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STORIA CONTEMPORANEA

Il concetto di europa ha una storia interrotta da piu di duemila anni.


È un concetto che è mutato ed è cambiato nel corso del tempo.
Nel passato con Napoleone si difendevano i valori dell'Europ, soprattutto sul concetto di
minaccia.
L'Europa è un continente: i continenti della geografia tradizionale erano tutto tranne
spazi neutri. Facevano parte di un programma teleologico(ha un fine) il cui copione
veniva adattato alla sup. del pianeta. I continenti sono stati spalmati su assi orizzontali e
verticali secondo il ruolo atribuito loro nella gara mondiale delle culture. Il concetto di
Europa è una convenzione, èuna apparente descrizione oggettiva del mondo. Cioò
significa che le differenze oggettive, necessarie a distinguere un continente dall'altro,
vengono condizionati da giudizi di valori di diversa natura. Sin da piccoli siamo
condizionati dall'idea di Europa che ci èstata data.
L'Europa è vista come un concetto di per sè che ha u fondamento naturale eche doveva
essere solo scoperto e nominato. Questo approccio nasconde il fatto che il conectto
Europa di oggetto dipende dal tempo e dalle culture che nel corso della stroria ha avuto
estensioni molto diverse. La conoscenza dell'Europa non è una cognizione neutra ma
un'attribuzione collettiva.

Europa antica
L'indicazione geografica dell'europa è ambigua, serviva forse per distinguere i balcani,
forse la grecia, ma sono concetti che cambiano nel corso del tempo, già a partire da
Erodoto (484-425 a.c.)
L'europa è stata cosi chiamata dopo l'europa di Tiro. Ha un senso che essa abbia un
origineda un asiatica se essa (tiro) non è nemmeno mai stata in Europa?
È però difficile distinguerne e descriverne l'estensione e l'origine.
Erodoto è stato uno storico che ha cercato di trattare il mito dell'europa e la sua origine.

Caratteristiche comuni tra Europa classica e moderna:


Ambinguità del rapporto tra Noi e l'Altro (il noi è definito tramite l'altro)
(Est-Ovest) (concetto Barbari e persiani)
L'europa è libera, l'Asia è dispotica
L'ovest è civile, l'Est è barbaro

Caratteristiche differenti:
L'europa classica è particolarista (i greci erano eurocentristi, un'autoconvinzione ad
essere migliore)
L'europa moderna è universlista

L'EUROPA CRISTIANA (Europa come metafora di uno spazio politico)


Perde importanza con Alessandro Magno e l'impero romano
Diventa denominazione geografica vaga durante il Medioevo
È richiamata solo sporadicamente ai tempi dei carolingi
Scompare dai documenti per quasi mezzo millennio
Quando cristianitas domina, Europa non ha alcun ruolo politico
Non è mai invocata durante le crociate (1095-1289)
L'Europa viene politicamente recuperata dall'Umanesimo del XV secolo
Viene politicizzata da leader della chiesa come Nicola Cusano (1401-1464) e papa pio
II (1405-1464)
Durante i secoli XVI-XVIII europa gradualmente e parzialmente soppianta cristianitas

"L'Europa cristiana è nata nel quindicesimo secolo"


Franco Cardini
LA RIVOLUZIONE FRANCESE
Negli anni settanta ci fu la guerra dei sette anni, la prima "guerra mondiale", dove la Francia combattè
perdendo gia alcune delle sue aspirazioni coloniali. Questo portò a un indebitamento della monarchia per
le spese militari. La conseguenza fu un aumento della tassazione. Vi era negli anni 80 una conflittualità
nella società.
Per garantirsi l'aiuto degli stati generali (=che dovevano pagare le tasse), corpi elettorali di rappresentanza
degli "stati" o ceti della società (un istituzione che esisteva in francia e che i sovrani consideravano
superflui fino alla fine del settecento) il re cercò il loro consenso.
Ne uscì una politicizzazione delle masse. Una sorta di campagna elettorale.

La suddivisione della popolazione francese era composta da 26 milioni di abitanti, era una società di
ordini composta da nobiltà, clero e terzo stato.

