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MANUALE DELL’UTENTE

PRO_CINEm
Analisi Cinematica Lineare e Non Lineare sulla Muratura
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INDICE
INDICE ............................................................................................................................................................................ - 1 -
CAPITOLO 1 ...................................................................................................................................................................... - 1 -
Introduzione ................................................................................................................................................................. - 1 -
Normative di riferimento............................................................................................................................................... - 1 -
CAPITOLO 2 ...................................................................................................................................................................... - 2 -
Cenni teorici................................................................................................................................................................. - 2 -
Metodo di Calcolo adottato per i Meccanismi Locali .................................................................................................... - 5 -
Metodo di Calcolo e Verifica adottato per i Tiranti ....................................................................................................... - 8 -
Analisi e Verifiche dei Cinematismi ............................................................................................................................ - 11 -
CAPITOLO 3 .................................................................................................................................................................... - 17 -
Cinematismi di PRO_CINEm ..................................................................................................................................... - 17 -
CAPITOLO 4 .................................................................................................................................................................... - 19 -
Implementazione del Modello di Calcolo ................................................................................................................... - 19 -
Barra del Menù ..................................................................................................................................................... - 19 -
Barra dei Comandi................................................................................................................................................ - 22 -
Archivio Materiali Muratura ................................................................................................................................... - 25 -
Archivio Solai e Coperture .................................................................................................................................... - 26 -
Archivio Finestre e porte....................................................................................................................................... - 27 -
Archivio Tiranti e Capochiave ............................................................................................................................... - 28 -
Definizione dei dati geometrici della parete e della condizione di carico. ............................................................. - 29 -
Definizione del tipo di ammorsamento della parete. ............................................................................................. - 31 -
Definizione delle Aperture.......................................................................................................................................... - 33 -
Definizione delle Coperture. ...................................................................................................................................... - 34 -
Definizione dei Tiranti ................................................................................................................................................ - 35 -
Definizione dell’azione sismica .................................................................................................................................. - 36 -
CAPITOLO 5 .................................................................................................................................................................... - 39 -
Esecuzione dell’analisi e dei risultati ......................................................................................................................... - 39 -
CAPITOLO 1
INTRODUZIONE

Nelle “Norme Tecniche per le Costruzioni” viene indicato che nelle costruzioni in muratura soggette
ad azione sismica, particolarmente negli edifici, si possono manifestare meccanismi locali e meccanismi
d’insieme. I meccanismi locali interessano singoli pannelli murari o più ampie porzioni della costruzione e sono
favoriti dall’assenza o scarsa efficacia dei collegamenti tra pareti e orizzontamenti e negli incroci murari.
La sicurezza della costruzione deve essere valutata nei confronti di entrambi i tipi di meccanismo.
All’interno della “Circolare” viene inoltre indicato che, se la costruzione non manifesta un chiaro
comportamento d’insieme, ma piuttosto tende a reagire al sisma come un insieme di sottoinsieme (meccanismi
locali), la verifica su un modello globale non ha rispondenza rispetto al suo effettivo comportamento sismico.
Per l’analisi sismica dei meccanismi locali si può fare ricorso ai metodi dell’analisi limite dell’equilibrio
delle strutture murarie, tenendo conto, anche se in forma approssimata, della resistenza a compressione della
tessitura muraria, della qualità della connessione tra le pareti murarie, della presenza di catene e tiranti. Con
tali metodi è possibile valutare la capacità sismica in termini di resistenza (applicando un opportuno fattore di
struttura) o di spostamento (determinando l’andamento dell’azione orizzontale che la struttura è
progressivamente in grado di sopportare all’evolversi del meccanismo).

NORMATIVE DI RIFERIMENTO

Le Normative a cui fa riferimento il codice di calcolo sono:


• Decreto Ministeriale “Norme Tecniche per le Costruzioni” del 17/01/2018
• Circolare C.S.LL.PP. n° 7 del 21/01/2019
• Decreto Ministeriale “Norme Tecniche per le Costruzioni” del 14/01/2008
• Circolare C.S.LL.PP. n° 617 del 02/02/2009
• UNI EN 1998-1:2005 (Eurocodice 8 parte 1)
• UNI EN 1998-3:2005 (Eurocodice 8 parte 3)

Manuale PRO_CINEm Capitolo 1 pag. - 1 -


CAPITOLO 2
CENNI TEORICI

I meccanismi locali si verificano nelle pareti murarie prevalentemente per azioni perpendicolari al loro
piano, mentre nel caso di sistemi ad arco anche per azioni nel piano. Le normative suggeriscono di effettuare
le verifiche con riferimento ai meccanismi locali di danno e collasso (nel piano e fuori piano) tramite l’analisi
limite dell’equilibrio, secondo l’approccio cinematico, basato sulla scelta del meccanismo di collasso e la
valutazione dell’azione orizzontale che attiva tale cinematismo. Nel caso di analisi cinematica le strutture
murarie sono considerate costituite da macroelementi indeformabili (o da corpi rigidi) ignorando quindi la
deformabilità del materiale, che permette le verifiche di tipo statico. L’analisi ha lo scopo di valutare le
condizioni di equilibrio limite dei macroelementi sollecitati dal sisma, trascurando la resistenza a trazione della
muratura. La costruzione va studiata per individuare, sulla base dell’organizzazione strutturale, delle sue
carenze e del suo stato di fatto, i meccanismi che possono essere attivati.
Si ricorda che per ogni possibile meccanismo locale ritenuto significativo per l’edificio, il metodo in
generale richiede i seguenti passi:
➢ trasformazione di una parte della costruzione in un sistema labile (catena cinematica), attraverso
l’individuazione di corpi rigidi, in grado di ruotare o scorrere tra loro (meccanismo di danno e collasso);
➢ valutazione, mediante analisi cinematica lineare, del moltiplicatore orizzontale dei carichi α0 che
comporta l’attivazione del meccanismo (stato limite di danno);
➢ valutazione, mediante analisi cinematica non lineare, dell’evoluzione del moltiplicatore orizzontale dei
carichi α al crescere dello spostamento dk di un punto di controllo della catena cinematica, usualmente
scelto in prossimità del baricentro delle masse, fino all’annullamento della forza sismica orizzontale;
➢ trasformazione della curva così ottenuta in curva di capacità, ovvero in accelerazione a* e
spostamento d* spettrali, con valutazione dello spostamento ultimo per collasso del meccanismo (stato
limite ultimo);
➢ verifiche di sicurezza, attraverso il controllo della compatibilità degli spostamenti e/o delle resistenze
richieste alla struttura.

Oltre alla resistenza nulla a trazione della muratura, per l’applicazione del metodo di analisi si ipotizza,
in genere:
➢ assenza di scorrimento tra i blocchi;
➢ resistenza a compressione infinita della muratura.

Con l’ Analisi cinematica lineare, assegnata una rotazione virtuale ϑk al generico blocco k, è possibile
determinare in funzione di questa e della geometria della struttura, gli spostamenti delle diverse forze applicate
nella rispettiva direzione. Il moltiplicatore α0 si ottiene applicando il Principio dei Lavori Virtuali, in termini di
spostamenti, uguagliando il lavoro totale eseguito dalle forze esterne ed interne applicate al sistema in
corrispondenza dell’atto di moto virtuale:
 n n +m  n o

0 

 Pix ,i +  
Pjx , j  −

 Pi y,i − F  h h = Lfi
 i =1 j= n +1  i =1 h =1

dove:
➢ n è il numero di tutte le forze peso applicate ai diversi blocchi della catena cinematica;
➢ m è il numero di forze peso non direttamente gravanti sui blocchi le cui masse, per effetto dell’azione
sismica, generano forze orizzontali sugli elementi della catena cinematica, in quanto non
efficacemente trasmesse ad altre parti dell’edificio;
➢ o è il numero di forze esterne, non associate a masse, applicate ai diversi blocchi;
➢ Pi è la generica forza peso applicata al blocco (peso proprio del blocco, applicato nel suo baricentro,
o un altro peso portato);

