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IL SISTEMA TRIBUTARIO ITALIANO

1.Un quadro delle imposte in Italia 2.Imposte erariali dirette 3. Imposte erariali indirette 4. Imposte regionali e locali

Sono tutte imposte specifiche: perché colpiscono specificatamente soggetto passivo in base a un presupposto
 Ad valorem: IRPEF (sul reddito), iva (imposta specifica ad valorem indiretta) la cui base imponibile è in termini di valore
 Accise, sulle quantità: imposte che gravano su consumo o produzione

1.Imposte erariali dirette

Cosa sono le imposte erariali dirette?


 Imposte: E’ un’entrata dello stato (no tasse, prezzi, tariffe), prelievi coattivi che vanno a costituire fiscalità generale
finanziando il bilancio dello stato. il soggetto passivo dell’imposta non individua nel tributo che paga un servizio specifico
che lo stato gli rende, chi paga imposta non individua il beneficio ricevuto in spesa pubblica
 Erariali: L’erario è l’istituzione statale/lo Stato, imposte che vano direttamente allo stato centrale no a enti periferici
 Dirette: imposte riscosse periodicamente che colpiscono una manifestazione immediata della capacita contributiva, come
le imposte sul reddito o sul patrimonio (IRPEF), vanno a individuare la capacità contributiva del soggetto in modo diretto,
non in maniera mediata. Non si colpisce una manifestazione indiretta di capacità contributiva

Quali sono?
 IRPEF: imposte sui redditi delle persone fisiche
 IRES: imposta sui redditi delle società
 ISOS: imposte sostitutive sui redditi da attività finanziarie

Questo disegno delle imposte si delinea nei primi anni ‘70 con obiettivo di introdurre in Italia un delineato sistema di
tassazione progressiva di reddito (indicatore di capacità contributiva) sul modello del reddito entrata/reddito
comprenshive .Ma c’è una deroga al reddito comprenshive, in quanto i redditi da attività finanziaria vengono
sottratti /esclusi alla tassazione dei redditi delle persone fisiche che è una tassazione progressiva. Anche le imposte
sui redditi di impresa disarticolano il disegno originale di legge basato sul modello di reddito comprenshive. Nel
tempo il disegno originale si disarticola e sono state avanzate numerose deroghe a disegno originale

2.Imposte erariali indirette

Sono imposte, ossia prelievi coattivi disposti da Stato centrale (erariali) ndirette: cioè imposte riscosse in occasioni di
determinati atti che colpiscono una manifestazione non immediata/indiretta della capacita contributiva, come il consumo
(IVA), vanno a individuare capacità contributiva mediata del soggetto

A) Imposte sugli affari (solitamente ad valorem):


 IVA
 Registro, bollo e sostitutiva
 Assicurazioni

B) Imposte sulla produzione (accise)


 Oli minerali (grosso del gettito)
 Gas metano
 Energia elettrica
 Spiriti e birra

C) Monopoli e Lotto (ad valorem)


 Tabacchi
 Lotto e lotterie
3.Imposte regionali e locali

Imposte regionali hanno caratteristiche dirette che indirette

 IRAP: imposta regionale sulle attività produttive (introdotta dal 1 gennaio 1998, imposta diretta ma classificata
tra le imposte indirette dalla Contabilità Nazionale)
 Altre dirette: addizionale comunale e regionale Irpef (Legge Bassanini n. 59 e n.127 del 1997)
 IMU/TASI/TARI: imposte comunali sugli immobili, in parte imposta patrimoniale (IMU e in parte TASI) e in parte
su servizi (in parte TASI e TARI). IMU sostuisce ICI in vigore dal 1993, ma è classificata tra le imposte indirette
dalla Contabilità Nazionale.
 Altre indirette: compartecipazione accisa benzina, tasse sulle concessioni regionali (tassa automobilistica
regionale), tassa regionale per il diritto allo studio univ., tassa speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi.

