Sei sulla pagina 1di 105

vincenzo di spazio

segni e simboli di
guarigione emotiva

adia Filippin
artiene aN
e b o o k app
Questo

dispazioebook
vincenzo di spazio

ne aNadia Filippin
segni e simboli di
Questo ebook appartie

guarigione emotiva
AVVERTENZE 
 
L’autore e l’editore declinano ogni responsabilità dall’applicazione  
della metodica terapeutica citata nel testo e nelle immagini.  
Ogni approccio terapeutico deve essere guidato  
dalla competenza del Medico secondo scienza e coscienza. 
 
© 2011 Foto e immagini di Vincenzo Di Spazio. 
® Cronoriflessologia  è un marchio registrato. 
 
 
 
vincenzo di spazio segni e simboli di guarigione emotiva ebook sbf narcissus 
 
 

 L’ebook contribuisce alla salvaguardia del patrimonio forestale 
 

 Format  prodotto da dispazioebook 
 

 Pubblicazione digitale e distribuzione a cura di Simplicissimus.it 

2
 
Contenuti 
 
Gli eventi sono segnati sul corpo                                                    cinque 
 
Erich Koerbler, il padre dei segni curativi                                    diciannove 
 
Segni e simboli di guarigione emotiva                                          ventitre 
 
Out of Me                                                                                           quarantasette 
 
Il Simillimum Emozionale                                                               cinquantatre 
 
Vivere più leggeri                                                                             cinquantotto 
 
Appendice                                                                                          sessantatre 
 
Sms Emozionali dei Pazienti                                                           sessantaquattro                    
 
Tavola di cronoriflessologia spinale                                              ottantaquattro 
 
Set dei Segni di Koerbler                                                                 ottantasei 
 
Note sull’autore                                                                                novanta 
to eb
Ques
 
ook a
ppart
iene
Attività didattica                                                                              novantadue 
aNad
ia Fil
  ippin
Attività clinica                                                                                  novantatre 
 
Altre pubblicazioni dell’autore                                                      novantaquattro 
 
 

3
ilippin
adia F
ne aN
partie
ok ap
o ebo

 
Quest

 
 
 
 
 
 
Medicina è ripareggiamento de’ disequalati elementi; 
malattia è discordanza d’elementi fusi 
nel vitale corpo. 
Leonardo da Vinci 
 
 

4
Gli eventi sono segnati sul corpo 
 
 
Gli eventi che hanno generato una intensa risposta di 
stress  nell’individuo,  vengono  registrati  non  soltanto 
nel  nostro  cervello,  ma  sono  mappati  sulla  superficie 
cutanea e nella memoria degli organi.  
Un  esempio  paradigmatico  è  quello  dei  soggetti 
trapiantati  che,  dopo  l’impianto  del  nuovo  organo, 
subiscono  profondi  cambiamenti  del  loro  modello 
comportamentale:  queste  drammatiche  modificazioni 
sono legate alla memoria cellulare dell’organo donato. 
Un incredibile caso di trasmissione donatore‐ricevente 
è  stato  riportato  in  aprile  2008  dal  quotidiano  Il 
Corriere  della  Sera:  lo  statunitense  Sonny  Graham,  69 
anni, si è suicidato sparandosi un colpo di pistola alla 
gola, come fece dodici anni prima l’uomo che gli donò 
il cuore. Per più di un decennio, nel petto di Sonny ha 
battuto  il  cuore  di  Terry  Cottle,  morto  suicida  a  33 
anni.   p in
F ilip
Il trapianto cardiaco, effettuato nel 1995, aveva salvato 
a
a di
la vita di Sonny Graham, a quel tempo manager della 
aN
Hargray  Communications  e ne di  Hilton  Head  (South 
r ti
Carolina).  Appena  p pa uscito  dall’ospedale,  si  era  attivato 
a
o k
immediatamente 
bo per  rintracciare  la  famiglia  del 
e
o
st
ue
Q 5
donatore; alla fine riuscì a contattare la vedova Cheryl 
Cottle, rimasta sola e con quattro figli piccoli.  
“L’ho vista ed è come se l’avessi conosciuta da sempre – ha 
raccontato  poi  lui  mille  volte  agli  amici  –  mi  ha  come 
ipnotizzato, non riuscivo a staccarle gli occhi di dosso.” 
Nel  2004  hanno  deciso  di  sposarsi  e  di  stabilirsi  a 
Vidalia nel sud della Georgia.  
Sonny  ha  condiviso  con  il  suo  donatore  non  soltanto 
lo  stesso  organo,  ma  addirittura  la  stessa  moglie  e  i 
suoi  bambini.  In  ultimo,  ricevente  e  donatore  hanno 
condiviso  lo  stesso,  tragico  destino:  ambedue  hanno 
posto  termine  alla  loro  vita  nello  stesso  modo, 
in p
Filip

sparandosi un colpo di pistola alla gola. La sfortunata 
ia

Cheryl, vedova due volte, ha recitato ripetutamente il 
ad

copione  di  un  film,  che  mai  avrebbe  voluto  vedere. 


e a N

Per  completezza  dei  dati  su  questi  misteri  scientifici, 


n rtie

riporto  dal  sito  web  www.mayerwillman.com  le 


p a
k ap

considerazioni  ironiche  sul  fenomeno  della  memoria 


o

cellulare nei pazienti trapiantati: 
eb o

 
e sto

UN ANEDDOTO – <Un paziente trapiantato su tre –


Q u

ha raccontato Bruce Hood, che ha coordinato la


ricerca – ritiene di aver stabilito una specie di
legame psichico con il donatore e di aver in qualche
modo acquisito alcune delle sue caratteristiche ed
esperienze>. Tutte le ricerche scientifiche hanno

6
finora escluso che si possa trapiantare, insieme
all’organo, anche la psiche del donatore, nonostante
esistano alcuni casi aneddotici e nonostante le
persone trapiantate in molti casi mostrino davvero
qualche cambiamento della personalità. L’anno
scorso il tabloid inglese The Sun, aveva riportato il
caso di Chery Johnson, una signora inglese di 37

Qu
anni, cui era stato trapiantato un rene. Appassionata
esto
di soap opere e telenovelas, dopo l’intervento aveva
eb

cominciato a interessarsi di egittologia e a leggere


ook

Jane Austin e Fyodor Dostoevsky : lei stessa si era


app

convinta di avere cambiato personalità,


ar
tie

trasformandosi da estroversa casalinga in una


ea n

solitaria intellettuale
a N
dia
ilipF
p

MEMORIA CELLULARE - Secondo una teoria


in

pseudo scientifica questi fenomeni si spiegherebbero


con la cosiddetta memoria cellulare: la nostra
personalità e i nostri gusti non risponderebbero
soltanto al nostro cervello, ma dipenderebbero
anche dalle cellule del nostro corpo. La maggior
parte degli studiosi considera questa teoria «senza
senso» e spiega in altro modo i cambiamenti di
personalità, che pur esistono, dei trapiantati.
Numerosi studi, infatti, dimostrano che in molti
pazienti con un cuore nuovo si verificano
considerevoli mutamenti psicologici che si traducono
in sintomi vari, come ansietà, depressione, labilità

7
emotiva, disadattamento sociale, difficoltà sessuali.
Tutti questi disturbi non sono legati al trapianto in
sé, ma derivano proprio da quell’idea comunissima
che il cuore è la sede dei sentimenti , del carattere,
dell’amore. E comunque dal fatto che il ricevere un
organo da un altro in qualche modo compromette
l’integrità fisica di una persona, cambia la percezione
del corpo e può portare a un relativo mutamento
della coscienza di sé.

 
Se  il  corpo,  come  emerge  in  modo  sostanziale  dalle 
continue  ricerche  sperimentali  in  cronoriflessologia,  si  aNad
e
configura come un sofisticato dispositivo di memoria,  a r tien
k a pp
boo
allora l’ibridazione chirurgica prodotta dal trapianto è 
e
u e sto
in grado di generare memorie aliene nel ricevente. 
Q
Mi  occupo  della  dimensione  temporale  in  medicina 
dal  lontano  1996,  anno  in  cui  ho  individuato  lungo  i 
punti  della  colonna  vertebrale,  dalla  prima  cervicale 
alla  quinta  lombare,  una  straordinaria  mappa  del 
tempo anagrafico (AgeGate Code); in altre parole questi 
particolari  punti  corrispondono  alla  geografia 
cronologica  del  nostro  vissuto  secondo  uno  schema 
sessagesimale (ciclo di 60 anni).  
Ogni  singolo  punto  spinale  si  configura  in  questo 
modo  come  uno  speciale  accesso  in  superficie,  un 
varco temporale, che consente l’emersione di memorie 
a genesi traumatica.  
8
In medicina allopatica e complementare mancava fino 
a  pochi  anni  fa  una  precisa  visione  della  dimensione 
N a
temporale, il quando, un elemento fondamentale nella 
e
e n ti diagnosi e nella cura di coloro che soffrono.  
p ar
p
Perché  un  individuo  sano,  improvvisamente  si 
a k o
ebo to
ammala?  Questo  tormentoso  interrogativo  mi  ha 
Qu
es
sempre accompagnato fin dall’inizio della mia attività 
di ricerca e ha trovato la giusta risposta solo nel 1996.  
Ho sempre avuto la chiara e netta consapevolezza che 
l’origine  di  un  malessere  o  di  una  malattia  risiedesse 
nella  precisa  esposizione  a  una  esperienza  stressante, 
che non è stata compiutamente elaborata: il problema 
frustrante  era  come  contattare  quella  determinata 
esperienza. 
L’individuazione  della  mappa  spinale  del  Tempo, 
nonché  la  stimolazione  diretta  dei  punti,  mi  ha 
finalmente permesso di interagire in modo diretto con 
la  dolorosa  memoria  di  questi  eventi  biografici  (lutti, 
separazioni,  conflitti  familiari  e  lavorativi,  etc.),  per 
ridurne il carico tossico emozionale.  
Ai  fini  della  comprensione  scientifica  e  della  corretta 
divulgazione  dei  dati,  ho  elaborato  una  nuova 
terminologia per documentare le ricerche sperimentali 
in  questo  nuovissimo  campo;    per  tale  motivo  ho 
denominato  questa  metodica  con  il  termine  di 

9
Cronoriflessologia  in  italiano  e  di  AgeGate  Emotional 
Release in lingua inglese. 
Il  successivo  passo  è  stato  quello  di  elaborare  una 
modalità di stimolazione idonea sui punti, adatta non 
soltanto  ai  medici,  ma  pensata  proprio  per  i 
naturopati.  
Nei primi anni di sperimentazione ho utilizzato prima 
la  percussione  diretta  con  le  dita,  poi  quella  con  il 
martelletto neurologico. Ambedue le tecniche hanno il 
limite  di  stancare  l’operatore  e  di  generare  falsi 
positivi nei soggetti sofferenti di cefalea per l’effetto di 
riverbero prodotto dall’onda sonora lungo la colonna 
vertebrale.  
Ispirandomi alle ricerche del prof. Giuseppe Calligaris 
(1876‐1944),  figura  geniale  di  neuroscienziato,  ho 
preventivamente testato e poi introdotto in terapia nel 
Questo ebook appartiene aNadia Filippin
1999 la stimolazione luminosa con luce bianca, che ho 
chiamato leucofotostimolazione cutanea. 
Si  tratta  di  una  tecnica  molto  affidabile,  che  si 
contraddistingue per alcuni fondamentali aspetti: 
 
• non stanca l’operatore 
• la  strumentazione  e  la  gestione  hanno  costi 
ridottissimi 
• non produce lesioni cutanee di alcun genere 
• non viene toccata la superficie cutanea 
10
• può  essere  utilizzata  con  tranquillità  anche  con  i 
bambini 
• si  possono  stimolare  tutti  i  punti  di  riflessologia 
(cronoriflessologia,  agopuntura,  riflessologia  plantare, 
punti trigger, etc.) 
 
