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Libro Succio Dal Movimento alla Movida

Letteratura e cultura spagnola ii (Università degli Studi di Genova)

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Contesto storico Spagna in breve ( guarda appunti di Succio)

La Seconda Repubblica

A gennaio del 1930 Miguel I de Riveira consegnò le sue dimissioni come sovrano. Vi fu dunque un periodo
di transizione chiamato ‘’Dictablanca’’ con Il generale Bellinguer. Dopo di che arrivò la Seconda Repubblica,
proclamata il 14 aprile 1931 e che vide la sua fine il 1° aprile 1939 con la fine della guerra civile. Si può
dividere in 3 fasi:

1. El Bienio Reformista, dal 1931 al 1933 che portò anche ad una nuova Costituzione nel 1931. Il
governo era repubblicano- socialista. Alcuni esempi di carattere reformista sono il suffragio
universale, l’educazione pubblica e laica ed il diritto ai matrimoni civili ed al divorzio.
2. El Bienio Radical- Cedista dal 1933 al 1936, che vede protagonista un governo di destra, con Robles
che riformò la Spagna in chiave anti-reformista. Viene creato nel 1933 il partito della Flange dal
figlio di Riveira.
3. El Frente Popular de 1936 al 1939 che portò ad una forte contrapposizione tra destra e sinistra.

Questa contrapposizione sfociò poi nella guerra civile.

La guerra Civile

A partire da un colpo di stato contro la Repubblica, la guerra civile scoppiò il 1° aprile del 1936 e vede come
protagonista il conflitto tra Nazionalisti e Repubblicani. Quando morì il generale di destra Sanjurjo,
prenderà il suo posto Francisco Franco. Franco ricevette l’appoggio di Italia e Germania. I Repubblicani
ottennero quello dell’ URSS. Madrid cadde definitivamente nel 1939, anno in cui Franco prese il potere.

Il regime di Franco

Inizia nel 1939, fino alla sua morte nel 1975. Egli prese il comando nel 1933 della Falange. Franco prese il
titolo di ‘’Caudillo’’. Caratteristiche del suo regime furono la concentrazione del potere, la repressione, la
censura ed il totalitarismo ispirato da quello italiano e spagnolo. Inoltre vennero eliminati tutti gli altri
partiti politici. Il franchismo contò sull’appoggio delle classi alto-borghesi, la classe media rimase passiva e
la classe bassa venne sottomessa. Pochi mesi dopo la fine della guerra civile, scoppia la Seconda Guerra
Mondiale, ,ma la Spagna adotta una posizione di nonbelligeranza, quando la Germania inizia a perdere la
Guerra si dichiara neutrale. Nonostante la neutralità, gli Stati Uniti notarono la simpatia della Spagna nei
confronti della Germania e smisero di inviarle petrolio, così che la Spagna entrò in crisi, non le fu nemmeno
concesso di rientrare nel piano Marshall. I primi anni del regime franchista furono marcati da un profondo
isolamento nazionale e da una repressione politica. La sua situazione era di autarchia, ovvero chiusura
totale, questo comportò ovviamente molte carenze. Nel 1955 la Spagna fu ammessa nell’ Onu ed iniziò ad
esservi un clima meno autarchico, che culminò nel Pacto de Madrid. Negli anni 60 e 70 la Spagna iniziò ad
aprirsi e a svilupparsi economicamente anche grazie al turismo.

Riassunto

‘’Dal Movimento alla Movida: Il Romanzo Spagnolo dal Franchismo a Oggi’’

Capitolo 1

Il 1939 fu un anno fondamentale per la letteratura spagnola. I precedenti tre anni di guerra civile lasciarono
un numero di morti altissimo e con il crollo della Seconda Repubblica e l’abrogazione della Costituzione del
1931 si chiuse anche un’ importante fase letteraria caratterizzata dall’Avanguardismo. Tuttavia, con la
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nascita ed il consolidamento del Regime il legame tra politica, letteratura e società divenne indissolubile e
a partire dal 1° aprile 1939 gli intellettuali non poterono evitare di fare riferimento a questo cupo contesto
politico e sociale ed alla ‘’Legge sulla stampa’’ imposta dal Caudillo già nel 1938 che regolava la censura.
Quest’ultima venne applicata ad ogni mezzo di comunicazione senza risparmiare niente e nessuno, aveva
una duplice direttrice: politica, controllata dalla Falange, e quella religiosa, ben più presente soprattutto nei
primi anni del regime.

Il romanzo degli sconfitti

La cultura soffre incredibilmente della censura soffocante e della mancanza di ‘’grandi maestri’’, morti o
precedentemente esiliati in altri paesi. Il contesto sociale spingeva molti scrittori all’autocensura, che ne
limitava la creatività e la capacità artistica. Grandi romanzieri della generazione del ’98 come Pio Baroja e
Azorín, dopo alcuni anni di esilio, tornarono in patria, ma si rinchiudono in un isolamento spirituale, in
quanto non stimolati ed impermeabili alle sollecitazioni esterne. Il primo in particolare reagisce con il
silenzio quando si vede negare la possibilità di pubblicare i suoi scritti. Inoltre, il 1936 vede la morte di due
maestri della letteratura spagnola, Unamuno e Ramón Maria del Valle-Inclán. Tutti i migliori avanguardisti,
degli anni 20 e 30, sono tutti esiliati. Dunque, la letteratura arranca faticosamente in una società poco
propensa alla circolazione della cultura. I romanzi in circolazione trattano tutti ormai di temi obsoleti, legati
all’esaltazione della nuova realtà ed alle nostalgiche magnificenze della Spagna imperiale. Il lettore medio è
scoraggiato poiché colto da rigetto nei confronti della guerra civile ed inoltre gran numero di lettori è
venuto a mancare nel corso di essa. Le case editoriali si spingono quindi su una letteratura bassa, gialli e
racconti del far west americano per i lettori, romanzi rosa per le lettrici. La narrativa straniera ottiene un
grande successo, ma spesso la traduzione è affidata a chi ha una conoscenza minima della lingua e deve
aggirare la censura. Il genere più in voga è quello biografico, spesso un racconto romanzato della vita dei
grandi del passato. È per altro un genere in linea con l’ideologia franchista , che promuove il concetto di
storia, articolato attorno a grandi figure del passato con le loro eroiche imprese. ( successo della collana
‘’La España imperial). In questo panorama, le nuove generazioni, che vedono il loro cammino strettamente
incatenato alle vicende politiche, iniziano a scrivere romanzi più concreti ed intimamente legati al contesto
storico. I primi romanzi ‘’La Familia de Pascual Duarte’’ di Camilo José Cela e ‘’Nada’’ di Carmen Laforet (+
‘’Mariona Rebull- del catalano Ignacio Agusti). manifestano i primi segnali di insofferenza ed incapacità di
adattarsi a una realtà soffocante e condannata al silenzio. Il romanzo di Cela apre la 1° fase del romanzo
dopoguerra. Questi tre sono romanzi diversi tra loro ma caratterizzati dal ritorno al realismo e l’abbandono
della letteratura ludica e raffinata avanguardista, che a cavallo tra gli anni 20, 30 aveva interrotto con
realismo dell'800 per promuovere una letteratura intellettualista.

Nada

Scritto tra il 1942/43 e pubblicato nel 1945 e vincitore del primo premio Nadal, rappresenta un ‘’piccolo
miracolo ’’, in quanto scritto da una donna, Carmen Laforet, ha come protagonista una giovane
studentessa ribelle ed anticonformista. La reazione del pubblico al romanzo fu entusiasta e grandi
intellettuali si prestarono alla lettura ed all’interpretazione del romanzo. Tra questi ovviamente non
mancarono voci in disaccordo, i commenti e critiche dell'intransigente cattolicismo, che vedevano infatti
salvarsi solo la nonna di Andrea, gesuita e simbolo di indulgenza ed amore per il prossimo. La scrittrice
nasce a Barcellona nel 1921, ma trascorre l’infanzia alle Canarie, vivendo quindi in modo spensierato gli
anni della guerra civile. Ritornò a Barcellona al termine del conflitto per iscriversi alla Facoltà di Lettere e
Filosofia. Questi anni vennero ripresi nel romanzo, la cui protagonista ha una storia non differente da
quella della scrittrice. Nel 1943 si spostò a Madrid, dove conobbe l’editore Manuel Cerezales, suo futuro
marito che la spinse poi a partecipare al premio Nadal. Ha 5 figli e la sua produzione letteraria procede
a ritmi blandi:
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• La isla y los demonios, 1952;


• La mujer nueva, 1955, frutto della sua profonda crisi religiosa che la conduce al cattolicesimo;
• La Muerta, 1952;
• Mis paginas mejores, 1956, un’antologia dei suoi scritti;
• Insolación, 1963;
• Paralelo 35, 1965, diario di viaggio riguardante gli Stati Uniti dove conobbe Sender.

La sua produzione letteraria si interrompe definitivamente nel 1963. Nel 1970 divorzia dal marito e si
trasferisce in Italia, dove risiede a Roma fino al 1979, in seguito fa ritorno in Spagna ritirandosi dalla vita
pubblica e muore nel 2004 a Madrid. Pochi mesi dopo la sua morte, sua figlia pubblicò ‘’A volver la
esquina’’, che avrebbe creato insieme a ‘’Insolacion’’ e ‘’Jaque Mate’’ (mancata stesura) la trilogia ‘’Tres
pasos fuera del tiempo’’.

Il romanzo racconta il percorso personale di Andrea, giovane studentessa che Abbandona le Canarie Per
compiere gli studi universitari nella natia Barcellona, attraverso un intenso anno di dolore ma proficua
esperienza che la fanno crescere intellettualmente e spiritualmente. Andrea non ha vissuto gli anni della
guerra in Spagna e quindi non ha visto i suoi sogni infrangersi. Il ricordo di Barcellona di quando era piccola
si scontra duramente con la città moralmente ed economicamente devastata. Carmen, al momento di
stesura del romanzo Si sente una straniera in patria, vede una città stremata che vive tra i fantasmi di un
passato recente che ne ha distrutto la linfa vitale. Andrea nel romanzo viene assorbita da un vortice
familiare nel quale la pazzia sembra dominare persone e cose. Al soffocante clima familiare fa da
contraltare l'ambiente universitario che ruota attorno alla figura di Ena, bella, Ricca e fedele amica di
Andrea che l'aiuta nel processo di crescita e Liberazione. Le emozioni vissute dalla protagonista nel
tentativo di conciliare il suo impeto con il vuoto (la Nada) materiale e spirituale che la circonda trovano un
canale di sfogo nelle uscite con Ena ed i suoi amici. La decisione finale sarà quella di abbandonare
Barcellona per Madrid dove Andrea potrà riiniziare una nuova vita da persona ormai matura. Questo
romanzo di formazione con intenzioni sociali è uno dei più altamente simbolici della letteratura spagnola
ed è ancora oggi molto letto. (Il figlio dice che anche carmen quando torna a Barcellona soffre il confronto
fra una persona che non aveva vissuto la guerra e una città che ne era stata devastata.)

Mariona Rebull

NB. Il realismo Galdosiano fa appunto riferimento alla tecnica ed allo stile realista di Benito Perez Galdoz.

Il romanzo venne scritto da Ignacio Augustí, nato nel 1913 e cresciuto nell’alta borghesia barcellonese. Egli
rappresenta l’unione tra il realismo ottocentesco ed il modernismo degli anni dell’avanguardia. Iniziò a
scrivere in lingua catalana, pubblicando nel 1932 la raccolta poetica El Veler e durante gli anni di guerra,
combattuti in linee franchiste, fu co-fondatore insieme a Burgos della rivista Destino, quindi si convertì al
catalano. Nel 1942 pubblicò il suo primo romanzo Los surcos, che destò poco interesse letterario. Nel 1944
venne pubblicato Mariona Rebull, il primo della pentalogia La ceniza fue arbol, in puro stile galdosiano.

Il romanzo è ambientato nella realtà catalana di fine 800 dove la giovane Mariona, figlia prediletta del
gioielliere Rebull, sposa Joaquin Rius, un ricco commerciante di tessuti. Sebbene la famiglia Rius viva
costantemente a contatto con l’alta borghesia, la sua origine umile non ne permette il completo
riconoscimento da parte della società. Il matrimonio tra i due naufraga a causa dello scarso interesse da
parte del marito e Mariona inizia a tradire il marito ed il prescelto è Ernesto, un vecchio compagno di
scuola di Joaquin, disposto a tradire la fiducia dell’amico. La passione dirompe nel loro rapporto. La vicenda
si conclude con lo scoppio di una bomba lanciata all’interno di un teatro dove Mariona ed Ernesto stavano
assistendo a uno spettacolo ed i cadaveri dei due vengono ritrovati da Joaquin abbracciati teneramente.

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Mariona Rebull ripropone nella sua forma più tradizionale il grande romanzo realista dell'Ottocento. Lo
scrittore propone una ricostruzione dettagliata e precisa del contesto storico sociale nel quale si muovono i
protagonisti e i limiti e le emozioni delle pulsioni amorose. Il romanzo successivo El viudo Rius, pubblicato
nel 1945, che è vicina al romanzo sociale. Le vicende di Joaquin, rimasto solo e lacerato da una vergogna
che nasconde dagli occhi del prossimo, paiono diluirsi nelle difficoltà che vive la società catalana nel primo
quarto di secolo. La crisi economica che colpisce soprattutto l'industria tessile, le lotte all'interno del
mondo operaio e l'ascesa dei movimenti anarchici culminata nella Semana Tragica del 1909, assorbono e
cancellano le vicende personali del vedovo Rius. Ad esso succede il romanzo Desiderio, pubblicato nel
1957 e del quale è protagonista il figlio di Joaquin e Mariona. il giovane, dopo periodo di abbandono fisico
e morale si sposa con una Rampolla di una famiglia benestante una precisa descrizione della personalità e
delle pulsioni erotiche del protagonista, no aspetti storico e sociali. Chiudono la serie ''19 de Julio''' del
1965 e ''Guerra civil'', dove l'autore inserisce chiari elementi autobiografici, elemento storico di nuovo
presente. Con Mariona Rebull e Nada si chiude la prima fase del romanzo del dopoguerra, aperta solo
pochi anni prima da La familia di Pascual Duarte di Cela. Sono romanzi che propongono uno sguardo
lacerato e lacerante sulla drammatica situazione della spagna franquista, pochi anni dopo sarà ancora Cela
ad ampliare queste sollecitazioni inaugurando con la Colmena una delle fasi più longeve della letteratura,
realismo sociale.

La narrativa di Regime

Vincolata al regime franchista, di cui sono artefici molti intellettuali che abbracciano gli ideali falangisti nei
primi anni 30, non trova spazio nell'attuale panorama editoriale. Eppure all'epoca rappresentò una parte
importante di ciò che veniva pubblicato in Spagna, tra gli anni della 2 repubblica e la prima metá degli anni
40. Romanzi prevalentemente di propaganda, i cui autori spesso erano politici prestati alla letteratura,
guidati da Josè Antonio Primo de Rivera, lui sì convinto che la falange fosse un progetto politico affidato ai
poeti. Questi si dedicavano ad essa più in funzione del riflesso che poteva avere sulla società che per
sincera vocazione. Si iniziò ad assistere alla divisione della società in due fazioni ormai inconciliabili, nacque
quindi il mito delle dos Españas. In questo contesto politico e culturale chi decideva di non schierarsi
risultava inviso a entrambi gli schieramenti. Il ruolo dei non-schierati veniva interpretato da molti
intellettuali cresciuti ed animati dallo spirito liberale della ‘’Resistencia de Estudiantes’’. Lo scrittore,
diplomatico e ministro dell’educazione durante il governo cedista (Confederación Española de Derechas
Autónomas) Salvador de Madariaga coniò l’espressione ‘’La guerra de los tres Franciscos’’, facendo
riferimento e Francisco Franco, Francisco Largo Caballero, leader del socialismo rivoluzionario e Francisco
Giner de los Ríos, fondatore della Institución Libre de Enseñanza, simbolo di una Spagna dialogante
profondamente desiderata da molti. I falangisti attribuivano alla loro debolezza alcuni mali del paese,
mentre i repubblicani non tolleravano molto l’isolamento nel quegli quelli scrittori si rinchiudevano. La
narrativa falangista vive il suo periodo di Massimo splendore nel periodo bellico e prebellico, mentre negli
anni 40 il suo effetto iniziò a scemare rapidamente. Persiste la presenza di romanzi autobiografici che
puntavano a testimoniare le barbarie commesse dalle ''orde rosse'' ed a demonizzare l' immagine della II
Repubblica, ma generalmente si tende a distogliere l'attenzione dalla guerra civile. Nel 1940 fu addirittura
una circolare del governo ad invitare alla cautela e a mettere da parte la guerra civile, quindi il numero dei
romanzi dedicati al tema calò drasticamente. Gli scrittori che hanno accompagnato la formazione della
nuova Spagna negli anni di propaganda e del conflitto, non abbandonano la letteratura, Gonzalo Torrente
Ballester, che è semplice vicinanza ideologica e Rafael Sánchez Mazas che è invece pura partecipazione
attiva. Passato il tempo della propaganda contro, questi scrittori si impegnano nel delicato compito di dare
una sostanza culturale al regime. Gli intellettuali vicini al regime consideravano la Spagna fino a Filippo II
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come pura gloria ed individuavano decadenza dall'inizio dell'Impero, che culminò nella Seconda
Repubblica. Il 1 aprile 1939, dia de la victoria segna azzeramento della storia e inizio di una nuova epoca.

