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Annual Report

Annual Report 2019


2019

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FPA - Annual Report 2019
Edizioni FORUM PA
ISBN 9788897169598

Grafica e impaginazione
a cura di Latografica

Finito di stampare nel mese di Gennaio 2020


da TMB Stampa Srl - Roma

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Annual Report
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INDICE

UN PAESE ALLA RICERCA DELLA NORMALITÀ


PER RIDARE SLANCIO A CREATIVITÀ E INNOVAZIONE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
VALORI, VISIONI E SCELTE RESPONSABILI
PER UNA POLITICA LUNGIMIRANTE D’INNOVAZIONE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
TRASFORMAZIONE DIGITALE E NUOVA IMPRENDITORIALITÀ
COME CHIAVE DELLA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE DEL PAESE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23

TIME LINE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26

LAVORO PUBBLICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
TRASFORMAZIONE DIGITALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 65
OPEN GOVERNMENT . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
CITTÀ E TERRITORI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .109
SANITÀ . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 139
PROGRAMMAZIONE EUROPEA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 157
PROCUREMENT PUBBLICO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183

I NOSTRI ASSET . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 200


I PROTAGONISTI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 204
I PARTNER . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
IL TEAM DI FPA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 236

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UN PAESE ALLA RICERCA DELLA NORMALITÀ PER RIDARE


SLANCIO A CREATIVITÀ E INNOVAZIONE
di Gianni Dominici
Direttore Generale FPA

L’anno appena concluso, pur tra le mille contraddizioni che contraddistinguono il nostro Paese, ci
restituisce una visione più chiara e coerente di quelle che possono essere le linee di riferimento
e il percorso da seguire per aspirare a una nazione in grado di rispondere ai bisogni sempre più
complessi e articolati di famiglie e imprese. Guardare indietro ai dodici mesi appena conclusi, infatti,
è come guardare all’interno di un caleidoscopio dove i diversi pezzettini sparsi, rappresentanti le
energie vitali diffuse nel Paese, si strutturano e si coordinano insieme per restituirci finalmen-
te un’immagine definita. Ovviamente, si diceva, le contraddizioni non mancano soprattutto se lo
sguardo di analisi si sofferma sulle nostre pubbliche amministrazioni ancora troppo lente ad adat-
tarsi agli stimoli esterni.
La prima più evidente contraddizione riguarda il tema dell’indebolimento strutturale delle nostre
istituzioni, conseguenza soprattutto della riduzione di oltre 193mila unità di personale registra-
to in 10 anni (pari al 5,6%) variamente distribuita nei vari comparti del pubblico impiego. Questo,
insieme al blocco delle assunzioni, ha comportato un sensibile innalzamento dell’età media dei
dipendenti pubblici, conseguenza dello spostamento del personale in servizio verso le classi di età
più elevate: gli over 60 nella PA sono 531.585, ossia il 16,4% del totale del personale. Erano il 5,8%
nel 2009 e il 4% nel 2001. E di giovani non se ne vedono: gli under 30 sono appena il 2,8% (erano
il 10,4% nel 2001). Crescita del ricorso a figure flessibili e precarie di contrattualizzazione e deboli
politiche di stabilizzazione: i precari della PA sono 340.116.
A questa situazione strutturale ci sono da aggiungere poi il ritardo e le incertezze sul rinnovo con-
trattuale e lo stallo del processo di riforma, che risente di un brusco e inaspettato cambio di Go-
verno e della mancata attuazione di molti dei provvedimenti delle precedenti ondate riformatrici.
Nonostante ciò, e nonostante le ulteriori innumerevoli considerazioni di carattere negativo che
possiamo facilmente aggiungere e che non vogliamo minimizzare, i mesi passati ci restituiscono,
come si diceva, un’immagine più coerente e chiara della strada da percorrere grazie a importan-
ti segnali di iniziative e di processi che, se portati a maturazione, potrebbero finalmente fare la
differenza aiutando a mettere a sistema le diverse spinte al cambiamento.
Il primo segnale riguarda la dimensione politica. In un Paese troppo spesso schiacciato sul pre-
sente e in cui capita anche di dividersi sulla Nutella, sono emersi dei temi di prospettiva, di scenario,
indispensabili per condividere la direzione di crescita. Per primo il tema dello sviluppo sostenibile e,
in particolare dell’Agenda 2030, così come del Green New Deal, che si stanno diffondendo sempre
di più in termini di consapevolezza e anche di programmi operativi a livello locale. Non si tratta più

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di temi per iniziati ma di politiche di sviluppo condivise e diffuse finalmente anche in Italia. Non a
caso il rapporto Svimez 2019 considera il Green New Deal un’opportunità di rinascita economica del
Mezzogiorno dove ci sono le precondizioni favorevoli per una rivoluzione produttiva basata sulla
sostenibilità ambientale. Così come va in questa direzione l’impegno dei sindaci metropolitani di
dotarsi di una Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile con Bologna che, lo scorso marzo, ha
fatto da apripista presentando per prima la sua Agenda (con la speranza che venga presto seguita
dalle altre città). Accanto a questo, finalmente anche in Italia il tema della quarta rivoluzione in-
dustriale, e dell’importanza dei processi di digital transformation «come motore che imprime una
nuova spinta a tutti i settori dell’economia e della società», ha assunto una dimensione istituzio-
nale con il discorso del Presidente del Consiglio sulla Smart Nation. Con estremo ritardo (ma meglio
tardi che mai) nel nostro Paese ci si è resi conto dell’importanza delle tecnologie dell’informazione
e della comunicazione come forces of disruption nel determinare non un semplice adattamento
ma un inevitabile cambiamento radicale dentro e fuori le nostre istituzioni. Un ulteriore segnale
di consapevolezza è sicuramente da considerare la presentazione, in chiusura dell’anno, da parte
della Ministra Pisano, del Piano 2025 – Strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del
Paese in cui, tra le altre cose, vengono dettagliate venti azioni (+ una) per trasformare l’Italia.
Il secondo riguarda la governance dell’innovazione. Finalmente anche in Italia c’è una chiara
mappa della governance istituzionale dell’innovazione che ci fa sperare che potremmo lasciarci
alle spalle quella gestione “da manicomio” degli anni passati. Abbiamo una Ministra dell’innova-
zione (era dal 2006, con il Governo Berlusconi III, che non avevamo un ministero dedicato), c’è un
Dipartimento dedicato che eredita e istituzionalizza l’esperienza del Team per la Trasformazione
Digitale, c’è infine un’Agenzia, l’AgID, che deve rispondere al Dipartimento attraverso un contratto
di servizio. Abbiamo una società specializzata, come PagoPA, dedicata a quelle che sono le attuali
killer application della PA, abbiamo, con lo scadere dell’anno, la nomina di Francesca Bria alla presi-
denza del Fondo Nazionale Innovazione. Insomma, se non ora, quando?
Il terzo segnale riguarda la diffusa consapevolezza, ai diversi livelli, della centralità delle persone,
dell’importanza del fattore umano nel portare avanti processi di cambiamento che si sostanzia
nello sblocco del turnover di cui parleremo di seguito, nell’attenzione per le competenze digita-
li, nel diffondersi della cultura dello Smart Working, nelle iniziative di facilitazione, formazione e
mentoring per accompagnare i nuovi assunti nella PA (nell’annuario l’esperienza della Provincia Au-
tonoma di Trento), nel lancio, da parte della Ministra Dadone, della piattaforma ParteciPA, nella
sperimentazione dell’app IO, nelle attività di engagement nei processi di trasformazione digitale
istituzionali, nelle esperienze di Human-centred design nello sviluppo dei servizi pubblici che nel
corso dell’anno appena concluso hanno trovato sostanza e reale applicazione.
Tre segnali di cambiamento maturati nel corso dell’anno appena concluso che, presi ciascuno sepa-
ratamente, sono sicuramente perfettibili e probabilmente inadeguati ma che, insieme, definiscono
uno scenario condivisibile in grado di orientare e guidare, come abbiamo già detto, le diverse inizia-
tive valorizzandole e accrescendole di valore e di senso, andando a prefigurare una nuova strategia
per il cambiamento.
Entrando nel dettaglio delle diverse iniziative e fenomenologie, dei diversi frammenti che costi-
tuiscono la nostra colorata immagine, con il definitivo sblocco del turnover, si sono create le con-
dizioni per quello che potrebbe essere un cambiamento genetico delle nostre PA e che porterà ad
assumere tra i 450mila e i 500mila nuovi lavoratori nei prossimi tre anni. I piani di assunzione non
dovranno però essere meri rimpiazzi di chi esce, ma essere calibrati sui piani dei fabbisogni del

Foto di Stefano Corso per FPA


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dovranno però essere meri rimpiazzi di chi esce, ma essere calibrati sui piani dei fabbisogni del
personale, già previsti dalla riforma Madia, e che dovranno essere strettamente legati al piano
delle performance dell’amministrazione che assume. In parole povere, dovranno essere coerenti
con quello che l’amministrazione si propone di fare per rispondere alla sua missione istituzionale.
Se non vogliamo semplicemente riprodurre l’esistente, le pubbliche amministrazioni devono orga-
nizzarsi velocemente per: effettuare la rilevazione dei fabbisogni, bandire i concorsi, predisporre e
svolgere le prove selettive e le valutazioni, stilare la graduatoria e procedere all’assunzione. Que-
sto significa definire nuovi profili professionali (adeguati ai bisogni futuri delle PA) e le relative com-
petenze di riferimento; indicare nuove modalità concorsuali in modo da testare anche competenze
trasversali (le cosiddette soft skill), immaginando sin d’ora anche ulteriori ambiti di competenza per
il lungo termine e, perché no, anche pensando di introdurre test psico-attitudinali per alcuni set-
tori; definire regole, metodologie e strumenti operativi per facilitare la condivisione di graduatorie
di concorsi tra più amministrazioni e per velocizzare lo svolgimento di concorsi nazionali (garantire
tempi certi è fondamentale).
Il rinnovo della PA si lega quindi in modo indissolubile a quello della formazione da considerare in
tutti i diversi momenti di interazione con le istituzioni. Già nella fase concorsuale è importante
trasmettere le giuste competenze e valori e motivare coloro che ambiscono a entrare nella PA. È
il senso e lo scopo, ad esempio, del progetto lanciato nel 2019 dalla FP-CGIL a cui noi stessi di FPA
stiamo collaborando e che offre informazioni utili sui concorsi ma, soprattutto, materiali forma-
tivi di base e avanzati a supporto di coloro che vogliono partecipare a un bando pubblico, parten-
do dalla convinzione che «la pubblica amministrazione abbia bisogno di una nuova generazione
di lavoratori pronta a migliorare e innovare i servizi pubblici». Successivamente, per valorizzare
l’entrata in servizio dei nuovi dipendenti, oltre a un periodo iniziale di formazione su competenze
trasversali, sarebbe necessario mettere in campo anche azioni culturali, contaminazioni tra ne-
oassunti e senior, magari attraverso un tutoring iniziale. Sarebbe inoltre importante attivare dei
percorsi di visiting, mostrando ai neoassunti settori d’eccellenza delle pubbliche amministrazioni e
delle imprese (attraverso opportune partnership pubblico-privato), con particolare riferimento alla
digitalizzazione dei processi e all’innovazione nei vari settori verticali dei servizi. Infine, dobbiamo
essere consapevoli della necessità di gestire il personale che attualmente è in servizio, e che molto
probabilmente dovrà dedicarsi ad altre attività nel prossimo futuro, per cui saranno sempre più
indispensabili competenze digitali e soft skill. Importanti, su questo tema il documento dell’AgID
per lo sviluppo di competenze digitali di base, di e-leadership e specialistiche, e il Syllabus delle com-
petenze digitali per la PA, a cura del Dipartimento della funzione pubblica che, finalmente, nel corso
dell’anno ha visto la luce con l’obiettivo generale di fare in modo che tutti i dipendenti pubblici siano
in grado di operare attivamente in modo sicuro, consapevole, collaborativo e orientato al risultato
all’interno di una pubblica amministrazione sempre più digitale.
Accanto alla formazione, un‘altra leva è importante per motivare i dipendenti, quella della valuta-
zione delle performance che però, fino a oggi, rimane appiattita sulla produttività individuale. L’an-
no appena concluso ha visto la nascita delle Linee guida sulla valutazione partecipativa nelle am-
ministrazioni, pubblicate il 28 novembre 2019 dal Dipartimento della funzione pubblica che dà così
seguito a una delle novità più rilevanti introdotte dal d.lgs. 74/2017, che ha modificato la normativa
sulla valutazione della performance (d.lgs. 150/2009). Linee guida che spostano l’attenzione sulle
performance organizzative su cui si dovranno esprimere cittadini e utenti. Un passo importante
soprattutto dal punto di vista culturale che pone al centro, appunto, il singolo ma in quanto appar-
tenente a un’organizzazione con obiettivi condivisi.

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Stesso approccio che vale o che dovrebbe valere per garantire la piena comprensione e diffusione
dello Smart Working dentro la pubblica amministrazione. Lo Smart Working troppo spesso viene
ancora considerato una soluzione a supporto di situazioni individuali particolari e non, invece, una
nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella
scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una responsabilizzazione
sui risultati, appunto, comuni. Nonostante ciò, il 2019 è stato sicuramente un anno importante per
lo Smart Working nel settore pubblico. Sono infatti aumentate nell’ambito della PA le iniziative di
sensibilizzazione e accompagnamento a livello nazionale così come la diffusione, anche se ancora
rimane un fenomeno quantitativamente marginale. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Smart
Working del Politecnico di Milano c’è stato un significativo aumento in termini di diffusione dei pro-
getti strutturati, che sono raddoppiati rispetto allo scorso anno, passando dall’8% del 2018 al 16%.
Aumentano anche le iniziative informali, che crescono dall’1% al 7%. Dati incoraggianti ma, come
già anticipato, ancora di nicchia. Anche qui il cambiamento è prevalentemente culturale e chiama in
causa la cultura manageriale di quei dirigenti che dovrebbero favorire il passaggio dal meccanismo
del controllo a una relazione tra capo e collaboratore basata sulla fiducia.
A proposito della dirigenza pubblica, il 2019 non ha portato significativi cambiamenti. Come ab-
biamo scritto nel testo, la dirigenza era il pilastro mancante della riforma Madia e la bocciatura
del decreto legislativo da parte della Corte Costituzionale, per un vizio di consenso da parte delle
Regioni, aveva in sostanza ‘coperto’ una situazione di grave conflittualità tra Governo, Consiglio
di Stato e, in particolare, tutto il corpus dei dirigenti pubblici, che ne avevano rilevato gravi pericoli.
Si rischia così di tornare a una classe di dirigenti pubblici stabili, preservati dal rischio (a meno che
non siano essi stessi assenteisti o non siano attenti a sanzionare i furbetti), rinchiusi nei recinti più
o meno protetti dei ruoli delle singole amministrazioni, certi che una volta conquistato un ruolo lo
terranno a vita, che non diventino, al contrario, protagonisti e facilitatori dei processi di cambia-
mento in corso.
Il secondo grande driver di innovazione riguarda la trasformazione digitale. In quest’ambito, ai ri-
tardi strutturali di sempre testimoniati anche dai confronti internazionali, si affiancano i processi
in corso che nel 2019 hanno trovato un’occasione di accelerazione. In base ai dati dell’indice di
digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) della Commissione europea per il 2019, l’Italia
si colloca ancora al 24º posto fra i 28 Stati membri dell’UE. Il Paese è in buona posizione in materia
di connettività, dimensione in cui passa dal 26º al 19º posto. Sono in crescita la copertura a banda
larga veloce (raggiunto il 90% delle famiglie) e la diffusione del suo utilizzo (24%, ancora sotto la
media UE del 41%), mentre sono ancora molto lenti i progressi nella connettività superveloce (24%
di famiglie raggiunte, 9% di utilizzatori). Inoltre, tre persone su dieci non utilizzano ancora internet
abitualmente, e più della metà della popolazione (56%) non possiede competenze digitali di base. A
questi dati si aggiungono quelli dell’Open Data Maturity Report 2019, che fa fare all’Italia un bagno
di umiltà, riportandola in 8° posizione (rispetto al quasi-podio dello scorso anno). Guardando alla
situazione italiana generale di quest’anno, caratterizzato da un cambio di governo e conseguen-
ti ritardi nell’ottemperanza delle azioni previste da Piano triennale e Quarto Piano d’Azione OGP
2019-2021, non sarebbe stato comunque semplice mantenere la posizione di trend-setter del 2018,
anche fin troppo ottimistica secondo alcuni. Sebbene sopra la media europea in tutte e quattro le
dimensioni di analisi del report (policy, portal, impact, quality), i punteggi relativamente più bassi
sono da ricondurre alle azioni volte all’interoperabilità dei dati e al monitoraggio sulla qualità dei
dataset rilasciati, temi su cui, evidentemente, scontiamo ancora un grosso ritardo. Non a caso su
questo argomento la discussione, nel corso del 2019, si è concentrata sulle soluzioni di interope-

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rabilità offerte dalle API (Application Programming Interface) e sui cosiddetti Junk Data frutto di un
rilascio poco consapevole di dataset. Ancor più contraddittori i dati riferiti al settore della sanità,
un settore dove una maggiore razionalizzazione dei processi grazie alle tecnologie digitali porte-
rebbe a benefici non solo di natura economica, ma anche in termini di qualità della vita dei cittadini.
In base ai dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del
Politecnico di Milano, nel 2018 la spesa totale per la sanità digitale, tra quanto investito dal Mini-
stero della salute, dalle Regioni, dalle singole strutture sanitarie e dalla rete dei medici di medicina
generale (MMG), raggiunge un valore di 1,39 miliardi di euro. Anche se in crescita del 7% rispetto
all’anno precedente, siamo poco sopra l’1% della spesa sanitaria pubblica, pari a 119 miliardi di euro
nel 2018. Il rapporto sarebbe ancora più basso se considerassimo anche la spesa privata: 35,7 mi-
liardi di out of pocket delle famiglie e circa 4,2 miliardi di euro di spesa intermediata da assicurazioni
private (Rapporto Oasi 2019). Il nostro Paese, con una spesa sanitaria pubblica pro-capite pari a
1.900 euro, che è il 66% di quella francese e l’80% di quella inglese, spende in sanità digitale poco di
più di 20 euro per cittadino, mentre il sistema francese o inglese spendono quasi il doppio o il triplo:
60 euro per cittadino la Gran Bretagna e 40 euro la Francia.
A fronte dei ritardi strutturali, il 2019 è comunque un anno complessivamente positivo per ciò che
riguarda la digital transformation, anno in cui si sono combinati insieme gli effetti di lunghe derive
spinte da inerzie amministrative, l’effort propositivo del Team per la Trasformazione Digitale, il
potenziale di una nuova governance dell’innovazione. Proprio l’emanazione della nuova versione
del Piano per il triennio 2019-2021 ha rappresentato una delle principali novità dell’anno appena
trascorso. La nuova versione del Piano si presenta ambiziosa e articolata: 90 linee d’azione, suddi-
vise in 9 aree tematiche e in 34 paragrafi, cui corrispondono altrettanti obiettivi. La versione 2019-
2021 del Piano ricalca l’impostazione di massima del precedente, senza clamorose discontinuità,
ma con alcune importanti novità: maggiore enfasi sul passaggio delle amministrazioni al Cloud,
rinnovata attenzione al tema delle smart cities and communities, maggiore attenzione all’accom-
pagnamento degli attori coinvolti nell’attuazione e alle leve per la governance dell’innovazione sui
territori. Tra i risultati più importanti registrati nel 2019, inoltre, vi è il deciso cambio di passo nel
percorso di dispiegamento delle principali piattaforme abilitanti (ANPR, SPID, PagoPA), elemento
essenziale per fornire a tutte le amministrazioni quelle funzionalità trasversali e riusabili in grado
di uniformare le modalità di erogazione dei servizi. Il 2019 è stato anche l’anno dell’entrata nel vivo
della strategia italiana per il Cloud della PA, cosi come di un deciso cambio di passo nei processi di
nomina dei Responsabili per la transizione digitale (RTD) da parte delle amministrazioni pubbliche:
a settembre è stata superata la soglia dei 5.000 RTD nominati (erano 3.400 alla fine dello scorso
anno).
Ma la digital transformation non è solo appannaggio delle amministrazioni centrali, tutt’altro. Per
interpretare le dinamiche in atto bisogna andare sui territori e intercettare i progetti che i diversi
attori locali stanno portando avanti. Un termometro importante è la nostra ricerca ICity Rank le
cui diverse dimensioni di analisi interpretano la capacità delle diverse città di usare al meglio le
tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I risultati, presentati nel novembre del 2019,
indicano una spaccatura territoriale nuova, che oltre alla confermata distanza tra Centro-Nord e
Sud, evidenzia anche un distacco tra le città del “nuovo triangolo produttivo” (Lombardia, Triveneto
ed Emilia-Romagna, a cui si aggiungono le aree di Torino e Firenze) e il resto del Centro-Nord. E
un “policentrismo” dell’innovazione, per cui non c’è una vera città leader, le distanze si accorciano e
spiccano città e territori diversi, che si differenziano per i settori di innovazione in cui primeggiano.
Infatti, otto delle prime dieci città sono collocate in prossimità delle polarità costituite da Milano

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(Monza, Lecco e Bergamo, cui si può aggiungere Lodi 11º) e da Bologna (Modena, Reggio Emilia e
Parma). I due ‘poli’ possono, quindi, essere definiti ‘interconnessi’ visto che sono collegati da circa
60 collegamenti ferroviari giornalieri di durata inferiore ai 75 minuti. Il modello del Nord-Est si
lega, del resto, a un concetto allargato di città, che coinvolge i contesti periurbani, le altre città e
territori comunali che si collocano intorno alle città medie, città che già lo scorso anno erano indi-
viduate come uno dei motori economici del Paese. Superare il concetto di città per guardare a un
governo più ampio del territorio apre nuove prospettive soprattutto per le realtà più piccole, che
non possono contare su risorse economiche e professionali sufficienti a sostenere i processi di in-
novazione richiesti oggi alle comunità locali. Per questo sono fondamentali sia le collaborazioni tra
enti, che le partnership tra mondo pubblico e privato per offrire nuovi servizi. Ci sono già, in Italia,
esempi di realtà territoriali in cui strategie condivise tra aziende, PA e università hanno messo in
moto un processo di sviluppo virtuoso. D’altronde, la collaborazione tra territori e tra diversi attori
locali pubblici e privati è indispensabile per governare quella che sicuramente, nel corso del 2019,
è maturata come consapevolezza di sfida del futuro, e cioè la capacità dei diversi attori locali di
valorizzare i dati e le informazioni prodotti a livello territoriale. Non è facile, ma è necessario, inter-
venire in modo ‘equo’ sulla proprietà/disponibilità dei dati che ciascuno (in particolare i gestori dei
servizi) può raccogliere, senza disincentivare la ricerca imprenditoriale di nuovi spazi dove creare
valore aggiunto, ma anche senza espropriare città e cittadini della valorizzazione di informazioni
che nascono dai loro comportamenti (più facile a dirsi che a farsi, ma già cominciare a ragionarci
senza pregiudizi ideologici sarebbe importante). L’integrazione dei diversi sistemi di raccolta dati,
elaborazione, analisi e decisione nei diversi ambiti dei servizi e dei monitoraggi urbani è tecnica-
mente possibile ed è alla base dei sistemi unificati di gestione della mobilità (Intelligent Transport
System) o del contesto urbano complessivo (Smart City Control Room), ma pone colossali questioni
sui modelli sostanziali di governance e la loro traduzione in regole amministrative formali. È questa
la vera sfida del prossimo decennio, e non si possono lasciare le città sole ad affrontarla.
Il 2019, quindi, ci consegna un futuro prossimo definito in linea con i grandi processi di innova-
zione internazionali? Non proprio. Al di là delle incertezze di un sistema politico in perenne equi-
librio instabile, i percorsi di cambiamento devono essere alimentati. Lo abbiamo detto in tante
occasioni: non esiste l’innovazione a costo zero. E allora diventa strategico il ruolo dello stato inno-
vatore, il ruolo delle istituzioni locali e nazionali come promotori e acquirenti di innovazione.
La programmazione europea nel 2019 fa registrare un avanzamento della spesa pari al 28% delle
risorse e si attesta sui 21,3 miliardi rispetto ai 75,1 miliardi di euro complessivamente disponibili
per l’insieme dei Fondi strutturali e di investimento europei (SIE), pari a 44,7 miliardi di risorse UE e
30,5 miliardi di cofinanziamento nazionale. È quanto emerge dai dati presentati il 7 e 8 novembre
2019 a Trieste, nell’ambito della Riunione annuale di riesame tra la Commissione europea e le am-
ministrazioni italiane interessate all’attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali e
di investimento europei. I dati delineano un quadro generale che vede più dei due terzi dell’ammon-
tare complessivo delle risorse ancora da spendere nei prossimi tre anni. Dalla fase di programma-
zione e definizione dei progetti è necessario convogliare gli sforzi e puntare su un’accelerazione
dell’execution. Tale cambio di passo viene invocato a gran voce dalla Commissione europea agli inizi
di ottobre, con una lettera al Governo che mette in guardia sulle cifre preoccupanti relative agli
investimenti al Sud, che sono in calo e non rispettano i livelli previsti dal principio dell’addizionalità
UE. Le politiche ordinarie sono mancate e le politiche di coesione sono state lasciate sole ad af-
frontare i divari, private della caratteristica di aggiuntività loro propria divenendo sempre più so-
stitutive. Oggi si trovano gravate dall’accusa di non aver ridotto il divario e quindi si ragiona sempre

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più spesso della loro inefficacia senza percepire che il Sud, senza la Coesione, avrebbe registrato
nel corso della crisi iniziata oltre dieci anni fa un declino ben più rapido. Il Sud non può rinunciare alla
domanda pubblica di innovazione e deve poter sperimentare questo attivatore di crescita neces-
sariamente nel quadro delle risorse della Coesione, le uniche a disposizione. Deve inoltre accende-
re un focus specifico sull’innovazione che nasce e si sviluppa sul suo territorio, dove oltretutto per
sviluppare i processi industriali innovativi dell’economia circolare, declinazione più puntuale della
s stenibilit � d tti a abbia a dis sizi ne asi n green field per la rarefazione del tessu-
to industriale presente, per la scarsa dimensione imprenditoriale e per la ridotta capitalizzazione
delle imprese operanti. Oltretutto, nel 2019 è entrata nel vivo la negoziazione relativa al prossi-
mo periodo di programmazione 2021-2027. Il quadro delineato dal bilancio approvato dall’Unione
Europea prevede, per i sette anni, stanziamenti pari a 1.279 miliardi di euro in settori considerati
prioritari e ad alto valore aggiunto: innovazione e agenda digitale, clima e ambiente, ricerca, giova-
ni, difesa e sicurezza interna. Si tratta di molte risorse in gioco, quelle ancora da indirizzare e spen-
dere di questo ciclo e quelle che con indicazioni stringenti in favore della sostenibilità arriveranno
per la programmazione 2021-2027: se ben gestite possono portare il Mezzogiorno ad agganciare
un trend di sviluppo virtuoso.
Che le amministrazioni non sappiano spendere, e spendere in innovazione, purtroppo, rimane un
dato di fatto. Infatti, chi sperava che il 2019 sarebbe stato l’anno dell’attuazione completa della
riforma del procurement pubblico avviata nel 2016 e che avrebbe, quindi, visto l’adozione dei molti
provvedimenti attuativi ancora mancanti (con un particolare riguardo a quelli ritenuti maggior-
mente strategici, e forse proprio per questo più complessi e in ritardo abissale rispetto alle ori-
ginarie previsioni) è rimasto senza dubbio deluso. Non sono stati, difatti, varati gli attesi provve-
dimenti attuativi del Codice dei contratti in materia di progettazione (art. 23), qualificazione delle
stazioni appaltanti (art. 37), digitalizzazione (art. 44), nuova Banca Dati degli Operatori Economici
(art. 81), rating di impresa (art. 83), collaudo e verifica di conformità (art. 102), solo per citarne alcuni
dei principali. Una riforma incompleta che contribuisce a non creare un sufficiente mercato della
domanda pubblica di innovazione che permetta alle soluzioni sviluppate di scalare livelli di produ-
zione e mercati altri. L’attuale modello di finanziamento alle imprese innovative e al settore della
ricerca ha, infatti, dimostrato i propri limiti esattamente nella possibilità di dispiegare i risultati
raggiunti, creando una dipendenza dai finanziamenti pubblici da parte di chi, nella filiera dell’inno-
vazione, trova in essi la propria unica fonte di introiti, nonché disinteresse da parte degli operatori
che mirano a realizzare, grazie alla loro capacità d’offerta, profitti reali. La tendenza generale del
procurement pubblico sembra confermare la crescita disegnata nell’ultimo triennio, pur con qual-
che segnale di regressione rispetto ai dati del 2018. In particolare, i dati Consip (relativi alle gare
sopra-soglia, aggiornati al 26 novembre 2019) indicano performance molto simili a quelle del 2017,
anno in cui - va sottolineato - ci si era avvantaggiati della ripresa delle operazioni dopo l’effetto
negativo dell’entrata in vigore della riforma del Codice l’anno precedente. Nel dettaglio, rispetto
alle gare bandite, si registra un picco al 2018 (110 gare) superiore alle 82 dell’anno precedente e
alle 73 del successivo. Lo stesso indice, alla luce degli importi, vede passare i 6,7 miliardi di euro del
2017 agli 8,9 dell’anno successivo, fino ai 9,6 miliardi di euro del 2019 (quindi in crescita costante,
ma non incisiva). Se si passa alle gare aggiudicate il dato è praticamente lo stesso, in termini di
andamento. Per numero di gare abbiamo 70 operazioni per il 2017, 93 per il 2018 e 74 per il 2019.
Come importi - anche qui - crescita costante, ma debole: 4,3 miliardi di euro nel 2017, 6,4 nel 2018
e 6,5 miliardi di euro nel 2019. Purtroppo, anche sui temi emergenti la spesa non è sufficiente.
La politica nazionale vuole essere più incisiva nel promuovere modelli di produzione e consumo

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più sostenibili, e un’economia circolare che favorisca una nuova occupazione verde. Eppure, non
è ancora abbastanza, se nel Rapporto 2019 l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)
raccomanda: «va data forza e attuazione al Green Public Procurement (GPP), obbligatorio per gli enti
pubblici secondo il nuovo Codice sugli appalti, attraverso l’aggiornamento dei criteri ambientali
minimi (CAM), la diffusione e circolazione delle buone pratiche e l’introduzione di rilevazioni sulla
effettiva implementazione». In questo ambito ci corre l’obbligo di sottolineare che, se qualcosa si
muove, siamo ancora lontani dagli obiettivi in qualche modo attesi dal Codice appalti. Una delle
ricerche più recenti, quella di Legambiente e Fondazione Ecosistemi, si concentra sugli enti locali
e restituisce un quadro non ancora maturo. I CAM più applicati sono quelli relativi ai rifiuti e alla
carta (con percentuali comunque intorno al 30%), seguono quelli relativi ai prodotti elettronici e
agli arredi. Un dato significativo è il numero di Comuni che dichiarano di non applicare mai i CAM: il
61,4% al Nord e il 50,9% al Sud. Tra i Comuni capoluogo, solo nel 7% dei casi vengono applicati i CAM
nelle gare d’appalto per una percentuale superiore all’80% e solo una città - Bergamo - dichiara di
utilizzarli sempre.
In conclusione, lo scorso anno chiudemmo queste note introduttive a commento del 2018 eviden-
ziando due aspetti fondamentali per attivare finalmente processi di innovazione nel nostro Paese,
in grado di garantire uno sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico:
la forte domanda di razionalizzazione dei processi di innovazione; la necessità di condividere una
visione di futuro con i diversi attori nazionali e locali. Due aspetti che nel corso degli ultimi dodici
mesi, come abbiamo visto, hanno trovato una maggiore definizione, insieme anche a una maggio-
re centralità dell’importanza del fattore umano, andando a prefigurare un contesto abilitante per
la diffusione dell’innovazione nella PA e nel Paese.
Siamo consapevoli che, come sempre accade in Italia, si tratta di un equilibrio instabile. Basta uno
scossone, che sia politico, istituzionale o economico, perché la bella e armonica immagine del no-
stro caleidoscopio si frammenti, di nuovo isolando quella moltitudine di innovatori che da sempre
porta avanti, molto spesso dal basso, processi di innovazione, in un Paese che, appunto, non fa si-
stema. Siamo però convinti che, anche in un contesto che potrebbe cambiare da un giorno all’altro,
non si possa tornare indietro rispetto a degli obiettivi che sono diventati oramai bene comune. Ci
si dovrebbe, invece, confrontare sui metodi e sulle singole scelte, ma non sugli orizzonti che do-
vrebbero delineare la rotta per la costruzione di una politica industriale dell’innovazione della quale
l’amministrazione pubblica può e deve essere promotrice e protagonista attraverso il paradigma
dello Stato Innovatore. Solo così potremmo soddisfare la domanda di certezza e di normalità di chi
in questo Paese vuole continuare a vivere, a lavorare, a investire. Non abbiamo bisogno, infatti, di
champions, siano essi analogici o digitali ma di normal people che ci chiedono, però, di poter essere
messi in condizione di fare cose straordinarie dentro e fuori le istituzioni (abbiamo usato il termine
in inglese per riferirci, omaggiandolo, al libro uscito nel 2019 con cui la millennial irlandese Sally
Rooney ha rinforzato il suo successo mondiale).

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VALORI, VISIONI E SCELTE RESPONSABILI PER UNA POLITICA


LUNGIMIRANTE D’INNOVAZIONE
di Carlo Mochi Sismondi
Presidente FPA

Il Presidente della Repubblica, nel suo messaggio di fine anno, ci ha chiesto di ampliare la nostra
prospettiva e di guardare l’Italia come se la vedessimo dallo spazio. Un esercizio certamente utile
per relativizzare le contingenze e cercare di vedere, come si fa socchiudendo gli occhi di fronte ad
un grande quadro, il disegno generale del Paese e del suo futuro, senza che i particolari e le quoti-
diane scaramucce ci distraggano, impedendoci di coglierne una visione di sintesi.
Nel mio piccolo, vengo in questi giorni da un esercizio simile che mi è stato permesso da un lungo
viaggio. Io l’Italia ho cercato di vederla da un viaggio nel Sud dell’India. Un Paese che ha enormi
problemi, ma anche una grandissima capacità di investire nel futuro e che ora sta scegliendo di
puntare tutte le sue carte sull’educazione dei giovani e in particolare sull’educazione tecnica, co-
struendo e gestendo migliaia di politecnici che troneggiano, come un tempo lì erano i templi e da
noi le chiese, in ogni anche più sperduta regione.
Visto da lì, e leggendo quotidianamente i nostri giornali, ma anche quelli locali, il nostro Paese
sembra molto piccolo, ma soprattutto sembra mancare di questa “fame di futuro”, di questa vi-
sione a venti/trent’anni che invece lì, pur accanto agli aratri condotti con i bufali, appare immedia-
tamente evidente. L’anno appena passato ci restituisce sì dei risultati non banali sia dal punto di
vista della governance dell’innovazione, sia dal punto di vista delle linee politiche, ma siamo ancora
orfani, nella complessità del presente, di parole d’ordine condivise e non generiche sul futuro che
vogliamo.
Il mio contributo a questo annuario, per il resto frutto maturo di una compagine giovane, com-
petente ed entusiasta che costituisce il mio orgoglio, parte proprio da qui: dalla necessità di una
visione di futuro chiara, definibile in poche frasi, condivisa almeno dalla politica che in questo
momento ha il compito dell’orientamento dello sviluppo. Ma una visione non nasce dal nulla, è
essa stessa una scelta non neutrale di valori di riferimento. E sono questi valori, che disegnano la
visione del Paese che vogliamo, che ci aiutano ad individuare le opportunità dell’oggi e del domani.
Ma le opportunità ci consegnano, assieme a motivate speranze, anche la grande responsabilità di
non sprecarle e la responsabilità a sua volta ci impone di operare scelte che, necessariamente, a
pena altrimenti di essere banalmente inutili, saranno coerenti con una visione di futuro e non con
un’altra, accontenteranno qualcuno e scontenteranno altri.
Visione, valori, opportunità, responsabilità e scelte non neutrali. Sono queste le parole che costi-
tuiscono i punti fermi di questa riflessione di fine anno. La nostra visione di sviluppo e di innova-
zione è ampiamente definita dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dai suoi obiettivi di sviluppo

Foto di Stefano Corso per FPA / 17 /

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sostenibile. Se poi vogliamo essere ancora più sintetici posso dire che sposo in pieno le parole che
la Ministra Pisano ha voluto porre ad introduzione del suo Piano d’innovazione 2025 – Strategia
per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese e che riporto integralmente: «L’innovazio-
ne e la digitalizzazione devono far parte di una riforma strutturale dello Stato che promuova più
democrazia, uguaglianza, etica, giustizia e inclusione e generi una crescita sostenibile nel rispetto
dell’essere umano e del nostro pianeta».
A parte un piccolo emendamento, per cui io parlerei della necessaria evoluzione della comunità
nazionale, piuttosto che dell’istituzione statuale, non potrei essere più d’accordo.
All’inizio del terzo decennio del secolo, all’alba di quel 2020 tante volte annunciato come traguardo
di progresso, lo sviluppo è a un bivio: la crescita esponenziale delle disuguaglianze sia tra paesi
che all’interno di ogni comunità nazionale e uno sviluppo economico non sostenibile che consuma
molte più risorse di quante se ne creino, con un continuo furto a spese delle nuove generazioni,
hanno portato alla consapevolezza della necessità e urgenza di un profondo cambio di paradigma.
In questo cambiamento la trasformazione digitale può essere uno straordinario strumento di svi-
luppo equo e sostenibile, di coesione sociale e di crescita delle capabilities di ciascuno, come invece
può essere produttore di nuove ingiustizie e di inaccettabili marginalità.
In questo scenario teleologico noi siamo quindi sempre più convinti della fondamentale impor-
tanza dell’innovazione e della trasformazione digitale. Credo però che sia comunque necessario
superare un facile quanto rozzo ottimismo verso la trasformazione digitale e i suoi cantori che la
descrivono come foriera, sempre e comunque, di “magnifiche sorti e progressive” e scavare invece
un po’ più in profondità. La trasformazione digitale infatti non è né solo uno strumento, né tanto-
meno un settore: la cosa a cui più somiglia è un ecosistema complesso. Questo ecosistema ha non
solo tecnologie, ma deve avere anche e soprattutto valori orientativi che dobbiamo riconoscere e
tutelare. Sono infatti valori quanto mai necessari proprio in questo momento storico in cui tutto il
mondo occidentale costruisce muri e va arroccandosi in un “assedio preventivo” che è il rovescio
della ricca rete relazionale che il digitale può abilitare.
Il primo valore è proprio la metafora della rete. La rete relazionale non è solo social, non è solo
informazione gratis, non è solo `esserci´ sempre e comunque. La rete relazionale è soprattutto
costruzione di una partecipazione informata e consapevole e una collaborazione tra interessi che
creino quella intelligenza collettiva che è possibile, ma non garantita dagli strumenti, che possono
essere invece portatori di nuove dipendenze e divisioni. Noi parliamo spesso di “governo con la
rete” proprio per mettere in evidenza questa necessaria apertura delle istituzioni ad una colla-
borazione che sia non occasionale, ma costitutiva del patto democratico tra eletti ed elettori, tra
cittadini e istituzioni, tra le varie e diverse componenti del tessuto sociale.
La rete ci porta al secondo valore fondamentale del “paradigma digitale” che è l’inclusione. La rete
nasce per includere e non per escludere. Per considerare ricchezza e non pericolo la diversità. Per
dare a ciascuno lo spazio abilitante perché possa vivere la propria vita, raggiungere i propri peculia-
ri obiettivi in un contesto di coesione sociale. Ma non è scontato: il digitale può essere usato anche
per schedare, per escludere, per controllare, per costruire non ponti, ma muri che la tecnologia
renderà non migliori, ma soltanto più efficienti.
Un terzo valore dell’ecosistema digitale, connesso ai primi, è quello dell’accesso. Accesso che vuol
dire soprattutto abbassamento della soglia d’entrata e quindi diminuzione delle disuguaglianze. Di
fronte al mio strumento digitale (anche quello a bassissimo costo) io sono potenzialmente 'ugua-
le', nella mia possibilità di esprimermi e di essere ascoltato ovunque io sia e quale che sia la mia

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condizione sociale. Certo questa potenzialità deve basarsi su alcuni presupposti essenziali e non
automatici che vanno dalla diffusione delle competenze di base alla neutralità della rete, ma è
indubbio che oggi, mentre scrivo, godo di un’opportunità che un tempo era riservata a pochissimi.
Questa visione basata sullo sviluppo sostenibile e la riduzione delle disuguaglianze e sui valori di
democrazia, inclusione, sviluppo di pari opportunità per tutti ci aiuta ad individuare quali sono oggi,
alla fine di un contraddittorio, ma non del tutto deludente 2019, le opportunità, i punti di forza su
ci possiamo contare.
Ne metto in evidenza, tra gli altri, i quattro che mi sembrano più importanti:
• il recente e tumultuoso sviluppo tecnologico ci offre possibilità che solo pochi anni fa sembra-
vano di fantascienza. Dall’analisi dei Big Data all’intelligenza artificiale, dall’analisi puntuale dei
processi alle nuove potenzialità del Cloud, dalle capacità predittive alle potenzialità del lavoro
collaborativo, dalla tempestività dell’informazione alla condivisione della conoscenza le tecno-
logie permettono lo sviluppo delle potenzialità individuali e collettive in una forma mai speri-
mentata prima;
• una nuova consapevolezza dei nostri giovani che contrasta con l’immagine stereotipata che
spesso se ne dà, mentre invece cresce la voglia di prendere in mano il loro futuro sia dal punto
di vista della sostenibilità dello sviluppo, sia da quello della gestione della cosa pubblica;
• una vasta schiera di innovatori nella PA che non si rassegnano ad una visione riduttiva del loro
lavoro, che si sono indignati per una denigrazione continuata del loro ruolo, ma non per questo
si sono arresi, anzi tutti i giorni si confrontano con le esigenze dei contribuenti innovando, spe-
rimentando, spesso collegandosi tra loro una sorta di lobby positiva;
• infine, un sapere di altissima qualità in molte delle nostre università e centri di ricerca, anche
se in questo campo scontiamo una carenza di investimenti importante a confronto dei paesi
omologhi in Europa.
I valori, le visioni e le opportunità sommariamente descritte ci consegnano la grande responsa-
bilità delle scelte. Sgombrando il campo dall’ingenua e pur così diffusa idea che le scelte possano
essere gradite a tutti e a costo zero, dobbiamo noi stessi e il Governo, che ne ha la responsabilità
costituzionale, avere il coraggio di individuare priorità, definire cosa vogliamo fare, quando e con
quali risorse, cosa invece non faremo, almeno per il momento, perché non prioritaria. È velleitario
infatti immaginare di avere risorse sufficienti per tutto quel che sarebbe buona cosa fare, ma nello
stesso tempo ogni risorsa che non sarà utilizzata per le priorità ha il forte rischio di essere uno
spreco che non possiamo permetterci.
Tornando alle scelte, il mio auspicio per il 2020 che comincia ora è che si lavori secondo tre principi
guida e su quattro direttrici fondamentali. Partiamo dai principi.
1. Uno sviluppo equo e sostenibile del Paese, basato sull’uso intelligente, pervasivo e democra-
tico dell’innovazione tecnologica, non è possibile senza un’azione congiunta di tutte le com-
ponenti della società. Crediamo quindi che vada rinforzata la Partnership-Pubblico-Privato,
vada favorita la possibilità anche per le PMI e per le start up di contribuire a questo processo,
vada dato spazio ad una collaborazione strategica con le imprese più innovative, pur mante-
nendo una corretta distinzione di ruoli, vada percorsa la strada della collaborazione anche con
la cittadinanza attiva e con il terzo settore.
2. L’innovazione di un Paese cammina sulle gambe delle donne e degli uomini che vi lavorano ogni
giorno. Crediamo che l’attenzione alle persone, dentro e fuori l’amministrazione pubblica, sia il
fondamento di qualsiasi duraturo progresso. Se questo è vero sempre, è ancor più vero quan-

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do ci si appresta a realizzare un massiccio ricambio di personale, così come necessariamente


accadrà nella PA nei prossimi due anni. L’attenzione alle persone vuol dire in questo caso es-
sere in grado di stilare corretti piani dei fabbisogni, attirare i migliori, di scegliere i profili più
adeguati ai nuovi compiti della PA, di inserirli con una grande cura usando strumenti di tutoring
e di mentoring. Ma vuol dire anche saper trasformare il contesto in cui le nuove risorse arrive-
ranno in modo che siano preparate ad accoglierle. In questo caso sono la formazione continua
e l’organizzazione agile del lavoro a fare la differenza.
3. La velocità dell’innovazione tecnologica è tale da imporre una alta e consapevole flessibilità
sia nelle norme sia nell’organizzazione del lavoro. Crediamo che tale velocità, che coinvolge sia
la trasformazione dei processi e dell’analisi dei dati, sia la loro elaborazione secondo i para-
digmi della c.d. “intelligenza artificiale”, richieda da una parte un continuo aggiornamento nei
processi produttivi e nei servizi, dall’altra una costante attenzione agli aspetti sociali ed etici.
Solo così sarà possibile preparare insieme un futuro giusto e sostenibile.

Questi principi devono guidare le azioni che, a mio parere, possono essere distinte, per chiarezza,
su quattro direttrici fondamentali da declinare a loro volta in azioni prioritarie.
1. Potenziare e rendere effettivamente esigibili i diritti dei cittadini e delle imprese.
Sarebbe un grave errore sottovalutare o dare per scontata l’esigenza dei cittadini e delle im-
prese di avere dalla PA risposte e servizi 'vicini e veloci'. Anche se ne parliamo da decenni, anco-
ra troppo spesso la burocrazia è inutilmente complicata, i processi derivano da stratificazioni
di leggi mai armonizzate, le amministrazioni non si parlano e costituiscono piccoli feudi. In
questo campo di 'prossimità' con i cittadini e le imprese le azioni non possono essere altro che
pazienti, coerenti, tenaci. Occorre:
• il potenziamento e la coerenza nelle azioni di semplificazione amministrativa e di riduzione
degli oneri burocratici per cittadini e imprese attraverso l’unicità delle procedure e l’unifor-
mità dei procedimenti: nessuna app è in grado magicamente di rendere veloce o intelligen-
te una procedura bizantina e stupida;
• il rafforzamento del diritto del cittadino a ricevere una risposta dall’amministrazione in
tempi certi;
• l’estensione a tutta la pubblica amministrazione del concetto dell’only once per cui sono le
amministrazioni e non i cittadini che si scambiano i dati che devono essere forniti una volta
per tutte. In questo senso è fondamentale l’azione per una identità digitale universale e
fornita dallo Stato, rispettando sia i criteri di privacy, sia la titolarità del dato che è e rimane
del diretto interessato;
• l’effettiva messa a disposizione dei cittadini e delle imprese di canali di contatto diretto con
le amministrazioni, attraverso strumenti a cui tutti siamo ormai abituati, come ad esempio
le applicazioni su smartphone, come l’app IO che dovremmo poter adoperare già nei pros-
simi mesi;
• il costante e coerente perseguimento dei principi dell’Open Government, basato sulla tra-
sparenza e l’accountability, la partecipazione dei cittadini, la collaborazione con tutti gli sta-
keholder.

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2. Rafforzare la pubblica amministrazione in un clima di ritrovata fiducia, puntando sulle persone


che ne sono il principale asset.
Come spesso si sente dire, è necessario che i dipendenti pubblici recuperino l’orgoglio del pro-
prio ruolo al servizio delle comunità locali e della nazione e che si sentano parte di un lavoro
di squadra. Ma questo risultato non si ottiene con i proclami e nemmeno con le leggi. Occorre:
• realizzare un empowerment delle organizzazioni attraverso la formazione continua e il
potenziamento degli strumenti e delle pratiche di partecipazione dei lavoratori pubblici ai
processi di miglioramento;
• garantire e gestire un massiccio ricambio generazionale che sfrutti la straordinaria op-
portunità attuale per nuove assunzioni con nuovi profili rispondenti alle esigenze e che,
attraverso moderne politiche di employer branding, avvicini i giovani migliori al lavoro nelle
amministrazioni;
• porre grande attenzione alla valorizzazione dell’esperienza e dei saperi esistenti, che sono
preziosi per una razionale azione di tutoring e mentoring dei nuovi assunti;
• focalizzare la valutazione organizzativa sugli obiettivi strategici del Paese, superando in
silos amministrativi e potenziando filiere amministrative centrate su questi obiettivi (es.
aumento dell’occupazione; lotta alle disuguaglianze; Green New Deal; recupero delle aree
marginalizzate);
• promuovere la discrezionalità dei dirigenti e le sperimentazioni in deroga, favorendo, an-
che attraverso un’azione concordata con gli organi di controllo (CdC, giustizia amministra-
tiva, autorità garanti, ecc.), una condizione di maggiore fiducia che ostacoli la tentazione
della “burocrazia difensiva”.

3. Semplificare radicalmente la stessa 'geografia' delle amministrazioni e degli enti.


Non è possibile pensare ad un’amministrazione più semplice in un quadro istituzionale confuso
e contraddittorio come, ad esempio, è quello relativo alla funzione delle province e degli isti-
tuti di governance di area vasta. D’altro canto, appare sempre più l’importanza di utilizzare al
meglio l’esperienza, anche politica oltre che amministrativa, dei sindaci e degli amministratori
locali. Ci aspettiamo quindi per il 2020 di poter contare su:
• una maggiore autonomia dei territori in un quadro di solidarietà nazionale, potenziando le
amministrazioni più vicine ai cittadini, come i Comuni e favorendone l’aggregazione funzio-
nale in modo che possano garantire diritti uniformi su tutto il territorio nazionale;
• una definizione più razionale e coerente della governance locale e dell’assetto delle isti-
tuzioni di area vasta, riprendendo i processi di riforma e investendo nella loro effettiva
attuazione, ma garantendo comunque alle diverse Regioni un alto grado di autonomia nel
delineare i modelli più idonei alle diverse comunità locali;
• un maggior coraggio nel perseguire la semplificazione degli enti pubblici già cominciata,
rafforzando gli enti necessari e riducendo drasticamente quelli non necessari;
• una più efficace azione di individuazione e diffusione delle migliori esperienze perché siano
patrimonio comune del Paese.

4. Realizzare una concreta trasformazione digitale della PA come driver per la trasformazione
digitale del Paese.
In questo 2019 che sta finendo le classifiche internazionali sull’economia digitale non ci pre-
miano e ci vedono stabili in posizione di retroguardia, anche se, come ben evidenziato dalla

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preziosa ricerca dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, il panorama delle
Regioni italiane è molto variegato. Noi pensiamo che una pubblica amministrazione che ab-
bracci con coraggio, lungimiranza e coerenza la trasformazione digitale possa fare la differen-
za. Infatti:
• la PA è il maggior utilizzatore di tecnologie e con la sua domanda può qualificare e orientare
l’offerta: ad oggi spende infatti circa 5.500 milioni di euro l’anno in ICT (fonte Osservatori
del Politecnico di Milano) ponendosi come primo settore merceologico per investimento
nel digitale;
• la PA è un potente driver d’innovazione, sia direttamente sia attraverso l’istruzione e la
ricerca, e può accompagnare, rendendole efficaci, le decisioni politiche per lo sviluppo di
nuove imprese e nuove tecnologie;
• la PA è il veicolo su cui può marciare una efficace politica industriale d’innovazione che
può favorire rendendo più facile e veloce l’accesso agli incentivi e più mirato e preciso il loro
utilizzo;
• la PA, assieme alla politica che le dà i macro-obiettivi, è garante del valore sociale dell’in-
novazione e della costante attenzione ai suoi aspetti etici.

Insomma, come dice Jeremy Rifkin nel suo ultimo libro e Marianna Mazzucato nei suoi lavori, è
l’azione pubblica che può garantire un’innovazione democratica, sostenibile e distribuita.
Ma perché la PA faccia questo salto sono necessarie delle azioni abilitanti che speriamo di veder
realizzate nel 2020 che comincia. Parliamo di:
• formazione sui fondamenti strategici della trasformazione digitale per tutti i dirigenti, a
cominciare da quelli in posizione apicale;
• alfabetizzazione informatica di base, secondo i principi del Syllabus, per tutti i dipendenti
pubblici;
• integrazione e razionalizzazione delle basi di dati delle diverse amministrazioni;
• introduzione di efficaci strumenti per l’interoperabilità, cioè dialogo diretto tra sistemi in-
formatici di strutture pubbliche e private;
• consolidamento degli applicativi e razionalizzazione dei data center pubblici;
• ripensamento dei processi di procurement e di interazione del pubblico con il mercato;
• potenziamento degli strumenti e delle azioni per la cybersecurity su tutto il territorio na-
zionale e in tutte le amministrazioni, ricordando che la forza di una catena è data dalla
resistenza del suo anello più debole.

In conclusione, valori etici e politici, coerenti visioni dello sviluppo, opportunità, responsabilità e
scelte coraggiose e lungimiranti per l’innovazione non sono solo il mio auspicio per l’anno che viene,
ma sono anche i più potenti antidoti al veleno dello short termism che ci impedisce di imparare dal
passato e di pensare al futuro, imprigionandoci in un eterno presente, in cui il vorticoso movimento
che sembra coinvolgerci ogni giorno in una sarabanda infernale, in realtà, visto dallo spazio, non è
che illusorio e siamo invece sostanzialmente fermi.

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TRASFORMAZIONE DIGITALE E NUOVA IMPRENDITORIALITÀ


COME CHIAVE DELLA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE DEL PAESE
di Andrea Rangone
CEO Digital360 e co-founder Osservatori Digital Innovation della School of Management Politecnico di
Milano

In questa introduzione provo a dare la mia lettura di quello che è accaduto nel nostro Paese nel
2019 in relazione a due temi chiave di politica industriale che mi stanno molto a cuore:
• l’innovazione e la trasformazione digitale delle imprese e delle pubbliche amministrazioni;
• la rinascita imprenditoriale (in particolare negli ambiti hi-tech) del nostro Paese.
La centralità di questi due argomenti per la politica industriale di un qualsiasi Paese ‘evoluto’ è
dimostrata da molteplici analisi economiche. A questo riguardo ricordo i risultati di una recente
ricerca, che ho presentato a maggio del 2019 durante FORUM PA, che evidenzia chiaramente una
correlazione positiva (statisticamente significativa) tra il PIL pro-capite di un Paese e la sua matu-
rità digitale, da una parte, e la sua dinamicità imprenditoriale, dall’altra. Il posizionamento dell’Italia
nei grafici sottostanti è chiaro: se non aumentiamo la nostra maturità digitale e la nostra vivacità
imprenditoriale, difficilmente riusciremo a generare la ricchezza che ci consente di garantirci la
serenità sociale nel futuro.
Media EU
144

Austria Danimarca
Olanda
PIL pro-capite in % del PIL pro-capite europeo a PPP

Germania

122
Belgio
Svezia
Francia

Italia Malta Finlandia


Rep. Ceca
100
Media EU

Slovenia Spagna Regno Unito


Cipro

Estonia
78
Slovacchia Lituania
Romania
Ungheria
Portogallo
Polonia
Grecia Lettonia
56
Croazia

Bulgaria
R = 0,6955
34
25 47 69

Digital Maturity Index

Dati 2017.
Fonte: Elaborazione Politecnico di Milano su dati provenienti da molteplici fonti (Eurostat , DAS, DESI, MISE, AgID, Infratel, ecc.)

