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La conoscenza del fare:

ingegneria, arte, scienza nel De la pirotechnia


di Vannoccio Biringuccio

Andrea Bernardoni

«L'ERMA» di BRETSCHNEIDER
Andrea Bernardoni
La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza
nel De la pirotechnia di Vannoccio Biringuccio

Copyright 2011 «L’ERMA» di BRETSCHNEIDER


Via Cassiodoro, 19 - Roma

Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione


di testi e illustrazioni senza il permesso scritto dell’Editore

Volume pubblicato con il contributo di:


Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia
della Complessità dell’Università di Bergamo (€ 2500,00)
(€ 1.500,00)
ArtesMecanicae.it (€ 500,00)

Enti Patrocinanti:
Accademia degli Intronati, Siena
Museo Galileo, Firenze
Indice

Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . V
Rigraziamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . VII
Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . XI
Cap. 1. Artigiani, ingegneri, scienziati volgari: la rinascita della cultura tecnico-scientifica . . . . . . . . . . 1
1.1. Una dimensione teorica per le arti: gli ingegneri italiani del Quattrocento . . . . . . . . . . . . 1
1.2. “Arti meccaniche” e “arti non meccaniche”: trasposizione di un modello epistemologico . . . . . 5
1.3. Gli Ingegneri e le arti non meccaniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.4. La tradizione medievale delle arti non meccaniche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
1.5. La tradizione alchemica: una mediazione tra arte e scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
1.6. L’occulto svelato: i Kunstbüchlein e i libri dei segreti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
1.7. La letteratura della tradizione metallurgica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
Cap. 2. Produrre e riprodurre la natura: Biringuccio “epistemologo” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
2.1. Fare e conoscere: una svolta epistemologica che viene dal basso . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
2.2. Esperienza della natura e revisione dei saperi tradizionali: Le idee sulla conoscenza di Biringuccio 34
2.3. Misurazioni rigorose e disegni precisi: una dimensione tecnologica per la “pirotechnia” . . . . . 38
2.4. Il contesto culturale di Biringuccio e l’accesso alle opere degli antichi . . . . . . . . . . . . . . 46
2.5. Attualizzare o dimenticare, comunque andare avanti: Biringuccio e l’idea di progresso . . . . . . 55
2.6. Critica e recupero dell’alchimia: il valore euristico del processo di trasmutazione . . . . . . . . 63
Cap. 3. La teoria della materia di Biringuccio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
3.1. Particelle e forme sostanziali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
3.2. Particelle semplici e complesse: il rinnovamento del concetto di forma sostanziale . . . . . . . 72
3.3. Corpuscoli elementari e particelle metalliche: la teoria della materia di Biringuccio . . . . . . . . 78
3.4. Il dialogo di Biringuccio con la tradizione dotta: Alberto Magno e Pseudo Geber . . . . . . . . . 83
3.5. La radice tecnologica del corpuscolarismo di Biringuccio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 86
3.6. La teoria delle tre untuosità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
3.7. Oltre gli elementi: uno strano caso di atomismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 98
3.8. Dalla tecnologia dei metalli alla mineralogia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 106
Cap. 4. L’ingegneria del fuoco: siderurgia, fusioni e artiglierie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
4.1. Biringuccio e lo sviluppo della siderurgia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
4.2. Le soffierie metallurgiche del De la pirotechnia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
4.3. Il rinnovamento delle artiglierie durante il Rinascimento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
4.4. La classificazione delle armi da fuoco in Francesco di Giorgio e in Biringuccio . . . . . . . . . . 130
4.5. Il processo di costruzione delle artiglierie nel De la pirotechnia . . . . . . . . . . . . . . . . . 135
Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 149
Referenze iconografiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 165
Indice dei nomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 167
Prefazione

Va riconosciuto anzitutto ad Andrea Bernardoni il me- rale di Aristotele e concetti e princìpi caratteristici della
rito di aver messo a disposizione degli studiosi il primo tradizione corpuscolare.
organico studio monografico su Vannoccio Biringuccio. Il lavoro di Bernardoni si raccomanda anche per l’at-
L’autore affronta con intelligenza e misura il compito tenta ricognizione che propone del carattere innovativo
non facile, anche tenuto conto dello stato lacunoso del- del suo approccio all’illustrazione dei dispositivi tecnici,
la documentazione e delle non marginali incertezze sulle con particolare attenzione all’ambito della metallurgia
vicende biografiche del Senese, di ricostruirne l’identità e della pneumatica. Bernardoni ferma lo sguardo con fi-
culturale, lumeggiando gli obbiettivi del suo impegno e nezza sul problema del valore attribuito da Biringuccio
i debiti contratti nei confronti sia della tradizione dotta, alla raffigurazione visiva delle macchine utilizzate per le
sia dei saperi professionali e delle pratiche applicative. attività fusorie, in particolare quelle finalizzate alla pro-
L’autore trae grande beneficio dal prendere le distan- duzione di armi da fuoco di grandi dimensioni.
ze dalla lunga tradizione di studi che ha evocato Birin- L’originalità e la qualità della traduzione in forma
guccio soprattutto al fine di proclamarlo il precorritore visiva dei dispositivi meccanici nell’unica opera a stam-
più illustre della trasformazione dell’alchimia nella chi- pa di Biringuccio viene opportunamente sottolineata da
mica moderna. Con apprezzabile equilibrio Bernardoni Bernardoni. Egli analizza infatti con acume le incisioni
sottolinea come l’alchimia rinascimentale presentasse che corredano la Pirotechnia, sottolineandone l’impor-
– accanto alle chimere della trasmutazione in oro dei tanza e insistendo sul rapporto tra gli sforzi iconografici
metalli vili (che – non si può dimenticare – contribuì di Biringuccio – concepiti per illustrare l’aspetto e il fun-
comunque ad affinare le pratiche sperimentali) – una zionamento di macchine innovative e stupefacenti an-
solida e matura componente operativa, soprattutto che agli operatori che si trovavano in difficoltà davanti
nell’ambito della metallurgia che aveva tratto energico alla semplice descrizione testuale – e quelli di un cele-
impulso dalla progressiva affermazione, nei primi de- bre autore contemporaneo, Giorgio Agricola, la fortuna
cenni del Cinquecento, delle armi da fuoco. Non a caso, dei cui testi deve moltissimo agli imponenti e suggestivi
è proprio questo lo scenario prioritario di riferimento corredi iconografici. Le illustrazioni di Agricola, medi-
dell’impegno professionale di Biringuccio, stimolato co e umanista, prospettano un ampio inventario delle
dall’ambizione di diventare “autore”, dando alle stampe soluzioni e degli strumenti impiegati nelle tecniche di
un trattato organico nel quale trovassero bilanciata in- manipolazione dei metalli fin dall’antichità. Un inven-
tegrazione aspetti importanti delle conoscenze teoriche tario che, nello spirito tipico degli umanisti, rispondeva
sulla struttura della materia (desunte dalla tradizione, anche all’esigenza di disambiguare i termini desueti uti-
ma miscelate in maniera originale) e una vasta e com- lizzati per descrivere macchine e meccanismi dagli au-
plessa varietà di evidenze sperimentali e di pratiche di tori classici.
manipolazione dei minerali. Opportunamente Bernardoni sottolinea come la Pi-
È da sottolineare, in questa direzione, il carattere ori- rotechnia rappresenti lo sviluppo di un processo di rin-
ginale del Capitolo III, nel quale Bernardoni ricostruisce novamento della cultura tecnica avviato all’inizio del
in maniera convincente l’integrazione perseguita da Bi- Quattrocento e progressivamente consolidato attraverso
ringuccio tra dottrine caratteristiche della filosofia natu- le esperienze innovative di grandi personalità del mon-
VI La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

do tecnico, come Francesco di Giorgio (non a caso sene- cui testi dei tecnici della generazione precedente; basti
se, come Vannoccio) e Leonardo: un processo di “sdoga- pensare a Francesco di Giorgio e a Leonardo.
namento” degli operatori pratici dall’isolamento e dalla Anche se non hanno potuto trovare spazio in que-
marginalità intellettuale e sociale rispetto al mondo dei sto volume, mette conto sottolineare in conclusione l’o-
dotti, in particolare dei protagonisti della riflessione fi- riginalità e la qualità dell’impegno dell’autore nelle mo-
losofica sulla natura, sui suoi princìpi e metodi. dellizzazioni digitali in 3D delle incisioni delle macchine
L’ambizione di emulare la cultura dotta, simulando operatrici inserite da Biringuccio nel suo trattato. L’au-
una perfetta conoscenza e il pieno dominio delle fonti spicio è che questa componente fondamentale del lavoro
antiche, convivono in Biringuccio con l’orgoglio di sot- compiuto da Bernardoni nella cospicua tesi di dottora-
tolineare come quei saperi teorici rappresentassero una to dalla quale deriva questo volume sia reso presto ac-
risorsa concretamente spendibile solo se strettamente cessibile, dato che rappresenta una risorsa importante
collegati alla conoscenza pratica dei processi di trasfor- non solo per gli studiosi ma anche per chi non dispone
mazione della materia e alla capacità di visualizzare ef- delle conoscenze tecniche necessarie per comprendere
ficacemente, attraverso il disegno, i dispositivi e le mac- struttura e funzionamento di quei complessi dispositivi.
chine indispensabili per il lavoro degli artefici. Per l’iconografia tecnica della prima Età Moderna la mo-
In questo scenario di rivalutazione delle tecniche e dellizzazione digitale rappresenta un nuovo potentissi-
degli artefici, il progetto perseguito da Biringuccio pre- mo strumento di analisi e di comunicazione. Verrebbe
sentava caratteri innovativi anche in ragione del fatto da dire che apre importanti prospettive alla nuova pro-
che la Pirotechnia fu divulgata attraverso le stampe: un mettente stagione della filologia delle macchine antiche.
potente canale di comunicazione (l’opera godè di enor-
me e durevole fortuna, non solo in Italia) al quale non eb- Paolo Galluzzi
bero accesso né le straordinarie illustrazioni, né i cospi- Direttore Museo Galileo
Ringraziamenti

Il presente volume si basa su una rivisitazione della mia della Scienza, in modo particolare ad Elena Montali della
tesi di dottorato in Storia della Scienza discussa presso segreteria dell’istituto, il cui supporto è stato importan-
l’Università di Firenze e finanziata tramite una borsa di te per trovare i canali che hanno portato alla pubblica-
studio dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza (oggi zione del libro, e, ad Alessandra Lenzi e Stefano Casati
Museo Galileo). (rispettivamente direttori delle biblioteca e della biblio-
Il mio primo sincero ringraziamento va a Paolo teca digitale) che mi hanno agevolato nell'accesso a
Galluzzi il quale, oltre ad avermi indirizzato agli studi di materiali bibliografici non sempre di facile reperimento.
storia della scienza, mi ha seguito negli anni della forma- Un doveroso ringraziamento va all’Accademia degli
zione ed è stato un riferimento costante durante la ricer- Intronati di Siena, in particolare a Roberto Barzanti e
ca che ha portato al completamento del presente lavoro. Enzo Mecacci e alla scuola di Dottorato in epistemolo-
Un sentito ringraziamento va anche agli studiosi gia e scienze della complessità dell’Università di Berga-
con i quali ho avuto modo di confrontarmi: Ferdinan- mo nelle figure di Enrico Giannetto e Franco Giudice,
do Abbri, Giulio Barsanti, Marco Beretta, Pascal Brio- che si sono prodigati per trovare i finanziamenti neces-
ist, Massimo Bucciantini, Filippo Camerota, Michele sari alla pubblicazione.
Camerota, Marco Ciardi, Alessandro Dini, Giovanni Di Ringrazio, infine, Angela Manetti e Massimo Za-
Pasquale, Giuseppe Fornari, Vittorio Marchis, Renato noccoli, per l’attento lavoro redazionale sulla stesura
Mazzolini Romano Nanni, Claudio Pogliano. Un grazie dattiloscritta, e i miei genitori, da sempre sostenitori
particolare va ad Antonio Clericuzio e Giorgio Strano dei miei studi.
che si sono cimentati in una attenta lettura critica della
versione dattiloscritta del libro. Firenze, 7 settembre 2011
Un sentito ringraziamento va anche a tutti gli amici,
dipendenti e collaboratori, dell’Istituto e Museo di Storia Andrea Bernardoni
Ai miei bimbi
Bruno e Maria
Capitolo 3
La teoria della materia di Biringuccio

3.1.  Particelle e forme sostanziali dell’acqua e la fusibilità dei metalli, Aristotele elabo-
ra una spiegazione dinamica basata sull’interazione
L’idea che i corpi naturali siano risolvibili in particelle reciproca delle qualità attive (caldo, freddo) su quelle
atomiche di materia caratterizzate da qualità intrin- passive (umido, secco), dove la generazione del corpo
seche è già presente nelle dottrine atomistiche preso- omeomero viene vista come il raggiungimento di uno
cratiche; si pensi a tale proposito ai quattro elementi stato di equilibrio di forze intrinseche alla materia 358.
nell’accezione di Empedocle o alle omeomerie anassa- Se nel De generatione et corruptione la dimensione cor-
goree e agli atomi di Democrito e Leucippo. Con Ari- puscolare delle sostanze era invocata soltanto nella
stotele, successivamente, questo concetto di una di- fase iniziale del processo di generazione del corpo mi-
mensione fisica degli elementi allo stato corpuscolare sto per favorire l’interazione qualitativa degli elemen-
viene sviluppato in un contesto diverso da quello mec- ti 359, in alcuni passi del IV libro dei Meteorologica Ari-
canicistico, riconoscendo alla “particella di sostanza stotele sembra riferirsi ad una struttura delle sostanze
elementare” un’esistenza fisica transitoria, relativa, che di tipo particellare. Senza entrare qui nel merito della
partecipa alla generazione delle sostanze omeomere presunta contraddizione di Aristotele, che in quest’o-
non in virtù della sua giustapposizione con altre parti- pera avrebbe finito per assumere posizioni meccanici-
celle, ma come sostrato che veicola trasformazioni di ste 360, nel IV libro dei Meteorologica la generazione e la
tipo qualitativo. Dopo aver affrontato nel De genera- corruzione dei corpi omeomeri sembra dipendere da
zione et corruptione il problema della generazione dei un’azione “fisico-chimica” di particelle elementari, in-
corpi misti nei termini della sua teoria generale del- tese come il sostrato materiale delle qualità che le de-
la potenza e dell’atto, Aristotele torna nuovamente su finiscono. Anche se non si fanno mai riferimenti chia-
questo problema anche nel IV libro dei Meteorologica, ri all’esistenza di particelle materiali persistenti, nella
nel quale sviluppa una dottrina dei mutamenti fisico- spiegazione di proprietà come la viscosità e l’elasticità
chimici più aderente alla realtà effettiva delle sostan- Aristotele fa un esplicito riferimento a come le sostan-
ze. Dovendo spiegare fenomeni come il congelamento ze viscose e elastiche abbiano una struttura compo-

358
“Per prima cosa dunque in generale la generazione assoluta e il liquidi, che sono facilmente delimitabili e miscibili (Arist., Gen. et corr.,
mutamento naturale sono opera di questi fattori, così come l’opposto fe- 328a, 35 - 328b, 5; cfr. anche Giardina 2008, pp. 177-178).
nomeno della corruzione secondo natura; ed esse riguardano le piante, 360
Il problema è ampiamente discusso e risolto negli apparati cri-
gli animali e le loro parti. La generazione assoluta è un mutamento di tici all’edizione di quest’opera curata da Carmela Baffioni. Per Aristotele
questi fattori, quando siano in giusta proporzione, nella materia che è i pori che si trovano nei corpi omeomeri sono una condizione perché
sostrato di ciascun corpo naturale, e questa materia consiste nei fattori si possano esercitare delle trasformazioni e mantengono soltanto a la-
passivi già indicati” (Arist., Meteor., 378b, 28 - 379a, 1). tere il significato originario di canale o condotto, come era nell’ambito
359
Anche se la generazione dei corpi misti si attua esclusivamente dei naturalisti presocratici, dove questa dottrina ha avuto origine. I pori
sul piano qualitativo, Aristotele ammette che questo processo è favorito consentono il passaggio attraverso un corpo di una materia diversa, ma
se i costituenti primari (chimici) interagiscono a livello di parti sottili. questi non vanno intesi come dei vuoti che vengono riempiti da una ma-
Aristotele afferma che sono maggiormente mescolabili i corpi facilmen- teria inerte, come volevano gli atomisti, ma permettono il passaggio di
te delimitabili e che la delimitabilità dipende dall’essere facilmente di- forze che modificano, a seconda della disposizione dei pori, la materia
visibile in piccole parti; un esempio di questo comportamento si ha nei con la quale vengono in contatto (Baffioni 1981, p. 197).
72 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

sta di parti intrecciate come catene 361. Inoltre, tutte le dalla causa formale che portava alla generazione della
trasformazioni che riguardano i corpi omeomeri sono sostanza. Aristotele non affronta il problema e saranno
spiegate sempre in analogia con processi di termore- invece i suoi commentatori medievali che sviluppe-
golazione, come la cottura che agisce sulla struttura ranno complesse spiegazioni, le quali finiranno tutte
dei corpi rendendoli più densi 362, un fenomeno questo per contraddire la teoria della forma aristotelica e per
che, nella tradizione presocratica, era stato spiegato in presupporre una causa esterna come fonte generatrice
termini di contrazione della struttura particellare dei della forma 366.
corpi 363. Questa teoria del mutamento delle sostanze
ha influenzato la cultura latina e araba dando luogo ad 3.2.  Particelle semplici e complesse:
una tradizione che Gad Freudenthal ha chiamato ap- il rinnovamento del concetto di forma sostanziale
proccio immanentista al problema delle sostanze ma-
teriali 364. Nell’ambito dell’alchimia, attraverso le prati- Il problema della generazione della forma è giunto in
che di distillazione e sublimazione, sembrava trovare Occidente attraverso l’opera del medico arabo Avicen-
conferma la teoria della generazione illustrata nel IV li- na che, nel De congelatione et conglutinatione lapidum,
bro dei Meteorologica, in cui il corpo misto era descritto un’opera che inizialmente era stata attribuita dai latini
come il risultato di una trasformazione che avveniva allo stesso Aristotele 367, aveva posto l’accento sulla di-
ad una dimensione di tipo qualitativo, ma che presup- stinzione tra forma sostanziale del misto e quella dei
poneva l’azione di particelle umide (acqua) e secche costituenti. Nel processo di generazione del corpo mi-
(terra) sotto l’azione del calore ( fuoco), le quali si mi- sto le qualità elementari agiscono l’una sull’altra produ-
schiavano e si proporzionavano fino ad arrivare ad uno cendo una reciproca riduzione intensiva predisponen-
stato di equilibrio in cui la sostanza risultante era un do la sostanza a ricevere la nuova forma sostanziale che
corpo omeomero 365. sarà caratterizzata dalle qualità della forma mixti, che
Le problematiche aperte da Aristotele sulla gene- sono quelle secondarie. Le qualità primarie, invece, che
razione dei corpi misti animeranno le discussioni sul sono caratteristiche soltanto degli elementi, rimangono
rapporto tra materia e forma sia nella tradizione sco- nella complexio e non possono essere oggetto di una re-
lastica latina che nella filosofia araba. La questione più missione illimitata perché, oltre un certo grado, la ma-
dibattuta riguardava proprio la generazione della forma teria perderebbe la forma sostanziale e si avrebbe il so-
omeomera o sostanziale come poi sarà definita succes- pravvento della matrice elementare dominante 368. Nella
sivamente, poiché, se da un lato questo fenomeno era generazione di un corpo misto le sostanze elementa-
spiegabile con un mutamento nei termini delle sole ri non possono essere annullate, poiché la soppressio-
cause efficienti (le qualità attive e passive) e materiali ne di un elemento avviene con la sua assimilazione in
(gli elementi), dall’altro lato non si poteva prescindere quello che lo ha dominato senza produrre nessuna com-

361
“Viscoso è un corpo, umido o cedevole, che sia elastico. Hanno affermando che “i corpi che si putrefanno sono dapprima umidi e di-
tale caratteristica i corpi strutturati per intreccio delle loro parti, come ventano infine secchi; essi infatti sono costituiti da umido e secco, ed
catene: essi infatti possono distendersi e contrarsi in misura considere- il secco viene delimitato dall’umido mediante l’azione dei fattori attivi”
vole” (Arist., Meteor., 387a, 12-15). (Arist., Meteor., 379a, 5-10) cioè il caldo e il freddo.
362
“La cottura è dunque il compimento ad opera del calore natu- 366
Cfr. Maier 1984, pp. 149-152.
rale interno, degli opposti fattori passivi, che sono la materia propria 367
Il De congelatione et conglutinatione lapidum fu inizialmente
di ciascun corpo. Quando infatti un corpo è cotto, giunge anche a pie- identificato con il trattato sui minerali al quale Aristotele accenna in
no compimento […]. Ciò si verifica in tutti i corpi quando la materia e conclusione del III libro dei Meteorologica (378b 5) e fu quindi inter-
l’umido vengono regolati; l’umido è infatti ciò che viene delimitato dal pretato come un capitolo aggiuntivo del quarto libro al quale fu ap-
calore presente per natura nel corpo, e finché si mantiene in esso pro- posto il titolo De mineralibus (Holmyard 1927, p. 1).
porzione il corpo è secondo natura. […] E secondo necessità avviene 368
“Et hec transmutacio corporum animalium et vegetabilium
che i corpi cotti siano più compatti e più caldi: il calore infatti produce eque propinqua est sicut transmutacio acquarum est autem impos-
tale effetto, di rendere più compatto, più denso e più secco (Arist., Me- sibile quod aliquaod complexionatum vertatur in unum elemen-
teor., 379b, 19 - 380a, 7). tum / sed elementa mutantur adinvicem et sic transeunt in domi-
363
Cfr. Newman 1991, pp. 171-173. nans / Unde quod cadit in salinat sit sal / et quod in ignem cadit
364
Freudenthal 1999, p. 196. sit ignis sed quedam cicius quedam tardius / et hoc est secundum
365
In apertura del quarto libro dei Meteorologica, Aristotele riba- potenciam activarum et existencia passivarum” (Avicenna 1927,
disce il suo concetto di umidità come elemento aggregante dei corpi pp. 46-47).
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 73

plexio, la quale, invece, è il risultato di una loro fusio- ma corporis particula”; un concetto questo che anime-
ne, del raggiungimento di un grado intermedio, di uno rà le teorie sulla costituzione dei corpi sia nella scuola
stato di equilibrio 369. Con questa osservazione Avicenna medica salernitana che nei principali centri di sviluppo
dava una spiegazione della generazione delle pietre e dei della tradizione scolastica come Parigi e Montpellier 372.
minerali di tipo immanentista ma, come Aristotele, non L’idea di una generazione delle sostanze minerali
entra nel merito di una spiegazione di questo processo come un processo scandito dall’interazione di corpu-
nei termini del rapporto tra forme elementari e forma scoli elementari tracciata da Avicenna viene poi ripresa
sostanziale. Avicenna definisce la specificità della so- in Occidente da autori come Alberto Magno e lo Pseu-
stanza, sia questa una pietra o un metallo, attraverso la do-Geber, i quali ne danno un’interpretazione più mar-
causa materiale, cioè richiamandosi alla variazione del- catamente particellare. Questo dibattito sull’esistenza
la proporzione con la quale i suoi costituenti elementari in natura di quantità minime di sostanza e sul proble-
partecipavano al processo di generazione e al loro gra- ma della relazione tra elementi primi e corpi misti coin-
do di purezza. Su questa causa materiale, infine, agisce volge tutti gli autori medievali che si sono occupati dei
una virtù minerale, una forza esterna che funge da causa problemi della costituzione e delle trasformazioni delle
efficiente convertendo i corpuscoli elementari nella so- sostanze. Tuttavia, nella nostra analisi, abbiamo preso
stanza metallica 370. Nel De congelatione et conglutinatio- in considerazione soltanto quegli autori che, come Al-
nem lapidum Avicenna mantiene l’impostazione fisica berto Magno e lo Pseudo-Geber, crediamo siano stati
dei Meteorologica aristotelici e i processi di generazione presenti a Biringuccio 373.
sono spiegati in termini di parti che interagiscono sul Nel tentativo di sintesi tra la teoria della materia
piano fisico-chimico. Inoltre, in quest’opera, viene espo- aristotelica con quella di matrice araba sulla gene-
sta anche la dottrina dei metalli che individua nello zol- razione dei metalli sviluppato nel De mineralibus e
fo e nel mercurio due “sostanze intermedie” (mediocres nel commento ai Meteorologica di Aristotele, Alberto
substantie) generatesi a partire dagli elementi, le quali Magno descrive i fenomeni di generazione minerale e
partecipano al processo di mistione che porta alla gene- geologica, come processi che coinvolgono gli elementi
razione dei metalli 371. in forma di vapori e di purviscoli, concetti questi che
Un’altra tradizione filosofica importante che in- lasciano sottintendere chiaramente una dinamica di
fluenzerà il dibattito scolastico sugli elementi e i corpi tipo particellare:
misti è quella sviluppatasi nella scuola medica salerni-
tana a partire dall’opera di Costantino Africano, il quale Iam ergo operationes vaporis ascendentis ex terra et in-
nel Pantegni (Practica), basandosi sopra il De elementis clusi in terra, qui in specie vaporis permanens operatur
di Galeno, definisce gli elementi come “simpla et mini- in ea terraemotum vel origines fontium et talia, qualia
369
Maier 1984, p. 38. Per una trattazione della teoria della forma di Avicenna in relazione alla
370
“Scimus quoque quod in terra illa est visi vistal que congelat ip- genesi minerale vedi Emerton 1984, pp. 24-25.
sam Principalia quoque lapidum utrorumque vel sunt ex substancia lu- 371
Avicenna definisce lo zolfo come un composto: “ex siccitate
tea unctuosa vel ex substancia in qua vivit aqua / que virtutem quadam aquaitas vero sulphureorum mixta est cum terra forti commixtione
congelatur / vel vincit siccitas in ea terre faciens eam congelari eodem fermentacione caloris donec facta sunt unctuosa et postea coagulata”,
modo quo coagulatur sal / salem enim non sufficit terrea vis permuta- mentre per quanto riguarda il mercurio afferma che: “Argentum vivum
re sed adiuvat ipsum calor Calor enim adveniens congelat ipsum virtute vero ut que commiscetur cum terra minimum subtili sulphurea mixtio-
occulta / et fortassis fit virtute terrea frigida et sicca” (Avicenna 1927, ne forti ne quiescat in superficie plana / et oc est ex siccitate magna que
p. 46). Lo stesso concetto è ribadito anche nell’argomento dello sciant inest illi et ideo non adheret tangenti / est quod albedo eius ex clarita-
artificies nel quale viene posto l’accento sull’impossibilità di controllare te illius aque / et ex albedine terre subtilis que est in eo / et eciam ad-
artificialmente le forze occulte che regolano la generazione delle specie mistione aeris cum eo quod proximum eius quod coagulatur ex vapore
metalliche: “Differencie metallorum enim non sunt cognite et cum dif- sulphuris facile videtur autem quod argentum vivum et aque illi sunt
ferncia non sit cognita quomodo poteri sciri utrum tollarum nec ne vel similia ele sit elementum omnium liquabilium / quia omnia liquabilia
quomodo tolli possit / sed expoliacio intus accidentum ut saporis co- cum liquantur convertuntur ad ipsum / ipsa tamen non liquantur prius
loris ponderis vel saltem diminucios non impossibilis quia tunc hec ra- quam calefiant / cumque calefacta fuerint apparent rubea […]” (Avi-
tio non stat Ceterum qui proportio terrarum substanciarum compositis cenna 1927, pp. 51-52).
non erit in omnibus eadem Hec composizio in aliam mutari non poterit 372
Cfr. Jacquart 2001, pp. 39-56; Caiazzo 2007, pp. 99-123.
compositione nisi fortem in primam reducantur materiam et sic in aliud 373
Per il corpuscolarismo medievale e le teorie dei corpi misti si
quam prius erat permutatur / Hoc autem per solam liquefacionem non rimanda ai lavori tradizionali di Van Melsen 1952; Maier 1982; Murdoch
sit sed accidentur ei ex hoc res quedam extranee/” (Id. 1927, pp. 54-55). 2001; Newman 2006, Grellard–Robert 2009.
74 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

determinata sunt. Est autem quandoque vapor faciens qui anche un riferimento al processo di sublimazione, un
elementorum commixtionem sub terra ad constitutione procedimento chimico che gli alchimisti e gli artigiani
corporis mineralis, de qua operatione consequenter di- utilizzavano per la purificazione delle sostanze separan-
cendum est in communi; quoniam in speciali scire non do le parti grosse da quelle sottili. Quando poi Alberto
potest, nisi prius sciantur operationes primarum quali- cerca di integrare questo processo con la teoria zolfo-
tatum, quas habent in corporibus mixtis.
Vaporabiliter enim aliquando miscentur elementa,
mercurio formalizzata nel De congelatione et conglutina-
ita quod subtile terrae moto vaporis elevatur in subtile tione lapidum di Avicenna, anche questi costituenti ven-
aqueum, et e converso, et commiscentur commixtione gono interpretati come particelle di natura intermedia
bona et forti; ita quod aliquando plus abundat aqueum tra i corpuscoli elementari e i metalli:
in ipso. Non quidem ita quod ex vapore fiant commixta
corpora solo, sed potius quod vapor in poris terrae Non enim dubium est lapidum naturam minus distare
conclusus diffunditur in humidum aquae subtile et in ab elementis quam naturam metallorum: propter quod
siccum terrae subtile; et facit quod plurimum unius sit facilioris commixtionis, et proxima eorum materia
efficitur cum plurimo alterius. Et secundum abundan- videntur esse elementa a se invicem aliquid passa: sed
tiam terrestreitatis et aqueitatis plurima diversa cor- non sic est in metallis, sed quemadmodum in anima-
pora constituit. Et hoc modo de vapore, qui occultatur lium corporibus praecedere humorum temperantiam
in poris terrae et dilatari non poterit, siunt duo corpora oportet in materia, ita ante formas metallorum contem-
diversa sicundum diversitatem vaporis commiscentis et perantias oportet praexistere sulphurus et argenti vivi,
terminantis ea 374. et depurationem istorum, et forte salis et auripigmenti,
et aluminis et quorundam aliorum. Hac igitur ratione
I vapori di natura terrosa e acquosa si compenetrano per potissime scientia lapidum metallorum praecedit scien-
dare luogo ad una miscela che poi si solidifica in una mi- tiam: et talem ordinem naturae etiam nos sequi congru-
um esse videtur 376.
stione “bona e forte” che in virtù della proporzione con la
quale si sono uniti genera sostanze minerali diverse. La
Le pietre si risolvono più facilmente dei metalli nei loro
stessa teoria è esposta nuovamente nel De mineralibus, costituenti elementari e, quindi, questi ultimi devono
in cui la dinamica corpuscolare di questo processo è ar- avere una struttura diversa, che conferisce loro quelle
gomentata ulteriormente: proprietà che li differenziano dalle pietre. Questo rico-
Ad noticiam autem causarum omnium modorum in-
noscimento di uno stadio intermedio tra gli elementi e
ductorum, sciendum quod verum metallum non gene- il metallo aveva un risvolto teorico significativo in quan-
ratur nisi ex sublimatione naturali tatis humidi quale to permetteva di individuare i metalli come una classe
dictum est, et talis terrei quale dictum est superius. In di sostanze tutte della stessa specie aggirando, in questo
loco enim ubi terreum et aqueum primo permiscentur modo, il veto posto dallo sciant artifices avicenniano sul-
per talis loci ubique mixtum est multum impurum cum la trasmutazione. La necessità di descrivere questi sta-
puro, quod impurum non prodest ad generationem me- ti intermedi del processo di generazione minerale porta
talli. Ab illo autem loco concavo qui in se habet talem Alberto ad immaginarli come trasformazioni scandite
mixturam, virtute fumi elevati egrediuntur pori parvi, da dinamiche particellari aggregative:
vel magni, et multi vel pauci per naturam lapidis vel ter-
rae, in quibus fumus elevatus sive vapor diu pretensus Oportet igitur quod humidum subtile unctuosum non
in se ipsum prae focatur et reflectitur: et cum sit in ipso sit solum materia eorum, sed perfecte mixtum cum ter-
subtilius illius materiae quae commista est, congelatur restri subtili, quod non sinit ipsum adhaerere tangenti
in canna illa et in poris eius vaporabiliter commiscen- neque in toto defluere, sed quasi per globulos constare:
tur, et convertitur in matallum illius generis cujus est eo quod ubique in ipso terrestre subtile apprehendit
ille vapor 375. et quasi glutiendo tenet humidum, et terminat ipsum
ad hoc quod non sinit ipsum adhaerere alii quam sibi,
Oltre a ribadire il concetto di mistione, che prevede una et humidum ubique sit, extra se, ipsum educit siccum
miscela di sostanze diverse in forma corpuscolare, si fa terreum, quod fluit et currit in superficie plana: si enim
374
Alberto Magno 2003, p. 206/1. 376
Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 1, p. 60ab.
375
Alberto Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. 10, pp. 72b-73a.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 75

