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Analisi Matematica II - Ingegneria Gestionale - A Gennaio 2020

Cognome: Nome: Matricola:

IMPORTANTE: Giustificare tutte le affermazioni e riportare i calcoli essenziali.

Esercizio 1. [5 punti ] Risolvere il sistema lineare



 x + y − 3z + t = 1
y + 2t = 0
x + 3z − 3t = 3.

Soluzione. La matrice completa del sistema è


 
1 1 −3 1 1
0 1 0 2 0 .
1 0 3 −3 3

Operiamo una riduzione a scala di Gauss. Abbiamo


   
1 1 −3 1 1 1 1 −3 1 1
0 1 0 2 0 → 1 0 3 −3 3 →
1 0 3 −3 3 0 1 0 2 0
   
1 1 −3 1 1 1 1 −3 1 1
0 −1 6 −4 2 → 0 −1 6 −4 2 .
0 1 0 2 0 0 0 6 −2 2
Dunque la matrice dei coefficienti del sistema ha rango 3 ed il sistema ammette ∞1 soluzioni. Risol-
vendo all’indietro il sistema lineare corrispondente, considerando la variabile libera t = α con α ∈ R,
troviamo la soluzione  
2 + 2α
 −2α 
1 1  ,
 + α
3 3
α
al variare del parametro α ∈ R.

1
Esercizio 2. [5 punti ] Sia T : R3 → R3 l’applicazione lineare definita da

T (x, y, z) = (x + y, y + z, x − z).

i) Trovare nucleo e immagine di T e una base di ciascuno;


ii) dire se il vettore (1, 1, 0) appartiene all’immagine;
iii) trovare gli autovalori di T e dire se T è diagonalizzabile.
Soluzione. (i) La matrice di rappresentazione dell’applicazione lineare T rispetto alla base canonica
di R3 è  
1 1 0
A = 0 1 1  .
1 0 −1
Ricordiamo che il nucleo è l’insieme delle soluzioni del sistema lineare omogeneo
   
x 0
A y = 0 .
  
z 0
Per risolvere il sistema, operiamo una riduzione a scala della matrice A. Abbiamo
   
1 1 0 1 1 0
A → 1 0 −1 → 0 −1 −1 .
0 1 1 0 0 0

La matrice dei coefficienti ha rango 2, dunque il sistema ammette ∞1 soluzioni. Risolvendo all’indietro,
considerando la variabile libera z = α con α ∈ R, troviamo la soluzione
 
α
−α .
α
Pertanto il nucleo di T ha come base  
 1 
B = −1 .
1
 

L’insieme immagine di T è lo spazio vettoriale generato dai vettori colonna di A. Notiamo che la
riduzione a scala di A presenta i pivots sulle prime due colonne, pertanto una base dell’immagine di
T è data alle prime due colonne della matrice di partenza A, ossia
   
 1 1 
0
B = 0 , 1 .
 
1 0
 

(ii) Ovviamente il vettore (1, 1, 0) appartiene all’immagine di T , essendo uno dei due vettori che
costituisce una sua base.
(iii) Abbiamo  
1−λ 1 0
A − λI =  0 1−λ 1 .
1 0 −1 − λ
Dunque, utilizzando lo sviluppo di Laplace rispetto alla prima riga troviamo

det(A − λI) = −(1 − λ)[(λ + 1)(1 − λ)] + 1 = −λ(λ2 − λ − 1) .

Risolvendo l’equazione
−λ(λ2 − λ − 1) = 0,
ricaviamo che gli autovalori di A sono
√ √
1− 5 1+ 5
λ1 = 0, λ2 = , λ3 = .
2 2
Siccome A possiede tre autovalori reali distinti, la matrice A e quindi anche l’applicazione lineare T
sono diagonalizzabili.

2
x2 + y 2
Esercizio 3. [5 punti ] Data la funzione f (x, y) = ,
xy
i) si trovi il suo dominio e si calcoli il lim f (x, y), o si dimostri che tale limite non esiste;
(x,y)→(0,0)
ii) trovare i punti stazionari di f e stabilire se è possibile determinarne la natura utilizzando il criterio
della matrice Hessiana.
Soluzione. (i) La funzione f ha come dominio R2 privato degli assi coordinati, ossia l’insieme

D = R2 \ {(x, y) ∈ R2 : x = 0 oppure y = 0} .

