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maria adelaide gallina - Ordine n.

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Titolo: Salute e benessere con le combinazioni alimentari
Autore: Marcello Pamio

Tutti i diritti riservati:


©2009 Il Nuovo Mondo edizioni

Via del Cristo 40 - 35127 Padova (PD)


Telefono e Fax 049 8024536
www.potereadesso.it - info@potereadesso.it
www.disinformazione.it - info@disinformazione.it

Edizione elettronica in formato Pdf: ottobre 2009

Libri pubblicati, dello stesso autore:


“Il lato oscuro del Nuovo Ordine Mondiale”
“Manifesto contro la televisione”
“Cancro $pa”

Dispense dello stesso autore:


“La bioelettronica di Louis-Claude Vincent”
“Il segreto occulto degli Illuminati”
“Videogiochi violenti: la fabbrica dei piccoli mostri”
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“Inventano le malattie per farci ammalare”

Dispense/Quaderni già pubblicati di altri autori:


“Bambini Iperattivi tra psicofarmaci ed educazione” (Giovanni Peccarisio)
“Educazione della prima infanzia” (Giovanni Peccarisio)
“Malattie Infantili” (Giovanni Peccarisio)
“Educazione del bambino come prevenzione delle malattie” (G. Peccarisio)
“Bambini iperattivi tra psicofarmaci ed educazione” (Giovanni Peccarisio)
“La forza dei sentimenti” (Giovanni Peccarisio)
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Per contattare l’autore


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chiama al numero 049 8024536


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oppure scrivi info@disinformazione.it


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L’essere umano si nutre di cibo solido (alimenti, acqua) e di cibo non-
solido (aria, energia, emozioni, ecc.).
Importante è cosa mangiamo, come mangiamo e soprattutto quello che
digeriamo!
In questo semplice lavoro, ci occuperemo di “come” abbinare
correttamente gli alimenti per evitare fermentazioni e putrefazioni
gastro-intestinali, e quindi risolvere diversi disturbi e prevenirne altri.
La nostra società è sempre più intossicata da cibi industriali, pregni di
chimica mortifera (additivi, aromi, edulcoranti, coloranti, ecc.) e di
grassi estremamente pericolosi per la salute (margarine, oli trans,
grassi idrogenati, ecc.).
La prova di tutto questo è la crescita esponenziale, dalla Seconda
Guerra Mondiale in poi, di intolleranze alimentari, allergie, malattie
degenerative (cancro, cardiovascolari, diabete, ecc.) e autoimmuni
(sclerosi, parkinson, alzheimer, ecc.).
La qualità del cibo ingerito (biologico e/o biodinamico) è molto
importante, ma ancor di più è una sua corretta combinazione, e come
vedremo in seguito, anche la sua corretta assimilazione/digestione.
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Possiamo alimentarci con il miglior cibo in commercio, ma se questo


viene abbinato e combinato erroneamente, le conseguenze
problematiche per la digestione e assimilazione ci saranno lo stesso.
Esistono infatti delle incompatibilità alimentari che creano disturbi e
difficoltà digestive, fermentazioni, putrefazioni e altre situazioni in
grado di generare tossine, gas e batteri.

!"
“Siamo quello che mangiamo”. In questa sede però allargheremo tale
profonda verità affermando che: “siamo quello che digeriamo”.
Un disturbo all’apparato gastro-intestinale (acidosi, disbiosi
intestinale, ecc.), che impedisce per esempio l’assimilazione corretta
dei nutrienti contenuti nei cibi, rende questi ultimi inutili e superflui
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per qualità. Quindi possiamo mangiare cibi di qualità eccelsa (coltivati


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biodinamicamente e integrali), ma se poi non li digeriamo a causa di


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un problema organico, cosa ce ne facciamo della loro salubrità?


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Ecco perché la digestione gioca un ruolo fondamentale nella
cosiddetta Nutrizione Superiore, da non confondere con
alimentazione.
L’alimentazione è ciò che immettiamo nel corpo, mentre con
Nutrizione s’intendono tutti i processi basilari alla vita: alimentazione
stessa, respirazione, acqua, aria, luce, calore, ecc.

!"
L’alimentazione dell’uomo è composta da una serie di macro-nutrienti
(Protidi, glucidi e lipidi) e micro-nutrienti (vitamine, sali minerali,
Oligoelementi).
Gli alimenti costituiscono i materiali grezzi di partenza per costruire il
nostro corpo: proteine, carboidrati e grassi sono essenziali per fornire
materiale di ricambio ed energia all’organismo umano.
Vediamo adesso di suddividere le varie categorie di macro-nutrienti,
partendo dalle proteine.
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Le proteine (dal greco Proteios, Primario) sono il componente


principale di tutte le cellule viventi. Nell’uomo sarebbero oltre
120.000 le proteine diverse, delle quali solo il 2% è stato descritto
adeguatamente.
La proteina è costituita da una catena di molecole organiche di piccole
dimensioni dette aminoacidi (20 tipi diversi), uniti tra loro da un
“legame peptidico”.
Le proteine formano il corpo, forniscono calore ed energia e si
trasformano in aminoacidi.

Digestione delle proteine


La digestione delle proteine inizia nello stomaco (e non in bocca) per
opera di enzimi specifici che lavorano in ambiente acido, e termina
nell’intestino tenue.
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- Cereali: frumento, mais, - Frutta secca: anacardi,


farro, riso, quinoa, segale, pistacchi, noce, pinolo,
orzo, avena, sorgo... nocciola, mandorla
- Legumi secchi: fagioli, - Pesce
piselli, soia, fave, ceci, - Uova
arachidi - Carne: pollo, manzo, maiale
- Avocado - Latte e derivati: formaggio
- Olive

Gli aminoacidi forniscono il materiale necessario alla crescita e


riparazione dei tessuti, vengono utilizzati dalle cellule per la
fabbricazione di ormoni, enzimi, ecc.
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Le proteine del sangue sono fabbricate a partire dagli aminoacidi.