Secondo le regole generali i deputati composti dalla nobiltà erano 270, il clero 291 e il terzo stato 578
deputati. Ogni stato esprimeva un solo voto, non votavano i singoli deputati e perciò clero e nobiltà si
schieravano sempre a loro favore in contrapposizione al terzo stato.
Cosè il terzo stato? La vera nazione è il terzo stato.
Il terzo stato si dichiarò assemblea nazionale, chiese il potere legislativo e costituente, una monarchia
costituzionale. (non voleva abolire la monarchia)
Il momento della caduta della Bastiglia, le guardie reali vengono sconfitte e si costituisce la guardia
civile. Si configura La Faiette, dove la borghesia prende la parte del terzo stato (vuole tenere a bada la
popolazione e il loro radicalismo).

La rivoluzione francese è un processo che si snoda nell'arco di un dcennio (1789-1799) in tale processo è
possibile individuare tre grandi fasi.
1. Fase monarchico costituzionale(1789-1792) dove prevalgono le forze borghesi (rispetto a nobiltà e
contadini) e la richiesta di una monarchia costituzionale parlamentare.
2. Fase reppublicano democratica (1792-1794) fondata sull'alleanza tra borghesia radicale e forze
popolari "sanculotte". Include il periodo di "terrore" in cui la ghigliottina funziona a tempo pieno.
C'è un tentativo di fuga del re che viene riportato a Parigi e la sua decapitazione nel 1793.
Ci sono varie ribellioni popolari nella Vandea a cui si rispose con una altrettanto feroce repressione.
Queste azioni vilemte furono comdotte da Robespierre e i giacobini.
Si crea una nuova costituzione nel 93' che concede un suffragio universale maschile con una definizione
molto ampia di diritti molto simili a quella odierna ma viene quasi subito sospesa poichè la rivoluzione
era sotto minaccia. (prima non tutti votavano, le dnne non votavano e si votava invece per censo o
proprietà che veniva aperta e chiusa o in tutto l'ottocento).
Ce un comitato di salutebpubblica con il compito di eliminare i nemici della rivoluzione instaurando il
regime del terrore.
"libertà tranne che per i nemici della libertà"
La fase del "terrore" porta all'uccisione di molti dei girondini che erano stati importanti nella prima fase
della rivoluzione.
I girondini sono dichiarati i primi nemici della rivoluzione e le forze pro-monarchiche che creano le forze
della controrivoluzione.
Viene creato un calendario rivoluzionario che partiva dall'estate del 1794 e si rstringe il diritto di voto.
Emergono forme di carisma e forme politiche come il tribunato che richiama alla Roma repubblicana e
forme di suffragio universale per affermazioni plebiscitarie (interidentificazione tra leader e massa).
3. Fase repubblicano moderata (1794-1799) dove trionfano definitivamente i gruppi moderati del
centro.

L'importanza della rivoluzione francese:


La rivoluzione francese portò alla concezione di popolo sovrano e alla costruzione della nazione come la
intendiamo oggi. La nazione un tempo era un espressione nobile, dediva da "nascere" ma il popolo non
era a conoscienza del suo significato. Il riferimento della nazione da parte del popolo era un modo per
definire la propria sudditanza.
Nicolas de Condorcet
É un politico rivoluzionario francese, sperava in una rivoluzione reazionale della società. Divenne
membro dell'assemblea nazionale di Parigi e poi segretario e adottò un nuovo metodo del sistema
educativo da lui proposto. Era favorevole al diritto di voto per le donne.
Faceva parte dei girondini e votò conto la pena di morte di Luigi XVI. Ebbe vari contrasti con
Roberspierre.
I montagnardi aquisivano sempre piu influenza e un menbro del gruppo che si occupava di formare una
nuova costituzione ed elaborò una bozza di quella di Condorcet.
Durante il periodo che trascorse a parigi per scampare ad un mandato di arresto scrisse un testo dove
narrava la storia della civilizzazione metyendo in connessione il progresso scientifico e dei diritti umani.
Condorcet di concentra sull'aspetto coloniale dell'Europa e si chiese se la popolazione europea
civilizzando le colonie debba far sparire le popolazioni autoctone che vivevano nelle colonie stesse.
Condorcet invitò i lettori a ripercorrere le imprese degli europei e sottolineaò gli atteggiamenti invicili dei
colonizzatori.

