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SPECIALE

LA FISARMONICA NEL JAZZ


Da strumento anti-jazz a protagonista della
scena internazionale nella musica improvvisata.

22 MAGGIO 2012 STRUMENTI MUSICALI


DI RENZO RUGGIERI

L’evoluzione della fisarmonica jazz:


da Charlie Creath a Gus Viseur, da Gorni Kramer
ad Art Van Damme e Richard Galliano.

a fisarmonica non ha fatto parte della un organico che comprende anche chitarra “musette”, capace di coniugare la tradizione
tradizione afroamericana, pertanto si è e contrabbasso. Negli anni ‘20-’30 a Kansas popolare danzante a elementi improvvisa-
trovata a essere confinata, pregiudizial- City, nella big band di Bennie Moten si esi- tivi. Louis Richardet nel 1933 accompagna al
mente e prevalentemente, nella bisce al piano e alla fisarmonica suo nipote, pianoforte nella tournée francese il grande
musica popolare. Il noto musico- Buster Ira Moten. I brani registrati da Buster Louis Armstrong, ma già nell’anno prece-
logo Andrè Hodeir ebbe a definirla “anti- si segnalano, più che per la tecnica stru- dente aveva fondato un quintetto che inci-
Jazz”. Fortunatamente oggi si assiste all’e- mentale, per la sincera e indiscussa testi- derà con il violinista Michel Warlop.
satto contrario, ovvero a una sua riscoperta monianza dell’avvenuto incontro tra il Jazz Il più trasgressivo nello stile è certamen-
sulla base di una serie di novità contingenti, e lo strumento a mantice. Contemporaneo di te Charley Bazin che fonda un quartetto di
incentrate per lo più sulla contaminazione Moten è Joe Cornell Smelser che ebbe modo stampo swing. Chi incarna al meglio la fu-
etnica, grazie anche a musicisti di grande di suonare e incidere con nomi del calibro sione tra lo stile musette e l’improvvisazio-
spessore che hanno saputo coinvolgere e di Howard Carmichael, Tommy Dorsey, ne di stampo reinhardtiana è però la triade:
convincere pubblico e critica. Si può altresì Eddie Lang, Benny Goodman e soprattut- Gus Viseur, Tony Murena e Jo Privat. Il primo,
ritenere che la fisarmonica, in quanto og- to Duke Ellington, con cui incise nel 1930 figlio di un fisarmonicista, a sua volta di ori-
getto musicale di recente invenzione, abbia tre brani: Duble-Check Stomp, Cotton Club gine belga, ancora adolescente si guadagna
potenzialità timbriche ed espressive ancora Stomp e Accordion Joe, quest’ultimo di sua da vivere suonando nei bistrot parigini con
in gran parte da esplorare. composizione. Nella prima metà del secolo un ensemble in cui la fisarmonica sostitui-
Parlare di fisarmonica significa parlare è anche assai conosciuto l’oriundo italiano sce il violino, formula già adottata dal cele-