 
Come si svolge di norma una sessione individuale di 
cronoriflessologia? Il paziente viene invitato a esporre 
il motivo, per cui ha richiesto il consulto; si inquadra 
sotto  il  profilo  clinico  il  quadro  sintomatologico 
(disturbi  della  sfera  corporea  o  disagio  emozionale)  e  su 
questa  base  si  intervista  la  persona,  mettendo  in  luce 
Qu
est
possibili eventi traumatici nel suo passato.  
bo
oe
ok
La  datazione  degli  eventi  avversi  rappresenta  la  fase 
pa
ap
rtie
chiave del lavoro di ricerca e di inquadramento; senza 
aN
ne
ad
ilip
ia F questo  fondamentale  passaggio  clinico  si  rischia  di 
lambire  soltanto  la  superficie  della  problematica, 
perdendo  i  legami  con  la  sorgente  emozionale  del 
conflitto  psicobiologico.  Due  sono  le  chiavi  di  lettura 
indispensabili per questo tipo di approccio: emersione 
dei  segnali  di  conflitto  e  successiva  datazione  dei 
medesimi. Quando è accaduto quello che mi racconta? 
In che mese e in che anno? Quanti anni aveva in quel 
momento della sua vita? 

11
Se  l’indagine  biografica  appare  ancora  lacunosa,  è 
necessario  esplorare  gli  accadimenti  della  linea 
parentale  per  evidenziare  eventuali  sincronicità 
anagrafiche. In ogni modo, quando si è relativamente 
sicuri  della  datazione  anagrafica  dell’evento  (per 
esempio un lutto in 2° anno di vita), si procede di norma 
con la semplice palpazione manuale del punto spinale 
corrispondente, come riportato nel cronogramma (per 
il 2° anno di vita  il punto corrispondente è la 2° vertebra 
cervicale).  
La  ricerca  dei  punti  dolenti  alla  digitopressione 
prende il nome di diagnosi baroestesica. 
 

 
 
Il cerotto bianco evidenzia la posizione C2 
 
12

Qu
N a
ne ie rt
pa
ap k
oo
eb
Sulla  colonna  esistono  posizioni  di  riferimento 
stoe
Qu
anatomico,  utilizzate  per  localizzare  con  maggiore 
precisione  il  punto  spinale,  che  si  vuole  trattare:  il 
gibbo  sporgente  alla  base  del  collo  corrisponde,  per 
esempio,  alla  esatta  localizzazione  dell’ultima 
vertebra cervicale, la settima (C7).  
Se  devo  raggiungere  la  posizione  anatomica  della 
terza  vertebra  dorsale,  inizio  il  conteggio  delle  creste 
ossee  a  partire  proprio  dalla  settima  cervicale; 
scorrendo con il dito medio sulla linea verticale della 
schiena,  concludo  la  manovra  sul  quarto  rilievo 
cutaneo  posto  in  basso.  Molto  frequentemente  è  il 
paziente  stesso,  che  riconosce  il  punto  spinale 
coinvolto,  per  effetto  della  sua  dolorabilità  alla 
pressione (dolore puntorio o contusivo).  
A  quel  punto  siamo  sicuri  di  aver  individuato 
correttamente  l’area  da  stimolare  e  ne  segniamo  i 
confini  con  un  quadratino:  da  qui  l’operatore 
comincia  la  stimolazione  luminosa  dell’area  cutanea, 
che dura mediamente da 3 a 10 minuti. Si invita poi il 
soggetto a descrivere le eventuali percezioni corporee 
(o emotive) generate dalla stimolazione luminosa.  
 
Le risposte percettive più frequenti sono contenute nel 
seguente elenco: 
 
13
• parestesie  periferiche  (polpastrelli  delle  mani, 
appesantimento degli arti, etc.) 
• percezioni  viscerali  (nodo  laringeo,  gastrospasmo, 
dispnea, palpitazioni, borborigmi, etc.) 
• risposte  neurovegetative  come  nausea,  vertigine, 
sudorazione, arrossamenti cutanei 
• attivazioni emozionali (malinconia, rabbia, tristezza, 
agitazione, pianto) 

Qu
 

es
to
eb
oo
ka
pp
art
ien
ea
Na
dia
Fil
ipp
in

 
 
Ecco  cosa  ha  scritto  una  paziente  sulle  sensazioni 
percepite dopo la sessione di cronoriflessologia: 
 
14
 
Nei  giorni  successivi  al  trattamento  sulla  colonna  mi  è 
Questo e

sembrato  di  entrare  nella  stanza  degli  incubi  e  di  leggere 


sulla parete “Stiamo lavorando, attenda! 
 
book

Fra  una  sessione  e  l’altra  il  soggetto  viene  invitato  a 


a p

continuare il singolare trattamento cronoriflessologico 
p a r

con  l’applicazione  di  cerotti  transdermici,  contenenti 


ti e n

un  mix  di  Fiori  di  Bach  ad  azione  antitraumatica 


e aNad

(tecnica del Flowertaping sec. Di Spazio) sui punti spinali 
ia Filippin

coinvolti, in maniera tale da mantenere aperte queste 
incredibili porte del tempo.  La finalità della terapia è 
quella di alleggerire il carico tossico e paralizzante dei 
traumi  emotivi,  riportando  un  nuovo  equilibrio  al 
corpo e alla mente. 
Nel 2006, dopo 10 anni di continue ricerche cliniche, si 
è verificato un salto straordinario nella conoscenza dei 
meccanismi  temporali,  che  regolano  il  nostro  vissuto 
traumatico: i punti cronoattivi della spina dorsale non 
contengono  esclusivamente  la  memoria  di  eventi 

15
stressanti  ai  quali  siamo  stati  esposti  nel  corso  della 
vita, ma rivelano la storia dolorosa dei nostri antenati.  
Ho  denominato  il  nuovo  filone  di  ricerca  epigenomica 
emozionale,  una  estensione  applicativa  del  metodica. 
Questa  straordinaria  scoperta  chiarisce  finalmente  la 
sincronicità fra  il disagio  (o  la  malattia)  del  soggetto  a 
una  determinata  età  e  un  evento  luttuoso,  accaduto 
anche  molto  tempo  prima  della  sua  nascita 
nell’ascendenza  familiare:  il  soggetto,  per  esempio, 
rivive inconsciamente la morte del nonno paterno alla 
stessa età in cui il padre è rimasto orfano (cronomimesi, 
Di  Spazio)  e  ne  imita  in  forma  attenuata  la  causa  o  la 
modalità di decesso (patomimesi).  
Sul tema della patomimesi è possibile scaricare  l’ebook 
gratuito intitolato Breviario di cronoriflessologia dal sito 
www.cronoriflessologia.blogspot.com. 
ia

Se il nonno è scomparso per una polmonite, il nipote 
d
Na

lamenterà  disturbi  dell’apparato  respiratorio  (dispnea, 


a
ne

asma).  
rtie
pa

Tutte queste conoscenze, scaturite dall’applicazione di 
p
ka

questo  nuovo  modello  temporale,  sono  fondamentali 


oo

per inquadrare al meglio il malessere dell’individuo e 
b
oe

per comprenderne le cause emozionali. 
st e
Qu

 
Non  dobbiamo  dimenticare  che  anche  Erich  Koerbler, 
lo  scopritore  dei  segni  curativi,  si  è  personalmente 
16
occupato  della  dimensione  del  Tempo,  individuando 
una  singolare  mappa  anagrafica  lungo  la  linea 
mediana, che dall’atlante si porta sul vertex cranico in 
corrispondenza del punto di agopuntura GV 20.  
Koerbler  pone  l’inizio  della  datazione  anagrafica  sul 
punto  dell’atlante  (nascita)  esattamente  come  viene 
effettuato in cronoriflessologia (1° anno di vita).  
 
  Qu
esto
boo e
k ap
rtie pa
ne a
di Na
aF i l i ppin

 
© www.energetische‐schulungen.de 
 
 

 
Sul  vertice  cranico  si  localizza  l’età  del  soggetto  al 
tempo presente e la linea di unione fra questo punto e 
quello della prima vertebra cervicale (non palpabile alla 

17
digitopressione) viene poi suddivisa in tacche temporali 
intermedie.  Di  norma  i  punti  cronoattivi  del  cranio 
vengono  riconosciuti  per  la  loro  intensa  dolorabilità 
alla pressione locale. 
Questa  interessante  linea  del  Tempo,  denominata 
Psicomeridiano  da  Koerbler,  viene  testata  ‐  secondo  i  
suoi preziosi insegnamenti ‐ mediante l’utilizzo di un 
particolare  strumento  radioestesico,  il  biotensor,  che 
oscilla  in  senso  orizzontale  (o  verticale),  quando  viene 
sfiorato  il  punto  anagrafico  in  relazione  al  trauma 
emotivo. 
Purtroppo  la  ridotta  estensione  anatomica  di  questa 
virtuale  linea  del  Tempo  incrementa  la  difficoltà  di 
ricercare una precisa età, alla quale l’individuo è stato 
esposto  a  un  evento  avverso.  Poniamo  il  caso  di  un 
paziente  di  72  anni,  con  il  quale  bisogna  trattare  un 
lutto del 14° anno di vita. 
ippin
Si  deve  suddividere  la  linea  dello  Psicomeridiano  in 
Na d i a Fil
ne a rtie
72  tacche  temporali  e  localizzare  con  precisione  il 
appa ook eb
punto  del  14°  anno,  impresa  non  facile  per  il 
uesto Q
Terapeuta.  
 
L’uso  semplificato  di  questa  mappa  del  Tempo  si 
rivela utilissimo, quando invece dobbiamo intervenire 
sul  trauma  della  nascita  (C1)  o  su  un  evento  attuale 
(intervento sul punto GV20).   
18
Erich Koerbler, il padre dei segni curativi 
 
 
 
 

in p
ilip F
ia
ad N a
ne ie rt
pa p a
ok o
  oe
b
t
© www.natur‐wissen.de  ue
s
  Q
 
 

Erich Koerbler, al cui intuito dobbiamo la scoperta dei 
segni  curativi,  è  nato  il  13  maggio  1938  a  Vienna. 
Dopo  la  maturità  in  elettronica  ed  elettrotecnica,  ha 
lavorato  come  tecnico  delle  telecomunicazioni  presso 
le Poste austriache.  
Probabilmente  la  natura  stessa  della  sua  professione, 
insieme  a  una  spiccata  vocazione  personale,  lo  ha 
avvicinato al campo delle energie sottili, contribuendo 
così alla nascita di un nuovo approccio terapeutico.  

19
Il  suo  merito  è  stato  principalmente  quello  di  aver 
sottolineato  l’importanza  curativa  dei  segni  come 
modelli vibrazionali, capaci di modificare l’assetto e il 
flusso energetici. 
Nel corso delle sue sperimentazioni ha scoperto come 
precise  forme  geometriche  (le  linee  o  codici  a  barre,  la 
ipsilon  e  la  sinusoide  o  sinus)  si  comportano  come 
antenne  informazionali  in  grado  di  modificare  i 
segnali ultra‐deboli del Corpo Energetico. 
Il codice a barre (barcodes) può essere utilizzato anche 
per la risoluzione di stress emotivo o mentale (traumi, 
blocchi),  che  viene  cristallizzato  di  norma  nella 
memoria cellulare dell’individuo. 
Koerbler  ha  dimostrato  che  la  semplice  riproduzione  in
di  un  segno  con  la  matita  su  un  foglio  di  carta  –  per 
ipp
Fil

effetto  del  differenziale  di  conducibilità  dei  due 


dia

vettori  ‐  può  generare  una  debolissima  tensione 


Na
ea

accompagnata  da  attivazione  del  flusso.  Nel  corso 


ien

della  sua  attività  di  ricerca  ha  scoperto  nuovi  segni 


art
pp

come  la  croce  celtica,  il  Sinus  Binarius,  il  sole,  che 
ka
oo

esibiscono singolari proprietà curative.  
eb

Viene  considerato  il  padre  della  Nuova  Omeopatia 


to
es

(Neue  Homoeopathie)  per  la  scoperta  di  un  nuovo 


Qu

metodo,  capace  di  esaltare  la  natura  informazionale 


dell’acqua a scopo curativo. 
Erich Koerbler muore prematuramente nel 1994. 
20
La  sperimentazione  di  Erich  Koerbler  ha  portato  alla 
scoperta di 9 segni principali, da lui chiamati vettori.  
Il  vettore  1  corrisponde  alla  linea  singola,  il  vettore  2 
alla  linea  binaria  e  via  di  seguito  fino  al  vettore  9, 
corrispondente a un codice composto da 9 linee. 
 

