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Amaro di Erbe Svedesi: 46 impieghi terapeutici

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FREE
Capitolo 0
PREFAZIONE

to spirituale, dovremmo riscoprire quelle no-


stre erbe medicamentose che il Signore ci ha
donato per sua bontà sin dai tempi più remoti.
Il parroco Kneipp non faceva che ripetere nei
suoi libri «che per ogni malattia cresce un’er-
betta» . Ognuno di noi ha quindi la possibili-
tà di provvedere alla buona cura della propria
salute raccogliendo per tempo piante ed erbe
medicinali dalla «Farmacia del Signore», be-
vendone le tisane giornalmente o per la dura-
ta di un periodo di cura, usandone gli estrat-
ti per linimenti, impacchi, cataplasmi o addi-
tivi al bagno. Una volta decisi ad utilizzare
le erbe medicamentose, si dovrebbe comincia-
re con quelle depurative del sangue che so-
Maria Treben (1907-1991)
no l’Aglio, l’Ortica, la Veronica, il Dente di
leone e la Piantaggine. Tali cure fatte seguen-
A dispetto dei molteplici attacchi provenien- do con precisione le rispettive raccomandazio-
ti dalle più svariate parti contro la mia persona ni non potranno mai nuocere a nessuno. Ove
ed i miei consigli nel libro «Salute dalla Far- non diano alcuno o solo scarso sollievo ed aiu-
macia del Signore», le numerose lettere di per- to è probabile che nell’ambiente domestico o
sone sane o malate, di medici e guaritori au- di lavoro del malato esistano delle zone geo-
striaci e stranieri, mi hanno indotto a continua- patiche di disturbo. In questi casi si dovrebbe
re ad offrire all’umanità le mie conoscenze e le ricorrere ad un rabdomante esperto che cerchi
mie più recenti esperienze con le erbe medici- dei luoghi privi di radiazioni.
nali in una nuova edizione ampliata dell’opera Quando però si fosse seriamente indispo-
suddetta. sti, con febbre o altri sintomi evidenti di ma-
In un momento in cui la maggior parte del- lattia, è indispensabile consultare tempestiva-
l’umanità va sempre più allontanandosi dalla mente il medico affinchè stabilisca la diagnosi.
vita naturale ed in cui essa è minacciata da È altrettanto ovvio che il medico controlli scru-
gravi malattie dovute all’erroneo atteggiamen- polosamente il decorso di una malattia grave

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¤dizioniPDF 3

ed il processo di guarigione. È quindi il mio desiderio rendere accessi-


bile alle persone malate il potere e l’effetto cu-
Il 25° Congresso Internazionale di Aggior-
rativo di piante importanti e le esperienze de-
namento della Deutsche Bundesärztekammer
gli ultimi due anni e mezzo dalla pubblicazio-
(Ordine Federale Tedesco dei Medici) e del-
ne del libro «Salute dalla Farmacia del Signo-
la Österreichische Ärztekammer (Ordine Au-
re» e dare loro una mano nel recupero della
striaco dei Medici) che ebbe luogo a Badga-
salute. È un’esperienza straordinaria per
stein nel Marzo 1980 ed al quale parteciparo-
un essere umano trovare una via di uscita
no 1500 medici, ha dimostrato che la medici-
dalla disperazione della malattia, servendo-
na tradizionale comincia ad interessarsi anche
si delle proprie forze e della propria volontà,
alla medicina naturalista.
grazie alle nostre erbe medicamentose, aiu-
Il Prof. Dr. Carl Alken (Università del to divino. Il merito personale di riconquistare
Saarland, R.F.G.) spiega nel modo seguente il la salute innalza la dignità umana a tal punto
crescente interesse della natura: «Dopo la se- da consentire al malato di uscire dalla morsa
conda guerra mondiale i medici si trovavano dell’infermità.
praticamente impotenti di fronte ad un’insuf-
Spesso mi si chiede dove ho acquistato la
ficienza renale. Poi avvenne la grande rivo-
conoscenza delle erbe officinali. Non sono in
luzione dovuta all’introduzione degli antibio-
grado di rispondere con precisione. Nella mia
tici, ed oggi siamo ormai costretti a difender-
infanzia trascorrevo le mie vacanze presso la
ci dalle conseguenze negative dell’utilizzazio-
famiglia di un capoguardia forestale. Così im-
ne in parte eccessiva, in parte errata di questi
parai a conoscere ed intuire i rapporti e le con-
potenti ‘portatori di grazia’. Vi si aggiunge un
nessioni nella natura. Sin da bambina cono-
aumento a valanga di malattie micotiche cau-
scevo ogni pianta e sapevo indicarla per no-
sate dal perturbamento del normale equilibrio
me, ma le sue proprietà farmacologiche mi era-
biologico a causa dei troppi medicamenti e di
no sconosciute. Mia madre, una appassiona-
altre influenze ambientali.»
ta seguace di Kneipp, teneva a far crescere
Da molti anni seguo simposi e congressi noi figli in modo naturale e lontani da ogni
di medicina, i cui risultati vengono anche pub- influenza chimica.
blicati nei quotidiani. Numerosi medici, con
Da giovinetta furono due le esperienze che
senso di responsabilità, mettono in guardia
incisero nella mia vita. Una vedova circa qua-
dal consumo esagerato di pillole e compres-
rantenne, madre di tre figli, ammalata di
se. In particolare viene ripetuto sempre più
leucemia era stata giudicata incurabile e di-
spesso l’avvertimento circa la potenziale pe-
messa dall’ospedale. I medici le diedero ap-
ricolosità degli analgesici. Un’infinità di per-
pena tre giorni di vita. La sorella, preccupata
sone li prende senza il controllo da parte del
per i figli che sarebbero rimasti orfani, portò
medico, causando in tal modo dei gravi dan-
le urine della malata ad un’erborista nei pres-
ni organici. I medicinali, per esempio, che
si di Karlsbad. Malgrado l’esclamazione spa-
diminuiscono la pressione del sangue, favo-
ventata della donna: «. . . soltanto ora arriva-
riscono il tumore mammario nelle donne se
te con quest’acqua da morto!» le erbe invia-
presi per un periodo prolungato: fatto que-
te fecero miracoli. Un esame clinico dopo 10
sto che è stato accertato da tre gruppi di ri-
giorni mostrò la sparizione di ogni traccia di
cercatori che studiavano il fenomeno indipen-
leucemia.
dentemente l’uno dall’altro a Boston, Bristol e
Helsinki.
4 La Salute dalla Farmacia del Signore

Un caso simile si presentò nello stesso in tutti i casi di dubbio. Pertanto è mio deside-
periodo in una 38enne madre di quattro figli. rio non solo indicare agli uomini le erbe medi-
cinali ed i loro poteri, ma anche l’onnipotenza
Anche qui si trattò di leucemia ed i medici
del Signore, nelle cui mani è la nostra vita, e
non davano più alcuna speranza. Anche questa
che la determina. Presso di lui cerchiamo aiuto
malata cercò il consiglio di un’erborista e si
e conforto; nella grave malattia cerchiamo con
fece dare le erbe occorrenti. Ogni giorno essa
umiltà e devozione le erbe della Sua farmacia.
preparava alcune brocche piene di tisana. Ogni
Sta a Lui guidarci e farci la grazia, dirigendo
volta che vi passava davanti ne beveva un buon
la nostra vita secono la Sua volontà.
sorso, pensando anche: «Se non dovesse gua-
rirmi, male non mi farà certamente.» Dopo 10 Infine vorrei sottolineare che mi sono sfor-
giorni fu dimostrata la totale assenza di leu- zata in tutti i modi di convogliare tutte le mie
cemia. Questi esempi dimostrano l’enorme ulteriori esperienze nel libro aggiornato, per
importanza dell’ingestione di grandi quan- offrirle all’utilità degli uomini. All’argomen-
titativi giornalieri di tisana nelle malattie, to ampiamente trattato, unisco una preghie-
dall’apparenza inguaribili. Da quel momen- ra: non telefonatemi, non scrivetemi! Qua-
to fui certa che le erbe portavano aiuto persino le non-guaritrice non ricevo neanche visitato-
nei casi di malattie maligne. ri. Il precisissimo glossario vi porterà sulla
giusta via per impiegare le erbe giuste. Inol-
Mia madre morì il giorno della Candelora
tre vorrei richiamare l’attenzione del lettore sul
nel 1961. Da allora ebbi la netta sensazione
libro «successi terapeutici di Maria Treben»
di essere spinta verso la conoscenza delle erbe
(lettere e relazioni concernenti i successi tera-
officinali. Vi si aggiunsero nuove esperienze
peutici), pubblicato presso lo stesso «Editore
e lentamente presi possesso, con intuito sicu-
Ennsthaler».
ro, delle nozioni riguardanti le erbe provenien-
ti dalla Farmacia del Signore. Fu come se mi E infine un’altra cosa: non gestisco
guidasse una forza maggiore; come se la Ma- una rivendita postale di erbe e non accetto
donna, la grande consolatrice degli infermi, mi ordinazioni di erbe.
indicasse la via sicura. La fede in lei, la vene-
razione e la preghiera dinnanzi ad una antica Grieskirchen, maggio 1980
effigie miracolosa, che giunse per vie incon-
suete nelle mie mani, mi hanno sempre aiutato
MARIA TREBEN
Capitolo 1
NOTE GENERALI

1.1 Corretta raccolta, conservazione e preparazione


delle erbe medicinali:

1.1.1 RACCOLTA
Premessa per la raccolta è la conoscenza della primavera, a volte sin dal mese di febbra-
delle erbe medicinali. Se la possediamo occor- io, fino al mese di novembre. Alcune si tro-
rerà soltanto raccoglierle all’epoca giusta, nel vano persino d’inverno sotto la coltre nevosa,
luogo giusto e nel modo giusto. sempre che uno ne ricordi la loro dimora (ad
esempio la Celidonia).
L’esperienza ha dimostrato che i migliori
risultati di guarigione si sono ottenuti con Per l’inverno si prepara una riserva non
erbe raccolte di fresco, cosa questa assolu- troppo grande di erbe essiccate. Occor-
tamente necessaria per ottenere un succes- re coglierle nel momento del loro maggiore
so nelle malattie gravi. Le erbe fresche si contenuto in sostanze attive.
possono raccogliere personalmente dall’inizio

Ciò avviene per le PARTI FLOREALI all’inizio della fioritura,


per le FOGLIE prima e durante la fioritura.
Le RADICI si scavano all’inizio della primavera o in autunno.
I FRUTTI si raccolgono all’epoca della maturazione.

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6 La Salute dalla Farmacia del Signore

Al riguardo si tengano presenti le seguenti guardo per la natura! (Non strappate le piante
avvertenze: si colgano esclusivamente pian- con tutte le radici, non causate danni!) Alcune
te sane, pulite e prive d’insetti! Coglierle piante sono sotto protezione. Esiste un nume-
in condizioni asciutte nelle giornate di sole ro sufficiente di altre piante medicinali con le
quando la rugiada ne è già evaporata. stesse sostanze attive che non sono protette (ad
esempio la Primula auricola).
Per la raccolta occorre evitare i campi ed
i prati concimati chimicamente, le sponde di Mentre le cogliete, non schiacciatene i fio-
acque sudicie ed inquinate, i terrapieni delle ri e le foglie e non mettetele in buste di pla-
ferrovie e la vicinanza di strade trafficate, au- stica! Altrimenti le erbe comincerebbero a
tostrade e di impianti industriali. Abbiate ri- sudare e una volta essiccate annerirebberco.

1.1.2 ESSICCAMENTO
Le erbe prima dell’essiccamento non van- Si possono conservare per l’inverno sol-
no lavate ma soltanto tagliuzzate finemente. Il tanto le erbe completamente secche. Per
materiale così preparato va distribuito in mo- la loro conservazione sono indicati soprattutto
do sciolto su un panno o su carta non stampata dei recipienti di vetro o di cartone chiudibi-
per asciugare il più rapidamente possibile in li. Si evitino recipienti di plastica o di latta!
un luogo abbastanza caldo ed arieggiato (sof- È opportuno proteggere le erbe dalla luce
fitta). Quando si tratta di radici, cortecce o par- (si utilizzino vetri colorati, preferibilmente
ti di piante molto succose è spesso indicato un verdi).
essiccamento con calore artificiale. In tal ca-
Fate la vostra provvista per un solo inver-
so però la temperatura non dovrà mai oltre-
no! Col passar del tempo le erbe perdono le
passare i 35°C. Le radici accuratamente lava-
loro proprietà curative. Ogni anno ci dona la
te, prima dell’essiccamento vanno preferibil-
sua nuova ricchezza di erbe.
mente sminuzzate; allo stesso modo il Vischio
e l’Epilobio.

1.1.3 Modalità di preparazione – TISANE


Infuso e decotto: Le erbe fresche vanno smi- ta è molto più sana e si presenta anche
nuzzate e messe nei quantitativi prescrit- meglio.
ti in un bricco di vetro o in un altro re- Le radici vanno immerse in acqua fred-
cipiente non metallico. Poi, in un altro da che si porta all’ebollizione. A questo
recipiente, si porta l’acqua all’ebollizio- punto si toglie il recipiente dal fuoco e si
ne e la si versa sulle erbe preparate. Il lascia riposare per circa tre minuti.
tutto si lascia riposare brevemente (basta
mezzo minuto)! La tisana deve essere Si versa il quantitativo giornaliero di ti-
di colore chiarissimo: o giallo chiaro o sana in un termos e lo si beve a picco-
verde chiaro. Invece le erbe essiccate si li sorsi secondo le indicazioni nel corso
lasciano riposare un po’ più a lungo (da della giornata. In linea generale si mette
1 a 2 minuti). Una tisana così prepara- un cucchiaino da dessert colmo di erbe
su un quarto di litro d’acqua (= 1 tazza),
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altrimenti secondo le indicazioni per le Un miscuglio fra macerazione e infuso


singole piante. è però considerato la migliore utilizza-
zione delle erbe medicinali: durante la
Macerazione: Alcune erbe (ad esempio la
notte si mettono a macerare le erbe, nel-
Malva vulgaris, il Vischio e il Calamo
la metà del quantitativo d’acqua indica-
aromatico) non sopportano l’ebollizio- to, per passarle poi al setaccio il mattino
ne poichè per l’effetto del calore perde-
successivo. Le erbe rimaste nel setaccio
rebbero il loro potere curativo. La tisa-
si immergono di nuovo nell’altra metà
na di queste erbe si ottiene mediante la
del quantitativo d’acqua indicato, si por-
macerazione. Il quantitativo consiglia-
ta ad ebollizione e si filtra nuovamente.
to per le singole piante va lasciato ma- Si mescolano quindi le due tisane, quella
cerare nell’acqua fredda per 8 - 12 ore
ottenuta per macerazione con quella per
(di solito durante la notte), poi va riscal-
infuso. Con questa preparazione si ot-
dato leggermente (temperatura potabile) tengono quelle sostanze attive che sono
ed il quantitativo per una dose giorna-
solubili sia in acqua fredda che in acqua
liera va conservato in termos preventi-
calda.
vamente sciacquato con acqua calda.

1.1.4 TINTURA (ESSENZA)


Anche le tinture si ottengono per macera- (circa 20°C) per 15 gg. o anche più a lungo,
zione in un distillato di frutta o di grano a scuotendolo ogni tanto, indi si procede alla fil-
38 - 40°. Si riempie di erbe, in modo sciolto trazione e quindi alla spremitura del residuo.
e fino al collo una bottiglia o altro recipiente e Le tinture si prendono per uso interno a gocce
si versa sopra il distillato di frutta o di grano. con del tè e per uso esterno negli impacchi o
Si conserva il tutto ben chiuso in luogo caldo nelle lozioni e frizioni.

1.1.5 SUCCO FRESCO


I succhi freschi di erbe si possono ingerire domestico che sminuzza e spreme contempo-
a gocce oppure si possono utilizzare per spen- ranemente le erbe. È opportuno preparare que-
nellature su parti malate del corpo per mezzo sti succhi giornalmente con erbe fresche. Ma
di batuffoli di cotone. Questi succhi si ottengo- possono essere conservati per alcuni mesi in
no mediante una centrifuga elettrica1 per uso bottigliette tenute nel frigorifero.

1.1.6 POLTIGLIE
Col matterello si schiacciano sul tagliere lo e mantenendola calda. Quest’impacco di
steli e foglie onde ottenere una poltiglia. Spal- poltiglia può rimanere sulla parte per tutta la
mata su di un panno la si applica sulla zona notte.
malata del corpo fasciandola quindi con un te-
1
Oggi, 30 anni dopo esiste l’Angel Juicer 7500 (il migliore) ovvero il Green Star 3000.
8 La Salute dalla Farmacia del Signore

1.1.7 CATAPLASMI CON ERBE COTTE AL VAPORE


Su una pentola piena d’acqua in ebollizio- stro deve essere coperto con un panno di lana
ne si poggia un setaccio contenente erbe fre- e fasciato. Non deve nascere una sensazione
sche o essiccate e si copre il tutto con un co- di freddo. Molto efficaci sono i cataplasmi al
perchio. Dopo un po’ di tempo queste erbe vapore ottenuti con Coda cavallina. I catapla-
ammollite e calde, stese su di una garza, van- smi al vapore si lasciano agire per due ore o
no applicate sulla parte malata. Quest’impia- per tutta una notte.

1.1.8 PREPARAZIONE DI POMATE E OLII


Tritare quattro manciate di erbe. Riscalda- porcellana precedentemente preparati.
re 500 gr di strutto di maiale come per friggere
La preparazione degli olii si svolge nel mo-
delle cotolette. Versare le erbe nell’olio bol-
do seguente: riempire, senza comprimerli, una
lente e girare lasciando friggere brevemente;
bottiglia fino al collo con fiori o erbe e versar-
girare ancora, togliere la padella dalla fiamma,
vi sopra dell’olio extravergine d’oliva in mo-
coprirla e lasciare raffreddare il tutto durante
do che le erbe siano coperte di due dita d’olio.
la notte. Il giorno seguente riscaldarlo legger-
Lasciare la bottiglia per 15 giorni al sole o in
mente, filtrarlo attraverso un panno e travasare
vicinanza di une fonte di calore.
la pomata ancora calda in vasetti di vetro o di

1.1.9 BAGNI DI ERBE


Bagno completo: Le erbe indicate vanno im- Semicupio: Per un semicupio occorre solta-
merse in acqua fredda e lasciate riposare no metà secchio di erbe fresche o 100
per una notte. Per un bagno occorre un g di quelle secche per poi procedere co-
secchio (6 - 8 litri) di erbe fresche oppu- me per il bagno completo. L’acqua nel-
re 200 g di erbe essiccate. Questo mate- la quale vi immergete deve coprire i re-
riale così macerato va riscaldato il gior- ni. Osservate le avvertenze riguardanti
no successivo e quindi filtrato: l’estratto le singole erbe.
va aggiunto all’acqua del bagno. Venti
minuti di immersione nel bagno. Il cuo-
re deve rimanere fuori dall’acqua. Dopo
il bagno, invece di asciugarvi, dovete av- Nuovamente riscaldata può essere riutiliz-
volgervi in una spugna da bagno o in un zata altre due volte sia l’acqua del bagno che
accappatoio e sudare per un’ora a letto. quella del semicupio.
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1.1.10 IMPACCHI DI ERBE SVEDESI


A seconda della parte da trattare si prende te. Tolto l’impacco si spolvera la parte con
un pezzo più o meno grande di ovatta o fibra di del talco. Qualora in qualche persona doves-
cellulosa, lo si bagna con delle gocce di Erbe sero manifestarsi delle irritazioni della pelle,
Svedesi, stendendolo quindi sulla parte malata sarà necessario abbreviare il tempo di applica-
precedentemente spalmata di grasso di maiale zione, oppure sospendere la cura per un certo
o di pomata di Calendula (cosa assolutamente periodo. Chi è allergico eviti l’impiego del ri-
necessaria) affinchè l’alcool non privi la pel- taglio di plastica e copra soltanto con pezzi di
le del suo grasso. Per evitare di sporcare la stoffa. In nessun caso però dovete dimenticare
biancheria si può coprire questo impacco con di ungere la pelle prima dell’applicazione del-
un ritaglio di plastica ed infine si lega il tutto l’impacco. Se dovesse manifestarsi del prurito
con un panno o con una fascia che mantenga il ungete con pomata di Calendula.
calore. A seconda del male e della sopportabi-
Con questi impacchi non è indispensabi-
lità si lascia agire l’impacco da due a quattro
le coricarsi a letto; se sono ben fasciati po-
ore. Se il malato lo sopporta, l’impacco può
tete muovervi tranquillamente in casa o stare
essere lasciato addosso anche per tutta la not-
seduti.
TAVOLA 1: Celidonia, Vischio, Piantaggine maggiore, Piantaggine, Serpillo, Borsa del pastore, Agrimonia, Aglio orsino, Salvia.
TAVOLA II: Aparine, Tarassaco, Calendula, Malva, Licopodio o Erba strega, Farfara, Farfaraccio.
TAVOLA III: Coda cavallina, Consolida maggiore, Granoturco, Alchemilla, Noce, Primula, Achillea, Ortica.
TAVOLA IV: Camomilla, Acetosella, Ortica gialla, Epilobio, Iperico o Erba di S Giovanni, Calamo aromatico, Verga d’oro, Veronica.
Capitolo 2
LE ERBE MEDICINALI DELLA
FARMACIA DEL SIGNORE

2.1 ACETOSELLA (Oxalis acetosella)


pisce l’aspetto come estremamente piacevole.
Durante la raccolta dei funghi qualche volta mi
sono inchinata a coglierne una foglia per man-
giarla. Raccolgo piccoli quantitativi di fiori per
un miscuglio da tisana indicato in pagina 69.
L’Acetosella non va essiccata bensì adope-
rata soltanto fresca. Toglie l’acidità dello sto-
maco ed i leggeri disturbi al fegato e alla di-
gestione. Contro questi disturbi la tisana va
sorseggiata fredda in ragione di due tazze al dì.
Contro l’itterizia, la nefrite, gli sfoghi della
pelle e i vermi la si sorseggia invece calda.
Dell’Acetosella la medicina popolare rac-
comanda il succo spremuto di fresco all’inizio
di un cancro allo stomaco, contro ulcere e tu-
mori cancerosi interni ed esterni. Il succo si
Volgarmente è chiamata Agretta, Lambru- ottiene con l’ausilio della centrifuga elettrica
sca, Melagra, Juliola, Salicchia, Pentecoste, ad uso domestico. Ogni ora se ne beve da tre a
Erba brusca bassa, e dappertutto nei nostri bo- cinque gocce diluite in acqua o tisana di erbe.
schi di latifoglie e di conifere copre a tappeto Sulle ulcere cancerose esterne il succo fresco
la terra forestale con le sue foglie verdi chiare va spalmato direttamente.
ed i suoi delicati fiorellini bianchi. Se ne perce-

14
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Contro la malattia di Parkinson, il suc- corre attenersi coscienziosamente alle indica-


co, da tre a cinque gocce all’ora, va ingerito zioni circa la diluizione ed i dosaggio quan-
con una tisana di Achillea ed applicato esterna- do si tratta di cancro allo stomaco, di ulcere
mente quale frizione della spina dorsale. Oc- cancerose e di paralisi agitante.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Sbollentare con ½ litro di acqua un cucchiaio di foglie fresche e lasciar riposare
brevemente il tutto.

Succo fresco: Lavare le foglie e spremerle con una centrifuga elettrica a uso domestico.

2.2 ACHILLEA (Achillea millefolium)


bastanza alle donne di usare l’Achillea. Nei
suoi scritti il parroco Kneipp dice: «Le don-
ne si risparmierebbero molti inconvenienti se
ogni tanto si servissero dell’Achillea.» Che si
tratti di una giovane sofferente di mestruazio-
ni irregolari o di una donna più anziana in
piena menopausa o che abbia superato questa
fase, per ognuna, giovane o vecchia, è impor-
tante bere di tanto in tanto una tazza di tisana
di Achillea. Essa ha un ottimo effetto sul-
l’addome di ogni donna, ragion per cui non
può fare di meglio in favore della propria salu-
te, che cogliere un mazzetto di Achillea fresca
ogni volta che si trova a passeggiare in cam-
pagna. La pianta cresce abbondantemente nei
prati, lungo i margini dei campi di grano e lun-
go i sentieri. I fiori sono bianco-rosa ed al sole
emanano un profumo aspro aromatico. È co-
munque consigliabile cogliere i fiori in pie-
Non riusciamo più a concepire la nostra vi- no sole poichè in tal modo aumenta il lo-
ta senza la pianta medicinale Achillea. Contro ro olio etereo e quindi anche il loro potere
molte malattie gravi essa è certamente la no- terapeutico.
stra migliore salvaguardia, ma soprattutto lo
Conosco una giovane moglie di oste, della
è per le donne. Non posso raccomandare ab-
16 La Salute dalla Farmacia del Signore

quale improvvisamente si venne a sapere che quest’esperienza con le piante medicinali.


era ammalata di cancro addominale. Le fece-
Durante la menopausa la donna dovrebbe
ro delle cure con radiazioni di Cobalto. I pa-
ricorrere ogni giorno alla tisana di Achillea. Si
renti vennero informati dai medici che si trat-
risparmierebbe l’irrequietezza interna ed al-
tava di una malattia inguaribile. Pensai al par-
tri stati d’animo. I semicupi di Achillea inoltre
roco Kneipp ed ai suoi consigli contro i di-
influiscono positivamente sulla salute. Nelle
sturbi addominali; raccomandai alla giova-
nevriti degli arti superiori ed inferiori so-
ne donna di bere ogni giorno tanta tisana di
no particolarmente benefici i bagni a braccia
Achillea quanta ne riusciva ad ingerire. Fui
e gambe con additivo di Achillea. Ma l’Achil-
allibita quando, dopo tre settimane arrivò
lea deve essere colta a mezzogiorno sotto il
con la posta la notizia che ella stava tanto
sole. Di solito questi bagni si mostrano effica-
bene da ricuperare lentamente il suo peso
ci sin dalla prima volta, liberando il malato da
normale.
ogni dolore.
Nelle infiammazioni alle ovaie spesso ba-
Il Dr. med. Lutze consiglia la tisana di
sta il primo semicupio per togliere i dolori;
Achillea quando la «pressione arteriosa pro-
l’infiammazione diminuisce giorno per giorno.
voca disturbi alla testa come se questa do-
Con questi bagni si ottengono gli stessi otti-
vesse scoppiare, nonchè contro le vertigini,
mi risultati nei sofferenti di enuresi notturna,
le nausee, le malattie degli occhi con lacri-
sia nei vecchi che nei giovani e in chi soffre
mazione, i dolori pungenti nell’occhio ed
di perdite bianche. In questi casi è opportu-
il sangue dal naso. . . » Un attacco di emi-
no bere anche 2 tazze di tisana di Achillea al
crania dovuto allo scirocco o ad un qualsiasi
giorno.
cambiamento delle condizioni atmosferiche, è
Contro il prolasso dell’utero si fanno per spesso eliminato con una sola tazza di tisana
un certo periodo dei semicupi di Achillea sor- di Achillea sorseggiata caldissima. Mediante
seggiando contemporaneamente quattro tazze una cura regolare a base di tisana di Achillea
di tisana di Alchemilla al giorno e massaggian- l’emicrania a volte scompare completamente.
do con tintura di Borsa del pastore la zona ad-
L’Achillea, negli antichi erbari, è chiamata
dominale, dalla vulva insù. Sotto l’effetto dei
«salvezza di tutti i mali» e può essere impiega-
giornalieri semicupi di Achillea, da ripetere fi-
ta dove altre medicine hanno fallito. Attraver-
no a che il controllo del medico non risulti ne-
so il suo potere depurante del sangue riusci-
gativo, scompaiono i miomi dell’utero. Una
rà a debellare numerose malattie che si erano
signorina di 19 anni non aveva le mestruazio-
annidate nel corpo. Occorre soltanto tentare.
ni. Il ginecologo le prescrisse la pillola. Le
mestruazioni non arrivarono, ma la signorina Che l’Achillea influisca direttamente ed ot-
sviluppò un seno enorme e si rifiutò quindi di timamente sul midollo osseo e che vi stimoli la
continuare a prendere la pillola. La madre, pre- formazione del sangue non sarà cosa univer-
occupatissima, si rivolse a me. Le consigliai di salmente conosciuta. Essa giova anche nelle
somministrare alla figlia ogni mattina a digiu- malattie del midollo osseo nelle quali fallisce
no una tazza di tisana di Achillea. Dopo un ogni altro rimedio e persino nella necrosi os-
mese tutto si aggiustò ed è così tuttora. Mi ri- sea, mediante tisane, bagni e frizioni con tin-
cordo di un caso analogo che in seguito, quan- tura. L’Achillea rappresenta inoltre un buonis-
do nulla più servì, si trasformò in un caso psi- simo emostatico nelle emorragie polmonari
chiatrico. Purtroppo allora non avevo ancora e, insieme con la radice di Calamo aromati-
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co, riesce a guarire completamente dal cancro allo stomaco, i disturbi epatici, le infiam-
polmonare. Le radici di Calamo si mastica- mazioni delle vie digerenti fra stomaco ed
no durante tutta la giornata mentre della tisana intestino, aumenta l’attività delle ghiando-
di Achillea se ne sorseggia una tazza mattina le intestinali e provvede ad una evacuazione
e sera. Contro le emorragie dello stomaco e regolare. Dato che giova anche nei disturbi
contro le emorroidi fortemente sanguinanti circolatori e negli spasmi dei vasi è talvolta
nonchè contro dolori e forti bruciori di sto- raccomandata contro l’angina pectoris.
maco la tisana di Achillea agisce rapidissima-
Lavande e semicupi a base di infuso di
mente. Contro i raffreddori ed i dolori alla
Achillea allontanano il fastidiosissimo pruri-
schiena e quelli reumatici è consigliabile ber-
to nella vagina. Con ì fiori dell’Achillea si
la quanto più calda sia possibile. Essa stimo-
può preparare un’eccellente pomata contro le
la l’attività regolare dei reni, toglie l’inap-
emorroidi (vedi «Modalità di preparazione»).
petenza, elimina le flatulenze e gli spasmi

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Con ¼ di litro d’acqua sbollentare 1 cucchiaino da dessert colmo; lasciar


riposare il tutto per breve tempo.

Tintura: Riempire una bottiglia a collo largo, con fiori di Achillea senza comprimer-
li, colti sotto il sole e versarvi sopra dell’acquavite di frumento o di frutta a 38°.
Lasciare riposare il tutto per 15 giorni al sole o nelle vicinanze della stufa.

Pomata: Riscaldare bene 90 g di burro non salato o di strutto di maiale; aggiungervi 15


g di fiori di Achillea tritati e 15 g di foglie di Lampone tritate, friggere brevemen-
te, girare e togliere dal fornello. Riscaldare leggermente il tutto il giorno appres-
so, filtrarlo attraverso un panno di lino e travasarlo in recipienti di vetro puliti e
precendetemente preparati. Conservare in frogorifero!

Semicupio: Macerare per una notte 100 g di Achillea (tutta la pianta) in acqua fredda; il
giorno seguente riscaldare il tutto fino all’ebollizione ed aggiungerlo all’acqua del
semicupio (vedi anche Note generali sotto la voce «Semicupi»).

2.3 AGLIO ORSINO (Allium ursinum)


Con ogni primavera nasce la nuova speran- uccelli e lo percepiamo con tutto il cuore, co-
za del sole e del caldo. Intimamente ci perva- me un dono amorevole del nostro creatore. In
de un senso di serenità e di slancio; siamo lieti considerazione di tanta grazia sarebbe oppor-
del primo verde e del giubilo del mondo degli tuno intraprendere una cura primaverile,
18 La Salute dalla Farmacia del Signore

una disintossicazione e purificazione che ci aprile e maggio, a volte anche prima. Ma i fio-
darà una salutare rinfrescata nient’affatto ri si notano soltano a metà maggio e a giugno.
disprezzabile. L’Aglio orsino nasconde poderose forze cura-
tive e si racconta, che anche gli orsi ne van-
È soprattutto l’Aglio orsino, uno dei primi
no alla ricerca dopo il loro letargo inverna-
ambasciatori della primavera. Le verdi foglie
le per depurare con esso stomaco, intestino
lanceolate, lucide, assomiglianti al mughetto,
e sangue. Sostanzialmente l’Aglio orsino ha
nascono da una cipolla allungata circondata da
le stesse proprietà del nostro Aglio comune,
pellicole bianche trasparenti. Lo stelo verde
ma maggiorate in senso curativo. Pertanto
chiaro, liscio, con la bianca sfera del fiore si
è particolarmente indicato nelle cure di disin-
alza fino a 30 cm. L’Aglio orsino cresce sol-
tossicazione primaverile e come coadiuvan-
tanto su prati umidi, ricchi di humus, costeg-
te terapeutico delle malattie croniche della
gianti per lo più i fiumi, o sotto cespugli e nei
cute.
boschi di latifoglie e montani.
L’essiccazione riduce notevolmente le pro-
prietà curative delle foglie che, quindi, debbo-
no essere utilizzate fresche per la cura prima-
verile di disintossicazione e depurazione. Tri-
tate finemente si spargono sul pane imburra-
to e si aggiungono (senza bollirle) come con-
dimento al brodo, alle patate, agli gnocchi e
ad altri pasti il cui gusto normalmente viene
corretto con il prezzemolo. Le foglie posso-
no essere preparate anche come gli spinaci e
ad insalata. Poichè, se utilizzate in quantitativi
maggiori hanno un sapore mordente, consiglio
per la preparazione uso spinaci, una mistura
con foglie di Ortica.
Se ne colgono le giovani foglie in aprile
e maggio, cioè prima che la pianta fiorisca, e
le cipolle durante la tarda estate e in autunno.
Le cipolle dell’Aglio orsino possono essere
utilizzate allo stesso modo dell’Aglio comu-
ne. Chi ha lo stomaco delicato versi del latte
Se ne sente il forte profumo d’aglio an- caldo su foglie e cipolle tritate, lasci riposare
cora prima di scoprire la pianta con gli oc- per due o tre ore, poi beva questo liquido a
chi. A questo odore esso deve anche il suo no- piccoli sorsi.
me di «Aglio selvatico» ed esclude sicuramen- Onde disporre del potere curativo dell’A-
te sin da principio che se ne scambi le foglie glio orsino anche durante il resto dell’anno,
con quelle del mughetto o del tossico colchico se ne prepara un distillato (vedi «Modalità di
autunnale. preparazione»). Di questo distillato si prendo-
All’inizio della primavera, molti boschi no giornalmente da 10 a 20 gocce in un poco
lungo i fiumi sono pieni di foglie fresche e ver- d’acqua. Queste gocce riportano ad un’otti-
di dell’Aglio orsino. Sbucano dal terreno in ma memoria, prevengono l’arteriosclerosi ed
¤dizioniPDF 19

eliminano molti altri disturbi. sino, rimarginano rapidamente. Trova giova-


mento persino chi soffre di una malattia delle
L’Aglio orsino giova molto al sistema di-
coronarie.
gerente. È adattissimo alle diarree acute e
croniche, anche se accompagnate da forma- L’Aglio orsino come disintossicante del
zione di gas e coliche e alla stitichezza allor- sangue non è mai abbastanza decantato e se
chè questa sia dovuta ad uno spasmo interno o ne ottengono ottimi risultati, soprattutto sulla
alla pigrizia dell’intestino. Scompaiono i ver- pelle cronicamente impura. Il medico natu-
mi – persino gli ascardi – dopo qualche tempo rista svizzero e parroco erborista, Künzle, non
di ingestione di Aglio orsino. Una volta mi- si stancava di lodare in particolar modo questa
gliorato il funzionamento dell’intestino passa- pianta: «Essa purifica il corpo intero, espelle
no anche quei disturbi che si manifestano di le sostanze tossiche ed accumulative e forma
frequente nei vecchi e nei «buoni» mangiatori. del sangue sano. Le persone eternamente ma-
Diminuiscono i disturbi cardiaci, l’insonnia, laticce, affette da licheni e foruncoli, comun-
causati dallo stomaco, ma anche quelli dovu- que molto pallide, e gli scrofolosi e reumati-
ti all’arteriosclerosi o all’alta pressione san- ci dovrebbero attaccarsi all’Aglio orsino come
guigna, come le vertigini, la pressione nel- alla zattera di salvataggio. Non vi è erba nel
la testa e le ansie. L’ipertensione cala len- mondo più efficace per la depurazione dello
tamente. Il vino di Aglio orsino (vedi «Mo- stomaco, dell’intestino e del sangue. I giovani
dalità di preparazione») è un rimedio miraco- fiorirebbero come rose rampicanti e si schiu-
loso per i vecchi sofferenti di catarro bron- derebbero come pigne al sole!» Il Künzle so-
chiale cronico e dei conseguenti disturbi re- stiene inoltre, di conoscere delle famiglie che
spiratori. Anche nella tosse cronica si scio- «a suo tempo erano state malaticce durante
glie il catarro bronchiale togliendo quindi an- tutto l’anno, erano costantemente dal medico,
che l’affanno. Questo rimedio è caldamen- erano state piene di sfoghi e licheni, scrofolo-
te raccomandato pure nella tisi polmonare e se in tutto il corpo, dall’aspetto pallido, come
nell’idropisia di cui spesso soffrono le perso- se fossero già state nella tomba e dissotterra-
ne anziane. Le foglie adoperate fresche pu- te da galline ruspanti; ebbene, queste erano
rificano i reni e la vescica, favorendo l’emis- ritornate completamente sane e fresche dopo
sione delle urine. Ferite che stentano a gua- una cura prolungata di tale magnifico dono di
rire, spenellate col succo fresco di Aglio or- Dio».

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Spezie: Tritare, come il prezzemolo, le foglie fresche di Aglio orsino e spargerle su fette
di pane, nelle minestre, salse, insalate e piatti di carne.

Distillato all’Aglio: Le foglie o le cipolle vengono tritate e imbottigliate, senza compri-


merle, fino al collo; indi si aggiunge acquavite di grano o altro distillato a 38 - 40°
e si lascia il tutto al sole o vicino alla cucina per 15 giorni. Se ne prendono 4 volte
al dì da 10 a 15 gocce in un po’ d’acqua.

Vino all’Aglio orsino: Prendete una manciata di foglie tritate finemente e bollitele breve-
mente in circa ¼ di litro di vino bianco, dolcificate con miele o sciroppo e bevetene
lentamente qualche sorso ogni tanto durante la giornata.
20 La Salute dalla Farmacia del Signore

2.4 AGRIMONIA (Acrimonia eupatoria)


zioni della gola, della bocca e della faringe.
La dovreste tener presente nei casi di angina,
mal di gola e infiammazioni della mucosa
della cavità orale. Chi per motivi professio-
nali è costretto a parlare o cantare dovrebbe,
come profilassi, fare dei gargarismi giornalieri
di tisana di Agrimonia.
Le foglie agiscono efficacemente contro
l’anemia e le piaghe nonchè contro i reumati-
smi, la lombaggine, le indigestioni, la cirro-
si e le malattie della milza. Si possono bere
due tazze di tisana al giorno. Una o due volte
all’anno dovremmo tutti sobbarcarci alla fati-
ca di fare un bagno a base di Agrimonia (vedi
«Modalità di preparazione»). I bambini scro-
folosi dovrebbero fare un bagno di Agrimonia
ogni giorno.
L’effetto astringente e i suoi principi tera-
peutici collocano l’Agrimonia fra le nostre mi-
La chiamano anche Eupatoria, Acrimonia, gliori erbe medicinali. Il Dr. Schierbaum dice:
Erba vettonica, Grimonia e Arimonia. Cresce «Una tazza di tisana tre volte al giorno ingeri-
in aree soleggiate e aride, lungo i sentieri e le ta per un certo periodo guarisce la dilatazione
foreste, lungo i cigli dei campi, sulle scarpa- del cuore, dello stomaco, dell’intestino e del
te e sulle colline, sui pendii, nelle radure dei polmone, nonchè le malattie renali e delle vie
boschi e in vicinanza di ruderi. I piccoli fiori urinarie.» Contro le vene varicose e le ulcere
gialli formano, come nel Verbasco, una lunga degli arti inferiori è caldamente consigliata la
spiga. Tutta la pianta è morbidamente velluta- pomata di Agrimonia (vedi «Modalità di pre-
ta; le grandi foglie raggiungono una lunghezza parazione») che viene usata in modo simile a
di 10 cm e sono dentellate. La pianta si alza quella di Calendula.
a volte sino a 80 cm ed appartiene alla stessa
Contro le malattie del fegato agisce la tisa-
famiglia dell’Alchemilla. La si coglie durante
na ottenuta da un miscuglio di 100 g di Agri-
la sua fioritura nel periodo fra giugno e agosto.
monia, 100 g di Aparine e 100 g di Aspe-
La storia di questa pianta medicinale è come
rula sorseggiandone ogni giorno una tazza a
quella di molte altre assai antica. La conosce-
digiuno ed altre due durante il resto della
vano già gli antichi Egizi. Essa possiede un
giornata.
notevole effetto curativo in tutte le infiamma-
¤dizioniPDF 21

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Sbollentare con ¼ di litro d’acqua bollente un cucchiaino da dessert colmo di


Agrimonia e lasciare riposare brevemente.

Bagno: 200 g di Agrimonia per un bagno totale (vedi Note generali «Bagni totali»).

Miscuglio per tisana contro le malattie: Mescolare in parti uguali, Agrimonia, Aparine
e Galium odoratum; sbollentare con ¼ di litro d’acqua bollente 1 cucchiaino da
dessert colmo.

Pomata: Amalgamare due manciate abbondanti di foglie, fiori e steli finemente tritati
con 200 g di strutto di maiale (vedi Note generali «Preparazione delle pomate»).

2.5 ALCHEMILLA (Alchemilla vulgaris)


di delle colline e nelle zone montane. La pian-
ta è dotata di foglie semicircolari a 7 - 9 lobi
poggianti su di un fusto solido, non molto alto;
i fiori sono insignificanti gialloverdi, e si vedo-
no da aprile a giugno, ma anche più tardi. In al-
cune regioni, per il Corpus Domini se ne fanno
coroncine per il capo di nostro Signore Gesù
Cristo sull’altarino di casa. Le foglie dell’Al-
chemilla, a volte, si stendono piatte sul terreno
e di mattina si trova al loro centro una goccia di
rugiada, brillante come una perla. Sulla alture,
al di sopra dei 1000 m, troviamo l’Alchemilla
sia su terreno calcare che su quello roccioso.
Si coglie l’erba intera all’epoca della fioritura,
più in là soltanto le foglie, e si fa essiccare il
tutto in luogo asciutto. In tedesco è chiama-
ta «Frauenkraut» ossia «Erba di nostra Signo-
ra» ed è, sin dall’inizio del cristianesimo, sacra
alla Madonna.

Nota sotto il nome volgare di Erba rossa, L’Alchemilla ha un effetto benefico non so-
Erba stella, Stellaria, Erba stillaria, Ruttaria, lo nei disturbi mestruali, nella leucorrea, nei
Ventaglina; cresce soprattutto ai margini dei disturbi addominali e durante la menopau-
boschi e dei sentieri, sui pendii e sui prati umi- sa, ma influisce favorevolmente anche sulle
22 La Salute dalla Farmacia del Signore

mestruazioni nei periodi iniziali della puber- dierna medicina popolare, la pianta riconqui-
tà, insieme all’Achillea. L’Alchemilla agisce sta il posto che le compete. Specialmente il
come astringente e cura rapidamente. Viene parroco svizzero Künzle rileva: «Col tempesti-
inoltre applicata come diuretico e cardiotoni- vo e prolungato uso di quest’erba medicinale
co nelle febbri traumatiche, sulle ferite pu- diventerebbero superflui due terzi di tutte le
rulenti e sulle ulcerazioni trascurate. Dopo operazioni fatte alle donne; e ciò perchè gua-
l’estrazione di un dente, la tisana di Alche- risce tutte le infiammazioni addominali, feb-
milla è consigliata come uno dei migliori ri- bri, gangrene, suppurazioni, ulcere e ernie.
medi. La ferita si chiude dopo pochi sciac- Ogni puerpera dovrebbe bere un buon quan-
qui nel giro di una giornata. Inoltre elimina titativo di quest’erba per 8 - 10 giorni; nume-
la debolezza dei muscoli e delle articolazioni rosi bambini allora avrebbero ancora la loro
e giova nell’anemia. mamma, e molti vedovi affranti le loro mogli,
se avessero conosciuto questo dono di Dio.
È una grande collaboratrice nelle ferite do-
Tritata ed applicata esternamente l’Alchemil-
vute al parto, nel rilassamento addominale
la guarisce ferite, punture, tagli. I bambini, se
da parti difficili o nelle donne aventi tenden-
malgrado una buona alimentazione hanno una
za all’aborto, per la stabilizzazione del feto e
muscolatura debole, rinvigoriscono con l’uso
per il rinforzo dei legamenti dell’utero. Le
continuato di questa tisana.»
donne di questo tipo dovrebbero bere la tisana
d’Alchemilla a partire dal terzo mese di gravi- L’Alchemilla trova un ottimo impiego an-
danza. Essa è un toccasana in tutte le malat- che nell’obesità. Da due a tre tazze al dì
tie ginecologiche ed è, insieme alla Borsa del si dimostrano efficacissime. Anche contro
pastore, un rimedio persino nel prolasso del- l’insonnia rende ottimi servigi; i diabetici ne
l’utero e nell’ernia inguinale. In questi ul- dovrebbero bere spesso. I bambini debo-
timi casi si sorseggiano quattro tazze di tisa- li si rinforzano a vista d’occhio, quando alla
na d’Alchemilla al giorno, possibilmente pre- loro acqua da bagno si aggiunge dell’Alche-
parata con erbe colte di fresco. Inoltre si fri- milla macerata. Per un bagno se ne prendo-
zionano le parti malate con la tintura di Borsa no 200 g (vedi «Note generali»sotto « Bagni
del pastore (vedi sotto «Borsa del pastore» e completi».)
sotto «Modalità di preparazione», pagina 18);
Combinata con Borsa del pastore (come
nel prolasso dell’utero si inizia con la frizione
specificato nel capitolo «Borsa del pastore»),
esterna dalla vulva in su. In questi casi si fan-
l’Alchemilla libera dall’atrofia muscolare e
no inoltre dei semicupi a base di Achillea (100
da gravi ed inguaribili malattie muscolari.
g di erbe per ogni bagno; complessivamente
Questa pianta preziosa viene applicata contro
tre semicupi alla settimana, e si può riutilizza-
la sclerosi multipla.
re, riscaldandola nuovamente, la soluzione del
bagno per altre due volte). Dal Burgenland mi è stato riferito che con
l’infuso di Alchemilla, bevuto o impiegato
I nostri antenati usavano questa pianta co-
esternamente per frizioni sulla regione cardia-
me erba vulneraria per via orale e, esternamen-
ca in gravi affezioni della muscolatura cardiaca
te, contro l’epilessia e le ernie. Ecco una ci-
si erano ottenuti miglioramenti notevoli.
tazione da un antichissimo erbario: «Un indi-
viduo reso fragile, sia giovine o vecchio, fac- Così il nostro Creatore nella sua grazia
cia bollire due manciate di Alchemilla in un ha fatto crescere un’erba per ogni malattia,
litro d’aqua per tanto tempo quanto occorre per ciò non gli saremo mai sufficientemente
per bollire un uovo sodo, e ne beva.» Nell’o- riconoscenti!
¤dizioniPDF 23

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: 1 cucchiaino da dessert colmo in ¼ di litro d’acqua bollente; scottare soltanto e


lasciar riposare brevemente.

Impacco: Lavare un certo quantitativo di erbe fresche, schiacciarle col matterello sul
legno e appoggiarle sulla parte malata.

Additivo al bagno: Per un bagno completo prendere 200 g di erbe essiccate o alcune
manciate di erbe fresche, metterle a macerare durante la notte in un recipiente;
riscaldare il tutto il giorno seguente e aggiungerlo all’acqua del bagno (vedi anche
Note generali sotto «Bagni completi»).

2.6 APARINE (Galium aparine)


cilli e fiori verde-bianchi peduncolati. Questa
pianta si arrampica con l’aiuto del fusto pe-
loso e viene quindi anche chiamata Aparine
rampicante.
Il Gallio (Galium verum), volgarmente
chiamato Caglio, Erba zolfina, Reseghetta,
Presuola, Erba nocca, Ingrassabue, Galinetta
ecc. è più spesso presente nelle zone monta-
ne, rimane eretto, raggiunge un’altezza di 30
- 60 cm, e si orna di fiori giallo oro dal forte
profumo di miele. Si raccoglie la pianta fiorita
nel mese di luglio.
Il Caglio bianco (Galium mollugo) pos-
siede fiori delicati giallo-bianchi, un profumo
amarognolo, leggermente mieloso ed è presen-
te sui terrapieni e lungo i sentieri, durante la
fioritura spesso coricato piuttosto che eretto.
Tutti i tipi citati di Aparine sono, secon-
Ne esistono diverse specie: la cosidetta do l’habitat, quasi uguali riguardo al loro po-
Aparine (Galium aparine) diffusa nei campi, tere terapeutico e vengono utilizzati allo stesso
nei prati e sulle recinzioni e combattuta da- modo.
gli agricoltori mediante diserbanti. Raggiun-
La diffusissima pianta purtroppo cade
ge un’altezza di 60 - 160 cm, possiede verti-
24 La Salute dalla Farmacia del Signore

vieppiù in oblio. Invece dovremmo – in tempi di Cura Kneipp – e guarda caso, il gozzo era
in cui le malattie cancerogene sono in costante sparito. La signora mi riferì piena di soddi-
aumento – tenerla in maggiore considerazio- sfazione che suo marito si era recato varie
ne. Debbo sottolineare ancora una volta che volte a cogliere l’Aparine fresca; sin dall’i-
il potere curativo delle piante fresche è mol- nizio si era accorta del regresso del gozzo ed
to superiore e che soprattutto nelle malat- aveva insistito con la cura fino a che non era
tie gravi le erbe dovrebbero essere applicate scomparso del tutto.
esclusivamente in condizioni di assoluta fre-
Da qualche tempo a questa parte aumenta-
schezza. D’inverno i germogli freschi del Ca-
no i casi di paralisi delle corde vocali. Sem-
glio bianco si trovano nelle zone prive di neve
bra che si tratti di una malattia virale. Garga-
e sotto l’erba secca.
rismi e sciacqui con infuso di Aparine portano
La tisana di Aparine depura dalle so- ad un rapido miglioramento. Secondo il parro-
stanze tossiche reni, fegato, pancreas e mil- co svizzero Künzle, essa è inoltre un rimedio
za. Chiunque soffra di disturbi al sistema delle sicuro contro le più gravi nefriti e pionefre-
ghiandole linfatiche, dovrebbe bere questa ti- si anche quando tutti gli altri rimedi fanno ci-
sana ogni giorno. Essa agisce tra l’altro contro lecca. La sua efficacia aumenta quando è me-
la clorosi, l’idropisia e le fitte al fianco. Lo scolata alla Verga d’oro e all’Ortica gialla. In
stesso infuso applicato per uso esterno appor- questi casi l’effetto sopraggiunge molto presto.
ta un rapido beneficio in tutte le dermatosi e Egli parla di quindici giorni. L’erba va soltan-
piaghe, nei foruncoli e nei comedoni. Impie- to sbollentata. Se ne beve metà tazza a digiu-
gandolo inoltre sotto forma di abluzione calda no prima della prima colazione, il resto a sorsi
esso distende la pelle appassita del viso. Dei nel corso della giornata. Quando la malattia è
buoni risultati si ottengono pure con l’impiego grave, se ne dovrebbero bere quattro tazze al
del succo fresco spalmandone le zone malate dì.
della pelle e lasciandolo asciugare.
Anticamente il Galium era apprezzato dal-
La medicina naturista popolare consiglia le donne sofferenti di disturbi all’utero. Lo
l’Aparine contro l’epilessia, l’isteria, il ballo si metteva nel letto della puerpera per facilitar-
di S. Vito, le malattie nervose, la ritenzione ne il parto. Questa credenza fu trasferita nel-
d’urina ed i disturbi dovuti a renella o cal- la Vergine Maria la quale se ne sarebbe servi-
colosi. Impiegandola sotto forma di gargarismi ta per il suo sacro giaciglio. Secondo un’al-
questo infuso agisce contro il gozzo. Una don- tra leggenda l’avrebbe messo sotto forma di
na infatti mi raccontava di essere guarita non soffice cuscino nella culla di Gesù Bambino.
soltanto del gozzo ma anche della sua malattia Una leggenda della Slesia racconta che la San-
alla tiroide. ta Vergine si servì di quest’erba chiamata «gia-
ciglio della Madonna» unicamente perchè l’a-
Ogni anno incontro nella Casa di Cura
sino rifiutava di mangiarla. Infatti è cosi. Le
Kneipp una coppia di Vienna/Mödling. Quan-
mucche la mangiano volentieri, ma asini e
do facemmo conoscenza nel 1979, constatai
maiali la disdegnano.
che la signora aveva sviluppato un gozzo ab-
bastanza appariscente. Temeva l’operazione. Il parroco Künzle riferisce nelle sue scrit-
Le consigliai l’Aparine. Questa va scottata ed ture di un uomo di 45 anni sofferente di una
utilizzata ancora calda per i gargarismi giorna- grave malattia renale che peggiorava inesora-
lieri ripetuti il più spesso possibile. In febbra- bilmente. Infine gli si dovette estirpare un re-
io 1980 ci ritrovammo nuovamente nella Casa ne. Ma anche l’altro rene era suppurato e non
¤dizioniPDF 25

lavorava più nel modo dovuto. Allora l’uo- le diede una tisana di erbe che essa ebbe oc-
mo iniziò una cura a base di Galium. Ogni casione di mostrami. La riconobbi quale tisa-
giorno ingerì quattro tazze di tisana del miscu- na di Galium. Per farle risparmiare la grossa
glio sopracitato di Galium, Verga d’oro e Orti- spesa del viaggio in Carinzia ed altre, le mo-
ca gialla. Ne sorseggiava diverse volte durante strai il Galium in natura, affinchè lo potesse
la giornata fino a che il suo male era comple- cogliere da sola. Infatti guarì di quel male
tamente sparito. Lo stesso miscuglio viene im- gravissimo.
piegato contro l’atrofia renale e altre gravi
Un altro esempio ancora: fu verso la fine di
affezioni renali.
marzo quando una giovane donna di Vienna mi
Mentre il noto fitobiologo austriaco, Ri- riferì che sua madre sessantatreenne era grave-
chard Willfort, nel suo libro «Gesundheit dur- mente ammalata e che avrebbe dovuto subire
ch Heilkräuter» (la salute dovuta alle piante una seconda operazione il 19 aprile. Sei mesi
medicinali) sostiene che gli sciacqui e le inge- prima infatti, alla poveretta si era improvvisa-
stioni di infuso di Galium siano un ottimo ri- mente sviluppato un tumore malingo. Allora
medio contro il cancro della lingua e che an- il medico, tacendole la verità, le aveva detto
che il succo di spremitura, mescolato al bur- che si trattava di un gozzo, che effettivamente
ro, giovi contro le ulcere tumorali di tutti fu operato. Per sei mesi tutto andò benissimo.
i generi e contro le dermatiti cancerose, il Ora però erano sopravvenuti dei dolori atroci
Dr. Heinrich Neuthaler scrive nel «Kräuter- nel braccio sinistro che persistevano giorno e
buch» (Erbario) sul Galium quanto segue: «Il notte. La mano era tutta gonfia, mano e brac-
Caglio bianco in alcune regioni viene anco- cio insensibili, tanto che non riusciva nemme-
ra oggi consigliato contro il cancro, un’idiozia no a reggere un foglio di carta. Per alleviar-
questa contro la quale non di combatterà mai le i dolori, il primario che aveva effettuato la
abbastanza.» prima operazione, le aveva proposto ora una
seconda, che, come diceva, doveva aver luogo
il 19 aprile e nel corso della quale egli voleva
In merito, egregi lettori, desidero riportar- reciderle un nervo tra il collo e la clavico-
vi le mie personali esperienze con il Galium la per liberarla almeno dei dolori peggiori.
affinchè Ve ne possiate fare un’opinione. Cir- Un’altra soluzione medica, diceva, non esiste-
ca dieci anni fa venni a sapere che un dentista va. Malgrado ciò consigliai a questa donna di
di Linz era ammalato di cancro alla lingua. bere della tisana di Galium e di fare con essa
Dopo l’operazione egli dimagrì moltissimo e anche dei gargarismi. Inoltre le raccomandai
dovette recarsi a Vienna per sottoporsi ad una un miscuglio per tisana costituito da 300 g di
cura di raggi. Gli consigliai di fare dei garga- Calendula, 100 g di Achillea e 100 g di Orti-
rismi con infuso di Galium. Una settimana do- ca (un litro e mezzo al giorno, un sorso ogni
po appresi che i raggi a Vienna non erano più 20 minuti), nonchè una frizione di pomata di
necessari e che il malato andava via via mi- Galium. Potrete immaginarvi la mia piacevole
gliorando. In breve tempo era completamente sorpresa quando seppi che i dolori erano già
ristabilito. scomparsi dopo il quarto giorno dall’inizio
Più tardi mi comunicarono che una donna della cura. Il 19 aprile la donna aveva ri-
di 28 anni era anch’essa malata di cancro al- cuperato la sua sensibilità nella mano e nel
la lingua. Le raccomandarono di consultarsi braccio riuscendo a muovere entrambi. Il
con un medico in Carinzia. Costui le promise primario si meravigliò molto allorchè la figlia
di guarirla completamente entro cinque anni e gli chiese di non eseguire la seconda operazio-
26 La Salute dalla Farmacia del Signore

ne. Rimase visibilmente impressionato quan- e pomata di Calendula sarà coronata da suc-
do gli riferì onestamente della cura fitoterapi- cesso. Contemporaneamente si raccomanda
ca. Rispose: «Sua madre continui pure in que- caldamente di bere della tisana di Calendula,
sto modo.» Dopo qualche tempo mi fu riferito Ortica e Achillea.
che la donna stava «meravigliosamente bene»
Una donna dell’Alta Austria aveva un nodo
e che aveva ripreso ad assolvere ai suoi com-
sul fondo del palato e terribili dolori in tutta la
piti di casalinga a capo di una famiglia di sei
zona della bocca. Mediante sciacqui con infu-
persone.
so di Galium scomparvero dopo quattro giorni
Anche nelle cure di ulcere maligne vi sono il nodo e con esso anche tutti i dolori.
delle possibilità di guarigione. Ultimamente si
L’affermazione che l’uso del Galium con-
nota una recrudescenza di dermatiti a carat-
tro questo tipo di malattie sia un’idiozia non
tere maligno che si presentano come macchie
è quindi sostenibile. Certamente non sono le
scure, ben circoscritte e ruvide. Probabilmen-
erbe da sole a dare salvezza: è anche l’onnipo-
te si tratta di una malattia infettiva. In que-
tenza di Dio a collaborarvi. Infine tutto è nelle
sto caso la cura con succo fresco di Galium
mani di Dio!