Condorcet era un pensatore, un filosofo e raccontò la storia del progresso. ("filosofo del progresso")
Si chiede se il progrogresso possa giustificare la civilizzazione e la sparizione delle nazioni selvaggie. Si
dichiara ateo e si capisce per il suo senso tascendente della storia, non crede che ci sia un Dio che abbia
inlfuito nel progresso umano. Il progresso da un valore a ciò che gli uomini fanno.
Era a favore della rivoluzione americana ma era sfavorevole alla rivoluzione Francese nei suoi aspetti
Roberspieriani.

Novalis:
Il suo nome vero è George Philippe
Nato a Lipsia nel 1782 e mori giovane nel 1901 a 29 anni di tisi. Fu un importante scirttore romantico e
spesso viene citato per la sua definizione di romanticismo.
Per lui il sogno e la fantasia sono vicoli necessari per raggiungere la libertà. Studiò le lezioni di Schiller
da cui prese una forte visione spiritualistica ma si differenziò da lui in una contestazione sulla religione
protestante.
Da Fichte riprese la filosofia idealista e dell'Io come soggetto trascendentale.
Il saggio venne pubblicato nel 1729 e composto nel 1726 venne scritto poco dopo la coalizione
antifrancese in Egitto. Il saggio è scritto come un monologo e cerca di instaurare nel lettore una
complicità. Individua due momenti: luce e tenebre che si collocano tra il medioevo, periodo dell'oro e
dove l'Europa era unita nel cristianesimo. È seguita dal basso medioevo e dalla riforma protestante a cui
era contro.
Auspica ad una nuova epoca più felice e un'unità futura.
EUROPA 1815-1848
Il congresso di Vienna, il 6 aprile del 1814, (dopo la sconfitta di Napoleone) è un concresso che durò
molti mesi al quale parteciparono numerosi capi di Stato delle nazioni.
Napoleone andò in esilio all' Isola d'Elba ma riuscì a scappare e tentò un nuovo colpo di stato nella
capitale. In questi 100 giorni che fecero durare ukteriormente il congresso di Vienna.
Matternich è la figura preminente delle aspirazioni restaurative come anche lo zar Alessandro I.
Talleyard, delegato francese, di estrema destra servì la restaurazione e riuscì a limitare i danni della
Francia e a farla riconoscere come potenza europea.
Grazie alla rivoluzione tuttavia nasce l'idea di Nazione in Francia, in Germania invece, non voleva essere
liberata (come anche in Italia), non aveva un idea di stato unico.

Le parole d'ordine del congresso sono due: equilibrio e legittimità. Un volee trovare e reinstaurare la
monarchia e i legittimi sovrani di prima (si dice basta alle costituzioni sul modelo francese). Per questo il
periodo sucessivo viene definito come restaurazione.
C'è il rinsediamento dei Borbone in Francia, i sovrani dell'epoca Napoleonica dovevano sparire e
dovevano tornare quelli antecedenti. Ci furono alcune eccezaioni come in Svezia dove il Re che aveva
cambiato fronte riuscì a tornare.
Fu anche un occasione delle grandi potemze di sistemare l'Europa in nuovo modo, sia con la legittimità e
il ritorno alla sovranità regale di prima ma anche una sorta di scacchiera geopolitica dove i vari stati
volevano ritagliare uno spazio per loro (sopratutto le repubbliche come Genova, il regno di Sardegna)
Venezia e il regno lombardo veneto doveva sotrostare all'Austria.
Con la restaurazione tuttavia non si tonrò a come era tutto prima di Napoleone,
L'equilibrio veniva instaurato soprattutto a vantaggio delle grandi potenze e diventava un obbiettivo per
produrre trattati di pace, un evento più diplomatico.
Questi trattati di pace durarono fino al 1856, nelle guerra di Crimea (durò una 40ina di anni).
Si confermarono le due potenze del Regno di Prussia e di Sardegna; ne Francia, Gran Bretagna e Impero
Asburgico tuttavia volevano che si formassero grandi stati ma servivano soprattutto stati cuscinetto.