La maggior parte degli scrittori interpreti del nacional-sindicalismo finì appunto nell’oblio, per debolezza
creativa ed estremizzazione di alcuni concetti, ma tra loro vengono ricordati alcuni nomi, forse perché più
intellettuali di formazione cattolica e tradizionalista che si avvicinano con più o meno incerta convinzione al
falangismo, dal quale infatti spesso si distaccarono. Tra questi:

• Gonzalo Torrente Ballester; nacque in Galizia, a El Ferror nel 1910 e si affiliò alla Falange spagnole
nel 1936. Nei primi anni dopo la guerra pubblicò qualche articolo apologetico e alcune commedie
teatrali. Il Regime lo deluse e nel 1942 abbandonò la politica e subito ne pagò le conseguenze.
Infatti, il suo primo romanzo Javier Marino pubblicato nel 1943 dalla Editora Nacional, casa editrice
controllata dal governo, viene immediatamente bloccato dalla censura nonostante la finale
conversione al franchismo ed al cattolicesimo del protagonista. Il romanzo è un’opera realista che
analizza il conflitto nell'ottica dei conflitti interiori. Negli anni il suo scetticismo nei confronti del
regime crebbe e nel 1962 gli venne tolta la sua carica di professore poiché aveva firmato alcuni
documenti di protesta. Assediato dalle difficoltà economiche accettò una cattedra negli Stati Uniti
dove vivrà fino al 1970. Il suo successo arriva tardivamente, quando nel 1972 inizia una trilogia
fantastica di cui il primo romanzo fu ‘’La saga fuga de J.B’’. Da quel momento vennero rivalutati
anche i suoi romanzi realisti e gli venne riconosciuta la fama meritata, entrò nel 1977 nella Real
Academia de La Lengua. Morto a Salamanca nel 1999, fu uno scrittore che spinto dalla curiosità
provò generi diversi, tra cui quello giallo e quello metaletterario.
• Wenceslao Fernández Flórez; nacque nel 1879 da una benestante famiglia di La Coruña ed
abbandonò gli studi in medicina per diventare un famoso giornalista. Negli anni che precedono la
guerra si fece conoscere per le sue cronache appassionate e per alcuni romanzi di stampo
naturalista dall’umorismo coinvolgente, conseguente del suo profondo pessimismo e dalla capacità
di guardare ciò che lo circonda con aristocratico riscatto. Questi elementi scomparirono nel suo
primo romanzo pubblicato dopo la guerra ‘’Una isla en el mar rojo’’ del 1939, scritto durante la
permanenza nell’ambasciata olandese negli anni della guerra civile dove accusa continuamente il
Frente Popular e accusa l’ideologia marxista. Così anche ne ‘’La Novela numero 13’’ dove esalta le
atrocità commesse dai miliziani repubblicani. Infine ‘’El bosque animado’’ del 1943, romanzo
fantastico, considerato il migliore della sua produzione in prosa. Si allontanerà dalla politica e dal
Regime, cosa condivisa dal basco Juan Antonio de Zunzunegui.
• Juan Antonio de Zunzunegui; nacque nel 1900 da una ricca famiglia di imprenditori e si laureò in
Giurisprudenza a Madrid dopo aver studiato a Roma ed a Parigi. Fu studente di Unamuno e si
dedicò alla letteratura portando sempre con sé un profondo senso di disgusto per il denaro, che
viene considerato dal lui la fonte dell’inautenticità dei rapporti umani. Inizialmente legato alla parte
nacional nella Guerra Civile, inizia a staccarsi sempre più dalla politica, progressivo distacco dal
regime. I suoi romanzi sono densi di realismo galdosiano, attenti alla psicologia dei personaggi nel
loro contesto storico e segnati da un profondo pessimismo che sfocia in un violento sarcasmo.
Ebbe un enorme successo con opere come ‘’Chiripi’’ del 1931, uno dei primi romanzi legati al
mondo del calcio. Tuttavia venne considerato uno iettatore e privato della popolarità, quindi
costretto a vivere in un isolamento che non intacca però la sua creatività. Prova ne è ‘’La ulcera’’
che vinse il premio Nacional de la Literatura. Pubblicò romanzi fino al 1982, anno in cui morì a
Madrid nel più completo abbandono.

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La corte letteraria di Francisco Franco

Al contrario degli scrittori prima citati, altri non si distaccarono mai dagli ideali franchisti e lentamente la
loro immagine sbiadì dai manuali di storia. Se gli autori di cui si è detto seppero dissociarsi dal franquismo,
molti altri rimasero fedeli.

• Rafael Sánchez Mazas; nato a Coria nel 1894, fu un intellettuale di spicco del regime franchista e co-
fondatore della Falange española. Si parlò molto di lui ad inizio secolo in quanto protagonista del libro
di Javier Cercas ‘’Soldados de Salamina’’. Collaboratore della rivista cattolica ‘’Cruz y Raya’’ fu il primo
ad accogliere le istanze del fascismo italiano e a riproporle in Spagna, finendo a diventare uno degli
uomini di fiducia di José Antonio Primo di Rivera. Nel 1939 venne nominato ministro senza portafoglio
nel primo governo dopo guerra. Dotato di indubbia sensibilità poetica pubblicò tre romanzi dove si
riflettono la sua ansia estetizzante e la propensione a un ideale classico in pieno gusto rinascimentale:
- ‘’Pequeñas memorias de Tarín’’ del 1915, romanzo giovanile nel quale lo scrittore vuole ricostruire
(anche nel successivo) il dorato contesto sociale e familiare dove aveva vissuto; -‘’La vita nueva de
Pedrito de Andía’’, del 1951, dove lo scrittore raggiunge la maturità letteraria. Il protagonista, un
ragazzino basco di buona famiglia, racconta il passaggio all’età adulta e la scoperta dell’idealismo
sentimentale. Ambientato a Bilboa nel 1923, è un romanzo autobiografico nostalgico verso gli antichi
valori tradizionali.
- ‘’Rosa Krüger’’ del 1984, il quale venne pubblicato postumo e scritto durante la permanenza forzata
in Cile tra il 1936 ed il 1937. Rappresenta una storia d’amore, idealizzato e pienamente cristiano,
costruito sul mito della donna-vergine.

• Augustín de Foxá, nato nel 1903 fu conte di Foxá e marchese di Armendaríz. Fu articolista di Abc ( nel
quale lavorò anche Mazas) per un lungo periodo ed è da considerare come un monarchico e difensore
della cultura tradizionale. Ha una personalità forte ed ironica, capace di mescolare lirismo raffinato con
un aspro cinismo, nemico del Realismo pubblicò nel 1938 ‘’Madrid de Corte a cheka’’, che rappresenta
un affresco sentimentale di Madrid assediata tra rabbia e repulsione per una situazione sociale e
politica insostenibile, che in realtà può essere inserito in un quadro realistico. Lo scrittore mescola
abilmente finzione e realtà affermandosi come la voce intellettuale più dotata del Regime. Il
protagonista è un giovane señorito che converte le sue iniziali idee repubblicane in una totale adesione
alla causa franchista, circondato da reali personaggi della politica spagnola. Il romanzo racconta di
Madrid a partire dalla Seconda Repubblica e dal seguente colpo di stato fino all’arrivo delle Brigate
Internazionali e rimane nonostante la prepotente ideologia franchista una delle testimoniante più
vivide e concrete della guerra civile.
• Rafael García Serrano, nato nella Navarra nel 1917 fu un giornalista ed uno scrittore di militanza
falangista ex combattente nell’esercito franchista, è testimone privilegiato e cantore principe della
generazione di spagnoli che si opposero alla Repubblica. I suoi romanzi, accompagnati da una forte
carica autobiografica ricreano con intenzioni apologetiche il clima della lotta del periodo bellico. Il ciclo
dei romanzi dedicato alla guerra è composto da 5 romanzi, tra i quali il più ricordato è ‘’La fiel
infantería’’, che presenta un mosaico di immagini di guerra raccontate come autobiografiche
evocazioni da parte di un personaggio che vi prese parte. Il romanzo trasmette l’ardore, la foga e
l’aristocratico disprezzo per la morte dei giovani combattenti rivoluzionari. Egli rimase sempre fedele
allo spirito della Cruzada conto il Marxismo e l’anarchismo e dopo aver criticato a lungo il processo di
democratizzazione, prese parte al colpo di stato del 1981. Morì a Madrid nel 1988.
• Concha Espina, donna, nacque a Santander nel 1877 ed è fortemente legato alla sua terra ed al
tradizionalismo reazionario. Quando scoppia la guerra civile, lui si trova a Mazcuerras, vicino alla sua
città natia. Quella zona era rimasta in mano repubblicana e Espina si sente così un prigioniero di guerra.
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Il suo romanzo più conosciuto è ‘’Retaguardia. Imágenes de vivos y muertos’’,una storia di amore e
odio ambientata a Torremar che vede come protagoniste due famiglie, una caratterizzata da un cinico
socialismo e l’altra dal più solido tradizionalismo, contrapposizione tra le due spagne in lotta.
• Felipe Ximénez de Sandoval, nato nel 1903, famoso per il romanzo ‘’Camisa azul’’ del 1939, dove
ricostruisce i mesi che precedettero la Guerra Civile, visti con gli occhi colmi di ardore e passione dei
giovani militanti della Falange, qui ha dato mostra del conflitto e della sua aderenza ai postulati
falangisti.
• Tomás Borrás, nato nel 1891, fu giornalista attivo in diversi ambiti durante la guerra civile e fondò il
Sindicato Nacional de Espectaculo. I suoi romanzi vennero scritti e pubblicati ytra il 1924 ed il 1953 e
tra i più importanti ci sono da ricordare ‘’Checas de Madrid’’ del 1940, dove al valore dei giovani
falangisti nella capitale assediata contrappone le atrocità commesse dalle milizie frentepopulista e ‘’La
sangre de las almas’’ del 1947 dove lo scrittore ripercorre con orrore l’affermazione del comunismo e
della massoneria, due nemici del regime franchista.
• Samuel Ros, nato nel 1904 e scomparso prematuramente nel 1945, dal 1933 iniziò a partecipare
intensamente alla costruzione della Falange. Durante la guerra fu costretto a rifugiarsi all’ambasciata
cilena dove scrisse ‘’Meses de esperanzas y lentejas’’.Il successivo ‘’En este Momente’’ pubblicato nel
1938 è un romanzo breve a servizio della Falange scritto da un uomo fiaccato dal male oscuro della
depressione che sta per giungere alla decadenza fisica e psichica.
• Francisco Franco Bahamonde, artefice principale della retorica della cruzada Caudillo de España e
leader indiscusso del Paese, fu anche un uomo di lettere. Collaborò in periodo prebellico con la rivista
falangista Jerarquía e nel 1942 pubblicò il romanzo ‘’Raza’’, che pubblico con lo pseudonimo Jaime de
Andrade. Il romanzo è dedicato ai giovani spagnoli che con il sangue resero possibile la ‘’rinascita’’ del
paese e narra le vicende di un’antica famiglia tra realtà e finzione in puro canone Ottocentesco del
romanzo storico.

Camilo José Cela


Lasciò un segno indelebile nella letteratura spagnola, aprendo la nuova fase del romanzo spagnolo
dopoguerra. Nato a Padrón, vicino a La Coruña, in Galizia, l’11 maggio 1916, in lui non scorre solo sangue
spagnolo. Infatti, la madre aveva origini inglesi ed italiane. Fu un bambino fortunato che ebbe l’occasione
di viaggiare molto. Nel 1925 si stabilì a Madrid con la famiglia dove studiò dai frati, ma lui stesso si definì
uno studente ‘’anarchico’’ e si arricchì molto con le letture da autodidatta. Nel 1934 si iscrisse alla facoltà di
medicina che abbandonò poco dopo. Nel 1936 scrisse una raccolta giovanile, ‘’Pisando la dudosa luz del
dia’’, che venne pubblicata solo in seguito all’uscita del primo romanzo, dove già si vedono l’angoscia e la
cupezza che lo accompagneranno anche nei romanzi successivi. Egli rappresenta una testimonianza di un
presente tragico. Durante la Guerra Civile egli decise di schierarsi al fianco dell’esercito franchista, ma la
sua spedizione al fronte è di breve durata, infatti, ferito il giorno stesso del suo arrivo viene rimandato a
casa. Chiese così di entrar a far parte del ‘’Cuerpo de Investigación y Vigilancia’’, una sorta di polizia nata
nella Seconda Repubblica e mantenuta da Franco per mantenere il controllo. In seguito, nel 1938 tornò ad
arruolarsi e visse da soldato gli ultimi mesi della guerra. Nel 1940 tornò a frequentare le aule universitarie,
nella facoltà di giurisprudenza, ma nemmeno quella volta arrivò la laurea. Nel 1942 venne pubblicato ‘’La
Familia Pascual Duarte’’, il primo romanzo della letteratura narrativa contro il Regime. Il romanzo è
ambientato in Estremadura, nell’anno 1937, dove Pascual Duarte , dopo aver confessato una serie di atroci
delitti è in attesa di essere giustiziato e decide di lasciare una testimonianza scritta delle sue disavventure.

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L’intenzione è quella di spostare le responsabilità morali dei crimini commessi dall’ambito personale a
quello sociale. Cela utilizza lo stratagemma cervantino del manoscritto ritrovato per non assumersi le
responsabilità di esso e nell’estate del 1939 afferma di aver ritrovato questa biografia, che aveva l’intento
di mostrare al lettore un comportamento sbagliato. Ovviamente questa fu solo una motivazione data per
aggirare la censura. Con questo romanzo si iniziò a parlare di Tremendismo. Quest’ultimo è un ‘genere’
ancorato al realismo più macabro, che ha evidenti punti di contatto con un’ esistenzialismo figlio non delle
teorie filosofiche, ma del turbamento e del senso di smarrimento ormai dilagante tra i giovani intellettuali
del periodo. Dopo la pubblicazione del romanzo, iniziò a collaborare con alcune delle riviste più prestigiose
dell’epoca, come ‘El Español’ e ‘La estafeta leteraria’.

Dopo la pubblicazione de ‘’La familia de Pascual Duarte’’ pubblicò alti libri:

• Pabellón de reposo, del 1943. L’autore si confronta con il tema della morte. Infatti, dopo essere
stato colpito dalla tubercolosi, dalla quale si salvò miracolosamente, sviluppò una certa sensibilità
all’argomento. La morte nel romanzo è la protagonista indiscussa. Con una buona dose di ironia,
sette malati di tubercolosi scrivono lettere e memorie riguardanti la loro vita. L’ottimismo iniziale
viene sostituito nel romanzo con la presa di coscienza del tragico destino che li attende.
• Nuevas andanzas y desaventuras de Lazarillo de Tormes, del 1944, che rivitalizza il genere picaresco
portando l’azione al presente.
• Viaje a la Alcarria, del 1948 , è una narrazione romanzata di un viaggio effettuato da Cela nel 1947,
dove si raccontano personaggi, paesaggi e situazioni della realtà castigliana. È un romanzo attraente
ed intimo, capace di mettere il lettore a contatto con la realtà che si descrive e arrivare al cuore
degli uomini che compongono quella realtà.

La prosa di Cela è ricca, raffinata e mai uguale a sé stessa, infatti lo scrittore cerca di rinnovarsi sempre, per
evitare di legarsi ad una struttura letteraria. Nel 1944 sposò Maria Rosario Conde, dalla quale ebbe un
figlio, futuro scrittore e docente di diritto.

La stesura de La colmena ( L’alveare) risale al 1948, ma venne pubblicato in Argentina nel 1951. Le
circostanze che portano all’uscita del romanzo sono i dissidi con la censura franchista e la fama imperitura.
Da tempo ormai Cela si era allontanato dall’ideologia del Regime e scelse di scrivere della violenza nella
società spagnola, della sfiducia verso il futuro e della miseria economica ormai dilagante. Nel romanzo, lo
scrittore, probabilmente intimidito dal controllo della censura sempre più attento nei suoi confronti, adotta
un altro stile di scrittura, pur mantenendo la critica alle severe condizioni di vita degli spagnoli. Il romanzo è
precursore del romanzo sociale, l’autore si allontana dal tremendismo per ‘’scendere in piazza con la
macchina fotografica’’, avvicinandosi al mondo del comportamentismo. Al lettore vengono solamente
presentate immagini della realtà, senza alcun tipo di introspezione psicologica od analisi dei
comportamenti. È l’immagine che deve provocare una reazione ed una conseguente formulazione di
pensiero nel lettore. Non vi è più un unico protagonista, ma l’intera società nel suo complesso lo è. L'idea
non è in assoluto originale, infatti già nel 1925 lo statunitense John Dos Passos pubblicò ''Manhattan
Transfer''. Cela non menzionò mai il romanzo, ma essendo stato pubblicato a Madrid nel 1929, è probabile
che lo scrittore spagnolo lo bene in mente. L'azione del romanzo si svolge attorno ad un rumoroso caffè
della periferia madrilena (stazione nell'americano). Vengono presentati 296 personaggi, schiacciati dal
peso di un''incomunicabilità che ne annichilisce speranze e idee.

Nel 1953 pubblicò ‘’Mrs. Caldwell habla con su hijo’’ e nello stesso anno si recò oltreoceano per tenere una
serie di conferenze in diversi paesi tra cui il Venezuela dov'è gli venne chiesto di scrivere romanzo che
celebri le eccellenze morali e geografiche del Venezuela, cambio di 3 milioni di pesetas. Pubblicò così ''La
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catira''nel 1955, romanzo che ottenne critiche durissime a causa della sua meccanicità poco credibili quali
è basata la storia. Inoltre, fece eccessivo utilizzo di Termini indigeni e lo sperimentalismo linguistico
rendeva assai difficoltosa la lettura. A quest'ultimo romanzo seguì un lungo periodo di silenzio e solo nel
1962 lo scrittore pubblicò ''Tabogan de hambrimientos', caratterizzato da elementi costumbristi ed un
tremendismo feroce. In questo periodo il contesto letterario spagnolo iniziò a muoversi in direzione di un
assoluto sperimentalismo e Cela non aveva ancora scritto nulla riguardante la guerra civile. Questi 2
elementi vennero uniti in un romanzo del 1969 intitolato ''San Camilo 1936'', Ale per la prima volta la
tecnica del flusso di coscienza prova pratica nella narrativa spagnola. Il racconto è in seconda persona per
far conoscere il pensiero dei personaggi e le riflessioni incoerenti che la paura provoca in loro. L'ambiente
è Madrid dei giorni che ruotano attorno al 18 luglio del 1936, data dello scoppio della guerra civile. Madrid
descritta come un bordello a cielo aperto e la narrazione è divisa in tre parti, che vanno dalla
premonizione di ciò che sta per avvenire l'adattamento dei cittadini alla situazione di guerra. Il linguaggio si
fa Brutale ed il sesso diviene personaggio e protagonista del romanzo. Nel 1973 enne pubblicato ''Oficio de
tinieblas 5'' sempre in puro stile sperimentalista. In questo romanzo identificare l'ineluttabilità della
violenza umana, la la visione pessimista del mondo ed una generica ambientazione che si colloca negli
anni immediatamente successivi alla guerra civile. Anche qui i temi sono i più disparati: amore, morte,
solitudine, violenza e sesso. Quando arriva la democrazia e nacquero le prime Cortes democratiche, venne
nominato senatore da Re Juan Carlos. Nel 1985, Cela conobbe Marina Castano, l'amore fu reciproco e lo
scrittore abbandonò la moglie. Un anno prima pubblicò
''Mazurca para dos muertos'', dove si allontana ulteriormente dalle strutture narrative tradizionali.
Ambientato in Galizia, tratta della ricostruzione di una vendetta ai danni di due assassini, sempre possiamo
trovare l'ossessione per la morte, il sesso come elemento imprescindibile della vita umana e la
drammaticità della guerra incapace di generare vincitori.

