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I LIBRI DELL' UNESCO

Rapporto all'UNESCO
della Commissione Internazionale sull'Educazione
per il XXI secolo
presieduta da

JACQUES DELORS

NELL'EDUCAZIONE
UN TESORO

In'am Al Mufti Michael Manley


IsaoAmagi Marisela Padr6n Quero
Roberto Carneiro Marie Angelique Savane
Fay Chung Karan Singh
Bronislaw Geremek Rodolfo Stavenhagen
William Gorham Myong Won Suhr
Aleksandra Kornhauser Zhou N anzhao

~~H~~ ~
ARMANDO
EDITORE
NELL'EDllCAZIONE un resoro
Rupporto all'UNESCO delle, Cornmissione
Intcrnazionale sull'Educnzione per il XXI secolo /
Jacques Delor-, [l't "I
1'1lJ1l:1 : Armando. © 2000 (rist.)
~'i6 p ::'4 ern. -! 1 libr: cicIiTNESCO)

ISHN g~-7144-672-0

1.Dciors, Jacques

I. Educaziouc. 2. Rupporto inrcrnazionale

CDD 370.19

Titolo orizinale
l.carning: the Treasure within
Rrport /0 UNESCO of tile lnternatlonal
Conunission Oil Education [o r the Twentv-fiirst
Ccnturv

UNESCO 1996

Traduzione cli Eclmonclo Coccia

I mcmbri dcl la Cornrnissionc sono rcsponsabili delia scelta e della presentazione


lki Ian i conrcnuri in questa rapporto, come anche delle opinioni che vi sono
L"presse, chc non sono necessariarnentc quell e dell'UNESCO e non impegnano
! 'OrganizzClzione.

1997 Armando Armando S.LI.


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2000 Quarta ristampa

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Capitola primo
Dalla comunita locale a una societa mondiale

C'e oggi una scena mondiale in cui, si voglia 0 no, il destino di ciascun
individuo trova in qua1che misura il suo compimento. L'interdipendenza eco-
nomica, scientifica, culturale e politica a livello planetario, imposta sotto la
pressione delle teorie del libero scambio, dallapertura delle frontiere econo-
miche e finanziarie, rafforzata dalla frantumazione dell'impero sovietico, con
uno strumento rappresentato dalle nuove tecnologie dell'informazione, sta
diventando un dato sempre pili sicuro. Mentre di fronte a un tale fenomeno la
persona comune rimane pill 0 meno confusa, i responsabili delIa cosa pubbli-
ca sono costretti a prenderne atto ogni giorno. Inoltre, la diffusa consapevo-
lezza che i rapporti internazionali s'intrecciano ormai su scala mondiale costi-
tuisce in se stessa una dimensione del fenomeno. Malgrado Ie attese che vi si
celano, l'emergere di questo nuovo mondo, difficile cia capire ed anche pill
difficile da prevedere, sta creando un clima dincertezza, per non dire preoc-
cupante, che rende la ricerca di un approccio veramente globale ai problemi
anche pill esitante.

Un pianeta sempre pili popolato

Prima di accennare aile molte forme che sta assurnendo la globalizzazionc


nel mondo odierno, daremo uno sguardo ad a1cune statistiche' che mostrano
l' estrema rapidita con cui sta crescendo la popolazione del mondo, perche e
questa 10 sfondo su cui, in un ce110 sensa, i problemi si stanno sviluppando.
Malgrado un leggero declino dei tassi di fertilita negli ultimi due decenni, la
popolazione del mondo, per effetto della sua precedente crescita, non ha cess a-
to di far registrare un aumento. Dopa aver raggiunto 5,57 miliardi nel 1993, ci
si aspetta che raggiunga 6,25 miliardi nell' anno 2000 e 10 miliardi per il 2050.
All'interno di questa quadro globale vi sono nette variazioni cia una regio-
ne all'altra. La quota di crescita delia popolazione nei paesi in via di sviluppo

1 err. The State of World Population 1993, New York, UNFPA, 1993.

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e salita dal 77% nel 1950 al 93% nel 1990, e si prevede che salira al 95%
verso Ia fine del secolo. Al contrario, la crescita delia popolazione ha subito
un rallentamento nei paesi industrializzati, e in alcuni si e acldirittura fermata:
i loro tassi di fertilita sono eguali 0 inferiori al livello del ricambio generazio-
nale. La percentuale degli ultrasessantacinquenni e destinata a crescere rapi-
damente in questi paesi a lenta crescita dal l2% nel 1990 al 16% nel 2010 e ai
19% nel 2025. Questo invecchiamento delia popolazione avra indubbiamente
ripercussioni non solo negli stili e modelli di vita, ma anche suI finanziamento
delle spese pubbliche. II numero assoluto di individui al di sotto dei 15 anni e
cresciuto a passi da gigante da 700 milioni nel 1950 a un miliardo e 700
milioni nel 1990. Questo spiega la pressione senza precedenti sui sisterni sco-
lastici, sollecitati ai limiti delle loro possibilita, e talvolta anche oltre. Oggi,
oltre un miliardo di giovani, circa un quinto delia popolazione, frequenta la
scuola: una cifra che va paragonata ai soli 300 milioni del 19532.