Qu
est
oe
boo
ka
ppa
rtie
ne
aN
adi
aF
ilipp
in

 
© Christina Baumann 

 
Il codice pentalineare (codice a 5 linee) viene sostituito 
dal  segno  della  sinusoide  (sinus),  mentre  quello 
esalineare (codice a 6 linee semplici) viene convertito in 
sinusoide preceduta da 1 linea verticale. 
 
21
Il  vettore  7  (codice  eptalineare)  viene  rappresentato  da 
una sinusoide preceduta da una doppia linea verticale 
e  infine  il  vettore  8  composto  dalla  sinusoide, 
preceduta  da  3  linee  verticali.  Il  vettore  9,  l’ultimo 
della  serie,  corrisponde  all’allineamento  di  9  linee 
orizzontali. 
Que

 
s

 
t o eboo
k a ppa
ne a rtie
di Na
a F i
in lipp

 
© Christina Baumann  
 
I  due  grafici  mostrano  l’andamento  delle  onde 
informazionali di ogni singolo vettore sul piano dello 
spazio. 
 
22
Segni e simboli di guarigione emotiva 
 
 
 

pin
ilip
dia
F  
  a Na
i e ne
 p art
k ap
oo  
eb
sto
Que 23
La linea singola
 
 
 

I
1 linea

 
Il primo dei segni curativi di Koerbler, glifo ad attività 
riequilibrante sulla rete energetica dei Meridiani e sui 
24  punti  di  comando  cronologico  della  colonna 
vertebrale, è la linea singola (codice lineare). 
La  linea  singola  viene  impiegata  con  successo 
Qu

(tatuaggio  temporaneo)  sul  decorso  delle  cicatrici 


es

chirurgiche per mitigare la possibile presenza di focus 
ebo to

di disturbo, così frequenti in questi casi.  
ok
p a

24
p a rti
en
o
La  linea  viene  disegnata  perpendicolarmente  alla  uest
Q
cicatrice    in  corrispondenza  di  un  punto  dolente  (o 
trigger) della medesima.  
 

 
 
Come  individuare  possibili  focus  irritativi  lungo  il 
decorso di una cicatrice chirurgica?  
 
25
Si  può  utilizzare  lo  specillo  per  la  stimolazione  in 
auricoloterapia  o  una  banale  bacchetta  di  legna  (di 
quelle fornite alla clientela nei ristoranti cinesi) per testare 
la  cicatrice  punto  per  punto;  quando  un  punto  è 
dolente  alla  pressione  o  genera  un  riflesso  in  un’area 
remota del corpo (punto trigger), viene semplicemente 
marcato  con  una  linea  tratteggiata  in  senso 
perpendicolare.  
La  marcatura  con  il  pennarello  (di  colore  nero)  svolge 
una  buona  azione  di  riequilibrio  energetico,  che  può 
essere  accompagnata  dal  micromassaggio  topico  con 
Star of Bethlehem (Fiore di Bach). 
Il  segno  grafico  della  linea  ricorre  anche  nell’antico 
alfabetico  runico  Futhark,  composto  da  24  lettere  e 
suddiviso  in  3  distinte  famiglie,  chiamate  Aettir:  il 
glifo  di  questa  tradizione  arcaica,  che  riproduce  una 
semplice linea verticale, prende il nome di Isa, visibile 
in terza posizione nel 2° gruppo di Aettir. 
 
 

Qu
es
to
eb
oo
ka
pp
art
ien
ea
  dia
Na
© www.lacittadellaluce.org   Fil
ipp
in
26
Le due linee 

II
2 linee
in
ipp
Fil
ia
ad
aN
ne

Dalla  linea  singola  si  passa  al  raddoppio  anche  se  il 
rtie
pa

numero  totale  delle  linee,  impiegato  in  questa 


ap

singolare  metodica,  non  è  necessariamente  in 


ok
bo

relazione  agli  effetti  (codice  binario).    L’utilizzo  dei 


e
to

segni  può  essere  individuato  attraverso  l’esame 


es
Qu

chinesiologico  o  il  test  cronoposturale  (per  i  punti 


spinali). 

27
Le tre linee 
 
 
 

III
3 linee

Ques

Le  tre  linee  sono  un  altro  segno  di  riequilibrio 


energetico.  Sui  punti  della  colonna  vertebrale  (i  punti 
che  corrispondono  alla  sporgenza  cutanea  delle  apofisi 
spinose)  le  linee  vanno  disegnate  in  verticale  (non  in 
orizzontale, se non in casi eccezionali).  
Le linee, in numero di 3 e 4, sono chiaramente visibili 
in  corrispondenza  della  colonna  lombare  della 

28
mummia  del  Similaun  (chiamata  anche  Oetzi),  trovata 
nel  1991  da  una  coppia  di  turisti  germanici,  i  Simon, 
durante un’escursione alpina a quota elevata. 
pin
Filip
adia
  aN
ene
parti ap
e b ook
to s
Que

 
© marco samadelli, south tyrol museum of archaeology 

Si notano le 3 sequenze di segni (barcodes), tatuate sul 
dorso  della  mummia  in  paravertebrale  sinistra  e 
corrispondenti alle prime vertebre lombari.  
L’area  cutanea,  sulla  quale  sono  incisi  questi 
misteriosi  segni,  è  una  zona  occultata  dalle  vesti; 
significa  che  le  linee  tatuate  non  possono  essere 

29
interpretate  come  una  forma  di  cosmesi  arcaica  e 
neanche  come  segno  distintivo  della  posizione 
gerarchica;  la  spiegazione  più  ovvia  è  che  si  tratti  di 
glifi con funzione curativa. 
I piccoli segni presenti sullʹ epidermide della mummia  
sarebbero il risultato di una pratica medica finalizzata 
a  combattere  lʹartrosi,  malattia  di  cui  sono  stati 
scoperti i postumi sullo scheletro.  
Secondo la ricostruzione fatta da esperti antropologi e 
paleopatologi lʹintervento che poi lasciava il tatuaggio 
prevedeva  l’incisione  della  pelle,  lʹinserimento  nelle 
ferite  di  erbe  medicamentose  e  quindi  la  bruciatura 
delle  stesse  con  conseguente  annerimento  delle 
incisioni. Si è scoperto che anche alcune tribù nomadi 
del  Tibet  utilizzavano  fino  al  secolo  scorso  tatuaggi 
terapeutici  per  curare  l’artrosi,  molto  simili  a  quelli 
rinvenuti sulla mummia del Similaun.  
Il  terapeuta  praticava  una  piccola  incisione  in 
corrispondenza  della  zona  dolorante,  quindi 
introduceva nella ferita delle erbe medicamentose che 
l i p pin
i a Fi
poi bruciava accostandovi la punta di uno strumento 
a Na
d
metallico  riscaldato  t i e ne (cauterio);  in  seguito  applicava 
p a r
k ap
una  bgarza. 
o o La  ferita,  cicatrizzandosi,  inglobava  le 
to e
s
particelle carboniose derivate dalla combustione delle 
e
Qu
erbe  medicinali  creando  di  fatto  una  sorta  di 
tatuaggio.  
30
in
pp
Fili ia d
Na a
ne
rtie
pa
Questo  singolare  procedimento  della  medicina 
ka
p
oo
tibetana sembra aver trovato riscontro anche sui resti 
b
oe st e
Qu
di  Oetzi;  infatti,  lʹesame  istologico  dei  frammenti  di 
cute  con  tatuaggio  prelevati  dalla  mummia  ha 
mostrato  la  presenza  di  tessuto  cicatriziale  e  di 
particelle carboniose.  
E’  molto  interessante  rilevare  che  la  posizione  di 
queste  linee  coincide  esattamente  con  il  decorso  del 
Meridiano Vescica dell’agopuntura cinese. 
 

 
 
Le  linee  e  la  croce  celtica  sono  glifi  di  riequilibrio 
energetico  individuati  dal  ricercatore  austriaco  Erich 
Koerbler,  ma  che  appaiono  anche  misteriosamente 
31
incisi sulla pelle dell’Uomo del Similaun (Iceman): una 
coincidenza  che  richiama  le  affascinanti  teorie  del 
biologo  inglese  Rupert  Sheldrake,  quando  parla  dei 
cosiddetti campi ricordo. 
 
Possiamo quindi inserire in un’unica tabella i 5 segni 
condivisi dell’Uomo del Similaun e di Koerbler. 
 
 
 
Tabella dei segni di Iceman‐Koerbler 
 
1. Linea singola  
2. Linea binaria (2 linee) 
3. Linea ternaria (3 linee) 
4. Linea quaternaria (4 linee) 
5. Croce celtica 
 
pin
lip

 
Fi
dia

 
a
aN

 
ne
tie

 
ar
p
ap

 
ok

 
o
eb
to

 
es
Qu

32
Le quattro linee 
 

IIII
4 linee

 
 
Un altro glifo importante è la sequenza di 4 linee, che 
può  essere  utilizzata  come  segno  verticale  oppure 
come segno orizzontale. Nel caso di infiammazione il 
glifo  viene  tatuato  in  senso  orizzontale  sulla  faccia 
ventrale del polso (sinistro o destro). 
Q
  ue
st
o
 
 

33
p
book ap
e
La croce celtica 

Questo
 
 
 

+
La croce celtica si riconosce poiché le due 
linee che si intersecano esibiscono la 
medesima lunghezza

 
 
 
 
La  croce  celtica,  formata  da  due  bracci  di  uguale 
lunghezza,  può  essere  utilizzata  sui  punti  di 
agopuntura e sulle aree di riflessologia.  
E’ un segno che ricorre in percentuale  più marginale 
rispetto  alle  classiche  linee  verticali  sui  punti  della 
colonna vertebrale.  
 

34
Trova  maggiore  applicazione  sui  punti  extraspinali 
come  le  aree  addominale  o  toracica,  gli  arti  e  in 
corrispondenza delle articolazioni. 
 

Qu
est
oe
boo
ka
ppa
rtie
ne
aN
adi
aF
i

 
          © florencetattooconvention.com  
 
La croce celtica è l’altro segno presente sulla mummia 
del  Similaun,  tatuaggio  chiaramente  riconoscibile  in 
corrispondenza dell’articolazione del ginocchio.  
Anche  le  donne  berbere  si  tatuano  una  croce  sul 
calcagno  per  essere  protette  da  inseguitori 
malintenzionati  e  un  uccello  stilizzato  sulla  tempia 
che  protegge  dal  male.  Alcune  zone  particolarmente 
delicate  del  corpo  come  occhi,  naso  e  parti  intime 
vengono  protette  da  piccole  linee  sottili,  puntini  e 
croci.  
35
Il  glifo  della  croce  celtica  viene  disegnato  sul  punto 
spinale  soltanto  nel  caso  in  cui  la  sua  applicazione 
venga confermata dall’esito del test cronoposturale. 
I  segni  più  ricorrenti  sui  punti  cronoattivi  della 
colonna  vertebrale  sono    le  linee  (da  1  a  4),  seguiti  a 
grande distanza dalla croce celtica e dalla ipsilon. 
Occasionalmente  il  test  cronoposturale  può  orientare 
Ques

la  scelta  dei  segni  curativi  verso  glifi  come  il  seno 
to eb

(sinusoide o Sinus), il sole e il Sinus Binarius. 
ook a

 
 
ppart
iene a
Nadia
Filipp
in

 
 
36
Il segno Y 
 
 

 
                                         © sottoosservazione.wordpress.com 

 
 

Y
Il segno Y viene utilizzato come segno di 
rinforzo positivo. In natura ritroviamo questa 
forma nella struttura tridimensionale delle 
immunoglobuline.
 
 
 
Il  segno  Y  viene  utilizzato  come  segno  di  rinforzo 
positivo.  In  natura  troviamo  questa  forma  nella 
book struttura  tridimensionale  delle  immunoglobuline, 
oe
Quest

37
nella  biforcazione  degli  alberi  e  dei  corsi  d’acqua, 
nella ramificazione delle corna nei mammiferi.  
 

e
sto
Que
 
 
Applicazione del segno Y sulla proiezione di C3 
 

In  cronoriflessologia  il  segno  Y  viene  utilizzato  con 


bassa  frequenza  in  base  alle  risposte  del  soggetto  al 
test  cronoposturale,  con  cui  si  selezionano  i  glifi 
curativi. Nelle manovre Out‐of‐Me questo segno viene 

38
disegnato direttamente sulla frase a carattere positivo 
per  rinforzane  la  potenza  del  messaggio  (segno  di 
rinforzo delle affermazioni positive).  
 

in
Un esempio potrebbe essere il seguente: 

pp
Fili
 

ia
ad
Sono  profondamente  convinto  che  questi  pensieri  negativi 

aN
svaniranno in breve come neve al sole. 

ne
rtie
 

pa
Ancora:  ap
ok
 
bo

Anche se quella volta avrei potuto rispondere diversamente, 
oe
est

credo di aver imparato la lezione. 
Qu

 
Oppure: 
 
Anche  se  all’esame  ho  fatto  una  brutta  figura,  sono  certa 
che in futuro sarò molto più sicura di me stessa. 
 
