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ISSN 0016-2310

5 Anno LXXVII - N. 5 - MAGGIO 2015

Speciale
albicocco
DOSSIER FRUTTA SECCA
Segnali di risveglio in tutta Italia
Aumentano i consumi e gli impianti
Mensile - Poste Italiane S.p.A. - sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art.1 c.1; CN/BO

FRUTTICOLTURA PIEMONTESE
Impollinazione di supporto del kiwi:
le strategie dopo l’arrivo della PSA

SAVE THE
DATE
19 maggio 2015
“I Frutticoltori
incontrano PAC e PSR”

AGRUMICOLTURA Coordinamento
Clementine, fitoregolatori e nutrienti Prof. Angelo Frascarelli
per migliorare la pezzatura
I dettagli
a pag. 51
rivista di

Anno LXXVII - Numero 5 - MAGGIO 2015 e di ortofloricoltura

SPECIALE ALBICOCCO
4 Poche alternative al mercato fresco 26 Selezione con marcatori molecolari
nell’attuale contesto commerciale per la resistenza a Sharka
F. Lunati L. Dondini - S. Decroocq - A. Chague
8 Un coltura in continua evoluzione P. Lambert - G. Roch - J.M. Audergon
e crescita: l’esperienza padana F. Geuna - R. Chiozzotto - D. Bassi
G. Cembali S. Tartarini - J. Salava - B. Krška
F. Palmisano - I. Karayiannis - V. Decroocq
18 Mancato fabbisogno in freddo e ridotta
futtificazione di nuove varietà in Basilicata
C. Mennone - A. Silletti - M. Latronico
Speciale Albicocco: verso nuovi
orizzonti colturali e commerciali
4
economia e tecnica
32 Tecniche innovative per la gestione 40 Interventi esogeni per migliorare
delle chiome di vite la pezzatura del clementine
C. Intrieri C. Mennone - G. Quinto
34 La pera Angelica di Serrungarina:
tentativi di recupero nelle Marche
D. Neri - G. Savini - F. Massetani

DOSSIER FRUTTA SECCA


44 Il risveglio di noce, mandorlo e nocciolo 67 Il VI Congresso nazionale sul castagno Gli effetti positivi della defogliazione
S. Sansavini a Viterbo 32 sulla qualità delle uve da vino

56 Nocicoltura: linee guida per la ripresa G.L. Beccaro


della coltivazione specializzata 69 
Nocciolo, confronto fra tecniche
N. Valentini - C. Contessa - R. Botta di spollonatura chimica e fisica
62 Luci e ombre nella potatura del nocciolo L.F. Ciarmiello - A. De Luca - P. Piccirillo
A. Roversi

RUBRICHE
72 
Dai frutteti piemontesi 76 
Il caso Campania
a cura del Creso di Cuneo di Carlo Borrelli
74 
Dai frutteti metapontini 78 
In libreria Marche, progetti di valorizzazione
di Carmelo Mennone 79 
Le aziende informano 34 per la vecchia pera Angelica

Piccole colture crescono


Isial“minori”,
vasto panorama frutticolo italiano da sempre inserisce alcune specie nella sezione cosiddetta
sia perché gli investimenti ettariali sono limitati rispetto a quelli delle più diffuse,
perché il rinnovo colturale nei decenni è stato frenato da motivazioni tecnico-economiche
tà il principale fattore di successo delle proprie albicocche, dovrebbe insegnare anche all’Italia
quelle che sono le strategie vincenti per un riposizionamento in avanti della nostra offerta.
Un altro comparto frutticolo che sta vivendo una nuova stagione è quello della frutta secca:
di diversa natura. Fra le specie minori possiamo annoverare, tra le drupacee, l’albicocco che noce, in particolare, ma anche mandorlo e nocciolo sembrano avviati verso un felice momento
in Italia ricopre circa 20.000 ettari di superficie, ma anche il comprato della frutta secca nel di rinascita, merito di un mercato che sta gradualmente scoprendo il grande valore alimentare
suo insieme. Perché accomunare queste colture così diverse tra loro? Perché entrambe stanno di questi prodotti (i cui consumi sono da alcuni anni in crescita esponenziale) e di alcune posi-
segnando un percorso di rinnovamento che sembra offrire nuove opportunità di sviluppo per tive esperienze imprenditoriali che, a Sud come a Nord, si stanno confermando vincenti nella
le imprese. riscoperta del plusvalore qualitativo del prodotto italiano. La crisi di redditività di comparti pro-
La realtà dei fatti ci dice che negli ultimi anni l’albicocchicoltura italiana si è drasticamente duttivi tradizionali, i favorevoli trend commerciali, la lungimiranza di alcune grandi imprese che
trasformata, sia perché ha saputo rinnovarsi radicalmente sul fronte dell’assetto varietale, oggi stanno reinvestendo nella frutta secca, sembrano delineare un futuro di successo per i “nut” di
molto più ricco rispetto al passato in termini di tipologia di prodotto, epoche di raccolta, diver- origine italiana, purché ci sia la consapevolezza che parallelamente si dovranno creare filiere
sificazione qualitativa e di presentazione, sia perché all’incremento della qualità è corrisposto efficienti, in grado di legare produzione, distribuzione e commercializzazione (come avviene
un significativo miglioramento delle “performance” produttive in campagna. Questo grazie in altri Paesi dove, analogamente all’Italia, la crescita della frutta secca è diventata una realtà).
alla buona adattabilità di diverse nuove varietà ad areali colturali prima inesplorati, ma anche La Rivista di Frutticoltura ha accomunato in questo fascicolo due focus sui temi sopra citati,
al miglioramento delle tecniche agronomiche che hanno reso meno aleatorie le produzioni, cercando di offrire alcuni spunti di riflessione su come il loro rilancio dovrebbe essere guidato
contribuendo a stabilizzare la redditività della aziende agricole. per avere pieno successo, soprattutto da parte di chi ha in mano le redini della situazione (le
Al trend positivo degli investimenti e delle produzioni si affianca un altro dato interessante: pur associazioni di produttori, le imprese, l’innovazione e la ricerca). Il “made in Italy”, sinonimo
in una congiuntura difficile in termini di consumo di frutta, l’albicocca, se di elevata qualità or- di alta qualità, in entrambi i casi può davvero fare la differenza nei contesti commerciali inter-
ganolettica, conferma la capacità di conquistare l’interesse dei consumatori, molti dei quali nei nazionali, ma soprattutto sul mercato interno, dove la riscoperta della buona frutta fatta vicino
mercai esteri, in particolare quelli del Nord Europa storici per il “made in Italy” (ancorché in un a casa è un desiderio che consumatori sempre più numerosi stanno manifestando.
contesto di crescente concorrenzialità). La politica francese, che da sempre ha fatto della quali- U.P.
rivista di

e di ortofloricoltura
Anno LXXVII - 5 MAGGIO 2015 - www.agricoltura24.com
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Speciale ALBICOCCO

Poche alternative al mercato fresco


nell’attuale contesto commerciale
Fabio Lunati
Nomisma - Bologna

L’
Italia e gli altri Paesi mediterranei dell’Ue (Spagna, te e su un livello qualitativo adeguato e ciò ha consentito al
Grecia e Francia) assicurano ogni anno la parte più prodotto di venire collocato regolarmente anche sui mercati
consistente della produzione comunitaria di frutta a esteri (vedi Box).
nocciolo, tra cui anche quella di albicocche. Nel nostro Nelle settimane successive le quotazioni del prodotto
Paese la produzione di albicocche ha trovato habitat par- sono risultate in fisiologica flessione per le aumentate dispo-
ticolarmente adatti in circoscritti bacini produttivi collo- nibilità dell’offerta, ma comunque largamente al di sotto dei
cati all’interno dei confini di un numero limitato di regioni valori della campagna 2013/14. A metà giugno risultavano
(Emilia-Romagna, Campania e Basilicata), da cui proviene in fase ormai avanzata le operazioni di raccolta al Sud, che
un’offerta di pregio. si sono poi concluse ai primi di luglio; a metà luglio, con
La produzione media annua di albicocche destinate al un’offerta in calo, si è registrata la disponibilità di prodotto
mercato fresco risulta più contenuta rispetto al resto della con un soddisfacente profilo qualitativo che è stato oggetto
frutta estiva (pesche, nettarine, susine), ma questo prodot- di una costante richiesta che ha determinato un rialzo delle
to ha caratteristiche di stagionalità altrettanto marcate che quotazioni (fino a 0,9 €/kg, valore più basso del 2013/14,
spingono i produttori a cercare di introdurre nuove varietà ma più alto che nel 2012/13) (Fig. 1).
in grado di allargare l’attuale calendario commerciale, alla L’andamento della campagna 2014/15 ha messo in
ricerca di prezzi più remunerativi. La campagna 2014/15 evidenza che l’albicocca deve lottare duramente per
relativa al prodotto fresco ha tuttavia fatto registrare un an- mantenere un proprio spazio di mercato in una più ge-
damento delle quotazioni all’origine poco brillante rispetto nerale congiuntura non particolarmente favorevole per
all’anno precedente, come conseguenza di un’offerta soste-
nuta ed un consumo frenato da un’estate con andamento
climatico sfavorevole. 2.5
La stagione si è aperta negli areali precoci del metapon- 2.0 2012 2013 2014
tino con la raccolta di albicocche in coltura protetta (cv.
Ninfa); in questo periodo le quotazioni medie all’origine, a 1.5 1,40

livello nazionale, sono risultate in media più basse rispet- 0,98


1,11
0,92
1.0
to a quelle della campagna 2013/14 (1,8 €/kg contro gli 0,79 0,72
oltre 2,1 €/kg). A causa di una qualità non eccelsa e della 0.5
concorrenza del prodotto spagnolo, le quotazioni hanno
0.0
continuato a scendere. Un rialzo dei prezzi rispetto ai livelli
MAG_I

MAG_III

GIU_I

GIU_III

LUG_I

LUG_III

di apertura della campagna si è avuto soltanto con l’arrivo,


da fine maggio in avanti, dei primi quantitativi di prodotto
coltivato in pieno campo, quotato su livelli molto più bassi
dell’anno precedente (1,1 contro 2,2 €/kg). Le operazioni di 5Fig. 1 - Italia: andamento delle quotazioni all’origine delle albicocche
raccolta nell’Italia settentrionale sono avvenute regolarmen- fresche nel 2014-15.

4 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Germania: le albicocche italiane piacciono ancora,
ma vince la qualità francese
L’ albicocca è al centro di una ramificata rete di scambi tra
l’Italia e gli altri Paesi europei, verso i quali si dirige, ogni
anno, circa un quinto della produzione nazionale. Nel 2014 le
6.0
5.5
esportazioni destinate al mercato del fresco hanno superato le 5.0
4.5
25.000 t (+ 61,9% rispetto al 2013) e sono state assorbite quasi 4.0
interamente (44,7% del totale, 47,4% dell’Ue-28) da un solo 3.5
Paese comunitario: la Germania, che per quantitativi assorbiti 3.0
2.5
è di gran lunga il mercato più importante all’interno dell’Unione. 2.0
In particolare, si sono dirette dal nostro Paese verso la Ger- 1.5
mania circa 11.300 t di albicocche, per un valore di oltre 16 mi- 1.0
lioni di euro. Si tratta di un risultato significativo in quanto realiz- 0.5 Spagna Italia Turchia Francia
0.0
zato in un contesto competitivo particolarmente agguerrito. In-

APR_IV
APR_V
MAG_I
MAG_II
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MAG_IV
GIU_I
GIU_II
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LUG_II
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AGO_II
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AGO_IV
AGO_V
fatti, la Germania è la destinazione finale anche dell’offerta degli
altri due grandi Paesi produttori di albicocche: la Spagna e la
Francia. L’offerta è poi completata dal prodotto di origine turca
che è presente con continuità per buona parte della campagna 5Fig. 2 - Germania: andamento settimanale delle quotazioni delle
commerciale. L’analisi condotta sulle quotazioni dell’albicocca albicocche sui principali mercati all’ingrosso tedeschi (Amburgo,
in cinque mercati ortofrutticoli tedeschi all’ingrosso consente Berlino, Colonia, Monaco e Francoforte) nel periodo aprile-agosto
alcune valutazioni sulla campagna 2014/15 (Fig. 2). 2014; valori in €/kg.
Nel 2014 gli arrivi di prodotto classificato come proveniente
dall’Italia sono iniziati a maggio con quotazioni molto elevate (4-
5 €/kg), superiori sia a quelle della Spagna (4 €/kg, già presente 110
sin da fine aprile), sia a quelle della Francia (3,3 €/kg), presente 100
invece con la propria offerta solo a partire da metà maggio.
La campagna è poi proseguita con il progressivo calo delle 90
quotazioni dovuta alla sovrapposizione degli arrivi di prodotto 80
da diversi Paesi, sino al raggiungimento, in chiusura di campa- 70
gna, di 1,6 €/kg, il prezzo più basso in assoluto rispetto a quelli
60
degli altri competitor. Le quotazioni delle albicocche francesi
si sono mantenute per tutta la campagna al di sopra di quella 50
2011 2012 2013 2014
dell’Italia e della Spagna, ricevendo poi in ottobre un nuovo 40
rialzo che ha portato il prodotto del Paese transalpino, in man-

LUG_V
LUG_I

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AGO_I
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GIU_II

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GIU_III

canza dell’offerta di altri competitors a chiudere con quotazioni


superiori ai 2,5 €/kg.
Per il prodotto italiano la campagna 2014/15 è stata delu-
5Fig. 3 - Germania: andamento settimanale delle quotazioni delle
dente se confrontata con quella dell’anno precedente, ma l’a-
albicocche italiana sui principali mercati all’ingrosso tedeschi nel
nalisi comparata degli ultimi quattro anni mette in evidenza che, periodo giugno-agosto 2014 (numeri indice, base = 100 seconda
in realtà, è l’ultima ad essere stata anomala, con quotazioni settimana di giugno).
medie molto più elevate di quelle che sono state pagate negli
ultimi anni per il prodotto “made in Italy” (Fig. 3). tenzione nei suoi confronti è in crescita: nel periodo 2006-2014,
In Germania le albicocche non figurano tra le prime dieci a fronte di un calo dei consumi famigliari di frutta a nocciolo del
categorie di frutta più consumate dalle famiglie, ma il mercato -0,4%, i consumi di albicocche fresche sono cresciuti del 2%
tedesco rimane importante per l’export dell’Italia in quanto l’at- (fonte: AMI).

l’ortofrutta. Questo risultato non è però facile da ottenere. i consumi di frutta trasformata sono alti rispetto ai livelli dei
La varietà ed il periodo di raccolta (precoce, tardivo) sono Paesi mediterranei, e dell’Italia in particolare. Attualmente,
due caratteristiche importanti per spuntare prezzi remu- secondo l’European Fruit Juice Association, la produzione
nerativi, anche perché l’albicocca non ha caratteristiche di succhi e nettari di frutta è stimata in oltre 1,3 miliardi
distintive che consentano politiche di differenziazione di litri, di cui il 7,3% di albicocche (il gusto prevalente è il
del mercato, se non per il marketing territoriale legato alle misto di più tipi di frutta 17,9%, seguito da arancia 17,3,
eventuali denominazioni di origine DOP/IGP. In questa pera 12,3 e pesca 11,7 e altri tipi di frutta che pesano per il
logica assume grande importanza il fatto di poter diversifi- restante 33,6%). Le albicocche sono invece saldamente al
care puntando su una materia prima con elevate caratteri- primo posto tra le confetture e le marmellate (la produzione
stiche organolettiche, di natura differenziata, da utilizzare nazionale è di circa 130.000 t) dove precedono fragole e
non solo come materia prima di un processo produttivo ciliegie.
industriale. Per quanto riguarda il prodotto industriale, è da tenere
Per quanto riguarda il prodotto trasformato, l’offerta si presente che in un mercato come quello attuale, caratte-
dirige soprattutto verso i nettari ed i succhi e solo in misura rizzato da un crescente livello di internazionalizzazione,
più contenuta verso le confetture, i semilavorati per l’indu- concorrenza e competitività sono sempre più aspre e la
stria dolciaria e i prodotti essiccati. Infatti, nei Paesi dell’Eu- pressione sui prezzi è molto forte, per cui la destinazione
ropa del Nord, e in molti tra i nuovi Stati membri dell’Ue, vi industriale sembra per il sistema agricolo più una valvola di
è l’abitudine a “bere la frutta”, più che a mangiarla, per cui sfogo che una vera e propria alternativa al fresco.  ■

6 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tecnica SPECIALE ALBICOCCCO

Una coltura in continua evoluzione


e crescita: l’esperienza padana
Gianluca Cembali
Ufficio Tecnico Coop. Agrintesa – Faenza (Ra)

Siamo ormai di fronte Dopo Europech


ad un’albicocchicoltura In calo le produzioni di albicocche nel 2015
completamente rivoluzionata
rispetto al decennio scorso:
innovazione di prodotto, I l consueto convegno di Europech, tenutosi a Perpignan il 22 aprile 2015, è stato
come ogni anno l’occasione per uno scambio di informazioni sulla situazione delle
albicocche in Europa.
adattabilità colturale, lungo
Le prime indicazioni evidenziano una produzione 2015 che si attesta, a livello
calendario produttivo europeo, su poco meno di 510.000 t, in flessione del 4% sia rispetto al 2014, sia
e commerciale, qualità rispetto alla media 2009-13.
diversificata. Nel 2014 la produzione europea di albicocche era stata di buon livello, in alcuni
Emergono tuttavia perplessità casi anche superiore a quanto preventivato, a seguito di un inverno particolarmente
mite; per quest’anno le produzioni sembrano (a fine aprile; ndr) inferiori a quelle dello
laddove si nota mancanza di scorso anno, ma con una certa eterogeneità in funzione delle varietà e delle diverse
programmazione produttiva zone di produzione. La mancanza di freddo invernale e, in alcuni casi anche le piog-
e dove alcune problematiche ge in fase di fioritura, fanno presagire un calo produttivo rispetto all’anno scorso. Al
momento, inoltre, si stima un ritardo di 7-10 giorni rispetto al 2014.
fitosanitarie, frutto soprattutto In Italia si stima una produzione inferiore del 7% rispetto al 2014, in flessione del
di una prevenzione carente o 12% rispetto alla media 2009-13. Anche in Grecia i volumi previsti appaiono inferiori
disattesa, mettono a rischio al 2014 (-13%), complici le avversità climatiche. In Spagna si prevede invece un
i nuovi investimenti dei raccolto di quasi 100.000 t pari al 12% in più rispetto al 2014 e +21% rispetto alle
produzioni medie del periodo 2009-13. In tutti i maggiori areali produttivi spagnoli
frutticoltori. si sottolineano condizioni climatiche favorevoli, a cui si aggiunge l’aumento delle
superfici in piena produzione di Aragona e Catalogna.
In Francia i volumi previsti si posizionano sul 4% in meno rispetto al 2014, ma
con un +2% rispetto alla media del quinquennio precedente. La mancanza di freddo
invernale e le frequenti piogge in fase di fioritura hanno influito negativamente sull’al-

N
legagione di numerose varietà nelle diverse aree.
ell’ultimo decennio l’albicocco Il ritardo di maturazione rispetto al 2014 è stato evidenziato in tutte le aree pro-
ha vissuto una radicale rivolu- duttive europee e rende ad oggi difficoltosa la valutazione complessiva dei flussi di
zione che ha coinvolto l’inno- offerta nei mesi estivi.
vazione varietale, l’aggiornamento del- CSO - Ferrara
le tecniche colturali nonché gli aspetti
commerciali.
Considerata in passato una drupa- Si è assistito ad un progressivo al- che consente al frutto di sopportare pe-
cea minore perché coltivata in aree lungamento del calendario di matura- riodi prolungati di stoccaggio, traspor-
ristrette e climaticamente vocate, è zione che un tempo si limitava al mas- to e “shelf-life”.
ora diventata una coltura protagonista simo a 4 o 5 settimane ed ora arriva, L’albicocca riesce, dunque, ad in-
all’interno di molte aziende agricole invece, a coprire tutto il periodo estivo contrare moderne esigenze del mer-
di pianura, collina e persino montane al pari di pesco e susino. cato perché va oltre la filiera “corta”
perché economicamente redditizia. Da un lato si è raggiunto un notevo- locale, ma può essere destinata ad
L’introduzione di nuove cultivar le miglioramento estetico dei frutti in esportazioni a lungo raggio e quindi a
auto-fertili e più adattabili ha portato quanto la tipica colorazione giallastra conquistare nuovi mercati e nuove fa-
ad una espansione delle zone di col- delle vecchie varietà è stata gradual- sce di consumo.
tivazione arrivando a diffonderle in mente sostituita da un colore di fondo Tuttavia, occorre esprimere an-
areali prima considerati poco vocati o arancione intenso ed una sovraccolora- che qualche riserva perché alle ac-
addirittura proibitivi per una specie co- zione rossa su buona parte dell’epider- cattivanti presentazioni del prodotto
sì sensibile alle variazioni climatiche mide. Poi la polpa, oggi quasi sempre confezionato non sempre corrisponde
ed ambientali. spicca e resistente alle manipolazioni, una soddisfacente qualità gustativa,

8 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
che resta un punto fondamentale di
soddisfazione e fidelizzazione da par-
te di chi acquista.
Il grande interesse per questa spe-
cie continua ad alimentare un forte
dinamismo varietale grazie all’elevato
numero dei soggetti (breeder, editori e
soprattutto vivaisti) impegnati in ricer-
ca e sviluppo.
Appare quindi evidente quanto sia
elevata ed indispensabile l’opera di
valutazione di tutto il materiale gene-
tico, soprattutto di provenienza estera,
e quanto sia complesso per il mondo
della produzione districarsi corretta-
mente in mezzo alle nuove proposte al
fine di individuare le varietà più idonee
alle singole realtà di coltivazione.
Nei prossimi anni sarà anche ne-
cessario riflettere sulla programma- 5Wondercot e Pricia (destra), due nuove introduzioni di qualità nel periodo di maturazione
zione degli impianti, almeno a livello precoce.
di Organizzazioni di Produttori, visto
il notevole incremento delle superfici
con varietà a maturazione precoce e
tardiva, onde evitare la saturazione del
mercato in periodi che inevitabilmente
saranno destinati ad un progressivo au-
mento dei quantitativi offerti.

Le varietà
Epoca Maggio
Tenendo conto delle esigenze in
ore di freddo e delle aree geografiche 5Gemma, frutto del breeding italiano, e Ladycot (destra), di origine francese; occupano lo spazio
in cui si produce, il periodo precoce si produttivo tra giugno e luglio.
apre oggi con due varietà a basso e/o
ridotto fabbisogno. Si tratta di Moga-
dor* e Colorado*, caratterizzate da fio-
riture precoci e quindi certamente più
vocate ai climi del Sud. Per la prima
si riscontra una sensibilità alla spacca-
tura all’apice del frutto anche con sta-
gioni primaverili non particolarmente
piovose, per la seconda la produttivi-
tà appare incostante. Entrambe hanno
colorazioni pregevoli, ma nei climi del
Centro-Nord il sapore lascia spesso a
desiderare a causa dell’elevata compo-
nente acida. 5Montier fa parte della nuova tipologia di 5Farlis, ennesima introduzione della serie
Sempre nel periodo precoce la albicocche a frutto completamente rosso. Carmingo®, a maturazione molto tardiva.
vecchia Aurora è stata definitivamen-
te sostituita da Wondercot* (matura al le manipolazioni. La pianta è vigorosa di sutura delle due valve che, benché
20-25 maggio al Centro-Nord), dimo- ed ha un portamento espanso. priva di ferite o lesioni, rendeva una
stratasi produttiva se adeguatamente Nei giorni successivi matura Tsu- parte del prodotto non commerciabile.
impollinata. I frutti hanno aspetto at- nami®, cultivar auto-sterile con frutti Questo fenomeno sembra essere le-
traente, con colorazione arancione e molto colorati, produttiva se ben im- gato ad un clima molto piovoso duran-
sovraccolore rosso, ma in alcuni casi si pollinata e con buon sapore ed aroma. te la prima fase di sviluppo dei frutti.
può riscontrare la spaccatura del noc- Vista la precocità e la pezzatura me- Nello stesso periodo matura Pricia*
ciolo. dia, il diradamento deve essere accu- che nel corso delle ultime due annate
È una varietà da scegliere con atten- rato. Negli ultimi due anni su questa si è dimostrata la novità più interessan-
zione vista la scalarità di maturazione varietà si è osservata in raccolta una te. La caratteristica da sottolineare con
e la tipica caratteristica dei frutti a for- percentuale di frutti che presentavano maggior rilievo è l’auto-fertilità, che la
ma umbonata e quindi delicati durante una sorta di “cicatrice” lungo la linea pone come unica cultivar precoce con

10 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
5Consociazioni varietali e presenza di 5Moderni impianti di albicocco in Emilia-Romagna; prevale l’allevamento a fusetto, con densità
pronubi sono il presupposto per garantire rese medio-alte; fondamentale, almeno in alcune varietà, la potatura verde in estate (destra).
quantitativamente adeguate anche nelle varietà
auto-incompatibili.

tale pregio, ma anche l’aspetto molto come la tenuta sulla pianta. Oltre ad
attraente dei frutti (con un sovraccolore essere auto-fertile e quindi più idonea
rosso molto esteso ed acceso su sfondo ad ambienti meno vocati alla specie, è
arancione) non è da meno. una pianta semplice da gestire perché
Vista la precocità di maturazione e poco vigorosa ed assurgente.
l’elevata intensità di allegagione il dira- L’epoca intermedia (terza decade di
damento si è dimostrato fondamentale giugno), dove in passato Goldrich era
per garantirne pezzature adeguate. la varietà di riferimento, è ad oggi il
Su questa cultivar restano da chia- periodo in cui si è innovato di meno.
rire alcuni aspetti che riguardano in A rappresentare tale epoca c’è Orange
primo luogo il sapore, che in raccolte Rubis®Columine*, varietà auto-fertile e
troppo anticipate presenta un tenore di produttiva i cui frutti hanno il pregio
acidità elevato, ed anche la tenuta dei di avere un sapore sub-acido e quindi
frutti in pianta. molto gradevole. La pezzatura è buona
e la maturazione, essendo molto scala-
Epoca Giugno re, obbliga a frequenti passaggi durante
Lunafull* è oggi la varietà di riferi- la raccolta.
mento nel periodo precoce maturando Mediabel* rappresenta una buona
nei primi giorni di giugno. Garantisce alternativa, anche se non del tutto con-
ottime pezzature, buona tenuta e no- vincente.
tevole tolleranza alle manipolazioni. Si è dimostrata molto produttiva
L’aspetto esteriore dei frutti risulta or- grazie all’auto-fertilità; i frutti presen-
mai superato rispetto ai nuovi standard tano uno sfondo arancione con sovrac-
a causa della mancanza del sovracco- colore rosso, la polpa è consistente e
lore rosso che la rende così meno ap- di buon sapore. Tuttavia, in prossimità
prezzata dal mercato. della raccolta l’epidermide dei frutti
Essendo auto-sterile è fondamenta- manifesta una sensibilità alle piogge
le la scelta degli impollinatori idonei tale per cui, anche in caso di modeste
ed una potatura estiva che garantisca precipitazioni, l’aspetto esteriore può
un’abbondante emissione di legno a essere compromesso. La pianta è rusti-
fiore durante l’estate. ca e vigorosa.
Nella prima decade di giugno ma- Nello stesso periodo matura anche
tura Pinkot ®Copty*, varietà oramai Sunny Cot*, varietà molto colorata e
consolidata ed a suo tempo capostipite caratterizzata da pezzatura e sapore
nel presentare le nuove caratteristiche buoni, non elevata la tenuta in pianta.
estetiche a cominciare dalla forte co- Non è auto-fertile.
lorazione arancione-rossa. Sebbene i A fine giugno matura Kioto*, va-
frutti presentino pezzature e colora- 5Effetti di attacchi di Pseudomonas, con rietà classica di riferimento sia come
zioni di grande pregio, questa cultivar “esplosione” di gommosi (in alto), e di produttività sia come aspetto dei frut-
fitoplasmi in giovani impianti di albicocco nel
continua ad incontrare difficoltà nella Nord Italia; necessari un maggior controllo ti. Molto adattabile ai diversi ambien-
costanza di produzione. La causa de- delle provenienze del materiale di impianto e ti, presenta una notevole costanza di
riva dalla combinazione di due fatto- massima attenzione alla profilassi in campo. produzione.
ri: auto-sterilità ed elevata vigoria. È Vista l’elevata intensità di allega-
quindi fondamentale da un lato curare Nello stesso periodo matura Flo- gione e la pezzatura di medio calibro
l’impollinazione e, dall’altro, gestire pria* che si pone come possibile al- risulta molto utile il diradamento fio-
la pianta con adeguate potature estive ternativa a Pinkcot®. I frutti hanno co- rale per avvantaggiare il calibro dei
che ne attenuino la vigoria e ne favori- lorazione aranciata con sovraccolore frutti.
scano la differenziazione a fiore. rosso esteso, la pezzatura è buona, così Inoltre, la pianta, avendo una vigo-

12 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
ria molto ridotta, si avvantaggia sia nel
calibro che nella qualità del prodotto
di portinnesti più vigorosi del classico
Mirabolano 29C come, ad esempio, il
GF667 con un intermedio di pesco. Il
Mirabolano 29C resta invece valido
nei terreni più fertili.
Epoca Luglio
Ladycot* matura 5-7 giorni dopo
Kioto ed è sicuramente tra le nuove va-
rietà la più interessante, soprattutto per
il periodo. Matura in contemporanea 5Forficule (sinistra) e capnodio sono altri due elementi di difficoltà che aggravano l’attuale
a Portici, è auto-fertile con produtti- situazione fitosanitaria dell’albicocco.
vità elevata e costante, i frutti sono di
pezzatura buona con sfondo arancio e Farbaly* matura a fine luglio e può lesato caratteristiche organolettiche
sovraccolore rosso. Buono anche il sa- essere considerata la varietà apripista molto interessanti. La colorazione dei
pore, con buccia poco acida. del nuovo periodo tardivo. Sono diver- frutti è attraente, il sapore è buono, la
A metà luglio matura Faralia*, una si i pregi che ne hanno decretato il no- pezzatura medio-bassa. È una varietà
delle cultivar tardive che negli ultimi tevole sviluppo, a partire dalla rusticità auto-fertile e molto produttiva per cui
anni ha incontrato il miglior favore da e dall’auto-fertilità. Tuttavia, questa è fondamentale un diradamento pre-
parte dei produttori di albicocche. Nel cultivar presenta frutti con una colora- coce ed incisivo sia dei fiori che dei
gruppo delle varietà a maturazione tar- zione poco attraente, gialla e schiarita, frutti.
diva è sicuramente quella che presen- soprattutto in concomitanza delle ele- A chiudere un calendario lungo
ta i frutti più attraenti grazie all’ottima vate produzioni a cui questa varietà ci addirittura più di tre mesi, nell’ulti-
colorazione ed all’elevata pezzatura. ha abituati. Anche la forma del frutto è ma decade di agosto matura Farclo*,
Il sapore è buono, così come la tenuta spesso irregolare. auto-fertile e molto produttiva, con
in pianta. È auto-fertile, ma in maniera frutti di calibro medio-piccolo ed una
non elevata, per cui non necessita di Epoca Agosto
colorazione giallo intenso. Il sapore è
diradamenti intensi e garantisce ottimi Dopo Farbaly*, a distanza di 12- buono, la pianta è rustica e di facile
calibri. 15 giorni, matura Farlis* che ha pa- gestione.

