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CATECHESI

1. Definizione

Catechesi viene da un termine greco Catecheo, che vuol dire insegnare. In generale perché esso è
l’insegnamento della fede cristiana, solo nel cristianesimo. La quale comprende lo studio della cultura,
della comunità, della Bibbia, tanto che viene affiancata al campo simile, che è la pedagogia. Questo
nella chiesa avventista.

In ambito protestante invece, il fulcro della catechesi è lo studio della Bibbia, che è la parte centrale.

In ambito ortodosso, cattolico e anche nel protestantesimo storico (il 1mo, di origine europea), per
catechismo si intende un percorso post-battesimale. Perché il battesimo avviene nell’infanzia, da
bambini. Nella cattolica, la cresima è un rito che viene eseguito, con lo scopo di confermare il patto che
è stato fatto da bambini, una conferma del battesimo e del percorso seguito.

La catechesi si divide in 2:

_ catechesi pre-battesimale (quelli che noi chiamiamo, studi biblici), per preparare la persona al
battesimo. Non solo, è anche tutta la scuola del sabato che si fa nell’infanzia.

_ catechesi post-battesimale, nei sermoni o in piccoli incontri che si fanno durante la settimana. Nella
chiesa avventista abbiamo uno strumento di catechesi che è la scuola del sabato. In sinossi nelle altre
chiese c’è il culto domenicale.

2. Cos’è lo studio biblico?

Lo studio biblico è un percorso di prima conoscenza della Bibbia, il quale ricerca svariati punti di
vista che hanno a che fare con Dio, con l’uomo e la relazione tra l’uomo e Dio e tra uomo e uomo.
E’ un percorso che tiene insieme, attraverso domande e richieste, si deve quindi scegliere
l’argomento in base alle esigenze del ‘candidato’. In altre chiese il termine ‘studio biblico’ viene in
teso come un percorso post-battesimale, in grandi gruppi. Mentre nell’ambito avventista è pre-
battesimale, indirizzato a singole persone o piccoli gruppetti.

3. Obbiettivo dello studio biblico


1mo obbiettivo  Far incontrare Cristo alla persona interessata (catecumeno), attraverso la
conoscenza approfondita di temi biblici.
2ndo obbiettivo  In questo incontro il catecumeno incontrerà la chiesa avventista e le sue
dottrine.
L’obbiettivo non è il battesimo… dobbiamo aiutare, seguire e prenderci cura di questa persona
nonostante la sua decisione. Quando la persona ha il desiderio di catechesi, è un nostro principio e
privilegio prenderci questa responsabilità di dargli studi biblici. Nessuna deve essere scartata a
priori, lo spirito santo opera in qualsiasi situazione ci ritroveremo davanti.

4. Chi può dare studi biblici?


Chiunque è in grado di accompagnare qualcuno in un percorso di studi biblici, ma ci devono essere
2 condizioni:
a. Aver incontrato Cristo ed averlo accettato, vivendo con benessere all’interno della chiesa
avventista.
b. Preparazione!
Lo studio biblico rientra nell’Evangelizzazione, non è però una forma di evangelizzazione primaria,
ma di consolidamento. Il primo approccio deve essere quello della testimonianza, ma nemmeno
verbale… che parli prima la nostra vita. Che diamo quindi l’esempio del nostro cambiamento e della
nostra vita come cristiani.

La testimonianza è raccontare cosa Gesù ha fatto e fa nella tua vita, mai mettere in ballo il
passaggio da altre religioni a quella avventista. Esporre quindi i problemi che si sono affrontati e
che si affrontano, questo aiuta ad entrare in empatia, al fine di fargli capire come si è riusciti a
trovare la felicità, attraverso l’aiuto di Cristo, ciò che in sintesi la società di oggi cerca.

Quando si raggiunge il momento, dove la persona accetta lo studio biblico, essa si propone delle
aspettative:

1. Aspettativa culturale, perché le interessa conoscere la Bibbia


2. Aspettativa assistenziale, perché sperano in un aiuto da parte nostra
3. Aspettativa esistenziale, persone che si pongono domande di calibro, riguardo Dio e la vita,
argomenti che davanti alla società creano un po' imbarazzo. Con noi quindi si sentono più a
loro agio nel chiederle
4. Aspettative si semplice curiosità, magari persone di altre denominazioni, che vogliono
conoscere anche altre realtà.