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Scottare un cucchiaino da dessert colmo di Galium con un ¼ di litro d’acqua e


lasciar riposare brevemente.

succo fresco: Lavare il Galium fresco e toglierne, ancora bagnato, il succo per mezzo di
una centrifuga per uso domestico.

Pomata: Amalgamare il succo fresco con burro a temperatura ambiente; quindi


conservare il tutto in frigorifero.

2.7 BORSA DEL PASTORE (Capsella bursa-pastoris)


Questa pianta preziosissima che cresce Volgarmente è conosciuta come Capsella,
dappertutto, sui sentieri, nei prati, nei maggesi, Borsacchina, Erba Borsa, Berlet, Scarselline,
nei fossi e sulle scarpate, nei campi e nell’orto, Ciminu, Vurza di picuraru, Bursa de mazzo-
è generalmente considerata un’erbaccia fasti- ne. Le foglie irregolarmente lirate, formano
diosa. Non appena viene scaricata della terra una rosetta simile al Tarassaco. Il fusto rag-
– in particolare vicino ai cantieri edili – nasce giunge i 40 cm. Fioritura: marzo - novembre.
subito, quasi nel giro di una sola notte, la Borsa I minuscoli fiori di un bianco sporco forma-
del pastore. no un grappolo allungato; ai peduncoli sottili
sono attaccati dei piccoli baccelli a forma di
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cuore che al tocco sembrano di pelle. Le galli- interrompere la cura per tre settimane, e quindi
ne hanno una predilezione per queste borsette ripeterla ciclicamente.
cuoriformi. Non appena si scioglie la neve, ec-
Per le emorroidi sanguinanti si prepara-
co che si ripresenta subito la nostra Borsa del
no dei piccoli enteroclismi, semicupi o lavan-
pastore, fresca e verde.
de con l’infuso di Borsa del pastore riscaldato.
Le mamme che presentano un gonfiore al se-
no durante l’allattamento dovrebbero coglie-
re della Borsa del pastore, cuocerla a vapore
su un setaccio e, raccoltala su una pezza, ap-
poggiarla ancora calda sul seno. Nelle emor-
ragie dei reni si consigliano due tazze al gior-
no di una tisana ottenuta mescolando Borsa dei
pastore e Coda cavallina, in parti uguali.
La nostra Borsa del pastore – similmente
al Vischio – inoltre, possiede un’azione equi-
libratrice sulla pressione arteriosa e viene
consigliata quindi sia nella pressione trop-
po alta che in quella troppo bassa. Diversa-
mente dal Vischio, che va messo a macerare
a freddo durante la notte, quest’erba va solo
scottata. Se ne ingeriscono due tazze al dì, in-
terrompendo la cura non appena la pressione
è tornata normale. La Borsa del pastore, co-
me il Vischio, è utile nelle emoragie dell’utero.
Anche in quest’ultimo caso la tisana va bevuta
solamente per un certo periodo.
La tisana di Borsa del pastore viene utiliz- In tutte le malattie muscolari esteriori
zata, con notevole successo, due o tre tazze al questa pianta di gran valore è un importante
giorno, per tutti i tipi di emorragie, come ad aiuto. È interessante il fatto che non se ne parli
esempio emorragie dal naso, allo stomaco, per niente in nessuno dei libri moderni di er-
all’intestino e nelle emorragie irregolari del- boristeria. Alcuni anni fa un anziano signo-
l’utero. Nelle ferite sanguinanti, nelle quali re mi regalò un antico sempliciario bellissimo
non si riesce a fermare il sangue, l’infuso di con delle stampe e dei disegni unici. Ma come
Borsa del pastore giova in modo sorprendente. capita spesso quando si è impegnati dalla mat-
Nelle mestruazioni particolarmente ab- tina presto fino a tarda sera, riuscii a sfogliare
bondanti se ne bevono giornalmente due taz- il volume una volta sola. Una notte mi svegliai
ze di tisana, otto o dieci giorni prima dell’ini- improvvisamente dal sonno: mi sembrava che
zio del periodo, prendendo per ogni tazza un qualcuno mi scuotesse lievemente alle spalle.
cucchiaino colmo di Borsa del pastore. Que- Allora mi colpì l’idea: «Sono ormai sei mesi
sta tisana è valida anche per regolare le me- che sei in possesso di questo erbario e a tut-
struazioni nel periodo della pubertà. Durante t’oggi non te ne sei mai occupata seriamente!»
la menopausa ogni donna dovrebbe berne due Così mi alzai di buon grado, andai a prendere
tazze al giorno per la durata di un mese, poi il libro e con esso mi accomodai nel soggior-
28 La Salute dalla Farmacia del Signore

no. Lo aprii e immediatamente mi saltarono preparazione della tintura di Borsa del pastore,
all’occhio alcune righe: «Quando nulla serve suggerii dei cataplasmi di Erbe svedesi. Il mio
più nell’atrofia degli arti e dei muscoli, prendi stupore fu grande quando la donna mi telefonò
quanto segue: Borsa del pastore tritata, mace- dopo qualche tempo per dirmi che erano scom-
rata per 10 giorni in acquavite di grano, vici- parsi tutti i disturbi. Il prolasso dell’intestino
no alla cucina o al sole, friziona con essa la si era completamente riassorbito, i muscoli
parte diverse volte al giorno; per uso interno dello sfintere funzionavano normalmente e i
tisana di Alchemilla.» Chiusi il libro, come se dolori lancinanti erano diminuiti sin dal se-
mi fosse importato soltanto di leggere queste condo giorno dall’inizio della cura. Poichè al
poche righe (in quel momento non me ne ren- telefono ero rimasta tanto sorpresa ed allibita,
devo conto), lo rimisi al suo posto e mi riad- la donna mi venne a trovare due giorni dopo
dormentai quasi subito. Pochi giorno dopo mi per esprimere personalmente la sua soddisfa-
arrivò una telefonata da Vienna: «Mi può aiu- zione. Non rimane che osservare: quanto sono
tare? Ho 52 anni, sono diplomata infermiera utili le erbe della farmacia del Signore! Chi è
ma sono stata pensionata con due anni di an- che fa questi miracoli? È unicamente la grazia
ticipo. Un’atrofia muscolare mi ha resa del del nostro Creatore.
tutto inabile!» Le consigliai la ricetta sopraci-
Una donna della Bassa Austria delle par-
tata e dopo tre settimane mi venne a trovare
ti di Karlstein scrive: «Dopo una Sua confe-
a Grieskirchen, completamente ristabilita; ap-
renza Le chiesi un consiglio circa un’ernia in-
presi allora che il giorno successivo alla notte
guinale. Misurava circa 10 cm di lunghezza
in cui mi ero destata d’improvviso, ella ave-
e 3 - 4 cm di larghezza. Prima che fosse ma-
va intrapreso un pellegrinaggio alla Madon-
cerata la Borsa del pastore ho applicato dei
na di San Damiano in Italia. Al ritorno, un
cataplasmi di Erbe svedesi. Successivamente
signore che la vide così malandata, le diede
ho cominciato a frizionare la parte con tintu-
il mio indirizzo. Poco tempo dopo si era ri-
ra di Borsa del pastore e, per sei settimane,
presa al punto da poter svolgere nuovamente
ho bevuto quattro tazze di tisana di Alchemil-
la sua professione di infermiera.
la al giorno. Non potendomi riguardare, per-
Un’altra telefonata, stavolta da Steyr: «Ho chè dirigo un’azienda agricola (era il periodo
62 anni. In seguito ad un rilassamento del- del raccolto) portavo un busto durante il la-
lo sfintere l’anno scorso ebbi un prolasso del- voro. Dopo dodici giorni dall’inizio della cu-
l’intestino e dovetti essere operato. Quest’an- ra non si vedeva più traccia dell’ernia ingui-
no, in autunno, il fatto si è ripetuto; giorno e nale; i dolori invece non erano passati. Do-
notte dolori continui che partivano dall’ombe- po due mesi scomparvero anche quelli. Sono
lico e si estendevano alle anche, come se mi guarita dell’ernia, senza dovermi sottoporre
tagliasse la lama di una sega. I medici dell’o- all’intervento.»
spedale si sono rifiutati di operarmi una se-
Nel prolasso dell’utero sono utili, per uso
conda volta perchè non servirebbe a nulla.»
interno, quattro tazze di tisana di Alchemilla;
Pensai immediatamente alla Borsa del pasto-
per uso esterno, frizioni con tintura di Borsa
re, quel dono di Dio, e consigliai quattro taz-
del pastore. (La frizione in questo caso deve
ze giornaliere di tisana di Alchemilla per rin-
partire dalla vulva e proseguire sull’addome.)
forzare internamente la muscolatura; per uso
Vorrei sottolineare che questa tintura va pre-
esterno raccomandai delle frizioni di tintura di
parata con Borsa del pastore fresca. In que-
Borsa del pastore; questa va aggiunta alla tisa-
ste gravi malattie muscolari soltanto le erbe
na di Alchemilla nella dose di 10 gocce a taz-
giovano rapidamente e con certezza.
za. Per superare i dieci giorni necessari alla
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MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Con ¼ di litro d’acqua bollente scottare 1 cucchiaino da dessert colmo; lasciare
riposare brevemente.

Semicupi: Vedi Note generali sotto «Semicupi».

Cataplasma al vapore: Due manciate colme di Borsa del pastore messe in un setaccio
e tenute sopra del vapore acqueo. Inserire quindi fra due pezze le erbe così cotte e
poggiarle sulla parte.

Tintura: Della Borsa del pastore tritare finemente foglie, fusto, fiori e borsettine, riem-
piendone una bottiglia fino al collo; versarvi sopra dell’acquavite di grano a 38 -
40° (le erbe debbono risultare coperte); lasciare il tutto per 15 giorni al sole o al
caldo.

2.8 CALAMO AROMATICO (Acorus calamus)


di. Nel fango della riva giace orizontalmente il
rizoma strisciante dal quale si ergono numero-
se le foglie a forma di spada che raggiungono
un’altezza fino a 1 m. Il fusto appiattito porta
a metà una pannocchia conica dal colore mar-
roncino o marron-giallastro. La radice è grossa
quanto un pollice, si allunga fino ad un metro e
possiede, allo stato fresco, un sapore aromati-
co amarognolo che, quando la pianta è essicca-
ta, risulta meno forte. La si raccoglie all’inizio
della primavera o in autunno inoltrato.
La radice del Calamo non viene utilizzata
soltanto a causa del suo potere tonificante nei
casi di debolezza generale degli organi dige-
renti, di flatulenza dello stomaco o dell’inte-
stino e contro le coliche, ma porta notevole
giovamento anche nelle malattie ghiandola-
ri e nella gotta. La pianta favorisce enorme-
mente la fluidificazione e l’eliminazione del
catarro gastrico e intestinale. È altrettanto
Questa pianta acquatica si trova di solito
raccomandata contro la pigrizia del metabo-
lungo i bordi di stagni, laghi, pantani e palu-
30 La Salute dalla Farmacia del Signore

lismo e dell’intestino come anche contro la Durante una gita in montagna dalla Valle
clorosi e l’idropisia. del Weissenbach fino alla Postalm, incontrai
una coppia di sposi di Bad Ischl che salivano
Persone particolarmente magre, non a
carichi di pesanti sacchi da montagna. Voleva-
causa di una cattiva nutrizione, dovrebbero be-
no trascorrere una giornata spensierata in una
re la tisana di radice di Calamo e fare ogni tan-
baita solitaria. Mentre si concedevano un po’
to un bagno completo a base di Calamo. Il Ca-
di riposo mi unii a loro e venni a sapere quanto
lamo toglie l’inappetenza, aiuta nei disturbi
segue:
renali ed è un ottimo rimedio nella depura-
zione di tutto l’organismo. La tisana giova L’uomo, cinquantenne, alto circa 1,85 m,
ai bambini persino nell’intolleranza al glutine, per quasi un anno era dimagrito costan-
malattia che attualmente si riscontra con sem- temente senza però conoscerne la causa.
pre maggiore frequenza. La radice lenta- Quando non pesava più di 48 kg si recò, acco-
mente masticata può liberare dal vizio il pagnato dalla sua infermiera, presso lo studio
fumatore. Gli occhi indeboliti riacquistano del proprio medico dove involontariamente udì
forza quando sulle palpebre chiuse si passa la telefonata che quest’ultimo stava facendo ad
ogni tanto il succo spremuto da una radice fre- un collega: «Le mando ora il mio paziente, un
sca. Attendere per qualche minuto che il suc- caso disperato, che soffre di cancro al polo-
co faccia effetto e poi sciacquare con acqua me!» Senza volerlo venne così a conoscenza
fresca. della diagnosi della sua malattia. In seguito
qualcuno gli consigliò di masticare della ra-
Diverse volte sono riuscita a procurare sol-
dice di Calamo per liberarsi dal vizio del fu-
lievo con bagni caldi di Calamo in casi di gelo-
mo e di bere, mattina e sera, della tisana di
ni o di altre lesioni da freddo. Le radici vanno
Achillea. Lentamente cominciò ad aumentare
messe a bagno in acqua fredda per una notte
di peso e, poichè si sentiva meglio, non andò
e riscaldate il giorno seguente fino all’ebolli-
più dal medico. Soltanto dopo circa sei mesi
zione. Quindi si lascia riposare il tutto per 5
tornò allo studio del suo medico curante. Co-
minuti. Nel bagno, riscaldato ma non troppo,
stui saltò su e, appoggiando le due mani sulla
si immergono le parti ammalate per circa 20
scrivania, lo fissò allibito in quanto già lo cre-
minuti. L’infuso può essere riscaldato e riuti-
deva sotto terra: «Ma cosa ha fatto Lei?» fu
lizzato fino a quattro volte. Chi soffre di ma-
tutto ciò che seppe dire. «Ho masticato radi-
ni e piedi freddi, può trarre giovamento dagli
ce di Calamo e ho bevuto tisana di Achillea.»
stessi bagni ma ad una temperatura più elevata.
«Radice di Calamo? Dove se ne trova?» «Non
Un uomo trentaseienne cui era stato aspor- occorre cercarla, Professore, la si può acqui-
tato un tumore al fegato, non riusciva a rista- stare da qualsiasi erborista per pochi Scelli-
bilirsi. Ad intervalli di 4 - 5 settimane soffriva ni!» L’uomo a quell’epoca aveva già riacqui-
di attacchi febbrilli. Sua suocera mi riferiva stato il suo peso pieno di 86 kg, e sei mesi più
con grande preoccupazione della malattia sen- tardi intrapprese quella gita carico del suo pe-
za speranza. Già si erano riscontrati dei bacil- sante sacco da montagna, durante la quale feci
li tubercolari nell’intestino. Anche in questo la sua conoscenza.
caso si dimostrò utile la radice di Calamo. È
Ogni volta che rifletto sull’avvenimento
sottinteso che in queste gravi malattie la tisa-
che ora Vi racconterò, quando ne parlo duran-
na deve essere bevuta per alcune settimane, se
te una delle mie conferenze e lo descrivo come
non per mesi interi.
in questo caso, esso mi appare come la divi-
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na provvidenza tanto che ne rimango profon- dimagrita in modo notevole. Fu proprio que-
damente commossa. Mia mamma era grave- st’avvenimento a spingermi verso la medicina
mente malata; il suo intestino era in pessi- speciale facendo in modo che potessi render-
me condizioni, e il medico mi disse un gior- mi utile in numerosi casi disperati. Fra tutte
no che mi sarei dovuta aspettare il peggio: si le piante la radice di Calamo è quella che
trattava di cancro intestinale. Questo fatto porta più frequentemente a nuovi risultati
capitò quando ancora mi interessavo poco sensazionali.
di erbe medicinali pur servendomi sempre ed
Nei casi di scarsa o eccessiva acidi-
esclusivamente di rimedi naturali senza ricor-
tà gastrica la radice di Calamo funge da
rere a farmaci. La diagnosi del medico mi pro-
equilibratrice.
curò grave costernazione. Ero quasi incapa-
ce di svolgere i miei consueti lavori giorna- Una donna di Vorarlberg soffriva da due
lieri. Contrariamente alle mie abitudini – la anni di dolori allo stomaco e non riusciva più
mia giornata inizia alle sei del mattino e fini- neanche un solo giorno a fare a meno dei far-
sce di solito alle undici di sera – andai a letto maci. Dietro mio suggerimento iniziò ad in-
subito dopo le otto. Mentre stavo riflettendo gerire sei sorsi al giorno di tisana di radice
sulla situazione disperata di mia madre, si aprì di Calamo e dopo tre giorni i dolori erano
la porta. Entrò mio marito, poggiò sul tavolo scomparsi, nè ritornarono mai più.
una radiolina portatile e disse: «Eccoti questa
Un’altra donna della Bassa Austria soffriva
affinchè non ti senta sola.» Poco tempo dopo
da molti anni di ulcere duodenali. Per poter-
una voce nella radio comunicava: «qui parla
ne sopportare i dolori, era costretta quotidia-
il medico di famiglia. Con la radice di Ca-
namante ad ingerire dei calmanti. Non dige-
lamo si guarisce qualsiasi disturbo allo sto-
riva più alcun cibo solido, nè aveva alcun ap-
maco e all’intestino, e ciò indipendentemente
petito. Dopo aver avuto notizia della radice di
dalla sua cronicità o malignità. Si prende una
Calamo ne prese giornalmente i sei sorsi con-
tazza di acqua fredda, vi si aggiunge un cuc-
sigliati. I dolori diminuirono progressivamente
chiaino da dessert raso di radice di Calamo,
e dopo 5 settimane ne fu completamente libe-
lasciando macerare il tutto durante una notte;
rata; riprese a mangiare con appetito e tornò
lo si riscalda leggermente al mattino dopo, lo
a mangiare tutti i cibi casalinghi come il resto
si filtra e se ne beve un sorso dopo ogni pa-
dalla famiglia. Un sacerdote anziano soffriva
sto. Se ne bevono sei sorsi al giorno, più non
di diarrea da diversi anni. Si era rassegnato
sono permessi. La tisana va previamente ri-
all’idea che questo male probabilmente non lo
scaldata a bagno Maria. Questa cura vale per
avrebbe mai più abbandonato. Dopo aver se-
l’intero tratto stomaco-intestino, compreso il
guito le mie lezioni, prese sei sorsi di tisana di
fegato, la colecisti, la milza e il pancreas.» Il
Calamo al dí. Nel giro di un tempo brevissimo
giorno seguente riferii, felice, questa notizia a
il suo intestino era guarito.
mia madre, che con un gesto di mesta rasse-
gnazione mi rispose: «Nessuno e nulla può or- Per dieci anni un uomo soffriva di diarrea
mai più giovarmi.» Intanto procurai la radice sanguinolenta che manifestava dalle 30 alle
di Calamo e la utilizzai come sopra consiglia- 40 scariche al giorno. Un suo amico mi rac-
to. Sembra un miracolo quando Vi racconto contò che il suo carattere, un tempo assai gio-
che dopo quindici giorni mia madre era li- viale, si era andato trasformando fino a diven-
bera da tutti i disturbi. Ogni settimana au- tare cupo e taciturno. Tutto quanto aveva tenta-
mentava di 400 g quando in precedenza era to in questi anni non era servito a niente. Andò
32 La Salute dalla Farmacia del Signore

in pensione in età abbastanza giovane. Duran- l’aggiunta di due tazze di tisana di Calendula
te il periodo di Pasqua cominciò – all’inizio al di. Rimasi sbigottita quando sua moglie mi
ancora pieno di diffidenza – a prendere quoti- scrisse che agli inizi di luglio dello stesso anno
dianamente i sei sorsi di tisana di Calamo con egli aveva ripreso a lavorare.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: La tisana di radice di Calamo viene preparata a freddo. Macerarne un cucchiaino


da dessert raso per una notte in ¼ di litro d’acqua fredda. Al mattino seguente
riscaldare leggermente il tutto e filtrarlo. La tisana, prima dell’uso, va riscaldata a
bagno Maria.

succo fresco: Lavare accuratamente le radici fresche e, ancora bagnate, estrarne il succo
con la centrifuga elettrica per uso domestico.

Aggiunta al bagno completo: Macerare per una notte 200 g di radice di Calamo in 5
litri di acqua fredda. Il giorno successivo portare il tutto all’ebollizione, lasciarlo
riposare e quindi aggiungerlo all’acqua del bagno (vedi Note generali sotto «Bagni
completi»).

2.9 CALENDULA (Calendula officinalis)


Fra le piante nostrane la Calendula occu- capolini, la mattina dopo le sette, sono ancora
pa un posto di primo piano. Volgarmente è chiusi, vuol dire che pioverà in giornata. Per-
chiamata anche Callandria o Garofano di Spa- tanto in tempi passati la Calendula era ritenuta
gna. Essa fa parte di quelle piante che han- un’annunciatrice della pioggia.
no un ruolo determinante nella lotta contro
Nella medicina popolare la pianta viene
il cancro e le ulcere cancerose. La si trova
colta ed utilizzata tutta, steli, foglie e fiori. È
in molti giardini in campagna, a volte anche
opportuno però coglierla in pieno sole poi-
inselvatichita sui mucchi di detriti. Essendo
chè in quel momento i suoi poteri terapeuti-
di recente riscoperta e richiesta dalla gente a
ci hanno il maggiore effetto. La si può coglie-
causa del suo potere terapeutico, la si ritrova
re in giardino fino ad autunno inoltrato salvo
non soltanto nei giardini ma anche coltivata
quando è attaccata dall’oidio.
nei campi. Essa raggiunge un’altezza di 30 -
60 cm, i suoi capolini brillano gialli o giallo- La Calendula assomiglia molto all’Arni-
arancione, gli steli e le foglie sono succosi e ca, ma il suo potere terapeutico è superiore.
vischiosi al tatto. Ne esistono diverse varietà, L’Arnica, per esempio, può essere impiegata
con i capolini ripieni, con stami chiari o scuri; soltanto sotto il controllo medico essendone la
il potere terapeutico è lo stesso per tutte. Se i tisana per i cardiopatici piuttoso nociva; la ti-
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sana della Calendula invece è tollerata da pomata. Ne utilizzai i residui per fasciare con
chiunque. Nella sua qualità di depuratrice del essi i polpacci (i residui possono essere impie-
sangue essa è la nostra migliore collaboratri- gati anche quattro o cinque volte). In seguito
ce contro l’epatite infettiva. Una o due tazze la signora spalmò ogni giorno su una pezza di
al giorno fanno miracoli. La Calendula ha un lino uno strato di pomata alto 1 mm e se ne
effetto depurativo e tonico per la circolazio- fasciò i polpacci. Stenterete a crederci, ma do-
ne sanguigna e inoltre favorisce la guarigione po quattro settimane, allorchè la Signora mi
delle ferite. venne a trovare a Grieskirchen, le vene va-
ricose erano scomparse. Entrambe le gambe
erano ritornate lisce come in origine.
Una suora mi riferì di aver suggerito la cu-
ra con la pomata di Calendula ad una vecchia
signora che aveva richiamato l’attenzione della
gente per strada a cause delle sue vene varico-
se particolarmente vistose. Rimase veramente
stupita quando dopo un mese questa donna fe-
licissima le mostrò le sue gambe. Tutte le vene
varicose erano sparite e la pelle era ritornata
liscia.
Questa pomata giova rapidamente anche
contro la flebite, le ulcere da vene varico-
se inguaribili, le fistole, i geloni e le pia-
ghe da bruciature. La pomata ed i residui
della sua preparazione vengono utilzzati con-
tro l’ulcera alla mammella anche se maligna
(cancro della mammella).
Ad una mia conoscente dovettero improv-
visamente asportare il seno. Mentre ancora
era ricoverata all’ospedale e noi tutti eravamo
Un uomo che con la mano era finito nel- in pensiero per lei, io le preparavo la poma-
la sega circolare, dopo il rilascio dall’ospen- ta di Calendula. Questa pomata in seguito se
dale soffriva di forti dolori vulnerari. Quan- la spalmò sull’enorme ferita postoperatoria e
do lo venni a sapere consigliai la pomata di quasi subito scomparve la fortissima tensione
Calendula. Contentissimo dell’effetto di que- della ferita stessa. Alla visita postoperatoria
sta pomata egli mi comunicò che i dolori che le sue cicatrici mostrarono una rimarginazio-
gli avevano procurato tante notti insonni erano ne tanto perfetta a paragone con le cicatrici
spariti in brevissimo tempo. Da allora sua mo- di altre pazienti da richiedere soltanto poche
glie ha ripreso a coltivare la Calendula nel suo applicazioni dei raggi previsti in questi casi.
giardino.
La pomata di Calendula è anche un ottimo
Durante una visita nel Mühiviertel la pa- coadiuvante contro la micosi del piede. Me
drona di casa mi mostrò le sue gambe ricoper- lo confermano molte lettere proprio in quei ca-
te da vene varicose. Andai subito nel giardino si in cui precedentemente tutti gli altri rimedi
a cogliere delle Calendule e ne preparai una
34 La Salute dalla Farmacia del Signore

avevano fallito. Contro questa malattia si ot- zione sull’eccezionale potere terapeutico della
tengono degli ottimi risultati anche con l’infu- Calendula nella lotta contro il cancro; egli in-
so di erbe fresche. Ove si manifestasse una fatti ottiene buonissimi risultati. Internamente
micosi della zona vaginale si facciano dei la- la Calendula viene impiegata sotto forma di ti-
vaggi o dei semicupi con infuso di Calendula. sana contro le malattie del tubo digerente (sto-
Si prendono 50 g di Calendule essiccate oppu- maco e intestino), contro gli spasmi e le ul-
re quattro manciate di quelle fresche per ogni cere gastriche nonchè le infiammazioni del
semicupio. duodeno, l’idropisia e l’ematuria. La stes-
sa tisana è infine un rimedio sicuro contro le
Da Stoccarda mi scrisse una donna che suo
malattie da virus e contro la batteriuria.
marito soffriva di micosi al piede. Quante cose
non erano state provate! Bagni, pomate e pol- Gli effetti favolosi della tisana di Calen-
veri non avevano avuto alcun affetto. Quindi dula fresca risultano da una relazione inviata-
egli tentò con la pomata di Calendula. Dopo mi da un medico: «Una bimbetta di due anni
otto giorni le piaghe erano guarite e non torna- e mezzo, dopo una ripetuta vaccinazione con-
rono più. Non vi pare meraviglioso questo fat- tro la poliomielite si era ammalata di diarrea
to? Oltre alla pomata sarebbe oportuno prepa- cronica con conseguente forte dimagrimento
rare anche una tintura di Calendula (vedi la ri- ed un evidente indebolimento della vista, con
cetta sotto «Modalità di preparazione»). Que- tutta una serie di complicazioni di nutrizione.
sta tintura diluita con acqua bollita è particolar- Nel corso dell’esame clinico si era finalmen-
mente adatta per cataplasmi su ferite, contu- te giunti alla diagnosi di un paratifo per cui
sioni, ematomi, strappi muscolari e persino la bimba continuava a rimanere sotto sorve-
su ulcere purulente o cancerose, su piaghe glianza clinica. Dopo che per una settimana
da decubito, tumori e tumefazioni. aveva bevuto la tisana di Calendula ed inge-
rito qualche farmaco omeopatico, la bambina
Per la Calendula quale pianta medicinale
era guarita. L’immediata analisi, effettuata tre
contro i tumori maligni si batteva non soltan-
volte alla ricerca del germe di tifo nelle feci,
to il parroco Kneipp ma anche noti medici co-
risultò negativa.»
me il Dr. Stager, il Dr. Bohn, il Dr. Halenser
ed altri. Il Dr. Bohn cita la Calendula come I buoni risultati ottenuti con la Calendu-
il rimedio più importante contro le malattie la contro l’epatite infettiva la fanno ritenere
cancerose nei casi in cui non è più possibile un eccellente rimedio anche contro le malat-
operare e raccomanda per un lungo perio- tie del fegato. Fiori, foglie e steli vanno sbol-
do di ingerire tisana di Calendula. Persino lentati e la tisana va bevuta senza zucchero.
contro il cancro della pelle si ottengono ottimi Nelle malattie sopra descritte se ne bevono da
risultati con il succo spremuto dalla Calendu- tre a quattro tazze al giorno, circa un cuc-
la fresca. L’angioma cavernoso, per un certo chiaio ogni quarto d’ora. Si ottiene un buon
periodo e diverse volte al giorno spalmato di vermifugo preparando una tisana con ¼ di li-
succo fresco, può scomparire completamente tro d’acqua e un cucchiaio di fiori di Calendu-
così anche le macchie pigmentose e quelle ti- la. Il succo degli steli freschi elimina verru-
piche dell’età senile. Allo stesso modo si pos- che e scabbia, l’infuso guarisce lichen e gon-
sono eliminare le macchie della pelle ruvida fiori ghiandolari lavando con esso le zone af-
e cancerosa. fette. La tisana, bevuta regolarmente, ha un
effetto depuratore del sangue. Lavando gli
Il medico e riceratore americano, Dr. med.
occhi con l’infuso tiepido servendosi di una
Drwey, ha richiamato recentemente l’atten-
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vaschetta apposita di vetro, si rinforzerà la i suoi disturbi.


vista.
Un altro caso fu quello di una suora che
Contro le ulcere ed i tumori cancerosi, le soffriva di diarrea. Pur bevendo tisana di Ca-
piaghe ai piedi, la carie ossea, le ulcere della momilla, non si verificava alcun miglioramen-
coscia nonchè contro le gravi ferite purulen- to. Soltanto quando cominciò a bere quella di
te e non guaribili giovano lavaggi con infuso Calendula il male scomparve in breve tempo.
di Calendula e Coda cavallina mescolate in Un’altra suora Bavarese da quindici anni sof-
parti uguali. Di tale miscuglio si prende un friva di una micosi al piede e spesso anche
cucchiaio colmo per ½ litro d’acqua. di flebite. Con l’impiego della tisana di Ca-
lendula ottenne finalmente la guarigione del-
Per sottolineare l’effetto eccezionale della
le sue gambe. Con la pomata di Calendula si
tisana di Calendula vorrei elencare ancora al-
guariscono facilmente le croste nel naso.
cune guarigioni: Un’infermiera, da otto anni
sofferente di un’infezione dell’intestino cras- Nota: chi avesse repulsione contro lo strut-
so, aveva preso un appuntamento dallo specia- to di maiale, per la preparazione della pomata
lista. Richiamandosi al mio libro, qualcuno le può usare anche un buon grasso vegetale. Per
consigliò la tisana di Calendula. Per quattro rendere più morbida la pomata così preparata
giornate la donna sorseggiò due tazze di tisana può aggiungere un po’ d’olio alla massa ancora
di Calendula al dì. Quasi non riuscì a creder- calda.
ci; dopo questo breve tempo erano spariti tutti

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Un cucchiaino colmo di erba su ¼ di litro d’acqua.

Semicupi: Quattro manciate abbondanti di erbe fresche oppure 100 g di quelle essiccate
per semicupio (vedi Note generali sotto «Semicupi»).

Lavaggi: Un cucchiaio di erbe per ½ litro d’acqua.

Tintura: Lasciare riposare una manciata di fiori in 1 litro di acquavite pura per 15 giorni
al sole oppure ad una temperatura di circa 20°C.

Pomata di Calendula: Tritare quattro manciate abbondanti di Calendule (foglie, gambi


e fiori). Riscaldare 500 g di grasso intestinale di un maiale nutrito naturalmente
oppure di buono strutto di maiale, come se si dovessero friggere delle cotolette.
Versare le Calendule tritate in questo grasso bollente e soffriggerle brevemente,
dare una girata e togliere la padella dal fornello. Coprire e lasciare riposare per una
giornata. Il giorno seguente riscaldare il tutto leggermente e, filtrandolo attraverso
un panno, travasarlo in recipienti puliti.

Succo fresco: Lavare foglie, steli e fiori e spremerne ancora umidi il succo servendosi di
una centrifuga elettrica ad uso domestico.
36 La Salute dalla Farmacia del Signore

2.10 CAMOMILLA (Matricaria chamomilla)


nell’epididimite, nel dolore da febbre, nel mal
di denti e nel dolore da piaghe . La Camo-
milla ha un effetto sudorifero, tranquillante e
decongestionante e in virtù del suo potere di-
sinfettante previene le infiammazioni di tutti
i generi, in particolare delle mucose. Per uso
esterno la Camomilla va applicata sotto forma
di cataplasmi e lavande nelle infiammazioni
oculari, nella congiuntivite, negli sfoghi pru-
riginosi e umidi, come colluttorio nel mal di
denti, e come lavaggio, sulle piaghe e sulle fe-
rite. Ogni volta che siamo adirati dovremmo
prendere una tazza di Camomilla che calma
immediatamente e prima che il cuore si agiti.
È consigliato inoltre un cataplasma di Camo-
milla essiccata da applicare caldo sulla zona
dolente.
Hanno un effetto calmante i bagni ed i
È chiamata anche Matricaria, Camomilla lavaggi alla Camomilla in quanto influiscono
comune o tedesca. Cresce nei campi incolti, sull’intero sistema nervoso. Dopo una grave
nei terreni argillosi, nei prati delle foreste, sui malattia o dopo un esaurimento nervoso ne av-
detriti e nei campi di grano, granturco, trifo- vertirete presto il beneficio recuperando la Vo-
glio, patate e barbabietole. L’esagerata conci- stra calma. Per la Vostra cosmesi non dovete
mazione chimica e purtroppo gli erbicidi di- dimenticare la Camomilla. Una volta alla set-
struggono vieppiù la nostra Camomilla. Di timana un bagno al viso con infuso di Camo-
norma la si trova in abbondanza dopo un in- milla e vedrete come la Vostra pelle rifiorirà
verno nevoso o una primavera umida. Diver- e come ritornerà fresca la Vostra carnagio-
samente dalla Camomilla spontanea la nostra ne. Dovreste servirvi dell’infuso di Camomilla
ha il capolino vuoto; il profumo è aromatico e anche nella cura dei capelli, soprattutto se ave-
piacevole. Non sarà certamente necessaria una te capelli biondi. Gli sciacqui alla Camomilla
descrizione più dettagliata. Se ne raccologono li renderanno soffici e luminosi.
i capolini da maggio ad agosto, preferibil- La Camomilla facilita la defecazione senza
mente sotto il sole di mezzogiorno. Non esa- avere effetti lassativi ed è quindi indirettamen-
gero se chiamo la Camomilla un «toccasana» te adatta alla cura delle emorroidi che si pos-
specialmente per i neonati. In qualsiasi caso si sono curare anche esternamente con la pomata
dovrebbe somministrare al bambino la tisana alla Camomilla. La stessa pomata può essere
di Camomilla e specialmente quando si trat- applicata inoltre nella cura delle ferite. Il raf-
ta di crampi o dolori addominali. Essa giova freddore e la sinusite guariscono rapidamente
nella flatulenza, nella diarrea, nello sfogo, nel mediante inalazioni di vapori di Camomilla. È
mal di stomaco, nella diarrea mucosa nonchè sottinteso che dopo un trattamento del genere
nei disturbi mestruali, nella dismenorrea e bisogna rimanere al caldo.
in altri disturbi addominali; nell’insonnia e
¤dizioniPDF 37

Sin dall’antichità l’olio di Camomilla ve- viene da «mater» (madre). Infatti viene usa-
niva usato per le frizioni nelle nevralgie e nei ta contro tutte le malattie delle madri e delle
dolori articolari. A causa del suo potere an- donne. Negli antichi erbari si legge che l’o-
tipiretico e antitermico gli antichi Egiziani ve- lio di Camomilla toglie la stanchezza alle ar-
neravano la Camomilla come il fiore del Dio ticolazioni e che i fiori di Camomilla, bolliti
del sole. nell’acqua e applicati sulla vescica malata ne
leniscono il dolore.
Il nome «Matricaria» è di origine latina e

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Con ¼ di litro d’acqua bollente scottare un cucchiaino da dessert colmo e


lasciare riposare brevemente.

Additivo al bagno: Per un bagno completo si prendono quattro manciate di fiori di Ca-
momilla, per le abluzioni del viso e della testa ne servono rispettivamente una;
versarvi sopra dell’acqua bollente e lasciare riposare.

Cataplasmi: Versare ¼ di litro di latte bollente su un cucchiaio colmo di Camomilla,


lasciar riposare brevemente, filtrare e farne dei cataplasmi caldi.

Vapori di Camomilla: Versare 1 litro di acqua bollente su un cucchiaio di Camomilla.


Inalarne i vapori sotto un asciugamano.

Cuscinetto d’erbe: Riempire un sacchetto di tela con fiori essiccati di Camomilla e


ricucirlo. Riscaldarlo bene in una padella asciutta e applicarlo sulla parte malata.

Olio di Camomilla: Riempire, senza comprimerli, una bottiglietta fino al collo con fiori
freschi di Camomilla colti sotto il sole di mezzogiorno e versarvi sopra dell’olio
extravergine d’oliva. L’olio deve coprire i fiori. La bottiglietta va lasciata ben chiusa
al sole per 15 giorni. Successivamente conservarla in frigorifero.

Pomata: Riscaldare, come per friggere, 250 g di strutto e versarvi due manciate di fiori di
Camomilla; quando si alza la schiuma, si gira con un cucchiaio, si copre, e quindi
si lascia riposare il tutto per una notte in luogo fresco. Il giorno seguente riscal-
darlo nuovamente un poco e filtrarlo attraverso un panno di lino. Secondo la mia
esperienza si procede nel modo seguente: mettere un panno di lino in un setaccio
appoggiando quest’ultimo su un recipiente a becco; poi pressare bene. Amalga-
mare uniformemente il materiale così ottenuto e travasarlo in vasetti di vetro o di
porcellana.

Il naturista e parroco semplicista svizze- cinque sordi fece ritornare l’udito friggendo
ro Johann Künzle racconta di una donna so- un bulbo di Urginea (venduta presso i vivai)
prannominata la «Maga della Camomilla» cui in olio di camomilla per poi instillare diverse
ricorrevano i malati con le loro afflizioni; a volte quest’olio nell’orecchio.
38 La Salute dalla Farmacia del Signore

Questa «Maga della Camomilla» faceva ri- focare. La donna erborista, dopo aver esami-
tornare la mobilità agli arti paralizzati me- nato l’uomo, espresse il sospetto di una scar-
diante frizioni a base di olio di Camomilla. sa diuresi che egli confermò. Gli fu ordinato
Contro i dolori oculari faceva bollire dei fiori di preparare una grande bottiglia di vino nel
di Camomilla nel latte applicandoli quindi co- quale era stato cotto della Camomilla e di ber-
me impacchi sugli occhi chiusi per ottenerne ne un bicchiere rispettivamente mattina e sera.
presto la guarigione. Il parroco Künzle rife- Emise una quantità notevole di urina, prima
risce inoltre: «Un tessitore riusciva a dormire torbida, successivamente sempre più limpida;
soltanto seduto, altrimenti gli sembrava di sof- dopo otto giorni era guarito.»

2.11 CELIDONIA (Chelidonium majus)


te dalle erbe curative e concentrarla sulle
medicine chimiche.
La Celidonia dal portamento ramificato ed
alta da 30 a 80 cm fiorisce a partire da mag-
gio per tutta l’estate fino all’autunno. Le foglie
sono pennate con i lobi, come le foglie della
quercia. Dal fusto e dalla radice esce un suc-
co denso giallo arancione. Preferisce i margini
meridionali dei boschi, dei muri, delle recin-
zioni e di mucchi di macerie. Non importa se
l’estate è asciuttissima e le scarpate comple-
tamente secche; dalla pianta sgorgherà sem-
pre una quantità di questo succo viscoso giallo
arancione. Ma anche d’inverno, quando la ne-
ve copre tutto, si trova la Celidonia semprechè
se ne ricordi la dimora.
La pianta è depurativa del sangue e anti-
anemica. Io la impiegherei, insieme all’Or-
tica ed ai germogli di Sambuco, contro la
Quest’erba medicamentosa anticamente leucemia. Però di questa tisana miscelata oc-
molto apprezzata, oggi presso il popolo è spes- corre bere almeno due litri al giorno per
so considerata un’erbaccia velenosa. Riesco a ottenere dei buoni risultati.
spiegarmi l’antipatia in cui è tenuta oggi sol-
tanto col fatto che agli albori dell’industria La Celidonia è un rimedio affidabile con-
farmaceutica sono state condannate defini- tro i disturbi al fegato quando è utilizzato sot-
tivamente tutte le piante medicinali di gran to forma omeopatica. Le sue qualità depu-
valore onde distrarre l’attenzione della gen- rative del sangue e del fegato favoriscono un
¤dizioniPDF 39

buon metabolismo. Con quest’erba si ottengo- non era piaciuta questa cosa – la donna ave-
no buoni risultati anche nelle disfunzioni della va quest’ulcera ormai da 7 o 8 anni senza che
colecisti, dei reni e del fegato. Una pozione le avesse mai dato fastidio – ne inviò un fram-
di 30 g di Celidonia, radici comprese, lascia- mento in un laboratorio d’analisi. Si trattava di
ti per una o due ore a macerare in ½ litro di cancro della pelle. Fu per la giovane donna –
vino bianco, elimina rapidamente l’itterizia. come potrete immaginare – uno shock spaven-
La Celidonia è inoltre raccomandata contro le toso.
emorroidi accompagnate da bruciori all’a- Poichè la famiglia faceva parte del nostro giro
no, contro le fitte ed i dolori urenti nell’atto di di conoscenze ebbi l’occasione di richiamare
urinare nonchè contro il ronzio nell’orecchio. la loro attenzione sulla Celidonia. Eravamo di
In questi casi se ne sorseggiano 2 o 3 tazze di febbraio e per fortuna era un inverno mite. La
tisana al giorno (mai bollita, ma soltanto sbol- Celidonia sverna e rimane verde. Consigliai
lentata). Esternamente viene applicato contro di scavare la pianta per trapiantarla in vaso
le neoplasie maligne della cute, contro i cal- onde tenerla a portata di mano. Ogni giorno
li, le verruche e i lichen inguaribili. La cata- la donna doveva toccare la zona ammalata per
ratta nigrescente e le macchie sulla cornea cinque o sei volte con il succo giallo arancio-
dell’occhio spariscono lentamente. Il succo ne. Trovandosi l’ulcera sulla palpebra, la in-
giova persino contro le emorragie ed il distac- formai dell’innocuità per l’occhio. Consigliai
co della retina. Prendere una foglia di Celi- anche di andare una volta al mese a Linz per
donia, lavarla e triturarne il gambo friabile fra la cura dei raggi prescritta dal medico malgra-
il pollice inumidito e l’indice. L’umidità così do essi non eliminino i tumori maligni, men-
ricavata deve essere passata con l’indice sul- tre invece distruggono parti di pelle ancora
le palpebre in direzione degli angoli dell’oc- sane e spesso anche l’osso. Ma poco prima
chio. Nonostante non sia passata all’interno di Natale appresi con immensa gioia che l’ul-
dell’occhio, gli si comunica lo stesso. Ciò va- cera maligna era scomparsa. Quando la don-
le altresì per la cateratta nigrescente e per la na mi venne a trovare, mi abbracciò sulla so-
debolezza della vista nonchè preventivamen- glia dell’ingresso di casa. L’oculista, presso il
te contro l’affaticamento oculare nelle perso- quale era stata in precedenza, le chiese mera-
ne sane. Io stessa ne traggo beneficio soven- vigliato cosa avesse fatto. Alla sua risposta:
te quando sbrigo la corrispondenza fino a not- «Ogni mese una volta cura dei raggi a Linz»,
te tarda. Stanchissima allora cerco una foglia egli disse: «Se sono stati i raggi ad allonta-
di Celidonia in giardino e me ne passo, come nare quell’ulcera, sarebbe un miracolo.» Mi
sopra descritto, l’umore verso gli angoli degli raccontava inoltre che alla vista dei volti cor-
occhi. Ogni volta ho la sensazione benefica co- rosi fino all’osso degli altri ammalati che in-
me se mi si togliesse un velo dagli occhi. L’o- contrava nel laboratorio dei raggi ella non
meopatia prepara una tintura di Celidonia della avrebbe mai retto se io non le avessi incul-
quale, nei casi accennati, se ne prendono gior- cato tanto coraggio, fede e fiducia in se stes-
nalmente due o tre volte 10 o 15 gocce in un sa. Ecco la mia preghiera a Voi tutti che leg-
poco d’acqua. gete queste righe: aiutate anche Voi in casi
analoghi risparmiando ai Vostri simili una
Qualche anno fa mi riferirono che una con-
fine terribile. In questi tempi d’inquinamento
tadina aveva un’ulcera sulla palpebra destra
generale aumentano i casi in cui da verruche
inferiore, della grandezza di un bottoncino da
arrossate che improvvisamente cominciano
camicia. L’oculista cui lei si era rivolta per far-
a crescere, si sviluppa il cancro della pelle.
si prescrivere un paio d’occhiali ed al quale
40 La Salute dalla Farmacia del Signore

I peli del volto nonchè un aumento del- che a lui sugli occhi un po’ di tale succo, cosa
la peluria su braccia e gambe delle donne che sembrava procurare gran beneficio al ca-
indicano una disfunzione dei reni. Le zone ne, perchè da allora si sedette sempre davanti
colpite vanno spalmate con succo di Celidonia al suo padrone in segno di preghiera ogni volta
ottenuto con la centrifuga elettrica ad uso do- che quest’ultimo faceva uso per se del succo di
mestico (il succo si mantiene in frigorifero fino Celidonia.
a sei mesi); lo si lascia agire per alcune ore, si
In una parrocchia dell’Alta Austria dove
sciacqua poi con del sapone neutro e si cura
in novembre tenni una conferenza, conobbi un
indi la pelle un po’ secca con pomata di Ca-
chierichetto portatore di occhiali. Quando a
lendula, olio di Camomilla o di Iperico (vedi
febbraio tornai in questa parrocchia, il chieri-
«Modalità di preparazione»). Inoltre è oppor-
chetto non portava più gli occhiali. Mi raccon-
tuno procedere ad una cura a base di tisana di
tò lui stesso che ciò era dovuto soltanto al fatto
Ortica, distribuita fra 3 o 4 tazze al dì, nonchè
che da novembre aveva seguito giornalmente
a semicupi di Coda cavallina per una miglio-
il mio consiglio relativo alla Celidonia. Oltre-
re circolazione sanguigna nei reni (vedi anche
tutto egli vedeva molto meglio di prima quan-
sotto la voce «Coda cavallina»).
do portava ancora gli occhiali. In quel periodo
Un mio conoscente della zona di Magonza, era costretto a cercarsi le foglie della Celido-
durante le sue passeggiate giornaliere si ser- nia sotto la coltre della neve. Ne parlo per mo-
viva del succo di Celidonia nel modo descrit- strare che certe erbe medicamentose si tro-
to. Lo accompagnava sempre un cane lupo un vano fresche persino d’inverno quando tutta
po’ anzianotto. Per gioco una volta passò an- la vegetazione sembra morta.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Un cucchiaino da dessert colmo per ¼ di litro d’acqua; sbollentare soltanto.

Succo fresco: Lavare foglie, gambo e fiori e ricavarne ancora bagnati il succo con una
centrifuga ad uso domestico (tale succo va utilizzato esternamente).

Tintura: Medicinale omeopatico in vendita nelle farmacie.

Macerazione nel vino: Versare ½ litro di vino bianco su 30 g di Celidonia, radici


comprese, lasciare riposare il tutto per 1 o 2 ore; filtrarlo ed infine sorseggiarlo
lentamente.
¤dizioniPDF 41

2.12 CODA CAVALLINA (Equisetum arvense)


nifestati nella lotta contro le malattie renali e
delle vie urinarie. Malgrado ciò fu dimenti-
cata nel corso dei secoli. È stato proprio il no-
stro grande e popolarissimo medico naturista e
parroco Kneipp a restituire alla Coda cavalli-
na la sua gloria originale. La dichiara «unica
insostituibile ed inestimabile» contro le emor-
ragie, l’emantemesi, i disturbi renali e delle
vie urinarie, i calcoli e la renella. «Contro i
danni di vecchia data» dice, «contro le piaghe
purolente e persino contro le ulcere cancero-
se e la necrosi ossea la Coda cavallina ren-
de dei servizi eccellenti. Lava, scioglie e cau-
terizza più o meno tutto quanto è deteriorato.
Spesso l’erba, umida e calda, viene avvolta in
panni bagnati che si applicano sulla parte da
guarire.»
Il parroco svizzero Könzle dice che tutte
Nomi volgari: Equiseto, Erba rugna, le persone di una certa età dovrebbero be-
Rasparela, Codabussina, Coa ad caval – re ogni giorno una tazza di tisana di Co-
Cucitolo. da cavallina. Tutti i dolori dovuti alla gotta,
ai reumatismi ed alle nevralgie scomparireb-
All’inizio della primavera spuntano dal bero, ogni uomo avrebbe una vecchiaia sana.
ceppo largo e profondo per primi i bruni fu- Egli racconta di un 86enne liberato mediante
sti fecondi e sporiferi. Solo più tardi si pre- un bagno a vapore di coda cavallina da una ter-
sentano le verdi spighe estive alte fino a 40 cm ribile calcolosi vivendo in seguito ancora per
che assomigliano a piccoli abeti di forma re- molti anni, e prosegue dicendo: «Quest’erba
golare. Si trova la Coda cavallina nei campi, guarisce le peggiori emorragie e emantemesi
sui terrapieni delle ferrovie e lungo le scarpate. se ingerita come tisana; e lo fa in brevissimo
Quella crescente nel terreno di pura argilla tempo, quasi istantaneamente.»
possiede il maggiore potere curativo. A se-
conda della posizione contiene fra il 3% ed il Contro i dolorosi raffreddamenti alla ve-
16% di silice che possiede uno spiccato effet- scica ed i crampi viscerali non vi è rimedio
to curativo. Ovviamente è da evitare la Coda migliore dell’infuso sbollentato di Coda caval-
cavallina dei campi chimicamente concimati. lina i cui vapori si indirizzano alla zona ve-
Quella con i ramoscelli più sottili – c’è chi lascicale con l’aiuto di un accappatoio. Ripe-
chiama anche Coda cavallina «fina»– si trova tendo quest’operazione per alcune volte si rie-
prevalentemente nelle foreste ed ai margini dei sce in breve a debellare il male. Gli anzia-
boschi. Anch’essa è medicamentosa. ni che improvvisamente non riescono più a
urinare torcendosi dai fortissimi dolori per-
Nella medicina popolare questa pianta era chè l’urina o non esce perniente o soltanto a
già famosissima nell’antichità soprattutto per gocce, vengono liberati dalle loro sofferenze
le sue qualità emostatiche e per i successi ma-
42 La Salute dalla Farmacia del Signore

mediante questi vapori caldi di Coda caval- si utilizza quella dei campi, sentieri e margini
lina e senza che il medico debba ricorrere al di bosco.
catetere.
Talvolta nelle giovani madri dopo un par-
Contro la renella ed i calcoli renali e ve- to difficile si manifestano dei disturbi alla vi-
scicali si fanno dei semicupi caldi di Coda ca- sta: questi sono certamente causati dal fatto
vallina sorseggiando contemporaneamente la che durante la nascita d’un bimbo vengono
calda tisana della stessa erba e trattenendo l’u- compromessi i reni della madre. I semicupi
rina per poi lasciarla scorrere sotto pressione. di Coda cavallina dall’esterno facilitano l’irro-
In questo modo di solito vengono eliminati dei razione sanguigna del rene, allontanano dagli
calcoli. In seguito a questi suggerimenti ho ri- occhi la pressione eccessiva causata dall’insuf-
cevuto delle lettere che confermano quanto so- ficienza renale e quindi dileguano lentamente i
pra: un’applicazione eliminava i calcoli rena- disturbi visivi.
li; le persone in questione si sentivano bene ed
Il grande medico tedesco, Dr. Bohn (della
erano tornate sane.
scuola del Dr. Kneipp), esprime vivi elogi nei
Nei casi in cui molti diuretici hanno falli- riguardi di questa pianta: «Da una parte la Co-
to la Coda cavallina si è rivelata efficace co- da cavallina è un rimedio contro le emorragie,
me ad esempio nei versamenti pericardici, in dall’altra – e ciò in misura ancora superiore
quelli pleurici o nelle complicazioni renali in – è un rimedio per i reni. Dopo l’ingestione
seguito a scarlattina o altre malattie infettive della tisana di Coda cavallina si elimina con
gravi, tutto ciò grazie alla sua azione diureti- facilità un’abbondante urina scura. Contro
ca. Si tratta dunque di un eccellente rimedio l’idropisia è un rimedio di rapido effetto.» Se
ad uso interno ed esterno per tutto l’apparato i diuretici si sono dimostrati inefficaci occor-
renale e vescicale. re rivolgersi alla Coda cavallina sorseggiando
lungo tutta la giornata cinque o sei tazze, e
Contro la pielonefrite e la cistopielite un
questo per cinque giorni; nei casi particolar-
semicupio fa miracoli. In questi casi si pren-
mente ostinati è meglio prolungare la cura fino
de la Coda cavallina alta – solo come appli-
a sei giorni. L’esperenzia dimostra che nella
cazione esterna – cioè quella dai fusti grossi
maggioranza dei casi l’urina viene eliminata.
come un dito. Questa cresce nei prati paludo-
si e sui terreni lasciati a pascolo e, come si è Contro gli sfoghi pruriginosi della pelle,
detto, procura un immediato miglioramento a anche se crostosi, purulenti o tignosi, giovano
chi è affetto da pielonefrite e cistopielite. Una lavaggi e impacchi con infuso di Coda cavalli-
signora che conoscevo bene, da diversi mesi na. I lavaggi ed i bagni giovano anche contro la
si trovava ricoverata con una pielonefrite all’o- suppurazione delle unghie, le piaghe ai pie-
spedale di Innsbruck. Dato che non migliorava di, la necrosi, tutte le piaghe perforanti, le
affatto mi mandò a chiamare. Le consigliai un ulcere cancerose, lo sprone del calcagno, le
semicupio di Coda cavallina. Pochi giorni do- fistole, l’impetiggine e il lichen nonchè con-
po ricevetti una lettera: «Mi hai salvato la vita. tro il lupus. Si può applicare anche l’erba
Sono tornata a casa. Il semicupio di Coda ca- sbollentata sotto forma di cataplasma. Con-
vallina ha allontanato tutti i miei disturbi e mi tro le emorroidi, specie se dolorose, si applica
ha restituito le mie forze.» La Coda cavallina una pasta di erba fresca ottenuta nel modo se-
alta dei prati paludosi e dei pascoli deve essere guente: lavare la Coda cavallina fresca, tritur-
impiegata esclusivamente per i semicupi. In- larla finemente sul tagliere finchè non diventi
vece per la tisana, da prendere per via interna, una pasta omogenea.
¤dizioniPDF 43

In caso di profusa emorragia nasale si contenuto in acido silicico si ottiene la gua-


applica un impacco di infuso di Coda caval- rigione della tubercolosi polmonare nonchè
lina raffreddato. Esso giova anche come emo- la scomparsa della debolezza generale dovuta
statico nelle emorragie polmonari, uterine, alla tubercolosi stessa.
emorroidarie e gastriche. In questi casi oc-
Secondo il fitobiologo austriaco Richard
corrono naturalmente degli infusi concentrati.
Willfort, le ricerche più recenti permettono l’i-
Normalmente si prendono due o tre cucchiaini
potesi che in seguito al prolungato uso di ti-
da dessert colmi per ogni tazza. La Coda ca-
sana di Coda cavallina i tumori maligni ven-
vallina insieme con la Veronica previene effi-
gano ostacolati nella loro crescita e alla fine
cacamente l’arteriosclerosi e la perdita della
addirittura distrutti. Persino i polipi nel basso
memoria per via delle sue qualità purificanti
ventre o nell’ano ed anche le infiammazioni
del sangue. La si può considerare la migliore
delle borse sinoviali si combattono in questo
prevenzione contro il cancro.
modo. In entrambi i casi si fanno impacchi al
Vorrei raccomandare come rimedio parti- vapore e semicupi. Questi impacchi al vapo-
colarmente buono contro la sudorazione dei re sono utili anche contro i crampi dello sto-
piedi la tintura di Coda cavallina (vedi «Mo- maco e le coliche epatiche e biliari di fegato
dalità di preparazione»). Con questa tintura si nonchè contro le stasi sanguigne dolorose che
frizionano i piedi ben lavati ed asciugati. Inol- con la loro pressione verso l’alto si riflettono
tre si consiglia di berne ogni mattina a digiuno, sull’attività cardiaca.
mezz’ora prima di colazione, una tazza di tisa-
Il 19 dicembre 1977 ricevetti una telefona-
na. Contro la sudorazione eccessiva dei piedi
ta dalla Stiria orientale. Si trattava di un agri-
sono molto utili anche i pediluvi della stessa
coltore di 49 anni. Sulla pianta del suo piede
erba (vedi «Modalità di preparazione»). Con-
era cresciuta un tumefazione molto dolorosa.
tro la forfora del cuoio capelluto è opportu-
Non riusciva più a poggiare il piede per terra.
no lavarsi i capelli ogni giorno con l’infuso di
Rimase in ospedale per alcuni giorni e poi ven-
coda cavallina massaggiando successivamente
ne mandato a casa. Gli consigliai gli impac-
la cute con del buon olio d’oliva. La forfora
chi al vapore di Coda cavallina che risolvo-
scomparirà immediatamente.
no persino i tumori maligni. Potrete imma-
Un miscuglio di Coda cavallina e iperico, ginare la mia sorpresa quando il 22 dicembre,
sbollentato e bevuto in ragione di una tazza ossia tre giorni dopo, mi telefonarono per dir-
o due al giorno (la sera solo un pasto asciut- mi che la tumefazione si era completamente ri-
to), aiuta a vincere l’enuresi notturna. Inoltre solta. La pelle aveva un aspetto un po’ flaccido
può essere utilizzato per gargarismi nei casi di e molle. Un nuovo miracolo della farmacia del
tonsillite, infiammazione delle mucose orali, Signore.
stomatite, carie dentaria, infiammazioni ed
Ho fatto l’esperienza che persino i dolori
emorragie gengivarie, fistole e polipi del pa-
da discopatie – sempre che non siano causa-
lato e della gola. Contro le perdite bianche
ti dalla compressione di una radice nervosa –
delle donne vengono raccomandati i semicupi.
spesso spariscono in breve tempo in seguito
Non dimentichiamoci che la Coda cavalli- ai semicupi di Coda cavallina. Le radiografie
na è uno dei migliori medicinali per i polmo- mostrano delle vertebre usurate per vecchiaia,
ni, sia contro la bronchite cronica che con- ma non vi è motivo di tenersi il dolore. La
tro la tubercolosi polmonare. Mediante l’in- pressione di un rene difettoso che, come si sa
gestione regolare della tisana, grazie al suo riflette verso l’alto, si distribuisce nei nervi che
44 La Salute dalla Farmacia del Signore

scorrono in superficie lungo la spina dorsale va perso tutti i suoi dolori e la sua rigidità.
producendo questi dolori. Non sono quindi i Lo stesso vale per le discopatie prodotte dalla
dischi stessi, bensì la pressione del rene pro- conduzione del trattore. Il suo moto sobbal-
dotta sui nervi esposti. Un semicupio di Coda zante non danneggia i dischi, ma i reni. Su-
cavallina, attraverso il suo effetto in profondità bito interviene una pressione verso l’alto che
sui reni, elimina subito la loro pressione verso può essere eliminata con il semicupio di Coda
l’alto. cavallina.
Una signora di 38 anni si trovava da tre an- Una signora svizzera da molti anni era ri-
ni in cura per disturbi di carattere discopa- gida come un bastone, nelle vertebre cervicali.
tico. Invece di diminuire, i dolori si acutizza- Le cure annuali presso il Dr. Zeileis a Gall-
vano; era diventata talmente rigida nella zona spach procuravano dei miglioramenti soltanto
delle spalle e del collo da alzarsi la mattina sol- temporanei, ma nessuna guarigione. Non mol-
tanto con l’ausilio di un apparecchio di stan- to persuasa mi promise, appena tornata a casa,
ghe e verghe costruito dal marito e sistemato di farsi un semicupio di Coda cavallina. La
sul soffitto sopra il letto. In quel periodo stavo telefonata non si fece attendere: appena im-
tenendo delle conferenze a Steyr nell’Alta Au- mersa nel caldo semicupio, scomparve dopo
stria e ne feci la conoscenza. Vi meraviglierete 10 minuti ogni rigidità che poi, come mi fu
certamente se Vi dico che questa donna, do- riferito per anni, non si presentò più.
po un solo semicupio di Coda cavallina, ave-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Infuso: Un cucchiaino da dessert colmo su ¼ di litro d’acqua; sbollentare.