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Media EU
120.000

PIL pro capite in % del PIL procapite europeo a PPP (2018)


Lussemburgo
R2 = 0,1773

100.000

Irlanda
80.000

Media EU
60.000 Paesi Bassi
Austria Danimarca Svezia
Belgio Germania
Malta Finlandia UK
Italia Spagna Francia
40.000 Repubblica Ceca Cipro
Slovacchia Slovenia Estonia
Polonia Lettonia
Portogallo
Grecia Romania Lituania
Ungheria
Croazia
20.000 Bulgaria

0
0,000 0,050 0,100 0,150 0,200 0,250 0,300 0,350 0,400

Risultati ottenuti sul 360Entrepreneurial Index

Riporto di seguito un sintetico e iper-semplificato bilancio dei fatti più significativi che, secondo
me, sono accaduti nel 2019 in relazione a questi due obiettivi di politica industriale: trasformazione
digitale e imprenditorialità.
Gli accadimenti che ritengo più positivi:
• la nomina della Ministra per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione e l’istituzione del
Dipartimento per la trasformazione digitale presso la Presidenza del Consiglio, che potrebbe-
ro portare a una governance più chiara e unitaria della digitalizzazione del Paese;
• la costituzione di PagoPA SpA, la società che gestisce la diffusione del sistema di pagamento
digitale verso la pubblica amministrazione, che ha fatto registrare numeri importanti nel 2019
(oltre 70 milioni di transazioni a fine 2019);
• l’accelerazione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), che ha coinvolto
oltre il 50% dei comuni nel 2019 e dovrebbe arrivare a coinvolgerne il 100% entro la fine del
2020;
• la pubblicazione del Piano nazionale per l’innovazione 2025, che ha sicuramente il pregio di
dare una visione sistemica e ambiziosa dell’innovazione digitale nel nostro Paese, ma anche il
difetto di aver tenuto poco in considerazione i molteplici vincoli culturali, organizzativi, norma-
tivi e monetari della nostra pubblica amministrazione;
• l’entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica tra imprese che, dopo un transitorio
‘complesso’ di qualche mese, è andata a regime, facendo registrare numeri importanti (circa 2
miliardi di fatture scambiate);
• l’obbligo dello scontrino elettronico per commercianti, professionisti e artigiani, che è entrato
in vigore il primo gennaio 2020;
• l’approvazione della legge sul perimetro di sicurezza cibernetica, che sancisce un importante
passo in avanti nella presa di consapevolezza dell’importanza di questo tema per il nostro Pa-
ese;
• lo sblocco del Fondo Nazionale Innovazione, anche se non è chiara per ora la reale dotazione
finanziaria rispetto al miliardo ipotizzato inizialmente.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Di seguito riporto, senza alcuna pretesa di esaustività, le cose che invece non sono accadute nel
2019:
• lo sblocco dei fondi per la banda ultra-larga, al palo da oltre 2 anni (1,3 miliardi stanziati dal
Cipe nel 2017), per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda digitale europea che richiede una co-
pertura del 100% con la banda maggiore o superiore ai 30 Mbps entro il 2020;
• l’accelerazione del Sistema pubblico di identità digitale (SPID), che coinvolge ancora
troppi pochi cittadini (poco più di 5 milioni alla fine del 2019) e troppe poche amministra-
zioni locali;
• l’entrata in funzione dei competence center relativi all’Industria 4.0, ad oggi non ancora piena-
mente operativi;
• il non aumento dell’aliquota di detrazione degli investimenti in start up, che con la legge di
stabilità del 2019 doveva passare dal 30% al 40%;
• l’impulso che i Piani individuali di risparmio (PIR) avrebbero dovuto dare ai finanziamenti per i
fondi di venture capital;
• la riforma del procurement della PA, per favorire l’innovazione (il sistema attuale non va bene,
focalizzandosi su un numero troppo limitato di grandi attori e portando a tempi troppo lunghi);
• vere e proprie progettualità strategiche per accelerare la digitalizzazione della scuola, della
sanità e della giustizia.
Rispetto a questo quadro – di cose accadute e non – come si pone la nuova legge di bilancio/mille
proroghe?
Continua il sostegno al paradigma industria 4.0, con le misure contenute nel Piano transizione 4.0,
che si orientano maggiormente – rispetto al passato – anche verso le PMI e verso alcuni settori ti-
pici del made in Italy (design, tessile, orafo, mobile, ecc.) e si basano sul meccanismo del credito d’im-
posta (al posto del meccanismo incentrato sull’iper-ammortamento e sul super-ammortamento).
Continua anche il credito di imposta per spingere la R&D, il finanziamento agli innovation manager
(si è appena aperta a fine anno la possibilità di richiedere sostegno economico), il credito di imposta
per la formazione in ambito 4.0.
Nulla di nuovo, invece, è incluso nella nuova legge di bilancio in relazione alla spinta all’imprendito-
rialità, in attesa che il Fondo Nazionale Innovazione parta.
Qual è la sintesi di tutto questo? Duplice, a mio avviso. Da una parte, è evidente che qualcosa di
buono sta accadendo: oramai questo è un trend che caratterizza gli ultimi anni, a prescindere dal
colore del Governo. Dall’altra, è altrettanto evidente che questo trend è ancora troppo limitato in
portata e troppo lento.
Questa situazione è causata da una consapevolezza ancora troppo bassa a livello politico – ma
anche a livello di opinione pubblica – della rilevanza e dell’urgenza di questi interventi.
Le priorità politiche, l’attenzione mediatica, le discussioni social riguardano ben altri temi rispetto
al digitale e alle start up. In Italia non si è ancora capito ‘veramente’ che un Paese – e un’economia
– che non è in grado di svecchiarsi, rinnovarsi, rilanciarsi nel bel mezzo della “quarta rivoluzione
industriale” attraverso il digitale e la nuova imprenditorialità è destinato all’involuzione, a perdere
di competitività e attrattività a livello internazionale e, quindi, a non riuscire a generare quelle ri-
sorse economiche indispensabili anche per affrontare tutti gli altri temi attualmente al centro del
dibattito, dall’occupazione alla sicurezza, dal welfare alle pensioni.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019
2018

/ TIME LINE PA /

Lazio, Puglia e Sardegna firmano Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge Il Ministero dello Sviluppo Economico
GENNAIO

FEBBRAIO

MARZO
gli accordi con AgID per velocizzare 11 febbraio 2019, n. 12, conversione in lancia il Fondo Nazionale Innovazione
l’attuazione delle agende digitali regionali legge, con modificazioni, del c.d. “Decreto (4 marzo 2019)
(23 gennaio) Semplificazioni” (DL 14 dicembre 2018, n.
135) (12 febbraio) Approvato il Piano Triennale per l’Infor-
matica nella Pubblica Amministrazione
Prende il via la Conferenza dei 2019- 2021 (11 marzo)
Responsabili per la transizione al digitale

201
(RTD) (13 febbraio) Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il
Decreto del Ministero dello Sviluppo
In consultazione le Regole tecniche per Economico sui bandi di domanda pub-
l’implementazione del Documento di gara blica intelligente (27 marzo)
unico europeo elettronico (DGUE) italiano
(15 febbraio)

In consultazione le Linee guida AgID per


l’erogazione del wi-fi free pubblico
(18 febbraio)

1 2 3

7 8 9

Disponibile la “Procedura di valutazione


dell’idoneità all’utilizzo da parte di PSN
(5 luglio) Pubblicata la Circolare AgID sull’Ac-
cesso unico al Fascicolo Sanitario
Firmato l’accordo di collaborazione AgID- Elettronico tramite SPID
Mise per la gestione dei Bandi di domanda (2 settembre)
pubblica intelligente (9 luglio)
Giuramento del Governo Conte II.
Firmato l’accordo AgID-Regione Marche Fabiana Dadone è il nuovo Ministro
per velocizzare l’attuazione dell’innovazio- per la PA. A Paola Pisano l’incarico di
ne regionale (24 luglio) Ministro per l’Innovazione tecnologica
e la digitalizzazione (5 settembre)
La Conferenza Unificata approva il nuovo
Patto per la Semplificazione 2019-2021 Approvato il DPCM 8 agosto 2019 recante Pubblicata in Gazzetta ufficiale della
(25 luglio) “Disposizioni sull’organizzazione e il UE la notifica europea della Carta
AGOSTO

funzionamento del Computer Security d’Identità Elettronica (CIE)


Firmato l’Accordo per la crescita e la citta- Incident Response Team - CSIRT italiano” (13 settembre)
dinanza digitale con la Regione Piemonte (8 agosto)
(26 luglio) Approvato il Decreto-legge 21
SETTEMBRE

settembre 2019, n. 105 che definisce


Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto il ”Perimetro di sicurezza nazionale
LUGLIO

interministeriale 27 giugno 2019, che cibernetica”, poi convertito con modifi-


stabilisce le modalità di investimento del cazioni dalla L. 18 novembre 2019,
Fondo Nazionale Innovazione (29 luglio) n. 133 (21 settembre)

/ 26 /

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019
2018

Concluso il percorso di pre-notifica eu-

GIUGNO
ropea per la Carta di Identità Elettronica
(CIE) (6 giugno)

Pubblicata la Circolare AgID su “Censi-


mento del patrimonio ICT delle Pubbliche
Amministrazioni e
classificazione delle infrastrutture ido-
nee all’uso da parte dei Poli Strategici
Nazionali” (14 giugno)
Pubblicate le linee guida AgID su acquisizione e

MAGGIO
riuso del software nella PA (13 maggio) Pubblicata la versione definitva del 4°
Piano d’Azione nazionale per l’Open
Government 2019-2021 (18 giugno)
FPA presenta l’annuale ricerca sul lavoro pub-
blico, in occasione della conferenza di apertura Approvato il DPCM 19 giugno 2019
di FORUM PA 2019 (14 maggio) che istituisce il Dipartimento per la
Scatta l’obbligo per tutte le PA di acquistare
trasformazione digitale, quale struttura
APRILE

esclusivamente servizi cloud qualificati da


generale della Presidenza del Consiglio
AgID e pubblicati nel Cloud Marketplace In consultazione le linee guida AgID su sicurezza
dei ministri (19 giugno)
(1 aprile) nel procurement ICT e su modello nazionale di
riferimento per i CERT regionali (14 maggio)
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge
In vigore le nuove linee guida AgID sull’Indice
19 giugno 2019, n. 56, recante “Inter-
dei domicili digitali delle pubbliche
FORUM PA 2019 ospita la seconda riunione venti per la concretezza delle azioni delle
amministrazioni e dei gestori di pubblici servizi

19
della Conferenza dei Responsabili per la transi- pubbliche amministrazioni e la preven-
(IPA) (4 aprile)
zione al digitale (RTD) (15 maggio) zione dell’assenteismo” (22 giugno)
Approvato il Decreto-legge 18 aprile 2019, n.
Pubblicata sulla Gazzetta ufficiale
32 (c.d. Sblocca Cantieri), poi convertito, con Al via il Centro di Competenza per il Riuso e della UE la Direttiva (UE) 2019/1024 sul
modificazioni, con legge 14 giugno 2019, n. 55 l’Open Source (CCROS) (15 maggio)
riutilizzo dell’informazione del settore
(18 aprile)
pubblico (26 giugno)
In consultazione le linee guida AgID del Modello
di interoperabilità (16 maggio) Nasce il primo Centro di competenza
territoriale sugli appalti innovativi
(27 giugno)

4 5 6

10 11 12

Pubblicate le linee guida per le identità


digitali SPID per uso professionale
(6 novembre)
Al via il portale “Consultazione.gov.it” e la
piattaforma telematica per le consultazioni
Luca Attias è il nuovo Capo Dipartimento “ParteciPa” (5 dicembre)
per la trasformazione digitale della Presi-
denza del Consiglio dei ministri
(19 novembre) Firmato l’accordo AgID-Regione Veneto
per la crescita e la cittadinanza digitale
(12 dicembre)
In consultazione le linee guida AgID sulla Pubblicate le linee guida AgID per l’i-
formazione, gestione e conservazione dei dentificazione degli utenti da parte delle
documenti informatici (17 ottobre) PA, propedeutica al rilascio dell’identità Il Ministro Paola Pisano presenta il Piano
digitale SPID (25 novembre) Nazionale Innovazione 2025
Avviata la fase pilota della piattaforma na- (17 dicembre)
zionale di contrasto agli attacchi informatici
del CERT-PA (25 ottobre) FPA presenta l’ottava edizione del rapporto
OTTOBRE

ICity Rank, ricerca sulle città italiane più Emanate le linee guida AgID sull’accessibi-
Completato il percorso di adesione delle smart e sostenibili (26 novembre) lità degli strumenti informatici
Regioni al Fascicolo sanitario elettronico (20 dicembre)
(FSE) (28 ottobre) Funzione Pubblica CGIL lancia concorsipub-
blici.fpcgil.it, la piattaforma di informazione Costituito il Gruppo di Lavoro per l’Usabili-
e formazione costruita in collaborazione tà e la User eXperience (GLU-X) del Diparti-
NOVEMBRE

con FPA (26 novembre) mento della Funzione Pubblica (DFP)


DICEMBRE

Pubblicate le linee guida del Dipartimento (20 dicembre)


della Funzione Pubblica (DFP) sulla valuta- Francesco Paorici è nominato nuovo
zione partecipativa di cittadini e utenti Direttore Generale dell’Agenzia per l’Italia
(28 novembre) digitale (27 dicembre)

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

LAVORO
PUBBLICO

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Un esame di quanto è successo nel 2019 nel • mancato investimento in formazione del per-
campo del lavoro pubblico non può che partire da sonale e innovazione: i laureati nella PA rap-
una data, il 15 novembre, che la legge di Bilancio presentano il 39,4% dei dipendenti pubblici; il
2019 aveva fissato come partenza dello sblocco 32,3% se non consideriamo la scuola. Il tasso
delle assunzioni nei ministeri, agenzie fiscali ed più basso in Europa. A fronte di questa pre-
enti pubblici non economici. Dopo anni di sbar- parazione insufficiente ciascun dipendente ha
ramenti in ottica di spending review, sono caduti usufruito nell’anno di poco più di una giornata
quindi gli ultimi limiti al ricambio del personale, di formazione.
per cui la spesa per chi esce potrà essere intera- A fronte di questa situazione drammatica nel
mente riversata su nuovi ingressi. corso del 2019 prima il Ministro Giulia Bongiorno
Era un passaggio atteso, più volte annunciato e del Governo Conte I, poi il Ministro Fabiana Dado-
assolutamente necessario, come noi stessi ave- ne del Governo Conte II hanno dichiarato che lo
vamo detto più volte. La situazione del pubblico sblocco al 100% del turnover porterà ad assumere
impiego infatti aveva risentito pesantemente di nella PA tra i 450mila e i 500mila nuovi lavorato-
continui interventi volti al risparmio. Interventi ri nei prossimi tre anni. I piani di assunzioni non
che hanno determinato impatti significativi: dovranno però essere meri rimpiazzi di chi esce,
• riduzione di oltre 193.000 unità di personale in ma essere calibrati sui piani dei fabbisogni del
10 anni (pari al 5,6%) variamente distribuita nei personale, già previsti dalla riforma Madia, e che
vari comparti del pubblico impiego; dovranno essere strettamente legati al piano del-
• sensibile innalzamento dell’età media dei di- le performance dell’amministrazione che assume.
pendenti pubblici. L’età media dei dipendenti In parole povere dovranno essere coerenti con
pubblici, rilevata dalla Ragioneria dello Stato a quello che l’amministrazione si propone di fare per
fine 2017, è di 50,6 anni (51,3 per le donne), nel rispondere alla sua missione istituzionale.
2001 era 43,5. Un invecchiamento medio di ol- Su questo punto non ci sono ancora sufficienti
tre 7 anni. Nei ministeri, nella Presidenza del evidenze empiriche, ma una prima ricognizione
Consiglio, nelle prefetture e negli enti pubblici presso molte amministrazioni induce a pensare
non economici in media i dipendenti hanno ol- che siamo ancora lontano da una vera coeren-
tre 54 anni; za fra i tre aspetti chiave della vita di un ente: i
• spostamento del personale in servizio verso documenti finanziari sulle risorse a disposizione
le classi di età più elevate: gli over 60 nella PA e il loro utilizzo; il piano delle performance e la
sono 531.585, ossia il 16,4% del totale del per- relativa relazione consuntiva, che ci dicono cosa
sonale. Erano il 5,8% nel 2009 e il 4% nel 2001. si deve fare e cosa si è fatto, con una particolare
E di giovani non se ne vedono: gli under 30 attenzione a quello che non si è riusciti a fare e al
sono appena il 2,8% (erano il 10,4% nel 2001). perché; infine il piano dei fabbisogni di personale
Alla Presidenza del Consiglio ce n’è solo 1 su che, sulla base degli altri due aspetti, definisca
oltre 2.000 dipendenti; quante e soprattutto quali figure professionali
• crescita del ricorso a figure flessibili e pre- servono. Spesso infatti i tre aspetti sono trattati
carie di contrattualizzazione e deboli politi- da uffici diversi e gestiti come adempimenti in-
che di stabilizzazione: i precari della PA sono dipendenti e non come un unico piano strategico
340.116, tra contratti a tempo determinato o dell’ente.
in formazione lavoro (101.000, lavori social- A fronte delle dichiarazioni sulle assunzioni in ef-
mente utili (10.000), interinali (12.000), sup- fetti qualcosa nel 2019 si è mosso. Mentre scri-
plenti, contrattisti, volontari di ferma e allievi viamo, a fine anno risultano oltre 1.200 concorsi
di forze dell’ordine e Polizia (216.000). Nell’ul- pubblici attivi con molte centinaia di migliaia di
timo anno ne sono arrivati circa 26.000 e sono candidati. Altri concorsi monstrum sono in arrivo
state stabilizzate poco più di 2.000 persone, lo presso grandi enti (Ministero della giustizia, INPS,
0,6% dei lavoratori flessibili; Agenzia delle entrate, ecc.).

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

A questo movimento nel campo delle assunzioni si • le telecamere contro gli assenteisti: la video-
rileva un fermo nei nuovi contratti che dovevano sorveglianza sarà utilizzata come deterrente
essere rinnovati per il triennio 2019-2021. Solo a e per scoprire gli eventuali ‘furbetti del car-
fine 2019 la legge di bilancio ha stanziato risorse tellino’. Vanno nel cassetto invece le impronte
pari a circa 5,7 miliardi di euro di cui circa 3,2 mi- digitali con un risparmio stimato di 20 milioni
liardi per le amministrazioni dello Stato e 2,5 mi- di euro;
liardi per le amministrazioni territoriali. Ma l’effet- • con 20 milioni risparmiati il Nucleo Concretez-
tiva attività di contrattazione non è ancora iniziata. za sosterrà i piccoli comuni nelle loro attività
Anche l’attività legislativa, a causa dell’avvicen- tecnico-istituzionali, coordinato dal Diparti-
darsi dei governi Conte I e Conte II, con maggio- mento della funzione pubblica;
ranze e programmi assai diversi, è rimasta, nel • dal 2020 le pubbliche amministrazioni do-
2019, in un guado. Il 7 luglio del 2019 è entrata vranno acquistare o noleggiare almeno il 50%
in vigore la Legge 56/2019 Interventi per la con- di nuovi veicoli di servizio elettrici o ibridi, nei
cretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni limiti delle risorse di bilancio;
e la prevenzione dell’assenteismo. Il provvedimen- • la retribuzione di risultato del Responsabile
to contiene norme sul controllo delle presen- per la transizione digitale (il dirigente di ogni
ze dei dipendenti pubblici, per il miglioramento ente incaricato di curare l’informatizzazione
dell’efficienza amministrativa e sulle modalità di degli uffici) sarà collegata anche al raggiun-
svolgimento dei concorsi. gimento effettivo degli obiettivi previsti dal
Il decreto Concretezza istituisce poi, presso il Piano triennale per l’informatica nella pubbli-
Dipartimento della funzione pubblica, il Nucleo ca amministrazione;
delle azioni concrete di miglioramento dell’effi- • sarà realizzato un portale dedicato al reclu-
cienza amministrativa, denominato Nucleo del- tamento per consentire piena trasparenza
la Concretezza. Il successivo cambio di Governo a bandi, esiti delle procedure concorsuali ed
e di Ministro della pubblica amministrazione ha eventuali scorrimenti delle graduatorie.
in parte modificato le priorità e del Nucleo della
Concretezza ancora non c’è traccia.
Così come è ferma in Parlamento la legge delega
sulla riforma della pubblica amministrazione pro-
posta dal Ministro Giulia Bongiorno che, dopo un
intenso lavoro in Commissione al Senato (è l’Atto
Senato n.1122), è sparita dai radar. L’aspetto più
preoccupante di questo fermo, che ad oggi non
è possibile prevedere se definitivo o temporaneo,
è l’indeterminatezza in cui rimane tutta la disci- Vai alla ricerca Pubblico Impiego 2019
plina della dirigenza pubblica che, dopo il fermo
al decreto legislativo ad hoc della Riforma Madia,
appare in un limbo.
A fine 2019, in fase di predisposizione della leg-
ge di blancio, il Ministro della pubblica ammini-
strazione del Governo Conte II, Fabiana Dadone,
delinea alcuni punti chiave che il suo dicastero
propone:
• lo sblocco delle graduatorie dei concorsi ap-
provate nell’anno 2019, che saranno utilizzate,
mediante scorrimento, per un ulteriore 30%
dei posti banditi;

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TESI

N U OV E A S S U N Z I O N I : L A S F I DA È C O S T R U I R E O G G I
L A PA D I D O M A N I
|

di Carlo Mochi Sismondi come ora prevedono le norme recentemente ap-


Presidente FPA provate e confermate, vuol dire che entreranno
nelle amministrazioni nei prossimi tre anni cir-
Lo stato del pubblico impiego, sia dal punto di ca 500.000 persone. Stiamo quindi disegnando
vista organizzativo che da quello anagrafico, si l’amministrazione per i prossimi decenni. Non
è andato aggravando anno dopo anno e, a fine possiamo permetterci di sbagliare
2019, appare in una condizione al limite della so- Vediamo quindi quali sono, a mio parere, i punti
pravvivenza. Basta leggere i numeri che abbia- chiave su cui costruire questa strategia.
mo presentato in apertura di questo capitolo per Lo farò prendendo in prestito alcune metafore o
rendercene conto. Se a questi aggiungiamo poi il proverbi cari alla saggezza popolare, perché pro-
ritardo e le incertezze sul rinnovo contrattuale e prio di molta saggezza abbiamo bisogno.
lo stallo del processo di riforma, che risente di un Non mettere il carro davanti ai buoi è la prima
Te s i / L A V O R O P U B B L I C O

brusco e inaspettato cambio di Governo e della immagine che allude alla necessità, banale quan-
mancata attuazione di molti dei provvedimenti to inattuata, di stabilire prima cosa dobbiamo
delle precedenti ondate riformatrici, non pos- fare e poi definire chi lo deve fare. Nel campo
siamo che stilare una diagnosi molto seria e una che ci interessa que-
prognosi incerta. sto vuol dire non indi- Lo stato del pubblico
Certo questa visione così preoccupata non nega re precipitosamente impiego, sia dal punto di
le eccellenze presenti, né il generale impegno concorsi per sostituire
vista organizzativo che da
della maggior parte dei dipendenti pubblici che, quelli che vanno via
malgrado tutto, cercano di tenere in piedi le am- prima di aver verificato quello anagrafico, si è andato
ministrazioni e fornire i servizi. Ma proprio per che sono proprio quelli aggravando anno dopo anno
questo non possiamo nasconderci la realtà. che ora ci servono. Ma e, a fine 2019, appare in una
In questa situazione, anche in caso di buona significa anche guar- condizione al limite della
volontà (politica), il rischio di agire precipitosa- dare con estrema at-
sopravvivenza
mente è alto e altrettanto alta è la tentazione tenzione alla coerenza
di trovare scorciatoie a un impegno che invece tra il neonato 'piano
deve basarsi su una visione definita e condivisa dei fabbisogni di personale', derivato dal decreto
e su un metodo di lavoro affidabile, che preveda Madia (G.U. 27 luglio 2018), e, da una parte il pia-
un panorama di medio-lungo periodo. Il che non no delle performance che indica gli obiettivi da
vuol dire che non siano necessari provvedimenti raggiungere, dall’altra i documenti di bilancio che
di urgenza, ma che questi devono essere inseriti ci dicono su quali risorse finanziarie possiamo
in una strategia lungimirante per non rischiare di contare, per non rischiare di avere personale ma
perdere un’occasione probabilmente irripetibile. non mezzi (caso molto frequente che ricorda aver
Il massiccio esodo di personale dalle ammini- comprato una bella macchina, ma non avere soldi
strazioni pubbliche, che deriva dall’anagrafe ma per la benzina) o, viceversa avere mezzi, ma non
anche dalle politiche pensionistiche, permette- persone. Quindi sì ai concorsi, ma cum grano salis.
rà infatti un ricambio dei lavoratori pubblici che L’ultima cosa che ci serve è reiterare l’esistente.
si stima tra il 20% e il 25%. Se sarà confermato Qui parliamo anche del necessario ripensamento
lo sblocco del turnover al 100% della spesa, così degli stessi fini di ciascuna amministrazione, che

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

non deve smettere mai di interrogarsi sul perché se) 500.000 dipendenti pubblici usciranno nel
della propria esistenza e sull’attualità dei bisogni corso dei prossimi tre anni, saranno almeno due
che intende soddisfare. Solo l’individuazione di milioni e mezzo quelli che resteranno e rimarran-
chiari e forti obiettivi di policy, relativi alla qualità no anziani, abbastanza demotivati, meno quali-
di vita dei cittadini, può infatti realizzare quella ficati dei loro colleghi europei, spesso alle prese
convergenza di volontà che permetta di utilizza- con regole bizantine e adempimenti che hanno
re al meglio le forze nuove che saranno immesse progettato guerre epocali (alla corruzione, all’as-
nelle amministrazioni. senteismo, all’insicurezza su posti di lavoro, ecc.)
Non si può risolvere un problema usando la con armi letteralmente di carta, anzi di ‘carte’ da
stessa mentalità che lo ha creato: questo non riempire e inviare.
è proverbio, ma una costatazione di Albert Ein- È quindi necessario riaprire rapidamente il ca-
stein. Altrettanto non possiamo costruire una pitolo della formazione on the job dei lavoratori
pubblica amministrazione adatta al mondo di pubblici, sciaguratamente tagliato nel 2009, e
oggi, ma soprattutto di domani, sostituendo chi impostare una grande campagna di formazione
va via con profili se non proprio uguali, molto utilizzando sì la SNA, ma anche tutte le agenzie
simili. Probabilmente abbiamo bisogno di un ri- formative qualificate del Paese e utilizzando la
pensamento che metta in pausa l’assunzione dei Scuola Nazionale non tanto per erogare diretta-
laureati in materie giuridiche e metta in secondo mente formazione, quanto per dirigere il proces-
piano il diritto amministrativo nei concorsi. Non so, garantirne la coerenza con gli obiettivi strate-

Te s i / L A V O R O P U B B L I C O
perché non ci servano più gli amministrativisti, gici del Paese, certificarne la qualità.
ma perché ne abbiamo così tanti che è sensato Il pesce puzza sempre dalla testa è il più ‘popo-
pensare che non ce ne servano altri. lare’ dei detti di cui, con un po’ di autoironia, mi
La focalizzazione su obiettivi strategici di grande sto servendo. Purtroppo, se non mettiamo appo-
rilevanza non può che portarci a cercare i pro- sto le regole della dirigenza pubblica non abbia-
fili che abbiano competenze coerenti. Ma que- mo grandi possibilità di successo.
sto vuol dire anche cambiare profondamente La dirigenza era il pilastro mancante della rifor-
l’approccio ai concorsi sia in fase di bando e di ma Madia e la bocciatura del decreto legislativo
ammissione, quando c’è da definire di chi la PA da parte della Corte costituzionale, per un vizio
ha bisogno, evitando spettri di corsi di laurea o di consenso da parte delle Regioni, aveva in so-
di professionalità troppo ampi, dando peso alle stanza ‘coperto’ una situazione di grave conflit-
esperienze pregresse e ai risultati raggiunti, sia tualità tra Governo, Consiglio di Stato e soprat-
nella fase delle prove concorsuali, a cominciare tutto tutto il corpus dei dirigenti pubblici che ne
dalla scelta delle commissioni, troppo spesso avevano rilevato gravi pericoli. In sintesi infatti
fatta con un atteggiamento conservativo e im- la riforma del Governo Renzi aveva preso di pet-
prontato al risparmio. Per le prove d’esame poi to alcuni temi chiave e li aveva risolti attraverso
basterebbe seguire lo spirito e la lettera delle un’innovazione disruptive: niente più fasce della
linee guida del Ministro Madia emesse con la dirigenza, niente più ruoli separati per ammini-
direttiva 3/2018. Purtroppo, la mia esperienza strazioni, ma solo tre ruoli (PA centrale, locale e
quotidiana nelle amministrazioni mi dice che ne regionale) e per di più largamente permeabili, più
siamo ancora ben lontani. libertà da parte della politica di scegliere, all’in-
Non mettere vino nuovo in otri vecchi. Qui ci terno dei ruoli, a chi attribuire incarichi di vertice,
rifacciamo addirittura al Vangelo (Luca 5,37) incarichi a tempo intervallati da rinnovi con con-
per ricordarci tutti che, anche se riuscissimo ad corsi a evidenza pubblica. L’idea di fondo era di
attirare i migliori e a selezionarli con intelligen- creare un ‘mercato’ della dirigenza pubblica dove
za, sarebbe deleterio inserirli in un contesto che si potessero scegliere di volta in volta i migliori o
non fosse disposto ad accoglierli cambiando i più adatti a specifici ruoli. Tre commissioni per
esso stesso profondamente. Se è vero che (for- la dirigenza statale, regionale e locale avrebbe-

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TESI

ro garantito la correttezza e la ‘neutralità’ delle vati e limita ulteriormente l’accesso alla dirigenza
scelte. Chiaro che buona parte dei dirigenti non degli esterni all’amministrazione, ossia proprio di
ne fosse contenta. Temevano infatti una subor- quei manager che, venendo da altre esperienze,
dinazione eccessiva alla politica e una diminuzio- potrebbero portare aria nuova nelle stanze spes-
ne del loro ruolo, del loro status e, anche, dei loro so asfittiche delle nostre PA.
diritti acquisiti. Si rischia così di tornare a una classe di dirigenti
A questo vuoto legislativo ha risposto, in uno sta- pubblici stabili, preservati dal rischio (a meno che
tus quo caratterizzato comunque dalla vigenza di non siano essi stessi assenteisti o non siano at-
24 decreti legislativi della riforma Madia, un dise- tenti a sanzionare i furbetti), rinchiusi nei recinti
gno di legge delega proposto nel febbraio 2019 più o meno protetti dei ruoli delle singole ammini-
dall’allora Ministro Bongiorno, che è ora congelato strazioni, certi che una volta conquistato un ruolo
in Parlamento e non si sa che sorte avrà. Tale ddl lo terranno a vita. So bene che una parte consi-
riprende il bandolo della matassa, ma poi si muo- stente della dirigenza, della politica, ma anche del
ve in tutt’altra direzione. Il disegno di legge con- diritto amministrativo vogliono proprio questo
tiene giuste e condivisibili asserzioni: che abbiamo risultato, una specie di resurrezione dei commis
bisogno di competenze specializzate; che vanno d’etat in stile francese,
valorizzate meglio le capacità professionali anche ma a me pare un arre-
di carattere organizzativo; che vanno meglio spe- tramento in contrasto Solo l’individuazione di chiari
cificati i compiti e le responsabilità della dirigenza con la necessaria aper- e forti obiettivi di policy,
Te s i / L A V O R O P U B B L I C O

amministrativa e dei vertici politici; che va defini- tura di un’amministra-


relativi alla qualità di vita
to un codice di condotta che da una parte indichi zione che, per essere
chiaramente le ipotesi di responsabilità discipli- in linea con i bisogni di dei cittadini, può realizzare
nare, dall’altra garantisca il dirigente rispetto alle una società comples- quella convergenza di volontà
possibili inadeguatezze delle sanzioni. sa e variegata, deve che permetta di utilizzare
Al di là però di queste corrette norme, che po- imparare a ‘governare al meglio le forze nuove
tremmo chiamare di aggiustamento rispetto allo con la rete’.
che saranno immesse nelle
status presente, quello che mi lascia molto per- Il disegno di legge de-
plesso è la conferma sostanziale del corpo legi- lega Bongiorno, come amministrazioni
slativo precedente, ribadendo proprio quei punti abbiamo detto, è fer-
che la mancata riforma Madia aveva pesante- mo in Parlamento, ma le spinte ‘conservatrici’
mente rivisto. Partiamo dai ruoli dei dirigenti nelle amministrazioni si fanno sentire eccome. È
che in questo disegno di legge rimarrebbero di quindi quanto mai necessario, a fine 2019, imma-
pertinenza di ciascuna amministrazione, con il ginare un’alleanza tra la politica più lungimirante,
rischio della permanenza della giungla salariale gli innovatori tra i dirigenti e i dipendenti pubblici
che già oggi li contraddistingue e di una sostan- e le forze sindacali per non arretrare nell’innova-
ziale stanzialità dei dirigenti. Continuiamo con zione, ma anzi continuare a perseguire l’obiettivo
la conferma delle due fasce di dirigenza che non di un’amministrazione aperta e condivisa, orien-
dipenderebbero dall’incarico ma che sarebbero, tata ai risultati, in grado di scegliere con atten-
per i dirigenti di prima fascia, uno stato acquisi- zione i propri dirigenti tra i migliori e di metterli
to (semel abbas semper abbas). Si creerebbe così costantemente alla prova non di fedeltà politica,
una pesante contraddizione tra i privilegi anche ma di capacità di interpretare e soddisfare i nuo-
salariali dei vertici apicali e la loro protezione da vi e vecchi bisogni di una società frammentata e,
un rischio che, invece, non può che essere pre- spesso, sfiduciata.
rogativa di queste posizioni, così come lo è nel
privato. Infine, il disegno di legge è molto atten-
to a garantire una strada di favore per chi è già
nell’amministrazione attraverso concorsi riser-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

A S S U N Z I O N I N E L L A PA : R E C L U T I A M O I L N U OVO P E R S O N A L E
PENSANDO AL FUTURO
|

di Davide D’Amico gresso di nuovo personale nelle pubbliche am-


Dirigente Ufficio VI, Direzione Generale per il ministrazioni e questo è un segnale importan-
personale scolastico, Ministero dell’Istruzione, te. Soprattutto va sottolineato come, in questo
dell’Università e della Ricerca momento storico, la necessità di iniettare nuove
risorse professionali nella PA sembri non avere
In questi ultimi anni, la pubblica amministrazio- un colore politico e che vi sia una consapevolezza
ne ha visto un decremento importante dei di- trasversale dell’importanza di questo tema. Ma
pendenti pubblici, imputabile prevalentemente bisogna allargare gli orizzonti e fare necessaria-
al ‘blocco del turnover’ assunzionale, inserito da mente altre considerazioni di contesto più gene-

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


oltre dieci anni nel nostro ordinamento con diver- rale, di cui non si può non tenere conto quando
si interventi normativi a partire dal 2008. Ciò ha parliamo di assunzione di personale.
comportato, da un lato la diminuzione del numero È necessario inevitabilmente analizzare in modo
dei dipendenti pubblici, in quanto i pensionamen- approfondito l’attuale contesto internazionale e
ti erano di molto superiori alle nuove assunzioni, i relativi cambiamenti sociali e culturali in corso.
dall’altro l’incremento dell’età media del per- Attualmente, l’idea di presente e di futuro della
sonale. Infatti, analizzando i numeri dell’ultimo nostra società è delineata sempre più da pochi
rapporto dell’Agenzia per la rappresentanza ne- attori (principalmente aziende cinesi e america-
goziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN), ne) che a livello globale, forti di uno sviluppo tec-
si può notare che l’età media dei dipendenti pub- nologico senza precedenti, sempre più orientato
blici, in 16 anni (dal 2001 al 2017) è salita di dieci all’intelligenza artificiale, alla sensoristica, alla
anni: da 45 anni è passata a 55 anni. In questo robotica e all’uso di dati, dettano il passo e con-
scenario, già nello scorso Governo con il Ministro dizionano la vita di ognuno di noi durante tutti
Bongiorno e ora con il Ministro Dadone, si è avvia- i momenti della giornata. Il tema prioritario e
ta una stagione di nuove e importanti assunzioni più importante è come il nostro Paese intende
nel settore del pubblico impiego. O meglio parlia- affrontare la continua e veloce trasformazione
mo di ‘autorizzazioni a bandire e ad assumere’, in della società, in tutti i suoi diversi aspetti, consi-
quanto l’assunzione vera e propria è la fase finale derando che spesso i fattori da cui dipende sono
di un processo di selezione che ha tempi spesso esterni e non direttamente controllabili.
molto lunghi e non predeterminati. Quale deve essere il ruolo dello Stato? Quale
Ora con lo sblocco del turnover al 100% si parla di quello del settore privato? Quale la correlazione
circa 500.000 assunzioni in tre anni. Ma non ba- tra i due ambiti? Una volta chiarito questo, e non
sta, perché nelle Regioni è prevista la possibilità è certo cosa semplice, occorre necessariamente
di cambiare la logica assunzionale, correlandola pensare a ridisegnare le funzioni pubbliche e, di
a indicatori di bilancio e di densità demografica, e conseguenza, le stesse pubbliche amministra-
dunque a parametri differenti da quelli utilizzati zioni.
per i pensionamenti. Quindi laddove ci saranno Solo da questo momento in poi entra in gioco il
risorse finanziarie si potrà effettuare una pro- fabbisogno di personale, per il quale dobbiamo
grammazione sulle assunzioni di personale an- essere consapevoli della necessità da un lato
che oltre i pensionamenti. di gestire quello che attualmente è in servizio, e
Quindi vi è una grande enfasi sulle politiche d’in- che molto probabilmente dovrà dedicarsi ad al-

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APPROFONDIMENTI

tre attività nel prossimo futuro, dall’altro di pen- menti digitali ai processi organizzativi, in
sare al nuovo capitale professionale che dovrà modo che, sia il Dipartimento della funzione
entrare nelle PA. pubblica, attore protagonista, sia ciascuna PA
Il tema vero è quali servizi le PA dovranno ero- coinvolta, abbiano il controllo in tempo reale
gare nel medio lungo periodo e quali le relative dello stato di avanzamento per ogni singola fase
competenze che saranno necessarie per coloro del processo di reclutamento.
che ci lavorano oggi e per coloro che verranno C’è poi il tema centrale della gestione del perso-
assunti da domani. Detto questo, l’iniezione nale. Quando parliamo di gestione del personale,
massiccia di 450.000 persone nella PA deve dobbiamo pensare a un processo composto da
necessariamente essere governata per avere diverse fasi di cui le più importanti sono: l’asse-
successo. Le pubbliche amministrazioni devo- gnazione all’ufficio o al servizio sulla base delle
no organizzarsi velocemente per: effettuare effettive competenze, lo sviluppo professionale
la rilevazione dei fabbisogni, bandire i concor- continuo e la definizione di percorsi di carriera
si, predisporre e svolgere le prove selettive e le con una valorizzazione ‘vera’ del merito.
valutazioni, stilare la graduatoria e procedere Se il capitale professionale rappresenta oggi il
all’assunzione. vero asset strategi-
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

Tutte queste fasi devono essere orchestrate co della media delle


dalle direzioni generali del personale delle pub- imprese nel mondo e, Il tema vero è quali servizi
bliche amministrazioni. In pratica ciascuna am- come tale, c’è una for-
le PA dovranno erogare
ministrazione deve avere il massimo controllo in te attenzione da parte
nel medio lungo periodo e
ogni singola fase e il Dipartimento della funzione delle funzioni HR a re-
pubblica dovrebbe avere un quadro d’insieme di alizzare meccanismi di quali le relative competenze
quello che sta accadendo, in tempo reale su tut- sviluppo professionale che saranno necessarie per
to il territorio nazionale, in modo da intraprende- continuo, di valorizza- coloro che ci lavorano oggi
re velocemente eventuali misure correttive. zione del merito e di
e per coloro che verranno
È necessario fornire direttive a livello nazionale, welfare, non possia-
tenendo comunque conto dell’autonomia orga- mo dire la stessa cosa assunti da domani
nizzativa di ciascuna pubblica amministrazione in per le pubbliche am-
questo ambito. Le direttive dovrebbero sciogliere ministrazioni. Uno dei
alcuni nodi, evitando che si recluti pensando al motivi fondamentali di questa differenza, su cui
passato, tra cui: definire nuovi profili professio- però è possibile incidere, risiede nel fatto che le
nali (adeguati ai bisogni futuri delle PA) e le re- pubbliche amministrazioni sono, in generale an-
lative competenze di riferimento; indicare nuove cora oggi, sistemi chiusi per il lavoro. Chi entra
modalità concorsuali in modo da testare anche nella PA, anche se è bravo, non ha possibilità di
competenze trasversali (le cosiddette soft skill, spostarsi e quindi l’amministrazione è consape-
ad esempio prendendo a riferimento il Syllabus vole che avrà comunque sempre a disposizione
per le competenze digitali del Dipartimento della quella risorsa. Se invece aprissimo a un’effettiva
funzione pubblica), immaginando sin d’ora anche mobilità verso altre amministrazioni, si stimole-
ulteriori ambiti di competenza per il lungo ter- rebbe una ‘salutare competizione’ nella gestione
mine e, perché no, anche pensando di introdurre del personale e nella sua carriera. Il datore di la-
test psico-attitudinali per alcuni settori; definire voro, in questo caso la PA, deve fare in modo che
regole, metodologie e strumenti operativi per l’entusiasmo e la voglia di servire lo Stato con la
facilitare la condivisione di graduatorie di con- massima dedizione siano sempre una costante
corsi tra più amministrazioni e per velocizzare lo durante tutto l’arco della carriera del dipendente
svolgimento di concorsi nazionali (garantire tem- pubblico.
pi certi è fondamentale). È evidente che l’attuale assetto organizzativo
È necessario e imprescindibile affiancare stru- delle funzioni HR delle PA sarà molto sollecitato

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

da questa sfida e avrà bisogno di misure di ac- mettere in campo anche azioni culturali, conta-
compagnamento adeguate. In questo senso è minazioni tra neoassunti e senior, magari attra-
necessario che a livello di Governo vengano de- verso un tutoring iniziale. Sarebbe inoltre impor-
finiti anche nuovi modelli HR basati sulla ‘cultura tante attivare dei percorsi di visiting, mostrando
del risultato’ e che vengano adottati modelli di ai neoassunti settori d’eccellenza delle pubbliche
eccellenza riconosciuti anche a livello interna- amministrazioni e delle imprese (attraverso op-
zionale. È sicuramente imprescindibile l’utilizzo portune partnership pubblico-privato), con par-
di sistemi digitali di gestione delle risorse uma- ticolare riferimento alla digitalizzazione dei pro-
ne, non più centrati solamente sul fascicolo del cessi e all’innovazione nei vari settori verticali dei
dipendente, ma evoluti, in grado di assicurare un servizi.
sostegno permanente allo sviluppo culturale e Per concludere, è necessario rendere appetibile
professionale del personale delle PA. e attraente il settore pubblico, portare dentro
Per valorizzare l’entrata in servizio dei nuovi di- entusiasmo e trasmetterlo fuori. Far capire che
pendenti, oltre a un periodo iniziale di formazione lavorare nella PA significa davvero lavorare per
su competenze trasversali, sarebbe necessario creare valore pubblico.

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

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FOCUS ON

CONCORSICONTE. FP-CGIL PER INFORMARE


E FORMARE SUI CONCORSI PUBBLICI
|

ConcorsiConTe è l’iniziativa lanciata da FP-CGIL, realizzata con il supporto di


FPA, e finalizzata a costruire un servizio per sostenere la partecipazione ai
concorsi pubblici.
La scelta del sindacato è di essere parte attiva nel processo di cambiamen-
to e innovazione della nostra pubblica amministrazione, proprio in una fase
storica dopo gli anni di blocco del turnover e all’avvio della nuova stagione
di concorsi pubblici che dovrebbe inserire, nei prossimi anni, circa 500.000
nuovi lavoratori, nel settore pubblico.
In questo senso, il progetto vuole andare oltre all’opportunità occupaziona-
Scopri il portale le, favorendo la diffusione di una nuova idea di pubblica amministrazione,
Focus on / LAVORO PUBBLICO

concorsipubblici.fpcgil.it
adeguata alle nuove sfide peraltro già individuate e tracciate da molti atti
politici e programmatici.
L’intervento messo a punto da FP-CGIL e FPA unisce quindi la dimensio-
ne informativa ad una formativa di preparazione adeguata al superamento
delle prove concorsuali e ancora di orientamento e accompagnamento degli
impiegati di una nuova PA. Da questo punto di vista, l’intervento rientra nel
più ampio e articolato progetto di rinnovamento organizzativo e di cam-
biamento e riforma che interessa complessivamente il settore pubblico e
coinvolgere diversi attori.
ConcorsiConTe è stato presentato lo scorso 26 novembre a Roma alla pre-
senza di Maurizio Landini, Segretario generale della CGIL, Serena Sorrenti-
no, Segretario generale della FP-CGIL, e Carlo Mochi Sismondi, Presidente
di FPA.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

L’iniziativa si sostanzia in un portale informativo (https://concorsipubblici.


fpcgil.it/) che offre un panorama completo sui concorsi pubblici in corso, in
scadenza e di prossima pubblicazione.
Una sezione formativa dedicata consente inoltre l’accesso ai materiali per
lo studio e la preparazione ai concorsi. L’offerta formativa si sostanza in:
• un corso generale e trasversale dedicato alle caratteristiche dei test pre-
selettivi;
• un catalogo di formazione online – saperi di base – organizzato in sette
aree tematiche e 33 moduli e finalizzato a fornire una panoramica ge-
nerale delle principali conoscenze che un lavoratore pubblico dovrebbe

Focus on / LAVORO PUBBLICO


possedere, includendo così i temi più tradizionali e quelli più innovativi;
• un’offerta di corsi specifici, legati ad altrettanti concorsi, da fruire in mo-
dalità blended, attraverso aule diffuse e altre tecnologie didattiche spe-
cifiche, che saranno avviate nel 2020.
I materiali formativi sono strutturati sotto forma di video, video-lezioni re-
alizzate con autori esperti, e video-pillole in animazione digitale. In queste
ultime troviamo, a supportare i discenti nello studio, un gruppo di quattro
avatar che rappresentano un ideale gruppo di studio impegnato nella pre-
parazione dei concorsi.

Gaia, Lot, Carlo, Ife: gli avatar che guidano gli utenti nella formazione

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APPROFONDIMENTI

C O M P E T E N Z E D I G I TA L I D E I D I P E N D E N T I P U B B L I C I :
U N A L E VA P E R L A T R A S F O R M A Z I O N E D I G I TA L E D E L PA E S E
|

di Elvira Zollerano tali e di potere innovativo, si trovassero a entrare


Responsabile progetti formativi FPA in misura così massiccia nei gangli della macchina
amministrativa. Giovani che si troveranno a col-
Nell’arco di meno di un decennio la maggior parte laborare con persone che dentro questa macchi-
dell’attività economica dipenderà da ecosistemi na lavorano già da tempo e, quindi, la conoscono
digitali che integreranno infrastrutture, applica- molto bene. Una doppia sfida, perciò: da un lato
zioni e dati. Affinché l’Italia possa restare com- avremo le ‘vecchie leve’, e la sfida sarà conciliare
petitiva, è sicuramente necessaria un’adeguata la loro grande esperienza con le nuove opportu-
digitalizzazione di tutti i settori, ma altrettanto nità offerte dal digitale per restare al passo con
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

cruciale è che la pubblica amministrazione inve- l’innovazione; dall’altro lato avremo i ‘giovani’, e
sta in capitale umano e sostenga, in primis, l’in- la loro sfida sarà quella di non appiattirsi e di non
cremento dei livelli di padronanza delle compe- invecchiare sui processi, pur di entrarne nei mec-
tenze digitali1. canismi.
In questo momento storico, inoltre, per l’effet-
to combinato di varie misure di riduzione della Competenze digitali nella PA: un percorso ormai
spesa degli ultimi anni – tra pensioni di vecchia-avviato
ia, ‘opzione donna’, pensioni anticipate e ‘quo- Sappiamo già che le carenze sono tante, si pensi
ta 100’ – ci troviamo nella condizione che circa solo che l’investimento
500.000 dipendenti pubblici italiani avranno ma- in formazione si è qua-
Ci troviamo dunque in
si dimezzato (-46%)
turato i requisiti per ritirarsi dal lavoro nell’arco
dei prossimi 3-4 anni, e potranno essere sosti- negli ultimi 10 anni e un momento di svolta
tuiti da nuovo personale grazie allo sblocco del attualmente ammonta epocale per la pubblica
turnover di compensazione al 100%. a 49 euro per dipen- amministrazione italiana
Un ricambio che comporterà nell’immediato dente pubblico, con
che porta con sé tante
qualche problema di gestione, ma che rappre- una media di solo 1,4
opportunità, ma anche molte
senta una straordinaria opportunità di rinnova- giorni di formazione
mento per una PA sempre più anziana, in cui l’età l’anno per ognuno. sfide, in particolare sulle
media del personale è di 50,6 anni, e sale oltre Il contesto di parten- competenze
i 54 anni nei ministeri, alla Presidenza del Con- za non è certo dei più
siglio, nelle prefetture o negli enti pubblici nonrosei, ma sappiamo
economici2. sfruttare le opportunità che vengono da questa
nuova situazione? Negli ultimi anni abbiamo as-
Vecchie e nuove leve fianco a fianco per inno- sistito a uno scatto di consapevolezza e di inte-
vare la PA resse delle istituzioni verso le competenze e le
Ci troviamo dunque in un momento di svolta epo- figure professionali necessarie alla trasforma-
cale per la pubblica amministrazione italiana che zione digitale della PA. Allo stesso tempo viene
porta con sé tante opportunità, ma anche molte riconosciuto che sono altrettanto importanti
sfide, in particolare sulle competenze. il talento e la qualità dell’operato delle persone
Non era mai successo che tanti giovani talenti, scelte a svolgere determinate funzioni. Così, a di-
sicuramente portatori di nuove competenze digi- cembre del 2018, dopo un percorso più o meno

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

parallelo, vengono pubblicati i due documenti di Il Syllabus Competenze digitali per la PA si rivolge
riferimento per la promozione e la diffusione del- al dipendente pubblico, differenziandolo dal cit-
le competenze nella pubblica amministrazione: tadino in quanto:
• il documento dell’AgID3 per lo sviluppo di • utilizza strumenti specifici (come la PEC e sof-
competenze digitali di base, di e-leadership e tware applicativi di settore);
specialistiche; • opera secondo procedure specifiche (vedi la
• il Syllabus delle competenze digitali per la PA4, gestione documentale);
a cura del Dipartimento della funzione pubblica. • utilizza strumenti comuni adottando una di-
versa prospettiva (come nel caso dell’utilizzo
Competenze digitali di base: il documento di dei social media).
AgID A differenza del cittadino, infatti, il dipendente
AgID ha pubblicato, il 10 dicembre 2018, un do- pubblico deve saper fare scelte appropriate per
cumento riassuntivo che definisce le nuove figu- rappresentare la propria amministrazione negli
re professionali utili alla trasformazione digitale ambienti digitali in cui, potendosi trovare a es-
della PA, con l’intento di offrire lo stesso stru- serne espressione consapevole o inconsapevole,
mento utile anche alle piccole e medie imprese. deve saperne comprendere e mitigare anche i

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


Il documento si struttura su tre ambiti principali: possibili rischi connessi.
• le competenze digitali di base, relative alle Il dipendente pubblico si differenzia anche dall’e-
capacità necessarie per utilizzare con dimesti- Leader, in quanto:
chezza e spirito critico le tecnologie dell’infor-• non promuove e guida progetti d’innovazione
mazione per il lavoro, il tempo libero e la comu- ma ne consente l’attuazione;
nicazione; • non promuove il cambiamento ma si adatta ad
• le competenze specialistiche, che riguardano esso.
le competenze richieste a professionisti e fu- Si differenzia, infine, dallo specialista ICT in quan-
turi professionisti ICT, sia nel settore privato to:
che nel settore pubblico; • applica regole e usa strumenti tecnologici di
• le competenze di eLeadership che riguardano cui non conosce componenti, funzionalità di
le capacità di utilizzare al meglio le tecnologie dettaglio e implicazioni;
digitali all’interno di qualsiasi tipo di organiz-• non progetta, crea o valuta soluzioni, ma si li-
zazione e di introdurre innovazione digitale mita ad adottarle nella pratica quotidiana.
nello specifico settore in cui si opera. L’obiettivo generale del Syllabus è fare in modo,
Per realizzare le linee di intervento previste, AgID dunque, che tutti i dipendenti pubblici siano in
ha focalizzato le proprie attività nella valorizza- grado di operare attivamente in modo sicuro,
zione dei modelli europei per la catalogazione consapevole, collaborativo e orientato al risul-
delle competenze digitali di base, rifacendosi al tato all’interno di una pubblica amministrazione
modello europeo DigComp 2.1 e focalizzandosi sempre più digitale.
sulla cittadinanza e l’inclusione digitale in manie-
ra più ampia e diffusa. Il progetto competenze digitali del Dipartimen-
to della funzione pubblica
Il Syllabus delle competenze digitali per la PA Il progetto del Dipartimento della funzione pub-
Il Dipartimento della funzione pubblica rilascia con- blica prevede anche delle azioni più concrete.
testualmente un Syllabus sullo stesso tema, arti- Grazie a un sistema online a disposizione di di-
colato anche questo in un framework di ispirazione pendenti e amministrazioni è possibile verificare
al modello DigComp, dove le competenze digitali il possesso di un set di competenze chiave per
vengono però sistematizzate al fine di offrire un operare in una PA sempre più digitale.
percorso ragionato e articolato specificatamente A partire da metà novembre 2019 è partita la
per chi lavora nella pubblica amministrazione. fase pilota per un primo gruppo di dipendenti di

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APPROFONDIMENTI

alcune amministrazioni selezionate (tra cui INAIL, adeguati, costanti e capillari, capaci di assicura-
INPS e Unioncamere), in vista dell’apertura della re a tutti l’apprendimento permanente di nuove
piattaforma a tutti i dipendenti pubblici che av- competenze di base, come quelle digitali.
verrà non appena sarà disponibile anche il cata- Ovviamente il livello di competenze attese va
logo formativo di riferimento. ben calibrato in funzione al contesto specifico
In questa prima fase, infatti, i dipendenti delle di ciascuna PA e del ruolo di ciascun dipendente
amministrazioni pilota potranno solo accedere al pubblico. L’acquisizio-
test di assessment, basato su un set di domande ne di competenze da
che copre le 11 competenze previste nelle cinque parte dei dipendenti La trasformazione digitale
aree del Syllabus e che consentirà di conoscere il pubblici rappresenta, del Paese può realizzare
livello di padronanza raggiunto (base, intermedio infatti, una condizione processi d’innovazione
e avanzato). essenziale per consen- efficaci a condizione che
Nella prossima fase di avanzamento del progetto, tire la trasformazione
siano contemporaneamente
con la messa a disposizione del catalogo forma- digitale della PA italia-
tivo, dopo aver effettuato il test di assessment i na. Affinché gli inter- attuati anche sistemi
dipendenti riceveranno come feedback indicazio- venti programmatici si d’istruzione e di formazione
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

ni mirate rispetto ai corsi più adatti da seguire per traducano in pratiche adeguati, costanti e capillari,
colmare i gap rilevati. Il catalogo sarà composto agite è necessario che
capaci di assicurare a tutti
da una serie di corsi online aderenti al Syllabus, tutti i lavoratori della
l’apprendimento permanente
messi a disposizione sia da soggetti pubblici che pubblica amministra-
privati. Una volta seguiti i corsi, sarà possibile zione siano in grado di di nuove competenze di base,
tornare sulla piattaforma del Dipartimento della comprendere, accet- come quelle digitali
funzione pubblica e misurare i progressi raggiun- tare e adottare i nuovi
ti con un post-assessment, anche in ottica di mo- strumenti a disposizio-
nitoraggio dei progressi conseguiti. ne e i cambiamenti nei processi di lavoro che que-
La collaborazione con le amministrazioni pilota sti comportano, per potersi fare promotori essi
rappresenta anche il primo passo verso la cre- stessi di innovazione.
azione di una rete di facilitatori, composta da Questo al fine di migliorare il servizio, il rapporto
soggetti pubblici e privati che faranno da volano con il cittadino e la qualità del proprio lavoro.
dell’iniziativa aiutando il Dipartimento a raggiun-
gere in tempi rapidi e in modo agile tutte le am-
ministrazioni, anche le più piccole e lontane dal
centro.
Il dipendente pubblico è dunque chiamato a indi-
rizzare i cambiamenti indotti dalla digitalizzazio-
ne di processi assolutamente specifici, settoriali
e regolati da norme puntuali, prima fra tutte il
Codice dell’amministrazione digitale, ma anche il
Codice degli appalti e le regole di trasparenza e
comunicazione, per citarne alcune.
1
Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio
Trasformazione digitale della PA: come attivarla del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l’ap-
attraverso la valorizzazione delle competenze prendimento permanente - 2006/962/CE, in Gazzetta uffi-
ciale dell’Unione europea, del 30 dicembre 2006.
La trasformazione digitale del Paese, dunque, 2
Pubblico Impiego 2019, FPA, maggio 2019
può realizzare processi d’innovazione efficaci a 3
Competenze digitali, AgID, dicembre 2018
condizione che siano contemporaneamente at- 4
Syllabus Competenze digitali per la PA, Dipartimento della
tuati anche sistemi d’istruzione e di formazione funzione pubblica, maggio 2019

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

I L P R O G E T T O # PAT 4 YO U N G : Q U A N D O L A F O R M A Z I O N E
PA S S A DA L C O N F R O N T O T R A G E N E R A Z I O N I
|

collaborazione con l’Università Cattolica di Mi-


di Stefania Allegretti lano grazie anche a un finanziamento del Fondo
Responsabile Ufficio Sviluppo organizzativo e del Sociale Europeo. La survey, a cui partecipò più del
personale, Provincia Autonoma di Trento 60% dei nostri dipendenti, indagava l’impatto dei
processi di invecchiamento sulla qualità percepita
In un mondo che cambia velocemente, anche dell’esperienza di lavoro in provincia. I dati quan-
grazie alla trasformazione digitale, le competen- titativi sono stati poi approfonditi tramite focus
ze dei lavoratori devono essere aggiornate rapi- group ed è stato proprio in questa occasione, con
damente. Questo vale anche e soprattutto per i questa indagine di tipo qualitativo, che gli over 55,

