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5/2/2021 Marco Antonio - Wikipedia

Marco Antonio
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Marco Antonio (in latino: Marcus Antonius; nelle epigrafi:


Marco Antonio
M•ANTONIVS•M•F•M•N[2]; Roma, 14 gennaio 83 a.C. – Alessandria
d'Egitto, 1º agosto 30 a.C.) è stato un politico e militare romano
durante il periodo della Repubblica.

Condottiero abile e feroce, fu un luogotenente fidato di Gaio Giulio Console della Repubblica romana
Cesare, suo parente per via materna, sotto il quale si distinse nelle sue
campagne galliche e grazie al quale poté avviarsi con successo alla
carriera politica, arrivando a ricoprire importanti cariche pubbliche. A
seguito del brutale assassinio di Cesare da parte di un'ostile fazione
senatoria d'Optimates capeggiata da Marco Giunio Bruto e Gaio
Cassio Longino, accrebbe decisamente, pur nella caoticità e profonda
incertezza del periodo, il suo peso politico e la sua influenza,
ponendosi altresì quale figura di spicco dei Populares cesariani e
contendendosi con Cesare Ottaviano (pronipote, nonché figlio
adottivo, di Cesare) la loro guida.

Il grande progetto politico di Marco Antonio era, sulla falsariga di


quello di Cesare, la trasformazione di Roma da una repubblica
oligarchica ad un regime sostanzialmente monarchico, ma improntato
però sul modello teocratico dell'Oriente ellenistico, cosa che, assieme
alla sua esuberanza ed alla sua vita privata tutt'altro che tranquilla,
finì per inimicargli le élite patrizie conservatrici. La sua forte Busto marmoreo di Marco Antonio (Musei
vicinanza poi con la regina tolemaica d'Egitto Cleopatra (della quale Vaticani, Città del Vaticano)
risultava essere pure amante), inasprì ulteriormente la sua rivalità
Nome originale Marcus Antonius
con Ottaviano, col quale nel frattempo aveva ufficialmente costituito
assieme a Marco Emilio Lepido un triumvirato nella gestione dei Nascita 14 gennaio 83 a.C.
territori della Repubblica. Con la loro lotta per il potere evolutasi in Roma
una guerra aperta, Antonio venne sconfitto definitivamente nella Morte 1º agosto 30 a.C.
battaglia di Azio, al largo della Grecia, trovando rifugio con l'alleata ed
Alessandria d'Egitto
amante Cleopatra ad Alessandria, dove entrambi si tolsero la vita
dopo la caduta della città da parte delle forze di Ottaviano.[3] Coniuge Fadia
Antonia Ibrida
Marco Antonio fu il primo romano ad essere vittima d'un Fulvia
provvedimento di damnatio memoriae, una vera e propria condanna Ottavia minore
all'oblio. Con l'ascesa del suo rivale, che diede vita al primo Principato Cleopatra
romano, alla sua morte il Senato non si limitò solo ad applicare
provvedimenti riservati ai nemici della patria ma permise la Figli Da Antonia: Antonia di
cancellazione di tutti i riferimenti della sua esistenza: documenti, Tralles
epigrafi, ritratti. Da Fulvia: Marco
Antonio Antillo, Iullo
In vita il triumviro romano veniva spesso paragonato alla figura di Antonio
Eracle, per il suo atteggiamento e per il suo vestiario, dato che sovente
Da Ottavia: Antonia
si mostrava in pubblico con la tunica cinta all'anca, un mantello di
maggiore, Antonia
panno ruvido e al fianco una grande spada[4]. Dal suo aspetto deriva
l'espressione «essere un Marcantonio», dal significato di «persona minore
grande e grossa, dall'aspetto florido e robusto»[5]. Da Cleopatra:
Alessandro Elio,
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Cleopatra VIII e
Indice Tolomeo Filadelfo
Gens Antonia
Fonti
Padre Marco Antonio Cretico
Biografia
I primi anni Madre Giulia
Luogotenente di Giulio Cesare (54-44 a.C.) Questura 52 a.C.
Il secondo triumvirato (44-42 a.C.) Tribunato della 49 a.C.[1]
Marco Antonio e Cleopatra plebe
La fine Pretura 47 a.C.?
Matrimoni, figli e cronologia della vita di Antonio Consolato 44 a.C. e 34 a.C.
Influenze nella cultura
Cinema e televisione
Teatro
Videogiochi
Note
Bibliografia
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Fonti
Per ricostruire la sua vicenda, disponiamo soprattutto della versione dei fatti elaborata dai suoi nemici: Cicerone
e la storiografia di tradizione augustea che ne danno un'immagine negativa. Solo sotto l'imperatore Traiano, il
greco Plutarco di Cheronea scrisse una lunga biografia di Antonio che ha contribuito non solo a rafforzare il suo
mito negativo, ma ne ha recuperato i suoi lati positivi.[6] Nelle varietà di fonti, nelle Vite Parallele, Plutarco
accosta e rielabora tradizioni diverse, eccone un riepilogo[7]:

Antonio stesso (nella replica alla I Filippica)


Cicerone, Filippiche (II 22. 55) a proposito della responsabilità di Antonio nello scoppio della guerra fra
Cesare e Pompeo: 6, 1
Cicerone per lo scandalo che Antonio suscitava col suo comportamento indecente: 9, 5
Antonio (probabilmente in una replica alle Filippiche) sul motivo per cui non accompagnò Cesare nella
campagna d'Africa:10, 3
Augusto nelle sue memorie (le Res gestae) spiega perché si era ritirato dal campo a Filippi: 22, 2.
Filota di Amfissa racconta al nonno di Plutarco Lampria, aneddoti sulla corte di Alessandria: 28, 3; 7;12
Dellio esprime i suoi timori di essere vittima di un attentato da parte di Cleopatra: 59, 6-7
Augusto ricorda 300 navi catturate ad Azio: 68, 2
Il bisnonno di Plutarco, Nicarco, narra che per la guerra di Azio i cittadini furono costretti a portare un carico di
grano fino al mare: 68, 7
Olimpo, nel resoconto sulla morte di Cleopatra, afferma di averla consigliata e aiutata:82, 4.