Cataplasma al vapore: Mettere in un setaccio due manciate abbondanti di Coda caval-


lina e appenderlo sopra l’acqua bollente. Non appena l’erba si presenta calda e
morbida, avvolgerla in una pezza di lino che si applica sulla parte malata. Coprirsi
bene! Lasciare agire per diverse ore o per tutta la notte.

Semicupi: Per una notte lasciare macerare nell’acqua fredda 100 g di Coda cavallina.
Il giorno seguente riscaldare il tutto fino all’ebollizione, poi aggiungerlo al ba-
gno. Durata del bagno 20 minuti. Non asciugarsi; ancora umidi avvolgersi nel-
l’accappatoio e sudare un’altra ora a letto. L’acqua del semicupio deve coprire i
reni.

Tintura: Lasciare macerare per 15 giorni al sole 10 g di Coda cavallina in 50 g di


autentica acquavite di grano. Scuotere la bottiglia ogni giorno.

Cataplasma: Lavare la Coda cavallina fresca, tritarla finemente sul tagliere finchè non si
ottenga una pasta.
¤dizioniPDF 45

Il grande neurologo Dr. Wagner-Jauregg cavallina fresca per i semicupi, preferibilmen-


dice nei suoi scritti: «Due terzi di tutti i ma- te, come ho detto precedentemente, quella alta
lati di nervi non dovrebbero essere ricoverati proveniente dai prati paludosi. Per un bagno
negli instituti se fossero sani i loro reni.» In- occorre un secchio da 5 litri pieno (vedi «Mo-
fatti ho potuto consigliare i semicupi di Coda dalità di preparazione» e Note generali sotto
cavallina a molti infelici che, a causa di di- la voce «Semicupi»). Durante il semicupio i
sturbi renali soffrivano di depressioni, ma- reni debbono trovarsi immersi nell’acqua; 20
nie e pazzia furiosa, salvandoli in tal modo minuti è la durata del bagno. Non asciugarsi
dal manicomio. In questi casi occorre curarsi ma avvolgersi ancora bagnati nell’accappato-
anche per via interna con una tazza al mattino io e coricarsi così nel letto per un’ora; soltan-
ed una alla sera di tisana di Ortica, Achillea e to allora cambiarsi per la notte. Il semicupio,
Coda cavallina. Contro i gravi disturbi rena- riscaldato nuovamente, può essere riutilizzato
li e le loro sequele occorre adoperare la Coda altre due volte.

2.13 CONSOLIDA MAGGIORE (Symphytum officinale)


fre. Cresce nei prati, lungo i cigli dei campi, i
fossi umidi e i corsi d’acqua. La si trova anche
lungo i recinti e sui mucchi di detriti, e fiorisce
durante tutta l’estate. Le foglie si presentano
ruvide e finiscono molto appuntite. La radice
pluriennale, esternamente di un marrone scuro
fino al nero, internamente bianca o giallina, è
grossa quanto un pollice e ritagliata si presenta
vischiosa, quasi untuosa e grassa al tatto. Es-
sendo una pianta dalla radice profonda è quasi
impossibile estirparla. Se ne scavano le radi-
ci in primavera o in autunno aggredendole con
una vanga appuntita. L’erba fresca va raccolta
prima e durante la fioritura.
La tintura di Consolida maggiore, facil-
mente preparabile da soli, nasconde un po-
tere miracoloso. I soggetti affetti da dolori e
tumefazioni articolari, curati con ottimi me-
Volgarmente chiamata anche Sinfito, Borrana dicamenti ma senza alcun miglioramento, ricu-
selvatica, Erba conferma, Zinzinnici, Oricchi perano rapidamente la loro salute con la tintu-
d’asinu, Erba del cardinale e Regaligo – in in- ra di Consolida maggiore. Una donna che non
glese, Comfrey. Questa pianta medicinale è fra riusciva più a muovere il braccio destro (l’arto
le migliori e indispensabili che la natura ci of- era quasi immobilizzato e il medico aveva già
46 La Salute dalla Farmacia del Signore

diagnosticato una paralisi) dietro il mio con- lari delle mani e dei piedi. La farina di Con-
siglio si frizionò l’articolazione tutti i giorni solida maggiore si trova oggi in molte farma-
con la tintura. Di giorno in giorno avvertiva cie. Vorrei sottolineare in particolare che que-
il miglioramento. Ora l’articolazione si muo- sti cataplasmi con poltiglia di farina di Con-
ve normalmente, e la donna riesce di nuovo solida maggiore possono dare sollievo persi-
a provvedere alle faccende di casa. Ma an- no nelle paraplegie. I cataplasmi caldi servo-
che le foglie della Consolida maggiore scot- no anche nelle ulcere varicose, nei rigonfia-
tate e poggiate sotto forma di poltiglia calda menti muscolari reumatici, nei nodi gotto-
sulle membra paralizzate giovano nel giro di si, nei tumori, nelle cefalee nucali, nei dolo-
una notte quando il disturbo è dovuto ad af- ri al moncone amputato e addirittura nelle
faticamento, distorsione, slogatura o colpo infiammazioni del periostio.
apoplettico. La zia di mio marito venne inve-
Dalle radici si può prepare una tisana che
stita per strada da un motociclista. Fu porta-
viene utilizzata contro il catarro bronchia-
ta all’ospedale con una frattura dell’artico-
le, nei disturbi all’apparato digerente, nel-
lazione dell’anca, fu chiodata e dimessa non
le emorragie dello stomaco e nelle pleuriti.
appena guarita.
Se ne sorseggiano lentamente da 2 a 4 tazze
Il chiodo avrebbe dovuto essere rimosso al giorno. Nelle ulcere gastriche si consiglia
dopo un anno. Dato che non aveva più dolori e una tisana mista a base di 100 g di Consolida
che riusciva nuovamente a camminare in mo- maggiore, 50 g di Calendula e 50 g di Coreg-
do normale, la donna trascurò alla data stabilita giola (Polygonum aviculare), per la prepara-
di tornare all’ospedale per l’intervento. Tutto zione vedi «Modalità di preparazione». – Vor-
sembrava in perfetta regola fino a che un bel rei menzionare ancora una volta la tintura di
giorno non si manifestarono dei dolori insop- Consolida maggiore. Applicando degli impac-
portabili. A questo punto, togliendo il chiodo, chi imbevuti con essa si ottengono ottimi ri-
fu constatato che si era già formata una sup- sultati su ferite esterne ed interne, lesioni di
purazione dell’osso. Con delle iniezioni riu- ogni genere, contusioni, ematomi e fratture
scì per breve tempo a sopire i dolori, ma la sup- ossee.
purazione dell’osso non guarì. In questo stato
Le foglie della Consolida maggiore non
la donna venne a farci visita ed era effettiva-
vengono utilizzate solamente per i cataplasmi,
mente in condizioni disperate. Senza esagera-
ma anche come additivi ai bagni completi nei
re minimamente posso dire che dei cataplasmi
dolori articolari, nella gotta, dolori ossei, nei
di poltiglia di farina di Consolida maggiore
disturbi dell’irrorazione sanguigna e nel-
la facero star meglio nel giro di una notte. Il
l’ernia del disco. Nei disturbi di irrorazione
giorno appresso la donna riusciva già a seder-
sanguigna alle gambe però, e nelle vene va-
si ed a coricarsi senza alcun fastidio. Poichè
ricose come nel trattamento postoperatorio
dagli erboristi si trovavano in vendita soltanto
delle fratture ossee si fanno dei semicupi di
delle radici tritate, la saggia zia le riessiccò nel
Consolida maggiore (nella vasca da bagno).
forno di cucina e le macinò in un vecchio maci-
nino da caffè. Continuò a praticarsi questi ca- In alcune regioni friggono nell’olio le fo-
taplasmi di poltiglia (vedi la ricetta sotto «Mo-glie di Consolida maggiore, immerse previa-
dalità di preparazione»), fino a non avvertire mente nella pastella da omelette o nelle uova
più alcun disturbo. come per frittata. In questo modo è tutta la fa-
miglia ad approfittare delle sostanze attive di
Con questi cataplasmi di poltiglia si posso-
questa pianta medicinale.
no far riassorbire anche le tumefazioni artico-
¤dizioniPDF 47

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana di radici: Due cucchiaini da dessert di radice tagliuzzata si lasciano riposare per
una notte in ¼ di litro d’acqua fredda; al mattino seguente si riscalda un po’ il tutto
e poi si filtra. Sorseggiare lentamente.

Miscela di tisana (nelle ulcere gastriche): Un cucchiaino da dessert colmo di miscela


viene scottato con ¼ di litro d’acqua bollente e quindi lasciato riposare per tre
minuti. Sorseggiare a caldo 3 o 4 tazze durante la giornata.

Cataplasmi di poltiglia: Macinare finemente le radici ben essiccate; mescolarle rapida-


mente in una tazza con dell’acqua caldissima e alcune gocce d’olio, fino ad ottenere
una poltiglia; spalmare quest’ultima su una pezzuola di tela, appoggiarla sulla parte
malata e fasciare.

Cataplasmi di foglie (fresche): Lavare le foglie fresche, schiacciarle con il matterello su


un piano di legno, metterle sulla parte lesa e fasciare.

Cataplasmi di foglie (scottate): Scottare le foglie di Consolida maggiore e stenderle


ancora calde sulla parte.

Additivo per bagno completo: Lasciar macerare per una notte in circa 5 litri d’acqua
fredda 500 g di foglie fresche o essiccate di Consolida maggiore. Il giorno seguen-
te riscaldare il tutto fino all’ebollizione e aggiungerlo all’acqua del bagno (vedi
«Bagni completi», Note generali).

Additivo al semicupio: Come per il bagno completo, ma soltanto 200 g di foglie.

Tintura: Le radici della Consolida maggiore vanno lavate e spazzolate, tritate finemente
ed introdotte, senza comprimerle, in una bottiglia sí da riempirla fino al collo. Si
aggiunge quindi dell’acquavite di grano o di frutta e si pone la bottiglia per 15 giorni
al sole o nelle vicinanze della cucina. L’acquavite deve coprire le radici.

Pomata: A seconda della grandezza si tritano finemente da 4 a 6 radici di Consolida


maggiore, dopo averle lavate; si friggono poi brevemente in 250 g di puro grasso
d’intestino di maiale; si lasciano quindi riposare per una notte. Il giorno seguente,
dopo un breve riscaldamento, si filtra il tutto e lo si spreme. Travasare subito in pic-
coli recipienti puliti e conservarli in frigorifero. La pomata di Consolida maggiore
può essere usata al posto del cataplasma di poltiglia. Indispendabile nel trattamento
di piaghe e ferite, nell’uomo e nell’animale.

Vino: Da 2 a 5 radici fresche e lavate vanno tritate finemente e lasciate macerare in 1


litro di vino bianco puro per 5 - 6 settimane. È un rimedio eccellente nelle malattie
polmonari.
48 La Salute dalla Farmacia del Signore

2.14 EPILOBIO (Epilobium parviflorum)


oggi. Pasticche ed iniezioni peggiorarono nuo-
vamente il suo stato. Allora fece ricorso alla
tisana di ortica e ne ebbe tale giovamento
che a tutt’oggi continua a lavorare. Il prova-
to padre di famiglia probabilmente non avreb-
be dovuto affrontare tutte queste pene se aves-
se conosciuto l’Epilobio che riesce a guarire
completamente le affezioni della prostata.
L’Epilobio, finora generalmente scono-
sciuto come pianta medicamentosa e mai men-
zionato nei comuni erbari, ha conosciuto un
vero trionfo come erba medicinale contro la
prostatite soltanto in seguito alla prima edizio-
ne del mio volumetto «La Salute dalla Farma-
cia del Signore». In pochissimo tempo acqui-
stò notorietà in tutta l’Europa ed oltre perchè
giovò a molte persone affette da questo male.
Da qualche tempo appare anche negli erbari e
nelle riviste specializzate.
Dato il numero delle varietà dell’Epi-
lobio si è però diffusa anche un po’ di
Una volta un padre di famiglia mi scris- incertezza. Le varietà medicinali sono le
se una lettera nella quale disse testualmente: segueti: l’Epliobio roseo (Epilobium ro-
«La prego a mani giunte, forse mi potrà in- seum), l’Epilobio a fiore piccolo (Epilo-
dicare ancora una via di ritorno alla mia sa- bium parviflorum), l’Epiloblo di montagna
lute e restituire un padre sano alla mia fami- (Epilobium montanum), l’Epliobio lanceola-
glia che soffre insieme a me.» Precedentemen- to (Epilobium lanceolatum), l’Eplioblo scu-
te mi aveva descritto la sua via crucis: nel 1961
ro (Epilobium obscurum), l’Epilobio di colli-
un’infiammazione cronica della prostata si na (Epilobium collinum), l’Epiloblo palustre
acutizzò in seguito ai bagni in acqua radioat- (Epilobium palustre), l’Epliobio fleischeri e
tiva. Qui iniziò il suo calvario da un ospedale l’Epilobio anagallidifoglio (Epilobium ana-
all’altro, ma senza che nessun medico lo ope- gallidifolium). Quelli con poteri medicinali si
rasse; egli era disperato. Ogni volta che an- riconoscono tutti per i loro piccoli fiori di colo-
dava di corpo uscivano sangue e pus. A cau- re rosa, rosa pallido o quasi bianco. Sono come
sa delle molteplici medicine andò incontro a inchiodati su sottili baccelli allungati dai quali
delle ulcere duodenali, alla distruzione della cadono, dopo l’apertura, i semi coperti da peli
flora intestinale e ad una grave insufficienza cotonosi bianchi. Nel Tirolo l’Epilobio infatti
epatica. Era più vicino alla morte che alla vi- viene chiamato «Capello di donna».
ta e dovette, per ordine del medico, rinunciare
a tutte le medicine. Indi lo operarono, come Si coglie la pianta intera, ossia fusto con
mi scriveva, elettricamente. Malgrado l’ope- foglie e fiori, troncandola possibilmente al
razione, le infezioni sarebbero rimaste fino ad centro – è proprio facile coglierla – affinchè
¤dizioniPDF 49

riproduca nuovamente dei polloni laterali. Il era fatto una cultura sulle piante medicinali, mi
materiale raccolto deve essere sminuzzato fre- mostrò l’Epilobio dal fiore piccolo e commen-
sco. Della tisana di Epilobio si bevono, anche tò: «Se Suo suocero avesse bevuto la tisana di
nei casi più gravi, soltanto due tazze al giorno, questa pianta, sarebbe in vita ancora oggi. Si
cioè una al mattino a digiuno e l’altra alla sera. ricordi di quest’erba. Lei è una donna anco-
Ma questo non significa che si debba trascura- ra giovane e potrà aiutare molte persone con
re di andare dal medico. Il medico deve esse- essa.» Ma come spesso avviene quando si è
re interpellato in ogni caso quando si tratta di giovani e sani, non me ne curai più. Diversa-
malattie gravi. Due varietà di Epilobio difficil- mente mia madre. Lo raccoglieva ogni anno
mente scambiabili con le altre dal fiore più pic- ed aiutò molta gente che presentava disturbi
colo sono protette ed è proibito coglierle. Esse alla vescica o ai reni. Il suo potere curativo
sono l’Epiloblo irsuto (Epilobium hirsutum) è talmente grande che spesso libera di colpo
e quello di bosco (Epilobium angustifolium). da tutti i fastidi prostatici. Si è dato il caso
I fiori del primo raggiungono una grandezza di alcuni uomini che erano in attesa dell’opera-
uguale a quella di un’unghia del pollice e sono zione e che urinavano a gocce con grande diffi-
di un rosso purpureo. Lo si trova spesso sot- coltà; bastava una sola tazza di tisana per farli
to forma di grandi cespugli alti fino a 150 cm, migliorare. S’intende che la tisana va bevuta
dentro e vicino ad acque basse; fusto e foglie per un periodo prolungato per ottenere la
sono carnosi e leggermente pelosi. Il noto fito- guarigione.
biologo austriaco Richard Willfort, che cono-
Da mia madre venni a sapere di un paziente
sceva bene l’Epilobio come pianta medicinale,
che era stato operato per ben tre volte – cancro
non ne parla nel suo libro. Potrebbe, diceva,
alla vescica clinicamente dimostrato – e che
facilmente essere confuso con l’Epilobio irsu-
si trovava in condizioni fisiche pessime. Gli
to che, rispetto a quello a fiore piccolo (Epilo-
consigliai la tisana di Epilobio. Della sua gua-
bium parviflorum), ha dei fiori almeno cinque
rigione seppi più tardi attraverso il suo medi-
volte più grandi, il fusto e le foglie più carnose,
co. Ciò era avvenuto quando io stessa non mi
un’altezza molto maggiore, ma produce un ef-
occupavo ancora di fitoterapia. La sua guari-
fetto del tutto contrario al primo. L’Epilobio
gione mi fece un’impressione forte ed indele-
di bosco (Epilobium angustifolium), volgar-
bile. Mia madre mi aveva ammonito spesso
mente chiamato anche Garofanino di bosco,
di non tralasciare mai la raccolta di quest’er-
Sfenice, Behen rosso o Gambi rossi, raggiunge
ba quando ella non sarebbe stata più fra i vi-
un’altezza di 150 cm e cresce volentieri nelle
vi. Nel 1961, il giorno dell’Assunzione, morì
radure e lungo i margini dei boschi come an-
mia madre ed io in quell’estate dimenticai di
che negli spiazzi dovuti al taglio completo del
raccogliere l’Epilobio.
bosco e dei rovi. I grandi fiori rosso purpurei
sono collocati in lunghe spighe rade piramida- Nello studio del mio medico venni a sape-
li su di un fusto rossastro. Questi Epilobi dire che un uomo di mia conoscenza era stato
bosco si presentano durante la fioritura moltoricoverato all’ospedale con la diagnosi di can-
numerosi ed appaiono come un mare rosso in- cro alla vescica. «No», esclamai, «quest’uo-
focato. Non debbono essere impiegate nelle mo tanto bravo non deve morire!» Pensai su-
malattie della prostata. bito all’Epilobio. Il medico, pur non essendo
contrario alle piante medicinali, riteneva che
Ero ancora una giovane sposa quando mio
in questo caso nulla avrebbe più giovato. Ma
suocero, nella migliore età dell’uomo, mo-
io avevo trascurato di raccogliere gli Epilobi e
rì di ipertrofia prostatica. Un vicino che si
50 La Salute dalla Farmacia del Signore

pensavo con terrore che in quel periodo, cioè a me erbaccia fastidiosa. A quanti infelici allora
metà ottobre, tutto era già sfiorito e secco. Ciò avrebbe potuto portare guarigione e nuova vi-
nonostante ne andai alla ricerca. Mi ricorda- ta. Recentemente potei aiutare un sacerdote af-
vo di un posto dove l’avevo visto fiorire d’e- fetto da cancro alla prostata ed alla vescica,
state. Trovai soltanto alcuni fusti ingialliti dato per spacciato dai medici. Oggi è com-
e li mandai malgrado tutto sminuzzati alla pletamente ristabilito e si dedica nuovamente
moglie dell’ammalato grave. Ella gli som- in piena autonomia al suo compito.
ministrò due tazze di tisana al giorno, una
Una lettera dalla Foresta Nera: «Mia co-
al mattino, una alla sera, e dopo quindici
gnata durante una terapia contro un cancro
giorni appresi dal medico che mi telefonò,
addominale ha subito dei danni da irradiazio-
che la condizione dell’ammalato aveva subi-
ne sotto forma di fistole all’intestino ed alla
to un notevole miglioramento. Disse riden-
vescica. I dolori alla vescica erano tali che
do: «Dunque, la Tua erbetta giova!» Da al-
il medico le dovette somministrare della mor-
lora ho potuto aiutare centinaia di persone
fina. Guidati dall’illustrazione dell’Epilobio
secondo quanto mi aveva suggerito a suo tem-
dal fiore piccolo nel Suo volumetto “La Salu-
po quel vecchio del mio paese: «Si ricordi di
te dalla Farmacia del Signore” puntualmente
questa pianta, con essa potrà giovare a molte
l’abbiamo trovato; dopo una settimana di tisa-
persone.»
na sono scomparsi tutti i dolori. Sono questi i
Un farmacista di Monaco mi mostrò un’an- miracoli della farmacia del Signore.» Potrete
tica farmacopea dove intorno al 1880 l’Epilo- leggere di altri successi nel volumetto «I suc-
bio era ancora ufficialmente elencato. I medi- cessi terapeutici di Maria Treben» publicato
camenti chimici l’hanno completamente sop- dalla Casa Editrice W. Ennsthaler.
piantato. Attraverso le mie conferenze, gite
Molti malati di prostatite possono guari-
erboristiche e pubblicazioni l’Epilobio è sta-
re mediante l’Epilobio dal fiore piccolo, spes-
to nuovamente introdotto in tutti i livelli so-
so persino senza dover subire un’operazione.
ciali. I miei suggerimenti incontrano un for-
Quando l’intervento è già stato effettuato, la ti-
te interesse presso molte persone; infatti ovun-
sana di Epilobio toglie i bruciori ed altri fastidi
que io arrivi con mio marito durante le nostre
che sovente si presentano dopo l’operazione.
escursioni, sia in montagna, sui sentieri fore-
In ogni caso però si consiglia di interpellare il
stali, lungo i margini dei torrenti o sulle radure
medico.
e persino sul Pöstlingberg e Freinberg a Linz,
troviamo con grande soddisfazione che è sta- Da Coburg mi scrive un signore guarito da
to accuratamente colto il gambo centrale del- prostatite: «L’Epilobio dal fiore piccolo mi è
l’Epilobio. Chiunque conosca questa pian- stato di giovamento contro i miei disturbi alla
ta, la rispetta e la protegge dall’estinzione prostata. Mi trovavo con un infarto al cuo-
cogliendola senza sciuparla. Dopo la raccol- re nell’Ospedale Regionale di Coburg. Inoltre
ta, la pianta ricresce ancora due o tre volte. soffrivo di disturbi alla prostata dei quali pe-
Se il rizoma rimane nel terreno, ricaccerà la rò non potevo essere liberato chirurgicamente
primavera successiva. a causa del mio cuore ammalato. Pare che si
debba inserire un catetere a permanenza se le
Dalle lettere che ricevo apprendo con pia-
cose non dovessero migliorare. – Sono venu-
cere che in molti orti, fra le fragole, gli ortag-
to a sapere del meraviglioso Epilobio dal fiore
gi ed i cespugli ornamentali, cresce l’Epilobio
piccolo che ha giovato a tante persone colpi-
dal fiore piccolo. Una volta lo si estirpava co-
te dalla stessa infermità. Ho iniziato a berne
¤dizioniPDF 51

tre tazze al giorno; dopo pochi giorni tutti i cora molte persone in pena con l’Epilobio dal
disturbi alla prostata erano cessati. Ora, per fiore piccolo. È incredibile che le piante medi-
guarire definitivamente, ne bevo due tazze al cinali del nostro Signore portino tanto sollie-
giorno. – Ringrazio di tutto cuore il nostro Si- vo dove la medicina tradizionale è costretta a
gnore. Voglia Lei, Signora Treben, aiutare an- rinunciare.»

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: 1 cucchiaino da dessert colmo dell’erba su ¼ di litro d’acqua; sbollentare sola-


mente; lasciare riposare brevemente. Non più di due tazze al giorno, al mattino a
digiuno e alla sera, ½ ora prima di cena.

2.15 FARFARA (Tussilago farfara)


cave di ghiaia sui maggesi, sui macereti si tro-
vano degli interi cuscini di fiori di Farfara che
spuntano dal terreno molto prima delle foglie.
Api ed altri insetti vi cercano il loro primo nu-
trimento. La Farfara cresce unicamente su ter-
reno argilloso e rappresenta, per così dire, il
segno di riconoscimento dei terreni argillosi. I
suoi fiori sono i primi da cogliere per la riser-
va invernale. Le loro proprietà anticatarrali,
espettoranti ed anti-infiammatorie conduco-
no a degli ottimi risultati nella bronchite, nel-
la faringite, nella laringite, nell’asma bron-
chiale, nella pleurite e, addirittura, all’inizio
di una tubercolosi polmonare. Chi soffre di
tosse persistente ed è afflitto da raucedine do-
vrebbe bere ripetutamente durante la giorna-
ta della tisana caldissima di Farfara dolcificata
col miele.
Quando i nostri prati e pendii non mostrano Più tardi a maggio, quando nascono le
ancora niente del verde primaverile, e l’occhio foglie, verdi di sopra, argentate di sotto, e fel-
non riconosce quasi il timido gonfiore dei gat- pate, ce ne serviamo come condimento nei
tini di salice, la Farfara è la prima ad affacciarsi
brodi e nelle insalate primaverili in virtù
con i suoi capolini gialli. del loro contenuto in vitamina C. Poichè
Sui terreni umidi, sulle scarpate nude, nelle le foglie contengono più principi attivi dei fio-
52 La Salute dalla Farmacia del Signore

ri, le cogliamo per mescolarle con i fiori nella l’altro fino a che il recipiente non risulti pie-
preparazione della tisana. no. Indi chiuderlo ermeticamente con due o
tre strati di pergamena o cellofan, e sistemar-
Dai naturisti dell’antichità fino al parroco
lo in una buca nel terreno del giardino in un
Kneipp, tutti cantano all’unisono le lodi della
luogo protetto. Coprire il tutto con una tavo-
Farfara. Nelle gravi malattie polmonari gio-
la, ammucchiandovi della terra. La tempera-
vano le foglie fresche, lavate e schiacciate fino
tura costante ne favorirà la fermentazione. Ri-
a formarne una poltiglia da applicare al pet-
cuperare il vaso dopo due mesi, riscaldarne il
to: giovano così nelle gravi malattie polmona-
contenuto portandolo una o due volte all’ebol-
ri, nella erisipela, nelle contusioni con tume-
lizione. Non appena raffreddato, travasarlo in
fazione rosso-bluastra e nelle infiammazioni
bottigliette dal collo largo. Questo sciroppo è
delle borse sinoviali. Gli effetti di questi cata-
la nostra migliore difesa durante il periodo in-
plasmi di poltiglia sono sbalorditivi. Contro la
vernale e dell’influenza. Ingerirlo a cucchiaini
scrofolosi si impiegano cataplasmi di un infu-
da dessert.
so concentrato di foglie di Farfara. Nella bron-
chite cronica, accompagnata da tosse e crisi Nelle affezioni asmatiche e nei continui
di affanno, si consiglia l’inalazione di vapo- disturbi bronchiali e dei fumatori rendono
ri di fiori e di foglie di Farfara. Dopo breve ottimi servizi in primavera due o tre cucchiaini
tempo si riscontrerà un notevole sollievo. Do- da dessert di succo fresco di foglie di Farfara
vreste spesso bagnare i piedi gonfi in un infuso in una tazza di brodo o di latte caldo.
di foglie di Farfara.
Per l’infiammazione delle vene è opportu-
Garantisce un’ottima riuscita nelle affezio- no preparare una massa cremosa ottenuta con
ni polmonari e nel catarro bronchiale uno foglie fresche frantumate e panna fresca che,
sciroppo di foglie di Farfara. Riempire a stra- spalmata sulle parti infiammate, va fasciata
ti, rispettivamente di foglie e zucchero grezzo, con un panno. Il succo spremuto di foglie
un vaso di terracotta o di vetro; attendere che il fresche di Farfara, colato nell’orecchio, giova
materiale si depositi bene e aggiungervene del- contro il mal d’orecchio.

TISANA ESPETTORANTE CONTRO LA TOSSE

Se desiderate una tisana espettorante contro la tosse, mescolate in parti uguali fiori e
foglie di Farfara, fiori di Verbasco (Tasso barbasso), foglie di Polmonaria e Piantaggine.
Prendete due cucchiaini da dessert di questo miscuglio che scotterete con un quarto di
litro d’acqua bollente. Sorseggiate tre tazze calde al giorno di questa tisana dolcificata
con miele.
¤dizioniPDF 53

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Un cucchiaino da dessert colmo di fiori (successivamente foglie e fiori in parti


uguali) va scottato con ¼ di litro d’acqua bollente e lasciato riposare brevemente.

Cataplasma: Frantumare a poltiglia delle foglie fresche e applicarle sulla parte malata.

Inalazione: Scottare un cucchiaio colmo di fiori e foglie, e inalarne i vapori sotto un


panno. Ripetere diverse volte al giorno.

Pediluvi: Scottare con un sufficiente quantitativo d’acqua bollente due manciate colme
di foglie di Farfara; lasciare riposare l’infuso. Durata del pediluvio 20 minuti.

Succo fresco: Estrarre il succo dalle foglie fresche e lavate mediante una centrifuga
elettrica ad uso domestico.

Sciroppo e miscela per tisana contro tosse e raucedine: Vedi quanto detto sopra.

2.16 FARFARACCIO (Petasites officinalis)


e ruscelli, lungo i fossi e i margini delle fore-
ste. È molto più grande della Farfara pur ap-
partenendo alla stessa famiglia. Le sue foglie
sono grandi come cappelli, leggermente den-
tate e inferiormente coperte da una lanuggine
grigia.
I fiori, color bianco sporco o rosa pallido, a
capolini, sono riuniti fitti nella parte superiore
del fusto.
Ancora prima della fioritura se ne raccoglie
la radice, la quale ha un potere febbrifugo.
Questa, in periodi di peste, aveva richiamato
grande attenzione. La tisana sudorifera viene
somministrata contro la febbre, l’affanno, la
gotta e l’epilessia. Se ne sorseggiano 1 o 2
tazze al giorno. Le grandi foglie fresche vanno
applicate non soltanto sulle distorsioni, sulle
slogature, sui piedi piagati ma anche su qual-
siasi gangrena, ulcerazione maligna o ferita
con dolori brucianti.
Il Farfaraccio cresce lungo le rive di fiumi
54 La Salute dalla Farmacia del Signore

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Macerare per una notte 1 cucchiaino da dessert raso di radici di Farfaraccio in ¼
di litro d’acqua fredda; riscaldare e filtrare al mattino successivo.

Cataplasmi: Schiacciare ed applicare foglie fresche e lavate. Ripetere l’operazione


diverse volte al giorno.

2.17 GRANOTURCO o MAIS (Zea Mays)


chiamati barba o capelli di Mais. Sono lo-
ro la parte medicinale della pianta. Il perio-
do della fioritura va da giugno fino ad agosto.
La barba o i capelli del Mais vanno tagliati
prima dell’impollinazione e subito essiccati
all’ombra.
Se cercate un diuretico di effetto sicuro, al-
lora bevete la tisana di barba di Mais che ol-
tre tutto è un efficace ed innocuo medicinale
dimagrante (di notevole attualità per tutti gli
obesi della nostra società del benessere.) Se la
barba di Mais venisse conservata per un perio-
do prolungato in condizioni di non perfetta es-
siccazione, perderebbe il suo effetto diuretico
e si trasformerebbe invece in lassativo.
Contro le malattie delle vie urinarie con
formazione di calcoli, contro il versamento
pericardico e gli edemi la tisana di barba di
Mais è tanto efficace quanto contro la nefri-
te, la cistite, la gotta ed il reumatismo. Può
essere impiegata con successo anche contro
Recentemente la coltivazione del Grano- l’enuresi notturna dei bambini e dei vecchi
turco, chiamato anche Mais o Frumentone, si nonchè contro le coliche renali. In tutte que-
è molto diffusa. Durante la fioritura sbuca- ste malattie si prenda un cucchiaio di questa
no dalle guaine delle foglie gli stili filiformi tisana ogni due a tre ore.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE (Granoturco)

Tisana: Scottare con un ¼ di litro d’acqua bollente un cucchiaino colmo di barba di


Mais. Lasciar riposare brevemente. Non zuccherare.
¤dizioniPDF 55

2.18 IPERICO, ERBA SAN GIOVANNI


(Hypericum perforatum)

nomi popolari così maestosi) racconta: «Allor-


chè il discepolo preferito del Signore era rima-
sto mortalmente rattristato ai piedi della cro-
ce, raccolse le pianticelle bagnate dal sangue
sacro per farne dono ai fedeli in memoria della
morte del nostro Salvatore.» Il succo rosso dà
la misteriosa impressione di una goccia di san-
gue del Salvatore nascosta nell’umore rosso
dei fiori giallo oro.
Nel giorno di San Giovanni, simbolo di
sacri poteri di luce e calore, l’Iperico in fio-
re (l’Erba San Giovanni) brilla con superbo
splendore. In tempi passati le fanciulle ne in-
trecciavano corone, e chi ballava intorno al
fuoco di San Giovanni, ne doveva portare in
capo una ghirlanda chiamata la corona di San
Giovanni. Durante questa notte piena di miste-
ri, se ne gettavano ramoscelli anche nell’acqua,
Quest’erba fiorisce lungo i cigli dei campi, e le giovinette vergini indovinavano in base al-
boschi e viottoli, sulle colline e nei prati, da lu- la rifioritura dei fiori secchi, se si sarebbero
glio fino a settembre, e reca i nomi popolari di sposate nell’anno a venire.
Pilatro, Mille buchi, Parforata, Pirico o Pirico-
ni. Queste denominazioni popolaresche dimo- Nell’Alta Austria esisteva un antico costume
strano la sua grande importanza come pianta secondo il quale l’agricoltore poneva l’Iperi-
medicinale. co in mezzo a due fette di pane per offrirlo
in pasto alle bestie onde tenere lontano da
Essa raggiunge un’altezza di 25 - 60 cm, esse le malattie. Purtroppo quest’usanza or-
è molto ramificata e fiorisce in grandi infio- mai è coltivata soltanto presso poche famiglie
rescenze cimose giallo-oro. Per riconoscerla religiose.
con sicurezza, se ne schiacci un fiore comple-
tamente aperto; ne sgorgherà un succo rosso. Tutto ciò ci dimostra di quanta stima go-
Per la preparazione della tisana e dei bagni va desse l’Iperico sin dai tempi remoti. L’inge-
utilizzata l’intera pianta in fiore, mentre per stione della tisana d’Iperico è consigliata nelle
l’olio di San Giovanni ci si serve solo dei fiori. alterazioni dei nervi e nei disturbi nervosi di
ogni tipo, nei traumi e nelle lesioni da sforzo.
Le antiche credenze popolari collegavano
il succo balsamico rosso sangue dei fiori con Con l’Iperico si combatte la nevralgia del
il sangue e le ferite del nostro Signore Gesù trigemino, bevendone tre tazze di tisana al
Cristo. L’olio di San Giovanni effettivamen- giorno e frizionando con l’olio (olio di San
te è l’olio migliore per le ferite dato l’effetto Giovanni) per un certo periodo le zone dolenti.
analgesico, anti-infiammatorio e cicatrizzante. È chiamata «Arnica dei nervi» una tintura
Una leggenda di quest’erbetta (che si vanta di
56 La Salute dalla Farmacia del Signore

d’Iperico che si può preparare da soli ed appli- minili ed elimina le irregolarità del periodo
care con buoni risultati contro le malattie ner- mestruale.
vose, le nevriti, le nevrosi, la debolezza ner-
Un semplice rimedio molto apprezzato è
vosa e l’insonnia. Con l’uso dell’Iperico gua-
l’Olio di San Giovanni. Non dovrebbe mai
riscono inoltre i disturbi di pronuncia, il son-
mancare in casa. È facile prepararlo da soli.
no irrequieto, gli attacchi isterici, il sonnam-
Mantiene il suo potere curativo per due anni
bulismo come anche l’enuresi notturna e le
e viene applicato con buoni risultati sia sulle
depressioni. L’esperienza mi ha insegnato che
ferite aperte, le lesioni recenti, i versamen-
contro tutti questi disturbi non giova soltanto
ti emorragici, i gonfiori ghiandolari e, co-
l’applicazione interna mediante tisana, ma an-
me cosmetico, sulla pelle ruvida del viso, sia
che quella esterna dei semicupi d’iperico (ve-
come efficace balsamo contro i dolori alla
di «Modalità di preparazione»). Se ne fanno
schiena, la lombaggine, la sciatica ed i reu-
sei per settimana, seguiti ogni volta da un pe-
matismi. Onde aver a portata di mano il mi-
diluvio. Questa cura è consigliabile in tutti i
gliore rimedio casalingo per le scottature e le
disturbi dovuti a disfunzioni nervose.
bruciature se ne fanno macerare i fiori in olio
Fanciulle in età di sviluppo dovrebbero be- di lino. Quest’olio trova impiego anche contro
re due tazze di tisana d’Iperico al giorno; es- le scottature solari.
so favorisce lo sviluppo degli organi fem-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Scottare un cucchiaino da dessert colmo con ¼ di litro d’acqua bollente e lasciare
riposare brevemente.

Olio di San Giovanni: I fiori colti durante una giornata di sole vanno imbottigliati, senza
comprimerli, fino al collo, e poi coperti con olio raffinato d’oliva. La bottiglia ben
chiusa si lascia per alcune settimane al sole o nelle vicinanze della stufa. Dopo un
po’ di tempo l’olio prenderà un colore rosso. Lo si filtra attraverso un panno, se ne
spremono i residui, conservando l’olio in bottiglie di vetro scuro. Per le lesioni da
bruciatura, invece dell’olio d’oliva, si utilizza quello di lino.

Tintura d’Iperico: In un litro di acquavite si mettono a macerare due manciate di fiori


colti sotto il sole, lasciando quindi riposare la bottiglia per tre settimane al sole o
vicino ad una fonte di calore.

Semicupi: Un secchio di Iperico (fusti, foglie e fiori) cui si aggiunge acqua fredda fino a
riempirlo, si lascia riposare per una notte. Prima del semicupio si riporta il conte-
nuto all’ebollizione per poi aggiungerlo all’acqua del bagno. Durata dei semicupio:
20 minuti (vedi Note generali sotto «Semicupi»).
¤dizioniPDF 57

I neonati con dolori addominali si cal- Un medico aveva riscontrato in una bambi-
mano presto non appena il loro pancino viene na di otto anni la tumefazione di una ghian-
massaggiato con un po’ di olio di San Giovan- dola linfatica addominale. Ogni volta che la
ni. Conosco una contadina che cura tutte bimba era esposta al freddo, accusava mal di
le lesioni con l’olio di San Giovanni, anche pancia, infine addirittura ogni giorno e soprat-
quelle degli animali domestici. Un giorno tutto di mattina. La mamma della piccola ave-
suo marito aveva infilato la mano in una mac- va letto nell’edizione precedente di questo li-
china, ferendosi gravemente. Gli impacchi di bro che l’olio d’Iperico serviva contro i gon-
olio di San Giovanni lo liberarono presto da fiori ghiandolari. Tutte le volte che la bambi-
ogni dolore e le ferite guarirono senza proble- na si lamenteva, ella le massaggiava il pancino
mi. – Un altro agricoltore invece curò con l’o- col suddetto olio e dopo poco tempo tutto era
lio di San Giovanni una brutta ferita al piede passato.
del suo cavallo.

2.19 LICOPODIO o ERBA STREGA


(Lycopodium clavatum)

ta sempreverde assomiglia ad un muschio stri-


sciante sulla terra di bosco e forma tralci lun-
ghi da uno a due metri con radichette sottilissi-
me. Da questi tralci si diramano dei piccoli ste-
li, lunghi sette - dieci centimetri, che si biforca-
no ancora e si presentano soffici al tatto. D’e-
state questa pianta quadriennale sviluppa dei
coni giallastri contenenti il polline (farina di
Licopodio), che viene impiegato in omeopatia
su piaghe da sfregamento.
La pianta contiene radio e la si distingue
facilmente dagli altri muschi per i suoi lunghi
tralci simili a corde e per il polline giallo dei
suoi coni. Cresce unicamente nei boschi ad
alto fusto e sui terreni boschivi disposti verso
nord a partire da un’altezza di 600 m. Dopo
il taglio completo del bosco la pianta ingialli-
sce e scompare del tutto poichè sotto l’effet-
to diretto dei raggi del sole perde la sua forza
Di norma il Licopodio viene chiamato an- vitale.
che Musco clavato, Braghe d’orso, Erba di
surfaru, Colàt, Muscu terrestri. Questa pian- In Austria e in Germania il Licopodio è ri-
58 La Salute dalla Farmacia del Signore

gorosamente protetto. Pertanto ne consiglio Se fra le vostre conoscenze venite a sape-


l’acquisto in farmacia o erboristeria. Il com- re di qualche caso di cirrosi epatica, anche se
mercio all’ingrosso si rifornisce di Licopodio non vi è più alcuna speranza, fate coraggio a
nei paesi nordici i quali ne garantiscono la questa persona richiamandone l’attenzione sul
buona qualità. nostro Licopodio ricco di radio e tanto impor-
tante nella medicina naturale. Finanche per-
La tisana di Licopodio è caldamente rac-
sone sofferenti di affezioni maligne del fe-
comandata ai malati di gotta e di reumatismo
gato possono riconquistare la vita mediante il
(anche quando si manifestano già deformazio-
Licopodio.
ni delle articolazioni), nella stitichezza croni-
ca e nei casi di portatori di emorroidi. Chi Durante una gita istruttiva attraverso il bo-
soffre di diarrea è invitato a servirsi della tisa- sco, da me intrappresa nell’Alta Austria con
na soltanto con la massima prudenza, altrimen- un piccolo gruppo, richiamai l’attenzione del
ti potrebbero manifestarsi delle coliche intesti- mio accompagnatore, il fitobiologo Dr. Bruno
nali. Il Licopodio non deve essere mai cotto Weinmeister, sul Licopodio tanto efficace nel-
bensì soltanto scottato con acqua bollente. La la cirrosi epatica e nel tumore del fegato. Egli
sua tisana trova impiego anche in tutte le af- allora mi raccontò il seguente episodio: quan-
fezioni delle vie genito-urinarie, nei dolori do era giovane studente, fece una gita in mon-
e indurimenti dei testicoli, nella formazione tagna insieme ad alcuni amici. Lungo il sen-
di renella e nelle coliche renali. È indicata tiero che conduceva alla baita, egli trovò fra
inoltre contro le epatiti e nelle proliferazio- i pini montani un tralcio di Licopodio e per
ni del tessuto connettivo intraepatico (pre- scherzo se lo cinse intorno al cappello. Arri-
cirrosi) anche se già a carattere maligno. Ai vati al rifugio, uno dei suoi compagni fu col-
convalescenti restituisce tutto il loro vigore. pito da un doloroso crampo alla gamba e ciò
a tal punto da distorcergliela dal ginocchio in
Il marito di una signora anziana mia cono-
giù. Invano si cercava di aiutarlo. Il padro-
scente soffriva da anni di grave affanno not-
ne del rifugio portò della grappa; si fecero dei
turno che veniva curato come asma cardia-
massaggi, ma senza alcun successo. Il giovane
co. Stava peggiorando continuamente fino al
Weinmeister allora ebbe un’idea e dal cappel-
suo ritorno dal medico. «Se Lei non smette im-
lo sfilò il tralcio di Licopodio e lo avvolse, dal
mediatamente di lavorare sarà un uomo mor-
basso verso l’alto, intorno alla gamba irrigidi-
to nel giro di otto giorni!» Il medico lo fece
ta. Subito la gamba ritornò nella sua posizione
ricoverare all’ospedale di Grieskirchen. Sep-
naturale. Sulle prime egli credette si trattasse
pi da sua moglie che soffriva di cirrosi epa-
di un caso fortuito. Probabilmente lo spasmo
tica all’ultimo stadio. Con la cirrosi epati-
sarebbe scomparso anche senza il Licopodio.
ca si accompagna l’affanno notturno. Dopo
Al ritorno colse un’altra manciata di Licopo-
qualche tempo l’uomo fu rimandato a casa per-
dio per la sua padrona di casa, che spesso sof-
chè ormai ritenuto in fin di vita. Dietro il mio
friva di crampi ai polpacci. La donna fu li-
consiglio la moglie si procurò del Licopodio
berata immediatamente dai suoi crampi. Dopo
che si dimostrò di grande utilità. Non vi sem-
diversi anni, il Dr. Weinmeister parlò di que-
bra un miracolo se vi dico che immediata-
sto episodio con un medico specialista. Da lui
mente dopo la prima tazza di tisana di Li-
apprese che nel caso del Licopodio si trattava
copodio l’uomo perdette il terribile affan-
di una pianta ricca di radio. Da allora molte
no notturno che l’aveva assillato per tanti
persone sono state curate di crampi alle gam-
anni?
be e ai polpacci mediante l’applicazione del
¤dizioniPDF 59

Licopodio. la vescica, semicupi (vedi Note generali, sotto


«Semicupi»).
Una mia conoscente era stata ricoverata al-
l’ospedale perchè non riusciva più a urina- Ferite di guerra o altre, dovute ad inci-
re. Il braccio era già tutto gonfio. Quando fu denti vari, possono essere causa di cicatrici,
dimessa dall’ospedale tutto tornò come prima. sede di crampi. Un invalido di guerra aveva
Per fortuna in quel momento avevo del Lico- una cicatrice profonda sulla schiena che per-
podio in casa, dato che mia suocera 86enne metteva l’introduzione dell’intera mano. Que-
che viveva con noi a quell’epoca, soffriva di sta ferita causava continuamente dei crampi
crampi ai polpacci. Il mio sospetto, che nel dolorosi che, a loro volta, provocavano sudo-
caso della mia conoscente potesse trattarsi di razione profusa. I dolori si estendevano fino
un crampo alla vescica, fu confermato quando al cuoio capelluto. Dopo un martirio, durato
le poggiai un sacchetto di Licopodio essicca- 30 anni, sono riuscita a liberare quest’uomo
to sulla zona vescicale ed ella potette urinare dal suo tormento, applicando dei cuscinetti e
nuovamente dopo due minuti. Ella portò anco- facendogli fare dei bagni di Licopodio.
ra per alcuni giorni questo sacchetto di Lico-
La farina di Licopodio (in alcune farmacie
podio legato sulla zona della vescica. L’edema
chiamata anche spore di Licopodio) giova ai
del braccio scomparve lentamente. Io stessa
malati gravi con piaghe da decubito, in quan-
soffrivo per molti anni di alta pressione san-
to guarisce le ferite in brevissimo tempo. Un
guigna. Di solito ciò è dovuto ad una ipe-
velo sottile di farina di Licopodio viene spar-
rattività del rene, sicchè durante la notte mi
so delicatamente sulle piaghe aperte. Di solito
legai sulla zona renale un sacchetto pieno di
si constata già dopo la prima applicazione un
Licopodio. Il giorno seguente la mia pres-
sensibile sollievo.
sione sanguigna era calata da 200 a 165. Da
allora copro ogni tanto la zona renale con un Chi, come me, possiede una tale profonda
sacchetto riempito di Licopodio. familiarità con le erbe medicinali, raggiunge
con esse sempre nuovi successi che rasentano
Quando si tratta di crampi ai polpacci, si
il miracoloso e ricorda che il creatore dell’U-
stende del Licopodio su un panno e lo si le-
niverso le mette a nostra intera disposizione.
ga attorno al polpaccio. Ma se ne possono
Purtroppo molti sono ciechi e non avvertono
preparare anche pediluvi e, per il crampo al-
l’onnipotenza dei cielo.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Su un cucchiaino raso da dessert di Licopodio si versa ¼ di litro d’acqua bollente


e si lascia riposare brevemente. Se ne beve a piccoli sorsi una tazza al giorno, la
mattina, mezz’ora prima della prima colazione. Chi soffre di cirrosi epatica o di
una malattia tumorale del fegato, ne beva due al giorno.

Cuscinetto di Licopodio: Del Licopodio essiccato (se ne usa no 100 g, 200 g o 300 g, a
seconda della dimensione della zona colpita dal crampo) va introdotto in un cusci-
netto che si applica durante la notte sulla parte dolente. Tale cuscinetto conserva
il suo effetto per un anno intero.

Semicupio: Vedi Note Generali, pagina 8.


60 La Salute dalla Farmacia del Signore

2.20 MALVA (Malva vulgaris)


via anche essiccata essa manitiene abbastanza
bene le sue caratteristiche medicinali.
La Malva si dimostra efficace soprattutto
sotto forma di tisana nelle infiammazioni del-
le mucose interne e cioè nelle gastriti e nel-
le infiammazioni della vescica, nelle gastro-
duodeniti e nelle stomatiti, così anche nelle
ulcere gastriche e duodenali. In questi casi si
prepara una minestra di foglie di Malva e or-
zo. Prima si cuoce l’orzo, al quale, una volta
raffreddato, si aggiungono le foglie di Malva.
La Malva è inoltre un ottimo rimedio nel
catarro polmonare e bronchiale, nella tosse
e nella forte raucedine, ma anche nella la-
ringite, nella tonsillite e nella bocca secca.
Per non distruggere le sotanze mucillaginose,
Volgarmente la Malva viene chiamata an- la Malva deve essere messa a bagno freddo du-
che Varmetta, Riondella, Nalba, Melba, Màle- rante la notte. Come dose giornaliera se ne sor-
va, Miloghia e Narbighedda. La Malva parvi- seggiano due o tre tazze appena riscaldate. È
flora cresce nelle vicinanze di recinti, lungo i persino un rimedio contro l’ostinato enfisema
viottoli e di vecchi muri e sui mucchi di detriti, polmonare che spesso è considerato inguaribi-
ma soltanto nei paraggi di un campo coltivato. le ed è causa di grave affanno. Se ne bevono al-
Ove la si trovasse lontano dall’abitato, è cer- meno tre tazze al dì, come dicevamo sopra, e di
to che a suo tempo in quel luogo esisteva una notte si fanno degli impacchi su bronchi e pol-
fattoria od una casa. moni con foglie e fiori setacciati e leggermente
riscaldati.
La Malva grandifolia ed altri tipi si trovano
di solito nei giardini fioriti o negli orti. En- Eccellenti risultati danno i bagni agli oc-
trambe queste piante contengono nelle foglie, chi e gli impacchi sulle palpebre con tisana di
nei fiori e nei fusti delle sostanze mucillagino- Malva tiepida quando capita quel raro distur-
se e del tannino. La Malva parviflora è leg- bo del prosciugamento del liquido lacrimale
germente strisciante e un po’ legnosa all’inizio che al malato procura un fastidioso senso di
del fusto. Ha le foglie lungamente picciolate, frustrazione.
palminervie e piccoli fiori viola, venati di ro- Nelle allergie pruriginose ed irritanti del
sa. I frutti hanno la forma di piccoli formaggi. viso i lavaggi con Malva tiepida procurano
Vi saranno pochi bimbi cresciuti in campagna molto sollievo. Esternamente la Malva vie-
che non abbiano assaporato o almeno giocato ne applicata su ferite, ulcere, tumefazioni dei
con questi frutti a forma di formaggio. Da giu- piedi e delle mani dovute a fratture o flebi-
gno fino a settembre si raccolgono fiori, foglie ti. In questi casi si fanno dei pediluvi o dei
e steli. Dato che con l’essiccamento si perdono bagni alle mani (vedi «Modalità di preparazio-
le sostanze mucillaginose, è opportuno usare ne»). Con questi bagni ho fatto delle ottime
la Malva quanto più fresca possibile. Tutta-
¤dizioniPDF 61

esperienze. I pediluvi di Malva sono utili so- brerà miracolosa, ma che corrisponde alla pura
prattutto nelle fratture del piede nelle quali verità. È veramente sorprendente quanto rie-
capita spesso di affaticarlo troppo causando- sca a compiere quest’erba strisciante lungo il
ne la tumefazione. – Nelle nostre vicinanze terreno. Un dì mi trovavo sola a pranzo nel
abitava una donna che qualche anno prima si Casinò del Teatro di Linz, quando una signora
era fratturata il malleolo. Il piede le procura- si sedette al mio tavolo. Nel corso della con-
va continue difficoltà tanto che la donna alla versazione con lei appresi che era preoccupa-
fine dovette tornare in ospedale. La incontrai tissima per suo marito, il quale ogni tanto era
dopo la sua dimissione e notai che zoppicava costretto a ritornare in ospedale ed ora aveva
fortemente e la gamba era gonfia fin sopra il perduto anche la voce. I medici evitavano sem-
ginocchio. Malgrado si servisse di un bastone pre di rispondere alle sue domande, ma ella te-
procedeva con la lentezza di una lumaca. Al- meva proprio che si trattasse di cancro larin-
lora andammo insieme a cogliere della Malva. geo. «Non perda la fiducia», le dissi, «tenti
Il giorno seguente la donna cominciò con i pe- una volta con le erbe medicinali. Abbiamo la
diluvi. Non esagero affatto se Vi dico che do- brava Malva come rimedio contro le laringi-
po una settimana non le serviva più il bastone ti. Con essa, diverse volte al giorno, si fanno
avendo il piede riassunto il suo aspetto norma- dei gargarismi usando successivamente i resi-
le. Lo stesso capitò ad un’altra donna col polso dui dell’infuso – mescolati con farina d’orzo –
destro fratturato che le causava un costante fa- per farne degli impacchi caldi.» Ciò avvenne
stidio: Qual’è la casalinga o mamma che possa di giovedì. A tavola avevamo stretto amicizia
tenere riguardata la mano destra? Ogni notte e ci scambiammo quindi i nostri indirizzi. La
la mano doleva atrocemente e per un lungo pe- settimana seguente, di mercoledì, mi telefonò
riodo ritornavano i gonfiori. Quando una vol- la mia commensale di Linz: «Un angelo custo-
ta la incontrai, le consigliai la Malva. Anche de mi ha guidato al Suo tavolo! Mio marito sta
nel suo caso il miglioramento avvenne molto già meglio. Abbiamo fatto esattamente quanto
presto. Lei mi aveva consigliato. Ho una figlia me-
dico che vive a Vienna. Le ho riferito quanto
Quando si è vecchi non è indispensabile
intendevo fare, che dall’ospedale avrei ripor-
mantenere un piede piagato e gonfio. Anche in
tato a casa suo padre per curarlo con le erbe
questo caso giovano pediluvi di Malva e foglie
medicinali. « Se ciò ti tranquillizza, mamma,
fresche di Piantaggine. Queste ultime, ben la-
fallo, mi ha risposto. Quindi ho parlato con il
vate e ancora umide, vanno applicate sulla pia-
nostro Primario che a sua volta ammetteva di
ga aperta. Essa si rimarginerà nel giro di una
non avere pregiudizi nei confronti delle erbe
notte e non si aprirà più, anche se fosse vecchia
curative. Così ho riportato a casa mio mari-
di dieci, quindici e più anni. Se soffriste di una
to. Faceva i gargarismi ed io gli applicavo i
piaga del genere, date ascolto al mio consiglio
cataplasmi caldi sulla gola. Da qualche giorno
circa le foglie di Piantaggine. Rimarrete stupiti
ha persino riacquistato la voce.» Dopo un’altra
nel constatare con quanta rapidità si richiuderà
settimana seguì una seconda telefonata: «Mio
la Vostra piaga. E mentre leggete queste righe,
marito sta molto bene; è pieno di speranza di
non pensiate più: «Ecco che la signora Treben
poter riprendere presto l’insegnamento. Vorrei
esagera veramente!» Io sostengo tutte queste
soltanto comunicarle ancora quanto ha detto il
cose unicamente perchè ho avuto l’opportunità
Primario che lo aveva in cura, appena gli ebbi
di raccogliere recentemente queste esperienze.
riferito tutto: ‘Questa donna si merita davvero
Ora Vi racconterò una storiella che sem- una medaglia d’oro!’»
62 La Salute dalla Farmacia del Signore

La nostra brava Malva dunque non elimina La Malva, il cui habitat si trova prevalente-
soltanto le laringiti, ma anche le malattie tumo- mente nelle vicinanze di fattorie, viene vieppiù
rali della laringe. In casi del genere si prepara- distrutta. Per allontanare umidità e sporcizia
no la sera avanti due litri e mezzo, come dose dalla casa e darle anche esternamente un aspet-
giornaliera (un cucchiaino da dessert colmo to gradevole si è diffusa l’abitudine di circon-
di erbe per ogni quarto di litro d’acqua). Ri- darla con uno strato di calcestruzzo o con un
scaldare un poco il tutto la mattina seguente e marciapiede inclinato verso l’esterno. In que-
conservarlo così in un termos precedentemen- sto modo però si toglie alla Malva il suo posto
te sciacquato con acqua calda. Durante la gior- tradizionale. Così scompare questa grande be-
nata se ne sorseggiano quattro tazze, il resto va nefattrice dell’umanità, della cui esistenza non
utilizzato per i gargarismi. possiamo mai essere abbastanza riconoscente
al Padre Eterno.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Solo macerazione a freddo! Macerare 1 cucchiaino da dessert colmo di erbe in


¼ di litro d’acqua per una notte; la mattina seguente riscaldare leggermente il tutto.

