Sei sulla pagina 1di 1

I maggiori paesi consumatori di olio di oliva sono, nell'ordine, l'Italia (30% del

totale mondiale), la Spagna (20%), la Grecia (9%), gli Stati Uniti (8%), la Francia
(4%) e la Siria (3%), seguiti da Portogallo, Algeria, Marocco, Tunisia e Turchia
(tutti col 2%)[51]. L'Unione europea consuma il 71% della produzione mondiale,
mentre il bacino del Mediterraneo ne consuma il 77%[51].

Nel periodo 1996-2000, la media dei consumi mondiali è stata di 2.371.000 t. Nel
periodo si è oss
L'olio di oliva ed in particolare l'olio extravergine di oliva, per il suo alto
valore commerciale (alto prezzo e domanda rispetto ad altri oli alimentari) è tra i
prodotti alimentari più soggetti a adulterazione, sofisticazione, contraffazione.

L'olio di oliva risulta essere il prodotto alimentare più adulterato nell’Unione


Europea, tanto da costringere l’ufficio antifrode dell’Unione Europea ad istituire
una vera e propria task force per il controllo e la tutela dell’olio d’oliva.[41]
[42][43]

Il fenomeno non è recente e nonostante il progressivo adeguamento delle norme e


delle tecniche per individuare le principali frodi è ancora di notevole rilevanza,
soprattutto economica. In alcuni controlli in diversi paesi è emerso che molti
(oltre il 70% dei campioni)[44] dei prodotti commercializzati come olio
extravergine di oliva non superavano i test sensoriali e/o chimici definiti dagli
standard.[45][46][47] Il caso più grave di frode sanitaria riporta alla "sindrome
da olio tossico" che avrebbe colpito 20000 persone con oltre 1000 decessi.
Provocata in Spagna negli anni 1981-1982 dalla vendita come olio di oliva di un
olio di colza denaturato con un 2% di anilina ha avuto un impatto sulla salute
pubblica molto più rilevante delle varie frodi, nell'immediato dopoguerra con oli
esterificati, poi proibiti da una apposita legge, o di quella ancora segnalata con
oli esausti da frittura. Le frodi commerciali più frequenti comportano il miscelare
un olio di alto valore (per il paese di origine o perché biologico) con altro olio
analogo ma di minor costo e qualità. Altre frodi comportano: la miscelazione con
oli di semi, la sofisticazione con aggiunta di clorofilla e betacarotene, la
miscelazione di olio extravergine con olio di oliva (a volte olio lampante o olio
di sansa) raffinato. Una frode di difficile individuazione molto comune comporta la
deodorazione ad alta temperatura dell'olio extravergine d'oliva prodotto da olive
di bassa qualità o mal conservate.[48][49]ervata una costante tendenza all'aumento
dei consumi anche al di fuori dei paesi produttori, dove erano tradizionalmente
concentrati.