di una medesima famiglia di strumenti e Charles Magnante, che appena diciasset- berrimo Quintette du Hot Club de France.
includeremo anche: bandoneon, armonica, tenne incide con i Dorsey Brothers, Benny Di origine italiana è invece Tony Murena,
melodica, organetto. La fisarmonica nasce Goodman, Red Norvo, Joe Venuti, Gene stilisticamente molto elegante e creativo;
nei primi decenni dell’800 sul principio Krupa. È la Francia, alla fine degli anni ‘30, Murena adotta uno swing quasi cameristico,
dell’ancia libera, già adottato in Cina qual- ad assumere l’egemonia in Europa, infatti i con gruppi che prevedono, oltre alla fisar-
che millennio prima. Ci sono voluti diversi fisarmonicisti d’oltralpe manifestano la loro monica, due chitarre, contrabbasso, piano o
anni per arrivare all’attuale configurazione, attenzione verso il Jazz attraverso il genere clarinetto. Meno jazzista dei tre è certamen-
per la verità non ancora definitiva. Grazie te Jo Privat, il quale si contraddistingue per
anche agli immigrati italiani, la fisarmonica un anticonformismo al limite dell’anarchia,
si è avvicinata al Jazz. Furono proprio Guido che lo spinge ad accostare nuovi generi mu-
e Pietro Deiro (in via del tutto occasionale) a sicali fra loro assai distanti.
incidere nei primi anni del ‘900 a New York Nell’Italia ante-guerra spicca la figura
i primi rag-time; a detta di molti storici, è del mantovano Gorni Kramer, ricordato so-
proprio questa circostanza a segnare l’ini- prattutto come direttore d’orchestra e auto-
zio della storia della fisarmonica nel Jazz. È re di canzoni celebri (Pippo non lo sa, Crapa
stato Ben Peyton, batterista di New Orleans, Pelada), può essere senza dubbio conside-
a inserire la fisarmonica nella sua orchestra rato il primo vero fisarmonicista Jazz eu-
fin dagli ultimi anni del XIX secolo. ropeo. Nel 1934 fonda un quintetto che re-
Il primo fisarmonicista nero è stato cer- alizza splendide registrazioni a 78 giri per
tamente il polistrumentista Charlie Creath, la Odeon e la Fonit. Delfino di Kramer, con
attivo a Saint Louis intorno al 1915. In que- cui suona spesso in duo, è Wolmer Beltrami,
ste prime sperimentazioni la fisarmonica strumentista raffinato, anche se meno incli-
è prevalentemente usata come strumento ne al linguaggio improvvisativo. Altro ram-
orchestrale; si inserisce in tale ottica anche pollo di Gorni, più vicino questi al linguag-
il trio di fisarmoniche che l’italo-americano gio jazzistico, è Peppino Principe che a soli
Tito Guidotti dirige agli inizi degli anni ‘20 in diciassette anni forma un quintetto insieme
Joe Cornell Smelser