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


dipendenti pubblici. La formazione rappresenta tra le altre idee, avevano mostrato il desiderio di
uno strumento prezioso, ma quella ‘tradizionale’, passare la propria competenza ed esperienza ai
in aula e con un approccio frontale, non è sem- giovani dipendenti, mentre gli under 40 dicevano
pre e solo la formula più adatta, soprattutto per di voler trasferire le proprie competenze digita-
i lavoratori senior, che preferiscono imparare in li ai senior. Emergeva, quindi, il desiderio di una
un contesto operativo. Nasce da questa consta- collaborazione intergenerazionale per combinare
tazione il progetto #PAT4Young (la Provincia per l’energia e la rapidità della giovinezza con la sag-
i giovani), percorso di mentoring e reverse mento- gezza e l’esperienza della maturità e il progetto
ring della Provincia Autonoma di Trento (PAT), che #PAT4Young si pone proprio questo obiettivo.
punta sull’apprendimento intergenerazionale. Nel febbraio 2017 la Provincia Autonoma di Tren-
Il progetto si pone due to ha bandito, quindi, un concorso per assumere
obiettivi: abbassare funzionari (laureati), introducendo nella proce-
Il cuore del progetto l’età media dei dipen- dura concorsuale anche l’accertamento di com-
consiste in un processo denti e valorizzare i petenze trasversali, in particolare la capacità di
di mentoring e reverse lavoratori senior. Pri- lavorare in team. I primi 40 candidati idonei han-
ma di delineare questo no preso servizio a dicembre 2017 e, a seguire, gli
mentoring, che prevede
progetto siamo par- altri in diverse tappe. Fino a dicembre 2019 sono
la formazione di coppie di titi, con un approccio stati assunti 101 funzionari, con un’età media di
generazioni diverse e lo bottom-up, dall’analisi 29 anni (minimo 25 e massimo 32) e con un con-
scambio bidirezionale di demografica per veri- tratto di formazione lavoro di due anni.
ficare la composizione A ogni neoassunto è stato affiancato un tutor e
competenze soft e hard.
per età della compa- un mentore: un tutor nella figura del dirigente,
Questo ci consente di
gine dei lavoratori. Da che ha lo scopo di monitorare l’inserimento del
valorizzare le competenze questa è emerso che, dipendente, verificare l’apprendimento in itinere
sia dei senior che dei nella nostra ammini- e fare la valutazione finale; il mentore, lavoratore
neoassunti strazione, l’età media senior, con l’obiettivo nei primi tempi di favorire
del personale a tempo l’inserimento e insegnare le practicalities e poi di
indeterminato è di 51 trasferire l’esperienza e i valori di servizio propri
anni, solo il 3% dei dipendenti ha meno di 35 anni della nostra organizzazione.
e più di un quarto è sopra i 55 anni. Pertanto, nel Per i neoassunti è previsto un piano formativo di
dicembre 2013, abbiamo realizzato una survey, in 130 ore minime. Viene fatta sia una formazione

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APPROFONDIMENTI

in aula o a distanza, in parte uguale per tutti, sia tivato, a proporre cambiamenti, rispetto a chi è
una formazione on the job, specifica a seconda abituato a lavorare da molto tempo con le stesse
delle competenze richieste nelle diverse struttu- modalità.
re in cui sono stati inseriti. È stata fatta forma- A fine novembre 2019 abbiamo chiuso la fase di
zione anche ai mentori (sul loro ruolo) e ai mentori sperimentazione della prima tranche di percor-
e tutor sulle differenze generazionali. Ogni gene- so, constatando che si sono realizzate alcune
razione ha esigenze, abitudini, desideri, ma anche aspettative, in primis il miglioramento del clima
approcci motivazionali differenti e saperli inter- organizzativo e della motivazione dei lavoratori.
pretare e armonizzare è uno dei nuovi compiti di Il prossimo obiettivo è superare la fase del pro-
chi gestisce risorse umane. getto pilota per mettere a regime questa moda-
Il vero cuore del progetto, dunque, consiste pro- lità di mentoring e reverse mentoring per tutti i tipi
prio in un processo di mentoring e reverse mento- di assunzione.
ring, che prevede la formazione di coppie di ge-
nerazioni diverse e lo scambio bidirezionale di
competenze soft e hard. Questo ci consente di
approfittare della compresenza di diverse fasce
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

di età per valorizzare le competenze sia dei senior


che dei neoassunti. Ci aspettiamo che, in questo
modo, i lavoratori senior possano essere agevo-
lati nel fare un upgrade delle proprie competenze
digitali.
Alle coppie mentore-mentee vengono inviati pe-
riodicamente questionari per monitorare il per-
corso. Il monitoraggio prevede un questionario
iniziale per rilevare le aspettative, focus group in-
termedi e un colloquio di metà percorso per veri-
ficare punti di forza e di attenzione del progetto e
poter così correggere ‘il tiro’ laddove si rendesse
necessario. Questo ha consentito, ad esempio,
di far cambiare struttura di assegnazione ad al-
cuni neo-dipendenti che non erano pienamente
valorizzati in base alle proprie competenze nelle
strutture dove lavoravano. È previsto, infine, un
questionario finale di valutazione complessiva
dell’intero progetto.
I neoassunti dopo due anni devono essere con-
fermati in ruolo. La valutazione finale è compo-
sta da tre punteggi: quello del concorso iniziale,
un punteggio sull’attività prestata nei due anni e,
infine, una commissione valuta una loro presen-
tazione del lavoro svolto. In questa presentazio-
ne deve essere raccontato un processo rivisto in
chiave innovativa all’interno della struttura in cui
sono inseriti.
Questo è stato pensato per cogliere il fattore no-
velty del giovane che vede i processi interni per la
prima volta e può essere più propenso, se incen-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

F PA D I G I TA L S C H O O L
|

La lunga esperienza di FPA nell’affiancamento delle pubbliche amministra-


zioni nel loro processo di evoluzione e innovazione ha dato vita nell’ultimo
anno alla FPA Digital School, una vera e propria scuola che si è venuta a
strutturare in maniera naturale ma più sistematica rispetto alle attività for-
mative attivate in passato.
Abbiamo creato un ricco catalogo formativo organizzato in percorsi tema-
tici in costante aggiornamento e strutturato in incontri in presenza e for-
mazione a distanza. La proposta formativa mira ad accompagnare le am-
Scopri la piattaforma ministrazioni e i dipendenti pubblici lungo il percorso verso l’innovazione
organizzativa, tecnologica e istituzionale, fornendo 'cassette degli attrezzi'

Focus on / LAVORO PUBBLICO


e sapere utile, immediatamente spendibile all’interno delle organizzazioni,
su processi, norme e procedure.
In particolare, in questo ultimo anno, ci siamo concentrati sulla progetta-
zione di un percorso e-learning specifico per lo sviluppo delle Competenze
digitali per i dipendenti pubblici in rispondenza alle indicazioni del Syllabus,
il documento di riferimento rilasciato quest’anno dal Dipartimento della
funzione pubblica all’interno del più ampio progetto Competenze digitali
per la PA.
Più che un catalogo, lo abbiamo pensato come una vera e propria scuola,
aperta ai singoli dipendenti ma anche a intere organizzazioni che decidono
di avviare un percorso condiviso e continuativo. L’anno accademico apre nel
mese di novembre e prosegue fino a giugno, con la possibilità di iscriversi in
qualsiasi momento, per poter seguire tutti i corsi previsti e acquisire tutte
le competenze afferenti alle 5 aree del Syllabus.
Per tutti i corsi online di FPA Digital School è previsto il rilascio e l’atte-
stazione delle competenze in Open Badge che permette ai partecipanti di

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FOCUS ON

portare con sé la certificazione delle competenze sul proprio curriculum di-


gitale e su tutte le principali piattaforme e-learning.
I Campus di FPA sono invece una serie di seminari in presenza, progetta-
ti insieme ai nostri esperti tematici per garantire percorsi di formazione
intensivi e specialistici. Sono pensati come spazi di contaminazione e for-
mazione continua sulle tematiche di attualità e innovazione per le PA, le
aziende e i liberi professionisti che lavorano e collaborano con il mondo del-
la pubblica amministrazione italiana.
In questi ultimi mesi, abbiamo inoltre avuto la fortuna di poterci confron-
tare con i tanti partecipanti ai nostri Campus in presenza. L’organizzazio-
ne delle aule in gruppi ristretti e la possibilità di avere un docente, esperto
della materia, a completa disposizione, ha permesso non solo di adeguare i
contenuti delle lezioni alle reali esigenze dei partecipanti (da quanto emer-
ge dall’analisi dei questionari di gradimento) ma è anche stata l’occasio-
ne per un arricchimento reciproco. I partecipanti, infatti, portando la loro
esperienza diretta sulle tematiche trattate hanno condiviso anche le reali
esigenze formative, in base alle difficoltà procedurali e gestionali che si tro-
vano a dover affrontare quotidianamente, senza avere spesso supporto né
Focus on / LAVORO PUBBLICO

conoscenze adeguate.
Da queste prime lezioni apprese, e a completamento dei percorsi trasversa-
li online sulle competenze digitali, stiamo progettando nuovi Campus spe-
cialistici e di approfondimento in presenza, che saranno sempre più pratici
S
e orientati alla condivisione di strumenti, modalità e procedure lavorative.
Il calendario dei Campus 2020 è in via di definizione, ma sono già stati iden- p
tificati i focus su cui verteranno. c
Dopo il successo delle prime edizioni, saranno replicati i Campus gestione i
documentale con Mariella Guercio e Open Data management con Gianfran-
l
co Andriola nella loro versione originale e saranno avviati nuovi corsi tecnici
e specialistici di approfondimento, con laboratori e presentazione di solu- u
zioni innovative. s
Il Campus procurement, sempre in collaborazione con Paola Conio, vedrà
un’evoluzione di programmazione in cui non mancheranno gli incontri in
presenza, ma saranno integrati con attività e servizi di accompagnamento
più costanti e continuativi, per restare sempre al passo con gli aggiorna-
menti di legge.
E poi ci saranno tante novità con l’attivazione di Campus dedicati ai servizi
digitali, alla comunicazione pubblica, al management pubblico e un percor-
so speciale dedicato ai segretari comunali in cui si affronteranno tematiche
varie a partire dalle esigenze primarie di ordine burocratico amministrativo
fino a tematiche più orientate alla transizione al digitale, con la quale molti
di loro si trovano a doversi confrontare.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

VA L U TA Z I O N E PA R T E C I PAT I VA D E L L E P E R F O R M A N C E :
DA L L E L I N E E G U I DA D E L D F P U N A L E VA P E R FAVO R I R E
C A M B I A M E N T O E I N N OVA Z I O N E
|

di Adriano Scaletta do un sistema autoreferenziale centrato sui pre-


Responsabile della valutazione della Performance, mi, talvolta dagli esiti paradossali, quasi sempre
Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema impresentabili al cospetto proprio di cittadini e
Universitario e della Ricerca utenti. Ben venga allora che questi ultimi entrino,
da protagonisti, nel processo di valutazione della
Con le Linee Guida sulla valutazione partecipativa performance.
nelle amministrazioni pubbliche del 4 novembre Chi eroga un servizio ha sempre una visione di-
2019 (di seguito LG), il Dipartimento della funzio- versa rispetto a chi lo utilizza. Conoscere questa
ne pubblica (DFP) dà seguito a una delle novità visione è fonte preziosa per chi lavora in quali-

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


più rilevanti introdotte dal d.lgs. 74/2017, che ha tà: se si vuol migliorare la performance, allora,
modificato la normativa sulla valutazione della c’è bisogno di reperire informazioni su come si
performance (d.lgs. 150/09). sta lavorando e chiederlo agli utenti è soltanto
Va detto anzitutto che il modo più semplice per saperlo. Si tratta di una
si tratta di un ulteriore considerazione banale, lo dimostrano le continue
passo avanti nel com- richieste di riscontri che riceviamo dalle socie-
Se si vuol migliorare la
plicato tentativo di tà di servizi che operano sul mercato (il web ha
performance, allora, sradicare l’attenzione accelerato vertiginosamente questo fenomeno,
c’è bisogno di reperire ossessiva sulla pre- favorito da feedback istantanei). Nel settore pub-
informazioni su come si sta mialità individuale, che blico italiano, tuttavia, tale consapevolezza non
ha minato la credibilità si è ancora affermata e non bisogna sottovalu-
lavorando e chiederlo agli
e l’affidabilità di una tare che di fronte alle innovazioni, in questi anni
utenti è soltanto il modo più norma nata invece su le amministrazioni hanno spesso opposto una
semplice per saperlo presupposti incontro- poderosa resistenza al cambiamento, a partire
vertibili. Per un’ammi- proprio dalla disciplina sulla performance.
nistrazione pubblica Un’interpretazione ortodossa delle LG pubbli-
concentrarsi sulla per- cate dal DFP in questo senso può far emergere
formance organizzativa – quella su cui dovreb- una prima criticità: attribuire troppo in fretta una
bero esprimersi cittadini e utenti – significa agire funzione valutativa alla voce dell’utenza, far-
sulla pianificazione strategica, che è funzionale a la diventare immediatamente un giudizio sulla
una valutazione non formale del valore pubblico performance organizzativa (che impatta inevita-
effettivamente generato. bilmente su quella individuale) potrebbe minare,
In questi anni, invece, si è assistito a un diffuso sterilizzandola, anche questa novità. Il rischio è
fraintendimento del flusso logico che sottostà che la dirigenza pubblica anziché recepire quel
alla disciplina sulla performance e che può essere bisogno di apprendere cosa pensano cittadini e
così sintetizzato: il fine è generare valore pubbli- utenti, si concentri di più sui deficit di conoscen-
co; l’efficienza è funzionale a raggiungere il fine; ze e competenze che ritiene – talvolta a ragione
i sistemi incentivanti sono mezzi per migliorare – siano loro attribuibili quando sono chiamati a
l’efficienza; la premialità monetaria è soltanto esprimere un giudizio. Molte delle indicazioni me-
una delle possibili leve. Il ribaltamento di questo todologiche presenti nelle LG, d’altronde, mirano
flusso ha offuscato i primi tre passaggi generan- proprio a ridurre il rischio che anche questa previ-

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APPROFONDIMENTI

sione di legge venga recepita come adempimento opinioni diverse, a contribuire nella difficile attivi-
burocratico, diventando un inutile rituale. tà di riconoscere il valore delle prestazioni di una
Tra questi suggerimenti emerge però una secon- determinata amministrazione pubblica. È bene
da criticità, relativa alla grande enfasi attribuita ai affermare con decisione che mentre la misura-
possibili ‘errori’ (bias) che potrebbero essere com- zione può essere definita ‘oggettiva’, vale a dire
messi nella selezione degli stakeholder, nell’inter- indipendente dal soggetto che rileva la misura,
pretazione dei dati e addirittura nella formulazio- la valutazione è un processo più complesso che
ne dei giudizi che potrebbero essere condizionati invece non può esserlo.
dalle caratteristiche personali e delle esperienze Le tre linee guida già pubblicate dal DFP, d’al-
di vita delle persone chiamate a esprimersi. Die- tronde, affermano che non esiste un modello di
tro questi suggerimenti soggiace un’idea di valu- gestione della performance unico e sollecitano
tazione oggettiva che, in quanto tale, dovrebbe tutte le amministrazioni ad agire per miglio-
essere in grado di rilevare il vero assoluto. Una ramenti progressivi e adattamenti continui al
convinzione che in generale mal si adatta ai pro- contesto. Ciò vale massimamente per la valu-
cessi sociali e che in questo caso è ancor più dif- tazione partecipativa, che deve anzitutto dare
ficile da concepire, proprio perché l’opinione delle un nome agli stakeholder mappati, definendo-
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

persone è per definizione soggettiva e plurale. A li specificatamente in funzione delle strategie


differenza di quanto avviene nelle aziende, dove elaborate dall’amministrazione stessa. Non è
i manager sono chiamati a massimizzare gli inte- più sufficiente indicare 'i cittadini', 'le imprese',
ressi degli azionisti (che si presume siano conver- 'le associazioni', ma nell’applicare la valutazio-
genti), nel settore pubblico occorre considerare ne partecipativa va stabilito quali cittadini, quali
valori e sensibilità diverse – talvolta addirittura in imprese, quali associazioni si vogliono ascoltare
contrasto tra loro – per poi operare delle scelte, per determinare il valore dei risultati perseguiti.
assumendosene piena responsabilità. Su questo aspetto le linee guida sulla valutazio-
Ne consegue che la definizione del valore pubbli- ne partecipativa suggeriscono criteri efficaci per
co non può essere altro che una ricostruzione ex una selezione ragionata degli stakeholder.
post di quel che è osservabile, attuata attraverso Un altro aspetto positivo riconoscibile nel testo
un’attività di ricerca e selezione di dati, informa- del DFP è la considerazione dell’utenza interna,
zioni e testimonianze, rispetto alle quali si può che induce le amministrazioni a mettere a fuoco
pretendere trasparenza e rigore metodologico, gli interlocutori di tutte le attività svolte, siano
non oggettività. esse finalizzate a specifici utenti finali o funzio-
Valutare significa riconoscere il valore, median- nali ad altri uffici o istituzioni pubbliche.
te una convenzione (se vogliamo un accordo) tra Se ben interpretata, dunque, la valutazione
una pluralità di soggetti interessati, che quindi partecipativa può avere un grande impatto,
non potrà mai essere assoluta. Anche in mate- perché evidenzia quella catena delle responsa-
ria di valutazione partecipativa, quindi, bisogna bilità che troppo spesso sfugge di fronte a cat-
stare molto attenti a non incorrere – seppur in- tive gestioni e palesi inefficienze. Detto in altri
volontariamente – nello stesso errore del pas- termini, proprio perché mette al centro le esi-
sato e cioè quel ribaltamento di prospettiva che genze dell’utenza, la valutazione partecipativa
identifica la valutazione della performance con il rappresenta uno stimolo reale per una PA che
riconoscimento del premio monetario, innescan- (finalmente) agisca per processi e non più (sol-
do meccanismi difensivi. Premiare chi ha genera- tanto) per procedimenti.
to valore non è valutare, ma è soltanto uno dei Veniamo così a una prima conclusione: se guar-
possibili usi degli esiti di una valutazione. A meno diamo alla lunga storia dello Stato italiano, questi
che non si voglia limitare il loro coinvolgimento pochi anni in cui è stata introdotta la valutazione
all’attività di misurazione, cittadini e utenti sono hanno insegnato che alla tradizionale attenzione
chiamati, proprio in quanto legittimi portatori di posta sulla scrittura di una legge, dovrebbe se-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

guire un altrettanto vivace dibattito sulle (diver- i margini di miglioramento per un’interpretazione
se) modalità con cui essa viene poi applicata. Ciò sempre più efficace delle missioni istituzionali.
vale in generale per le leggi e ancora di più per la Quando questa sensibilità sarà diffusa nella PA
cosiddetta soft regulation (le linee guida), che ri- italiana, gli impatti di queste rilevazioni sulla valu-
chiede esplicitamente interpretazioni adattive e tazione della performance individuale (sui premi)
graduali. Per questa ragione, al di là delle critici- non rappresenteranno più un rischio e saranno li-
tà evidenziate, ciò che davvero farà la differenza mitati i fenomeni di burocratizzazione dell’ascol-
sarà l’analisi delle diverse applicazioni osservabili to dell’utenza. Si tratta di un lavoro per nulla stan-
e una loro auspicabile condivisione. dardizzabile, che invece necessita grande visione
Se questo avverrà, le linee guida avranno l’ulte- e creatività, accompagnata da una buona dose di
riore merito di diventare una leva (nudge) utiliz- umiltà e attitudine all’adattamento che inevita-
zabile dalla parte migliore della PA per favorire il bilmente dovrà essere garantito per avvicinare i
cambiamento e l’innovazione. Sta innanzitutto modelli alle realtà (in trasformazione) a cui si ap-
agli OIV interpretare questo ruolo, ma la spinta plicano. La valutazione partecipativa, così intesa,
può arrivare variamente dagli organi di indirizzo, potrà davvero rappresentare un’opportunità per
dai dirigenti o anche da semplici dipendenti che trasformare la nostra PA, abbattendo finalmente

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


sentono il bisogno di veder riconosciuto il valore quelle pareti di una 'casa di vetro' che ancora non
del loro operato, mettendo a fuoco al contempo è nemmeno davvero trasparente.

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APPROFONDIMENTI

S M A R T W O R K I N G : I L 2019 È S TAT O L’A N N O D I S VO LTA


P E R L A PA?
|

di Mariano Corso Politecnico di Milano c’è stato un significativo au-


Responsabile Scientifico Osservatorio Smart mento in termini di diffusione dei progetti strut-
Working, Politecnico di Milano turati che sono raddoppiati rispetto allo scorso
anno, passando dall’8% del 2018 al 16%. Aumen-
Fiorella Crespi tano anche le iniziative informali, che crescono
Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano dall’1% al 7%. Il 6% delle PA invece dichiara che
avvierà progetti di Smart Working entro i prossi-
Emanuele Madini mi 12 mesi. Così come nel settore privato, sono
Associate Partner e Smart Working Evangelist, le grandi PA a guidare il fenomeno in termine di
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

P4I-Digital360 numerosità delle iniziative. Tale segnale è sicura-


mente positivo, occorre tuttavia evidenziare che
Il 2019 è stato sicuramente un anno importante tali progetti risultano ancora molto limitati rispet-
per lo Smart Working nel settore pubblico. Sono to alla diffusione poiché coinvolgono mediamen-
infatti aumentate nell’ambito della PA le inizia- te il 12% della popolazione dell’organizzazione.
tive di sensibilizzazione e accompagnamento Questo rivela un po’ di
a livello nazionale. Tra queste da citare sono le timore nello sperimen-
iniziative inserite all’interno delle azioni del PON tare un modello orga- Altro esempio innovativo è
Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 nizzativo che nasce
quello del Comune di Milano
(ad esempio Lavoro agile per il futuro della PA) e il come flessibile e che
che ha avviato il progetto
progetto VeLA, nato tra alcune Regioni e PA locali non può essere vin-
(capofila la Regione Emilia-Romagna) per condi- colato in regolamenti Smart Lab - Milano Concilia
videre buone pratiche e sviluppare un kit di riuso troppo definiti. Tra chi 4.0, volto alla diffusione dello
di strumenti e formazione per l’avvio di progetti non ha ancora attiva- Smart Working nelle PMI e
di Smart Working. to iniziative di Smart
allo sviluppo di un modello di
Tra le iniziative attivate a livello locale risaltano Working, il 30% delle
l’organizzazione di ‘giornate del lavoro agile’ in PA considera l’introdu- città sostenibile e del welfare
alcune città (ad esempio Bologna) e la creazione zione come probabile e, territoriale
di un protocollo d’intesa tra enti pubblici e azien- rispetto al 2018, dimi-
de private attivato dal Comune di Genova dopo nuisce la percentuale di
la tragedia del ponte Morandi, per promuovere lo incertezza sull’introduzione, che passa dal 38% al
Smart Working nel territorio e contribuire a limi- 31%. I principali ostacoli che in queste organizza-
tare il traffico nelle strade della città. Altro esem- zioni limitano ancora l’adozione dello Smart Wor-
pio innovativo è quello del Comune di Milano che king sono la percezione che non sia applicabile alla
ha avviato il progetto Smart Lab - Milano Concilia propria realtà (43%), la mancanza di consapevo-
4.0, volto alla diffusione dello Smart Working nel- lezza dei benefici ottenibili (27%) e la presenza di
le PMI e allo sviluppo di un modello di città soste- attività poco digitalizzate, vincolata all’utilizzo di
nibile e del welfare territoriale. documenti cartacei e alla tecnologia inadeguata
Allo stesso tempo sono cresciute le iniziative di (21%). In molti casi, la percezione di inapplicabili-
Smart Working attivate degli enti. Secondo gli tà risente purtroppo ancora dell’associazione tra
ultimi dati dell’Osservatorio Smart Working del Smart Working e lavoro da remoto.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Il 2019 è stato dunque un anno di svolta per lo di organizzazione del lavoro più inclusive e so-
Smart Working nella PA, ma non bisogna accon- stenibili rispetto anche a esigenze di salute o
tentarsi perché i dati, seppure incoraggianti, di- cure mediche.
mostrano che c’è ancora molto da fare e lo Smart • Aumento dell’engagement delle persone: così
Working può davvero diventare un fattore indi- come percepito dalle organizzazioni private, lo
spensabile per accompagnare il delicato proces- Smart Working può contribuire a migliorare il
so di cambiamento verso un modello di vera PA coinvolgimento delle persone restituendo un
digitale. Sono diverse le motivazioni per cui le PA senso di realizzazione legato sia alla propria
dovrebbero superare gli ultimi timori e resistenze vita professionale che privata in quanto per-
e affrontare in modo deciso il percorso verso lo mette di aumentare il proprio impegno lavo-
Smart Working. In particolare, abbiamo identifi- rativo senza sacrificare passioni o esigenze
cato almeno 6 buoni motivi. familiari.
• Capacità di attrarre e trattenere talenti: un • Miglioramento delle competenze digitali: lo
tema molto sentito soprattutto in seguito Smart Working contribuisce in modo signi-
dell’uscita prevista per i prossimi 3-4 anni di ficativo al miglioramento delle competenze
circa 450/500mila persone che dovranno es- digitali delle persone perché costringe a spe-

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


sere sostituite e, per poter attrarre profili for- rimentare nuovi approcci lavorativi che pre-
temente contesi dal mercato, occorrerà creare suppongono un’adozione più estesa e matura
un ambiente attrattivo. I nuovi assunti, inoltre, delle tecnologie. Lo Smart Working predispone
sono portatori non soltanto di competenze inoltre all’apprendimento dei nuovi strumenti
professionali e capacità operativa, ma anche in quanto la persona è consapevole che, grazie
di nuove idee, punti di vista e attitudini: si trat- a un miglioramento delle proprie capacità di
ta di potenzialità che le PA devono riconoscere utilizzo delle tecnologie, potrà anche aumen-
e valorizzare per il miglioramento dei processi tare l’utilizzo del lavoro da remoto.
interni e dei servizi ai cittadini creando un mo- • Ottimizzazione della gestione degli spazi:
dello di organizzazione del lavoro inclusivo e aspetto molto rilevante soprattutto se si pen-
premiate. In caso contrario queste tenderan- sa all’entità significativa del patrimonio im-
no in breve tempo ad atrofizzarsi o, peggio, mobiliare del settore pubblico e alla possibilità
aumenterà il senso di frustrazione e ‘disingag- non soltanto di avviare un processo di razio-
gio’. nalizzazione, ma, soprattutto, di restituire ai
• Incremento della produttività: soprattutto per cittadini parte di questi luoghi valorizzandoli
riuscire a far fronte all’uscita dal lavoro pub- in ottica di spazi lavorativi di co-working e di
blico degli addetti mantenendo un adeguato socializzazione.
livello di servizio per il cittadino c’è bisogno di
aumentare la produttività. Lo Smart Working
consente infatti di ingaggiare interi uffici – e
non soltanto singole persone – nell’applicare
un rinnovato senso critico nell’organizzazione
del lavoro e dei processi che può consentire
di scardinare abitudini e prassi lavorativi con-
solidate da tempo, ma ormai inadeguate, che
spesso minano la produttività e le performan-
ce lavorative delle persone e nascondo le reali
ragioni di inefficienze organizzative.
• Riduzione del tasso di assenteismo: può es-
sere legato sia a un aumento della motivazio-
ne delle persone, sia alla creazione di modalità

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APPROFONDIMENTI

UN ANNO DI SMART WORKING SUL CAMPO:


C H E C O S A A B B I A M O I M PA R AT O ?
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di Giovanna Stagno biamo avuto modo di sentire al FORUM PA 2019


Responsabile Area Ricerca, Advisory e Formazione nei convegni dedicati al tema.
FPA Da questo punto di vista l’ingaggio della dirigenza
nei progetti di Smart Working è davvero determi-
Se i numeri sul lavoro agile nelle amministrazioni nante per garantire benefici all’organizzazione e
pubbliche sottolineano che si è proceduto più per ai dipendenti. Le amministrazioni con cui ci siamo
adempimento alla norma, le esperienze delle am- confrontati in questi mesi sottolineano come, per
ministrazioni, che in questo ultimo anno si sono fare Smart Working, serva una nuova leadership
spese con dedizione su questo fronte, fanno tut- e una nuova cultura manageriale.
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

tavia ben sperare nelle potenzialità di diffusione


del cambiamento. La comunicazione e il fare rete
Per noi di FPA il 2019 è stato l’anno del confron- Sperimentare sulla propria vita professionale i
to sul tema Smart Working con alcune di queste benefici dello Smart Working attiva meccanismi
amministrazioni, nel corso di numerosi appun- di contaminazione importanti. Un ruolo centra-
tamenti che ci hanno visti organizzatori e con- le ha in questo la comunicazione, sia nella sua
tributori e dei progetti che ci hanno permesso di dimensione interna
essere parte di questo cambiamento. Abbiamo all’organizzazione che
provato a mettere a sistema alcuni dei feedback all’esterno. La comu-
emersi e il risultato è davvero interessante e re- nicazione interna che Nelle esperienze più
stituisce spessore ai numeri delle ricerche. valorizza le esperienze mature lo Smart Working è
di lavoro agile dei di- concepito come un modello
La fiducia pendenti consente da
di organizzazione del lavoro
Nelle esperienze più mature lo Smart Working è una parte di bilanciare
che rientra all’interno di
concepito come un modello di organizzazione del gli attriti e abbattere i
lavoro che rientra all’interno di un progetto più muri che spesso divi- un progetto più ampio di
ampio di gestione e valorizzazione delle persone, dono chi fa Smart Wor- gestione e valorizzazione
una people strategy che parte da un’accurata co- king da chi non lo fa e delle persone
noscenza dell’organizzazione, che è coerente con che portano a vedere,
gli obiettivi dell’ente, che lavora molto sul reclu- con molta frequenza,
tamento e sul rafforzamento delle competenze. negli smart worker dei
Una people strategy che guarda allo sviluppo del- privilegiati, specie laddove la flessibilità è stata
le persone, al loro riconoscimento nella mission ‘concessa’ e non scelta o concordata di comune
dell’ente e, soprattutto nella PA, alla ridefinizione accordo tra capo e collaboratore.
del senso strategico del loro lavoro nella creazio- Lo smart worker è un testimonial, un apripista
ne di valore pubblico. che crea interesse affinché anche altri lavoratori
Questo affondo centrale sulla persona funziona possano dire «Adesso tocca a me! Anche io posso
solo se si passa dal meccanismo del controllo a farlo!». In questo modo lo Smart Working diven-
una relazione tra capo e collaboratore basata sul- ta una prospettiva a cui tutti possono guardare,
la fiducia. «La fiducia come valuta del lavoro del superando soglie normative e rigide definizioni di
futuro e come attivatore della performance» ab- criteri di accesso alla pratica.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

La comunicazione gioca un ruolo chiave anche Investire in formazione significa riconoscere alla
a livello esterno per diversi motivi. Due almeno componente umana pari dignità di quella tecno-
sono quelli più ricorrenti nel confronto con le no- logica, entrambe fondamentali per il successo di
stre PA. Da una parte la comunicazione esterna – un progetto di Smart Working.
il racconto delle esperienze, del raggiungimento
dei risultati raggiunti, dei vantaggi e dei benefici Spazi e tecnologie
registrati per le persone, per le organizzazioni Si tratta di un cambio di paradigma epocale per la
e per la società nel complesso – contribuisce a nostra amministrazione, che rende possibile un
scardinare l’immagine della PA fannullona, di un nuovo concetto di forza lavoro anche nel settore
pubblico impiego poco attraente che rende ai cit- pubblico. Una forza lavoro abile e ‘potenziata’. Gli
tadini livelli di servizio inadeguati. esperti parlano di distributed workforce, una forza
La comunicazione esterna del lavoro agile am- lavoro distribuita geograficamente, oltre lo spa-
plifica inoltre l’effetto contaminazione. Alla pro- zio fisico dell’ufficio, costantemente connessa, in
fondità ‘verticale’ della diffusione all’interno grado di svolgere i compiti assegnati in qualsiasi
dell’ente, si affianca l’estensione della diffusione luogo, semplicemente grazie alla tecnologia. Un
tra enti. In alcuni territori – si veda per esempio approccio che si sposa bene con alcune realtà

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


in Emilia-Romagna a seguito del progetto VeLA amministrative come le unioni dei comuni, in cui
– questa azione si concretizza in un processo lo Smart Working sta consentendo ai dipendenti
di trasferimento verso gli enti del territorio, con di lavorare in una sede comunale diversa da quel-
interventi di comunicazione mirata volti a pe- la di assegnazione, con un risparmio significativo
netrare nei territori con la pratica, con i modelli di tempo. Potenzialità dirompenti se si guarda da
e le soluzioni. «Abbiamo bisogno di esperienze una parte allo spopolamento delle aree extraur-
e non solo di norme» è stato l’appello del tavolo bane o all’abbandono delle periferie e dall’altra
dei referenti delle risorse umane che si sono in- alle esigenze crescenti di conciliazione dei tempi
contrati a FORUM PA 2019: la diffusione di buo- di vita e di lavoro.
ne pratiche, lo scambio di esperienze e soluzio- Centrale quindi il tema della trasformazione di-
ni, sono fattori fondamentali per la condivisione gitale. Attuare lo Smart Working richiede che
e l’apprendimento reciproco. In altre parole, è le PA si dotino di tecnologie, che ci sia una vera
fondamentale fare rete. trasformazione dei processi, che i dipendenti si-
ano formati. Allo stesso tempo, molte PA hanno
Strumenti e competenze ammesso che lo Smart Working sia stato anche
La richiesta a una voce è quella di kit e modelli un forte abilitatore della trasformazione digitale
operativi direttamente applicabili nelle organiz- interna. Ambire allo Smart Working vuol dire es-
zazioni per introdurre la pratica e consolidarla. sere pronti a ‘guardarsi dentro’. Purtroppo il tema
«Come fare per» è la richiesta che muove dalle della trasformazione digitale dei processi e della
amministrazioni. definizione di processivi nativi digitali è ancora
Si affianca a questo la necessità di lavorare sul- rilevato come una delle criticità prevalenti nei
le competenze di vario tipo. Competenze sull’uso progetti di attivazione dello Smart Working.
della tecnologia e degli strumenti abilitanti, ma
ancora più sulle soft skills, capacità manageriali, Sostenibilità a 360 gradi
relazionali, di progettazione e coordinamento, Infine il tema della sostenibilità. L’Agenda 2030 ha
fondamentali nella definizione di nuovo modo di imposto riflessioni serie sul futuro da costruire. Il
intendere il lavoro pubblico e il lavoro in generale, lavoro dignitoso rappresenta uno dei 17 obietti-
e per evitare di replicare in chiave nuova e tecno- vi di sostenibilità economica, sociale, ambientale
logicamente avanzata dinamiche organizzative e istituzionale e allo stesso tempo ne intercetta
– e burocratiche potremmo aggiungere – tradi- trasversalmente molti altri.
zionali. Il lavoro agile per molte amministrazioni rap-

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APPROFONDIMENTI

presenta uno degli approcci per raggiungere gli do indicatori comuni che consentano loro di fare
obiettivi posti dall’Agenda 2030. Esso di fatto benchmarking, dando concretezza al legame tra
impatta sul modo in cui organizziamo le nostre Smart Working e sostenibilità.
città, sulle occasioni di inclusione e di equità che Alla base di tutto l’idea che lo Smart Working rap-
creiamo, sulle misure di tutela dell’ambiente che presenti davvero un’opportunità per ripensare
adottiamo, sull’attrattività dei nostri territori a il lavoro nella PA, per orientare le organizzazioni
cui miriamo. ai risultati, per mettere al centro l’attenzione alle
Tutto ciò non può non vedere le PA protagoniste. persone e la loro crescita; allo stesso tempo l’i-
Alcune amministrazioni si stanno misurando con dea che lo Smart Working funzioni davvero solo in
gli obiettivi di sostenibilità partendo dallo Smart un’amministrazione che si apre al cambiamento.
Working, e lo stanno facendo creando ecosiste- Lo smart worker diventa ‘ambasciatore di innova-
mi, reti territoriali in grado di estendere la pratica, zione’, esempio per altri colleghi, e questo favori-
attivando meccanismi di contaminazione e pro- sce in modo sempre crescente la diffusione della
muovendo lo sviluppo sostenibile e individuan- pratica all’interno dell’organizzazione.
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

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S M A R T W O R K I N G I N R E G I O N E E M I L I A - R O M AG N A :
S O T T O L A P U N TA D E L L’ I C E B E R G
|

di Francesco Raphael Frieri to e guidato, può portare a qualcosa di ancora


Direttore Generale Risorse, Europa, Innovazione più profondo e significativo. E perché accada, è
e Istituzioni, Regione Emilia-Romagna necessario che questo cambiamento sia ancora
più incisivo e ampio: serve coinvolgere in modo
e Stefania Sparaco responsabilizzante il middle management, coloro
Attività di trasformazione digitale e organizzativa, che tutti i giorni coordinano attività e persone e
Regione Emilia-Romagna contribuiscono al raggiungimento di obiettivi e
risultati.
Emerge l’esigenza anche di mantenere collega-

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


Lo Smart Working in Emilia-Romagna inizia a ti i due mondi che si possono creare: quello dei
prendere forma: dai primi passi sperimentali av- ‘nuovi’ lavoratori smart e quello di coloro che con-
viati a giugno del 2018, la strada percorsa è stata tinuano a lavorare con le ‘vecchie’ modalità, ma
tanta e ha portato l’amministrazione regionale a anche quello tra PA smart e PA che ancora non
decidere non solo di rendere questo strumento lo sono, assottigliando il confine, creando con-
una vera e propria misura organizzativa ad am- nessioni e coesione e scambio di conoscenze e
pia diffusione, ma anche a immaginare di poter know-how tra due mondi che per molto tempo
costruire reti sempre più consistenti con altre coesisteranno.
amministrazioni locali Serve infine garantire sicurezza sotto ogni pro-
e nazionali, perché il filo: dei luoghi di lavoro, proteggendo le persone
Lo Smart Working potrà cambiamento non può dal frastuono della iperconnettività, dal rischio di
che essere condiviso e perdita di dati e informazioni.
rappresentare un cavallo di
ampio, per essere dav- Successivamente occorre intervenire sul top ma-
Troia per incidere sulla cultura
vero efficace. nagement, perché è lo strato responsabile del
organizzativa della dirigenza L’anno di sperimen- modo di agire la leadership. Se si riuscirà, di fatto,
pubblica senza aspettare la tazione ha messo in a intervenire in tal senso, lo Smart Working potrà
prevedibile sostituzione del evidenza, benché su rappresentare un cavallo di Troia per incidere sul-
piccoli numeri, tutta la la cultura organizzativa della dirigenza pubblica
turnover
potenza di questo nuo- senza aspettare la prevedibile sostituzione del
vo modo di concepire il turnover.
lavoro: i dati ci parlano Per tutti questi motivi, l’Emilia-Romagna ha de-
di una maggiore efficienza e qualità del lavoro, ciso di proseguire l’iniziativa rafforzandola su tre
un maggiore senso di appartenenza all’organiz- fronti: per prima cosa valorizzando la dimensione
zazione e una maggiore apertura mentale nei organizzativa e di gruppo. Il team (composto da
confronti di nuove pratiche organizzative, oltre almeno due persone, meglio se di tre, cinque o
ovviamente al recupero in termini di tempi di vita sette, di cui una almeno con funzioni di coordina-
e conciliazione con esigenze personali e familia- mento) è la cellula minima che può intraprendere
ri. Segnali importanti e positivi, che convincono a percorsi di Smart Working.
procedere sulla strada intrapresa. E sulla relazione intra team e tra il team e il resto
Eppure, si ha l’impressione di aver appena scalfi- dell’organizzazione si lavorerà con un percorso di
to la superfice di un cambiamento che se sospin- sviluppo dedicato, orientato a rafforzare dinami-

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APPROFONDIMENTI

che e strumenti di reale lavoro smart, la program- zione regionali e non solo (a partire da quelle del
mazione di medio periodo (tre mesi), la gestione Progetto VeLA – www.smartworkingvela.it) ed è
del tasking e il raggiungimento degli obiettivi. stato avviato, in occasione della giornata del La-
Sotto la punta dell’iceberg dello Smart Wor- voro Agile di Bologna del 24 ottobre, il progetto
king c’è la possibilità di agire sul tanto agogna- Emilia-Romagna Smart Working, dedicato alla dif-
to ‘orientamento al risultato’. Le due call aperte fusione di buone pratiche sul territorio regionale
nell’estate del 2019 hanno portato alla costruzio- e alla creazione di una rete di spazi condivisi tra
ne di oltre 140 team, per un totale di 430 persone amministrazioni, per ridurre la mobilità dei lavo-
coinvolte, di ogni livello e con profili professionali ratori pendolari (con un impatto significativo su
di ogni genere (da quello più amministrativo, al trasporti, emissioni e traffico) e immaginare nuo-
project manager, al tecnico/professionale). vi luoghi di lavoro, magari valorizzando l’ampio
Saranno i protagonisti di questa nuova fase di patrimonio immobiliare pubblico.
sviluppo del progetto e contribuiranno, con espe- Infine, il terzo cantiere è quello della formazione
rienze e casi d’uso concreti, a svilupparne le po- e dello sviluppo competenze per essere lavora-
tenzialità. tori smart (ma non workaholic), per essere leader
Il secondo fronte è quello della dimensione ter- smart e per costruire processi e organizzazioni
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

ritoriale e nazionale: se è vero che siamo solo smart, per essere amministrazioni attrattive per
all’inizio del percorso, la costruzione di network le nuove generazioni che entreranno a far par-
è fondamentale per trovare soluzioni condivise ai te della PA. Sotto la punta dell’iceberg, quindi,
molti nodi che ancora restano aperti (normativi, la possibilità di un cambio di passo e di mindset,
organizzativi, tecnologici di spazi di lavoro). In tal per costruire una nuova generazione di pubblici
senso si svilupperà la rete con altre amministra- dipendenti dinamici, orientati al risultato, digitali.

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I L L AV O R O A G I L E E S O S T E N I B I L E . L A S P E R I M E N TA Z I O N E
DELLO SMART WORKING IN REGIONE LAZIO
|

di Alessandro Bacci vi, ha avuto inizio nel 2018 con un progetto pilota,
Direttore della Direzione Affari Istituzionali, interno alla Direzione, a conclusione del quale è
Personale e Sistemi Informativi, Regione Lazio stato intrapreso, nel 2019, un progetto più ampio
che coinvolge quasi tutte le strutture regionali e
Diffondere un nuovo modello culturale e di orga- circa 600 tra dipendenti e dirigenti.
nizzazione del lavoro, più funzionale, flessibile e Lo Smart Working in Regione Lazio sta rivesten-
capace di rispondere alle esigenze di innalzamen- do un ruolo importante anche in funzione di scelte
to della qualità dei servizi in funzione dell’inno- logistiche che vedranno nel 2020 il trasferimento
vazione. di circa 1.000 dipendenti in una nuova sede, più

Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO


Questi gli obiettivi principali della Regione Lazio periferica, in cui il concetto di lavoro sostenibile
nell’avviare una nuova stagione per le politiche troverà la propria concreta applicazione.
del personale e un nuovo percorso nella gestio- La nuova sede rappresenta una opportunità per
ne delle risorse e nell’organizzazione del lavoro ripensare spazi più funzionali, utilizzando le nuo-
con l’introduzione di un progetto sperimentale di ve logiche di pianificazione smart, che mettono al
Smart Working, quale nuova modalità di organiz- centro le persone e il benessere organizzativo e
zazione del lavoro agile che si pongono in linea con le esigenze di mag-
e sostenibile. giore condivisione (quale open space, co-working,
La Regione Lazio si è aree break) e sostenibilità. Per far ciò è fonda-
La Regione Lazio si è proposta di migliora- mentale coinvolgere le persone, lavorare sul
proposta di migliorare re l’organizzazione del change management e utilizzare il cambiamento
l’organizzazione del lavoro lavoro attraverso un per incidere sulla motivazione e sullo spirito di
attraverso un rafforzamento rafforzamento delle appartenenza.
competenze digitali, Nel percorso abbiamo realizzato significative at-
delle competenze digitali,
aumentare la produt- tività di informazione, formazione e comunica-
aumentare la produttività, tività, razionalizzare zione per coinvolgere e superare le resistenze al
razionalizzare gli spazi e le gli spazi e le dotazioni cambiamento. Anche sul tema dello Smart Wor-
dotazioni tecnologiche. tecnologiche e incide- king sono state applicate metodologie didattiche,
re positivamente sulle che la Regione Lazio aveva messo in campo già
Un progetto più ampio che
politiche di conciliazio- dal 2014, le quali hanno consentito di passare da
coinvolge quasi tutte le
ne vita-lavoro. un approccio top-down, in cui prevale il ruolo del
strutture regionali e circa 600 La sfida è quella del docente e l’utilizzo della formazione in aula, ad un
tra dipendenti e dirigenti cambiamento cultu- approccio bottom-up, in cui il docente è un facili-
rale e organizzativo tatore dei processi.
nel quale la dirigenza Sul tema strategico dello Smart Working, nel
riveste un ruolo fonda- 2019 infatti è partita l’iniziativa World Café: per-
mentale sia per la gestione delle attività basate corsi di coprogettazione in Regione Lazio, destina-
sui risultati sia per un nuovo approccio rispetto ta ai dirigenti e a tutto il personale del compar-
agli stili di leadership. to. Utilizzando la metodologia dei world café, è
La sperimentazione, promossa dalla Direzione stata effettuata una selezione delle idee e delle
affari istituzionali, personale e sistemi informati- proposte emerse dal confronto preliminare tra i

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APPROFONDIMENTI

dirigenti, per individuare i progetti su cui iniziare fronto rispetto alle varie esperienze per mettere
a lavorare. a fattor comune le strategie di gestione, nonché
Le proposte così elaborate sono state poi con- individuare opportunità di collaborazione in ul-
divise con i dipendenti, i quali, nelle sessioni in teriori progetti, anche europei, attraverso i quali
corso, stanno arricchendo le linee progettuali poter sviluppare nuove metodologie, modalità di
emerse. lavoro e soluzioni organizzative.
È stata avviata, inoltre, un’iniziativa di Benchmar- Nella condivisione della progettualità tra PA e
king sulle prospettive e strategie dello Smart Wor- soggetti privati che insistono sullo stesso terri-
king con l’obiettivo di consentire un confronto torio, anche in funzione del concetto di sosteni-
tra amministrazioni statali, regionali e comuna- bilità che supporta il lavoro agile, la prospettiva è
li, partendo dalle best practice su temi strategici che si arrivi, a medio termine, anche alla condivi-
quali people strategy, gestione degli spazi e degli sione di spazi di co-working, quali luoghi di lavoro
immobili, digitalizzazione, programmazione e dinamici e innovativi che offrono agli smart wor-
controllo e sostenibilità. Lo scopo è quello di cre- ker importanti occasioni di confronto, sinergia e
are una rete per sostenere il cambiamento della contaminazione, in funzione di una continua cre-
PA, in cui si verifichino spazi di scambio e di con- scita e accrescimento delle competenze.
Approfondimenti / LAVORO PUBBLICO

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PROGETTO VELA – VELOCE, LEGGERO, AGILE:


S M A R T W O R K I N G P E R L A PA
|

Sostenere il cambiamento strutturale del funzionamento della pubblica


amministrazione, in una direzione di maggiore produttività, flessibilità
nelle modalità organizzative, maggiore efficacia ed efficienza dell’azio-
ne amministrativa, maggiore orientamento ai risultati, contenimento dei
tempi e riduzione dei costi, benessere e conciliazione. Questo l’approccio
proposto dal Progetto VeLA – Veloce, Leggero, Agile: Smart Working per la PA.
Finanziato sul PON Governance Capacità Istituzionale 2014-2020, il pro-
getto è iniziato a maggio 2018 e terminato a luglio 2019 ed è stato orien-
tato alla diffusione di modalità di lavoro agile attraverso la costruzione di
Vai alla pagina di progetto
una buona pratica che nasce dal confronto tra esperienze esistenti e tra

Focus on / LAVORO PUBBLICO


amministrazioni.
Capofila del progetto è stata Regione Emilia-Romagna. L’ente che ha
messo a disposizione la buona pratica di riuso del modello di Smart Wor-
king è stata la Provincia Autonoma di Trento. La rete delle amministra-
zioni partner si è estesa poi alla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia,
alla Regione Lazio, alla Regione Piemonte, alla Regione Veneto, alla Città
Metropolitana di Bologna, al Comune di Bologna e all’Unione Territoriale
delle Valli e delle Dolomiti Friulane (UTI).
Il risultato: la produzione di un kit di riuso disponibile sul sito www.smart-
workingvela.it e utilizzabile da altre amministrazioni interessante ad in-
Vedi gli atti del convegno trodurre lo Smart Working all’interno della loro organizzazione. Il kit di
conclusivo a FORUM PA 2019 riuso contiene una check list completa dei passi da fare per impostare e

Foto di Margarida de Noronha Almendra

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FOCUS ON

sviluppare un progetto di Smart Working, documenti e procedure ammi-


nistrative da attivare, un manuale e un cruscotto per il monitoraggio della
sperimentazione di Smart Working, esempi di piani di comunicazione e
materiali divulgativi, linee guida per la riprogettazione degli spazi fisici
per gli enti pubblici, un percorso formativo online per dirigenti e smart
worker, una roadmap per gli sviluppi tecnologici.
Il Progetto VeLA ha rappresentato un’esperienza unica in Italia di lavoro
e di collaborazione interistituzionale per individuare insieme i fattori di
successo per l’implementazione dello Smart Working nelle pubbliche am-
ministrazioni.
Nove gruppi di lavoro operativi, per oltre 80 persone hanno portato avan-
ti il progetto; sette team di lavoro trasversali per i 7 temi e componenti
del kit; un comitato scientifico, board strategico che ha guidato i lavori e
validato le attività di progetto.
A supporto del lavoro, il Progetto VeLA ha previsto specifiche azioni di co-
municazione attraverso una campagna dedicata e attività di accompa-
gnamento e formazione rivolte ai dirigenti e ai gruppi di lavoro delle am-
ministrazioni partner. Oltre 100 persone in formazione per ciascun ente
Focus on / LAVORO PUBBLICO

coinvolto, 9 incontri in presenza e un ciclo di 8 videolezioni su piattaforma


di e-learning, due eventi tematici di progetto, numerosi contenuti di ap-
profondimento sul tema.
Il kit di riuso VeLA è stato realizzato con il supporto del RTI composto da
FPA, P4I e Lombardini22 nell’ambito del Servizio di supporto alla realiz-
zazione del Progetto VeLA - Veloce, Agile, Leggero: Smart Working per la PA,
affidato da Regione Emilia-Romagna.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

FORMAZIONE SPECIALISTICA DPO


L AV O R O AG I L E P E R I L F U T U R O D E L L A PA
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Il percorso di formazione specialistica dedicato al tema Smart Working è


promosso dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del
Consiglio dei ministri e realizzato in collaborazione con P4I – Partners4In-
novation e FPA, nell’ambito del progetto Lavoro agile per il futuro della PA,
finanziato dal PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.
Il percorso formativo proposto ha riguardato dieci amministrazioni, ed è
stato inteso come azione propedeutica o comunque connessa all’introdu-
zione del lavoro agile in dieci pubbliche amministrazioni regionali e locali tra
quelle che hanno presentato la propria candidatura ad un avviso pubblico.
In questo senso, è stato realizzato – da settembre a dicembre 2019 - un

Focus on / LAVORO PUBBLICO


programma di formazione e cambiamento organizzativo mirato a:
• approfondire il contesto normativo e gli strumenti necessari per l’intro-
duzione e adozione dello Smart Working, con particolare riferimento al
contesto pubblico;
• condividere con i partecipanti al percorso di formazione i principi e le mo-
tivazioni alla base dello Smart Working, definendo il framework di riferi-
mento e i benefici ottenibili per la PA;
• stimolare il cambiamento culturale e condividere nuove modalità di or-
ganizzazione del lavoro;
• supportare i dirigenti nella definizione di un approccio maggiormente
basato sull’orientamento alla performance e misura dei risultati, pro-
muovendo un confronto che permetta di far emergere nuove pratiche
di leadership coerenti con un modello di Smart Working e opportunità di
innovazione dei processi e dei modelli di servizio in ambito PA.
Per la realizzazione del piano formativo sono state messe a punto attività
in presenza e online con l’obiettivo di formare, informare, sensibilizzare e
coinvolgere, attivando meccanismi di apprendimento e condivisione di prin-
cipi, modelli e strumenti operativi.
Dieci i workshop in presenza realizzati presso le sedi delle amministrazioni
rivolte al personale interno e alla dirigenza, 14 webinar formativi per un
totale di 28 ore di formazione online, quasi 400 partecipanti afferenti alle
seguenti amministrazioni:

• Consiglio Regionale • Comune di Sassari • Regione Liguria


Calabria • Comune di Trieste • Regione Molise
• Comune di Marnate • Ministero della • Regione Umbria
• Comune di Parma Giustizia • Unione della
Romagna Faentina

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FOCUS ON

S M A R T L A B – M I L A N O C O N C I L I A 4. 0
|

Il progetto Smart Lab – Milano Concilia 4.0, avviato a seguito dell’adesione


alla manifestazione di interesse di ATS Milano del marzo 2017, nell’ambito
del Piano territoriale di conciliazione di Regione Lombardia, in corso fino a
settembre 2020, ha l’obiettivo di continuità agli interventi intrapresi dall’am-
ministrazione in ambiti strategici quali le politiche dei tempi e degli orari e le
politiche del lavoro e dello sviluppo territoriale.
In linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 ONU, dalla legislazione europea, na-
zionale e regionale, il progetto Smart Lab – Milano Concilia 4.0 mira a:
• creare meccanismi di welfare circolare e generativo capaci di sollecitare
Scopri di più
le capacità e risorse di cittadini, associazioni e imprese per migliorare il
Focus on / LAVORO PUBBLICO

benessere di tutti in un’ottica di sostenibilità;


• favorire la conoscenza e l’adozione da parte dei contesti lavorativi, di solu-
zioni di welfare che portino benefici all’azienda, ai collaboratori e alla città;
• contribuire alla costruzione di quel mix pubblico/privato fondamentale,
nello scenario attuale e prossimo, per uno sviluppo economico sempre più
equilibrato, per la creazione di nuovi modelli e di valori condivisi;
• promuovere l’occupazione e ridurre l’abbandono del lavoro femminile;
• diminuire l’impatto negativo del lavoro sulle persone e sulle comunità in
termini ambientali, di salute e di stress.
Il progetto vede il Comune di Milano capofila di un’alleanza – sempre aperta
a nuove adesioni – attualmente composta da circa 40 tra enti e aziende e
conferma il ruolo di Milano nel saper anticipare soluzioni che possano essere
trasferite e migliorare le condizioni di vita dei cittadini, coniugando politiche
e interventi nella direzione dell’innovazione, della digitalizzazione, della cre-
azione di opportunità imprenditoriali con il benessere delle famiglie, per uno
sviluppo sostenibile.
Attraverso la condivisione di idee, risorse e attività con soggetti territoriali
pubblici e privati e in co-progettazione con essi, Smart Lab – Milano Concilia
4.0 si declina su tre linee d’azione:
• governance della rete territoriale di welfare, con l’obiettivo di insediare, sul
territorio del Comune di Milano una solida alleanza pubblico-privato;
• lo scambio di esperienze fra aziende e condivisione del know-how per l’in-
cremento, con particolare riguardo alle micro, piccole e medie imprese, di
politiche di flessibilità organizzativa e gestionale per l’introduzione dello
Smart Working;
• lo sviluppo di modelli di welfare aziendale che possano rispondere alle esi-
genze e ai bisogni di tutti i soggetti coinvolti, imprese e lavoratori, al fine di
creare ricadute positive sul territorio.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PER SAPERNE DI PIÙ


|

Nel corso dell’anno FPA ha realizzato diversi eventi pubblici o a porte chiuse, momenti di confronto e
lavoro collaborativo sui temi del pubblico impiego, della dirigenza pubblica, della valutazione delle per-
formance e dello Smart Working. In questa sezione tematica vi proponiamo una selezione di eventi, con
la possibilità di consultare gli atti.

