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Verifica “La pena di morte nella storia”

1. Spiega le motivazioni per cui Cesare Beccaria , nel libro “Dei delitti e delle pene” riteneva la pena
di morte uno strumento inutile per ridurre la criminalità e il mal costume.
Per Beccaria la pena di morte era ammissibile solo in condizioni eccezionali, minaccia alla sicurezza dello Stato, e quando la
sua morte fosse l’unico mezzo per impedire ad altri di commettere ulteriori delitti. Quindi la pena di morte per Beccaria è un
fenomeno che sta al di fuori del diritto, paragonabile alla guerra e alla rivoluzione.

2. Delinea brevemente l’evoluzione storica della pena di morte nello Stato italiano.
L’evoluzione storica della pena di morte nello Stato italiano:
1) Serenissima Repubblica di Venezia (697 – 1797)
2) Regno Lombardo-Veneto
3) Il Granducato di Toscana​, nel 30 novembre 1786​, per la prima volta nel mondo abolì con atto formale (primo
"abolizionista di diritto"), la tortura e la pena capitale, benché quest'ultima poi venisse nuovamente promulgata nel
1853​ dal granduca​ Leopoldo II di Toscana​ e in seguito espulsa nuovamente nel 1861.
4) La Repubblica Romana bandì la pena capitale nel 1849​, preceduta da San Marino nel 1848 (reintrodotta per crimini
eccezionali nel 1853 ma mai applicata, fu abolita definitivamente nel​ 1865​ per tutti i reati).
5) L'ultima esecuzione capitale nello Stato Pontificio avvenne nel 1870 a Palestrina​, poco prima della Presa di Roma
con la "breccia di Porta Pia.La Città del Vaticano​, erede dello Stato della Chiesa nel 1929, non sentenziò più
condanne e la abolì de iure nel 1969 per ordine di papa Paolo VI​, in conseguenza della posizione della dottrina
cattolica divenuta molto critica in merito.
6) Nel 1889 la pena di morte venne abolita in tutto il Regno d'Italia con l'approvazione, quasi all'unanimità da parte di
entrambe le Camere, del nuovo codice penale​, durante il ministero di Giuseppe Zanardelli​. Tuttavia, la pena di morte
era stata ​di fatto abolita fin dal 1877​, anno dell'amnistia generale di Umberto I di Savoia (Decreto di amnistia del 18
gennaio​ 1878​).
7) Ventennio fascista (periodo 1926-1943) e periodo di guerra.
8) L'ultima condanna a morte per crimini comuni venne irrogata agli autori della strage di Villarbasse​, atto commesso a
scopo di rapina avvenuta nell'autunno del 1945​.L'allora capo dello Stato Enrico De Nicola respinse la grazia e il 4
marzo​ 1947​ alle 7:45, venne eseguita l'ultima​ fucilazione​, per reati comuni, in Italia alle​ Basse di Stura​ a​ Torino​.
9) L'ultima esecuzione invece, fu eseguita il giorno seguente, 5 marzo 1947 circa alle 5 del mattino presso Forte Bastia,
alle porte della Spezia​. I condannati furono Aurelio Gallo, di Udine, Emilio Battisti, Aldo Morelli, tutti già
condannati a morte nel maggio 1946​. L'esecuzione fu sofferta, poiché il plotone dovette far fuoco una seconda volta
in quanto la prima scarica uccise solo il maresciallo Morelli, mentre l'ex questore restò ferito a terra e Gallo illeso.
Dopo la prima scarica Gallo disse, rivolto al plotone: «Non dovreste più sparare, ma fate come credete».
10) La Costituzione italiana​, approvata dall'​Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1º gennaio
1948​, abolì definitivamente la pena di morte per tutti i reati comuni e militari commessi in tempo di pace​. La misura
venne attuata con i decreti legislativi 22 gennaio 1948​, n. 21 e n. 22 .L'Italia ha poi ratificato il protocollo n. 13 alla
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali​, relativo all'abolizione
della pena di morte in qualsiasi circostanza, sottoscritto a​ Vilnius​ il 3 maggio 2002.
3. Fai una ricerca sul web delle associazioni esistenti nel mondo che sono contrarie alla pena di
morte
Vi sono molte associazioni che sono contro la pena di morte:
Nessuno Tocchi Caino, Amnesty International, Comunità di Sant’Egidio, Acat Italia, Amicus ed Anti-Death Penalty Asia
Network.
4. Elenca cinque motivazioni contro la pena di morte sostenute dai personaggi del mondo dello
spettacolo e fornisci quale potrebbe essere la motivazione di questa scelta
Nell’iniziativa Cities for Life, istituita dalla Comunità di Sant’Egidio, vi sono molte persone del mondo dello spettacolo
italiano: Caterina Balivo, Claudio Amendola, Giulia Bevilacqua, Antonello Fassari, Fabrizio Gifuni, Max Giusti, Neri
Marcorè, Trio Medusa, Giulia Michelini, Noemi, Vincenzo Salemme.
Caterina Balivo dice che la pena di morte va abolita perché ci rende tutti responsabili di una morte che viene data anche a
nome nostro.
Claudio Amendola dice che la pena di morte va abolita perché non c’è nessun rapporto tra il numero delle esecuzioni ed il
numero dei reati; perché mai in nessuna occasione lo Stato può diventare come il peggiore assassino; perché dichiariamo il
fallimento della società che rinuncia a vedere in ogni persona, anche nel colpevole, un essere umano.
Giulia Bevilacqua dice che la pena di morte va abolita perché quando si commette un errore non si può riparare; perché la
pena capitale non può rendere migliore il mondo, aggiunge solo la morte alla morte.
Antonello Fassari dice che la pena di morte va abolita perché c’è una premeditazione ed una scientificità nell’uccidere che
non è paragonabile a quella del più efferato degli assassini.
Fabrizio Gifuni dice che la pena di morte va abolita perché oltretutto nessuna statistica al mondo prova che la pena capitale
sia per i crimini più gravi; perché c’è una tortura che si accompagna alla condanna a morte che non può essere elusa: l’attesa
di morire, si muore 10,100,1000 volte prima di essere giustiziati.
Max Giusti dice che la pena di morte va abolita perché c’è sempre un metodo alternativo per garantire la sicurezza di tutti;
perché colpisce troppe volte innocenti che non possono difendersi.
Neri Marcorè dice che la pena di morte va abolita perché colpisce le minoranze etniche sociali, religiose in maniera
spropositata; perché illegittima il livello più alto, quello dello Stato, una cultura di morte e non di vita.
Il Trio Medusa dice che la pena di morte va abolita perché illude tutte le famiglie delle vittime, che nella vendetta sul
presunto colpevole ci sia la guarigione dal dolore e dall’odio: non è mai vero; perché nei regimi democratici costa più della
reclusione ed assolve le risorse che renderebbero più utile ed umano il sistema giudiziario e carcerario.
Giulia Michelini, attrice della nota serie televisiva Rosy Abate, dice che la pena di morte va abolita perché la vita è sacra;
perché moltiplica la sofferenza, allo strazio dei familiari della vittima ma si somma il dolore dei parenti del giustiziato.
La famosa cantante Noemi dice che la pena di morte va abolita perché abbassa lo stato e la società al livello di chi uccide;
perché come diceva Gandhi: “ Occhio per occhio, rende il mondo cieco”.
Vincenzo Salemme, noto attore e personaggio influente nel nostro cinema italiano con il trio De Sica-Boldi-Salemme, dice
che la pena di morte va abolita perché colpisce anche i più indifesi,disabili mentali, ragazzini, ancora adesso in molti paesi
del mondo; perché non c’è nessun sistema di giustizia al mondo capace di non sbagliare mai.
Io appoggio tutte le idee di questi personaggi dello spettacolo, perché la pena di morte non deve esistere, è da ipocriti
uccidere un omicida, poiché si mette morte su morte; perciò io credo che la pena di morte va abolita ed una possibile
soluzione è il prolungamento della reclusione in modo tale che il criminale comprenda bene ciò che ha fatto, oppure
migliorare lo svolgimento dei processi in modo tale da avere un giudizio oggettivo e chiaro.

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