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 13
Alcune novità con abbondante sovraccolore rosso ed essere più o meno intensa e brillante
una buona tenuta in pianta. e quindi anche l’aspetto esteriore dei
Alla serie Carmingo® (di Internatio- frutti può essere talmente inusuale
nal Plant Selection), di cui fanno parte Il miglioramento genetico da confondere l’albicocca con una
diverse varietà precedentemente de- in Italia pesca (s’intende, ai non esperti del
scritte (Pricia, Mediabel, Faralia, Far- settore).Se le epoche di maturazione
baly, ecc…) oggi si aggiungono nuove In un contesto varietale così dina- delle selezioni sono già tali da copri-
cultivar in osservazione. mico anche in Italia sono stati ottenuti re quasi tutto il periodo di commer-
L’interesse maggiore è per il perio- risultati interessanti. cializzazione, appare evidente che il
do intermedio dove certamente più che Il programma di miglioramento ge- materiale sino ad ora osservato non
in altre epoche serve un nuovo impul- netico denominato MAS.PES (alleanza ha del tutto ancora convinto. Esistono
so all’innovazione ed al miglioramento fra Istituzioni scientifiche e Fondazioni infatti riserve sulla piena affidabilità
dello standard varietale. A tal propo- bancarie della Romagna), gestito dalle della maggior parte di queste novità
sito sono arrivate Mediva*, Medoly* e Università di Milano e Bologna insie- non ancora sufficientemente valutate
Medflo*. me ai centri di ricerca Crpv (Cesena) e in campo.
In epoca precoce viene proposta Astra (Faenza-Imola) e co-finanziato da In alcuni casi manca la tenuta dei
Primidi* e per il periodo tardivo Farbe- alcune delle principali Organizzazioni frutti, sia in pianta sia in conservazio-
la* che ha l’obbiettivo di migliorare lo di Produttori della Regione Emilia-Ro- ne, in altri il sapore è scarso a causa di
standard qualitativo di Farbaly. magna (Apofruit, ApoConerpo, Orogel un elevato tenore di acidità oppure la
I vivai Escande, in epoca mol- Fresco, Pempacorer-Terremerse), sta pezzatura non è soddisfacente.
to precoce (fine maggio), propongo- portando all’ottenimento di un nuovo La prima varietà rossa ad essere sta-
no Banzai ®EAR5-5012*, auto-fertile calendario varietale mirato alla Pianu- ta commercializzata a livello vivaistico
e di bella colorazione sebbene la ra Padana orientale. Recentemente è è Rubista*; matura intorno al 15 giu-
pezzatura non sembra all’altezza, e stata introdotta Emma®, nuova cultivar gno, è molto produttiva, ma pezzatura
Tornado®PEPS7016* ancora da valu- auto-fertile che matura 10 giorni prima e tenuta dei frutti non sono elevate.
tare. Pochi giorni prima di Pinkcot® di Kioto. I frutti sono di pezzatura me- Altra cultivar da poco entrata nel
viene invece proposta Samouraï®EAR1 dia, con colore di fondo giallo-arancia- commercio vivaistico è Monabri*, con
5034*, con una pianta più semplice to ed un leggero sovraccolore rosso, il frutti di buona pezzatura e tenuta. Non
da gestire perché di vigore più con- sapore è buono ed aromatico, la pianta è auto-fertile e la produttività resta an-
tenuto anche se la produttività ed il è rustica e vigorosa. Quasi in contem- cora da chiarire.
sapore restano da chiarire. Pochi gior- poranea a Kioto matura invece Gem- Certamente, nonostante le incertez-
ni dopo matura una quarta varietà, ma®, anch’essa auto-fertile e con frutti ze, è importante continuare a seguire
Ninja®EA5040*, anch’essa tuttora poco di pregevoli qualità organolettiche. La questa tipologia varietale per capire se
conosciuta. buccia è di colore giallo-aranciato con nei prossimi anni ci sarà, oltre ad un
Sempre di provenienza francese (da sovraccolore rosso. La pianta ha vigo- ulteriore miglioramento varietale, an-
Agro Selection Fruits) c’è la serie Regal- ria medio-elevata. che un crescente interesse da parte dei
cot® con varietà a maturazione medio- Il periodo tardivo è rappresentato mercati.
tardiva caratterizzate da colorazione da Petra® (contemporanea a Ladycot),
rossa molto estesa. Attualmente si sono auto-fertile e produttiva, con eleva- La resistenza alla Sharka:
osservate le prime produzioni di Apri- ta tenuta in pianta e buon sapore; il nuove opportunità
bang* con frutti in maturazione a metà frutto è aranciato, senza sovraccolo-
giugno, dall’aspetto molto attraente e re rosso, e talora manifesta difettosi- Negli areali ove è particolarmen-
sapore dolce e aromatico. A questa si tà della buccia che lo rendono poco te diffuso, il virus della Sharka (PPV)
aggiungono ad inizio giugno Aprireve* attraente. continua ad essere una problematica
ed Apriqueen*, poi a seguire, dalla se- Nuove selezioni sono tuttora in os- talmente grave da costringere molti
conda decade di giugno, Aprisweet* e servazione con l’obbiettivo di ottenere produttori a non piantare più drupacee
Aprinew* di cui ancora non si hanno cultivar di elevato profilo sensoriale sensibili a questa patologia.
dati concreti. e, essendo autoctone, anche di eccel- Anche l’albicocco non è esente ed,
Anche Cot International (“ma- lente adattabilità ambientale non solo in particolare, è il ceppo D a colpire
drina” delle diffuse Wondercot*, collinare, ma anche per la pianura ro- questa specie.
Ladycot, ecc.) propone quattro nuove magnola, con una buona affidabilità Attualmente diversi costitutori stan-
cultivar per coprire ilperiodo da metà produttiva. no lavorando o hanno già licenziato al-
giugno e metà luglio: Flash Cot, De- cune varietà che promettono di essere
lice Cot, Swired e Swigold, tutte con Le varietà a buccia rossa resistenti al virus e quindi di non poter
colorazioni molto attraenti, ma ancora essere infettate.
da valutare. Se, come detto in precedenza, da Sono già disponibili in commercio
Nel periodo tardivo, infine, in al- un lato si lavora sulle varietà bicolori, le varietà della serie Aramis®, licenzia-
ternativa alle varietà della serie Car- dall’altro si sta assistendo presso i vari te dalla francese Cep Innovation, con
mingo®, un altro gruppo spagnolo, PSB costitutori privati europei alla creazio- un calendario di maturazione che ini-
Producion Vegetal, presenta Milord* ne di una nuova linea genetica: le va- zia con Bergeval*, nella seconda de-
(contemporanea a Faralia) e Sherpa* rietà con frutti a buccia completamente cade di giugno, e prosegue con Sha-
che matura una settimana dopo. En- rossa. made*, Bergarouge*, Anegat* (epoca
trambe sono auto-fertili e i frutti hanno A seconda delle selezioni sino ad Bergeron) e si conclude con Congat* (+
una colorazione di fondo arancione ora osservate la colorazione rossa può 20 giorni da Bergeron).

14 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Anche Escande propone alcune ne di nuovi impianti, sia alla durata anticipata anche di una settimana, con
cultivar resistenti inserendole in un ca- di quelli esistenti sono sicuramente le conseguente abbondante emissione di
lendario incentrato su tutto il mese di batteriosi. foglie e pochi fiori. Durante l’estate le
luglio; si tratta di Adriana®, Betinka®, Si tratta di un quadro patologico foglie diventano poi clorotiche, poco
Candela® e Sophia®. molto ampio che prende il nome di sviluppate e tendono ad accartocciar-
È prematuro definire le caratteristi- “deperimento batterico dell’albicocco” si dando alla pianta colpita il tipico
che di tutte queste varietà perché gli ed è causato principalmente dai batteri aspetto sofferente.
impianti attualmente esistenti nel no- appartenenti alla popolazione del ge- Le colonie, colpiscono i tessuti flo-
stro Paese sono ancora troppo giovani nere Pseudomonas. ematici occludendo il flusso linfatico e
per fornire dati attendibili. I sintomi più evidenti sono quelli portando la pianta ad un disseccamen-
Di certo l’albicocco, con queste primaverili con l’appassimento parzia- to in tempi più o meno lunghi.
varietà resistenti, se verranno conside- le o totale della pianta e la conseguen- Non essendoci cure è fondamentale
rate valide per tutti gli aspetti agrono- te morte, l’emissione di gomma e la in primo luogo utilizzare materiale vi-
mici e qualitativi, avrebbe un ulteriore formazione di cancri rameali sul legno vaistico sano e certificato e, all’interno
punto di forza che gli consentirebbe più vecchio. dei frutteti colpiti, eradicare tempesti-
di proporsi a quei produttori che si Il problema è variabile a seconda vamente le piante malate in modo da
trovano in zone di coltivazione par- delle annate e legato sia alle tempera- ridurre il più possibile le fonti di inocu-
ticolarmente esposte alla Sharka, for- ture invernali molto rigide, sia all’ele- lo. Sono allo studio anche i comporta-
nendo loro una possibile alternativa di vata piovosità durante la primavera. La menti di alcuni insetti considerati vet-
investimento. difesa si basa su frequenti trattamenti tori di questa malattia per attuare una
a base di rame, soprattutto durante il possibile difesa.
Un quadro fitopatologico periodo autunno-invernale. Il capnodio (Capnodis tenebrionis
complesso Negli ultimi anni si è assistito in L.) è un coleottero fitofago delle dru-
Emilia-Romagna ad un progressivo pacee diffusamente presente in tutto
Oltre alla problematica Sharka, aumento di un’altra infezione cha ha il bacino del Mediterraneo e nel no-
l’albicocco soffre di alcune avversità colpito vari impianti: attacchi di fito- stro Paese è particolarmente dannoso
sanitarie che attualmente ne mettono plasmi con un abbassamento dell’età nell’area metapontina della Basilicata,
seriamente a rischio la coltivazione media di comparsa dei sintomi a 2-4 ma anche in Emilia-Romagna, nella fa-
in diverse aree geografiche del nostro anni. scia appenninica orientale.
Paese. Nelle piante colpite si nota co- Le larve di questo pericoloso inset-
Un serio ostacolo sia alla diffusio- sì una ripresa vegetativa con fioritura to attaccano l’apparato radicale della

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 15
pianta, nutrendosene e portando ad un te l’auto-compatibilità garantisce ogni diverse ed uniche e che quando si par-
veloce deperimento dell’albero e con- anno il raccolto, dall’altra può essere la di tecnica colturale sia impossibile
seguentemente alla sua morte. uno dei più pericolosi avversari contro generalizzare.
Le infestazioni, solitamente, sono l’ottenimento di un prodotto di qualità Con le varietà attuali appare evi-
cicliche e si aggravano dopo estati perché solo con un diradamento ac- dente come sia facile arrivare ad uno
particolarmente calde e siccitose, fa- curato e tempestivo (anche fiorale) si squilibrio vegetativo che può compro-
vorevoli allo sviluppo dell’insetto. At- possono ottenere quelle caratteristiche mettere l’ottimale differenziazione a
tualmente la ricerca sta lavorando per di colore e pezzatura che il mercato fiore, soprattutto se, ad operazioni sba-
colmare la mancanza di mezzi tecnici andrà a premiare. gliate, si aggiungono concimazioni ed
adeguati ad una valida strategia di di- Se invece guardiamo alle varietà irrigazioni non corrispondenti al conte-
fesa. L’interesse è indirizzato sia verso precoci, vediamo che l’auto-incom- sto produttivo.
l’individuazione di molecole efficaci patibilità è ancora il denominatore Certamente la potatura resta il
contro gli adulti (per la lotta chimica), comune della quasi totalità delle nuo- nodo centrale da cui partire tenendo
sia verso l’utilizzo in campo di barrie- ve varietà. Questo fatto può portare ben presente quanto siano diverse le
re fisiche (es. pacciamature) per impe- negli anni ad un’alternanza di produ- attitudini a fruttificare dei diversi ra-
dire alla femmina adulta di deporre le zione che si ripercuote sia sull’eco- mi a frutto (dardi, brindilli, rami misti)
uova in prossimità del colletto della nomia della singola azienda agricola, a seconda della varietà con cui ci si
pianta. sia a livello globale sulla possibilità confronta.
Negli areali piemontese ed emilia- di attuare concreti programmi com- Se si guarda al passato tale pratica
no-romagnolo è negli ultimi anni salita merciali. era svolta principalmente nel periodo
l’attenzione anche nei confronti delle Al momento della scelta varietale invernale e gli interventi rivolti alla ge-
forficule (Forficula auricularia) a causa l’auto-incompatibilità deve essere con- stione della chioma “al verde” erano
dei forti danni in raccolta. Una volta siderata con attenzione in quanto si spesso trascurati o si limitavano ad uno
sull’albero, si annidano nel frutto. In rende necessaria un’idonea consocia- sfoltimento dei germogli interni più
passato questo insetto risultava partico- zione varietale con uno o più impolli- sviluppati (es. succhioni con germogli
larmente pericoloso solo nella varietà natori che siano compatibili e riescano anticipati).
sensibili al “cracking”, ma attualmente a produrre una quantità di polline suf- Più la varietà è precoce e vigorosa
gli attacchi sono consistenti anche in ficiente a garantire un’adeguata allega- (es. Wondercot*) maggiore è l’impor-
altre varietà. gione dei fiori. tanza di anticipare la potatura subito
I danni consistono in erosioni sub- In alcune varietà (es. Pinkcot® o Lu- dopo la raccolta in modo da attenua-
circolari che interessano dapprima l’e- nafull*) l’esperienza ha dimostrato che re la risposta a legno e generare, dai
pidermide per poi estendersi anche al- l’utilizzo di impollinatori a perdere, tagli sui rami di maggior calibro, una
la polpa, rendendo il frutto non idoneo come è usuale ad esempio nel susino, buona percentuale di germogli pro-
al consumo e, comunque, altamente non sempre garantisce una produttività duttivi.
suscettibile all’attacco di patologie fun- costante se non introdotti in percentua- Su varietà che fruttificano princi-
gine responsabili dei marciumi. li non inferiori al 20% sul totale delle palmente sul legno nuovo, cioè il brin-
La difesa si basa su insetticidi usa- piante, con intervalli regolari non infe- dillo (es. Lunafull*), è fondamentale
ti per altri fitofagi, ma che presentano riori ai 10 metri lineari sul filare. una cimatura dei germogli vigorosi
un’attività contenitiva anche per questo Inoltre, è consigliabile, ove possibi- entro la fase fenologica di indurimen-
insetto; utili, ad esempio, i trattamenti le, mettere a dimora la varietà prescelta to del nocciolo in modo da ottenere,
notturni con Spinosad, ma in caso di a file alterne insieme alla varietà im- dai successivi ricacci, dei germogli di
forti infestazioni è indispensabile inte- pollinatrice in un rapporto di almeno calibro medio-piccolo rivestiti di fio-
grare la difesa chimica con altre opera- 2:1 a favore della cultivar principale, ri e non rami molto sviluppati e poco
zioni come l’applicazione intorno alla a condizione ovviamente che anche produttivi.
base del tronco di colle entomologiche la varietà impollinatrice abbia idonei Sulle cultivar che presentano pezza-
per impedire la risalita di questi insetti requisiti commerciali (es. Lunafull* e ture dei frutti medio-basse (es. Farlis*) è
sulla chioma. Orange Rubis®). utile invece “invecchiare” il legno in
Infine, è bene ricordare l’utilità de- modo da ottenere dei dardi fioriferi che
Auto-fertilità, auto-sterilità gli insetti pronubi come le api o i bom- per loro caratteristica danno frutti con
e impollinazione: bi per favorire la “circolazione” del calibri maggiori.
dubbi da sciogliere polline. Kioto, varietà poco vigorosa, si av-
Se adeguatamente impollinata una vale al contrario di una potatura inver-
Notoriamente l’albicocco ha avuto varietà non auto-fertile potrà garantire nale molto accurata, mentre in estate ci
nell’alternanza di produzione, con le il giusto compromesso tra una buona si limita a piccoli interventi.
varietà del passato, uno dei suoi mag- produzione ed un diradamento meno Sono solo alcuni esempi che servo-
giori problemi. impegnativo ed oneroso. no a spiegare come la tecnica colturale
È chiaro che il successo ottenuto dell’albicocco sia strettamente legata al
negli ultimi anni dalle nuove varietà Tecnica colturale singolo caso e quanto la scelta di una
tardive è legato soprattutto all’auto- da adattare determinata varietà debba essere assai
fertilità e quindi alla costanza di pro- alle diverse varietà ragionata al fine di poter far fronte con
duzione anche in annate con climi tempestività alle pratiche agronomiche
difficili. Oggi, osservando le nuove varietà menzionate ed evitare fallimenti a cui
Alla luce di questo dato è però ne- appare chiaro come ognuna di esse questa specie, purtroppo, ci ha troppo
cessario sottolineare che se da una par- abbia caratteristiche vegeto-produttive spesso abituati. ■

16 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tecnica SPECIALE ALBICOCCO

Mancato fabbisogno in freddo e ridotta


produzione di nuove varietà in Basilicata
Carmelo Mennone1 - Amedeo Silletti1 - Macario Latronico2
Az. Sper.le Pantanello – Alsia - Metaponto (Mt)
1

Tecnico responsabile area Metapontina - Coop. Terremerse Bagnacavallo (Ra)


2

interesse agronomico in virtù delle l’autofertilità; il fabbisogno in freddo; i


Indagine sul comportamento crescenti richieste di mercato che ap- caratteri pomologici correlati alle tec-
fenologico di nuove e vecchie prezza le nuove tipologie di frutto so- niche colturali; l’habitus vegetativo e le
varietà di albicocco nell’annata vraccolorate e dal sapore dolce. A tal tecniche di gestione della pianta.
2014 nella collezione varietale fine, sono state introdotte nuove va- È noto che le drupacee iniziano
di Metaponto e in altri siti di rietà, selezionate in vari ambienti, con l’induzione a fiore delle gemme nel
coltivazione. l’obiettivo di estendere il calendario mese di giugno-luglio: in questa fase,
di raccolta. È nota la scarsa adattabi- ogni gemma si differenzia a fiore o a
lità ambientale di questa specie che, legno. Successivamente, la gemma per
anche nello stesso areale, può manife- poter fiorire necessita dell’accumulo di

N
el metapontino la coltivazione stare comportamenti differenti, derivati un certo numero di ore di freddo, va-
dell’albicocco ha avuto nell’ul- da caratteri varietali biofisiologici non riabile in base alla specie e alla varietà.
timo decennio un rinnovato sempre noti, che nello specifico sono: Partendo dal momento dell’indu-

18 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 1 - Stima delle perdite di albicocche registrata nel 2014 per mancato soddisfacimento delle esigenze in freddo e
per altre cause climatiche nell’areale di coltivazione lucano
Stima delle perdite Stime delle superfici
Varietà Resa (t/ha) Prod. Totale (t) Danno ponderato (t)
produttive (%) interessate (ha)
Mogador 15 50 20 1000 150
Margottina 80 10 20 200 160
Aurora 90 20 20 400 360
Ninfa 10 1000 30 30000 3000
Bora 80 200 20 4000 3200
Flopria 10 200 25 5000 500
Antonio Errani 60 10 15 150 90
Pinkcot 85 10 15 150 127,5
Vitillo 10 100 20 2000 200
Bella di Imola 30 100 20 2000 600
Orange Rubis 35 1000 25 25000 8750
Sweet Cot 80 20 20 400 320
Big Red 80 40 20 800 640
San Castrese 20 100 20 2000 400
Cafona 40 100 15 1500 600
Kioto 90 500 250 12500 11250
Portici 20 500 20 10000 2000
Pieve 90 10 20 200 180
Altre 30 50 20 1000 300
Media 50,3 4020 20,5 98300 32827,5

duzione lo determinano le auxine, le


citochinine, l’etilene e le poliammidi,
mentre le gibberelline hanno un effetto
negativo;
––i frutti, la cui presenza è negativa in
quanto competono per i carboidrati;
––la luce: ha un effetto positivo, difatti
l’induzione si riduce nelle parti della
chioma in cui la luce è minore;
––il rapporto C/N: se elevato favorisce
l’induzione a fiore, se basso la reprime.
Ai fattori legati alla pianta si ag-
giungono quelli legati alla tecnica col-
turale; in particolare, tutte le pratiche
che determinano una riduzione della
vigoria e delle dimensioni dell’albero
favoriscono la formazione di gemme
fiorali. In tal senso assumono un ruolo
fondamentale:
––il portinnesto, che induce più o meno
vigoria;
––la potatura, che regola l’equilibrio
vegeto-produttivo; nelle piante più vi-
gorose si ha una minore induzione;
––l’incisione anulare, che favorendo
l’accumulo dei carboidrati nella parte
5Fig. 1 - Albicoccheto in piena fioritura nel metapontino. aerea favorisce l’induzione;
––la concimazione: un eccesso di azo-
zione antogena, un ruolo determinante no carboidrati fondamentali nell’indu- to riduce l’induzione;
lo rivestono: zione a fiore; ––i fitoregolatori, che come detto in
––le foglie: con la fotosintesi accumula- ––i fitormoni: un effetto positivo sull’in- precedenza possono favorirla o meno.

20 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 2 - Stima delle unità in freddo nelle diverse località metapontine dell’indagine. Le “Chill Units” rappresentano il
numero cumulato di ore nelle quali la temperatura si è mantenuta al di sotto di 7,2°C nel periodo novembre-febbraio
Areale di coltivazione
Metodo Tursi S. Bernalda Montalbano Nova Siri Agr Pisticci Policoro Policoro Montescaglioso Metaponto Metaponto
“Chill Units” Donato Spineto Cozzo del fico La Collinetta Castelluccio Troyli sottano Pantanello CRA C7
NOVEMBRE
2014/15 25,0 -73,0 72,0 -235,0 -4,5 -94,5 -286,0 32,0 -128,5 -127,0
2013/2014 66,5 51,5 144 87 7,5 -21 7,5 135 0,5 -17
Dato medio 138,6 129,5 203,9 52,1 181,3 127,3 160,1 191,3 93,6 103,2
DICEMBRE
2014/15 369,5 405,0 477,0 227,0 432,0 371,5 225,5 411,0 364,0 362,0
2013/2014 531,0 492,5 571,0 561,5 485,5 410,5 485,5 506,0 430,0 412,5
Dato medio 405,7 417,2 466,1 387,8 466,2 426,1 412,7 438,6 388,6 364,4
GENNAIO
2014/15 402,5 523,0 568,0 393,5 543,5 489,0 320,0 483,5 496,0 483,0
2013/2014 506,0 445,0 528,5 492,0 413,5 415,0 413,5 479,0 409,0 406,0
Dato medio 470,0 515,8 533,1 501,1 542,5 522,5 471,5 509,1 482,7 476,9
FEBBRAIO
2014/15 405,0 471,5 541,5 574,0 544,5 498,5 289,5 439,5 420,5 392,0
2013/2014 327,0 279,5 378,5 352,5 260,5 95,5 260,5 328,5 247,5 238,0
Dato medio 411,9 426,2 496,7 440,4 463,9 447,1 425,2 418,5 420,1 376,7
TOTALE
2014/15 1202,0 1326,5 1658,5 959,5 1515,5 1264,5 549,0 1366,0 1152,0 1110,0
2013/2014 1430,5 1268,5 1622,0 1493,0 1167,0 900,0 1167,0 1448,5 1087,0 1039,5
Dato medio 1426,2 1488,7 1699,8 1381,4 1653,9 1523,0 1469,5 1557,5 1385,0 1321,2

Apicoltura in difficoltà: meno miele nel 2014


Notizie dal mondo dell’apicoltura. Come stanno le api? L’opinione dei professionisti

“I l 2014 si è chiuso come il peggior anno nel-


la storia dell’apicoltura per diversi fattori e, in
particolare, per le avversità di carattere meteorolo-
Fortunatamente al momento si tratta più che al-
tro di una presunta minaccia, per la quale tuttavia
gli apicoltori sono già allertati per prevenire rischi
gico che, a memoria d’apicoltore, sono state senza maggiori.
precedenti.” In queste poche righe, tratte dal report Nel 2014, dunque, l’andamento stagionale ha
multimediale realizzato dall’Osservatorio Nazionale portato ad un certo indebolimento delle famiglie,
del Miele a fine 2014 (Naldi, 2014), è ben fotografa- con una riduzione generalizzata dell’attività di bot-
ta la situazione che complessivamente si è venuta tinamento e quindi ad una flessione significativa
a determinare nel settore apistico e che ha visto nella produzione dei vari prodotti dell’alveare. Tut-
una pessima annata in tutta la Penisola, sia per le tavia, per la nuova campagna 2015 metteremo in
produzioni primaverili, sia per quelle estive, sia al campo, come sempre, impegno e competenza al
Nord che al Sud. fine di garantire il benessere delle api, consape-
Anche in base alle esperienze personali, aven- voli del loro ruolo fondamentale svolto nel servizio
do apiari distribuiti praticamente in tutta Italia, non 5Nella foto, Tiziano dell’impollinazione.
resta purtroppo che confermare questo pesante Rondinini, “storico” ed Dunque, che fare? Siamo pronti e attivi per cer-
quadro sfavorevole, con le criticità derivanti innanzi appassionato apicoltore care di contrastare (ove possibile e almeno in qual-
tutto da condizioni meteo assolutamente fuori dalla di Faenza, esperto di che misura) le varie criticità dell’alveare. In fondo,
norma in senso negativo. impollinazione dei da sempre siamo abituati a fare i conti con difficoltà
A parte gli eventi meteo avversi, dobbiamo fruttiferi e di produzione varie e con strade quasi mai facili (e men che mai in
di mieli.
anche ricordare che, nel 2014, in Calabria, alcuni discesa) e, quindi, abbiamo acquisito un ottimo “al-
apicoltori sul finire dell’estate (5 settembre) hanno lenamento”, maturando esperienza, professionali-
rilevato nei loro alveari la sporadica presenza di Aethina tumida, tà, e un approccio positivo alle difficoltà. Anche per la stagione
un coleottero degli alveari individuato e descritto per la prima 2015 siamo preparati a fronteggiare le sfide che in fondo sono
volta in Nigeria (Murray, 1867), poi in Sud-Africa (Lundie, 1940), il nostro pane quotidiano, e alle quali non possiamo rinunciare
nell’Emisfero Ovest (Elzen e coll., 1999) e negli USA (Pettis, per il bene collettivo.
2000), ma solo ora “materializzatosi” anche in Italia, per la cui Tiziano Rondinini - Gianlorenzo Calzoni
individuazione precoce ci stiamo già attivamente mobilitando. Apicoltori in Faenza (Ra)

22 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
È evidente che per alcuni di que- Tab. 3 - Fabbisogno in freddo per alcune cultivar di albicocco diffuse nei
sti caratteri è difficile porre delle cor- campi commerciali (dati bibliografici)
rezioni, ad esempio per il fabbisogno Fabbisogno in freddo dell’albicocco (varietà di riferimento)
in freddo, anche perché difficilmente
Basso<=1000 CU Ore Medio 1000-1200 CU Ore Alto >1200 CU Ore
controllabili in quanto dipendenti dal-
le condizioni ambientali. Queste nel San Castrese 870 Canino 1020 Boccuccia Liscia 1250
Metapontino hanno fortemente con- Ninfa 950 Vitillo 1070 Orange red 1450
dizionato il comportamento vegeto-
produttivo delle diverse varietà nella Boccuccia Spinosa 1000 Fracasso 1100
scorsa annata, una delle peggiori degli Portici 1180
ultimi anni per la scarsa quantità delle CU = Chill Units
produzioni.
Tab. 4 - Fabbisogno in freddo di nuove varietà di albicocco diffuse nel
La situazione del 2014 Metaponto (dati inediti elaborati in collaborazione con l’Università di Pisa)
Dalla tabella 1, dove sono riporta- Basso<=1000 CU Ore Medio 1000-1200 CU Ore Alto >1200 CU Ore
ti i danni subiti dalle diverse varietà, Farbaly 810 Robada 1040 Kioto >1300
si evince che quelle solitamente più
danneggiate sono le auto-incompati- Fardao 1040
bili, anche se Kioto, auto-compatibile, Pinkcot 1140
dato l’elevato fabbisogno in freddo, è Bergarouge 1140
stata la cultivar che ha subito il mag-
CU = Chill Units
giore danno. In linea di massima le va-
rietà che hanno risposto meglio sono
state Ninfa, che accomuna un basso dati registrati negli ultimi 10 anni nelle della fioritura è deleteria, in quanto ri-
fabbisogno in freddo e l’auto-fertilità, principali stazioni meteorologiche pre- chiedono l’impollinazione con cultivar
Tirynthos e il gruppo delle napoleta- senti sul territorio, si può notare che: inter-fertili. Solitamente nelle annate
ne, meglio adattate alle condizioni ––negli ultimi anni si ha una diminuzio- con basso numero di ore di freddo non
ambientali metapontine. Tutte le va- ne delle ore di freddo rispetto ai dati si ha concomitanza di fioritura e quin-
rietà auto-incompatibili hanno regi- storici; di viene meno il presupposto per cui
strato delle perdite di produzione alte, ––nei primi mesi autunnali (novembre- queste cultivar sono state consociate.
mentre per le “low chilling” il com- dicembre) le ore accumulate sono mol- Questo ci deve rendere consapevoli
portamento è stato positivo, anche se to poche; della difficoltà di inserire varietà auto-
in alcuni casi non è stato univoco (ve- ––si caratterizzano diverse aree del ter- incompatibili in contesti climatici in
di Margottina); probabilmente la par- ritorio nelle quali si può meglio dirigere cui il fabbisogno in freddo non sempre
ziale auto-fertilità ne ha influenzato il lo sviluppo e la diffusione delle varietà. è soddisfatto.
comportamento. Nell’autunno 2013 si sono verifi-
L’albicocco ha accusato perdite cate condizioni ambientali abbastan- La determinazione
complessive in termini quantitativi di za miti, a settembre nel Metapontino è del fabbisogno in freddo
circa il 50% rispetto ad una annata or- stata registrata una temperatura media delle varietà
dinaria. Nell’ambito varietale quelle al di sopra dei 27°C, mentre ad ottobre
maggiormente danneggiate sono state la temperatura media è stata di 25°C. La forte spinta varietale derivata dai
Kioto che accusa perdite produttive Questo andamento climatico mite ha costitutori rende difficile che per tutte
quasi totali, data la tardiva, mancata fatto sì che le piante continuassero a le innovazioni siano disponibili dati
o disforme fioritura che si è verifica- vegetare, stato che ha procrastinato in merito all’auto-fertilità (qualora sia-
ta nei campi commerciali; perdite del di oltre 1 mese la caduta delle foglie no auto-incompatibili non sempre gli
35% ha accusato Orange Rubis (Tab. che, in media, per le diverse varietà, è impollinatori indicati sono idonei) e al
1). Dalle osservazioni di campo è sta- avvenuta dal 10 dicembre e in alcuni fabbisogno in freddo. Traendo spunto
to notato che quando si accomuna un casi fino al 20. È a tutti noto che l’inizio dalle considerazioni fatte in premessa,
medio-alto fabbisogno in freddo con del soddisfacimento del fabbisogno in in collaborazione con l’Università di
l’auto-incompatibilità si possono avere freddo parte da quando almeno il 50% Pisa sono state condotte delle osser-
problemi produttivi. delle foglie é caduto. Per cui nelle con- vazioni per determinare, per le più re-
dizioni climatiche autunnali ha avuto centi innovazioni varietali introdotte, il
L’andamento climatico inizio dalla II decade di dicembre, mo- fabbisogno in freddo.
dell’inverno 2013-14 mento da cui le piante hanno iniziato Il lavoro è consistito nel prelevare
nel Metapontino l’accumulo, che è risultato minore. in tempi determinati alcuni rami dal-
Il mancato soddisfacimento del fab- le piante; di questi è stato osservato
Questo comportamento si è cercato bisogno in freddo ha diverse ripercus- lo sviluppo delle gemme a fiore per
di analizzare considerando i dati rela- sioni sulla fioritura che risulta: molto verificare se avessero la corretta mor-
tivi alle ore di freddo degli ultimi anni; lenta e lunga, scalare e disomogenea fologia rispetto alla fase fenologica e
queste si concentrano nella fase cen- tra varietà, con riflessi negativi sul vo- al numero di ore di freddo registrate.
trale dell’inverno, con temperature miti lo degli insetti pronubi, importanti per Successivamente all’osservazione è
che si protraggono in tutta la stagione l’impollinazione delle varietà inter- stata effettuata la forzatura in ambien-
autunnale. Dalla tabella 2, che riporta i compatibili. Per queste, la scalarità te artificiale per verificare l’entità della

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 23
Tab. 5 - Periodi di fioritura nel campo sperimentale di Metaponto nel quadriennio 2010-14
2010 2011
CULTIVAR durata durata
Inizio Fine Inizio Fine
in giorni in giorni
BERGAROUGE 11-mar 1-apr 21 6-mar 31-mar 25
BOCCUCCIA LISCIA 3-mar 28-mar 25 9-mar 3-apr 25
BOCCUCCIA SPINOSA 7-mar 31-mar 24 27-feb 2-apr 35
FARBALY 1-mar 27-mar 26 8-mar 4-apr 27
FARDAO 9-mar 1-apr 23 15-mar 7-apr 23
FRACASSO 3-mar 25-mar 22 6-mar 31-mar 25
KYOTO 11-mar 2-apr 22 9-mar 30-mar 21
NINFA 23-feb 21-mar 27 29-feb 27-mar 27
ORANGERED 5-mar 1-apr 27 15-mar 5-apr 21
PINKOT 4-mar 27-mar 23 11-mar 4-apr 24
PORTICI 4-mar 27-mar 23 29-feb 25-mar 25
ROBADA 13-mar 4-apr 22 18-mar 9-apr 22
SAN CASTRESE 10-mar 1-apr 22 13-mar 4-apr 22
VITILLO 1-mar 25-mar 24 29-feb 27-mar 27
Media 24 25

Tab. 6 - Variabilità produttiva di varietà di albicocco nella collezione nei campi commerciali (mentre ha ma-
varietale di Metaponto nel quadriennio 2010-14 nifestato media produttività nel cam-
Produzione (kg/pianta) po sperimentale), probabilmente non
CULTIVAR
2010 2011 2012 2013 2014 Media favorita dall’alto fabbisogno in freddo.
Nella tabella 4 sono riportate al-
BERGAROUGE 26,0 23,0 47,0 31,0 7,0 26,8 cune delle nuove varietà introdotte
BOCCUCCIA LISCIA 31,0 24,0 54,0 27,0 16,0 30,4 nell’ultimo decennio in sperimentazio-
BOCCUCCIA SPINOSA 11,0 22,0 51,0 31,0 14,0 25,8 ne e da qualche anno nei campi com-
merciali; di queste Farbaly ha avuto
FARBALY 8,0 12,0 36,0 22,0 6,0 16,8 un medio comportamento produttivo,
FARDAO 12,0 11,0 31,0 16,0 4,0 14,8 mentre le varietà a medio fabbisogno
FRACASSO 45,0 16,0 31,0 36,0 12,0 28,0
in freddo hanno manifestato compor-
tamento insoddisfacente. Un discorso
KIOTO 77,0 80,0 72,0 52,0 18,0 59,8 a parte merita Kioto, da oltre 10 anni
NINFA 49,0 63,0 72,0 65,0 28,0 55,4 introdotta nella sperimentazione e da
5-6 anni nei campi commerciali. Kioto
ORANGERED 32,0 30,0 40,0 44,0 18,0 32,8
è auto-fertile e con elevato fabbisogno
PINKCOT 49,0 30,0 32,0 46,0 11,0 33,6 in freddo: nei campi sperimentali ha
PORTICI 39,0 46,0 65,0 58,0 26,0 46,8 dato risultati produttivi soddisfacenti,
e solo nelle annate con ore di freddo
ROBADA 82,0 36,0 39,0 44,0 11,0 42,4
inferiori alle esigenze varietali ha dato
SAN CASTRESE 53,0 37,0 49,0 52,0 21,0 42,4 problemi produttivi.
VITILLO 18,0 22,0 46,0 44,0 12,0 28,4 Osservando le fioritura degli ulti-
mi 5 anni (Tab. 5) si può notare che la
Media 38,9 33,0 47,5 41,3 15,2 35,2 durata media varia da 16 a 25 giorni.
Incrociando questo dato con quello
fioritura, dopo l’adeguato accumulo di fabbisogno. Alcune di queste hanno produttivo si può notare come la mag-
fabbisogno in caldo. dato risultati produttivi più o meno co- giore media produttiva si è avuta nel
Nella tabella 3 vengono riportate le stanti: la cv. Ninfa, su tutte, Portici e 2012, anno in cui è stato registrato un
più importanti varietà per cui è noto il San Castrese che combinano il basso maggior numero di ore di freddo, con-
fabbisogno in freddo, introdotte negli fabbisogno in freddo con l’auto-ferti- centrato principalmente nei primi mesi
ultimi 20 anni nel Metapontino, sud- lità. Orangered che non ha avuto un invernali. A tal proposito, va sottoline-
divise in 3 classi: basso, medio e alto comportamento produttivo costante ata la minore durata della fioritura, che

