό&ι φείδεσθαι · 40 δειλη (h) δ' εν πυ&μένι φειδώ.
'j'
',, una certa dose, - anzi una troppo grande dose -, di qnella mol-
1)1
Ί
ι, lezza senza ritegno, di quell'estro capι'iccioso e quindi anarchico che (a) Lett.: stando vicino.
ι' (b) « indegno • Cr. sotto δέδοικα 8 c p. 41.
40 1ο TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 6-7-S 7-8 1° TESTO - CIROPEnIA Ι, 3. NOMENCLATURA 41

rlp~σtεpδς che e a sinistra, di cat- 5° Temporate : παρα-βάλλω gettare ο mettere accanto, donde ravDicinare, con·
tivo augurio: quando. frontare.
Per la sintassi cf. sotto έπεί 7c
sinistro. παραβολή paragone, da cui it. parιιbola evangelica, poi parola sacra, « parola
e ϋτε 8 c p. 44.
ή &ριστερά sott. χείρ
la mano sinistra.
7, ά.νά. significato
satto:
e-
j
1 di vangelo • e finalmente il semplice vocabolo « paroln ».
δια-βάλλω gettare attraverso (διά) donde disunire,
perche Ja caluunia e un mezzo purtroppo assai efficace per disunire.
calunniaι·e,
Da ή
Deriva forse dall'agg. lί.ριστος per an-
tifrasi : « la mano miglioι·e », ironica-
dal basso al'alto: su. διαβολή, calunnia, deriva il nome del Diavolo.

mente, cioe Ja peggiore, la meno abile.


rale):
Regge 1'Accusativo (in gene-
+ * pιπtω scagliare: -ψω ερριψα ερριφα; . pass. ερρίφθην ο
+ δεξιός clιe eα
destra; 1° di direziσne e di moto (dom.
,co'!:):
ερρίφην ρίφθήσομαι ερριμμαι.
di buon augurio; dest1·0; Sono esatto: lanciare alcunche brandendolo, facendolo girare, soppesando1o.
Lat. « dexter », cf. it. « destrezza ». R. risalendo; quindi percorren-
δsκ tender la mano aperta, cf. δέχομαι do, quando il significato * τινω pagare; medio: punire : τείσω ετεισα τέτεικα; pass.
(p. 157). proprio e velato. ετείσθην τέτεισμαι. - Ct. τιμή (in qs. passo) a p. 38.
Spesso in senso distributivo: άνά
tb φά.pμα.κον έκα-ιόν άνδρας per gruppi di ceιito άpύω attingere ; e al solo pres. αρύτω.
uomini.
droga: veleno ο I'Ϊmedio. 2° d'estenslone (nel tempo): ροφείν inghiottire. s01·bire.
lt. farmacista. durante. In qs passo κατα-ρροφεiν: κατά, mette in rilievo il movimento dall'alto in
Nei compost/: stesso senso. basso. - R. σροβ (φ aspirata di β):lat. « sorbeo • donde it. sorbire.
tb τέλος pagamento, imposta.
Differente da τό τέλος scopo (31 Prot.). + ripetizione, it. = ri-. μιμείσ{).ο.ι imitare. It. mimo, mimetico.
Sta a τληνα1 (p. 154). sopportare come Es. α.ναβιοίίν rivivere; it. f.\"lί nna-
battisti ο ri-battezzatori da άναβαπ· 8. ϋέϋοικο. ο Μϋιο. perf. di δείδω (poetico ). temere.
φόρος imposta, sta a φέρω portare: le im-
τίζω, immergere di nuovo.
poste sono « carichί » (Bq).
λυσι·τελής
gioso:
(in qs passo): vantag- κα.τά. significato
dall'alto al basso ;
esatto: (1 το δέος
δεινός
timoι·e (di un pericolo futuro).
ter;·ibile, sorp1·endente; donde abile :
Cf. ί1 famoso coro dell'Antigone (v. 332 segg.) sul grado di civilta raggiunto
giu.
« Cne vale la spesa », lett. « che la ri- dall'uomo: πολλά -ιά δεινα, κούδέν ανθρώπου δcινότερον πΗει .••
lt. cate-ratta:
la corrente s'in-
sarcisce » (λύω= lat. solvo). fι·ange (ρήγνυμι) e cade (κατά). δειλός timido, codardo, misero. Cf. a p. 39. la fine del
Oen. di moto da luogo e par- cenno.
S. σα.φής chiaro, evidente. titivo:
(ln qs passo · avv. σαφώς). Non confon- cadendo da ο sopra: * κεpά.ννυμι mescolare, soprattutto liquidi (acqua col vino); donde
derlo con σοφός saggio, abile. αλλεσθαι ')Ιατά -ιης πέτρας (Se-
temperare: κερω (-{l:ς, {l:)εκέρασα κεκέρακα;
nofonte An. ιv-2); υδωρ κατά χειρός pass. εκράθην κραθήσομαι κέκραμαι.
altro. Uso: κατα-χείν (Aristofane, Uccelli 464)
ό ί'!.λλος = lat. reliquus, l'altro. versar acqua sulle mani (oggetto di ό κρα-τήρ, -ηρος cratere, grande vaso per mescolare acqua e vino.
cui l'acqua tocca una parte). Da notarsi il sufl'. τήρ=τρον (cf. p. 42): strumento (per ιnescolare).
οί ί'!.λλο1 = lat. ceteri, gli altri, re-
st.anti. senso figuι'ato: ostilitil; con- ή κρα-σις niescolanza: azione di mescolare.
δ.λλος senza articolo ==alius, un altro, tro. It. crasi, mescolanza, quindi unione di d ue vocali in una sola. Es. τliλλα
pl. altri. Cf. in it. • buttarsi addosso a per τά δ.λλα, 3 c p. 24, ταύτά per τά αύτά (αύτός). 11 segno della crasi e
qualcuno i, Οί κατά Φιλίππου λόγοι.
&λλήλων (senza nominativo): Accusat!vo:
la coronide.
l'un l'altro. 1° di moto a luogo (dm. no'E): -σις (femminile) suff. di sostantivo, indica l'azione espressa dal veι·bo:
vicendevolmente. da l'idea dello scendere, quin- Come il suff. -μα indica il risultato dell'azione: ή κτησι; azione di acqui-
It. par-alleli, accanto (παρά) 1' uno al· di del percorrere (come stare, τό κτημα l'acquisto. Ma spesso ί sostantivi in -σις prendono per meta-
l'altro. &νά) fora il significato dei sostantivi in -μα.
42 1ο TESTO - CIROPEDIA Ι, 3, NOMENCLATURA 7-8 s 1° TESTO • CIROPEDIA 1, 3. NOMENCLATURA 43
κα'tά 'tOVπο'tαμόν scendendo lun- μεγ-νυμι meseolare, soprattutto solidί.
&λλάττω pe1·mutare go il fiume · 31 Prot. κα'tά 'tTJVόδόν
Cf. in it. « contralto sinallagmatico ». per la strad~; καΟ-' ενά εκαστον uno Ιη qs passo, poca differenza con il precedente; tuttavia ί φάρμακα po-
per uno. trebbero essere veleni solidi, es. l'arsenico. Lat. « mixtus » ecc.
&π-αλλάττω sba1·azzare :-ξω -ξα -χα 2~ fig. secondo, lett. seguen-
do: έσtιά.ν accogliere ospitalmente al foeolare, dare un pranzo.
cioe cambiare (passare dall'uno all'al-
κατά 'tον νόμον (contrario di
tro) allontanando (άπό).
παρά 'tον νόμον), cf. 34 F κα't' tχνη 11 εστία focolare, abi tazione.
seguendo Je tracce. Cf. forse lat. « Vesta », Ja dea del focolare (Fεσt).
medio partire -ξομαι -γην
ii.pα !dopo una parola). * rε-rν-ομαι
pass. essere sbarazzato: -γην nascere, divenire γενήσομαι εγενόμην γεγένημαι ο
1° dunque: γέγονα.
-γήσομαι -γμαι. con Ja sfumatura: « ora !ο vedo »
Per collegare a un testo qs verbo im- (indica la sorpresa della scoperta): Lat. « gigno » (generare); it. suff. ·geno: idrogeno ecc.
9 c 'tOύ'tO αρα ην ή ίσηγορία ... Era
portante, ecco un passo di un'Omelia di
dunque questa la liberta di parola ... το γένος fanιiglia, gente; genere.
San Giovannί Crisostomo (in Mt. ΠΙ 4, 5): Lat. « genus, gens »; ίt. genesi (γένεσις origine).
πεοί-εισ1 (ό θεό;) προφάσεις 20 ζη'tων δι' ων
2° Orbene, (bisogna sapere
δυ~ήσυ άπ-αλλαγηναι 'tης γεέννης (dall' in- cheJ: γενναίος di sangue nobile.
Lat. « nimirum ». Ιη qs passo:
ferno) ... Kil.ν σ,ενάξυς μόνον, κδ.ν δακρύ­ ό δέ Σακας il.ρα καλός ων έ'tυγχανε:
Lat. « generosus »,
συς, άρπάζει 'tαϋtα πάντα 'tαχέω; εtς άφ­ Oι·bene, sι
Bisogna sapere cl1e S ... ; εκ-γονος nato da; sostantivo : fir;lio, figlia.
ορμήν 20 της σης σω'tηρίας αύtός. dava il caso che.,,
It. suff. -gonia: cosmogonia ecc. - Notate le alternanze vσcaliche regolari
grado « ε h γεν, « ο » γον, « zeι·o » γν.
RICAP!TOLAZIONE
SUFFISSI ΝΟΜΙΝΑιι CORRISPONDENTI ΑΙ VERBI imparare (stιιdiando): μαθήσομαι εμαθον μεμάθηκα.
Ε RIGUARDANTI LΆΖΙΟΝΕ Valore passivo corrispondente a διδάσκω insegnare. - R. μαθ: it. matema-
l'oggetto O il risultato dell 'azione ; corrisponde al perf. cf. tica, designata con: il nome della scienza e dello studio per eccellenza. Oggetto
-μα
dell'apρrendimento: tό μάθημα, agg. μαθημα'ttκός.
1 c p. 15 soιto βάπtω.
-αις (-μος) l'azione in se stessa: cf. 8 c p. 41 sotto κεράννuμ, * σφiλλαι σφαλώ ο σφαλουμαι ~!σφηλα
-tης (-'tηρ, -tωρ) l'autore dell'azione e, in generale, stato, professione ( = ει•ς) medio σφαλήσομαι ο σφαλουμαι εσφάλην εσφαλμαι
cf. 1Ο c p. 50 : ίκ-έtης.
vaeillare ; far vacillare ; fig. indur>re in erι·ore.
·tρος ( -tρα, ecc.) ·tηρ Jo strumento dell'azione: cf. 5 c p. 29 sotto χέω.
Forse della stessa radice di « fallo » lat. (Ε. Μ.).
α-σφαλής stabile, sicuro : « che non vacilla ».
ΙΙ. OSSERVAZIONE GENERALE: PROPOSIZIONI SUBORDINATE * εάν εάσω ε'ίασα ε'ίακα; pass. εάσομαι εϊάθην ε'ίαμαι
Nelle subordinate temporali, relative e condizionali per ind\caι·e: lasciar fare ο !. andare, permettere :
1ο La ι•ipetizione· nel passato (« tutte le volte che ... ~) sι ado- έαν tt\'α χαίρειν: mandare qualcuno a spasso, lett. lasciarlo andare a « ral-
eι·a l'ottativo senza αν; e un uso dell Όιta~ivo non . ch1a:·arne1!te Iegrarsi », a « divertirsi • altrove: cf. infra sotto κράζω.
~onforme al suo valore usuale, ma puό r1collegars1 all ottatιvo
* κpiζ'αι (in generale al perf.) κεκράξομαι (futuro 3°) &νεκράγην
«obliquo ». · · a·f tt d t · to
κέκραγα (con valore di presente)
2" L'eventualita, cioe l'aspet,tazione, sι trattι 1 a ο e .erm1na -
nel futuro, ο di fatto che si rip.ete _(«tutte le volte che »),,ma, η?η gridare : grido rauco del corvo e degli uccelli
nel assato si adopera il congιuntιvo accornpagnato da αν (επην, rapaci: fig. strillare.
επειδ~ν, στdν, εάν ecc.). η congiuntivo, m?do della. v?,lo.nt~,e spon- Etim.: dall'onomatopea, come l'it. gracchiare, κρο, κρα, κορ ecc.; vaι·ί derivati
tanearnente diventato il modo dell'aspettazιone (e percιo 1nd1ca anche
ή κραυγή
il futur·o).
44 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3, NOMENCLA TURA 7-S S-9 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3. NO.MENCLATURA 45
ό κόραξ, -ακος COt'/JO.
INDECLINABILI
Lat. "cornix » (cornacchia).
ει αρα se per caso (lat. (( si forte » ). Quando i Greci volevano liberarsi dί qualcuno (cf. supra sotto έαν) gli di-
cevano, « ερρε ές κόρακας» lett. va dai corvi (= al diavolo); oppure • βάλί.s
+ &.ρα. interrogativo = lat. « -ne » ; &ρ' ου non-ne (17 Α ΙΙΙ), ές μακαρίαν » lett, gettati nella felicίtlι (Platone). ερρω η. 47 p. 152.

έπeί, sπeι-aή lat. « cum » e it. « come » (dopoche, allora). α.κροά.σ,3,α.ι ascoltare : -άσομαι ecc.
1° Conlugazlone temporale :
= quando. * α.κ-ου-ω udire : -ούσομαι, -σα, &κήκοα; pass. -σθην, ecc.
Noι·malmente modo iιιdicativo (semplice affermazion~ della r_ealta) ο .. Ιη ? Etirn, curiosa (Bq): R. ακ punta (cf. 20 Α. ΙΙΙ p. 74, α.κ-μή punta e &κρος
alcuni casi ottativo; ίη altri seguita da αν (επήν, επειδάν) regge 11cong1unt1vo che e ~ulla punta), +
.-ό οϋς ώ.-ός oreccchia, Perciό = puntar l'orecchia veι·so
(7 ο); cf. Osservazione generale a p. 42. (detto di cane, di cavallo). Notate la precisione del particolare visivo.
2• Conglunzlone causale (soρrattutto e:,;eι): * ψ3ω per αείδω cantare : (ίσομαι 'fiσα. It. aedo,
= poίche,
perche.
Normalmeτιte modo iιidίcativo semplice affermazione della realtlι). ή φδή canto, cioe canzone oppure « ode ».
Passaggio spesso insensibile dal senso (1°) al (2°): 13 Α ΙΙΙ (fra i due), 19ΑΙΙΙ
nettamente causa!e, 27 Ι (έπεί = poiche) ή αηδών, ·όνος usignolo. Ε' probabile, ηοη sicuro, che appartenga
8. οtι che ; perche. Confrontar]o con ώς 6 c, p. 38. a qs famiglia di parole. (Bq).
l ° Conglunzione dichiaratlva = che, speclalmente nel discorso lndiretto. * iμνυμ~ giurare, generaJmente con η μήν (cf. 9 c p. 48,
- Normalmente modo indicativo.
μά): δμουμαι ωμοσα δμώμοκα; pass. ώμόθην δμοθή·
ΙΙ greco conserv_a la stessa persona del discorso diretto 23 Ec. (Cf. !Όttativo
« obliquo », Osservazione a p. 31). σομαι δμιόμομαι.
2° Congiunzione causale = perclιe. - Normalmente modo indicatlvo (an-
che ottativo « oblfquo » e cf. Osservazione a p. 42). 9. * pώννυμι rinvigorire ρώσω ερρωσα; pass. έρρώσθην ερρωμαι
Ν. Β. - Νοη confondete δ.-ι col neutι·o di οσ.-ις: ο .-ι « quodcumque », cf. 4 c ή ρωμη forza :
δ η βούλομαι. - Ε cf. 1 ο, p. 16 ώς ed ο.-, col superlativo. Forza fisica, soprattutto negli effetti esteriori; fig. forza morale. Cf. .-ό σf}έ­
νος e ή tσχύς (23 Ec,).
μ'ή 1°Negazione: al posto dί ούκ quando indica volontά (proposizioni
finali, desiderative ecc.) oppure supposιzione (se) e όρχerσ,3,α.ι danzare.
concessione (sebbene). It. orchestra: parte del teatro dove il coro danza va e dove oggi stanno i
2° Dopo Ι verba tlmendi : suonatori.
temere (8 c) e dιιbitare, negare, impedire; = lat.
« ne » it. « che ». esser nascosto, sfuggire alla conoscenza di: λήσω
ελαθον λέληθα. Regge l'accus. della persona e si co-
μη ού dopo (( temere » = « di non » oppure « che non »;
lat. « ne ηοη »; cf. 14 Α πr, struisce col par·ticipio come τυγχάνω (cf. 5 C): λάι'}ε
tu ttavia dopo i verbi ο le espressioni che significano « nega~e » ο « impe- βιώσας(•) vivi nascostamente (precetto di Epicnrό).
dire » μη ού ne rafforza il senso negativo e si traduce con « d1 :ι, ο « che »: ειτι-λανίtάνομαι dimenticarsi: -λήσομαι -ελαθόμην -λέλησμαι.
ί5 Α η1 .-ί εμποδών μή ουχί ... άποθανείν; che cosa ci impedira di morire 1
ά-ληθής vero, veridico: ηοη occulto.
3° Congiunzione finale negativa:
lat. « ne », affinche non ; ή λήθη dimenticanza, oblio. Cf. Dante, Purg. ΧΧΧΙΙΙ, 122-23:
lnoltre « che non » cf. 36 Ph. dove fa riscontro a tνα (cf. 6 ο p. 36). e son sicura
« •.•
ου μή « non c'e
pericolo che >>. che l'acqua di Lete non gliel nascose ».
Ε locuzione abbreviata; fra le due partίcelle si deve sottin tendere un 'espres·
sione di timore. * Ιiρr..ω attivo αρξω ηρξα ηρχα pass. ηρχθην. Regge il genitivo:
ote quando. Cf. πότε 9 c, p. 48. 1° cominciare nel senso di : prendere l'iniziativa
Congiunzione temporate ; normalmente modo indicativo (realta) ; fn al- di : p. es. πολέμου della guerra.
cuni casi ottativo, in altri casl ο...:αν e congluntivo (3 c.): cf. Osserva- It. patri·arca, eresi-arca.
z!one p. 42,
Ν. Β. - Α volte congiunzίone cαιιsαlιι = « poiche :ι,; sintassi delle proposi·
zioni principali, normalmente modo indicativo ο ottativo « obliquo ». (a) βιοϋν vivere: βιώσομαι έβίωσα aor. fortissimo έβίων βεβίωκα. Cf. ζην
21 Α IV r, 81.
l
46 1° TESTO - CIROPEDIA Ι, 3. NOMENCLATURA 8-9 1° TESTO • CIROPEDIA 1, 3. NOMENCLATURA

PAROLE INDECLINABILI 2° donde comandare, assumere il comando di.


It. an-archia . mon-arca. - Differente da κελεύω·, cf· 6 σ p . 37. s·1gn1 'fi ca
οπότε ogni volta che; quando 10 c.
Osservazioni come sopra. 11 suo significato esige piίι spesso l'ottativo 18 Α ΠΙ. dunque essenz1almente « potere d'iniziativa ,., « potere di mettere un affare in
Ν. Β.- LΌttativo οταν βούλοηο 10 σ e un caso di attrazione modale. movimento »; per questo « comandare » e « amministrare » sono due cose diverse.
9. eϊtα. sπ·e~tα. poi, quindi : medio αρξομαι ήρξάμην ηργμαι,
« dopo di cίό » un po' enfaticamente 9 σ; « e allora • 10 σ. Cf. 30 Prot. εtτα
ίωμεν allora andiamo ! cominciare a fare per es. πολέμου « cominciare le
μη δπαις ••• αλλά.••• operazioni » (ditfeι>ente da αρχω πολέμου); oppuι'e
(Locuzione elittica) : = ben lungi da ••• fare per prima cosa.
ln. qs passo: « ben lungi da danzare in misura, νοί ... ». Lett. = ποπ c'era
ιnodo che danzaste in misura, ma ... (οπως 6 σ p. 36). άρχαίος primitivo, antico.
It. archeo·logia, arcaico.
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI
L'« ΙΝΝΟ ALLA VIRTU' » DI ARISTOTELE α- 1 eεpαι adunare : aoristo ηγειρα.
AN(;ORA SENSIBILITA PER LA BELLEZZA Da α· copulativo (caduta dello spirito aspro, cf. p. 28 sotto αμα) e R. γερ
La radice « ΑΡ » e « ΑΡΕΤΗ » (a) Iat. « grex, gregis » donde l'it. congregazione. - It. pan·egirico: elogio di nn
santo davanti una folla adunata in un giorno di fesιa. - La πα\'-ήγυρις in
Abbiamo visto che i Greci non separavano mai il bello dall' utile Grecia era l'adunata di tutto il popolo per una fesιa nazionale per es. alle
(cf. a p. 20 il cenno su καλός); non ne separavano nemmenb la Olimpiadi. '
virtu a cui lasciavano anzi l'attι'attiva del piacere. Il vocabolo che
Ja designa, αρετή, significa, come αριστος (ottimo) l'adattamento per- 'ΙJ αγορά piazza pubblica: luogo di discussione, e (cf. 11 Α nr)
fetto; viene:, dalla R. αρ « adattare », « accordare », radice, squisi- mercato.
tamente greca e fra le piιί feconde. Alla stessa famiglia di αρετή Come il foro presso i Roιnani. Agli antichi piaceva vivere all'aria aperta:
appartengono αραρίσκω e αρμόττω che indicano l'adattamento pra- i Portici. .
tico, αρμονία, l'armoniosa beLlezza e soprattntto &ρέσκω che significa
αγορεύω parlare in pubblico.
piacere. Aι0istotele, pur cantando i sacrifici che l' αρετή ispira, le
lasria la gι0 azia della vergine. Per i Romani, a1 contrario, « virtus », ln qs passo tσ-ηγορία liberta (uguaglianza) di parola: ίσο;.
derivando da « vir », indica solo la forza virile. Queste due parole κατ·ηγορείν accusare in tribunale. Lett. parlar contro.
fanno cogliere la profonda ditferenza che passa tra l'anima gι'eca
e l' anima romana. * απ-αγορεύω vietare: lett. parlare per distogliere (από): &π-ερω
Άρετά, πολύ-μοχθε γένει βροτείφ, απ-ηγόρευσα ο απ-είπον απ-είρηκα.
θήραμα κάλλιστον βίφ,
σας πέρι, παρθένε, μόρφας, μe{Μαι essere ubriaco. It. a-metista (il cui colore da sul
και θανείν ζαλωτος εν •Ελλάδι πότμος viola coπ1e la feccia del vino); si diceva che impe-
καl πόνους 14 τληναι μαλερους α-κάμαντας• diva (α·) l'ebbrezza.
Τοίον επι φρένα 19 βάλλεις
ϊμερον δρέψαι 26 κλέος, μεθύσκω ubriacare : aoristo εμέθυσα
καρπον ες &-θάνατον χρυσού τε κρείσσω 13 medio ubriacarsi : aoristo εμεθύσθην
και γονέων μαλακ-αυγήτοιό 23 θ' ϋπνου ... -σκω sutf. verb. incoativo.
(Inno alla Virtίι, 1-9).
Per Antigone fare una moι'te gloriosa equivale a « καλώς θα­ aver sete (senza perf.) It. dipso-mania.
νείν » (v. 97). - Ε ricordiamo un saggio consiglio di ~,ocilide (?):
Οϋδεν ανευ καμάτου πέλει ανδράσιν εϋ-πετες εργον. πα.ύω mettere termine.
(Bergk, Pseudo Focilide, ν. 762).
medio cessare, liberarsi, smettere,
Ceι'cate la sfumatιn'a intraducibile di εϋ-πετής di _cui conoscet~
la radice: cf. sotto προπετής 5 c, p. 30. Dunque iπ generale sfumatura volitiva non implicata da λήγω (η. ί7 p. 153).
Sί costruisce col participio διψων παύεται (in qs passo). - It. fare una pau-sa.
(a) cf. a p. 1 ή άρμονίcι. alcune parole di qs famig1iΙJ.
·---
48 1° TESTO • CIROPEDIA Ι, 3, NOMENCLATURA 9 D-10 1° TESTO - CΙROPEDIA Ι, 3, NOMENCLATURA 49
• πά.σχαι 1° provare un'impressione πείσομαι έπαθον πέπονθα
PAROLE INDECUNABILI 2° ίntι·ansitivo : essere affetto in bene ο in male.
Es. καλώ; ο κακώς πάσχω, passivo dί κ. ο κ. ποιείv: maltrattare. - Attentί
oMe 1° nemmeno (in qs passo); a πείσομαι e πέποLi!α dί πείθομαι obbeιiire 35 F p. 125.
2° e .•. ποπ. R. πενθ: grado « ε • (allungato: πειθ: πείσομαι; grsdo «ο•: πονθ; grado
« zero » παθ per πνθ (v e μ semi νocali = α ; c{. τέτακα 1·ο p. 19).
Da non confondersi con οίίtε ... οϋιε ... ne ... ne ... 13 Α πι.
το πάθος cίδ che commuove : affetto, passione ;
tό πάθημα= αtfiίzione. It. disturbi
pato-logici; patema.
QUANDO DUE NEGAZIONI SI SUSSEGUONO ... OSSERVAZIONE.
το πένθος lutto.
1° Si eliminano fra loro se Ia seconda e una negazione semplice (ma attenti
a quanto e detto a p. 44 sotto μή οίι). 10. * tpeχαι correre δραμουμαι εδραμον δεδράμηκα.
2° Si rafforzano fra loro negli altri casi : 1ί Α ΙΙΙ ούδέ tππέα ο-όδένα (3 ο) Cf. απο-δι-δρά-σκω evadere 29 Ρι·οt. p. 115.
σύμμαχοv εχονtες « e ποπ aven.do assolutamente alcuna cavalleria con se ».
ό τροχός l'UOta, fig. oggetto cίrcolare ecc.
quando? (46 D): Si designa col nome stesso della corsa (tρόχος). Ε' una delle pίίι grandi
invenzioni umane.
Risposta τόtε allora (ίη qs passo, p. 12), a cui corrίspondono ο~ε e όπόtε
(8 ο, p. 44 e 46). ό δρόμος corsa (δραμουμαι).
ποτέ enclitico: INDEFINITO: It. ippo-dromo, drome-dario.
1° un giQ1·no, una volta. μια.ίναι macchiare,. ' contaminare. Αοι'.; εμ<ίανα.
Es. ου-ποtε non una (sola) volta : mai ; οuδέ-ποtε nemmeno una volta, un It. ιniasma (τό μίασμα cίό che contamina).
giorno (in qs. passo), maί; 27 Ι ουδέν πώ-πο~ε εποίησε ποίημα. μια-ρός macchiato (es. di sangue) senso del lat. «turpis», cioe:
2° s/umatura d'atte1iuazione ο di p1·eoccupazione. 1° scellerato, empio ;
In it. « /orse » « mai >>,es. che cosa maί ... ? 2° orribile.
fO ο: tί ποτε tφ Σάκ~ οiίtω πολεμείς perche mai faί cosi la guerra a Sakas 1
* epχομα.ι andare: είμι ηλθον ελήλυθα (fut. poetico: έλεύσομαι)
γουν « in ogni modo », « sl certamente ». εtμt andrό, R. ei, i: lat. c ire »; εtμί essere R. εσ: lat. « es-se »; ίημt R. ie
lat. « ir,ci » (ηκα).
Conferma restrlngendolo ciό che sl e appena detto.
« almeno » :
Ί:-της a1·dito, s(rontato ; « che va avanti ».
Dopo proposlzione condl.ιlonale ο concessiva. + ~ ϊημι scagliare : ησω ηκα είκα pass. εϊθην εθήσομαι είμαL
= γε (3 ο)+ ouv (15 Α ΠΙ). medio 1• pt·ecipitar·si
μ~ particella affermativa nelle esclamazioni e z'mpre- 2° agognar·e α. Cf. α 58 a p. 79.
cazioni. λούω lavare, bagnare; medίo bagnarsi (in qs passo).
ln qs passo: μά Δία per Giove. - Cf. 16 Α ΙΙΙ μήν e η μήν (nei gίιJramenti). Lat. « luo » la vare, purificare, « di-Jαo » donde l'it. di-luire; it. allu vione ecc.

OSSERVAZIONESULLE PARTICELLE * eσ{Ηαι mangiare : εδομαι εφαγον εδήδοκα ;


pass. ·i'1δέσθην εδήδεσμαι.
1° B.isogna afferrarne il senso, ricco di svarίatissime sfumature, intuirne l'op- Due R. εδ: lat, « edo », it. cornm,es.t-ibile; φαγ it. antropo-fa.go, sarco-fago.
portunιtlι a forza di esaminarle quando s'incontrano. Lo stesso si dica delle
congiunzίoni. - La vostra mente sί addestrerlι al contatto della struttαra lu- 0 δδ-ών, -όντος dente, dal particίpio εδών: il « mangiante » Bq.
cida e sottile della lingua greca e verrlι facilitata l' intelligenza delle versioni.
Lat. • dens, dentis >, Oggi lo si fa derivare anche da δα-κvω (δα= δ~ ): • ί1
2° Spesso Ja sfumatura che le particelle aggiungono al senso ποπ si potrlι πιordente •. - 11 nominativo όδούς e un'invenzione delle grammatiche.
t~adurre che con l'intonazione, ο la costruzione della frase ο anche la punteg-
gιatura; la maggίor parte delle volte δέ \ποπ δή) isolato equivale ad una vir- * ίστημι pM<re: στήσω εσtησα.
gola; γάρ equίvale spesso ai due punti; cosi pure δη quando b preceduto dcι
u!l verbo come λέγεLν. Ιπ greco, fino aJl'etlι alessandrina, nQn esiste punteg- stω·e : εστην εστηκα εστήξω
gιatura •
pass. έστάθην στάθήσομαι.

. .\
.···-
1

50 1° TESTO - CIROPEDIA 11 3. NOMENCLATURA 9-10

PAROLE DECLINABILI
9. ό ρυ-{}ομός ritmo.
Stessa R. ρυ di ρέω scorrere 26 Ι p. 101. - Metafora su-ggerita certarnente
dal mormorio regolare delle fonti e dall'ondeggiamento del mare. (L'anima
greca ha il senso dell'armonia).

silenzio (in generale).


SEOONDO TESTO
diritto : « rectus ».
Da ποπ confondersi con εύtlύς diritto : c directus-. (2 ο p. 20). - It. vr-
SENOFONTE: ANABASI Lib. ΙΙΙ, Oap. Ι, 1-26
to-ρedia, trattamento (παιδεία educazioπe) per correggere i difetti di gamhe, (Ahhreviazione Α ΙΙΙ)
piedi ecc. Fig. orto-grafia.

ίσος uguale. SENOFONTE SI ΜΕΤΤΕ Α CAPO DEI « DIECIMILA »


In qs passo ή tσ-ηγορία (cf. άγορεύω sotto άγείρω, p. 47).
It. iso-scele: triangolo che ha due « gambe.,, (τό σκέλος) uguali. L'ANABASI.- Ε' il primo libro, in ordine di tempo, di memorie
'ίσως avv. ugualmente; donde militari, almeno nelle letterature classiche. Si tratta delle memoι'ie
di Senotonte sulla spedizione a cui prese parte (•) con un esercito
forse (quando le probabilita sono uguali) 20 Α ΠΙ, greco (b) assoldato da Cir·o il Giovane (non Ciro il Grande della Ci-
10. ό πόλeμος cf. 11 Α π1 utili ravvicinamenti: guerra; in qs passo ropedia) e soprattutto sulla famosa ritirata dί quest'esercito dopo
il verbo πολεμείν. la morte di Ciro: i Greci percorsero in 15 mesi e con 215 tappe,
senza mai sbandarsi, circa 5800 km. Opera scritta nello stile proprio
tό μτσος odio (in qs passo il verbo μισείν) : a un uomo d'azione, dunque nello stile che dovrebbe essere il
·in senso proprio per antipatia, incompatihilita di carattere. It. mis-antropia. vostro.
ό ίκ-etης il supplice. IL TESTO.- Magnifico esempio di una qualita ateniese per
R. ικ: cf. άφ-ικ-νείσ6αι (2 ο) νenire. « Colui che viene a chieder aiuto ». eccellenza: lo spirito d' iniziati va. Lontano 10 000 stadi dalla Grecia
e in paese nemico, circondat.o dallo scoraggiamento universale, dopo
-της (cf. -τηρ, -τωρ) sufl. di sostantivi maschili autore dell'azione che tutti i geneι'ali sono stati assassinati, Senofonte prende il co-
espressa dal verbo (in qs passo) e, in generale, stato, mando non di un' unita, ma dell' intero esercito e si tratta di un
professione (cf. εύς): esercito nei cui gradi non aveva nemmeno un mandato ufficiale,
Cf. ό κυβερνή-.:ης, ό tδιώ-.:ης p. 2 e ricapitolazione a p. 42.
perche era solo addetto, come lo sarebbe ai nostri gioι'ni un « cor-
tό α.pισtον colazione : pasto di mezzogiorno. rispondente militare », allo stato maggiore del generale beota Pros·
Meno abbondante del δείπνον (1 ο). Es. έργαζδμεναι μεν ήρίσ-.:αιν, έργασά­
μεναι δέ έδείπνουν (Senofonte, Memorahili, ΙΙ 7): Lavorando esse facevano co-
(a) All'ammirazione che Senofonte, pur cosi ateniese di carattei,e, nutriva
lazione e prendevano il pasto importante finito il lavoro, - Perό qs abitudini per Sparta non fu estranea la sua avventura d'Asia. Ciro il Giovane era infattί
variarono secoi:ιdo le epoche. alleato dί Sparta e i Diecimila, originari per la maggior parte del Peloponneso,
avevano un'istruzione militare spartana.
(h) Eccetto qualcl1e volontario come Sen()fonte, i Diecimila er 100 esclusiva-
ιnente mercenari. Ciro largheggiό ίη denaro con alcuni avvent urieri, incaricandoli
di arruolare il m1ggior numero di soldati possibile. Ι capi erano ο dei rihelli,
come Clearco, ο proscritti, ο specie di capitani di ventura.
52 2° TESTO • ANABASI. ΠΙ, f 13-17 2° TESTO • AXABASI ΙΙ(, 1 53
ιι-1:1

s_eno: amico suo. -- La qualiti:ι precipua dell'Ateniese e l'inteJ\igenza είδεν οναρ. 'Έδοξεν αύτφ βρο,της γενομένης σκηπτος πεσείν είς την
lιmpιda e pronta per cui, quando agisce, egli si puό adattar·e a πατρφαν οίκίαν, και εκ τούτου λάμπεσ&αι πασα. 14. Περίφοβος δ' εύ&υς
qualsiasi circostanza e sapri:ι semprH trarsi d' impaccio. Ν otate anche αν-ηγέρθη, και το οναρ τη μεν εκρινεν άγαθόν, δτι 8 εν πόνοις ων και
la. curiositi:ι insaziabile, altra caratteristica dell' anima greca, che κινδύνοις φως μέγα εκ Διος ίδείν εδοξε · τη δε και εφοβείτο, - οτι
s~ιng~va Sen_ofonte, come aveva spinto Erodoto, a intraprendere άπο Διος μεν βασιλέως το οναρ εδόκει αύτφ είναι, κύκλφ δε εδόκει
ηaggι lontanι e ad avventurarsi in paesi sconosciuti. λάμπεσθαι το πυρ, - μη ού 8 δύναιτο εκ της χώρας εξ-ελθείν της
βασιλέω;, άλλ' ε'ίργοιτο πάντο-8-εν υπό τινων ά-ποριων. ·οποίόν i tι
Troverete alla fine del volume la traduzione letterale.
μέντοι εστι. το τοιουτον οναρ ίδείν, εξ-εστι σκοπείν εκ των συμβάντων
μετα το οναρ. Γίγνεται γαρ τάδε 1•
, 11_, Έ πει' δ'ε οι" τε στρατ-ηγοι' συν-ει λ ημμενοι
' "
ησαν, και των λοχ-αγων
~αι των στρατιωτών οί συν-επόμενοι άπ-ωλώλεσαν, εν πολλη δη 3 α-πορίι:t
15. Εύθυς επειδή άν-ηγέρ-8-η, πρώτον μεν εν-νοία αϋτφ εμπίπτει·
ησαν οί 'Έλληνες, εν-νοούμενοι οτι επι ταίς βα·σιλέως θύραις ησαν
« Τί κατά-κειμαι; ή δε νυξ προ-βαίνει· άμα 4 δε τη ήμέρι;ι είκος τους
κύκλφ δ' αύτοίς 1
πάνη1 πολλα και ε&νη και πόλεις πολέμιαι ησαν
πολεμίους ηξειν. Εί δε γενησόμεθα επl βασιλεί, τί εμ-ποδών μη ούχί, 8
άγο ραν
' δ' ου'δ εις
' ετι
" παρ-ε''ξ ειν εμε
" λλ εν, άπ-είχον δε της •Ελλάδος ου'
πάντα μεν τα χαλεπώτατα επ-ιδόντας, πάντα δε τα δεινότατα παθόντας,
μείον η μύρια στάδια, ήγεμών δ' ούδεις της όδου ην, ποταμοι δε
{,βριζομένους άπο-θανείν; 'Όπως δ' άμυνούμεθα ούδεlς παρα-σκευά­
6
.δι-είργον ά-διά-βατοι εν μέσφ της ο'ίκα-δε όδοϋ, προυδεδώκεσαν δ' αύτους
ζεται ουδ' επι-μελείται, &λλα κατα-κείμεθα ώσπερ έξ-ον ήσυχίαν αγειv.
και οί συν Κύρφ άνα-βάντες βάρβαροι, μόνοι δε κατα-λελειμμένοι ησαν
~ δ' eιππεα :, δ' ' .,, ' 'Εγώ ουν τον εκ ποίας πόλεως στρατ-ηγον προσ-δοκώ ταυτα πράξειν;
ου ου ενα συμμαχον εχοντες, ωστε 6 εϋ-δηλον ην οτι νικώντες
'

ποίαν δ' ήλικίαν εμ-αυtq) ελθείν άνα-μένω; ού γαρ εγωγ' ετι πρεσβύ­
μέν ούδένα αν κατακάνοιεν (•), ήττηθέντων δ' αύτών ούδεις αν λειφθείη.
τερος εσομαι, εαν τήμερον :τ:ρο-δω εμ-αυτον τοίς πολεμίοις ».
12 Τα ·τ 1 δ'3 •
, - •, ~ αe
,

, ,_ο., "
εν:νοου~εν?ι και α-υυμως εχοντες, δλίγοι μεν
,αυτων εις την εσπεραν σιτου εγευσαντο, δλίγοι δε πυρ άν-έκαυσαν επι
,δ'ε τα' οπ
" λ α (b) πο λλ οι' ουκ ~
, ηλθον •
ταύτην την νύκτα, άνεπαύοντο δ' ϋπου
16. Έκ _τούτου 1 άν-ίσταται και σuγ-καλεί τους Προξένου πρώτον
λοχ-αγούς· Έπει δε συν-ηλθον, ελεξεν · (•)
iτύγχανεν εκαστος, ού δυνάμενοι καθ-εύδειν υπο λύπης και πόθου πα­
Έγώ, ώ άνδρες λοχ-αγοι, οϋτε κα&-εύδειν δύναμαι, ωσπερ, οίμαι,
«
τρίδων, γονέων, γυναικών, παίδων, οϋς αu-ποτ' ενόμιζον ετι οψεσ&αι.
"
ο υτω '
μην δ'η δ ια-κειμενοι
' πάντες άνεπαύοντο.
ούδ' υμείς, οϋτε κατα-κείσ&αι ετι, όρων εν οϊοις εσμέν. Οί μεν γα!:,)
πολέμιοι δηλον οτι ού πρότερον προς ήμας τον πόλεμον εξ-έφηναν πριν
13. ~Ην δέ τις εν τη στρατι~ Ξενοφφν Άθηναίος (<), ος οuτε ενόμισαν καλώς τα εαυτών παρ-εσκευάσθαι, ήμών δ' ούδεlς ούδεν
σ.τρατ-ηγος άντ-επι-μελείται οπως ώς κάλλιστα άγωνιούμεθα. Και μην εί υφ·ησό­
:, \ οϋτε λοχ-αγος
. οϋτε στρατιώτης ων συν-ηκολούθει ) άλλα Πρό-
ξ ενος αυτον μετ επέμψατο ο'ίκο&εν, ξένος ων άρχαίος · υπ-ισχνείτο δ' αύτώ μεθα, και. επι βασιλεί γενησόμεθα, τί οϊόμεθα πείσεσθαι ; 17. 'Ός καl
εί ελθοι, φίλον αύτον Κύρφ ποι11σειν, ον αύτος εφη κρείττω έαυτ~ τοϋ δμο-μητρίου άδελφου και τεθνηκότος ηδη άπο-τεμών την κεφαλ11ν
..
ν?μίζε:ν τ~ς πατρίδ,ο; ι J.(d~· - Επει. 7 δ' ά-πορία ην, ελυπείτο με~
0

συν τοις αλλοις και ουκ εδυνατο καθεύδειν · μικρον δ' ϋπνον λαχών
και. την χείρα άν-εσταύρωσεν · ή μας δέ, οίς κηδεμών μεν ούδεlς πάρ-εστιν,
έστρατεύσαμεν δε επ' i αύτόν ώς i δουλον &ντι βασιλέως ποιήσοντες,
καl άπο-κτενοϋντες, εί δυναίμεθα, τί αν οίόμεθα παθείν; (b) Αρ' 5 ουκ
7

(a) Νοη ~otr~bbe~o ~unque approfittare dell'eventuale vantaggio. αν επί παν ελθοι ώς ήμας τα εσχατα αίκισάμενος πασιν ά.ν&ρώποις
(b) Ι fascι . d armι d1sposti sul fronte del campo e presso i quali i soldati
d.ovevano dorm1re per esser pronti a riprender Ιe armi .
(a) Notate lo svolgersi del discorso, di somma chiarezza ed abilit1ι; ne rneι­
. (c) ~eno!onte parla di se in 3• persona e quindi pίύ. liberamente perche l'« io »
te1·eιno in rilievo in nota ί punti salienti e Ιο slancio finale. Esercitatevi, leggendo
·cosι antιpat1co e stato alLontanato. La modestia ηοη e la sola qualit1ι che ci
gu.adagna. a farlo sentire con l' intonazione della voce.
(d) Paragrafi 5-10 in cui Senofonte narra la sua partenza e come, per con-. (b) Senofonte ha cambiato costruzione nel corso del periodo: ci si aspetterebbe,
-siglio di Socrate, consu!tό l'oracolo di Delfo. dopo ίl soggetto « δς •, « ήμiiς δέ ... ,;ί πο1ήσε1; ~
54 2° TESTO • ANABASI ΙΙΙ, f ·~-20
20 2° TESTO - ANABASI ΠΙ, f 55
φόβον παράσχοι του στρατευσαί ποτε επ' αυτόν; Άλλ' οπως τοι μη
επ' εκείνφ 1 γενησόμεθα πάντα ποιητέον (•). προ,φασίζομαι την 11λικίαν, άλλα καl άκμάζειν ήγοϋμαι 11 ερύκειν
άπ' έμαυτου tα κακά (8 ) ».
18. « Έγώ μεν οίιν εστε μεν αί σπονδαι ησαν, οϋποτε επαυόμην
ήμάς μεν οϊ.κτείρων, βασιλέα δε και τους συν αυτφ μακαρίζων, δια-θεώ­ eo μεν ταυτ' ελεξεν, οί δs λοχ·αγοί. άκούσαντες ηγείσθαι εκέλευον
μενος αυτωy οσην t μεν χώραν και οϊαν εχοιεν, ώς δε ά-φθονά τα πάντες.
έπι-τήδεια, οσου; δε θεράποντας, οσα δε κτήνη, χρυσον δε, έσθητα δέ.
τα δ' αύ των στρατιωτών όπότε 9 έν-θυμοίμην, οτι των μεν άγαθων RipaRsando dal n. 6 in poi, troverete a proposito dei vocaboli dei Testi :1.0 e
πάντων ουδενος ήμίν μετείη, εϊ. μη πριαίμεθα, στου δ' ώνησόμεθα t\δειν 2° (b) quasi tutta la parte essenziale della sintassi del periodo. - Ι vocaboli
contenuti nelle citazioni e nei testi supplementari sono spiegati nel paragrafo 48.
ετι ολίγους εχονtας, άλλως δε πω; 6 πορίζεσ/tαι τάπιτήδεια η ώνουμέ­
νοuς ορκους ηδη κατέχοντας ή μας· ταiίτ' 1 οίιν λογιζόμενος ένί-οτε τας
σπονδας μάλλον εφοβούμεν η νυν τον πόλεμον.
(a) Vi e, nella forma intenzionalmente aspra ed egoista di questo passo, un
19. Έπει μέν-τοι εκείνοι ελυσαν τάς σπονδάς, λελύσθαι μοι δοκεί
« richiamo al fatto che, in questo pericolo estreιno, si tratta, coιne brutalmente si
και η εκείνων 1 ϋβρις καi. ή ήμετέρα ά-σάφεια 8 • Έν μέσφ γαρ ηδη dice, « della pelle > di ognuno e che 1'unico modo di salvarsi e di adoperaui alla
saίvezza di tutti.
κείται ταυtα τα άγαθα &θλα όπότεροι αν ημών άνδρες άμείνονες &σιν.
(b) Cf. p. 36, Osservazione sulle congiunzioni.
&γωνο-θέται δ' οί θεοί εϊ.σιν, οϊ συν ημίν, 1 ώς το είκός, εσονται. Ούτοι
μεν γαρ αυtους έπι-ωρκήκασιν. ημείς δε πολλα δρώντες άγαθα στερρώς
αυτών άπ-ειχόμεθα δια τους των θεών ορκους. ωστε έξ-είναί μοι δοκεί
ιέναι έπl τον άγωνα πολυ συν φρονήματι μείζονι η τούτοις. "Ετι δ' εχομεν
σώματα ίκανώτερα τούτων και ψύχη και θάλπη και πόνους φέρειν.
εχομεν δε και ψυχας συν 1
tοίς θεοίς άμείνονας' οί δε ανδρες και τρωτοι
και. θ,•ητοl μάλλον ημών, ην οί θεοι ωσπερ το πρόσθεν, νίκην ημίν
διδώσιν.