9 principali imposte che coprono il


93% del gettito, la parte più
rilevante del gettito viene dall’IRPE
(37%) e dall’IVA (27%)
Le imposte erariali dirette in Italia

Le imposte sui redditi in Italia

Il disegno delle imposte sui redditi in Italia nasce con riforma fiscale del 1974 (riforma Cosciani). Il disegno originale si
ispirava al modello fondato su nozione di reddito entrata (income comprehensive), per cui la capacita
contributiva era identificata nel reddito complessivo, che meglio si presta a descriverla. Tuttavia, fin dall’inizio la
forma si è caratterizza per varie eccezioni, e nel tempo il modello si è trasformato in sistema complesso e fortemente
ibrido. . Modello si è scontrato subito con il problema della mobilita dei capitali (a differenza dei fattori produttivi che
sono difficili da modificare) e quindi i redditi da attività finanziaria si sono sottratti alla tassazione personale per inserirli
nei regimi sostitutivi (differenza fondamentale: irpef imposta progressiva, altre assenza progressivita, magari diversificate in
base alle caratteristiche ma non progressive in base al contribuente) . Nel tempo quindi l’obiettivo del disegno originale di
costruire sistema progressivo sul reddito del soggetto attraverso l’irpef (per rispettare art 53 che fa riferimento alla
capacità contributiva) si disarticola

Schema delle imposte dirette su redditi e profitti

Distinguiamo da redditi persone fisiche (IRPEF)


e redditi imprese, tra questi distinguiamo il
tipo di impresa (individuali e soc di persone
IRPEF, società di capitali IRES). Problema poi
dei dividendi e redditi derivanti da attività
finanziarie (ISOS)

IRPEF: imposta sul reddito delle persone fisiche

L’IRPEF e un’imposta personale, progressiva e a base individuale, che colpisce il reddito monetario complessivo del
contribuente con il presupposto che questo sia precettore di un reddito. I soggetti passivi sono persone fisiche
residenti e non

Elementi costitutivi:
 Presupposto: possesso/corresponsione del reddito
 Soggetti passivi: individui persone fisiche (no famiglie) residenti (per i redditi posseduti all’interno e all’estero) e
non residenti (limitatamente a redditi prodotti in Italia)
 Base imponibile: somma di seguenti redditi (quadri dell’autodichiarazione)
A. redditi fondiari: imputati in maniera forfettaria allo svolgimento di attività agricola. Comprendono redditi
dominicali (derivano dal possesso di un terreno destinato alla produzione agricola, se è affittato è soggetto a IMU
e IRPEF, se no solo IMU), agrari (profitto imprenditore agricolo, la base imponibile e identificata con le risultanze
catastali) e fabbricati (rappresentato solitamente da rendita catstale è base imponibile IRPEF solo se non è
soggetto a IMU e si tratta di fabbricati dati in locazione).
B. redditi da capitale (in misura molto limitata) costituiti dai proventi che derivano da rapporti aventi come
oggetto l’impiego di capitale: rientrano in questa categoria gli interessi derivanti da mutui e prestiti, da depositi e
conti correnti e da obbligazioni (una volta andavano dividendi da attività a partecipazione qualificata, da
quest’anno non sono più riportati)
C. redditi da lavoro dipendente: riguardano i compensi ricevuti per prestazioni di lavoro subordinato e anche
proventi dei contratti di collaborazione; si considera il salario al netto dei contributi sociali, ma al lordo dei costi
sostenuti per la produzione (poi detraibili). Componente fondamentale IRPEF, perché è la più facile da accertare
D. redditi da lavoro autonomo (dal 2018 no tassazione progressiva) riguardano i proventi che derivano
dall’esercizio di arti e professioni
E. redditi di impresa riguardano i redditi percepiti nell’esercizio di imprese individuali o di società di persone
(s.s., s.n.c., s.a.s. -no società di capitale) (non più tassazione progressiva <65.000) Il reddito è accertato in capo a
società e poi ripartito tra i soci in proprporzione alla loro quota. Dal 2017 gli imprenditori in contabilità ordinaira
possono assottegare il reddito all’IRI
F. redditi diversi (es. diritti d’autore..): comprendono le plusvalenze realizzate attraverso lottizzazioni e vendita
di terreni, attraverso cessioni di immobili, attraverso la cessione di partecipazioni sociali qualificate, ecc

 DETERMINAZIONE DELL’IMPOSTA
Reddito complessivo (somma quadri)
-meno Deduzioni tradizionali (tax expenditures che vengono riconosciute al contribuente e sottratte al reddito
per determinare il reddito imponibile su cui applichiamo aliquote. Ad es. contributi sociali pagati dal lavoro per
finanziare sistema sicurezza sociale, )
= Reddito imponibile *Applicazione della scala delle aliquote
= Imposta lorda
-meno Detrazioni (somma che viene sottratta da imposta lorda per ottenere imposta netta da versare)
= Imposta netta

