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Enrico Strobino

IL SENSO DELLA MISURA


Sedici giochi ritmici

IN DUE
Flai si

Quella che segue è una piccola raccolta di giochi che ho individuato allo scopo di contribuire
alla costruzione del senso ritmico e metrico. 1
Cominciamo ad esercitarci a suonare ritmi che siano costruiti sul senso del due. Partiamo da un
gioco ritmico di mani:

Il gioco prevede due giocatori posti uno di fronte all’altro:

Quando si dice Flai: si battono le mani con quelle del partner, con il palmo destro verso il
basso e il palmo sinistro verso l’alto;
Quando si dice Si: come sopra, ma con il palmo destro verso l’alto e il palmo sinistro verso il
basso.
In corrispondenza della successiva misura ritmica si battono le mani frontalmente contro quelle
del partner per tre volte, in corrispondenza delle tre sillabe (zi-gu-lì)

1
I materiali sono tratti da: Enrico Strobino, Dum Dum Tak. I colori del ritmo. Progetti Sonori, Mercatello Sul Metauro
(in corso di stampa).
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Sulla seconda parte del gioco (Dove la sera…) le mani si muovono secondo lo schema più
comune dei giochi ritmici. Sulle ultime due misure (Mora mora yes) si battono due volte le mani
uno contro l’altro per concludere con i due pollici rivolti all’indietro sopra le spalle.

• Utilizziamo ritmo e melodia di questo gioco trasformandolo in un piccolo brano


strumentale.
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Ai bai: in levare

Prendiamo in considerazione questa conta friulana:

Questa conta non inizia in battere, cioè sulla prima pulsazione della misura, dove cade l’accento
forte (DA); inizia invece in levare, cioè sull’ accento debole (TE)
La differenza fra l’inizio in battere quello in levare si comprende meglio se si pensa alle parole: ce
ne sono alcune che hanno l’accento sulla prima sillaba (in battere), mentre altre ce l’hanno sulla
seconda (in levare):

Volo Volò
Tuono Tuonò
Napoli Torino
Ancora Ancora
Angelo Francesco

• Esercitiamoci a suonare la successione di Levare-Battere nei due modi seguenti:


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Escravos de Jo

Escravos de Jo è un gioco cantato brasiliano. 2

• Formiamo un cerchio tenendo di fronte a noi due oggetti, possibilmente sonori (maracas,
scatole di fiammiferi o altri piccoli contenitori). Seguendo la pulsazione sottesa al canto

2
Il brano è tratto da: All’ombra della papaia. Il Brasile e il Portogallo in 30 filastrocche, (Libro + CD),
Mondadori, 2004.
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passeremo gli oggetti incrociando le braccia, affidandone quindi uno al compagno di destra
e uno al compagno di sinistra. Questo movimento di andata e ritorno delle braccia ricorda il
passo laterale dei gamberi (caxanga nel testo) e il cozzare delle loro chele.

Escravos de Jò Gli schiavi di Jó


Jogavam caxanga Giocavano al gambero
Tira, bota Prendi, passa
Deixao zambelè ficar Fai girare lo zambele (str. a perc.)
Guerrieros com Da guerriero
Guerrieros fazem a guerriero fanno
Zighi zighi za zighi zighi zag.

Et nous allons danser

Et nous allons danser è un gioco cantato proveniente dalla Francia. 3


Descrizione del gioco:

• I giocatori camminano in fila, sincronizzandosi con la pulsazione del canto e stando molto
vicini uno all’altro, con la mano sinistra nella sinistra del compagno. Tutti dovranno partire
con lo stesso piede. Un capogioco, ogni volta che il canto ricomincia, indicherà ad alta voce
al compagno di fronte le azioni che di volta in volta dovranno essere fatte. Alcuni esempi:
“Dito sulla testa”; “Mani sulle spalle”; “Mani alle caviglie”; ecc…La posizione ordinata
andrà tenuta per tutta la durata del canto, fino a nuovo ordine, cercando di camminare
mantenendo la pulsazione.

Dopo aver eseguito il gioco guardiamo da vicino il ritmo del canto: facciamo la conoscenza con la
cellula ritmica puntata, costituita da un suono lungo (croma puntata) e uno breve (semicroma). Il
punto prolunga il suono di metà del suo valore, quindi la durata della prima nota è di una croma e
mezza.

3
Et nous allons danser, è tratto da: Gianfranco Staccioli, Il mondo dei giochi cantati, Alinea, Firenze, 1988.
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Cellula del saltello

Che chiameremo:

DA ri: sul tempo forte


TE ri: sul tempo debole

La ripetizione di questa cellula corrisponde al ritmo del saltello o a quello del galoppo:

• Proviamo a muoverci nello spazio saltellando e poi facendo vari tipi di galoppo (in avanti,
spostandoci lateralmente, ecc…), mentre un secondo gruppo esegue il ritmo di Et nous alons
danser.