< La valutazione delle performance


della PA: la sintesi necessaria a
< Arrivano i giovani: un nuovo
Big Bang per le pubbliche
10 anni dal D.Lgs. 150/09 amministrazioni?
14 maggio 2019 15 maggio 2019

Per saperne di più / LAVORO PUBBLICO


< Un nuovo orizzonte per le
performance delle PA: il valore
< Smart Working e PA: cosa manca
al cambiamento culturale,
pubblico organizzativo e tecnologico?
14 maggio 2019 16 maggio 2019

< Il dirigente della PA del futuro


15 maggio 2019
< Ripartire dalle persone per
creare valore pubblico: le pari
opportunità nella pubblica
amministrazione
16 maggio 2019

< Verso una strategia nazionale


sulle competenze dei dipendenti
< 'La PA crea valore se…':
reclutamento e valutazione
pubblici della Dirigenza Pubblica sono
15 maggio 2019 meritocratici e oggettivi
16 maggio 2019

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

TRASFORMAZIONE
DIGITALE

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

I dati sulla trasformazione digitale relativi al 2019 razione digitale tra enti pubblici ed utenza: secon-
restituiscono la fotografia di un Paese ancora gra- do i dati Eurostat, solo il 37% degli utenti di internet
vato da forti ritardi strutturali accumulati negli anni, italiani che hanno bisogno di inviare moduli a una
ma che sembra finalmente aver imboccato la stra- PA sceglie i canali online (secondo peggior risultato
da giusta. nel panorama comunitario), contro una media eu-
In base ai dati dell’indice di digitalizzazione dell’e- ropea del 64%.
conomia e della società (DESI) della Commissione Eppure, il 2019 ha fatto registrate un’importan-
europea per il 2019, l’Italia si colloca ancora al 24º te accelerazione dei processi di implementazione
posto fra i 28 Stati membri dell’UE. L’Italia è in buo- di alcuni grandi progetti-Paese previsti dal Piano
na posizione in materia di connettività, dimensione triennale per l’informatica pubblica. Proprio l’ema-
in cui passa dal 26° a 19° posto. Sono in crescita nazione della nuova versione del Piano per il perio-
la copertura a banda larga veloce (raggiunto il 90% do 2019-2021 ha rappresentato una delle principali
delle famiglie) e la diffusione del suo utilizzo (24%, novità dell’anno appena trascorso. Inizialmente at-
ancora sotto la media UE del 41%), mentre sono an- tesa per la fine dell’autunno, ma pubblicata alla fine
cora molto lenti i progressi nella connettività super- di marzo, la nuova versione del Piano si presenta
veloce (24% di famiglie raggiunte, 9% di utilizzatori). ambiziosa e articolata: 90 linee d’azione, suddivise
Inoltre, tre persone su dieci non utilizzano ancora in 9 aree tematiche e in 34 paragrafi, cui corrispon-
internet abitualmente e più della metà della popo- dono altrettanti obiettivi. La versione 2019-2021
lazione (56%) non possiede competenze digitali di del Piano ricalca l’impostazione di massima del
base. precedente, senza clamorose discontinuità, ma
Sul fronte dei servizi pubblici digitali, l’Italia si collo- con alcune importanti novità: maggiore enfasi sul
ca al 18° posto, proseguendo nella sua lenta risali- passaggio delle amministrazioni al Cloud, rinnova-
ta (era 19° nella precedente edizione, 20° in quella ta attenzione al tema delle smart cities and commu-
2017), ottenendo un punteggio di 58,7 punti (+8,8 nities, maggiore attenzione all’accompagnamento
rispetto al 2018) contro una media europea di 62,9. degli attori coinvolti nell’attuazione e alle leve per
L’Italia conferma i risultati discreti sul fronte dell’of- la governance dell’innovazione sui territori.
ferta di servizi, migliorando le prestazioni fatte re- Tra i risultati più importanti registrati nel 2019, vi è
gistrare nell’anno precedente, tendenzialmente in il deciso cambio di passo nel percorso di dispiega-
linea con la media UE. I progressi più evidenti si re- mento delle principali piattaforme abilitanti (ANPR,
gistrano alla voce “moduli precompilati”, con l’Italia SPID, PagoPA), elemento essenziale per fornire a
che sale dal 21° al 19° posto, con un incremento tutte le amministrazioni quelle funzionalità tra-
di ben 15 punti rispetto alla precedente rilevazione sversali e riusabili in grado di uniformare le modali-
(48/100, media UE 58/100). Risultati incoraggianti tà di erogazione dei servizi.
anche sul fronte del “livello di completezza dei ser- A fine dicembre 2019, l’Anagrafe nazionale per la
vizi online”, dove l’Italia passa dal 14° al 12° posto popolazione residente (ANPR) ha superato i 5.300
con un punteggio di 91/100, superiore alla media comuni subentrati (erano circa 1.500 alla fine del
UE (87/100), nonché su quello dei “servizi digita- 2018), con 41 milioni di cittadini presenti in anagra-
li pubblici per le aziende”, dove sale dal 19° al 17° fe unica. I comuni in pre-subentro sono invece circa
posto con un punteggio di 85/100, perfettamente 800.
in linea con la media europea. Anche il Sistema pubblico di identità digitale (SPID)
Le buone performance sul lato dell’offerta di servi- ha conosciuto una crescita importante, raggiun-
zi pubblici digitali sono confermate anche dall’eGo- gendo i 5,4 milioni di identità digitali erogate al
vernment Benchmark 2019, che evidenzia i risultati 1° dicembre 2019 (+2,2 milioni rispetto a inizio
sopra la media europea della PA italiana per usabi- anno), al ritmo di quasi 200.000 identità eroga-
lità (98%, media UE 89,9%) e mobile friendliness (76%, te al mese. Merito anche della scelta di vincolare
media UE 68%) di portali e servizi online. Perman- all’autenticazione tramite SPID l’accesso ad alcuni
gono invece le grandi difficolta sul fronte dell’inte- servizi chiave, che hanno rappresentato delle vere

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

e proprie killer application: in primis, la richiesta del la strategia italiana per il Cloud della PA. Il 1° aprile
reddito di cittadinanza, ma anche la registrazione 2019 è scattato l’obbligo per tutte le amministra-
a molti concorsi pubblici. Nel 2020 l’attenzione zioni di acquisire esclusivamente servizi qualificati
sarà rivolta al possibile cambiamento del modello da AgID ed esposti sul Catalogo dei servizi Cloud
SPID, con lo Stato (e non più gli identity provider) a per la PA, in attuazione delle circolari n. 2 e 3 del 9
rilasciare gratuitamente le identità digitali, conte- aprile 2018. A dicembre 2019 erano 52 i Cloud Ser-
stualmente al rilascio della Carta d’identità elettro- vice Provider (CSP) presenti sul marketplace di AgID,
nica (CIE), al fine di favorire la convergenza tra i due mentre i servizi qualificati ammontavano a 59 per
strumenti: due facce della stessa medaglia, identi- la tipologia IaaS, 105 per la tipologia PaaS e 259 per
tà unica digitale e analogica, utilizzabili per finalità quella SaaS. Parallelamente, con la circolare n. 1 del
diverse. 14 giugno 2019, ha preso il via la terza fase del per-
Ottimi i risultati anche sul fronte pagamenti digi- corso di razionalizzazione dei data center e di for-
tali. A dicembre 2019, le transazioni su PagoPA si mazione dei Poli Strategici Nazionali (PSN). AgID ha
attestano a oltre 70 milioni, corrispondenti a 11,1 definito i requisiti indispensabili delle infrastrutture
miliardi di euro incassati (a fine 2018 erano 2,8 mi- idonee a essere utilizzate dai PSN e la relativa pro-
liardi). Tuttavia, sono poco più di 4.500 le PA che cedura di verifica del possesso di tali requisiti.
hanno registrato almeno un pagamento andato a L’anno appena trascorso ha inoltre segnato un
buon fine, a fronte di oltre 15.000 amministrazio- deciso cambio di passo nei processi di nomina dei
ni che hanno concluso la procedura di attivazione Responsabili per la transizione digitale (RTD) da
e sono operative. Da luglio 2019, la gestione della parte delle amministrazioni pubbliche. A settem-
piattaforma PagoPA è passata sotto il controllo bre è stata superata la soglia dei 5.000 RTD nomi-
dell’omonima società partecipata dallo Stato, co- nati (erano 3.400 alla fine dello scorso anno). Tra le
stituita in attuazione del c.d. Decreto-legge “Sem- amministrazioni più importanti ad aver nominato
plificazioni” (135/2018), convertito in legge il 12 il proprio RTD vi sono 12 ministeri, 17 Regioni, 2
gennaio 2019. Oltre a favorire la capillare diffusio- Province autonome, 12 città metropolitane, più di
ne del sistema di pagamenti, PagoPA Spa avrà il 2.200 comuni e 50 università.
compito di gestire alcuni progetti innovativi legati Ma il 2019 sarà sicuramente ricordato per gli im-
ai servizi pubblici. portanti cambiamenti in materia di governance
Tra questi vi è anche il progetto “IO”, l’app per i dell’innovazione. Con il DPCM del 19 giugno 2019 è
servizi pubblici. Nella primavera del 2019 l’applica- stato infatti istituito il Dipartimento per la trasfor-
zione è entrata in una fase di test su invito (closed- mazione digitale della Presidenza del Consiglio dei
beta) con cittadini e servizi reali forniti da alcuni enti ministri, cui spetterà il compito di supportare il Go-
distribuiti sul territorio nazionale. Una versione verno nella realizzazione degli obiettivi dell’Agenda
beta dell’applicazione dovrebbe essere finalmente digitale. Il Dipartimento prende in carico prende in
disponibile nella primavera del 2020. carico diversi progetti avviati dal Team per la Tra-
Il mese di maggio è stato caratterizzato dall’appro- sformazione Digitale, che ha concluso il suo man-
vazione di molti provvedimenti previsti dai diver- dato il 31 dicembre 2019.
si capitoli del Piano triennale: dalle linee guida sul Alla costituzione del nuovo Dipartimento ha fatto
modello di interoperabilità a quelle su acquisizione seguito la nascita del Ministero per l’innovazione
e il riuso del software nella PA, passando per quelle tecnologica e la digitalizzazione, frutto del cambio
relative alla sicurezza nel procurement ICT e al mo- di maggioranza di agosto che ha portato alla na-
dello nazionale di riferimento per i CERT regionali. scita del Governo Conte II. Il 17 dicembre 2019, il
Sempre sul fronte sicurezza, da registrare anche Ministro Paola Pisano ha lanciato la Strategia per
l’avvio, nel mese di ottobre, della fase pilota della l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del
piattaforma nazionale di contrasto agli attacchi in- Paese, un piano incentrato su 3 grandi sfide (digi-
formatici del CERT-PA. talizzazione, innovazione e sviluppo etico e soste-
Il 2019 è stato anche l’anno dell’entrata del vivo del- nibile) e 20 obiettivi da raggiungere entro il 2025.

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TESI

T R A S F O R M A Z I O N E D I G I TA L E D E L PA E S E ,
U N A “ F I N E S T R A D I O P P O R T U N I TÀ” DA N O N S P R E C A R E
|

di Andrea Ivan Baldassarre perseguire, sotto il profilo squisitamente tecnico


Responsabile Area Content development FPA e organizzativo, è nota da anni e ormai formaliz-
zata nei documenti di indirizzo strategico ed eco-
Il 2019 potrebbe davvero essere ricordato come nomico sulla trasformazione digitale, in primis il
un momento di svolta nel lungo e tortuoso per- Piano triennale per l’informatica nella PA. Anche
corso di trasformazione digitale della PA e del nella sua versione 2019-2021, il Piano insiste
Paese. Ripercorrendo gli eventi che hanno ca- sull’adozione di un modello strategico basato su
ratterizzato l’ultimo anno, si ha infatti la netta architetture multilivello e interoperabili, sul su-
sensazione di trovarsi di fronte a quella che nel peramento dell’approccio a 'silos' nell’offerta di
1984 il politologo John Kingdon, nel suo modello servizi digitali, sulla riqualificazione della spesa
Te s i / T R A S F O R M A Z I O N E D I G I T A L E

di analisi dei processi di formazione dell’agenda pubblica in tecnologie digitali e sul coinvolgimen-
politica, definì come una “finestra di opportunità” to del privato per accelerare i processi di digitaliz-
(o finestra di policy)1. zazione della PA.
Nel suo modello dei “flussi multipli” Kingdon so- Ma le soluzioni raramente costituiscono un ele-
steneva che, a prescindere dal settore di inter- mento critico: le finestre vengono aperte prin-
vento, la probabilità che un determinato tema cipalmente dalla comparsa di problemi urgenti
trovasse spazio nell’agenda politica fosse in- o da eventi di carattere istituzionale. È infatti in
fluenzata da tre tipi di variabili: la percezione di queste due dimensioni che si riscontrano i prin-
una specifica questione come un problema pub- cipali elementi di discontinuità rispetto al recente
blico meritevole di essere affrontato (flusso di passato.
problemi); la disponibilità di specifiche soluzioni I problemi legati al ritardo dell'Italia nel percorso
elaborate da expertise tecniche (flusso di poli- di trasformazione digitale cominciano ad essere
tiche); la creazione di condizioni politico-istitu- percepiti come prioritari anche dai policy makers
zionali favorevoli, legate ad esempio a ricambi a e da una quota sempre crescente dell’opinione
livello governativo o legislativo (flusso di politica). pubblica. Evidenza confermata anche dall’analisi
Secondo il modello, questi flussi tendono a segui- svolta dalla Corte dei Conti, da cui emerge «una
re strade più o meno indipendenti l’una dall’altra, diffusa consapevolezza, accresciutasi nel tempo,
fino a quando non si incrociano in un intervallo di quanto l’innovazione della pubblica ammini-
temporale – una finestra, appunto – in cui si veri- strazione rappresenti una fondamentale e irri-
ficano condizioni e opportunità per la formulazio- nunciabile leva di sviluppo dell’intero Paese»2.
ne di una politica pubblica, o per un suo radicale Contestualmente, i mutamenti di natura politica,
cambiamento. tanto a livello comunitario quanto a livello nazio-
Il rilancio delle politiche di innovazione nel nostro nale, hanno contribuito a creare le condizioni fa-
Paese sembra collocarsi all’interno di una nuo- vorevoli per una nuova centralità delle politiche
va finestra di opportunità, che se ben sfruttata di innovazione.
potrebbe condizionare favorevolmente la capa- L’avvio della IX legislatura europea e la nascita del-
cità del Paese di recuperare i ritardi strutturali la Commissione guidata da Ursula Van der Leyen è
accumulati negli anni e periodicamente fotogra- stata caratterizzata da una rinnovata attenzione
fati dal DESI. Non è tanto la disponibilità di so- al tema. La nuova Commissione ha individuato la
luzioni ad aver fatto la differenza. La strada da “competizione internazionale per la leadership tec-

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nologica” come una delle grandi sfide da affronta- con un programma d’azione ben definito e deli-
re nel corso del suo mandato, insieme al cambia- neato dal già citato Piano triennale. Un percorso
mento climatico, con l’ormai noto Green new deal, e che nell’ultimo anno ha registrato importantissi-
alla difesa della European way of life³. La centralità mi passi in avanti nell’attuazione di progetti stra-
del tema è stata confermata dalla scelta di nomi- tegici che consentiranno alle PA di ogni livello di
nare un vicepresidente esecutivo per una “Europa erogare servizi pubblici di qualità, prendere mi-
adatta all’era digitale”, incarico conferito al com- gliori decisioni basate sui dati, fare evolvere pro-
missario alla concorrenza Margrethe Vestager, cessi interni e modelli organizzativi.
che nel perseguire tale obiettivo avrà il potere di La vera novità risiede nella possibilità di opera-
coordinare il lavoro degli altri commissari. re un cambio di approccio complessivo al tema

Te s i / T R A S F O R M A Z I O N E D I G I T A L E
Analogamente, con il del digitale: non più un settore dell’economia o
La vera novità risiede ricambio della com- uno specifico aspetto dei processi di ammoder-
nella possibilità di operare pagine di Governo e la namento della PA, ma l’ecosistema di qualsiasi
nascita del Conte II, la sviluppo equo e sostenibile del Paese, basato
un cambio di approccio
trasformazione digita- sull’uso intelligente, pervasivo e democratico
complessivo al tema le è entrata dalla porta dell’innovazione tecnologica. Un processo all’in-
del digitale: non più un principale nel program- terno del quale la pubblica amministrazione è
settore dell’economia ma dell’esecutivo ita- chiamata svolgere un ruolo cruciale, miglioran-
o uno specifico liano, accompagnata do la qualità dei servizi e la propria capacità di
dalla locuzione smart rispondere ai bisogni di cittadini e imprese, ma
aspetto dei processi di
nation. Simbolo di que- anche qualificando l’offerta attraverso una do-
ammodernamento della PA, sta nuova centralità, la manda di innovazione più intelligente, fungendo
ma l’ecosistema di qualsiasi (ri)nascita del Ministe- così da driver di innovazione e sviluppo per nuove
sviluppo equo e sostenibile ro per l’innovazione e imprese e nuove tecnologie.
la trasformazione digi- Un cambiamento di approccio che è già possibile
del Paese
tale, guidato da Paola intravedere in molti punti del Piano per l’innova-
Pisano. Un Ministro che potrà contare su deleghe zione del Paese 2025. Lanciato dal Ministro Pisa-
molto ampie, non limitate alla sola pubblica ammi- no nel dicembre del 2019, il Piano contiene infatti
nistrazione, ma estese anche alla “trasformazione numerosi elementi che sembrano connotare un
tecnologica, sociale e culturale del Paese”, e che deciso cambio di rotta rispetto al passato: inno-
godrà di una notevole autonomia nello svolgimen- vazione e digitalizzazione come elemento cardi-
to dei suoi compiti, non essendo previsto l’obbligo ne di una più ampia riforma strutturale dello Sta-
di raccordo con i vari Ministeri interessati alle sin- to; esplicito riferimento agli Obiettivi di Sviluppo
gole iniziative sul digitale. Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite come
Sono proprio le deleghe attribuite al ministero fondamento dell’intera strategia; individuazione
ad aprire le opportunità più significative e a dare dello “sviluppo sostenibile ed etico della società
il segno di un nuovo e più forte impulso verso la nel suo complesso” come una delle tre sfide prin-
trasformazione digitale. Non che il tema non fos- cipali da affrontare, insieme alla digitalizzazione
se già presente nell’agenda di policy: l’Italia aveva della società e all’innovazione del Paese.
già una propria strategia per la crescita digitale, Il Piano definisce un quadro di riferimento nuovo

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TESI

e di ampio respiro, individuando per ciascuna sfi- dove si progetta e si decide il meglio dell’intelli-
da una serie di obiettivi chiari e una lista di venti genza del Paese.
azioni di innovazione e digitalizzazione, alcune Sarà infine necessaria un’armonizzazione degli
delle quali meritano sicuramente di essere af- interventi e degli investimenti in innovazione, a
frontate in maniera prioritaria. In primis, la defini- partire dall’impiego, in questi ultimi due anni di
zione di una nuova governance dell’innovazione, programmazione, dei fondi europei, e in partico-
che aiuti a superare l’attuale groviglio di ruoli e lare da quel miliardo di euro circa che resta da im-
responsabilità. pegnare nei PON e nei POR rispetto agli obiettivi
L’individuazione di una guida politica e la nascita tematici OT2 (Agenda Digitale) e OT11 (ammo-
di un Dipartimento ad hoc presso la Presidenza dernamento e rafforzamento della PA).
del Consiglio rappresentavano passaggi neces- Queste sono solo alcune delle azioni prioritarie a
sari a garantire il necessario salto di qualità, che cui dar seguito già nei primi mesi del 2020, al fine
devono ora essere accompagnati dalla definizio- di sfruttare al meglio le opportunità offerte da
ne di un chiaro assetto istituzionale e organizza- questa nuova congiuntura. Perché tra le carat-
tivo, a partire dai meccanismi di coordinamento teristiche delle finestre di policy vi è quella di ri-
di tutti gli enti coinvolti a vario titolo nella tra- manere aperte per un periodo di tempo, che può
sformazione digitale del Paese. essere più o meno esteso, ma mai infinito. Inoltre,
Te s i / T R A S F O R M A Z I O N E D I G I T A L E

Ma è necessaria anche una nuova strategia di le finestre possono essere chiuse da eventi im-
partnership pubblico-privato, basata sul rispetto previsti in grado di spostare l’attenzione di policy
dei ruoli, ma anche su una rinnovata base di fidu- makers e opinione pubblica in una direzione diver-
cia, che trovi il suo fondamento in quella Carta dei sa da quella auspicata. E quando una finestra si
principi tecnologici del procurement destinati ad chiude, riaprirla può risultare un compito partico-
entrare con forza nei capitolati delle future gare larmente arduo.
strategiche per l’ICT. Proprio il sistema del procu-
rement pubblico sarà una delle principali leve su
cui agire per sbloccare le potenzialità della do- 1
John W. Kingdon, Agendas, Alternatives, and Public Policies,
Boston, MA, Little, Brown, 1984
manda pubblica, in particolare per ciò che attiene 2
Referto in materia di informatica pubblica, Corte dei Conti,
l’acquisto di servizi nel campo dell’innovazione novembre 2019, pag. 33.
digitale. Ma nulla di questo sarà possibile senza 3
La locuzione European way of life include una pluralità di sfi-
de sociali, come quelle demografiche (invecchiamento, bas-
un costante metodo di lavoro basato sulla parte- sa natalità), quelle legate all’economia sociale di mercato o
cipazione multi-stakeholder per portare al tavolo quelle connesse alla gestione dei flussi migratori.

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I TA L I A D I G I TA L E : L A ' M A C C H I N A' È P R O N TA A C O R R E R E ?
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di Luca Gastaldi troppo in una posizione non particolarmente fa-


Direttore Osservatorio Agenda Digitale, Politecnico vorevole.
di Milano La spesa pubblica italiana pesa il 48% del PIL del
nostro Paese. L’Italia spende per la propria PA più
L’Italia sembra aver finalmente capito che le tec- della media Europea (44%).
nologie digitali rappresentano le nuove infrastrut- Con un punteggio di 52 su 100 l’Italia si trovava
ture portanti del Paese. Come nel dopoguerra lo a fine 2018 in 53° posizione al mondo con riferi-
Stato ha capito la centralità delle infrastrutture mento all’indice di corruzione stilato da Transpa-

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
stradali per la crescita economica, ora sembra rency international.
che si stia affermando la medesima visione di Con 3,3 milioni di addetti, in Italia lavorano nel
lungo periodo e si stia settore pubblico 14 lavoratori su 100, 6 in meno
inquadrando la trasfor- rispetto alla Francia. Al di là del dato quantitativo,
Le tecnologie digitali
mazione digitale come tuttavia, a preoccupare deve essere lo stato di
rappresentano la leva più un’imperdibile occa- questo capitale umano che risulta:
importante (se non l’unica) sione per realizzare il • anziano: l’età media dei dipendenti pubblici è
su cui agire per rendere nuovo sistema nervoso infatti di oltre 50 anni;
le nostre amministrazioni su cui basare la cresci- • poco qualificato e formato: ciascun dipen-
ta economica dell’Italia dente pubblico italiano usufruisce mediamen-
capaci di bilanciare efficacia
nei prossimi anni. te solo di 1,4 giornate di formazione l’anno a
e sostenibilità, trasparenti La PA può e deve gui- fronte di 6-7 di paesi come Francia e Regno
nel loro agire e in grado dare la trasformazio- Unito;
di attrarre personale ne digitale del Paese, • male attrezzato: solo il 16% delle PA italiane
innescando percorsi sta implementando progetti strutturati di
qualificato
di digitalizzazione per- Smart Working.
vasivi. Per farlo deve Oggi la PA italiana è ancora inefficiente, poco
prendere consapevolezza dell’enorme mole di in- trasparente e attempata. Le tecnologie digita-
formazioni e dati in suo possesso e della propria li rappresentano la leva più importante (se non
capacità di innescare processi di migrazione al l’unica) su cui agire per rendere le nostre ammi-
digitale, che non solo generano benefici per cit- nistrazioni capaci di bilanciare efficacia e soste-
tadini e imprese, ma che possono influenzare lo nibilità, trasparenti nel loro agire e in grado di
spazio per innovare di entrambi. attrarre personale qualificato. Per poter correre,
Se la PA italiana vuole giocare pienamente il ruo- la 'macchina' pubblica deve prima di tutto digita-
lo centrale che le spetta nella digitalizzazione del lizzare sé stessa, accelerando le tante iniziative
Paese deve dimostrarsi efficace nel fronteggiare di switch-off in atto e ridisegnando interamente
tre sfide: i processi mediante i quali i servizi pubblici sono
• bilanciare efficacia e sostenibilità economica; gestiti ed erogati, in modo da sfruttare a pieno
• garantire trasparenza e responsabilità sociale; le potenzialità delle tecnologie digitali. È parti-
• attrarre e trattenere personale qualificato. colarmente importante digitalizzare, integrare e
re-ingegnerizzare sia i processi di front-office che
Su tutte e tre queste sfide l’Italia si trova pur- quelli di back-office, cambiando il modo di intera-

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APPROFONDIMENTI

gire tra l’amministrazione nel suo complesso e per collaborare con le imprese private e portare
cittadini e imprese. avanti efficaci iniziative di switch-off per rendere
La digitalizzazione, l’integrazione e lo switch-off la PA capace di giocare un ruolo di primo piano
sono certamente fondamentali per consentire nella digitalizzazione del Paese. Switch-off e col-
alla PA di guidare la trasformazione digitale del laborazione con i privati devono essere indiriz-
Paese ma non bastano e, soprattutto, richiedono zati con in testa una chiara idea del futuro, in
tempi molto lunghi per potere essere realizzati. particolare delle opportunità offerte dalle tec-
Sono necessari almeno altri tre elementi comple- nologie più dirompenti che, progressivamen-
mentari. te, si affacciano sul mercato e dei vincoli legati
Per prima cosa la PA deve imparare a collabora- a una loro efficace implementazione. In questo
re maggiormente con le imprese – da quelle più momento storico penso all’intelligenza artificia-
grandi fino alle start up o le PMI ad alto tasso in- le, alla Blockchain, ai Big Data analytics, all’Internet
novativo. Pertanto, è di vitale importanza ripen- of Things, ecc. I vantaggi associati a un’efficace
sare il procurement pubblico, che sembra ancora applicazione di tali soluzioni in ambito pubblico
vittima di un pregiudizio che lo vede come fonte sono potenzialmente enormi e devono essere
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

di inefficienza (quando non di corruzione) piutto- colti quanto prima. La PA non può permettersi di
sto che di innovazione. sprecare energie preziose nel perseguire inizia-
Le gare pubbliche sono ancora strutturate e tive di digitalizzazione obsolete e non può rima-
gestite con la principale preoccupazione di pre- nere in balia dei fornitori semplicemente perché
venire ricorsi e contenziosi, mentre sono ancora non conosce e sfrutta a pieno l’ecosistema di in-
troppo poche le PA che cercano di acquisire nel novazione a cui potrebbe attingere.
minor tempo possibile la migliore soluzione di- È necessario pertanto che le PA avviino iniziative
sponibile. Le imprese, dal canto loro, si concen- di open innovation, lavorando per essere mag-
trano non tanto sul proporre soluzioni efficienti giormente esposte a stimoli con cui mettere in
e innovative, che diano reale valore al cliente discussione e cercare di migliorare la loro ope-
pubblico, quanto nell’adempiere a ogni formali- ratività. D’altro canto, non bisogna considerare
smo richiesto in fase di gara e prevenire ricorsi le tecnologie emergenti come la panacea di tut-
pretestuosi dei concorrenti. Così facendo spreca- ti i mali. Sono necessarie risorse, competenze e
no le migliori energie a recitare liturgie che tutti consapevolezza di dove possano essere applica-
sanno inutili. Il risultato di questa duplice spinta, te con successo, per produrre risultati concreti e
alimentato dall’incertezza normativa, è che si fi- non infruttuosi 'esercizi di stile'.
nisce per allontanare dal settore pubblico quella C’è un ultimo elemento su cui è necessario la-
parte di mercato sana e dinamica che potrebbe vorare per far correre pienamente la macchina
apportare competenze ed energie essenziali alla pubblica: roadmap condivise di progressiva at-
trasformazione della PA e dell’intero Paese. tuazione dell’Agenda Digitale – sia a livello na-
È urgente un impegno da parte di tutti per tra- zionale che locale. Tali roadmap devono essere
sformare il procurement da ostacolo all’innova- basate su solide evidenze empiriche, superare
zione, quale è ancora in molti casi oggi, a potente l’attuale parcellizzazione territoriale e tematica
leva che consenta a PA e imprese di collaborare dei sistemi di monitoraggio e aprirsi a iniziative di
maggiormente e meglio nel realizzare la trasfor- benchmarking a livello territoriale e internaziona-
mazione digitale dell’Italia. Il vero ostacolo non è le. Il Piano triennale e i cruscotti di monitoraggio
la carenza di risorse, ma la povertà di competenze, di AgID e Team digitale hanno rappresentato dei
progettualità e managerialità, che sono spesso grandi passi in avanti da questo punto di vista,
risultato di un controllo politico eccessivo e non ma molto può essere ancora fatto.
orientato ai risultati, bensì alla gestione del pote- Più in generale, molte iniziative di digitalizza-
re e a una ricerca miope e populista del consenso. zione sono condotte senza veri e propri studi di
Ancora una volta, tuttavia, non è sufficiente sa- fattibilità che ne valutino impatti e sostenibilità,

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

evidenziando potenziali benefici da una parte e quelle grandi alle PMI e/o start up innovative –
attività, tempi e costi del cambiamento dall’al- mediante un ripensamento del procurement
tra. È necessario monitorare con regolarità e in pubblico;
modo trasparente lo stato di attuazione dei pro- • mantenimento di un delicato equilibrio nel-
getti di innovazione digitale in ambito pubblico, la sperimentazione pragmatica di tecnologie
evidenziando gli scostamenti rispetto agli obiet- emergenti, evitando di disperdere energia in
tivi intrapresi, le eventuali criticità riscontrate direzioni di digitalizzazione obsolete o troppo
nell’attuazione e le dinamiche di cambiamento di frontiera;
dei bisogni dei territori. • sviluppo di un sistema di monitoraggio teso a
In sintesi, sembrano essere quattro gli elementi fissare chiare roadmap di digitalizzazione sulla
necessari a far si che la PA giochi il ruolo chiave base di solide evidenze empiriche e in un con-
che può e deve giocare nella trasformazione di- fronto continuo con l’estero e tra i vari territori
gitale del Paese: italiani.
• accelerazione dello switch-off al digitale e del Solo con questi quattro interventi si darà un sen-
ridisegno dei processi di gestione e erogazione so ai tanti sforzi profusi da AgID e Team digitale

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
dei servizi pubblici; nel 2019, rendendo la macchina pubblica vera-
• capacità di collaborare con le imprese – da mente pronta a correre.

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APPROFONDIMENTI

R E S P O N S A B I L I T R A N S I Z I O N E A L D I G I TA L E : B E N E L A C R E S C I TA
D E L L E N O M I N E , M A O R A L A S F I DA È L’A C C O M PAG N A M E N T O
|

di Andrea Ivan Baldassarre no una serie di azioni finalizzate a rafforzarne


Responsabile Area Content development FPA il ruolo all’interno di ciascuna amministrazione.
Tra queste, spicca sicuramente la creazione del-
e Giovanna Stagno la di una rete di RTD in grado di supportare le
Responsabile Area Ricerca, Advisory e Formazione amministrazioni nell’attuazione degli obiettivi
FPA di transizione al digitale previsti dal Piano trien-
nale. Fulcro di tale rete è la Conferenza dei Re-
L’istituzione della figura del Responsabile per la sponsabili per la transizione al digitale. Conce-
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

transizione digitale (RTD) rappresenta una del- pito come uno strumento di dialogo, raccordo e
le principali azioni intraprese negli ultimi anni supporto, la Conferenza è stata avviata da AgID
per facilitare il processo di digitalizzazione della nel febbraio 2019. In questo suo primo anno di
pubblica amministrazione. Introdotta con il De- attività, la Conferenza ha visto il coinvolgimen-
creto legislativo n. 179 del 26 agosto 2016, che to di un primo nucleo di RTD provenienti da PA
ha modificato l’articolo 17 del Codice dell’am- centrali, Regioni, città metropolitane e relativi
ministrazione digitale (CAD), la figura del RTD comuni capoluogo.
sembra finalmente aver assunto la necessaria è quindi indubbio che il 2019 sia stato carat-
rilevanza, quale elemento portante per la l’am- terizzato da importanti passi in avanti nella
modernamento di tutti gli enti pubblici. valorizzazione di questa figura tanto impor-
Il processo di nomina degli RTD da parte delle tante quanto sottovalutata, soprattutto nelle
PA, piuttosto lento e disomogeneo nei primi due amministrazioni più piccole. È proprio volgendo
anni dall’entrata in vigore della norma (settem- lo sguardo a queste realtà che si riscontrano le
bre 2016), nel 2019 ha infatti registrato un deci- maggiori criticità. Partiamo dai dati oggi dispo-
so cambio di passo. Tra le ragioni di questa acce- nibili1: attualmente risultano nominati i RTD di
lerazione vi è sicuramente la Circolare n. 3/2018 12 ministeri, 19 Regioni e Province autonome,
del Ministro per la pubblica amministrazione, 12 città metropolitane, 50 università e istitu-
con cui si sollecitavano tutte le amministrazio- zioni di istruzione universitaria. ma cosa succe-
ni ad adempiere alle previsioni dell’articolo 17 de negli altri enti? Analizzando i dati disponibili
del CAD. Da allora, il numero di RTD nominati è sull’Indice delle pubbliche amministrazioni (IPA)
progressivamente cresciuto, passando da poco emerge come alcuni comparti siano ancora piut-
meno di 3.000 RTD nominati a ottobre 2018 ai tosto indietro nel processo di nomina.
5.200 di dicembre 2019. Prendiamo il caso dei comuni che per natura (enti
Un ulteriore fattore abilitante di questa cre- di prossimità, vicini alle esigenze dei cittadini) e
scita è rappresentato dalla centralità ricono- funzioni (molteplicità di servizi erogati) sono tra
sciuta alla figura del RTD da parte del nuovo gli enti maggiormente ingaggiati nel percorso
Piano triennale per l’ICT pubblico 2019-2021. di attuazione del Piano triennale, in particolare
Pubblicato nello scorso mese di marzo, il Pia- per ciò che attiene lo sviluppo di servizi digitali
no dedica una specifica sezione del Capitolo 11 semplici e orientati all’utente. A novembre 2019
– Governare la trasformazione digitale – ai RTD, in i comuni che avevano nominato il proprio RTD
cui se ne riafferma la centralità nel percorso di erano 2.267 sul totale di 7.921 censiti su IPA, ov-
trasformazione digitale della PA e si definisco- vero circa il 29%. È evidente che gli enti di minori

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

dimensioni sono quelli maggiormente in difficol- concrete per l’attuazione di quanto previsto dal
tà nell’individuare al proprio interno quelle “ade- CAD.
guate competenze tecnologiche, di informatica Davanti a questo scenario torniamo ad inter-
giuridica e manageriali” richieste dall’articolo 17 rogarci sul ruolo del RTD. L’analisi dei numeri
del CAD. Ma la possibilità di esercitare la fun- evidenzia quanto la nomina sia stata percepita
zione di RTD in forma associata, prevista dallo come l’ennesimo adempimento. L’approccio che
stesso articolo 17 e raccomandata dalla circolare come FPA portiamo avanti è quello che consi-
3/2018 per gli enti di piccole dimensioni, fornisce dera norme e tecnologie abilitanti, certamente,
un’utile opzione per costituire, anche in queste ma che guarda alle persone come vero driver di
realtà, quel “punto di contatto” richiamato dal innovazione. E in questo, la figura del RTD rap-
Piano triennale. Quanto ai profili dei nominati, è presenta senza dubbio un’importante opportu-
evidente la tendenza, soprattutto nelle realtà più nità di cambiamento, che può contribuire sen-
strutturate, di affidare il ruolo di RTD al CIO/re- sibilmente a ridisegnare il funzionamento della
sponsabile dei sistemi informativi dell’ente. Nel- PA italiana.
le realtà di minori dimensioni è invece possibile Nel corso del 2019, dai numerosi confronti con

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
riscontrare le casistiche più varie: dalla nomina a i RTD provenienti da enti di natura differente,
RTD del segretario generale, in ossequio alla re- sono emersi punti di vista concordanti su ruolo
gola per cui in assenza e attività attribuite dall’art. 17.
di posizioni dirigen- Il primo elemento rilevato a più voci è che il RTD
In un processo di costruzione
ziali, le funzioni per la non è uno specialista. I molti modi in cui è stato
della transizione al digitale transizione al digitale definito evidenziano l’attitudine da 'coordinato-
delle amministrazioni che possano essere affi- re multidisciplinare' chiamato a mettere insieme
non avviene in modalità date a un dipendente specialisti, a valutare qualità, utilità, efficacia
in posizione apicale, dei processi, per produrre innovazione a van-
bottom-up, i RTD avvertono
alle soluzioni più fan- taggio dell’intera collettività. Ma il RTD è anche
fortemente il bisogno tasiose, come nel caso un 'facilitatore' a supporto del decisore politico,
di standard, protocolli e dei comuni che hanno come indica la stessa normativa, in grado di ren-
modelli, meglio ancora se affidato il ruolo di RTD dere comprensibili e applicabili le strategie digi-
messi a disposizione in addirittura al sindaco. tali dell’ente. Si va sempre più delineando la ne-
Discorso per certi ver- cessità di una figura che traduca la transizione
modo collettivo da una rete
si analogo può essere al digitale in primo luogo in un’azione di change
tra pari fatto per gli enti del management. Da qui i numerosi interrogativi: è
Sistema sanitario na- giusto che il RTD sia il CIO dell’ente? Non si ri-
zionale (SSN), responsabili dell’erogazione di im- schia così di schiacciare la trasformazione digi-
portanti servizi di assistenza e cura per i cittadini. tale sulla sola dimensione tecnologica?
Sicuramente più strutturati della maggior parte Nelle interlocuzioni con i RTD è emerso inoltre
dei comuni, anche le strutture del SSN risultano come questa competenza di coordinamento
indietro nel processo di nomina del proprio RTD. rischi spesso di sovrapporsi a mansioni e ruoli
In base ai dati IPA, solo 54 aziende sanitarie locali pregressi, sovraccaricando la capacità di visio-
e 47 tra aziende ospedaliere, aziende ospedaliere ne strategica e di pianificazione richieste al RTD.
universitarie, policlinici e istituti di ricovero e cura RTD che spesso avverte un forte senso di so-
a carattere scientifico pubblici hanno nominato il litudine nell’affrontare le mansioni affidategli,
proprio RTD. Questo significa che, ad oggi, oltre nonostante il compito di guidare la transizione
metà delle aziende sanitarie non ha ancora prov- al digitale sia attribuito dalla norma ad un ufficio
veduto a nominare il proprio RTD. E nelle aziende per la transizione al digitale. I RTD parlano di ne-
che vi hanno provveduto spesso si tratta di una cessità di uffici multidisciplinari a cui attingere
nomina formale, che non si sostanzia in azioni professionalità e competenze di diversi settori,

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APPROFONDIMENTI

dalle tecnologie alla sicurezza fino ad arrivare dell’ente rispetto ai punti affrontati dal CAD per
al procurement, ma rilevano un sottodimensio- arrivare ad una roadmap di azioni da mettere in
namento dell’ufficio in termini di risorse umane campo e che passi necessariamente attraverso
dedicate. un rafforzamento continuo delle conoscenze e
In un processo di costruzione della transizione delle competenze del RTD e del suo team.
al digitale delle amministrazioni che non av-
viene in modalità bottom-up, i RTD avvertono
1
Per dare evidenza dello stato di avanzamento delle nomine,
fortemente il bisogno di standard, protocolli e il numero di RTD nominati è stato aggiunto tra gli indicatori
modelli, meglio ancora se messi a disposizione di avanzamento della trasformazione digitale monitorati da
AgID: avanzamentodigitale.italia.it
in modo collettivo da una rete tra pari.
Da questo punto di vista, l’azione di una commu-
nity crea un senso di appartenenza, consente
di condividere, collaborare e scambiarsi espe-
rienze, è chiaramente una fonte preziosa di ap-
prendimento e permette di definire strumenti e
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

modelli e di trasmetterli ad altre realtà simili per


farne 'sapere' comune.
In diverse occasioni abbiamo sottolineato come
il fare rete debba quindi essere parte integran-
te di un percorso di transizione al digitale, che
Vai all’Academy su RTD
parta dalla conoscenza accurata della maturità a FORUM PA 2019

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

IL RIUSO COME METODO:


N O N È S O L O U N A Q U E S T I O N E D I S O F T WA R E
|

di Elvira Zollerano riduce le possibilità di fare sistema creando al-


Responsabile progetti formativi, FPA leanze con tutti i talenti che operano al di fuori
della PA.
e Gianfranco Andriola La pratica del riuso, cioè la possibilità di rilascia-
Esperto Open Data re le opere di ingegno prodotte dalle pubbliche
amministrazioni con modalità, standard e li-
Il concetto di riuso in Italia sembra essere appli- cenze utili a renderle disponibili per essere nuo-
cato (e applicabile) solo al software, ma il riuso vamente usate è uno strumento potente che

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
riguarda anche dati, prodotti multimediali, espe- potrebbe aumentare in maniere esponenziale
rienze. Come svilup- l’efficacia delle politiche pubbliche.
pare, implementare e In alcuni campi specifici di applicazione, come
Per fare in modo però che
diffondere un modello lo sviluppo di software o dei dati governativi, la
il riuso diventi pratica analogo anche ad altri pratica del riuso è comunemente accetta, nor-
consolidata e consuetudine ambiti? Le nuove linee mata e forte di una tradizione metodologica
organizzativa degli enti guida sul software e la che negli anni è diventata prassi consolidata.
pubblici italiani occorrono community Developers Rispetto a questi due esempi, basti pensare a
Italia sono sicuramen- come il Codice dell’amministrazione digitale e
soprattutto due elementi:
te un buon punto di il Piano triennale per l’informatica della PA de-
una cultura amministrativa partenza, è necessa- dicano ampio spazio ai temi dell’open source e
che sia capace di guardare rio però fare un passo dell’Open Data.
al riuso come opportunità avanti e capire se è Sul tema del software aperto in particolare,
possibile conciliare il l’Agenzia per l’Italia Digitale ha svolto un ruolo
e un quadro normativo di
modello previsto per prezioso di sistematizzazione delle metodologie
riferimento comune
il software con quello di acquisizione e di rilascio degli applicativi, pro-
relativo alle esperien- muovendo un vero e proprio cambiamento cul-
ze sviluppate con Open Community PA del PON turale nei confronti del concetto stesso di riu-
Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020. so. Creando le condizioni utili a mettere a fattor
comune delle stesse amministrazioni pubbliche,
La cultura del riuso nella pratica italiana e più in generale dell’intera collettività, una im-
Sono molti i casi in cui la pubblica ammini- portante voce di investimento pubblico, creando
strazione fa fatica a percepire se stessa come economie di scala e valorizzando le potenziali-
un’organizzazione unica. Le ragioni che stanno tà delle nuove tecnologie come prassi ammini-
a monte di questa posizione sono molteplici e strativa. Seguendo questo esempio la pubblica
riconducibili a pigrizie, lasciti culturali, clientele amministrazione italiana dovrebbe estendere
più o meno conclamate, incapacità della nor- la pratica del riuso, rendendola parte integrante
mativa di incidere in maniera significativa sui del proprio modo di produrre, rilasciare e acqui-
processi organizzativi. La difficoltà di afferma- sire beni immateriali.
re una cultura condivisa che metta al centro la Si può inoltre affermare con chiarezza che l’U-
collaborazione tra enti pubblici – sia essa diret- nione Europea si è mossa con lungimiranza e
ta o indiretta – non solo crea diseconomie, ma ampiezza di vedute già nel 2003 su questi temi,

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APPROFONDIMENTI

con la Direttiva relativa al ri-uso dell’informazione • il principio generale secondo il quale tutti i
del settore pubblico (PSI). contenuti del settore pubblico accessibili ai
La valorizzazione del patrimonio informativo è sensi delle norme nazionali siano resi dispo-
una della priorità che la Commissione si è data nibili gratuitamente per il riutilizzo (gli enti
attraverso la Digital Single Market strategy, ar- pubblici non potranno imporre tariffe supe-
rivando a definire un quadro normativo volto a riori ai costi marginali per il riutilizzo dei loro
incoraggiare e agevolare il riuso dei dati prodotti dati, tranne che in casi eccezionali);
dal settore pubblico, imponendo vincoli minimi • la particolare rilevanza attribuita ad alcune
dal punto di vista giuridico, tecnico e finanziario. tipologie di dati, definiti come dataset ad alto
Che si tratti di software, documenti, metodolo- valore, quali le statistiche o i dati geospazia-
gie per l’implementazione di servizi, immagini, li, che hanno un notevole potenziale com-
dati o qualunque altro prodotto che si presta a merciale e possono accelerare lo sviluppo di
essere dematerializzato e reso disponibile su in- un’ampia gamma di prodotti e servizi di infor-
ternet nella sua interezza, ci troviamo di fronte mazione a valore aggiunto;
a materiali già prodotti e che si prestano per- • l’estensione dell’ambito di applicazione della
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

fettamente a essere riusati abbattendo costi di direttiva alle imprese di servizio pubblico nel
trasferimento e ri-produzione. Per fare in modo settore dei trasporti e dei servizi di pubblica
però che il riuso diventi pratica consolidata e utilità;
consuetudine organizzativa degli enti pubblici • l’adozione di misure di salvaguardia per raf-
italiani occorrono soprattutto due elementi: una forzare la trasparenza e limitare la conclu-
cultura amministrativa che sia capace di guar- sione di accordi che potrebbero portare a un
dare al riuso come opportunità e un quadro nor- riuso esclusivo dei dati del settore pubblico
mativo di riferimento comune. da parte dei partner privati;
• la maggiore disponibilità di dati in tempo reale
Creare le condizioni per il riuso nella PA mediante l’uso di interfacce API (Application
L’art. 69 comma 1 del Codice dell’Amministra- Programming Interfaces) al fine di favorire
zione Digitale definisce in maniera esplicita che lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi (ad
«le pubbliche amministrazioni che siano titolari esempio applicazioni per la mobilità) da parte
di soluzioni e programmi informatici realizzati delle imprese e, soprattutto, delle start up.
su specifiche indicazioni del committente pub- Mancano invece riferimenti normativi specifi-
blico, hanno l’obbligo di rendere disponibile il re- ci per il riuso di materiali, contenuti e prodotti
lativo codice sorgente, completo della documen- multimediali di diversa natura. Neanche la legge
tazione e rilasciato in repertorio pubblico sotto sul diritto d’autore italiana (legge 633/1941) ha
licenza aperta, in uso gratuito ad altre pubbli- una norma che si occupi espressamente dei ma-
che amministrazioni o ai soggetti giuridici che teriali prodotti dalle pubbliche amministrazioni.
intendano adattarli alle proprie esigenze, salvo Come si deve comportare allora in questo caso
motivate ragioni di ordine e sicurezza pubblica, una pubblica amministrazione che progetta, svi-
difesa nazionale e consultazioni elettorali». luppa e implementa soluzioni innovative, consi-
Le linee guida di AgID, inoltre, forniscono appro- derando comunque che le indicazioni normative
fondimenti su questo obbligo, chiarendo il mo- indicano esplicitamente come obiettivo quello di
dello di riuso delineato dalla legge e definendo i favorire il riuso tra più amministrazioni?
parametri principali per la scelta della licenza e il È probabilmente necessario lasciarsi ispirare
rilascio del codice in ambito open source. dalle indicazioni normative e dalle buone prati-
Il Piano triennale 2019-2021 e la normativa ita- che adottate nello sviluppo open source e Open
liana (CAD) ed europea (recepimento PSI), inol- Data, con i dovuti adattamenti alle varie tipolo-
tre, forniscono indicazioni specifiche rispetto ai gie di prodotto e alle relative finalità di rilascio.
dati governativi aperti, evidenziando: Una prima considerazione, sul piano degli stru-

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menti, dovrebbe riferirsi alla scelta della licenza forzare il valore intrinseco delle politiche pub-
con cui si decidono di rilasciare i prodotti, valu- bliche, l’Open Government si pone come il più
tandone l’impatto che essa avrà sulla possibi- solido e collaudato paradigma di riferimento per
lità di riuso da parte di altre amministrazioni o rendere la pratica del riuso effettiva e armonica
soggetti terzi, per non cadere – e possibilmente con le modalità di lavoro con cui le PA suppor-
superare – i limiti che hanno reso fallimentare tano lo sviluppo del Paese. Il concetto stesso di
l’approccio open by default, promuovendo una apertura, proprio dell’Open Government, vie-
nuova cultura della responsabilità del rilascio ne declinato secondo tre aspetti cardine in cui
aperto e consapevole. il riuso dei materiali prodotti degli enti pubblici
Poiché il processo di acquisizione dei materiali svolge una funzione di 'amplificazione'.
multimediali in riuso spesso comprende perso- Secondo il modello di governo proposto dal pa-
nalizzazioni e aggregazioni di diverse compo- radigma dell’Open Government, la trasparenza
nenti, il modello di riuso dovrebbe consentire a è indispensabile, non solo a creare un ambiente
più amministrazioni di costruire un valore incre- favorevole ai cittadini per valutare l’operato de-
mentale sul prodotto originario, anche solo nel gli enti pubblici ma anche e soprattutto a sup-

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
caso in cui i materiali fossero soggetti a sem- portare le economie locali fornendo una base
plice manutenzione informativa solida per lo sviluppo dell’econo-
evolutiva. Affinché mia della conoscenza. Rendendo disponibili per
questo processo fun- il riuso i materiali sviluppati dalla PA, come già
Per fare in modo però che zioni correttamente è avviene i per i dati governativi aperti ad esem-
il riuso diventi pratica auspicabile l’attivazio- pio, gli enti pubblici avrebbero l’opportunità di
consolidata e consuetudine ne di cicli iterativi e di rendere più visibile il proprio operato, permet-
organizzativa degli enti miglioramento colla- tendo a tutti gli stakeholder esterni di riutilizzare
borativi tra la pubblica contenuti e prodotti sviluppati dalle pubbliche
pubblici italiani occorrono
amministrazione tito- amministrazioni ridefinendo l’interesse ad ap-
soprattutto due elementi: lare e quelle riceven- profondire l’offerta pubblica e valutandone in
una cultura amministrativa ti. Un modello simile maniera più concreta l’effettiva efficacia.
che sia capace di guardare offrirebbe opportunità In uno scenario socio-economico partecipato da
di crescita e collabo- una sempre più vasta quantità di soggetti che,
al riuso come opportunità
razione, condividendo con ruoli differenti, contribuiscono a ridefinire il
e un quadro normativo di
piani di sviluppo e dun- concetto stesso di 'interesse pubblico', sarebbe
riferimento comune que di investimenti tra fin troppo ambizioso per la pubblica ammini-
più amministrazioni strazione pensare di poter continuare a svolge-
sul medesimo prodot- re le proprie funzioni senza creare alleanze sui
to, con enormi risparmi per la finanza pubblica. territori. La partecipazione, qui intesa come la
Questo porta a una seconda considerazione, possibilità concreta di avviare un dialogo profi-
più volta al cambiamento culturale, che vede cuo e finalizzato alla ricerca di soluzioni operati-
l’attivazione di processi di collaborazione come ve con cittadini, imprese e associazioni, diviene
necessari per il rafforzamento della pratica del uno strumento sempre più centrale di governo.
riuso, mutuando in questo caso le buone pras- A questo proposito, la pratica del riuso in qual-
si delle community di sviluppo in ambito open che modo è come se 'incorporasse' il concetto di
source. partecipazione, rendendo accessibili, modifica-
bili e riadattabili i materiali sviluppati dalla pub-
L’Open Government come paradigma di riferi- blica amministrazione. Un meccanismo virtuo-
mento so, che, sfruttando l’intelligenza collettiva e la
Rispetto al tema del riuso, visto come strumen- collaborazione di comunità interne ed esterne
to immediatamente disponibile agli enti per raf- alla PA, permetterebbe di massimizzare il valo-

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APPROFONDIMENTI

re pubblico attraverso la diretta partecipazione come i materiali formativi e informativi, i proto-


di tutti gli stakeholder. colli sanitari, le analisi del rischio ambientale e
Rispetto alla collaborazione, terzo aspetto car- molti altri ancora.
dine che insieme alla trasparenza e alla parteci- Per rendere il riuso uno strumento con cui la
pazione contraddistingue il modello del governo pubblica amministrazione può evolvere il pro-
aperto, il riuso si incastra perfettamente come prio ruolo di piattaforma di convergenza de-
modello operativo di cooperazione tra istituzio- gli interessi di tutti i soggetti presenti su un
ni e soggetti esterni ad esse. territorio, è necessario coniugare un ripensa-
Gli enti pubblici non possono più considerarsi mento culturale verso l’apertura della pratica
strutture organizzative a sé stanti, ma devono amministrativa alla definizione partecipata da
costituirsi come soggetti integrati all’interno di parte di tutti gli stakeholder di riferimento tec-
una rete collaborativa e allargata ad altri enti nici operativi, capaci di orientare gli sforzi delle
pubblici, imprese, terzo settore e comunità di numerose comunità di sviluppo esterne alla PA
cittadini. verso obiettivi comuni e vantaggi condivisi. Un
Il modello collaborativo di riuso fatto di meto- modello che si fondi su processi di costruzione
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

dologie consolidate, tecniche specifiche ed ete- di reti di cooperazione e meccanismi di scambio


rogenee comunità di sviluppo già utilizzato con tra Pubbliche Amministrazioni con l’obiettivo di
successo nel software open source potrebbe es- implementare e condividere soluzioni e buone
sere esteso anche ad altri campi di applicazione pratiche amministrative innovative.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

C O M E M I G L I O R A R E I S E R V I Z I P U B B L I C I G R A Z I E A L D I G I TA L E
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di Lorenzo Fabbri smissione indispensabile per una capillare digita-


Responsabile Designers Italia, Team per la lizzazione del territorio. E questo orientamento si
Trasformazione Digitale) è rafforzato a seguito della firma dell’Accordo di
Cooperazione istituzionale di maggio con il Team
e Walter Merler per la Trasformazione Digitale e alla decisione
Responsabile Area Innovazione, Consorzio dei convinta di utilizzare gli strumenti di Designers
Comuni Trentini Italia.
Se la capacità di progettare servizi vicini ai biso-

Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
A cosa serve il digitale nella pubblica amministra- gni delle persone rappresenta la priorità, c’è un
zione? In definitiva, il digitale è una grande occa- secondo principio da tenere in considerazione: è
sione per creare servizi pubblici più semplici da la capacità da parte delle amministrazioni pub-
usare, ridurre i tempi per una pratica, evitare uno bliche di lavorare insieme, evitando di “reinven-
spostamento per un certificato o avere a portata tare ogni volta la ruota” e mettendo in comune le
di mano le informazioni di cui abbiamo bisogno. risorse per creare servizi di qualità.
È difficile immaginare un processo di digitaliz- Questa logica diventa fondamentale quando ci
zazione veramente compiuto se non si è fin dal si occupa di servizi digitali, perché l’economia
principio convinti che digitale è un’economia basata sulla condivisione
questo debba partire delle risorse molto più di quanto accada per i ser-
Se la capacità di progettare dal territorio e dalle vizi tradizionali. Nello sviluppo dei servizi pubblici
servizi vicini ai bisogni persone. Altrimenti basato sulle sedi fisiche e sui servizi allo sportel-
delle persone rappresenta c’è il rischio di disper- lo è normale che enti diversi procedano in modo
dere risorse pubbliche, indipendente: se dieci enti investono ciascuno
la priorità, c’è un secondo
energie e tempo per 100mila euro, ciascuno di questi enti otterrà un
principio da tenere in produrre cose poco risultato – in termini di servizi ai cittadini – del
considerazione: è la utili. valore (più o meno) di 100mila euro e questo vale
capacità da parte delle Partire dai bisogni del- anche nel caso in cui questi enti offrano servizi
amministrazioni pubbliche le persone è il principio simili tra loro. Possiamo ipotizzare che qualcu-
chiave che guida Desi- no sarà più bravo e con quelle risorse creerà un
di lavorare insieme, evitando
gners Italia, la piatta- servizio che vale anche di più dei 100mila euro
di “reinventare ogni volta la forma di Team per la investiti; qualcuno invece sarà meno bravo e
ruota” Trasformazione Digi- creerà un servizio più scadente, ma la sostan-
tale della Presidenza za non cambia. Invece nel mondo digitale dieci
del Consiglio che mette a disposizione di tutte enti che hanno ciascuno a disposizione 100mila
le pubbliche amministrazioni italiane strumenti, euro potrebbero mettere insieme le risorse, e il
kit e codice pronto all’uso per progettare servizi risultato porterebbe a ciascuno un beneficio non
pubblici digitali più efficaci. Il Consorzio dei Co- di 100mila euro ma di un milione di euro. Ciò che
muni trentini, attraverso l’Area Innovazione, ha viene realizzato sommando gli investimenti può
sempre operato in questa direzione, consideran- essere facilmente messo a disposizione di tutti.
do anche i piccoli comuni primi erogatori di servizi Oggi gli enti sono ancora mediamente attaccati
al cittadino, quindi elementi di una cinghia di tra- ai ‘mattoni’ e agli sportelli, ma quando ti occupi

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APPROFONDIMENTI

di digitale serve una organizzazione diversa. Per volgere l’intera amministrazione nel migliora-
questo bisogna riflettere sul funzionamento dei mento dei servizi. È un feedback continuo che
cosiddetti aggregatori locali della PA, ovvero di si autoalimenta.
quei soggetti, istituzionali e non, che sanno met- Per il 2020 il Consorzio dei Comuni Trentini ha
tere insieme risorse e creare community, facendo già avviato una fase 2.0 del progetto Comun-
leva su una concezione di pubblica amministra- web, che prevede il continuo allineamento sulle
zione che si mette in ascolto dei cittadini e dei iniziative ICT avviate dagli Enti che, unitamente
funzionari pubblici che ogni giorno usano i servizi alla normativa di settore data dal Piano trien-
per definire le proprie priorità. nale può davvero gettare le basi per la creazione
In questo scenario, Team digitale e Consorzio dei di un ‘linguaggio comune’ in grado di abilitare da
Comuni hanno realizzato nei mesi scorsi l’evolu- un lato l’interoperabilità tra i siti web dei comuni,
zione dei siti comunali del Trentino e avviato per- delle Comunità di Valle e della Provincia autono-
corsi di co-design, coinvolgendo funzionari e per- ma di Trento; dall’altro, il riutilizzo dei dati e la loro
sonale dei comuni nella ridefinizione dei servizi. pubblicazione in modalità Open Data, ponendo di
Il punto di partenza non è mai il software, sono fatto il Trentino in una posizione d’avanguardia, a
Approfondimenti / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

le persone che lo dovranno usare. Se l’obiettivo livello nazionale, per quanto riguarda l’adozione
è, ad esempio, costruire un servizio di iscrizione di politiche ed azioni finalizzate al raggiungimen-
a un asilo nido, un’azione ragionevole è quella di to degli obiettivi dell’Agenda per l’Italia Digitale.
partire da interviste ai genitori; proseguire coin- Un nuovo modus operandi che, in prospettiva, può
volgendo il personale che gestisce il servizio (le concretamente portare ad un quadro di appli-
maestre, i funzionari comunali che se ne occupa- cazione assolutamente innovativo, condivisibile
no, ecc.); disegnare l’esperienza d’uso del ser- e, soprattutto, vicino ai bisogni delle persone, in
vizio attuale e quella che si desidera ottenere. grado di abilitare uno standard dei servizi erogati
Tutto ciò molto spesso non è chiaro, e da lì na- dagli enti locali, basato sull’interazione fra strut-
scono i problemi, con ricadute a cascata sulle fasi ture di una stessa amministrazione e tra ammi-
di selezione e sviluppo di software, nonché sulla nistrazioni diverse (provincia-comuni o comune-
definizione delle procedure. Bisogna rafforzare la comune).
capacità di progettare servizi efficaci, ridefinire il
modo in cui questo si traduce in soluzioni digita-
li, sempre con l’obiettivo di aumentare la qualità
dei servizi per rendere ad esempio più semplice
pagare una multa, trovare l’indirizzo di un uffi-
cio, partecipare a un bando di gara, iscrivere i figli
all’asilo. Alcune considerazioni utili per il prossi-
mo anno:
• abbiamo un percorso chiaro e strumenti pron-
ti (quelli di Designers Italia) per continuare a
migliorare i siti web dei comuni del Trentino e
aggiungere progressivamente nuovi servizi;
• quando si innesca un percorso di innovazione
di questo tipo, è necessario domandarsi per-
ché lo si stia facendo, identificare poche priori-
tà e realizzarle velocemente. Risultati concreti
che danno nuove energie per i traguardi suc-
cessivi;
• rifare il sito di un comune mettendo al centro
il cittadino è l’occasione per trascinare e coin-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

COMUNWEB
|

Il progetto Comunweb, promosso dal Consorzio dei Comuni Trentini e Open-


content in collaborazione con FPA, è un progetto nato al fine di coniugare
l’offerta di servizi pubblici digitali con le esigenze sempre crescenti per gli
enti consortili di ottimizzare le risorse pubbliche. Comunweb si fa promotore
di soluzioni di contenimento della spesa attraverso un’azione di governance
del territorio basata sulla collaborazione e la condivisione dei servizi.
Comunweb nasce nel 2012, e può oggi contare su oltre 180 Comuni, 14 Co-
munità di Valle, circa 1.200 redattori che collaborano alla stesura e all’ag-
giornamento dei contenuti, 2.340 amministratori locali che hanno la possi-

Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
Scopri il portale Comunweb bilità di utilizzare la piattaforma Comunweb (www.comunweb.it) per meglio
orientare la comunicazione con il cittadino e hanno personale accesso alle
aree riservate.
Nell’ambito delle attività legate al progetto per il 2019, che hanno coinvolto
più di 50 Segretari Comunali e Responsabili per la Transizione Digitale degli
enti afferenti al Consorzio, rilevante la firma di un Accordo istituzionale tra
Consorzio dei Comuni Trentini e Designers Italia, gruppo del Team per la Tra-
sformazione Digitale con competenza specifica in design dei siti web delle PA
e dei servizi digitali. L’Accordo, firmato a maggio 2019, ha previsto il coinvol-
gimento del Consorzio dei Comuni Trentini come ente pilota di un processo di
implementazione linguaggio dei siti web coordinato tra tutti gli enti.
Complessivamente, vengono oggi gestiti circa un milione di documen-
ti strutturati ed oltre 2.000 dataset secondo il paradigma degli Open Data
(modello a 5 stelle).