esset non ubique protectum ab humido siccum terreum sitione quantitativa et physica intellexerit, sed erravit
perfecto in igne liquante combureretur. Et efficeretur in hoc, quod non vidit compositionem essentialem pri-
scabrosum, sicut omne siccum terrestre quod non co- mam, quae est ex materia et forma; homyomera enim
opertum humido invenit ignis in ferro, adurit ipsum et caro composita est ex materia et forma, et ita compo-
fecit scabrosum: idem autem est fere in metallis omni- sitio essentialis, quae constitutor per generationem, est
bus 377. ante compositionem quantitativam, de qua loquebatur
Democritus. Ex his etiam patet, qualiter non naturaliter,
Appoggiandosi sulla teoria dei mutamenti espressa nel sed mathematice locutus est Plato, Democritus autem
IV libro dei Meteorologica di Aristotele, Alberto spiega naturaliter. Convenit ante dictum Platonis cum veritate
naturae in hoc, quod sicut dicit Plato, omnis composit
anche i fenomeni, come la fusione e la malleabilità dei natura fluit ab indivisibilibus componentibus. Sed de-
metalli, in termini che presuppongono l’esistenza fisica viat a veritate in hoc, quod illa indivisibilia dicit esse
di corpuscoli elementari: principia quantitatis mathematicae, cum ipsa sit forma
et materia. Democritus autem tangit veritatem in hoc,
Profecto enim metalla habent unctuosam humidita- quod dicit compositum physicum a physicis componii
tem abundantem fortissime, sicut ensis ligaturis secum principiis. Sed deviat a veritate in hoc, quod dicit esse
tenet partes terreas: cumque in ictu mallei de situ suo minima corporum physicorum atomalia, quia sit ulteri-
expelletir pars aquea, cujus semper est cedere tangenti, us dividantur, non habent actionem physicam cum ipsa
ut diximus in libro Perigeneseus et in meteoris, violen- sint minima operantia physice, quae sunt materia et for-
ter et inseparabiliter secum trahit terrea, et sic continue ma simplicia quidem et minima quantitate, sed maxima
producitur et non dividitur propter viscositatem et op- virtute costituendi generatum physicum 380.
timam et fortissimam permixtionem terrenorum cum
unctuosis aqueis 378. Questi passi, ovviamente, non fanno di Alberto un ato-
mista, ma l’idea che esistano dei minima di sostanza ca-
L’idea che l’interazione e la trasformazione delle sostan- ratterizzati ognuno dal proprio grado di attività e passi-
ze prevedesse sul piano fisico una dinamica di tipo par- vità, senza contravvenire alla teoria di Aristotele, lo aiuta
ticellare è resa ancora più esplicita da un commento ad a spiegare meglio i processi di generazione dei minerali
un passo del De generatione et corruptione di Aristotele e dei metalli. Sul piano fisico, infatti, come si poteva os-
nel quale Alberto afferma la necessità di porre un limite servare anche nei laboratori degli alchimisti e dei me-
fisico alla divisibilità della materia, identificandolo con tallieri in quei processi di analisi come la sublimazio-
l’atomo democriteo, e alla sostanza omeomera, che ne- ne e la calcinazione, i metalli mostravano di avere una
cessita di una quantità minima di materia per avere il natura composita che poteva essere manipolata sia in
sostrato necessario perché la forma sostanziale abbia maniera reversibile che irreversibile e che prevedeva la
un’esistenza effettiva 379: commistione di vapori composti da corpuscoli di natu-
ra terrosa e acquosa, sui quali si agiva somministrando
Democritus autem videbat, quod omnia naturalia he- e sottraendo calore.
terogenia componuntur ex similibus sicut manus ex Torneremo più avanti sulla teoria dei minerali di
secundum essentiam ex minimis, quae actione formae Alberto comparandola con quella di Biringuccio. Que-
habere possunt; licet enim non sit accipere minimum sto primo accenno valga soltanto per mostrare come,
in partibus corporis, secundum quod est corpus, quod
non possit accipi minus per divisionem, tamen est in
nel momento in cui si studiano le sostanze naturali sul
corpore physico accipere ita parvam carnem, qua si mi- piano fisico, il ricorso al concetto di particella è di aiuto
nor accipiatur, operationes carnis non perficet, et hoc nella spiegazione dei loro processi di trasformazione.
est minimum corpus, non in eo quod corpus, sed in eo Se Alberto usa il termine pars senza mai darne una
quod physicum, et hoc vocavit atomum Democritus. Et definizione esplicita, questo concetto trova un’enuncia-
quia hoc materiale est ad totum corpus compositum zione chiara nella Summa perfectionis dello Pseudo-Ge-
ex pluribus materialibus partibus, ideo dixit ex talibus ber, nella quale le trasformazioni metallurgiche vengono
physica componi corpora. Et non erravit, si de compo- spiegate in termini di variazione della concentrazione
377
Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 2, p. 62a. 379
Cfr. Maier 1984, pp. 304-305; Murdoch 2001, p. 105.
378
Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 3, p. 62b. 380
Alberto Magno 1980, p. 120/44.
76 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

delle particelle elementari. Lo Pseudo-Geber presenta struttura più o meno compatta a seconda delle dimensio-
una teoria dei metalli nella quale afferma esplicitamen- ni delle loro particelle:
te che le mediocres substantie dello zolfo e del mercurio
sono particelle costituite di corpuscoli elementari: Diminutam tamen habet puritatem ab auri puritate, et
spissitudinem grossiorem quam aurum, cuius signum
In genere vero dicemus quod unumquodque ipsorum est quod non densantur partes aius in tantum quod auro
est fortissime compositionis et uniformis substantie, et componderet […] 384.
illud ideo, quoniam in eis per minima partes terree teli-
ter partibus aereis, aqueis, et igneis sunt unite, ut nulla Con Alberto Magno la dimensione corpuscolare della so-
ipsarum alteram in resolutione possit dimitere 381. stanza manteneva un valore relativo ed era legata soltanto
al piano fisico per spiegare la natura composita dei metalli
Come ha esaurientemente mostrato William Newman, e salvare la teoria della forma aristotelica senza dover giu-
in questo e in altri passi del Summa perfectionis, col ter- stificare la persistenza di diverse forme sostanziali all’in-
mine pars si deve intendere non il generico significato di terno dei corpi omeomeri: forma degli elementi, forma dei
parte, ma quello di corpuscolo 382. Ovviamente se queste corpi intermedi, forma della sostanza metallica. La Sum-
mediocres substantie sono costituite da una proporzio- ma perfectionis, invece, si concentrava prevalentemente su
ne di corpuscoli, anch’esse devono essere intese come questioni di natura tecnica, mettendo in secondo piano il
aggregati particellari: problema della generazione della forma in favore di una
spiegazione basata sulle sole cause materiali. Per lo Pseu-
Subtilissima igitur argenti vivi substantia ad fixionem do-Geber i metalli erano dei corpi misti composti da una
deducta et puritas eiusdem et subtilissima sulphuris miscela di particelle di zolfo e di mercurio 385.
materia fixa non adurens tota ipsius materia auri est Uno sviluppo della teoria della materia aristotelica,
essentialis. Maior vero argenti vivi quam sulphuris in
illo probatur quantitas propter facilem argenti vivi in- che avrà importanti ripercussioni nel concetto di mini-
gressionem in illud. Igitur quecunque volueris alterare ma naturalia del XVI secolo, è quello che segue dall’in-
ad huius exemplar altera ut ipsa ad equalitatem eius terpretazione di Ruggero Bacone della teoria dell’inten-
perducas; et modum ad illud iam dedimus. Et quia sub- sio e della remissio. In Bacone ogni specie naturale, oltre
tiles habuit et fixas partes, ideo potuerunt partes eius ad avere una forma sostanziale, ha anche una materia
multum densari; et hec fuit causa sui magni ponderis 383. specifica; quindi devono esserci delle gerarchie di ma-
terie e forme che procedono dal basso, con le più alte
Le particelle di mercurio e zolfo, dopo un opportuno pro- che assorbono le precedenti. Contrariamente alla tesi
cesso di trasformazione, si aggregano in una determinata sostenuta da Aristotele nel De generatione et corruptio-
proporzione a formare particelle di metallo. Le differen- ne e ripresa poi nella tradizione tomista, la generazione
ze tra i metalli invece sono una conseguenza del grado di un misto non doveva coinvolgere la materia prima,
di purezza delle loro particelle costituenti e della propor- ma avveniva attraverso questa gerarchia di sostanze che
zione con la quale esse vi partecipano. Lo sfondo teorico si combinavano fino a predisporsi per ricevere la forma
di queste considerazioni sui metalli prevede quindi tre ti- sostanziale. La mistione, per Bacone, avveniva in un
pologie di particelle distinte che corrispondono a tre di- processo ascendente per gradi, che prevedeva il passag-
versi gradi di aggregazione della materia: corpuscoli ele- gio attraverso una serie di forme relative che preparava-
mentari – terra, acqua, aria, fuoco – sostanze intermedie no le condizioni per la forma finale del misto nella quale
– le due mediocres substantite dello zolfo e del mercurio venivano assimilate. La forma finale del misto e quelle
– sostanze metalliche. La natura composita dei metalli la dei costituenti erano presenti fin dall’inizio e costituiva-
si capisce ad esempio dalla comparazione tra l’oro e l’ar- no una sorta di potentia activa della materia a partire
gento sulla base della loro densità, cioè dal loro avere una dalla quale la forma del misto si sviluppava. L’accento

Pseudo-Geber 1991, 65va 13-18.


381
gregazione di particelle sottili nel caso di subtilis substantia (Newman
Nella sua analisi della Summa perfectionis Newman discute
382
1991, pp. 144-145).
sul significato da attribuire a termini come subtiles partes e subtilis 383
Pseudo-Geber 1991, 75ra 4-15.
substantia concludendo che l’aggettivo “sottile” associato al sostan- 384
Id. 1991, 79rb, 2-5.
tivo “parte” denoti un corpuscolo nel caso di subtilis pars e un’ag- 385
Cfr. Newman 2006, pp. 26-27.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 77

posto sul principio preordinatore che portava all’emer- Le “particelle” di Aristotele, però, restano entità indeter-
sione della forma finale portò al riconoscimento che minate. Di esse, infatti, non viene dato nessun riferimento
tale generazione dipendeva da una causa superiore che quantitativo relativo alle dimensioni o alla forma e, inoltre,
fu individuata nel potere dei cieli 386. durante il processo di generazione del corpo misto, queste
Il problema del rapporto tra costituenti e composto particelle perdono la loro dimensione discreta per forma-
non era risolvibile sulla base della teoria della forma re una sostanza omogenea e continua; la loro concettua-
così come era stata sviluppata da Aristotele e rimase lizzazione non implicava una struttura corpuscolare per-
un problema aperto fino a quando Alberto di Sassonia manente. I minima naturalia non consentivano approcci
non sviluppò una teoria alternativa nella quale si inter- di tipo quantitativo e rimasero nelle dottrine della tarda
pretava la forma sostanziale come se fosse un principio scolastica per spiegare le modalità della generazione della
regolativo che organizzava gli elementi, intesi come forma sostanziale nella produzione dei corpi misti, senza
corpuscoli, in una “figura definita”. La forma sostanzia- portare nessun tipo di innovazione nella teoria aristoteli-
le si identifica in questo modo con la struttura del corpo ca della materia. Per avere un cambiamento sostanziale di
omeomero, la quale organizza i corpuscoli elementari questa teoria si dovrà aspettare il XVI secolo, quando ven-
che lo costituiscono secondo il numero e la disposizio- nero capitalizzate certe intuizioni sui corpi misti di ma-
ne. Come ha sottolineato Nora Emerton, il concetto di trice averroista, come la teoria modale della generazione
forma sostanziale proposto da Alberto di Sassonia, rein- della forma sviluppata da Bacone e l’interpretazione geo-
terpreta il concetto di forma in termini corpuscolaristi- metrica degli elementi di Oresme e di Ockham.
ci e in questa nuova veste condizionerà non soltanto la Un contributo significativo in questa direzione fu
teoria della mistione, ma tutti gli sviluppi postscolastici certamente quello di Agostino Nifo, che sviluppò una
sulla struttura della materia e sulle sue trasformazio- teoria della mistione basata sulla nozione di ordine e
ni 387. Si trattava di una svolta significativa, che prendeva disposizione interna delle particelle 389. Per Nifo l’insuf-
le mosse dalla teoria della mistione aristotelica, nella ficienza dell’atomo democriteo nei confronti del cor-
quale si faceva menzione della divisibilità dei corpi puscolo elementare risiedeva non tanto nel concetto
omeomeri in particelle minime (minima naturalia) che di indivisibilità, quanto nel fatto che la teoria della ma-
avevano un’esistenza temporanea e relativa: teria atomista non aveva una teoria della forma e non
rendeva conto delle differenze specifiche tra le sostanze
Risulta dunque evidente che sono mescolabili soltanto e del rapporto tra la parte e il tutto. Nifo sviluppò allora
quegli agenti che presentano contrarietà (questi infatti una teoria della mistione di tipo modale che connette-
sono disposti a patire l’uno da parte dell’altro); e la mistio- va il concetto dei minima aristotelici con la generazione
ne si ottiene più facilmente quando parti piccole di una di specie in termini di flusso particellare, dove il moto
componente siano aggiunte a parti piccole dell’altra, giac- generativo avveniva per gradi di particella in particel-
ché cambiano posto tra loro con maggiore facilità e rapi- la. Questa teoria, che Nifo aveva sviluppato in termini
dità, mentre al contrario solo in un lungo tempo un corpo astratti e metafisici, fu in seguito portata avanti da Sca-
di grandi dimensioni esercita un’azione su un altro corpo
di grandi dimensioni o subisce l’azione ad opera di questo. ligero, che arrivò a concepire la mistione come un pro-
Ecco perché tra i corpi divisibili e disposti a subire un’a- cesso dinamico, immaginando la forma come la causa
zione, si prestano alla mistione quelli che sono ‘facilmente efficiente che dispone e unisce le particelle a formare i
delimitabili’ – infatti questi corpi vengono facilmente divi- minima della sostanza mista 390. Gli esempi di fenomeni
si in piccole parti, giacché è appunto questo il significato spiegati in termini particellari da Scaligero dimostrano
dell’espressione ‘essere facilmente delimitabile’ […] 388. come il suo corpuscolarismo si fosse sviluppato in ma-

386
Emerton 1984, pp. 80-84; cfr. anche Maier 1984, pp. 57-61. quia in partibus intelligitur, necesse est. […] Ordo enim in huiusmodi
387
Cfr. Emerton 1984, p. 85. potentiis dicitur dispositio secundo modo aut forma, sive specie. Ut cum
388
Arist., Gen. et cor., 328a, 30 - 328b, 5. statue, ut imaginis dispositionem dicimus, dispositio enim tertio modo
389
“Dispositio ordo dicitur eius esse, quod partes habet, aut loco, est prout ordo partium attenditur secundum figuram totius” (Nifo 1559,
aut potentia, aut forma […] Nunc de dispositione agens primo premit- pp. 327-328; cfr. anche Bernardoni 2011, pp. 95-96; Emerton 1984, p. 99).
tit rationem comen eius nominis, quo dicitur dispositio e dicit dispositio 390
“Mistio est motus corporum minimorum ad mutuum contactum,
ordo dicitur eius esse, quod partes habet qua ratione sit, ut indivisibilis ut fiat unio. Neque enim velut atomi Epicureae sefe contingunt: ita cor-
rei non sit dispositio: quoniam, cum careat partibus, etiam careat ordine, puscula nostra, se ut continuum corpus, atque unum fiat. Sit enim unum
78 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

niera indipendente dall’atomismo classico e, oltre agli altri due: se si fosse riusciti a codificare l’attività degli
evidenti riferimenti alla teoria dei minima naturalia di alchimisti si sarebbe pervenuti alla piena comprensio-
Ockham e di John de Jandun, per spiegare ad esempio ne del processo causale che regola i fenomeni naturali di
il fenomeno della rarefazione, credo non debba essere generazione. Oltre ai risvolti ontologici ed epistemologi-
esclusa anche un’influenza del corpuscolarismo em- ci che avevano animato la quaestio medievale sulla va-
pirico rintracciabile nelle opere degli alchimisti o nei lidità dell’alchimia, il problema della trasmutazione era
compendi tecnologici, come il De la pirotechnia di Bi- stato soprattutto di tipo tecnologico. Soltanto la prova
ringuccio. Da questi ambienti culturali, infatti, sembra- empirica avrebbe posto fine ad ogni discussione e Birin-
no essere derivati gli esempi di Scaligero che riguardano guccio, nel tentativo di porre una distinzione netta tra
fenomeni come la combustione, la brillantezza della arte dei metalli e alchimia, sottolinea l’incompletezza di
fiamma e l’esplosione della polvere pirica 391. quest’ultima, che vede come necessariamente destina-
Il riferimento alle particelle in termini di movimen- ta al fallimento proprio per la sua debolezza sul piano
to e dimensione mostra una tendenza alla quantifica- tecnologico. La risposta definitiva al problema della tra-
zione dei fenomeni e quindi a considerare i minima non smutazione non poteva avvenire che attraverso la codi-
più come entità relative e temporanee, ma come dotate ficazione di tutte le fasi del suo processo di attuazione; in
di un’esistenza permanente in natura e all’interno dei altre parole si dovevano trovare gli strumenti tecnologici
corpi misti, dai quali, in linea di principio, sarebbe pos- e concettuali che permettessero di asserire con certezza
sibile estrarli nuovamente. Questo concetto fu espresso che la sostanza prodotta artificialmente fosse realmente
chiaramente nelle opere di Jean Fernel 392, ma trova le l’oro. Per Biringuccio tutti gli errori nascono dalla “debili-
sue origini nella tradizione alchemica medievale risa- tà grande de nostri intelletti” che non conoscono:
lente alla Summa perfectionis dello Pseudo-Geber, alla
scuola medica salernitana, ed è presente anche negli […] le virtù intrinseche e particular potentie de le cose,
ambienti tecnici, alchimistici e metallurgici, nei quali si et anchora per non sapere procedere a ministrare li calo-
tentava di codificare il processo di trasmutazione. ri che sien apponto consimili alli naturali, et ancho per
non havere ordine di poter provedere con remedii agli in-
finiti impedimenti che nel longo e travaglioso camino di
3.3.  Corpuscoli elementari
tale operatione inaspettatamente s’interpongano […] 393.
e particelle metalliche:
la teoria della materia di Biringuccio
Prassi operativa e descrizione teorica dovevano rimane-
La costante ricerca delle cause soggiacenti ai fenome- re strettamente legate e quindi la descrizione teorica di
ni che si manifestano durante l’esercizio dell’attività di un processo di generazione doveva corrispondere alla
tecnico minerario e fonditore porta Biringuccio a sta- sua riproduzione effettiva. I limiti dell’alchimia risiede-
bilire analogie tra i fenomeni geologici e minerari, che vano proprio in questo: poiché la trasmutazione non è
mettono in crisi le spiegazioni tradizionali o che le re- altro che un tentativo di riprodurre un processo di gene-
cuperano filtrate attraverso osservazioni empiriche per razione cercando di isolare i costituenti primi dei metalli
verificarne la coerenza. Gli sforzi teorici di Biringuccio si per poi ricomporli nella specie dell’oro, diventa fonda-
concentrano quasi esclusivamente sull’analisi della com- mentale rendere il processo di generazione reversibile,
posizione dei metalli: sul loro processo di generazione, cioè riproducibile tecnicamente. Le analisi di laboratorio
sulle loro interazioni e in particolare sulla possibilità di condotte sui metalli e i processi di affinamento come la
attuare la trasmutazione di specie. Quest’ultimo proble- sublimazione e la distillazione mostrano che le sostanze
ma era di centrale importanza e racchiudeva anche gli naturali sono risolvibili nei loro costituenti elementari. Il

continuatione terminorum: quae est mistis omnibus communis […]. terant ad unionem, unum actu sint” (Scaligero 1557, ff. 143v-144r, ex. CI).
Quando unum corpus est, cuius partium omnium extrema unum sunt in- 391
Scaligero entra nel merito della forza propulsiva della polvere da
ter se. Caeterum quia omne quod est, unum est non solum propter conti- sparo in relazione al problema del fenomeno di condensazione e rare-
nuationem e privationem purae contiguitatis: sed propter actum quoque: fazione del fuoco nella sua risposta alle tesi esposte da Cardano nel De
cuius ui sit, ut illae partes unum siant, contemplandum praeterea est: an subtilitates (Id. 1557, ff. 25v-26r, 28r-29v, ex. XI).
haec tria genera unionis sint sub eiusdem actus ratione. Actum uoco for- 392
Emerton 1984, p. 103.
mam, per quam sit, ut partes, quae natura sua, atque aptitudine coire po- 393
Biringuccio 1540, f. 7r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 79

problema, quindi, era individuare quali fossero i termini Lo stesso concetto emerge anche da altre osservazioni
ultimi di queste analisi, vale a dire gli elementi allo sta- dove la dimensione particellare è indicata implicitamen-
to puro, e il termine ultimo della sintesi, cioè un’entità te con termini analoghi:
capace di rappresentare una sostanza allo stato puro. Il
problema della trasmutazione sul piano tecnologico ri- La sua miniera è assai ponderosa e molte volte ha la gra-
chiedeva di trovare gli strumenti per isolare due tipi di- na lucente la quale quanto più è minuta simile ale ponte
stinti di particelle: durante la fase analitica il “corpusco- del ancora, tanto più riesce perfetta, perché dimostra
lo elementare” e in fase sintetica la “particella metallica”. purità e fissione 400.
Et così si trasmuta in materia che quasi non somi-
Questi due tipi di particelle sono i concetti sui quali si glia quella che era avanti che si temperasse. Perché al-
basa la teoria della materia di Biringuccio. lhora altro non somigliava che un massel di piombo, o
Nel De la pirotechnia il termine particella ricorre cera, e per questa è fatto durissimo, che quasi sopravan-
cinque volte in maniera esplicita, sempre per indicare za tutte l’altre cose dure, et ancho si fa bianchissimo più
una sostanza reale, tangibile ed osservabile, che in ter- assai che non è la natura del suo ferro, anzi quasi simil a
mini aristotelici potremmo definire “omeomera”; un l’argento, e qual di questo ha la sua grana biancha e più
concetto che, con le dovute cautele, può essere acco- minuta e fissa, quello è dela sorte migliore 401.
stato alle molecole della chimica odierna 394. Con questo Et che tale oro che in essa si cava è molto bello e del
termine, infatti, Biringuccio si riferisce allo stato fisico tutto quasi fino. Ma che è cosa molto difficile a cavarlo,
perché è di grana minutissima e quasi simile a gli attomi,
dei metalli che, terminato il processo di generazione, di modo che l’ochio a gran pena nel discerne 402.
assumono la conformazione particellare.
Prima di analizzare le implicazioni di alcune delle affer-
[…] Et in questi monti che son da tornoquasi in tutti si
cava qualche miniera, e le più son di rame o piombo, an- mazioni che vengono fatte in questi passi, mette conto
chor che quasi in tutte si troua che contengan qualche osservare che, se da un lato l’idea di particella omeomera
particella d’argento 395. può essere ricondotta sia ai minima naturalia della tradi-
zione scolastica aristotelica sia alle partes degli alchimi-
[…] son pochi [i metalli] che non habbino qualche par- sti, in particolare alla Summa Perfectionis dello Pseudo-
ticella in compagnia, ben che qual più e qual mancho se- Geber e al De mineralibus di Alberto Magno, dall’altro
condo le mistioni e fissa permanentia de le lor materie, questo concetto trova una conferma importante anche
over secondo le qualità e forze dei pianeti che vi hanno
influito […] 396. nell’osservazione empirica della struttura granulare che
certi metalli presentavano a livello macroscopico se sot-
Perché mai si può tanto bene o nettamente fare el cen- toposti a frattura (oro, argento, acciaio) e nel riconosci-
neraccio, che (ancho per sua natura ne voglia qualche mento del fatto che queste particelle erano manipola-
particella) non si può fare che in esso qualche pocho non bili e isolabili artificialmente. Quello che nelle teorie di
ne resti 397. Alberto Magno e dello Pseudo-Geber, veniva descritto
[nell’arte del partire] come comprendete havendosi a sul piano teorico facendo riferimento ad un concetto
maneggiare gran vasi di vetro sconci e frangibili con gran di particella soltanto presupposto, nelle osservazioni di
pondo d’acqua pregna di oro e argento, le quali facilmen- Biringuccio trovava quindi una conferma che sembrava
te rompere e versar si possono, e è tale che seppure una essere definitiva: i metalli erano presenti in natura allo
particella non che tutta se ne perde, rende assai danno 398. stato di particelle. Non solo, la tecnologia, oltre alla di-
[…] ma dela qualità dell’oro, havete da sape che spes- namica delle trasformazioni particellari reversibili (le-
se volte ne va in qua e là a spasso vagando per l’acqua ghe), mostrava anche di poter andare oltre questo stadio
come attomi una certa particella legiera che per esser della materia e risolvere queste particelle in costituenti
picchole cose e suttili, la su leva la forza dell’acqua 399. ancora più primitivi. Si trattava di un’acquisizione tec-
394
Cfr. Hooykaas 1949, pp. 70-71; Newman 1991, pp. 155-156; Kub- 398
Id. 1540, f. 67r.
binga 2002, pp. 173-175). 399
Id. 1540, ff. 70v-71r.
395
Biringuccio 1540, proemio. 400
Id. 1540, f. 9v.
396
Id. 1540, ff. 4v-5r. 401
Id. 1540, f. 19r.
397
Id. 1540, f. 60v. 402
Id. 1540, f. 2r.
80 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

nologica fondamentale perché, oltre a rendere legitti- Et inde appresso la fermentatione e decotione, et al fin
mi i tentativi degli alchimisti, restituiva l’immagine di si fan fisse e permanenti e di tale unione congionte che
una particella metallica come qualcosa di costruito, la quasi sonno inseparabili. Tal che da la virtù del cielo o
cui omogeneità apparente era il risultato non di un me- dal tempo, o’ pur dall’ordine de la sapientissima natura,
lange indifferenziato, come voleva Aristotele, ma di una o da tutti insieme si converteno tal sustantie in questo
corpo metallicho chiamato oro, il quale come è detto
struttura, di una modalità definita, che faceva sì che i per la sua molta temperantia e perfettissima et unita
corpuscoli si legassero insieme secondo proporzioni e mestione si fa denso, e di tal densità che non sol gli dà
disposizioni definite. Sulla base di questa importante la permanentia commune, ma quasi la incorruptilità, e
conferma tecnologica alla teoria fisica dei quattro ele- la causa di non poter contenere in sé superfluità alcuna,
menti era possibile un’interpretazione dei metalli in ter- anchor che la fusse sutile e pocha. E di qui è che anchor
mini di struttura e si potevano spiegare tutti i mutamenti che gli sia in terra, o in l’acqua non produce in esso rug-
apparenti e sostanziali come le variazione di un rapporto gine ne la longa età che l’una e l’altra in lui non operano
di uno stato di equilibrio. il loro potere, né il fuocho che ogni cosa creata han forza
Il “laboratorio tecnologico” permetteva così di os- de in cenerare, o resolvere, anzi non sol col suo vigor da
servare tutte quelle trasformazioni che nel quarto libro essi si defende, ma del continuo si purifica e si fa più bel-
lo. Et similmente la preditta sua perfetta unione fa essere
dei Meteorologica di Aristotele erano soltanto descritte. il suo corpo senza flegma e senza ontuosità superflua,
L’identificazione di corpuscoli elementari come entità onde nasce che sempre sta nel suo esser lucido e bello
dotate di una massa propria alla quale è associato un nel suo medesimo colore, né fregato lassia alcuna ten-
grado di attività o passività unitario costituiva la pre- tura negra o gialla a le cose come fan quasi tutti gli altri
messa per affrontare il problema dei mutamenti delle metalli. Né in sè ancho ha alcuno odore o sapore che a
sostanze sul piano quantitativo. Un’interpretazione del- l’odorato, o al gusto si senta. Nè mangiatone per volontà,
la materia del genere è molto vicina a quella delineata o per inavertentia è veneno de la vita, come alcun de gli
nella Summa perfectionis dello Pseudo-Geber, con la altri, anzi è medicina giovevole a varie agritudini 403.
differenza essenziale che, mentre in questo caso si dava
per acquisita la possibilità della trasmutazione, nella Tra tutti i metalli soltanto l’oro è composto da sostan-
visione di Biringuccio questo passaggio rimaneva sol- ze elementari che vi partecipano con le stesse qualità
tanto un’ipotesi. e quantità portando ad una situazione di equilibrio, di
Dalla definizione che Biringuccio dà dei singoli “fortie pari”, in modo che la passività e l’attività dei cor-
metalli emerge, quindi, un concetto di particella come puscoli elementari si neutralizzino vicendevolmente,
un’entità materiale più o meno attiva che, a seconda lasciando le particelle d’oro inerti, o quasi, dal punto
degli squilibri caratteristici della propria struttura, è di vista chimico. Tutti gli altri metalli sono invece ca-
più o meno capace di reagire con le particelle di altre ratterizzati dalla prevalenza di una matrice elementare
sostanze. La tecnologia del fuoco ha il compito di codi- che ne determina uno squilibrio strutturale che li porta
ficare la “reattività” delle particelle in modo da poterne a corrompersi superficialmente reagendo con i corpu-
controllare gli effetti e dirigerli nella produzione di so- scoli elementari delle sostanze con le quali vengono a
stanze artificiali con caratteristiche più consone agli usi contatto. In questo modo si spiegano sia la tendenza di
dell’uomo. alcuni metalli all’ossidazione superficiale, sia le “affinità”
La definizione che Biringuccio dà dell’oro costitui- esistenti tra sostanze minerali: quelle sostanze che han-
sce l’esempio migliore per comprendere il suo concetto no una struttura particellare adeguata si compenetrano
di particella metallica: più facilmente. L’oro, che ha la struttura più compatta e
densa di tutti i metalli, non reagisce, o meglio, reagisce
Ve dico che le sue originali e proprie materie, altro non solo in piccola parte. Questa spiegazione della particella
sonno che sustantie elementali con equali quantità e d’oro come quella più equilibrata trovava conferma em-
qualità, l’una al altra proportionate, e suttilisimamente pirica nel fatto che questo metallo era l’unico che man-
purificate. Per il che congionte insieme essendo di fortie teneva quasi inalterato il suo grado di brillantezza e se
pari, ne nasce una amicabile e perfettissima mistione. sottoposto all’azione dissolvente del fuoco non si calci-
403
Id. 1540, f. 1r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 81