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 2 -


➢ Pj è la generica forza peso, non direttamente applicata ai blocchi, la cui massa, per effetto dell’azione
sismica, genera una forza orizzontale sugli elementi della catena cinematica, in quanto non
efficacemente trasmessa ad altre parti dell’edificio;
➢ δx,i è lo spostamento virtuale orizzontale del punto di applicazione dell’i-esimo peso Pi, assumendo
come verso positivo quello associato alla direzione secondo cui agisce l’azione sismica che attiva il
meccanismo;
➢ δx,j è lo spostamento virtuale orizzontale del punto di applicazione dell’j-esimo peso Pj, assumendo
come verso positivo quello associato alla direzione secondo cui agisce l’azione sismica che attiva il
meccanismo;
➢ δy,i è lo spostamento virtuale verticale del punto di applicazione dell’i-esimo peso Pi, positivo se verso
l’alto;
➢ Fh la generica forza esterna (in valore assoluto) applicata ad un blocco;
➢ δh è lo spostamento virtuale del punto di applicazione dell’h-esima forza esterna, nella direzione della
stessa e di segno positivo se di verso discorde;

Con l’ Analisi cinematica non lineare l’evoluzione del cinematismo viene eseguito per via analitica-
numerica, considerando una successione di rotazioni virtuali finite e aggiornando la geometria variata del
sistema: fissata una rotazione finita ϑk, si può determinare il moltiplicatore α ad essa corrispondente così come
fatto nel caso della configurazione iniziale del sistema, tenendo però conto della variazione della geometria.
Tramite relazioni trigonometriche, supponendo che le azioni restino costanti, è possibile ricavare le espressioni
per i bracci delle forze agenti in funzione della rotazione ϑk che si fa compiere alla struttura e seguire la
variazione del coefficiente α fino al suo annullamento.
Aumentando l'angolo di rotazione, si ha una diminuzione del braccio delle forze verticali rispetto alla
cerniera cilindrica (per alcuni valori di ϑk, il punto di applicazione di alcune forze esce dal filo della parete su
cui si trova il polo di rotazione e, in questi casi, il momento generato da tali forze, che diventano instabilizzanti,
sarà negativo, contribuendo alla diminuzione del momento resistente) e un aumento del braccio delle forze
orizzontali: ne consegue una diminuzione del momento stabilizzante, che in una certa configurazione arriva
ad annullarsi, e un aumento del momento ribaltante. A questo corrisponde, per quanto detto, una diminuzione
del coefficiente α, che si annullerà in quella configurazione in cui è nullo il momento resistente.
È possibile determinare l'angolo ϑk0 (cui corrisponde lo spostamento dk0 del punto di controllo
considerato) che caratterizza la configurazione per cui si ha l'annullamento del moltiplicatore α e quindi del
momento stabilizzante Ms.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 3 -


Figura 1 - Meccanismo di flessione verticale Figura 2 -Meccanismo di Flessione Orizzontale

Il moltiplicatore di collasso deve essere valutato in corrispondenza della configurazione a cui


corrisponde il valore minimo, quindi le cerniere plastiche che definiscono il cinematismo devono essere poste
nella posizione che identifica il minor moltiplicatore, di particolare interesse sono i casi della flessione verticale
(Figura 1) ed orizzontale (Figura 2).

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 4 -


METODO DI CALCOLO ADOTTATO PER I MECCANISMI LOCALI

- n è il numero di piani interessati dal cinematismo;


- Wi è il peso proprio della parete al piano i-esimo;
- Fvi è la componente verticale della spinta di archi o
volte sulla parete al piano i-esimo;
- Fhi è la componente orizzontale della spinta di archi
o volte sulla parete al piano i-esimo;
- Ti è il valore massimo dell’azione di un eventuale
tirante presente in testa alla parete del piano i-esimo;
- Psi è il peso del solaio agente sulla parete all’iesimo
piano calcolato in base all’area di influenza;
- si è lo spessore della parete all’i-esimo piano;
- hi è l’altezza della parete al piano i-esimo rispetto
alla cerniera cilindrica del meccanismo;
- hvi è l’altezza del punto di applicazione della spinta
di archi o volte al piano i-esimo rispetto alla cerniera
cilindrica del meccanismo;
- di è la distanza orizzontale della cerniera cilindrica
del punto di applicazione del carico del solaio sulla
parete del piano i-esimo;
- dvi sono le distanze orizzontali della cerniera
cilindrica dei punti di applicazione delle forzi Fvi;
- ygi è l’altezza del baricentro della parete al piano i-
esimo rispetto alla cerniera cilindrica del
meccanismo;
- α è il moltiplicatore delle forze orizzontali.

Figura 3 Meccanismo di Ribaltamento Semplice

n
si n n n
M s =  Wi + FVi d Vi + Psi d i + Ti h i
i=1 2 i=1 i=1 i=1

 n n n
 n n
M R =α   Wi y gi + FVi d Vi + Psi d i  + FHi h Vi +  PH h i
 i=1 i=1 i=1  i=1 i=1

- Uguagliando i termini ricaviamo il moltiplicatore di collasso

n
si n n n n n

 Wi + FVi d Vi + Psi d i + Ti h i - FHi h Vi - PH h i


2 i=1
α0 = i=1 i=1 i=1 i=1 i=1

 n n n

 
 i=1
Wi y gi + 
i=1
FVi d Vi + 
i=1
Psi d i 

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 5 -


- n è il numero di piani interessati dal cinematismo;
- Wi è il peso proprio della parete al piano i-esimo;
- Fvi è la componente verticale della spinta di archi o
volte sulla parete al piano i-esimo;
- Fhi è la componente orizzontale della spinta di archi
o volte sulla parete al piano i-esimo;
- Ti è il valore massimo dell’azione di un eventuale
tirante presente in testa alla parete del piano i-esimo;
- N è il peso trasmetto al corpo 2 dalla murature
superiori;
- hpi è la distanza vertical del punto di applicazione del
carico trasmesso dal solaio i-esimo rispetto al polo
di riduzione del macro-elemento su cui poggia;
- Psi è il peso del solaio agente sulla parete all’iesimo
piano calcolato in base all’area di influenza;
- si è lo spessore della parete all’i-esimo piano;
- hi è l’altezza del macro-elemento i-esimo rispetto alla
cerniera cilindrica del meccanismo;
- hvi è l’altezza del punto di applicazione della spinta
di archi o volte al piano i-esimo rispetto alla cerniera
cilindrica del meccanismo;
- di è la distanza orizzontale della cerniera cilindrica
del punto di applicazione del carico del solaio sulla
parete del piano i-esimo;
- dvi sono le distanze orizzontali della cerniera
cilindrica dei punti di applicazione delle forzi Fvi;
- ygi è l’altezza del baricentro della parete al piano i-
esimo rispetto alla cerniera cilindrica del
meccanismo;
- ai è la distanza orizzontale del punto di applicazione
del carico trasmesso dai solai rispetto al polo di
riduzione del macroelemento coinvolto;
- α è il moltiplicatore delle forze orizzontali.

Figura 4 -Meccanismo di Flessione Verticale

Applicando l’equazione dei lavori virtuali si ha:


α  W1δ1x +W2δ 2x +FV1δ V1x +FV2δ V2x +Ps1δ P1x  +FH1δ V1x +FH2δ V2x =
 W1δ1y +W2 δ 2y +FV1δ V1y +FV2δ V2y +Nδ Ny +Ps1δ P1y +Ps2δ P2y +Tδ P1x 

Uguagliando i termini ricaviamo il moltiplicatore di collasso


E
α=
h1
W1 y G1 +FV1h V1 +Ps1h P +(W2 y G2 +FV2 h V2 )
h2

W1
E= s1 +FV1δ V1 +(W2 +Ps2 +N+FV2 )s 2 +Ps1a1 -FH1h V1 +Th p
2
W h
+( 2 s 2 -FV2 h V2 +FV2d V2 +Nd+Ps2a 2 ) 1
2 h2

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 6 -


Figura 5 - Meccanismo di Flessione Verticale
- Wi è il peso proprio del macroelemento i-esimo;
- PVi1 rappresenta l’i-esimo carico verticale trasmesso in testa al macroelemento 1;
- PVi2 rappresenta l’i-esimo carico verticale trasmesso in testa al macroelemento 2;
- PHi1 è l’i-esima spinta statica trasmessa dalla copertura in testa al corpo 1;
- PHi2 è l’i-esima spinta statica trasmessa dalla copertura in testa al corpo 2;
- H rappresenta il valore massimo della reazione sopportabile dalla parete, o dalle pareti, di
controvento oppure dall’eventuale tirante orizzontale;
- s è lo spessore della parete;
- Li è la lunghezza del macroelemento i-esimo;
- di1 è la distanza orizzontale del punto di applicazione dell’i-esimo carico che agisce in testa al corpo
1 rispetto al proprio polo di riduzione (cerniera in A);
- di2 è la distanza orizzontale del punto di applicazione dell’i-esimo carico che agisce in testa al corpo
2 rispetto al proprio polo di riduzione (carrello in B);
- xGi è la distanza orizzontale del baricentro del corpo i-esimo dal proprio polo di riduzione.