Foto di FPA

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FOCUS ON

Le caratteristiche che rendono Comunweb un progetto innovativo sono


legate a un metodo, oltre che alle tecnologie impiegate, nonostante il core
dell’iniziativa sia rappresentato da una piattaforma tecnologica. Ciò è tanto
più vero se si considera l’accordo di maggio 2019 tra Consorzio dei Comuni
Trentini e Designers Italia.

I micro-servizi di Comunweb

OpenAgenda - OpenAgenda consente di raccogliere ed organizzare una


grande quantità di eventi locali, presentandola ai cittadini attraverso un’in-
terfaccia semplice e fruibile da qualsiasi dispositivo elettronico (PC, tablet,
smartphone). L’Ente Locale che si dota di OpenAgenda può abilitare asso-
ciazioni, musei, biblioteche e altri attori culturali della propria comunità, di un
account personale, attraverso il quale essi potranno inserire iniziative o dati
relativi al proprio profilo, come Open Data.
SpaziComuni - SpaziComuni è il servizio digitale di richiesta ed utilizzo, da
Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

parte dei cittadini, degli spazi pubblici disponibili, come sale, teatri o palestre.
Il calendario della disponibilità è pubblico e facilmente consultabile online. Il
sistema è integrabile con sistemi di pagamento esterni, in particolare con
MyPay/PagoPA, offrendo al cittadino un sistema rapido e digitale per acce-
dere ad un pubblico servizio.
Dimmi 2.0 - Con Dimmi 2.0, è possibile avviare percorsi di confronto con la
cittadinanza. Questo percorso può iniziare dalla raccolta di idee e proposte,
proseguire con un’operazione di ascolto online che rimane attiva per tutta la
durata dell’iniziativa e concludersi con una restituzione pubblica in cui ven-
gono esposti i risultati ottenuti.
SensoRcivico - SensoRcivico permette ai cittadini di segnalare malfunziona-
menti o problemi direttamente alla pubblica amministrazione attraverso la
mobile app apposita oppure il sito web, con il supporto di una mappa per la
geolocalizzazione. Il sistema gestisce un flusso completamente trasparente
per il quale una volta ricevuta una segnalazione, l’amministrazione la prende
in carico provvedendo ad informare l’ufficio competente e dando l’avvio al
processo di risoluzione del problema.
La Stanza del Cittadino (area personale del sito web) | Attraverso la Stanza
del Cittadino, ciascun cittadino di un comune ha a disposizione un cruscotto
unico con il quale attivare nuove istanze e monitorare lo stato di avanza-
mento di tutte le pratiche in corso, aperte direttamente dall’interessato o
da suoi delegati.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

C A N T I E R E I T G OV E R N A N C E
|

Il Cantiere IT Governance è il tavolo di lavoro di FPA che si propone di di-


segnare i percorsi di razionalizzazione ed evoluzione organizzativa della
PA, anche alla luce delle previsioni del Piano triennale per l’ICT. Il Cantiere
è promosso da FPA, con la partnership scientifica della Direzione Centrale
Organizzazione Digitale di INAIL, e in collaborazione con Cast, Ivanti, Pure
Storage, Samsung e Timeware.
In questa sua seconda edizione, il Cantiere ha visto la partecipazione di una
platea qualificata di interlocutori pubblici e privati, composta prevalente-
mente da vertici delle Direzioni IT (CIO) e Responsabili per la transizione al

Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
Scopri i protagonisti del tavolo digitale (art. 17 CAD) di grandi amministrazioni centrali (ministeri, agenzie
fiscali, istituti di previdenza sociale, autorità indipendenti, organi costitu-
zionali, ecc.) Regioni, comuni e università, nonché dai rappresentanti delle
grandi aziende ICT partner del Cantiere.
Il lavoro del tavolo, coordinato da Stefano Aiello, Partner di P4I - Partner-
s4Innovation, si è articolato in quattro incontri a porte chiuse, ospitati dalla
sede della DCOD di INAIL.
L’analisi svolta nel corso del 2019 si è concentrata su alcuni aspetti di rile-
vanza strategica inerenti al governo della digital transformation nelle pubbli-
che amministrazioni italiane:
• transizione della PA verso il paradigma del Cloud: benefici, rischi, sfide
organizzative e tecnologiche connesse al processo di attuazione della
strategia Cloud della PA, anche per ciò che attiene ai meccanismi di ap-
provvigionamento dei servizi Cloud;

Foto di FPA

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FOCUS ON

• Enterprise Service management: affermazione in ambito pubblico del


paradigma ESM, approccio integrato alla gestione dei servizi basato sui
meccanismi di coordinamento tra le diverse unità organizzative e sul
concetto di single point-of-contact;
• qualità delle forniture e metriche software: utilizzo di standard interna-
zionali automatizzare il controllo e il governo delle forniture software;
• user journey del cittadino e delle imprese: sviluppo di percorsi condivisi
per una migliore interazione tra utenti ed enti pubblici attraverso l’ado-
zione di approcci di Human-centred design.
I risultati dell’analisi svolta dal tavolo e le relative raccomandazioni saran-
no presentate in un Report pubblico che sarà disponibile nei primi mesi del
2020.
Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

C A N T I E R E S I C U R E Z Z A D I G I TA L E
|

Giunto alla sua terza edizione, il Cantiere Sicurezza digitale è il tavolo di


lavoro promosso da FPA in collaborazione con Cast, Ivanti, Samsung, Ti-
meware, VMware e dedicato al tema della cybersecurity nella PA italiana. Il
tavolo nasce con l’obiettivo di promuovere il dibattito tra i principali opera-
tori pubblici e privati per facilitare la costituzione all’interno delle ammini-
strazioni di organizzazioni in grado di gestire la sicurezza delle informazioni
e di assicurare un’adeguata capacità di prevenzione e risposta agli eventi
cibernetici.
Il tavolo ha visto nel 2019 la partecipazione di una platea qualificata di in-

Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
Scopri i protagonisti del tavolo terlocutori pubblici e privati, composta da dirigenti dei sistemi informativi
e responsabili della sicurezza informatica di ministeri, grandi enti centrali,
Regioni e loro società ICT, esponenti del mondo dell’accademia e della ri-
cerca, esperti del settore e rappresentanti di alcuni tra i maggiori player del
settore privato.
Il lavoro del tavolo, coordinato da Alessio Pennasilico, Information & Cyber-
security Advisor e membro del Comitato direttivo di Clusit, si è articolato in
tre incontri a porte chiuse, intervallati da momenti di confronto online.
L’analisi svolta nel corso del 2019 si è concentrata sul tema Data protection
by default & by design, che è stata affrontato secondo quattro prospettive:
• governance e cyber asset;
• disegno architetturale;
• device & endpoint management;
• sicurezza applicativa.
I risultati dell’analisi svolta dal tavolo e le relative raccomandazioni saran-
no presentate in un Report pubblico che sarà disponibile nei primi mesi del
2020.

Foto di FPA

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FOCUS ON

C A N T I E R E D O C U M E N T I D I G I TA L I
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Il Cantiere Documenti digitali è il tavolo di lavoro promosso da FPA in col-


laborazione con Dgroove, Gruppo Filippetti, Intesys e Postel e dedicato ai
temi della dematerializzazione, della gestione e della conservazione docu-
mentale e della valorizzazione dei patrimoni archivistici pubblici. Dal 2018
il Cantiere si svolge in collaborazione con ANAI - Associazione Nazionale
Archivistica Italiana.
Il tavolo ha visto nel 2019 la partecipazione di una platea qualificata di in-
terlocutori pubblici e privati, composta da dirigenti, referenti per i progetti
di dematerializzazione, responsabili della gestione documentale della PA
Focus on / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E

Scopri i protagonisti del tavolo


centrale e locale, esponenti del mondo dell’accademia e della ricerca, rap-
presentanti delle associazioni professionali della conservazione e dell’ar-
chivistica, rappresentanti delle aziende partner del Cantiere.
Il lavoro del tavolo è stato coordinato da Mariella Guercio, docente della
scuola di specializzazione in beni archivistici e librari all’Università La Sa-
pienza di Roma e si è articolato in tre incontri a porte chiuse, intervallati da
momenti di confronto online.
L’analisi svolta nel corso del 2019 si è concentrata in particolare su questi
temi:
• Fascicolo informatico: casi d’uso, con particolare attenzione ai fascicoli
procedimentali e alle tipologie presenti in molte amministrazioni (es. fa-
scicolo del dipendente). Particolare attenzione è stata riservata alle piat-
taforme che abilitano lo sviluppo di workflow e automatismi nella crea-
zione di fascicoli procedimentali, riconoscendo agli utenti un’autonomia
nella personalizzazione di flussi.
• Indicizzazione: l’applicazione dell’articolo 40-ter del CAD.
• Modelli di conservazione: focus in riferimento alle norme europee e alle
esperienze in atto in Italia e all’estero.
• Riuso di software per la gestione documentale.
I risultati dell’analisi svolta dal tavolo e le relative raccomandazioni saran-
no presentate in un report pubblico che sarà disponibile nei primi mesi del
2020.

Foto di FPA
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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PER SAPERNE DI PIÙ


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Nel corso dell’anno FPA ha realizzato diversi eventi pubblici o a porte chiuse, momenti di confronto
e lavoro collaborativo sui temi della trasformazione digitale della PA. In questa sezione tematica vi
proponiamo una selezione di eventi, con la possibilità di consultare gli atti.

< Infrastrutture e Cloud: lo stato


del percorso evolutivo dell’ICT
< Gestire e coordinare la
transizione al digitale: approcci e

Per saperne di più / T RAS F O R M A Z I O N E D I G I TA L E


pubblico strumenti per RTD e collaboratori
14 maggio 2019 15 maggio 2019

In collaborazione con: Aruba Enterprise,


Datacore, Huawei, Veritas, Vodafone
Business, Amazon Web Services - Intel,
Leonardo

< Modelli e soluzioni in riuso per la


gestione documentale
< La Blockchain per una gestione
distribuita e condivisa dei servizi
15 maggio 2019 pubblici
16 maggio 2019
In collaborazione con: Dgroove
in collaborazione con: Automobile Club
d'Italia, EY, Leonardo

< La sicurezza informatica del


Paese, tra nuova governance
< Dati pubblici come motore
dell’economia digitale
nazionale e Agenda digitale 16 maggio 2019
15 maggio 2019
In collaborazione con: Vodafone
In collaborazione con: Cisco, Cast, Business, Amazon Web Services - Intel,
Check Point, Leonardo, Matrix42, Tnet, Leonardo
Vodafone Business, Amazon Web
Services - Intel

< Servizi pubblici digitali: il


cittadino è finalmente al centro?
< La trasformazione digitale del
PAese. Come creare valore
15 maggio 2019 attraverso una nuova e fattiva
partnership pubblico-privato
In collaborazione con: Automobile Club
16 maggio 2019
d’Italia, Aruba Enterprise, Dedagroup
Public Services, Gruppo Filippetti, In collaborazione con: Automobile
Liferay, Infocert. Bit4ID, Amazon Web Club d’Italia, Cisco, Commvault, DXC
Services - Intel, Leonardo Technology, Leonardo, Sas, Vmware,
Vodafone Business, Westpole, Amazon
Web Services - Intel

< La PA alla sfida dell’Intelligenza


artificiale
15 maggio 2019

In collaborazione con: Amazon Web


Services - Intel, Keycrime, Leonardo,
Samsung

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

OPEN
GOVERNMENT

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Sono passati dieci anni da quando i pilastri dell’O- grado di trasparenza delle PA: 81%, in aumento
pen Government (trasparenza, partecipazione, di otto punti percentuali rispetto al 2018). Sem-
collaborazione) hanno cominciato a farsi strada pre sulla trasparenza, il dato interessante è da
nelle amministrazioni occidentali. A più velocità, ritrovarsi nelle raccomandazioni finali del rap-
gli ordinamenti hanno gettato le basi per costru- porto, che caldeggia per un miglioramento delle
ire un Sistema Paese inclusivo e orientato all’ac- procedure di riuso dei dati attraverso il controllo
countability dei residenti. Il 2019 è stato un anno e il monitoraggio su tali dati da parte del cittadi-
di consapevolezze, in cui si è compreso il valore no, al fine di aumentare il senso di fiducia nelle
del dialogo tra tecnologia e politiche pubbliche, istituzioni.
non senza criticità e frizioni tra i diversi livelli di Chiaramente, quanto emerso dall’eGovernment
competenza, soprattutto in tema di dati aperti. Benchmark 2019 deve essere letto in combina-
Andando ad approfondire il panorama europeo, to disposto con i risultati dell’Open Data Maturi-
sono tre i riferimenti da evidenziare, che riguar- ty Report 2019, che fa fare all’Italia un bagno di
dano il grado di apertura digitale dei governi e la umiltà riportandola in 8° posizione (rispetto al
tendenza a un mercato unico digitale in Europa quasi-podio dello scorso anno). Guardando alla
(Digital Single Market). situazione italiana generale di quest’anno, carat-
In ordine, è da segnalare la recente revisione e terizzato da un cambio di Governo e conseguen-
successiva pubblicazione aggiornata della Diret- ti ritardi nell’ottemperanza delle azioni previste
tiva sul Public Sector Information (2003/98/CE e da Piano triennale e Quarto Piano d’Azione OGP
2013/37/UE) che riguarda il riuso dei dati in Eu- 2019-2021, non sarebbe stato comunque sem-
ropa, e che cambia addirittura nome diventando plice mantenere la posizione di trend-setter del
Direttiva Secondary Use (UE) 2019/1024, introdu- 2018, anche fin troppo ottimistica secondo al-
cendo la nuova disciplina sull’apertura dei dati e il cuni1. Sebbene sopra la media europea in tutte e
riutilizzo delle informazioni nel settore pubblico, quattro le dimensioni di analisi del report (policy,
che da giugno accelera il riutilizzo delle informa- portal, impact, quality), non stupisce che i pun-
zioni detenute da organizzazioni pubbliche per teggi relativamente più bassi – come anticipato
tutti gli scopi, anche e soprattutto quelli com- dall’eGov Benchmark – siano da ricondurre alle
merciali, agevolando l’individuazione di dataset azioni volte all’interoperabilità dei dati e al moni-
‘ad alto valore’ strategico per il mercato europeo. toraggio sulla qualità dei dataset rilasciati.
Il riutilizzo dei dati – come noto – rappresenta il Il quadro europeo trova fondamento all’interno
fine ultimo delle politiche di Open Data, ovvero del panorama italiano, anche nella nuova versio-
del processo che mira a rendere disponibili a tutti, ne del Piano triennale per l’Informatica nella pub-
per qualunque finalità, anche commerciale, i dati blica amministrazione 2019-2021. Già nel Piano
in possesso di enti pubblici. precedente si auspicava un cambio di paradigma
Un ulteriore riscontro sullo stato dell’arte in Euro- nella gestione dei dati, che consentisse di supe-
pa è dato dall’eGovernment Benchmark 2019 pub- rare la logica a silos in favore di una visione si-
blicato a ottobre, che valuta le aree prioritarie del stemica. Qui il riferimento è immediato alle linee
piano d’azione eGovernment 2016-2020 sul grado d’azione in campo di omogeneizzazione del les-
di maturità dei servizi pubblici digitali in Europa sico dati, e alle cornici come il Data Analytics Fra-
attraverso i quattro indicatori di user centricity, mework 2, da alimentare con le basi di dati di inte-
trasparenza, mobilità transfrontaliera e abilita- resse nazionale specificate all’articolo 60 comma
tori chiave. Dal rapporto emergono prestazioni 3-bis del CAD. Nel nuovo documento l’introdu-
generalmente in aumento in termini soprattutto zione conferisce ai dati il valore aggiunto di bene
di trasparenza, sebbene resti preoccupante il di- comune, la cui natura consente di individuare le
vario tra la migliore e la peggiore prestazione dei opportunità del loro utilizzo. Non è banale il pun-
Paesi (42%). L’Italia si trova in posizione mediana to d’attenzione del Piano sulle opportunità di riu-
sul tema, con un punteggio del 63% (dettaglio sul so dei dati, soprattutto alla luce dei ragionamenti

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

della Commissione europea, e in considerazione tivo è di favorire la consultazione di cittadini e


della stretta collaborazione che lo stesso Pia- imprese sulle scelte che interagiscono con la PA6.
no caldeggia nei confronti dell’Open Government Per quanto riguarda invece la fornitura di stru-
Partnership (OGP). Nel Quarto Piano d’Azione menti a supporto dell’interoperabilità, siamo
OGP valido per il biennio 2019-2021, lanciato ancora lontani dal riconoscere nel dialogo tra in-
in consultazione a marzo e pubblicato nella sua formazioni un alleato e non un nemico7. È stato
versione definitiva a giugno di quest’anno, il pri- evidente nel corso di quest’anno soprattutto dal
mo capitolo è dedicato proprio ai dati aperti, e comportamento di Trenitalia, che a luglio ha cita-
pone obiettivi sfidanti in termini di apertura del to la start up Trenìt! per aver utilizzato (secondo
patrimonio informativo. Emerge in prima istanza la stessa Trenitalia in maniera impropria) i dati
la necessità di adottare una licenza nazionale o in tempo reale pubblicati sul portale viaggiatre-
licenze diversificate nel caso di categorie omoge- no.it relativi alla circolazione dei treni sulla rete
nee di dati, in grado di stimolarne un corretto ed ferroviaria italiana. Ci siamo chiesti in estate8 se
efficace riutilizzo3. A questo importante passo in dati di interesse pubblico dovessero essere resi
avanti, che sottolinea l’esigenza di rilasciare dati disponibili a prescindere dalla natura giuridica del
con criterio e senso di lungimiranza, il Piano ag- proprio detentore9. Rivoluzionaria in questo sen-
giunge anche l’obiettivo di agire nel rilascio consi- so la sentenza del Tribunale di Roma dello scorso
derando i comportamenti collaterali da adottare, quattro settembre, che ha stabilito che «la banca
come la fornitura di strumenti a supporto della dati degli orari dei treni e i prezzi di questi, non è
fruizione dei dati, incluso soluzioni di data visuali- protetta da diritto d’autore […]. Inoltre, per Treni-
zation e API4 documentate al fine di favore l’inte- talia, controllata da Ferrovie dello Stato al 100%,
roperabilità. si applicano le disposizioni previste dal CAD. Que-
Se il quadro nazionale offre uno scenario di for- sto significa che i dati sono aperti a tutti per de-
male consapevolezza dell’esigenza di omogenei- finizione».
tà, tutt’altra storia è quanto succede concreta-
mente nelle PA italiane e tra le imprese. Primo
fattore rilevante è il non-dato. In termini di stato
1
Da segnalare a questo proposito un articolo a cura di Gio-
di effettiva qualità dei dati, ad esempio, il rife- vanni Pirrotta pubblicato su Medium in estate.
rimento dovrebbe essere l’Indagine annuale di 2
Da luglio il portale, nella sua versione aggiornata – PDND
AgID sul grado di maturità degli Open Data pres- (Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati) – risulta in manu-
tenzione.
so gli uffici pubblici5. Il processo di invio dei que- 3
Ricordiamo che il Piano d’Azione arriva a pochi mesi dalla
stionari per il monitoraggio è avvenuto nei mesi Comunicazione della Commissione europea C(2019) 1655 fi-
nal del 22.02.2019, secondo cui – dopo le incertezze iniziali –
scorsi, e si è concluso a settembre. Non abbiamo ci si esprime perché le amministrazioni optino per la Creative
a questo proposito nessun aggiornamento dalla Commons CC-By 4.0 international.
data di chiusura dei questionari.
4
Application Programming Interface, interfacce software
aperte che consentono un’interazione macchina-macchina.
In secondo luogo, in termini di apertura per la 5
Parliamo dell’Indagine sullo stato di attuazione della Diretti-
partecipazione, da segnalare il ritardo – come va PSI – Public Sector Information.
anticipato – e in alcuni casi lacuna nell’ottempe- 6
Così si evinceva nel discorso della Ministra Dadone durante
il question time alla Camera dello scorso 6 novembre.
ranza delle disposizioni del Piano d’Azione OGP 7
Ne Le 8 cose che non sono riuscito a fare per rendere l’Italia
2019-2021, che poneva scadenze già a giugno digitale (Wired, 08.11.2019), Luca Attias esplicita questo pas-
2019, ad esempio, per la predisposizione di tavoli saggio: «Ho oggettivamente portato a casa troppo poco per
l’interoperabilità dei sistemi informativi della PA. Gelosie,
di lavoro condivisi sulle licenze (con conseguente cultura del possesso, spessore delle pareti dei silos vertica-
li nei quali ciascuno, per decenni, ha rinchiuso i propri dati e
pubblicazione entro ottobre di un documento di servizi hanno potuto più di me».
dettaglio, anch’essa mancante alla data in cui si 8
Ne abbiamo parlato con Vincenzo Patruno, il cui approfon-
scrive). Recupero limite invece per la piattaforma dimento tematico si trova più avanti in questo stesso Capi-
tolo.
ParteciPa, resa pubblica a partire dal 5 dicembre 9
Nel caso di specie Trenitalia Spa è un’impresa pubblica par-
(con scadenza iniziale giugno 2019), e il cui obiet- tecipata al 100% dal Gruppo FS – Ferrovie dello Stato

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TESI

D I E C I A N N I D I O P E N G OV E R N M E N T, T R A FAT I C H E D I S I S I F O
E B I S O G N I D I S O S T E N I B I L I TÀ
|

di Marina Bassi po delle comunità intelligenti3». È il momento, in


Project Officer FPA altre parole, di pensare all’enforcement, ossia alla
messa a sistema di modelli standard di soft-law,
Alla fine del 2018 avevamo ricondotto il valore del scenari what-if legati all’apertura del patrimonio
dato a simbolo di trasparenza amministrativa, av- informativo pubblico e come può creare opportu-
vistando però un mancato conseguimento della nità replicabili per i territori. Soprattutto, è il mo-
governance che ci si aspettava (salvo alcune ecce- mento di creare un codice di condotta per la ge-
zioni locali)1. Quest’anno il coordinamento lo intra- stione rispettosa dei dati e degli atti pubblici. Non
vediamo, il problema che rimane è che le eccezioni si tratta più solamente di linee guida tecniche, che
positive restano ancora aneddoti sull’alto livello di pure ce ne sono e sono molto ben redatte e ope-
engagement di uno o un gruppo di dirigenti ammini- rativamente efficienti4,
strativi illuminati che ripongono le proprie speranze ma di stabilire dei co- Adesso la sfida riguarda la
Te s i / O P E N G O V E R N M E N T

nel miracolo della convenzione Consip, augurando- dici di comportamento


sostenibilità del processo
si che basti per l’ingaggio del territorio e degli altri per chi, hacker civico
di apertura. È il momento di
dipendenti pubblici coinvolti, prima; per l’accompa- o dirigente o ammini-
gnamento strategico e formativo, durante; per il stratore, è chiamato a fermarsi a ragionare a cosa
monitoraggio e l’analisi dei risultati, dopo. Nei casi innescare meccanismi succederà da qui al 2030, e
in cui succede, come in Regione Campania, la for- di apertura a più livelli. porre obiettivi di sostenibilità
za del processo sta nella creazione della comunità Questo non per ipotiz-
dei dati esattamente come
territoriale che percepisce e comprende le oppor- zare occasioni di san-
tunità dell’apertura del patrimonio informativo, re- zione5, piuttosto per facciamo con i diciassette SDGs
alizzando tre delle quattro E del Modello FPA2: en- guidare e supportare il
dorsement ed engagement, al momento di innesco lavoro, per rendere più fluida l’ottemperanza alle
del processo e definizione delle alleanze e strate- normative, garantendo il diritto a innovare così
gie; empowerment, attraverso piani di formazione e come promesso dal Ministro dell’innovazione Pi-
potenziamento delle competenze. sano al momento del suo insediamento.
Oggi entriamo in una fase diversa, nuova, di biso- Ricorderemo quindi il 2019 come l’anno dei tra-
gni e necessità. Una fase, ben spiegata dal Piano guardi formali e delle incertezze sostanziali. La
triennale per l’informatica nella pubblica ammini- percezione generale è che le amministrazioni ita-
strazione, in cui a tutti questi processi già attivi a liane, centrali e locali, abbiano fatto buoni passi in
più velocità nelle amministrazioni italiane devono avanti negli ultimi dieci anni (da quando cioè l’am-
aggiungersi degli scenari di sviluppo delle comuni- ministrazione Obama ha dato il via al processo di
tà intelligenti, capaci ormai non solo di capire i dati apertura delle politiche pubbliche ai cittadini) in
e le informazioni, ma di trarne vantaggio economi- termini di trasparenza e accountability; che abbia-
co e sociale. È l’avvento del Smart Landscape Engine, no promesso, dichiarato, e in qualche caso proget-
per cui si deve procedere oggi alla definizione delle tato processi che rimandano all’ Open Governan-
«linee guida […] di standard tecnici, compresa la ce; ma che, sostanzialmente, si siano fermate qui.
determinazione delle ontologie dei servizi e dei Dieci anni in un campo dell’innovazione come può
dati delle comunità intelligenti, e procedurali non- essere quello che tocca i dati e la loro gestione non
ché di strumenti finanziari innovativi per lo svilup- sono tanti, lo abbiamo ripetuto per tutto il corso

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

dell’anno. In termini di energie personali e capitale al Quarto Piano d’Azione 2019-2021, che dà in pri-
umano, tuttavia, sì. Gli hacker civici, i Robin Hood ma battuta idea del gruppo di attori da considerare
che non rubano dati, piuttosto li mettono a dispo- in questo processo di ottimizzazione, includendo
sizione dei cittadini perché possano essere riusati RTD - Responsabili per la transizione al digitale sul
al meglio, hanno preso a cuore il tema dell’Open fronte delle amministrazioni, gli esperti di dominio
Data e come Sisifo hanno trascinato per anni il e i partecipanti dell’OGP Forum, «quali importante
masso di liberazione e accesso, salvo poi arrivare espressione della domanda di Open Data insieme
in vetta e tornare indietro appesantiti della lentez- alle imprese»; in seconda battuta, pone l’impor-
za dell’approccio organizzativo6. tante necessità di potenziare le piattaforme di riu-
Con questa consapevolezza, si guarda con spe- so dati associandole alle licenze più appropriate in
ranza alla definizione da parte della Commissione base a finalità e portata di utilizzo8. L’intenzione è
Europea delle categorie di dataset ad alto valore di favorire quanto più possibile l’interoperabilità e
(dir. 1024/2019), con la quale è stata sottolineata il dialogo tra le informazioni, dunque, sebbene sia
ancora una volta l’importanza di individuare per gli rimasto uno degli obiettivi incompiuti di innovazio-
stati membri dell’Unione quali dati sia prioritario ne per il 2019, troppo radicato ancora nella cultura
rendere accessibili, e con quale scopo per le politi- tutta italiana di possesso e detenzione analogica
che pubbliche e le scelte di mercato. La direttiva ci- delle informazioni.
tata cambia non a caso anche nel nome, diventan- Adesso la sfida riguarda la sostenibilità del proces-
do la direttiva sul secondary use dell’informazione so di apertura. È il momento di fermarsi a ragiona-

Te s i / O P E N G O V E R N M E N T
pubblica, volendo ammettere definitivamente re a cosa succederà da qui al 2030, e porre obiettivi
che deve esistere un coordinamento a supporto di sostenibilità dei dati esattamente come faccia-
del riuso dei dati, al fine di incentivare l’innova- mo con i diciassette SDGs, consapevoli che non si
zione di prodotti e servizi per i consumatori e le tratta di un obiettivo ulteriore. Si tratta piuttosto
imprese, integrando le informazioni contenute nei dell’elemento trasversale a tutto il resto.
documenti posseduti da enti pubblici e imprese
pubbliche per fini commerciali o non commerciali
1
diversi dallo scopo iniziale per i quali i documenti Era il caso della Smart City Control Room del Comune di Firenze.
s sono stati prodotti. Il passaggio sulla modifica del-
2
Endorsement, Empowerment, Enforcement, Engagement.
3
Dal Capitolo 10.2.1.2. Da “Smart community” a “Smart Landsca-
lo scopo iniziale per cui gli atti sono stati concepiti pe”, Piano triennale 2019-2021.
è cruciale. Non possiamo sapere chi utilizzerà i dati 4
Siamo oggi in fase di revisione delle Linee guida per la valoriz-
zazione del Patrimonio Informativo Pubblico, abbiamo modelli
e perché, l’importante è il rilascio. E devono esse- di metadatazione e profili di metadatazione italiana su base
re le pubbliche amministrazioni a farlo. Si pensi al europea. Si lavora per l'individuazione della Licenza d'uso dati
giusta, consapevoli della direzione auspicata della Commissio-
dibattito che quest’anno ha interessato le licenze ne Europea.
di riuso dei dati in possesso dei pubblici uffici. Ri- 5
Come è stato quest'anno il tentativo (fallito) di Trenitalia nella
spetto al resto dei dati disponibili, la PA è gestore querelle con Trenìt!.
6
Il riferimento al mito di Sisifo è proposto in prima battuta da
automaticamente certificato delle informazioni, e David Eaves - Docente di politica pubblica presso la Harvard
come tale deve farsi garante e sorgente di infor- Kennedy School (Cambridge, USA) e dal suo studente Ben
McGuire, e tradotto da Maurizio Napolitano (Fondazione Bruno
mazioni utili allo sviluppo del mercato digitale7. Kessler) per FPA a maggio 2019.
La strada è quella giusta, lo dimostra quest’an- 7
Il dibattito che ha scaldato gli animi – e il Raduno Spaghetti
no anche il primo degli obiettivi del Capitolo Dati Open Data a giugno 2019 – ha riguardato proprio questo: Licen-
za CC0 o CC-By? La prima pone limiti di riconducibilità (se non è
Aperti del Piano triennale, che promuove «il coin- obbligatorio nemmeno citare la fonte, come assicurare la veridi-
cità?); la seconda di attribuzione (che succede se, come nel caso
volgimento del governo regionale e locale, atti- di OpenStreetMap, i contributori sono più di uno? E se parliamo di
vando un dialogo con le imprese e la società civile, una mappa che contiene fonti di dati plurime?). In questo capitolo
si legga anche approfondimento di Morena Ragone.
per capire meglio come stimolare l’incontro tra 8
Il tema non è banale, sollevato quest'anno da un approfondi-
domanda e offerta di dati […], raccordando tale mento di giugno a cura di Giovanni Pirrotta (Università di Mes-
obiettivo con le azioni previste nel contesto dell’O- sina) che ha dimostrato come, nonostante il buon posiziona-
mento dell'Italia nei ranking in ambito Open Data, le PA abbiano
pen Government Partnership (OGP)». Il riferimento è continue difficoltà di rilascio dei dati con le giuste licenze d'uso.

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APPROFONDIMENTI

L I C E N Z E D ’ U S O P E R DAT I A P E R T I .
IL RUOLO DELLE AMMINISTRAZIONI
|

di Morena Ragone ficati da un obiettivo di pubblico interesse, pos-


Giurista esperta in diritto applicato alle tecnologie, sano essere previste licenze ‘condizionate’2 e
Regione Puglia che, pertanto, tali licenze standard, incoraggiate
dai singoli stati membri e disponibili online, devo-
La scelta della Commissione europea1 di indi- no imporre il minor numero possibile di restrizioni
care espressamente le licenze ‘di default’ arriva al riutilizzo, limitando, per esempio, le restrizioni
come esito di uno studio approfondito pubbli- all’indicazione della fonte. Non che sul punto il
cato nel marzo 2019 dal titolo “Reuse Policy – A dibattito si fosse mai realmente sopito: più vol-
study on available reuse implementing instruments te, approfittando anche della interazioni social
Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT

and licensing considerations”. Utilizzando le stesse – per esempio su Twitter – abbiamo scambiato N
parole del direttore del Centro di Ricerca autore opinioni sull’attualità del problema, riscontrando d
della pubblicazione, il Commissario Navracsics, sostanzialmente l’esistenza di più fronti contrap- s
«lo scopo dell’UE è quello di condividere le cono- posti, seppur dialogici: da una parte, i sostenitori

scenze nel modo più aperto ed efficace possibile, della totale assenza di limitazioni alla condivisio-
s
quindi ridurre le barriere tecnologiche e legali e ne dei dati pubblici, sostenitori, quindi, dell’appli-
stabilire termini di riutilizzo chiari e facili da ri- cazione del waiver CC0; dall’altra, i fautori della u
spettare». ‘unica eccezione la citazione della fonte’, come c
La posizione in tema di licenze si chiarisce sem- previsto dall’articolo 1, comma 1, lettera l-ter s
pre più in una direzione univoca: se le licenze de- del CAD, dall’articolo 7 del decreto trasparenza
s
vono ridurre le barriere tecnologiche e giuridiche, decreto legislativo numero 33/2013, e senza di-
evidentemente la scelta di adottare la Creative menticare l’analoga indicazione contenuta nelle
Commons CC-By 4.0 International va nella dire- linee guida a cura di AgID, che valgono come sug-
zione auspicata. Inoltre, già la terza revisione del- gerimenti operativi per le amministrazioni.
la dir. 1024/2019 arrivata a giugno 2019 ha l’in- Non c’è dubbio che oggi vi sia una maggiore at-
dubbio pregio di aver riportato alla ribalta il tema tenzione al tema delle licenze d’uso in ogni caso,
delle licenze applicabili ai dati aperti. Nel conside- anche per le numerose iniziative che in que-
rando 18, la Commissione riflette sul «rischio che sti dieci anni di Open Data sono arrivate da più
norme divergenti nei vari Stati membri fungano fronti (Commissione Europea, ministeri, Regioni,
da ostacolo all’offerta transfrontaliera di prodot- enti locali, AgID, FPA, Formez, Team per la Tra-
ti e servizi e impediscano che insiemi comparabili sformazione Digitale) a sensibilizzare ogni sin-
di dati pubblici siano riutilizzati per applicazioni gola amministrazione, di qualsiasi dimensione e
basate su tali dati e utilizzate in tutta l’Unione», livello. Tuttavia, ciò non esime da una maggiore
evidenziando come sia «necessaria un’armoniz- attenzione al momento della scelta, che resta il
zazione minima per determinare quali dati pub- punto debole della filiera: non è detto che la licen-
blici sono disponibili per il riutilizzo sul mercato za debba essere sempre la stessa, e non è detto
interno dell’informazione», e salvaguardando, al che la ‘non scelta’ della licenza non si traduca, a
contempo, «le disposizioni del diritto dell’Unio- sua volta, in una scelta ben precisa, che, tra l’al-
ne e nazionale che superano queste prescrizioni tro, costringe l’utilizzatore ad una sorta di caccia
minime». Tra l’altro, la PSI riformata contempla al tesoro nei siti web della PA.
espressamente l’ipotesi che in alcuni casi giusti- A ben vedere, forse ciò che ancora manca è una

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

visione organica. I primi anni hanno visto una Di più: i dati moltiplicano esponenzialmente il loro
proliferazione di dati e dataset, con lo scopo pri- valore ad ogni passaggio, se arricchiti e anche
oritario di rompere vecchi equilbri e di liberare solo se fruiti. Tanto dovrebbe essere sufficiente
più dati possibile. A mio avviso, lo scopo è stato per non avere più alcun dubbio sulla loro assolu-
raggiunto, anche se i dati – soprattutto quelli di ta importanza. Crescere e migliorare implicherà,
qualità – non sono mai troppi. Ora, però, serve nei prossimi anni, imparare a guardarsi dall’inter-
una direzione di sistema, che tocchi le licenze ma no per capire cosa cambiare, creando procedure
non solo. Serve una scelta su cosa, come, quando comuni e un unico sistema di riferimento, basato
e quanto. La UE, in tale senso, si è rivelata fonda- su precise metriche. Questo sarà possibile attra-
mentale, e così la guida della nuova PSI sugli high verso analisi di ‘consapevolezze’ di sé, della pro-
value dataset, che possono spingere ancora una pria struttura, delle proprie attività, del proprio
volta nella direzione giusta. operato. Nulla che possa essere restituito da una
Altra nota dolente resta la capacità di autovalu- procedura automatica, ovviamente. E nulla che
tarci: per esempio, per possa essere fatto con invarianza di risorse.
la redazione dell’Open

Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT


Non è detto che la licenza Data Maturity Report
debba essere sempre la che, in assenza di crite-
stessa, e non è detto che la ri realmente omogenei
e di organismi terzi e
‘non scelta’ della licenza non
indipendenti a soppe-
si traduca, a sua volta, in
sarli, restituisce risul-
una scelta ben precisa, che tati non completamen-
costringe l’utilizzatore ad una te attendibili. A questo
sorta di caccia al tesoro nei proposito, è nota la mia
posizione sulle licenze
siti web della PA
Creative Commons sin
dalle loro primissime
applicazioni. Tra esse, sicuramente la mia scelta
va alla licenza di attribuzione, che, da un punto di
vista giuridico, tutela con l’indicazione chiara del-
la provenienza dei dati. Questo non significa però
che le amministrazioni possano procedere cieca-
mente e senza analisi caso per caso. Al contrario,
questa azione è imprescinbile per la creazione di
un pactum fiduciae tra cittadino e amministrazio-
ne: rende evidenti, da subito, diritti ed obblighi re-
ciproci – ponendosi, in tal senso, nel preciso solco
delle scelte normative europee degli ultimi anni,
votate a chiarezza, trasparenza, concisione - e
consentendo, in tal modo, che chiunque sappia a
priori cosa poter fare e come trattare l’informa-
zione pubblica. A ciò si aggiunga la creazione di
valore cui l’Open Data tende per vocazione isti- 1
Comunicazione C(2019) 1655 final del 22.02.2019.
tuzionale, e che spesso dimentichiamo anche per 2
[…] Riguardanti questioni quali la responsabilità, la prote-
zione dei dati di carattere personale, l’uso corretto dei do-
difficoltà nella sua misurazione: i dati sono ener- cumenti, la garanzia di non alterazione e la citazione della
gia pulita, inconsumabile, e rinnovabile. fonte.

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APPROFONDIMENTI

I L R U O L O D E L L E A P I N E L L A N U OVA E C O N O M I A D E I DAT I A P E R T I
|

di Vincenzo Patruno reale provenienti dal portale viaggiatreno.it e per


Data Manager, Istat fare questo i dati vengono acquisiti attraverso
un bot che preleva i dati relativi alla circolazione
Sfruttare le potenzialità dei dati. È questo che dei treni sulla rete ferroviaria italiana. In un primo
da tempo sempre più aziende, start up, società momento Trenìt ha dovuto sospendere il servi-
civile, organizzazioni ma anche pubbliche ammi- zio in quanto accusata da Trenitalia di utilizzare i
nistrazioni stanno provando a fare, consapevoli dati senza alcuna autorizzazione, considerandoli
che trattare opportunamente dati offre una stra- e trattandoli di fatto come Open Data. Ma la sen-
ordinaria opportunità per ottimizzare processi, tenza del tribunale di Roma dei primi di ottobre è
Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT

generare risparmi, creare nuovi servizi digitali. stata molto chiara. Trenitalia è un organismo di
Sentiamo continuamente dire come i dati siano diritto pubblico (è infatti interamente finanziata
assimilabili a un nuovo petrolio, una nuova ric- dallo Stato) e fornisce un servizio pubblico. Tra
chezza da sfruttare, e la digital transformation in le altre cose, viene citata una direttiva europea
atto un po’ ovunque ha come effetto quello di (direttiva 1024/2019 dello scorso giugno) che
aumentare la tipologia e la quantità di dati dispo- promuove la diffusione e il riutilizzo di dati e do-
nibili in formato digitale. Il mondo attorno a noi cumenti di imprese
sta infatti inevitabilmente abbandonando la sua pubbliche. È interes-
versione analogica che lo caratterizzava fino a sante a questo punto Quello che serve è costruire
qualche decennio fa, e tutto prima o poi divente- vedere come funziona processi continui di
rà inevitabilmente digitale. Va da sé che l’enorme l’app Trenìt. I dati in acquisizione e raffinamento
disponibilità di dati su web ha cambiato il modo questione sono dati in dati dalle PA, che siano stabili
in cui sfruttarne le indiscusse potenzialità dan- tempo reale, sono dati
e monitorati. Per garantire
do vita ad una vera e propria economia legata ai che cambiano in conti-
dati e più in generale alla conoscenza. Se in Africa nuazione e sono relati- finalmente e una volta per
ogni mattina un leone si alza per rincorrere una vi alla posizione di ogni tutte una elevata qualità dei
gazzella, sul web ogni giorno milioni di bot auto- singolo treno su una dati, ma soprattutto per poter
matici si connettono a dati di ogni genere. Sono determinata tratta
rivestire il ruolo di Single
programmi software che in modo automatico ferroviaria e all’even-
Source of Truth dei dati open
visitano i siti web per indicizzare contenuti, re- tuale ritardo accumu-
cuperare news, dati social, documenti, immagini, lato. Non avrebbe sen- della PA
dati strutturati, dati da sensori, dati satellitari. so scaricare tutti i dati
Molti di questi bot sono assolutamente legali, al- sapendo che di lì a breve la situazione è destinata
tri no, altri ancora sono al limite. Addirittura, si a cambiare. In realtà, quello che l’app Trenìt fa è di
stima come il 51.8% di tutto il traffico internet sia sfruttare alcune API nascoste che lo stesso viag-
generato da bot. giatreno.it utilizza per accedere ai dati.
Quest’anno, tra le altre cose, abbiamo avuto Vediamo di capire meglio di cosa si tratta. Le API
modo di parlare della diatriba legale tra Trenita- sono delle interfacce di programmazione che
lia e Trenìt, azienda di base a Londra che eroga vengono utilizzate dagli sviluppatori per accede-
un interessante servizio ai viaggiatori attraverso re e utilizzare all’interno di applicazioni client dati
l’omonima app. L’app Trenìt utilizza i dati in tempo e servizi disponibili lato server. Più comprensibil-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

mente, le API vanno immaginate come un’URL In entrambi i casi i dati vengono ottenuti inter-
che al posto di una pagina web restituisce dati. In rogando le API attraverso programmi software.
genere è possibile passare dei parametri nell’URL Questo consente di automatizzare completamen-
per cui effettuare una chiamata ad una API equi- te la fase di raccolta dati, dove l’automazione è un
vale di fatto ad interrogare un database. Quello elemento fondamentale per industrializzare i pro-
che fa Trenìt è quindi interrogare in modo selet- cessi di riuso dei dati, sfruttandone appieno le po-
tivo attraverso chiamate API i dati di Trenitalia tenzialità. Ora, quando dico queste cose il pensiero
sulla base dell’utilizzo che i propri utenti fanno va inevitabilmente al Piano triennale per l’infor-
dell’app. matica nella pubblica amministrazione e alla Piat-
Di conseguenza, avere un portale che consenta taforma Digitale Nazionale Dati (PDND). In realtà
l’accesso ai dati attraverso API permette di fare quello che dovrebbe fare la PDND è già scritto tra
essenzialmente due cose: varie altre cose proprio nel Piano triennale: «[...] La
• accedere ai dati in modo selettivo - è il caso PDND permetterà di sviluppare API standardizza-
che abbiamo visto in precedenza. Ciò vuol dire te su basi di dati sempre aggiornate, per favorire
che attraverso le API non si scarica tutto il da- la costruzione di applicazioni e servizi al cittadino»,
tabase ma lo si interroga ogni qualvolta si in- sebbene non sia a tratti molto chiaro. Questo do-

Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT


tende ottenere un dato in particolare, passan- vrebbe valere sia per i dati aperti delle pubbliche
dogli nell’URL una serie di parametri. In questo amministrazioni, dati quindi accessibili da tutti,
modo si possono connettere vere e proprie che per quelli non aperti, per favorire una logica di
applicazioni ai dati. Lo sviluppatore non si do- condivisione dati e di interoperabilità tra PA non-
vrà quindi preoccupare di gestire e manute- ché di riuso soprattutto automatico di Open Data
nere dati in quanto questa viene demandata da parte del mercato e della società civile.
completamente al data provider. È una modali- Il ruolo cruciale della PDND dovrebbe essere però
tà adatta proprio per dati che cambiano spes- a monte. Ossia nell’acquisire, normalizzare, raf-
so nel tempo, dati quindi in tempo reale o più in finare e, quando possibile, integrare tra loro dati
generale dati in near real time; delle PA locali. Quello che serve è costruire pro-
• scaricare nuovi dati man mano che questi ven- cessi continui di acquisizione e raffinamento dati
gono pubblicati – è il caso in cui i dati vengo- dalle PA che siano stabili e monitorati. Processi
no scaricati periodicamente in base alla loro che quindi diventano centrali nella concezione
frequenza di aggiornamento per essere me- stessa della piattaforma. Per garantire dati ag-
morizzati da qualche altra parte, ad esempio giornati man mano che questi cambiano ed evol-
all’interno di un database per un loro utilizzo vono nel tempo. Per garantire finalmente e una
r successivo, come ad esempio la loro integra- volta per tutte una elevata qualità dei dati ma
zione con altri dati, analisi di serie storiche e soprattutto per poter rivestire il ruolo di Single
così via. Source of Truth dei dati e dei dati aperti della PA.

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APPROFONDIMENTI

B I L A N C I A M E N T O D I I N T E R E S S I T R A P R O T E Z I O N E D AT I
E BISOGNO DI RIUSO
|

di Eleonora Sisci prima vista sembrerebbe che le due normative


Legal Affairs Officer FPA camminino parallelamente, tutelando due diritti
che all’apparenza contrapposti: da un lato la to-
Come noto, il modello dell’Open Government è tale apertura, dall’altro la riservatezza del dato.
fondato su una gestione trasparente dei dati di Ma è davvero così?
cui la PA è in possesso, mettendoli a disposizio-
ne di ogni cittadino. Ma come viene bilanciato il
diritto alla trasparenza con il diritto alla priva- Mitigazione del rischio
cy, e come guidare le amministrazioni in questo Nell’ambito dei dati personali di interesse pubblico,
Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT

processo? L’intuizione dell’importanza, anche il GDPR, agli articoli 24 e 25, prevede che il titola-
economica, di aprire il più possibile al riutilizzo re, ossia il soggetto che definisce mezzi e finalità
dell’informazione della PA, nasce con la direttiva del trattamento, metta in atto misure tecniche e
europea n. 98 del 2003, recepita in Italia per mez- organizzative adeguate, come la pseudonimiz-
zo del decreto legislativo numero 36 / 2006 (At- zazione o la minimizzazione, volte ad attuare in
tuazione della dir. 2003/98/CE relativa al riutiliz- modo efficace i principi di protezione dei dati, e
zo di documenti nel settore pubblico), revisionata a integrare nel tratta-
in prima battuta nel 2013, e più recentemente mento le necessarie
dalla dir. 1024/2019. Il diritto alla trasparenza, garanzie al fine di sod- È necessario tenere
che nasce come strumento di tutela del cittadino disfare i requisiti del presente che, anche se i dati
nei confronti delle amministrazioni, diventa vero GDPR stesso e tutelare vengono anonimizzati per
e proprio strumento di partecipazione attiva dei i diritti degli interessa- un interesse collettivo, è
cittadini alla res publica, mediante conoscenza e ti. Sembra quindi che il
diritto dell’interessato essere
opportunità di riuso del dato. È lo stesso para- titolare, chiamato ad
metro normativo a dare un’esaustiva definizione adottare tali misure informato non solo sulle
di riutilizzo, definendolo come «l’uso del dato di fin dalla fase di pro- finalità del trattamento, ma
cui è titolare una pubblica amministrazione o un gettazione (cosiddetta anche scegliere se aderire
organismo di diritto pubblico, da parte di persone privacy by design), sia in
o meno all’anonimizzazione
fisiche o giuridiche, a fini commerciali o non com- grado di offrire prote-
stessa
merciali diversi dallo scopo iniziale per il quale il zione all’interessato e
documento che lo rappresenta è stato prodotto allo stesso tempo ga-
nell’ambito dei fini istituzionali». rantire mediante la pubblicazione del dato residuo
Recentemente, alla normativa di riferimento per l’interesse collettivo al riutilizzo dell’informazione,
il riuso dei dati, si affianca il Regolamento Euro- tenuto conto della natura, dell’ambito di applica-
peo 679/2016 (GDPR), che nasce con l’obiettivo zione, del contesto e delle finalità del trattamento,
di rafforzare la protezione dei dati e garantire nonché dei rischi aventi probabilità e gravità diver-
la privacy delle persone fisiche, soprattutto alla se per i diritti e le libertà delle persone fisiche.
luce delle potenzialità delle nuove tecnologie (si Eppure, ci sono delle considerazioni da fare in
pensi all’IoT o alla gestione dei data center). A merito alle tecniche di mitigazione del rischio.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Prima di tutto tali strumenti non escludono to- Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione del
talmente dal pericolo di risalire al dato origina- Patrimonio Informativo Pubblico
rio; diversi infatti sono gli studi in corso in merito Le Linee Guida Nazionali per la Valorizzazione
al rischio di re-identificazione del dato anoni- del Patrimonio Informativo Pubblico dell’Agen-
mizzato1. In secondo luogo, è necessario tenere zia per l’Italia Digitale sono il riferimento di soft-
presente, proprio a fronte dell’ampia normati- law che è riuscito a dare indicazioni in merito ai
va sulla tutela della privacy che, anche se i dati dati personali e ai documenti da cui fosse pos-
vengono anonimizzati per un interesse collet- sibile risalire ai dati di un interessato. Il docu-
tivo, è diritto dell’interessato essere informato mento, nella sua versione aggiornata del 20174,
non solo sulle finalità del trattamento ma anche riporta una breve check list, «utile per verificare
scegliere se aderire o meno all’anonimizzazione se tutti gli aspetti giuridici sono stati valutati dal
stessa. responsabile della banca dati in collaborazione
con il responsabile Open Data»5. In particolare,
vengono poste all’amministrazione le seguenti
L’ordinanza n. 9828/2017 del Tar Lazio; il princi- domande:
pio di proporzionalità • i dati sono liberi da ogni informazione perso-

Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT


Nel 2017 fece notizia un’ordinanza cautelare del nale che possa identificare in modo diretto
Tar Lazio che, in merito alla legittimità della pub- l’individuo (nome, cognome, indirizzo, codice
blicazione dei redditi dei dirigenti sul sito web di fiscale, patente, telefono, e-mail, foto, de-
un’amministrazione, ha riportato alla luce il tema scrizione fisica, ecc.)? In caso negativo queste
del bilanciamento degli interessi, ossia tra diritto informazioni sono autorizzate per legge?
alla riservatezza e diritto di trasparenza ammini- • i dati sono liberi da ogni informazione indiret-
strativa. In particolare, il TAR sospese l’obbligo di ta che possa identificare l’individuo (caratte-
provvedere alla pubblicazione dei dati patrimo- ristiche personali che possono identificare
niali dei dirigenti, per contrasto dei dettami legi- facilmente il soggetto)? In caso negativo que-
slativi con gli articoli 2, 3, 11, 13 e 17, comma 1 ste informazioni sono autorizzate per legge?
della Costituzione, valutando come «consistenti» • i dati sono liberi da ogni informazione sensi-
le «questioni di costituzionalità e di compatibilità bile riconducibile all’individuo? In caso nega-
con le norme di diritto comunitario sollevate in tivo queste informazioni sono autorizzate per
ricorso» e «irreparabile» il «danno paventato dai legge?
ricorrenti, discendente dalla pubblicazione online, • i dati sono liberi da ogni informazione relativa
anche temporanea, dei dati per cui è causa»2. al soggetto che incrociata con dati comune-
Al contrario, la Corte di Giustizia UE, nel 2010 ha mente reperibili nel web (e.g. Google Maps,
osservato che la divulgazione di dati persona- linked data, ecc.) possa identificare l’indivi-
li ai fini della buona gestione delle informazioni duo? In caso negativo queste informazioni
pubbliche, tra cui indubbiamente rientra l’obbligo sono autorizzate per legge?
alla trasparenza amministrativa, non è incom- • i dati sono liberi da ogni riferimento a profu-
patibile con la Direttiva 46/95/CE relativa alla ghi, protetti di giustizia, vittime di violenze
tutela delle persone fisiche con riguardo al trat- o in ogni caso categorie protette? Hai con-
tamento dei dati personali, purché il trattamen- siderato il rischio di de-anonimizzazione del
to dei dati avvenga «nel rispetto del principio di tuo dataset prima di pubblicarlo? Esponi dei
proporzionalità, sia necessario e risponda effet- servizi di ricerca tali da poter filtrare i dati in
tivamente a finalità di interesse generale ricono- modo da ottenere un solo record geolocaliz-
sciute dall’Unione o all’esigenza di proteggere i zato, che sia facilmente riconducibile ad una
diritti e le libertà altrui»3. persona fisica?

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APPROFONDIMENTI

Conclusioni 1
www.nature.com
Le domande poste dall’AgID nelle sue linee guida 2
Tar Lazio, ord., 19 settembre 2017, n. 9828
alle amministrazioni sono indubbiamente utili per 3
Corte di giustizia UE, sentenza del 9-11-2010, cause 92-
09_ 93-09
verificare che siano stati valutati, appunto, tut- 4
Ora nuovamente in fase di revisione
ti gli aspetti giuridici gravanti sulla gestione dei 5
Come esplicitato su www.dati.gov.it
dati, ma guidare e incentivare la PA ad effettua-
re una valutazione sui rischi privacy, può essere
considerato vero e proprio supporto? Una PA con
risorse in continua ottimizzazione necessita di
un supporto pragmatico al censimento, alla ge-
stione, pulizia e pubblicazione dei propri dataset,
per garantire il successo del bilanciamento tra
condivisione dei dati e privacy, attraverso azioni
di enforcement e linee guida di salvaguardia degli
interessi che devono coesistere se vogliamo con-
tinuare a favorire percorsi di innovazione nelle
Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT

amministrazioni.

