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N.

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PER Il POIEBE OPERAII

APRILE 1978 - NUOVA SERLE - ANNO VI - L. 500

Quindicinale - Direzione e redazione: "Rosso» Via Disciplini 2 Mil ana - Direttore responsabile Emilio Vesce - Autorizzazione Tribunale di Milano N. 101 del 13-3-73 - Stampa: Tip. Botti - Milano

algra 0 il PCI malgrado il sindacat

100.000

• •

In piazza

Visto che non si riesce a prendere iI pesce bisogna prosciugare iI mare .....

Destabilizzazione e destru tturar:ione

II problema: i: possihile una critica etl ctt iva, condcu a al!'interno dcllo svolgersi materiale del proccsso rivoluzionario, chc ci f'accia uscirc dal la Icrrca morsa che le due variabili ormai indipendenti dello Stat o c delle BR irnpongono alt'tntcro rnuvi rncu t o cornunist a? E ancora: I uuionomia opcraia e prolcuuia Ita oggi la Iorza e gli st rurncn t i per far rnarciare insicmc dcstrut l urazionc c dcstabuizzazionc, in modo da riportare su LIII I cr: cno corrct to la lot ta rivoluzionaria? Per rispundcre a qucstc domande I'analisi della gClle"j della pratica delle BR serve a ben poco. Gli stcssi ri!erilllcnliliia tcrza i n tcrnaz iona!c, agli psrcologisrni moralistici, aile ail crmazro-n i paradossali che vcdono questa organizzazione COllie I razionc armata del movimento opcraio ufficiale non arr icchiscono di molto ~e possibilita di interprctazionc, anzi diventano spcsso esercizio ozioso. Del lui to ridico- 10 poi e l'approccio al problema parten do dalla tcoria del compiotto 0 peggio ancora dell'infillrazione.

E in piu, la buona coscit.:nza della rozzezza leorica dei compagni delle BR non impedisce al pili levigato opportunista gruppettaro di fare i conti COil la ben concreta azione di questa formazione. Con questo metoda al massimo ci si pub giustil1care la militarizzazione della intera societa, la costrizione al consenso tramite la forza delI'intero apparato statale; menlre la risposta e tu tta in lerna al livello delle lotte operaie e pro.. letarie, alla Joro intensita, al1a lora qualila. Sia J'azione dello statu sia la pratica delle BR non pongono quesiti teorici, ma ri: chiedono fino in fondo soluzlonl pratiche. La domanda che it movimento deve porsi e se la destabilizzazione precede, anticipa, fonda il processo della lotta rivoluzionaria, I'apertura dello scontro aperto fra Ie classi, 0 in termini pili correHi, della guerra civile. 0 se piuttosto, come e dato riscontrare in ogni rivoluzione, la destabilizzazione istituzionale dipendll dai tempi e dalle necessita della destrutlurazione generale dei rappOI-Ii di pOlere, di tutti i rapporli di pOlere, che fondano la riproduzione del rapporto sociale capitalistico, della a:::cumulazione, dello sfruttamento, del dominio. Noi siamo di Questo avviso, in Questa prospettiva lavoriamo l' quindi non possiamo essere d'accordo suI metodo, s1111a pratica, suI programma de; Ie Brigate Rosse. La critica, quindi, non pub essen~ sulla forma di lotta in generale rna sulla sua pratica qui e ora rispelto al rapporto di forze su scala na/ionaIe e metropolitana europea che Ie classi in lolta hanno instaurato neU'ultimo decennio.

Rispelto dunque ai livelli di contropotere etl'el tivi, e ql';ncJi di [orza di coercizione efretliva, del proletariato sulle allrc classi, rispelto alIa vanificazione (leila mediazione poli tica come aspcl- 10 formale del dominio del capitale sui proletariato, e rispetto alJ'indebilamento, all'isolamento della macchina stalale di comando.

Cerlo, conlinuamente viene dimostrato che il monopollo della violenza non sta pill solo dalla parte dello Slalo ma comincia anche a essere possedulo da parti consistenti del prolctarialo, ma non pub sfuggire a nessuno quanto ancora I'intelligenza comunista, la delerminaz.ionc militante deve estendersi, radll'arsi, perchc questo rapporto di forma diventi accettabile. D'altra parte non pub sfuggire a nessuno, nonostante tulte Ie mistificazioni e gli occultamenti, che la destabil1zzazione si da come forma correnle della strategia concreta dell'iniziativa statuale del capilale contro l'emergenza comunista dell'al1tonomia operaia e pl'Olelaria.

La controrivoluzione capitali-

stica

Che allro e il ricorso aile leggi speciali, la mobilita coalta del

lavoro, i tagli drast ici c irnpietosi della spesa pubblica, la nuclcar izzaz ione e la autornaz ione della produz ionc, la riunificazionc perrnancntc non piu del mercato, 1113 di t u t t i gli strumenti di dominio su piano mondiale dcgli stati capitalistici?

Assistiamo 11a anni all'anticipazione ierroristica de ll'iniziativa statalc sui piano militare ed cconomico contro il movimento rivoluzionario, If) mcuiarno riel con to, non ce ne lamcn t iarno. Ne valut iamo gJi cff'et ri sull'immediato e nel Itat tempo lavoriamo per sbaragliarla, per sconfiggerla. E' rielicolo quindi .i1 tcntativo messo in opera da pili part i di riportare la riorgan izzazione tcrroristica della state a questa o a quella iniziat iva delle Iorze rivoluzionarie.

Solo la cattiva coscicnza di un sistema eli dominio abictu, C 01'mai immotivato per la grande rnaggicranza dei proletari pub ricorrere a queste forme eli OCCUItarncnto. Ouello chc si vuol colpire ogni volta, quello che si vuole arrestare, distruggcre, e la lot ta cornunist a rivoluzionaria di rnil ioni di prolet ari, il senso del- 10 stato non c'entra niente, qui c'e solo i I senso del potere e delIa sfrut tamento. E, nei casi pili scoperti, il senso del portafoglio.

Non si scopre da oggi che e la violenza che fonda 10 statu del capita Ie. Non e ulla acquisizione recente che il rapporto di produzione si basa sulla vioJenza di una classe ull'altra, ma que!lo che e di oggi - e 10 sara ancora piu di domani - e la consapevolezza ormai generale che la violenza non sla pili solo da una parte ma sta diventando pratica intelligente, creat va, eli migliaia e migliaia eli comunisli. Le idee sono chiare su questo punto. II prcblema c quale p1"Ogramma, quale tattica, Quale metodo, quali obiettivi socializzano, generalizzan'o, rafforzano, rendono irreversibili all'interno del proletariato questa semplice acquisizione.

Miseria e sconfitta del compr()m~sso storico.

Completiamo il quadro: ormai tutti si chiedono cos a C rimasto dell'Euro:omullismo, del compromesso storico, della pavida illusione che Berlingucr aveva fatto balenare agl i opportunisti di 0- gni risma. Sbaragliato in Spagna, scollfitto in Francia, ormai alle corde in Halia.

Non e servi 10 a niente sea ricare suI prol":lariato europeo .il peso enorme della crisi; il capitale nOll solo ha riacQuistato il pieno con trollo dei livelli ist i tuzionali, ma si e preparato a rispondere aIle condizioni mutale dcllo seonlro di classe. Ma in Italia il pci non puo tirare Ie conseguenze della sconfitta; si e troppo compromesso, caccialosi in un culo di sacco, continua ad agitare questa miserabilc illusione facendosi capofila dei mlltamenti della legalita piu aberranti, spingendo per la socializzazione delle forme piu lurpi del elominio borghese: la delazione di massa, it licenziamcn to poli tico, 13 creazione di polizie popolari, I'csaltazione del linciaggio. Questo partito, persa ogni decenza, senza pill uno straccio di disegno politico, che non sia il coordinamento delle opcrazioni poliziesche col comando dei carabinieri, propone ormai una soluzione sudamericana: visto che non si riesce a prendere il pesce, bisogna prosciugare il mare! Che dire poi, ormai, eli Macario, di Benvenuto, di Lama, eli PecchioIi, questi porci pronti a lutto pur eli resistere in qualche modo nei lora ruoli miserabili.

Tutto questa sarebbe farsesco se non fosse il segno di una svolla storica, irreversibile, che comincia ad accompagnarsi drammaticamente alia sconfilta del compromesso storico. E' il sistema dei partiti tutlO intero che e teso alia sua sopravvivcnza, costi quel che costi. Eel appare francamenle inc1'edibile che i menu esagilati siano quelli che contano, i democristiani. Ma ormai si e alia verifica! Dovranno spiegare i Picisli i risultati delI'accordo di governo. Dovranno porlare tra Ie masse il lora programma: Ie menzogne appariranno come menzogne, la linea

COil t ro r ivo luz ionar ia sara picnamente manifesta c ziust amente interpretata e cornbat t uta. Quel- 10 che [a specie c l'incoscienza del suicidio politico, il masochisrno piu spinto, la mancanza di strumenti ragionat i che accompagna quest o sirnulacro pavido di partite di cia sse.

C'e spazio per la lotta « democratica »?

Che dire anchc dcgli accorati appclli della dcturua sinistra exrrapar lame ntarc alia dilcsa degl i spazi democratici che la trasforrnaz ionc ill regime dcll'accerdo a cinque lascerebbe apcrt i ? Non si rcndono ancora con to, alla lora eta, che la « dcrnocrazia . e qucst.o sistema dei part t i sono la stcssa cosa. C'6 poco da difcnderc: la forma che 18 democrazia prcndc dcn t ro la crisi c la lonna del cornando coau o al lavcro, l'unico garant ismo e mediazione chc vicnc acccttato e qucllo del cornando cl'imprcsa. Solo dope una sconfi tt a stor ica i r rcvc r sib ile ncl lungo pcriodo per il movimcnto r ivoluzionar io p role tur io cost come si c anelato cos t itucndo in questi ulti mi dieci anni d i lotta - il « gioco» - elemo:::ralico puo riprendere. Non sposti a pagare, e allora nun facciamoci illusioni! II processo di stabilizzazienc multinazionale 6 in alto da anni, parallelo e contrario alle lotle prolelarie .in tulia la metropoli occidentale. Abbial110 dcflnilO questo 1110vimenlo, per gli obiettivi che porta avanti, per lc forme di lotta che conquista, per la 1 icchezza c l'estcnsione delle forn,e di organizzazione, e per la si tuazione di crisi storica del domir;io capitalistico, il movimento della 111 aturita del comunismo. E coerentemLnte abbiamo interprClalG la crisi economica come il punlo piG alto di risposta c::pitalisla alle lotte di liberazione cOJ11uni-

sta; 5e questa e la real-

ta, e qualunque proletario

pub testimoniare per vera!

Quale scandala pub esserCl

a rintracciare e costruirc elentro Ie lotte una prospelliva. un progetto che consenta un esito positivo, \'ittorioso allo sl'orLO, agli obiettivi, ai desideri che milioni di pruletari incessantemente da anni portano avanli? Quale vergogna puo csserci ad alfermare con lorza, secondo la prat.ica di un secolo di lotte dei prolctari, che comuilque la si metta, )'esito non pub esserc che 10 scontro violento di una classc contro l'all1'a, e alia fine il sopravvenlo violento del proletariato sulle classi che ora 10 opprimullo?

Questo movimento e insopprimibile

Certo i rapporti di prceluzione si sana evoluti, con la ;:ocializzazione dello sfruttamcll'o i: cresciuta l'intclligenz.a produttiva e di 1011a eli milioni di pruktari e con essa la volonta cOl11unista di un rovesciamento chc quotidianamente si richieele, si rafforza, si organizza. QUesto movimenlO e insopprimibilc, questo movimento si arma. Esso destruttura continuamente, e in termini 'empre pili chiari e con pili rona i rapporti di prudl1zione vigenti. Compito dell'au~Gnomia organizzala e stare dcn1-o, partecipare a questa immel-sa destrutturazione. Ma compito delIa autonomia e anche qUl'llo della anticipazione, non rispctto all'astraltamenle giusto 0 ingiusto, ma rispetlo aIle rJ~<;ibilita reali del saito, alia malerializzazione della tendenza. La funz.ione di avaguardie e u.-,u incessante funzione di anticipazionc, ma la possibilita slessa (:ella direzione muore se il salta non viene costruito elenlro i rapporti eli forza dati. Per at~ermarsi la tendenza deve essere graduata, il possesso intero della laltica viene richiesto.

Ad ogni grado di de~trutturazione deve corrisponderc un grado adeguato di deslabilinazione, reso possibile, giustificabile e utile dal mutamenlo dei rapporti di forza che il movimento in tanto ha conquistato per se. Ma crilicare in maniera inflessibile 0- gni deroga a questa semplice regola del metoda della rivoluzione non puo essere concesso agli opportunisti 0 ai traJilori, di qualunque natura 0 qualunque sia la loro giustificazione. Solo

ROSSO 2

chi lavora con metodo, (on cont inui ta alia pratica di libcrazionc del proletariato ha diritto eli pa rolu,

Fase e prospettive strategiche

Ora c cvidcn te a t ut t i chc i l 1110vi men to dcve a tt ra vcrsare e sconfiggere, nella fase, un teniativo gigantesco d i norrnalizzazione. E' al t rct tan to evidc nte che non sc ne escc vittorio i sc non facendo cmergere tutti gli elemcnti strategici e di lungo pcriodo gia prcsent i. At taccarc c sconfiggcrc la tabilizzavionc di regime e Ul10 dci compit i, portare 10 scontro all'intcrno delle lotte proletaric, dare 101'0 1'01'7.<1, stabilita e corui nui ta eli centropotcrc, C il metodo. La riorganizzazione capitalist ica passa a t t rav rso la riornanizzazionc della spesa pubblica, della giornala lavorativa socialc: icnta un salto eli lungo pcriodo C'JIl la nuclcar izzaxicnc e l'autornaz ionc della produzionc e del cont rol lo: usa tutti i sisterni eli cocrcizionc dal lc carccri ai l iccnz iamcn t i allc stragi alia produzione di mortc: indeboliscc prevent ivarncntc la ca pacita di resistcnza riducendo la quota di ricchezza sucialmente godibile e innalzando la quota eli capitale in misura mai vista per accrescere prudullivila e comando. Conlro que,;lo ventaglio strategico della controri-

NOll e lie piil alto /1e piil basvoluzione va scagliata I'iniziativa proletaria, nei modi e nell'inlcnsiUl che il carattere micidiale

di questo programma richicdc.

Tutlo questo va des: rut rura to, ru t t o qucs io va desl;lt1'!illato! Oucsto e il banco eli prova a cui ci cost ringc il capitalc L' i suui munutcuaoli. 11 dcsi ino ucl l'autonornia -operaia c prolctaria si gioca qui intcramcntc. F' davanI: a tutti 10 sbandarncnro chc ha att raversato il movimento a parlire dagli u l t irni avveni mcn t i. I nostri ncrnici, come IUPi, si sono scatenati. L'abbiarno scrnpre messo ncl conto, ma cornunque la nost ra iniziativa in qualche rnisu ra t: arret rata. Bisogna riprcndcrc l'i niz iat iva, po.ssiarno c dcbbiamo uscirc rafl or za t i da questa congiuntura. B:1~la. Si lorna nci quarticr i, nc l lc scuolc, ncllc Iubbrichc, s i r i p i cndc la 101la, In si raflorza , tcncndo con- 10 a nche delle coridizroni rnu t at..:. Una rase storica si '.: chiusa, dobbiumo aprirnc un'al tId, senza cst rcmismi rna con dccis ionc, Tutti i cornpagni, i ut t i gli st rurncnt i van no calibre)!' per rcggcrc l'u r to, per vinccrc Lc radici sociali dell'auionom.a so no prcfondissirne, l'odio conlro 10 state e contro il capit.rk 6 a li rct raruo prof'ondo. III qucsto paesc e in tulta Eurupa nelle condiziolli sempre pill -;pettrali del capilalisl1lo maluro, nell'epoca dell'altualita del comunismo, ogni risorsa rivoluziomtria messa in motu si molliplic8 .n modo en tusiasman te. Abbiamo I'orgoglio di agilare e di prmieare ~111 programma di maggiorCl"nL Conquisliamone la forza.

Sia ben chiaro, non hanno nulla a che fare con l' Autonomia.

NOll e l1e pill alto l1e piil basso: dlll'l'ero, il rapilllellLO Moro 11011 Ita lIulla a che fare con I' aulol/ol1lia. Cli opporllll1.isli a.ggillllgOIlO: lie COli Ie BR l1e con 10 Sialo. Bral'o chi ci capisce. PCI' Iwi il problema e queI/o eli essere COl/Ira 10 Stalo ill maniera ciiversa, radicalme/71e eli- 1'ersa elalle BR. 1l 170slro problema 11011 e qllello di essere COI7- 11'0 Ie BR nta quello di vincere suI lerreno della sfida che esse han no gel/alo COlliro il /!loviIIIClllO. Sia chiaro: il cil1islllO cite Ie B R lIal1110 sem pre dil7lostralo IIei cOl7frOl7li del !1lovimeilio noi. d'ora in poi, 10 riC(llllhialllo lIei lora con/rol7li. Hallllo ai~l!alo il polere a gellare ill galcra decine di 170slri cOlllpagni: sia e11iaro, per qllal/- 10 ci rigllarda lion passiamo, a queslo /!lllltO, che determillarc il vuolo politico allorno aile ER. La lora /il/ca polilica e abissalme'He crr~lla. Quanlo sta al'1'ClIent/o if "al'l'eI1lUriSlico ": Ie .I3R sparal10 '1/(1 1101/ hanl/o neml1leno ulla 10'IiWICl idea del progel- 10 rivolu~ionario elle e percorrihile dalle masse. Quanlo all'opllllOlle che Ie BR IIWI'1O del 11I01'imel1to, e puro "spol7laneiSI1IO ": cO!llpaglli rivo/ralevi! Clle miseria eli progetlo e di pratica. di massa.

Noi siamo disposli all'autocritica: aVel'at71O sotlo1'a.lulalo I'e{jicacia di Il17a variahile ill7 paz.zila - Ie ER - nella 10110 operaia cOl/tro 10 Stato. Avevamo crecillto che la linea carrel/a e vinccl/ t e f osse quella di aI/ ira re 10 Stato sui IlOstro terrcl1O, Sill lelTCI70 d!!lla lot/a di classe e della IOlla prolelaria, piuttosto cI,e qllello di {arci al/irare SII qllella clle Ie ER oggi ci inlpOIIgono: il tarc'10 della "(luI011OII/ia del politico ". Credialllo aI/cora I'h(' la linea .r!,iusta e villcellle sio Cll/ella dell'alltonolliia di II/assa. Se la variabilc impazzita delle BR ei i1a imposlo 1/11 illl1G/z.amclllo politico del liro, benc, dimoslreremo di saper leIlere questo 171lOVO len-eno e di saper elimil7are, COil forll1e III 10- ve di lotta, lulte quelle forze cITe han'1o il1leriorizzato 10 SCOIIfro con 10 Sialo fino a ripelerne la vaclla idel7tila. Non accetliamo ill 11e.5S/l11 coso la parodill del/a repressiol1e clello Slo- 10 nella fOrllla del/'al1ti-Stalo: loltiamo Tier la dislru;:.ione del lavoro e dello S/alO.

111 qucsli IIltil1li giomi abbial7lo avufo la sorpresa di Irovarci eli fr'Jllle ad una 111all01lra di trasforll1isl7!o ideoloRieo se.'1- za pari: fra il prill10 e il qllarlo cOl1lllnicalo Ie BR S0l10 passate dai salmi terzil7le"l1aziollalistici

cOl1lro l'illlperialisll1O alla leoria dei hiso[!,l1i dcll'operaio sociale. Qllale sallo IllOrlale, ill poche seltilltalle! Sial1lo ovvial1lelllc cOlllellti clie quesla folgoraz.iol7e sia i/llerl'e!lllla: ci penl1elliw!lo eli sospellnre chc 1(1 Iras(orl1la;:.iol1c 110n 5ia del lulto lil1eare. Per 110i agire l7ell'CllIlol101llia sigllilica s) sFi/lippare cOl7tropolere: l17a sif!,l1i/ic(l (IncITe rifiutare raclicail11cnle ed irreversihil,llel1- Ie ogni presul7ziol1e eli rappreSel1lal7::.a, 'Ii delega, eli parlito. .. Agire cia partito" 11011 pliO essere rifUl~iarsi nella clalldesthila, nella l77inorallza, nell'eselllplarila. L'aulmlOl11ia e l7ata e si e sviluppala cOlltro quesle dislorsioni della lecria e della pralica del III01'ill1el7to. La viol eliza, che ha sel1lpre coslilllilo la 110- s/ra pralic(l e la cOlllilWilci delIa noslra I,ila, 11011 puo essere sc/liaeeiclla sui /iFdio dell'aslralto furore hclividllale: 11011 /JUO esislere e legiltil7lC1rsi clze dell- 11'0 if rapporlo dialett ieo di massa e delliro UI1 esp/icito progello polilieo eli Il/(/ssa. Porlalo avallti, soslelll!l'), difeso dalla forza dell'orgal1iz.~a;:,iol1e operaia e prole/aria.

NOll osall' sorridere il11 plilalldoci oppor!lIllisll1o: cOll1e ben sapele, e come Ie stalis/ic17e eliIlIosl rallO, l1eSSlill com pC/gllo dell'aulol1oll1ia leme di confrol/larsi eon Foi, quale elle sia il lerrellO del cOIl/ron/o. SalFo ehe I/on predili:~iamo lie semplicemellte accelliall10 cOll1e siglli{1- calil'o if lerrello sui quale la for;:.a eSI'!llplare dei voslri alii selllp!icel/Iel/le si sl'illlppa. fl terreI/o della poli/iea. No, dag/i (/11- IIi Cil7i/II{Jllla SOil passali vellii IlIlIglti inFerni e 1'ellli iJrevi priIlIaFere sufTiciel1li a dimoslrare chc la classe operaia ed il /Jrolelarialo quel/a vOslra poliliea 1(1 ri(illlal7O.

Comul7que, sia chiaro, 11011 pos· si(/ll1o nOli rieol1oscere clle la lIostra il7izia/iva 17a cambialo lillIe Ie earte in tavola. La 110Slra alltoeri/ica sappia/l1o farla. Ma sullo stess'J lerrel10 dell'autocrilica sappiClle che ogni uliil1lO residuo rapporlO e cadllto. Ccrliolie mililall:e di lI1assa, I'az.iolle par/igial1C1 cI'allacco sta crescendo Sll II/fio il fronle dell'aIl/Ol1oII/ia. Garwria della sua pOlel1ZC1 e della sua espal1sivila e l'al1- !WIlc!OIlO, il rige/fo di tUlle Ie eS/Jeriell::.e c1andesline, lIlililarisliche, esC'mplarislic/ze. L'o/lellsiFa, la I'il/oria prolelarie - ed C/I/(.:Ile la vOSlra liheraziol1e _ POSSOIIO solo essere frlllto dell'a"iol1e di l71assa dell'aU/ol1omia operaia e proletaria. La libera::.ione cli tutti i rivoluzin'7CIri e il 1100511'0 (olldamenlale obiettivo!

Cinque ore di «unita nazionale» contro 20 anni di lotte proletarie

Bccerc sono Ie nuove norrne per l'ordinc pubbIico cost come becere sana Ie ziust ificazioni che sono date per -far passare tali norrnc: «10 Stato deve difcndersi ». Beccra infine e l'inf'orrnazione, chc presa da scrupoli moraIi se pubblicare 0 menu i messaggi delle BR., tuttavia non ha esi tato un att imo, con nessuna esclusione, ad applaudire aIle propostc governative, anzi se rnai dispiacendosi per la «mitezza di tali norrne ». Avrebbero voluto a quanto pare la pena di morte, i plotoni d'esecuzione, l'autorizzazione ai cittadini a trasformarsi in «v,igilantes» con licenza d'uceidere.

II massirno dell'improntitudine e raggiunto dal Corriere della Sera del 22-3-78 che accanto all'art icolo suI Ie nuove norrne pone un riquadro che COS! inizia: « Alcuni dei provvedimenti deeisi ieri dal consiglio dei ministri, un an no fa ci avrebbe t rovati decisamente contrari ».

Cl, chi?, giornalisti del Corriere 0 Ie migliaia di proletari che quotidianamente sono costrctt i a subire la violenza della Stato e che sono i « na tu rali . dest inatari, proprio per il fatto di ritiutare la lega lita di questo stato, eli tal i norme?

Su un punto tutti sono d'accor-do, suI fat to che tale deereto Jegge ha « final mente » da to aile forze dell'ordine piu am pi poteri.

Da la « Starnpa . del 22-3-78: « sono state sodclisfatte quasi t ut te Ie richieste della Pubblica Sicurezza, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza ... ».

Infatti tutte Ie norrne che da 20 anni a questa parte han no porrato modi fiche al Codice di proccdura penale oncle evi tare abusi da parte delle forze delI'ordine e per garannire i diritti della difesa, sono state spazzate via in 5 ore di consiglio dei ministri.

Non e soltanto che clalla mezzanottc del 21-3-78 10 Stato e un po ' pill poliziesco (vedi t i tolo di L.e., del 22-3-78), e solo chc 10 Stato ha definit ivarnente bu t t ato la rnaschcra eli lcgali ta con cui finora aveva tentato di eoprirsi. Ma l'i l legal i t.a e1ello statu borghcse e perrnessa, quella invcce che si manifesta con Ie lotte dei proletari va repressa e annientata. D'alt ra parte il presupposto Iondarneruale di questo stato e la ncgaz icne dell'organizzazione rivoluzionaria delle masse, 10 stato borghese non riconoscera mai chi si batte per la sua distruzione. Quel che e peggio e la rnistificazionc degli organi di potere e di starnpa: nessuno ha cletto che cli tali norme che formal mente dovrebbero essere usate contro Ie BR, in realta si fara un uso in funzione anti-operaia c anti-proletaria, che con la scusa di combattere con tro pochi, vuole distruggcre quei comportamenti di autonomia organizzata che si battono per la creazione di contropotere.

Ma vediamo quali sono Ie nuove norme:

I\rt. 1 - Attentati agJi impianti di pubblica utilita, di ricerca, di elaborazione dati.

Prevcde una nuova Iiaura eli rea to, che colpisce il sernplicc attentato con una pcna fino a 4 anni e 6 mesi nel casu che l'irnpianto venga distrutto oppure rnesso fuori usa, la pena raggiunge il massirno di 8 anni. Per impia nt i si e1ebbono intendere centralini, calcolatori, elaborateri e computers per la raccol ta di dati. E' cvidente che l'interpretazione della norma puo portare ad in terpretazioni aberr'anti: si pensi a tutta la serie di azioni cont ro Ie centraline SIP nel l'ult ima lotta contra gli aumen ti e i furti dell'azienda teleIonica, a l blocco dei calcolatori delle facol ta come forma di lotta dei lavoratori dell'universita che giustamente hanno ind ividuato nei cent ri di calcolo e affini il vero cuore di quella fabbrica che e la scuola. Da oggi per sirnili at t i si rischiano 8 anni.

Art. 2 - Sequesto di persona.

L'art. 630 clel C.p. e state COS! modificato: « tutti i sequest ri, poli tici a per estorsione, sono puniti con trent'anni di carcere. Se I'ostaggio muorc, anche per cause naturali, durante la pr igionia, la pena e I'ergastolo ». La preoccupazione dei dernocratiei che in altri tempi denunciavano come ant icost ituzionale 10 ergastolo sono svanite d'un sol colpo. Ma si sa, in rnornen t i in cui si auspica la pena di rnort.e, si propone di spara re a vista ai sospet ti, non si guarcla tanto per il sottile. Lc discussioni sulla contrar icta alia Cost ituzionc, in altre occasioni fiorc a l l'occhiello dei falsi democratici, diventano sofisrn i: ne va della Repubblica. C'e da sottol ineare un'altra arneni ta della disposizione: nel casu che un partecipante al sequest ro in seguito ci pensi e si adoper i efficacerncnte per la Iiberazionc del rapi 10, sono previste notevoli riduzioni di pena.

Art. 3 - Ricic1aggio.

Viene definitivarncnte i ntrodot to il reato eli riciclaggio di denaro proveniente dai scquestri; Ie pene non sono definite ma si preannunciano motto severe.

Art. 4 - Informazioni.

Tra magistrat i e tra qucst i e la polizie viene abolito il segreto ist rut tor io. In altri termini, in deroga aile norrne vigent i, e consentito al magist rato inquirente di chiedere copia degli at ti 0 informazione su procedirnenti in corso ad altre autori ta giudiziarie. Prendc COSt forma la tanto ventilata « Banca dei dati criminali »; sc funziona come ha funzionato quella che ha fornilo le foto dei presunti brigatist.i (tra i quali Piselta!) c'e da stare tranquilli. Ma quello che piu conta e che la possibili ta di ricevere informazioni e estesa anche al ministro degli interno sia direttamente che tramite uffieiali di P.G.: I'autorita giudiziaria a cui viene presentata la richiesta puo rifiutare, ma dovra adeguatamente motivare in merito. Viene COS! definitivamente attuata quella commistione tra potere esecutivo c magistratura che

era scm pre st ata denunciata come abcrrante.

Art. 5 - Interrogatorio di polizia.

Consente alia polizia di eff'ettuarc un pri mo interrogatorio del sospetto anche senza la prescnza dell'avvocato difensore. Si e riesurnata per l'occasione una norma aboli ta in tempi piu legalist ici, in nome della necessita di accelcrare lc inelagini. Anche se Ie inforrnazioni raccolte non so no verbalizzate c non possono essere usa te come prova a car ico, ben si cornprende come questa interrogalorio a caldo, efTcttuato e1alla polizia in assenza della sia pur minima garanzia di difesa, pesera sul convincirnento del giudiee.

Artt. 6-7-8-9 - Intercettazioni telefoniche.

Potranno prolungarsi per tutto il tempo necessaria al l'inchiest a, cioe ad arbi tr io degli i nquirent i. I punti piu importanti sono trc: a) Ie intercettazioni potranno essere utilizzate come prova anche per reati diversi da quello suI quale si svolge I'indagine, b) nei casi che coinvolgano la sicurezza dello state, i l min ist ro dell'interno puo solleci tare (sic) I'autorizzazione del magistrato, c) la polizia puo disporre il conlrollo del telefono prima di aver ottenuto l'autorizzazione del magistrate. Autorizzazione che, intervenendo suecessivamente, diven ta sernplice rat ifica dcll'operati dei poliziotti.

Art. 10. Reca alcune i nnovazioni riguardo ai procedimenti per direttissima. Per ora non se ne sa di pill.

Art. 11 - Fermo di sicurezza.

