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Settimanale di Preghiera Domenica 7 febbraio 2021 5^sett.

Tempo ordinario
Anno XXIII n. 976

Non di solo Pane


Apostolato
della preghiera
Non permettere mai che qualcuno venga a te
e vada via senza essere migliore e più contento.
Sii l'espressione della bontà di Dio.
Bontà sul tuo volto e nei tuoi occhi,
bontà nel tuo sorriso e nel tuo saluto.
Febbraio Ai bambini, ai poveri e a tutti coloro
Primo venerdì che soffrono nella carne e nello spirito
05/02
offri un sorriso gioioso.
Dai a loro non solo le tue cure, ma anche il tuo cuore.
(Santa Teresa di Calcutta)

Il cammino dell’uomo
“Dove sei?” . Ogni volta che Dio pone una domanda Ed è proprio in questa situazione che lo coglie
di questo genere non è perché l’uomo gli faccia co- la domanda di Dio: vuole turbare l’uomo, di-
noscere qualcosa che lui ancora ignora: vuole invece struggere il suo congegno di nascondimento,
provocare nell’uomo una reazione suscitabile per fargli vedere dove lo ha condotto una strada
l’appunto solo attraverso una simile domanda, a con- sbagliata, far nascere in lui un ardente deside-
dizione che questa colpisca al cuore l’uomo e che rio di venirne fuori. A questo punto tutto di-
l’uomo da essa si lasci colpire al cuore. pende dal fatto che l’uomo si ponga o no la
Adamo si nasconde per non dover rendere conto, domanda. Indubbiamente, quando questa do-
manda dovesse giungere all’orecchio, a chiun-
per sfuggire alla responsabilità della propria vita. Così que “il cuore tremerà”. Ma il congegno gli per-
si nasconde ogni uomo, perché ogni uomo è Adamo mette ugualmente di restare padrone anche di
e nella situazione di Adamo. Per sfuggire alla respon- questa emozione del cuore. La voce infatti non
sabilità della vita che si è vissuta, l’esistenza viene tra- giunge durante una tempesta che mette in pe-
sformata in un congegno di nascondimento. Proprio ricolo la vita dell’uomo; è “la voce di un silenzio
nascondendosi così e persistendo sempre in questo simile a un soffio” (1Re 19,12) ed è facile soffo-
nascondimento “davanti al volto di Dio”, l’uomo scivola carla. Finchè questo avviene la vita dell’uomo
sempre, e sempre più profondamente, nella falsità. Si non può diventare cammino. Per quanto ampio
crea in tal modo una nuova situazione che, di giorno sia il successo e il godimento di un uomo, per
in giorno e di nascondimento in nascondimento, di- quanto vasto sia il suo potere e colossale la sua
venta sempre più problematica. E’ una situazione opera, la sua vita resta priva di un cammino,
caratterizzabile con estrema precisione: l’uomo non finchè egli non affronta la voce. Adamo af-
può sfuggire all’occhio di Dio ma, cercando di na- fronta la voce, riconosce di essere in trappola
scondersi a lui, si nasconde a se stesso. Anche dentro e confessa: “Mi sono nascosto”. Qui inizia il cam-
di se conserva certo qualcosa che lo cerca, ma a que- mino dell’uomo. (M. Buber, Il cammino
sto qualcosa rende sempre più difficile il trovarlo. dell’uomo.)

Non di solo pane 5^ settimana tempo ordinario - Numero 976 pagina 2


I santi del giorno: San Riccardo, re; beata Anna
Maria Adorni, fondatrice.

“Chi spreca il suo tempo deruba sé stesso.”