2~. « 'Αλλ' 'ίσως γαρ και άλλοι .ταυτ' έν·θυμουνται. Προς των θεών
μη άνα-μένωμεν άλλους (b) εφ' 1 ήμας ελθείν, παρα-καλουντας επι τα
κάλλιστα εργα, άλλ' ημείς άρξωμεν 9 του έξ-ορμησαι και τους αλλους
sπl την άρετήν. Φάνητε των λοχ-αγών άριστοι καl των στρατ-ηγών
&ξιο-στρατ-ηγότεροι. Καγώ δέ, εϊ. μεν ύμείς εθέλετε έξ-ορμαν έπι ταυτα,
επεσθαι ύμίν βούλομαι· εϊ. δ' ύμείς τάτtετε έμs ήγείσθαι 11 , ουδsν

(a) Senofonte si e so.tfermato a lungo sul lato quasi disperato della situazione
per far sentire la necessita di agire. Ottenuto questo risultato, mostrera le cir-
costanze favorevoli, i lati utilizzabili per~he se ne tragga profitto; a che servirebbe
&ra contemplare l'aspetto sfavorevole 1 Questa e la regola fondamentale dell'azione
virile: vedere l'aspetto difficoltoso delle cose, ma non guardarlo che nella misura
πecess9.rίa per porsi al riparo: Se non si fa cosi, si riιnane rattristati e snervati,
eioe indeboli ti.
(b) Appello finale all'aιnor proprio degli uditori per vincere le ultiιne esi-
tazioni.
56 2° TESTO - ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 11 11 2° TEi:iTO - ANABASI lΠ, 1. NOMENCLATURΆ 57
PAROLE DECLlNABILI PAROLE INDECLINABILI
VERBI
11. δ σtpα,tός 11. stι inoltre, in piύ..
esercito. Con negazione (οuχ·έ~,): 11. * eπομαι seguire : εψομαι έ-σπ-όμην imperfetto είπόμην.
Ιι. strategia (c!Ό -ηγος, p. 15). - Stessa
non ... piύ. (si riferisce al pas- Lat. < sequor, soc-ius ». R. σεπ. D~ notar~: 1° Ja normal? alter.nanza voca-
R. σ~;ερ di σ~:ρώννuμι i4 Ec p. 89 steιιdere, lica (cf. 1 c p. 19, ~:είνω); 2° la corr1sp. cos1 frequente tra 1 suonι π e k.
spiegare, lat. <( sterno, stratus ». sato).
ό στρατιώ-της Da non confondersi con οϋ-πω πepiiν attraversare
soldato. non ... ancora (5 ο) che si riferisce
al futuro. R. περ (grado « ε » ), πορ (grado « ο •):, attrav~rsare, pe~etrare; ΙJna del!e
Cf. 10 c p. 50 suff. -~;ης = stato, profes- R. piίι ricche; cf. lat. « per », greco περι (con 11 senso dι oltrepassare) e so-
sione, autore dell'azione. - Σ~:ρα~:εύω al- αν « all'occorrenza ». prattutto:
l'attivo e al medio combattere ο ρresιare
servizio militare. Ι. ln proposizione principale (ne- το πέρας, -ατος limi te : termine della « traversata ».
gazione ου).
δ λόχr;ς
. περαίνω compiere: recare a ter·ωine. Cf. πράττω 1 c p. 17 .
corpo di soldati. 1°Apodosi IV tiρo periodo lpo-
Sen•o piίι antico: imboscata, donde pic- tetlco. Indicatlvo, tempi storici:
cola truppa "he puό appostarvisi stando
cori·:ata, accovacciata; perciό stessa R. di: = irrealta. OSSERVAZIO~E SUI MODI Ε SUI ΤΕΜΡΙ
Perche '! cf. Osservazione su Modi
το λέχος letto: lat. « lec-tus ». e tempi. (Εί η εtχον) έδίδουν αν: (se (Ricapitolazione e spiegazioni)
aves~i qualche cosa - che non ho), la
ή -&ύpιz porta. dare1 - ma non la dό.
Lιιt. pl. « fores » (corrisp. it iniziale ·e l. - VALORE PROPRIO DEI MODI
f). - It. pro-tiro (in architettura).
2° Apodosl ΙΙΙ tiρo perlodo
ipotetico. Ottativo, presente ο ao- L' Indicativo e il modo della realta e si usa per esprimere
to s-&νaς popolo. risto: ciό cl1e e reale od oggettivo nel presente, nel passato, nel f~turo.
It. i caratteri « etnici ». =Possibilita: L'Ottativo e il modo a) della possibilita; b) del desider10.
ό νους (= νόος) cioe semplice supposizione ο af- a) con αν e potenziale, in quanto indica che colui che paι'la con-
mente, intelligenza.
fermazione attenuata; il valore po- cepisce l'azione esψessa, dal verb_o come possibile; a. volte e so~ta~to
tenziale, proprio dell'ottativo, e ac- un modo di attenua1·e l affermazιone della realta. S1 traduce 1n 1ta-
νοείν pensare. centuato da αν. - In qs passo: νι­
κώνΙες. ούδένα liν κα~:ακάνοιεν (nel- liano col condizionale. Cf. 11 Α ΠΙ,
In qs passo εν-νοείν: aver in mente, 1' ipotesi che fossero vincitori ... ). b) senza αν indica che colui che parla deside1·a che l'azione
(εν) raffigurare colla mente.
11. Nelle subordinate temporali, esψessa dal verbo abbia luogo. LΌttativo desiderativo si adope1'a
νου-θετείν avΙJertire, richiamare al relative e Protasi ΙΙ tipo period<J iρo­ da solo oppure e introdotto da ει γάρ ο da ε'ί-θε; 42 F γέν-οιτο ταύτ'Β
dovere: tetico: ·
« cosi sia », dice Socrate; 30 Prot. εί γαρ εν τούτφ ε'ίη, « se CODSl-
Lett. porre (~;ί6ημι) nella mente di qual- 3° Congiuntivo (negazione μή). stesse in questo (solamente) ! » dice IppocΓate. - Perciό si trova ει
cuno. Cf. in it.: mettiti ben ben ίη mente
che ... = Eventualita. e l'ottativo (senza αν) nella protasi del periodo ipotetico della pos~
Attesa di un avvenimento deter- sibilitά che esprime spesso un desiderio in?ipiente:. « ~h ! se _sapess1
μετα-νοείν carnbiare opinione, pen- minato ο no, che si riρete; il νalore i vocaboli ιι;reci ! - Ebbene, che farest1? - Μι . d1let~ere_1_nella
tirsi .. di aspettazione, proprio del congiun- lettura di Platone ». Cf. 13 Α πr p. 60 εϊ. Riguardo a1 des1der·ι 1rrea-
Pensare dopo (με~:ά). tivo, e accentuato da αν. - Έπειδάν
δια-πράξωμαι, ηξω tostoche abbia
lizzabili e, quindi, al periodo ipotetico dell' irrealta cf. infra, ΠΙ,
ό πόλeμaς guerra. (avrό) compiuto, νerrό. 3 c δtαν ~:ού­ in fondo.
Il significato originario rende l'agita- των θίγuι ά~οκαθαίρεις ~ήν χείρα
zione, !ο strepito del combattimento: qualora tocch1 qualcuno dι qs (cibi) Anche 1Όttativo obliquo (cf. l'Osservazione a p. ::11)esprime in certo modo
stessa R. di πάλλω 4 ο p. 29 agitare, Ιa possibilita.
p~lisci la mano. 'Εάν άργύριον εχu;,
~ra_ndi~e, lanciare. - It. polemica, guerra δος μοι qΙJaloι·a tu abbia (se hai)
Cf. anche l'Osservazioue a p. 42.
1n 1scrιtto. denaro, dammene.
Ν. Β. - Tal volta c'iν e i tempi
Il Congiuntivo e il modo della volonta ; .
πολέμιος . concernente la guerra:
storici dell'indicativo indicano sem- espι·ime sia la volonta esitante, congiuntivo delibe1·atιvo ο d"!'-
« hostis » :
plice ripetizione nel passato: Κvρος, bitatiΙJo: ε'ίπωμεν η σιγωμεν; 48 « bisogna parlare ο tace1'e? ~>; sra
Nemico in guerra. - Da paragonarsi a όπό~;ε προσβλέψειέ ~:ινας των εν i;αi; la volonta decisa, ωngiuntivo esortativo: 30 Prot. 'ίωμεν « andιamo »
58 2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1. NOMΉ:NCLATURA 11-12 ιι 2° TESTO • ANABASI ΙΙΙ, 1. NOMENCLATUR,\.... 59
+ έχθρός lat. « inimicus ». 1:άξεσ1, 1:ότε μέν εtπεν δ.ν
(Ciropedia,
VH t 10) Ciro, tutte le volte che
πέραν avv. e prepos. al di lά, col gen,
Contrario di φίλος: idea di odio (ή
εχΟρα). - Cf. Antίgone a Creonte che
guardava qualcuno degli uomini nelle
schiere, allora diceva ... Cf. invece
e πόρος passaggio, fig. via, mezzo per consegnire qualcosa :
la rimprovera perche hιι sepolto Polinice, l'Osservazione a p. 42, rz"sorsa.
Demico dell'altro suo fratello e di Tebe: Lat. « porta »: apertura, porta; • portus •, porto: apertura, porta della terra
12. ύπό significato Β.8 sul mare; it. « poro ».
OU l:OL συν-έχ{}ε1ν, άλλα συμ-ιpιλείν εφυν.
« Sono nata per essere partecipe d'amore, esatto : sotto. -
lt. ipo-geo: costruzίone e special- ά-πορος imp1·aticabile, ditficile, senza risorse.
non di odio ,.. (SoίocJe, Antigone, v. 523).
mente tomba sotterranea. In qs passo ή ά-πορία.
μείων, -ονος minore. Regge (;en. dat. accus. pren-
dendo Ιe sfumature pruprίe a qs πορεύω f ar" passare, trasportare.
Serve da comparativo a μικρός e a casi: Cf. ό πορ{}μεύς ίl nocchiero.
ολίγος. - R. μι: lat. minuo, da cui it. flg. sotto l'azione dl, per medio portarsi, andare: -σομαι -θην.
minuto. Sta per μέι-νων. mezzo.
«-μείνων niigliore: Traduce i complementi d'agente πορίζω procacciare, fornire. Cf. it. linguaggio familiare:
e di causa efficiente. Dopo il perf. e
Lett. non minore. Serve da comp. a piuccheperf. meg]io usare il dat. d'in- « passare un tanto al mese »,
άγαθός. tereRRe.

e proibitiυo: μή: (coll' imperativo presente μή λυε e) col congiuntivo


aoristo, μη λύσης (non: μή λίίσον); esprime finalmente 1'intenzione, ΙΙΙ. - AccORDO DEL VALORE DEI TE~1I>r CO;.'; QUELLO DEI MODI
che e atto della vσlonta; e il modo delle finali, cfι·. 6 c p. 36 ϊνα.
L'Inftnito e un sostantivo verbale e come tale si declina fa- 1° Eccetto l'indicativo (ed il participio) i modi non Ιιαnnο
cendolo precedere dall'articolo (neutro): 36 F το μη καλώς λέγειν ... Vf!lore temporale; indicano cioe la qualita ιfell'azione, non il grado
πλημ-μελές. ll parlare non bene e una stonatura; 20 Α πr αρξωμεν dι pr.esen_te, passato e [utur?, _che e indicato dal contesto, quando
:του έξ-ορμησαι καi. τους άλλους ... prendiamo l'iniziativa di spingere ce η e bιsogno; cf. glι aorιstι congiuntivi con valore di futul'O
anche gli altri, .. ; Ό Μένων ηγάλλετο τφ άπαταν 51 δύνασθαι Me- (11 Α πr,. αν 3°) e ciό che disse Temistocle allo spartano Euribiade
a Salamιna: πάταξον 48 μέν, άκουσον δέ. '
none si gloriava col poter ingannare; 42 F: Τι λέγεις περι τούδε του
πώματος προς το άπο·σπείσαί τινι; che dici intorno a questa bevanda 2° All'indicativo ( e al participio) i tempi assumono il loro
riguardo al libare a qualcuno ? valor.e « temporale », perche l'indicativo prospetta Ιe cose nella
TalvQlta l' infinito, specie se negativo, declinato al genitivo, ha realta presente, passata ο futura. - Ν. Β. Il perfetto indica il ri-
valoι•e finale; 7 c κατα-ρροφοϋσι τοίί δή . . . μη λυσιτελείν αύτοίς in- sultato presente di un'azione passata.
ghiottono affinche precisamente •.• non giovi loro. - (Cf. lat. « ora· Eccezioni:
tores petendae pacis » Liv. = aαιbasciatori mandati per chiedere
la pace). 1° .L' aoristo gn?mico viene adoperato in luogo del presente per
enu,ncιar~ una !erιta confermata dall'esperienza: ούδεtς έπλούτησε
11. - V ALORE DEI TEMPI ταχεως, δικαιος ων.
Ι tempi stori~i dell' ~n_dicati~o(i tempi con l'aumento) sono
0
Il presente esprime l'azione durante il suo compiersi, metten- ~
done quasi in rilievo il prolungarsi nel tempo; fayilmente quindi usa~1. ta~or~ per esprιmer_e l ιrrealta. Il passaggio dal valore proprio
sottintende lo sforzo: θνήσκει « sta morendo », 35 F ού πε(θω Κρί­ e
aell ιndιca~ιvo al valore ιrr~~le facile a capirsi: un fatto gia avve-
τωνα « non riesco a persuadere Critone ». - L'irnper/etto indica nιιt? per cιό ~tesso non e pιu reale. Questo va]ore dei tempi secon-
durata, sforzo ο ripetizione. dar~ e dete~mιnato da iiν nelle proposizioni principali; cf. 11 Α ΠΙ αν
Il perfetto indica l'azione sotto il rispetto del suo risultato: e 1Ό Α ΙΙΙ ει.
τέ{}νηκε « e morto »; κέκτημαι « possiedo » (κτώμαι « sto acqnist.an r1n» ). ,, Ι desideri ir,·ealizzabi_li e i rimpianti sono introdotti da εί γάρ,
L'aoristo, ά-όριστος, cioe « l'indeterminato » esprime semplice- ει-θ,ε_ (« s_ealmeno. : . !) ; sι puό usare anche ωφελον, aoristo di οφείλω
mente l'azione (quasi it suo erompere) senza nessuna deteι·mina­ · e 1 ι?-finιt~ .(« av.~eι . do~uto ... ! » ). - Le ipotetiche irreali (εί e
zione di durata, di compimento ο altro, e « l'idea verbale ρuι·a e t~mpι_ ~torιcι dell_ ιndιcatιvo) non sono che ι'impianti, desideι·i i-rrea-
semplice ». Potete dire a un muratore greco: κίνησον λίθον, - ma lιzzabιlι ab~ozzatι: « Ah ! se avessi qualche cosa ! - Che faresti? -
non κίνει λίθον: crederebbe che lo prendeste per Sisίfo, Te la dareι ! »,
60 2° TESTO - ANABAS! ΙΙΙ, 1. NOMENCLATURA 11-13 61
11-12 2° TESTO - ANABASI ΠΙ, f. NOMENCLATURA

μ•Jpιαι t Ο 000. It. miriametro. Ν.-Β. - SPIEGAZIONE:


πέ-πρω-ται (impersonale ; perf.)
Gen. di luogo: da sotto ή πηγή
μυρίος innumerevole.
ύπό της πλα~άνου ρεί (Platone); e
e stabilito dalla sorte (ή πεπρωμένη il, destino).
It. miriadi. Dal!Ήaor. επορον di un verbo inusitato corrispondente a πορίζω; procacciare,
gen. partitivo: sotto (il tutto sotto
dare. Cf. in it.: « mi fu dato di ..• ».
ό πα-:α.μός fiume, corrente : una parte del quale e la cosa): ύπο
Lett. acqua che si precipita (contrario γης. - Fig.: sotto l'azione di, pe~ eondurre ; donde opinare, pensare lcf. lat. « duco »
di λίμνη, p. 3) :. R. πετ come in πίπτω effetto di (cf. sopra). Ιη qs passo: ού = stimare); propriamente « esser condotto a pen-
13 Α rrr p. 65 e πέτομαL 26 Ι p. f01 (aor. δυνάμενοι καθεύδειν ύπό λύπης.
sare ». Cf. ambedue i sensi nel n. ~Ο.
έπτόμην). lt. ippo-potamo; Meso-potamia: Dat. locativo: sotto, ai piedi di:
R. sag.: lat. «sagio » seguire le tracce fiutando, donde «sagax •, it. sagace;
in mezzo (μέσο;) al Tigri ed all'Eufrate. abitare ύπό τfi άκροπόλεL; fig.: sotto
• praesagium » presagio. Non appartiene alla famiglia di liγω (Bq).
il dominio di: τά θήρια ,:ά ύπο ,:οίς
δήλος evidente, chiaro. άν{}ρώποις. ό ήγεμών -όνος guida, capo. It. egemonia, p. es. di Atene.
Cf. δηλοϋνmostrare. -· Δηλον (sott. Aceus. di moto a luogo: sotιo e'ίρ 1 ω e eϊp 1 ω 1• rinchiudere; 2° escludere (rinchiudere qualcosa
έσ,ί) δη e chiaro che; δηλος εtμί in ge- (andare sotto); d'estensione: che si
nerale con un part.: δηλος εt μου κατα­ estende sotto (senso analogo a quello
equivale a escludere il resto ).
γελων, lett.: s~i manit"esto burlandoti Fιituro pass. είρξομα1. - Ι due es. 1ί e t4 Α π1 dimostrano che i due si-
del dat. : αt ύπό το όρος κωμαL (Se-
di me. gnificati appartengono alla stessa R. - Non sono due verbi distinti (Bq).
nofonte); di tempo: verso: ύπό ,:eν

i; νίκη vittoria.
σεισμόν (Tucidide) « all'epoca del ter· πpα-δίοωμι 1° dare in preda, donde :2° tradire.
remoto »: Nei composti: gli stessi Lett. dare prima: πρό; ο dare presentando, mettendo davanti πρό.
Nizza, in francese Nice, Νίκαια citta significati, piίι « α un grado ίnfe­
ι!ella Vittoria, fondata dalla greca Μασ­
riore », come in it. « sottovalutare ». "λeίπω lasciare: λείψω ελιπον λέλοιπα
σαλία, Marsiglia. ελείψθην λει.φ{:}ήσομαι λέλειμμαι.
pass.
ολίγος poco, piccolo; cf. a p. 160. 13. eί. Se : (negazione μη) Lat. « re-linquo, re-lictum »: ancora la corrisp. π k. It. ec-lisse.

12. δ στtaς pl. τα σίτα Ι. = « se e vero che » : * μά.χομα.ι combattere: μαχουμαι εμαχεσάμην μεμάχημαι.
Ιt. logo-machia: vana disputa di parole (ό λόγος).
frumento ; cibo solido Protasl I tipo periodo ipote-
(contι'ario di rα ποτά). tlco ; indicatlvo presente ο passa- uccidere : εκανον κέκονα (poetico ).
It. parassita, che prende il cibo presso to; (nell'apodosi anche imperati- Forse della stessa famiglia di κτε(νω uccidere (t7 Α π1, p. 73).
(παρά) altri. vo); fatto oggettivo presente ο
passato. 12. * κά.αι ο κα.ίω
to πυp, πυρός 20 Α πr εt τάττετέ με ήγείσθαι, bruciare : distruggere col fuoco : καύσω εκαυσα
fuoco: ούδέν προ-φασίζομαι. · κέκαυκα;
Lett.: il purificatore: stessa R. del lat. 2° Ει col\'indicatlvo futuro ο pass. εκαύθην ο εκάην καυθήσομαι κέκαυμαι.
« purus ». Ό πυρετός febbre. - lt. an- εάν, (ην, αν) e il congiunti\To; fatto ln qs passo άνα-κάω accendere: άνά da l'idea di fare scaturire ο rinascere
ti-;Jirina; piro-tecnico. oggettivo net futuro. (Eventualita, (ίη alto, di nuoYo). - R. καF: cauterizzare, caustico, olo-causto, (si bruciava
cioe attesa). la vittima intera δλος).
,;ο δπλαν strumento, utensile; poi 15 Α nr ού πρεσβύτερος εσομα,
κα.{).-eύοω dormire : κα&-ευδήσω, impf. εκάθευδον.
specialmente arma. Co- εάν τήμερον (fatto oggettivo) προδω
me lat. « aι·ma ». ('> εt προδά,σω) έμαυτόν. * νέμω νεμώ ενειμα νενέμηκα
Cf. !Όplita ό όπλίτης (suff. -της): sol- 1° distribuirespecialmente terreni per pascolo donde
ΙΙ.= « se fosse vero che »:
dato di fanteria pesante. La sua armatura 2° far pascolare, e
completa=ή παν-οπλία donde it. pan-oplia. Protasi IV tipo perlodo ipote- 3° occupare, possedere, amministrare. Da notarsi
tico, irrealta: templ storici del- il passaggio dal diritto di uso (di pascolo) al diritto
dolore. l'ίndicativo. (Ν. Β. id nell'apodosi
It. !ipe-mania; Posillipo (da παύω 9c con αν cf. p. 56). di proψieta. ,
p. 47 e λύπη; cf. p. ΧΙΙ). Ε'ί τι είχον, έδ(δοuν liν e cf. 27 Ι.
R. νεμ, νομ. It. bί nomio (diviso in due); nomade (come i popoli di pastori)
- (Ζ. segue un'altra etimologia); cf. il cenno a p. 82.
62 2' TESTO - ANABASI ΙΙΙ, 1. NOMENCLATURA 13 12-13 2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1, NOMENCLATURA 63
13. ά-κόλου{}-ος~ ον. ΠΙ. = « supposto che » : ή νέμεσις giu~tizia distributiva; sdegno causato da diYisione
compagno di viaggio. Protasi ΙΗ tipo periodo lpote, ingiusta ο disuguale.
tlco; ottativo (presente ο aoristo);
Daά- copulativo=insieme (per ά- cf. desiderlo abbozzato = potenzialι: Cf. la Nemesi divina: un aspetto del μηδέν σ.γαv diνinizzato; abbassa cίό
αμα 4 c p. 28) e ή κέλευθος sentiero (Ν.Β. cttativo con ίiv nell'apodosi). che sorpassa troppo la misura propria dell'uomo; punisce l'ϋβρ1ς. Cf. il cenno
(poetico). - lt. acolito. Ιη qs passo: era promesso a Se- a p. 66.
nofonte il favore di Ciro εt ελθο1;
- 10 c εt δέ πάνυ σπουδάζοL φα­ ό νόμος 1ιι divisione stabilita ο riconosciuta per consuetudine;
ζένος agg. e sostantivo γείν, Ftποψ' σ.ν ... ; εt βούλοιο Ιατρός
donde 2° costume ; donde 3° legge.
γενέσθαι τί Ιf.ν πο1οίης;
straniero, ospite. Nella musica: i « modi • del canto, donde • aria ». - It. auto,nomo, eco,
Qs ultimo titolo creava vincoli durevoli IV.=« tutte le volte che »: nomia (οiκος, 1 c, p. 16).
per tutta la vita. Ι O Et col presente ο col futuro:
i6.v col congiuntivo: το νόμισμα moneta che ha corso (fissato dal costume).
ην (= εάν) εγγύς ελθΌ θάνατος,
It. numismatica.
'
κpeίttαιν piu forte, superiore. οfιδεlς βούλεται θνήσκειν qualora la
morte venga vicino, nessuno vuole νομίζω 1° aveι·e in uso ;
Superlativo κράτιστος. morire. (Euripide) (Periodo ipotetico, 2° credere, stimare (16 Α π1):
ΙΙ tipo).
το κράτος /orza. conserva traccia della sua parentela con νόμος: νομίζω vuol dire riconoscere
2° Nel passato ; ottatlvo seιι­ ciό che e stabilito; es. οϋς ή πόλις νομίζει θεούς, ον νομίζων. (Senofonte,
κρατείν dominare. za &v: Memor. Ι, 1).
Σωκράτης ούκ επηεν εt μη δι­
It. demo-crazia ecc. - Differente da ψφη. Socrate non beveva se non aves-
σ.ρχω 9 c p. 45. se sete. κeίμα.ι giacere; essere (con qs sfumatura); cf. Ricapitola-
Troverete la spiegazione e la zione a p. 143.
έγ-κρατής che tiene in suo pote1·e; chiave dell'uso di εt, di σ.ν, delle con-
giunzioni e della sintassi del periodo Cf. l'epitafio dei Trecento Spaι·tani caduti alle Termopolί composto da Siιno­
lett. : che ha forza in se ιιide:
studiando l'Osservazione sui. Modi e
(εν). sui tempi a p. 57. τΩ ξείν' αγγέλειν ts Λακεδαιμονίοις ϋτι τijδε
κείμεθα, τοίς κείνων ρήμασι πειθόμενοι as,

CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI (citato da Erodoto lib. VII, 228),


Α ΡRΟΡΟSΙΊΌ DI « 'ΌΝΑΡ » Ε DI SENOFONTE διά-κειμαι essere « dis-posto » (in qs passo).
(cf. a p. 134 il cenno su « μέτρον~)
1°1κοίτη giaciglio.
VERSI DI PrNDARO: c: L' uoMo Ε SOGNO DI uN'oMBRA » κοιμασθαι 1·z'posaι·e (dol'mire):
Senofonte sembra un eroe assai modesto per essere ravvicinato medio-pass. di κοιμαν metteι·e a letto, far riposare. - It. cimitero, da τό
ai versi di Pindaι'o che stiamo per citare. Ma appunto perche $e- κο~μη-τήριον dormitorio (da notarsi -τηρ1ον suff. dί luogo); coma, comatoso da
nofonte e un uomo come tanti capiremo meglio la valutazione pin· το κωμα sonno profondo.
darica della misera vita umana, - vana, effimera - ma che si esalta
peι· un istante e si trasfigura come inondata da un raggio divino: 13. * πέμπω mandare, accompagnare (specialmente un corteo
Έπ-άμεροι · τί δέ τις; τί δ' οϋ . διόσ-δοτος ελ{}η, solenne, una processione : ή πομπή): πέμψω επεμψα
τις; - Σκιας οναρ λαμπρον φέγγος επεστιν άνδρων πέπομφα;
αν{}ρωπος. Άλλ' δταν α'ίγλα και μείλιχος αίών.
. pass. -φθην -φ{}ησομαι -μμαι.
Pitica VΙΠ, 135-40. It. poωpa. - Ιη qs passo μετα-πέμπομα, meιlio : mandare a prendere, far
In una notte di guerra, come altri soldati in un passato assai venire a se; μετά dopo, da cui « verso "·
meno lontano, l'Ateniese si e sentito colpito da questo raggio,
« α'ίγλα », « λαμπρον φέγγος », e il testo seguente (An. IV, 7) lascera * ύπ-ισχ-νeϊσ{)-α.ι promettere : ύπ-σχήσομαι -εσχόμην -έσχημαι
trapelare il « μείλιχος αlών 2~ ,. da lui goduto nella dolcezza e nella Lett. prendere la cosa sotto; averla, tenerla \ίσχω) soito (ύπό) di se; quindi
pace del ritorno. averne la responsabilita,
2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 13-14 13-14: 2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLA.TURA 65
to ονα.p soltanto nominativo e ac· 14. μέν-tαι
* λu.1χά.ναι ottenere in sorte : λήξομαι ελαχον ε'ίληχα
cus. Gen. δνείρατος, interiezione in τerita ! pass. ελήχθην ε'ίληγμαι.
sogno. congiunzione tuttavia, (in
Laclιesi, una de\le tre Parche che filano la nostra sorte,
lt. oniro-manzia: (ή μαv-tεία, divinazio- qs p8sso) peraltro:
ne, predizione). Composto da μέν, che pre_anι_ι~n­
cia δέ quindi qualche cosa dι pιu ο σκήπtαι attivo appoggiare, seagliare con forza
-i;βpανtή tuono. di diverso, e da "tοι (=σοι) che aιι1ra medio appoggiarsi, p. es., su un bastone.
R. βρεμ βρομ: βρέμω strepίtare (poe- l'attenzione dell'interlocutore (cf. 31
tiΙJo). Prot. p. 114).
το σκηπ-τρον bastone, scettro = sιιff. -τρον strumento (per appoggiarsί).
14. δ π6νας Lat, « scipio » bastone, - e nome proprio (dei vincitori di Cartagine). Cf. il
fatica. μetά. senso esatt~: ~-~
Non e de\la famiglia di ποινή, p. 2,
nel mezzo dι, ~-~fl cenno sni nomi propri a p. i i 7.

lat. « poena », castigo, donde l'it. pena. fra. ό σκηπτός fulmine, tempesta improvvisa.
It. termine architettonίco: « met-
πένομαι lavorare faticosamente opa » spazio tra due triglifi, cf. μέ­
per vivere, perciό, essere "tωπον sotto πρόσωπον 6 c_p. 34. - λά.μ,cαι risplendere.
indigente: R. με cf. μέσος lat. « mer!ωs ». It. Iampada.
Rev;ge i1 gen. (di moto da
ό πένης, -ητοι;
povero.
Ιuogo ο partitivo ?) : * πί,ctω cadere: πεσοϋμαι επεσον πέπτωκα.
= con; R. πε"t precipitarsi, volare. - Alternanze vocalίche gia notate: grado « ε »
πονηρός che affatica,cioe difet- ln prosa e preferito a <!ύν, ec-
cetto da Senofonte. - In poesιa reggc πει in πεσοίίμαι, 5 c προ-πετ-ής, 26 Ι πέ"tομαι; grado « ο » πο"t in ποταμός
toso, cattivo (detto di Η Α ΠΙ; grado « zero » (con raddoppiamento) in πί-π"t-ω. - Lat. « peto » diri·
persone. il dat. (locativo):
= con. τ~·α.
gersi verso, « im-ιietus »; it. sin-tomo (da "tό Π"tωμα caduta e σύν): indizi che
pericolo, risehio. Regge anche l'accus. dl tempo: « co-incidono » (cadono insieme) con una malattia e aiutano a scoprir\a,

το φω; cf. 16, p. 73 sotto φαίνω. dopo. J <:Ι. φοβeτν spaventare. Senso originario : mettere in fuga.
medio spaventarsi, a ver paura di un pericolo imrninente.
Α PROPOSITO DI « ΣΚΕΠΤΟΜΑΙ » Ε DI « ΦΩΣ » It. suff. -fobo (δ φόβος paura): idro-fobo, xeno-fobia,

TRE EPIGRAMMIDELL'ANTOLOGIA: « Epigra_mmi » non ~ol~ nel


senso antico di brevi composizioni contenentι a\la fine alιqωιl lu- RECAPITOLAZIONE. TRE PAROLE SIGNIFICANTI « TIMORE ».
mi nis (cf. a p. 76) per dirla con Marziale, rna nel senso moderno
di versi pungenti: . . Δέδοικα, "tό δέος per un pericolo futuro: φοβεϊσθαι, δ φόβος, per un peri-
Eρitaffio di Simonide per ιl poeta Tιrnocreont.e: colo presente; δειμαίvω, "tό δείμα, per un pericolo permanente, p. es. paura
della morte. - Qs suff. verbali in -μαίνω corrispondono ai sostantίvi in -μα
Πολλα πίων και πολλα φαγών, καl πολλα κιiκ' εtπών
e indicano quίndi ποπ l'azione passeggera, ma il risultato durevole.
ανθρώπου~ κείμαι ΤΙΜΟΚΡΕΩΝ •pοΔΙΟΣ
(Anlologia Palat., Vll, 348).
Eρiιaffio di Callimaco per un mis11ntropo di norne Timone:
* έ 1 eίpω svegliare: εγερώ ηγειρα εγήγερκα perf. intransitivo:
εγρήγορα.
« ΤΙΜΩΝ (ού γαρ ετι εσσί), τί τοι 32 , σκότος η φάος, εχθρόν; »
- « Το σκότος· ύμέων γαρ πλείονες εtν 'Άιδη. » rnedio svegliarsi : εγερουμαι ήγρόμην.,
(Antolo~ia Pa,at., VΠ, 317). It. Gregorίo = sveglio (d'intelligenza) da έγρήγορα.
Ep itaffio di Giuliano d'Eσitto per Pinone lo scettico:
ι:, , , - 27 κρίνω 1 ° separare ; donde 2° distinguere, discernere,
« Κάτ-θανες ώ ΠΥΡΡΩΝ; - Έπ-έχω 5 . - Πυματην μετα μοιραν
, , '
φiJς επ-εχει ν; -
'Ε , , ,, 'φος
. π-εχω · σκεψι ν επαυσε .τα 35 >>
· r:- donde 3° deeidere, giudicare.
, (Antologιa Palat., VI!, <>16). Lat. c cri-brunι » vag·lio; c cerno, dis-cerno »; it. crisi (ή κρίσις azione di
Lo scetιico e colui che « esamίna » (σκέπtομαι) senza ~ai giungere. a una giudίcare, di discernere): fase decisi va di una malattia; criterio, norma per
conclusione e che «sospende il proprio gίudizίo » (έτι-έχω). Πυμαtος = ultιmo. giudicare; critica ecc.
--- ...

66 2° TESTO - ANABASI ΙΙΙ, 1. NOMENCLATURA 14-15


14-li'i 2° TESTO - ANABASI 111, 1. NOMENCLATURA 67
ή χώρα spazio (vuoto) luogo; In qs. passo : με,ά ,ό οΥαρ e di
luogo: ύπο-κpίνομu.t 1° rispondere (a una consultazione, p. es. un ora-
donde:
= dopo. colo) donde replicare ; ,donde rapp1·esentare una
regione (unita geografi- Nei composti: significa special-
ca ο politica). mente: parte, cf. ύπο-κριτής attore, it. ipocrita.
R. χα cf. χαίνω aprirsi, spalancarsi. Cf. eambiamento; parteeipazio- Propriamente: esporre il proprio giudizio (medio di κρίνω) sotto (ύπό) l'in·
in it. « ποπ ho trovato un buco per vi- fluenza dell'interlocutore. Cf. σπο-κρίνομα, 2 c p. 21.
ne:
vere '>.
Cf. p. 69 με'tα-μέλε1 μο1; 18 Α ΙΙΙ sς-eσtί μοt e permesso, e lecito. 15 Α π1 εξ-όν accus. assoluto
χωρείν lett. far posto, donde: μέ"tεσ,ί μο1.

1° procedere, muovere
sν-sσtί μοt e possibile.
15. έμ-ποδών avv. tra i piedi,
innanzi; σκέπtομα.~, e σκοπeίν (qs ultimo ha solo il pres. e l'impf.)
quindi d'impedimento.
2° contenere, accogliere Potrebbe essere il gen. partitivo
esaminare: -ψομαι, ecc.
in se. di πούς ποδός, che ha soppiantato il Da ποπ confondersi con σκώπτω 5 c e con σκήπτω 13 Α πr. - R. σκεπ, σκοπ
lt. ana-coreta (ανα-χ. ritiι·arai)
dat. voluto da έν (cf. Osservazione a ό σκοπός esploratore e mira; lat. spec. (corrisp. π k): c spec-tare, ad-spic-ere »;
p. 14); si spiegherebbero cosί, senza it. scettico: che esιιmina molto a lungo senza decidersi; lat. « epi-scopus »
χωρίζω separare (equivale a far nul\a sottintendere, le espressioni co-
(επί su) = sor-vegliante; it. peri-scopio, caleido-scopio (καλός e εtδος). Cf. il
me έν Λϊδου, εtς Αϊδου,: si mette al
posto). gen. partitiyo .l'ins~eme (i. pie?i, .10
cenno a p. 64.
χωρίς sepa1·atamente; (sen.ιa), Ade), di cuι sι desιgna, c1oe (111 εμ­
ποδών) di cui si abbraccia ο si oc· * βu.ίνω eamminare : βήσομαι εβην βέβηκα ο βέβαα.
α parte (col gen.). cupa una parte. Lat. c venio »: corrisp. β e v, provata dal greco moderno βεν,ζέλος che si
εμ-ποδίζω=lat. « im-pedio ». pronuncia Venizelos e dallo spagnolo: « Felices Hispani quibus vivere est
15. χu.λeπός bibere ». - It. acro-bata, lett. che cammina sulle estremiιa.
εκ-ποδών fuori dei piedi, lontano. Per capire il valore del perf. greco ποπ si puό trovare un esempio migliore
diffieile, gravoso.
di βέβηκα e βέβαα: l'azione passata di camminare ha come risultato p1·esente
Contrario di ράδ1ος 35 F. - Prov. ουν dunque, dal momento
χαλεπά. 'tά. καλά.
l'essersi fermato, donde il significato « essere immobile »: 23 Ec βεβηκυίας
Ricordatelo. ehe. 'ti'jς οtκίας essendo ferma la casa.
χαλεπαίνω esse1·e sdegnato; agire Rlassume idee ο fatti per con-
cludere ο per procedere verso la βέβαιος agg. jeTmo (derivato da βέβαα).
ostilmente contro qual-
concluslone : το βημα passo, gradino (di una scala), donde
cuno. quindi, pertanto. 1 tribuna (non era che un gradino sull'agora).
Nelle narrazioni: ora. Ε cf. γοίίν
ή οβρ~ς traeotanza - cf. il 9 c p. 48. ή βάσις l'azione di camrninare (suff. -σις), poi
base donde piedistallo: « ciό su cui si cammin9. »,
ό βωμός id. specialmente altω·e.
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. CENNO SULL' .« 'ΎΒΡΙΣ »
* βι-βά-ζω (-ζω suff. causativo) : βιβώ (-~ς, -~) εβίβασα far andare.
Ε' la caratteristι'ca dei barbari per eccellenza1 l'opposto della
« σωφροσύνη» cioe di quell'equilibrio, di quella sanita morale, ύγιεία * βαδίζω camminare, andare al passo: βαδιουμαι έβάδισα.
φρενών, la quale ci assicura la misu:a e l'arm~nJa (μέτρον, μηδεν 15. sotκu. essere simile, cioe 1° assόmiglia1·e a (dat. di ter-
αγαν, .άρμονία) e c~ε:, . second.o Esc~Hlo (Eumenι~~, v. 532-5): e la mine) 2° sembrare; perf. deH'inusitato ε'ίκω.
condizιone della felιcιta. Esch1lo ch1ama anche l υβρις « figl1a del-
εϊκώς (part.) verosimile, naturale, conveniente.
l' empieta », perche e.ssendo ~ssa ~ssenzia,lmente .« dismisura », e
quindi insolenza e vιolenza, 1mped1sce all ~omo d1 stare. modest~- Ιη qs passo εtκός sott. έση: e verosimile ecc. che. - Avv. εtκό,ως.
mente al suo posto e offende la divina « νεμεσις » che gl1 ha stab1- είκάζω f P rendere simile (sufl. -ζω causativo), rappresentare
lito la sorte (cf. p. 63 sottci νέμω): donde 2° congetturare per somiglianza.
Δυσ-σεβίας 24 μεν ϋβρις τέκος ας φρενών 19 ό πάμ-φιλος ή εϊκών, -όνος inι1nagine.
ώς έτύμως, εκ δ' υγιεί- και πολύ-ευκ-τος 42 ολβος. It. icone, immagine pi-a del!e chiese ortodosse; icono·clasta (κλαν rompere
43 F p. 133).
Α5-16 2° TESTO • ANABASI IIJ, 1. NOMENCLATURA 69
68 2ο TESTO • ANABASI ΙΙΙ, 1. NOl\IENCLATURA 15-16
" α.Πf'J-{1-ν'ύσκω morire :, απο-{},ανουμαι απ-έθανον απο-τέθνηκα σ τέ­
cennσ a p. 66 ; dσnde μεν συν
Ιn generale: θναα. - Oppnre θνησκω. Futuro esatto τεθνήξω.
ι'nsolenza (19 Α πι), vio-
Da nutare il senso propri'o al perfetto: sonomorto. - It. eu-tanasia, arte
lenza, mιsfatto. = μεν + συν
pagana di darsi una morte piacevo]e pinttoste di sopportare le sofferenze de\la
In qs passo il verbo ύβρίζω con signi- Risposta nel dlalogo: malattia.
ficato analogo. si, senza dubbio. ,

"tOσκeυος attrezzamento (baga- δ' ούν ,almeno, mα insomma: ά.μύνω tener lontano ηη pericσlσ, il nemico ; donde di-
δέ
aggiunge la sfumatura d'op- fendere;
gli, aι'mi; masserizie ).
posizione che gli e propria. - Sen·e
medio difendersi: allσntanare da se. Regge l'accus. della
παρα-σκευάζω preparare, equipag- a introdurre un elemento vero e
importante dopo un'lpotesi ο una cosa scostata.
giare, apparecchiare.
La parasceve (παρα-σκευή) dellΆntico frase accessoria, p. es. una con-
Testamento: il vecerdi si facevano ί « pre- cessiva. * μsλeι μοι mi sta a cuore,
parativi » per osservare il riposo assoluto ossere oggetto di eura per (in generale imper-
del sabato. ουκ -ουν = οϋ +
ουν
sσnale) μελήσει ecc. Segne l'inf. ο οπως (cf. 6 c p. 36).
L'accento sulla negazione ούκ.
ή ήσυχίrι, tranquillita. Da non confondersi con μέλλω essere sul punto di 6 c p. 35.
ουκ ·ουν = ουν.
ησυχίαν αγω stare tranquillo, in sι­ έπι-μελείσ1'tαι darsi cura di, col gen,
συν e stato
talmente accentuato
lenzio. che Ja negazione ha perso ίl suo va- μετα-μέλει μοι penti1·si di, cσl gen.; ο mediσ μετα μέλσμαι.
ή ήλικία. eta. Ε' fσrmato da lore. Lett. cambiare (μετά) pι•eoccupazione, (come μετα-νοείν cambiare opinionι>,
cf. 11 Α ΙΙΙ p. 56, ό νους),
ηλιξ, -ικος coetaneo.
tήμeρον oggi. μελετάν
Prov. ηλ1ξ ηλικα τέρπε~. ese1·citarsi: abituaι'si (per ciό che riguarda il fisicσ)
R. κε (cf. έ-κείνοv) e ;~μέρα.
πηλίκος quaiito grande ? e adσperarsi (in discipline mσrali) = lat. « meditaι'i ».
di che etά?
Risposta τηλίκος (agg. dimostι·ativo),
16. πρίν * προσ-δοκιiν aspettarsi.
ήλίκος (corre!ativo), (come πόσος, τόσος
1° Quandσ precede una nega- Diverso, da περι-μένω: aspettare che. - R δεκ come δέχομαι e δοκείν
ecc. 1 c p. 14). ziσne (ίη qs passσ)=(nσn) f c p. 19: fa capire che si e rivolti verso (πρός) un'idea, un avvenimento
prima che, fin tanto clιe I futuro per riceverlo (δεκ).
πpsσβυς sσlσ nσminativσ, accus.
Regole delle proposizioni tern μo-
πρέσβυν e vσcativσ πρέ­ * μsνιο rimanere ; aspettare :
rali, p. 44 e O~servazione p. 42.
σβυ. agg. e sσstantivσ. Lat, « maneo ».
20 Se la prσposiziσne ψinci­
vecchio, dσnde rispet- περι-μένω aspettare clιe:
pale e affermativa=pi-in1a
tabile. (περ( intorno; come qaaυd1> si fιιnηο i proveι·biali « due passi » in uno spazio
di e segue l'infiniιo.
Le fσrme del pl. πρέσβεις li1nitat9).
πρεσβέων πρέσβεσι signifi-
μήν paι·ticella pσspσsitiva: άνα-μένω stare z"n attesa con perseve1·anza :
canσ am baseia tori.
certo; ανά postura di chi aspetta: in piedi, a testa alta; e da l'idea di qualcosa
It. presbiterio (su~. -τηριον di lu?g.o); che dura (che va da un capo ιιll'altro).
pr.isbi-opia (inconvenιente della vecchιaιa). inoltre (και μήν in qs pas-
so); dσpσ negazione: 16. κ~λeίν chiamare: καλώ εκάλεσα κέκληκα;
16. δ ά. 1 ών,-ώνος
tuttavia. pass. εκλήθην κληθήσομαι κέκλημαι:
gara,dondelotta,agone
Senso originario: asseπiblea « dove si η μ~ν nei giuramenti 36 F ( cf. Lat. verbo arcaico « calare 1t, donde « con-cilium 1t (asseιnblea oon-vocata),
va » (α.γω) specialme~te, per le ιι;are spor- η 4 c p. 28) 1·ealmente in « c!amare,,; ή 'Εκκλησία era ad Ateae l'assemblea del pι>polo, nel Ιaι dei
ιive. - Cf. 19 Α πι ο αγωvο-θε-της,. ο'!, Criιitiani « ecclesia », it. chiesa,
τίθημ1 stabilire: designava colui che 1st1- fede 1nia.
70 2° TESTO - ANABASI ΙΙΙ, 1, NOMENCLATURA 16-19
2° TESTO - ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 71
I Ι:
' 1

tuiva ο faceva celebrare le gare e di- 17. d.νtί regge il gen.


stribuiva ί premi oppure coloro che, in *ο!ομαι ο οiμαι pensare, credere: οίήσομαι φή&ην.
! 1 sαο nome, dirigevano le gare e distri- 1• in faccia a, ι~ -Ι Si odopera per esprimere ciό che si suppone ο si presagisce intimamente,
bui vano i premi. lt. agonia, lotta snp~ema. contro; donde ,- Lat. « omen », presagio buono ο cattivo (Bq).

aγωνίζομαι lottare (ίn qs passo ).