Biografia

I primi anni

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Marco Antonio nacque a Roma il 14 gennaio dell'83 a.C. Suo nonno, Marco Antonio Oratore, ucciso dai
sostenitori di Gaio Mario nell'86 a.C., fu un buon militare e un grandissimo oratore. Dopo aver trionfato sui pirati
di Cilicia, coronò la sua carriera con l'elezione al consolato, dando così la possibilità alla famiglia degli Antonii, di
origine plebea, di entrare a far parte della nobilitas romana. Nell'esigente società repubblicana, una politica
favorevole e una buona posizione non erano sufficienti a garantire il pubblico rispetto; per ottenerlo bisognava
esercitare una politica di liberalitas, ovvero di elargizioni. Così suo figlio, Marco Antonio Cretico, fu conosciuto
per la sua generosità, tanto da suscitare le critiche dei suoi nemici. Riprendendo le orme paterne, cercando di
evitare la bancarotta, riprese una guerra contro i Pirati nel 74, ma fu un insuccesso. Mori in giovane età nel 71
a.C., lasciando Antonio e i suoi fratelli Lucio e Gaio e la sorella Antonia alle cure della madre Giulia Antonia,
cugina di secondo grado di Gaio Giulio Cesare. Giulia sposò Publio Cornelio Lentulo Sura, un politico coinvolto
nella congiura di Catilina e giustiziato nel 63 a.C. su iniziativa di Cicerone. Il prestigio sociale del futuro triumviro
era limitato dai debiti ingenti del padre, inoltre né lui e né i suoi fratelli erano stati adottati da Lentulo, quindi pur
se orfani di un ex console non appartenevano alla famiglia senatoria ma furono declassati a semplici cavalieri[8].

Secondo Plutarco, la giovinezza di Antonio fu caratterizzata da uno stile di vita disordinato e dissoluto; divenuto
amico del turbolento Gaio Scribonio Curione, accumulò molti debiti a causa delle spese eccessive, tanto che in
giovane età sembra che avesse già contratto debiti per una somma di circa 250 talenti, ovvero sei milioni di
sesterzi. Dopo contrasti con il padre, Marco Antonio si unì per breve tempo ai seguaci di un altro personaggio
discusso di Roma, Publio Clodio Pulcro, da cui peraltro si distaccò deluso e preoccupato per i suoi eccessi e la sua
vita pericolosa[9]. Marco Antonio amava anche circondarsi di fenomeni da baraccone[10], come il nano Sisifo, alto
circa uno o due piedi[11].

Dopo questo periodo di irrequietezza, Marco Antonio andò in Grecia per studiare retorica e divenne un abile
oratore nello stile enfatico cosiddetto asiano[9]. Poco dopo divenne il luogotenente del proconsole Aulo Gabinio
assegnato alla provincia di Siria; Antonio assunse il comando della cavalleria e per la prima volta mise in mostra
le sue doti di coraggio, l'aggressività e la sua abilità tattica, giocando un ruolo decisivo nelle successive campagne
intraprese da Gabinio.

Inviato in Palestina per combattere Aristobulo II, che aveva innescato la rivolta contro Roma, sbaragliò
rapidamente il nemico e lo stesso Aristobulo cadde prigioniero[12]. Subito dopo convinse Gabinio ad intervenire in
Egitto su sollecitazione del re detronizzato Tolomeo XII Aulete; in questa campagna Marco Antonio diresse
l'audace marcia della cavalleria fino a Pelusium che ebbe un'importanza decisiva. Archelao, marito di Berenice IV,
venne vinto e ucciso, ma Antonio dimostrò magnanimità verso gli sconfitti e impedì sanguinose vendette da parte
di Tolomeo XII[12]. Fu durante questa campagna che visitò per la prima volta Alessandria d'Egitto, egli si
guadagnò il rispetto e l'ammirazione degli alessandrini[12].

Luogotenente di Giulio Cesare (54-44 a.C.)

Non sappiamo precisamente quando sia nato il rapporto tra Cesare e Marco Antonio: in gioventù Cesare era stato
avversario di Gaio Antonio Ibrida in un processo, ma il suo rapporto con gli Antonii non era del tutto negativo.
Antonio aveva tutto l'interesse di affidarsi ad un protettore di maggior prestigio, visto che sulla scena politica i
nuovi dominatori erano Cesare, Crasso e Pompeo uniti nel “primo triumvirato”. Nel 54 a.C., periodo in cui
ritroviamo le tappe salienti della sua carriera, Marco Antonio divenne uno dei principali luogotenenti del
proconsole Gaio Giulio Cesare impegnato nella difficile conquista della Gallia. Cesare aveva bisogno di uomini del
profilo di Antonio: ufficiali energici e risoluti, soprattutto, abbastanza giovani per affrontare in modo elastico le
situazioni difficili e al tempo stesso sottostare di buon grado all'autorità del comandante. Inoltre, Antonio tornava
dall'Oriente carico di gloria e bottino, ma anche con un notevole bagaglio di esperienze: infatti, oltre ad
approfondire l'esperienza militare, si era esercitato anche nell'arte della diplomazia, non sempre ben praticata dai
rappresentanti di Roma, e aveva potuto sviluppare una certa sensibilità per le tecniche militari e per le usanze
degli altri popoli.[13] Da Cesare, Antonio imparò a trattare i soldati con generosità e senza arroganza:

«Non si può credere quanta simpatia e affetto per lui generavano nei soldati quegli atteggiamenti che
agli altri apparivano grossolani, come le spacconate, gli scherzi e le bevute in pubblico. Era solito sedersi
presso altri che mangiavano, o mangiava in piedi alla tavola della truppa.[14]»

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Nell'autunno del 53, Antonio si affidò alla protezione di Cicerone, il grande oratore che in quel momento viveva
una fortunata stagione politica. I due uomini sarebbero poi diventati nemici mortali. Dieci anni prima, Cicerone
ne aveva fatto giustiziare il patrigno Lentulo; se Giulia non avesse accettato di umiliarsi, supplicando il console
tramite l'intercessione della moglie, Cicerone non avrebbe restituito il cadavere alla famiglia per la sepoltura.
Anni dopo, questi oltraggi non sarebbero stati dimenticati, ma il complesso funzionamento delle alleanze nella
Roma tardo repubblicana, legati a parentele e clientele, rendono più comprensibile l'atteggiamento di Antonio,
che in ogni caso doveva essere stato consigliato da Cesare. Questo non era amato da Cicerone, il quale ammetteva
di aver spesso definito Marco Antonio un gladiatore in senso metaforico, ossia come un uomo rozzo e stupido che
poteva contare solo sul fisico prestante. L'oratore gli era però riconoscente, perché con il suo intervento aveva
salvato da una fine ingloriosa il fratello Quinto Cicerone, messo alle strette dall'esercito dei galli nervi.[15]

Nel 52 a.C. come legato prese parte alla campagna contro la rivolta generale dei Galli guidata da Vercingetorige;
egli si distinse, al comando di alcuni settori delle fortificazioni, nella decisiva battaglia di Alesia; Cesare cita per la
prima volta Marco Antonio nei suoi commentari in occasione del lungo assedio di Alesia; egli avrebbe respinto,
insieme a Gaio Trebonio, l'attacco dei Galli bloccati dentro la fortezza.[16]

Avendo raggiunto l'età necessaria, con l'appoggio di Cicerone si candidò alla questura per l'anno 52. Si trattava
della prima magistratura importante, che apriva la strada al conseguimento delle più alte cariche della
repubblica, la pretura e il consolato. Successivamente divenne questore e svolse un ruolo importante nelle ultime
fasi della conquista della Gallia, guidando le operazioni di repressione contro gli Atrebati[17]. Diventato accanito
sostenitore di Cesare, grazie all'aiuto di questi nel 50 a.C. fu eletto tribuno della plebe e augure. Durante questo
anno Antonio sostenne Cesare nel conflitto con il senato e Pompeo; questi ultimi richiedevano le dimissioni del
generale romano dal proconsolato e il comando dell'esercito prima che richiedesse l'assegnazione del consolato.
Infatti mentre i senatori non volevano ricevere i messaggi di Cesare, né permettevano che fossero letti, Antonio,
forte della sua carica, ne diede pubblica lettura. Fece cambiare opinione a molti, poiché Cesare chiedeva
condizioni giuste e moderate e domandò ai senatori se non fossero piuttosto del parere che Cesare e Pompeo
insieme deponessero le armi e congedassero gli eserciti. Ma i consoli non acconsentirono[18]. Il 19 novembre
Antonio, impossibilitato a proporre intercessio contro la deliberazione con la quale si voleva dichiarare Cesare
hostis publicus. All'inizio del 49 a.C. dopo aver posto il proprio veto a favore di Cesare,[1] fu espulso dalla Curia,
lasciò Roma e raggiunse Cesare a Ravenna o Rimini (dopo il passaggio del Rubicone).[19] Secondo Cicerone invece
i tribuni fuggirono volontariamente da Roma senza che gli fosse usata contro alcuna violenza.[20] Durante la fase
iniziale della guerra civile, mentre Cesare marciava su Roma, Marco Antonio, assunto il comando di una parte
delle coorti cesariane, occupò Arezzo e poi Ancona.

Nel maggio del 49 a.C. mentre Cicerone decideva se seguire Pompeo allontanandosi dall'Italia, Antonio inviò
un'epistola contenuta nelle lettere ad Attico in cui diceva:

(LA) (IT)

«Sic enim volo te tibi persuadere. Mihi neminem «Vorrei che ti convincessi che nessuno mi è più
esse cariorem te excepto Caesare meo meque caro di te, eccetto il mio Cesare, il quale poi, a mio
illud una iudicare, Caesarem maxime in suis M. giudizio, tiene moltissimo ad avere fra i suoi Marco
Ciceronem reponere. Quare, mi Cicero, te rogo, ut Cicerone. Ti raccomando perciò di conservare
tibi omnia integra serves, cius fidem improbe, qui intatta la tua posizione, di fidarti poco di colui che,
tibi, ut beneficium daret, prius iniuriam fecit, contra per farti un favore, prima ti ha fatto un torto, e, al
ne profugia, qui te, etsi non amabit, quod accidere contrario, di non allontanarti da colui che, anche
non potest, tanem salvum amplissimumque esse non ti amasse – cosa impossibile – non vorrebbe
cupiet.» meno vederti salvo e onorato.»