Un secondo aspetto importante soprattutto sul piano ideologico e politico soprattutto in un momento di
sospensione quando Napoleone riprese il potere in Francia per 100 giorni (mandò a riprendere il Regno di
Napoli ma non ci riuscì) fu la Santa Alleanza (alla quale la Gran Bretagna non partecipa) e a cui
parteciparono invece Russia, Austria, Prussia..
Viene data una caruca ideologica alla Restaurazione che ebbe anche un significato politico: le grandi
potenze vogliono sottolineare il non voler permettere la creazione di costituzioni, guerre e la restaurazione
invece delle vecchie monarchie. Si ebbero anche interventi militari.
Funzionò tra Russia e Impero Asburgico.
Questi stati si arrogavano il diritto di poter intervenire in nome di un diritto superiore (ad esempio il
tentativo della Grecia di diventare indioendente e creare una Repubblica); si cercarono di reprimere
correnti politiche in Europa che confluirono poi nella clandestinità come successe poi con la carboneria.

Ci furono tuttavia degli aspetti che non permisero di far tornare tutto come prima:
-esigenze della società
-politica di potenza
-sviluppo economico e industriale
-il mercato, commercio e finanze
-l'esigenza alla giuridificazione dei processi economici=codice borghese (cancellarono le costituzioni ma
non il codice civile)
-c'è una frustazione politica
-sovranità popolare: nell'1800 non si può tornare all'antico regime. (l'idea che la legittimità politica derivi
dal popolo è stata piu forte della richiesta di partecipazione politica). Anche se non vogliono la
costituzione c'è un lavoro di patriottismo.

Insurruzioni nazionaliste 1820-1825


C'è una spinta di voler partecipare al processo politico, soprattutto dalla borghesia ma anche nel resto
della società, che parteciparono a insurruzioni costituzionali. In spagna erano soprattutto contadini. A
cadonico nel 1820, e nel 1825 nel regno Borbonico a Napoli e nell'impero zarista da parte dei decabristi,
vennero tutte e tre represse dagli Austriaci.
Ci sono tre momenti di lotta e solidarietà armata in tutte le nazioni.

I greci insorgono nel 1821, l' Impero Ottomano si stava indebolendo (era stato escluso dal congresso di
Vienna) e nella parte Europea ci sono vari problemi (la parte della Serbia vuole l'autonomia).
Nel 1821 l'impero ottomano riconquista Atene e Francia, Gran Bretagna e Russia entrano in guerra.
Nel 1829 la guerra di indipendenza finì con l'armistizio di Adrianopoli tra la Russia e l'impero Ottomano.
Nel 1830 la Grecia ottiene il riconoscimento come stato indipendente
Nel 1832 Otto Von Wittelsbach viene nominato Re della Grecia. (dietro al movimento greco vi erano
grandi interessi della Santa Alleanza)
L'indipendenza Greca fu il primo atto di grandi rivolte (Francia, Polonia, Belgio nel 1830-1831)
Nella rivoluzione del 1848 l'interesse della popolazione vince sulla partecioazione politica.

In francia il primo Re restaurato fu un re moderato, Luigi XVIII, poi Alessandro I alla prima riunione del
parlamento Polacco (liberale).
Negli anni venti arriva Carlo X che restringe la partecipazione politica e scoppia cosi la rivolta a Parigi
della Borghesia. Carlo X decide di scappare in Inghilterra e prende il potere Filippo d'Orleans che
restaura il tricolore alla bandiera francese.
Negli anni tenta del 1800 in parlamento nasce la divisione di destra e sinistra (repubblicani). È una
prima sintilla della rivoluzione. (come successe con Ciro Menotti allo stato della chiesa).

Altre rivoluzioni si ebbero nel Graducato di Varsavia (Polonia, che era stata spartitae data all'impero
Zarista di Alessandro I) e in Belgio.
In polonia riuscirono ad espellere le forze zariste ma vennero sconfitti. La rivoluzione era sostenuta
soorattutto dalla nobiltà Polacca che era molto numerosa nello stato e da molti intelletuali.
In italia le prime scintille rivoluzionarie si ebbero in sicilia (1848-49); in Ungheria (1848-49), in
Germania (1848) e Austria (1848-49).