• 1988 ‘’Cristo versus Arizona’’, ambientato nel far west americano tra il 1880 ed il 1920 è il primo dei
romanzi di ‘’indeterminazione’’. Costruito su un unico blocco narrativo con solo virgole è un’opera
complessa, ermetica e quasi confusa che snatura l’essenza del testo narrativo fino
all’irriconoscibilità.
• 1944 ‘’La cruz de San Andres’’ e ‘’El asesinato del perdedor’’.
• 1999 ‘’Madera de Boj’’, si congeda dalla vita e dalla sua Galizia. Il suo alter-ego narra della Costa de
La Muerte, tra naufragi ed avventure, consapevole della fine che si avvicina.

Cela morì a Madrid il 17 gennaio 2012. Esistenzialismo e

Tremendismo
Esistenzialismo  Alla fine della guerra civile la Spagna ne uscì stremata. La coscienza e l'anima degli
Spagnoli cercavano solamente conforto e Ristoro. In questo periodo entrò in campo spagnolo
l'esistenzialismo. Il punto di riferimento è ovviamente romanzo europeo sorto dalle teorie filosofiche
introdotte da Kierkegaard e Heidegger, riprese dalla scuola francese di Sartre e Marcel, alle quali però la
Spagna sembra almeno nella prima fase impermeabile. Questo è a causa dell'isolamento spagnolo dovuto
sia a condizioni storiche sia a contesti politici e sociali diversi. Tuttavia, la desolazione postbellica delle
condizioni di vita imposte dal regime franchista favorirono la nascita di un ''esistenzialismo'' spontaneo,
non dettato da una mimesi filosofica, ma dal malessere. Nell'esistenzialismo spagnolo il razionalismo e
visceralità prevalgono sulla componente intellettuale, questo sono opere prive della ricchezza riflessiva
che contraddistingue la letteratura esistenzialista francese. La filosofia esistenzialista si è introdotta in
ritardo nel paese quindi gli scrittori spagnoli si appoggiarono soltanto sulle riflessioni non sistematiche di
Unamuno e Ortega y Gasset. L’esperienza esistenzialista si concretizza nel periodo più drammatico della

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spagna post- bellica, quando le anime più sensibili si interrogano sull’insensatezza della vita in un
disperato tentativo di metabolizzare la sofferenza. Si cerca di riflettere sulla fugacità dell’esistenza umana e
sull’incomunicabilità tra gli uomini. Questa riflessione sulla vita si pone agli antipodi del realismo sociale.
Quest’ultimo si dirige verso l’esistenza della collettività spagnola, mentre il realismo esistenziale si orienta
verso l’esistenza dell’uomo.

Tremendismo Il termine tremendismo, inizialmente denigratorio, è quasi esclusivamente utilizzato in


ambito spagnolo ed indica la smisurata Attenzione rivolta dagli scrittori Agli aspetti più truce violenti
dell'esistenza umana. il tremendismo si afferma negli anni Bui del regime franchista, in contemporanea
con l'esistenzialismo ma ha con esso dei punti in disaccordo. Esso consiste nella aggettivazione
smodatamente cruenta che spesso mette a repentaglio il patto di vero-somiglianza tra testo e lettore.
può essere paragonato al naturalismo, ma il naturalismo pur interessandosi allo stesso modo agli aspetti
più cruenti della vita, mantiene un più e misurato equilibrio tra immagine e parola. quindi,
nell'esistenzialismo possiamo trovare introspezione e analisi psicologica, mentre nel tremendismo vi è
l'esasperazione della descrizione naturalista. Il tremendismo rappresentato il vero ostacolo al
riconoscimento del romanzo esistenzialista spagnolo. Esso è un fenomeno prevalentemente linguistico,
che lascia tracce di se in molti romanzi esistenzialisti. Difficile invece vedere il contrario, le tracce
esistenzialiste nei romanzi tremendisti sono praticamente inesistenti. Il romanzo esistenzialista si
preoccupa del soggetto, del singolo individuo e dei suoi tormenti interiori, Invece quello tremendista
concentra sulla brutalità della realtà che circonda il protagonista, i cui problemi sono quelli di una
moltitudine sofferente silenziosa che condivide subisce passivamente un tragico destino. Il romanzo
tremendista si può considerare a tutti gli effetti il precursore del romanzo sociale. Mentre l'esistenzialismo
si nutre della realtà urbana, nella quale le leggi della ragione hanno la meglio su quelle della natura, il
tremendismo viene alimentato dalla brutalità del mondo contadino, dove luoghi rispondono alle leggi della
natura. Esprimono la passionalità e li incolta crudezza degli umili, sempre ritratta come inevitabile
conseguenza asociale che soffoca i deboli e alimenta le frustrazioni dei potenti. Gli autori dei romanzi
tremendisti ma tengono sempre posizioni ideologiche in aperto contrasto con il regime franchista, al
contrario di ciò che succede per molti autori di opere esistenzialiste, di cui gli autori hanno un passato di
militanza nelle esercito franchista o comunque ne appoggiano le idee. I romanzi scritti in piena linea
tremendista sono:

• ‘’La familia de Pascual Duarte’’- Camilo José Cela


• ‘’Nada’’- Carmen Laforet

Interpreti ed opere

Il 1950 fu un anno importante per la produzione esistenzialista.

‘’La sombra del cipres es alargada’’ è il romanzo d’esordio di Miguel Delibes, vincitore del premio Nadal nel
1947, viene comunemente considerato il primo romanzo esistenzialista spagnolo. Fu lo stesso Delibes a
considerarlo il risultato della sua ossessione per la morte. Il protagonista della storia è Pedro e la sua vita
viene ripercorsa dall'infanzia alla maturità.Egli appare dominato dall'angoscia del distacco. Fu il suo
precettore Don Mateo il rifiuto dei sentimenti e dei legami personali forti. Lui non prova nessun amore e
nessun dolore. Pedro tende ad evitare il contatto prolungato con le persone amate e la lontananza gli
appare l'unica forma di difesa dal dolore provocato dalle inevitabile distacco, attorno al quale costruisce la
sua esistenza.Il destino trasforma in realtà le sue fobie, infatti l'unica persona per la quale aveva disatteso
le sue rigide regole comportamentali, ovvero tua moglie muore in un tragico quanto incredibile incidente
in auto, chiama la creatura che portava in grembo. Il protagonista trova nella fede l'unica via d'uscita ai
suoi tormenti. Dal momento della pubblicazione del romanzo di Delibes, molti altri scrittori vennero
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contagiati dal virus esistenzialista. Sono scrittori ''soli'', che privati dai postumi della guerra di punti di
riferimento faticano Anche semplicemente ad entrare in contatto tra loro, sono anime nella tempesta. Nel
percorso personale che gli scrittori compiono tra la fine della guerra e l'avvento della letteratura impegnata
teorizzato dal realismo sociale,quasi tutti palesano momenti di deriva esistenzialista.

Tra coloro che più vennero assorbiti dall’Esistenzialismo troviamo:

• José Luis Castillo Puche, nato a Murcia nel 1919, innamorato della sua terra ed ossessionato dalla
morte. Nel 1944 scrisse ‘’Sin camino’’ che venne pubblicato in Spagna solo nel 1963, dopo essere
stato fortemente bloccato dalla censura. Nel romanzo , il protagonista Enrique è un giovane
seminario gesuista, attanagliato dai dubbi esistenziali. Il testo porge una riflessione sulla religione e
sulla fede, sempre meno sincera. Testo successivo nella scrittura, ma precedentemente pubblicato
fu ‘’ Con la muerte al hombro’’ del 1954 in cui il tema centrale è la morte ed il timore per la propria
fine, presentita come vicina a causa di una malattia ereditaria di cui il protagonista è convinto di
essere portatore. Lo scrittore si addentra in una riflessione universale ed astratta del tema della
morte e viene definito un ‘’esistenzialista della coscienza’’. Il suo esistenzialismo è quasi
ontologico, capace di addentrarsi in una riflessione puramente filosofica, infatti è considerato il più
afrancesado degli esistenzialisti spagnoli.
• Pombo Angulo, neuropsichiatra, giornalista e scrittore di enorme popolarità durante il regime
franchista, scrisse una delle più apprezzate manifestazioni spagnole, chiamato ‘’Hospite general’’,
dove vi è un realismo truce, che si avvicina al tremendismo, ma intenerito da un profondo lirismo.
Il romanzo, pubblicato nel 1948, narra del curioso psichiatra Carlos Alba, che predica la terapia del
dolore come soluzione purificante per il male di vivere.
• Ricardo Fernández de la Raguera, nato a Santander nel 1916, trascorse la sua infanzia in Cile e
prese parte alla guerra civile nelle linee franchiste. Egli ha lasciato due ottimi esempi di romanzo
esistenzialista: ‘’Cuando voy a morir’’, del 1951 e ‘’Cuerpo a tierra’’ del 1954. Il primo è la storia del
calvario interiore di un uomo che, tormentato dalla passione amorosa, rivive la sua esistenza e i
suoi errori nel momento in cui una grave malattia lo sta conducendo alla morte. L’esistenzialismo si
palesa nella sua incapacità di dare forma ai sentimenti e nella soffocante vicinanza della fine. Nel
secondo romanzo, attraverso un linguaggio molto colloquiale, racconta l’esperienza al fronte del
soldato, che incontra la

morte nel momento meno atteso. Il tutto è scritto con un realismo molto crudo e ci sono tracce
molto importanti della riflessione esistenzialista, come la sensazione di pericolo imminente,
l’assurdità della morte ed il senso di vivere come non-vivere.
• José Suárez Carreño fu un avvocato di professione ed ebbe un discreto successo come
commediografo. Scrisse ‘’Las Ultimas Horas’’ che negli anni ’50 vinse il premio Nadal. Il romanzo fu
duramente osteggiato dalla censura e mescola personaggi di diversa estrazione sociale che
convergono nelle torbide notti madrilene. È una storia densa di nichilismo e con un certo gusto
tremendista.
• Darío Fernández Flórez scrisse ‘’Lola espejo oscuro’’, che ebbe molto successo e provocò un grosso
scandalo. Lo scrittore apre al lettore una finestra sulla corrotta borghesia madrilena del dopoguerra
attraverso la figura di Lola, una prostituta di alto borgo. L’immoralità della protagonista, avara,
dipendente dalla morfina e totalmente priva di sensibilità, non impedisce la pubblicazione del
romanzo, grazie all’importante carica che aveva lo scrittore nel sistema di controllo della censura.
Egli scrisse altri due romanzi sulla protagonista ‘’Nuevos Lances y picardías de Lola, espejo oscuro’’
e ‘’Asesinato de Lola, espejo oscuro’’, che non ebbero però grande successo.

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• Alejandro Nuñez Alonso, nato nel 1905, catturò l’attenzione della critica con il romanzo ‘’La gota de
Mercuria’’ pubblicato nel 1954, che fu anche finalista del premio Nadal. Il romanzo è caratterizzato
dall’introspezione psicologica e dal protagonismo della storia. Si svolge attorno alla figura del
protagonista Pablo Cossio, un intellettuale tormentato che vive a Città del Messico. Vengono
ripercorse le 12 ore che precedono il suicidio del protagonista tramite le sue memorie e riflessioni.
• Ángel María de Lera, scrittore castigliano nato nel 1912, prese attivamente parte alla Guerra Civile
schierandosi dalla parte repubblicana. I suoi primi romanzi furono: ‘’Los Olvidados’’ (1957),
ambientato nelle chabolas (favelas) madrilene, lo scrittore denuncia le terribili condizioni degli
abitanti. Il peso del passato ricade pesantemente sulla vita dei protagonisti, un anziano maestro ed
una giovane prostituta. Il secondo è ‘’Los clarines del miedo’’ del 1958 in cui due improvvisati toreri
affrontano la corrida con stati d’animo diversi; coraggio e presunzione il primo, paura e scetticismo
il secondo. La morte del primo ed il trionfo del secondo vengono raccontati attraverso le
inquietudini dei protagonisti. Le sue opere più note arrivarono successivamente: ‘’Las ultimas
banderas’’ (1967) e ‘’Los que perdimos’’(1974).
• Enrique Nácher , nato nel 1913, fu un medico e in ‘’Buhardilla’’ del 1950 ritrae l’immagine di un
pittore imprigionato dal senso di sconfitta che lo opprime, dialoga con le ombre che l’umidità
produce sulle pareti del suo solaio ed è prigioniero dell’alcol e della pazzia. Nel successivo ‘’Cama
36’’ caratterizzato da un linguaggio tremendista, racconta di un uomo gravemente malato che
assiste impotente al disfacimento della sua vita e della sua famiglia.
• Eusebio Garcia Luengo scisse il romanzo ‘’No sé’’ pubblicato nel 1950, opera complessa di matrice
unamuniana, che tratta temi esistenzialisti, arrivando a postulare l’incompleta incomunicabilità tra
i due sessi, elemento che configura come distruttivo all’interno della società.
Voci femminili:

• Elena Soriano, nata a Madrid nel 1917. La sua è una letteratura frutto di un lungo e faticoso
processo di rielaborazione e lettura. L’opera che affronta tematiche esistenzialiste è ‘’Mujer y
hombre’’, pubblicata nel 1955 e subito bloccata dalla censura, venne pubblicata nuovamente nel
1984. La trilogia ruota attorno ai rapporti tra uomo e donna con le loro insuperabili difficoltà di
comunicazione.
• Dolores Miedo, nata nel 1911 ad Oviedo, diede testimonianza della volgarità della vita in
‘’Nosotros, los riveiros’’ del 1953, dei tormenti di un impiegato nel ‘’Funcionario publico’’ del 1956,
dalla monotonia che soffoca la vita in ‘’El pez sigue flotando’’ del 1959 e delle afflizioni di una
madre di famiglia in ‘’Bibiana’’ del 1964. Questi romanzi sono disseminati di motivi esistenziali ,
vuoto, disperazione, rassegnazione e lotta impari con un destino tragico.
• Elena Quiroga, nata nel 1919, propone un esistenzialismo cristiano, ottenne nel 1950 il premio
Nadal con il romanzo ‘’Viento del Norte’’ e pubblicò a metà degli anni cinquanta ‘’La enferma e la
careta’’ dove vengono trattati i temi dell’ incomunicabilità e la mancanza di comunicazione.

Miguel Delibes

‘’Un hombre de campo con una pluma en mano’’

Miguel Delibes nacque a Valladolid, in Castiglia nel 1920. Ebbe un’infanzia serena e terminati gli studi di
ragioneria ed un corso di scultura si arruolò come volontario nella Marina Militare. Per lui lo scoppio della
Guerra Civile interruppe un percorso di formazione e lo introdusse ad una nuova fase della sua vita.
Terminata la guerra tornò alla città natia, ma la letteratura era ancora una passione soffocata, soprattutto
dalla sua passione per il disegno. Iniziò la sua carriera di scrittore a 27 anni , grazie alle insistenti
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sollecitazioni della moglie, Ángeles Castro. Prima di allora aveva intrapreso una carriera come vignettista
con il quotidiano della sua città, ‘’El norte de Castilla’’, esperienza poi proseguita come cronista. Tra il 1960
ed il 1963 prese poi nello stesso giornale il ruolo di direttore e si trovò a fronteggiare personalmente
l’aspra politica censoria del Ministerio de Informacion y Turismo, creato nel 1951. L’esordio letterario fu
nel 1947, quando si aggiudicò la quarta edizione del premio Nadal con ‘’La sombra del ciprés es alargada’’,
opera di chiara impronta esistenzialista. ‘’Aún es de día’’ e ‘’Mi idolatrad hijo Sisí’’, completano la prima
fase narrativa rinnegata anni dopo dallo stesso Delibes, insoddisfatto dell’estensione della narrazione e
dall’eccessivo individualismo dei personaggi. Anche il linguaggio non lo convince, in quanto troppo
ricercato. Abbandona così la direttrice esistenzialista e vira verso un realismo più poetico ed elaborato. ‘’El
camino’’, pubblicato nel 1950 rappresenta il punto di rottura e l’autore introduce il tema della natura.
Daniel, ‘el mochuelo’, è un ragazzino di soli 11 anni, obbligato dal padre ad abbandonare il paese per
andare a studiare in città. Nella sua mente eccitata e timorosa si susseguono ricordi ed immagini
dell’infanzia. Daniel è poco convinto dei progetti che il padre ha in mente per lui e sogna la campagna. Nel
romanzo vengono espressi lo scetticismo verso il progresso e l’affetto di Delibes verso il mondo contadino.
A Delibes interessa la realtà quodidiana della Castiglia, filtrata attraverso gli occhi dell’esperienza. La natura
delibesiana non è mai idealizzata, ma concreta e difesa strenuamente tramite la denuncia dei mali che la
affliggono. La campagna castigliana viene raccontata nella sua essenza, senza gli stereotipi che quasi
sempre la accompagnano. La generazione del ’98 aveva fatto del paesaggio castigliano estetica, Delibes ne
fa sociologia. Ha sette figli, nati tra il 1947 ed il 1962 e nonostante l’intensa vita lavorativa come
vicedirettore ed in seguito direttore del ‘’Norte de Castillia’’, la sua attività letteraria rimane
inarrestabile. Egli era molto appassionato alla caccia e questa passione si ritrovò in un romanzo del
1955, ‘’Diario de un cazador’’, che ottenne il premio Nadal, nonostante attualmente non sia Lorenzo, un
bidello di un istituto di provincia ed amante della vita di campagna. Egli è un personaggio che descrive al
meglio il tipico prodotto della Castiglia: pigro, criticone, sognatore incallito anestetizzato dalla cronica
incapacità di portare a compimento un qualsiasi progetto concreto. La storia di Lorenzo, prosegue in
‘’Diario de un migrante’’ del 1958, che riflette un viaggio di Delibes in Cile. Lorenzo abbandona le terre
natie e si confronta con un mondo a lui totalmente sconosciuto, dove non si ritrova e manifesta
l’incapacità di adattarsi a nuove situazioni, per questo abbandona l’avventura americana. Lorenzo sarà di
nuovo protagonista di un romanzo del 1995 ‘’Diario de un jubilado’’, dove lui è diverso, si adatta alla nuova
realtà del paese ed instaura un’amicizia con un vecchio poeta del regime disabile, che accompagna nelle
sue lunghe passeggiate quotidiane. Gli anni ’50 si chiusero per Delibes con un ritorno al tema della fugacità
della vita. Nel 1959 pubblica ‘’La hoja roja’’. Il titolo rimanda ai vecchi pacchetti di cartine per sigarette che
si utilizzavano in Spagna, una delle ultime cartine era rossa ed appunto indicava la fine. Nella vita di Don
Eloy la cartina rossa è rappresentata dalla pensione. La sua linfa vitale si sta esaurendo e le sue giornate
sono rallegrate solo dalla presenza della giovane domestica. La presenza della morte è ed è sempre stata
costante nei suoi romanzi anche se in forme e misure diverse. L’attaccamento al mondo contadino e alla
natura trovano la loro espressione più felice in ‘’Las ratas’’, pubblicato nel 1962. La scrittura del romanzo
avviene in un momento abbastanza complicato nella vita dell’autore, che come direttore de ‘’El norte de
Castilla’’ doveva fare i conti con il Ministerio de Informacion y Turismo, appena nato per volontà di Franco
di configurarsi come organo di controllo nel sistema censorio. In questo periodo la stampa era il mezzo di
comunicazione più controllato e la letteratura sembrava poterla sostituire nella denuncia di situazioni
limite, tra cui lo spopolamento ,l’impoverimento delle campagne ed il disinteresse del Regime per questa
parte del paese. ‘’Las ratas’’ è un romanzo durissimo, nel quale il protagonista Nini, giovanissimo figlio del
Ratero, è costretto a causa della povertà a guadagnarsi da vivere cacciando topi, che poi rivende o utilizza
per nutrirsi. Nini è un eroe sovraumano, intelligente, curioso ed altamente ricettivo, che riesce a condurre
una vita in totale simbiosi con la natura.