• Trasformiamo il ritmo del nostro gioco cantato in un piccolo pezzo per body percussion o
per strumenti a percussione, utilizzando Dum e Tak per differenziare i suoni accentati da
quelli non accentati:
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Nel gioco precedente abbiamo incontrato un ritmo che ha fatto un lungo viaggio: dalla musica
africana a quella afroamericana, passando per molta musica popolare europea, fino a caratterizzare
danze come l’habanera e il tango.

• Un esempio lo troviamo nella melodia seguente, tratta dalla Prince Rupert March, una
country dance inglese della fine del ‘500: proviamo a leggerla utilizzando le sillabe ritmico-
metriche, a riprodurne il ritmo e a cantare e suonare la melodia.

Walking on the beat

• Mettiamoci in fila e mentre camminiamo proviamo a ripetere il testo che segue in forma di
Call & Response (Domanda e Risposta). Attenzione: in corrispondenza della frase “walking
back is now” si dovrà camminare all’indietro e con una pulsazione doppia a quella
precedente. 4

4
Walking on the beat rimette in gioco un’idea di Bobby McFerrin, dal video Try this at home.
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• Ora eseguiamolo tutti insieme, sempre camminando in fila, avanti e indietro.


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• Da fermi, camminando sul posto, proviamo ora ad eseguire una versione di Walking on the
beat per body percussion, utilizzando battito di mani, mani su gambe e mani sul petto. Un
consiglio prezioso: sarà più facile mantenere il ritmo se continuiamo a declamare il testo.
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• Concludiamo l’esperienza con questo brano realizzandone una versione cantata e suonata: le
voci eseguiranno la melodia; xilofoni e metallofoni (o altri strumenti come per es. tastiere e
basso) le due parti melodiche; chitarra o tastiere gli accordi.
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Buutulumaani

Un gioco di mani proveniente dal Mali ci consentirà di esercitarci su una nuova cellula ritmica, la
Terzina di crome, ovvero tre suoni che occupano una sola pulsazione: 5

Sui due tempi della misura da due pulsazioni chiameremo le due terzine in questo modo:

Il gioco africano sarà per noi come uno scioglilingua, quindi lo impareremo per gradi, accumulando
progressivamente le varie parti.

• Cominciamo a realizzare un’ostinato poliritmico che ci servirà da base per le frasi ritmiche
che faremo con la voce: la pulsazione realizzata battendo le mani sarà arricchita da uno o
l’altro ritmo affidato ad un tamburo suonato con le mani, come per esempio il Djembè.

• Quindi utilizzando la struttura a domanda e risposta pronunceremo le varie frasi, una dopo
l’altra. Divideremo il lavoro in due fasi, corrispondenti a due serie di frasi ritmiche.
Cominciamo con la prima progressione

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Il gioco Buutulumaani è tratto da: All’ombra del baobab. L’Africa nera in 30 filastrocche, (Libro + CD), Mondadori,
Milano 2003.
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• Passiamo ora ad esercitarci sulla seconda progressione:


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• Unendo la frase ritmica F con la N otterremo il ritmo completo: proviamo a scandirlo


utilizzando sia il testo africano che le sillabe della nostra lettura ritmico-metrica:

Giocatori di buutu
Giocatori di buutu, giocate al buutu Maestri!
Abili maestri di buutu, giocate al buutu!

Giocatori di geccere, tocca a voi!


Maestri di geccere giocate!
Abili maestri di geccere, fate risuonare il geccere.

(Il buutu è un corno di mucca in cui gli uomini cantano durante la caccia; il geccere è uno
strumento a corde).

• Possiamo anche costruire nuovi ritmi, unendo in sequenze diverse alcune delle frasi
ritmiche sperimentate in precedenza. Alcuni esempi:

B
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• Un’ulteriore possibilità consiste nell’utilizzare una o più frasi come ostinati a cui
sovrapporre il ritmo completo:

• Naturalmente possiamo provare anche a suonare le frasi con strumenti a percussione di vario
tipo.

• Infine trasformiamo il ritmo in melodia:


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IN QUATTRO

Mit Den Füssen

Per introdurci al senso del quattro utilizziamo un gioco cantato proveniente dalla Germania che
contiene già nel testo le indicazioni esecutive.6

• Cominciamo quindi con il canto: attenzione, la seconda parte della melodia è in due; questo
ci consentirà di sentire la differenza fra il senso del due e il senso del quattro.