L’equazione dei lavori virtuali risulta essere:

α  W1δ1y +W2 δ 2y + PVi1δ Pi1y + PVi2 δ Pi2y  + PHi1δ Pi1y + PHi2 δ Pi2y -Hδ Hx =0
 i i  i i
Da cui ricaviamo il molteplicatore di collasso:
 L L   L 
α  W1x G1 +W2 x G2 1 + PVi1d i1 + PVi2d i2 1  + PHi1d i1 + PHi2d i2 1 -Hs 1+ 1
L
 =0
 L2 i i L2  i i L2  L2 

L1  L 
− PHi1d i1 - PHi2 d i2 +Hs 1+ 1 
α= i i L2  L2 
 L1 L1 
 W1x G1 +W2 x G2 L + PVi1d i1 + PVi2d i2 L 
 2 i i 2 

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 7 -


METODO DI CALCOLO E VERIFICA ADOTTATO PER I TIRANTI

Resistenza Tiranti
I tiranti in acciaio sono composti da due parti:
• capochiave (con la presenza o assenza di nervature);
• cavo (di solito di forma circolare).

Figura 6 – Capochiave Circolare a) e Rettangolare b)

All’interno del programma sono presenti tiranti con capochiave circolare o capochiave rettangolare.
La resistenza massima di trazione che il tirante può sopportare e trasmettere alla muratura dipendono
sia dalla caratteristiche geometriche e meccaniche sia della muratura e sia dell’elemento in acciaio.

La resistenza del tirante è il minimo delle resistenze di tale elemento riportate in seguito:
• Resistenza a Punzonamento;
• Resistenza a Schiacciamento;
• Resistenza a Snervamento del cavo del tirante;
• Resistenza a plasticizzazione della piastra del capochiave.
e vengono calcolati come quanto segue:

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 8 -


Resistenza a Punzonamento
R punz =  f vd t dc*
C*

Resistenza a Schiacciamento
RSCH =  f cd dA
A
Resistenza a Snervamento
 2
RSNV = f yd s s =
4
Resistenza a plasticizzazione piastra
2M y 2D
R pl = yp = Circolare
yp 3
B
yp = Quadrate
4

Figura 7 – Sezione Capochiave

Verifica Capochiave

La verifica del capochiave invece avviene tramite il criterio di Von Mises. Ovvero vengono calcolate le
tensioni normali e tensioni tangenziali che si generano nel capochiave dallo sforzo di trazione di calcolo e
confrontate con la tensione di calcolo di esso.
M ed = Ved y p Momento Flettente
2D
yp =
3

T
Ved = SforzoTagliante
2
M ed
= ymax Navier
I xx
Ved S '
= Jouraswky
I xx b
 id =  (2x , y ) + 3 (2x , y ) VonMises

Figura 8 – Capochiave Circolare

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 9 -


M ed = Ved y p Momento Flettente
2b
yp =
6

T
Ved = SforzoTagliante
2
M ed
= ymax Navier
I xx
Ved S '
= Jouraswky
I xx b
 id =  (2x , y ) + 3 (2x , y ) VonMises
Figura 9 – Capochiave Quadrato

Calcolo Sforzo di calcolo nei Tiranti e Cordoli

Lo sforzo assorbito dai vincoli in sommità ad ogni parete (cordoli in testa o tiranti) viene calcolato
tramite n equazioni di equilibrio a rotazione (dove n è il numero di piani che costituiscono la parete).
Nell’equazione di equilibrio di partenza vengono considerate le forze agenti all’n-esimo piano, si
calcola Momento Ribaltante Mr(αo) e Momento Stabilizzante Ms(Tn) attorno alla base di tale piano, e
dall’uguaglianza del momento ribaltante e stabilizzante si ricava l’incognita T n.
Nelle successive k equazioni di equilibrio vengono considerate le forze agenti dall’n-esimo piano fino
al (n-k)-esimo piano, si calcola Momento Ribaltante Mr(αo) e Momento Stabilizzante Ms (Tn, Tn-1,…,…, Tn-k attorno
alla base dell’ (n-k)-esimo piano, e dall’uguaglianza del momento ribaltante e stabilizzante ricavo l’incognita
Tn-k.
Per esempio, se si consideri una parete che si sviluppa dal piano terra al secondo piano (quindi n =
2), la prima equazione di equilibrio prevede le sole forze presenti al secondo piano e l’unica incognita risulta
essere lo sforzo T2.
L’equazione di equilibrio successiva invece prevede le forze presenti al secondo e al primo piano e
l’unica incognita rimane T1 (poiché T2 risulta essere già calcolata dall’equazione di equilibrio precedente).
Successivamente l’equazione di equilibrio prevede le forze presenti al secondo, al primo piano e al
piano terra dove l’unica incognita da calcolare risulta T 0 .
Nel caso lo sforzo dei tiranti derivanti dell’equazione di equilibrio risulti essere minore di zero (quindi
in compressione e di conseguenza non accettabile) il programma pone tali sforzo pari a zero. Allo sforzo
calcolato tramite tale procedura viene sommato il contributo di pretensione presente nell’Archivio dei Tiranti
per ciascun tirante.
Il valore di αo utilizzato, per il calcolo per ogni equazione di equilibrio, è pari al valore tale da soddisfare
la verifica semplificata allo SLV (procedura semplificata). Infatti si calcoli

Con:

• è l’accelerazione che attiva il meccanismo a quota zero

• è l’accelerazione che attiva il meccanismo a quota diversa da zero

Noto a* si procede al calcolo del coefficiente

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 10 -


ANALISI E VERIFICHE DEI CINEMATISMI

Le analisi dei meccanismi di collasso, sviluppate da PRO_CINEm, avvengono attraverso un processo


iterativo che valuta la corretta posizione delle cerniere determinando il minor valore del moltiplicatore di
collasso. Le analisi avvengono tramite metodo dell’equilibrio limite, secondo l’approccio cinematico, basato
sulla scelta del meccanismo di collasso e la valutazione dell’azione orizzontale che attiva tale cinematismo,
come descritto al paragrafo C8A.4. ANALISI DEI MECCANISMI LOCALI DI COLLASSO IN EDIFICI
ESISTENTI IN MURATURA della circolare n°617. 2/2/2009 e al paragrafo C8.7.1.2 MECCANISMI LOCALI -
METODI DI ANALISI DELLA RISPOSTA SISMICA E CRITIERI DI VERIFICA della circolare n°7. 21/01/2019:

➢ Analisi cinematica lineare


➢ Analisi cinematica non lineare

Mentre l’analisi cinematica lineare prevede una verifica in termini di accelerazione sia per lo Stato
limite di danno (SLD) sia per quello di Salvaguardia della vita (SLV), l’analisi cinematica non lineare invece
avviene in termini di spostamento solo per lo SLV. In entrambi i casi la normativa distingue il caso in cui il
cinematismo sia a quota zero o a quota sopraelevata.
L’accelerazione spettrale che attiva il meccanismo è definita come segue:
n+m
0 P
i =1
i
a0* =
M * FC
dove:
α0: moltiplicatore di collasso dei carichi ottenuto applicando l’analisi limite;
M*: massa partecipante (formula C8A.4.3 della Circolare 617 del 2009) ;
FC: fattore di confidenza in funzione del livello di conoscenza.

