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Il sistema giurisdizionale comunitario

La Corte di giustizia è l’istituzione cui è stato attribuito il controllo giurisdizionale, da una


parte, sulla legittimità degli atti e dei comportamenti delle istituzioni comunitarie rispetto ai
trattati; dall’altra, sull’interpretazione del diritto comunitario
Sotto quest’ultimo aspetto, il controllo in fatto investe anche l’«armonia» del sistema
giuridico comunitario complessivamente considerato, in sostanza la compatibilità delle
norme, degli atti amministrativi o delle prassi nazionali con i Trattati ovvero con gli atti di
diritto comunitario derivato.

L’art. 5 Trattato UE e l’art. 7 Trattato CE menzionano la Corte di giustizia come un’unica


istituzione. In realtà la Corte si compone di più articolazioni, ciascuna dotata di autonomia
funzionale e amministrativa (anche se solo parziale):

 la Corte di giustizia;
 Il Tribunale di primo grado;
 le camere giurisdizionali.

Si tratta di organi di individui i cui componenti, pur dipendendo da una nomina politica,
affidata all’accordo tra i Governi degli Stati membri, svolgono le loro funzioni in piena
imparzialità e secondo coscienza (art. 223 Trattato CE).

La Corte di giustizia

La Corte di giustizia è composta da:

 un giudice per Stato membro


 otto avvocati generali

Giudici e avvocati generali hanno il medesimo statuto e sono nominati di comune accordo
dagli Stati membri.

La durata del loro mandato è di 6 anni e può essere rinnovato.


Essi sono scelti tra personalità che offrano tutte le garanzie d’indipendenza e che
riuniscano le condizioni per l’esercizio, nel Paese di appartenenza, delle più alte funzioni
giurisdizionali o che siano giuristi di notoria competenza

La Corte ha sede a Lussemburgo.

Il Presidente

Il Presidente della Corte, che viene eletto tra i giudici per 3 anni,

 dirige l’attività della Corte nel suo insieme, sotto il profilo sia giurisdizionale che
amministrativo;
 presiede le udienze plenarie, designa il giudice relatore per ogni causa ed esercita
tutte le competenze che il regolamento di procedura gli attribuisce.
L’Avvocato generale

L’avvocato generale ha il compito di presentare pubblicamente, in completa


indipendenza rispetto alle parti ed alla Comunità, «conclusioni» scritte e motivate nelle
cause trattate dinanzi alla Corte.

 Il Trattato di Nizza ha apportato una modifica importante, con la previsione all’art.


222 che le conclusioni dell’avvocato generale siano presentate non in tutte le
cause, come da sempre, ma soltanto rispetto a quelle che, conformemente allo
Statuto della Corte, lo richiedono;
 A sua volta, lo Statuto precisa che la Corte potrà escludere le conclusioni
dell’avvocato generale, sentito quest’ultimo e quando la causa non presenti nuovi
punti di diritto (art. 20, ult.comma);
 Il ruolo è di amicus curiae e di difensore non di una parte, bensì del diritto;
 Con le dovute differenze, è il ruolo che nel contenzioso amministrativo francese
svolge il Commissaire du gouvernement e che nel sistema processuale italiano
svolge la Procura della Repubblica in alcuni affari civili e il Procuratore generale
della Corte di Cassazione, con la differenza che l’avvocato generale conclude per
iscritto, su tutti i temi sollevati nel giudizio e quasi mai all’udienza, ma dopo
qualche settimana.

Il funzionamento

La Corte può sedere:

 nella sua composizione plenaria, il c.d. gran plenum


 nella composizione di piccolo plenum, denominato «grande sezione» (11 giudici)
 in sezioni di cinque o di tre giudici

Per una maggiore flessibilità nel sistema, è consentita la rimessione alle sezioni in ogni
caso, salvo che la grande sezione non sia espressamente richiesta da uno Stato membro
o da un’istituzione che sia parte (art. 221);

In definitiva, l’attribuzione della causa alla plenaria dipende sostanzialmente solo


dall’importanza giuridica della causa.