2° in luogo di. * φαίνω mostrare, cioe reπder visibile: φανώ εφηνα πέφαγκα
lt. anti-podi. intransitivo: splendere: πέφηνα
It. ant-agonista. medio apparire nel senso di « mostrarsi visibilmente » non
απ-ανταν inCOntraYe.
di « sembrare » : φανουμαι εφηνάμην πέφασμαι
17. ό aταυ-p6ς εν-αντίος contYari'o 36 F; avver- pass. εφάνθην εφάνην φανήσομαι πέφασμαι.
palo ; croce. sarίo:
=colui che e accampato (έν) in CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI
R. sta, stare in piedi, cf. ίστημ1.
faccia all'alιro (αη;ί 1°) per soppian- Α PROPOSITO DI « ΦΩΣ » Ε DI « ΦΑΙΝΩ »
tarlo (άντί 2°).
estremo, ultimo, ο (in LA LUCE Ε LA PATRIA GRECA
qs passo) il piίι gra νe. La luce e eleniento essenzίale del paesaggio in Grecίa ed e
Da έκ = fuori dί e R. σχ di έχω: che RICAPlTOLAZIONE. TRE PAROLE arnata al pari della Patria e della vita. Anche in Italia - fa
e a l di fuori. SIGNIFICANTJ « NEMICO ». bisogno dirlo? - si , gode l'incanto della luce: azzurri riflessi di
mare e cielo nel golfo di Napoli, per esempio. Da notare:
το κi)δος 1• cura, affanno; donde ό έν-ανtίος « adversarius », idea La luce viva e trasparente della Grecia: cer·ti rosa, certi giallr-oro,
d'opposizione; ό έχl}ρός « inimicus » certi azzurri impalpabili e moderati. Lontane sono le violenze co]o-
2° seppellimento, lutto; 3° pa- ristiche dell'Africa. Ma quando questa luce si spegne, sulla terra e
che si odia; ό πολέμιος « hostis », cli-
rentela per matrimonio. ma di guerra. la morte.
κήδομαι
· Le ondulazioni, i p1·ofili delle montagne che sfuggono all'occhio,
prendersi cura dί. τοι cf. Indeclinabili 31, p. 114. poi compaiono e dί nuovo si perdono, non perche siano vaghi, che
κηδεμών, όνος anzi sono troppo r·ifinit,i. Esattezza negli ·sfondi. Όρίζω (21 Α rv)
IS. eate congiunzione di tempo l'orizzonte che « determina » e chiude; e una perfezione aflerrabile,
che prende cura (in qs fino, finche ; non vi e il senso dell' infinito (•): il Partenone, non la Cattedrale.
passo. L'archιΊettura del paesaggio e equilibrata, ponderata, anche
fintantoche. (in qs passo).
Per la sintassi, cf. sotto έπεί 1°, qιιando e maestosa (come nel monte Olimpo). Vi e ιιn rίtrno nelle
IS. μά.καp, -αιρα, -αρ p. 44 e l'Osservazione a p. 42. Cf. 1 rnontagne, nelle coste e nelle isole che sembrano regolate da una
beato (usato specialmen- anche εως 5 c, p. 32. - Ha la stessa proporzione numerica come le teorie di colonne.
origine di εtς (ένς) ο ές. Λόγος, άρμονία, μέτρον, come nell'anima greca. Ma tut,to ciό si
te per gli dei) :
annnllerebbe se non vi fosse la luce. Per questo quando i Greci ·
βάλλε ές μακαρίαν leιt. gettati nella pensano alla Patria e alla felicita di trascorι·ervi la vita, spesso
αυ di nuovo, d'altr!l, parte.
felicita (togliti di qu~, va a spasso). nominano la luce, « lo dolce lome », come i dannati dantescbi. ll
Lat. au-tem (pίύ. debole).
mar'tire cristiano san Pione ne parla come Ifigenia. Ήδυ γαρ το
μακαρίζω stίmare ο proclarnare αύθις dί nuovo 44 F. φως βλέπειν (If. in Aulide 1218). Anche Antigo-ne, indomabile vi-
beato. rago, piange il raggio di sole che piίι non vedra: δρατ' εμέ ... νέατον
ενί·Οte, eatιν QtE « VΪ SODO delle δε φέγγος λεύσσουσαν (b) άελίου κοϋποτ' αύθις 18• (Antig. 809). Ε per-
δ φ&6νος invidia, gelosia. volte » ; sino il cieco, il VtJcchio Edipo che non la νede piίι, rimpiange mo-
Senso originario: diminuzione, deρrez­ =talvolta, lett. vi e quando. Έν, rendo quella « luce oscura » che almeno « il suo corpo toccava >>:
zamento, donde: sott. έσtι = εvεστι. « ~Ω φrίJς α-φεγγές, πι:;όσ&ε πού ποτ' ησθ' εμόν,
νυν δ' εσχατόν 17 σου τούμον άπτεται qέμας ».
α-φθοvία abbondanza (in qs pas· 19. πp6a-&eν (ο εμ-) prima (ίn (Ed. Ο: Colono, 1549-50).
so ), che non diminuisce e qs passo); precedentemen- l_a) Per essere precisi, 1'infinito c'e, sebbene inteι·namente alle forme che lo
non invidia nessuno. te (21 Α rv). « coιnprendono 1> liιnitandolo, perche non e mai esaurito dalla nostra mente.
(b) λεύσσω guardare.
72 . 2• TESTO - ANABASI 111, 1. NOMENCLATURA 18 16-18 .2° TESTO - ANABASI JIJ, 1. NOMENCLATURA 73
1° adatto, eonveniente ; e
Vi dunque djfferenza fra δοκεί =
sernbra e φα(νετα1 =e
manifesto. ή
Pl. ,;ά επηήδε1α (in qs passo) mezzi di sussistenza, viveri. ψυχή φα(νε,:α1 «θάνατος ούσα (Platone). L'anima e
ωanifestamente immortale.
- Eccezione: φα(vω con inf. = δοκείν: φαίνομαι καθοραv mi sembra vedere ...
2° amieo (come in lat. « necessarius »). R. φα splendere, fecondissima e squisitamente greca. - lt, dia-fano; fanta-
sma ,;ό φάν,:ασμα (apparizione); fenorneno φαινόμενον. Cf. il cenno a p. 71.
επιτηδεύω eseguire accuratamente ;
eserci taι·e un' arte, una professione. φανερός visibile, manifesto; contrario di α.-φανής.
το φως, φωτός luce (14 Α η1); contrario di ό σκότος.
το επιτήδευμα occnpazione, professione.
It, fos-foro, foto-grafia, fos-feno (φαίνω). - Da non confondersi con
το κtijνος in generale al pl. τα κτήνη bestiame, greggi. ό φώς, φωτός uomo (poetico): l'uomo nella sua dignita.
Significato originario: ricchezza (da κ,:ασθα1); le ricchezze, per i pastori, con- Appartiene forse alla stessa R. Nel greco arcaico « uomo di elevata condi-
sistevano sopraιtutto in greggi. zione socίale, « vir clarus ».
εκ-φαίνω dichiara1·e p. es. la guerra (ίn qs passo).
ό οpκος giuramento. Lett. mostrare fuori, « alla luce » (έκ).
Lett. ciό che rinchiude ο costringe: da εϊργω (cf. p. 61); chi ha giurato e φημί (cf. la grammatica)
c murato » nel proprio giuramento, pι·igioniero della parola data.
dire, affermare; cf. lat. « fama »; greco ή φήμη.
Da notarsi il significato di ου φημ1, dire di no,
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. LA « ΣΟΦΡΟΣΥΝΗ » φάσκω dire, dichiarare.
UNO DEGLI ASPETTI DELLA SAPIENZA Qs due verbi hanno forse La stessa R. di q;α(vω. Cf. l'it. di-chiarare: render
chiaro, « lurninoso », per rnezzo della parola.
La « σω-φροσύνη », da σάος -σώς e dalla stessa radice di φρονείν
e φρόνησις e un senno equilibrato (si veda il cenno su ϋβρις, p. 66) 17. * tέμ-νω tagliare : τεμώ ετεμον (εταμον) τέτμηκα
inerente alla sapienza, ma ad una sapienza piu istintiva e meno pass. εtμήθην tμηθήσομαι τέφημαι.
coscientemente abile della « σοφία » ; si puδ sentire e vivere la "σω­ lt. tomo: δ ,:όμος « sezione » di opera, vol11me.
φροσύνη » piu che esaminarla a lume di ragione; e la « riflessie- Lat. « tern·plum », porzione di terreno « tagliata" fuori e consacrata agli
ne » stessa il raccoglimento interiore che implica con « φρόνησις » dei ο delimitata nel cielo per osservare gli aug11ri. Greco ,:ο ,:έμεvος: la parte
e una qualita dell'anima, un aspetto del sentimento piuttosto che di terreno riservata, come onore, ad un capo ο ad un dio.
processo cosciente, che abilita della « σοφία », sapienza d' uomo 1. ma- συν-τέμνω abbreviare ; lett. « tagliare, accorciare complessiva-
turo, intelligenza perennemente inventiva. Per questo Platone, nel mente alcunche ».
dialogo che le consacra, incarna la « σωφροσύνη » nella giovinezza
Cf. it, con-ciso (da « cum • e « caeιio » tagliare), Cf. ή ειτ1-τομή epitome,
perfettamente hella e riservata di Carmide. Ma il giovane che la
cornpendio.
porta in se non riesce a definirla: il suo segreto, come quello di
tutte le cose dotate di vita, e irraggiungibile. * ά.1tο-κteίνω ueeidere: -κτενω εκτεινα εκτονα.
Equilibrio interiore, intima ponderazione, la « σωφροσύνη » si
manifesta all'esterno con la ponderazιΌne di parole e di atti, cioe α.Ζκίζ'ω trattare ignominiosamente, maltrattare
con la misura, il « μηδεν αγαν » (cf. il cenno το μέτρον 42 F p. 128). α privativo e cf. εtκώς convenίente, sotto εοικα, supra p. 67.
Anch'essa ha come opposto l'empia e barbara « ϋβρις » (15 Α ΙΙΙ p. 66).
La « σωφροσύνη » passa per varie gradazioni, dal moderato do- 18. * a?tsνoω versare per libazione : σπείσω εσπεισα εσπεικα
minio di se che si manifesta nel contegno dignituso e « come si medio far un trattato, lett. concluderlo per mezzo di una
deve », fino alla virtu piu sublime. Perciδ, come tutte le cose heJle
e huone, e stata accolta dall'ideale cristiano: « μη ύπερ-φρονείν, dice libazione : σπείσομαι ·σάμην -σμαι,
S. Paolo, παρ' ο δεί φρονείν, έκάστφ ώς ό θεος εμέρισεν μέτρον η σπονδή libazione; al pl. trattato, armistizio, tregua (in qs
πίσθεως » (Rom. ΧΙΙ, 3). Esiste tuttavia una divina « dismisιιι·a » passo).
troppo aliena dalla mentalita attica (cf. ancora il cenno su μέτρον Lat. «spondeo•, promettere (solennemente): «sponsus», fidanzato; «promesso1>,
a p. 132). Quindi il tίtolo « Ι Promessi Sposi » e una tautologia,
--~

74 2° TESTO - ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 19-20 18-19 2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 75
επι-ορκείν spergiurara : giurare falsamente. οίκteίρω e οίκtίpω
.'\ll'accusativa, p. es. gli dei che si prendono a testimoni. compatire, compiangerρ, .

19. tb ά,<t,λον premio della gara ο del certame. - Donde: {)-εά.σ&α.~ contemplare : il guardare che fa Ιο spettatore.
Cf. βλέπω guardare in generale. - It. teatro: τό θέα-τρον (suff. ·τρον p. 29:
ό αθλος gara, certame. strumento, « macchina per Ιο spettacolo »).
ό άθλητής lottatore, it. atleta (suff. -της, p. 50). θεωρείν rimirare, guardare con interesse.
αθλιος infelice: chi lotta con la vita. . Piu intellettι~ale di θεασθαι: it. teorico, che si limita alla pura contempla-
zιone della verrtiι, opposto di « pratico » (da πράττω).

atepeός ο στερρός * rlμφι-έννυμι vestire: άμφι-ώ ημφίεσα; regge in generale due accus.
duro, saldo, rigido; senso proprio e fig. (in qs passo medio vestirsi, indossare: άμφι-οίίμαι ημφιεσάμην ημφίε­
l'avv.) σμαι; Γegge l'accus.
It. ιι: stereo-tipato » : sιampato ποπ con caratteri mobili (ό τ{πος), ma formantί . ~· ,!'εσ: lat. « vestis ». · Il verbo seπrplίce e εννuμ, ο ε'ίνuμ, · άμφί dίι I'idea
una sola massa solίda, che non sί possono dunque cambiare; donde il senso dι ιnvιluppamento. '
fig. - Lat. ιι: sιerilis », sterile: come la terra dura. η έσθής, -ητος vestito (in qs passo) ; tappeto.
το είμα veste; in senso proprio : ciό di cu1 ci si riveste.
ικ-α.νός sufficiente per, capace.
R. tx andare (άφ-1κ-νείσ&αι 2 c). - Perciό lett. che ιι: va » bene a, che rag- το Ιμάτ-ιον mantello.
gi9nge !ο scopo. Dirninutivo di είμα, semplice al!ungamento proprio alla parlata popolare,
cf. 1 c p. 16.
ardore del sole, d'estate.
aver parte: di : μετά partecipazione, regge gen.
soffio fresco, donde frescura, freddo (agg. ψυχρός). partitiYo.
soffio vitale; donde. * ώνeίσ&α.ι comperare : ώνήσομαι επριάμην εωνημαι.
l'anirna come principio vitale: lat. « anima ». Dtι; R.:, Fεσν; cf. lat. « venum do », « vendo »; « venum » = in vendita. Ε
πρ1 (επρ1αμην), cf. lat. « pretium ».
Donde εμ-ψuχος anirnato; it. psico-logia ecc. - Cf. a proposito di θuμός p. 28.
Il me?i? aggiιιnge all'idea di .« essere ίη vendita » l'idea di ritorno al sog·
getto, dι ι_nteres~e del sog~etto, ι! che produce il significato di « coιnperare ».
20. ή άpetή virtu, valore. Da notarsι che ι deponentι hanno spesso va!ore soggettivo: αίσθάνομαι ecc.
R. αρ adattare ; cf. ί1 cenno a p. 46.
κατ-έχω
1° tenere fortemente (κατά fino in fondo ), donde
ή πpό-φα.σις pretesto : « ciό che sι mette davanti » possedere (detto dί demone, divinita) 25 Ι; donde
Da φαίvω mostrare e πρό davanti.
2° trattenere, frenare; medio trattenersi, rimanere
indietro.
ή άκ-μή punta, taglio; :fig. il piu alto grado (del vigore
ecc.), fiore. * λοrίζΌμα.ι ragionare, contare, caleolare: λογιοίίμαι ελογισάμην
R. αχ, οχ: idea dί punta, (R. molto feconda), lat. « acus », ago, « acidus:. ecc. λελόγισμαι. Cf. λέγω, λόγος.
ακμάζω essere nel pieno vigore: all'api' e della forza (all'άκμή). It. sil-logismo. - Ancora un verbo medio che esρrime un'azione riflessa.

ακρος σhe e sulla punta, al piίι alto grado. 19. * tι·tpώ-σκαι τρώσω ετρωσα τέτρωκα; pass. ετρώθην.
Cf. ή άκρό-πολ\ς ιιeropoli: la citta alta. - Proverbio : ιrαλ-ακρόν τίλλε1ς, ferire. ι
per dire: « tί aff::ιticlJ.i inutilmente:.: τω.ω=« !!piumare, strappare pelo per In qs passo l'aggettivo_ verbale τρωτός feribile. - R. τερ usare, penetrare;
JΙθlΟ », e φαλ·ακQόv, la « cima bianca e sp!Mιiente » (daU'agg. φαλός (peetico) cf. lat. «tero », greco poetιco τείρω usare, esaurire (proprio e fig.) e τέρην agg.
~lla stessa famig!:ia di φαίνω rilucere): noιne che i Greci, amanti della !uce, το τραίίμα ferita.
davano al oolvo. It. trauma, traumatismo.
76 2° TESTO - ANABASI ΠΤ, 1. NOMENCLATU:RA 20 19-20 2° TESTO • ANABASI ΠΙ, 1. NOMENCLATURA 77
11 ακρα sommitά, pnnta; το τέρετρον
rocca (fortezza snr un'altura). trapano, lat. «terehra» (snff. -τρον strnmento, cf. p. 29
ό τόρνος to,,nio e movίmenιo circolare ( come qnelllo del
ό ακων, -οντος dardo. trapano).
δξύς acut(I, tagliente, penetTante. It. ossi-geno. το τέρ-μα teι·mine, limite ; lat. « terminns ».
δξύνω acumina1·e. Probabilmente stessa R.: = « dove si arriva forando ». Sί vedano τό πέρας
e περαν attraversare p. 57.
Cf. it_ par-ossismo, da οξύνω, eccitare (ίη senso fig.) e παρά accanto, cioe al
di la del normale. (cf_ p. 34 η 0 2 sotto παρά). 1° pensare : pensiero riflesso ;
2• essere in senno.
το φρόνημα (oltre a qs qnalita) sentimenti elevati (in qs passo),
ALCUNI ΒΕΙ VERSI GUERRESCHI fierezza.
CANTO DI MARCIA (Έμ-βατήριον) DELLA GIOV~~η'J SPARTANA.
φρ0νιμος assennato, cl1e ha buon senso, ponderato.
Fate sentire bene gli « ω » e gli « α » dorιcι: σώ·φρων in senso proprio di mente sαηα (σάος -06:'1;« sanns »);
'Άγετ' ώ Σπάρτας ευ-αν
' δ ρω ορυ δ' ευ-το
δ' ' 'λ μως 47 αν-σχεσ
" θε
·, ragionevole, prudente: saggio. Parola squisitamente
κώροι πατέρων πολιαταν' μη φειδόμενοι 40 τας ζωας' greca : cf. il cenno a p. 72.
λαια μεν 'ίτυν προ-βάλεσθε ου γαρ πάτριον τ~ ΣπάρtQ:, Etimologia. Ε' curioso conststare come tutte qs parole derivaηo da ή
' (Bergk fr. 15) φρήν, φρενός, il diaframma, su cui agiscono ί sentιmenti, donde « viscere »,
« cuore » e tutto ciό di cui e simbolo il cuore pι·esso gli antichi, cioe l'ιntel­
« perche ciό non e. tradizione di _S_paι·ιa »: πάτριον, - ~he no~ile ligenza piίι ancora che i! sentimento: φρόνιμος e φρόνημα rappresentano qs
espressione ! - e c1ό che e trad1zιonale, tι,aιnandato dai padr1 e due sfumature.
dalla patria.
Metro dimetri anapestici catalettici. 20. πσ.ρά.-κu.λeίν

DUE EPIGRAMMI DI DIOSCORIDE : invitare ; invitare a far qualche cosa: esoΓtare.


Lett. chiamare presso di se (per questo ο quel motivo);
Ι. Ταν Πιτάναν Θρασύβουλος επ' &σπίδος ηλυθεν α·πνους
Cf. il nome di Paracleto dato allo Spirito Santo nel dis~orso dopo la Cena

επτα' προς ' 'Α ργειων
' '
τραυματα
19 δ ε ξα' .uενος ,
(Vangelo di S. Giovanni, XIV, 15 ecc.): Παρά-κλητος, Colui che chiamiamo
δεικνυς
' αντια
' ' 11 παντα.
' Τ'ον αιματοεντα
• ' δ' ο• πρέσβυ~
.,,15 in aiuto (lat. «ad-vocatus»), flίfensore, aiuto nell'ordine intellettuale (Demostene).
θείς επί πυρ-καϊης Τύ,,νιχος είπε τάδε·
1 Si tralta di un'assistenza interioι·e, cl1e aiuta coll'ispirazione. L'ufficio di- Con·
solatore - questa e la traduzione spesso adottata ίη Occidente - ηοη indica
« Δειλοί s κλαιέσθωσαν · εγώ δέ σε, τέκνον, α-δακρυς
che una conseguenza di qs ufficio di difesa e di ispirazione. (Lagrange, Van-
θάψω 35 τον και εμον καl Λακεδαιμόνιον. » gelo secondo S. Giovanni, in loco), Cίό νi ricordera che il greco e la lingua
' (Antologia Palatina, VII, 229) primitiva e, per cosί dire, materna de!la Chiesa.
Pitane e un solJl,orgo di Sparta dove e stato trasporlato il cadavere. Ήλυθον
aoristo e11ico per ηλt!ον. *s,3,έλω ο ,3,eλω εθελήσω ήθέλησα ή&έληκα
ΙΙ. Εiς δηίων πέμψασα λόχους Δημαινέτη οκτώ esser disposto; acconsentire; βούλομαι= Yolere:
παιδας, υπό στήλη πάντας εθαψε μι~. iωporre la propria volonta.
Δάκρυα δ' ουκ ερρηξ' επί πένθεσιν · &λλα τόδ 1 είπε It. i mono-teliti, eretici che sostenevano essere in Gesίι Cristo una sola
volonta.
μουνον · « ~Ω Σπάρτα, σοί τέκνα ταυτ' ετεκον._» .
(ιd. ιd. 434). 6ρμιi.ν metter in moto, stimolare;
Ρeι·temperare con la dolcezz_a at~ica ~nesti versi ~orse un po' intransitivo slanciarsi.
troppo impregnati di ~udezza dorιca, rι~ordιamo con Arιstotele (~e- P1·obabilmente stessa R. ερ ορ, eccitare, elevare di
torica, 1, 7) ciό cl1e dιsse ~ERI_CL~ nell OR~ZIONE. FUNEBRE sulla gιo­
ventύ. ateniese carlιιta neι pr1m1 combattιmentι dell~ gnerra del ορνυμι poetico· /ω· alzare; medio slanciarsi; ορσω ώρσα ο ωρορον
ορωρα (perf. intransitivo). - Lat. « orior ».
Pelo11onne~o, come la n~stra p.el 1~15 ~ nel !940; « l ~ηηο h~ per-
duto la pr1mavera »: « την νεοτητα εκ της πολεως αν-υρησθαι, ωσπερ ή &φ-ορμή punto di partenza (da cni si prende lo slancio).
το εαρ εκ του ενιαυτου ει εξ-αιρεθείη. Ρuό significare pretesto come πρό-φασις (cf. sopra p. 74) ma la sfumatura
e diversa. - Cf. il testo di S. Giovanni Crisostσmo a p. 42.
78 2° TESTO - ANABASI IlI, 1. NOMENCLATURA 20

VERBI

"l ορ-νις -ιθος uccello. Non e sicuro che sia della stessa famiglia
di ορνυμι: « quello che si slancia ». - It. ornito-logia.
tά.ttω (R. ταγ) disporre, schierare, collocare, comandare (lett.
assegnare un posto).
TERZO TESTO
προσ-τάττω ordinare; cf. έπι-τάττω ingiunge1·e (pίίι imperativo). SENOFONTE: ΑΝ ABASI Lib. IV, Oap. VII, 21-27
11 τάξις 01·dinamento, p. es. ordine di battaglia ; schiera, (Abbreviazione Α IV)
colonna.
It. sin-tassi; tattica. LA GIOIA DEI GRECI ALLA VISTA DEL MARE

IL TESTO. - Un episodio della Ritirata: i Greci scorgono dal-


R!CAPITOLAZIONE. TRE VERR! CHE SIGNIF!CANO « COMANDARE ».
l'alto del monte Teche (•) la linea azzurra del rnare. Cίό equivaleva
Notate qs vocaboli cosi espressivi in cui traspare la chiara inte\ligenza dei a scopriι·e, - cosi almeno essi credevano - dopo la lunghissima
Greci. Κελεύω (6 c p. 37) .ndica l'autorit1ι che mette i1ι nιovί1nento l'infe- ritirata, la via di ritorno in Patria, senza piίι ostacoli. Ε poi, per
riore (cf. κέλομαι a p. 159); αρχω (9 c p. 45) indica l'autorit1ι che ha l'inίzia­
un popolo di navigatori il mare e gia un lembo della JJatria. Cosi
t'ίva dell'impresa; i composti di τά·ηω indicano l'autorita in qαanto e reatiz-
zatrίce dΌrdine. si spiega l'entusiasmo erompente da cui e animata questa narra-
zione, per altro cosi sobria, e il grido diventato celebre: « θάλαττα,
eρύκω
allontanare, respingere. θάλαττα ».
Lett, tener indietro, trattenere (il nemico). - 11 che spiega il significato dί Pensate, per vibrare all' unisono con i Diecimila, prima alla
trattenere che ha spesso ίη poesia: cf. Teognide, canto simposiaco, p. 39 (κα.­
ερύκω. nostalgia della Patria lontana (ό νόσrος ritorno, το αλγος soflerenza),
a quella di Ulisse nel libro 1 ° dell'Oιlissea:
« tέμενος καί καπνόν (h) άποΟρφσκονtα (<) νοησα1
ης γαίης Οανέε1ν tμείρεια1 •.. »
(v, 58-59);
a quella di Dante:
« Era gί1ι lΌra che volge il disio
ai naviganti e 'nteιιerisce ίl core
lo di c'han detto ai dolci amici addio
e che lo novo peregrin d'amore
punge ••. »
(Purg. Vlll, ί-5)
e poi alla gioia del ritorno; a quella di Catullo che cosi si ri volge
a Sirmione:
c quam te libens, te quamque laetus inviso ι,
(ΧΧΧΙ-4).

(a) Oggi Kolat-Dagh.


(b) Fumo.
{c) άπο-θρφσκω balzar su.
80 3° TESTO • ANABASI ΙΥ, 7 21-22 3• TESTO • ANABASI IV, 7. NOMENCLATURA 81
2~·22
21. φυλuttω far la guardia ; custodire : -ξφ -ξα -χα ;
Troverete alla fine del volume la traduzione letterale.
medio guardarsi da, stare in guardia: -ξομαι ecc.
pass. -χθην -ξομαι e -χθήσομαι.
21. Και &φ-ικνουνται επί 1 το ορος tfι ΠF.μπτη ήμέρ~ · ονομα δε
It. pro-filassi, cf. 5 ο ρ. 34. πρό. - Ό φύλαξ, -ακος guardia (in φ• passo).
τφ ορει fjν Θήχης. Έπει δε οί πρώτοι έγένοντο επl του ορους, κραυγη 8
πολλη εγένετο. •Ακούσας δε δ Ξενοφών καl οί οπισθοφύλακες φήθησαν 16 prendere ·a caccia ο alla pesca : ή αγρα.
-εμπροσθεν αλλους έπι-τίθεσθαι πολεμίους. εtποντο γαρ οπισθεν οί εκ Νοη appartiene alla famiglia di ό άγρος campo e αγριος selvaggio: lat.
της καομένης χώρας, και αυτών (•) οί οπισθο-φύλακες &πέκτεινάν tέ c ager », c agrestis ». - In qs passo ζω-γρείν prendere vivo:
τινας και εζώγρησαν εν-έδραν ποιησάμενοι, και γέρρα (b) ελαβον δασειών * ί;ήν vivere: ζήσω ο βιώσομαι έfιίων βεβίωκα.
βοών ωμο-βόεια αμφί τα είκοσιν. It. zoo-logia (ζωός vivente, τό ζφον animale); bio-logia (ό βίος vita, βιοϋν
22. Έπειδη δε βοη πλείων τε εγίγνεtο και εγγύτερον, και οί &ει vivere),
επ-ιόντες εθεον δρόμφ επί τους &ει βοώνtας, και πολλφ (0) μείζων
22. βοάν gridare, r-umoreggiare.
εγίγνετο ή βοη οσφ δη πλείους εγίγνονtο, εδόκει δη μείζόν τι είναι
τφ Ξενοφώ,·τι · καί άναβας εφ' ϊππον και Λύκιον (d) καl τους ίππέας βοη-θείν soccorrere: Iett. accorrere ad un grido : ή βοή e
&ναλαβών, παρ-εβοή-θει · και τάχα δη άκούουσι βοώντων των στρατιω­
* ~έω correre: θεύσομαι.
τών « θάλαττα, θάλαττα, » καl παρ-εγγυώνtων. "Ενθα δε εθεον πάντες
καl οί οπισθοφύλακες, καl τα ύπο-ζύγια ηλαύνετο και οί ίπποι. 0 Επει έηυα.ν impegnare p. es. del denaro ;
δε άφ-ίκοντο πάντες επι to ακρον, ενταύθα δη περι-έβαλλον άλλήλους medio impegnarsi, dare cauzione (36 F) :
και στρατηγους καl λοχαγους δακρύοντες. Και εξαπίνης, στου δη Senso originario: consegnare un oggetto come pegno nel cavo della mano:
πιιρ·εγγυήσαντος, οί σtρατιώται φέρουσι λίθους και ποιουσι κολωνον ιe) R. γυ curvare: το γύαλον cavita, valle; γυρός rotondo; it. giro. - Donde (in
qs passo) παρ-εγγυίiν trasmettere p. es. la parola d'ordine, un ordine a qual-
μέγαν. Ένταυθα άν-ετίθησαν (f) δερμάτων πληθος ώμο-βοείων και βακτη­ cuno (παρά accanto) donde, in generale, prescrivere, comandare.
@ίας και τα αϊχμ-άλωτα γέρρα, και ό ηγεμών (g) αυτός τε κατέtεμνε τα
γέρρα και τοίς αλλοις διεκελεύετ:ο ... ί;eύ 1νυμι aggiogare attaccare (al veicolo): ζεύ-ξω -ξα -χα
Ι vocaboli delle ci tazioni sono sρiegati nel paragrafo 49. pass. έζύγην εζευγμαι.
R. ζυγ lat. c iungo, iugum »; it. giugulare, giogo.

(a) Gen. partitivo dipendente da τινας.


(b) τό γέρρον scudo di vimini (persiano).
(c) Ci si aspetterebbe τοσούτφ. CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI.
(d) Capo della cavalleria.
SOBRIETA DΈSPRESSIONE.
(e) In qs caso un ιnucchio di pietre, cίό che gli Inglesi chiamano c cairn ~.
(f) Verbo adoperato quando si tratta di ofl'erte.
(g) La guida. Ε una manifestazione del gusto per la misura e della sensibilita
per la bellezza insoflerente di superfluita. Questa qualitJ, spartana ed
attica a un tempo, temperata dalla tendenza alla (Chiacchera e dal-
l'abbondanza di eloquio ionica (Erodoto e, prima, Omero) scivolera
definitivamente nella prolissitά bizantina. Insigni esempi di sob1'ieta
si trovano negli epigrami dell'Antologia: . vedere sotto il 2° testo
(Α ΙΙΙ p. 76 e p. 64) e anche sotto il 1 ° testo (c p. 27) il biglietto di
Filomena allo zio. Difficile tr.adurre queste brevi composizioni in
poche parole, - χαλε:cα τα καλα. utilissimo perό esercitarvisi.


1: 82 3° TESTO • ANABASI IV, 7, NOMENCLATURA 21-22 3° TESTO • ANABASI ΙV, 7. NOMENCLATURA 83
",
1 '1',
'

PAROLE DECLINABILI PAROLE INDCLINABIIX VERBI


21. τό οpος monte. 21. οπισ&eν di dietro alle το ζυγόν giogo.
R. ερ ορ slanciarsi; cf. 20 Α ΙΙΙ p. 77 spalle. In qs passo ,ό ύιτο-ζύγ1ον bestia da soma (sotto iI giogo).
ορνυμ1. - It. oro-g,·afia. Cf. οπίσω indietro, ή όπ-ώρα la
fine dell'estate, lett. la retro (bella) + ζώννυμι cingere. Forse della famiglia di ζεύγνυμι.
stagione : ή ωρα n° 50. It. Ιe zone (temperata ecc.) che fanno cintura (ή ζώνη) intorno alla terra.
+δ αpος senso originaΓio solco,
donde confine, limite 22, έηύς vicino, regge il * έλαύνω spingere in avanti p. es. ϊππον; donde conduι·re ;
(tracciato da un solco). gen. intransitivo muoversi, avanzare: έλώ (-~ς -~) ηλασα ελήλακα
Probabilmente non e della fami- pass. ήλάθην έλαθήσομαι ελήλαμαι.
ό όρεύς mulo: « colui che trac- glia di εγγυαν. R. ελα spingere, stimolare ; it. elastico, che respinge.
cia il solco » (sufl. -ευς).
ιieε sempre. ·ηλ<ίτης suff. che conduce. Es. ό στρατ·ηλάτης ·
όρίζω limitω·e, deteΓniinω·e. Don,1e « successivamente »: ot
αεί επ-ιόν~ες. Derίνει da αίFtί Joca- οέpω scorticare; donde castigare duramente.
It. orizzonte, che limita la vista; tivo di:
το δέρ-μα pelle: cίό che si scortica (sostantivo in -μα).
It. epi-dermide, « pelle di sotto ·» (έπί).

CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI


* ά.ι.ίσκr.ιμα.ι essere preso : άλώσομαι έάλων έάλωκα.
lt. ilota: gli είλωτες (= Fάl.ωΗες presi in guerra) iloti schiavi dello Stato
I VARI ASPETTI DELLA PATRIA. NELLE PAROLE a Sparta.
(Rica 11iιolazione) * άν-αλίσκω distruggeι·e: άν-αλώσω άν-ήλωσα άν-ήλωκα;
pass. άνηλώ-θην αν-αλωθήσομαι άν-ήλωμαι.
Si 1•ilegg~no le voci « άγών » e «άθλον>> (16 e 19 Α πι): « ο αγων », Stessa R. piίι άνά che da l'idea ιli « mandare in aria ~ quindi di distruggere.
« la lotta », non e soltanto ίη senso proprio « Ja lotta nello stadio, »,
ma era innanzi tutto «l'assemb1ea proρr·ia delle Gare sportive », quelle
grandi «πανηγύρεις» (cf. 9 c sotto άγείρω) in cui le popolazioni
greche prendevano coscienza della vita nazionale. « "Αθλιος » e NOSΊΆLGIA DELLA ΡΛΤRΙΑ. TEOGNIDE DI MEGARA
l' infelice « che lotta », che si dibatte con la vita; ma questa paωla
deriνa da « το άθλον», « il premio della lotta », la glor·ia della ri- Νοη vi e in questi versi la nostalgia della grande patria greca,
compensa nell'atmosfer·a lurninosa dello Stadio. - Si ricordino poi
« νομίζω », <<νόμος», « Νέμεσις » (12 Α ΙΙΙ}: adombrate da « pensiero ». i cui vincoli politici e1°ano molto blandi, ma della πόλις. La lotta
« legge », « Nemesi divina >>,ecco la vita pastor·ale e i costumi dei tra i due partiti, aristocraιico e democratico, era spessissimo causa
pastori (si· Yeda anche 18 Α 1π « τα κη1νη », κτασθαι): pascoli leg- di esilii:
geηdari d'Arcadia, origini pastorali della civilta gr·eca. ~ Origini
maPittime soprattutto e vita mar·inara mai interrotta: sotto « ό Ήλθον μεν γαρ εγωγε και είς Σικελήν ποτε γαίαν,
ύπ-ηρέτης » si intravvede il marinaio: « colui che rema in sott'oι'­ ήλθον δ' Εϋβοίης άμπελόεν πεδίον 23 , ,
dine » (έρέττω); e si udra attraνerso a « ρυθμός » che deriνa da Σπάρτην τ' Ευρώτα (•) δονακο·τρόφου άγλαον &'στυ 29 •
ρέω scorrere, il canto ritmico dei flutti e delle fonti. - Ma tntto καί μ' εφίλευν προ·φρόνως 19
πάντες επ-ερχόμενον.
ciό e inondato dalla luce ! Si vedano le parole in cui essa scintilla Άλλ' ου-τις μοι τέρψις 48
επι φρένας 10 ηλθεν εκεί,,ων ·
(cenni su « γελάν » su «φως»); tutta la lingua gΓeca poi e luminosa.
Cosί, a poco a poco, rileggendo paι0 ole usuali, tutta la patria greca Οϋτως οϋδεν αρ' ην φίλτερον αλλο πάτρης.
ritorna alla nostι·a mente, come alla vista del mare essa si ripre- --------~
(v. 783-7R8),
sentava al cuore dei Diecimila.
(a) Ευρώ,α, gen. dorico di Ευρώτας (ίl fiume che bagnava Sparta),
84 3• TESTO - ANABASI IV, 7. NOMENCLATURA 21-22
i'
''
l'aoristo ά-όρισ-ιος che esprime l'azione ίη ό αίών, -ώνος durata della vί­
maniera indeterminata, cioe senza pro- ta, donde durata, tempo :
spettarla, come il presente, nella sua du· Lat. « aevuιn », « ae(vi)ternυs »
rata ο, come il perfeιto, nel suo risultato. αίώνιος, « grand-aevus »,
(cf. p. 58).
eςαπίνης
ή eν-έοpα agguato.
R. εδ = sed, sedeι·si ; cf. καlt-έζομα1
repentinamente.
28 Prot. e lat. « sedeo »: ίη un agguato
si sta accoccolati - ο coricati (cf. λόχος + εξ-αίφνης QUARTO TESTO
j ί Α ΠΙ p. 56). all'improvviso.
SENOFONTE: ΕΟΟΝΟΜΙΟΟ Oap. VIII, 17-20
δασύς denso, folto. (Abbreviazione Ec).
Lat. c densus » (n, ν serni-vocale = a; cf. f c p. 19: -ιείνω, -ιέ--ια-κα = -ιε­
-ιν-κα).
BELLEZZA DELL'ORDINE
ωμός crudo, immaturo ; in senso morale: « Έστ1v ουδέν, ω γύνα1, οϋ-ι' εϋχρησtον,
selvaggio, duro crudele. οϋ,ε καλόν άν!Jρώποις ώς -ιάξις ..• •
Lat. « amarus » (Bq). Platone, Carιnide, VIII, 3
L'EcoNOM1co.- Da ό οίκος, casa e ό νόμος, legge; e un piccolo
ή &άλα.ttα mare.
tι'attato sull'amniinist,'azione di una casa e di una tenuta (•). Cί si
22. δ, ή λί,3,ος pietra. pr·esenta quindί il Senofonte del ternpo di pace, il « gentiluomo
in villa ».
It. lito-grafia, lito-latra.
La forma del trattato e un dialogo che fa parlare Socrate, di
δ κολαιν6ς altura: tumulo (in qs passo) ο collina. cHi Senofonte fu discepolo come Platone e intorno al qιiale lasciό
Lat. « pι·ae-cello, celsυs, collis ( = colnis) » donde it. collina. scritti i suoi ricordi, i « Memorabili ». Ma al contra1°io di Platone
cl1e e filosofo, Senofonte non ricoι·da di Socrate che i! buon senso
tό πλή-&ος pienezza, moltitudine folla. pieno d' umanita e
i consigli pratici.
Cf. πίμ-πλη-μ1 riernpire 2 C p. 21. IL TESTO. - Iscoma~o Γacconta a Socrate come abbia educato
egli stesso Ia sua giovanissima moglie, insegnandole a diventare un
tό βά.κ-tpον ο ή βακ-tηpία
modello di padrona di casa. Avendo i due coniugi visitato una gι·ande
bastone, sosιegno.
nave fenicia, allestita in modo ammirevole, il marito impaι·tisce
Lat. « baculum », « im-beci!lus » (debole, senz'appoggio).
una lezione di ordine. Da notarsi questo Iato i_mportante e gia messo
in Γilievo del carattere greco: non solo il gusto per Ι' OYdine, na-
ή αίχμή punta della lancia, lancia.
turale in una stirpe pratica ed intelligente, ma ancbe l'amore e Ia
preoccupazione costante della bellezza. Ci vuole un'anima proprio
gι'eca per iscoprirla con Senofonte e a rischio, come egli dice, « di
farsi canzonare da qualche fatuo » persino nelle teorie di scarpe e
di pentole. Tale e tuttavia il caso pι·esente: al principio del brano

(a) Cf. οtκεϊν, δι-οικείν (it. diocesi) abitare e ammin istrare; οtκος e nello stesso
tempo la casa (οtκίu) e tuιti i beni attinenti: 1 c, p. 16.
86 4° TESTO - ECONOMICO VIII 23-24 87
23-24 4° TESTO • ECONOMICO VIII, NOMENCLATURA

l'or·dίne e
consίJeι'ato sotto il rispetto della praticitά: « την &κρί­
βειαν της κατασκευης .. alla fine e
diventato armonia, ritmo e mu- VERBI
sica, nel senso molto ampio e indefinito che questa
parola ha in
greco: « εϋ-ρυθμον φαίνεσθ·αι ... », « χορος σκευών φαίνεται ... ». 23. * πλέω navigare, vogare : πλεύσομαι επλευσα πέπλευκα.
Stessa R. di πίμπλημι e ό πλουτο;; cf. it. fig. navigare neΊI'abbondanza, e Ιο
Α questo modo una lezione d'economia ·domestίca ci introduce
stesso vocabolo « abb-ondanza ~ che deriva da « unda :.,
nel regno della poesia; si veda il Testo seguente preso dallo Ione,
con il cenno su κόσμος, αρμονία, Μοϋσα.
ο πλόος -ους navigazione.
I t. peri-plo (περί intorno),
Tι·overete alla fine del volume la traduzione letterale. το πλοίον naΙJiglio.

πλύνω bagnω·e, lavare.