Osserviamo che per qualunque m 6= 0


1
f (x, mx) = + m,
m
pertanto f non ammette limite per (x, y) → (0, 0).
(ii) Notiamo che f ∈ C 2 (D). Per ogni (x, y) ∈ D abbiamo
1 y
fx (x, y) = − 2,
y x
x 1
fy (x, y) = − 2
+ .
y x
Imponendo ∇f (x, y) = (0, 0) deduciamo che

y 2 = x2 , x 6= 0 ⇔ y = ±x, x 6= 0 .

Quindi i punti stazionari di f sono i punti (x, x), (x, −x) per ogni x 6= 0.
Abbiamo
y 1 1 x
fxx (x, y) = 2 3 , fxy (x, y) = fyx (x, y) = − 2 − 2 , fyy (x, y) = 2 3 .
x y x y
Quindi, per ogni x 6= 0,
2
− x22
 
Hf (x, x) = x2 ,
2
− x2 2
x2

− x22 − x22
 
Hf (x, −x) = 2 .
− x2 − x22
Per qualunque x 6= 0 risulta
det Hf (x, ±x) = 0 ,
pertanto non è possibile determinare la natura dei punti critici, utilizzando il criterio della matrice
Hessiana.

3
x−y
ZZ
Esercizio 4. [5 punti ] Calcolare l’integrale doppio dxdy, dove D = {(x, y) ∈ R2 :
D 1 + (x + y)2
−1 ≤ x+y ≤ 1, 0 ≤ x−y ≤ 2}. Si consiglia di operare il cambiamento di variabili u = x+y, v = x−y.
Soluzione. Consideriamo la trasformazione
(
u=x+y
.
v =x−y

L’insieme D nelle variabili (u, v) diventa

D0 = {(u, v) ∈ R2 : −1 ≤ u ≤ 1, 0 ≤ v ≤ 2} .

Risulta (
1
x= 2 (u + v)
1
.
y= 2 (u − v)
Sia
T : D0 → D,
 
1 1
(u, v) 7→ (x, y) = (u + v) , (u − v) .
2 2
T è una trasformazione di classe C 1 (D0 ), biunivoca. Inoltre,
1 1

JT (u, v) = 12 2
1 ,
2 −2

quindi
1
det JT (u, v) = − .
2
Possiamo pertanto applicare il teorema sul cambiamento di coordinate negli integrali doppi e otteniamo

1 1
Z  Z 2 
x−y
ZZ ZZ
1 v 1
2
dxdy = dudv = vdv du
D 1 + (x + y) 2 D0 1 + u2 2 −1 1 + u2 0
Z 1  2 v=2 Z 1
1 1 v 1 π
= 2
du = 2
du = arctan(u)|u=1
u=−1 = .
2 −1 1+u 2 v=0 −1 1 + u 2

4
Esercizio 5. [4 punti ] i) Risolvere il problema di Cauchy
( 1
y0 + y = 2e2x
x
y(1) = 0.

ii) Scrivere l’equazione della retta tangente al grafico della soluzione nel punto (1, 0).
Soluzione. i) Risolviamo dapprima l’equazione differenziale
1
y0 + y = 2e2x ,
x
che è del primo ordine, lineare. Sia
Z
1
A(x) = dx = log |x| = log x,
x
dove abbiamo tolto il modulo, poiché la condizione iniziale è assegnata in x0 = 1 > 0. Applicando la
formula risolutiva, abbiamo
Z Z
−A(x) −A(x) A(x) 2x C 1
y(x) = Ce +e e 2e dx = + x2e2x dx
x x

1 e2x
 
C 1 2x 1 2x C
= + xe − e = + e2x − , x > 0,
x x 2 x 2 x
2
al variare di C ∈ R. Imponendo che valga la condizione iniziale, troviamo C = − e2 . Quindi la
soluzione del problema di Cauchy è

e2 1 e2x
y(x) = − + e2x − , x > 0.
2x 2 x
ii) La retta tangente richiesta ha equazione

y − y(1) = y 0 (1)(x − 1).

Usando l’equazione differenziale, ricaviamo che

y 0 (1) = 2e2 .

D’altra parte la condizione iniziale dice che y(1) = 0. Quindi troviamo la retta

y = 2e2 (x − 1).