(Marco Antonio Lettera ad Attico[21])

Ma, a questa dichiarazione di umiltà, seguiva l'invito perentorio ad abbandonare Pompeo; i rapporti tra Cicerone
ed Antonio, diventavano sempre più ostili, non solo per le sue ostentazioni di ricchezze e potere ma soprattutto
per la compagnia della «ballerina» Volumnia Citeride; la donna, liberta del chiacchierato cavaliere romano
Volumnio Eutrapelo, era una famosa interprete di «mimo», una forma di spettacolo che univa danza, canto e

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recitazione, dai contenuti spesso licenziosi. Antonio ostentava la sua bella concubina come una sorta di status
symbol, I conservatori approfittavano nel criticare questo comportamento, non per l'adulterio del tribuno (purché
per le consuetudini romane, fosse l'uomo a compierlo), ma ciò che più urtava i fustigatori dei costumi e i cittadini
più sensibili al mos maiorum era l'ostentazione del rapporto tra un senatore e una liberta che esercitava un
mestiere «infame».[22] Nel frattempo Antonio ebbe l'imperio propretorio per l'Italia. In seguito ricevette l'incarico
da Cesare di trasferire quattro legioni attraverso il mare Adriatico in aiuto delle forze del dittatore impegnate
contro le legioni di Gneo Pompeo Magno nel settore di Durazzo. Prese parte alla battaglia di Farsalo e, quando
Cesare venne nominato dittatore, fu fatto magister equitum, carica che prevedeva la direzione della politica
militare ed interna della penisola. La condotta di Antonio come amministratore portò ad un raffreddamento dei
rapporti con Cesare, che lo rimosse dalle responsabilità politiche.

Egli infatti fu responsabile di una strage di cittadini romani, quando il senato varò il Senatus consultum ultimum
e gli diede ordine di fermare le squadracce di Dolabella che era intenzionato a promulgare una legge di
annullamento dei debiti a costo di spargere il terrore per tutta Roma. Antonio fece uccidere le prime cinquanta
persone che trovò nel foro, senza neanche verificarne l'identità. Secondo una fonte non obiettiva (Le Filippiche
ciceroniane), tentò addirittura di uccidere Cesare, perché in teoria sarebbe dovuto diventare suo erede.

Nonostante ciò Antonio nel 44 a.C. fu eletto console, carica che ricoprì avendo come collega Cesare. Nel febbraio
dello stesso anno, durante la festa dei Lupercali, il console offrì pubblicamente a Cesare un diadema, che questi
rifiutò. Questo gesto fu calcolato per debellare le voci secondo cui Cesare avrebbe voluto instaurarsi come un
nuovo re di Roma, cosa che avrebbe danneggiato irreparabilmente la sua reputazione, in quanto ancora alla sua
epoca la parola "rex" era pregna di connotazioni negative (eccezion fatta per il rex sacrorum). Il diadema era un
simbolo di potere regio sin dai tempi delle antiche monarchie ellenistiche, ed il rifiuto di Cesare di indossarlo
costituiva un rifiuto simbolico del ruolo di re. Il 15 marzo 44 Giulio Cesare fu assassinato da un gruppo di
senatori, capeggiato da Gaio Cassio Longino e Marco Giunio Bruto.

Per guadagnare tempo, Antonio scese a compromessi con i cesaricidi: con un'abile mossa permise che il senato
concedesse l'amnistia ai congiurati e cercò il dialogo proprio con la massima assemblea romana. In cambio, il
Senato votò la concessione dei funerali di Stato per Cesare e decise di non cambiare nulla di quanto era stato fatto
da Cesare. Antonio uscì dal Senato circondato da un alone di gloria, perché pareva che avesse evitato la guerra
civile e avesse trattato affari che comportavano difficoltà non comuni e minacciavano scompigli.[23] Durante le
celebrazioni accadde però che la vista del corpo del dittatore e del sangue sulla sua toga, la lettura del suo
testamento generoso verso i romani ed il discorso ad effetto di Antonio, accendessero d'ira l'animo del popolo
contro gli assassini.

Il secondo triumvirato (44-42 a.C.)

Il vuoto di potere causato dalla morte di Cesare lasciò la scena politica


romana divisa fra tre fazioni: quella dei cesaricidi, che con Decimo Giunio
Bruto controllava la Gallia cisalpina e che godeva dell'appoggio del senato,
quella che faceva capo ad Antonio e quella dei veterani delle legioni di Cesare,
che avevano trovato una guida nel figlio adottivo, Ottaviano. E mentre
quest'ultimo rientrava a Roma da Apollonia (maggio del 44 a.c.), Antonio
Denario emesso da Marco Antonio
decise di prendere per sé la Gallia Comata (e la Gallia cisalpina), che era stata per pagare le sue legioni. Al
assegnata dal dittatore scomparso al console designato del 42 a.C., Decimo rovescio, il simbolo della Legio III
Bruto.[24] Cyrenaica