• Uniamo il canto al gioco: disponiamoci a coppia in cerchio, faccia a faccia.


- Alla misura due si battono i piedi tre volte
- Alla quattro si battono tre volte le mani
- Alla cinque i giocatori si minacciano con l’indice sinistro
- Alla sei si minacciano con l’indice destro
- Alla sette e otto fanno un giro su se stessi quindi ballano a passo di polka sulla melodia in
due.

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Tratto da: Gianfranco Staccioli, Il mondo dei giochi cantati, Alinea, Firenze, 1988
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La Ronde d’Argenton

La melodia precedente appartiene a una danza molto antica, legata a riti propiziatori di fertilità.

Mentre un gruppo suonerà questa piccola melodia, accompagnata dai ritmi di tre strumenti a
percussione, un altro gruppo danzerà in base alle indicazioni seguenti:

• In cerchio, tenendosi per mano, pronti a saltare verso il centro. Si parte con il piede destro.

• I danzatori saltano verso il centro del cerchio portando avanti le braccia e calpestando con
forza il suolo con il piede destro, corrispondente al primo tempo della misura. Il balzo in
avanti può essere accompagnato da un urlo.

• Con il piede sinistro si torna sulla linea di partenza (secondo tempo della misura) e facendo
perno su quest’ultimo si porta il piede destro verso l’esterno del cerchio (terzo tempo della
misura)

• Sul quarto tempo della misura si fa un passo verso sinistra consentendo al cerchio di ruotare
in senso orario.

Il salto collettivo e il piede che calpesta con forza la terra sono tra i simboli più antichi che l’uomo
ha usato per propiziarsi con la danza gli spiriti benigni e ottenere quindi raccolti abbondanti.
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Don don baby

Don don baby è un gioco ritmico di mani. Il tema cantato è molto interessante dal punto di vista
ritmico.

Cerchiamo quindi di evidenziare tale caratteristica, realizzandolo in vari modi:

• Eseguiamo il ritmo in coro, utilizzando il testo originale.

• Sempre in coro, utilizzando le sillabe Dum e Tak.

• Scandiamo il ritmo mentre affidiamo il senso del quattro ai piedi.

• Eseguiamo il ritmo con i gesti-suono della body percussion

• Eseguiamo il ritmo con strumenti a percussione.


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Quell’uccellino ch’è chiuso in gabbia

Cominciamo anche questa volta con un gioco cantato, originario dell’Alto Lazio: 7

• Ci si dispone in cerchio, tenendosi per mano, come per formare una grande gabbia, e si gira
in tondo. Un bambino sarà l’uccellino e correrà lungo la parete della gabbia in senso
contrario a quello del gruppo. Quando, nel ritornello, il gruppo libererà le mani per batterle a
tempo, l’uccellino tenterà di fuggire dai varchi che si saranno aperti e correrà all’esterno.
Alla strofa successiva tenterà di rientrare, poi di fuggire di nuovo, e così di seguito. Se a uno
dei tentativi non riuscirà a fuggire o a rientrare prima della fine del ritornello, cederà il posto
a chi avrà saputo impedirglielo e il gioco riprenderà da capo.

Ora proviamo a fare qualche gioco ritmico utilizzando i ritmi di Quell’uccellino::

• Mentre un gruppo canta e tiene la pulsazione con le mani, un altro gruppo esegue il ritmo
del ritornello con i timbri di body percussion (mani, petto, gambe, fianchi, piedi):

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Tratto da: A. Virgilio Savona, O che bel castello, Emme Edizioni, Milano, 1981.
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• Trasferiamo il senso del tre ai piedi: per sperimentare lo schema del tempo forte ogni tre
pulsazioni. affidiamo a uno di noi il compito di eseguire la misura in tre con un tamburo,
suonando il tempo forte sulla pelle, mentre i due tempi deboli saranno suonati sul bordo. Il
suono sulla pelle sarà da interpretare con un passo in avanti mentre quelli sui bordi con due
passi all’indietro: il tempo forte cadrà una volta sul piede destro e una volta sul sinistro:

• Eseguiamo lo schema del tre con i piedi mentre con la voce declamiamo il ritmo della
strofa: Quell’uccellino / ch’è chiuso in gabbia / c’ha tanta rabbia / che nun po’ cantà.