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SPECIALE LA FISARMONICA NEL JAZZ

al fratello clarinettista Leonardo con cui anche Marty Paich, Pete Jolly e Tommy Gumina.
risale l’Italia assieme agli alleati. Altri fa- Di quest’ultimo ricordiamo le collaborazio-
mosi fisarmonicisti italiani dell’epoca sono ni a più riprese con Buddy De Franco, Art
Renato Germonio, Ezio Leoni, Franco Vallisneri e Pepper e Joe Pass. Gumina è anche il primo
Michele Corino. Dopo la seconda guerra mon- a sperimentare l’utilizzo dell’elettronica nel-
diale, la fisarmonica diviene lo strumento la fisarmonica.
popolare per eccellenza. In Francia, il dopoguerra vede l’affermar-
In America si avvicendano le nuove ge- si di una nuova nidiata di talenti: Joe Rossi,
nerazioni di fisarmonicisti Jazz, tra i nomi Josi Basselli, Louis Corchia, Michel Hausser.
da segnalare quello di June Garner, che suo- Ancora una volta si guarda al Jazz attraver-
na nell’orchestra di E. Hines, nientemeno so l’esperienza del musette. Da segnalare
che con D. Gillespie e C. Parker. Alice Hall, certamente anche Jean Corti, che collabora
di origine belga, è invece di diritto la prima per anni con il grande cantautore Jacques
fisarmonicista bop della storia, con le sue Brel. È invece Marcel Azzola il fisarmonicista
energiche e trascinanti performance im- più importante nella Francia degli anni ‘60.
provvisative. E ancora, John Mooney con il Gorni Kramer Dopo aver collaborato con leggende come
suo quartetto, che nel 1949 incide e collabo- Coast e per il fluido eloquio improvvisativo. Edit Piaf, Juliette Greco e Ives Montand,
ra con artisti del calibro di K. Burrell, M. Art Van Damme è invece di origine bel- approda al Jazz costituendo un trio con M.
Hinton e S. Getz. Di lui si ricorda la straordi- ga. Inizia la sua carriera da solista alla fine Fosset e P. Garatini.
naria facilità nell’usare la tecnica dei block- degli anni ‘30 per arrivare allo storico quin- La crisi della fisarmonica negli anni
chord. Un autentico virtuoso del ritmo, non- tetto (con vibrafono, chitarra, contrabbas- ‘70 si chiude con un risveglio d’interesse
ché profondo conoscitore dell’armonia, è so, batteria) verso la metà degli anni ‘40. verso la fine degli anni ‘80 con il francese
Ernie Felice. Gli anni ‘50 vedono il successo di Van Damme è il primo fisarmonicista Jazz Richard Galliano. Il suo disco New Musette,
due fisarmonicisti che entrano nella storia a usare con continuità registri timbrici più del 1991, rappresenta un album-manifesto
di questo strumento nel Jazz: Mat Mathews ovattati che influenzeranno decine di fisar- della sua musica, in cui il Jazz viene fil-
e Art Van Damme. Il primo, di origine olan- monicisti. Incide circa 40 album e i refe- trato attraverso il suono della sua terra,
dese, ben presto ha modo di suonare con O. rendum della celebre rivista Down Beat lo accogliendo l’eredità dell’amico e maestro
Pettiford, K. Clarke, A. Farmer. Mathews vedono dominare la scena per 10 anni di fila, Astor Piazzolla. Straordinario strumenti-
si segnala per il sound di inflessione West ciò che lascia riflettere sull’importanza da sta, entusiasma il pubblico in ogni concerto
lui impressa alla sonorità. Robert Leon Sash,
cieco dall’età di undici anni, negli anni ‘50
si segnala per uno stile assai personale e
denso di suoni nel registro grave, laddove si
ravvisano echi di L.Tristano, di cui è amico
e collaboratore. Sicuramente più sperimen-
tale è Lanny DiJay, Orlando Di Girolamo all’a-
nagrafe, grazie agli incontri con Teo Macero
e Charles Mingus. George Shearing, pianista
inglese di grande talento, ricorre alla fi-
sarmonica in rarissime incisioni, come ad
esempio i brani Cherokee e Fours Bars Short
del 1949. Di area West Coast è la meteora
Dom Frontiere, che ha modo di registrare nel
1955 un album con un sestetto in cui affronta
anche rielaborazioni dal repertorio classico.
Frank Marocco, ennesimo oriundo italiano e
una delle ultime leggende viventi, si segnala
per essere il fisarmonicista delle pellicole di
Hollywood ma anche come il Charlie Parker
della fisarmonica per il suo fraseggiare in
Gianni Coscia. PH Rossetti stile bop. Per finire meritano un cenno Richard Galliano. PH Cinaglia

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IL PARERE DELLA CRITICA
Oggi che la fisarmonica jazz è una realtà riconosciuta in tutto il mondo, abbiamo chiesto a tre autorevoli critici
italiani di raccontarci, dal loro punto di vista, l’evoluzione della fisarmonica nella musica afroamericana.