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Nel 1966 Delibes pubblicò ‘’Cinco horas con Mario’’, uno dei suoi romanzi più apprezzati. Fu così che
abbandono la scia di una letteratura con componenti sociali per seguire quella sperimentale. Le cinque ore
del titolo rappresentano le ore di veglia notturna che una moglie trascorre vicino al cadavere del marito
defunto. Si dipanano sotto gli occhi del lettore 25 anni di vita coniugale ì, raccontati dalla vedova con un
incalzante monologo. I 25 anni di matrimonio corrispondono anche ai primi 25 anni di Regime franchista.
Venivano chiamati ‘’años de paz’’, una pace più imposta che effettivamente condivisa. Inizialmente era
stato concepito dall’autore come un dialogo tra vivi, ma alla fine divenne un dialogo post-mortem. La
coppia rappresenta i due animi opposti della realtà spagnola dell’epoca. Mario rappresenta
l’anticonformismo etico, sociale ed ideologico dell’intellettuale progressista, mentre la moglie, Menchu,
rappresenta l’anello debole di una società tradizionalista e reazionaria che pare essere immune a qualsiasi
forma di rinnovamento. Ortega y Gasset la definirebbe ‘’Mujer de creencias’’, che in aperto contrasto con
le ideologie del marito, tende a giudicare le persone in base a rigide regole proprie di una mentalità densa
di pregiudizi e poco abituata alla riflessione personale. La moglie rappresenta la donna spagnola nella sua
condizione imposta. Carmen è un prodotto del contesto sociale e da essa controllata, controllo esercitato
attraverso la maternità imposta, lo sfruttamento fisico e spirituale , il nucleo famigliare e l’eterosessualità
compulsiva.

Prima della pubblicazione di Cinco horas con Mario, lo scrittore fu invitato in Cecoslovacchia per tenere una
serie di conferenza. Da quella esperienza nacque ‘’Primavera di Praga’’, una raccolta di articoli giornalistici
pubblicata nel 1968, ma nacque anche ‘’Parábola del Naufrago’’, pubblicato nel 1969, un romanzo in piena
linea sperimentale. Il tema principale è l’oppressione come forma di annichilimento dell’essere umano.
L’autore mette a confronto due sistemi politici, quello franchista e quello cecoslovacco di matrice
comunista, per giungere al completo rifiuto di entrambi, considerati generatori di tristezza, rassegnazione e
solitudine. Il romanzo narra le vicende del funzionario Jacinto, che per aver osato mettere in dubbio il
senso del suo ripetitivo lavoro da contabile viene messo in un centro di recupero, dove il suo mestiere è
quello di annaffiare una siepe. Il protagonista viene lentamente avvolto dalle fronde della siepe, fino a
trasformarsi in un agnellino.

Nei primi anni Settanta, mentre il regime entra nella sua fase finale, Delibe inizia a raccogliere i frutti della
sua carriera. Nel 1972 viene nominato membro della Real Academia de la Lengua e nel 1973 entrò a far
parte della Hispanic Society of America. Nello stesso anno pubblicò “El principe destronado” un quadro
costumbrista di vita borghese. Ambientato nel 1963 riprende il tema delle divisioni presenti nella società
spagniola. Il protagonista è un bambino, Quico, di soli 4 anni che si sente detronizzato dalla nascita di una
sorellina. Egli si sente ingabbiato tra la sua infantile voglia di mantenere i privilegi ed il disinteresse che gli
adulti provano per le sue debolezze. Questo è il primo di una serie di romanzi dedicati al ciclo della vita, più
precisamente una quadrilogia intitolata “Le quattro stagioni” , all’interno della quale furono rappresentate
infanzia adolescenza maturità e vecchiaia. Il progetto rimarrà tale poiché nel 1974 morì la moglie
dell’autore. Per lui il colpo fu durissimo, infatti affermò che con la morte di sua moglie venne a mancare la
parte migliore di se stesso. Dopo quell’anno la sua vita e la sua opera non furono più le stesse. ‘’Señora de
rojo sobre fondo gris’’ ´ è il più compiuto omaggio a sua moglie, che lo accompagnò per quasi trent’anni
della sua vita. Il romanzo venne pubblicato nel 1991 ed è il più autobiografico della sua produzione, è
un’ode alla perfezione femminile incarnata nella figura esile ma al contempo vitale e gioiosa di Ana, alter
ego di sua moglie.

Nel 1975 venne pubblicato “Las guerras de nuestros antepasados”, la quale stesura risale a quattro anni
prima della scomparsa della moglie. Ancora una volta viene ripreso il tema del flusso della società
sull’individuo. La vittima in questo romanzo si chiama Pacifico Perez ed il romanzo ruota attorno al dialogo
che egli intrattiene con uno psichiatra. Vi è una dicotomia tra la sua personalità semplice e sensibile e
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l’influsso dell’intorno famigliare, dominato da una serie di personaggi segnati dagli odi profondi della
società spagnola. Siamo nella Castiglia contadina in piena epoca franchista e l’insegnamento che il
protagonista riceve dal padre è un incitamento alla violenza. Il giovane si rende colpevole di un omicidio
con il medico impegnato a difenderne l’innocenza nonostante la brutalità dei suoi atti. Nitida è l’intenzione
dell’autore di scagionare Pacifico , vittima inconsapevole della condizione di degrado fisico e morale nella
quale vive. L’autore ricostruisce il tipico linguaggio della campagna castigliana, che si ritrova anche nel
successivo “El disputado voto del Señor Cayo” pubblicato nel 1978. Nel romanzo, si svolgono le elezioni del
1977 ed alcuni rappresentanti del partito franchista sono impegnati in una intensa campagna elettorale
che li porta a visitare anche i luoghi più remoti della campagna castigliana. I giovani incontrano in signor
Cayo, sindaco di una località che conta tre abitanti, compreso il sindaco e sua moglie ed un vicino con cui
non parla più. Il signor Cayo destina ai giovani visitatori appassionanti lezioni di vita contadini. Il romanzo
ruota attorno all’incontro/scontro tra l’idealismo metropolitano dei giovani ed il pragmatismo old-style del
vecchio. Delibes tenta di difendere quella saggezza popolare che per millenni ha regolato la vita dell’uomo.
L’autore è spaventato ed ossessionato dalla disumanizzazione alienante, dall’annientamento della vita
contadina e della simbiosi tra uomo e natura. Il romanzo ha una sua versione cinematografica in cui il
problema principale del regista fu quello cronologico, nel film i fatti vengono narrati come ricordi di quelli
che erano stati i protagonisti. Il film rappresenta un valore aggiunto del romanzo in quanto naturale
continuazione della narrazione in ottica delibesiana.

Le elezioni del 1977 rappresentarono il primo segnale del lento riavvicinamento alla realtà democratica e
quelle del 1982 ne segnarono il compimento con la vittoria di Psoe. Nle 1981 Delibes pubblicò ‘’Los santos
inocentes’’, la cui stesura iniziata nel 1963 si protrasse per quasi vent’anni. Il romanzo è ambientato in
Estremadura e non in Castiglia, in quanto il sistema caciquista che Delibes vuole rappresentare non fa più
parte di quella realtà. Il caciquismo è quando un leader politico ha il completo dominio su una società
rurale. Il romanzo è ambientato negli anni 50, epoca nella quale ancora si vive e respira un señorismo
vecchio stampo che prevede il completo controllo del possidente terriero sui contadini, privati della loro
dignità e considerati unicamente come servitori. Il simbolo della ribellione è il vecchio Azarias, che presta i
suoi servizi all’interno si una ricca tenuta isolata. Unica amica del contadino è una piccola cornacchia
ammaestrata, capace di rispondere al richiamo del suo padrone. Il padrone la uccide durante una battuta
di caccia, nonostante le preghiere del servitore. Quest’ultimo per vendicarsi, lo impicca ad un ramo di un
albero. Il romanzo si avvicina al testo lirico, la punteggiatura è particolare e prevede un solo punto alla fine
di ogni capitolo e vengono ripetuti maniacalmente alcuni sintagmi. Il testo è un romanzo sociale nella
tematica e sperimentale nella forma. Nel 1984 a Barcellona raccolse i romanzi ‘’El Camino’’, ‘’Las ratas’’ e
‘’Los santos inocentes’’ in un’unica trilogia intitolata ‘’Trilogia del campo’’. Nel 1982 ottenne il premio
‘’Principe de Asturias’’ per la letteratura e nel 1991 il premio Nacional de Letras españolas. Nel 1993 gli
venne concesso il premio più prestigioso per la letteratura, il premio Cervantes. Egli divenne, insieme a
Cela, il punto di riferimento per la letteratura spagnola. Scesi entrambi in campo nel primo decennio del
regime franchista, abbandonarono la scrittura alle soglie del nuovo millennio. Al contrario di Cela, Delibes
fu sempre molto riservato, amante dei valori e delle attività tipiche del mondo contadino. Las fase finale
della sua carriera fu ancora altamente produttiva. Nel 1983 pubblicò ‘’Cartas de un sexagenario
vuluptuoso’’, che narra le disavventure sentimentali di un giornalista sessantenne, poco incline al contatto
con l’altro sesso che viene ingannato dalla donna di cui si è invaghito. Nel 1985 pubblicò ‘’El tesoro’’
romanzo dalle tinte fosche che ritrae il lato oscuro del mondo rurale, ossia l’ignoranza dominante, che
spinge gli abitanti di Gamones a distruggere un sito archeologico di grande importanza per evitare che
possano beneficiarne anche i paesi circostanti e gli archeologici giunti da Madrid, simboli questi ultimi di
una società urbana che sfrutta la realtà contadina. L’ultima parte della vita viene dedicata al romanzo
storico scrivendo nel 1998 ‘’El hereje’’, un ambizioso progetto che trasporta il lettore ai tempi di Filippo II.

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Lo scrittore utilizza un personaggio fittizio per raccontare il periodo dell’inquisizione e dell’omicidio di


alcuni membri del circolo di Valladolid. Finzione e fedele ricostruzione storica si mescolano in un tentativo
di denuncia contro il fanatismo religioso. Dal 1998 egli decise di porre la parole ‘’fine’’ sulla sua carriera
letteraria. La Società Generale di autori ed editori lo candidò senza successo al premio Nobel nel 2010. Il 12
marzo 2010 morì.

Capitolo 2

IL ROMANZO SOCIALE:

Al termine della Guerra Civile la Spagna è moralmente ed economicamente distrutta. Tenta di rialzarsi ma il
generale Franco, più interessato all’annientamento di qualsiasi forma di opposizione che alla creazione di
un progetto comune nel quale vincitori e vinti possano convivere, allestisce un sistema di Stato che ruota
attorno a due cardini principali, l’esercito e la Chiesa.

Gli sconfitti hanno poche scelte: il silenzio o l’esilio. Lo sbarco in Europa delle forze alleate genera forti
aspettative e l’imminente sconfitta dell’asse lascia presagire il totale annientamento dei regimi di stampo
fascistoide, compreso quello spagnolo gli Stati Uniti però decidono di non  impegnarsi in questa missione.
L’unica scelta rimasta ai vinti è l’esilio, verso il Sud America, gli USA e la Francia o il silenzio.

Gli anni Cinquanta iniziano con alcuni segnali di apertura verso l’esterno e un’accettazione da parte della
comunità internazionale: la Francia aveva riaperto già i confini nel 1948, gli Stati Uniti concedono un
prestito, la Spagna entra a far parte dell’Onu nel 1955 e nello stesso anno firma il Concordato con la Santa
Sede.

Si intraprende un processo di industrializzazione, che porta spopolamento delle campagne e ad un


conseguente ingrandimento delle città.

Sono anni di pre-industrializzazione che precedono il desarrollismo del decennio successivo. Si


abbandonano le cartelle di razionamento e si riduce il contrabbando fino alla totale sparizione.

I giovani iniziano a intravedere delle possibilità azione sociale diretta, visione diversa del futuro, analisi
ed esplorazione della realtà.

La narrativa ruota ancora attorno al binomio Stato-individuo che aveva caratterizzato la seconda metà degli
anni Quaranta.

La narrativa di Regime propone una letteratura rivolta alla difesa dei valori tradizionali, estetizzante,
interessata principalmente a offrire un’immagine della realtà distante da quella concreta , una Spagna
idilliaca (--> es: La Vida nueva de Pedrito di Andía di Mazas).

Chi non condivide questa letteratura di Regime deve confrontarsi con la censura e ripiega sull’utilizzo di un
linguaggio ricercato. Si tratta però di un tentativo intellettualmente troppo raffinato e di conseguenza
incomprensibile per i lettori.

Cela è il rappresentante di ogni rinnovamento estetico nella narrativa ( es: Mr Caldwell habla con su
hijo); però l’unico esperimento a riscuotere grande successo è l’opera prima di Rafael Sánchez Ferlosio
Industrias y andanzas de Alfanhuí (1951).

Entrambe le linee narrative non hanno successo: la letteratura di Regime rappresenta una Spagna che non
c’è, mentre quella pseudo-avanguardista rappresenta un concetto di letteratura ludica che non ha nulla a
che vedere con la Spagna del dopoguerra.

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Gli scrittori trovano un modello nella letteratura impegnata della Generación del 98’ e nell’opera di Pio
Baroja. Gli scrittori prendono consapevolezza della loro responsabilità morale e intellettuale. È così che gli
anni Cinquanta vedono l’affermarsi nella narrativa della componente sociale (vita +  letteratura).

La Spagna sta cambiando: il rafforzamento di un sistema che raccoglie qualche successo in politica
internazionale ma che si mostra fallimentare a livello economico e sociale, desta profonde preoccupazioni
tra gli intellettuali, i quali si spingono verso una letteratura impegnata.

Il realismo sociale viene definito sociale perché, a differenza del realismo ottocentesco, il quale si fondava
sulla figura del protagonista (ad esempio Galdos con ‘’Tristana o Misericordia’’) anche rimanendo con lo
sguardo fisso sulla realtà spagnola, in questo caso è la società ad assumere il ruolo di protagonista
protagonista collettivo. Si assiste quindi alla: dismitizzazione dell’eroe,  eliminazione del personaggio
protagonista e alla conseguente introduzione di una moltitudine di figure che si dibattono in un’esistenza
complessa, quest’ultime sono vittime dell’influsso negativo della società.

NEOREALISMO E REALISMO CRITICO

All’interno del realismo sociale possiamo individuare 2 filoni (differenza più o meno accentuata volontà di
denuncia):

Neorealismo

Attinge al cinema neorealista italiano, dal quale acquisisce forme e definizioni. Per il tipo di focalizzazione è
detto anche realismo oggettivo; l’analisi della realtà è incentrata sull’osservazione della condotta umana
(no introspezione, no complesso sistema di sentimenti). L’autore mostra ciò che accade e il lettore lo
interpreta. La narrazione deve adattarsi alle immagini girate da una cinepresa (= cinema neorealista
italiano); ciò che scorre davanti agli occhi del lettore deve essere un’immagine fedele della realtà (no
considerazione personale/giudizio critico). La letteratura si sostituisce al giornalismo.

Esempi

- El Jarama (1956) di Rafael Sánchez Ferlosio: è il racconto di una giornata come tante: un gruppo di
giovani al fiume, il tempo scorre senza fretta, senza stimoli e nulla, compreso il decesso di una ragazza, può
svegliare i giovani protagonisti dal loro torpore. Si tratta di una denuncia della Spagna degli anni Cinquanta,
monotona, triste, immobilizzata e costretta al tracollo sociale e culturale ( Spagna del “nunca pasa
nada”).