Evoluzione delia strutture d'eta delfa popolazione mondiale 1980-2010


(percentuali)

45~'o 1980
Africa subsahariana 45% 1I1111i1_ 1995
43% 2010

44% 1980
Paesi arabi 41% 1995
38% 2010

40% 1980
Asia meridionale 37% 1995
32% 2010

39% 1980
America Latina / Caraibi 34'?'o 1995
28<;'0 II II! liMn 1•• la]1 I 2010

37°';' 1980
Asia orientale / Oceania 29% 1995
24% 2010

23% 1980
Paesi sviluppati 21% 1995
18~,o 2010
da 0 a 14 anni dai 15 ann! in su

Dati raccolti dall'ufficio statistico dell'UNESCo. Le regioni corrispondono alia nomen-


clatura dell'UNESCo. I paesi dell'ex-Unione Sovietica, compresi quelli situati in Asia,
sono classificati nella categaria dei peesi sviluppati.

2 Cfr. World Education Report 1995, Paris. UNESCO. 1995.

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Una tale crescita nella popolazione mondiale, in un momenta della storia
in cui Ia tecnologia sta restringendo tempi e spazi, colloca Ie 1110lte attivita
che si svolgono nel mondo in un rapporto sempre pili stretto e, senza che noi
necessariamente ce ne aceorgiamo, conferisce a eerte decisioni una dimensio-
ne planetaria. Le 101'0conseguenze, buone 0 cattive, incideranno come mai in
passaro sulla vita di moltitudini d'individui.

Verso la globalizzazione dell'attivita umana

Nel corso degli ultimi venticinque anni, iJ fenorneno della globalizzazione


ha fatto la sua apparizione innanzitutto nella sfera economica. La deregoia-
mentazione e lapertura dei mercati finanziari, accelerate dagli sviluppi verifi-
catisi nella tecnologia informatica, hanno creato ben presto la percezione che
tali mercati non fossero pili dei compartimenti stagni in seno a un vasto mer-
cato mondiale dei capitali dominate da un pugno di centri finanziari maggiori.
Questo ha significate che tutte le economie divenissero dipendenti dai movi-
menti c1i una massa c1i capitale in continua crescita, con rapidissimi sposta-
menti da un centro finanziario ad un altro, in funzione dei tassi differenziali
dinteresse e delle previsioni speculative. Soggetti ad una 101'0 logica che
accentua Ia dimensione del breve termine,i mercati finanziari globali non
riflettono pill semplicernente le obbJigazioni dell' economia di un determinate
paese, ma scrnbrano talvolta imporre i termini delle politiche econorniche
nazionali.
Quest' apertura delle fontiere ha avuto un lento ma sicuro effetto sulle atri-
vita commerciali e industriali. I mercati dei cambi riversano immediatamente
tutte le fluttuazioni monetarie sui mercati delle materie prime e dei prodotti,
C, parlando in generale, l'rnterdipendenza economica significa che Ie crisi
industriali nella maggior parte dei paesi sviluppati si ripercuotono in tutto il
mondo. Nel mettere a punto Ie 101'0strategic, le grandi aziende hanno dovuto
mettere in conto queste incertezze e questi nuovi tipi di rischi,
La situazione che ne e risultata ha indebolito Je econornie di certi paesi
industrializzati e. conseguenternente, quelle dei paesi in via di svi luppo che
forniscono loro le materie prime. Nelle stesso tempo, l' espansione del com-
mercio mondiale ha avuto effetti benefici per nurnerosi paesi. L'incremento
delle esportazioni net 1110ndo tra il 1970 e il i993 e stato in media pili alto cli
1,5 punti percentuali rispetto a quello del prodotto interno lordo (PIL), con
una differenza anche maggiore in alcuni paesi, special mente nel periodo
1980-93: pili alto di circa tre punti percentuali nel caso dell a Repubblica di
Corea e di sette punti nel caso delia Thailandia. Sembra, COS1, che la crescita
mondiale sia stata largamente agevolata dalle esportazion], particolarrnente
nei paesi clove essa e stata pili forte. La quota di esportazioni di beni e servizi
nel PIL e salita dal 14 per cento nel 1970 al 21 per cento nel 1991 per tutte le
economie, e nel caso della Cina l'incremento e stato dal 3 al 24 per cento, nel
caso dell'Indonesia dal 13 al 28 per cento, in Malaysia dal 42 all' 80 per
cento '. Queste cifre convalidano il concetto d'interdipendenza mondiale.
Nello stesso tempo, la globalizzazione ha ridisegnato la mappa econornica
del mondo, Nuovi centri in forte crescita, basati sul commercio mondiale,
sono emersi nell'area del Pacifico. La distinzione tra Nord e Sud edivenuta
meno netta, poiche la maggior parte degli osservatori ritiene che i paesi in via
eli sviluppo oggi dovrebbero essere classificati in una serie di differenti cate-
gorie che potrebbero variare a seconda che il criterio di misurazione sia il PIL
pro capite, il ritmo eli sviluppo 0 quello elello sviluppo umano sostenibile sta-
bilito dall'UlxD]' (Programma eli Sviluppo delle Nazioni Unite). Cio signifi-
ca, per esempio, che il problema delia collocazione dell' Africa snbsahariana
nelleconomia mondiale non puo piu essere discusso negli stessi termini di
quello dei paesi dell' America latina. In ultima analisi, la globalizzazione, 1'1
cui esigenza e che ciascun paese possa rivendicare alcuni vantaggi particolari
per partecipare a110 sviluppo delle relazioni economiche internazionali, rende
Ia disparita tra vincitori e perdenti, in tale gara eli sviluppo, anche piu manife-
sta.
Queste disparita tendono ad essere accentuate da un altro aspetto della glo-
balizzazione: la creazione eli reti scientifiche e tecnologiche che collegano i
centri di ricerca aile pili importanti imprese d'affari. Tutto sommato, soprat-
tutto colora che hanno qualcosa cIa dare a queste reti, in termini d'informazio-
ni 0 di finanziamenti, hanno la possibilita di arrivare a fame parte. Ricercatori
o uomini daffar! nei paesi pili poveri possono senz'altro ritrovarsi esclusi,
con il risultato di un allargamento del cIivario nel mondo delle conoscenze,
cia che a sua volta abbandona gli svantaggiati alla deriva, lontani dai centri
dazioue.
Infine, una minaccia an cora piu grave e rappresentata dal fatto che anche
la delinquenza si sta globalizzando. La facilita con cui oggi infonnazioni e
denaro attraversano Ie frontiere agevola il commercio illegale di droghe, arrni,
materiali nucleari, e persino di esseri umani, come anche il costituirsi di reti
terroristiche e crirninali e la diffusione del lavaggio di denaro sporco.