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Gli aminoacidi essenziali sono 8 e vengono detti “essenziali” proprio


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perché l’uomo adulto non è in grado di sintetizzarli dal cibo. Si


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ottengono da una corretta combinazione e varietà di alimenti vegetali.


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Per esempio i cereali contengono: metionina, valina, treonina,
fenilalanina, leucina, isoleucina, triptofano, lisina. I legumi invece:
valina, treonina, fenilalanina, leucina, isoleucina, triptofano.
Quindi l’Aminoacido metionina è contenuto nei cereali mentre i
legumi ne sono poveri, viceversa, la lisina è contenuta nei legumi e i
cereali ne sono poveri.

Dove ricavare le proteine?


Il corpo non utilizza le proteine ma solo gli aminoacidi.
Quasi due terzi dei bisogni del corpo umano in aminoacidi sono
colmati riciclando i propri scarti (tramite la pinocitosi1 e la fagocitosi).
L’ultimo terzo deve provenire da fonti esterne: cioè gli alimenti.
I quattro alimenti di base accettati come proteici sono: carne, latticini,
cereali, frutta e verdura (anche se queste ultime due ne contengono
molto poche).
Le noci di Pecan per esempio hanno circa il 9% di proteine, l’anguria
senza acqua ha più del 7% di proteine, l’arancia, se consideriamo il
peso a secco, contiene anch’essa il 7% di proteine. Il melone
addirittura ne contiene il 9% e la papaia arriva al 22%.
Sembrerà strano ma anche la frutta contiene proteine.
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La frutta resta nello stomaco da 15 a 30 minuti circa, ed è ben


assorbita dall’intestino tenue, il che significa che non ha un
complemento proteico, bensì di aminoacidi. Infatti le proteine della
frutta (maturata sulla pianta) sono predigerite dalla luce e calore del
Sole e sono sotto forma di aminoacidi.
“Tra i differenti tipi di alimenti vegetali, le diverse noci contengono la
migliore proteina. A parità di peso, le mandorle, le noci di Grenoble
contengono più proteine della carne e 5 volte più del latte. Le
castagne, le pecan, i pinoli, contengono altrettante proteine del pesce,
mentre l’arachide ed i pinoli ne contengono più del doppio che non
nella miglior fetta di carne”.2
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Proteine vegetali o animali?


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“Cellula che beve”, si definisce l'assunzione di piccole quantità liquide di matrice extracellulare (ECM) e delle sostanze
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disciolte al loro interno dal liquido infracellulare di una cellula verso il suo interno.
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Prof. Sherman
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Nelle proteine della carne di un animale non c’è nulla di più di quanto
l’animale ha tratto dal Regno vegetale. L’uomo quindi può facilmente
appropriarsi degli aminoacidi prefabbricati sotto forma di proteine dal
Regno vegetale.
La carne produce alcaloidi come: Cadaverina e Putrescina che vanno
ad interagire con l’attività renale ed epatica. Mentre la Xantina e la
Creatinina hanno proprietà eccitanti sul sistema nervoso. E’ per la
presenza di queste sostanze che il brodo di carne è conosciuto come
l’urina dell’animale…
Le proteine dei frutti azotati (noci, mandorle, pistacchi, ecc.) valgono
quanto e forse anche di più di quelle animali: le sorpassano in
quantità, non contengono batteri e parassiti di contaminazione (come
la carne soprattutto di suino), e non provocano neppure putrefazione
intestinale

La miglior fonte di materiale da costruzione


del corpo umano è la PIANTA

L’eccesso di proteine animali nel corpo si decompone formando acido


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nitrico, fosforico e solforico, ne deriva un eccesso di acido urico e


prodotti ammoniacali. Per neutralizzare questi acidi, il corpo deve
acidificare i suoi sali minerali, cioè sottrarli da ossa (osteoporosi),
denti (carie), unghie e capelli.

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I glucidi (o carboidrati o amidi) forniscono calore, energia e zucchero.


Prima di utilizzare i glucidi il corpo li trasforma in zuccheri durante la
digestione.
Le materie amidacee sono insolubili, scaldate diventano solubili in
parte, ma sono indigeste; tutti gli zuccheri invece sono solubili.
In Natura gli zuccheri non si trovano mai allo stato puro, essi sono
sempre combinati con vitamine, sali minerali e acqua, in proporzioni
ideali.
L’eccesso di glucidi crea acidosi e fermentazione tossica; i tessuti
devono cedere le loro riserve di sali.
Lo zucchero bianco sottrae Calcio, Ferro, Ossigeno e causa carie,
anemia, ecc.
La fermentazione assomiglia all’alcolismo cronico: genera gas
carbonico, alcool, acido acetico e acqua.
E’ causa di auto-intossicazione ed irritazione cronica dei tessuti che
finiscono per indurirsi (artrosi, reumatismi, irritazioni,
infiammazioni…)
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Gli amidi, come il pane e i cereali, hanno bisogno di molto tempo ed


energia per essere digeriti, mentre la Frutta è di facile digestione e
viene assimilata rapidamente perché predigerita.
L’aminoacido Triptofano è un precursore della Serotonina, l’ormone
utilizzato per regolare la peristalsi intestinale, l’attività digestiva e
l’umore.
Attiva il cervello con segnali di sazietà o nausea.
Il Triptofano viene attivato mangiando carboidrati (amidi) e non
proteine, quindi pane, pasta, dolci, e tutti i farinacei provocano un
miglioramento dell’umore e questo potrebbe diventare una forma di
“amido-dipendenza”…
Fra tutti gli amidi, i cereali sono i più difficili da digerire: fermentano
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facilmente, producono gas, muco e intossicano l’organismo.


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Digestione degli amidi
La digestione degli amidi inizia in bocca per opera di un enzima
specifico (Amilasi salivare) che lavora in ambiente alcalino e termina
nell’intestino tenue.