Il rapporto tra Antonio e Ottaviano fu avverso sin da subito: nella biografia


plutarchea di Antonio, si racconta della loro continua inimicizia e del continuo contendersi il potere e gli eserciti
ancora in armi. In tutto questo Cicerone ebbe la meglio, con l'appoggio di Ottaviano, e non perse tempo nello
screditare Antonio dinanzi al senato e persuadendoli nel dichiararlo nemico pubblico. L'assemblea senatoria non
accolse le loro provocazioni ma al contempo annullò le decisioni più importanti del console e lo destituì da ogni
incarico per l'anno seguente. Ormai la scena politica era stata riconquistata da Cicerone che ostacolava l'operato
anche pacifico di Antonio.[25] Dopo mesi di difficili negoziati ed in seguito alla guerra di Modena durante la quale
Antonio, pur sconfitto nella battaglia di Forum Gallorum e nella battaglia di Modena dalle legioni riunite dei

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consoli Aulo Irzio e Vibio Pansa e del giovane Cesare Ottaviano, dimostrò le sue doti di condottiero tenace e
coraggioso. Molte difficoltà si abbatterono contemporaneamente su Antonio durante la fuga dopo queste sue
sconfitte, ma peggiore di tutte fu la fame. Antonio fu in quel momento un mirabile esempio per i soldati, dopo
molte mollezze e sfarzi, beveva acqua avariata di buon grado e si portava alla bocca frutti selvatici e radici.

Nel varcare le Alpi si nutrirono, a quanto si dice, anche di cortecce, e mangiarono animali mai prima gustati da
uomo. Ottaviano intanto non considerava più l'opinione ciceroniana, in quanto era legata troppo alla libertà, così
si giunse ad un accordo stipulato tra Antonio, Ottaviano e Lepido. A differenza del cosiddetto «primo
triumvirato», che era semplicemente un accordo privato tra Cesare, Pompeo e Crasso, il «secondo triumvirato» (o
triumvirato costituente) era una magistratura ufficiale. Il Senato restava comunque nominalmente il massimo
organo di governo della res publica, ma allo stesso tempo i triumviri si erano assicurati dei poteri smisurati. A
differenza dei magistrati tradizionali, non avevano l'obbligo di render conto delle loro azioni al senato e al popolo;
la loro parola era legge, avevano facoltà di assegnare le magistrature;controllavano direttamente le legioni, e
soprattutto detenevano l'imperium maius, che consentiva loro di muoversi senza l'obbligo di rispettare
determinati limiti territoriali.[26]

L'incontro fra i tre maggiori esponenti del partito cesariano, organizzato da Lepido su un'isoletta del fiume Reno,
presso l'allora colonia romana di Bononia (odierna Bologna), sanciva un accordo valido per un quinquennio e che
ebbe validità istituzionale con la Lex Titia del 27 novembre 43 a.C. Ufficialmente i suoi membri furono conosciuti
come Triumviri Rei Publicae Constituendae Consulari Potestate (triumviri per la Costituzione della Repubblica
con potere consolare, abbreviato come "III VIR RPC").[27] Questo accordo portò a spartirsi i territori occidentali
della repubblica romana: ad Ottaviano spettavano l'Africa, la Sardegna e Corsica e la Sicilia, a Marco Emilio
Lepido la Spagna e la Gallia Narbonensis, mentre a Marco Antonio la Gallia Comata.[28]

Per suggellare l'alleanza Ottaviano sposò Clodia Pulcra, figliastra di Antonio. Il triumvirato era odioso ai romani
per molti motivi ma la maggiore responsabilità andava ad Antonio, che era più vecchio di Cesare Ottaviano e più
potente di Lepido, ma tra tutti si aggiungeva anche il fatto che abitava nella casa di Pompeo Magno, uomo
ammirato per la sua moderazione, per il suo modo di vivere improntato all'ordine. [29]

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La Repubblica romana nel 43 a.C. dopo gli accordi del secondo triumvirato:
Marco Antonio Sesto Pompeo
Lepido I cesaricidi
Ottaviano Clienti di Roma
i triumviri insieme Egitto tolemaico

Ottenuta dai comizi la condanna dei cesaricidi, i triumviri diedero inizio ad una sistematica persecuzione degli
oppositori. Cicerone fu tra le vittime delle violenze perpetrate: l’oratore fu ucciso dal centurione Erennio nella sua
proprietà di Formia: i soldati recisero anche le mani per punire il fatto che avesse scritto contro Antonio.[30]

Nel 42 a.C., in seguito alla vittoria nella battaglia di Filippi ed il suicidio di Bruto e Cassio (gli assassini di Cesare),
i triumviri procedettero alla spartizione delle rispettive sfere d'influenza: ad Ottaviano andarono Spagna e
Numidia, ad Antonio Gallia e Africa, mentre Sesto Pompeo, figlio del Magno, si era impossessato della Sardegna e
della Sicilia.[31]

Lepido ottenne il controllo dell'Africa, Ottaviano, al quale erano toccate le province occidentali, rimase in Italia
per garantire l'assegnazione di terre ai veterani ed Antonio ebbe le province orientali. Questi, partito per sedare
una rivolta in Giudea, durante il viaggio incontrò la regina Cleopatra a Tarso nel 41 a.C. e la seguì ad Alessandria,
dove rimase con lei, della quale era divenuto l'amante, fino all'anno successivo. Nel frattempo Ottaviano aveva
divorziato da Clodia ed aveva dovuto fronteggiare una rivolta interna, capeggiata dalla moglie di Antonio, Fulvia.