La comunicazione universale

Le nuove tecnologie hanno fatto entrare I'umanita nell'era della comuni-


cazione universale: elirninando le distanze, esse concorrono a modellare Ie
societa di dornaui, che, proprio per queste tecnologie, non hanno nulla in
comune con gualsiasi modelJo del passato. L'informazione piu accurata e

3 Cfr. World Development Report 1995. Workers in all Integrating World (puhblicaro
dalla Banca Mondialc), New York/Oxford, Oxford University Press, !995.

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aggiornata pUO essere resa disponibile a chiunque, in qualsiasi parte del
mondo, spesso in tempo reale. e raggiungere le regioni pili remote. Molto pre-
sto i media interattivi renderanno possibile non solo inviare e ricevere infer-
rnazioni, ma anche dialogare, discutere e trasmettere inforrnazioni e cono-
scenze senza alcun limite di distanza 0 di tempo operativo. E bene ricordare,
tuttavia, che oltre la meta della popolazione del mondo non ha accesso ai vari
servizi disponibili attraverso i sistemi telefonici.
II libero flusso d'immagini e di parole su scala mondiale, che prefigura il
monclo di domani, compresi i suoi aspetti pili allarmanti, ha trasformato non
solo Ie relazioni internazionali, ma anche la comprensione del monclo ela parte
degli individui, Tale tlusso e uno dei pili importanti aoceleratori delia globa-
Iizzazione, ma ha anche il suo lato negative. I sistemi d'informazionc sono
ancora relativamente costosi e di clifficile accesso per molti paesi; il loro con-
trollo conferisce alle grandi potenze 0 agli interessi privati che ne sono in pos-
sesso I'effettivo potere culturale 0 politico, particolarrnente sugli individui
che non hanno avuto il beneficio del tipo d'istruzione che consentirebbe loro
di gestire Ie informazioni che ricevono secondo la loro irnportanza e di darne
la dovuta interpretazione 0 valutazione. II fatto che un piccolo numero eli
paesi goda e1iun monopolio virtuale delle industrie culturali e che i loro pro-
dotti siano distribuiti in tutto il mondo a un pubblico sempre crescente costi-
tuisce un potente fattore d' erosione delle specificita culturali. Per quanto
possa essere prevedibile e fin troppo spesso molto banale, questa falsa "cultu-
ra mondiale" trasmette tuttavia sistemi impliciti di valore, e puo anche pro-
durre in coloro che vi sono esposti un senso di espropriazione e di perdita d'i-
dentita.
L'educazione ha indubbiamente un ruolo irnportante nello svoIgere qual-
siasi tentative di occuparsi delle reti sempre piu estese e intrecciate di cornu-
nicazione che, consentendo aJ mondo di essere all'ascolto di se stesso, rende
davvero tutti gli uomini dei vicini.