Domenica
Febbraio
Tempo ordinario
7
TO

Parola di Dio Il Santo del giorno: san Pio IX


in briciole La bontà del cuore, l'umanità nei rapporti e la profonda spiritualità
non contraddicono il rispetto per i ruoli e le responsabilità, ma anzi
lo motivano. Ed è in questa chiave che va letta la vita intera di Gio-
vanni Maria Mastai Ferretti, divenuto poi papa Pio IX dal 1846 al
Una speranza che va oltre il 1878. Al centro della sua opera ci fu l'amore per l'Eucaristia e la
dolore
devozione mariana, accompagnate dalla capacità di entrare in rela-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
zione con le persone. Era nato a Senigallia nel 1792 ed era diventa-
“…..Ricordati che un soffio è la mia to sacerdote nel 1819 a Roma. Nel 1827 venne nominato arcive-
vita…...” (Gb 7,1-4.6-7)
scovo di Spoleto e poi a Imola nel 1832; nel 1840 divenne cardina-
Giobbe condensa in poche ri- le. Si trovò a guidare la Chiesa in un periodo storico e culturale agi-
ghe la condizione di profondo tato che affrontò con il massimo rispetto del suo ruolo e dell'eredi-
dolore in cui versa e che inve- tà spirituale affidatagli. A lui si deve la definizione del dogma
ste i diversi ambiti della sua vita:
dolore di un corpo sfinito e do- dell'Immacolata e la celebrazione del Concilio Vaticano I.
lore anche per la solitudine e
per il non essere capito. Nella
Bibbia non esiste un vocabolo
che distingue il dolore dalla sof- Vangelo Mc 1,29-39
ferenza: ogni male è sofferenza.
Nel male è facile ripiegarsi su se In quel tempo, Gesù, uscito dalla
stessi vivendo anche la con- sinagoga, subito andò nella casa di
traddizione da un lato di avver- Simone e Andrea, in compagnia
tire un tempo che sembra non di Giacomo e Giovanni. La suo-
passare mai, e dall’altro un tem- cera di Simone era a letto con la
po che passa tropo in fretta, febbre e subito gli parlarono di
accelerando la fine dei propri
giorni. E’ la condizione di tanti
lei. Egli si avvicinò e la fece alzare
che si trovano in una vera e prendendola per mano; la febbre
propria “notte dell’anima”. Ep- la lasciò ed ella li serviva. Venuta
pure, nonostante il pessimismo la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli
in cui lamenta il proprio dolore, indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti
Giobbe lancia un’invocazione che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non
che, come in tanti salmi della permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al matti-
Bibbia, si apre a una speranza no presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un
che va oltre il dolore:
“Ricordati!”. Giobbe esce da se luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si
stesso e dal suo dolore rivolgen- misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cerca-
dosi a Dio con un’esclamazione, no!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, per-
un’invocazione che troverà la ché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò
risposta piena in Gesù venuto a per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i
guarire e sanare ogni dolore e demòni.
tutto lo spirito del male.

Non di solo pane 5^ settimana tempo ordinario - Numero 976 pagina 3


“I miracoli, la predicazione, la preghiera ….” meditazione curata da don Luciano

Egli domanda a Dio: Per- contrassegnano la missione


ché? E in dialogo con Dio, di Cristo. Il miracolo vince
non intende eliminare il do- l’infer mità e mostra
lore, ma cerca il modo di l’imminenza di un mondo
attraversarlo nella fede. nuovo redento; la predica-
zione proclama il regno di
Paolo è così preso dal Van-
Dio e il tempo della salvez-
gelo di Cristo che sente in
za; nella preghiera Gesù uo-
sé l’impulso e il dovere di
mo esprime e matura la co-
predicarlo. E’ una sua mis-
scienza e l’accoglienza della
sione compiuta con rinunzia
«Andiamocene altrove, nei vil- volontà del Padre.
deliberata a qualsiasi ricom-
laggi vicini, perché io predichi pensa: al di fuori dal vange-
anche là; per questo infatti sono
lo non conta nulla per lui.
venuto!». E andò per tutta la
Galilea, predicando nelle loro Così dovrebbe essere per
sinagoghe e scacciando i demòni. chiunque abbia capito il Si-
gnore.
Giobbe è il simbolo di ogni Marco, nel brano evangeli-
persona che soffre. co, afferma che i miracoli, la
predicazione, la preghiera

Contemplo: Fammi capace di attendere


Preghiamo la
Parola
Ho tanta paura di non saper atten- già tolti, ma forse quelli che mi im-
dere la venuta del Signore. Temo pediscono di più li ho ancora vicini.
Signore, tendi che quando lui arriva io sia voltato Forse sono più attaccato di quello
l’orecchio, rispondi- dall’altra parte e tenga il broncio. che sembra. Come il bambino a cin-
mi, perché io sono Basta poco a rabbuiare l’atmosfera: que anni che è disposto a dare tutti i
povero e misero. una malattia dolorosa, un colpo un giocattoli in carità meno il trenino
po’ brusco, una speranza che scom- perché vi è più attaccato. Se ci fosse
Custodiscimi, per-
pare e l’incontro con Dio può esse- in me qualche trenino fammelo sco-
ché sono fedele; tu, re avvelenato. Fa che ti sappia at- prire. Che io non muoia con gli oc-
Dio mio, salva il tuo tendere in qualsiasi ora della notte, chi storti o con il broncio al Padre.
servo, che in te si che non pretenda di vederti o sen-
confida. tirti in anticipo, ma che io sia sem- (Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
pre preparato. Che io sappia far po- ni Antonioli)
(Salmo 86,1-2)
sto alla tua venuta!
Che io soprattutto non cessi di a-
marti quando mi toglierai questi
giocatoli dalla terra. Molti me li hai

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 4


I Santi del giorno: Sant'Onorato di Milano, ve-
scovo; santa Giuseppina Bakhita, vergine.