Lat. « pluvia ».
23. Έγω ουν (•) κατ-ιδων ταύτην την &κρίβειαν της κατασκευης η,,
ελεγον τη γυναικι δτι πάνυ αν ημών ε'ίη βλακικόν, εί ο'ί μεν έν * eδpίσκω trovare: εύρ11σω ηϋρον ηϋρηκα;
pass. ηύρέθην εύρεθήσομαι ηϋρημαι.
τοίς πλοίοις, και μικροίς ουσι, χώρας εϋρίσκουσι, και σαλεύοντες ίσχυ­
Ricordatevi di Archimede: ηuρηκα.
ρώς, δμως σφζουσι την τάξιν 20 , και ϋπερ-φοβούμενοι, δμως ευρίσκουσι
τό δέον 5 λαμβάνειν, ημείς δε και δι-ηρημένων έκάστοις (h) θηκών εν σα.λeύω vacillare.
τη οίκίq. 1 μεγάλων, και βεβηκυίας 14 της οίκίας έν δα-πέδφ, εί μη
σφζω salvare, conservare sano e salvo: σφσω -σα -κα.
ευρήσομεν καλην κα1. ευ-εύρετον χώραν έκάστοις αυτών, πώς ουκ αν Frammentn di Pindaro 'Ανδρών δικαίων χρόνος σω-ιήρ α.ρ1σ-ιο; (·τ11ρ, ·-ιωρ
πολλη ημών α·συν-ε-σία ε'ίη; suff.: colui che fa l'azione, crιme ·-ιης, p. 50).
24. Ώς μεν δη &γαθον τετάχθαι 20 σκευών 15 κατα-σκευήν, και ως σάος, attico σως sano e salvo, cf. σώ·φρων 19 Α ΠΙ p. 77.
ρiδιον χώραν έκάστοις αυτών εύρείν έν οίκίq. θείναι ως έκάστοις
συμ-φέρει, ε'ίρηται. eΩς δέ καλόν φαίνεται, επειδαν ύποδήματα εφ-εξης
* α.ίpeίν prendere : α'ίρήσω είλον t\ρηκα;
medio scegliere: pι·endere per se: α'ίρήσομαι ε'ίλόμην ηρημαL
κέηται, καν οποία η, καλον δε ιμάτια κεχωρισμένα ίδε'ίν, καν οποία
1
pass. ήρέθην αίρεθήσομαι ηρημαι.
η, καλον δε στρώματα, καλον δε χαλκία, καλον δε τα &μφι. τραπέζας, It. eresia: l'eι·etico « sceglie" le verita c/ιe fanno al caso suo. - Da non
καλον δε και, - δ πάντων καταγελάσειεν αν μάλιστα ουκ ο σεμνός, confondersi con
&λλ' ο κομψός 11, - δη και χύτρας (0 ) φη μι εϋ-ρυθμον φαίνεσθαι εϋ-κρινώς
κειμένας. Τα δε αλλα ηδη που άπο τούτου α-παντα καλλίω φαίνεται
+ * α.ίpαι alzare, sollevare &ρώ ηρα ηρκαι
pass. ηρltην αρθ11σομαι ηρμαι.
κατα κόσμον κείμενα. Χορος γαρ σκευών εκαστα φαίνεται (..... ) Εί δε
Viene d.a άείρω. · 1ι. met-eora, με-ι-έωρος (per ·άορος) che sta in alto nell'aι·iιι,
&ληθη ταϋτα λέγω, εξ·εστιν, εφην, ώ γύναι, και πείραν λαμβάνειν αυτών tra (με-ιά) cielo e terra. Cf. 3 c p. 24, καθ-αίρω portar via fino in fondo,
οϋτε τι ζημιω(}έντας οϋτε πολλα πονήσαντας. cioe pulire.

Ι vocaboli contenuti nel\e citazioni sono studiati nel paragrafo 50. aυν-ίημι capire
Lett. metter insie,ne (Ϊημι lanciare): capire con~iste ne\ rαι,ι·iσίnα1·e le σose
peι· vederne i rapporti

(a) Tutto il brano e difficile da rendersi bene. Cercate di conservare la ne- ή σύν-ε-σις l' azione di capire in qs. modo ; l'intelligenza che
cessaria sμontaneita e le riprese un ρο' complicate di queste frasi della conver- ι'affronta.
sazione familiare. In qs passo ή ά-σuν-ε-σία, con traι·io di εύ-σuy-ε-σία · nte1Iigeriza pront1 nel-
(b) έκάσ-ιοLς al plurale « ogni specie di oggetιi ,ι, l'afferrare ί rapporti.
(c) Per tradurre χύtρα meglio non usare « vaso :ι, ma « peιιtola "• parola pίά
24. συμ-φέpω essere utile (cf. φέρω β C p. 33).
vo!gare; « vasi" non sorprenderebbe pίύ. di « scarpe ,ι con cui comincia \'enu-
Senso originario: portar insieme, donde aiutare. - Cf. 37 F p. ί28 ή σuμ­
merazione e al\ora non si avrebbe piύ. la gradazione voluta,
(fωρά.
1, 1

88 4° TESTO - ECONOMICO Vlll. NO)IENCLATURA 2:J-24 24 4• TESTO • ECONOMICO VIII, NOMENCLATURA

δέω legare: δήσω εδησα δέδεκα.


PAROLE DECLINABILI PAROLE INDECLINABiιI Da non confondersi con δέω δέησω ecc. mancare 5 c p. 29. - It. dia-derna.
che e legato attraverso (διά) la fronte.
23. ιiκp-ψής 23. ύπέp significato esatto:
το ύπό-δημα sandalo : lett. ciδ che si lega sotto (ύπο ).
esatto, diligen te, cf. Bq. al di sopra.
Da l'idea pίιΊ del ο δεσμός legame.
βλα.κικδς ο βλά.ζ βλακός
librarsi che dί coutatto. σtpώννυμι distendere p. es. un tappeto: στρώσω εστρωσα
molle, indolente. βλα­ Diverso da έπί cf. 1 c p. 16. - Lat. pass. εστρώθην εστρωμαι
κεύω esseι· -. c super ». Lat. « sterno, stravi, stι·atum ~.
μαλακός molle, morbido, fiacco. Regge 11gen. (df moto da luo- το στρώμα ,ciό che si dι'stende: tappeto, letto ecc.
R. βλακ ο μλακ;
stessa alternanza che go ο partitivo) e l'accus. (di moto
a luogo ο dί estensfone): πzφά.ν provare, tentare (in qs passo il sostantiv~ 11πείρα).
nel verbo poetico cosί usato βλώσκω μο­
Stessa R. di περαν attraversare 11 Α πr p. 57; cf. lat. « ex-perιor », donde
λοϋμαι εμολον μέμβλωκα andare. - Lat. al di sopra di, al di la di:
it. esperienza; it. em-pirico (p. es. medίcina empirica, che sί fonda sopra la
• flaccus » fiacco. - Μαλθακός molle, ύιτέρ γης,
paragonatelo a έπί γης;
morbido. sola pratica).
ύπέρ ~:ό ϋδωρ λέγειν detto dί un ora-
tore ίl cui tempo era misurato dalla * τίθημι porre: θήσω εθηκα τέθηκα; pas·s. ετέθην τεθήσομαι
ή ίσχύς -ύος forza 1 vigore : clepsidra; ύπερ·φοβεϊσ{}αι (in qs pas- τέθειμαι.
Ρrίηcίμίο interno di forι,a (Ϊσχω e εχω
so) « essere spaventati al di la de\la
avere, esser in uno ειtato) e forza dί re- misura ». - Attenzione a!le sfuma-
sistenza (tener duto). ture dJte dal caso; da notarsi:
ALCUNI FRAMMENTI ΡΟΕΊΊCΙ
i1 genitlvo:
RICAPITOLAZ!ONE
LE TRE « FORZE ». fig. a vantaggio di ; Dopo 1' umile armonia della cucina e degli armadi, alcuni ri-
chiami alla poesia pura. Ci faranno uscir di casa, ma non ci allon-
Ή tσχύ; forza, cioe forza interna, forza donde riguardo a.
taneΓanno dai campi: .
dί resistenza; ~:ό σ{}ένος (p. 3) cioe le Μάχεσ{}αι II ύρέρ ~:ινος
Le prime rondini cinguettano sulla gronda1a:
forze, (al pl.) l'insieme dei mezzi d'azίo­
ne; ή ρώμη (p. 45) la forza fisica soprat- δμως tuttavia. . αγγελε κλυτα 47 εαρο;; 48 άδυ-όδμου,
tutto esteriore; fig. la forza morale. - Lett. allo stesso modo, nelle stes- κυανέα χελιδοί ...
(Simonide, framm. 57). ·
Aggίungίarno ή βία, non forza, ma vio- se condizioni. Cf. όμός, ecc. 31 Prot.
lenza che ne e l 'eccesso. p. Η2. Ε lungo il sentiero il vento agita dolcemente le frasche: e l'ora in
cui Aristofane ci mostrera il contadino
cassa, cofano ecc. 24. εξής ο eφ-eζής di seguito,
luog·o di c de-posito »: ~;ί!}ημι porre,
ηρος 48 εν ωρq. χαίρων 3 4, οπόταν πλάτανος πτελέq. ·ψ ιθυρίςη,
in tila.
de-porre. - It. biblio-teca.
Lett. con un solό ordine (R. σεχ
« felice di udiι•e in primavera il platano bisbigliaΓe con l'olmo »
ta πέδον ο Μ-πeδον cf. [χω 5 c p. 33). (Nuvole, 100~). . . . . . . ,· .
Lavoratorι, aωmal1, fanc1ull1 escon dι casa; saranno ι ιcondottι
suolo: dalla sera, dalla sera cantata da Saffo (frammento 95):
που in qualche maniera.
Dove si mette ίl
piede: ό πούς, ποδός.
Per attenuare un'afferma- Fέσπερε, πάντα· φέρων, δσα φαίνολις εσκέδασ' 33 αϋως,
- Ιη δά-πεδον (ίη qs passo) δα e grado
φέρεις οίν, φέρες αίγα, φέρεις απυ μάτερι παίδα.
, « zero » δμ=δα della R. δFμ costruire; zione;
cf. ό δέσ-πό~:ης padrone (di casa), ~:ό δέμας lett.: ίη qualche parte; iηdeter­ Ma essi pΓeferivano il mattino e il mattino della vita che e la
curpo (in quanto edίficio, struttu1·a) ό minato perche risponde alla doιn. giovinezza:
δόμος (lat. « domus ») Bq. Perό Ε. Μ. e ποϋ; 1 Greci, che peι·copiscono le mi- τί κάλλιον αρχομένοισι
di un'altra opinione. nime sfuιnature, mol1tiplicano qs leg- η κατα-παυομένοις 1', η το ποθεινότατον;
gere attenuazioni. Cf. πο~:έ 9 c p. 48, (Dionigi Calcos, fr, 6).
το πεδίον pianura. πως 6 c p. ::!6. Poche pa1°ole, ma evocatrici di sogno.
90 4' TESTO - ECONOMICO VIII. NOMENCLATURA 24
24. r4-διος facile. Comp. ρq.ων, supeι'l. ρq.σrος.

ρq. θυμος noncurante; lett. dal cuore facile (θυμός).

ό χαλκός bronzo, rame ; donde oggeιto di


I ι. calco-grafia.

ή tpά.-πeζα. tavola:
sta per 'tεtρα-πεζα: τέttαρες quattro e πους, ποδός piede.

σeμ-ν6ς venerando.
σiβομαι rispettω·e.
Senso originario: indietreggiare davanti a qualcuno, cf. σοβείν' spingere in
avanti, scuotere. Da notarsi una volta di piu l'alternanυ, rli β e di μ. Cf. βλα­ PARTE SECONDA
κικό; 23 Ec. p. 88.


ευ-σε β'
ης pio.

ή ζημία. perdita ; castigo, multa.


PLATONE
TERTI ACCESSlBILI Α COLORO CHE ΗΑΝΝΟ STUDIATO Ε ΓOSSIEDONO

ό κδσμος ordine, ornamento ; donde il mondo. LA PRIMA PARTEJ


Ciό che ha cόlpito ϊ Gι·eci, amanti de\la ragione e del bello, e evidente. [t. Ι !'ASSI ΜΕΝΟ }ΆCILI SONO SPIEGATI DA ΝΟΤΕ
cosmo-polita; l'αοιnο « ιnicro-cosmo » ; Santa Maria in Cosmedin, basilica ro-
mana situata in un quartiere giiι abitato da Gι·eci, ripristinata nel secolo VIII
e resa bella come un c gioiello », κοσμίδιον (-ίδιον suff. di diminutivo, 1 c
p. 16); infine - ma come cadiamo in basso ! - cosmetico.

RICAPITOLAZ!ONE: ALCUNE CORRlSPONDENZE (GRECO LATINE).

« θ » iniziale e « f • lat. (corrisp. costante): ό θήρ animale selvaggio: ferus,


selvaggio; ό θυμός, fumu~ (Osservazione p. 28); θη 1-vς femminile: felis, gatta;
θιγγιiνω, toccare: fingo, mode\lare (con le mani) ecc.
(•) e « s 'Ι> iniziale: επομαι: sequor; ηκα, debolmente: seg·nis, lento; R. έδ
(καθ-έζομαι, ecc.): sedeo.
c π » e il suono c k •: επομαι: sequor; R. Fεπ (είπον): voco, vox; R. οπ,
vedere (οψομαι, ecc. τό ομμα): OC·Uius.
« β 'Ι> e c v »: ή βορά, pasto (cf. βι-βρώ-σκω) : vorare; βαίνω: venio.
QUINTO TESTO
PLATONE: ΙΟΝΕ 534 A-D
(Abbreviazione Ι)

L' ISPIRAZIONE POETICA


Κοiίφοv γάρ χρημα ποιηtής έσtι'
καί πtηνόν, καί ίερόν •.•

PLATONE.- Senofonte non e che un gentiluomo, un distinto


ateniese. Platone invece e uno dei cinqιιe ο sei geni che dominano
la nostra civilta e incaι·na in modo perfetto l'anima greca, - nelle
sue qualita, non nei difetti.
Cίό equivale a dire che Platone innanzi tutto eccelle nell'intel-
ligenza, in quel « Νοϋς » che egli raffigura in piedi sul cocchio, come
l' Auriga di Delfi e con in mano le redini della nostra anima (•). Ma
la sua intelligenza non e arida ed astratta: se da una parte la ra·
gione esige l'ordine, dall'altra la fantasia vuole la bellezza; ed egli
ha piά di ogni altro, per aggirarsi sia nella realta vivente che nel
mondo delle idee, una squisita disinvoltura che puό derivare -soltanto
dalla « σωφροσύνη », saggezza istintiva, equilibrio perfetto, sottile
senso del decoro. Per questo il filosofo Platone e cosi umano e non
vi e in lui nessuna pedanteria.
Che dobbiamo dunque a Platone? - La scienza e la filosofia
mode1'na, la preoccupazione di basare tutto sul ragίonamento, di
rendersi conto di tutto, che caratterizza la nostra civilta occidentale,
hanno origine in Grecia b).

(a) Fedro, soprattutto XXV (246 Α) e XXXIV (253 c).


(b) Cf. ciό che vi e di vero nel paradosso del critico inglese Summer Maine:
« Eccetto le forze cieche del!a natura, nulla si muove nell'universo che ποπ abbia
origine greca t,
94 5° TESTO - ΙΟΝΕ 534 A-D 5° TESTO • ΙΟΝΕ 534 Α- D 95
(
Queste ricerche, iniziate dai Sapίenti (•) sono tosto abbandonate. pubblica a cansa delle lοΓο belle menzogne, e egli stesso un me-
Ι Greci, usciti vittoι·iosi e prosper·i dalle guerre persiane, non si raviglioso poeta, dotato di fantasiιι spontanea e feconda in simboli
ρι·eoccupano molto deJla verita, ancor meno della mora]e. Ε' l'epoca ed immagini. La filosofia non avrebbe potuto essere piίι attraente
dei « Sofisti », professori di abilita: « Insegnateci a raggiungere Jo ne esprimersi in modo pίίι aι·tistico; certo non 1·itrovera piίι una
scopo: negli afiari, dateci dunque tutte le risorse deJl'intellίgenza; grazia simile nell'arte di dialogare. Se non c'e un inverno che di-
i11 politica, dateci dunque tutte le risorse della parola ». Raggiunger strugga tutto non ritorna primavera (•). . .
]ο scopo e anche brίllare e inebriarsi da artisti di tn tta questa vir- IL TESTO.- Ε' ιιηa pagina celebre di un dialogo secondar10 ιn
tuosita. AJ101·a Socrate li richiama a pensieri profondi, - il che cui Platone svela un pochino il suo gindizio snlla poesia. Secondo
g·li costera la vita - : chi siamo noi? dov'e il nostro dovere? qual'e lui e un' entita leggera e insieme divina: leggera peΓche non pro-
il nostro destino? « γνώθι σαf!τόν ». Platone ascolta; proporra poi cede da riflessione metodica, ma da ispirazione fuggevole e fanta-
altri problemi. In Jui si risveg]ia i] pensiero umano nella sua tota- stica ; - divina perche e ιιn dono di Dio e risale d' ιιn balzo alla
]ita: curiosita per οgηί probJema, presentimento di ogni illumίnazίone. bellezza che e ιιnο dei Suoi attributi.
Ι DrALOGHI.- Per esprimere un simile pensiero, fatto di pro- Il commento fara capire ciό che Platone intende coll' attribuire
gressi, di esitazioni, di ricominciamenti, bisognava inventaι·e il dιa­ l' invenzione poetica a ιιn' ispirazione divina e col farne nna « tro-
Zogo. Per• questo Platone fa rivivere e conversare con Socrate tutti vata delle Muse » εϋρημά τι Μοι<Ταν, e non nna tecnica, τέχνη, che
qnegJi efebi curiosi e spontanei e cias.cuno con un carattere mar- ogni ιιοmο dotato d' intelligenza puό imparare. Ε ne approfitta ma-
cato e diverso. Socrate, gioviale e un po' beffardo, insegna Joro, liziosamente per parlare con ironia dei poeti che non sanno neanche
peι· mezzo deJJe sue inesauribili domande, a trovare la verita in essi capire, formnlare una teor·ia della loro aΓte e nemmeno defi.
se stessi (maieutica) e anzitutto a scoprire la loro ignoranza; oppιιre, nirla. Niente di strano in ciό: l'ispirazione da cui sono animati non
fingendo di farsi istrιιire, mette in imbar·azzo gι•avi personaggi e e la loro, ma del dio che li esalta. La stessa cosa snccede ai
pΓet.enziosi sofisti (ironia socratica) \b). rapsodi ιb), al povero Ione, per esempio, che interpreta e declama
Ma questo pensiero e cosi ricco e nello stesso tempo circondato Omero, ma non capisce nnlla degli altri poeti.
da ιιη alone cosi pι·ofondo di sogno e di presentiιnento che ίl lin- Troverete alla fine del volιιme Ia tradιιzione letterale.
guaggio della ragione non lo puό rendere interamente. Per non
perdeΓne nnlla, Platone ricoΓre a paragoni, al lingnaggio delle· leg- 25. Πάντες γάρ OLτε των επών ποιηταl (•) οι άγαθοl ουκ εκ τέχνης,
gende mitologiche e dei « mist~ι·i », a quei « niiti » piίι pregni di άλλ' ενθεοι οντες και κατεχόμενοι iS πάντ'α ταύτα τα καλα λέr,ουσι ποιή­
snggestioni che di elucidazioni: la CaveΓna, il Cocchio dell'anima e ματα, και οι μελοποιοι οι άγαθοι ώσαύτως. \d) ωσπερ οί. κορυβαν:
le sue Ali, ο il Giudizio delle anime (•). Dove comincia la fantastica τιώντες (•), ουκ εμφρονες 19 οντες δρχουνται, οϋτω καl οί μελο-ποιοι
fi11zione? dove finisce il pensiero ragionato? Non lo sappiamo e
neωmeno Platone Ιο sa bene. Ma chi escluse i poeti dalla sna Re- (a) 11 poeta francese Sttlly Prιιdhomme (Le Bonheιιr, p. 233-34) ha chiamato
Platone « La fleur de la pι:nsee lιumaine », il fiore del pensiero ιιmaιιο.
(b) Raps-odo, da ράπτω cιιcire, fig. ordinare (ιιη canto) e ή φδή 8 , ca~to, .
(ιι) Σοφοί, φtλό-σοq.οι, σοφισταί cf. 29 Prot. p. 110 e il cenno sιι Σοφία. (c) Ι poeti, lett. « i creatori (verbo ποιείν e 10 c ?·
~Ο, sιιff.. -τ.ης) d1_ vers.ι
- ll piίι antico dei « σοφοί,, e Talete, l'astronomo che cade in ιιn pozzo (Pla- epici » (cf. τό επος 1 c p. 17). Cf. infra οί. μελο-ποιοι « ι creatorι dι caιιι1:. (το
tone, Teeteto XXIV, 174 Α). Essi inaιιgιιrano il metodo di ricerca razionale che μέλος) ί poeti lirici.
contiene in nuce piίι che Ia filosofia, le scienze futιιre: Leucippo e Democrito (d) ως cosl (6 c p. 36 sotto πω;), αϋτω; t11;"ual1nente(ιla αύτός egli stesso,
inventarono l'atoιno cl1e Ia chimica moderna fa oggetto di 'lιssidιιo stιιdio; Pita_ δ αύtός 10 ste,;so). Perciό: parimenti, al mod_o sιesso. . . .
gora, piίι dei cultori di fisica ηοsιΓi contenφoι·ane;, sperava di tuιto spiegare con (e) Sacerdoti di Cibele. Coιne 19 Baccantι del cιιlto d1 Dιοηι~ο, che _P!at?~e
leggi matematiche, nomi11e1·afra poeo, credevanίJ, dιιηιιιte crisi di esaltazione relig10sa e. dι delιr~o
(b) Ct', 3 c p. 23, sotto ερομαi. nervoso artificialιηente pro.-ocato, di uscire di se e di essere possedut1 (κατ·εχο·
μενοι) dal loro dio.
(c) Ciό che Platone dira delle Μιιse e gia ιιn « mito » in miniatura.
96 5 TESTO - ΙΟΝΕ 534 Α· D 26 27
27 5° TESTO • ΙΟΝΕ 534 Α· D -
αi:κ εμ-φρονfς ονtες τα καλα μέλη tαϋtα :ιτοιουσιν- άλλ' .επειδαν εμβώσιν
διθυράμβους(•), ό δε εγκώμια, δ δε ύπορχήματα, δ δ' επη, ό δ' ί~μβους.
είς tην αρμονίαν και είς tον ρυθμόν, f:3ακχεύουσι, και κατεχόμενοι,
τα δ' αλλα φαuλο; αυτών εκαστό; εστιν. Οϋ γαρ τέχνη ταυrα λεγουσιν,
- ωσπερ αϊ βάκχαι άρύτονrαι 7 έκ των :ποταμών μέλι και γάλα (•)
άλλα θεία δuνάu.ει, επεί 7, εί περΊ. ενό; τέχνη καλώς ηπίσταντο λέγειν,
κατεχόμεναι, εμφρονες δε ουσαι οϋ, - και των μελοποιών ή ψυχη (b)
τοϋτο εργάζεται, δ-περ αυτοί λέγουσι.
καν περl .των αλλωv απάντων 4 (b). Δια 4 ταυτα δε ό ,'tεος εξαιρούμενο~
τούτων τον νουν, τούτοις χρ1ϊται ύπηρέταις καt τοίς χρησμφδοίς και
26. Λέγουσι γαρ δή:ιτουθεν :προς ήμας οί ποιηταί, δη άπο κρφ·ων
τοις μάντεσι τοίς θείοις, ϊνα 11μείς οί άκούονrες είδώμεν, οτι ούχ ουrοί
μελι-ρρύtων, εκ 3 Μουσών κήπων τινών και ναπών δρεπόμενοι τα μέλη(<),
είσιν οι ταυτα λέγοντες οϋτω πολλου α;ια, οίς νους μη πάρεστιν, α'λλ' οe
eι 'λ ' ~ ' u ,
ημιν φερουσιν, ωσ-περ αι με ιτται, και αυτοι ουτω πετομενοι · κα
e - , e ι
θεός αύτός έστιν δ λέγων, δια τούτων δε ψθέγγεται προς ήμας. Μέ­
4
άληθij λέγουσι · κουφον γαρ χρημα ποιητής έστι, και πτηνον καl ίερόν (ct), γιστον δε τεκμήριον a rφ λόγφ Τύννιχος δ Χαλκιδεύς, δς αλλο μεν ούδε:
και ού πρότερον οίός; tε ποιείν, πριν 16 ίJ.ν ενθεός τε γένηται και εκφρων ι 9 πώποrε (<) εποίησε :ποίημα, δτου τις αν αξιώσειε μνησθηναι, τον δε
και Ο νους μηκέτι Η εν αύτφ εν-η" 'Έως 5 δ' αν tOUtL (•) εχη το κrημα, :τcαιωνα δν πάνrες αδουσι, σχεδόν τι πάντων μελών κάλλισrον, ατεχνώς,
άδύναtος πας ποιείν εσtιν ανθρωπος καl χρησμ-φδείν. οπερ 25 αύτος λέγει, εϋρημά 2 3 τι Μοισαν (•).
27. "Ατε Όυν ού τέχνη ποιουντες καl πολλα λέγοντες καl καλα περl
των πραγμάrων, ωσπερ συ περι ·ομήρου, άλλα θείq. μοίρq., τουτο μόνον Ι vocaboli contenuti nelle citazίoni εοω sρiegati nel paragrafo 51.
οίός τε εκcστος ποιείν καλώς, έφ' δ ή Μουσα αύτον ωρμηcεν 20 , ό μεν

(a) Sono qui enuιnerate le principalί forme della lirica coralt>: ll ditirambo,
propriamente canto e danza tumultuosi in ono1·e di Dίoniso. ~· ip-~rchema, canto
religioso dal ritmo agitato, con danza; ύπ-ορχείσθαι danzare (ορχεισθαι 9 C Ρ· 45)
(a) Allusione al culto dionisiaco praticato ne\Ja Grecia settentrionale: corse c sotto l:azione di,, cioe coll'accompagnamento della musica (ύπό 12 Α ΙΙΙ p. 58).
L'en-comio canto di lode spAcialmente duranιe un banchetto, in onore dell'ospite
sfrenate in piena montagna, di notte, con toι·ce e tirsi, al suono di tambnri e di
_ e cf. a 'p. 102 sotto κώμος; ο anche sia Iamentazione corale in onore di un
flanti. Come durante l'ebbrezza ο l'ipnosi, le cose si trasfiguravano ai loro occhi:
morto, sia epi-nicio (da ή νίκη, vittoria) canto per glorificare ί vincitori delie ga1·~
le acque dei torrenti sotto i riflessi lunari sembravano Iatte e miele; il capretto
sportive. Ρίίι avanti, il peana, canto in onore di Apollo, specialmente canto d1
squιιrtato e sacrificato evocava visioni di sang·ne. - Le facoltiι del poeta subi-
gnerra e di vittoria.
scono nn'alterazione simile; egli crea un mondo diverso dal nostro che il buon (b) Traducendo, aggiungete alla fine la proposizίone principale.
senso ποπ puό spiegare. Ι1 suo delirio e l'ispirazione. (c) Si rivedano: ούδ-είς 3 c, p. 24; -πω 5 c, p. 36; ποτέ 9 c p. 48.
(b) Seguite l'ordine delle parole per capire questo periodo, lo svolgersi dei (e) Μοω&:ν, gen. pl. dorίco di Μοίίσα..
qua]e, dopo και·εχόμενοι e interrotto dalla similitudine abbastanza lunga delle
baccanti. Quando P!atone vuol riprendere il filo, prova il bisogno di ricordare il
soggetto di έμβωσι e di κατ-εχόμενοι che si trova assai indietro; gliene viene in
mente un equiva\ente al singolare, η ψuχή ~ων μελο~ποιων, invece di ot μελο-ποιοί
ed allora il verbo passa al singolare (έργάζεται) malgrado κατ·fχόμενοι, μελο-ποιοί
- ma poi Platone riprende subito il plurale con αύτοί. Se ponete mente alla
conversazione, vi accorgerete che e piena di tali riprese e c•mbiamenti di costru-
zione (che si chiamano anacoluti).
(c) Compleπιento oggetto di δρεπόμενοt e nel!o stesso tempo di φέρουσιν.
(d) Anche le api erano l!acre perche appartenevnno a Giove.
(e) Questo iota aggiunto ai diversi casi dei dimostrativi (δδί, ούτοσί, ιοuτφί ecc.),
assomiglia all'i taliano « qui" adoperato in questo modo: « Questo bambino qui ... "
deterιnina ancora di pίά il valore del pronome (ο aggettiΎo) e fa quasi puntare
il dito verso l'oggetto: c precisamente questo libro qui, che tengo ora in mano "·

7
--
1: 98 99
! . 5° TESTO • ΙΟΝΕ 534 A·D. NOMENCLATURA 25-26 23 5° TESTO - !ΟΝΕ 534 A·D. NOMENCLATURA

! '

VERBI
PAROLE DECLINABILI PAROLE INDECLINABILI
25. ποιeεν fare, nel senso di creare, fabbricare, piuttostσ
25. ή tsχνη 25. πsp -appunto, proprio.
che di agire (πράττω); specialmente (in qs passo)
· arte, opposto di natu,;·a. Determina il significato della
parota che Ιο precede:
fare un poema.
R. ,:εκ fabbricare, - da principio ίn Mette in rilievo il risultato dell'azione. Comparatelo a .ό πραγμα aziorιe,
legno: ό τέκtων, carpentiere, artigia110. In (!S passo e 27 Ι : δ-περ αυτός
atfai-e, τό ποίημα opera d'arte prodotta, poen1a e cf. 41 F αυtό ποιήσει (il
It. poli-tecnico, che concerne molte (πολύς) λέγει, ciό che appunto egli dice, e veleno) fara lui stesso il suo eίfetto. - Ν. Β. εtι ποιείν -.:ινα = trattare bene
arti in quanto dipendono dalle scienze; proprio la sua espressione. - Stessa qualcuno e cf. 1 ο p. 17, il significato di εtι πράttω.
architetto, colui che diaegna e dirige la R. di περί nella sua sfumatura su-
costruzione : άρχι· cf. dρχω 9 c p. 45. perlativa (estremamente, molto; cf. + δpfλν agire, come πράττω, nιa additando il movime1ito
4 ο p. 32). dell' azione (δράσω ecc.)
mentre 11ρά,:~;ω ιnette in rilievo i1 soggetto che fa l'azione. Cf. ,:ό δραμα il
ispirato, 26. δή-που (pΓegno di sfuma-
movimento dell'azione, il dramma. Socrate parlando della sua continua attivita
« en-tusiasta » : matuΓe): di eccitatore di intelligenze, del]a sua maieutίca, dice: του έμου δράμαtό;
Lett. che ha un dio in sε\, Verbo έν· pur certamente, ad ogni l'attivita che metto in opera.
6-ουσιάζω. modo, sicuramente :
RICAPITOLAZIONE: TRE VERBI SIGNIFICANTI « FARE »

ποιείν (fare) mette in rilievo il risultato dell'azione. - ,:ό ποίημα


CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI πράτ,:ω (agire) mette in rilieνo l'agente. - ,:ο πραγμα l'aίfare, i miei aίfari.
δραν (agire) mette in rilievo il movimento dell'azione.
« ΚΟΣΜΟΣ ) 1 « ΑΡΜΟΝΙΑ », « ΜΟΥΣΑ »
0

Si puό aggiungere έργάζομαι: laνorare (agire ο fare) che mette in rilievo


la fatica, il lavoro, imposti dell'azione: ,:ο εργον lavoro, opera.
, 1. Greci, ~opolo dell' intellig~nza, del « λιSγος » (p. 19) a mano
l oΓdιne: voglιono vedere « ognι c·osa a posto », ή τάξις. Sempre, βακχeύω agitarsi strepitando come Baccante, essere 1.n
~ella s~ιenza.e ~ell'arte, non sempre in ψatica perche non vogliono delirio sacro.
ι~p~rsι sacrιfizι (p. 3.9) e ancor meno sottomettersi : ognuno deve
gιudιcare su tutto. Sιccome possiedono in alto grado la sensibilita
per la bellezza (p. 20) nell'ordine non ceΓcano che questa: la stessa Per questo il popolo peι· eccellenza della misura ha accolto il culto
parola « ΚΟΣΜΟΣ » significa « ordine » e « ornamento » e designa di Dioniso, puι' muderandone, almeno in Atene, la follia. Ma l'esu-
anche l' universo. beranza da sola nulla crea; ci vuole alla sua stβssa radice -:,--prima
Nell'ordine r!siede. bel.lezza perche vi e adattamento perfetto, che inteΓvenga la riflessione - come un istinto di armonia, una
« conso~anza >~ d~ p~rt1, cιoe «•ΑΡΜΌΝΙΑ», « armonia » (p. 1 e
σωφροσύνη dell'ordine. Questo soffio d'armonia vi,vente, come quella
46). Ε ι Gre~ι sι dι}etJano , nel sentirvi la misura, il ripetersi re-
gola~e de! rιtmo (ο ρυ~μος, p. 50 e 101): batteΓe cadenzato di che crea la bellezza ιlell' ιιnίverso sembra disceridere da un'entita
fluttι sul lιdo, alternarsi di golfi e di promontof:i, « cori » di colonne pίίι alta dell' uomo e deriva infatti dal suo primo principi~. Ecco il
ο di. og~etti_ cas~lin.ghi (Ec. 24 p. 85), . - leggi di astri e di nu- significato del ΜΙΤΟ DELLE NOVE MusE (•): quella della scιenza che
mer1. L ordιne rιchιama dunque la musιca e la musica da l'istinto e Urania (b), quelle delle ar·ti che sono le altre otto. Senza le Muse
dell'ordine: in un senso molto largo, tutto e « musica »: « μουσική » (•). non νι e bellezza possibile.
La ragιone e bensi giudice dell'ordine, stabilisce le τέχναι che
~etodicamente !ο mettono i.n atto, ma _ηοη. basta per creare opere ~Ων γάρ χ' αψεστε 3 , θεαί, καλα πάντα ποιείτε
d art_e. Lo slancιo deve venιre da lungι; cι vuole, come in natuι·a (Teocrito, Ι Mietitori, v. 25).
a p_rιmavera, il misterioso impulso della vita: '« entusiasmo », « ispi-
razrone », « delirio » (εν-θεος γενέσθαι και εκ-φρων, βακχεύειν 25, 26 1). (a) Μουσα dalla R. μεν& applicare la mente, pensare; cf. μαν&άνω 8 ο p. 43.
Stessa R. della parola « matematica »: le Muse sono chiamate Sar,ienti.
(b) Cf. ό ουρανός cielo; propriamente Musa dellΆstronomia, scienza del-
(a) Cf. Platone, Repubblica 401 Β-402 Α. l'armonia universale dell' universo.
i
1,
! 100 5° TESTO· !ΟΝΕ 534 A·D. NOMENCLATURA
26 5° TESTO- !ΟΝΕ 534 Α D. NOMENCLATTJRA 101
1

τό μeλος membro ; melodia : Ιη qs passo si puό tr.1du1·re:


Senso originaι·io: 111enιbro dί frase mu· c Perche insonιnιa i poeti ci dicono 26. * ρeω scorrere ρυ-ήσομαι e ρεύσομαι ε-ρρύ-ην έ-ρρύ-ηκα
ecc. •· - Foι·ιnato da δ'ΙΊ 3 c p. 21 lt. reuma (flusso) e dia-rrea.
sicale. - Τό μέλος vuol dire l'aria, in·
Piιi poetico e ό ρυί}μός 9 c p. 50, ίη cui traspare l'attitudine greca a co·
dipendentemente daile parole; ή φδή affermativo e da που specie di atιe­
nuazione ga;bata ed ironica. gliere l'armonia di cίό che scorre.
(ι'iδω 8 c p. 45), le parole cantate, « can·
zone .,, oppure « ode >>; μελ-φδεiν aιnbe· οpeπαι cogliere : ·ψω εδραπον
due: cantare pa,·ole su un'aria. Ma in
27. ats (col. part.) come cau- το δρέπανον falce.
qs passo -ι:ό μέλο;=caηtο in generale. It.
sale=poiche, dato il caso
mel-odia.
che.
* πstομα.ι volare : πτήσομαι έπτόμην.
τό μέλι, -ιτος R. πε,; precipitarsi, volare Cf. πίπtω 13 Α 111 p. 65,
Di>"erso da ώς che equivale a
miele, lat. « mel ». « percl1e .,, 6 c, 2° p. 38. πτηνό; volante, alato.
1!1
ή μέλιττα ape. το πτε-ρόν ala.
Ad Atene sullΆcrop()\i νί era una statua della Vittoria A-pterιι, per indicare
tό rάλu., -κτος σχs'dόν quasi: clιe ηοη poteva lasciare la ci tta; - cf. coleo-ttero, insetto le cui ali mem-
latte: Lett. toccando: R. σεχ, cf. ει.ω branose piegate sotto le elitre sembrano essere in una guaina (ό κολεός).
Lat. « (g)lac, lactis ». essere attenente ιι, 5 c p. 3:3.
ο!ός ts (sott. ειμί)
26. ή κρήνη fonte, sorgente. essere capace di: οίος « talis »; coll'infinito.
Cf. Ippocrene, ϊππου κρήνη Fonte del Cavallo: sorgente (ι1ella Poesia) sca-
turita sul!Έlicona sotto ίl piede di Pegaso (anche ή πηγή vuol dίre fonte ,· χpiJν rendere oracoli :
riavvicinamento delle due parole: πηγή, Pegaso, cf. 48 p. 155). Significato particolare dell'attivo dί χρησθαι servirsi 4 c p. 25.
medio consultare un oracolo
giardino. pass. essere predetto : εχρ11σ{}ην κέχρημαι.
ή νάπη, δ νάπας valle selvosa. ό χρησμός responso d'oJ·acolo.

CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. 1. Μουσάων Έλικι')νιάδων &ρχώμε{}' &είδειν


TRE ΜΟΜΕΝΤΙ DELLΊSPIRAZIONE α'ί -&'Έλικώνος
εχουσιν ορος μέγα τε ζά-θεόν τε
καί τέ περι. κρήνην 26 ϊο-ειδέα πόσσ' άπαλοίσιν
l. - LE MTJSE Ο IL RISVEGLIODELLA POESIA
δρχευνται καl βωμον 14 ερι-σ&ενέος Κρονίωνος [. Ό .]
PRINCIPIO DELLA TEOGONIADI EsιoDo, vv. 1 4 e 22 34. Appena 5. Α 'ι νύ πο{}' eΗσίοδον καλην έδίδαξαν &οιδήν,
le necessita della vita pratica lasciano un po' dί tempo per la con- αρνας ποιμαίνον&' eΕλικωνος ϋπο ζα-~έοιο ·
templazίone (e la vita pastorale vi si presta: « Che fai tu, luna, in ciel?
τόνδε δέ με πρώτιστα θεαι. προς μυθον 35 εειπον
dimmi che fai, / silenziosa luna? » (")) la poesia sorge, ma impregnata
Μουσαι Όλυμπιάδες, κουραι Διος αϊγι-όχοιο · 48
di ragione: senso dell'armonia che affina la rudezza paesana, intel·
ligenza sagace e chiara. « Ο agrestί pastori, dicono le Muse, ver- « '
π οιμενες "
αγρ-αυ λ οι 30 , ' ,
κακ 'λ'εγχεα,
ε '
γαστερες ο'Όν
ι ,
gogna della terra, voi che siete soltanto ventre, sappiamo dire men- 10. 'ίδμεν ψεύδεα πολλα λέγειν ετύμοισιν 48 δμοια
zogne assomiglianti alla verita, ma sappiamo anche, quando vogliamo, 'ίδμεν δ', εύt' ε&έλωμεν, &ληθέα γηρύσασθαι. »
cantare cose vere ... ». Ι primi versi ricordano ad ogni modo che 'Ώ; εφασαν κουραι μεγάλου Διος άρτι-έπειαι,
la vena poetica scaturisce in seno alla natura, nei recessi delle mon- καί μοι σκηπτρον 13 εδον δάφνης έρι-θηλέος οζον
tagne per coloro che hanno il senso del mistero e sanno vedervi δρέψασαι 2~ -θηητόν 18 • ενέπνευσαν 48 δέ μ' άοιδην
passare gli dei (si legga la fine del cenno di p. 98) :
15. θέσπιν, ϊνα κλείοιμι 47 τά τ' εσσόμενα πρό τ' εόντα,
καί μ' έκέλον&' ϋμνείν μακάρων 18 γένος αϊεν εόντων
(a) Leopardi, Canto notturno di un pastore errante nell'Asia, v. 1-2.
σφας δ' αύrας πρωtόν τε και ϋστατον 40 αϊεν άείδειν.
102 5° TESTO• !ΟΝΕ 534 A·D. N0:\1ENCLATURA 26-27 27 5° TESTO• ΙΟΝΕ 534 A-D, NOMENCLATURA 103
Ι'1
!
κουφι')ς leggero : 27. *έ1eίatα.μα.ι sapere: έπιστήσομαι ήπιστή{}ην.
ι,
κουφίζω al!eggerire, proprio e fig. - Suff. -ίζω causativo: rendeι· leggero. Qs vocabolo spiega in che consiste il vero sapere : attenzione della mente
1 : 1
ιep6ς sacro. fissat~ sul suo oggetto επί e tστημ1. Tenete a mente qs verso-proverbio di un
;,ι
lt. geroglifico (γλύ:pω, incidere, inta.gliare): scrittura degli antichi Egiziani antico poema satirico peι·duto, il Margite: Πολλ' ηπίσ,αtο εργα, κακώς δ'
considerata come sacra. ήπίσtαt:ο πάντα. (Citato da Platone, Alcibiade, ΙΙ, 147 Α).
27. tό μέρος parte. ή έπ-ισtήμη scieriza, opposto a ή τέχνη, arte.
μείρομαι ottenere come parte spettante.
ή μοίρα pa,·te, sorte. έρέttω remare.
Sorte, cioe parte aιtribuita dal destino: At Μοiραι, le dee del destino, che Cf. ή τρι-ήρης sott. ναϋς la tri-reme; t:o ερετμόν lat. c remus », remo (in
stabiliscono per ciascuno la propria sorte; cf. le Parche dei Romani. prosa, ή κώπη, remo: senso originario: impugnatura, manico).
11 ειμαρμένη (sott. μοίρα). ό ύπ-ηρέ-της serι1itore. Cenno p. 8'2. Suff. -της cf. p. 50.
il destino. Significato originario : marinaio che rema in sottordine ; traccia della vita
Lett. la parte attribuita ,· part. perf. di μείρομαι.
di mare.
ό κώμος banchetto.
Ε anche pι·ocessione in onore di Dioniso, da cui IΌrigine del\a Commedia φ{}-sηομα.ι emettere un suono ο una voce.
(κώμος e φδή) It. di-ttongo: propriamente due suoni in una sola emissione dί voce, p. es.
to εγ·κώμιον inno di lode cantato durante il κώμος. Ε cf. a p. 97. « uo » nella parola « muovo ».
It. encomio.
φαύλος di q uali ta inferiore. rl~ιο5ν stimar degno, donde esigere.
11 significato piu antico di άξιος degno e: cίό che trascina (R. αγ, ϋ.γω) col
proprio peso. Le famiglie dί parole svelano sin~olari punti dί contaίto: il lat.
ΙΙ. - ARMONIAΕ L1BERTA.
D'ATENE « examen » (= ex-ag-meιι) significa anche; linguetta della bilancia, donde ί1
nostro « esame » in cui siamo « pesati » per esser trovati « degni ».
IL CANTO DELL'USIGNOLONEGLI « UccELLI » DI ARISTOFANE,
v. 209 220. ll segreto dell'Atene del secolo d'oro e di avere un tale * μι-μνή-aκω rammentare: μγή-σω εμνη-σα
senso della misura da potere, senza romperla (πλημμελείν 36 ), perωet­ pass. ricordarsi : έμνή-σθην -σ{}ήσομαι -μαι
tersi ogni liberta, passare dallo scherzo al subli.me. - Dne Ate- (perf.: mi ricordo).
niesi, stanchi degli uomini, vanno a stare dagli uccelli. Sono rice- Lat. « memini »; it. a-mnesia, a-mnistia (dimenticanza di delitti).
vuti dal re Tereo cambiato in upupa. Ε' una farsa slegata e una
« rivista » satirica; - ma quale poesia in quello storιnire d'ali e
in quei maggesi accarezzati dall'aurora ! Ε qnando l'upupa sveglia Φοίβος ακούων, τοίς σοίς έλέγοις
l'usignolo, l'uccello delicato la cui voce sembra essere l'interprete 10. αντι-ψάλλων έλεφαντόδετον
del dolore umano, allora udiamo cantare l'Armonia dell'Universo φόρμιγγα, θεών ϊστησι χορούς·
ι: δια δ' αθανάτων στομάτων χωρεί,
moderata dalla Ragione, suprema regolatrice. Un tale canto merit;
i' la risposta degli dei; - come le apollinee Muse risponderanno ξύμ-φωνος όμου,
all'appello dei cigni (ν. 769-784). Ε ogni disordine terreno scompare θεία Μακάρων 18 ολολυγή.
e anche il mare chet,a i suoi flutti: κύματα 7 τ' εσβεσε νήνεμος α'ίθρη· L'usrGNOLO(Suono di flauto).
Ecco la SERENATA ALL'USIGNOLO:
EvELPIDE.•Ώ Ζευ βασιλευ, του φθέγμαtος 27 τοϋρνιθίου 20•
L' upupa canta nel fitto del bosco.
16. Οίον κατ-εμελίτωσε 25 την λόχμην δλην.
'Άγε, σύν-νομέ 12 μοι, παυσαι μεν ϋπνου,
λυσον δε νόμους ίερων ϋμνων,
ΠΙ. - DELLΈTA ALESSANDRINA
RAFFINATEZZA
ους δια θείου στόματος θρηνείς
τον έμον και σον πολύ-δακρυν 'Ίτυν. LA CICALAΕ LA ROSA:ANACREONTICA 32 Ε 53 (Bergk ΙΙΙ):
5. Έλελιζομένης δ' ίεροίς μέλεσιν 25 Il periodo alessandrino e l'autunno della Grecia classica: bravita
γένυος ξουθης, καθαρα χωρεί nelle composizioni, nell'arte erudizione eccessiva, spesso maniera,
δια φυλλο-κόμου σμίλακος ήχώ - spesso Γaffinata perfezione. Callimaco, Teocrito . . • (si pensi a
προς Διος εδρας 2s, ϊν' ό χρυσο-κόμας una parte della produzione virgiliana).
11

104 5° TESTO- !ΟΝΕ 534 A-D. NOMENCLATURA 21

δ μά.νtις indovinό.
R. μεν « mente agitιιri »; stessa radice per il delirio prefetico e la follia
nιorbosa.