• Eseguiamo la misura in tre tempi con i piedi, mentre con le mani eseguiamo il ritmo del
ritornello:

• Stessa cosa, ma utilizzando i timbri di body percussion (schiocchi, mani, petto, gambe),
prima senza e poi con i piedi:
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È arrivato l’ambasciatore

Le due melodie precedenti sono due varianti di antico gioco cantato tradizionale, diffuso in tutta
Italia, che si riferisce all’usanza di cercare una sposa tramite ambasceria e di trattare con i familiari
le condizioni del matrimonio. Il gioco è costituito da tre momenti: Preludio, Canto e Filastrocca
finale. 8

Preludio

Tata tata
Chi è? Chi è?

Canto

1. È arrivato l’ambasciatore
Di sui monti e sulle valli
È arrivato l’ambasciatore
Oiolì oilì oilà.
2. Cosa vuole l’ambasciatore…
3. Lui vorrebbe una figlia bella…
4. Chi sarà questa figlia bella…
5. La sarà la…(nome)
6. E come la vestirete…
7. La vestiremo con… (da inventare)
8. No, no, no, non siam contente…
Oppure
Ora sì che siam contente…

Filastrocca finale

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Tratto da: Penny Ritcher, Gianfranco Staccioli, Giocare la musica, La Nuova Italia, Firenze, 1985.
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Ecco la sposa che va al marito


Con trecento anelli al dito,
cento di qua, cento di là
ecco la sposa che se ne va.
Se ne va a Santa Croce,
ecco la sposa che schiaccia le noci
E ne schiaccia due o tre, ecco la sposa che va a SE-DÈ

• Ci si dispone su due file, da una parte i maschi e dall’altra le femmine. I maschi hanno le
braccia intrecciate: ognuno prende le mani non dei compagni che sono accanto ma dei
secondi. Nel preludio i maschi avanzano con quattro grandi passi, fanno una piccola
riverenza e ritornano indietro. Le femmine fanno lo stesso, ritmando “Chi è? Chi è?” Gli
ambasciatori cominciano il canto, camminando in avanti sui primi due versi e indietro sugli
altri due. Si canta “a rispetto”, cioè alternandosi fra maschi e femmine. Quando le femmine
cantano “Chi sarà questa figlia bella” i maschi, senza lasciare le mani, formano un piccolo
cerchio e si mettono d’accordo sulla scelta della sposa. Lo stesso fanno le femmine quando
devono decidere se accettare o rifiutare l’offerta dei maschi sui vestiti della sposa. Quindi,
ad accettazione avvenuta, due ambasciatori avanzano verso la sposa formando con le loro
mani incrociate un “seggiolino del papa”(o anche “carrozza”): con la mano destra si afferra
il proprio polso sinistro mentre con la mano sinistra si afferra il poso destro del compagno).
La sposa monta sopra il seggiolino e tutti gli altri formano un cerchio intorno a loro,
saltellando a ritmo della filastrocca “Ecco la sposa…”.

Anche in questo caso possiamo giocare a trasformare le melodie del canto in ritmi da eseguire con
voce e gesti suono, seguendo una progressione di questo tipo:

• Declamare il testo a ritmo, muovendo i piedi sullo schema del tre: sul tempo forte della
misura (DA) porteremo leggermente avanti il piede corrispondente.
• Declamare il ritmo del testo con le sillabe Dum, Tak, Ka.
• Declamare il ritmo del testo (D, T, K) muovendo i piedi sullo schema del tre.
• Suonare il ritmo del testo utilizzando la body percussion: il battito di mani (Tak, Ka) e le
mani sul petto (Dum).
• Suonare il ritmo del testo con la body percussion muovendo anche i piedi sullo schema del
tre.
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TEMPI COMPOSTI

Bozolo bozolo

Fino ad ora abbiamo incontrato i tempi di 2/4, 4/4 e 3/4: sono chiamati tempi semplici, perché la
pulsazione è suddivisa un due:

q = ee
I tempi composti hanno invece la pulsazione suddivisa in tre:

q. = e e e

È il tempo caratteristico di molte ninna nanne:

O anche di molte conte, come la seguente, di tradizione veneta:

Usiamo questa conta per far pratica con il tempo di 6/8:

• Eseguiamo il ritmo affidando la pulsazione binaria ai piedi.

• Eseguiamo il ritmo con le sillabe della lettura ritmico-metrica.

• Eseguiamo il ritmo con le sillabe unite alla pulsazione affidata ai piedi.

• Eseguiamo il ritmo senza testo, con le mani sul tavolo, sulle gambe o su un tamburo,
utilizzando la diteggiatura indicata.
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• Eseguiamo il ritmo con le mani e i piedi.

È morto Sansone

È morto Sansone e chi lo sotterrerà?