“Tutti gli uomini commettono errori, ma un uomo


saggio si arrende quando capisce di avere sbagliato e
ripara l’errore. L’unico crimine è
Lunedì
Febbraio
Tempo Ordinario
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l’orgoglio.” (Sofocle)
TO
Il santo del giorno: san Girolamo Emiliani
Parola di Dio
in briciole Il nostro destino lo costruiamo giorno dopo giorno, mettendo le
nostre energie a servizio di ciò che siamo chiamati a essere: su
questa strada, però, è necessario avere buoni maestri e guide. San
Girolamo Emiliani aveva ben compreso l'importanza di tutto ciò e
anche per questo diede vita alla congregazione dei Padri Soma-
La creazione attorno a noi schi, che si dedicasse all'istruzione dei giovani. Ecco perché dal
Pagina curata da Don Luciano V. M. 1928 egli è patrono degli orfani e della gioventù abbandonata. Era
nato a Venezia, dalla nobile famiglia del Miani, nel 1496 e fino al
“....in principio Dio creò il cielo e la ter- 1528 aveva servito la Repubblica da militare e poi governatore a
ra.....” Quero. Ma già nel 1511 durante un periodo di prigionia aveva ri-
(Gen 1,1-19) scoperto la fede e la sua vita aveva cominciato a cambiare: la peste
del 1528 lo vide in prima linea al servizio dei malati. Nel 1531 ri-
Il racconto della creazione del
nunciò alla sua condizione di nobile e si dedicò all'istruzione dei
mondo contenuto nella Genesi ragazzi. Nel 1534, infine, a Somasca fondò il nucleo della sua con-
ci dà un messaggio fondamen- gregazione religiosa che piano piano crebbe in tutto il Nord Italia.
tale: Dio è il creatore di tutto Morì nel 1538.
ciò che esiste e, quindi tutto
ciò che esiste, provenendo da
lui, non può che essere buono.
La parola che Dio pronuncia
chiama all’esistenza ciò che Vangelo Mc 6,53-
non esisteva prima e il potere 56
di questa parola è tale che essa,
creando, dà contemporanea- In quel tempo, Gesù
mente armonia. Ecco la ragio- e i suoi discepoli,
ne per cui il mondo per se compiuta la traversa-
stesso è buono, solido, aperto
ta fino a terra, giun-
alla speranza e al futuro. La
creazione così come l’ha pen- sero a Gennèsaret e
sata Dio è un insieme armoni- approdarono. Scesi
co e ordinato nel quale ogni dalla barca, la gente
creatura animata e inanimata subito lo riconobbe
ha il suo posto. Dio ama tutto e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portar-
ciò che ha creato e lo porta
giorno dopo giorno a compi-
gli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovas-
mento. Quando siamo tristi e se. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, depo-
scoraggiati guardiamo la crea- nevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter tocca-
zione attorno a noi: essa ci dirà re almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano
della fedeltà di Dio. venivano salvati.

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 5


“Colui che tocca i cuori …”a cura di don Luciano Vitton Mea-Parroco di Bovegno

Gesù accetta il fatto dosi con affetto e tene-


che l’uomo si rivolga a rezza a tutti coloro che
lui quando si trova in hanno bisogno e chiedo-
stato di bisogno. no di essere guariti.
Questa è, più p meno, E, proprio sfruttando
anche la nostra esperien- l’occasione, raggiunge
za: siamo spinti a incon- tutti non solo guarendo
trare Gesù non da un il fisico, ma soprattutto
puro desiderio di relazio- toccando e risanando i
“….e quanti lo toccavano ne amicale, ma fonda- cuori con il suo messag-
venivano salvati.” mentalmente dal bisogno gio d’amore.
di trovare una soluzione
La gente che accorre alla nostra situazione di
da Gesù è motivata a precarietà.
questo dai bisogni e dalle E Gesù non si fa desi-
necessità dettati dalla derare, non fa il prezio-
sofferenza e dalla malat- so; al contrario, si lascia
tia propria od altrui. trovare e toccare, offren-

Contemplo: Ci sei e non parli


Preghiamo la
Parola
Sono mortificato pensando al dalla sensibilità naturale. Oh po-
Signore, donaci di contadino del curato d’Ars che tessi anch’io avere questo dono!
riconoscere nella no-
stra storia personale stava davanti al Santissimo per Quante volte ho intrattenuto la
la chiamata fonda- ore e ore e lo guardava come se si gente su questi motivi di preghie-
mentale della vita, parlassero. Io mi stanco subito e ra! Dovevano pregare per cinque
quella alla santità. mi pesano questi silenzi. Ho un ragioni, dovevano mettersi in gi-
Donaci di poterti ri- bel dirmi che Egli è là, che mi nocchio per due motivi. Da qui
spondere positiva-
mente, con prontez- parla, che mi ascolta, però non doveva scaturire il colloquio con
za, generosità e fedel- sento nulla e vengo distratto da Dio.
tà, dando testimo- tutto quello che mi capita. Mi
(Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
nianza del tuo amore vergogno di non sapermi intratte- ni Antonioli)
misericordioso. nere con Dio, Eppure la pietà che
dona il gusto alla preghiera è un
dono del cielo oppure scaturisce

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Apollonia, vergine e martire
(III sec.); san Marone, eremita.

“Chi perde la sua individualità perde tutto”.