μαίνω rendere furente: εμηνα perf. intransitivo : μέμηνα


pass. esser invasato ο innamo1·ato : εμάνην.
ή μανία follia.
It. mania, piccola folίia; meglio non averne I
SESTO TESTO
Μακαρίζομέν 18 σε, ΊΈΤΤΙΞ, 1. Στεφανη-φόρου μετ' rιρος PROTΛGORA 310 Α 315 Β
οτε δενδρέων επ' ακρων 2°, μέλομαι 15 <ΡΟ ΔΟΝ τέρεινον (Abbreviazione Prot.)
ολίγην δρόσον πεπωκώς, συν-έταιρον δξυ 20 μέλπειν.
βασιλευς οπως αείδεις 8 ' Τόδε γαρ θεών αημα,
σα γάρ εστι κείνα πάντα, 5. τόδε και βροτών χάρη μα 3 4, LΆRRIVO DEL GRAND'UOMO AD ΑΤΕΝΕ
όπόσα βλέπεις 3 g εν αγροίς χαρίεν 34 φυτόν τε Μουσών.
χώπόσα φέρουσιν ώραι 50. τί δ' ανευ ρόδου γένοιτ' αν; IL PROTAGORA.- Protagora, da cui s' intitola il dialogo, e un
Συ δ' ομιλία 31 γεωργών, Ψοδο-δάκτυλος μεν Ήώς, sofista stupefacente (•). Non e un sei:npJice millantatore, ma una
άπο μηδενός τι βλάπτων. ροδό-χρους δε κάφροδίτα specie di filosofo ed essendo stato amico di Pericle, tiene scuo]a di
συ δε τίμιος 7 βροτοίσιν 47 , 10. παρα των σοφών καλείται.
politica. Platone, pur Γendendogli giustizia, lo riduce al suo giusto
θέρεος γλυκυς προ-φ11της · Τόδε καl νοσουσιν 47 αρκεί
Φιλέουσι μέν σε Μουσαι, τόδε καl νεκροίς 35 αμύνει 15,
merito {b) e vuoί, mettere alle pι·ese lui, il piί:ι solenne degli uomini,
φιλέει δε Φοίβος αύτός, τόδε καl χρόνον βιάtαι 42 • con Socrate che e il piί:ι gioviale. Trascinato dall~ domande di So-
λίγυρήν τ' εδωκεν ο'ίμην · χαρίεν ρόδων δε γηρας cr·ate, Protagora prima esercita il suo potere di seduzione, poi si
το δε γηρας ου σε τείρει. 15. νεότητος εσχεν δδμήν (•) confonde e non sa piu che dire e ciό, davanti alla sua corte (<),
Σόφε, γη-γενής, φίλ-υμνε, composta dal ricco Callia cl1e gli da ospitalita, dalla gioventί:ι ele-
ά-παθής, αν-αιμό-σαρκε.
σχεδον 2 7 εί θεοίς δμοιος.
gante e raffinata che lo arnιniι'a e lo copre d'oro: Cι'izia, il bel-
l'Alcibiade, Ip pocrate, ingenuo ed entusiasta; e - crudelιa Γaffi­
La molle ed erudita Alessandria riconoscerebbe se stessa nella nata - ai sofisti di minor cοηιο, suoi colleghi e rivali: ,Polo, Prodico,
rosa. Il fiore d'Atene era la viola, ϊο-στέφανοι Άθηναι; ma gli
antichi _Ateniesi, prima delle guerre Persiane portavano in fronte sottile filologo, il curioso Ippia, ambasciatore della sua citta, accorto,
un altro simbolo: si Γialzavano i capelli con cicale d'oro. - Della parolaio e spaccone, che si esibiva ai Giochi Olimpici senza 'niente
cicala i Greci ηοη hanno notato soltanto la sgradevole sonorita, su di se che non avesse confezionato egli stesso, dal tessnto deJla
stridio e cicaleccio ininterΓotti (si veda il cenno sotto il testo 8°, tnnica fino all'anello e alla boccetta d'olio (Ippia minore, 368 Β, C).
p. 143), ma hanno visto anche i simboli piί:ι veri: luce e canto, lL ΊΈsΤο. - Ε' pr·eso dalle prime pagine: Ippocrate annuncia
libeι'ta, qnasi immaterialita. Questa e anche poesia italica: la secca
a Socrate l'arrivo del grand' uomo. Ι due intavolano una conversa-
cicala greca si trova a casa sua negli apι·ici pendii del nostro Paese
e gli ulivi di Calabria, Toscana, I~iguΓia quasi le fanno credere di zione aspettando che venga giorno, poi vanno a trovare Protagora
essere in Attica; il colore del mare non e molto diverso, vi e lo
stesso ardore crepitante e la stessa luce di Elio, vi e la voce (a) Su Platone, Socrate e ί Sofi,ti e sul dialogo pla•onico, cf. a p. 93
dell' estate. l'Introdυzione al Te,to precedente.
Anche San Francesco ti ha amato, e proprio in Italia, sorella cicala! (b) 11 soggetto teJrίco del dial(lgo - sί puό in~eσn· re la νirtίι 1 - e un pre-
testo per paragonare il metodo di ProtB g, r..ι e dei Sofisti co:i qυello dί Socrate.
(a) Il testo e stato abl1reviato, Metro: dimetri giaιnbici ca talettici (con un (c) Elegantemento e caval.erescι•ιne:,te SGcrate protegg, r1ι. Ιa ritirata e dissi-
anapesto in prima sede: - - - ι - - ι - - ι-), ιnυlera !' umiliazione di Pι·otagora mo,trandosi egli stes,o iωbarazzato: μηδέν
δ.γαv persino nell' irorιia.

: 1
106 6° TESTO • PROTAGORA310 Α • 315 Β 28-29 29-30 6° TESTO · PROTAGORA310 Α • -315 Β 107
, 1 i in casa di C:ιllia. Tutto e calcolato per far risaltare l'appassionata
άδελφος λέγει δτι ηκει Πρωταγόρας. Και ετι μεν εν-εχείρησα 1 εϋθυς
i 'Ι·· simpatia suscitata dal sofista e la considerazione in cιιi e tenuto
ι,
παρα σε ιέναι (•), επειτά μοι λίαν πόρρω εδοξε των νυκτών είναι.
dagli altri e, pίύ, da se stesso: l' impazienza del giovane ateniese
,, 1 επειδη δε τάχιστά με εκ τοϋ κόπου ό ϋπνος &ν-ηκεν (b), εϋθυς &να-στας
che viene a svegliare l'amico Socrate ancora a letto, i brontolii del
j,Ι
οϋτω δεϋρο επορευόμην.
portiere stanco dell'affiuenza dei visitatori, il cerimonioso rispetto
RACCONTODI SOCRATE,- Και εγώ γιγνώσκων αυτοϋ την &νδρείαν
1 1 degli ammiratori di Protagora che fanno come una processione καl την πτόησιν (c),
1 !
',
intorno al loro maestro. Socι'ate gonfia l'otre prima di farlo scoppiare.
i :
SocRATE, - Τί οίiν 15
σοι, (ην δ' εγώ), τοϋtο; μων τί σε αδικεί

ι
Troverete alla fine del voluιne le traduzione letterale. Πρωταγόρας;
1,
:. 1:
:.:11·
RACCONTODI SocRATE. - Και ος γελάσας.
2S. RACCONTODI SocRATE. - Άλλ' οίiν &κούετε. lPPOCRATE. - Νη 4 τους θεούς, (εφη), & Σώκρατες, οτι γε μόνος
Ι! 1:
Της παρ-ελθούσης νuκτο; ταuτησί (•), εη βα~έος ορθρου, elπποκρά· εστι σοφός, έμε δε οί, ποιεί.
1 ::

',' της ό Άπολλοδώρου ύός, Φάσωνος δε αδελφός, την θύραν τη βακτηρί~ SocRATE. - Άλλα ναι μα Δία, (εφην εγώ), αν αυτφ διδφς αργύ­
πάνυ σφόδρα εκρουε, καl έπειδη αυτφ &ν-εφξέ τις, εϋθuς 2 ε'ίσω (b) ριον 29 και πείθτJς εκείνον, ποιήσει καl σε σοφόν.
i:Jειν (c) επ-ειγόμενος, και τη φωνη μέγα λέγων, 30: lPPOCRATE - Ει γάρ, (η δ' ος), ώ Ζεϋ καl θεοί, εν , τούτφ
lPPOCRATE. - 'Ώ Σώκρατες (εφη), έγρήγορας 14 η καθεύδεις 12 ; ε'ίη, ώς ουτ' αν των εμων έπι-λίποιμι (d) ουδέν, οϋτε των φίλων.
RACCONTODI SocRATE. - Και εγώ την φωνην γνους αυτου, &λλ' αυτα ταϋτα και νϋν ηκω παρα σέ, ίνα ύπερ 2 3 εμοϋ δια-λεzθiiς
SocRATE. - 'Ιπποκράτης, (εφην), ουτος(d)· μή τι νεώτερον &γγέλλεις; αυτφ. Έγώ γαρ αμα 4 μεν και νεώτερός εlμι, αμα δε ουδε έώρακα
ι ,,
lPPOCRATE, - Οuδεν γ' (η δ' ος), ει μη αγαθά γε 3 • Πρωταγόραν πώ-ποτε ( οϋδ' άκήκοα ουδέν(?· ετι γαρ παίς η οτε το
0
),

SOCRATE.- Ε υ• αν
" λ'εγοις, \ην
,.. δ' εγω
' ') . "Ε,ση δ'ε τι,' και' του- ενεκα
" πρότερον επ·εδήμησεν. Άλλα γαρ, ώ Σώκρατες, πάντες τον ανδρα
τηνικάδε &φ-ίκου; επ-αινοϋσιν καί φασιν σοφώτατον είναι λέγειν. αλλά τί ου βαδίζομεν
lPPOCRATE. - Πρωταγόρας (εφη), ηκει ( στας παρ' εμοί). παρ' αυτόν, ίνα ενδον καταλάβωμεν; Κατα-λύει δ', ώς εγώ ηκουσα,
SocRATE. - Πρφην, (εφην εγώ). Συ δε αρτι πέπυσαι; παρα Καλλί~ τφ elππονίκου · Άλλ' 'ίωμεν.
lPPOCRATE. - Νη τους θεούς, (εφη), εσπέρας γε. RACCONTODI SOCRATE. - Και εγώ είπον.
RACCONTODl SOCRATE.- Και αμα επι·ψηλαφήσας του σκίμποδος (•) SOCRATE. - Μή-πω, αγαθέ, εκείσε 4 'ίωμεν, πρφ γάρ έστιν, αλλα
έκαθέζετο παρα τους πόδας μου, και είπεν. δεϋρο εξ-ανα-στωμεν εις την αυλην, και περι-ιόντες αυtοϋ δια·τρίψωμεν,
29. lPPOCRATE. - eΕσπέρας δητα, μάλα . γε δψε αφ·ικόμενος εξ εως 5 αν φως γένηται • είτα 9 'ίωμεν , , ,
Οlνόης. eo γάρ τοι 32 παίς με ό Σάτυρος απ-έδρα: και δητα μέλλων
σοι φράζειν οτι διωξοίμην αυτόν, υπό τινο; αλλου επ-ελαθόμην. Έπειδη
δε ήλθον και δεδειπνηκότες ημεν και εμέλλομεν &να·παύεσθαι, τότε μοι (a) « t-έναι », regole sui verbi in ·μ~, p. 112: t non e raddoppiamento di Ϊ·ημ1
1

1
perche !ο spirito e dolce; peι·ciό appartiene alla radice; a!lora che verbo e i
(a) Cf. 26 Ι, p. 96, nota (e). (b) • άν-ηκεν •: non c'e iota sottoscritto; resta la R. ε ο la R. εσ; quale del!e
due ~ - perciό dί quale veι·bo in -μι si tratta?
(b) Cf. 2 c, p. 24 sotto δ.νω.
(c) Cf. πt11σσω 5 c, p. 31, « rannicchiarsi μer lo spavento ». Π,:οετν significa
(c) Applicate le regole esposte infra, p. 112, per riconosce1·e ί veι·bi in ·μι:
ηοη solo spaventare, ma anche ispirare sentimenti appassionati. Ιη qs passo ή
υειν ha lo spirito dolce ed uno iota sottoscritto; dunque ceι·cate tra Je R. « ι »
ο « tδ » ο « tσ » di quale verbo ίη ·μι si tratti.
πτόησι; corrisponde a qs 2° significato: si tratta degli slanci appassionati dί Pι·o­
tagora. La R. π,:α « muoversi verso il basso » che spiega il 1° significaιo, sarebbe
(d) Nella conversazίone ουως (Ι c, p. 18) designa non solo cίό che aρμartiene
alla 2a pers. (cioe all'interlocutore), ma la 2a persona st~ssa. In qs passo il senso un amρliamento della R. πεt « μrecίpitarsi, volare » (Bq); p3rciό Ye ne e traccia
nel 2° significato.
e: « Sei tu, Ippocrate 1 ••• ».
(e) Ό σκίμ-ποuς, -ποδος letto basso, divano. Stessa R. di σκήπtω (e σκίμπω (d) έπ1-λείπω: lasciare in pίίι {έπίJ, quindi « abbandonare », « ι·isρarιniare ».
(e) ·:τω, 5 c, ρ. 3ο; πο,:έ, 9 c, p. 48.
ο σκίμπ,:ω) 13 Α nr, p. 65, al medio, appoggiarsi.
(f) Cf. a p. 48, l'Osservazίone sulle negazioni che sί susseguono.
108 6° TESTO• PROTAGORA310 Α • 315 Β 31-32 33 60 310. 4,
TESTO- PROTAGORA - 315 Β 109
Α quest.o punto, 311 Α 314 c, Socrate induce Ippocrate a con-
33. Τούτων δέ οϊ οπισθεν ήκολούθουν (figura 1° tempo) επακοι'ον
fess;ιre che non sa nemmeno che cosa sia ιιn sofista e che sta per
τες των λεγομένων, το μεν πολύ ξένοι εφαίνοντο 16, ους αγει εξ έκάστων
confiιlar·si avventatamente a ιιηο sconosciuto. Dur·ante il lungo col-
των πόλεων δ Πρωταγόρας, δι' ών δι-εξ-έρχεται, κηλών τfi φωνf.i ωσπερ
loquio si fa giorno e i due amici mentre parlano arι·ivano davanti
Όρφεύ;, οι δε κατα την φωνήν επονται Η κεκηλημένοι (•). ησαν δέ
alla casa di Callia.
τινες και των επι-χωρίων εν τφ χορφ (b). Τουτον τον χορον μάλιστα
3(. RACCONTODI SocRATE. - Έπειδη δε εν τφ προ-θύρφ εγενό­ εγωγε ίδών ησθην 1 , ως καλως ηυλαβοϋντο μηδέ-ποτε εμ-ποδών 15 εν
μεθα, επι-στάντες (•) περί τινος λόγου δι-ελεγόμεθα, δς 11μίν κατα 7 την
τφ πρόσθεν είναι Πρωταγόρου, &λλ' επειδη αυτός &να-στρέφοι και οί
όδόν εν-έπεσεν· ίν' ούν μη &.tελης γένοιτο, &λλα διαπερανάμενοι 11
μετ' εκείνου, ευ πως 6 και εν κόσμφ περι-εσχίζοντο ούτοι οί έπ-ήκοοι (c)
οϋτως εσ-ίοιμεν, επι-σtάντες εν τφ προ-θύρφ διελεγόμεθα, εως συν-ωμο­
εν&εν και ενθεν, και εν κύκλφ περι-ιόντες (figura 2° tempo) άεί εις
λογήσαμεν αλλήλοις. Δοκεί οί,ν μοι, δ θυρ-ωρος _6 κατ-ήκουεν ήμών, το οπισ&εν καθ-ίσταντο κάλλιστα (figura 3ο temrJo).
κινδυνεύει δε δια το πληθος των σοφιστών αχθεσθαι τοίς φοιτωσιν
14

εις την οϊκίαν (b) • επειδη γουv 9 εκρούσαμεν (c) την {)ύραν, &ν-οίξας
και ιδών ή μας.

IL PORTIERE.- 'Έα (d), (εφη), σοφιJJταί τινες. ού σχολη αϋτφ. .QQQQQQQQQQQ


® ~~'Όο~
όόόιJ:]όόό
ό66®όόό
32. RAcCONTODI SocRATE. - Καl αμα &μφοίν τοίν χεροίν την QQQ QQQ όόόόόόόόόόό
θύραν πανυ προ-θύμως, ως οίος τ' ην 26 , έπ-ήραξεν. Και ημείς πάλιν
1° tempo. 2° tempo.
εκρούομεν, καl δς εγ-κεκλημένης τη; θύρας &ποχρινόμενος είπεν. 3° tempo.
IL PORTIERE.- ~Ω άνθρωποι, (εφη), ουκ &κηκόατε δτι ού σχολη
Ι vocaboli contenuti nelle citazioni sono spiegati nel paragrafo 52.
αυτφ;
1:'
>! SocRATE, - Άλλ' ώγαθέ, (εφην εγώ), οϋτε παρα Καλλίαν fiκομεν 2
οϋτε σοφισταί εσμεν. Άλλά {}άρρει · Πρωταγόραν γάρ τοι δεόμενοι O (a) Da notarsi la spiritosa ripetizione. - Καtά τήν φωνήν « seguendo Ja sua
ιδείν ηλθομεν · είσ-άγγειλον συν. voce, alla sua voce », dipendP. da επονται.
RACCONTODI SoCRATE.- Μόγις ούν ποτε 9 ημίν ανθρωπος &ν-έφξεν (b) Allusione agli attori ed ai cori della tragedia antica, Platone ι rovoca il
την θυραν. riso ιιenza scomporsi.
(c) Έπ-ήκοος leιt. che presta orecchio (cf. 8 c p. 4.5, ακούω). Sί confronti
Έπειδη δε εισ-ήλθομεν, κατ-ελάβομεν Πρωταγόραν εν τφ προ-στφφ
con ύπ-ήκοος = che ascolta sottomettendosi (υπό): obbediente.
περι-πατουντα, έξης 24 δ' αϋτφ συμ-περι-επάτουν εκ μεν του επl θάτερα
Καλλίας (•) ό Ίππονίκου καl ό αδελφός αϋτου ό δμόμήτριος, Πάραλος
ό Περικλέους, καl Χαρμίδης ό Γλαύκωνος, εκ δε τοϋ επι θάτερα ό
ετερος των Περικλέους Ξάνθιππος, καί Φιλιππίδης ό Φιλομ11λου καl
Άντίμοιρος δ Μενδαίος δσ-περ 25 εύδοκιμεί μάλιστα των Πρωταγόρου
μα&ητων και έπl τέχνη μανθάνει, ω; σοφιστης εσόμενος.

(a) έπ.-σ,άντες; έπί indica che si « sta sul posto ~, che ci si ferma.
(b) Perclιe non οlκος 1 Cf. 1 c p. :16.
(c) Probabilιnente con ί\ ρόπ-τρον martel\o che si a!zaνa ed abbassava per
picchiare: da ρέπω inchinarsi, abbassarsi.
(d) Έα (raro ίη prosa): esclamazione di sorpresa: oh! ο d'incoraggiamento
(ίη qs passo): Orsu !
(e) Si legga a p. Η7 ίl cenno sui noιni propri.
110 60 TESTO - PROTAGORA 310 Α-315 Β. NOMENCLATURA 28-29 28 6° TESTO • PROTAGORA 310 Α • 315 Β, N9-MENCLATURA 111
1
1
1,
PAROLE DECLINABILI PAROLE INDECLINABILI VERBI

28. βα{t-ύς profondo. 28. σφδapα. veementemente. 2§. κpGύω urtare.


δ aρ{}-pος alba. * ά.ν-οεγ(J) aprire: -οιξω -έφξα -έφχα; perf, intransitivo: έφγα
sνsκα. col gen. a motivo di, pass. -εφχ&ην -έφγμαι -εφξομαι.
Della famiglia di ορθός dritto, « che si
drizza », si alza : βαθύς δρθρος lett. alba in vista di. Senso originario: far cadere; stessa R. Fεικ Fειγ (ma al grado «ο», «01»,
profonda, il giorno « non sorto ». « causa » coll'ablativo;
= lat. cf. a p. 19) dί

29. σοφός savio: abile, sapiente.


come « causa » in generale posposto. ..
sικω cedere (tirarsi indietro ).
Cf. piύ. sotto il cenno. - 1 filosofi si ιat. « vices », a!ternative; cf. il va e vieni: elementi che cedono nei due sensi,
πηνεκα. a ·ohe ora ?
chiamarono prima σοφοί, poi, piύ. mode- Risposta: tηνίκα, α quest'ora (in affrettarsi: επέξομαι ήπείχθην. Comparatelo a:
stamente φιλό-σοφοι, amanti della sa- qs passo ), ήνίκα, nell'ora irι cui, al-
pienza. - 1 sofisti facevano professione lorche '(cf. regole delle proposizioni
+ φ{}-ά.νω φθήσομαι εφθασα εφ&ην εψ&ακα.
(suff. -,ης) di rendere 0 abili (σοφ-ίζω : Contrario di ύσ,ερείν
(40 F p. 130) Svariate costruzioni:
temporali έπεί 7 c p. 44).
-ίζω suff. causativo), soprattutto abili a
parlare.
πpφ di buon mattino, di. Possiede pure una destrezza che la rende adattabile α ogni cir·
δ α.pγυpος argento. buon'ora.
I Greci sono s\ati colpiti dal suo colore
costanza; e astuta, senza scrupoli, ragionevole e ragionatrice. Soprav-
bianco scintillante αργός; - !ο stesso si πρφην poco (α; avant'ieri. vivra alla decadenza della Nazione greca: Giovenale rappresenta al
dica riguardo a ή αργιλος, it. argilla: Accus. di πρφος mattiniero, pre- vivo i « graeculi » sbarcati « con i fichi e le prugne » che fanno la
tale terra bianca brillava al Joro sole. coce. conquista di Roma (Ill 58 segg.) Teognide aveva dato il segreto
(v. 215-219) :
Πουλύπου (a) όργην 'ίσχε 5 πολυ-πλόκου, δς ποτί (b) πέτρη
CARATΊΈRE Ε GUSTI DEI GRECI. LA « ΣΟΦΙΑ » τίj προσ-ομιλήση, 31
τοίος ιδείν εq;άνη,
Si leggano ί cenni su « σωφροσύνη » p. 72, e su • λόγος » p. 19. Νυν μεν τfιδ' εφ-έπευ 11 , τοτε δ' αλλοίος χρόα 48
γίνευ (c).
Κρέσσων 16 τοι σοφίη γίνεται α-τροπίης 35 •
Tre sono le caratteι'istiche della sapienza propria ai Greci, della
« σοφία », sapienza pienamente cosciente : 3ο Ma e una sapienza MISURATA, che si preoccupa del decoro e
1° Essendo avida di capire, comprende la SCIENZA e l'intelligenza. che sa fermarsi a tempo per• non irritare la Νέμεσις 12 divina.
Tale la I'appresenta Plutarco in Solone (Plut. Solone, cap. ΙΙ; Bergk
Ά-τελη 31 σοφίας καρπον 47 δρέπειν 2 6,
fr. 18).
« Σοφίας μεν γαρ ην δμο-λογουμένως 31 εραστής, ος γε και πρεσβύτερος dice Pindaro (fι'amm. 209 Puech IV): « cogliere il frutto imperfetto
ων, ελεγε. dell'umana sapienza ». Ιη quanto e impΓOntata di misura e di ιiecoro
Γηράσκειν 51 αιει 22 πολλα διδασκόμενος 4 » ha come istinto proprio la σωφροσύνη.
2ο Α un grado pίίι alto ancora possiede l'abilita: e
una sapienza La quintessenza della « σοφία » e la Sapienza, che e l' intelli-
ingegnosa e Ulisse ne e l'eroe. Crea le meraviglie dell'arte: genza nella sua espressione pίίι perfetta, tanto alta che puό dirigere
« Σοφόν τοι χρημα αν&ρωπος », non un'attivita speciale, ma la vita intera e tutto lo scibile: fu incar~
esclamano le Siracusane di Teocrito (v. 83) davanti al palazzo del re nata da Socrate, Pericle, Solone. Il Cristianesimo si e servito della
Tolomeo. - Ε il Ciclope di Euripide, bevendo il vino di Ulisse, ri- parola « σοφία» per designare la Sapienza divina il cui antico tempio,
conosce la stessa qualita alla pianta meravigliosa della vigna: Santa Sofia, e ancora a Costantinopoli.
« Παπαι (•), σοφόν γε το ξύλον της αμπέλου
49
».
(v. 872). (a) ό πολύ-πους, polpo, lett.: dai molti piedi.
(b) = πρός,
(a) Esclamazione dί sorpresa (in qs passo) ο di dolore, (c) γίνομαι= γίγνομαι, qui, imperativo.

1.Ι
112 6° TESTO - PROTAGORA 310 Α -315 Β, NOMENCLATURA 28-31 28 6° TESTO - PROTAGORΛ 310 Α • 315 Β, NOMENCLATURA 113
το αργύριον argento coniato, denaro άpτ;ι appunto: precisamente, 1° precorrere qualcuno, coll'accus.:
(in qs passo) : οι· ΟΓa. φ!}άσας ό 'Αθηναίων άγγελος τόν Λακεδαιμονίων l'ambasciatore degli Ateniesi
:έ il diminutivo (·ιον), la parola usuale; Dalla tipicamente greca R. αρ, avendo precorso quello degli Spartani.
perche, si capisce. cf. il cenno ι,ιu άρε-.:rι p. 46.
2° essere il primo a fare, coll'inf. ο part.
30.ή u..ύλή cortile d'una casa, donde 29. 6ή-τ;α certamente ! in εφ!}η τελευτησα, πρίν η παρ' έμοίί χάριν λαβείν ιnοrί (fu ίΙ
primo a morire)
abitazione : prima di ricevere il mio ringraziamento. - φ!}άνε τοiίς φίλους ευ·εργεtών sii
verita. il primo a beneficare gli aιnici (Senofonte); donde:
G!i antichi vivevano molto pίίι di noi Atfermazione pίίι recisa di δι1,
all'ariιι aperta: agorlι, foro, portici, 11 3 c p. 24. 3ο affrettarsi a; « celerωente »; part. ψθάσας ο
cortile era gia la dimora, ηοη soltanto
τοι cf. a p. 114. aor. ο pres. storico di φθάνω col part. aοΓ. del-
un luogo di passaggio. - Passata in la-
l'altΓo verbo :
tίno, la parola « aula »,
che ha ιιη sapore
ίιφέ
'1
',!
di bivacco e dί vita pastorale (cf. αυλί­ tardi. tρέχε φ!}άσας corri celermente (affrettati a correre, parti prima) - ό σtρατός
Cf. 21 Α p. 82 οπισθεν e όπ­ φ&άνει άvα-βάς πρίν tούς Συρακοσίους παρα-γενέσ!}α1 l'esercito si affretta a
ζομαι) designό la Corte Imperiale: cf. in lV
ώρα. salire prima dell'arrivo dei Siracusani (Tucidide).
it. aula, aulico.
ου φθάνω 1° seguito da καί ο da ευθύς:
αυλίζομαι viveι·e ο bivacca1·e al- λίαν troppo.
l' ape1·to. appena... che ; non ancora ... che
ούκ εφθημεν έλt!όντες κα1. νόσοις ελήφθημεν appena fummo arrivati che
Cf. α.γρ-αυλος che passa la notte in cam- πόppω avanti (di luogo e di
fuπ1mo presi dalle malattie. (Isocrate)
pagna, p. 101, cenno v. 9. tempo).
= πόρσω corrispondente a πρό 2° (senza καί ο εΜύς) col part. pΓes. ο l'inί.:
:η: δμός e αμοιος non niancare di, aff rettarsi.
come δ.νω a άνά (2 c p. 24). Lat.
simile. « porro », oltre, poi. ούκ liν φ!}άνοιμι άποΟνiJσκων ηοη potrei mancare di moriι·e (Platone); lett.:
rnorendo ποπ potrei andarmene prima, sfuggire.

+ ίικνeίν indugiare, esitare donde temere.


OSSERVAZIONE SUI VERBI ΙΝ -μι
'ήμί dire (cf. lat. « aio »), usato in:
ϊ-η-μι, εί-μί, είμι (Fut. di ερχομαι), οίδα
ην δ' έγώ dico, dicevo.
Gli unici verbi in -μι che sί possono confondere sono quest.i quat- η δ' ος, -η diceva egli (ella). Da notarsi l'uso ηοη relativo di ος, η ..
tro - l'ultiωo perό ηοη e un verbo in ·μι. Ιη generale basta os-
servare da vicino la voce da tradune, applicando la seguente Regola: * πυν,3,άνομαι πεύσομαι επυθόμην πέπυσμαι
f, Cercan la radice tenendo conto rιello stesso tempo della vocale e informarsi, venir a sapere.
1
dello spirito e ricondanΔosi c'ιe « ι » puό essere sottoscι·itto e che Per mezzo della R. indoeuropea « bheudh » (svegliarsi, percepire) si riallaccia
la radice « εσ » puό esseι·e cornpletaniente iιivisibile. al nome stesso dί Budda (= !ο Svegliato, l'lllιιιninato),
VERBO RADICE DA NOTARS!
ϊ-η·μι scagliaΓe s (ο η) Unica radice tra qs 4 clιe abbia \ο spirito Applicazioni: Rileggete le note sotto ίl testo e provateνi a distinguere: gli
aspro e il ι•addoppiaιnento in « ι » inf. ίέvαι, tέναι, ε!να1 (aor.), είναι. Gli indίcativi pres. 1a pers. p!. tεμεν, tμεν,
εt-μί essere iσ Unica radice che puό sparire cornpleta- iσμεν, έ:ψέν.- Gli iιnperfetti 2a pers. pl. iitε, ητε, ijστε. - Ι congiuntivi ίω, ίω,
mente (pίίι nulla delle letteι'e e del ώ, ώ (aor.). - 1 participi ών, tών, ίείς, εϊς.
suono) Ν. Β. - Certe esitazioni sono risolte dal contesto, a meno che ci sia un errore
di costruzione, altrimenti anche i Greci si sarebbeι·o sbagliati. Ρ. es. tσΟι impera-
εί-μι andare ί (ο ει) ι puό essere sottoscι·itto : ce1·ca1·Ιo in
i tivo di εtμί esseι·e e di ο[δα; έξ-ιέναι, inf. di εξ-έρχομαι (εξ-ειμι) uscire e di έξ­
qs posticino. ίημ, ιnandar fuori; - con ά.πό, il φ (άφ-ιέναι) toglίerebbe il dubbio indicando !ο
οί:-δα sapere ί6 ο ίσ ι pηό essere sottoscι·ίtto, ma ceΓcaι'e spirito aspro. - Riguardo al resto, star attenti al contesto, saper benissimo ε!μί
« δ » ο « σ » che lo accompagnano. essere e le caratteristiche dei verbi in ·μι.

8
114 60 TESTO - PROTAGORA 310 Α - 315 Β. NOMENCLATURA 29·32
2§-29 60 TESTO - PROTAGORA 310 Α • 315 Β. NOMENCLATURA 115
lt. om-onimo; omeo-patia.
aeυρο qui ; richiamo : « qui ! ».
Famiglia di parole parallela a quella φηλσ..φάν tastare, andare a tentoni (di notte).
di αμα 4 c p. 28. Stessa R. sem. Punti Cf, S. Paolo che descrive agli Ateniesi la ricerca di Dio nelle tenebre pa-
μών =μi; ουν particella inter-
di contatto sconcertanti per i profani: gane, fatta dagli uomini di buona volonta: « ... ζητείν •7 τόν θεόν εt αρα γε
Grado « ε » εtς, uno = σεμς cf. lat. « se- rogativa: ψtJλαφήσειαν αυτόν καί εϋρο1εν, καί γε ού μαχράν από ένός έκάστοu ήμων
mel » (-ενς e -εμς, = είς, cf. λυθείς per forse che? ύπάρχονtα (essendo, cf. 46 D) · έν αύτφ γάρ ζωμεν καi κ1νούμεθα ' 5 καί έσμεν,
λυθέντς gen. λυθέντος). Aspetta risposta negativa come αρα ώς καί ηνες των κα6-' ύμίiς ποιητών εtρήκασι ι> (Arato, Fenomeni v. 5) « του
Grado «ο», ομου όμός ecc. μή « num 1 », cf. 7 c p. 44. γάρ καί γένος έσμέν,, (S. Luca, Atti degli Apostoli, XVII, 27-28).
Grado « zero », μ-ία una = σ-μιά; ά­
.copulativo al posto di (σ)μ- (μ e ν semi- 30 •. eί rάρ ο e!-&e * κοι{},-έζομοιι sedersi : καθ-εδουμαι έκαθεζόμην
vocali == α: cf. osservazione sotto τείνω, se ••• ! κάθ-ημαι essere seduto.
τε-τακα, p. f9); αμ-α (ίη cui μ e rad-
doppiato) cf. p. 28. Coll'ottativo: desfderfo realiz- R. έδ = sed. lat. « sedeo ». Cf. ή εδρα (21 Α rv p. 8i έν-έδρα) ; καθ-έδρα
seggio; it. cattedrale, chiesa che contiene il seggio episcopale.
zabile, possibilita.
όμου insieme. Qs prov. degli scolaretti d'Atene potra esservi utile: ος ϋ.ν άεί ά.μαρτάνυ 52
Col tempi stor!cl dell'lndica-
κα6-εδείτα1 ονος 5 2 chi sempre sbagliera, asino siedera (Platone, Teeteto 146 a).
όμο-λογείν trovarsi d'accordo: tivo: irreaita, rimpianto.
promettere, Cf. Osservazione sui modi p. 57, 2!Ρ, * ά.πο-ϋι-ορά.-σκω
ammettere. evadere (di schiavo fuggitivo); fuggire qualcuno
32. πάλιν
Lett. dir la stessa cosa. (co!J'accus.)
di nuovo, indietro. &πο-δρά-σομαι &π-έδραν &πο-δέδρακα
όμαλός uguale: liscio. Leίt. in senso inverso; it. palin-
It, an-omalia. Lett. a!Jontanarsi (από) correndo; cf. εδραμον, aor. di ~ρέχω. Uno dei
odia (ή ιρδή), nomi della Nemesί divina era A-drastea = che ηοη si puό fugg·ire.
όμ-ιλείν esser in relazione con
(dat.); tοι particella affermati va : φprί.ζαι far accorgere, accennare, indicare.
radunarsi. invero (sfumature) : It. frase, da ή φρά-σις, elocuzione, poi espressione.

It. omelia da ή όμιλία, riunione, donde


lascia che ίο te lo dica .••
non vedi? inseguire.
conversazione, predica.
Era in origine il dat. di σύ (σοί); κόπtω
ή σχολή tempo libero: · donde battere ripetutamente ; tagliare; marιellare ;
e dunque un qarbato richiamo al-
oppι·imere.
studio: l' attenzione dell'interlocutore.
Per dedicarvisi bisogna esser liberi da ό κόπος soprattutto fig. stanchezza, langiιore.
μόrις a fatica.
Cf. in iί. « ho le ossa rotte dalia stanchezza »: it. sincope, taglio, interruzione
quel lav-oro che gli antichi chiamavano
« servile ». Lat, « schola »; it. scuola. Cf. 47 p. 154. ό μόχθος fatica. totale (σύν: di tutto l'insieme) dei movimentί del cuore.

32. ή σtοά. portico : galleι'ia con colonne. R. στα (?) staι'e- in +tύπtαι battere:
piedi, cf. tστημι. M0tte in rilievo soprattutto la pel'sona ο l'oggetto colpito. - It. timpano,
Ιη qs passo τό προ-στφοv vestίbolo: « portico sul davan~i 1>, ;--- Cf. < g!i tirnballo: τό τύμπανον.
stoici,, discepoli di Zenone perche inseσnava sotto un portιco d Atene; Arι­
ό τύπος impronta :
stotele '.insegnava passeggi;ndo (περ1πα;είν) e Platone in un giardino (l'Aca-
demia): vita all'aperto. - It. · « stoico »: che ha la fermezza d'animo insegnata Segno lasciato da un colpo, cf. in it. « batter moneta »; it. tipo-grafia.
daglί « Stoici 1>,
fig. schizzo, i'mrnagine.
+ ποιίαι dare colpi, battere.
Mette in rilievo soprattutto la persona che colpisce. R. παF lat. <ι pavίo »,
« pavimenturn », « aia battuta » (dai piedi) donde it. pavimento (Bq e Ζ).
Ηβ βο TESTO • PROTAGORA 310 Α - 315 Β. NOMENCLATURA 29-30 31-33 6° TESTO - PROTAGORA 310 Α • 315 Β. NOMENCLATURA 117
1
1 1:
VERBI 31. * teλeίν compiere; iniziare ai n1isteri: τελώ έτέλεσα tετέλεχα
I i Cf. p. Η9, nota (b). Gli iniziati sono i « Perfetti ».
1 :J
+ *πλήttαι c olpire (ίn prosa generalmente in senso figurato) : το τέλος fine (compimento e scopo) ; fig. carica, dignitά.
πλήξω επληξα πέπληγα ; Diverso da το τέλος pagamento, imposta 7 ο p. 40 (Bq).
τέλειος cόιnpiuto, perfetto.
1
1
medio pass. επλήγην ο επλάγην πεπληγμαι πληγήσομαι πεπλήξομαι.
ι,,

It. Esser colpito d'apo-p!essia; lat. « plango :ι, colpire rumorosaιnente, bat- τελευταν finire p. es. la vita.
tersi il petto dal dolore. Diverso da ,ελεiν: non si tratta piiι che della fine, cioe degli ultimi e dell'ultimo
!: momento, non dί qualche cosa la cui perfezione si possa compiere.
εκ πλήtτω sbalordire (abbattere colpendo), spaventare.
11 ',

1 φοιt~ν frequentare.
η πληγή colpo; lat. « plaga », colpo; it. piaga, conseguenza di
11 1

un co_lpo.
32. upά.ttω battere, urtare. Parola onomatopeica.
i
κλeίω chiudere.
l ii 30. έπι-6ημeίν andare in un luogo e soggiornarvz". Cf. ή κλείς κλειδός, lat. « clavis », donde chiave. - It. ofi-cleide, lett. ser-
Ι' pente (δ οφtς) a chiavi.
1 '
! &πο-δημείν allontanarsene. Da
,:ι essere ardito, aver ftducia (senza sottintendere
ii ό δημος (da δαίομαι, dividere), minaccia di pericolo ).
l ,: 1
parte di territorio appartenente a una comunita :
1
θρασύς ardito, temerario. Cf. la Ricapitolazione a p. 154.
'1
IΊ ,ι
1
(Cf. i demi dell'Atιica); donde:
: !
πα.teϊν calpestare :
popolo, sotto il rispetto politico ; cf. demo crazia. περι-πατείν(in qs passo) passeggiare: andare e venire (περί); it. Peripatetici,
i
discepoli di Aristotele che insegnava passeggiando.
lodare. eύ-6οκι-μeίν godere buon nome cf. δοκείν 1 c p. 19.
Ι ,:1 1
1
'
1

'
παρ-αινείν raccomandare come buon partito. 33. Κ'Υ)λeϊν affascinare, sedurre.
'
1 ',' Αίνείν (poetico) = pronunciare qualunque parola significativa, che attira l'at-
tenzione: dire, lodare. Donde αtνίττομαt, parlare per enigmi: tό α'ίνtγμα enigma. eύ-λα.βeϊσ{)-α.~ mettersi in guardia, essere sollecito, venerare.

scendere (κατά) per alloggiare da qualcuno : lett.


staccare ί cavalli per - .
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI
Cf. il Vangelo di S. Luca (ΙΙ 7): ουκ ην αυτοίς τόπος έν τφ κατα·λύμαη.
CENNO SUI ΝΟΜΙ PROPRI
* tpίβω sfregare (34 F triturar la cicuta), consuma1'e con Α proposito del η. 32
l'uso, donde
Gettate uno sguardo sui nomi propri di questo breve passo (del
differire
solo η. 32). Aggiungo soltanto il nome di Sofocle e quello di De-
pass. ετρίβην ο -φθην tριβήσομαι τέτ:ριμμαι. mostene. - Questi nomi parlano di bellezza: Καλλίας (το κάλλος);
esperienza, prati"ca; (quando la vita ci ha « consu- di grazia e di gioia: Χαρμίδης (ή χάρις, to χάρμα); di sapienza e
'1' η τριβή
11
mati » ). di gloria: Σοφο-κλης, Περι-κλης (11 σοφία, to κλέος); della vita poli-
Ε altri significati che corrispondono a quelli di τρίβω. - R. ter, usare; tica e dell' eloquenza: Δημο-σθένης, Πρωt·αγόρας 9 ; delle lotte spor-
cf. τείρω sotto ητρώσκω 19 Α πr p. 75. Lat. « tero, trivi, tribulum » (macchina tive e delle inebrianti corse di cavalli : clππο-κράtης, Φιλ-ιππίδης,
peι· baιtere) donde in it. tribolazione; (la metafora e espressiva). Ξάνθ-ιππος 51 ; dei vari aspetti della patria: Πάρ-αλος (ή αλς il mare),
118 6° TESTO • PROTAGORA 310 Α • 315 Β • NOMENCLATURA
33

VERBI
Ι ,1
,:
• λ α'β εια
[ 1 '!''
η
e ευ-
circospezione. - Cf. l'aor. di λαμβάνω.

* σtpeφω far volgere, volgere : στρέψω εστρεψα εστροφα;


pass. έστράφην στραφήσομαι εστραμμαι.
lt. cata-strofe (rivolgimento e rovesciamento: κατά); strofa e antistrof11, che SETTIMO TESTO
si rivolgevano, ricominciavano a causa delle evoluzioni del coro.
PLATONE: FEDONE 115 .Δ. - 118
σχεζω
spaccare ; lat. <<scindo » perf. « scidi » ; it. scisma. (Abbreνiazione F)
* σκεδάννυμι sparpagliare : σκεδώ (-q.ς -q.) εσκέδασα.
Stessa R. (= dividere) Cf. i versi di Saffo a p. 89.
LA MORTE DI SOCRATE (3 )
IL FEDONE.- Ε' uno dei dialoghi maggiori, piύ. « platonico » che
Φιλό-μηλος « l'amico delle pecore », a meno che non sia « delle « socratico », ma siccome si tratta dell' immortalitά dell'anima (b),
mele » (το μηλον) ο foι'se « amante del canto » (το μέλος) (•). Ιη un Platone ha inquadrato discussioni profondissime nel semplicissimo
nome troviamo anche il coloι'e degli occhi di Atena: Γλαύκων. Ε racconto dell'ultima giornata (su questa terra) di Socrate, che era
cosi per la maggior parte dei nomi greci. - Ι nomz propri latini n1orto parlando appnnto di quest'argomento. - Dopo il sofista del
invece tradiscono il carattere pratico e i semplici costumi ag1'esti Protagora, ci troviamo qui di fronte al vero Sapι'ente.
I i dei prischi Romani; numeri ordinali come « Primus », « Secundus »,
,i,:
l ι' 'ι;
« Octavius » ecc.; nomi nati proprio fra i campi: Lentulus, Fabius, (a) Il Pascoli si e ispirato dal Fedone nel Poema .di Psyche: « La civetta »
(Poemi Conνiviali). . . . . . . . . .
Porcius; lazzi di contadini, che caratterizzavano le AteJlane e in (b) Poli tra i quali oscιlla 11 pensιero ant1co prι':lla d~l Cr1st1anes1~0.
cui si ritrova l'attitudine satirica della stirpe: Bibulus, Nasica, Ci- 1ο Negazioni degli Epicurei. - Eleνate dottrιnti dι Socrate e d1 Platone
cero. « Satir'a tota nostra est. » (in questo testo). .
20 Pensiero religioso. - Nella religione d' Oιnero la vera vιta e quella ter-
rena, l'altra ne e pallida omb:a: Ulisse,. disc~so all'inferno, incontra Achille e lo
felicita di comandare ai mortι, ma Ach11le nsponde (λ 487 sgg.):
(a) lnfatti qs η si ritroνa in Φιλομήλη.
βουλοίμην κ' έπάρουρος εών θητευέμεν αλλφ,

~ ~α.~ι,; ;εκΊ~ε~σΊ ~α~αφtι°ιμ.έν~1~1ν dνciσ~ει~ ..


0

« preferirei essendo bifolco lavorare per mercede

~h~ ~o~~nda;e a tu tti ϊ c~d~v~rϊ spe~ti.