nava, cioè non si risolveva nei suoi costituenti di natura Et hor così vi dico che la miniera del rame come l’altre
terrosa. Una tale proprietà era sinonimo di una struttura miniere si genera ne le pietre de monti d’una sustantia
compatta, composta da corpuscoli estremamente sotti- elementale terrea con pocha acquosità con proportione
li e di forma regolare, dalla cui unione risultavano pori dele altre qualità de le necessarie sustantie nutrite de la
molto piccoli che non permettevano alle impurità di pe- influentia di Venere con quelle qualità produttive e gene-
rative che la natura li concede, e per queste non di tanta
netrarne la struttura alterando la stabilità delle particel-
purità, né si suttili far non possano anchora tanta buona
le. Questa spiegazione sembra delinearsi in termini mec- mistione e decottione come quelle de l’oro e de l’argen-
canicistici riproponendo una dinamica del mutamento to, et il rame ne la sua particular natura è giudicato da
di matrice atomista sul modello di quella presentata da filosofi esser caldo e seccho, et in la sua generatione la
Platone nel Timeo o da Lucrezio nel De natura, che chia- sua sustantia è alquanto adusta et incensiva, da la quale
ma in causa la struttura porosa delle sostanze 404. Tali nasce la rossezza del suo colore, e per non esser ancho-
particelle però, per Biringuccio, non agiscono soltanto a ra l’altre sustantie per la loro impurità così ben insieme
livello meccanico, come una teoria corpuscolare farebbe congionte il fanno esser imperfetto. Et per questi specu-
pensare, in quanto non è soltanto l’urto che determina latori operanti quando è da per sé il chiamano metallo
una modificazione della struttura, ma una certa predi- infermo, foglioso e terrestre, e per tali diffetti ignobile, e
sposizione al cambiamento conferita alla particella dal- massime perché lavorandoli si converte in scoria, e per
la sostanza elementare predominante, che è più o meno fuocho facilmente si calcina e resolve. Et la duttilità sua,
contraria alla natura dele cose troppo terrestri vogliano
attiva nei termini della teoria dei contrari aristotelica. che proceda da la molta ontuosità minerale 406.
Questo concetto si chiarisce nelle definizioni degli al-
tri metalli, attraverso le quali si delinea di una gerarchia Ad un gradino ancora più basso della gerarchia metallica
delle sostanze minerali che vedono nell’oro il vertice più
troviamo il piombo:
alto. Descrivendo l’argento Biringuccio afferma che in-
fatti si tratta di una: Seguirò hora dirvi in questo capitolo del piombo, nel
quale per suprabundare molta acquosità, e per havere
sustantia più aquosa che ignea, e tutte l’altre esser simili anchora l’altre sustantie a tale effetto concorrenti male
e pure, non però tanto quanto son quelle del oro, e però mistioni fatte è in esso grande impurità, e è chiamato
viene a esser di minor perfettione, et ancho tanto più metallo imperfetto e lebroso e pocho fisso, come appa-
quanto è più debile la influentia della luna, che quella rentemente dimostra per la facil sua liquabilità, e per
del sole, anchor ch’a noi assai più propinqua ci sia. Di- convertirsi facilmente buona parte in scoria quasi terre-
cano li pratici questo generarsi volontieri in una pietra stre oltre alla tentura, che è ne le cose le quale si frega 407.
simile a l’albazzano, et anchora in un altro sasso di co-
lor bigio scuro e mortigno, et anchora spesso si trova in
uno altro sasso simile al travertino, overo nel travertino Percorrendo a ritroso la scala gerarchica dei metalli pos-
proprio. La sua miniera è assai ponderosa e molte volte siamo osservare come ad ogni livello corrisponde una
ha la grana lucente, la quale quanto è più minuta simile progressiva corruzione della struttura, che viene eviden-
a le ponte de l’ancora, tanto più riesce perfetta, perché ziata sottolineando come la tendenza al mutamento del
dimostra purità e fissione 405. metallo sia determinata dalla matrice elementare domi-
nante. Nel caso dell’argento si tratta di una sostanza più
Nel caso del rame avremo uno squilibrio strutturale an- acquosa che ignea, mentre nel caso del rame, anche se
cora maggiore: la sua duttilità è sintomo di acquosità minerale mal de-
404
Platone definisce gli elementi come dei poliedri costruiti a parti- edri in icosaedri più piccoli assumendo lo stato di fusione. Al contrario
re dalla composizione di triangoli regolari che si uniscono lungo i cateti: la solidificazione avviene con il processo inverso: quando il fuoco esce
la terra il cubo, l’acqua l’icosaedro, l’aria l’ottaedro e il fuoco il tetraedro. dalla struttura le particelle si ricompattano assumendo lo stato solido. In
Acqua, aria e fuoco, sono trasformabili l’uno nell’altro per dissociazio- questo modo la loro aggregazione forma strutture più o meno compatte
ne e associazione delle loro facce triangolari, mentre la terra che è co- secondo gli elementi che vi partecipano (Plat., Tim., 53c-56c e 58e-59b).
stituita a partire da un’altra specie di triangolo (isoscele) non partecipa Per Lucrezio invece i corpi duri e massicci sono formati da atomi uncina-
di questo ciclo di trasformazioni. Si tratta di una teoria molto potente ti che formano un tessuto unitamente serrato (Lucr., II, 445).
che spiega gli stati apparenti dei metalli in termini di struttura particel- 405
Biringuccio 1540, f. 9v.
lare: l’oro è visto come un agglomerato di particelle d’acqua congelate 406
Id. 1540, f. 12r-v.
e quando il fuoco penetra nei pori della sua struttura dissocia gli icosa- 407
Id. 1540, f. 13r.
82 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

cotta, la matrice dominante è quella della terra. In ter- cando di quantificare il rapporto proporzionale con il
mini analoghi sono descritti anche il ferro, lo stagno e quale i corpuscoli elementari partecipano alla struttu-
il piombo. ra della particella. Tuttavia – e questo è il limite anche
Le particelle metalliche per Biringuccio sono, quin- dell’alchimia – non possedendo strumenti precisi che ci
di, entità dinamiche che all’aumentare del disordine consentono di effettuare certe quantificazioni, l’analogia
strutturale aumentano la loro reattività in natura. Nei tra macroscopico e microscopico deve rimanere soltan-
termini della teoria aristotelica dei contrari – che qui è to un’interpretazione teorica.
recepita non come un moto di alterazione qualitativa su Dalle definizioni che Biringuccio dà dei vari metalli,
una materia indifferenziata 408, ma come l’interazione di si vede come egli cerchi di esprimerne l’essenza in un
particelle reali e distinte – il grado di squilibrio di una rapporto razionale di parti e come individui nel loro
struttura complessa come quella di un metallo deter- equilibrio – concetto, questo, che era fondamentale an-
mina la sua attitudine a reagire con le altre sostanze, che nel processo di alterazione qualitativa di Aristotele
determinando in questo modo anche la sua tendenza – l’elemento di stabilità e perfezione di una sostanza, dal
più o meno marcata alla corruzione superficiale; siamo quale dipendono il grado di coesione e la resistenza al
qui in presenza di una versione con forti connotazioni cambiamento. Senza voler proporre inopportuni para-
empiriche e scevra di aspetti animistici della celebre goni con la chimica moderna, credo che il miglior modo
dottrina delle simpatie e antipatie con la quale la magia per descrivere la teoria della materia di Biringuccio sia
rinascimentale spiegava tutti i fenomeni di animazione quello di riferirsi ad essa come una “chimica del bilan-
che si manifestavano in natura 409. ciamento”: una proiezione nel mondo subparticellare
A livello macroscopico queste differenze di struttura di quello che a livello macroscopico si dimostrava con
corrispondono alle proprietà chimico-fisiche di una so- la bilancia. L’impiego sistematico di questo strumento
stanza; compito dell’ingegnere minerario e metallurgico costituisce l’elemento di separazione tra l’alchimia e la
è quello di codificarle e quantificarle per trovarne un’ap- chimica, il punto di svolta verso una disciplina empirica
plicazione tecnologica o medica. La definizione delle strutturata razionalmente che tra XV e XVI secolo stava
leghe metalliche dataci da Biringuccio illustra meglio di maturando nell’ambito dei cantieri minerari per opera
qualsiasi altra cosa come le relazioni tra sostanze siano dei “metallieri” che, fino dai tempi antichi, facevano uso
esprimibili e quindi controllabili in termini di peso: della bilancia per la quantificazione del grado qualitati-
vo di un metallo. La definizione di unità di misura per
Come avanti v’ho detto lega altro in questo luocho non
vuol dire che mescolamento d’amicabile amicitia l’un le qualità, come il carato e la lega, esprimono il risul-
metallo con l’altro. […] però si deve proportionare con tato in “parti” e presuppongono, almeno mentalmente,
certa ragion di peso e non a caso, acciò che potiate con- l’identificazione della concentrazione minima di massa
durre el lavor vostro a quel termine di perfettione che alla quale viene attribuito il massimo grado di qualità e
disegnate 410. quindi la possibilità di poter contare o isolare le parti
di metallo più piccole esistenti in natura. Se teniamo
Questa definizione fornisce lo schema per tentare un’a- presente questo retroterra culturale, crediamo non ci
nalisi quantitativa anche delle particelle metalliche cer- si debba meravigliare del fatto che nel momento in cui
408
Nel Generatione et corruptione, Aristotele nega l’esistenza di una 327a, 15-20). La generazione di una qualità (una forma) è il risultato di
dimensione particellare ultima della materia. La formazione di un corpo un moto alterativo di bilanciamento dei contrari che agiscono sul so-
misto è il risultato dell’unificazione delle cose mescolabili dopo che que- strato materiale, ma in questo processo gli elementi costituenti perdono
ste hanno subito un’alterazione. Questo tipo di trasformazione avviene la loro specificità fisica e non rimangono come particelle dentro il corpo
su un sostrato unitario sul quale cambiano le affezioni qualitative (Arist., misto (Arist., Gen. et cor., 334b, 5-30).
Gen. et cor., 319b, 32 - 320a). Nei processi di generazione e alterazione la 409
Già Empedocle di Agrigento, illustrando la sua teoria dei quattro
giustapposizione di parti serve per aumentare la superficie di contatto elementi e della composizione dei corpi misti, aveva visto nelle due for-
delle sostanze facilitando le trasformzaioni, ma il risultato è una tra- ze cosmiche dell’amore (attrazione del simile) e dell’odio (repulsione del
sformazione sostanziale omogenea non scomponibile ulteriormente nei dissimile) la causa di tutti i mutamenti delle sostanze. Su questa dottrina
suoi costituenti per separazione di parti. Per Aristotele l’esistenza degli si basa la teoria medica degli umori e dei temperamenti, ed è all’origine
atomi è in contraddizione con il processo di alterazione poiché la qualità della visione cosmologica del pensiero ermetico che ha animato il Rina-
di un corpo omeomero non può dipendere dall’aggiunta o sottrazione di scimento (Magli 1995, p. 52; cfr. anche Couliano 1991).
una parte, ma riguarda il corpo nella sua omogeneità (Arist., Gen. et cor., 410
Biringuccio 1540, f. 73r-v.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 83

Biringuccio prese in considerazione l’idea di una com- spettiva l’oro è il metallo dove questi elementi astrali e
posizione strutturata delle particelle metalliche, egli terreni, sono tra loro proporzionati al massimo grado di
cercasse di descriverla in termini di proporzione, oltre perfezione. A conclusione di queste considerazioni, nel-
che qualitativa, anche quantitativa, come i metallieri e le quali riporta anche le opinioni di Platone ed Ermete
gli alchimisti più accorti erano soliti fare 411. Trismegisto, Alberto afferma che:

3.4.  Il dialogo di Biringuccio Nos autem hanc opinionem sic intelligimus, quod pro-
portio principiorum virtutum videlicet agentium et pa-
con la tradizione dotta: tentium sit dispositio ad formam substantialem, sicut
Alberto Magno e Pseudo-Geber et in omnibus aliis: et quod forma est quam dant prima
formalia et agentia principia, quae prima sunt agentia
Le considerazioni di Biringuccio sui metalli individua-
tanquam virtus formativa in materia, sicut nos diximut
no una serie di concetti riconducibili alla teoria dei mu- in scientia lapidum 414.
tamenti aristotelica del quarto libro dei Meteorologica e
alla tradizione araba di Avicenna con i quali l’ingegnere Come aveva già espresso nel caso della generazione delle
senese entrò in contatto molto probabilmente attraver- pietre, Alberto vede anche la generazione metallica come
so la lettura del De mineralibus o del Commento ai Me- un processo nel quale le potenze elementari, cioè gli ele-
teorologica di Alberto Magno. Da un confronto tra il De menti, si proporzionano (proportio principiorum virtu-
la pirotechnia con il De mineralibus, oltre alle molteplici tum) fino a formare una mistione capace di ricevere la
simmetrie, emergono delle divergenze significative che forma sostanziale attraverso l’azione dei cieli. Questo con-
ci inducono a cercare le fonti del pensiero di Biringuccio cetto è ribadito anche nel commento ai Meteorologica di
anche in opere più tecniche, come la Summa perfectionis Aristotele, dove Alberto definisce i metalli come corpi mi-
dello Pseudo-Geber, e nelle dottrine sui corpi misti del- sti generati a partire dagli elementi e dall’azione degli astri:
la tradizione aristotelica padovana. A queste teorie sul-
la sostanza Biringuccio potrebbe essere stato introdotto Metallica enim non sunt nisi sicut aqua, quae congela-
da Benedetto Varchi, il quale si era formato in quella tra- tur vehementia frigoris et siccitatis. Et si arefiat in eis
dizione 412 e che, come abbiamo visto nel capitolo prece- humidum multa arefactione, tunc non siet sicut aqua,
dente, era stato uno dei suoi interlocutori sulle questioni quia numquam postea liquabuntur sicut lapides quidam
relative alle trasformazioni delle sostanze. pretiosi. Elementum autem, ex quo fiunt res, sive illud sit
Nel capitolo dedicato alla forma sostanziale dei aqua sive terra vaporibus supra dictis contemperata, in
metalli Alberto espone una teoria riconducibile all’al- potentia habet omnia ista. Et ideo agente naturali calido
chimista arabo Jabir ibn Hayyan, per il quale la forma vel frigido cum virtutibus stellarum omnia educuntur de
sostanziale dei metalli sarebbe espressione di una cer- ipso. Processus autem ex materia ad generationem isto-
rum est quod vapor commixtus humido aqueo, quod in se
ta proporzione numerica di potenze terrestri e celesti, subtile terreum habet, resolvitur et ingrossatur in ipso. Et
dove le prime sono le qualità dell’elemento terra, che de substantia spirituali fit corpus grossum et fit quasi aqua
è freddo e secco, e le seconde sono influssi di origine sicut argentum vivum. In illo enim humidum aqueum est
astrale che conferiscono ai metalli le loro qualità ca- vivum et nititur ascendere super terreum et effluere de
ratteristiche 413. Secondo questa teoria le qualità di un ipso et retinet ipsum subtile terreum sibi ad mixtum 415.
metallo dipendono dal tipo di mistione, cioè da come
gli elementi primi interagiscono tra loro, e dal grado Per quanto lo stato di vapori terrestri e acquosi al quale si
di potenza astrale che agisce su di essi; in questa pro- fa riferimento in questo passo evochi di per sé la commi-
411
In molte opere sull’alchimia come quelle di Arnaldo da Vil- e ottenute nel processo di trasmutazione (cfr. Halleux 1986, pp.
lanova, Giovanni Rupescissa e, in maniera ancora più sistematica, 187-211).
in quelle di Paolo di Taranto e Riccardo Anglico (Correctorium al- 412
Sull’aristotelismo di Benedetto Varchi si veda Pirotti 1971, pp.
chemiae), vengono spiegati processi di analisi come la coppellazio- 63-108.
ne e la cementazione. Nella Voarchadumia di Johannes Augustinus 413
Cfr. Kraus 1986, pp. 188, 201; Multhauf 1966, pp. 134-135; Pe-
Pantheus, che fonda l’alchimia sul bilanciamento degli elementi e reira 1999, p. 97.
sulla numerologia legata alla kabala, la bilancia diventa lo strumen- 414
Alberto Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. VI, pp. 66b-67a.
to principale di analisi per testare la qualità delle sostanze usate 415
Alberto Magno 2003, p. 257/52.
84 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

stione di flussi particellari nel processo di generazione di nerazione prendendo in considerazione l’idea che tale
un metallo, per rinforzare quest’idea di una “fisica parti- processo possa essere il risultato di un’azione separata
cellare della generazione minerale” possiamo richiamar- delle virtù del cielo, del tempo e dell’ordine della sapien-
ci anche alla genesi delle pietre descritta nel De minerali- tissima natura. Nel primo caso mostra di considerare
bus, in cui Alberto afferma che: ancora vincolanti quelle dottrine di origine alchemica e
neoplatonica, fortemente presenti anche in opere come
Compactio autem praecipue facta partium est ab humi- il De mineralibus e la Summa perfectionis e ancora lar-
do undique penetrante lapidis materiam: propter quod gamente circolanti nel XV e XVI secolo 418, che vedevano
quamlibet partem ejus fluere facit ad quamlibet partem: nella corrispondenza tra astri e metalli un aspetto de-
et ideo compactus factus est lapis: hoc autem humidum terminante per la generazione della forma sostanziale
est corporale et aqueum, aut spirituale, aut aereum. Et dei metalli. Nel secondo caso, invece, viene esclusa ogni
quia aereum subtilius est quam aqueum, ideo compac-
tioris substantiae sunt lapides ex vaporibus commixti, possibilità di intervento sovrannaturale e la generazio-
quam ex alia substantia aquea vel terrea 416. ne dei metalli diventa un processo di termoregolazione,
mostrando chiari influssi della teoria sulla generazione
La stessa idea che le sostanze naturali siano costituite e trasformazione delle sostanze espressa nel quarto libro
a partire dalla mistione di costituenti elementari di for- dei Meteorologica di Aristotele 419. Molti degli argomenti
ma corpuscolare è espressa anche dallo Pseudo-Geber, il trattati in quest’opera, che è stata commentata dai prin-
quale, nella Summa perfectionis, riportando le opinioni cipali autori medievali, erano relativi alla generazione e
degli antichi sulla generazione dei metalli, afferma che: alla trasformazione delle sostanze ed è presumibile che
suscitassero un forte interesse in quei tecnici di alto li-
Et ad talem mixtionem veniunt omnia elementa secun- vello che, come Biringuccio o Leonardo da Vinci, si occu-
dum debitam naturalem proportionem, et miscentur pavano della manipolazione delle sostanze a livello pro-
per minima quousque faciant uniformem mixtionem 417. fessionale. Infine, il riferimento di Biringuccio alla natura
come principio ordinatore era probabilmente un riflesso
Come abbiamo visto prendendo in esame le considera- del concetto di forma sostanziale intesa come struttura
zioni sull’oro, l’insistenza di Biringuccio sull’equilibrio corpuscolare che in quegli stessi anni stava maturando
della struttura particellare di questo metallo (sia dal all’interno della tradizione aristotelica padovana nelle
punto di vista qualitativo che quantitativo) e il richia- opere di Agostino Nifo e Giulio Scaligero 420. Molto signi-
mo agli elementi come “fortie”, sembrano riflettere l’i- ficativa è anche la conclusione del ragionamento, nella
dea espressa nella teoria illustrata da Alberto in cui gli quale si afferma che questi tre fattori possono agire oltre
elementi sono descritti come potenze. Tuttavia, Birin- che singolarmente anche tutti e tre insieme, cosa questa
guccio assume toni più marcatamente meccanicisti- che dimostra come Biringuccio, pur essendo interessato
ci e parla di proporzione soltanto in riferimento ai co- a tutti i tipi di spiegazione causale, non prendesse mai
stituenti materiali del metallo. L’azione degli influssi posizioni definitive su questioni che non potevano esse-
astrali è mantenuta anche da Biringuccio, ma soltanto re dimostrate empiricamente.
come causa efficiente per la generazione della forma so- Le analogie tra Biringuccio e Alberto Magno conti-
stanziale. Inoltre, è importante osservare che, nelle sue nuano anche nel caso della definizione dell’oro. Anche
considerazioni sulla struttura materiale delle particelle qui, nonostante rifiuti la teoria zolfo-mercurio, Birin-
dell’oro, Biringuccio propone una distinzione tra le cau- guccio condivide con Alberto la spiegazione delle carat-
se efficienti che intervengono nel loro processo di ge- teristiche fisico-chimiche del metallo:

416
Alberto Magno 1890, lib I, tr. 2, cap. 6, pp. 20b-21a. modo attivo) passivi invece l’umido e il secco (infatti si definisce la natu-
417
Pseudo-Geber 1991, p. 326. ra di ciò che è facile o difficile a delimitarsi con il concetto di subire). […]
418
Per un’idea generale sulla dottrina delle corrispondenze astrali La generazione naturale assoluta è un mutamento prodotto da questi
vedi Couliano 1991, pp. 166-214. fattori, quando siano in giusta proporzione, nella materia che è sostrato
419
In apertura del IV libro dei Meteorologica Aristotele afferma che: di ciascun corpo naturale e questa materia consiste nei fattori passivi
“in tutti i corpi è infatti evidente che il caldo e il freddo delimitano, uni- già indicati. Il caldo ed il freddo producono la generazione regolando la
scono e trasformano sia le cose affini che le non affini […] noi diciamo materia;” (Arist., Meteor., 378b, 10 - 379a, 2).
infatti attivi il caldo e il freddo (ed infatti ciò che unisce è in qualche 420
Cfr. Emerton 1984, pp. 101-103.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 85

Subjciendum autem his de natura auri, quod solum gano e disgregano fino al raggiungimento di un equili-
secundum hermetem est in quo nulla apparet aegritu- brio al quale corrisponde la generazione della forma so-
do: neutra enim pars materiae ipsius est imperfecta et stanziale di un metallo. Si tratta, quindi, di una teoria
intemperata. Cum enim sicut et caetera componatur ex che interpreta la forma come una disposizione spaziale
sulphure et argento vivo, est suum sulphur lucidissimum dei corpuscoli elementari che costituiscono la sostanza
et mundissimum et per loturas fortissimas deductum ad
puritatem, quod nullam omnino habet unctuositatem
naturale, anch’essa in forma particellare (minima natu-
cremabilem, nec aqueam humiditatem phlegmaticam ralia). Gli antecedenti medievali di questa teoria sono
evaporabilem: et forte in locis concavis quorum solida riconducibili alla tradizione filosofica aperta da Alber-
superficies, est saepius sublimatum et digestum tempe- to di Sassonia, nella quale era presente l’idea di forma
rato calore digerente digestione quae pepansis vocatur intesa come un principio regolativo che determinava la
[…]. Sulphur autem in compositionem auri non venit disposizione dei corpuscoli elementari nella struttura
tantum per qualitatem, sed per substantiam: et cum delle particelle delle varie sostanze naturali 423, ma se ne
sit subtilis substantiae, penetrabit ubique per argentum trovano anche echi nel dibattito medievale sull’atomi-
vivum et coagulando colorat ipsum, et cum sit utrun- smo e il corpuscolarismo, in autori come Wyclif, Cra-
que sublimatione ad formam superiorum elementorum thorn e Jandun 424.
deductum, quae in natura diaphanitatis cum perpetuo Per quanto riguarda le possibilità di accesso di Birin-
conveniunt corpore, habebit utrumque plurimum per- guccio al corpuscolarismo sviluppato dagli autori me-
vietatis: et cum spissentur plurimae partes materiae,
simul constabunt: hoc enim est de propietate subtilis
dievali e rinascimentali possiamo dire, in generale, che
substantiae, quod constans per coagulationem plurimas le teorie sulla struttura delle sostanze e sulla dinamica
partes habebit in parvissimo loco 421. delle loro trasformazioni circolarono anche fuori dagli
ambienti accademici. Un possibile canale di contatto tra
Negli stessi termini si esprime anche lo Pseudo-Geber: autori di cultura tecnica e accademici era certamente la
loro partecipazione comune alle azioni militari quando,
Et quia subtiles habuit et fixas partes, ideo potuerunt ad esempio, la fusione di un’artiglieria o l’esplosione del-
partes eius multum densari; et hec fuit causa sui magni la polvere pirica potevano suscitare discussioni sui mu-
ponderis. Per multam vero temperatam a natura decoc- tamenti naturali o indotti artificialmente delle sostanze.
tionem facta est ex illo paulatina resolutio et inspissatio A questo proposito mette conto sottolineare come sia
bona et ultima mixtio, ut cum ignitione liquescat 422. Giulio Scaligero che Benedetto Varchi, due autori seguaci
dell’aristotelismo padovano, furono impegnati in attività
Oltre alla dimensione particellare dei costituenti dei me- militari. È molto probabile che proprio il secondo, che
talli, da questi passi emerge chiaramente un altro con- come abbiamo visto era in rapporto di amicizia con Bi-
cetto chiave per capire la relazione tra corpuscoli ele- ringuccio, possa essere stato il suo tramite verso un’in-
mentari e particelle metalliche. La generazione di un terpretazione corpuscolarista delle sostanze metalliche.
metallo è interpretata come un lungo processo di cot- Se, infatti, dietro alle riflessioni di Biringuccio possiamo
tura nel quale gli elementi naturali in forma corpuscola- cogliere l’eco di teorie della materia come quella di ma-
re che si trovano aggregati nelle varie sostanze minerali trice padovana, crediamo che ciò non sia da ricondurre
e vegetali vengono purificati, amalgamati e infine con- ad un improbabile lettura di opere quali il De mixtionis
vertiti in metallo. La generazione metallica è quindi un di Agostino Nifo, o il De elementis di Alessandro Achil-
processo che non avviene meccanicamente attraverso la lini, ma piuttosto ad confronto personale con qualche
giustapposizione di parti, ma implica una trasformazio- membro di quella tradizione che, come Benedetto Var-
ne secondo uno schema preordinato che si completa con chi, può aver fornito informazioni teoriche importanti
il sorgere della forma sostanziale metallica. Come ab- per la spiegazione dei fenomeni osservati da Biringuccio
biamo visto, per Biringuccio questo processo è regolato durante l’attività di tecnico minerario. Tuttavia non pos-
dalle forze attive e passive degli elementi che si aggre- siamo escludere neanche il processo inverso, e cioè che