Le varie rivoluzioni non coinvolsero tuttavia le penisole iberiche, la Gran Bretagna, Scandinavia (tranne
la Danimarca), l'Impero Zarista e Ottomano.
NAZIONE, NAZIONALISMO E STATO NAZIONE
Il dibattito storiografico degli anni ottanta e novanta del XX secolo
L'umanità nel suo cammino deve entrare e ritrovare se stesso, ritornare al processo del ritrovamento di
una nazione e della sua natura. Era cosi inteso dai nuovi stati nazionali e nazionalisti.
Si rintracciava nel passato il cammino inconsapevole del passato del popolo.
*La nazione è nella natura e nel percorso storico dell'uomo: le nazioni che dovevano venir fuori sono
venute alla luce secondo il processo storico.
L'idea di nazione è nelle cose stesse.

Fedrico Chabod «idea di nazione» uno dei piu affermati storici italiani, secondo lui ce un momemto di
volontà che riconoscono una nazione. Senza questo momento volontaristico la nazione non c'è.
Dal 1980 circa in poi su queste tematiche c'è una svolta.

Ernest Renan: "che cosa è una nazione?"


Dopo l'umiliazione tedesca, l'aggregazione dell'Alsazia, un periodo in cui la Francia era fortemente
segnata dagli ultimi avvenimenti storici.
 un'entità geografica evolutasi di regole come trasformazione di stati dinastici preesistenti. I grandi
imperi europei in questo perido sono ancora intatti (zarista, asburgico, britannico, la colonia
irlandese non si era ancora staccata).
 un'entità o principio spirituale basato/a sull'eredità comune di memoria collettiva, e sul sentimento di
appartenenza. Non è una cosa ogettiva, c'è una nazione quando c'è volontà, quando c'è un racconto.
 una narrazione storica coerente di fatti selezionati e convergenti che rappresentano l'esito nazionale
della storia come un esito necessario, logico e coerente. Si basa su una narrazione che discrimina gli
atti che potrebbero contraddire la logicità e ogettività di una nazione. Bisogna fare una storia verso
un compimento della nazione. (un uso strumentale della storia, una forma di leggitimazione sentita)
Renan era un patriota francese e voleva capire come migliorare l'autostima francese, bisogna fare una
narrativa convincente, sottolineava la contingenza, lavorar sulla memoria collettiva.

Dagli anni 80' in poi, rafforzato dalla seconda guerra mondiale rappresentata come l'apoteosi di un
nazionalismo portato all'estremo, si voleva distinguere da nazionalismo e patriottismo e salvare una
nazione dalle aberazioni nazionalistiche streme che hanno portato alla guerra. Vi era una discussione sul
fenomeno della nazione e in particolar modo ne parlò Mosse, che fece uno studio sul nazionalismo
tedesco dalla fine dell'ottocento in poi (uno studio sul pre-nazismo)
Un'altro scrittore, Ernest Gellner con "nations and nationalism" nel 1983, era una via di mezzo non una
decostruzione radicale dell'idea di deogettivazione della nazione. Porta alla luce alcune regolarità
sottolinando alcuni processi:
 status ex ante (rivoluzione francese)
 l'irrendentismo nazionale
 emergere dello stato nazione
 nazionalismo estremo
 convergenza culturale

 Mirolav Hroch:"social precondition of national revival in Europe"
 Insegnava all'univeristà di Praga in un clima di marxismo.
 definizione di nazione come legami oggettivi e loro riflessi soggettivi sulla coscienza collettiva.
 ci sono tre momenti chiavi del national building: (1) crear una memoria di un passato comune, (2)
una comunicazione sociale attraverso i legami linguistici e culturali, (3) diffondersi di una quakche
idea di uguaglianza
 modello a tre tappe: (fase A) sinfoli intellettuali si occupano di fondere un'idea di identità
nazionale. All'inizio c'è un discorso intellettuale (fase B) attivismo politico per il risorgere della
nazione. (fase C) il movimento nazionale diventa un moviemento di massa fino a comprendere la
maggioranza della popolazione.
Queato modello a fasi si sono negli anni (1980-2000) veniva utilizzato ed era produttivo poichè ha dato di
modelli di comparazione.