Ci sono diverse espressioni verbali per dire catechesi, catecheo, significa insegnare, annunciare. E’ un verbo
che si trova 8 volte nel nuovo testamento, rivolto quasi esclusivamente all’insegnamento nella Bibbia, NT.

Dall’AT troviamo un ruolo fondamentale della famiglia, per quanto riguarda l’insegnamento, in particolare
richiama i genitori a questo ruolo. Un tema sottolineato è quello della ‘prima genitura’, il quale status è
quello di avere un figlio, sopra gli altri figli. Chi aveva questo titolo aveva la leadership spirituale sugli altri
fratelli, con il compito di trasmettere le opere messianiche di Dio. Chi riceve la primogenitura di solito, non
è il primo figlio, bensì colui che responsabilmente poteva esercitare questa leadership nella famiglia.

Il compito dei leviti era quello di istruire nelle leggi del Signore, questo nella prima part dell’AT. Nella
mishna (tradizione orale dei Rabbini nel 3 sec. a.C.), dai proverbi possiamo capire quanto sia importante
l’influsso orale della legge morale dagli ebrei, in Israele. Il primo libro usato nel NT è Atti degli Apostoli, che
narra come sorge la struttura, le liturgie che svolgevano e la prima organizzazione.

STORIA DELLA CHIESA

Ci sono opere importanti, come:

1. la ‘Didake’, che non sono state inserite nel canone. Esso è uno scritto che comprende una
catechesi morale, la via della vita e la via della morte, nella quale troviamo anche delle istruzioni
disciplinari.
2. Poi c’è la lettera di Barnaba che si rivolge alle persone già battezzate, per educarle alla vita
cristiana.
3. La lettera degli apostoli, del 2 sec, divisa in 3 parti: il primo è il testamento di Gesù, con le sue
esperienze, un 2ndo che comprende un compendio dottrinale ed il 3zo documento, il quale tratta
l’apocalisse.
4. Nel 2 sec a.C. abbiamo Ireneo, con la ‘Demostratio di Ireneo’, la quale opera ci dimostra come
esporre a Marciano la predicazione della verità, ed i dogmi divini. La prima parte è una
dimostrazione della salvezza, la 2nda parte è una spiegazione di tutti i principali insegnamenti di
Gesù Cristo.
5. Poi abbiamo Tertulliano, successivo ad Ireneo, che scrive il ‘Trattato sul Battesimo’, nel quale ci da
istruzioni sul battesimo. Lo scopo è quello di difendere la pratica del battesimo, contro coloro che la
ignoravano, o che consideravano una cosa dell’AT. Qui lui espone la dottrina ufficiale nel
cristianesimo, che servì poi da base per tutte le altre istituzioni che nasceranno.
6. ‘Testimonia ad quirinium’, un insieme di citazioni dell’AT del quale vengono dati un ordine
catechetico. E’ una parte molto argomentata, dove troviamo tutti il materiale e l’istituzione morale
della vita cristiana.
7. Sempre nel 3 sec. Abbiamo Clemente d’Alessio, che propone una catechesi morale, come un
cristiano cioè deve vivere nel mondo.
8. Origene, considerato il primo catecheta,

Nel 4 sec. Abbiamo Cirillo di Gerusalemme, periodo dove viene emanato il documento di Costantino,
riguardo la libertà religiosa. Con Teodosio abbiamo il coronamento della religione, che diventa religione
ufficiale dello stato. Qui le carte in gioco cambiano, non sono più i pagani che perseguitano i cristiani,
ma sono i cristiani che perseguitano i pagani. Cirillo pronuncia le 18 catechesi, che divennero un
manuale di preparazione pre-battesimale

Poi abbiamo Ambrogio, che scrive il ‘De misteris e de Sacramenti’, anch’essi costituiscono lezioni di
catechesi

Agostino, con lui la catechesi raggiunge l’apice. Scrive il ‘Decatizaris lalla…’, della quale scrisse una
lettera ad un amico Deograzis.