0 0 0

>; ••
Una concezione molto pίίι eleνata si trova nell'ORFISMO, tradizione che pretend~
derivare da Orfeo, il sacerdote poeta, e nei M!STERI (cf. μύω p. 5), p. e. quellι
di Eleusi. Ma ciό che assicura la salνezza de! peccaιore nel_l'altro mondo ποπ e
tanto la buona volonta quanto il poter pronunciare a proposιto le formule sacre
dell'orfismo e l'aνer contemplato nell'iniziazione (ή τελετή cf. 3t Prot. ~· 117) la
rappresentazione figurata di ciό, che, si_ tι·ova dopo la. ~orte. 1!1.~na !am1na d'oro
troνata in una toml,Ja di Πετηλια (! od1erna Strongolι, 1n pι·oΎ1nc1~ d1 Cat~nzaro!
di cui a p. χπ) e fatta menzione dί una sorgente fresca, deι suoι custodι a cuι
l'anima deve dire:
« ••• Γης παίς εtμι καί Ούρανοϋ άσtερόενtος,
:ι,1 αύ,άρ έμοί γένος ουράνιον· τόδε ίσιε καt αύιοC •
1


[

'I
1

(Diels, fr. der Vorsokratiker, 66 Β, t 7).


ι,i!',
120 70 TESTO- FEDONE115 Α • 118 34-35 35-38 7° TESTO• l•'EDONE115 Α - 118 121
IL TESTO. - Ε'
preso dalle ultime pagine. δ'αν πιω το φαρμακον ουκ-ετι
1
~ ~ α~λλ ' οιχησο-
'
ως , επει υμιν παρα-μενω,
1
c (•)
' ' ' e ... 1

Platone non era presente al momento della morte del suo Maestro, 35
1 μαι &π-ιcον εις μακάρων 18
δή τινας έύδαιμονίας, tαυtά μοι δοκώ
3
perciδ la fa raccontare da Fedone d'Elide a Echecι·ate di Fliunte,
1

1
αυτφ αλλως λέγειν, παραμυθούμενος αμα μεν ϋμας, αμα δ' εμ-αυtόν.
1

un altro degli assenti, avido di conoscerne i particolari da un te-


36. Έγγυήσατε 22 συν με προς Κρίτωνα (εφη), την εν-αντίαν 17
'' ·Ιi stimonio. - Gli amici riempiono la prigione, ma alla fine nessuno
εγγύην 'η ην ουtο; προς τους δικαστας ήγγυατο' ουτος μεν γαρ η μην !6
' i paι·la piίι, eccetto Socrate, che e semplice e tranquillo come se
παρα-μενείν (b), υμείς δε η μην μη παρα-μενείν εγγυήσασθε επειδαν
fosse un giorno qualunque, e il servitore degli Undici che porta la
απο-θάνω, αλλα οlχήσεσθαι &π-ιόνtα, ϊνα Κρίτων ρq.ον 2 4 φέρτι, καl μ11,
cicuta e il fedele Critone che domanda al morituro le sue ultime
όρων μοι to σώμα 'η καιόμενον 12 η κατ-ορυttόμενον, αγανακττj ϋπερ 23
volonta; pochi giorni prima gli aveva offerto i mezzi per fuggire,
έμοϋ ώς δει να 8 πάσχοντος, μηδε λέγη εν tfi ταφτj ώς (c) η προ-τίθεται (d)
ma Socrate aveva rifiutato.
Σωκράτη η εκ-φέρει η κατ-ορύττει. Ευ γαρ 'ίσθι, (η δ' ος), ώ αριστε
Troverete alla fine del volume la traduzione letterale dei η. 34-35-36, Κρίτων, 10 μη καλώς λέγειν ου μόνον εις αυτο τοϋτο (e) πλημ-μελές,
&λλα και κακόν τι εμ-ποιεί ταίς ψυχαίς. Άλλα θαρρείy,3 2 τε χρή, και
34. TESTIMONIO.- Ταϋτα δη εϊπόντος αυτοϋ, ό Κρίτων· φάναι τουμον « σώμα)) θάπτειν, καl θαπτειν οϋτως οπως αν σοι φίλον
CRITONE. - Είεν (εφη), ώ Σώκρατες. Τί δε τούτοις η έμοl έπι­ ii καί μάλιστα ήγn 11 νόμιμον 12 είναι.
τέλλεις η περι των παίδων, η περl αλλου του, ο τι αν σοι ποιοϋντες 37. TESTIMONIO.- Ταϋt' ειπών, εκείνος μεν &ν-ίστατο (1) εις ο'ίκημά
ημείς εν χάριτι ποιοίμεν;
τι ώς λουσόμενος 1°, καί ό Κρίτων εϊπετο 11 αυτφ, rιμας δ' εκέλευε
SocRATE. - 'Ά-περ 2 5 &ει λέγω (εφη), ω Κρίτων, οϋδεν καινότερον
περι-μένειν. Περι-εμένομεν ουν, προς ήμας αυτους δια-λεγόμενοι περί
οτι ύμων αυτών επι-μελούμενοι 15 ύμείς και εμοι και tοίς εμοίς και
t'ων ε'ίρημένων καί ανα-σκοποϋντες 14 , τότε δ' αυ περί της συμ-φορας
ύμίν αυτοίς εν χάριτι ποιήσετε αττ' αν ποιητε, καν μη νϋν όμολο­
δι-εξ-ιόντες οση ήμίν γεγονυία ε'ίη, &-τεχνώς, ηγούμενοι ωσπερ παtρος
yήσητε 31 ' εαν δε υμών μεν αυτών &-μελητε και μη θέλητε 20 ωσπερ
στερηθέντες δι-άξειν δρφανοι τον επειτα f\ίον. Έπειδη δε ελούσατο 10
κατ' 'ίχνη κατα τα νϋν τε είρημένα και τα εν tφ εμ·προσθεν 19 χρόνφ
' ' πολ λ α' ομο λ ογησητε
' :, τφ
- παροντι
' και ήνέχθη παρ' αυtον τα παιδία (δύο γαρ αυτφ υίείς σμικροί ησαν,
ζην, οϋδέ, εαν εν και' σφο'δ ρα ου' δ'εν
0
28 ,
είς δε μέγας), και αί οίκείαι γυναίκες &φ-ίκοντο, εκείναις εναντίον 17
πλέον ποιήσετε.
του Κρίτωνος δια-λεχθείς τε καί επι-στείλας αττα έβούλετο, τας μεν
35. CRITONE.- Ταϋτα μεν τοCνυν προ-θυμηθησόμεθαt 1 (εφη), οϋτω
γυναίκας καί τα παιδία απ-ιέναι εκέλευσεν (g), αύτος δε ηκε παρ' ήμας.
ποιείν. Θάπτω μεν δέ σε τίνα τρόπον;
SocRATE. - 'Όπως αν, (εφη), βούλησθε, εάν-περ 25 γε λάβητέ με
3§. Καί ην ηδη εγγυς ηλίου δυσμων · χρόνον γαρ πολυν δι-έτριψεν 3 0
,.1
και μη εκ-φύγω ύμας. ',

TESTIMONIO.- Γελάσας δε αμα ησυχτj t.5, και προς ημάς απο-βλέ­ (a) ώς (come, cioe, che) indica, a differenza di δt1, che si esprime il pensiero
di un altro (cf. 7 ο, p. 38) dunqne, in generale, che non si prende la responsa-
ψας είπεν· bilita di ciό che e detto. In qs passo, siccome Socrate riferisce ciό che dice abi-
SocRATE. - Ού πείθω(•), ώ ανδρες, Κρίτωνα, ώς εγώ ε'ίμι ούτος tual~ente egli stesso, adoperando ώς indica semplicemeute che quello e il suo
pensιero.
Σωκράτης, ό νυνι δια-λεγόμενος και δια-τάττων εκαστον των λεγομένων. (b) Questo passo - fine del η. 35 e 36 puό sembrare difficile se non s'intende
Άλλ' ο'ίεταί με εκείνον (b) είναι ον οψεται ολίγον -δστερον νεκρόν, και bene ciό che Socrate spiritosamente spiega: « Il mio cadavere, egli vuol dire,
no11 sara pii.ι me stesso; ίο saι·ό partito, perche il vero Socrate e la mia anima
ερωτq. δη πως με θάπτη; 'Ότι (c) δε εγώ πάλαι πολυν λόγον πεποίημαι, imrnortale. Crit.one ha garantito ai giudici che non me ne andrό, che non fuσ­
girό. Voi invece poteιe garantir·e loro che me ne andrό (εγγυήσαtε tην ενανι(ι~'ν
(a) Cf. a p. 58. Osservazione sui Modi e sui Tempi: il presente. .• εγγύφ,) perche sto per morire e l'anima mia sfaggira loro ».
(b) 'Εκείνος (Ι ο p. 18) indica, quando e _opposto a ο~tος, l'oggetto p1u lon- (c) Cf. sopra, nota (a): in qs passo Socrate esprime il pensiero di Critone
(senza farlo suo).
tano; qui ί\ pii.ι lontano riguardo al tempo, cωe _q?el cadavere che sara qua fra
poco e noιi sara piίι il vero Socrate, per opposιzιone a ,qs Socrate. che ~ qua, (d) 11 soggetto di προ-τίfiεt,η e Critone; il verbo e alla forma media. Prima
vero e vivo davanti a νοί, in questo momento stessu (νυν-ι). - Su qs ιota dι νυν-( fase dei funerali: esposizione del corpo (πρό davanti a tutLi) sul !etto funebre.
cf. 50 Testo, p. 96, nota (e). . _ (e) « Sotto questo rispetto », cioe come errore di espressione.
(c) « Ciό che spiego a lungo (δ tι ... ) cioe che (ώς), ecc, .•. , tutto cιό (ταυtα (f) ln qs n. 37 bisogna osservare attentamente le modificazioni portate al
mi sembra di dirlo inutilmente ... »). senso dei verbi dalle nuωerose preposizioni: αν,1, διά ecc.
(g) Cf. p. 124, nota (b).
122 7° TESTO - FEDONE 115 Α • 118 38-41 4:1-43 7° TESTO - FEDONE 115 Α • 118 123
εν-δον. Έλ&ών δ' εκα~'tέζετο λελουμένος, και ού πολλα αττα μετα ταϋτα ρι-ιέναι εως αν σου βάρος εν τοίς σκέλεσι γένηται, επειτα κατά-κεισθαι.
δι-ελέχθη. Και ηκεν ό των 'Έν-δεκα ύπ-ηρέτης 2 7, και στας παρ' αύτόν · Και οϋτως αυτο ποιήσει 25 •
IL SERVITORE DEGLI UNDICI, - 'Ώ Σώκρατες (εφη), ου κατα-γνώ­ TESTIMONIO. - Και αμα ωρεξε την κύλικα τφ Σωκράτει. Καl ος (•)
σομαί γε σοϋ ο-περ αλλων κατα-γιγνώσκω, δτι μοι χαλεπαίνουσι 15 και λαβών καl μάλα ϊλεως, ώ Έχέκρατες, οϋδεν τρέσας οϋδε δια-φθείρας
κατ-αρώνται, επειδαν αυtοίς παρ-αγγείλω πίνειν το φάρμακον, άναγκα­ ουτε του χρώματος (b) οϋtε του προσ·αιπου 6, &λλ' ωσπερ εtώθει ταυρη­
: 1

ζόντων 1
των αρχόντων. Σε δε εγώ και αλλως εγνωκα εν τούτφ τφ δον ύπο-βλέψας (c) προς τον ανθρω:πον .
lil
'111
χρόνφ γενναιόtαtον 8 και πρ~όtαtον και άριστον άνδρα ονtα των πώ-ποtε - 42. SoCRATE. Τί λέγεις (έφη), περι τουδε τοϋ πώματος προς το
-
: 11

δευρο
29
αφ-ικομένων • και δη και νϋν ευ οίδ' οtι ούκ εμοι χαλεπαίνεις, &πο·σπείσαί 18 τινι; εξ-εσην η ου j
ι,:Ι

γιγνώσκεις γαρ τους αίτίους, άλλα εκείνοις. 39. Νϋν συν, οίσθα γαρ IL SERVlTORE DEGLI UNDICI. - Τοσουτον (εφη}, 6) Σώκρατες, τρί­
:ιι· α ήλ~'tον άγγέλλων · χαίρέ tε και. πειρω 24 ώς ρq.στα φέρειν τα άναγκαία. βομεν δσον οίόμε~'tα μέτριον είναι πιείν.
,il TESTIMONIO. - Και αμα δακρύσας, μετα-στρεφόμενος 33 άπήει. Και SocRATE. - Μανθάνω 8 (η δ' δς). Άλλ' εϋχεσ&αί γέ που 24 τοίς
:11
ό Σωκράτης, άνα-βλέψας προς αύτόν ·
θεοίς εξ-εστί 14τε και χρή, την μετ-οίκησιν (d) την εν~'tένδε 4 εκείσε ευ-τυχη
,,1
''11 γενέσθαι. α δη και εγώ εuχομαί τε και γένοιτο ταύτη.
Ι ι SocRATE, - Και. σύ (εφη), χαίρε· και ήμείς ταϋτα ποιήσομεν.
'1 TESTIMONIO. :- Και αμ' ειπών ταίiτα, επι·σχόμενος (") και μάλα
Και αμα προς ή μας.
ίi TESTIMONIO, -
ευ·χερως και ευ-κόλώς εξ-έπιεν.
SocRATE. - Ώς άστείος (εφη), ό άν~'tρωπος · Και. παρα πάντα μοι
Και ημών οί. πολλοl τέως μεν επι-εικώς οίοί τε ησαν κατέχειν το
τον χρόνον (•) προσ-ήει και δι-ελέγετο ενί-οτε 18 , και ην ανδρών λφστος. 1
μη ( ) δακρύειν. ώ; δε ε'ίδομεν πίνονrά τε και πεπωκότα, ουκ-έτι 11 '
καί νϋν, ώς γενναίως με άπο-δακρύει. Άλλ' αγε δή, ώ Κρίτων, πει~'tώ­
άλλ' εμοϋ γε βίQ και αυτου &στακτί εχώρει τα δάκρυα, ωστε εγ-καλυ­
μεθα αυτφ, και ενεγκάτω τις το φάρμακον, εί τέτριπται 30 • εί δε μή,
ψάμενος &π-έκλαιον εμ-αυτόν, ου γαρ δη εκείνόν γε, &λλα την εμαυτοϋ
τριψάτω ό άνθρωπος.
τύχην, οϊου 1 άνδρας ~ταίρου εστερημένος ε'ίην. 43. °Ο δε Κρίτων, εtι
ΊΈSΤΙΜΟΝΙΟ. - Και ό Κρίτων.
πρότερος εμου επειδη ουχ οίός τ' ην κατ-έχειν τα δάκρυα, εξ·αν-έστη (•).
40. CRITONE. - Άλλ' οίμαι (εφη), εγω-γε, ώ Σώκραtες, ετι ηλιον
Άπολλόδωρος δέ, και εν τφ εμ-προσ~'tεν χρόνφ, οϋδεν επαύετο δακρύων,
είναι επι τοίς ορεσι και. οϋπω δεδυκέναι. Και αμα εγώ οίδα και άλλους
και δη και τότε &να·βρυχησάμενος κλαίων και άγανακτων, ουδένα οντινα
πάνυ δψε 20 πίνοντας επειδαν παρ-αγγελθfi αϋτοίς, δειπνήσανtάς τε καί
ου κατ-έκλασε των παρ-όντων πλήν γε αυτου Σωκράτους. Έκείνος δέ ·
πιόντας εύ μάλα. Άλλα μηδεν επείγου 28 · ετι γαρ εγ-χωρεί.
TESTIMONIO. - Και ό Σωκράτης.
(a) Qui δς non Ιιa valore relativo.
SoCRATE. - Εικότως 15 γε (εφη), 6) Κρίτων, εκείνοί τε ταυτα (b) Του χρώμα,ος, buon esempio di gen. partitivo; cf. p. 22, Osservazione
ποιοϋσίν ους σύ λέγι;;ις, ο'ίονται γαρ κερδανείν ταϋτα ποιήσαντες. Και sul Genitivo. Per il significato di ,;ο χρώμα cf. p. 3.
(c) Ταυρηδόν (avvb.) ύπο-βλέψας: « Questo sguardo da toro non e minaccioso
1 εγω-γε ταυtα είκότως ου ποιήσω. ουδεν γαρ οίμαι κερδαίνειν, ολίγον, come quello di Esrhilo nelle Rane di Aristofane, ma fissa forten1ente il suo
i
ϋστερον πιών, άλλο γε η γέλωtα δφλήσειν παρ' εμαυtφ, γλιχόμενος του oggetto ». Sappiamo inoltre che gli occhi di Socrate erano un po' all' infuori.
ζην και φειδόμενος οϋδενος εη εν-όντος. Άλλ'· 'ί~'tι (εφη), πείθου καi. c Lo sguardo per di sotto e proprio di chi interroga ironicamente ». (L. Robin in
loco, Phedon, Coll. Bude). Platone fa dunque conoscere in due parole due aspetti
μη αλλως ποίει. della fisionomia fisica e morale di Socrate.
41. TESTIMONio. - Και ό Κρίτων άκούσας ενευσε τφ παιδι πλησίον (d) Buon es. di με,;ά indicante cambiamento, Cf. 14 Α nr, p, 66.
(e) Έπ-έχω (aver ·'sopra) significa generalmente « fermare », « tenere in so-
εστωτι. Και ό παίς εξ-ελθών καl συχνον χρόνον δια-τρίψας ηκεν αγων speso "· lL medio si riferisce spesso al secondo significato e significa « trattenersi
τον μέλλοντα δώσειν το φάρμακον, εν κύλικι φέροντα τετριμμένον. Ίδών da », « fermarsi » nel senso di cessare (cf. inf'ra, η. 43); in qs passo invece cor-
risponde al primo significato e indica che Socrate tiene la coppa sulle Jabbra e
δε ό Σωκράτης τον ανθρωπον · beve senz'interrompersi.
iI SOCRATE. - Είεν (εφη), ω βέλτιστε, συ γαρ t)ύtων επιστήμων 27, (f) Lett. « teneι• fortemente (l'attitudine) di ηοη piangere »; trattenersi dal
piangere.
τί χρη ποιείν;
! 1

1
(g) Da notarsi una volta di piίι l'efficacia e la brevita con cui, nelle parole
Ουδεν αλλο (εφη), η πιόντα πε-
Ί 1
lL SERVITORE DEGLI UNDICI. - composte, le preposizioni esprimono i nωvimenti complessi; p. es. Critone si alza
(άνά) per uscire (εξ); e piίι sotto il dolore di Aμollodoro che scoppia ίη veri rug.
gi ti (ανα-βρuχησάμενος): ανά movimento dal basso all'alto, come di qualcosa che
(a) Cf. παρά 5 c, p. 32; e p. 21. Osse!'l'azione sull'Accusativo, 3°. s'iιιnalza e anche che « salta », che esρlode.
124 7° TESTO - FEDONE 115 Α • 118 43-45 34-35 7ο TESTO • J!'EDONE 115 Α - 118. NOMENCLATURA 125
SocRATE. Οία (εφη), ποιειτε, ώ θαυμάσιοι. Έγώ μέντοι ουχ
ηκιστα 1 τούτου (•) ενεκα 2 8 τας γυναίκας απ-έπεμψα, ίνα μη τοιαύτα VERBI
πλημ-μελοίεν (b)· και γαρ &κήκοα οτι εν ευ·φημί~ χρη τελευταν. Άλλ' ησυ­
χίαν τε αγετε και καρτερείτε. 34. tέλλω e eπt-tέλλω

44. TESTIMONIO. - Και 11μείς &κούσαντες ησχύν&ημέν τε και


alzarsi (parlando degli astri) ; it. Anatolia, paese
del Levante.
επ-έσχομεν του δακρύειν.
Ό δέ περι-ελθών, επειδη οί βαρύνεσ&αι εφη τά σκέλη, κατεκλίθη (c) έπι-τέλλω id. e in pίύ : imporre, ingiungere (ίη qs passo ).
ϋ.πτιος. οϋτω γαρ εκέλευεν ό αν&ρωπος. και αμα, εφ-απτόμενος αυτού, * χαίρω rallegrarsi : χαιρήσω εχάρην κεχάρηκα
ουτος δια-λιπών χρόνον επ-εσκόπει τους πόδας και τα σκέλη. καπειτα, ή χάρις, -ιτος grazia (nei due sensi della paι·ola) e gioia.
σφόδρα 28
πιέσας αυτου τον πόδα, ηρετο 3
εί αίσθάνοιτο. Ό δ' ουκ Riguardo a χαίρε (imperativo di χαίρω) come formula di saluto, cf. il cenno
έφη (ct). Και. μετα τουτο αυ&ις 18 τας κνήμας, και επ-αν-ιών (e) οϋτως a p. f26.
ήμίν έπ-εδείκνυτο οτι ψύχοιτό i
9
τε και πήγνυτο. Και αυτος ηιττετο 3 , 35. * {1-ά.πtω seppellire : θάψω ε-&αψα; pass. ειάφην ταφήσομαι
καί, είπεν οτι, επειδαν προς τη καρδί~ γένηται αυτφ, τότε οίχήσεται 35 • τέ&αμμαι.
45. 'Ήδη συν σχεδόν 27
τι αυτοίί ην τα π.ερl (1) το ητρον ψυχόμενα · ό τάφος sepoltura ; η. 36, ή ταφή, meno usato.
καi. εκ-καλυψάμενος, - εν-εκεκάλυπτο γάρ -, είπεν, ο δη 3 τελευταίον It. epi-tafio, ceno-tafio: κενός vuoto, ecc.
εφθέγξατο 27
,
φεύξομαι εφυγον πέφευγα
SocRATE. - ~Ω Κρίτων, (εφη), τφ Άσκληπιφ (g) δφείλομεν &λεκ­
1° fuggire (lat. « fugio »); essere esiliato ;
τρυόνα. αλλα από-δοτε και μή α-μελήσητε.
2° esser accusato davanti al tribunale (contrario
CRITONE. - Άλλα ταύτα, (εφη), εσται (ό Κρίτων). &λλ' ορα ε'ί τι
di διώκω 29 Prot,).
αλλο λέγεις.
TESTIMONIO, - Ταϋτα ερομένου αυτού, ουδεν ετι &π-εκρίνατο. * tρέπω voltare : τρέψω ετρεψα τέτροφα
άλλ' ολίγον χρόνον δια-λιπών εκινήθη τε και ό αν&ρωπος εξ-εκάλυψεν medio 1. metter in fuga (far voltare la schiena): τρέψομαι

αυτόν. Και ος τα ομματα 6 εστησεν · ιδών δε ό Κρίτων συν-έλαβε το ετρεψάμην;

στόμα και τους οφθαλμούς 6 •


Valore del medio: qs voltaι·si e nell'interesse del soggetto.

'Ήδε ή τέλευτή 31 , ώ Έχέκρατες, του εταίρου ημίν εγένετο, άνδρός,


medio 2. fuggire (voltarsi) : τρέψομαι ετραπόμην ;
pass. ετράπην ο ετρέφθεν τραπήσομαι τέτραμμαι.
ώς ημείς φαίμεν αν, των τότε ών επειρά&ημεν αρίστου και αλλως
lt. trofeo, tό tροπαίον, inna\zato sul luogo dove il nemico ha νoltato la schiena.
φρονιμωτάτου 49
και δικαιοτάτου.
ό τρόπος maniera, « giro di frase » (it. tropo)
1 vocaboli delle citazioni sono spiegati nel paragrafo 53,
δυσ·τράπελος intrattabile: difficile da volgere, osιinato.
(a) tούtου ενεκα annuncia 'ίνα. Contrario: la virtίι di eutrapelia (ευtραπελία), che consiste nel ποπ avere
(b) Da notaι·si, in questo moιnento supremo, il senso squisitarnente greco della « il ιnuso lungo ».
c misura », del « decoro », - e del doιninio di se. Cf. il cenno su tό μέερον a p. 128.
(c) 11 significato di κλίνω si trova a p. 5. (Vocabolarietto Morfologico). * πeίil-ω persuadere : ·σω -σα -κα
(d) Cf. 16 Α πr, p. 73, φημί affermare; ού φημί dire di no. medio πείσομαι επιθόμην
(e) Toccare (έπί) risalendo (άνά) e εtμι andare.
(f) Buon esempio dί περί con l'accus. di e1>tensione: τά περί ... = la regione 1° credere, 2° obbedire: lett. lasciarsi persuadere.
di. . . Το ηtρον ventre e della stessa R. di tό ηtορ cuore. Il secondo e molιo I Greci obbedivano solo se ne vedevano il motivo.
usato, ma in poesia; il primo e piuttosto raro. perf. 2° mi fido: πέποιθα (la fiducia viene dalla persuasione)
(g) Socι·ate arnmetteva gli dei pagani, ma solo come simboli ο strumenti di
Dio ο come creature superiori a\l'uomo e che influivano su di lui. Perche questo pass. επείσθην πεισ&ήσομαι πέπεισμαι.
sacrilicio ad Esculapio 1 - « Socrate, dice Robin (loc. cit.) sente che la sua anirna Lat. « fides » f lat, e l'aspirata di π, e {} greco l'aspirata di d lat.
e finalmente guarita dal male di essere unita al corpo [perche cίό l! un male
secondo la filosofia di Platone]; egli vuol dunque esprimere la sua gratitudine ή πειθώ -ους pe1·suasione
al dio della salute, Asclepio ». ή πίστις fede, fedeltά.
_/

126 7° TESTO - FEDONE 115 Α - 118, NOMENCLATURA 34-38 35-37 7° TESTO· • FEDONE 115 Α - 11S. NOMENCLATURA 127
'
PAROLE DECLINABILI PAROLE INDECLINABILI
'
Ί'
34. tό ίχνf'Jς
VERBI
1'
1 1 35. άλλως altrimenti ;
traccia, orma. οίχομαι andarsene, essere -andato via : οίχήσομαι.
'1
1 ' inutilmente (in qs passo).
Distico che Solone compose sugli Ate-
niesi di cui fu legislatore: Ύμέων μέν πλήν fuorche, eccetto.
εκασ-ιος άλώπεκος 5 3 ίχνεσι βαίνει, Σύμ­ RICAPITOLAZIONE. VERBI CHE DESIGNANO L'AZIONE DI « CAMMINARE~.
πασιν δ' ύμϊν χαυνο; ενεσ-ιι νόος (Bergk Η F. - In qs passo in πλημ­
fr. Η, v. 5-7). μελ11ς. - Della stessa- famiglia di ερχομα1 andare 10 c. βαδίζω (ibid.) camminare, precisamente
πλησίον vicino 4ί F p. !30 e di πλα­ άπ έρχομαι partire.
καινός νάν fuorviare 2 c p. 23. andare al ι,asso, contrario di -ιρέχω
η uovo, cf. 8° Testo, cen- οίχομαι andarsene, essersene andato 35 :ιΓ. 10 c.
no a p. 142. άφ-1κνείσθα1 arrivare, venire, 2 c.
38. eν-8ον dentro. βιβάζω (ibid.) far andare.
νsκ-ρός e νέκυς, ·υος, (poetico) εν,+ -δον stesso elemento che ηκω essere arriνato 2 c. περι παtείν 32 Prot e περι·έρχομαι (pas-
agg. e sostantivo. in δά-πεδον (δα = δμ, cf. p. i9), χωρείν procedere, lett. far posto (χ,Ιιρα) sim) passeggiare, sndare e venire:
δεσ-πό-ιης. Lat. « domus »; in tutte 14 Α lII
morto, cadavere. περί).
qs parole c'e l'idea di « casa ». (Bq), βαίνω camminare 14 Α nr.
Lat. «11ecare» uccidere; παtείν (ibid.) calpestare.
it. necro-poli (πόλις). κα.ι οη καί
παpα- μυ{}-sϊΊ:.,&αι
35. sύ-8αι-μων e in modo particolare.
Cf. 43 F. - Lett. e precisa- incoraggiare, consolare.
beato, felice. mente anche. Cf. δή 3 c p. 24, Probabilmente perche quando si consola qualcuno gli si parla, gli si tiene
compagnia, gli si fa sentire la propria presenza (παρά) per mezzo di parole.
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI ό μυθος seguito di parole, donde favola
Α PROPOSITO DI « ΧΑΡΙΣ » Ε DI « ΧΑΙΡΕ » cioe c di che parlare », per i curiosi, gli artisti e i chiacchieroni, amanti di
belle storie e di novelle, Cf. lat. « fabnla » da <ι: fari »; it. mito.
GIOIA, GRAZIA Ε SPIRITO
36. δpύttω scavare; δρύξω ωρυξα δρώρυχα;
Proverbiale e il buon umore dei Greci, improntato dalla loro
;j
mente equilibrata e piena di risorse, che non prende nulla al tra- pass. ώρύχθην δρυχθήσομαι δρώρυγμαι.
ί
gico, e anche dal loro amore della luce e del bello. La loro spen-
1j

'
: !
1.
sieratezza deriva anche un ρο' da questo; un Greco sapeva sempre
adirarsi, sdegnarsi (non e ravvicinato ad αγαν
da Bq).
trarsi d' impaccio. 1 Greci di Sicilia, rovinati da Verre, diranno fι·e(l­
dure sulla miseria a cui sono ridotti: « numquam tam male est 37. σtspίσκω privare: στερήσω -ησα -ηκα
Siculis, dίce Cicerone (in Ver•rem, ΙΙ, 43), quin aliquid facete et
commode dicant. » Socrate in circostanze veramente tragiche n()n στέρομαι esser privato: σtερ11σομαι -ήθην ·ημαι.
abbandona il sorriso e non cessa di essere spiritoso.
« Popolo dalla perenne gaiezza, dice Sainte-Beuve, il cui amabile
* σtέλλω στελώ εστειλα εσtαλκα
carattere si denotava in tutto e gia dal primo incontro: i Grecί sί equipaggiare (per un viaggio) donde
salntavano col norne della gioia e della grazia; i Romani, popolo mandare : it. apostolo ;
positivo, con quello della salute, dicendo per prima cosa « salve ». medio στελουμαι έστειλαμην εσταλμαι
Ι Greci dicevano « χαίρε » ; la risposta era « dντι-χαίρε » (•). Le nostre
conRuetudini impregnate, a volte a nostr·a insaputa, di spirito cristia- partire: lett. equipaggiaΓsi per un viaggio;
no, ci fanno augurare ai nostri amici che il « giorno » sia per lοΓο pass. εστάλην σtαλήσομαι εσtαλμαι.
« buono » e poi ce li fanno raccomandare « a Dio » qnando li lasciamo.
ή στολή veste; significato originaΓio: equipaggianiento.
Poche parole che riflettono il carattere di tΓe civilta diverse.
Lat. « stola :. veste; it. stola, paramento sacerdotale.
ό στόλος
(a) Ma cf. a p. 27, in Alcifrone la formula dί saluto • ερρωσο > analoga al spedizione; significato originario : azione di equipag-
c vale » latino. giaΓsi.
128 70 TESTO · FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 35-42 38-40 70 TESTO • FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 129

Letι. la cui parte e buona: δαίομαι ο 42. teως 38. * δύω affondare ; κατα-δύσω κατ-έδυσα ;
δαίνυμt (poetici) dividere. - Δαίμων (ό, finora, medio affondarsi, donde tramontare (astri, sole): δύσομαι
ή) ι.ignίfica ora il ιlispensatore di qs parti, fino a questo rnomento. εδυν δέδυκα: αί δυσμαί tι·amonto degli astri.
divinitiι ο genϊo; ora (presso i poeti) la
parte che tocca a ciascuno, il destino, Cf. εως fino a che, mentre 5 ο Ι Greci vedevano il sole immergersi 'nel mare. - Lat. « adyιum », recesso
p. 32. dί un tempio: α.-δυτ:ο; im-penetrabile.
36. πλημ-μeλής εν-δύω vestire: far entl'are in : -δύσω εν-έδυσα
che stona ; difettoso, ά.-σtα.κtί intransitivo i'ndossare, e in senso proprio : penetrare : -έδυν
erroneo. non goccia a goccia. -δέδυκα
Cf. πλήν fuori di e -ι;ό μέλος 25 1 p. 100.
Per i Greci, amanti dell'armonia, ogni Cf. στ:ακτ:ός agg. verbale di στάζω κο.ttι.·ϊtϊνώσκω 1° notare : lett. conoscere guardando « fino ίη
sbaglio era una stonatura, (R. στ:αγ) stillare, sgocciolare. fondo »; e uno dei sensi di κατά (7 c p. 40.
2° oondannare : lett. opinare, giudicare « contro »
37. ή συμ-φοpά qualcuno ; un altro senso di κατά.
concorso di circostanze : σύν e φέρω ;
avvenimento generalmente triste. 39. βλέπω guardare (in generale) : -ψομαι -ψα

Συμ-φέρω 24 Ec. p. 87 = essere utile a, aiutare: portare insieme il peso το βλέφαρον palpebra (ηοη e sicuro che sia della stesaa famiglia).
del dolore. + ά.&peίν osservare, penetrare con la vista.
Per aiutarvi a ricordare qs parola, ecco un verso di S. Gregoriυ Nazianzeno
sulla trascendenza dί Dio: Πώς νόος άt!-ρήσεt σε (in maniera da capirti); σύ
γάρ νόφ ούδενί ληπτ:ό; (λαμβάνω aίferι·are) (Ύμνος είς Θεόν v. 3). - Ε Pla-
CARATTERE Ε GUSTI DEl GRECI tone, Parmeιιide 144 D: « Τουτ:ο lί.θρεt. - Άλλ' άl}ρiί, καί όρώ οτι άδύνατ:ον •.
« ΤΟ ΜΕΤΡΟΝ », « ΤΟ ΜΗΔΕΝ ΆΓΑΝ»
<
Ι. GUSTO DELLA MISURA RICAPlTOLAZ!ONE. CINQUE MODI Dl « GUARDARE ι,,
βλέπω guaι·dare in generale; 6-ι.άσl}α~ 18 Α 1π, come sνettιιtore; 6-εωρείν
Per il gusto della MISURA e nello stesso tempo del DECORO, ri- con inteι·esse (sopraιtutto
intellettuale) e come Rpettatore dellιι Gaι·e sportive;
leggere p. 9 in fondo, il cenn:o a p. 38 e p. 30. sotto καιρός., Ε' ά&ρείν (pίιi espressivo), per ren,iersi conto, per· capire; λεύσσω 16 Α ΠΙ p. 7t.
una conseguenza dell'amore dei Greci per la ragωne e per l or- Cen110) guardare fissando. R. luc; brίllare: lat. «. lux », « lumen ».
dine e anche delle loro attitudini pratiche, - « πλέον ημισυ παντός»,
dicevano (•) -, e ha manifestazioni m?lteplici: nell'a~ion~. e persino ιΙΟ. έ 1 -χωpsίν ammettere, lett. dare luogo; cf. χώρα 14 Α πr.
ne1 piacere (loc. cit.); nell'arte e persιno nella fantasia pιu sfrenata iιnρeι·sonale e lecito, e possibile, lett. « vi e posto per ».
(pp. 98, 81, 102), perche questa misura e insita .~~lla sapienza
(p. 72, σωφροσύνη, p. 110! σοφί~). Il, su? opposto e l υβρ_ις bar~ara κepaαενω guadagnare : -ανώ εκέρδανα κεκέρδηκα
(p. 66). Il gusto della mιsuι·a da all aωm~ e al volto _deι GΙ'ecι la κερδαλέος. lucrativo, donde astuto:
SERENITA che si ammira sulle facciate deι loro templι e sulle loro 11 perchl! sί capίsce. Ε il femminile e uno dei modi dί. designare la volpe.
stele tombali. Α Socι•ate da una pace pl'ofonda e l'aspiι·azione al Cf. 53 p. 162.
dominio di se ( cf. soprattutto a p. 12'3). - Per tutti _questi motivi
« μη δεν α.γαν » e il motto dei Greci peι· eccellenza; . Sl. poteva leg- * δφλισκάνω meritarsi ( un rimpι·overo): δφλήσω ώφλον ωφληκα.
gere sιιl frontone del tempio di Delfi, dove era stato ιηcιsο, a quanto Cioe esporsi a (ίη qs passo γέλωτα al riso ), farsi accusare dί. Senso ori-
pare, dai Sette Sapienti, assieme a « γνώι'tι σαυτόν ». « Μέτρον το ginario: esser debitore in seguito a un'accusa, condannato a; accusato dί.
βέλτιστον», dice Eschilo nell'Agamennone (v. 378). δφείλω δφειλήσω ώφείλησα ώφείληκα
dovere, cioβ
esser debitoι·e, esser obbligato α.
(a) Esiodo, Opere e Giorni, v. iiO. Lett.: La metiι ll piίι del tutto. Noi di- aοι·. 2° ωφελον seguito dall'ίnf. dovr·ei: nei deside1·i ir1·ealizzabili=
ciamo: « Meglio un uovo oggi che una gallina domani ». « ntinam »: ωφελε Κυρο;:- ζην (Senofonte).

9
130 7° TESTO • FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 38-!2
40-41 7° TESTO • FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 131
38. ή ά.pά. imprecazione (senso origina1°io: preghiera).
Lat. « orare », parlare, pregare (Bq). - In qs passo κατ-αρασt!αι: κω;ά + ωφeλeϊν giovare (regge l'accus. della persona).
contro, p. 40. Co11trario di βλάπ-ι:ω 51 • - Da non confondersi con ί precedenti.
αίτιος che e causa reale ο supposta, cioe l'accusato. essere attaccato a (senso proprio e fig.). Stessa
R. di ό γλοϊ(F)ος, vischiosita, lat. « gluten », it.
η αlτία causa,. imputazione. glu tine. colla.
It. etio·logia, ι·icerca delle cause (di malaιtie ο d'altro).
φeίδομα.ι ri~parmiare, usare con riguardo. Cf. p. 39 ultima
αlτιασθαι accusare.: -άσομαι.
r1ga.
πpq.ος ο πpαυς dolce.
41. νe6αι far cenno col capo : pet' comandare (in qs passo)
ο per assentir'e.
39. to r'i.σtυ citta, in quanto e un insieme di abitazioni.
CΙ. ή έστία focolare 8 c p. 43, sotto έστιαν. Citta opposta a camρagna.
Lat. « nutus », « annuo (ad-) », « numen » = νευ-μα cenno imperativo del
capo, espressione della volonta; in Omero que\lo di Zeus fa tremar l'Olimpo.
Ή πόλις citta sotto il rispetto politico, insieme di cittadini (πολί,ης) cioe
Ι « numina » sono dι.1nque le volonta divine (Bq).
« civitas »; puό comprendere parecchie citta; perciό: stato,
άστείος «U?·bωius» (da «uι·bs»;. ό-ps 1 αι stendere ;
medio desiderare (protendersi per raggiungere ).
λφστος ottimo: Regge il gen. partitίvo (cf. Osservazione p. 22); ί verbi che significano
Uno dei superlativi di άγαθός. mirare, raggiungere si riferiscono soltanto a una parte ιlel loro oggetto ; il
pieno possesso ci sfugge su qs terra. - Lat, « rego »,. « rec-tus »; cf. ό-ρεκ-ι:ός
40. ϋσtepος teso (come ίl filo a piombo),
che viene dopo (nello spazio e nel tempo)
ύστερον avv. piiι tω·di (in qs passo) + στοχάζομαι 1° mirare, fig. aver in vista, donde:
2° congetturare.
ύστερείν stare, venir dopo ; fig. esser in ritardo, essere 1n-
fe10iore a. ίλά.σκaμαι render propizio :
ίλεως propizio : benevolo, di buon ιimore.
41. πλησεος vicino Lat. « hilaris" derivato da tλαρός lieto; it. ilare.
πελάζω avυicinarsi : tpsαι tremare dalla paura: lat. « terreo », « terror ».
συχνός τρέμω lat. « tremo ».
compatto (spazio) ;
continuo, di lunga durata (t.empo). * φ{).eιp(ι) rovinare corrompendo, guastare : φθερώ εφ&ειρα
to σκέλος
εφθαρκα, peι·f. intransitivo : εφθορα
gamba.
pass. έφ{}άρην φθαρήσομαι εφθαρμαι
It. triangolo iso-scele che ha due gambe (lati) uguali (ίσο;). - Senso ori-
Difterite deriva da ή διφθέρα pelle, non da qs verbo.
ginario: incurvatura, quindi e della famiglia di σκαληνός, sghembo, disuguale;
(triangolo scaleno) e di solere : perf. dell'inusitato εθω :
σκολιός curvo, tortuoso το εθος abitudine, costume.
Lat. scelus (i); fig. azione bieca, falsa. - Cf, scolio σκόλιον canto che i It. l'etica (la Morale, regola dei costumi), - R. σFεθ lat. « suesco, suevi,
commensali cantavano uno dopo l'altro passandosi un r_amo di mirto. Lett. suetus » abituarsi; R. della stessa famiglia del pronome riflessivo c se », cf.
canto obliquo (σκολιός) cioe a zig zag fra ί commensali. Cf. a p. 20 e 27, c suus », greco « έ »: abituarsi equivale a rendere proprio (= suo), ad acquί­
stare una seconda natu_ra, Interessante qs filosofia istintiva che presiede alla
42. t6 μsτpον misura, giusta misura. formazione delle parole.
Parola squisitamente greca; cf. i1 cenno a p. 132. Ιη qs passo μέτριος mi· Μί-ζω avυezzare (sufl. causativo -ζω): produrre l'abitudine
surato, moderato. - lt. metro.
το ηθος caΓattere, costunii. Etim. contestata.
42-43 7° TESTO • FEUONE 115 Α • .HR. NOMENCLATURA 133
132 70 TESTO • FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 43-44 (

42. eυχομα.ι pregare, faP voti.


eύ-'J..epής le.tt. ben maneggiabile, quindi facile; arrendevole. Significato originario: alzare solennemente la voce per gloriarsi di qualche
Cf. ή χείρ mano (1 c p. ί8).
cosa (Omero). - It. euco-logio, libro di preghiere della Chiesa greca.
e5-κολος di facile contentatura, affabile.
κα.λύπ-.:αι coprire, occultare.
Contrario: δύσ-κολος spiacevole, brontolone; it. discolo. R. κελ inclinare
come in κλiνη 44 F (Bq). It. l.'Apo-calissi: la Rivelazione misteriosa di S. Giovanni (άπο-καλύπtω
svelare). ιι. Calipso » nella storia di Ulisse coi suoi veli, la sua grotta, la sua
έπt·etκής decoroso, adatto. isola misteriosa: lΆvviluppata, la Nascosta.
Cf. εtκώς da εοικα 15 Α πι p. 67. e αίκίζω 17 Α ΙΙΙ p. 73; έπί aggiunge
l'idea di adattamento (che tocca, che collima bene). + κpύπ-.:αι nascondere: it. cripta.
ή βία,
: 1 !
violenza. Lat. « vitium » vizio (in senso arcaico:
:lι violenza, oltraggio) (Bq).
+ σ-.:aγαι coprire (senso proprio e fig.)
εμοϋ βί~ contro il mio volere: dat. strumentale usato av· τΟ τέγος tetto.
verbialmente. Lat. « tego » coprire; « tectum » tetto; « tegula » tegola ; « toga » toga.
βιά·ζομαι far violenza : -άσομαι ecc. 43. βρυχά.σtl·α.t ruggire.
43. -.:ο -3-α.υμα. prodigio ; sentimento di meraviglia. κλά.ν rompere : -άσαι ·ασα.
R. itαζ cf. itεασ6αι contemplare 18 Α ΠΙ p. 73. - It. taumat-urgo: to εργον
1

opera, (&αυμαtο-εργος, donde itαυμα1:ουργός). Lat « clades » (Bq) « spezzatura » delle piante per opera della grandine ecc.
' 1

donde: devastazione, disastro. Origine agricola di molte parole latine.