I molti aspetti dell'interdipendenza globale

Inizialmente osservato nell'attivita economica e tecnologica, I'intreccio


mondiale di decisioni e azioni, pubbliche e private, sta lentamente ma sicura-
mente guadagnando terreno in altri campi dell'attivita umana. Le sue implica-
zioni per lambiente si estenelono molto al di la delle frontiere nazionali, eel e
dimostrabile che Ie conseguenze negative dellindustrializzazione sono distri-
buite in maniera molto ingiusta, perche spesso Ie subiscono in misura mag-
giore i paesi meno sviluppati.
Vi sono altre manifestazioni della globalizzazione dei problemi, con riper-
cussioni sociali che interessano direttamente i sistemi eelucativi. Un caso e
costituito dalle migrazioni internazionali. Gli spostamenti su vasta scala delle

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popolazioni, che risalgono a tempi molto antichi ed in forme varie a seconda
delle epoche e delle regioni interessate, non solo continuano fino ad oggi, ma
fanno prevedere una notevole intensificazione". Le pressioni migratorie sono
in aumento: la disuguale crescita economica nel mondo non ricluce certamen-
te le disparita tra Ie nazioni, 111a anzi le esaspera. Risultano coin volti, qui.
molti altri fattori, come il persistere di una rapicla crescita demografica in gran
parte del mondo in via di sviluppo, il costante spopolarnento delle campagne
o l' emarginazione delle aree rurali, il processo accelerate di urbanizzazione,
I' attrazione delle stile cli vita e tal volta dei valori dei paesi pili prosperi, cost
come appaiono attraverso i mass-media, e i mezzi di trasporto pill veloci e
menu costosi.Agli immigranti "econornici" si aggiungono, quando scoppiano
conflitti, i rifugiati politici e coloro che chiedono asilo, che, negli anni Ottanta
c Novanta, hanno costituito la mass a dominante delle migrazioni internazio-
nali in certi paesi del monelo. Per esempio, I' Africa ha oggi oltre 5 milioni di
rifugiati, Ia maggior parte dei quali e formata da donne e bambini". Le migra-
zioni, cornplesso processo sociale per gli spostamenti e la conseguente
mescolanza di popolazioni, processo economico dirnportanza mondiale alia
stessa maniera del cornmercio di materie prime 0 di beni prcdotti, odissea
umana spesso drammatica per quanti vi sono coinvolti, hanno ripercussioni
pill drastiche cli quanta indichino le statistiche, sia nei paesi eli origine, sia in
quelli daccoglienza, particolarmente, in questultimo caso, per quanta riguar-
da I'educazione. Poiche Ia migrazione costiruisce una metafora vivente quoti-
diana dellinterdipendenza globale, laccoglienza riservata ai migranti da
parte dei paesi che Ii ricevono, e la loro capacita d'integrarsi net loro nuovo
ambiente umano sono altrettanti metri di valutazione sulla base dei quali PUC)
misurarsi la ricettivita di una societa modern a nei confronti di cia che e "stra-
.
mero ".
Un altro aspetto dei problerni del futuro e Ia molteplicita delle lingue.
unespressione della diversita culturale dell'umanita. Si calcola che nel
mondo vi siano 6.000 lingue, una dozzina delle quali sono pari ate da oltre 100
milioni di persone, Gli aumentati movimenti di popolazioni verificatisi negli
anni recenti hanno creato nuove situazione linguistiche che sottolineano que-
sta diversita, special mente nelle grandi citta. Nello stesso tempo. le lingue di
vasta diffusione, quelle che consentono di comunicare sia a livello internazio-
nale che allinremo delle nazioni, stanno guadagnando in importanza con
I'aumento della mobilita delle popolazioni e 10 sviluppo clei media. La COI11-
plessita delle situazioni linguistiche da un paese allaltro rencle molto .clifficile
qualsiasi raccornandazione che sia valida in tutte le circostanze. E cerro,

4 Cfr. The State of' World Population 1993. op.cit.


:1 Cfr. Pan-African Conjcrcncc on the Education 0/ Girls. Ouagadougou. Burkina
Faso. 28 marzo-l apri le 1993. Educating Girls and Women in Africa, Paris.
UNICEF/UNESCO. 1995 (UNESCO doc. ED.95/WS.30).