- Los bravos (1954) di Jesús Fernandez Santos: la volontà di testimoniare la situazione di arretratezza
culturale, economica e morale del mondo rurale spagnolo è l’asse portante di questo romanzo.

- El fulgor y la sangre di Ignacio Aldecoa (1954): Elementi caratterizzanti del romanzo sono pathos e
denuncia attesa e memoria , il racconto concentrato in poche ore per accentuare il senso di lentezza con
cui trascorre il tempo in Spagna.

Realismo Critico

Si adatta al modello dei drammi rurali del primo e terzo del secolo e ne riprende motivi e ambienti.

La prostrazione dei ceti più deboli, la mancanza di cultura e la realtà di un mondo legato agli eccessi
provocati da una frustrazione latente e da passioni estreme generano violenza. Gli scrittori del realismo
critico parteggiano per i settori più disagiati della società e denunciano ciò che il governo vuole oscurare. La
borghesia era considerata la vera nemica del popolo e la riserva ideologica e spirituale del Regime. In
questa linea critica si inseriscono una serie di opere che, oltre a raccontare la durezza delle condizioni di
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vita di contadini e operai, li incitano alla reazione perché la rivendicazione sociale deve partire dagli
oppressi.

ES: Central eléctrica (1958) di Jesús López Pacheco; La mina (1960) di Armando López Salinas etc.

La borghesia praticamente assente nel Neorealismo diviene anch’essa protagonista  Juegos de manos di
Juan Goytisolo: denuncia il vuoto spirituale che contraddistingue la vita di un gruppo di giovani pijos, viziati
e sopraffatti da un sentimento rivoluzionario che li porterà a trasformarsi in assassini.

Goytisolo apre un nuovo percorso all’interno della narrativa sociale e la borghesia ipocrita ed egoista
diventa il bersaglio preferito ( filone antiborghese).

All’ambientazione rurale se ne affianca così una urbana, e all’immagine degli oppressi fa da contraltare
quella degli oppressori. Rimangono fuori 2 categorie: i politici e i rappresentanti delle gerarchie
ecclesiastiche.

ES: ‘’Encerrados con un solo juguete (1961)’’ e ‘’Últimas tardes con Teresa’’ (1966) di Juan Marsé, ‘’Nuevas
Amistades’’ e ‘’Tormenta de Verano’’ di Hortelano.

Non è sempre facile cogliere le divergenze che conducono verso la direttrice più marcatamente politica del
realismo sociale, il realismo critico non si limita a mostrare, ma interviene ideologicamente per
denunciare, facendo riferimento al realismo crítico di matrice marxista ed al romanzo sociale sovietico, che
al contrario di quello spagnolo è prerogativa dei vincitori.

Realismo critico: narrativa testimoniale  narrativa di stampo ideologico.

Interpreti e Tecniche

Gli autori che partecipano al realismo sociale in pochi casi possono essere incasellati in modo netto
all’interno di una delle due tendenze perché l’obiettivo è comune: creare un’opera d’arte attraverso la
quale poter prendere coscienza della realtà sociale del Paese.

Gli interpreti principali appartengono a due generazioni successive, diverse in quanto a concezione della
forma artistica e senso della letteratura ma complici nel condividere un atteggiamento di critica nei
confronti della società:

1) Scrittori del primo dopoguerra e che hanno rianimato il contesto culturale spagnolo (es: Cela,
Delibes, Laforet…)

2) Scrittori nati tra il 1926 e il 1939, componenti de la Generación del medio siglo ( Fratelli Goytisolo,
Ferlosio, Aldecoa, Gaite, Fernandez Santos, Martin Santos, Matute, Marsé…) per i quali l’esordio narrativo
avvenne nel 1954 ‘’El fulgor y la sangre’’, ‘’Los bravos’’…

Vi è una certa differenza d’atteggiamento tra le due generazioni successive: per chi ha combattuto durante
la guerra o ha vissuto questo periodo bellico è molto difficile non trasportare nel presente le esperienze del
passato. Gli altri sono figli della sofferenza, componenti di una generazione privata della sua infanzia. Per
questo motivo, rigettano qualsiasi riflessione sul passato. Li differenzia dai loro predecessori la volontà di
rompere con il conformismo sociale, politico e religioso che domina la società.

Il paradosso è che questi cantori dei ceti più umili provengono in parte dalla medio alta borghesia e hanno
una formazione universitaria, ma si allontanano dalla realtà accademica e sono quasi tutti autodidatti. I
punti di riferimento sono: la Lost generation, il nouveau roman, il neorealismo italiano, la Generación del
98 e maestri quali Baroja e Unamuno.

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Nasce una poetica comune perché vi è la necessità di generare un romanzo nuovo al servizio dell’uomo e
volto al miglioramento delle sue condizioni di vita materiali e spirituali.

La struttura e la forma del romanzo sociale rispondono ad alcune caratteristiche riconosciute e condivise da
tutti gli scrittori:

- Lingua diventa semplice, schietta, densa di regionalismi e colloquialismi.

- Si evitano i termini troppo colti e si predilige il dialogo quotidiano e popolare.

- La descrizione è accurata e lineare - No spazio immaginazione.

- Descrizione di ambienti e tipi umani marginali.

La narrativa sociale diventa sempre più ricca di carica ideologica e questo la porta fallimento, anche a causa
della fase sperimentalista (1962 Luis Martin Santos pubblica ‘’Tiempo de Silencio’’) e dell’affermazione del
romanzo latino-americano.

RAFAEL SÁNCHEZ FERLOSIO E LA GENERACIÓN DE MEDIO SIGLIO:

La Generación del medio siglo è il simbolo di una ritrovata comunità intellettuale dopo il silenzio del primo
dopoguerra e si interessa alle conseguenze che il conflitto ha avuto sulla società spagnola. Possiede alcune
caratteristiche proprie:

- Data di nascita dei suoi componenti.

- Pubblicazione della prima opera in anni contigui.

- Condivisione di alcuni postulati etici.

- Estetica comune.

Gli interpreti sono legati da una profonda amicizia e da una costante frequentazione la coesione del
gruppo è assicurata dalle tertulias, riviste e case editrici.

A far da collante tra i vari membri del gruppo: il critico e editore catalano José María Castellet, teorizzatore
del romanzo sociale e il poeta e editore Carlos Barral, promotore del romanzo sociale. Attorno a queste
due figure, ruotano i protagonisti del romanzo sociale, giovani scrittori capaci di imporre una svolta al
neorealismo, introducendo nella narrativa l’elemento ideologico di radice marxista. Questi scrittori si
allontanano dalle tematiche riguardanti la guerra e dimostrano grande interesse per le conseguenze che il
conflitto ha avuto sul tessuto sociale e politico spagnolo.

Neorealismo  Il simbolo è ‘’El Jarama’’ RAFAEL

SÁNCHEZ FERLOSIO:

- Nato a Roma nel 1927.

- Figlio dello scrittore falangista Rafael Sánchez Mazas, scrittore di buon livello e membro fondatore
di Falange española, Sanchez trasmette al figlio la vocazione letteraria ma non quella politica.

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- Ateneo madrileño, conosce i componente della Generación del medio siglo.

- Industrias y andanzas de Alfanhuí (1951).

- 1953 sposa Gaite ed il gruppo Generacion Medio Siglo si riunisce attorno alla Revista Española;

- El Jarama (1956): romanzo simbolo del neorealismo spagnolo.

- El testimonio de Yarzof (1986): “romanzo totale” che intende offrire una chiave di lettura del
mondo e della vita nella sua totalità.

JESÚS FERNÁNDEZ SANTOS:

- Nasce nel 1926 - muore nel 1988;

- Collabora con la Revista Española;

- Evolve dall’iniziale realismo sociale ( Los bravos (1954)) a un accentuato intimismo ( El hombre
de los santos (1969)).

- Carriera come sceneggiatore e regista cinematografico, ma non abbandona mai la sua passione per
la letteratura.

- En la hoguera (1957): non si allontana dal realismo critico de Los bravos, nonostante sia pervaso da
un tono lirico e sentimentale più marcato (sofferenza, la solitudine, la pazzia ed il dolore di una
Spagna assolata e inerme).

- Laberintos (1964) e El hombre de los santos (1969): consacrazione della vena intimista. Benché le
tematiche siano quelle della media borghesia metropolitana, in queste opere c’è una misurata
attenzione per i conflitti personali (letteratura pessimista).

- Tra i titoli pubblicati nella fase finale del franchismo e in quella successiva della democrazia vanno
ricordati Extramuros e Los jinetes del alba.

IGNACIO ALDECOA:

- Nato a Bilbao nel 1925, si trasferì a Madrid. Morì a soli 44 anni.

- Irrequieto, indipendente, bohèmien, vive una vita al massimo;

- Nella capitale partecipa alle riunioni del Café Gijón dove conosce e frequenta molti  componenti
della futura generación del medio siglo.

- Autore di racconti.

- Autore di due trilogie: 1) La España inmovil: El fulgor y la sangre (1954), Con el viento solano (1956)
 incompleta. 2) Incompleta.

- Si tratta dell’autore che meglio ha saputo incidere sulla carta miniature di vita quotidiana, immagini
ricche di simpatia e comprensione nei confronti dei ceti deboli e dei lavoratori. Attraverso la sua
letteratura abbiamo immagini vivide della realtà spagnola immobile e tragica;

- Si avvicina all’estetismo; CARMEN MARTÍN GAITE:

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- Salamanca (1925) – Madrid (2000). Vive sia gli anni del franchismo che la successiva
democratizzazione;

- Interesse per la letteratura la spinge a Madrid.

- In quegli anni nasce la Generación del medio siglo e la scrittrice inizia la sua relazione con Rafael
Sanchez Ferlosio.

- Entre visillos (1958): premio Nadal. Un gruppo di donne di provincia assediate dalla necessità
sociale di trovare marito.

- Il filo che unisce le sue opere è il problema dell’incomunicabilità tra gli esseri umani e della ricerca
di un interlocutore.

- El cuarto de atrás (1978): si completa il passaggio da una letteratura sociale alla letteratura
intimista.

- L’autrice si è confermata come voce più appassionata dell’umana sofferenza spirituale costituita da
legami psicologici, culturali e sentimentali di difficile interpretazione.

- Ebbe un discreto successo anche in Italia; ANA MARÍA MATUTE:

- Catalana nata nel 1926, bambina ribelle e poco socievole; - Straordinaria predisposizione per

la scrittura.

- I tormenti interiori e quelli fisici patiti durante la guerra si ripercuotono nelle sue storie.

- Negli anni ’50 partecipa alle tertulias del Café Gijón dove conosce gli scrittori della sua generazione.

- Los Abel (1948).

- Fiesta al noroeste (1952) che vince il premio Café Gijon; - Pequeño teatro (1954).

- Luciérnagas (1955) in una versione mutilata dalla censura con il titolo En esta tierra.

- Los hijos muertos (1958): presente/passato. Ripercorre la realtà spagnola della guerra e del
dopoguerra.

- Tema della Guerra Civile trilogia Los mercaderes: inserita nel contesto critico del realismo sociale.
Temi: l’odio cainita che divide i fratelli, bene/male, sfrenato arrivismo/cieco idealismo.

- La torre vigía (1971): romanzo di formazione ambientato in un medioevo oscuro e misterioso filone
fantasy. 

- Paraíso inhabitado (2010): memoria + magia. Romanzo autobiografico.

- 2010 le viene conferito il Premio Cervantes.

Il realismo critico ed il nemico borghese JUAN GOYTISOLO

- Nasce nel 1933, lettore appassionato, entra in contatto con la cultura francese.

- Ostile al regime franchista, ateo ed evidenti simpatie marxiste.

- Juegos de mano (1954)

- Fine anni ’60 prende coscienza della sua omosessualità;

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- Señas de identidad (1966): testimonianza della sua crisi personale.

- Uno degli autori che meglio sintetizza l’ideale anti-borghese.

- Primi romanzi ascrivibili al realismo critico; Da Juegos de mano (1955) a Fin de fiesta (1962).Le
prime opere sono caratterizzate da tratti poetici per poi inasprirsi nella trilogia El mañana efimero
(1958): lo sguardo è rivolto ai ceti deboli, a quella Spagna inferiore, religiosa e violenta.

- Violenti attacchi alla borghesia  Para vivir aquí (1960), La isla (1961) e ‘’Fin de Fiesta’’ -

Appoggia l’affermarsi dello sperimentalismo  Trilogía de Álvaro Mendiola.

L’autore risalta una serie di pulsioni e sentimenti personali, legati all’incapacità dell’intellettuale di adattarsi
a una realtà nazionale che percepisce lontana, attraverso strutture narrative complesse. La sequenzialità
degli avvenimenti è interrotta da un’insistente frammentazione degli spazi temporali e la lingua è molto
elaborata.

- Le ultime opere affrontano temi personali: l’omosessualità e il pericolo dell’Aids, la morte, il crollo
del marxismo e l’orrore della guerra.

JUAN GARCÍA HORTELANO

- Nato nel 1928 nel Barrio de Arguelles, si trasferisce in seguito a Madrid; - Ritrattista della

borghesia madrilena.

- Impegnato politicamente ( Partito comunista).

- Autore prolifico decide di non pubblicare i suoi romanzi.

- Frequentatore assiduo dei cafés letterari;

- Nuevas amistades (1959): premio Biblioteca Breve.

- Il complesso narrativo è dominato da atteggiamento di rifiuto degli ideali borghesi.

- L’osservazione imparziale della realtà  Tormenta de verano (1962)

- Vi è una maggiore ricercatezza stilistica ne El gran momento de Mary Tribune: prosa più raffinata e
l’utilizzo dell’ironia permette una più precisa focalizzazione di limiti e debolezze umane.
Interminabile sequenza di metafore, neologismi e raffinatezze linguistiche;

- Culmine del processo di sperimentazione Grámatica parda, vero esercizio di metalettura, parla di
una bambina francese di 4 anni che vuole essere Flaubert;

- Scrisse anche diversi saggi, racconti ed anche un romanzo erotico;

- Morì nel 1992;

JUAN MARSÉ:

- Catalano, considerato il miglior romanziere vivente, vinse nel 2009 il premio Cervantes

- Nasce a Barcellona nel 1933, madre muore alla sua nascita ed il padre è in carcere per motivi
politici, pessimo studente, avido lettore. Infanzia nel Barrio de Gracia ne influenza l’opera e la
formazione.
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- Encerrados con un solo juguete (1960): enunciazione di alcuni dei temi cardine della sua narrativa:
la giovane classe media, i postumi della Guerra Civile, l’impossibilità/incapacità di trovare stimoli in
una società “ibernata”.

- Maturità Últimas tardes con Teresa (1966): si tratta di una parodia sarcastica del romanzo  sociale
nella sua duplice articolazione di testimonianza della sofferenza del popolo e della decadenza della
borghesia. I limiti di quella società sono l’ingenuità e la disonestà. Teresa e Manolo si innamorano, il
loro interesse nasce da un equivoco e false intenzioni.

- La oscura historia de la prima Montse (1970): ironia + sarcasmo.

- Si te dicen que caí (1973): anni del dopoguerra. Un gruppo di ragazzini di una barrio barcellonese
che vivono assediati dal contrabbando, dalla prostituzione e dalla repressione.

- La muchacha de las bragas de oro (1978): romanzo di rottura, romanzo con erotismo e sensualità
che attira a se molte critiche.

- L’opera di Marsé è un corpo unitario unico con un denominatore comune: ritrarre la società
barcellonese del dopoguerra con intenzioni critiche e ironia.

LO SVILUPPO ECONOMICO E LE IDEE NUOVE:

L’economia cresce :

Spagna del 1976 normalità. Questa società è figlia della crescita economica e culturale della quale la
Spagna ha beneficiato negli anni Sessanta. La tecnologia ha cambiato la società, il governo franchista si è
ammorbidito, ma non la censura.

1957 Franco, prendendo coscienza di una situazione economica ormai insostenibile, avvia un processo di
stabilizzazione e sviluppo del paese. Grazie a questo piano, la Spagna si inserisce nel sistema capitalista
mondiale e si trasforma da Paese agrario ad affermata realtà industriale. Vi è quindi un Clima di apertura. Il
piano di stabilizzazione porta enormi benefici. L’economia cresce esponenzialmente e le realtà
metropolitane si ingrandiscono.

La narrativa cambia:

Cambia la società e con essa la letteratura. Il realismo sociale perde consensi (=incapacità di ottenere
risultati politicamente e culturalmente)  la situazione attuale richiede interpretazioni più complesse, si
dovrebbe dare attenzione alle esigenze dell’individuo e alla pressione esercitata su di lui da regime. Si
torna al soggettivismo.

Alla Generación de la berza (Generacion de medio siglo) (verza= pianta comune) si oppone la Generación
del sándalo (sandalo= pianta esotica), quindi si oppongono la volgarità del quotidiano alla raffinata
riflessione intellettuale.

L’ Annus mirabilis della letteratura è il 1962 Luis Martín Santos con Tiempo de silencio + boom
latinoamericano, ad esempio Mario Vargas Llosa con ‘’La ciudad y los perros’’.

Profondi cambiamenti nella società e nella letteratura che ridisegneranno il quadro sociale del Paese.

LUIS MARTÍN SANTOS:


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- 1924 – 1946 (incidente), morto giovane a quarant’anni.

- Nasce in Marocco da una famiglia di militari.

- Padre generale medico, cattolico e intransigente Luis compie studi medici.

- Grande amore per la letteratura. Frequentò le tertulias madrilene e fu un inseparabile amico di Juan
Benet.

- Rappresentazione del medico-filosofo che si dibatte tra la compostezza del ruolo e la vivacità del
pensiero.

Tiempo de Silencio:

Pensato come una prima risposta al predominio della letteratura realista. Questo romanzo è il risultato di
una sintesi di diverse tradizioni letterarie:

• Clima intenso del primo Novecento  Modernismo e le profonde riflessioni politicoidentitarie della
Generazione del ’98.

• El árbol de la ciencia di Pio Baroja  con il quale condivide una Madrid cupa e asfissiante e le
insistenti riflessioni filosofiche di un giovane medico assediato da problemi esistenziali.

• Nella composizione linguistica influenza diretta dell’Ulisse di Joyce e della letteratura classica
greca e latina.