'11!:I ή eύ-φημία. parola di buon · augurio ; silenzio religioso :
ό κλάδος ramoscello (senso originario: picco1o ramo strappato).
esigeνa raccoglimento e assenza di parole di cattivo augurio. Cf. φημί p. 73.
ό κλήρος sorte e ciό cl1e si tirava a sorte: porzione d'ereditά,
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI carica.
« ΤΟ ΜΕΤΡΟΝ », « ΤΟ ΜΗΔΕΝ ΑΓΑΝ » lt, clero, clericale (lat. « clerus »): coloro la cui « parte d'ereditiι » e il Si-
gnore, come dice la liturgia della loro ordinazίone, ,:.....Curioso constatare come
ΙΙ. UN PERICOLO PER LA MENTALITA GRECA
qs parola derivi direttamente da κλα.ν rompere, come κλάδος ramo strappato,
Spesso, - ma non in Socrate e in Platone -, questo gusto e significhi propriamente « pezzo di legno rotto di cui ci si serve per tirare
a sorte ».
della misura riduce 1'ideale greco ad una PERFEZIONE LIMITATA Ε
CONCHIUSA SU QUESTA TERRA (•) (ορίζω 21 , nulla d' infinίto, d' α-πειρον 11 ); κολάζω frenare, mutilare; donde castigare.
vita armoniosa, πόλις perfetta. Un simile ideale rischia di discono- Cf. in it.: costume, stile, lingua castigati, cioe non reprensibili.
scere tre cose: il nostro desiderio dell' infinito che divinamente ci
rende iι-requieti; la realta del dolore a cui un'aristocrazia crede di ό κόλαφος schiaffo.
potere sfuggire; il senso del peccato e il bisogno di riparazione.
Tutto ciό turba la « serenita ». - Il realίsmo cristiano, accettando + "3-ρα.6αι rompere, infrangere: pass. -σθην -σμαι.
questi tre dati di fatto, ammette una triplice dismisuι'a (b) che ai Lat, « frustum » (corrisp. di θ iniziale e di f) pezzetto, boccone (Bq) a cui
Greci sembra follia: « εθνεσι 11 μωρίαν (S. Paolo, Ι Cor. 1, 23; e sί ricol!ega probabilrnente anche
cf. il cenno sulla σωφροσύνη, p. 72 in fondo). -θρύπtω srninuzzare ; fig. indebolire, sne1·vare, donde :
Non bisogna perό esagerare; i Greci con la loro penetrazione
di ωente riconosceranno in sede filosQfica e in sede poetica il ca- ή tρυφ11 mollezza.
1
1
Vita delicata e lussuriosa che speιza l'energia (ctΌ l'aor. pass. έtρύφην).
i i (a) Cf, p. 119 nota (b) in cui appaiono diversamente questi limiti delJa men-
talita greca. κσ.ptepelν essere forte, persistere (contrario di μαλακός e
(bJ Ma anche il Cristianesίmo parla di misura (p. 72) e diι pace nel piίι βλακεύω 23 EC p. 88.
intimo del cuore: • εί ρήνην ,ην έμήν .•. ού κα(}ώς ό κόσμος δίδωσ1ν έγci> δίδωμ1
ύμίν. (S. Giovanni XIV, 27); e aspira a un'armonia: Dίο non e un 11-πειρον Cf. 1:ό κρά,ος forza, sotto κρείttων 13 Α ΙΙΙ p. 62.
perche e infinito, ma non indet<Jrroinato,

__J__
134 7° TESTO - FEDONE 115 Α - 118. NOMENCLATURA 44-43
7° TESTO - FEDONE 115 Α • 118. NOMENCLATURA 135
44. ϋπ-tιος supino. \

Lat. « supinus :., cf. ύπό sotto. 44. * αίσχύνω disonorare, « far arrossire » ; significato origina-
rio: deformare: αϊσχυνω ησχυνα
ή κνi)μη gamba. Lett. osso della garnba. meιlio pass. vergognarsi, « arrossire » : αϊσχυνουμαι ησχύνθην.
ή κ,ημίς, -ίδος ,gambiera di metallo dei guerrieri. Opposto di ό μηρός coscia.
αίσχρύς brutto, vergognoso.
43. ό rlλsκtpυών
Amore del beμo in ιnodo negativo: per la mentalita greca la deformita
gallo = il Lottatore. fisica e inseparabile da vergogna.
Ιη Omero nome proprio ('Αλέκτωρ) dato al gallo per il suo carattere belli-
coso; cosί nel fι·ancese arcaico la volpe aveva il nome comune « goupil » (da\
lat. vulpes), ιna da una corrente favolistica le fu dato il nome proprio « Re-
+ α.ίοs!-:J3-α.ι sentire timore istintivo ο pudore.
nard » (Reinhart) che le ι·iιnase. Ι coιnbattiιnenti di galli erano alla ιnoda in ή αιδώς 1·ispetto 1nisto α timore, pudore, onore.
Gι·ecia, - Stessa R. di ή άλκή forza difensiva; cf. Άλκείδης Alcide, cioe Αίδώς, αtδείσ&αt equivalgono, nel loro vero significato, al tirnore di dare
Ercole discendent<J di Alceo; e una cattiva opinione di se a una persona di cui si tiene in conto il giudίzio,
&λέξω di/endere, proteqgere. il che fiιιisce per essere onore.

premere : lett. sedersi sopra (εζομαι 28 Prot. ρ. 115)


rattere della viιa: {(πάντα ρει », {( ποταμφ ουκ εστι δις
fuggevole e (ε)πί.
εμ-βηναι τφ αύτφ (Eraclito) (•) e si vedano qui sotto i versi ome-
»
rici. Diranno con Menandro: « &ρά εστι συγγενές τι λύπη και βίος ». * πήγνυμι πήξω επηξα; pass. επαγην παγήσομαι πέπηγα
Ε in un curioso passo della Repubblica, Platone ci fa sentire l' inquie- fissare, rendere stabile ;
tudine dell'al di la che toι'menta quelli che non hanno la coscienza donde conficcaι'e, congelare..
pura (Ι, 330 d). Lasciamo parlare il vecchio Cefalo: « Ευ γαρ 'ίσθι, R. pag: lat « pango, pep1g1,, i n senso proprio, con.ficcare; fig, fissare, cioe
εφη, ώ Σώκρατες, δτι, επειδάν τις εγγυς 21 ii
του ο'ίεσθαι τελευτήσειν 31 , concludere un trattato (donde « pax *); donde in it. patto com·patto.
ε'ίσ-έρχεται αύτφ δέος και φροντlς περl ών εμ-προσ-θεν ουκ εισ-tJει.
Οϊ τε γαρ λεγόμενο~ μυθοι περl t(J)V εν 'Άιδου, ώς τον ενθάδε 4 &-δι­ πηγός solido.
κήσαντα δεί εκεί 4 δί~ό ναι δίκην, κατα-γελώμενοι τέως, τότε δη 3 στρέ­ το πάγος roccia, ghiaccio: oggetto conficcato in terra ο con-
φουσι 33 αύτου την ψυχήν, μη &-ληθείς ώσι, και αϋτος η-τοι ύπο υ ηiς gelato.
του γ11ρως 51 & σθενείας, η καί ωσπερ ηδη εγγυτέρω ων των εκεί, μαλλόν
τι καθορ~ αυτά, Ύπ-οψίας δ' ούν καί δείματος 8 (Cf. p. 65 Ricapit.)
μεστος γίγνεται, καί ανα ,λογίζεται α 11δη και σκοπεί 14 , ε'ί τινά τι ήδί­
* ά.πο-δίδωμι restituire : dare secondo giustizia.
κησεν,. Ό μεν ούν εύρίσκων έαυτου εν τφ βίφ πολλα &-δικήματα καl medio vendere (dare in cambio): &πο-δώσομαι -εδόμην.
εκ των ϋπνων, ωσπερ οι πα'ίδες, θαμα εγειρόμενος 14 δειμαίνει (cf. p. 65)
και ζij με_ιΊΧ κακης ελπίδος », .
muovere. Stessa R. (?) di ό κίνδυνος pericolo ; in
Ma v1 e un ceι'to di!ettantisιno nel ripensamento che i Gι'eci ambedue vi e l'idea di instabilita (Bq). ·
fanno di queste consideι:azioni e l'esigenza della serenita ritorna ίη Lat. « cieo » metter iιι movirnento; it. cinemato-grafo ('ι:ό κίνημα e γράφω).
modo da ristabili1"e l'equilibrio di fronte alla concezione austera
dell~ vita: si vedano a p. 62 i versi di Pindaι'o. e gia nell' Iίiade + * ώ&sίν spingere : ωσω εωσα
la risposta del moritnro Glauco a chi gli domanda il nome e Ia: medio respingere : ωσομαι εωσάμην.
stirpe (Ζ 145-148): Valore del medio: spiιιgere per difendersi;
Τυδείδη μεγά·θυμε, τίη γενεην ερεείνεις;
pass. εώσ&ην ώσθήσομαι εωσμαι.
οίη-περ φύλλων γενεή, τοίη δε και ανδρών·
φυλλά, τα μέν τ' ανεμος χαμάδις χέει, - αλλα δέ θ' ϋλη 52 It. end-osmosi, correιιte di liquido la piu copiosa cl1e peιιetra dentro (ενδον)

τηλεθόωσα φύει. εαρος δ' επι·γίγνεται ωρη ... e attraverso un setto poroso.

(a) fr. 41 e 91 D,
ΟΤΤΑ VO TESTO
DEMOSTENE: FILIPPIOA Ι, 2 e 3; 10 e 11; 39 e 40
(Abbreviazione D)

'ΓRΕ CONSIGLI SUL DA FARSI


Platone ha un genio d'artista (•); Demostene e artefice di volontά.
Di fronte a Filippo la Gι'ecia non ha piύ. la forza di volonta per
unirsi, come ai tempi dell' invasione persiana. La volonta nazionale
non sa estrinsecarsi, allora Demostene vi sostituisce la sua: e
una volonta non penetrata di grazia, non molto duttile e sottile
negli espedienti da scegliere e di un'ostinazione che fa pensare al
volere di un Romano; e una volonta greca tuttavia, veramente
ateniese, perche figlia della chiara e lucida ragione che contempla
il mondo ditll'alto dell'Acropoli.
Voliti ve in sommo grado sono le famose orazioni di Demostene
e la sua eloquenza d'azione i cui caratteri essenziali sono il vivace
contatto con gli uditoι·i, l'emozione che stringe ed afferra, l'imma-
gine efficace. Demostene ha inolιre la solwieta e la forza di Tuci-
dide (b); sbarazzatosi del supeΓfluo, si preoccupa unicamente di ciό
che e essenziale, intensamente teso νeΓsο un unico scopo: salvarsi
dal pericolo estremo e ne indica con precisione scattante i mezzi
efficaci, non trascura i minimi particolari e le cifΓe. Sembra di
essere davanti all' intelligenza di Giove e ad Atena armata di tutto
punto. - Dapo che ba pronunciato un discorso Ιο pubblica solo se
gli serve a prolungare l'azione; dopo la ΠΙ Filippica non ne pubblica
· piύ perche e padrone della situazione \c).
Meditativo e concentrato, si e prepω·ato nella solitudine tem-
prando la sua volonta stessa; duri anni giovanili in cui contesta ai

(a) Fu perό anche lui attirato dalla politica. Ιη Atene le vie erano clιiuse e,
a rischio della vita, per pooo realizzava i suoi piani in Sicilia.
(b) Demostene temprό il suo stile leggendo Tucidide; secondo la leggenda
ne copiό otto volte l'opera ! (Luciano, Contro un ignorante, 4).
(c) Diverso era il modo di agire di Cioerone: le oinque orazioni che costi-
tuiscono lΆcιio ΙΙ in Verrem sono fiιtizie; la ΙΙ Filippica in Antonium fu diffusa
ma non pronunoiata.
138 8° TESTO- FILIPPICA I 46 46. 8° TESTO· FILIPPICA Ι 139
ι'

tutori i resti della sua eredita; poi fa il logografo (•) e riacquista tοίς είl\όσιν αϋτοίς άνα-μιμνησκομένοις, ήλίκην ποτ' εχόντων δύναμιν
'
Λ ακε δ αιμονιων, - ε'ξ ουτ χρονος
, • λ,
ου πο υς -,
,
ως καλώς και προσ-ηκόν-
a poco a poco i snoi beni. Finalmente libero, con l'esperienza degli
affari, viene nell'assemblea per pronunciare il primo discorso, ma τως ούδεν αν-άξιον υμείς επράξατε της πόλεως, &λλ' υπ-εμείναθ' υπερ 23
subisce un'amara delusione. Capisce di dover correggersi di difetti των δικαίων (') τον προς εκείνους πόλεμον ...
esteriori, rinfrancare la voce troppo debole per esprimere il suo animo
ardente. Molto conosciuta e la leggenda, tramandata da Plutarco
(Dern. 5), dei sassolini in bocca, della declamazione passeggiando ***
sulla spiaggia per vincere il rumore dei flutti. - Un mattino di Πότ' συν, ώ άνδρες 'Αθηναίοι, πότ' α χρη πράξετε; έ1ιειδαν τί
primavera ritorna all'agora e gli Ateniesi ascoltano la Ι Filippica. γένηται; επειδαν νη Δί' άνάγκη τις 'Ώ· Νυν δε τί χρη τα γιγνόμεν'
IL TESTO.- Tre brevi passi in cui l'eloquenza raggiunge una ήγείσθαι; εγώ μεν γαρ ο'ίομαι τοίς ελευθfροις μεγίσtην άνάγκην tην
grande tensione. Sono tre serie di consigli sul da farsi. ύπερ των πραγμάτων αίσχύνην είναι. Βούλεσθ', είπέ μοι, περι-ιόντες
~ϋτων πυ,νθά~ε~θα ι « ΛέΥ_εtαί η καινόν; » γένοιτο γαρ αν τι καινότερον
1ο « Vedere » oggettivamente la situazione, ma « guardω·e » solo
ciό che puδ essere utile. Banιio allo scoraggi:1mento. Persino dagli
0
η Μακεδων ανηρ Αθηναιους κατα-πολεμών καl τα 'Ελλήνων δι-οικων.
errori passati si puό trarre motivo di speranza. - « Τέθνηκε Φίλιππος; » - <<Ού μα Δί', αλλ' ά-σθενεί (b). » - TC
za Passare all'azione appena la si giudica nec-essaria. Ι pii de δ' υμίν δια-φέρει; καl γαρ αν Ο'υtός τι πάθη, ταχέως υμείς ετερον
sideri non fanno altro che snervare e l'ottimismo ad oltranza e un Φίλιππον ποιήσετε, αν-περ οϋτω πρΩσ-έχητε πρά1μασι τον νουν· ούδε
pretesto per non agire. γ αρ ου'Έτ ος παρα' την
' αυτου
L e /
ρωμην
9 ,
τοσουτον επ-ηύξηται οσον παρά
3° Non fare /come il lottatore barbaro che mette la mano sulla την ήμετέραν α-μέλειαν ...
parte dove e stato colpito. Bisogna prendere l'iniziativa nei coni-
battι°Jnenti, non lasciω·si aggirare; prevedere e imporre il pr'Oprio
piano, non « seguire » l'avversario e le cir·costanze. Tu'ιto ciό equi-
***
vale a stabilire 1'intelligenza come regolatrice dell'azione. ... Δεί τους δρθώς πολέμφ χρω μένους t ούκ (\! &-κολουθεϊ:ν 13 τοις
πράγμασι, άλλ' αυrους εμ-προσθεν είναι των πραγμάτων [ ... ]. 'Υμεις
46. Πρώτον μεν ουκ ά-θυμητέον, ώ άνδρες Άθηναίοι, τοίς παρουσι δ' ω ανδρες "Αθηναίοι, [ ... ] ούδεν απο-λείπεtε (ct), ωσπερ οί. βάρβαροι
πράγμασι, ουδ' εϊ πάνυ φαύλως 11
εχειν δοκεί. 'Ό γάρ εστι χείρισtον πυκrεύουσι, οϋτω ~τολεμείν Φιλίππφ · καl γαρ εκείνων δ πληγεlς άεl της
αυtων εκ του παρ-εληλυ&ότο; χρόνου, τουτο προς τα μέλλοντα βέλτιστον πληγfjς i!χεται (e), καν έτέρωσε πα τάξης, eκείσ' 4 εiσl V αϊ. χείρες· προ­
υπ-άρχει. Τί ούν εστl τουτο; οτι ()ύδέν, ώ άνδρες Άθηναίοι, των βάλλεσ&αι (ι) δ' η βλέπειν ~9 εν-ανrίον 17 οϋτ' οίδεν οuτ' εθέλει 2 ~ (g).
δεόντων (b) ποιούντων. υμών' κακώς τα πράγμ:χτ' εχει. επεί τοι (0 ), εί,
πάνθ' α προσ-ηκε πρα~:τόντων, οϋτως είχεν, ούδ' αν ελπις ην αυτά Ι vocaboli delle citazioni sοπο spiegati nel paι·agraΓo 54.
βελτίω γενέσθαι. 'Έπειτ' εν-θυμητέον (d) καl παρ' αλλων άκούουσι καl
(a) « Per la difesa de!la giυstizia ».
(a) Ognuno doveva difendere· la propria causa ίη tribunale, senza avvocato; (b) Allusione alle voci che erano coι·se ίη Atene quando Filiρpo si ammalό
il logografo scrive_vae vendeva la difesa. duraιιte la sua spedizione iιι Tracia.
(b) των δεόντων deve unirsi a ούδέν, ωentι·e ί
genitivi seguenti sono gen. (c) « Νοη seguire .•. ma ... ».
sssolυti. · (d) « Niente ci manca perche voi facciate la guerra contro Filippo esatta-
(c) τοι (ι:f. 32 Prot. p. 114) ha ίη q~ passo la sfumatura che gli e propria: mente come ... )}.
« vedete ... •. (e) (luando. ricev~ ~η colpo, porιa la mano sulla parte colpita; significato
(d) έν-θuμητέον sott. έσ~ιν significa seωplicemente: bisogιιa mettersi ίη mente; esatto e. rnater1ale dι εχω .5 ~· !?· 3~,. « ten_ere» col gen. partitivo, cf. ρ. 22.
ma la parola, mcssa com'e a riscontrυ con ούκ ά-{}uμητέον ha quasi un suoι:o Osservazιone. La torma ωedιa ιndιca I ιntenzιone di difendersi.
incoraggiaιιte. - E<'co ί puιιti salienti del periodo: l'agg. verbale che indica (f) « Parare », lett. mandare, portare ι·apidamente la mano avanti.
obbligo e retto regolarωente dal dativo; lett. « obbligo dί mettersi in mente e JΙ. (g) ~οη se ne prende cura: e il significato esatιo di έθέλω « acconsentire))
coloro che ... » e ,sοιιο raggruppati ίιι due categorie introdotte da καί ... καi ... ; « esser. dιsposto » (20 Α πr, p. 77). Quest'inerzia non procede 'aa vilta · il bar-
ίl resto del periodo, dominato da ώς « coωe, a cl1e punto ... » espone che cosa bar? « ιncassa »; e stolt;_zz_a
.e J:igι·izi.<1. spirituale: il barbaro ηοη e « iιιten/gente,,;
devono mettersi in mente; ma prima ήλίκην δύναμιν έχόν~ων ... determina, equιvaJe a mancanza d ιnιz!atιva:. 11 barbaro ιιοη e cittadino « Jibero ». L'ideale
accompagnata da una parentesi, una cfrcostanza iωporlan te. greco traspare dιetro a tuttι questι consiglί su\ modo di agire.
140 80 TESTO - FILIPPICA J, NOMENCLATURA 46 141
46 8° TESTO • FILIPPICA 1, NOMENCLATURA

PAROLE DECLINABILI
VERBI
46. ή eλπίς -ίοος speranza.
«
i:>tessa R. 1--ελ volere, desiderare del lat. velle» ampliata come in «volup- 46. ύπ-ά.pχω essere a disposizione di:
taι;,» (Bq): il piacere e « ciό che si spera ». Come sotto mano (ύπό) fin da principio (άρχω).

eλeύ,3,epoς libero.
Stessa R. (e)leudh, crescere del lat. « liber » (libero, e sostantivo pl. figli) e
+ * φύω far crescere, p. es. le foglie ecc.;
del burgundo « i leudi » (lett. gli uomini liberi). Vi e dunque nel sostrato di mettere naturalmente in: φύσω εφυσα
qs parola l'idea di schiatta, pίίι pallida perό cl1e in « generosus ». - Avvi- Merita di esser ricordato qs bel verso degli Uccelli dί Aristofane (785) dopo
cinate a ή ελευθερία liberta in generale, ή tσ-ηγορία 9 c p. 50, diritto politico quello sulla pace della natura citato a p. 102: Ουδέν εστ;' &με1νον ούδ' ηδιον
uguale (ίσος) per tutti, nello stato democratico, di espι·imere pubblicamente η φίίσα1 πτερά. Ε pensate alle ali dell'anima di cui parla Platone.
(άγορεύω) la propria opinione; la quale equivale perciό a liberta civile e politica,
all' tσονομία, eguaglianza di dirltti. Ε cf.:
intransitivo nascere, creseere : φύσομαι εφυν πεφυκα
essere per natura: soltanto εφυν πέφυκα:
+ή παρρησία liberta di parola, schiettezza di uomo libero. -Εφυν cf. lat. « fui ». - Eveno, 8: stesso prov, di Teognide (ρ. 39, v. 6):
Il quale dice (·ρη-, cf. il paradigma di λέγω) senza paura tutto ciό che vuol πάν γάρ ά,·αγκαίον πράγμ' άνιαρόv .47 εφυ.
dίre (πάν). S. Paolo prediligeva qs parola e la qualita da essa designata.

Ma INCOMBONO DUE MALI che abbatterauno un giorno i Greci,


CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. AMORE DELLA LIBERTA incapaci di aiutarsi fra lοι·ο ("J e di unirsi contro la Macedonia e
(Con speciale riguardo ad Atene) contro Roma. Ι1 primo e la RIPUGNANZA PER TUTTO c1ό CHE DA FA-
STIDIO (p. 39); allora quaudo non sono inquadrati come a Sparta
Ι Greci sono consci del loro pΓoprio valore, cioe della loro ca- da una disciplina soffocante conducono una vita senza preoccupa-
pacitά d'invenzione (cf. p. 93 in fondo) e d'iniziativa (p. 51) e zioni e la loro fiducia diνenta spensieratezza. Se ne era accorto
soprattutto hanno fiducia nella ragione: nella dotta e sagace « σοφία » Platone che mette in bocca ad un sacerdote egizio questΌ~·serνa­
che trae sempre d'impaccio (p. 110), nell'istintiva «σωφροσύνη», zione cosi vera: 'Έλληνες άεt παιδές έστε, γέρων δε 'Έλλην ουκ εστιν.
senso della misura e del decoro, retta da un interno equilibrio Νέοι έσtε τας ψυχας πάντες tTίmeo 22 Β). Cι'e4ono che potranno rea-
(pp. 72, 98). - Questi elementi stanno alla base della LIBERTA gire al momento opportuno, ma non ne troνeranno piίι la forza. .
DΆTTEGGIAMENTI Ε DΆBITUDINI dei Greci, della loro fantasia e del Il secondo pericolo e l' INDιVIDUALΙSMO. Diciamo soltanto « perι­
loro ardire (pp. 22, 94, 102): sentono di poter tutto osare e di poter eo]o », perche come tacciare di indiνidualismo qnesto popolo amant~
regolarsi da se stessi. Dalla stessa radice procede il loro AMORE dell'ordine che gode di νiνere in una πόλις ben regolata, come sι
DELL'INDIPENDENZA; indipendenza di tutta l'Ellade: Maratona e Sa- viνe in mezzo alla musica ο fra una bella aι·chitettura (h)? Qnesto
lamina, 1'intelligenza contro la superiorita numerica; e quando e popolo umano in sommo grado, amante di ogni « commercio ,>, la
sottomessa agli stranieri, aννilita dallf decadenza, Ia Grecia mantiene cui viνacita stessa e inconcepibile senza la conversazione degli
libeι'a la sua auima impouendo la sua cultura: « ferum νictorem uomini? (cf. il ceuno a p. 14'~).
cepit ». Indipendenza delle πόλεις tra loro: unione d' intenti e liberi
accordi, ma la grande patria, spezzettata dalla natura stessa, non (a) Demostene rimprovera gli Ateniesi di farsi difendeι·e da truppe e persino
sara mai uno Stato. Indipendenza dei cittadini: tendenza alla libertά da generali mercenari (F,lipp. 1, 19,,21; 26, 27). . . .
(b) L'Ateniese nemmeno concep1sce che sί possa vιvere senza occuparsι dι
politica ("): « discussione tra uomini uguali », « uguaglianza di di- politica: « Μόνοι τόν μηδέν τωνδε [tών πολιτ;ικ:ον] μετ;-έχονtα ούκ ά-πράγμον~
ritti »: « lσ-ηγορία », « ίσο-νομία » \b), Indipendenza dell'uomo pri- (ozioso) άλλ' ά-χρείον (inutile) νομίζομεν ». (Peric!e, Oι·azione funebre, in Tucι­
vato: « audacia e schiettezza nel parlare », «παρρησία», liberazione dide 11, 40).
cercata nell'esilio e in aννenture lontane.
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI. CURIOSITA
(a) Oppure, nei piίι forti, tendenza all'oligaι·chia ο alla tirannia, cioe seιnpre
a non dipendere da nessuno. - Una curiositά nobilissirna. Si riνedano i cenni su λόγος, p. 19
(b) Ma non bisogna far confusionί con le democrazie moderne: al di sotto · su σοφία p. 110 e l' introduzione a Platone, p. 93-94: }a Grecia, m~dre
dei cittadini sono glί schiavi, pίίι nuιneί'Osί, nelle grandi citta, degli uomini liberi, delle scienze e della filosofia ; l' improνviso risνeglio della ragιone
e anche classi con diritti molto limitati: « perieci » a Sparta, « meteci » ad Atene,
in Occidente che e stato chiamato « miracolo greco ».
-~
' !

142 8° TESTO - FILIPPICA Ι, NOMENCLATURA 46 80 TESTO - FILIPP1CA 1, NOMENCLATURA 143

VERBI VERBI
ή φύσις natura. It. « fisica » ecc.; cf. εϋ-φυής p. 5.
ή πυγ-μή pugno ; pugilato. Lat. pugnns, pugna.
το φυτόν pz'anta e tutti gli esseri che possono crescer·e. It.
« neo-fita ». πα.tά.σσω battere fragorosamente, colpire.
φυτεύω Cf. Prot. p. 115, differenti verbi che significano colpire. - Ό πάtαyος r~niore
piantare ; in senso fig. generare.
di due corpi che si uι·tano fra loro. Probabilιn.ente vocabolo 011omatopeιco.
πρι:ισ-ήκω Lett. « esser arι·ivato verso », cf. ηκω 2 c p. 23,
perciό : essere in relazione con; convenire a. RICAPlTOLAZIONE. Ι VERB! CHE SIGNIFICANO « ESSERE ~
,1: α.υ;ω ο α.δ;άνω
εtμ( essere (in senso ge11erale).
aumentare; senso figuι·ato: esa\taι·e: αυξήσω ηυ­ essere in un · dato stuttJ (con un avverbio). Es.: « Sto bene ».
ε;,:,ω 5c
ξησα ηϋξηκα; εφυν, πέφυκα essere 11er natura. Es « Ε' un cretino ; e ποπ e colpa sua ».
medio-pass. αϋξήσομαι oppure -ηθήσομαι ηϋξήθην. τυγχr1νω (5 c) essere per caso, tι·ovarsi (con un participio): Es. « Si troι,ava
Cf. lat, augeo, auxilium. appunto a Napoli ».
πυκ-teύω battersi con i pugni. κείμα 1 ( 12Α lll) essere 11:ι, essere coricato: Es. « Ι feriti s~no _ιa ». . .
ύπ·άρχω (46 D) esseι·e a disposizione dί: Es. « Ci sόno v1verι per due mesι >>,
α. anche il verbo poetico πέλω a p. 152.
Ma anche la curiositά piu insazίabile (sί pensi ad un curioso
di genio, Erodoto) e perciό spesso molto v:ιna. Si veda ciό che dice
Demostene a p. 139. San Paolo arrivando ad Atene ebbe la stessa
impressione: « 'Αθηναίοι δε πάνrε;; και οι επι-δη μουνrες 30 ξένοι 13 ει~ Il fatto e che la conversazione e la discussione sono per loro
οϋδεν εtερον ηυ-καίρουν η λέγειν τι η άκούειν τι καινότ:ερον ». (Attι cose tanto naturali come peι' la cicala il canto:
degli Apostoli XVII, 21). Ε si legga il cenno seguente sull'amore Οι μεν γαρ ουν τέτηγες ενα μην' η δύο
della parola. επί των κραδων (•) <'[:δουσι · Άθηναίοι δΆ άεt
CARATTERE Ε GUSTI DEI GRECI επί tων δικών (b) <'[:δουσι πάντα τον βίον.
1

AMORE DELLA PAROLA ΜΑ ANCHE DELLA CHIACCHIERA Aristofane, Uccelli, v. 39·lιi

Ε' una consegnenza della loro intelligenza attiva e della loro


curiosita. Νοη si stancano mai di ascoltare: « κατ-ανάλισκε 32 την εν La «φλυαρία», _}a ch~acchiera (dalla R. ψλυ, lat.. « fl~o >>, scor-
τφ βίφ σχολην 31 εις την τ:ων λόγ,ων φιλ·ηκοίαν » (~socrate, C::o~sigli rere) a cui corrisponde 1η un certo modo l espressιone 1t. « _fiu~e
a Demonico, 21 ). Ε non possono tenere peι· se 11 loro pensιero; di parole » e la malattia c~n cui i .G~·e?i.sc01_ιtano la l?ro cur10s1ta;
Teognide, ν. 625 62f3: Che diventano alloι·a qnest1 grandι 1ωz1ator1 della scιenza e deglι
affari 1 - « θεαtαί iB μεν τ:ων λόγων, ακροαταί δε ~ων εργ~ν, sp_e~ιa­
« Άργαλέον φρονέοντα ι 9 παρ' α·φροσι πόλλ' άγορεύειν 9,
tori di dίscorsί e uditori dί azίοηί ». Osservaz10ne dι Tuc1d1d0
και σιγάν αεί. τ:ουτο γαρ ου δυνατόν'
48
(lll, 38 4) e rimprovero di Demostene.
Perche la loro lingna st'ia feι·ma, ci vnole il peso di un bue
sopι·a (•); Teognide; ν. 815-816:
(a) ή κράδ,1 frasca, cima dί ramo,
Βους μοι επι γλώσσης κρατερφ 13 ποδi. λα.ξ επι-βαίνων (b) « chinati sui processi ~.
'ίσχει 5 κωτίλλειν (b), καί-περ έπιστάμε\'ΟV 27.

(a) Prov. « aver un bue sulla lingua, βοίίς επί γλώσστι βέβηκε ~. Nel senso
originario del prov. qs bue e il denaro ricevutυ per non sv~lare un seg·reto;
(cf, l'origine della moneta, a p. 72, tό κt,)νος: κtiiσ()'αι, e ιη lat. "pecus »:
« pecunia »Ι.
(b) κωtίλλω chiacchierare,
OONOLUSIONE
RIASSUNΊΌ DEI CENNI SUL CARATΊΈRE
ED Ι GUSTI DEI GRECI

Questo riassunto, arido e astratto se considerato in se, diventa


chiaro se ci si rifa ai cenni che esso peι'mette di sintetizzare in
ordine logico (•) ed in unita vivente (b),
Ι numeri rimandano alle pagine.

Amore della Innanzi tutto, IL CULTODELLA RAGIONE,λόγος,


Ragione e del!Όr­ νους (C. 19, 1. 93). Nell' uomo greco l' intelligenza
dine e nello stesso
tempo amore del ha una parte, pίύ. che preponderante, assoluta: egli
Bello. vuole conoscere e capire fino alla <:hiarezza per·
fetta. Senza limiti e la sua cu1·ιΌsitά (D. 142); intenso il suo amore
peι' la luce materiale: orizzonti limpidi, contorni delle cose dai par-
ticoJari pι'ecisi (C. 35, Α. ΠΙ, 71). - L'amore della ragione e INSE-
PARABILEDALLΆMORE DELBELLO,το καλόν (C. 20, 46). - Ε ambedue
confluiscono nell'amore deJl'oRDINE τάξtς, κόσμος (1. 98, cf. C. 46,
Ec. 84): capire equivale infatti a scopι·ire l'ordine, i rapporti fra le

(a) L'ordine con cui si susseguono i Cenni fu indicato dalla natura dei Testi
e dai commenti in essi condensati. Nel 1° Testo soltanto questo nesso e meno
evidente perche vi abbiamo voluto toccare, ιnagari per sommi capi, i principali
tratti caratterίstici della mentalita gι·eca.
(b) Citiamo, currenti calamo, qualche testo a gloria di Atene:
Ι. Euripide: Coro delle donne dί Corinto, Medea, 824 837.
Sono veι·si abbastanza difficili ma bellissiιni nella loro fantastica leggerezza
ed espriιnono con finezza straordinaria la penetrante delicatezza del carattere di
Atene. - Erettidi e come un titolo di nobi!ta per gli Ateniesi, discendenti di
Eretteo, mitico re d'.Atene.
Έρεχl:tείδαι ,ό παλαιόν ολβιοι, ,ου καλλι-νάου •• από Κηφίσου ροάς
και i!εωv παίδες μακάρων, ίερας ,άν Κύπριν κλfιζουσιν άφυσσαμέναν
χώρας ά-πορ&ή,ου ,' άπο-φερβόμενοι χώραν κατα-πνεϋσαι μετρίας άνέμων
κλεινο.ά,αv σοφίαν, - άεί δια λαμπρο,άτου ηδυ-πνόους αύρας· άεί δ' έπι-βαλλομέναν
βαίνον,ες άβρως αt&έρος, ενt>α ποβ' άγνάς χαίταισιν εύ-ώδη ροδέωv πλόκον άνθέων
εννέα Πιερίδας Μούσας λέγουσι ti[. σοφίq. παρ-έδρους πέμπειν ερωιας,
ξαν&άν 'Αρμονίαν ψυιευσαι: πανtοίας άρε-~:α; ξυν-εργούς.

ισ
146 CONCLUSIONE CARATTERE
Ε ~GUSTI
DEI GREC! 147
cose, e la bellezza dell'ordine si chiama armonia, adattamento per· (Α. IV 79), ricercata semplicita di alcuni epigrammi dell'Antologia
fetto : Radice αρ, άρμονία (C. 46). La curiosita, il bisogno insito (Α. ΠΙ 64, 76; Ec. 89 ecc.). Spesso ammiriamo la liberta pίύ. com-
nello spirito di comunicare pensieri e trovate, l'abitudine degli affaι·i
pleta (Platone) ο la piύ. folle fantasia (Aristofane Ι. 102), ma che
rendono i Greci amanti di ogni scambio d'idee attuato con la pa-
un' intima sapienza sorveglia e tiene lontane dalle stonature.
rola (D. 142); e il loro istinto dell'ordine e della bellezza impedisce
loro di concepire la vita al di fuori di una πόλις in cui regni l'ar- Amore della Un popolo che ha coscienza di un simile potere
liberta: nella vi ta
monia delle leggi (D. 141 ). Ma il loro intellettualisrno e la loro pri vaιa e nella creatore e di una tale potenza intellettiva nutrira
sensibilita per la bellezza degeneι·eranno facilmente in orgoglio, in vita nazionale. piύ. ardentemente di altri popoli 1'a m ο r e p e r la
vana speculazione, in dilettantismn. liberta (D. 140): spirito d'indipendenza di
Σοφία, Σωφρο· La Ragione e la moder·atι·ice dί tutta l'attivita chi e padrone di se e l i b e r t a d' a b i t u d i η i vivificato da un
σύνη. Misura, nel-
la capacita d'in-
dei Greci, nella scienza, nell'arte, nella pratica. Α innato senso d'equilibrio. - Queste tendenze si manifestano este-
venzione e d'ini· volte ne sorveglia e dirige il corso sotto veste di riormente in grazia, brio e gioia di vivere (F. 126; C. 2.2) e in
ziativa. intelligenza cι·itica congiunta alla riflessione: e l'abile una ce1·ta spensieratezza (D. 141 ). Ι Greci sentono tuttavia in fondo
e dotta ΣΟΦΙΑ madre del metodo e degli espedienti (Prot. 110). Α al cuore l'inquietudine ed il vuoto, ma evitano spesso di fermarvisi
volte, sapienza spontanea, anteriore alla riflessione, la ΣΩΦΡΟΣΥΝΗ con la riflessione (F. 134, 119 in fondo; C. 62). Ε non hanno una
istίntiva (Α. ΠΙ, 72), e alla radice stessa dell' invenzione: senso del coscienza sufficientemente chiara del pericolo mortale che si profila:
decoro e senso dell'armonia, si trova per-sino nell' intimo dell' ispira- mollezza e capriccio clιe non accettano il sacι·ificio (D. 141 e C. 38);
zione. Ε allora ogni cosa e 1111ιsica (μουσική, 1. 98). Ma il tratto piu e soprattutto l'individualismo (D. 141) che impedira loro di unirsi
squisitamente greco della ΣΩΦΡΟΣΥΝΗ e il GUSTODELLAMISURA, contro il nemico, ma che e temperato dal gusto peι· la conversazione
del « ΜΗΔΕΝ ΑΓΑΝ » « niente di troppo » (F. 128), il contrario ed il bisogno di vivere in una πόλις ben regolata.
dell' •Ύβρις barbara (Α. ΠΙ 66): ideale di naturalezza, di dominio Tutto ciό e Τ u t t ο s p i η g e v a i Greci a ;q·ueste quali ta ed
faνorito dall'am-
di se, di serenitά, - spesso troppo limitato dall'orizzonte terrestre, biente e si riflettea questi difetti. Vita pastorale dei loro antenati
troppo nemico dell'ansia tormentosa (F. 132). nella lingua. nella liberta di solitarie distese; spirito d'avventura
Si capisce che la straordinaria capacita d' INVENZIONE dei Greci e gioia della scoperta proprio ad un popolo di na-
(1. 93 in fondo, 98 in fondo), il loro spi1·ito dΊNIZIATIVA (Α. ΠΙ 51) vigatori; abilita e raggiri inerenti agli affari. La forma stessa d'una
non fluiscono a caso, come un torrente clιe rompe gli argίni. Ma terra che isola le πόλεις: isole, penisole, distretti separati da mon·
abbiamo ora il fiume regolare ed abbondaiite di Isocrate, ora la tagne; clima mite che invita all'ozio. Ma piύ. dί tutto la nitidezza
8obrietά « attica >> (Α. IV 81): forza concentrata dί Tucidide ο di
dei contorni e l'armonia dei paesaggi « nella luce del Ioro etere
Demostene (D. 137), stringatezza di certe narrazioni di Senofonte purissimo ». (Α. ΙΙΙ 71 ; Α. IV 82; C. 3.5; a p. 146 in nota, i versi
di Euripide). - Ε la parte miglioι·e della mentalita dei Greci e della
11. Pind&ro: Frammento di ditirambo: (Puech. IV, p. 154): loro vita si riflette nella struttura e nelle parole della 1ο r ο l i n g u a
ΥΩ ταί λ1παραί καί !ο-στέφανοι καί ά.οίδιμο,,
'Ελλάδος ερεισμα, κλε1,·αί 'Α6iiναι,
Γicca armoniosa flessibile (Α. IV 82, Prot. 117, C. 48 in fondo e
δαιμόηον πτολίεθρον .. , tutto il vocabolario ••. ).
c Ο
tu scintillante, coronat::ι di viole (1. p. 101), cantata dai poeti, baluardo Soltanto per mezzo della lingua possiamo stabilire un contatto
della Grecia, illustre Atene, divina citta ... ! ».
ΙΙΙ. S. Gregorio Nazianzeno: Orazione funebre di S. Basilio,
vivente con questa c i v i l t a e c c e z i ο η a l e (a) che ci interessa sotto
« ••• έντευt},εν έιιt τό των λόγων εδαφο; τάς Άtt,ήνα.ς ύπό τον t!εοϋ πέμπε:ι;α,
καί της καλης περί :ι:ήν παίδεuσ1ν ά.-πλησ:ι;ίας · Άθ-ήνας τύς χρuσας οντως έμοί και . (a) Altre civilta sono forse pίίι lussureggianti (lndia) ο pίίι raffinate (Cina,
tιον καλών προ-ξένους είπερ τινί, a qnel!Άtene dΌro che tu. veraι_nente per me! Gιappone); nessuna e nello stesso tempo cosi clιiara cosi armoniosa cosί Jibera
se mai per alcuno, l'iniziatrίce delle cose belle ,., (1 prossenetι corrιspondevano aι ~ome la grec_a. ~ per prima (si veda infra) essa ha U:esso al!a base di 'ogni ricerca
nostri consoli, si occupavano dei tΌrestieri dimoranti in una citta). 11 metodo scιentιfico,
148 CONCLUSIONE

un duplice riguardo: la cultura greca infatti e alla base della nostι·a


cultura nazionale ed europea (•). Ma e anche alla base di quella
civiltά razionale, distinta dalle culture pίίι ο meno nazionali (b) e che
non e ne greca ne barbara, ne asiatica ne europea, ma e patrimonio
comune delL'umanita: metodi rigorosi, scienza impersonale, appli-
cazioni tecniche che possono essere messe in atto dappertutto. Questa
civilta e nata specialmente in Grecia e in Grecia, prima di diflΌn­
dersi (0 ), e diventata propriamente umana. Ι sistemi metodici di filo-
sofia, le scienze matematiche, le scienze positive ne sono i frutti.
La cultura greca infatti, malgr·ado i suoi limiti, si ricollega con
quanto vi e di universale e con quanto vi e·di umano (d). Per questo,
sebbene in piίι d' ιιn punto ne sembri la negazione, il Cristianesimo PARTE COMPLEMENTARE
l'ha sempre amata, obbligandola ad una « rinunzia » che la libera
dalle angustie dei suoi limiti ( cf. specialmente p. 132), da ciό cl1e
le impedisce di essere totalmente universale e realista. La religione VOCABOLIDELLE CITAZIONI
di Cristo ·che assimila tutto cίό che e umano non ha mai incontrato
u,n'« umanita » piίι ricca. COMPIMENTODEL VOCABOLARIOUSUALE
Β PRIMA INTRODUZIONEALLE FORME POETICHE
(a) Gran parte della cultura greca e giunta a ηοί attraverso la cultura latina;
Roma aggiunge all' ideale greco ciό che gli manca sotto il rispetto della volontlι.
- Il Cristianesimo e adatιo ad ogni cultura, ιna si e servito da principio del
greco per propagarsi e si e spiegato (teolo~ia) con le formule del pensiero greco.
(b) Comprese dαnque le cultαre occidentali che tendono spesso di fatιo ad
imporsi assieme ad essa.
(c) LA GRECIA Ε L'ELLENISMO.- Νοη condividiamo lΌpinione che la Grecia
abbia esercitato il suo inflαsso solo abbandonando i suoi tesori di cultura ai v1n-
ci_tori. Eccettαata poi la Grecia classica ed Atene, non si d_eve parlare in modo
troppo assolαto di tramonto politico e di serνitu (p. 141). Educatori dagli intenti
esclαsivamente estetici diιnenticano troppo spesso che il vero trionfo della Grecia
comincia ad ALESSANDRIA,sebbene sia stata necessaria la violenza macedonica,
come un colpo di stato di pretoriani. L'nnitlι del graιιde impero di Alessandι·o
si puό rompere, ma durante secoli, da Alessandria d'Egitto al Gandara greco-bud-
dista, dei Greci governan.J e fanno comιnerci diffondendo, con la loro cultαra che
a poco a pσco perde il suo particolarismo, una c i v ί I t 1ι razionale ed universale
di cui la Joro lingua djventa ~1a lingua comune » ή κοινή διάλεκτος; - civiltlι
che e rimasta la nostra civiltlι, mentre Bisanzio cadeva e, grazie ad un umile e
meraviglioso ricorso, Atene diventava caρitale.
Aveva il presentiιnento di qnes,t'avvenire qnel giovane eroe che, credendosi
del saogue di Eracle e di Achille, incarnava il carattere greσo nel suo duplice
aspetto: l'« apollineo », - sereoita, misura - e il « dionisiaco » (p. 96 e 100).
Egli che offriva nell'Acropoli di Atene il trofeo del Granico: « Alessandro, figlio
di Fί\jppo e gli Elleni, ad eccezione dei Lacedeιnoni, sui barbari che abitano
l'Asia »; e poi cancellava qαesto nome « barbari » peι· sognare, in un unico
impero, una sola civiltlι e societlι dί popoli uguali.
( d) Essa insegna a diventare « scientifici » pur restando umani.
TESTI OOMPLEMENTARI
CITAZIONI DEL VOCABOLARIO Ε DEI CENNI

La maggior parte di questi testi e in versi, con qualche forma


dialettale che allontana il lettore dall'attico puro. 11 Joro scopo non
e dunque unicamente di illustrare il commento e di allungare la
Jista dei vocaboli imparati.

I DIALETTI. - Se si sanno bene le declinazioni e i verbi pω


importΉ.nti, i dialetti non saranno d' impaccio ( quando si trattera
soltanto di capire un testo) come non .lo eι•ano per i Greci stessi;
infatti da una regione all'altra la lingua cambiava cosi. Fate dunque
il piccolo sforzo di trasporre in attico e ne ricaveι·ete grande
profi tto (•).
Nella letteratura greca l'uso di forme dialettali era spesso do-
vuto non a parlate locali, ma ad una ricerca artistica ed a tradi-
zione: la poesia epica, che ha una lingua propria, preferisce le forme
ioniche, predominanti in Omero; la lirica, specialmente quella co-
raJe, predilige le sonorita larghe e musicali del dialetto dorico (b).
Ι dialetti sono uno dei mezzi espressivi del gι·eco (0 ), lingua ricca
e piena di sottigliezze, ma cosi logicamente clιiara, anche nella sua
profusione, che non deve scoraggiare.

Ι BRANI POETrcr. - Rappresentano il fioι·e delta poesia greca e


so~o anche mezzo efficacissimo di impregnarsi della mentalita greca
e di tenere a mente ί vocaboli. Imparatene dnnque a memoι·ia il
pίύ che potete: versi proverbiali ο gnomici, distici incisivi vi flui-
ranno poi spontaneamente nell'animo.
I numeri tra parentesi quadre [ ] rimandano alle pagine dove si trovano
le citazioni. - 11 segno ( 8 ) designa i vocaboli piu utili, circa quaranta. Anche
coloro che tralasciano questa parte del manuale dovrebbero impararli.