 
 
Il  segno  di  rinforzo  ipsilon  deve  essere  disegnato 
direttamente  sull’affermazione  positiva,  allo  stesso 
modo  con  cui  il  glifo  del  Sinus  viene  posizionato  su 
quella negativa (vedi esempi in appendice).  

39
Vediamo  nel  seguente  caso  clinico  come  si  effettua 
operativamente la manovra di rinforzo positivo con il 
segno Y posizionato sopra l’affermazione.  
Si  tratta  di  una  giovane  paziente  che  soffre  di  ansia 
generalizzata dopo essersi separata dal marito, perchè  
esasperata dai continui comportamenti aggressivi. 
 

Ques
to eb
ook a
ppart
iene a
Nadia
Filipp
in

 
 
Nonostante  le  continue  aggressioni  del  mio  ex,  ne  uscirò 
vincente e mi guadagnerò la serenità. 
 
Un  dettaglio  importante  nella  corretta  esecuzione  di 
questa  manovra  è  l’utilizzo  di  carta  bianca  intonsa, 
cioè  libera  da  altre  scritte  o  segni.  Come  mostra 
l’esempio  sopra  riportato  l’affermazione  deve  essere 
scritta a mano e non con l’ausilio del computer. 
 
 
 
40
Sinus simplex 
 
 

 
 
La sinusoide, chiamata anche Seno o Sinus, è un segno 
utilizzato  secondo  gli  insegnamenti  di  Koerbler  sui 
punti  energetici  di  agopuntura.  Questo  segno  si 
Ques

comporta come un interruttore, svolge in altre parole 
una funzione di reversibilità di flusso e possiede una 
to eb

equivalenza simbolica con il codice a 5 linee. 
ook a

Bisogna  porre  particolare  attenzione  nell’uso  di 


ppar

questo segno, poiché è in  grado  di rimuovere le stasi 


tiene
aNad

41
ia
energetiche,  ma  può  anche  invertire  il  flusso 
dell’informazione (bioconvertitore di segnale). 
 
blocco > sblocco
 
ma anche 
 
sblocco > blocco
 
Per  questo  motivo  è  opportuno  testare  mediante  le 
prove chinesiologiche (o l’uso del biotensor) la durata di 
applicazione  del  segno  disegnato  sul  punto  di 
agopuntura  o  sui  punti  cronoattivi  della  colonna 
vertebrale.  
 
Se  si  utilizza  il  test  cronoposturale,  è  buona  norma 
predisporre  foglietti  singoli  recanti  il  numero 
progressivo  del  tempo  di  applicazione  (  2,  4,  7  o  più 
giorni)  e  testarli  nel  seguente  modo:  il  soggetto  tiene 
nel  palmo  della  mano  sinistra  il  foglietto  con  il  glifo 
della  sinusoide  insieme  a  quello  con  la  durata 
applicativa (esempio: sinus + 2 giorni).  
L’operatore,  impegnato  nel  test,  verifica  il  grado  di 
oscillazione  del  soggetto  a  occhi  chiusi,  scartando 
Qu
sto e

progressivamente  i  foglietti  che  non  generano  una 


e

buona stabilità posturale. 
bo
k o
ap
p

42
rtiea
ne
Sinus Binarius 
 
 

 
 
 
Qu
Il  Sinus  Binarius  è  un  segno  composto  da  una  es
to
sinusoide  preceduta  da  una  linea  binaria.  Anche  per 
oo
eb
questo  particolare  glifo  è  consigliabile  la  verifica  del 
pp
ka

tempo di applicazione per evitare spiacevoli effetti di 
ar
tie
ne
reversibilità  energetica,  così  come  è  stato  scritto  a 
ad
aN
proposito  della  sinusoide  semplice  nei  paragrafi 
Fi
ia
lip
precedenti; corrisponde al codice composto da 7 linee. 
pin
 
43
ue
Q

Il simbolo del Sole 
 
 

 
 
 
 
Il  sole  stilizzato  è  un  simbolo  che  compare  in  molte 
culture  arcaiche  e  corrisponde  alla  rigenerazione,  al 
calore e alla potenza della nostra stella.  
Il suo uso sui punti cronoattivi della colonna vertebrale 
è  molto  limitato,  perché  viene  scelto  raramente  dai 
soggetti sottoposti al test cronoposturale.  
Anche  se  in  percentuale  molto  bassa,  il  simbolo 
curativo del sole stilizzato viene comunque impiegato 
44
in  cronoriflessologia  nel  trattamento  locale  dei  punti 
dolenti  come  viene  evidenziato  nella  immagine  qui 
riprodotta;  si  tratta  in  questo  caso  di  un  trauma 
emotivo avvenuto in 9° anno di vita. 
 

Qu
es
to
eb
oo
ka
pp
art
ien
ea
Na
dia
Fil
ipp
in

 
 
Sul simbolo, disegnato direttamente sul punto spinale, 
viene poi applicato un cerotto transdermico a base di 
fiori di Bach per potenziarne gli effetti. 
 
 

45
Segno di elettrosmog 
 
 

 
            © www.raum‐und‐zeit.de  
 
 
 
  Que
sto e
Questo singolare codice svolge un’azione di contrasto 
appa
book
valido  e  di  schermatura  nei  confronti  delle  sorgenti 
adia
e aN
rtien

pin
Filip elettromagnetiche, alle quali siamo esposti.  
Il  simbolo  può  essere  anche  riprodotto  sul  retro  del 
cellulare  per  mitigarne  gli  effetti  potenzialmente 
tossici sull’organismo.  
Il  suo  uso  è  inoltre  consigliato  su  tutti  i  dispositivi 
presenti  negli  uffici  come  computer,  stampanti  e 
fotocopiatrici  per  abbattere  l’effetto  nocivo  delle 
emissioni. 
 
46
Out of Me 
 

pin
ia Filip
d
aNa
tiene
p par
o o ka
eb
u e sto
Q

Amore è la virtù del Cuore, 
Sincerità la virtù della Mente, 
Decisione la virtù della Volontà, 
Coraggio la virtù dello Spirito. 
 
Frank Lloyd Wright 
 
Le  intense  parole  del  famoso  architetto  americano 
introducono la tematica di questo capitolo, dedicato a 
quelle strategie che facilitano il rilascio emozionale.  
47
pa
ap
ook
o eb
La  mente,  o  piuttosto  la  pianificazione  logica  e stdi 
Qu
un’azione,  costituisce  un  raffinato  e  complesso 
strumento evolutivo a disposizione dell’umano. 
Come ho già ribadito più volte nel mio blog, la mente 
è congegnata per generare scenari di pericolo in grado 
di preservare l’azione dall’insuccesso.  
Questo dispositivo biologico permette all’individuo di 
accrescere  sensibilmente  le  possibilità  di  raggiungere 
l’obiettivo  prefissato,  riducendo  i  rischi  per  la  sua 
incolumità. 
Tutto  questo  ha  un  senso  solo  se  la  pianificazione 
razionale  viene  accompagnata  dall’azione  stessa  e 
dalla  sua  ripetizione  nel  tempo  secondo  una  precisa 
sequenza: 
 
intenzione > azione > ripetizione 
 
L’intenzione  corrisponde  alla  formulazione  mentale 
del programma con la generazione di schemi virtuali 
adattativi,  in  grado  di  incrementare  la  positività  del 
risultato da ottenere con l’azione. 
L’azione corrisponde al passaggio successivo, quando 
operiamo  la  scelta  di  intervenire  nel  Reale,  cercando 
di  realizzare  compiutamente  quanto  immaginato 
attraverso la pianificazione. 

48
L’ultimo  passo  è  caratterizzato  dalla  ripetizione 
intenzionale  dell’azione  nel  tempo  per  consolidarne 
gli effetti. 
I  problemi  iniziano  nel  momento  in  cui  viene 
n
erroneamente interrotta questa virtuosa sequenza; ciò  F i lippi
a N adia
accade  quando  la  mente  agenera  r t iene scenari  negativi 
p p
funzionali  alla  sopravvivenza, 
b o ok a senza  però  procedere 
s t o e
e
all’azione.   Qu
Un  esempio  classico  è  l’esposizione  a  un  evento 
avverso  (lutto,  separazione  affettiva,  perdita  del  posto  di 
lavoro, etc.), che condiziona spesso un comportamento 
anomalo della mente: un dissipante e negativo flusso 
di  pensieri  ripetitivi,  che  rinforza  pericolosamente  il 
senso di paralisi dinanzi a quanto è accaduto.  
Senso  di  smarrimento,  incertezza  e  incapacità  di 
reagire in modo costruttivo inquinano le risorse vitali 
della  mente  e  del  corpo.  La  bussola  che  ci  orientava 
con  sicurezza  fino  a  poco  tempo  prima,  ora  sembra 
girare all’impazzata. 
 
Ci si trova improvvisamente imprigionati nei tentacoli 
invisibili  e  velenosi  di  questi  pensieri  intrusivi, 
perdendo di vista l’unica via di salvezza: l’azione. 
Senza  il  passaggio  all’azione  diventa  molto  più 
doloroso  e  complicato  uscire  dalla  cristallizzazione 
della  memoria  traumatica  dell’evento,  operata  non 
49
più  dall’evento  stesso,  ma  dalla  testarda  resistenza 
della mente a ogni possibile e salvifico cambiamento. 
Sputare il rospo è la manovra primaria nel programma 
che ho denominato Out‐of‐Me.  
E’  opinione  diffusa  e  condivisa  che  per  sputare  un 
rospo  sia  necessario  comunicare al  diretto  interessato 
il motivo del nostro malessere. Se abbiamo subìto  un 
torto e il ricordo di questa esperienza brucia dentro di 
noi, dobbiamo liberarci da questo disagio il più presto 
possibile. Non sempre, però, è possibile fare outing; le 
regole  sociali  imposte,  le  nostre  credenze  familiari 
(non  dire  niente,  evita  il  conflitto,  etc.),  il  modello 
comportamentale a cui siamo fedeli, bloccano l’azione 
di  sputare  il  rospo.  Cosa  fare?  Fare  finta  di  niente, 
sperando  che  il  disagio  possa  dileguarsi  d’incanto,  è 

pin
ilip
un  meccanismo  fallimentare  e  tossico  per  l’equilibrio  aF
emozionale.  
adi

Ma se non posso gridare al diretto interessato tutto il 
aN
ne

risentimento  che  provo  nei  suoi  confronti,  come  mi 


rtie

devo comportare? 
ppa

In  primo  luogo  occorre  essere  consapevoli  di  questo 


ka
boo

circuito  erratico,  il  sabotaggio  dell’azione  a  opera 


oe

della  mente;  successivamente  è  necessario  attivare 


est

strategie utili a interrompere il fenomeno di paralisi. 
Qu

Una  di  queste  strategie  è  quella  di  trasferire  il  più 


rapidamente  possibile  il  messaggio  emozionale 
50
negativo  dall’interno  all’esterno  di  noi  stessi 
(programma Out‐of‐Me). 
 

e
Qu

 
 
Come operare attivamente questa trasformazione? 
Una manovra molto efficace è quella di scrivere su un 
foglio  il  contenuto  emozionale  negativo  (come  viene 
proposto in appendice).  
L’azione  dello  scrivere  consente  di  eseguire  un  salto 
quantico nel processo di traformazione.  
Scrivere  permette  di  isolare  e  condensare  in  ambito 
extracorporeo  (fuori  da  me)  il  magma  informe  e 
doloroso delle memorie.  
Ora ho la possibilità di vedere le mie emozioni, posso 
acquisire  una  distanza  visiva  da  questo  contenuto 
disturbante; la manovra è completa solo se rispetta la 
sequenza di intenzione, azione e ripetizione.  
In  altre  parole  il  primo  passaggio  è  quello  di 
immaginare il contenuto di quanto scriverò sul foglio 
(intenzione).  Il  secondo  passo  è  quello  di  scrivere  sul 
foglio  il  contenuto  emozionale  disturbante,  facendo 
attenzione  nella  chiarezza  dei  dettagli,  come  se 
51
eb
o
est
dovessi  spiegare  a  un  estraneo  il  motivo  del  mio 

Qu
malessere (azione).  
Per  potenziare  il  processo  di  trasformazione,  si 
disegna  il  simbolo  della  sinusoide  sull’affermazione 
negativa.  
 