VERIFICA SECONDO NTC2008 E CIRCOLARE N°617 2/2/2009


La verifica allo SLD con analisi cinematica lineare avviene confrontando a 0* con due diversi valori di
accelerazione a seconda che il cinematismo sia a quota zero o sopraelevata.
Nel caso il cinematismo sia a quota zero si deve verificare che:
a 0 *  a g (PVR ).S
Dove:
ag: è funzione della probabilità di superamento dello stato limite scelto e della vita di riferimento come
definiti al paragrafo 3.2 delle NTC
S: è definito al paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC
Nel caso il cinematismo sia a quota sopraelevata si deve verificare che:
a0*  Se (T1).(z).
dove:
Se(T1) è lo spettro elastico definito nel paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC, funzione della probabilità di
superamento dello stato limite scelto (in questo caso 63%) e del periodo di riferimento V R
come definiti al paragrafo 3.2. delle NTC, calcolato per il periodo T 1;
T1 è il primo periodo di vibrazione dell’intera struttura nella direzione considerata;
Ψ(z) è il primo modo di vibrazione nella direzione considerata, normalizzato ad uno in sommità
Z
all’edificio; in assenza di valutazioni più accurate può essere assunto ψ(z) = , dove H è
H
l’altezza della struttura rispetto alla fondazione;
z è l’altezza, rispetto alla fondazione dell'edificio, del baricentro delle linee di vincolo tra i blocchi
interessati dal meccanismo ed il resto della struttura;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 11 -


γ è il corrispondente coefficiente di partecipazione modale (in assenza di valutazioni più
3N
accurate può essere assunto γ  , con N numero di piani dell’edificio).
(2 N+1)
Anche nel caso di verifica allo SLV con analisi cinematica lineare sono previsti due distinti casi a
seconda che il cinematismo sia a quota zero o sopraelevata.
Nel caso che il cinematismo sia a quota zero si deve verificare che:
a g (PVR )S
a0* 
q
dove :
ag è funzione della probabilità di superamento dello stato limite scelto e della vita di riferimento come
definiti al paragrafo 3.2 delle NTC;
q è il fattore di struttura.

Nel caso che il cinematismo sia a quota sopraelevata si deve verificare che:
S (T ). (z).
a0*  e 1
q
dove :
Se(T1) è lo spettro elastico definito nel paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC, funzione della probabilità di
superamento dello stato limite scelto (in questo caso 10%) e del periodo di riferimento VR
come definiti al paragrafo 3.2. delle NTC, calcolato per il periodo T 1;
T1 è il primo periodo di vibrazione dell’intera struttura nella direzione considerata;
Ψ(z) è il primo modo di vibrazione nella direzione considerata, normalizzato ad uno in sommità
Z
all’edificio; in assenza di valutazioni più accurate può essere assunto ψ(z) = , dove H è
H
l’altezza della struttura rispetto alla fondazione;
q è il fattore di struttura;
z è l’altezza, rispetto alla fondazione dell'edificio, del baricentro delle linee di vincolo tra i blocchi
interessati dal meccanismo ed il resto della struttura;
γ è il corrispondente coefficiente di partecipazione modale (in assenza di valutazioni più
3N
accurate può essere assunto γ  , con N numero di piani dell’edificio).
(2 N+1)
L’analisi cinematica non lineare prevede il calcolo del moltiplicatore di collasso in α non solo nella
configurazione iniziale, ma anche su configurazioni variate della catena cinematica rappresentative
dell’evoluzione del meccanismo e descritte dallo spostamento d k di un determinato punto di controllo, questo
viene assunto dal programma in corrispondenza della quota verticale baricentrica dei carichi. L’analisi deve
essere condotta fino al raggiungimento della configurazione a cui corrisponde l’annullamento del moltiplicatore
α, in corrispondenza dello spostamento dk0.
Attraverso la formula che definisce a0* è quindi possibile valutare l’accelerazione spettrale per le
diverse configurazioni tenendo conto della variazione del moltiplicatore di collasso mentre attraverso la formula
C8A.4.5 della circolare 617 del 2009 si definisce il corrispondente spostamento spettrale, si ottiene in tal modo
la curva di capacità del relativo cinematismo.
Noto l’andamento del moltiplicatore orizzontale α dei carichi in funzione dello spostamento d k del punto
di controllo della struttura, deve essere definita la curva di capacità dell’oscillatore equivalente, come relazione
tra l’accelerazione a* e lo spostamento d*.
Lo spostamento spettrale d* dell’oscillatore equivalente può essere ottenuto come spostamento medio
dei diversi punti nei quali sono applicati i pesi Pi , pesato sugli stessi. In via approssimata, noto lo spostamento
del punto di controllo dk è possibile definire lo spostamento spettrale equivalente con riferimento agli
spostamenti virtuali valutati sulla configurazione iniziale:

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 12 -


n+m

P 
i =1
i x ,i
2

d* = d k n+m
x,k P 
i =1
i x ,i

dove Pi, δx,i sono definiti come sopra e δx,k è lo spostamento virtuale orizzontale del punto k, assunto
come riferimento per la determinazione dello spostamento dk.
La verifica di sicurezza dei meccanismi locali nei confronti dello Stato limite di salvaguardia della vita
consiste nel confronto tra la capacità di spostamento ultimo d u* del meccanismo locale e la domanda di
spostamento ottenuta dallo spettro di spostamento in corrispondenza del periodo secante Ts. Lo spostamento
ultimo du* può essere assunto pari al 40% dello spostamento per cui si annulla l’accelerazione spettrale a*.
Definito lo spostamento ds* = 0.4du* ed individuata sulla curva di capacità (vedi paragrafo “Analisi
cinematica non lineare”) l'accelerazione as*, corrispondente allo spostamento ds*, il periodo secante è calcolato
come :
ds *
Ts = 2
as *
.

La domanda di spostamento Δd(Ts) sarà così ottenuta:

• nel caso in cui la verifica riguardi un elemento isolato o una porzione della costruzione comunque
sostanzialmente appoggiata a terra, la verifica di sicurezza nei confronti dello Stato limite di
salvaguardia della vita si considera soddisfatta se:

d *u = SDE ( TS )
dove :
SDe è lo spettro di risposta elastico in spostamento, definito al paragrafo 3.2.3.2.2 delle
NTC.

• se invece il meccanismo locale interessa una porzione della costruzione posta ad una certa
quota, deve essere considerato lo spettro di risposta in spostamento del moto alla quota della
porzione di edificio interessata dal cinematismo. Una approssimazione accettabile consiste nel
verificare, oltre a quella sopra, anche la:
2
 Ts 
 T
d u * = SDe (T1)(z)   1
2
 Ts  T
1 −  + 0.02 s
 T 
 1 T1
In Figura 10 sono riportate la curva di capacità (colore blu) e quella di domanda (colore rosso) e la
linea di intercetta (colore verde), questa interseca la curva di capacità in corrispondenza dello spostamento
ds* sopra definito e la curva di domanda in corrispondenza della domanda spostamento Δd(Ts) (linea
tratteggiata) nel caso di cinematismo a quota zero.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 13 -


Figura 10 Rappresentazione grafica della curva di capacità e della curva di domanda

VERIFICA SECONDO NTC2018 E CIRCOLARE N°7 21/01/2019

La verifica allo SLD con analisi cinematica lineare avviene confrontando a 0* con due diversi valori di
accelerazione a seconda che il cinematismo sia a quota zero o sopraelevata.
Nel caso il cinematismo sia a quota zero si deve verificare che:
ag S
a g,SLD 
qSLD
Dove:
ag: è funzione della probabilità di superamento dello stato limite scelto e della vita di riferimento come
definiti al paragrafo 3.2 delle NTC
S: è definito al paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC
Nel caso il cinematismo sia a quota sopraelevata si deve verificare che:
a z,SLD  a z (z)
a z (z)=  (a
k
z,k (z)) 2
a z,k (z)=Se (Tk ,ξ k )γ k ψ k 1+0.0004ξ k2

dove:

Se(T1) è lo spettro elastico definito nel paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC, funzione della probabilità di
superamento dello stato limite scelto (in questo caso 63%) e del periodo di riferimento V R
come definiti al paragrafo 3.2. delle NTC, calcolato per il periodo T 1;
T1 è il primo periodo di vibrazione dell’intera struttura nella direzione considerata;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 14 -


Ψ(z) è il primo modo di vibrazione nella direzione considerata, normalizzato ad uno in sommità
Z
all’edificio; in assenza di valutazioni più accurate può essere assunto ψ(z) = , dove H è
H
l’altezza della struttura rispetto alla fondazione;
z è l’altezza, rispetto alla fondazione dell'edificio, del baricentro delle linee di vincolo tra i blocchi
interessati dal meccanismo ed il resto della struttura;
γ è il corrispondente coefficiente di partecipazione modale (in assenza di valutazioni più
3N
accurate può essere assunto γ  , con N numero di piani dell’edificio).
(2 N+1)
ξk coefficiente di smorzamento (di norma pari a 5).