L’originalità del romanzo si inserisce però in un contesto narrativo tipico del romanzo sociale. La semplicità
della storia gli permette di affrontare i problemi capitali della realtà e della storia spagnola. Nella Madrid
degli anni ’40 la media borghesia entra in contatto con la parte più rozza del proletariato e questo ha
conseguenze catastrofiche.

Pedro è un medico, che tenta di trovare una cura per il cancro e si procura i topi in una chabola e si ritrova
coinvolto nell’aborto della figlia dell’uomo che gli forniva i topi, la quale muore ed il fidanzato di ella per la
legge del taglione uccide la fidanzata di Pedro. Il valore allegorico degli spazi urbani è un atto d’accusa
contro la realtà letteraria del momento. Non è casuale che nel romanzo vengano rappresentate tutte le
classi sociali tranne il proletariato, simbolo della narrativa sociale. Alla convinzione che l’ambiente
socioeconomico abbia un’influenza sulla condotta dell’individuo, l’autore affianca l’idea che sia anche la
personalità a condizionare il comportamento dell’individuo. Madrid assume il significato di un’immagine
morale.

Non solo venne pubblicato Tiempo de Silencio, il 1962 è un anno ricco di novità positive per la narrativa
spagnola:

- Miguel Delibes Las ratas. Romanzo sociale con elementi rinnovatori.

- Juan García Hortelano Tormenta de verano.

- José Manuel Caballero Bonald, nasce nel 1926 e fu un attivista anti-franchista Dos días de 
septiembre: racconto a prima vista ascrivibile al realismo critico ma arricchito da uno stile raffinato
e poetico che ne evidenzia l’originalità.

Un decisivo passo verso il rinnovamento  1966, vigilia dell’esordio di Juan Benet che nel 1976 pubblica
‘’Volveras a Region’’.

I segnali di cambiamento si intravedono in 3 romanzi:


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1) Señas de identidad di Juan Goytisolo: punto di riferimento ; mancanza di una trama narrativa,
autoanalisi dell’individuo, il tema del ricordo e il continuo passaggio dall’io narrante alla seconda e terza
persona. Offre un’immagine nitida della Spagna Franchista.

2) Últimas tardes con Teresa di Juan Marsé: continui salti temporali. Segna il distacco dal realismo
critico, caratterizzato da ironia e umorismo. Denuncia anche una borghesia sempre più assente e corrotta.

3) Cinco horas con Mario di Miguel Delibes: stream of consciousness + linguaggio colloquiale. Vi è il
tema tipico della contrapposizioni delle Dos Españas, lo scontro tra i due personaggi sui temi della
quotidianità. Il soliloquio della donna si trasforma in continui attacchi durissimi nei confronti del marito a
causa della sua rigidità e la sua mancanza di senso pratico, un uomo allontanato dalla praticità del
quotidiano dalla matrice cattolica.

Un altro esempio fu Camilo José Cela con San Camilo, 1936: dominio delle tecniche narrative più recenti.
Forte sensualità, insensibilità nel trattamento del tema della guerra civile.

La Generacion del medio siglo rimase in un prolungato silenzio, molti rimasero in silenzio ed altri passarono
ad una letteratura densa di fantasia. Francisco Candel rimase fedele ai suoi iniziali ideali, abbandona
l’oggettivismo proprio del romanzo sociale e opta per una visione più personale della realtà, ma è sempre
al fianco dei disadattati e degli immigranti.

• Hay una juventud que aguarda (1956)

• Donde la ciudad cambia su nombre (1957) JUAN BENET E LA FASE

SPERIMENTALISTA:

La terza generazione di scrittori che prende corpo in Spagna dalla fine della Guerra Civile mantiene
un’attitudine bellicosa nei confronti della Generación del medio siglo e viene riconosciuta come
Generación del 68. Lo spirito di ribellione si manifesta in ambito letterario (no coinvolgimento politico).

Tutti scrittori under trenta, media borghesia catalana e madrilena, convinti di dover abbandonare
stereotipi, norme e cliché e ciò li porta a una ricerca di formule narrative nuove che si sedimenta in
morfosintassi del testo, sul piano semantico-referenziale e nella pragmatica dell’opera.

Juan Benet è figura cardine, già da tempo convinto dell’inadeguatezza del realismo e che nel 1967 pubblica
un romanzo di svolta ‘’Volveras a Region’’.

Lo sperimentalismo è una corrente eterogenea, ma presenta un obiettivo comune, conseguire progetto di


rinnovamento capace di interrompere il predominio della letteratura impegnata e presentare nuovi modi
di affrontare una realtà nuova fatta di apertura culturale, mobilità sociale e crescita economica. Gli scrittori
si confrontano così con questa nuova realtà e scelgono di abbandonare i temi sociali per indagare sulla
personalità e sull’identità dell’individuo. Prendono quindi corpo personaggi appena abbozzati, raramente
coerenti che mettono a nudo le loro debolezze in un percorso alla ricerca di sé.

Juan Benet

- Nasce a Madrid nel 1927;

- Tra i più apprezzati romanzieri, saggisti e commediografi nella fase finale della dittatura.

- Appartenente per criteri anagrafici alla Generacion del medio siglo, la sua narrativa rappresenta
l’opposto del romanzo sociale, infatti egli diventa il simbolo della Generazione letteraria del 1968.

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- Lettore avito, si laurea in ingegneria civile e frequenta le migliori tertulias, come il Café Gijon.
Nell’autore Faulkner trova i maggiori punti di contatto con il mondo poetico.

- Nunca llegarás a nada (1961): introduce la mitica Región luogo di sofferenze e rancori amplificati
dalla Guerra Civile che si fanno guardiani di un immobilismo sociale e culturale ormai granitico.

- Nel 1963 partecipa ai Coloquios sobre Realismo y Realidad con una postura fortemente critica, la
descrizione minuziosa della realtà lo priva di ogni entusiasmo. La sua ricerca va in direzione di una
letteratura più raffinata, poco interessata alle connotazioni ideologico-politiche dell’autore ed
esaltata nella ricerca espressivo-verbale.

- I suoi postulati teorici vengono formalizzati in un saggio del 1966  La Inspiracion y el estilo;

- Volverás a Región (1968): allontanamento dal canone realista in modo definitivo. Caratterizzato da
lunghi soliloqui che fungono da percorsi di autoanalisi e catarsi ed una forte simbologia che il
lettore deve decifrare per cogliere il senso profondo dell’opera. Sempre ambientato a Region dove
si sono rifugiati molti combattenti della guerra civile, tra questi il figlio di un medico che uccide il
padre in preda ad una crisi di nervi.

- Meditación (1970): molto simile al precedente , il contesto di Region è lo stesso, così come il
disordine temporale e discontinuità della narrazione. Nel romanzo non vi sono virgole e punti.

- Un viaje de invierno (1972): simbolismo estremo che rende molto complessa la decodificazione del
testo. Tratta della memoria personale e collettiva, la percezione della morte e dell’incertezza del
presente.

- Negli anni Settanta e Ottanta Benet pubblica un numero rilevante di romanzi. Alcuni sono
considerati opere minori, altri rispondono ad ambiziosi progetti narrativi Saúl ante Samuel (1980): 
il più ermetico e indecifrabile di Benet a causa di un linguaggio curato che complica il processo di
ricomposizione delle coscienze individuali dei protagonisti.

- El aire de un crimen (1980): tra i più “leggibili” romanzi benetiani, si può definire un romanzo giallo.

- Benet si spegne nel 1993;

La Generacion del ‘68

I risultati ottenuti dallo sperimentalismo in Spagna sono stati molteplici ed eterogenei. La lista di nomi che
compone questa generazione è molto ampia e sono tutti scrittori nati tra il 1936 ed il 1951.

JOSÉ MARÍA GUELBENZU:

- El mercurio (1968): attorno a una flebile trama narrativa, l’autore costruisce un discorso letterario
di grande originalità, denso di riferimenti letterari, neologismi e artifizi tecnici. Si tratta di un
racconto frammentato caratterizzato da un esistenzialismo soffocante che lo allontana dal realismo
sociale. L’autore si prende gioco della narrativa realista e della solennità della letteratura
impegnata.

- Prosegue sulla linea dello sperimentalismo.

- Nel 2001 dà una svolta alla sua narrativa  No acosen al asesino: una serie di romanzi gialli la cui
protagonista è l’affascinante giudice Mariana de Marco.

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ÁLVARO POMBO:

- Nacque a Santander nel 1939 e visse a Londra tra il 1966 ed il 1977. Si laurea in lettere e filosofia.

- El héroe de las mansardas de Mansard, El hijo adoptivo, Los delitos insignificantes= analisi dei
vincoli che uniscono e/o allontanano individuo e società dell’alta borghesia di provincia.

- I temi dei suoi romanzi sono: l’inutilità della vita, il prolungamento dell’adolescenza, la dipendenza
affettiva da donne autoritarie, l’ omosessualità latente, l’imminenza del castigo e la borghesia.

- In un contesto culturale libero dalla censura, offre progetti narrativi che presentano indagini sulla
coscienza femminile e sul controverso tema dell’omosessualità.

JOSÉ MARÍA MERINO:

- Parte della borghesia, arriva al romanzo dopo una iniziale vocazione poetica.

- Promotore della metaletteratura La novela de Andrés Choz (1976) Un uomo condannato ad un


male incurabile torna nei luoghi di infanzia per scrivere un romanzo in cui il protagonista, un
extraterrestre, è un alterego di sé.

- Letteratura come strumento primario di conoscenza della realtà umana.

- Riconoscibile per l’allontanamento dal realismo, l’interesse metaletterario e la presenza di alcuni


temi marginali.

- Si avvicina al genere fantasy.

VICENTE MOLINA FOIX:

- Nasce nel 1946 e si laurea in filosofia e diritto a Madrid. Risiede anche a Londra dove entra in
contatto con il mondo cinematografico anglosassone. Introduce nella narrazione letteraria corposi
riferimenti cinematografici.

- Busto (1973) e Museo provincial de los horrores (1970) fase più sperimentalista.

- La comunión de los atletas (1979) e Los padres viudos (1983)  fase più tradizionale.

MIGUEL ESPINOSA:

- Autodidatta della letteratura che si è formato sulle pagine dei classici greci e latini.

- Escuela de mandarines (1954): opera imponente (romanzo/saggio), molto distante dal realismo
sociale. I pensieri ed i dialoghi dei due protagonisti, un governatore ed un filosofo, costituiscono
una sorta di trattato politico-teologico, nel quale si susseguono riflessioni filosofiche sui temi più
diversi.

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-
La tríbada falsaria (1980)

- La fea burguesia, romanzo più tradizionale che critica una borghesia priva di interesse
intellettuale e sentimento morale;

- Muore nel 1982; GONZALO SUÁREZ:

- Nasce ad Oviedo nel 1934 e viaggia molto in Inghilterra e Francia;

- De cuerpo presente (1963), ispirato da Faulkner è un’opera insolita, distante dal realismo e
nel quale gli avvenimenti si susseguono a un ritmo frenetico.

- Protagonismo assoluto della fantasia, disinteresse per la sperimentazione linguistica,


allontanamento dal concetto di realtà.

- La produzione narrativa si colloca nel filone della letteratura poliziesca “azione-finzione” 


per sottolineare la supremazia dell’elemento fantastico.

FRANCISCO UMBRAL:

- Uno degli scrittori più originali ed anticonformisti del Novecento.

- Condizioni economiche difficili, carattere irrequieto, si avvicina alla poesia.

- Nemico della classificazione letteraria, si estranea da tutti i generi e le generazioni, tanto


che viene creato un termine ad hoc per lui Umbralismo, che indica la suaproduzione
letteraria alquanto eterogenea.

- Travesía de Madrid (1966): contiene già degli elementi propri dell’umbralismo,


dall’autobiografismo all’erotismo, da una Madrid protagonista a una esuberanza linguistica
che è tra le componenti distintive della sua narrativa.

L’esilio - Il dramma e l’addio

A partire dalla metà degli anni Sessanta, l’apertura verso l’esterno provocata dal piano di sviluppo
genera spazi di maggiore libertà anche in campo culturale e alcuni degli scrittori esiliati tornano a
calpestare il suolo spagnolo, alcuni per brevi periodi, come Chacel ed Aub ed altri definitivamente.
Il processo di democratizzazione avviato dopo la morte di Franco pone la parola fine sull’esilio del
1936/1939 e Re Juan Carlos concede l’indulto per i reati politici.

Fino a quel momento la narrativa spagnola era spaccata in due. La diaspora intellettuale provocata
dalla Guerra Civile aveva generato la nascita di una narrativa spagnola nata in un contesto
culturale e geografico molto distante.

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Il luoghi d’esilio furono principalmente: Messico, Argentina, Cuba, Porto Rico e Stati Uniti
d’America. La popolazione civile attraversava a piedi il confine con la Francia, tra loro anche
l’intellettuale Antonio Machado, che morì poche settimane dopo nel 1939.

Gli intellettuali che avevano abbandonato il Paese erano persone che avevano appoggiato la
Repubblica nel momento della sua instaurazione per poi constatarne la tragica inadeguatezza e
l’unica soluzione fu per loro l’esilio. L’immagine della Spagna pre-bellica che gli autori tratteggiano
nei loro romanzi dell’esilio ha contorni spesso sfumati dalla fallacità della memoria, da sospiri
ideologici e dal richiamo della nostalgia, ma possiede qualità letteraria di eccellenza.

Gli scrittori esiliati sono un gruppo eterogeneo, nati tutti tra la fine del XX secolo ed il 1915 sono
prevalentemente autori che scrivevano già prima dell’addio. Nonostante le coordinate anagrafiche
possano far pensare ad un’unica generazione, sono autori che si distanziano molto per esperienze
personali e canoni artistici. Ciò che li accomuna è l’ossessione per la patria, quella Spagna
abbandonata. La Spagna è spesso un ricordo e a volte un sogno. La lontananza fisica, l’isolamento
e il trascorrere del tempo ne sfumano sempre più i contorni, restituendo immagini diverse tra
loro.

FRANCISCO AYALA:

- Nasce a Granada nel 1906 e muore a Madrid nel 2009:

- Si laurea in giurisprudenza e collabora con riviste di gran prestigio come ‘’Revista de


Occidente’’ del filosofo Ortega y Gasset.

- I primi esperimenti narrativi sono in linea con l’avanguardismo (generazione del 27) ed
interesse per una letteratura densa di carica immaginativa  raccolta di racconti El
boxeador y un ángel (1929) e il romanzo breve Cazador en el alba (1930).

- Durante la fase repubblicana passa due anni in Germania ed in seguito torna in Spagna
dove inizia una collaborazione con il governo delle Repubblica. Terminata la guerra si
trasferisce in Argentina.

- 1949 raccolte Los usurpadores e La cabeza del cordero: si allontanano dal clima
avanguardista a causa di un’ urgenza e bisogno di dare sfogo alle sofferenze provocate
dalla guerra e dall’esilio.

- Muertes de perro (1958) e El fondo del vaso (1962): i due romanzi compongono un dittico
ambientato in una immaginaria dittatura latinoamericana. Muertes de perro è un atto
d’accusa nei confronti delle sanguinarie dittature sudamericane  risultato: riflessione
sulla difficoltà di raggiungere la verità storica.

- In seguito passa alla saggistica ed alla memorialistica.

MANUEL ANDÚJAR:

- Nasce a La Carolina nel 1913;

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-
Vive il periodo prebellico tra Barcellona e Madrid e nel momento della caduta di Barcellona
è costretto ad esiliare a causa della sua compromissione con la parte Repubblicana.

- Più attente e profonde riflessioni sul ser de España.

- Vive in Messico fino al suo rientro a Madrid nel 1967;

- Saint Cyprien, plage, campo de concentración (1942): ripercorre con ironia la sua breve ma
intensa permanenza in Francia alla vigilia dell’invasione nazista.

- Presenza costante della riflessione sul tema dell’identità e dell’evoluzione sociale della
Spagna nei tre decenni che precedono lo scoppio della Guerra Civile.

- Lares y penares  rappresentazione romanzata della Spagna del Novecento.

- Nel tentativo di trovare una spiegazione al problema de España, Andujar ripercorre gli
avvenimenti che hanno contraddistinto la vita sociale, economica e politica del Paese
ruolo strategico della memoria. Solo comprendendo l’origine dell’odio che ha portato
alla Guerra Civile la Spagna può sperare di trovare un punto d’appoggio che le consenta di
immaginare un futuro di pace.

ROSA CHACEL:

- Nasce a Valladolid nel 1898, è considerabile una scrittrice esiliata.

- Intellettualmente anticonformista , legata a figure artistiche stravaganti e raffinate del


periodo avanguardista. Frequenta le tertulias di una Madrid avanguardista.

- Collabora con la ‘’Revista de Occidente’’ e ‘’La Gaeta literaria’’

- Estación. Ida y vuelta (1930): ermetico esperimento letterario costruito attorno alle
orteghiane teorie della disumanizzazione dell’arte non verrà apprezzato da Ortega.

- Anni del Franchsimo Rio de Janeiro e Buenos Aires, ma si sposta molto.

- Teresa: biografia romanzata di Teresa Mancha.

- La sinrazón (1960): mostra una complessa volontà di autoanalisi, esaltando la ricerca di un


filo capace di unire pensieri, sentimenti e ragione. Viene pubblicato in spagna dieci anni
dopo.

- Si dedica negli anni finali dell’esilio alla saggistica, alla poesia e alla memorialistica.

- Torna al romanzo solo dopo il rientro in Spagna trilogia= Barrio de Maravillas, Ciencias
Naturales, Acrópolis= contesto sociale fa da sfondo alla riflessione interiore.

- Riconoscimenti negli ultimi anni de la sua vita che si concluse nel 1994 a Madrid.

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Ramon J. Sender

- Subisce la brutalità della guerra civile. Nasce nel 901 nella provincia di Huesca, ha uno
spirito anarchico.

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-
Compie il servizio militare in Marocco  Imán (1930): il sentimento di avversione per le
smanie imperialiste spagnole emergono sia nella descrizione degli avvenimenti che provocarono la
strage di Annual nel 1921, sia nella disperata ricerca di verità del protagonista.

- La Guerra Civile lo segna profondamente, combattente dell’esercito repubblicano, perde la


moglie ed il fratello.