24 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
2012 2013 2014
durata durata durata
Inizio Fine Inizio Fine Inizio Fine
in giorni in giorni in giorni
17-mar 1-apr 15 19-mar 10-apr 22 13-mar 4-apr 22
13-mar 29-mar 16 15-mar 7-apr 23 5-mar 1-apr 27
17-mar 1-apr 15 12-mar 4-apr 23 9-mar 4-apr 26
15-mar 2-apr 18 17-mar 8-apr 22 13-mar 3-apr 21
18-mar 4-apr 17 19-mar 10-apr 22 14-mar 3-apr 20
14-mar 28-mar 14 15-mar 6-apr 22 7-mar 1-apr 25
17-mar 1-apr 15 17-mar 6-apr 20 11-mar 3-apr 23
5-mar 20-mar 15 3-mar 27-mar 24 25-feb 21-mar 24
14-mar 31-mar 17 18-mar 3-apr 16 1-mar 27-mar 26
15-mar 31-mar 16 15-mar 5-apr 21 10-mar 1-apr 22
13-mar 28-mar 15 15-mar 6-apr 22 7-mar 30-mar 23
13-mar 28-mar 15 15-mar 8-apr 24 15-mar 7-apr 23
5-mar 21-mar 16 11-mar 3-apr 23 6-mar 1-apr 26
6-mar 22-mar 16 13-mar 1-apr 19 1-mar 28-mar 27
16 22 24

conferma un compattamento e con- scelta varietale, inserendo quelle che vorevole si potrebbe intervenire con
temporaneità che favorisce l’inter-im- riescono a soddisfare questa esigenza sostanze che fanno superare la dor-
pollinazione delle varietà totalmente o fisiologica. Sarebbe auspicabile, inol- mienza come citochinine e gibberel-
parzialmente auto-incompatibili. tre, che i costitutori o i centri sperimen- line, oppure sostanze causticanti come
Nella tabella 6 è evidente l’ano- tali effettuassero una serie di valutazio- idrogeno cianamide (non più ammessa
malia produttiva del 2014 confermata ni di determinazione del fabbisogno in in Italia), catene di acidi grassi insaturi
dalla media inferiore. Tale dato è ul- freddo varietale, della loro auto-fertilità o urea. Questi interventi si dovrebbe-
teriormente negativo in considerazio- che, laddove fosse bassa, dovrebbe es- ro effettuare 30-40 giorni prima della
ne del fatto che alcune varietà hanno sere accompagnata dall’indicazione schiusura delle gemme. Negli ultimi
raggiunto una maggiore maturità. Nel dei migliori impollinatori. Questi de- anni sono state anche proposte, allo
2014 le migliori “performance” produt- vono essere determinati areale per are- scopo, sostanze fertilizzanti che per
tive le hanno date le auto-fertili Ninfa ale, in quanto non sempre rispondono poter essere estese nell’applicazione su
e Portici, seguite da San Castrese. Un positivamente in tutti i contesti. larga scala devono essere testate consi-
comportamento produttivo medio si è Da un punto di vista pratico è in- derando tanto i diversi genotipi che le
osservato per Boccuccia liscia, Kioto, tuibile come la regolamentazione del- diverse aree di coltivazione.
Orangered. Il dato relativo peggiore è la fioritura nelle drupacee, soprattutto Nelle condizioni climatiche
stato osservato per Kioto che ha avuto nell’albicocco, sia condizionata da degli ultimi anni è da rivedere la
una produzione di 1/3 rispetto alla me- diversi fattori che ne determinano un tecnica colturale della fertilizzazione
dia, ma che comunque ha manifestato comportamento non sempre soddisfa- autunnale. Tale intervento ha avuto
la maggiore media produttiva dell’ulti- cente ai fini produttivi. Certamente non fin’ora l’obiettivo di favorire la tra-
mo quinquennio. è semplice gestirla in quanto alcuni ca- slocazione di N negli organi di riser-
ratteri non sono sempre o facilmente va (branche, radici, ecc.) durante il
Cosa si può fare? controllabili. Quello che possiamo fa- periodo di riposo. Probabilmente in
re è agire con interventi colturali che condizioni climatiche autunnali abba-
In campo, per meglio affrontare tale cerchino di consentire alla pianta di stanza miti, che favoriscono il prolun-
problematica bisogna mettere in pra- essere predisposta a recepire nel mi- garsi della fase vegetativa, la pianta
tica una serie di accorgimenti. Intanto gliore dei modi le variabili climatiche. utilizza ulteriormente parte dei nu-
sarebbe opportuno che a livello territo- In particolare, si potrebbero utilizzare, trienti apportati a fine estate. È quindi
riale venissero mappate le aree in ba- soprattutto per l’albicocco, prodotti a opportuno rimodulare l’intervento di
se alle ore di freddo che mediamente base di rame che favoriscono la cadu- fertilizzazione tardivo evitando ecces-
si accumulano per ogni anno. Questo ta delle foglie, dando pertanto inizio al si che potrebbero avere ripercussioni
consentirebbe di avere una serie di in- recepimento del fabbisogno in freddo. negative sulle fasi fenologiche dell’an-
formazioni fondamentali ai fini della Qualora vi sia un’annata climatica sfa- no successivo. ■

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 25
Ricerca SPECIALE ALBICOCCCO

Selezione con marcatori molecolari


per la resistenza a Sharka
L. Dondini1 - S. Decroocq2 - A. Chague2 - P. Lambert3 - G. Roch4 - J. M. Audergon3
F. Geuna5 - R. Chiozzotto5 - D. Bassi5 - S. Tartarini1 - J. Salava6 - B. Krška7
F. Palmisano8 - I. Karayiannis9 - V. Decroocq2
1
Dipartimento di Scienze Agrarie (DipSA) – Università di Bologna
2
UMR 1332 BFP, INRA – Bordeaux (Francia)
3
UR1052 GAFL, INRA – Avignone (Francia)
4
CEP INNOVATION, INRA – Lione (Francia)
5
Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali (DISAA) – Università di Milano
6
Division of Plant Health, Crop Research Institute – Praga (Repubblica Ceca)
7
Faculty of Horticulture, Mendel University – Brno (Repubblica Ceca)
8
CRSFA, Locorotondo – Bari
9
Pomology Institute-National Agricultural Research Foundation (N.AG.RE.F.) – Naoussa – Macedonia (Grecia)

L
a Sharka, causata dal patogeno carattere non era ancora noto. La sele-
Plum Pox Virus (PPV), è una de- zione assistita da marcatori può essere
vastante malattia delle drupacee. applicata su piantine di poche settima-
Essa è presente in quasi tutte le parti ne, evitando il ricorso all’inoculazione
del mondo dove si coltivano le specie del virus in serra che richiede fino a 4
appartenenti al genere Prunus, tranne anni di analisi. Tuttavia, fino ad oggi
l’Australia e la Nuova Zelanda (Cam- l’efficienza della MAS in “background”
bra et al., 2006). Poiché non esistono genetici diversi non era mai stata veri-
metodi chimici o pratiche coltura- ficata. Tale analisi è stata recentemente
li efficienti per il contenimento della sviluppata mettendo a confronto i dati
malattia, la selezione di nuove varie- ottenuti in cinque diversi paesi (Re-
tà resistenti al virus è di fondamentale pubblica Ceca, Francia, Italia, Spagna,
importanza per il sostegno al comparto Grecia), su 11 popolazioni di albicoc-
produttivo. Allo stato attuale, lo scree- co utilizzate per la costruzione di map-
ning per la resistenza a Sharka si basa pe genetico-molecolari, popolazioni
sulla valutazione dei sintomi della ma- per le quali erano disponibili i dati di
lattia in campo o in serra (Fig. 1). resistenza dei semenzali per tre diffe-
Questo approccio è lungo e costo- renti ceppi virali (Marcus, Dideron e
so, in quanto lo sviluppo della malattia Ricombinante).
è fortemente influenzato dalle condi- I risultati presentati in questo lavoro
zioni atmosferiche, dal ceppo virale mettono in dubbio il fatto che la resi-
utilizzato (ceppo M, D o ricombinan- stenza a Sharka sia controllata solo dal
te) e le analisi devono essere condotte locus PPVres e di conseguenza anche
su un alto numero di repliche per ogni 5Fig. 1 - Sintomi di Sharka su foglie e frutti di l’efficienza dei marcatori localizzati
semenzale. Fino ad oggi, solo poche albicocco. in questa regione per la selezione di
cultivar di albicocco, quali ad esempio nuovi genotipi resistenti alla Sharka nei
Stark-Early Orange (SEO), Harlayne, (PGS1.21, PGS1.23, e PGS1.24) han- programmi di “breeding” molecolare
Goldrich, Lito e Harcot, hanno mostra- no permesso di concentrare la ricerca in albicocco (Decroocq et al., 2014).
to un buon livello di resistenza a Shar- del gene di resistenza a Sharka in una
ka. Diversi lavori scientifici hanno in- regione di soli 200 kb (Soriano et al. Analisi dei marcatori nelle
dicato che tale resistenza era probabil- 2012) e identificare alcuni geni per i popolazioni di incrocio
mente controllata da più geni (Lambert quali si è ipotizzato il ruolo di respon-
et al., 2007; Marandel et al., 2009; Pi- sabili della resistenza al virus (Zuriaga I marcatori SSR della serie PGS e
larová et al. 2010; Soriano et al., 2008; et al. 2013). La grande disponibilità di il marcatore ZP002 individuato su un
Dondini et al., 2011). Il QTL principa- marcatori molecolari in questa regio- gene MATH-TRAF, indicato da Zuria-
le, chiamato PPVres, nelle mappe ge- ne ha rappresentato uno strumento ga et al. (2013) come possibile gene di
netiche disponibili è stato posizionato estremamente promettente per la se- resistenza a PPV, sono stati analizza-
in tutti questi lavori nel gruppo di asso- lezione della resistenza attraverso la ti sui parentali resistenti e suscettibili
ciazione 1 (LG1 o cromosoma 1). selezione assistita da marcatori (MAS), delle popolazioni di incrocio descritte
Tre marcatori microsatellite anche quando il gene responsabile del nella tabella 1. La posizione dei mar-

26 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 1 - Popolazioni di albicocco segreganti per la resistenza a Sharka utilizzate in questo studio
(modificato da Decroocq et al., 2014)
Popolazione Nome Tipo Resistenza PPV Località Citazione
LE-3246 3 × Vestar H870 BC1 Stark-Earli Orange M CZ Lalli et al., 2008
SEO × LE-32183 H890 BC1 Stark-Earli Orange M CZ Decroocq et al., 2014
LE-3241 3 × Vestar H892 BC1 Stark-Earli Orange M CZ Salava et al., 2008
Vestar 3 × LE-3241 H893 BC1 Stark-Earli Orange M CZ Salava et al., 2008
Harlayne × Marlén H944 F1 Harlayne Rec CZ Marandel et al., 2009
Harlayne × Vestar H × VM
F1 Harlayne M CZ Pilarová et al., 2010
Harlayne × Vestar H × V D
F1 Harlayne D CZ Pilarová et al., 2010
Polonais × SEO PoStD F1 Stark-Earli Orange D E Lambert et al., 2007
Polonais × SEO PoStM F1 Stark-Earli Orange M GR Lambert et al., 2009
Goldrich × Moniqui GoMo F1 Goldrich M F Decroocq et al., 2014
Lito × BO81604311 L × BM
F1 Stark-Earli Orange M I Dondini et al., 2011
Lito × BO81604311 L × BD F1 Stark-Earli Orange D I Dondini et al., 2011
Harcot × Real d’Imola HarC × RI M
F1 Harcot M I Dondini et al., 2011
Harcot × Real d’Imola HarC × RI D
F1 Harcot D I Dondini et al., 2012

catori nella regione PPVres è illustrata


schematicamente in figura 2. Il poli-
morfismo del marcatore ZP002 è origi-
nato da una piccola delezione di 5 bp
nel gene MATH-TRAF, generalmente
presente nei parentali resistenti Stark-
Early Orange, Harlayne, Goldrich, Li-
to e Harcot, ma anche, sorprendente-
mente, nel genitore suscettibile Vestar
(Decroocq et al. 2014). Di conseguen-
za, sono stati analizzati due marcato-
ri SNP fiancheggianti la delezione sul
gene MATH-TRAF: SNP_ LG1_8m156
e SNP_LG1_8m157 (Fig. 2), ma an-
che questi marcatori non hanno per-
messo di distinguere il genotipo di
Vestar’(suscettibile) dal genotipo delle
altre fonti, resistenti. Per questo motivo
è stata eseguita una ’previsione’ su ba-
se molecolare della resistenza di oltre 5Fig. 2 - Schema della regione della resistenza a Sharka (PPV res). Posizione e polimorfismo del
1500 semenzali appartenenti a que- marcatore molecolare ZP002 associato ad un putativo gene di resistenza a PPV (gene MATH-TRAF)
in albicocco. “R” indica l’allele associato alla resistenza (modificato da Decroocq et al., 2014).
ste 11 famiglie, tenendo in considera-
zione tutti e tre i marcatori PGS1.21,
PGS1.24 e ZP002. Tale stima era resa con due diversi ceppi del virus (Har- L’analisi fenotipica condotta sui se-
possibile dal fatto che tutti i semenzali layne× Vestar, Polonais x SEO e Lito x menzali delle popolazioni Lito x Sel.
analizzati erano stati precedentemente Sel. BO81604311) si è osservato che BO81604311 (L × B), Harcot × Reale
inoculati con diversi ceppi di PPV in il numero di semenzali suscettibili al di Imola (HarC x RI) e Goldrich × Mo-
serra ed il loro effettivo livello di resi- virus con aplotipo resistente è più ele- niqui (Gomo) ha evidenziato l’esisten-
stenza/suscettibilità al virus era noto. vato per i test col ceppo PPV-M che za di tre classi: resistenza, suscettibili-
Tutti i genitori e i semenzali che con PPV-D. Incongruenze simili sono tà e tolleranza (quest’ultima raggruppa
manifestavano un elevato livello di state osservate per i marcatori PGS1.21 individui pressoché asintomatici, ma
resistenza al PPV hanno presentato il e PGS1.24. Tale percentuale varia dal positivi ai test sierologici per il PPV).
profilo molecolare (o aplotipo) associa- 3% (popolazione PoStD) a circa il 50% È interessante notare che la quasi tota-
to alla resistenza per tutti e tre i marca- (popolazione H893). Questi dati, con- lità degli individui tolleranti presenta
tori mentre tutti gli individui suscettibili trariamente a quanto riportato da Zu- un aplotipo resistente per i tre marca-
alla malattia ne erano privi. Purtroppo riaga et al. (2013), dimostrano che il tori.
l’aplotipo resistente era presente an- gene MATH-TRAF di albicocco, iden- Questi dati, nel loro complesso, non
che in una percentuale significativa tificato dal marcatore ZP002, non è negano l’importanza del locus PPVres
di semenzali suscettibili al PPV (Tab. sufficiente, da solo, per determinare la per la determinazione della resistenza
2). Nelle tre progenie caratterizzate resistenza alla malattia. a Sharka ma, allo stesso tempo, fanno

28 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 2 - Efficienza dei marcatori molecolari del locus PPVres nel selezionare (poiché la maggior parte delle piante
genotipi resistenti (modificato da Decroocq et al., 2014) asintomatiche mostrano un aplotipo
resistente), mentre l’altro locus sarebbe
Popolazione Nome Numero individui PPV % efficienza MAS *
coinvolto nella presenza o assenza di
LE-3246 3 × Vestar H870 68 M 72 virus.
SEO × LE-32183 H890 24 M 61
LE-3241 3 × Vestar H892 44 M 70 Conclusioni
Vestar 3 × LE-3241 H893 36 M 48 Dai risultati di questo lavoro scaturi-
Harlayne × Marlén H944 133 Rec 57 sce la necessità di migliorare l’efficien-
za della MAS in albicocco. La Comu-
Harlayne × Vestar H × V M
53 M 60 nità Europea ha percepito l’importanza
Harlayne × Vestar H × V D
53 D 85 di questo problema e ha finanziato,
Polonais × SEO PoStD 110 D 97
nell’ambito del VII programma quadro,
il progetto MARS (“Marker Assisted Re-
Polonais × SEO PoSt M
110 M 91 sistance to Sharka”). L’identificazione di
Goldrich × Moniqui GoMo 135 M 78 un secondo locus in grado di modulare
la risposta di resistenza a Sharka in albi-
Lito × BO81604311 L × B M
331 M 75
cocco sarà perciò alla base dello svilup-
Lito × BO81604311 L × BD 331 D 84 po di nuovi marcatori molecolari da af-
Harcot × Real d’Imola HarC × RI M
92 M 57 fiancare a quelli disponibili sulla regio-
ne PPVres. Tali marcatori saranno uti-
Harcot × Real d’Imola HarC × RI D
92 D 55
lizzati per una selezione molecolare su
* Efficienza dei marcatori associati alla resistenza nella selezione di piante resistenti oltre 20.000 semenzali già prodotti dai
vari programmi di miglioramento gene-
pensare all’esistenza di un secondo lo- allelica in questo locus all’interno del- tico a livello Europeo (Francia, Grecia,
cus in grado di modularne l’attività. la collezione. Nel lavoro presentato da Italia, Repubblica Ceca e Spagna). Fra
Decroocq et al. (2014) la maggioranza questi individui si cercheranno le nuove
Le problematiche della selezione dei dati incongruenti era a carico di varietà resistenti a Sharka da coltivare, si
con i marcatori del locus PPVres semenzali suscettibili, non spiegabi- spera, in un prossimo futuro.
li quindi come errori nel processo di
Tutte le progenie analizzate nel la- inoculazione. Dal punto di vista dei Riassunto
voro di Decroocq et al. (2014) hanno “breeder” questo è uno scenario nega- La Sharka è una malattia virale molto gra-
confermato la presenza del QTL mag- tivo, perché, nonostante la certezza di ve che colpisce le drupacee come l’albicocco
giore per la resistenza a Sharka nella poter scartare il 100% di semenzali su- ed il cui agente eziologico è il Plum Pox virus
(PPV). In albicocco si conosce un QTL maggio-
regione PPVres del gruppo di associa- scettibili, si troverebbero a mantenere re per la resistenza localizzato nella parte alta
zione 1 dell’albicocco indipendente- in valutazione un numero significativo del cromosoma 1 (regione PPVres). Precedenti
mente dal ceppo virale utilizzato per di materiale suscettibile classificato co- studi hanno indicato che le cultivar resistenti al
virus e i semenzali resistenti derivati da incro-
le analisi e dal background genetico. me resistente tramite analisi molecola- cio possono essere selezionati analizzando una
Questi risultati sono fondamentali re. Tale problema diventa ancora più serie di marcatori SSR presenti in questa regio-
per confermare l’utilità dei marcatori scottante se si utilizza nei programmi ne. L’efficienza di questi marcatori per la MAS
molecolari della regione” PPVres ai di miglioramento genetico una cultivar (molecular assisted selection) è stata verificata
in un lavoro recentemente pubblicato sulla rivi-
fini della MAS. Nelle cinque condi- come Vestar, varietà suscettibile che sta Tree Genetics and Genomics (Decroocq et al
zioni ambientali e per tutti e quattro i presenta marcatori di resistenza. Ciò 2014): l’analisi degli individui di 11 popolazioni
“background genetici, è stata osservata evidenzia una volta di più il problema segreganti per la resistenza al virus ha dimostrato
che la selezione di nuovi genotipi basata solo
però, in percentuale variabile, anche di attuare la MAS basandosi unicamen- sui marcatori associati alla regione PPVres non
un’incongruenza di aplotipo e fenotipo te sui marcatori del locus PPVres. è completamente affidabile. La maggior parte
in semenzali suscettibili al virus. Tale Inoltre, tali marcatori portano a se- degli individui resistenti al virus della Sharka ha
mostrato effettivamente la presenza degli alleli
eventualità era stata esclusa da Soria- lezionare anche semenzali tolleranti al associati alla resistenza mentre la totalità delle
no et al. (2012) e Zuriaga et al. (2013) virus (piante positive ai test sierologi- piante suscettibili che ne erano privi. Purtrop-
secondo cui i marcatori PGS co-segre- ci, quindi infette, ma sostanzialmente po però gli alleli associati alla resistenza erano
gano perfettamente con la resistenza al asintomatiche). I “breeder” di solito presenti anche in un numero significativo di in-
dividui suscettibili. Si è avuto quindi conferma
PPV controllata dal locus PPVres. La considerano la tolleranza come una che nel genoma dell’albicocco sono presenti
presenza di genotipi suscettibili a Shar- forma di resistenza (una “resistenza di altri fattori o geni in grado di modulare l’azio-
ka ma con alleli di resistenza al locus campo”), ma, quando si lavora con un ne del gene localizzato nella regione principale.
L’identificazione di ulteriori marcatori in queste
PPVres è stata però descritta anche in agente patogeno di quarantena come nuove regioni sarà importante per selezionare in
un altro lavoro (Rubio et al. 2014) che il PPV, le piante tolleranti possono co- modo inequivocabile le accessioni di albicocco
ha analizzato le accessioni della col- stituire pericolosi serbatoi di infezione resistenti a PPV. Questo è l’obiettivo del Proget-
lezione di germoplasma di albicocco (Cambra et al., 2006). Anche la pre- to Europeo MARS (Marker Assisted Resistance to
Sharka, https://www6.inra.fr/mars).
del CEBAS-CSIC di Murcia e trovato senza di piante tolleranti al virus però
disaccordo tra il genotipo ai loci PGS suggerisce fortemente che almeno due Summary
e il dato di effettiva resistenza per 23 loci siano coinvolti nella resistenza. In
Sharka, whose causative agent is the Plum Pox
accessioni su 80. In questo caso il da- questo scenario, il locus PPVres sareb- Virus (PPV), is one of the most devastating viral
to potrebbe dipendere dalla variabilità be associato allo sviluppo dei sintomi diseases that affect stone fruits like apricot. In this

30 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
species it is know a major QTL for resistance localized in the upper part
of chromosome 1 (region PPVres). Previous studies have indicated that
seedlings, derived from crosses in which resistant parents were used, could
be selected by analyzing a set of SSR markers mapped in this region. The
efficiency of these markers for MAS (Marker Assisted Selection) has been
verified in a recently published paper (Decroocq et al., 2014): the analysis
of seedlings from 11 progenies segregating for Sharka resistance has shown
that the selection of new genotypes based only on markers associated with
the region PPVres is not completely reliable. The majority of individuals
resistant to the virus showed the presence of the alleles associated with
resistance while all the susceptible ones presented alleles from the suscep-
tible chromosome only. Noteworthy the molecular haplotype of resistance
was found also in a significant number of susceptible individuals. It was
therefore assumed the presence of another locus or gene involved in the
mechanism of Sharka resistance in apricot, able to modulate the action of
the gene located in the PPVres region. The identification of markers in this
new region will be important to select unequivocally by MAS the new PPV-
resistant apricot varieties. This is one of the aims of a new EU Project MARS
(Marker Assisted Resistance to Sharka, https://www6.inra.fr/mars).

Ringraziamenti
Il lavoro di sviluppo e applicazione di marcatori molecolari per la MAS
in albicocco prosegue nell’ambito del progetto europeo MARS (“Marker
Assisted Resistance to Sharka”; Small Collaborative Project of the 7th Fra-
mework Programme; project number 613654) grazie al supporto finanzia-
rio della Comunità Europea.

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FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 31
Tecnica ECONOMIA E TECNICA

Tecniche innovative per la gestione


delle chiome di vite
Cesare Intrieri
Professore Emerito - Università di Bologna

V
engono illustrati, in sintesi, i ri- li, effettuato all’epoca dell’invaiatura.
Una sintesi delle esperienze sultati di due esperienze con- Questo intervento è comunque molto
condotte sul Sangiovese dotte sul vitigno Sangiovese: la costoso (30-40 ore uomo/ha/anno) e,
delle colline toscane. L’epoca prima è relativa agli effetti della defo- generalmente, comporta un aumento
ottimale per la defogliazione gliazione meccanica basale dei ger- della compattezza dei grappoli residui,
basale dei germogli alla fioritura mogli ad inizio fioritura (5-10% di fiori che pertanto risultano più sensibili agli
è quando sono aperti dal 5 aperti); la seconda si riferisce agli effetti attacchi botritici.
al 10% dei fiori: l’intervento della defogliazione meccanica apicale Le basi fisiologiche della defoglia-
riduce l’allegagione e rende i dei germogli in fase di inizio invaiatura. zione basale dei germogli a inizio
grappoli più spargoli e meno Le motivazioni per il primo gruppo fioritura sono legate al fatto che in ta-
soggetti a Botrite. di indagini sono legate al fatto che il le fase le foglie adiacenti ai grappoli
L’epoca ottimale per la Sangiovese è un vitigno caratterizzato rappresentano la fonte principale dei
da una fertilità molto alta delle gemme nutrienti che sono necessari ai bottoni
defogliazione apicale dei basali e presenta grappoli molto grandi fiorali per completare il processo di al-
germogli all’invaiatura è quando e compatti, facilmente soggetti ad in- legagione. L’eliminazione meccanica,
sono invaiati il 50% circa degli fezioni botritiche. Per queste caratteri- totale o parziale, di tali foglie è facile
acini: l’intervento rallenta stiche, i bassi limiti produttivi richiesti e di costo ridotto (3-4 ore di lavoro/
l’accumulo degli zuccheri dalle norme che regolano le denomi- ha), ed è stato sperimentalmente ac-
e la raccolta può essere nazioni di origine (DOC e DOCG) per i certato che tale pratica determina una
convenientemente ritardata con vigneti di Sangiovese delle migliori aree forte riduzione dell’allegagione e della
effetti positivi sulla qualità delle della Toscana (8-10 t/ha di uva), posso- produzione, senza bisogno di ulterio-
uve. no essere mantenuti solo attraverso un ri e costosi interventi di diradamento
forte diradamento manuale dei grappo- manuale. I grappoli che si formano so-
no anche più spargoli, meno soggetti
ad attacchi botritici e quasi sempre di
qualità migliore (più colore, completa
maturazione fenolica).
Il secondo gruppo di ricerche (de-
fogliazione meccanica apicale dei ger-
mogli in fase di invaiatura) è motivato
dal fatto che i cambiamenti climatici
verificatisi negli ultimi dieci anni e
l’incremento delle temperature estive
hanno fatto sì che in molte aree della
Toscana le sommatorie termiche re-
gistrate dal mese di aprile al mese di
ottobre (espresse in gradi giorno attivi
= “degree days”) siano aumentate da
circa 1800°C fino a un massimo che in
taluni casi ha raggiunto i 2200°C. Co-
me risultato, l’epoca di vendemmia del
Sangiovese, che in passato era di nor-
ma verso la fine di ottobre, oggi deve
essere spesso anticipata anche di 2-3
settimane per evitare che la gradazione
5Fig. 1 - Viti di Sangiovese durante la defogliazione della zona basale dei germogli in fase di
pre-fioritura. L’intervento, eliminando in tale fase le foglie adiacenti ai grappoli fiorali, riduce la zuccherina sia troppo elevata e che sia
produzione dei carboidrati e abbassa l’entità dell’allegagione, rendendo i grappoli più spargoli e troppo bassa l’acidità del mosto. No-
meno soggetti a Botrite. nostante l’anticipo della vendemmia,

32 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
può comunque capitare che il grado
alcolico potenziale sia già troppo ele-
vato (attorno ai 14° alcool) e che non
sia ancora completo il corredo aroma-
tico dell’uva e la maturazione fenolica.
Il presupposto fisiologico della utilità
della defogliazione apicale all’invaiatu-
ra risiede nell’accertata conoscenza che
nel periodo estivo la capacità assimilati-
va che determina l’accumulo zuccheri-
no negli acini è essenzialmente dovuta
alle foglie più giovani che si trovano
nella zona centrale ed apicale dei ger-
mogli. L’eliminazione di una quota del
30-40% di queste foglie riduce la pro-
duzione totale dei carboidrati, rallenta
la loro accumulazione all’interno delle
bacche e, di fatto, rallenta e normalizza
tutto il processo di maturazione.
Le indagini hanno messo in evi-
denza che per essere efficace la defo- 5Fig. 2 - Viti di Sangiovese durante la defogliazione della zona apicale dei germogli in fase
gliazione apicale deve essere effettua- di inizio invaiatura. L’intervento, eliminando in tale fase una quota delle foglie al di sopra dei
ta nella zona al di sopra dei grappoli grappoli, riduce la produzione totale dei carboidrati e rallenta la maturazione.
(per evitare scottature), eliminando una
quota del 30% circa di foglie. L’epo- 50% degli acini è invaiato e il grado tato e la raccolta può essere convenien-
ca ottimale per l’intervento è all’inizio zuccherino del succo non ha ancora temente ritardata, con effetti positivi per
della invaiatura, quando non più del superato i 14-15 °Brix. il mantenimento di una buona acidità
Le prove hanno dimostrato che uti- del succo e per il completamento della
Sintesi della relazione presentata all’Accademia dei
lizzando questa tecnica in modo corret- sintesi aromatica e della maturazione
Georgofili. Pisa, 19 marzo 2015. to l’accumulo zuccherino viene rallen- fenolica delle uve. ■

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 33
Tecnica ECONOMIA E TECNICA

La pera Angelica di Serrungarina:


tentativi di recupero nelle Marche
Davide Neri* - Gianluca Savini** - Francesca Massetani
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali - Università Politecnica delle Marche - Ancona
* Attualmente: CRA, Centro di Ricerca per la Frutticoltura, Roma
**Attualmente: coop. Sant’Orsola coop agricola, Pergine Valsugana (Tn)

Sinonimo della più nota pera


Santa Lucia, anticamente diffusa
in Romagna, la pera Angelica
esprime nelle coltivazioni
collinari marchigiane un
elevato potenziale qualitativo,
arricchito da valori di
elementi antiossidanti di
assoluto rispetto. Un valido
presupposto per tentare
operazioni di caratterizzazione
e valorizzazione commerciale. 5Fig. 1 - Sezione trasversale di un tronco di
pera Angelica di Serrungarina.

N
el comune di Serrungarina (in zona hanno 40-55 cm di diametro e
provincia di Pesaro-Urbino) un’altezza fra 4,5 e 7,5 m. L’età del-
e in alcuni comuni limitro- le piante rilevata con succhiello di
fi la coltivazione della pera Angelica Pressler e analisi dendrometrica in
persiste presso alcuni agricoltori che quattro individui di grandi dimensioni
conservano esemplari di oltre 80 anni varia fra 48 e 79 anni. Probabilmente
(Fig. 1; Neri et al., 2005) e coltivano l’età è leggermente superiore perché 5Fig. 2 - La pera Angelica descritta nel 1800
impianti più recenti per un ammontare non sempre siamo riusciti a raggiunge- nella “Pomona” di Gallesio (in alto) e frutti di
produttivo complessivo stimabile in 50 re il midollo (Neri et al., 2005). Inoltre, oggi raccolti a Serrungarina.
t anno. La coltivazione presenta alcu- il legno del pero ha una porosità diffusa
ni problemi perché: a) la produzione è e non è facile separare gli anelli annua- italiane ed in particolare nel veronese.
fortemente alternante e imprevedibile, li, soprattutto laddove l’attività antro- Nei primi decenni del ‘900 ha avuto
con difficoltà di allegagione; b) i costi pica ha una forte influenza sui ritmi una certa diffusione anche nelle Mar-
di produzione sono proibitivi per la di- di crescita. I rilievi dendrocronologici che, ma già nel 1964 era segnalata in
mensione elevata degli alberi; c) alcu- mostrano uno spessore medio degli diminuzione. A Serrungarina e in alcu-
ne malattie sono di difficile controllo, anelli compreso fra 1,93 e 6,07 mm, ne aree limitrofe è tuttora presente in
in particolare ticchiolatura e psilla; d) senza una significativa correlazione coltura residuale, e spesso promiscua,
la qualità dei frutti non è sempre all’al- negativa con l’età della pianta, come con alberi isolati di grosse dimensioni
tezza delle aspettative, per cui una par- di solito si rileva nelle piante forestali. innestati su franco, che caratterizzano
te del prodotto viene indirizzata alla In effetti, la crescita delle piante rivela in modo unico il paesaggio agrario del-
trasformazione in distillato. una sequenza di fluttuazioni legata a le locali colline. Questo fa della pera
Inoltre, non c’è certezza che la pera diversi fattori, fra cui l’andamento cli- Angelica un elemento costitutivo della
Angelica tradizionalmente coltivata a matico, la potatura (spesso eseguita ad zona da difendere e valorizzare (Fig. 3).
Serrungarina sia effettivamente sinoni- anni alterni o anche in cicli più lunghi), I frutti sono di dimensioni medio-
mo della cv Santa Lucia, comunemen- la tecnica colturale e gli anni di carica piccole, piriformi, di bell’aspetto, con
te ritenuta tale e commercializzata nel e scarica molto frequenti. un sovraccolore rosso vivo nella faccia
riminese come pera Angelica dai vivai esposta al sole che ben contrasta con
romagnoli cui gli agricoltori locali fan- La pera Angelica di Serrungarina il giallo brillante del colore di fondo
no riferimento, direttamente, o tramite a completa maturazione. Sono gene-
rivenditori. Nel 1800 la pera Angelica (Fig. 2) ralmente di ottima qualità, migliore
Gli alberi più vecchi ritrovati in era coltivata in diverse zone frutticole nelle annate poco piovose, con polpa

34 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
5Fig. 4 - Monumento alla pera Angelica all’ingresso del paese di Serrungarina e (destra) logo della
fiera dedicata a questa particolare varietà di pero.

