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INTERVENTI DI SUPPORTO PSICOLOGICO

- promuovere cambiamento comportamento cliente, incremento livello motivazione,


orientamento. problematiche diversa natura, relazionali, lavorative. si cerca di
rendere consapevole cliente di come obiettivi desiderati sono incongruenti rispetto
a strategie messe in atto. rendere cliente consapevole di come suoi comportamenti e
strategie non funzionali a raggiungimento suoi desideri e scopi. spesso non si è
consapevoli di ciò e sebbene abbiamo chiaro desiderio da voler conseguire, tentiamo
a mettere in atto compoertamenti che non aiutano.

comunicacazione funzionale, motivazionale, diverse matrici, comportamentali o


cognitive etc, colloquio moitivazionale.
fase iniziale: ascolto attivo. accoglienza e definzione dei ruoli, definzione
motivazioni, aspettative, descrizioni problemi cliente e richiesta.
intermedia: esplorazione. valutazione stati emotivi, cognizioni, comportamento.
definizione e condivisione obiettivi: scneario ideale. valutazione costi e
benefici delle strategie usate da client èer conseguimento dell'obiettivo
desiderato definzione e condivisione metodlogia intervento. riflessione
incongruenza strategie e dissonanza cognitiva. definire meglio metodologie, fase
orientamento.
conclusiva: orientamento: dinviduare strategie di coing funzionali a raggiungimento
dell'obiettivo desiderato e propri scopi clieinte.

conduttore muoversi bene a seconda completezza info.

ascolto attivo (iniziale): definizione ruoli, problematica, aspettative,


prospettiva empatica in assenza giudizio e critica, pregiudizi, per assumere
completamente prospettiva cliente e utilizzar ediverse sequenze e tipologie domande
(aperte, per inquadramento generale, poi sempre più specifiche e chiuse per
definire meglio richiesta cliente). ascolto attivo per comprnedere realmente
problematica. es. imbarazzo parlare con persone che non conosce bene.
esplorazione (intermedia): atteggiamento che dobbiamo avere necessariamente nei
confronti del cliente, esploriamo divers estrade e percorsi che possono aver
portato cliente da noi e contribuiot direttamente o meno a mantenimento
problematica, ci muoviamo guidati da modello teorico di riferimento ma no nostri
giudizi. ecco perchè esplorazione congiunta insieme a cliente. dobbiamo esplorare
cosa? es. stato costante imbarazzo e difficoltà relazionale in cui ci sono persone
poco conosciute ed evitamento contesti sociali poco familiari. cercare di
comprnedere obiettivo e richiesta, riuscire ad affrontare contesti sociali.
ricordiamo di indicatori obiettivo accettabile o meno. torniamo su problemagtica
presentata. una volta definito prblema chiederemo domanda che porta nel cuore
dell'esploraizone: mi può raccontare un episodio in cui ha vissuto tale
problematica e disagio? cerchiamo di affrontarlo insieme. episodio recente se ce ne
sono di più. e soprattutto quello più saliente--> mi sraconta episodio più recente
in cui ha provato questo? valuti i diversi episodi che ha in mente e provi a
raccontare per lei episodio emotivamente più importante, complicato e difficile da
gestire. lo condivididiamo insieme, non abbiamo fretta e si prenda il tempo
necessario per la riflessione. invitiamo cliente a prnedere tempo per attenta
riflessione su episodio rappresrntativo della problematica presentata che ci
aiutetà a costruire la fase di esplorazione. quando abbiamo questo episodio
chiediamo che venga racocntato.
così passiamo alla valutazione di stati emotivi cognizioni e comportamenti:
cerchiamo di avere chiara fotografia della situa--> importante sapere cliente
dov'era e cosa sgtava facnedo, lo aiutaiamo a tornare in quell'episodio, ricco di
dettalgi e definito quanto più possibile nel dettaglio. le descrizioni troppo ampie
no (es. ero con amici fuori ma un gruppo che non conosco bene). servono
informazioni per aiutare pz a collocarsi con memoria su tutti i dettagli della
situazione. es. era pomeriggio, 17-18, ero in un locale per ape, tutti seduti al
banco con nuovi colleghi di lavoro (immagine specifica e quindi va bene). è livello
dettaglio che necessito prima di esplorazione stati cognitivi, comportamento etc.
solo in questo momento potrò passare a valutazione attenta. cerchiamo di essere
quanto più dettagliati possibili nella definizione, chiediamo esempio a cliente
delle situazioni problematiche, definendo solo una, la più importante, in maniera
estremamente dettagliata. invitiamo cliente a tornare con noi a quel punto in cui
ha incontrato disagio ed è come se gli chiedessimo di scattare fotografia del
momento, al fine di riuscire a visualizzare itidamente noi quel che stava facendo.