Tempo richiesto per la digestione degli amidi


Frumento (pane, pasta, grissini…) 120 minuti
Riso 120 minuti
Avena 80 minuti
Patate 10 minuti

( &) &
- Cereali: frumento, mais, - Castagne
farro, riso, quinoa, segale, - Zucca
orzo, grano saraceno, avena, - Legumi secchi (no soia):
sorgo, ecc. fagioli, piselli, fave, ceci,
- Patate arachidi
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*+ ,% &
- zucchero grezzo, bianco, di - Miele
canna - Sciroppo d’acero

- + $$( ) # ! %
- Banana Frutta secca: fichi, uva passa,
- Cachi prugne, pere, datteri, ecc.
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- + $$( ( &) (

La maggior parte degli acidi ingeriti proviene dalla frutta acida, che rientra
nella categoria degli zuccheri semplici.

- Arancia - Cedro
- Pompelmo - Mela
- Limone - Uva
- Ananas - Pesca susina
- Pomodoro - Melograno
La frutta non aumenta il tasso di acidità, fatta eccezione per le prugne
e le albicocche. Tutta la frutta acida o leggermente acida aumenta
l’alcalinità (cioè i sali organici), in tutte le persone sane, ad eccezione
di quelle persone in cui il metabolismo degli acidi non funziona
correttamente.
Per esempio le persone nervose e/o prive di energia non riescono ad
ossidare gli acidi organici della frutta, che quindi devono essere
neutralizzati a spese delle riserve del corpo.
Quindi no alla frutta acida per chi soffre di iperacidità e ulcere!
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Digestione della frutta


Gli zuccheri della frutta si digeriscono principalmente nell’intestino
tenue, e questo è il motivo per cui la frutta deve transitare
velocemente nello stomaco.
Tutta la frutta (acida, semiacida e dolce) va mangiata lontanissimo dai
pasti e da sola!

La frutta acida acidifica?


Tutti gli acidi contenuti nella frutta, non sono utilizzabili
dall’organismo e sono dunque considerati dei veleni. Il primo passo
della digestione consiste nell’ossidare e neutralizzare questi acidi. Per
fare questo, il corpo utilizza le sue riserve di alcali. Se queste riserve
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sono normali la neutralizzazione avviene interamente, se non sono


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normali non avviene del tutto e gli acidi restano in libertà creando
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squilibrio all’organismo: acidificazione.


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Per questo si deve ridurre il consumo di frutta acida a coloro che
hanno una salute malandata e il sistema nervoso rovinato.
Se invece il corpo ha la capacità di neutralizzare gli acidi, terminata
questa fase iniziale il corpo prende dal frutto gli alcali in supplemento,
e sarà doppiamente compensato.
La digestione della frutta acida, termina con un aumento dei sali
alcalini del corpo, salvo per le persone deboli che hanno uno scorretto
metabolismo degli acidi, che si potrebbero acidificare.
La frutta è ricca di minerali organici, vitamine ed è di facile
digestione.
Ricca di zucchero facilmente assimilabile, si digerisce molto più
facilmente dei corpi amidacei (patate, cereali, ecc.) perché una parte
della loro digestione viene effettuata dal Sole.
Per poter utilizzare gli amidi il corpo deve prima trasformarli in
zucchero. Nella frutta questa operazione viene compiuta dal calore del
Sole.
La digestione di qualsiasi altro alimento, ostacola la digestione della
frutta: il risultato è una fermentazione alcolica gastro-intestinale.
Gli zuccheri della frutta vengono direttamente assimilati nell’intestino,
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ma un po’ anche nella bocca e stomaco.

Due varietà di zuccheri NON vanno bene insieme

I frutti trasformati in marmellata non sono più frutti: perdono le loro


proprietà nutritive e la quasi totalità delle vitamine. Non sono alimenti
sani!
I succhi di frutta sono alimenti e non bevande.
Prenderli tra i pasti affatica gli organi digestivi.
La polpa che viene buttata via, è utile al corpo perché favorisce la
digestione, la pulizia del colon. Il succo passa troppo in fretta per
essere digerito!
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Rientrano nella categoria degli zuccheri semplici anche la:


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- + $$( % &( &) (
- Fichi freschi - Mela
- Pera - Albicocca
- Ciliegia - Susina
- Papaia - Mirtillo
- Pesca - Mango

- + $$( % (
- Prugne - Pere
- Albicocche - Fichi
- Uva - Mele

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I lipidi forniscono calore ed energia, e durante la digestione vengono


scissi in acidi grassi3 e glicerina.
Noci, mandorle, pistacchi, anacardi, ecc. (detti frutti azotati perché
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come tutte le proteine contengono azoto), sono la miglior fonte di


corpi grassi, oltreché di proteine vegetali. Se si consumano frutti
azotati a sufficienza non ci sarà bisogno di consumare olio, burro, ecc.

- Semi oleosi: oliva, girasole, - Derivati del latte: panna,


sesamo, mais, noci, soia, ecc. burro, formaggio, ecc.
- Noci varie… - Lardo, Sego
- Legumi: arachidi - Avocado
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Acidi grassi saturi: acido butirrico, valerico, caproico, enantico, caprilico, caprinico, laurico, palmitico, ecc. acidi grassi
monoinsaturi: acido oleico, erucico, vaccinico, ecc. acidi grassi polinsaturi: acido linoleico, linolenico, arachidonico, ecc.
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I bisogni essenziali per l’organismo umano sono i seguenti:

- Glucosio 90%;
- Aminoacidi 5%;
- Sali minerali 3%:
- Acidi grassi e vitamine 1%.