A
o
v
c
t
c
s
c
g
u
m

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

O P E N D ATA C A M PA N I A : VA L O R I Z Z A R E
I DAT I E L E P E R S O N E C H E L I P R O D U C O N O
|

di Angela Cocchiarella Integration e in cui la digitalizzazione dei processi


Team Open Data Regione Campania e l’interoperabilità tra i sistemi sono ancora obiet-
tivi da raggiungere pienamente. Quindi in Regio-
La Regione Campania è un’organizzazione com- ne Campania non abbiamo potuto adottare un
plessa che, come la maggior parte della pubbli- approccio prevalentemente tecnologico e indu-
ca amministrazione italiana, si trova ancora a strializzare la produzione di dati aperti attraverso
gestire i propri processi secondo un modello a un’automazione spinta. Le scelte strategiche sono
‘silos’. I silos organizzativi determinano una con- state orientate dalla consapevolezza che le mag-
dizione di isolamento dei singoli uffici, e quindi giori sfide da affrontare riguardassero le persone

Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT


delle persone al loro e i processi e su questo abbiamo puntato.
interno, che sono por- Abbiamo creato il Team Open Data, trasversale
Allineare un’intera tate a non condividere non solo per competenze ma anche per apparte-
informazioni, obiettivi, nenza ai diversi uffici coinvolti (ben 25), andando a
organizzazione a nuovi
strumenti, priorità e costituire un gruppo di referenti di circa 50 perso-
valori è un percorso lungo
processi con altri di- ne che sono state pienamente coinvolte nella fase
che va mantenuto vivo nel partimenti della stessa di start up che ha consentito di introdurre meto-
tempo e che di certo non può organizzazione. dologie e standard di produzione di dati aperti, pri-
coincidere con la vita di un È evidente come un im- ma del tutto assenti. È stato definito uno specifico
pianto organizzativo di programma di formazione e sviluppo delle com-
singolo progetto. È necessario
questo tipo rappresenti petenze del personale per iniziare a diffondere la
che venga guidato da un il principale ostacolo al cultura dei dati aperti e trasferire il know-how di
gruppo di 'ambasciatori' con successo dei progetti di base per gestire la produzione di dataset secondo
una visione e anche una forte innovazione digitale, la gli standard minimi di qualità.
motivazione cui essenza intrinseca L’obiettivo primario delle azioni di empowerment
e distintiva risiede pro- è stato quello di iniziare a disseminare nell’orga-
prio nella trasversalità nizzazione la consapevolezza del valore dei dati
e quindi nell’impatto orizzontale che devono ne- e dell’importanza di renderli disponibili e riusa-
cessariamente generare per produrre e dispiega- bili per la comunità e per gli stessi dipendenti. Il
re i propri effetti. È il motivo per cui ritengo che il programma ha coinvolto quasi 130 dipendenti e
modo migliore di raccontare il progetto Open Data ha incluso incontri, workshop e seminari sul va-
Campania sia proprio quello di vederlo innanzitut- lore dei dati, la creazione e la corretta struttura-
to come lo sforzo di rompere la mentalità dei silos zione di dataset, la data visualization, prevedendo
e mettere in connessione le persone, nonostante diversi gradi di approfondimento a seconda del
un’organizzazione di tipo funzionale che non facili- ruolo nell’organizzazione. Le attività di formazio-
ta ma anzi spesso blocca i meccanismi di scambio ne sono state basate su un approccio combinato
di dati e informazioni. che ha previsto sia lezioni frontali, con laboratori
Abbiamo dovuto definire una strategia e un mo- pratici, che moduli di e-learning sempre disponibili
dello di governance che rendessero praticabile un sulla piattaforma dedicata.
percorso in un contesto ancora lontano dalla si- Allineare un’intera organizzazione a nuovi valori è
tuazione ideale di una avanzata System and Data un percorso lungo che va mantenuto vivo nel tem-

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APPROFONDIMENTI

po e che di certo non può coincidere con la vita di Il Team Open Data ha per questo motivo investi-
un singolo progetto. È necessario che venga gui- to moltissimo nel coinvolgimento del personale,
dato da un gruppo di 'ambasciatori' con una visio- parallelamente alla gestione degli aspetti tecno-
ne e anche una forte motivazione a superare gli logici. Ciò ha significato raccontare internamente
ostacoli che inevitabilmente si presentano quan- il progetto in tutti gli uffici, seguire da vicino le
do si cerca di introdurre cambiamenti all’interno di fasi di assessment e condividere sempre il senso
contesti poco orientati all’innovazione. ultimo di tutto, il perché lo stiamo facendo. In un
La capacità di engagement dell’organizzazione viaggio di trasformazione digitale, come è stato
diventa un fattore critico di successo, tanto da e continua ad essere Open Data Campania, non è
essere ben più impattante della tecnologia stes- possibile fare affidamento solo sulle innovazioni
sa per l’esito di progetti come Open Data Cam- tecnologiche.
pania che richiedono un mindset shift. Il lavoro più In gioco c’è qualcosa di ben più profondo che ha
faticoso e spesso tralasciato è proprio l’accom- a che fare con la mentalità, i comportamenti or-
pagnamento a mutare prospettiva e modo di la- ganizzativi, la leadership e la cultura che viene
vorare: le persone non possono cambiare se non costruita e consolidata non con slogan preconfe-
insegni loro a farlo, se non dai loro nuovi stru- zionati ma attraverso i comportamenti reali di un
Approfondimenti / OPEN GOVERNMENT

menti per crescere ed evolversi. team di persone che crede in quello che fa.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

O P E N DATA C A M PA N I A
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Il progetto Open Data Campania è un progetto di valorizzazione del patri-


monio informativo pubblico promosso da Regione Campania nell’ambito del
Contratto Quadro Consip, in collaborazione con Almaviva, Almawave, Indra,
PwC, e con il supporto di FPA.

Con questo progetto, la Regione Campania ha avuto l’obiettivo di dare con-


tinuità e visibilità ai processi di trasparenza, digitalizzazione e innovazione
attivati dall’Amministrazione in corso sul territorio campano, attraverso la
diffusione della cultura del dato che lo elevi a vera ricchezza a disposizione
Vai al portale dell’ente e della comunità. La valorizzazione dei dati di titolarità regionale
e la condivisione della conoscenza ad essi collegata sono gli obiettivi prin-

Focus on / OPEN GOVERNMENT


cipali della normativa sui dati aperti della Regione Campania, che a partire
dalla legge regionale n. 14/2013 si è impegnata a rendere disponibili, at-
traverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il maggior
numero possibile di dataset comprendenti i dati prodotti, raccolti, riprodotti
e diffusi nel perseguimento dei propri compiti istituzionali.

Le attività legate al progetto sono riconducibili a tre macro-obiettivi:

EVOLUZIONE DEL PORTALE OPEN DATA attraverso


• Coinvolgimento delle Direzioni Regionali nel processo di apertura;
• Censimento banche dati esistenti;
• Formalizzazione dei processi di apertura;

EMPOWERMENT DEGLI UFFICI CENTRALI COINVOLTI attraverso


• Creazione di una community professionale in continua evoluzione;
• Attività di formazione in presenza e online;

ENGAGAMENT GRUPPI DI PORTATORI DI INTERESSE COINVOLTI NEL PRO-


CESSO DI APERTURA con
• Eventi rivolti a scuole, giornalisti, community Open Data territoriali;
• Disseminazione e comunicazione istituzionale.

FPA ha accompagnato Regione Campania nelle azioni di empowerment ed


engagement che si sono affiancate al rilascio del portale dati.regione.cam-
pania.it che oggi ospita 170 dataset.

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FOCUS ON

Il progetto Open Data Campania ha coinvolto più di 130 dipendenti delle


direzioni generali regionali, per i quali sono stati previsti quattro moduli for-
mativi coordinati da una Open Data Steering Committee e più di dieci docenti
esperti nazionali sul tema. Alla conclusione del percorso formativo, il 47,83%
dei discenti si è detto molto soddisfatto dell’offerta formativa prevista.

Il progetto è stato guidato da un board interdisciplinare (informatici, inno-


vatori, comunicatori, giornalisti, esperti legali) che risponde direttamente
al responsabile regionale per i dati aperti. A questi si aggiungono gli esperti
di dominio, professionisti ai quali è stato riservato un ulteriore percorso di
formazione tecnica specialistica sui saperi tecnologici necessari alla libera-
zione dei dati (ETL, dati geo-spaziali, ontologie, LOD, RDF).
Focus on / OPEN GOVERNMENT

Foto di FPA

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PER SAPERNE DI PIÙ


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Nel corso dell’anno FPA ha realizzato diversi eventi pubblici o a porte chiuse, momenti di confronto
e lavoro collaborativo sui temi dell’Open Government. In questa sezione tematica vi proponiamo una
selezione di eventi, con la possibilità di consultare gli atti.

< Il momento delle scelte: quali


licenze, quale Open Data
< Aumentare le potenzialità degli
Open Data tra Spazio e Tempo
14 maggio 2019 15 maggio 2019

Per saperne di più / OPEN GOVERNMENT


< Suggerimenti per un percorso
Open Data che guardi alla
< Confronto aperto sul 4° Piano
d’azione nazionale per l’Open
sostenibilità Government 2019-2021 e le
14 maggio 2019 esperienze internazionali
15 maggio 2019

< Open Data management:


strumenti e tecniche per produrre
< Cittadinanza attiva,
amministrazione aperta e
e valorizzare i dati della PA partecipazione: esperienze che
14 maggio 2019 fanno scuola
16 maggio 2019

In collaborazione con: A Scuola di Open


Coesione, Agenzia per la Coesione
Territoriale, PON Governance e Capacità
Istituzionale 2014-2020, P.C.M. -
Dipartimento Politiche Europee, P.C.M. -
Dipartimento per le politiche di coesione

< Monitoraggio degli Investimenti


Pubblici, Accelerazione della
< Open Data management: le nuove
competenze per la PA
Spesa e Open Data 10 settembre 2019
14 maggio 2019

In collaborazione con: P.C.M. -


Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica,
Open Cup

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

CITTÀ
E TERRITORI

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

Riforma del governo locale, politiche e azioni per la cordiamo che la fusione ha natura volontaria, men-
sostenibilità, attenzione alle nuove dinamiche ter- tre è obbligatoria la gestione associata delle fun-
ritoriali innovative: questi i tre aspetti che possia- zioni fondamentali per i comuni con meno di 5.000
mo mettere in evidenza analizzando la dimensione abitanti (o 3.000 abitanti, se si tratta di comuni ap-
città/territori nel nostro Paese nel corso del 2019. partenenti o già appartenuti a comunità montane).
Partiamo dalla discussione sulla riforma del gover- Permane comunque un’accentuata frammenta-
no locale: si è riunito in questi mesi, presso la Con- zione amministrativa – secondo i dati Istat (ag-
ferenza Stato-città ed Autonomie locali, un ‘Tavolo giornati al 30 giugno 2018), in Italia ci sono oltre
tecnico-politico per la redazione di linee guida fi- 5.500 comuni con meno di 5.000 abitanti (circa il
nalizzate all’avvio di un percorso di revisione or- 70% del totale) nei quali risiede il 17% della popola-
ganica della disciplina in materia di ordinamento zione nazionale – anche se dal 2014 è cominciata
delle province e delle città metropolitane, al su- un’inversione di tendenza nell’incremento del nu-
peramento dell’obbligo di gestione associata delle mero dei comuni, che sono scesi per la prima vol-
funzioni e alla semplificazione degli oneri ammini- ta negli ultimi 60 anni al di sotto della soglia degli
strativi e contabili a carico dei comuni, soprattut- 8.000: oggi abbiamo 7.914 comuni2. Tra il 2014 e il
to di piccole dimensioni’. In primo piano, quindi, il 2018 sono stati istituti 93 nuovi comuni, contro un
dibattito sulla Legge Delrio (Legge 7 aprile 2014, n. totale di 222 comuni soppressi, concentrati pre-
56) che, lo ricordiamo, aveva due obiettivi principa- valentemente nelle aree interne del Paese. Il con-
li: il rafforzamento del livello comunale, attraverso fronto sul percorso di riforma del governo locale è
principalmente fusioni e unioni di comuni, e il com- ancora aperto, vedremo cosa accadrà nei prossimi
plessivo riordino del livello intermedio, dell’area mesi.
vasta, attraverso la trasformazione delle province Altro tema sempre più attuale, sia a livello inter-
in enti a elezione indiretta e l’istituzione delle città nazionale che a livello Paese, è quello della soste-
metropolitane. Rivedere la Legge Delrio è una del- nibilità, in vista del raggiungimento dei 17 obiettivi
le richieste emerse nell’ultima Assemblea Annua- (Sdgs) dell’Agenda Onu 2030. Le città e i territori
le ANCI (Arezzo, 19-21 novembre 2019) e anche il hanno in questo un peso fondamentale, ma in
Capo dello Stato ha recentemente evidenziato la Italia c’è ancora molta strada da fare, come testi-
necessità di ricomporre il quadro e la disciplina de- monia il primo Report di aggiornamento dell’Agenda
gli enti locali. urbana per lo sviluppo sostenibile di ASviS e Urban@
In attesa di vedere se e come evolveranno rappor- it, pubblicato il 22 luglio 2019 dal gruppo di lavoro
ti, ruolo, funzioni e redistribuzione delle risorse per sul Goal 11 ‘Città e comunità sostenibili’. L’Agen-
province e città metropolitane (si è parlato molto, da del 2018, a cui il Report si riferisce, individuava
in particolare, del ritorno all’elezione diretta nelle precisi obiettivi quantitativi riferiti alle aree urbane
province), possiamo intanto notare come, dal pun- (obiettivi senza i quali non si potranno realizzare
to di vista della razionalizzazione e della coopera- i più ampi obiettivi dell’Agenda 2030) e le azioni
zione intercomunale, ci sia stato un incremento nel necessarie per raggiungerli. Nel Report di luglio
corso degli ultimi anni, anche se si tratta ancora di si vede che la situazione è rimasta praticamente
cifre molto piccole. Nel 2007, infatti, le unioni di co- invariata rispetto allo scorso anno: su 17 obietti-
muni erano solo 290, nel 2012 toccavano la soglia vi, solo cinque mostrano semaforo verde (povertà,
delle 371 unità, mentre otto mesi dopo l’entrata laureati, energia, abitazioni e sicurezza), il che si-
in vigore della legge Delrio erano già 381. All’inizio gnifica che siamo sulla buona strada, mentre per
del 2016 se ne contavano 444 e, ad oggi, risultano gli altri 12 il semaforo è rosso. Si registrano due
essere 5501 per un totale di 3.292 comuni aderenti. variazioni rispetto alla rilevazione precedente
Per quanto riguarda le fusioni, tra il 1995 e il 2011 (contenuta nel Rapporto ASviS 2018): i laureati, per
si erano registrate solo nove fusioni, mentre nel i quali il bollino è passato da rosso a verde, e i rifiu-
corso del 2019 sono state approvate 31 fusioni di ti, dove è accaduto il contrario. Intanto il Ministero
comuni, per un totale di 65 comuni soppressi. Ri- dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

ha pubblicato un bando per le città metropolitane, europea della Functional Urban Area - Fua) e cerca
destinando 2 milioni e 500mila euro per sostenere di focalizzare l’attenzione sulla governance delle
l’elaborazione delle agende metropolitane per lo relazioni tra le diverse entità che entrano in gio-
sviluppo sostenibile. Vedremo se porteranno ri- co: pubbliche amministrazioni locali e centrali, enti
sultati: al momento l’unica città a essersi dotata di regolatori, persone e, non da ultimi, i nodi della ge-
un’agenda locale per lo sviluppo sostenibile è stata stione della logistica (porti, aeroporti e imprese di
Bologna nel marzo 2019. distribuzione). La smart logistica, sviluppata grazie
Anche Istat ad aprile 2019 ha pubblicato il suo all’utilizzo diffuso di tecnologie abilitanti quali IA,
Rapporto sugli SDGs (seconda edizione). Nell’analisi IoT e Blockchain, è, infatti, uno dei punti centrali
dedicata al Goal 11 (Rendere le città e gli insedia- in questa riflessione del Piano triennale, per l’im-
menti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili) patto che può avere su tre dimensioni (territoriali
ecco alcuni risultati di sintesi: si registra una bat- e nazionali): economia, ambiente e socialità. AgID
tuta d’arresto nella diminuzione di medio e lungo si pone tre obiettivi: l’emanazione di linee guida per
periodo del livello di inquinamento atmosferico da l’adozione del paradigma Smart Landscape su tutto
particolato; un generale miglioramento dei fatto- il territorio nazionale; la realizzazione di uno Smart
ri di disagio abitativo dopo anni in cui risultava in Landscape Engine, un motore predittivo che con-
aumento; un terzo delle famiglie è ancora insod- senta sulla base dei dati a disposizione di capire,
disfatta per l’utilizzo dei mezzi pubblici; diminuisce prima di investire su un servizio o tecnologia, come
la spesa pubblica pro capite per la protezione delle un determinato territorio potrebbe reagire; la cre-
biodiversità e dei beni paesaggistici; prosegue la azione di una piattaforma di gestione dei dati delle
diminuzione della quota di rifiuti urbani conferiti in comunità intelligenti (Smart Landscape Platform)
discarica. prevista entro la metà del 2020 (si sta sperimen-
Il percorso delle nostre città per diventare più in- tando il primo prototipo nella città pilota di Ivrea).
telligenti e sostenibili è stato come sempre anche Infine, il 17 dicembre 2019, il Ministro per l'innova-
al centro del Rapporto Annuale di FPA sui comu- zione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisa-
ni capoluogo, che quest’anno è stato presentato no, ha presentato la Strategia per l’innovazione tec-
il 26 novembre. Su tutte un’evidenza emerge da nologica e la digitalizzazione del Paese al 2025. Tra le
ICity Rank 2019: una spaccatura territoriale nuova, prime azioni per trasformare il Paese presenti nel
che oltre alla confermata distanza tra centro nord Piano troviamo: Dati per le città del futuro e borghi
e sud, evidenzia anche un distacco tra le città del del futuro. La prima si pone l’obiettivo di realizzare
‘nuovo triangolo produttivo’ (Lombardia, Triveneto un accordo quadro in base al quale le amministra-
ed Emilia-Romagna, a cui si aggiungono le aree zioni locali possano impegnare i loro fornitori di
di Torino e Firenze) e il resto del centro nord. E un servizi a mettere a disposizione, in formato aperto
‘policentrismo’ dell’innovazione, per cui non c’è una e nel rispetto di una serie di linee guida operative
vera città leader, le distanze si accorciano e spicca- predisposte dal Ministro per l’innovazione, i dati
no città e territori diversi, che si differenziano per i generati e raccolti nell’esercizio della loro attività.
settori di innovazione in cui primeggiano. La seconda azione si basa sull’idea di trasformare
Quest’anno si è poi tornati a parlare in un docu- dieci borghi italiani in ‘borghi del futuro’ nei quali
mento ufficiale a livello nazionale di intelligenza concentrare tutte le tecnologie emergenti, così da
dei territori, con il Piano triennale di AgID che, al valutare attraverso questi luoghi l’impatto dell’in-
capitolo 10.2, segna il passaggio dal concetto novazione sulla società, amplificandone al tempo
di Smart City al paradigma della Smart Landsca- stesso il potenziale di attrattività turistica.
pe. Si passa, quindi, da un modello statico con al
centro cittadini e imprese, a un modello molto
più complesso e dinamico, che estende il conte-
sto di riferimento, includendo anche tutto ciò che 1
Fonte: elaborazione Ancitel 2019
si trova fuori dei confini urbani (secondo la logica 2
Fonte: elaborazione Ancitel 2019

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TESI

L E C I T TÀ E I L R U O L O D I P I AT TA F O R M E A B I L I TA N T I
P E R I L G OV E R N O D E L T E R R I T O R I O
|

di Michela Stentella avanti a livello di area vasta, favorendo così an-


Senior content manager FPA che l’interlocuzione con le istituzioni centrali.
Anche in Europa, del resto, si fa riferimento alla
La dimensione urbana è un punto di riferimento nozione di Functional Urban Area (FUA), una delle
irrinunciabile quando si analizzano opportunità tipologie territoriali (assieme a City e Greater City)
e criticità in termini di sviluppo economico e of- prevista nel Regolamento del Parlamento Eu-
ferta occupazionale, sviluppo di servizi innova- ropeo e del Consiglio ‘Tercet’1. La Commissione
tivi, sostenibilità ambientale, offerta turistica e Europea, in sinergia con l’Ocse, ha elaborato una
culturale, insomma tutti gli aspetti che impat- metodologia per ottenere una definizione di FUA
tano più direttamente sulla vita quotidiana delle armonizzata e coerente in tutti i Paesi, utilizzan-
persone. Le città sono luoghi di opportunità, ma do la densità di popolazione e i flussi di viaggio
anche i luoghi in cui maggiormente si eviden- verso il lavoro come informazioni chiave. Una
Te s i / C I T T À E T E R R I T O R I

ziano i conflitti sociali, le differenze economiche FUA, secondo la definizione riportata da Istat, è
e culturali, le paure generate da una percezione un «aggregato di comuni contigui, composti da
spesso distorta di tematiche quali ad esempio la una City e dalla sua commuting zone (area del
sicurezza e l’immigrazione. Tuttavia oggi la città pendolarismo)». Politi-
non rappresenta più un orizzonte sufficiente per che e analisi territoriali La PA dovrebbe diventare una
rispondere a queste sfide: la città è un nodo di non prendono più a piattaforma abilitante e creare
un ecosistema più ampio, va letta e interpretata riferimento la singo-
le condizioni affinché i territori
guardando al contesto territoriale di riferimento, la città, ma inglobano
sia per quanto riguarda le dinamiche di governo tutti quei luoghi dove siano in grado di generare
del territorio che le prospettive di sviluppo, inno- sono attivi PA, impre- innovazione, inserendo nella
vazione, migliore qualità della vita. se e cittadini, leggendo progettazione e gestione dei
Nella riflessione sulla riforma del governo loca- quindi le città come si- servizi avanzati il contributo dei
le, che punta a rivedere rapporti, ruolo e funzioni stemi territoriali inte-
diversi attori pubblici e privati
di province e città metropolitane, si inserisce la grati e interconnessi
domanda su quali debbano essere oggi i compiti da un punto di vista
dell’ente di area vasta nella pianificazione e ge- economico.
stione del territorio. Il concetto di ‘area vasta’, in- Anche la ricerca ICity Rank 2019 di FPA mostra
fatti, si collega al concetto di ‘rete’ e alla prospet- chiaramente come le dinamiche di ‘area vasta’
tiva di una programmazione che superi gli ambiti siano centrali, ad esempio in ambito socio-eco-
amministrativi comunali (spesso troppo ristretti nomico. La maggior parte degli indicatori usati
geograficamente, economicamente e finanzia- per questo ambito all’interno della Ricerca fa ri-
riamente) senza però arrivare al livello regiona- ferimento a dati di livello regionale e provincia-
le. Un ruolo che dovrebbe investire, tra l’altro, lo le, solo una parte è riconducibile al livello locale
sviluppo strategico del territorio metropolitano e comunale. Una scelta in alcuni casi obbligata,
e la promozione e gestione integrata dei servizi, ma che appare corretta, trattandosi di fenomeni
delle infrastrutture e delle reti di comunicazione. che possono essere meglio descritti e interpre-
Un ruolo abilitante per l’innovazione nei territori tati proprio a livello di ‘area vasta’. L’analisi della
di riferimento, in cui le istanze vengono portate solidità economica delle nostre città che emerge

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

da ICity Rank evidenzia il primato di Milano, che te, in grado di dare supporto non solo al tessuto
deriva non solo da variabili tradizionali, ma anche cittadino, ma a tutto il territorio. Le città, inoltre,
da componenti più innovative (imprese ad alta sono chiamate ad accompagnare tutto il percor-
conoscenza, start up e co-working). Inoltre, otto so di nascita e crescita di un’impresa dal punto
delle prime dieci città sono collocate in prossi- di vista burocratico/amministrativo. In questo
mità delle polarità costituite da Milano (Monza, senso, possiamo notare che le stesse aree che
Lecco e Bergamo, cui si può aggiungere Lodi 11^) si rivelano arretrate nel ranking di solidità eco-
e da Bologna (Modena, Reggio Emilia e Parma). I nomica lo sono, specularmente, anche in quello
due ‘poli’ possono, quindi, essere definiti ‘inter- che misura la capacità di governo. In entrambi gli
connessi’ visto che sono collegati da circa 60 col- ambiti si ritrova, infatti, la stessa divisione in ‘tre
legamenti ferroviari giornalieri di durata inferiore Italie’, con il permanere di una grande debolezza
ai 75 minuti. Il modello del nord-est si lega, del da parte del Mezzogiorno.
resto, a un concetto allargato di città, che coin- La nostra analisi ci dice, quindi, che la capacità di
volge i contesti periurbani, le altre città e territori adattamento intelligente ai mutamenti econo-
comunali che si collocano intorno alle città me- mici si sta distribuendo in Italia in maniera forte-
die, città che già lo scorso anno erano individuate mente diseguale, creando le condizioni non solo
come uno dei motori economici del Paese. per l’allargamento di antiche fratture (Nord-Sud)
Superare il concetto di città per guardare a un ma anche per la nascita di nuove distanze (come
governo più ampio del territorio apre nuove pro- quella tra il ‘triangolo produttivo allargato’ che

Te s i / C I T T À E T E R R I T O R I
spettive soprattutto per le realtà più piccole, che comprende Lombardia, Triveneto ed Emilia-Ro-
non possono contare su risorse economiche e magna, insieme a Torino e Firenze, contro il resto
professionali sufficienti a sostenere i processi del Centro Nord). E ci dice che, anche per quanto
di innovazione richiesti oggi alle comunità locali. riguarda la capacità di governo, le città dovranno
Per questo sono fondamentali sia le collabora- sviluppare un approccio nuovo nell’affrontare i
e zioni tra enti, che le partnership tra mondo pub- cambiamenti attesi nel prossimo decennio, cam-
blico e privato per offrire nuovi servizi. Ci sono già, biamenti che non riguarderanno solo le tecnolo-
ri
in Italia, esempi di realtà territoriali in cui strate- gie, ma anche l’agire dei soggetti economici e i
gie condivise tra aziende, PA e università hanno comportamenti sociali. Le città dovranno essere
messo in moto un processo di sviluppo virtuo- sempre più responsive, in grado di prendere pron-
so: hub tecnologici che stanno trasformando i tamente le migliori decisioni di fronte alle sfide
dei territori in cui si insediano (Napoli è un esempio poste dai cambiamenti in atto.
eccellente di collaborazione tra l’Università Fe- Un elemento centrale per avere città responsi-
derico II, le pubbliche amministrazioni e la Apple ve è l’utilizzo delle tecnologie e la definizione
Academy, ma anche Milano e Firenze offrono im- di politiche in ottica data driven, rimodellando
portanti esempi di collaborazione tra pubblico e la governance dei dati e, anche in questo caso,
privato). Queste esperienze, tuttavia, non sono valorizzando le relazioni tra soggetti pubblici e
ancora inserite in un contesto nazionale in gra- privati che sono in grado di raccogliere, mette-
do di promuoverle e sostenerne la diffusione. La re a sistema, leggere e valorizzare i dati prodotti
PA dovrebbe diventare, invece, una piattaforma sul territorio. Perché questo avvenga serve un
abilitante e creare le condizioni affinché i terri- cambio culturale, servono le competenze adat-
tori siano in grado di generare innovazione, inse- te all’interno delle amministrazioni, occorre una
rendo nella progettazione e gestione dei servizi governance dei dati che metta in condivisione il
avanzati il contributo dei diversi attori pubblici e patrimonio informativo prodotto dai diversi sog-
privati, ma anche del non profit. getti pubblici, dai cittadini e dalle aziende private.
Nei modelli vincenti di città presenti all’interno di Un modello su cui sta lavorando Firenze con la
ICity Rank 2019 si legge bene la propensione a in- Smart City Control Room e che si basa su un ap-
terpretare questo ruolo di piattaforma abilitan- proccio olistico all’innovazione. Un modello che

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TESI

si ritrova, in parte, nel concetto di Safe City, in tre città (Milano, Firenze e Bologna, molto vicine
cui governance, innovazione tecnologica e col- tra loro ed eccellenti per ambiti diversi) ci sono
laborazione sono visti come gli assi portanti di una serie di città che stanno sostanzialmente
un nuovo modello di gestione integrata della si- allo stesso livello, ognuna con le proprie partico-
curezza urbana, che coinvolge forze dell’ordine larità, e molte piccole città guadagnano posizioni.
e protezione civile, ma anche municipalizzate e Questo policentrismo può essere un’opportunità,
gestori di servizi. O ancora, nel settore dei servi- ma è fondamentale che ci siano indirizzi genera-
zi pubblici locali (energia, illuminazione, gestione li chiari e regole omogenee, altrimenti il rischio
delle risorse idriche e dei rifiuti, trasporto pubbli- è che ognuno proceda per proprio conto e che il
co), in cui può svilupparsi la sperimentazione di processo di innovazione tagli fuori non solo in-
nuove tecnologie, con finalità di efficientamento tere aree del Paese, ma anche intere dimensioni
dei servizi, di orientamento allo sviluppo soste- urbane.
nibile, ma anche di gestione dei servizi e delle
risorse guidata dai dati e dalla conoscenza. Sen-
za dimenticare un nuovo approccio all’offerta di
servizi al cittadino, che spesso traccia un confine
molto sottile tra pubblico e privato (pensiamo al
car sharing o al bike sharing).
In definitiva, da ICity Rank 2019 emerge un poli-
Te s i / C I T T À E T E R R I T O R I

centrismo dell’innovazione urbana: questa, in-


fatti, è perseguita con modelli diversi da città che 1
Regolamento (UE) 2017/2391 del Parlamento europeo e
presentano differenti caratteristiche demografi- del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica il regola-
mento (CE) n. 1059/2003 per quanto riguarda le tipologie
che, sociali ed economiche. Alle spalle delle prime territoriali (Tercet)

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

I C I T Y R A N K 2019: M I L A N O , F I R E N Z E E B O L O G N A
S O N O L E C I T TÀ P I Ù S M A R T D ’ I TA L I A
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È stato presentato il 26 novembre a Roma ICity Roma, invece, nonostante le buone performan-
Rank 2019, il rapporto annuale di FPA, che fotogra- ce in alcune dimensioni, come quella della qualità
fa la situazione delle città italiane nel percorso per sociale (7°), rimane stabile in 15a posizione, con
diventare intelligenti e sostenibili. FPA ha indivi- risultati migliorabili soprattutto nella capacità di
duato e analizzato sei dimensioni urbane interes- governo (29°) e nella solidità economica (30°).
sate da processi di innovazione (solidità economi-
ca, mobilità sostenibile, tutela ambientale, qualità Il divario Nord-Sud
sociale, capacità di governo e trasformazione digi- Resta ancora ampio il divario fra Nord e Sud del
tale), sintesi di oltre 100 indicatori (basati su più di Paese. Le prime venti città in classifica appar-
250 variabili) che, aggregati nell’indice finale ICity tengono alle aree centro-settentrionali e sono al
Rank, consentono di stilare la classifica finale dei Nord le città che hanno guadagnato più posizioni

Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I
107 comuni capoluogo. rispetto al 2018 (Cuneo 23°, Brescia e Rovigo 20°,
Per il sesto anno consecutivo Milano si confer- e Piacenza, 18°). Bisogna scendere fino al 37° po-
ma la città più smart d’Italia, in prima posizione sto per trovare la prima città del Meridione e Isole
per solidità economica e mobilità sostenibile, con in classifica, Cagliari, che guadagna sei posizioni
ottimi risultati anche negli ambiti qualità sociale rispetto al 2018, e soltanto Pescara, Bari e Lecce,
(2°) e trasformazione digitale (3°), anche se resta fra le altre città del Sud, riescono ad allontanarsi
ancora fuori dalle prime dieci per capacità di go- dalla parte bassa della classifica. Tutti gli altri 34
verno (12°) e appare molto in ritardo nella tutela capoluoghi del Mezzogiorno sono fermi nelle ul-
ambientale (54°). time 38 posizioni, con Crotone maglia nera, pre-
A differenza degli ultimi anni, però, nel 2019 si ri- ceduta da Vibo Valentia, Agrigento, Caltanissetta,
duce nettamente il divario fra il capoluogo lombar- Enna, Trapani, Foggia, Catanzaro, Reggio Calabria,
do e il resto del Paese. Firenze, seconda in classifi- Isernia e Brindisi.
ca, è lontana solo due punti, grazie al primo posto
nella qualità sociale e trasformazione digitale e al La solidità economica
buon posizionamento nella capacità di governo Milano è la realtà italiana economicamente più
(2°), tutela ambientale (5°) e mobilità sostenibile solida, capace di affiancare ai tradizionali elevati
(3°). Anche Bologna, in terza posizione, diminuisce livelli di produzione di reddito e consistenza im-
il distacco dalla vetta piazzandosi davanti a tutti prenditoriale una forte concentrazione di espe-
per capacità di governo, seconda per trasforma- rienze innovative. Alle spalle di Milano si posiziona
zione digitale e solidità economica, terza per tute- Bologna e intorno alle due città leader si collocano
la ambientale e qualità sociale. altre realtà geograficamente vicine (Monza, Lecco,
Bergamo, Torino, Trento, Venezia, Parma, Mode- Bergamo, Modena, Parma, Reggio Emilia). In que-
na e Reggio Emilia completano la classifica delle ste otto province risiede solo il 13,7% della popo-
prime dieci Smart City italiane, con risultati para- lazione italiana, ma si produce il 20,3% del valore
gonabili al terzetto di testa in molti degli indicatori aggiunto, sono localizzate il 26,6% delle start up
analizzati. Trento è prima in tutela ambientale e innovative, il 30,1% dei co-working, il 28,6% degli
terza per solidità economica; Venezia seconda per addetti alle imprese dei servizi ad alta intensità di
mobilità sostenibile, Modena quarta per trasfor- conoscenza.
mazione digitale. Dal Rapporto emerge quindi un nuovo triangolo

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FOCUS ON

Foto di FPA
Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I

produttivo (Lombardia, Triveneto ed Emilia-Ro- (IT MOB e adozione di alimentazioni meno inqui-
magna) che allarga la distanza non più soltanto nanti nel trasporto pubblico locale). Anche in que-
col Mezzogiorno ma anche con il resto del Centro- sta dimensione, il divario col Mezzogiorno resta
Nord: 29 delle 32 città appartenenti a quest’area evidente: la prima città del Sud si trova solo al 26°
sono posizionate entro il 40° posto, mentre solo posto (Cagliari), al 37° la seconda (Bari) e al 54° la
otto delle 35 città capoluogo del resto dell’Italia terza (Teramo).
centrale e settentrionale rientrano in questa fascia
(e solo 3 – Torino, Biella e Firenze – tra le prime 20). La tutela ambientale
Trento è la prima città per sostenibilità del proprio
La mobilità sostenibile impatto ambientale, davanti a tutte soprattutto
Milano guida anche questa graduatoria, grazie alla nella depurazione dei reflui e nella qualità del ser-
sua vasta rete di trasporto pubblico e alla diffusio- vizio idrico. Seguono Prato, Bologna, Pisa, Firen-
ne degli innovativi servizi di car sharing (prima con ze, Verbania, Rimini, Biella, Macerata e Perugia. A
24,3 vetture ogni 10.000 abitanti). Il punto debo- differenza di altre dimensioni, la tutela ambien-
le è la modesta incidenza delle aree pedonali, che tale risulta meno condizionata dalla dimensione
rimane limitata a 46,3 mq per 100 abitanti (dati demografica e dalla collocazione geografica delle
2017). Nelle prime dieci posizioni si collocano altre città e vede al primo posto in ognuno dei suoi in-
quattro città metropolitane (Venezia, Firenze, To- dicatori molte città diverse, che spesso non fanno
rino e Bologna) e cinque città intermedie: Bergamo parte della top ten, a testimonianza del fatto che
(caratterizzata dalla più ampia incidenza delle ZTL, l’eccellenza in un singolo aspetto non si accompa-
che già nel 2015 coprivano quasi il 15% del territo- gna necessariamente a una buona performance
rio comunale), Padova (che con 181,7 km per 100 complessiva.
kmq di superficie guida la classifica per la densità
delle piste ciclabili), Mantova, Brescia e Modena. La qualità sociale
Sono i centri intermedi o piccoli, però, ad aver por- Firenze, Milano e Bologna occupano le prime tre
tato più avanti percorsi socialmente coraggiosi di posizioni della graduatoria dedicata alla qualità so-
governo della mobilità (dalle ZTL alle piste ciclabili) ciale – una dimensione che comprende gli ambiti
o tecnologicamente innovativi della sua gestione povertà ed esclusione sociale, istruzione e capita-

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le umano, attrattività artistico-culturale – grazie gna e Milano. Il capoluogo toscano ottiene il pun-
all’alta incidenza dell’occupazione e imprendito- teggio massimo in quattro indicatori (app munici-
rialità culturale, della popolazione con istruzione pali, digital openness, Wi-Fi pubblico e trasparenza
terziaria e all’elevata offerta universitaria e alla digitale) e ottime performance in altri quattro (ac-
diffusione della formazione continua. cesso alla banda-larga, IoT e tecnologie di rete, di-
La situazione è diversa nel Mezzogiorno, dove tra sponibilità di servizi online, social PA), dimostran-
le città metropolitane eccellono solo Cagliari e do un approccio complessivo che coinvolge non
Bari, che affiancano a buone performance nell’i- solo l’amministrazione comunale, ma l’insieme dei
struzione e nella produzione/offerta culturale, va- soggetti che operano nel contesto urbano.
lori contenuti delle criticità sociali che consentono La prima città del mezzogiorno è Cagliari, che si
loro di eccellere pur in presenza di un’attrattività piazza in 13° posizione e si conferma un’eccezione
turistica non particolarmente elevata. anche in questa specifica dimensione, ottenendo
Emergono anche città medie – come Pisa, Trento, il punteggio massimo per accesso alla banda larga
Parma, Udine, Siena e Verona – con modalità di e facendo registrare elevati punteggi in altri cin-
intervento innovative, caratterizzate da una mag- que indicatori. Risultati discreti li ottengono però
giore integrazione tra attori istituzionali e attori anche Lecce (22°), Palermo (24°) e Bari (25°), che
sociali e dall’impiego di nuove tecnologie. si collocano fuori della top 20 solo per pochi punti.
Più staccata Napoli (35°).

Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I
La capacità di governo Gli ottimi punteggi complessivi ottenuti da città
Le città dell’Emilia-Romagna occupano sei delle non metropolitane come Modena, Bergamo, Bre-
prime dieci posizioni nella dimensione capacità scia, Parma e Trento, e quelli settoriali di Bolzano
di governo, che racchiude gli ambiti governance (prima nell’indicatore IoT e tecnologie di rete) e
e partecipazione e legalità e sicurezza. Bologna Pisa (leader per i servizi online) indicano come sia
ottiene il primo posto, grazie alle buone perfor- possibile anche per centri di dimensione interme-
mance negli indicatori di partecipazione civile/co- dia raggiungere risultati di eccellenza.
esione sociale, a valori discreti negli indici di lega- La presentazione del Rapporto si è svolta in aper-
lità e sicurezza e soprattutto agli elevati risultati tura di FORUM PA Città, l’appuntamento annuale
nell’impiego dei nuovi strumenti di innovazione di FPA dedicato alle politiche urbane e all’innova-
amministrativa. Ravenna è terza, mentre Forlì, zione dei sistemi territoriali, che quest’anno si è te-
Reggio Emilia, Parma e Modena seguono a bre- nuto il 26 e 27 novembre presso gli spazi del Talent
ve distanza. Più difficili da governare sono le cit- Garden di Roma Ostiense. Un appuntamento che
tà metropolitane: ad esclusione di Torino, quarta, ha visto tra l’altro la presenza del Ministro per l’in-
troviamo infatti Milano solo al 12° posto, Roma al novazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola
29° e Napoli all’87° (19° tra le città del Meridione). Pisano, che assieme a Luca Attias, Commissario
straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale,
La trasformazione digitale è stata protagonista, nell’evento conclusivo della
Firenze è la città più capace di sfruttare appieno le Manifestazione, di un’intervista doppia condotta
potenzialità offerte dal digitale, seguita da Bolo- da Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA.

Vai alla ricerca Vai agli eventi e scopri Guarda il confronto


ICity Rank 2019 i protagonisti tra Paola Pisano
di FORUM PA Città e Luca Attias

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APPROFONDIMENTI

S E C O N DA R I VO L U Z I O N E D I G I TA L E :
L E C I T TÀ D I F R O N T E A U N A S F I DA DA F O R M U L A 1
|

di Daniele Fichera informazioni e analisi vengono accumulate per


Senior Consulting Urban Innovation FPA orientare le scelte strategiche di sviluppo delle
vetture e migliorarne le performance nell’arco
Per avere un’idea di come la seconda rivoluzio- della singola stagione o per orientarne le evolu-
ne digitale potrebbe impattare sul modo di fun- zioni future.
zionare (e di amministrare) le città è sufficiente Le automobili guidate da Niky Lauda e James
seguire con attenzione la telecronaca di un gran Hunt rappresentavano l’avanguardia della tec-
premio di Formula1 e poi confrontarla - dal punto nologia motoristica dell’epoca; quelle attuali con-
di vista delle relazioni tra il pilota, la macchina e i centrano e integrano strumenti di avanguardia
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

box - con una analoga relativa a una gara di qua- nelle tecnologie della sensoristica, della comuni-
ranta (o anche venti) anni fa. cazione digitale, delle capacità di calcolo e dell’in-
Le monoposto guidate da Hamilton, Leclerc o telligenza artificiale e consentono di accumulare
Verstappen sono popolate da un’enorme quanti- straordinario know how nell’analisi dei dati (tanto
tà di sensori che rilevano una straordinaria quan- che alcune scuderie di
tità di dati fisici (a partire da quelli più banali come Formula1 hanno cre-
le accuratissime misure della benzina residua, lo ato apposite aziende L’integrazione dei diversi
stato di usura degli pneumatici, la temperatura che offrono sul mer-
sistemi di raccolta dati,
dei freni e centinaia – o forse migliaia – di altri), cato servizi di data
elaborazione, analisi e
li digitalizzano e li trasmettono in tempo quasi analytics ad altri setto-
reale ai sistemi di elaborazione delle scuderie, ri, compresi i trasporti decisione nei diversi ambiti
dove vanno ad alimentare sofisticati modelli di pubblici e la sanità). dei servizi e dei monitoraggi
elaborazione che - oltre a fornire sintetiche infor- Gli elementi fonda- urbani è tecnicamente
mazioni sulla situazione esistente - producono e mentali di questa tra-
possibile, ma pone colossali
aggiornano simulazioni sugli effetti delle scelte sformazione coprono
alternative disponibili basate sui dati completi quasi tutti gli ambiti questioni sui modelli
delle proprie vetture e su quelli parziali dispo- della seconda rivolu- sostanziali di governance e
nibili per le altre (nonché su altre informazioni zione digitale e sono la loro traduzione in regole
complementari, come quelle sulle previsioni me- gli stessi che potreb- amministrative formali
tereologiche, la temperatura dell’asfalto nei vari bero giocare un ruolo
punti della pista e così via). Alcune di queste si- fondamentale nella
mulazioni danno luogo ad adattamenti automati- evoluzione del funzionamento e del governo del-
ci delle regolazioni, altre vengono messe a dispo- le città: aumento del numero e delle capacità di
sizione degli ingegneri per prendere decisioni o rilevazione dei sensori, crescita della capacità e
suggerirle ai piloti (che però qualche volta fanno della velocità delle comunicazioni digitali, incre-
di testa loro). È stato calcolato che durante i 90 mento diretto e indiretto delle capacità di calcolo,
minuti del gran premio di Singapore 10 terabyte introduzione e sviluppo di algoritmi che ‘imparano
di dati (10.00 Gigabyte) sono fluiti attraverso i si- dall’esperienza’, diffusione e raffinamento degli
stemi di rilevazione e controllo. Ma l’acquisizione strumenti di regolazione a distanza e – ultimo ma
ed elaborazione di dati non viene utilizzata solo non ultimo – costante perfezionamento dei mo-
per gestire i comportamenti nella singola gara, delli di governance di questi enormi flussi di in-

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formazioni, analisi, simulazioni, decisioni e dispo- nei processi decisionali sono processi comple-
sizioni (i tifosi italiani di Formula1 sanno quanto mentari e fondamentali l’uno per l’altro come lo
quest’ultimo aspetto possa essere decisivo). sono (tanto per continuare a riferirci a mezzi di
Potenzialmente a un incrocio stradale di una trasporto) il vento, la vela e il timone per far pro-
qualunque città nell’arco di qualche decina di cedere una barca.
metri potrebbero essere attivi una molteplicità I processi di innovazione tecnologica e organizza-
di sensori e di sistemi di comunicazione, elabora- tiva stanno andando abbastanza avanti nei sin-
zione e decisione ad essi collegati: sia fissi (sema- goli ambiti, fondamentalmente per iniziativa dei
fori e lampioni intelligenti, varchi elettronici ZTL, più evoluti gestori di servizi che li utilizzano, le-
sensori per l’occupazione di parcheggi, rilevatori gittimamente, per migliorare le loro performance
di velocità, dei livelli di inquinamento, del rumore, economiche, ma anche per offrire nuovi servizi a
cassonetti digitalizzati, rilevatori dell’efficienza valore aggiunto (sia economico che sociale) alle
delle caditoie, ecc.) sia mobili (installati sulle auto, amministrazioni cittadine. Interagire con queste
sui mezzi di trasporto pubblico o semplicemente nuove offerte (anche limitatamente ai singoli
sugli smartphone). ambiti e servizi) non è facile per le amministra-
Così come i sensori delle vetture di Formula1 ali- zioni, servono consapevolezza politica, compe-

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
mentano sistemi che danno indicazioni su come tenze tecniche e strumenti amministrativi che
usare i freni o quando cambiare gli pneumatici, non sono sempre disponibili. D’altra parte anche
ciascuna di queste reti di sensori ‘urbani’ può dar l’amministrazione cittadina di Nantes, quasi 200
luogo a ‘sistemi di governo’ dell’ambito funzio- anni fa, dovette probabilmente fare un notevole
nale cui si riferisce, migliorandone enormemente sforzo per acquisire la consapevolezza, le com-
efficacia ed efficienza sia nella gestione contin- petenze tecniche e gli strumenti amministrativi
gente (lampioni che illuminano di più quando c’è per regolare il primo sistema di trasporto collet-
più movimento o il tempo è peggiore, semafori tivo urbano mediante carrozze dette omnibus.
che regolano i tempi in funzione del traffico o I modelli – tecnologici, organizzativi e ammini-
danno la precedenza a mezzi pubblici o di soc- strativi – di gestione della implementazione della
corso, cassonetti che comunicano quando sono seconda rivoluzione digitale nei singoli sistemi di
pieni e debbono essere svuotati o parcheggi che servizi funzionali e monitoraggio urbano sono in
segnalano quando sono liberi e via dicendo), sia corso di definizione. Un’amministrazione consa-
in quella strategica (per definire linee e orari del pevole deve definire i propri obiettivi e ricercare
trasporto pubblico, scelte di regolazione della gli strumenti migliori per perseguirli (cercando di
viabilità, localizzazioni dei parcheggi, restrizioni acquisire informazioni da altre esperienze e con-
del traffico per inquinamento, ecc.). frontandosi senza pregiudizi sia con le offerte di
Ma, come hanno osservato recentemente due mercato sia con la domanda dei cittadini) ade-
studiosi di intelligenza artificiale, «il solo fatto guando di conseguenza, nei limiti del possibile,
che sia possibile fare qualcosa di buono con i dati, le modalità di relazione con i gestori dei servizi
non implica che sarà fatto». (un po’ come le scuderie di Formula1 fanno - non
Il vocabolo ‘sensore’ ha la stessa radice del vo- senza fisiologiche tensioni - con i fornitori di freni,
cabolo ‘senso’, derivando entrambi dal termi- pneumatici e carburanti) per quanto riguarda gli
ne latino sensus, participio passato di un verbo investimenti necessari per l’implementazione dei
traducibile come ‘percepire’, da cui l’utilizzo per sistemi e l’utilizzo dei dati che ne derivano. Non è
definire le modalità con le quali gli esseri viventi facile, ma è necessario, intervenire in modo ‘equo’
percepiscono il mondo esterno (‘i cinque sensi’). sulla proprietà/disponibilità dei dati che ciascuno
Ma, chiedendo scusa per il gioco di parole, senso (in particolare i gestori dei servizi) può raccoglie-
ha anche un altro senso, significa anche signifi- re, senza disincentivare la ricerca imprenditoriale
cato (‘dare un senso alle cose’). Accumulo di infor- di nuovi spazi dove creare valore aggiunto, ma
mazioni, loro interpretazione e utilizzo di queste anche senza espropriare città e cittadini della va-

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APPROFONDIMENTI

lorizzazione di informazioni che nascono dai loro analisi e decisione nei diversi ambiti dei servizi e
comportamenti (più facile a dirsi che a farsi, ma dei monitoraggi urbani è tecnicamente possibile
già cominciare a ragionarci senza pregiudizi ideo- ed è alla base dei sistemi unificati di gestione della
logici sarebbe importante). mobilità (Intelligent Transport System) o del conte-
Affrontare queste tematiche nel singolo ambito o sto urbano complessivo (Smart City Control Room),
per il singolo servizio è complicato, ma affrontarle ma pone colossali questioni sui modelli sostanziali
a livello di complessiva gestione urbana lo è molto di governance e la loro traduzione in regole ammi-
di più. Come avviene per la Formula1, sia per quan- nistrative formali. È questa la vera sfida del prossi-
to concerne la gestione contingente sia per quanto mo decennio, e non si possono lasciare le città sole
riguarda la gestione strategica, è l’interazione tra ad affrontarla.
le varie fonti di dati a fornire le indicazioni migliori Per chiudere, una domanda: sarà un caso che uno
sulle scelte da prendere ed è la fluidità della go- dei più interessanti progetti sperimentali italiani
vernance a far sì che vengano tempestivamente per lo sviluppo della mobilità smart e della guida
prese ed effettivamente attuate. L’integrazione autonoma è una partnership pubblico privato re-
dei diversi sistemi di raccolta dati, elaborazione, alizzata in quel di Modena?
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

CONOSCENZA E VISIONE D’INSIEME:


L E C H I AV I D E L L A S M A R T C I T Y P L AT F O R M
|

di Mauro Bellini appare sempre più evidente che le priorità della


Direttore Responsabile Blockchain4Innovation, sostenibilità, della gestione delle risorse, della si-
PagamentiDigitali e Internet4Things curezza, della mobilità devono trovare una rispo-
sta proprio nel perimetro urbano e nella sua capa-
Per capire come cambiano le nostre città con l’in- cità di relazione con il territorio. Le risposte parziali,
novazione tecnologica e digitale è utile portare limitate ad alcune priorità, rischiano di non essere
l’attenzione su come sta cambiando il concetto più sostenibili. La gestione delle risorse impone
stesso di Smart City. Non basta interrogarsi sul sempre di più una integrazione all’interno di un
fatto se abiteremo e lavoreremo in città vertica- approccio globale che deve contare, a sua volta, su

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
li o in citta orizzontali, ovvero non basta pensare un ripensamento del rapporto tra cittadini e città,
all’architettura e all’urbanistica con città che si su una rilettura dei bisogni e dei servizi necessa-
risolvono in altezza, con grattacieli sempre più ri per soddisfarli, e sulla consapevolezza che i bi-
alti, o con città che si allungano sul territorio. Con sogni, le esigenze, i comportamenti e le abitudini
il digitale questo tema riguarda anche il dominio evolvono nel tempo e possono essere modificati
dell’innovazione e attiene alla possibilità di abitare in funzione di determinate sollecitazioni.
in città che puntano su diverse forme di specializ- Con questi elementi il concetto di piattaforma
zazione in ‘verticale’, con eccellenze di innovazione associato alla Smart City aggiunge una ulteriore
spesso tra loro separate o in città ‘orizzontali’ che variabile chiave: la capacità di agire sui processi,
utilizzano invece l’‘intelligenza’ come piattaforma ovvero di ridisegnare le logiche dei servizi. Dalla
di integrazione tra i diversi processi di innovazione. mobilità alla sicurezza, dall’energia alla logisti-
La differenza è sostanziale e segna il passaggio ca, dalle infrastrutture per le imprese alla sanità:
dal concetto di Smart City, che si concentra su l’asset strategico per questo cambiamento è nel-
singoli servizi per automatizzarli, a quello di Smart la disponibilità di dati precisi sulle esigenze e sui
City aperta, disegnata per conoscere i bisogni dei comportamenti dei cittadini e nella capacità di go-
cittadini e per favorire e armonizzare lo sviluppo vernare la tecnologia che permette di trasformare
di nuove forme di innovazione da parte di diversi la nuova visione della città in servizi concreti.
attori. In questa prospettiva, la Smart City cessa Inoltre, rispetto agli ambiti fondamentali che da
anche di essere il luogo in cui si fanno partire pro- tempo ispirano i progetti di Smart City – la si-
getti pensati altrove e diventa una piattaforma curezza, la mobilità, la sostenibilità, la qualità
che elabora, stimola e sviluppa progetti propri. dell’ambiente e delle risorse, la salute, lo sviluppo
economico, la formazione – le logiche delle Smart
Dal miglioramento del servizio alla comprensio- City Platform impongono una integrazione che do-
ne precisa dei bisogni vrebbe essere sempre di più di tipo by design. I pro-
Questa evoluzione non è solo il frutto della dispo- getti che intervengono sulla mobilità permettono
nibilità di tecnologie abilitanti in modo più acces- di disporre di conoscenza e strumenti per agire
sibile rispetto al passato, ma è primariamente sulla sicurezza e sulla gestione dell’energia; i piani
legata ai nuovi obiettivi che devono essere affron- e gli interventi per lo sviluppo economico hanno un
tati dal processo di urbanizzazione. Davanti a un impatto sulla mobilità, sulla gestione delle risorse
trend che vede la concentrazione nelle grandi città e sull’ambiente (si pensi ai benefici a più livelli del-
di larghissima parte della popolazione del pianeta, lo Smart Working), e sulla sostenibilità; i progetti

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APPROFONDIMENTI

che sono chiamati a rispondere alla domanda di e Machine Learning e, infine, Blockchain: su questi
sicurezza non possono non essere correlati con la quattro assi si sviluppa poi l’integrazione tecno-
qualità dell’ambiente e con lo sviluppo economico. logica, con un ruolo ragionevolmente sempre più
E su questa piattaforma cresce anche il numero rilevante per il Cloud. La convergenza e l’integra-
degli attori. Non ci sono più solo i tradizionali ‘pro- zione tra progetti basati su queste tecnologie sta
vider’ di tecnologia che dialogano con le pubbliche creando le condizioni per integrare sulle piattafor-
amministrazioni, ma ci sono nuovi referenti (spes- me cittadine anche innovazioni tecnologiche lega-
so outsider rispetto agli ‘innovatori tradizionali’) te ad altri ambiti come robotica, Smart Automoti-
che hanno la capacità di ispirare la propria azione ve, droni e, soprattutto, per la creazione di nuovi
grazie al digitale e, operando primariamente su un ambiti applicativi (basti pensare ai droni per la lo-
settore (per esempio i pagamenti), sono in grado gistica per migliorare la mobilità o l’uso dei droni
di portare valore anche su altri settori (per esem- per la sicurezza). La tecnologia è senza dubbio ‘IL’
pio mobilità e sicurezza). fattore abilitante, ma da sola non basta. E anche
se nessuno mette in discussione la neutralità delle
L’introduzione del concetto di precisione nell’e- scelte tecnologiche, le pubbliche amministrazioni
rogazione dei servizi che affrontano questo percorso si trovano davanti
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

In questa prospettiva non basta mettersi alla alla decisione di soppesare il rispetto delle logiche
ricerca di nuove forme di efficienza, ma i dati, le che spingono verso la
infrastrutture, le tecnologie sono la base per mi- centralità del dato con
gliorare la capacità di analisi e decisionale delle quelle che chiedono Dalla mobilità alla sicurezza,
pubbliche amministrazioni. L’innovazione si as- di mantenere il focus dall’energia alla logistica,
socia così anche al concetto di ‘precisione’ e può sulla centralità della
dalle infrastrutture per le
predisporre obiettivi più chiari anche per essere persona. Due obiettivi
meno onerosa in termini di costi e di tempi di ero- non sempre compatibili imprese alla sanità: l’asset
gazione. Per le pubbliche amministrazioni i livelli e che dipendono in buo- strategico è nella disponibilità
di intervento e di azione non sono più solo di tipo na misura anche dalla di dati precisi e nella capacità
tecnologico, ma la tecnologia è affiancata dalla governance delle scelte
di governare la tecnologia per
capacità di coordinare e integrare tutti gli attori tecnologiche.
trasformare la nuova visione
coinvolti (a partire dal coinvolgimento dei cittadi- Nella ricerca di que-
ni), di definire una nuova governance dei processi sto equilibrio tra dato della città in servizi concreti
decisionali capace di ‘ascoltare tutti’ e di scegliere e persona vengono
per individuare in modo preciso il ‘bene comune’. in aiuto i tanti attori
Non ultimo, la ‘piattaforma’ deve comprendere che sono chiamati a collaborare con le pubbliche
anche la capacità di cogliere e sfruttare i fenomeni amministrazioni nello sviluppo delle Smart City
che stimolano e accelerano queste trasformazioni. Platform, come le società di servizi ai cittadini (per
Un esempio in questo senso può essere rappre- esempio aziende di trasporto), le utility, le società
sentato dalla dinamica che sta caratterizzando i di gestione di infrastrutture e immobili e le socie-
processi di innovazione legati all’Industria 4.0 che tà che offrono servizi di facility e, ovviamente, le
hanno esteso il loro dominio alle Supply Chain 4.0 e istituzioni, le associazioni e le organizzazioni locali.
che si stanno estendendo alle logiche di filiera 4.0. Un ruolo sempre più importante e decisivo è svol-
Fenomeni che devono integrarsi con le logiche di to poi dai provider di tecnologia, di infrastrutture, di
innovazione delle Smart City Platform per tutti gli applicazioni e di soluzioni per la gestione dei dati e
impatti legati alle infrastrutture, alla logistica, alla dai Telco provider.
mobilità, alla sicurezza.
La relazione tra la Smart City e il territorio
La centralità del dato e la centralità della persona In ultima istanza ci sono poi i fenomeni natural-
IoT, Big Data/Data analytics, Artificial Intelligence mente ‘esterni’ alla città, ma che grazie al digitale

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

si stanno integrando in questo processo e vanno e in modo sicuro delle transazioni. Gli asset fisici
a loro volta a comporre la piattaforma Smart City. intelligenti registrati sulla Blockchain sono nella
Si è già visto il fenomeno dell’Industria 4.0, dob- condizione di verificare e identificare i soggetti
biamo però parlare anche di uno Smart Agrifood che vantano diritti, come la proprietà o come la
che non si ferma ai temi dell’agricoltura digitale, possibilità di usufruire di determinati servizi, e,
ma, in nome della sostenibilità e dell’integrazio- sulla base di questa identificazione, possono ef-
ne, utilizza i dati relativi ai bisogni della città per fettuare acquisti o beneficiare o erogare servizi.
produrre esattamente quello che serve (anche In uno scenario di questo tipo si possono ripen-
grazie all’estensione delle logiche di Precision Far- sare le logiche di sicurezza. Se un asset diventa
ming), evitando sprechi già nella programmazio- inutilizzabile laddove non sia chiaramente iden-
ne della produzione. Con il Vertical farming e l’Ur- tificato (in questo caso dalla persona e dalla or-
ban Farming, che permettono in modalità diverse ganizzazione che vanta i diritti di proprietà), ecco
di portare la produzione agricola direttamente in che può cessare di esprimere il proprio valore:
città, si aprono prospettive per gestire la produ- se è una vettura, ad esempio, si blocca, se è una
zione in funzione di bisogni precisi, riducendo gli casa, interrompe qualsiasi fonte di energia. Sicu-
sprechi. Questa agricoltura non è più esterna alla rezza e Risk Management possono essere com-

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
città, ma entra a pieno titolo nella piattaforma pletamente ridisegnati.
di innovazione della città. Ecco che la Smart City
Platform porta integrazione anche tra soggetti e Smart City Platform come una grande opportuni-
fenomeni un tempo ‘lontani’ e permette di ridise- tà di mercato, che passa dall’integrazione
gnare, anche con questi attori, le diverse supply Questa evoluzione unisce innovazione tecnologica
chain (come quella agroalimentare) che a loro vol- e innovazione nei servizi e sta diventando realtà
ta incidono sui consumi di energia, sulla mobilità, anche dal punto di vista del business. Secondo la
sulle infrastrutture di logistica e sullo sviluppo società di ricerca Research And Markets la domanda
à economico. complessiva di soluzioni digitali che vanno a com-
porre le piattaforme sulle quali si appoggeranno le
La Digital Identity come presupposto per nuove città intelligenti è anche una grande opportunità
forme di innovazione di sviluppo. Il mercato per queste soluzioni è de-
L’altra sfida sul tappeto per lo sviluppo delle stinato a crescere a una media del 16,4% all’anno e
Smart City Platform è rappresentata dalla Digital permetterà di passare dai 104,6 miliardi di dolla-
Identity, che attiene tanto alle persone quanto ri del 2018 ai 223,3 miliardi del 2023.
alle ‘cose’. È infatti l’IoT il fattore che consente Alla composizione del complesso mosaico delle
il salto di qualità in questi progetti: edifici, infra- platform concorrono diverse tecnologie e diversi
strutture, ambienti, strade e mezzi pubblici che ambiti applicativi: dalle soluzioni per il connectivity
‘parlano’ e forniscono informazioni su ‘come sono management, alle piattaforme di integrazione, dal-
vissuti’, su quanto accade, sul loro stato di salute, le soluzioni per la gestione dei device a quelle per
sui comportamenti delle persone che li utilizzano. garantire la sicurezza, oltre ovviamente alle solu-
Il punto di partenza della Digital Identity è fissato zioni per la gestione dei Big Data, degli analytics e
nella certezza di stabilire una corretta associa- dell’AI. Ma le opportunità si costruiscono innanzi-
zione tra il dato prodotto e il soggetto o l’oggetto tutto con l’integrazione di piattaforme e soluzioni
che lo ha prodotto. Su questa base si muove poi IoT, di hardware, software e di Cloud security. Dal
l’innovazione tecnologica. Grazie alla Blockchain punto di vista dei provider la sfida è anche nel pas-
è possibile aggiungere alla identità digitale degli saggio da fornitori di tecnologie a provider di piat-
‘oggetti-smart asset ’ l’utilizzo di smart contract taforme di innovazione e di processi, come posso-
per autorizzare le cose che possediamo e che no essere l’Environmental Management Systems, il
popolano le infrastrutture, le nostre abitazioni Risk Management, le piattaforme per la logistica o
o i nostri luoghi di lavoro a gestire direttamente per la smart mobility.