MEDIOEVO (476-1492), le due istituzioni principali erano la famigghia e la religione (‘casa e criesa’). La
liturgia era basata molto su ciò che si poteva vedere, invece di ciò che si poteva sentire. E’ un periodo di
decadenza, e nelle scuole ed istituzioni religiose cattoliche hanno fatto sì che fossero mantenute le
opere culturali. La chiesa cattolica per favorire il proprio potere, usufruiva dei propri strumenti della
teologia, usando i sensi di colpa del popolo per poter ricevere denaro da loro.

Fare degli studi biblici significa usare una pedagogia dell’insegnamento, partire da argomenti come
l’Apocalisse e il giudizio, crea nel catecumeno una fede le cui basi sono fondate sulla paura.

Catechesi medievale, ricco di elementi visivi, come: Rito, occhio e sacramento.

La chiesa era annunciatrice della salvezza, successivamente diventa mediatrice della salvezza in Gesù,
attraverso i sacramenti.

CATECHESI NELLA RIFORMA: ebbe un ruolo molto importante, perché durante questo periodo esso
ritorna ad essere un insegnamento profondo nell’animo umano. Qui siamo in pieno umanesimo, l’inizio
dell’era moderna. In questo periodo l’uomo viene rimesso al centro dell’universo, la chiesa smette
quindi di essere mediatrice, però resta comunque l’individuo centro del bisogno. Con il
protestantesimo dunque la catechesi diviene individuale.

Il primo catechismo importante è quello di Lutero. Ne fece due: ‘il piccolo catechismo’ ed ‘il grande
catechismo’. Il piccolo era pensato per i bambini, mentre il grande per gli adulti, dunque anche se la
struttura dell’insegnamento erano gli stessi, i termini cambiano. Insegna il simbolo apostolico, che
raccoglie la dottrina principale trinitaria a cui tutti i cristiani fanno riferimento, chi non crede a quel
simbolo non rientra nel cristianesimo. Nella chiesa cattolica oggi è chiamato ‘il credo’. Studiavano
anche ‘il padre nostro’, i ‘dieci comandamenti’, ed i sacramenti.

Con Calvino invece il catechismo durò poco, però fu trovato interessante il suo metodo di ‘domanda e
risposta’. Da lui venne fuori l’idea di un manuale del catechismo, ‘il catechismo di Heidelberg’. Contiene
una prefazione dell’autore Federico III, dopo vi è un tentativo di psicologia, incentrata sui bisogni
spirituali dell’individuo.
Sappiamo che la nostra chiesa nasce nel 1844, ma le nostre origini più primarie provengono dal
protestantesimo. Il cristianesimo si divide in 3 rami: protestantesimo, cattolicesimo e ortodossia, la
nostra chiesa fa parte del cristianesimo protestante, il quale ovviamente a sua volta ha altre
diramazioni.

Noi accettiamo i 5 sola denominati da Lutero:

- Sola scrittura
- Sola fede
- Sola cristo
- Sola grazia
- Soli Deo Gloria

I quali condividiamo con altre denominazioni protestanti oltre alle altre 2 credenze, come il battesimo e
la santa cena.

Una chiesa protestante, quale è la nostra, ha i fondamenti biblici dell’idea di Dio creatore,
focalizzandosi principalmente sui primi 2 capitoli della genesi. Qui troviamo alcune specificità
dell’avventismo, sono 3:

- Il sabato, il quale può avere due interpretazioni. 1. Cioè quella che danno le altre chiese, ‘ricordati
di santificare le feste’, o ‘ricordati del giorno di riposo’, un’interpretazione dunque più generica. 2.
L’altra interpretazione è più specifica, ‘ricordati del giorno di sabato’, in quanto esso è un elemento
che nella fede ebraica deve essere riconosciuto, non è un mito.
- L’alimentazione, (lev 11) per noi la dieta vegetale è la dieta che Dio aveva istituito alla creazione. È
quindi un segno di fede nel Dio creatore. La ragione dunque è sia biblica, ma anche scientifica.
- L’unità psicosomatica dell’essere umano (Gen 2:7), ovvero come dio fa l’uomo, c’è una sorta di
dualismo, dove l’anima è divisa dal corpo. Altra interpretazione è l’unità, dove si ritiene che l’uomo
sia l’anima, non che abbia l’anima.  Polvere+alito=Anima Vivente

La chiesa avventista ha una visione apocalittica della chiesa. Pone la sua enfasi sul messaggio dei 3
angeli e sul marchio della bestia (il divieto di riposare di sabato, non la domenica). Sul concetto di
chiesa del rimanente si fonda la chiesa avventista.