Nel 40 a.C. Ottaviano ed Antonio negoziarono un trattato di pace a Brindisi, suggellato dal matrimonio tra
Antonio e Ottavia minore, sorella di Ottaviano. A quest'ultimo andarono la Gallia Comata.[32] La nuova divisione
vedeva Ottaviano ottenere le province di Spagna, Sardegna, Gallia e Illyricum, mentre Antonio tutto l'Oriente
romano (sia in Asia che in Europa, ad est del Mare Ionio), Lepido l'Africa e Sesto Pompeo la Sicilia.[33]

Marco Antonio e Cleopatra


Antonio e Cleopatra: denario[34]
Antonio intraprese i preparativi per la spedizione contro i Parti, quando la
ribellione di Sesto Pompeo in Sicilia occupò l'esercito promesso da
Ottaviano ad Antonio. Questi non reagì bene alla frustrazione dei suoi
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piani e solamente con l'intervento di Ottavia si giunse ad un nuovo trattato


firmato a Taranto nel 38 a.C. Il triumvirato fu rinnovato per un ulteriore
periodo di cinque anni ed Ottaviano promise di fornire ad Antonio le
legioni per la campagna partica.

Questi, stanco degli indugi del triumviro, salpò per Alessandria d'Egitto
per incontrare di nuovo Cleopatra, che nel frattempo aveva avuto due
gemelli. Con l'aiuto delle finanze egiziane Antonio raccolse un esercito e CLEOPATRAE ANTONI ARMENIA
partì per la campagna contro i Parti. L'esito fu disastroso: dopo aver subito REGINAE REGVM DEVICTA, testa
varie sconfitte Antonio perse quasi tutti gli uomini durante la ritirata FILIORVM REGVM, verso destra e sullo
attraverso l'Armenia. testa con diadema a sfondo una tiara
destra. armena.
Nel frattempo a Roma, dopo l'allontanamento di Lepido, Ottaviano,
21 mm, 3. 45 g, coniato nel 32 a.C.
rimasto solo al potere, iniziò ad attirare dalla sua parte l'aristocrazia
tradizionalista romana. Cominciò ad alienare le simpatie dei sostenitori di Antonio, accusandolo di immoralità
per aver abbandonato la moglie ed i figli per la relazione con la regina d'Egitto, Cleopatra. Nonostante ripetuti
inviti rivolti ad Antonio perché tornasse in patria, egli rimase ad Alessandria con Cleopatra, dalla quale ebbe un
altro figlio.

La fine

Dopo la conquista dell'Armenia nel 34 a.C., condotta da


Antonio con il contributo finanziario egiziano, entrambi
celebrarono il trionfo ad Alessandria. Il tradizionalismo
dell'opinione pubblica romana fu profondamente scosso
dalla inconsueta procedura trionfale e dalle decisioni prese
nell'occasione delle Donazioni di Alessandria.

Cleopatra ebbe il titolo di "regina dei re", fu associata nel


culto a Iside e nominata reggente dell'Egitto e di Cipro con
Cesarione, dichiarato figlio ed erede di Cesare. Dei tre figli
avuti con Antonio, Alessandro Elio fu incoronato sovrano
dell'Armenia, Media e Partia, Cleopatra Selene fu
nominata sovrana di Cirenaica e Libia, mentre Tolomeo
Filadelfo fu incoronato sovrano di Fenicia, Siria e Cilicia.
Territori del regno d'Egitto a seguito delle donazioni di
Alessandria e territori controllati da Marco Antonio. La Il conflitto era ora inevitabile. Mancava solo il casus belli,
legenda della mappa è la seguente: che Ottaviano trovò nel testamento di Antonio, in cui
territori egizi pre-37 a.C. risultavano le sue decisioni di lasciare i territori orientali di
territori egizi dal 37 a.C. Roma a Cleopatra VII d'Egitto e ai suoi figli, compreso
territori egizi dal 34 a.C.
territori egizi acquisiti solo formalmente
Cesarione, figlio di Gaio Giulio Cesare.[35] Ottaviano accusò
territori di Marco Antonio la regina di minare il predominio di Roma e convinse i
regni clienti di Marco Antonio Romani a dichiarare guerra all'Egitto. Svetonio ricorda
infatti che nel 32 a.C.:

«La sua alleanza con Antonio era sempre stata dubbia e poco stabile, mentre le loro continue
riconciliazioni altro non erano che momentanei accomodamenti; alla fine si giunse alla rottura definitiva e
per meglio dimostrare che Antonio non era più degno di essere un cittadino romano, aprì il suo
testamento, da Antonio lasciato a Roma, e lo lesse davanti all'assemblea, dove designava come suoi
eredi anche i figli che aveva avuto da Cleopatra.»

(Svetonio, Augustus, 17.)

Ancora Svetonio aggiunge che Antonio scriveva ad Augusto in modo confidenziale, quando ancora non era ancora
scoppiata la guerra civile tra loro:
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«Che cosa ti ha cambiato? Il fatto che mi accoppio con una regina? È mia moglie. Non sono forse nove
anni che iniziò [la nostra storia d'amore]? E tu ti accoppi solo con Drusilla? E così starai bene se quando
leggerai questa lettera, non ti sarai accoppiato con Tertullia, o Terentilla, o Rufilla, o Salvia Titisenia o
tutte. Giova forse dove e con chi ti accoppi?»

(Svetonio, Augustus, 69.)

In seguito quando fece dichiarare nemico pubblico Antonio, gli rimandò i suoi parenti e i suoi amici, tra cui i
consoli Gaio Sosio e Domizio Enobarbo.[35] Poi il Senato di Roma dichiarò guerra a Cleopatra, ultima regina
tolemaica di Egitto, sul finire del 32 a.C. Antonio e Cleopatra furono sconfitti nella battaglia di Azio, del 2
settembre 31 a.C..[35][36] Visto che la battaglia era persa la regina riparò ad Alessandria con parte della flotta,
seguita da Antonio. Il giorno 1º agosto del 30 a.C. Ottaviano invase l'Egitto ed entrò nella capitale. Non avendo
vie di scampo, Antonio si suicidò. Pochi giorni più tardi, Cleopatra ne seguì l'esempio.