chiediamo che emozione vissuta, comportamnto messo in atto e su quali emozioni si è


focalizzato. comportamento, stati cognitivi ed emozioni si influenzano
reciprocamente e detemrinano amnteniemnto situazione problematica riportata da
cliente. una volta indagata la struttura si cercherà di ordinare tali elementi e
condividere l'esito con il cliente. è importnate che il racconto dell'episodio
ciritico sia specifico affinchè possa rispondere bene alle domande. se cliente è in
stato difficoltà nel rispondere, forse la descrizione della situazione è stata
troppo ampia e per forza di cose nell'indagine sarà difficile una focalizzazione
specifica sull'episodio e cliente risponderà con info confusive di quanto messo in
atto. se invece riporta racconto nello specifico, allora avremo chiara immagine e
sarà molto più semplice risalire alle emozioni, comportamenti e pensieir che non lo
hannoa iutato ad affrontare situazione con maggiore serenità.
racconta un episodio: aperitivo con colleghi, prova forte stato di imbarazzo e
ansia e pensa che ogni cosa che dirà potrà essere giudicata negativamente. allora
in relazione a queste sensazioni e cognizioni il cliente evita di parlare e resta
in silenzio (interazione comportamento cliento). questi tre elementi interagiscono
tra loro. allora cercheremo di definire un obiettivo o scoipo del cliente, il suo
scenario ideale (riuscire a poter colloquiare e partecipare all'interazione in
maniera serena)--> indicatori obiettivi per definire obiettivo adeguato su cui
concordare possibile proposta di lavoro: obiettivi formulati in modo positivo (no
modifica situazione esterna ma riguardante direttamente cliente) orientato al
cambiamento dei comportamenti e non situazione esterna, metterebbe in crisi la
conduzione del colloquio. ci chiederemo una analisi di costi e benefici del
comportamento in relazione al raggiungimento del proprio scopo con il cliente e
analisi costi benefici rispetto alla prospettiva assunta in relaione al
raggiungimento del proprio scopo. valutare quanto lo scenario delineato sia
raggiungibile e realistico. il cliente riporta il suo obiettivo (riuscire a poter
comunicare e partecipare alla conversazione), lo condividiamo e creiamo la base su
cui ragionare insieme al cliente su come raggiungere obiettivio--> orientato al
cambiamrnto dei propri comportamenti. cliente prende consapevoloezza incongruenza
strategie comportamentali e cognitive e scenario ideale. in questa fase è
importnate atteggiamento empatico e garantire a cliente tempi di silenzio per
riflettere su queste informazioni e prenderne consapevolezza. solo nel momento in
cui abbiamo chiara percezione che cliente ha definito questa integrazione di
informazioni, possiamo andare avanti. dobbiamo condividere il tutto con il cliente,
aiutandoci con parafrasi, sintesi, formulazioni e riformulazioni, chiedendo a
cliente se è d'accordo, se vuole aggiungere qualcosa, che cosa ne pensa etc.
alla fine cliente avrà chiara riformulazione di ciò e momento di silenzio per
riflessione su domande poste.

orientamento (conclusiva): orientiamo cliente verso fase conclusiva, iniziamo a


incastrare i vari ingranaggi dell'episodio.
il cliente prende consapevoelzza che le sue strategie comportamrntali e cognitive
sono poco utuli e non aveva consapevolezza di quali alternative utilizzare: è
importnate che il cliente possa apparire disorientato in quanto dopo aver acquisito
consapevolezza nota di essere sprovvisto di strategie, potrebbe essere in stato di
panicoe e chiedere aiuto a noi. andiamo a sviluppare questo nella fase di
orientamento insieme al cliente. dopo insight e consapevoezza di quanto non
funziona andiamo a individuare strategie alternative adattive. come?
riallacciandoci a quanto analizzato nella fase intermedia: strategie messe in atto
in situazione problematica, definire scenario ideale realistico e raggiungibile,
quanto strategie messe in atto fino ad ora poco funzionali a raggiungimento
obiettivo, individuare strategie di coping (fase orientamento).
orientiamo il cliente verso un cambiamento che lo possa aiutare maggiormente a
conseguire obiettivi, sostituire comportamento disfunzionale e valutazioni che non
aiutano a conseguire scenario ideale. nell'individuare strategie di coping mettere
in evidenza quali possano essere funzionali al raggiungimento dello scopo
desiderato. quali valutazioni potrebbero essere più funzjonali? in questo modo il
conduttore è lo strumento, mezzo attaverso cui con domande socratiche aiuta cliente
a identificare strategie per avvicinarsi il più possibile allo scopo da lui
desiderato. a questo punto si andrà verso fase di chiusura e riformulazione, in cui
il cliente avrà riformulato insieme a noi scenario ideale con nuove strategie.
proveremo insieme a definire come affrontare di nuovo situazione precedentemente
descritta con nuove strategie di coping ora definite. sarà il momento di chiusura
del colloquio in cui clinete avrà acquisito consapevolezza di cosa non lo aiuta a
stare bene, poi terminerà colloquio a capire come affrontare situazione critica e
con quali strumenti e strategie che siano funzionali.