I problemi della dottrina della salute è che li affrontiamo in maniera ipocrita, in quanto vendiamo il
nostro messaggio di Levitico 11, ponendolo come un equivalente della dieta vegetariana. È riduttivo
mostrarla così la dottrina, in quanto in Gen 1 si applica una dieta vegetariana per una causa migliore,
quella di non uccidere gli animali, fa bene quindi a loro e pure a noi. Dovremmo quindi far riferimento
anche ai motivi scientifici ed ecologici dell’attuale presente.

Unità psicosomatica di Gen 2, ci mette in dialogo con la psicologia, in quanto ci sono molte definizioni
etiche.

Un'altra caratteristica è il dono di profezia, 1 Cor 14, dove si pone l’enfasi sulla ricerca del dono delle
lingue, in quanto è la parola di Dio la principale missione di un cristiano. Come avventisti, un dono di
profezia è anche Ellen White e lo studio delle profezie di Daniele ed Apocalisse in generale.

Un'altra particolarità è l’universalità della nostra chiesa, che è sviluppata a livello mondiale

Ap 6-14 rappresenta la verità presente

Anche Babilonia rappresenta un messaggio profetico, ma anche un’unione illecita tra la chiesa e lo
stato.
Il rimanente è il modello biblico a cui si rifà la nostra chiesa, con due caratteristiche: la fede in Gesù e
l’osservanza dei comandamenti.

La questione della verità, è un rapporto tra verità e dottrine. Giov 14:6 risponde alla domanda: cos’è la
verità? Essa è collegata con qualcosa di divino. La dottrina è un ragionamento logico e articolato
attraverso il quale tentiamo di descrivere cosa abbiamo compreso della verità. È un errore pensare che
la dottrina è la verità, in quanto essa è un dono, un tema creato dall’uomo, quale creatura di Dio.

TEMA DELLA GRAZIA

Dal 1898 a chiesa avventista ha accettato con la conferenza di Minneapolis la dottrina della
giustificazione per fede. Ryan Smith appoggia Ellen White riguardo le 10 corna.

Dio salva ed io ubbidisco (es. osservo il sabato), perché è giusto, perché provo piacere e perché è un
giorno che è stato benedetto.

Il linguaggio meritorio è sempre presente nella Bibbia. La certezza espressa dalle parole di Gesù, ma
anche altri personaggi, non per forza esprimono orgoglio. La meritevolitudine della legge nella Bibbia
non ci porta comunque alla salvezza.

La pratica è il contenitore, il contenuto è il principio all’interno. Confondere le due entità pone il rischio
di cadere nel formalismo farisaico. Per esempio, il sabato ha senso se lo riempi dei principi del quale
esso è dotato.

28 dottrine, riassunti nei 13 punti della confessione di fede.

LA DOTTRINA DEL RIMANENTE

Punto 13 della Confessione di Fede, ‘credi che la Chiesa cristiana avventista del 7ptimo dia, sia la chiesa
del rimanente della profezia biblica e che gente…’, cioè che la chiesa porta il messaggio di salvezza (Mt
28:18-20). Per rimanente si intende la chiesa che, meglio degli altri, si attinge al messaggio ed annuncio
di Cristo. E’ il messaggio della chiesa avventista che la qualifica come chiesa del rimanente, ha una
visione più completa della visione di Cristo e della Bibbia. Come dirlo però? A livello etico, è sbagliato
misurarsi con un altro per far notare ciò che si ha in più o meno, questo sia come singoli individui, che
come comunità. Gesù, non si afferma lui stesso chi è, bensì lascia che siano gli altri a dire chi è.