Martedì
Febbraio
Tempo Ordinario
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TO
Il santo del giorno: san Sabino di Canosa
Parola di Dio Uomo di dialogo tra Oriente ed Occidente, instancabile e-
in briciole vangelizzatore, costruttore e restauratore di edifici di culto,
come si legge in un testo anonimo del IX secolo, "pastore
mite e largo nella carità". È questo il profilo di san Sabino di
Canosa, vescovo della città pugliese tra il 514 e il 566, co-
patrono di Bari e di altre città dell'Italia del Sud. Nato forse
Dio si rispecchia nell’uomo nel 461, era amico di san Benedetto da Norcia, che incontra-
va con una certa periodicità a Montecassino, come racconta
Pagina curata da Don Luciano V. M. papa san Gregorio Magno nei suoi "Dialoghi"; partecipò al
“…facciamo l’uomo a nostra immagine,
Concilio di Costantinopoli del 525, al Sinodo Romano del
s e c o n do l a no st r a so m ig l i a n - 531 e, ancora a Costantinopoli con papa Agapito nel 536.
za…....” (Gen 1,20-2,4a) "Missioni" per le quali era stato scelto grazie alla profondità
della sua preparazione teologica e alla sua saggezza; si tratta-
Il racconto della creazione è va, infatti, di combattere l'eresia monofisita sostenuta dal
pervaso da un profondo senso patriarca Antimo.
di armonia: ogni cosa e ogni
essere vivente sono al loro po-
sto e sono creati per la bellezza
e per la bontà. Tutto ci viene Vangelo: Mc 7,1-13
presentato come un immenso In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni
scenario dove Dio, finalmente, degli scribi, venuti da Gerusalemme. Avendo visto che alcuni
pone colui che è il vertice e il dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non
lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si
punto di arrivo di tutta la crea- sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione
zione: l’uomo. Nella creazione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza a-
l’uomo riveste un ruolo del ver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradi-
tutto particolare: egli viene cre- zione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di ra-
ato a immagine e somiglianza me e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i
tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli
di Dio, cioè nell’uomo Dio si antichi, ma prendono cibo con mani impure?». Ed egli rispose
rispecchia come nessun’altra loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
sua creatura e tutto ciò che è “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lon-
stato creato è per lui e in vista tano da me. Invano mi rendono culto, insegnando dottrine che
di lui. Va sottolineata poi sono precetti di uomini”. Trascurando il comandamento di
Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». E diceva loro:
l’importanza del settimo gior- «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per
no: è il giorno nel quale Dio ha osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo
dato uno sguardo d’insieme padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia
all’opera della creazione e si è messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o
compiaciuto di essa, gioendo alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a
Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la ma-
con essa; nel settimo giorno, dre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete
quindi, anche il riposo per tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
l’uomo diviene opera divina e
benedetta dal Creatore.

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 7


“Una fede che deve avere il nostro cuore…” a cura di don Luciano

che deve avere la nostra Padre.


mente, una fede che
Questo ci viene richiesto
pensa; una fede che deve
ricordandoci di avere gli
avere il nostro cuore, u-
stessi pensieri di Dio, in-
na fede che ama!
vitandoci ad amare e a
Una fede che prende la servire gli uni e gli altri,
forma delle scelte con- percorrendo le stesse vie
crete e che si manifesta che lui ha percorso.
Oggi Gesù ci chiama a nelle nostre opere.
riconoscere che la fede
che ci viene chiesta di Gesù ci chiede questa
professare è una fede fede concreta e autenti-
che deve aver contatto ca.
con la vita quotidiana, Anche il nostro agire,
deve avere le nostre ma- anche il nostro pensare,
ni e i nostri piedi, una anche il nostro amare,
fede che agisce; una fede diventano preghiera al

Preghiamo la Contemplo: Come faccio a credere?


Parola Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)

Se guardiamo il cie- Quando voglio portare la fede tutto ciò che proponeva. Quando
lo, opera delle tue agli altri mi domando come fac- ci si mette nei panni di un adulto
dita, Padre, chi sia-
mo noi perché tu te cio a credere io. In realtà mi sono che vuole avvicinarsi alla fede, la
ne prenda cura? Ep- trovato nella fede avuta in regalo prima volta, si sentono le enormi
pure tutto è per noi, dalla mia famiglia e dalla chiesa. difficoltà che deve superare. Ogni
e noi siamo tuoi.
Tanto da avere le Non ho mai risolto le difficoltà persona ha il suo baratro da vali-
stesse ali del tuo Fi- dei dogmi perché erano sviluppa- care e per tutti è necessario un
glio, la sua stessa ti in me come una pianticella in miracolo. Non ci sono mai ragio-
vita di unione con
te e di amore. Ma il bottiglia. Ecco perché non ho il ni sufficienti per credere come
male ci insidia, e mezzo adatto ad intuire le diffi- non c’è un metodo per condurre
combatterlo chiede coltà dei lontani e di quelli che si alla fede. Non fanno peccato
una sofferenza
grande: fa’ che noti avvicinavano alla fede da adulti. quelli che non hanno mai creduto
smettiamo di volare Gli stessi nostri fedeli erano ar- come non hanno alcun merito
più in alto di ogni denti nella fede, non perché svi- quelli che hanno sempre creduto.
dolore.
scerassero i dogmi, ma perché
(Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
amavano la chiesa e credevano a ni Antonioli)

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 8


San Silvano di Terracina, ve-
Santi del giorno:
scovo; santa Scolastica, vergine.