Pediluvi e bagni alle mani: Macerare durante la notte quattro manciate abbondanti di
Malva in un recipiente da cinque litri pieno d’acqua fredda. Il giorno seguente
riscaldare il tutto fino ad una temperatura sopportabile alle mani e ai piedi. Immer-
gerli per 20 minuti. Il liquido, nuovamente riscaldato, può essere riutilizzato altre
due volte.

Cataplasmi: Riscaldare leggermente in un po’ d’acqua i residui della tisana, mescolarli


con farina d’orzo fino ad ottenerne una poltiglia; spalmarla su un panno di lino ed
appoggiare quest’ultimo a caldo sulla parte.
¤dizioniPDF 63

2.21 NOCE (Juglans regia)


turazione, cioè prima che diventi marrone, e i
frutti maturi a settembre.
La tisana di fiori di Noce è un rimedio effi-
cace contro i disturbi intestinali, la stitichez-
za, la mancanza d’appetito e per la depura-
zione del sangue. Buoni risultati si ottengono
inoltre contro il diabete e l’itterizia.
L’infuso di foglie di Noce, come additivo
ai bagni, è molto efficace sia contro la scrofo-
losi ed il rachitismo che contro la necrosi os-
sea, l’iperostosi, e quindi anche contro la sup-
purazione delle unghie di mani e piedi. Per
combattere il lattime, la tigna del capo e la
scabbia si lavano le zone ammalate con l’infu-
so di foglie verdi di Noce e la guarigione non si
farà attendere. Lavaggi o bagni con questo ad-
ditivo giovano contro l’acne e gli sfoghi puru-
Il Noce fiorisce a maggio prima ancora che lenti, il sudore ai piedi e la leucorrea. Contro
si sviluppino le foglie. Queste si raccolgono la stomatite ulcerosa e le malattie delle gen-
fresche a giugno, le noci verdi a metà giugno give, della gola e della laringe si fanno degli
quando sono ancora facilmente perforabili, e la sciacqui.
scorza verde delle noci poco prima della ma-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Con ¼ di litro d’acqua bollente sbollentare 1 cucchiaino da dessert colmo di


foglie di Noce tritate; lasciar riposare il tutto brevemente.

Additivo a bagni e lavaggi: 100 g di foglie per bagni totali, per lavaggi 1 cucchiaino da
dessert colmo di foglie tritate per ¼ di litro d’acqua (vedi Note generali, «Bagni
totali»). Per l’infuso ristretto si raddoppia il dosaggio.

Acquavite di Noce: Tagliare in quattro circa 20 Noci verdi e riempire una bottiglia dal
collo largo; aggiungere un litro di acquavite di grano sì da coprire le Noci di due o
tre dita. Mettere la bottiglia ben chiusa per 15 - 30 giorni al sole o vicino ad una
fonte di calore. Successivamente filtrare il tutto e travasarlo in altre bottiglie. Al
bisogno prenderne un cucchiaino da dessert. Otterrete uno squisito liquore di Noce
(Nocino) aggiungendo alle Noci 2 o 3 chiodi di garofano, una scorza di cannella,
un pezzetto di baccello di vaniglia e la scorza lavata di una mezza arancia (non
chimicamente trattata). Bollire 500 g di zucchero in ¼ di litro d’acqua e raffreddato
aggiungerlo all’acquavite filtrata di Noce sopra descritta.
64 La Salute dalla Farmacia del Signore

Un infuso ristretto di foglie di Noce ag- indesiderati.


giunto all’acqua del bagno guarisce i gelo-
Con noci verdi (facimente perforabili) col-
ni. Inoltre viene usato contro la grave caduta
te prima di San Giovanni, ossia a metà giugno,
dei capelli massagiando fortemente con esso il
si prepara un ottimo liquore che disintossica
cuoio capelluto.
perfettamente stomaco, fegato e sangue, elimi-
Lo stesso infuso è un eccellente rimedio nando la debolezza dello stomaco e le fermen-
contro i pidocchi del capo che recentemen- tazioni intestinali. Fra l’altro è un buonissimo
te sono ritornate a diffondersi. Le foglie fre- rimedio contro la pletora sanguigna.
sche servono ad allontanare pure altri insetti

2.22 ORTICA (Urtica dioica)


L’ortica è medicamentosa dalla radice allo
stelo, alle foglie fino al fiore.
Sin dall’antichità godeva di grande presti-
gio. Albrecht Dürer (1471 - 1528) dipinse un
angelo che vola verso il trono del Signore reg-
gendo in mano un’Ortica. Il parroco svizze-
ro Künzle osserva nei suoi scritti che l’Ortica
sarebbe già estirpata se non si difendesse pro-
ducendo quella nota irritazione cutanea a chi
ne viene a contatto. Gli insetti ed altri animali
l’avrebbero già fatta scomparire.
Mi capitò una volta di consigliare ad una
mamma di sette figli, che dall’ultima gravi-
danza era continuamente tornamentata da ec-
zemi, di bere una tisana di Ortica. In breve
tempo scomparvero gli eczemi e anche i do-
lori di testa che l’affliggevano. Poichè l’Orti-
ca è indicata nelle malattie renali e nella re-
nella, pensavo che dall’ultimo parto le si fos-
sero scombussolati i reni; le consigliai quindi
Durante una conferenza radiofonica, un medi- di prendere questa tisana. Le malattie rena-
co fece notare che l’Ortica era una delle mi- li sono spesso accompagnate da forti mal di
gliori piante medicinali che possediamo. Se testa. In brevissimo tempo erano scomparsi
l’umanità sapesse quant’è grande il suo pote- sia l’eczema che i dolori di capo. Dal mo-
re curativo, non coltiverebbe altro. Purtroppo mento che gli eczemi hanno spesso un’origine
solo pochissime persone lo sanno. interna, occorre trattarli dall’interno con erbe
¤dizioniPDF 65

puruficatrici del sangue. va, durante tutto l’anno, si beve una sola tazza
di tisana di Ortica al giorno. Essa si dimostra
L’Ortica è la nostra migliore pianta me-
di grande aiuto anche nelle malattie virali e
dicinale depuratrice del sangue e contem-
nell’eliminazione batterica.
poraneamente antianemica. Avendo inol-
tre una buona influenza sul pancreas, la ti- A partire da una certa età diminuisce il con-
sana di Ortica fa calare il tenore in zucche- tenuto in ferro nell’organismo. Di conseguen-
ro nel sangue. Guarisce inoltre le malattie za si manifestano degli stati di stanchezza e di
e le infezioni delle vie urinarie e la ritenzio- esaurimento, ci si sente vecchi e meno capa-
ne patologica dell’urina. Avendo nel contem- ci. In questi casi porterà a degli ottimi risultati
po un effetto accelerante del movimento inte- l’uso dell’Ortica fresca che contiene del ferro.
stinale, è particolarmente indicata nella cura Essa ci aiuta a superare questa situazione dif-
primaverile. ficile. Dopo una cura a base di Ortica si ricu-
perano rapidamente le forze, tornano l’energia
Da quando mi sono resa conto della virtù
e la voglia di lavorare; anche l’aspetto esterno
terapeutica dell’Ortica, ho preso l’abitudine
migliora.
di fare in primavera una cura di un mese
con la tisana preparata con i giovani germo- Un giorno mi venne a trovare una giovane
gli e in autunno, dopo il secondo raccolto del donna di Urfahr, anemica e sofferente di sto-
fieno, quando si riaffacciano dappertutto le maco e colecistite, disturbi accompagnati da
giovani piantine. Di mattina ne bevo a digiu- forti cefalee. Le consigliai la tisana di Ortica.
no una tazza mezz’ora prima della prima cola- Per caso la rividi dopo qualche tempo. Felicis-
zione, e poi, a sorsetti, una o due tazze durante sima raccontò che l’Ortica l’aveva ristabilita in
il resto della giornata. Anche la tisana prima un batter d’occhio. Tutta la sua famiglia era
della prima colazione dovrebbe essere bevu- votata ora a questa pianta straordinaria.
ta a piccoli sorsetti per aumentarne l’efficacia.
Nell’idropisia l’Ortica aiuta mediante una
Dopo una cura di questa tisana mi sento tutte
forte diuresi. Attraverso le sue sostanze an-
le volte particolarmente bene ed ho sempre la
tianemiche essa giova a chi soffre dì clorosi,
sensazione di rendere tre volte ciò che rendo
anemia, e di altre affezioni gravi del sangue.
normalmente. Da molti anni la mia famiglia
Insieme ad altre erbe medicinali ci si serve
ed io non prendiamo medicine, ed io mi sento
con successo dell’Ortica anche nella leucemia
elastica e giovanile. Il sapore di questa tisana
(vedi paragrafo sulla «Leucemia», pagina 89).
del resto non è affatto cattivo. La si beve senza
Chi soffre di una qualsiasi allergia (come ad
zucchero. Ma le persone un po’ delicate posso-
esempio raffreddore da fieno), beva per un
no mescolarvi anche un tantino di Camomilla
periodo prolungato la tisana d’Ortica.
o Menta per migliorarne il sapore. La medi-
cina popolare raccomanda di bere la tisana di L’Ortica libera dalla predisposizione ai
Ortica per la durata di diverse settimane con- raffreddori e dà sollievo nelle malattie got-
tro i disturbi al fegato e alla bile e contro le tose e reumatiche. Una signora di Eichstätt
malattie della milza, persino nei tumori alla rimase in cura dal medico per tre anni con
milza, nei catarri gastrici e bronchiali, nei una sciatica dolorosa. Nel giro di sei mesi e
crampi e nelle ulcere allo stomaco, nelle ul- dopo sei bagni completi con 200 g di Ortica
cere all’intestino e nelle malattie polmonari. ciascuno, dimenticò ogni dolore.
Per conservare i preziosi principi attivi, l’Orti-
Tempo fa conobbi una donna cinquantenne
ca viene soltanto scottata. Nella cura preventi-
la quale, a causa di una forte perdita di ca-
66 La Salute dalla Farmacia del Signore

pelli, portava una parrucca. Andando avanti ne curativa e psicocibernetica. La donna mi-
a quel modo avrebbe certamente perduto an- gliorò ma non guariva. Nel 1979 ella raccolse
che il resto delle sua chioma. Le consigliai di le prime ortiche fresche e ne bevve tre tazze
lavarsi la testa con una tisana di Ortiche fre- di tisana al giorno aggiungendovi sempre un
sche e poi con una di radici (sempre d’Ortica). cucchiaino da dessert di Erbe Svedesi. Poi mi
Ella seguì il mio consiglio, e di settimana in scrisse: «Dopo esattamente 14 giorni la fistola
settimana si potè osservare come la sua capi- del mio viso si era chiusa ed io ero libera da
gliatura ricresceva e si rinfoltiva. La tintura qualsiasi dolore. E così sono rimasta fino ad
d’Ortica, facile da preparare da soli, scavando- oggi» (28-11-1979).
ne in primavera o in autunno le radici, è parti-
Con sempre rinnovata soddisfazione vengo
colarmente benefica per qualsiasi tipo di capel-
a sapere di tanti che hanno potuto constatare di
lo (vedi Modalità di preparazione «Lavatura di
persona il potere curativo dell’Ortica. In que-
testa» e «Tintura d’Ortica»). Io stessa friziono
sto senso, una donna mi scrisse recentemen-
ogni giorno il mio cuoio capelluto con questa
te di aver bevuto ogni giorno, e per la durata
tintura e me la porto appresso anche durante
di diversi mesi, della tisana d’Ortica. Non so-
i miei viaggi di conferenze. Il buon risultato
lo, nonostante il duro lavoro quotidiano aveva
è evidente: il mio capo è privo di forfora; i
perduto ogni spossatezza e stanchezza, ma era
capelli sono vaporosi, folti, soffici e lucidi.
anche sparito un callo suppurato che le aveva
Anche nei casi di ostruzione arteriosa causato dei dolori fin su nella coscia e che non
(gamba del fumatore) l’Ortica è di gran- aveva potuto curare proprio a causa del sovrac-
de giovamento. Molte persone sofferenti di carico di lavoro; era scomparsa altresì una mi-
questa malattia potrebbero evitare l’amputa- cosi dell’unghia che non si decideva mai a far
zione della gamba facendo in tempo dei pe- operare ali’ ospedale. Ecco come riesce a cu-
diluvi di radice d’Ortica (vedi Modalità di rare la brava Ortica ematoplastica e depurativa,
preparazione). sulla quale non si può sufficientemente richia-
mare l’attenzione. Un’altra donna mi scrisse
Qualsiasi crampo o spasmo, indipendente-
di essere guarita, attraverso l’uso dell’Ortica,
mente dalla sua origine, è dovuto a disfunzio-
da un eczema fastidiosissimo durato da anni.
ni del flusso sanguigno. In questi casi sono
Lettere di questo tipo rappresentano i momen-
raccomandati dei bagni e delle abluzioni con
ti luminosi nella mia vita. Esse mi dimostrano
tisana d’Ortica. Ciò si riferisce anche parti-
che le nostre erbe medicinali giovano ogni qual
colarmente alle vasocostrizione delle corona-
volta vengono utilizzate.
rie. Inchinarsi sull’orlo della vasca da bagno
e lavare, massaggiando leggermente, la zona Un giorno mi venne a trovare un uomo in
cardiaca con la tisana d’Ortica. lacrime. Tre anni prima si era ammalato di
influenza. Da allora le sue urine erano di un
Una donna bavarese di 51 anni soffriva da
bruno scuro ed egli soffriva di insopportabili
28 anni di una fistola e pativa durante questi
mal di testa. Furono inutili le molteplici pil-
anni di disturbi indescrivibili. Il professore cu-
lole prescritte e le iniezioni (per ultimo nella
rante riteneva pericolosa un’operazione, dato
zona del capo). Al contrario i dolori alla testa
che la fistola si trovava nel volto sullo zigomo.
aumentavano al punto da portarlo fino all’or-
Nel 1978 questa infelice si rivolse ad un na-
lo del suicidio. Incoraggiandolo gli consigliai
turista, il quale soprattutto si dimostrò molto
le Ortiche fresche. Che ne bevesse due litri e
comprensivo. Egli le prescrisse una alimen-
mezzo nel corso della giornata. Dopo quattro
tazione a base di verdure crude, respirazio-
¤dizioniPDF 67

giorni egli mi telefonò per dirmi che il mal si di sciatica, la lombaggine, infiammazioni
di testa era completamente scomparso. Più dei nervi nelle braccia e nelle gambe si mas-
tardi mi fece dire da sua moglie che ora si saggia molto lievemente la parte con un’Ortica
sentiva meglio di prima dell’influenza. Ser- fresca. Nella sciatica per esempio si strofina
vitevi anche Voi dei germogli freschi e gio- lentissimamente la pianticella fresca sulla pel-
vani dell’Ortica, soprattutto in primavera, le, cominciando dal malleolo esterno del pie-
e procedete con essi ad una cura depurativa. de su per la gamba fino all’anca e di lì lungo
Rimarrete sbolorditi del suo effetto benefico. la parte interna della gamba fino al calcagno.
Questo massaggio va ripetuto due volte e infi-
Una suora dell’ordine di S. Elisabetta, di
ne si passa ancora dall’anca verso il basso at-
Klagenfurt, seguì anch’essa il mio consiglio e
traverso la natica. Allo stesso modo si procede
rimase stupita del buon risultato. Le macchie
per altre parti sofferenti. Si applica quindi del
manifestatesi nella zona della pancia e della
talco sulla zona.
schiena accompagnate da un forte prurito
e che non si decidevano a scomparire, erano Non dobbiamo forse esser riconoscenti al
scomparse in un baleno in seguito all’ingestio- Signore per la grazia di averci donato tale pian-
ne di tisana d’Ortica e ad una dieta per il fe- ta miracolosa? In questi tempi di vita effimera,
gato. Anche in un caso molto simile la tisana la gente procede distrattamente senza vederla
d’Ortica aveva giovato rapidamente. e preferisce servirsi di farmaci analgesici che
vengono ingeriti in misura esagerata. Invece
Da una lettera da Dellach nella Carinzia ci-
sono un rimedio sicuro soltanto le nostre erbe
to il seguente passo: «Un cordiale ringrazia-
curative purtroppo dimenticate.
mento per l’inestimabile soccorso arrecatomi
attraverso le sue raccomandazioni. Nel corso Infine vorrei aggiungere ancora un’espe-
della mia malattia, durata 19 anni, ero stato rienza che mi fece grande impressione. Nel-
in molti istituti neurologici d’Austria. Nessun la nostra cittadina conobbi una vecchia signora
medico mi sapeva dire di che cosa effettiva- che mi raccontò che il medico aveva diagnosti-
mente soffrissi, nè sapeva darmi alcun sollie- cato delle aderenze cancerose allo stomaco.
vo. Per una settimana bevvi la tisana d’Orti- A causa della sua età avanzata non si decide-
ca e, come per incanto, la malattia sparì, co- va a farsi operare. A questo punto qualcuno
me se non ne avessi mai sofferto.» Dai fatti le suggerì di bere della tisana d’Ortica. Tutti i
qui riportati si vede con quanta rapidità pos- giorni si recò nel giardino lungo il cui recinto
sono far effetto le nostre erbe medicinali. In cresceva l’Ortica e tutte le volte se ne portava a
quei casi naturalmente non serve una tazza casa una manciata. Quando dopo qualche tem-
sola al giorno: nelle malattie gravi occorre po andò a farsi visitare dal medico, questo le
sorseggiarne almeno due litri al dí. chiese maravigliato: «Ma Lei si è fatta opera-
re? Come ha fatto che non si vede nessuna
Una commerciante mi raccontò che tutte le
cicatrice?» Il cancro era scomparso comple-
volte che si recava in gita, o in qualche viag-
tamente e l’anziana signora potè godersi una
gio d’affari, recava con se, in un termos, la ti-
bella vecchiaia tranquilla. Se soltanto abbia-
sana d’Ortica. Infatti giura sui suoi buoni ef-
mo stima della nostra Ortica, e se a distanze
fetti. Non solo serve da dissetante meglio di
di tempo regolari ne ingeriamo il suo pote-
ogni altra bibita, ma tonifica e toglie ogni
re meraviglioso sotto forma di tisana, non
stanchezza.
potrà mai formarsi un tumore maligno.
Un’altra indicazione particolare: nei ca-
Per ultimo ancora un buon consiglio: co-
68 La Salute dalla Farmacia del Signore

minciate sin da oggi con la cura di Ortica. utili voi stessi alla vostra salute.
Essiccata la si trova in qualsiasi farmacia o er-
Un lettore della Westfalia scrive: «Il mio
boristeria. Facciamo tornare nelle nostre case
vicino si serve delle Ortiche anche per distrug-
le erbe medicinali. Armatevi in primavera di
gere gli insetti ed i parassiti del suo giardino.
forbici e guanti e recatevi fuori in campa-
Egli mette un grosso quantitativo di Ortiche in
gna nella libera natura di Dio. È una grande
un fusto contenente circa 300 litri d’acqua (ma
soddisfazione cogliere personalmente le Orti-
se ne può preparare anche un quantitativo mi-
che sotto l’infinita volta celeste dei nostro Si-
nore) e lo lascia macerare per un certo tempo.
gnore. Quanto più fresche vengono utilizzate,
Con questa soluzione egli innaffia ripetuta-
tanto maggiore è, come si sa per esperienza,
mente tutte le sue piante mantenendole in tal
il loro effetto curativo. Ma ricordatevi di pre-
modo e senza mezzi chimici prive da insetti.
parare una riserva per l’inverno cogliendo le
Anche le carote rimangono indisturbate dai
Ortiche a maggio. Rallegratevi di poter essere
vermi.»

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Scottare un cucchiaino da dessert colmo di Ortica con ¼ di litro d’acqua e


lasciare riposare il tutto per breve tempo.

Tintura: Spazzolare e tritare le radici scavate in primavera o in autunno e introdurle in


una bottiglia fino al collo. Versatavi sopra dell’acquavite di grano di 38 - 40°C la si
lascia in un luogo riscaldato.

Pediluvi: Quattro manciate abbondanti di radici ben lavate e spazzolate e rispettivamente


di Ortica fresca (stelo e foglie) vanno lasciate macerare per una notte in 5 litri
d’acqua e riscaldate quindi fino all’ebollizione. Immergetevi i piedi per 20 minuti
alla temperatura più alta sopportabile. Le Ortiche rimangono nell’acqua durante il
pediluvio. La soluzione può essere riutilizzata, dopo averla nuovamente riscaldata,
altre 2 o 3 volte.

Sciampo: Da 8 a 10 manciate di Ortica fresca o essiccata vanno immerse in 5 litri d’acqua


fredda e portate lentamente ad ebollizione su piccola fiamma. Lasciare riposare il
tutto per cinque minuti. Servendovi invece delle radici, ne mettete due manciate
a macerare in acqua fredda per una notte, riscaldate il tutto fino all’ebollizione il
giorno seguente lasciando quindi riposare per 10 minuti. In questo caso per lo
sciampo si dovrebbe usare sapone marsigliese.

Se dovessero interessarvi altre indicazioni D’altra parte vi sono oggi degli agricolto-
dell’Ortica, leggete il libro «I Successi curativi ri che irrorano con i loro erbicidi l’Ortica che
di Maria Treben» pubblicato dalla casa editrice cresce lungo gli immacolati margini verdi dei
W. Ennsthaler. prati e dei boschi, lontana dalle strade e da-
gli inquinamenti. In questo modo i veleni dan-
¤dizioniPDF 69

nosi per l’uomo giungono fino nei più lontani non si prendono neanche più la briga di taglia-
ed incontaminati angoli dei boschi. Ma questi re le ortiche con la falce. Come siamo diventati
signori non si rendono conto di uccidere così ciechi noi esseri umani!
anche gli uccelli e gli insetti. Molti agricoltori

2.23 ORTICA GIALLA (Lamium galeobdolon)


sono pseudoverticilli ascellari. Si raccolgono
foglie e fiori.
Come quella gialla è un’ottima pianta me-
dicinale anche l’Ortica bianca (Lamium al-
bum). Fiorisce da maggio ad ottobre come er-
baccia lungo i sentieri, sulle discariche e lungo
i terrapieni delle ferrovie. Se ne colgono le fo-
glie, ma soprattutto i fiori. La tisana di questi
ultimi giova contro i gravi disturbi addomi-
nali e mestruali bevendone due tazze al gior-
no. Il suo effetto inoltre è depurativo del san-
gue, combatte l’insonnia nervosa ed è un otti-
mo medicamento contro i più svariati disturbi
ginecologici. Chi soffre di malattie addomina-
li croniche e le giovani dovrebbero apprezzare
particolarmente questa tisana.
I fiori e le foglie dell’Ortica gialla vengo-
no utilizzati oltre che nelle malattie anzidet-
te, nei disturbi urinari, nelle malattie urina-
rie e nei bruciori e difficoltà nella minzione
nonchè nelle gravi affezioni renali e nel l’i-
dropericardio. I fiori servono contro i distur-
bi della digestione, contro la scrofolosi e le
Questa pianta cresce nei boschi e fossi malattie della pelle. A tale scopo se ne beve
umidi, sotto i cespugli, lungo le siepi e le re- una tazza di tisana al mattino. Contro le ulcere
cinzioni, sulle discariche e nei posti ombrosi e e le vene varicose giovano gli impacchi con lo
umidi e dapertutto dove si trova anche l’Or- stesso infuso.
tica. Fiorisce in aprile e maggio, nelle zone
montane anche più tardi. Dal rizoma stolonife- L’Ortica gialla è altamente raccomandata
ro partono fusti fino ad un’altezza di 50 cm; le contro la paralisi vesciale delle persone anzia-
foglie sono disposte in croce, ovali cuoriformi, ne nonchè contro il raffreddamento alla ve-
dentellate con i singoli denti arrotondati; i fiori scica e la nefrite. È particolarmente benefi-
70 La Salute dalla Farmacia del Signore

co un semicupio con l’aggiunta dell’infuso di rene e durante il collegamento al rene artifi-


questa pianta. ciale l’Ortica gialla, mescolata in parti uguali
con Aparine e Verga d’oro, porta a dei risultati
Contro l’atrofia renale, l’irrigazione del
eccellenti.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Un cucchiaino da dessert colmo su ¼ di litro d’acqua; sbollentare e lasciare


riposare brevemente.

Impacchi: Tre cucchiaini da dessert colmi su ½ litro d’acqua; sbollentare, lasciare


riposare brevemente. Bagnare delle pezze con tale infuso e farne degli impacchi.

Additivo al semicupio: Vedi «Note generali» sotto la voce «Semicupi» (utilizzare la


pianta intera).

Miscela per tisana: Mescolare in parti uguali Ortica gialla, Aparine e Verga d’oro.
Sbollentare con ¼ di litro d’acqua un cucchiaino da dessert colmo di questa miscela.

2.24 PIANTAGGINE (Plantago lanceolata)


Dall’abbondanza delle nostre erbe medici-
nali voglio scegliere come prossima una, che
nei tempi passati sembra essere stata tanto dif-
fusa come oggi ed abbia goduto della stessa
fama eminente. Una preghiera anglosassone
riportata in un manoscritto probabilmente risa-
lente all’undicesimo secolo d.C. e che invoca
nove piante, si riferisce anche alla Piantaggine
con i seguenti versi:
«E tu, Piantaggine,
Madre delle piante,
aperta verso l’oriente,
potente all’interno;
sopra di te cigolavano i carri,
sopra di te cavalcavano le signore,
sopra di te cavalcavano le spose,
sopra di te sbuffavano i torelli.
A tutti resistevi,
¤dizioniPDF 71

a tutti ti opponevi. le sue specie trova impiego in tutte le sue par-


Opponiti quindi anche al veleno, ti, radici, foglie, fiori e semi. Come nessun’al-
al contagio tra erba essa depura il sangue, i polmoni e lo
e al male stomaco facendo quindi un gran bene a colo-
che infesta il paese.» ro che hanno poco o cattivo sangue, polmoni e
reni deboli e l’aspetto pallido; che sono affetti
Oggi è come allora. Il male infesta il pae-
da sfoghi e lichen e tossiscono lievemente; che
se e, per combatterlo, ci occorrono piante cu-
hanno la voce rauca e rimangono magre come
rative come la Piantaggine esaltata in tutti gli
le capre anche se immerse nel burro. Giova ai
erbari. Sua parente, la Piantaggine maggio-
bambini malaticci che malgrado il cibo buono
re (Plantago major), non le è inferiore e viene
ed abbondante rimangono sembre magri.»
utilizzata allo stesso modo. Entrambe, pratica-
mente diffuse nel mondo intero, si trovano su Io stessa sono riuscita ad aiutare diverse
tutti i sentieri dei prati e sui cigli dei campi, nei persone affette da asma polmonare e bron-
fossati e negli umidi terreni incolti. chiale servendomi della Piantaggine e del Ser-
pillo, mescolati in parti uguali (vedi Modali-
tà di preparazione). Una tisana di questo tipo
è altamente raccomandabile contro il male al
fegato ed alla vescica. Contro la bronchite,
l’asma polmonare e quella bronchiale la ti-
sana produce un effetto grandioso e va prepa-
rata nel modo seguente: portare all’ebollizione
una tazza d’acqua con immerso uno spicchio
di limone (senza la buccia, se trattato con an-
tiparassitari) e un cucchiaino da dessert colmo
di zucchero candito marrone; alzare il bollo-
re per quattro o cinque volte, toglierla poi dal
fornello ed aggiungere soltanto allora un cuc-
chiaino da dessert colmo del miscuglio di tisa-
na. Lasciare riposare il tutto per trenta secondi.
In casi gravi la tisana va preparata tre o quat-
tro volte al giorno e bevuta a sorsi il più caldo
possibile.
Come si legge negli antichi erbari, il seme
della Piantaggine giova contro la formazione
Piantaggine maggiore
dei calcoli se se ne prendono otto grammi al
giorno. In aggiunta se ne beve la tisana. Lo sci-
La Piantaggine viene utilizzata in primo roppo di Piantaggine depura il sangue da tutti
luogo contro tutte le malattie degli organi re- i residui e dalle sostanze patogene. Se ne do-
spiratori, soprattutto contro il forte catarro, vrebbe fare una vera e propria cura ingerendo-
la tosse, la tosse canina, l’asma bronchiale ne ogni giorno un cucchiaio da tavola prima
e persino contro la tubercolosi polmonare. dei pasti (un cucchiaino da dessert per i bam-
Il parroco svizzero Künzle, medico naturista bini). Nell’ambiente degli agricoltori si sa sin
e conoscitore del grande potere curativo delle dai tempi più remoti che la Piantaggine è un ci-
nostre piante, scrive: «La Piantaggine e tutte
72 La Salute dalla Farmacia del Signore

catrizzante. Capitò un giorno che un agricolo- avevo messo in dubbio la Sua affermazione che
tore, feritosi gravemente con un arnese mentre la Piantaggine avrebbe guarito qualsiasi pia-
era al lavoro sui campi, con mia grande sor- ga anche se di vecchia data. La mia vicina
presa prese delle foglie fresche di Piantaggine, aveva un piede con una piaga che durava da
le stropicciò e le pose sulla ferita. Malgrado 17 anni e le impediva di uscire di casa. Il
le foglie non fossero state lavate, non si formò giorno successivo alla Sua conferenza le por-
alcuna infezione. Le foglie fresche, tritate, so- tai le foglie e gliele misi sulla gamba malata
no utili contro screpolature, tagli, punture di secondo le Sue prescrizioni. Debbo ritirare i
vespe e persino contro i morsi di cani arrab- miei dubbi: la piaga, con grande sorpresa di
biati, animali e vipere velenose; contro que- noi tutti, si rimarginò presto e durante questi
ste ultime, in casi di emergenza, quando non ultimi cinque mesi non si è più riaperta.»
è possibile ricorrere subito ad un medico. In
Ecco un’altro esempio: Un grande invalido
un antico erbario è scritto: «Quando un rospo
di guerra, con una protesi alla gamba, aveva
è punto da un ragno, si precipita presso una
sviluppato delle piaghe aperte sulla gamba
Piantaggine: lì trova soccorso.»
amputata dovute al lungo caldo estivo. Non
Le foglie fresche, stropicciate fra le due si riusciva a farle rimarginare nè con pomate,
mani, mescolate con un po’ di sale ed appli- nè con raggi o iniezioni. Non appena vi ap-
cate sul collo, guariscono i gozzi. Le foglie plicò la Piantaggine, le piaghe guarirono nel
di Piantaggine, infilate nelle scarpe, allonta- giro di una notte ed egli potette riprendere il
nano le vesciche provocate dal lungo cammi- suo lavoro consueto.
nare. Anche il tumore più maligno scompa-
Io stessa ebbi occasione una volta di trarre
re, se curato con foglie fresche tritate. Così
del beneficio dal succo fresco della Piantaggi-
le foglie applicate sulle zone malate giovano
ne. Anni fa la mia nipotina di un anno, che
contro le malattie ghiandolari maligne. In
stavo portando in braccio, per puro scherzo mi
questi casi, tuttavia, è opportuno macerare del-
aveva dato un morso nella guancia sinistra al
la Maggiorana (Origanum majorana) fresca (in
di sopra dell’angolo della bocca. Il punto mor-
casi di emergenza se ne può prendere anche di
so, per alcuni giorni mi procurò forti dolori.
quella essiccata) in olio d’oliva. Si mette della
Toccai la zona dolente leggermente con un ba-
Maggiorana in una bottiglia, vi si versa sopra
tuffolo intriso di essenza di Piantaggine. Ero
dell’olio e si lascia in un luogo riscaldato per
preoccupata che un giorno potesse formasi un
dieci giorni. L’olio di Maggiorana così otte-
indurimento maligno. Verso la fine di aprile
nuto viene spalmato sulle ghiandole ammala-
andai con mio marito a partecipare ad un con-
te che poi si coprono con foglie di Piantaggi-
vegno a Freistadt. Improvvisamente sentii nel
ne tritate e in ultimo si fascia con un panno
vecchio punto del morso un nudolo indurito
la parte ammalata. In breve tempo avverrà un
della grandezza di un cece. Subito mi pre-
miglioramento.
cipitai nei prati a cogliere una manciata di fo-
In occasione di una conferenza nella casa glie di Piantaggine, le stropicciai fra l’indice
della chiesa parrocchiale di Linz feci presente ed il pollice, toccando con esse diverse volte
che le foglie tritate della Piantaggine avrebbe- al giorno quel punto. Verso sera l’indurimen-
ro guarito qualsiasi piaga anche se vecchia di to era diventato quasi impercettibile; il mattino
dieci anni. Quando, cinque mesi dopo, parla appresso, con nostra somma gioia, era sparito
nella sala della scuola delle infermiere a Linz, del tutto. Pertanto non esagera proprio il parro-
una signora chiese la parola: «A suo tempo co Kneipp, quando nei suoi scritti sostiene che
¤dizioniPDF 73

per ogni malattia cresce un’erba. Più appro- sere se comprendessimo meglio il valore del-
fondisco la medicina naturistica, più numerosi le nostre erbe medicinali che incontriamo ad
sono i miracoli in cui m’imbatto. Moltissima ogni pie’ sospinto. Agli occhi degli ignoranti
gente muore ogni anno di questi tumori can- esse naturalmente non sono altro che erbacce.
cerosi accompagnati da terribili dolori mal- Cominciate ad occuparvene di più e perderete
grado l’esistenza delle erbe medicamentose lentamente tutti i Vostri mali.
appropriate. Quanto più sani potremmo es-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Un cucchiaino da dessert colmo su ¼ di litro d’acqua, sbollentare soltanto,


lasciare riposare brevemente.

Miscela per tisana (vedi testo): Un cucchiaino da dessert colmo della miscela di foglie
di Piantaggine e Serpillo in parti uguali; sbollentare con ¼ di litro d’acqua (vedi
testo).

Impacco di foglie: Lavare le foglie fresche di Piantaggine maggiore o lanceolata; schiac-


ciarle col matterello sul tagliere fino ad ottenere una poltiglia ed applicarla sulla
parte.

Sciroppo, 1° tipo: Passare al tritacarne quattro manciate abbondanti di foglie lavate di


Piantaggine. Alla poltiglia così ottenunta si aggiunga un po’ d’acqua, 300 g di
zucchero grezzo e 250 g di miele. Bollire lentamente girando sempre col mestolo
fino ad ottenere un liquido denso che si travasa ancora caldo in vasetti di vetro; una
volta raffreddato, conservare nel frigorifero.

Sciroppo, 2° tipo: In un vaso di vetro abbastanza ampio si mettono a strati le foglie lava-
te e lo zucchero grezzo, poi si comprime energicamente il tutto. La massa si posa.
Nei giorni successivi si ripete l’operazione fino a che non entri più niente nel va-
so. Scavare un buco in una zona riparata del giardino e mettervi il vaso chiuso con
4 strati di pergamena. Collocarvi sopra una tavola, e su questa un sasso. Quindi
coprire il tutto con la terra. La tavola ed il sasso però debbono rimanere in vista.
La temperatura uniforme della terra farà fermentare lo zucchero e le foglie,
trasformandoli in uno sciroppo. Dopo circa 3 mesi ricuperare il vaso, spremere
il succo attraverso una pressa da frutta (non un panno), portarlo brevemente all’e-
bollizione e travasarlo in vasi di vetro a chiusura ermetica. Chi non può effettuare
questo tipo di fermentazione, lasci il vaso al sole o nelle vicinanze di una fonte
di calore fino a che non si formi lo sciroppo. Anche questo sciroppo deve essere
portato brevemente all’ebollizione.
74 La Salute dalla Farmacia del Signore

Queste mie righe vogliono incoraggiare e Coda cavallina. I margini delle piaghe ven-
consolare anche tutti quei vecchi che da an- gono successivamente spalmati con pomata di
ni soffrono di piedi piagati. Anche le loro Calendula (vedi «Calendula»). Anche contro
piaghe rimargineranno mediante l’applicazio- le trombosi sono raccomandate caldamente le
ne di foglie di Piantaggine. L’età non incide foglie della Piantaggine. Questi esempi dimo-
minimamente. Se la piaga è accompagnata da strano chiaramente: ci si può fidare della far-
una tumefazione, si fanno dei pediluvi in una macia del Signore anche quando il malato è
macerazione di Malva oppure in un infuso di dato per spacciato dal medico.

2.25 PRIMULA (Primula officinalis)


germente. Il suo potere terapeutico è uguale
a quello della «Primula officinalis» e può es-
sere utilizzato allo stesso modo. – Una terza
specie, la «Primula auricula», è una pianta al-
pina, è severamente protetta e non può essere
raccolta.
Durante una colazione un mio vicino di ta-
vola mi raccontò di trovarsi in cura a Gallspa-
ch. Era l’ultima sua speranza. Poichè il perio-
do di cura verosimilmente si stava avvicinando
alla sua conclusione senza alcun successo, egli
non sapeva più a quale santo votarsi. Malgra-
do fortissimi sonniferi non trovava più quiete.
I neurologi di Linz e Vienna non riuscivano a
liberarlo da questo male. Quando la sera si co-
ricava stancomorto, lo assaliva un dolore co-
me se qualcuno spegnesse una sigaretta sul suo
I fiori giallo-oro di questo tipo di Primula avampiede. Di consequenza era completamen-
emanano un profumo mieloso gradevole, for- te esaurito nel corpo e nell’animo e molto vici-
mano un grappoletto su di uno stelo alto 10 - no alla disperazione. Gli risposi che conoscevo
20 cm che si leva dal centro di una rosetta di un’ottima tisana contro l’insonnia. Chissà
foglie. Questo tipo è chiamato anche «veris». se questa tisana avrebbe avuto effetto dopo il
Lo si trova prevalentemente su prati di monta- lungo periodo di somministrazione di sonniferi
gna, in collina o nelle Prealpi. La diffusissi- fortissimi? Egli tentò comunque. Ci eravamo
ma «Primula elatior» che cresce quasi in tutti incontrati la prima volta il 7 dicembre 1976.
i prati, nei margini dei boschi e sotto gli arbu- Sette giorni dopo mi recai presso alcuni amici
sti, porta in cima al suo alto stelo un grappolo suoi i quali, appena varcata la soglia, mi riferi-
di fiori giallo chiaro che profuma soltanto leg- rono già trionfanti che il nostro comune amico
¤dizioniPDF 75

era finalmente riuscito a dormire. Allo stesso nervosi. Il suo medico curante lo pregò quindi
tempo era sparito anche il dolore nell’avam- di fornirgli la ricetta di questa:
piede. La tisana aveva ristabilito la sua salute
in brevissimo tempo e annullato tutti i disturbi

tisana speciale contro l’insonnia

50 g di Primule
Sbollentare con ¼ di litro d’acqua un cucchiaino da des-
25 g di fiori di Lavanda
sert colmo di questa miscela lasciarlo riposare per tre mi-
10 g di Iperico
nuti. Sorseggiare la tisana molto calda prima di coricarsi.
15 g di coni di Luppolo
Dolcificarla con miele ove desiderato.
5 g di radici di Valeriana

La tisana dovrebbe essere preferita a tutti i abbia l’inclinazione alla gotta o ai reumatismi,
medicamenti chimici. Questi ultimi distruggo- beva per un lungo periodo ogni giorno da una
no il sistema nervoso, mentre la tisana guarisce a due tazze di tisana di Primula. I forti dolori
tutti i disturbi nervosi. si dissolveranno e scompariranno del tutto con
l’andar del tempo.»
Ogni anno in primavera mia madre racco-
glieva Primule perchè sapeva del loro potere La tisana di Primula è inoltre un ottimo
tranquillante su cuore e nervi. Si coglie tut- tonico per cuore e nervi, allevia l’emicrania
to il grappolo di fiori. Il parroco Kneipp era e il mal di testa nervoso, è efficacissima con-
un grande sostenitore della Primula. Un qua- tro la miocardite, l’idropisia e la tendenza
dro lo rappresenta infatti con una Primula in all’apoplessia. Una sbollentatura delle ra-
mano. Attraverso il suo effetto depuratore dici, mescolata col miele, rappresenta una
del sangue essa elimina tutte le tossine che buona tisana per i reni che porta via i calcoli
conducono alla gotta ed alle malattie reu- urinari. Raccomando la seguente:
matiche. Il parroco Kneipp dice: «Chiunque

tisana primaverile depurante del sangue

50 g di Primule
Sbollentare con ¼ di litro d’acqua un cucchiaino
50 g di germogli di
da dessert colmo di questa miscela e lasciar riposa-
Sambuco
re per tre minuti. Sorseggiarne due tazze al giorno
15 g di foglie di Ortica
dolcificando eventualmente con un po’ di miele.
15 g di radici di Tarassaco

Un rimedio favoloso contro i disturbi car- sciare il bottiglione, leggermente tappato, per
diaci è il vino di Primula, la cui preparazione 15 giorni al sole. Ogni volta che si presentano
è facilissima. Riempire un bottiglione da due i disturbi cardiaci se ne prenda un sorso; i ma-
litri con fiori freschi di Primula (l’intero grap- lati di cuore ne possono prendere fino a tre
polo di fiori) fino al collo versandoci sopra del cucchiai da tavola al giorno.
vino bianco naturale fino a coprirne i fiori. La-
76 La Salute dalla Farmacia del Signore

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Sbollentare con ¼ di litro d’acqua un cucchiaino da dessert colmo di Primula e


lasciare riposare brevemente.

Vino per il cuore: Preparazione e impiego vedi testo.

Tisana per il sonno: Miscuglio e impiego vedi testo.

Tisana primaverile (depuratrice del sangue): Miscuglio e impiego vedi testo.

2.26 SALVIA (Salvia officinalis)


foglie, opposte, biancastre, felpate, dal colo-
re argenteo, emanano un profumo leggermente
amarognolo e aromatico. La Salvia da giardi-
no deve essere piantata in luogo riparato e so-
leggiato. Dato che teme i geli, d’inverno la
copro con frasche di abete.
Un altro tipo, la Salvia dei prati (Salvia
pratensis) si trova sulle scarpate, nei pascoli e
nei prati. I fiori bleu-violacei brillano da lon-
tano ed emanano un profumo aromatico. Della
Salvia di prato di solito si utilizzano soltanto i
fiori per i gargarismi oppure per la preparazio-
ne di aceto alla salvia – nell’aceto naturale se
ne mette a macerare una manciata – impiegato
per le frizioni toniche e gradevoli durante una
lunga degenza. Se ne colgono le foglie prima
della fioritura, a maggio e giugno. Poichè
la pianta durante le giornate assolate e asciutte
sviluppa degli olii eterici, il momento migliore
per coglierne le foglie è quello di mezzogiorno
La Salvia, conosciuta quale papilionacea, quando fa caldo, ed essicarle all’ombra.
volgarmente chiamata Erba sacra, Té di Gre- La Salvia officinale, tuttavia, possiede un
cia, Erba savua, Salvia da osei e Selvia, è ori- potere terapeutico superiore del quale mi occu-
ginaria dell’Europa meridionale; presso di noi però più dettagliatamente qui di seguito. Già
è coltivata nei giardini. Raggiunge un’altezza presso i nostri avi la Salvia era una celebre
di 30 - 70 cm; i suoi fiori sono verticillati. Le
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pianta medicinale. Un proverbio del 1300 di- ne sorseggiano due tazze al giorno. La tisana
ce: «Perchè morire finché nel giardino cresce influisce favorevolmente sul fegato, libera dal-
la Salvia?» Il nome stesso rispecchia il grande le flatulenze e da tutti i disturbi connessi con
rispetto del quale godeva questa pianta presso il fegato indisposto. Funge inoltre da depura-
gli uomini sin dall’antichità. Il nome Salvia è tore del sangue, elimina il muco dagli organi
derivato dal latino «salvare» (guarire). respiratori e dallo stomaco, stimola l’appe-
tito e libera dai disturbi intestinali e dalle
Quanto la Salvia fosse decantata in tem-
diarree.
pi remoti ce lo dimostra il testo di un vecchio
bellissimo erbario: «Allorchè la Santa Vergine Esternamente l’infuso di Salvia è partico-
Maria dovette fuggire insieme a Gesù Bambi- larmente consigliato contro tutte le infiamma-
no, chiese aiuto a tutti i fiori campestri; ma zioni delle tonsille, le malattie della gola, i
nessuno le concesse riparo. Allora si chinò focolai purulenti dei denti, le faringiti e le
verso la Salvia ed ecco che vi trovò ricovero. infiammazioni del cavo orale. In molti bam-
Sotto il suo fogliame folto e riparatore ella si bini ed adulti non si sarebbe arrivati all’ope-
nascose col Bambino dagli sgherri di Erode. razione delle tonsille, se ci si fosse serviti in
Questi passarono innanzi e non la scoprirono. tempo della Salvia. Quando mancano le ton-
Superato il pericolo, la Vergine riapparve dal sille, le quali, come poliziotti, trattengono
di sotto della pianta e disse amorevolmente al- e trasformano le sostanze tossiche del cor-
la Salvia: “D’ora in poi e per l’eternità sarai po, queste sostanze si riversano direttamen-
una delle piante preferite degli uomini. Ti da- te sui reni. Un infuso di Salvia giova altresì
rò il potere di guarirli da qualsiasi malattia; contro denti sanguinanti e vacillanti, contro
salvali dalla morte come hai fatto con me.”» l’atrofia e le ulcere delle gengive. O si fanno
Da allora quest’erba fiorisce sempre per la sal- degli sciacqui, oppure si applicano fiocchi di
vezza dell’uomo. Quando per lunghi anni si cotone imbevuti con esso.
sono raccolte esperienze con le piante medici-
Le persone nevrotiche e le donne con ma-
nali, e spesso in casi gravi si è cercato l’aiu-
lattie addominali dovrebbero assolutamente
to della Madonna, si intuisce attraverso la fede
fare ogni tanto dei semicupi a base di Salvia
profonda e la sincera fiducia, che ella proten-
(vedi: Modalità di preparazione).
de le sue mani in difesa del potere miracoloso
delle nostre piante medicinali. Sulle punture degli insetti si applicano
delle foglie di Salvia sminuzzate. A parte l’u-
La tisana di Salvia bevuta ripetutamen-
tile impiego come pianta medicinale, la Salvia
te rinforza tutto il corpo, previene i colpi
va sempre ricordata quale squisita spezia in cu-
apoplettici ed è efficacissima nelle paralisi.
cina. La si aggiunge in piccolissimi quantitati-
Contro il sudore notturno è, a parte la Lavan-
vi alle pietanze grasse, come gli arrosti di ma-
da, l’unica pianta medicinale che giovi; gua-
iale, di oca o di tacchino. Anche il sapore della
risce completamente la malattia, causa del su-
cacciagione migliora con l’aggiunta di una fo-
dore notturno, liberando il paziente attraverso
gliolina di Salvia. Se non altro per motivi di
i suoi poteri tonici della grande debolezza che
salute, si dovrebbe ricorrere alla Salvia come
accompagna questo male. Molti medici han-
ingrediente di formaggi alle erbe e salse verdi.
no riconosciuto le buone qualità della Salvia;
In alcune regioni si cuociono «pizzette» o «fo-
se ne servono con successo contro le convul-
cacce» alla Salvia. Si aggiungono alla pasta
sioni, le malattie del midollo dorsale, quel-
delle foglioline di Salvia come generalmente
le ghiandolari nonchè contro il tremore delle
si suol fare con l’Anice.
membra. Durante le malattie sopra citate se
78 La Salute dalla Farmacia del Signore

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Sbollentare con ¼ di litro d’acqua bollente 1 cucchiaino da dessert colmo di


Salvia; lasciar riposare il tutto per breve tempo.

Aceto alla Salvia: Riempire una bottiglia fino al collo di fiori di Salvia di prato, sen-
za comprimerli e versarci sopra dell’aceto naturale sino a coprire i fiori; lasciar
riposare la bottiglia così confezionata per 15 giorni al sole o al calore.

Semicupi: Macerare per una notte in acqua fredda quattro manciate di foglie. Il giorno
appresso riscaldare il tutto fino all’ebollizione e versarne il filtrato nell’acqua del
bagno (vedi anche Note generali sotto «Semicupi».)

2.27 SERPILLO o PEPOLINO (Thymus serpyllum)


A mezzogiorno, quando il sole è alto, i cu-
scinetti di fiori violacei emanano un profumo
che richiama insetti e api. Da sempre mi attira-
vano questi fiori meravigliosi con il loro profu-
mo interessante; il mio affetto ed il mio amore
appartiene a loro sin dalla mia infanzia.
Nell’undicesimo secolo il Timo giunse a
noi provenendo dai paesi del Mediterraneo e
le specie coltivate e poi nuovamente inselva-
tichite si trovano principalmente sotto la for-
ma di Timo volgare (Thymus vulgaris) nei no-
stri orti. Il loro effetto fitoterapico è uguale.
Sin dall’antichità il Timo è una pianta cono-
sciutissima. La tradizione lo descrive così: «Il
Timo è soprattutto forte e caloroso. È diure-
tico e favorisce le mestruazioni, stimola gli
È chiamato anche Timo cedrato, Semolino aborti e accelera nelle nascite normali l’usci-
selvatico, Serpollo, Erba solterella e Sarapullo. ta del bambino dall’addome materno. La po-
Cresce lungo i ciglioni assolati, sulle scarpate, zione preparata con esso depura le nobili parti
lungo i margini aridi dei boschi e spesso so- interne del corpo.»
pra i piccoli formicai nei prati. Richiede molto
La Badessa Ildegarda di Bingen menzio-
calore e sole e si mantiene quindi su piani sas-
na il Timo quale fitofarmaco contro la lebbra,
sosi e pascoli alpini dove il calore del terreno
contro la paralisi e le malattie nervose. Chi
si riflette in modo particolare.
¤dizioniPDF 79

la mattina, invece di una tazza di caffè o di ha continuato a bere la tisana di tali erbe.
tè beve una tisana di Timo, sentirà presto
Un mio bambino di quattro anni non riusci-
l’effetto benefico: freschezza di mente, buo-
va a riprendersi dopo un tifo. Per due anni di
na sensazione gastrica, mancanza di tosse
seguito tentammo diverse cose senza successo.
mattutina, benessere generale.
Dopo un solo bagno di Timo, durato 20 mi-
Ma il Timo è anche un’erba «religiosa»: nuti, che mi era stato suggerito, uscì un altro
Quando a suo tempo la Madonna attraversò bambino dalla vasca. Come se si fosse azio-
le Alpi si sedette per riposare su di un prato nato un bottone, tutto il male cadde dalle sue
del Karwendel ricoperto da Timo profumato. spalle come un manto ed egli da quel dì rifiorì
Secondo un’altra leggenda fece una coronci- visibilmente.
na coi fiori profumati per mettersela sul capo
Il Serpillo deve essere raccolto durante la
il giorno delle sue nozze con San Giuseppe.
sua fioritura, da giugno fino ad agosto; il più
Da allora questi fiori hanno un grande potere
efficace è quello colto sotto il sole di mezzo-
contro ogni sorta di male.
giorno. I fiori possono essere messi a mace-
Tutti gli erboristi sostengono che il suo rare nell’olio in una bottiglia riempita fino al
profumo faccia bene al «cervello». «Una collo oppure se ne può preparare uno scirop-
corona di Serpillo fresco messa sul capo ne po. L’olio di Timo viene applicato contro la
allevia i dolori e le forti fitte.» paralisi, i colpi apoplettici, la sclerosi mul-
tipla, l’atrofia muscolare, i reumatismi e le
Timo o Serpillo, Camomilla e Achillea,
distorsioni.
colti sotto il sole e messi sul capo sotto forma
di un cuscinetto di erbe essiccate e bevuti con- Contro i crampi dello stomaco o delle me-
temporaneamente come tisana, giovano contro struazioni nonchè contro gli spasmi addomi-
le nervralgie facciali. Se sono accompagna- nali il Timo è consigliato sia internamente che
te da spasmi, si applica anche un cuscinetto di esternamente. Se ne bevono due tazze al gior-
Aglio ursino essiccato. no. Esternamente, contro gli spasmi, si applica
un cuscinetto di fiori e steli essiccati e colti sot-
Un agricoltore di 79 anni soffriva da 27 an-
to il sole di mezzogiorno. Prima di coricarsi,
ni di una gravissima forma di nevralgia faccia-
questo cuscinetto va riscaldato in una pentola e
le. Già aveva subito diverse operazioni al viso.
applicato allo stomaco o sull’addome. I cusci-
Si era buscato questo male quando una volta
netti di erbe sono raccomandati altrettanto
era tornato a casa dai campi completamente
contro i tumori e le contusioni.
zuppo ed era stato chiamato nella sua qualità
di sindaco a presiedere una riunione d’emer- Il Timo unito alla Piantaggine è un col-
genza. Non si era concesso il tempo per cam- laudatissimo rimedio contro le malattie delle
biarsi gli abiti. Durante gli ultimi mesi della vie respiratorie. Contro gravissimi catarri e
sua malattia, la sua bocca, per i dolori, si era asma bronchiali e persino contro la tosse asi-
storta fin quasi all’orecchio. All’inizio porta- nina giova una tisana di Timo e Piantaggine,
rono un leggero miglioramento degli impacchi mescolati in parti uguali, aggiungendo limone
con le Erbe Svedesi. Soltanto quando le er- e zucchero candito. La si prepara di fresco,
be sopra menzionate e colte sotto il sole era- quattro o cinque volte al giorno; se vi è peri-
no state racchiuse in un cuscinetto ed applicate colo di una polmonite, questa tisana, sorseg-
a lui, il miglioramento fu improvviso. Anche giata ogni ora, non mancherà di agire. Presso
dopo la scomparsa della nevralgia facciale egli molte madri il Serpillo fortunatamente non è
80 La Salute dalla Farmacia del Signore

ancora dimenticato. Ma spesso non si consi- dovrebbero servirsi di queste frizioni. Quante
dera che la somministrazione ai bambini di preoccupazioni potrebbero risparmiarsi certe
bevande provenienti direttamente dal frigo- famiglie, se un bambino ammalato fosse stato
rifero possono provocare una bronchite cro- trattato tempestivamente col Serpillo, sia sot-
nica che più tardi può anche trasformarsi in to forma di tisana o di bagni. Molti bimbi
un enfisema con grave affano. irrequieti o nervosi hanno riacquistato un
sonno sano dopo un bagno di Timo. Ma
La tintura di Timo o Serpillo (vedi «Mo-
anche persone con un’irritabilità nervosa o
dalità di preparazione») serve da frizione per
con depressioni si sentono subito rinascere
rinforzare gli arti nei bambini di scarso svi-
dopo un tale bagno.
luppo; ma anche i malati di sclerosi multipla

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Sbollentare con ¼ di litro d’acqua un cucchiaino da dessert colmo di erbe;


lasciare riposare brevemente.

Additivo al bagno: Per un bagno completo 200 g di erbe (vedi Note generali sotto la
voce «bagni completi»).

Tintura di Timo: Riempire fino al collo una bottiglia con i fiori colti sotto il sole di mez-
ziogiorno; versarvi sopra dell’acquavite a 38° - 40° e lasciare al sole per quindici
giorni.

Olio di Timo: Riempire, senza comprimerli, una bottiglia con i fiori colti sotto il sole di
mezzogiorno e versarvi sopra dell’olio spremuto a freddo (vergine) fino a superare
di 2 cm il livello dei fiori stessi. Lasciare riposare per quindici giorni al sole o nelle
vicinanze di una fonte di calore.

Cuscino di erbe: Riempire un cuscinetto con le erbe e cucirlo.

Sciroppo: Con le mani bagnate riempire un vaso di vetro di fiori e gambi colti sotto
il sole. Comprimerli fortemente a strati con zucchero grezzo. Lasciare il tutto
per circa tre settimane in un luogo assolato. Quando si filtrano, i fiori ed i gambi
imbevuti di zucchero vanno lavati con pochissima acqua che sarà aggiunta allo
sciroppo. Ora si fa evaporare lo sciroppo tenendo bassa la fiamma del fornello ed
evitando così che bolla. Lo sciroppo non deve risultare nè troppo fluido nè troppo
denso e pertanto lo si lascia raffreddare una o due volte per fare la prova.