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FOCUS ON

CANTIERI IOT PER I SERVIZI PUBBLICI LOCALI


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Il Cantiere IoT per i servizi pubblici locali è il tavolo di lavoro di FPA dedicato
al tema del miglioramento e dell’efficientamento dei servizi pubblici locali
attraverso la Data Governance e le tecnologie digitali. Promosso in collabo-
razione con Enel X, Engie e Huawei, il Cantiere si propone di individuare e
definire problemi e potenzialità comuni ai diversi territori, attraverso il con-
fronto tra decision maker e stakeholder delle principali amministrazioni locali.
In questa sua seconda edizione, il Cantiere ha visto la partecipazione di una
platea qualificata di interlocutori pubblici e privati, composta principalmen-
Scopri i protagonisti del Cantiere te da dirigenti responsabili dei servizi funzionali e dei progetti di Smart City
dei comuni italiani e da rappresentanti delle aziende partner.
Il tavolo di lavoro, coordinato da Daniele Fichera, Senior Consulting Urban In-
Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I

novation di FPA, si è articolato in tre incontri di lavoro a porte chiuse, svolti


tra Roma e Milano, ciascuno dei quali dedicati a uno specifico ambito:
• Smart Lighting: servizi di illuminazione pubblica;
• Smart Mobility: semafori intelligenti, parcheggi, ZTL, TPL, veicoli elettrici; I
• Smart Security: sistemi di videosorveglianza. a
Per ciascun tema sono state analizzate: d
• le principali iniziative di rilevanza nazionale, con l’obiettivo di compren-
S
derne l’impatto a livello urbano. A tal fine sono stati coinvolti i rappresen-
A
tanti di alcune amministrazioni centrali (es. Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, Agenzia per l’Italia Digitale, ENEA) responsabili delle at- g
tività di regolamentazione dei diversi settori o dell’implementazione di
progetti strategici;
• le migliori esperienze di applicazione delle tecnologie IoT realizzate da
importanti città, con l’obiettivo di approfondire modelli e strumenti ope-
rativi adottati nei diversi contesti locali.
I risultati dell’analisi svolta dal tavolo e le relative raccomandazioni saran-
no presentate in un report pubblico che sarà disponibile nei primi mesi del
2020.
Foto di FPA

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

A G E N DA U R B A N A P E R L O S V I L U P P O S O S T E N I B I L E :
S E M A F O R O R O S S O P E R 12 O B I E T T I V I S U 17
|

di Walter Vitali l’individuazione della variazione o della costanza


Direttore esecutivo Urban@it di andamento tra un biennio e l’altro è facile e im-
mediata.
Il 22 luglio 2019 è stato pubblicato il primo re- Ma facciamo un passo indietro, per vedere cosa
port dell’Agenda urbana per lo sviluppo sostenibile altro è emerso in questo periodo sul tema dell’A-
realizzato dall’Alleanza italiana per lo sviluppo genda Onu 2030 e della connessa Agenda ur-
sostenibile (ASviS) e da Urban@it, il Centro na- bana. Prima di tutto ricordiamo che l’8 giugno
zionale di studi per le politiche urbane. L’unicità 2017 i sindaci metropolitani hanno sottoscritto
dell’Agenda urbana, pubblicata nel marzo 2018, la Carta di Bologna per l’Ambiente, anch’essa con

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
sta nell’individuazione di ‘precisi obiettivi quanti- l’indicazione degli obiettivi quantitativi. La Carta
tativi’ per ciascun obiettivo e per i principali sotto prevede che ogni città si dia una propria Agenda
obiettivi dell’Agenda Onu 2030 riferiti alle aree metropolitana per lo sviluppo sostenibile nella quale
urbane, con l’in- gli obiettivi generali vengano declinati in base alle
dicazione delle specificità del proprio territorio. Per ora è stata
Il contributo delle aree urbane azioni necessarie elaborata solo quella di Bologna (15 marzo 2019).
al raggiungimento degli obiettivi per raggiunger- Nel Rapporto ASviS 20181 si è proceduto ad una
di sviluppo sostenibile è cruciale. li. È quello che selezione di 17 obiettivi prioritari con i relativi in-
avrebbe dovuto dicatori2 e, per ciascuno di essi, è stato presenta-
Serve maggiore impegno.
fare la Strategia to un grafico contenente i dati relativi agli ultimi
A tutti i livelli. Innanzitutto quello
nazionale per lo due anni in cui erano disponibili. Tutti i dati sono
governativo sviluppo soste- riferiti al territorio urbano, ove possibile basan-
nibile se fosse dosi sulla classificazione Eurostat del territorio
stato elaborato in base al grado di urbanizzazione, e negli altri
l’ulteriore documento contenente «…la quantifi- casi utilizzando dati Istat per i grandi comuni o
cazione degli obiettivi numerici al 2030 e le ulte- i comuni capoluogo di provincia e di città metro-
riori definizioni delle iniziative volte all’attuazione politana. Il posizionamento rispetto all’obiettivo
della Strategia» previsto dalla delibera del Cipe è espresso con il metodo del semaforo (‘verde’
numero 108 del 22 dicembre 2017 (Approvazione sulla buona strada; ‘giallo’ valutazione incerta;
della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile). ‘rosso’ situazione negativa) ed è ottenuto sem-
Il gruppo di lavoro sul goal 11 di ASviS ha deciso, plicemente proiettando nel tempo l’andamento
quindi, di aggiornare annualmente l’andamen- rilevato nel biennio.
to degli indicatori relativi agli obiettivi contenuti Nel documento di ASviS La legge di bilancio 2019
nell’Agenda urbana, con un Report elaborato in e lo sviluppo sostenibile del 27 febbraio sono state
occasione del Festival dello sviluppo sosteni- poi prese in esame tutte le norme finanziarie in
bile di fine maggio-inizio giugno e una ulteriore questa prospettiva, mentre Istat ha contribuito
messa a punto nel Rapporto annuale ASviS di validamente ad aggiornare il quadro della situa-
settembre. In questo modo è possibile costruire zione italiana con il suo secondo Rapporto SDGs
una serie storica di confronti di ‘breve periodo’ 2019 del 17 aprile che presenta in esame una
considerando l’ultimo dato disponibile rispetto grande quantità di indicatori relativi a tutti gli
all’anno precedente. Con il ‘metodo del semaforo’ obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

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APPROFONDIMENTI

Tornando al Report del luglio scorso e confron- rifinanziate le strategie delle Regioni ed è stato
tando gli andamenti relativi ai 17 obiettivi prio- pubblicato un nuovo bando per le città metropo-
ritari rispetto al Rapporto ASviS 2018, i risultati litane.
sono i seguenti: Le Agende non devono essere documenti stati-
• in 11 casi sono disponibili dati aggiornati e ci che finiscono per aggravare ulteriormente le
in sei no. Il quadro di sintesi nei due anni è lo incombenze burocratiche ed essere inevitabil-
stesso, cinque obiettivi verdi e 12 rossi; mente dimenticate in qualche cassetto a pren-
• vi sono due cambiamenti significativi: il nume- dere polvere. Al contrario, dovrebbero essere dei
ro dei laureati (obiettivo 4), che nel 2016-2017 processi che portano la sostenibilità a far parte
era rosso e nel 2017-2018 è diventato verde, di tutte le politiche ordinarie, partendo dalle ca-
e la raccolta differenziata dei rifiuti (obiettivo ratteristiche e dai bisogni di ciascun territorio con
12), che nel 2015-2016 era verde e nel 2016- traguardi chiaramente ‘quantificati’ e perciò ‘mi-
2017 è diventato rosso; surabili’.
• gli altri quattro obiettivi verdi sono la povertà La seconda parte del Report è dedicata alle buo-
(obiettivo 1), le energie rinnovabili (obiettivo ne pratiche che sono riportate anche sul sito di
7), le abitazioni (obiettivo 11.1) e la sicurezza ASviS.
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

(obiettivo 16); Nella periferia nord-ovest di Milano, ad esempio,


• gli altri 11 obiettivi rossi sono gli incidenti la riqualificazione di alcune aree abbandonate
stradali (obiettivo 3), l’abbandono scolasti- porterà alla nascita del Frutteto del Gallaratese
co (obiettivo 4), la parità di genere (obiettivo che, seguendo l’esempio di altre città, promuo-
5), l’acqua (obiettivo 6), il lavoro (obiettivo 8), verà la coltivazione di frutta e verdura a km zero
la transizione digitale (obiettivo 9), la mobili- con il coinvolgimento dei cittadini. Il Frutteto è
tà urbana (obiettivo 11.2), il consumo di suolo l’ultima iniziativa in ordine di tempo della Food
(obiettivo 11.3), la cultura (obiettivo 11.4), l’aria Policy del Comune di Milano. Il documento, ap-
(obiettivo 11.5) e il verde (obiettivo 11.6). provato durante Expo 2015, è la strategia che
orienta le politiche cittadine relative al cibo, ar-
Sono stati inoltre individuati sei altri obiettivi monizzando tutti i progetti dell’amministrazione
(popolazione obesa obiettivo 2, malattie croni- in materia: dalla filiera corta alla lotta allo spreco.
che obiettivo 3, acque reflue urbane obiettivo 6, C’è Marsala che ha lanciato un progetto per mi-
disuguaglianze di reddito obiettivo 10, migranti e gliorare l’accessibilità ai centri storici con mezzi
rifugiati obiettivo 10, rifiuti conferiti in discarica sostenibili. C’è Pescara, che sta unendo tutte le
obiettivo 12) per i quali si è iniziato solo ora il mo- piste ciclabili della città in un solo grande percor-
nitoraggio, senza quindi il confronto con i bienni so. C’è il laboratorio GdLab + che ha sviluppato
precedenti. Di questi obiettivi solo i rifiuti confe- il primo rating per lo sviluppo sostenibile delle
riti in discarica sono verdi. spiagge. E, infine, c’è Lauriano, 1.500 abitanti in
Ovunque possibile si sono scelti indicatori che provincia di Torino, che ha approvato una varian-
fanno riferimento al contesto urbano, come la te al piano urbanistico per ridurre le aree edifica-
banca dati Eurostat suddivisa per grado di urba- bili, salvando suolo agricolo. Solitamente avviene
nizzazione (Degurba 1, aree più densamente po- il contrario e, infatti, la prima cittadina ha dovuto
polate; Degurba 2, aree a densità intermedia di difendere la sua decisione in tribunale, vincendo.
popolazione; Degurba 1+2 aree urbane), oppure i Purtroppo le buone pratiche appena raccontate
dati Istat sui comuni capoluogo di provincia e cit- si inseriscono in quadro d’insieme complessiva-
tà metropolitane. mente negativo.
Il Ministero dell’ambiente, della tutela del territo- Eppure il contributo delle aree urbane al raggiun-
rio e del mare ha pubblicato un bando nel corso gimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile è
del 2018 per finanziare le Strategie per lo svilup- cruciale. Se usiamo la classificazione di Eurostat,
po sostenibile delle Regioni. Nel 2019 sono state che suddivide il territorio in base alla densità di

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

popolazione, l’80% degli italiani vive in aree urba-


ne. Serve maggiore impegno. A tutti i livelli. In-
nanzitutto quello governativo. ASviS, e Urban@it
da tempo sottolineano la necessità che il Gover-
no definisca, in collaborazione con gli enti locali,
un’Agenda urbana nazionale con target quantita-
tivi definiti per le aree urbane. La speranza è che Vai al Rapporto ASviS Vai al Report L’Agenda
il nuovo Governo rimedi alle mancanze dei prece- 2019 urbana per lo sviluppo

denti, magari portando avanti il lavoro della Ca- sostenibile

bina di regia ‘Benessere Italia’, che si è insediata


a Palazzo Chigi a luglio e che ha tra i suoi compiti
«sostenere, potenziare e coordinare» anche «le
iniziative per la Strategia nazionale per lo svilup-
po sostenibile».
1
Rapporto ASviS 2018, pp. 110-113
2
Per le 8 aree tematiche della Carta di Bologna per l’Ambien-

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
te gli obiettivi coincidono

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APPROFONDIMENTI

L E C I T TÀ M E T R O P O L I TA N E A L L A P R OVA D E I FAT T I
|

di Paolo Testa di investimenti strategici e generatore di coesio-


Capo ufficio studi ANCI ne sociale. Queste finalità complesse sono per-
seguite attraverso alcune funzioni assegnate in
La riforma Delrio (Legge 7 aprile 2014, n. 56) che via esclusiva alle città metropolitane, altre che
ha previsto, tra l’altro, la nascita delle città me- dovevano essere loro attribuite in seguito al rior-
tropolitane è una delle riforme istituzionali più dino delle funzioni provinciali da parte dello Stato
complesse e impattanti che sia stata concepita e delle Regioni e altre ancora attribuite loro dallo
dai tempi dell’istituzione delle Regioni nel 1970. Stato o dalla regione a seguito di specifici provve-
Come tale, pur escludendo la possibilità di deline- dimenti. Questo disegno di riordino, in realtà, si è
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

arne un primo bilancio a soli cinque anni dalla sua completato solo parzialmente, venendo ancora a
entrata in vigore, proviamo di seguito a indivi- mancare alcuni provvedimenti regolativi, sia a li-
duare alcuni elementi di riflessione che ne sugge- vello nazionale che re-
rirebbero una manutenzione evolutiva. La Delrio gionale, che avrebbero
nasce per regolare una serie di contraddizioni che consentito il perfezio-
nel tempo si sono accumulate in capo alle città namento dell’assetto Le metropoli globali e,
italiane e lo fa in un periodo storico nel quale il istituzionale pensato in misura attenuata ma
concetto stesso di metropoli non è più definibile per questo nuovo livel- comunque consistente,
(si parla ormai di post-metropoli), al punto che ur- lo di governo locale.
anche quelle italiane, sono
banisti, sociologi e antropologi si rincorrono nella La legge attribui-
in continua evoluzione
ricerca di aggettivi sempre più suggestivi capaci sce come obbligo e in
di catturarne l’anima: le metropoli sono porose, modo esclusivo alla perché alla costante ricerca
polinucleari, generative, stanche, centripete, at- città metropolitana di un equilibrio tra i vantaggi
trattive, respingenti. Quello che è condiviso da una funzione fonda- derivanti dalla concentrazione
tutti è che le metropoli globali e, in misura atte- mentale che, accom-
urbana e i disagi che la stessa
nuata ma comunque consistente, anche quelle pagnandosi al Piano
italiane, sono in continua evoluzione perché alla Urbano per la Mobilità comporta per chi la vive
costante ricerca di un equilibrio tra i vantaggi de- Sostenibile e al Piano
rivanti dalla concentrazione urbana e i disagi che Territoriale Generale,
la stessa comporta per chi la vive. Nel nostro Pa- contribuisce a cambiarne il ruolo in modo defini-
ese poi, questi disequilibri sono accentuati dalle tivo: la pianificazione strategica metropolitana. Il
differenze sensibili tra i diversi poli metropolitani, piano strategico si concretizza come atto di indi-
che impongono una riflessione attenta sulle pro- rizzo della città metropolitana e viene interpreta-
spettive future. to come documento fondativo rispetto agli altri
Per governare queste contraddizioni, la legge as- strumenti di piano ma, ad oggi, sono ancora molti
segna alla città metropolitana finalità alte e ‘ad gli ostacoli che, soprattutto nei contesti istitu-
ampio spettro’, volutamente importanti, facen- zionali e amministrativi più fragili, complicano
dole assumere un ruolo determinante non sol- una sua concreta attuazione. I principali ostacoli
tanto nella gestione dei servizi, delle infrastruttu- sono di due tipi: il primo è la (diminuita) quantità
re e delle reti, ma chiamandola a essere soggetto e le (obsolete) competenze del personale oggi in
promotore dello sviluppo economico, attrattore dotazione alle città metropolitane; il secondo è

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

la fragilità dall’attuale assetto istituzionale, cau- giornate di formazione per chi lavora a Palermo
sato dalla voluta indeterminatezza di alcuni pas- e le 0,07 – praticamente nulla – per chi invece è
saggi della legge. impiegato a Genova. Visto il tema del ricambio
Da un’analisi condotta sul campo dal proget- generazionale, date le attuali risorse e i vincoli
to Metropoli Strategiche è emerso un quadro in del bilancio pubblico, la direzione della crescita
relazione alla dotazione del personale estrema- delle competenze e delle capacità del persona-
mente allarmante se letto in relazione al salto di le in dotazione alle città metropolitane appare
innovazione – procedimentale, organizzativa e massimamente urgente. Una prima (ancora in-
istituzionale – che invece si impone come neces- completa) mappatura delle competenze dete-
sario alle città metropolitane. Vediamone le prin- nute, in corso di realizzazione da parte del pro-
cipali risultanze. A fine 2017, complessivamente getto Metropoli Strategiche, indica, in modo poco
nelle 14 città metropolitane italiane, sono rimasti sorprendente, che nelle città metropolitane vi è
12.339 dipendenti, avendo perso nel passaggio una schiacciante preponderanza di personale con
da province più di un quarto del personale, che competenze dell’area giuridico-amministrativa
nel 2014 raggiungeva 16.738 unità. Il personale e che le competenze ‘tecniche’ sono nella qua-
che resta ha un’età media di 53,6 anni e si arri- si totalità limitate alle discipline ingegneristiche

Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I
va a 57,9 a Messina. Gli over 60 rappresentano il legate alla progettazione e manutenzione delle
20,1% del personale, ma a Reggio Calabria si arri- reti stradali. Rispetto ai comuni, appaiono molto
va al 32,7% e a Catania il 31,3%. Meno drammatica sottodimensionate (per non dire totalmente as-
la situazione generazionale per Venezia (dove gli senti, in alcuni casi) le competenze specialistiche,
over 60 rappresentano l’11%), a Firenze (12,1%) e corrispondenti non solo alle nuove funzioni at-
a Torino (12,8%). Nel complesso, gli under 35 rap- tribuite, ma anche e soprattutto alle nuove mo-
presentano invece il 1,1% del totale del personale, dalità programmatorie e pianificatorie da eserci-
sono pari a zero in città come Cagliari, Palermo e tare in area vasta, che non sono più limitate alla
Messina e uno a Napoli. La città con più giovani è rigenerazione fisica di spazi ed edifici, ma com-
Roma, nell’ente metropolitano questi rappresen- prendono un’azione complessa di ri-costruzione
tano il 3,2% del personale. Anche il dato dell’an- di comunità attraverso strumenti di innovazione
zianità di servizio è molto elevato: la media è di sociale, incubazione d’impresa e sostegno all’oc-
quasi 22 anni di anzianità e quasi uno su dieci ha cupazione, basati sulla relazione con le comunità
e cominciato a lavorare prima del 1983, quando di quartiere, con le associazioni civiche e con gli
nelle amministrazioni pubbliche i computer nem- imprenditori locali che sono chiamati a essere
meno esistevano. Il personale in ruoli di dirigenza parte attiva dei processi di cambiamento urbano.
conta 179 unità, se a queste sommiamo anche i Sono poi almeno altri due gli ambiti nei quali le at-
12 segretari generali arriviamo all’1,85% del tota- tuali competenze detenute da dirigenti e funzio-
le del personale. Ciascun dirigente ha la respon- nari metropolitani appaiono più fragili: quello del
sabilità e il coordinamento di un numero medio di governo della relazione tra i centri urbani mag-
53 persone, salvo situazione limite quale quella di giori, tipicamente i capoluoghi, e le aree interne
Messina dove i dirigenti rimasti sono solo due e comprese nel territorio della città metropolitana,
ciascuno di loro è di riferimento per 385 persone. con tutto il loro portato di squilibrio demografico,
Piuttosto bassa è anche la retribuzione media dei rischio idrogeologico e potenziale economico da
dipendenti degli enti metropolitani, che con i loro valorizzare; e quello del governo del territorio per
circa 30.000 euro lordi annuali risultano essere affrontare e risolvere la questione ambientale e il
pagati 4.000 euro in meno della media della PA. contrasto agli effetti del cambiamento climatico.
Ma il dato più drammatico è forse quello della Sul piano della fragilità istituzionale, il modello
formazione: i dipendenti delle città metropoli- della città metropolitana, ente di secondo grado,
tane hanno ricevuto 0,9 giorni di formazione per richiederebbe l’istituzione di organi di governo
ciascuno, media dietro alla quale si trovano le tre (non previsti dall’attuale normativa) in grado di

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APPROFONDIMENTI

superare la ‘solitudine’ del sindaco, che attual- il sindaco nel governo della città metropolitana,
mente opera come soggetto monocratico e si con adeguati poteri e deleghe e relativi riconosci-
trova a prendere decisioni anche molto minute, menti per i delegati; una serie di semplificazioni
non potendo delegare responsabilità a terzi. Un e adeguamenti delle attuali procedure di funzio-
altro aspetto di debolezza dell’attuale impianto namento degli organi; un sistema elettorale che
normativo è sicuramente la mancanza di un’a- tenga adeguata considerazione delle differenti
deguata rappresentazione della complessità dei conformazioni territoriali e una maggiore flessibi-
diversi territori submetropolitani, fornita dalle lità nella possibilità di partecipazione dei comuni
modalità elettive del Consiglio metropolitano e all’interno e in prossimità dell’area metropolitana.
enfatizzata dalle (poche) funzioni che Conferenza Le fragilità, i rischi e i possibili ambiti di migliora-
metropolitana e Consiglio si sono viste attribuite. mento qui descritti non possono però oscurare il
Il Coordinamento dei sindaci metropolitani di ANCI valore assoluto di una riforma molto coraggiosa
ha nei mesi scorsi elaborato una proposta di re- che, se avremo la costanza e le competenze di
visione della Delrio che prevede una serie di mo- sostenere in questa fase nascente, potrà davvero
difiche normative, tra cui: un organo che affianchi cambiare in positivo il volto delle nostre città.
Approfondimenti / C I T TÀ E T E R R I TO R I

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B E R G A M O S M A R T B E N C H M A R K I N G 2019
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Nell’aprile 2019 si è concluso il percorso Bergamo Smart Benchmarking con


cui FPA ha accompagnato l’amministrazione comunale nella realizzazione
di un rapporto che evidenzia le azioni e le politiche di innovazione nella città.
Politiche che hanno portato Bergamo negli ultimi anni a scalare la classifi-
ca del rapporto ICity Rank, stilata da FPA prendendo in esame 107 comuni
capoluogo. Bergamo, che nel 2015 era diciottesima, aveva raggiunto già
nel 2018 la quinta posizione assoluta in graduatoria e quest’anno ha gua-
dagnato un’ulteriore posizione, arrivando quarta. Risulta tra le prime dieci
città per mobilità sostenibile (quarta), trasformazione digitale (sesta), so-
lidità economica (decima) e capacità di governo (decima). Nella fascia alta,

Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I
comunque, anche per tutela ambientale (quindicesima) e qualità sociale (di-
ciassettesima).
Il percorso Bergamo Smart Benchmarking ha fornito quindi una lettura di
questi progressi. Ecco in sintesi alcune evidenze.
Dal punto di vista economico, Bergamo sta rafforzando sempre più il suo
ruolo di fulcro promotore dell’innovazione produttiva sostenibile in uno
dei territori tradizionalmente più sviluppati d’Italia. In particolare, l’ammi-
nistrazione ha sostenuto la vocazione all’innovazione produttiva del terri-
torio utilizzando i più avanzati strumenti di comunicazione digitale per la
semplificazione del rapporto tra imprese e amministrazione attraverso lo
sviluppo dello Sportello Unico Edilizia e Attività Produttive (SUEAP) e la col-
laborazione con altri soggetti (BergamoScienza, Point) per la promozione
della diffusione dell’innovazione.
Nella dimensione sociale, la città è impegnata nella promozione della sua at-
trattività (come luogo di residenza, attività, visita) salvaguardando gli equi-
libri e perseguendo l’inclusione sociale. La digitalizzazione e l’integrazione
nella rete MediaLibraryOnLine (MLOL) della Rete Bibliotecaria Bergamasca
e dei Centri Socio Culturali costituiscono un esempio emblematico dell’uti-
lizzo di strumenti e tecnologie innovative per una diffusione socialmente
inclusiva delle opportunità informative e culturali, che accresce l’attratti-
vità della città. Nella stessa direzione si muove l’iniziativa del Crowdfunding
Civico sperimentata nel 2018 e replicata nel 2019.
Sul fronte ambientale, Bergamo deve gestire una condizione struttura-
le complessa derivante sia dalla densità insediativa sia dalla collocazione
in un’area difficile per le condizioni della qualità dell’aria. Risulta tuttavia
all’avanguardia dal punto di vista della sostenibilità del sistema idrico, ha
perseguito negli ultimi anni una strategia di contenimento sulla riduzione
del consumo di suolo e ha attivato tutti gli strumenti di pianificazione e
gestione del verde urbano previsti (Piano, regolamento e censimento del

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FOCUS ON

verde, catasto e monitoraggio alberature, bilancio arboreo). Ha attuato


un censimento dell’importante patrimonio arboreo della città impiegando
innovative procedure di digitalizzazione, che consentono di implementare
modalità di gestione più efficaci ed efficienti. Dal punto di vista energetico,
la città è all’avanguardia nelle iniziative per la sostenibilità a partire dalla
adozione e attuazione del PAESC - Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile
e il Clima. Sul versante della gestione dei rifiuti, Bergamo ha raggiunto già
nel 2017 il 71,7% di quota di raccolta differenziata ed è la prima città italia-
na per la quota di superficie comunale destinata a ZTL. Negli ultimi cinque
anni sono stati attivati diversi servizi di Infomobilità (app servizi mobilità,
bigliettazione elettronica, ecc.).
Sul fronte della trasformazione digitale, il percorso Smart Benchmarking
ha messo in evidenza la presenza di diversi servizi importanti sul portale,
recentemente rinnovato, del Comune di Bergamo: lo Sportello Telematico
Digitale, attraverso il quale è possibile l’accesso a molteplici tipologie di
servizi articolate in 18 canali; il collegamento con il sito Bergamoinchiaro
attraverso il quale si accede alle informazioni qualitative e quantitative che
danno conto della attività dell’amministrazione; il Geoportale, che è lo stru-
Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I

mento attraverso il quale si può accedere alle informazioni georeferenziate


sulla situazione, la programmazione e il governo del territorio.
In conclusione, Bergamo dimostra un approccio all’innovazione (tecnolo-
gica e organizzativa) che è al tempo stesso selettivo e globale: selettivo,
perché non si è praticata una strategia indifferenziata e verticale di acquisi-
zione di tutte le possibili innovazioni disponibili, ma sono state selezionate
quelle capaci di produrre effettivamente, nel breve o nel medio periodo, un
miglioramento della qualità dei servizi offerti a cittadini, imprese e a tutti gli
attori dello sviluppo urbano; globale, perché non si è proceduto attraverso
singole iniziative tra loro separate, ma cercando di coordinare i diversi pro-
cessi in modo da ottenere un risultato complessivo maggiormente elevato,
valorizzando le interazioni tra i diversi progetti.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

F I R E N Z E S M A R T B E N C H M A R K I N G 2019
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Nel 2019 è stata avviata la terza fase del progetto Firenze Smart Benchmar-
king confermando la volontà dell’amministrazione di proseguire il proprio
percorso nell’avanzamento verso soluzioni smart per la fruibilità dei servizi
e utilities urbane da parte dei propri cittadini e city users (che rappresentano,
mediamente, il 24% delle presenze giornaliere del capoluogo fiorentino).
Con la seconda fase, realizzata nel 2018, si è andati in profondità su alcune
dimensioni progettuali, quali la Smart City Control Room, la realizzazione di
un contact center integrato e la realizzazione di una piattaforma integra-
ta sulle agevolazioni tariffarie. L’obiettivo della nuova fase del progetto è
quello di rivedere in forma organica il quadro delle azioni da realizzare nel
periodo del rinnovato mandato del sindaco, che è stato riconfermato con le

Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I
elezioni del 2019, cogliendo l'opportunità di consolidare le esperienze pre-
gresse e di aprire nuovi scenari. In quest’ottica il primo passo riguarda la
ricognizione quali-quantitativa del posizionamento della città e degli ‘avan-
zamenti’, in termini programmatici e progettuali, occorsi nell’anno appena
trascorso.
Nella graduatoria generale di ICity Rank 2019, Firenze mantiene la sua po-
sizione sul podio confermandosi al secondo posto tra le città più smart del
Paese, con un distacco rispetto alla prima (Milano) di soli due punti. Rispetto
alle singole dimensioni la città di Firenze si colloca al primo posto nell’indice
di trasformazione digitale - che misura la capacità delle amministrazioni
comunali di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie
e dai grandi progetti nazionali - e al secondo posto nell’indice di capacità di
governo, che restituisce nei diversi capoluoghi la consistenza della coesione
sociale e della fluidità della relazione tra questo e gli organi di governo, la
propensione all’innovazione nei processi di governance, le concrete condi-
zioni di legalità e sicurezza.
Il risultato del capoluogo toscano è frutto dell’abilità nel coniugare le azioni
di infrastrutturazione legate alla digitalizzazione dei servizi (Wi-Fi pubbli-
co, tecnologie di rete e IoT) con iniziative di ‘apertura’ dell’amministrazione
verso l’esterno (app municipali, Open Data, disponibilità di servizi online,
presenza sui social network ecc.). Ma il successo di Firenze è dovuto anche
a un approccio organico e olistico di cui la governance in atto dei sistemi
informativi e la revisione del Piano Firenze Digitale del 2019 rappresentano
concreta attuazione.
L’aggiornamento del Piano Firenze Digitale (approvato nel 2016 per il perio-
do 2016-2018) si concentra, per il prossimo periodo, sull’approfondimento
di due asset: quello della promozione dello scambio di informazioni e dati,
attraverso l’integrazione delle banche dati cittadine e la cooperazione tra
i diversi soggetti che li governano (Comune di Firenze, Regione, Camere di

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FOCUS ON

Commercio, Cispel – l’associazione regionale delle imprese di servizio pub-


blico che operano nel territorio toscano – e gestori delle utilities); quello
della diffusione delle competenze digitali per agevolare e informare i citta-
dini sull’utilizzo di servizi innovativi, anche attraverso la realizzazione di un
hub di ascolto e comunicazione.
Dal punto di vista progettuale, importanti avanzamenti, nel periodo di ri-
ferimento, sono stati compiuti nella progettazione della Smart City Control
Room (identificazione dei referenti, della sede operativa e definizione di un
modello a tendere di gestione integrata dei processi), che entrerà in eser-
cizio nel 2020; nella realizzazione della piattaforma sul sistema integrato
delle agevolazioni per i cittadini, attraverso il finanziamento del PON Metro,
con il supporto di una redazione partecipata dai diversi responsabili della
comunicazione di PA e utilities, per il rilascio di dati raccolti e continuamen-
te aggiornati; nell’aggiornamento e integrazione dei contenuti della piatta-
forma ‘Firenze semplice’ e nell’implementazione di un modello a tendere
per la comunicazione integrata tra PA e gestori delle utilities.
Nella considerazione di tale scenario di riferimento, l'attività di FPA si con-
figura nei termini di un accompagnamento rivolto principalmente ai micro-
Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I

processi della fase operativa della Smart City Control Room (con particolare
riferimento ad iniziative sulla gestione ‘consapevole’ della condivisione e
dell’utilizzo dei dati), all’implementazione di sistemi stabili di analisi dei dati
a supporto delle decisioni strategiche, al monitoraggio dei risultati raggiun-
ti nei diversi servizi erogati in relazione ai benefici attesi, alla promozione e
follow up di iniziative sulla diffusione delle competenze digitali.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PA R M A S M A R T B E N C H M A R K I N G 2019
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A novembre 2019 sono stati presentati i risultati del percorso Parma Smart
Benchmarking-seconda fase, attraverso il quale FPA ha sviluppato un’ana-
lisi dei risultati più significativi ottenuti dalla città negli ambiti della ricerca
ICity Rate 2018, con un ulteriore aggiornamento legato ai risultati di ICity
Rank 2019 (che non erano ancora stati pubblicati al momento della conclu-
sione del percorso).
Parma ha raggiunto nel 2018 l’ottava posizione nell’indice ICity Rate an-
nualmente elaborato da FPA; posizione che è stata confermata anche nel
Rapporto di quest’anno (ICity Rank 2019). Parma risulta nel 2019 tra le
prime dieci per capacità di governo (settima), solidità economica (ottava),
trasformazione digitale (ottava) e qualità sociale (nona). In fascia alta, co-

Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I
munque, anche per mobilità sostenibile (dodicesima) e tutela ambientale
(diciottesima).
Ecco le principali evidenze e prospettive di sviluppo emerse dal percorso
Smart Benchmarking in relazione ai tre temi che sono stati approfonditi,
d’intesa con l’amministrazione comunale: mobilità sostenibile, trasforma-
zione digitale e verde urbano.
Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, Parma risulta ai vertici delle
graduatorie per indicatori di IT MOB (tecnologie degli impianti semaforici,
sistemi per l’infomobilità del trasporto pubblico, servizi per la viabilità di-
sponibili tramite internet). Attraverso l’indagine Smart Benchmarking sono
state evidenziate le opportunità di sviluppo in questo ambito, con un ap-
profondimento dedicato all’evoluzione dei sistemi di gestione della mobilità,
prendendo a riferimento il modello Smart City Control Room di Firenze e il
percorso metodologico che potrebbe portare a riprodurre questo modello.
Per quanto riguarda la trasformazione digitale, Parma ha ottenuto nel 2018
la nona posizione nella graduatoria nazionale in questo indice di ambito, mi-
gliorando notevolmente la ventiduesima posizione ottenuta l’anno prece-
dente. Nel Rapporto 2019 è ulteriormente migliorata, raggiungendo l’ot-
tava posizione. Un miglioramento ulteriore del posizionamento di Parma
potrebbe avvenire attraverso alcune iniziative di fine tuning e alcune ope-
razioni più radicali. Rientrano tra le prime: l’estensione e perfezionamento
della comunicazione della rete WI-Fi; il completamento delle app municipa-
li; l’ampliamento e miglioramento del livello dei servizi online. I due fronti
su cui appare necessario un intervento più radicale sono, invece, l’utilizzo
di PagoPa e il fronte Open Data, con la liberazione di dataset in formato in-
teroperabile. Nel corso del percorso Smart Benchmarking, dall’esame della
documentazione messa a disposizione dall’amministrazione, è emerso un
ricco patrimonio progettuale sul fronte della trasformazione digitale che
investe, tra l’altro, proprio l’aspetto degli Open Data. Incrementare il nu-

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FOCUS ON

mero di dataset, metterli a disposizione in formati realmente interoperabili,


prevedere un portale dedicato, ma soprattutto cambiare il modello di go-
vernance dei dati: queste le azioni individuate, in questo ambito, nel corso
del percorso Smart Benchmarking.
Infine l’ambito della tutela ambientale. Nel report Smart Benchmarking vie-
ne evidenziato come le performance ambientali debbano essere valutate
nel loro complesso: nel caso di Parma, alla perdurante sottodotazione di
superficie protetta, fa da contraltare un andamento del consumo di suolo
decisamente meno negativo della media e l’implementazione di un’ampia
gamma di strumenti di governo del verde. Si citano inoltre, come esempi di
buona pratica, il 'censimento informatizzato delle alberature' che è stato
realizzato a Bergamo e il terzo censimento degli alberi realizzato a New
York nel 2015-2016 avvalendosi di migliaia di cittadini volontari. Si propone,
quindi, di verificare la fattibilità di un progetto analogo per il censimento
partecipato del verde pubblico.
Focus on / C I T TÀ E T E R R I TO R I

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PER SAPERNE DI PIÙ


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Nel corso dell’anno FPA ha realizzato diversi eventi pubblici o a porte chiuse, momenti di confronto e
lavoro collaborativo su tutto il territorio nazionale dedicati al tema delle città intelligenti e sostenibili. In
questa sezione tematica vi proponiamo una selezione di eventi, con la possibilità di consultare gli atti.

< Dalla Smart City alla Smart


Land: governance, competenze
< Città intelligenti, sostenibili e
responsive
e tecnologie abilitanti per la 15 maggio 2019
crescita dei territori

Per saperne di più / C I T TÀ E T E R R I TO R I


In collaborazione con: Enel X, Hexagon,
11 febbraio 2019
Huawei, KeyCrime, Automobile Club
In collaborazione con: A2A Smart City, d’Italia, Engie
Provincia di Brescia - Centro Innovazione
e Tecnologie

< Strategie e strumenti per la


mobilità nella città del futuro
< La Strategia Nazionale per le
Aree Interne: quali azioni per
14 maggio 2019 il rafforzamento dei sistemi
intercomunali
In collaborazione con: Ministero
15 maggio 2019
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio
e del Mare In collaborazione con: Formez PA

< Tecnologie avanzate e sviluppo.


Trasformare un territorio dopo il
< Dai dati ad un’informazione
di valore. ReOPEN SPL: reti di
sisma in una smart area collaborazione per la governance
14 maggio 2019 di acqua, rifiuti e trasporti
15 maggio 2019
In collaborazione con: Formez PA
In collaborazione con: P.C.M. -
Dipartimento per gli affari regionali e le
autonomie

< Servizio Integrato Pubblica


Illuminazione Smart (SIPIS)
< ITALIAE: aggregare, cooperare,
associare. Strategie di sviluppo
14 maggio 2019 del governo locale
16 maggio 2019
In collaborazione con: Comune di Livorno
In collaborazione con: P.C.M. -
Dipartimento per gli affari regionali e le
autonomie

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SANITÀ

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La sostenibilità del Sistema Sanitario Naziona- Innovazione Digitale in Sanità in collaborazione


le passa per la sua trasformazione digitale e le con Doxapharma su un campione di 1.000 citta-
grandi opportunità che questa offre. Eppure l’I- dini, è conosciuto solo dal 21% dei cittadini (Os-
talia mostra ancora un quadro di arretratezza: servatorio PoliMI).
appaiono insufficienti gli investimenti in sanità In base all’indice DESI 2019, l’Italia si posiziona
digitale da parte del sistema pubblico e poco di- ottava nell’Ue per quanto riguarda i servizi di sa-
gitale risulta la gestione dei pazienti. nità digitale: il 24% degli italiani ha usufruito di
In base ai dati dell’Osservatorio Innovazione Di- servizi di sanità erogati online e il 32% dei medici
gitale in Sanità della School of Management del di base usa le ricette digitali.
Politecnico di Milano, nel 2018 la spesa totale Tornando al FSE, possiamo confermare che si
per la sanità digitale, tra quanto investito dal tratta di un percorso di innovazione ancora in-
Ministero della salute, dalle Regioni, dalle sin- compiuto. Le Regioni attive sono 18, i FSE attiva-
gole strutture sanitarie e dalla rete dei Medici di ti sono circa 13 milioni, i referti digitalizzati oltre
Medicina Generale (MMG), raggiunge un valore di 263 milioni e le Regioni aderenti all’interoperabi-
1,39 miliardi di euro. Anche se in crescita del 7% lità sono 11 (fonte: sito istituzionale AgID e Mini-
rispetto all’anno precedente, siamo poco sopra stero della salute con la collaborazione del CNR).
l’1% della spesa sanitaria pubblica, pari a 119 mi- FSE avrebbe dovuto costituire l’infrastruttura
liardi di euro nel 2018. Il rapporto sarebbe ancora abilitante per attivare e integrare i servizi sani-
più basso se considerassimo anche la spesa pri- tari a livello nazionale ridisegnandoli attorno alla
vata: 35,7 miliardi di out of pocket delle famiglie e persona e ai suoi bisogni: sembra manchi ancora
da circa 4,2 miliardi di euro di spesa intermediata strada da fare. Soprattutto è ancora limitato l’u-
da assicurazioni private (Rapporto Oasi 2019). Il so da parte di medici e aziende sanitarie. Il FSE
nostro Paese, con una spesa sanitaria pubblica non è ancora lo strumento per agevolare l’assi-
pro-capite pari a 1.900 euro, che è il 66% di quella stenza al paziente, facilitare l’integrazione delle
francese e l’80% di quella inglese, spende in sa- diverse competenze professionali, fornire una
nità digitale poco di più di 20 euro per cittadino, base informativa consistente e interoperabile su
mentre il sistema francese o inglese spendono tutto il territorio nazionale.
quasi il doppio o il triplo: 60 euro per cittadino la Da segnalare la circolare AgID n. 3/2019 del 2
Gran Bretagna e 40 euro la Francia. settembre 2019 che riguarda l’Accesso unico al
La maggior parte delle strutture sanitarie ha in- Fascicolo Sanitario Elettronico e gestione tempora-
vestito nella gestione della diagnostica per im- nea dell’indice dei metadati dei documenti sanitari.
magini (88%) e delle analisi di laboratorio (86%), La circolare AgID prevede che il portale naziona-
infatti, ad oggi, i contenuti multimediali gestiti in le del FSE fornisca a ciascun assistito del SSN la
digitale con più frequenza sono quelli relativi alla possibilità di accedere direttamente al proprio
radiologia, con l’84% delle aziende che ha digita- FSE attraverso l’autenticazione mediante il Si-
lizzato oltre il 60% delle immagini prodotte. Altre stema Pubblico di Identità Digitale (SPID), Carta
priorità sono i sistemi dipartimentali e la Cartella d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei
Clinica Elettronica (CCE). I servizi digitali più pre- Servizi (CNS), e non tramite credenziali ad hoc.
senti nelle aziende sanitarie sono la prenotazio- Tornando ai pazienti, secondo un’indagine
ne e il pagamento online delle prestazioni sanita- dell’Osservatorio PoliMI, le soluzioni che nella
rie (presenti rispettivamente nell’88% e 76% delle continuità di cura abilitano l’interscambio di dati
strutture analizzate), che vengono principalmen- e documenti sui pazienti attraverso PDTA infor-
te messi a disposizione attraverso siti web o app matizzati vengono utilizzate solo dal 29% delle
(circa 25% delle aziende) oppure sono fruibili tra- aziende con professionisti sanitari appartenenti
mite piattaforme regionali, spesso collegate al a diverse unità operative/dipartimenti e dal 23%
Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), che però, con professionisti all’interno di una o più reti di
secondo l’indagine condotta dall’Osservatorio patologia. Considerando i MMG che inviano e/o

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ricevono dati e documenti clinici sui propri pa- la percezione di scarsa sicurezza e la privacy dei
zienti, solo il 19% ha attivo un flusso informati- dati, mentre la scarsa cultura digitale, la scarsa
vo che rientra nell’ambito di un PDTA. Probabile conoscenza delle potenzialità degli strumenti di-
effetto della mancata/ritardata attuazione del gitali e la mancanza di competenze digitali sono
Piano Nazionale Cronicità: ad oggi sono 15 le Re- una barriera soprattutto per MMG e medici spe-
gioni italiane ad averlo recepito formalmente con cialisti (circa il 40%). Comunque, oltre la metà dei
propria delibera, mancano all’appello ancora cin- medici specialisti e dei MMG sarebbe interessata
que Regioni (fonte: elaborazione FNOPI 2019). In a utilizzare tali soluzioni, come dimostrato dai 24
Italia nel 2017 erano 24 milioni i cronici con quasi milioni di euro spesi dalle aziende nel 2017 (+20%
67 miliardi di euro di spesa complessiva. rispetto al 2016). Nella Provincia autonoma di
Oggi, il canale più usato per comunicare o con- Bolzano, ad esempio, sono state avviate alcune
dividere informazioni e documenti con i pazienti, sperimentazioni in campo di teleassistenza der-
secondo il sondaggio condotto dall’Osservatorio matologica e cardiologica nell’ambito del Master
PoliMI su un campione di 602 MMG e su 1.720 Plan Chronic Care (piano della cronicità) adottato il
medici specialisti, è la mail (rispettivamente 85% 4 dicembre 2018 e già funzionante con l’arruola-
e 81%), seguito da WhatsApp (64% e 57%) e dagli mento dei primi 14.000 pazienti diabetici da par-
SMS (65% e 40%). Aumenta l’utilizzo da parte dei te dei medici di medicina generale (Mastrobuono).
cittadini: il 19% usa la mail (+4% rispetto al 2018), E anche i cittadini riconoscono l’importanza della
il 17% WhatsApp (+5%) e il 15% gli SMS (+2%). La Connected Care e si dicono pronti alla sua adozio-
maggior parte dei cittadini (52%) usa la app di ne, certi che porterà dei vantaggi concreti al loro
messaggistica per chiedere al medico di fissare o modo di vivere la salute in diversi ambiti del con-
spostare una visita e nel 47% dei casi per comuni- tinuum of care (Report Future Health Index 2018
care lo stato di salute. di Philips).
In questo scenario la Connected Care, intesa come Nell’ambito della transizione digitale della sani-
un sistema che includa nuovi modelli organizza- tà non esistono più scuse per l’uso dei social con
tivi e soluzioni tecnologiche per abilitare la con- le debite misure di attuazione. L’importanza di
divisione delle informazioni cliniche dei pazienti una presenza costante su questi nuovi mezzi di
tra tutti gli attori coinvolti nel processo di cura, comunicazione fa riferimento alla Direttiva n. 8
risulta la risposta comune su cui convengono or- del 26 novembre 2009 del Ministro per la pub-
mai tutte le istituzioni, sia a livello centrale (Mi- blica amministrazione e l’innovazione e la più re-
nistero della salute, MEF, AgID, ecc.), sia a livello cente Circolare n. 2 /2017 Attuazione delle norme
locale (Regioni e aziende sanitarie). Anche i dati sull’accesso civico generalizzato. Secondo una re-
della Ricerca 2019 dell’Osservatorio Innovazione cente ricerca pubblicata nel 2018 dai ricercatori
Digitale mostrano un crescente interesse verso Oasi Bocconi su 51 soggetti italiani del settore
nuovo modello di sanità integrata e connessa da sanitario, il 65% del campione utilizza Facebook,
parte dei cittadini e il riconoscimento della sua il 18% non utilizza alcuno strumento, 21 azien-
importanza da parte degli operatori sanitari. La de utilizzano YouTube, 15 Twitter, 14 Linkedln e
diffusione dei servizi di telemedicina è però an- solo 3 Instagram. In genere duplicando sui social i
cora bassa e spesso limitata alle sperimentazio- contenuti creati offline, solo il 23% crea contenuti
ni e si riscontrano pochi strumenti informatici di originali per lo strumento.
interscambio dati tra gli operatori del sistema. Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di fattura-
Su un campione di 1.920 medici specialisti e 600 zione elettronica B2B, un altro momento epocale
MMG, il 9% dei MMG utilizza strumenti digitali per per lo sviluppo digitale del nostro sistema Pa-
redigere un Piano di Assistenza Individuale pe- ese e del SSN è stato differito. Il Nodo Smista-
riodico, ma il 69% sarebbe interessato a utilizzarli mento Ordini (NSO), obbligatorio per tutti gli enti
e tra questi troviamo anche i medici ‘meno gio- del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e di con-
vani’. Desta preoccupazione (per il 38% dei MMG) seguenza per tutti i loro fornitori, inizialmente

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

previsto per il 1° ottobre 2019 è stato rinviato al nicamente certificate e autorizzate dagli enti
febbraio 2020. NSO svolgerà lo stesso compito regolatori e che aiutano i pazienti nell’assun-
del Sistema di Interscambio (SDI) che oggi riceve, zione di un farmaco (di solito prescritte dal
indirizza e di fatto valida le fatture che circolano medico in combinazione a un farmaco o in sua
in Italia in formato. sostituzione). Le soluzioni più interessanti se-
Ecco riferimenti finali a due ambiti di frontiera: condo gli operatori sono quelle che supporta-
• L’Intelligenza Artificiale è un ambito ancora no il paziente nel monitoraggio dell’aderenza
marginale in termini di investimenti (7 milioni alla terapia, considerate molto interessanti
di euro) e nella maggior parte dei casi si tratta dal 47% dei direttori, dal 45% dei medici spe-
di sperimentazioni, orientate all’elaborazio- cialisti, dal 63% dei dirigenti infermieristici e
ne delle immagini per supporto alla decisione dal 49% dei MMG.
diagnostica (presenti nel 40% delle aziende del • In chiusura, la considerazione che neanche
campione dell’Osservatorio del PoliMI) e del l’opportuna urgenza per tutte le amministra-
testo libero (24%). I medici specialisti indicano zioni di individuare l’ufficio per la transizione
l’elaborazione delle immagini come l’applica- digitale, come riportato nella Circolare n. 3 del
zione di IA più utile nel supporto della propria 1° ottobre 2018 del Ministro per la pubblica
pratica clinica (36%) e l’ambito più promettente amministrazione, ha modificato la tenden-
nel prossimo quinquennio (28%). Gli operatori za a una trasformazione digitale lenta della
sanitari vedono in questi sistemi dei potenti sanità. Secondo i dati dell’indice dei domicili
alleati per migliorare l’efficienza dei processi digitali delle pubbliche amministrazioni e dei
clinici (49% dei medici specialisti, 66% dei diri- gestori di pubblici servizi (IPA), solo 54 aziende
genti infermieristici e 46% dei MMG); ridurre la sanitarie locali (ASL) e 47 tra aziende ospeda-
probabilità di effettuare errori clinici (48% dei liere (AO), aziende ospedaliere universitarie
medici specialisti, 50% dei dirigenti infermie- (AOU), policlinici e istituti di ricovero e cura a
ristici e 50% dei MMG) e aumentare l’efficacia carattere scientifico (IRCCS) hanno nominato
delle cure in termini di precisione e persona- il proprio RTD. Questo significa che neanche la
lizzazione (43% dei medici specialisti, 45% dei metà delle aziende sanitarie ha provveduto a
dirigenti infermieristici e 52% dei MMG). nominare il proprio RTD. E spesso nelle azien-
• Le Terapie Digitali sono soluzioni tecnologiche de che vi hanno provveduto, la nomina è più
(principalmente app) che devono essere cli- formale che di sostanza.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

S A N I TÀ P U B B L I C A , C O M E R I S P O N D E R E
ALLE SFIDE DEL FUTURO PROSSIMO
|

di Antonio Veraldi zante di norme, linee guida e disposizione tecniche.


