Sei sulla pagina 1di 5

Verso la Finale il Campionato Italiano F Class 2015, la “Formula Uno” del Tiro

Di Amleto Gabellone

Reduci dal successo degli ultimi Europei e con un numero crescente di tiratori ed appassionati della disciplina, il terzo
campionato Italiano F Class si avvia ormai verso le gare conclusive che decreteranno i 38 top shooters per la
finalissima del 26 Luglio presso il campo di tiro della ASD di Terranuova Bracciolini (AR).

Bersagli
Linee di Tiro

Figura 1 - Panoramica del campo di Tiro ASD Terranuova Bracciolini

Il campionato F Class, organizzato sotto l’egida della National Rifle Association of Italy ed il comitato FI-TLD, si svolge
su quattro gironi - Nord A, Nord B (entrambi a Coazze, TO – distanza 800 yds), Centro (Terranuova Bracciolini, AR –
distanza 600 yds) e Sud (Campagna, SA – distanza 400 m.). Per ulteriori approfondimenti visitare il sito www.NRAI.it

La gara del 14 giugno, quarta delle cinque gare del circuito, si è svolta nell’arco della mattina con condizioni
metereologiche variabili e con l’arrivo della pioggia nelle batterie conclusive. Dopo il consueto briefing tecnico
obbligatorio da regolamento, in cui vengono illustrate le regole di gara fra cui, soprattutto, le regole di sicurezza (in
questa disciplina le sicurezza è parte fondamentale ed integrante della competizione, pena squalifica, ed i tiratori
sono tenuti anche al controllo reciproco delle norme), il Range Officer, Francesco Morelli, ha potuto quindi aprire
ufficialmente le batterie di tiro. La gara è stata caratterizzata da una temperatura inferiore alla media stagionale, una
leggera foschia nelle prime batterie e
solite condizioni di vento “tricky” dovute
alla particolare orografia del campo, con
l’alternanza di momenti di calma con
improvvisi cambi di direzione ed intensità
del vento, e bandiere segnavento spesso
in “disaccordo” fra loro. Il risultato per il
podio è stato incerto fino alle ultime
batterie, bagnate da un temporale, ma
alla fine la competizione ha dato il suo
responso.

In categoria Open si è riconfermato al


primo posto Attilio Serrone, forte della
Figura 2 - Tiratori Open in azione solida e riconosciuta esperienza in Bench
Rest, con un notevole 199/200 e 20 V-
1
Bull. Al secondo e terzo posto a pari punteggio (198/200), separati da una sola V-Bull (21 contro 20), rispettivamente
Devid Canal ed Augusto Baldissari, dimostrando ottima padronanza tecnica ed autocontrollo, fattore determinante
nello sport del tiro di precisione, in particolare per le lunghe distanze.

In TR, con punteggi simili ai cugini maggiori della Open, a dimostrare l’eccezionale livello tecnico ormai raggiunto,
vince Stefano Baldo con 199/200 e 19 V-Bull che ormai blinda la propria qualifica per la finalissima e si pone
seriamente fra i potenziali contendenti del titolo Italiano. Seguono al secondo e terzo posto due componenti di casa
del “Toscana Shooting Team”, Massimo Boccardi e Dimitri Magnani con rispettivamente 197.24 e 195.18,
rafforzando anch’essi la propria posizione per la finale.

La classifica generale, visionabile sul sito www.nrai.it, dimostra come tutti i tiratori hanno ormai raggiunto notevoli
capacità facendo sì che le posizioni del podio restino indecise sino alla fine rendendo le singole gare molto avvincenti
e mai scontate. C’è da dire che la somiglianza fra i punteggi delle due categorie non deve trarre in inganno,
inducendo a pensare a sostanziali equivalenze fra esse. In questa specialità le differenze di categoria emergono alle
distanze “critiche” (dalle 800 yds in su) dove le prestazioni balistiche del calibro 308 vengono messe a dura prova e
dove l’efficace impiego del rest anteriore ed il maggior peso della carabina consentono di smorzare, se non
annullare, la dispersione verticale dei colpi dovuta al sensibile rinculo causato dalle palle più pesanti lanciate a
velocità elevate, a parte gli errori di lettura del vento che tali proiettili, caratterizzati da elevatissimi coefficienti
balistici, consentono di “perdonare”.