GERLANDO GATTO AMEDEO FURFARO GUIDO MICHELONE


Fisarmonica e Jazz è un connubio possibile e Nel Jazz, dagli anni del sincopato e di Gorni Kramer, La fisarmonica è presente nelle Jazz band europee
auspicabile. Da più di 20 anni sostengo che la la fisarmonica ha acquisito buone credenziali come degli anni Venti e nel decennio successivo c’è già
fisarmonica, se suonata in un certo modo, ben si strumenti affini quali armonica e bandoneon. Oggi qualcuno che swinga come Art Van Damme. Ma è
adatta al jazz. D’altro canto basta aver riguardo nuove generazioni di musicisti ne esplorano le la Francia a stimolare un felice connubio tra valse
alla storia del jazz per capire come la fisarmonica potenzialità, in un quadro di superamento dell’antitesi musette e Jazz manouche grazie a Gus Viseur, Jo
in contesti jazzistici sia adoperata fin dagli anni 20 colto-classico e di recupero del background – bluesy Privat, Marcel Azzola, e in parallelo da noi inizia il
anche se, effettivamente, solo negli ultimi decenni ha cajun, musette, mazurche…– rimosso talora per grande Gorni Kramer.
assunto un ruolo di primo piano. Ciò è dovuto a due malinteso senso di purismo. La sua tastiera si offre Poi nel dopoguerra si boppeggia un po’ con Mat
ordini di fattori: innanzitutto il pubblico ha cercato a un approccio pianistico, percussivo e aperto Mathews, ma bisogna aspettare il free nordeuropeo
nuove sonorità, nuovi impasti timbrici scoprendo armonicamente; alla Antonello Salis, per intenderci; degli anni Settanta-Ottanta per ascoltare dei
anche la fisarmonica. In secondo luogo si sono ma si presta anche a lirismo e introspezione. multistrumentisti anche con la fisarmonica: Bernard
affermati specialisti dello strumento in grado di Un richiamo va a Richard Galliano che mutua da Lubat, Sven Ake Johansson, Fred Van Hove, benché
evidenziare tutte le potenzialità dello strumento. parte italiana il senso dello sviluppo melodico e da l’antesignano dell’attuale rilancio sia il nero Clifton
E ciò si è verificato soprattutto in Europa: Italia, quella francese, in un luogo dove la fisarmonica è Chénier che però appartiene alla Zydeko music,
Francia, Norvegia, Finlandia. Da un fisarmonicista mi istituzione, il senso dell’andatura ritmica, capacità allegra mistura di blues e Jazz. Pure il Jazz ha fatto la
aspetto che mi faccia sentire il sound proprio della tutta latina di im-piegare in walzer e tanghi, milonghe sua parte in Francia con Richard Galliano e in Italia
fisarmonica senza stravolgimenti, anche se in alcuni e standards jazzistici quel suono gravido di echi e con Antonello Salis e Gianni Coscia, il quale peraltro
casi l’utilizzo dell’elettronica è interessante. Quindi rimandi. È uno strumento ecumenico e autosufficiente la suonava già dagli anni ‘50. Preferisco lo strumento
che mi trasmetta emozioni. La fisarmonica si avvia ma si inserisce bene in organici di vaste dimensioni in contesti in cui il Jazz è più legato alle radici
a diventare uno strumento sempre più importante come avvenuto con Smelser nell’orchestra di popolari europee, ai suoni arcaici e folclorici, anche
anche nel mondo del jazz ma considerarlo la vera Ellington. Modulabilità e complessità sono elementi nelle musiche da ballo; io personalmente nel Jazz la
novità del futuro mi sembra un tantino esagerato. che potrebbero rivelarsi vincenti in futuro per questo amo sui tempi veloci e sui ritmi vivaci.
strumento di nobili tradizioni.

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SPECIALE LA FISARMONICA NEL JAZZ