Quindi al primo posto tra i bisogni fisiologici c’è uno zucchero


semplice: il glucosio!
Il cervello soprattutto consuma, cioè brucia in ogni istante, glucosio.
I datteri sono ricchi di zuccheri, per cui non vanno presi assieme a
farinacei e zuccheri, perché inibiscono la Ptialina in bocca necessaria
agli amidi. Gli zuccheri devono attraversare il più velocemente
possibile lo stomaco, pena la
fermentazione alcolica.
Il pane non è un amido puro (contiene infatti anche proteine) e resta
fermo nello stomaco. Preso con il miele o marmellata non transita
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velocemente verso gli intestini e fa fermentare gli zuccheri.

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Le verdure e/o ortaggi che contengono amidi sono le seguenti:

- Patate;
- Cavoli;
- Zucca;
- Carote.
- Barbabietola.
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Tutte le restanti
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Proteine, carboidrati e grassi sono i macro-nutrienti essenziali per


fornire materiale di ricambio ed energia all’organismo umano.
Questi macro-nutrienti però non sono utilizzabili direttamente
dall’organismo: devono essere prima “digeriti” e trasformati dagli
enzimi, cioè scomposti nelle loro parti essenziali (zuccheri semplici,
aminoacidi e acidi grassi), le uniche che possono essere assimilate
dalle cellule:

Macro- Scomposizione per opera degli enzimi digestivi


nutrienti
zuccheri semplici (glucosio, levulosio, fruttosio,
glucidi
galattosio)
protidi aminoacidi (20 di cui 8/9 essenziali)
lipidi Glicerolo e acidi grassi

I cibi offerti dalla Natura non possono essere introdotti nel sangue,
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nella linfa, nelle cellule, se prima non vengono dissociati, raffinati,


cioè digeriti (“umanizzati”).
La trasformazione del cibo avviene nelle cinque seguenti fasi:

- INGESTIONE,
- MASTICAZIONE
- DIGESTIONE,
- ASSORBIMENTO,
- ELIMINAZIONE.

La digestione inizia nella bocca, prosegue nello stomaco e si conclude


nell’intestino tenue per opera di enzimi. Nell’intestino crasso avviene
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l’eliminazione delle sostanze indigeste e che non servono.


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Enzima (dal greco: “lievito”) è un catalizzatore fisiologico, cioè una


proteina importantissima - molto sensibile al calore - in grado di
accelerare e facilitare la combinazione e la reazione tra sostanze. Si
conoscono moltissimi enzimi, ma quelli che interessano il nostro
lavoro sono quelli digestivi.
Questi enzimi trasformano le sostanze alimentari complesse (proteine,
carboidrati e grassi) in sostanze semplici assimilabili dalla
circolazione sanguigna e utilizzabili dalle cellule.
Vi sono enzimi specifici che agiscono solo sugli amidi, enzimi che
agiscono solo sulle proteine, sugli zuccheri e sui grassi.
La cosa importante da sapere è che:
- ogni enzima lavora in un ambiente specifico (alcalino oppure acido);
- le secrezioni enzimatiche gastriche dipendono dagli alimenti ingeriti,
perché in base a questi, il cervello manda dei segnali specifici ad
enzimi specifici. Se per esempio mangiamo solo amidi (pane, cereali,
patate, ecc.) la digestione inizia in bocca per opera dell’enzima
Ptialina; continua nello stomaco dove il cervello ordina la secrezione
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di un succo gastrico quasi neutro per non intaccare o interrompere la


funzione della Ptialina, perché quest’ultimo lavora solo in ambiente
alcalino e l’acido la distrugge e/o disattiva. Il tutto finisce
nell’intestino ad opera di succhi pancreatici.
Avvengono tre tipi di digestione: in bocca, nello stomaco e infine
nell’intestino a
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La saliva è un liquido alcalino (quindi non acido) che contiene un


enzima molto importante: la Ptialina (detto Amilasi) e il Lisozima che
una sostanza antibatterica.
La Ptialina agisce solo sugli amidi, trasformandoli in maltosio
(zucchero), e questo lavoro avviene in ambiente alcalino.
Il maltosio giunto nell’intestino sarà trasformato, per opera di altri
enzimi, in zucchero semplice (glucosio), per essere direttamente
assimilato dalle cellule sotto forma di Energia.
Fase I
[ Amido + Amilasi (Ptialina) Maltosio (zucchero complesso) ]

Fase II
Maltosio (zucchero complesso) + Maltasi (enzima) Glucosio (zucchero semplice)
Saccarosio (zucchero complesso) + Saccarasi (enzima) Levulosio (zucchero semp.)
Lattosio (zucchero complesso) + Lattasi (enzima) Galattosio (zucchero semp.)

Quindi in bocca avviene solamente la digestione degli amidi e non


quella delle proteine, degli zuccheri e neppure dei grassi. Questi ultimi
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alimenti saranno digeriti rispettivamente nello stomaco e


nell’intestino.
La Ptialina è disattivata o addirittura distrutta da un acido e non
viene prodotta in presenza di molto zucchero in bocca.
Un acido (limone, pompelmo, arance, aceto, ecc.) blocca la funzione
della Ptialina. Mangiando acidi assieme ad amidi, questi ultimi
giungono nello stomaco ancora integri, provocando un dispendio
energetico al pancreas che dovrà digerirli due volte (trasformando gli
amidi in maltosio e il maltosio in zucchero semplice (Glucosio).
Per es. l’acido tannico (Thè e Caffè) o gli acidi della frutta ostacolano
la digestione degli amidi.
Le proteine per essere digerite, necessitano di un ambiente acido
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(enzima Pepsina), quindi mangiando proteine e amidi assieme, lo


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stomaco essendo acido (per via delle proteine) non permette la


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digestione degli amidi che quindi fermentano.


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Gli zuccheri (frutta, miele e/o zucchero) bloccano la funzione della


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Ptialina.
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Mangiando zuccheri assieme ad amidi, questi ultimi giungono
nell’intestino integri, provocando un dispendio energetico al pancreas
che dovrà digerirli due volte.