E' stato riprist inato il fcrrno eli polizia per cui chiunque, sc sospettato e sc non i: possibile procedere subit o all'identificazione, puo essere tra I tenu to fino ad un massirno di 24 ore. Magist ratura democratica per anni ha detto che iI Ierrno era incost ituzioriale, non vorrernrno che ora, con la scusa della part icoIari ta della si tuazione, i nostri sinceri democratici giustificassero anche questo. 24 ore per ident ificare una persona ci sernbra no decisarnente treppe. Le prossime misurc introclurranno senza dubbio il eel. arresto provvisorio. Prima si rinchiudono i prolctari nei lager cli stato, poi si cercheranno le eventuali prove. Art, 12 - Risolto definitivamente

iI problema della casa.

Con uno spunto di involoruario umortsrno, tale articolo e state titolato da molti giornali « obbligo eli den uncia degli alloggi ». Da oggi oltre ai cornpagni, vengono cr iminalizzate anche le lora abitazioni. Infatti tale norma prevede l'obbligo per chiunque venda, affitti 0 ceda in uso (presti) un alloggio di comunicare en tro 48 ore alia polizia Ie generalita dell'acquirente, dell'affi lluario, 0 deLl'ospite.

Da questo momenta in poi i com pagni 0 [aranno cio oppure vedranno Ie lora case considerate covi. AII'epoca del faseismo esisteva il « capofabbricato », ovvero 10 spione del regime; da oggi, invece, si tenta eli trasformare tutti in spie funzionari ad uno statu di polizia.

ALLA DC E AD ANDREOTTI IL COMPITO DI GESTIRE IN PRIMA PERSONA LE GRANDI TRASFORMAZIONI STRUTTURALI CHE LA CRISI RICHIEDE NEL RISPETTO - SOLO FORMALE - DELLO STATO DI DIRITTO; AL PCI IL COMPITO DI RAPPRESENTARE LA «RAGIONEVOLEZZA» DEL LAVORO DIPENDENTE CHE HA FATTO PROPRIA « LA LOGICA D'IMPRESA »: AL SINDACATO IL COMPITO DI ORGANIZZARE LA PRODUTTIVITA' COMPLESSIVA DELLA MACCHJNA CAPITALISTICA.

ROSSO 3

Vuota retorica, naufragi nel ridicolo, Iivore, rabbi a an tiproletaria.

La



reazione

dei partiti

rizzare I'infinita potenza dello stato, del partito e del sindacato che stato si fan no, contro I'autonomia di classe ed in particolare contro i livelli organizzati dell'autonomia operaia. II rapimento di Moro e stato, dunque, I'occasione in cui nell'invito e nello sforzo per la mobilitazione generale permanente si e intravvista una anticipazione della prassi che tendenzialmente il PCI assurnara in nome della difesa dello stato Repubblicano, per rilanciare '3 rivitalizzare la linea politica dell'accordo di governo con la DC, a livello di "massa", proprio quando segnali internazionali - e certo Ie recenti elezioni in Francia diranno qualcosa a 8erlinguer! - e la tracotante pratica democristiana ne risottolineano pesantemente Ie difficolta.

A conferma di cia vanno inquadrati alcunl aspetti che ha assunto la "spontanea" mobilitazione degli operai delle iabbriche, nelle quali e stata prassi comune togliere la corrente elettrica e bloccare gli impianti, con la significativa lnteracambiabilita, ne e esempio la socialdemocrazia emiliana, dei sindacatistl del PCI con i solerti tutor: dell'ordine.

Ma soprattutto sui Ironte di sinistra hanno brillato i nuovi gendarmi del PCI, e ne e state ancora una volta infelice portavoce il gelido Pecchioli. La sintesi delle sue dichiarazioni e stat a sempre questa: la questione 8rigate Rosse va risolta in termini militari, e un problema da esercito; politicamente, pero, e I'autonomia che deve pagarla! Da cia leggi speciali (certo sempre e comunque in linea con la Costituzione!?!), ulteriore trasformazione poliziesca del partito ed invito alia delazione contro iI movimento di lotta, ber (tedesco), caccia aile streghe ed isolamento materiale contro i comunisti di autonomia operaia.

Ma proprio Ie stesse affermazioni del caro senatore '3saltano il ruolo definitivamente reazionario ed antiproletario che si vuole affidare al PCI, al di la di ',utte Ie volga rita e Ie imprecisioni analitiche: " ... componenti del'autonomia operaia..... sono infiltrate in grandi aziende industriali e anche in delicatissimi servizi pubblici: alI'Enel, alia Sip, in alcuni settori dei trasporti e in alcuni ospedali ,,; con buona pace del nuovo teo rico Asor Rosa non si tratta dunque nolo di strati di emarginati 0 di ceti parassitari ma di nodi ';odamentali del sistema produttivo. Mentre e sempre piu chiaro il;allimento e I'incapacita della proposta riformista a mordere dentro alia nuova composizione politica di classe, I'autonomia operaia organizzata, che e I'elemento soggettivo che cementa, centraJizza, da dimensione ai comportamenti comunisti di sempre piu larghi strati proletari, diviene il nemico di tutti gli anticomunisti, di coloro che aborriscono il progresso, la trasformazione rivoluzionaria di questa societa di merda. Ed e un peccato che chi, certo per anni ormai lontani ha fornicato con Ie idee ed i pensieri del comunista Karl Marx, non ,::omprendendo che i fatti e Ie lotte so-

ciali sono piu forti di ogni esorcismo verbale od alchimia dialettica, si sforzi oggi d ifrenare la destabilizzazione sociale che la lotta di classe dei proletari comunisti rende sempre di oiu manifesta nel nostro

II rapimento del pio Aldo ha fatto straripare 10 sdegno e l'ernozione di tutti i pubblici tromboni che, con i loro deliranti messaggi han no inondato il paese attraverso giornali, radio e televisione.

Apparentemente il consenso e I'accordo erano totali e Ie intonazioni differenti esclusivamente dalIe attitudini personali, piu 0 meno forcaiole. Eppure, pur nella generale « aaldezza di nervi e fermo senso di responsabillta » con cui tutti si sono raccolti a difesa delle istituzioni democratiche, alcune posizioni appaiono plu significative polche, spogliate della contingenza ed emotivita, sembrano alludere ai normali futuri atteggiamenti dei vari partiti politici.

L'aspetto piu interessante e stato ancora una volta il balletto nunziale del P.C.1. intorno alia DC, per cui molto ha lavorato il gran sensale sindacale Lama, circondato di valletti di CISL e UIL, irrequienti ed indocili, sempre eccessivamente verbosi.

Certo, il plu "farneticante cornunicato », con I'aggravante della recidivita e venuto dall'oltretomba per voce del rugosissimo Ugo La Malfa che, per la durezza grandignolesca delle misure d'emergenza - coprifuoco e pena di morte - di cui il buon vecchio chiede I'applicazione, ha particolarmente indignato e sconvolto i bambini repubblicani della FRG. Va subito ricordato, peraltro, che in genere giovani e giovanili non han no fatto una be!la figura' assolutamente coperto dal ridicolo - soprattutto se confrontato alia eleganza imperturbabile del gelido colonnello anticomunista Pecchioli - il segretario della FGCI, Massimo d'Alema, che. alia testa dei servetti imbandierati della federazione giovanile romana, al grido di "unita, unita, grande unita ", inseguiva con affanno e senza apprezzabili risultati per Ie vie della capitale un riottoso e sgusciante corteo di democristiani.

In casa democristiana, nell'abituale gioco delle parti, si son toccate tutte Ie corde ed han risuonato tutle Ie voci dalla piu boiesca e sanguinaria sete di vendetta antioperaia al richiamo "alia speranza ed alia ferme>:za" puntualmente innondato dalle lacrime del benigno Zaccagnigni. L'accordo operativo pera nella determinazione delle misure d'emergenza da adottare, e stato fin da subito perfetto '3 totaIe. Intorno al progressivo esautoramento degli istituti della democrazia rappresentativa (0 forse bastano Ie porte aperte del parlamento anche nelle giornate festive ad indicarne il pieno funzionamento?), ed allo stravolgimento dei canoni fondamentali del diritto garantista con la fine della salvaguardia dei diritti dell'individuo, la DC ha saputo omogeneizzare e coartare ad una immagine di funzionamento democristiano della stato i cinque partiti che, dopo la recente, fulminea ratifica dell'accordo di governo, sono sempre di piu apparsi subalterni alia tracotanza democristiana.

In generale, invece, Ie dichiarazioni e la pratica del PCI sono state improntate a due criteri principali: da un lato si cercato, con la mobilitazione di piazza, di rinsaldare a livello "popolare" I'accordo politico operativo di governo, dall'altro il massimo dello sforzo

fin da subito e stato teso ad indi- paese.

Una prova generale che deve diventare una normalita nella citra lager.

MILITARIZZAZIONE A TORINO

II processo ai com pagni delle B.R. e diventato per il fronte capitalistico la scadenza per costruire un percorso di accerchiamen to e di innalzamento delI'agire terroristico della statu e del capitale, contro il movimento proletario.

- Da mesi Torino e in statu di assedio, antiterrorismo, carabinieri, squadre speciali agiscono come truppe di occupazione, impongono il coprifuoco nei quartieri proletari, scatenano la caccia e l'attacco contro i compagni e Ie lotte autonome.

- L'intera struttura produttrice di consenso sociale viene mobilitata con l'obiettivo manifesto di rinsaldare Ie istituzioni del regime l'obiettivo rea Ie e dare forza ad un blocco moderato e reazionario da contrapporre all'insubordinazione proletaria.

- In questa disegno assumono ruoli di punta e di promozione di questa offen siva il pci e it sindacato che come truppe di assalto attaccano a ll'in terno del la fabbrica e del terri torio ogni forma di resistenza proletaria e di organizzazione operaia autonoma.

Chiunque non acconsente, non si normalizza viene immediatamente tacciato di convivenza col « terrorismo », schedato, denunciato, chiamato a rispondere davanti aile istituzioni della « stato democratico».

- L'apparato del partito e del sindacato, gli enti locali sono assunti come assi portanti del consolidamento di questo regime come gabbie da rafforzare e da ristrutturare per imporre consenso e coman do sui vari settori di classe e sull'intero corpo sociale:

In fabbrica e l'apparato sind acale, sono i quadri migliori del pci a concordare con Ie direzioni, con la FIAT i programmi di ristrutturazione, a imporre i ritmi, appoggiare la mobilita i licenziamenti e ad attaccare le forme di lotta operaia che si muovono contro la produttivita e i profitti delle multinazionali, il comando di fabbrica; picisti e sindacalisti garantiscono nei reparti cio che i capi e i dirigenti non possono pill (significativa e l'azione di delazione contro it comitato delle meccaniche

e contro Eolo e Franca fino ad arrivare al loro arresto).

Nel territorio la regione rossa traduce e articola concretamente il piano capitalistico di divisione dei proletari, di attacco al reddito e al salario, di diffusione del lavoro precario e nero, di consolidamento di un nuovo controllo e comando territoriale.

Sono 10 Iacp, l'Atrn, il cornune, gli enti locali i vari assessorati, le unita sanitarie locali a determinare l'aurnento delle tariffe, degli affitt.i , ad ordinare gli sf'rati i controlli sull'assenteisrno. Sono sempre il piano giovani, la riforma sanitaria, la 238, gli accordi tra I'Api e la regione sulla regolamentazione del lavoro a domicilio a tessere una rete di prevenzione e di repressione sulle lotte e sui comportamenti dei nuovi produttori sociali.

La magistratura interamente riunificata sotto il comando dell'esecutivo - dopo anni di esperienza nelle inchieste istruttorie (vedi ruolo di Caselli Giordana Lanza - giudici democratici - nelle inchieste sU BR e su Senza Tregua 0 quello di figuri come Savio e Cassari) ha nei mesi scorsi messo in moto, con le sentenze contro i compagni operai della Marelli e il compagno Palazzi il consolidamento di un tribunale speciale preposto a seppellire nei carceri speciali i compagni delle organizzazioni cornuniste e del movimento di classe, attenendosi non gia aile norme dello statu di diritto, rna al co.mando e aile esigenze di repressione che il capitale e 10 stato hanno nello scontro di classe.

Oggi 10 statu punta con l'agire coordinato di tutte le sue forze sotto il comando delle rnultinazionali di imporre un salro nella direzione e nella conduzione delIa guerra civile contro iI movimento. Non solo Ie organizzazioni combattenti rna l'intera insubordinazione e organizzazione di classe sono gli obbietivi che il capitale oggi intende attaccare e distruggere.

Torino con iI processo ai compagni delle B.R. e diventato iI banco di prova per questa iniziativa.

L'offensiva della state e dei revisionisti, l'occupazione militare nei terri tori, la militarizzazione

del comando di fabbrica e sociaIe, Ie campagne di regime c il blocco reazionario che si sedimenta intorno alla proposte del pci hanno come obbietivo il consolidamento di un nuovo modello di comando sull'intero proletariato.

All'interno dell'intera area metropolitana va sviluppato, per quanto ci e possibile, un processo organizzativo che miri allo sviluppo di iniziativa politica comunista di diffusione di contropotere nel territorio e all'interno di tut te Ie frazioni di proleriato sui temi della lotta contro la ristrutturazione, il decentramen to produttivo, contro l'aumento delle tariffe, per la riappropriazione e l'attacco al comando.

Dentro 10 sviluppo delle lotte e del contropotere sui bisogni proletari va costruita la risposta alia militarizzazione e alia repressione della stato. Oggi inf'atti ogni lotta reale si scontra immediatamente con l'apparato di controllo socia Ie e con l'apparato terroristico della stato. Ce 10 dimostra la quan tita di compagni incarcerati perche militanti comunisti.

Da Eolo Fontanesi, Franca Musi, Beppe Forlano che da due mesi sono sequestrati nei carceri speciali di Cuneo, Novara e Saluzzo (il giudice Savio che ha condotto la prima fase del!'istruttoria ha ora nonostante la inconsistenza delle prove a lora carico, per tenerli it piu possibiIe in carcere, unificato il lora procedimento aile inchieste di Caselli, Giordana, Lanza), a Marco Scavino, Enrico Galmozzi, Barbara Graglia, Luisa Borelli, Riccardo Borgogno, Valeria Cora che sono in carcere da un an no perche militanti comunisti.

Questa risposta non va vista come semplice costruzione di una struuura di propaganda per la difesa dei com pagni 0 sulla « cattiveria della repressione 0 dei repressori » perche sarebbe perdente; va sviluppato un reale percorso organizzativo che sappia destabilizzare e attaccare Ie strutture di comando e di repressione che sappia riunificare in un programma comunista tutte Ie frazioni del proletariato metropolitano.

Inaugurato un nuovo cicio repressivo nel Veneto

II giudice Calogero rastrella ostaggi

E' passato un anna esatto dal 21 marzo 1977 - una data importante per il saito di qualita operatosi, sui fronte della repressione del movimento nel Veneto. Un anna fa scatta a Padova una delle pili grosse operazioni di polizia viste fino allora: vengono impiegati 250 uomini, si contano 48 perquisizioni, 62 comunicazioni giudiziarie, 14 arresti eseguiti. II magistrato che inaugura questo nuovo ciclo repressivo e iI pm Pietro Calogero, gia primo interprete della legge Reale, I'uorno che si e assunto iI cornpito di mettere in galera la lotta di classe, alla luce dell'analisi che il pci in questo periodo si affanna a propagandare, secondo c~i. chiunque si opponga al dominic sociale del capitale, e ana legalita data della statu costituisce ·I'area sociale del nuovo «fascismo». La operazione di marzo e l'inizio di uno stillicidio di arresti, rnontature. arbitrii che magistratura e polizia, in perfetta sintonia, porteranno avanti nei mesi seguenti e continuano a portare avanti finora.

II dato essenziale che caratterizza questa operazione, e la sua continuita nel tempo, e quello della presa in ostaggio .del maggior numero di com pagni possibile. La serieta dell'istruttoria, l'esistenza 0 la solidita di prove - tutto cio e secondario in una

iniziativa che mira a colpire un intero movimento nel modo pill rozzo e brutale, prendendone in ostaggio alcune componenti, praticamente a caso .. Non a casu invece si colpisce ovunque it rnovimenti maturi la propria capacita di sedimentare organizzazione, di dare continuita al proprio programma comunista. Un intero tessuto di organizzazione viene preso di mira, si crirninalizzane Ie sue strutture (CdA, CdB, GS ecc., ove questi siano mornenti reali di organizzazione e di attacco, Ie sue pratiche di lotta, Ie sue avanguardie riconosciute. Senza prove credibili, rna sernpre e solo sulla base delle testimonianze di bidelli spioni, di assistenti noti negli ambienti di destra, di scagnozzi dell'Opera universitaria, di baroni Iascisti, di questurini e dei nuovi sbirri del pci, da marzo in poi vengono incarcerati poco menu di 40 compagni, e ogni volantino 0 manifesto trovato in lora possesso diventa prova di appartenenza ad una organizzazione eversiva, ogni casa in cui abiti pill di un compagno diventa un « covo ». it fatto che strutture organizzate aventi sigle diverse pratichino gli stessi elementi di programma prova l'esistenza di una centrale occulta di direzione e COSt via.

Gli scopi dell'inchies ta Calogero si scontrano tuttavia ad un

certo punto con la faciloneria e l'inconsistenza « giuridica . della istruttoria stessa: tutti i cornpagni arrestati al momenta del suo avvio debbono via via venir Iiberati - anche se l'ultirno, il compagno BOBO, e statu r ilasciato solo in questi giorni, per scadenza termini, dopo un anna esatto di detenzione. Senza la continua mobilitazione del movimento e senza la continuita di pratica del programma non si sarebbe ovviamente giunti a questo risultato. Ma e proprio qui che torna a scattare il rneccanismo della presa in ostaggio. II 19 maggio, Iestivita regalata ai padroni, e una delle giornate in cui iI movimento traduce i suoi elementi di programma in pratica reale, di lotta e di mobilitazione. La valenza politica di questa scadenza e, pur con una serie di contraddizioni, troppo alta per non indurre a costruire dei colpevoli. MANOLA, GIG I e SANDRO fermati dopo gJi scontri lontano dal luogo dove questi si erano tenuti, visto che non pub essere provata la lora partecipazione materiale, vengono condannati a due anni e sette mesi per « corresponsabilita morale ».

II 15 novembre poi, la rnontatura pill squallida: viene arrestatu ROBERTINO ULARGIU, alcune ore dopo che un corteo di mille cornpagni, occupata una

ROSSO 4

Intervento della Magistratura milanese al dibattito sui limiti d'informazione

Venerdi 31 marzo, la l.a Sezione Penale del tribunale di Milano ha condannato a 2 anni e 8 mesi Gianni Tranchida, giornalista, militante dell'Autonomia Operaia e fino a poco tempo fa direttore responsabile di R'OSSO e della rivista Vogliamo Tutto! E' questa la piiJ pesante condanna che mai sia stata emessa per reati d'opinione legati aile leggi fasciste sulla stampa, che come eben ncte pretendono una persona con la quale prendersela quando un giornale esce dai canoni del conformismo pelltlee-qlernalistico che il regime di turno impone, fascista al tempo in cui queste leggi furono varate, democristiano fino a qualche tempo fa, picista ai giorni nostri.

II Giudice ha addirittura piiJ che raddoppiato Ie gia pesanti richieste del Pubblico Ministero!

Gianni Tranchida e stato condannato per il reato di « istigazione ed apologia di delitti» per alcuni articoli pubblicati sui n. 8-9 della rivista Vogliamo Tutto! uscita nel marzo '76; Ie parti del giornale incriminato sana:

a) « contro la repressione imperialista organizziamo la risposta proletaria» - documento del collettivo politico Vogliamo Tutto!

b) « il carcere dev'essere distrutto» - documento del Collettivo Autonomo Carceri.

c) « mai piiJ senza fucile» - documento sulla lotta armata.

Inoltre Gianni e state incriminato anche per un uticolo pubblicato su un bollettino dei proletari del quartiere Sarona, dove all'epoca delle autoriduzioni nei cinema si « incitava» questa pratica pubblica.

In questi giorni bui che stiamo vivendo ccn la seusa del sequestro Moro, con Pecchioli e Trombadori che dai loro pulpiti incitano al linciaggio e alia chiusura dei covi, con la militarizzazione del territorio, con Ie incitazioni agli operai a Farsi Stato, a diventare detectives e spie condominiali, coi giornali che dibattono se sia lecito o meno pubblicare comunicati delle SR, una sentenza di questa genere capita a fagiolo poiche da una parte riaffer· ma diritti e doveri del giornalista che deve essere esclusiva mente uno scribacchino di regime, pena I'espulsione dall'Ordine e la galera; dall'altra dimostra chiara mente quan· to sia importante per 10 Stato criminalizzare ogni forma di comunicazione antagonista. E in questa quadro vanno viste anche Ie persecuzioni contro Antonio Sellavita, contro il giornale Potere-Contropotere di Firenze, contro i redattori della Voce Operaia e Senza Tregua.

Per questa diciamo che la condanna di Gianni non si configura piiJ nel semplice reato d'opinione, ma che si e voluto· colpire un militante e intimidire e ostacolare 10 sviluppo irreversibile dei rnezzl di comunicazione del movimento. Questo processo e gia diventato un pericoloso precedente e a questa punto e compito del movimento Farsi carico di riaffermare come la tanto decantata liberta di stampa sia in realta solo un privilegio di classe, rio servato a scribacchini, pennivendoli e copiatori di veline del regime.

Gli strumenti di informazione di c1asse non so no disposti a farsi criminalizzare e trasferire sui piano della clandestinita, non legheranno il proprio destino aile leggi fasciste sulla stampa, poiche la loro sopravvivenza e di carattere esclusivamente politico, legata aile leggi del mevimento rivoluzionario.

casa in un quartiere proletario, caricato a fred do dalla P.S., si era difeso, garantendo l'evacuazione della casa e 10 sgombero dalla zona di tutti i com pagni. Sulla base delle testimonianze di alcuni poliziotti, si tiene in galera una delle avanguardie pill conosciute del movimento. Poco importa, ancora una volta, la fragilita delle accuse, I'importante e che paghi anche lui, in termini di carcerazione, il suo contributo alia lotta di classe, come e gia statu per i cornpagni incarcerati in marzo per il fatto di appartenere al CdA di Scienze politic he 0 per aver attaccato manifesti contro la gestione delle mense da parte delI'OU 0 per occupazione di facolta 0 per aver gridato brutti, sporchi e neri ai carabinieri 0 altri « gravi » reati del genere.

Arresti e montature continuano tutora. Lo schema, ormai 10- goro, e sempre 10 stesso: testi-

monianze di presidi, bidelli-spia, cani da guardia del pci - mentre Calogero, rispondendo ad una « diffusa domanda di giustizia » si affanna a dimostrare il « carattere eversivo, minoritario e reazionario» del movimento padovano, anche se 10 riconosce organizzato a livello territoriale. articolato e strutturato in tutti quegli spezzoni di classe dove maggiori sono Ie contraddizioni e peggiori Ie condizioni di vita dei proletari, dalla scuola alia fabbrica, dall'universita ai quartieri; anche se la « crirninalita » del suo programma poggia sui terreno dei servizi sociali tramite la « criminale » orga~izzazione di strutture quali i cornitati dei senza casa, i comitati pendolari, i comitati di lotta per Ie mense a prezzo politico, i comitati di linea per i trasporti, i comitati di lotta per le case iacp, i gruppi sociali nei quartieri e nei paesi.

Programma di governo

«Convergenze parallele » contro gli operai

Mai, a nostra memoria, la prescntazione di un governo e del suo programma al parlamento, e stata cosl succinta e priva di scosse come quella dell'ultimo governo Andreotti, giovedi 16 marzo, dopo le prime notizie « dei drammatici Ia tt i » connessi con il rapimento di Aldo Moroo Malgrado che i prograrnmi di governo, per loro natura, siano spesso pure nomenclature di problcrni, e che la loro discussione in parlamento sia rapprescnta tiva piu ehe altro dell'abile gioeo delle parti nel grande spet taeolo della demoerazia formale, tuttavia l'unanirnita e I' assenza di atteggiamenti contraddittori con cui il progromma di Andreotti e statu accolto la mattina del 16 rnarzo, vanno ben al di la del senso di responsab il i ta e della solidarieta allo Stato delle Iorze istituzionali di Ironte al rapimento del grande artefice del Iat to di governo tra PCI e DC.

Ouesto accordo e questa sostanziale ornogeneita delle diverse componenti del « sistema dei partiti », ben lungi del risultare da una urgenza occasionale c drammatica, rappresentano un mutamento istituzionale ormai profondarnenre avanzato: il collocarsi del governo interamente all'esterno di istituzioni obsolete per ricercare direttamente il confronto, 10 scontro e I'accordo con gli interlocutori reali del capitale e del lavoro: la rinnovata Confindustria di Carli, che rappresenta ormai l'intero capitale sociale, privato e pubblico,

.e il PCI part ito dell'intero lavo- 1"0 dipendente.

Di Ironte aile urgenze sernpre piu improrogabili che la crisi impone sui piano della gestione mult inazionale del capitale e della regolazione della conflittuali ta sociale, l'intero ceto politico istituzionale si ricompone in una nuova divisione dei com piti gestionali: alla DC e ad Andreotti il compito di rappresentare, suI piano Iorrnale, la continui ta "ist ituzronale della Stato di Diritto e di gestire, in prima persona, Ie grandi trasforrnazioni strutturali che la prof'ondita della crisi richiede; al PCI il compito di rappresentare, sempre suI piano forma le, la « ragionevolezza» del lavoro dipendente, che ha Iatto proprio « l ' interesse generale della produzione . e la logica d'impresa; al sindacato il compito di gestire, suI terreno concreto della produzione, I'intera forza lavoro sociale e di organizzare la produttivita complessiva della macchina capitalistica.

Due mesi di crisi di governo sono serviti, non tanto a cambiare i contenuti della politica governativa, ne tanto menu a cambiare gli uomini che la rappresentano formalmente in termini di responsabilita ministeriali, quanto piuttosto a spostare il partito comunista e il sindacato dalla posizione di un benevolo astensionismo a qllella di una attiva partecipazione alIa gestione del programma di definitiva regolamentazione dei conflitti di classe e di rilancio dei meccanismi dell'accumulazione capitalistica.

SPESA PUBBLICA

Bloccare l'aumento d~lla spesa dei ce17lri pubblici smora 111- dipendenli (comuni, sanita, ecc.); ridurre di 3.500 rniliardi Ie uscite previdenziali, aumenlando di 1000 miliardi Ie tariffe pubbliche e di 3000 l11iliardi le enlrate fi.scali; devo/\'ere tutte Ie dis ponibilita, en/ro un tetto di 24.000 miliardi, al risal1arnenLO indust riale e {manzial'io delle imprese pTlbbliche e private; convogliare immediatamente gli stclI1ziamel1li predisposti sulle cent rali nucieari, sull' edilizia e suI piano agricolo-alimentare.

La spesa pubblica e il grosso nodo del programma di governo, attorno al quale ruotano tutti gli altri punti: essa e 10 strumento principale per agfre sul-' la complessita dei meccanismi del sistema economico e, in modo diretto, per graduare la distribuzione del reddito fra Ie varie parti sociali. II tetto imposto di 24.000 miliardi comporta una riduzione netta della spesa totale nell'ordine del 20%, che andra ad incidere direttamente

su tutte lc forme della spesa pubblica connesse al reddito 0- peraio e al salario indiretto (incremento dei costi dei servizi sociali, delle imposizioni fiscali, diminuzione delle prestazioni previdenziali, mutualistiche, delle pensioni ecc.), a favore di una concentrazione delle risorse per la ristrutturazione industriale e il risanamento finanziario delle industrie pubbliche e private. Su questa punto il programma di governo non ammette arnbiguita: ridurre i costi della riproduzione della forza lavoro socia lc, per aumentare la capaci ta di capitalizzazione del sistema di produzione industriale.

RICONVERSIONE INDUSTRIALE

Ricost ruire la [iducia per gli investinient i degli operatori italiani ed est eri; valorizzare l'efficienra dell'intpresa pubblica e privata, 11011 consentendo ulteriori Spill te all'allargament o dell'area pubblica a part ire dal set/ore chimico e [avorendo l'accumularione interna eel esterna delle imprese.

Al di la di queste Irasi vuote non esisrc ness un piano organico di riconversione industriale neppurc nella forma del a fonda per il finanziamento degli investimenti industriali» che era il cavallo di battaglia del precedente governo Andreotti. La riconversione in questa Iase assume la faccia del risanamento finanziario delle industr ie in crisi a par t i re da una grossa pioggia di miliardi succhiati dalla spesa pubblica, dalle banche e dal set tore del risparrnio privato: tutte Ie grosse irnprese di Stato e non prevedono forti aumenti di capi tale da finanziare nei modi pill svariati:

AUMENTI CAPITALE DI SOCIET A' IRI

rniliardi

da 195 da 262 da 18

da 25,2 da 28 da 560 da 32 da 112,5

Finsider Italsider Finrnare Dalmine

Stet

Sip

Italcable Finmeccanica

a 585

a 589,5 a 54

a 226,8 a 520 a 880 a 40

a 400

yore. La SIP, non soddisf'atta dell'aumento di capitale, punta diritto sulla maggiorazione delle tariff'e, stando aile recenti afIerrnazioni dell'amministratore delegato Carlo Perrone. La riduzione di 3400 miliardi delle prestazioni previdenziali si dovranno ot tenere in parte con una diminuzione delle prestazioni efIetuate, dall 'alt ra con un accresciuto carico sulJe spalle dcgli assist iti, come gia abbiamo visto per esempio con Ie medicine.

Estendere in ogni piu piccolo set tore dei servizi pubblici la logica d'irnpresa, assicurare in breve tempo la redditivita delle aziende, accumulare reddito socia Ie con la compressione del salario indiretto conquistato in molti anni di lotte prolctaric, questa e la pa rola d'ordinc su cui tutte le torze politicbe istituziona li, dal PCI ai liberali, si sono trovate d'accordo. Ma a parte: questa feroce de term inazionc antiproletaria il programma di governo non Iornisce alcuna indicazione sui come sia effettivamente possibile oggi trasf'orrnare il sistema dei servizi sociali da distributore di reddito indiretto a rastrellatore di capitale e sui come sia necessario riarticolare i vari settori amministrativi e istituzionali per questo imponente trasferimento di reddito. Ed e facile prevedere la forte tensione a cui tutti i set tori dell'apparato dei servizi verranno sottoposti in questo processo, stretti come sono tra Ie lotte proletar ie per I' atfermazione dei propri bisogni e l'intercsse dei grandi gruppi capitalistici all'estensione anche a que ti set tori della forma mercificata di estrazione del profitto.

POLITICA DEL LAVORO

Rend ere im mediat amente possibile, ill cert e zone del paese, I' uscit a dalle imprese della manodopera eccedente, garant endone l'assorbiniento in a/tre attivit a 110n meglio precisat e; costituire ent ro 60 giorni ul7a « Agenzia del lavoro , che renda possibile una generale mobilita degli occu pat i; contenere al massimo il costo del lavoro, com piendo solo un'opera di perequazione dei salari pii« bassi e cotit enen do al minima gli oneri previdenziali a carico delle im prese, privilegiare la lot t a alla disoccupazione nel Mezzogiorno e rivedere la legge sulla occllpazione giovanile.

