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Imparare ad Imparare - Lezione 1

Introduzione alle
Neuroscienze Educative

Alessandro Zocchi Ph.D.


Psicobiologo e Psicofarmacologo
Programma
Lezione 1 Lezione 2

● Le Neuroscienze Educative ● L'Illusione di sapere

● Perchè “Imparare ad Imparare” ● La procrastinazione e come

● Come variano le capacità cognitive combatterla

con l’età ● Il multitasking è veramente

● Cosa avviene nel cervello quando efficace?

impariamo ● Perchè dormire se si vuole

● L’attenzione imparare meglio

● I modi in cui pensiamo ● L’attività fisica ed i suoi effetti sul

● Stress e apprendimento cervello

● Le migliori strategie di studio e le ● I Neuromiti

peggiori ● Geni si nasce o si diventa?


Test on Google Forms
Secondo voi?

1. E’ possibile cambiare e diventare esperti in aree


nelle quali non ci si aspetterebbe di essere bravi.

2. Ognuno ha un talento innato. E’ sempre meglio


seguire quello per cui si è naturalmente portati.
I concetti fondamentali delle Neuroscienze

1. Il cervello è l’organo più complesso del


nostro corpo.
2. I neuroni comunicano usando segnali
elettrici e chimici.
3. Circuiti geneticamente determinati sono la
base del nostro sistema nervoso.
4. Le esperienze cambiano il sistema nervoso.
5. Le scoperte promuovono una vita sana ed il
trattamento delle malattie.
Le Neuroscienze Educative

● Le Neuroscienze educative sono una


emergente disciplina scientifica che cerca di
colmare il vuoto esistente tra le neuroscienze,
l’istruzione, l’apprendimento e la psicologia.

● Promuove la ricerca e la divulgazione dei


meccanismi cerebrali attraverso i quali
impariamo.

● Esse suggeriscono a istituzioni e persone di


tutte le età gli approcci, i metodi e le abitudini
migliori per poter imparare, lavorare e
insegnare in maniera efficiente e produttiva.
Perchè “Imparare ad Imparare”
World population aged 60 or over with dementia

From: Dementia. A Public Health Priority. World Health Organization. 2012.


http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/75263/1/9789241564458_eng.pdf?ua=1
“Un capitolo al giorno leva il medico di torno”

Riduzione del 20% del rischio di

mortalità nei lettori abituali di libri

(30 minuti al giorno).


La Curva della Dimenticanza di Ebbinghaus
Come variano le capacità cognitive con l’età
Declino non-patologico delle funzioni cognitive

Da: Successful Aging by D.C. Park and J. Goh. Chapter 61 in


Handbook of Adolescent Psychology, 2009, Wiley & Sons, Inc.
Da: Successful Aging by D.C. Park and J. Goh. Chapter 61
Handbook of Adolescent Psychology, 2009, Wiley & Sons, Inc.
Da: Successful Aging by D.C. Park and J. Goh. Chapter 61
Handbook of Adolescent Psychology, 2009, Wiley & Sons, Inc.
Da: Successful Aging by D.C. Park and J. Goh. Chapter 61 in
Handbook of Adolescent Psychology, 2009, Wiley & Sons, Inc.
Cosa avviene nel cervello quando impariamo
Neuroni e sinapsi
Neuroni e sinapsi
Le esperienze cambiano il cervello:
LTP (Long Term Potentiation)
video
Formazione di spine dendritiche dopo apprendimento

Guang Yang, et al. Science 06 June 2014: Vol. 344 no. 6188 pp. 1173-1178
L’attenzione
Durata media dell’attenzione
Test di Concentrazione 1

The basketball players Test


- video
Test 1
Test 2
Daniel Kahneman
I modi in cui pensiamo
System 1 System 2
System 1 System 2

2x2=?
System 1 System 2

2x2=? 14 x 27 = ?
Ragionare in Modalità Concentrata e Diffusa

A mind for numbers, Oakley B., Tarcher-Penguin, 2014


Stress, ansia e apprendimento
Cos’è lo stress

● E’ la risposta di un organismo ad un evento che altera il


nostro equilibrio fisico e mentale e richiede un’azione da
parte nostra.