Gli zuccheri semplici e complessi devono attraversare il più in fretta possibile


lo stomaco, per essere digeriti direttamente e correttamente nell’intestino
attraverso gli enzimi: Maltasi, Saccarasi e Lattasi.
- Maltasi trasforma il Maltosio in Glucosio e Levulosio;
- Saccarasi trasforma il Saccarosio in Glucosio e Levulosio;
- Lattasi trasforma il Lattosio in Galattosio.
zuccheri mangiati assieme a proteine e amidi creano fermentazione alcolica
perché i protidi (proteine) e glucidi (amidi) hanno una digestione molto più
lenta, questo blocca e rallenta nello stomaco lo zucchero che fermenta in
anidride carbonica, acido acetico, alcol e altri derivati tossici per l’organismo
(tossiemia).
Il miele è composto per il 70-80% da zuccheri semplici, per cui dovrà essere
consumato possibilmente da solo e lontano nel tempo dall’assunzione di ogni
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altro alimento.

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Le ghiandole che stanno sulla mucosa dello stomaco secernono il


succo gastrico (acido cloridrico).
In condizione di digiuno viene secreto 1 litro di succo, mentre con una
alimentazione normale tale secrezione può arrivare a 5 litri al giorno.
Nello stomaco avviene la seconda digestione per opera di circa 5
milioni di ghiandole che secernono succhi gastrici.
Il succo gastrico contiene acido cloridrico nella percentuale da 1 a 5
per mille (pH compreso tra 2 e 4) e alcuni importanti enzimi:

- Caglio: solo nei bambini e serve a digerire il latte e derivati;


- Pepsina: per digerire le proteine;
- Lipasi: per digerire i grassi.

La digestione gastrica avviene in ambiente acido.


La Pepsina agisce sui Protidi, ma un eccesso di acidità può
distruggerla.
Il gusto, il profumo e la vista di un dato cibo determinano e regolano
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la quantità di succo gastrico liberato.


L’alcol fa precipitare la Pepsina e distrugge l’effetto del succo
digestivo.
Thé (acido tannico) e Caffè (caffeina) ritardano la digestione e irritano
la mucosa gastrica (catarro gastrico).

Il latte non è adatto come cibo: l’adulto infatti perde l’enzima Caglio
nello stomaco, per cui la digestione del latte e derivati avviene
nell’intestino grazie ad un succo pancreatico (questo è uno dei tanti
motivi per cui il latte non andrebbe bevuto!). Nello stomaco solo le
proteine solide possono venire digerite correttamente! Questo
meccanismo permette al latte di stazionare nello stomaco più a lungo
a

da permettere agli acidi di indebolirlo e agli enzimi di digerirlo.


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Le proteine (latte e formaggi, carne, pesce, uova) grazie alla Pepsina,


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che lavora solo in ambiente acido, vengono trasformate in polipeptidi,


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e questi nell’intestino, grazie all’enzima Peptidasi, vengono
trasformati in aminoacidi e infine assimilati dall’organismo.
I grassi nello stomaco subiscono poche trasformazioni, solo alcuni
vengono trasformati in acidi grassi.
La qualità del succo digestivo liberato nello stomaco dipende da
quello che mangiamo: a seconda del cibo che stiamo mangiando
(amidi, zuccheri o proteine) il cervello darà ordine alle ghiandole di
secernere un succo specifico: molto acido se si tratta di proteine,
alcalino o quasi neutro se si tratta di amidi.
Questo è il motivo per cui le combinazioni di amidi e proteine
(hamburger per es.), possono creare disturbi digestivi: il succo
gastrico liberato nello stomaco o digerisce le proteine (bloccando la
digestione degli amidi) oppure aiuta la digestione degli amidi
(bloccando la digestione delle proteine): non possono essere digeriti
assieme!
In entrambi i casi abbiamo fermentazione intestinale degli amidi e
putrefazione delle proteine!
Gli acidi (limone, pompelmo, arance, aceto, ecc.), nonostante sia
risaputo il contrario, ostacolano la funzione della Pepsina nello
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stomaco perché impediscono ai succhi gastrici di versarsi.


La bassa temperatura, come nel caso di bevande ghiacciate, ritarda o
sospende l’azione della Pepsina. L’alcol fa precipitare questo enzima.

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Ultimata la digestione stomacale, il cibo passa negli intestini dove


avvengono le ultime importanti trasformazioni. L’Intestino tenue è
lungo circa 6 metri, quello Crasso invece 1,5 mt.
I succhi digestivi intestinali – bile, succo pancreatico, intestinale – si
adattano in modo specifico a ogni alimento assorbito.
I succhi intestinali hanno una reazione alcalina e provengono da
ghiandole situate nella mucosa. Ecco alcuni dei principali enzimi:

Tripsina, Chimotripsina: trasformano le proteine in polipeptidi;


Amilasi: simile alla Ptialina della saliva, digerisce gli amidi;
Lipasi: trasforma i gliceridi in glicerolo e acidi grassi;
Maltasi: trasforma il maltosio in glucosio e levulosio;
Saccarasi: trasforma il saccarosio in glucosio e levulosio;
Lattasi: trasforma il lattosio in galattosio.
Erepsina: trasforma i polipeptidi in aminoacidi, ultimo stadio della
digestione;
Bile: non è un succo digestivo vero e proprio, ma serve ad
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emulsionare i grassi riducendoli in particelle minute.

Il succo pancreatico è uno dei più importanti e completi: agisce infatti


su tutti i tipi di alimenti: glucidi (amidi), Protidi (carne, pesce, uova e
latte) e lipidi (grassi e oli) e può da solo portare a termine la
digestione.
Sono di fondamentale importanza perché rappresentano l’anello
ultimo della catena assimilativa: terminano la digestione di proteine e
amidi (carboidrati), assimilano direttamente gli zuccheri semplici e
avviano la digestione dei grassi.
Importante: gli enzimi pancreatici, come per esempio l’Erepsina, non
agiscono direttamente nelle proteine, ma solo sui peptidi o polipeptidi,
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per poi trasformarli in aminoacidi. Senza l’azione preliminare della


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Pepsina che trasforma nello stomaco le proteine in peptidi, l’Erepsina


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non potrebbe agire, provocando putrefazioni intestinali (gas, batteri,


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microbi, ecc.).
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La digestione intestinale trasforma:

- glucidi (carboidrati) zuccheri semplici;


- lipidi (grassi) acidi grassi e Glicerina;
- Protidi (proteine) aminoacidi.