Un'altro testo chiave si Benedict Anderson, antropolgo, (1991) "imagined comunities":


 le comunità (nazionali, tribali...) non vanno distinte secondo tratti oggettivi ma esclusivamente
secondo le modalità in cui esse si auto immaginano.
 una nazione è una comunità vera, non di fatto ma nel senso che gli appartenenti si immaginano
solidali l'uno con l'altro al di là dei contrasti politici e sociali.
 una nazione è al contempo immaginata o immaginaria in quanto nessun singolo appartenente nella
sua vita conoscerà tutti gli altri appartenenti alla stessa nazione come sarebbe in una comunità di
fatto. Ci vuole una colla o immaginario per dire di appartenere ad una comunità, di riconoscersi l'uno
nell'altro.
Cosa crea questa appartenenza? Al centro ci va la razio-razionale, l'immaginario delle nazioni e dei
popoli. Non vanno distinte sulla loro veridicità o litigi, una narrazione nazionale non può essere secondo
un criterio di oggettività distinguere una nazione dall'altra.

Eric J. Hobsbawn, terence ranger, si occupa si guardare come viene costruito sul campo questa idea di
appartenenza. "the invention of tradition" (1992)
 identità nazionale, si basa sulla rappresentazione di un fenomeno storico nuovo, come è la nazione
moderna, nei termini di un fenomeno antico, primoridiale, che sarebbe stato solo riscoperto o risorto,
quindi sull'invenzione di una tradizione che prima non c'è.
 la tradizione inventata, per essere fatta proprio dalle masse deve essere difdusa dalle elite sua autrice,
prima attraverso strumenti culturali (poesie, romanzi, opere, dizionari, giornali ecc..) poi attraverso
la propaganda politica.
 una volta eretto lo stato nazione, l'educazione delle masse prosegue attraverso la stampa, i libri, il
culto degli eroi nazionali, l'educazione scolastica, i servizi di leva, i riti pubblici.

Johann Heinrich Pestalozzi (membro dell'assemblea nazionale francese)


La pedagogia dell'infanzia si occupa di come trasformare, di come educare e creare un senso di
appartenenza.
Friedrich Wilhelm August Fröbel
Teorizza come il bambino vede il suo ruolo tramite la concretezza degli oggetti che incontra

Eugeny Oregin: è una forma nuova di prosa e poesia (1823-1822). In questi anni accadono molte cose
così decide di sceuver un libro e pubblicarlo.
Il capitolo è soprattutto descrittivo, Oregin è frivolo, bello ed ha amori facili. C'è poi un lungo flashback,
un ritratto panochistico e statico del giovane Pietrobughen.

In seguito c'è la rivolta dei decabristi, nel momento in cui fallisce inizia a pensare: perchè la rivoluzione
dei Russi non va?
Guerra di Crimea
"Guerra d'Oriente" 1853-1856
Impero Zarista vs. Impero Ottomano, Francia, Gran Bretagna, Regno di Sardegna

Dal punto di vista geopolitico la guerra di Crimea segna la rottura definitiva dell'assetto della pace del
congresso di Vienna, durante il quale le potenze europee hanno evitato di scontrarsi l'una con l'altra.
Dopo il 1870-8 si ristabilisce una serie di equilibri che reggerà fino alla prima guerra mondiale. Si
ripristine il discorso di Burke che aveva costituito uno stallo soprattutto durante le rivoluzioni del 48'. Ci
sono grandi dinastie che avevano sorretto il congresso di vienna e durano fino alla I guerra mondiale. Per
questo motivo molti pensano che il congresso sia durato 100 anni.

Atrorno alle questioni dei balcani si sviluppamla guerra: l'impero zarista preme per ritagliarsi sfer di
influenza nell'impero Ottomano, cerca di guadagnare influenza battendo soprattutto il tasto della
solidarietà con i fratelli di fede Ortodossi che sono sottoposti all'imoero Ottomano.
In asia centrale e orientale si scontra con la Gran Bretagna per interessi, e poi con il giappone negli anni
80'.
Accanto all'impero Ottomano di schierano le potenze europee per una prevalenza di interessi anti-russo.