Noi diciamo ciò che siamo attraverso le parole della Bibbia, focalizzandoci sul modello biblico di Ap
12:17 e 14:12, testimone di Gesù Cristo, ed osservare i comandamenti di Dio. Nello specifico noi
abbiamo incluso l’osservanza del sabato. Che ha a che fare con ciò che siamo, non con ciò che siamo
più degli altri.

‘Non ci rende l’unica chiesa, ma una chiesa unica tra le altre.’, una differenza, una specificità che ci
contraddistingue dalle altre realtà ecclesiali, se questa dottrina dovesse venire a mancare non
potremmo più chiamarci in tal modo ‘chiesa avventista’, questo è il motivo della nostra esistenza, coe
chiesa, nella specificità che ci caratterizza.

Quindi sarebbe molto meglio dire che la chiesa avventista si attinge al messaggio di chiesa del
rimanente, come afferma la Bibbia, rifacendoci quindi a quel modello. Che applica come 7 giorno di
riposo, il sabato.
Differenza tra Ap 12.17 e 14.12, sono simili, uguali, ma non proprio. Nel primo abbiamo una prospettiva
più evangelista, mirata all’esterno, mentre nel secondo testo abbiamo una prospettiva più interna, più
intima a tu per tu con Dio.

Il sabato, è un contenitore, esso è il 6° giorno della settimana civile, ed indica una festa settimanale
biblica. In Inglese trovi due termini, Saturday e Sabbath. In francese pure, trovi Samedi e Sabbat.

Il senso di rispettare i contenuti del sabato durante il sabato: potremmo cambiare il giorno per
comodità o convenienza, ma rispettare comunque i contenuti di tale giorno. Potremo quindi scegliere
come giorno la domenica, ma non sarà in realtà la stessa cosa. Facendo l’esempio con una fede nuziale.
Ricevere un anello nel giorno di matrimonio e tenerlo al dito 25 o 50 anni accumula valore. Se un giorno
lo voglio cambiare perché c’è un anello più bello, non sarà più la stessa cosa. Quel anello ha un valore in
più, è speciale. Allo stesso modo il sabato è stato un regalo da parte di Dio, ed è proprio per valorizzare
tale regalo che continuiamo a seguire questa ‘tradizione’.

Riguardo il comandamento del sabato, In Esodo 20 abbiamo un cenno rivolto più sulla creazione,
mentre in Deuteronomio 5 il cenno è posto su di un Dio liberatore.

La novità della nostra generazione è quella di aver perso il contatto con la natura, ed il sabato è proprio
un’occasione per tentare di ristabilire questo rapporto con essa. È un momento da poter dedicare alla
famiglia ed alla natura. Mentre durante la settimana noi svolgiamo le nostre attività, il sabato è il giorno
in cui Dio vuole svolgere le sue attività, attraverso di noi, come il culto, il far bene, e la liberazione.
Questa visione ci aiuta a non cadere nella trappola dei farisei. Ciò che si intende per riposo il giorno di
sabato è in stretto rapporto con la propria coscienza, prendendo in considerazione anche il ritmo di vita
quotidiano durante la settimana. Ognuno valuta nella propria situazione di vita ciò che è riposo o meno.

Gen 2:1-3  creazione del sabato

Es 20:8-11  10 comandamenti

Es 31:13 

Dt 5:12-15  10 comandamenti

Is 58:13-14  beatitudine sul sabato, da leggere col contesto di tutto il cap.

Is 66:23  è un testo che usiamo per dire che il sabato ci sarà sempre, c’è il oncetto di voler riportare
tutto come era all’inizio, nella genesi.

Mc 2:28-3:5 e paralleli  qui c’è tutta la dottrina del sabato ‘il sabato è stato fatto per l’uomo ecc..’

Mt 28:1  testo della resurrezione di Cristo, domenica come 1mo giorno della settimana

Eb 4:9-10  ‘resta dunque un riposo il sabato per gli ebrei’, è un’affermazione anche nel NT del riposo
sabatico. La lettera fu destinata sia agli ebrei, ma anche cristiani. Qui si stilla un sermone delle 4 S:
Santuario (dicono, non c’è bisogno di un santuario, in quanto esso è nel cielo), Sacerdozio (non c’è
bisogno di un sacerdozio, perché abbiamo cristo come sacerdote), Sacrifici (non c’è bisogno di sacrifici,
Cristo è morto una volta, non necessitano più altri sacrifici), Sabato (osservi il sabato, ma non riconosci
il cristo del sabato. Che senso ha? Dunque noi continuiamo a riconoscere il riposo sabatico). Della
lettera agli ebrei viene dunque solo riconosciuto il sabato, delle altre S.

