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Capitolo 3: LE GRANDI INNOVAZIONE DEL IX SECOLO

Con l’incoronazione di Carlo Magno ci fu una rivoluzione politica che rivoluzionò anche la musica.
Si cerco di trapiantare presso i Franchi il rito romano inserendo il rito romano al posto di quello
gallico il risultato fu un ibrido, frutto della contaminazione. Siamo nell’epoca in cui la trasmissione
della musica era affidata esclusivamente alla memoria dei cantori, si produsse quindi un nuovo
canto definito franco-romano che conquistò cosi gradualmente tutta l’europa. Questa fu la chiave di
volta della musica occidentale. Lo stabilizzarsi del repertorio gregoriano fu infatti gravido di
importantissime conseguenze.
Come i testi della bibbia il canto gregoriano doveva allora essere tramandato senza alcun
mutamento cosi diventò sempre più importante mantenersi fedele a un testo musicale e
l’improvvisazione venne gradualmente abolita.
Cambio anche la metodologia didattica con il concetto di imparare a memoria le melodie della voce.
Tra l’VII e il IX secolo quindi la codificazione del canto gregoriano e l’esigenza di tramandarlo
cambio la storia della musica.
Per favorire la memorizzazione i carolingi cercarono di suddividere i canti a seconda del modo, cioè
del tipo di scala musicale utilizzata; le melodie ruotavano intorno ad una nota più importante detta
“Corda Madre” che poteva essere il Do il Re o il Mi. Le note possedevano sia una nota dominante
ma anche una nota finale (Finalis) ben distinte. Si formulò quindi una rigida griglia di otto modi,
otto tipi di scale musicali con differenti successioni di toni e semitoni.
Nel IX secolo i sacerdoti a servirsi di segni convenzionali (detti “Neumi”) per evidenziare i punti di
inflessione o cadenze della melodia.
Un altro prodotto dell’epoca di Carlo Magno furono i “Tropi (Farcitura)” e le “Sequenze” essi
consistono nel farcire di parole i lunghi melismi privi di testo, in modo che ad ogni nota del
melisma corrisponda una sillaba del nuovo testo.
Se, dunque il canto gregoriano è l’amplificazione della parola latina, i tropi e le sequenze sono un
amplificazione del canto gregoriano.
I tropi potevano considerarsi una semplice aggiunta di melisma o nuove frasi e vennerò aboliti del
tutto nel concilio di Trento nel XVI secolo. Le sequenze divennero invece vere e proprie
composizioni autonome e sono sopravvissute fino ad ai tempi moderni.
Un ultimo grande passo compiuto in epoca carolingia è la polifonia usata per avere un
amplificazione verticale nel canto liturgico.
Anche se la possibilità di arricchire il canto è testimoniata molti anni prima, i musicisti del IX
secolo hanno incanalato la possibilità di cantare a più voci verso la codificazione scritta.

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