5Fig. 3 - La coltivazione di pera Angelica è panorama della produzione regionale


residuale e spesso promiscua con alberi di di pere, dove eccelle soprattutto la pera
grandi dimensioni e alti costi di gestione.
Coscia coltivata in Valdaso.
La valorizzazione della pera An-
fondente, di colore bianco-giallo cre- gelica di Serrungarina (Fig. 4) passa
ma, succosa, aromatica. Si conservano attraverso numerosi interventi di orien-
bene per alcuni mesi in frigorifero. La tamento tecnico-agronomico e forma-
pera Angelica di Serrungarina deve es- zione degli operatori. In particolare,
sere raccolta quando il colore di fondo si è proceduto alla selezione clonale
comincia a virare dal verde intenso al (varietà e portinnesto), a iniziare la
giallo. In questo momento il frutto può certificazione sanitaria volontaria dei
essere conservato in frigorifero anche materiali di propagazione e alla stesu-
per un paio di mesi, ma a temperatu- ra di un disciplinare di produzione con
ra ambiente in pochi giorni esprime al particolare attenzione a parassiti e pa- 5Fig. 5 - Attacco di Psylla su pera Angelica di
meglio le proprie caratteristiche gusta- togeni (Fig. 5). Serrungarina. La varietà è molto sensibile, ma
si può migliorare la difesa anche con metodi
tive. Le tematiche affrontate sono pertan- biologici.
Si possono produrre ottime confet- to le seguenti: razionalizzazione della
ture, marmellate e sciroppi, nonché tecnica di coltivazione degli impianti che nel pero ha una grossa incidenza
liquori e distillati. Alcune ricette a ba- già esistenti; preparazione del materia- sia sul vigore, sia sulla capacità di alle-
se di pera Angelica sono riportate nel le per realizzare i nuovi campi, speri- gagione, e la gestione del suolo, volta
libro recentemente edito dal comune mentali e di orientamento agronomico all’introduzione dell’inerbimento e al
di Serrungarina; sono evidentemente di e per la formazione del personale; ve- frazionamento degli apporti azotati nel
alta cucina, ma interessante potrebbe rifica dello stato sanitario ed eventuale corso dell’anno, per ridurre l’impatto
essere anche l’impiego della pera An- risanamento del clone più rappresen- ambientale della coltivazione e al tem-
gelica come “baby pear” negli aperitivi tativo. po stesso favorire una riduzione del
(AAVV, 2006). Nel complesso, l’utiliz- vigore e un miglioramento dell’allega-
zo della pera Angelica in cucina è una Razionalizzazione della tecnica gione. L’albero necessita di una pota-
bandiera della creatività e della tradi- di coltivazione degli impianti tura lunga, senza raccorciamento delle
zione gastronomica della zona. Le sue già esistenti branchette per almeno 3 anni (Figg.
qualità sensoriali e la tipicità sono con- 6-7); al terzo-quarto anno si procede
siderati come aspetti fondamentali per Sono stati predisposti interventi vol- al raccorciamento per favorire il rin-
la conquista di un proprio spazio nel ti a migliorare la tecnica di potatura, novo e l’allegagione. Questa tecnica è

5Figg. 6-7 - A sinistra, impianto a palmetta con portinnesto vigoroso (franco da seme). Sono spesso presenti problemi di allegagione e di difficile
controllo sanitario durante la fioritura, abbondante solo su branchette di tre anni (destra).

36 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
particolarmente importante con alberi crescita in vivaio degli astoni su Confe-
innestati su franco che altrimenti ver- rence autoradicata le cui grosse radici
rebbero indotti a produrre succhioni. sono state amputate con il trapianto.
Sono stati predisposti campi speri- È risultato evidente come l’utilizzo di
mentali su tre portinnesti di vigoria di- piante innestate su Conference auto-
versa, con forma di allevamento a vaso radicata sia a rischio nelle prime fasi
basso (Fig. 12); sesto 6 x 3 m; inerbi- di sviluppo in condizioni pedoclimati-
mento interfilare dal 2° anno. Sono sta- che come quelle presenti a Serrunga-
te realizzate diverse visite in campo e rina (Fig. 9); tuttavia, lo sviluppo delle
a fine inverno è stato organizzato un piante al secondo e terzo anno è risul-
breve corso di potatura dedicato alla tato molto interessante, confermando
gestione delle forme di allevamento in una notevole adattabilità e rusticità di
parete e a vaso. In contemporanea alla questo portinnesto. La capacità di ge-
verifica agronomica è stato anche orga- 5Fig. 8 - Frutti di pera Angelica prodotti nerare nuove radici è invece risultata
nizzato il prelievo di marze per i saggi in un’annata caratterizzata da qualità elevata nel Cotogno BA 29 e nel Fa-
organolettica elevata, con pere di piccole
e i test sanitari di biotipi rispondenti dimensioni. rold 40®, anche se quest’ultimo in pre-
alle migliori caratteristiche pomologi- senza di elevato contenuto di calcare
che (Fig. 8). Nell’ambito del progetto è po ottenuto al primo anno ha permesso nel terreno ed elevate temperature
stato messo a disposizione il materiale un rapido equilibrio aereo-radicale e estive ha indotto arrossamenti fogliari
controllato necessario per iniziare ogni una rapida entrata in produzione. con conseguente caduta delle foglie
eventuale procedura di certificazione. In un’azienda è emerso un limi- e moria di alcune piante a partire dal
Il materiale risanato è conservato pres- tato attacco da parte del rodilegno secondo anno. Il cotogno ha mostrato
so il CAV di Tebano (Ra). giallo (Zeuzera pirina) che può creare sintomi di clorosi, ma ha rapidamente
notevoli danni alle struttura scheletri- risposto ai trattamenti con chelati di
Scelta del portinnesto ca delle giovani piante. Tale attacco, ferro e superato bene la carenza idrica
comunque limitato e gestibile con nor- estiva (Fig. 10).
I campi sperimentali per la pera An- mali interventi manuali, sembra legato
gelica di Serrungarina sono stati costi- alla vicinanza di boschi che fungono Confronto fra cloni
tuiti con i seguenti portinnesti: Cotogno da inoculo per questo fitofago.
BA 29, Farold 40 ®, pero Conference L’elevato attecchimento e la cresci- Oltre ai campi sperimentali, sono
autoradicato. Alla fine del primo anno ta vigorosa in queste due ultime azien- stati realizzati i campi di selezione clo-
un solo impianto ha presentato nume- de sembra riconducibile alla cura dopo nale presso l’Istituto Tecnico Agrario di
rose fallanze per siccità estiva e danni l’impianto, con irrigazioni di soccorso, Pesaro e presso un’azienda privata di
provocati da lepri che hanno lesionato e in almeno un caso alla distribuzione Chiaravalle (An), con la supervisione
la corteccia dei giovani astoni subito al momento dell’impianto di sostanza dell’Università Politecnica delle Mar-
dopo la piantagione. In questo pereto organica localizzata vicino alle radi- che (Fig. 11). Per tutti e due i campi
le piante attecchite hanno raggiunto ci, ma non a contatto diretto. Questo sono stati rilevati l’attecchimento e la
uno sviluppo limitato. Gli altri impianti può avere ridotto la crisi da trapianto crescita. Inoltre, sono stati prelevati
hanno presentato crescite medio-ele- permettendo una rapida crescita delle campioni di foglie, gemme, rami per la
vate e una bassa percentuale di fallan- piante. verifica di eventuali differenze clonali
ze. Due pereti, in particolare, hanno È importante notare che la morta- sin dal primo anno. Le differenze fra
presentato una crescita estremamente lità è risultata particolarmente elevata fiori e frutti sono state studiate a partire
vigorosa, con piante ben strutturate. In nelle piante innestate su Conference dal secondo anno, ma non hanno rive-
questo caso l’attecchimento è stato ele- autoradicata e, in misura molto mino- lato differenze significative fra i 4 cloni
vato, con 2 sole piante morte in un’a- re, per il Farold 40®. Questo compor- prelevati a livello locale e il clone di
zienda e 14 nell’altra. L’ottimo svilup- tamento è riconducibile ad un’elevata Santa Lucia presente nelle collezioni di

5Fig. 8 - Panoramica di un nuovo impianto di pera Angelica di


Serrungarina durante la crescita del primo anno con accanto un albero 5Fig. 9 - Pianta di pera Angelica innestata su Conference autoradicato
conservato della stessa cultivar. alla terza foglia, allevata a vaso basso prima della potatura estiva.

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 37
5Fig. 10 - Pianta di pera Angelica su BA29 alla terza foglia, allevata 5Fig. 11 - Alberi di pera Angelica di Serrungarina messi a dimora a
a vaso basso. Sono presenti molti frutti ed è evidente la clorosi ferrica Chiaravalle (An) dall’Università Politecnica delle Marche alla seconda
dovuta al calcare. foglia, prima e dopo la potatura verde per ottenere un vaso basso.

5Fig. 12 - Sequenza operativa della potatura per ottenere un vaso basso 5Fig. 13 - Potenziale antiossidante della pera Angelica a confronto con
di pera Angelica. altre pere commerciali.

germoplasma dell’Università di Bolo- Valore nutrizionale Ringraziamenti

gna. Si può quindi confermare che la Gli agricoltori coinvolti nel progetto sono, per
i nuovi impianti, Cincini Fabio, Vitali Barbara,
pera Angelica di Serrungarina è sino- Nell’ambito del progetto di caratte- Pontellini Pierdomenico, Bonci Marco e Marcel-
nimo di Santa Lucia e che le pregiate rizzazione nutrizionale della pera An- lo; mentre per gli impianti già esistenti si è fat-
caratteristiche dei frutti locali sono in gelica sono stati anche valutati i livelli to riferimento alle aziende Berloni, Bianchini e
buona parte da attribuire alle condizio- di alcuni nutrienti rispetto ad alcune Donnini. A tutti loro un sentito ringraziamento.
ni pedoclimatiche, piuttosto che all’u- varietà presenti sul mercato (Abate Bibliografia
so di un clone particolare. Fetel, William, Coscia di diversa pro-
In conclusione, sono stati messi a venienza). Come riassunto in figura AAVV., 2006. La pera Angelica di Serrungari-
dimora diversi nuovi impianti di pera 13, i valori di potenziale antiossidante na” A cura di: Comune di Serrungarina. Edito da
Comune di Srrungarina, Fano: pp. 113.
Angelica a Serrungarina con alberi di (espresso in equivalenti di acido ascor- Ferreti G. e Bacchetti T., 2006. Qualità nutri-
piccole dimensioni, facili da gestire bico/mg di frutto) sono più elevati nei zionale della frutta: la pera Angelica. In “La pera
da terra senza uso di scale, e molto campioni di pera Angelica di Serrunga- Angelica di Serrungarina” A cura di: Comune di
Serrungarina: 36-37.
produttivi. Sono state messe a dimora rina (circa 0,12 mg/g) rispetto alle altre Neri D., Urbinati C., Savini G. and Sanchio-
anche alcune piante di Coscia, tipi- varietà esaminate (Ferretti e Bacchetti ni A., 2005. Age Determination and Tree-ring
camente diffusa nella zona come im- 2006). La pera Angelica di Serrungarina Growth Dynamics in Old Trees of Pyrus commu-
pollinatore. E in effetti si è passati in ha presentato un valore di potenziale nis ‘Angelica’. Acta Horticulturae, 671: 623-629.
Neri D., Savini G., Massetani F., Giorgi V.,
pochi anni dagli antichi alberi di gran- antiossidante simile a quello osservato Sabbatini P., 2008. Pear Pruning and Training for
di dimensioni, promiscui con l’olivo, in indagini precedenti in frutti di Mela Sustainable production. Proceeding of ISHS Pear
a impianti specializzati in grado di Rosa dei Monti Sibillini e i dati ottenuti symposium, Portugal, Acta horticulturae, 800:
produrre frutti di elevata qualità, sele- confermano che il germoplasma locale 747-754.
Neri D. e Savini G., 2006. Valorizzazione
zionati a partire dagli alberi centenari ha buona qualità nutrizionale e merita della pera Angelica di Serrungarina. In “La pera
presenti in zona, ma coltivati in modo di essere ulteriormente caratterizzato e Angelica di Serrungarina” A cura di: Comune di
moderno. valorizzato. Serrungarina: 24-35. ■

38 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
ECONOMIA E TECNICA

Interventi esogeni per migliorare


la pezzatura del clementine
Carmelo Mennone - Gianrocco Quinto
AASD Pantanello - Alsia, Regione Basilicata - Metaponto (Mt)

La pezzatura dei frutti, come per ciano ad accrescersi per accumulo di


tutte le specie frutticole, è uno dei po- succo. La fase 3, detta di maturazione,
chi parametri che differenzia il prezzo ha inizio quando si ha il viraggio del
Il calibro dei frutti è uno
unitario; conciliare la quantità con la colore della buccia con una trasforma-
dei parametri che differenzia pezzatura risulta molto difficile, soprat- zione interna del frutto che lo rende
economicamente tutto per alcune specie di agrumi come più succoso, con un aumento dei solidi
la produzione; alcuni il clementine. Per questa specie la pro- solubili ed una costante diminuzione
fitoregolatori e sostanze duttività è legata a diversi fattori gene- del contenuto in acidi organici.
nutritive possono aumentarla, tici, ambientali e di tecnica colturale. Per regolare la pezzatura finale del
ma il loro impiego risulta Bain nel 1958 divise lo sviluppo del frutto si deve intervenire nella fase 2,
efficace qualora la pianta frutto degli agrumi in tre fasi (Fig. 1): quando incidono diversi fattori, endo-
si trovi in buone condizioni – fase 1, che va dalla fioritura fino alla geni ed esogeni, non sempre del tutto
vegetative. cascola fisiologica del mese di giugno; conosciuti, che hanno un’incidenza
– fase 2, dalla cascola di giugno fino variabile sull’espressione finale del ca-
alla pre-invaiatura dei frutti; rattere.
– fase 3, dall’invaiatura fino alla matu- Tra i fattori endogeni si ricordano:
razione e senescenza dei frutti. – quelli genetici, riguardano la varietà,
Nella fase 1, con durata variabile la presenza o meno di semi, l’auto-com-

L’
agrumicoltura ha visto l’abbatti- in base alla specie di circa 40-50 gior- patibilità e il livello di partenocarpia;
mento dei prezzi di vendita da ni, l’accrescimento del frutto è rapido, – la posizione del frutto (Fig. 2), la pre-
ormai oltre un decennio, que- l’aumento di pezzatura è dovuto alla senza di foglie nel germoglio, rispetto
sto per la concorrenza delle produzioni buccia ed avviene per divisione cellu- alla pezzatura il comportamento in
rivenienti da altri Paesi mondiali e del lare. La fase 2 ha una durata variabile ordine decrescente è germogli campa-
Bacino del Mediterraneo, per cui il fat- in base alla varietà, tra i 2-3 e i 5-6 me- nulacei, germogli misti, fiori solitari e
tore competitivo che si potrà sfruttare si; l’accrescimento avviene per disten- rami fiorali;
è la qualità, concetto molto ampio che sione cellulare; in questo stadio si ha – la competizione tra organi in accre-
portandolo a sintesi si traduce in pezza- la fine dell’accrescimento per divisione scimento.
tura, assenza di difetti, colore, succosi- cellulare ed ha inizio quello per disten- – la tecnica colturale (potatura, fertiliz-
tà, salubrità delle produzioni, ecc. sione; le vescicole della polpa comin- zazione, irrigazione, ecc.);

FASE I FASE II FASE III


FS RF

Crescita
relativa

GC G GV

Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov 5Fig. 2 - Germogli fiorali tipici degli agrumi: FS (fiori solitari), RF (rami
fiorali), GC (germogli campanulacei), GM (germogli misti), GV (germogli
5Fig. 1 - Fasi di sviluppo e accrescimento del frutto di agrume. vegetativi).

40 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 1 - Prodotti utilizzati nelle prove; la varietà trattata negli anni 2012 e 2014 è Clementine SRA 89, nel 2004 Clementine
Comune
Epoca Numero Anno
Prodotto Sostanza attiva Società di applicazione applicazioni di sperimentazione
Basfoliar Kelp Estratti di Alghe Eklonia maxima Compo Agricoltura 20-22 mm diametro frutti 1 2012

Basfoliar Kelp Estratti di Alghe Eklonia maxima Compo Agricoltura 20-22 mm diametro frutti 1 2012
20-22 mm diametro frutti
Sti Estratto di semi di leguminose Icas 2 2014
e 7-10 gg dopo
Fermentazione di crema di alghe 20-22 mm diametro frutti
Renewal Icas 2 2014
con funghi e 7-10 gg dopo
Maxim Triclopir L. Gobbi 20-22 mm diametro frutti 1 2004, 2012 e 2014

Fengib MCPA e giberelline Sipcam 20-22 mm diametro frutti 1 2004, 2012 e 2014

– lo stato nutrizionale della pianta, in- mente quando questi hanno raggiunto Il contenuto in succo ed il peso della
fluenzato dalla fertilità del terreno e un diametro tra i 15 e 20 mm per il buccia dipendono dalla pezzatura fi-
dagli apporti di fertilizzanti; clementine, 20-25 mm per il satsuma e nale del frutto e non dal trattamento.
– l’incisione dei rami, che consente 25-30 mm per l’arancio.
l’accumulo di sostanze nutritive nel- Per ottenere un’adeguata risposta è
la parte aerea, applicata negli agrumi importante: Osservazioni in campo
sia per migliorare l’allegagione che la – che l’agrumeto sia in condizioni
pezzatura, l’efficacia dipende dal mo- vegeto-produttive ottimali, questo va- Con l’obiettivo di verificare l’effi-
mento di esecuzione, che coincide, le per tutti i fitoregolatori, altrimenti la cienza su diverse varietà di clementine
per incrementare la pezzatura, con la risposta non è positiva; (Comune e SRA 89) di alcuni formulati
fine della cascola fisiologica di giugno, – che le condizioni climatiche siano nell’areale agrumicolo del Metaponti-
fenomeno che nelle nostre condizioni favorevoli all’espressione del carattere, no, sono state condotte prove indica-
può protrarsi fino al mese di luglio; l’applicazione non va effettuata nelle tive di campo impiegando le seguenti
– l’applicazione di fitoregolatori e sti- giornate ventose così come in quelle sostanze attive: Triclopir (3,5,6-trich-
molanti. di maggiore insolazione e temperatura loro-2-pyridyloxyacetic acid), Fenotiol;
Per incrementare la pezzatura degli più alta; fertilizzanti e biostimolanti a base di
agrumi, messo da parte il diradamento – che la quantità di acqua utilizzata per estratti di alga (Tab. 1).
manuale per l’insostenibilità economica, l’intervento, deve consentire di bagna- Di seguito si riportano i risultati dei
è possibile utilizzare dei fitoregolatori, re in maniera adeguata la pianta e nel trattamenti sulla produzione media per
appartenenti al gruppo delle auxine, che caso di piante adulte si aggira intorno pianta, numero di frutti per pianta, pe-
vanno utilizzati in un contesto colturale ai 20-25 hl per ettaro, assicurando al- so medio del frutto, calibro, diametro
che prevede piante in buono stato vege- meno 5 l di soluzione per pianta; equatoriale e polare dei frutti. Ai rilievi
to-produttivo, senza problemi fitosanitari – che la formulazione chimica dell’au- quantitativi sono stati associati analisi
fattori che ne inficerebbero l’efficacia. xina sia adeguata e nota. di laboratorio, nello specifico sono sta-
L’aumento della pezzatura si ha con È possibile aggiungere altre sostan- ti valutati la resa in succo, l’acidità ed
l’applicazione di sostanze auxiniche e ze purché non contengano elevate il residuo rifrattrometrico.
biostimolanti, che risultano maggior- quantità di azoto che potrebbero ritar- L’efficacia del Maxim sulla pezzatu-
mente efficaci quando si passa dalla dare la colorazione del frutto e alterar- ra dei frutti è già nota sia in Italia (Forla-
I alla II fase di accrescimento del frutto. ne le sue caratteristiche. ni et al., 2000; Calabrese et al., 2001) e,
Le auxine, che appartengono al gruppo Le molecole che sortiscono i mi- soprattutto, in Spagna. Le prime prove
dei fenossiacidi, determinano l’accre- gliori risultati sono il 3,5,6 TPA (Ma- condotte nel 2004 su clementine Co-
scimento per distensione cellulare. Va- xim), il 2,4 DP (Corasil) e il Fenotiol, mune, varietà molto diffusa nel Meta-
rie sono state le sostanze sperimentate che si applicano rispettivamente a 10, pontino e nell’intero arco Jonico appu-
nei diversi Paesi agrumicoli mondiali 25-30 e 20 ppm. Gli incrementi di dia- lo-calabro-lucano, su piante di 25 anni
con risultati non sempre univoci, a te- metro che si possono conseguire va- innestate su arancio amaro (278 piante/
stimonianza che la risposta varia in ba- riano dai 3 ai 6 mm a seconda della ha) hanno offerto risultati interessanti.
se alla specie e varietà, nonché all’am- specie e varietà (Agustì, 1995). Nelle Con le sostanze auxiniche si è avuta una
biente di applicazione. diverse prove condotte interessante è il maggiore incidenza delle classi di cali-
L’epoca di applicazione costituisce miglioramento della distribuzione della bro superiori. Nello specifico, Maxim
il fattore chiave nella determinazione classe di calibro, con un aumento delle ha indotto una maggiore incidenza del-
della risposta. Se l’intervento venisse pezzature migliori ed una diminuzio- le classi di calibro 2 e 3 rispettivamen-
effettuato prima del momento ottimale ne delle più piccole. L’uso di auxine te, con il 63,5 e il 24,5%. L’incidenza
si può avere un effetto diradante, se tar- non altera le caratteristiche intrinseche della classe di calibro 4 è stata minima,
divo è necessario aumentare le dosi in del frutto alla maturazione, l’effetto si mentre per entrambi gli auxinici vi è sta-
quanto l’effetto può essere nullo. In ge- manifesta attraverso un accrescimento ta un’incidenza nella classe di calibro 1
nerale il momento di intervento è rego- generalizzato di tutti i tessuti, con un superiore al 10% rispetto al testimone.
lato dalle dimensioni dei frutti, precisa- maggiore interessamento della polpa. Il comportamento del Maxim è stato

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 41
migliore rispetto all’auxinico di control- interessante si è avuta con l’utilizzo dei Di contro, anche se il grado zuccheri-
lo (Fengib=Fenotiol+Gibberellina), da- fertilizzanti fogliari, che sono migliora- no è risultato leggermente inferiore il
ta la maggiore incidenza della classe di tivi del testimone. rapporto di maturazione, dato il mino-
calibro 2, che resta quella più apprez- Nel 2014 sempre sulle clementine re contenuto in acidi, è risultato supe-
zata in termini economici dal mercato. cv SRA 89 sono stati utilizzati oltre ai riore. Per i fertilizzanti a base di alga
La produzione per pianta non è stata fitoregolatori dei fertilizzanti sempre a e per Fengib non sono stati riscontrati
eccezionale in quanto nell’annata era- base di estratti di alga. Dai dati ripor- valori differenti nella qualità rispetto al
no stati effettuati interventi cesori che tati in tabella 3 si nota come Maxim testimone.
avevano fortemente ridimensionato la migliori la pezzatura in maniera più
chioma, con una maggiore cascola nei efficace rispetto ai biostimolanti, che Conclusioni
mesi giugno e luglio. Tuttavia, la pro- tuttavia, risultano nettamente supe-
duzione delle piante trattate con auxi- riori rispetto al testimone non trattato. Dalle diverse prove condotte biso-
nico è stata superiore rispetto a quella Lo stesso comportamento è stato osser- gna ribadire come il migliore risultato
del testimone (Tab. 2). Considerando vato per la produzione/pianta. si ottiene con i fitoregolatori di sintesi
che l’applicazione delle sostanze au- (Triclopir-Maxim, Fenotiol-Fengib), an-
xiniche si estrinseca principalmente Osservazioni sulla qualità dei frutti che se è da rimarcare che i fertilizzanti
sul peso medio dei frutti, si eviden- e i biostimolanti (Basfoliar Kelp - Com-
zia come l’aumento della pezzatura Rispetto ai dati qualitativi i frutti po e Renewal e Sti - Icas Internationale)
media sia stato riscontrato in entram- trattati con il Maxim in tutte le prove presentano un effetto migliorativo sul-
be le tesi a base di composti auxinici considerate hanno manifestato una mi- la pezzatura. La migliore distribuzione
(Fig. 4). A questo bisogna aggiungere un nore succosità ed in alcuni casi acidità nelle classi di calibro ottenuta con i fi-
altro aspetto da non sottovalutare come superiore rispetto al testimone e alle te- toregolatori, Maxim meglio di Fengib, è
l’anticipo e la migliore colorazione dei si trattate con altri fitoregolatori e ferti- importante in quanto ciò induce prezzi
frutti, importante ai fini di una maggiore lizzanti. Nel caso della prova condotta migliori e una maggiore PLV.
remunerazione delle produzioni. nel 2014 nelle tesi trattate con l’uso dei Dato altrettanto importante è la mi-
Nel 2012 sono state effettuate delle fertilizzanti a base di estratti di alghe gliore colorazione della buccia, osser-
prove su Clementine SRA 89, varietà il dato di acidità è inferiore rispetto al vata nella tesi trattata con Maxim, che
precoce di elevata produttività, ma con testimone, questo consente un maggio- può consentire un anticipo nello stac-
una pezzatura a volte insufficiente. So- re rapporto di maturazione e quindi un co, commercializzando la produzione
no stati considerati, oltre a Maxim e anticipo della raccolta. in fasi di mercato che normalmente la
Fengib, un fertilizzante fogliare a ba- Dai dati analitici riportati nella ta- remunerano con prezzi migliori. Que-
se di estratti di Alga (Basfoliar Kelp), a bella 4 si nota come i frutti trattati con sto aspetto, inoltre, consente di soppe-
due diversi dosaggi. I dati in tabella 2 Maxim abbiano un contenuto in succo rire ad alcune carenze dei frutti di cle-
riportano che i migliori risultati in ter- inferiore rispetto sia al controllo che al mentine, che raggiungono un’adeguata
mini di miglioramento di pezzatura li testimone, comunque superiore ai limiti maturazione interna che non è accom-
ha dati il Maxim, però comportamento minimi previsti dalle norme di qualità. pagnata da una sufficiente colorazione
Tab. 2 - Parametri produttivi di SRA 89 (Prove 2012) Distribuzione per classi di calibro

Produzione 80
Diam. 63,5
Tesi polare Diam. Peso
(cm) Pianta 60 53,5
equatoriale frutto
(kg) 47,5
(cm) (g) 41

Testimone 4,18 4,37 60,0 46,6 % 40 31


24,5
Maxim 4,73 5,04 60,0 65,3 20 13 11,5
10
Fengib 4,64 4,87 58,8 61,8 2,5 0,5 1,5
0
Basfoliar Kelp 4 (55-72) g 3 (73-87) g 2 (88-127) g 1-(128) g-olt
4,57 4,85 80,0 60,0
250 g Fenotiol Maxim Testimone

Bosfaliar Kelp 5Fig. 3 - Distribuzione della produzione in classi di classi di calibro


4,59 4,89 47,5 62,0
500 g commerciale.
Peso medio dei frutti
Tab. 3 - Parametri produttivi di SRA 89 (Prove 2014)
Diam. Peso Produzione Standard 79,5
Diam. polare equatoriale
Tesi frutto pianta
(cm) (cm) (g) (kg)
Triclopir 80,9
1 Testimone 4,67 5,18 64,9 33,0
2 Sti 4,93 5,48 78,7 39,5 66,98
Testimone
3 Renewal 4,86 5,44 75,6 42,5
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90
4 Maxim 5,18 5,73 86,2 44,4
5Fig. 4 - Peso medio dei frutti di clementine Comune (Prove 2004).

42 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 4 - Caratteristiche qualitative dei frutti di Tab. 6 - Caratteristiche qualitative dei frutti di
Clementine Comune (prove 2004) Clementine SRA 89 (prove 2014)
Contenuto Solidi Zuccheri/ Tesi Solidi solubili % Acidità %
Tesi Acidità
in succo % solubili % acidità
1 Testimone 10,6 1,75
Fengib 53,0 0,09 10,0 11,0
Maxim 46,0 0,08 9,1 12,0 2 Sti 10,4 1,6

Testimone 51,3 0,08 8,1 10,1 3 Renewal 10,8 1,55


4 Maxim 10,8 1,8
Tab. 5 - Caratteristiche qualitative dei frutti di
Clementine SRA 89 (prove 2012)
Contenuto in Solidi
Tesi Acidità %
succo % solubili %
Testimone 50,4 11,0 1,4
Maxim 44,2 12,0 1,5
Fengib 50,2 11,0 1,2
Basfoliar Kelp 250 g 51,9 11,5 1,3
Bosfaliar Kelp 500 g 43,6 10,4 1,4

esterna. Questo fenomeno si accentua mero di frutti ma di migliore pezzatura con i fitoregolatori si attenuerebbe, pe-
soprattutto nelle annate in cui, nel pe- che, con l’anticipo della maturazione, rò questo potrebbe essere oggetto delle
riodo autunnale, non si verificano le consentirebbero una maggiore PLV. prossime prove. Per gli aspetti legati
giuste escursioni termiche, tra giorno Discorso a parte meritano i fertiliz- alla qualità dei frutti, in quasi tutte le
e notte, ed in presenza di temperatura zanti a base di alghe, le cui “perfoman- prove si evidenzia una minore succo-
media giornaliera elevata. Ancor più ce” sono state inferiori rispetto ai fitore- sità dei frutti trattati con fitoregolatori,
nelle varietà precoci, molto produtti- golatori pur avendo migliorato i valori soprattutto nel caso di Maxim. Mentre
ve e dove l’uso degli auxinici potrebbe rispetto al controllo. Probabilmente non sono state verificate differenze im-
dare delle produzioni inferiori per nu- effettuando più interventi la differenza putabili ai fertilizzanti.  ■

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 43
DOSSIER FRUTTA SECCA
Dossier frutta secca

Il risveglio di noce, mandorlo


e nocciolo
Silviero Sansavini
Dipartimento di Scienze Agrarie – Università di Bologna

L’
Italia non primeggia certo nella manda di mercato legata, soprattutto, ciato ad impiantare moderni impianti
coltivazione di noci e mandorle alla diffusione di conoscenze medico- specializzati di mandorlo (vedi box a
– ormai si dice siano solo una te- dietologiche-nutraceutiche relative ai firma Catalano).
stimonianza del passato – ma vanta una benefici che un’alimentazione che in- Ci dovrebbero pensare le associa-
buona produzione di nocciole e alcu- cluda giornalmente anche una porzio- zioni di produttori, anche per assicu-
ne grandi aziende per la distribuzione ne di questi prodotti (noci e/o mandor- rare un’aggiornata assistenza tecnica
commerciale di queste e di altre frutta le, oppure prugne e bacche essiccate) ai coltivatori. Il punto cruciale diventa
secche e/o essiccate. Vantiamo, infatti, apporta benefici all’organismo per l’al- perciò il completamento della filiera
la presenza al Sud e al Nord di storici to contenuto di sostanze antiossidanti e (legando produzione e distribuzione
“brand” di frutta secca che si sono affer- proteiche. Cioè “farebbero allungare la a commercializzazione), per cui i pro-
mati nell’arco di alcune decenni nell’u- vita”, anche se contengono grassi, ma duttori hanno due opzioni: vendere in
niverso commerciale, anche all’estero. per lo più insaturi. proprio, se hanno sufficienti dimensio-
Si tratta perciò, come avviene in tanti ni e mezzi (come hanno fatto alcune
altri campi, di un “made in Italy”, affer- Ma poi chi fa il raccordo imprese, vedi la New Factor di Forlì
matosi soprattutto per i requisiti qualita- col mercato? nel box di Zampagna, Lollini) oppure
tivi del prodotto, ma a partire da materia accedere alle ormai numerose impre-
prima per lo più non italiana. Si è dunque sviluppata un’attenzio- se che lavorano in gran parte merce
Secondo i “puristi”, quindi, la sola ne pubblica e quindi un ripensamento di importazione, e sanno fare a com-
lavorazione commerciale non darebbe sull’opportunità di riprendere la col- mercializzare e a conquistare i mer-
diritto all’uso del “made in Italy”, nem- tivazione di noci e mandorle (per il cati. Queste, infatti, potrebbero avere
meno se le confezioni riportassero, co- nocciolo non si è mai smesso), sulla convenienza a comprare prodotto ita-
me è giusto che sia, la provenienza del base delle nuove opportunità geneti- liano, sia per creare un prodotto finito
prodotto o almeno del Paese produtto- che (varietà estere adatte nelle varie interamente italiano, di qualità, sia per
re. Qui, però, non si tratta di difendere aree italiane) dopo aver condotto pro- facilitare l’approvvigionamento di un
coltivatori che non ci sono, tranne una ve agronomiche e tecnologiche (tipi di prodotto, verificato contrattualmente
piccola frangia di pionieri, quanto di impianti, a media-alta densità, mecca- per la salubrità, i parametri qualitativi e
studiare nuovi indirizzi produttivi e re- nizzabili soprattutto per la raccolta), l’assenza di residui inquinanti.
lative strategie di mercato. con utilizzo di tutti i mezzi strumentali Ciò premesso, ci pare utile presen-
Constatiamo oggi che i consumi di (es. microirrigazione, fertilizzazione, tare in questa breve annotazione, lega-
frutta secca non hanno subito in Italia difesa) che consentono rese produttive ta al “Dossier frutta secca” inserito in
il calo rilevato per la frutta fresca da sufficienti a rendere competitiva la col- questo fascicolo di Frutticoltura, alcu-
almeno un decennio; anzi, per queste tura, con elevati standard qualitativi. ne delle imprese italiane storicamente
specie assistiamo a una crescente do- La Puglia, ad esempio, ha già ricomin- più attive e prestigiose, che possono