“Ama la vita più della sua logica, solo allora


Mercoledì
Febbraio
10
ne capirai il senso.” (Fëdor Dostoevskij) Tempo ordinario

TO
Il santo del giorno: san Alojzije Viktor Stepinac
Parola di Dio
Non fu una mano violenta ad abbattersi sul cardinale A-
in briciole lojzije Viktor Stepinac, arcivescovo di Zagabria, ma una
dolorosa e lunga malattia. Eppure il porporato è venerato
come martire: il morbo, che nel 1960 ridusse al silenzio la
sua voce sempre pronta a difendere le minoranze e i per-
seguitati di qualsiasi regime, infatti, fu contratto durante
La piena conoscenza del una prigionia voluta da un governo repressivo e anticri-
bene e del male stiano. Stepinac era nato nel 1898, combatté sul fronte
Pagina curata da Don Luciano V. italiano nella Prima Guerra mondiale; tornato in patria
M. riprese gli studi verso il sacerdozio nel 1924, anno in cui
si trasferì a Roma. Ordinato prete nel 1930, quattro anni
“...tu potrai mangiare di tutti gli alberi dopo era vescovo coadiutore di Zagabria, di cui divenne
ma dell’albero della conoscenza del bene
arcivescovo nel 1937. Già inviso al regime di Ante Pave-
e del male non devi mangiare….-
lic, all'avvento di Tito e dei comunisti nel 1945 fu prima
….” (Gen 2,4b-9.15-17)
imprigionato fino al 1951 e poi costretto al confino.
Tutto quello che Dio ha creato
è per l’uomo, che è quindi “il
signore” della creazione. Ma,
nonostante questo straordina- Vangelo Mc 7.14-23
rio privilegio, l’uomo deve
sempre ricordare che è una In quel tempo, chiamata di
creatura e che ci sono delle nuovo la folla, diceva loro:
«Ascoltatemi tutti e com-
prerogative che sono solo del
prendete bene! Non c'è nulla
Creatore. Solo a Dio, infatti,
fuori dell'uomo che, entran-
compete la piena conoscenza do in lui, possa renderlo im-
del bene e del male. Per questo puro. Ma sono le cose che
all’uomo è proibito mangiare escono dall'uomo a renderlo
di quell’albero: deve rispettare impuro». Quando entrò in
la sua posizione “subalterna” una casa, lontano dalla folla, i
rispetto a Dio e non può farsi suoi discepoli lo interrogava-
come lui. Proprio questo sarà no sulla parabola. E disse
il peccato originale: la pretesa loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite
dell’uomo di poter fare a meno che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può renderlo
di Dio e di stabilire ciò che è impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella
bene e ciò che è male. Ma, co- fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che
me ci rivela il libro della Gene- esce dall'uomo è quello che rende impuro l'uomo. Dal di dentro
si, questa decisione insensata, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: im-
porterà nella storia personale purità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolu-
di ogni uomo e dell’intera u- tezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose catti-
manità, conseguenze nefaste. ve vengono fuori dall'interno e rendono impuro l'uomo».

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 9


“Occorre lo sguardo di Gesù…...” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

Gesù inaugura la religione di purificare la sorgente;


del cuore. Non c’è più il da soli non ce la facciamo,
puro e l’impuro. Ogni re- semplicemente guardan-
altà vivente è pura. Il cie- doci addosso, con la pre-
lo, la terra, ogni specie di sunzione di conoscerci.
cibo, il corpo dell’uomo Dobbiamo ripartire da
sono puri. Cristo: lasciare che i suoi
Solo il cuore dell’uomo è tratti di umanità luminosa
capace di rendere pure o e realizzata evangelizzino
impure le cose, di farle le nostre zone di durezza
risplendere o di sporcarle. e di egoismo.
«Ascoltatemi tutti e compren- La purezza o la contami- E’ più facile lavare le mani
dete bene! Non c'è nulla fuori nazione si decidono in che lavare le motivazioni;
dell'uomo che, entrando in lui, quel cuore così prezioso per questo occorre lo
possa renderlo impuro. Ma ma così fragile, abitato an- sguardo di Gesù.
sono le cose che escono dall'uo- che dal male.
mo a renderlo impuro». Per questo c’è bisogno di
una formazione del cuore,

Contemplo: La vera bellezza


Preghiamo la
Parola
Quand’ero studente mi fermavo a artistico e duri anche di più. Come
Padre, Tu che scegli i considerare come i fiori più belli e è insensato fare la raccolta di cose
piccoli e i poveri, Tu
che a loro riveli i mi- profumati, dopo qualche giorno terrene, presto o tardi imputridi-
steri del tuo regno, che stavano nei vasi puzzavano scono o vengono rubate, mentre
aiutami a camminare fino alla nausea. Mi pareva impos- un atto buono rimane in eterno.
sulle vie dell’umiltà e sibile che tanto profumo e tanta Com’è amara la situazione del
della semplicità. Vo- bellezza si tramutasse in cose così contadino evangelico che si sente
glio imitare Gesù u-
mile e mite di cuore e ripugnanti. Allora veramente con- ritirare la vita la notte stessa delle
farmi come Lui servo sideravo come la natura è destinata sue migliori conquiste. Con gli atti
dei miei fratelli. Crea a passare e che è impossibile eter- di virtù si entra nella primavera
in me un cuore docile nare l’attimo della sua bellezza. Più eterna. La virtù è un fico che fa
alla tua Parola e capa-
ce di gioire per le tardi sono risalito al soprannatura- sempre frutti.
tracce di bene ovun- le e mi sono accorto di come un
(Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
que presenti. atto di virtù, sebbene umile e na- ni Antonioli)
scosto, brilli di più di un oggetto

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 10


Santi del giorno: Santa Sotere, vergine e
martire (II-III sec.); san Gregorio II, papa.