 TIPOLOGIE DI DEDUZIONI
a) Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori – il grosso delle deduzioni (in particolare quelli versati a
fondi pensione da lavoratori autonomi),
b) gli assegni corrisposti al coniuge e quelli alimentari
c) Liberalità (entro limiti stabiliti per legge: clero, organizzazioni non governative, ecc.)
d) Rendita catastale immobile adibito ad abitazione principale
e) Spese mediche e di assistenza specifica per portatori di handicap

 ALIQUOTE: E’ una progressività per scaglioni costituita da 5


aliquote crescenti. Nel tempo è stata modificata (negli
anni 70 ve ne erano 17, poi è stata sempre piu ridotta). Le
aliquote degli scaglioni non comprendono le addizionali
regionali e comunali.

Ora si pensa di andare verso sistemi flat tax (era stata introdotta nel 2003 dalla riforma Tremeonti) , che riguarda
tassazione su mestieri, arti e imprese fino a un reddito di 65000 tassazione è 15%, oltre è il 20%. La flat tax è
forfettaria è comprensiva di addizionali e Irap

 TIPOLOGIE DI DETRAZIONI: contribuiscono a rendere progressiva l’imposta e ad attuare una discriminazione


qualitativa dei redditi, in quanto differenziano il carico fiscale a seconda della fonte del reddito. Permettono quindi
di “personalizzare” l’imposta e di affrontare il problema dell’equità orizzontale, tenendo in considerazione della
diversa composizione familiare
a)Detrazioni per fonte di reddito (lavoratore dipendente, pensionato, pensionato ultra 75 enne, lavoratore
autonomo) e bonus 80 Euro. Per riconoscere spese per produzione del reddito al Lavoratore dipendente
b) Detrazioni per carichi di famiglia: detrazioni per coniugi/figli/parenti a carico e sono
anch’esse decrescenti rispetto al reddito (vantaggio fiscale in base a caratteristiche famiglia)
il grosso delle detrazioni
c) Detrazioni per oneri personali (19% della spesa): consentono di personalizzare l’imposta tenendo conto di
caratteristiche del contribuente che ne modificano la capacità contributiva: come lo stato di salute, il
mantenimento di altre persone agli studi, interessi passivi su mutui, premi assicurativi
d) Detrazioni con finalità incentivanti : comprendono le spese per le ristrutturazioni edilizie, legate
alla mobilita del lavoratore dipendente, investimenti per favorire il risparmio energetico, spese per abbonamenti
in trasporto pubblico

Le detrazioni (per tipi di reddito e carichi di famiglia) presentano andamento decrescente, ma non sempre in
modo lineare. Si applicano secondo formule particolari. Queste detrazioni si riducono tanto più il reddito è
elevato, quindi rispondono a criteri di progressività modulandole in base a caratteristiche personali contribuente

 PROGRESSIVITA’ La presenza di detrazioni decrescenti e di aliquote progressive genera diverse scale di


progressività. Le principali sono quelle relative ai: • lavoratori dipendenti • lavoratori autonomi • percettori di
altri redditi

Se abbiamo aliquote marginali a gradini imposte dalla legge, se su questo inseriamo sistema di detrazione e
deduzioni, moduliamo le imposte a seconda delle categorie e caratteristiche di soggetti, quindi si trasforma la
scala delle aliquote marginali. Dove ci sono picchi, si formano quelle forme di iniquità orizzontale o di reanking
,trattamento di persone con stesso reddito in maniera differente

 Problemi Irpef :
 Imposta trasformata nel tempo a cui sono stati assegnati nel tempo molteplici obiettivi : con questa
imposta si volevano coprire i deficit/disavanzi e ogni anno si doveva coprire una spesa crescente. L’obiettivo
di creare un sistema efficiente e equo è stato violato a causa di queste difficoltà.
 Esposta a fiscal drag : se redditi lievitano per inflazione, il reddito cresce in termini monetari ma non
necessariamente cresce capacità contributiva, e si applica aliquota marginale più alta
Le distorsioni della tassazione dovute all’inflazione si indicano con il termina “fiscal drag”: aumento della
pressione fiscale imputabile all’inflazione
I fattori che determinano l’aumento del carico fiscale in presenza di inflazione sono due:
1. Lo slittamento degli scaglioni: se le entrate di un individuo e il livello dei prezzi aumentano della stessa percentuale, questo fa sì che il suo reddito
reale (il suo potere d’acquisto) rimanga invariato; tuttavia, se il sistema fiscale si basa sul reddito nominale, il contribuente è soggetto a scaglioni con
aliquote d’imposta marginali più elevate, perciò l’imposta aumenta nonostante il reddito reale sia invariato;
2. Le deduzioni e le detrazioni fissate in termini nominali: con l’incremento del livello dei prezzi il valore reale delle deduzioni e delle detrazioni
diminuisce e l’aliquota effettiva aumenta solo per effetto dell’inflazione.
 Soggetta ad elevata evasione (perché è imposta ad autodichiarazione) e elusione (forme in cui un soggetto
sottostima o sovrastima costi per ridurre il reddito in maniera legale)
Redditi da impresa (profitti)