44 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Nuove prospettive per il mandorlo e la frutta secca
I mutati consumi alimentari delle popolazioni di interi continen-
ti, affianco alla complicata situazione socio-economico globa-
le per le varie crisi sullo scacchiere internazionale, sta aprendo
quasi 100 ha in Italia ed oltre 1.500 in Spagna. Circa gli impianti
tradizionali, solo negli tre ultimi anni, in Italia, una stima atten-
dibile indica in oltre 3.000 ha le superfici dei nuovi mandorleti.
nuove ed interessanti prospettive di sviluppo per nuove o per il Anche noce e nocciolo (alla base della famosa crema, un
rilancio di tradizionali colture frutticole. must dell’agro-alimentare nazionale) stanno calamitando gran-
Per l’Italia, e più in generale per i Paesi mediterranei, c’è una de attenzione e promettono interessanti possibilità di reddito
rinnovata opportunità per il mandorlo. Ciò è la diretta conse- per gli agricoltori. Forse è bene ricordare l’elevata vocazionalità
guenza di una serie di fattori tra i quali: dei territori meridionali per il mandorlo, che in passato permet-
– incremento esponenziale dei consumi in Cina ed India; teva all’Italia di primeggiare a livello mondiale fino agli anni ’60,
– deviazione dei flussi commerciali verso quelle aree della pro- con la borsa merci di Bari che fissava il prezzo mondiale. Non si
duzione Californiana; tratterebbe quindi di una novità, ma dell’interpretazione razio-
– problematiche climatiche e siccità che affliggono i due mag- nale di una coltura che racchiude tanti vantaggi.
giori Paesi produttori, California ed Australia; In questo nuovo ed interessante scenario manca però una
– embargo sulle produzioni iraniane ed azzeramento della pro- strategia di sviluppo, sia da parte dell’ente pubblico, sia delle
duzione siriana per la guerra. organizzazioni agricole dei produttori. Il Mipaaf aveva discus-
Negli ultimi anni le quotazioni delle mandorle sono state per so timidi piani di settore per le “specie minori” per il periodo
alcuni periodi anche sopra i 900 € per quintale di sgusciato, 2012/14, che però non hanno sortito niente e rappresentano
attirando l’attenzione di frutticoltori di Puglia, Sicilia, e, in minor pertanto un mero esercizio accademico. La speranze sono ripo-
modo, della Sardegna che è nuovamente accresciuta. ste nella programmazione dei prossimi PSR, sperando che ven-
Affianco a ciò, è stato proposto un nuovo modello di man- gano previsti interventi a supporto dell’intera filiera. Una buona
dorlicoltura interamente meccanizzata (e di cui si parlerà più dif- occasione per mitigare gli affanni del settore della frutta fresca,
fusamente in un prossimo articolo) alla pari degli oliveti super- permettendo ai frutticoltori nuove possibilità di reddito.
intensivi che, rivoluzionando la concezione della coltura, ne sta
favorendo il rilancio. Attualmente ne sono stati messi a dimora Luigi Catalano

costituire un punto di riferimento per correggibili solo con un forte ridimen- del campo, hanno visto primeggiare le
le tante nuove, piccole o medie azien- sionamento degli impianti. Cerchiamo mandorle (34%), poi anacardi (18%),
de nel frattempo sorte in varie regioni e dunque di allargare il discorso ai nuo- noci (16%) e pistacchi (15%), tutti in
che potrebbero diventare alleate delle vi gruppi che, sull’onda della crescita guscio, seguiti da nocciole (13%), noci
associazioni dei produttori perché non dell’interesse mercantile della frutta di pecan (2%), noci brasiliane (1%) e
importano soltanto. secca, stanno nascendo ed operando noci macadamia (1%), pinoli (0,3%),
Pertanto, insieme ai grandi “brand” in varie regioni del Nord e del Sud. mentre per la frutta essiccata i volumi
italiani “Besana Group”, “Noberasco”, produttivi sono dati soprattutto da dat-
“Madi Ventura”, “Eurocompany”, dia- Uno sguardo altrove teri (81%), uva essiccata (14%), pru-
mo anche alcuni parametri economi- gne e albicocche (2% ciascuna) e fichi
co-gestionali che aiutano a capire co- L’INC, associazione mondiale degli (1%).
me funziona il sistema commerciale operatori commerciali di noci e frutta Circa la situazione, specie per spe-
italiano e come si possono stabilire secca od essiccata, ha recentemente di- cie, risulta che:
strategie produttive, in alternativa a vulgato i dati statistici delle produzioni – mandorle: nel mondo (1,1 Ml t) vi è
quelle, in parte fallimentari, delle col- delle varie specie, insieme al “trend” stato un aumento dell’8% negli ultimi
ture tradizionali per il consumo fresco delle variazioni degli ultimi sei anni. Al cinque anni, avvenuto soprattutto in
(es. pesco), nelle aree dove queste at- 2013, la frutta secca ha raggiunto 3,2 USA – California (80% del totale). L’I-
traversano forte crisi mercantile. Crisi Ml t, mentre quella essiccata molto di talia nel 2013 ha importato 32.000 t,
non più estemporanee, ma strutturali e più, 9,3 Ml t. In ordine di importanza, con un consumo di 37.000 t.;
quindi di sistema, che per alcuni sono le quote di frutta secca, cioè i volumi – noci: le quattro specie assieme han-

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 45
Occorre anche rilevare l’introdu-
zione nei mercati italiani di bacche es-
siccate di vari frutti piccoli (es. mirtilli,
goji, e altre “berry”), con tassi di cre-
scita dell’import italiano più che rad-
doppiato nell’ultimo anno. L’import di
goji è stato di 244 t (valore molto alto,
6,8 Ml €).
Per chiudere, un cenno alle arachi-
di, di cui l’Italia è forte importatrice.
Nel mondo se ne producono da 31 a
36 Ml t ogni anno, di cui quasi la metà
in Cina; seguono con appena 5% USA
e India.
Da un’altra fonte, Infoscan Census,
prendiamo altri dati informativi sulla
frutta secca, riferiti al 2012 (agosto) e
rilevati su alcuni canali commerciali
molto attendibili: ipermercati, super-
5Fig. 1 - Produzione mondiale di frutta secca al 2013 (t). mercati, piccolo servizio libero (ne-
gozi e ambulanti con oltre 100 mq).
Nell’anno 2012 (terminante in agosto)
il mercato della frutta secca sviluppa
un fatturato di 455 Ml di €, in crescita
del 2,3% rispetto all’anno precedente,
mentre a volume genera 46.312 di t,
con un trend in flessione del 2,0% ri-
spetto all’anno precedente.
Il tasso di crescita positivo del fattu-
rato della frutta secca è dato dal con-
tinuo incremento del prezzo medio a
volume: aumenta del 4,4%. L’incre-
mento interessa tendenzialmente tutte
le categorie; in particolare, presentano
una crescita sostanziale le noci (+9,6%
prezzo medio in volume; +5,7% tasso
di crescita a valore), le nocciole (+9,5%
prezzo medio in volume; +6,3% tasso
di crescita a valore) ed i semi di zuc-
ca (+6,9% prezzo medio in volume;
+2,6% tasso di crescita a valore); solo
la categoria delle prugne mostra una
5Fig 2 - Produzione mondiale di frutta essiccata al 2013 (t). flessione nell’andamento del prezzo
(-1,0%). La maggior parte delle catego-
no raggiunto 510.000 t (USA e Cina as- 4.000 t, di cui un quarto in Pakistan. rie registra una flessione a volume, ad
sieme fanno il 75%); consumo italiano I consumi italiani si aggirano su 1.000 eccezione delle mandorle e delle pru-
9.124 t.; t/anno. gne, le uniche categorie che presenta-
– nocciole: in totale 418.400 t (2013), Fra i frutti essiccati domina l’uva no trend positivi sia a volume (+4,35%
di cui il 72% in Turchia. L’Italia è se- passa sultanina (1.276 Ml t), divisa fra mandorle, +1,5% prugne), sia a valore
conda con 65.400 t; il consumo italia- USA (1/4), Turchia, Iran e India (insie- (+6,2% mandorle, +0,5% prugne).
no si attesa sulle 70.000 t/anno (1,2 kg me fanno il 45%). Consumo italiano In un contesto nazionale che vede
pro-capite); forte approvvigionamento inferiore a 19.000 t. Seguono le pru- la presenza di almeno una ventina di
italiano nell’ultimo trimestre 2014. Im- gne secche (187.000 t, in calo fra 2012 operatori, di seguito si riporta il profilo
portate 16.270 t per 135,6 Ml €. e 2013); il 95% del prodotto è con- di alcuni di loro scelti o per la lunga
– pistacchi: la produzione mondiale centrato in quattro Paesi (USA, Cile, tradizione (diversi, storici “brand” ita-
arriva a 488.000 t, di cui 215.000 in Francia, Argentina). Consumi italiani liani stanno di fatto assecondando l’au-
USA e 160.000 in Iran. L’Italia consu- in calo, intorno a 10.000 t/anno; per mento dei consumi di frutta secca) o
ma circa 9.800 t (2012); le albicocche essiccate le produzioni perché significativi di piccole, specifi-
– anacardi: produzione di circa 60.000 sono in calo del 5% in sei anni. Nel che realtà territoriali-produttive oggi in
t/anno, prodotti quasi interamente in 2013 produzione di 171.000 t (Turchia fase di espansione.
Paesi subtropicali (India, Costa d’A- 65%). Consumi italiani circa 1.200 t/
vorio, Vietnam). L’Italia importa oltre anno. Infine, i fichi essiccati stanno in- Besana Group
5.000 t/anno; torno a 114.00 t (54% in Turchia; con-
– pinoli: produzione mondiale oltre sumo italiano 5.200 t nel 2012). È una storica azienda napoletana,

46 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
impianti di selezione e tostatura delle
materie prime, impianti di miscelazio-
ne e confezionamento di misti mono-
porzione; impianti di confezionamento
di Smarties.
Tra gli investimenti occorre men-
zionare anche i nuovi magazzini fri-
goriferi nell’interporto campano, un
nuovo stabilimento inglese a Ipswich
e un impianto per la lavorazione del
cioccolato UTZ nello stabilimento di
Vittoria. Diamo anche qualche infor-
mazione circa la tipologia e il valore
dei prodotti finiti che escono dagli
stabilimenti Besana (dati aggiornati al
2014) (Tab. 1).
Il Gruppo Besana aderisce a vari
consorzi ed associazioni di cui due di
fondamentale importanza nel mondo
della frutta secca per quanto riguarda
la conoscenza ed i consumi. Il gruppo
nel 1982 è co-fondatore della “Fonda-
zione Consiglio Internazionale della
Frutta Secca e Frutta Essiccata” (INC).
L’associazione mondiale conta oggi
636 membri provenienti da 71 Paesi
nei 5 continenti. La missione dell’or-
ganizzazione è lo studio e la ricerca
sugli aspetti benefici della frutta secca,
comprendenti i vari aspetti della pro-
duzione, la ricerca scientifica mondia-
5Carrellata dei prodotti Besana. le, l’omogeneizzazione degli standard
istituzionali e le condizioni del com-
sorta quasi un secolo fa (1921) a San persone lavorano nell’indotto italiano mercio internazionale.
Gennaro Vesuviano, che ha raggiun- ed estero. L’azienda è in crescente svi- Le caratteristiche salutari della frut-
to ragguardevoli dimensioni (171 Ml luppo, tanto che il fatturato negli ultimi ta secca sono anche tra gli obiettivi di
€ di fatturato nel 2013), con dirama- anni ha avuto un aumento superiore “Nucis Italia” cui il Gruppo Besana
zioni in vari Paesi (es. “Besana UK”, alle due cifre (19% nel 2013). aderisce insieme a 14 tra la maggiori
sorta nel 1988, distribuisce i prodotti La sua vocazione internazionale è aziende italiane, L’associazione, con
in Gran Bretagna), ove opera soprat- dimostrata dalle collaborazioni con le sede a Roma (AD Riccardo Calcagni)
tutto con “joint venture” insieme ad più importanti catene distributive eu- promuove, attraverso la disseminazio-
aziende locali dei singoli Paesi. Ne ropee – ICA (dal 1928), Mark e Spen- ne di informazione, un maggiore con-
è presidente il dinamico Pino Calca- cer (1934), Colryut e Delhaize (1970), sumo della frutta secca ed essiccata
gni (mentre AD è Riccardo Calgagni), Tesco – e per essere fornitori anche di sulla base di una più dettagliata cono-
persona molto nota anche per la sua Lidl, Nestlè, Mondezel, Walmart. Da scenza delle sue caratteristiche benefi-
attività pubblica a livello professiona- ultimo sta stringendo un accordo, non che all’interno di una corretta alimen-
le e associativo. solo commerciale, per la diffusione dei tazione. Con questo scopo il progetto,
È probabile che lo sviluppo dei con- suoi prodotti in Ucraina. ora in campo, “Frutta Secca è Benes-
sumi, non solo a livello europeo, con- Il Gruppo Besana dispone delle sere” coinvolge medici, nutrizionisti
tinui nei prossimi anni, per cui è bene principali certificazioni di qualità (IFS, e specialisti per divulgare in maniera
che nei vari distretti frutticoli italiani BRC, Halal, Kosher, Fair Trade, ecc.) e efficiente le caratteristiche salutari ai
che sono vocati per alcune specie, so- si sottopone annualmente ad una qua- consumatori.
prattutto noci (Sud e Nord), mandorle rantina di controlli e verifiche (“audit”)
(Puglia e Sicilia) e nocciole (Piemonte, degli enti di certificazione e delle stes- Madi Ventura
Lazio, Campania) si valutino le nuove se catene distributive.
potenzialità offerte dai mercati. Una delle ragioni della capacità di Madi Ventura è un’azienda che
“Besana Group” ha lavorato nel Besana di stare sul mercato con la qua- porta con sé più di 80 anni di esperien-
2014, attraverso 35 impianti di confe- lità dei propri prodotti è data dai forti za nel mondo della frutta secca. È uno
zionamento, ben 24.000 t di prodot- reinvestimenti tecnologici e di proces- dei punti di riferimento per il settore.
ti, corrispondenti ad oltre 100 milioni so lavorativi interni all’azienda, tanto Nasce nel 1936 a Genova ad opera di
di confezioni vendute nel mondo. In che negli ultimi sette anni sono stati Attilio Ventura per l’esportazione di
termini di occupazione le benemeren- investiti nell’azienda oltre 25 milioni prodotti ortofrutticoli, agrumari e fiori.
ze del Gruppo Besana sono evidenti: di euro. Fra le nuove acquisizioni si se- Nel 2000 viene fatta la fusione tra le
i dipendenti sono 400, ma altre 2.500 gnalano un pastorizzatore Napasol 2, aziende Madi di Milano e la genove-

48 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Il parere di un grande operatore:
prezzi in aumento, ma cosa va al produttore?
“N el 2013 i consumi sono stati consistenti ovunque, anche
in mercati imponenti come Cina e India, quindi si è en-
trati nel 2014 con scorte minime di noci, mandorle, nocciole,
pesta su Tesco sta
lasciando il segno.
Si va avanti all’in-
un po’ più abbondanti per quanto concerne anacardi e pistac- segna della logica
chi”. “L’anno in corso” – afferma Pino Calcagni, vice-presidente del “day by day”
dell’International Nut and Dried Fruit Council – “è stato carat- (giorno per giorno).
terizzato da tre eventi meteorologici avversi: la gelata che ha Sullo scacchiere
colpito le albicocche in Turchia, la seconda ondata di freddo internazionale pesa
nello stesso Paese, in prossimità del Mar Nero, che ha interes- il mutato atteggia-
sato le nocciole e, infine, in California una straordinaria siccità mento della Cina:
iniziata a febbraio e proseguita sino a tutto il 2014. Eventi che compra meno, ha
hanno decimato la produzione di albicocche essiccate, crollate ridimensionato le
da 120.000 a 25.000 t, mentre per le nocciole il raccolto turco importazioni. E non
stimato in 650.000 t si è ridotto a 480.000 t; le mandorle sgu- va dimenticata la questione russa: l’embargo ha deviato i traffici
sciate californiane, invece, sono calate da 976.000 a 930.000 coinvolgendo la Turchia, ma la Russia sta comunque consu-
t. Risultato: prezzi lievitati in maniera importante; per le man- mando meno di un tempo”.
dorle +35%, per le nocciole +85%, per le albicocche +120%.
E l’Italia? mercato molto calmo. In definitiva, i prodotti di
In generale l’aumento medio del settore è valutabile tra il 25 e
qualità tirano, quelli mediocri vanno male, ma la selezione per
il 28%”.
ottenere qualità è diventata più costosa perché la quota da
Una certa ripresa, rispetto al recente passato, sembra inte-
ressare le arachidi. Qualità in larga parte modesta per le noci, scartare è maggiore.
mentre per i pinoli la richiesta appare “costante e ben intonata”.
Seguiamo attentamente gli sviluppi e siamo fiduciosi che nel Prodotti essiccati
2015 si ritornerà alla normalità. Circa la frutta essiccata, la domanda è stata poco esaltante
per i datteri: la pioggia di settembre in Turchia ha frenato la par-
Frutta in guscio te iniziale della campagna; vendite ed export si sono concen-
A rimescolare non poco le carte sul tavolo è stato anche trati a ottobre, ma la qualità in generale è modesta. Circa l’uva
l’ingresso in scena di Ferrero che per la sua Nutella ha acquisito sultanina, i listini sono partiti alti (2.000 $/t), salvo poi frenare
il produttore turco Oltan, facendo propri 2 stabilimenti ed en- (scivolone a 1.400 $ prima di assestarsi a 1.700). Sono situazio-
trando direttamente in campo. Ci sono stati conseguentemente ni di forte disequilibrio cui contribuiscono anche le problemati-
importanti aumenti di prezzo delle nocciole che del Medio Oriente e del mondo arabo, forte consumatore
Sul fronte della distribuzione e dei consumi di frutta in guscio di frutta secca.
in Europa, al momento, sembra vigere una parola d’ordine: pru-
denza. “Nessuno vuole avere sugli scaffali più del necessario. La Giuseppe (Pino) Calcagni
distribuzione tedesca non vive un momento brillante, gli stessi Vice-presidente INC
“discounter” Aldi e Lidl sono molto attenti; in Inghilterra la tem- Copyright 2014 Italiafruit News

se Ventura. Il costante impegno della Tab. 1 - La produzione di Besana Group


Madi Ventura nell’innovazione e nella
ricerca della migliore frutta secca re- Valore
Volume Piccole complessivo Export (%)
peribile nel mondo ha contribuito al in tonnellate confezioni (in t)
diffondersi di una cultura alimentare
sensibile agli aspetti salutistici e nutri- Prodotti misti/vari +2585 7.700
zionali, sostenendo a tal fine il progetto Noci +1000 1.435
“Nucis Italia”. Mandorle 1000 1.891
Madi Ventura possiede uno stabi-
limento a Chieve (Cr), in Lombardia, Nocciole 1000 1.425
specializzato nella tostatura di arachi- Noci del Brasile 1000 1.066
di e pistacchi e nel confezionamento Anacardio 1.944
di tutti i tipi di frutta secca e noci in
guscio e senza guscio. Un nuovo ma- Pistacchio +500 0,572
gazzino venne costruito accanto allo Pinoli +300 0,451 105.000 22.044 88
stabilimento alla fine del 2004. Il siste-
Noci Pecan 0,211
ma produttivo di Madi Ventura è quali-
ficato dalle principali catene distributi- Noci Macadamia 200 0,129
ve italiane, che hanno selezionato l’a- Arachidi 0,390
zienda come partner per la produzione
Castagne +100 0,078
di articoli a marchio privato.
La materia prima immessa nel pro- Frutta essiccata 3.293
cesso produttivo è posta sotto il con- Semi 1.374
trollo di macchinari laser, o di perso-
nale addestrato, per garantire in modo Verdure e legumi 0,045

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 49
Il progetto Noce di Romagna
I l progetto “Noce di Romagna” nasce dalla
volontà di creare una filiera controllata che
assicuri un prodotto nazionale di qualità. Gra-
dere altri agricoltori interessati a investire nel
noce da frutto. A differenza di una tradizione
italiana contraddistinta da frammentazione e
zie alla partnership tra Azienda Agricola San piccoli produttori in competizione, il progetto
Martino di Forlì e New Factor – azienda rimi- Noce di Romagna aspira a diventare una re-
nese leader nella lavorazione e commercializ- altà sempre più significativa in termini di vo-
zazione di snack naturali a base di frutta sec- lumi, forte dell’alto valore aggiunto, e in grado
ca – il progetto di filiera garantisce un attento di guadagnarsi una presenza stabile all’interno
controllo di ogni fase del percorso produttivo: della grande distribuzione organizzata. Ad oggi
dalla coltivazione alla lavorazione, fino al con- sono stati impiantati nell’ambito del progetto
fezionamento e alla commercializzazione del oltre 100 ha di noceti specializzati, soprattutto
prodotto finito. Grazie agli sforzi sostenuti in in Romagna, Emilia e Veneto.
questi anni e al lavoro dedicato alla creazione
di un marchio sinonimo di qualità e ‘italianità’, Chi è New Factor
la Noce di Romagna rappresenta oggi un’ec- Attiva da quasi 40 anni, New Factor, con
cellenza di crescente importanza, lanciata con sede a Coriano di Rimini, è una delle più im-
grande successo da qualche anno dalla New
portanti aziende italiane nel settore della frutta
Factor sul canale della distribuzione moderna e dei mercati or-
secca. New Factor acquista, trasforma (selezione, tostatura),
tofrutticoli.
confeziona e vende sui canali della distribuzione moderna e
A differenziare la Noce di Romagna dalle tradizionali produ-
tradizionale, una vasta gamma di frutta secca: noci, pistacchi,
zioni nazionali (di cui l’esempio più noto è rappresentato dalla
noce di Sorrento), è la modernità della coltura e l’alta mecca- arachidi, anacardi, mandorle, nocciole, uvetta, frutti di bosco,
nizzazione, basata su economie di scala e contraddistinta da ecc. con marchio proprio o con private label.
alta produttività e rigorosi standard qualitativi. In particolare, le Il fatturato di New Factor è di circa 33 milioni di €/anno, per
cultivar selezionate per il progetto – Chandler, Howard e Lara oltre 7 milioni di kg di prodotto commercializzato. Le noci rap-
– sono state scelte per le loro caratteristiche do elevata pro- presentano uno dei prodotti di punta dell’azienda (www.new-
duttività, il grosso calibro, la bianchezza dei gherigli e la facile factor.it).
rottura del guscio.
Il noce da frutto entra in produzione al quarto anno, con il L’Az. Agricola San Martino
raggiungimento della piena maturità attorno al settimo anno. La È l’azienda pilota del progetto Noce di Romagna. Localizzata
longevità della pianta permette una produzione continua per oltre a Forlì, l’Az. Agr. San Martino ha circa 50 ha di coltivazione irri-
30 anni. La produzione media vendibile annua di noci di varie- gua in pianura. Partita nel 1998, oggi è completamente investita
tà selezionate, in piena produzione, è di oltre 4 t/ha di prodotto a noceto da frutto. È attivo un centro completo di prima lavo-
smallato, essiccato, selezionato e calibrato. Ad oggi, con un va- razione: smallatura, essiccazione, calibratura, insaccamento
lore odierno della noce che si aggira attorno ai 4 €/kg al produt- (www.azienda-sanmartino.it).
tore, si raggiungono circa 16.000 €/ha l’anno di PLV.
La forza del progetto risiede, inoltre, nella volontà di inclu- A. Zampagna - N. Lollini

5L’Az. Agricola S. Martino vista dall’alto e, a destra, un particolare del noceto nella fase di raccolta.

capillare l’idoneità delle merci. La to- le certificazioni BRC e IFS, poi AEO Dal 2010 Madi Ventura collabora,
statura delle arachidi e dei pistacchi e UNI.EN.ISO9001 a conferma degli con il suo marchio Ventura, con Al-
avviene attraverso linee gestite da un standard qualitativi più rigorosi. Un te- ma, il più autorevole Centro di forma-
sistema computerizzato che guida il am di persone qualificate è impegnato zione della Cucina Italiana, che ogni
prodotto fino al suo confezionamen- a far sì che il Sistema di Qualità certi- anno forma un numero sempre mag-
to, assicurandone integrità e fragranza. ficato rispetti i più elevati standard del giore di cuochi, pasticcieri e somme-
A partire dal 2007 sono state ottenute settore. lier provenienti da tutto il mondo. La

50 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Accordo in Basilicata fra Regione, Ferrero e Ismea
per contratti di coltivazione del nocciolo
R egione Basilicata, Ismea e Ferrero Trading Lux hanno sotto-
scritto nello scorso marzo un accordo quadro di program-
ma per lo sviluppo della corilicoltura nel territorio lucano. Con
Più nel dettaglio, l’accordo prevede la realizzazione di un
progetto da condurre sul territorio articolato in diverse attività,
quali: la mappatura delle aree a maggiore vocazione corilicola
la sottoscrizione dell’accordo, le parti manifestano la propria della regione, l’identificazione delle varietà più adatte, la defini-
disponibilità a promuovere e sostenere la coltivazione di noc- zione di un piano di sviluppo vivaistico locale per l’approvvigio-
ciole in Basilicata, favorendo la creazione e il consolidamento di namento di piante di qualità, la definizione, con il coinvolgimen-
un’efficiente filiera agro-industriale, in armonia con uno sviluppo to della Ferrero, di strumenti contrattuali di fornitura e acquisto,
sostenibile del territorio. e le attività di formazione e consulenza per gli agricoltori.
In particolare, la Regione sosterrà il settore attraverso il pro- Tale accordo fa seguito al protocollo d’Intesa Ismea - Ferre-
prio PSR 2014-2020, nel rispetto dei requisiti di ammissibilità ro, siglato il 30 maggio scorso, con l’obiettivo di promuovere lo
dei beneficiari e delle specifiche condizioni previste dalla regola- sviluppo quali-quantitativo delle filiera corilicola italiana, in ri-
mentazione comunitaria. L’Ismea metterà a disposizione le pro- sposta alla crescente domanda di approvvigionamento da parte
prie competenze e la Ferrero, infine, contribuirà con la stipula di dell’industria e all’elevata dipendenza dall’estero per la fornitura
contratti di fornitura di medio-lungo periodo con gli agricoltori. della materia prima.

scuola di cucina Alma, il cui rettore Noberasco Nuove linee “bio” e “benessere”
è Gualtiero Marchesi, ha sede nella stanno caratterizzando le nuove stra-
prestigiosa Reggia di Colorno e dispo- Un’altra grande azienda italiana è la tegie di Noberasco, orientate verso il
ne di un corpo docente di straordina- ligure Noberasco, che ha appena inau- consolidamento dell’offerta destinata
rio livello. gurato il nuovo stabilimento di Carca- alle attuali esigenze di consumo, testi-
Alcuni prodotti sono fortemente di- re, in provincia di Savona, presente da moniate dal lancio di un’ampia esten-
stintivi della qualità Ventura, fra questi molti anni sul mercato italiano con una sione di prodotti bio sia nelle soluzioni
Big Blond, arachidi selezionate accu- serie di prodotti tipici (frutta secca e di consumo “on the go”, ospitate nei
ratamente con guscio dal caratteristi- disidratata) che assecondano una do- cosiddetti “pilastri del benessere” delle
co colore biondo dorato ed un sapore manda in continua crescita: il fatturato catene distributive, sia nelle proposte
davvero unico, particolarmente dolce, 2014, infatti, ha quasi raggiunto i 90 destinate al consumo domestico. L’of-
e Cal Best, noci californiane seleziona- Ml €, con un aumento del 13% rispetto ferta benessere trova un’importante no-
te dai migliori coltivatori della Central al 2013. Il Direttore commerciale Car- vità con la linea “Superfrutti”.
Valley, controllate manualmente, con lo Mangini prevede una ulteriore cre- In futuro, i piani di investimento in
gusto e croccantezza unici per l’alta scita del 4%, in volume, nel corrente comunicazione saranno “coerenti alle
qualità. Altri marchi distribuiti sono anno, anche se potrebbe gravare sul coperture distributive conseguite ed al
Sunsweet e Saratoga (prugne essiccate consumo l’incognita delle variazioni di target e, grazie ai nuovi media, decisa-
californiane). prezzo delle materie prime. mente più efficaci ed efficienti”. “Nel
2014 – dice ancora Mangini – siamo
stati gratificati da riconoscimenti con i
quali è stata premiata la capacità pro-
gettuale dell’impresa, impegnata nel
lancio di nuovi prodotti (linea “Frut-
time”) e per gli standard di qualità ed
innovazione sempre rispettati nella
nostra storia di impresa (premio Vedo-
Green).

Gruppo Eurocompany
Eurocompany si occupa di produ-
zione e commercializzazione della
frutta secca in Europa, compresa l’area
dei Balcani (grazie alla sua società par-
tecipata Eurocompany99, localizzata
a Ljubuški in Bosnia-Erzegovina). Ha
sede a Godo di Russi (Ra) ed è stata
fondata dai fratelli Zani, poi suddivisa
nelle due imprese: Eurocompany per il
secco e Gran Frutta Zani per il fresco
(ora cooperativa e OP), del tutto auto-
noma, con sede a Faenza.
Qualità, per Eurocompany, è il filo
5Madi Ventura opera sia nel settore della frutta secca, sia in quello degli essiccati. conduttore cui si ispira ogni servizio

52 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
realizzato: approvvigionamento, logi-
stica, marketing, packaging, distribu-
zione. Nell’ottica della generale rea-
lizzazione di questi obiettivi, sin dal
1999 Eurocompany si è dotata di un
sistema di gestione per la qualità in
conformità alla norma volontaria ISO
9001; tale sistema è stato mantenuto
attivo fino al 2006. Il 2006 è stato l’an-
no del cambiamento: elementi quali
dimensioni organizzative; natura del-
le attività svolte; livello organizzativo,
gestionale e culturale del mercato di
riferimento, sia in sede di approvvigio-
namento che in sede di vendita, han-
no orientato l’azienda verso standard
specifici del settore alimentare quali
gli Standard BRC e IFS. Nel 2007 Euro
Company ha ottenuto anche le certifi-
cazioni BRC e IFS. 5Il vasto assortimento dei prodotti Eurocompany.
Euro Company seleziona i propri
fornitori laddove la natura permette la oil roasting”) ed è dotata di moderni sono dotati di un metodo assoluta-
coltivazione della frutta secca al mas- impianti per salatura, frittura e tosta- mente unico e innovativo in tutto il
simo della sua genuinità e squisitezza: tura del prodotto. I parametri di pro- settore della frutta secca: un sistema
Italia per le nocciole e le noci, Israele duzione sono definiti e controllati in di monitoraggio con telecamere per-
ed Egitto per le arachidi, Iran e Cali- tutte le fasi. mette di verificare il prodotto all’u-
fornia per i pistacchi, California per le Gli impianti di confezionamento scita dai forni di tostatura e nella fase
mandorle e le noci, Turchia per l’uva prevedono 16 linee, tra cui alcune di confezionamento, effettuando una
sultanina e le albicocche, Israele per specifiche per buste a fondo quadro, scansione fotografica che riconosce
i datteri. L’area produttiva consta di 4 spigoli, cuscino, lattine, secchielli, eventuali corpi estranei o difetti di
differenti impianti di tostatura (“dry & vaschette e sottovuoto. Gli impianti prodotto.

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 53
Anche la Toscana entra nei piani della Ferrero
per lo sviluppo della corilicoltura italiana
P iù nocciole in Toscana con l’obiettivo di arrivare a 5 mila
ettari di coltivazioni entro il 2020. È questo l’oggetto del
protocollo d’intesa per lo sviluppo della corilicoltura in Toscana
tramite la stipula di contratti di fornitura con gli agricoltori to-
scani, l’obiettivo è quello di raggiungere un incremento signi-
ficativo della superficie di terreni coltivati a nocciolo all’interno
firmato di recente a Firenze tra Regione Toscana, Ismea (istituto della regione Toscana e la cifra scritta nel documento è di 5 mila
di servizi per il mercato agricolo alimentare) e Ferrero Trading ettari entro il 2020.
Lux, società del gruppo Ferrero attiva nel settore dell’approvvi- Le parti hanno condiviso una serie di linee di azione che van-
gionamento a livello internazionale delle materie prime, tra cui no dalla formazione e assistenza tecnica per gli agricoltori, allo
le nocciole, necessarie alla propria produzione. Le parti hanno sviluppo della cooperazione e aggregazione all’interno della
manifestato la propria disponibilità a sviluppare, promuovere filiera, per fornire supporto ai produttori agricoli e assicurare la
e sostenere la corilicoltura della regione Toscana favorendo la gestione di tutte le fasi della produzione, con particolare riferi-
creazione ed il consolidamento di una efficiente filiera agroindu- mento alla fase della post raccolta. Altri azioni comuni saranno:
striale corilicola, realizzando inoltre azioni volte alla promozione – lo sviluppo del settore vivaistico per la produzione di piante
di uno sviluppo sostenibile. di qualità;
La Regione Toscana contribuirà a sostenere il settore attra- – il supporto per l’uso degli strumenti di incentivazione regiona-
verso il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, Ismea met- le, nazionale e comunitari e per i servizi forniti da Ismea;
terà a disposizione le proprie competenze e Ferrero si renderà – la creazione di nuove aziende corilicole e la riconversione di
disponibile a cooperare per lo sviluppo della corilicoltura, anche quelle esistenti.