 
Il terzo e ultimo passaggio è quello relativo alla lettura 
quotidiana  della  frase  fino  al  momento  in  cui  si 
diluisce ogni moto emozionale (ripetizione). 
La corretta esecuzione della magica sequenza (intenzione 
> azione > ripetizione) può essere applicata non soltanto 
nel caso di affermazioni negative, ma anche quando si 
desideri  realizzare  un  programma  o  un  progetto  che 
ci sta a cuore (applicando il segno Y). 

 
52
Il Simillimum Emozionale 
 

 
 
n
pi

Ero intelligente e volevo cambiare il mondo.  
lip
Fi

 Ora sono saggio e sto cambiando me stesso. 
ia
ad

Dalai Lama   
aN
e

 
en
ti
ar

Erich  Koerbler  ha  introdotto  il  neologismo  Neue 


p
ap

Homeopathie  (Nuova  Omeopatia)  per  descrivere  un 


k
oo
eb

nuovo  e  originale  modello  terapeutico,  che  trae 


to
s
ue

spunto  dai  precetti  della  medicina  elaborata  da 


Q

Samuel Hahnemann, padre della teoria omeopatica.  

53
Ispirandosi  al  suo  modello  di  similarità  (similia 
similibus  curantur),  ha  trasferito  l’azione  terapeutica 
dal rimedio omeopatico (vegetale, animale e minerale) a 
quella  dell’informazione,  utilizzando  l’acqua  come 
vettore primario. 
In  altre  parole  si  tratta  di  una  manovra  terapeutica, 
che  Koerbler  ha  chiamato  Wasseruebertragung  e  che 
prende  spunto  dal  messaggio  dell’affermazione 
negativa. 
 
Ques
to eb
ook a

Come  potenziare  l’efficacia  di  questo  messaggio  sul 


ppar

piano terapeutico?  
tiene

Trasferendo  semplicemente  l’informazione  all’acqua 


aNad

contenuta in un bicchiere. Il soggetto tiene nella mano 
sinistra il foglietto con l’affermazione negativa e nella 
ia Fil

destra sorregge un bicchiere colmo d’acqua. 
ippin

54
Concentrandosi  mentalmente  per  un  periodo  di 
tempo  da  1  a  un  massimo  di  3  minuti,  visualizza  il 
passaggio dell’informazione dal foglietto all’acqua. 
Terminata  la  visualizzazione,  beve  tutto  il  contenuto 
del  bicchiere,  ripetendo  l’operazione  ogni  giorno  per 
una  durata  complessiva  stabilita  mediante  il  test 
chinesiologico  o  la  risposta  radioestesica  (uso  del 
biotensor).  Il  procedimento,  anche  se  potenzialmente 
efficace,  risente  dei  limiti  dati  dalla  sua  applicazione 
quotidiana.  Chi  si  prende  il  tempo  di  eseguire  ogni 
giorno  questa  manovra?  Consapevole  di  questo 
limite,  ho  elaborato  una  nuova  variante,  ispirata  non 
aNadia Filippin

soltanto  all’originale  modello  proposto  da  Koerbler, 


ma  integrata  dalle  ricerche  sull’acqua  del  celebre 
Masaru Emoto. 
Lo  scienziato  giapponese  ha  studiato  per  decenni  le 
partiene

possibili  modificazioni  morfologiche  del  cristallo  di 


ghiaccio,  sottoposto  al  contatto  informazionale  con  le 
Questo ebook ap

più diverse sorgenti (parole, suoni, musica, etc.).  
Partendo  dall’ipotesi  che  l’acqua  risponde  a  ogni 
genere  di  informazione  memorizzandone  gli  effetti, 
ha  dimostrato  questi  cambiamenti,  fotografando 
migliaia di cristalli di ghiaccio nel suo laboratorio. 
 
Nella  prima  fase  della  sperimentazione  l’acqua 
contenuta  in  un  flacone  di  vetro  viene  esposta  a  una 
55
particolare  informazione  (per  esempio  alla  coppia  di 
parole  Love  +  Gratitude);  in  un  secondo  momento 
l’acqua  viene  fatta  congelare  e  successivamente  si 
fotografa  il  cristallo  di  ghiaccio  (cristallizzazione  del 
messaggio) per osservarne i cambiamenti di forma. 
Le  fotografie  realizzate  dimostrano  elevati  gradi  di 
simmetria  quando  l’acqua  viene  esposta  a  sorgenti 
armoniche  (parole  e  affermazioni  positive);  presenta 
invece  drammatiche  alterazioni  morfologiche  e 
collasso  della  struttura  cristallina  se  la  sorgente  è 
disarmonica  (affermazioni  come  “io  ti  uccido”  o  musica 
del genere heavy metal).  
Insomma  l’acqua  dimostra  di  esibire  un’elevata 
quanto  inaspettata  sensibilità  alle  informazioni 
provenienti  dal  mondo  esterno;  attraverso  le 
modificazioni  di  forma  e  brillantezza  il  cristallo 
d’acqua congelata ricorda il contatto con la sorgente.  
Sulla  base  di  queste  incredibili  sperimentazioni  ho 
personalizzato la manovra di Koerbler, sostituendo il 
passaggio della visualizzazione con il diretto contatto 
fra  affermazione  negativa  e  acqua  (variante  sec.  Di 
a e
ien

Spazio). 
rt a
pp

In  altre  parole  la  manovra  è  composta  dai  seguenti 


a k

passaggi: scrivere su un foglietto di carta (grandezza di 
oo b e

un’etichetta)  l’affermazione  negativa  accompagnata 


s to

dal  glifo  della  sinusoide  e  applicare  l’etichetta  su  un 


e
Qu

56
flaconcino  contagocce  contenente  acqua  (meglio  se 
acqua minimamente mineralizzata).  
Scuotere  con  intensità  il  flaconcino  prima  di  riporlo 
nel  congelatore;  estrarre  il  flaconcino  con  l’acqua 
ghiacciata e attendere lo scongelamento.  
Infine  assumere  quotidianamente  il  contenuto  nella 
quantità di 5 gocce per 3 volte prima dei pasti per un 
periodo di 3 settimane. 
 

a
aN
ne
r tie
a
app
o k
o
  eb
sto
57
Que
Ques
toeboo
Vivere più leggeri
k app
a
 
rtien
e aN
adia
Filipp
in

Il comando imperativo per vivere più leggeri è il


seguente: la vita ha senso solo quando usciamo
da noi stessi. Cosa significa? Vuol dire che
soltanto quando passiamo all'azione, ingannando le
trappole paralizzanti della nostra mente e i
sabotaggi dei pensieri intrusivi, possiamo aspirare
a una maggiore libertà; libertà conquistata
attraverso il disciplinato silenziamento dei
programmi virali della mente, che può diventare un
pericoloso nemico se la sua pianificazione non
viene accompagnata dall'agire.
Azione significa generare una nuova realtà, una
realtà in sintonia con quello che desideriamo.

58
Alla  luce  di  quanto  è  stato  scritto  sull’importanza 
della  cosiddetta  sequenza  magica  (intenzione,  azione, 
ripetizione),  possiamo  comprendere  con  maggiore 
acutezza  il  significato  profondo  e  veritiero  delle 

Questo ebook appartie


parole  di  Menelippo.  Menelippo,  il  più  bello  tra  i 
giovani  allievi  di  Socrate,  disse  un  giorno  al  filosofo 
che aveva lodato la perfezione del suo naso: “Non si è 
mai  felici  per  quello  che  si  ha,  Maestro,  ma  soltanto 
per quello che si fa. O si rifa.” Menelippo comprende 
che  solo  quando  prendiamo  le  distanze  dai  limiti  del 

ne aNadia Filippin
possesso  (quello  che  si  ha)  e  dalle  primitive 
rivendicazioni  dell’Ego  rettiliano  (io,  io,  io),  si  genera 
la possibilità di compiere un salto quantico nel nostro 
processo evolutivo. 
 
Il cambio di paradigma prende avvio dal momento in 
cui  si  esprime  con  chiarezza  un  consapevole  ordine 
emotivo  nella  nostra  vita.  Uscire  da  noi  stessi  ci 
consente  non  soltanto  di  prendere  le  distanze  dalle 
ferite dell’Ego mediante l’uso di vantaggiose strategie, 
ma ci spinge verso il mondo e verso l’esperienza con 
maggiore  leggerezza.  L’esposizione  a  un  evento 
avverso  (lutto,  tradimento,  separazione  affettiva,  conflitti 
lavorativi, menopausa, etc.) genera ferite profonde anche 
se invisibili, che perdurano molto a lungo.  

59
Abbiamo disimparato a comportarci come la gazzella 
sfuggita  all’attacco  potenzialmente  mortale  della 
leonessa. Passato il pericolo, la mite gazzella cosa fa? 
Scrolla  il  corpo  come  per  liberarsi  dagli  effetti  nocivi 
dell’esperienza  stressante  appena  conclusa;  in  questo 
modo  riesce  a  resettare  le  informazioni  disturbanti 
dell’evento  per  affrontare  con  slancio  un  nuovo 
giorno.  Nell’umano  questo  meccanismo  difensivo  è 
inceppato  o  inibito  perché  a  differenza  degli  altri 
mammiferi  possiede  un  dispositivo  evolutivo  unico: 
la coscienza.  
Ma  questo  meraviglioso,  unico  e  inimitabile  gioiello 
biologico può produrre imprevisti effetti collaterali.  
L’esposizione all’evento avverso genera una ripetitiva 
serie di scenari virtuali negativi e di pensieri intrusivi 
(mind‐loop)  in  grado  di  rinforzare  il  peso  emotivo  di 
quanto  è  accaduto.  Non  possiamo  più  dimenticare 
l’evento,  perché  la  memoria  dello  stesso  viene 
continuamente  consolidata  dall’azione  rimuginativa 
della  mente:  senza  saperlo  si  cade  rovinosamente 
nella trappola e si stenta a trovare la via d’uscita. 
Per  quanto  paradossale  e  svantaggioso,  il  ricordo  Questo ebook
ossessivo del trauma viene trattenuto con tenacia per 
un arco di tempo molto lungo. La mente è aggrappata 
a  quel  ricordo,  perché  il  suo  vincolo  costituisce  una 
sicurezza, anche se negativa e distruttiva.  
60
eb
to s
ueQ
Cosa  mi  potrebbe  accadere  se  per  caso  riuscissi  a 
dimenticare  quell’evento?  Con  quale  altro  ricordo 
potrei  sostituirlo?  Forse  è  preferibile  non  correre  il 
rischio  di  un  salto  nell’ignoto,  ma  confrontarsi  ogni 
momento con i nodi irrisolti della memoria.  
Questo remissivo atteggiamento costituisce una forma 
di  identificazione  nel  dolore  e  ripropone  il  tema 
dell’alibi,  così  caro  alla  mente:  la  mia  condizione  è 
giustificata  da  quanto  è  accaduto,  io  sono  totalmente 
identificato con gli effetti di quell’esperienza. 
Il  labirinto  del  dolore  si  comporta  come  una  selva  di 
piante  infestanti,  programmata  per  proliferare  in 
modo tumultuoso.  
 
L’unica  forma  di  contrasto  è  quella  legata  all’azione 
(simbolica,  terapeutica,  etc.),  che  può  segnare  il  vero  e 
decisivo  punto  di  svolta,  il  transito  benefico  verso  la 
trasformazione.  Insisto  molto  con  i  miei  pazienti 
sull’uso  preventivo  di  quelli  che  ho  chiamato  sms 
emozionali, le affermazioni negative accompagnate dal 
segno  della  sinusoide,  perché  dimostrano  un  elevato 
potenziale  terapeutico.  In  molti  casi  ho  notato  una 
riluttanza nell’eseguire questa manovra e per un certo 
periodo non riuscivo a comprenderne il significato.  
 