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Le dimeneioni della migrazione
siaii periodi nei quali La migrazione lia costitui-
ecanomica e sociale, che ha coneeniito alla
dove essa era pili scarsa. Ceneralmenie, i costi e
WI serio limite, ma un importan te cam-
Yn11111'PCc'l1tn71f711

ne! oeniesimo seeolo, quando 1111ribasso


re50 poeeibile un neiio incremento nella mobiliia del
dello Siaio-nazione ha poriaio a 11lnggiori controlli
delle nazioni che inuiano 0 riceoono migranii e
mtlioni elf persol1e aiiualmenie oioono [uori del 101'0
oggi sempre di piit da pnesi po veri, e il
sia dtoentando pill breve. E aumeniaio
oualiiicaii che espairiano. Si e oeriiicaio
dei rijugiati, consegllenza di coniliiti regie-
ordine dell'Europa orientale.
e oggi tra i paesi in via di soilup-
esempio, si recano nei paesi ricchi di
economiche della recenie industrializza-
relaiioamente prosperi dell' Africa
La Costa d' Avorio, In Nigeria e il Slid
del grande [iusso migraiorio airicano. [... J
linn crescenie dornanda di laooraiori siagionali
in Ciappone, nella Repubblica
di un massiccio mcoimenio di popouizion! in
Sooieiica non si sana maierializzaii ne
verso Ouest. Il [lusso di migranii verso i paesi
conprooenienza sopraiiuiio dai paesi in via di
11eg1iStati Uniti gli afflueei dai paeei in via
U1l lento aumento, fino a raggillngere 900.000
In Europa occidentale/ il recluiamcnio delia
durante il boom degli anni Sessania. Dope
che ne segui. i laooraiori siranierijuro-
Una [lessione nei primi anni Ottanta [u subi-
crescita della popolazumc siraniera fino a mg-
. au'mmo. Diuersamente da qllclla dcgli anni
qllest'ultima esplosione di cresciia si sia oerijicando in 1111
disoccupazionc che esaspera le tensioni sociali e aumenia la
StatiUnitiche in tutta Europa.
DenelopmenbReport 1995. Workers in an integrating World,

comunque, che 10 studio delle lingue pili diffuse deve associarsi con 10 studio
delle lingue locali in corsi bilingui 0 trilingui che costituiscono gEl la norma
in alcune regioni del mondo. Nelle societa plurilinguistiche, l'acquisizione

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della capacita di leggere e scrivere nella lingua materna, dove e possibile,
viene spes so considerata auspicabile per 10 sviluppo scolastico del bambino,
cui si deve assicurare, poi, un graduale passaggio alla lingua comune.
Parlando in generale, la diversita linguistica non puo essere considerata
semplicemente come un ostacolo alla comunicazione tra i vari gruppi; piutto-
sto, dovrebbe ritenersi come una fonte di arricchimento, cio che costituisce un
argomento a favore di un incoraggiamento dell'insegnamento delle lingue. Le
esigenze delta globalizzazione e dell'identita culturale vanno viste come com-
plementari, piuttosto che come contraddittorie.

Un mondo incerto

Anche se il crollo dell'impero sovietico ha fatto voltare una nueva pagina


di storia, paradossalmente la fine delia Guerra Fredda, che aveva segnato i
decenni precedenti, ha prod otto un mondo pili complesso, pill incerto, e forse
pili pericoloso. E probabile che la Guerra Fredda avesse mascherato per lungo
tempo tensioni latenti tra nazioni, gruppi etnici e comunita religiose: queste
tensioni stanno ora emergendo fino a creare innumerevoli settori dinquietudi-
ne 0 motivi di aperto conflitto. L' entrata in quello che e
0 viene percepito

come un mondo pieno di rischi, molti dei quali non e ancora possibile decifra-
re, e una delle note caratteristiche che in questa scorcio finale di ventesimo
secolo stanno profondamente turbando e sfidando la coscienza del mondo.
I! fallimento di certi regimi totalitaristici puo essere giustamente salutato
come un passo in avanti nel carnmino verso la Iiberta e Ia democrazia, ma
rimane malta strada da percorrere, e la scoperta delia miriade di pericoli che il
mondo dovra affrontare nel futuro rnette I'osservatore di fronte a molti para-
dossi: il potere totalitario si e rivelato fragile, ma i suoi effetti hanno continua-
to a farsi vedere; stiarno assistendo, nella stesso tempo, al declino dello Stato-
nazione e all'insorgere di vade forme di nazionalismo. La pace appare on]
meno impossibile che durante 1'1 Guerra Fredda, ma anche la guerra sernbra
meno improbabile",
L'incertezza sugli obiettivi del cammino dellumanita sta assumendo
forme nuove e di molteplice aspetto. L'accumulazione di armi, comprese
quelle nucleari, non e pili un deterrente inteso semplicemente come un mezzo
per assicurarsi contro il rischio di guerra tra clue blocchi, ma e orrnai il frutto
di una diffusa cornpetizione per il posses so di sofisticati armamenti".
La corsa aile arrni non coinvolge pill soltanto alcuni Stati, 111a anche entita
non istituzionali, come gruppi poJitici e organizzazioni terroristiche. Anche se

(0 err. Pierre Hassner, La violence et fa paix, Paris, Editions Esprit, 1955.