- Negli anni passa dall’anarchismo al comunismo.

- Dall’ avvicinamento al comunismo arriva concezione sociale che si apprezza nei romanzi
della fase precedente all’esilio : Mister Witt en el Cantón (1936).

- Nel 1939 esilia, prima in Messico poi negli Stati Uniti.

- A Madrid vi torna per brevi periodi e quando decide di tornarvi definitivamente, muore
prima di poterlo fare.

- La produzione post-guerra si muove in 3 ambiti:

1. autobiografia romanzata Crónica del alba, 9 romanzi dove Pepe Garcés, alter ego
dell’autore racconta la sua esistenza, è uno splendido affresco di vita spagnola di primi
anni 40;

2. narrazione allegorica  Mosé Millán o Requiem por un campesino español, dove vi è una
rappresentazione di passato e futuro insieme;

3. romanzo storico ’’La aventura equinoccial de Lope de Aguirre’’;

Max Aub

- In lui trova voce il desencanto degli esiliati.

- Nato a Parigi nel 1903, arriva in Spagna nel 1914. Prima della guerra pubblica solo
commedie e racconti;

- Nel 1928 si affilia con il partito socialista; Con l’esilio nel 1939 cresce in lui l’interesse per il
romanzo;

- El laberinto mágico: dal 1943 e il 1969 pubblica una serie di opere che compongono questa
raccolta, si tratta di una cronaca della Guerra Civile attraverso la quale cerca di interpretare
lo sviluppo storico-ideologico che ha portato la Spagna alla Guerra Civile. È un’opera
testimoniale di grande importanza perché ha saputo presentare contrasti, la discussione
permanente, il tradimento e l’ eroismo, con un linguaggio crudo e dialogo popolare in
alcuni casi ed intellettualmente elevato in altri.

- Jusep Torres Campalans (1964): biografia immaginaria di un inesistente pittore catalano tra
gli esponenti di maggior prestigio dell’avanguardia spagnola di inizio Novecento (enorme 
conoscenza del mondo artistico e delle tecniche pittoriche)

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- Muore in Messico nel 1972, senza essere riuscito a ricreare un rapporto con la Spagna. La
delusione che prova per la sua patria irriconoscibile è troppo grande;

Saggio ‘’La Gallina Ciega’’ del 1971, motivi del suo tragico e definitivo addio alla Spagna.

Paulino Masip

- Nasce a Granadella nel 1899, arriva a Madrid nel 1928. Esilia nel 1939 ed arriva in Messico.

- Muore nel 1963:

- El diario de Hamlet García (1944), umo dei romanzi più interessanti tra quelli pubblicati
durante l’esilio; è una testimonianza di una generazione di intellettuali, attoniti e poco
consapevoli, che si trovò successivamente con il regime per costrizione e non per
vocazione. È un’opera di impianto diaristico, densa di concettualizzazione filosofica.
Raccoglie le riflessioni di un ambulante professore di metafisica, estraneo alla vita, ma che
si trova a contatto con essa al momento della Guerra civile, che lo lascia scosso. Egli
analizza la guerra con la lente distorta della metafisica. Dal romanzo scaturiscono immagini
di tragica comicità, una Madrid diversa rispetto a quella di altri romanzi.

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-
Terzo Capitolo

La morte di Franco suscita nel popolo sentimenti confusi, allo stesso tempo gioia e timore per la
libertà acquisita. I primi anni del post franchismo sono quelli di una transizione circoscritta al
periodo 1975/1982. È un periodo difficile, vissuto con grande trepidazione, ma la morte di Franco
non genera eccessivi scossoni. La letteratura già dai primi anni sessanta aveva lentamente
abbandonato il romanzo sociale per cercare nuove strade nello sperimentalismo linguistico e nella
fantasia proposta dagli scrittori sudamericani. In questo periodo nasce una nuova letteratura
ispirata al modello occidentale, fatta di business e bestseller. Nella narrativa della transizione gli
elementi tradizionali del romanzo Borghese si mescolano agli elementi del feuilleton ottocentesco.
Si può dire che l'elemento vincente nato dopo la morte di Franco sia quello commerciale, infatti gli
scrittori non scrivono più per essere letti, ma per essere venduti.

La censura che prima spiccava per la sua durezza ora brilla per la sua assenza. Mentre primo era
ritenuta asfissiante e limitativa ora viene considerata come uno stimolo alla creatività. Infatti con
la fine del regime gli scrittori hanno perso molti punti di riferimento e sono venuti a mancare
nemici da sconfiggere e muri ideologici da abbattere. Nel periodo tra il 1975 ed i primi anni 80 Si
traduce molto. Gli spagnoli si appassionano a romanzi gialli, politici o erotici che fino a pochi anni
prima sarebbe stato impossibile pubblicare. Emergono nomi di scrittori anglosassoni e la fantasia
diventa l'ingrediente base di ogni ricetta letteraria. La mancanza di punti di riferimento mostra una
pochezza intellettuale della narrativa dell'epoca, tanto che Vasquez Montalban disse "Contra
Franco se escribía mejor". Si afferma dunque la censura di mercato ed il concetto di bestseller. I
romanzi più venduti appartengono ad un autore che della nostalgia per il passato recente e della
difesa di certi valori Borghesi fa la sua bandiera. Egli è Vizcaino Casas , il primo autore di bestseller
spagnolo. Ex franchista mette alla berlina molti dei problemi con i quali gli spagnoli si trovano per
la prima volta a fare i conti. ( De Camisa Vieja a chaqueta nueva del 1976). Tuttavia il successo
della letteratura che parla del passato durerà poco perché gli spagnoli vogliono dimenticare e
guardare avanti, quindi anche la letteratura deve cambiare temi.

Negli anni che seguono la morte di Franco molto del "nuovo" viene dal passato. Gli scrittore già
Attivi durante la dittatura continuano a scrivere liberandosi del realismo sociale. Si affermano
quindi i grandi nomi del dopoguerra, Cela e Delibes, Gaite con "El curato de Atras" e Luis Castillo
Puche. Anche quelli precedentemente censurati come Goytisolo e Marsé riescono a far sentire la
loro voce. Tuttavia, i giovani nati negli anni 40 tornano a percorrere la strada del Realismo. È un
realismo diverso da quello impegnato dagli anni 50, un' esperienza complessa che va dall'astratto
al concreto. Emergono alcuni nuovi nomi, sono scrittori giovani riconducibili alla Generazione del
'68, scrittori nati in un arco temporale che va dalla fine della guerra civile al 1950. Sono stati
educati al clima del dopoguerra, che conoscono le culture straniere ed hanno viaggiato per
l'Europa. Sono scrittori che non hanno vissuto l'atrocità della guerra, ma non per questo appaiono
meno critici nei confronti del passato. Alcuni di essi fanno dell'anti-franchismo la loro bandiera, ad
esempio lo scrittore Vasquez Montalban Che scrivere sul libro mentre è in prigionia a causa della
sua partecipazione a movimenti di opposizione al regime.

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La morte di Franco rappresenta un momento Zero sia a livello sociale e politico sia a livello
culturale e la narrativa ha bisogno del suo totem, un nuovo volto della narrativa post franchista. La
critiche Individua questo volto in Eduardo Mendoza, che scrisse "La verdad sobre El caso
Savolta" . Egli Nacque nel 1993 a Barcellona e studiò da avvocato. Viaggia molto, negli Stati Uniti
fu un traduttore ed il suo romanzo venne pubblicato in Argentina. Il romanzo parla dell'assassinio
dell'industriale Savolta . Ha una trama articolata, è un complesso rompicapo e l'originalità sta nel

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fatto che sia un mix di avvenimenti storici, suspence, romanzo rosa e feuilleton. Scrisse molti altri
romanzi, di cui "La ciudad de los prodigios" del 1986 è considerato il migliore.

All'inizio dell'anno 80, ed in particolare dall'ottobre del 1982, con la vittoria del Partito Socialista
nelle elezioni politiche, si apre un nuovo capitolo per la società e per la letteratura. In Spagna si
pubblica moltissimo e L'anarchia editoriale viene fermata dalla censura di mercato. Mercato è in
effetti la nuova parola d'ordine e le regole vengono rigorosamente imposte dalla necessità di
apparire. Si assiste ad una perdita di autoreferenzialità della narrativa spagnola, ma anche ad una
voglia di raccontare che si fa sempre più coraggiosa che si propaga a macchia d'olio. Modi e temi
diversi che mescolano fantasia e realtà, ambientazioni familiari ed altri più esotiche, il tutto in una
forma seducente, caratterizzata da una lingua semplice al contempo raffinata. I protagonisti, non
solo solo i giovani scrittori esordienti, ma anche nomi più affermati delle generazioni precedenti.
Cela con Mazurca Para dos Muertos, Delibes con Carta de un sexegenario, Ballester con La Isla de
los Jacintos...

Negli anni 80 si assiste anche al crollo delle ideologie. Cresce l'individualismo e la ricerca
dell'identità personale che assume una rilevanza particolare. Si fanno conoscere alcuni
giovanissimi scrittori che rispondono oggi i nomi più importanti della narrativa spagnola, come
Julio Llamazartes. Si assiste anche al boom della narrativa femminile con nomi come Almudena
Grandes e Lucia Extrebarria.l ruolo assegnato alla donna dalla società franchista era di assoluta
subordinazione. Durante il percorso di democratizzazione si assiste a una partecipazione sempre
più crescente del genere femminile nel mondo della narrativa, tanto da suscitare numerosi
tentativi di analisi del fenomeno.

La realtà spagnola non è abituata a una partecipazione del genere femminile all'attività culturale
letteraria, anche se prima del 1975 si erano vissute due fasi importanti in cui le donne avevano
avuto un ruolo fondamentale. La prima la fase delle avanguardie Con scrittrici come Zambrano e
Chacel. La seconda è negli anni 50, in pieno regime franchista, grazie al lavoro delle scrittrici
appartenenti alla generazione del medio siglo, come Laforet, Gaite e Matute, che vogliono
raccontare la propria Spagna negli anni in cui la donna aveva un ruolo puramente marginale.
Molte di esse continuano a pubblicare anche negli anni della transizione, ottenendo spesso
l'attenzione che non gli era stata data durante il regime. Nel 1975 si celebra l'anno internazionale
della donna, voluto dall'onu. Anche in Spagna l'iniziativa trova riscontro e contribuisce
all'esplosione del femminismo nella penisola. La battaglia delle donne per i loro diritti si compie
quindi in modo tranquillo, ma inarrestabile. Assistiamo al boom della narrativa femminile dove
scrittrici si inseriscono nel panorama culturale. Sono scrittrici attive che rifiutano l'etichetta di
"letteratura femminile", Sono convinte che l'obiettivo sia quello di arrivare ad una piena
assimilazione della loro narrativa all'interno del canone letterario. Inizialmente scrivono
principalmente romanzi intimisti ed autobiografici, ma a partire dagli anni novanta iniziano a
scrivere gialli e romanzi storici.

All'inizio dell'anno 80, ed in particolare dall'ottobre del 1982, con la vittoria del Partito Socialista
nelle elezioni politiche, si apre un nuovo capitolo per la società e per la letteratura. In Spagna si
pubblica moltissimo e L'anarchia editoriale viene fermata dalla censura di mercato. Mercato è in
effetti la nuova parola d'ordine e le regole vengono rigorosamente imposte dalla necessità di

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apparire. Si assiste ad una perdita di autoreferenzialità della narrativa spagnola, ma anche ad una
voglia di raccontare che si fa sempre più coraggiosa che si propaga a macchia d'olio. Modi e temi
diversi che mescolano fantasia e realtà, ambientazioni familiari ed altri più esotiche, il tutto in una
forma seducente, caratterizzata da una lingua semplice al contempo raffinata. I protagonisti, non
solo solo i giovani scrittori esordienti, ma anche nomi più affermati delle generazioni precedenti.
Cela con Mazurca Para dos Muertos, Delibes con Carta de un sexegenario, Ballester con La Isla de
los Jacintos...

Negli anni 80 si assiste anche al crollo delle ideologie. Cresce l'individualismo e la ricerca
dell'identità personale che assume una rilevanza particolare. Si fanno conoscere alcuni
giovanissimi scrittori che rispondono oggi i nomi più importanti della narrativa spagnola, come
Julio Llamazartes. Si assiste anche al boom della narrativa femminile con nomi come Almudena
Grandes e Lucia Extrebarria.

Il ruolo assegnato alla donna dalla società franchista era di assoluta subordinazione. Durante il
percorso di democratizzazione si assiste a una partecipazione sempre più crescente del genere
femminile nel mondo della narrativa, tanto da suscitare numerosi tentativi di analisi del
fenomeno.

La realtà spagnola non è abituata a una partecipazione del genere femminile all'attività culturale
letteraria, anche se prima del 1975 si erano vissute due fasi importanti in cui le donne avevano
avuto un ruolo fondamentale. La prima la fase delle avanguardie Con scrittrici come Zambrano e
Chacel. La seconda è negli anni 50, in pieno regime franchista, grazie al lavoro delle scrittrici
appartenenti alla generazione del medio siglo, come Laforet, Gaite e Matute, che vogliono
raccontare la propria Spagna negli anni in cui la donna aveva un ruolo puramente marginale.
Molte di esse continuano a pubblicare anche negli anni della transizione, ottenendo spesso
l'attenzione che non gli era stata data durante il regime. Nel 1975 si celebra l'anno internazionale
della donna, voluto dall'onu. Anche in Spagna l'iniziativa trova riscontro e contribuisce
all'esplosione del femminismo nella penisola. La battaglia delle donne per i loro diritti si compie
quindi in modo tranquillo, ma inarrestabile. Assistiamo al boom della narrativa femminile dove
scrittrici si inseriscono nel panorama culturale. Sono scrittrici attive che rifiutano l'etichetta di
"letteratura femminile", Sono convinte che l'obiettivo sia quello di arrivare ad una piena
assimilazione della loro narrativa all'interno del canone letterario. Inizialmente scrivono
principalmente romanzi intimisti ed autobiografici, ma a partire dagli anni novanta iniziano a
scrivere gialli e romanzi storici.

A partire dalla Morte Franco emergono giovani scrittrici con tendenza all' analisi sociale e
personale della nuova immagine femminile nella Spagna del cambiamento. Rivandicazioni,
desideri, limiti e debolezze difficilmente metabolizzabili nella struttura mentale tradizionalista e
maschilista delLa Spagna dell’ epoca.

-Esther Tusquers, nasce nel 1936.

Scrisse la trilogia "El mismo mar de todos Los verano 1978", "El amor es un juego" 1979,"Varada
tras el ultimo naufragio" 1980, un ritratto feroce e satirico della borghesia barcellonese tra
immediato dopoguerra e tardo franchismo, caratterizzato da un profondo individualismo, un

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universo di riflessioni sull'amore fallito, frustrazione derivante da una sessualità non appagata e
l'erotismo. Dà attenzione agli aspetti sociale ed alla ricerca interiore di una donna che vuole dare
voce e spazio alle sue rivendicazioni. Con i suoi romanzi passa al setaccio molti dei nomi che hanno
disegnato il contesto culturale spagnolo degli anni Cinquanta e Sessanta. L'ultimo romanzo è
Bingo! del 2007, un'incursione nella sofferenza, narra del male di vivere di un notaio che trova
l'unica gioia nel bingo, insieme alla sua compagna Rosa che lo riporta alla vita.

-Soledad Puertosolas

Vede infrangere la sua Carriera accademica a causa delle manifestazioni contro il regime a cui
partecipava. "El bandido Doblemente armado" del 1980 è una parabola sul senso della vita. In
seguito scrisse "Todos mienten" del 1988 e "Queda la noche" del 1989, dove confessione e
disperata ricerca di Fuggire dalla monotonia esistenziale trovano il loro spazio.

-Rosa Montero

Scrisse "Cronica del desamor" del 1979 e da desencanto si passa a desamor, il disamore creato
dalla libertà. Parla dei drammi del cambiamento a livello interiore, dei tradimenti e delle
aspirazioni frustrate.

-Montserrat Roig

1977 "Tiempo de Cerezas" vi è un rinnovamento del realismo sociale tramite una matrice marxista
e femminista. La protagonista torna Barcellona dopo 12 anni di esilio volontario e vive la realtà da
cui era scappata. Forte è il tema della sessualità e vengono raccontati gli avvenimenti che hanno
contrastato il potere politico del regime.

1980 La Hora violeta, Presentato il tema della memoria e l'intreccio della vita di donne. Presentata
l'evoluzione del processo di emancipazione femminile.

Con le nuove generazioni si affievolisce il tema del ricordo la lotta sociale e s'impone la riflessione
personale. Sono scrittori che hanno vissuto il boom economico e conoscono una Spagna diversa
da quella della dittatura degli anni 40.

-Clara Sanchez

"Lo que esconde tu nombre", "Ultimas noticias del Paraiso". Temi dell'introspezione e del sogno,
osservazione della realtà personale. I personaggi femminili sono osservati e descritti con
pessimismo esistenziale. Le sue opere successive avranno un'impronta meno femminista.

-Luisa Castro, poetessa che riflette nei suoi romanzi il suo afflato poetico. Nel 2001 scrisse "El se
credo de la lejía" del 2001 Che si immerge nelle problematiche sociali della Spagna
contemporanea.

-Belen Gopegui

2004 "El lado frio de la almohada" che riceve pesanti critiche perché appoggia il regime franchista.
In seguito fugge dall'autobiografismo ed approda su tematiche sociali complesse, raffinatezza e

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varietà stilistica. In seguito scrisse i romanzi "La escala de los mapas", "Tocarnos la cara" e "La
conquista del aire".

-Almudena Grandes

Las edades de Lulu del 1989 è il romanzo d'esordio. Racconta di situazioni borderline vissute da
personaggi concreti che sembrano prototipi di spagna del momento.

Te llamare viernes 1991

Malena es un nombre de tango 1994

Atlas de geografia humana 1998

Los aires dificiles 2002

Castillos de cartón 2004

Episodios de una guerra interminable, racconta dei primi 25 anni del franchismo.

-Lucia Extrebarrio

Scrive di strazı, pulsioni, affannate ricerche di identità. Si passa dalle situazioni limite dei primi
romanzi, ad una riflessione più equilibrata e matura, meno sessista, più universale (Lo verdadero
es un momento de lo falso, del 2010).