“Ildebole non può mai perdonare. Il perdono è


Giovedì
Febbraio
Tempo Ordinario
11
un attributo dei forti.” (Mahatma Gandhi)
TO

Beata Vergine Maria di Lourdes


Parola di Dio La misericordia di Dio "guarisce" l'uomo dalle sue ferite più
in briciole profonde, tocca il suo cuore e lo rende "puro": è questo il
grande messaggio di speranza che viene da Lourdes. Lì, ai
piedi dei Pirenei, in una grotta sulla riva del fiume Gave la
Madonna apparve a una giovane semplice, delicata, cagione-
vole di salute, figlia di una famiglia poverissima. L'11 febbra-
La creazione della donna io 1858 a Bernadette Soubirous si mostrò una "signora"
Pagina curata da Don Luciano V. M. molto bella, vestita di bianco, davanti alla quale la ragazza,
non sapendo che fare, iniziò a pregare il Rosario. La Vergine
“…non è bene che l’uomo sia solo: voglio si mostrò ancora 17 volte fino al 16 luglio. A febbraio sgorgò
fargli un aiuto che gli corrisponda...” la famosa sorgente d'acqua prima inesistente. Il 25 marzo la
donna si presentò come l'Immacolata Concezione: la procla-
(Gen 2,18-25) mazione del dogma risaliva a quattro anni prima. Penitenza e
preghiera: secondo la veggente questo è il cuore del messag-
L’uomo è “signore” del creato, gio della Madonna.
ma è solo. Può esercitare un
potere nei confronti delle altre
creature, ma non trova in esse
un aiuto che lo completi e che
lo liberi da quella solitudine.
Vangelo Mc 7,24-30
Ecco allora la descrizione della In quel tempo, Gesù andò nella
creazione della donna a partire regione di Tiro. Entrato in una
dalla costola dell’uomo, per casa, non voleva che alcuno lo
esprimere attraverso un lin- sapesse, ma non poté restare
guaggio simbolico, l’idea che nascosto. Una donna, la cui fi-
all’uomo manca qualcosa e
che può dirsi pienamente rea- glioletta era posseduta da uno
lizzato solo quando si ricon- spirito impuro, appena seppe di
giunge a quella parte mancan- lui, andò e si gettò ai suoi piedi.
te.E’ un’immagine “fantasiosa” Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
ma estremamente efficace at- Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed
traverso la quale l’autore bibli- egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, per-
co vuole farci capire perché
ché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai ca-
l’attrazione tra un uomo e una
donna è così forte da vincere gnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sot-
persino il legame del sangue e to la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse:
spingere i due ad abbandonare «Per questa tua parola, va': il demonio è uscito da tua fi-
le famiglie di origine per costi- glia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul let-
tuire una comunità d’amore to e il demonio se n'era andato.
così forte da renderli un’unica
carne.

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 11


“Un’unica casa, un’unica tavola ....” pagina curata da Don Luciano
Così cresce, oltre che in tratta di un allargamento
età, sapienza e grazia, di orizzonte.
nella comprensione di sé Una fioritura; una matu-
e della sua missione. razione, appunto.
Il Signore ascolta la sof- Che profuma di un’unica
ferenza che muove la casa, un’unica tavola at-
donna, se ne lascia inter- torno alla quale c’è posto
pellare; a tal punto da far per tutti, cani e figli.
maturare la tradizionale
L’incontro con una don- visione teologica di storia
na straniera fa maturare della salvezza in una con-
Gesù. Proprio così: Ge- creta e umanissima sal-
sù non nasce “già impa- vezza delle storie. Storie
rato”, impara ad essere che reclamano senso.
uomo, e ad esserlo da Non è che Gesù cambi
Dio, incontrando vite e idea, si penta di quello
volti. che ha detto e fatto: si

Preghiamo la
Contemplo: Che non sia mai separato da te
Parola

Signore Gesù, noi Dopo ciò che è avvenuto gari rendendo più difficile il
ti preghiamo: fa’ nell’Incarnazione io non posso cammino, mettendo un freno
che impariamo a pensarmi lontano da te. Tu sei alle mie gambe, tagliando le mie
ridurre le nostre sceso dal tuo trono di grandezza ali, rendendo precaria la mia sa-
pretese verso un e di potenza per venire fino a lute. Tutto sono disposto a do-
Dio taumaturgo e
risolutore, come me, sarei imperdonabile se non nare purchè rimanga con te. Io
verso gli altri da cui facessi tesoro di questa vicinan- ho avuto il coraggio di rappre-
ci sentiamo dipen- za. Con l’Eucaristia hai voluto sentarti, ma guai se alla fine tu ti
denti, delusi e tradi- rendere ancora più sensibile que- ritirassi da me.
ti. Fa’ che imparia- sta vicinanza, ma spesso gli uo-
mo a ricondurre a (Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
te l’unico bisogno mini camminano con te come se ni Antonioli)
che ci brucia e ci fossi straniero. Con te io sono
affanna: poterci fi- vicino alla sorgente, con te ho il
nalmente riposare pane della vita, con te io non
nel tuo amore. posso smarrire la via, con te io
ho garantita la meta. Trattienimi
con te usando ogni mezzo; ma-

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 12


Il santo del giorno: San Damiano di Roma,
martire; beato George Haydock, sacerdote e
martire.