La parola Shabat significa sia riposo, che sabato. Però nella lettera agli ebrei il termine è un altro, in
quanto greco. Troviamo ‘sabbatismos’ e ‘katapausin’, il termine usato è ‘sabbatismos’ che significa
anche riposo sabatico. Mentre ‘katapausin’ esplica un riposo generico.

Tutti questi testi testimoniano l’osservanza del sabato.


IMPOSTAZIONE DI UNO STUDIO BIBLICO
INTRO- con una storia introduttiva, di qualsiasi tipo, reale, fantasy, personale ecc., in quanto le storie
catturano sempre l’attenzione, anche una barzelletta. Un video, un quadro, qualsiasi cosa che possa
introdurre un tema. TOTAL CREATIVITY! Breve, di 2/3 minuti circa.

Corpo: di circa 30/35 minuti

a. parte narrativa, 15 minuti. Essa deve trattare una storia di Gesù (dagli atti degli apostoli, o i vangeli
in generale), deve essere un racconto di ciò che Gesù ha fatto, piuttosto che un discorso di Gesù.
Un brano che abbia a che fare direttamente col tema scelto, anche una parabola va bene. Il
metodo: leggere il brano, studiarlo e trarne degli insegnamenti, dunque va approfondito. È una
specie di piccolo sermone. Dopo bisogna aprire un focus sulla storia, un elemento particolare, si
passa all’approfondimento.
b. Approfondimento, questa fase è lo studio biblico classico, attraverso l’uso di diversi testi biblici,
max 5. E per ogni testo biblico bisogna usare tale schema: Domanda + testo biblico + spiegazione.
Questo approfondimento deve essere una specie di finestra aperta su di un piccolo cenno fatto
nella parte narrativa.

Conclusione: 3/5 minuti

a. Riepilogo, dove in una, due frasi, riassumiamo il concetto fondamentale dell’argomento.


b. Esperienza/applicazione, ciò che si è imparato, come lo si può applicare alla vita reale. E può essere
comunicato come un’applicazione teorica di ciò che va fatto nella vita. A volte posso anche
raccontare la mia esperienza, di come io applico tale principio.
c. Appello/preghiera, la caratteristica di questa fase è di fare un appello, non eccessivamente pesanti.
Semplici inviti a prendere delle decisioni, non porgli in quel momento una decisione, è troppo
brusca da porre. Meglio invitare, ma lasciando tempo di pensiero, piccole decisioni. (x es. per il
sabato, invitarlo a venire il venerdì sera ad aprire il sabato, o il sabato direttamente a venire in
chiesa). Se si sta facendo uno studio biblico ad un ateo, solo per curiosità culturale, evitare appello
e preghiera.

TUTTO LO STUDIO BIBLICO DEVE DURARE MASSIMO 40 MINUTI, la visita 1 ora circa, considerando dunque
la parte sociale e il cibo che si condivide

Come presentare in classe uno studio biblico?

1. Intro (3min)
- Una curiosità che susciti l’interesse. Quindi uno stimolo, breve e creativo:
a. Aneddoto
b. Esperienza personale
c. Notizia
d. Immagine
e. Dato statistico (shock, ecc… su casi di vita)
f. Ecc…
2. Parte narrativa (10 min)
- Una storia tratta dai vangeli. Leggere il testo e spiegarlo, un mini sermone. Spiegare la storia i temi
e poi specificare il perché fa alcune azioni. Qui si dice l’essenziale, nell’approfondimento si va più
sul tema teologico
3. Approfondimento (12 min)
- Trattare aspetti specifici che nel racconto non sono trattati, e devono essere massimo 5 aspetti.
Dove sintetizzare 5 cose essenziali, non tutte le cose che sono nel testo. Se abbiamo bisogno di dire
altre cose, niente ci vieta di fare un secondo studio biblico sullo stesso argomento. Questi 5 punti
saranno composti da domanda, testo biblico e risposta, con l’uso di versetti biblici come risposta.
Non è necessario mettere il v. per esteso.
4. Conclusione (5 min)
- Riassumere il concetto principale
- Applicazioni focalizzandoci su come lo viviamo noi. Tramite un’esperienza personale dunque. (es.
come vivo il sabato)
- Appello o preghiera