Anche nel caso di verifica allo SLV con analisi cinematica lineare sono previsti due distinti casi a
seconda che il cinematismo sia a quota zero o sopraelevata.
Nel caso che il cinematismo sia a quota zero si deve verificare che:
ag S
a g,SLV 
qSLV
dove :
ag è funzione della probabilità di superamento dello stato limite scelto e della vita di riferimento come
definiti al paragrafo 3.2 delle NTC;
qSLV è il fattore di struttura allo SLV.

Nel caso che il cinematismo sia a quota sopraelevata si deve verificare che:
a z (z)
a z,SLV 
qSLV
Con:
a z (z)=  (a
k
z,k (z)) 2
a z,k (z)=Se (Tk ,ξ k )γ k ψ k 1+0.0004ξ k2

dove :
Se(T1) è lo spettro elastico definito nel paragrafo 3.2.3.2.1 delle NTC, funzione della probabilità di
superamento dello stato limite scelto (in questo caso 10%) e del periodo di riferimento VR
come definiti al paragrafo 3.2. delle NTC, calcolato per il periodo T 1;
T1 è il primo periodo di vibrazione dell’intera struttura nella direzione considerata;
Ψ(z) è il primo modo di vibrazione nella direzione considerata, normalizzato ad uno in sommità
Z
all’edificio; in assenza di valutazioni più accurate può essere assunto ψ(z) = , dove H è
H
l’altezza della struttura rispetto alla fondazione;
qSLV è il fattore di struttura allo SLV.
z è l’altezza, rispetto alla fondazione dell'edificio, del baricentro delle linee di vincolo tra i blocchi
interessati dal meccanismo ed il resto della struttura;
γ è il corrispondente coefficiente di partecipazione modale (in assenza di valutazioni più
3N
accurate può essere assunto γ  , con N numero di piani dell’edificio).
(2 N+1)
ξk coefficiente di smorzamento (di norma pari a 8).

L’analisi cinematica non lineare prevede il calcolo del moltiplicatore di collasso in α non solo nella
configurazione iniziale, ma anche su configurazioni variate della catena cinematica rappresentative
dell’evoluzione del meccanismo e descritte dallo spostamento d k di un determinato punto di controllo, questo
viene assunto dal programma in corrispondenza della quota verticale baricentrica dei carichi. L’analisi deve

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 15 -


essere condotta fino al raggiungimento della configurazione a cui corrisponde l’annullamento del moltiplicatore
α, in corrispondenza dello spostamento dk0.
Attraverso la formula che definisce a0* è quindi possibile valutare l’accelerazione spettrale per le
diverse configurazioni tenendo conto della variazione del moltiplicatore di collasso.
Noto l’andamento del moltiplicatore orizzontale α dei carichi in funzione dello spostamento d k del punto
di controllo della struttura, deve essere definita la curva di capacità dell’oscillatore equivalente, come relazione
tra l’accelerazione a* e lo spostamento d*.
Lo spostamento spettrale d* dell’oscillatore equivalente può essere ottenuto come spostamento medio
dei diversi punti nei quali sono applicati i pesi Pi , pesato sugli stessi. In via approssimata, noto lo spostamento
del punto di controllo dk è possibile definire lo spostamento spettrale equivalente con riferimento agli
spostamenti virtuali valutati sulla configurazione iniziale:
n+m

P 
i =1
i x ,i
2

d* = d k n+m
x,k P 
i =1
i x ,i

dove Pi, δx,i sono definiti come sopra e δx,k è lo spostamento virtuale orizzontale del punto k, assunto
come riferimento per la determinazione dello spostamento dk.
La verifica di sicurezza dei meccanismi locali nei confronti dello Stato limite di salvaguardia della vita
consiste nel confronto tra la capacità di spostamento ultimo d u* del meccanismo locale e la domanda di
spostamento ottenuta dallo spettro di spostamento in corrispondenza del periodo secante T s. Lo spostamento
ultimo du* può essere assunto pari al minimo tra i seguenti spostamenti:
• il 40% dello spostamento per cui si annulla l’accelerazione spettrale a* valutata sulla curva di
capacità in cui si considerino solamente le azioni di cui è verificata la presenza fino al collasso;
• lo spostamento corrispondente alla situazione nelle quali si verifichino rotture di elementi, quali
catene o altri collegamenti , che, pure non comportando problemi di equilibrio , producono una
riduzione della capacità, in termini di accelerazione, superiore al 50% del valore massimo.
Definito lo spostamento du* ed individuata sulla curva di capacità (vedi paragrafo “Analisi cinematica
non lineare”) l'accelerazione as*, corrispondente allo spostamento du*, il periodo secante è calcolato come :
du ∗
Ts = 1.68π√ .
as ∗

La domanda di spostamento Δd(Ts) sarà così ottenuta:

• nel caso in cui la verifica riguardi un elemento isolato o una porzione della costruzione comunque
sostanzialmente appoggiata a terra, la verifica di sicurezza nei confronti dello Stato limite di
salvaguardia della vita si considera soddisfatta se:

d*u  SDe (TSLV )


dove :
SDe è lo spettro di risposta elastico in spostamento, definito al paragrafo 3.2.3.2.2 delle
NTC.

• se invece il meccanismo locale interessa una porzione della costruzione posta ad una certa
quota, deve essere considerato lo spettro di risposta in spostamento del moto alla quota della
porzione di edificio interessata dal cinematismo che consiste nel verificare, oltre a quella sopra,
anche la:
2
TSLV
d  Sez (TSLV ,ξ,z) 2
*
u Sez (TSLV ,ξ,z)=1.1ξ -0.5 η(ξ)a z,k (z)

Manuale PRO_CINEm Capitolo 2 pag. - 16 -


CAPITOLO 3
CINEMATISMI DI PRO_CINEM

PRO_CINEm consente di valutare i cinematismi di collasso di insiemi di pareti sovrapposte della medesima
larghezza sulla base della geometria e dei vincoli presenti, i meccanismi che è in grado di valutare sono:

1. Cinematismo di ribaltamento semplice di parete monolitica ad un piano

2. Cinematismo di ribaltamento semplice di parete monolitica a più piani

3. Ribaltamento composto di cuneo diagonale ad un piano ed a più piani

4. Flessione verticale di parete monolitica ad un piano ed a più piani

Manuale PRO_CINEm Capitolo 3 pag. - 17 -


5. Flessione orizzontale di parete monolitica confinata e non confinata

6. Ribaltamento del timpano

Per tutti i cinematismi, è possibile scegliere se considerare una distribuzione lineare di tensione tra i
blocchi o una rigidezza infinita dei blocchi. La scelta della distribuzione lineare di tensione comporta
l’arretramento del punto di contatto funzione della resistenza a compressione della muratura di una quantità
t viene calcolata con la seguente formula:
2 Wi
t= i

3 r b
dove:
• Σwi: peso totale della parete e di tutti i carichi gravanti su di essa
• σr: resistenza a compressione di progetto della parete
• b: larghezza della parete

Figura 11 Rientro dovuto alla distribuzione


lineare delle tensioni

Mentre, se si sceglie una rigidezza infinita dei blocchi, il collocamento della cerniera plastica dei blocchi
è posizionata nel punto più esterno del blocco.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 3 pag. - 18 -


CAPITOLO 4
IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO DI CALCOLO

L’interfaccia per la modellazione di PRO_CINEm presenta una finestra grafica che permette la
visualizzazione diretta dei dati geometrici implementati, sia in forma 2d che 3d. Il sistema di riferimento per
l’implementazione dei dati geometrici è quello costituito dagli assi verde (asse X), blu (asse Y), rosso (asse Z)
della visualizzazione 3d, posto nello spigolo a sinistra della parete di base.

Figura 12 Interfaccia di gestione del modello

Barra del Menù

Nella barra dei menù sono presenti i pulsanti:

• File;
• Preferenze;
• Dati Struttura;
• Guida;
• Informazioni su.

Cliccando sul pulsante File si può accedere ai seguenti comandi:

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 19 -


• Nuovo: restituisce il modello di default del programma permettendo di iniziare un nuovo progetto dopo
aver salvato il progetto su cui si stava lavorando;
• Apri: permette di aprire un progetto precedentemente salvato;
• Salva: consente di salvare i dati di input del modello su cui si sta lavorando;
• Salva con nome: permette di salvare i dati di input del modello con un nome definito dall’utente;
• Importa da DXF: permette l’importazione di un file dxf per la modellazione della parete.