Cfr. Our Global Nei ghbourho od. the Report ojthe
7 Commission 011 Gl ob al
Governance, Oxford, Oxford University Press, 1955, p. 13.

38
riesce a risolvere il problema della non proliferazione nucleare, il mondo si
trova di fronte al rischio delle arrni chirniche e biologiche prodotte dall' attua-
le livello delle conoscenze tecnico-scientifiche. Quindi, oltre al rischio di con-
flitti tra nazioni, incombe ora quello delia guerra civile e di una violenza dif-
fusa di fronte alia quale le grandi organizzazioni internazionali, in particolare
Je Nazioni Unite, e i governi nazionali si rivelano impotenti.
AI di lit de!l'incertezza sul futuro percepita da tutti gli abitanti del pianeta,
nessuno dei quali e al sicuro dalla violenza, limpressione generale rimane
e
confusa, perche, anche se il senso di solidarieta non mai stato COS1 vivo, non
ci sono rnai state COS1 tante occasioni didivisione e di conflitto.
Anche se il tirnore di questi rischi e universalmente condiviso, special-
mente a causa dell' ampia diffusione delle inforrnazioni sugli effetti clella vio-
lenza, esso non e sentito da coloro che traggono benefic: da cambiamenti
delia situazione alia stessa maniera con cui viene senti to da coloro che ne spe-
rimentano solo gli svantaggi. Molti uomini sono turbati dai rapidi cambia-
menti e si sentono costretti a proteggersi contro di loro, 0 almena a fare in
modo da ridurne al minimo gli effetti, ma non mancano coloro che, per motivi
economici 0 politici, si rivelano incapaci di controllarli. II pericolo, per il
mondo intero, e che essi possano diventare gli ostaggi, e poi forse i mercena-
ri, cli quanti sono pronti a conquistare iJ potere con Ja violenza.

Il locale e il globale

All'inquietudine generata dalla preoccupazione per un futuro indecifrabile


si associa la consapevolezza sempre piu chiara delle enormi disparita che esi-
stono nel mondo e delia miriade di tensioni che ne risultano tra il locale e il
"globale",
La crescente interdipendenza ha contribuito a mettere in luce una moltepli-
cita di disparita: 10 squilibrio tra paesi ricchi e poveri; la frattura sociale tra gli
appartenenti a classi abbienti e i reietti allintemo di ciascun paese, e I'uso
sconsiderato delle risorse naturali che sta affrettando il degrado "dell' ambiente.
Le disuguaglianze nei livelli di sviluppo sono in alcuni casi peggiorate, cio che
viene sottolineato dalla maggior parte dei rapporti internazionali, e proprio j
paesi piu poveri possono ritenersi effettivamente alia deriva. Queste disugua-
glianze cosi vistose vengono percepite in maniera sempre piu intensa, poiche i
mezzi dinforrnazione e di cornunicazione raggiungono un pubblico pill vasto.
II modo spesso cornpiaciuto con cui gli stili di vita e i modelli di consumo
delle societa opulente vengono presentati dai massrnedia provocano ran core e
frustrazione tra i pill poveri, se non una vera e propria ostilita e un senso di
rifiuto. E sempre pill difficile per i paesi piu ricchi chiuclere gIi occhi di fronte
al pressante bisogno di solidarieta internazionale che consenta di garantire il
cornune futuro attraverso una progressiva costruzione di un mondo piu giusto.