Con la Spes a Pubblica, Ja politica del lavoro e I'altro nodo centrale del programma di governo. A parte il vuoto blaterare sul,la disoccupazione nel SlJd e sulle revisioni a quella risibile iniziativa che e stata la legge

sull'occupazione giovanile, il programma di governo si concentra sostanzialmente su due punti: rnobilita e costo del lavoro, per poter spingere in avant i 1a produtt ivita della forza lavoro occupata. II processo di riconversionc industriale r ichicdc oggi Ia distruzione della r igidita del sistema dell'occupazionc, la crcazione di un mercato del lavoro fluido sotto il comando cent ralizzato di una unica Agenzia contrallata dal capitale.

Solo can I'espulsione irnrnediata di quote ingenti di Iorza lavoro, il risanamento finanziato dalla spesa pubblica delle aziende in crisi puo garantire la ripresa della produt tivita c dei meccanismi dell'accumulazione; I'imposizione per legge della mobilita e l'istituzionalizzazione dell' « Agenzia del lavoro . rappresentano I'arnmor tizzatore sociale di questa duro impatto contro la classe operaia occupatao Per il res to J'aumen to della produtt ivi ta del lavoro verra perseguito con gJi strumenti orrnai classici: aumento della sfruttamento assoluto e relativo, prolungamento dctla giornata lavora tiva, ricorso agli straordinari, imposizione di ritmi pill elevati, blocco del turn-over, prolungamento del Iavoro annuale con la soppressione di f'estivita e ponti.

D'altra parte i dati relativi al '77 sono di per se significativi di questa tendenza: rispetto al '76 I'occunazione nelle grandi fabbriche e diminuita del 1,1%, mentre la produzione e aumentata della 0,9%; Ie ore lavorate per operaio sono aumentate del- 1'1 %, mentre Ie giornate lavoralive sono salite da 301 a 305.

Partito Comunista e Sindacato si nascondono dietro la pietosa foglia di fico dei sacrifici pel- la riconversione e l'occupazione: I'unico punto che hanno rifiutato delle Ieroci proposte di Andreotti e il blocco per due anni dei rinnovi contra ttuali, affrettandosi pero a dichiarare la 101'0 disponibilita ad « un approfondito negoziato che riguardi il salario diretto e le pensioni ».

ORDINE PUBBLICO E RIFORMA DI P.S.

.Ap pr ont a re r apidatnente tina nuova versione della legge Reale che consent a di evit are il referendum; aurn ent are e migliorare glz st rumenti t ecnici e legali a disposiziol7e della polizia e dei carabinieri; smilitarizzaziol7e del corpo di P.S., e fonnazione di silldacali autol7Ol17i, nOl1 legali aile cenlrali confederali SOI/O il controlio di una agen: zia centrale, in qualche modo [egala al ministero degli illterni.

Sull'ordine pubblico Ie conver-

genze di Pccchioli e Cossiga sono tota4i: nientc leggi speciali di triste memoria, rna solo provvedirnenti di emergenza (come Ii Ierrno di polizia, l'interrogatorio senza avvocato, il valore legale delle intercettazioni telefoniche ecc.) che il governo delle « convergenze parallele s ha approva to in poche ore. Anche sulla necessi ta di evitare I'espres-

ione della « voce del popolo » con il referendum sulla Iegge Reale e per PCI e DC assolutamente prioritaria: il popolo stia zitto che ci pensano Pecchioli e Cossiga aile leggi che vanno bene. Anche per il sindacato di polizia I'accordo e considerato soddisfacente: ormai di un sindacato non si pub fare a meno, basta pero che non ci mettano Ie mani gli operai 0 chi Ii rapp.resenta; il sindacato di polizra deve essere esclusivamente fatto c controllato da poliziotti superpoliziot ti, colonnelli e mi: nistri, che di costoro st che ci si puo fidare.

In conclusione: Spesa Pubblica e politica del lavoro, attacco al alario indiretto e al salario diretto, abbas amento del livel- 10 di riproduzione della forza lavoro. e innalzamento dell'orgamzzazronc del lavoro ordine pubblico, provvedimenti'di ernergenza e comando centralizzato sugli organi che devono gestirli, ecco come si chiude circolarment~, il programma del governo piu ferocemente antioperaio degli ultimi anni; il governo della « maggioranza programmatica parlamentare» che dopo due mesi di crisi istituzionale rappresenta un « grosso passo avanti» rispetto al precedente governo « della non-sfiducia ». A parte le forrnule, niente di nuovo sotto il sole: come sempre un governo di padroni e riformisti, per imporre il potere del capitale ad operai e proletari.

Si giunge cost al nodo centrale che decidera del destino di questo programma di goverrio, come ha deciso di quelli cbe 10 hanno preceduto. Padroni e riformisti sanno, per antica esperienza, che l'ultirna parola toeca a que1 maledetto fattore lavoro. a questa nostra classe 0- peraia, la pill potente, la pill organizzata, la pill consapevole della metropoli occidentale. Agire all'interno di questa contraddizione, organizzare la liberazione che di volta in volta si va a deterrninare di zrandi strati di classe operaia dalle pastoie del riformismo, man tenere una continuita forte nei processi di rottura deU'iniziativa capitalistica, dare voce, forza, or~anizzazione a questa contraddizione e di fondamentale importanza per il futuro del processo rivoluzionario nel nostro paese.

ROSSO 5

ALTRI AUMENTI IPOTIZZATI IN PARTE 0 TUTTO A REIN-

TEGRO DELLE PERDITE

Anic 150

Lanerossi 130

Montedison 400

Fondo di uotazione

Enel da 500 a 3500

L'ul1ica cosa che appare assolutamente chiara e I'enorme incremento del fonda di dotazione ENEL, finalizzato al Programma Elettronucleare, che va a determinare un nuovo asset to dei rappor~i tra set tori industriali, sotto II comando economico-politico del settore nUcleare che dovrebbe diventare il punto trainante deIl'intero cicio economico del nuovo Stato-Nucleare. ENTRATE TRIBUTARIE

[ncreme,lIo di 3000 miliardi delle enlrate tributarie, da realizzarsi prevalen t ement e con l' incremento delle imposte indirelle e la lolla all'evasione fiscale.

La speranza del sindacato e del PCI di arrivare ad una perequazione dei redditi con Ia riforma del sistema di imposizione fiscale e con la lotta aile evasioni e destinata ad una ul teriore delusione, che anzi e l'evasione legalizzata, la fiscalizzazione degli oneri sociali e gli sgravi tributari per Ie aziende in crisi, che divengono la regola assieme aile invocazioni patetiche al sen so civico e allo spirito di sacrificio dei « ci ttadini maggiormente privilegiati.

TARIFFE PUBBLICHE

Mille l11iliardi di il1Crel11el1to che verranno a gravare sui servizi pubblici essel1ziali: luce, acqua, gas, telefollo, trasporti pubblici ecc.

II comitato interministeriale per la programmazione economica ha gia autorizzato una maggiorazione delle tariffe elettriche del 16%, e non e escluso che entro breve tempo si giunga addirittura all'abolizione delle « [asce sociali» che beneficiano di un trattamento tariffario di 1'a-

LA SPESA PUBBLICA, IL LAVORO

MILANO

La ristrut t urazioue nell'area produt t i vu e sociale 111 ilenese si Iocca COli mal1o. 1 I ram e gli autobus milo sellza bigliet t aio (e l'era delle macchinett ei i JUI1lb o sjrecciano per la cilia, ricliiedendo di [atto meno auiist i. Molte [rabbriche ticemiano per motivi produt tivi e politici: vogliono sconfiggere l'assent eismo, rimlOvare e automatizrare gli iinpienti, cost ringere operai, t ecuici e im piegati a iavorare di piu guadagnando di meno 1 giovani uscit i dalle scuole e quelIi che ancora ci vallllO sana per la maggior parte cost retti al la- 1'01'0 nero e precario; COSI, Call la soddisjazione degli ex-ext raperlament ari, siarno arrivat i al "programl11a socialist a " meta studio-met a lavoro nella societ a capit alista.

Ouest'im ponent e [or :a rist rut-

t urant e t ende quindi a riport are

ill nianiera rigida la cl asse operaia alla Legge del valore. Per far cia il vecchio modello di sviluppo 11011 basla piil e nalLlralll1ellle 1l01l bastallo pill Ie "eccilie forz_e wciali e politiche per ricolldurre operai e proletaI-i alia prodrcziol1e del prol'illO. Ecco qllil1di a/facciarsi prepolelllellienle alia gestiol1e del capi/ale PC! e silldacati COil la sl'olla del rioclllnellto cOllfederale approl'alo a Roma ill lillea call i piil al1lhiziosi progrCll11l11i delle l11ullillaz.iol1ali ill Jlalia e COil la 11l10Va 1I1aggioral1za prograllllllatica svellduta cO/lle l'enlrala della dasse operaia al gol'enlO della S/{110 capilalista.

Ma 10rllialJl0 a Milal1o. Tufti qllesli sfor~i silldacal-riformislipadrOllalill(JI1/WSlaIlO: molli prolelari 11011 ci Slallno. Ecco allora la cilia hrlllicante ill /tIlli i c/Illirlieri di l11et rOllOtte, cilladiIIi dell'ordille, I'igili, MOlldialpol, polizia, carabinieri e cilladini I·eaz.iolwri a controllare che la 1I110l'a sociela emergellte e la 1II/oI'a ricol/1 posi::.iolle di cia sse

accon sent ano, se 11011 d einocra t icamente COil la iorza, a! pat to sociale.

Tra Ie t ant e [ubb riche dell'area milanese iuvestit e dalla rist nu turazione rUnidal, la Fargas e la DII;l1a SOIlO i Ire esentpi di att acco politico del capit ale COil diet ro Ire multinazionali in set tori produt t ivi diversi. Dopo mesi e anni i lavoratori di queste [abb riche SOIlO in condizioni diverse per q uant o riguarda salario e sopravvivenza, ilia si I rovallo nelle medesiin e condirioui per q uant o riguarda la garanria del posto di lavoro, l'at t ent at o alia loro [or:a.

E' naturale clie la rist rut t uratione, come e avvenut o ill quest e Ire ariende, 11011 sia solamente un [at to economico e di cont abilit a, ina anch e la precisa rispost a polit ica atl'organizzazione operaia e aile lot t e svilup pete negli (I 1111 i passat i, lot t e che per la loro coutinuit a, la loro est ensioue e coinvol giment o di am.pi strati prol et ari est erni alla [abbrica, t roppo spesso scon[il1aval1o dalla cOI1(littualita silldacale al/'aperlo wl/agol1isl11o di classe.

Silldacali e rilonllisli hanno cogestilo Ie varie operaziol1i ill quesle fabbriche, appoggial1do il piallo del capitale che altrimellti al'rebbe aVlIto 1I10lte pi/I difficolta a passare. Tulia il loro blalerare Sllll'occllpaziolle, slllla ditesa del posto di lavoro e slociato eli fatto nella f!,estim7e dei licenzial11~111 i e Ile/l'ind icaz.ione, copiata dalla FOllclaz.iolle AgnelIi, cli 1l1l0l'a gesliolle della forza lavoro COlli plessiva, quali 050- no per esell1pio Ie Agell;:ie del lavoro, clle seglleral1no di fatto la [ille del garanlismo ill !talia.

Ma c'?! di piit. PCl, PSI e altri partiti laici minori (i segnalillee, come Ii chiallla Pajet/a) alia Duina si 50110 trol'ali a gestire come padroni I'operaziolle licel1zialllcliti - rislmlluraziol1e - IWOI'O 1II0dello di svilIlOPO'

Questa lillea silldaeal-rilorl11ista-padrollale (onllai SOIIO lulli

cugini, 17011 solo tossiga e Berlingueri nella sua ipot esi piu. "avanz.at a " prevede di collocare ill al t rc a zicnd e i l icen ziat i. Quel- 10 che si verilica nella realta e l a cost ri zione dei ticenziati ai lavoro nero e precario, che si PatillO ad unire ai inilioni di proletari inai occupatio

I conipagni di quest e t re tabbriche, dopo aver provat o sulla lora pelle il vero significato del Pat to Sociale (' detl'inglobamen- 10 del sindacat o nell'area di pot ere, hanno ini ziat o WlQ gestione autonoma di lot/a, di obiet t ivi, eli mobilitarionc. Un prinio 1110111elllo di niobilit arione, seat urite dopo un dibat tito COil varie situazioui eli [abbrica, e st at a la inani] est azione di Gioved) 16.

Com 'era prevedibile questa 1170- bilit arione e SIMa violent einent e ost eggiat a cia rijorinisti e sindacat i. Alia Far gas la sinist ra sind acale rap present at a da DP si e dissociat a d all'iniriat iva. Alla Duina calunnie 50110 stale rivol t e ai conipagni che hallno pr eparat o C' dihallillo I'illi;:.iativa e 1111 forle lerrorismo I!. stato lalla verso gli operai. Lo spauraccllio lerrorista era ['(,';1- fOlIomia operata cile a della del

silldacalo poleva assaltare la

Calliera del Lal'oro. Costoro,

sil1dacalo e i slioi accoliti della 111101'{1 sil1isrra. S0l10 orlllai lalInen/e slnacali e spllttallali per Ie proposle e fl.li accordi che fal1- 110, che 11011 gli rillwlle aftro clle I'inlilllidaz.iolle la caltll7llia la dil'isiolle cOllie arilla politica.

A qlles/o proposilO 0/7iellil'0 fOlldamelltale del/e avallgllardie di fabiJrica e {(lIello di cOl1trasrare deeisalllenle que,lo aftacco di ris/rllllllra::.iol1e politica die il rilorlllislI1o sta portal1do alIanti cOl11e lerrCIlO specifico as· segllalogli dal capilale.

Sa ppiw1I0 che la ri presa eli orgal1izza::.iolle eli 10lfe all/OIlOllle e lor7a operaia e prolelaria hall- 110 bisogllo di 1111 progral1ll11a Wllpi(llllC'lIfe delinilo e strale!!.ico. CiiJ 11011 1'1/01 eli re ril1chirl-

d ersi nell e sedi a uelle [abbriche ad analizzare, in edit are e st u diar e 5111 ch e fare, lila, tin cia ora, svolgere in t ervent o COIIt inuo, milit ant e rispet t o a WOo cia che ap pare CGII chiarerru come at t acco alia classe, come Pat t o Socia le trnobilit a, ora rio, salerio, lavoro nero, liceuriarnenIi) e su quest o, par tendo dalla 'niat erialit a della condizione prolet aria, cost ruir e la piit am pia uitit a di strati di classe.

La tn anii est azione del 16 per il IlUll1erO di operai e per fa sua coin posirione politico 11Q Ltn'iin port ania rilevant e: al COllcentrament o davanti all'Unidal si e realizrato WI prima 1170111el1- 10 di ricom posizione politica COil la part ecipazione di operai di diverse [abbriche (grandi medie e piccolei, disoccupati e st udenti prolet ari che, nonost ant e il dibat tito sicuratnent e limitate da questa punt o di vista e preval ent emeut e iucent rato sulla speciticita della [abbrica, ha dat o alia inaniiest arione carait eristica di lalla che t ravalicano i cancelli della fabbrica, pOl1el1do per i/ f!llllro compiti e respollsabilira pill gellera/i.

Ul1a manileslaliolle il11pOrlallIe, quilldi, per lult; coloro che si P0l1g01l0 Sill terrello della ricost ruz.iolle dell'orgal1iz<:.azione 0- peraia ali/OIWllla. Un dibalti/o illlportan/e qllello che 11(1 orgaIliz.zato quesla scadell~.a, perclle ha messo il1siel11e COlli pal!, 11 i e silllaz.iolli di fabhrica aI/a ricerca di 1111 len'ello COlmllle di lo/ta, al di 10. degli schierall1ellli d'orgalli::.~.a~.iolle. Un dibattito cile del'e cOlilinllare.

II lil1lite, Ira I'allro mal1ifeslo, di quesla prilll(l illizialiva e sta- 10 qllello di plll1tare qllasi eseluSil'{lIll~lI/e ad W7Q mallifesla::.iolle di fabhriche. di proporre quasi eSclllSil'{{Il1ellte lellwlielle di opposi::.iolle. senza elllrare lIel lIlerilo del programl7la milIilllO, della ridllz.ione della giorIllIla lal'oralil'a, del redclilo prolelario, clll! 11011 si PliO 11011 dl'.\Ul11l!re c/a/l'wllllisi generale del-

lu rist rut t urazione capit alist ica pii. a p pariscent e. Assuinersi oggi l a res ponsabilit a della ricost ruiione del lavoro politico ill [abbrica significa tenere present e gl! strati prolet ari eniergent i dalla ristrut turazione, che svolgOIIO, ill condrzioni precarie, lavoro direttainent e produttivo, quindi producono inerce di scambio per il capit ale; 11011 si puo 11ellimell0 diment icare la lot t a che c'e nella scuole cia 1111 all- 110 incent rata COll1 1'0 la seleziolie, la necessit a di salario, il rio [iut o del lavoro salariat o. Una lot t a che 11011 e inai part.it a da cont enut i ideologici, lila da COIldizioni tnat eriali itn post e dal sist eina e dal riconosciment o della propria conditione sogget tiva di proletariat o, eli tipo 111101'0, ilia di proletarialo.

La notizia del rapimenlo' di Moro ci h a raggiunt o in piazza, duran t e la menit estarione. A questo punt o nella t est a dei COI11- pagni e dei part ecipanti si e post a l a doinanda di clie nesso c'e Ira quest e arion! e il lal'oro polilico di massa amagOllisla al capitale, Ira la guerra privala dai cOlllpagl7i delle BR contro 10 stato delle 111111- lil1aziol1ali e dall'altra 10 slor;:.0 di migliaia di co 111 pagni per la cos 1 ruz.ione di un'orgal1izza;:.iol1e all/OIlOlna di 1I10l'il1lell/o, per 1I1la pralica di lOlla armata legata alla orgwlizaz.iol1e proletaria, legala ai rapporli di prodll~iol1e esislel1ti. NOll e ill disCllssiolle la solidariela Ira COIII-

pagl1i COllt,-O la repressio~le del- 10 stato, 111(1 ria questo corteo ell1erge till sallo di qualira del l1Iol'imenlO proletario, capace di ciis/illgllere Ira lil7C'e diverse llel IIwl'il1lell/o ril'olllziollario, e di torllare a pril'ilegiare COI1 scielllificita marxis/a l'ecolloll1ia politica, i rapporli rli produziol1e, la COlllP05iziolle sociale di elasse cOllie lIIeccallisllli delerminanIi dei rapp01'/i di potere e 11011 l'ice,'crsa.

La storia delI'ultimo cicIo di lotte alia SIR di Porto Torres non e stata certamente una vittoria. Ciononostante 10 scoppio improvviso di questa rivolta ha sopreso tutti. La talpa della lotta operaia rispunta di nuovo: anni ed anni di silenzio politico non hanno minimamente logorato la disponibilita, i modelli di violenza, i comportamenti di avanguardia degli operai delle imprese cosi come si erano espressi negli anni trascorsi.

SARDEGNA

La ~loria dell'ultimo cicio di lot Ie operaic alia SIR di Porto Torres non l.! s ta ta certamen te la storia di una vittoria. Non ci so no distinzioni e interpretazio- 11\ che possano nascondere questo latto. Ciononostantc, 10 SCoppio improvviso di questa rivolta ha "orpreso tutti: anni e anni di pace sociale mai interrotta se non da episodi eli breve respiro dovuti specialmente agli opcrai chimici, poi la talpa tklla lotta operaia sbuea da un varco inespettato: I'inchiesta giudiziaria del sostituto procuratore Infelisi ~ui iinanziamenti lacili alia SIR porta alia sospensiune di tlussi di creelito ordinario e speciale, tanto che I'EUTECO (la fllIanziaria SIR) devc interrompen: il pagamento e il rinnovo ddle commesse aile ditte esternc metalmeccaniche ed edili che hanno in appalto il muntaggio e la manutenzione degli impianti. Quindi, cassa integrazione e licenziamenti.

La cosa piu sorprendente i:: che anni e anni di silcnzio politico non hanno minimamente logorato la disponibilita, i moelelli di violenza, i comportamenti, Ie avanguardic degli operai delle imprese, COSt come si erano e' spn.!ssi nell'estate del '71 con la occupazione della fabbrica. Que"ta lonna ora si i:: ripresentata intatta, tentando di liberare e allermare la sua autonomia, una volta di piu, contro i tradizionaIi « piloti» delle crisi occupative della SIR: Rovelli, sindacato, regionc.

E' storia nota che ogni lotta degli operai di impresa contro Ie periodiche ondate di licenzia· menti della SIR, can il contorno immancabile eli mobilitazioni di sindaci, preti e professori e la sui idarieta provoca toria dello slcsso giornale eli Rovelli (<< La

Nuova Sal-degna »). ha di volta in volta prodollo come unica 50- luzione un allargamento e potenziamento del flusso di finanziamenti pubblici alia indus'. ria chimica, e il consenso a Rovelli di « scremare» gli opend « eccedenti» in cambio del mantcnimcnto degli altri.

Non e facile per gli operai districare la propria autonomia di bisogni e comportamenti dal groviglio di qucste forze e di questi interessi.

Seguendo Ie Ii nee di sviluppo di questa lotta delle imprese rispet to ai precedenti momenti di rivolta operaia contro Ie leggi di mobilita proprie delle fabbrichc pctrolchimiche (special mente, appunto, l'occupazione del '71), bisogna assumcrc c analizlarc alcuni dati nuovi:

1) II rifiuto ad ogni costo, lucido e caparbio, presentc in migliaia di operai - e non piu in circoscritte avanguardie - eli soluzioni come quclle attllate negli anni scosi (cioi:: di soldi a Rovelli). Fatto formidabilc e sovversivo: il rihuto comunista, non pili solo di un sistema di fabbrica, ma di una linea d'uscita della crisi occupativa altraverso la REMUNERAZIONE elel CAPITALE.

Tultavia, in assenza di una lorma capace di ribaltarc questa rifiuto in una pressione olganizf.ala ed efticace sulla spesa pubblica, sui finanziamenti pubblici in direzione del bisogno uperaio di reddilo, il sindacato indirizza, il riiiuto in una contcstazionc pura e semplice della attuale strutlura societaria e proprietaria della SIR, in una rivendicazione confusa e pocu convint:l di una pubblicizzazione della Petro1chimica.

2) L'altissima socializzazione, assolutamente senza precedenti

da noi, che gli operai hanno imposto alia lot ta. (Quasi alIa ricerca di una rivincita sull'isolamento delle lotte del '71, rimastu nella memoria di classe degli operai della SIR). 11 teatru della lotta non e solo il rl'cinto della fabbrica, rna la superstrada, il paese la citta. Lo strumento i:: stato il blucco stradalc, che trasformava la manifestazione operaia in un'occllpazione mobile. oggi in un pun to, domani in un altru. Le stesse marce di traslcrimento da Porto Torres a Sassari veni\'ano ratte can I'occupalione, per me7.l.0 di enol mi gru, pullman, cam ion ecc., dell'intcra sede stradale, per risospingere della lotta, dei mezzi pesanti delle imprese di appal to. Speverso la Litta tutto il tratficu in uscita. E' slata generalc la requisizione, come strumenti tecnici cialmente tre gru colossali della societa CECO ~Meccanica hanno operato ncll'abitato di Sassari: acquartierate in piazza d'Italia venivano di sorprcsa traslerite dagli operai oggi in un pun to, doman i ill un al t ro della ci lla per rare blocchi stradali con i loro giganteschi bracci. Una volonta di socialil.z<l/ione che aveva come obiet tivo lanto la ricerca di interessi vitali del comando sociale da colpire, quanto la coslruzione di allcanzc « naturali » sui tema dell'occupazione. Da questo punto di vista c'1:: statu solo I'episodio (a parte ovviamente Ie manilCSlazioni «disinncscate» di solidarieta) di un blocco stradale organizzato insieme ai lavoratorT del pastincio « Pesce », da tempo senza salario.

In compksso questa socialiuazione ha pero a vu to solo una mera IUIl/.ione di strumenlo di pressione ul teriore dentro schemi e IClllaliche sindacali e pa-

ROSSO 6

dronali. Anche I'esercizio di \ ioIenza (eos\ come la requl<.,IZlOnc di meZli delle ditte) che i:: stata sopral tullo attuata all'interno della rabbrica, col pcstdggio sistematico eli capi I.' crumiri, la distruzione tli automobili di dirigenti (circa 40 auto). I'uso di meZli meccanici pesanti contro i lentativi dci crumiri, il blocco dd Petrolchimico attllata conlro la volonta del sinuacato l' con· tro i padroni della SIR, anchc questo llSO eli \'iolenw c stalu contenllio e intcso denlro una sorta di... «sessantotteseo» di· ritto e legalita operaia, quantu mai inadeJuati di rronte all'entita del probkrna e delle lorl.e chc la lutta sta\'a loccando, ormai luuri da uno scuntru all'interno di un sistema di labbrica, comc si diccva prima.

3) L'assoluta mancanza di "'p,l- 1.1 di mediazione sindacale. La condotta sindaealc i:: stala apparentemente priva eli ogni logica o razionalita in una vera « jacquerie» di obiettivi che andava· no dal piano chi mil'o nazionale (\'e ne ricordateJ) alia produl.iolie di chil11ica fine e secondaria (vi ricordate anche di questo?). alia pubblicizzaziune della SIR eec.: tutto e il ;ouo contrario.

L'unica lo!.!ica reale era la sconfilta operaia, la di"truzionl' o il drastieo ridimensionamento di quesla ligura eli operaio llletalmeccanico prolessionalc, garantito, per la natura delle sue mansioni obbligato a spostarsi dove si richietlono installazioni industriali a meelia tecnologia, oggi special mente il 1l10ndo arabo e il terzo mondo. Queslo e stato a tutt'oggi, terminate Ie mobilitazioni, il risultalo tli queste lotte.

Quando pui gli operai di una di quesle dilte, la Costruzioni Sarde, di cica 1200 addl'tti, han-

no pruccduto al bloclo totale del Pelrolchimico, il puntu di vista e la nazionalita sintlacale non hanno tardato a manilestarsi: intervistato dalla « Nuova Sardegna », il sindacalista Franco Cor· doni attribuisce il noto epitetu di « ben indhiduati gruppi di pro\'ocatori» agli operai che attuarlO il blocco della labbrica: anche questa una vicenda sen/.a precedenti.

Yenerdl 17-2-78: Licenziali 200 operai della Cccomeccanica e delle Inst~"lazioni Sar(iL'.

DOl11enica 19-2-78: Bloccata la citta dalle gru della Ceco, im pedilo iI funl.ionamenl() dei me/I.i pubblici.

Martedl 21-2-78: Cli operai 11- Lenziati e in cas sa integrazionc della Ceco c delle Installazioni Sarele, e delle allre imprese bloccano per I'intera giornata il trallicll in di\'l'rsi punti della cittil di Sassari.

Mercoled\ 22-2-78: Blocco dei cancelli della labbrica. Impedito dagli uperai della Co. Sarde (il11- presa della SIR), in attesa di salario da mesi, I'ingresso ai chimici. A qucsti si u~liscono gli 0- perai delle imprese esterne-.

Ciovedi 23-2-78: Bloccato il lraflico in piazza S. Maria, dai la\'oratori della Geeomeecanica e del pastificio « Pesce ».

Yenerd\ 24-2-78: Ancora bloccato il cambiu turno degli operai delle Co. Sarde. La fabbrica rischia la paralisi in seguito al tentativo operaio di bloccare 10 a pprovvigiunamen to delle materic prime e la spediziune dei prodot ti.

Manedi 28-2-78: Ancora blocchi slrad'\li da parte delle !.!ru

dl!lla Geco. -

Yenerdl 3-1-78: Blocchi stradaIi degli oj)erai della Ceco.

NERO E LE TESTE DI CUOIO

ALFA ROMEO

In tutti i paesi esistono ormai Ie famose teste di cuoio. In Italia e in particolare modo all'Alfa Romeo dette teste di cuoio sono impersonificate da una quarantina di attivisti del PCI. Si articolano, si disarticolano, picchiano, fanno di tutto pur di fare passare Ie varie proposte di Berlinguer, Lama e Pecchioli.

E veniamo alia cronaca.

Per mercoledi 22 e indetto dal sindacato uno sciopero provinciale per la morte dei compagni Fausto e laio. Dei compagni dell'Esecutivo sulla base delle decisioni prese dall'FLM affiggono al primo turno un manifesto in cui si propone uno sciopero di 3 ore per partecipare ai 'iunerali con pulman alia portine:ria centrale. Aile ore 8 arriva una testa di cuoio (0 di cazzo) della CGIL e del PCI certo Marras e d'accordo con altri militanti del partito modificano II tutto indicendo uno sciopero si 1 ora con assemblea per discutere sui terrorism08 dicendo che il precedente manifesto era un Ialso. Di ironte a questo casino centinaia di operai per avere chiarezza passano alia sede del C.d.F, e trovano Marras e soci come pezzi di ghiaccio '3 che si guardano bene dal chiarificare la situaz ione. Conclusione: piu di un centinaio dl operai va ai funerali e in labbrica 10 sciopero non viene latto grazie all'opera del PCI che presenta I'uccisione dei due com pagni come dovuta a conflitti interni alia sinistra ultra o per la droga.

Altro esempio. Giovedi 16 in occasione del rapimento di Moro viene decisa dal sindacato (tutte Ie componenti) d'accordo con la diezrone la chiusura della iabbrica dalle ore 13 aile ore 24. II primo turno e il centrale per essere buttati tuori si ritrovano Ie linee ·8 I reparti senza corrente, aile 15 invece alia faccia della democrazia. quelli del II turno si ritrovano i cancelli chiusi con Ie catene. AII'interno della fabbrica per garantire l'Incoiumita degli impiegati ';)1- rano assieme i quadri del PCI, guardiani, dirigenti e capi.

II giorno dopo sono sempre attivisti del PCI che si scagliano come bisonti inferocitl contro alcuni compagni dell'autonomia che non avevano aderito allo sciopero

Ci siamo soffermati su questi fatti perche riteniamo siano significativi per comprendere quale e la realta e 10 sporco giuoco che si sta determinando all'Alfa ma an-

che in altre fabbriche.

Eliminare, affossare qualsiasi

forma di resistenza operaia questo e il ruolo di cui si sta facendo carico il militante del PCI ed e in questa prospettiva che come compagni dell'autonomia vogliamo ribadire e rafforzare un intervento che si faccia carico complessivamente di un discorso e di una pratica di alternativa abbandonando ogni illusione distrumentazione sui ruolo del sindacato e dei partiti che si dicono rappresentati del movimento operaio.

