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I lezione

01/12/16

Quest’anno ci concentriamo sul 900, con la stessa ottica dell’anno scorso. Tratteremo più che altro musiche di
tipo colto, quindi se è vero che per musica afro-americana intendiamo anche blues e affini, noi sceglieremo di
parlare di autori colti.
Seguiremo un criterio sia cronologico che geografico.

LIM è uno dei più importanti editori di libri di musica in Italia.

Scott Joplin
L’anno prossimo cade il centenario della morte.

Fino al 1865, anno dell’abolizione della schiavitù , i neri non potevano avere accesso ad un’istruzione, tanto meno
ad un’istruzione musicale.
Ci sono però casi di neri che si sono liberati, riscattati, nati liberi, oppure figli illegittimi di padrone bianco-madre
nera. Tutta questa categoria di individui poté studiare musica.
Ecco perché ci sono compositori neri nell’800 che scrivevano, pubblicavano ed eseguivano la propria musica, per
esempio Francis Johnson.
Si tratta di un piccolo gruppo di persone comunque, una minoranza.

La fine della schiavitù ha decretato anche la nascita di università per neri, come la Fisk University. Ce n’erano
solo due per neri in realtà . La Fisk University aveva un coro importante che eseguiva spiritual armonizzati a 4
parti, proposti come repertorio da concerto insieme al repertorio colto, si chiamava Fisk Jubilee Singers,
nell’800.
I Fisk fecero tour anche in Europa: Inghilterra, Germania, ecc. Furono tra i primissimi ensemble di afro-americani
a registrare su supporto nuovo. Il disco comincia a diffondersi negli anni ’70-’80 dell’800, a quell’epoca
incidevano solo bianchi, i Fisk rappresentano un’eccezione.
Il coro era composto solo da voci maschili.

Gli spiritual sono inni protestanti adattati agli afro-americani, quindi gli inni viene arricchito di blue notes,
arricchito dal punto di vista ritmico, si trasforma per bocca degli afro-americani diventando qualcosa di più
originale. Inizialmente questi spiritual erano eseguiti in eterofonia, cioè all’unisono in maniera libera, al limite
con dei botta e risposta.
Lo spiritual diventa un’esperienza umana di riscatto dall’esperienza della schiavitù , è la testimonianza della
schiavitù ma allo stesso tempo è il valore artistico ricavato da un’esperienza terribile.

Le prime raccolte di spiritual in edizioni a 4 voci risalgono alla fin dell’800 e agli inizi del ‘900.

Lo spiritual divenne il simbolo della cultura afro-americana per eccellenza in tutto il mondo, poiché entrò nel
mondo accademico, nelle sale da concerto appunto. Lo spiritual contiene il nucleo di ciò che ha resistito alla
schiavitù , una sorta di affermazione della vita.

W. D. B. Du Bois è stato il più importante filosofo e archivista della cultura americana. Du Bois considera lo
spiritual la pietra di paragone di tutta la cultura afro-americana.
Si laureò proprio alla Fisk University. Il suo libro più famoso si intitola The Souls of Black Folk, dove viene
spiegato un concetto filosofico molto forte, secondo il quale gli Afro-Americani hanno risposto alla violenza dei
bianchi con lo spiritual e tutta la musica che ne deriva.
Due tematiche presenti in Du Bois:
- la linea del colore;
- il signifying, sviluppato da Du Bois attraverso il concetto di “double consciousness”

Henry Louis Gates – The Signifying Monkey

In questo clima culturale matura la figura di Scott Joplin.