Non vorrei dimenticare di menzionare che Si versa la tisana in un termos e se ne sommi-


il Serpillo rappresenta un ottimo rimedio con- nistra all’alcolizzato un cucchiaio ogni quarto
tro l’alcolismo. Si versa un litro di acqua bol- d’ora. Si manifesteranno nausea, vomito, for-
lente su una manciata abbondante di Timo; si te diarrea e abbondante diuresi, sudorazione e
copre la pentola e si lascia riposare due minuti. contemporaneamente forte appetito e sete. In
¤dizioniPDF 81

caso di ricaduta, inevitabile all’inizio ma con tutto l’anno come cura della durata di due o
l’andar del tempo sempre meno frequente, si tre settimane per volta con interruzioni di dieci
ripete la cura. giorni.
Il Timo o Serpillo è suggerito anche con- È meraviglioso e molto sano lo sciroppo di
tro l’epilessia. Si bevono due tazze di tisa- Timo. Contro i raffreddori va somministrato
na al giorno, non durante gli attacchi ma per prima dei pasti.

2.28 TARASSACO (Taraxacum officinale)


luoghi troppo umidi. La distinguono 2 caratte-
ristiche molto appariscenti: essa giova contro
le colecistopatie e le epatopatie.
Se ne raccolgono le foglie prima della fio-
ritura, le radici in primavera e autunno e gli
steli durante la fioritura. Tutta la pianta è me-
dicinale. Io stessa ho preso l’abitudine in pri-
mavera di portare tutta la pianta in tavola come
insalata o di preparare per la cena un’insalata
mescolata con patate e uova sode. Trovandomi
in Yugoslavia per una cura, notai che ai vil-
leggianti, oltre le altre insalate fresche, veniva
servita tutti i giorni una scodellina d’insala-
ta di Tarassaco. Il medico, uno specialista ce-
lebre, rispose alla mia domanda in merito che
il Tarassaco aveva un’ ottima influenza sul
fegato. Oggi so che gli steli freschi, ove se ne
mangino da cinque a sei al giorno, portano ra-
pido sollievo contro l’epatite cronica (dolore
acuto e pungente fin sotto la scapola destra).
Volgarmente il Tarassaco è chiamato an- Giovano altresì contro il diabete. Sarebbe op-
che Dente di leone, Soffione, Piscialetto, In- portuno che i diabetici ne mangiassero fino a
grassaporci, Bofarella, Cicoria selvaggia e Ci- dieci gambi al giorno durante il periodo della
coria burda. Questa pianta, nei prati artificiali fioritura. Si lavano gli steli con l’infiorescen-
considerata un’erbaccia fastidiosa, rappresen- za ancora attaccata, la quale viene poi aspor-
ta un’erba medicinale preziosa per l’uma- tata, e infine si mangiano gli steli masticando
nità sofferente. Fiorisce in aprile e maggio lentamente. Lo stelo, in un primo momento
lungo tutti i viottoli, nei prati e nei campi er- ha un sapore amarognolo, è croccante e suc-
bosi, un tappeto giallo di fiori che ogni anno coso e si presenta al palato come una foglia
ritorna ad entusiasmarci. La pianta evita i
82 La Salute dalla Farmacia del Signore

di endivia. Persone sempre malaticce che si se che cosa ne avrebbe fatto, imparammo
sentono fiacche e svogliate, dovrebbero fare la ricetta dello squisito sciroppo che qui Vi ri-
quindici giorni di cura a base di freschi steli porto affinchè la possiate copiare: versare un
di Tarassaco. Saranno sorpresi dell’eccellente litro d’acqua fredda su quattro manciate ab-
effetto ottenuto. bondanti di fiori di Tarassaco e portarlo lenta-
mente all’ebollizione. Appena alzato il bollo-
Gli stessi aiutano anche contro altri distur-
re, tirare via la pentola dal fornello e lasciare
bi. Liberano dal prurito della pelle, dal lichen
riposare il tutto per una notte. Il giorno ap-
semplice e dagli sfoghi, migliorano i succhi
presso versare tutto in un setaccio, lasciarlo
gastrici e depurano lo stomaco da ogni sorta
sgocciolare e spremere i fiori con entrambe le
di sostanze tossiche. Riescono a sciogliere i
mani. Al succo così ottenuto aggiungere ora 1
calcoli biliari e stimolano l’attività del fega-
kg di zucchero e la metà di un limone tagliato
to e della colecisti. Oltre ai sali minerali, il
a fette. Più limone darebbe un sapore acre. Ri-
Tarassaco contiene importanti principi medici-
mettere la pentola senza coperchio sul fornel-
nali e ricostituenti che sono utilissimi contro le
lo. Onde mantenere tutte le vitamine, tenere
malattie del ricambio. A causa della sua azio-
la fiamma il più basso possibile. Così il liqui-
ne disintossicante sul sangue esso aiuta inol-
do evapora senza bollire. Lasciare raffredda-
tre contro la gotta ed i reumatismi; i gonfiori
re la massa una o due volte. Non deve risul-
delle ghiandole si riassorbono quando si rie-
tare troppo densa altrimenti si cristallizzereb-
sce a seguire la cura degli steli freschi per tre o
be dopo un periodo prolungato di conservazio-
quattro settimane. Il Tarassaco porta ad ottimi
ne, ma neanche troppo liquida, per evitare che
risultati anche nella cura dell’itterizia e delle
inacidisca. Deve diventare uno sciroppo denso
malattie della milza.
che, spalmato sul panino o su una fetta di pane
Le radici del Tarassaco, mangiate crude, o imburrato, ha un ottimo sapore.
sotto forma di tisana ricavata dopo l’essicca-
Una volta capitò che un falegname venne
zione, hanno un effetto disintossicante del san-
a lavorare presso di noi, cui per la cena avevo
gue, aiutano la digestione e sono diuretiche, fa-
preparato un piatto di affettato, mentre la no-
voriscono la sudorazione e tonificano. Rendo-
stra famiglia si dilettava con fette di pane im-
no fluido il sangue e sono considerate un ot-
burrate e spalmate con lo sciroppo di Tarassaco
timo rimedio contro la viscosità. Tutti gli er-
fresco e squisito. Al nostro falegname venne
bari riferiscono che le donne si servivano della
voglia di assagiarne un po’. Nella sua quali-
tisana di foglie e radici come cosmetico. Con
tà di apicultore non voleva credermi che fossi
essa solevano lavarsi occhi e viso «sperando in
stata io stessa a preparare questo «miele». Fu
tal modo di ottenere un volto puro». La pianta
entusiasta e sostenne che lo sciroppo non era
fa parte di quelle che non si riposano duran-
quasi distinguibile dal vero miele. A questo
te i mesi invernali e producono foglie anche
punto vorrei aggiungere che i malati di reni
durante la stagione fredda. Ogni anno, in
non sopportano bene l’acidità del vero miele
primavera, mi preparo uno sciroppo di fiori di
mentre lo sciroppo di Tarassaco viene tollerato
Tarassaco che ha un ottimo sapore e giova al-
meglio.
la salute. A Natale il mio panforte lo preparo
soltanto con lo sciroppo di Tarassaco. Questa preziosa pianta medicinale occupa
un posto significativo nella medicina popolare.
Mia madre una volta incontrò una don-
Purtroppo la maggior parte della gente la di-
na che nel suo grembiule raccolto porta-
sprezza e vede in lei soltanto un’erbaccia noio-
va fiori di Tarassaco. Quando le chie-
¤dizioniPDF 83

sa. Durante una processione del Corpus Domi- va il Tarassaco pur non abitando in una gran-
ni notai un portabandiera il cui viso era detur- de città ma in un piccolo centro come il no-
pato dall’acne. Richiamai l’attenzione di sua stro. Quando le descrissi la pianta, mi rispose
madre sull’effetto disintossicante della Ortica risentita che simili erbacce non erano davvero
e del Tarassaco. Nemmeno la madre conosce- adatte a suo figlio.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Per una notte lasciar riposare un cucchiaino colmo di radici di Tarassaco in ¼
di litro d’acqua; il giorno appresso riscaldare il tutto fino all’ebollizione e filtrar-
lo. Sorseggiare questo quantitativo una mezza ora prima e una mezz’ora dopo la
colazione.

Insalata: Prepararla di foglie e steli freschi e crudi (vedia sopra).

Steli: Masticare lentamente e mangiare ogni giorno da 5 a 10 steli crudi e freschi.

Sciroppo: Vedi sopra.

2.29 VERGA D’ORO (Solidago virgaaurea)


Volgarmente è chiamata anche Erba giu-
daica, Erba da pesci, Basto d’oro. La si trova ai
margini dei boschi e dei canali, sulle scarpate e
nelle radure delle foreste. Il fusto cespuglioso
dai capolini stellati color giallo-oro raggiunge
un’altezza di circa 80 cm. Se ne colgono i fiori
nei mesi luglio - ottobre. Vengono usati con-
tro le malattie e emorraggie intestinali. La
Verga d’oro è però celebrata soprattutto quale
ottimo rimedio contro le malattie renali.
Fiori e foglie della Verga d’oro hanno un
effetto rinfrescante e, data la sua proprietà disi-
dratante, questa pianta è consigliata nelle ma-
lattie renali e urinarie. Il grande naturista sviz-
zero Künzle riferisce nei suoi scritti di un uo-
mo di circa 45 anni sofferente di una gra-
ve malattia renale in progressivo peggiora-
mento ed a cui si era dovuto asportare un
84 La Salute dalla Farmacia del Signore

rene. Anche l’altro rene era infiammato e non tato, egli stette già notevolmente meglio. Però
riusciva più a lavorare normalmente. Allora si serviva esclusivamente di erbe fresche di
l’uomo iniziò una cura a base di Verga d’o- campagna. Dopo la terza settimana era privo
ro. Mescolò Verga d’oro, Aparine e Orti- di disturbi.
ca gialla in parti uguali, ne fece una tisana
Tutti gli stati psichici si riflettono sul re-
e ne sorseggiò 3 o 4 tazze durante la gior-
ne. Pertanto, dopo uno shock psichico (che si
nata, dopo di che i suoi disturbi scompar-
tratti della morte improvvisa di un caro paren-
vero completamente, come diceva, entro 15
te o di un qualsiasi incidente) è sempre il re-
giorni.
ne più di ogni organo a risentirne. La Verga
La Verga d’oro è efficace, insieme all’A- d’oro dimostra di essere quella pianta medi-
parine e all’Ortica gialla o bianca, persino cinale che influisce benevolmente sull’emoti-
nell’atrofia e irrigazione del rene nonchè nel vità della persona. Di conseguenza sarebbe
raccordo al rene artificiale. In tutti e tre i casi opportuno bere della tisana di Verga d’oro
riuscii attraverso la cura con le suddette erbe allorchè si subiscono delle delusioni o altri
ad ottenere dei risultati: un uomo di 52 anni, traumi psichici.
affetto da atrofia del rene, e da lungo tempo
Percepiamo l’effetto equilibratore della
abbandonato dai medici come incurabile, po-
Verga d’oro nelle gravi perturbazioni senti-
sto precocemente in pensione, arrivò ansiman-
mentali come di una mano che accarezza e le-
te e sudato su per le scale fino al primo piano
nisce. Basta a volte la visione di questa pianta
dove risiedevo, e si gettò, a corto di respiro,
in mezzo al paesaggio per calmarci. Dovrem-
su una delle poltrone. Nel giro di appena una
mo essere riconoscenti di sapere vicino a noi
settimana, dopo aver bevuto giornalmente tre
una pianta tanto consolatrice.
tazze della tisana a base del miscuglio sopraci-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: Su un cucchiaino da dessert colmo versare ¼ di litro d’acqua bollente; scottare


appena e lasciar riposare brevemente.
Anche del miscuglio indicato se ne prende un cucchiaino colmo, come sopra.

2.30 VERONICA (Veronica officinalis)


Quando i Romani occuparono la Germa- universale». In un vecchio libro erboristico
nia, impararono a conoscere dalla popolazio- lessi una volta, che anche i Romani si erano
ne indigena la Veronica, pianta medicinale ap- persuasi del suo grande potere curativo. Allor-
prezzata più di ogni altra presso i Teutoni. Era chè desideravano fare un complimento parti-
infatti chiamata «l’elisir di tutti i mali» e vol- colare ad un amico o conoscente, solevano di-
garmente viene a tutt’oggi chiamata «panacea re che le sue buone qualità equivalevano alla
¤dizioniPDF 85

glorificatissima Veronica. ficacia quelle crescenti ai margini dei boschi e


sotto le querce.
Mi ricordai di questa citazione quando un
giorno un signore mi parlò del suo alto con- Questa pianta medicinale, trasmessaci sin
tenuto di colesterolo nel sangue. Diceva di della remota antichità, è un buon additivo alle
essere stato ricoverato in ospedale a più ripre- tisane depuratrici e, insieme ai freschi germo-
se. Gli consigliai di prendere due tazze di tisa- gli d’Ortica, serve a guarire completamente gli
na di Veronica al giorno. La mia soddisfazione eczemi cronici. Contro i fastidiosi pruriti del-
fu grande allorchè sei mesi più tardi mi riferì l’età avanzata non si può raccomandare abba-
che in occasione di un’analisi recente, i medici stanza la Veronica. Le persone deboli e sen-
erano rimasti stupiti di non aver più trovato un sibili la sopportano bene come curativo dello
notevole contenuto di colesterolo. stomaco ad azione stimolatrice della dige-
stione. Guariscono inoltre le mucosità dello
stomaco ed i disturbi intestinali.
Vorrei sottolineare soprattutto, che la Ve-
ronica produce un effetto guaritore grandioso
nei confronti della nervosità dovuta a fatiche
intellettuali. Una tazza bevuta la sera, prima
di coricarsi, fa miracoli a causa del suo effetto
tranquillante. Il parroco svizzero Künzle con-
siglia questa tisana prima di andare a dormire
alle persone che debbono svolgere un intenso
lavoro intellettuale. Favorisce la buona me-
moria e disperde sensazioni di vertigine. Me-
scolata a radice di Sedano, elimina le oscil-
lazioni d’umore e la malinconia. Agisce in
modo eccellente persino contro l’itterizia e la
renella, contro i dolori articolari, reumatici
e gottosi.
Un parroco mi riferisce: «Con l’uso del-
la Veronica e della Coda cavallina (mescolate
in parti uguali, due tazze al giorno), con mia
La Veronica, volgarmente chiamata anche grande sorpresa, sono spariti, nel giro di 15
Tè svizzero, Tè d’Europa, Erba del Tai, prefe- giorni, i miei vuoti di memoria. Durante la
risce il terreno secco e cresce nei boschi, nei predica mi capitava di dimenticare delle pa-
luoghi disboscati, vicino alle siepi, a recinzio- role importanti. Diventavo insicuro e nervo-
ni, ad arbusti, nei fossi, lungo i sentieri e ai so. Le erbe hanno giovato inaspettatamente e
margini delle foreste. Si presenta con un fu- presto.»
sto peloso dalle foglie dentate dai riflessi d’ar- Anche nei catarri bronchiali secchi la Ve-
gento che terminano in alti grappoli di spighe ronica ha saputo fare dei miracoli. Come ti-
fiorite il cui colore varia dal celeste al viola. sana pettorale ci si serve di un miscuglio di
Al tocco perde facilmente le foglie. Periodo Polmonaria (volgarmente chiamata anche «Er-
di fioritura: maggio - agosto. Si raccolgono le ba macchiata»), foglie di Farfara, Piantaggine
sommità fiorite delle quali hanno maggiore ef-
86 La Salute dalla Farmacia del Signore

e Veronica, in parti uguali, dolcificando con un te e a lenta guarigione, soprattutto nella zona
po’ di miele, oppure si possono scottare le erbe dello stinco. Innanzitutto si lavano le ferite con
con acqua bollente nella quale sia stato sciolto una tisana; si coprono, durante la notte, con un
un po’ di zucchero candito. impacco permeato di un infuso appena scottato
e si fascia con un panno pesante.
Contro l’itterizia e i mali di fegato e del-
la milza, raccomando la seguente tisana: 50 Chi soffre di reumatismi e di gotta, do-
g di radici di Tarassaco, 25 g di fiori di Cico- vrebbe provare una volta l’efficacissima tintu-
ria, 25 g di Asperula e 50 g di Veronica. Me- ra di Veronica, facilmente preparabile in casa
scolare bene. Sorseggiarne due tazze al giorno (vedi «Modalità di preparazione»). Questa tin-
(per ogni ¼ di litro d’acqua un cucchiaino da tura viene applicata esternamente sotto forma
dessert colmo di questa miscela). di frizione, mentre per uso interno se ne pren-
dono giornalmente 15 gocce in poca acqua o
Dalla pianta in fiore si può ottenere anche
nel tè.
un succo fresco, consigliabile nelle malattie
croniche della pelle e soprattutto negli eczemi In tutti i modi, bevete ogni anno per un cer-
(la ricetta vedi sotto «Modalità di preparazio- to periodo di tempo la tisana di Veronica appe-
ne»). Se ne prende un cucchiaino colmo, due na colta. Essa non solo diminuisce, ma previe-
o tre volte al giorno. ne anche l’arteriosclerosi e ridona, attraver-
so il suo effetto depurativo del sangue, una
La Veronica, negli antichi libri di erboriste-
nuova elasticità al corpo. Pertanto vi prego di
ria, viene raccomandata anche come erba vul-
far tesoro di questo consiglio!
neraria e la consiglio per le ferite infiamma-

MODALITÀ DI PREPARAZIONE

Tisana: 1 cucchiaino colmo da dessert per ogni ¼ di litro d’acqua, scottare soltanto e
lasciar riposare brevemente.

Succo fresco: Si lavano le sommità fiorite e bagnate, si spremono con la centrifuga


elettrica ad uso domestico. Indi si raccoglie il succo in piccole bottiglie, che si
conservano nel frigorifero.

Tintura: Due manciate di erbe fiorite e tritate si lasciano macerare in un litro di acquavite
di grano a 38 - 40° al sole o in luogo riscaldato, per 15 giorni.

Miscela di tisana: Un cucchiaino colmo da dessert su ¼ di litro d’acqua; scottare


soltanto e lasciare riposare brevemente.
¤dizioniPDF 87

2.31 VISCHIO (Viscum album)


Chi non conosce questa meravigliosa pian- antichissimo effetto curativo è riconosciuto an-
ta medicinale che con l’ausilio di radici suc- che dal medico seguace di Kneipp, Dr. Bohn.
chianti fa da parassita a tutti gli alberi e senza Egli consiglia il Vischio ai tempi nostri contro
la quale la nostra vita è impensabile? Cresce le convulsioni ed i disturbi isterici.
in forma globosa sulla pianta sua dimora. Le
Se ne raccolgono le foglie ed i piccoli ra-
foglie sono sempreverdi, simili al cuoio e di
metti che per l’essiccazione vengono tagliuz-
colore giallo verdastro. La bacca è biancastra
zati, soltanto dai primi di ottobre fino a metà
e traslucida, internamente vischiosa ed attac-
dicembre nonchè nei mesi di marzo ed aprile.
caticcia. Gli uccelli distribuiscono i semi ap-
Durante il resto dell’anno il Vischio è pri-
piccicosi strofinando il becco sul ramo oppu-
vo di potere curativo. Le piante col maggiore
re espellendoli non digeriti con gli escrementi.
potere medicinale sono ritenute quelle parassi-
Soltanto in questo modo è possibile la propa-
te delle querce e dei pioppi; ma sono efficaci
gazione di questa pianta, tanto più che il seme
anche quelle che si trovano su abete, pino sil-
non germina nè in acqua nè in terra.
vestre e alberi da frutto. Un altro consiglio per
la raccolta: nei mesi di marzo e aprile il Vi-
schio non possiede quasi bacche. Gli uccelli
le hanno mangiate nel corso dell’inverno. Per-
tanto il taglio delle foglie e dei rametti richie-
de meno lavoro in quanto non occorre disfar-
si delle bacche appiccicose che durante i mesi
di ottobre - dicembre sono ancora attaccate al
Vischio.
Spesso mi hanno chiesto perchè decantassi
tanto il Vischio che dopo tutto è tossico. Ma
il Vischio stesso, cioè le foglie ed i rami, non
sono affatto velenosi mentre lo sono soltan-
to le bacche ove ingerite. Amalgamandole
con lo strutto di maiale per ottenere una po-
mata (vedi «Modalità di preparazione»), si può
applicare quest’ultima esternamente contro i
congelamenti con ottimi risultati.

Il Vischio era considerato sacro nell’anti- Una donna da molti anni aveva il naso con-
chità e veniva usato come pianta medicinale gelato. Durante l’inverno la poveretta quasi
e magica. È una pianta piena di misteri. Era non aveva più coraggio di uscire di casa con
sacra ai Druidi (sacerdoti celti), i quali la rite- quel naso violaceo. I disturbi aumentavano di
nevano un medicinale contro qualsiasi male. I anno in anno. Le consigliai di fare, durante la
sacerdoti la staccavano dalla pianta ospite me- notte, degli impacchi di poltiglia di bacche fre-
diante un coltello d’oro accompagnando que- sche di Vischio. Anche se suona poco credibile
st’atto con delle cerimonie solenni. Gli antichi debbo confermare che nel giro di pochi giorni
medici erboristi l’usavano come ottimo rime- il naso era guarito.
dio di effetto sicuro contro l’epilessia. Questo
88 La Salute dalla Farmacia del Signore

Dato che il Vischio possiede un’ottima in- bi alla vista scompaiono. Il Vischio combatte
fluenza sulla funzione ghiandolare, esso si di- contemporaneamente tutte le affezioni cardia-
mostra un eccellente mezzo metabolico. Con- che sicchè si può asserire a ragion veduta che
temporaneamente ha una tale influenza dul esso sia un aiuto indispensabile in tutti i distur-
pancreas da far sì che il diabete, curato a bi circolatori e cardiaci. La nostra epoca, tanto
lungo con la tisana, perda la sua causa d’o- stressante che richiede a tutti gli uomini il mas-
rigine. Soprattutto persone sofferenti di una simo impegno premendo su di loro con ritmo
malattia metabolica cronica dovrebbero pro- incalzante, ha veramente una grande necessità
vare una volta a bere regolarmente per alme- di tali rimedi.
no sei mesi la tisana di Vischio. Quando il
Molte delle lettere pervenutemi fino ad og-
bilancio ormonico non è in regola, il Vischio
gi dimostrano che persone con alta pressio-
si dimostra efficacissimo. In questo caso è
ne sanguigna, forti disturbi circolatori, fiac-
opportuno berne due tazze al dì, mattina e sera.
chezza, disturbi cardiaci, vertigini, svoglia-
Contro l’arteriosclerosi il Vischio è un tezza nel lavoro, grazie al Vischio perdevano
eccellente rimedio, stimatissimo e consigliato in breve tempo questi disturbi. Si sentivano be-
contro il colpo apoplettico, che avviene diffi- ne ed avevano ricuperato la voglia di lavorare.
cilmente se preventivamente si è bevuto rego- Tre tazze al giorno di tisana di Vischio prepara-
larmente la tisana di Vischio. Se però il colpo te a freddo e bevute a sorsi durante la giornata
apoplettico è già avvenuto, se ne bevono per normalizzeranno anche la Vostra circolazione
sei settimane tre tazze al giorno; per tre setti- ed il Vostro cuore, garantendo quindi delle mi-
mane due tazze, per due settimane una tazza, gliori prestazioni sul lavoro. Si dovrebbe co-
e cioè la prima tazza metà prima e metà dopo munque una volta all’anno effettuare una cura
colazione, e così a pranzo e a cena. a base di tisana di Vischio per la durata di sei
settimane: per tre settimane se ne bevono tre
La tisana di Vischio trova impiego anche
tazze al di, per due settimane due, e per una
come emostatico. Risucchiando attraverso il
settimana una. La circolazione e la pressione
naso la tisana fredda, essa è efficace nelle
del sangue durante queste sei settimane si sa-
emorragie nasali e ingerita lo è nelle emorra-
ranno ristabilite. Onde mantenere costante il
gie polmonari e in quelle intestinali durante
buono stato di salute sarebbe opportuno conti-
il tifo o la dissenteria.
nuare per tutto l’anno a bere ogni mattina una
Il Vischio può essere considerato il miglior tazza di tisana di Vischio.
rimedio per il cuore e la circolazione sangui-
Un signore della zona di Magonza soffriva
gna. Nelle gravi disfunzioni circolatorie non
da anni di bassa pressione sanguigna e certi
si ricorrerà mai abbastanza al Vischio. Poichè
giorni a tal punto da non riuscire quasi a svol-
contiene delle sostanze attive che normalizza-
gere il suo lavoro di mugnaio. Invano aveva
no il metabolismo dell’intero organismo, si ve-
consultato famosi medici non sotanto in Ger-
rifica l’incredibile fatto e cioè che il Vischio ri-
mania ma anche in Svizzera. Rimase scettico
duce la pressione sanguigna troppo elevata
di fronte alla mia osservazione che il Vischio
ed aumenta la pressione sanguigna troppo
era efficace in ogni alterazione della pressio-
bassa. In questo modo viene calmato il cuo-
ne sanguigna. Eravamo in aprile ed i Vischio,
re agitato e potenziata l’attività cardiaca. Tutte
ancora terapeutico, poteva essere raccolto da-
le manifestazioni collaterali all’ipertensione o
gli alberi. Alcune settimane dopo, durante una
all’ipotensione quali senso di oppressione al
conferenza che tenevo in una cittadina dell’Al-
capo, vertigini, ronzio nelle orecchie e distur-
¤dizioniPDF 89

ta Austria, il nostro mugnaio, proveniente dalla A digiuno una mezz’ora prima della colazione
bella regione di Magonza, sedeva in prima fi- e la sera prima di coricarsi se ne prendono ogni
la per riferire a tutti gli ascoltatori come la sua volta 25 gocce in un po’ d’acqua. Le gocce
pressione sanguigna a suo tempo tanto bassa, di Vischio, comunque, si ottengono anche in
a causa del Vischio era ritornata perfettamente farmacia.
normale.
Tempo fa la stampa di Londra diffuse la no-
Anche le donne dovrebbero servirsi della tizia di tre gruppi di ricercatori, indipendenti
tisana di Vischio. La circolazione sanguigna tra di loro, arrivati alla conclusione che una
normalizzata elimina i disturbi uterini e me- grande percentuale delle donne oltre la cin-
struali, soprattutto le forti emorragie me- quantina aveva sviluppato un cancro alla
struali nonchè quelle puerperali. Ne dovreb- mammella quando per la cura prolungata
bero bere per alcuni anni specialmente durante dell’ipertensione aveva consumato dei me-
i disturbi della menopausa accompagnati da dicamenti ipotensivi. Perchè correre questo
palpitazioni e tachicardia, vampate, senso di rischio quando disponiamo del nostro eccel-
angoscia e di soffocamento. I disturbi scom- lente Vischio? Ultimamente il Vischio viene
pariranno del tutto e non ci si accorgerà più di impiegato in medicina come preparato preven-
trovarsi ancora in fase di climaterio. Il succo tivo e profilattico del cancro. Le esperienze
fresco del Vischio riesce inoltre ad eliminare dimostrano continuamente l’effetto depurativo
la sterilità della donna. Il Vischio va lavato e terapeutico delle erbe medicinali. Servite-
bene e posto, ancora bagnato, nella centrifuga vi di questi rimedi per migliorare e sostenere
elettrica ad uso domestico per estrarne il succo. costantemente la Vostra salute.

MODALITÀ DI PREPARAZIONE (Vischio)

Tisana: La tisana di Vischio va preparata soltanto a freddo. Per una notte lasciar riposare
un cucchiaino colmo di Vischio in ¼di litro d’acqua; il giorno seguente riscaldare
il tutto leggermente e filtrarlo. Avendo bisogno di una grande dose giornaliera,
la tisana dovrebbe essere conservata in un termos precedentemente sciacquato con
acqua calda o riscaldata a bagno Maria ogni volta che serve.

Tintura: Gocce di Vischio già pronte sono disponibili in farmacia.

Succo fresco: Lavare rametti e foglie freschi e centrifugarli ancora umidi nell’apparec-
chio domestico.

Pomata: Amalgamare a freddo le bacche di Vischio bianche e fresche con strutto


di maiale sì da ottenerne una pomata omogenea (applicarla esternamente nei
congelamenti).
90 La Salute dalla Farmacia del Signore

2.32 CORDIALE (per il cuore)


Nell’opuscolo «So heilt Gott» (Così gua- Papa Eugenio III aveva indagato sulle doti
risce Dio) «La Medicina della S. Ildegarda di veggente di Ildegarda ed il suo Charisma fu
di Bingen quale nuova terapia naturista» del ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa. Ora,
Dr. Gottfried Hertzka, pubblicato presso la dopo 800 anni, la medicina moderna ha rico-
Christiana-Verlag di Stein am Rhein (Svizze- nosciuto l’esattezza anche delle sue scoperte
ra), che non dovrebbe mancare in nessuna casa mediche.
cristiana, è citata fra altre una magnifica ricetta
Il Dr. Hertzka, medico generico praticante
per i malati di cuore con la quale si ottengono
la terapia naturista a Costanza sul lago omoni-
dei risultati veramente straordinari.
mo, ci ha trasmesso nel suo opuscolo «So heilt
La Badessa Ildegarda di Bingen è vissuta Gott» alcune ricette di Ildegarda.
800 anni fa (1098 - 1179) ed è morta quindi
La ricetta del Cordiale produce degli effetti
all’età di 81 anni. Quale cosidetta mistica ave-
eccezionali in tutte le debolzezze del cuore e
va, pur essendo perfettamente sveglia, una spe-
nelle vere cardiopatie occupando, come spie-
cie di televisore celeste davanti agli occhi. Co-
ga il Dr. Hertzka, un notevole spazio nella sua
me asserisce e dichiara esplicitamente alla fine
attività quotidiana di medico. Io stesso ho tra-
della sua opera che l’aveva impegnata per tutta
smesso diverse volte ad altri questa ricetta otte-
la vita, tutti i suoi scritti ed ogni cosa registrata,
nendo dei risultati sorprendenti. Anche in ca-
erano nati da queste immagini e parole celesti;
si di angina pectoris il Cordiale ha procurato
ogni malattia ed ogni medicinale riportato era
sensibili miglioramenti.
stato rivelato da Dio.

LA RICETTA DEL CORDIALE

Immergere 10 fusticini freschi di prezzemolo in un litro di vino aggiungendovi uno o due


cucchiai di aceto di vino. Far bollire il tutto a fuoco lento per 10 minuti (attenzione alla
schiuma). Aggiungervi 300 g di miele d’api autentico e far bollire altri 4 minuti. Filtrare
il Cordiale caldo e travasarlo in bottiglie previamente sciacquate con un po’ di alcool ad
alta gradazione. Chiudere ermeticamente. La posa che si formerà non nuoce e può essere
tranquillamente ingerita col Cordiale stesso.

Il Dr. Hertzka sostiene: «Qualsiasi vino tu 3 o anche più cucchiai al giorno e qualsiasi
prenda, che sia rosso o bianco, fa lo stesso, fitta al cuore (dovuta al cambiamento del tem-
purchè sia puro. . . Devi badare soltanto a ri- po o a qualche agitazione) svanirà. Non essere
spettare l’ordine dell’operazione: il miele va parco o pauroso, perchè il Cordiale non ti nuo-
aggiunto dopo la prima bollitura e deve poi cerà mai. Non soltanto nei lievi dolori iniziali
bollire a sua volta insieme al resto. Non te- al cuore, ma anche nelle debolezze di cuore,
mere la bollitura. . . cucinati tranquillamente e persino nelle vere e proprie cardiopatie ot-
il tuo Cordiale.» terrai spesso gran giovamento e forse talvol-
ta addirittura la guarigione utilizzando questo
Egli spiega inoltre: «Quando ti capita di
Cordiale al prezzemolo e miele.» Il 21 gennaio
avvertire il battito del tuo cuore, prendi 1, 2,
1980 ricevetti una lettera da una signora del-
¤dizioniPDF 91

la regione di Salisburgo che diceva quanto se- avuto sempre dei dolori; da questi non avreb-
gue: «Le comunico che mi sono preparata il bero potuto liberarmi. Ciò significava che mi
Cordiale e che ho ottenuto dei risultati ecce- sarei dovuta rassegnare. Ma grazie al Cordia-
zionali. Dieci anni fa fui operata; mi dissero le i miei fastidi sono scomparsi in capo a due
che avevo un cuore debole e che pertanto avrei mesi. Ora anche la fiacca se n’è andata.»

2.33 Un’ottima MISCELA per tisana


adatta alla tavola famigliare
Con l’entrare della primavera si inizia la raccolta dei primi fiori di Farfara e si continua durante
le altre stagioni a raccogliere tutta la grazia che la natura ci offre a larghe mani:

Farfara (fiori, e più in là anche le foglie)


Primula (capolini)
Violette di ogni tipo (fiori e foglie)
Polmonaria (chiamata anche Borrana selvatica), capolini
Acetosella (fiori)
Edera terrestre (Erba codeina) pochissima, solo per insa-
porire (capolini)
Ortica (i primi germogli giovani in primavera)
Alchemilla (foglie e fiori)
Veronica (fiori, fusti e foglie)
Fragole (foglie), Rovo e Lampone (germogli)
Sambuco (germogli, più tardi fiori)
Margheritina e Tiglio (fiori colti sotto il sole)
Camomilla (colta sotto il sole)
Spirea ulmaria (fiori)
Calendula (fiori)
Asperula (fiori, fusti e foglie)
Serpillo (fiori, fusti e foglie)
Melissa (fiori, fusti, foglie, anche senza fiori)
Menta (fiori, fusti, foglie, anche senza fiori)
Achillea (colta sotto il sole, ma solo poca)
Verbasco (fiori, colti sotto il sole)
Iperico (fiori, colti sotto il sole)
Origano (selvatico, fiori e foglie)
Epilobio (fiori, fusti, foglie)
Picea (gemme giovanissime)
Aparine (fiori, fusti e foglie)
Rosa (petali di tutte le tinte) purchè concimata biologica-
mente.
92 La Salute dalla Farmacia del Signore

Queste erbe ben essiccate vengono mesco- campagna. Per ogni tazza (¼ di litro d’ac-
late nel tardo autunno ed utilizzate per una ti- qua) se ne prende un cucchiaino da dessert col-
sana eccellente, sana, aromatica e squisita. Es- mo; sbollentare solamente e lasciare riposare
sa arricchirà la Vostra cena durante l’inverno brevemente.
e Vi ricorderà le belle ore estive trascorse in
Capitolo 3
ERBE SVEDESI

3.1 PICCOLO AMARO SVEDESE

Le Erbe Svedesi vanno messe a macerare in un litro e mez-


10 g di Aloe (*) zo di acquavite di grano o di frutta a 40° in una bottiglia dal
5g di Mirra collo largo, lasciandola per 15 giorni al sole o in vicinanza
0,2 g di Zafferano di una fonte di calore.
10 g di foglie di Cassia Scuoterla ogni giorno, prima di filtrarla per il travaso in una
10 g di Canfora (**) bottiglia più piccola ed ancora, ogni volta prima di servirsi
10 g di Rabarbaro radice del suo contenuto.
10 g di Curcuma radice Il resto, cioè quello che non è stato travasato nella bottiglia
10 g di Manna più piccola, può essere conservato un mese e mezzo e oltre.
10 g di Teriaca Veneziana Il liquido va travasato in bottiglie piccole che poi, chiuse
5g di Carlina radice ermeticamente, vanno conservate in frigorifero. Questo eli-
10 g di Angelica radice sir può essere conservato per molti anni. Più riposa, più
aumenta il suo effetto.

* Invece dell’Aloe può essere utilizzata la polvere di Assenzio.


** È ammesso esclusivamente l’uso della Canfora naturale, cioè quella cinese.

La seguente ricetta fu trovata, dopo la sua dese e rettore della facoltà di medicina, Dr.
morte, fra gli appunti del celebre medico sve- Samst. Il Dr. Samst era deceduto all’età

93
94 La Salute dalla Farmacia del Signore

di 104 anni in seguito ad un incidente men- che dovevano essere sistemate senza indugio
tre cavalcava. Anche i suoi genitori ed i suoi ed utilizzate, quando mi colpì un nuovo attac-
nonni avevano raggiunto un’età patriarcale. co. Poichè mi avevano assicurato che le gocce
potevano essere prese sia per via interna che
Ciò che ora vi dirò suonerà proprio come
esterna sotto forma di impacchi, non esitai ad
una favola; invece è accaduto veramente. Da
applicare sulla mia pancia del contone ba-
giovane giunsi gravemente ammalata nei pres-
gnato con le gocce coprendolo con un foglio
si di Lembach nel Mühlviertel. Dopo essere
di plastica e, legatomelo addosso col reggi-
stata espulsa dalla mia patria nei Sudeti e si-
calze me ne tornai al mio lavoro. Una sen-
stemata in un campo profughi bavarese, mi ero
sazione meravigliosa di calore pervase tutto
ammalata di tifo addominale, di intossicazio-
il mio corpo e improvvisamente ebbi l’im-
ne di carne alla quale si aggiunse un’epatite e
pressione come se qualcuno, con un unico
un’occlusione intestinale. Rimasi in ospedale
gesto della mano, mi liberasse da ogni ma-
più di sei mesi. Allorchè mio marito fece ve-
le. Vi assicuro che con quest’unico cataplasma
nire in Austria me, il bambino e le nostre due
portato per tutta la giornata sotto il reggical-
madri, io ero ancora molto debole sulle gambe.
ze avevo allontanato tutti i disturbi degli ultimi
Di notte ero colpita da dolori che trafiggeva-
mesi. La malattia era come volatilizzata; mai
no il mio corpo come spade. In quei momen-
più ebbi neanche un solo attacco.
ti non riuscivo a stare nè seduta nè coricata e
contemporaneamente mi assalivano accessi di Nostro figlio, che allora aveva sei anni, ag-
vomito e di diarrea. Ero proprio ridotta a mal gredito da un cane lupo, era rimasto terribil-
partito. Il medico diagnosticò postumi di tifo mente sfigurato. Delle cicatrici ipertrofiche di
che spesso si manifestano per lunghi anni dopo colore rosso scuro si formarono in seguito sul
la malattia. Un giorno una signora mi portò suo volto, dal naso alla bocca. Nel «manoscrit-
una bottiglietta contenente un liquido bru- to antico» si legge al punto 33 che tutte le ci-
no scuro molto profumato. Aveva saputo del- catrici, le stigmate ed i tagli, anche se di anti-
la mia malattia e voleva aiutarmi. Queste Erbe ca data, quando vengano inumidite con queste
Svedesi avevano liberato anche lei da un male gocce per 40 volte scompaiono definitivamen-
gravissimo. Nella copia che portava con se di te. Bagnammo quindi ogni sera in questo mo-
un «Antico Manoscritto» veniva spiegato in do le cicatrici del bambino prima di metterlo a
46 punti come queste gocce avrebbero guari- letto. Presto svanirono completamente, anche
to ogni sorta di infermità. La ricetta, diceva, quelle all’interno del naso.
provveniva dalle opere postume di un celebre
Con queste esperienze alle spalle giunsi a
medico svedese il quale, come gli altri membri
Grieskirchen nel 1953. Durante una visita ad
della famiglia, aveva raggiunto un’età straordi-
una fattoria incontrai la giovane moglie dell’a-
nariamente avanzata. Secondo il punto 43, le
gricoltore, madre di due bambini, mentre mun-
gocce di Erbe Svedesi guarivano persino «ul-
geva le vacche nella stalla. Mi disse che da
cere pestose e bubboni anche se avevano or-
settimane era in preda a dolori di capo insop-
mai raggiunto la gola». In un primo momen-
portabili e poichè il medico temeva un tumo-
to riposi le gocce nella farmacia di casa. Non
re, ella sarebbe dovuta andare a Linz per una
volevo proprio credere che queste, dall’aspetto
radiografia. Il giorno stesso le inviai mio fi-
così modesto, potessero restituirmi la salute vi-
glio con una bottiglietta di Erbe Svedesi affin-
sto che nemmeno il mio medico vi era riuscito.
chè, per mezzo di un impacco, fosse liberata
Ma presto mi ricredetti. Ero seduta davanti ad
dai dolori almeno di notte. Ero proprio allibi-
un cesto enorme pieno di pere più che mature
¤dizioniPDF 95

ta quando alle sette del mattino seguente trovai si era trattato di una sinusite trascurata che
l’agricoltore sull’ingresso di casa mia. «Cosa era guarita con l’applicazione di un solo im-
hai mandato a mia moglie? Dopo l’applicazio- pacco. La donna ancora oggi giura sulle Erbe
ne del cotone inumidito, i dolori sono scom- Svedesi. Anni fa ebbe per giunta l’occasione
parsi in due minuti. Al mattino poi, dal na- di salvare la figlioletta da una brutta polmoni-
so si sono liberati verso la faringe due tappi te per cui non rimane ormai più sfornita delle
grossi come mignoli, color mattone.» Infatti famose gocce.

In vendita in erboristeria, 200 ml

Una donna soffriva da diverse settimane di rono le vie di respirazione e attraverso il naso
una sinusite purulenta dolorosissima. La re- uscirono dei grossi tappi di puss.
spirazione attraverso il naso era diventata im-
Conoscevo di vista una giovane signora la
possible. Delle cure energiche di antibiotici e
quale, dopo la nascita del suo sesto bambino,
raggi non erano servite a nulla. Allora appli-
sembrava soltanto l’ombra di quella che era
cò durante la notte gli impacchi di Erbe Sve-
stata prima. Le parlai e venni così a sapere che
desi su fronte, occhi e naso. Sin dopo la pri-
non riusciva ad ingerire più nulla. Dovette
ma applicazione percepì un sollievo. Dopo tre
mandare tutti i suoi figli presso altre famiglie.
impacchi durante le notti successive si libera-
96 La Salute dalla Farmacia del Signore

Le consigliai le Erbe Svedesi. Circa tre setti- gini delle mani distorte, mi accorava profon-
mane più tardi la rividi che era tornata la fresca damente. Le consigliai le Erbe Svedesi che in
e sana signora di prima. Le gocce avevano fat- Germania a quell’epoca erano in vendita sotto
to miracoli. Riusciva nuovamente a mangiare il nome di «Crancampo». Oggi molte farma-
tutto ed i figli erano tornati da lei. Disse: «È cie e drogherie vendono le Erbe Svedesi se-
stato come se da me si fosse staccato un gros- condo la ricetta sopra riportata. Tutto questo
so animale», e raccontò inoltre che sua madre avvenne nel febbraio del 1964. In settembre
era stata ricoverata all’ospedale con un piede dello stesso anno ricevetti una telefonata della
terribilmente gonfio e che già da molto tem- giovane signora da Gallspach la quale mi chie-
po camminava soltanto col bastone. 75 inie- deva di andarla a prendere alla fermata della
zioni non avevano apportato alcun giovamen- corriera a Grieskirchen. In un primo momen-
to. Aveva inviato alla madre il «manoscritto» to rimasi piuttosto perplessa e successivamente
consigliandole le Erbe Svedesi che infatti eb- proprio stupita quando vidi la giovane signora
bero un effetto rapidissimo. Il piede era tornato tutta sorridente, ancora appoggiata al bastone,
normale ed il bastone era diventato superfluo. scendere dall’autobus. La rigidità e le deformi-
tà delle mani erano totalmente sparite come in
Un giorno ricevetti dalla Germania una let-
gran parte anche le deformazioni ai piedi. Sol-
tera con la quale una mia conoscente mi pre-
tanto nella gamba sinistra erano ancora gonfi
gava di occuparmi dal punto di vista psichico
il ginocchio e il malleolo. Ma anche questo
di sua nipote a quell’epoca a Gallspach. Quan-
gonfiore entro il 3 agosto 1965, ossia un anno
do la giovane mi venne a trovare per la prima
dopo, era completamente scomparso. Allora
volta a Grieskirchen, presi un grande spavento.
si recò per l’ultima volta a Gallspach, senza
La dovevano sollevare dalla macchina, infilar-
bastone e perfettamente guarita. Durante la
le due grucce, e il corpo storpio richiedeva,
nascita del suo quarto bambino i suoi reni
nonostante tutti questi aiuti, oltre ¼ d’ora per
avevano subito un danno che aveva prodot-
raggiungere il mio appartamento sito al primo
to queste terribili deformazioni nel giro di
piano. Le articolazioni di entrambi i piedi era-
una solta notte. Ogni giorno aveva aggiun-
no deformate, le dita delle mani irrigidite ed
to per tre volte un cucchiaio di Erbe Svede-
incapaci di reggere qualsiasi cosa. Camminan-
si a un po’ d’acqua tiepida, sorseggiandola
do trascinava i piedi e il torso veniva spinto in
prima e dopo i pasti. Non ostante che le er-
avanti a scossoni. Ero rimasta sulla soglia del-
be fossero state macerate nell’acquavite, i reni
l’appartamento e, mentre premevo le mani al
avevano sopportato benissimo l’alcool.
cuore, non riuscivo a dire altro che: «Come ha
fatto una giovane signora come Lei a ridur- Vorrei riferirVi ancora qualche altra espe-
si in questo stato?» «Nel giro di una notte», rienza fatta con l’incredibile effetto delle Erbe
mi rispose, «dopo la nascita del quarto bam- Svedesi. Da mia sorella, che vive in Germa-
bino.» D’improvviso, dunque, questa giovane nia, appresi che una nostra conoscente di Lip-
bella signora si era trovata storpia nel suo letto. sia si trovava da 15 anni inchiodata ad una se-
In Germania era stata trascinata da un medico dia a rotelle. Durante la guerra risiedeva a Pra-
all’altro senza che nessuno riuscisse ad aiutar- ga e nel 1945 come volle la sorte di migliaia
la. Da quattro anni si recava due volte all’an- di tedeschi era stata rinchiusa nella cantina del
no a Gallspach presso il Dr. Zeileis, il quale suo palazzo e vi era rimasta per settimane in-
era costretto a dirle che poteva soltanto lenire tere senza nè paglia nè altro materiale per gia-
ma non guarire. La visione di questa poveretta ciglio. In seguito raggiunse Lipsia insieme al
mentre prendeva la tazza del caffè con i mar- marito. Presto si presentarono gravissime de-
¤dizioniPDF 97

formazioni alle articolazioni. Alla fine non direttamente sulla mia gamba. Dal ginocchio
le rimase che la sedia a rotelle. Seppi di que- in giù tutta la gamba si era colorata di rosso
sta triste sorte soltanto in occasione della morte scuro e viola e in aggiunta si erano formati due
improvvisa del marito. Lasciata sola, la pove- nodi grossi come un pugno. Mi trasportaro-
ra donna paralizzata fu sfrattata dall’apparta- no alla macchina e poi nella mia camera. Mio
mento e trasferita in una camera ammobiliata. marito voleva chiamare il medico di Ebensee,
Non è permesso spedire erbe medicinali o altri ma io lo pregai di prepararmi un cataplasma di
prodotti medicamentosi dall’Austria nella Re- Erbe Svedesi. Dopo circa ½ ora riuscii da so-
pubblica Democratica Tedesca. Ero quindi co- la a scendere le scale per raggiungere la sala
stretta ogni due mesi a spedire le Erbe Svedesi da pranzo, e il giorno appresso la gamba era
per Lipsia da una località bavarese di frontiera. tornata liscia come prima. Non si vedeva la
Presto ricevetti delle lettere piene di speranza. benchè minima traccia di un’ecchimosi, anche
L’ammalata ingeriva tre volte al giorno un i grossi nodi erano spariti.
cucchiaio di Erbe Svedesi diluito in un po’
Fu sempre all’Offensee che accadde anche
d’acqua, prima e dopo ogni pasto. Lenta-
un altro incidente. Una bambina di 4 anni fu
mente le deformazioni diminuirono e le ar-
punta nel braccio da un calabrone. Il brac-
ticolazioni si fecero più mobili. Pregavamo,
cio si gonfiò smisuratamente. Andai a pren-
lei a Lipsia, io a Grieskirchen. Dopo 9 mesi si
dere le Erbe Svedesi. Prima ancora che i ge-
verificò il fatto che questa donna, a suo tempo
nitori e la bambina si fossero rivestiti ero già
immobile, ora in via di lenta guarigione, do-
pronta con l’impacco. Mentre ci stavamo re-
po 15 anni di sedia a rotelle, uscisse la prima
cando alla macchina applicai il cotone impre-
volta di casa. Recuperava di giorno in giorno.
gnato sulla zona tumefatta. Arrivati alla mac-
Tornò a pulire da sola i vetri delle finestre e a
china, dopo una camminata di circa tre minuti,
svolgere altri lavori domestici che prima era-
la tumefazione era già svanita. Il medico non
no stati eseguiti da estranei di buona volontà.
fu più necessario.
Quanto fosse grande la sua fede in Dio durante
il periodo della sua grave infermità è dimostra- Stavamo cogliendo lamponi quando fui
to dal fatto seguente: durante la sua degenza la punta nel pollice da un insetto velenoso. Du-
gioia della sua vita era stato un tiglio sul qua- rante la notte il pollice divenne turgido come
le si affacciava la sua finestra. Il rinverdire e un salsicciotto. Mentre facevo la spesa, una
la fioritura dell’albero, l’ingiallire delle foglie donna esclamò spaventata: «Lei deve anda-
ed il divertente andirivieni degli uccellini fra i re subito all’ospedale, un’infezione del genere
rami spogli nei mesi invernali erano stati per può essere letale!» La notte successiva appli-
lei una costante fonte di gaiezza. Ogni giorno cai un pezzo di cotone imbevuto di gocce di
ringraziava il Signore per questa grazia. Erbe Svedesi e puntualmente la mattina dopo
il pollice era ritornato normale.
Andavamo qualche volta a fare i bagni al-
l’Offensee. A prendere il sole ci sedevamo Un’altra volta mi capitò una disgrazia in la-
spesso in riva al lago su un ciocco di legno. Un vanderia. Fu quando le lavatrici domestiche
giorno trovammo questo ciocco appoggiato ad non erano ancora provviste del dispositivo di
una recinzione. Accanto ad esso avevo lasciato sciacquo. Con una pinza di legno si estraevano
la mia borsa da bagno. Prima di tornare a casa dall’acqua bollente i panni attorcigliati fra di
mi chinai per infilarvi costumi ed asciugama- loro. Io ho l’abitudine di eseguire tutto con ra-
ni. Improvvisamente fu come un fulmine a ciel pidità e grande slancio. Le pinze scivolarono
sereno. Il pesantissimo ciocco si era abbattutto e mi si conficcarono con forza straordinaria
98 La Salute dalla Farmacia del Signore

nell’occhio destro. Stordita dal dolore e per ria. Ma inizialmente la comunicazione fra di
metà cieca barcollai fino al primo piano. Non noi era stata difficile a causa della sua sordi-
appena applicato sopra l’occhio l’impacco im- tà. L’antico manoscritto dice: «Ristabilisco-
bevuto di Erbe Svedesi, i terribili dolori si pla- no anche l’udito perduto». Quindi le chiesi
carono. Dopo un po’ di tempo volli esaminare di inumidire diligentemente il condotto uditivo
i risultati allo specchio. La zona circostante con gocce di Erbe Svedesi. Nel detto condot-
l’occhio dall’alto verso il basso era livida. Ap- to si introduce l’indice inumidito con le goc-
poggiato sopra l’occhio il cotone imbevuto e ce. Ma non bisogna trascurare di immettervi
copertolo con un pezzetto di plastica, fascia- anche un po’ d’olio per evitare il prurito. La
to il tutto con un fazzoletto ripiegato, tornai signora inumidì contemporaneamente anche le
in lavanderia un quarto d’ora dopo l’inciden- parti intorno all’orecchio, intorno agli occhi,
te. Per alcune notti ripetei le stesse operazioni le tempie e la fronte. Improvvisamente le tor-
affinchè non potesse svilupparsi nulla di grave. nò l’udito e subito il suo volto riprese l’aspetto
fresco e giovanile di prima. Quando un giorno,
Come ogni anno mi trovavo in cura nei ba-
mentre stava scendendo dall’autobus, fu inve-
gni Kneipp di Mühllacken, quando la caposala
stita da una macchina e scaraventata col viso
mi presentò una signora che per i forti dolori
sulla strada, furono ancora le Erbe Svedesi a
stava entrando nella stanza ripiegata su se stes-
riportare alla normalità quel volto livido e ros-
sa. Soffriva di forti coliche biliari e cercava
so. Il 1° febbraio ha celebrato il suo 89° com-
consiglio presso di me.Tutte le medicine non
pleanno. Ora sente di nuovo bene e fra di noi
erano servite a niente ed il medico le racco-
riusciamo a comunicare benissimo. Spessissi-
mandava di farsi operare. La pregai di spo-
mo le persone che seguono le mie conferen-
gliarsi e le applicai un cataplasma di Erbe
ze mi riferiscono di essere riuscite, grazie alle
Svedesi sulla zona della colecisti. (Per questo
gocce di Erbe Svedesi, ad eliminare il loro
tipo di impacco occorre prima spalmare sulla
apparecchio acustico avendo ricuperato l’u-
pelle, o dello strutto di maiale, o della crema di
dito. Le gocce dunque servono persino contro
Calendula, per evitare che l’alcool irriti la cu-
la sordità ed in tutti i casi, per via interna o
te. Si applica un pezzo di cotone imbevuto ma
esterna, in cui si presentano dolori. La buona
ben strizzato sulla parte dolente coprendolo
irrorazione sanguina provocata da queste goc-
e con un altro pezzo di cotone asciutto e con
ce elimina in poco tempo i dolori delle zone
un foglio di nylon per mantenere il calore;
ammalate. Pertanto si consiglia di applicare i
infine si fascia tutto con un panno. Appena tol-
cataplasmi di gocce di Erbe Svedesi sull’occi-
to l’impacco bisogna spolverare con un po’ di
pite dell’epilettico. La causa di questi attacchi
talco onde evitare arrossamenti e prurito. Sta-
spesso risale a molto tempo addietro; forse una
vo per infilare alla signora il reggicalze sopra
caduta sulla testa o uno shock nell’infanzia.
il cataplasma, quando ella si raddrizzò escla-
mando: «Ecco, sono svaniti tutti i dolori!» In Dopo una conferenza a Gallspach mi si av-
brevissimo tempo si erano dileguati i suoi di- vicinò un giovane che aveva subito un pauroso
sturbi. Oltre gli impacchi, più tardi prese le incidente d’auto con doppia frattura della ba-
gocce anche ad uso interno, ingerendone tre se cranica. Dopo che era guarito dalle ferite,
volte al giorno un cucchiaino da dessert di- si verificarono ogni giorno vari attacchi epi-
luito in un po’ d’acqua o tisana, e non ebbe lettici. Gli consigliai di applicare dei catapla-
più alcuna colica. smi di gocce di Erbe Svedesi sull’occipite e di
ingerire ogni giorno quattro tazze di tisana di
Da diversi anni assisto una signora solita-
Ortica con due cucchiai di gocce di Erbe Sve-
¤dizioniPDF 99

desi. Nei gravi attacchi epilettici è importante, corpo.


