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Esperimentazioni II corso B A.A.

2018/19
Modulo 1 – Prof. Argirò Università degli Studi di Torino

Lenti
Mattia Pavese, Gruppo 18

e-mail: mattia.pavese@edu.unito.it

Inviato 20/06/2019

Obiettivi misura
Obbiettivo della prima parte dell’esperienza è verificare, tramite misure ripetute, il
distribuirsi in maniera gaussiana del valore di q, ovvero della distanza tra un sistema
convergente formato da una lente biconvessa ed uno schermo su cui viene proiettata
un’immagine per cui quest’ultima risulti a fuoco sullo schermo, ricavando inoltre un valore
della distanza focale della lente biconvessa. Si procede poi alla medesima procedura
ruotando la lente. Nella seconda parte dell’esperienza si vuole invece caratterizzare la legge
dei punti coniugati, ricavando un ulteriore valore della distanza focale della biconvessa da
confrontare con quello ottenuto precedentemente. Infine, nella terza parte dell’esperienza
si caratterizza la legge dei punti coniugati per un sistema di lenti costituito dalla biconvessa
usata precedentemente e da una lente divergente, per la quale si pone lo scopo di
calcolarne la distanza focale.

I dati sperimentali relativi all’esperienza sono consultabili su valore di probabilità risulta essere p=0.633, con conclusioni
Drive. Si tenga presente che le misure della posizione dello analoghe al caso precedente. Si verifica allora la
schermo e della lente sono state effettuate riferendosi alla compatibilità tra le due serie di misure, i cui valori medi in
scala graduata presente sull’apparato sperimentale: i valori linea teorica dovrebbero essere compatibili fra loro, tramite
di x nei dati indicano la posizione a fuoco dello schermo e, un test di Student. I valori medi calcolati sono,
tramite opportune sottrazioni, conoscendo la posizione della rispettivamente per la serie lente biconvessa e la serie lente
lente e la posizione dell’immagine sul supporto, si ottengono biconvessa ruotata:
i valori di p e q. Nell’eseguire tale operazione associamo un xmedio,1=777.13 mm;
errore alla posizione della lente ed alla posizione del xmedio,2=727.93 mm;
supporto con l’immagine di 3mm. le deviazioni standard delle due serie di misure risultano
essere rispettivamente:
Parte1. Verifica distribuzione gaussiana misure di q. σ1=6.04;
Si verifica innanzitutto la distribuzione gaussiana delle σ1=6.94;
misure effettuate inserendo in un istogramma i dati Il risultato del test fornisce un valore della variabile t pari a
sperimentali. Per la prima serie, che chiamiamo lente t=33.82 che, visti i 78 gradi di libertà offerti dal sistema,
biconvessa, il risultato è presentato in figura 1(in cui risulta essere ben oltre il valore critico di accettabilità. Si
compare anche la curva di fit). Interpolando l’istogramma conclude allora che i valor medi delle due serie di misure,
con una curva di tipo gaussiano il valore di probabilità p probabilmente a causa di un errore sistematico, risultano
risulta essere pari a p=0.855, concludendo che le misure incompatibili. Si trattano allora le due serie di dati in modo
della prima serie si distribuiscono secondo un andamento separato. Si tenga presente che è stato possibile eseguire un
gaussiano. Ruotando la lente, si ottiene la serie di dati che test Z per misurare la compatibilità tra i valori medi in
chiamiamo lente biconvessa ruotata. Inserendo in un quanto ci aspettiamo che le due distribuzioni abbiano circa
istogramma i dati e interpolando con una funzione di tipo la stessa larghezza σ. Effettivamente i due valori di σ
gaussiano i dati si ottiene il risultato ottenuto in figura 2. Il riportati risultano essere simili, e confrontando i valori delle