39
Inoltre, avvicinandoci al volgere del secolo, i rapidi cambiamenti nelle
societa umane ai quaJi stiamo assistendo operano a due livelli: come abbiamo
gia visto, c' e una crescente intemazionalizzazione, ma nello stesso tempo una
ricerca di radici specifiche in molti settori. Questi cambiamenti creano cost.
per coloro che li sperimentano 0 debbono cercare di pilotarli, una massa di
tensioni contradelittorie in un contesto dinquietudine e di ribellione.
Attaccato da ogni parte da una societa moderna in cui ha scarse possibilita
eli svolgere un ruolo significativo e che pUG contrastare in qualche misura la
sua personale aelesione a una varieta di comunita locali, l'individuo si sente
tal volta storelito dalla complessita del mondo moderno, che rende confusi i
suoi abituali punti di riferimento. La sua perplessita e alimentata da numerosi
fattori: la paura di elisastri e conflitti che potrebbero mettere in pericolo la sua
stessa integrita; una sensazione eli vulnerabilita di fronte a certi rischi come
quello della disoccupazione causata da un cambiamento nelle strutture del-
!'impiego; 0 un senso piu generale dimpotenza di fronte a una globalizzazio-
ne cui solo pochi privilegiati appaiono in grado di partecipare. Scosso da que-
sto pericolo di crollo degli stessi pilastri delia propria esistenza, l'individuo
percepisce probabilmente le tenderize, che si verificano al di fuori del suo
e
gruppo irnmediato di appartenenza, come delle minacce, ed tentato, in modo
abbastanza paradossale, dal senso illusorio di sicurezza offerto dal ritirarsi nel
proprio gruppo e dal rifiuto "degli altri" che spesso ne deriva.
I principali responsabili delle decisioui, invece, sono vittime di una per-
pless ita di genere diverse, anche se di origine identica, in un momenta in cui
le strutture organizzative dello Stato-nazione sono, per cost dire, soggette a
pressioni verso I'alto create dagli irnperativi dell a globalizzazione e it pressio-
ni verso it basso generate dalle richieste delle comunita locali. Disorientati
dalla rapida successione di eventi che spes so sernbrano superare 0 confondere
le analisi, e privi di criteri affidabili per l'azione perche senza la necessaria
prospettiva, i responsabili politici appaiono tal volta oscillare tra posiz.ioni
contraddittorie alle quali sono costretti per poter giustificare le loro giravoltc,
che in realta tradiscono Ia 101'0 confusione.
In ultima analisi, sia per i pubblici poteri che per la societa in genere e per
i singoli individui, la difficolta deve vedersi nel superare con successo Ie ten-
sioni contrastanti che oggi possono trovarsi al centro di numerose attivita
umane.

Capire il mondo e capire gli altri

Uno dei compiti fondamentali dell' educazione e quello di aiutare a trasfor-


mare un'interdipendenza di fatto in una solidarieta in cui si entri liberamente.
A tale scopo, essa deve mettere in grado di capire se stessi e di capire gli altri
attraverso una migliore comprensione del mondo.

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II primo passo per arrivare a capire la crescente complessita dei fatti del
mondo e a combattere il senso d'incertezza che essa genera e acquisire un
insieme di conoscenze e irnparare poi a mettere i fatti nella dovuta prospetti-
va, con un approccio critico di fronte al tlusso d'informazioni. Qui, pili che
mai, l' educazione si dimostra insostituibile nella sviluppare la capacita di giu-
dizio. Essa favorisce una comprensione autentica degli eventi, andando oltre
la visione talvolta eccessivamente semplificata e distorta che ne fomiscono i
massmedia. Idealmente, essa dovrebbe aiutare ciascuno a diventare, in qual-
che misura, un cittadino del mondo, turbolento e mutevole, che sta per nasce-
re proprio davanti ai nostri occhi.
E ovviamente impossibile capire iJ mondo senza capire la relazione tra gli
esseri umani e I'ambiente in cui essi vivono. Questo non richiec!e una nuova
materia da aggiungersi ai gia affollati curricoli, ma la riorganizzazione delle
materie esistenti attorno a una visione globale dei legami che uniscono uomi-
ni e donne al loro arnbiente, coinvolgenc!o Ie scienze sia naturali che sociali.
Questo tipo c!i formazione potrebbe offrirsi anche a tutti j cittadini, come
parte dell' educazione perrnanente.
La solidarieta su scala mondiale significa anche il superamento dell a ten-
denza egocentric a di limitare I'attenzione alia propria identita, a favore di una
comprensione clegli altri basata sul rispetto per la diversita. Qui, la responsa-
bilita dell' educazione e fondamentale e problernatica nello stesso tempo. in
quanta il concetto didentita pUGessere interpretato in due modi: afferrnare la
propria differenza, riscoprire Ie proprie radici culturali e rafforzare la solida-
rieta del gruppo puo essere unesperienza positiva e liberatoria per ogni indi-
viduo, ma se viene inteso erroneamente, questa tipo di rivendicazione puo
rendere il contatto e il dialogo con gli altri difficile 0 addirittura impossibile.
L'educazione, quindi, deve cercare di rendere gli individui coscienti delle
proprie radici e fornire specifici punti di riferimento che consentano loro di
definire la loro collocazione nel mondo, ma dovrebbe insegnare loro anche il
rispetto per Ie altre culture. Alcune discipline sono sotto questa aspetto di cru-
ciale importanza, La storia, per esernpio, e servita spesso a rafforzare un
senso d ' identita nazionale mettendo in risalto differenze ed esaltando un sen-
timento di superiorita, essenzialmente perche I'insegnamento delia storia era
basato su una prospettiva non scientifica. L'insistenza sulla verita, invece, che
obbliga a riconoscere che «gruppi umani, popoli, nazioni e continenti non
so no tutti eguali, ci costringe per questa semplice fatto a guardare oltre la
nostra esperienza immediata, ad accettare e riconoscere Ie differenze tra gli
uomini, a scoprire che anche gli altri popoli hanna una loro storia che e ricca
e istruttivav'', La conoscenza delle altre culture conduce, allora, a una
coscienza dell'unicita della propria cultura, ma anche a una coscienza di una
comune eredita per tutto il genere umano.