I compagni dell'autonomia han no cominciato a porsi e seriamente la rottura dell'equilibrio padronal-sindacale per andare alia costruzione di una pratica che rilanci I'iniziativa politica.

Con la manifestazione di giovedi 16 i compagni dell'autonomia oltre che a solidarizzare con gli operai de:II'Unidal, della Fargas, della Duina volevano far vedere agli operai dell'Alfa che e ancora possibile un .erreno di attacco nei contronti dei problemi della pace sociale.

Siamo usciti in 30 da Arese '8 in 20 dal portello scioperando e il gestire questa iniziativa aveva creato i presupposti per la ripresa delI'intervento politico, di certo I'iniziativa dei compagni delle BR ha diiatto bloccato questo intervento politico e in questo senso vogliamo ribadire Ie nostre critiche nei confronti di questi compagni che sempre di piu si vanno estraniando dalla realta di classe.

Con questo sciopero di 4 ore abbiamo verificato e constatato come gli operai anche non partecipando fossero in primo luogo stupiti ma nello stesso momenta sstrernarnente interessati anche perche perfettamente coscienti che il sindacato non e plu strumento dl cui la etasse operaia puo iare uso.

La strada da percorrere per I compagni dell'autonomia e lunga e difficile ma pensiamo che .acendoci carico continua mente di inlziative del genere e rilanciando un programma basato sull'estraneita 31 lavoro sui bisogni che potremmo riparlare di ripresa della lotta " di rottura di questa processo di normalizzazione e di passivita che 1indacato :3 PCI stanno cercando di determinare.

All'Alfa sono qia piu di 600 Ie tessere non nnnovate quest'anno. E' indubio che su questo non vanno costruiti trionfalismi ma e pur vero che e un sintomo ben preciso del malcontento e della sfiducia

O/t POCO (i£NO D I UN ANNO OL.TRE A (.l-IIUDERE

I PO~TI DI LAVQ,QO I LQ STATo £.. L", FlNANZA HAI'INO OIC.IiIARATO 61)[:/<l<A ALCONT,Q/l.8BANDO_,

CI SPflRA/'-fO I\DDOS50 QvANDO U5CIAiVlO CON I IiI'-iO-rO.scAfl bLvl1 E. FlNAA1ZIER.1 IN {30P..&H£..5E C.I SEQV[;STRANO LE -S1&/lRETT£ PER STRADA peR POf VEI\/DERLE LORo

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.::ne molti opera: hanno nei confronti delle attuali organizzazioni sindacali. Anche su questo piano di esempi ne abbiamo un casino,

Piattaforma aziendale in primo luogo. A 150 ore di sciopero fa da contrappunto un accordo che non contene nulla dl significativo se non la costruzione di una nuova fabbrica vicino a Napoli che ;)uarda caso rientrava gia nei programmi detlaztenda nel lantana 1975. Questa pi.attatorrna era stata presentata come una piattaforma per I'occupazione, bene a distanza di un mese dalla firma il sindaco ha accettato 10 straordinario per diversi sabato per 2000 operai. Insomma alia vista dell'accordo il commento di moti operai era che il guadagno che abbiamo avuto 50- no Ie 20. - 30.000 che derivano daflatto che non si fanno piu gli sciopen essendo finita la vertenza.

II delegato sindacale e ormai sempre piu funzionale al processo di ristrutturazione. Nelle linee, nei reparti su sollecitazione sempre del delegati, e dei quadri del PCI e incominaciata la caccia all'asststenza. Senza che venga mossa una virgola la direzione puo permettersi di trattenere dalle 20.000 aile 30.000 lire per incidenze scioperi e permessi sulla tredicesima e sui premio dl produzione. E' chlaro che la direzione di ironte 33imile sttuazione prende la palla al balzo, certo si muove con delicatezza, ma in modo continuo, costante

Cosi all'interno di un processo di ristrutturazione con I'inserimento ,ji robot alza il tlro sui ritmi .~ cosi tenta diiarlo nelle Idee che con dure lotte avevano ottenuto dei ritrni decenti. Trova delle restistenze ma in molti casi con I'appoggio dei delegati qualche cosa riesce ad ottenere sonrattutto sulle saturazioni.

E' in questo contesto che 31 '1gglrano per la,abbrica Ie .este dl cuoio del PCI con la .unzrone ben precisa di spezzare qualsiast forma di resistenza che puo asprimersi dalle linee :3 dai reparti. E' chiaro che la lora Iunzrone non 5i ferma solo qui, sono impiegati intatti sui ironte della repressione ::lirettamente. Cosi qualche settimana fa hanno consegnato nelle mani del carabinieri un sovversivo molto pericoloso che stava attaccando degll adesivi delle BA.

Ma come tutte Ie teste di CUOIO (0 cazzo) fanno degli errori. cosi e risultato che detto sovversivo non era altro che un povero cristo tra l'altro ben conosciuto che non centrava nroprio niente e che il tutto 10 ave va fatto alia luce del sole!

Questa e la situazione in generale che si presenta in una fabbrica come I'Alfa.

E' indubbio che e pesanle ma noi pensiamo che a differenza del 68-69, proprio all'interno di una situazione del genere, il ruolo delle avanguardie possa essere molto piu costruttivo, molto plu pagante politicamente nel senso che se si riesce ad andare alia costruzione di momenti di lotta pensiamo che Ie arnbiquita che avevano contraddistinto gli anni 68-69 non siano plu date come ad esempio il rapporto con il sindacato (tra l'altro bisognerebhe fare causa al sindacato per chiedere risarcimento danni per i soldi e il tempo che abbiarno dedicate aile lotte!).

GLI OSPEDALIERI NAPOLETANI LOTTANO CONTRO I SACRIFICI

La lotta degli ospedalieri napoletani parte su di una rivend icazione di t i po sa I a ria Ie: viene rich iesto i I pagamen- 10 del conguaglio annuale rispetto aile ore di straordinario, 300.000 lire per il '74-'75; 250.000 lire per i '75-'76; 200.000 lire per il '77; 150,000 lire per il gennaio '78. L'occupazione di sei giorni degli ospedali, pur avendo una caratterizzazione dura, non e riuscita 3 deflnire un punto di vista proletario capace di dar fondo aile potenz ie lit s di lotta che esistono negli ospedali,

Lo sciopero, al di la della sua dinamica rivendicativa, viene usato anche come scadenza per decine di compagn i ospeda I ieri, per rendere pubbl ica I'incazzatu ra, la disinformazione, la totale mancanza di conoscenza del contratto nazionale, I'insubordinazione ai turni massacranti.

II sindacato tenta da un lato di contenere gli obiettivi della lotta (ad un tetto di 200.000 lire), dallaltro di aumentare il proprio campo di influenza nei confronti dei sindacati autonomi. II PCI ed il PSI, il cui riferimento negli ospedali sono proprio i medici, i baroni, i tecnocrati, si manifestano come controparte. Uomo di punta di questo schieramento e Renato Pagnozzi ex socialdemocratico, ora iscritto al PCI, sovraintendente sanitario degli Ospedali Riuniti.

La rivendicazione salariale viene motivata dagli ospedalieri come richiesta di aggancio del!a paga-orario dello straordinario alia contingenza.

AI di la dei limiti della lotta, va rilevata oggi negli ospedali napoletani, la presenza di una componente chiaramente schierata nell'ambito della forza di classe. Ci riferiamo ai corsisti. Paramedici, ex disoccupati organizzati, che pur non avendo avuto un ruolo centrale in quest'ultima lotta, lavorano su di un programma legato ad una difesa degli interessi proletari: r ifluto del cumulo delle mansioni, r ifiuto della straordinario per la riduzione dell'or ario di lavoro, contro i turni massacranti, attacco alia spesa pubblica, per una medicina preventiva.

ACCARINI: OPERAI IN LOTTA CONTRa IL DECENTRAMENTO E IL LAVORO NERO

A Torino il 70% del lavoro nero e di quello svolto nelle piccolissime fabbriche e produzione per I'indotto Fiat.

miriade di della mul-

Esistono nel territorio metropolitano una fabbrichette che sana dei reparti decentrati tinazionale dell'auto.

In alcune di queste sui ritmi elevatissimi, sugli straordinari, i turni, la nocivita e i licenziamenti si sviluppal., no lotte e momenti di organizzazione.

AlI'interno di alcuni quartieri proletari Vallette Mira· fiori Sud si stanno sviluppando primi momenti di aggregazione.

L' Accarini e una fabbrica che produce marmitte A· bart, serrature e altre parti metalliche. Qua il braccio di ferro tra padroni e operai dura ormai da mesi.

Interni a questa lotta si sana sviluppati diversi mementi di contropotere operaio - intimidazioni e pestaggi dei capi, occupazione della fabbrica, sabotaggi, azioni contro il padrone che si e visto bruciare sotte casa la macchina.

Dall'esperienza di questa lotta condotta dagli operai

contro la volonta del padrone di smantellare la fabbrica, licenziare parte degli operai plu combattivi e trasferire Ie macchine in altre fabbrichette e in uno stabilimento nuovo a S. Ambrogio in Valle Susa, e emersa la necessita di costruire dei processi di aggregazione con altri operai di altr. fabbrichette contro il lavoro nero e il decentramento produttivo.

ROSSO 7

Milano: malgrado i1 PCI, malgrado i1 Sindacato,

00.000 IN PIAZZA

ALCUNE VELOCI NOTE DI CRONACA

Sabato 18 'l1arzo. Ore 21.10.

In via Mancinelli 1 re killers di stato uccidono con Lmq decina di colpi sparati a bruciapelo Fausto e Iaio, entrainbi 19 a!111i, c011!pagni di movimento, auivi: al Centro sociale Leol1cavallo. Non so no due compagni "{ainosi " 0 "<emblematici ", allora perche? Nor male! Hanno i capelli lunghi, l'ubbigliamento del 1110- vimenLo, l'orecchino; lora due 0 altri fa 10 stesso, l'im por tante e coniinciare a far cap ire che si pUG, che un IWOVO [rente di scontro, b rutale, spietato, rischioso e aperto. are 22.00. La tiotizia circola nella citta, i compagni accorrono IHLl11erosi sul luogo dell'assassinio. I primi ad arrivare inquadrati 11011 possono cite essere quelli dell'MLS (e la loro specialitav. Cafiero in testa, ISO inquadrati e... "Ll terrorismo apre la strada al [ascisino "; passano davant! al Leoncavallo e portandosi dietro LLl1 centinaio di com pagni singoli appella arrivati [anno WI cor teo per il quartiere. Ma la loro fortuna dura poco. Compagni di 1Il0vimenlO, aulonomi dilfusi, aulonomi organizzali arrivww dai quartieri; si forma rapidamel1le un imponente COrleo duemila, tremila, incrocia quello dell'MLS, si trascina dietro i pochi compagni che 10 seguivano e si avvia verso il centro. Cafiero ordina ai suoi dt arrotolare 10 slriscione ed assieme al suo mW1ipoio ritorna trislemente in centro a... presidiare la Statale. II corteo e comballivo, gira i1 centro cittadino fino aUe tre di nolle, a[cul1e sedi fasciste e 1a tavo1a tedesca vanno giu: Z'autonomia operaia si riprende massicciamente fa piazza milanese, gli slogan vanna ben presto al di la dell'antifascismo: diventano di programma.

Domenica 19. are 10.00. Rapidissima assemblea al Leol1caval- 10 e poi si parte: il compagni del centro sociale in testa, poi l'autol1omia operaia organizata, poi it movimento, L.C. organizzala ed infine... MLS e DP che se ne vanno subito. rre, quattro mila anche quesla volta, combattivita e compattezza che spavenia tutti an,che... Lolta ContiIwa che nel timore di essersi schierata troppo a sinistra, verso fa tine si stacca.

Domenica 19. ore 15.00. I Circoli del proletariato giovanite del centro (quelli della n violenza dentro di noi ", per intedercO si riuniscono al Parco Sempione; i compagni arrivano in grosso numero; la spaccatura e immediata tra chi propone il corteo e chi se la mena a voler discutere se pesano di piu i corpi di Fauslo e laio 0 quelli dei cinque poliziolli della scorta

eli Moro. Appena i compagni autonoini partono la genie li segue e si forma ancora una volta nel giro di due ore Ll11 corteo di Ire, quattro mila compagni che si prende il centro e 10 riempie di ulla composizione sociale che es prinie elementi di progrwmna dimostrando un'intelligenza tattica altissima.

Lunedt 20. are 10.00. La cosa cambia. Scendono in piazza gli studenti, i licei innanzitutto. La composizionc sociale e com pletamente diversa rispetto al giorno precedenie; si capisce sub ito che la maniiesuizione 11011 pUG che avere un iaglio pacifica ed anti[ascista, DP e MLS, la Milano democratica ricoiiquista il suo spatia; rna i Ire cortei dei giorni precedenti hanno lasciato il segno, hanna indicate LUL'inversione di tendeuza che va colla, il controllo neorilormista sul piano del niovimento e delle seatleru,e centrali e stato rotto, si pUG continuare.

Nuovi problemi si pongono:

- da una parte il problema della ormai chiara ristruuurazione della stato repressive e dei necessari 111 <:7.::.i di organizzaz.ione e di inielligenza per rispondere; - dall'altra la capacita. di far vivere Ilella quolidianila elel terrilorio, in Inaniera 110n sporadica, non legaca alle scaelenze 0, ancor peggio, alia morte dei compagl1i, nta continua ed organizzala Sit Ull pia'w di programma, queU'enorme dispo.'tibilila sociale che Ie lre mamfestazioni di sabato e domenica hanno dimostralo esistere anche a Milano.

II problema autonomia, autonomie, progrwmna, forza, orgal1izzazione ridiventa, in termini ancora piu ampi, il vero problema dello scontro nella metropoIi ed impone all'autonomia organizzata un ltlte"iore saito di qualita nel far vivere Ie campagne nel terrilOrio, con cOl1linuita e capacita. di allargare livelli di forza e di allacco coinvolgendo sempre piu larghi strati proTetari.

La stal1:1IJ('! borghese da poco spazio all'nssassinio, riuscendo comunque a rilf.mpire Questo poco spazio di conten-uti indicativi: il Corriera della Sera dice esplicilamellte clu l'assassinio di Fausto e laio va inquadrato all'interno della guerra tra autonomi e AfLS e fa chiaramente intendere che l'uccisione dei due compagni e opera aell'autonomia operaia come vendetta per it pestaggio a Fausto Pagliano da parte dell'MLS; per sostenere questa tesi inventa di sana pianta una f(llsa militanza di Fauslo e laiD in Avanguardia Operaia e de{inisce il Centro SociaIe Leoncavallo una sede dell'

MLS. L'Unita invece, in perjetto stile da socinlismo di slato, sbriga la [accenda come regolamento di conti all'inierno del corrotto mOl1[lo della droga; gli ulirademocratici extraparlamentari di DP parlano irnmediatamente di [ascismo e qui si fermana collesiando la cosa aile irame nere dello stato che ha rapito Moro (sic!) e rilanciando subito l'unita di tutta la sinistra, compreso il PCl, per eli[endere la deniocrazia net paese. II carnet della gestione dell'assassinio e cotitpleto: il Corriere anticipa il possibile futuro atteggiamento della stato contro l'autonamia. di classe, l'Uniia minimizza ed avvalla questa posizione, la nuova sinistra reggicoda come al solito ... non capisce Wl cazzo.

Il coordinamento proletari della scuola di/Jonde un manifesto che inquadra l'assassinio in rnaniera precisa: " ... i tleri assassini dei com.pagni Fausto e Iaio so no i 530 deputati che in 15 tninuti hanno votato il governo Andreotti, creando la piic massiccia operazione di alleanza 050- ciale mai vista in uri paese "democratico ". S0l10 i siiidacati e i partiti di sinistra che .in poco piit di me::.z'ora 11l0bilitano migliaia di persone per pial1gere su Moro; sonG i bottegai, Ie corporaziol1i professionali, i commercianti clle SOIlO ormai da tempo la reale base di massa eli queste 11l0bilitazioni e della politica del pallo sociale e che ormai ela tempo hanno dimostrato, sparando e llccidendo COl1 grande facilita, di aver appreso nel senso piu pieno ['invito di Pecchioli ache i cittadini si facciano slato. Poco importa se gli autori materiali dezrassassinio siano i fascisti 0 i f}oliziotti, per i cOll1wlisti il problema e quello di illdividuare sempre Ie cause generali che spiegano il livello eli sconlro t ra Ie classi, indivieluano anche quale pUG essere del11ro auesti tatti la anticipazione della ristruttltrazione repressiva della Stato ... ".

Perc/ui proprio di questo si tralta e proprio questo Ie 171 igliaia di compa/wi che so no scesi ill piazza sabalo nolle e dolIul1ica, hanno capito. L'anticipaziolle terraristica di stalo di un 1ivello di ulteriore ristrutturazione repressiva, per riSPOl1- dere all'inr1alzamento dello scontro provocalo anche (in termini assotutamente sbagliati come abbiamo modo di esplicitare in altra parte del giornale) dalle BR. e il quadro generale in cui si inserisce l'assassinio eli Fausto e laio.

Parlare di apparato lerroristico illegale di staW pub essere pre maturo, 0 peggio fare erroneamente profezie che si au~oadempiono, ma non e assolutamente prematuro cogliere alcune anticipazioni, anche se disor-

ganiche e scoordinaie, nel co 111- portamento del nemico di classe.

Noi pensiamo che il movimento rivoluzionario e le organizzazioni dell'autonomia debb ano a part ire da subito svilup pare mezdella preveuzione, della risposta

zi necessari ed intelligenza politica per capire fino in [ondo questo processo e sviluppere dal punto di vista dell'intorrnazione, e dell'attacco u.na capacita di anticipazione intelligent e e organizzata.

Mirafiori

CRONACHE DOPO IL SEQUESTRO DI MORO

TORINO

I giornali di regime hanno tanto strillato sulla riuscita della manifestazione pro Moro a Torino « dopo mesi di apa tia e di indifl'erenza finalmente la classe opera ia si fa state, si mobilita centro il terrorismo. scende in piazza ».

Abbiarno chiesto a due operai del coordinamento autonorno un parere su questa « rnobilitazione II.

« A Lingotto si e diftusa la notizia dell'imprigionarnento di Moro verso la fine della mattinata: si e visto sub ito un agitarsi di delegati, di opera tori, di picisti, tutti gli operai hanno continuato a lavorarc: i commenti erano come sernprc in queste occasioni « a noi operai non sparano, ne ci sequestreranno, di cer to ;~ una cosa chc se la vedano i dernocr ist iani ». « Morol finalrncn te uno che conta » « le BR hanno chiesto 10 scarnbio: un Moro morto per un Andreotti vivo» ecc. Tutti hanno cootiouato a lavorare anche quando alcuni delegati diceyanG che bisognava rispondere per difenelere Ie isti tULl Jni, lu statu ecc. alcuni gli hanno risposto cbe m:lla mattinata gia si era aperta la lotta per la mensa. Lo sciopero e iocominciato solo quando la direzione ha staccato la corrente dalle linee, a questo pun to era chiaro pii.t che uno sciopero e stata una serrata voluta dalla direzione e dai sindacati ".

«Sono passato in p. S. Carlo, questa grande manifestazione che i giomali dicono io non I'ho vista, di gente ce n'era i soliti picisti e i delegati feelelissimi, non mancano rnai, un po' eli bottegai, la FCCI al completo, un po' eli dcmocristiani; « i cittadini elel nuovo stato». Erano presenti poi moltissimi compagni dei gruppi opportunisti e tanti compagni « del movimento»: che stavano II inebetiti senza sapere cosa fare».

« Anche a Mirafiori 10 sciopero e riuscito completarnente perchc direzione e sindacati si so no accordati e hanno fermato Ie linee.

Certo I'inf!uenza dell'appara to sindacale trasforrnato ormai in struttura poliziesca e di cornando (abbiarno visto delegati minacciare chi non firrnava contro

il terrorisrno e non hanno raccolto neanche il 10% del consenso operaio), l'ideologia picista del lavoro, elei sacrifici, della difesa delle istiluzioni c della stato trova in ristretti strati operai consensa e appoggio.

Dobbiarno tenere presente che anni di ristrutturazione, di autoruatizzazione, di licenziamenti delle avanguardie, di blocco del turn-over hanno profondamente carnbiato la composizione di classe a Mirafiori. Chi nel sessantanove aveva 25 anni, era appena arrivato a Torino, si scontrava con mille contraddizioni; ora e sposato, magari ha uno 0 due figli, bene 0 male si e integrato in questa citta lager della FIAT; molti harmo trovato un lavoro fuori: l'eta elegli operai in FIAT si e paurosarnente innalzata.

Questo non vuol affatto dire che tutti gli operai siano sulle posizioni del sindacato, c'e un gral1dissimo malcontento che si esprime in mugugno in indiffereoza. Una grossa parte degli operai del mio reparto sono costretti a fare un altro lavoro di 3, 4 ore fuori della fabbrica. Dopo aver lavorato II, 12 ore e molto difficile trovare il tempo e la voglia per proLUuovere iniziative di lolta sia in fabbrica sia f uori.

All'interno della fabbrica e nel cCl1litato abbiamo discusso, stia- 1110 cercando di ritessere 10 spazio e la rete per un'inizia tiva politica, nell'ultimo anna alcune cosc sonG cambiate, anche se ancora poco, qualcosa si e mosso.

E' da queste piccole cose fatte, che nasce la critica alia proposta politica dei compagni delle BR non solo sull'azione Moro l1la gia sulla lora pratica precedente. Oggi per 10 sviluppo dell'organizzaziOllC in fabbrica e necessario articolare un percorso organizzativo che sia interno aile dioamiche operaie, che sappia riproporre aggregazione di massa cootropotere diffuso sui bisogni operai e proletari, che :;appia far fronte alla +istrutturazione dif[usa, che si ponga come obbiettivo la riunlficazione e l'estensione delle lotte su tutto il tessu to metropoli tano della produziope sociale e da cib sappia articolare un contrattacco reale alIa pratica e all'apparato poliziesco elel sindacato e del fCI ».

Discussione sulI' Autonomia Operaia:

Un contributo da Napoli

Le conseguenze del processogrossi movimenti di massa non che abbiamo descritto si ripro- riescono a diventare momenta ducono nel dibattito politico a1- di campagne politiche contro jl

I'interno dell'area di autonomia potere Del governo della citta;

in maniera evidente. La slessa cib avviene per la mancala ri-

politica e svilita a puro confron- composizione sui piano politico

to, in molti casi, tra bande di dei lIlovimenti di lotta sociale

quartiere, seppur~. i,n q.uesl? V! del proletariato,. ri~ompo~izione

sia la responsabJllta dl chi dl che In ahre sedl dl movlmento

sua iniziativa ha introdotto si- e stala favorita in maniera de-

mili comporlamenti nel dibattito terminante dalla 5trultura uni-

tra i compagni dell'autonomia. yersitaria.

Ed ancora. la rimozione della vita materiale nella costituzione di un soggetto sociale in soggetto politico ha fatto sl che la pratica militante del potere proleiario sia stata destituita da qualsiasi legame con il movimento di massa. La necessita per J'azione destabil izzan te delle a vanguardie comuniste di vivere entro i momenti di aggregazione di massa del proletariato, I'elusione di questo passaggio, ha reso la stessa pratica militante, puro pretesto per l'inizialiva repressiva della stato.

SuI fronte dell'azione di massa I'estensione e la radicalita di

A fronte di questa realta non serve rifugiarsi nella riedizione delle pratiche di movimento delI'anno scorso, che oggi sana divenute pill che altro spun to per i benevoli articoli di LC: giovani creativi contro autonomi feroci. Le praticbe di deturnamento (rovesciamento) del linguaggio del potere, I'uso cosdente delle proprie forme di spettacolarita sana state e sono ancora momento di sabotaggio dell'in[ormazionne in quanto mezzo di produzione di comando, non la ()ccasione per mostrarsi come gli scemi e felici per il comunismo.

E non serve neppure cercare

di vivacchiare unicamente sulle qualsiasi legame reale con il moscadenze es lerne, 0 peggio an- vimen [0 e i I dolciastro oggcl tivicora, introclurre scadenze ester- smo spontaoeista lra la mili-

ne aile scadenze nci movimenli (anza paranoica e la creaLivita

dei proletari, reslaurando la coatla.

grezza spetlacolarila della poli- La dissoluzione ormai complcta

tica separata. dei gruppi,. la crisi di organismi

Non riconosceremo mai ad i quali i comitati eli quartiere ba

neri corvi dell'apologia della prodotto, in una situazione di

stato di cose presenli, ad i ver- miseria diffusa soprattutto tra

mi dell'istituzionalila com un que i compagni, la disgregazione eli camuffata, ad i porci « sociali- ogni possibile tessuLo connetListi", il compito di parlare delle YO. In questa siLuazione gli uni-

profonde cOfjtraddizioni entro ci centri di dibattito e di vita

cui sl dibatte oggi il movimenlo colJeltiva sana rappresentati dai

proletario di autonomia a Na- bar e dalle piazze, Ie bande di

polio quartiere sana I'unica forma vi-

A noi il compito. di regist;ar~ sibile di aggregazione collettiva.

la pro fonda estenslOne ed ll1CI- Ai teorici dei bisogni la piattez-

denza in termini di tematiche za delle lellure sociologichel

dentro il proletariato e I'assolula Se si parla eli questo e perche

marginalita nella scontro con la poniamo al centro nell'analisi del

rete del potere da parte dei com- movimenlo non solo Ie esperien-

pagni dell'autonomia operaia. ze politiche ma 1a vila concreta

A noi iI compilo eli verificare d'inleri settori di com pagni e di

Ie secche en tro cui il pill grosso proletari.

set tore politico di movimento si Sin qui la « pars destruens",

e caccia to. la parte di lettura critica, ed in

Le secche sonG rappresentate parle auto:ritica, della situazione,

dal continuo inlreccio tra il sog- la necessila di un dibaltilo pogeltivismo esasperato privo eli litico serrato e di grande respi-

ROSSO 8

ro tra i cOl11pagni e ineluttabile. Ci proviamo ad elencare alcune tematiche, 0 punti su cui i1 diballito pub svilupparsi:

a) individuazione di centri di aggregazlOne poli tica di movimento, centri sociali ed assemblee di massa nei quarlieri, aulova lorizzazione proletaria, forme di appropriazione, sabotaggio, sopraVVlvenza, riduzione della giornata lavorativa sociaIe.

b) baltaglia poliLica contro la giunta al governo in citta, lotta suI lerreno della spesa pubblica, movimenti di lotta dei proletari nella metropoli, necessita del saito da operare dai IT,lomenti di lotta sociale ai momenti di lotta politica' genera-

lizzata. _ _

c) costituzione di strulture autonome eI'informazione e di comunicazione del movimento: radio, centri stampa, centri di documen taziol1e ecc.

Le colonne di questo giornaIe sono aperte ad ospitare queslo dibattito.

perlomeno legate al movimento 0 ad alcuni suoi elementi di organizzazione nelle particolari situazioni in cui si svolgevano (ricordiarno Ie campagne contro il comando in fabrica, sempre con riscontro dentro il movimento, dentro la battaglia politica generale) cost la campagna politica contro i pennivendoli di regime, conclusasi con un successo politico proprio perche legata e suecessiva, ricordiamolo, al movimento del '77 e dentro j conte-· nuti che il movimento del '77 aveva evidenziato, e prati:::ata decisamente a livello di massa attraverso la critica e I'attacco ai giornali ecc.). A tutto questo non corrisponde, invece, perche totalmente slegata dai contenuti attuali del movimento, l'operazione « Aldo Moro ». Questa 0- perazione met te in crisi radicale il legame tra movimento armata e « partito arma to". Questa crisi cosrringera iI mcvimento ad affrontare con risolutezza il problema, che troppo spesso ha sotiovalutato. Cioe il problema dell'esistenza al suo interne di una organizzazione che si pone completamente al di fuori dei tempi di crescita e di autorganizzazione propri del movimento, e che pur proponendo come terreno di confronto il terreno della lotta armata e della « guerra civile", 10 propone con un'analisi della Ease politica, e della tattica e della strategia dell'organizzazione, completamente diversa da quella propria del movimento e chi usa a qualsiasi confronto dialettico con quest'ultirna.

Riconosciamo come nost ro. io penso, l'immenso patrimonio storico-pclitico-organizzat iva che i compagni delle BR hanno radicato con Ia lora esperienza in Italia, e cioe l'introduzione pesante, reale, immediata della problernatica sulla lotta armata. Proprio per questa dobbiamo ricercare la maniera a ttraverso cui. ricondurre questi compagni all'interno della dialettica e del rapporto elastico che fino ad ora si e tenuto in piedi. Perc, compagni, ricondurli a questa significa che anche i com pagni delle BR devono fare delle precise scelte. Cioe se collocarsi in ogni lora iniziativa ancora completamente all'esterno del movimento (e cio vorrebbe dire che la lora crescita permarrebbe tutta per linee interne di organizzazione BR, e non per !inee interne del movimento), oppure rapportarsi alla crescita generale e alIa logica politica com pIes iva di tutto il movimento. In altre parole: e importante verifi:::are se a lora interessa, oppure no, che ad ogni saito politico da lora imposto alia battaglia politica generale corrisponde un saito politico-organizzativo del movimento, e che questo saIto venga guidato, articolato in maniera adeguata. Questo interrogativo lrova gia nell'evolversi sempre pili rapida dei fatti Ie prime risposte. La diversita soslanziale tra movimento e partito e la seguente: il movimento, 0 meglio i suoi movimenti organizzativi, ad ogni saIto, ad ogni forzatura suI terreno politico-militare stanno bene attenti ache questi passaggi abbiano un aggancio reale e preciso con il livello politico-militare complessivo raggiunto. Le BR invece questo problema 10 ignorano, 0 per 10 meno 10 sottovalutano pesantemente, dando per scon tato il perm an ere degli attuali livelli di movimento (cosl. come sono oggi saranno domani e sempre... fino ache esistera la contraddizione tra salario-forza lavoro e capitale ... ). In realta oggi c'e una crisi reale del movimen to. Una crisi che puo e deve avere sbocchi in avanti, e superiori.

La crisi, la guerra civile, il movimento

E va bene. Ora ascoltano Ie nostre conversaztoni telefoniche! Ci voleva it rapimento di Moro pel fare approvare come norma ufficiale quello che era una politica diffusa nella repubblica, Pensate se raplssero iI papa! Con relativo eccidio della sua scorta - non PS 0 CC meridionaJi, rna guardie svizzere. Cosa succederebbe? Forse rtprtsttnerebbero iI rogo. Eh gia, Chissa quante volte gJi Enrtchi, gli Antonelli, i GlancarIi, presi da conturbamenti mistici, hanno « visto » Pifano arrostire sulla graticola, Scalzone nella brace implorare un difficile perdono!

