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GLI SCHEMI MOTORI DIVENTANO ABILITA’

CHE COSA E’ UNO SCHEMA MOTORIO DI BASE

Gli schemi motori sono le forme fondamentali di movimento. Sono detti di base perché
nell’evoluzione di ogni persona compaiono per primi e rappresentano i mattoni con cui costruiamo
tutti i futuri apprendimenti motori. Fanno parte di noi fin dalla nascita e a mano a mano che
diventiamo grandi e acquisiamo esperienza possiamo riuscire a eseguirli molto bene.

Nel corso dello sviluppo gli schemi motori in ordine di maturazione sono:

strisciare

gattonare

stare in equilibrio

camminare

correre

saltare

rotolare e ruotare

tirare e spingere

arrampicare

afferrare e lanciare.

E’ dall’evoluzione degli schemi motori che si formano le ABILITA’ MOTORIE esse sono schemi
motori finalizzati al raggiungimento di un obiettivo.

Considera per esempio l’azione di lanciare la palla: lo schema motorio è il lanciare, mentre l’abilità
motoria consiste nel lanciare con precisione ad esempio per fare canestro o perché sia presa da
una compagno in un passaggio.

Tutti possediamo i diversi schemi motori ma non tutti siamo abili nell’utilizzarli. Si diventa abili
attraverso l’apprendimento (nel nostro caso la pratica, la ripetizione del gesto) ed ogni schema
diventa abilità quando si è in grado di eseguirlo facilmente e con pochi errori.

● STRISCIARE

Rappresenta la prima forma di spostamento per esplorare l’ambiente, stimola lo sviluppo della
forza muscolare che gli servirà per alzarsi.

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● GATTONARE

Solitamente intorno agli 8 mesi si passa dallo strisciare al gattonare, passaggio cruciale perché
amplia la possibilità del bambino di osservare il mondo circostante prima limitata solo ad altezza
terreno.

● STARE IN EQUILIBRIO

L’equilibrio puo’ essere : STATICO, DINAMICO, DI VOLO, DI ROTAZIONE

STATICO quando è necessario mantenere una posizione

DINAMICO in ogni movimento

DI VOLO quando il corpo non è in appoggio

DI ROTAZIONE quando si esegue una rotazione attorno agli assi corporei

Il controllo dell’equilibrio è automatico ed istintivo e avviene grazie ai riflessi, aggiustamenti


corporei automatici (che non richiedono perciò il controllo del S.N.C.) che operano contro la
forza di gravità. Grazie al loro intervento, fatto di regolazioni muscolari fini e di piccoli spostamenti
articolari, è possibile mantenere una posizione o non cadere durante l’esecuzione di un
movimento.

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● CAMMINARE

Ad ogni passo si alternano due fasi: una in cui un solo piede rimane a contatto con il terreno, l’altra
in cui entrambi gli arti sono contemporaneamente a contatto con il suolo

● CORRERE

A differenza del camminare il correre prevede una fase di volo, in cui entrambi i piedi non toccano
il suolo.

La corsa è caratterizzata da un alternarsi ritmico e ciclico di fasi: la fase di appoggio, in cui il piede
prende contatto col suolo davanti al corpo, quella di spinta, durante la quale il piede spinge sul
terreno e l’ altro ginocchio si porta in avanti, e quella di volo, dove nessun piede è in contatto con
il terreno.

● SALTARE

Saltare è forse il movimento fondamentale più difficile. Per eseguirlo e sollevarsi da terra,
vincendo la forza di gravità, si deve possedere un certo livello di forza, di coordinazione e di
controllo motorio.

Il salto consiste in un movimento di spinta degli arti inferiori che, vincendo la forza di gravità,
permette uno spostamento sia orizzontale che verticale del corpo. Ogni salto è caratterizzato da
una fase di volo, determinata da una spinta del piede (o di entrambi) chiamata stacco.

In questa azione anche le braccia svolgono un ruolo importante. Altrettanto importante è la fase di
atterraggio: bisogna ammortizzare l’arrivo piegando le gambe e facendo attenzione all’appoggio
dei piedi sul terreno.