Profitti (Π) definiti come: Π = R – C – AM – IP

dove: R = ricavi C = costi d’esercizio AM = ammortamenti IP = interessi passivi (deducibili)

In Italia la tassazione del reddito d’impresa è distinta a


seconda della forma giuridica adottata: il reddito prodotto
dalle imprese individuali e dalle societa di persona e tassato
dall’IRPEF, mentre il reddito delle societa di capitali e tassato
con l’imposta sul Reddito delle Societa (IRES).

Redditi delle società di capitali

L’attività di una società dovrebbe essere soggetta ad una particolare imposta perche non è sufficiente tassare il
reddito dei proprietari della società. L’esistenza dell’imposta sulle società di capitali è stata giustificata in diversi
modi in quanto:
 esiste un’autonoma capacità contributiva delle imprese rispetto alla capacita dei singoli soci; le società spesso
hanno migliaia di soci, per cui vi è una netta separazione tra chi le possiede e chi le amministra; giustificazione
alla base del sistema classico con doppia tassazione.
 l’imposta è intesa come il corrispettivo del beneficio della responsabilità limitata che hanno i soci ;
 tale imposta assicura la completezza della tassazione sul reddito personale; se i dividendi ottenuti da un certo
azionista (che rappresentano una forma di entrata per il soggetto) vengono reinvestiti nell’impresa e non
esistesse un’imposta sulle società, questa fonte di reddito non rientrerebbe in alcuna base imponibile

Problema: le società di capitali hanno una capacità contributiva autonoma rispetto a quella dei soci che ne
detengono il capitale? Sì: Le società di capitali sono entità separate rispetto agli azionisti → Profitti tassati
autonomamente in capo a società (e di nuovo quando sono distribuiti a soci con doppia tassazione dei dividendi –
sistema classico(usato negli USA) prevede che tutti gli utili d’impresa siano tassati con l’aliquota dell’imposta
societaria, mentre gli utili distribuiti vengono tassati con l’aliquota dell’imposta personale. Questo sistema pero
non e neutrale, perché l’onere tributario aumenta al crescere della quota di utili distribuiti (i dividendi sono tassati
due volte). Le imprese distribuiscono cmq i dividendi: questo perché la distribuzione dei dividendi esprime la forza
finanziaria di un’impresa, perciò la distribuzione di utili aumenta il valore delle quote di partecipazione;)

Problema: le società di capitali hanno una capacità contributiva autonoma rispetto a quella dei soci che ne
detengono il capitale? No: Anche nelle società di capitale l’onere fiscale deve ricadere su chi in ultima analisi
beneficia finanziariamente dell’attività di impresa, cioè i soci. → Come tassare in capo ai soci gli utili non distribuiti?

 Ipotesi 1: no ad imposta societaria e tassazione personale pro quota dei soci (partnership approach), anche
per plusvalenze/ minusvalenze sulle azioni (maturate, per evitare problemi lock-ineffect/pratiche elusive). Si
prevede participation exemption (Pex), procedura per cui si riconoscono, in capo ai soci e alla società,
profittinottenuti dalla partecipazione in altre societa. gia tassati nell’altra societa partecipata
 Ipotesi 2: integrazione fra imposta societaria e personale. Attuale scelta in Italia: Imposta societaria (IRES)
con parziale correttivo per doppia tassazione dei utili distribuiti e plusvalenze azionarie, e con vari regimi
sostitutivi (ISOS) di tassazione dei rendimenti finanziari
Secondo il modello classico: Le società di capitali hanno capacità contributiva propria diversa dai soci, bisogna
tassare profitti totalmente sottoponendoli a doppia tassazione (profitti e dividendi quando profitti sono distribuiti).
Ma non risponde a modello reddito comprenshive
Noi adottiamo sistema ibrido: tasso sia i profitti delle società sia i dividendi una volta che società distribuiscono
profitti ma non li tasso al 100%, ma meno. Fino al 2018 i soci con partecipazione qualificato la dovevano metterli
nell’irpef, oggi tutti soggetti che ricevono i dividendi vanno a pagare imposta tramite regimi sostitutivi. Le società
fanno profitti, pagano imposte, distribuiscono dividendi che sono tassati tramite regimi sostitutivi

