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COLTIVAZIONE DEL POMODORO

LA SEMINA viene effettuata da gennaio ad aprile, ad una temperatura di 18 °C costanti,


giorno e notte, al fine di ottenere una buona germinazione regolare, dopo 5-8 giorni. Le varietà
tipo Corno delle Ande (F1 CORNABEL, F1 CABOSSE, HUGO, ecc.) richiedono una
temperatura di 2 °C in più, pari quindi a 20 °C. Si semina in contenitore con un buon terriccio
apposito per semina, al fine di evitare la moria dei semenzali. Si raccomanda una mini serra
riscaldata, poiché la semina in serra non riscaldata comporta il rischio di differenze di
temperatura troppo importanti tra il giorno e la notte, il che a sua volta può compromettere la
germinazione. Mantenere il terriccio umido mediante nebulizzazione e mettere il contenitore
in un ambiente dove possa ricevere luce sia dai quattro lati sia da sopra, per evitare che le
plantule crescano storte o si allunghino eccessivamente alla ricerca della luce, fenomeno detto
anche filatura o eziolamento. Da evitare però l'esposizione diretta alla luce del sole, che
potrebbe bruciare le foglie.
IL RIPICCHETTAGGIO in vasetti consiste nel trasferimento di ogni piantina in un vasetto
a parte, sia esso biodegradabile in terra, torba o cartone, oppure un vaso di terracotta o di
plastica, ed utilizzando sempre del terriccio di qualità. Innaffiare regolarmente e collocare in
un ambiente luminoso, al riparo dal gelo. Si può optare anche per il ripicchettaggio in letto, le
piantine da trapianto saranno così a radice nuda (pane di terra).
LA MESSA A DIMORA in PIENA TERRA viene effettuata dopo l’ultimo gelo. La
temperatura minima, ovvero quella notturna, non dovrebbe essere inferiore ai 10/12 °C. Si
consiglia tuttavia di attendere che la terra si sia riscaldata, invece di mettere le piantine a dimora
quando la terra è ancora fredda e l’escursione termica diurna è ancora importante.
Nelle regioni a clima caldo è possibile la semina diretta, soprattutto per la coltivazione
orizzontale, senza tutori.
Qualora le piantine crescano eccessivamente in lunghezza, si consiglia di piantarle ad una
profondità maggiore del normale.
La messa a dimora deve essere effettuata in un terreno ben lavorato e concimato, che deve
inoltre essere ben esposto al sole. Qualora si opti per un concime organico, naturale, insomma
un cosiddetto concime BIO o ecologico, si consiglia di somministrare in grandi quantità, poiché
questo tipo di concime ha spesso un apporto nutritivo limitato!
Evitare inoltre di piantare pomodori per due anni consecutivi nello stesso posto, poiché si tratta
di piante molto voraci, con un fabbisogno elevato di sostanze nutritive ed oligoelementi.
Inoltre, le spore di diverse specie di peronospora lasciate nel terreno dalle piante dell'anno
precedente possono tornare attive nelle condizioni di umidità e calore necessarie per la
coltivazione.
La maggior parte delle varietà necessita di tutoraggio. Si raccomanda quindi di installare tutori
solidi subito prima della messa a dimora. Assicurarsi che le radici non siano a contatto con
concimi chimici né con macerato di foglie (colaticci), che potrebbero provocare bruciature
all'apparato radicale. Provvedere a praticare una fossetta intorno al piede delle piante, per
evitare la dispersione dell'acqua di innaffiatura. Garantire una distanza minima di 50/60 cm tra
la piante e 80 cm tra le linee.
Nel caso della coltivazione in serra o in tunnel, il tutoraggio con fili è da preferirsi al tutoraggio
classico, in quanto le piante raggiungeranno un’altezza maggiore.
La pacciamatura intorno al piede delle piante offre invece il vantaggio di mantenere il terreno
più fresco, evitandone inoltre la compressione eccessiva per effetto dell'innaffiatura, e di
ostacolare la nascita delle erbacce.
Durante la fase vegetativa, innaffiare abbondantemente e direttamente a livello del piede,
preferibilmente alla fine della giornata. Evitare di bagnare le foglie, per prevenire l’insorgenza
precoce di malattie fungine, e somministrare un fertilizzante chimico a tenore elevato di NPK
per rispondere al fabbisogno della pianta durante la fase vegetativa e la fruttificazione.
Per una produzione più abbondante, si consiglia di cimare la pianta e di rimuovere i getti
ascellari. A tale proposito, si invita a vedere i nostri video.
Nel caso delle varietà ibride F1 più vigorose, è possibile conservare due steli su una stessa
pianta.
Tra i NEMICI DEL POMODORO, i diversi tipi di peronospora sono senza dubbio più
pericolosi, da trattare preventivamente con fungicidi a base di rame come la poltiglia bordolese,
oppure dei prodotti fitostimolanti a base di piante fermentate, noti come colaticci, ricavati da
ortica, consolida, felce, equiseto, achillea, salice, ecc. In alternativa, e con una probabilità di
successo ancora maggiore, è possibile utilizzare a scopo preventivo o curativo diversi prodotti
chimici autorizzati per l'uso amatoriale, che contengono molecole di ultima generazione ed
offrono una protezione totale contro oidio, antracnosi, peronospore, alternariosi e septoriosi.
La PUNTA NERA, o marciume apicale, che insorge solitamente nelle varietà a frutto allungato
del tipo ROMA, SAN MARZANO e CORNO DELLE ANDE, non è in realtà una malattia, ma
il sintomo di una carenza di calcio nel terreno. Per ovviare a tale problema, esistono in
commercio concimi appositi per pomodori ad elevato tenore di calcio.
Nel caso della coltivazione in serra, sia essa calda o fredda, prestare attenzione ad insetti quali
ragnetti rossi o gialli ed aleurodi, che causano il deperimento delle piante e trasmettono loro
virus e malattie, attraverso la puntura. Per contrastare questi insetti nocivi, si consiglia di
ricorrere ad insetti ausiliari come la crisopa, più efficace rispetto alla coccinella.
Per una maggiore resistenza alle malattie del terreno e a quelle trasmesse per via aerea, ed
ottenere quindi raccolti più abbondanti e frutti più gustosi, si consiglia di scegliere ibridi F1, o
meglio ancora varietà F1 innestate.
Il nostro catalogo comprende anche portainnesti F1 adatti alle nostre varietà. A tale proposito,
vedere il video relativo all'innesto degli ortaggi.