oltre l’applicazione di impacchi sull’occipite
Quando ci coglie d’improvviso un raffred-
ingerire anche tisana di Ortica. Qualche me-
dore con tutto il corteo dei sintomi quali spos-
se più tardi il giovane mi venne a trovare per
satezza, fiacca, pesantezza nella fronte e nello
raccontarmi che gli attacchi epilettici si erano
stomaco, non occorre altro che tenere sotto il
completamente dileguati.
naso un batufolo di cotone inumidito di goc-
Con grande successo si curano le menin- ce Svedesi e respirare profondamente. Su-
giti, le ferite alla testa dovute a colpi e ca- bito si avverte sollievo nella zona del naso e
dute, la balbuzie ed i disturbi della parola della fronte. Se il raffreddore è più avanzato e
mediante cataplasmi di gocce di Erbe Svede- sono affetti anche i bronchi, conviene aspirare
si sull’occipite. Tali impacchi sono ugualmen- le gocce a bocca aperta. Anche in questo mo-
te utili contro la borsite. Debbo ripetere pe- do si otterrà un immediato giovamento. Nel
rò che per tutte queste malattie gravi occorre periodo delle influenze se ne prende giornal-
prima consultare il medico. mente un cucchiaino da dessert, a volte persi-
no un cucchiaio, con un po’ d’acqua tiepida;
Da lettere che mi sono arrivate apprendo
in questo modo si diventa immuni contro l’in-
che i cataplasmi di Erbe Svedesi sugli occhi
fluenza. Ovunque si presentino dolori, ingerite
hanno avuto degli effetti positivi nel distac-
internamente, frizionate esternamente o appli-
co della retina e nella retina porosa. Tut-
cate mediante impacchi, le Erbe Svedesi che
te queste persone stavano per diventare cie-
sono la panacea.
che. Questi cataplasmi vanno applicati ogni
giorno per un’ora sugli occhi chiusi. Ma non Anni fa ebbi una colica renale. Il medi-
si dovrebbe trascurare di applicarli preventiva- co arrivò di corsa. Nel frattempo applicai sulla
mente anche sugli occhi sani e soprattutto su zona renale un cataplasma inumidito con goc-
quelli affaticati, e passare inoltre mattina e se- ce di Erbe Svedesi, e quando si presentò il me-
ra sulle palpebre le gocce Svedesi spingendo- dico, erano già scomparsi i dolori. Mi vergo-
le con l’indice verso gli angoli degli occhi. In gnai molto perchè gli avevo fatto perdere del
questo modo è possibile mantenere una buona tempo prezioso. Ma egli voleva soltanto sape-
vista fino a tarda età. re come mai la colica era passata tanto presto.
Quando apprese che era stato l’impacco a gio-
Dato che le Erbe Svedesi rappresentano un
varmi, disse: «Molto bene, allora è superflua
rimedio così grandioso per la nostra salute, non
l’iniezione.» Egli stesso infatti era molto d’ac-
dovrebbero mancare in nessuna farmacia do-
cordo con l’uso delle Erbe Svedesi. Quando
mestica. Non solo dovrebbero essere sempre
mi recavo presso il suo studio, diceva sempre:
a portata di mano in piccole bottigliette, ma
«A te non prescrivo niente, tu hai le tue Erbe
dovrebbero accompagnarci tutte le volte che
Svedesi!» Fu sempre lui infatti che mi illumi-
viaggiamo. Spesso ci delude il mangiare fuo-
nò su molte altre piante medicinali. Una vol-
ri casa ed occorre qualcosa per tonificare lo
ta mi venne a trovare una signora anziana che
stomaco e la colecisti, oppure ci si sente fiac-
da anni camminava col bastone. Per la got-
chi e storditi, in quei casi le Erbe Svedesi so-
ta ed i reumatismi era tutta storta; nessuna
no un vero e proprio toccasana. Se ne prende
medicina le giovava ed aveva i nervi a pezzi.
un sorso diluito con un po’ d’acqua, se ne pas-
Tre volte al giorno ingeriva un cucchiaino da
sa un po’ esternamente sulle tempie, la fronte,
dessert di gocce Svedesi nell’infuso di Ortica e
gli occhi e le zone dietro l’orecchio, e subi-
Coda cavallina. Dopo tre settimane seppi che
to si avrà una sensazione tonificante in tutto il
100 La Salute dalla Farmacia del Signore

camminava nuovamente senza bastone. il bicchiere, il suo volto riacquistò colore ed


egli quasi non riusciva a credere che i dolori
È noto che nel periodo della festa della
erano svaniti immediamente. Sei mesi dopo
Candelora avviene il maggior numero di fu-
ritornai nuovamente in quella regione. Ave-
nerali. Una cantante del coro in quel periodo
vo già dimenticato l’accaduto, quando un si-
ebbe un incidente mentre stava pattinando sul
gnore mi rivolse la parola per ringraziarmi con
ghiaccio. Poichè eravamo soltanto pochi nel
molte effusioni. Era visibilmente ringiovani-
coro, ne sentimmo molto la mancanza. Dopo
to. Aveva preparato da sé le Erbe Svedesi, e
la messa la incontrai al centro della cittadina.
le aveva applicate. Tutti i disturbi del pan-
Le sarebbe stato impossibile arrampicarsi per
creas e della gastrite acuta si erano dilegua-
le scale ripidissime del coro a causa del suo gi-
ti. Poichè guariscono le malattie del pancreas,
nocchio rigido. Poco tempo dopo la raggiunsi
si possono consigliare queste gocce anche ai
con la mia attrezzatura di impacchi. Da bra-
diabetici. Scompaiono i nei, le verruche, le
va moglie di medico osservava con scetticismo
macchie, persino l’angioma cavernoso e le
i miei preparativi. Ma presto se ne ricredette
cisti delle ghiandole sebacee, toccandole ri-
allorchè dopo pochi minuti riuscì senza fatica
petutamente con le gocce, e così pure i calli e
a piegare il ginocchio ed il giorno appresso a
le emorroidi. Le gocce Svedesi eliminano il
salire, sempre senza alcuna difficoltà, le scale
ronzio dell’orecchio e la paracusia introdu-
ripide del coro. Ma purtroppo mancava un’al-
cendo nell’orecchio un batuffolino di cotone
tra cantante la quale si era storta un piede du-
imbevuto. Rinforzano la memoria se si inu-
rante lo sport invernale. Già si sapeva che era
midisce con esse diverse volte la prima verte-
all’ospedale per una terapia ambulatoriale. A
bra cervicale, depurano il sangue e ne favori-
questo punto mi sollecitò quella appena gua-
scono la circolazione, rimuovono le coliche e
rita ad aiutare anche questa col piede distor-
l’indigestione, i mal di testa e tutti i disturbi
to. Visto che si trovava già in cura presso l’o-
gastrici e colecistici nonchè le malattie epa-
spedale, non lo feci volentieri, ma il fatto che
tiche e renali (anche se vi fosse controindica-
il giorno appresso sarei probabilmente rimasta
to l’alcool). Nelle trombosi e nelle flebiti si
sola sul coro aveva infine una certa importanza.
spalma uno strato di crema di Calendula prima
La poveretta era stesa sul divano, col malleo-
di applicare l’impacco di Erbe Svedesi. Do-
lo gonfio. All’ospedale le avevano consigliato
po la guarigione si fanno dei pediluvi di Ortica
soltanto di appoggiare il piede su di un piano
per favorire l’irrorazione sanguigna. Le goc-
rialzato. I dolori erano forti. Il cataplasma con
ce eliminano la pigrizia dell’intestino, le cri-
le Erbe Svedesi le portò immediato sollievo.
si vertiginose e persino le paralisi. In tutte
Il giorno appresso arrivò sul coro malgrado le
le malattie esse rappresentano un preziosissi-
strade fossero coperte di ghiaccio. I dolori era-
mo rimedio. Lo sono anche contro le malattie
no spariti, il malleolo era tornato normale ed il
cancerose. Contro gli attacchi acuti di dolore
nostro Requiem era salvo.
si prende un cucchiaio delle gocce in un po’
Durante una visita nel Mühlviertel osser- d’acqua o in un infuso d’erbe. Prendendone
vai in trattoria al tavolo di fianco al mio un tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno
avventore che si torceva per i dolori. Aveva e la sera un cucchiaino da dessert con un po’
avuto altre volte simili attacchi. Le medicine d’acqua o infuso d’erbe, si preservano salute e
non servivano. Andai a cercare le mie gocce, forze fino all’età avanzata. Poichè vengono ap-
ne versai un cucchiaio in un po’ d’acqua tie- plicate senza esclusione contro tutte le malat-
pida e gliele offersi. Mentre stava vuotando tie, si può parlare del ricupero o del manteni-
¤dizioniPDF 101

mento della salute umana. Svegliano gli spiriti le. Gli inviai immediatamente il Suo libro ‘Far-
ed aumentano le forze vitali che, con i tempi macia del Signore’, l’Amaro Svedese, la radi-
che corrono, sono tanto necessari. Mantenete ce di Calamo ed altre erbe quali la Calendula,
con questo elisir meraviglioso la Vostra salute, l’Achillea e l’Ortica. Egli seguì puntualmen-
la forza lavorativa e l’amore per il Vostro lavo- te le prescrizioni della Sua pubblicazione. Do-
ro professionale, per la Vostra famiglia e per i po un anno mio nipote era totalmente ristabili-
Vostri simili. to. Le gravi emorragie intestinali erano cessa-
te dopo il quarto giorno dall’ingestione delle
Durante una visita presso una fattoria ven-
erbe. Anche la fiacchezza e la diminuzione del
ni a sapere che il figlio dodicenne del proprie-
peso si erano ridotte lentamente.»
tario del fondo era in procinto di essere ope-
rato all’orecchio. A causa di un’infezione si Un uomo di 52 anni veniva curato per
era formato un focolaio suppurativo dietro al asma cardiaca, prendeva otto compresse al
timpano. Io ero contraria all’operazione dato giorno, riusciva a dormire soltanto stando se-
che in casi più o meno simili non è raro per- duto e alzava le braccia ogni volta che faceva
dere del tutto l’udito. Prendemmo quindi dei un passo per poter respiare pur rantolando pie-
batuffolini di cotone imbevuti di gocce di Er- tosamente. Secondo il mio parere la sua re-
be Svedesi e li introducemmo nell’orecchio del spirazione affannosa non era dovuta al cuo-
ragazzo. In tal modo si liberò ogni giorno tan- re bensì al fegato. Applicai un cataplasma di
to pus che presto scomparvero i dolori, nè fu Erbe Svedesi sulla zona epatica. Come terapia
più necessaria l’operazione. interna gli feci bere ogni giorno una tazza al
mattino e una alla sera di infuso di Aglio orsi-
Contro un cancro intestinale si trattava di
no con un cucchiaino da dessert di gocce Sve-
una giovane madre di cinque figli (il medico
desi. Quanto fosse stata esatta la mia teoria si
non le dava più che pochi giorni di vita) con-
dimostrò sin dalla prima notte. Finalmente riu-
sigliai impacchi sulle zone malate dell’intesti-
sciva di nuovo a dormire disteso. Da anni non
no e contemporaneamente anche radici di Ca-
aveva più messo piede fuori casa. Le Erbe Sve-
lamo che si fanno macerare a freddo durante
desi e l’infuso di Aglio orsino giovarono tal-
la notte (una tazza d’acqua, un cucchiaino da
mente che a partire dal terzo giorno dall’inizio
dessert raso di radici di Calamo) un sorso ri-
della cura potè fare il giro del suo giardinetto
spettivamente prima e dopo ogni pasto e, per la
mattina e sera. Ora è sulla via della definitiva
depurazione del sangue, un infuso di Calendu-
guarigione.
la, Achillea e Ortica, mescolate in parti uguali.
Se ne sorseggiano durante la giornata almeno Una ferita postoperatoria di difficile cica-
due litri. Oggi questa donna sta già talmente trizzazione si chiuse nel giro di una notte dopo
bene che se ne può intravvedere la completa che il malato aveva preso un buon sorso dalla
guarigione. bottiglia delle Erbe Svedesi. Quest’unico sor-
so aveva prodotto la cicatrizzazione della ferita
Una donna di Heilbronn, Rep. Fed. di
aperta da tre anni che quotidianamente richie-
Germania, scrive: «Circa dieci mesi fa mio ni-
deva ripetute medicazioni. Mi è stato riferito di
pote quarantunenne mi scrisse da Sacramen-
altre annose infiammazioni e suppurazioni,
to/California che egli andava soggetto a gravi
spesso conseguenza di interventi chirurgici e di
emorragie intestinali giornaliere e che dalla
paracentesi, eliminate mediante l’applicazione
diagnosi medica risultava senza ombra di dub-
e l’ingestione di gocce Svedesi.
bio l’esistenza di un cancro intestinale. Per-
tanto occorrerebbe praticare un ano artificia- Una perpetua del Burgenland mi racconta-
102 La Salute dalla Farmacia del Signore

va di sua nipote di 23 anni che soffriva sin dal- essere salvati in questo modo! Ma basterebbe
la nascita di un difetto all’udito. Durante un anche che uno solo potesse ricuperare l’udito!
consulto presso la Clinica Universitaria le era
Dopo una delle mie conferenze si fece
stato dichiarato che un’operazione non avreb-
avanti un’ascoltatrice che da due anni soffriva
be apportato alcun miglioramento. La perpe-
di prolasso dello sfintere. I medici avevano
tua allora consigliò alla nipote di provare le
dichiarato inguaribile il male. Le Erbe Svedesi
Erbe Svedesi, ossia di introdurre le gocce nel
insieme alla Borsa del pastore (tritata e mace-
condotto uditivo. Tutti furono molto sorpre-
rata per 10 giorni in buona acquavite tenuta in
si allorchè, dopo quest’applicazione durata 15
luogo caldo, e che guarisce dall’atrofia musco-
giorni, la nipote udì normalmente.
lare e da altre malattie muscolari), quattro taz-
Sarebbe peccato se non Vi riportassi, cari ze di infuso di Alchemilla e sei sorsi al giorno
lettori, il contenuto di una lettera che mi giunse di tisana di radice di Calamo rimisero a posto
da Graz nella Stiria: «Per caso, o forse meglio, ogni cosa entro pochi giorni.
per divina provvidenza, ho avuto una conver-
In un’altra circostanza mi giunse da Vien-
sazione nell’autobus con un uomo di 74 an-
na una telefonata di voce femminile che dice-
ni che non stava più nei panni dalla felicità
va: «La ringrazio per le Sue Erbe Svedesi!» e
per avere riacquistato l’udito in una sola not-
mi raccontò che all’età di dodici anni, durante
te mediante le gocce Svedesi, udito che aveva
una gita scolastica in montagna, era stata col-
perduto in guerra nel 1944, in seguito ad un
pita accidentalmente al volto dagli scarponi di
grave trauma al capo e al cervello. Tre volte
una compagna che la precedeva. Ne era de-
aveva applicato nelle orecchie un batuffolino
rivata una suppurazione della mascella tra-
di cotone imbevuto di gocce Svedesi.»(Le let-
scinatasi per 40 anni per cui era stato necessa-
tere possono confermare la veridicità di simili
rio praticare 16 interventi chirurgici e ripetute
racconti.)
punture esplorative. La donna era stata costret-
Un signore dell’Alta Baviera riferisce: ta ad interrompere gli studi, non aveva potuto
«Un incidente mi aveva procurato una ferita esercitare la professione desiderata e, costan-
al braccio destro. Le gocce Svedesi mi libe- temente afflitta da dolori alla parte malata, fa-
rarono presto dai dolori insopportabili. Su un ceva la governante presso una famiglia. All’e-
orecchio sordo si verificò quasi un miracolo tà di 52 anni lesse qualcosa sulle Erbe Svede-
dopo soli due trattamenti: dopo quasi 10 an- si, ne applicò dei cataplasmi sulle parti dolenti
ni di sordità udii nuovamente il ticchettio della della mascella e fu finalmente liberata da ogni
sveglia!» Quanti sordomuti potrebbero ancora dolore.
¤dizioniPDF 103

3.2 «ANTICO MANOSCRITTO»


(Copia del “Potere Terapeutico delle Erbe Svedesi”)

Aspirandole o fiutandole ripetutamente, inumidendo con le Erbe Svede-


si la prima vertebra cervicale, applicata una pezzuola bagnata con esse,
1. scompariranno dolore e vertigini e si rinforzeranno la memoria ed il
cervello.
Giovano nell’offuscamento della vista, tolgono il rossore e tutti i dolori per-
sino quando gli occhi sono infiammati, torbidi e annebbiati. Rimuovono le
2. macchie e la cataratta quando con esse vengono inumiditi gli angoli del-
l’occhio o quando si applica sulle palpebre degli occhi chiusi una pezzuola
bagnata con esse.
Il vaiolo e gli sfoghi di ogni genere, anche le croste nel naso o in qualsiasi
3. parte del corpo guariscono inumidendo le parti spesso e bene.
Contro il mal di denti si diluisce un cucchiaio di queste gocce in un po’
4. d’acqua trattenendole in bocca per qualche tempo oppure inumidendo il dente
dolente con una pezzuola. Il dolore svanirà e il marciume regredirà.
Con le gocce s’inumidiscono ripetutamente le vesciche sulla lingua o altre
5. ferite; la guarigione non tarderà.
Quando la gola è arrossata o piagata per cui cibo e bevande causano dolore
6. alla deglutizione, le gocce andranno ingerite al mattino, a mezzogiorno e alla
sera; toglieranno il calore e guariranno la gola.

7. Chi soffre di crampi allo stomaco ne prenda un cucchiaio durante l’attacco.

Contro le coliche si prendono tre cucchiai, lentamente uno dopo l’altro; presto
8. sentirete sollievo.
Le gocce annullano l’effetto dei venti nel corpo e rinfrescano il fegato,
9. eliminano tutte le malattie dello stomaco e quelle intestinali e giovano
contro la stitichezza.
Sono anche un ottimo rimedio per lo stomaco quando questo digerisce male
10. e rifiuta i cibi.
Giovano altrettanto contro i dolori alla cestifellea. Un cucchiaio ogni giorno,
11. mattina e sera; di notte impacchi imbevuti di gocce elimineranno presto tutti
i dolori.
Contro l’idropisia se ne prenda mattina e sera un cucchiaio nel vino bianco
12. per la durata di sei settimane.
Contro dolori e ronzii all’orecchio si inumidisca con le gocce un batuffolo di
13. cotone da introdurre nell’orecchio. Gioverà assai e restituirà persino l’udito
perduto.
104 La Salute dalla Farmacia del Signore

Ad una donna sofferente di dolori uterini se ne dia al mattino per tre giorni
di fila un cucchiaio nel vino rosso; dopo una mezz’ora le si faccia fare una
14. passeggiata e poi la colazione, ma senza latte. Le gocce non vanno prese
insieme al latte.
Prendendone un cucchiaio mattina e sera durante gli ultimi 15 giorni della
gravidanza, il parto sarà facilitato. Per liberare più facilmente la placenta,
15. si somministri alla puerpera un cucchiaino da dessert ogni due ore fino a che
la placenta non si stacchi senza doglie.
Se dopo il parto si verificano infiammazioni alla mammella con l’inizio
16. dell’allattamento, esse spariranno rapidamente applicando degli impacchi di
gocce.
Liberano i bambini dalla varicella. Si somministri ai bambini delle gocce, a
17. seconda dell’età, diluite in un po’ d’acqua. Quando le vescicole cominciano
a seccarsi, inumidirle ripetutamente con le gocce; non rimarranno cicatrici.
Sono efficaci contro i vermi nei bambini e negli adulti; eliminano persino le
18. tenie, solo che ai bambini occorre somministrarle a seconda dell’età. Legare
una pezzuola imbevuta di gocce sull’ombellico mantenendola sempre umida.
Nell’itterizia spariscono presto tutti i disturbi prendendo un cucchiaio di
19. gocce tre volte al giorno ed applicando dei cataplasmi di gocce sul fegato
ingrossato.
Sbloccano tutte le emorroidi, guariscono i reni, eliminano dal corpo, senza
20. altre cure, i liquidi ipocondriaci, tolgono la malinconia e le depressioni e
stimolano l’appetito e la digestione.
Aprono anche internamente le emorroidi se le bagnamo ripetutamente e se
le rendiamo molli ingerendo le gocce, soprattutto prima di coricarci. Per via
21. esterna si applica un batuffolino di cotone bagnato con le gocce. Renderà
fluido anche il resto del sangue e gioverà contro i bruciori.
Se qualcuno è svenuto, gli si apra eventualmente la bocca somministrandogli
22. un cucchiaio di gocce, e il malato ritornerà in se.
Prese per bocca allontaneranno anche il dolore dei crampi sordi fino a che
23. col tempo non cessino del tutto.
Contro la tisi polmonare si prendano ogni giorno a digiuno e per la durata di
24. sei settimane.
Quando una donna perde la sua depurazione mensile o questa sia troppo ab-
bondante, è bene che prenda queste gocce per tre giorni ripetendo l’operazio-
25. ne per venti volte. Il medicamento calmerà quanto è in eccedenza e rimedierà
a quanto è insufficiente.

26. Questo medicamento giova anche contro le perdite bianche.


¤dizioniPDF 105

Se qualcuno è affetto dal mal caduco (epilessia), occorre somministrargliene


immediatamente. Il malato continui poi a prendere esclusivamente questo
27. medicinale in quanto esso rinforzerà sia i nervi affaticati che tutto il fisico
allontanando ogni malattia.

28. Guariscono le paralisi, scacciano le vertigini e la nausea.

29. Guariscono anche i bruciori del vaiolo e della erisipela.


Se qualcuno avesse la febbre, calda o fredda che sia, e fosse molto debole,
gli si dia un cucchiaio, e l’ammalato, se non ha caricato il proprio corpo con
30. altri rimedi, tornerà presto in se, il suo polso riprenderà a battere; fosse anche
stata altissima la sua febbre, il malato migliorerà presto.
Le gocce guariscono cancro, vaiolo e verruche di vecchia data nonchè le
screpolature delle mani. Se una piaga è vecchia e purulenta o se presenta
31. delle escrescenze, la si lavi accuratamente con del vino bianco, coprendola poi
con una pezza imbevuta di gocce. Esse elimineranno ulcere e dolori nonchè
l’escrescenza carnosa, e la ferita inizierà a guarire.
Tutte le ferite dovute a colpi o punture guariscono senza complicazioni
quando vengono bagnate con le gocce. Immergete una pezza nelle gocce
coprendo con essa le ferite. In brevissimo tempo elimineranno il dolore pre-
32. venendo ogni gangrena o putrefazione e guariranno anche ferite di vecchia
data dovute ad arma da fuoco. Se ci sono buchi iniettate le gocce nella feri-
ta che non occorre necessariamente pulire in precedenza; mediante l’assidua
applicazione di una pezza imbevuta, la guarigione avverrà in breve.
Fanno scomparire tutte le cicatrici, anche quelle più annose, tutte le piaghe e
33. tutti i tagli se queste vengono inumidite con le gocce fino a 40 volte. Tutte le
ferite curate con queste gocce non lasceranno cicatrici.
Esse guariscono completamente tutte le fistole anche se sembrano inguaribili
34. e indipendentemente dalla loro età.
Curano tutte le ferite da ustioni; che siano prodotte da fuoco, acqua bollente
o grasso, quando queste vengano assiduamente bagnate con le gocce. Non si
35. formeranno vesciche; il calore ne verrà estratto. Persino vesciche purulente
guariranno totalmente.

36. Le gocce giovano contro tumori e macchie dovuti a urti o colpi.

Se qualcuno non riesce a mangiare con appetito, esse restituiranno il sapore


37. perduto.
A chi è molto anemico ridonano il colore quando vengano ingerite al mattino
38. per un certo periodo di tempo. Esse purificano il sangue formandone del
nuovo e ne favoriscono la circolazione.
106 La Salute dalla Farmacia del Signore

I dolori reumatici scompaiono prendendo le gocce per bocca o applicando


39. sugli arti infiammati delle pezze imbevute con le gocce stesse.
Curano mani e piedi congelati anche se piagati. Si consiglia di applicarvi il
40. più spesso possibile delle pezze imbevute soprattutto la notte.
Sui calli applicate un batuffolo di cotone imbevuto di gocce inumidendo con
41. esso costantemente il punto dolente. Dopo tre giorni i calli si staccheranno da
soli oppure potranno essere levati senza alcun dolore.
Curano anche morsi di cani arrabbiati e di altri animali, prese per bocca, in
42. quanto distruggono tutti i veleni. Coprite le ferite con un panno imbevuto.
In caso di peste o altre malattie contagiose è opportuno ingerirne ripetuta-
43. mente durante la giornata poichè curano ulcere pestose e bubboni anche se
insediati nella gola.
Chi di notte non dorme bene prenda queste gocce prima di coricarsi. Nel caso
44. di insonnia nervosa applichi sul cuore un panno imbevuto di gocce diluite.
Somministrate in quantità di due cucchiai ad un ubriaco, fanno scomparire
45. gli effetti della sbornia.
Chi prende queste gocce quotidianamente mattina e sera, non avrà bisogno
di alcun’altra medicina, poichè esse rinforzano il corpo, rinfrescano i ner-
46. vi ed il sangue, liberano dal tremore mani e piedi. In breve, allontanano
ogni specie di malattia. Il corpo rimarrà ben elastico, il viso manterrà la sua
giovanilità e bellezza.

Importante: Tutti i quantitativi indicati vanno ingeriti diluiti in tisana o acqua.

I 46 punti del «Antico Manoscritto» rivelano il grande e miracoloso potere terapeutico di


questo miscuglio di erbe. Si può asserire a ragion veduta che praticamente non vi sia malat-
tia contro la quale queste Erbe Svedesi non giovino; sono comunque valide come base per
qualsiasi cura.
¤dizioniPDF 107

MODALITÀ DI PREPARAZIONE (Erbe Svedesi)

Uso interno: Secondo l’indicazione dell’Antico Manoscritto se ne prende come profilat-


tico un cucchiaino da dessert diluito, mattina e sera. Contro i disturbi di qualsiasi
genere si possono prendere tre cucchiaini diluiti. Contro le malattie maligne se ne
prendono da due a tre cucchiai al giorno nel modo seguente: si prende rispettiva-
mente un cucchiaio diluito in 1/8 di litro di tisana d’erbe, distribuendolo fra ½ ora
prima e ½ ora dopo ogni pasto.

Cataplasma di Erbe Svedesi: A seconda della dimensione della zona malata si prende
un pezzo piccolo o grande di cotone idrofilo impregnato di gocce Svedesi e lo si
applica sulla parte da trattare unta in precedenza con strutto di maiale o con crema
di Calendula. Quindi si copre il tutto con un pezzo un po’ più grande di plastica
per evitare che si macchi la biancheria. Infine si fascia tutto con un panno o con
una benda. A seconda del tipo di malattia, il cataplasma deve rimanere in situ da
due a quattro ore. Se ben sopportato lo si può lasciare per un’intera notte. Se in
soggetti dalla pelle delicata si dovessero malgrado tutto verificare delle irritazioni
cutanee, si dovranno abbreviare i tempi di applicazione degli impacchi o rimandare
l’applicazione per un certo periodo. Chi soffre di allergie, fasci il cotone soltanto
col panno senza usare il pezzo di plastica. In nessun caso di deve dimenticare di
ungere la pelle. Se già dovesse essere in atto uno sfogo pruriginoso, la si tratti
eventualmente con crema di Calendula.

3.3 GRANDE AMARO SVEDESE


Nonostante le richieste pervenutemi da diverse parti di ripetere la composizione del Grande
Amaro Svedese non mi sono potuta decidere a dare loro seguito in quanto tutti i risultati tera-
peutici citati sono stati raggiunti per mezzo del Piccolo Amaro Svedese. La ricetta del Grande
Amaro Svedese era stata inserita nel libro dal suo primo editore senza che egli me l’avesse
comunicato. Tuttavia sono state registrate delle applicazioni positive anche col Grande Amaro
Svedese.
Capitolo 4
CONSIGLI SU DIVERSE MALATTIE

4.1 ABORTI
Molte donne vanno soggette ad aborti; non tuite da tre foglioline, vanno bollite nel latte;
riescono a portare a termine la loro gravidanza. filtrare poi il latte, sbattervi un tuorlo d’uovo e
Esse dovrebbero servirsi di tisana di Achillea aggiungervi per ultimo una leggera besciamel-
e Alchemilla nel quantitativo di due o tre taz- la. Questa minestra dovrebbe sostituire la cena
ze al giorno. Ma giovano anche i germogli del per alcune settimane o anche per alcuni mesi.
Carpino che spesso è piantato a siepe intorno Le probabilità di un eventuale aborto saranno
alle ville. Le punte delle giovani foglie costi- allora notevolmente ridotte.

4.2 ACNE
Si tratta di una malattia tipica della pubertà
Aceto lasciandola agire per dieci minuti. Il
dipendente in parte da una disfunzione renale.Cren grattugiato va inserito in una bottiglia e
Pertanto si devono evitare i cibi troppo sapo-coperto di aceto di vino o di frutta. Il tutto si
riti e salati, le insalate e le bibite troppo agre.
lascia riposare per dieci giorni in ambiente ben
Le insalate dovrebbero essere condite con cre-temperato. Poichè verrà utilizzato direttamen-
ma di latte acida. Per combattere l’acne si be-
te senza filtrarlo è opportuno prepararlo in una
ve quotidianamente un litro di tisana di Orti-bottiglia di plastica corredata di un tappo fo-
ca, distribuito a sorsi per tutto il corso della
rato. Il Cren toglie forza all’aceto e viceversa
giornata. la toglie l’aceto al Cren. Così si ottiene una
blanda essenza di aceto adatta ad ogni tipo di
Uso esterno: mattina e sera si spalma sul
pelle.
viso bagnato una miscela di Cren (Rafano) e

108
¤dizioniPDF 109

4.3 ALITO CATTIVO – LINGUA PATINOSA


L’alito cattivo non è fastidioso soltanto per cune gocce di olio di Ginepro diluite in un
la persona affetta ma anche per chi la frequen- bicchiere di acqua calda da bere lentamente
ta. Soprattutto bisogna chiederne la causa al a piccoli sorsi. Anche la masticazione di se-
medico. Le cause, infatti, possono essere di- mi di Aneto può annullare l’alito cattivo. Se
verse: denti malati che debbono essere curati, quest’ultimo è provocato da disturbi nella ca-
ulcere nella cavità orale, tonsilliti, secrezio- vità orale giovano ripetuti gargarismi con 30 -
ni delle mucose nasali, ma anche disturbi al- 40 gocce di tintura di Mirra diluite in acqua
lo stomaco con insufficiente acidità gastrica tiepida.
oppure stitichezza. In quest’ultimo caso oc-
Un ottimo rimedio contro la lingua patino-
corre soprattutto procurare una digestione re-
sa e l’alito cattivo è poi la tisana di Assenzio.
golare. Contro le ulcere nella cavità orale sono
L’opinione assai diffusa che l’Assenzio sia sa-
indicati i gargarismi con Aparine calda, con-
no e non potesse nuocere non corrisponde per
tro le tonsilliti con tisana di Salvia, contro le
niente ai fatti. Bisogna essere molto cauti con
secrezioni delle mucose nasali sciacqui al naso
l’Assenzio. In una tazza d’acqua se ne metta
con infuso caldo di Salvia.
infatti appena mezzo cucchiaino da dessert.
Contro il cattivo alito servono spesso al-

4.4 ANGIOMA CAVERNOSO


Lavare e tritare le foglie di un Cedro o di quest’ostinata malattia della pelle. I succhi e le
un Cipresso; riempirne una bottiglia fino al tinture sopracitati sono infine i migliori agenti
collo, versarvi sopra dell’acquavite di grano o contro nei o macchie di vino o voglie (angio-
di frutta a 40° e lasciare riposare il tutto per mi semplici), difetti di pigmentazione, mac-
dieci giorni al sole o vicino ad una sorgente chie da età avanzata nonchè macchie bianche
di calore. Con questa tintura si tampona l’an- circoscritte della pelle e verruche.
gioma cavernoso diverse volte al giorno. An-
Un bambino di due mesi aveva sul petto
che il succo delle foglie di Semprevivo (Sem-
un angioma cavernoso della grandezza di una
pervivum tectorum) tagliate longitudinalmen-
mezza lenticchia, che doveva essere tolto con
te e passato sull’angioma aiuta a farlo sparire
un’operazione. La madre timorosa paventava
lentamente.
eventuali complicazioni durante l’operazione
Si raggiungono gli stessi risultati col succo del suo neonato. Così cominciò ad inumidi-
dei fusti di Calendula ottenuto con la centri- re il punto diverse volte al giorno con goc-
fuga domestica e con gocce di Erbe Svedesi ce di Erbe Svedesi; dopo circa sei settimane
che, spesso applicate, eliminano a loro volta l’angioma cavernoso era scomparso.
110 La Salute dalla Farmacia del Signore

4.5 ATROFIA MUSCOLARE


Contro l’atrofia muscolare si sono mostra- stituire nella bottiglia grande l’acquavite man-
te giovevoli le seguenti applicazioni di erbe: cante con della fresca. Frizionare con quest’es-
sminuzzare Borsa del pastore fresca e lava- senza tre volte al giorno le zone muscolari ma-
ta, riempirne una bottiglia e versarvi sorpa del- late. Per uso interno sorseggiare durante il cor-
l’acquavite di grano o di frutta, lasciarla per 10 so della giornata quattro tazze di tisana di Al-
giorni al sole o vicino ad una sorgente di ca- chemilla; possibilmente servirsi di erbe colte
lore. Dopo tale periodo filtrare e travasare in di fresco (vedi capitolo «Borsa del pastore» e
bottiglia più piccola, per l’uso immediato. So- «Alchemilla»).

4.6 ARTROSI, ARTRITE, ARTROSI DELL’ANCA


I seguenti consigli si riferiscono anche ad delle articolazioni si raccomandano i catapla-
infiammazioni, deformazioni ed usure artico- smi al vapore di Coda cavallina (vedi pagina
lari. Sono guaribili. i dolori scompaiono 29).
lentamente, persino le deformazioni regre-
Oltre le foglie di Verza o di Cavolo sareb-
discono nel corso di uno o due anni. I malati
bero da raccomandare anche applicazioni di
che camminano con le grucce le abbandonano
foglie di Panace (volgarmente chiamato Spon-
dopo un periodo abbastanza breve. Al matti-
dilio, Bragosse, Onglo, Erba bona). Esse si
no, una mezz’ora prima di colazione, ed alla
trovano dappertutto lungo i margini delle stra-
sera, una mezz’ora prima di cena si beve una
de di campagna, sulle scarpate e nei prati;
tazza di tisana di Coda cavallina sbollentata
spesso trovano il loro habitat anche nei boschi
lasciata in infusione per mezzo minuto, men-
umidi di latifoglie, nei boschi misti o quelli di
tre durante la giornata si bevono quattro tazze
pianura lungo i fiumi. La pianta è corredata
di tisana di Ortica, anche questa sbollentata e
di grandi fiori ad ombrello di colori varianti
lasciata riposare brevemente. Da tre di que-
dal verde chiaro al rosa pallido, si fa notare
ste quattro tazze se ne toglie la metà che viene
nei prati o ai margini delle strade per il suo
sostituita da un cucchiaio di Erbe Svedesi. Ta-
portamento virgoroso.
le quantitativo viene bevuto prima e dopo ogni
pasto. La nostra nonna di 93 anni ebbe improvvi-
samente al ginocchio sinistro una tumefazione
Ovunque si presentino dolori, nel ginoc-
verso destra piuttosto dolorante. Questa donna
chio o in altre articolazioni, si applicano degli
fino allora mobilissima ora era costretta ad ap-
impacchi di Erbe Svedesi. Non dimenticare:
poggiarsi ad un bastone che non le era di gran-
prima si unge la parte con strutto di maiale o
de aiuto. Per 15 giorni le applicai di giorno dei
con crema di Calendula, e tolto l’impacco oc-
cataplasmi di Erbe Svedesi (per quattro ore)
corre spolverare un po’ di talco per evitare il
e di notte foglie di Verza riscaldate col ferro
prurito. Riscaldare con il ferro da stiro foglie
da stiro. I dolori diminuirono un poco, ma nel
di Verza o di Cavolo, applicarle sulle giunture
camminare era ancora molto impedita. A que-
dolenti, coprirle con un panno, daranno sollie-
sto punto mi procurai delle foglie di Panace
vo. Sono utili anche le frizioni alle articolazio-
con le quali ottenni sin dal primo giorno buoni
ni con essenza di Consolida maggiore e fanno
risultati. Lavai le foglie, le stirai col matterello
diminuire il dolore. Contro le infiammazioni
¤dizioniPDF 111

sul tagliere e le applicai nottetempo sul ginoc- per 20 minuti. L’acqua del bagno può essere
chio malato. Il giorno appresso la difficoltà di riversata sulle erbe altre due volte e, riscaldata
camminare era svanita come per incanto. Era essere riutilizzata per altri due semicupi.
rimasto solo i gonfiore. Pertanto ripetei le ap-
Una suora mi scrive: «In aprile Le ho chie-
plicazioni anche la sera successiva dopo di chè,
sto consiglio. Dei forti dolori mi impedivano
con nostra grande gioia, scomparve pure la tu-
di dormire di notte. Dietro il Suo suggerimen-
mefazione. La nostra nonna, ora 94enne, con-
to ho bevuto ogni giorno una tisana di Orti-
tinua a camminare senza bastone. Ogni dolore
ca diluita con un cucchiaio di Erbe Svedesi.
e gonfiore al ginocchio è svanito.
Con grande giubilo Le debbo comunicare che
Inoltre sarebbe da suggerire un semicupio – dopo sei mesi – non sento più alcun male
di Coda cavallina una volta al mese. Mettere nell’anca e che un’operazione si è resa quin-
100 g di quest’erba in acqua fredda e lasciarla di superflua. Lavoro in un istituto per persone
riposare per una notte; riscaldare il giorno ap- anziane ed ho potuto aiutare diversi vecchi con
presso l’acqua così preparata ed immergervisi le erbe.»

4.7 CALCOLI BILIARI


È interessante sapere che sono più don- fino a 100 g nelle tre settimane seguenti. Al-
ne che uomini a soffrire di questo disturbo. lorchè sussiste un’infiammazione della parete
Eruttazione amara e vomito, forti dolori spa- dello stomaco o dell’intestino l’ingestione di
stici che si irradiano nella zona costale destra succo di Rafano non è permessa. La rapidi-
fino al cuore, e molta nausea ne sono i sinto- tà con cui si sciolgono i calcoli biliari grazie
mi. Visto che disponiamo di tanti semplici ri- al succo di Rafano è dimostrata dal seguente
medi nella farmacia del Signore, non occorre episodio. La consorte trentina di un Genera-
sempre farsi operare. le di fortezza pensionato dell’Impero Austro-
Ungarico si era fatta togliere i calcoli biliari
Una cura di sei settimane a base di suc-
mediante un intervento chirurgico. Erano dei
co di Rafano si è finora dimostrata efficace in
calcoli grandi e piccoli che la signora amava
qualsiasi caso a meno che non si sia trattato
mostrare a chiunque, montati sul manico di un
di calcoli insolubili molto rari. In tal caso è
coltello. Un giorno, mentre stava sbucciando
necessario l’intervento. Dal Rafano si estrae
dei Rafani, arrivarono degli ospiti inattesi. Per
il succo mediante una centrifuga elettrica ca-
riceverli posò il coltello nella scodella in mez-
salinga. Se ne cominicia la somministrazione
zo ai Rafani. Rimase molto sorpresa allorchè
al mattino a stomaco vuoto con 100 g aumen-
più tardi riprese in mano il coltello. Dei calcoli
tandone la dose durante le tre settimane suc-
nel manico del coltello non era rimasta traccia;
cessive fino a 400 g, per poi ridurla di nuovo
si erano sciolti nella massa umida dei Rafani.
112 La Salute dalla Farmacia del Signore

Un ottimo miscuglio di erbe costituito da 20 g ciascuno di Pimpinella, Edera, Luppolo,


Agrimonia, Menta e Assenzio allontana a sua volta coliche e calcoli. Un litro di vino
o mosto di mele freddo nel quale si versano tre cucchiai del miscuglio di erbe, viene
riscaldato fin quasi all’ebollizione, toglierlo rapidamente dalla fiamma e lasciarlo riposare
per tre minuti. Durante la giornata se ne ingerisce un cucchiaio ogni ora, otto o nove volte.
Dato che la bevanda va presa calda, consiglio di conservarla in un termos.

4.8 CATARATTA E GLAUCOMA


Il glaucoma non è soltanto una malattia micupi di Coda cavallina aiutano a diminui-
dell’occhio, piuttosto è dovuto ad un disturbo re la pressione nell’occhio. Dall’esterno in-
ai reni. Nella maggioranza dei casi si manife- fluiscono con tanta efficacia sui reni che spes-
sta contemporaneamente a reumatismi e dolo- so già durante il bagno si riduce la pressione
ri articolari. Gioverebbe bere ogni giorno due endoculare. Si prendono 100 g di erbe essic-
o tre tazze di una tisana di Ortica, Veronica, cate oppure circa ½ secchio (corrispondente a
Calendula e Coda cavallina mescolate in par- due litri e mezzo) di quelle fresche. Queste
ti uguali, alla quale si aggiunge un cucchiai- si fanno macerare per una notte in tanta ac-
no da dessert di Erbe Svedesi. Per ottenere qua fredda quanta ne serve per coprire le pian-
una guarigione rapida è preferibile preparare te. Il giorno seguente si mette a riscaldare il
la tisana con erbe colte di fresco. tutto per poi filtrarlo ed aggiungere il liquido
così ottenuto al bagno ben temperato; durante
Contro la cataratta si passano diverse vol-
il bagno, nel quale si rimane immersi per 20
te al giorno alcune gocce di Erbe Svedesi sul-
minuti, si aggiunge dell’acqua calda per man-
le palpebre. Dalle lettere pervenutemi deduco
tenerne costante la temperatura. Il locale del
che questa forma di applicazione porta a dei
bagno deve essere ben riscaldato. L’acqua de-
buoni rislultati. Maggiori dettagli si leggano a
ve coprire bene tutta la zona renale, lasciando
pagina 25 al paragrafo intitolato «Celidonia».
fuori il cuore. Senza asciugarsi ci si avvolge in
Contro il glaucoma è molto importante il un accappatoio per sudare un’ora nel letto pre-
semicupio di Coda cavallina. Il rene difet- riscaldato. Quest’acqua del bagno, riscaldata
toso fa aumentare la pressione oculare. I se- nuovamente, viene riutilizzata altre due volte.

Secondo la seguente ricetta si prepara un bagno al vapore per gli occhi:

Mescolare bene il tutto. ½ litro di vino cui sono stati ag-


20 g di Eufrasia
giunti 5 cucchiaini da dessert colmi di questa miscela viene
20 g di Valeriana
portato fin quasi all’ebollizione. Il vapore deve agire sulle
10 g di Verbena
palpebre chiuse. Si consiglia di raccogliere il vino prepa-
30 g di fiori di Sambuca
rato in una bottiglia e di utilizzarne ogni volta che occorre
20 g di Camomilla
una piccola parte per il bagno a vapore.
¤dizioniPDF 113

Onde liberarsi più rapidamente dai dolori gli impacchi con questo infuso leggerissimo.
agli occhi, spesso molto fastidiosi, si applica Però occorre prepararlo ogni volta di fresco ed
sulle palpebre chiuse, per un’ora dopo pran- utilizzarlo una sola volta.
zo, un pezzetto di ovatta impregnata di gocce
Dopo una funzione religiosa per pellegri-
Svedesi.
ni della Germania Occidentale, organizzata in
Inoltre si possono fare dei bagni di Eufra- una chiesa della Bassa Austria, mi venne a sa-
sia, ma soltanto con una tisana poco concen- lutare, raggiante e soddisfatta, una donna che
trata. Se il disturbo agli occhi dovesse peg- mi raccontò di essersi completamente libera-
giorare dopo il bagno di Eufrasia, ciò potrebbe ta del glaucoma seguendo le istruzioni del mio
dipendere da un superdosaggio. Per una tazza libro. In una lettera mi si comunica che la mi-
d’infuso si utilizza al massimo un mezzo cuc- scela indicata per l’infuso contro il glaucoma
chiaino da dessert di Eufrasia, lasciandola ri- aveva avuto un ottimo effetto.
posare molto brevemente. Io raccomando de-

4.9 CATTIVI VOTI NELLA PAGELLA DEI BAMBINI


Una madre mi raccontò disperata che suo prese per tutti gli interessati: per gli insegnan-
figlio dodicenne era totalmente disinteressa- ti, per i genitori e infine per il ragazzo stesso.
to all’insegnamento scolastico. Gli insegnanti Durante quel periodo la classifica era rimonta-
l’avevano avvertita che il ragazzo non segui- ta rapidamente. Dove prima non si leggevano
va più le lezioni e che non si sapeva più che che quattro e cinque, ora non si presentavano
fare con lui. Il bimbo era stato sempre sano altri che otto e nove. Questi risultati incorag-
ed un bravo atleta, mentre adesso era pallido giavano quel figliolo a migliorare sempre più
ed aveva gli occhi cerchiati sì da far pensare le proprie prestazioni scolastiche.
ad una malattia. Le consigliai due tazze di ti-
I fallimenti scolastici non sempre sono do-
sana di Ortica fresca con due cucchiaini da
vuti alla pigrizia del bambino ma possono es-
dessert di gocce Svedesi al giorno. Nel breve
sere causati dalla crescita o da disturbi organi-
spazio di sei settimane, e cioè fino alla succes-
ci come lo dimostra il caso sopra descritto; le
siva riunione dei genitori si ebbero grandi sor-
semplici erbe sono state di aiuto immediato.

4.10 COLPO APOPLETTICO (profilassi)


I segni caratteristici che precedono questa schio in acqua fredda, berne una tazza riscal-
malattia sono grande irrequietezza, vertigini, data rispettivamente mattina e sera come an-
angoscia, espressione facciale distorta e illu- che due tazze di tisana di Salvia sbollentata.
sioni uditive. In ogni caso bisogna chiamare Impacchi di Erbe Svedesi sulla zona renale e
subito il medico! Si raccomanda soprattutto impacchi umidi e freddi sul cuore.
moderazione nel mangiare e passeggiate lente
Un’altra tisana consigliata è la seguente:
all’aperto. Sono severamente vietati gli alco-
mescolare in parti uguali radice di Angelica,
lici di qualsiasi tipo (ad eccezione delle Erbe
Argentina, radice di Valeriana, Cinquefo-
Svedesi), il fumo e il caffè. Macerare del Vi-
114 La Salute dalla Farmacia del Signore

glio, fiori di Lavanda, Maggiorana, Impera- minuti. Tale quantitativo, preparato di fresco
toria, Cariofillata, Rosmarino, Salvia, Viola e bevuto diverse volte al giorno, può preveni-
mammola e Issopo. Sbollentare con ¼ di litro re un colpo apoplettico il cui arrivo era stato
di mosto di mele un cucchiaino da dessert col- previsto in base ai sopracitati sintomi.
mo di tale miscela e lasciare riposare per tre

4.11 Manifestazioni paralitiche in seguito


a COLPO APOPLETTICO
Prima di tutto occorre una cura al Vischio: giorni.
per sei settimane si bevono tre tazze di tisana di
In aggiunta si fanno dei semicupi di Achil-
Vischio, per tre settimane se ne bevono due e
lea e Coda cavallina con 100 g di erbe e ba-
per due settimane una. Macerare un cucchiai-
gni completi di Serpillo con 200 g di erbe per
no da dessert colmo di Vischio per una notte in
bagno. Per i bagni si macerano nottetempo le
¼ di litro d’acqua fredda; la mattina seguente
erbe in acqua fredda, riscaldandone il filtrato
riscaldare leggermente il tutto e filtrarlo. Per
la mattina dopo, per versarlo infine nell’acqua
evitare di ripetere il riscaldamento nel corso
del bagno. Durata del bango 20 minuti; non
della giornata, conservare la tisana in un ter-
immergere il cuore. L’acqua del bagno può es-
mos previamente sciacquato con acqua calda,
sere riversata altre due volte sulle erbe e riscal-
oppure riscaldarla a bagno maria.
data nuovamente per altri bagni. Usare un solo
Mescolare in parti uguali Iperico, Veroni- tipo di erba per settimana.
ca, Lavanda, Melissa, Rosmarino e Salvia;
Le parti paralizzate si rivitalizzeranno per
scottare un cucchiaino da dessert colmo con ¼
mezzo di impacchi caldi di foglie di Consoli-
di litro d’acqua bollente e lasciare riposare bre-
da maggiore. Sbollentare le foglie, avvolgerle
vemente. Di questa tisana si beve una tazza di
ancora calde in un panno e applicarle. Per la
mattina e una di sera.
notte si può preparare un cuscino riempito di
Cataplasmi di Erbe Svedesi sull’occipite foglie di Felce essiccate e prive di steli su cui
favoriscono l’irrorazione sanguigna e la riat- far appoggiare il capo del malato che ne sentirà
tivazione delle cellule cerebrali. Frizionare il un grande beneficio.
lato compromesso del corpo con essenze to-
La nostra nonna subì un leggero colpo apo-
nificanti di Achillea, Iperico, Borsa del pa-
plettico a 94 anni. Quando si risvegliò non riu-
store e Serpillo. Si consigliano inoltre frizioni
sciva più a parlare; la palpebra sinistra ricopri-
con olio di Iperico. Per ottenere le essenze
va metà dell’occhio. Immediatamente le fa-
si riempie una bottiglia fino al collo con le er-
cemmo per 3 o 4 volte degli impacchi di ac-
be versandovi sopra dell’acquavite di grano o
qua fredda sugli occhi e la fronte, secondo
di frutta a 38 - 40°, mentre per l’olio si versa
il metodo Kneipp. Quando arrivò il medico,
sopra dell’olio d’oliva spremuto a freddo. Sia
tutto era tornato a posto. A mezzogiorno rice-
l’acquavite che l’olio debbono coprire le erbe,
vette un pasto leggero ancora a letto, la cena la
e le bottigliette riempite debbono rimanere al
consumò nuovamente a tavola insieme al resto
sole o vicino ad una sorgente di calore per 10
della famiglia.
¤dizioniPDF 115

4.12 CRESCITA DEI CAPELLI


Sciogliere in acqua fredda una manciata ri- qua filtrata ed un po’ di sapone di Marsiglia si
spettivamente di Ortica, foglie fresche di No- lavano i capelli sciacquandoli dopo con acqua
ce, di Betulla e di Sambuco e un fusto di Ce- normale. L’altra metà del filtrato si versa sui
lidonia e riscaldare il tutto quasi fino all’ebol- capelli lasciandola agire per alcuni minuti sul
lizione; toglierlo dalla fiamma e lasciarlo ripo- cuoio capelluto senza risciacquare con acqua.
sare per tre minuti. Con la metà di quest’ac-

4.13 DEBOLEZZA DELLA VESCICA


Molte persone soffrono, specie nelle gior- zione dell’essenza le troverete sotto il capitolo
nate piovose o camminando in discesa, di «Borsa del pastore». Contemporaneamente si
un’impossibilità di trattenere l’urina. In que- consigliano però anche dei semicupi di Borsa
sti casi servono soprattutto dei semicupi caldi del pastore. Si prendono anche in questo caso
di Achillea e Coda cavallina, 100 g per bagno 100 g di erbe per bagno. Un favoloso rime-
(vedi Note generali sotto «Semicupi»). Inoltre dio poi sono i semicupi di sale. In un semi-
è giovevole bere quattro tazze di tisana di Al- cupio ben temperato si versa una manciata di
chemilla e frizionare la zona vescicale con es- sale. Questo tipo di bagno serale va ripetuto
senza di Borsa del pastore che tonifica la mu- fino alla totale scomparsa della debolezza alla
scolatura dall’esterno. Le modalità di prepara- vescica stessa.

4.14 DIABETE
Il diabete è una malattia che attualmente si ma dei giorni festivi che si estendono per due
diffonde sempre di più, al punto da trovarsi fra giornate si può osservare della gente acquista-
le prime malattie nel mondo insieme all’infar- re cibarie in tali quantitativi da sembrare che si
to cardiaco ed ai tumori maligni. L’eccessiva tratti di nutrire un reggimento.
e malsana ipernutrizione di molte persone ed
Tenterò ora di indicare per tutti i diabetici
in particolare anche dei bambini, è spesso la
dei medicinali che stimolino il pancreas elimi-
causa di questa malattia. Ripeto, non soltanto
nando così la causa all’origine del diabete. Il
gli adulti sono diabetici, ma anche molti bam-
grande parroco naturista svizzero Künzle dice:
bini soffrono di una disfunzione del pancreas
«Il diabete è eliminabile abbastanza rapida-
e sono quindi diabetici. Ciò significa che deb-
mente con le erbe seguenti: tre parti di Geum
bono rimanere esclusi da tutte le gioie dell’in-
alpina, rispettivamente una parte di foglie di
fanzia, mantenere una severa dieta, farsi iniet-
Rovo e di Mirtilli neri, tre parti di Potentilla
tare l’insulina due volte al giorno e sin dall’e-
aurea o repti e due parti di baccelli di Fagio-
tà infantile trovarsi con una gamba nella fossa.
lini essiccati.» Di questo miscuglio si prenda
Le molteplici malattie del nostro tempo dimo-
un cucchiaino colmo per ¼ di litro d’acqua;
strano che il benessere non va sempre a no-
sbollentare e lasciare riposare per tre minuti;
stro vantaggio. Dobbiamo stringere la cinghia
quantitativo giornaliero da un litro e mezzo a
e diminuire l’abbondanza dei nostri cibi. Pri-
due litri.
116 La Salute dalla Farmacia del Signore

L’effetto terapeutico delle foglie di Mirtilli no già questi sorsi di radice di Calamo a dare
neri dipende dalla loro corretta raccolta. Deb- beneficio al diabetico. Altrettanto raccoman-
bono essere raccolte soltanto prima della matu- dabili sotto forma di tisana sono le foglie ed i
razione delle bacche. Colte nel momento giu- germogli del Sambuco. Esso infatti fa parte
sto sono un medicinale clinicamente provato delle piante medicinali popolari più antiche.
contro il diabete. È riconosciuto che la mir-
All’inizio della primavera, quando nei pra-
tillina contenuta nelle foglia del Mirtillo nero
ti e nei campi si comincia a notare il Tarassa-
prima della maturazione del frutto non solo ri-
co, suggerisco di utilizzarlo, colto all’estremità
duce l’eliminazione degli zuccheri ma che rie-
del fusto vicino alla radice e ben lavato, fram-
sce a dominare la malattia. A ragion veduta la
misto all’insalata. Noterete che vi è una varietà
mirtillina delle foglie del Mirtillo nero viene
verde erbacea ed un’altra coll’inizio del fusto
chiamata «l’Insulina vegetale». Malgrado que-
giallognolo lattiginoso. Quest’ultima ha un sa-
ste qualità eccezionali delle foglie del Mirtillo
pore migliore ed è più tenera. In primavera i
nero, il trattamento curativo con tale tisana non
diabetici dovrebbero mangiare ogni giorno
deve rimanere incontrollato da parte del medi-
a pranzo e a cena quest’insalata di Taras-
co. È assolutamente necessario che un medico
saco. Allorchè dalla fine di aprile ai primi di
ne controlli la somministrazione.
maggio il Tarassaco si trova in piena fioritura
Anche il Sedano può essere raccoman- è arrivato il momento per ogni diabetico di ri-
dato per la diminuzione del livello glicidico. durre lo zucchero con una cura di quattro setti-
Un vecchio rimedio popolare è il succo cru- mane. Si colgono e si lavano gli steli con tutto
do dei Crauti, nonchè il consumo giornalie- il fiore; poi se ne toglie il fiore. Mangiando
ro di Carote fresche; ma pure le Cipolle e dai 10 ai 15 steli di Tarassaco al giorno si
l’Aglio aiutano come companatico a ridurre la può ottenere una totale normalizzazione del
glicemia. livello zuccherino nel sangue. Gli steli ini-
zialmente hanno un sapore un po’ amarognolo
Un ulteriore rimedio popolare: versare
che si perde più in là.
quattro cucchiai di foglie di Mirtillo nero (col-
te prima della maturazione delle bacche) in due Anche il Vischio influisce favorevolmen-
litri di acqua fredda che si fa bollire fino a che te sul pancreas in modo da far perdere al
non si sia ridotta a metà. Di questa tisana si be- diabete mediante la continua ingestione del-
ve una tazza tre volte al giorno. Anche le Or- la tisana relativa la causa della sua origine .
tiche influiscono favorevolmente sul pancreas Macerare il Vischio nottetempo in acqua fred-
e riducono di conseguenza il contenuto di zuc- da. All’inizio si bevono tre tazze di acqua fred-
chero nel sangue. Nel presente caso si pren- da con tre cucchiaini da dessert colmi di Vi-
de estratto di Ortica che si trova in farmacia schio. Dopo alcune settimane ci si riduce a due
omeopatica, drogheria o erboristeria. tazze e dopo un altro po’ di tempo ad una sola.
Per un certo periodo ci si ferma completamen-
Poichè la radice del Calamo guarisce
te, quando cioè in primavera si trovano altre er-
quasi tutti i danni al pancreas, essa è utile
be fresche per i diabetici. Il Vischio è curativo
anche contro il diabete. Macerare un cucchiai-
dai primi di ottobre fino ai primi di dicembre
no da dessert raso di radici di Calamo aromati-
nonché nei mesi di marzo e aprile per cui de-
co in una tazza di acqua fredda, riscaldarla leg-
ve essere colto soltanto durante questi periodi.
germente il giorno successivo, filtrarla e pren-
Il più efficace è quello proveniente dai Rove-
derne un sorso prima e dopo ogni pasto, cosa
ri e dai Pioppi, ma anche quelli di Abete o di
che corrisponde a sei sorsi al giorno. Basta-
¤dizioniPDF 117

alberi da frutto sono terapeutici. Se ne sminuz- bottiglie; berne un sorso di mattina e uno di se-
zano gli steli e le foglie. Non usare le bacche ra. I residui possono essere mangiati sul pane.
bianche per la preparazione della tisana! Un medico generico dell’Alta Austria assistet-
te una diabetica con la seguente ricetta: schiac-
Dato che pure le nostre celebratissime
ciare tre grossi bulbi d’Aglio e metterli in una
Erbe Svedesi agiscono beneficamente sul
bottiglia da un litro; riempirla poi con dell’ac-
pancreas riuscendo persino a guarirlo, ne
quavite pura di grano e lasciarla riposare per
sono consigliate le gocce anche contro il dia-
10 - 15 giorni. Ingerirne un cucchiaino ogni
bete. Esse vanno prese tre volte al giorno nella
giorno prima della colazione.
misura di un cucchiaino in un po’ di tisana di
erbe. Tenendo conto del meraviglioso effet- Nell’aprile del 1977 mi telefonò una si-
to in profondità che distingue le Erbe Svedesi gnora da Vienna per dirmi che era diabetica
ne raccomanderei in aggiunta un cataplasma da 30 anni. Mi chiese di aiutarla. Le consi-
applicato una volta al mese per quattro ore gliai le sopra descritte applicazioni con erbe
sulla zona del pancreas. diverse. Ella seguì attentamente le istruzioni
del mio manuale. Ai primi di agosto mi co-
La migliore verdura dietetica per il diabeti-
municò tutta giuliva che l’esame di laboratorio
co è la radice di Cicoria. Bisogna sciacquarla
aveva riportato dei valori normali di zucche-
diverse volte come si usa anche con l’insalata
ro. Verso la fine del settembre 1977 tenni una
di endivia, per eliminare il sapore amaro. Con
conferenza presso la Parrocchia Hasenleiten di
la tisana di Cicoria si registrano del resto an-
Vienna. Durante la conferenza questa signo-
che degli ottimi risultati contro l’obesità. Se
ra chiese la parola e riferì: «Sono stata diabe-
ne bevono due tazze al giorno. Il succo estrat-
tica per 30 anni. Ho seguito i consigli della
to dai Cetrioli freschi diminuisce il tenore in
signora Treben e da agosto ho dei valori nor-
zucchero nel sangue ed è quindi da tenere in
mali di zucchero.» Gli ascoltatori applaudirono
alta considerazione. – La Scorzonera è un’ot-
tempestosamente.
tima verdura dietetica, alla stessa maniera de-
gli Asparagi. Per il basso tenore in carboidrati Una signora di Gundelfingen/Baviera scri-
rappresentano un cibo dietetico adattissimo ai ve: «Un mio amico era diabetico da molti anni
diabetici tanto gli Asparagi quanto le Scorzo- ed aveva bisogno di iniezioni giornaliere. Ora
nere. Possono essere servite con abbondante ha ottenuto con le tisane e le erbe del Suo li-
grasso e pane grattugiato senza che ciò nuoc- bro che il livello dello zucchero sia diminuito.
cia al malato. Per l’uso in cucina la Scorzone- È sottinteso che si tiene sempre sotto controllo
ra viene coltivata nell’orto e non è identica alla medico. Ma il medico è rimasto sorpreso della
selvatica Consolida maggiore. riduzione del livello glicemico.»
Il verde Porro è anch’esso un ottimo rime- Un ingegnere di Vienna aveva una
dio per i diabetici. Tagliuzzato fino all’estre- glicemia di 280. Egli seguì le raccomanda-
mità delle foglie lo si mangia come compana- zioni della «Farmacia del Signore». Da un
tico a cena tutti i giorni. A pranzo suggerisco controllo medico risultò che lo zucchero era
un’insalata di Porri. diminuito fino a 130.
Una bevanda particolarmente appetitosa e È ovvio che l’applicazione di queste er-
benefica: versare 0,7 litri di vino bianco sec- be medicinali e verdure dietetiche approderà a
co su 500 g di Porro tagliuzzato fino alle buoni risultati soltanto a condizione che ci si
punte verdi e coprire; lasciare riposare il tut- attenga scrupolosamente alla dieta prescritta ai
to per 24 ore. Filtrare e travasare il filtrato in diabetici.
118 La Salute dalla Farmacia del Signore

4.15 DISTURBI CARDIACI


E DI CIRCOLAZIONE SANGUIGNA
In seguito al forte aumento durante gli anni recenti degli infarti cardiaci che sembrano svilup-
parsi in una malattia popolare desidero richiamare l’attenzione su di una miscela per tisana che
ha dimostrato dei risultati sorprendenti in tutti i disturbi cardiaci e di circolazione sanguigna:

10 g di Coda cavallina 30 g di Biancospino 20 g di Vischio 10 g di Ruta


10 g di radice di Pimpinella 10 g di Coreggiola 20 g di erbe Mate 10 g di Arnica
10 g di corteccia di Frangola 10 g di Galeopside 10 g di Tarassaco 10 g di Ononide
10 g di Calamo aromatico 10 g di Argentina 10 g di Achillea 10 g di Fumaria
10 g di bucce di Fagioli 10 g di Cardiaca 10 g di Gramigna 10 g di Melissa
10 g di Borsa del pastore 10 g di Quercia marina 10 g di Bardana 10 g di Condros

Mescolare bene il tutto. Per ogni tazza occorre un cucchiaino da dessert colmo di erbe. Que-
sta tisana, macerata a freddo durante la notte, va riscaldata al mattino successivo. Si raccomanda
di berne una tazza al mattino e una di sera, mescolandovi un cucchiaino di miele.