● ROTOLARE E RUOTARE

Alcuni bambini hanno paura di rotolare e girare su se stessi a causa delle sensazioni di squilibrio
che si generano. Saper rotolare è importante dal punto di vista della sicurezza, perché rotolando si
riducono le conseguenze dell’impatto in caso di caduta e la gravità dei possibili infortuni.

Si rotola quando si ruota attorno a un asse del corpo e, mentre si esegue quest’azione, le diverse
parti del corpo si appoggiano in successione su una superficie. (esempio nella capovolta in cui si
rotola attorno all’asse trasverso).

Si ruota quando il giro avviene attorno ad un perno. (esempio nella piroetta in cui si ruota attorno
all’asse longitudinale del corpo).

● ARRAMPICARE

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Arrampicare consiste nell’utilizzare prese delle mani, trazioni delle braccia, appoggi dei piedi e
spinte degli arti inferiori per effettuare spostamenti del corpo tendenzialmente verso l’alto, quindi
in salita, ma comporta anche fasi di spostamento laterale e in discesa.

● AFFERRARE E LANCIARE

Lanciare consiste nell’inviare un oggetto in una specifica direzione, mentre afferrare consiste nel
prendere un oggetto e trattenerlo. Entrambi gli schemi presuppongono una buona coordinazione
nel movimento degli arti e fra occhio e mano. Ciò comporta la capacità di organizzare le
informazioni relative allo spazio, alle distanze, alle traiettorie e alle direzioni.

Crescendo le tue capacità motorie cioè l’insieme delle capacità legate alla coordinazione (dette
capacità coordinative) ed alla forma fisica (dette capacità condizionali) migliorano e permettono
di introdurre sempre più variazioni e combinazioni nell’esecuzione degli schemi motori.

LE CAPACITA’ COORDINATIVE
Per svolgere una qualunque azione, il centro di controllo dell’organismo, ossia il S.N.C. (Sistema
Nervoso Centrale), deve risolvere in tempi rapidissimi una notevole serie di problemi:

1) elaborare le informazioni sensoriali

2) decidere l’azione da svolgere in base alle informazioni ricevute

3) inviare i corretti impulsi ai muscoli coinvolti nell’azione

4) effettuare le eventuali correzioni al movimento se necessarie.

Possiamo quindi definire coordinazione la capacità di organizzare, regolare e controllare il


movimento delle varie parti del corpo nello spazio e nel tempo per raggiungere un obiettivo.

FASI DELLA COORDINAZIONE


1. Coordinazione grezza
2. Coordinazione fine
3. Fase della disponibilità variabile

1) Coordinazione grezza: in questa fase è prioritario riuscire a realizzare l’azione


programmata, mentre la qualità del gesto è un aspetto secondario.
In questa fase il movimento, realizzato i modo cosciente (quindi con un impegno costante
dell’attenzione sul’esecuzione motoria) manca di fluidità e costanza.

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Questa fase è caratterizzata da molti errori e l’organo di senso che più aiuta
l’apprendimento motorio è la vista. (vedere e rivedere il gesto nella sua globalità aiuta
molto al fine di imparare il corretto movimento).
2) Coordinazione fine: con la continua ripetizione si arriva ad eseguire il gesto in forma
automatizzata (cioè senza il continuo controllo della coscienza) ed esso diventa più
armonico e regolare.
In questa fase appaiono meno errori ed il controllo del gesto, che nella fase precedente era
principalmente visivo, dipende ora soprattutto dalle informazioni provenienti dai muscoli e
dalle articolazioni.
3) Fase della disponibilità variabile: raggiunta una esecuzione sicura l’attenzione può ora
essere portata sui cambiamenti che avvengono nell’ambiente (variazioni del terreno,
vento, posizione dei giocatori in campo, stanchezza ecc..) per trasformare e adattare ad
essi l’azione.
Gli errori in questa fase sono rari.