E’ nato in Texas in un momento indefinito tra il 1867 e il 1868 e muore nel 1917. La madre di Joplin nacque in
schiavitù , il padre invece era libero. Appartiene alla prima generazione di afro-americani nati in libertà , sebbene
provenga da una cultura legata alla schiavitù . Ha dunque l’opportunità di studiare musica, e diventa un musicista
praticamente nomade. Riceve l’istruzione musicale da un maestro tedesco, ed è molto probabile che Joplin avesse
cognizione del repertorio classico a lui contemporaneo, in particolare l’opera lirica.
Joplin appartiene alla prima generazione dei compositori afro-americani che ha accesso alla cultura musicale
europea.
Il genere più in voga negli Stati Uniti ai tempi di Joplin era il ragtime, e Joplin diventa il re del ragtime per
eccellenza. Eppure sappiamo che ha scritto molto altro: song cameristiche per voce e pianoforte, due opere
liriche per il teatro, di cui una è andata perduta, Guest of Honour, e l’altra è Treemonisha.
Musicista girovaco, nel 1899, facendo base a St. Louis, scrive Maple Leaf Rag, il primo ragtime ad avere un
successo clamoroso, che farà la fortuna dell’editore Stark.
Joplin si arricchisce con i ragtime, al punto che decide di trasferirsi a New York, dove però le cose non vanno
benissimo. In quegli anni compone la prima opera, Guest of Honour, che viene persa in uno scatolone in valigia
andato perso durante un viaggio. Si suppone he alcuni ragtime siano stati estratti dal manoscritto dell’opera.
Di Treemonisha abbiamo la versione per canto e pianoforte, senza orchestrazione. Non ebbe successo. Joplin
contrasse la sifilide e morì nel 1917 in un manicomio.

Tra il 1897 e il 1917 il ragtime si suonava ovunque, con la morte di Joplin il ragtime finisce nel dimenticatoio,
mettendo in atto una sorta di tradizione interrotta. Joplin è morto in miseria totale.
Nei primi anni ‘70 invece abbiamo un revival del ragtime.
La New York Public Library pubblica due volumi in cui ristampa gli originali di Treemonisha e e ? .

La stangata – film
Paul Newmon & Robert Redford, 1973
Il curatore delle musiche mette come tema principale The Entertainer di Joplin.
Il film è ambientato negli anni della crisi del ’29, mentre The Entertainer fu pubblicato nel 1902 più o meno, e
negli anni ’30 non se lo filava nessuno.

Tra il 1917 e il 1973 c’è un vuoto, poiché in pochi suonavano ragtime e quindi nessuno sa più come si suonavano
quei pezzi. La tradizione espressiva era orale, tramandata oralmente; che significa “slow march tempo” per
esempio?
Risultato: siamo invasi da pessime esecuzioni di ragtime.

Questo ha avuto delle ripercussioni anche sulla sonorizzazione dei film muti. Siamo pieni di falsi storici, di film
muti in cui hanno messo ragtime dopo ma non è vero.

Quindi studiare il ragtime significa affrontare un problema filologico, esattamente come nella tradizione
interrotta del barocco o del canto gregoriano. Inoltre il ragtime è diventato una sorta di divertissment leggero,
privando questa musica di ogni spessore. Tanto che viene eseguita o velocissima oppure lenta e romantica come
se fossi Chopin o Shubert.
I problemi principali vengono dall’utilizzo dei rulli per pianoforte, che anche Joplin utilizzò . Questi rulli venivano
poi ritoccati, erano appunto “doctored” da un tecnico, che faceva operazioni che distorcevano il brano originale.

Il ragtime nasce come tradizione orale ma poi ci arriva come tradizione scritta.

Per esempio Ellington imparò certi brani grazie ai rulli di pianoforte, mandava Carolina Shout di James P.
Johnson e imparava le posizioni e il brano.

Artis Wodehouse, musicologa americana, ha preso i rulli di Jelly Roll Morton o di Gershwin stesso e invece di
metterli sul pianoforte per rulli, li ha messi su un programma per midi e riversati su Claviner, gran coda della
Yamaha.

Come funziona il ragtime?

Partiamo da Maple Leaf Rag, eseguito da Marco Fumo.