421
Alberto Magno 1890, lib. IV, tr. 1, cap. 7, pp. 91b-92a.
422
Pseudo-Geber 1991, p. 474. 424
Per il corpuscolarismo scolastico medievale si veda Maier
423
Cfr. Emerton 1984, pp. 68, 92-93, 98-101. 1982, pp. 299-318; Murdoch 2001, pp. 91-131; Grellard–Robert 2009.
86 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

certe teorie siano sorte dietro le domande che veniva- co” degli elementi e dimostrano come i corpi omeomeri
no poste agli accademici sulla scorta delle osservazioni non siano sostanze neutre, ma riflettano le caratteristi-
empiriche negli arsenali e nei laboratori di spagirica; il che della loro struttura elementare:
caso di Tartaglia, che afferma di essere stato sollecitato
allo studio della balistica da un bombardiere, è a questo […] molti speculatori hanno trouato quale è che in questi
proposito significativo 425. simplici con che si compongano la polvere sonno come
in tutte l’altre cose generale in potentia gli elementi. Ma
per quel che si vede sonno tutti proportionati a una certa
3.5.  La radice tecnologica del corpuscolarismo siccità sottile atta da introdurvi facilmente il fuocho e
di Biringuccio introdutto moltiplicarvelo con certa ragione […] 426.
A prescindere da una probabile influenza della tradizio-
ne aristotelica padovana, crediamo che la ragione prin- Da questo passo emerge come il pensiero di Biringuccio
cipale che portò Biringuccio a riflettere sulla natura delle sia animato da una tensione costante tra spiegazione te-
orica e osservazione pratica che lo porta a filtrare sempre
sostanze e sulle loro trasformazioni debba essere ricer-
con l’esperienza tutti i concetti che si trova a mutuare
cata nelle osservazioni che egli conduceva quotidiana-
dalla tradizione. È interessante notare come, dopo aver
mente nell’esercizio della propria attività di metalliere e
riportato un precetto generale di matrice aristotelica per
di ingegnere militare; operando e controllando proces-
cui tutti i corpi misti hanno in potenza gli elementi, egli
si come l’esplosione, la distillazione, la sublimazione e
compia una precisazione significativa che ci rivela quale
la calcinazione, era possibile fornire le prove empiriche
fosse il suo concetto di elemento, e cioè un qualcosa di
della complessità strutturale delle particelle metalliche.
materiale presente nel corpo misto secondo una certa
Nel De la pirotechnia Biringuccio distingue tra “fuo-
proporzione specifica i cui effetti sono osservabili em-
co materiale” e “fuoco elementare”: il primo è quello ar- piricamente. La polvere pirica è una miscela di “sostan-
tificiale e si identifica nei composti pirotecnici come la ze omeomere” purificate e ridotte in forma pulviscolare
polvere da sparo, il secondo è invece il fuoco naturale che in modo da poterle proporzionare secondo un preciso
può essere allo stato “apparente e vivo”, quando cioè è rapporto ponderale adatto a favorire la propagazione del
isolato dagli altri elementi e mostra la sua fiamma, oppu- fuoco e la trasmutazione degli altri elementi. Biringuccio
re resta ad uno stato materiale quando, come nella pol- non si accontenta di fornire un ricettario pirotecnico e
vere da sparo, è frammisto con gli altri elementi. Il fuoco si spinge oltre queste considerazioni generali entrando
è quindi una sostanza materiale attiva, che partecipa nel merito del fenomeno dell’esplosione e cercando di
alla composizione dei corpi omeomeri ma che, se presa spiegare la trasmutazione degli elementi in fuoco in ter-
separatamente, diventa uno strumento operativo capace mini quantitativi:
di alterarne le proprietà tecnologiche. Dunque, anche se
i processi di termoregolazione naturali non erano stati […] quale li philosophi con sperientia hanno trovata e
ancora codificati e quantificati, la pirotecnica si poneva scrivendo ce l’hanno mostra col dirci che loro sanno che
come una disciplina tecnologica in grado di controlla- una parte di fuocho occupa luocho per dieci di aere, e una
re, almeno in certi fenomeni, la forza degli elementi. In de aere per dieci d’acqua, e una d’acqua per dieci di terra 427.
tal caso l’esempio più significativo è quello della polvere
pirica che, attraverso una miscela di sostanze minerali Quest’argomentazione, che per la prima volta era stata
(zolfo e salnitro) e vegetali (carbone), riesce a modulare il impiegata da Aristotele per negare la dimensione cor-
fenomeno dell’esplosione. Le proprietà di questa miscela puscolare degli elementi nell’accezione di Empedocle 428,
costituiscono infatti una prova del “potenziale energeti- viene applicata alla spiegazione di un fenomeno fisico
425
“Habitando in Verona l’anno 1531 illustrissimo S. Duca mi fu 428
Discutendo la posizione di Empedocle per cui i costituenti ul-
adimandato da uno intimo et cordial amico peritissimo Bombardiero timi della materia non sono trasmutabili l’uno nell’altro, Aristotele af-
in Castel Vecchio (buon atempato e copioso di molte virtù) di modo di ferma che, se si ammette la possibilità di una loro comparazione quan-
mettere a segno un pezzo di artiglieria al più che può tirare” (Tartaglia titativa, tutti gli elementi devono avere qualche proprietà in comune
1550, epistola dedicatoria). che consenta una misurazione. Questo lo si può vedere nel caso del
426
Biringuccio 1540, f. 152v. cotile d’acqua, che può trasformarsi in dieci cotili d’aria (Arist., Gen. et
427
Ibid. cor., 333a, 15-30).
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 87

specifico come quello dell’esplosione che, per Biringuc- grande per il quale bisogna o che la cosa nella quale si
cio, è determinato dalla scissione dei corpuscoli elemen- trova si spezzi, o che il più debil resistente li ceda […] 430.
tari terrestri che si trasmutano aumentando di volume.
L’argomento aristotelico, più volte ribadito e sviluppa- Si tratta di un passo molto curioso perché sembra che
to anche nella tradizione scolastica 429, assume qui una Biringuccio, insoddisfatto della spiegazione aristoteli-
valenza contraria alla sua accezione originaria e viene ca, cerchi di interpretare la trasmutazione elementare
usato per sottolineare la dimensione corpuscolare degli in termini volumetrici 431: per ogni particella di terra se
elementi e per tentare una quantificazione dell’energia ne generano 1000 di fuoco, al punto che il volume della
sviluppata nell’esplosione. Cercando di applicare que- canna dell’artiglieria non è più capace di contenerlo ge-
sto principio, Biringuccio elabora una spiegazione mol- nerando così la spinta necessaria al lancio del proietti-
to confusa nella quale sembra tentare una traduzione le. Tuttavia, dato che questa spiegazione non gli appare
della spiegazione aristotelica in termini meccanicistici: convincente, la integra richiamandosi al concetto di mo-
vimento aristotelico secondo il quale nel mondo sublu-
Per il che essendo la polvere cosa corporea e terrestre nare gli elementi fuori dalla loro sfera di appartenenza
composta di quattro potentie elementali, ed essendo in tendono a ritornare al loro luogo naturale.
la parte della sua maggiore aridezza introdutto il fuocho
per mezzo del solfo fa una tanta e tale multiplicatione Ai tempi in cui scrive Biringuccio, le artiglierie e i
d’aere e di fuocho facendo con l’humidità e terrestrità fenomeni “chimico-fisici” che ne caratterizzavano il
sotile un vapore grosso acceso, il quale dove el si trova funzionamento erano ormai al centro dell’attenzione
mille volte tanto o più non li sarieno li termini che la degli ingegneri militari. Per quanto le fonti in nostro
contengano capaci, e ognun d’essi nella sua natura possesso non ci consentano di far emergere la comples-
combattendo per vincere l’un l’altro se rinvigoriscono e sità del dibattito su queste questioni, oltre a Biringuccio
convertono in furore e in gran ventosità respetto al caldo può essere chiamato in causa anche Leonardo da Vinci,
e humido, e così non possendo per la loro gran contro- il quale fu tra i primi ad entrare nel merito di fenomeni
versia insieme stare, è di necessità che sforzino di venire
fuore l’aere al aere, e il fuocho cerchi d’andar alto tirato come l’esplosione cercando di coniugare dimensione
dalla sua natura, anchora che come agente superiore e speculativa e sperimentale. Le osservazioni e le con-
di tutti li altri potentissimo, prima che eschino del suo siderazioni sulla trasmutazione della polvere da sparo
dominio in sé tutti li conuerte, e di qui nasce l’impeto in vapori espansi capaci di fornire la forza necessaria
429
Aristotele si era limitato a mostrare il rapporto di conversione ad minimum elementi terrae. Si autem proportionem sphaerarum datam
dell’acqua in aria, ma nella tradizione aristotelica medievale e rinasci- a matematicis acciperes, adhucilla est valde magna, ut dixit in principio
mentale quest’idea fu estesa alla teoria della generazione ciclica degli ele- secundi huius libri. Si igitur materia prima esset solum sub elementari-
menti che lo stesso Aristotele aveva spiegato in termini di bilanciamento bus formis completis non seinvicem trasmutantibus, tunc ipsa in quatuor
di qualità, ma senza fare alcun riferimento alla dimensione quantitativa. proportiones aequales in multitudine materia esset divisa: e sic praecise
Nelle Questiones circa tractatum proportionum magistri Thome Braduar- in ea proportione in qua minus de materiae multitudine sibi determinat
dini di Blaise de Parme troviamo espresso il rapporto di conversione degli unum minimum, precise in eadem essent plura minima unius elementi
elementi in base dieci: “ignis est in millecuplo maior ipsa terra. Probatur: quam alterius, e sic maiorem locum occuparet ignis elementum: nunc
ex uno pugillo terre 1000 pugilli ignis et ex 1000 pugillis ignis generatur autem elementa se alterant, e convertunt unum in naturam alterius, ipsa
unus pugillus terre” (Pelacani 2005, questio XII, III, Va 163va - O97va). etiam in mixtionem veniunt (Achillini 1568, p. 227).
La stessa proporzione è ribadita anche nella Margarita philosophica to- 430
Biringuccio 1540, f. 152v.
tius philosophiae rationalis, naturalis & moralis dialogice duodecim libris 431
Nei Quesiti et inventioni diverse, Tartaglia descrive questo proces-
complectens di Gregor Reisch: “nec tamen de materia plus sub uno pugil- so affermando che la conversione della polvere nell’esalazione ventosa
lo terrae generant decem pugilli acquae: e ex uno acquae decem aeris: e che genera l’impeto propulsivo del proiettile avviene in un rapporto vo-
ex uno aeris decem ignis generantur nec tamen de materia plus sub uno lumetrico 1/10 (Tartaglia 1554, p. 21). Nel De subtitlitate di Cardano,
pugillo terrae que sub decem acque: centum aeris aut mille ignis conti- invece, il rapporto di conversione tra gli elementi è esattamente quello
nentur (Reisch 1504, libro X, cap. IV). Lo stesso rapporto di conversione espresso da Biringuccio e si afferma con decisione che si tratta di una
1/1000 viene ribadito anche nel De elementis di Achillini, nel quale vi si trasformazione volumetrica: “impositus hic pulvis in machinam, spha-
fa riferimento in relazione al processo di generazione degli elementi: “Si erulaque obducta, adiecto ab imo machinae extrinsecus igne illico ferme
non proportionem naturalium acceperis ut ignis ad terram, que sit mille totus accenditur, ae maius quam centuplum spacium occupare nitur;
ad unum illa est nimis magna proportio, e tanto magis, quia tunc opor- quod enim exiguus pulvis in vola manus non minus quam centuplum
teret inter illas datas sphaeras esse proportionem mille ad unum dupli- spacii occupet, experimentum ostendit, cum si quantum est granum
catam, quia numerus minimorum ignis est millecuplus numero minimo- milii, ex hoc pulvere accendatur, locum nucis igne compleat” (Carda-
rum elementi: e unumquodque; minimum ignis esset etiam millecuplum no 2004, p. 152).
88 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

per la propulsione del proiettile non potevano essere perché, trattandosi di trasformazioni reversibili che, a
inquadrate dentro una teoria matematica che potesse differenza della distillazione, consentono di ritornare
tradursi in applicazioni tecnologiche vantaggiose. Tut- dallo stato elementare a quello metallico, mettono in
tavia, nonostante che l’applicazione della matematica a risalto le proprietà dinamiche della struttura della par-
questi fenomeni debba ancora attendere il XIX secolo 432, ticella metallica:
riflessioni e osservazioni come quelle di Biringuccio e
Leonardo da Vinci, possono essere considerate come il Mi resta hora a dirvi delle sulimationi qual in senso altro
primo nucleo di studi di “balistica interna” 433. non vogliano dire che salimento e separazione delle parti
L’ipotesi che Biringuccio considerasse le sostanze sottili dalle grosse delle cose minerali e metalli che per
naturali come agglomerati particellari con un grado farle d’impure pure, e ancho fare che le materie terrestre
specifico di attività e passività determinato dalla ma- mal congionte insieme si restringhino, e così unite e ben
trice elementare dominante, sembra confermata anche concatenate spinte dal calore salino e le grosse restino in
basso. Unde dicano li alchimisti così purificare le materie
dalla sua concezione della polvere pirica e dell’esplo- e hauere le sustantie delle cose più perfette e più disposte
sione come prova del fatto che i corpi omeomeri sono alle operationi loro che non erano prima. Questa subli-
dotati di una struttura particellare dinamica che, se matione non è acqua né licore ontuoso, ma una parte del
sollecitata dal fuoco, può modificarsi o risolversi com- tutto redutta in più virtù e potentia che non era quello
pletamente. che metteste a sulimare, e questo tale effetto proprio delli
Anche nel capitolo introduttivo alle tecniche di alchimisti, con el quale come v’ho detto asottigliano e rin-
distillazione emerge chiaramente il pensiero di Birin- vigoriscano li loro materiali, e dicono così disposti a ben
guccio riguardo alla dimensione corpuscolare degli ele- riceuere quel che in essi vi vogliano introdurre 435.
menti che costituivano i corpi omeomeri:
Nella sublimazione si separano le impurità contenute
Ben che per essere ogni cosa che si trova creata sotto nelle sostanze e tale effetto avviene attraverso un’azione
el cielo, non altro che sustantia elementale, o di quel- di rilassamento della struttura causata dai corpuscoli di
le composta si può sempre pensare che quanto tenga fuoco che penetrano i pori della particella allentando i
dell’acqueo e dell’aereo cauare se ne possa acqua e aere, legami dei costituenti elementari. Le particelle passano
e quanto dell’igneo l’olio e certa potentia quasi animata
e la chiamano spirito, e quella parte che resta di tali cose
allo stato di vapore e quando tornano a solidificarsi la
nelli fondi de vasi grossa e arida si cognosce al certo es- loro struttura assume una conformazione più compat-
sere la terra, nel quale effetto è ben de l’una cosa meno e ta. Il grado di purezza di una sostanza secondo la teo-
con più difficultà che de l’altra tali cose se straggano 434. ria sottintesa dal fenomeno della sublimazione viene a
dipendere dalla tendenza delle particelle a legarsi con
Questo passo assume il tono di un programma di ricerca: agenti esterni inquinanti che si intromettono nei pori
le cose create, presenti in natura, sono soltanto i quat- alterando l’equilibrio strutturale della particella. Se si
tro elementi e le sostanze composte a partire da essi, in esclude l’oro che, come abbiamo visto, ha una matrice
linea di principio, quindi, queste ultime sono risolvibili equilibrata con tutti gli elementi che vi partecipano in
nei loro costituenti primi. La distillazione è un processo “fortie pari”, tutti gli altri metalli riflettono le caratteri-
di scomposizione delle sostanze che attraverso l’appli- stiche qualitative dell’elemento dominante, che è quello
cazione del calore risolve quei legami che la natura ha che ne determina lo squilibrio. Il rame quando è “da per
instaurato tra le particelle elementari che le costituisco- sé” è foglioso e terrestre, e non può essere utilizzato nella
no; questo processo di separazione irreversibile fornisce costruzione di manufatti perché, a causa delle impurità
una prova empirica della dimensione corpuscolare dei dei suoi costituenti elementari, non dà luogo ad un for-
principi primi della materia. te legame subparticellare, favorendo il decadimento su-
Più significative, al fine di mostrare la radice tecno- perficiale della particella (si converte in scoria). La ten-
logica della teoria dei metalli di Biringuccio, sono le os- denza alla corruzione del rame può essere parzialmente
servazioni intorno alla sublimazione e alla calcinazione corretta trasformandolo in bronzo, perché legandosi con
432
Cfr. Steele 2006, pp. 281-302. 434
Biringuccio 1540, f. 124r.
433
Cfr. Bernardoni 2009, pp. 35-65. 435
Id. 1540, f. 130r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 89

lo stagno dà luogo ad una struttura più equilibrata che del calore è possibile infatti pervenire a strutture più
resiste meglio agli agenti atmosferici. L’imperfezione na- serrate, con pori più piccoli e quindi meno propensi ad
turale dei metalli e la loro capacità di assumere forme essere penetrati dalle sostanze inquinanti. Questo con-
apparenti diverse trovano una spiegazione se si ricono- cetto viene ribadito da Biringuccio nella spiegazione del
sce l’esistenza di una struttura particellare dinamica che fenomeno dell’aumento di peso del piombo sottoposto
può mutare a seconda della disposizione e del numero a calcinazione:
dei corpuscoli elementari che la compongono; in que-
sto modo si possono spiegare i fenomeni di decadimen- Ma bello e molto considerabile effetto, me par che porga
to naturale e di affinità artificiale che si osservano nei la sua calcinationi fatta per reverbero da non la dover
metalli. Questa caratteristica della struttura di una par- passare in silentio, perché si trova con effetto che cre-
ticella emerge con più chiarezza nella descrizione della scon di peso più che non era il corpo del metallo prima
che fusse calcinato otto per cento, o forse diece. Che con-
sublimazione del mercurio: siderando qual sia la natura del fuocho il quale ogni cosa
con diminuimento di sustantie consuma, è cosa mirabile
[…] Et sublimandolo senza compagnia saglie tutto nel donde procede che avendo per tal ragione a manchare la
collo dela lutel o boccha, over altro vaso in chel si su- quantità del peso si trova che cresce, che essendo stato
blimi senza lassare nel fondo terrestrità alcuna, e senza nel fuocho longamente come è par ragionevole per es-
rimuover la sua forma, e ancho senza quasi diminuir di sersi molte parti di quello consumate dovesse accadere il
peso se già con molto calor di fuocho non lo stregneste. contrario, forse anchor quella del fuocho elementale, che
Il che aviene che quella sustantia terrea che è in esso è per addur la ragione a tale effetto si responde, che ogni
benissimo assottigliata, e con l’umido viscoso benissimo grave tende al centro, e ogni corpo quanto è più denso
mista. Tal che quando il fuocho come suo contrario lo più è nella sua spetie grave. Et di questa tal composition
caccia per havere la natura tal sustantie legate insieme di piombo essendoli levato dal fuocho come a metallo
con sé l’una porta l’altra […] 436. mal misto, quelle parti acquee e aeree e rinchiuso ogni
sua porosità naturale in la quale soleva entrare l’aere,
In questo passo, che Biringuccio sembra mutuare diret- quale per sua natura e potentia lo teneva in certa leg-
tamente dal De mineralibus di Alberto Magno 437, oltre gerezza suspeso nela sua regione che essendo così con-
ad un’ulteriore conferma della dimensione corpuscola- dotto rescalda tutto come cosa abbandonata e morta in
re dei costituenti ultimi delle sostanze, emergono anche sé medesimo, e così viene a restare più nella sua ponde-
le modalità della loro partecipazione alla struttura della rosità, come ancho el semigliante si dimostra advenire
particella. Il mercurio sublima senza rimuovere la pro- a un corpo de uno animal morto, qual con effetto più
pria forma, senza diminuire di peso e senza lasciare re- assai pesa che vivo. Perché come si vede essendo resoluti
gli spiriti che sustengano la vita, quali non si può com-
sidui dietro di sé; la sublimazione, cioé, non sortisce su prendere che altro sieno che sustantie con qualità d’aere,
di esso alcun effetto di separazione, ma cambia soltanto resta il corpo senza aiuto che verso il cielo alzandolo li
lo stato apparente, che da liquido diventa corpuscolare. alleggeriva e a quella parte del elemento più grave se gli
Una trasformazione del genere è la prova di come i cor- acresce la sua forza naturale. E lo tira verso el centro, e
puscoli elementari che compongono la struttura possa- così per tal ragion si solve tal dubio sopra dettovi 438.
no assumere disposizioni diverse che cambiano l’aspetto
apparente della sostanza omeomera senza che si perda In questo passo viene per la prima volta osservato il fe-
l’identità sostanziale. nomeno dell’aumento di peso dei metalli sottoposti a
I trattamenti di termoregolazione come la subli- calcinazione, che animerà le discussioni sulla teoria del-
mazione, la calcinazione e la tempra agiscono sulla la materia dei secoli successivi portando all’elaborazio-
struttura dei metalli in maniera meccanica dilatandola ne di complicate teorie, come quella del flogisto da parte
e contraendola in modo da favorire le reazioni chimiche del medico tedesco Georg Ernst Stahl. L’aumento di peso
dei corpuscoli elementari. Con opportune applicazioni del piombo sarà spiegato definitivamente nella seconda

436
Id. 1540, f. 23v. vitreo cum longo collo praeparato, semper manet idem quotiescumque
437
“Amplius autem nos scimus ex principiis physicis, quod non adha- sublimetur, et non exsiccatur plus neque induratur nisi habeat respira-
eret tangenti, quod convenit aquae ex subtili terreo quod est in ipso: est culum per quod fugiat” (Alberto Magno 1890, lib. IV, tr. 1, cap. 2, 85a).
autem fortissimae commixtionis, ita quod si sublimetur solum in vase 438
Biringuccio 1540, f. 14v-15r.
90 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

metà del XVIII secolo da Lavoisier, che comprese come […] e dirvi come l’acciaro altro non è che esso ferro, me-
la calcinazione non fosse un fenomeno di separazione, diante l’arte benissimo depurato, e per la molta decotion
bensì di composizione: i metalli calcinati aumentavano del fuocho condotto in più perfetta mistione e qualità
di peso legandosi all’aria e non perché perdevano una so- che prima non era, e per atrattione d’alcune convenienti
stanza di peso negativo come il flogisto 439. sustantie dele cose che se gli aggiongano se impingua
la sua natural aridezza de alquanta de humidià, e si fa
Biringuccio effettua l’osservazione dell’aumento più biancho e più denso, tal che par quasi che si remova
del peso soltanto in relazione al piombo ed è curioso dala sua original natura, e al fino quando sonno li suoi
notare come trovandosi di fronte ad un fenomeno che pori dal molto fuocho ben dilatati e fatti molli, e con la
dalle fonti in nostro possesso sembra essere inedito, violentia della frigidità dell’acqua cacciatone il calore se
egli lo risolva applicando concetti attinti dalla tradi- gli restregneno, e così si converte in materia dura, e per
zione aristotelica 440, molto probabilmente mutuati da la sua durezza frangibile 443.
Alberto Magno, integrandoli però con la teoria della
contrazione dei pori con la quale si spiegava l’induri- Per quanto sia difficile stabilire se Biringuccio avesse as-
mento delle sostanze nella tradizione atomistica. Nel similato questa teoria da una fonte scritta o se una tale
De mineralibus troviamo, infatti, una spiegazione del concezione fosse ormai patrimonio comune tra gli ope-
perché i metalli non galleggiano, che riflette quella ratori dell’arte dei metalli 444, possiamo osservare che sul-
data da Biringuccio: la tempra il suo pensiero divergeva da quello di Alberto
Magno, il quale attribuiva l’indurimento dell’acciaio non
Quod autem dicit mergi metallum non est sufficiens: tanto ad una contrazione della struttura, quanto al fatto
causa autem hujus non est ultra modum in eis abun- che il fuoco consumava le parti umide del metallo che
dare siccum terreum cinerum: sed potius quia habent così risultava più duro:
terreum incorporatum humido, clausis poris aerem re-
tinentibus per humidum: et ideo omnia submerguntur Cum enim candet, et in aquam mittitur, induratur, eò
in aqua 441. quòd calidum frigiditatem aquae fugiens ad interiora
ferri, comburit in ipso materiale humidum, et hujusmo-
Una struttura compatta in cui umidità e terra sono per- di consumptione magis induratur. Tantum igitur dictum
fettamente compenetrate non ha quindi pori attraverso sit de ferro et de caeteris metallis in speciali et in com-
i quali possa introdursi l’aria che, una volta imprigionata muni 445.
nella struttura, essendo un corpo leggero, diminuirebbe
il peso del metallo. Questa diversità nella spiegazione della tempra mette
Biringuccio sembra poi associare questa teoria con allora in risalto la differenza di prospettiva con la qua-
la spiegazione dell’indurimento di un metallo sotto- le Alberto e Biringuccio si rivolgono a questo problema:
posto al trattamento di tempra, che possiamo trovare mentre il primo resta fedele alla spiegazione data da Ari-
già in autori del periodo alessandrino e tardo romano, stotele nel IV libro dei Meteorologica, per cui la densità
come Filone di Bisanzio, Erone d’Alessandria e Plutar- sarebbe una caratteristica inversamente proporziona-
co, i quali spiegavano questo fenomeno chiamando in le al grado di umidità contenuto nelle sostanze 446, il se-
causa la contrazione meccanica della struttura del me- condo spiega il fenomeno della tempra come un’azione
tallo 442: meccanica della struttura, che risultava più congrua alle
439
Abbri 1978, pp. 166-167. 443
Biringuccio 1540, f. 18r.
440
Nel Meteorologica IV Aristotele spiega il galleggiamento dell’olio 444
A tale proposito è importante segnalere che il De spiritalis inge-
sull’acqua individuandone la causa nel fatto che essendo pieno d’aria vie- neis di Filone di Bisanzio, nel quale si trattano i fenomeni pneumatici in
ne portato verso l’alto (Arist., Meteor., 383b, 25). termini particellari, ebbe una larga circolazione tra gli ingegneri del Ri-
441
Alberto Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. 4, p. 64b. nascimento. Il testo fu infatti conosciuto da Taccola e Francesco di Gior-
442
Erone d’Alessandria, Filone di Bisanzio e Plutarco si riferi- gio e ne esiste anche una traduzione integrale in volgare nel Manoscritto
scono al fenomeno dell’indurimento dei metalli sottoposti a tempra dell’Anonimo Ingengere Senese (Ms. Additional 34113, oggi alla British
ricorrendo all’espansione e alla contrazione della struttura indotta Library di Londra, ff. 1r-8r). Cfr. Galluzzi 1991a, p. 174.
dal calore che rinserra i pori e rende i metalli più densi (Filone, Be- 445
Alberto Magno 1890, lib. IV, tr. 1, cap. VIII, p. 95b.
lopoiika, XLVII, 24-47; Erone, Pneumatica, I, 38; Plutarco, De pri- 446
Nel VI capitolo del IV libro dei Meteorologica Aristotele afferma
mo frigido, II, 946; Id., Quest Conv., I, 5,1). Cfr. anche Halleux 1974, che l’aumento di densità dei corpi si spiega il dileguarsi dell’umido e per
pp. 127-128, 145. il concentrarsi del secco (Arist., Meteor., 383a, 12-14).
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 91

osservazioni di laboratorio, dove l’effetto di dilatazione tezza di tipo meccanico delle loro particelle, che passan-
e contrazione della massa di ferro sottoposto a brusco do allo stato liquido modificano gli equilibri interni della
raffreddamento era osservabile. Biringuccio non avrebbe struttura, ma può essere considerata più propriamente
potuto accettare la spiegazione di Alberto perché la con- una trasformazione di tipo chimico che avviene prima
trazione dei pori era per quest’ultimo una conseguenza e che è condizione della fusione dell’argento. Allo stato
dell’estromissione dalla struttura di particelle superflue pastoso il piombo penetra nel minerale e si amalgama
o, come nel caso dell’acciaio, l’assimilazione di particelle con l’argento favorendone la fusione. La causa di questo
umide che conferivano al metallo una grana più omoge- fenomeno è da ricercarsi non soltanto nell’azione del ca-
nea e una struttura più equilibrata; per Biringuccio un lore – che come dice Biringuccio non è sufficiente a fon-
processo progressivo di estrazione dell’umidità avrebbe dere l’argento – ma in una specie di “affinità chimica”
invece portato alla disintegrazione del composto metal- tra le strutture dei due metalli le quali, dalla descrizio-
lico. Attraverso l’applicazione del calore sulla struttura ne di Biringuccio, sembrano avere un grado di squilibrio
corpuscolare delle particelle metalliche era quindi pos- complementare, che favorisce la loro “collegantia”: l’u-
sibile alterare il loro stato apparente: la struttura si dila- mido si combina con l’arido e il caldo col freddo, deter-
tava favorendo le reazioni di attrazione e repulsione dei minando una struttura complessiva più equilibrata. La
corpuscoli. Riflettendo su questi fenomeni, Biringuccio coppellazione prosegue con il progressivo assorbimento
spiega l’aumento di peso del piombo con una modifica- del piombo nel ceneraccio fin tanto che, una volta con-
zione della struttura che, passando allo stato calcinato, sumato, sul fondo resta l’argento allo stato metallico.
incrementa la propria densità estromettendo le particel- Anche il caso dello stagno che si lega con il rame si
le leggere di aria e di acqua. spiega negli stessi termini:
Con il processo di separazione della coppellazione
si dà una dimostrazione ulteriore di come le particelle Ma questo dovel si trova non altrimenti che un veneno
di metalli diversi danno luogo e risolvono legami non possente gli avelena e corrompe. Et questo non solo il
sostanziali mantenendo sempre la loro identità: fa con gran quantità di lui, ma con ogni picchola, anzi
basta all’argento e l’oro, l’odore solo dove sia stato fuso,
Et anchor perché v’ho detto ch’ogni miniera di piombo è e così ancho al ferro e al rame facendoli frangibili, e così
cosa ottima fondarla con quella del argento. Vi dico che quanto con maggior quantità in qual d’essi si trova tanto
in questa selvaticha fra tutte è più vero, perché aspetta il maggiormente fa gli effetti sui. Questi speculatori dele
fuocho un pocho più, e s’impasta con l’altra, e l’una per cause naturali dicano tal cosa procedere da la sua mol-
l’altra si fondeno a un tempo, e meglio si conserva dal ta aquosità suttile e mal decotta, e quasi simile a quella
fuocho l’argento, e che queste tal miniere così operino dell’argento vivo con la quale mediante la sua suttilità
ci son le ragioni apparenti oltre all’essersene veduto che con essi si congiunge se infonde in quella materia
isperientia, e vedersene ogni giorno. Per havere infra essi ontuosa e viscosa che fa i metalli flessibili e gli snerva
metalli e pietra fatto la natura certa collegantia d’unione e corrompe di tal sorte che quasi gli converte in un’altra
amichevole, per il che si congiungano la humidità del natura dal piombo in fuore, il qual anchora che l’alteri
piombo e l’aridità dello argento, et il calido al frigido, e non si vede che in lui operi tanto per haver con esso qua-
così si contemperano, e quella che è dura si fa convenien- si una consimile e proportionata conuenentia di natura
temente molle e liquefattibile e con prestezza esce dal […]. Ma con l’indurire gli altri metalli gli fa sonori, anzi
tormento del fuocho più che da per se fatto non harebbe, non altrimenti che se vi mettesse lo spirito e vivificasse
per il che si viene a servarsi l’argento 447. le sustantie facendosi per tal mescolamento di due corpi
flexibili la creation di un terzo che non è né l’un né l’altro,
anzi è al tutto vario e frangibile e duro più assai che pri-
In questo passo si fa riferimento ad una specie di affi- ma non era ciascun d’essi. Il che forse adviene perché le
nità tra il piombo e l’argento, una “collegantia d’unione parti de lo stagno rompeno e snervano le parti del rame,
amichevole” che porta le particelle di questi metalli a le- e con quella per la diversità de la natura dei preditti me-
garsi liberando così l’argento dalla “parte pietrosa” con talli non bene si uniscono le parti de lo stagno come pri-
la quale è legato in natura. La particolare affinità tra il ma erano fra loro unite e similmente quelle del rame fra
piombo e l’argento non dipende soltanto da un’adegua- loro moltiplicato l’humido con l’humido, ol sicho al fri-

447
Biringuccio 1540, f. 14v.
92 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

gido de l’altri, la bianchezza che ne metalli introduce lo giustificazione nelle proprietà tecnologiche del bronzo
stagno, è perché come cosa aquea o suttile in questo che è allo stesso tempo estremamente fluido allo sta-
effetto si dilata, e vincendo spegne la rossezza che to liquido, ma anche duro e frangibile allo stato solido.
ha il rame […]. Ma per haver preso l’uno e l’altro per tal Con questa attività in parte meccanica e in parte
mescolamento durezza, credo che la demostri maggiore chimica delle particelle metalliche si mette in luce un
per hauer maggior lucidità e resplendentia, qual si causa concetto fondamentale della teoria di Biringuccio, quel-
da la politeza maggiore che riceve la maggior durezza. lo di untuosità, al quale significativamente egli si riferi-
Et la durezza che piglia il terzo corpo nasce perché si di- sce una volta come materia e una volta come qualità,
stempera e si rompe la qualità, olleagina e viscosa che il a dimostrazione della difficoltà di ricezione delle cate-
nervo alli metalli, e li da obedienti e trattabili all’opere gorie aristoteliche e della tendenza a tradurre sempre
deli artifici, e queste son le ragioni che secondo il parer tutto in entità materiali. La materia o qualità olligenaria
mio dare a tali effetti si possono 448.
e viscosa che dà il nerbo ai metalli è un concetto di ori-
gine aristotelica che Biringuccio mutua da Alberto Ma-
Qui a differenza del piombo e dell’argento, non si tratta gno il quale, nel De mineralibus, lo utilizza per spiegare i
di una “collegantia amichevole”; lo stagno ha particelle legami tra le particelle metalliche.
con caratteristiche fisico-chimiche tali che si lega con
tutti i metalli corrompendone la struttura e rendendoli
tutti più duri e fragili al punto da essere definito un vele- 3.6.  La teoria delle tre untuosità
no metallurgico. Tuttavia, questa proprietà dissociativa Aristotele distingueva tra un’umidità di matrice acquo-
dello stagno può essere controllata, come nel caso del sa e una di matrice grassa, le quali partecipavano alla
rame, in cui, entro certe proporzioni, può essere usata composizione dei corpi omeomeri e anomeomeri deter-
per correggere alcuni difetti rendendo il metallo più ido- minandone le caratteristiche biologiche e chimico-fisi-
neo agli usi metallurgici: la molta acquosità mal decot- che 452, e nei Meterologica IV descrive la viscosità presente
ta dello stagno compensa l’aridità e terrestrità del rame nelle sostanze oleose e grasse come un qualcosa di umi-
rendendolo più adatto “all’arte del gitto” 449. Un’affinità do e cedevole che conferisce ai corpi la caratteristica di
totale sembra invece avere con il piombo con il quale si essere strutturati per intreccio di parti 453.
lega per un “attaccamento di convenientia naturale” 450. Questo concetto di umidità viene ripreso e svi-
La proprietà principale dello stagno è quella di “snerva- luppato da Alberto Magno per spiegare la persistenza
re la qualità olligenaria e viscosa che dà il nerbo ai me- dell’identità dei metalli sottoposti a trattamento termi-
talli” facendoli duri e frangibili: si moltiplica l’umido con co. Nel De mineralibus si individuano tre tipi di umidità,
l’umido e il secco con il freddo, portando ad un nuovo ognuno dei quali agisce ad un diverso grado di profon-
equilibrio strutturale dove i legami tra i corpuscoli ele- dità nella struttura del metallo. Allo stato superficiale
mentari sono meno forti. Questa spiegazione nei termini troviamo quella che Alberto chiama “umidità grossa e
della teoria dei contrari di Aristotele può lasciare un po’ indigesta” (nel senso di densa, spessa e non assimilata
perplessi perché l’aumento dell’umido è contrario alla alla struttura), che emerge sulla superficie come il gras-
durezza e alla fragilità, proprietà che invece dipendono so o l’olio, ed è quella che rende le cose infiammabili. Ad
dall’alta concentrazione di terra 451; tuttavia trova una uno stato più profondo troviamo “l’umore flegmatico”:

448
Id. 1540, ff. 15r-16r. struttura e dal basso grado di umidità contenuto nella sostanza (Arist.,
449
“Similmente si costuma di dar la lega al rame non per moltipli- Meteor., 382b, 1; 383b, 18; 386b, 5-10).
carlo come l’oro o l’argento, ma per corrompargli e troncargli certa visco- 452
“Causa della crescita come pure della lunga vita è l’umidità
sità naturale respetto all’arte del gitto […]” (Id. 1540, f. 74r). calda. Nelle regioni fredde invece, l’umidità che si trova negli anima-
450
“El piombo e lo stagno mescolati insieme fan lega l’uno a l’altro li è più acquosa: perciò facilmente si congela” (Arist., Long., 466b,
per uno attachamento di convenientia naturale che hanno insieme, tal 22). “Gli animali d’acqua hanno una vità più breve di quelli di terra,
che quando son misti se non si trapassa l’essentie dele qualità loro di più non proprio perché umidi ma perché acquosi: ora l’umidità acquosa
che la metà difficilmente con gli occhi qual sia un d’essi si cognoscano, è facilmente distruttibile perché è fredda e facilmente congelabile”
[…]” (Id. 1540, f. 74v). (Arist., Long., 466b, 33). Per una trattazione esaustiva della teoria
451
Nel IV libro dei Meteorologica la frangibilità e la frantumabilità dell’umidità come causa di coesione dei corpi si veda Freudenthal
sono spiegate con l’eccessiva presenza di pori nelle sostanze (Arist., Me- 1999, pp. 160-180.
teor., 386a, 10-15) mentre la durezza dipende dalla compattezza della 453
Arist., Meteor., 387a, 13-15.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 93

un tipo di umidità che partecipa alla sostanza metallica miniere aride e mal disposte prima a tutto han di biso-
in maniera strutturale ed è identificabile con l’umido gno arrostendole in forno aperto e evaporarle benissi-
aristotelico che nei Meteorologica IV costituiva una cau- mo con legna” 456. Si tratta di particelle acquose o com-
sa materiale ed efficiente nella generazione dei corpi posti medi di matrice acquosa, che vengono estromessi
omeomeri 454. Infine, ad un livello strutturale ancora più dal corpo con un semplice riscaldamento.
profondo troviamo l’umidità radicale, dalla quale di- Il secondo grado di umidità partecipa della strut-
pende l’identità della sostanza ed è la causa della cresci- tura materiale del corpo come una sorta di collante e
ta, del nutrimento e della persistenza delle sostanze 455. da esso dipende l’aggregazione dei corpuscoli elemen-
La teoria delle tre umidità rende conto dell’identità tari. Si tratta di quella qualità/materia viscosa che dà
tecnologica dei metalli e spiega le modalità delle loro ai metalli il “nerbo”, cioè alcune proprietà come la fusi-
trasformazioni; sia che si tratti di fenomeni che riguar- bilità, la malleabilità e la duttilità. Un esempio di come
dano le particelle omeomere, sia che coinvolgano la Biringuccio usi questo concetto è quello dove egli spiega
loro struttura corpuscolare, i mutamenti qualitativi di i rapporti tra le proprietà del rame e degli altri metalli;
un metallo, compresa la sua distruzione, dipendono ma un riferimento più chiaro al ruolo dell’umidità nella
sempre da un’alterazione del grado di umidità che par- composizione dei misti si ha quando Biringuccio parla
tecipa alla loro costituzione. I primi due gradi di umi- dello zolfo:
dità individuati da Alberto erano facilmente osservabili
in laboratorio, mentre il terzo, quello più recondito, era Et anchora chel ci si mostri tanto di natura caldo et sec-
un’inferenza logica indispensabile per spiegare la rever- cha, non è però da pensare che sia una sustantia tanto
sibilità di certe trasformazioni metallurgiche e trovava, pura che la possi star da per sé, e che per pigliar la forma
anche solo parzialmente, una dimostrazione nel fatto non le sia bisognato haver la proportione e parte sua del-
che i metalli potevano essere distrutti. Pur senza mai la humidità come si ricercha in ogni misto. Et questo cel
darne una spiegazione sistematica, ritroviamo la teoria dimostra con la sua facile fusione. In nel che sa somiglia
dei tre gradi di umidità anche al centro delle riflessioni alli metalli 457.
e osservazioni sulle trasformazioni delle sostanze di Bi-
ringuccio. La fusibilità dello zolfo denota che non siamo di fronte
A livello macroscopico agisce un umido sensibile ad una sostanza elementare, ma ad un corpo misto con
che non partecipa in maniera essenziale alla sostanza una struttura matariale complessa che può assumere
ed è quindi un’impurità di matrice acquosa assorbita stati fisici diversi senza mutare la sua essenza. Dal se-
dalla sostanza attraverso i pori. Biringuccio fa riferi- condo grado di umidità dipendono le estensioni e le con-
mento a questo tipo di umidità nella descrizione dello trazioni della struttura, che permettono alla particella
stato naturale dei minerali, nella quale afferma che “le di cambiare il suo stato apparente cedendo, ad esempio,
454
Arist., Meteor., 381b, 30 e 382b, 1. autem de numero eorum quae metallis accidunt e multum judicant
455
Alberto sviluppa la teoria dei tre tipi di umidità nel tentativo substantias eorum, cremabilitas, sive adustibilitas, et in adustibilitas,
di riconciliare la dottrina aristotelica con la teoria araba sui metalli. Le quorum causas et differentias oportet in metallorum naturis agnosce-
tre umidità sono sostanze medie dotate di virtù intrinseche che parte- re. Scimus autem quod aqua secundum quod hujusmodi non est de
cipano ognuna in modo diverso alla costituzione di un metallo e di un numero cremabilium, sed potius quaecumque unctuosam habent val-
corpo omeomero in genere: “Scimus ex his quae in metheoris probata de humiditatem permixtam cum terrestri substantia. Scimus autem
sunt, aqueum humidum esse de facili evaporativum. Indicant etiam ex- sulphur esse valde unctuosum et terrestre, argentum autem vivum esse
perimenta alchimica quoniam si aqua vel ea quae simpliciter aqueam aquosum cum subtily terrestri […]. Aliam autem habet magis aquaem
habent humiditatem, sive naturalem et propriam, sive alienam et in- sub illa proxime natantem in partibus rei. Tertiam autem habet humi-
fusam, in alembico supposito lento igne vaporant per modicum ignem ditatem radicitus infixam et immersam partibus quae terminata est
et operationem, et distillat ex eis aqua, et arida ipsa remanent” (Alberto ad complexionem, et ideo sola complexionalis non facile separabilis
Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. 2, p. 61a). Più avanti, discutendo l’opinio- ab ipsa sine totius rei destructione” (Id. 1890, lib. III, tr. 2, cap. 5, p. 80b).
ne di Callistene sulla generazione dei metalli, Alberto afferma che: “Est Alberto continua ripetendo la stessa analisi per il mercurio, delineando
autem omnium metallorum commixstio ex subtili terreo sulphureo et in questo modo una saldatura tra teoria aristotelica e araba: i metal-
ex radicali aqueo, cujus oleum separatum est ab eo, et superflua humi- li sono il frutto di trasformazioni che riguardano le particelle di zolfo
ditas aquea, sicut constat ex praedictis” (Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 7, e mercurio, ma queste a loro volta sono corpi misti generati a partire
p. 68b). Infine, riflettendo sulla possibilità o meno di risolvere l’essen- dagli elementi aristotelici.
za di un metallo sottoponendolo all’azione del fuoco, Alberto viene ad 456
Biringuccio 1540, f. 47v.
esprimere la teoria delle tre umidità in maniera chiara e coincisa: “Est 457
Id. 1540, f. 25v.
94 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

l’umidità del secondo grado per assumere lo stato calci- Dalle parole di Biringuccio, quindi, l’umido radicale nu-
nato, o aumentando di volume fino ad isolare le parti- tritivo sembra caratterizzarsi come una sostanza dal-
celle di terra e passare allo stato di fusione. la quale dipendeva il legame essenziale dei corpuscoli
Infine, il terzo grado di umidità, lo “spirito radical elementari e, come emerge da questo passo, era il re-
nutritivo”, al quale Biringuccio sembra attribuire una sponsabile della disposizione che questi corpuscoli as-
dimensione sostanziale, è il legante essenziale dei sumevano nella struttura della particella. Il richiamo di
corpuscoli elementari che costituiscono le particelle Biringuccio alla disposizione dei corpuscoli come requi-
omeomere. Per questa sua caratteristica l’umido radi- sito essenziale è il segnale più evidente di come egli si
cae nutritivo viene ad essere il principale elemento di fosse allontanato dalle posizioni aristoteliche ortodosse
discussione con gli alchimisti perché la sua realtà si per avvicinarsi invece alle interpretazioni rinascimentali
spingeva oltre i confini delle capacità umane d’osserva- della teoria dei corpi misti di Aristotele, che identifica-
zione e, attraverso la tecnologia, era possibile mostrar- vano la forma sostanziale di un corpo omeomero con la
ne l’esistenza soltanto indirettamente; questa sostanza, sua struttura particellare. Per Biringuccio l’umido radi-
infatti, non partecipava dei processi di trasformazione cale nutritivo è l’anima di questa struttura: la materializ-
reversibili come la calcinazione o l’alligaggio, quindi se zazione di un ordine, risultato dell’interazione chimico-
ne poteva supporne l’esistenza soltanto attraverso la fisica degli elementi e dell’azione imponderabile dei cieli.
distruzione dei corpi: Questa “teoria dell’umidità”, che spiega sia i legami
subparticellari che quelli particellari, trova un’impor-
Dicano che col mezzo di tal loro industriosa arte ritrat- tante conferma sul piano tecnologico nei processi di
tano indrieti gli effetti determinati de la natura, e che li scomposizione chimica, i quali mostrano come tutte
reducano alle materie prime, e che separano gli spiriti le sostanze siano risolvibili nei loro costituenti ele-
da corpi, et a lor volontà vegli ritornano come se fussero mentari manipolandone con il fuoco i gradi di umidità
il coltel dela lor guaina creduto bene che quelle sustan- che partecipano in maniera essenziale alla loro strut-
tie che ne le cose si chiamano spiriti sia possibile con la
violentia del fuocho cavarli e ridurli in vapori, ma cavati tura. Nell’introduzione al capitolo sulla distillazione
non crederò già che mai ve li ritornino che un tale effetto Biringuccio mostra come, seppur con processi tecnici
altro non sarebbe si non un far resuscitare i morti, e per diversi, tutte le sostanze siano risolvibili in feccia, olio e
più magnificarsi dicano che con tal arte loro trapassino spirito, descrivendo queste sostanze come diversi stati
la natura di non solo di reanimar le cose ma che ancho di aggregazione dei corpuscoli elementari.
le danno la vegetabilità di poter animar del l’altre, il che
forse la natura per non haver potuto o saputo non l’ha Il che può advenire o per defetto della cosa, o per defetto
fatto lei. Et questo tanto più mi par difficile quanto si de l’arte, o della improvidentia dello artifice, con tutto
ve detto li metalli redutti a l’ultima lor perfettion esser che a me pare che alcune cose sieno, di che chi ne vo-
ragioneuolmente si die credere che sieno arrivati a ter- lesse cavare acqua o olio o sullimarle che cerchasse l’im-
mini che suon fuor de l’ordine de la lor materia, e l’hu- possibile come la calcina, il vetro, l’oro, l’argento, el rame,
mido radical nutritivo per arriuare al termino suo esser e delle pietre la pomice, e delle piante la scorza del su-
convertito in maturità, e anchor forse per esser passata ghero, e simili agli effetti mi riporto, perché penso ancho
per mezzo la violentia del fuocho quando fu purgata, è havere veduto quanto è la potentia de l’ingegno huma-
possibile che gli habbi rotto quella linea dela vita e presa no li sia forse anchor questo concesso. Ma discorrendo
altra dispositione che non havea prima, le quali cose col come si vede sonno alcune cose che hanno facile l’acqua
pensiero infra me ruminando resto confuso come questi e difficile l’olio come sonno le molto humidi e le molto
creduli siano tanto dalla vista abbacinati che queste tali acquose, e alcune altre come sonno minerali, gomme,
cose tanto apparente e vere come el dover vorrebbe non ossa, scorze, pietre, e simili più disposte a certa aridezza
discernino, mal desiderio grande che han di farsi ricchi che le dette sonno facili che di loro si cavi l’olio e difficili
gli fa andar con lo sguardo lontano, né veder gli lassa gli l’acque, e così ancho interviene delle sublimationi. […]
intermedii pensando solo al effetto del lor fine amalan- De quali vi dico che non basta la dispositione delle cose,
dosi di quella ombra di felicità che di tal cose trarreb- e ancho li mezzi le fanno variare, perché spesso cavano
beno dela quale veramente si come se la imaginano le l’olio dove per distillatione è consueto uscire l’acqua e
riuscisse beati chiamar si potrebbeno 458. dove l’acqua l’olio, il che sonno li strumenti e l’ordini dei
458
Id. 1540, f. 6r-v.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 95

fuochi, per il che s’adatta vasi di varie forme, o di vetro o viene attraverso la cottura, cioè somministrando calore
di terra, e così si fanno forni per scaldare, o per infiam- affinché l’impasto si solidifichi. Il termine del processo
mare le cose più e mancho potenti secondo li effetti o le di generazione si ha con l’intervento di una forza occulta
resistentie de materiali, li quali anchora quando per la che fa disporre i corpuscoli elementari presenti nell’im-
natura loro non fussero al tutto disposti s’hanno andare pasto secondo una determinata struttura consolidata
prima disponendo con calcinationi overo putrefationi, e grazie all’azione aggregante dell’umido radical nutritivo.
quando altre cose acompagnandoli. Talché col iuditio e
certo ingegno el praticho operante è potente a fare forza
Questa teoria del legame chimico e della struttura
di separare e cauare delle cose quel che contengono delli dinamica delle particelle trova una conferma indiretta
elementi, e quasi quel che si imaginano di voler a fare. sul piano della produzione di sostanze artificiali come
Ma di quelli semplici che sonno disposti a rendere acqua le calcine e i mattoni che, pur essendo meno complesse
come sonno radici d’herbe, foglie, frutti, e fiori, e cose di quelle metalliche, forniscono comunque un esempio
simili c’han certa humidità che le fanno tenere e molli, se significativo di un processo di sintesi dallo stato par-
ne trae acqua senza molta difficultà d’arte, perché sonno ticellare a quello di una sostanza omogenea che, per
in loro certe sustantie flemmatiche sottile et evaporabili, analogia, può essere esteso anche ai metalli:
che con ogni poco di calore di fuocho s’elevano e fanno
nel vaso un aere nebuloso e grosso qual facilmente per Ma certamente non hebbero mancho consideratione
la moltiplicatione della cosa, e per la freschezza del arte quelli che furono inventori di fare li mattoni che fesser
esteriore che rifrigida el cappello si converte in acqua, quel che fecero, la prima calcina atteso che se si conside-
la qual uscita di quel che essere si voglia quel che resta ra bene el grande effetto e massime per vedere indurire
chiaman feccia. Delle quali si trahe volendo quel secon- per fuocho la terra per la mistione de l’acqua fatta tenera
do licore che si chiama olio, che altro non è che quella e fare il contrario di quel che l’ha fatto nella pietra, la
parte che ha più d’aere mista con l’elemento focale, e di quale essendo dura se è fatta minuta e polverosa cenne-
poi li spiriti che sonno l’essentia sua propria, ma della re, e la terra che prima senza acqua era polverosa messa
prima parte terrea di questi per restare morta, e come nel fuocho qual suole ogni cosa dura fare polvere, o mol-
cennere e quasi senza anima, in tutto non accade altro lificare diventa dura e fassi cosa quasi alla pietra simile.
dirne 459. Per il che vi dico questo d’altro non derivare si non dalla
perfetta mistione che con l’arte si fa d’acqua e di terra
Biringuccio sembra qui ripercorrere a ritroso i passag- essendo però tal terra di natura sottile e viscosa come
gi dal macroscopico al microscopico. Separando l’umi- è quella che si chiama arzilla ovvero creta, che come si
dità di secondo grado, la sostanza rimane allo stato di vede messa al fuocho, e le parti aquee evaporate, le umi-
calcina, o feccia, che è composto dai tre soli elementi di de sottili e quasi aeree con quelle della terra in mistione
fissa concathenate. Talché se l’ordine della potentia del
terra, aria e fuoco. Procedendo poi con ulteriori applica- fuocho non trapassa che resolva e loro leghami e l’incen-
zioni termiche sulla sostanza calcinata si arriva alla se- neri come la pietra saranno li vostri mattoni sempre più
parazione delle parti oleose che, sul piano degli elemen- duri, anchor che l’humidità s’unissero tanto che diven-
ti, significa la separazione del corpuscolo terra da quelli tassero fusibili 461.
dell’aria e del fuoco, che sono i costituenti elementari
dell’olio. Il passo ulteriore è quello dell’estrazione dello La terra utilizzata nella produzione di mattoni è una
spirito dall’olio che corrisponde alla separazione del fuo- sostanza omeomera e come i metalli ha delle caratte-
co dall’aria. Per quanto non si dica mai esplicitamente, ristiche fisico chimiche conferitegli dai corpuscoli ele-
questo schema di risoluzione di una sostanza sembra in- mentari che ne costituiscono la struttura. Attraverso
dividuare l’umidità di secondo grado nei corpuscoli ac- opportuni trattamenti termici è possibile modificare
quei che formano, insieme con quelli di terra, l’amalgama questa struttura in modo da unire le particelle di terra
dalla quale inizia il processo di delimitazione dell’umido, nel corpo compatto del mattone. La causa materiale
che è il primo passo della generazione dei corpi omeo- di questa unione è da ricercarsi nei corpuscoli d’acqua
meri nell’accezione aristotelica 460. Questo processo av- che formano un’amalgama con quelli di terra, che nel
459
Id. 1540, ff. 124r-125r. passivi (umido, secco). Il secco viene delimitato dall’umido mediante l’a-
460
In apertura del IV libro dei Meteorologica Aristotele afferma che zione dei fattori attivi (Arist., Meteor., 378b, 10 - 379a, 10).
i corpi si generano per l’azione dei fattori attivi (caldo, freddo) su quelli 461
Biringuccio 1540, f. 148r-v.
96 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

processo di cottura si saldano insieme dando luogo ad Nelle terre da fonderia, invece, dal giusto equilibrio
un corpo solido: le particelle di terra contengono una tra grado di umidità e secchezza dipende la tenacia del-
certa percentuale di umidità che permette la loro unio- le forme di fusione e dei forni:
ne. Affinché si raggiunga uno stato di solidità è deter-
minante il processo di cottura: la somministrazione di Tutte le terre le son renose o tufigne, ouer arzillose e ma-
calore doveva essere modulata in modo da estromet- gre, overo pastose con viscosità grassa, le magre fanno
tere dall’impasto soltanto quelle particelle d’acqua in e luto polveroso e senza nervo, e secche che sonno da
eccesso (umidità del primo tipo) e terminare la cottu- per loro insieme poco si reggano, le grasse e viscose si
ra con il raggiungimento dell’equilibrio tra parti ter- ritirano e rompeno, e assai rientrando diminuischano, e
spesso torcen le forme e le uniscano insieme male rigon-
restri e acquose. Con una cottura prolungata si sareb- fiano al fuocho e non rendeno i lavori né giusti né netti.
bero consumate tutte le particelle umide (umidità del A donque le buone hanno da esser quelle che non sonno
secondo tipo) e il mattone si sarebbe nuovamente tra- ne grasse ne magre, e che non sonno in tutto morbide né
sformato in calce; se invece il calore fornito fosse stato ruuide, e che habbino la lor grana suttile e senza iaruzze
troppo intenso le particelle umide si sarebbero dilatate o nicchi 463.
a tal punto da allentare i loro legami finendo col fon-
dere il mattone. Queste considerazioni sui mattoni e sulle calcine sono
La caratteristica principale delle terre utilizzate in riconducibili ancora una volta al De mineralibus di Al-
fonderia e in edilizia è quella di contenere una certa berto Magno e costituiscono una testimonianza ulterio-
umidità intrinseca la quale, una volta rinvigorita con re dell’importanza di quest’opera nella formazione del
l’aggiunta di acqua, innesca un processo di amalgama- pensiero di Biringuccio. I passi del De la pirotechnia, in-
zione che, dopo la cottura, termina con la solidificazio- fatti, a nostro avviso costituiscono più di una semplice
ne del composto: eco delle teorie sulla generazione delle pietre e dei me-
talli espresse da Alberto:
[…] Et le calcine similmente fatte d’albazano, o d’altra
pietra disposta, e al fin bene incorporata con pozzo- Specialiter autem loquentes de his lapidibus in quibus
lana, o altre arene e murate in luochi freschi, la quale materia est terra, facile patere potest quod in his non
pietra e di sorte che ancho che la s’incennari non per- solum terra est materia: illa enim non continuaretur
de una certa humidità sottile resistente per natura al ad soliditatem lapidis. Dicimus enim quod caussa con-
fuocho, e accompagnata con la sua compagnia e bene tinuationis et commixtionis est humidum: hoc enim sua
spenta e operata ne l’acqua si ringagliardisce. Hora per subtilitate aliam partem terrae facit fluere ad aliam, et
concludere qual di queste cose fare volete, vi bisogna haec est causa bonae permixtionis partium materiae. Si
fare li loro adattamenti, e per ogni una primamen- autem utique et hoc humidum non bene ubique parti-
te fare una fornace di tal sorte disposta, che qual di bus terrestribus esset infusum, nec esset retentivum et
queste cose habbi pieno il corpo el fuocho le strenga in coagulatione lapidis evaporet, tunc remaneret pulvis
tanto che vigorosamente v’introduca el suo potere e terrae non continuus: et propter hoc oportet quod sit
vinca la loro natura facendole calde e secche di frigide viscosum et glutinosum ita quod partes ejus cum terre-
e humide […] 462. stribus conjaceant sicut hami catenarum. Tunc siccum
terrestre retinet humidum, et humidum aqueum exis-
Il caso della rena pozzolana ottenuta da una pietra che tens intra siccum facit continuationem 464.
una volta incenerita continua a mantenere una sua
“umidità sottile” e che, se unita all’acqua, si ravviva dan- E più avanti, parlando della generazione delle proprietà
do forza astringente alla calcina, è una prova di come delle pietre, Alberto Magno specifica meglio che la loro
i fenomeni di generazione artificiale e naturali non di- composizione comprende tutti e quattro gli elementi i
pendano esclusivamente da un’aggregazione meccani- quali, ridotti al loro massimo grado di sottilità, vengono
ca di particelle, ma anche dall’azione delle loro proprietà perfettamente miscelati formando un corpo compatto e
intrinseche determinate in ultima istanza dalla matrice solido. L’omogenietà della miscela di particelle elementari
elementare che le caratterizza. è la causa della loro compattezza; tuttavia – e qui sembra
462
Id. 1540, f. 147v. 464
Alberto Magno 1890, lib. I, tr. 1, cap. 2, p. 3ab.
463
Id. 1540, f. 77r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 97

riferirsi implicitamente alla produzione di mattoni come bilità empirica, sia in grado di muoversi tra concetti e
tentativo di riprodurre artificialmente le pietre – afferma teorie provenienti da tradizioni diverse. L’incessante
che se il calore espelle l’umidità, i legami si risolvono e il ricerca delle cause che regolavano i fenomeni minerari
composto torna nuovamente allo stato corpuscolare 465. Lo portò Biringuccio a leggere con grande interesse Alberto
stesso tipo di spiegazione vale anche per i metalli: Magno e forse anche altri autori della tradizione alchi-
mistica araba e latina come Avicenna e lo Pseudo-Geber.
Metallica autem videmus omnia suas etiam in magnis Egli non riuscì tuttavia a trovare nessuna teoria che fosse
ignibus retinere humiditates. Oportet igitur humidita- più aderente alla realtà di quella che vedeva nei quattro
tes materiales metallorum non esse simpliciter aquae, elementi aristotelici i principi costitutivi di tutti i corpi
sed aliquod passae ab elementis aliis. Si autem consi- naturali, che egli, diversamente dalla tradizione scolasti-
deremus eas humiditates quae difficile separantur ab ca, intepretava in chiave corpuscolarista; una tendenza
his quibus sunt naturales, non invenimus aliquas nisi
unctuosas et viscosas: quia sicut in metheoris determi- questa presente anche nella tradizione che faceva capo
natum, est harum partes connectuntur sicut cathenae, alla scuola medica salernitana inaugurata da Costanti-
et una eorum de facili evelli non potest: cum ergo etiam no Africano 471. Per Biringuccio la teoria zolfo-mercurio,
magna adustione de metallis humiditates eorum non che i latini avevano mutuato dagli arabi per spiegare la
evellantus ex eis, oportet ipsas esse unctuositas 466. generazione dei metalli, era priva di consistenza. Que-
sto poteva essere mostrato sia sul piano empirico che
Un’altra importante similitudine che emerge dal con- su quello teorico. Sul piano empirico, per quale ragione
fronto dei passi di Biringuccio con quelli di Alberto è l’u- avremmo dovuto assumere lo zolfo e il mercurio come
tilizzo della metafora di origine aristotelica degli “anelli principi se non se ne trovava traccia nei giacimenti mi-
della catena” 467, per esemplificare il “legame chimico” tra nerari? Inoltre queste sostanze si presentavano sempre
gli elementi sub-particellari nella formazione delle pie- nella medesima forma; perché quindi avremmo dovuto
tre e dei metalli. Questo concetto è ribadito da entrambi considerarle degli stati intermedi di un processo di ge-
gli autori anche con un’altra metafora che, invece degli nerazione? E sul piano teorico, perché avremmo dovuto
anelli, chiama in causa i ganci. Alberto, sempre discu- assumere una teoria più complessa di quella aristotelica
tendo del legame tra parti terree e umide, parla di uncini se né in natura né in laboratorio trovavano conferme?
(ensis ligaturis) 468, mentre in Biringuccio la metafora del
gancio ricorre in un’osservazione sulla struttura granu- Quello che v’ho già detto del argento vivo contra a l’oppi-
lare dell’argento, in cui afferma che le particelle di que- nion de li filosophi alchimici ne la generation di metalli
sto metallo sono a forma di “ponta di ancora” 469. Questa il medesimo vi replico di questo, perché non credo che
metafora non appartiene alla tradizione aristotelica ma nisun dessi propriamente v’interuenga si non in sustan-
tie simili elementali, e questo mel fa dire il veder che in
è presente in quella atomista e la troviamo ad esempio in nisuna cava di metallo, ne ancho lì appresso miniera né
Lucrezio per spiegare la solidità dei corpi 470. di solfo né di mercurio vi si trova. Anzi pur hora sopra
Nonostante la sua frammentarietà, la teoria della adciò, pensando m’apparisce un altro dubio da risolvere,
formazione delle sostanze miste che si delinea nel De quale è come il caldo el fredo, l’humido el seccho, possi-
la pirotechnia, mostra come Biringuccio, pur di arrivare no apponto in un medesimo luocho in uno istante gene-
a spiegazioni che mostrino un più alto grado di plausi- rarsi, e generati unirsi a tal forte mistione che quasi l’un

465
“Prae omnibus tamen et hi lapides bene commxsti sunt, scosi: “viscoso è un corpo, umido o cedevole, che sia elastico. Hanno tale
qui vaporabiliter miscentur, et illi prae omnibus poliuntur bene caratteristica i corpi strutturati per intreccio delle loro parti, come le ca-
et splendidi efficiuntur: eo quod substantia vaporis. jam vergit ad tene, essi infatti possono distendersi e contrarsi in misura considerevole”
subtilitatem aeris et humiditatem: et haec duo sunt subtiliora, et (Arist., Meteor., 387a, 10-15).
magis se invicem penetrantia in forma aeris, quam in forma ac- 468
“Profecto enim metalla habent unctuosam humiditate abun-
quae et terrae. Ex eisdem autem causis est compactio et continui- dantem fortissime sic ut ensis ligaturis secum tenet partes terreas” (Al-
tas bona, et his opposita. Quorumcunque enim materiae optime berto Magno 1890, lib. III, tr. 1. Cap. 3, p. 62b).
commistae sunt, nisi calidum decoquens exsiccet humidum, ho- 469
Biringuccio 1540, f. 9v.
rum est optima continuitas et compactio fortis” (Id. 1890, lib. I, tr. 470
“Denique quae nobis durata ac spissa videntur, haec magis ha-
2, cap. 1, pp. 14b-15a). matis inter sese esse necessest et quasi ramoris alta compacta teneri”
466
Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 2, p. 61a. (Lucr., II, 445).
467
Aristotele fa ricorso a questa metafora in relazione ai corpi vi- 471
Jacquart 2001, pp. 39-56.
98 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

si converti ne l’altro, come dicano esser necessario che Ma a fare questo effetto bisogna usare una pocha più
interuenga del mercurio e del solfo quando si generano d’arte che l’ordinaria, per la qual via distillatoria dicano
li metalli 472. molti che si va tanto di elemento in elemento assotti-
gliando e separando che al fine le materie si reducano
Per Biringuccio sia il mercurio che lo zolfo sono corpi al termine, tal che non hanno più similitudine con ni-
misti e non “sostanze pure”. Inoltre, se si era disposti ad suna di quelle sustantie delli quatro elementi, e dicano
interpretare “l’umido radical nutritivo” nell’accezione allhora haverle redutte in una che la chiamano quinta
di “principio ordinatore”, non era necessario ricorrere essentia 474.
all’introduzione di due principi suppletivi come lo zol-
fo e il mercurio per spiegare le particolarità dei metalli La possibilità di andare oltre la dimensione elementa-
e distinguerli dalle altre sostanze minerali 473, poiché era re viene riportata qui soltanto come una notizia indi-
questa sorta di “codice genetico” super imposto, o frutto retta che non ci dice niente sul pensiero di Biringuccio,
di determinate complessioni fisiche, che determinava le se non il fatto che era a conoscenza della dimensione
loro peculiarità. Assumere una teoria dei metalli del ge- superelementare di questa sostanza. Ma se accostiamo
nere non porta nessun tipo di vantaggio nella spiegazio- questo passo con un altro riferimento alla quintessenza,
ne della loro generazione poiché si tratta di un costrutto sviluppato in relazione alla distillazione dell’acqua vite,
teorico che non trova rispondenza empirica. Nella pro- vediamo che nonostante egli neghi le proprietà trasmu-
spettiva sviluppata da Biringuccio questa teoria non ci tatorie e divinatrici, è disposto a riconoscerne la dimen-
aiuta nemmeno per codificare e quantificare il processo sione materiale:
di trasmutazione perché, come mostra l’esperienza, né lo
Questa è quella sustantia e quel mezzo che gli alchi-
zolfo né il mercurio sono isolabili dalle sostanze e, quin-
misti conducano in tanta sottilità che la chiamano
di, creano gli stessi problemi dei corpuscoli elementari. quinta essentia, e gli applicano tante virtù e potentie
Sia che si assuma la prospettiva aristotelica sia che si ac- che più a pena operare non ne possano li cieli, et è
cetti la teoria zolfo-mercurio, per Biringuccio il proble- vera cosa che chi in essa bene considera vedrà effetti
ma non cambia, in entrambi i casi si tratta di codificare grandi e laudabili, e io già me recordo havere veduto
un processo a partire dall’identificazione qualitativa e oltre a qualche sperientia d’essa un tratto in che uno
quantitativa dei costituenti primari; per entrambe le teo- sperimentatore più di ducento effetti sperimentati
rie l’elemento discriminante restava la prova empirica e d’essa havia notato. Ma se vera sol quella potentia
su questo piano Biringuccio propende per la spiegazione come dicano li alchimici di fare vegetabili i metalli
di origine aristotelica. e di rivificare i corpi mezzi morti s’hanno da credere
tutte l’altre cose che di lei si dicano, che per certo si
vede essere delle cose contro dalla putrefatione molto
3.7.  Oltre gli elementi: preseruative e giovare a molte infirmità frigide e hu-
uno strano caso di atomismo mide. La qualità di questa è sottile ignea e penetrabile,
e vogliono questi sottili investigatori che d’ogni cosa
Nonostante Biringuccio ribadisca più volte che i termini che si mette in essa estragga le sue virtù e le converta
ultimi delle sostanze siano i quattro elementi, da alcu- nella sua natura sottili e penetrabili, e per concludere
ne sue osservazioni sul processo di distillazione sembra d’essa tante cose dicano che troppo longa materia mi
prendere in considerazione anche l’idea di poter andare farebbe fe recitar hor ve le volesse 475.
oltre questa dimensione per pervenire ad uno stato del-
la materia originario e indifferenziato. Nel capitolo sulla Biringuccio si mantiene scettico nei confronti dell’i-
distillazione, dopo aver illustrato i passaggi che descrivo- dentificazione dell’acquavite con la quintessenza, in
no la scomposizione delle sostanze nei loro costituenti modo particolare verso quelle proprietà trasmutati-
elementari, si afferma: ve che le attribuiscono gli alchimisti; tuttavia, rivela

Biringuccio 1540, f. 26r.