grazie anche a ispirate composizioni. Nel


‘92 costituisce con Azzola, Antonello Salis
e Gianni Coscia un ensemble di fisarmoni-
che, chiamato Quartetto Nuovo. Salis è uno
dei fisarmonicisti Jazz più noti in Italia e
all’estero. I suoi torrenziali assoli, così po-
co fisarmonicistici (suona anche il piano-
forte), e le sue performance vocali, con cui
spesso accompagna le frasi suonate, ne co-
stituiscono l’inconfondibile cifra stilistica.
Gianni Coscia può invece essere conside-
rato l’erede di Kramer. La sua musica, mai
incline al virtuosismo, è frutto di un pre-
ciso progetto che rimanda alla tradizione Peppino Principe. PH Pancaldi
popolare italiana. Nuovi talenti ancora in Metheny, Michel Petrucciani. Ma anche
evoluzione, data la loro giovane età, so- John Hammond, Eddie Monteiro, Kenny Kowitz.
no Luciano Biondini, Max De Aloe (armoni- Infine citiamo i bandoneonisti Dino Saluzzi
ca), Daniele Di Bonaventura (bandoneon), e Michael Portal, importanti esponenti del
Jean Louis Matinier, Germano Mazzocchetti, bandoneon contemporaneo e gli italiani
Paolo Russo (bandoneon), Giuliana Soscia, Riccardo Tesi e Ambrogio Sparagna, che han-
Massimo Tagliata, Simone Zanchini nonché, si no dato nuovo vigore all’organetto. La fi- Frank Marocco PH Pancaldi
parva licet, chi scrive. L’aspetto Blues del- sarmonica, in quanto strumento di recente mai trascurare il bagaglio popolare che que-
la fisarmonica è rappresentato dalla mu- invenzione, estraneo alla cultura afro origi- sto oggetto musicale inevitabilmente evoca
sica Zydeco e dal suo massimo esponente, nale, sconta un forte ritardo nel Jazz. La sua e che lo conferma uno dei mezzi maggior-
Clifton Chernier. attuale riscoperta deve essere considerata mente congrui a esprimere le emozioni più
Alla generazione dell’avanguardia ap- con estremo riguardo, tanto più in una con- profonde dell’esistenza. ■
partiene l’americano di origine slovacca, tingenza di massima globalizzazione come
Guy Klucevsek, che vanta collaborazioni con la presente, che suscita un interesse collet- Bibliografia
il Kronos Quartet, Billy Frisell e Anthony tivo verso le culture originarie. D’altra par- • P. Carles, A. Clergeat, J. L. Comolli, Dizionario Jazz, Curcio, Roma ‘89
• G. Magnii, Jazz Accordion Story, da Ritmo, Milano ‘95
Braxton. Ma anche Gil Goldestein, pianista te, la formazione dei fisarmonicisti avviene • A. Bazzurro, La fisarmonica nel Jazz, da Musica Jazz, Rusconi, Milano ‘95
e arrangiatore dalle straordinarie colla- sempre meno casualmente, sempre più nei • R. Ruggieri, Elementi di Musica Jazz, Berben, Ancona ‘98.
borazioni con Lee Konitz, Gil Evans, Pat conservatori e nelle università, senza però • G. Casadei, Tesi sulla fisarmonica nel Jazz (A.M.VA 2004/06).

Art Van Damme. PH Pancaldi


ABBIAMO PROVATO PER VOI
Roland V-Accordion FR-1 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Fisarmonica digitale Aprile 2009
Musictech Music Maker Digital 50 . . . . . . . . . . . . . . Fisarmonica digitale Settembre 2009
BB Compact plus 414 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Dicembre 2009
Moreschi 472C . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Febbraio 2010
Roland FR-7X . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Fisarmonica digitale Aprile 2010
Scandalli Air IV . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Giugno 2010
BB Eolina P37. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Melodica acustica Settembre 2010
Pigini 42B . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Febbraio 2011
Roland FR-3x . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Fisarmonica digitale Aprile 2011
Siwa Super IV Compact Hei-di . . . . . . . . . Fisarmonica acustica e digitale Giugno 2011
Moreschi 100 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Luglio 2011
Bugari Artist 580 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Settembre 2011
Master Production Midi Play. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Applicazioni MIDI Ottobre 2011
Musictech Music Maker Digital 50A . . . . . . . . . . . . . Fisarmonica digitale Novembre 2011
Excelsior Magnante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Dicembre 2011
Marcel Dreux Accordinas . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Melodica acustica Gennaio 2012
Brandoni 148 jazz Gold . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Febbraio 2012
BB Bird 49 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Marzo 2012
Paolo Soprani 120M . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Fisarmonica acustica Aprile 2012

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pubblicato su STRUMENTI MUSICALI da maggio 2008.

26 MAGGIO 2012 STRUMENTI MUSICALI