L'archeologo Zahi Hawass sostiene che Cleopatra sia sepolta insieme a Marco Antonio a 30 km da Alessandria
d'Egitto, sotto i resti di un tempio dedicato a Iside, il Taposiris Magna. Hawass è convinto che la regina sia sepolta
lì perché, conducendo gli scavi, ha trovato monete raffiguranti Cleopatra e Marco Antonio, un busto della prima,
una testa raffigurante la bella regina e una maschera del secondo. Recentemente, fuori dal tempio sono state
trovate mummie di nobili nelle vicinanze della necropoli: queste scoperte hanno condotto gli archeologi a ritenere
che all'interno del tempio stesso fossero sepolte persone molto importanti o di dinastia reale come Cleopatra. La
spedizione di Hawass deve ancora scavare le camere di sepoltura poste a 12 metri sotto la superficie: è lì che si
spera di trovare una corona o un geroglifico in grado di rivelare l'identità del reale sepolto. Hawass riteneva che
entro il 2012 la tomba dei due amanti sarebbe stata portata alla luce.[37]

Matrimoni, figli e cronologia della vita di Antonio


Cronologia
1. Matrimonio con Fadia
Vita di Marco Antonio
2. Matrimonio con Antonia Ibrida (sua cugina) 83 a.C. Nasce a Roma;
Antonia di Tralles Comandante della cavalleria con Aulo
57-55 a.C.
Gabinio in Palestina e Egitto;
3. Matrimonio con Fulvia Legato di Gaio Giulio Cesare nella
54-50 a.C.
campagna gallica
Marco Antonio Antillo, giustiziato da Ottaviano nel
52 a.C. Ottiene la questura
30 a.C.[38]
tribuno della plebe
Iullo Antonio 48 a.C. Magister equitum del dittatore Cesare
4. Durante il matrimonio con Fulvia, nel 49 a.C. ebbe una 47 a.C. Praetor in Italia
relazione con Licoride, famosissima donna di spettacolo 44 a.C. Ottiene il consolato
e meretrice romana, che in talune occasioni addirittura 43 a.C. Combatte la guerra di Modena
presenziava al suo fianco al posto della moglie. Lo 43 a.C. Forma il secondo triumvirato
scandalo fu che non tenne separata l'amante liberta Sconfigge i cesaricidi Gaio Cassio Longino
dalla sfera pubblica e fu tale che nel 46 a.C. lo 42 a.C. e Marco Giunio Bruto nella battaglia di
costrinse, probabilmente sotto pressione di Cesare, a Filippi; viaggi in Oriente
lasciarla e a tornare dalla moglie ufficiale.[39] 41 a.C. Incontra Cleopatra
5. Matrimonio con Ottavia Minore 40 a.C.
Torna a Roma, sposa Ottavia; trattato di
Brindisi
Antonia maggiore 38 a.C. Trattato di Taranto: rinnovo del triumvirato
Antonia minore 36 a.C. Campagna contro i Parti
6. Figli con Cleopatra 35 a.C. Conquista del regno d'Armenia
Ottiene il consolato per la seconda volta;
34 a.C.
Alessandro Elio donazioni di Alessandria
Cleopatra Selene 33 a.C. Fine del triumvirato
31 a.C. Battaglia di Azio
Tolomeo Filadelfo.
30 a.C. Muore suicida

Influenze nella cultura


https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Antonio 9/12
5/2/2021 Marco Antonio - Wikipedia

Cinema e televisione

Oltre ad essere coprotagonista di diverse serie e miniserie televisive incentrate sugli avvenimenti subito
precedenti alla Roma Imperiale, è il personaggio principale del film Giulio Cesare del 1953, probabilmente il
miglior adattamento cinematografico ispirato all'omonima tragedia di William Shakespeare, ed è il protagonista
maschile del colossal Cleopatra del 1963, entrambi i film per la regia di Joseph L. Mankiewicz.

Teatro

La vita di Antonio è la fonte principale della tragedia Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, basata
principalmente sulla traduzione del dizionario francese del 1559 Amyot della biografia scritta da Plutarco[40], con
alcune libertà drammaturgiche. Per esempio, l'incontro con Cleopatra viene posticipato a un momento più
funzionale allo svolgersi del dramma, così come alcuni episodi sono interamente frutto dell'invenzione, come le
scene sulla partenza di Antonio ed Ottavia e quelle che riguardano il combattimento durante la battaglia di
Azio.[41] Le vicende di Antonio sono state riprese anche dal tragediografo Vittorio Alfieri nella sua prima tragedia,
aspramente criticata dall'autore stesso anni più tardi.

Videogiochi
Marco Antonio è il principale antagonista insieme a Decio e boss finale del videogioco d'azione del 2005 per
PlayStation 2: Shadow of Rome.
Appare come boss di fine livello al fianco dell'amata Cleopatra nel videogioco d'azione del 2010 per
PlayStation 3: Dante's Inferno.