472
le sul piano empirico. Non si trattava più di un atto di creazione che trascen-
Come abbiamo visto, in questa prospettiva era possibile interpre-
473
deva il potere dell’uomo, ma di una manipolazione delle qualità superficiali
tare i metalli come caratterizzati tutti dalla medesima forma sostanziale e dei metalli variando le proporzioni di zolfo e mercurio (vedi supra, p. 18).
considerare le loro differenze non come differenze di specie ma di grado. In 474
Id. 1540, f. 125r.
questo modo la trasmutazione diventa legittima sul piano teorico e plausibi- 475
Id. 1540, ff. 127v-128r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 99

Fig. 13. J. Brunschwig, Impianto di distillazione a bagnomaria multiplo, Liber de arte distillandi de composites,
Strasbourg, 1512, f. 22v.
100 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Fig. 14. J. Brunschwig, Vasi e imbuti per operazioni chimiche, Liber de arte distillandi de composites, Strasbourg,
1512, f. 37r.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 101

Fig. 15. J. Brunschwig, Distillatore a campana e relativo sistema di riscaldamento, Liber de arte distillandi de
composites, Strasbourg, 1512, f. 38v.
102 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Fig. 16. J. Brunschwig, Impianto di distillazione a torre (atanor) con piastre per la regolazione del calore, Liber de
arte distillandi de composites, Strasbourg, 1512, f. 40v.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 103

di aver fatto egli stesso sperimentazioni in tal senso e quale se offerischano ad ogni effetto naturale di poter
considera come dimostrate empiricamente certe qua- dar il fin che vogliano, assimigliando la quinta essentia
lità preservative e vivificatrici che gli vengono attribu- alla natura e poter di cieli e dele più potenti stelle lo
ite. Le qualità dell’acqua vite, sottili, ignee e penetra- oro potabile alo spirito et anima dele cose. El lapis al
poter dela magna natura. Ma con tutto questo que padri
tive, sembrano indurre Biringuccio ad identificarla, o de l’arte e che ne furo inventori e che con tante lodi la
quantomeno ad accostarla, al fuoco nella sua dimen- esaltorno son tutti morti, e non pur una non che due o
sione elementare, cioè, alla particella più sottile e più tre gioventù hanno goduto, e come promettano non so
attiva presente in natura. Biringuccio non si spinge ol- che sieno anchor resuscitati 477.
tre, ma il fatto che dica di aver visto un trattato con
più di duecento esperienze diverse e di aver provato La stessa terminologia, ad esempio, la ritroviamo nell’o-
egli stesso a compiere delle sperimentazioni, mostra il pera di Philip Ulstad, il quale si riferisce alla quintessen-
suo interesse verso l’argomento. Gli studi sulla quintes- za come: sostanza super naturale 478, oro potabile 479, ani-
senza di Biringuccio, in particolare il suo riferimento al ma delle cose 480 e come lapis philosoforum agente della
trattato di un alchimista, ci portano ad accostarlo ad trasmutazione metallica 481, la cui produzione prevede
una tradizione letteraria sulle tecniche di distillazione molteplici sedute di distillazione 482. Tenuto conto che
che si poneva in continuità con la tradizione alchemica nel XVI secolo questi concetti erano di uso comune an-
medievale e che vedeva il capostipite nel frate france- che tra coloro che operavano nell’arte dei metalli e nelle
scano vissuto nel XIV secolo, Jean de la Roquetallaide, miniere e del fatto che non siamo in possesso della ste-
più noto con il nome di Rupescissa. Significative sim- sura manoscritta del De la pirotechnia, che ci avrebbe
metrie emergono da un confronto del De la pirotech- permesso di verificare la paternità dei disegni rappresen-
nia con due opere a stampa degli inizi del XVI secolo: tati nelle xilografie, proponiamo l’opera di Ulstad come
il Liber de arte distillandi di Hieronymous Brunschwig, possibile fonte di Biringuccio per gli apparati e i processi
edito nel 1500 (Figg. 13-16) e il Coelum philosophorum di distillazione.
seu de Secretis Naturae di Philip Ulstad, del 1528. Nelle Se ora veniamo ad accostare queste riflessioni di
xilografie del De la pirotechnia vengono riprodotti nu- Biringuccio sulla distillazione della quintessenza a tre
merosi apparati di distillazione riconducibili a queste passi del De la pirotechnia nei quali ricorre il termine
due opere 476 dalle quali Biringuccio può aver mutua- “atomo” possiamo argomentare ulteriormente la sua
to anche i termini per riferirsi alla quintessenza (Fig. teoria della materia in chiave atomistica. Si tratta di tre
17, a-d): affermazioni curiose che ci portano ad ipotizzare l’esi-
stenza di un dibattito sui termini ultimi della materia
Et questa tal lor opera, hor la chiamano la quinta essen- condotto su basi sperimentali e ad una ricezione insoli-
tia, et hor lapis filosoforum, et hor l’oro potabile, con la ta del concetto di atomo:
476
Il libro di Ulstad è una derivazione di quello di Brunschwig ed 481
“Lapis philosophorum: Et viae sunt duae. De communioni ali-
entrambi contengano illustrazioni di apparati di distillazione simili a quod factum, cum discretionem extrahutur de vino supradicto, in quo
quelli presentati anche da Biringuccio. est magnus labor. Taceo (sicut prius docui) ipsam subtilem substan-
477
Biringuccio 1540, f. 6v. tiam tranquam animam, a grosso, hoc est, ab ipso corpore segregatam
478
“Ergo pro conclusione vides ipsam nec esse calida vel frigida, nec per suam subtilitatem rem aliquam subtilem subtiliorem posse facere
humidam vel siccha, quum sit res temperate naturae, excedens omnia e penetrare, per quod vires e efficacia eius mirum in modum molti-
elementa quae sub cielo sunt” (Ulstad 1543, f. 2r). plicatur. In tali ergo essentia potest extrahi virtus cuiuslibet rei, sicut
479
“Quintam essentiam de omnibus rebus quae formam habent e Solis, Lunae, e aliorum metallorum, margaritarum, lapidum praecio-
speciem, extrahendi, quae maximem ad aurum potabile conficiendum sorum herbarum e caetera id genus alia, sed non potest dissolui aurum
administrantur, nunc non inopportunum foret, si pauca de modo e viis (Id. 1543, f. 19r-v).
variis faciendi aurum potabile, per quod a vita humana quasi a corrup- 482
“Appellatur etiam a quibusdam Aqua ardens quoniam in
tione, scilicet, ad terminum aetatis nobis praescriptum conseruaretur, igne, duomodo sit ad sua perfectionem e extremam distillationem
disseremus” (Id. 1543, f. 50r). deducta, nullam superfluam humiditatem in ipso vase reliqueas,
480
“Et quamquam non sit elementum, est tamen res temperata, ut infra de modo ipsam cognoscendi docebitur, comburitur. A qui-
per elementa ipsa purificata, e extracta a fecibus quatuor elemento- busdam vero dicitur ipsa anima vini. Nam sicut ipsa anima nobilior
rum, quae sunt corruptionis causa potissima. Segregantur igitur illa est suo corpore, sic etiam ipsa quinta essentia, quae per veram dis-
feces sicut corpus grossissimum a sua materia tanquam ab anima tillationem extrahitur, nobilior est ipso vino ex quo educitur” (Id.
subtilissima per scientia distillationum” (Id. 1543, f. 2r). 1543, f. 2v).
104 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Fig. 17a. V. Biringuccio, Impianto per la distillazione a Fig. 17b. V. Biringuccio, Vasi per operazioni chimiche, De la
bagnomaria multiplo, De la pirotechnia, Venezia, 1540, f. 127r. pirotechnia, Venezia, 1540, f. 128v.

Fig. 17c. V. Biringuccio, Distillatori a campana e relativo Fig. 17d. V. Biringuccio, Impianti di distillazione multipli e
sistema di riscaldamento, De la pirotechnia, Venezia, 1540, f. piastre per la regolazione del calore, De la pirotechnia, Venezia,
126r. 1540, f. 131v.

Et che tale oro che in essa si cava è molto bello e del tutto I due riferimenti associati alla particella d’oro sembra-
quasi fino. Ma che è cosa molto difficile a cavarlo, per- no richiamarsi al concetto classico di atomo come cor-
ché è di grana minutissima e quasi simile agli attomi, di puscolo di grana minutissima dotata di moto casuale,
modo che l’ochio a gran pena nel discerne 483. mentre nel terzo passo si afferma che gli atomi sono sta-
L’undecima per esser l’oro e l’argento nel acqua forte l’un ti creati e, in quanto tali, posseggono certamente delle
come una renella negra, l’altro incomprensibile alla vista, doti specifiche.
e come una sustantia alla fede de un vetro. Pur questo a In questi passi emerge un concetto di atomo che
quel ch’io vi voglio advertire non importa, ma dela quali- sembra essere già neutralizzato delle sue implicazioni
tà dell’oro, havete da sapere che spesse volte ne va in qua teologiche. Per Biringuccio gli atomi sono creati da Dio
e là a spasso vagando per l’acqua come attomi una certa ma, a differenza di quelli secenteschi di Gassendi, che
particella legiera che per essere picchole cose e suttili, la saranno caratterizzati soltanto dal peso (origine del
suleva la forza dell’acqua 484. moto), dalla grandezza, dalla forma e della durezza 486,
Come so che intendete dele cose tutte che quel sommo quelli a cui si allude nel De la pirotechnia hanno una
iddio ha propriamente o per suo ordine la natura in que- loro virtù specifica. Per capire questa idea di atomo è
sto mondo create, ancor che sieno attomi o picholi vermi opportuno prendere in considerazione il riferimento
nisuna n’è stata produtta senza qualche particolar dota 485. che ad essa viene fatto nell’introduzione del fenomeno
483
Biringuccio 1540, f. 2r. 485
Id.1540, f. 36v.
484
Id.1540, f. 70v-71r. 486
Cfr. Kargon 1983, pp. 94-95.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 105

del magnetismo in cui Biringuccio prende atto dell’e- mentare, separata dal misto corruttibile degli elementi
sistenza di qualità occulte come l’attrazione che non dal quale è estratta e si caratterizza per il fatto di non
trovano una spiegazione razionale. Anche se non in avere nessuna qualità elementare, ma di essere in grado
maniera esplicita il recupero dell’atomo in questo con- di assumerle tutte estraendo dalle altre sostanze le virtù
testo ci induce a pensare ad un dibattito sulle modalità occulte 488.
di aggregazione degli atomi che ne individuava la causa Non ci risulta che nella tradizione alchemica sia mai
nella forza di attrazione magnetica. stato effettuato un parallelo tra quintessenza e atomi,
Sfortunatamente qui Biringuccio non dice altro ed ma se consideriamo la dimensione corpuscolare della
è quindi impossibile andare oltre a queste considera- quintessenza di Rupescissa, che come abbiamo visto è
zioni. Crediamo, comunque, che alla domanda perché condivisa anche da Biringuccio, siamo portati a cogliere
Biringuccio accosti l’atomo soltanto all’oro e non anche una similitudine con l’atomismo: sia la quintessenza che
a tutti gli altri metalli, si possa tentare di dare una ri- gli atomi sono il risultato di un frazionamento infinite-
sposta almeno plausibile. Per far ciò si deve concentrare simale della materia, con l’unica differenza che, men-
l’attenzione sulle osservazioni di Biringuccio sul fatto tre gli atomi perdono ogni determinazione qualitativa
che l’oro è l’unico metallo presente in natura allo stato mantenendo soltanto la dimensione, la grandezza, la
particellare, nelle sabbie fluviali, e che, sempre in questo durezza e il peso, la quintessenza viene a caratterizzarsi
stato, si presenta in laboratorio durante la separazione come un corpuscolo materiale attivo capace di assume-
dall’argento per mezzo dell’acqua acuta 487. re tutte le qualità delle sostanze naturali.
Se accostiamo questi riferimenti all’atomo a quan- È nella similitudine tra oro e quintessenza come
to Biringuccio dice nella descrizione del processo di sostanze particellari esenti dalle affezioni elemen-
distillazione, possiamo tentare di argomentare il suo tari e dotate di particolari virtù curative che viene ad
concetto di atomo chiamando in causa la quintes- assumere un senso “l’atomo virtuoso” di Biringuccio.
senza. Nella tradizione alchimistica la quintessenza si Questo atomo, infatti, può essere considerato come un
caratterizzava come una sostanza materiale estraibile tentativo di dare una risposta alternativa a quella degli
dagli elementi e dotata di particolari virtù trasmutative alchimisti sui termini ultimi della materia, recuperan-
e curative. Sempre in questa tradizione l’oro era posto do un concetto risalente all’età classica che ora sembra
al vertice della gerarchia minerale ed era considerato la trovare una qualche conferma materiale nel processo di
sostanza con il più alto grado di perfezione nel mon- distillazione. È opportuno sottolineare queste analogie
do sublunare. L’oro era il metallo più stabile in natura, per mettere in evidenza lo spessore teorico degli “scien-
quello che risentiva meno di tutti delle interazioni con ziati autodidatti” agli inizi del XVI secolo che, come Bi-
l’ambiente esterno mantenendo inalterate le sue qualità ringuccio, introducendo il concetto di “atomo virtuoso”,
superficiali. Il fatto di essere la sostanza più equilibrata integrano concezioni alchemiche e filosofiche mutuate
e quindi meno corruttibile, conferiva all’oro particolari indirettamente e filtrate attraverso l’osservazione em-
virtù curative per le quali, nella forma dell’oro potabile, pirica. Una spiegazione della genesi degli elementi e dei
era stato associato alla quintessenza. corpi misti basata su una concezione atomistica delle
Se ci rivolgiamo all’opera di Rupescissa, che era materia e sull’azione di “forze di aggregazione” di ordi-
molto conosciuta tra gli addetti ai lavori in metallur- ne superiore, poteva costituire una risposta plausibile
gia e spagirica, vediamo come in essa emerga un’idea contro le improbabili teorie che ricorrevano a metafore
di quintessenza che si caratterizza come una sostanza sessuali che, come in quelle riportate nel Testamentum
che può assumere uno stato corpuscolare più sottile di dello Pseudo Lullo, l’alchimista aveva il compito di in-
quello degli elementi dai quali era estraibile attraverso gravidare la natura ed aspettarne il parto 489. Contro idee
la reiterazione del processo di distillazione. La quin- come queste Biringuccio si opporrà in maniera decisa,
tessenza di Rupescissa, a differenza di quella di Taddeo sottolineandone sempre, e talvolta in maniera sarcasti-
Alderotti o dello Pseudo Lullo, è una sostanza super ele- ca, l’inconsistenza.
487
Vedi supra, nota 238. elementi. La stessa considerazione del distillato come un qualcosa che
488
Nei Consilia Taddeo Alderotti parla dell’aqua ardens come di un si ottiene per gradi si ritrova anche nella pseudolulliana Ars operativa
distillato del vino che può essere realizzato in vari gradi di perfezione, medica (cfr. Pereira 1999, pp. 161-165).
ma che comunque resta una sostanza composta a partire dai quattro 489
Id. 1999, p. 160.
106 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

3.8.  Dalla tecnologia dei metalli alla mineralogia zo de la basa d’un monte, e che dal gambo suo principale
derivino diversi rami, qual grosso, e qual sottile come
L’idea di una possibile origine delle sostanze minerali propriamente hanno quei che son con efetto veri negli
da uno stato di materia indifferenziata che si organiz- annosi boschi. E questi vogliono che crescan e ingrossi
za per gradi grazie all’azione di forze regolatrici interne sempre e si tiri verso il cielo, convertendo, sempre le ma-
ed esterne ad essa, trova una conferma nella concezio- terie disposte e propinque ne la sua natura per fin che le
ne embriologica del mondo minerale la quale, anche se cime arrivano a la sommità del monte, e che con chiara
in maniera attenuata, sembra essere condivisa da Birin- apparentia si dimostrino, mandando fuore in luogo di
guccio. frondi e fiori fumosità azzurre, o verdi, over margassitte
con filonetti di ponderosa miniera, ouer altre composi-
Se questa concezione embriologica del mondo tion di tenture. Per le quali cose si può quando le ci si
minerale può essere inferita già dalla sua classificazio- dimostrano far ferma coniettura quel monte esser mine-
ne dei metalli in base al loro grado di perfezione, essa rale et secondo la dimostrationi che fanno del più e del
appare con chiarezza nel capitolo nel quale Biringuccio meno così è copioso et ricco aver povero di miniere 491.
parla dei “mezzi minerali”, cioè delle sostanze minerali
che non sono classificabili né tra le pietre né tra i me- Queste metafore non appartengono alla tradizione mi-
talli. La concezione embriologica di Biringuccio non neralogica aristotelico albertiana e ci riconducono all’in-
presenta connotazioni di natura magico-misterica, fluenza di idee di origine stoica e neoplatonica. Platone
prospettandosi come un processo fisico inorganico re- nel Timeo aveva dipinto un’immagine del mondo come
golato da un principio organizzatore esterno che ha il quella di un organismo vivente e per spiegare la gene-
solo scopo di generare la forma sostanziale. razione delle sostanze, cioè la trasmutazione della for-
Da un’analisi chimica dei “mezzi minerali” emer- ma dal piano ideale a quello sostanziale, usava una me-
geva chiaramente una loro composizione ibrida che tafora sessuale dove la materia in quanto ricettacolo
faceva pensare ad una generazione delle sostanze mi- passivo era paragonata alla madre, mentre il modello,
nerali come un processo dinamico nel quale la dimen- la forma ideale che si imprime sulla materia generando
sione metallica era il risultato di un’organizzazione per la sostanza, era paragonata al padre 492. Nella tradizione
gradi dei corpuscoli elementari dalla pietra al metallo. stoica l’interpretazione animista e ilozoista dell’universo
Quest’idea di un processo dinamico in continuo diveni- diventa pervasiva ed è in questo contesto culturale, nelle
re riproponeva nell’ambito dei minerali il ciclo vitale del Questiones Naturales di Seneca, che troviamo una delle
mondo vegetale. I filoni minerali erano pertanto visti più antiche formulazioni della metafora biologica che
come i rami di un albero sotterraneo generatosi nelle associa i fiumi sotterranei e i filoni metallici al sistema
viscere terrestri per l’azione formatrice di vapori umidi circolatorio degli animali.
che agiscono sopra gli elementi 490. In apertura del proe-
mio alla sua opera Biringuccio esordisce richiamandosi Quaedam ex istis sunt quibus assentire possumus, sed
al mondo minerale con metafore del genere: hoc amplius censeo: placet natura regi terram, et quidem
at nostrorum corporum exemplar, in quibus et venae
Però sappiate che di queste se ne trovano in più parti del sunt et arteriae, illae sanguinis, hae spiritus receptacula.
mondo, e questo è secondo li buoni investigatori. E que- In terra sunt alia itinera per quae aqua, alia per quae spi-
ste si dimostrano quasi con quel modo che stan le vene ritus currit; adeunque ad similitudinem illa humanorum
del sangue ne li corpi degli animali, overo li rami de gli corporum natura formauit ut maiores quoque nostri
arbori diuersamente sparsi. Anzi volendo gli accurati in- aquarum appellauerint uenas 493.
vestigatori de le miniere mostrar con certa simulitudine
come le miniere ne li monti collocate stieno han figurato Per quanto riguarda le fonti di Biringuccio, anche se è del
un arboro grande tutto ramoso piantato dentro nel mez- tutto plausibile che tali metafore sopravvivessero negli
490
Le miniere di ferro dell’isola d’Elba erano note per la credenza
che in esse il ferro si formasse continuamente. Tale opinione era espres- po (Mieli 1914a, p. 122). Questa credenza la troviamo espressa anche
sa già nel De mirabilis auscultationibus, attribuito ad Aristotele, dove nel De ortu et causis subterraneorum di Agricola (Agricola 1550, p. 66).
si parla delle miniere di rame dell’isola d’Elba che, una volta svuotate, 491
Biringuccio 1540, f. I.
dopo pochi anni furono ritrovate piene di ferro. Strabone, invece, riporta 492
Plat., Tim., 50d.
che nelle miniere dell’Elba il ferro rinasce dopo un certo periodo di tem- 493
Sen., Quaest. Nat., III, 15.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 107

ambienti minerari in maniera del tutto decontestualiz- possa uno homo e ogni altro animale con carne e ossa
zata dalle fonti di origine neoplatonica e stoica 494, cre- e nerui e ancho animarlo di spirito con ogni altra con-
diamo che il suo riferimento agli “investigatori delle mi- venientia che se gli ricercha. Et similmente far nascere
niere” sia riconducibile ad Agricola che, nel Bermannus, gli arbori e l’herbe con l’arte senza il seme lor naturale,
descrive i filoni minerari richiamandosi alla metafora ve- e così i frutti separati dagli arbori dandolo le forme loro,
e così li colori gli odori i sapori come li veri naturali a li
getale e a quella del sistema circolatorio: quali mancar non posso di non dir che non gliel credo 497.
Dici e hoc quod meli vos intelligentis, quos humani cor-
poris sectionem persaepe vidisse credo. Ut animantis Biringuccio critica anche l’idea alchemica per cui lo zol-
corpus venas qasdam habet magnas, a quibus venulae, fo sarebbe il seme mascolino 498 che conferisce la forma
perinde ac è trunco arboris rami excresciunt, derivari nella generazione metallica, e quella che vede nell’oro e
solent. Sic venae metallicae suas etiam habent, sive ve- nell’argento alchemici i semi che conferiscono alla quin-
nulas, sive fibras appellare velis atque eas diversas 495. tessenza la forza di far vegetare i metalli:

Nel De la pirotechnia sono presenti anche altri riferi- […] e loro chi in tale arte scrive o parla, anchor che per
menti a concetti di origine biologica che fanno pensare loro metafore e coprimenti il dichino, intendeno sempre
quantomeno ad un interessamento di Biringuccio verso di questa, perché è il mezzo con il quale dispongano li
un’interpretazione organicistica dei fenomeni minerali. metalli a essere vegetabili in la natura di lei convertendo-
li, e l’oro in questa sostanza resoluto dicano condurre in
In due occasioni, infatti, Biringuccio porta una critica sustantia vitale, il quale spesso è di tanto nutrimento che
alle pretese degli alchimisti di riprodurre artificialmente quasi ritorna in vita li corpi humani […]. Hor lassando il
i processi di generazione naturale sottolineando l’inade- dire di questa essentia dicano anchora che tale oro o ar-
guatezza dei loro apparati tecnologici a gestire la ripro- gento in tal divino e celeste licore condotto essere quella
duzione delle specie metalliche: vera e natural sementa che lo produce l’oro l’argento e
ognaltro metallo che vogliano, e di questi anchora sonno
Perché quelli che tali cose far sapessero, non solo si po- alchuni che hanno oppenione che tal seme sia originale
trebbeno chiamar huomini ma dei esser quelli che al in ciascheduna cosa sopra al qual fondamento ho veduto
mondo estinguerino la insatiabile sette del’auaritia, e per molti alchimici per li loro principi andare pigliando varie
la straordinaria eccellentia vel saper e col quale di gran cose, e così ancho doppo le loro calcinationi solutioni,
longa avanzarebbono il potere de la natura, matre e mi- putrefattioni, sublimationi secondo che le conducano
nistra di tutte le cose create e figliola di Dio e anima del in certi termini effettivi della cosa le chiamano el loro
mondo con adoperare mezzi con i quali forse lei non gli mercurio, et quando il loro zolfo, e così con questo vanno
ha in essere, e se gli ha tali effetti forse non li usa. Ma al tanto in là et in qua facendo col pensiero di fare questo
certo di questo non me inganno chio non vegga in que- loro lapis che se lo rompe la boccia dove è dentro o che
sto effetto le matri dove voglian contentar tal loro parto per troppo fuocho ogni loro sustantia, e così in scambio
hauer li ventri di artificial vetro, e le materie in luocho di di moltiplicare l’oro o l’argento perdeno quello che v’han-
sperma esser cose composte accidentali […] 496. no dentro messo di fadiga e di spesa, altro non restandoli
che la speranza del rifarli 499.
Più avanti, dopo aver mostrato il carattere congetturale
e ipotetico delle giustificazioni teoriche degli alchimisti, Questi riferimenti critici contro gli alchimisti, che nel-
torna a ripetersi nuovamente: le loro operazioni impiegano l’oro e l’argento come
principi attivi, rivelano la familiarità di Biringuccio
Et con questa e con molte altre ragioni vogliono che si con idee che erano state formulate a partire da ope-
creda che fuor dal ventre femminile generar e formar si re come lo Speculum Alkimiae e il Rosarius di Arnal-
494
Mircea Eliade ha sottolineato come nel Bergwerkbüchlein siano stica della natura in analogia al corpo dell’uomo e vede nelle pietre e
confluite idee e credenze sulla generazione minerale provenienti da tra- nei metalli una parte della struttura anatomica del mondo naturale (cfr.
dizioni diverse, alcune delle quali sarebbero riconducibili ad una conce- Laurenza 2001, pp. 155-159; Vecce 2004, pp. 37-46).
zione arcaica dell’embriologia minerale e altre alle speculazioni astro- 495
Agricola 1541, p. 68.
logiche babilonesi (Eliade 1987, pp. 43-44; cfr. anche Hirai 2005, pp. 496
Biringuccio 1540, ff. 5v-6r.
151-152). A questa lunghissima tradizione può essere ricondotto anche 497
Id. 1540, f. 8r.
Leonardo da Vinci, il quale sviluppa una visione vitalistica e organici- 498
Id. 1540, f. 25v.
108 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

