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Viscomi Gregorio Roberto 4°J 31/12/2020

Educazione civica

Durante le lezioni di Educazione civica abbiamo parlato della situazione dei popoli
indigeni e dei migranti in Brasile e, in particolare, ci siamo soffermati sulle cosiddette
zone di frontiera. Abbiamo visto come i popoli
indigeni ancora oggi siano spesso trattati in maniera irrispettosa dalle grandi società
che operano in Amazzonia e che, senza alcuno scrupolo,non rispettano i loro diritti.
Queste società che si occupano delle attività di estrazione di preziosi metalli come ad
esempio il rame, l'oro e l'argento o di costruzioni di edifici ed autostrade, spesso
distruggono migliaia di km2 di foresta e ciò danneggia non solo la foresta stessa e
tutte le specie animali presenti, ma anche i popoli indigeni che vivono grazie alla
foresta; ad esempio, collegandomi a ciò che abbiamo fatto con il docente di Italiano,
abbiamo visto che le grandi imprese di estrazione mineraria o petrolifera distruggono
la foresta disboscandola ed inquinandola. Per costruire le miniere
di estrazione mineraria si abbattono milioni di km2 di foresta; dopodichè, per
mettere in moto le macchine che si utilizzano per l'estrazione dei metalli, si utilizzano
ingenti quantità di combustibili come ad esempio il petrolio. oltre all'inquinamento
dell'aria, vi è poi l'inquinamento delle acque: una volta estratto, l'oro viene lavato con
il mercurio che poi viene gettato direttamente nelle acque della foresta insieme a
grandi quantità di rocce estratte in profondità e che contengono metalli molto
pericolosi come l'uranio o l'arsenico. Come
se tutto ciò non bastasse, le popolazioni indigene a cui viene tolta ogni possibile
fonte di sussistenza, sono costrette a cercare lavoro e molto spesso finiscono per
lavorare per le stesse società responsabili della loro rovina. Qui sono costretti a fare
turni di lavoro massacranti per salari che spesso non bastano nemmeno per
soddisfare le loro esigenze primarie e vengono trattati in maniera a dir poco
irrispettosa. I pochi che tentano di ribellarsi o che si
oppongono desistono dal loro intento perchè minacciati o perchè vengono loro
offerte quantità di denaro che, seppur minime, consentono loro di avere un qualcosa
tra le mani per ripartire e per sperare in un futuro migliore.
Bisogna perciò capire che dobbiamo fare il possibile affinchè queste popolazioni
perseguitate da diversi decenni non vengano dimenticate e bisogna opporsi con ogni
mezzo alla furia capitalistica di queste società che ogni giorno ditruggono l'Amazzonia
e con essa i popoli e le specie che la abitano.