“Solo lo stolto percorre correndo il cammino della


Venerdì
Febbraio
Tempo Ordinario
12
vita senza soffermarsi ad osservare le bellezze del
creato.”

Il Santo del Giorno: san Ludano


Parola di
Parola di Dio
Dio
Come san Ludano tutti siamo chiamati a diventare "pellegrini nel no-
in briciole
in briciole me e per l'amore di Dio" e presentarci al mondo con questa "carta d'i-
dentità". Poco si sa di questo santo, ma la tradizione lo vuole figlio di
Itiboldo, un duca scozzese, uno dei capi degli Scoti. Dopo aver eredi-
tato i beni paterni, Ludano decise di usarli per compiere il desiderio di
mettersi sulle vie d'Europa per raggiungere Gerusalemme. Così fece,
L’uomo che si nasconde ma sulla via del ritorno, attorno al 1202, morì di freddo sotto un albe-
da Dio ro, nei pressi di Nordhouse, lungo il fiume Ill, in Alsazia. Lì, pochi chi-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
lometri a sud di Strasburgo, venne trovato: dentro la sua borsa portava
un rotolo in cui c'era scritto il suo nome e quello di suo padre. Un bre-
“….sareste come Dio, conoscendo il bene e
ve testo in cui Ludano diceva di essere "nato cristiano" e diventato
il male ….” (Gen. 3,1-8) pellegrino per amore di Dio. Venne sepolto nella vicina chiesa di Sche-
erkirche.
Il serpente è l’immagine del
diavolo che compare per ten-
tare l’uomo e sconvolgere il
suo rapporto con Dio. Il tenta-
tore è astuto e inizia a colpire
creando confusione, ponendo Vangelo: Mc 7,31-
una domanda sbagliata: Dio 37
non ha detto di non mangiare
In quel tempo, Gesù,
di nessun albero del giardino,
uscito dalla regione di
ma solo quello della conoscen-
Tiro, passando per
za del bene e del male. Poi
continua nella sua opera di fal- Sidòne, venne verso il
sificazione della realtà, intro- mare di Galilea in
ducendo il sospetto che Dio pieno territorio della
non sia poi così buono nei Decàpoli. Gli porta-
confronti dell’uomo, ma che rono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano.
sia addirittura un bugiardo, Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita
una minaccia per l’uomo. E negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando
infine arrivano “i sensi”, a dire quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà»,
che tutto sommato quello che cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciol-
dice il serpente può esser vero, se il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E co-
dal momento che quel frutto è mandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibi-
buono, gradevole agli occhi, va, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano:
desiderabile….e il gioco è fat- «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i mu-
to: l’uomo inizia a scappare da ti!».
Dio e a nascondersi da lui.

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 13


“Effatà: apriti!……..” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

per l’efficacia del mio Fa udire i sordi e parlare


parlare. i muti. Solo un’ecclesia
audiens, una comunità
Altri uomini mi condu-
con l’orecchio aperto alla
cono da Gesù, e Gesù
Parola, può essere
mi porta in disparte, per
un’ecclesia docens, una
un incontro personale.
Chiesa che in-segna, segna
“Ha fatto bene ogni cosa: fa Salvezza, la mia, che pas-
udire i sordi e fa parlare i dentro l’uomo, restituen-
sa sempre attraverso altri
muti!”. dolo alla sua dignità di
e, in essi, attraverso
figlio.
Sono io quell’uomo che l’Altro. Gesù parla con il
fatica a parlare, incapace suo corpo, in una liturgia
di ascoltare. Muto di pa- di mani, dita, orecchi,
role corrette, e sordo. lingua, sguardi. Apre i
Muto perché sordo. miei sensi, perché possa
ritrovare il senso del vi-
Sempre più mi convinco
vere.
di quanto la qualità del
mio ascolto sia decisiva Effatà: apriti!