do da Villanova e successivamente nel Testamentum Nella descrizione dei processi di generazione mi-
pseudolulliano 500. nerale Biringuccio non parla né di vapori né di succhi
È difficile dire in che misura Biringuccio fosse con- mineralizzanti né, tanto meno, di semi. Certamente la
dizionato da una visione vitalista e animista del mondo vaporizzazione dell’acqua è una condizione necessaria
minerale. Tuttavia, da un’analisi della sua mineralogia del processo di mineralizzazione, ma egli non distingue
emerge chiaramente la credenza che le sostanze mi- tra vapori e fumosità minerali come invece fa Aristotele
nerali si producano nelle viscere della terra attraverso per spiegare la differenza tra le pietre e i metalli 507. Per
un lento processo di trasformazione e progrediscano l’ingegnere senese si tratta in entrambi casi del medesi-
dall’interno verso l’esterno fino ad arrivare alla super- mo processo che viene a diversificarsi sotto l’azione del
ficie. La credenza nella vegetazione dei metalli nelle contesto ambientale in cui questi vapori si trovano ad
viscere della terra era un’idea largamente condivisa che operare; in questo modo si formano miscele elementari
possiamo ritrovare ad esempio in Plinio 501, in Leonardo specifiche che, a seconda delle concentrazioni, genera-
da Vinci 502 e in Agricola 503. Tuttavia, sia quest’ultimo no una specie minerale piuttosto che un’altra. I passi del
che Biringuccio danno nelle loro opere una spiegazione De la pirotechnia che parlano dei vapoori non sembra-
che non fa più riferimento ad elementi biologico-antro- no riferirsi a flussi dotati di “potere mineralizzante” in
pomorfi, come i semi o lo sperma, e si orientano invece senso aristotelico 508, né tanto meno sono da intendere
verso una generazione intesa come un processo fisico e nell’accezione specifica di sughi minerali come volevano
inorganico 504. In tale processo, come abbiamo già avuto gli Stoici e Agricola 509. Per l’Ingegnere senese, il vapore
modo di affermare analizzando il concetto di particella acqueo è la modalità con cui l’acqua partecipa insieme
metallica di Biringuccio, non sembra abbiano un ruolo agli altri elementi alla generazione dei metalli e in que-
sostanze e principi diversi dai corpuscoli elementari, i sto senso crediamo debba essere letto il passo del proe-
quali, avendo in sé la causa del proprio agire (le qua- mio della sua opera in cui si descrive la sua visita ad una
lità attive e passive che li caratterizzano), fungono allo miniera di rame nei pressi di Innsbruck:
stesso tempo da causa materiale ed efficiente. L’unico De la qual cosa [l’abbondante presenza di acqua] non
principio esterno ammesso è l’azione dei cieli alla quale mi feci maraviglia perché sempre havevo inteso che de
viene attribuito un valore di causa efficiente per la gene- le miniere l’acqua era la lor prima e propria compagnia,
razione della forma finale. Questa non deve però essere anzi forse quella cagione donde le sustantie proprie de la
intesa come sostanziale nell’accezione di Alberto Ma- loro generatione procedeno 510.
gno, cioè come entelechia 505, ma come un principio di
selezione e di ordine dei corpuscoli elementari durante Diversamente da quanto si afferma nella tradizione mi-
il processo di mineralizzazione 506. neralogica risalente a Platone ed Aristotele, Biringuccio
499
Id. 1540, f. 125r. 504
Nel De ortu et causa subterraneorum, Agricola afferma che “res
500
Per una ricostruzione della storia delle teorie dell’elisir durane il vero fossiles seminum ui, quae ad procreandum valeat, praeditae non
Medioevo si veda Pereira 1995, pp. 128-135. sunt” (Id. 1550, p. 42). Cfr. Halleux 1974, p. 215.
501
“Mirum in his solis metallis, quod derelicta fertilius revivescunt” 505
Cfr. Emerton 1984, pp. 25-26.
(Plinio, XXXIV, 165). 506
Vedi supra, p. 84.
502
Nel contesto generale della sua visione organicistica della terra, 507
Per Aristotele i processi di generazione minerale sono de-
che descrive in analogia al corpo umano, Leonardo si riferisce alla gene- terminati da due tipi di esalazioni: una vaporosa, che genera i me-
razione dei metalli come ad un processo biologico. Nella nota polemica talli, e l’altre fumosa, che genera le pietre (cfr. Arist., Meteor., 378a,
contro gli alchimisti, infatti, invita questi ultimi a recarsi nelle miniere 10 - 378b, 5).
dove la natura mostrerà loro “la ramificazione dell’oro sparse per il la- 508
Aristotele non parla di potere mineralizzante, ma con la distin-
pis, ovvero azzurro oltramarino, il quale è colore esente dalla potestà del zione tra un’esalazione secca e una umida, pone una differenza ontolo-
foco. E considera bene tale ramificazione dell’oro e vedrai nelli sua stre- gica tra pietre e metalli.
mi, li quali, co’ lento moto, al continuo crescano e convertano in oro quel 509
Agricola supera la teoria delle due esalazioni recuperando da
che tocca essi stremi. E nota che quivi v’è un’anima vigitativa la qual non Seneca il concetto di “succo” o “sugo minerale” (Sen., Quaest. Nat., III, 15,
è in tua potestà di generare” (Leonardo da Vinci, RL 19045v). 2-4). In questo modo si aveva una spiegazione più coerente della conti-
503
Nel De ortu et causis subterraneorum, Agricola si mostra disposto nua generazione dei metalli e in particolare del perché questi continua-
ad accettare credenze popolari come quella relativa alle miniere dell’i- vano a generarsi nelle miniere già aperte e sfruttate senza che i vapori
sola d’Elba in cui il ferro dopo essere estratto “rinasce” (Agricola 1550, fuggissero via (cfr. Halleux 1974, p. 218).
p. 66r). 510
Biringuccio 1540, f. VII.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 109

non asserisce che i metalli si generano dalla congelazio- to Magno, in cui si sottolinea l’importanza dell’intera-
ne dell’acqua né, tantomeno, da una solidificazione per zione tra flussi particellari e ambiente circostante 513.
essiccazione 511. Al contrario, invece, l’acqua sembra par- Una dinamica del genere trovava una conferma signi-
tecipare a questo processo di generazione nelle stesse ficativa nelle fusioni metallurgiche, perché se in na-
modalità degli altri elementi. I metalli sono corpi misti tura questo fenomeno dell’interazione tra corpuscoli
composti a partire dalle quattro sostanze elementari, è elementari e ambiente poteva essere soltanto inferito
quindi plausibile che le regioni minerarie siano percor- attraverso l’osservazione delle fratture dei sassi, nella
se da molti corsi d’acqua sotterranei e che questi, sot- tecnologia delle fusioni si mostravano continuamente
to l’azione del calore presente nelle viscere della terra, si fratture e talvolta esplosioni delle forme di fusione cau-
vaporizzino e inneschino i processi di mineralizzazione sate dai vapori rimasti rinchiusi nei sottosquadri o per
mischiandosi agli altri elementi. Proseguendo verso la la brusca fuoriuscita dell’umidità dalle terre che com-
superficie attraverso i canali sotterranei, questa “miscela pongono la controforma 514.
di elementi vaporizzata” muta continuamente stato se- I debiti di Biringuccio verso il De mineralibus di Al-
condo il grado di “complessione ambientale” che incon- berto Magno sono evidenti anche per quanto riguarda
tra. I corpuscoli elementari interagiscono in base al loro la classificazione del mondo minerale in pietre, metalli e
grado di attività specifico e vengono sempre più amal- mezzi minerali. Il filosofo e naturalista tedesco affronta
gamati e compattati fino a quando prendono la giusta il problema dei mezzi minerali motivandoli come so-
proporzione e disposizione, trasformandosi nelle parti- stanze intermedie ontologicamente distinte che si col-
celle minerali. Descrivendo alcune particolarità dei gia- locano tra le due polarità contrarie della pietra e del me-
cimenti di rame, Biringuccio fa riferimento alla dinamica tallo, senza, però, mai considerarli esplicitamente come
di questo processo: un passaggio intermedio nel processo di generazione 515.
Imperò che dal oro in fuore dove questa [il rame] si gene- Causa autem istorum mediorum est permixtio vapora-
ra lo trita e frange più che alcuna altra degli altri metalli, biliter facta materiae lapidis, et metallorum vel materiae
il simile fa anchora quella del argento vivo, e credo che liquabilium: permiscetur enim cum multo sulphure, et
di questo ne sia causa la sua adusta sustantia, che con la humor habens aliquid de natura argenti vivi et ex taliter
sua molta calidità insieme snervi la humidità dele parti permixtis humoribus et vaporibus et caeteris materiis
dele pietre congiunte, quale per esser focosa cacciata da convenit quaedam media inter utra que produci a natu-
la humidità e frigidità de l’acque inferiori per fugire le ra. Sapiens enim et diligens natura quae omnis materiae
nature contrarie, cerca di tirarsi all’alto, e quasi a forza complet aptitudinem, ab extremo ad extremum non
come ve entra a tutto, come per dentro alle pietre, e così transit, ut dicit Aristoteles nisi compleat omne medium.
le va ficcando e rompendo come n’ho detto […] 512. Fecit ergo multa media inter lapides non liquabiles et
metalla liquabilia, ut in omnibus exhibeat convenientia,
Come si vede Biringuccio applica rigidamente la teoria et desiderium boni quod habet unumquodque quod est
dei contrari di Aristotele con la quale spiega sia la frat- per omnem modum materiae possibilem ut compleatur.
tura della pietra (il calore contenuto nel rame ne sner- Mediorum autem natura summe notanda ad trasmuta-
va i legami), sia il processo di crescita dal basso verso tionem, metallorum: quia in eis consistit plurima scien-
l’alto dei minerali. In definitiva, si tratta di flussi par- tia eorum qui unum in aliud convertere nituntur: media
enim sunt quasi materialia, et jam superius ostendimus,
ticellari che interagiscono sia attraverso la loro massa quod ille qui convenienter intendit metallum ad metal-
sia attraverso il loro grado di attività e quando si tro- lum convertere, oportet quod primo deducat ipsum ad
vano ad essere rinchiusi in ambienti stretti sviluppano naturam primam, hoc est, generi metallico proximam.
una pressione tale da spaccare la pietra. Una tale con- Tunc enim aptitudine sua juvata virtutibus disponen-
cezione delle dinamiche sotterranee, come abbiamo tium, facile naturam accipit et veram speciem metalli
visto, trova la sua origine nel De mineralibus di Alber- quod intenditur. Physicae et rationes quae physicho au-
511
Cfr. Plat., Tim., 58d-59d; Arist., Meteor., 378b. cfr. Riddle-Mulholland 1994, p. 236).
512
Biringuccio 1540, f. 12v. 514
Cfr. Bernardoni 2007a, pp. 47-48.
513
L’ambiente dove i metalli sono generati influisce sulla loro com- 515
Alberto allude una sola volta ad alcuni mezzi minerali come
posizione alterando le proporzioni con le quali gli elementi semplici si ingredienti dei metalli (Alberto Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. 1, p. 60ab;
combinano (Alberto Magno 1890, lib. III, tr. 1, cap. 2, pp. 60ab, 72b-73a; vedi supra, pp. 73-75).
110 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

ditu determinatae sunt, ostendunt quod non est motus composti a partire da una commistione di elementi sui
de extremo ad extremum, nisi per medium. Est autem quali la forma sostanziale viene impressa dall’ester-
omnium metallorum proprium, quod videntur incom- no 519; non si tratta di un processo embriologico-vitali-
pleta esse in specie, et ideo in quodlibet convertibilia: sta, ma di una trasformazione fisico-chimica inorganica
medium enim propriae dictum habet informem natu- regolata da forze impartite dai cieli. Anche il riferimen-
ram quam formatam distinctam extrema retinent sicut
in scientia de sensibilibus docebitur. In medio aliquo to ai gradi, implicito nella definizione stessa di mezzo
modo secundum formas confusas sunt extrema. Prop- minerale, va letto in stretta relazione con la teoria dei
ter quod extrema per ingenium et naturam de mediis contrari di Aristotele; queste sostanze intermedie sono
reducuntur quandum unitur virtus unius extremi super state create dalla natura per ragione di completezza,
alterum. Sie igitur dictum sit de mediis in communi: non ma non rappresentano le fasi di un processo finalizzato
oportet enim plura dicere, quia cognitio mediorum est alla forma metallica. Alberto è a questo proposito molto
per sua extrema 516. chiaro e si preoccupa di confutare le teorie embriologi-
che degli alchimisti:
Quando Alberto fa riferimento alla trasmutazione dicen-
do che dalle sostanze minerali è possibile far sorgere la Experimenta autem alchimicorum graves duas nobis
forma sostanziale del metallo tramite l’arte o la natura, hic ingerunt dubitationes. Videntur enim illi dicere quod
ribadisce il suo concetto di arte trasmutatoria per cui sola auri specie est forma metallorum, et omne metal-
non è l’artefice che crea la forma, ma la natura; l’alchimi- lum aliud esse incompletum, adhuc et in via esse ad
sta ha il solo compito di predisporre le cause materiali auri speciem, sicut res incompleta quae est via ad per-
della trasformazione, ma il processo è portato a compi- fectionem: propter quod debent aegra esse metalla quae
in materiam non habent formam auri: et studuerunt
mento dalla natura, che agisce attraverso cause formali ad medicinam quam elixir vocant, per quam agritudi-
specifiche e distinte 517. Alberto non descrive mai né le nes metallorum in commixtione et commixti materiae
pietre né i mezzi minerali come difetti di cottura estratti metallorum removent, et sic dicunt se educere illam for-
prematuramente dalle miniere, questi sono produzioni mam auri et speciem: et ad hoc inveniunt multos modos
dovute a particolari condizioni ambientali e astrali che et diuersos quibus illud alixir componitur et temperatur,
danno luogo a sostanze ibride, non compiute nel sen- ut penetret et adurat, et in igne maneat et coloret, et af-
so della teoria dei contrari, ma perfettamente finite nel ferat consolidationem, et pondus 520.
senso della propria forma sostanziale. Per questo motivo
queste sostanze costituivano un buon punto di parten- Alberto risolve il problema delle varietà minerali riba-
za per gli alchimisti, perché i risultati della loro analisi dendo che non possono esistere forme sostanziali im-
erano leggibili come una fotografia del processo di tra- perfette e che quindi ogni metallo, così come ogni pietra,
smutazione, che svelava gli stati di aggregazione della debba avere una sua forma specifica, sostanziale, univo-
materia nelle fasi pre-metalliche. camente determinata. Senza una forma specifica nes-
Anche se Alberto sembra riconoscere nei mezzi mi- suna sostanza sarebbe stabile in natura: se due sostan-
nerali degli stati di aggregazione intermedia dei corpu- ze minerali hanno qualità diverse, ciò è dovuto al fatto
scoli elementari, che rappresentano i vari livelli del pro- che queste hanno forme sostanziali diverse, le quali sono
cesso di generazione, egli non condivide la “teoria dei univoche e complete.
gradi”, che da una tale interpretazione sembra deriva- Se spostiamo ora la nostra attenzione su Biringuc-
re 518. Per Alberto i minerali non hanno anima, ma sono cio vediamo come egli mutui la classificazione delle
Id. 1890, lib. V, tr. 1, cap. 1, p. 98.
516
quam inesse videmus metallis, qua purgata, confortant virtutes mate-
“Sed tunc oportet nos dicere, quod alchimicorum periti operan-
517
riae quae insunt ei elementales metalli quod intendunt inducere: et tunc
tur sicut periti medicorum: medicii enim periti per medicinas purgati- ipsa natura operatur, et non ars, nisi organice, juvando et expediendo, ut
vas purgant materias corruptas et facile corruptibiles et impedientes diximus: et sic verum aurum et verum argentum educere et facere viden-
sanitatem quae est finis intentus a medico, et postea per confortantia tur” (Id. 1890, lib. III, tr. 1, cap. 9, p. 71a).
naturam juvant virtutem naturalem, ut digerendo sanitatem naturalem 518
Cfr. Riddle–Mulholland 1994, pp. 223-224.
inducant. Ita enim procul dubio sanitas effectus erit naturae effective, et 519
“lapides igitur animas non habent, sed alias formas substantia-
artis organice et instrumentaliter Per omnem autem eumdem modum les, virtutibus caelestibus et proprie elementorum commistioni datas”
dicemus operari alchimicorum peritos in transmutatione metallorum. (Alberto Magno 1890, lib. I, tr. 1, cap. 6, p. 9a).
Primo enim quidem purgant multum materiam argenti vivi et sulphuris, 520
Id. 1890, lib III, tr. 1, cap. 7, p. 68a.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 111

sostanze minerali da Alberto Magno e, tralasciando le al loro grado di vicinanza allo stato metallico alludendo
ragioni teoriche, sviluppa un’interpretazione più empi- implicitamente ai vari modi di aggregazione degli ele-
rica, funzionale alle applicazioni tecnologiche. La visio- menti nella fase pre-metallica. Le sue riflessioni sulla
ne del mondo minerale di Biringuccio continua a dipen- marcassite sono a questo proposito esemplari:
dere dalla “chimica qualitativa” di Alberto; tuttavia, la
sua esigenza di quantificazione legata alla dimensione Trovasi dela margassita di molte ragioni, con ciò sia cosa
operativa lo porta ad avvicinarsi ad un’interpretazione che ogni miniera de metalli, e forse ancho alcuno de
del processo di generazione dei minerali di tipo modale mezzi minerali produca la sua. Né credo che altra cosa
(che arriva cioè al pieno esplicarsi della forma sostan- sien le margassite che le materie seconde, e li mestrui
ziale per gradi), che ci consente di avvalorare l’ipotesi delle concettioni de metalli, le quali per difetto di tempo
che egli fosse attento anche agli ultimi sviluppi della non sieno alla lor perfetta età pervenute, e così per la loro
immaturità sien cose imperfette. O vero se questo non è
teoria dei corpi misti della tradizione aritotelica pado- che le sieno le fumosità che exalano dele miniere, che at-
vana 521. tacchate alle pietre sublimandosi si compongano, che il
Già nel proemio al libro dei mezzi minerali, dopo vero per vederle comunemente al alto si può creder che
aver spiegato come queste sostanze mostrassero un ca- così sieno. Hor qual più de le due cose proposte vi sati-
rattere ibrido modulare tra i due estremi della terra e sfacci in quella vi resolvete chel vero dimostrar non vi so
dell’acqua, senza far nessun riferimento alla teoria dei ne posso altrimenti, ma sieno quel che le si vogliano al-
contrari di Aristotele, Biringuccio individua quello che cun metallo quando le son pure da per loro non se strae.
potremmo chiamare uno “spettro modale” compreso Perché dal poter de la sua calda e adusta materia che si
tra la fumosità sublimata e il principio di miniera, rive- vede contenere che gli alchimici chiaman solfo. Anchor
lando la sua inclinazione a considerare i mezzi minerali che tal metallo havesseno insieme col fuocho dela fusio-
come delle sostanze dinamiche che scandiscono le fasi ne sel consumerebbeno, e così resta desse partendosi le
del processo di generazione metallica: sustantie acquee suttili in nome di mercurio non fisso né
ben per misto, una terrestrità inliquefattibile e viscosa
Non ho voluto manchare havendovi per avanti descritto tutta bruciaticia con molto spiacevole odore sulfureo.
de metalli prima che più oltrepassi di non vi dire (anchor Alcuni dicano haverne fuse, che se pure è vero mi con-
che pain cose fuor dela nostra proposta materia) quel firmo a dire che la margasita sia principio di miniera e
tanto che pratticando ho compreso de mezzi minerali, non fumosità sulimata, perché quella che fondeva già
come nel capitolo primo delle miniere far vi promissi, li doveva esser arrivata a termini della disposition sua
quali per non esser questi dala natura produtti ne tutti metallica, overo che era de la miniera perfetta infra essa
pietre, né tutti metalli, son da li speculator fisici mezzi mescolata per la fusion de la quale anchor essa si vie-
minerali chiamati. Et di questi si trova de più spetie, e ne a fondere, e massime se ha con secho in compagnia
quelli chan similitudine de pietre son terrestri e assai pietra ch’abbi natura di marmo fusibile […]. Et anchora
duri alla liquefattione […]. Alchuni altri son più aquei che la sia più composition di miniera, che fumosità mel
quali anchor che habin alquanto di densità si resolveno fa dire, e mel confirma el credere e il vedere l’ordine de
nel aqua […]. Ma come pratticando intenderete, vedrete la sua compositione, e l’avere anchor veduto alli confini
ch’altro non sonno che fumosità di miniere, over miniere del Frioli con la Alemagna alta una falda di margassita
principiate 522. grandissima che attraversaua un monte, e per la super-
ficie e l’alto n’era allo scoperto un filone lungo più di 150
Anche se Biringuccio non presenta una classificazione braccia, e largo per tutto era più di mezzo braccio, che
se fusse stato fumosità e non causa propria di miniera
dei mezzi minerali organizzata gerarchicamente e, anzi, alla grandezza che dimostrava, bisognava dire che era
sembra utilizzare questa categoria come ricettacolo di di necessità che la miniera donde procedeva fosse stata
tutte quelle sostanze sulle quali non era possibile espri- una gran quantità più grande che appena non era tutta la
mersi in maniera sicura – ad esempio: il mercurio, lo zol- montagna. Sonno alcuni che anchor che dichino che la
fo, il vetro e le pietre preziose –, offre una descrizione e sia exalatione, vogliono che le piogge e la virtù del caldo
un’analisi della marcassite, del vetriolo, dell’antimonio, del sole in quella che è scoperta se introduca con spatio
dell’arsenico, dell’orpimento e del risigallo in relazione di tempo certa virtù metallica, il che anchor che questo

521
Vedi supra, pp. 77-78. 522
Biringuccio 1540, ff. 21v-22r.
112 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

potesse essere che que tali tal cosa trovino e dicano dali zione degli altri mezzi minerali. Il vetriolo, ad esempio,
caldi, e da li freddi, o dale piogge precedere, come fanno mostra anch’esso caratteristiche molto vicine alla fase
anchora che non sia sustantia che venga da le radici dela metallica che fanno pensare ad una conversione immi-
miniera, che per quanto si vede la natura sempre tende nente nella quale sono già presenti alcune delle qualità
alla multiplicatione, e a convertire quella pietra o cosa che contraddistinguono i metalli:
disposta che se gli acosta tal che crescendo arriva alla
superficie 523.
Il vetriolo similmente è una sustantia minerale per la
exalation dela quale alcuni dicano che si generano e
La marcassite è uno stato fisico delle sostanze in via di riducano insieme le materie o sustantie elementari
metallificazione. La questione, come emerge da questo che producano li metalli e massime l’oro, questo non
passo, riguarda soltanto la sua collocazione all’inter- è già fumosità di metallo, né ancho cosa che se ne cavi
no di questo processo: si tratta di fumosità sublimata per altro modo metallo, anchor che per certi suoi ef-
o di miniera principiata? Vale a dire, siamo di fronte fetti mostri di non esserne senza per certo odor che
al primo stadio di questo processo indotto dalle esa- rende, è cosa che ha assai similitudine con l’alume, ha
lazioni minerali del fronte della miniera che avanza sustantia mordificativa, et al gusto aspro, et alla lingua
verso l’esterno convertendo in metallo le sostanze con pongitivo, et ha natura costrettiva; in ne l’acqua, et in
cui viene in contatto, o siamo in presenza del fronte luocho humido, si resolve con poco spatio di tempo. Et
stesso della miniera e quindi nello stadio più prossimo di questo dicano esserne causa come d’ogn’altro mine-
alla trasformazione in metallo? In entrambi i casi la rale, le sustantie acquee mal ligate, né per questo è che
marcassite è messa in rapporto causale con il metallo; non contenga assai dele terrestri, anzi mi pare che in
esso si trovi cinque participitationi di diverse qualità,
si tratta di una sostanza dinamica in procinto di mu-
cioè proprietà di solfo, attione dell’alume, el roder del
tamento. Il ragionamento di Biringuccio è chiaro: se nitro, o del sale, e, de’ metalli, proprietà di rame, e di
si trattasse di fumosità sublimata il giacimento dalla ferro […] 524.
quale proviene dovrebbe essere di dimensioni superiori
alla montagna stessa. Mette conto notare come anche Più decise le sue affermazioni nei confronti dell’antimo-
in questo caso, la risoluzione del problema mineralo- nio, che si trova in una fase ancora più vicina a quella
gico di carattere speculativo e non direttamente veri- metallica:
ficabile avvenga per mezzo di un’analogia ad un’osser-
vazione di laboratorio: il sublimato, infatti, non è altro Lo antimonio secondo che so’ d’oppenione è una com-
che una concentrazione di una sostanza liberata dalle position di cosa fatta dala natura per creare una miniera
impurità e si ottiene attraverso una drastica riduzio- di metallo, nela quale è sopra abundata con indebita
ne del volume della sostanza originaria. Sicuramente proportion di materia calda e seccha, e con la humidità
da escludere è invece l’interpretazione della marcas- sua mal mista, deffetto al tutto contrario alla composi-
site come esalazione di miniera che funge da trami- tion de metalli, e però viene a essere come l’argento vivo,
te per l’introduzione della virtù metallica emanata dai una sconciatura minerale, et un mostro infra li metalli,
cieli per mezzo delle piogge e del calore solare, perché overo esser potrebbe materia in via atta ad arrivare alla
ciò implicherebbe un processo di mineralizzazione che perfettion metallica, impedita per esser cavata avanti il
procede dall’esterno verso l’interno, cosa questa che è tempo, et acciò mel persuade il vedere in lui tante parti
contraddetta dall’esperienza, che vuole il metallo più simili a quelle de metalli, guardando prima nel suo color
chiaro e brillante, e nel molto suo peso, et ancho nela
puro in profondità. Il processo di crescita del metallo metallina che fondendosi lassa nel fondo del vaso. Ha se-
avviene quindi dall’interno verso l’esterno con il mine- condo che si vede questo in sé molta terrestrità, come ne
rale che procede moltiplicandosi attraverso la conver- la fede l’odore de la sua sulfurea adustione, et oltre alla
sione delle pietre con le quali viene in contatto fino ad sua indigestione, e puocho mescolamento, la difficil sua
arrivare alla superficie. fusion et al fin la sua metallina, qual anchor che la sia
Considerazioni analoghe, che corroborano l’idea di bianchissima e più lustrante che non è quasi l’argento, è
una generazione per gradi, si hanno anche nella descri- frangibile assai più che vetro 525.
523
Id. 1540, ff. 28r-29r. 525
Id. 1540, ff. 27v-28r.
524
Id. 1540, f. 29r-v.
Capitolo 3 - La teoria della materia di Biringuccio 113

Il parallelo con il mercurio è significativo, si tratta di ‘l sia materia prossima a convertirsi in metallo, ma per
“sconcezze metalliche” estratte anzitempo dalle viscere vederla tanto mal proportionata e mal decotta, creder
della terra interrompendo il processo di trasformazio- non posso che esser possa disposta alla generatione di
ne degli elementi prima che si disponessero e si bilan- tute le spetie de metalli. Et che se di pur fusse, mi pare
ciassero in modo da generare una struttura metallica, che la fusse in via se non gli fusser stati interrotti gli de-
biti mezzi più a generar il piombo o lo stagno, o ‘l ferro
maturando soltanto alcune delle qualità caratteristiche o pur l’argento che non il rame o l’oro, e se considerare il
di questo stato. Il residuo metallico, la metallina, che si vogliamo per via de le complessioni naturali, o pur per il
deposita nel crogiolo quando se ne tenta la fusione è la poter dei pianeti molto lontano da quelle del oro, e dal
prova di come questa sostanza rappresenti un proces- poter del sole o dela luna mi par mercurio. Et però dirò
so in atto di metallificazione. Considerazioni analoghe se non è quel ch’io ho detto, esser cosa che la natura gli è
possono essere fatte anche per l’arsenico, l’orpimento e piaciuto di fare quel che l’ha fatto, e questo mel fa dire el
il risigallo: vederne sempre quanto n’ho veduto esser d’una medesi-
ma forma e d’una qualità medesima 528.
Queste miniere non hanno similitudine con l’altre, ma
son formate a modo di ciottoli di fiume, e son ponderose Come abbiamo visto dal parallelo con l’antimonio, il
molto, tal che par ch’habbino convenientia con li metalli, mercurio è una “sconciatura minerale”, cioè una “ma-
e che la natura far volesse o l’oro o l’argento, anzi ne altro teria atta ad arrivare alla perfection metallica, impedi-
posso pensare respetto al colore e alla molta sua ponde- ta per esser cavata avanti il tempo”. Non si tratta quindi
rosità, ma l’un fa gli effetti utili e benigni, e questi gli fan di un costituente primo dei metalli, ma di una “materia
pessimi. Ma questo anchor dico, perché anchor chio veg-
ga in lor natura diversità grande, alcuni dicano de l’orpi-
prossima a convertirsi in metallo”. Tuttavia, Biringuccio
mento cavarsine oro. L’arsenicho veggo esser biancho, e non riesce a risolversi e, nel dubbio, si mostra disposto
di questo li prattici minerali vogliano che in compagnia ad accettare per certo soltanto che si tratti di una sostan-
quasi di tutte le miniere de metalli se ne trovi, e che sia za definita “che la natura gli è piaciuto di fare quel che
quello che nele fusioni consumi e porti via l’argento che l’ha fatto”, mostrandosi così contrario a quelle dottrine
contengono. Il che secondo il mio parer arsenicho pro- alchemiche che consideravano il mercurio come una so-
priamente non credo chel sia che tale effetto facci. Ma stanza difettosa da portare a maturazione.
questo è che si sia quella sustantia disposta e cominciata Biringuccio si rivolge alle sostanze minerali con gli
ad ingrossare e non convertita anchora in miniera per- strumenti teorici che ha mutuato in gran parte dal De
fetta, perché è materia mal mista e peggio fissa, e a quelli mineralibus di Alberto Magno, interpretati alla luce di
prattici che tal cosa dicano basta chiamar o addurre una un’analisi effettiva delle sostanze tesa ad individuarne
causa a loro modo, anchor che con effetto la non sia per
intendersi perché arsenicho a chil volesse veder mostrar
le caratteristiche fisico chimiche e le virtù intrinseche
non potrebbeno 526. per sfruttarle nella produzione di sostanze artificiali.
Questo tentativo di dare una caratterizzazione tecnica
Anche lo zolfo e il mercurio possono essere interpretati dei mezzi minerali porta Biringuccio ad interpretare
come fasi transitorie di questo processo di trasforma- queste sostanze in relazione al loro grado di vicinanza
zione. Lo zolfo, infatti, viene considerato come una so- allo stato metallico e, per quanto questa classificazio-
stanza più vicina allo stato terroso che a quello pietroso: ne non venga mai sviluppata in maniera sistematica, le
“le sue miniere han più forma di terra che di pietra” 527, analisi dei casi particolari che egli prende in considera-
mentre il mercurio può essere visto come una fase mol- zione mostrano ancora una volta come il suo intento
to vicina a quella metallica: sia quello di spiegare la generazione minerale attraverso
la codificazione del processo e la quantificazione degli
Et lassando hor le dispute da parte se gliè prima materia elementi che vi partecipano. Infatti: la marcassite è un
de metalli o no, per haver di tal dubio nel capitolo pri- segnale di natura che ci consente di compiere stime
mo del primo libro ditto assai. Dirò qui per acostarmi a qualitative e quantitative sul filone minerale che rappre-
quel che di lui dicano li filosofi, che esser potrebbe che senta; il vetriolo mostra ben cinque proprietà della fase
526
Id. 1540, ff. 33v-34r. 528
Id. 1540, f. 23r.
527
Id. 1540, f. 26r.
114 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

metallica; l’antimonio come il mercurio mostra di es- sostanza rappresenta un grado diverso di organizza-
sere una sostanza in via di metallificazione “disposta e zione corpuscolare che descrive una fase del processo
cominciata ad ingrossare e non convertita ancora nella di generazione metallica. Questo non significa che,
miniera perfetta”. Come crediamo emerga chiaramente come volevano gli alchimisti, soltanto l’oro abbia una
dagli esempi sopra riportati, i “mezzi minerali” vengo- forma sostanziale perfetta. Ogni grado di questa scala
no descritti come fasi distinte di un unico processo di delle sostanze minerali, infatti, ha una propria identità
generazione, cosa questa che ci induce a pensare che specifica, alla cui generazione partecipano forze natu-
Biringuccio fosse influenzato da una visione del mondo rali che ancora non cadono sotto il dominio dell’uomo.
minerario di tipo embriologico. Tuttavia, l’embriologia Dobbiamo però notare la particolarità del modo in cui
di Biringuccio sembra aver perso ogni caratterizzazione Biringuccio si rivolge a queste forze di natura astrale, le
di tipo biologico e, a parte il ricorso a metafore come quali sembrano mantenere un ruolo di causa efficiente
quella dell’albero minerale e dell’apparato circolatorio, soltanto in via provvisoria, come una giustificazione di
prende in considerazione le sostanze minerali cercando comodo in attesa di riuscire a codificare e quantificare
di rimanere aderente al piano fisico-chimico, descri- in maniera razionale l’intero processo causale che de-
vendole nei termini del loro grado di squilibrio rispetto termina la generazione delle sostanze minerali, perve-
alla forma perfetta dell’oro. Per questo motivo abbiamo nendo così alla piena cognizione delle dinamiche che
parlato di processo di generazione modale, poiché ogni regolano le trasformazioni del mondo minerale.
Bibliogafia