Nelle righe successive si cerca di offrire al lettore una panoramica della specialità e dell’equipaggiamento necessario
per entrare in questo affascinante circuito.

F Class – Perché è la “Formula 1” del Tiro?

Perché la specialità F Class può arrogarsi di diritto tale appellativo? Vediamone i motivi con un excursus sulla
specialità. L’F Class è una disciplina di tiro su lunghe distanze con un regolamento internazionale in cui tecnica e
preparazione, fisica e mentale, del “pilota” tiratore e specifiche tecniche della “macchina” carabina sono portate a
livelli estremi. Anche l’equipaggiamento, ed in particolar modo la ricarica, assumono un’importanza fondamentale
per il successo del pacchetto tiratore-arma. E’ una disciplina che rappresenta l’anello di congiunzione fra la specialità
Palma, poco praticata in Italia (tiro in posizione prona a lunga distanza con diottra ed arma imbracciata con cinghia) e
Benchrest Long Range (tiro in
posizione seduta con ottica in
appoggio anteriore e posteriore) e
mutua, a parere dello scrivente, il
meglio da entrambe.

La differenza fondamentale con il


Benchrest, oltre che la posizione di
tiro, è che in F Class si spara per il
punteggio e non per l’aggregato
(rosata) e che la serie di colpi non
viene effettuata in sequenza veloce,
cosicché ogni tiro viene effettuato in
condizioni ambientali sempre diverse
in cui emerge l’abilità del tiratore a
“leggere” ed interpretare le
Figura 3 - Bisley, UK - Il Tempio dell'F Class in Europa e sede degli Europei (foto NRA Italy) variazioni di vento, del miraggio e

2
della luce, ma anche di temperatura ed umidità (le munizioni non sono ricaricate durante la gara). Se nel BR i più
bravi riescono a tirare 10 colpi in un minuto, in F Class spesso si tirano 10 colpi in 10 minuti!

L’ F Class (dal suo inventore, George Farquharson, grandissimo tiratore Canadese di BR 1000 yds) è quindi una
disciplina di tiro sportivo di precisione a lunga distanza (da 300 a 1000 yds) in cui i tiratori hanno l’obiettivo di
piazzare i loro colpi il più vicino possibile al centro del bersaglio, la “V-Bull” (mouche), in genere del diametro di 0.5
MOA.

Ma vediamo cosa occorre per cominciare a praticare in modo agonistico l’F Class. Come già accennato, oltre
all’allenamento ed all’acquisizione delle tecniche di lettura delle condizioni ambientali, occorre dotarsi di una
carabina ad hoc, in genere di tipo “custom”, e di equipaggiamento specifico di pari livello. Bisogna anche dire che, da
quest’anno, il Campionato, oltre alle categorie internazionali “Open” (appoggio anteriore su rest o bipiede, calibri
fino a 8 mm e peso massimo 10 kg, inclusi ottica ed accessori) e “Target Rifle” (calibri 223 o 308, appoggio anteriore
su bipiede, peso fino a 8,25 Kg compresi ottica ed accessori), è aperto, in via sperimentale, in attesa di apposito
regolamento internazionale, anche a carabine “di serie” che concorrono in categorie separate suddivise in Tactical,
Heavy e Semi-auto (per il regolamento vedere http://www.nrai.it/1-campionato-italiano-tiro-lunga-distanza-con-
armi-di-serie/) in cui si può accedere a questa disciplina e confrontarsi con i tiratori più esperti senza grossi impegni
economici.

F/TR o Open?