Note
1. Cesare, De Bello civili, I, 2.
2. ^ Testo completo dell'epigrafe: Marcus Antonius Marci Filius Marci Nepos ("Marco Antonio, figlio di Marco,
nipote di Marco"; pronuncia latina classica o restituta: [ˈmaːrkʊs anˈtoːnɪ.ʊs ˈmaːrkiː ˈfiːlɪ.ʊs ˈmaːrkiː ˈnɛpoːs]).
3. ^ Carboni, il nuovo campanini, paravia.
4. ^ P., Vita di Antonio 4, 1-4.
5. ^ treccani. it/vocabolario/marcantonio/ Marcantonio (http://www.) Archiviato (https://web.archive.org/web/2007
1020025208/http://www./) il 20 ottobre 2007 in Internet Archive., Vocabolario Treccani.
6. ^ Giusto Traina, Marco Antonio, Roma-Bari, Laterza, 2003, p. introduzione.
7. ^ Plutarco, Vite parallele di Demetrio - Antonio, Biblioteca universale,, p. introduzione.
8. ^ Giusto Traina, Marco Antonio, Roma-Bari, Laterza, 2003.
9. Plutarco, Vita di Antonio, 2.
10. ^ Orazio, Satire, I, 3, n. 12 al v. 47, Corriere della Sera, Classici del pensiero libero greci e latini, n° 30, 2012.
11. ^ Acronis et Porphyrionis commentarii in Q. Horatium Flaccum, vol. II, Berolini, Svmptibus Ivlii Springeri,
1865, pagg. 55 e 69. Vd. anche Giovanni Canestrini, Antropologia, pag. 8 della liberliber.
it/mediateca/libri/c/canestrini/antropologia/pdf/antrop_p. pdf versione online (http://www.) Archiviato (https://we
b.archive.org/web/20071020025208/http://www./) il 20 ottobre 2007 in Internet Archive..
12. Plutarco, Vita di Antonio, 3.
13. ^ G. Traina,, Marco Antonio, bari-roma, laterza, 2003, p. 13.
14. ^ P., Vita di Antonio, p. (4, 1).
15. ^ G. Traina, Marco Antonio, Roma-Bari, Laterza, 2003, p. 14.
16. ^ G. Giulio Cesare, La guerra gallica, p. VII, 81.
17. ^ C. Giulio Cesare, La guerra gallica, VIII, 46-49.
18. ^ P., Vita di Antonio, p. 5.
19. ^ De bello civili, I, 5, 5; I, 8, 1

https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Antonio 10/12
5/2/2021 Marco Antonio - Wikipedia

20. ^ Ad familiares, XVI, 11, 2


21. ^ Carlo Vitali, Lettera ad Attico, Bologna, Nicola Zanichelli,, 1960.
22. ^ G. Traina, Marco Antonio, 2003.
23. ^ P., Vita di Antonio, 14, 3-4.
24. ^ Velleio Patercolo, II, 60.5.
25. ^ G. T, ivi.
26. ^ P., Vita di Antonio, 17.
27. ^ Svetonio, Augustus, 96.
28. ^ Cassio Dione, XLVI, 55.4.
29. ^ ivi,, 21, 1.
30. ^ ivi, 20, 3.
31. ^ Cassio Dione, XLVIII, 1.3 e 2.1.
32. ^ Cassio Dione, XLVIII, 20.1-3.
33. ^ Cassio Dione, XLVIII, 28.4.
34. ^ Babelon (Antonia) 95. Crawford 543/2. CRI 345. Sydenham 1210.
35. Svetonio, Augustus, 17.
36. ^ François Chamoux, Marco Antonio: ultimo principe dell'oriente greco, Milano, Rizzoli, 1988, p. 254 e s.
ISBN 88-18-18012-6
37. ^ https://www.repubblica.it/scienze/2019/01/14/news/egitto_valle_dei_re_zahi_hawass_tomba_cleopatra-
216551222/
38. ^ Svetonio, Augusto, 17.
39. ^ Alberto Angela, Amore e Sesso nell'Antica Roma, Milano, Mondadori, 2012, p. 175.
40. ^ Plutarch-, Life of Antony-, ed. by c. b. r pelling, p. 37/38.
41. ^ C. V, Julius Caesar e Antony and Cleopatra p. 145/147.

Bibliografia
Alberto Angela Amore e Sesso nell'Antica Roma, Mondadori, Milano, 2012
Ernle Bradford, Cleopatra, Rusconi, Milano, 1977 e successive rist. ; altre ediz. : Fabbri, Milano, 2000 e
successive rist; Bompiani, Milano, 2002; Corriere della Sera-RCS Quotidiani, Milano, 2006
Joachim Brambach, Cleopatra, Salerno editrice, Roma, 1997; altra ediz. : Il Giornale, Milano (senza data)
François Chamoux, Marco Antonio: ultimo principe dell'Oriente greco, Rusconi, Milano, 1988.
Michael Grant, Cleopatra, Newton Compton, Roma, 1983 e successive rist.
Giusto Traina, Marco Antonio, Roma-Bari, Laterza, 2003.

Voci correlate
Lex de permutatione provinciarum

Altri progetti
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Collegamenti esterni

Marco Antonio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.


Marco Antonio, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Antonio 11/12
5/2/2021 Marco Antonio - Wikipedia

Marco Antonio, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.


(EN) Marco Antonio, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
(EN) Marco Antonio, in Encyclopædia Iranica, Ehsan Yarshater Center, Columbia University.
(LA) Opere di Marco Antonio, su PHI Latin Texts, Packard Humanities Institute.
VIAF (EN) 88759462 (https://viaf.org/viaf/88759462) · ISNI (EN) 0000 0001 1683 5537 (http://isni.or
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