Ma non si tratta solo delle telefonate, ci avvertono i commentatorl polltici e del diritto. C'e il fermo di polizia, per chi non fornisce Ie proprte generalita: c'e J'interrogatorio senza la presenza del difensore. Senza parlare poi dell'inasprimento delle pene per iI sequestro, e I'obbligo di denunciare i contratti di affitto (che ha messo a soqquadro il piccolo-grande mondo della rendita urbana). Tutte cose, in definitiva, non nuove ne eccezionali per un regime che ha da contrapporre .010 10 STATO DI POLlZIA al MOVIMENTO COMUNISTA. Vogliamo sottovalutare questo passaggio? Niente affatto. Vogliamo solo rilevare I'ineluttabllita dell'inasprimento della crlst, e quindi la maggior bestialita e ferocia del « necessario profitto », La repressione insegne I'iniziativa di c1asse e risponde sempre con piu ferocia del « necessario profitto ». La repressione insegne I'iniziativa di c1asse e rrsponde sernpre con piu ferocia alla forza del cammino. laddove ha Ia forza per farlo. Nel nostro casu i prov-

vedimenti eccezionali sono II frutto del cornpromesso storico, e sono contrassegnati dalla rigida malinconia d iBerllnguer e del suoi, che non uno in grado di caplre il ruolo storico della socialdemocrazia, non hanno, per Intenderci, la Iorza (0, se volete 10 stomaco) del macellaio Noske. Che significa allora, sui terreno dell'informazione, I'attuale stretta? E' difficile vedere qualcosa di qualitativamente diverso daUa normale pratica. Abbiamo visto che la stampa ha reagito come sempre: deprecazloni, suggerimenti, proposte: abbiamo sentlto vecchi e nuovl predtcatori, sempre piu untuosl, - Ira questi ultimi si sono diporci terreni culturali e politiche di altri tempi, che cl hanno fornito suggestioni davvero proibite. Chi non ha visto iI Trombadori alia TV, uno Zdanov di marca romanzesca capace di conciliare brillantemente I canoni estetid-culturali del Partito con la «Coda alia Vaccinara »? Cosi La Malfa, che nella SUA dialettica ha trovato la sintesi tra Marx e Lombroso .. e tante tante altre cose, degne '::)i una Nuova Enciclopedia.

La stampa e i suoi opera tori, in definitiva, hanno rlsposto all'appello con energia tutta italica, combinando sacro e prof'ano, menzogna e verita. tragedia e Iarsa con disinvoltura scientifica. Le minacce e, in alcuni casi, gil attacchi a chi opera contro questa informazione, non sono mancati. La chiusura di radio « Rosa Giovanna» e I centri di ascolto per Ie radio del movimento si insertscono armonicamente nel quadro della « eccezionqlita del momento », Che tutto poi finisca come 101'0 vogliono e un altro discrso.

(sbobinatura di alcune parri del dibat t it.o svoltosi a Radio Sherwood la sera del 16 marzo 1978)

1.0 intervento -- Come gl. ascol tatori avranno capito stiamo parlando del rapimento di A. Moro avvenuto questa mattina. Non abbiamo a1cun elemento in rnano per poter aggiungere di pill a quel lc che sono state Ie notizie date finora dalla RAI, dai giornali della sera, e d'altra parte non e nostro costume metterci su questa terreno. Vogliamo invece, qui in studio, aprire it dibat tito su questo avvenimento, provare a riflettere: perche, a nostro avviso, quello che i: successo oggi e decisamente una cos a mol to grande, che modifiea i parametri dell'iniziativa politica, e Ii modifica con ripercussioni, con conseguenze con cui i l movirnento dovra rnisurarsi. Noi erediamo che la linea di discussione stasera vada sviluppata su tre 0 quattro punti, e vogliarno sgornbrare irn mediamente il campo da eventuali equivoci, che possono venire da destra 0 da sinistra, per il fatto che noi parliamo di queste cose e ne vogliamo parlare apert arnente perche riteniamo, non solo che sia importante, rna anche perche riteniamo che sia necessario far crescere la co noscenza cornuuista su queste cose. E' il nostro compito come radio, come strumento politico del movimento dare questo, Sgornbrare il campo da destra significa che Ie facili associazioni e Ie facili accuse di « simpatie », 0 qualunque eosa si vuole, su questi fatti, non ci toccano minimamente; da sinistra vogliamo far capire ai com pagni che i nostri « distinguo », il nostro tentativo di capire Ie funzioni dell'organizzazione armata BR non signirica necessariamente associars i al cora che da domani vedremo sui giornali, da LC in su, alia confusione, alia depreeazione, alIa liturgia alia quale siamo ormai abituati in Italia da alcuni anni a questa parte di fronte a fatti di questo genere. Allora, abbiamo sempre sostenuto che il problema dell'organizzazione BR si pone all'interno del rnovimento suI piano della teoria dell'organizzazione, nella dcfinizione, nel rap porto che vienc ad esistere oggi tra rnovimento armato e partito armato. E' un Fatto: in questi ultimi anni abbiamo assistito alia cresci to. di comportamen ti difficilmente inquadrabili anche all'interno di un Diritto il pili radicale possibile, suI piano della lotta delle classi, sulla disubbidienza e sull'insubordinazione socia Ie: cioe quelle che erano Ie forme di lotta con livelli altissimi eli violenza - almena cosl poi divenivano recepiti a hvello della Stato negli anni scorsi - 10 sciopero, il sabotaggio, sono stati superati non nel senso ehe non servono pili, rna dal fatto che strati so· ciali sempre pili vasti hanno assunto in proprio l'iniziativa di difendere fisicamente la propria integrita e praticare la forza, la violenza, proprio come rovesciamento eli quella che e la funzione che 10 Stato ha e ha avuto nei confronti della massa, del lavoro dipendente, della massa dei salariati. La crescita di comporlamenli violenti, di forza, e stata una delle caratteristlche fondamentali che ha percorso tutto il movimento, innervandosi in esso attraverso Ie avanguardie. E questa diffusione ha prodotto delle ipolesi teoriche, ha prodotto una cri tica radicale, una critica in senso proprio marxiana nei confronti delle esperienze organizzative, politiche - storiche

che pur agendo all'interno del movimento si sono discostate da queste cose. Con questo non vogliamo assolutamente giudicare esperienze come Ie BR, fuori dal movimento; vogliamo sernplicemente mettere in evidenza la diversita e l'atteggiamento critico che il comportamento di movimento ha avuto nei confronti proprio di esperienze storiche di questa tipo. Ecco, il movimento armato, che costituisce per linee interne la propria forza, che costruisce e cumula la sua forza politica per il ribaltamento delle condizioni di sfruttamento, per la realizzazione di aree sernpre pili estese di potere, di comunismo; va bene, e I'ipotesi su cui marcia il movimento fino ad ora, con i suoi momenti eli pausa, di riflessione, di crisi, di slancio in avanti; accanto a questo il movirnento ha maturato al suo interno il partito armato. E non e che il « partito arrnato . sia nato ieri 0 I'altro ieri, il « partito armato» e una compcnente esistente all'interno del movimento ed e riJlesso, rapresentazione politica di strati della classe, e di . suoi momenti conflittuali.

Una dialettica tra queste due ccmponenli della realta pcli tica, dagli anni '60 in su, e sempre stata presente, ed e una d ia lettica che ha funzionato per un lungo periodo, costruendo momenti di sintesi superiore, permettendo l'acquisizione di una strumentazione formidabile di lotte e di materialc. Le BR, come rappresentazione del partito armato, come punto trainante di alcuni strati sociali che, appun to, si differenziano da quello che e il movimento armato, hanno in questo ultimo periodo pertato avanti alcune iniziative che hanno effettivamente ineiso nella struttura del comando... L'aspetto nuovo che emerge con il fatto di oggi e che pratica 10 slogan « portare I'attacco al cuore della Stato », ma che distanzia maggiormente la politica e la teoria delle BR dal movimento, e il trasferimento ad un livello diverso, il rapporto tra la organizzazione armata e 10 Sta- 10. Moro e l'attuale ceto politico, come espressione dell'avvenuta ricomposizione del cornando, vengono colpiti dalle BR. Qui le BR individuano un terreno che per molti anni il movimento ha ritenuto esrraneo alla lotta di classe: « il cielo della politica », per intenderci; i movimenti, la dinamica del ceto politico, della rappresentazione formale dell'attuale comando capitalistico. Le BR han no colpito nella figura di Moro I'epicentro di tutte Ie mediazioni, secondo la loro ipotesi hanno colpito il compromesso storico. Ma questa e possibile perche, com pagni, semplicemente perche l'organiz· zazione comunista BR, agendo dentro il soleo storico della tradizione storica terzinternazionalista, riproduce il meccanismo di ricalco negativo, leninista, dello Stato. Le BR si assumono in pieno, pur nei limiti della loro, ripeto, configurazione e rappresentazione, la funzione di Stato 0- peraio che si batte cavallerescamente contro 10 Stato capitalistico.

Da questo con segue che il rapporto tra Ie BR e il movimento e un rap porto di strumentazione, un rapporto di comando. Cosl come 10 Stato e una rea Ita esterna a quello che e il corso sociale, e si presenta come sublimazione dei rapporti sociali, rna comunque esterno ad essi, ecco, anche Ie BR, nella loro eostruzione della Stato Operaio, sublimato nel partito armato, percorrono una strada parallela.

Allo Stato capitalistico contrappongono I'Antistato. Il rap-

porto tra part.ito e movimento tra avanguardie e movimento ~ contemplato e praticato in termini manualistici; e la teoretica leninistica come « sapere morto », e non la lezione leninista viva (quella che conta in questa caso). Per cui I'intelligenza, la str<l:tegla, la previsione, l'irnmaginazrone leninista e tutta dentro il part.ito ed esterna alia classe.

2.0 intervento Sembra utile far notare a tutti che iI dibattito viene mantenuto su un piano r igorosamenle politico. Rifiutiamo invece in tronco il piano che domattina ci aspettiamo dalla canea, da LC in su, e cioe il piano della condanna metafisica della violenza. Strano! Questo avviene sempre per episodi come queJlo odierno, mentre I'uccisione di sessantotto carcerati in Argentina, J'uccisione di centinaia di palestinesi ecc. non susci~a mai le reazioni scomposte e isteriche del benpensanti nazionali. Quindi: piano rigorosamente politico per individuare le difl'erenze profonde fra due linee. L'intervento precedente Ie ha gia chiaramente delineate le BR: i: il nueleo che prefigura in se stesso e costituisce il principio di quello che dovrebbe essere il nuovo Stato Operaio, E' una visione che affonda nel passato Ie sue radici, Ricordiamoci il «Che fare?" e « Stato e Rivoluzione ». 01 tre a questa con trapposizione frontale fra nueleo di avanguardia che porta in se la scienza e la coscienza rivoluzionaria contrapposte allo Stato del capitale c'e anehe un altro elemento emergente che secondo me risulta chiaro proprio dagli avvenimenti eli stamane, cioe il Iatto che la coscienza rivoluzionaria complessiva deve essere porta ta aile masse proletarie dalI'esterno. Le masse sarebbero fornite esclusivamente eli spirito « tradeunionista» cioe di rivendicazioni materiali di per se non rivoluzionarie. La visione globaIe della contrapposizione f'rontale allo Stato del capitale deve essere apportata alia c1asse dalJ'esterno, ad opera di questo nucleo che e scienza e coscienza della rivoluzione, della con quista del potere politico. Per capire bene oggi questa part.icolare linea politica bisogna rendersi conto del quadro in cui il rapimento di stamane avviene. L'episodio segue a ruota una crisi di due mesi; crisi nella quale il PCI aveva impegnato molto, se non tutto. Basta leggere proprio oggi I'articolo di Scalfari su Repubblica. Scalfari ricordiamolo e stato uno dei pili accesi e coe: renti fautori di questa crisi e degli sbocchi positivi che essa avrebbe apportato.

Lo Scalfari vedeva tali sbocchi in tre elirezioni: I) un programma efficiente per risolvere la crisi, soprattutto rilancio degli investimenti ed eliminazione della disoccupazione; II) un governo che avesse la capacita di portare sulle proprie spalle questo programma e quindi desse una prova tangibile dell'avvenuto cambia men to (rottura); III) un impegno chiaro ed esplicito del PCI nella maggioranza.

Ora, sentite un po' cosa scrive stamane a poche ore dal rapimento Moro: « pare di capire che Ie notizie sulla composizione di governo abbiano suscitato una specie eli maremoto alia base e al vertice del PCI: dirigenti furibondi, negoziatori messi sotto aecusa, Natta che annuncia sull'Unita di domenica J'ingresso di tecnici di sicuro prestigio nel ministero - mentre gia da dodici ore il peggio e gia avvenuto - mi1itanti delusi e infu-

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riati e via dicendo », Basta leggere i commenti de L'Unita per cogliere 10 statu di disagio, di rabbia di delusione. Lo Scalfari conclude: « II vero problema e che il contraccolpo nel PCI sarebbe statu fortissimo. II PCI pili d'ogni altro partito aveva impegnato nella svolta il proprio peso, iJ proprio prestigio, la propria immagine: adesso arrivia- 1110 noi e Ie cose cambieranno, non sara come il centrosinistra ». Lo Scaifari aggiunge: « che cosa e rimasto dei propositi iniziaJi? La firma congiun ta diNa tta e di Piccoli sotto la stessa mozione di fiducia ». Cioe la firma del PCI sotto 10 stesso identico contenuto di merda e sotto un governo che, se e cambiato e cambia to in peggio, E' in que~ sto preciso momenta che le BR intervengono. Sembra una lezione impartita dalle BR alia classe: vedete, la linea del PCI, con tutte Ie promesse che vi sono state fat te, porta solo a questo. E il principale responsabile di tutto cio e un certo Aldo Moro che non a casu e statu individuato da tutte le forze borghesi come il vero motore di tutta la operazione. Dunque I'unica soluzione e questa, nostra. Esemplare «Tezione dalla cattedra ». Lezione perfettamente in linea con questa concezione vetero-bolscevica del « nucleo d'acciaio », unico fornito di coscienza. Da una parte la linea dei Soviet; dall'altra parte la linea del partito armato. La linea della massa armata, del movimento armata che si sviluppa per linee interne, sulla base di bisogni di massa, attraverso una graduale massificazione di comportamenti illegali che diventano contropote~-e nel territorio; dall'atra parte, mvecc, una linea che pretende di decidere tutto d'a lto. Dal l'al to di una sapienza scientifica assoluta che discende su una massa formata da gente che pensa solo aile quattro palanche. Ecco, questa secondo me e la differenza fondamentale. Compagni, e comprensibile che atti come quello odierno possano provocare in qualcuno di noi stati di temporanea euforia. Ma teniamo presente che si tratta di .1I1a drogao Non e con questo che si costruiscono i gradini successivi e solidi del potere di classe. Non 10 diciamo per opportunismo, rna per profonda convinzione. La linea delle BR non corre parallela alia linea del movimento. Da oggi, anzi, la divaricazione e sempre pili evidente e grave.

3.0 intervento_· Secondo me la operazione che Ie BR hanno iniziato stamane, sicuramente avra degli strascichi notevoli suI corso politico della sinistra rivoluzionaria, e dovra confron tarsi con quella che e la realta del movimento armato. Cioe, quando al primo punto del nostro discorso affrontavamo il rap porto fra movimento armata e partito armato, era perche con il rapimento di Moro, a mio avviso, Ie BR hanno non tanto « colpito Moro, anello pili debole della Stato », disarticolato ecc., messo in erisi il quadro istituzionale ... ; rna hanno incrinato il rapporto ehe esisteva tra lora (partito armato) e queJlo che e il movimento nelle sue forme di organizzazione, rapporlo che bene 0 male fino ad ora erano sempre riusciti a man tenere dialeltico. Cosa vuol dire che J'hanno messo in crisi? Vuol dire che il problema reale non e queUo che Ie BR hanno alzato il tiro 0 modi fica to improvvisamente la propria linea politica; rna che alcune lora campagne politiche, portate avanti con rapporto dialettico, era no

Un giornale operaio per I'autonomia

Nel clima di coprifuoco in cui e stata gettata Torino, di fronte alla campagna ossessiva del PCI e del sindacato in fabbrica contro l'autonomia 0- peraia e Ie avanguardie rivoluzionarie, assume importanza la scelta di gruppi di operai comunisti di dar vita a un coordinamento autonomo.

Tutti oggi propongono pia~i « globali », dalla ~onfindustn~ al Sindacato, perche tutti captscono che i prossimi anni non lasciano sceJte: 0 le redini del comando sono riprese dal capitalismo 0 avanza il potere proletario con l'approfonclimento della lotta in atto. Le posizioni di stallo non hanno durata: 10 climostra l'esplosione delle lotte del movimento '77, 10 indicano i sernpre pili rigidi comancli che giungono clall'ltalia dei padroni internazionali, per voce del Fonclo Monetario, delle grandi banche, del governo americano,

Gli elementi comuni a tutti i piani globali, cia quell! governativi a quelli padrona li e sindacali, sono comunque:

II taglio della spesa pubblica con la conseguente disoccupazione, carenza di servizi e aumen to delle tariffe;

La politica dei redditi con iI sostanziale blocco dei salari nei prossimi anni;

La ristrutturazione produttiva con I'uso dei licenziamenti, mobiltta selvaggia, lavoro precario e disoccupazione giovanile.

Se questi progetti contro g~i operai e i proletari ~ono glcbali, zlobalc cleve essere il nostro riflu to e la nostra latta centro di essi. Non ha pili senso tentare eli modificare questa 0 quel punta della piat taforrna. La politica antioperaia va combattuta e vanno combattuti i SUO! promotori: iI Sindacato non difende i nostri interessi materiali e si assume iI compito di regolamentare in sene alIa c1asse 0- peraia la programmazione della stato e dei padroni. Per questo gesrlra direttamente la mobilita e la disoccupazione e si prepara a creare un nuovo ufficio di collocamento che sara una formidabile arma dl ricatto centro i proletari che non vorranno accettare Ie sue imposizioni. Per questo iI sindacato e una nuova controparte alIe nostre lotte!

In questi anni <i ~ -stcso 10 sconiro tra i prolet ar-, dccisi ad ottenere la soddisfazio.ie dci 10- ro bisogni e acl imporr : il lora pot ere e il capitale, chc con i! ricatto della errs: ha tcntato di piegarc Ie lotte operaie e proletarie.

E' riuscito solo a piegare i rtformisti, che oggi si presen tano senza pili maschcre, come cal~i cla guardia, [eroci oppressori delle esigenze opera ie, spie del potere contro i rivoluzionari. Il PCI e impegnato fino in fondo nel patto sociale ed oggi e succube della sVf)lta moderata imposta dalla DC. II regime della socialdemocrazi~ au: toritaria sta costruendosl glJ strumenti di comando, una polizia pili efficiente, tribunali di regime, ma soprattutto un. partito e un sindacato che ncscano a sconfiggere l'autonmia di classe.

Molti compagni hanno gia subite Ie conseguenze dd nllOVO corso per la lora militanza comunista: ultimi in ordine di t~mpo i compagni Ec-:o FontaIlesi Franca Musi, Giuseppe FiaIe, 'Beppe Forlano, sequestrati dai Carabinieri.

La lotta si e estesa in questi anni a tutta la societa. Dal '68 abbiamo verificato che nulla deve essere piu delegato dei nostri interessi e che Ie lotte vanno condotte in prima persona, se voglianlO c.he paghiJlc.

In questi anni stiamo comprendendo che la coscienza dei nostri bisogni e la capacita di lottare da noi conquistata, vanno tradotte in organizzazione in grado di opporsi alla violenza della stato e a creare contropo-

tere proletario. .

- Nulla pili si ottiene senza Imporre la propria forza organizzata e il contrattacco dei padroni 10 climostra.

Lo state sta gia facendo la propria guerra al movimento: la posta in gioco e il potere.

La nostra forza la troviamo nell'estensione dello scontro, nel radicamento che I'organizzazione che costruiamo ha nei quartieri e nelle fabbriche, Ie for-

me di lotta sono quel le che Ia nostra creativita e capaci ta di organizzazione ci insegnano ad usare.

II blocco della ristrutturazione che ogni mezzo che attacca la produtttvita in fabbrica, la lotta contro iI supersfruttamento del lavoro precario e nero che ne chiuda i co vi e ci Irutti salario, il rifiuto del pagamento degli affitti e delle tariffe per difendere il nostro reddito, la pratica della nostra forza contro ogni strurriento di represstone.

Noi crediarno che l'organizzazione capace di imporre ancora una volta il terreno di scontro da noi scelto (come negli anni '70 Iu I'organizzazione spontanea degli operai ad irnpor re i propri obiet tivi con i cor tei interni, i picchetti, gli scioperi a scacchiera, ecc.), sia I'organizzazione autonoma degli operai e dei proletarl, radicata in cornitati nelle fabbriche e nei quartieri, tesa a costruire strumenti di lotta adeguati al llvello di scontro attuale, a rtunificare Ie lotte operate e proletarie, a darsi un programma generate per la conquista del potere.

I tempi della lot ta non sono brevi, rna abbiamo ugualmente fretta, per strapparc fin cla oggi I'iniziativa dalle mani dei padroni.

LE NOSTRE PROPOSTE

La Lotta ill [abbrica continua ogni giorno cont ro ILlite Ie ina- 110vre della rist rut turazione, nei quartieri si diil ondono deciue e decine di episodi di 101la ill cui si [or niano piccoli grup pi au- 10110111C111zel1le organizzati. QueSIO e il t cr reno fertile su cui oggi, nel IIIOl11elllO ill cui 10 SWIO, i padroni e i lora servi lanciano un att acco [rontale al processo rivoluzionario, e necessario far sorgere un programma che riuiiiiichi le nost re forze, che conquist i nuovi spati alla nost ra lalla.

E' indispensabile generalir.zare la confli t tualita in [abb rica, call WI piano per att accare il padrone, per mant enerc e sviluppare il pOI ere operaio nell'ofi icina; confl i t tual ita che deve uscire dalla [abbrica e invest ire il terril aria unendosi con Ie lot te degli altri lavoratori, call Ie donl1e, call i disoccupat i e con gli studellti.

Menlre il Sil1dacalo SVllota ormai defillitivamellle Ie scadenze contrattuali e il PCI fa proprio il compilo di reprimere il /110- villlento prolelario, vogliamo riprel1dere l'inizialiva su alcuni pUllli fOl1dal11enlali.

LA RIDUZIONE DELLA GIORNATA LAVORA TIVA

I padroni allaccano il 11Ostro salario e la 110st ra vita co 11 I' aLl/11enlo della prodUllivitiz, il conseguente aggravarsi della nocivito., l'auacco all'assenteLsmo, i licel1Z.iamenti.

L'unica soluzione per imporre Ie nostre esigenze contro il lavoro che ci viene imposto e Ia disoccupazione che ci ricatta e Ia riduzione della giornata lavorativa.

Sappiamo che i padroni ci tanno giiz produrre tul ti nel loro sistema di sfruttamento, che ahbiamo un lavoro fisso 0 meno, che in fabbrica e negli uffici, che nelle boile, che chi col lavoro a domicilio, chi e disoccupato con la sua disponibililo. di forza-Iavoro la dove i padroni ne hanno piu bisogno mobile da un lavoro precario all'altro, Ie donne continuano a fomire il lavoro domeslico non pagato per la riproduzione della famiglia.

Vogliamo lavorare di meno per i padroni e conquistarci piu tempo per organizzare la nostra vita secondo Ie noslre esigenze: lavorare tutti per noi significa lavorare meno!

Non crediamo nelle sparate forma sindacale chiede invece demagogiche di Carniti sulla volonta sindacale di lottare per la riduzione d'orario: la piattadi lava rare di piu.

Occorre se vogliamo aprire nuove assunzioni, dij ender e 0- gni posta di lavoro, rispondere ai proget ti di rist rut turarione padronali, ai t rasierimenti, ai licenriarnenti, alla cassa integrazioue, agli st raordinari, all'aumento della produttivita.

Ouest i obiettivi che ci tocca- 110 quotidianament e vanno il1- quadrati nella lotta per la riduzione dell'orario di lavoro da 40 a 35 ore.

Riduciamo l'orario con ogni sistema

Per prepararc la lotta per Ie 3 ore

Godiamo tutte Ie Iestivita Aumentiamo le assenze per malattia

Aboliamo 10 straordinario Combattiamo il cloppio lavoro e il lavoro nero.

IL SALARIO

Lotta pcr il salario in tutti I 1I10di I radizionaii e specifici, lotta per la cont.ingenza, lott a per le qualifiche, per la perequazione al livello mas imo, lot ta per il 411 livello di inassa sulle catene. Noi operai sap piatno benissiino che si /1(1 bisogno di soldi. Occorre non solo agitare ma organizzarsi per un forte aurnento del salar io subito.

Riprendere lu lot t a sul salario significa 11011 [erniarla alia [abbrica, perc/IIi poi gli aunienti veil go no inangiat i all'esterno COI1 I'inflasionc e COli la diminuzio-

lie dell'occupazione stabile.

AlIa conquista di salar io in Iabbrica va affiancata la latta contro gli aumenti di tarifTe (trasporti, luce, gas, risca ldamen to). per Ja riduzione dcll'alfit to, contra l'aumento dci prczzi, per l'cstcnsione e il miglioramenta menta dci servizi sociali.

Lotta centro la ristrutturazione c la struttura di cornando Rifiuto della mobil ita di qualsiasi gcncrc

Lotta decisa cont ro i carichi eli lavoro,

Lotta contro la st rut tura di comando, cont ro capi, fascist i, spie, centro la divisiouc degli operai port at a avant i cia Siudacato e PCI Ira bravi e cat t ivi, Ira quell! clie dicono sent pre .. Sl" e quelli che 11011 la pen sauo come loro.

Lotta contro I'attacco rcpressivo del lo Stato e dei suoi apparat i, cont ro leggi di tipo fascist a (jermo eli pol ilia, confino politico, liinitarione al dirit to eli sciopero e di manijestazione, ecc.) che DC e PC I 1'01'rebb ero portare avant i per repriinere le lotte proletarie.

Per la iiberazione dei coin pagni in galera e cont ro la milit arirrazione polizicsca dei luoghi dove vivianio e lavorianio.

LOTT A CONTRO IL LAVORO NERO

1/ lavoro nero e precario l'a/1- 110 aboliti. I padroni

pagare ugualmeiu e il I1OS1 ro lavoro, ovunque lo [acciamo. Pagare i contributi, alzare al salnr io, r idur re i ritmi di lavoro.

II superstrut t aniento va puni- 10 durament e e i SLIOi covi chiusi.

Per portare avant i quest! 0- biettivi e necessaria essere organirzati ill modo serra, scienI iiico, occorre far crcscci c I'organizzazionc. perche essere orgallizzali signilica essere forti, avere la capacit a di andare avanti per rali orzare il pot ere 0- peraio ill officina.

E' necessaria chc noi opcra i ill prima persona, decidiamo cosa fare, clie abbandoniamo qualsiasi t ipo di del ega, ponendoci come sozzct t i attivi sia per i proble/1li~-speci/ici eli [abbrica, clie per quelli organir.iati vi e generali, perclie dipentlc solo ria 110i e dalla [or:a clie riuscirenio a cost ruire, se sarenio ill grade eli port are avant i il 110- st ro prograntnia.

Questa rete, questa p rcscnza di compagni in tutti i post i di lavoro sara la Iorza chc pot ra portare avanti i nostri obiettivi, chc potra clenunciare c attaccarc capi, fascisti: spie, ruffiani, che pot ra opporsi cd attaccare qualsiasi piano dci padroni, che si ba t tera per la vera uni ta di classe c1egli operai.

COORDINAMENTO AUTONOMO OPERAIO

tezza vedono una grossa partccipazione proletaria. Una manifestazione alia Pretura, contra gli sfratti, vede la polizia e Ie squaelre speciali scatenarsi, non esitanelo a minacciare armi alIa mano. Sin dal primo momento il Comitato si trova di [ronte al PCI e opportunisti di ogni specie che cercano di criminalizzare il movimento facendo opera di elelazione nel quartiere e fuori. Ma con questo comportamento si ch,arisce, agli occhi dei proletari del quartiere, il ruolo che il PCI ha assunto di delazione e rep ressione.

L'illegalita, ieri patrimonio di pochi, oggi e una pratica di massa che va estendendosi a macchia d'olio nei quartieri proletari. Nel Traiano da sempre l'illegalita e un comportamento normale legato aHa sopravvivenza. Ma il [atto piu importante e che oggi si costruiscono momenti di aggregazione e di organizzazione chc vanno nella direzione di costruire un reaIe potere di massa nei quartierio Non a caso, J'insubordinazione, costante, quotidiana, permanente, si va sempre piu aUargando ed estendendo, non solo in forma spontanea, individuaIe, rna anche organizzata, e attraverso Ie lotte costruisce una forza sempre pili alta, capace di realizzare I'imposizione degli interessi proletari. E' chiaro che la legge 513 rientra nel progetto di ristrutturazione cap italistica, infatti essa smobilita I' edilizia pubblica legando il fitto delle case popolari a queUe del mercato privato (privatizzazione del patrimonio di edilizia pubblica e popolare) e trasforrna l'IACP in proprietario di ca-

Illicizia bloccano Ia tangenziaIc. Nel pomeriggio coniluiscono in una manifestazione centrale del movimcnto p-::r la liberta di due disoccupati arrestati, una settimana prima, ncgli scon tri al Comune.

Gli altri giorni i cortei alIa Prefettura, alia Regionc, allo IACP, sono [requenti e si intersecane can i cortei dei disoccupati, degli operai in cassa integrazione, con i blocchi dei contrabbandieri. Primi elementi di un nuovo movimento proletario metropolitano in cui la 101la contro i fitti restituisce al movimento l'indicazione di un lavoro di organizzazione e presenza militante nei quartieri. La rivitalizzazione di organismi proletari, abbandonata con la sconfitta dell'autoriduzione, appare come una indicazione an cora [ertile, se si riuscira a tener conto dei contenuti nuovi espressi dal movimento in questi tre anni e degli errori che hanno caratterizzato il vecchio cicio.

II Comitato Autonomo Traiano si e organizzato sui bisogni reali del q uartiere. 11 pun to di partenza e state l'aumento del fitto con Ia Iegge 513, uno degli ultimi attacchi aile condizioni di vita dei proletari nei quartieri. Nel Traiano questo ulteriore almento ha determinato Ia volonta di dar vita ad un momenta di auto-organizzazione e ad un grosse movimento che si e fatto carico di portare avanti anche altri obiettivi. La lotta e subito parti ta con assemblee generali, sia di palazzo che di quartiere, come momenti di organizzazione. Al rifiuto di pagare gli aumenti la risposta proletaria e generale. Numerose manifestazioni caratterizzate da durezza e compat-

Contro l'applicazione della 513

La Jotta contro l'appJicazione della legge 513, segna la ripresa dell'iniziativa proletaria nei quartieri. Gia in dicembre c'e un proliferare di assemblee nei quartieri popoJari con una grossa domanda di organizzazione per dare una risposta agli aumenti. Rione Traiano, Berlingieri, S. Alfonso, Amicizia, questi i quartieri in cui parte I'iniziativa. Ben preso diventano anche I'ossat.ura di un coordinamen to. La Jotta ha caratteristiche molto simili a quella dell'auloriduzione delle bollette ENEL del '75. II Coordinamento si presenta, infatti, come un momenta di coniluenza e di scontro di diverse linee: una componente che con un discorso suI controllo dei fondi per I'edilizia popolare al fine di risanare i quartieri proletari, tiene aperto un varco alia mediazione istituzionale, ed una componente legata a doppio filo agli interessi proletari del quartiere, contro gli sfratti, contro gli aumenti dei fitti, disponibile ad una tematica generale di iniziative contro i prezzi, per il reddi to, per nuove forme di lottao E' intanto cambiato il ruolo del PCI e del sindacato: toIlerante sull'autoriduzione delle bollette, a pertamen te dela tore e provocatore sui fitti.