8 Affermazione di Rene Remond alia Commissione.

41
I giotiani
Allo scope di sensibiiizzare i giovani
culiurale e naturale del tnondo, serutmenie
pressione demografica, dalle guerre e dalla
1994 il progetto inierregionale "La >1nVh""/~'77
e promozione del patrimonio r con

Rhime-Poulenc c NORAD. Le sue finalitit


Doli della 101'0 propria cultura e sioria, di
culture e a seniire 1I11aC0J7111nerespollsabilitit
[uiuro.
Studenii e insegnanii di circa cinquanta
getto 50110 uenuti a conoscenza delle
COI1VenZiOl1e lnternazionale per la
Naturale del Mondo. Adottata nel1972, la
ti siti cult urali e naiurali ill 104 paesi, tra i
Ie Piramidi dell'Egitto e Ie Isole Galapagos.
Dope essersi documeniaii sui siii nei lore
di dif!erenti aree di studio, ouali la sioria, la "''''''''nh"
80110 recaii sui posto per tnsiuirli 0 11ll11J1O
mazione. Alcune classi hanno appreeo le obiiiti:
per opere ell resiauro. Siudenti einsegnanti
zc acquisiic nel prima Forum lnternazionale
Bergen, Noroegia, nel giugno 1995. L'obiettivo
per iniegrare l' educazione relaiioa al pairlntoitio
iuito il ntondo.

La comprensione degli altri, quindi, rende possibile una migliore cono-


scenza di se stessi: ogni forma d'identita e complessa, perche gli individui
vengono definiti in relazione ad alrre persone, sia individualmente che collet-
tivamente, e ai vari gruppi di appartenenza si deve fedelta, secondo un model-
10 continuamente mute vole. Lo scoprire che vi sono molte di queste apparte-
nenze, al di la di certi gruppi relativamente ristretti come la famiglia, la cornu-
nita locale 0 anche la cornunita nazionale, ispira la ricerca di comuni valori
che possono servire come fondamento alia «solidarieta intellettuale e morale
dellumanita» proclamata dalla Costituzione dell'UNESCO.
L'educazione ha quindi una particolare responsabilita da esercitare nella
costruzione di un mondo pili reciprocamente soJidale, e la Commissione ritie-
ne che Ie politiche scolastiche dovrebbero riflettere validamente una tale
responsabilita. L'educazione deve contribuire a generare un nuovo umanesi-
mo, un urnanesimo che abbia una fondamentale cornponente etica e dia la
dovuta importanza alla conoscenza e alla stima delle culture e dei valori spiri-
tuali delle varie civilta, cia che costituisce il necessario contrappeso a una

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globalizzazione che altrimenti potrebbe essere vista solo in termini economici
e tecnologici. La coscienza di condividere valori cornuni e un cornune destino
e in effetti la base su cui deve fondarsi qualsiasi progetto di collaborazione
internazionale.

Suggerimenti e raccomandarioni

• L'interdipendenza planetaria e la globalizzazione rappresentano dei fattori


importanti nella vita contemporanea. Essi sono gia alI'opera e lasceranno
una profonda impronta nel ventunesimo secolo. Essi richiedono fin da ora
una riflessione dinsieme, proiettata ben oltre i campi dell' educazione e
delia cultura, sui ruoli e sulle strutture delle organizzazioni internazionali.

• II pericolo maggiore eche si apra un abisso tra una minoranza di individui


capaci di trovare con successo la loro strada in questo nuovo mondo che si
sta creanelo e la maggioranza che ha la sensazione eli trovarsi in balia degli
eventi e di non avere voce in capitolo nel futuro della societa, insieme ai
rischi di un regresso dell a dernocrazia e del diffondersi delia rivolta.

• Dobbiamo essere guidati dall'obiettivo utopistico di dirigere il mondo


verso una maggiore comprensione reciproca, un maggiore senso di respon-
sabi lira e una maggiore solidarieta, attraverso l' accettazione delle nostre
differenze spirituali e culturali. L'educazione, fornendo a tutti l'accesso al
sapere, ha precisamente questa compito universale: aiutare gli uomini a
capire il mondo e a capire gli altri.

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