61
Qu

Quale  misterioso  meccanismo  inibisce  il  semplice 


fatto  di  scrivere  sul  foglietto  il  motivo  del  proprio 
malessere? La riluttanza nell’eseguire questa semplice 
operazione è condizionata dal sabotaggio della mente 
che censura, ridicolizzandolo, il passaggio all’azione. 
Nel contempo è anche vero che gli schemi familiari e 
sociali impongono da tempo immemore la segretezza 
delle  emozioni,  l’occultamento  del  sentire  personale 
come  indice  di  forza.  Comunicare  il  malessere  nei 
modi  e  nei  tempi  opportuni  non  deve  essere  letto 
come  un  segnale  di  vulnerabilità  o  di  cedimento,  ma 
come una misura di prevenzione.  
 
L’azione di mettere nero su bianco il motivo del disagio 
è percepito molto spesso come una forzatura inutile e 
genera  negli  interessati  una  sensazione  di  sconcerto 
(cosa devo scrivere?).  
Per  questo  motivo  è  preciso  compito  dell’operatore 
aiutare  il  Paziente  nella  redazione  del  messaggio, 
orientandolo con tatto e sensibilità.  
 
Sul  piano  terapeutico  lo  scritto  si  comporta  come  un 
condensatore  grafico,  un  vettore  capace  di  spostare  il 
segnale intrusivo dall’interno del contenitore corporeo 
all’ambiente esterno.  
 
62
Appendice 
Questo ebook appartiene aNadia Filippin
 
 

 
 
Se l’anima è leggera e lo spirito è buono,  
chiunque si sente soddisfatto  
con acqua e insalata.  
Cìntia Moschovich 
 
 

63
Sms Emozionali dei Pazienti 
 
 
 
Tutto quello che possiedi deve stare in una valigia,  
allora la tua mente sarà libera.  
Charles Bukovski 
 
Questa parte dell’appendice è dedicata agli esempi di 
scritti  dei  pazienti,  tratti  dalla  pratica  clinica.  Ho 
inserito  un  certo  numero  di  casi  non  soltanto  per 
mostrare dal vivo cosa significhi redigere il cosiddetto 
Sms  Emozionale,  ma  soprattutto  per  insistere  sulla 
fondamentale azione terapeutica dei medesimi. 
Il  primo  consiglio  agli  operatori  è  quello  di  aiutare 
l’utente  a  compilare  lo  scritto  durante  la  sessione  e 
non di consigliarne la redazione in sede domiciliare.  
Questa piccola strategia consente di rompere il ghiaccio, 
affrontando  insieme  le  difficoltà  di  esprimere  il 
contenuto emozionale disturbante.  
Q

Accade di frequente infatti che il Paziente si dimostri 
ue
s to

disorientato, impreciso e apparentemente incapace di 
eb
o

verbalizzare il motivo del disagio. Non siamo abituati 
ka o
p

a  esprimere  e  verbalizzare  i  nostri  stati  d’animo, 


pa
r
it en

perché gli schemi e le credenze sociali impongono una 
e
Na a
d ia

64
Fi
li p pin
falsa reticenza: il non‐detto diventa spesso e volentieri 
una presenza muta  con cui conviviamo, ignorandone 
gli  effetti  devastanti  sul  nostro  ordine  emozionale  e 
sullo  stato  di  benessere  fisico.  Le  regole  familiari  e 
sociali  con  cui  siamo  stati  educati  impongono  una 
severa censura sulle dinamiche del sentire, come se si 
trattasse  di  una  pericolosa  e  umiliante  forma  di 
fragilità  dell’individuo.  Sputare  il  rospo  è  il  primo  e 
fondamentale  precetto  di  quella  che  chiamo  igiene 
emozionale.  
Ma sputare il rospo non significa comunicare per forza 
il  mio  disagio  alla  persona  interessata;  un’alternativa 
vincente  e  risolutiva  è  quella  offerta  dalla  possibilità 
di estrinsecare il malessere attraverso la formula dello 
scritto  (Sms  Emozionale).  Comunicare  con  decisione 
all’esterno  del  sistema  corpo‐mente,  è  la  chiave  per 
aspirare al benessere psicofisico.  
Vale  nel  caso  di  conflitti  emozionali,  così  come  per 
progetti e programmi desiderati.  
Non possiamo trascorrere l’intera esistenza sognando 
un  sogno,  che  la  mente  giudica  irrealizzabile: 
dobbiamo  riprodurre  nel  Reale  i  tasselli  di  questo 
mosaico,  perché  possa  progressivamente  prendere 
ook ap
forma  e  consolidarsi.  Il  Sogno  rimane  tale  perché 
Questo eb
siamo  i  primi  a  tenerlo  incarcerato  dentro  di  noi, 
impedendogli di spiccare il volo. 
65
Tornando  all’importanza  terapeutica  dei  cosiddetti 
Sms  emozionali,  mi  preme  sottolineare  alcuni  dettagli 
per la corretta redazione dei medesimi. 
Il  messaggio  espresso  sullo  scritto  deve  essere  il  più 
chiaro  possibile  e  non  generico,  come  potrebbero 
essere la frasi del tipo sono triste, sono preoccupata, sono 
angosciata.  Debbo  confrontarmi  con  il  vero  nodo  del 
conflitto per lanciare un messaggio coerente:  
sono triste, perché Mario mi ha lasciata senza preavviso per 
mettersi con Antonella. 
Bisogna far precedere lo scritto con la data precisa in 
cui viene redatto (datazione del messaggio), in modo da 
localizzare  nella  dimensione  del  Tempo  il  contenuto 
emozionale disturbante.  
n i
pp
Scrivere a mano evitando l’uso del computer, mette in 
li
Fi
a i
luce  non  soltanto  la  nostra  personalità,  ma  esibisce 
ad
aN
un’informazione  vibrazionale  unica,  perché  legata  al 
ne e
rti
contenuto dell’affermazione negativa. Inoltre il foglio 
a p
ap
sul quale scriviamo il messaggio, deve essere bianco e 
k o
bo
intonso (privo di intestazioni).  
e
o
st
ue
  Q
In  ultimo,  seguendo  le  indicazioni  dello  studioso 
Erich  Koerbler,  sigliamo  l’affermazione  con  il  segno 
grafico  della  sinusoide,  che  accellera  il  processo  di 
conversione  del  segnale  (da  negativo  a  positivo).  Buon 
Out‐of‐Me a tutti! 
66
67
Questo
ebook
apparti
ene aN
adia Fi
lippin
68
Quest
Q
ue
tos
eb
oo
k
pp a
r a
tie
e n
aN
ad
a i
Fi
pp li
n i

 
Provo  malessere  verso  mio  marito  perché  beve  e  mi  tratta 
male e perché è come se io non esistessi. 

69
in
Filipp
Nadia
iene a

Mi è crollato il mondo addosso quando ho scoperto che mia 
ppart

sorella aveva rubato i soldi ai genitori 
ook a

 
to eb
Ques

70
Que
sto
ebo
ok a
ppa

Sono depresso da quando ho chiuso la gelateria in Germania 
rtien

 
e aN

 
adia

 
Filip

 
pin

71
Q
ue
st
o
eb

 
oo
k

Ogni  volta  che  mi  veniva  il  mestruo  dopo  l’inseminazione 


ap
pa

mi  sentivo  una  donna  incapace  di  procreare,  una  moglie 


rti
en

inadeguata nei confronti di mio marito 
e
aN
ad

 
ia
Fi

 
lip
pi
n

 
72
 
 

n e
rti a p
ap
k o
bo e
o
st
ue
Q

 
Sono  molto  preoccupata  perché  se  non  mi  operano  subito 
possono  partire  delle  cellule  e  forse  avere  qualche  altro 
tumore da qualche altra parte del corpo. 

73
pin
ili p
F
dia
a
aN
i ene
t
par
ap
ook
eb
esto
Qu

Sono  stufo  di  stare  male,  di  piangermi  addosso,  di  essere 
sempre indeciso. 
 

74
 
 
Ho  l’impressione  che  mi  si  fermi  il  cuore,  quando  penso 
all’inutilità di questo divorzio. 
 

75 Questo
ebook
apparti
ene aN
 
 
 
Sono  molto  angosciato  per  le  palpitazioni,  perché  mi 
ricordano quel terribile periodo del giugno 1995, quando ho 
sofferto di aritmia.  sto
Que
ebo
  ppa
ok a
rtien
e aN 76
adia
Filip
pi
e aN
rt ien
a
app
k
oo
eb
e sto
Qu

il mio ex mi sta rendendo la vita impossibile con accuse 
infondate su di me e sui figli. Non lo sopporto più, mi deve 
lasciare in pace 

77
o
eb
to
es
Qu
 

 
 

 
 
 
 
 
Mi  pesa  molto  che  per  motivi  economici,  ho  dovuto 
accettare questo nuovo lavoro molto faticoso, dove devo fare 
le pulizie. 
78
Questo ebo

 
 

 
 
 
 
ho lasciato il lavoro nel 2008 perché sia a livello lavorativo, 
che  a  livello  ambientale  non  mi  sono  rivisto  in  quello  che 
faccio… 
79
 
ueQ
to s
eb

 
 
 
 
 
Quando  ho  subito  l’abuso  mi  sono  sentita  completamente 
paralizzata dal comportamento inaspettato di N., che mi ha 
intimato di non dire niente a nessuno 

80
Questo ebook appartiene aNadia Filippin

Sono molto arrabbiata con mia madre perché non si è presa 
cura di me quella volta che ho subito violenza ha taciuto con 
tutti anche con me 
81
Questo ebo

 
 
ok appartie

 
 
 
ne aNadia

 
 
 
Filippin

 
Mi  sento  un  gran  peso  sulle  spalle,  perché  non  riesco  a 
trovare  una  soluzione  alternativa  all’accudimento  di  mia 
madre 
82
 
 
 

 
Pur avendo l’impressione di dare tutta me stessa, va tutto 
Q
male e non ricevo niente in cambio 
st
ue
o
  oo
eb
k
ap 83
pa
rti
en
vincenzo di spazio, MD 

Tavola di cronoriflessologia spinale

Questo ebook appartie


adia Filippin ne aN

dispazioebook
 
84
Qu
est
oe
boo
ka
ppa
rtie
ne
aN
Tabella di conversione cronospinale dal 1° al 90° anno 
adi
aF
di vita  ilipp
in
(Di Spazio, 1996) 
 
C1    1°  60°  61° 
C2  2°‐3°  58°‐ 62°‐
59°  63° 
C3  4°‐5°  56°‐ 64°‐
57°  65° 
C4  6°‐7°  54°‐ 66°‐
55°  67° 
C5  8°‐9°  52°‐ 68°‐
53°  69° 
C6  10°‐ 50°‐ 70°‐
11°  51°  71° 
C7  12°‐ 48°‐ 72°‐
13°  49°  73° 
D1  14°  47°  74° 
D2  15°  46°  75° 
D3  16°  45°  76° 
D4  17°  44°  77° 
D5  18°  43°  78° 
D6  19°  42°  79° 
D7  20°  41°  80° 
D8  21°  40°  81° 
D9  22°  39°  82° 
D10  23°  38°  83° 
D11  24°  37°  84° 
D12  25°  36°  85° 
L1  26°  35°  86° 
L2  27°  34°  87° 
L3  28°  33°  88° 
L4  29°  32°  89° 
L5  30°  31°  90° 
 

85
Qu
Set dei Segni di Koerbler 

es
to
 

eb
oo
 

k
ap
 

pa
rtie
Il set dei Segni di Koerbler, riprodotto personalmente 

ne
dall’autore,  viene  offerto  in  dotazione  agli  operatori. 

aN
ad
Le  carte  possono  essere  stampate  anche  su  carta 

ia
Fil
fotografica  per  un  miglior  rendimento  visivo  e  per 

ipp
incrementarne la durata d’uso. 

in
Come utilizzare con successo il set dei segni?  
Di  norma  il  radioestesista  sceglie  il  simbolo  più 
adatto,  testandolo  con  le  oscillazioni  del  biotensor, 
mentre  il  chinesiologo  ne  verifica  l’idoneità  curativa 
attraverso  le  risposte  di  adattamento  del  muscolo 
deltoide. 
Un’altra modalità di utilizzo dei Segni è quella offerta 
dal test cronoposturale (Di Spazio‐Martani, 2010). 
Il  soggetto  si  posiziona  in  stazione  eretta,  a  occhi 
chiusi  e  con  i  piedi  ravvicinati,  mentre  l’operatore 
pone  la  mano  sinistra  a  20  centimetri  dal  suo  torace; 
con  il  dito  medio  della  mano  destra  viene  sfiorato  il 
punto  spinale  relativo  all’età  dell’evento  traumatico 
(per  esempio  l’apofisi  spinosa  della  3°  vertebra  dorsale  per 
un  lutto  avvenuto  in  16°  anno  di  vita)  e  si  osservano  le 
oscillazioni posturali del soggetto.  