Ma la lotta si e sviluppata in ampiezza: 11 febbraio, al Rione Traiano 150 abitanti bloccano la loggetta aecatastando copertoni in fiamme. Contemporaneamente 400 inquilini partono da Poggioreale (Rione S. Alfonso, Berlingieri) e bloccano piazza Capodichino. Alle 10,30 sono in mille a Capodichino, mentre gli abitanti di S. Alfonso bloccano con un muro di copertoni in fiamme via Stadera. Aile 11,30 inquilini del Rione A-

ROSSO 10

se.

(continua a pag. II)

Lotte proletarie

IACP E LOTTE DEGLI INQUILINI

Da molti mesi ormai il movimento padovano ha individuato nella casa uno degli elementi centrali del suo programma; un movimento maturato e ricomposto nell'ultimo cicio di lotte, che ha posto al centro del suo dibattito la rlsoluzione dei gravi problemi e contraddizioni che materialmente attraversano gli strati proletari in questa citta, sviluppando e sedimentando organizzazione, zona per zona, in ogni settore: scuola, iabbrica, univer sita. quartiere.

Nuove prospettive e nuove possibil ita di lotta han no preso forma, per I'impcsizione dei bisogni proletari, fuori da ogni mediazione istituzionale, fuori da ogni demagogica contrattazione revisionista, ma nella coscienza della propria soggettivita politica, della propria .orza organizzata, componente attiva di un programma comunista esteso su tutto il territorio, omogeneo per scelta degli obiettivi, per I'ipotesi politica delle sue strutture, per la sua pratica di lotta.

Sempre pill si consolidano gli elementi di saldatura tra spezzoni di classe fino a ieri divisi e isolati nel territorio, sempre pill evidente e la qual ita politica di un movimento interamente ricomposto in un unico massiccio fronte di lotta,lale da legittimare una nuova spinta in avanti in tutte Ie sue articolazioni.

In questa consapevolezza si colloca la lotta degli inquilini delle case dello IACP.

Vediamo la realta dell'edilizia cittadina. Da una parte la sltuazione insostenibile per i 50.000 studenti fuori sede detl'univetsita: I' Opera Universitaria garantisce ~500 posti letto con i suoi squallidi '::Jhetti per studenti per 10 pill isolati e decentrati, il resto si arrangia come puo, general mente costretto a cedere al ricatto dei costost miniappartamenti, frutto di un preciso accordo tra Rettorato e grossi nomi della speculazione adilizla cittadina.

Nelle ';acolta sono nati i comitati dei fuori sede, i comitati di lotta per 'a casa, con prime forme di organizzazione permanente e con l'occupaztone di alcuni stabili sfitti.

Dall'altra parte la situazione complessiva dell'edilizia popolare, orrnai ridotta a Pad ova a puro stru-

(cont inuu do pogo 10)

II C,A,T, partito sulJa 513 con seguenti obiettivi:

I) Nessun au men to dcvc esserc pagato.

2) Sana to ria per tu tt i gl i abusi cd i morosi.

3) Ncssun slratto sara mai escgui to.

i: divcnt at o un primu momcnto per la crcscita c 10 sviluppo di un grande movirnento per la casa ~ume scrvizio socialc.

All'intcrno del coordinamento ci t t adino, 10 scontru con la componcntc upportunista c un dato d i tattoo Basti pensare chc non si va al di la della st ilarc piat raf orrne r-ivcndicat ivc c eli trattativa che coru inuarncntc cspr imcno posizioni di intcrgrupri c non rispecchiano le reali esigcnze dei proletari. Un coordinamento di intergruppi c solu un ten tat ivo di gcst ionc esterno aile lotte. E' ncccssario cost ruire un coordinaruento eli lottc.chc sia rapprescntativo delle varie realta. At t raverso il conIronto c il dibattito eli dar vita ad un movirncnto basato sulla propria Iorza, fuori da una 10-

gica sindacale. Analoga si tuazioIll' i: prcsentc nel coorelinamentu naziunale dove 1'« Unione Inquilini» dcvia la lotta su binari istituzionali. It lavoro capil larc svolto dai compagni casa per casa, palazzo per palazzo, a lJarga la ternatica dcll'intcrvcnto ai problcmi della salute c della nocivita in fabbrica. E' su questa linea che va cost ruita una reale aggregazione delle furze prolet ar ic.

Comitato Autonorno Traiano

mento di controllo sulla classe, vede nelle case IACP il suo strumento piu significativo.

Alcuni dati del 75: 1500 domande di assegnazione di un alloggio allo IACP di Padova; circa 1000 abitanti ancora senza acqua potabile che devono servirsi del gabinetto 0 col gabinetto esterno; oltre 2000 senza bagno; 24.000 senza gas a rete (molte di plu che, avendolo, non 10 possono utilizzare per il riscaldamento); 17.000 completamente prive di impianti igienici, sanitari e di riscaldamento; Ie coabitazioni sono 1500; Ie domande sana oggi complessivamente 3500 di ironte a poche decine di alloggi costruiti nei tre anni.

Ed e proprio a partire dallo IACP che riprende forma e vigore la lotta per la casa, in termini precisi di organizzazione e di massificazione. L'ente non solo non provvede a sanare queste enormi carenze, ma mette in atto una precisa politica di espulsione dei proletari da questi alloggi: arrivano infatti alia 'line dell'anno i primi aumenti del canone d'affitto.

I proletari IACP. che da tempo hanno un rapporto stabile con i com pagni dei Gruppi Sociali Cittadini, si organizzano in delegazioni di massa portando ai responsabili dell'ente la loro risposta: rifiuto totale del pagamento dell'aumento e decisione di pagare il conguaglio solo dopo che I'ente avril reso pubbliche Ie voci analitiche del bilancio (solo nel quartiere Arcella sono 90 Ie firme sulla lettera che precisa queste decisioni).

Questa prima risposta sviluppa dibattito: e !'embrione, per la prima volta, di un rapporto ira proletari di quartieri diversi; contribuisce a chiarire la posizione di sindacati fin troppo compromessi quali SUNIO, SICET, ANIA.

La lora volonta di mediare questa «vertenza » in termini istituzionali e subito chiara: consigliano di pagare, magari a rate. 0 di pagare "secondo coscienza », ventilano la pos sibllita di stratto, cercano di conrenere la questione in termini "ragionevoli -, consigliano addirittura rji pagare "per sostenere I'edilizia popolare nazionale ».

Ai primi di marzo i nuovi aumenti, frutto della revisione integrale dei parametri di pagamento,

con valore retroattivo a partire da gennaio: alcuni canoni d'affitto sono aumentati di nove volte il lora importo pracedente.

II fronte di lotta si consolida, si estende, deciso fino in fonda ad opporsi a questo taglieggiamento del salario; I'organizzazione prende forma autonorna specifica: nascono i Comitati di zona, il condominio. con dei responsabili al lora interno per garantire il coordina-

per la

mento delle iniziative; nei quartieri dove maggiormente marcia questa ipotesi si decide di coinvolgere anche i concentramenti IACP piu isolati con un grosso lavoro di controinformazione e di propagande rispetto al non pagamento degli aumenti. Nelle assemblee sempre piu numerose viene viesmascherato fino in fondo chiunque tenti di ridurre la lotta in termini istituzionali; cresce la volon-

casa

la spesa nubbhca da I'esatta misura e il senso politico di questo decreta legge che dovrebbe spianare la strada all'attuazione del cosiddetto canone "sociale".

E' percio in questo senso che va impostato un programma di lotta sulla casa che non sia velleitario 0 spontaneista.

II PCI, che si e fatto interprete della politica governativa dei sacrifici e promotore della stessa con I'accordo programmatico nella nuova maggioranza di regime, non ha diritto di parola, come del resto e stato sancito all'interno di tutte Ie assemblee dove i burocrati e gli sciacalli del SUNIA sono stati zittiti dai proletari presenti.

All'interno della lotta per la casa dell'edilizia popolare, contro la legge 513, abbiamo individuato, attraverso !a discussione avvenuta nelle varie situazioni, nel problema della manutenzione e del risanamento un punto importante per il proseguimento dell'iniziativa politica.

Sappiamo tutti infatti 10 stato di abbandono delle case popolari, rese abitabili solo dalle spese sopportate dai proletari; non e "equo " ne tanto me no credibile questa nuovo furto che si tenta di far passare can questi aumenti degli affitti. mascherando il tutto con la necesstta di fondi per il risanamento e per la costruzione di nuovi alloggi, in quanta per I'edilizia po-

ta di tracciare un programma di lotta sulla casa che coinvolga tutte Ie realta sociali dei quartieri. A partire da questa lotta si aprono, di fatto, nuove prospettive non solo rispetto al rilancio del programma sulla casa, ma anche e soprattutto in termini di omogeneita politica sui territorio, di estensione della pratica dell'illegalitil di massa, dell'imposizione del contropotere proletario organizzato.

ROSSO 11

La casa come diritto e servizio sociale

Dal rifiuto generalizzato all'organizzazione della lotta, Le assemblee, Ie delegazioni di massa, i cortei devono trasformarsi in processi di organizzazione proletaria,

II rifiuto proletario organizzato della 513, che verso ottobre era patrimonio di un solo quartiere di Venezia, ha trovato in tutta la provincia una vasta adesione e un consenso organizzato, che ha prodotto la costituzione di un Coordinamento Provinciale di Lotta per la Casa e i Servizi come punto di riferimento e di sintesi al dtbattito politico e all'iniziativa dei vari quartieri e delle zone omogenee del territorio.

Come compagni che intervengono su questo problema ci siamo posti e ci poniamo il problema di trasformare, da una parte, questo generale e generico rifiuto alIa 513, che marcia attraverso il pagamento del vecchio canone, in lotta per la casa come diritto e servizio sociale per i proletari evitando pareto il pericolo di ridurre tutto ad una semplice autoriduzione dell'affitto, e dall'altra parte, di determinare formule e modelli organizzativi su cui far marciare questa lotta e produrre percio nel territorio strutture di classe stabili al sistema. II progetto del «nuopo capitale "di far pagare al proletariato e alia classe operaia i costi della propria riproduzione attraverso il taglio del-

polare numerose sana Ie merci sulla busta paga dei lavoratori sotto forma di trattenute (Gescal, Ina ecc.). Se la manutenzione deve ~ssere pagata, e sufficiente iI vecchio canone mensile.

Nel nostro territorio si sta percio sviluppando un'iniziativa per costringere, attraverso momenti di lotta e non inutili piattaforme rivendicative, I'lstituto Autonomo Case Popolari ad appaltare i lavori per Ie manutenzioni necessarie, ovvia mente so Ito if controllo dei vari organismi proletari e in base aile esigenze degli inquilini, arrivando eventual mente anche al non in seguito percio si potra prendepagamento totale dell'affitto. Solo re in esame il problema del canone sociale che deve essere vatutato rispetto al regime di vita e ai bisogni dei proletari.

E' indispensabile pero che tutti i proletari abbiano chiaro che per portare avanti questa lotta sono necessari dei livelli di organizzazione capillare nel territorio dati dalla costituzione di Comitati di lotta per la casa, Comitati di via, responsabili di condominia, Comitati di Quartiere 0 Gruppi Sociali. questi ultimi come momenta centrale di dibattito e di decisione nel quartiere, per la garanzia di un intervento stabile. e per inserire questa lotta sulla casa all'interno di un programma complessivo per i servizi sociali e i prezzi politici.

Scontrl sotto la questura di Napoli

siderazioni sulle ul

FIRENZE

La Iacolta di Architettura come lab oratorio

di proposte

Ai primi di febbraio alcuni compagni del CdA di Architetlura organizzarono un convegno dal litolo un po' fuori moda, senz'altro desueto e provocatorio. Parlava - tale convegno - di scuola e proletariato scolarizzato. Questo mentre tutti in Italia lavoravano con tenace accanimento ad una sernplificazione del problema dell'in tervento politico nella scuola, forti - obiettivamente - della consapevolezza genera Ie che dentro I'istituzione scuola ed i suoi antagonistici soggetti si giocasse un passaggio importante del movimento di lot ta. Sembrava a molti, ed agli stessi com pagni di Firenze, chc quel titolo e quei temi andassero contra 10 svolgimenlo materiale dei latti 0 quantomeno ne fossero dis tanti. Sembrava addirittura che mentre la prepotenza dell'iniziativa di massa accelerava la confluenza del « movimento» nell'alveo dei comportamenti e delle tematiche operaie, quel tentativo volesse prenderne le dis tanze segnando le difIerenze, rivalutando categorie giustamente sepolte. A noi invece - che in qualche misura partecipammo all'organizzazione di quel dibattito - pare che quello sforzo non Iosse ne inutile ne inopportuno rna toccassc un vero problema di fonda: quale Iosse la specificit a della lotta nel settore scolastico a part ire dall'acquisizione scontata che ormai dentro le universita e le medie i comportamenti politici, gli obiettivi e i protagonisti rappresentano iI movimento reale di un Iondamentale strato di classe.

E forse la storia - 0 il punto - sulle lotte di Firenze ruota proprio intorno a questo dilemma: fino a quando l'emergenza della r ibel l ione degli strati scolarizzati cont inue ra a rappresentarsi come l'intero movimento di lotta possibile ed in una certa misura a riassumerlo e supplirlo?

Ma proeediamo con ordine. nell'arco di un anna si e passati dall'occupazione diffusa di tutte le facolta all'appropriazione collettiva di migliaia di esami alla facolta di Architettura, all'impossessamento fisico .e .politico della mensa aperta ai proletari e non studenti, aile ronde contro il lavoro- nero, all'occupazione di case e alberghi, all~ lotta diretta contro Ie imrnobistrati dal buttare sui mercato, la scrematura politica in base al consenso al sistema dei part iti, la perpetuazione di modi e condizioni di vita emarginati, tutto questo avviene nella scuola tramite la combinazione di una efficace tenaglia: la selezione e la partecipazione. (Ci piacerebbe pili tardi riprendere il dibattito con i com pagni di Padova sulla sfruttamento del lavoro all'interno del l'uriiver si tn che a noi pare in assoluto poco rilevante anche per la terra bruciata che intorno alla cultura eel al suo asse hanno fatto nel passato le lotte studentesche relegando tale intenzione alia sfera dell'alta formazione ed a pochissimi momenti del corso di studi).

Alla selezione (intesa come insieme complesso di valutazione d'esame, di burocrazia, di Erequenza) spetta it compito esclusivo di controllo sui corpo studentes co. E' una valvola di rnanovra sui tempo lavoro (anche esterno alla scuola) ed un addestramento ad esso.

Il criterio della partecipazione politica e invece il modo specifico di intervento del sistema dei sistema dei partiti. Tramite la partecipazione si orientano e si cooptano i gruppi di studenti, si promette e si neg a lavoro, si pros petta I'emarginazione 0 la assunzione del sistema politico. Si fa in pratica funzionare l'istituzione scuola come agenzia del lavoro e di fronte ad essa salta anche it tradizionale 6~aeC'!fto tra frequentanti e non frequentanti (che noi abbiamo sempre inteso come divisione tra borghesi -

o « tesserati» - e compagni).

Se il 6 garantito e un po' la bandiera del bisogno proletario d; reddito e di sganciamento dal

controllo sociale, anche la partecipazione ha un suo metro esplicito: e il voto di condotta, so no quei 6 e quei 7 « politici » con cui si segnala it compagno che sciopera, che non va a scuola, ehe fa i cazzi suoi e non gia l'irrequieto 0 chi non porta lc searpette da ginnastica.

Bene 0 male la tacolta di Ar· ehitettura e stata il crogiuolo di queste analisi ed il laboratorio di numerose proposte. Le lotte studentesche hanno raggiunto una incredibile dimensione di massa ed hanno letteralmente gestito un programma (articolato per seminari ed unita verticali) basato sullo slogan « conoscenza sganciata dal voto . (esplicita parafrasi di « salario sganciato dalla produttivita »] che ha garantito migliaia di esami, argomenti di riflessione utili aile lotte e la scoperchiatura del ruolo del pci come nuovo padrone socia le.

3) Se a partire dalle lotte alla f'acolta di Architettura si comprende I'importanza decisiva dell'analisi della torma-scuola e della necessita di un radicamento interne che dovrebbe tradursi nell'esportazione di questo tipo di intervento (in altre Iacolta e scuole medie; eben venga anche da noi il 6 politico se e un modo per fondare una teoria sulla separazione del voto e del controllo dai contenuti utili ai bisogni di massa), I'iniziativa aile mense universitarie (anche qui migliaia di pasti gratis 0 autoridotti, apertura ai proletari, rifiuto dei tesserini e distruzione delle macchinette elettroniche) e iI giusto pun to di partenza per una lotta suI sociale in cui corrispondono teoria e reterente politico.

La questione sta ora nella geliari. Cioe si e passati da uno studentismo pili 0 menu travestito ad un reale terreno di scontro proletario.

Ma qui sorgono i problemi, perche i cri teri con cui si pub compiacere 0 dol ere od anche semplicemente scambiare notizie su una situazione sono decisamente differenti quando si parla di un set tore in lotta 0 quando si pari a del tutto, cioe dello state generale di un conflitto. In questo secondo caso _ e non per essere saccenti, predieatori, presuntuosi - it metro di misura (> necessariamente pili art icolato ed esigente. Limit iamoci dunque ad elencare dei punti e a raccontare delle cose.

I) La quasi totalita dei comportamenti di ribellione e di attacco, a Firenze, e stata propria dei settori scolarizzati. Questi set tori ormai si definiscono indipendentemente da un rapporto diretto 0 continuo con la scuola di per se rna senz'altro per una collocazione poli tico-economica su cui si regge un progetto di ristrutturazione eredistribuzione del lavoro da parte capitalista ed un atteggiamento nuovo - mobile ed eversivo (cioe non sconfitto) - da parte proletaria, II fatto pero che insistiamo a pari are di « proletariato scolarizzato» non e casuale. Infatti, anche rimandando ad altra sede una specificazione del problema della formazione e dell'immissione nel lavoro precario di questo esercito speciale di lavoratori, si scoprc che i punti di aggregazione sono an cora le univers ita e le scuole. E 10 sono - paradossalmente - proprio quando il movimento scopre la sua infinita potenzialita di lotta sui terreno socia Ie e generale. Dunque da un lato il movimento sente il bisogno di negarsi come particolare, dall'altro per quanto voglia rimuovere questa particolarita ne e suecube.

Gli ultirni mesi sono segnati da questa contraddizione. Lo sono alcuni tentativi di occupazione di case, 10 e in particolare un intervento-ronda in alcune faeolia fatto con scarsa attenzione al Iatto che dentro Ie tacolta c'e - appunto - il proletariato scolarizzato. Ora quest'ultimo intervento - mille volte menu violento ed aggressivo di molti episodi di lotta condotti dall'interno dci bisogni studenteschi -

Scuola come spazio politico

In questi mesi si e sviluppato dentro le scuole un forte movimen to proletario che ha messo a nudo la realta di questa istituzione capitalistiea.

La scuola si sta trasformando in una articolazione della fabbrica diffusa, in una sacca di forza lavoro che viene sfruttata nella nuova organizzazione del lavoro (preeariato, lavoro nero, ecc.).

La scuola non e pili passaggio, area di parcheggio, per la produzione rna diventa da subito interna al cicio produttivo ristrutturato.

I giovani proletari che studiano non sono soltanto forza lavoro in formazione rna erogano lavoro direttamente. produttivo, mobile, ad alto tasso di scolarizzazione.

La scuola ten de ad adeguarsi a questa nuova configurazione del processo di produzione (vedi riforma Malfatti e del pei) subordinando al comando capitalistico i bisogni dei proletari.

Soggettivamente i giovani proletari si rapportano alla scuola non da un punto di vista didattico e dell'organizzazione della studio (qualificazione, didattica alternativa) rna partendo dal 10- ro rifiuto della condizione proletaria e operaia.

I bisogni degli studenti proletari so no bisogni complessivi (bisogni di tempo Iiberato dallo studio e dal lavoro, indipendenza dalla famiglia, bisogno di reddito, gratulta dei servizi, ecc.) e tendono ad identificarsi con quelli degli altri strati proletari.

Se per il capitale la scuola si configura come centro di orgaruzzazione del lavoro nero e precario, per i rivoluzionari deve diventare centro di ricornposizione territoriale di questa nuova figura proletaria, momenta di massificazione del programma e deJl'organizzazione proletaria. La scuola, inserita neJla zona, deve essere vista come spazio fisico e poli tico da cui par tire in termini organizzati, per aggredire e disarticolare la nuova organizzaz~on~ del lavoro, per appropr iars! d! Iette sempre pili consistenti di ncchezza sociale (lotta con' Iro la spesa pubbliea, trasporti, case, mense, prezzi poli tici) per costrui re momenti di dibattito politico e di contropotere da riversare poi suI territorio.

Le lotte e Ie forme d'organizzazione devono misurarsi con questa realta. Percle nessun rnovimento studentista che cerca poi alleanza con una mitica classe operaia, nessuna irnpostazione settoriale intorno ai temi del radicalismo piccolo borghese della cuJtura alternativa e della didattica,. rna invece capaci ta di dete\mll1are la ricomposizione pohtl~a .sulle lotte e sugli elemenu di programma con altri strati di classe nel padovano.

A partire da quest'anno si e andata sviluppando una irnportante battaglia politica nelle scuoIe sulla tematica centrale dei servizi sociali a prezzo politico.

La scuola ha assunto fino in fOl!do l'aspetto pol.i t~co di luogo fiS1CO . di ricornposizione socia Ie, dove I soggetti politici liberati si vanno direttamente ad organizzare suI lora bisogni.

II problema del trasporto e state uno dei punti centrali sul quale il movimento qui a Padova ha articolato la propria iniziativa.

Si e andati alla formazione in tutte Ie scuole (specialmente negli istituti tecnici e professionali dove, in base alia lettura dei questionari,. riscontriamo il pili alto tasso di pendolarita) dei Comitati Pendolari e successivamente dei Comitati eli linea, come primi passaggi pratici della lotta politica e d'organizzazione per la ricomposibione dei pendolari nella nuova geografia del trasporto in citta e provincia.

AIle riunioni a scuola partecipavano pendolari e proletari dei Gruppi Sociali di Zona e di quartiere.

Si sono organizzati i blocchi delle corriere. con volantinaggi e speakeraggi sia nel centro cit tad!no <:he nelle zone della provincia: si sono organizzate manifestazioni e ronde di zona; si e passan alia pratica dell'obiettiYO, all'autoriduzione cioe da parte dei proletari pendolari del prezzo del biglietto.

Tutto questo, all'interno della iniziativa cornplessiva, ha trovato anche una sua specificita d'iniziativa all'interno delle scuole permettendo l'apertura di nuovi spazi politiei.

Infatti si pone an cora la nec~ssita. per questo soggetto politICO di rompere con la propria organizzazione ogni istanza di comando capitalistico dentro la scuola.

La liberazione costante di tempi e spazi sempre pili grandi che II contropotere organizzato di parte proletaria determina si configura allora come rnaterialita della lotta proletaria contro il eomando, ogni momenta di dis';lrticolazione del controllo diviene momento di organizzazione, 9i pratica del programma.

La latta contro iI comando ha saputo procedere come lotta contro la selezione, come imposizione . del voto politico, come liberazione del tempo materfala,

Dall'imposizione di piccoli rnomenti di disarticolazione al 6 politico, il soggetto prolet~rio ha ri trovato il proprio momento di organizzazione nei comitati di controllo.

Questi segment! organizzati dentro le scuole, isrituto per istuuto, corso per corso, classe per classe, hanno esercitato il proprio controllo imponendo il punto di vista proletario dandosi forme di lotta 'qualitativamente sempre pili alte, dal rifiuto del voto selettivo alla pratica costante di ronda 'proletaria contro docenti e presidl.

La grossa esperienza politica della ronda intcrna all'istituto con blocco delle lezioni e impoSIZlOne del voto politico e stata un saito di qualita che il rnovimento ha saputo darsi dentro 13 scuola e che ora ritrova la sua punta pili ayanzata nella propos ta del serninari poli tiei.

Crediamo infatti che il bisogno di rapportarsi complessivamente alia scuola come soggetto proletario stia trovando un grosso momento in questa proposta: seminari con voto politico garantito significa infatti da una parte un grosse spazio politico e momento di contropotere, dall'altra la possibi'lta di riappropriarsi della conoscenza non in termini astratti ed ideologici rna come conoscenza proletaria che rompa il ghetto della scuola, che libera dalla condizione di «studente », che si traduce in produzione di processi di lotta sui bisogni proletari complessivi, sui servizi sociali, contro ogni forma di costrizione al Iavoro,

aveva questa caratteristica: che di tali bisogni non si preoccupava e ad essi poso si riferiva. Con questo non si intende ne sostenere Ia separazione degJi universi, ne giustificare sempre comunque e solo la spontaneita del tessuto sociale. Ci preme pero sottolineare che le universita e la scuola so no ancora una sede di intervento politico (e come tali van no trattate) e che oltre questo la dimensione delle lotte (su case, prezzi, lavoro) ha bisogno di livelli di organizzazione generali e non settoriali.

2) Questa specie di «punto morto» del movimento fiorentino ha impedito che si aJlargasse un'analisi (ed una deduzione di obiettivi) della forma-scuola come istituzione preposta alia incubazione e forrnazione di nuovo proletariato. Ora, se e vero che la forma di questa incubazione non e pili platealmente la selezione, ci sembra che saltare questo passaggio sia un vero e proprio sal to all'indietro. L'imposizione del lavoro gia durante gli anni di studio, la strutura precaria di questo lavoro, la scomposizione in strati e sottoneralizzazione di questi conflitti. II movimenio «scolarizzato- rappresenta una finestra aperta sulla cornposizione di classe e non dobbiamo far altro che affacciarsi ad essa. Mille mestieri, mille forme di lavoro sfruttato, mille bisogni radicali possono essere il tram i tc per accendere la miccia della sovversione nella fabbrica soeialc.

Con l'attenzione che quando la lotta comprende strati di classe diversi - unificati dallo stesso obiettivo - bisogna ricorninciare daccapo, riproporre i temi dell'organizzazione e degli strurnenti di lotta alia creativita di massa senza pretendere di supplire con poche e fedelissime (rna sradicate) avanguardie.

Troppo a lungo il movimento e state eieco su quanto accadeva ai suoi margini (ospedalieri, ferrovieri, precari); e il caso di riproporre sui terreno dei bisogni un collegamento ed una direzione collettivi.

ROSSO 12



1m

sc

ITIS RIGHI: parte una lotta proletaria

II « Righi » uno dei piu grossi istituti tecnici di Napoli (insieme al Fermi) sbattuto sulle prime pagine dei giornali nazionali: « 30 professori in lista di prcsertzlcne », « una incredibile tassa imposta ai doeentl » titola il Corriere. La realta e la tenuta del movimento con forti caratteristiche proletarie in una scuola particolare in un territorio particolare. Praticamente a ridosso deWltalsider, i 2.000 studenti che 10 frequentano hanno partecipati a tutte Ie scadenze della fabbrica. Dai blocchi stradali alia occupazione della stazione centrale in novembre. Lunghe tradizioni di lotta fanno di questa scuola un reale punto di aggregazione proletaria in una zona, quella Flegrea, sottoposta ad un grosse processo di rtstrutturarlcne sia produttiva che territoriale. « Qui gia nel passato si sono verificati episodi di teppismo e incidenti come I'incendio delle auto di alcuni insegnanti nel cortile della scuola 0 minacce e caos ... » avverte sempre iI Corriere. Inviti ad una repressione di tipo preventivo che gia in passato ha colpito dura mente: compagni avanguardie di lotta furono detenuti per diversi mesi per degli incidenti verificatisi do po 'un corteo interno. Cinque compagni sono tuttora imputati di « associazione sovversiva» insieme ad altri cinque operai Italsider e ad altri militanti dell'autonomia. Ma la ripresa di questi giorni sta a dimostrare che nonostante il duro livello repressivo il movimento ha avuto la capacita di riformarsi, di mettere capo ad una nuova generazione di compagni, di riprendere con forza I'iniziativa militante.

La « tassa » sui docenti, Ie liste di « presertzlone », sono solo il sintomo di una capacita inventiva che si esprime in mille articolazioni. La lotta sui «sei politico» e in questa scuola una pratica di lunga data, intesa non come obiettivo istituzionale, ma come effettivo e quotidiano controllo centre la selezione. Non e un caso se la tematica su cui si e poi proposta una gene~ ralizzazione e stata quella relativa alia lotta contro il lavoro nero, nella forma dei preavviamento, in cui I'obiettivo del reddito si e posto come un momento centrale. L'assemblea cittadina tenutasi nel piazza Ie del « Righi» si e proposta come un momento di partenza di un nuovo movimento proletario.

LA PAROLA AI COMPAGNI DEL « COMITATO 01 LOTTA" DELL' ITIS « A. RIGHI.. 01 NAPOLI

D.: Come e partita la lotta?

R,: La lotta comincia con la mobilitazione di dieci classi che sui «sei politico" esprimono la volonta di praticare questa terreno, come momenta di ricomposizione politica dentro la scuola. Questa mobilitazione avviene un mese prima dello scoppio della lotta vera e propria. Parallelamente parte la lotta dei precari contro i licenziamenti. La convergenza di queste due iniziative, crea un clima di mobilitazione generale: gli studenti bloccano la segreteria, si orqanizza un sit-in dove confluiscono tutti i com pagni della scuola generalizzando la lotta alia selezione,

I~ giorno do po un corteo interne terrmna von un sit-in che assedla la presidenza. Parallelamente s: bloccano I cancelli esterni cor «tassa proletaria » sui docenti reazionari, effettuata in modo pacifico e di massa, per organizzare una festa proletaria nell'istituto.

Fino a questo momenta la lotta contiene degli aspetti politici ernbrionali ed e caratterizzata soprattutto da una forte spint spontanea.