Si chiama Guerra di Crimea perche li si scontrò principalmente e fu una guerra di trincea. L'adesione
della sardegna fu necessaria alla coalizione di francia, gran bretagna e impero ottomano a sconfiggere
l'impero zarista. Cavour cosi si comquista una forte influenza e mostra le sue capacità di unificazione
italiana.
La sconfitta della russia termina con la pace di Parigi, e porta l'impero Zarista a cambiare alcuni aspetti
della politica: devono industrializzare il proprio paese (soprattutto nell'armamento) e riforme sociali
(abolizione della schiavitù).

C'era un alleanza tra impero zarista e Asburgico che si davano un forte aiuto soprattutto nella qiestione
della Polonia. Oppure, nella fase di debolezza avvenuta pochi anni prima, nell'Impero Asburgico nel
periodo delle rivoluzioni lo zar aiutò l'Impero Asburgico. Nella guerra di crimea invece l'Impero
Asburgico rimane neutrale, non aiutò lo Zar.

In italia, in veneto vi erano movimenti ultranazionalisti e legavano l'Impero Asburgico a questo territorio
e non ad aiutar nella guerra di Crimea.
Cavour fu un grandissimo stratega (assimilato a Bismark) che ha saputo portare a suo vantaggio la
situazione.

Nasce una icomprensione che porterà poi alla I guerra mondiale (russia-asburgico)
Si preannuncia una spinta all'indipendenza nazionale che diventa un problema per gli imperi che al
momento erano convinti di non temere ai movimenti ultranazionalisti ma sono costretti ad inventare delle
strategie di leggitimazione (casa del popolo ad esempio), è un indiretto riconoscimento di questa spinta
nazionale.
Risorgimento italiano
I. 1848 rivoluzione diffusa in area italiana
II. 1848 promulgazione dello Statuto Albertino nel regno di Sardegna che si trasforma in una
monarchia costituzionale.
III. 1848 cinque giornate a Milano:scoppiano rivolte contro le autorità Asburgiche
IV. 1848 prima guerra di indipendenza, Piemonte interviene in difesa del Lombardo-Veneto, sconfitta
nelle battaglie di Custoza e Novara.
V. 1850 il papa Pio IX rientraba Roma e riprende il controllo della città, abroga la costituzione.
Napoleone III entra in scena per proteggere il papa, la Francia che protegge la chiesa.
VI. 1855 il regno di sardegna invia 18.000 uomini a Crimea, diventa una media potenza in Europa.
VII. 1856 Cavour partecipa al congresso di Parigi al termine della guerra di Crimea.

VIII. 1859 trattato segreto tra Francia e Regno di Sardegna contro l'Austria
IX. seconda guerra di indipendenza (esercito franco-piemontese contro l'austria)
X. 1859 armistizio di villafranca tra Austria e Francia
XI. 1860 spedizione dei Mille nel Meridione, Garibaldi incontra Vittorio Emauele a Teano e consegna la
corona di Sicilia-Napoli.
XII. Nizza e Savoia votano a favore dell'annessione alla Francia
XIII. l'esercito Sardo entra nello stato pontificio per sbarrare il passo a Garibaldi
XIV. 1861 proclamazione del regno d'Italia
XV. 1864 convenzione con la Francia, il regno di italia si impegna a non attaccare i territori della santa
sede
XVI. l'italia si allea alla Prussia e inizia la seconda guerra di indipendenza
XVII. 1866 l'Italia conquista Mantova, Veneto e Friuli Occidentale
XVIII. 1870:Guerra Franco-Prussiana, sconfitta Francese
XIX. 1870 le truppe francesi lasciano Roma, le truppe italiane entrano a Roma (breccia di porta pia)
XX. 1871 Roma è proclamata capitale del regno d'Italia.

Germania
Fallimento del 1848/ guerra Franco Prussiana del 1870
Bismark, uno che lavora per la Prussia, non la Germania.

Nel 48 c'è un fallimento della prima Assemblea Nazionale eletta a suffragio universale. Si offre la corona
all'impero Asburgico