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5/2/2021 Adriano Casadei - Wikipedia

Adriano Casadei
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Adriano Casadei (Poviglio, 1922 – Castrocaro Terme, 18 agosto 1944) è stato un partigiano italiano,
insignito con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Indice
Biografia
Onorificenze
Note
Voci correlate

Biografia
Il padre esercitava il mestiere di sellaio ed aggiustatore di finimenti per cavalli. Studente all'Istituto
chimico industriale di Forlì, fu chiamato alla leva ed arruolato in Aeronautica, entrando, dopo l'8
settembre 1943, nella Resistenza. Come vicecomandante della Banda Corbari si distinse per coraggio ed
intelligenza e fu protagonista di numerose audacissime azioni di sabotaggio e di guerriglia
sull'Appennino tosco-romagnolo, che costarono ai nazifascisti gravi perdite.

Fu catturato dai fascisti presso Ca' Cornio di Modigliana, mentre tentava di portare in salvo il suo
comandante, gravemente ferito durante un'imboscata, con lui ed altri due partigiani, essendosi rifiutato
di abbandonarlo; immediatamente dopo la cattura fu impiccato con Corbari a Castrocaro il 18 agosto
1944. Il cadavere del giovane studente fu appeso, insieme ai corpi dei suoi compagni, ai lampioni di
Piazza Saffi, a Forlì.

Pino Cacucci nel libro Ribelli, nel capitolo dedicato a Silvio Corbari, racconta che quando toccò a Casadei
di essere impiccato, il boia fascista tirò la corda troppo forte e la spezzò. Casadei allora la raccolse e
riannodandosela da solo al collo disse, in dialetto: "Siete marci anche nella corda. Siamo noi i veri
italiani..Viva l'Italia".

Onorificenze
Medaglia d'oro al valor militare
«Vicecomandante di battaglione partigiano, dopo innumerevoli azioni compiute alla testa dei
suoi uomini con leggendaria audacia, dopo aver sbaragliato e disarmato decine di presidi
fascisti e tedeschi, dopo aver infranto un attacco tedesco dando fuoco ad un deposito di
esplosivi che nel tremendo scoppio seppellì oltre 200 nemici, veniva catturato mentre accorso
vicino al suo comandante di battaglione, caduto ferito nel folto della mischia, tentava di
portarlo in salvo. Sopportava fieramente torture e sevizie e nell’istante in cui il capestro
stroncava la sua giovane esistenza, innalzava col grido di «Viva l’Italia », l’estremo inno alla
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[1]
Patria amata. »
— Cornio di Modigliana, 19 agosto 1944

Note
1. ^ Motivazione Medaglia d'oro al valor militare presso il sito del Quirinale, su quirinale.it. URL consultato
il 18-12-2007.

Voci correlate
Sirio Corbari
Seconda guerra mondiale

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