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Università degli studi di Torino, corso di laurea in Fisica
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σ delle gaussiane interpolanti i due istogrammi è facile ruotata il medesimo test fornisce un risultato negativo: il
verificarne la compatibilità (forniti nelle conclusioni). test Z restituisce un valore di 2.623 e siamo costretti a
Si procede dunque al calcolo dei valori medi di q tramite rigettare l’ipotesi di compatibilità tra il valore del
𝒒𝒎𝒆𝒅𝒊𝒐 = 𝒙𝒎𝒆𝒅𝒊𝒐 − 𝒑𝒐𝒔𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒍𝒆𝒏𝒕𝒆, coefficiente angolare e -1. Si declinano allora ulteriori studi
sapendo che la posizione della lente è l=(410±3)mm. in merito alla serie lente biconvessa ruotata, in quanto non
Sapendo inoltre che la posizione del supporto con viene rispettato il requisito fondamentale di compatibilità di
l’immagine è s=(267±3)mm, possiamo facilmente calcolare il m. Per quanto riguarda la serie rimasta, calcoliamo il valore
valore di p come 𝒑 = 𝒍 − 𝒔. L’errore associato ad x medio è della distanza focale che risulta essere:
la deviazione standard della media ottenuta a partire dalle f =(102.76±2.85)mm;
deviazioni standard sopra riportate, e l’errore su q medio si si verifica, tramite test Z, la compatibilità tra il seguente
propaga di conseguenza tramite somma in quadratura. valore e quello calcolato in precedenza nella parte 1
Possiamo arrivare a calcolare la distanza focale f per relativamente alla serie lente biconvessa. Il risultato è
entrambe le serie tramite Z=0.037, che verifica l’assoluta compatibilità fra i due valori.
𝟏 𝟏 𝟏 Per ottenere allora un valore definitivo della distanza focale
= +
𝒇 𝒑 𝒒 della lente biconvessa calcoliamo la media dei due valori
Si ottengono i seguenti valori: appena confrontati. Il risultato, propagando
lente biconvessa: f =(102.91±2.21)mm opportunamente gli errori, risulta essere:
lente biconvessa ruotata: f =(98.63±2.04)mm fconv =(102.84±2.53)mm.
Parte2. Punti coniugati lente biconvessa.
Si calcolano i valori medi di q misurato per 5 valori differenti Parte3. Punti coniugati lente biconvessa + divergente.
di p, con 10 misure per ogni valore di p, e si interpola Nell’ultima parte dell’esperienza, operando in maniera
linearmente, in un grafico, la dipendenza di 1/p da 1/q, analoga alla parte 2 ed assegnando analoghi errori, si giunge
tramite la seguente: alla determinazione del valore di 1/f e quindi della distanza
𝟏 𝟏 focale tramite un interpolazione lineare, presentata in figura
= 𝒎 ∗ + 𝒉; 5. Si tenga però presente che il valore di 1/f restituito dal fit
𝒑 𝒒
poiché quest’ultima formula deriva dalla legge dei punti corrisponde al valore della distanza focale del sistema lente
coniugati, è necessario che il coefficiente angolare m sia convergente biconvessa + lente divergente. Per calcolare il
compatibile con -1. Il valore di h corrisponde a quello di 1/f. valore della distanza focale della sola lente divergente si usa
Al valore medio di q viene assegnato lo stesso errore 𝟏 𝟏 𝟏
= + .
calcolato nella prima parte per le due rispettive serie di 𝒇𝒔𝒊𝒔𝒕 𝒇𝒄𝒐𝒏𝒗 𝒇𝒅𝒊𝒗
misure. Il valore della probabilità di χ2 per il fit lineare interpolante i
Il risultato dei fit relativi alla seconda parte dell’esperienza è dati risulta essere p=0.975. I valori dei parametri m ed h
visualizzabile in figure 3,4 rispettivamente per la lente restituiti dal fit lineare sono rispettivamente:
biconvessa e per la lente biconvessa ruotata. Il valore della m = (-9.57±0.69)*10^(-1) ;
probabilità di χ2 per i due fit lineari è: h = 1/f = (8.06±0.21)*10^(-3) mm^(-1);
p = 0.997 per lente biconvessa; Si verifica la compatibilità di m con -1 tramite un test Z,
p = 0.858 per lente biconvessa ruotata; ottenendo Z=0.623. Si procede allora al calcolo della
entrambi i set di dati rispondono dunque bene ad distanza focale del sistema ottenendo:
un’interpolazione di tipo lineare. I valori dei parametri m e h fsist =(124.07±3.23)mm.
restituiti dal fit sono i seguenti: A questo punto, conoscendo anche fconv poiché calcolata in
lente biconvessa: precedenza, possiamo calcolare la distanza focale della sola
m = (-9.23±0.70)*10^(-1) ; lente divergente, utilizzando la formula scritta in
h = 1/f = (9.73±0.27)*10^(-3) mm^(-1); precedenza. Si ottiene, propagando l’errore in maniera
lente biconvessa ruotata: opportuna, il seguente valore:
m = (-8.40±0.61)*10^(-1) ; fdiv =(-601.10±115.04)mm.
h = 1/f = (9.35±0.23)*10^(-3) mm^(-1).
Si procede innanzitutto alla verifica della compatibilità del Commenti e conclusioni generali
coefficiente angolare con -1, tramite due semplici test Z. Per Come atteso, il valore della distanza focale per la lente
la lente biconvessa si ottiene Z=1.112, dunque sussiste divergente risulta essere negativo. Si noti come la
compatibilità. Per quanto riguarda la lente biconvessa propagazione degli errori porti ad un valore dell’incertezza

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relativa per fdiv molto più elevata che nel caso di fconv ed fsist . Figura 3
Considerazioni interessanti possono essere fatte a riguardo
degli istogrammi costruiti nella parte 1. Si possono infatti
confrontare le larghezze σ delle due curve gaussiana
interpolanti; esse valgono, rispettivamente per le due serie:
lente biconvessa: σ = 6.61±0.96;
lente biconvessa ruotata: σ = 6.03±0.95;
tramite un test Z è facile verificare la compatibilità dei valori
riportati (Z=1.534), indice del fatto che la larghezza della
distribuzione delle misure sia la stessa per entrambe le serie
di dati e che la differenza tra i valori medi sia da ricercare
nella presenza di un sistematico introdotto a causa della
rotazione della lente, probabilmente dovuto ad
impercettibili modifiche nell’allineamento della lente con il Figura 4
banco ottico.

Appendice

Figura 1

Figura 5

Figura 2

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