Cliccando sul pulsante Preferenze si accede alle seguenti voci di menu:

• Lingua: permette di scegliere la lingua Italiana o Inglese;

• Opzioni di Visualizzazione: permette di scegliere visualizzazione degli assi di riferimento e del piano
zero della parete;

• Normativa di Riferimento: permette di impostare la normativa di riferimento “NTC 2008 Circ


n617/2009” o “NTC 2018 Circ n7/2019” con la quale effettuare la verifica dei meccanismi;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 20 -


Cliccando sul pulsante Dati Struttura si accede alle seguenti voci di menu:

• Criterio di Progetto: permette di settare la distribuzione delle tensione nei cinematismi e le dimensioni
minime e massime da dare ai tiranti in fase di progettazione;
Nel contesto Muratura è possibile definire:
• Resistenza della Muratura a
Ribaltamento (Distribuzione Lineare
delle Tensioni o Infinitamente Rigida);
• Resistenza della Muratura a Flessione
Verticale (Distribuzione Lineare delle
Tensioni o Infinitamente Rigida);
• Resistenza della Muratura a Flessione
orizzontale (Distribuzione Lineare delle
Tensioni o Infinitamente Rigida);
• Tipologia di Analisi (Esegui Analisi
Lineare e Non Lineare, Esegui Solo
analisi Lineare, Esegui Solo Analisi Non
Lineare);
• Smorzamento Analisi non lineare (di
Norma pari a 8).

Nel contesto Tiranti è possibile definire:


• Base capochiave Minima [mm];
• Base capochiave Massima [mm];
• Diametro Tirante Minimo [mm];
• Diametro Tirante Massimo [mm];
• Moltiplicatore da utilizzare nel
calcolo dello sforzo nei Tiranti;
• Parete Superiore ed Inferiore ovvero
imporre in meccanismo di
ribaltamento che coinvolge dalla
parete inferiore alla parete superiore
per il calcolo del moltiplicatore
utilizzato nel calcolo dello sforzo nei
Tiranti;
• Esegui Verifica Capochiave: Settare
se eseguire o meno la verifica della
piastra del capochiave.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 21 -


• Parametri Sismici: permette di settare la l’azione sismica secondo le norme tecniche delle costruzioni
2018 e Eurocodice EC 8.
Cliccando sul pulsante Guida si accede al manuale in pdf, mentre cliccando su Informazioni su… è
possibile visualizzare le informazioni della versione del software che si sta utilizzando.

Barra dei Comandi


Nella barra dei comandi, posta al di sotto di quella del menu, sono presenti i pulsanti:

• Nuovo, Apri, Salva, Salva con nome, Importa DXF : le cui funzioni sono uguali a quelle presenti nella
barra del menù descritte sopra;

• Menù Archivi : che permette di accedere all’archivio Materiali Muratura, archivio Solai e Coperture,
archivio Tiranti e Capochiave, archivio Finestre e porte che verranno descritti nei paragrafi successivi;

• Menù Viste: che permette di gestire la visualizzazione grafica del modello: il primo pulsante consente
la visualizzazione del modello 3d, il secondo pulsante il prospetto frontale mentre l’ultimo pulsante la
sezione media laterale. Le viste 2d permettono anche di visualizzare la scala quotata nelle due
direzioni;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 22 -


Figura 13 Rappresentazione grafica del modello 3D e 2D

• Aggiungi/Rimuovi Parete: che permettono inserimento di parete nei livelli successivi o la rimozione di
determinati livelli di parete;

• Up/Down: che permettono di muoversi nei diversi livelli della parte tramite le frecce Up per passare
alla parete superiore, Down per la parete inferiore. E’ possibile, inoltre, visualizzare su che parete si
sta lavorando dalla tendina accanto che funge anche da selezionatore di parete;

• Edita Aperture/Tiranti/Ammorsamenti: che permettono inserire o rimuovere alla generica parete le


aperture, tiranti e/o eventuali pareti ortogonali di ammorsamento presenti all’interno degli archivi dei
medesimi;

• Parametri Sismici: consente di visualizzare la finestra di implementazione dei parametri sismici;

• Progetto e Verifica Cinematismi/Annulla Cinematismi: consento il calcolo dei cinematismi ed il reset


degli stessi;

Cliccando sul primo pulsante il programma, sulla base dei vincoli della parete, PRO_CINEm valuta i
possibili cinematismi; inoltre, se sono presenti dei tiranti esistenti, esegue le verifiche a punzonamento,
schiacciamento e snervamento, mentre se venga inserito un nuovo tirante il programma lo progetta
determinando le dimensioni della piastra ed il diametro della catena necessari per soddisfare le verifiche dette
sopra e per far sì che i tiranti esistenti risultino verificati. L’azione assiale sui tiranti viene ripartita tra gli stessi
in base alla propria rigidezza assiale.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 23 -


Le dimensioni del capochiave ed il diametro della catena dei tiranti nuovi calcolati dal programma,
nonché l’esito delle verifiche dei tiranti da verificare, sono visibili dopo la progettazione ed il calcolo dei
cinematismi nella Report dei Tiranti.
• Report Cinematismi/Report Tiranti: consentono di visualizzare i risultati delle analisi cinematiche
effettuate, sia per le verifiche cinematiche sia per i tiranti da progettare o verificare;

• Istogramma delle PGA: consentono di visualizzare i risultati delle analisi in termini di PGA;

• Relazione di Calcolo: consentono di generale un file .rtf con la relazione di calcolo contenente i risultati
dei cinematismi e dei tiranti;

• Salva Immagine: consente di salvare l’immagine che è presente all’interno della finestra grafica;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 24 -


Archivio Materiali Muratura
Cliccando sul pulsante Archivi si può accedere alla finestra “Materiali Muratura” che consente di
personalizzare le tipologie murarie. Sono già presenti nell’archivio le tipologie murarie definite nella Tab
C8A.2.1 della Circolare n°617/ 2009 (nel caso si utilizzi la norma NTC2008) ele tipologie murarie Tab. C8.5.I
della Circolare n°7/2019 (nel caso di utilizzi la norma NTC2018). Eventualmente è possibile modificare
l’archivio dei materiale aggiungendo (o eliminando) alcuni materiale e personalizzando le caratteristiche
meccaniche, coefficienti correttivi e livello di conoscenza.
Tramite il comando “Aggiungi” viene inserito in coda all’archivio un nuovo materiale da personalizzare;
è possibile partire da un materiale sovrascrivendo i valori copiandoli da uno dei materiali già presenti
nell’archivio. Tale operazione avviene tramite i comandi “Copia” e “Incolla”.
Si ricorda che ogni modifica deve essere confermata tramite il comando “Applica”.

Figura 14 Finestra Proprietà Meccaniche della Muratura

All’interno della finestra per la definizione della muratura sono presenti i “Parametri correttivi” che
consente di applicare i fattori di correzione riportati in Tab. C8A.2.2 della Circolare n°617/ 2009 e nella Tab
C8.5.II della Circolare n° 7/2019, selezionabili solo per le tipologie murarie che lo consentono.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 25 -


Figura 15 Coefficienti Correttivi NTC2008

Figura 16 Coefficienti Correttivi NTC2018

E’ possibile anche la personalizzazione del livello di conoscenza del materiale, la classe di esecuzione
e il tipo di materiale per la definizione del coefficiente di sicurezza che rimane sempre personalizzabile, ma il
software controlla che sia non minore di 2.0.

Archivio Solai e Coperture


Cliccando sul pulsante Archivi si può accedere alla finestra “Solai e Coperture” che consente di
personalizzare le tipologie di solai. E’ possibile definire un solaio nuovo partendo da un solaio già presente o
modificare le proprietà dei solai presenti, inserendo/modificando il valore del carico permanete strutturale G1k,
il carico permanente non strutturale G2k, il carico variabile e la categoria per l’azione variabile Qk dalla finestra
“Definizione Solaio”.
Attraverso il menu a tendina è possibile scorrere tra le diverse tipologie di solai, visualizzando nella
casella di testo sottostante i valori del carichi quali il carico permanente strutturale G 1k, il carico permanente
non strutturale G2k, il carico Variabile Qk e il coefficiente di combinazione sismica Ψ2 .

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 26 -


Figura 18 Finestra Archivio Solai

Archivio Finestre e porte


Cliccando sul pulsante Archivi si può accedere alla finestra “Finestre e Porte” che consente di
personalizzare le tipologie apertura. Attraverso il menu a tendina è possibile scorrere tra le diverse tipologie
di aperture presenti nell’archivio, visualizzando nella casella di testo sottostante, per la generica apertura, la
tipologia di apertura, la larghezza dell’apertura, l’altezza dell’apertura e l’altezza del bancale inferiore
dell’apertura.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 27 -


Figura 19 Finestra Archivio Aperture

E’ possibile creare nuove aperture o modificare quelle già presenti nell’archivio dalla finestra
“Definizione Aperture”.