La compagnia di Giove farà la carità.
È morto Sansone e chi lo sotterrerà?
Tocchiamogli i piedi, vediam che effetto fa!
È morto Sansone e chi lo sotterrerà?
Tocchiamogli le gambe, vediam che effetto fa.
È morto…

È morto Sansone è un gioco cantato in 6/8: 9

9
Tratto da: Gianfranco Staccioli, Il mondo dei giochi cantati, Alinea, Firenze, 1988
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• Un bambino, Sansone, fa il morto disteso per terra. I compagni gli girano intorno con passi
funebri e gesti di lutto, cantando. Durante le strofe lo solleticano sulla parte del corpo
nominata: i piedi, le gambe, le braccia, il collo…Nell’ultima strofa vengono inserite le
parole “baciamogli la fronte…”) e quando Sansone riceve il primo bacio resuscita, si alza,
finge di arrabbiarsi e rincorre i compagni. Chi viene preso deve portare Sansone in groppa,
poi diventa a sua volta il morto.

Anche in questo caso possiamo utilizzare il ritmo del gioco cantato per esercitarci sul tempo di 6/8:

• Con la lettura ritmico-metrica:

• Con le sillabe Dum e Tak:


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Ero in bottega: accelerando

Rimaniamo ancora per un momento in 6/8 per questo gioco ritmico di mani che molte ragazze
ancora ricorderanno: il gioco consiste nell’accompagnare il canto con una sequenza di sei gesti,
eseguiti con un progressivo aumento della velocità della pulsazione, ossia, accelerando.
La sequenza dei sei gesti è la seguente:

E - : mano sinistra sopra la testa, con palmo all’ingiù; mano destra sotto il mento con palmo
all’ingiù (o viceversa);

ro in: mani laterali al viso, una a sinistra l’altra a destra:

bot-: mani incrociate sul petto;

te- (ga) : mani battute contemporaneamente sulle gambe

tik e : mani battute palmo contro palmo contro quelle della compagna di fronte

tak: idem

Ero in bottega tik e tak Nella prigione I suoi piedini


Che rubacchiavo tik e tak C’era un bastone Eran formaggini
Ma non pensavo… Glielo buttai Me li spalmai
Alla prigione. Sul suo testone. Sui miei panini.

Un brutto giorno Ma il suo testone Al funerale


La polizia Era un melone C’era un maiale
Mi portò via Me lo mangiai Che assomigliava
Da casa mia. Per colazione. A un generale.

Al cimitero
c’era un serpente
Che assomigliava
A un deficiente.

• Proviamo quindi ad eseguire il ritmo del gioco utilizzando le sillabe della lettura ritmico-
metrica, prima mantenendo la velocità della pulsazione costante, poi accelerando
progressivamente.
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• Proviamo ad eseguire il ritmo accelerando e ritardando, seguendo i gesti di un direttore.

Turutusela

• Turutusela è una conta in 12/8. Per rendere più chiaro il senso del tempo quaternario
possiamo scandirla sovrapposta al senso del quattro realizzato con i piedi.
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• Stessa cosa, ma sostituendo il testo originale con le sillabe della lettura ritmico-metrica.

• Come prima ma sostituendo la voce con la percussione.

Naranja dulce

1. Naranja dulce, 1. Arancia dolce,


limón partido, limone aspro,
dame un abrazo dammi un abbraccio
que yo te pido. che ti saluto.

2. Si fueran falsos 2. Se eran false


Mis juramentos, le mie promesse
en otros tiempos fra un po’ di tempo
se olvidaran. ti scorderò.

3. Toca la marcha 3. Suona la marcia


Mi pecho llora, il mio cuore piange
adiós señora, arrivederci
yo ya me voy. io me ne andrò.

Naranja Dulce è un gioco basato su un canto di saluto diffuso in tutto il Sud America. Ci consentirà
di sperimentare il tempo di 9/8, cioè il tempo composto ternario. 10

• I giocatori formano un cerchio tenendosi per mano, con un partecipante al centro. Sulla
prima strofa il gruppo passeggia in cerchio mentre chi sta al centro cammina in senso
contrario. Sull’ultimo verso (“que yo te pido”) tutti si fermano. Sulla seconda strofa il
gruppo resta fermo mentre chi sta al centro va a scegliere uno dei giocatori del gruppo e lo
abbraccia sull’ultimo verso (“se olvidaran”). Sulla terza strofa i due giocatori continuano a
salutarsi fino a darsi un bacio sull’ultimo verso (“yo ya me voy”). Il giocatore scelto prende
posto al centro del cerchio e si ricomincia.

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Il gioco cantato Naranja dulce è tratto da: Gianfranco Staccioli, Culture in gioco. Attività ludiche per
l’apprendimento, Carocci Faber, Roma, 2004.