Con la riforma Tremonti (2004) si è abbandonato il meccanismo del credito d’imposta (usato in Italia fino al 2004
l’imposta pagata applicando l’aliquota dell’imposta sui redditi societari (che si chiamava IRPEG) agli utili costituiva un credito d’imposta per il
calcolo dell’imposta personale sul reddito ): oggi gli utili (distribuiti e non) sono tassati in capo alla società con l’aliquota
dell’IRES e quelli distribuiti sono tassati in capo agli individui. Dopo le modifiche alla legge di bilancio 2018
 se persona percepisce dividendi e partecipazioni al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa si applica
aliquota sostitutiva del 26% su intero ammontare reddito,
 se percepisce reddito nell’esercizio dell’attività d’impresa formeranno base impon. Irpef per il 58,14%
Un’altra novita introdotta dalla riforma è il regime di esenzione da partecipazione .Spesso le societa di capitali
partecipano al capitale di altre societa (da cui derivano plusvalenze, minus e dividendi), perciò vi e il problema della
doppia tassazione; la norma adottata prevede che le plusvalenze siano esentate, anche se parzialmente (le
plusvalenze e i dividendi di una societa partecipata sono esclusi dal reddito imponibile per il 95% del loro
ammontare, le minus sono indeducibili).

Redditi delle imprese (profitti)

Imprese individuali e società di persone: → assoggettate all’Irpef con tassazione progressiva (partnership
approach/Sistema di integrazione completa: adottato in Italia per redditi società di persone, prevede che l’utile
d’impresa rientri nella base imponibile IRPEF. Si ha quindi perfetta neutralità rispetto alle scelte distributive delle
imprese;

Società di capitali: → assoggettate all’Ires con aliquota proporzionale al 24% (15% su quota reddito pari
investimenti in beni strumentali) e attenuazione doppia tassazione dei dividendi. Profitti fatti da società vengono
tassati in modo proporzionale al 24% con varie deduzioni, la piu importante è che la tassazione su reddito
investimento è al 15%

Regime di trasparenza fiscale:


1) Società a ristretta base azionaria possono optare per sistema di tassazione delle soc. di persone (Irpef e flat tax);
2) Imprese individuali e soci delle società di persone possono optare per tassazione proporzionale al 24% (imprese
grandi)

La logica è che sistema di tassazione sia neutrale e non intervenga in scelte strategiche d’imprese su forma giuridica
da adottare, l’obiettivo di un sistema di imposte efficiente è che non deve modificare scelta agenti economici
La struttura dell’IRES
 I soggetti passivi dell’IRES sono le s.p.a, s.a.p.a, s.r.l., società cooperative e di mutua assucurazione,..
 L’aliquota IRES e del 24%
 La base imponibile è data dal reddito d’impresa, definito come l’utile netto risultante dal conto economico. Nel
calcolo dell’utile netto e necessario tenere di conto di:
 Poste positive: ricavi, variazioni delle rimanenze, plusvalenze patrimoniali, sopravvenienze attive, dividendi
e utili derivanti da partecipazioni in altre societa;
 Poste negative: costi di esercizio, minusvalenze, sopravvenienze passive, interessi passivi, deduzioni
forfettarie pari al 10% dell’IRAP pagata su interessi passivi e spese per personale dipendente, amm

Elementi positivi e negativi che concorrono alla formazione del reddito imponibile

Componenti positive Componenti negative


• Ricavi • Costi di esercizio
• Variazione rimanenze • Minusvalenze
• Plusvalenze patrimoniali • Sopravvenienze passive
• Sopravvenienze attive • Interessi passivi (≠Irpef/ Ires)
• Dividendi e utili (≠Irpef/ Ires) • Ammortamenti
• Interessi attivi

Se il calcolo del reddito imponibile evidenzia una PERDITA, questa può essere portata in deduzione dei redditi di
esercizi successivi, ma non oltre il quinto!