Il confezionamento avviene in at- qualità – controllo – garanzia. Rovetta farà partire un progetto di Franchising.
mosfera protettiva, costantemente con- dice: “negli ultimi vent’anni la qualità L’obiettivo è quello di creare una re-
trollato grazie ad analizzatori di gas in alimentare è aumentata perché sono te fidelizzata, il consumatore sceglie i
linea; inoltre, il prodotto finito viene migliorate le tecniche di produzione prodotti non per il prezzo, ma per la
ulteriormente verificato tramite “metal e di lavorazione, pertanto noi selezio- qualità.
detector” per escludere qualsiasi pre- niamo i nostri fornitori anche in base
senza di corpi estranei metallici. Tutto alle tecniche e tecnologie da loro uti- Le mandorle biologiche
questo serve per portare un prodotto lizzate”. dei F.lli Damiano
dal laboratorio allo scaffale; il labora- “Per molti anni – dice l’AD – l’a-
torio interno consta di tre esperti spe- zienda ha avuto contratti di fornitura C’è in Sicilia un’azienda messinese
cializzati in chimica, microbiologia e con la grande distribuzione di Torino, giovane, fondata nel 1964 da Pasqua-
valutazione sensoriale. Carrefour, Conad, Coop, ecc., poi ab- le Damiano, che produce e trasforma
biamo deciso di fare un’inversione di frutta secca. È cresciuta molto in fret-
Gruppo Borgnino marcia. Oggi, continuiamo ad essere ta e si è già approcciata sullo scenario
presenti con due stand presso il CAAT, internazionale. Nel 2014 l’azienda di
Fra le imprese storiche della frut- ma abbiamo anche iniziato a collabo- Torrenova (Me) ha raggiunto un fattura-
ta secca merita una citazione anche rare con gli esercenti ambulanti dei to di 36,5 Ml €, con un cospicuo incre-
il gruppo Borgnino Italia, con sede a mercati rionali. La nostra idea è che il mento a due cifre rispetto al 2013. Per
Grugliasco (To) e di cui è titolare Vit- ruolo del commerciante sia fondamen- il 2015 è previsto un ulteriore aumento
torio Rovetta. La Borgnino può essere tale per raggiungere il consumatore del 10%. La ditta “F.lli Damiano” ha
considerata come un’impresa piccola moderno, il quale è sempre più esigen- sviluppato il suo attuale business nella
o medio-piccola. Da oltre sessant’anni te e pretende di sapere cosa mangia. Il frutta secca biologica.
commercializza prodotti secchi, pie- ruolo dell’ambulante è proprio quello L’amministratore delegato R. Da-
montesi o importati, la cui diffusione di spiegare direttamente al consuma- miano ha dichiarato: “i prodotti bio
è in genere limitata al circondario di tore la qualità e il valore nutrizionale non sono acquistati solo da perso-
Torino, ma nel 2014 ha fatturato quasi della frutta secca”. ne ricche, ma da coloro che voglio-
10 Ml/€. Quali strategie attua la Borgnino? no nutrirsi con alimenti sani come le
La Borgnino commercializza le “Exica vuole superare il canale esclu- mandorle, ricche di proteine, e che
proprie linee dedicate di frutta sec- sivo della GDO che lascia il consu- vogliono seguire una corretta alimen-
ca a guscio (arachidi, noci, nocciole, matore senza consigli e informazioni tazione. Trascorriamo all’estero cen-
mandorle, pistacchi, ecc.) e sgusciata davanti al prodotto in vendita, lascian- tottanta giorni all’anno per vendere e
(anacardi, castagne, pinoli, ecc.), frut- dogli una scelta basata solo sul prezzo partecipare a fiere”.
ta secca morbida e candita (prugne, e l’aspetto esteriore. Per fare questo, L’85% dei prodotti Damiano è
albicocche, fichi, datteri, uvetta, goji, nel 2014 sono stati selezionati eser- esportato in Europa (Francia, Germa-
ecc.), frutta disidratata (aloe, ananas, centi qualificati nei diversi mercati ri- nia, Danimarca, Norvegia, Svezia), ma
banana, cocco, piccoli frutti, frutta eso- onali per arrivare direttamente al con- anche in USA, che pure è oggi il più
tica, ecc.) e legumi (diverse tipologie sumatore e far conoscere la qualità e le forte Paese produttore nel mondo di
di fagioli e lenticchie); tutti i prodotti virtù del prodotto attraverso la nostra frutta secca ed essiccata. Inoltre, entro
vengono commercializzati con il mar- campagna pubblicitaria ‘I professioni- il 2017 la F.lli Damiano prevede nuovi
chio Exica. sti della frutta secca’”. Visti gli ottimi interventi strategici per un investimen-
La filosofia aziendale si basa su risultati raggiunti, a breve la Borgnino to di 5 Ml €. ■

54 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tecnica DOSSIER FRUTTA SECCA

Nocicoltura: linee guida per la ripresa


della coltivazione specializzata
Nadia Valentini - Cecilia Contessa - Roberto Botta
Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - Università di Torino

Sebbene richieda importanti Tab. 1 - Produzioni e superfici investite dei principali Paesi produttori
di noci (dati FAO, 2014)
investimenti iniziali, il noce
appare una delle poche colture Produzioni (t) Superfici investite (ha)
Paese media 2008-12 2012
da frutto in grado di fornire
redditi interessanti, grazie Cina 1.289.572 425.000
alla forte domanda di prodotto Iran 434.049 64.000
da parte dell’industria USA 418.645 98.980
alimentare e del consumo Turchia 180.775 99.617
diretto. L’elevato livello
di meccanizzazione per la Messico 95.766 14.100
coltivazione specializzata Ucraina 91.992 69.796
richiede estensioni piuttosto India 37.400 31.500
ampie, oppure l’associazione Francia 32.761 19.073
di imprese più piccole
in ‘progetti di filiera’ per Cile 31.600 18.256
ottimizzare sia la gestione Italia (18°) 11.909 4.400
in campo, sia la lavorazione Altri 325.937 150.318
del prodotto post-raccolta. Totale mondiale 2.950.406 995.040

giungendo le 40.000 t/anno (fonte Istat e Australia (fonte USDA). Il costo per

I
l noce da frutto (Juglans regia L.) rap- 2014). l’industria nazionale è stimabile in 114
presenta una delle principali colture I principali Paesi produttori so- milioni di dollari/anno (con incremen-
da frutta secca nel mondo, collo- no Cina, Iran e Stati Uniti d’America to del 53% dal 2007 al 2011).
candosi al terzo posto per produzione (Tab. 1); i Paesi produttori di noci che
dopo l’arachide (Arachis hypogaea L.) superano le 10.000 t/anno sono 25, Modernizzata la coltivazione
e l’anacardio (Anacardium occidenta- dieci in più rispetto al 1990. Gli Stati in California e Francia
le L.). La produzione mondiale di noci Uniti sono il primo Paese esportato-
in guscio è di circa 2.950.000 t, men- re di noci a livello mondiale con cir- La coltura del noce negli Stati Uni-
tre le superfici investite, attualmente ca 160.000 t/anno (58% di prodotto ti, con una superficie investita di circa
995.000 ha, negli ultimi 5 anni si sono in guscio e 42% di sgusciato), pari al 99.000 ha, è localizzata prevalente-
incrementate del 23,3% (medie 2008- 75% del volume mondiale, utilizzato mente in California, in modo partico-
2012; fonte FAO 2014). principalmente dal mercato europeo lare nelle San Joaquin e Sacramento
La domanda di noci sul mercato (media export 2007-2011, dati FAO Valley, e rappresenta un modello di ri-
europeo e nazionale è in forte cre- 2014). Altri esportatori sono Messico, ferimento per la nocicoltura moderna.
scita grazie alla valorizzazione degli Ucraina, Francia e Cile, i cui prodotti Fin dagli anni ‘50 i ricercatori ame-
aspetti nutraceutici del prodotto che sono importati per il 45% del totale da ricani si sono impegnati nel migliora-
è ricco di sostanze antiossidanti e di Cina, Italia, Turchia, Spagna e Germa- mento genetico per ottenere varietà
acidi grassi polinsaturi, in particolare nia (Contessa e Botta, 2014). In par- più produttive con una buona qualità
acido linoleico (omega 6) e linolenico ticolare, il quantitativo medio di pro- dei frutti. Tra il 1968 ed il 1978 sono
(omega 3), noti per l’effetto positivo sul dotto importato dall’Italia è di 26.500 state rilasciate 13 nuove cultivar, al-
funzionamento dell’apparato cardio- t/anno tra noci in guscio e sgusciate. cune delle quali sono attualmente tra
circolatorio (Banel e Hu, 2009). In Ita- Le noci provengono prevalentemente le più utilizzate negli impianti. L’at-
lia l’aumento dei consumi è stato pari da Francia (26%) e Stati Uniti (65%) e tività di miglioramento genetico per
al 58,3% nel periodo 2000-2010 rag- per la restante parte da Cile, Argentina l’ottenimento di nuove varietà e por-

56 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
tinnesti è ancora in corso (Leslie e Mc Nuove aree di coltivazione
Granahan, 2014); nel 2006 sono state
rilasciate tre nuove varietà: Sexton, La nocicoltura è in forte crescita
Gillet e Forde. nell’emisfero australe poiché il prodot-
Attualmente in California sei culti- to ottenuto viene importato principal-
var coprono l’85% del panorama varie- mente dall’Europa per essere presen-
tale: Chandler, Hartley, Howard, Tula- tato come prodotto fresco nel periodo
re, Serr e Vina. Hartley rappresenta la estivo. Le nuove aree di coltura utiliz-
varietà tradizionale (fu selezionata nel zano le varietà a fruttificazione latera-
1909) alla quale si fa ancora riferimen- le, costituendo impianti ad alta densità
to come standard qualitativo, poiché ed impiegando le più moderne tecni-
possiede un gheriglio di colore molto che di coltivazione (irrigazione, fertir- 5Fig. 1 - Incrocio ottenuto dall’Università di
chiaro (commercialmente detto ‘extra- rigazione, potatura meccanica). Torino e in corso di valutazione negli ambienti
di coltura piemontesi.
light’) e di ottimo sapore. Chandler, Cile ed Argentina sono i principa-
Howard e Tulare sono state costitui- li produttori di noci del Sud America.
te presso l’Università della California Le superfici investite sono di 14.400 forma da corta ad allungata, non per-
(Davis) ed introdotte più recentemente ha in Cile e circa 18.000 in Argentina. fetta chiusura delle valve) che faticano
in coltura; sono migliorative rispetto La coltivazione si è sviluppata a parti- a reggere la concorrenza del prodotto
ad Hartley per la maggior produttività re dall’inizio degli anni ‘80 quando si proveniente da California e Francia
(grazie alla presenza di fruttificazione sono cominciate ad utilizzare le tecni- (Piccirillo et al., 2013). Nell’ambito
di tipo laterale), la precoce entrata in che d’innesto. Le varietà più utilizzate della tipologia ‘noce di Sorrento’ viene
produzione e per la minor taglia del- in Cile sono Serr e Chandler, con una compresa anche la cv Malizia, biotipo
la pianta, che consente di aumentare piccola quantità di Howard e Vina. In selezionato simile alla cv Sorrento, ma
la densità di impianto. Le noci sono di Argentina invece la cultivar prevalente con migliore pezzatura, che rappresen-
buona qualità, idonee sia al consumo è Chandler (Lemus, 2010). ta circa il 10% della produzione (Picci-
fresco che alla produzione di seme In Australia la coltura è estesa su rillo et al., 2008). Altre piccole realtà
sgusciato; presentano grossa pezzatura circa 2.200 ha localizzati in New tradizionali esistono in Trentino, Vene-
(80-90% di calibro superiore a 32 mm), South Wales (Sud-Est del Paese) e to e Abruzzo, dove si coltivano ecotipi
elevata resa dello sgusciato (superiore Tasmania. Gli operatori australiani locali (rispettivamente Bleggiana, Fel-
al 50%), colore del gheriglio categoria prevedono entro il 2020 di triplicare trina e Sulmona).
‘extra light’ o ‘light’. Chandler è attual- l’estensione degli impianti. Le varie- In Veneto e Romagna si sono recen-
mente la più impiegata nei nuovi im- tà coltivate, selezionate dopo anni di temente sviluppate interessanti realtà
pianti. prove sperimentali per valutarne l’a- produttive. È stata infatti intrapresa la
In Europa, il Paese di riferimento è dattabilità ai climi australiani, sono strada della coltura intensiva del noce
la Francia con 32.700 t/anno di pro- Chandler, Howard, Serr, Vina, Lara, da frutto attivando progetti di filiera che
duzione, la maggior parte della quale Ashley e Tulare (www.websterltd. mirano ad ottenere un’elevata specia-
(26.400 t di prodotto) viene esporta- com.au/walnuts). lizzazione nella produzione attraverso
ta in guscio (media 2007-2011, dati pratiche di coltivazione meccanizzate
FAO 2014). La nocicoltura francese è La situazione italiana e l’utilizzo di varietà di origine france-
localizzata in due zone principali le se (Lara) e californiane (Chandler, Ho-
cui produzioni sono valorizzate come In Italia la produzione di noci è ward). In Veneto si stima un’estensione
prodotti DOP (Appellation d’Origine passata da 85.000 t (1971) alle attuali di circa 800 ha (Missere, 2014), mentre
Contrôlée, A.O.C.), ‘Noix du Pèrigord’ 11.900 t/anno (18° Paese produttore a in Romagna, in seguito all’attuazione
(Sud-Ovest) e ‘Noix de Grenoble’ (Sud- livello mondiale) su una superficie di del progetto di filiera ‘Noce di Roma-
Est). Sebbene quella del noce possa 4.400 ha (dati FAO, 2014). Il declino gna’, sono attualmente in produzione
essere considerata ancora una coltura della coltura è avvenuto a causa del- circa 100 ha di noceto, ma è previsto
tradizionale, la nocicoltura francese si la mancanza di specializzazione degli un ulteriore incremento delle superfici
è costantemente rinnovata ed attual- impianti (un tempo utilizzati per la du- (Dazzan, 2013).
mente utilizza tecniche colturali d’a- plice destinazione noce-legno), all’ete- Come si è visto, le realtà descrit-
vanguardia e fornisce produzioni di rogeneità varietale, all’utilizzo di tec- te non sono sufficienti a soddisfare il
elevata qualità. In Francia la cultivar niche obsolete di coltivazione ed alla fabbisogno nazionale di noci, stimato
principale è Franquette, che interessa mancanza di programmi di migliora- in circa 40.000 t/anno, pertanto esisto-
circa l’80% degli impianti, in partico- mento genetico in grado di selezionare no ottime prospettive per l’espansione
lare nella zona di Grenoble. Nel Sud- piante adatte alle condizioni climati- della coltura in Italia. I principali fatto-
Ovest (Perigord) si sono maggiormente che italiane. ri da considerare per i nuovi impianti
diffuse varietà a fruttificazione laterale Attualmente la produzione italia- sono la vocazionalità ambientale e la
tra cui Lara, varietà interessante so- na è concentrata principalmente in scelta della cultivar e del portinnesto.
prattutto per la precoce epoca di ma- Campania (70%) ma proviene in mi- Le condizioni climatiche sono un pa-
turazione (Germain et al., 1999). Più nima parte da coltura specializzata. Il rametro fondamentale da valutare, in
recentemente si sta diffondendo anche prodotto campano è costituito da una particolare per la necessità di evitare
Fernor, varietà costituita presso gli isti- gamma di biotipi commercialmen- le gelate primaverili durante il germo-
tuti di ricerca francesi (Inra-Ctifl) e ca- te noti come ‘noce di Sorrento’, che gliamento e la fioritura, aspetto di cui
ratterizzata da fruttificazione laterale e comprende ecotipi con caratteri non tenere conto nella scelta della cultivar.
bassa sensibilità alla batteriosi. sempre di pregio (pezzatura piccola, Anche la qualità del materiale vivaisti-

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 57
Tab. 2 - Caratteristiche delle principali cultivar di noce coltivate nel mondo
Cultivar Pregi Punti deboli Zona di coltura
HARTLEY Buona produttività Sensibile alla batteriosi California
(semenzale origine Ottima qualità dei frutti, grosso calibro Albero vigoroso
sconosciuta, California (34-36 mm), resa 45-50% Sensibile a deep bark canker
1909) Fruttificazione apicale

Impollinatori: Franquette,
Fernette
CHANDLER Messa a frutto precoce, elevata produttività delle Raccolta tardiva (metà ottobre a Grenoble) California
(Pedro x UC 56-224) piante Più sensibile a batteriosi di Franquette (in Cile
UC Davis, 1979 Fruttificazione laterale Francia) Argentina
Pianta media vigoria Italia
Impollinatori: Franquette, Buona qualità dei frutti, resa 48-51% Francia (Perigord)
Fernette Australia
HOWARD Messa a frutto precoce, buona produttività delle Scarsa vigoria della pianta California
(Pedro x UC 56-224) piante Gheriglio che tende a scurire in conservazione Cile
UC Davis, 1979 Fruttificazione laterale (California) Australia
Buona qualità dei frutti, resa 48-52%
Impollinatori: Franquette, Raccolta precoce (settembre)
Fernette
TULARE Messa a frutto precoce, buona produttività delle Albero vigoroso California
(Tehama x Serr) piante Cile
UC Davis, 1993 Fruttificazione laterale
Buona qualità dei frutti, resa 50-53%
Impollinatori: Raccolta precoce (fine settembre)
autoimpollinante
SERR Raccolta molto precoce (metà settembre) Albero molto vigoroso California
(Payne x PI 159568) Frutti di buon calibro (30-34 mm) e buona qualità Germogliamento molto precoce Cile
UC Davis, 1967 Resa molto elevata 55-60% Sensibile alla cascola dei fiori femminili in
eccesso di polline
Impollinatori:
autoimpollinante
VINA Pianta di media vigoria Media qualità dei frutti, gheriglio di colore scuro California
(Franquette x Payne) Fruttificazione laterale, ottima produttività Cile
UC Davis, 1967 Raccolta precoce (fine settembre) Australia
Resa 48-50%
Impollinatori: Chandler,
Howard
FRANQUETTE Germogliamento e fioritura tardive (ideale per Raccolta tardiva (metà ottobre a Grenoble) Francia
(semenzale origine aree fredde) Fruttificazione apicale
sconosciuta) Poco sensibile batteriosi Messa a frutto mediamente precoce
Buona qualità dei frutti, resa 40-45% Elevata vigoria delle piante
Impollinatori: Meylannaise, Buona produttività delle piante adulte
Ronde de Montignac
LARA Pianta di media vigoria Più sensibile a batteriosi di Franquette Francia
(semenzale di Payne) Messa a frutto precoce, buona produttività Sapore inferiore a Franquette Italia
vivaio francese,1985 Fruttificazione laterale
Raccolta precoce (settembre a Grenoble)
Impollinatori: Franquette, Discreta qualità dei frutti, resa 45-50%
Fernette, Meylannaise
FERNOR Germogliamento e fioritura tardivi (ideale per Raccolta tardiva (metà ottobre a Grenoble) Francia
(Franquette x Lara) aree fredde)
INRA, 1995 Messa a frutto precoce, buona produttività
Fruttificazione laterale
Impollinatori: Fernette, Buona qualità dei frutti, resa 42-47%
Ronde de Montignac Poco sensibile batteriosi
GILLET Pianta di media vigoria California
(UC76-80 x Chico) Fruttificazione laterale, elevata produttività
UC Davis, 2006 Raccolta precoce (settembre)
Frutto di ottimo calibro e buona qualità, resa 50%
Impollinatori: Vina, Serr Discreta tolleranza alla batteriosi
FORDE Pianta di media vigoria Raccolta tardiva (ottobre) California
(UC61-25 x Chico) Fruttificazione laterale
UC Davis, 2006 Buona produttività
Frutto di buona qualità, ottimo calibro e resa
Impollinatori: Howard, 50-52%
Tulare Buona tolleranza alla batteriosi
Nella prima colonna è riportato: nome della cultivar, incrocio da cui deriva, costitutore e anno di rilascio, impollinatori

58 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
co riveste un’importanza notevole per
ottenere una rapida entrata in produ-
zione e rientrare in tempi più brevi del
capitale investito all’impianto.

Scelta varietale
Per una nocicoltura moderna è pre-
feribile ricorrere a cultivar con frutti-
ficazione laterale, dotate di maggiore
produttività e precoce entrata in pro-
duzione. Le varietà autoctone, tra cui
la Sorrento, possono essere valorizzate
come prodotto tradizionale e tipico del
territorio, applicando tecniche di col-
tivazione e difesa che consentano di
ottenere buone produzioni ed elevata
qualità.
La nocicoltura sviluppatasi in Vene-
to e Romagna dimostra che le varietà
californiane e francesi possono essere
utilizzate con successo anche in alcu-
ne località italiane. Tra le cultivar ca-
liforniane possono essere consigliate
Chandler, Howard e Tulare, che pro- 5Fig. 2 - Operazioni di raccolta meccanica del noce.
ducono noci di elevata qualità, rispon-
denti alle attuali richieste di mercato, Scelta del portinnesto per la tolleranza a nematodi (VX211),
le cui principali caratteristiche sono e propagazione a Phytophthora citricola e P. cinnamo-
riassunte in tabella 2. Esse sono inol- mi (RX1) e a cancro batterico (Vlach),
tre disponibili presso i vivai italiani. Le piante di noce sono general- sono stati utilizzati per ottenere cloni
Tuttavia, tali varietà presentano epo- mente ottenute per innesto al fine di attualmente disponibili presso vivai
ca di germogliamento precoce (inizio aumentare l’adattabilità ai suoli e la americani ed europei. I portinnesti Pa-
aprile) e sono quindi da utilizzare con resistenza ad alcune malattie radicali, radox hanno trovato scarso utilizzo in
attenzione in regioni a clima più fred- regolare la vigoria e migliorare le pre- Europa e, a causa della crescente dif-
do, dove potrebbero essere colpite da stazioni produttive. In Europa, Juglans fusione a partire dagli anni 1970 del
gelate primaverili e dimostrare maggior regia è utilizzato come portinnesto nel- CRLV (“Cherry Leaf Roll Virus”) agente
sensibilità alla batteriosi. Per le regioni la maggioranza degli impianti. Il noce del “blackline disease”, anche in Nord
più fredde sono quindi indicate le va- europeo è un portinnesto che si adatta America si sta riconsiderando l’uso del
rietà francesi, tra cui Franquette, Lara e a molte situazioni, tuttavia è sensibile noce europeo, unica specie di Juglans
Fernor (Tab. 2), caratterizzate da ger- all’asfissia radicale e ai marciumi ra- tollerante al CLRV. Per questo motivo,
mogliamento più tardivo e fioritura nel dicali (Phytophthora spp., Armillaria negli Stati Uniti si sta diffondendo la
mese di maggio; Franquette, inoltre, mellea), pertanto la scelta dei terreni coltivazione di piante di noce autora-
può essere utilizzata come impollina- e le sistemazioni del suolo devono es- dicate. Le sperimentazioni eseguite in
tore per le cv californiane. Per orienta- sere accurate per minimizzare i rischi. USA ed in Europa sulle principali cul-
re la scelta varietale in regioni a clima In Italia, per mancanza di portinnesti tivar (Chandler, Franquette) non hanno
più rigido con rischio di gelate prima- clonali, i vivaisti utilizzano semenzali fornito risultati conclusivi, ma indicano
verili sono attualmente in corso prove provenienti da piante madri seleziona- che tali piante, almeno nei primi an-
di valutazione varietale sia in Piemon- te oppure prodotte da semi raccolti nei ni, sono meno produttive rispetto alle
te, da parte del DISAFA Università di popolamenti boschivi certificati in ba- piante innestate (Grant e McGranahan,
Torino (Valentini et al., 2012), sia in se al Dlgs. 386/2003 (Missere, 2014), 2005; Rovira e Aletà, 2010).
Valle d’Aosta (www.iaraosta.it). ma il materiale che se ottiene, seppur In Italia, tra le attività in corso per
Riguardo all’ottenimento di nuove dotato di buone caratteristiche di ru- l’ottenimento di portinnesti del noce da
varietà selezionate per gli ambienti sticità, è piuttosto disomogeneo con frutto, è da segnalare il progetto ‘Juglo-
italiani, in Campania, presso il CRA conseguenti effetti sul comportamento ne’, coordinato dal CNR IBAF Istituto di
di Caserta, è in fase di valutazione delle piante innestate. Biologia Agroambientale e Forestale e
una progenie ottenuta negli anni ’90 Negli USA si sono diffusi un gruppo finanziato dal Mipaaf, che ha tra i suoi
dall’incrocio Sorrento x Hartley (Petric- di portinnesti, chiamati Paradox, carat- obiettivi quello di selezionare, brevetta-
cione et al., 2011). Presso il DISAFA è terizzati da buona vigoria vegetativa e re e certificare novità varietali nazionali
in corso la sperimentazione avanzata da maggior produttività rispetto al no- di ibridi interspecifici di noce (Juglans
di alcune selezioni ottenute per incro- ce europeo. Si tratta di ibridi ottenuti x intermedia), valide sia per impieghi
cio negli anni ’80, utilizzando Hartley dall’incrocio tra specie di noce nero ornamentali, sia come portinnesto per
e ChaseD9 come parentali femminili, americano (Juglans nigra, J. hindsii e il noce da frutto (Malvolti et al., 2014). 
Pedro e Vina come parentali maschili J. microcarpa) e noce europeo, alcuni La propagazione del noce da frutto
(Valentini et al., 2012). dei quali, particolarmente interessanti avviene principalmente utilizzando la

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 59
Tab. 3 - Principali avversità del noce all’utilizzo della meccanizzazione per
le operazioni di potatura e raccolta. La
  Agente Parti colpite Sintomi Lotta gestione del noceto è quindi orientata al
BATTERI mantenimento del suolo mediante iner-
Batteriosi Xanthomonas germogli, foglie, frutti tacche prodotti rameici bimento totale o parziale, per favorire il
campestris pv necrotiche passaggio delle macchine, e all’utilizzo
juglandis di tecniche di allevamento per l’otteni-
mento di piante idonee all’esecuzione
Cancro Agrobacterium colletto, radici galle portinnesti tolleranti
della potatura meccanica.
batterico tumefaciens
(“crown gall”) Tra gli aspetti di tecnica colturale
più critici sono da evidenziare l’impor-
Cancro Brenneria corteccia tacche buone pratiche colturali tanza dell’approvvigionamento idrico
corticale nigrifluens necrotiche, e della difesa fitosanitaria. La pratica
superficiale (syn. Erwinia fessurazioni
dell’irrigazione è necessaria per mante-
(“shallow bark nigrifluens)
canker”) nere elevati standard produttivi e qua-
litativi. La corretta somministrazione
Cancro Erwinia corteccia fessurazioni buone pratiche colturali d’acqua nelle nuove cultivar consente
corticale rubrifaciens di ottenere una precoce messa a frutto
profondo
(“deep bark
(a partire dal 4-5° anno d’impianto) e
canker”) di raggiungere elevate produttività (4-5
t/ha), riducendo l’alternanza di produ-
VIRUS         zione. Il costante approvvigionamen-
“Black Line “Cherry Leaf punto d’innesto tra linea nera portinnesti tolleranti to d’acqua migliora, inoltre, la quali-
Disease” Roll Virus” J. regia e J. nigra o necrotica tà dei frutti, in particolare aumenta la
(CLRV) portinnesti derivati pezzatura e la resa alla sgusciatura. La
dal noce nero somministrazione d’acqua ha inizio
FUNGHI         normalmente a metà maggio e viene
effettuata ogni 6-7 giorni. Durante il
Antracnosi Gnomonia germogli, foglie, frutti tacche prodotti rameici
leptostila necrotiche
periodo di fabbisogno idrico massimo
vengono distribuiti 5 mm/giorno (giu-
Armillaria Armillaria colletto, radici miceli buone pratiche colturali gno) e 6 mm/giorno (luglio). L’irriga-
mellea zione viene effettuata attraverso sistemi
Marciume del Phytophthora colletto, radici cancri portinnesti tolleranti di microirrigazione con un consumo
colletto spp totale di acqua per il periodo maggio-
“Thousand Geosmithia spp rami e branche disseccamenti, eliminazione branche e settembre di circa 5000 m3.
Canker (J. nigra ma può macchie scure bruciatura delle stesse Per quanto riguarda la difesa fitosa-
Disease” colpire anche il su tronco nitaria, i principali agenti fitopatogeni
J. regia) e rami del noce sono riportati in tabella 3;
INSETTI         batteriosi e mosca del mallo richiedo-
no qualche ulteriore approfondimento,
Carpocapsa Cidya gheriglio fori di entrata confusione sessuale, essendo patogeni specifici del noce in
pomonella e rosure del Spinosad, Thiacloprid grado di esercitare un elevato impatto
gheriglio
sui risultati produttivi.
Mosca del Rhagoletis mallo marcescenza trappole
mallo completa del mallo cromotropiche, Batteriosi (Xanthomonas campestris
insetticidi utilizzati pv juglandis)
per Carpocapsa ove È la principale malattia batterica del
autorizzati
noce, che può provocare fino al 50%
Scolitide Pityophthorus rami e branche Vedi Thousand di perdita del prodotto in anni partico-
juglandis (J. nigra ma può canker disease larmente favorevoli al batterio. La ma-
(vettore di colpire anche il lattia si manifesta in primavera con la
Geosmithia J. regia) presenza di tacche necrotiche su gio-
spp)
vani germogli e foglie e può determi-
nare la caduta dei fiori maschili e dei
tecnica dell’innesto. Tuttavia, poiché il mente utilizzata negli Stati Uniti, si sta giovani frutticini. I fattori predisponenti
noce presenta una certa difficoltà d’at- diffondendo in Italia e viene utilizzata la malattia sono legati al clima (elevata
tecchimento, il punto d’innesto viene principalmente per ottenere piante au- piovosità primaverile), al tipo di ter-
sottoposto a riscaldamento nel mese toradicate. reno (eccessivamente sciolti e acidi),
successivo all’innesto, pertanto l’atti- all’eccesso di nutrizione azotata. Non
vità vivaistica prevede un certo grado Tecnica colturale è stata dimostrata l’esistenza di varietà
di specializzazione e la disponibilità di resistenti alla batteriosi, ma le varietà
attrezzature adeguate che determinano La moderna nocicoltura prevede un con una ripresa vegetativa più tardiva
un elevato costo delle piante. Anche elevato grado di specializzazione con sono risultate meno sensibili alla ma-
la micropropagazione, pratica abitual- tecniche agronomiche che ricorrono lattia (Piccirillo, 2003).

60 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
5Fig. 3 - Moderno noceto di Chandler; le pareti fruttificanti vengono 5Fig. 4 - Vivaio nella zona di Grenoble (Francia).
potate meccanicamente ogni 2-3 anni.

Mosca del mallo (Rhagoletis liana è quindi quella di sviluppare un Contessa C., Botta R., 2014. Cresce l’interesse
completa) mondiale per la frutta secca: la produzione
moderno vivaismo nocicolo, perfezio- italiana non soddisfa il fabbisogno naziona-
nando le tecniche di propagazione al le. Frutticoltura, 5: 40-46.
È un dittero descritto per la prima fine di contenere il prezzo delle piante, Dazzan V., 2013. Noce, filiera per l’Emilia Ro-
volta in Nord America nel 1929. Alla che risulta attualmente piuttosto eleva- magna. Terra e vita, 47:57-59.
Grant J.A., McGranahan G.H., 2005. English
fine degli anni 1980 è stato segnalato to. walnut rootstocks help avoid blackline dise-
in Nord Italia e, attualmente, è dive- Sebbene richieda degli importanti ase, but produce less than ‘Paradox’ hybrid.
nuto uno degli insetti più dannosi per investimenti iniziali, il noce rappre- California Agriculture: 249-251. http://ucce.
ucdavis.edu/files/datastore/391-51.pdf
la coltura del noce poiché in assenza senta una delle poche colture da frutto Germain E., Prunet J.P., Garcin A., 1999. Le No-
di trattamenti si possono raggiunge- in grado di fornire redditi interessanti, yer. Ed. Ctifl, Paris. pp 279.
re perdite del 80% della produzione. grazie alla forte domanda di prodotto Leslie C.A., McGranahan G.H. 2014. The Cali-
Compie un’unica generazione l’anno da parte dell’industria alimentare. Tut- fornia walnut improvement program: scion
breeding and rootstock development. Acta
in estate, a partire da fine giugno (pic- tavia, dato l’elevato livello di mecca- Hort. (ISHS) 1050:81-88.
co massimo fine luglio/inizio agosto). nizzazione necessario nella nocicol- Lemus G. 2010. Innovative methods of walnut
Gli adulti emergono dal suolo e, dopo tura specializzata, le aziende devono production in South America. Acta Hort.
l’accoppiamento, le femmine depon- essere di una certa estensione oppure (ISHS) 861:191-198.
Malvolti M. E., Pollegioni P., Olimpieri I., Gras
gono fino a 300 uova (15 per frutto). Le associate in ‘progetti di filiera’ per otti- M., Belisario A., Van der Linden G., Desimo-
uova schiudono in 4-7 giorni e le larve mizzare sia la gestione delle piante in ni G., Moraldi M., Manzo A., 2014. Ricerca
si cibano del mallo per 3-5 settimane campo, sia la lavorazione del prodotto e sperimentazione florovivaistica multidisci-
plinare per la costituzione di ibridi di noce
fino al completo sviluppo. Nel frattem- post-raccolta. italiani polifunzionali. X Convegno Nazio-
po il mallo comincia a decomporsi as- Riguardo alle avversità biotiche, la nale sulla Biodiversità, Roma, CNR, 3-5 Set-
sumendo il tipico colorito nerastro. Se presenza di nuovi agenti patogeni ri- tembre 2014, C8.25.
l’attacco è precoce la noce è destinata chiede un costante aggiornamento cir- Missere D., 2014. Il noceto moderno è specializ-
zato. Terra e Vita, 40: 52-53.
a cadere, diversamente giunge a matu- ca le tecniche di lotta da porre in atto Piccirillo P., 2003. Il quadro fitopatologico del
razione ma non è più idonea per essere per mantenere la coltivazione a buoni noce (Juglans regia L.) attraverso le osserva-
commercializzata in guscio. livelli produttivi e soprattutto qualitati- zioni dell’ISF di Caserta. Frutticoltura, 10:
39-43.
vi. Infine, sarebbe auspicabile un co- Piccirillo P., Bignami C., Cristofori V., De Luca
Conclusioni ordinamento nazionale che, a partire A., 2008. Il noce in Campania: buone pro-
dal piano di settore (A.A.V.V., Mipaaf, spettive di mercato. Frutticoltura, 1: 53-54.
La vocazionalità ambientale rima- 2012), favorisca politiche di ricerca e Piccirillo P., De Luca A., Ciarmiello L., 2013.
Possibilità di rilancio della coltura del noce
ne fondamentale per ottenere buoni sviluppo a supporto della realizzazio- nella zona di origine della Costiera Sorrenti-
risultati dalla coltura, unitamente ad ne di filiere in grado di rispondere alla na. Frutticoltura 6: 49-54.
un’oculata scelta varietale e del portin- domanda di mercato, valorizzando la Petriccione M., De Luca A., Piccirillo P., 2011.
Nuove varietà per la produzione italiana di
nesto. La buona riuscita degli impianti vocazionalità dei territori italiani. noce: alla ricerca di precoce fruttificazione e
necessita dell’utilizzo di materiale ve- alte rese. Frutticoltura, 5:54-58.
getale di qualità, ovvero di sicura iden- Bibliografia Rovira M., Aletà N., 2010. Productive behavior
tità varietale, sano e ben sviluppato. La A.A.V.V. MIPAAF, 2012. of self-rooted and grafted plants in Persian
walnut. Acta Hort. (ISHS) 861:215-220.
disponibilità nazionale di piante è at- https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/
Valentini N., Contessa C., Caviglione M., D’O-
ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5794
tualmente limitata ad alcuni vivai spe- Banel D.K., Hu F.B., 2009. Effects of walnut ria M., Gaiotti G., Botta R., 2012. Attività di
cializzati e la reperibilità di portinnesti consumption on blood lipids and other car- sperimentazione per lo sviluppo di una noci-
idonei risulta molto difficoltosa, data diovascular risk factors: a meta-analysis and coltura moderna in Piemonte. Italus Hortus,
systematic review. The American Journal of Vol.12: 160.
anche la crescente richiesta di piante. www.iaraosta.it
Clinical Nutrition, 90: 56-63.
Una delle priorità della nocicoltura ita- www.websterltd.com.au/walnuts/ ■

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 61
Tecnica DOSSIER FRUTTA SECCA

Luci e ombre nella potatura


del nocciolo
Alessandro Roversi
Già Università Cattolica del S. Cuore - Piacenza

porzionale al loro vigore (così come peso della massa vegetativa asportata
dimostrato sin dal 1963 dal Prof. Ro- può arrivare a 30 kg. Rilevi sperimen-
Gli aspetti positivi della potatura misondo) ed è quindi necessario assi- tali di pieno campo dimostrano come
del nocciolo superano di gran curare alle piante il miglior sviluppo le perdite di produzione, dovute all’a-
lunga quelli negativi, sia in della vegetazione. sportazione di una certa massa (talvol-
termini di rese, sia in termini Capovolgendo il titolo inizierò dal- ta notevole) di vegetazione, possono
di qualità del prodotto raccolto, le ombre ossia dagli aspetti negativi. arrivare almeno dal 20% al 30% per
sia infine in termini di rinnovo Giustificata da considerazioni di na- la potatura manuale e ad oltre il 35%
tura tradizionalistica, la non-potatura per quella meccanica.
dell’attività vegetativa delle
del nocciolo trova comunque almeno Un secondo aspetto negativo è
piante e di facilitazione delle 3-4 altre giustificazioni: dato dai tempi di effettuazione del-
operazioni colturali. – la potatura manuale, come del resto la potatura manuale, mentre un terzo
Auspicabile quindi una maggior per tutte le altre specie da frutto, è una aspetto negativo è dato dai costi di
diffusione tra i corilicoltori pratica difficile, laboriosa, lunga, pe- quella meccanica. Riguardo ai tem-
di questa pratica colturale sante e costosa; pi richiesti dalla potatura manuale,
sovente trascurata e negletta. – per il nocciolo non è mai esistita indagini sperimentali dell’Istituto di
quella professionalità che caratterizza Vitifrutticoltura dell’Università di
la potatura degli altri fruttiferi; Piacenza hanno evidenziato come
– le ricerche sperimentali sull’argo- quella “al verde” di un noccioleto
mento, mancando un efficiente servi- di 10 anni richieda da 80 ad 87 ore/

I
n Italia il nocciolo abitualmente zio di divulgazione, sono praticamen- ha, mentre per un noccioleto di 28
non è fatto oggetto di una vera e te sconosciute ai corilicoltori; anni, sempre per la potatura verde,
propria potatura cosi come avvie- – infine, è opinione assai diffusa tra i ne siano necessarie almeno un centi-
ne per le altre specie da frutto. Gene- corilicoltori che essa non sia necessa- naio. Tutto ciò, anche considerando
ralmente ci si limita alla spollonatura ria e che, comunque, non sia di alcun i tempi di “sramatura” e di allonta-
e all’eliminazione di branche, rami, particolare vantaggio. namento dal noccioleto della massa
rametti senescenti, secchi o deperiti legnosa asportata, evidenzia subito
ed, eventualmente, colpiti da qualche Aspetti negativi che si tratta di tempi e relativi costi
avversità. Si ricorre, inoltre, all’elimi- sicuramente non trascurabili!
nazione delle stanghe (pertiche) in- Un primo aspetto negativo del- Nell’aspetto negativo dei costi
vecchiate o colpite dall’agrilo e alla la potatura si incontra quando essa della potatura meccanica (Figg. 3-4)
loro sostituzione, ogni 4-5 anni, con è applicata a piante che sino a quel andrà considerato soprattutto il costo
polloni appositamente risparmiati per momento erano state sommariamen- relativamente elevato delle macchine
ricostituire la chioma. te potate o non lo erano state affatto. potatrici, che non è tanto nel costo in
Tralasciando, poiché a tutti ben In questo caso, tanto con la potatura sè, ma nella circostanza che lo si deve
noti, gli effetti della potatura, tan- manuale, quanto con quella mecca- sopportare per un’attrezzatura che, a
to manuale quanto meccanica, sulle nica, viene asportata una massa rela- causa della generale limitata estensio-
specie arboree da frutto, sarà appena tivamente importante di vegetazione ne dei corileti e della relativamente al-
il caso di ricordare, prima di tutto, che (branchette, rami e germogli) e quin- ta velocità dell’operazione, viene im-
le basi (non solo teoriche!) sulle quali di anche di formazioni a frutto e la piegata solo per pochi giorni all’anno.
si basa la potatura del nocciolo sono: produzione ne viene notevolmente Infatti, per la potatura meccanica di un
– è specie eliofila, ossia che ama la ridotta (Figg. 1-2). La massa di vegeta- noccioleto si richiedono mediamente
luce del sole ed è quindi necessario zione asportata con la potatura verde da 3 a 5 ore /ha sia per gli impianti in
garantire una buona illuminazione manuale di piante di 29 anni può va- parete, sia per quelli in volume quali
della chioma; riare da 10 ad oltre 15 kg/pianta. Per il cespuglio e il vaso cespugliato. Ov-
– la fertilità dei rami che portano le piante di 28 anni, mai potate prima, viamente, tali tempi dipendono anche
gemme miste, entro certi limiti, è pro- sottoposte a potatura manuale estiva il dalla pendenza e giacitura del terre-

62 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
5Fig. 1 - Notevole massa vegetale asportata con la potatura manuale “al
verde”. 5Fig. 2 - Idem come fig. 1 con la potatura meccanica.

no, dai sesti d’impianto, dal vigore e


dall’età delle piante.
La soluzione potrebbe trovarsi
nell’acquisto collettivo e nell’impiego
turnato delle potatrici, ma si tratta di
una soluzione che i corilicoltori locali
non vedono di buon occhio e che, co-
munque, non accetterebbero. L’unica
possibilità rimane, quindi, quella di
far ricorso a contoterzisti ed è ciò che
avviene sempre più frequentemente
nelle Langhe e nel Monferrato.