Lo spartito è stato pubblicato nel 1899 da John Stark. In italiano Joplin ha messo l’indicazione “tempo di marcia”.

Forma
A A B B A C C D D
16
Lab Reb Lab
I ragtime in generali dopo la C rimangono in sottodominante, qui invece torniamo alla tonica, è un’eccezione.

Velocità : dice “tempo di marcia”. Come mai quasi tutti gli esecutori di ragtime sbagliano ad interpretare questa
indicazione?
Nell’esercito americano si dice il tempo di marcia deve stare tra 110 e 120 (la semiminima).

La ballata di Strosezek – Herzog ??

Quando troviamo scritto “slow march tempo” corrisponderebbe a 90, non 70 come fanno i pianisti classici.

In molti spartiti Joplin scrive “never play too fast”, raccomandazione presa nel modo sbagliato dai pianisti classici
però .

La figurazione della mano sinistra proviene dalla marcia, “um-pa”, con grande varietà nella scrittura pianistica:
basso ambulante, accordi spezzati, cromatismi.

Cosa fa la mano destra?


Siamo d’accordo sul fatto che il ragtime sia una musica pianistica, anche se la sua diffusione si deve al fatto che
sia stata arrangiata per le più svariate formazioni.
Tuttavia visto che Joplin non era pianista, dobbiamo rintracciare elementi precedenti al ragtime stesso, come per
esempio le figurazioni ritmiche tipiche del banjo. Anche quella iniziale potrebbe provenire dal banjo. In più
queste figurazioni sono bantu!!!!!!

Una caratteristica dei ritmi dell’Africa bantu, dell’Africa dei campanacci, è quella di avere dei cicli ritmici divisi
così:

4/4 otto semicrome


Chiamo la metà della battuta x
4-1 4+1
x-1 x+1

In particolare il famoso ritmo di campanaccio in 12/8, si divide così


12 crome
semiminima semiminima croma semiminima semiminima semiminima croma

Ritmi irregolari asimmetrici: x-1 x+1


Ci sono accenti commetrici e accenti contrametrici
Non possiamo utilizzare i termini sincope o polirtmia in questo caso, siamo su un altro piano.

Le figurazioni ricordano i bassi cubani, il montuno.

Musica bantu (Congo, Angola, ecc.) piena di clavi suonate dal campanaccio, queste figurazioni sono talmente
diffuse da essere chiamate standard pattern. La maggior parte di queste figurazioni è caratterizzata da ritmi
irregolari asimmetrici non divisibili a metà al loro interno, questi ritmi rispondono alla struttura matematica di
x-1 x+1.

Questa struttura matematica è sopravvissuta e si ritrova nelle musiche afro-americane. Questa è la prova provata
che figurazioni come quella di Maple Leaf rag sono bantu. Magari Joplin le ha mutuate da una tradizione orale
banjo.

Ritmo charleston
Semiminima puntata croma legata a minima

Nella sua scheletricità c’è un continuo capovolgimento delle frasi e una grande ricchezza.

Analizziamo meglio l’ultimo tema.


Regola implicita: il primo e il terzo tema in un ragtime tritematico devono ricordarsi di più . Se però il ragtime è
quadritematico allora anche il quarto tema diventa molto importante.
Il tema D parte dal quarto grado Db per tornare a Ab, effetto di una successione blues.
Il ragtime è una musica scritta ma c’era una prassi di abbellimento orale, variazione estemporanea entro un
modello. Esiste un repertorio di formule di abbellimento in cui Roberto Scivales mostra quali erano le formule
praticate, cosa che Joplin censurava aspramente. Si considerava un compositore, quindi per lui la partitura
dettava legge secondo lui, lo dice proprio nella prefazione di Treemonisha.

Ultimo dettaglio: tratto armonico che distingue Joplin da tutti gli altri. E’ solito chiudere le cadenze andando dal
VI al III grado nelle parti interne della mano destra. Il basso invece sale.