E' la lase di passaggio ad un piu alto livello di tensione politica: la sera stessa della festa, 'ire intere sezioni (15 classi) bloccano gli scrutini e decidono una assemblea per la mattina, E' qui che gli studenti allargano la tematica, dalla lotta alia selezione a quella contro la ristrutturazione produttiva e territoriale centro il lavoro nero, L' assemblea si conclude con un corteo che assedia la presidenza e la segreteria, con un cumulo di banchi e sedie nel corridoio, mentre e in corso una rtun.one del Consiglio di Istituo che hi! gia alfisso un comunicato in cui definisce gli studenti «squallidi teppist: ». Si cercano i martin della democrazia: sindacalisti e picisti in presiaenza, cercano la provocazione lisica e verba Ie, rna una risposta di rnassa Ii ricaccia in persitesta. dopo essere squscrau dalla denza.

La FGCI organizza una provocatoria assemblea difesa «manu·militari .. , con diffusione di un volantino del tutto simile ai comunicati del C,d,1. Ii «successo .. di questa iniziativa e dato dal numero dei partecipanti: circa 50 ma sufficienti per permettere a « L'Unita .. di contrabbandarli come «posizione di massa, democratica e maggioritaria degli studenti del Righi .. ,

I compagni orqanlzzano una assemblea che approva una mozione in cui e denunciato il ruolo del Pci come principale gestore delia scuola e mandante della repressione poliziesca.

Ii giorno dopo da una assemblea di 2000 com pagni parte un corteo che porta la mozione alia RAI dopo aver definitivamente isolato il Pci,

Infine la lotta confluisce in un momenta generale dell'assemblea cittadina degli studenti medi contro il preavviamento e il lavoro nero.

D.: Ritenete che la lotta abbia raggiunto il suo momento culminante?

R,: Crediamo di no, perche c'e un grosse dibattito interne sulle tematiche da affrontare di cui Ie plu sentite sono propri~ quelle del rap porto tra lotta al lavoro nero e conqulsta di un reddito.

D.: Quali sono i limiti della lotta?

R.: La mancanza di una rete di avanguardie politiche nelle scuole di Napoli e la conseguente difficolta ad elaborare un progetto politico di massa reale.

D.: Quali sono Ie componenti politiche presenti nella lotta?

R,: Esistono almeno tre cornponenti:

1) quella di tipo istituzionale gruppettaria che porta avanti un discorso per una didattica alternativa (DP, LC) che e di fatto subalterno alia logica efficientista e di riqualificazione del PCI.

2) un intervento tutto esterno, dal territorio da parte di alcuni gruppi dell'autonomia della zona flegrea; che operano una sottovalutazione della specificita delle contraddizioni nella scuola;

3) infine una componente che ribadisce un discorso studentista non leggendo la nuova composizione degJi studenti

Venezia - studenti, scuola e

• •

terrttono

Venezia e Mestre, quasi 20.000 studenti, in un territorio dove Porto Marghera non e pili l'unica realta produttiva, essendosi sviluppata una miriade di piccotc Iabbr iche tut to attorno alla zona mestrina. Un pendolarismo enorrne per decine di migliaia di proletari obbligati a spostarsi da pill ccntri del Veneto verso queste zone.

La diffusione del lavoro marginalc, soprattutto stagionale, tocca ormai strati sempre pili vasti di proletariate, compresi gli studenti.

Lo studente non e pili totalmente estraneo al cicIo produttivo rna si ritrova sempre piu proletario e sempre pili antagonista al proge tto capitalisticu.

In questo quadro, f'ra speculazioni edilizie e lotte sulla casa, fra taglio della spesa pubblica e iniziativa militante, Ira comando c insubordinazione proletaria, Ira comando e organizzazione proletaria, si innescano le lotte di quest.'anno nelle scuole e nel terri torio.

L'iniziativa politica dei .compagni nelle scuole di Venezia e Mestre ha porta to avanti un programma di riappropriazione e di ricomposizione di classe at t raverso la lotta per i servizt sociaIi a prezzo politico e la lotta atla selezione.

In novembre si sviluppa, da Mestre aile zone di Mirano, Martcllago, Spinea, I'iniziativa proletaria contro I'aumento delle tarifle dei trasporti delle linee extraurbane (Svet, Fap, Veneta, Siarnic) e per il t raspor to come servizio socia le. Sempre piu rispondente alle esigenze proletarie.

ParaIlelamente e marciata la lotta per la mensa cittadina aperta a tutti i proletari e a prezzo politico.

Lotta che trovava nei Comitati mensa il proprio livello organizzativo; Ira i cornpagni pendolari c i comitati mensa il livello del dibattito portava alla nascita del Comitato per i servizi sociali a

prezzo politico di Mestre. .

Questi comitati che sono riusciti pill volte a mobilitare il movimento e a costringere gli enti locali (giunta rosa pci-psi) a creare due ({ spazi mensa », con 500 pasti complessivamente su diecimila studenti e migliaia di pendolari , devono divenire oggi il momento di aggregazione attorno a cui sviluppare l'iniziat iva di riappropriazione, per esigere una quali ta dei pasti sernpre migliore.

Proprio in questo periodo a Mestre e Venezia c'e stata una raffica di occupazioni di case'. Attorno a due centri sociali per un certo periodo si determinano momenti di aggregazione di giovani proletari a cui pero non corrispondono livelli di lotta continuativL

A Venezia per tutto il periodo invemale si sono sviluppati momenti di contropotere nelle scuo-

Ie. Sull'onda delle lotte contro i

professori reazionari come funzionari del coman do vengono condotte azioni militanti contro i presidi di due licei,

Queste azioni provocano imrnedia tamen te un alto livello di dibatt ito fra i giovani proletari della scuola. II pci e il sindacato (cgil e sindacato autonomo) mettono in piedi una carnpagna provocatoria e infarne attraverso la stampa e la televisione (TG2 in testa) per colpire quelle poche situazioni di movimento in piedi con la scu a della lotta al terrerismo. Convocando assemblee su assemblee i revisionisti e i sindacalisti verificano una cornpleia estraneita dei proletari che studiano agIi appelli in difesa dello stato capitalistico e per Ia linea politica dei sacrifici che il Iamapensiero cerca di far passare tra le fila del proletariato.

La bomba fascista al Gazzettina viene a puntino nei progetti di questi personaggi che sviluppano immediatamete in tutta Italia il ({ caso Venezia »,

Tentativi sconfitti e ridicolizzati dai com pagni che vincono tutte Ie assemblee degIi st udent i sia negli istituti che nelle facolta,

I! dato vero e incontrastato per gli studenti medi sana i voti negativi e il costa della vita in continuo aumento.

Non sono certo gli studenti proletari che si lamen tano se Ie autCJ .de.i _professori (con i registri scrit tt In rosso e con i libri neri delle assenze) vanno a Fuoco, caso mai sara il contrario.

Negli ultimi giorni l'iniziativa e ripresa con autogestioni e occasioni al Benedetti, al Foscarini, al Bruno, che pero non riescono a darsi un respiro pili largo se non in occasione di assernblee cittadine del movimento.

Occorre sviluppare inizia tiva politica nel terri torio attravcrso forme di organizzazione proletaria nelle scuole capaci di aggre gare sempre pill compagni attorno ad un programma.

La lotta alla selezione con seminari autogesti ti per la riappropriazione del sapere al servizio dei proletari e delle lotte, il collegamento con le si tuazioni in lotta nell'universi ta, la creazione dei Comitati di classe per il controllo politico del voto come livelli organizzativi centrali all'interno delle scuole, diventano tut t'uno con le prime articolazioni del programma comunista nel territorio: la mensa cit tadina a prezzo politico e aperta a tutti i proletari, i servizi sociali (casa, trasporti, asili, ecc.) l'individuazione dei covi del lavoro nero, l'imposizione di tematiche unificanti con le situazioni di fabbrica, la lotta agJi straordinari

Attorno a questi temi si tratta quindi di creare struture organizzative di rnovimento capaci di portare avanti una reale iniziativa di lotta proletaria per l'appropriazione della ricchelza sociale e la ricomposizione politica di classe nel territorio.

COMUNICATO

Vogliamo innanzitutto chiar irc che il prescnte ..:Ul J1 un icato non e stato stilato cun I'intenzione di giust ificare il nost ro opera to, pcrche noi 110n chicdiarno il perdono a nessuno eli tutto quanto e accaduto ncl l'ist ituto in questi giorni. Voal iarno dirnostrare la poli tici ta che e contenuta nelle nostre azioni in risposta a colora che fino ad oggi ci hanno tacciato di impoli ticita. Vogliamo chiarire le idee a colore che ce Ie hanno confuse. Vogliamo dcmarcarci cd indicarc i veri provocatori. La nostra posizione e chiara:

siamo contrari a qualsiasi tentativo voluto per selezionarci, reprimerci e buttarci fuori dalla scuola per essere destinati alla disoccupazione ed al lavuro nero. Intendiamo usare Ia scuola come centro di crescita politica. Per questi mot ivi atl'in tern a delle cIassi e dell'isti tu t o in generale e scattata la lotta alia selezione per la conquista del 6 politicu ed oltre a questo Ie nostre richieste sono state ahbastanza chiare. Qual e stata la risposta che e stata data agli studenti quando han no espressamente richiesto il controllo politico degli scrutini? Non si pub dire che rispe uo a queste cose chi e al governo di questa scuola non ne era a conoscenza. Sia Ie nost re richieste, sia le nostre valutazioni politiche erano emerse nei volantini e nei manifesti, 0 direttamente ufficiaIizzata in seguito ad alcune mobilitazioni ad alcuni esponenti del consiglio d'ist ituto, II comunicato che il consiglio d'istituto ha pubblicato in questi giorni oltre ad essere altamente provocatorio, parla con la lingua di chi non e a conoscenza delle richieste avanzate. Ma il comunicato del consiglio d'istituto non e un caso. E' stato innescato il meccanismo di criminalizzazione degli stuelenti del Righi. La stampa ne parla come un centro eli spaccio di eroina. Sappiarno benissimo che cio non e vero, simili comunicati hanno 10 scopo di isolare le lotte degli studenti di questa scuola dalle masse esterne. Sono dei drogati altru che compagni questa e quanto si vuole far credere al l'opinione pubblica. II consiglio d'istituto alla stessa slregua della starnp.i Fascista ci ha tacciato di teppismo. Colore che cornpongono quest'organo collegiale pili di una volta ci hanno dimostrato da quale parte sono, collo.c~ti,. p.er coloru .che d.icono c~e noi attacchiamo solo I revisiorusu del PCI intendiarno chiarire che sono lora che governano questa scuola e poi al cont rario di quanto fa il PCI non ci siamo mai sognati di chiamare la DC e ali altri partiti come forze democratiche. Questa mattina volutamente alcuni esponenti del consiglio d'istituto hanno cercato 10 scontro fisico. Si sono distinti in part icolar modo Franco Grassi sin?acalista ?ell~ CGIL! .Cancro Venditto che volevano fare di se stessi del mar urt cadut'i per la democrazia. Tutto questo com~ ulteriore giustifica per tutto queUo che gia a livello nazionale sulla base dell'accordo a sei stanno organizzando. Per questo tutte quelle Iorze che non si riconoscono in questo progetto repressivo vengono a ttaccate.

Ecco perche il Correnti di Milano viene. attaccatC!, . La Roma di Argan vieta il cor teo degli student i medi.

Lo Sians invita al la serrata i propri iscritti. Le lotte del disoccupati a Napoli vengono indicate come guerre dei _p~veri. II consiglio d'istituto e stato latitante quando gli ~ state chiesto di smentire la campagna di denigrazione del giomali che indicavano la nostra scuola come centro di ditfusione dell'eroina, non ha battuto un ciglio sulla richiesta del centro starnpa, rna e stato pronto a tacciarci di teppismo quando con le mobilitazioni si e giunti ana resa dei conti.

Gli studenti su un manifesto hanno scritto spontaneamente i nomi dei professori reazionari.

Su do non abbiamo nessun commento, chiediamo solo una cosa: rna dove sono i democratici in questa scuola?

Concludiarno dicendo che Ie telefonate anonime partite da questo istituto alIa poIizia sono state fatte daI PCI, che gia tre anni fa si e distinto al «Righi» denunciando e facendo arrestare Ie avanguardie di lotta degli studenti.

L'assernblea degJi studenti 23-2-78

ROSSO 13

Cronologia delle lotte dei precari padovani

La mobilitazione dei Precari di Pad ova ha avuto inizio con l'azione legale intentata contro il Rettore e l'Amministrazione universitaria (sulla scorta di un'iniziativa analoga di Pisa) per ottenere la corresponsione degli assegni familiar: c della con tingenza, nel quadro di una trasformazione della struttura del salario.

In data 28 gennaio 1978 il Prctore del lavoro sospendeva il giudizio a causa del «Regolarnent o preven t ivo di giur isdizionc » sol leva to dall'Avvocatura dcllo Statu: in seguito questo avrcbbe provoca to la dichiarazione d'incompelenza da parte del magislrato che ri nvrava gli at ti alia Cassazionc. Questo faccva decidere il Comitalo di adire i l T.A.R., con raprda raecolla delle firrne. La raccolta di queste firrne iniziera quanlo prima.

II Movimento dei Precari ha cominciato a trovare i suoi moment i di aggregazionc in una scrie di Assernblee di Ateneo inframmezzate da veri fiche a livcllo di Facolt a c d'Is ututo il cui dibat tit o verteva sulla condizione lavorativa dei Precari e sulla necessita di trasf'orrnare radical mente la didat tica (problema dei seminari autogest.it i) scaturito dalle istanze degli studenti.

Comunque la « rtascita . vera e propria del Comitato di Coordinamento dei Precari padovani va fatt a risalire al per iodo del Convegno di Napoli (meta di dicembre). Obiettivo unificante: elaborare una piattaforma di 101- ta centro il proget to di espulsione dei Precari dall'Universita.

Daile Assernb lce coordinate eli Facolta e sopraltutto da quella di Aleneo (24 gennaio), scaturiva I'astensione dalla didattica c dalla ricerca in alcunc Facolta ,~d ISlituti (Scienze Politiche e GI01· lologia), cui avrebbero latto seguito Je altre.

Cade in questo perioelo il Convegno eli Firenze (4/5 febbraio), che vede una grossa partecipazione di seeli eel un dibattito acceso soprattulto sui tema del « giudizio d'idoneila I>. Frutto. suI piano delle lotte, del Convegno fiorentino era la settimana nazionale di lotta (I3/18febbraio) culminata in una giornata, il 17, con blocco totale dell'altivita c sciopero concentrato con Ie OO.SS.:inizialive analoghe veni\,ano prese in varie sedi italiane. E' fondamentale rar rimarcarc ceme, per ben tre giorni, 1Lltta

la Facolta di Mcdicina si paralizzasse anche sui piano dell'assi .tcnza di cui si facevano carico solo i « ruolizzati I>.

Lo stesso giorno si assisteva ad un comport arncnto quantorncno st rano dei Sindacati, i qua l i , non esscndo riusciti a solzare la prcsidcnza del l'Assernblea di At enco sovrappost asi a quella legit rima dci Precari di Medicina (Ia sede ospitante era l'Aula Morgagni del Policlinico), abbandonando clamorosamente I'au la, di fronte ad oltre 200 persone (studcnti precari, personaIe non .Ioccruc, stampa, ctc.) c non accettavano i reterati inviti a restare e a sostenere il confroruo politico sulla piat taforrna dei Prccari c sullc forme di lotta. Si sarebbero giustificati in seguito - soprattutto a mezzo starnpa - afl'crrnando di essere st a t i cspulsi e dando la stura, da parte del P.C.1. c sull'onda dei f at t i di Fisica, ad un teniativo di criminalizzare il Mov imcnto de: Precari. Si ri s tabi l isee come mai siano venuti menu da parte dei prccar.i tentativi fatlivi d i confrontarsi con lc OO.SS., sia pure sullo specifico delle loro pos izion i in lese come base i rr i aunciab ilc con t ro i l icenziamenti e per l'cspansione dczl i oraanici.

Si arr iva COS! al Convegno di Padova (4-5 marzo) per il quaIe venivano convocate, tra Ie altre, tutte Ie Sedi presenti a Firenze e tutti i precari gia da tempo operanli a livello nazionale sui piano della mobilitazione c dell'elaborazione poli-

tica.

Nel quadro eli un generale lentativo capitalistico di andaI-e ad una intensificazione dello sfrutlamcnto della FL attraverso I'aumento della giornata lavorativa media sociale e I'uso generalizzato del lavol"o nero, precario, part-time, lentativo che fa capo direttamente all' accordo a « sei", alia politica dei sacrifici e al taglio della spesa pubblica, si colloca I'accerdo triconfederale (linea Lama), peraltro respinto a Padova Jall'assemblea generale d'Ateneo docenti c non-docenti.

MOZIONE APPROVATA AL CONVEGNO NAZIONALE DEI PRE CARl DELL'UNIVERSITA' TENUTOSI A PADOVA IL 4-5 MARZO 1978 (con 73 voti a favore, 4 astenuti, nessun contrario)

II Convegno Nazionale dei Precari dell'Universita, tenutosi a Padova il 4-5 marzo 1978, si riconosce negli obiettivi fondamentali del movimento dei precari, enunciati nel comunicato stampa del 5 marzo.

Invita i lavoratori delle varie sedi a organizzare la lotta con forme che tengano conto della specificita di ogni situazione, a partire dalla forma comune dell'astensione dall'attivita didattica e di ricerca, con il blocco totale di qualsiasi lora attivita nella settimana dal 13 al 19 marzo.

Invita i precari a sviluppare il dibattito su alcuni temi che sono ancora oggetto di confronto:

1. Forme in cui attuare la garanzia del posto di lavoro mediante I'inserimento in rapporti stabili senza alcuna modal ita selettiva (contratto a tempo indeterminato 0 altra forma di stabilizzazione).

2. Rapporto con altre forze sociali: altro personale dell'Universita, altro personale precario dello Stato (e in particolare della 8cuola). In questo quadro va continuato un confronto con Ie 00.88. e va sviluppato un dibattito all'interno delle stesse sugli obiettivi e sulle forme di lotta emerse dal Convegno.

3. Rapporto con gli studenti e in genera:e con i fruitori dell'Univers!ta, sia come movimento politico generale, sia nelle forme specifiche della didattica e della ricerca.

4. Altre forme di lotta che vedano il coinvolgimento delle forze

sopra individuate.

Pcssibile manifestazione nazionale aRoma, valutate Ie potenzia-

lita del movimento.

II prossimo Convegno Nazionale, previa conferma aile Sedi, si

terra i giorni 1-2 aprile a PISA.

Sara cura della Segreteria Tecnica diffondere tutto il materiale elaborato in sede di Convegno e quello fatto pervcnire dalle altre sedi.

Hanno partecipato al Convegllo compagni delle sedi di: Milano, Venezia, Leece, Roma, Trieste, Trento, Bologna, Arezzo, Siena, Ancona, Verona, Pisa. Torino, Napoli, Parma, Ferrara, Modena, Urbino e Padova. NOll erano presenti alla votazione Ie sedi di Trieste, Bologna, Arezzo, mentre i compagni di Verona e Modena hanno approvato a titolo

person ale.

La linea del palto socialc chc i vertici sindacali hanno approva t o e stanno imponendo ai lavoratori si esplicita pa rt icolarmente negli accordi per l'Universi ta t ra sindacaio c govcrno del ma rzo 1977, che rapprcscntano un momenta di grave cedirncnto rispctt o aile esigenze espresso dalle lotte del movimento: in particolare r ispetto al l'accet tazionc delle due Iasce di docenza, al reclu tarncnto precario (dottorato di ricercal, all'ammissione per concorso selet t ivo, allo scorporo dci non docenti sull'inquadramento unico.

Su quest i punti si inscriscono i contenuti della bozza eli accordo che i « sei» hanno r~ ccntcrneruc raggiunto per I'Universita. Decine di mialiaia di lavoratori prccari vengono condanna ti 0 al l'cspulsione dal l'attuale posto posto di lavoro 0 alia continuazione della verzognosa pratica del lavoro « nero I>, rncntre nello stesso tempo pcrrnangono e si aggravano Ie condizioni attuali dell'Universita: la ca t tcdra e la titolarita clell'insegnamento, il tempo « vuoto I>, il rcclutarnento clicntelare e per coop tazione (dot torato di ricerca) e ancora una didat t ica selct t iva c di classc.

Una grossa parte del personalc docente dcrl'Universita i: preca rio; rna I 'uso del precaria to non i: solo legato alIa docenza possibilita di inte!'vento, andandanclo da una gcncrica so llcci tu-

o alia scuola in generale, ma, bens!, come nuova forma in cui il capitale tenta di imporre il nuovo comando suI lavoro contro la rigielita espressa in questi ul timi anni dalle lotte dt.lla CO, talc fenomeno e diventalo endemico. In parlicolare per l'Universita e la scuola, esso c gestito direttamente dallo Stato e tras[ormato percio in ralto istituzionalr.

Di fronle a questa anali i i precari si sono collegati gia dentro l'Universita con i precari non docenti, con Ie donne in sostiluzione per maternita e con gli studenti lavoralori aIle mcnse, con la tendenza a ricompor;,i nellc lotte con tutto il lavoro precario e « nero ».

A Firenze si erano gia delineate Ie due mozioni ~ su cui poi si sarebbe raggiunto un formale accordo con la mozione finale, incentrantesi I'una ~ul giudizio d'idoneita, proseguendo una linea provenicnte dal sccondo convegno nazionale dei pl'ecari (Pisa), I'altra sui contratto a tempo indeterminato, apporlo qucsto, nuovo, proveniente da Padova. La discriminante era dunquc quella di difendere assolutamente il posto di la\'01 0, quabiasi ne fosse il tilolo, contro quello di essen: selczionali, anche se da concorsi prcsumibilmenle controllati dalla base attraverso i sindacati.

II dibattito I'll serratissimo e molte sedi si schierarono in nel ta con trapposizione con i decumenti prcsenlati da Palermo c Fi renze (giudizio di idoneita). II dibattito elivennc anche molto impegnativo nei con[ronli del sindacali su cui unanimente si accettava un giudizio non positivo, 111a sui quali si sium31'ano notevolmente Ie Firenze, con un grossissimo lal'o-

ROSSO 14

zione aile OO.SS. a du rc prcsc d i posizione nci confronti della latitanza sindacale sui problcrni del prcca ria to.

Altri punti di confronto f urono qucl li sulla cornposizionc del p rcca r ia to, sule forme di lotta c sulla valutazione dcgli accordi di rnarzo, rna tutto venue ricornposto nella rnozionc finale, la qualc pcro lasciava parecchi dubbi ncllc scdi gia da tempo at t ivc nell' lotte nazionali. E' a questa pun to che la veri fica del docurncnto uscito dal terzo convcgno di Fi rcnze negli Atenci rnost.ra la non eccessiva capacita di sostcnere la linea c infatti sia PD che Roma, Siena, Pi sa c al trc si ritrovano con notevoli purplessi ta, anche perche la 10l ta va coru inuarnente rimontando cd estenderidosi a tutte le sedi, proprio in base a l pun to specifico della mozione che prcvedeva la mobiritazione nella settimana clal 13 al 18 febbraio con la giornata di astensione totale dal lavo ro ncl giorno 17 febbraio. Padova, cogliendo questi Ierrncn ti indicc il quarto convegno con una piattaforma innovativa, siupcrando e chiarendo Ie sue stcssc posizioni precedenti cd cstcndcndo la discussione a tutte Ie scdi italiane.

II 4-5 marzo i e organizzato a Padova, al momenta scde t rainante delle lotte, il IV Convegno Nazionale dei Precari. Esat tamente un mcse dopo qucl lo di nizzazionc del Iavoro chc veda tutto il persona Ie dcl l'Univcrs.i-

ro di mobilitazionc e di lotta, Padova i i: presen tata con una mozione ([mtto dell'elaborazione eli molte Assemblee ed approvata nella sua rorma finale dall'Assemblea generale d'Ateneo del 2-3-78) eslremamente innovativa nei contenuti. la piattaforma patavina superava in[atti quella fiorentina e per la larga discussione di base, ela cui veniva sostenuta, e per la chiarezza ideologica che andava svolgendo. II punto cardine c dunque la negazione assoluta del precariato anche nelie sue forme di possibile latenza dovute aile eI'entuali more congressuali, ma e anchc la grossa possibilita di agganciamento agli altri strati del precariato extrauniversitario e della classe operaia in generaIe (contratto di Im'oro a lempo indelerminato), che portava COSt fuori dalla gabbia del corporativismo la lotta dei docenli precari dell'Universita.

I punt) venivano quincii COS] arlicolanelosi:

I - Nessun giudizio di idoneita viene considerato accettabile per lavoralori che s\'olgono gia da anni (e nella quasi total ita dei casi dopo un regolare concorso nazionale e, per una buolla partc anche con I'erifiche annuali) la loro attivita di didattica e di rice rca all'interno dell'Universita.

2 - Nessull lavoro deve essere piu erogato senza salario. Cos\ ogni rapporto di lavoro eli tipo precario (docente e non-docenle) deve essere tras[ormato in contratto eli lavoro a tempo indeter- 111illato (e non in ruolo per giuciizio di idoneita od ope legis, logica questa non staccantcsi da qlll!lla delle cattedre) con tutte Ie garanzie normative, con contraltazione triennale, e livelli reIribulil'i acleguati, nel qlladro

t a inserito in inquadramento unico a rt icola to in pochi livelli, con orario di lavoro uguale per tutti (35 ore) con incompatibilita assoluta con qualsiasi altro cornunque ed a qualsiasi titolo svol to.

3 - La didat tica tradizionalc dcvc venire alfiancata, c parzialmente sost i tui ta , da forme alternative sernina rial i (serninari eli dicerca au togcs t i t i e finanziati) chc siano basati sulle nuovc linee di riccrca (cnergia. salute, a limcntazionc, agricol tu ra, ambieruc, beni culturali, 150 ore, aggiornarnen to, cducazione permaricnt e ecc.) capaci eli garantire 10 sviluppo occupazionale.

4 - Per quanto riguarda il nuovo reclutarncntc, esso dcvc avvenire al t crrnine del corso di st ud i (che deve csscre unico e gia protessionalizzaruc. dunque un no deciso al dottoraro di ricereal), per mezzo di concorsi pubblici con amrnissibitita csplici ta dci ricorsi e con un periodo di prova non superiore a i 12 mesi.

Suite valutazioni pol it iche generali e sui r ifiu to delle posizioni usci tc dal l'accor do dci 6 c'e stata una convergenza prcssoche totale delle scdi presenti al convegno, come pure sulia neccssi ta della continuazione e dell'cstensione delle lotte soprattutto in quelie scd i che avcvano ancora difficolta organizzative. II Convegno ha registrato un dibattito ampio e art icola to e ha rappresentato secondo lc intenzioni

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di un rovesciamento dell'orgadegli organizzatori, un chiaro momento di con[ronlo bCIl lontano dai temuti « we~k end eli pauro» ipotizzati da certa stampa, il. tutto nonostante la provocatorla chlusura delle mense padovane, del portone e del aiardino di palazzo Maldura d~cisi dalle alte gegal-chie baronali. II sindacato, jnvitato ullicialmente non si e presentato al confronto:

La stampa ha inoltre pubblicato un comunicato di dissociazione c1al Convegno a firma CGIL _ C1SL - UIL, suI qualc la CISL e la UIL hanno poi ritenuto necessario esprimersi dichiarando di non essere nemmeno stati cOllsultati in proposito.

Dal Convegno (a cui erano presenti Ie sedi di MI VE LE ROMA TS TN BO AR Sl AN VR PI TO NA PR FE MO URBINO G PAl e uscita la richiesta che i sinda<;:ati - come rappresentan- 11 del lavoratori debbono farsi carico di tutto il problema del p~-ecariato, e si e inol tre deciso dl estenderc a tutto marzo I'astensione dalla didattica e dalla ricerca e di proclamare il periodo dal 13 al 1 marzo « Set limana nazionale di lotta chiedendo ai sindacati di indire in quella settimal~a due giorni di sciopero per I problemi della ri[orma universitaria.

11 IV Convegno nazionale ha pure costi tui to una Segreteria Organizzativa Nazionale a cui poses no aflerire tutte Ie attivita di mobilitazione nazionali come punto di riferimento di tutle Ie lotte degli Atenei.

I Precari i ritroveranno a Pisa 1'8 e il 9 aprile per valutare 10 slalo eli agitazionc e prendere ulteriori clecisioni circa gli obiettivi c Ie agitazioni in corso.

Co.MITATI PRECARI ATENEO

Precari e comunista

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II Convegno Nazionale dei Precari dell'Universita, tenutosi a Padova Ii 4-5 marzo 1978, riconoscendosi in una linea di classe che vede anche Ie lotte dei precari collocate contro un progetto capitalistico teso a rompere Ie conquiste di riqidita del rapporto di lavoro ottenute dalla classe 0- peraia, e ad utilizzare forme di lavoro nrecarlo, nero, a domicilio, nonche disoccupazione e mobilita, per intensificare 10 sfruttamento e attuare un prolungamento delIa giornata lavorativa, ritiene che tale progetto, che passa specificamente anche dentro I'Untverslta, venga gestito dall'accordo a sei e ratificato dalla linea di patto 50- ciale che i vertici sindacali hanno approvato e stan no imponendo ai lavoratori.

Gravissimi appaiono a questo riguardo i contenuti nella bozza di accordo che i "sei" hanno raggiunto sull'Universita. Decine di migliaia di lavoratori precari vengono condannati 0 all'espulsione dal!' attuale posto di lavoro 0 alia continuazione della vergognosa pratica del lavoro nero, mentre nello stesso tempo si aggravano Ie condizioni di lavoro e di studio all'Unlversita con: la cattedra e la titolarita dell'insegnamento, la compatibtlita, il tempo «vuoto », il reclutamento clientelare e la cooptazione (dottorato di ricerca) e una didattica selettiva e di classe.

I partiti hanno costruito questo accordo inserendosi nei punti di grave cedimento (rispetto aile estgenze espresse dalle lotte del movimento) contenuti negli accordi del marzo 1977 sutl'Universita ira Sindacati e Governo, e cioe:

accettazione delle due ';asce di docenza

reclutamento precario (dottorato di rice rca)

ammissione per concorso selettivo

scorporo dei non docenti dall'inquadramento unico.

Eppure tali accordi sana stati respinti dai lavoratori dell'Universita (a Padova, Roma, Napoli, Ancona, etc.).

L'infame accordo dei partiti sull'Universita va rovesciato: i lavoratori in lotta richiedono:

- Nessun licenziamento

- Garanzia del posto di lavoro

per tutti i lavoratori dell'Universita

- Trasformazione dei rapporti di lavoro nero e precario (compresi esercitatori, medici interni, fatluristi, volontari, etc.) in rapporti di lavoro stabili e a tempo indeterminato senza alcuna modalita selettiva.