Lev 11  questione delle carni impure. New Start (Nutrition, Exercise, Water, Sun, Temperance, Air, Rest,
Trust) è un acronimo degli otto principi della buona salute, organizzato e mandato avanti da
un’associazione della chiesa avventista.

Ma ci focalizziamo principalmente su tali carni, e tralasciare invece tutte le altre cose che recano danno alla
salute, come le bibite gassate soprattutto, che con non shalancè vengono usate anche durante le agapi.

Si ricollega a 1 Cor 6, ovvero il corpo come tempio dello spirito santo

Oggigiorno però si può dire che entrambe le carni fanno male, sia quelle impure che pure, perché sono
ricolme di ormoni, dati agli animali per farli crescere maggiormente.

Tutto parte da Gn 1-2 ed Ap 14

Gen 1-2, qui troviamo il sabato, l’alimentazione ed il corpo/anima. Noi ci soffermiamo


sull’alimentazione in Gn 1:29-30, dove Dio prescrive una dieta vegetariana, sia per gli uomini che
per gli animali. Il motivo è implicito, ovvero era una dieta non violenta, nessuno doveva morire. In
quanto si riconosce che la vita di tutte le creature appartiene a Dio. Invece in Gn 9 la dieta era
carnea, ma senza sangue, in quanto esso rappresenta la vita. Con Adamo si presenta un’umanità
come la voleva Dio, mentre con Noè si presenta un’umanità caduta.
Poi arriva Lv 11, che si collega a Gn 1 e Gn 9, quest’ultimo dice che si potevano mangiare tutti i tipi
di animali, ma alla luce di Gn 7:2 si pensa che mangiasse solo carne pura, essendo che vengono
salvate più coppie pure che impure. Ma è una supposizione.
Lev 11 è un intermediario tra le due parti di Genesi, la logica che sta dietro è che Israele doveva
allontanarsi dal mondo caduto di quel tempo ed avvicinarsi ai valori del giardino dell’Eden. Aveva
dunque il compito di ritornare a quegli ideali perduti del progetto primario di Dio. In teoria dunque
Israele dovrebbe tornare alla dieta vegetariana, in pratica? No. Così non fu, in Is 11 però l’ideale è
di ritornare alla dieta di Gn 1, quando ritornerà il messia. Nel frattempo, in Lev. Si pensa ad una
dieta non violenta, o almeno… non troppo violenta. In quanto si riduce il numero di specie uccise.
Il rito Israelita di sacrificio prevedeva l’uccisione di animali, dopo il sacrificio la carne veniva
mangiata ed offerta in un banchetto.
Riguardo gli uccelli in Lv 11 c’è un’eccezione, cioè che viene detto solo quali non si possono
mangiare, vuol dire che tutto il resto si può. Non viene specificato perché, sappiamo solo che alcuni
erano uccelli rapaci e spazzini. Poi ci sono quelli che mangiano semi o vermi, ovvero quelli puri. La
tradizione ebraica successiva, si è posto il problema che esistono magari altre specie, scopiazzando
quindi da altre categorie, siccome gli animali acquatici hanno il piede a palma, quelli terrestri non
devono avere la palma, ma solo le tipiche 3 dita dei volatili, poi siccome gli animali acquatici devono
avere le squame, gli uccelli devono avere le piume.
Dunque in Gn 9 si data potere a tutti gli animali, in Lv solo alcuni, mentre in Gn 1 solo vegetali.
Alla luce di Lv 11, la Bibbia volge ad un ideale di dieta vegetariana, così come in Is 11 viene posto.

LA DECIMA

Malachia 3:7-12, teologia della prosperità. Tema della decimagenerose offerte90% nostro.

Possiamo chiamarlo come una sorta di Business di Dio, ci sono infatti alcuni libri a riguardo.