● E’ sempre presente nella nostra vita ed è necessario per


tenerci vigili, attivi e risolvere i problemi.

● Se diventa troppo intenso e continuo, se iniziamo a perdere il


controllo della situazione, lo stress inizia a diventare un
problema per il nostro organismo.
When Math Hurts: Math Anxiety Predicts Pain Network Activation in Anticipation of
Doing Math. Lyons & Beilock. PlosOne Vol. 7, Issue 10, 2012
Curva Stress/Performance
Arnsten A.F.T., Nat Rev Neurosci. 2009 June ; 10(6): 410–422.
Cosa possiamo fare?
Cosa fare?

● La strategia da cui partire per gestire al meglio lo


stress è essere preparati.

● La ricerca rileva che parte dello stress deriva da


come si interpretano le situazioni ed i sintomi.

● Se si sposta il pensiero da "questo test mi fa


paura" a "questo test mi stimola a fare del mio
meglio!" il nostro rendimento può migliorare.

● Il fallimento è veramente un fallimento?

● Tecniche di rilassamento, respirazione e


meditazione risultano efficaci se praticate con
costanza.
Le migliori strategie di studio e le peggiori
Strategie di Studio
Strategia Utilità
_________________________________________________________

1. Domande elaborative media


2. Auto-spiegazioni media
3. Riassunti bassa
4. Evidenziare bassa
5. Mnemonica con parole chiave bassa
6. Uso dell’immaginazione bassa
7. Rilettura bassa
8. Pratica di test alta
9. Pratica distribuita alta
10. Pratica intervallata media

Dunlosky et al. (2013) Psychol. Sci. Pub. Int. 14, 4-58


Strategia studio/test

Kapicke JD, Metacognitive control and strategy selection. JEP General 2009; 138 (4) 469-486
Pratica distribuita nel tempo
(opposto del cramming)

Kornell N. Optimising learning using flashcards: Spacing is more effective than cramming. App. Cog. Psychol. 23,9,: 1297-1317
Test su Google Forms
Imparare ad Imparare
Zocchi A.
Amazon Kindle eBook, 2017
Imparare ad Imparare - Lezione 2

Introduzione alle
Neuroscienze Educative

Alessandro Zocchi Ph.D.


Psicobiologo e Psicofarmacologo
Test 2 on Google Forms
Programma
Lezione 1 Lezione 2

● Le Neuroscienze Educative ● L'Illusione di sapere

● Perchè “Imparare ad Imparare” ● La procrastinazione e come

● Come variano le capacità cognitive combatterla

con l’età ● Il multitasking è veramente

● Cosa avviene nel cervello quando efficace?

impariamo ● Perchè dormire se si vuole

● L’attenzione imparare meglio

● I modi in cui pensiamo ● L’attività fisica ed i suoi effetti sul

● Stress e apprendimento cervello

● Le migliori strategie di studio e le ● I Neuromiti

peggiori ● Geni si nasce o si diventa?


L’Illusione di Sapere
Effetto Dunning-Kruger

Journal of Personality and Social Psychology 1999, Vol. 77, No. 6. P. 121-1134
Effetto Dunning-Kruger

Journal of Personality and Social Psychology 1999, Vol. 77, No. 6. P. 121-1134
Effetto Dunning-Kruger

Journal of Personality and Social Psychology 1999, Vol. 77, No. 6. P. 121-1134
Effetto Dunning-Kruger

Journal of Personality and Social Psychology 1999, Vol. 77, No. 6. P. 121-1134
Metacognizione
Fasi dello studio
Pianificazione:
● Che cosa so sull’argomento?
● Di quali strumenti ho bisogno per completare il mio compito? Come farò per essere sicuro
di averli a disposizione?
● Quanto tempo dovrò studiare realisticamente in totale? Come distribuirò il tempo di studio
nei giorni e all’interno di ogni giorno?
● Sulle basi di quello che già conosco, su quali aspetti dovrò studiare di più? Come faccio a
sapere quali sono le mie attuali conoscenze delle materia?