86
ia
ad
aN
ne
tie
r
pa
Si  raccomanda  di  porre  una  particolare  attenzione 

ap
k
nell’esecuzione  di  questo  test,  poiché  in  alcuni  casi  il 

oo
eb
soggetto può perdere l’equilibrio, rischiando di cadere 

o
st
ue
e di coinvolgere l’operatore. 
Q
 

 
 
Il soggetto impugna nella mano sinistra la carta con il 
simbolo, valutando la sua risposta oscillatoria. Il test è 
finalmente  positivo  nel  momento  in  cui  la  carta 
selezionata  genera  una  buona  stabilità  posturale  del 
soggetto.  Si  ripete  nuovamente  il  test  dopo  aver 
disegnato il simbolo selezionato sul punto spinale.  
E’  anche  possibile  stabilire  la  durata  complessiva  del 
trattamento (quanto tempo il segno deve essere riprodotto 
sulla cute) con l’aiuto delle carte dei giorni. 

87
e
Qu

 
 

88
Qu
es
to
eb
oo
ka
pp
ar
tie
ne
aN
ad
ia
Fi
lip
pin

 
 

89
Note sull’autore 
 
 
Vincenzo  Di  Spazio  (1962),  medico  olistico,  è  un  autorevole  esponente  della 
psicologia  energetica  italiana.  Durante  gli  studi  universitari  di  medicina, 
incontra nel 1985 colui che sarà la sua prima guida nel mondo della medicina 
naturale, l’iridologo e omeopata Siegfried Rizzi (1915‐1987).  
 
Dal 1990 al 1991 è stato Dirigente del Servizio Sanitario presso la Compagnia 
Alpini Paracadutisti “Monte Cervino” di Bolzano. 
Ha  insegnato  in  qualità  di  professore  incaricato  alla  Scuola  Quadriennale 
Post‐Laurea di Biotipologia e Metodologia Omeopatica presso l’Università di 
Urbino  dal  1994  al  2002,  dove  è  stato  anche  Membro  di  Commissione 
d’Esame e di Discussione Tesi.  
 
Dal 1992 al 2002 ha svolto attività di Direttore Scientifico del Centro Dorimo 
di  Padova  ed  è  stato  Docente  in  Cronoriflessologia,  Iridologia,  Oligoterapia, 
Fitogemmoterapia e Floriterapia.  
Nel 2008 ha insegnato come docente ospite al Corso di Neuroscienze e Teorie 
della Mente presso la Scuola Superiore dell’Università di Catania (coordinato 
dal prof. Alberto Giovanni Biuso).  
Nel biennio 2008‐09 ha tenuto 2 seminari di medicina complementare presso 
la  Divisione  Malattie  Infettive  dell’Ospedale  Centrale  di  Bolzano  e  un  corso 
monotematico per l’Associazione Italiana Odontoiatri (A.I.O.). 
 
Nel 1996 ha identificato l’orologio spinale dei traumi (spinal clock), una griglia 
temporale  proiettata  sui  24  punti  della  colonna  vertebrale,  scoperta  che  ha 
ispirato da quel momento in avanti tutta la sua attività di ricerca.  
Sulla  base  di  queste  nuove  evidenze  sperimentali  ha  introdotto  una  nuova 
metodica  di  intervento,  denominata  cronoriflessologia  (AgeGate  Emotional 
Questo

Release).  
 
Nel decennale della scoperta (1996‐2006) pubblica Le polmoniti di marzo. Il gene 
ebook

emozionale,  testo  che  raccoglie  i  risultati  di  una  fondamentale  intuizione: 


l’orologio spinale registra non soltanto le esperienze traumatiche vissute nel 
corso della vita, ma contiene tangibili tracce di eventi stressanti nel gentilizio 
apparti

90
ene
(epigenomica emozionale). Le verifiche cliniche hanno consentito di estendere il 
modello  temporale,  applicato  ai  punti  della  colonna  vertebrale,  anche  alla 
mappa riflessologica del piede (cronoriflessologia plantare, 2011). 
Ispirandosi alle indagini del neuroscienziato Giuseppe Calligaris (1876‐1944), 
ha  introdotto  in  riflessologia  la  fotostimolazione  a  Led  bianco  (White  Led 
Photostimulation, WLP). 
 
Autore  di  diversi  testi  e  articoli  su  queste  scoperte,  svolge  la  sua  attività 
clinica  a  Bolzano.  Ha  fondato  la  scuola  di  Cronoriflessologia  e  conduce 
seminari di rilascio emozionale in acqua termale (Aquanesting) a Montegrotto 
Terme (Pd). 
 
Contatti con l’autore: 
 

n i
pp li
Fi
a i
ad
aN
ne e
rti a p
ap
k o
bo e
o
st  
ue
  Q
vincenzodispazio@gmail.com 
 
www.cronoriflessologia.blogspot.com 

91
Attività didattica 
 

in p
ilip F
diaa
ea
N
n
 
  art
ie
p p
L’attività  didattica  si  svolge  regolarmente  due  volte  all’anno  (edizioni 
ka
oo
primaverile  e  autunnale)  presso  l’Hotel  Garden  Terme****  di  Montegrotto  b
oe t
Terme (PD), sede istituzionale dei Corsi Residenziali di Cronoriflessologia.   ue
s
Q
Il  programma  del  corso  prevede  la  trattazione  dei  principi  teorici  della 
metodica  e  l’applicazione  di  essa  sui  punti  spinali  e  quelli  riflessi  del  piede 
(cronoriflessologia spinale e plantare). 
 

    La  cronoriflessologia  plantare  è  parte  integrata  nel  workshop 


residenziale di cronoriflessologia. 
 
Le date del calendario corsi sono consultabili direttamente al sito: 
www.cronoriflessologia.blogspot.com 
www.gardenspa.eu 
 
Per  informazioni  e  prenotazione  corsi  si  può  contattare  direttamente  la 
Segreteria dell’Hotel Garden: 
Tel. 049 89 11 699 
Fax  049 89 10 182 
Email garden@gardenterme.it 
Web www.gardenterme.it 
Corso delle Terme 7 – 35036 Montegrotto (Pd) 

92
Attività clinica 
 

 
 
 
Le sessioni individuali di cronoriflessologia integrata (intervento sui punti della 
colonna,  test  cronoposturale,  floriterapia  locale  e  sistemica,  omeopatia,  riflessologia 
dei meridiani di agopuntura, etc.) si svolgono presso la sede di Bolzano. 
 
n
i l i ppi
Le sessioni collettive si svolgono due volte all’anno (marzo e novembre) presso 
d i aF
l’Hotel Garden Terme di Montegrotto Terme (Pd) e sono identificate sotto la 
a
denominazione  Aquanesting®,  workshop  di e rilascio  aN emozionale  in  acqua 
t i e n
termale;  si  tratta  di  sessioni  guidate  in 
p p arpiscina  e  sono  adatte  anche  ai  non 
nuotatori.  
o o ka
  t o eb
es
Qu
Le sequenze motorie, facili da eseguire, si ispirano alla cronoriflessologia, alle 
tecniche  di  EFT  (Emotional  Freedom  Technique)  e  ai  principi  dell’agopuntura. 
La  sequenza  degli  esercizi  viene  preceduta  dalla  focalizzazione  individuale 
su eventi passati dolorosi o su condizioni di conflitto emozionale.  
La finalità delle sessioni acquatiche collettive è legata al rilascio emotivo delle 
memorie disturbanti. 
 
 
 
93
Altre pubblicazioni dell’autore 
 

Collana  dispazioebook

Le pubblicazioni digitali di Vincenzo Di Spazio sono disponibili presso: 
 
ultimabooks.simplicissimus.it 
 

Quest
o ebo

 
Titolo: I 24 Chakra del Tempo 
Pubblicazione: marzo 2011 
Editore: sbf narcissus 
 
La  cronoriflessologia  è  uno  strumento  relativamente  nuovo  (1996),  un 
originale e potente sistema di autoadattamento, basato sulla fortuita scoperta 
di  una  sequenza  di  Chakra,  ignota  alla  tradizione  classica.  Questi  vortici 
energetici,  localizzati  in  corrispondenza  delle  creste  ossee  della  colonna 

94
vertebrale, si distinguono da quelli codificati negli antichi testi indiani per la 

Ques
loro singolare azione: si comportano infatti come porte biologiche del Tempo 
in  grado  di  facilitare  lʹaccesso  alle  regioni  oscure  del  Passato,  dove  sono 

to eb
cristallizzati  gli  eventi  dolorosi.  Il  contatto  intenzionale  con  queste  memorie 
stressanti  mediante  la  stimolazione  riflessologica  ne  facilita  il  rilascio 

ook a
emozionale.  Liberando  le  emozioni  trattenute  dalla  matrice  dellʹevento,  il 
corpo‐mente  vive  lʹesperienza  di  un  benefico  mutamento,  di  un  progressivo 
alleggerimento  dal  peso  delle  memorie  dolorose  e  comincia  un  nuovo 
viaggio.  
Integro  questa  breve  presentazione  con  l’estratto  integrale  della  prefazione 
all’ebook,  curata  dal  professor  Alberto  Giovanni  Biuso,  filosofo  della  Mente 
all’Università di Catania: 
 
Vincenzo Di Spazio (1962) 
 
I 24 CHAKRA DEL TEMPO 
Come sciogliere i nodi del passato 
 
 
Ciò  che  il  corpomente  memorizza  istante  dopo  istante,  incontro  dopo 
incontro, pensiero dopo pensiero, non sono degli eventi ma dei significati, è il 
senso che noi attribuiamo agli eventi. Schopenhauer ha ragione: «il mondo in 
cui un uomo vive dipende anzitutto dal suo modo di concepirlo [...] Quando 
ad  esempio  degli  uomini  invidiano  altri  per  gli  avvenimenti  interessanti  in 
cui  si  è  imbattuta  la  loro  vita,  dovrebbero  piuttosto  invidiarli  per  la  dote 
interpretativa  che  ha  riempito  siffatte  vicende  del  significato,  quale  si  rivela 
attraverso la loro descrizione» (Parerga e Paralipomena, vol. I, Adelphi, Milano 
1981, p. 426). È altrettanto vero che questa capacità di interpretare gli eventi 
che ci accadono secondo una Stimmung serena oppure angosciosa dipende da 
una molteplicità di fattori. 
 
La  cronoriflessologia  di  Vincenzo  Di  Spazio  ha  individuato  alcuni  tra  i  più 
radicali  e  profondi  di  tali  elementi,  quelli  che  affondano  nella  memoria 
corporea  non  soltanto  dellʹindividuo  ma  anche  dei  suoi  genitori,  familiari, 
antenati e ‐alla fine‐ dellʹintera specie e, filogeneticamente, oltre essa: 
 
L’orizzonte temporale del nostro patrimonio genetico si estende così 
indietro nel tempo evolutivo, da lasciare senza fiato; significa in altro 

95
modo che dentro di noi si agita ancora l’ombra della scimmietta Pau, 
il  modo  con  cui  afferrava  frutti  e  bacche,  ma  forse  anche  la  rabbia 
delle lotte con i suoi simili per garantirsi la supremazia nel gruppo e 
per  potersi  riprodurre,  nonché  le  quotidiane  paure  di  finire  nelle 
fauci  di  sanguinari  predatori.  Tutto  questo  si  è  stratificato  dentro  di 
noi  per  tredici  milioni  di  anni  grazie  al  lavoro  preciso  dei  geni,  che 
hanno passato il testimone in una staffetta che si perde nella notte dei 
tempi. (p. 16)  
 
Si tratta di un affresco biologico e psicosomatico che consente di andare alla 
radice  del  nostro  stare  al  mondo,  del  nostro  essere  tempo  in  atto.  Mediante 
questa  ipotesi  ‐e  le  pratiche  terapeutiche  che  ne  conseguono‐  facciamo  pace 
con  i  traumi  nostri  e  di  quanti  ci  hanno  preceduto,  coloro  che  sapienze 
millenarie e rigorose hanno definito Manes, «le loro sofferenze rivivono in noi 
come se gli eventi accaduti anche in un lontano passato trovassero modo di 
ripetersi». Il legame del bios di ciascuno, del Leib che siamo, con i corpi e con 
le  vite  di  coloro  dai  quali  siamo  nati  è  assai  più  radicale  della  storia  e  delle 
sue  memorie  documentarie,  consapevoli,  selettive.  È,  infatti,  il  legame  del 
biologico con se stesso.  
 