Nata prevalentemente nella categoria Open, l’F Class ha ormai raggiunto una grande popolarità anche nella
categoria TR grazie anche al fatto che, quando ancora vigenti le restrizioni del Catalogo Nazionale, i tiratori hanno
approcciato la nuova disciplina con carabine
in cal. 308 ed equipaggiamenti già utilizzati
nel vecchio campionato italiano di tiro di
precisione, ora ex ordinanza 300 m. Ormai
sono pochissime o assenti le carabine in 223
Remington, seppur capaci di prestazioni
estreme con le palle Berger VLD da 90 grani.
Piuttosto che “estremizzare” un calibro nato
per armi d’assalto e non certo per le lunghe
distanze, si preferisce quindi lavorare sul
calibro 308 Winchester, portandolo a
prestazioni balistiche che, fino a poco tempo
fa, erano appannaggio del solo 300
Winchester Magnum. Se fino a 600 yds un
buon tiratore è capace di competere Figura 4 - Carabina F/TR VICTRIX in primo piano al campo di Coazze
tranquillamente contro carabine TR custom
anche con armi commerciali (classiche carabine con canne da 24” o 26”, quali Remington serie 700, Sako TRG, Tikka
T3, Howa 1500, Savage 10, Accuracy International, ecc.), il passaggio alle distanze superiori fino a 1000 yds, e quindi
il superamento della barriera transonica, impone l’adozione di canne più lunghe, anche fino a 32”/34” con
throat/freebore “estremi” (fino a 5/6 mm) capaci di camerare delle palle “missile” come la Berger 230 grani. Si avete
letto bene, una calibro 308 con palla da 230 grani capace di uscire intorno agli 800 m/s! Oggi comunque, grazie
all’abolizione dell’obsoleto Catalogo Nazionale delle Armi, è possibile affiancare all’unica carabina di serie alla
portata di molti e già molto competitiva per tutte le distanze, la Savage 12 TR (del costo di circa 1800/2000 Euro),
numerose carabine custom con specifiche “Competition ready”, dai costi decisamente superiori (fino a 5/6000 euro -

3
anche a causa dell’apprezzamento del rapporto dollaro/euro (molti dei componenti sono prodotti oltreoceano), sia
assemblate/prodotte da produttori/gunsmith nazionali (GAC, BCM, Tony, ecc. fra cui la neonata VICTRIX Armaments)
che internazionali (Dolphin UK, Kelbly USA, Barnard NZ, ecc.).

Per quanto riguarda la categoria Open,


prima della scoperta delle performance dei
calibri magnum in 7 mm (WSM –
Winchester Short Magnum o SAUM – Short
Action Ultra Magnum), il calibro più
impiegato in Open era il 6.5-284 Norma,
anche se la breve durata della canna dovuta
ai calibri magnum, ha recentemente
rivalutato il calibro 284 Winchester sempre
con palla in 7 mm. Ora il trend è formare il
bossolo 6.5-284 a 7 mm e spingere una
palla ad altissimo BC come la Berger 180
grani a 3000 fps con una buona accuratezza.
Comunque è da evidenziare che nell’ultimo
Campionato del Mondo a Raton (USA), la
Figura 5 - Carabina F/Open in azione a Bisley, UK (foto NRA Italy)
squadra Australiana ha battuto il team di
casa utilizzando appunto il calibro 284 Win. Quindi se ci si può permettere di cambiare un paio di canne all’anno (una
canna WSM o SAUM dura circa 700 colpi) il calibro 7 mm WSM è quello più consigliato, altrimenti si può optare per il
buon 284 Win. e compensare le prestazioni inferiori con una miglior tecnica di lettura del vento.

Si capisce quindi che per questo tipo di prestazioni estreme, dovute a vincoli di calibro e peso, occorrono adeguate
azioni e calciature unite a tecniche di ricarica ed impiego di componenti che solo i più esperti sono in grado di gestire
con assoluta sicurezza. Anche nella Formula Uno vediamo motori di piccola cilindrata, pari a quello di un’utilitaria,
erogare potenze estreme dell’ordine del migliaio di cavalli! E, come in F1 i motori durano un paio di gare, anche in F
Class le canne, specialmente quelle Open, hanno una durata di meno di un secondo! (se moltiplichiamo il numero di
colpi medio per un calibro 6.5x284, circa 700, per il tempo di percorrenza medio di canna, circa 1.4 msec, otteniamo
appunto 0.98 sec)