L’acqua e i sali minerali rimangono tali e quali.


I rifiuti vengono spinti verso il Colon e da lì espulsi dal corpo.
Le secrezioni digestive sono sufficienti per proteggere dalla
fermentazione (vegetali) e putrefazione (animali) degli alimenti.
In caso di diminuzione delle forze vitali, le secrezioni diventano
insufficienti per qualità e quantità e permettono ai microbi di compiere
il processo di fermentazione e/o putrefazione.
Tali processi causano la Tossiemia.
La fermentazione produce infatti molte tossine, che se assorbite
avvelenano il corpo.

Tossine generate dall’indigestione Principali cause di indigestione


Leucomaina - Acido grasso - 1) Eccessi a tavola: indigestione
Ptomaina – Solfuro d’idrogeno 2) Combinazioni errate
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Leucomaina - Fenolo - Acido ossalico 3) Influenze debilitanti: affaticamento,


Cresolo - Acido Urico – Leucina - gran freddo, calore eccessivo, abusi
Alcol – Xantina - Ammoniaca e stimolanti (caffè, Thè,
cioccolata…).

Nell’intestino tenue termina la digestione e l’assorbimento: dei


monosaccaridi (Glucosio, Fruttosio, ecc.); amminoacidi; lipidi;
vitamine; sali Minerali; acqua e ioni.
Ricapitolando, nell’intestino tenue avviene:

CARBOIDRATI:
Maltosio (maltasi, saccarasi, lattasi, invertasi) Glucosio, Levulosio,
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Galattosio, ecc.;
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Tutti gli zuccheri vengono trasformati in Glucosio e questo assorbito


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nei capillari a livello di villi e inviato al Fegato.


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PROTEINE:
Polipeptidi (Tripsina, chimotripsina) Polipeptidi più corti
aminoacidi;
Gli enzimi (Pepsina, Tripsina) scindono le proteine in aminoacidi e
questi vengono assorbiti dal sangue a livello di villi.

GRASSI:
Particelle di grasso (sali biliari emulsionano) le goccioline di
grasso (Lipasi) acidi grassi e glicerina.
La Lipasi trasforma i grassi in acidi grassi e Glicerolo, questi vengono
assorbiti dai villi.

Assorbimento degli alimenti


L’assorbimento dei nutrienti avviene nell’intestino tenue, e per la
precisione nei Villi intestinali. Da questi passano nel sangue e linfa.
L’assorbimento è più un fenomeno fisiologico che fisico: non si tratta
di una semplice osmosi, bensì di un assorbimento “selettivo”.
La parete intestinale non è una membrana inerte, le sue cellule sono
vive e ciascuna compie una funzione. Queste cellule permettono
maria adelaide gallina - Ordine n.3735-5049

l’assorbimento degli alimenti e impediscono quello dei veleni solubili


nei succhi digestivi.

Cosa avviene durante la digestione?


Durante la digestione i vasi sanguigni dell’addome si dilatano per
permettere l’afflusso di sangue necessario in quel momento. Ne
consegue che i vasi sanguigni delle altre parti del corpo si
contraggono per compensare la dilatazione vascolare dell’addome.
Se contemporaneamente lavorano pure il cervello e i muscoli,
anch’essi reclamano sangue, i loro vasi si dilatano e quelli dei visceri
si contraggono.
In natura gli animali dopo il pasto si riposano o dormono. Se è
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possibile fare una bella siesta si consumerà il pasto più consistente a


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mezzogiorno, altrimenti lo si rimanderà alla sera.


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Consumare tre pasti abbondanti al giorno è il modo migliore per avere


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una vita ricca di sofferenza e per invecchiare anzitempo!


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La digestione degli amidi inizia in bocca per opera della Ptialina.
Questo enzima lavora solo in ambiente alcalino, per cui ogni
ingestione di acido (pomodoro, limone, arancia, aceto, ecc.) assieme
ad un amido (pasta, cereali, patata, pane, ecc.) rallenta o distrugge
l’effetto dell’enzima.
L’amido ingerito non viene digerito dalla Ptialina, per cui rischia di
fermentare nello stomaco o di sovraccaricare l’azione dell’amilasi del
pancreas.
Un altro motivo importante da tenere in considerazione è che
l’organismo spende energia, sottraendola alla digestione, per ridurre
gli acidi ingeriti in alcali.
Per ultimo la frutta acida (come quella dolce) è ricca di zucchero e
deve passare lo stomaco il più in fretta possibile. Se ciò non avviene a
causa della presenza degli amidi nello stomaco, fermenta e crea
sostanze molto tossiche.

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Il Grasso esercita una influenza inibitrice notevole sulla secrezione dei
succhi gastrici. La presenza di oli e grassi negli alimenti, diminuisce la
quantità di secrezione gastrica stimolata dalla presenza di proteine; il
tono gastrico si può abbassare anche del 50% e durare anche più di
due ore.
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Quindi quando si mangia un alimento proteico non si deve aggiungere


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altro Grasso nello stesso pasto. La panna, il burro, l’olio non devono
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essere consumati con le noci, formaggio, uova e latte.


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L’effetto inibitore dei grassi si può neutralizzare mangiando molta
verdura cruda, soprattutto a foglia verde.