Archivio Tiranti e Capochiave


Cliccando sul pulsante Archivi si può accedere alla finestra “Tiranti e Capochiave” che consente di
personalizzare i tiranti e capochiave. Attraverso il menu a tendina è possibile scorrere tra le diverse tipologie
di tiranti, visualizzando nella casella di testo sottostante, per il generico tirante, la tipologia di tirante, le
dimensioni geometriche del tirante de del capochiave e le caratteristiche meccaniche del materiale che lo
compongono.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 28 -


Figura 20 Finestra Archivio Tiranti

E’ possibile creare nuovi tiranti o modificare quelli già presenti nell’archivio dalla finestra “Definizione
Tirante ” inserendo/modificando caratteristiche meccaniche e geometriche, nonché se il tirante va progettato
o verificato.

Definizione dei dati geometrici della parete e della condizione di carico.


La modellazione della parete interessata dal cinematismo avviene tramite l’inserimento di alcuni dati
geometrici e meccanici degli elementi che la compongono. Inoltre oltre alla geometria e al materiale sulla
parete vengono inseriti i carichi gravanti su di essa.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 29 -


Figura 21: Finestra di Gestione della singola parete

Per ogni singolo piano basta inserire i dati richiesti nella finestra di gestione delle pareti. I parametri
da inserire per la singola parete sono:
• Larghezza: larghezza della parete in metri, tale grandezza viene richiesta solo per la prima parete
(quella alla base) di conseguenza tutte le altre avranno la stessa larghezza;
• Altezza: altezza della parete in metri;
• Spessore: è lo spessore della parete espresso in metri;
• Rientro: questo dato è possibile inserirlo in tutte le pareti tranne in quella di base e definisce di quanto
la parete rientra rispetto all’origine degli assi di riferimento;
• Solaio Tipo: selezionare la tipologia di solaio presente nell’archivio dei solai che definisce i valori dei
carichi utilizzati gravanti sul solaio:
− G1k: è il carico permanente a metro quadrato agente sul solaio della parete;
− G2k: è il carico permanente non strutturale a metro quadrato agente sul solaio della parete;
− Qk: è il carico accidentale a metro quadrato agente sul solaio della parete;
− psi2: è il coefficiente ψ2i di combinazione dei carichi definito in Tab. 2.5.I del DM 2008.
• Semi-lunghezza: è l’interasse del carico agente sul solaio espresso in metri;
• es2: eccentricità della reazione di appoggio del solaio rispetto alla mezzeria della parete;
• % Bidirezionalità: percentuale di carico del solaio gravante sulla parete in esame;
• orditura Solaio: l’orditura del solaio, ricordando che, nel caso si inserisce un orditura a 0° il carico del
solaio trasmette sia peso che massa, mentre se si sceglie un orditura a 90° il carico del solaio
eserciterà sulla parete solo massa;
• Proprietà Meccaniche: selezionare la tipologia di muratura dall’archivio presente che definirà il peso
specifico della parete e la resistenza di calcolo a compressione e tangenziale;

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 30 -


• Presenza di Cordolo: è possibile inoltre spuntare la presenza di un vincolo rigido in testa alla parete
(come per esempio un cordolo), in tal caso, nel calcolo dei cinematismi, per la parete, non verranno
considerati quelli di ribaltamento;

Definizione del tipo di ammorsamento della parete.


La tipologia di ammorsamento definisce la presenza di eventuali parete ortogonali alla parte
interessata al cinematismo. Tali parete, oltre a contribuire nelle analisi con il loro peso e massa, fungono anche
come possibili vincoli laterali alla parete, la cui presenza implica l’attivazione o meno di determinati
cinematismi.
Selezionata la parete e cliccato il comando “Edita Ammorsamenti” presente sulla barra dei comandi
principali comparirà sulla parte destra di PRO_CINEm la finestra per la personalizzazione delle murature
ortogonali

Figura 22 Finestra Gestione Ammorsamento

Per ogni livello, è possibile inserire la tipologia di ammorsamento che rispecchio il più possibile lo stato
della struttura, inserendo innanzitutto le dimensioni geometriche quali spessore, posizione lungo la parete,
base inferiore e inclinazione delle pareti. Su ogni parete ortogonale è possibile considerare un eventuale solaio
che gravi nel caso si ha un orditura parallela alla parete principale o nel caso si utilizza la percentuale di
Bidirezionalità.
Ulteriori dati da inserire, che interessa il cinematismo di flessione orizzontale, sono l’altezza del cuneo
(ovvero la porzione di parete interessata a tale cinematismo), spuntare se la parete è confinata o meno. Nel
caso di altezza cuneo posto pari a zero non verrano analizzato meccanismi di flessione orizzontale per il
relativo piano della parete.

Figura 23 Angolo del cuneo diagonale

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 31 -


Figura 24: Esempio di parete confinata

Nel caso in cui si verifichi la concomitanza di buon ammorsamento e parete con vincolo in testa, il
programma per quella parete, non determina alcun cinematismo. Nel caso in cui la parete trattenuta abbia
sotto di sé delle pareti non trattenuta il programma individua il cinematismo di flessione verticale multipla
ovvero che coinvolge più pareti.

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 32 -


DEFINIZIONE DELLE APERTURE.

Cliccando sul pulsante “Gestione Aperture” è possibile accedere all’inserimento delle aperture per il
generico piano evidenziato.

Figura 25 Finestra Gestione Aperture

Sulla finestra a destra è possibile, tramite i pulsanti Aggiungi/Elimina, aggiungere eventuali aperture
presenti nell’archivio delle aperture. Per ogni apertura, oltre a selezionare la tipologia di apertura, bisogna
inserire la distanza dal bordo sinistro dell’apertura al bordo sinistro dell’apertura.
Scorrendo nella lista delle apertura all’ultima posizione è possibile trovare “Apertura Generica” non
presente nell’archivio. Selezionando tale apertura è possibile creare automaticamente un apertura
completando i campi quali: posizione x iniziale, posizione x finale, altezza fascia inferiore e altezza fascia
superiore. Tale apertura generica, al salvataggio, verrà inserita nell’archivio delle aperture per essere
riutilizzata.

Figura 26: Rappresentazione grafica della distanza tra i bordi parete – apertura

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 33 -


DEFINIZIONE DELLE COPERTURE.

Nella Finestra in basso a destra è possibile inserire sulla parete delle possibili coperture. Il software
consente l’inserimento di coperture a Falda e coperture a Timpano

Figura 3 finestra gestione coperture

Nel caso dell’inserimento di una copertura a Falda

vanno inseriti i dati inerenti al solaio di copertura, ovvero, la tipologia di solaio presente nell’archivio,
la lunghezza che grava sulla parete, l’orditura, eventuali eccentricità della risultante del carico del solaio,
l’inclinazione della falda e la Spinta statica prodotta dalla falda stessa.

Mentre nel caso di inserimento di una copertura a Timpano

vanno inseriti i dati inerenti al solaio di copertura, ovvero, la tipologia di solaio presente nell’archivio,
la lunghezza che grava sulla parete, l’orditura, eventuali eccentricità della risultante del carico del solaio, la
posizione del colmo e l’altezza del colmo.

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DEFINIZIONE DEI TIRANTI

Cliccando sul pulsante “Gestione Tiranti” è possibile accedere all’inserimento delle aperture per il
generico piano evidenziato.

Figura 27 Finestra Gestione Tiranti

Sulla finestra a destra è possibile, tramite i pulsanti Aggiungi/Elimina, aggiungere eventuali tiranti
presenti nell’archivio Tiranti. Per ogni tirante, oltre a selezionare la tipologia di tirante, basta inserire la
posizione x ed y riferito al baricentro del capochiave. Il software differenzia i tiranti di colore blue come tiranti
da verificare, mentre i tiranti di colore verde saranno da progettare.

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Figura 28 Rappresentazione grafica dei tiranti modello 3D

Nel caso di tiranti da progettare, le dimensioni geometriche, dipendono dal settaggio dei valori minimi
e massimi settati nel criterio di progetto.
L’esito delle verifiche sui tiranti sopraccitate vengono riportate nll’opportuna finestra “Finestra Risultati
Tiranti”, con i risultati delle verifiche a schiacciamento, punzonamento e rottura per ogni tirante.