La trasformazione del rapporto di lavoro dei precari va inquadrata in un cambiamento radicale delI'organizzazione del lavoro all'in-

...

ovimento

proletario

terno dell'Universita, che veda tutto il personale inserito in un inquadramento unico artlcolato in pochi livelli (cinque), con orario di lavoro uguale per tutti (35 ore) e con:

- Incompatibilita assoluta tra lavoro universitario e lavora esterno - Aumenti salariali per Ie fasce

pili basse '

- Abolizione della catledra e titolarita dell'insegnamento

- Un rovesciamento della didattica attuale basato sulla generalizzazione dei seminari di studio e di ricerca

- Lo sviluppo dei servizi sociali

I docenti precari si collocano nella linea di uno sviluppo dell'Unlversita di massa, centro di aggregazione sociale e politica e di elaborazione di nuove linee di ricerca (energia, salute, alimentazione, ambiente, beni culturali, etc.) capaci di garantire 10 sviluppo cccupazionale.

Per qu€sti motivi i precari sIrnpegnano fin d'ora a generalizzare I'agitazione e Ie lotte in tutti gli Atenei, proclamando un mese di rnobllltazione e di lotta (marzo 1978) nel quale si asterranno dall'attivita didattica e di ricerca, con una scadenza nazionale di una settimana (dal 13 al 19 marzo) in cui attuare forme di blocco totale (compresa I'assistenza sanitaria).

II Concegno Nazionale dei Precan ritiene tuttora indispensabile il confronto con Ie Organizzazioni Sindacali, Ie quali debbono farsi carico della contrattazione ai ;ini dell'abolizione di ogni forma di precariato e del superamento in positivo degli accordi di marzo nel sensa scaturito dalle lotte e precisato nel comunicato.

II Convegno richiede aile OO.SS. la proclamazione di due giorni di sciopero per tutti i lavoratori dell'Universita.

II Convegno ritiene necessario che i precari di tutti gli Atenei italiani 51 diano delle forme di coordinamento piu strette, e propone quindi che in tutti gli Atenei vengano indette delle Assemblee per eleggere i rappresentanti al Coordinamento Nazionale.

Indicativamente, e previa conferma aile sedi, il prossimo Convegno si terra a PISA i giorni 1-2 Aprile 1978.

Sulla base delle potenzialita del movimento va effettuata in data da destinarsi una manifestazione nazionale aRoma.

l.a Segreteria Tecnica a cui fare riferimento e PADOVA, Palazzo del B6, COORDINAMENTO PRECARI, tel. 651400, interne 257.

Concordato da una commissione di rappresentanti delle sedi presenti

Superare il limite di categoria srgnifica affrontare Ie questioni centrali del lavoro nero e precario da un punto di vista della ricomposizione del fronte proletario di lotta.

Ritcniarno opportune dare una va lu taz ionc politica complcssiva, come prolctari organizza t i dentro l'unlvcrsita, sui pcrcorso d i lotte chc ma rciano nella si t uazione d i Padova. par tendo a nchc dalla conf lit t ua lita esprcssa da l Movimenlo dci Prcca ri a Pad ova c a l ivcl lo naz iona lc, t cntu ndo di sot t oli nca rc subito la va lcnza politica c I'importanza chc assume dcn t ro la riprcsa delle lo t t c.

Crcdiarno sia rnarainalc il d iba u ito e l'ana lisi solo su alcun i aspct t i della piat t aforrna rivendica t iva dci prccari 0 sui l irn i t i, iniz ialrncn!c ozaett.ivi delle forme di lotta p~;ate avanti nella loro prat ica poli t ica.

Vogliamo invccc discutcrc c confroruurci sullc possibilita di ricondurrc ad alcuni clcrnenti eli progetlo quote i ngcnt i di forza lavoro subordina ta c marginate (21.000 cia cspcllcrc) che si rapp resen ta no oggi come soggctt i aruagonist i al proccsso eli ristrut turazionc dcll'irnprc a univcrsitaria, Iat to proprio da l pci c dal sindacato.

Part iarno percio con una prerncssa c cioc chc il movirnento dci prccar i. con la propria iniziativa, ha allarnato il Iron t c dcl l'{nsubo rdinazionc a l cornando dcnt ro l'univcrsi ia, ponendo contraddivioni c rnorncnti di r igidita a i proccssi accclcra t i delIa r is t rut turaz ionc tccnico-scicnt ifica di questa irnprcsa.

Ecco perc he sindacat i c par t i t i icntano di rincon-ere questa situazione per potcrla prima cava lca rc e poi lrcnarc.

I riformisti hanno saputo leggcrc nei falti i pericoli di un possibile legame Ira i prolctari che hanno conquislalo la lucidita per polere dcfinire I'universita cOl11e luogo all'interno del quale si lenta eli fare passare la divisione sui piano dcll'organizzazione elel lavoro Ira una lassc operaia dirCll.1menle proelutlrice di merci e strati eli lavoro tecnicoscientifico-di ricerca, che creano con il proprio sapere la cooperazione necessaria Ira operaio e macchina elc\'antlo al massimo i tassi di proclultivita, e allri seltori del lavoro deccntrato, subordinato e nero che oggi si pongono sui terreno della ric0111posizione politica cd organizzativa dei proletari coslrelti a lavori di merda soltopagali 0 addiriltura non pagali (vedi 10 sludenle) elevando percia la cenlralita della Figura dell'operaio sociale dentro la direzione della lolta.

Con q ues Ie premcsse genera Ii oggi riteniamo possibile inlratlenere momenli di dibaltilo polilico con il Movimento dei Pre-

ROSSO 15

cari per una sintcsi della costruzionc di proccssi di rig idi ta prolcta ria zcnera l i cont ro l'oruanizzazionc -del lavoro, per la -riapprop r'iazionc della ricchczza socia lc prodot ia.

Crcdiarno possibi!c i l confronto anchc pcrchc sono avvcnut c rnodilicazioni generali dal pre 'e-

. dcn t c cicio eli lotte ad oggi, non solo dentro i process! di 101la c d i ricornposizionc del l'opcraio socialc rna anche dcru ro l'iniz iai iva st atuale c coercii iva del ncmico di classe, tutta tesa a precedere e stroneare qualsiasi elemento di rlgldlta genera Ie contro la ristrutturazione capita Iistiea.

Inf'a tt i se da un lato lc lotte del '77 hanno intaccato inevit abilrncntc lutti i settori e circuit i del lavoro ncll'universi ta, ponendo lc prcmes se, che oggi verifichiamo, per ricornporrc l'insubordinazione socialc csistcntc dcnt ro proccssi organizzat ivi, dall'aHro lato prcndiarno at 10 della provocaz ionc storrca dell'accordo a cinque, del taglio della spcsa pubblica, della poli t ica della de c del sindacato, tcsa ncllo spccifico a reridere produtt iva cflicaccrncnte l'univers i ta t rarnit c l'obbl iao a erozare zrat uirarncntc la~oro, riccrca , '" risporidcndo cosl aile csigcnze del padronato c del pci che puntano al l'aumcnto selvaggio dell'accumulaz ionc capitalistica.

Quest i contenuti sono filt rati fino in fondo qui a Padova nel conf'ronto quoridiano tra i compagni dci Cornitat i di lot ta delle lacolta e dei quartieri con i corn pagni del Comitalo di Coordinarnento d i precari, loccando punll ell rnobilitazione (2000 cornpagni al policlinico dove i sinclacali se ne sono andati molto alIi e con una grossa qualila nel c.Iiballilo polilico.

Esislono dei problemi ed a\cune carallcristiche di fondo, Siamo perret tarnenle consci della composizione polilica eli quesLo Illovimenlo dei precari, delle sue diflicolt~1 oggettive ad eSlendersi e a gcneralizzare quei conlenuli politici con i quali a Padova (; slalo possibilc. coslruire espe~Ienzc dl lolla significalive come Ii blucco e1egli esami, il control- 10 polilico, i seminari aulocrestili con la liscal izzazione del'" \'oto servizi sociali, lotta al pallo so~ ciale e all'accorelo della II banda dei cinque con qualche aggiunta »; prcprio perche abbiamo costruito fino in rondo quelle premesse su cui rar 111arciare un nuovo processo di lot Ie che sia in graelo di aggredire lulli i seltori del lavoro decentralo e subal terno, per supe1'are iI limite della eategoria, perche di categoria non si tI-atta quando vogliamo affronta1'e il problema del lavol'o nel-o e precario, della terziarizzazione da un punto di vista della rieomposizione del fronte proletario di lotta.

E' per questo che riconoscia- 1110 anche esigenzc di specifi:::ita e1'intervento che possano garantire: I) la massificazione e una piLI ampia aggregazione eli questa movill1enlo a livello nazionale, e in questa senso il convegno eli Paelova non e che it primo passo; 2) la possibilila eli estensione della proposta politica in lermin i general i che legi lli mi e sancisca a livello di massa i nuovi conlenuti che emergono ad esempio dal dibattilo sviluppatosi a Pad ova tra i com pagni sui problcma delle forme di lolla e sugJi obieltivi cia praticare: servizi, mense, case, trasporti, lotta al lavOl'o nero, retribuzione per gJi studenti lavoratori, assemblee dei neo laureandi, lotta ai erumiri, bloeeo della rieerea come bloceo dell'organizzazione del lavo1'o produttivo, ecc.

Tutlo que 10 e senz,altro un

passo in avanti che si puo cogliere benissimo in tu t te Ie situazioni e sopraltutlo in quelle che pilt hanno tirato dal punta di vista delle lotte e dove il corretto rapporlo polilico con Ie slrutture autonome del movimenlo proletario ha perme so

l'atl'crmarsi di clcrnent i di programrni irrinunciabif i.

ALCUNI ASPETTl POLITICI

IMPORTANT!

Vag liando, come del rcsto abbiarno l'at to, Ie Lappe principali chc hanno dctcrrninato questa grossa tcnsionc politica attorno al Movimento dci Precari vogliarno rilevare alcuni clcrnent i d i cri tica pol i tica chc sccondo noi va nno aflron t at i chiaramcntc per csserc poi risolti.

Basta pensarc al rapporto con i sindacati. Senza soll'errnarci su d.iscorsi gia falli su cos'c oggi il sindacato, vorremrno [ar notare come il documento prodott o dai precari, nel quale c'c anche la piat taf orrna nazionalc, sia giust arnerue in plena antitcsi con le tcsi sindacali dal punto di vista dcll'analisi della riappropriazione d i obiettivi e forme di 101- t a ma attraversato dall'errore di rlncorrere continuamente la linea sindacale, probabilrncntc pili per eop~rlura poli t ica che per una logica da II sinistra sindacale »,

Fino a questo memento la cosa ha Iunzioanto. a scapito perc: 1) di rafTorzare il Movimento con prospet tive pili gcncrali che super ino i mrnediatarnerue it limite di categoria, lasciando la possibi li ta di intravvederc proccssi eli ricomposizione polit ica call altri strati: 2) della possibilila di praticarc forme di lotta piu incisive; 3) di gcneralizzare c massificare, soprat tut to nella qua lita, il movimento dci precari nel suo complesso.

Oggi Ie mediazioni su questo terreno sono chiuse definitivamente.

Ecco perche secondo noi il problema sta tulto nel liberare il dibaltilo politico sulla rase, suI pci e conrederazioni che si [anna stato, eee. Dibattito che ponga nella sua sintesi la cosLruzione di L1na soggel tivi La politiea in graclo di sllperare Ie disomogeneiLa esislenti, che hanno sempre limitato Ie possibilita di crescita e1el movimento e lascino intrav\'edcre la malUrazione di nuovi processi (polilici) eli cresci ta necessari per Ie sviluppo eli questo mo\'imento.

Bisogna intensiflcare e proseguire il dibattito ratto a gennaio c febbraio cercando eli (:on;,ol;· dare i fronli eli lolta che gia esislono (Comilali di lotla, Asscmblea Cittadina, Coordinamento Cilladino per i Preni Polilici), forzando percio i lempi per un progetto nella citta e nel territorio.

Anche su questo e mancantc la continuita e J'attenzionc necessaria da parte del Comitato Precari., .

Certo, compagni, e istono limiIi grossissimi anche nell'inizialiva - dei prolelari sludenti, non perc he il movirnento sia in riflusso 0 perc he si sia arrocato su posizioni cenlriste, ma per it semplicc fatlo che i livelli di forza genera1c conquislala va spostala sui lerreno di L1na nuova maturazione politica dclk lolte che devono sapere incidere su due punti innanzitutto: 1) la tappa obbligatoria della pratiea comunista degJi elementi di programma legata a nuovi contenuti d'organizzazione (PROGETTO CITTADINO); 2) la rottura sistematica della nuova articolazione del eomando nel terdtorio ehe anehe a Padova si tenta a tutti i costi di fare passare,

Un,altra cos a ancora. Abbiamo gia delto che esiste la possibilita oggeltiva per il confronto su questa terreno; la soluzione va perlanto ricercata oslinatamente nel confronto e nel\'iniziativa generale pubblica che riproponga in avanti il lavora politico di mas a dentro Lulle Ie strulture autonome del movimenlo, lutle Ie istanze organizzate dei proletari, al fine di rapprcscnlare a tutti gli efIetti il superamento dd limili registrali nei c:cli di IOlle precedenti, e l'afl'ermazione della reale possibilita anche a Padova di ricomporre I'intero tessuto proletario dentro la pratica c1egli obieltivi di programma.

Elogio funebre per I'Eurocomunismo

Un grande centro Iiberal-socialista sorretto da grosse convergenze capitalistiche, equilibrato dalle appendici di destra e di sinistra: in poche parole la formazione di un corpo politico di comando delle multinazionali. Questa e la lettura che ci giunge dalle elezioni francesi.

AIl'interno di questo nuovo Castello di Carte la sconfitta dei socialisti aIle elezioni P"O trasformarsi in vittoria, illoro ruolo ribaltarsi come copertura a sinistra. Questa e la maniera mediata per batt ere il male americano tenendo pero fuori il PCF. D'altra parte I'Insegnamento diretto che a noi giunge e l'abbattimento dei Livelli Politico Formali in quanto aggregazione di una forza d'urto adeguata, la ricomposizione di un fronte di combattimento politico, oggi dentro il dibattito di varie componenti dell' Autonomia, di vari gruppuscoli, di alcune forze estremiste del sindacato.

DO PO I E ELEZIONI FRANCFSf. VERSO LA FI E DEL CON TROLLO ISTITUZIONALE DEL LE LOTT[J

[ grandi poeti ci hanno insegnato che si puo tenere un elogio [unebre anche, sopratt utt o per un bufione. E cosl noi ci accingiamo a dare onorata sepoltura a quella bufioneria che solo bufioni e "porci" della categoria di Berlinguer e soci potevano produrre. L'eurocomuniSI11O. Che grande idea! Aveva degli antecedenti illustri ("Uno spettro si aggira per l'Europa"; ma questi antecedent i erano banditi dal discorso come elementi aberrant], est remisti e deliranti. Aveva una [orza espansiva notevole: guardat e, per sino un pensatore, made in Milan, come Ebet ino Craxi, aveva imrnaginato di succhiare il latte e di lanciare un.: eurosocialismo. Aveva una t ragedia del movimento 0- peraio aile spalle, la tragedia cilena e vol eva t rarne degli insegnament i: rna quali? L'ideologia della sconfiua e del gelo non puo che essere rnolti plicata dall'es perienza della sconfitta. V'iminaginat e Berlinguer giocare una lira sulla C0I17U11e di Parigi? Dal 1977 al 1978. In WI anno, solo in un anl1o. Gli spagnoli firmana la .. resa della Moncloa ": l'eurocomunismo spagnolo diviene la forma piu bieca di controllo della classe operaia: la piu bieca perche e perpetuazione diretta del [ascismo, perche il cont rollo e costruito sulla provocazione direl ta antioperaia, su migliaia di 1I10rti, su centinaia di Piazza Fontana gestite direttal1lente dagli eurocol71unisti di Carrillo. Carter quest'an/10 visilera la Spagna, il paesL' che rappresenta il baluardo slra· tegico e commerciale delle 1I1ul tinazionoii americane ed euro pee: scommettele che ricevera Carrillo? 1977-1978: un anno, WI solo anno. Gli ilaliani fal1llU quello che fanno: ci mostra/lU la squallida, invernale faccia dL'! loro partito. Berlinguer, Chiaro monte, Napolitano, Macalusu. Pecchioli, Beria, Lama, Cafiero. Occhello, Benvenuto, Pelruccioll e chi ha ancora stol11aco l1e mel tal Ma i francesi! Hanno SUpt ralo oglli limile, hal1no raggiwi to i vertici della tragedia classi ea, di quella di Racine e soc; hanno voluto la sconfit tal L'/1all 110 cos t ruita, inseguita, dist int (/ mellte mOlivala: i francesi hall/10 raggiul1!O vertici di intelligell' za e di rappresenlaz.ione tragic ,I che solo i poreogi1esi aveval1O, (/ suo tempo, Zambito. Ora cala 11 sipario su questa paesaggio {IInebre: 1111 anl1O, solo un anllo e bastclfo ai padrol1i per distruggere l'avvel1turismo europeo delle varie for11laz.wl1l che SI (!7rOgano il nome di "comuniste". Avveil turis1l70, idioz.ia, cia1 t rOl1cria: euroc01l1wlismo. Tullo questo e ormai passato. Resta ben aUro: la diretla, fondamel1tale funz.ione di questi signori l1ella strategia delle lIlullinaz.ionali, nella strategia del ten'ore al1tioperaio.

CHI J-IA VINTO LE ELEZIONI IN FRANCIA?

[nvero, una risposta e difficiIe. Di sicuro hW1I10 perso i socialisti, Millerand l'ha preso nel culo senz.a volerlo e senz.a dar 11l0stra di divertirsi. Ma la "SiI1istra" ha vinlo! Solamenle I'iniquita della forma elettorale e del bal/ollaggio Ie ha impedilo di rrasfol"mare adeguatamente la sua presenz.a l11aggioritaria nel paese reale. E i tipi del cosiddelto Partito Comunista Fral1- cese, allche 101'0 hall no vinlo! NOl1 volevano, a lIessun costo, che i socialisti avessero la maggioranza dei voti e la possibilita di governare sulle spalle dei comunisli slessi: Ii han11,{J boicottati, hanno jallo sal/are il palto comul1e pochi giomi prima del-

la conclusione del/a cam pagna elett orale. Hanno vinto, hanna raggiunto il lora scopo! Ouanto alle dest re, hunno vinto, eccol11e. II par tit one go/lista di Chirac ha stravinto, com prendendo "Iarghe masse popolari" nel suo elettorata in maniera solida e defini tiva. Ha vinto Giscard che e riuscito a [issar e at tor no alia sua persona ed al suo governo la nteteora delle [orze del "cent riS1110" iinanziario, industriale e provinciale [rancesi. Dunque, solo i socialisti hanno perso. Ma davvero?

Per rispondere a questa doinanda bisogna scendere Ul1 moniento indiet ro. Da tempo, all'int erno del socialismo francese, la t endenz.a americana e vincente. Ctie cosa significa? Significa che nell'equilibrio delle correnti socialiste la posizione della sinist ra iautogestionaria, pianificaI rice, ecc.) e man mana stata ridot t a all'est remo limite. Questa

gione - che i socialisti volessero tgiovandosi del sistema maggioritarioi ot tenere il maggior numero di deput ati possibile e poi part ire verso il cent rismo. Verso cioe un'alleanza con Giscard che permett esse £111 asse centrale nello svilu ppo della politica [rancese.

Se queste [ossero Ie diaboliche intenzioni di M itt erand, per Ie quali egli e st ato punit o da Marchais, e davvero dijjicile dire. Certo e che oggi la linea dei grandi pot entati econoniici e amministrativi francesi e davvero questa. "La Francia it spaccat a in due, dicono, bisogna dividerla in tre". Vedel, il consigliere costituzionale di Giscard, atfer- 111 a che l'orizzonte elellorale [rancese l10n e rap present ato da due [orze a conjronto, benst da WI paesaggio continuo - con qualche rot iura, rna [ondament almente determinate dagli elementi della continuit a. Duverger i11-

correllte, clze era an.che que/la che COI1 piil lealta sosleneva il programl11a cOl1ume COil i co- 1111ll1isli, Jla fillilo con l'essere nOI1 solo el11arginala ma ridicolizzata. D'allra parte come soslel1ere -ad alclmi al1ni dalla sua redaziol1e e nel meno della recessiolle mondiale - il programma cOl1ulI1e? Esso era insieme troppo rifonnista e troppo poco rivoluz.ionario: tipico esempio di que/la fase di eSallaz.iolle degli spiriti (ill tlltl'Europa, dopo il '68) Ilella quale si parlava COI1- til1l1amel1te di rivoluz.ioni pacifiche e si propol1evano il1 maniera az.z.ardata riforl11e impossibili. Comunque, il risulialO e stalo che la sil1istra socialista e stala c0111pletamel1le e1l1arginata e di· st rutta. La diffidenz.a cOl7Zul1isla 11ei confronti dei socialisl i dipel/de anche da questa. A questa punto pero bisoglZa chiedersi quali fossero Ie intenz.ioni di M iIterand e del gruppo dirigente "americano" nel gestire la grande Ul1ila pre-elellorale e quali siano le lora il1tel1z.iol1i adesso. Ora, i comunisti sospetlano

e nOll pot remmo non dargli ra-

siste a sua voila sulla capacita attrattiva della presidellz.a della Repubblica. La Francia 110n it rappresenlata dalla cantrapposizione dei due blocchi, di dest ra e di sil1islra: deve essere illvece rappresel1lata da una forte COIIvergenz.a di forze capitalistiche, evcl1tuall11el1te riformatrici, verso il centro della schieramento politico. Un grande cel1tro liberal-socialista e due appendici, a deslra e a sinistra: questa e il 11IIOVO progetlo.

Ora, i socialisti "a 111 ericCll1 i" - che questo progelto hanl10 sempre sostel1uto - escono paradossalmente ratforzati dalle elezioni: 11011 hanno alcun debito di gratituciil1e l1ei confronti dei comll1list i, 11011 llanl10 aicUlI rigido programma cui dover, seppur solo formalmente, dover rel1dere omaggio. Sono dispol1ibili all'abbraccio che il grande capilale rappresel1lato da Giscard vorrebbe aprire nei confronli del riformismo socialdemocratico. E' d'altra parte chiaro che Ie condizioni sociali l1ella siluaz.ione eli crisi spil1gono a questo. Un certo dinamisl110 e-

conomico e politico, in termiru non solo di cont eniment o del movim ento popolare l11a di riaccensione degli investimenti, e inolt re richiesto dal grande capitale niultinazionale. Ecco dUI1- que come i socialisti POSS0110 passare dalla sconfitta elet torale alia vit toria nel breve periodo.

LA LlNEA AMERICAl\A CON TRO IL "MALE AMERICANO"

Una voila si parlava di "male Inglese" delle economic occidentali: consist eva nel rincorrersi continuo di ist anze salariali, tali da squilibrare continuaniente la bilancia dei poteri e degli equilibri. Lo stesso tnovimento delle lotte operaie sub iva pero i contraccolpi di questo tneccanismo, nella misura in cui esso 110n riusciva a liberarsi della cat tiva dinamica di questa processo, dal pot ere di appiattimento che questo svilu ppo determinava. Oggi si t ratt a [orse di coniinciar e a parlare di "male americano" delle lotte operaie. Vale a dire che l'indubbia einergeru.a delle lotte verso livelli di potere, if fatto ch e le lotte hanno la capacita di incidere su livelli di potere, s'e accom pagnata ad LlI1a perdita dell'orizzonte della t otalita dei processi politici, il controllo att raverso l'isolamento, la corporativizzazione delle istanze di pot ere, il lora cont rollo separato divengono la cOllseguellza del male arnericano sulle lotte della clase operaia ad alto svilu ppo.

111 Francia questa sit uazione delle lotte e quanta rnai chiara. La c/asse operaia ed il proletariato f rancesi si S0l10 I roval i da sempre di frol1le ul1a strutUlra dell'al1111lil1istrazione staUde estre111a111ente forle. Un tempo un po' rigida: 111 a, a parlire dalla riforl11a gollisla e tecl1ocralica della Siaeo, sempre meno rigida, sempre piil dutlile, /lessiiJile, malleahile dal PUlltO di vi· sla del pOlere. /11 Frallcia 10 Slato eli diril/o, a valellza presiden::.iale, e rillscito {illora a superare la crisi che allre costilUZ.iol1i hanllo conoscillto proprio in virIz't di quesla eslrel71a /lI11Ziol1a./i· ta della macellilla di Slato. Ne e derivaw ulla polilica di fral11- mentazione delle lot/e, fra sel· lori, fra regiolli, Ira strati del proletarialo, fra Wtlo e lullo, - 1lI7a politica di frwllmelltaz.iolie e di rot/ura, di isolamel1lo e di cOlltrollo che e davvero ecceziol1ale. Eppure, la Fral1cia e Ull paese dove si lolla, e till paese di gral1di lolle. Lotte operaie, lotte cOlltadine, folie l1el terz.iario, lotte deg/i emigral1ti, lotte delle donl1e e dei lllOvil1lenli giovanili, - la stalislica ola poI rebhe essere i 171 pressiollClI1 t e. l grcLCIi di violem.a che so no espressi dalle loue del prolelariato frallcese 11017 hall no, d'altra parte, nulla da il1vidiare a chiunque. Fino a qual1do il pot ere riuscirel ad esercilare questa sua terribile capacita di /ral11meIlIClzione e di frello? Fino a quando costrillgera Ie 10lle operaie e proletarie a subire il "male a1l1ericallo" della separCizione e del marasma?

Questa dOlllanda cal cenl 1'0 del dibatlilO politico oggi ill Frallcia. II pOlere goverl1ativo senle che i margini di tellula S0110 fortemel1le rosicchiati dalla crisi. La Fral1cia e un paese che si colloca al liveI/o il1termedio 1lella divisiolle mullil1az.iOllale del lavoro: De Gaulle aveva cOl1solidato WI blocco economico-l11ilirare (indus I ria aeronaut ica, 111 ilitare, elell rOl1ica, ed ora nucleare) al centro del sistema politico, riuscel1do ad evitare - allraverso accordi con i paesi socialisti e i paesi eli lingua francese del terz.o //londo - uno scontro concorrenz.iale diretlo con Ie altre potenze imperialiste. Ma davcll1ti al/'acceleraz.iol1e che oggi le mult illazionali im primol1o, prese nell'approfondimel1to della erisi, riuscira il blocco economi-

co-militare a tenere? Non sara necessario "sovradeterminare" i paramet ri economici del control- 10 con WI surplus di cont rollo politico, port ato dall'int erno del 1110vi177ento popolare?

117 Francia inatura dunque un diverse equilibria politico costit uzionale, tale da rendere i socialist i partecipi del pot ere e tale da [unrionalizzarli a questa inissione di sostegno eli un sernpre piu vacillant e potere amministrat ivo. D'altra parte, alle esigenze interne si accom pagnano Ie esigenze internazionali. Gli americani, Carter e i suoi soci, hanno da tempo rilanciato la proposta moderata di unificarione, anche [orrnale, dei ceti politici delle multinazionali. Si tratta di dare figura politica a quel- 10 clie gia in buona parte, avvie- 17e sui piano economico. E' impossibile capire alcunche della politico degli USA sotto la presideru.a di Carter se 110n si parte da questa esigenz.a prioritaria: la cost ruzione di un corpo politico di cornando delle multinazionaii. Per quanto riguarda la Europa i comunisti deb bono essere esclusi da questa livello di coman do. Ma la direzione complessiva deve essere comunque coperta, prot etta sulla sua sinist ra. [ socialisti van no inseriti nel livello del pot ere mult inazionale con questa specifica [unzione. Il male americana delle economie occident ali va curato at traverso la rijondarione del sistema del potere, a livello internazionale, ma soprat t ut to garantendo la tenula sul lalo operaio e proletario. In Francia l'illlero sistema politico, sollecitalo dal- 10 Slato delle multinaz.ionali, marcia verso questa obietlivo. I socialisti SOl70 chiamali a costituire uno dei poli fondamel1- tali del processo.

LE LRGt, ZE DELLE LOTTE OPERAIE F PROLETARIE

111 Francia l'urgenza della lotla it ricol1osciLita a livello di massa. In Francia la rigidita del sistema di contenimenlo delle lolle, ora al11l71oderl1ata dal possibile avvicel1damenlo socialista a livelli di pot ere, e cOl7nll1que pervel1uta ad un allissimo punto di lel1siolle. Dal punto di vista della classe, d'altra parle, l'atlel1- ziol7e al carat/ere politico del processo, e allissima. [11 Francia 11011 II1WICGllO Ie lotte: l17a quello che - per la sua tradiz.ione e per l'oggettiva necessita del 1110- mel1to - la classe operaia ed il prolelariato richiedono e la cel7- I ralizzaz.iolle politica del proget- 10 d'allacco. NOl1 saral1no certo quelli del PCF a forl17are questo momento di celllraliz.z.az.ione politica. Ma on1lai com ill cia a divel11are visibile U11 frOl1te di cOl17ballimento polilico, che att raversa insiell1e alcuni set/ori dell'autonomia e [orz.e estremisle del sil1dacato e dei gruppuscoli, estremal71el7le cOllfuso ma il1siellle capaee di formare WI primo l1ucleo eli aggregazione del diballita. L'acceleraz.ione di queslo processo, il suo rinl1oval77el1- 10 50110 assolutamellte auspicabili. Quel eire e certo e che quesle eieziol7i hanno, cia WI lato, cancellato e get/ato via ogni residua convinz.iol1e che i livelli po/itici forl17ali polessero permeltere di aggregare U17a forz.a d'urlo adeguata d'altro laeo 17an- 110 ill1posto la sel1saz.ione ditfusa sui lil'ello di lIlassa che la situaziolle sia giunla ad una svolta. Ceria, come spesso avviel1e, questa pressiolle di l1lassa verso uno sbocco polilico avviel1e nel momento ill cui Ie forz.e del nel71ico si stal1no meglio orgalliZWl1do. Ma lIOn e la prima volta che un mOVill1ellto di lolla rOl11pe anche queste cOl1dizioni. Sopraflutto in Francia dove, sempre, la lotta operaia ha saputo cogliere 1770- menti altissimi di ricomposiz.iol1e, e sempre ill termini assolutamente poZitici.

Ci risiamo. L'« Unitll'» ricomincia con Ie stronzate sui Veneto come centro dell'« eversione ", su P~dova come (~cervello» del terrorismo, su Franco ~reda ed Em~lio Vesee. Bene, a questi neo-velinari ricordiamo come gia si siano ricoperti di ridi~ol0 con. queste storie, plccole ~alunn.le paesan~ che non hanno mal avuto. II corag~o dl dibattere aviso aperto. Sulle vostre storie di complotU tulto i! .movimento comuDlsta ci nd~ s?pra. ~ome redazlOn~ dl Rosso nbadiamo tutta la nostra shma politlca e personale al compagno Emilio Vesce. Rlbadiamo anche che EmilIO presta solo la sua firma dl glOrnahsta a questo glOrnale e che nulla ha a che fare con la redazlone.

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