Ottiche

Nel centrare un bersaglio di 1 MOA (dimensioni della cosiddetta “Bull” il cui punteggio è 5 in Europa ed 10 in USA) a
1000 yds è necessario disporre di un cannocchiale con
almeno 32 ingrandimenti, possibilmente variabili,
partendo da un fattore minimo 8. E’ ormai riconosciuto
che i cannocchiali di base con il migliore rapporto
qualità/presso sono i Sightron nelle versioni 8x32-56 o
10x50-60 con reticolo LRMOA. Questi sono anche
relativamente leggeri, circa 800 grammi, e quindi molto
versatili per il fattore peso dell’intero pacchetto
carabina/bipiede/ottica ed attacchi. Si preferisce un
rapporto variabile perchè, quando possibile, come nel
caso di competizioni il cui punteggio viene contrassegnato
di volta in volta sul bersaglio di gara, vedi Bisley UK,
conviene aumentare il campo visivo e “spiare” i tiri dei
Figura 6 - Cannocchiale Sightron SIII 8x32-56 reticolo LRMOA
propri compagni di linea cercando di utilizzarli come
4
“sighter” aggiuntivi. Un 4 appena realizzato dal proprio compagno potrebbe essere anche il nostro! Altre opzioni, ma
con costi molto superiori uniti a qualità di primo livello, sono i March e i NightForce della serie Competition. Anche
gli Schmidt & Bender della serie 12-50 sono un’ottima scelta, ma sono un po’ pesanti per la categoria TR. In ogni caso
è necessario optare per la regolazione del parallasse laterale, il reticolo sul secondo piano focale e le torrette
marchiate in MOA (scala 1/4 o 1/8) piuttosto che in MilRad.

Bipiedi

Descritte in breve le ottiche che vanno per la maggiore in F Class con le loro peculiari caratteristiche, esaminiamo un
altro componente, spesso sottovalutato ma, secondo lo scrivente, essenziale per esprimere la massima accuratezza e
precisione del tiro: il bipiede. Prima di tutto, qualunque sia la tipologia, esso deve avere due caratteristiche
fondamentali: essere stabile ed offrire un’ampia base di appoggio. A queste va aggiunta anche la praticità della
regolazione in altezza, considerando che spesso le competizioni sono svolte sul terreno e/o pedane di diversa altezza
rispetto al bersaglio e che, una volta effettuata la regolazione iniziale, spesso sono necessarie micro-regolazioni
dell’altezza, anche in combinazione con il rest di appoggio posteriore (in genere un sacchetto riempito di sabbia con
“ali” superiori che permettono lo scorrimento del calcio durante il rinculo della carabina).

Discorso a parte è la loro leggerezza, perché spesso è necessaria per “rientrare” nei pesi regolamentari. Spesso
questo fattore viene trascurato per cui alla fine si opta per un bipiede che ci consente di non superare il peso
massimo, sacrificandone le caratteristiche e la tipologia che
meglio si adatta alla nostra tecnica di tiro. Invece sarebbe
importante scegliere il bipiede più pesante possibile per far
avanzare il baricentro della carabina e smorzare il più possibile
l’effetto del “jump” dovuto al forte rinculo ed alla rigatura
destrorsa della canna. Quanti sono i tiratori che, nella
concitazione della gara, sparano sui bersagli alla loro sinistra
vanificando la propria prestazione? Tanti, anche fra i più
esperti!

Il mercato offre oggi una varia scelta per pesi, tipologie e


accessori per il montaggio sul calcio, nonché di costi (dai 150
Figura 7 - Bipiede "Made in Italy" Talon Advanced fino a più di 500 euro), se pensiamo che, fino a pochi anni fa, il
bipiede per carabina era sinonimo di Harris. Abbiamo quindi
bipiedi made in USA, quali il Sinclair 3rd generation o il GNergy, made in Spain come il FitoForce, made in UK come il
Dolphin Trakker, made in Australia come il Mystic Precision, ed eccellenti bipiedi made in Italy come il Talon
Advanced. Fra tutti si distingue l’Indonesiano Joy Pod con la singolare caratteristica di essere dotato di un utilissimo
joystick per effettuare in velocità e precisione le micro-regolazioni di altezza durante il tiro, in particolare per le
sequenze rapide.

Prossimo ed ultimo appuntamento a Terranuova Bracciolini domenica 5 Luglio, dove si definiranno, sommando i
migliori 4 risultati del girone, gli 8 finalisti della categoria Open e gli 8 finalisti della categoria TR, che affiancheranno
rispettivamente i 5 finalisti Open e 10 TR del girone Nord e 1 finalista Open e 5 TR del girone Sud.