4.16 DOLORI DI AMPUTAZIONE


(Dolore fantasma nei monconi)
Molti anni dopo un’amputazione si mani- Un grande giovamento si ottiene altresì con
festano spesso per lunghi periodi dei doloro- le radici delle Iris scavate in ottobre, lavate
sissimi disturbi fantasma. L’esperienza ha di- con una spazzola ed essiccate appese ad un fi-
mostrato (vedi capitolo «Consolida maggiore» lo. Le radici essiccate vengongo polverizzate,
sotto «Modalità di preparazione») che i cata- magari con un vecchio macinino da caffè. Un
plasmi di Consolida maggiore prima attenuano cucchiaino da dessert di questa polvere viene
il dolore e poi lo fanno svanire. aggiunto ad ¼ di litro d’acqua e fatto riposare
per una notte; di giorno se ne sorseggiano una
Ugualmente efficace è l’essenza di Cipol-
o due tazze.
la che si trova presso le farmacie omeopatiche
e le erboristerie. Ma non è difficile prepararse- È consigliabile lavare i monconi di ampu-
la da soli. Si riempie fino al collo una bottiglia tazione tre volte alla settimana in bagni di Ser-
con le cipolle tagliate ad anellini e su questi si pillo (il bagno può essere riutilizzato e nuova-
versa dell’acquavite a 40° lasciando poi ripo- mente riscaldato per altre due volte). Per un
sare il tutto per 10 giorni al sole o in un luogo bagno occorre una manciata di Serpillo. Sono
riscaldato. Alla fine di tale periodo si travasa consigliati inoltre dei cuscinetti di Serpillo e
il filtrato in bottigliette. Con quest’essenza si Aglio orsino da applicare durante la notte. Si
frizionano i monconi di amputazione. riempie un sacchetto con 100 - 150 g delle erbe
citate.
¤dizioniPDF 119

4.17 ECCESSIVA LACRIMAZIONE


Contro questa condizione estremamente dalla fiamma e lasciare riposare per tre minuti.
penosa si mescolano 10 g di Eufrasia, 10 g Appena un po’ raffreddata vi si immerge una
di Valeriana, 15 g di Cardo santo, 10 g di pezzuola di tela che si pone ancora calda sulle
fiori di Lillà, 15 g di Alchemilla, 20 g di Ca- palpebre chiuse. Quest’operazione deve essere
momilla e 10 g di Ruta. Macerare in ½ litro ripetuta diverse volte per la durata di una mez-
d’acqua fredda 15 g della suddetta miscela di z’ora. In ultimo coprire gli occhi con un panno
erbe; il giorno seguente riscaldare il tutto fin asciutto e riposare un po’.
quasi alla ebollizione; mescolare bene, togliere

4.18 EDEMI o TUMEFAZIONI


dovuti alla raccolta di liquidi nel tessuto
Macerare per una notte in una tazza di ac- Per una tazza si mette a macerare a freddo du-
qua fredda due cucchiaini da dessert di radi- rante la notte un cucchiaino da dessert scarso
ce tritata di Ononide; la mattina seguente ri- di corteccia di Sambuco (dato che quantitativi
scaldare leggermente il tutto e filtrare. Que- maggiori provocano diarrea o vomito, occor-
sta tazza va bevuta metà prima e metà dopo re dosare scarsamente). Questa tazza di cor-
colazione. teccia macerata di Sambuco può essere anche
diluita con mezza tazza d’acqua. Leggermen-
Un’altra possibilità di far regredire gli ede-
te riscaldata se ne beve metà tazza dopo ogni
mi è costituita dalla corteccia del Sambuco.
pasto.

4.19 EMOFILLIA
Contro l’emofillia, fortunatamente rara, si si fanno dei semicupi con le stesse erbe ogni
ottiene un ottimo effetto con le seguenti erbe: quindici giorni, lasciando riposare per una not-
Veronica, Borsa del pastore, Achillea e Co- te 100 g di erbe in acqua fredda; riscaldarla il
da cavallina vanno mescolate in parti ugua- giorno dopo e versarne il filtrato in un semi-
li. Se ne debbono bere almeno quattro tazze cupio ben temperato, nel quale ci si immerge
al giorno. Sbollentare un cucchiaino da des- per 20 minuti. L’acqua del bagno può essere
sert colmo di erbe con ¼ di litro d’acqua e la- riversata sulle erbe altre due volte e riutilizzata
sciare riposare il tutto per un minuto. Inoltre riscaldata per altrettanti semicupi.

4.20 ENFISEMA POLMONARE


L’enfisema polmonare come anche l’asma ranza dei casi da un fegato difettoso. La
cardiaco ed i disturbi alla tiroide accompa- pressione del fegato verso l’alto contribuisce
gnati da affanno sono causati nella maggio- al fatto che comincino a gonfiarsi e ad aumen-
120 La Salute dalla Farmacia del Signore

tare di volume bronchi, polmoni e cuore. La plasmi di Coda cavallina al vapore. Riscal-
costante pressione del fegato sulla delicata dare ed ammorbidire un’abbondante manciata
tiroide crea dei mutamenti patologici. In ca- di Coda cavallina in un setaccio. Avvolgere la
si del genere si beve al mattino una tazza di poltiglia così ottenuta in un panno ed applicar-
tisana di Aparine, durante la giornata si appli- la sul fegato malato. In tal modo diminuisce
cano per quattro ore dei cataplasmi di Erbe la pressione del fegato e lentamente si dilegua
Svedesi (vedi capitolo «Erbe Svedesi», «Mo- anche l’angoscioso affanno.
dalità di preparazione»), e di notte dei cata-

4.21 ERISIPELA
Cogliere le foglie fresche di Farfara, la- vivo. Estratto con la centrifuga domestica lo
varle e schiacciarle col matterello su una ta- si spalma sulle parti infiammate; oppure si ta-
vola in modo da ottenere una pasta di foglie gliano alcune foglie di Semprevivo per il lun-
che si applica sulle parti colpite dall’erisipela.
go, ponendole indi con la parte succosa verso
Con le foglie, però, si può anche preparare un l’alto su di un piatto. Con il succo uscito dal
infuso (sminuzzare le foglie, scottarle con ac- piano di taglio si spennellano le zone infiam-
qua bollente, lasciarle riposare brevemente) e mate. Per l’uso interno si beve la mattina, una
raffreddate applicarle come cataplasma. mezz’ora prima di colazione, una tazza di tisa-
na sbollentata di Veronica e si sorseggiano nel
Allo stesso modo si utilizzano le foglie di
corso della giornata tre o quattro tazze di tisa-
Cavolo o di Verza. Esse liberano dall’infiam-
na di Ortica fino a che il medico non constati
mazione erisipelatosa. Un’azione rinfrescante
il regresso della malattia.
è posseduta dal succo delle foglie di Sempre-

4.22 FIMOSI
Secondo il Dr. Dirk Arntzen, medico di vono. L’età migliore sembra essere quella fra
Berlino, esiste un metodo per curare con dei i 4 ed i 7 anni; ma i bagni possono essere uti-
bagni la fimosi nei bambini. Al bagno cal- lizzati anche per bambini di 10 anni. In questo
do per un bambino, costituito da ca. 50 - modo molti ragazzi hanno potuto evitare l’in-
70 litri d’acqua, si aggiungono 10 - 20 ml di tervento chirurgico. Negli uomini anziani que-
una soluzione al 10% di Solfato di Potassio sto metodo purtroppo non riesce. Anche con la
(possibilmente di fresca preparazione in far- Malva si registrano buoni effetti. Per il bagno
macia) tirando delicatamente indietro il prepu- di un bambino occorre una manciata di Malva
zio. Occorrono da uno a due bagni alla setti- lasciata macerare a freddo durante una notte;
mana. Spesso si ottengono buoni risultati dopo per gli adulti ne occorrono ca. 100 g per un
il quarto bagno; ma più di dieci bagni non ser- semicupio.
¤dizioniPDF 121

4.23 FISTOLE
«Non riesco a descrivere le pene di questi 28
Per l’uso interno ingerire tre volte al giorno
un cucchiaino da dessert, ed in casi molto gra- anni! Mi avevano consigliato di farmi opera-
vi, un cucchiaio da tavola, di Erbe Svedesi in re, cosa che però non feci, dato che il professo-
tisana sbollentata di Camomilla senza zucche- re mi aveva avvertito del pericolo che correvo.
ro. Per l’uso esterno lavare con un infuso tie- Invece trovai sollievo con l’aiuto di un “gua-
pido di Edera terrestre, Coda cavallina e Li- ritore” che mi prescrisse una dieta a base di
naiola in parti uguali, bagnare poi con essenza cibi crudi e una respirazione terapeutica. Tut-
di Erbe Svedesi oppure applicare un impacco tavia non guarivo ancora. In primavera colsi
impregnato con tale essenza. Immergersi in se- la prima Ortica fresca in campagna, inizian-
micupi di Coda cavallina; di notte applicare do così una cura a base di tre tazze di tisana
cataplasmi al vapore di Coda cavallina (vedi di Ortica al giorno aggiungendovi ogni volta
capitolo «Coda cavallina»). un cucchiaino di gocce di Erbe Svedesi. Dopo
esattamente 15 giorni la mia fistola era rimar-
Una signora di 51 anni, proveniente dalla
ginata, e tutti i miei dolori si erano dileguati.
Baviera, soffriva da 28 anni di una fistola del-
Per me e per tutti coloro che mi conoscono fu
la guancia sull’osso zigomatico. Ella riferisce:
come un miracolo.»

4.24 FLUSSO MESTRUALE


Quando il flusso mestruale è esagerata- Tempo fa una giovane signora mi chiese
mente abbondante si beve alla mattina a sto- proprio questa ricetta. Soffriva di flussi me-
maco vuoto, una mezz’ora prima della cola- struali eccezionalmente abbondanti ed aveva
zione una tazza di tisana sbollentata a base del già subito due inutili interventi nella clinica di
seguente miscuglio di erbe: 25 g di fiori di suo fratello ginecologo. La tisana fece il suo
Arnica, 50 g di radice di Valeriana, 25 g di effetto con la stessa rapidità come su di me
Lichene islandica, 25 g di Melissa, 25 g di allorchè, dopo il mio grave tifo erano soprag-
Achillea e 25 g di Salvia. Sbollentare con ¼ giunte delle emorragie inarrestabili. Il medico
di litro d’acqua un cucchiaino da dessert col- presso il quale ero in cura allora, aveva sug-
mo dell’anzidetta miscela e lasciare riposare gerito un tentativo a base di erbe. Fu così che
per tre minuti. Continuare a bere questa tisana venni in possesso di questa ricetta miracolosa.
anche quando le mestruazioni si sono norma- Per oltre un anno e mezzo soffrivo di mestrua-
lizzate. Le erbe di questa ricetta producono zioni che duravano 15 giorni e più. Le er-
nell’addome un senso di benessere, preven- be fecero effetto dopo esattamente un mese e
gono i disturbi della menopausa, ed il loro normalizzarono definitivamente le mestruazio-
effetto si perpetua per molti anni. ni. Ho bevuto questa tisana per cinque anni di
seguito.
122 La Salute dalla Farmacia del Signore

4.25 GOZZO
Dei gargarismi con foglie sminuzzate di dei gargarismi profondi, ma bevendone anche
Scrofularia o di Aparine spesso ripetuti fan- un goccio ogni tanto.
no sparire qualsiasi gozzo sviluppatosi interna-
Ad una mia amica di Vienna nel fabbraio
mente o esternamente. La Scrofularia si trova
del 1979 era cresciuto un gozzo abbastanza vi-
lungo le rive dei ruscelli, lungo i fossi nelle fo-
stoso. Ella temeva l’intervento chirurgico ed
reste e sotto i cespugli umidi. I suoi fiori sono
iniziò dietro il mio consiglio a fare dei gar-
poco appariscenti e di un colore verde scuro, le
garismi in primavera quando in campagna si
foglie sono semplici, ovali, appuntite. Hanno
presentavano le prime piante di Aparine. L’A-
lo stesso odore intenso come quelle del Sam-
parine va sbollentata e utilizzata sotto forma
buco; quindi in base al profumo sono incon-
di gargarismi caldi. Un anno dopo, questa si-
fondibili con quelle di altre piante. Mentre del-
gnora mi riferiva tutta gioconda che suo mari-
la Scrofularia si raccolgono soltanto le foglie
to era andato spesso a coglierle dell’Aparine
per i gargarismi in fondo alla gola senza però
fresca; sin dall’inizio della terapia si era accor-
deglutire, dell’Aparine si utilizza la pianta in-
ta che il gozzo diminuiva fino a che in ultimo
tera, fiori compresi, facendo con essa non solo
era del tutto sparito.

4.26 HERPES ZOSTER


Il blando succo del Semprevivo (Semper- verse volte al giorno sulle zone ammalate. Ov-
vivum tectorum) disperde assai presto i dolori viamente può essere estratto anche con la cen-
dell’herpes zoster. Si tagliano in senso longi- trifuga domestica. Il malato ne sente l’effet-
tudinale quattro o cinque delle carnose foglie to benefico sin dalla prima spalmatura. In un
ponendole su un piatto. Il succo che si racco- antico erbario si trova la seguente ricetta:
glierà sulla loro superficie viene spalmato di-

La ricetta contro l’herpes zoster

Un litro di acqua fredda alla quale sono stati aggiunti


25 g di corteccia di Rovere quattro cucchiai delle suddette erbe ben mescolate, va
10 g di Alchemilla riscaldato fin quasi all’ebollizione e lasciato riposare per
20 g di Avena tre minuti. Con il liquido filtrato ancora tiepido si tampo-
10 g di Camomilla na lievemente le zone ammalate ripetendo l’operazione
25 g di Salvia diverse volte al giorno. I residui, lievemente riscaldati, e
10 g di Meliloto raccolti in una pezzuola si applicano di notte sulle zone
malate.
¤dizioniPDF 123

4.27 INAPPETENZA NEI BAMBINI


Una giovane madre si lamentava che il erbe; fare tre bagni in tutto con il quantitativo
suo bimbo di due anni soffriva di inappeten- di erbe indicato). Contemporeaneamente veni-
za cronica, che era svogliato, stanco, difficile a va fatta sorseggiare al bambino una tazza di
smuovere per una passeggiata e che aveva delle tisana di Ortica al giorno. Tutta soddisfat-
grandi occhiaie. La situazione cambiò di col- ta mi riferì la madre che il suo bimbo ora era
po dopo che, dietro il mio consiglio, l’aveva irriconoscibile. L’appetito era aumentato note-
immerso in un bagno totale di Serpillo costi- volmente, il piccolo rimaneva volentieri all’a-
tuito da 50 g di erbe (lasciare macerare per una perto e passeggiava con gusto; era divertente
notte in acqua fredda; durata del bagno 20 mi- osservare come l’ometto ricordava alla mam-
nuti, lasciando il cuore al di sopra del livello ma di dargli la sua tisana. Con aria birichina
dell’acqua; per due sere riversare l’acqua sulle ripeteva: «sempre un solo sorso alla volta.»

4.28 MAL D’ORECCHIO DOVUTO A RAFFREDDORE


Mescolare in parti uguali Edera terrestre, scaldato ed applicato a gocce prima delle Er-
Salvia e Achillea. L’infuso caldo di queste er- be Svedesi. Per riscaldare l’olio, si immerge
be viene usato per sciacquarvi le orecchie. Tut- nell’acqua bollente un cucchiaino da dessert
tavia sarebbero da consigliare anche le gocce facendovi poi cadere sopra una o due gocce
di Erbe Svedesi introdotte nell’orecchio con d’olio.
un batuffolo di ovatta e olio di Serpillo ri-

4.29 NEVRALGIE FACCIALI


I fiori della Camomilla, del Verbasco, lasciare riposare brevemente. Se si dovessero
dell’Achillea e del Serpillo, colti sotto il so- manifestare dei dolori spasmodici, consiglio di
le, si mettono freschi o appena essiccati in un sciacquare il viso con un infuso di Ortica,
sacchetto di tela che va applicato direttamen- asciugarlo ed applicarvi un cuscinetto di tela
te sulla zona delle dolorose nevralgie faccia- riempito di Erba strega tritata.
li. È preferibile cogliere le erbe al sole perchè
Gli impacchi sul viso di Erbe Svedesi
sotto il suo effetto sviluppano al massimo pro-
debbono essere applicati stando a letto. Tre
prio gli oli eterei che producono quella parti-
volte al giorno un cucchiaino da dessert di que-
colare azione curativa. Con le stesse erbe si
ste gocce diluite nella tisana sopracitata danno
prepara inoltre una tisana di cui si sorseg-
a loro volta sollievo all’ammalato.
giano quattro tazze al giorno. Sbollentare e
124 La Salute dalla Farmacia del Signore

4.30 ONICHIA (infiammazione del letto ungueale)


- UNGHIE (fragili o danneggiate)
Contro l’onichia si fanno macerare a fred- ma del succo o di Cipolla o di Ranuncolo.
do per una notte 50 g di Malva; prima di cori- Dimezzare una Cipolla e passarla diverse volte
sulle unghie. Naturalmente si può anche ap-
carsi si utilizza questo liquido (riscaldato) per
un pediluvio o un bagno alle mani di una venti-plicare il succo estratto dalla Cipolla. Si ot-
tengono dei buoni risultati anche col succo del
na di minuti; i bagni raffreddati possono essere
Ranuncolo che cresce ai margini delle foreste
riutilizzati da due a tre volte. Si spalma della
pomata di Calendula sull’unghia infiamma- e delle praterie. Aprendone lo stelo rotondeg-
ta applicandovi poi degli impacchi di gocce giante e piuttosto grosso, se ne passa il suc-
Svedesi. co diverse volte sulle unghie. Una sola passa-
ta non è sufficiente, l’applicazione deve essere
Sulle unghie fragili o danneggiate si spal-
ripetuta varie volte.

4.31 OSTEOPOROSI
Col seme polverizzato o macinato del volta al mese in un bagno completo di Achil-
Fieno greco si ottengono ottimi risultati nel- lea preparato con 200 g di quest’erba; durata
la lotta contro l’osteoporosi (come anche con- del bagno 20 minuti; il cuore deve rimanere
tro l’osteoma e contro l’osteomielite). Ogni fuori dell’acqua. L’acqua del bagno può essere
giorno si bevono due tazze di tisana di Achil- riutilizzata altre due volte. Inoltre si friziona
lea divise in quattro porzioni. A due di queste ogni giorno il corpo con essenza di Achillea.
porzioni si aggiunge ogni volta un mezzo cuc- Sui fiori colti al sole e introdotti in una botti-
chiaino da dessert di semi macinati di Fieno glia si versa dell’acquavite a 40°, lasciando poi
greco. Inoltre è consigliabile immergersi una la bottiglia al sole per una decina di giorni.

4.32 PARALISI AGITANTE (Malattia di Parkinson)


Si lavano le foglie fresche dell’Acetosel- ra di Achillea. Macerare nottetempo in acqua-
la che nelle nostre foreste copre il terreno co- vite di grano o di frutta a 40° i fiori di Achil-
me un tappeto. Con la centrifuga domestica lea colti sotto il sole e lasciare il tutto al sole
se ne estrae il succo. Ogni ora se ne prendo- per 15 giorni. Durante la giornata si applicano
no da tre a cinque gocce diluite nella tisana di per quattro ore sull’occipite degli impacchi
Achillea di cui si preparano quattro o cinque di gocce Svedesi (vedi anche cap. Erbe Svede-
tazze al giorno. Per ogni tazza sbollentare un si) con i quali è possibile passeggiare per casa.
cucchiaino da dessert colmo di fiori di Achil- Se oltre al tremore si verificasse anche una cer-
lea e lasciare riposare brevemente. Le gocce di ta rigidità degli arti, si consigliano dei bagni
Acetosella debbono essere diluite almeno nel completi al Serpillo preparati con 200 g di er-
triplice quantitativo. Contemporaneamente si be. Di un bagno, riscaldato nuovamente, se ne
friziona la colonna vertebrale a volte con il possono fare complessivamente tre (vedi Note
succo di Acetosella fresca, a volte con tintu- generali).
¤dizioniPDF 125

4.33 PATERECCIO
Fare diverse volte al giorno dei bagni di chi di olio di Iperico. Un’altra antica ricetta
Camomilla, ciascuno della durata di una mez- casalinga si richiama a Pimpinella, Altea, ra-
z’ora. Quindi applicare una pomata per ascessi dice di Felce e fiori di Sambuco, mescolati in
e coprire con una fasciatura all’argilla. Un’an- parti uguali. Aggiungere 15 g di tale misce-
tica ricetta di tradizione casalinga prescrive: la a ½ litro di vino bianco e lasciare riposare a
«far bollire dell’aglio nel latte ed immergere freddo per una notte. Il giorno dopo riscaldarlo
la mano in questo liquido per una mezz’ ora.» fino al punto di ebollizione. Bagnare il dito per
Se il dito è purulento, vi si applica un catapla- due ore in questo vino di erbe intiepidito; indi
sma di semi di lino. Se poi l’ulcera dovesse grattugiare un po’ di gesso ed applicarne la
aprirsi, immergere il dito in un bagno caldo di polvere; in ultimo fasciare il dito.
Camomilla. In ultimo applicarvi degli impac-

4.34 PROLASSO DELL’UTERO


Sorseggiare durante la giornata quattro taz- lato sinistro della pancia partendo dalla vulva
ze di tisana di Alchemilla. Un cucchiaino da verso l’alto. Nel contempo si fanno tre semi-
dessert colmo di Alchemilla in ¼ di litro d’ac- cupi di Achillea per settimana; per una notte
qua va portato fino al punto di ebollizione e si lasciano riposare in acqua fredda 100 g di
poi lasciato riposare brevemente. Riempire Achillea; il giorno successivo si riscalda il tut-
una bottiglia fino al collo di Borsa del pasto- to e ci si immerge per 20 minuti. L’acqua del
re sminuzzata aggiungendovi dell’acquavite a semicupio può essere riversata sulle erbe altre
40°; lasciare la bottiglia per dieci giorni al sole due volte di modo che si possano fare tre bagni
o vicino ad una sorgente di calore. Con que- con una sola porzione di erbe.
st’essenza si friziona diverse volte al giorno il

4.35 LA PSORIASI «INCURABILE»


Da tutte le parti dell’Austria e della Germa- più profonde verso sera spalancandosi e procu-
nia mi arrivano, da parte dei medici, infermi rando al soggetto delle pene indescrivibili. Vi
affetti da Psoriasi considerata incurabile. Ma si aggiunge un prurito violento che grava pe-
noi che crediamo nelle erbe della Farmacia del santemente sui nervi di qualsiasi malato. Dalla
nostro Signore, sappiamo che Dio ci assiste pelle si stacca ogni giorno un mare di squa-
con l’abbondanza delle piante nei prati e nelle me che ad ogni movimento si riversa per
foreste distese ai nostri piedi. terra come una pioggia.
Di questa malattia penosissima esistono di- Alcuni anni fa venni a sapere di una don-
verse varietà: la cosidetta psoriasi rossa che na di 38 anni la cui pelle dal collo in giù era
si manifesta con delle chiazze purpuree circo- screpolata e simile al cuoio; ella aveva perduto
scritte, un’altra che copre la pelle come con i capelli e la sua vita era un calvario senza
delle squame e una terza con la pelle grossa fine. All’ospedale cercavano di darle sollievo
come il cuoio, piena di fenditure che si fanno avvolgendola fino al collo in un sacco di ny-
126 La Salute dalla Farmacia del Signore

lon. In tal modo la pelle si ammorbidiva un po’ come anche le minestre cotte con essa, tut-
e di conseguenza diminuivano anche i dolori. ti i tipi di acidi come aceto, mosto, vino, li-
Ma la sua malattia non subì modifiche. Allora moni, arance, pompelmi, bacche e loro suc-
compresi che un male del genere poteva es- chi, compresi i ribes neri, mele crude, caffè,
sere guarito soltanto con la dieta e con erbe cioccolata, cacao e miele poichè producono
disintossicanti e depurative del sangue. Al- acidi che il fegato non sopporta. Inoltre oc-
lorchè la donna si servì della tisana da me pre- corre rinunciare a qualsiasi pesce in scato-
parata seguendo anche la relativa dieta, i buoni la, pesce affumicato, carne in scatola, legu-
risultati si verificarono dopo appena sei mesi. mi quali piselli, fagioli e lenticchie ed infine
In questo breve tempo i capelli erano ricresciu- ogni tipo di alcool. Sono permessi tutti i cibi
ti e la pelle era tornata liscia e priva di macchie. al latte, il latte stesso ed i suoi derivati; le insa-
Da allora ho curato molti ammalati di psoriasi. late debbono essere condite con crema di latte
acida; è raccomandata la carne leggera quale la
La malattia nasce da una disfunzione del
vitella, il pollo, la carne lessa di manzo, la cac-
fegato. Pertanto bisogna affiancare alla fito-
ciagione, il pesce fresco e surgelato, le verdure
terapia una severa dieta per il fegato: evitare
leggere e, giornalmente, in sostituzione della
insaccati (fatta eccezione per i salumi diete-
frutta fresca, molte mele cotte.
tici), prosciutto e carne di maiale in genere

20 g di Fumaria 40 g di Olmaria
10 g di corteccia di Rovere 20 g di buccia di Noce
Miscela di erbe per la tisana: 50 g di Ortica 30 g di corteccia di Salice
30 g di Calendula 30 g di Veronica
30 g di Celidonia 20 g di Achillea

Mescolare bene tutte le erbe; per ogni tazza sbollentarne un cucchiaino da dessert colmo e lasciare
riposare per tre minuti. Per quanto possibile si raccomanda l’uso di erbe fresche. Di tale tisana
se ne sorseggiano da uno e mezzo a due litri al giorno. Ogni sorso viene assorbito e trasformato
immediatamente dall’organismo.

Due volte al giorno la pelle deve esse- parti uguali e fatte macerare nottetempo in ac-
re spalmata di grasso dell’intestino di maiale. qua fredda – 200 g di erbe per ogni bagno – 20
Ove si trattasse di una psoriasi crostosa disse- minuti di immersione, il cuore fuori dall’ac-
minata su tutto il corpo, si estrae con una cen- qua) diminuiscono il prurito e contribuisco-
trifuga domestica il succo di Celidonia fresca no alla guarigione. Tutte queste applicazioni
e ben sciaquata per prepararne una pomata nel giovano anche contro la neurodermite.
rapporto di 5 g del suo succo per 50 g di gras-
In una famiglia si erano ammalati di pso-
so intestinale di maiale. Conservare la pomata
riasi due bambini. La bambina dodicenne ne
in frigorifero. Per la pomata si può utilizzare
soffriva dall’età di due anni, il ragazzo da circa
ugualmente del succo di Malva.
9 mesi. I genitori avevano tentato tutto il possi-
In aggiunta si raccomandano dei bagni con bile; per la figlia avevano consultato un’infinità
infuso di Erba Roberta. Anche i bagni com- di medici, anche in Svizzera, senza ottenere il
pleti di Malva o Coda cavallina (mescolate in benchè minimo miglioramento.
¤dizioniPDF 127

Mediante le erbe colte con entusiasmo dai va cucire fino a mezzanotte i vestitini per i suoi
bambini durante l’estate fu possibile liberarli piccoli dopo che durante la giornata aveva as-
da questa malattia. La madre raccontava che sistito suo marito decoratore, ora si reggeva in
la pelle della bambina era ora simile a quella piedi a fatica fino alle otto di sera per poi un-
di un neonato e che aveva ridotto la quantità di gersi con oli e andare a letto avvolta in un
tisana somministrata giornalmente. lenzuolo. A diverse riprese aveva trascorso va-
rie settimane in ospedale. L’unico sollievo era
In un altro caso la psoriasi rossa aveva de-
stato che la sua pelle si era rammollita col su-
turpato tutto il volto di una ragazza dodicenne
dore provocato da un sacco di nylon in cui era
sin dal secondo anno dalla nascita. I genitori
stata rinchiusa fino al collo. Le erbe depurati-
infelici avevano anch’essi provato ogni mezzo
ve insieme con la dieta indicata hanno portato
per liberare la bimba da questo male devasta-
anche in questo caso alla totale guarigione nel
tore. Dopo che era stata applicata per quat-
giro di appena sei mesi. Già ai primi di dicem-
tro mesi la mia ricetta contro la psoriasi, rividi
bre scomparvero il grave esaurimento e la stan-
la fanciulla con la pelle del viso perfettamente
chezza e prima di Pasqua la pelle era tornata
normale.
liscia e i capelli folti e lucenti.
Una commerciante di un paese dell’Alta
Ecco una lettera da Monaco: «Nel settem-
Austria aveva molte zone del corpo coperte
bre del 1977 Le chiesi consiglio per il nostro
da psoriasi rossa. In seguito al mio consiglio
figlio Martino di 13 anni. La diagnosi dei me-
di effettuare le applicazioni sopra descritte, si
dici: neurodermite. Per 13 anni abbiamo con-
erano potuti registrare buoni risultati persino
sultato un pediatra dopo l’altro e visitato clini-
dopo sole quattro settimane. Le macchie rosse
che dermatologiche e guaritori – senza il mini-
scomparvero pian piano completamente. Un
mo successo. I medici non facevano altro che
caso molto simile in un mugnaio delle parti
somministrare del Cortisone. All’età di 7 an-
di Magonza: dopo poco tempo le applicazioni
ni i bambino è stato per due mesi a Davos. Il
avevano fatto svanire la psoriasi.
medico di quel luogo ci dichiarò che il bimbo
Una suora di clausura condannata da 30 an- aveva contratto questa malattia quando era an-
ni alla psoriasi iniziò ai primi di ottobre la cura cora in fasce e che non vi sarebbe stata guari-
di tisana e la dieta. A Natale mi comunicò che gione mentre occorreva ad ogni attacco rispon-
la psoriasi era totalmente sparita. dere col Cortisone. Quanto avvenne durante le
settimane e gli anni successivi a questa cura fu
Nell’ottobre del 1972 venni a sapere che
terribile. Continui attacchi di febbre, focolai
una giovane signora, madre di tre bambini, era
suppurativi dalla pianta dei piedi fino ai mal-
stata affetta da questa malattia. Il male le si
leoli, purulenti i palmi delle mani, i cavi po-
era presentato dopo un’epatite, ed io suppon-
plitei, piagati i lobi delle orecchie, il collo e
go che sia stato causato da un disturbo funzio-
il volto. La cosa peggiore poi era il conti-
nale del fegato. La giovane signora era tutta
nuo prurito, le ghiandole inguinali gonfie co-
coperta da squame; nemmeno il cuoio capellu-
me uova di piccione e dolenti a tal punto da
to era risparmiato. I capelli erano sempre più
rendergli insopportabile ogni passo. Nel set-
radi, tanto che le toccava portare una parruc-
tembre del 1972 le cose stavano talmente male
ca per recarsi fra la gente. Con ogni suo ge-
che eravamo costretti a farlo ricoverare all’o-
sto una pioggia di squame si riversava per
spedale di Schwabing. I medici parlavano di
terra. Di sera la pelle mostrava delle fenditu-
una sepsi cutanea. Dopo un trattamento inten-
re profonde. La donna che normalmente sole-
sivo al Cortisone sopraggiunse un’appendici-
128 La Salute dalla Farmacia del Signore

te purulenta. Un medico ci disse in quell’oc- la tisana, non si è verificata più alcuna infezio-
casione: «Ringrazi il cielo che si è trattato sol- ne. A volte non riusciamo ancora a crederci.
tanto di appendicite, altri bambini dopo un trat- Dal gennaio 1978 egli non porta più nè fasce
tamento del genere si ammalano di ulcera ga- nè guanti di cotone. Adesso frequenta la nona
strica.» Dai test era risultato che recentemen- classe di un ginnasio linguistico. L’anno scola-
te Martin andava soggetto ad eruzioni cutanee stico 1977-78 è stato il primo senza settimane
non appena veniva in contatto con qualsiasi er- e mesi di assenze per malattia. Lei non può
ba, polline, fungo o polvere. Dal febbraio 1973 immaginare come si è rinvigorito in quest’an-
fino al luglio 1978 fu desensibilizzato. Ma no. Dal settembre 1978 partecipa nuovamente
non vi fu alcun miglioramento. Dal settem- alle lezioni di ginnastica ed è felice. Nel mese
bre 1977 Martin ha cominiciato a bere, die- di luglio è stata conclusa la desensibilizzazio-
tro il Suo buon consiglio, un litro e mezzo al ne. I medici dell’ospedale non hanno alcuna
giorno di tisana contro la psoriasi come de- spiegazione per il miglioramento della pelle.»
scritta nella Sua pubblicazione. Inizialmente
Nell’estate del 1979 venne a trovar-
la beveva molto mal volentieri, cosa che non ci
mi un medico specialista per malattie inter-
meravigliava dato che aveva già provato tante
ne, della Repubblica Federale Tedesca, con
cose senza esito. Aveva semplicemente perdu-
il figlio 21enne sofferente di neurodermite sin
to ogni speranza. La sua prima costatazione
dalla nascita. In tutti questi anni il giovane ha
fu: «Mamma, sto perdendo una quantità im-
sopportato un vero e proprio calvario. All’ini-
pressionante d’acqua!» Dopo quindici giorni
zio dell’uso di erbe fresche aveva manifestato
mi recai di mattina nella sua camera per sve-
forti reazioni quali naso otturato, senso di op-
gliarlo, quando mi disse: «Mamma, non ero
pressione al capo. Sopportava bene i bagni di
ancora coricato che già dormivo!» Per Martin,
Coda cavailina, meno bene quelli di Erba Ro-
l’andare a letto era stato – si può ben dire – un
berta, nonostante la pelle ne venisse favorevol-
incubo sin dalla più tenera età: prurito e piz-
mente influenzata. Contro la secchezza della
zicore, non riusciva a prendere sonno e ri-
pelle veniva impiegata crema di Hametum con
maneva sveglio per ore, spesso per notti in-
aggiunta di succo estratto dalla Malva fresca
tere. A partire da questo primo addormentarsi
che mostrava un effetto benefico. Anche in
Martin si era persuaso che la tisana aves-
questo caso si registrava un costante migliora-
se un buon effetto su di lui e ogni giorno si
mento. Soprattutto si è trasmessa al paziente la
sforzava di finire la sua bottiglia. Ora anche
certezza di guarire. A metà ottobre del 1979 ha
la pelle è notevolmente migliorata. Ogni tan-
ripreso i suoi studi di legge che erano rimasti
to si gratta ancora un po’, ma da quando beve
interrotti dopo i primi sei mesi dal loro inizio.

4.36 RAFFREDDORE DA FIENO


Poichè le Ortiche giovano contro qualsiasi ze al giorno di tisana di Ortica aggiungendo
allergia e, trattandosi nel caso del raffreddo- ad ognuna tre cucchiaini da dessert di Erbe
re da fieno proprio di una di queste, la si può Svedesi.
far scomparire ingerendo tre o quattro taz-
¤dizioniPDF 129

4.37 RENI – RENELLA E CALCOLI RENALI


L’essenza di Ortica utilizzata dall’omeo- ce dell’Uva ursina si può in questi casi pren-
patia e che non posso fare a meno di consi- dere le foglie del Pero che la sostituiscono
gliare caldamente, deve essere ingerita in for- perfettamente nella cura contro i calcoli renali.
ma diluita. La si trova nelle farmacie, nelle er-
Con l’Agrimonia che cresce lungo i sen-
boristerie e nelle drogherie. Le modalità d’uso
tieri e ai margini delle foreste ma anche lungo
e le avvertenze sono allegate alle confezioni.
i cigli dei campi e nei terreni non edificati e
Come ho già spiegato nei capitoli concernen-
lungo le sponde sassose dei torrenti, i cui fiori
ti la Coda cavallina, i semicupi della stessa
– simili a spighe d’oro – si trovano da giugno
accompagnati da bevute di tisana, eliminano
fino a settembre, si ottiene un’eccellente tisana
rapidamente renella e calcoli renali. I vecchi
contro la renella ed i calcoli renali e biliari. Un
erbari lodano inoltre la sicura e rapida elimina-
miscuglio di 20 g rispettivamente di Agrimo-
zione dei calcoli renali anche con l’Erba Ro-
nia, Ononide, Borsa del pastore e foglie di
berta, la Viola mammola e l’Uva ursina, al-
Betulla serve all’uopo in modo eccellente. È
cune persone non sopportano l’alto tenore in
sottinteso che la tisana va soltanto sbollentata
tannino dell’Uva ursina. Infatti reagiscono ad
e lasciata riposare un minuto.
essa con vomito, nausea ed inappetenza. Inve-

4.38 RETRAZIONE DELLA GENGIVA e Denti vacillanti


Raccomando la seguente cura erbaria: cor- travasarla in un termos previamente sciacqua-
teccia di Rovere, Alchemilla, Coreggiola e to con acqua calda. Sciacquare diverse volte al
Salvia, mescolate in parti uguali si macerano giorno la bocca con questo macerato e massag-
nottetempo in acqua fredda. Per un mezzo litro giare le gengive con uno spazzolino morbido
di acqua si prendono due cuchiaini da dessert intinto nel liquido.
colmi di erbe. Riscaldare la tisana al mattino e

4.39 SCLEROSI MULTIPLA


Anche contro questa malattia, considerata store, riempirne una bottiglia fino al collo e
inguaribile, esistono rimedi nella Farmacia del versarvi sopra dell’acquavite di grano o di frut-
nostro Signore. È sottointeso che il migliora- ta a 40°. Mettere la bottiglia al sole o vicino ad
mento avviene soltanto a poco a poco, ma non una sorgente di calore per una decina di gior-
ci si deve a nessun costo rassegnare nè mai per- ni. Due o tre volte al giorno si frizionano con
dere la fede e la fiducia nelle erbe medicinali quest’essenza le zone muscolari colpite dalla
che sono un dono di Dio all’umanità malata. A malattia. Per l’uso interno si sorseggiano ogni
questo punto avverto ancora una volta che nel giorno, distribuite per tutta la giornata, quat-
caso di una malattia così grave debbono essere tro tazze di tisana di Alchemilla e due tazze
utilizzate esclusivamente erbe fresche. Per la di tisana di Salvia. Lavare le foglie fresche
provvista invernale esse vanno essiccate. dell’Acetosella; estrarne ancora umide il suc-
co con una centrifuga domestica. Per sei ore
Lavare e sminuzzare della Borsa del pa-
130 La Salute dalla Farmacia del Signore

al giorno se ne prendono ogni ora da tre a cin- le erbe e riscaldandola nuovamente. Ogni set-
que gocce diluite nella tisana. Hanno un ot- timana è opportuno servirsi esclusivamente
timo effetto le frizioni con l’olio di Iperico, di un solo tipo di erba. In modo particolare
Camomilla e Serpillo. Riempire fino al collo raccomanderei ancora i bagni completi di Ser-
tre bottiglie, una per ogni erba, con fiori colti alpillo che influiscono sulla muscolatura e sui
sole e versarvi sopra dell’olio d’oliva pressato tessuti, ma non sono nemmeno da disprezza-
a freddo (l’olio deve coprire le erbe) e lascia- re i bagni completi di Ortica per la loro azione
re le bottiglie al sole od in luogo riscaldato per facilitante l’irrorazione sanguigna. In tal caso
una decina di giorni. si impiegano 200 g per bagno; si procede co-
me per i semicupi; anche in questi casi si può
I fiori colti al sole, dell’Iperico, della Ca-
riutilizzare per tre volte consecutive la stessa
momilla e dell’Achillea debbono essere pre-
acqua. Il cuore deve rimanere al di sopra del
parati esattamente come la Borsa del pasto-
livello dell’acqua.
re. Con tali essenze si frizionano la colonna
vertebrale, le articolazioni e le anche. Lava- Nuove e buone esperienze sono state fat-
re, spazzolare e tritare le radici di Consoli- te con dei cataplasmi di foglie di Panace su
da maggiore e prepararla con acquavite a 38 tutto il corpo. Lavare le foglie di Panace (pres-
- 40°. Anche queste ultime sono consigliate so gli agricoltori considerata il miglior forag-
per le frizioni. Ove si manifestasse un irrigidi- gio per lepri e conigli), schiacciarle col mat-
mento della colonna vertebrale, si applichino tarello, spargerle su un lenzuolo, avvolgervi
sulla zona lombare dei cataplasmi caldi di fa- il malato, coprirlo bene con un lenzuolo da
rina di Consolida maggiore. Preparare una bagno e lasciarlo riposare così per una notte.
poltiglia con acqua calda e farina di Consoli- Se il malato dovesse manifestare irrequietezza
da maggiore; per facilitarne la spalmatura sul o dolori di tipo reumatico in punti particolar-
panno, vi si aggiunge qualche goccia d’olio. mente sensibili, lo si liberi da questi involu-
Inoltre si bevano due tazze di tisana di Achil- cri. Di solito però egli nota l’effetto del po-
lea, una al mattino una alla sera, sorseggiando tere terapeutico sprigionato dalle foglie della
anche tre cucchiai di gocce Svedesi diluite in Panace e si addormenta tranquillamente. Mol-
una tisana d’erbe distribuendo tale quantitativo to spesso sopravviene un sensibile migliora-
per tutta la giornata. Per di più si applichino ri- mento. Con l’occasione vorrei suggerire anche
petutamente e per quattro ore di seguito degli un cambiamento di dieta a chi soffre di scle-
impacchi di Erbe Svedesi sull’occipite. rosi multipla, cambiamento che ha avuto dei
notevoli risultati.
Non si debbono dimenticare i semicupi di
germogli di Abete rosso, Iperico, Camomil- Una ricetta terapeutica speciale nella lotta
la, Salvia, Achillea, Serpillo e Coda cavalli- contro questa malattia, considerata inguaribile,
na, poichè tutte queste erbe hanno un otti- è il latte di cavalla. Visto che l’allevamento di
mo effetto sulle paralisi. Si calcolano 100 g cavalli sta ritornando in auge, non dovrebbe es-
di erbe per ogni bagno. Metterle a macerare sere impossibile procurarselo. Una mia cono-
in acqua fredda durante la notte e, riscaldate il scente mi ha scritto di aver letto, anni addietro,
giorno successivo, versarle nell’acqua del ba- che un vecchio pecoraio era riuscito a guarire
gno che dovrà coprire i reni e durare una ven- col latte di cavalla numerosi malati disperati.
tina di minuti; subito dopo sudare per un’ora
Ecco la comunicazione di una malata di
nel letto. L’acqua di questo bagno può esse-
sclerosi multipla accompagnata da un’affezio-
re riutillizzata altre due volte riversandola sul-
ne alla vescica e all’addome: «Ho seguito i
¤dizioniPDF 131

Suoi suggerimenti circa le quotidiane frizioni Pare che le Peonie facciano bene al cervello e
serali con essenza di Achillea lungo la schiena, al midollo spinale. Ho fatto due bagni di que-
con essenza di Borsa del pastore lungo le gam- sto tipo. All’infuso per il bagno ho aggiunto
be, mattina e sera, nonchè l’applicazione di anche dell’essenza ottenuta con la macerazio-
impacchi di Erbe Svedesi sull’addome. Inol- ne di radici di Peonia nell’acquavite di grano.
tre bevo ogni mattina a digiuno una mezz’ora Sono rimasta immersa nel bagno per 20 mi-
prima di colazione una tisana di Epilobio con nuti. Il giorno successivo non ho avvertito più
Erbe Svedesi. Ora, dopo circa quattro mesi, alcun dolore ai dischi intervertebrali. Da allora
posso asserire che i Suoi consigli sono effetti- sono ormai passate tre settimane; i dolori non
vamente molto efficaci e che il trattamento fi- sono ritornati.»
toterapeutico comincia a fare effetto. I terribili
In occasione di una mia conferenza a
spasmi nelle gambe si stanno affievolendo len-
Rendsburg nelle Rep. Fed. Tedesca una si-
tamente e non sono più tanto dolorosi. Certi
gnora si avvicina alla cattedra per raccontarmi
giorni riesco persino a fare qualche passo in
che tre anni prima era ancora inchiodata alla
casa senza dovermi sostenere ai mobili o al-
sedia a rotelle. Servendosi di tutte le indica-
le pareti. La vescica ha ripreso a funzionare
zioni della «Farmacia del Signore» il suo sta-
normalmente. Le mestruazioni si presentano a
to di salute migliorò a tal punto da permetter-
distanze di tre a cinque settimane, ma non du-
le ora di camminare normalmente e di sentirsi
rano più di tre-cinque giorni. Io considero que-
nuovamente sana. Non le era stato possibi-
sto un miglioramento, per piccolo che sia. La
le procurarsi delle erbe fresche in campa-
sclerosi multipla è un male molto ostinato con
gna per cui le acquistava essiccate. L’am-
tanti disturbi collaterali. Ogni giorno bevo le
mirazione per essersi sobbarcata a tanto la-
gocce Svedesi in piccoli quantitativi diluiti nel-
voro senza mai arrendersi le procurò molti
le tisane di Ortica, Achillea e Alchemilla. Con
applausi dal pubblico.
la Celidonia ho fatto delle buone esperienze.
Per molti anni avevo sotto l’occhio sinistro una Con le stesse erbe usate contro l’atrofia
crosta spessa che si espandeva in direzione del-muscolare e la sclerosi multipla si curano i
l’occhio. Applicai svariati medicinali prescrit-bambini mongoloidi, quelli spastici e impediti.
ti dal medico, ma nessuno fu efficace. Ad un Non posso mai raccomandarVi abbastanza le
certo punto ho iniziato ad applicarvi del suc- frizioni con le essenze indicate e soprattutto
co di Celidonia (Celidonia macerata per dieci i bagni tonificanti alle erbe. In molti casi di
giorni in acquavite di grano). Ora la crosta è bambini spastici la causa risale al compor-
quasi sparita. Sono felicissima anche del più tamento della madre durante la gravidan-
piccolo risultato perchè mi sprona a continua- za. In quel periodo si dovrebbero evitare non
re. Per l’inverno ho messo da parte una grande soltanto le sigarette, l’alcool e le droghe, ma
provvista di erbe. anche il caffè. Il trattamento sorpa descritto è
adatto per di più ai bambini con disturbi della
Circa i dischi intervertebrali ho letto in
parola. In tutti e quattro i casi è importante ap-
un libro di medicina dei miei genitori: tritare
plicare sulla zona occipitale dei cataplasmi di
radici di Peonia ed immergersi nel loro infuso.
Erbe Svedesi (vedi capitolo «Erbe Svedesi»).

4.40 SINGHIOZZO
132 La Salute dalla Farmacia del Signore

Un rimedio piacevole e di immediato effet- ta. Sbollentarne un cucchiaino da dessert con


to è una tisana di semi di Aneto, non dolcifica- ¼di litro d’acqua e lasciare riposare tre minuti.

4.41 SONN0 AGITATO (nei bambini)


Quando i bambini si rivoltano agitati du- fredda; lasciare riposare il tutto per una notte.
rante il sonno senza mai trovare pace è di im- Riscaldarlo il giorno appresso e versarne il fil-
mediato giovamento un bagno di fiori di Ti- trato nell’acqua del bagno; durata del bagno 20
glio a meno che il letto del bimbo non si trovi minuti. Riscaldato nuovamente, questo bagno
sotto l’influsso di radiazioni. Riempire a metà può essere riutilizzato altre due volte. I fiori di
un grande secchio con fiori di Tiglio e acqua Tiglio vanno, se possibile, raccolti sotto il sole.

4.42 STITICHEZZA
Durante la conferenza di un medico in un fresca di sorgente è sufficiente anche questa
ospizio per persone anziane cui ero interve- in un bicchiere bevuto a digiuno prima della
nuta, egli disse: «Più lassativi prendete, più colazione. La Cicoria ha uno spiccato effetto
ostinata diverrà la vostra stitichezza!» Inoltre lassativo. Una tazza intera o anche solo me-
si assottiglia l’intestino a causa della continua tà, bevuta a digiuno, regola anche il male più
asportazione di muco! ostinato.
Cercate di regolare la Vosta digestione me- Non voglio privarVi del contenuto di una
diante tre cucchiai di Semi di Lino ingeri- lettera pervenutami dalla Baviera: «Il Suo con-
ti con un po’ di liquido prima di ogni pa- siglio di bere Cicoria e di mangiare del salame
sto. Fichi e prugne messi a bagno freddo di Fichi ha fatto sì che a mia madre siano tor-
durante la notte, riscaldati la mattina se- nati, dopo vent’anni, una normale digestione e
guente e mangiati prima della colazione o delle feci compatte. Era già rassegnata all’idea
proprio con la stessa, sono anch’essi efficaci che nessuno e nulla sarebbe stato di qualche
sotto questo aspetto. Se disponete di acqua giovamento.»

Ricetta per il salame di fichi: Lavare e tritare nel tritacarne ½ kg di Fichi secchi e im-
pastarli con 5 g di farina di foglie di Senna. Formare dei salami, avvolgerli in
fogli di plastica e conservarli in frigorifero. Ogni mattina a digiuno se ne prenda un
pezzo della grandezza di una nocciola, per i bambini un terzo, fino a che non si sia
ristabilita una digestione normale.

Ed ecco un altro avvertimento: Fate ogni giorno un po’ di movimento all’aperto!


Includete nella Vostra dieta frutta, verdure e pane di segala.
¤dizioniPDF 133

Ora vorrei raccontarVi ancora come arrivai sei fiorellini!» Ogni giorno sbollento per me e
alla conclusione che la Cicoria avrebbe giova- per la mia famiglia sei tazze di tisana di erbe.
to contro la stitichezza. Dei bellissimi ricordi Il giorno successivo vi aggiunsi i sei fiorellini
miei d’infanzia e di fanciullezza sono legati al- lavati di Cicoria. In tal modo toccò alla mia
la Cicoria. Dappertutto brillavano davanti ai tazza appena un fiorellino. Il risultato fu che
nostri occhi infantili quei fiori a stellina cele- dopo ogni pasto, ossia tre volte al giorno, io
ste, una visione allegra per un cuore di bambi- ebbi una normale ed abbondante evacuazione.
na gioconda. Qui nell’Alta Austria mi manca- Il fatto non mi diede pace; in un erbario molto
no queste stelline cerulee; capita molto di rado vecchio infatti trovai la soluzione del mistero:
trovarle. Tanto più sorpresa fui quando in un la Cicoria porterebbe a dei risultati straor-
cantiere edile dirimpetto a casa nostra mi sa- dinari contro l’obesità. Con un’evacuazione
lutò un cespo di Cicoria con sei fiorellini cele- così abbondante eppure normalmente compat-
sti. Mi fermai, la compiansi per il suo aspet- ta riesco senz’altro ad immaginarmi una lenta
to impolverato e le dissi: «Nonostante la tua diminuzione del peso!
apparenza umile voglio portarmi a casa i tuoi

4.43 SUDORE NOTTURNO


Come ottimo rimedio casalingo di vecchia notturno.
tradizione contro il sudore notturno viene loda-
Allorchè mi trovai l’ultima volta, per una
to sin da tempi remoti la rispettabilissima Sal-
cura, in una delle Terme di Kneipp, mi si avvi-
via. Sbollentata la si beve di mattina a digiuno
cinò una signora anziana confidandomi di sof-
e per un periodo piuttosto lungo. Essa toglie
frire tanto di sudore notturno e chiedendome-
all’organismo quelle sostanze che producono
ne un rimedio. Le consigliai la tisana di Sal-
il sudore notturno. Contro questo male si trova
via, una tazza alla sera prima di andare a
inoltre in tutti i vecchi erbari la ricetta della se-
letto. Dopo alcuni giorni la incontrai durante
guente composizione d’erbe: 20 g rispettiva-
una passeggiata: non riusciva quasi a creder-
mente di Salvia, Alchemilla e Coda cavalli-
ci, dopo appena quattro giorni non sudava più
na. Sbollentare, lasciare riposare brevemente e
di notte. «Però – dissi ridendo – ora Lei do-
berne per un certo periodo una tazza prima del-
vrà credere per forza alla rapidità dell’effetto
la colazione matutina. Le erbe rinvigoriscono
curativo delle erbe.»
l’intero organismo e liberano quindi dal sudore

4.44 TIFLITE
«Se ogni tanto si bevesse una tazza di tisa- testino cieco e con un aspetto molto pallido.
na di foglie fresche di Rovo non esisterebbe- Chiamai subito il medico, ma preparai anche
ro più le tifliti.» Mi ricordai di questa sentenza una tazza di tisana di foglie di Rovo. Mentre
del nostro medico di famiglia nel periodo del- il ragazzo ancora la stava sorseggiando, il suo
la mia infanzia, quando un giorno mio figlio di viso riprese l’abituale colorito. Il dottore non
7 anni si svegliò con dolori nella zona dell’in- diagnosticò più alcuna tiflite.
134 La Salute dalla Farmacia del Signore

4.45 TRAUMA ALLA COLONNA VERTEBRALE


Qui giova moltissimo la pomata all’Apa- zioni con essenza di radice di Achillea e Con-
rine che si prepara allo stesso modo come solida maggiore (vedi Note generali «Tintu-
quella alla Calendula (vedi capitolo «Calendu- ra») e contemporaneamente bagni completi di
la»). Si spalma la pomata dal basso verso l’alto Serpillo e Achillea (vedi Note generali sotto
lungo la colonna. Sono importanti anche le fri- «Bagni completi»).