Aspetti positivi
La trattazione degli aspetti positi-
vi della potatura del nocciolo, ovvero
delle luci, riguarderà tanto quelli ve-
getativi, quanto quelli produttivi del
corileto. Non si ripeterà mai abbastan- 5Fig. 3 - Impiego di una potatrice meccanica 5Fig. 4 - Potatura “al verde” con la stessa
za che il nocciolo è specie eliofila e per la potatura secca nel Monferrato. potatrice della fig. 3.
che, quindi, sarà sempre necessario
garantire una buona illuminazione serie di fotografie effettuate a Cravan- di età è stato possibile evidenziare il
della chioma. Ciò può essere agevol- zana, in un corileto di 28 anni di età, notevole aumento dell’illuminazione
mente ottenuto con la potatura tanto sottoposto a potatura verde in aprile- lungo i filari di un noccioleto di età
manuale, quanto meccanica. luglio, con l’asportazione di massa avanzata allevato a cespuglio (Fig. 5);
L’effetto della potatura manuale sul verde di poco più di 30 kg/pianta. una ancor maggiore e migliore illumi-
miglioramento dell’illuminazione del- Sempre con la potatura manuale a Le- nazione della chioma è stata ottenuta
la chioma viene ben evidenziato dalla quio Berria, in un corileto di 25 anni a Montelupo Albese con la potatura

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 63
5Fig. 5 - La potatura manuale ha consentito 5Fig. 6 - Anche la potatura di ringiovanimento 5Fig. 7 - Potatura di ringiovanimento a 6
un’evidente migliore illuminazione della consente di migliorare notevolmente mesi dall’effettuazione; sullo sfondo le piante
chioma. l’illuminazione della chioma. testimone.

5Fig. 8 - Interfilare di nocciolo allevato in parete prima della potatura 5Fig. 9 - La potatura meccanica permette un allargamento dello spazio
meccanica. libero nell’interfilare.

agevolando nel contempo le operazioni colturali (Figg.


8-9-10).
Tra gli aspetti positivi della potatura quello immedia-
tamente percepito, desiderato ed apprezzato dal corilicol-
tore è certamente l’incremento produttivo. Numerose in-
dagini sperimentali sulla potatura manuale e/o meccanica
del nocciolo effettuate dall’ICA dell’Università Cattolica S.
C. di Piacenza, nelle Langhe e nel Monferrato, consideran-
do quella “al verde” e quella invernale, la diversa età delle
piante e la diversa epoca di effettuazione, hanno fornito
risultati del tutto paralleli. Infatti, tutte tali prove sperimen-
tali hanno evidenziato, così come già citato a proposito
dei lati negativi della potatura, una sensibile perdita di
produzione nel primo anno della sua effettuazione ed un
sensibile recupero negli anni immediatamente successivi.
5Fig. 10 - Dopo 3-4 anni dalla potatura lo spazio nell’interfilare viene Al riguardo, dalle tabelle 1 e 3 si evince chiaramente come
occupato dallo sviluppo della nuova vegetazione e ciò richiede un la perdita produttiva osservata nel primo anno venga ab-
ulteriore intervento di potatura.
bondantemente recuperata nei 3-4 anni successivi.
La maggior produzione delle piante potate rispetto a
di ringiovanimento applicata ad un noccioleto di 30 anni quelle testimoni permane per qualche altro anno ancora
allevato a vaso cespugliato (Figg. 6-7). (Tabb. 1 e 3), ma si preferisce riferirsi sempre ai soli 3
Un aspetto positivo, assolutamente non secondario, anni immediatamente successivi a quello in cui è stata
della potatura del nocciolo è l’incremento dell’attività effettuata la potatura. Le maggiori produzioni provocate
vegetativa e quindi la possibilità della neoformazione e dalla potatura dipendono dalla circostanza che essa sia
dello sviluppo di rami misti la cui lunghezza è stretta- manuale o meccanica, verde o secca, nonché dall’epoca
mente legata alla loro fertilità. Con la potatura meccanica di effettuazione, dall’età del noccioleto, dalla forma di
di un noccioleto di Lù Monferrato, allevato a palmetta ir- allevamento e dai sesti d’impianto. L’incremento produt-
regolare, di 20 anni di età, è stato notevolmente allargato tivo sarà tanto più apprezzato quanto più accompagnato
lo spazio libero tra i filari favorendone l’illuminazione ed da un miglioramento qualitativo ossia dalle caratteristi-

64 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
che carpo-merceologiche della pro- Tab. 1 - Influenza della potatura verde sulla produttività di piante di 15 anni
duzione. di Tonda Gentile delle Langhe (TGL) nell’Albese
L’effetto positivo della potatura Media
manuale sulla produttività delle pian- Tesi e anni 2002 2003 2004 2005 2006 2003-05
te, dopo la perdita del primo anno, si
Testimone 7,44 3,53 5,09 2,29 9,28 3,64
prolunga per alcuni altri anni, così co-
me appare dalle tabelle citate. Anche Potato 4,03 4,82 7,29 3,02 11,27 5,04
se, per alcuni anni dopo quello della Significatività “p” .000 .051 .000 .561 .018 .001
potatura, la produzione delle piante
potate risulta sempre superiore a quel-
la delle piante testimoni, vengono Tab. 2 - Indipendentemente dall’epoca di esecuzione, la potatura verde
considerati solo gli incrementi produt- di piante di TGL di 28 anni di età ha sempre fornito risultati produttivi
tivi del triennio successivo all’anno superiori al testimone non potato
della potatura.
Media
Dal punto di vista produttivo i ri- Mese potatura 2004 2005 2006 2007 2005-07
sultati delle sperimentazioni sulla
potatura manuale hanno sempre evi- Aprile 3.71 A 5,40 B 5,87 AB 2.15 ab 4.47 B
denziato come l’incremento medio Maggio 3.22 A 5.08 B 6.04 B 1.99 a 4.37 B
annuo dei 3 anni successivi a quello Giugno 3.12 A 4,58 B 6.03 B 1.89 a 4.17 B
di effettuazione della potatura siano
veramente interessanti raggiungendo Luglio 4.00 AB 5.04 B 6.46 B 1.94 a 4.48 B
e spesso superando il 20-30%. Nel Testimone 5.32 B 2.53 A 4.46 A 1.42 a 2.80 A
triennio successivo all’anno della sua
effettuazione, la potatura verde ma-
nuale di un noccioleto di 26 anni a Tab. 3 - In un noccioleto di TGL di 29 anni, la potatura verde, oltre ad
Montelupo e di uno analogo di 29 an- incrementare la produzione, ha sensibilmente migliorato la % di mandorle
ni a Rodello, ha evidenziato un incre- senza difetti
mento produttivo, rispetto al testimo- Media
ne non potato, dal 28 ad oltre il 33%. Tesi e anni 2002 2003 2004 2005 2006 2003-05
La potatura verde manuale eseguita in
Testimone 87.57 84.19 88.34 78.66 81.80 84.11
aprile, maggio, giugno e luglio in un
corileto di 28 anni a Cravanzana ha Potato 91.54 89.09 86.15 86.16 87.48 88.08
evidenziato, nel triennio immediata-
mente successivo all’anno della pota-
tura, incrementi variabili (Tab. 2) dal
36% per la potatura eseguita nel me-
se di maggio, a ben il 46% per quella
eseguita in giugno.
Lo studio sperimentale quadrienna-
le di diverse strategie di potatura mec-
canica in un corileto del Monferrato
di 14 anni, allevato a palmetta irrego-
lare, ha evidenziato come i migliori
risultati si ottengano con l’”hedging”
su entrambi i lati del filare, effettuato
in primavera. L’incremento medio an-
nuo del triennio successivo all’anno
della potatura è risultato appena del
17,3%. In questo caso, però, la pota-
tura meccanica ha consentito di allar-
gare lo spazio nell’interfilare facilitan-
do la gestione del suolo e la raccolta.
Così come per la potatura manuale,
non sono mancati anche casi di in-
crementi produttivi di minor entità,
ma non vanno dimenticati i notevoli 5Fig. 11 - Media triennale delle produzioni (kg/pianta) di due noccioleti diversamente potati.
miglioramenti qualitativi della produ-
zione. una prova di confronto tra la potatura potatura, tanto manuale quanto mec-
Generalmente gli incrementi pro- meccanica e quella manuale condotta canica, assicura un sensibile migliora-
duttivi ottenuti con la potatura mec- nel Monferrato in 2 diversi corileti ha mento della qualità delle nocciole in-
canica sono inferiori a quelli ottenuti evidenziato (Fig. 11) la superiorità di tendendo con ciò un incremento del-
con la potatura manuale, ma, a sfa- quest’ultima sia sul piano produttivo, la resa allo sgusciato e l’assenza o la
vore di quest’ultima gioca il suo assai sia su quello qualitativo. minor frequenza dei principali difetti
maggior costo. I risultati triennali di Dal punto di vista qualitativo, la del frutto dopo la sgusciatura. Di fatto,

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 65
5Fig. 12 - Tutte le differenti strategie di potatura meccanica al verde del nocciolo hanno migliorato la qualità del prodotto sgusciato incrementando
la percentuale di mandorle senza difetti

sottraendo a 100 le percentuali di cia- della chioma che, oltre a facilitare le aspetti riguardanti l’attività vegetativa
scun difetto, si ottiene la percentuale operazioni colturali, stimola un mi- e quella riproduttiva delle piante. Ri-
di mandorle sane senza alcun difetto glior vigore vegetativo delle piante ed guardo l’attività vegetativa, la potatu-
ovvero quelle direttamente utilizzabili una più intensa differenziazione gem- ra assicura una miglior illuminazione
dall’industria trasformatrice (Fig. 12). maria. Ne consegue una maggior pro- della chioma che stimola un maggior
In definitiva la potatura del noccio- duzione prolungata nel tempo ed una vigore vegetativo delle piante ed una
lo, pur dando degli ottimi risultati se miglior qualità delle rese. più intensa differenziazione delle
fatta manualmente, dovrà indirizzarsi gemme femminili a frutto. Ne conse-
a quella meccanica per la sua miglior Conclusioni gue una maggior produzione prolun-
convenienza economica e potendo gata nel tempo ed una miglior qualità
dare risultati del tutto analoghi a quel- I risultati di numerose ricerche della produzione. Consente, inoltre,
la manuale. Le indagini sperimentali sperimentali pluriennali condotte sul- di controllare l’ingombro laterale del-
sulla potatura meccanica di piante di la cv. Tonda Gentile nelle Langhe e la chioma facilitando operazioni col-
nocciolo allevate a palmetta irregolare nel Monferrato hanno consentito di turali quali la gestione del suolo, gli
hanno considerato differenti strategie evidenziare pregi e difetti della pota- interventi fitosanitari, la spollonatura
di potatura meccanica che prevede- tura del nocciolo ovvero di una pra- e la raccolta.
vano di effettuarla su un solo lato del tica colturale purtroppo non ancora L’effetto positivo sull’attività ri-
filare (Est oppure Ovest), su entrambi, sufficientemente diffusa. L’introdu- produttiva si traduce in interessanti
con o senza il “topping”, in autunno zione della potatura, sia manuale, sia incrementi produttivi che compensa-
oppure in primavera. Inoltre, poiché meccanica nel noccioleto presenta no ampiamente una prima perdita di
la potatura provocava perdite produt- aspetti tanto negativi quanto e soprat- prodotto che si verifica nell’anno della
tive nell’anno della sua effettuazione, tutto positivi. potatura. Dal punto di vista qualitativo
era prevista di eseguirla a turno, in Tra i primi, un sensibile calo pro- l’introduzione della potatura consente
anni successivi, in diversi blocchi del duttivo nell’anno della potatura do- una sensibile diminuzione del cimi-
noccioleto. vuto all’asportazione di una massa ciato e di altri difetti del seme e, come
I risultati evidenziano come la talora importante di branchette, rami, conseguenza, un’importante aumento
strategia che ha fornito i migliori ri- germogli e delle relative formazioni della percentuale di mandorle sane,
sultati sia quella di potare i filari da a frutto. Tale perdita di produzione completamente senza difetti e quindi
entrambi i lati in primavera piuttosto viene tuttavia ampiamente recuperata destinabili direttamente all’industria
che in autunno oppure il lato Est dei nei 3-4 anni successivi. Un secondo trasformatrice.
filari in primavera e quello opposto in aspetto negativo riguarda la potatura In definitiva gli aspetti positivi del-
autunno. Con entrambe le modalità, meccanica causa del costo di macchi- la potatura del nocciolo superano di
ossia potare entrambi i lati del filare ne che troveranno impiego solo per gran lunga quelli negativi e ci si po-
in primavera oppure potarlo su di un pochi giorni l’anno. trebbe quindi aspettare una maggior
lato in primavera e su quello opposto A queste premesse negative fan- diffusione tra i corilicoltori di questa
in autunno, la potatura assicura, per no riscontro, per la potatura manuale pratica colturale sovente trascurata e
3-4 anni, una miglior illuminazione come per quella meccanica, alcuni negletta. ■

66 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tecnica DOSSIER FRUTTA SECCA

Il VI Congresso nazionale
sul castagno a Viterbo
Gabriele L. Beccaro
Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari - Università di Torino

conservazione dei castagneti tradizio- Risorsa multifunzionale è, appunto,


I presupposti tecnico-
nali con tutte le loro ben note valenze quella del castagno, sulla cui cono-
scientifici per una nuova e culturali e paesaggistiche, sia necessa- scenza e gestione i ricercatori italiani
competitiva castanicoltura rio sviluppare nuovi modelli colturali e eccellono per competenze a livello in-
italiana che, pur non nuovi approcci che rendano finalmen- ternazionale. Approcci innovativi nella
trascurando la grande te la castanicoltura italiana razionale e ricerca di base e applicata si ritrovano
polifunzionalità di questo competitiva, pur nel mantenimento del- in tutte le sessioni, orali e poster: dall’a-
albero affascinante, la tipicità delle produzioni. L’intervento nalisi delle politiche per il rilancio della
sappiano invece arricchire di Bellini ha peraltro seguito la relazio- castanicoltura da frutto al trasferimen-
dei contenuti di una vera ne dell’ospite cinese Qin Ling, dell’Uni- to di tecniche colturali tipiche dell’ar-
frutticoltura industriale, versità di Pechino, che ha descritto (co- boricoltura intensiva (potatura verde,
come avviene da tempo in sì come il relatore turco Umit Serdar e fertilizzazione con ammendanti com-
quello del Michigan Dennis Fullbright) postati, impiego di portinnesti clonali),
altri Paesi castanicoli.
realtà produttive impressionanti e ben dall’individuazione dei geni coinvolti
differenti da quelle italiane in quanto a nella risposta a Dryocosmus kuriphilus
strutturazione e competitività. ai modelli predittivi per stimare l’inci-

O
rganizzato dall’Università della Come del resto sottolineato nella denza del marciume delle castagne
Tuscia a Viterbo nel settembre tavola rotonda “La filiera del castagno: causato da Gnomoniopsis castanea.
dello scorso anno, “Convener” criticità e opportunità di sviluppo”, mo- Forti elementi di innovazione si sono
Andrea Vannini, il sesto Congresso na- derata da Alberto Manzo, la questione ritrovati anche nei contributi che hanno
zionale sul castagno è stata una riuscita consiste nella condivisione e nel tra- trattato dell’impiego delle microonde
occasione di incontro e confronto per sferimento al mondo produttivo, an- per la disinfestazione delle castagne,
ricercatori ed attori della filiera castani- che attraverso interventi dimostrativi, degli effetti del consumo di castagne
cola nazionale. L’impostazione data da- di competenze già negli anni acquisite sulla composizione corporea umana e
gli organizzatori ha alternato momenti dagli enti di ricerca. Lo dimostrano la di strumenti innovativi per la gestione
di taglio tecnico-scientifico a tavole ro- ricchezza e la qualità dei lavori presen- efficiente dei cedui castanili.
tonde in cui accademici, amministrato- tati al convegno, che hanno spaziato tra Una cornice, quella in cui si è svolto
ri, tecnici e politici hanno potuto discu- molteplici aspetti
tere della coltura a tutto tondo. relativi alla coltura
Se ormai da anni i momenti di con- del castagno e che
fronto sul castagno (congressi nazionali riguardano biolo-
o giornate a vario titolo dedicate) hanno gia, risorse gene-
avuto ed ancora hanno quale oggetto le tiche, impianto e
problematiche, in particolare fitosanita- gestione del frut-
rie, che affliggono la specie, una delle teto, trasformazio-
riflessioni più significative emerse a più ne, conservazione,
riprese dal Congresso di Viterbo riguar- commercializza-
da senz’altro la necessità di spostare zione del frutto e
l’attenzione su una profonda rivisitazio- dei suoi derivati,
ne tecnica della coltura. Al proposito, fattori di disturbo
emblematico è stato l’intervento di El- biotici e abiotici,
vio Bellini, che ha peraltro arricchito la selvicoltura, im-
sede del congresso con la sua sempre piego del legno
più ampia esposizione tematica sul ca- e della biomassa,
stagno (composta di poster, prodotti tra- marketing territo-
sformati, pubblicazioni, sculture lignee) riale e multifunzio-
e che ha sottolineato come, accanto alla nalità. 5Una veduta della storica castanicoltura viterbese.

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 67
il congresso, suggestiva e al contempo
rappresentativa della migliore castani-
coltura tradizionale italiana, che è stato
possibile apprezzare grazie alle visite
tecniche nei castagneti, con dimostra-
zione di potatura in “tree climbing” (ar-
rampicatura sull’albero), e presso azien-
de leader nel settore della lavorazione
del legno e della meccanizzazione (che
hanno negli ultimi anni sviluppato mez-
zi che agevolano la raccolta).
Nella provincia di Viterbo, come
illustrato da Valerio Cristofori, si con-
centrano circa 2.000 aziende casta-
nicole che coprono una superficie di
oltre 2.400 ha, in gran parte ricadenti
nei comuni di Canepina, Caprarola,
Carbognano, Ronciglione, Soriano nel
Cimino, Vallerano e Viterbo. La produ-
zione, che in alcune annate ha toccato
punte di oltre 10.000 t, tuttavia, appare
oggi, come in molti altri areali italiani, 5Un momento delle visite tecniche che hanno fatto da corollario al VI Congresso nazionale sul
fortemente compromessa. L’infestazio- castagno.
ne di cinipide galligeno e le particolari
condizioni climatiche che hanno carat- prossimi anni, così come già è accaduto sa la sede del VII Congresso nazionale
terizzato le ultime annate non hanno negli areali piemontesi in cui l’Universi- sul castagno, che si svolgerà fra quat-
garantito qualità e quantità continuative tà di Torino da anni ha introdotto il suo tro anni in Calabria, con l’auspicio che
di prodotto in linea con la tradizione parassitoide (Torymus sinensis), esten- in tale occasione si possa non più solo
dei luoghi. Come sottolineato da Alber- dendo poi l’esperienza acquisita alle parlare di emergenze, ma presentare, fi-
to Alma, tuttavia, i problemi relativi al altre regioni. nalmente, i primi risultati di una nuova
cinipide si andranno normalizzando nei Durante l’evento viterbese si è deci- e competitiva castanicoltura italiana. ■

68 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Ricerca DOSSIER FRUTTA SECCA

Confronto tra tecniche di spollonatura


chimica e fisica del nocciolo
L.F. Ciarmiello - A. De Luca - P. Piccirillo
Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria - Unità di Ricerca per la Frutticoltura - Caserta

I
l nocciolo (Corylus avellana L.) rien- loni sono un problema e un costo nel- che mostrano naturalmente variazione
tra tra le specie ad elevata emissione la gestione del noccioleto, entrano in nell’attitudine pollonifera.
di polloni. Questi ultimi compaiono competizione con la pianta madre e se Il piano sperimentale comprendeva
a partire dall’anno successivo al trapian- non vengono eliminati annualmente altri 6 trattamenti per 7 ripetizioni in blocchi
to. In fase giovanile l’attività pollonifera polloni emergono radialmente dai pollo- randomizzati. La parcella sperimentale
è molto intensa e decresce con l’età a ni precedenti, formando un folto cespu- era costituita da una singola pianta. La
causa della fisiologia della pianta e della glio, rappresentato da numerosi getti, in distribuzione dei dati rilevati, la media,
riduzione di irradiazione che arriva alla cui la fase vegetativa domina su quella la mediana e la deviazione standard so-
base del fusto per espansione della chio- riproduttiva. La spollonatura è quindi no state elaborate utilizzando il software
ma. In alcune piante può anche scompa- una pratica indispensabile sia per la for- SPSS v 16.0.
rire, creando la convinzione di trovarsi di ma di allevamento policaule, sia per il I trattamenti posti a confronto sono
fronte a piante non pollonifere. monocaule. Insieme alla potatura e alla stati:
I polloni si formano alla base del fusto raccolta, rappresenta una voce di costo −− applicazione di diserbante ormonale
nelle piante giovani, mentre nelle piante rivelante. 2,.4-D-sale sodico (15% di principio
più vecchie possono avere origine anche La spollonatura manuale o con l’ausi- attivo) (fig. 1A);
dalle radici principali fino a 20-30 cm lio di decespugliatori meccanici, attuata −− applicazione del diserbante glifosate-
dal fusto. Una quota dei polloni presenta in piccole aziende, è laboriosa e dispen- acido puro (35,74% di principio atti-
radici e sono usati nella moltiplicazione diosa; per tale ragione nelle grandi azien- vo) (fig. 1B);
varietale. de la spollonatura chimica sta diventan- −− applicazione di plastica nera intorno
A differenza della maggior parte del- do una pratica consolidata. I trattamenti alla base del fusto (fig. 2);
le specie fruttifere, l’innesto del nocciolo sono effettuati ai primi di maggio quan- −− sconcatura della base delle piante;
è quasi inesistente perché i polloni rap- do i polloni sono ancora erbacei. Sistemi −− spollonatura manuale;
presentano una forma di propagazione alternativi come l’uso del pirodiserbo e −− controllo non trattato (fig. 3).
molto efficace, in considerazione anche l’uso di vapore ad alta temperatura sono I trattamenti chimici sono stati fatti
della scarsa propensione delle nocciole rimasti in fase sperimentale per via delle nella seconda metà di maggio, quando
(semi) a germinare naturalmente. In natu- macchine specifiche richieste per i tratta- i polloni erano ancora erbacei e non più
ra, la dormienza delle nocciole può esse- menti e per i costi di esercizio. lunghi di 15-20 cm. Le dosi di prodotto
re rotta soltanto in seguito ad esposizio- Lo scopo del lavoro è stato quello di commerciale usate sono state 7 ml/l per
ne del seme, per un lungo periodo (circa confrontare differenti metodi di spollo- il 2,4-D- e 10 ml/l per il glifosate. La spol-
2-3 mesi), a particolari gradi di umidità e natura al fine di individuare la pratica lonatura manuale prevedeva l’asporta-
basse temperature (2-4°C). Tuttavia, nel- meno costosa e più efficiente. In par- zione dei polloni con strumenti da taglio
le condizioni naturali la maggior parte ticolare, sono stati posti a confronto il (forbici). La sconcatura e la pacciamatura
delle nocciole presenta semi ammuffiti diserbo chimico, la sconcatura e la pac- con plastica sono state fatte poco prima
incapaci di germinare. Con la tecnica ciamatura con plastica nera posta intor- della ripresa vegetativa. La sconcatura è
della stratificazione a freddo la germina- no al fusto. consistita nell’aprire una piccola trincea
zione delle nocciole avviene con discre- intorno alla base del fusto di 10-15 cm
to successo, inoltre, è stato osservato in Materiali e metodi di profondità per 20-25 cm di larghez-
specie affini al nocciolo come Corylus za. La plastica, di 0,5 mm di spessore, è
colurna (usata come portinnesto del noc- La prova è stata condotta sulla cv stata adagiata intorno al fusto come un
ciolo per il carattere non pollonifero) che Tonda di Giffoni, varietà fortemente pol- mantello e ricoperta in parte di terra per
trattando i semi con soluzioni ormonali lonifera e coltivata in tutto il mondo. I evitarne l’accidentale sollevamento.
la germinazione aumenta ulteriormente trattamenti sono stati effettuati su piante
(Aygun et al., 2009). L’uso dell’innesto su di 3 e 12 anni di età, poste a confronto Risultati
C. colurna è diffuso in Paesi di produzio- con sesto d’impianto 4,5x4,5 m. I tratta-
ne dei Balcani (Serbia e Croazia), mentre menti sono stati ripetuti per tre anni. La I risultati delle prove per contenere i
in Italia è ancora in fase di sperimenta- scelta di utilizzare piante di età diversa polloni sono schematizzati nelle figure
zione (dati non pubblicati). è stata dettata dall’esigenza di verificare 4 e 5. I trattamenti a base dei diserbanti
Al di fuori della propagazione, i pol- l’efficacia dei trattamenti testati su piante glifosate e 2,4-D e il trattamento paccia-

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 69
mante con plastica nera riducono sensi-
bilmente il numero dei polloni rispetto
alla pratica della sconcatura e della spol-
lonatura a mano. I trattamenti con i diser-
banti hanno dato risultati comparabili in
presenza di polloni erbacei di 10-15 cm;
tuttavia, l’efficacia diserbante diminuiva
con polloni più lunghi e legnosi: dopo
un primo avvizzimento iniziale delle
foglioline apicali e sub-apicali, i pollo-
ni riprendevano a vegetare dalle gemme
inferiori.
L’applicazione della plastica nera 5Fig. 1 - Effetti del trattamento con 2,4D (A) e del trattamento con Glifosate (B).
alla base del fusto ha inibito lo sviluppo
dei polloni basali, tuttavia, per alcune
ripetizioni non ha impedito lo sviluppo
di qualche pollone che cresceva aderen-
te al fusto. Inoltre, in caso di danni alla
plastica dovuti a pratiche colturali, all’a-
zione di roditori o altre cause meccani-
che, la mancata copertura del terreno
permetteva la formazione e fuoriuscita
di polloni.
La sconcatura della base del fusto, già
adottata da produttori nell’area di colti-
vazione dell’alto casertano (Teano, Sessa
5Fig. 2 - Effetti del trattamento con plastica. 5Fig. 3 - Controllo non trattato; polloni basali
Aurunca, Falciano del Massico, ecc.) co- su pianta di 3 anni.
me pratica di contenimento dei polloni,
si è dimostrata in questa prova del tutto al testimone non spollonato. La prova ha univoca tra numero di polloni e diametro
inefficace. dimostrato che l’effetto erbicida risulta del fusto (Fig. 6; Tab. 1).
I trattamenti non si sono differenziati valido per i polloni senza incidere sulla
in modo significativo per gli effetti sulla crescita delle piante (Fig. 6). In linea ge- Discussione
crescita delle piante, anche se la spollo- nerale, maggiore è il numero dei polloni
natura meccanica ha dato i maggiori in- e minore è il tasso di sviluppo delle pian- Il nocciolo è una specie ad eleva-
crementi di crescita percentuale rispetto te, ma non è stata trovata una relazione ta attitudine pollonifera e solo poche

5Fig. 4 - Distribuzione e numerosità dei polloni per i trattamenti a due livelli di età delle piante.