(a) Per esempio, capiι;ete meglio le forme attiche: ά-έκων, ionico (p. 39)
fa capire che c'!.κων e ί1 contrario di έκών.
(b) Ε forma anche degli « iper-doTismi ». Se ne trovano nei cori della tragedia,
(c) La lingua d'Omero, a base di ionico, e ricca di eolismi; il passo di Aι·i­
stotele (p. 46) unisce agli ii. dorici un genitivo omerico in -010.
152 VOCABOLI DELLE CΙΊΆΖΙΟΝΙ : C 47 47 VOCABOLI DELLE CIT,AZIONI : ,C 153

DISTlCθ DI TEOGNlDE
47 COMMENTO USUALE
Dialetto omerico: sp9sso ε allungato in ει davanti a λ μ ν ρ: εtρωτ~.
(18] ά,.;1) 0νιζl) lavare, pulire: -νίψω -ένιψα;
medio -νίψωμα1.
In qs passo Υίπ~:ω. - Ecco un = granchio) ο verso reciproc'),
es. di καρκίνος ( ώ8e in questo modo (a questo punto) Cf. ϋδε 1 ο p. 16.
cioe che si puό leggere anche da destra a sinistra; iscrizione che si trova in
Francia su antichi fonti battesimali : ESCHILO: LΊNNUMEREVOLE SORRISO DEI FLUTTI
Νίψοv σ.-νομήματα 12, μή μό,·αν ϋψιν.
Μόναν dorismo per μόνην;· ή οψις la vista, in qs passo l 'apparenza, ciό che Da notarsi un « η » ionico invece di un « α » lungo : άν-ήρ1itμος.
si vede. [35] ό ,.;όν~ος alto mare. It. Ponto, Ponto Eusino; lat. poetico c pons,
ξupε'ιν tosare, radere. pontis » (mare).
Nozion9 istruttίva: stessa R. di πατε'iν 32 camminare, e ό πάτος cammino
[40] e σ.λλl)μαt, saltare άλοϋμα1 ήλάμην: lat. « salio », α saltare :..
battuto (per pn-tos: pn = pa, cf. p. 19); Omero parla degli ύγρά κέλεuιt~ 1s,
[41] 8 ,.;sλω (poet.) lat. « versari », essere; lett. muoversi senza lasciare un luogo, dei sentieri umidi. Ε' il Mediterraneo, grande canimino dei popoli.
Cf. p. 1113. Ricapitolazione: « Essere ».
ώ πόλος asse del mondo (che gira intorno senza cambiar posto); (polo). TEOGNIDE: CANTO SIMPOSIACO
-πόλο; suff. «·che e assieme », « qui versatur »: in αt-πόλος capraio (ή αίξ,
αtγός capra); βοu--~όλος (corrisp. π e κ) bovaro, ecc. Dialetto omerico: v. t e 5 mancanza di contrazioni; v. 6 e 11 « η » invece
di « α »; v. 12 πόσιος (da ή πόσις, -εΟJς): gen. della 3a decl. mai ίο -ως.
[42] Ο ζη~ε'ιν cercare (fare sforzi verso) Stessa R. (1) di ό ζηλος, cf. p. 154.
(Bq). [39] 8 iχών, -οϋσα, -όν
lat. « libens ι,: che agisce spontaneamente
• α~eνιiζω gemere : -άξω.
Stessa R, del lat. c tonare », it. tuonare; cf. ό στόνος gemito, mugghiare lίκων lat. « invitus:ι,: che agisce contro voglia = ά-έκων (cf. Dialetti
del mare. p. ί5ί ).
strappare a forza, rubare. ln qs passo tradurre: c Dio s'im· ό &ώpαtξ, -ακος corazza, torace.
padronιsce . , , ». In qs passo θωρήσσω armare; fig. rendere ebbro).
ή άρπαγίJ saccheggio, rapina: it. Arpagone, uomo molto avaro. ά.pγ-u,.;ν3'ιν essere insonne. (Forse άγρεiν 2 i prender a caccia e ϋπνος).
[45] εppω vagare, andare in rovina. Lat. « somnus (sop-nus) "• c sopire »; it. ipnosi.
ma (attico: σ.τάρ).
OSSERVAZIONI SUL DATlVO Ε LΆCCUSATIVO
νήφω esser sobrio, astemio ;
[17] ~ο ξιφος spada, pugnale. fig. esser saggio.
[21] ή ν()αος malattia. ln qs passo νοσείν. It. noso,comio.
ESIODO: UN BUON CONSIGLIO
ALCIFRONE: BIGLIETTO ALLO ΖΙΟ
Dialetto omerico: allungamento di « ε » in c Η» davanti a λ μ ν ρ: ε1ρωτ~.
[Π] 8 * γpιiφω incidere: -ψω ·ψα -φα; pass. -φην -φήσομαι -μμαι it. epi- - wΗν = έάv.
grafe; disegnare : foto-grafia; donde scriνere : auto-grafo.
ό ,.;t&ος grande vaso: serviva da botte e da sacco per provviste.
το γράμμα c ciό che si scriνe »: lettera (dell'alfabeto), al pl. = lat, c lit-
terae ». 8 λήγω cessare: lett. stancarsi; cessazione piuttosto invo!ontaria,
Cf. παύομαι 9 smettere: cessazione piuttosto volontaria.
8 ά.ν~cϊ.ν rattristare : -άσω ecc.
Lat. « onus » peso, molestia; c one1·osus »; it. onere, oneroso ecc. 8 ό χόpος sazieta, In qs passo il verbo κορέννuμι.
ά, ιαρός importuno, spiacevole; cf. p. 39. Prov. in Teognide. 1 Probabilmente stessa R. di « Ceres », dea latina delle biade ; e forse stessa R.
Φ ό δχλος folla, tumulto ; cfr. il significato del lat. c turba » e di ι ker, crescere, non solo del lat. c creo », "cresco », ma anche di ό κόρος is fan-
c turbare ». ι ci ullo, cf. " ad olescens », colui che cresce.
r ό ,.;u&μήν, -έvος fondo, p. es. di un vaso.
έν-οχλεiv molestare, inιportu1ιare : ηνιόχλησα ηνώχληκα.
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154 VOCABOLI DELLE CITAZIONI : C 47 48 VOCABOLt DELLE CITAZIONJ : ~ ΠΙ 155


ή αuγή raggio; luce splendente (del gίorno); poetico: splendore
ARISTOTELE : ΙΝΝΟ ALLA VIRTU' de!!li occhi.
Lat. « lumina ». Μαλακ-αυγητός :-che riposa dolcemente (μαλακός,23) gli occhi.
Da notarsi gli « α • lunghi dorici, vv. 1, 3, 4; e il gen. omerico in -010 v. 9.
COMMENTO USUALE
(46) 8 ",;'ληνα., sopportare, soffrire: τλήσομαι ετλην τέτληκα.
Lett, prender su di se. - Cf. v Α-τλας, αν~ος = che sopporta (molto): il gi- 48 [60] ή nηγή sorgente zampίllante: scaturigine; proprio e fig.
gante e la montagna che sostiene il cielo alle porte dell'oceano « Atlantico »; La fantasia greca ravvicina qs parola al nome di Pegaso, sotto il piede del
τό τάλαντον bilanaia, donde peso, talento: it. fig. il talento. Ε cf. τό τέλος p. 40. quale era scaturita dall'Elicona ulππου κρήνη, lppo·crene, la fonte amata dalle
Muse, cf.. κρήνη, 26 1, p. 100. Ε leggete infra sotto ρήγνυμ1.
τάλας, τλήμων, ταλαίπωρος colui che sopporta, disgraziato.
1:ολμαν osare, lett.: prendere su di se. ή -..tώμη vίllaggίo.
Da principio: gruppo di casupole, primo nucleo del comune rurale.
RICAPITOLAZIONE: TRE PAROLE SIGNIFICANTI « AUDACIA)) 8 αεεω scuotere, agίtare: -σω -σα -κα; pass. -σθην -σμα,.
ό σεισμός saufJtimento, terremoto; it. sisrno, sismico.
Ή τόλμα audacia propriamente detta; τό i!-άρρος
33 F sicnrezza (di chi non
e in pericolo); ή θρασύτης (agg. θρασύς) 36 F temerita. [62) tαα&α., guarire (da l'idea di rianimare, riscaldare Bq).
Es, dί καρκίνος (cf. p. f52), (eserciιio dί moda durante il periodo bizantino,
• * -..tάμνω stancarsί: καμοuμαι εκαμον κέκμηκα.
in cui la produzione letteraria greca diventa artificiale), del monaco Planude,
Ot κεκμηκότες = i morti. Il perche si capisce.
redattore del!e favole di Esopo (XIJI-XlV sec.):
6 μόχ&ος fatίca, affanno. Cf. μόγις 32 a fatica. Νοσώ 47 σ,1, δς εt ία-μα, 'Ιησοiί, σφσον 8 (εΙ e η sί pronunciavano gia « i •).
βρο-;ός (poetico) mortale, per μβροτός. Λ ια-1:ρός medico. It. psich-iatra, odonto iatra.
Cfr. ι'1-μβροτος immortale ; l'am-brosja, che rende immortali. Lat. « mors, + -;ό α.-..tος rimedίo. Verbo: άκείσθαι curare, guarire.
mortis ».
[138]• -;ίρnω dίlettare, pίacere; saziare. ή τέρψις Teognide p. 83.
ή &ήραr. caccia : θηραν andare a caccia. Cf. ί\ nome di due Muse: Eu-terpe, Musa della musica e Tersi-core (Τερψι·
!n qs passo τό Οήραμα ciό che si prende a caacia, preda, Si aιnmiri la ηο· χόρα) della danza.
bile immagine.
ή nα.ρiΗν"ος vergine. O.SSERVAZ!ONI SUI MODI Ε SUI ΤΕΜΡΙ
Il Partenone, dedicato ad Atena, dea vergine, poi, per qualche tempo, a Maι·ia .{57]8 ή α,γή sίlenzίo. Ια qs passo, il verbo σιγάν.
Vergine. Indica che la volonta ο il sentimento fanno trattenere Ιa voce; donde σιγfί
ή μορφή forma, bellezza. In lat. « forma » ha ambedue i sensi. α bassa voae, senza rumore. Σιωπή (9 c p. 50) = silenzio in generale.
It. zolfo a-morfo (diverso da quello cristalizzato); meta-morfosi. (58] άγάλλω adornare; medio: brillare, gloriarsi.
R. γαλ come in γαλήνη (cf. p. 35); ά- protetico.
6 1;η'λος zelo ; gelosia: ζηλωτός inνidiato, invidiabile.
Non deriva da ζέω bollire (Bq), ma fol'se ha la stessa R. di ζητείν.
PINDARO, PITICA V!ΙΙ: Σκιάς ον~ρ
ό nό,;μος (poetico) caso, sorte: « cίό che ci cade addosso » (cf. π(π-ι;ω 18 R. πεt
ποτ πτ).
~ialetto dori.c~ con qualche eolismo: έπ-άμεροι ( = έφ·ή μερο1), soppressione
Paragonate lat. « casus » e « cado » (e it. caso e cadere), eolιca dello sp1r1to aspro ed α dorico; αiγλα, α dorico. - Μείλ1χο; dolce, pia·
cevole (soprattutto poetico).
μα.λερός (poetico) violento. Cf. μάλα molto, oltremodo ; μάλισ~α.
[62] ή αχ,ά ombra •
6 tμερος desiderio apρassίonato. Verbo tμείρω desiderare. . ~'imm~ginazio~e dei Greci ha una- spiccata predilezione per i contorni pre-
-;ό -..t'λέος, ·ους, glorίa
(poetico). c1s1 e p1tιoresch1 (p. 35): hanno visto lo scoiattolo accovacciato all'ombra
R. κλέF; κλέ(F)ω celebrare; impeΓativo κλuθί μευ (Omero) = ascoltami. - della sua coda sul ramo di un pino, al sole: ό σκί-ουρος (ή ούρά coda); e Ιa
Lat. verbo arcaico « cluo » ο « clueo:. = « audio :., chiamarsi; agg. « in-clytus » parola e passata, modificandosi alquanto, in it. attraverso il diminutivo lat.
illustre = κλυtός p. 89 (ίn Simonide). « scuriolum ». - Hanno visto il gatto, lungo ί muri, che rizzava la coda: ό,
ή αίλ-ουρος, da αtόλος mobile (corne il pennacchio di Ettore: κορυ!t-αίο1.ος
εύ-κλεής illustre, celebrato: di cui si sente parlar bene, •Εκτωρ) : etimologia meno sicura perό (Bq). = Cf, la R. di αtόλο; sotto
ό :,tαr.ρnός frutto. Lat. « carpo •, cogliere; it. pei:i-carpo. Αtδης, p. f56.
156 VOCABOLI DELLE CΙΤΑΖΙΟΝί: Α ΙΙΙ 48
48 VOCABOLI l>ELLE CITAZIONI : Α Ill 157
ή σκηνή riparo (tenda, capanna) che fa ombra, donde scena:
Da principio riparo degli attori ίη fondo al tavolato (su cui recitavano), non [76] ό χόpος fanciullo, giovane. R. κερ crescere. Cf, p. 1.53.
il tavolato stesso. ή κόρη fanciulla; bambola; donde pupiHa: gli antichi erano colpiti
+i αr.ι"(λη fulgore. R. αιγ brandire, lanciare .: dall'immaginetta che vi appare (cf. in lat. i due sensi dί « pupilla », donde
Donde 1' Egida, ή αtγίς -ίδος lo scudo splendente di Zeus che riluceva ne1la l'it. pupilla). - Viceversa ή γλήνη la pupilla, lett. ιι la splendente » (cf. p. 35)
tempesta, Secondo l'etim. popolare αίγλη derivava da ή αίξ αtγός capra: l'egida ha preso il significato di ιι bambola ».
sarebba stata fatta con la pelle della capra Amaltea, nutrice di Giove. sinistro: per λαιFός, lat. « laevαs ».
Zeuς Giove, dio del cielo : gen. Διός, per Δ,F-ός.
-cό 8όρu, -αtος (Iegno della) lancia; senso originario: pezzo di legno:
Senso originario: cielo, giorno luminoso; cf. in lat. i due sensi: « sub dio »
soιto il cielo, all'aria aperta, e « divαs », « divinus »; poi « dies », giorno e ή δρϋς, δρυός quercia, albero: grado zero « δρ » della stessa R. - Cf. le
« Dies·piter ». Driadi, - ή δρυ(F)άς, -άδος -, ninfe la cui vita era legata a quel!a di un
albero. - Stessa R. nella lingua celta, donde il nome dei druidi; Ja quercia
-cό φί't"(οc; splendore, luce irraggiante dal sole ο dal fuoco.
ed il vischio avevano una parte importante nella religione 'dei Celti della
Cf. ά-φεγγής sen:,;a luce p. 71 (Sofocle, Edipo a Colono).
Gallia. - Ι nomi d'albero sono generalmente femminili, cf. ή πλάτανος p. 2.
SIMONIDE: ΕΡΙΤ AFIO DI ΤΙΜ ΟΝΕ ά.ν,έχομαr., (aor. ην-εσχόμην) lett.: tener in alto (ανά) cioe:
1° solleνare per se p. es. tό δόρυ ;
Come in Omeι·o, mancanza dί contrazione: φάος, ύμέων; e raddoppiamento:
έσσί = εt. 2° tenersi diritto, donde tener dαro, sopportare.
Cf. il motto degli stoici: άν-έχοu καί άπ:έχου sopporta ed astienti.
(64] ό σχό-cοc; oppure τό σκότος -ους: oscurita, tenebre.
At-8ηc;, -ου· Ade, demone della morte (ό Πλούτων, -ωνος); donde, dimora DIOSCORIDE: DUE EPIGRAMMI SPARTANI
dei morti (cf. p. 66 sotto έμ-ποδών).
αdorici: Πιtάναν, Σπαρ~α; allungamento omerico di «ο» in « ου» davanti
Lett. Πλούτων e il nome proprio e Αί-δης l'epiteto: « che si precipita su
(dί noi) », violento. Stessa R. αιF di αtσσω, attico q.τtω scagliarsi, precipitarsi: a λ μ ν ρ: μοϋνος; ηλυθεν (omerico) = ήλθεν.
ό αtετος, attico άεtός, aquila; αtόλος mobile (cf. sotto σκιά) (Bq). ή ά.σπιι;, -ίδος scudo. (La parola pίίι usata).

ESCHILO, EUMENIDI: SULL' ΎΒΡΙΣ Θ * πνέω soffiare, respirare: πνεύσομαι επνευσα πέπνευκα

το π,·είίμα soffio, spirito. lt. pneuma-tico. · Ιη qs passo l'agg. α-πνοϋς.


(66] 8 • -cιχ-cω partorire: tέξομαι εtεκον tέτοκα
(cf. a p. 76 in Dioscoride)
Τίκtω = τί-tκ-ω,
cf. γι-γν-ομα1. riceνere : δέξομαι έδεξάμην δέδεγμαi
tό τέκ-νον figlio, Ιη qs passo τό τέκος (poetico), figlio, bambino. - Cf. έν-δέχομ:ι.ι impersonale: έν-δέχεται e ainmissibίle, e possibile. Cf. δοκείν
ό τόκος progenie; prodotto, specialmente l'interesse. - Sutf. -τοκος: la Ma- p. 19 esser accettabile, ammissibile, donde: sembrare, sembι·ar bene. Si puό
donna fα proclamata Θεοτ.'>κος, Madre di Dio al Concilio di Efeso nel 431. riavvicinare anche il lat. « decet », conviene; « decus », ciό che conνiene, decoro.
• i!-cuμoc; νero, reale. Da ηοη confondersi con εrοιμο; pronto. -δοκος sutf. c}ιe riσeve: es. δωρο-δόκο; che rictJve doni,
R. ές
essere, cf. εtμί ρer έσ-μί, lat. « es, est » ecc. - It. etimo-logia, che fa διά-δοχος che suσcede α, successore: « δοχος » designa colui che riceve
capire il « vero » senso delle parole. il deρosito ο la carica; διά 4 designa l'anello intermedio, colui « attraverso al
έξ-ετάζω verifiσare. quale » deposito ο carica passano per arrivare ad altri.
&λβοc; felicita materiale ; fortuna che la p.rocura. piangere: κλαύσομαι ο κλαήσω. εκλαυσα.
ολβιο; fortunato. Ρι·οv. έν όλβίω ολβια πάντα (Teocrito, SiracuRane,
v. 25). 8τ1 εοι; (ρoetico) micidiale (ίη guerra) donde nerιιico.
Stessa R. δαF di δαίω bruciare (poetico): ή δ~ς δ~δός torcia, legno resinoso.
TIR ΤΕΟ : ΈΜΒΑ ΤΗΡΙΟΝ ή α-cήλη stele, colonna. R. σtα stare in piedi ('ίστημι, στοά 32 ecc. ).
Dialetto dorico: 1 ° gli α
lunghi: Σπάρt«ς ecc.; specialmente ~en. pl. ίη ό σ,ϋλος colorιna. lt. peri:stilio, stίlo-bate; S. Simone stilita {V sec.)
« -αν»: πολ1α1:αν per πολιτων; 2° ω al posto di ου: εύ-rlνδρω, κωρο1 ( = ionico che visse sopra una colonna.
κουροι, attico κόροι). - Ή ίτυς scudo; propriamente: cerchio della ruota,
orlo dello scudo. rompere, far prorompere, donde fare scaturire: ρήξω ερρεξα;
pass. ερράγην ραγήσομαι ερρωγα.
158 VOCABOLI J)ELLE CITAZIONI: Α 111- Α IV 51
48-50 VOCABOLI DELLE CITAZIONI: 1 159
Euripide, Trachinie, v. 843: « ερρωγεν παγά & (dorico ==πηγή•~) δακρύων. -
R. Fρηγ, Fραγ: lat. « frango » perf. « fregi »; c frag-ilis • (Bq). It. cata-raιta 51 ESIODO : LE MUSE
(la corrente rotta s'infrange contro terra); emo-rragia: sottintende la rottura
delle vene (1:ό αtμα, sangue, p. 3). Dialetto omerico: η ionici, θηηtός = θεαtός, degno di esser contemplato
(v. Η); mancanza di contrazioni: vv. 1 e 17; 5 e 14; 7; 15 e 17; ο al\un-
Ιίγ-νuμι ro11ιpere : Ιίξω εαξα perf. ΙΙ εαγα ; pass. εαγην
gato in ου davanti a λ μ ν ρ: κοίίρα1 (v. 8 e t2); consonanti raddoppiate:
Stessa R. (1): cadαta iniziale dj ρ, di cui si hanno altri esempi (Bq).
πόσσ, (v. 3); έσσόμενα (ν. 15); ευ invece di ου (ν. 4 e 14); gen. 2" decl. ίη
·010 (v. 14 e 18); αlέν invece di άεl (ν. 16). - Altre ·osservazioni: v. 2 ζα­
PERICLE : ORAZIONE FUNEBRE eolismo, invece di δια-, v. 4 έρι- = molto, prefissi intensivi; v. 4 Κρονίων
-;ό εαιρ, εαρος
primavera = Fέαρ dorico Fηρ so; Iat. « ver ». figlio di Crono, cioe Zeus; v. 7 προσ ε'tπον tmesi; v. 8 αtγί-οχο; « che tiene
ό έν-~:χu-;ός l'egida », cf. p. 156, sotto αίγλη; v. 11 εδtε, = esatt:ιmente nel momento in
anno: p1Όpriamente ritorno dell'anno, anniversario. Si con-
sulti il Bq. cui; v. i2 άρt1-έπεια1, agg. ct. άρtί 28 precisamente e aor. di λέγω; v. f5
κλείο1μ1 cf. p. 154 sotto κλέος. ·
49 TEOONIDE: NOST ALGIA DELLA Ρ Α TRIA (101] -;ό tον viola: lat. « vio-la » (Fίον). .
Ιη qs passo agg. ίο-ειδής (cf. qs sαff. a p. 39): la fonte oscura, dai ritlessi
Dialetto omerico: c η,. ionico: πάtρη patria ; ευ invece di ου: εφίλευν; γαία
= γη (terra), e
viola. - Ίο-σtέφανος epiteto deJle Muse e nello stesso tempo dί Atene (p. 104).
άπαιλός tenero, delicato.
[83] ~ &μ,ςsλος vigna. In qs passo l'agg. -όε1ς -όεσσα -όεν.
ό ιiρήν, gen. άρνός agnello.
ό 8όναιξ, -ακος canna. Non lo si ravvicina piύ. a δοvείv agitare.
ό ποιμήν, -ένος pastore. Ιη qs ρasso il verbo ποιμαίνω.
• * -;ρίφω nutrire: θρέψω εθρεψα tέtροφα;
pass. έtράφην ,;ραφήσομαι ο θρεψομα1 8" έλέγχω έλέγξω ηλεγξα ; pass. ήλέγχθην -γχθήσομα~ -γμσ.1
ή τροφή nutrimento; ή tροφός nutriσe; in qs passo agg. convincere (biasimando qualcuno per ... ) rimproverare.
Il senso originario di tρέφω e rendere denso, far rapprendere (Oιnero} donde ό ελεγχος prova (per convincere), con(utaziρne. - Senso piιi antico:
ingrassare (Bq). - It. a-trofia, iper-trofia.
soggetto di vergogna (in qs passo tό ελεγχο;), rimprovero.
&γλαός splendente. Probabilmente R. γαλ p. 35. οίΌ, solo, unico. Da non confondersi con oto; tale.
50 mentire: lett. dire cose che non sono.
SIMONJDE ARISTOFANE SAFFO
11. pseud-onimo (tό ϋνομα nome).
• ln' Simonide: due α dorici: κλυtά (cf. p. 154, κλέος), e άδυόδμου (p. 1, +Θ ιiπαι-;~ν ingannare, gabbare.
οσμη)_; ~υάν~ος cerαleo c~po, nericcio: agg, omerico formato su κύανο; lapis-
lazzαlι; ιt. cι~ηο (fiore), cιanuro. - ln Aristofane: ηρος cf. tό εαρ (48 p. 158). γηρuω far risuonar la voce, cantare. Lat, « garrio » chiacchierare.
Jn Saffo d1aletto prevalentemente eolico: F dί Fέσπερε; αυως eolico invece ή 6άφνη alloro : Dafιιe, ninfa amata da Apollo e cambiata in alloro.
di εω~ auro~a (anc~e Ιο sρirito dolce e eolico); απυ = άπό unire άπο-φι\ρεις
« re~dι •, « rωonducι ». Νοη preoccuparsi dί φέρες = εφερες impf. che sembra ~ &άλλω · verdeggiare, fiorire ; esser fiorente (fig.)
fαοrι posto: testo probabilmente corrotto, ma di senso facile e bello. ln qs passo l'agg. έρ1-θηλή; cf. il pf. tέθιιλα.
(89] ή χeλ,6ών, -όνος -6έσπις, -ιος ο -ιδος meraviglioso, divino; ispirato da un dio. (poetico)
R. itεσ cf. θε(σ)ος dio; e R. σπ di επω, occuparsi di. Cf. Bq.
rondine, vocativo -οί.
κέλομα1 (poetico) mettere in movimento. Donde κελεύω 6, cf. a p. 37,
ή ωραι
ora favorevole, (bella) stagione; rigoglio, fiore degli anni.
Lat. « hora ». Cf. ή όπ-ώρα p. 82 (sotto ϋπισθεν) e p. 134 z, 148.
ARISTOFANΈ: CIONI Ε SERENATA ALL'USIONOLO
ή εως, εω aurora: omerico ήώς eolico αυως
R. aus: lat. « aurora », prima dt1l 1·otacismo « ausosa ». Cigni: νήνεμος lett. 11enzavento: νη- particella negativa e ό ανcμος.
Serenata: v. 1: « Orsύ. ο compagna mia ! ... » σύν-νομε lett. che rubacchί
ό ή ο'ίς pecora (οίός, οlί, οtν; pl. οtες, ο!ών, οtσί, ο!ς). beccando con me, cf. νέμω far pasco1are; v. 2: νόμου; in senso ιnusicale; con
Per 0F-1ς = lat. « ovis •. It. ovile, ovini.
λυσον da l'idea di limpide note che si diffondono. - v. 4 Procne, cambiata in
ή αιιξ, αtγός capra. Cf. un riavvicinamento sotto αίγλη p. 156. usignolo, era moglie dί Tereo; Ιtί il loro bimbo morto. - v. 5 έλελ1ζομένης ... :
160 VOCABOLI DELLE CITAZIONI: Ι 51
51 VOCABOLI DELLE CITAZIONI: Ι. 161
se si legge con qs punteggiatura, gen. assoluto ο gen. dipenden~e _da ηχώ: si
tratta della piccola gola fulva che batte e .vibra ai trilli armonιosι. - v. 6, ή βλάβη danno. - In qs passo άπό: alle spese di. , •
·Καθαρά: l'eco in greco, come in it. e femminile. - Lo smilace ~allo .~pesso +• ι.ωβασ&αι, ottr.:ιggiare, danneggiare.
fogliame, specie di elce. - v. 9 ό ελεγο; canιo triste; sarll pοι un ιntera
poesia in distici, cf. Ιe « elegie » di Teognide qui spesso cίtate. - v. 10 « Suo- -cό &έpο;, -ους (caldo dell')estate. Stessa R. di θερμός caldo.
nando la cetra d'avorio per rispondere (ά.νtί) ai tuoi lamenti,,, :ο, - v. 14
λ,γu-pός chiaro, stridente.
In qs passo, grido di esultanza degli dei. - v. 15 « Che voce ha quest'ucce~-
Ιi lino ! » gen. esclamativo = gen, di moto da luogo, cf. p. 22. - v. 16 Deli· ή οεμη, (poetico) canto, melodia. Cf. in prosa:
1 ziosa immagine, intraducibile in it. ή παρ·οψία proverbio: 11ατά ,;ήν παρο1μίαν secondo il ρroverbio.
,,ι

'-i
(102] αιt&ω accendere ; pass. essere in fiamme. .
Cf. δ αίθήρ eteι·e: Ja zσna piύ. alta dell'aria tzona de! fu~c~ cele~te~; 1n qs ANACREONTICA: LA ROSA
passo ή αίθρα aria pura. - Gli Etiopi, Αtθί-οψ, -πος, ι « vιsι brucιatι » {non
Osservazioni: v. 2, 3: a·sin-deto (mancanza di Iegami: δέω 24) e mancanza
si trova in Bq), dell'articolo che fanno gustare ogni singolo epiteto: « CΌn la primavera dalla
e σβeννuμ, spegnere. S. Paolo ([ Thess. V, 19): tό πνευμα με σβέν1 υτε. [bella] corσna, mi occupo di cantare la Rosa: delicata.,. amica., .• penetran-

ιl
te .•. Συν-έταtρον: compagna durante i bancheιti. - 8. 'Ηώς ionismo = εως cf.
ό &pηνος lamentazione.
a p. 158. - εσχεν ha il senso, che gli e proprio, di: trattenere, mantenere;
έλελιζω scuotere (ta terra) far ·girare. όδμή = οσμή p. 1.
ή γaνu~, -υο; mascetla inferiore. In qs passo: gola. Lat. « gena » guancia, [:!04] σ"Cέφω coronare: δ στέφανος corona: it. Stefano
ξοu&ό; giallastro, fulvo. Della stessa famiglia di ξανθός. biondo. Senso originario: circondare, spargere intorno.
~ό φύλλον Cf. a p. ·4 sotto ξηρός. Foglia_; lat. « folium » ω
-cέpην, -ηνα, -εν tenero, esile, delicato ; in qs passo ,;έρεινος.
ή 'Ι!.όμη chioma. It. cometa (κομητής agg. maschile). Lett.: che si consuma pι·esto per fregamento; cf. -ι;είρω (poetico) usare, sotto
[103] ό Φο'ιβaς Apollo: Φοίβος 'Απόλλων. . ητρώσκω p. 75, Lat. « tero ι>.
Dio della luce materiale e spirituale, del sole, delle scιenze e de!le arti. Α
lui appartiene l'alloro come l'olivo apρartiene ad Atena. H_a i~ventato la cetra compagno (d'armi, di mensa, ecc.). Cf. Bq.
e presiede il coro delle Muse. Ε' il dio di Delfi e di Delo, ιl dιο gι·eco per ec- μέλπω (poetico) cantare:
cellenza. Φοίβος significa Chiaro, Splendente. Cf. Melponene, Musa della tragedia ; la tragedia e deriνata dal coro.
φάι.λω far· vibrare (ίο strumento a corde, l'arco), suonare. dίημ~ (poetico) soffiare; in qs passo ,;ο /1η-μα soffio, alito.
Cf. 'Ο ψαλμό; aria suonata con la lira: lat. « psalmus », salmo. Hanno la stessa R.: δ άήρ, lat. « aer » aria; e
όλaλuζω mandare atte e prot ungate grida, . ή αϋρα aria, brezza, lat. « aura i>,
generalmente di dolore, ma ποπ in qs passo. Lat. « ulula », cιvetta, « ululare '>·
senza; regge il gen. Della stessa famiglia di ά(ν)· privativo.
ή λόχμη macchia folta ; boscaglia che serνe da riparo.
Cf. δ λόχος imboscata, p. 56, ό χpώ;, χρωtός pelle, colore, corpo. Cf. ,;ό χρώμα p. 3 e 4t F. p. 123.
ή ΌΑφpο6ι-cη Afrodite :
ANACREONTICA: LA ClCALA
Dea del sorriso, dell'amore e della bellezza. Si diceva che fosse nata dalla
Particolaritll dia.lettali insignificanti. - Osservazionί : v. 4 = ώς βασιλεύς. schiuma (ό άφρός) del mare; come le onde, era graziosa, incostante e pericolosa.
- v. 5=έκείνα (omericoJ, ~ v. 7=καί δπόσα. ιι cipχετν 1° resistere contro un pericolo, stornarlo; donde
[ !04] ,;ο δένδρον albero. . . . . 2° esser sufficiente, bastare.
It. rodo-dendro (,;ο ρόδον rosa) per ι fiorι color carmιnιo. Lat. « arx '>, rocca; « arceo », trattenere, rinchiudere (cf. « arca », scrigno,
ο'λιγος poco. arcιι) ed allontanare (il ne1nico).
όλtγ·ωρείν
far poco conto (ώρα poetico: cura, affanno.: δραν).
ό γέpων, -ον-ι;ος vecchio : it. geronte.
ή 6pόσος rugiada. ~ό γηρα;, ·ως vecchiala (in qs passo).
8 * βλάπ,:ω
danneggiare ; medio pass. έβλάβην βλαRr~σομαι βέβλαμμαt ,;ο γέρας, -ως prίvilegio, dignίtά, accordatί prίma alla vecchiaia, poi al me-
rito: cf. il prov. ,;ό γάρ γέρας έστι γερόντων (Δ 323).

11

1.
·-·L__
162 VOCABOLI DELLE CITAZIONI: PROT, Ε F. 52-53 VOCABOLI DELLE CITAZIONI : CONCLUSIONE 163

PLATO~E. INQUIETUDINE PER LΆLTRA VITA


52. COM~fENTO USUALE
Parla ίl vecchio Cefalo. Il seguito del passo l! sulla c buo11a speranza :ι, di
[ 115] 8 * ιiμαψ;άνω -τήσομαι -τον ·tηκα
co1oro che hanno la coscienza tranquilla.
fallire, ποπ colpire, donde
[134] ή φpον,:ις, -ίδος preoccupazione, inquietudine. Cf. p. 77, φρονείν.
sbagliarsi, peccare.
urι:•οπ ,:εuω sospettare : ή ύπ-οψία sospetto, donde inquietudine.
PLUTARCO, EUR!PlDE, TEOGN!DE: SULLA ΣΟΦΙΑ R. δπ; cf. il paradigma dί δραν p. 37 e ύπό. Cf. lat. • su(b )spicio », It.
so-spetto.
(p. 111 Teognide): nel dialetto omerico l'art;colo sostituisce spesso il pro-
noωe re\ativo: τfi = ίί,
+Φ * -κλέπ,:ω κλέψω εκλεψα κέκλοφα
; pass. έ>Ολάπην κέκλεμμα,
rubare; dissimulare.
[ l 10] • * εpα.ν essere innamorato di: i'1ρασθ-ήν έρασθ-έσομα1. Simonide, framento : ρεία Η θεοi κλέπτοuσιν άνθρώπων νόον
ln qs passo έρασ,ής aωatJtfl, - ΥΕρως, -ω,ος, Eros, dio dell'amore. 8 μει:r,:ός pieno.
+8 σ,:έpγω 1° amare teneramente ; donde 2° contentarsi 8 &αμ* frequentente: θαμίζω venire frequentemente.
« quando non si l1a cίό che si ama, bisogna amare cίό che si ha ». Si ricollega con ό θωμός cumulo; stessa R. dί τίθημ1 po-rre (Bq).
,:ό ξύλον legno: specialmente per costruzione ο lavorato.
+ή uλη legno in generale (compresa la foresta); ILIADE. LE GENERAZIONI UMANE
materia di cui una cosa e fatta. Aggiunta di vocale: τίη per τι; «η» ionici. - έρεείνω = interrogare, cf.
Negli Uccelli di Aristofane (cf. p. 102) l'Upupa dice allo Scricciolo, suo do- ερο,ιαι p. 23; χαμάδις = χαμαί cf. p. 17. Osservazione sul dativo; τηλεθ-αν
mestico, giocando su ϋλη e πύλη porta (cf. Termo-pili): Ι'ί.νο1γε 18 τ11ν ϋλην, ίν' prosperare, fiorire, νerdeggiare.
έξ-έλθω ποτέ (v. 92).

[111] ή όpγή collera; a volte (ίη qs passo) disposiiione interiore: 54. TEOGNIDE: UN BUE SULLA LINGUA
Senso originario: intiωa agitazione dell'animo.
( 142] ,:ό α.λγος dolore. It. nevr-algia ecc.
πΜ-κω intrecciare ; R. plec, lat. « plicare »; cf. ά-πλοϋς p. 20.
ιipγαλέος doloroso (= άλγαλέο;).
ό πλόκαμος rίccio (di capelli). - In qs paseo ·πολύ•πλοκος ιnolto tortuoso.
λάξ avv. col tallσne. Cf. Bq.
53. • -κιχι-περ sebbene (col part.). Lett.: anche precisamente.
COMMENTO USUALE
[ ! 26] ή ιiλώπηξ, -εκος
AR!STOFANE: ATENIESI Ε C!CALE
volpe.
ό μήν, -νός mese: lat, men-sis.
8 * χάσ-κω aprirsi: χανοϋμα1 εχανον κέχηνα
R. me, men = misurare: lat. • me-tior ~. « men-sura ». Donde la m,sara del
Il perf. κέχηνα = riωaner a bocca aperta: τί κέχηνας (Aristofane, Ucc. v. 20).
tempo per mezzo della luna, cioe il mese. Cf. Bq. voce ή μητις saggezza
χαϋ,·ος vuoto, inconsistente, leg_ψ1ro (d'animo). (mente che c misura » esattamente le cose): lat. c mens » e voce το μέτρον
l.ett : aperto in cattivo senso. - Cf. το χάος l'iωmenso spazio vuoto; lat. misura; riavyίcinaιnenti molto suggestivi,
c chaos •, it. caos (abisso primitivo, disordine).
+ μά,:ιχ,ος vano, inutile. Avv. μάτην invano. CONCLUSIONE: EURIPIDE, CORO DELLA MEDEA
Ecclesiaste, ΧΙ!, 8: Ματαιότη; ματαιοτήτων, τά πάντα μα,αιότης.
[145] πορ&.-ιν devastare (omerico): πέρθω, aor. επρα&ον _
VERSI ORFICI. PROVERBIO. S. PAOLO φέpβω, (poetico) far pascolare; medio nutrίrsi.

άβpός molle, de!icato, effeminato. '


[119] ό οόpιχνός cielo. Cf. Uι·ania, λiusa dell'astronomia.
άγνός puro, casto. Cf. αγ10; santo.
[128] ημ,σuς, εια, -u mezzo. It. emi-sfero.
[13;] μωpος ξιχνθ-ός biondo. Cf. ξουθός p. 160, fulvo, giallastro.
indebolito, fig. ebete, sciocco; 1Ί μωρία follia.
164 VOCABOLI DELLE CITAZIONI: CONCLUSIONE 54
ό ναιός, aμ. νεώς tempio, in quanιo dimora del dio:
Cf. ναίω poetico, abitare. (Qs ι·iavvicinamento non si trova irι Bq)
attingere.
c'1ioma ondeggiante, criniera.
fiore. It. anto-logia, cris-antemo,

PINDARO Ε S. GREGORIO ΝΑΖΙΑΝΖΕΝΟ: ΑΤΕΝΕ INDIOI


ungere.
τό λίπος grasso. Pag.
λιπ-αρός splendente (per ίΙ grasso, per l'olio, per la salute). Introduzione alla traduzione ΠΙ

λιπ-αρείν attaccarsi α (come l'olio), donde insistere. lNTRODUZIONE : Sguardo complessivo. v


appoggiare: τό ερεισμα, sostegno.
Note: Carattere dί Atene e carattere greco (Έλλάδος Έλλάς). ν
Grecia ed Italia. La copertina , XI-XII'
suolo, base, fondamento. R. sed, cf. καίt-έζομα1, p. 115, Bibliografia ΧΙΧ

Spiegazione delle abbreviazioni χχ

VOCABOLARIETTO MORFOLOGICO 1
Sostativi p. 1 ; aggettivi p. 4; veι'bi p. 5.
Vocaboli. . Totale: 110; capilista: 83.

Ι. Ι TESTI ED Ι VOOABOLI

PARTE PRIMA
Base del Vocabolario : Testi di Senoforι te
Pag.
1° Testo. · CIROPEDIA, Ι, ΠΙ, 4-10 (abbreviazione : C)
CIRO ALLA MENSA DI ASTIAGE.
Introduzione e Testo 1-10 9
Traduzione letterale commentata , 1'-10' 3 41
Vocaboli. - Totale: 315; capilista: 186 1-10 • 14.

2° Testo. · ANABASI, ΙΙΙ, Ι, 1-26 (abbreviazione: Α ΙΙΙ)


SENOFONTE SI ΜΕΤΤΕ Α CAPO DEI « DIECIMILA ».
Introduzione e Testo , 11-20 51
Traduzione letterale commentata , 11'-20' 6•
Vocaboli. - Totale 22J; capilista: 113 • • 10-20 56
166 INDICI INDICI 167

PBg.
3° Testo. - ANABASI, ΙΥ, VII, 21 e 27 (abbr'eviazione APPENDIO.E
Α IV) GIOIADEI GRECIALLAVISTADEL MARE.
79 RICAPITOLAZIONI (in ordίne alfabetico)
InιΓOduzione e testo 21-22
Traduzione letterale commentata 21'-22' 9* Pag. Pag.
Vocaboli. - Totale: 35; capilista: 26 21-22 81 Forza (sostantivi) • EC 88
Audacia (sostantivi) CIT 154
Bisogna (verbi) c 31 Guardare (verbi) • F 129
4° Testo. - ECONOMICO VIII, 17-20 (abbreviazione: Ec.)
Camminare (verbi) • ]<' 127 Nemico ( sostanti vi ed
BELLEZZA DELLΌRDINE.
Comandare (verbi) •. Α ΠΙ 78 aggettivi) . • Α ΠΙ 70
lntroduzione e Testo 23-24 85
Cosa (sostantivi) . c 37 Timore (sostantivi e
Traduzione letterale commentata 23'-24' 10 *
Essere (verbi) D 143 verbi) Α ΠΙ 65
Vocaboli. - Totale: 40; capilista: 27 . 23-24 87
Fare (verbi) • Ι 99 Suffiς;si . c 42
Alternanze vocaliche . c 19
Corrispondenze fra consonanti • EC 90
PARTE SECONDA
Base del Vocabolario: Testi di Plalone

ΙΙ. - IL 00.:\ΙΜΕΝΤΟ
5° Testo. - ΙΟΝΕ, 534 A-D (abbreviazione: 1). LΊSPIRA·
ΖΙΟΝΕ POETICA. ΝΒ. - Sono qui indicate soltanto le parti formanti un tutto, complessivo. -
Introduzione e Testo 93 Per la maggior parte del commento che tratta di ETIMOLOGIA, STORI-\, CO-
25-27
STUM[ ecc. si veda l' lndice alfabetico dei vocaboli greci.
Traduzione letterale commentata 11 *
25'-27'
Vocaboli. - Totale : 44; capilista : 32 25-27 98
PARTI DEL VOCABOLARIO STUDIATE ΙΝ MODO PARTICOLARE
6° Testo. - PROTAGORA, 310 Α 315 F (abbt'eνiazione: Pag.
Prot) LΆRRIVO DEL GRAND'UOMO AD ΑΤΕΝΕ. PREPOSIZIONI . 1 c 14
Introduzione e Testo 28-33 103 La maggior parte delle prepos1z1oni importanti sono
Tι'aduzione letterale commentata . 23'-33' 12 * studiate nel 10 Testo. L'ultima υπέρ e nel 4° Testo:
Vocaboli. - Totale: 80; capilista: 55 28-33 l 10 23 Ec.
Osservazione sulle preposizioni . c 14
7° Testo. - FEDONE, 115 Α-118 (abbι'eviazione: F). LA
Osservazioni sul valore clei casi . c 15-21 22
MORTEDI SOCRATE.
CoNGIUNZIONI 5c 32
Introduzione e Testo 34-45 119
Quasi tutte le congiunzioni sono studiate nei dne pι'imi
Traduzione letterale commentata 34'·26' 14 *
Vocaboli, - Totale: 117; capilista: 75 3445 125
Testi. L'ultima (eccetto καίπερ 54, p. 163) e nel zo
Testo: 18 Α ΠΙ, p. 70.
8° Testo. - DEMOSTENE: 1a FILIPPICA 2 e 3; 10 e Osservazione sulle congiunzioni . • c 36
11; 39 e 40 (ahbt'eviazione D). TRE CONSIGLI
SUL DA Osservazione sui modi e sui tempi • Α ΠΙ 57
FARSI. PARTICELLE . , C 24
Introduzione e Testo 46 137 Sono studiate nei sei pι·ιmι Testi. LΊ1llirna τοι e nel
Vocaboli. - Totale: 113; capilista: 9 46 140 60 Testo: 32 Pt'Ot p. 114.
168 INDICI INflICI 169
Pag.
Osservazione sulle particel!e . c 48 1° TESTO(C). Pag.
PRONOMIDIMOSTRATIVI δδε, ούrος, εκείνος c 16 AMOREDELLARAGIO:'<E:Λόγος. Capire fino alla chiarezza per·
-αυτός • . c 24 fetta . 19
SENSIBILITA PER LA BELLEZZA : Καλός. Ciό che e buono in<:epa-
COMMENTO GRAMMATICALE