DEFINIZIONE DELL’AZIONE SISMICA

L’ azione sismica viene definita cliccando sul pulsante “Parametri Sismici” che richiama la finestra di
definizione dell’azione sismica in cui sono presenti 4 diverse cornici di settaggio così distinte:

• Categoria di sottosuolo: permette di definire a quale delle cinque categorie di sottosuolo, definite del
DM 2008 nella Tab. 3.2.II, appartiene quello in cui è collocato l’edificio;

• Categoria Topografica: consente di settare la categoria topografica del sito in cui è collocato l’edificio,
potendo scegliere tra le quattro opzioni previste dal DM 2008 nella Tab 3.2.IV;

• Classe d’uso della costruzione: permette di selezionare la classe d’uso dell’edificio, potendo scegliere
tra le 4 opzioni definite dal DM 2008 al paragrafo 2.4.2;

• Tipologia edificio: consente di introdurre il periodo proprio di vibrare T1, il coefficiente di partecipazione
modale γ definito sopra, il fattore di struttura q, la vita nominale Vn. I primi due, possono essere calcolati
automaticamente dal programma inserendo lo spunto rispettivamente su T1 Auto e γ Auto, spuntando
il primo, la casella di T1 viene disabilitata e si può soltanto leggere il valore che calcola il programma
quindi inserendo nella casella di H, ovvero dell’altezza dell’edificio il corrispondente valore il periodo
viene calcolato attraverso la formula 7.3.5 del DM 2008:
3
T1 = C1H 4

Manuale PRO_CINEm Capitolo 4 pag. - 36 -


dove C1 viene posto pari a 0.05 come indicato al 7.3.3.2.
Nel caso in cui non si spunti l’opzione T1 Auto, la casella di T1 è editabile e si può inserire un valore
a scelta espresso in secondi.
Analogamente per il fattore γ, spuntando l’opzione γ Auto, la casella di γ non è editabile ed il suo
valore viene calcolato automaticamente dal programma inserendo il numero di piani dell’edificio nella casella
N° piani, applicando la formula presente al paragrafo C8A.4.2.3 della Circolare 617 del 2009:
3N
=
2N + 1
dove N corrisponde al numero di piani.
Togliendo lo spunto da γ Auto, la casella di γ diventa editabile ed è quindi possibile inserire un valore
opportuno. Il valore del fattore di struttura q e della vita nominale VN possono essere inseriti direttamente
attraverso le corrispondenti caselle.
Per scegliere la zona sismica in cui è collocata la struttura bisogna cliccare sul pulsante
“Imposta/Modifica pericolosità”, comparirà quindi la finestra di settaggio della zona sismica che attraverso il
menu a tendina permette di rintracciare il comune del sito ed i conseguenti parametri sismici: ag, F0, Tc*,PVr,
TR in funzione dei diversi stati limite.

Figura 4 Gestione parametri sismici

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Figura 30 Valutazione della pericolosità sismica

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CAPITOLO 5
ESECUZIONE DELL’ANALISI E DEI RISULTATI

Il calcolo dei cinematismi avviene cliccando sul tasto “Progetto e verifica dei tiranti e Cinematismi”. Il
software calcola in automatico i possibili cinematismi in base ai vincoli presenti sulla parete: nel caso in cui
non siano presenti tiranti o pareti trattenute i cinematismi calcolati sono quelli di ribaltamento, se sono presenti
tiranti il software verifica se i tiranti sono efficaci ovvero se sono in grado di soddisfare le verifiche descritte
sopra e in caso affermativo introduce i meccanismi di flessione verticale oltre a quelli di ribaltamento viceversa
i meccanismi di flessione verticale non vengono calcolati, ma viene comunque tenuta in conto la presenza dei
tiranti (entro i limiti possibili) nei meccanismi di ribaltamento.
Le pareti con buon ammorsamento vengono considerate soggette solo a meccanismi di ribaltamento
e flessione orizzontale poiché il buon collegamento con le pareti ortogonali impedisce i cinematismi di flessione
verticale.
I cinematismi individuati dal software vengono riportati nella finestra “Report Cinematismi” che
compare cliccando su tale pulsante. Allo stesso modo i risultati di tiranti da progettare o verificare, qual ora
siano presenti, sono riportati nella finestra “Report Tiranti” consultabile cliccando su tale pulsante.

Figura 31 Finestra dei dettagli del cinematismo

Nella finestra report dei cinematismi è possibile visualizzare il coefficiente di sicurezza per le verifiche
allo SLD ed allo SLV per l’analisi cinematica lineare e allo SLV per l’analisi cinematica non lineare. Inoltre è
possibile visualizzare il cinematismo 3D nella finestra posta a destra mentre nella finestra posta a sinistra è
riportato il grafico in cui si riporta la curva di domanda in spostamento, quella di capacità e l’intercetta che
identifica sulle ascisse la domanda di spostamento (tale rappresentazione è relativa solamente allo
spostamento per cinematismo a quota zero).

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Figura 32 finestra coefficienti del cinematismo

Tramite il pulsante “Visualizza Risultati cinematismo”, inoltre è possibile visualizzare tutti i Parametri
di verifica del cinematismo. Ovvero nella cornice “Analisi Cinematica Lineare”:
• Moltiplicatore di collasso dei carichi orizzontali: è il moltiplicatore di collasso ei carichi orizzontali che
attiva il cinematismo, ottenuto come risultato dell’analisi limite
• Massa partecipante: valore della massa partecipante espresso in kN ottenuto applicando la formula
C8A.4.3 della Circolare 617 del 2009
• Frazione di massa partecipante al meccanismo: valore della frazione di massa partecipante ottenuto
applicando la formula descritta al paragrafo C8A.4.2.2 della Circolare 617 del 2009
• Primo modo di vibrare della struttura normalizzato ad 1 Ψ: primo modo di vibrazione nella direzione
considerata normalizzato ad 1 in sommità dell’edificio.
• Accelerazione spettrale di attivazione del cinematismo: valore dell’accelerazione spettrale a meno
dell’accelerazione g, ottenuto applicando la formula C8A.4.4 della Circolare 617 del 2009
• l’accelerazione di confronto per la verifica allo Stato limite di danno con analisi cinematica lineare
(Verifica SLD) ottenuta applicando la formula C8A.4.7 e C8A.4.8 (nel caso in cui il cinematismo sia
a quota maggiore di 0 l’accelerazione spettrale di attivazione del cinematismo viene confrontata con
entrambi) della Circolare 617 del 2009 e quelle relative allo Stato limite di salvaguardia della vita
(Verifica SLV): C8A.4.9 e C8A.4.10, per ciascuna viene riportato nella rispettiva cornice l’esito di
verifica.

Nella cornice “Analisi Cinematica Non Lineare”, vengono riportati:


• Ts*: periodo secante calcolato con la formula riportata al paragrafo C8A.4.23 della Circolare 617 del
2009
• du*: capacità di spostamento ottenuta dall’analisi cinematica non lineare
• Quota CP [m]: quota rispetto al sistema di riferimento globale del punto di controllo per lo spostamento.
• SDE [m]: domanda di spostamento nel caso di cinematismo a quota zero
• SDE AMP [m]: domanda di spostamento a quota sopraelevata

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Figura 33 Finestra dei dettagli Tiranti

Nella finestra del “Report Tiranti” è possibile visualizzare i risultati delle analisi per i tiranti sia da
verificare che da progettare. Nella cornice per i tiranti da verificare, per ogni tirante, è riportato lo sforzo a cui
è soggetto, il coefficiente di sicurezza nei riguardi delle verifiche a Schiacciamento, Punzonamento e
Snervamento e lo stato di verifica del tirante. La singola verifica risulta soddisfatta se il coefficiente risulta
minore o uguale all’unità. Se la singola verifica risulta soddisfatta il coefficiente sarà di colore blue nel caso
contrario di colore rosso.

Nella cornice per i tiranti da verificare, per ogni tirante, è riportato lo sforzo a cui è soggetto, le
dimensioni di base ed altezza del capochiave e le dimensioni del diametro. Se le dimensioni di capochiave e
tirante non superano le dimensioni massime riportate nei Criteri di progetto avranno un colore blue, mentre
nel caso risultano essere maggiori in tabella viene riportato il valore massimo del criterio, ma avrà un colore
rosso.

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