A. Edizioni del De la pirotechnia amplement traicté de toutes sortes &


diuersité de minieres, fusions & separa-
Biringuccio 1540 V. Biringuccio, De la pirotechnia. Li- tions des metaux: des formes & moules
bri X. dove ampiamente si tratta non pour getter artilleries, cloches, & toutes
solo di ogni sorte & diuersita di minie- autres figures: des distillations, des
re, ma anchora quanto si ricerca intor- mines, contremines, pots, boulets,
no à la prattica di quelle cose di quel fusees, lances, & autres feuz artificiels,
che si appartiene à l’arte de la fusione concernans l’art militaire, & autres
ouer gitto de metalli come d’ogni altra choses dependantes du feu. Composee
cosa simile à questa. Composti per il par le seigneur Vanoccio Biringuccio
S. Vannoccio Biringuccio Senese. Con Siennois. Et traduite d’Italien en Fran-
priuilegio apostolico & de la Cesarea cois, par feu maistre Iaques Vincent …,
Maesta & del illustriss. Senato Venato, à Paris, chez Claude Fremy a l’enseigne
in Venetia, per Venturino Roffinello ad S. Martin, rue S. Jaques, 1556.
istantia di Curtio Navò e fratelli, 1540. Biringuccio 1558 V. Biringuccio, Pirotechnia. Li diece
Biringuccio 1550 V. Biringuccio, Pirotechnia. Li diece li- libri della pirotechnia, nelli quali si
bri della pirotechnia, nelliquali si tratta tratta non solo la diuersità delle mi-
non solo la diuersita delle minere, ma nere, ma ancho quanto si ricerca alla
ancho quanto si ricerca alla prattica prattica di esse: e di quanto s’appar-
di esse: e di quanto s’appartiene all’ar- tiene all’arte della fusione ouer getto
te della fusione ouer getto de metalli, e de metalli, e d’ogni altra cosa à questa
d’ogni altra cosa a questa somigliante. somigliante. Composta per il S. Van-
Composti per il S. Vannuccio Birin- nuccio Biringoccio, nobile Senese. Col
guccio, nobile Senese. Col privilegio privilegio apostolico, e della C. Maestà,
apostolico, e della C. Mesta, e dell’illuss. e dell’illustiss. Senato Veneto. [Vinegia]
Senato Veneto, in Vinegia, per Giovan MDLVIII, in Vinegia, per Comin da Tri-
Padoano, a istantia di Curtio di Navò, no di Monteferrato, 1559.
1550. Biringuccio 1559 V. Biringuccio, Pirotechnia del S.
Biringuccio 1555 V. Biringuccio, On the generation Vannvccio Biringvccio Senese; nella
of metalles and their mynes with the qvale si tratta non solo della diuersità
maner of fyndynge the same, in Eden delle minere, ma ancho di quanto si
Richard, The three Decades of the ricerca alla pratica di esse. E di quan-
newe worlde or West India…, written to s’appartiene all’arte della fusione, ò
in the Latine loungue by Peter Mar- getto, de metalli. Far campane, arte-
tyr of Angleria, and translated into glierie, fuovhi artificiali, & altre diuerse
Englysshe by Richard Eden, Londini, cose utilissime. Nvovamente corretta, e
Guilhelmi Powell, 1555. ristampata. Con la tauola delle cose no-
Biringuccio 1556 V. Biringuccio, La pyrotechnie, ov art tabili, in Venetia appresso P. Gironimo
dv fev, contenant dix livres, avsquels est Giglio, e compagni, 1559.
150 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Biringuccio 1572 V. Biringuccio, La pyrotechnie, ov art partiene all’arte della fusione, ò getto
dv fev, contenant dix livres, avsquels dei metalli. Far campane, artiglierie,
est amplement traicté de toutes sortes fuochi artificiati, & altre diuerse cose
et diuersité de miniéres, fusions et vtilissime. Nuouamente corretta, e ri-
separations des metaux, des formes et stampate, con le figure appropriate à
moules pour getter artilleries, cloches et suoi luoghi, e due tauole l’vna de capi-
toutes autres figures, des distillations, toli, e l’altra delle cose notablli [sic.]…,
des mines, contremines, pots, boulets, Bologna, Gioseffo Longhi, [1678].
fusees, lances, et autres feuz artificiels, Biringuccio 1856 V. Biringuccio, Traité de la fabrication
concernans l’art militaire et autres des bouches à feu de bronze au XVIe
choses dependantes du feu, composée siecle, en Italie. Extrait des livres V, VI, et
par par le Seigneur Vanuccio Biringuc- VII de la Pirotechnia, de Vannoccio Birin-
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Iaques Vincent, à Paris, chez Claude de l’italien par Rieffel, Professeur aux
Fremy, 1572. écoles d’artillerie. Avec deux planches, Pa-
Biringuccio 1572 V. Biringuccio, La pyrotechnie, ou art ris, Librarie militaire, maritime et poly-
du feu, contenant dix livres, ausquels technique de J. Corréard, libraire-editeur
est amplement traicté de toutes sortes et libraire-commissionaire, 1856.
et diuersité de miniéres, fusions et Biringuccio 1859 V. Biringuccio, Traité de la fabrica-
separations des metaux, des formes et tion des bouches à feu de bronze au
moules pour getter artilleries, cloches et XVIe siecle, en Italie. Extrait des livres V,
toutes autres figures, des distillations, VI, VII de la Pirotechnia, de Vannoccio
des mines, contremines, pots, boulets, Biringuccio, traduit de l’italien par Rièf-
fusees, lances, et autres feuz artificiels, fel, 8°, Paris, J. Corréard, 1859.
concernans l’art militaire et autres Biringuccio 1885 V. Biringuccio, On the generation
choses dependantes du feu. Composée of metalles and their mynes with the
par le Seigneur Vanuccio Biringuccio maner of fyndinge the same: written
Siennois, et traduite d’italien en fran- in the Italian tounge by Vannuccius
cois, par feu Iaques Vincent, Paris, G. Biringuczius in his booke cauled Py-
Iullian, 1572. rotechnia, in Arber, Edward ed., The
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du feu, contenant dix livres. Ausquels Birmingham, 1885.
est amplement traicté de toutes sortes Biringuccio 1914 V. Biringuccio, Vannoccio Biringuccio
& diversité de minieres, fusions & (1480-1539) De la pirotechnia (1540),
separations des metaux: des formes & edizione critica condotta sulla prima
moules pour itter artilleries, cloches & edizione, corredata di note, prefazioni,
toutes autres figures: des distillations, appendici ed indici, ed ornata dalle
des mines, contremines, pots, boulets, riproduzioni del frontespizio e delle
fusees, lances, & autres feux artificiels, 82 figure originali a cura di Aldo Mieli,
concernans l’art militaire, & autres vol. 1, Bari, Società tipografica editrice
choses dependantes du feu. Composée Barese, 1914.
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Rouen, chez Iacques Cailloüé, tenant Artilleriewesens aus dem 16. Jahrhun-
sa boutique dans la Court du Palais, dert, Übersetzt und erläutert von Dr.
MDCXXVII. Otto Johannsen, mit 85 abbildungen.
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e critica di Giovanni Piumati, Milano, U. Hoepli editore
libraio della Real casa e della R. Accademia dei Lincei, Fig. 34, da Max Planck Institute, Berlin, Database machine
1894-1904. Drawings http://dmd.mpiwg-berlin.mpg.de/home.
Indice dei nomi

Abbri, Ferdinando, 7n., 90n. Barsanti, Giulio, VII


Achillini, Alessandro, 87n. Barzanti, Roberto, VII
Agricola, Giorgio = Georg Bauer, V, XI, XIII, XV e n., XVI, XVII, Bassignana, Pier Luigi, 4n.
6 e n., 7, 27 e n., 28 e n., 42 e n., 44, 67, 106n., 107 e n., 108 Battisti, Eugenio, 3n., 115n.
e n., 117 e n., 120 e n. Battisti, Giuseppa Saccaro, 3n., 115n.
Agrippa, von Nettesheim, Heinrich Cornelius, 31 Bauer, Georg = Agricola, Giorgio
Alberti, Leon Battista, 63 e n., 64 Bearzi, Bruno, 136n.
Alberto di Sassonia, 77, 85 Beaujouan, Guy, 36n.
Alberto Magno, 7, 8, 9, 11, 16, 18 e n., 19, 20, 21, 22, 23, 24, 31, Beauvais, Vincenzo di, 16, 18
47 e n., 51 e n., 61, 62 e n., 73, 74 e n., 75 e n., 76, 77,79, 83 Beccafumi, Domenico, XV
e n., 84 e n., 85n, 89 e n., 90 e n., 91, 92, 93 e n., 96 e n., 97, Bellanti, Giulio, 48
108, 109 e n., 110 e n., 111, 113, 120 e n. Belluomini, Giuseppe, 45n.
Alderotti, Taddeo, 105 e n. Beretta, Marco, VII, XIn., XVn., 11n., 28n., 34n., 68n.
Alegi, Gregory, 130n. Bernardoni, Andrea, VII, 8n., 11n., 13n., 14n., 77n., 88n., 109
Alembert, Jean Baptiste Le Rond d’, 138 Bettini, Bartolomeo, 49
Alfredo di Sareshel (Anglicus), 17 Bianchi, Luca, 27n., 55n.
Altdorfer, Albrecht, 27 Biringucci, Francesco, 137n.
Anchon, Nicolas, 28 Biringucci, Paolo, 32n., 47n.
Angelucci, Angelo XIVn., 127n. Blaise de Parme = Pelacani, Biagio
Anglico, Riccardo, 83 Bloch, March, 1n.
Anonimo Ussita (ingegnere), 3 Boccadiferro, Ludovico, 24 e n.
Averlino, Antonio = Filarete Bodin, Jean, 55n.
Archimede, 4, 56, 57 e n. Bollard, Nicholas, 15
Aristippo, Enrico, 17 Boltz, Valentin, 26
Aristotele, V, XVIn., 6n., 7n., 9, 15, 16 e n., 17, 19 e n., 24, 26, Bonaventura da Bagnoregio, 37n.
32n., 33, 36, 48 e n., 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56n., 71 e n., 72 e Boni, Bruno, 115n.
n., 73, 75, 76, 77, 80, 82 e n., 83, 84 e n., 86 e n., 87n, 90n., Borracelli, Mario, 47n., 48n., 135n.
92, 94, 95n, 97n, 106n, 108 e n., 109, 110, 111, 120n. Bourne, William, 56
Arnaldo da Villanova, 22, 23, 83n.,108 Boyle, Robert, 45, 55, 56
Arnoux, Mathieu, 1n. Brahe, Tycho, 45n.
Averroè, 16n., 48 e n. Brioist, Pascal, VII
Avicenna (Ibn Sina), 11, 17, 18, 19, 22, 32, 48, 72, 73 e n., 74, Braunstein, Philippe, 1n.
83, 97 Brunelleschi, Filippo, 56n.
Brunello, Franco, 34n.
Bacon, Francis = Bacone, Francesco, 24 e n., 56 Brunner, Kaspar, 56
Bacone, Ruggero, 7, 11, 16, 18, 19 e n., 20, 22, 37n, 76, 77, 133 Brunschwig, Hieronymus, XVn., 99, 100, 101, 102, 103 e n.
Baffioni, Carmela, 71n. Bucciantini, Massimo, VII
Baldovini, Giovanni, 49n. Bureau, Gaspard, 127
Barbaro, Ermolao, 55n. Bureau, Jean, 127
168 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Burke, Peter, 1n. Donatello, 135n.


Buscheto (architetto XI sec.), 2n. Dunckel S., 26
Busini, Giovanbattista, 49 e n. Dürer, Albrecht, 35n., 56, 64
Buso, Jacopo, 49n.
Eamon, William, XIVn., 1n., 2n., 15n., 16n., 25 e n., 26, 30n.,
Caboga, Mario, XIV, XV 31n., 47n.
Caiazzo, Irene, 73n. Eden, Richard, XVI
Camerota, Filippo, VII Egenolff, Cristian, 25, 26n.
Camerota, Michele, VII Egidio Romano, 21, 22
Campin, Robert, 35n. Eisenstein, Elisabet L., 47n., 49n.
Carafulla, Antonio, 66 e n. Eliade, Mircea, 107n.
Cardano, Girolamo, XVI, 78n., 87n. Emerton, Nora E., 17n., 73n., 77 e n., 78n., 84n., 85n., 108n.
Carlo V d’Asburgo (imperatore), 133 Empedocle di Agrigento, 11, 71, 82n., 86 e n.
Carlo VII di Valois (re di Francia), 127n. Enrico II di Valois (re di Francia), 133
Carlo VIII di Valois (re di Francia), XVn., 129 Erasmo da Rotterdam, XV, 31, 67
Cartesio, Renato, 56 Ercker, Lazarus, 7n., 28 e n., 29, 44
Carugo, Adriano, 34n., 117r., 146n. Erone di Alessandria, 11, 90 e n.
Casati Stefano, VII Este, Alfonso I (duca di Ferrara) 129
Castelnuovo, Enrico, 2n. Euclide, 4
Cavallini, Mario, 116n. Eyck, Jan van, 35n.
Cennini, Cennino, 16 e n., 56 Eymerich, Nicolas, 22
Chironi, Giuseppe, 47n., 48n., 137n.
Ciardi, Marco, VII Fara, Amelio, 125n.
Cicerone, Marco Tullio, 48 Farrington, Benjamin, 34n.
Cipolla, Carlo Maria, 125n., 126n., 130n., 133n. Febvre, Lucien, XVn., 30 e n.
Cipriani, Curzio, 44n. Federico da Montefeltro, 57
Ciriaco di Ancona, 8n. Fernel Jean, 78
Clericuzio, Antonio, VII, XI, 68n. Ficino, Marsilio, XII e n., 37, 38 e n., 39
Colbus di Frieberg = Ulrich Rulen von Kalbe, 27r, 51 e n., Filarete = Antonio Averlino, 8, 10 e n., 64, 126n.
68n. Filelfo, 8n.
Collenuccio, Pandolfo, 129 Filone di Bisanzio, 57, 90 e n.
Colonna, Francesco, XV Fiocca, Alessandra, 32n.
Contamine, Philippe, 127n., 130n., 134n. Fontana, Giovanni, 3 e n., 8, 115 e n.
Cortese, Maria Elena, 116n., 119n., 122n. Forbes, Robert James, 28n., 42n., 44n., 45n., 115n., 116 e n.,
Costantino Africano, 73, 97 119n., 131n., 134n., 146n.
Couliano, Ioan Petro, 82n., 84n. Fornari, Giuseppe, VII
Cozzarelli, Iacopo, 48 e n. Francesco di Giorgio, VI, XIII, XVI e n., 4, 5n., 8 e n., 9 e n., 10n.,
Crisciani, Chiara, 7n., 16n., 18n., 21n., 22n., 23n., 25n., 45n. 32n., 39 e n., 40 e n., 46, 47e n., 48 e n., 55, 56, 57 e n., 58,
Crouzet Pavan, Élisabeth, 2n. 59 e n. 60 e n., 62, 63 e n., 64, 90n., 120n., 122 e n., 123n.,
124, 125 e n., 127 e n., 129, 130 e n., 131 e n., 132 e n., 136n.,
De Santis, Roberto, 116n., 118n. 137n.
Debus, Allen George, 42n., 45n. Freudenthal, Gad, 23, 72 e n., 92n.
Democrito, 53, 54n., 71 Froben, Hieronymus, XV, 28
Déprez-Masson, Marie-Claude, 68n. Frontino = Frontinus, Sextus Julius, 57
Derry, Thomas K., 146n. Frosini, Fabio, 46 e n.
Di Maio, Francesco, 134n. Fueter, Eduard, 129n.
Di Pasquale, Giovanni, VII Függer ( famiglia di imprenditori minerari), 27
Diderot, Denis, 138 e n.
Dini, Alessandro, VII Gabriele, Mino, XV, XVIn.
Dinocrate, 48 Galassini, Alfredo, 45n., 116n., 119n.
Diogene Laerzio, XII e n. Galeno = Galenus Claudius, 73
Domenico di Bartolo, 8n. Galilei, Galileo, 45, 46n.
Indice dei nomi 169

Galluzzi, Paolo, VI, VII, XVI, 1n., 2n., 3n., 4n., 7n., 8n., 9n., 12n., Jabir ibn Hayyan, 19, 20, 44, 83
25n., 39n., 47n., 48n., 50n., 56n., 90n., 122n. Jacopo della Quercia, 8n.
Garin, Edgar, XIIn., 38n., 46 e n., 47n. Jacquart, Danielle, 73n., 97n.
Garzoni, Tommaso, XVI Jamnitzer, Wanzel, 35n.
Gassendi, Pierre, 104 John de Jandun, 78, 85
Geber Latino = Pseudo Geber Jordan Peter di Magonza, 26
Georg, Bauer = Agricola
Geruzzi, Salvatore, XIVn. Kalbe, Ulrich Rulen von = Colbus di Frieberg
Ghersi, Italo, 45n. Kargon, Robert Hugh, 104n.
Ghiberti, Bonaccorso, 8, 10 e n., 40 e n., 125, 136n. Keller, Alexander G., 55
Ghiberti, Lorenzo, 47, 60n. Keller di Kassel, 146n.
Giannetto, Enrico, VII, 5n. Kertznmaker, Peter, 25
Giardina, Giovanna R., 71n. Kotter (armaiolo di Norimberga), 133n.
Giglio, Gironimo P., 28 Koyré, Alexander, 4, 5 e n.
Gilbert, William, 6 Kraus, Paul, 83n.
Gille, Bertrand, 1n., 3n., 4 e n., 5, 133n. Kritovoulos, 136n.
Giomo da Siena, 49n. Kubbinga, Henk H., 79n.
Giovanni da Rupescissa, 23 e n., 83n. Kuhn, Thomas Samuel, 1n., 5, 6 e n., 7, 30
Giovanni II de Aviz (Re del Portogallo), 48 Kyeser, Konrad, 3
Giovanni XXII (Papa) = Jacques Duèze, 22
Giudice, Franco, VII, 55n. Lamberini, Daniela, 2n., 32n.
Gobet, Nicolas, XVI e n. Landucci, Bernardino, 47n.
Gottfried di Franconia, 15 Lanfranco (Architetto XII secolo), 2n.
Grassi, Orazio, 45n. Laurenza, Domenico, 107n.
Greco, Marco, 8, 9, 57, 58 Lavoisier, Antoine Laurent, 31, 90
Grellard, Cristian, 11n., 73n., 85n. Lechuga, Cristoval, 137 e n.
Grendler, Paul F., 2n. Lefroy, John Henry, 136n.
Guareschi, Icilio, XIVn., 46n. Lensi Orlandi, Giulio, 25n.
Guglielmo di Hesse, 133n. Lenzi, Alessandra, VII
Guicciardini, Francesco, 129 e n. Leonardo da Vinci, VI, XIII, XVI, 4, 5, 8, 10, 11 e n., 12 e n., 13 e
Guido da Vigevano, 2 e n., 8 n., 28, 29, 31, 32n., 35, 38 e n., 39n., 40 e n., 41n., 46, 47, 52
Guidotto Nepio Boemo, XIVn. e n., 53, 54, 60n., 64, 67 e n., 84, 87, 88, 107n., 108 e n., 118,
Gundisalvi, Domenico, 37n. 124, 125, 135n., 136 e n.
Leoniceno, Niccolò, 55n.
Hall, Alfred Rupert, 130n., 133n., 135n., 136n., 138n., 146n. Leroy, Loys, 55n.
Hall, Bert Stuart, 3n., 126n., 134n. Leucippo = Leucippus, 71
Halleux, Robert, 1n., 14n., 17 e n., 32n., 67 e n., 68n., 83n., 90n., 108n. Libavius, Andreas, 12n.
Hartmann, Georg di Norimberga, 131n. Lionardo di Damiano Bartolini, 49n.
Hawthorne, John C., 14n. Lo Re, Salvatore, 49n.
Hergot, Kunigunde, 26 Locatelli, Francesco, 127n., 129n.
Hirai, Hiroshi, 107n. Long, Pamela, 1n., 4n., 14n., 15n., 63n.
Hobbes, Thomas, 55 Lucrezio = Lucretius Carus, Titus, 11, 54 e n., 81 e n., 97
Holmyard, Eric J., 20n., 72n.
Honnecourt, Villard, 2 Maccagni, Carlo, 2n., 29 e n., 46 e n., 47n., 52n.
Hooke, Robert, XVII, 45, 55 Maffioli, Cesare, 32n.
Hoover, Herbert Clark, XIIn., XVn., 27n., 117n. Magli, Patrizia, 82n.
Hooykaas, Reijer, 11n., 79n. Maier, Anneliese, 11n., 17n., 72n., 73n., 75n., 77n, 85n.
Howard, Robert A., 133 Malatesta, Baglioni, 31, 145n.
Hugh of Saint Victor = Ugo di San Vittore Malatesta Sigismondo, Pandolfo, 4
Manetti, Angela, VII
Ierone di Siracusa, 42 Manuzio, Aldo, 67
Imperato, Ferrante, XVI Manzani, Antonio, 49 e n.
170 La conoscenza del fare: ingegneria, arte, scienza nel De la pirotecnia di Vannoccio Biringuccio

Marani, Pietro Cesare, 3n. Ockham, Guglielmo di, 77, 78


Marcellus (generale romano), 57n. Onians, John, 60n.
Marchis, Vittorio, VII, 2n., 124n. Orange, Maurizio d’ (principe di Orange), 131n.
Marco Greco = Greco, Marco Oresme, Nicola, 77
Mariano di Iacopo = Taccola Ovitt, George, Jr, 36n., 37n.
Marinelli, Giovanni, 34n.
Marinoni, Augusto, 136n. Pacioli, Luca, 42 e n., 47
Martin, Henry Jean, XVn. Palissy, Bernard, 6, 40, 60n.
Massimiliano I, d’Asburgo (imperatore), 129 Palladio = Palladius, Rutilius Taurus Aemilianus, 15
Massimiliano I, di Wittelsbach (elettore di Baviera),133n. Panormita = Antonio Beccadenti detto il Panormita, 8n.
Mattioli, Pietro Andrea, XVI e n. Pantheus, Augustinus Johannes, 83n.
Matteoli, Leno, 116n., 118n. Paolo di Taranto, 19 e n., 20, 21, 32, 83n.
Mazzolini, Renato, VII Paolo III (Papa) = Alessandro Farnese, XVn., 49n., 50, 137n.
Mecacci, Enzo, VII Paracelso, 6, 7, 27, 33, 63 e n., 64, 125
Medici, Antonio de, 25 Partington, James Riddick, XVIn., 136n.
Medici, Cosimo I de’ (granduca di Toscana), 25, 31n., 49 Pelacani, Biagio = Blaise du Parme, 87n.
Medici, Ferdinando II de’ (granduca di Toscana) 45 Pelori, Giovanbattista, 136n.
Medici, Francesco de’(granduca di Toscana), 25 Pereira, Michela, 16n., 18n., 19n., 20n., 21n., 22n., 23n., 25n.,
Medici, Leopoldo de’ (cardinale), 8, 45 64n., 105n., 108n.
Meierpek, Jordan, 26 Perifano, Alfredo, 25n., 31n., 49n.
Meleghino, Jacopo, 50 Perini, Leandro, XIV e n.
Meyvaert, Paul, 14n. Peruzzi, Baldassarre, XVn., 32n., 48, 50
Mieli, Aldo, XIIn., XIV e n., XV, XVIn., 46n., 53n., 106n., 117n., Petrucci, Pandolfo, 47 e n., 48, 117n., 122n.
119n., 120n. Piccolomini, Alessandro, XV
Milanesi, Gaetano, XIVn., 48 e n. Piccolpasso, Cipriano, XVIn., XVII, 34n.
Molà, Luca, 1n., 55n. Pico della Mirandola, 48
Montali, Elena, VII Piemontese, Alessio = Ruscelli, Girolamo, XV, 26, 34n.
Moncelesi, Bernardino di, XIV Pietro, Bono, 21
Mönch, Philipp, 146 e n., 147 Pietro, Lombardo, 21
Monnet, Pierre, 1n. Pirolo, Paola, 125n.
Montù, Carlo, 146n. Pirotti, Umberto, 49n., 83n.
Multhauf, Robert Philip, 6n., 53n., 83n. Platone, 6n., 31, 32n., 36, 37, 39 e n., 53 e n., 54, 81 e n., 83,
Murdoch, Jonh Emery, 11n., 17n., 73n., 75n., 85n. 106, 108
Mussini, Massimo, 5n., 9n. Plinio = Plinius Secundus, Gaius, XVIn., 9, 47 e n., 48n., 52 e
n., 55n., 61, 108 e n.
Nasi, Piero, 49n. Plutarco = Plutarcus, 90n.
Nanni, Romano, VII Pogliano, Claudio, VII
Navò, Curtio Troiano, XIV e n. Pomponazzi, Pietro, 24
Nef, John Ulric, 26n. Pouillet, Claude, 45n.
Negri, Paolo, 129n. Prado, Diego y Trovar, 137 e n.
Neri, Antonio, 34n. Prager, Frank D., 8n., 56n.
Naevius, Johann, 28 Pseudo-Aristotele, 15, 19, 26,
Newman, William R., 17 e n., 19 e n., 20n., 21n., 22n., 33n., Pseudo-Geber, 11, 19, 20 e n., 22, 23, 31, 44, 45n., 73, 75, 76 e n.,
36n., 38n., 68n.,72n., 73n., 76 e n., 79n. 78, 79, 80, 83, 84 e n., 85 e n., 97
Newton, Isaac, 55 Pseudo-Lullo, 105
Nifo, Agostino, 77 e n., 84, 85 Puteo, Zacharias, XVII
Norman, Robert, 6, 56
Norton, Robert, XVII e n., 137 e n., 138 Raimondo, Lullo, 22, 23, 105
Norton, Thomas, 68n. Randal, John Herman, 5n.
Nummedal, Tara, 67n. Razi = Muhammad ibn Zakariya Razı, 11, 19, 20
Rebelais, François, 55n.
Obrist, Barbara, 23n., 38n. Reisch, Gregor, 87n.
Indice dei nomi 171

Reti, Ladislao, 12n. Tartaglia, Niccolò, 86 e n., 87n., 125


Riccobono, Francesco, 117n. Taylor, Frank Sherwood, 12n.
Richard (Maestro), 15 Tenenti, Alberto, 34n.
Rigamonti, R. 116n. Theophilus, Presbyter, 15 e n., 44n., 51n.
Robert, Aurélien, 11n., 73n., 85n. Tognarini, Ivan, XIVn.
Robins, Benjamin, 133 e n. Tolomei, Claudio, XV, 49, 50 e n.
Rodolfo II d’Asburgo, 25 Tommaso d’Aquino, 16, 21 e n., 22, 31
Roquetallaide, Jean de = Rupescissa, Giovanni di, 23 e n., 83n., Toscanelli, Paolo del Pozzo, 47
103, 105 Trivulzio, Gian Giacomo, 12
Roriczer, Mathes, 56 Truci, Isabella, 125n.
Rossetti, Bonaventura, 34n. Tucci, Ugo, XIIIn., XIVn., 47n., 49n., 117n.
Rossi, Paolo, 1n., 6n., 30n., 36 e n., 47n., 55, 56n. Tutmosi III = Menkheperra Dhutmose, 115n.
Rupert di Deutz, 15n.
Ruperto del Palatinato (principe del Reno), 138n. Ugo di San Vittore = Hugh of Saint Victor, 18, 36, 37 e n.
Rupescissa, Giovanni = Roquetallaide, Jean de Ulstad, Philip = Ulstadius Philippus, XVn., 103 e n.
Ruscelli, Girolamo = Piemontese, Alessio Urbano = Urban ( fonditore di artiglierie XV secolo), 130
Ursus Magister, 2n.
Sachs, Melchior di Erfurt, 26
Salvetti, Paolo, 48 Valori, Baccio, 49n.
Sangallo, Antonio, 50, 125 Valturio, Roberto, XVn, 3, 8, 57n.
Sangallo, Giovanbattista, 50 Varchi, Benedetto, XV e n., XVI, 24 e n., 25, 31 e n., 32 e n., 33,
Sangallo, Giuliano, 125 47, 49 e n., 66n., 83 e n., 85, 145n.
Sanuto, Marino, 129 Varga, Perez, XVI
Sbaragli, Luigi, 50n. Vecce, Carlo, 107n.
Scaglia, Giustina, XVn., XVIn., 8n., 41n., 48n., 50n., 56n. Vegezio = Vegetius Renatus, Flavius, XVn., 57
Scaligero, Giulio, 77, 78 e n., 84, 85 Venturi, Ascanio, 122n.
Schaffer, Simon, 55n., 63n. Vergani, Raffaello, 44n., 128n.
Schmidt, Benjamin, 1n., 30n. Verin, Hélène, 2n
Seneca, Lucius Annaeus, 106, 108n. Verrocchio, Andrea, 41n., 135n.
Sforza, Francesco, 12, 13, 136n. Villanova, Arnaldo, 22, 23, 108
Sforza, Ludovico (il Moro), 13 Violi, Giuseppe, 116n., 118n.
Shapin, Steven, 55n., 63n. Vitruvio Marco Pollio, 4, 9 e n., 42, 46 e n., 48, 50n., 55, 57, 59,
Sigismondo di Lussemburgo (Imperatore), 8n. 58, 59, 60, 64, 82
Sisco, Anneliese Grunhaldt, 27n., 28 e n. Volpaia, Lorenzo della, 2n.
Smith, Cyril Stanley, XIVn., XVIn., XVIIn., 14n., 27n., 28 e n., 42
e n., 44n., 45n., 117n. Weyden, Rogier van der, 35n.
Smith, Pamela, 1n., 7n., 29, 30n., 35n., 63n. White, Lynn Townsend, jr., 1n.
Solmi, Edmondo, 46n. Whitehorn, Peter, XVIn.
Sozzini, Mariano il vecchio, 8n. Wiener Gado, Roberta, 15n.
Sprandel, Rolf, 116 e n. Wiligelmo (Scultore XII sec.), 2n.
Stahl, Georg Ernst, 89 Williams, Trevor I., 146n.,
Steele, Brett D., 88n.
Strano, Giorgio, VII Zanoccoli, Massimo, VII
Zenone di Cizio, XII
Taccola = Mariano di Iacopo, XVI, 4, 8 e n., 41 e n., 47, 55, 56 e Zilsel, Edgar, 1n., 6n., 55 e n., 56 e n., 59n., 60 e n., 63n.
n., 57, 90n., 115n., 126n. Zosimo = Zosimus Panapolitanus, 14n.