La Corte può deliberare validamente solo in numero dispari.

Pertanto, quando è riunita in sezioni le deliberazioni sono valide solo in presenza di tre o
cinque giudici, in grande sezione e in composizione plenaria in presenza, rispettivamente,
di nove giudici e di undici giudici.

Il Tribunale di primo grado

Con Decisione del 1988 è stato istituito il Tribunale di primo grado delle Comunità
europee. Esso è composto da almeno un giudice per Stato membro. I requisiti sono
sostanzialmente analoghi a quelli dei membri della Corte e i giudici sono nominati con le
stesse modalità. Diversamente dalla Corte, il Tribunale, nella trattazione delle cause che
gli vengono sottoposte, non viene sistematicamente assistito dall’avvocato generale,
il quale viene nominato, scegliendolo tra i giudici, soltanto quando il Tribunale siede in
plenaria o allorché lo esigono le difficoltà in diritto ovvero la complessità in fatto della
causa.

Quanto alla  competenza del Tribunale, limitata in un primo tempo al contenzioso del


personale ed ai ricorsi individuali in materia di concorrenza, essa è stata estesa a tutti i
ricorsi diretti proposti da soggetti diversi dagli Stati e dalle istituzioni comunitarie, siano
essi persone fisiche o giuridiche. Al momento restano riservate alla cognizione esclusiva
della Corte le questioni pregiudiziali.

Per quanto riguarda il rapporto giurisdizionale, il Tribunale di primo grado è in posizione


di subordinazione rispetto alla Corte, considerato che nell’ambito dei ricorsi diretti, le
sentenze del Tribunale possono essere impugnate dinanzi alla Corte, anche se solo per
motivi di diritto. L’impugnazione spetta, oltre che alla parte soccombente, agli Stati membri
e alle istituzioni, anche quando non abbiano partecipato al giudizio di primo grado.

Le camere giurisdizionali

Il Trattato di Nizza ha previsto la possibilità per il Consiglio di creare «camere


giurisdizionali» da affiancare al Tribunale di primo grado, competenti a conoscere in
primo grado di talune categorie di ricorsi in materie specifiche.

 Al momento è stata creata un’unica camera giurisdizionale, ossia: il Tribunale della


funzione pubblicadell’Unione europea, a cui è deferito tutto il contenzioso del
personale, ossia le controversie tra la Comunità e i suoi agenti ex art. 236 Trattato
CE.
 Le decisioni assunte dalla camera potranno esser oggetto di impugnazione
dinanzi al Tribunale di primo grado per motivi di diritto ovvero anche per motivi
di fatto.
 Il riesame della decisione del Tribunale di primo grado davanti alla Corte di
giustizia è invece previsto solo per casi eccezionali, qualora sussista un grave
rischio per l’unità e la coerenza del diritto comunitario (art. 225, par.2, Trattato CE).
Per queste ipotesi eccezionali si possono pertanto avere 3 livelli di giudizio:
camere giurisdizionali, Tribunale di primo grado, Corte di giustizia.

La Corte dei conti

La Corte dei conti:

 ha sede a Lussemburgo,
 è un’istituzione comunitaria composta di individui;
 è composta da un cittadino per Stato membro, designati dai rispettivi governi tra
personalità che abbiano maturato un’esperienza nelle istituzioni nazionali di
controllo, per un mandato di 6 anni.
La sua principale funzione è assicurare il controllo dei conti, ossia controllare la legittimità
e la regolarità delle entrate e delle spese ed accertare la sana gestione finanziaria (art.
248 Trattato CE).

A tal fine la Corte dei conti esamina tutte le entrate e le spese della Comunità. Il controllo
si svolge tanto su documenti che con accesso presso le istituzioni comunitarie o negli Stati
membri, in tal caso con la collaborazione degli organi di controllo nazionali. L’affidabilità
dei conti è dunque attestata in una dichiarazione presentata al Consiglio e al Parlamento.