Una  continuità  e  una  dipendenza  che  si  strutturano  come  patomimesi  e  cioè 
«l’imitazione  della  sofferenza  di  chi  abbiamo  amato  e  non  c’è  più»,  la 
condivisione  coi  quali  rimane  inalterata  «attraverso  il  tempo  delle 
generazioni». La struttura al cui interno il legame vive è lʹintera corporeità, e 
in  particolare  i  24  punti  spinali  bilaterali,  «24  aggregati  recettoriali,  ubicati 
lungo  la  colonna  vertebrale  e  in  corrispondenza  dei  processi  spinosi,  che  si 
comportano come importanti porte di accesso temporale: ogni punto spinale, 
o  meglio  ogni  singolo  sincronizzatore  spinale,  contiene  gli  engrammi  di 
eventi traumatici, avvenuti a una determinata età». 
Il  modo  di  questa  continuità  non  è  semplicemente  circolare  ma  assume  la 
forma  di  una  spirale,  la  forma  forse  più  universale  che  si  dia  nellʹuniverso, 
dalle  galassie  ai  “ritorni”  di  Vico,  dalla  tridimensionalità  della  materia  alla 
precessione degli equinozi.  
 
Qu
es

Il  risultato  diagnostico  ‐e  insieme  teoretico‐  di  tali  indagini  è  che  il  nome 
to

stesso  degli  umani  è  memoria,  una  memoria  che  consiste  nellʹinevitabile 


eb

dolore  dellʹaver  vissuto,  dellʹessere  stati,  dellʹessere  morti.  «Il  ricordo  del 
oo
ka

dolore è il dolore del ricordo», a cominciare dai ricordi che si accumulano sin 
pp
ar
tie

96
ne
aN
dalla  nascita  e  che  esistono  già  come  memoria  genetica  dei  corpi  dai  quali 
siamo scaturiti. Il ricordo delle ferite ci accompagna sempre, anche quando la 
coscienza desta sembra averle dimenticate.  
 
È  di  questo  ricordo  che  sono  fatti  i  trampoli,  i  quali  ‐splendida  immagine 
conclusiva  della  Recherche‐  crescono  col  tempo  sotto  di  noi,  «comme  si  les 
hommes  étaient  juchés  sur  de  vivantes  échasses  grandissant  sans  cesse, 
parfois  plus  hautes  que  des  clochers,  finissant  par  leur  rendre  la  marche 
difficile  et  périlleuse,  et  d’où  tout  d’un  coup  ils  tombent»  (M.  Proust,  À  la 
recherche  du  temps  perdu,  Édition  publiée  sous  la  direction  de  J.‐Y.  Tadié, 
Gallimard, Paris 1999, p. 2405). Questi trampoli sono i nostri ricordi, sono il 
dolore  che  cresce  laddove  «ciò  che  ci  ha  ferito  nel  passato,  sanguina  ancora 
oggi  nel  presente».  E  lo  fa  nella  duplice  forma  della  «stratificazione  delle 
passate generazioni in ogni cellula del corpo» e del «tempo‐memoria [che] si 
specchia nell’identità corporea di ognuno di noi e tesse le invisibili trame del 
destino  emozionale.  La  sfida  terapeutica  risiede  perciò  nel  riconoscimento 
incondizionato  di  questa  interdipendenza  fra  disagio  psicocorporeo  e 
sorgente  temporale  del  ricordo  doloroso.  Diventa  indispensabile  allora  la 
possibilità  di  confrontarci  con  la  natura  intima  del  Tempo,  che  scorre  e 
r t i e n e aNadia
attraversa le nostre esistenze». 
t o e b o ok appa
  Ques
Una  medicina  statica,  incapace  di  pensare  il  Tempo,  si  rivela  pertanto 
incapace di guarire. È dunque non soltanto ai pazienti che la proposta di Di 
Spazio  si  rivolge  ‐con  le  concrete  modalità  terapeutiche  che  questo  libro 
illustra in dettaglio‐ ma alla stessa scienza medica e a ciascuno di noi che vive 
e  ricorda,  ricordando  soffre,  ma  comprendendo  la  radice  temporale  e 
mnestica del dolore se ne può finalmente liberare. 
 
 
              Alberto Giovanni Biuso 
 
 

97
Questo ebook appartiene aNadia
Filippin

 
Titolo: Gli Gnomi dei Fiori Guaritori 
Pubblicazione: marzo 2011 
Editore: sbf narcissus 

Gli  Gnomi  dei  Fiori  Guaritori,  piccole  creature  dai  poteri  speciali,  traggono 
origine  da  quella  medicina  delle  emozioni,  la  Floriterapia,  sviluppata  dal 
gallese Edward Bach negli anni Trenta del secolo scorso. I cosiddetti Fiori di 
Bach sono estratti floreali, utilizzati in medicina naturale, per il riequilibrio di 
emozioni  e  sentimenti  disturbanti.  Gli  Gnomi  protagonisti  di  queste  quattro 
fiabe (Mimulus, Larch, Pine e Holly) hanno il compito di venire incontro alle 
richieste  di  aiuto  dei  bambini.  La  loro  azione  positiva  si  esplica  mediante  la 
preparazione  della  pozione  magica  e  con  il  superamento  di  una  prova, 
indispensabile per la guarigione emotiva del bambino. 

98
ippin
ia Fil
aNad
tiene
ppar
 

ook a
 

Titolo: La mappa dei traumi emotivi sul piede 
to eb

Pubblicazione: maggio 2011 
Ques

Editore: sbf narcissus 
 
NOVITA’ IN RIFLESSOLOGIA DEL PIEDE: è possibile intervenire sull’età in 
cui  abbiamo  registrato  un  evento  doloroso?  E’  possibile  ‐  mediante  la 
stimolazione  riflessologica  ‐  mitigarne  gli  effetti  sulla  sfera  emozionale  e  su 
quella  somatica?  L’ebook  La  mappa  dei  traumi  emotivi  sul  piede  risponde  a 
questi  interrogativi,  ripercorrendo  le  tappe  di  un’importante  scoperta, 
effettuata  nel  lontano  1996  dal  medico  italiano  Vincenzo  Di  Spazio:  dalla 
decodifica  dei  punti  spinali,  intesi  come  incredibili  porte  dimensionali  del 
Tempo  a  quella  dei  punti  riflessi  sulla  pianta  del  piede.  La  cronoriflessologia 
plantare  è  una  innovativa  metodica  di  intervento,  che  rientra  nel  panorama 
delle  terapie  neuro‐emozionali  e  si  basa  sulla  stimolazione  dei  punti  riflessi 
della colonna vertebrale sul piede. Se Robert St. John, scopritore della tecnica 
metamorfica,  ha  individuato  la  mappa  del  Tempo  prenatale,  Di  Spazio  ha 

99
codificato  sul  piede  la  rete  di  punti  in  relazione  ai  traumi  avvenuti  dopo  la 
nascita.  Il  contatto  intenzionale  con  questi  ricordi  dolorosi,  mediante  la 
stimolazione riflessologica, ne facilita il rilascio emozionale.  
Liberando le energie trattenute dalla matrice dellʹevento, il corpo‐mente vive 
lʹesperienza di un benefico mutamento, di un progressivo alleggerimento dal 
peso delle memorie dolorose e comincia finalmente un nuovo viaggio.  
L’ebook  è  arricchito  con  fotografie  di  casi  clinici,  schemi  e  mappe 
riflessologiche. 
 
Contenuti dell’ebook: 
 
• La cronoriflessologia                                                                     
• Breve storia della cronoriflessologia                                            
• Il dolore speculare                                                                            
• Il tempo speculare                                                                            
• Le ossa ricordano                                                                                
• Cronoriflessologia plantare                                                             
• La mappa del piede                                                     
• Le tecniche di stimolazione  
 
 

                                       
Que  
  sto e
boo
k ap
part 100
iene
aNa
dia F
Q
ue
st
o

 
eb
oo

 
k

 
ap
pa

Titolo: Poster componibile di cronoriflessologia plantare 
rti

Pubblicazione: giugno 2011 
en
e

Editore: sbf narcissus 
aN

 
ad
ia

Per  il  lettore!  Il  poster  componibile  non  è  un  classico  poster  cartaceo,  ma  un 
Fi
lip

documento digitale da scaricare e stampare in fogli assemblabili come le tessere 
pi
n

di  un  puzzle  (printable  poster).  Questo  poster  componibile  contiene  una  parte 
introduttiva  sulla  cronoriflessologia  plantare,  una  metodica  elaborata  per 
promuovere  il  rilascio  emozionale  dei  traumi  emotivi  e  una  sezione  con  la 
mappa del Tempo sul piede (griglia anagrafica delle età).  

Il poster componibile, da scaricare e stampare, è fornito in 3 diverse misure: un 
formato  da  tavolo  (cm  21  x  29,7)  e  due  formati  da  parete:  il  primo  con 
dimensioni cm 29,7 x 42 e il secondo di maggiore grandezza (cm 59,4 x 42).  

101
Titolo: Poster componibile di cronoriflessologia plantare 
Pubblicazione: settembre 2011 
Editore: sbf narcissus 
 
  Quest
o ebo
ok ap
Per  il  lettore!  Il  poster  componibile  non  è  un  classico  poster  cartaceo,  ma  un 
partie
ne aN
documento digitale da scaricare e stampare in fogli assemblabili come le tessere 
adia F
i
di  un  puzzle  (printable  poster).  Questo  poster  componibile  contiene  una  parte 
introduttiva  sulla  cronoriflessologia  spinale,  una  metodica  elaborata  per 
promuovere  il  rilascio  emozionale  dei  traumi  emotivi  e  una  sezione  con  la 
mappa del Tempo sulla colonna vertebrale (griglia anagrafica delle età).  

Il poster componibile, da scaricare e stampare, è fornito in 2 diverse misure: un 
formato da tavolo e un formato da parete: il primo con dimensioni cm 21 x 29,7  
e il secondo di maggiore grandezza (cm 42 x 59,4).  

102
Que
sto e
book
appa
rtien
e aN
adia
Filip
pin

Titolo: vademecum naturale per chi ha perso il seno 
Pubblicazione: agosto 2011 
Editore: sbf narcissus 
 
 
L’ebook  è  rivolto  a  chi  attraversa  il  delicato  momento  della  diagnosi  di 
tumore  al  seno  e  le  successive  fasi  di  cura.  Nel  vademecum  vengono 
dispensate semplici strategie di auto‐aiuto, indicazioni che hanno lo scopo di 
alleggerire  questo  impegnativo  cammino.  Come  la  guarigione  fisica  viene 
affidata  alla  sapienza  della  medicina,  così  la  guarigione  emotiva  può  essere 
concretamente facilitata dall’azione positiva di chi vive questa esperienza in 
prima persona. 
Il  testo  è  arricchito  da  fotografie  a  colori,  che  illustrano  le  strategie  di  auto‐
aiuto. 
 
Contenuti dell’ebook: 
 
• Capire perché                                                
• Le parole possono fare molto male            
103
• Ecologia delle emozioni                               
• L’identificazione positiva                            
• La terapia epistolare                                    
• I Fiori Guaritori                                             
• I punti riflessi per stare meglio                   
• Tecniche di Libertà Emozionale                  
• I tuoi suggerimenti                                       
• Appendice                                                      
• Ricorda cosa fare                                          
• Note sull’autore                                             
• Ti ringrazio     
 
 
 
 
in pp
Fili a di
Na
ea en
arti pp a
ook b
s t oe
e

                
Qu

 
 
 
104
Questo ebo
ok appartie
ne aNadia
Filippin