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Jaco Pastorius - Una vita infranta di A.D.

Pastorius curano la post produzione dietro al banco di mixaggio. L'album compare sul mercato nel febbraio
del 1980 al fianco di 80/81 di Pat Metheny, Mr. Hands di Herbie Hancock, Carnaval degli Spyro Gyra e del
davisiano Directions, riuscendo comunque a riscuotere un successo soddisfacente di pubblico e critica.
Non sono in pochi a riconoscere in Night Passage un cambio radicale del percorso artistico della band, visto
che gli influssi dellla popular black music vengono cancellati da un allineamento all'ondata neobop di questi
anni [Nota 44]. Però, attenzione: se certi brani sembrano effettivamente procedere verso questa strada
("Night Passage", "Fast City" e "Dream Clock"), il resto del disco viaggia su altri binari.

"Forlorn" comincia con un glissato acido alla Pink Floyd subito accompagnato sui quarti dal basso e da
accordi sommessi alle tastiere; un timbro irriconoscibile raddoppiato all'unisono dal sax presenta e ripresenta
un riff paranoico, ogni volta con variazioni sensibili che rimangono sospese nel nulla. Compare il tempo
tenuto lievemente sul ride, si procede immobili fino a quando un breve fraseggio del basso, una nuova
riproposizione del riff completamente sfigurato si blocca per lasciare il posto a due colpi incrociati di cassa e
rullante. È forse il segno di una svolta; e invece no, ancora il temino terribile sotto il quale riaffiorano questi
glissati ascendenti che sembrano scomparire una, due volte fino a prendere il sopravvento e chiudere in
dissolvenza inquietante un brano che lascia l'ascoltatore a bocca aperta. Traccia successiva, ancora quei
glissati su di una lunga nota del basso: che voglia ricominciare da capo? E invece parte di colpo "Rockin' in
Rhythm", ben nota composizione di Duke Ellington che qui figura in una versione irriverente, velocissima,
una specie di tour de force in cui il walking bass accompagna splendidamente prima i tre temi distinti AA,
BB, C1 e C2, poi un effervescente solo di sax tenore che pare sgomitare con le tastiere e alla fine la ribalta di
queste ultime. A poche battute di raccordo generale seguono delle cascate discendenti del pianoforte
elettrico, cui segue il riff principale del brano che fa ripartire i temi nella medesima sequenza fino a chiudersi
di colpo.

Sintetizziamo a questo punto le considerazioni sull'album focalizzando il fatto che il suo punto di forza è
un'omogeneità eterodossa, secondo la quale varie vie vengono sviluppate in maniera parallela: una vuole
essere più stabile delle altre, quella neobop di cui sopra; un'altra, quella electro di "Forlon", prosegue la scia
aperta dal brano "Mr. Gone" comparso sull'omonimo album e pare semplicemente una fumeria elettronica di
Zawinul; altre sono diretta espressione del passato che non si può cancellare d'un colpo, come il
fiammeggiante e tormentato ritorno alla black music della lunga "Madagascar"; ma l'ultima, la più bella di
tutte, è quella di "Three Views of a Secret", l' ultima composizione di Pastorius nella storia dei Weather
Report.

Secondo quanto ricorda Ingrid[Nota 45], Jaco compone "Three Views of a Secret" proprio nei giorni in cui si
trasferisce a casa sua, con il nuovo Prophet 5 appena arrivato; inizialmente il nuovo brano dovrebbe
chiamarsi come lei, un pò come era capitato in passato con la sua prima moglie cui aveva dedicato "Portrait
of Tracy". Poi un certo imbarazzo di Ingrid induce Jaco a cambiare titolo, rubandolo peraltro ad un vecchio
brano del suo maestro di arrangiamento quando era nella band di Wayne Cochran, Charlie Brent.

Il brano, una ballad in tre quarti, è chiaramente suddiviso in tre sezioni A, B, C: in A compare subito il primo
tema di sedici misure alla tonalità di Mi maggiore, che viene ripetuto due volte alla stessa maniera, tenue
sugli armonici del basso al di sopra di un tappeto di tastiere non troppo appariscente. Il tempo è tenuto solo
sul ride, in maniera delicata. La successiva sezione B1 si apre invece in Re bemolle, con un bel solo di sax
tenore che dura per ventiquattro misure; una modulazione in Si conduce ad un secondo tema di otto misure, i
cui frammenti vengono a scambiarsi fra sax e tastiere. Si prende fiato per un istante per poi giungere a C,
tonalità di Re bemolle, costituita da una cellula tematica di quattro misure ripetute altrettante volte in cui sax
e tastiere eseguono all'unisono il medesimo glissando discendente, mentre il basso si sofferma sulle
fondamentali Re bemolle, Mi, Si, Fa e la batteria assume violentemente corpo, facendosi quasi rabbiosa per
poi calmarsi solo alla fine e cedere il posto ad una nuova sezione B2. Essa si distingue da B1 perché oltre
alla modulazione in Si ve n'è un'altra alla tonalità di Re maggiore, suddivisa in due sottoparti: nella prima,
della durata di ventiquattro misure, ascoltiamo il solo di tastere di Zawinul; nella successiva il secondo tema
si ripete per altre trentadue misure, sempre scambiato fra sax tenore e tastiere. Il brano si chiude con la
riproposizione di A, in cui però il tema figura al sax con piccole, regolari variazioni. Dopo ventitrè misure, il
brano si chiude d'improvviso.

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