Preghiamo
la Parola Contemplo: Pensare al tuo incontro nell’eternità
Signore Gesù, inse- Un nonnulla mi separa: basta la me sentire il Padre senza il mon-
gnaci l’umiltà di farci rottura di un vaso sanguigno, un do? Mi paiono tanto luminose le
aiutare quando le pa- incidente in macchina, un piccolis- parole che San Paolo attribuisce a
role sono soffocate simo microbo e, in pochi secondi Gesù: è meglio dare che ricevere
dal dolore, quando il sono fuori del tempo, nell’eternità. oppure è più gioioso dare che rice-
cuore e il corpo sono Non avrò più nulla cui appoggiar- vere. Devo edificare in me questa
immobilizzati dal
peccato. Tu che puoi mi, nulla di sensibile in cui sperare, generosità in modo che nel donare
e vuoi ridare vita e nulla di confortante che mi possa tutto con la morte mi senta più
gioia alle nostre indi- trattenere. Mi fa paura questo e- ricco che con le mie piccole cose.
cibili tristezze, fa’ che vento fisico, nonostante tutti i sug- E’ donando tutto che ottengo tut-
ci lasciamo condurre gerimenti della fede. L’abbraccio to; è deponendo le piccole gioie
dal tuo Spirito e da di Dio e il sorriso di Dio li sosti- che conquisto la gioia.
chi, per suo mezzo, tuisco ancora con le cose terrene e
ci viene incontro, (Trattenimenti con Dio, Don Giovan-
nelle fessure sempre quando queste equivarranno a ze-
ni Antonioli)
aperte della tua mise- ro ci sarà un vuoto terribile. Come
ricordia. costruire un sorriso spirituale? Co-

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 14


I santi del giorno: San Benigno di Todi,
martire (IV sec.); san Martiniano, eremita

“La vita è così breve che non c’è tempo per litigi, per
il rancore e per la guerra. C’è solamente il tempo per
Sabato
Febbraio
Tempo Ordinario
13
amare e dura solamente un istante.” (Mark Twain)

I santi del giorno: san Paolo Liu Hanzuo


Parola di Dio
in briciole Mentre la violenza infuria i cristiani conoscono l'approdo
sicuro, l'unica fonte dell'amore vero: il Sangue e il Corpo
di Cristo. Così fece san Paolo Liu Hanzuo, sacerdote ci-
nese del vicariato di Sichuan, martirizzato nel 1818. Da-
vanti ai persecutori venuti a prenderlo chiese e ottenne di
Vangelo: Mc 8,1-10 terminare la celebrazione dell'Eucaristia: era l'unica cosa
che contava. Nato attorno al 1778 e cresciuto nella fede,
In quei giorni, poiché vi era di da giovane era pastore; all'età di 30 anni fu ordinato pre-
nuovo molta folla e non avevano te. La persecuzione del regime pagano cinese gli impose
da mangiare, Gesù chiamò a sé i di vivere nel segreto il suo ministero, travestendosi da
discepoli e disse loro: «Sento
compassione per la folla; ormai contadino. Venne però tradito da qualcuno che lo denun-
da tre giorni stanno con me e ciò alle autorità. La mattina del 15 agosto 1817, solennità
non hanno da mangiare. Se li ri- dell'Assunzione, i pagani irruppero in una stanza in cui
mando digiuni alle loro case, ver- egli stava celebrando la Messa. Dopo essere stato flagella-
ranno meno lungo il cammino; e to fu imprigionato fino a quando venne condannato e
alcuni di loro sono venuti da lon- ucciso per strangolamento: era il 13 febbraio 1818.
tano». Gli risposero i suoi disce-
poli: «Come riuscire a sfamarli di
pane qui, in un deserto?». Do-
mandò loro: «Quanti pani ave-
te?». Dissero: «Sette». Ordinò alla Medita a cura di Don Luciano-Parroco di Bovegno
folla di sedersi per terra. Prese i
sette pani, rese grazie, li spezzò e Quanti pani avete? Sette pani. Il pane della vita, il dono più
li dava ai suoi discepoli perché li grande, vita che non si autproduce, si riceve e si restituisce.
distribuissero; ed essi li distribui-
rono alla folla. Avevano anche Il pane della fede, meraviglioso dono che non può rimanere
pochi pesciolini; recitò la benedi- nascosto. Il pane dell’amore, senza il quale ci sarebbe solo
zione su di essi e fece distribuire vita senza senso e fede incapace di generare futuro. Il pane
anche quelli. Mangiarono a sazie-
tà e portarono via i pezzi avanza- della famiglia, luogo di affetti e relazioni forti, gratuite. Il
ti: sette sporte. Erano circa quat- pane del fratello accanto a me, pane talvolta scomodo, ma
tromila. E li congedò. Poi salì
sulla barca con i suoi discepoli e indispensabile, dato che nessuno vive per se stesso.
subito andò dalle parti di Dalma- Rimangono ancora due pani da descrivere: ciascuno può
nutà. pensare ai suoi. Pochi pani, Signore: li vogliamo restituire
alle tue mani provvidenti. Mani che li prendono rendendo
grazie, li spezzano e li ridonano a noi. Perché il mio pane di-
venti il nostro pane. Sette sporte avanzate: il miracolo della
condivisione.

Non di solo pane 5^ settimana Tempo Ordinario n. 976 pagina 15


Scheda del n°923
di Non di solo Pa-
ne

Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Anno XXIII - n. 976
Redazione
Domenica 7 febbraio 2021 don Luciano Vitton Mea,
Chiuso il 28/01/2021 don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Numero copie 950
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano Ideato da
don Luciano Vitton Mea

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 I racconti di un pellegrino russo
 L’Imitazione di Cristo
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