Gli interessi nella determinazione reddito di impresa

Interessi attivi: concorrono a formare il reddito per l’ammontare maturato nell’esercizio

Interessi passivi (oneri finanziari):


 Irpef: Interessi deducibili secondo percentuale dei ricavi che concorrono a formare reddito imponibile (R) e
ricavi complessivi (inclusi proventi esenti E) → interessi deducibili = I*[R/(R+E)]
 Ires: interessi deducibili fino a concorrenza degli interessi attivi. L’eccedenza è deducibile nel limite del 30%
(96% per enti crediti e finanziari) del risultato operativo lordo (ROL).

Le scelte delle imprese circa le modalità di finanziamento sono influenzate dal trattamento fiscale degli interessi
passivi. La tassazione delle società dovrebbe essere neutrale non solo rispetto alla scelta relativa alla distribuzione
degli utili, ma anche rispetto alle loro scelte di finanziamento. Per finanziare un’impresa si hanno due possibilita:
chiedere denaro in prestito (indebitarsi e pagare gli interessi), emettere titoli azionari e poi distribuire gli utili tra gli
azionisti proporzionalmente alle loro quote. In assenza di imposte è irrilevante se si ricorre all’indebitamento o
all’emissione di titoli (teorema di Modigliani-Miller).
La normativa italiana pero prevede che le imprese possano dedurre gli interessi passivi dal reddito imponibile,
mentre cio non e possibile con i dividendi, percio favorisce il finanziamento con indebitamento. La Deducibilità
interessi passivi è incentivo a indebitarsi

Per evitare questa mancanza di neutralita nella scelta della modalita di finanziamento nel 1996 era stata introdotta
la Dual Income Tax: questa riduceva il vantaggio del finanziamento con indebitamento. La riforma Tremonti ha pero
abolito la DIT.
Invece di eliminare deducibilità, si vuole riconoscere deducibilità imprese per il capitale proprio. Periodo 2012-2019
ha operato opera ACE introdotto d governo Monti – aiuto per crescita economica (esemio di “allowance for
coporate equity”), che consentivae deducibilità degli aumenti di capitale proprio rispetto a valore 31.12.2010 nella
misura di 4,5% nel 2015 e 4,75% nel 2016, come strumento per favorire “neutralità” di strumenti finanziari E favorire
la neutralita della tassazione nei confronti delle scelte di finanziamento. Ma meccanismo allowance for corporate
equity funziona con difficoltà ed è stato eliminato con ultime finanziarie. Anche qui si voleva far si che scelte agenti
economici fossero neutrali
Tassazione dei redditi dalle attività finanziarie (ISOS)
Importante distinguere tra:

1) tipologie di reddito:
● interessi
● dividendi
● plusvalenze da partecipazioni (capital gains)

2) tipologia di percettore
● persone fisiche al di fuori di ogni attività di impresa
● soggetto-Irpef che esercita attività di impresa
● società di capitali

Anche qui obiettivo era far si che scelte agenti (modalità finanziamento e distribuzione utili)non influenzate da regimi
fiscali, creare sistema neutrale. Questo avviene se rendimento netto di questi strumenti che riconosco a questi
soggetti è lo stesso, ma anche uguale a quello che soggetti possono ricevere da mercati internazionali perché i fattori
sono mobili. Nel tempo sempre piu si segue questo prinicpio, almeno per ogni categoria i rendimenti netti sono gli
stessi
Plusvalenze piu difficili da individuare rispetto a dividendi

Imposte erariali indirette

IVA

L’IVA è definibile come un’imposta indiretta plurifase sul valore aggiunto, di tipo consumo, applicata con il
metodo imposta da imposta che si applica sulle cessioni di beni e servizi nel territorio dello Stato da parte di soggetti
residenti e nell’esercizio di imprese o nell’esercizio di arti e professioni. Si applica inoltre anche sugli acquisti
intracomunitari e sulle importazioni effettuate.
I presupposti dell’imposta sul valore aggiunto sono tre
 Oggettivo, poiché oggetto della prestazione deve essere una cessione di beni o una prestazione di servizi,
 Soggettivo, le operazioni suddette devono essere compiute da un soggetto nell’esercizio di impresa o di arti
e professioni
 Territoriale, tali operazioni devono essere poste in essere entro il territorio dello Stato. 