4.46 TREMORE DEGLI ARTI


Contro questa malattia si mettono a mace- do: foglie di Frassino, fiori di Iperico, Achil-
rare nell’acquavite di grano o di frutta a 38 - lea, Salvia e Coda cavallina, 20 g di ciascu-
40° , 50 g di Iperico, 20 g di Orchidea, 20 na e molto ben mescolate. In più si fanno dei
g di Primula e 10 g di bacche di Ginepro e semicupi con freschi germogli di Abete, Ipe-
si lascia riposare il tutto per 15 giorni al sole rico, Achillea o Serpillo prendendo per ogni
o in vicinanza di una sorgente di calore. Se bagno 100 g di erbe. Poichè l’effetto esterno
ne prendono ogni ora da 15 a 20 gocce nel- accelera i buoni risultati, suggerisco di fare tre
la seguente tisana di cui si bevono tre tazze al semicupi ogni 15 giorni (vedi «Note generali»
giorno. Per ogni tazza un cucchiaino da des- sotto «Semicupi»).
sert colmo di erbe composte nel seguente mo-

4.47 VERMI
Sin dai tempi antichi i semi di Zucca era- ratamente da 80 a 100 semi di Zucca sbuc-
no ritenuti il migliore rimedio contro i vermi. ciati (senza togliere la pellicola sottile) divi-
Contro gli ossiuri nei bambini si somministra- si in quattro porzioni facendoli seguire, dopo
no giornalmente da 10 a 15, negli adulti da una mezz’ora, da un mezzo cucchiaio di olio
20 a 30 semi sbucciati di Zucca, nei quali pe- di Ricino. Anche se dopo un mancato risul-
rò deve rimanere conservata la pellicola sot- tato si dovesse ripetere la stessa cura, non si
tile che va masticata molto bene. Dopo cir- presenteranno fastidi collaterali.
ca un’ora si prende un cucchiaino scarso di
Contro gli Ascaridi giova il vecchio rime-
olio di Ricino.
dio casalingo di Carote e Rape rosse. An-
Anche nella cura della Tenia sono racco- che il succo di Crauti crudi può provocare
mandati i semi di Zucca. Osservando una l’allontanamento degli Ascaridi, e così pure il
dieta severissima si debbono masticare accu- Rafano, le Cipolle e l’Aglio cotti nel latte.
¤dizioniPDF 135

4.48 L’EPILOBIO HA EFFICACIA CURATIVA


(del Dr.Dirk Arntzen di Berlino)

Ecco quanto ci scrive il Dr. Arntzen, medico di fa- Caratteristico di questa pianta è che inizialmente potreb-
miglia e antroposofo: »La seguente descrizione si basa be sembrare un piccolo innocente fusto fiorifero. In real-
su di un concetto botanico suggerito da Rudolf Steiner tà si tratta invece di un ovario infero che, come qualsiasi
ed ulteriormente elaborato da vari biologi e botanici. frutto che si rispetti, dopo la fioritura si gonfia notevol-
Tale concetto si richiama fondamentalmente ad un im- mente, cambia colore e cresce in lunghezza. In autunno
magine chiamata L’uomo capovolto ed articolato in tre poi se ne spargono i semi avvolti da una fitta peluria
parti«. Significa che la radice dell’organizzazione neu- cotonosa. L’Epilobio nelle sue diverse varietà è abba-
rosensitiva corrisponde in particolare quindi alla testa stanza diffuso. Produce fiori e frutti in notevole quantità
dell’uomo, la zona fogliare al sistema centrale ritmico, mentre il ruolo di foglie, fusto e radice ha un aspetto irri-
e la zona di fiore e frutto al settore metabolismo-arti. levante. Tutto ciò, rapportato al corpo umano, significa
che l’effetto principale si esplica a livello della porzione
Quest’immagine, come tutte le cose della vita, non inferiore del tronco, di cui parte essenziale è l’apparato
si presta ad un’interpretazione meccanica. Richiede an- urogenitale. Per altre considerazioni la zona intestina-
zi un’elaborazione individuale per ogni pianta e quindi le è piuttosto da escludere (essa riguarda più le droghe
per ogni paziente. Ma una volta che si è riusciti a co- saporite quali per esempio quelle amare).
glierne il senso, inizialmente anche solo attraverso pochi
esempi, essa constituisce la base stabile e duratura per la L’ovario, parte più appariscente e più importante,
conoscenza delle »interrelazioni« tra uomo e pianta che è situato all’interno. Ciò può significare che vi possa
altrimenti rimarrebbero sempre un po’ sfumate. essere un chiaro rapporto con la prostata. Lo sviluppo
del frutto in autunno ci richiama all’autunno dell’uomo
Per capirne i principi ricorriamo ad un esempio. e la presenza ubiquitaria ad una »malattia« altrettanto
Prendiamo la Hamamelis virginiana. D’inverno i suoi diffusa.
fiori nascono direttamente dalla corteccia, senza il nor-
male sviluppo attraverso la foglia. La corteccia corri- Nel melone e nella zucca troviamo una condizione
sponde alla regione radicale minerale. Si tratta quindi molto simile: l’ovario infero, l’ingrossamento enorme
di una situazione in cui il »principio metabolico« del dopo la fioritura, e, quasi necessariamente, l’effetto su-
fiore s’incontra direttamente con il »principio neurosen- gli organi urinari. Lo stesso fenomeno è riscontrabile
sitivo« di radice e corteccia senza l’equilibrio »normale nella pera (pyrus). Per gli specialisti: anche la Hypoxis
e sano« della foglia. Nell’uomo (e naturalmente anche rooperi infine, la pianta fondamentale della Sitosterina
nell’animale) troviamo la stessa situazione, ad esempio del Sudafrica, possiede l’ovario infero.
nelle ferite, sopratutto nella zona anale.
Interessante è inoltre il fenomeno di alcune piante
La Hamamelis è il modello della ferita, urogenitali importanti quali il pioppo ed il cotone (Gos-
dell’emorroide. L’Amamelide riesce a tollerare que- sypium) che sono caratteristiche per l’eccezionale svi-
sta situazione per tutta la durata della sua vita senza luppo di cotone. Non ne è stata trovata ancora alcuna
ammalarsi; anzi, si potrebbe dire addirittura che essa spiegazione.
tragga vita da tale situazione singolare. Per questo mo-
tivo quest’essenza ha la proprietà di pianta officinale. La forma più efficace di somministrazione è, come
Infatti essa ci dà la dimostrazione di come si possa ac- del resto afferma anche Maria Treben, la tisane. Que-
cettare per tutta la vita una particolare situazione senza sta preparazione aromatica ed acquosa indirizza i poteri
ammalarne. Poichè »situazioni« del genere nella vita di attività terapeutica verso l’uomo inferiore con il suo
constituiscono delle realtà e quindi qualcosa di spiri- apparato urogenitale.
tuale diventano in qualche modo irrilevanti le qualità Ciò che però è più importante è che l’Epilobio gua-
massa e materia. Ciò potrebbe spiegare l’efficacia delle
diluizioni omeopatiche (potenze). risce. Dobbiamo quindi tutta la nostra riconoscenza alla
riscopritrice di questa pianta speciale della Farmacia del
Occupiamoci ora dell’Epilobio di Maria Treben.
Signore.
Capitolo 5
CONSIGLI SU
MALATTIE MALIGNE

5.1 CIRROSI EPATICA E MALATTIA EPATICA


Una tazza di tisana sbollentata di Erba na del fegato dei cataplasmi di Erbe Svede-
Strega bevuta rispettivamente di mattina a di- si nonchè dei cataplasmi di Coda cavallina
giuno e di sera mezz’ora prima di cena, giova al vapore (per entrambe le applicazioni vedi
sia contro la Cirrosi epatica sia contro le ma- «Note generali») due ore al mattino e due al
lattie epatiche maligne. In questo modo si al- pomeriggio stando a letto, e infine durante la
lontana di colpo quel senso di mancanza d’aria notte.
caratteristico di entrambe le affezioni. Per un
Tutti i cataplasmi vanno coperti con qual-
quarto di litro d’acqua si prende un cucchiaino
che panno pesante per evitare che si verifichino
raso di erbe. Di giorno e per la durata di quat-
raffreddamenti per l’evaporazione.
tro ore è opportuno inoltre applicare sulla zo-

5.2 LEUCEMIA

Miscela per tisana:

20 g di Veronica 30 g di Ortica 30 g di germogli di Sambuco


25 g di Aparine 30 g di Calendula 15 g di Iperico
25 g di Achillea 30 g di Celidonia 15 g di radici di Tarassaco
20 g di Assenzio 25 g di Olmaria

136
¤dizioniPDF 137

Di questa miscela si prende un cucchiaino (vedi «Serpillo» sotto «Modalità di preparazio-


da dessert colmo per ogni quarto di litro d’ac- ne») che i genitori gli fecero dietro il mio con-
qua. Durante la giornata se ne bevono a sorsi siglio, il bimbo si rianimò. L’acqua del bagno
almeno due litri. È importante che le erbe riversata sulle erbe fu riutilizzata altre due vol-
o almeno alcune di esse siano colte di fre- te ottenendo quindi tre bagni con una sola por-
sco in campagna. Dato che nella maggioran- zione di erbe. Poi bevve la tisana sopra descrit-
za dei casi per la Leucemia la causa d’origine ta. Malgrado la sua giovane età il bimbo pren-
è da ricercarsi nella milza bisogna bere anche deva il suo sorso di tisana ogni quarto d’ora
sei sorsi di tisana di radice di Calamo aroma- osservando con attenzione le lancette dell’o-
tico. Macerare durante la notte un cucchiaino rologio. Anche a tavola si atteneva alla die-
raso di radici di Calamo aromatico in un quar- ta prescritta. Alla fine del novembre 1978 i
to di litro d’acqua fredda, riscaldare e filtrare il genitori accompagnarono il bambino all’ospe-
giorno successivo. Se ne beve un sorso prima dale di Mannheim per l’esame del sangue. Al
e uno dopo ogni pasto. Tre cucchiaini da des- professore sembrò un mistero il netto migliora-
sert (se ne possono prendere fino a tre cucchiai mento riscontrato. A metà dicembre riprese a
da tavola) di gocce Svedesi vanno diluiti in tre crescere la sua folta capigliatura e nuovamente
tazze di tisana d’erbe. Tale quantitativo deve i genitori lo portarono per l’esame del sangue.
essere distribuito nei tre pasti mezz’ora prima
Il personale addetto informò i genitori «che
e mezz’ora dopo. Sono utili altresì gli impac-
il quadro ematologico era più che normale».
chi di Erbe Svedesi da applicare quattro ore
I medici non sapevano come spiegare questi
di seguito sulla zona del fegato e della mil-
fatti incredibili e incomprensibili. Nell’aprile
za così come gli impacchi di Coda cavallina
del 1979 Peter, accompagnato dai suoi geni-
al vapore (vedi entrambe le applicazioni sotto
tori, si presentò completamente sano a Traun-
«Note generali»). Sono da evitare tutti i ge-
stein/Alta Baviera dove tenevo una conferen-
neri di acidi, quali arance, limoni, pompelmi,
za nella Chiemgauhalle. Erano presenti circa
i diversi succhi di frutta cruda acidognola co-
1800 persone. Gli applausi furono fragorosi
me anche cibi salati e saporiti, salumi e carni
quando presentai Peter al pubblico riferendo la
grasse. Si possono mangiare a piacere le mele
sua dolorosa odissea. Anche alla fine di ot-
cotte.
tobre 1979 intervennero i suoi genitori insie-
All’inizio del novembre 1978 mi vennero me a lui ad una mia conferenza nella Jahnhal-
a trovare disperati i genitori di un bimbo di ap- le di Pforzheim cui partecipavano 2.200 per-
pena sei anni: Peter W. (di N., Rep.Fed.Germ.) sone. Di nuovo potetti mostrare al pubblico
soffriva di leucemia all’ultimo stadio. Era co- il bambino perfettamente sano. Peter mi ha
minciata nel maggio 1978 con febbre e dolo- scritto a Natale del 1979 che continua rego-
ri nelle gambe. Poichè il suo stato di salute larmente a bere la tisana e che sua mamma
non migliorava, Peter fu ricoverato a luglio del non ha smesso di applicargli gli impacchi di
1978 nell’Ospedale di Mannheim dove rimase Erbe Svedesi su milza e collo frizionandolo
per undici settimane. Alla sua dimissione non inoltre con olio di Maggiorana (erano state
si era verificato ancora alcun miglioramento. coinvolte le ghiandole del collo). Su un foglio
Quando lo vidi per la prima volta, Peter non di carta aveva disegnato con le matite colorate
aveva più capelli, era pallidissimo, stanco la Calendula, l’Ortica e l’Achillea, scrivendo
e privo di appetito. I suoi occhi erano pro- sotto «i miei salvatori». I genitori continua-
fondamente cerchiati. La grave malattia l’ave- no a far praticare a Peter gli esami del sangue
va segnato. Dopo il primo bagno al Serpillo nonostante egli sia completamente ristabilito.
138 La Salute dalla Farmacia del Signore

A mio avviso i controlli medici1 sono di zione degli impacchi. In tal modo si è protetti
enorme importanza. Approvo altresì la conti- da eventuali ricadute.
nuata ingestione di tisana e l’ulteriore applica-

5.3 MALATTIE ADDOMINALI (Ovaie e Utero)


Ogni giorno si preparano da un litro e mez- do il Suo manuale. Nel febbraio del 1979 mia
zo a due litri di tisana a base di una miscela cognata è stata dimessa dall’ospedale con un
di 300 g di Calendula con 300 g di Achillea. cancro addominale incurabile. I medici dice-
Occorrono da sei a otto cucchiaini da dessert vano a mio fratello che la poveretta avrebbe
colmi. Tale quantitativo di tisana va bevuto a forse vissuto altre quattro settimane, ma nes-
sorsi durante la giornata. Si diluiscono inoltre suna medicina faceva più effetto. Infatti non
tre cucchiai di gocce Svedesi nella stessa tisana riusciva più a mangiare, e la sua camera odo-
da ingerirsi prima e dopo ogni pasto. rava di putrefazione. A questo punto iniziò la
cura delle erbe seguendo le indicazioni del Suo
In aggiunta si fanno dei semicupi di Achil-
manuale. Ogni giorno beveva due litri e mezzo
lea (vedi «Modalità di preparazione» nel cap.
di tisana a base di un miscuglio fra Achillea,
«Achillea»). L’acqua del primo bagno riversa-
Ortica e Calendula; al mattino, a mezzogior-
ta sulle erbe può essere riscaldata e riutilizzata
no e alla sera diluiva un cucchiaio di gocce
altre due volte. In tal modo si ottengono tre se-
Svedesi in una tazza di tisana. Inoltre applica-
micupi per settimana. Chi li sopporta può fare
va dei cataplasmi di Erbe Svedesi sull’addo-
anche un bagno di Achillea al giorno. Quando
me. Dopo un breve periodo di tempo le ritornò
si verificano dolori è opportuno applicare an-
l’appetito, ricominciò a mangiare e l’odore di
che degli impacchi di Coda cavallina al va-
putrefazione era sparito. Indi le sono uscite
pore e dei cataplasmi di Erbe Svedesi (vedi
dalla vagina dei grumi neri che la spaventa-
descrizione al capitolo «Tumori»).
rono molto. Invece si trattava proprio della
Ed ecco una lettera del 4 febbraio 1980 di depurazione. Ora ha ripreso a governare la
una signora di R. nella Repubblica Federale sua casa, cucina e va a passeggio. Il medico
Tedesca: «Sento il bisogno di scriverLe e di di famiglia che aveva ricevuto la relazione del-
ringraziarLa. Nel dicembre del 1978 ho subi- l’ospedale non ha mai visto una cosa del gene-
to la frattura di due vertebre e sono rimasta a re. Ma noi sappiamo che si tratta dei miracoli
letto per quattro mesi. Durante questo perio- della “Farmacia del Signore”».
do ho avuto tutto il tempo per studiare a fon-

1
Osservo che l’autrice parla di controlli da parte dei medici. . . non di terapie.
¤dizioniPDF 139

5.4 MALATTIA DELLE GHIANDOLE LINFATICHE


Riempire una bottiglia fino al collo con i tre cucchiai di Erbe Svedesi raccomandati
Maggiorana di recente raccolta, versarvi so- per le malattie precedentemente elencate.
pra dell’olio d’oliva e lasciare riposare il tutto
Nelle malattie maligne delle ghiandole lin-
per 10 ore al sole o in prossimità di una sor-
fatiche si verificano spesso delle zone di tume-
gente di calore. Spalmare le ghiandole am-
fazione dure su braccia o gambe comunemen-
malate con quest’olio e con pomata di Calen-
te chiamate elefantiasi. Braccia e gambe s’in-
dula oppure con olio di Iperico (vedi capitoli
grossano sempre di più, diventano insensibili e
«Calendula» ed «Iperico»).
duri e l’ammalato ha l’impressione che i suoi
Lavare le foglie della Piantaggine mag- arti malati pendano dal suo corpo come pezzi
giore o lanceolata, anche del Farfaraccio di legno. In questi casi si possono applicare
(quest’ultimo appartiene alla famiglia delle le sopracitate poltiglie di foglie partendo dal-
Farfare; le sue grandi foglie a forma di cap- le ghiandole, coprendo però anche le zone tu-
pello si trovano facilmente lungo le scarpate mefatte. In un caso del genere producono un
dei fossi, di ruscelli ed ai margini umidi dei effetto veramente unico le foglie del Panace
boschi), l’Aparine fresca oppure gli steli fre- (un’ombrellifera perenne) che cresce nei prati,
schi e le foglie della Calendula schiacciando- sui mucchi di detriti, nei pascoli, lungo i campi
le col matterello sul tagliere. Bisogna schiac- e nelle zone cespugliose ombrose, con fiori dai
ciare le foglie bagnate perchè l’acqua contri- riflessi rosa pallido. La pianta supera in altez-
buisce ad estrarre il succo dalle stesse. La pol- za il resto della vegetazione di prati e ciglioni
tiglia delle diverse categorie di erbe così ot- con le sue foglie a forma di artigli o zampe.
tenuta va ora applicata sulle ghiandole linfati- Le foglie sono conosciute come ottimo forag-
che. Il malato saprà giudicare lui stesso quale gio per i conigli. La donna che mi fornisce il
di esse gli sembri più efficace. latte mi raccontava che quando le mucche ri-
cevono del foraggio fresco piluccano dal loro
Qualora sia stato praticato un intervento si
pasto per prime sempre queste caratteristiche
possono applicare, oltre alla poltiglia di foglie
foglie grandi. Cogliere un buon quantitativo di
fresche, degli impacchi di Erbe Svedesi (per
foglie, lavarle, schiacciarle ancora bagnate, ap-
la durata di quattro ore), forse anche delle fri-
plicarle durante la notte fasciandole bene. Al
zioni con esse e degli impacchi di Coda ca-
malato nella sua situazione disperata danno un
vallina al vapore di due ore per volta e stando
sollievo quasi miracoloso.
a letto (per entrambe le applicazioni vedi «No-
te generali»). Per l’uso interno è indispensa- Pure la Malva, macerata per una notte e
bile sorseggiare durante la giornata un litro e aggiunta ai bagni, è assai efficace. I bagni con-
mezzo o due di una tisana composta da 300 g tribuiscono a far regredire lentamente le tume-
di Calendula, 100 g di Coda cavallina, 100 g fazioni delle braccia e delle gambe. Infine si
di Achillea e 100 g di Ortica (per ogni quar- ottengono dei buoni risultati anche spalman-
to di litro d’acqua ne occorre un cucchiaino da do su queste tumefazioni dure del succo di
dessert colmo). È utile inoltre tener presente Acetosella fresca (vedi «Acetosella»).
140 La Salute dalla Farmacia del Signore

5.5 MALATTIA DELL’INTESTINO


Macerare per una notte un cucchiaino raso coniugi Helmut e Berta E. di Amburgo per
di radice di Calamo aromatico in un quar- ringraziarmi dell’aiuto ricevuto tramite il libro
to di litro d’acqua fredda; riscaldare il mattino «La Salute dalla Farmacia del Signore». Nel-
successivo e filtrare. Se ne beve un sorso im- l’addome della signora Berta E. di 53 anni al-
mediatamente prima e dopo ogni pasto, ossia la data di oggi, dopo una caduta dalle scale,
sei sorsi al giorno, ma non di più. si era formato un tumore che le causava forti
dolori. Nel gennaio del 1977 era stata effet-
Occorre ancora la miscela seguente per
tuata un’operazione in una clinica di Amburgo
un’altra tisana: 200 g di Calendula, 100 g di
con la seguente diagnosi: tumore inoperabile
Achillea, 100 g di Ortica, il tutto mescolato
a causa di forti aderenze. Dopo sette setti-
con cura. Per la tisana se ne prende un cuc-
mane di ricovero e la totale perdita dei capelli,
chiaino colmo per ogni quarto di litro d’ac-
l’ammalata fu dimessa dall’ospedale nel feb-
qua. Il quantitativo giornaliero occorrente è
braio del 1977. A quell’epoca la signora Ber-
di un litro e mezzo o due. Il malato ne be-
ta sapeva già di avere il cancro. Nel novem-
ve – orologio alla mano – esattamente un sor-
bre 1978 l’ammalata si recò nuovamente nello
so ogni quarto d’ora oppure ogni 20 minuti;
stesso ospedale per delle cure. Questa volta
in tal modo la tisana viene assorbita bene dal-
fu effettuata una laparatomia sul lato destro, e
lo stomaco. L’esperienza ha dimostrato che
la paziente venne trattenuta altre sette settima-
per mezzo di questa tisana scompare presto
ne. Durante una cura postoperatoria nel feb-
l’inappetenza.
braio 1979 fu diagnosticata la presenza di un
Dal quantitativo giornaliero si toglie inol- tumore cistico grande come la testa di un
tre metà tazza al mattino, a mezzogiorno e al- bambino nell’addome superiore sinistro.
la sera prima di ogni pasto per aggiungervi un
Il 20 marzo 1979 la donna fu operata an-
cucchiaio di gocce Svedesi e bere a sorsi metà
cora. La diagnosi già registrava senza dubbio
di tale quantitativo mezz’ora prima e mezz’ora
delle metastasi. Da cinque settimane l’amma-
dopo ogni pasto. Ove il malato non soppor-
lata veniva nutrita artificialmente senza che
tasse tale quantitativo di gocce Svedesi, l’ag-
si verificasse alcun miglioramento; rigettava
giunta di queste potrà essere ridotta a solo un
subito persino il cibo semiliquido.
cucchiaino.
A questo punto i medici informarono il co-
La tisana dovrebbe essere mantenuta calda
niuge che lo stato di salute di sua moglie era
in un termos. Inoltre si applicano degli impac-
senza speranze. La perdita di peso da 80 a
chi di Erbe Svedesi su tutto l’addome. Si
62 kg in brevissimo tempo era eloquente. Fu
prende un grosso fiocco di cotone idrofilo ba-
allora che al signor E. fu regalato il mio ma-
gnato con le gocce; lo si stende assottiglian-
nuale «La Salute dalla Farmacia del Signore».
dolo sulla pancia. Danno sollievo dal dolore
Egli si procurò subito alcuni litri di essenza di
anche gli impacchi di Coda cavallina. Per-
Erbe Svedesi, della tisana di Calendula, Achil-
ciò è opportuno applicarli il più spesso possi-
lea e Ortica nonchè radici di Calamo aromatico
bile, eventualmente per due ore mattina e po-
da una farmacia di Amburgo. Con l’approva-
meriggio a letto e più in là durante la notte (per
zione dei medici curanti della clinica di Am-
entrambi gli impacchi vedi «Note generali»).
burgo le gocce Svedesi venivano applicate sot-
Il 1 ottobre 1979 mi vennero a trovare i to forma di impacchi su tutto l’addome, come
¤dizioniPDF 141

prescritto nel libro, e la signora Berta E. bevve te. Lo stato generale migliorava di settimana
anche sei sorsi di tisana di radice di Calamo. in settimana. L’appetito a questo punto pote-
va essere considerato buono ed anche il peso
Nel giro di 48 ore e dopo la continua ap-
aumentava ininterrottamente. Più tardi il si-
plicazione avvenne un miglioramento quasi
gnor Helmut E. riferiva in una lettera dell’8
insperato che empì di stupore incredulo tutto
agosto 1979 che questo «miracolo» poteva av-
il corpo medico e le persone interessate. Do-
venire soltanto attraverso la mano benedicen-
po 10 giorni ossia il 24 aprile 1979 l’ammala-
te del Signore. Attraverso quest’esperienza
ta fu dimessa con la diagnosi clinica di «stato
molti dei suoi amici, conoscenti e parenti so-
di salute relativamente buono» per proseguire
no diventati amici delle erbe. Infine egli scri-
con una terapia ambulatoriale. Ma la signo-
ve tra l’altro: «Mia moglie ed io autorizziamo
ra E. era ancora talmente indebolita dopo l’u-
esplicitamente la pubblicazione del ‘nostro ca-
scita dall’ospedale che dovette rimanere a let-
so’ per infondere in tal modo nuova speranza
to per molte altre settimane. La terapia con le
negli ammalati.»
erbe e le tisane fu continuata scrupolosamen-

5.6 MALATTIA DELLA LARINGE


Occorre innanzitutto della Malva fresca. giornaliera delle tisane si lasciano nella teiera
Con l’essiccamento la Malva perde un ter- per riscaldarle la sera con un poco d’acqua. Le
zo del suo potere terapeutico. Si deve quin- erbe ora vanno mescolate con farina d’orzo
di trattare assolutamente di erbe fresche che si (ottenibile presso i mulini e nelle erboriste-
macerano per una notte in acqua fredda. Oc- rie) e nuovamente riscaldate. La poltiglia
corrono quattro tazze da bere e sei tazze per i calda si spalma su un panno di lino che si
gargarismi e sciacqui al giorno, ossia due litri fascia in corrispondenza della laringe. So-
e mezzo in tutto. Per ogni tazza si calcola un pra la fasciatura si poggia un panno di lana per
cucchiaino colmo di erbe. La sera si mettono mantenere il calore. Dopo il primo impacco il
le erbe a macerare in acqua fredda lasciando- malato già avverte un sollievo, spesso la voce
le riposare fino al mattino seguente quando si perduta torna dopo il 4° o 5° giorno.
riscaldano leggermente, si filtrano e si versa la
La stessa terapia come per la «Malattia
tisana in un termos precedentemente sciacqua-
della laringe» sarà applicata per la malattia
to con acqua calda, oppure si riscalda a bagno
dell’esofago. Oltre agli impacchi caldi di fa-
Maria ogni volta la porzione desiderata. Quat-
rina d’orzo, si applicano di notte ancora cata-
tro tazze vanno bevute a sorsi, mentre sei tazza
plasmi di Coda cavallina al vapore (per cata-
servono per i gargarismi e gli sciacqui.
plasmi al vapore vedi «Note generali» e «Coda
Presto queste dieci tazze faranno re- cavallina») e si fanno dei gargarismi profon-
gredire l’esistente tumore maligno persino di con Aparine fresca (vedi anche «Malattia
quando la malattia è già avanzata all’ulti- della lingua»).
mo stadio. Le erbe residue della praparazione
142 La Salute dalla Farmacia del Signore

5.7 MALATTIA DELLA LINGUA


Sbollentare dell’Aparine colta di fresco e si riducono rapidamente; i dolori spesso dimi-
tritata, poi lasciare riposare per breve tempo. nuiscono dopo il quarto o quinto giorno. Nella
Si calcolano da sei a otto tazze al giorno e per maggioranza dei casi i raggi diventano super-
ogni tazza si prende un cucchiaino colmo di flui. Mediante i gargarismi, gli sciacqui e i sor-
Aparine. Si fanno dei gargarismi e degli sciac- seggi con tisana di Aparine il paziente si senti-
qui per l’intera giornata e il più profondo pos- rà liberato da ogni disturbo entro un tempo
sibile, sputando però la tisana. Fra uno sciac- sorprendentemente breve.
quo e l’altro se ne beve un sorso. I gonfiori

5.8 MALATTIA DELLE OSSA


Giornalmente si bevono quattro tazze di ti- neamente si effettuano giornalmente e per di-
sana di Achillea in quanto l’Achillea attraver- verse volte delle frizioni con tintura di Achil-
so il suo effetto antianemico è particolarmen- lea (vedi sotto «Achillea» e «Modalità di pre-
te adatta per il midollo osseo. Si aggiungono parazione»), tintura di Consolida maggiore
due tazze di tisana di Calendula e due di ti- (vedi «Consolida maggiore» sotto «Modalità
sana di Ortica per la depurazione del sangue di preparazione») e gocce Svedesi.
(ove possibile utilizzare erbe fresche!). Per ¼
Se però si fosse formato un tumore sull’os-
di litro d’acqua si prende un cucchiaino da des-
so, si procederà con la terapia adatta ai «Tu-
sert colmo di erbe. Inoltre si aggiunge ad una
mori maligni». Qualora i dolori nell’osso fos-
delle tazze un cucchiaio di Erbe Svedesi be-
sero causati da metastasi, bisognerà curare il
vendo quest’ultima per metà mezz’ora prima e
punto dal quale le matastasi sono partite.
metà mezz’ora dopo ogni pasto. Contempora-

5.9 MALATTIA DEL PANCREAS


Si procede con la stessa terapia come per la «Malattia dell’intestino».

5.10 MALATTIA DELLA PELLE


Quando si tratta di una dermatite mali- la possibilità di procurarsi dal giardino o dai
gna ancora chiusa essa va curata tampondola campi le foglie e gli steli freschi suggerisco di
ripetutamente durante la giornata con il suc- piantare la Celidonia in un vaso. Se invece
co arancione della Celidonia. A chi non ha la malattia fosse già una piaga aperta e pu-
¤dizioniPDF 143

rulenta con secrezione malodorante occorre o lanceolata.


sciacquare e bagnare alternativamente con
Sono in aumento le dermatiti maligne con
infuso di Coda cavallina tiepido e tisana di
macchie scure crostose e circoscritte; si ot-
Malva macerata a freddo. I margini del-
tengono notevoli miglioramenti spalmandovi
la piaga vanno prima spalmati con succo di
diverse volte al giorno del succo fresco di
Celidonia e, quando questo è stato assorbito
Aparine (vedi cap. «Aparine» sotto «Moda-
dalla pelle, con pomata di Calendula (vedi
lità di preparazione»). Il succo travasato in
cap. «Calendula»). Sulla piaga aperta si ap-
bottigliette piccole può essere conservato in
plicano direttamente le foglie di Piantaggine
frigorifero.
media o lanceolata sciacquata e macinata a
poltiglia. Se il malato per la forte pressione Ad una giovane madre di 30 anni fu aspor-
o tensione non sopportasse questa poltiglia bi- tato un neo cresciuto improvvisamente in pros-
sogna toglierla, allora si sciacqua ancora e si simità dell’ascella. Esso si dimostrò maligno.
tenta nuovamente di applicarla tante volte fino Furono necessarie quattro difficili operazioni
a che il malato ne avverte il beneficio. Di not- essendo state riconosciute coinvolte anche le
te si possono applicare anche degli impac- ghiandole linfatiche. Le ferite profonde degli
chi di Coda cavallina e infuso di Malva. Per interventi sotto l’ascella erano aperte e infiam-
l’uso interno e per la depurazione del sangue mate. La giovane donna, incapace a provvede-
raccomando di bere giornalmente quattro taz- re ai lavori domestici ed ai bambini, era molto
ze di tisana di Ortica, Veronica, Calendula scoraggiata. Intervenne per assisterla un’infer-
ed Achillea mescolate in parti uguali. Su ogni miera della Caritas. Si ottenne un rapido mi-
quarto di litro d’acqua si prende un cucchiaino glioramento con impacchi di poltiglia di fo-
colmo della miscela sbollentando e lasciando glie di Piantaggine media e lanceolata (per la
riposare brevemente. preparazione vedi «Piantaggine» sotto «Moda-
lità di preparazione»), lavaggi con infuso tie-
Capita a volte dopo l’intervento chirurgico
pido di Malva e Coda cavallina, bagni com-
su nei o noduli induriti della pelle che si formi-
pleti di Serpillo, di 200 g di Serpillo ed una
no delle piaghe purulente ed umide con carat-
tisana di 300 g di Calendula, per ogni 100 g
tere maligno. In questi casi si procede in mo-
di Achillea e Ortica (per ogni ¼ di litro d’ac-
do analogo come nelle piaghe aperte purulente
qua si prende un cucchiaino da dessert colmo
con secrezione malodorante. Quando le pia-
di questa miscela) sorseggiandone un litro al
ghe sono distribuite su tutto il corpo si fanno
giorno distribuito per tutta la durata della gior-
dei bagni completi di Coda cavallina e Malva.
nata. Dopo esattamente un mese le ferite era-
Di notte il malato deve essere avvolto in un
no guarite e la giovane donna potè riprendere i
lenzuolo sul quale è stata spalmata una pol-
suoi lavori domestici. Sono questi i «miracoli»
tiglia di foglie fresche di Piantaggine media
dalla farmacia del Signore!

5.11 MALATTIA DEI POLMONI


Si sorseggiano quattro tazze di tisana di sana di Coda cavallina al mattino a digiuno e
Achillea al giorno ed inoltre una tazza di ti- alla sera mezz’ora prima di cena. Durante la
144 La Salute dalla Farmacia del Signore

giornata si masticano radici di Calamo aro- al vapore e di giorno per quattro ore di seguito
matico. Se ne inghiotte il succo con un po’ di dei cataplasmi di Erbe Svedesi (per entrambe
tisana di Achillea sputandone i residui. Ove si le applicazioni vedi «Note generali») sul petto,
manifestassero dei dolori, si applichino duran- eventualmente anche sulla schiena.
te la notte degli impacchi di Coda cavallina

5.12 MALATTIA DEI RENI


In questo caso si prende una tisana racco- all’acqua del bagno l’infuso riscaldato; dura-
mandata contro l’atrofia del rene dal Parroco ta del bagno 20 minuti. Riversare sulle erbe
e medico naturista svizzero Künzle e compo- l’acqua del bagno in modo da poter preparare
sta di: Verga d’oro, Ortica bianca e gial- tre bagni con la porzione di un solo semicupio.
la e Aparine in parti uguali, bevuta a sorsi, Durante la notte impacchi di Coda cavallina
quattro tazze al giorno. A tre di esse si ag- al vapore, durante la giornata cataplasmi di
giunge rispettivamente un cucchiaino da des- Erbe Svedesi applicati per quattro ore sui
sert di gocce Svedesi. Semicupi di Coda ca- reni (per entrambe le applicazioni vedi «Note
vallina, 100 g di erbe per bagno, macerare a generali»).
freddo la notte, il giorno seguente aggiungere

5.13 MALATTIA DEL SENO


La cura inizia dopo l’operazione. Sulle ci- Inoltre occorre un miscuglio per tisana co-
catrici e fin sotto le ascelle si spalma pomata stituito da 300 g di Calendula, 100 g di Achil-
di Calendula (per la pomata vedi cap. «Calen- lea e 100 g di Ortica, accuratamente mescola-
dula»). I residui della preparazione della po- te. Per la preparazione della tisana si prende
mata possono essere applicati quattro o cinque un cucchiaino da dessert colmo per ¼ di litro
volte; debbono essere riscaldati un po’ prima d’acqua. Per la preparazione del quantitativo
dell’applicazione. Da soli contribuiscono a far giornaliero si prepara un litro e mezzo o due
sì che la pelle ritorni liscia e riprenda il suo co- di tisana sbollentata da sorseggiare nel corso
lorito normale. La pomata di Calendula toglie della giornata. Da questo quantitativo di toglie
le forti tensioni che si producono dopo una ta- inoltre una mezza tazza prima di ogni pasto per
le operazione e che si irradiano fin nelle brac- aggiungervi un cucchiaio di gocce Svedesi sor-
cia. Ove siano state colpite anche le ghiandole seggiandone poi metà mezz’ora prima e metà
linfatiche, si applica ripetutamente la pasta di mezz’ora dopo ogni pasto.
foglie di Piantaggine media o lanceolata fre-
Se si manifestassero dei dolori sarebbe op-
sca (vedi sotto «Piantaggine» e sotto «Moda-
portuno applicare ripetutamente degli impac-
lità di preparazione») procendendo per il resto
chi di Erbe Svedesi e di Coda cavallina al
come descritto sotto «Malattia delle ghiandole
vapore (per entrambi vedi «Note generali»).
linfatiche».
¤dizioniPDF 145

Tutti i trattamenti indicati si rendono necessari be Svedesi fece svanire ogni distrubo nel giro
anche qualora si formassero dei nuovi noduli. di una notte. Sono una contadina. Un gior-
no osservai anche su una delle nostre muc-
Dato che seno e addome sono in stretto
che un’infiammazione e degli indurimenti alla
collegamento suggerisco di osservare e segui-
mammella. Pensai che le Erbe Svedesi ave-
re anche la terapia descritta sotto «Malattia
vano avuto degli effetti benefici tanto rapidi
maligna dell’addome».
in una persona, lo stesso dovrebbe verificar-
Una giovane signora riferisce: «Due set- si anche nell’animale. Tentai quindi la stes-
timane dopo la nascita del mio bambino eb- sa terapia rimanendo piacevolmente sorpresa
bi degli indurimenti nel seno ed un’infiamma- quando dopo poco tempo si verificò lo stesso
zione dei capezzoli, il tutto accompagnato da risultato.»
febbre e forti dolori. Un cataplasma di Er-

5.14 MALATTIA DELLO STOMACO


In casi del genere si applicano di giorno per tisana sopra consigliata.
quattro ore di seguito sullo stomaco dei cata-
Cito da una lettera di un combattente da-
plasmi di Erbe Svedesi; ove l’ammalato fos-
tata luglio 1979: «Al ritorno dalla prigionia
se in grado di rimanere alzato durante queste
nel 1947 avevo un cancro allo stomaco. Tre
quattro ore, sarebbe meglio che le trascorresse
medici mi congedarono come incurabile. Non
fuori dal letto. Ma i cataplasmi debbono esse-
avevo altra scelta che quella di rivolgermi alla
re tenuti ben coperti affinchè non si raffred-
natura del nostro grande Creatore onde cer-
dino per evaporazione. Di notte invece si ap-
care le erbe appropriate, Ortica, Achillea, Ta-
plicano degli impacchi di Coda cavallina al
rassaco e Piantaggine, prendendo ogni ora un
vapore e se si dovessero manifestare dei dolo-
sorso del loro succo. Dopo poche ore senti-
ri forti, si applicano questi impacchi al vapore
vo che stavo notevolmente meglio soprattutto
anche per due ore al mattino e per altre due alla
in quanto lo stomaco riteneva finalmente quel
sera stando a letto (per entrambe le applicazio-
poco che riuscivo ancora a mangiare. Fu la
ni vedi «Note generali»). Contemporaneamen-
mia salvezza. Da allora mi occupai seriamen-
te agli impacchi occorre sorseggiare un litro e
te delle erbe a me divenute tanto care ed in
mezzo o due di tisana di Ortica e Calendu-
seguito ebbi la grazia di poter registrare dei
la preferibilmente fresche, mescolate in parti
meravigliosi risultati. Il nostro Creatore infatti
uguali. All’inizio di un cancro gastrico giova il
ha riposto nella Sua natura degli straordinari
succo fresco estratto dall’Acetosella, bevuto
poteri terapeutici.»
a 3 - 5 gocce per volta ogni ora diluite nella

5.15 MALATTIA DEI TESTICOLI


Purtroppo si stanno moltiplicando i casi moda giovanile attualmente in voga del taglio
non solo di uomini adulti ma anche di fanciulli molto stretto dei pantaloni. Spesso dopo al-
ed adolescenti colpiti da questa patologia ma- cune settimane dall’operazione si manifestano
ligna. Forse contribuisce a questa situazione la improvvisamente dolori accompagnati da tu-
146 La Salute dalla Farmacia del Signore

mefazioni in altre zone. Malgrado ciò biso- tia, ossia dalla zona testicolare. Va effettuata
gna insistere ininterrottamente con la tera- la stessa cura come per la «Malattia maligna
pia del punto dal quale era partita la malat- delle ghiandole linfatiche».

5.16 MALATTIA DELLA TIROIDE


Gargarismi molto profondi, una volta con di Erbe Svedesi (per entrambe le applicazioni
tisana di Aparine e l’altra con tisana di Mal- vedi «Note generali»).
va. Con le stesse erbe fresche si preparano
Inoltre si sorseggiano ogni giorno un litro e
degli impacchi da applicare di notte. Lava-
mezzo o due di una tisana preparata mescolan-
re le erbe fresche, schiacciarle col matterello
do in parti uguali Calendula, Achillea e Or-
sul tagliere, applicarle e fasciare. Quando si
tica (per ogni quarto di litro d’acqua un cuc-
utilizzano delle erbe essiccate, si riscaldano in
chiaino colmo del miscuglio). Dalla porzio-
un po’ d’acqua i residui della tisana per gar-
ne giornaliera della tisana si tolgono tre mezze
garismi aggiungendovi della farina di Segala
tazze; a ciascuna di queste si aggiunge un cuc-
(che si ottiene nelle erboristerie e presso i mu-
chiaino di Erbe Svedesi e si beve ad ogni pa-
lini) in modo da ottenere una poltiglia; stende-
sto, metà mezz’ora prima del pasto, metà do-
re quest’ultima su un panno di lino, applicar-
po. Il resto della porzione giornaliera va be-
lo e fasciarlo. Di giorno si applicano per due
vuto nel corso della giornata senza l’aggiunta
ore impacchi di Coda cavallina al vapore (ri-
delle Erbe Svedesi.
manendo a letto) e per quattro ore impacchi

5.17 TUMORI
Il parroco Kneipp fa notare nei suoi scrit- l’ulcera, della cisti, dell’adenoma, del melano-
ti che la Coda cavallina arresta la crescita di ma, del papilloma o dell’ematoma. Nelle ma-
qualsiasi tumore, benigno o maligno che sia, lattie molto gravi si comincia con le applica-
sciogliendolo poi lentamente. Ho avuto l’oc- zioni sin dalla mattina a letto, lasciandole per
casione di sincerarmene personalmente. Per- due ore sulla parte malata. Il pomeriggio si
chè richiamano così poca attenzione le opere ripete l’applicazione, sempre stando a letto, e
scritte del parroco Kneipp? Quanti moribondi di notte si ripete ancora una volta. Bisogna su-
troverebbero in esse una via di salvezza, quan- dare e mantenersi caldi e ben coperti. La stessa
to dolore verrebbe risparmiato a parenti e con- porzione di Coda cavallina può essere utilizza-
giunti. Ho potuto osservare che gli impacchi ta tre o quattro volte. A mezzogiorno si applica
di Coda cavallina al vapore sono i più effi- per quattro ore un impacco di Erbe Svedesi.
caci contro i tumori. Un setaccio riempito di La zona deve essere precedentemente spalma-
due buone manciate di Coda cavallina viene ta con strutto di maiale o pomata di Calendula;
posato sopra una pentola con acqua bollente poi applicarvi un grosso fiocco di cotone idro-
(si può impiegare anche una pentola a pressio- filo per mantenere la temperatura, coprire con
ne). La Coda cavallina vaporizzata, ammor- un foglio di plastica e fasciare in ultimo con
bidita e calda viene spalmata su una pezza di un panno di lana. Con questo impacco addos-
lino ed applicata sulla zona del tumore, del- so il malato può muoversi nella propria casa
¤dizioniPDF 147

o rimanere seduto. Una volta tolto, bisogna dovette sedersi per la grande sorpresa. Disse
spolverare la pelle con del talco onde evitare il che non aveva mai prima visto una cosa del
prurito. genere.»
Su tumori e ulcere formatisi sull’epider- Il signor Joachim M. di B./Algovia, scri-
mide si applica la poltiglia di foglie fresche ve in data 25 giugno 1979 alla redazione di un
di Piantaggine maggiore o lanceolata e Pa- giornale tedesco: «In merito agli attacchi della
nace (vedi «Malattia delle ghiandole linfati- stampa tedesca contro la signora Treben ed il
che»). Procedendo in questo modo regolar- suo manuale “La Salute dalla Farmacia del Si-
mente e senza intervalli si potrà registrare un gnore” desidero comunicarVi il caso della mia
miglioramento sin dal quinto giorno dopo l’i- bambina: Daniela, nata il 4 agosto 1973, era
nizio del trattamento e ottenere dei risultati ot- seguita da noi con molta diligenza; l’accom-
timali dopo dieci o quindici giorni. Spalman- pagnavamo dal medico per compiere tutti gli
do il succo fresco dell’Acetosella (lavarne le esami preventivi; andavamo dal medico anche
foglie ed estrarne ancora bagnate il succo con per ogni benchè minimo sintomo di malattia,
la centrifuga automatica) sulle parti malate si ma malgrado tutto ciò nessun medico era sta-
otterranno ugualmente dei buoni risultati. to in grado di riconoscere in tempo la minac-
cia mortale se non quando fu troppo tardi. La
Per l’uso interno si beve di mattina, mez-
cosa fu riconosciuta soltanto verso i primi di
z’ora prima di colazione e di sera, mezz’ora
agosto del 1978. Fino a quel momento era sta-
prima di cena, una tazza di tisana di Coda ca-
ta molto vivace. Da quel momento cominciò
vallina, e durante tutta la giornata un litro e
a deperire di giorno in giorno, diventava sem-
mezzo o due di tisana di un miscuglio di 300 g
pre più apatica ed era costantemente stanca.
di Calendula, 100 g di Achillea e 100 g di Or-
Dopo altri consulti medici che non portarono
tica ben amalgamate. A tale tisana si aggiun-
ad una diagnosi precisa, facemmo ricoverare
gono, ove possibile, sei volte al giorno (sempre
la nostra bimba in una clinica pediatrica di
a distanza dì un’ora) da tre a cinque gocce di
Augsburg.
Acetosella per tazza.
Dopo una lunga serie di esami durata gior-
Mi scrive una signora dalla Baviera: «Le
ni e giorni e quasi eccessivi per le forze fisi-
comunicai recentemente del nostro vicino, un
che della bambina, ci comunicarono che ella
uomo di 48 anni, padre di quattro bambini,
soffriva di un tumore incurabile di fronte al
dimesso dall’ospedale disperato e gravemente
quale la medicina moderna era impotente. Le
malato di tumore alla testa con manifestazioni
probabilità di guarigione erano ritenute del 2
paralitiche. Un lato del viso era già paraliz-
-5 % per non toglierci ogni speranza. Si an-
zato e, a causa della paralisi, un occhio rima-
dava avanti con raggi e Cortisone per ridur-
neva completamente chiuso. I medici aveva-
re il tumore al punto da poterlo eventualmente
no previsto che egli non avrebbe mai più aper-
operare.
to quest’occhio. Lei potrà immaginare quanto
fossimo lieti allorchè dopo pochi giorni duran- Ai primi di settembre del 1978 si tentò in-
te i quali applicavamo le erbe secondo i Suoi fatti l’intervento chirurgico, però dovette es-
consigli della “Farmacia del Signore” l’oc- sere interrotto nella fase iniziale perchè la
chio cominciò a riaprisi e l’uomo a sentirsi bimba, malgrado tutte le trasfusioni, corre-
meglio. Quando il medico di famiglia venne a va il rischio di morire dissanguata. Il tumo-
visitarlo e vide l’occhio riaperto constatando re si era diffuso in tutta la zona addominale
anche un miglioramento generale del malato, provocando aderenze tutto intorno agli orga-
148 La Salute dalla Farmacia del Signore

ni più importanti quali il fegato, la colecisti, re” nel capitolo intitolato “Tumori (maligni)”.
la milza, i reni nonchè l’aorta e le arterie de- Nella nostra disperazione non sapevamo più
gli arti inferiori, un fatto che ci spiegava anche che fare e quindi non potevamo a nostro avvi-
perchè la bimba si rifiutava di camminare. Ora so nemmeno peggiorare nulla, anzi, potevamo
cominciava il vero calvario della piccola. Fu solo migliorare. Come venimmo a sapere più
sottoposta a continui raggi e iniezioni di Corti- tardi, le probabilità di sopravvivenza della no-
sone. Lei non può immaginare ciò che significa stra piccola giungevano soltanto fino a Nata-
questo per i genitori. Per sette settimane sia- le. Al telefono la signora Treben ci disse che
mo rimasti vicini al letto della nostra bambi- un miglioramento si sarebbe constatato dopo
na ad Augsburg cercando di ridere e scherzare cinque giorni dall’inizio della cura. Il grande
in sua presenza. Ciò costò degli sforzi psichi- miracolo si verificò.
ci immensi, perchè dovemmo assistere al co-
Durante la quinta notte la nostra bimba
stante deperimento della nostra figlioletta. A
si mise a piangere malgrado avesse ancora
causa dei raggi e del Cortisone non riusciva
gridato dai dolori un momento prima. Che
a mangiare quasi più niente. Una settimana
era successo? Il sangue, che a causa dello
dopo l’operazione si ammalò per giunta di itte-
strozzamento dei vasi non riusciva più a pe-
rizia che continuava a peggiorare. Inizialmen-
netrare nelle arterie delle gambe, improvvi-
te i medici credevano che fosse causata dalle
samente vi riaffluiva producendo una sensa-
trasfusioni di sangue.
zione di piedi addormentati. A questo pun-
Dopo nuovi e ripetuti esami estenuanti fu to avevamo la conferma che le erbe avevano
stabilito che il tumore aveva interrotto il de- agito. Poco prima della data fissata per l’in-
flusso della bile; fu suggerito un altro inter- tervento osservammo un regresso dell’itte-
vento per costruire un by-pass artificiale. Alla rizia dopo di chè facemmo cancellare la pre-
mia domanda se quest’operazione era proprio notazione per l’operazione. Nel frattempo
necessaria mi si rispose con la controdomanda la piccola aveva perduto tutti i suoi capelli.
se io desideravo lasciar morire mia figlia per
Poco prima del Natale nel 1978 ci trova-
insufficienza epatica. Sarebbe stato un tenta-
vamo nuovamente ad Augsburg per una nuova
tivo cui la bambina non sarebbe sopravissuta.
serie di esami. Il professore, un noto esperto
Ma a quell’ epoca erano in corso dei lavori di
in quel ramo, non trovò più alcuna traccia del
ristrutturazione della sala operatoria. Nono-
tumore. Le radiografie non mostravano altro
stante l’urgenza dell’intervento, il medico cu-
che macchie di calcificazione, cosa che apriva
rante ritenne preferibile attendere quei dieci
la strada a grandi speranze. Il tutto si è svolto
giorni fino a che la sala operatoria non fosse
nel giro di circa nove settimane. Finora la no-
perfettamente agibile in quanto erano neces-
stra bimba sta bene come prima e in seguito ai
sarie condizioni ottimali. Dietro le nostre ini-
consigli della signora Treben abbiamo fino a
stenze ottenemmo il permesso di portare a ca-
questo momento potuto tenere con noi nostra
sa la bimba per la durata di questi dieci gior-
figlia sei mesi in più di quanto non avessero
ni, visto che in quel frattempo non si poteva
previsto i medici.
fare altro. Era la fine del settembre 1978. Non
desideravo altro. Avevo saputo da un amico Vorrei sottolineare che la signora Treben
dell’esistenza della signora Maria Treben e le ha prestato la sua assistenza gratuitamente.
avevo telefonato. Mi consigliava di servirmi Tanto più mi meraviglio che ora la signora
delle erbe secondo le modalità descritte nel Treben venga attaccata dalla stampa tedesca.
manuale “La Salute dalla Farmacia del Signo- Per questa ragione ho desiderato descrivere il
¤dizioniPDF 149

caso presente. Come avvenne l’inattesa fine dopo la svolta di


miglioramento che aveva preso il decorso della
Per riferire tutto dovrei scrivere un roman-
malattia mortale della piccola Daniela?
zo intero. Vorrei esprimere ancora una volta la
mia riconoscenza alla signoraTreben per aver- Il padre mi scrisse una volta dopo circa sei
ci aiutati così altruisticamente. Per la mia mesi, che sua figlia aveva subito un improv-
famiglia si è verificato un grande miracolo.» viso attacco di febbre; ma riferì contempora-
neamente che in seguito all’ottimo risultato
Il rapporto sembrava molto promettente e degli esami avevano interrotto la cura del-
si prestava alla supposizione che in questo ca- le erbe «perchè non era possibile costringere
so non potessero più verificarsi complicazioni. una bimba tanto piccola a bere delle tisane».
Il tumore che aveva soffocato tutti gli organi No, ovviamente non si può. I genitori tuttavia
vitali minacciando quindi la vita della picco- potrebbero ottenere con la persuasione l’inge-
la Daniela, si era dissolto ed era scomparso stione della tisana. La malattia era mortale,
insieme con tutte le sue aderenze. Malgrado i medici non potevano fare nulla. Erano sta-
ciò la bambina è morta dopo altri sei mesi. Pur- te le erbe della farmacia del Signore a portare
troppo non lo venni a sapere dai genitori ma giovamento. Alla fine avrebbero continuato a
attraverso un cinico giornalista tedesco che si giovare. A proposito vogliate leggere la sto-
era unito in modo poco simpatico alla generale ria del piccolo Peter W. nel capitolo intitolato
campagna giornalistica contro la mia persona. «Leucemia».
150 La Salute dalla Farmacia del Signore

Importante avvertimento

Chiunque sia colpito da una qualsia- si registra a volte un’improvvisa e forte


si malattia maligna dovrebbe rispet- ritenzione d’acqua. Allora è necessa-
tare scrupolosamente gli abbondanti rio interrompere l’ingestione del quan-
quantitativi di tisana indicati. Il quanti- titativo di tisana indicato sostituendolo
tativo che al malato sembrerà esagera- esclusivamente con 5 - 6 tazze di tisa-
to può essere ingerito facilmente pren- na di Coda cavallina che va sorseggia-
dendone un sorso ogni 15 - 20 minuti. ta durante il corso della giornata. Ove
Prima che lo stomaco riceva il prossimo la ritenzione idrica si riducesse dopo il
sorso sarà già digerito quello preceden- terzo o quarto giorno, si ritornerà nuo-
te. Se manca l’appetito tornerà presto vamente al quantitativo originale di ti-
dopo l’ingestione della tisana. Anche la sana. Se l’inconveniente dovesse ripe-
digestione si normalizzerà. Per i mala- tersi ancora, si interviene un’altra volta
ti completamente debilitati e soprattutto con la tisana di Coda cavallina. Ma l’im-
quando è in atto uno stato febbrile riten- perativo più importante nei riguardi di
go molto importanti i bagni completi tutte queste malattie è quello dei con-
di Serpillo. Il malato avvertirà d’im- trolli medici regolari. Soltanto il medico
provviso un rinvigorimento della sua è in grado di riconoscere con esattezza
salute, se non proprio una vera svol- lo stato di salute!
ta. In molte malattie tumorali incurabili
Indice

COPERTINA 1

0 PREFAZIONE 2

1 NOTE GENERALI 5
1.1 RACCOLTA-CONSERVAZIONE-PREPARAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.1.1 RACCOLTA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.1.2 ESSICCAMENTO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.1.3 Modalità di preparazione – TISANE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.1.4 TINTURA (ESSENZA) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.1.5 SUCCO FRESCO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.1.6 POLTIGLIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.1.7 CATAPLASMI CON ERBE COTTE AL VAPORE . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.1.8 PREPARAZIONE DI POMATE E OLII . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.1.9 BAGNI DI ERBE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.1.10 IMPACCHI DI ERBE SVEDESI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9

2 ERBE MEDICINALI 14
2.1 ACETOSELLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
2.2 ACHILLEA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
2.3 AGLIO ORSINO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
2.4 AGRIMONIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
2.5 ALCHEMILLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
2.6 APARINE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
2.7 BORSA DEL PASTORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
2.8 CALAMO AROMATICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
2.9 CALENDULA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
2.10 CAMOMILLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
2.11 CELIDONIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
2.12 CODA CAVALLINA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
2.13 CONSOLIDA MAGGIORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 45
2.14 EPILOBIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48
2.15 FARFARA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51
2.16 FARFARACCIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 53

151
2.17 GRANOTURCO o MAIS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
2.18 IPERICO, ERBA SAN GIOVANNI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 55
2.19 LICOPODIO o ERBA STREGA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
2.20 MALVA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60
2.21 NOCE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63
2.22 ORTICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64
2.23 ORTICA GIALLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
2.24 PIANTAGGINE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 70
2.25 PRIMULA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 74
2.26 SALVIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
2.27 SERPILLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
2.28 TARASSACO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
2.29 VERGA D’ORO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 83
2.30 VERONICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 84
2.31 VISCHIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 87
2.32 CORDIALE (per il cuore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
2.33 Un’ottima MISCELA per tisana
adatta alla tavola famigliare . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91

3 ERBE SVEDESI 93
3.1 PICCOLO AMARO SVEDESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
3.2 «ANTICO MANOSCRITTO» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 103
3.3 GRANDE AMARO SVEDESE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 107

4 CONSIGLI SU DIVERSE MALATTIE 108


4.1 ABORTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108
4.2 ACNE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108
4.3 ALITO CATTIVO – LINGUA PATINOSA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109
4.4 ANGIOMA CAVERNOSO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 109
4.5 ATROFIA MUSCOLARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110
4.6 ARTROSI, ARTRITE, ARTROSI DELL’ANCA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110
4.7 CALCOLI BILIARI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111
4.8 CATARATTA E GLAUCOMA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 112
4.9 CATTIVI VOTI NELLA PAGELLA DEI BAMBINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
4.10 COLPO APOPLETTICO (profilassi) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 113
4.11 Manifestazioni paralitiche in seguito
a COLPO APOPLETTICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 114
4.12 CRESCITA DEI CAPELLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
4.13 DEBOLEZZA DELLA VESCICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
4.14 DIABETE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 115
4.15 DISTURBI CARDIACI
E DI CIRCOLAZIONE SANGUIGNA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118
4.16 DOLORI DI AMPUTAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 118
4.17 ECCESSIVA LACRIMAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
4.18 EDEMI o TUMEFAZIONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
4.19 EMOFILLIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
4.20 ENFISEMA POLMONARE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
4.21 ERISIPELA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 120
4.22 FIMOSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 120
4.23 FISTOLE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121
4.24 FLUSSO MESTRUALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 121
4.25 GOZZO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
4.26 HERPES ZOSTER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
4.27 INAPPETENZA NEI BAMBINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
4.28 MAL D’ORECCHIO DOVUTO A RAFFREDDORE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
4.29 NEVRALGIE FACCIALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
4.30 ONICHIA - UNGHIE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
4.31 OSTEOPOROSI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
4.32 PARKINSON . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
4.33 PATERECCIO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
4.34 PROLASSO DELL’UTERO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
4.35 LA PSORIASI «INCURABILE» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
4.36 RAFFREDDORE DA FIENO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 128
4.37 RENI – RENELLA E CALCOLI RENALI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
4.38 RETRAZIONE DELLA GENGIVA e Denti vacillanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
4.39 SCLEROSI MULTIPLA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
4.40 SINGHIOZZO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131
4.41 SONN0 AGITATO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132
4.42 STITICHEZZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 132
4.43 SUDORE NOTTURNO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133
4.44 TIFLITE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133
4.45 TRAUMA ALLA COLONNA VERTEBRALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134
4.46 TREMORE DEGLI ARTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134
4.47 VERMI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 134
4.48 L’EPILOBIO HA EFFICACIA CURATIVA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 135

5 CONSIGLI SU
MALATTIE MALIGNE 136
5.1 CIRROSI EPATICA E MALATTIA EPATICA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136
5.2 LEUCEMIA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 136
5.3 MALATTIE ADDOMINALI (Ovaie e Utero) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138
5.4 MALATTIA DELLE GHIANDOLE LINFATICHE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139
5.5 MALATTIA DELL’INTESTINO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140
5.6 MALATTIA DELLA LARINGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 141
5.7 MALATTIA DELLA LINGUA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
5.8 MALATTIA DELLE OSSA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
5.9 MALATTIA DEL PANCREAS . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
5.10 MALATTIA DELLA PELLE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 142
5.11 MALATTIA DEI POLMONI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 143
5.12 MALATTIA DEI RENI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 144
5.13 MALATTIA DEL SENO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 144
5.14 MALATTIA DELLO STOMACO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145
5.15 MALATTIA DEI TESTICOLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145
5.16 MALATTIA DELLA TIROIDE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146
5.17 TUMORI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146

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