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La digestione degli amidi inizia in bocca per opera della Ptialina, che
lavora solo in ambiente alcalino.
La digestione delle proteine avviene nello stomaco e richiede molta
acidità perché l’enzima Pepsina lavora solo in ambiente acido.
L’acido cloridrico dello stomaco, liberato per digerire le proteine,
disattiva la Ptialina impedendo la digestione degli amidi e provocando
la loro fermentazione.
Mangiando solo amidi invece lo stomaco secerne un succo
maria adelaide gallina - Ordine n.3735-5049

appropriato, quasi neutro, molto diverso da quello acido quando si è in


presenza di proteine.
Per esempio mangiando solo pane (composto da amido e proteine)
nello stomaco viene riversato pochissimo acido cloridrico, per
permettere alla Ptialina di continuare il suo lavoro. Appena digerito
l’amido, viene versato molto acido cloridrico per digerire le proteine
del pane. Diverso il discorso se assieme al pane mangio carne per
esempio (il classico hamburger)

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Due diverse proteine per essere digerite richiedono secrezioni
enzimatiche e pH diversi. Il latte e derivati richiedono un succo
gastrico diverso da quello della carne e del pesce. Un solo alimento
proteico alla volta assicura una digestione più efficace.

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Per digerire le proteine serve acido nello stomaco, perché la Pepsina
lavora solo in ambiente acido.
Gli acidi ingeriti (limone, pompelmo, aceto, ecc.) invece di aiutare il
processo digestivo, impediscono il versamento gastrico e quindi
ostacolano la digestione stessa delle proteine. Se nella bocca e/o nello
stomaco c’è un acido, i succhi gastrici non vengono versati!
maria adelaide gallina - Ordine n.3735-5049

La frutta acida per esempio impedisce all’acido cloridrico di digerire


le proteine provocando la loro putrefazione, non solo, ma la stessa
frutta bloccata nello stomaco dalla digestione prolungata delle
proteine, fermenta e produce sostanze tossiche.
Unica eccezione per le proteine sono le noci e il formaggio, perché
contengono olio e grasso in abbondanza, ma non si decompongono
velocemente come gli altri cibi proteici; inoltre gli acidi non ritardano
la loro digestione perché il Grasso sospende la secrezione gastrica più
a lungo di quanto fanno gli acidi stessi.

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Tutti gli zuccheri in commercio (saccarosio, sciroppi, frutta dolce,
miele, ecc.) inibiscono la secrezione gastrica e la motilità
(movimento) dello stomaco.
Presi da soli gli zuccheri rimangono pochissimo nello stomaco e
passano rapidamente (15 o 30 minuti) nell’intestino dove vengono
assimilati dagli enzimi pancreatici.
Assunti invece con altri alimenti come le proteine o gli amidi,
impediscono la loro digestione e rimangono bloccati nello stomaco
dove provocano una fermentazione alcolica.

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La digestione degli amidi avviene in bocca per effetto della Ptialina e


continua nello stomaco se il pH lo permette. Gli zuccheri non
subiscono alcuna digestione nella bocca e neppure nello stomaco: essi
vengono digeriti solo nell’intestino.
Gli zuccheri (miele, saccarosio, gelatine, marmellate, melassa,
sciroppi, ecc.) assunti assieme agli amidi (pane, pasta, torte, ecc.)
producono fermentazione perché rimangono a lungo nello stomaco.
Mettendo dello zucchero in bocca si produce un aumento copioso
della salivazione, che però non contiene Ptialina, perché questo
enzima agisce solo sugli amidi e non sugli zuccheri. La stessa cosa
accade se mangio amidi mascherati o coperti dallo zucchero.
Lo zucchero impedisce di fatto la secrezione della Ptialina.
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E’ una combinazione molto difficile da digerire.
Potrebbe trattarsi di frutta dolcificata (arancia con zucchero,
pompelmo con zucchero, limone con zucchero, ecc.), cioè i classici
succhi di frutta.
Tutti gli acidi ingeriti necessitano la neutralizzazione affinché i sali
minerali siano utilizzati e gli zuccheri assorbiti. Questo comporta un
dispendio energetico importante. L’attesa della digestione degli acidi
si oppone al transito veloce degli zuccheri a livello intestinale, i quali
fermentano creando tossine.

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Gli zuccheri complessi necessitano un transito rapido, per essere


condotti a livello intestinale nel quale avverrà la loro unica
trasformazione in zucchero semplice: glucosio. Mescolare grassi e
zuccheri rallenta questo transito degli zuccheri che possono
fermentare.

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L’acqua durante i pasti indebolisce l’azione della saliva sugli amidi e
diluisce i succhi gastrici nello stomaco. E’ meglio bere da 10 a 15
minuti prima dei pasti. L’abitudine di bere succhi di frutta (limone,
arancia, pompelmo, uva, ecc.) zuccherati durante i pasti è responsabile
in gran parte dell’indigestione di cui soffrono sempre più persone,
perché la frutta e gli zuccheri vanno mangiati da soli.
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La frutta contiene essenzialmente degli zuccheri semplici
accompagnati da acidi più o meno concentrati. La digestione della
frutta corrisponde dunque a quella degli zuccheri semplici che sono
direttamente assimilabili a livello intestinale.
La frutta acida, semiacida o dolce deve essere consumata da sola e
lontana dai pasti, almeno 30 minuti prima di un pasto e dovrebbe
essere evitata assolutamente dopo i pasti perché provoca
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fermentazione gastro-intestinale.
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La verdura, soprattutto quella a foglia verde, cioè priva di amidi, si
può combinare con qualsiasi altro alimento (amidi, proteine e grassi)
ad eccezione del latte.
Anzi, è vivamente consigliato, soprattutto per chi consuma proteine
animali come carne, pesce e formaggi, mangiare delle grandi insalate
di verdura.
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L’insalata, essendo ricca di acqua, deve essere mangiata prima degli