 Imposta ad valorem, plurifase sul valore aggiunto (non cumulativa): imposte che colpiscono tutte le fasi della
produzione e degli scambi, ma ogni volta interessano solo il valore aggiunto realizzato in quel particolare stadio
 Applicata con il metodo da imposta ad imposta, con obbligo di rivalsa: il tributo si applica al valore pieno di
ciascun acquisto e di ciascuna vendita, ma il contribuente paga al fisco solo la differenza tra l’imposta riscossa dal
cliente a cui ha venduto il bene o servizio, l’IVA a debito, e l’IVA pagata sui suoi acquisti, l’IVA a credito

Ti =tvVi -tAAi
(con Ti iva dovuta da impresa i, come differenza tra iva su vendite e iva pagata su acquisti)

 di tipo consumo: è ammessa l’integrale e immediata detraibilità dell’Iva pagata sugli acquisti dei beni di
investimento. Gli investimenti sono trattati come ogni altro input, ovvero il loro valore viene sottratto per intero
dal valore delle vendite, la base imp è solo sul consumo
 calcolata su base finanziaria
 Aliquote:
 normale: 22% (da Ottobre 2013)
 ridotte: 5% e 10% (elenco comunitario)
 super-ridotta: 4% (beni prima necessità e altri)
 Si distinguono operazioni:
 Imponibili: operazioni assoggettate all’imposta sull’intero loro valore secondo aliquote di legge
 non imponibili, operazioni Effettuate senza il pagamento dell’Iva per cui l’aliquota e pari a zero ma
l’imposta pagata negli stadi precedenti è rimborsata, è ammessa l’integrale detrazione dell’Iva pagata
sugli acquisti (es esportazioni e una serie di cessioni intracomunitarie)
 esenti, operazioni per cui non si applica l’IVA e quella pagata sugli stadi precedenti non è rimborsata.
effettuate senza il pagamento dell’Iva e per le quali non è ammessa la detrazione dell’Iva pagata sugli
acquisti, che grava quindi su soggetto con partita Iva invece che su consumatore finale (servizi del
credito, delle assicurazioni, servizi sanitari, servizi pubblici)
(Regola pro-rata per soggetti effettuano entrambe operazioni)
 Problemi di coordinamento internazionale
 Tassazione sulla base del principio di destinazione: la tassazione delle merci avviene esclusivamente nel
paese in cui queste sono consumate. Soddisfa il requisito di neutralita dell’imposizione su merci
 del principio di origine: la tassazione delle merci avviene esclusivamente nel paese in cui queste
 sono prodotte, prevale la normativa del paese esportatore
 direttive comunitarie

IRAP (Imposta Regionale sulle attività produttive - indiretta)

 Finalità
 Modificare finanziamento sanità spostando dalle retribuzioni il carico fiscale del finanziamento dei servizi di
sicurezza sociale
 Aumentare il grado di autonomia tributaria delle Regioni
 Contribuire a rendere il sistema fiscale neutrale rispetto alle scelte di investimento delle imprese.
 Presupposto: Esercizio abituale di attività diretta alla produzione o scambio di beni e alla prestazione di servizi
 Soggetti passivi: Imprenditori individuali, società, enti commerciali e non, esercenti arti e professioni, A.P., enti e
società non residenti (per il reddito prodotto nel territorio nazionale)
 Base imponibile: Teoricamente base imponibile è valore aggiunto netto. Nel tempo è sempre più diventata
imposta su profitti da cui non sono deducibili interessi passivi.
 Aliquota: 3,9% con possibilità di modulazioni
 Problemi
 Problema di concorrenza fiscale tra le Regioni per attirare base imponibile
 Sperequazione della base imponibile dell’imposta tra le Regioni
 Poco popolare: percepita come imposta sui profitti (piuttosto che su singole componenti di reddito, ma non
più lavoro), parametrata a criteri che non sono di reddito ma di costo: - inoltre, effetto “ottico”, secondo cui
l’Irap sembrerebbe tassare le imprese in perdita!
 Molto difficile da sostituire, ma con gettito in diminuzione nel tempo: circa 23.5 mld nel 2017; ha perso oltre
un terzo di gettito dal 2008 (circa 36.8 mld). Problemi per sanità.

IUC-Imposta comunale unica (Quadro in continua evolzione)

 Imu
 Tasi
 Tari