es. paura, il cliente teme non non riuscire a prendere trenta, evita di fare
l'esame e si blocca. chiediamo quale episodio più saliente e difficile da gestire.
chiediamo che cosa ha provato in quel momento, che cosa ha pensato, che cosa ha
fatto e come si è comportato. a questo punto introduciamo primo aspetto di
definizione obiettivo (conseguire laurea--> obiettivo accettabile, realistico,
propositivo e raggiungibile). vvalutare costi e benefici comportamento in relazione
a raggiungimento proprio scopo (cosa potrebbe fare piuttosto che evitare esame per
avvicinarsi a conseguimento laurea? provare ad accettare anche esami con voto
diverso da trenta, strategia comportamentale diversa e accettabile). importante che
strategia fattibile, realizzare e proposta da cliente, no imposta da conduttore
perchè non avrebbe effetto di incremento di motivazione. a questo punto si
esaminano strategie di coping, costi e benefici rispetto alla prospettiva assunta
in relazione al raggiungimento del proprio scopo (solo costi, prospettiva che lo
demotiva--> chiederemo a cliente di pensare a cosa potrebbe aiutarlo maggiormente
cosa potrebbe valutare e considerare per raggiungere obiettivo finale), quindi
individuare altre strategie di coping. esaminare prospettive future.

es. difficoltà di coppia e relazionali, mancanza di comunicazione adeguata in


disappunto in cui ragazza è in ritardo. es. ho difficoltà a tollerare ritardi della
mia compagna e allora divento molto aggressivo verbalmente nei suoi confronti. si
invita cliente a rimandare memoria a episodio specifico più critico e saliente e
descrizione dettagliata. poi si procede con la struttura base di definizione scopo
del cliente e valutare se raggiungibile e realistico (riuscire a cominicare in modo
non aggressivo), inizia analisi costi e benenfici di quanto strategie
comportmantali messe in atto finora siano o meno funzionali al raggiungimento dello
scopo (irritarmi non mi aiuta), allora il cliente viene invitato a definire e
individuare una strategia alternativa di coping (potrei provare a chiedere alla mia
compagna perchè è in ritardo), quindi si continua con analisi costi e benefici
rispetto alla prospettiva ssunta in relazione al raggiungimento del proprio scopo
(mi fa irritare e non riesco a essere meno aggresssivo--> cliente prende
consapevolezza di come modo di valutazione non sembra essere utile rispetto a
scenario ideale)e quindi chiediamo a cliente cosa lo può aiutare, individuare
strategie di coping alternative (posso valutare che i ritardi possono capitare,
piuttosto che pensare che mi voglia mancare di rispetto, chiedermi come mai è in
ritardo, che cosa è successo). considerare tutto come eventuale strategia. quindi
si va verso chiusura concettualizzando con cliente quanto sviluppato durante
colloquio, sintesi passaggi, mostrare come situazione problematica sia mantenuta in
interazione tra elementi.
chiedere a cliente se nuovo scenario da lui creato è più congrua alla realtà e
corrisponde anche alla definizione dei suoi obiettivi, gli chiediamo se può essere
effettivamente messo in atto. importante che cliente sia consapevole della
diversità degli scenari.
- in un colloquio psicologico in interventi di supporto si cerca di individuare
situazione problematica e quale potrebbero essere deisderi e scopi del cliente,
definire come strategie messe in atto fino a quel momento siano disfunzionali e
incongruenti al raggiungimento dello scopo. quindi individuare nuvoo scenario con
nuove strategie che potrebbero aiutare cliente a raggiungere obiettivi da lui
desiderati. ci si muove lungo le tre fasi. definire come potrebbe raggiungere
situazione, obiettivo, che mette in luce le disfunzionalità finora messe in atto,
aprire strada verso orientamento, in cui la non utilità strategie messe in atto
finop a quel momento lo metterà in atto e apertura nella ricerca di nuove strategie
che andranno esplorate e indagate, chiedersi se buone e se possono essere
considerate creando nuovo scenario comportamentale. in fase di orientamento si
invita cliente a mettwre in atto nuova strategia e scenario di fronte a ogni
problrmatica da lui affrontata--> acwuisizione conspaevolezze e cambiamento modi di
agire e pensare in situazioni critiche, valutare cosa contribuisce a mantenimento
situazione critica. chiudiamo colloquoo quando cliente ha acquisito queste
informaizoni. piena accettazione.