Monitoraggio:
● Quali domande mi vengono in mente? Le sto scrivendo sugli appunti?
● Trovo l’argomento interessante? Perché o perché no?
● Quali strategie di studio funzionano meglio per me?
● Sto valutando obiettivamente i miei progressi?

Valutazione:
● Che cosa ho appreso oggi che è in conflitto con quello che sapevo prima?
● Cosa devo fare adesso per ottenere risposta alle mie domande e chiarire le confusioni?
● A quali domande non ho risposto correttamente?
● Ho utilizzato tutte le risorse a me disponibili?
● Sto avendo scarsa motivazione nello studiare? Mi ricordo perché sto seguendo questo
corso?
La procrastinazione e come combatterla
Procrastinare

Rimandare al domani con lo scopo di


temporeggiare o, addirittura, di non fare
ciò che si dovrebbe.
Tecnica
del
Pomodoro®

Francesco Cirillo

www.pomodorotechnique.com
1. Scegliete un compito (e una ricompensa)

2. Impostate il timer su 25 minuti

3. Lavorate concentrati finché il timer suona

4. Fate una pausa di qualche minuto (con

ricompensa)
• Dopo 3-4 “pomodori” si fa una pausa più lunga.

• Si può usare anche un timer digitale.

• L’importante è concentrarsi al massimo durante

ogni “pomodoro” (eliminare ogni distrazione).


Il multitasking è veramente efficace?
“Multitasking umano”
Termine “multitasking” nasce dal
mondo dell’informatica.

Capacità di gestire più attività allo


stesso tempo.
Ci si può spingere a gestire contemporaneamente grosse moli di
informazioni diverse e prendere decisioni importanti.

Esiste anche la convinzione generale che le donne siano


maggiormente capaci nel multitasking.
● Il 40 % degli studenti non é capace di restare per piú di 10 minuti
senza controllare il cellulare.

● Il 70 % degli studenti interrompe frequentemente lo studio con


qualche forma di comunicazione tecnologica.

● Nel mondo professionale molte persone ritengono di essere


particolarmente capaci nel multitasking.

Rogers, R. & Monsell, S. (1995). Journal of Experimental Psychology: General 124, 207-231.
Rubinstein, Joshua S. et al. (2001). Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, 27(4), 763-797.
E’ veramente possibile essere piú
efficienti e produttivi con il multitasking?
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A B C D E F G H I L
Perchè evitare il multitasking

● Ogni volta che si sposta l’attenzione da un’operazione all'altra c’è


un lasso di tempo che viene perduto per ricordare le informazioni
precedenti.

● Gli studi dimostrano che si impiega più tempo per completare ogni
singolo compito quando viene frequentemente intervallato con altri.

● Si può arrivare a commettere ben il triplo degli errori.

● Studenti che fanno più cose nello stesso tempo devono studiare più
a lungo lo stesso materiale e quelli che effettuano multitasking in
classe prendono in media voti più bassi.

● Secondo alcuni studi il multitasking può portare ad una riduzione


della produttività fino al 40%.

Rogers, R. & Monsell, S. (1995). The costs of a predictable switch between simple cognitive tasks. Journal of Experimental Psychology: General, 124, 207-231.
Rubinstein, Joshua S. et al. (2001). Executive Control of Cognitive Processes in Task Switching. Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance, 27(4), 763-797.
E le donne?

● In alcuni casi si è riuscito a dimostrare una lieve


differenza tra sessi.