ALCUNI ESEMPI DI CAPACITA’ COORDINATIVE:


● CAPACITA’ DI COMBINARE I MOVIMENTI
● CAPACITA’ DI ORIENTAMENTO SPAZIO/TEMPORALE
● CAPACITA’ DI RITMO
● CAPACITA’ DI REAZIONE
● MOBILITA’ ARTICOLARE (FLESSIBILITA’)
● EQUILIBRIO ….
● MOBILITA’ ARTICOLARE (FLESSIBILITA’)
● MOBILITA’ ARTICOLARE (FLESSIBILITA’)

LA MOBILITA’ ARTICOLARE

E’ la capacità che ti permette di compiere movimenti di grande ampiezza e dipende molto dal tipo
di articolazione.

Un’ articolazione è una struttura che mette in contatto due o più ossa e che, a seconda di come è
fatta, permette movimenti più o meno ampi.

Le articolazioni si dividono infatti in:

- MOBILI (grandi possibilità di movimento) es. spalla,gomito,polso,anca,ginocchio,caviglia

- SEMIMOBILI (poca possibilità di movimento) es. colonna vertebrale

- FISSE es. ossa del cranio e del bacino

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Il grado di flessibilità può essere molto diverso da individuo ad individuo e , per uno stesso può
variare nel corso della vita. N.B. la flessibilità tende a diminuire se non continuamente allenata
tra gli 11/14 anni.

La tecnica più utilizzata per allenare la flessibilità è lo stretching (stirare, allungare)che consiste nel
portare un muscolo in tensione, cioè in allungamento, assumendo lentamente una posizione e
mantenendola per alcuni secondi.

L’EQUILIBRIO

E’ la capacità di mantenere, riacquistare, una posizione stabile in situazioni statiche o dinamiche.

Come precedentemente detto si divide in statico, dinamico, di volo e di rotazione.

REGOLE GENERALI:

- Per restare in equilibrio il baricentro del nostro corpo (posto sotto l’ombelico) deve cadere
entro la base di appoggio o poligono di sostegno che sono i nostri piedi

- più è ampia la base d’appoggio maggiore è l’equilibrio ( ad arti inferiori divaricati si è più
stabili)

Più è basso il baricentro rispetto alla base d’appoggio più si è in equilibrio ( ad arti inferiori piegati
si è più stabili)

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ALLENARE L’EQUILIBRIO

Per allenare l’equilibrio bisogna eseguire esercizi che riducano la superficie del corpo a contatto
con il suolo (es. camminare sulle punte), che riducano la base di appoggio (es. camminare su una
trave) o muoversi su superfici instabili che richiedano aggiustamenti continui. (es. bascule,
tappetoni molli).

LE CAPACITA’ CONDIZIONALI
Le capacità condizionali, assieme alle coordinative, svolgono un ruolo di primo piano nel
determinare il risultato di una prestazione. Esse dipendono da vari fattori come l’età, il sesso, il
peso, la struttura corporea, la massa muscolare oltre che dall’efficienza dei sistemi di produzione
di energia.

Nel corso della vita le capacità condizionali si sviluppano in modo continuo anche senza un
allenamento specifico ma se si vuole ottenere un certo livello di prestazione occorre allenarle con
attività finalizzate.

Le capacità condizionali sono:

● FORZA
● VELOCITA’
● RESISTENZA

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LA FORZA
È la capacità del muscolo di vincere o contrastare una resistenza esterna

che può essere:

• Il peso del corpo

• Il peso di una parte di esso

Un carico esterno (pesetti, bilancere,elastici…)

La forza è espressa dai muscoli che ci permettono di muoverci o mantenere una posizione. Essi
inoltre rendono stabili le articolazioni, proteggono le strutture ossee e gli organi interni.

Ogni muscolo è formato da diversi tipi di fibre muscolari: fibre tipo I lente denominate anche
rosse, e fibre di tipo II veloci denominate anche bianche.

Le fibre rosse sono più adatte a svolgere attività di lunga durata, quelle bianche invece sviluppano
molta più forza ma sono più affaticabili.