70 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
suolo dovuto all’aumento di massa ve-
getativa delle piante.
Il futuro del controllo dei polloni
rimane dunque chimico; l’uso del por-
tinnesto non pollonifero C. colurna è
presente in Paesi produttori dei Balcani,
ma è assente in Italia. Al momento si re-
gistrano solo prove sperimentali per con-
frontare piante innestate su C. colurna e
piante da pollone per verificare gli effet-
ti su crescita, produzione e qualità dei
frutti. Forme alternative di contenimento
dei polloni con mezzi fisici come il pi-
5Fig. 5 - Distribuzione dei polloni per trattamento e riduzioni percentuali rispetto al testimone.
rodiserbo e il vapore caldo sono risultati
efficaci, ma richiedono costi aggiuntivi
per l’acquisto di macchine specifiche;
inoltre, il pirodiserbo può trovare limiti in
presenza di erba e residui vegetali secchi
che possono prendere fuoco durante il
trattamento (Tomasone et al., 2010).
Riassunto
Nella coltivazione del nocciolo, i polloni, al
di fuori della propagazione, rappresentano una
voce di costo rilevante nella gestione aziendale.
Entrano in competizione con la pianta madre e,
se non eliminati, in pochi anni formano un ce-
spuglio folto in cui la fase vegetativa domina su
5Fig. 6 - Distribuzione incrementi di crescita e incrementi percentuali rispetto al testimone. quella produttiva.
La spollonatura manuale o con l’ausilio di
decespugliatori meccanici, attuata in piccole
Tab. 1 - Numero medio di polloni per pianta in funzione dei trattamenti ed aziende, è laboriosa e dispendiosa; per tale ragio-
effetti medi di questi: mediana e quantili 2 e 98 ne, nelle grandi aziende, la spollonatura chimica
sta diventando una pratica consolidata. Sistemi
Incremento annuale alternativi come l’uso del pirodiserbo e l’uso di
circonferenza fusto (mm) Differenza percentuale vs testimone vapore ad alta temperatura sono ancora in fase
sperimentale.
Trattamento Mediana Qt.2 Qt.98 Mediana Qt.2 Qt.98 Lo scopo di questo lavoro è stato di confron-
tare differenti metodi di spollonatura al fine di in-
2,4D 24 18 29 9 -23 53 dividuare la pratica meno costosa e più efficiente.
I trattamenti con i diserbanti chimici hanno
Plastica 23 19 29 7 -23 51 dato i risultati migliori in termini di efficacia, di
semplicità di attuazione e di costi in presenza di
Glifosate 26 20 31 17 -16 67 polloni erbacei.
Spollonatura 28 22 33 28 -6 81 Bibliografia
Sconcatura 25 19 30 11 -20 61 Aygun A., Erdogan V., Bozkurt E. (2009). Effect
Testimone 22 16 28 of some pretreatment on seed germination of
turkish hazel (Corylus colurna L.). Acta Hort.
(ISHS) 845: 203-206.
varietà, tra cui la cv spagnola Negret, buoni risultati, anche simili in pre- Beyhan N. O. (1997). The effects of some her-
mostrano una bassa attitudine (Radi- senza di polloni erbacei di 10-15 cm. bicides on the control of hazelnut suckers.
Üniversitesi, Ziraat Fakültesi Dergisi 12 (3):
cati et al., 1994). Il controllo chimico Risultati analoghi sono stati riportati in 45-55.
dei polloni attualmente rimane l’uni- Turchia (Beyhan, 1997). Dolci M., Schellino L., Brozolo L. R., Tous J.,
ca strada percorribile per impedirne la L’uso della plastica per control- Rovira M., Romero A. (2005). Further expe-
riments on control of sucker growth in ha-
crescita e ridurne i costi di produzione. lare i polloni è stato sperimentato in zelnut (Corylus avellana L.) with new esters
Nella sperimentazione, il glifosate e altri Paesi di produzione (Tous et al., of 1-naphthylacetic acid. Acta Hort. 686:
il 2,4 D-sale sodico, singolarmente o 1994). I dati hanno indicato che l’atti- 271-276.
Dolci M., Schellino L., Radicati L. (2001). Con-
in miscela, hanno confermato la loro tudine a formare polloni aumenta con trol of sucker growth in hazelnut with esters
efficacia. Altri Autori hanno usato con l’età della pianta, che è in stretta rela- of 1-Naphthylacetic-Acid. Acta Hort. (ISHS)
successo sostanze a base dell’auxina zione con una maggiore circonferen- 556: 431-436.
Radicati L., Martino I., Vergano G. (1994). Factors
NAA (acido naftalenacetico) che, ol- za basale del tronco su cui si formano affecting sucker production in hazelnut. Acta
tre all’azione letale su giovani polloni, i polloni. Tuttavia, col passare degli Hort. 351:489-494.
ha avuto un effetto inibente sulla for- anni (> 20 anni) le piante possono ri- Smith D.C., Erdogan V. (2001). Elimination of ha-
zelnut suckers by disbudding. Acta Hort. 556:
mazione di ulteriori polloni (Dolci et durre la quantità di polloni e in alcuni 263-268.
al., 2001; 2006). Risultati comparabili casi interromperla creando l’illusione, Tomasone R., Colorio G., Cedrola C., Pagano M.
sono stati ottenuti con applicazione di a qualche osservatore, di trovarsi di (2010). Thermal control of hazelnut suckers.
XVIIth World Congress of the International
glifosate in miscela con un disseccante fronte a un esemplare non pollonifero. Commission of Agricultural and Biosystems
di contatto (gramoxone) a base di para- Le cause della riduzione dei polloni è Engineering (CIGR). Québec City, Canada Ju-
quat (Smith e Erdogan, 2001). legata, con molta probabilità, alla mi- ne 13-17, 2010.
Tous J., Girona J., Tasias J. (1994). Cultural prac-
I trattamenti con i diserbanti glifo- nor luce che arriva alla base del fusto tices and costs in hazelnut production. Acta
sate e 2,4D-sale sodico hanno offerto per il completo ombreggiamento del Hort 351: 395-418.  ■

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 71
DAI FRUTTETI PIEMONTESI
Metodologie di raccolta, conservazione e distribuzione del polline

Kiwi, impollinazione di supporto


dopo la diffusione della Psa

L’
impollinazione di supporto dell’actinidia è lar- dell’attività. Indicativamente, il polline perde il 2-3% di
gamente utilizzata da tempo in Piemonte per vitalità all’ora a 20°C, con un calo lento nelle prime ore,
superare i problemi della dioicia della specie e ma che aumenta esponenzialmente dopo le 24 ore. A
della scarsa attrattività per le api. È uno strumento indi- temperature elevate (28-32°C), la vitalità del polline
spensabile per garantire qualità e produttività, specie in cala ancora più rapidamente, fino al 10-12% all’ora.
presenza di condizioni climatiche sfavorevoli durante Il polline può essere mantenuto per 5-6 giorni in
la fioritura. La Psa, che in molti impianti ha falcidiato le frigorifero (+4°C) durante i giorni che normalmente in-
piante maschili, ne ha accentuata la necessità, per sop- tercorrono dalla raccolta all’impollinazione. Per tempi
perire alla ridotta quantità di polline presente nell’ac- di conservazione più lunghi, il polline può essere con-
tinidieto. Ovviamente, se l’appezzamento è ancora servato in comuni freezer a -20C° per un anno senza
indenne o poco colpito dalla Psa, occorre prestare la influire sulla germinabilità. È quindi possibile, qualora le
massima attenzione alla sanità del polline. Questo è condizioni ambientali dell’annata o lo stato vegetativo
infatti un veicolo privilegiato dell’infezione. della coltura non ne richiedano l’immediato utilizzo,
conservare integro il materiale per l’anno successivo.
Raccolta del polline
La raccolta del polline si esegue a partire dal 50%
di fiori aperti fino a completa caduta petali, preferibil-
mente nelle ore più fresche della giornata, per non com-
promettere la capacità germinativa dei granuli pollinici.
Conviene effettuare passaggi successivi distanziati di
almeno 24h per favorire una buona maturazione dei
granuli pollinici. La raccolta viene effettuata con mac-
chine aspiratrici. Sono disponibili sul mercato modelli
sia a filtro sia a turbina (ciclone). In tabella 1 i rispettivi
pro e contro.

Conservare il polline
Durante le operazioni di raccolta con aspiratori a
turbina, e quindi a temperatura ambiente, la vitalità 5Macchina a spalle per la raccolta o la distribuzione del
del polline tende a diminuire già dopo 2 ore dall’inizio polline.

Tab. 1 - Diversi tipi di macchine aspiratrici del polline disponibili in Piemonte


Macchine a spalle Macchine portate dalla trattrice

Aspirapolline Rattalino Modello


Aspirapolline2 Dall’Agata Aspirapolline
Modello (ditta) Mini2 (Biotac) (tipo Rattalino Aspirapolline1
aspirapolvere) (Romani) (Biotac) (Romani)
Alimentazione motore corrente moto assistita alimentata alimentata alimentata alimentata
della autonomo elettrica dalla trattrice dalla trattrice dalla trattrice dalla trattrice
macchina
Sistema di filtro di
ciclone filtro di carta ciclone ciclone filtro di carta ciclone
aspirazione plastica
Numero di 2 1 1 2 4 4 2-4
operatori
500
Resa (g/ora) 130 50-60 90 160-300 400 270 (per 4 persone)

72 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 2 - Attrezzature utilizzabili per l’impollinazione a “secco”
Distribuzione a secco
Macchina
Distribuzione Distribuzione con macchine a spalla portata
manuale dalla
trattrice

Tipo “Pon – Piccolo Soffi@ Speedy Bombo Spray


Modello (ditta) pon” Bombo polline (Dall’Agata) Self (Romani)
(Romani) (Biotac)

Pallina Soffiatore Polline


Caratteristiche/ rivestita di - con motore (45%) + Dotato di
miscela velcro a scoppio licopodio umidificatore
(55%)
Tempo di
impollinazione 140-160 8-10 1-1,30 4-5 1
(ore/ha)

5Macchina raccogli-polline portata e alimentata dalla Tab. 3 - Attrezzature utilizzabili per l’impollinazione in “acqua”
trattrice.
Distribuzione in acqua
Macchina portata
Macchina a spalle dalla trattrice
Gerbaudo
Modello (ditta) Tipo “Briciola” (Villafaletto – CN)
Pompa a membrana elettrica
Caratteristiche Ugelli tipo fogger
(12V)
Volume di irrorazione 50 L/ha 20 L/ha (1 bar)
Acqua + polline (10g/l) Acqua + polline (30 g/L)
Miscela + attivatore (5 g/hl) + attivatore (25 ml/L)
Tempo di impollinazione 4-6 1,45
(ore/ha)
5Distributrice di polline in acqua portata dalla trattrice. Quantità di polline 500 - 600 600
distribuito (g/ha)
Distribuzione del polline
tipologie di macchine che possono essere raggruppate
L’efficacia dell’impollinazione di supporto dipende a seconda delle loro caratteristiche (Tabella 2).
sia dall’entità della fioritura che dal momento dell’e-
secuzione. Quando la fioritura risulta superiore alla Distribuzione “in acqua”
norma il risultato economico è estremamente positivo.
I migliori risultati si ottengono con interventi eseguiti L’impollinazione in acqua permette di aumentare la
allo stadio fenologico di 95% dei fiori femminili aperti. superfice trattata e ovviare al problema delle condizioni
Eventuali ritardi nell’esecuzione, anche di 1-2 giorni, ambientali: si può fare anche in giornate con bassa umi-
possono comprometterne i risultati. L’applicazione del dità relativa, o nelle ore centrali della giornata.
polline può avvenire in due modalità: a secco oppure in Per mantenere una buona vitalità del polline, la di-
acqua, utilizzando sia distributori manuali sia apposite stribuzione in soluzione acquosa deve essere eseguita
macchine portate. entro le 2-3 ore dalla preparazione. Il polline va misce-
lato con acqua demineralizzata (pH 7,8, conducibili-
Distribuzione “a secco” tà elettrica 6,7, durezza 0, cloruri 0) o acqua potabile
(pH 7,8, e altri parametri a norma di legge), al fine di
Per garantire le migliori condizioni, sia in termini di garantire una buona germinabilità. Alla miscela si può
umidità relativa dell’ambiente (> 70%) sia di recetti- aggiungere un attivatore (Pollen Aid, NZ), che favori-
vità dello stigma, la distribuzione a secco deve essere sce la germinazione del polline. La dose di polline da
effettuata durante le prime ore del giorno o nelle ore impiegare è di 600 – 1.000 g/ha. In tabella 3 vengono
notturne. L’impollinazione manuale un tempo veniva riportate le diverse tipologie di macchine disponibili sul
realizzata con una pallina rivestita di velcro (il cosid- mercato. n
detto “pon pon”) imbrattata di polline. Questa tecni-
ca assicura ottimi risultati, ma richiede 140 – 160 ore/ Alan Pizzinat, Luca Nari, Graziano Vittone
ettaro a persona e quindi un dispendio eccessivo di Creso – Centro di Ricerca e Sperimentazione per
manodopera. Attualmente sul mercato esistono diverse l’Ortofrutticoltura piemontese

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 73
DAI FRUTTETI METAPONTINI
Come intervenire sui fattori che regolano l’allegagione

Agrumi: interventi agronomici


per ottimizzare la produzione
L’
allegagione negli agrumi è determinata da una portanti come i fattori prima descritti, anche se è neces-
serie di variabili che agiscono in maniera con- sario mantenere uno sviluppo equilibrato della pianta,
giunta, singolarmente non quantificabile, che de- assicurando il giusto rapporto tra numero di foglie e pro-
terminano la risposta produttiva della pianta. duzione di frutti, anche considerando che per la produ-
L’allegagione è influenzata da un meccanismo in- zione di un frutto è necessaria l’attività di circa 50 foglie.
terno, che tende continuamente a regolare la quantità Un’altra tecnica è l’incisione anulare che si può
di frutti sulla pianta, attraverso il meccanismo di abscis- combinare con l’uso dei fitoregolatori.
sione. Le fasi di divisione e distensione cellulare sono Questa tecnica induce la fioritura di varietà alter-
controllate da fattori ormonali, mentre il numero finale nanti, aumenta l’allegagione in varietà con un basso in-
di frutti è influenzato dalla disponibilità di carboidrati dice di partenocarpia naturale ed aumenta la pezzatura
durante la cascola di giugno. A questi fattori interni si finale del frutto.
sommano gli esterni come quelli ambientali (umidità, L’incisione, che si può praticare con un semplice
temperatura, fotoperiodo e irradiazione) che possono taglio di circa 1 mm intorno alla circonferenza dei rami
alterare o stimolare lo sviluppo dei frutti, ma anche fa- principali e senza la separazione della corteccia, inter-
vorire il fenomeno della cascola. rompendo il flusso floematico, aumenta la concentra-
zione di carboidrati al di sopra del punto di taglio, favo-
Interventi al momento opportuno rendo lo sviluppo del frutto appena allegato.
La risposta della pianta a questa tecnica dipende
Data la complessità del fenomeno, gli interventi dal momento di esecuzione, dallo stato fitosanitario e
praticati sono efficaci quando la pianta si trova in uno vegeto-produttivo, nonché dalla corretta esecuzione
stadio vegetativo equilibrato, non deve essere soggetta della tecnica. Se effettuata correttamente è possibile
a fenomeni di stress, con un rapporto adeguato tra nu- ripeterla per più anni. L’incisione va effettuata su rami e
mero di foglie e fiori. lontano dal punto di inserzione delle branche principa-
Gli interventi riguardano tanto le tecniche colturali li, per consentire, se necessario, l’innesto. Si esegue con
che l’uso di fitoregolatori. forbici curve o coltelli appositamente adattati.
Tra le prime annoveriamo l’irrigazione in quanto
condiziona temperatura, umidità del suolo e dell’aria. L’azione dei fitoregolatori
Per la temperatura valori medi tra 15 e 20 °C sono i
più adeguati, in quanto consentono una fecondazione I fitoregolatori, sono ormoni, naturali o di sintesi,
migliore. Valori bassi dell’umidità dell’aria e del suolo, che si applicano alle piante e che ne influenzano i pro-
accompagnati da temperature elevate e vento secco, cessi di crescita, differenziamento e sviluppo.
provocano una forte cascola di frutti, in quanto aumen- Le gibberelline favoriscono l’allegagione su piante di
tano il contenuto di acido abscissico. clementine ed alcuni ibridi. L’epoca di applicazione è la
La potatura e gli aspetti fitosanitari non sono tanto im- caduta petali con concentrazioni a partire da 5 fino a
10 ppm in dipendenza della varietà, del clima, dell’are-
ale di coltivazione e della produttività del campo. I frutti
non subiscono alcuna alterazione, tranne una minore
pezzatura qualora si verificasse un’elevata allegagione.
L’acido gibberellico può aumentare la superficie foglia-
re della nuova vegetazione in quanto stimola l’accresci-
mento. In linea generale dell’applicazione di acido gib-
berellico ne beneficiano le clementine ed alcuni tangeli.
In dipendenza della scalarità di fioritura si potrebbe-
ro effettuare due trattamenti; il primo al 90% di caduta
petali a 10 ppm, il secondo a frutticino appena allegato.
Il trattamento si può completare aggiungendo zinco e
manganese.
L’efficacia della GA3 è più evidente nei campi con
5Particolare di frutti appena allegati su germogli
campanulacei, che presentano una fioritura più tardiva e produzione bassa, mentre la risposta risulta inferiore nei
migliore allegagione e pezzatura. campi con produttività maggiore. Il GA3 non migliora

74 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Tab. 1 - Efficacia delle gibberelline per alcune specie e varietà di agrumi
Arancio Effetto Clementine Effetto
W. Navel Nullo Loretina Notevole
Navelina Nullo Marisol Nullo
Navelate Scarso Oronules Notevole
Salustiana Nullo Esbal Possibile
Valencia Nullo Comune Notevole
Satsuma Nullo Hernandina Scarso
Fonte: M. Talon, M. Juan, J. Soler, M. Agustì e E. Primo-Millo, 1999

l’allegagione degli ibridi Fortune, Nova, Satsuma e Aran- ppm nella epoca di caduta petali; l’azione migliore vie-
cio, escluso il Navelate. L’epoca di applicazione delle ne esercitata sui germogli fiorali senza foglie.
gibberellline, sottoforma di acido gibberellico, è caduta Le auxine esercitano un’azione limitata sull’allega-
petali con concentrazioni a partire da 5 fino a 10 ppm, gione, ma se applicate alla fine della cascola di giugno
variabili rispetto alla cultivar, al clima, all’areale di colti- stimolano l’accrescimento del frutto migliorandone la
vazione e alla produttività del campo. Nell’applicazione pezzatura.
dell’acido gibberellico risulta importante la quantità di Per quanto riguarda le auxine in Italia l’unica mo-
acqua per ettaro nonché la qualità, soprattutto il pH, lecola registrata è il Fenotiol+GA3, composto da un
della stessa. I volumi da utilizzare variano in base alla auxinico (MCPA) e l’acido gibberellico per cui è stata
dimensione della pianta ma si devono assicurare almeno dimostrata l’efficacia per clementine e W. Navel, con
20-25 hl/ha. L’acido gibberellico presenta la migliore ef- intervento posizionato a caduta petali.
ficacia quando l’acqua ha un pH sub-acido di circa 6,5.
Le citochinine non hanno la stessa efficacia delle Carmelo Mennone
gibberelline se non in alcune specie come Navelate e Az. Sper.le Pantanello - Alsia -
clementine. L’applicazione va effettuata alla dose di 20 Area Servizi Specialistici - Matera

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 75
IL CASO CAMPANIA
Con il supporto del Servizio fitosanitario si tenta di contenere i danni del Cinipide

Una situazione critica


per la castanicoltura regionale
«L
a castanicoltura campana nel 2014 ha segna- TAB. 1 - Le cause della riduzione delle produzioni
to un nuovo record negativo con una perdi- castani cole in Campania (fonte: Oasis Ricerca srl)
ta produttiva che in vaste aree ha superato il
90%. Il danno è attribuibile in primis al cinipide galligeno Anno Cause multifattoriali Calo produttivo
ma anche al clima e ad altri fattori. La stima del danno
2011 Cinipide 40%
complessivo nell’ultimo anno è pari a oltre 50 milioni di
euro per la sola PLV agricola». Sono le parole di Davide 2012 Siccità, Cinipide 80%
Della Porta, del Centro Ricerca Oasis Srl di Torre le No- Problemi in fioritura, Cydie
celle (Av), interessato alla lotta biologica al cinipide. 2013 precoci, Cinipide 80-90%
In questo difficile contesto il Servizio fitosanitario Problemi di allegazione, Fersa,
della Regione Campania, sin dal 2008, ha adottato in- 2014 Cinipide, Cydie 90-95%
terventi urgenti per delimitare i focolai di cinipide, pro-
grammando interventi di lotta biologica. Nel 2012 è
stata approvata una legge (lr 13 del 21 maggio 2012) «Nel 2014 – ci riferisce Bruno Danise, responsabile
con la quale si è dato via ad un intervento di lotta con- del Servizio fitosanitario regionale, prima di iniziare la
tinuo e puntuale. campagna di lanci è stato valutato il grado d’insedia-
mento di Torymus sinensis in 49 siti, rappresentativi di
quelli in cui i lanci erano stati ripetuti negli anni 2012-
2013. Nei siti esaminati sono state prelevate circa 3000
galle che sono state isolate in idonei contenitori. I risul-
tati ottenuti hanno evidenziato sfarfallamenti di adulti di
T. sinensis in 30 siti con percentuali di parassitizzazione
(adulti/galla) variabili da 0,03 a 0,96%.
Le azioni di contrasto al Cinipide del castagno (Dryo-
cosmus kuriphilus) sono state integrate dai 184 rilasci di
T. sinensis, effettuati nell’ambito del Progetto nazionale
Bioinfocast, che hanno interessato l’intero territorio re-
gionale. Tali rilasci sono stati integrati da ulteriori 163
rilasci forniti dal Dipartimento di “Scienze Agrarie, Fo-
restali e Alimentari” di Torino, quale seconda ed ultima
annualità, di uno specifico progetto di collaborazione
tra la Regione Campania e la predetta Università. Parte
di tale fornitura è avvenuta sotto forma di galle per cui si
è provveduto ad effettuare, presso il Laboratorio fitosa-
nitario regionale, la fase di stoccaggio delle stesse galle
5Nel 2008 la castanicoltura campana produceva, su una superficie di 18-20 mila nonché l’allevamento dei T. sinensis sfarfallati. Da tali
ettari, tra i 350 e i 400 mila quintali di castagne/anno (foto Oasis). galle è stato possibile eseguire 84 rilasci».

La campagna di lanci del 2014


N ella programmazione dei siti di lancio per l’anno 2014 sono
stati adottati alcuni criteri, privilegiando:
1) I nuovi territori risultati infestati dal cinipide, rispetto a quelli del
voriti poiché sono stati preferiti i castagneti da frutto;
5) I castagneti ubicati in particolari aree, compromesse da un
punto di vista idrogeologico e ambientale.
2013; Inoltre, in particolari siti, ritenuti strategici, sono stati effettuati
2) I territori dove non ci sono stati sfarfallamenti dalle galle prele- lanci “rinforzati” andando ad immettere almeno 150 femmine di
vate nella primavera 2014; T. sinensis per cui, complessivamente, il numero dei siti in cui
3) I territori dove sono stati eseguiti i lanci nel solo anno 2013; sono avvenuti i lanci è minore rispetto al numero teorico dei lanci
4) I castagneti cedui che negli anni precedenti sono stati sfa- disponibili.  C. B.

76 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
Si sperimentano nuove strategie di lotta al cinipide
A queste introduzioni di antagonisti del cinipide vanno aggiunti
anche i lanci ceduti alla Regione Campania, a titolo gratuito,
dall’Associazione Castanicoltori Campani per un numero di 24 rilasci.
rilasciati circa 30-40 individui di T. sinensis. La rete dalle piante
è stata rimossa dopo circa 20 giorni per evitare che il forte caldo
danneggiasse le piante e le galle con i torimidi ovideposti.
«Il Torymus sinensis – spiega Della Porta – potrà presto essere Infine, nell’ambito della Misura 124 del Psr 2007/2013 della
allevato in campi di moltiplicazione grazie a progetti di ricerca an- Regione Campania, il Cnr-Ipp di Portici ha ricevuto 20 rilasci dal
cora in attuazione per la definizione dei protocolli. L’allevamento Dipartimento di “Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari” di Torino
dell’antagonista sperimentato sotto serra ha il grande vantaggio per la realizzazione di specifici siti di moltiplicazione, sempre rien-
di un’elevatissima sicurezza di avvenuto insediamento dell’anta- tranti nel piano di distribuzione gestito dalla Regione Campania.
gonista, ma ha senso solo per il primo anno di produzione dato Per quanto concerne i campi di moltiplicazione di T. sinensis
l’altissimo livello di parassitizzazione delle galle presenti (oltre il realizzati dalla Regione Campania, nell’ambito del progetto Info-
90%), ma già dal secondo anno l’allevamento deve seguire i pro- biocast, ed ubicati a Baia latina (Ce) e Montesano sulla Marcellana
tocolli a campo aperto». (Sa), Raffaele Griffo, funzionario del Servizio fitosanitario regionale,
Anche i successivi lanci T. sinensis effettuati in piena area sono puntualizza che dopo la reintroduzione del cinipide del castagno
avvenuti utilizzando la tecnica del “sotto rete”. Per ogni sito sono avvenuto nel 2013, pratica dovuta per la carenza di galle, nel 2014
state individuate 4 piante piccole, di circa 2,5-3 metri, che sono sono stati effettuati rilasci rinforzati in modo da poter disporre di
state avvolte con rete antiafide e, all’interno di esse, sono stati parassitoidi utili alla distribuzione nel minor tempo possibile. C. B.

Una stima del danno nella filiera


castanicola campana
F ino a qualche anno fa la Campania produce-
va, con i suoi 18-20mila ettari di castagneto da
frutto, circa 350-400mila q/anno.
La plv agricola era pari a circa 55-60 milioni di
euro considerando un valore pari a 130-150 €/q
di prodotto appena raccolto, con presenza di di-
fetti inferiore all’8%. La plv agroindustriale aveva
un valore pari a 2-3 volte quella agricola, grazie
all’elevato valore aggiunto dei prodotti trasformati.
Negli anni 2008 e 2009 il fatturato delle 30 prin-
cipali aziende di trasformazione presenti in Cam-
pania superava i 120-130 milioni di euro con circa
2000 addetti.
In totale negli ultimi 5 anni, il settore agricolo
della filiera castanicola ha perso circa 195 milioni
di euro e le annate agrarie dal 2011 al 2014 sono
state, per la storia castanicola regionale, le peggio-
ri mai registrate.  C. B.

5L’eccellenza della qualità produttiva delle diverse varietà I siti di lancio sono stati individuati con l’ausilio di
di castagne prodotte non va in contrasto con le quantità (foto un modello teorico-pratico che crea delle griglie ter-
Oasis). ritoriali. Incrociando la mappa dei territori comunali
campani in cui è presente il cinipide con la carta di uso
agronomico del suolo, che individua le aree boschive
con il Digital Elevation Model della Regione Campania,
sono state estrapolate le aree con una quota compresa
tra 250 e 1200 m slm.
«Sono state definite delle griglie di lancio (“piastrel-
le”) delle dimensioni 5 x 5 km – spiega Giuseppina
Gargiulo del Servizio fitosanitario regionale -, per cia-
scuna delle quali è stata indicata la coordinata baricen-
trica. Utilizzando tali coordinate ci sono poi stati dei
sopralluoghi in campo, al fine di verificare l’idoneità o
meno del sito sulla base di determinati parametri: esten-
sione del castagneto e contiguità con altri castagneti; %
d’infestazione da cinipide (preferendo infestazioni alte
o medio/alte); assenza di trattamenti chimici e di bru-
ciatura dei residui; posizione strategica alla diffusione
5Tra le cause dell’ingente riduzione della produzione e del del T. sinensis (preferendo siti cacuminali)».  n
crollo della PLV castanicola c’è il Cinipide galligeno che viene
combattuto individuando i siti di lancio con l’ausilio di un
modello teorico/pratico che crea delle griglie territoriali. Carlo Borrelli

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 77
IN LIBRERIA
Le malattie delle piante che hanno Tutto sul castagno
cambiato il mondo

P L
er chi la conosce, M.L. Gullino, fitopatologa all’Università di e zone montane e le vallate alpine ed appenniniche rappresen-
tano ancora un grande serbatoio di cultura, storia e risorse agro-
Torino, è persona straordinaria, che non manca di sorpren- forestali. Esse possono svolgere un ruolo importante. Nell’ottica
dere per la sua innata capacità di mettere la propria faccia in della sostenibilità e della “green economy”, intesa come crescita ver-
ognuna delle sue mille iniziative, in cui si butta anima e corpo con de, conciliando la dimensione economica, ambientale e sociale del
grande determinazione per portarle a termine nel modo migliore. territorio. La consapevolezza del valore della castanicoltura è maturata
Stavolta ha scritto in chiave divulgativa una storia delle “ma- da anni presso l’Associazione Nazionale Città del Castagno che, con le
lattie delle piante che hanno cambiato il mondo”. Il filo condut- Comunità Montane più virtuose, protegge e rilancia in molteplici for-
tore del libro non è quello della descrizione delle malattie, bensì me il castagno quale albero multifunzionale. Il rilancio e la riqualifica-
di raccontare in modo colloquiale, aneddotico, i grandi momenti zione del castagno, oltre a proporre una valida opportunità produttiva,
si arricchisce di altri significati: i nostri castagneti racchiudono un patri-
della storia (quando le malattie erano considerate una punizione o monio genetico di inestimabile valore, da preservare; sono una risorsa
vendetta divina) che hanno inciso sui destini dell’agricoltura, sulle paesaggistica ed ambientale per la promozione turistica, etnografica e
scelte economiche e sociali conseguenti. Si vedano, ad esempio, il gastronomica del territorio, solo in parte esplorata.
caso dei patogeni americani arrivati nel continente, quali la perono- Proprio per questa ragione il prof. Giancarlo Bounous, responsa-
spora della patata che decimò nel giro di dieci-quindici anni, all’i- bile del network “Nuts – Chestnut” del Centre international de hautes
nizio dell’800, la coltura in Irlanda (morirono per fame un milione études agronomiques méditerranéennes della FAO e del Centro Regio-
di persone e un milione e mezzo dovette emigrare) e quello della nale di Castanicoltura del Piemonte, ha voluto scrivere questo libro.
peronospora della vite, che arrivò in Italia verso il 1880, e contro la Egli si è avvalso della collaborazione di eminenti specialisti che hanno
curato singoli capitoli per descrivere e proporre rimedi per vecchie e
quale si rivelò più efficace la poltiglia bordolese, scoperta casual-
nuove emergenze fitopatologiche (cancro corticale, mal dell’inchio-
mente in Francia dove si usava imbrattare le viti con calce idratata stro, cinipide galligeno, marciume secco dei frutti) e per descrivere
(bollita in paioli di rame) per difenderle dai furti. aspetti pratico-colturali.
L’Autrice ha diviso la narrazione in “spore del passato”, “spore Il volume è composto di diciotto capitoli che esaminano la specie
sopravvissute” (attraverso le sue personali esperienze piemontesi) e con un approccio multidisciplinare, spaziando tra storia, botanica,
“spore inquietanti e future”. Infatti, si sofferma su malattie assai pe- agronomia, selvicoltura, patologia ed entomologia. Si considerano la
ricolose e in parte fuori controllo come quelle da fitoplasmi (vedi la castanicoltura tradizionale e quella moderna, con approfondimenti su
flavescenza dorata della vite), le batteriosi (fra cui la Pseudomonas produzione di legno, raccolta, “post-harvest”, conservazione, utilizzi
e valore nutrizionale dei frutti e sulle peculiarità degli “altri prodotti”
dell’actinidia e la Xylella fastidiosa dell’olivo), alcune virosi (vedi
del castagneto. Completano il testo utili aggiornamenti riguardo la si-
Tristeza degli agrumi), prospettando per tutte il successo o insucces- tuazione produttiva e commerciale della castanicoltura in Italia e nel
so della lotta ai vettori (vedi cicaline e altri insetti) e la ricerca degli mondo, oltre a considerazioni sulla tutela e sulla valorizzazione del
antagonisti naturali. paesaggio tradizionale del castagno. Ogni capitolo è inoltre arricchi-
L’Autrice, grazie alla sua ampia conoscenza delle vicende fito- to da box di approfondimento su tematiche peculiari per attualità o
patologiche, riesce ad incuriosire il lettore e a dimostrare che per importanza quali i suoli, gli arboreti e i centri di documentazione, il
quanto siano rilevanti i risultati raggiunti, i timori per il futuro ri- “tree-climbing”, le cultivar resistenti al cinipide orientale, l’analisi sen-
mangono numerosi. In quanto ricercatrice di successo, antesignana soriale, i gemmo-derivati, le certificazioni, i castagni monumentali, le
nella creazione di “start up”, imprese di giovani per sfruttare brevet- espressioni letterarie, la tutela del Castagno dei Cento Cavalli.
Il testo rappresenta uno strumento di approfondimento per gli stu-
ti e conoscenza all’interno delle Università, ha creato a Torino una
diosi che intendono ampliare le loro conoscenze sulla materia, una
società per l’innovazione, Agroinnova, che gestisce anche grossi fonte di conoscenza rigorosa per gli allievi delle Facoltà universitarie,
progetti internazionali, fra cui uno anche in Cina per lo sviluppo oltre che un prezioso manuale per tecnici, castanicoltori, cultori ed
dell’agricoltura sostenibile. appassionati della materia che nelle pagine del libro troveranno esau-
Il libro è di piacevole lettura, oltre che molto informativo. rienti risposte ai loro quesiti.
S. Sansavini G. Beccaro

IL LIBRO
Maria Lodovica Gullino, IL LIBRO
“Spore”, Giancarlo Bounous,
ed. Daniela Piazza, Torino, 2014 “Il castagno”,
info@danielapiazzaeditore.com, Edagricole 2014,
pp 230; prezzo € 22,00 pp 432; prezzo € 48,00

78 FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015
LE AZIENDE INFORMANO
Il prodotto viene utilizzato nella difesa dalla batteriosi del kiwi

Bion 50 WG, confermata la registrazione temporanea


È datato 9 marzo il decreto (*)
che, anche per la campagna
2015, autorizza l’impiego di
stata supportata dalle Organiz-
zazioni di Produttori e i Servizi
Fitosanitari di diverse regioni, dal
e la soluzione di Syngenta si sta
rivelando anno dopo anno un
prezioso alleato.
lità all’interno dei tessuti vegetali.
La sua sostanza attiva agisce in-
fatti attivando i sistemi naturali di
Bion® 50 WG nella lotta contro momento che la “batteriosi del difesa delle piante rendendole più
il cancro batterico dell’actinidia kiwi,” o Pseudomonas syringae resistenti alla penetrazione e alla
(Psa) per un periodo di 120 giorni pv. actinidiae (PSA), è una ma- L’impiego di Bion® 50 WG diffusione del patogeno.
a partire dalla data del decreto. lattia che mina le produzioni per è consentito dal 9 marzo Per queste ragioni Bion® 50
La richiesta di registrazione gravità dei danni e per scarsità di al 7 luglio 2015 WG deve essere utilizzato pre-
temporanea di Bion® 50 WG è mezzi tecnici di difesa in campo ventivamente e va visto come un
A base di acibenzolar-S-me- utile strumento da integrare con
tile, Bion® 50 WG è un attivatore gli attuali accorgimenti agrono-
delle difese naturali delle piante, mici per il contenimento della
formulato in granuli idrodisper-
Raccomandazioni di impiego dibili.
Il prodotto è già da tempo
malattia promossi dai Servizi
Fitosanitari e dalle strutture tec-
niche. Nelle sperimentazioni di
impiegato nel contenimento del- campo e di laboratorio su PSA,
B ion® 50 WG va impiegato tramite applicazioni fogliari alla
dose di 200 g/ha cadenzando i trattamenti ogni 21 giorni.
Alternativamente è possibile effettuare trattamenti ad inter-
le batteriosi del nocciolo, del pe-
sco e del pomodoro, come pure
Bion ® 50 WG continua a mo-
strare buoni risultati che gli so-
viene impiegato per contenere le no valsi anche per quest’anno la
vallo ridotto (14 giorni) diminuendo il dosaggio a 100-150 g/ proliferazioni di Erwinia amylo- registrazione temporanea per usi
ha. In caso di applicazione su impianti giovani si raccomanda vora, agente del “fuoco batteri- d’emergenza fitosanitaria.
di diminuire il dosaggio adeguandolo alle dimensioni delle co” del pero e del melo. È tuttora in atto da parte di
piante. L’epoca ottimale d’impiego è compresa tra la fase di Bion® 50 WG mostra una dif- Syngenta un piano di sperimen-
prime foglie distese a quella di formazione dei frutticini, indi- ferente modalità d’azione rispetto tazione per ottenere la registra-
cativamente fino alla prima metà di giugno. La registrazione ai prodotti attualmente usati con- zione definitiva.
di emergenza prevede un numero massimo di 6 interventi nel tro la Psa, come per esempio i for-
rispetto dell’intervallo di sicurezza di 90 giorni. (*) Registrazione di emergenza fi-
mulati rameici e microbiologici, tosanitaria ai sensi dell’art. 53, para-
oltre ad avere una elevata mobi- grafo 1, del reg. Ce 1107/2009.

FRUTTICOLTURA - n. 5 - 2015 79