● A seconda dei compiti svolti, talvolta erano le donne


ad essere più brave talvolta erano gli uomini.

● In tutti i casi la performance cala sia negli uomini


che nelle donne.
Perchè dormire se si vuole imparare meglio
Formazione di spine dendritiche dopo apprendimento

Guang Yang, et al. Science 06 June 2014: Vol. 344 no. 6188 pp. 1173-1178
Sistema Glinfatico

Iliff JJ, et al. Science Translational Medicine. 2012


Sistema Linfatico Cerebrale

Aspelund et al. J. Exp. Med. 2015 Vol. 212 No. 7 991–999


Louveau et al. Nature. 2015 July 16; 523(7560): 337–341.
● La perdita di sonno danneggia l’attenzione, la
memoria, l’umore, il ragionamento e la destrezza
motoria.

● Quanto dobbiamo dormire? Dipende dall’età, il


sesso, gravidanza, pubertà … intorno alle 7-8 ore.

● Il sonnellino pomeridiano è consigliabile. Può


aiutare ad essere più produttivi (26 minuti di sonno
pomeridiano ha migliorato la performance dei
piloti NASA del 34%).
L’attività fisica ed i suoi effetti sul cervello
Correre stimola la neurogenesi, l’apprendimento e LTP nei topi.

van Praag et al. PNAS,1999, vol. 96,no. 23 pp. 13427–13431


I Neuromiti

● Concetti sul cervello ed il suo funzionamento


generati da interpretazioni errate di fatti
scientifici.

● I neuromiti sono ben “protetti” dal Sistema 1.

● La loro diffusione nella cultura generale è tale


da farli diventare delle presunte nozioni reali.
Usiamo solo il 10% del nostro cervello?
Usiamo solo il 10% del nostro cervello?

● Origine sconosciuta (Neurochirurghi inizialmente


videro che la stimolazione di solamente il 10 %
della corteccia generava contrazioni muscolari;
animali di laboratori possono imparare nuovi
compiti anche con la rimozioni di parti del cervello).

● Ampiamente diffuso in tutte le culture . “Protetto”


dalle verifiche.

● Il cervello richiede circa il 20% del consumo


energetico totale del nostro corpo, nonostante
costituisca solo il 2% del nostro peso corporeo.

P.A. Howard-Jones, Nature Reviews Neuroscience, Vol. 15 December 2014


Usiamo solo il 10% del nostro cervello?

Benché funzioni in
concerto, il cervello è
diviso in strutture e
aree funzionali e non è
mai stata trovata una
zona senza funzioni.
Usiamo solo il 10% del nostro cervello?
Cranio di Phineas Gage
Usiamo solo il 10% del nostro cervello?

Tecniche di neuroimaging (come la


fMRI) rivela che tutte le parti del
cervello hanno un qualche livello
di attività, anche durante il
sonno.
Solo in casi di danni seri si
possono presentare aree silenti.

Maguire et al. HIPPOCAMPUS 16:1091–1101


(2006)
Se usiamo sempre il 100% del nostro cervello
perché non siamo tutti dei geni?
Se usiamo sempre il 100% del nostro cervello
perché non siamo tutti dei geni?

Geni si nasce o si diventa?


https://iq-research.info/en
World Average IQ
Q.I.
Stephen Hawking 160 Grandi successi

Alessandro Zocchi 130 Nessun successo


Terence Tao
IQ Level: 225
1. L’aspettativa di una ricompensa è una delle
motivazioni principali a imparare.

2. La ricompensa deve arrivare subito dopo l’azione


intrapresa.

3. Una volta imparato un comportamento si tende a


cercare modi più efficienti per ottenere la
ricompensa.

4. Perseveranza e flessibilità sono le caratteristiche


fondamentali delle persone “geniali”.
Mindset by Carol S. Dweck
Imparare ad Imparare
Zocchi A.
Amazon Kindle eBook, 2017
Test 2 on Google Forms