La forza dipende:

• Dai muscoli ed in particolare dalle loro dimensioni (maggiore è la dimensione più forza
sono in grado di esprimere)

• Dall’efficienza del sistema nervoso (più veloce viaggia il comando nervoso e più numerose
sono le fibre che intervengono più forza si sviluppa)

Per allenare la forza puoi utilizzare:

• Esercizi a carico naturale Impiegano il peso del tuo corpo

• Esercizi con sovraccarico Utilizzano attrezzi (pesi, bilanceri,fasce elastiche …)

Gli esercizi più adatti e semplici da eseguire per ragazzi della tua età sono quelli a corpo libero.
Anche con questo tipo di esercizi è possibile variare l’intensità (cosa necessaria per continuare ad
avere miglioramenti) e quindi la difficoltà della prova semplicemente variando le posizioni.

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LA VELOCITA’

Per velocità si intende:


la capacità di compiere azioni motorie nel minor tempo possibile

Dipende da:

- Fattori nervosi (velocità di trasmissione dell’impulso)

- Fattori fisiologici (numero di fibre bianche attivate)

- Fattori energetici (per eseguire uno scatto è necessaria una grandissima


quantità di energia pronta all’uso)

- Tecnica esecutiva

La velocità di esecuzione dipende da:

● velocità di reazione = Tempo che trascorre tra la rilevazione di un segnale


(sparo dello starter) e il momento in cui inizia l’azione
● Velocità gestuale = Velocità con la quale si compie il gesto
● Frequenza gestuale = Quante volte il gesto è ripetuto nel tempo

ALLENARE LA VELOCITA’

Tra le capacità motorie la velocità è quella meno allenabile perché fortemente


condizionata dal patrimonio genetico (quantità di fibre veloci, caratteristiche dello
stimolo nervoso, sistemi di produzione dell’energia).Tuttavia dipende anche dalla
tecnica esecutiva del gesto che può essere notevolmente migliorata
dall’allenamento.

LA RESISTENZA
La resistenza E’ la capacità di sopportare la fatica e protrarre un’attività fisica nel tempo senza che
diminuisca l’intensità di lavoro.

La resistenza dipende dall’efficienza dei sistemi di produzione di energia (*) che, a loro volta,
dipendono dalla funzionalità degli apparati respiratorio e cardiocircolatorio.

L’APPARATO RESPIRATORIO
La respirazione comprende due fasi:

1) L’inspirazione

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2) L’espirazione
1) Durante l’inspirazione l’aria ricca di ossigeno proveniente dalle vie aeree (naso,
bocca,faringe…) entra nei polmoni. In questa azione svolge un ruolo importante il
diaframma, un muscolo che abbassandosi permette ai polmoni di espandersi.
2) Durante l’espirazione, invece, il diaframma si rilascia, i polmoni si riducono e l’aria carica di
anidride carbonica (prodotta nelle cellule per generare energia per il movimento) esce e
viene eliminata.

L’APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO
Il trasporto di ossigeno dai polmoni alle cellule e dell’anidride carbonica dalle cellule ai polmoni è
compito dell’apparato cardiocircolatorio, cioè di quegli organi che permettono la circolazione del
sangue.

Dopo che con la respirazione i polmoni si sono riempiti d’aria, l’ossigeno in essa contenuto viene
ceduto al sangue. Il sangue ricco di ossigeno è spinto verso tutti i distretti corporei dal cuore in una
rete di tubi (i vasi sanguigni) che si diramano in tutto il corpo e riforniscono tutti gli organi di
questo gas indispensabile per la produzione di energia.

Quando la richiesta di ossigeno aumenta, come quando effettuiamo uno sforzo fisico, il cuore
incrementa sia la frequenza sia la quantità di sangue messa in circolo. Il battito accelera dai 70-75
battiti al minuto a riposo fino a superare i 200 battiti al minuto (bpm). Allo stesso modo aumenta
anche la quantità di sangue spremuta ad ogni contrazione (da 70 ml a riposo a più del doppio).

I FATTORI DELLA RESISTENZA


LA RESISTENZA DIPENDE DA:

capacità fisiologiche
- numero di fibre rosse contenute nel muscolo ( il muscolo è costituito da fibre
bianche, veloci e fibre rosse a contrazione lenta e più adatte per svolgere attività di
lunga durata)
- efficienza degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio
capacità tecniche
- corretta automatizzazione ed economicità del gesto
capacità psicologiche
- determinazione, interesse, capacità di controllo dell’ansia…

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