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alimenti.
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Quando ci si nutre in modo corretto, seguendo le corrette
combinazioni alimentari, non si producono fermentazione e
putrefazione grastro-intestinale (eruttazioni, gas).
Lo scopo primario delle corrette combinazioni alimentari è proprio
quello di evitare la fermentazione degli amidi, la putrefazione delle
proteine e l’irrancidimento dei grassi.
Le associazioni incompatibili causano frequentemente
decomposizione che a lungo andare permettono ai batteri di
avvelenare costantemente il corpo (tossiemia).
Una tossiemia indebolisce l’organismo a causa del maggior dispendio
energetico necessario per far fronte all’aumentato carico tossinico.
Anche per questo oggi le persone sono sempre più deboli e sempre più
ammalate!
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In base alle corrette combinazioni alimentari la dieta ideale è la seguente:

Colazione FRUTTA FRESCA


Dopo il “digiuno notturno” lo stomaco si trova a riposo e
ha bisogno solo di liquidi: acqua, vitamine e minerali
della frutta, sotto forma di frutta intera, frullati, o
centrifugati. Dalle 4 fino alle 11 di mattina l’organismo si
sta depurando, quindi meno cibo solido si mangia, meno
si disturba questo lavoro di disintossicazione e
purificazione.

Pranzo AMIDI + VERDURE


Gli amidi, sono zuccheri complessi e forniscono l’energia
utile per affrontare l’intera giornata, quindi il pranzo è il
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momento ideale.

Cena PROTEINE + VERDURE


Le proteine dopo la digestione nello stomaco e intestino
tenue si trasformano in aminoacidi. La ristrutturazione
cellulare e dei tessuti avviene solamente di notte, quindi
mangiare proteine alla sera aiuta il processo rigenerante.

Merenda FRUTTA FRESCA


La frutta fornisce: l’acqua biologica migliore che esista in
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natura, vitamine e minerali


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proteine (eccetto le noci)
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altre proteine (latte, carne)
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alimenti acidi
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grassi e oli
amidi
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- verdure altre proteine
alimenti acidi
grassi e oli (burro, panna)
meglio da solo, si combina tutte le proteine
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acida amidi
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tutte le proteine
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meglio mangiali da soli tutti gli alimenti
frutta acida
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frutta (tutti i tipi)


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Lo zucchero bianco o saccarosio viene estratto dalla barbabietola nei paesi temperati e dalla
canna nei paesi caldi. Per la serie di processi di raffinazione (con latte di calce, acido
carbonico, anidride solforosa, ossido di stronzio), sbiancatura (con acido solforico), filtratura
(tramite carbone animale), ha perso tutti i suoi principi nutritivi (sali minerali, vitamine e
fibre) divenendo solo un concentrato calorico e acidificante.
Lo zucchero bianco è un prodotto che oltre a contenere il blu oltremare, un riflessante, riduce
la risposta dei globuli bianchi.
E’ un alimento morto (non contiene acqua), unilaterale, cariogeno e decalcificante,
detrattore di calcio, come i polifosfati, dei quali è ricca anche la coca cola.
Lo zucchero raffinato dà carie dentarie, va ad indebolire progressivamente le difese
immunitarie, dà scompensi a stomaco e fegato. Anche il livello emozionale altera il pH e
l’ansia per esempio abbassa le difese immunitarie.
Gli zuccheri raffinati già in bocca provocano una reazione acida. Passano direttamente per
osmosi nel sangue senza essere digeriti. Ciò provoca una reazione improvvisa nello stomaco,
nel pancreas e in altri organi.
Nello stomaco c'è una paralisi: si secerne una gran quantità di acidi che provocano
un’irritazione della mucosa (ulcera).
Si può anche trasformare in alcool se ristagna troppo a lungo.
Se viene ingerito a fine pasto, fermenta, provocando gonfiori e gas intestinali.
Per essere scisso-tagliato, servono enzimi (proteine) che per attivarsi hanno bisogno di
oligoelementi come Calcio, Ferro, Magnesio, vit. B e vit. E, tutti elementi che vengono
detratti dal nostro organismo. Quando consumiamo troppi zuccheri, il sangue usa la vit. B del
sistema nervoso: i più fortunati soffrono di crampi e nevriti altri compromettono le loro
facoltà cerebrali. Quindi gli zuccheri che fanno bene al cervello sono gli zuccheri
complessi che mantengono la glicemia pressoché uniforme, non impoveriscono
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l'organismo di sali minerali e di Vit. B.


Nell’intestino: blocca i movimenti peristaltici, disidrata le feci e dà stitichezza.
Alimenta fermentazioni intestinali acide con conseguente dispepsia e aumento della
temperatura dell’intestino, meteorismo e gonfiore addominale; dà un brusco aumento della
glicemia del sangue costringendo il pancreas a dover secernere più insulina per neutralizzare
l’iperglicemia e altera il metabolismo dei grassi.
Lo zucchero fa proliferare la flora batterica alterandone la qualità e diminuendo la
capacità di resistenza alle infezioni: l’organismo è più soggetto alle malattie infettive del
naso, gola, pelle.
Dall’intestino, lo zucchero passa nel sangue che deve attingere alle riserve di sali minerali del
corpo (calcio, sodio, potassio, magnesio) per riequilibrare il proprio pH.
A causa di ciò le ossa e i denti si indeboliscono e l’organismo si trova demineralizzato.
La mancanza di vit. B12 e l’eccesso di glucosio nel sangue portano prima ad una sferzata
momentanea (scambiata per benessere), poi a depressione, stanchezza, facendoci diventare un
consumatore zucchero dipendente.
Quando c’è acidosi sanguigna si creano i presupposti per molte malattie (cancro per es.).
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Quando si mangia troppo zucchero, i grassi vengono trasformati subito in riserve invece
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di essere bruciati. (Tratto da “La salute Mela Mangio”, biodispensa 1.9)


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L’unico zucchero di cui abbiamo bisogno è quello della frutta! Va comunque bene quello di
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canna integrale e biologico, se usato lontano da amidi e proteine.


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