Amor, curiosidad, prozac y dudas 1997

Beatriz y los cuerpos celestes 1998

Nosotras que no somos como las demás del 1999.

Sia Grandes che Extrebarrio raggiungo cifre di vendita altissime.

Il consolidamento della democrazia e l'archiviazione del sistema censorio portano in prima pagina
Il romanzo storico ed il romanzo giallo, due sottogeneri considerati fino a quel momento minori. Il
romanzo storico è sempre stato presente all'interno della narrativa spagnola: In un primo
momento d'Oro con galdos, poi con le avanguardie ed infine Le dittature lo avevano utilizzato
come mezzo di propaganda. Con il ritorno alla democrazia via la volontà di conoscere il passato,
ma in questo periodo si crea una grande confusione tra letteratura e storia. Punto gli scrittori
iniziano a parlare di storia che assume le sembianze più diverse, viene introdotta La pluralità dei
punti di vista, il dialogo e vi è la manipolazione dell'ordine temporale. Gli storici iniziano a far loro
le strutture tipiche della narrativa. Il boom del romanzo storico fu nel 1982 con la pubblicazione de
Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Il romanzo storico spagnolo abbraccia principalmente due
cornici spazio-temporali, la prima quella della guerra civile, la seconda quella esotica dove si ci
concentra sulla classicità ed il medioevo, ambienti lontani come Grecia Egitto e Sudamerica. Non
si è più interessati al XVIII e XIV secolo. Molti scrittori scrissero romanzi storici, ad esempio Benet
con Herrembozas Lanzas e Cela con Mazurca para dos Muertos, ma anche Santos e Ballester.

Anche gli scrittori della Generazione '68 ed altri scrittori più giovani entrano nel panorama
culturale del romanzo giallo. In particolare la seconda metà degli anni 80 vede l' apparizione dei

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primi due romanzi di Arturo Perez Reverte. Il primo "El husar" ed il secondo "El maestro de
Asgrima" che gli fece guadagnare popolarità. Il secondo rappresenta il vero trampolino di lancio
dello scrittore. È ambientato a Madrid nel 1868, alla vigilia della rivoluzione che costringerà la
regina Isabella seconda ad esiliare.

Altri scrittori furono:

José Calo Poyato – che scrisse Di luoghi e personaggi della storia d’Europa, ma non parlo mai della
guerra civile.

Matilde Asensi – Esordì nel 1999 con “ El Salon de ambar “, esegue un attenta ricostruzione del
contesto storico che fa da sfondo ad avventura, crimini e misteri.

Carlos Ruiz Zafon- scrisse “La sombra del viento” 2001, un romanzo d’avventura che mischia
amore e mistero, a elementi cardine della narrativa attuale. Unisce storia e crimine, inffatti ebbe
successo anche all'estero.

Falcones – 2006 “La cathedral del mar”, invidie, successi e vendette a Barcellona e “La mano de
Fatima”

Jeronimo Tristante – costruisce il personaggio del commissario Victor e storie criminali.

Il romanzo poliziesco è un fenomeno nuovo nella Spagna della transizione, Infatti prima era un
genere di nicchia. Il romanzo poliziesco è il prodotto tipico della rivoluzione industriale e di
riconoscimento della morale Borghese, e se non trovava spazio nella precedente realtà arretrata.
La Spagna del primo Novecento e non era ancora adatta, mentre dopo il regime lo diventa. Il
romanzo giallo cresce grazie all'influenza del romanzo noir americano e dalla spinta degli editori
che avevano ipotizzato le cifre di vendita. Il precursore del romanzo giallo fu Francisco García
Pavón che creò il personaggio di Plinio e Las Herman's coloradas, del 1969 fu il suo romanzo con
maggior successo. Quest'ultimo scrittore seguiva il filone del romanzo enigma, con la classica
contrapposizione tra una società solida e saggiamente plasmata attorno a una serie di norme di
convivenza, ovvero il bene, È un criminale che sovverte le regole, ovvero il male. Questo filone fu
superato negli anni della transazione che diede forma ad una nuova narrativa figlia dei profondi
cambiamenti economici, sociali e politici. La narrativa iniziava. Quindi ad essere influenzata dalla
Novella negra americana, il cui elemento innovativo era la presenza di un detective solitario,
insicuro è vulnerabile, che somatizza va i punti oscuri della società urbana, corrotta e criminale
nella quale è immerso. Si creano, quindi due filoni diversi, il primo che si adatta al contesto
ispanico e l'altro che è mimetico del modello americano.

Punto di riferimento del filone che si adatta al contesto ispanico è Manuel Vazquez Montalban.

Manuel Vázquez Montalbán

Fu un giornalista, poeta e romanziere. Raggiunge il successo con avventure del primo detective
privato della letteratura spagnola Pepe Carvalho. Esordio nel 1972 in Yo maté a Kennedy in cui
Carvalho è il guardaspalle del presidente americano. Nel 1974 inizia serie con Tatuaje, successo
con La soledad del manager e si conferma con Los mares del sur. Caratteristiche di Pepe:

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arruffone e trasandato, incline al vizio, ingabbiato simpaticamente in stravaganti manie e fissato


con la cucina, si muove in una Barcellona di quartieri di malaffare e società di affari. Il lusso e la
corruzione però non si sovrappongono. Lo scrittore esprime una critica severa della società
spagnola di Transizione,un po' come García Pavón che faceva quadri costumbristi.È una
rivisitazione in chiave postmoderna del romanzo sociale, vi è lo spostamento dei crimini dalla
campagna alla metropoli, dove violenza pianificata nasce in contesto di corruzione, lotta politica e
interessi economici.

Coloro che riprendono il filone americano sono Madrid e Martin.

Andreu Martin, nasce a Barcellona nel 1949 e si laureò in Psicologia. Esordì con Aprende y calla e
El señor Capone no está en casa, del 1979.L' antitesi tra bene e male è da lui superata, fa un'
indagine psicologica e sociologica di personaggi. Vuole indagare s filo chedivide l'anima,
trasformando la preda in predatore, descrive gli aspetti concreti della malvagità e molto altro. La
malvagità è esplorata nel suo significato morale più ampio: minaccia costante sotto forma di
violenza in città, è alla base di paura e terrore irrazionale. Cattiveria e violenza sono sintomi
rivelatori di relazioni malsane tra individui, ruoli intercambiabili e simultanei. Si parla di "terrore
urbano", egli annulla i confini di paura, ed i suoi personaggi vivono nell'incertezza di non riuscire a
collocare il loro nemico.

Juan Madrid

Egli fu più Fedele alle coordinate tipiche del giallo, senza eccessi o digressioni. Inventò il
personaggio di Tony Romano e fece quadri costumbristi di Madrid in cui la realtà degradata della
società in mutamento viene descritta con critica e osservazione negative. Romanzo più conosciuto
"Días Contados".

Alla fine degli anni '90 venne introdotta la figura della donna detective, ad esempio con la
scrittrice Alicia Gimenez Bartlett che creò il personaggio di Petra Delicado, detective catalana
ribelle e progressista, la cui personalità si oppone a quella del suo vice Fermin Garzon, pigro,
conservatore e salamantino. La serie inizia nel 1966 con Ritos de muerte ed il più recente è del
2015 Hombres desnudos.

Un’altra donna detective venne introdotta da Lorenzo Silva, la caporale di Guardia Civil Virginia
Chamorro, aiutante del detective Ruben Bevilacqua. Lo scrittore vinse il premio Madal nel 2010
con il romanzo ‘’El alquimista impaciente’’.

- Antonio Muñoz Molina  El invierno de Lisboa del 1987

- Lourdes Ortiz  tema della disillusione politica, Picadura Mortal 1979

- Juan José Millas, abbandona lo sperimentalismo per consacrarsi al poliziesco, Papel mojado 1983.
A partire dagli anni ’90 la narrativa spagnola inizia a farsi conoscere nei mercati esteri. Nomi importanti
furono Artuto Perez Reverte e Javier Marias.

Reverte nasce nel 1951. Si laureò in scienze politiche e giornalismo e fu un inviato di guerra. Il suo primo
romanzo fu ‘’El husar’’ del 1986, ma fu con ‘’El maestro de Asgrima’’ nel 1988 che raggiunse il suo successo.
In seguito pubblicò anche ‘’La tabla de Flandes’’ nel 1990 e ‘’El club Dumas’’ nel 1992.

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Nel 1994 pubblicò ‘’Territorio Comanche’’ che è un romanzo autobiografico di un inviato di guerra nella ex
Jugoslavia. Nel 1996 creò insieme a sua figlia il personaggio di Diego Alatriste, soldato e spadaccino che vive
nella Madrid inquisitoria di inizio Seicento. Il protagonista è un eroe imperfetto, l’autore mescola finzione e
realtà in puro stile galdosiano.

- 2000 ‘’La carta eferica’’

- 2002 ‘’La reina del sur’’ su Tereza Mendoza, la mejicana.

Nei suoi romanzi la storia è sempre protagonista, tema molto sviluppato sia sotto un punto di vista
qualitativo che quantificativo. Lo scrittore contribuisce alla descrizione dei luoghi, di personaggi e mixa
abilmente mistero e avventura. I suoi romanzi sono articolati e complessi, non si imitano ad intrattenere,
ma evidenziano la volontà di indagare sulla vita e di difendere eterni, Inoltre dà importanza all'individualità
L'uomo in determinati eventi. I personaggi emergono dalla miseria umanità Essi sono sconfitti dalla vita e
dalla società cercano di difendere la loro integrità morale.

Jaime Asterloa  El maestro de Asgrima

Restauratrice di quadri  La tabla de Flandes

Nel 2007 scrisse ‘’Un dia de colera’’ un romanzo più celiano, dove i protagonisti sono assenti ed è un
omaggio all’insurrezione contro i francesi all’epoca delle truppe napoleoniche. Nel 2010 pubblica ‘’El
asedio’’, ambientato a Cadice e che parla di una realtà più progressista.

Javier Marias, nacque nel 1951 e fu un amico stretto di Reverte. Visse in Usa e nella sua vita si spostò tra
Spagnaa, USA e Inghilterra. Conobbe Benet ed i frequentatori del café Dickens di Madrid, come Hortelano e
Foix, grazie ai quali pubblicò il suo primo romanzo nel 1971.

“Los dominios del lobo”, fu il primo romanzo ed è parodia del mondo hollywoodiano degli anni 40/50 , ma
vissuto a Parigi. “Travesia del horizonte” del 1972 è una parodia di romanzo d’aventura Ottocentesco. I suoi
romanzi giovanili non sono ambientati in Spagna, ma in ambientazioni esotiche, o ad esempio ‘’El monarca
del tiempo’’ del 1978 non si svolge in nessun luogo. Nella narrativa di Marias troviamo una svolta, egli
rompe schemi della narrativa del tempo rendendo discutibile l’ appartenenza al genere, infatti convivono
racconti, saggi e piece teatrale uniti da filo conduttore che riporta a riflessione sul senso del vero. Nella sua
vita si dedicò a traduzioni e narrativa.

‘’El siglo’’ del 1983 è una ricostruzione del passato, dove nei capitoli dispari il narratore è in prima persona
e nei capitoli pari il narratore è esterno.

- ‘’El hombre sentimental’’ --> gli diede popolarità a livello nazionale ed internazionale, vi è una
riduzione di spazi e personaggi, il romanzo vive attorno a pochi personaggi ed il protagonista, un tenore
catalano, ricorda e idealizza un amore ormai finito.

-Viaggia e la sua letteratura diventa sempre più introspettiva  Todas las almas (tributo a Oxford, romanzo
autobiografico), Corazòn tan blanco, Manana en la batalla piensa en mi, sono romanzi dell’anima,
dall’incedere lento, che amplificano prosa affinata ed immergono lettore in una trama narrativa quasi
inesistente, il finale è quasi sempre aperto

-Negra espalda del tiempo , romanzo in cui la finzione invade vita reale, storia ha inizio in Todas las almas.

- Tu rostro manana ->’’ fiebre y lanza’’, ‘’baile y sueno’’, ‘’veneno y sombra y adios’’, viene ripreso il
personaggio di Jaime Deza. Si annulla il plot narrativo, crescono riflessione e elaborazione lingüística.

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-Prevale digressione che introduce lettore in labirinto complesso la cui uscita sembra nascondersi con
avanzare del testo. Lo scrittore ha l’ambizione di creare un romanzo universale, filosofico, ambientato nel
presente ma ever-green.

-Elementi caratterizzanti: Ansia di introspezione, vertigine digressiva, originalità narrativa. La prosa si isola
da processo di scrittura.

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Negli anni ’90 l’aumento del numero di lettori è inversamente proporzionale alla qualità romanzi pubblicati,
si obbedisce alle regole di mercato, nasce dunque la letteratura light.

Si parla di Generacion X->José Angel Manas, Ray Loriga e Roger Wolfe… corrente inaugurata nel 1991.

Si assiste alla perdita di valore, alla frammentazione dell’io, alla critica verso razionalismo ed voglia di
raccontare storie. L’obiettivo diventa quello di appagare la curiosità, agganciare lettore e saziarne l’appetito
intellettuale. Non vi è coinvolgimento politico da parte degli scrittori. Il predominio è del mercato, che
gestisce la manipolazione dei generi, il mercato impone di mettere in connessione opera e pubblico e pone
questa connessione tra i parametri chiave durante stesura di un’opera. I romanzi più ricercati sono il
romanzo storico, il romanzo-saggio ed il romanzo giallo.

Alcune voci dimostrano di avere qualità letterarie nonostante la generale pochezza intellettuale:

- Juan Manuel Prada -> Las mascaras del héroe, raffinatezza lingüística; La vida invisibile-> romanzo
psicológico, maggiore sobrietà linguistica, disgregazione personalità umana.

- Ignacio Martinez de Pison -> ‘’Carreteras secundarias’’, ‘’El tiempo de las mujeres’’. Egli volge lo
sguardo verso Guerra Civile -> ‘’Enterrar a los muertos’’, parla dell’ uccisione di Jose Robles Pazos, un
traduttore, un episodio misterioso che viene ricostruito. ‘’Dientes de leche’’-> parla di un contadino
italiano. ‘’El dia de mañana’’-> è un resoconto del periodo centrale del franchismo.

Javier Cercas
Nel 2001 pubblicò ‘’Soldatos de Salamina’’, romanzo accolto con grande entusiasmo. È un romanzo storico
ed un esperimento metaletterario che narra di un evento reale accaduto a Rafael Sanchez Mazas, infatti
ricostruisce la vita dell’uomo che graziò la vita al fondatore della falange, che coinvolto in una fucilazione di
massa riuscì a scappare nel bosco, dove fu però inseguito. L’uomo che lo inseguì decise di risparmiarlo. È
accolto appunto con molto entusiasmo poiché l’argomento caldo del momento era il recupero della
memoria storica ed i riconoscimenti dei vinti della guerra. I vinti non avevano avuto l’occasione di riscattarsi
perché la volontà delle componenti politiche fu quella di rimuovere e dimenticare il passato per accelerare
il processo di riconciliazione. Nel 2009 pubblicò anche ‘’Anatomia de un instante’’, una ricostruzione
romanzata del tentato colpo di stato del 23 febbraio 1981 per mano di Tejero.

Altri nomi degni di nota:

• Isaac Rosa  El vano ayer, El país del miedo 2008;


• Francisco Casavella, pseudonimo di Francisco Garcia Hortelano  1997 Un enano se suicidó en Las
Vegas, trilogía El día del Watusi;
• Benjamin Prado  fu molto vicino alla Generazione X. Mala gente que camina, del 2006 dove
denuncia le menzogne del regime. Operacion Gladio, del 2010 è un dibattito sulla memoria storica.

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• Marcos Giralt Torrente  ‘’Paris’’, ‘’Los seres felices’’, ‘’Tiempo de vida’’ che racconta del suo
rapporto col padre;
• Martin Casariego  ‘’Que te voy a contar’’, romanzo d’amore e ‘’Mi precio es ninguno’’, un
romanzo noir.

Un’altra generazione fu la Generacion Nocilla, dove giovani romanzieri volevano rompere gli schemi
convenzionali della narrativa, costruendo un ponte tra letteratura e mezzi di comunicazione di massa.

• Agustín Fernández Mallo  Nocilla dream, Nocilla experience e Nocilla Lab;


• Eloy Fernandez-Porta  scrisse nel 2007 il manifesto ideologico della generazione ‘’Afterpop. La
literatura de la implosion mediatica’’
• Vincente Luis Mora Alba cromm 2010;
• Jose Carrion Los muertos 2010,

Dopo la morte di Franco le politiche autonomiste divennero ancora più forti e l’utilizzo delle lingue regionali
come strumenti letterari divenne più ampio:

• Galizia  Manuel Rivas: ‘’O lapiz do carpinteiro’’, ‘’Os libro arden mal’’, ‘’Todo é silencio’’, è uno
scrittore dell’anima, la sua letteratura si fa carico di problematiche relative all’identità, riflette
l’analisi sul ‘’ser gallego’’ e ruota attorno al termine ‘’morriña’’, ovvero il sentimento di nostalgia.
La Galizia è sempre stata una terra che si riconosce come nazione, ma fa fatica a tracciare i propri
confini.
 Suso de Toro: ‘’Siete palabra’’, romanzo in cui il narratore ricostruisce il passato della famiglia
dopo la perdita di memoria del padre; ‘’No vuelvas’’ che narra della morte di una madre in un
paesino galiziano, si parla del passato personale e quello collettivo; ‘’ Trece Campanadas’’,
romanzo thriller;
• Paesi Baschi  Bernardo Axtaga: ‘’Obabakoak’’, ‘’El hombre solo’’, ‘’Esos cielos’’, ‘’El hijo
acordeonista’’ un’opera morale contro la violenza;
 Unai Elorriaga : Un tranvía en SP, del 2001, è una storia semplice della quotidianità;
• Catalogna  vi è una tradizione più antica, gli scrittori prediligono il castigliano, solo alcuni
scrivono in catalano ‘’La clave de Gaudi’’ del 2007 di Esteban Martini e Andreu Carranza.

 Carmen Riera, scrive romanzi in Catalano

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