Responsabile Area Regioni e Sanità FPA Anche se si è sfatato il mito dell’innovazione a co-
sto zero ed è consapevolezza diffusa che digital
Dopo anni di tagli lineari, miope strategia per la first in sanità, come in ogni altro comparto, è un
sostenibilità, e un successivo periodo sostanzial- processo oneroso, ci aspettiamo politiche di in-
mente bloccato, sembra che il Sistema Sanitario vestimento ancora più incisive, in piena complian-
Nazionale si orienti ad allargare concretamente ce con quanto previsto dal Piano Nazionale delle
l’area dell’innovazione digitale; quell’area che si Cronicità, dal Piano triennale di AgID, dal Patto
colloca tra i bisogni delle persone e la disponibilità per la Salute e da ogni altra normativa di riferi-
di risorse. Il primo passaggio è avvenuto a livel- mento. L’innovazione organizzativa e dei proces-
lo di governance. Che si di assistenza e cura ha bisogno di denaro per
l’innovazione sia tra le essere portata avanti. Se il procurement dell’inno-
Anche se si è sfatato il mito priorità dichiarate del vazione in sanità si è evoluto, velocizzato e sem-
dell’innovazione a costo zero secondo Governo Con- plificato con le Convenzioni Consip, i cui risultati

Te s i / S A N I T À
ed è consapevolezza diffusa te lo confermano la no- possono definirsi positivi per l’acquisto di servizi
che digital first in sanità, mina del Ministro per end to end (dalla fase di impostazione strategica
l’innovazione e la crea- fino alla messa in esercizio dei sistemi), le dota-
come in ogni altro comparto,
zione del Dipartimento zioni devono crescere ulteriormente per assicu-
è un processo oneroso, per la trasformazione rare a Regioni e aziende sanitarie il cambiamento
ci aspettiamo politiche di digitale. A queste novi- digitale necessario, per fare fronte alla modificata
investimento ancora più tà si aggiunge il rinnovo domanda di salute che viene dai cittadini. Ricordo
del Direttore Generale che, secondo studi recenti, in sanità gli investi-
incisive, in compliance con
di AgID. Per attuare la menti hanno un effetto moltiplicatore pari a 1.3,
quanto previsto dal Piano
trasformazione digita- generando salute, benessere e occupazione qua-
Nazionale delle Cronicità le della sanità, questa lificata.
organizzazione a livello La strada tracciata sembra portare fuori dalla con-
centrale dovrà dialogare con le Regioni che oggi suetudine dei progetti pilota e delle best practices,
governano il sistema sanitario e a cui è deman- spesso rimasti cattedrali nel deserto, per puntare
dato il compito di tradurre gli indirizzi nazionali in a pratiche diffuse orientate a una medicina che
piani e progetti: definendo roadmap di evoluzione assicuri l’erogazione dei Livelli essenziali di assi-
coerenti con il punto di partenza (diverso da Regio- stenza (LEA), in primo luogo quelli legati alla cro-
ne a Regione); guidando lo sviluppo delle soluzioni nicità, con il rilancio delle cure sul territorio. Per
nelle singole strutture sanitarie sul territorio; for- rendere appropriate la cura e l’assistenza il SSN
nendo competenze e servizi condivisi; premiando sta imparando a orbitare intorno al pianeta pa-
comportamenti virtuosi. Facile immaginare que- ziente e per centrare l’obiettivo della deospedaliz-
stioni sul chi-fa-cosa. Da qui la necessità di go- zazione punta a forme diversificate di assistenza
vernance collaborativa, rimedio contro la fram- e cura da remoto, che prendono il nome di sanità
mentazione dei luoghi decisionali, anticamera di o salute connessa. Che significa ripensare la cura
paralisi o schizofrenia attuativa di ogni politica di e l’assistenza cambiando organizzazione e adot-
innovazione. Priorità: sciogliere l’ingorgo paraliz- tando le tecnologie attualmente mature perché

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TESI

tutti gli attori del sistema sanitario siano inter- si sempre più precise, personalizzate e complete.
connessi tra loro, per dare una risposta di qualità Per attuarsi compiutamente, la trasformazio-
in termini di outcome clinico e di soddisfazione del ne digitale in sanità ha bisogno di incrementare
cittadino paziente. Dall’informazione e preven- le competenze dei professionisti del SSN. Essa
zione, all’accesso corretto alle strutture sanitarie, poggia su un capitale umano che deve sviluppa-
fino al successivo follow up. Insomma, l’obiettivo è re, coltivare e aggiornare le competenze digitali
una medicina di precisione orientata alla persona. (digital skills), vasto insieme di abilità tecnologi-
Con modelli di cura e presa in carico personalizza- che di base e specialistiche. Serve formazione e
ti, con un’integrazione sempre più forte tra ospe- reskilling. Attraverso opportune metodologie di
dale e territorio, con la condivisione dei dati clinici. valutazione si devono quindi indagare le compe-
Il Servizio Sanitario Nazionale nei prossimi anni tenze delle persone nell’organizzazione, a partire
si troverà, sempre più, a dover affrontare le sfi- da aspetti puramente tecnologici fino a quelli più
de della longevità, della cronicità, della necessi- soft, al fine di identificare gli eLeader, quei soggetti
tà di continuità di cura, della fragilità e della non capaci di utilizzare al meglio le tecnologie digitali
autosufficienza. L’uso dell’innovazione digitale e per portare al successo progetti di innovazione
della Connected Care può dare una risposta a que- tecnologica e organizzativa. Perché i professioni-
ste sfide, perché la tecnologia in questo momento sti sanitari dovranno essere sempre più coinvolti
sembra l’unico strumento in grado di aumentare nei progetti di innovazione digitale che nascono
la produttività delle risorse disponibili nel mondo user-centric.
della sanità. Per chiudere un riferimento alla comunicazione.
Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, telemedicina, Regioni e aziende sanitarie devono potenziare le
Te s i / S A N I T À

app medicali e wearable device, intelligenza artifi- campagne di comunicazione sia su canali tradizio-
ciale e Big Data possono migliorare la qualità delle nali (stampa, TV, radio, ecc.) sia quelli digitali (siti
cure per i cittadini, aumentare l’appropriatezza, web istituzionali, social, ecc.). La consapevolezza
ridurre le diseconomie. La possibilità di gestire e interna degli impatti positivi che l’innovazione ha
analizzare i dati sanitari, dalla diagnostica per im- portato e può continuare a portare all’organizza-
magini alle informazioni di biologia molecolare, di zione e l’informazione ai cittadini, circa l’esistenza
genetica, di epidemiologia e più in generale sulla di servizi digitali, sono fondamentali. Se ne tra-
storia clinica del paziente può permettere diagno- scura spesso il valore.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

L’ I N N OVA Z I O N E D I G I TA L E È L A L E VA P E R L A C R E A Z I O N E
D I VA L O R E N E L L A S A N I TÀ
|

di Marco Paparella modelli di cura che, spostandosi dall’ospedale al


Associate Partner P4I-Digital360 domicilio, contribuiscono alla maggiore efficien-
za ed efficacia del sistema. Tali elementi – solu-
Claudio Franzoni zioni digitali e modelli di cura – si fondono per as-
Senior Advisor P4I-Digital360 sicurare il massimo valore per la sanità derivante
dalla trasformazione digitale. È evidente che la
Simona Solvi velocità con cui si muove l’innovazione tecnolo-
Senior Consultant P4I-Digital360 gica, non deve essere un freno all’adozione, ma
lo stimolo per integrare nativamente soluzioni
Martina Leoni sempre più avanzate nella progettazione di nuo-
Senior Consultant P4I -Digital360 vi modelli di sanità digitale. Ad esempio, esistono
dispositivi wearable e strumenti di misurazione

Approfondimenti / SA N I TÀ
Nel sistema sanitario italiano è in atto una gran- dei parametri vitali che consentono di monitora-
de sfida di sostenibilità: la popolazione anziana re e indirizzare i bisogni specifici dei pazienti, così
cresce (il 34% della popolazione sarà over 65 en- come assistenti vocali che permettono di sup-
tro il 2050), aumentano i bisogni e la domanda portare e verificare l’aderenza terapeutica.
di cura (soprattutto quella cronica) e le risorse La tecnologia è quindi pronta per essere adottata
sono sempre più limitate (spesa sanitaria pari a e integrata all’interno di modelli di cura innovati-
circa l’8,9% del PIL, sotto la media europea). Ol- vi, ma quali investimenti sono stati fatti ad oggi
tre a questo, anche la qualità è in declino: l’ulti- per la sanità digitale in Italia? La spesa comples-
mo rapporto Euro Health Consumer Index (2018) siva per la digitalizzazione della sanità, secondo
posiziona il Sistema Sanitario Nazionale italiano l’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del
al 20° posto su 35 paesi europei e ne fotografa Politecnico di Milano, nel 2018 è stata pari a 1,39
in maniera abbastanza oggettiva la grande ete- miliardi di euro (1,1% della spesa pubblica) che,
rogeneità1: «In particolare, siamo tra i peggiori nonostante l’aumento del 2% rispetto all’anno
Paesi per accessibilità ai servizi e tempi di attesa, precedente, è ancora inferiore ai livelli degli altri
gestione dei pazienti anziani sul territorio e pos- Paesi dell’Unione Europea, che si attestano in-
sibilità di offrire cure di nuova generazione». torno a valori nel range 2-3% di rapporto tra spe-
La sfida dei prossimi anni è, quindi, garantire un sa ICT in Sanità e spesa sanitaria complessiva2.
sistema sanitario pubblico che sia sostenibile dal C’è quindi ancora molta strada da fare, soprat-
punto di vista economico e che, allo stesso tem- tutto a livello regionale e aziendale. E i vincoli di
po, risponda ai bisogni dei cittadini garantendo spesa sono spesso usati come alibi per rimanda-
equità nell’accesso e qualità delle cure. Qual è re gli investimenti, che ormai sono indispensabili
quindi la soluzione per rispondere a questa sfi- per creare valore reale per i cittadini, garantendo
da? L’innovazione rappresenta la leva per vincere l’efficienza del sistema e l’efficacia nella risposta
la sfida della sostenibilità del settore sanitario alla domanda di cura. I risparmi che potrebbero
e affonda le sue radici in due elementi distintivi: derivare dalla digitalizzazione, infatti, potrebbe-
le soluzioni digitali – oggi ampiamente dispo- ro superare gli investimenti necessari: secondo
nibili – che offrono un supporto avanzato per i uno studio di qualche anno fa, sempre ad opera
bisogni crescenti dei pazienti; l’evoluzione dei dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, uti-

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APPROFONDIMENTI

lizzando il digitale in modo sistematico sarebbe do magari per scegliere


possibile risparmiare ogni anno circa 7 miliardi di e introdurre soluzioni
Affinché l’innovazione
euro nella sanità e altri 7,6 miliardi di euro di pro- digitali avanzate, in un
digitale produca questi
duttività per i cittadini, grazie a un miglior utilizzo contesto organizza-
del tempo: quasi 15 miliardi di euro all’anno che di tivo che non è in gra- risultati positivi è però
fatto stiamo sprecando3. do di coglierne tutti i necessario che Regioni e
Affinché l’innovazione digitale produca questi vantaggi. La strategia aziende sanitarie disegnino
risultati positivi è però necessario che Regioni e digitale rappresenta
una strategia digitale
aziende sanitarie disegnino una strategia digita- la bussola che i livelli
le chiara e integrata, che prenda in considerazio- apicali delle organizza- chiara e integrata
ne tutti gli ambiti possibili di innovazione (dalla zioni, Regioni e aziende
gestione più ‘amministrativa’ del paziente, fino sanitarie, devono tenere sempre sotto controllo
alla digitalizzazione dei processi clinico-sanitari e e seguire, lungo tutto il cammino di innovazione
dei servizi per i cittadini). Avere una visione chiara che è stato tracciato.
e olistica di quale sia il percorso da intraprende-
re, e quindi quale strada imboccare, è indispen-
sabile perché la trasformazione digitale produca 1
Euro Health Consumer Index 2018, Health Consumer Po-
i benefici e quindi valore per l’intera comunità. werhouse
Senza una strategia che indichi una direzione pre- 2
Sanità e digitale: uno spazio per innovare, Osservatorio Inno-
Approfondimenti / SA N I TÀ

vazione Digitale in Sanità, School of Management Politecni-


cisa e coerente di evoluzione dei modelli organiz- co di Milano, 2018.
zativi e tecnologici, è facile perdersi all’interno di 3
A tal proposito, si veda la puntata di Report intitolata Sanità
un’offerta di tecnologie sempre più ampia, finen- 4.0 del 17 dicembre 2018.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

CONNECTED CARE: LA NOSTRA SALUTE SOLO TECNOLOGIA


E G OV E R N O D E I DAT I ?
|

di Massimo Tarantino, vedrà la presenza sempre maggiore di start up


Senior Advisor P4I-Digital360 che punteranno su questo mercato. Un mercato
in cui, senza troppi giri di parole, il vero tesoro è il
Gli anziani se lo augurano, le nuove generazioni dato e più ancora la capacità di utilizzarlo; i critici
lo danno per scontato: maggiori e migliori servi- direbbero di plasmarlo a proprio vantaggio, dan-
zi rivolti alla prevenzione, cura, riabilitazione, fol- do un senso a questa enorme mole di informa-
low up, grazie all’impetuosa spinta della tecno- zioni di cui il nostro sistema salute è pieno, anche
logia, che promette (ma permette?) mirabolanti se certamente può esserci un tema di qualità e
evoluzioni, quasi prefigurandosi come l’unico affidabilità dello stesso.
elemento in grado di far stare insieme istanze E allora a tutti noi vengono in mente alcune do-
molto diverse tra loro: invecchiamento, spesa mande: ci si può fidare dell’uso dei nostri dati
sanitaria crescente a fronte di una costanza, sensibili sulla salute? Gli imperativi commerciali

Approfondimenti / SA N I TÀ
quando non una riduzione, dei finanziamenti che guidano le scelte di questo tipo di aziende con
della spesa pubblica, farmaci innovativi, mobili- una enorme forza economico-finanziaria, sono
tà, servizi one to one... insomma la soluzione alla compatibili con i valori fondanti del nostro Siste-
classica ‘coperta corta’! ma Sanitario Nazionale oppure ne costituiscono
Siamo spettatori in- una minaccia alla stessa esistenza? Gli incentivi
L’allungamento teressati di una vera di aziende profit sono aumentare la quota di mer-
e propria battaglia tra cato e i risultati: ciò le mette in contrasto con gli
dell’aspettativa di vita
colossi della tecno- obiettivi sottostanti di un sistema sanitario pub-
genera la necessità di servizi logia, monopolisti (o blico oppure è possibile indicare una strada per
di assistenza sanitaria quasi) della logistica coniugare profitto e salute pubblica? È la politica
sempre più proiettati dalla distributiva, giganti che dovrebbe rispondere a questo interrogativo.
gestione dell’acuzie a quella della produzione di far- È pacifico che esista una tendenza a una mag-
maci e dispositivi che giore attenzione al proprio stato di salute. Si è
sul territorio del malato
vedono la possibilità di sempre più consapevoli delle proprie condizio-
cronico allargare ancora di più ni e via via più orientati, fosse solo per un fatto
il loro raggio di azione generazionale, a utilizzare sistemi innovativi che
e influenza. «È la Connected Care bellezza!», para- facilitano l’accesso al mondo sanitario, nelle sue
frasando una famosa frase d’altri tempi. varie forme. Si configura per il cittadino, un ruolo
È noto ai più come i maggiori player del mercato sempre più attivo e responsabile, spinto a pren-
(Amazon, Apple, Google, Philips) stiano incremen- dersi carico del proprio stato di salute partendo
tando notevolmente la loro presenza nel settore da uno stile di vita sano, passando per la preven-
del digitale per l’assistenza sanitaria. Strumenti zione, eventuale diagnosi, cura e convalescenza,
di intelligenza artificiale per l’analisi delle cartel- per poi ripartire con la prevenzione, alimentando
le cliniche dei pazienti, app che mirano a gestire così un continuum nel processo di presa in cari-
alcune patologie, esperimenti basati su dati eco- co della salute individuale e, lato sistemi sanitari,
nomici, per analizzare la spesa al fine di ridurre le collettiva.
spese mediche e rendere più efficienti i sistemi: Ma naturalmente, a fronte di un giudizio sostan-
uno spazio che, oltre alle grandi aziende citate, zialmente positivo dell’esperienza in sanità anche

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APPROFONDIMENTI

se ancora con alcuni importanti distinguo, non riale, ritardi nell’innovazione organizzativa e gli
mancano le zone d’ombra. La carenza sul versan- attuali livelli di carenze di personale infermieri-
te di una rete informativa integrata (duplicazione stico, incide fortemente sul livello di accessibilità
di informazioni, di esami, la gestione dei tempi alle prestazioni sanitarie pubbliche, sul livello di
di attesa, il processo di diagnosi), quando non si presa in carico, sulla qualità e sicurezza delle cure
debba parlare della qualità stessa o addirittura e sulla spesa diretta delle famiglie […] ».
dell’assenza dell’erogazione delle prestazioni, Quindi, ritornando alla già citata ‘coperta corta’,
sono solo alcune delle aree di criticità da sottoli- da un lato si registra un crescente livello di con-
neare. E l’ombra si allunga quando ci si sofferma sapevolezza del proprio stato di salute e impegno
sulla copertura di alcuni bisogni assistenziali che del cittadino nel preservarlo ai livelli più elevati e
riguardano le reti territoriali per le prestazioni per tempi più lunghi possibili, dall’altro la spinta
extra ospedaliere, in particolare per l’assistenza della tecnologia (e dei numerosi player, alcuni dei
alla cronicità e lungodegenza, l’assistenza resi- quali sono dei veri e propri giganti) in altre aree
denziale o domiciliare nelle molteplici forme or- della nostra vita, verso sistemi sempre più in gra-
ganizzative che conosciamo. do di tenere conto delle nostre esigenze persona-
E ancora, come certifica la Corte dei Conti nel li, con la costante diminuzione dei tempi di attesa
suo recente referto sulla gestione finanziaria dei del servizio stesso (pensiamo alla consegna di un
servizi sanitari regionali: «[…] diminuisce ancora ordine effettuato solo poche ore prima).
la copertura pubblica della spesa sanitaria e au- Tutto questo, generando la legittima aspetta-
Approfondimenti / SA N I TÀ

menta quella privata delle famiglie. Il rapporto tiva di uno stesso livello di servizio e flessibilità
si attesa a circa il 74% a copertura pubblica e il dall’assistenza sanitaria, ma alimentano anche i
26% a copertura da parte delle famiglie italiane. dubbi sull’utilizzo dei nostri dati e gli interroga-
E colpisce ancora di più come i livelli di assisten- tivi sui potenziali conflitti di interesse di aziende
za domiciliare a lungo termine e per cura-riabi- spesso molto invasive, orientate al profitto e al
litazione siano destinatari di un investimento mercato. Ma non solo. L’allungamento dell’a-
pubblico complessivo, a livello nazionale, di soli spettativa di vita genera la necessità di servizi di
circa 2,5 miliardi di euro a fronte di una spesa assistenza sanitaria sempre più proiettati dalla
pubblica complessiva di oltre 114 miliardi di euro. gestione dell’acuzie a quella sul territorio del ma-
Un’incidenza troppo bassa e inversamente pro- lato cronico, all’assistenza domiciliare, alla lungo-
porzionale al quadro epidemiologico, ai bisogni degenza. Ciò mentre viviamo un lungo periodo di
della popolazione e alle traiettorie delle politiche bassa o nulla crescita del reddito pro capite, a cui
sanitarie pubbliche, a partire dal Piano Nazionale si accompagna una diminuzione della copertura
della Cronicità. E il combinato disposto tra livelli pubblica di spesa del sistema sanitario, oltre a
di investimento nell’assistenza sanitaria territo- una grave carenza di personale sanitario.

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L A T R A S F O R M A Z I O N E D I G I TA L E
P E R I N T E G R A R E S A N I TÀ E S O C I A L E
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In che modo il digitale sta trasformando il settore della sanità? Quali sono
i benefici per il sociale? È stato questo il focus dei due giorni dell’evento La
trasformazione digitale per integrare sanità e sociale, organizzati l’8 e il 9 aprile
2019 a Sorrento da Cnr-Icar, AgID in collaborazione con FPA.
La prima giornata aveva per titolo Dal Fascicolo Sanitario Elettronico alle appli-
cazioni. Ha fatto il punto sulla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico
e sulle azioni che AgID sta mettendo in campo insieme a Ministero della
Salute, il Ministero dell’Economie e Finanze, il Consiglio Nazionale delle Ri-
Consulta gli atti cerche. Sono intervenuti Antonietta Cavallo, Dirigente Ragioneria Genera-
della prima giornata le dello Stato – MEF; Adriana Agrimi, Responsabile Area Trasformazione
Digitale – AgID; Sergio Pillon, Coordinatore commissione tecnica Stato -
Regioni per la Telemedicina; Giuseppe De Pietro, Direttore - ICAR – CNR;
Antonella Ciaramella; Vicepresidente commissione informatizzazione della

Focus on / SA N I TÀ
P.A. - Regione Campania; Pierangelo Sottile, Presidente Commissione In-
formatica Medica - UNINFO.
Enrica Massella Ducci Teri, di AgID ha moderato la tavola rotonda seguen-
te. Come le Regioni e le Province autonome incentivano l’uso del FSE e ne
migliorano gli standard di qualità è stato dibattuto da Lorenzo Sornaga, di
LAZIOcrea S.p.a; Gandolfo Miserendino, Regione Emilia Romagna; Antoni-
no Ruggeri, Regione Piemonte; Vito Bavaro, Regione Puglia; Massimo Bi-
Consulta gli atti
sogno, Regione Campania.
della seconda giornata

Foto di FPA

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FOCUS ON

I lavori sono stati conclusi da una riflessione condivisa tra i maggiori vendor
del Mercato sul valore generato dalla ricerca e dall’applicazione di innova-
zioni e tecnologie emergenti in ambito sanitario.
La seconda giornata dal titolo Connecting healthcare: verso un ecosistema in-
tegrato sanità e sociale è stata aperta da keynote speech di Mariano Corso,
del Politecnico di Milano e Isabella Mastrobuono, esperta Agenas. Secondo
i due relatori, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie
croniche legato anche a stili di vita scorretti e le limitate risorse finanzia-
rie mettono sotto pressione il SSN, imponendo un cambiamento che deve
concretizzarsi in migliori servizi sanitari per gli assistiti, maggiore efficienza
dell’assistenza medica da parte dei professionisti e razionalizzazione delle
risorse economiche. In questa prospettiva le nuove tecnologie diventano
un canale fondamentale per sviluppare le modalità di relazione e di servi-
zio per l’assistito lungo tutte le fasi del percorso di salute: dall’accesso ai
dati sanitari, alla fruizione dei servizi, fino al monitoraggio delle terapie e
all’adozione di comportamenti preventivi basati su analisi di modelli stati-
stici. Tra queste si inseriscono le potenzialità dei mobile device, delle app e
di strumenti quali assistenti vocali e tecnologie innovative per l’assistenza
domiciliare e la gestione della cronicità.
Su queste tesi è seguito un confronto tra tutti gli attori della filiera salute.
Focus on / SA N I TÀ

Sono intervenuti: Serena Battilomo, del Ministero della Salute; Antonietta


Cavallo, del Ministero dell’Economia e delle Finanze; Silvia Melchionna, Au-
torità Garante per la protezione dei dati personali; Luigi Bertinato, Istituto
Superiore di Sanità; Fabio Faltoni, come Confindustria Dispositivi Medici;
Domenico Favuzzi; come Anitec-Assinform; Fulvio Sbroiavacca, come As-
sinter Italia; Giuseppe De Pietro, Direttore - ICAR CNR; Pietro Siciliano di
Innovaal; Massimo Vanni, Agenzia per la Coesione Territoriale.
Tutti concordi sulla necessità di procedere verso la definizione di un ecosi-
stema integrato Sanità e Welfare, frutto di innovazioni organizzative e di
processo, progettato tenendo conto dall’inizio delle soluzioni tecnologiche
mature.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

T H E C L I N I C A L R E VO L U T I O N
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FPA e DEDALUS hanno organizzato a Firenze, presso il Teatro del Maggio


Musicale, un grande appuntamento nazionale rivolto ai vertici strategici
della sanità pubblica e privata per illustrare un nuovo modo di concepire
una sanità sicura e sostenibile. Una sanità che non può fare a meno della
trasformazione digitale per innovare processi e organizzazione, in funzione
di un’indispensabile condivisione dei dati clinici e diagnostici e collaborazio-
ne tra clinici e tra clinici e pazienti.
La giornata è stata aperta da una plenaria con gli interventi di Walter Ric-
Visita la pagina dell’evento
ciardi, di World Federation of Public Health Association; Philippe Douste-
Blazy, già Ministro della salute e degli esteri della Repubblica Francese;
Bruno Gridelli, UPMC Italia; Claudio Cricelli, di SIMG; Michele Massimo Gu-
lizia, Fondazione ANMCO; Giorgio Moretti, Dedalus Group. I relatori hanno

Focus on / SA N I TÀ
sottolineato come l’innovazione digitale sia una leva irrinunciabile per la
sostenibilità del nostro SSN. Le tecnologie, in particolare quelle che si ba-

Foto di FPA

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FOCUS ON

sano sulla condivisione, l’analisi e l’utilizzo dei dati, possono essere il vero
punto di svolta per realizzare cure e assistenza su misura per il paziente,
riducendo al minimo la possibilità di errori, sprechi e inefficienze. Ma questo
funzionerà solo se i diversi attori coinvolti, dagli operatori sanitari ai medici
di base fino agli stessi pazienti, saranno consapevoli di queste potenzia-
lità e collaboreranno per condividere le informazioni e per sfruttare tutte
le potenzialità offerte da queste tecnologie. La soluzione del CKP | Portale
della Conoscenza Clinica si inserisce in questo percorso di collaborazione e
di condivisione di strumenti e strategie.
Nel pomeriggio, due le tavole rotonde. La prima moderata da Mariano Cor-
so del Politecnico di Milano con gli interventi di Rachel Dunscombe di KLAS
Research; Federico Gelli di FIIS; Sabina Nuti, Scuola superiore Sant’Anna
Pisa; Teresa Petrangolini, Università cattolica del Sacro Cuore; Concetto
Vasta, Rappresentante Farmindustria. Al centro del dibattito il portale che
consente di muovere dati e non persone, di condividere il processo clinico
e di collaborare tra professionisti sanitari al fine di migliorare qualità delle
cure ed equità di accesso, risparmiando risorse pubbliche preziose e libe-
rando tempo da dedicare al rapporto con il paziente.
La seconda tavola rotonda moderata da Alberto Oliveti di ENPAM con le
relazioni di Stefan Darmoni, Centro Universitario Ospedaliero di Rouen;
Focus on / SA N I TÀ

Laura Zwach, Elsevier; Barbara Mangiacavalli, FNOPI; Filippo Montemur-


ro, Istituto di Candiolo IRCCS; Mario Plebani, Azienda Ospedale-Università
di Padova; Marcello Tavio, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.
Tutti concordi nel sottolineare come, stretti tra invecchiamento demogra-
fico e risorse sempre più limitate, i medici devono contribuire a ripensare il
processo clinico: la competenza si realizza nel rapporto con il paziente, ma
i medici devono poter attingere a tutte le fonti di conoscenza. Benvenuto
uno strumento che consente l’interconnessione tra medici e l’accesso a dati
utili per la decisione clinica.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

F O R U M PA S A N I TÀ
I N N OVA Z I O N E D E L S I S T E M A S A L U T E
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Giunta alla quarta edizione, FORUM PA SANITÀ è l’approfondimento an-


nuale di FPA dedicato all’innovazione sostenibile del sistema salute. Due
giorni (29 – 30 Ottobre 2019) presso gli spazi del nuovo campus Talent
Garden Roma Ostiense di convegni, workshop e tavoli di lavoro dedicati
al tema della Connected Care: il sistema che attraverso nuovi modelli or-
ganizzativi e soluzioni tecnologiche abilita la condivisione delle informa-
zioni cliniche dei pazienti tra gli attori del processo di cura, permettendo
la gestione non ospedalizzata del paziente anziano, cronico, fragile o non
Vai agli eventi e scopri
autosufficiente.
i protagonisti A FORUM PA SANITÀ abbiamo mostrato nella pratica 'come si fa' Connected
della Manifestazione Care, attraverso i progetti presentati negli Experience Lab.
L’evento è stato occasione di confronto con gli attori istituzionali e stakehol-

Focus on / SA N I TÀ
der della sanità italiana, stimolati da sessioni di fact-checking ed esperienze
internazionali raccontate direttamente dai protagonisti, che possono cre-
are valore pubblico:
• avviando il cambiamento, non più rinviabile, dell’assistenza e della cura,
in funzione dei nuovi bisogni di salute dei cittadini e sfruttando la leva
digitale;
• cercando di influenzare politiche che sostengano la filiera della salute
che oggi in Italia pesa il 10,7% del Pil e il 10% degli occupati e rappresenta
per il Paese un volano per la crescita e lo sviluppo, per la ricerca e l’inno-
vazione e per l’occupazione qualificata.
Il programma si è dispiegato su percorsi di approfondimento incentrati su:
• modelli organizzativi progettati insieme con la tecnologia per rispondere
al crescente bisogno di interazione tra paziente e professionista sanita-
rio (struttura sanitaria) e per abilitare la condivisione delle informazioni
cliniche dei pazienti;
• lo sviluppo di competenze adeguate da parte degli operatori sanitari;
• la comunicazione a supporto dell’empowerment del cittadino (adozione
dei dispositivi tecnologici da parte dei pazienti vs corretta informazione
sui benefici e sui rischi che potrebbero scaturire dall’uso delle tecnologie
applicate alla salute).
La scelta di format differenti ha caratterizzato i diversi percorsi di appro-
fondimento, dalle grandi plenarie di scenario ai tradizionali convegni te-
matici, dai workshop formativi e informativi ai tavoli di lavoro per il design
thinking, fino ad appuntamenti non convenzionali come “gli aperitivi con
l’innovazione”.

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PER SAPERNE DI PIÙ

PER SAPERNE DI PIÙ


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Nel corso dell’anno FPA ha realizzato diversi eventi pubblici o a porte chiuse, momenti di confronto
e lavoro collaborativo sui temi dell’innovazione del Sistema Sanitario Nazionale. In questa sezione
tematica vi proponiamo una selezione di eventi, con la possibilità di consultare gli atti.

< Il digitale che migliora la vita:


come cambia l’esperienza nel
< A fianco della sanità pubblica
con le soluzioni di Conservazione
settore sanitario Digitale a Norma
30 gennaio 2019 16 maggio 2019

In collaborazione con: Avaya In collaborazione con: Aruba Enterprise


Per saperne di più / SA N I TÀ

< Dati in sanità: come trasformarli


in un potente strumento per
< Process Mining in Sanità
16 maggio 2019
decisioni strategiche
28 marzo 2019

In collaborazione con: Artexe

< Innovazione del sistema salute:


la trasformazione digitale per
< Tecnologie e applicazioni per la
Connected Care: alcuni esempi
integrare sanità e sociale concreti
15 maggio 2019 16 maggio 2019

In collaborazione: DXC Technology

< Web, social e chat per la Sanità


15 maggio 2019
< La Governance della
Trasformazione digitale in Sanità
18 dicembre 2019

In collaborazione con: Agenzia per l’Italia


Digitale

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

PROGRAMMAZIONE
EUROPEA

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

La programmazione europea nel 2019 fa regi- trend negativo per il periodo 2014-2017, il tas-
strare un avanzamento della spesa pari al 28% so d’investimenti scende allo 0,38%. L’impegno
delle risorse e si attesta sui 21,3 miliardi rispet- italiano è invece quello di garantire un livello di
to ai 75,1 miliardi di euro complessivamente spesa pubblica al Sud pari allo 0,43% del PIL del
disponibili per l’insieme dei Fondi strutturali e di Mezzogiorno per il 2014-2020. Nel caso in cui
investimento europei (SIE), pari a 44,7 miliardi non fossero rispettati gli impegni presi con Bru-
di risorse UE e 30,5 miliardi di cofinanziamento xelles, la Commissione potrebbe anche attuare
nazionale. È quanto emerge dai dati presentati il una 'rettifica finanziaria' e operare un taglio dei
7 e 8 novembre 2019 a Trieste, nell’ambito della Fondi strutturali.
Riunione Annuale di Riesame tra la Commissione Il monito della Commissione sembra non essere
europea e le amministrazioni italiane interessa- stato lasciato cadere nel vuoto dal nuovo Go-
te all’attuazione dei programmi cofinanziati dai verno che, attraverso il Ministro per il Sud, Giu-
Fondi strutturali e di investimento europei. seppe Provenzano, ha annunciato il Piano Sud:
In particolare, il livello dei pagamenti raggiunti un programma di azioni con diversi obiettivi. Il
per i Programmi cofinanziati con le risorse del primo è garantire il livello degli investimenti del
Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) Mezzogiorno con risorse nazionali addizionali. A
e del Fondo sociale europeo (FSE) si attesta a questo proposito, il Ministro ha annunciato la ri-
circa 14 miliardi di euro rispetto ai 53 miliardi programmazione del Fondo per lo sviluppo e la
programmati per i due Fondi. L’avanzamento dei coesione (FSC) e il finanziamento per interventi
pagamenti dei Programmi raggiunge il 36% per su scuole, manutenzione straordinaria delle cit-
il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale tà e della viabilità, e interventi per un green new
(FEASR) e il 25% per il Fondo europeo per gli af- deal che parta dal Sud. L’altra vera sfida che il
fari marittimi e la pesca (FEAMP). Piano intende affrontare è quella di rafforzare la
Dai dati presentati si evince un quadro comples- capacità amministrativa di Regioni ed enti locali
sivo che vede più dei due terzi dell’ammontare puntando su procedure standard per accelerare
complessivo delle risorse ancora da spendere la realizzazione degli investimenti.
nei prossimi tre anni. Dalla fase di program- La riunione di novembre a Trieste ha rappre-
mazione e definizione dei progetti è necessario sentato anche l’opportunità per una verifica, a
convogliare gli sforzi e puntare su un’accelera- cinque anni dall’avvio, dell’impatto degli in-
zione dell’execution. Tale cambio di passo viene terventi concordati tra Italia ed Europa per il
invocato a gran voce dalla Commissione euro- raggiungimento degli obiettivi della Strategia
pea agli inizi di ottobre, con una lettera al Gover- Europa 2020. I Fondi strutturali che contribui-
no che mette in guardia sulle cifre preoccupanti scono alla Strategia Europa 2020 ammontano a
relative agli investimenti al Sud, che sono in circa 39 miliardi di euro sul totale di 53, oltre il
calo e non rispettano i livelli previsti dal prin- 73%. L’Italia ha raggiunto i traguardi in materia
cipio dell’addizionalità UE. Il principio di addi- di energie rinnovabili, efficienza energetica, ab-
zionalità, infatti, garantisce che i fondi strut- bandono scolastico e istruzione terziaria, emis-
turali non sostituiscano la spesa pubblica, ma sioni di gas a effetto serra. Un maggiore ritardo
siano aggiuntivi rispetto a questa. Nell’Accordo si evidenzia su indicatori come il tasso di occu-
di partenariato tra Italia e Commissione, il no- pazione, gli investimenti in ricerca e sviluppo e
stro Paese aveva assunto l’impegno di investire lotta alla povertà ed esclusione sociale, temi già
al Sud, per il periodo 2014-2016, risorse pub- individuati come centrali per il prossimo ciclo di
bliche pari allo 0,47% del PIL del Mezzogiorno, programmazione.
mentre i dati contenuti nella lettera parlano del- Un focus particolare merita l’attuazione degli
lo 0,40%. Tale differenza equivale a circa il 20% Obiettivi Tematici (OT) 11 - Rafforzamento del-
in meno di risorse pubbliche spese sul territorio. la capacità amministrativa e 2 - Crescita Digi-
La tendenza per gli anni successivi conferma il tale nei Programmi Operativi Regionali (POR) e

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

nei Programmi Operativi Nazionali (PON). Al 31 strazione, 187 miliardi per l’innovazione digi-
agosto 2019, rispetto al totale delle risorse pro- tale e il mercato unico e 27 miliardi di euro per
grammate per i due Obiettivi pari a 3,5 miliardi la sicurezza e la difesa dello spazio europeo. La
di euro, erano state impegnate risorse per 1,7 politica di coesione sarà finanziata dal Fondo di
miliardi (48%) e spese certificate per 670 milioni coesione, dal Fondo europeo di sviluppo regio-
di euro, il 19% del totale. A luglio 2019 è stato nale (FESR) e dal Fondo sociale europeo+ (FSE+).
pubblicato il Rapporto di Monitoraggio OT11- Per la politica di coesione l’Italia avrà a dispo-
OT2 che mostra come entrambi gli OT abbiano sizione 43,5 miliardi di euro da investire, con
realizzato un notevole passo in avanti su tre in- un incremento pari al 29%, dovuto all’aggiorna-
dicatori quali la capacità di impegno, l’efficien- mento dei criteri di ripartizione delle risorse tra
za realizzativa e la capacità di utilizzo. Il dato Stati membri.
su cui continuare a lavorare riguarda il quadro
delle sinergie tra gli interventi previsti dai due
Obiettivi: un terzo delle Regioni, infatti, conside-
ra le azioni dei POR su OT11 e OT2 come ancora
del tutto separate. Sempre sul fronte delle si-
nergie, il Rapporto mette in luce una maggiore
complementarietà degli interventi nell’ambito
del rafforzamento della capacità amministrati-
va rispetto alla Crescita Digitale. Inoltre, lì dove
c’è maggiore interazione tra le diverse azioni è
spesso presente un dialogo costante all’interno
dell’amministrazione, anche rispetto alla piani-
ficazione integrata delle diverse fonti di finan-
ziamento. L’analisi del Comitato di Pilotaggio
si conclude con una raccomandazione sull’op-
portunità di coinvolgere le amministrazioni in
un processo continuo di scambio di esperienze
e competenze, e sulla necessità di una visione
strategica complessiva che punti, fin dalla fase
di programmazione, alla complementarietà tra
PON e POR, tra la trasformazione digitale e il
rafforzamento amministrativo, nonché tra que-
sti e le politiche nazionali.
Nel 2019 entra nel vivo la negoziazione relativa
al prossimo periodo di programmazione 2021-
2027. Il quadro delineato dal bilancio approvato
dall’Unione Europea prevede, per i sette anni,
stanziamenti pari a 1.279 miliardi di euro in
settori considerati prioritari e ad alto valore
aggiunto: innovazione e agenda digitale, clima
e ambiente, ricerca, giovani, difesa e sicurezza
interna. Nel dettaglio il pacchetto assegna 443
miliardi per le politiche di sviluppo regionale e
coesione, 379 miliardi per ambiente, azioni per
il clima agricoltura e politica marittima, 85 mi-
liardi per l’innovazione della pubblica ammini-

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TESI

PROGRAMMAZIONE EUROPEA E PROGRAMMAZIONE


D E L L O S V I L U P P O S O S T E N I B I L E D E L PA E S E
|

di Massimiliano Roma dell’attuazione sui territori. Per supportare le am-


Responsabile Enti Pubblici FPA ministrazioni regionali in questo difficile processo,
il Ministero dell’ambiente ha avviato dei percorsi
Nel 2015, a un anno dall’inizio dell’attuale ciclo di di affiancamento attraverso il progetto CReIAMO
programmazione dei fondi europei, il messaggio PA, finanziato dal PON Governance 2014-2020 per
chiave che il FORUM PA veicolava in tutti gli appun- attivare sinergie tra le Regioni e rafforzare la loro
tamenti dedicati alla politica di coesione era che capacità istituzionale. L’ultimo passaggio in ordine
non poteva esistere programmazione europea che cronologico è la costituzione della Cabina di regia
non coincidesse, nelle azioni e negli obiettivi, con “Benessere Italia” a luglio 2019 per rilanciare l’im-
la ‘programmazione Paese’. Tale idea nasceva dalla pegno del nostro Paese verso la sostenibilità. La
Te s i / P R O G R A M M A Z I O N E E U R O P E A

constatazione che, troppo spesso in passato, alla Cabina di regia, voluta fortemente dal Presidente
spesa dei Fondi strutturali e di investimento euro- del Consiglio Conte, si presenta come organo di
pei (SIE) non era corrisposta una strategia generale supporto alle politiche del benessere e al migliora-
di sviluppo del Paese, portata avanti con coerenza mento della qualità della vita dei cittadini, attraver-
e continuità dai vari Governi in settori chiave come so il coordinamento e il monitoraggio delle attività
scuola, trasporti, infrastrutture. Oggi possiamo ar- di ministeri, Regioni ed enti locali. La Cabina avrà il
ticolare ulteriormente quel messaggio e affermare compito di potenziare le iniziative del Governo ita-
che la programmazione dei fondi strutturali, an- liano per il Benessere Equo e Sostenibile (BES) e per
che in vista del prossimo periodo 2021-20207, non la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile
può non coincidere con gli obiettivi della Strate- nell’ambito degli impegni sottoscritti dall’Italia per
gia Nazionale di Sviluppo Sostenibile (SNSvS) che l’Agenda 2030. I segnali sono, quindi, incoraggianti
il nostro Paese si è dato. dato che il Governo sembra aver seriamente mes-
La Strategia, approvata nel 2017, costituisce l’ele- so tra le priorità il tema della sostenibilità, annun-
mento cardine per l’attuazione in Italia dell’Agenda ciando un pacchetto di interventi nell’ultima legge
2030 delle Nazioni Unite ed è strutturata in cin- di bilancio volti a promuovere un Green New Deal
que aree, corrispondenti alle cosiddette '5P' dello tutto italiano.
sviluppo sostenibile proposte dall’ONU: Persone, Ad oltre due anni dalla sua definizione e nonostan-
Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. Il docu- te i recenti progressi, il percorso di attuazione della
mento nasce come frutto di un intenso processo Strategia deve evidentemente compiere un salto di
di consultazione con le amministrazioni centrali, qualità e un’accelerazione. A questo proposito, una
le Regioni, la società civile e il mondo della ricerca. grande opportunità viene fornita dal quadro delle
La sua gestazione e la definizione della governan- politiche cofinanziate dai fondi strutturali e di inve-
ce rappresentano un percorso complesso, che ha stimento sia per l’attuale ciclo di programmazione
subito in questi anni non pochi rallentamenti. Dopo 2014-2020, sia in vista del prossimo periodo 2021-
una prima fase di coordinamento e impulso da par- 2027.
te del Ministero dell’ambiente, la Strategia passa La possibilità di orientare sin da subito gli investi-
a marzo 2018 sotto il coordinamento della Pre- menti del ciclo dei fondi 2014-2020 verso inter-
sidenza del Consiglio dei ministri. La governance, venti coerenti con la Strategia nazionale emerge
nella sua articolazione, prevede un confronto con- dai dati che indicano il livello di spesa e le risorse
tinuo tra il centro e le Regioni che hanno il compito ancora da impegnare sui temi chiave della SNSvS.

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Obiettivi come istruzione e agenda digitale, con- regionale e coesione che possono essere orientati
trasto alla povertà, promozione della salute e del alla sostenibilità. La Commissione, inoltre, sem-
benessere delle persone, gestione sostenibile delle pre per il periodo 2021-2027 ha proposto alcune
risorse naturali e decarbonizzazione dell’economia modifiche orientate a rendere la programmazione
sono pienamente riconducibili alla gran parte de- più semplice, flessibile ed efficiente. Prima fra tut-
gli obiettivi tematici previsti dall’Accordo di Parte- te, la riduzione degli attuali undici obiettivi tema-
nariato 2014-2020. In particolare, se sommiamo tici in cinque più ampi obiettivi che consentiranno
le risorse per gli Obiettivi Tematici maggiormente agli Stati di essere flessibili nel trasferire le risorse
riconducibili alla SNSvS (2 Agenda digitale, 4 Low nell’ambito di una priorità, e in particolare:
Carbon Economy, 5 Clima e Rischi ambientali, 6 • a smarter Europe per la promozione di una tra-
Valorizzazione ambiente e cultura, 7 Reti Infra- sformazione economica innovativa e intelligente;
strutturali e mobilità, 8 Occupazione, 9 Inclusione • a greener, low-carbon Europe per la promozione di
sociale, 10 istruzione e formazione) vediamo che una transizione verso un’energia pulita ed equa,
le risorse già impegnate in progetti definiti sono il di investimenti verdi e blu, dell’economia circola-
47% circa del totale. Questo significa che l’Italia, a re, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e
un anno dal termine della programmazione, non ha della gestione e prevenzione dei rischi;
ancora deciso come spendere 19 miliardi di euro • a more connected Europe per il rafforzamento

Te s i / P R O G R A M M A Z I O N E E U R O P E A
rispetto ai 38 miliardi della mobilità e della connettività regionale;
La stretta connessione tra la messi a disposizione • a more social Europe per l’attuazione del pilastro
programmazione dei fondi dai fondi strutturali per europeo dei diritti sociali;
gli obiettivi riconducibili • a Europe closer to citizens per la promozione dello
SIE e la SNSvS è un obiettivo
a uno sviluppo equo e sviluppo sostenibile e integrato delle zone urba-
da perseguire anche per il sostenibile. Le risorse ne, rurali e costiere e delle iniziative locali.
2021-2027 sono allocabili e spen- L’impegno della Commissione europea è ribadi-
dibili da subito, il com- to nel Documento di riflessione sull’Agenda 2030
mittment politico sembra essere chiaro. Si tratta presentato a gennaio 2019 in cui si conferma la
ora di tradurre tale volontà in azioni concrete che volontà dell’Unione di raggiungere gli obiettivi di
creino una forte connessione tra la politica di coe- sviluppo sostenibile, anche in relazione all’accordo
sione, la maggiore politica di investimenti pubblici di Parigi sui cambiamenti climatici, e prepara il ter-
in atto nel nostro Paese, con la Strategia nazionale reno per una strategia globale dell’UE per gli anni
per lo sviluppo sostenibile e un maggiore coordina- 2019-2024.
mento tra i diversi attori coinvolti. Nella direzione La direzione è chiara, così come gli strumenti e le
di un maggior coordinamento degli interventi, si risorse messe in campo dall’Unione. L’Italia ha già
muovono le recenti raccomandazioni dell’Alleanza risposto avviando la discussione attraverso tavoli
Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che chie- dedicati e identificando 4 temi 'unificanti': Lavoro
dono ai diversi ministri coinvolti un atto di indirizzo di qualità, Territorio e risorse naturali per le gene-
che indichi la loro responsabilità per conseguire i razioni future, Omogeneità e qualità dei servizi per i
Sustainable Development Goals (SDGs), che rafforzi il cittadini, Cultura come veicolo e spazio di coesione.
ruolo della Cabina di regia “Benessere Italia” e che Vedremo come i documenti di sintesi prodotti dai
sostenga l’introduzione di una valutazione ex-ante tavoli saranno utilizzati nel processo di negoziazio-
della legislazione alla luce degli SDGs. ne con l’Europa e nella definizione dell’Accordo di
La stretta connessione tra la programmazione dei Partenariato che declinerà gli obiettivi e le risorse
fondi SIE e la SNSvS è un obiettivo da perseguire in programmi operativi, e in che modo sapremo
anche per il 2021-2027. Il bilancio europeo per tale tradurre tutte le opportunità del prossimo ciclo di
periodo ha stanziato 379 miliardi di euro espressa- programmazione in azioni concrete e coerenti nel-
mente dedicati ad azioni per ambiente e per il cli- la prospettiva di uno sviluppo in linea con l’Agenda
ma, oltre ai 443 miliardi per le politiche di sviluppo 2030.

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APPROFONDIMENTI

LE RISORSE DELLA COESIONE


PER UN MEZZOGIORNO SOSTENIBILE
|

di Maria Ludovica Agrò complesso di 500 milioni di cittadini, 23 milioni di


Curatrice Scientifica FORUM PA Sud imprese di cui 99,8% PMI, divisi su territori a svi-
luppo così differenziato, è talmente immane da
I livelli di spesa destinati all’investimento in dubitare a volte di vederne le ricadute concrete,
settori fondamentali risultano nel Centro-Nord ma ha voluto attivare alcuni strumenti di suppor-
sempre nettamente superiori a quelli del Mezzo- to che aiutassero nell’attuazione. Fra questi, vale
giorno. I divari più rilevanti tra le due macro-aree la pena ricordare: la strategia di riferimento Eu-
Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

riguardano i servizi essenziali: politiche sociali, ropa 2020, che pone obiettivi e target; la Comu-
sanità, reti infrastrutturali, mobilità. nicazione sull’economia circolare del 2018, che
Le politiche ordinarie sono mancate e le politiche pone le basi per un monitoraggio degli obiettivi
di coesione sono state lasciate sole ad affrontare assunti con le scelte relative alla sostenibilità;
i divari, private della caratteristica di aggiuntivi- le Strategie di specializzazione intelligente della
tà loro propria divenendo sempre più sostitutive. programmazione 2014-2020, che offrono una
Oggi si trovano gravate dall’accusa di non aver mappatura delle potenzialità produttive e tec-
ridotto il divario e quindi si ragiona sempre più nologiche dei territorio per potere individuare
spesso della loro inefficacia senza percepire che le più promettenti traiettorie di sviluppo locali,
il Sud, senza la coesione, avrebbe registrato nel infraregionali e nazionali; il Codice di condotta
corso della crisi iniziata oltre dieci anni fa un de- del partenariato del 2014, che struttura il coin-
clino ben più rapido. Il divario, lo svantaggio e il volgimento degli stakeholders e degli shareholders
disagio non sono il destino del Mezzogiorno ma nell’attuazione di queste politiche; da ultimo, i
il risultato di mancate scelte politiche e di caren- Piani di rafforzamento amministrativo, che rico-
ze di capacità amministrativa cui nel settennio in noscono le carenze delle PA come uno dei vulnus
corso si è cercato di dare una risposta, che però più gravi e un freno allo sviluppo tanto da meri-
ha mancato di produrre maggiori risultati perché tare un piano specifico per ogni amministrazione
è risultata comunque discontinua. titolare di fondi.
La Commissione europea offre una programma- Non si vuole qui di nuovo affrontare il problema
zione ricca di risorse, più di 40 miliardi di euro delle procedure e dei controlli, la grandissima e
per ogni settennio, aumentate poi dal cofinan- urgente necessità di una radicale semplificazio-
ziamento nazionale per quasi 20 miliardi fra ne nell’attuazione di queste politiche, temi mol-
programmi operativi e complementari, e alcuni to seri ma che non sono al cuore della lentezza
quadri strategici di orientamento che potreb- di assorbimento dei Fondi strutturali né della
bero molto bene indirizzare gli investimenti che frammentarietà degli interventi, spesso rilevata
trovano anche a disposizione gli oltre 50 miliardi come fattore di inefficacia rispetto all’obiettivo
del Fondo sviluppo e coesione, tanto vale la po- ultimo dell’eliminazione o riduzione del divario.
litica di coesione nazionale. La UE, quindi anche Preme invece rilevare che essendo in corso una
noi come Stato membro, nell’indicare la via di transizione epocale sia digitale che ecologica, per
una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva avviare un reale cambio di paradigma è necessa-
non si è limitata a tracciare una cornice teorica rio che vengano utilizzate tutte le risorse di cui il
e a distribuire risorse, anche se la fatica di im- Mezzogiorno dispone per investimenti struttura-
plementare un quadro organico in un territorio li e sociali, costituiti in massima parte dalle risor-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

se della Coesione. Risorse che possono essere economico, delle sue competenze e conoscenze,
utilizzate per sperimentare, proprio a partire da dei suoi fabbisogni e della sua volontà di promuo-
questi territori, l’implementazione dell’economia vere e percorrere sentieri di crescita. L’economia
circolare, del digitale avanzato dalle Blockchain, ai che oggi va affermandosi ha nelle conoscenze
Big Data e alla intelligenza artificiale, nuovi model- diffuse del tessuto economico e sociale e nella
li di sviluppo dell’occupazione legati al territorio, diversificazione degli interessi e delle volontà
quali il recupero di mestieri e artigianato, il po- la chiave potenziale di molte risposte, che sono
tenziamento dell’agricoltura di precisione, il rilan- fuori dalla portata della sola PA la quale non è in
cio del turismo connettendo le aree interne con la grado, senza attivare un processo partenariale,
fibra e contrastando lo spopolamento dei luoghi, di indirizzare efficacemente l’azione verso obiet-
restaurando i borghi, la diffusione dell’industria tivi di sistema e di valore collettivo.
culturale nei percorsi di arte ma anche di tradizio- Il Sud non può rinunciare alla domanda pubblica
ni e spettacolo, il sostegno continuo e stabile allo di innovazione e deve poter sperimentare neces-
sviluppo delle indispensabili competenze perché sariamente nel quadro delle risorse della Coesio-

Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


si affermi la fabbrica intelligente in grado di ri- ne, le uniche a disposizione, questo attivatore di
lanciare la manifattura avanzata che comunque crescita, accendere un focus specifico sull’inno-
resta ancorata ai luoghi e fa crescere la domanda vazione che nasce e si sviluppa sul suo territorio,
interna. La formazione, dove oltretutto per sviluppare i processi indu-
l’inclusione sociale che striali innovativi dell’economia circolare, declina-
Oggi non si possono
è fortemente legata in zione più puntuale della sostenibilità produttiva,
disegnare e condurre alcune zone anche al abbiamo a disposizione quasi un green field per la
in porto politiche di tema della legalità, e rarefazione del tessuto industriale presente, per
sviluppo se non con il il rafforzamento della la scarsa dimensione imprenditoriale e per la ri-
profondo coinvolgimento PA restano quindi le dotta capitalizzazione delle imprese operanti.
grandi sfide senza af- Quanto ancora potremmo reindirizzare al futu-
del sistema sociale, oltre
frontare le quali non si ro, preparandoci a trarre vantaggio dagli inve-
che economico, delle sue potrà ridurre il divario. stimenti di questi ultimi quattro anni di spesa (il
competenze e conoscenze, L’appuntamento di FO- periodo di spesa chiude nel 2023), sia per avvia-
dei suoi fabbisogni e della RUM PA Sud, svoltosi re in modo deciso lo sviluppo sostenibile al Sud,
a Napoli il 13 e 14 no- ponendo le basi per sostenerlo e collegarlo più
sua volontà di promuovere
vembre 2019, è stato saldamente alle filiere produttive del Nord raf-
e percorrere sentieri di
dedicato a questi temi. forzando quell’interscambio necessario a far cre-
crescita Confrontarsi e riflette- scere tutto il Paese, sia per avviare al meglio la
re insieme sulle politi- programmazione 2021-2027? Guardiamo all’a-
che dedicate al superamento dei divari e affron- vanzamento finanziario degli Obiettivi Temati-
tare non solo con le istituzioni, attori conosciuti ci per la programmazione attuale. Per avere un
di queste politiche, ma con i beneficiari, imprese quadro preciso occorrerebbe avere a disposizio-
e cittadini, e gli altri protagonisti del complesso ne oltre ai pagamenti anche le operazioni sele-
dialogo partenariale, i nodi della mancata cre- zionate, cioè gli interventi già individuati e attivati
scita e del ritardo di sviluppo ma anche i risultati che però non hanno ancora generato impegni e
raggiunti e le eccellenze che si sono concretizzate pagamenti. Ma volendo solo riflettere sulla foto-
grazie a questi interventi. Eccellenze che resta- grafia che ci viene offerta dai dati, si può conclu-
no purtroppo, come ci ricorda la SVIMEZ, isolate dere che c’è spazio per spendere nella direzione
senza un sistema di supporto. indicata dalle Strategie di specializzazione intel-
Oggi non si possono disegnare e condurre in ligente, molto orientate all’economia circolare,
porto politiche di sviluppo se non con il profon- all’innovazione digitale applicata, alle tecnologie
do coinvolgimento del sistema sociale, oltre che abilitanti, alla formazione di competenze specifi-

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APPROFONDIMENTI

che per affrontare la transizione digitale e quella di tipo partecipativo, gli investimenti territoria-
ecologica. li integrati o i nuovi programmi per promuovere
Una decisa concentrazione degli investimenti la messa in rete e lo sviluppo delle capacità delle
verso la sostenibilità, come indicato dall’UE, raf- autorità urbane.
forzerebbe anche il legame fra l’Unione e l’opi- Le città saranno centrali insieme alle Regioni per
nione pubblica, oggi particolarmente sensibile al l’intervento sul territorio. Gli ambiti di intervento
tema della sostenibilità, e andrebbe nel senso di del FESR assumeranno una valenza più ampia ri-
prepararsi al meglio alla nuova programmazione spetto al periodo 2014-2020, prevedendo anche
che con le sue cinque priorità è fortemente, anche il sostegno ad attività di istruzione, formazione e
se solo idealmente, ancorata all’Agenda 2030. La apprendimento permanente, cosa che può favo-
proposta di Regolamento conferma il principio rire il radicamento delle competenze necessarie
di concentrazione tematica degli investimenti a a sostenere sia la transizione digitale che quella
favore della crescita, della ricerca e innovazione ecologica.
e dell’occupazione. Quest’ultimo elemento deve Fra gli investimenti esclusi, il numero e la natura di
Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

sempre caratterizzare lo sviluppo, perché non c’è questi ultimi cresce in rapporto al periodo 2014-
crescita sana e sostenibile senza occupazione. 2020, figureranno l’attività di smaltimento dei
La proposta di regolamento prevede che, in base rifiuti in discarica, in impianti di trattamento dei
al reddito nazionale lordo degli Stati membri, le rifiuti residui, nella produzione, trasformazione e
risorse siano dedicate per la maggior parte (dal stoccaggio dei combustibili fossili, tutte previsioni
65% all’85%) agli Obiettivi Strategici di maggior che obbligano ad investire in soluzioni derivanti
valore aggiunto a livello europeo: “un’Europa più da un ripensamento dei processi produttivi.
intelligente (OS1)” e “un’Europa più verde e a bas- Si tratta di molte risorse in gioco, quelle ancora
se emissioni di carbonio (OS2)”. Anche per lo svi- da indirizzare e spendere di questo ciclo e quelle
luppo urbano sostenibile è fissato un vincolo di che con indicazioni stringenti in favore della so-
concentrazione tematica a cui deve essere desti- stenibilità arriveranno per la programmazione
nato almeno il 6% delle risorse del Fondo europeo 2021-2027: ben gestite possono portare il Mez-
di sviluppo regionale (FESR) disponibili, stavolta zogiorno ad agganciare un trend di sviluppo vir-
a livello regionale, privilegiando lo sviluppo locale tuoso.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

F O R U M PA S U D
F E S T I VA L D E L L A C O E S I O N E P E R L A S O S T E N I B I L I TÀ
|

Dopo il successo di Porte aperte all’innovazione FPA è tornata a occuparsi dei


temi legati allo sviluppo sostenibile del Mezzogiorno, favorito dalla politi-
ca di coesione, con una due giorni di convegni, workshop e tavole rotonde
presso il Campus dell’Università Federico II di San Giovanni a Teduccio a
Napoli. Luogo simbolo di come i fondi europei possano concorrere alla cre-
scita dei territori, con benefici concreti e tangibili per le comunità locali.
L’evento è FORUM PA SUD, il Festival della coesione per la sostenibilità
che FPA ha organizzato il 13 e 14 Novembre 2019 in collaborazione con la
Regione Campania. Al centro del dibattito l’innovazione come leva per la

Focus on / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


Vai agli eventi e scopri
i protagonisti della crescita economica e lo sviluppo intelligente del Sud, oggi più che mai labo-
Manifestazione ratorio dove sperimentare nuove idee per il rilancio sociale ed economico
dell’intero Paese.
FORUM PA SUD si è rivolto agli attori dello sviluppo locale, imprese, Univer-
sità, centri di ricerca e cittadini per promuovere la piena consapevolezza del
loro ruolo nel generare sviluppo. Quattro gli obiettivi del Festival:
• comprensione dei processi di innovazione e delle traiettorie di sviluppo
delle imprese sul territorio e ruolo della Coesione;
• conoscenza dei benefici per le imprese e i cittadini;
• coinvolgimento civico sui progetti;
• dialogo sulle priorità per lo sviluppo del Sud in ottica di collaborazione
aperta fra territori e fra questi e lo Stato.

Foto di FPA

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FOCUS ON

Il programma si è dispiegato su cinque temi unificanti, che concorrono ai


grandi obiettivi europei:
• competitività dell’impresa e lavoro di qualità;
• capitale umano come volano di sviluppo;
• economia circolare, territorio e risorse naturali per le generazioni future;
• omogeneità e qualità dei servizi per i cittadini;
• cultura come veicolo e spazio di coesione.
Accanto ai momenti di confronto istituzionale con Amministrazioni e im-
prese, largo spazio è stato dato ai beneficiari dei fondi, mentre interviste
dal vivo ai destinatari dei progetti si sono susseguite negli appuntamenti
chiave del Festival.
Sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Nunzia Catalfo, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei
ministri Mario Turco e il Sottosegretario al Ministero per i beni e le attività
culturali e per il turismo Anna Laura Orrico. Con loro anche il Presidente
della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Presidente della Regione Calabria
Focus on / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

Gerardo Mario Oliverio, il Presidente della Regione Molise Donato Toma.

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

L E AT T I V I TÀ D E L C O M I TAT O D I P I L O TAG G I O O T 11- O T 2 E L E


P R I N C I PA L I E V I D E N Z E D E L R A P P O R T O D I M O N I T O R A G G I O 2018 1
|

di Laura Polverari il numero di progetti avviati a valere sui due OT, le


Professore Associato di Scienza Politica, Università dimensioni finanziarie medie dei progetti e i re-
di Padova lativi contenuti in termini di modalità attuative e
ambiti tematici di intervento e i fattori di forza e
Laura Massoli le criticità attuative (nonché le azioni poste in es-
Dirigente, Gabinetto Ministero dell’Istruzione, sere per ovviarle). Hanno formato oggetto di mo-
dell’Università e della Ricerca nitoraggio anche le sinergie tra OT11 e OT2, tra

Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


OT11/2 e gli altri nove OT della programmazione
Il Comitato di Pilotaggio per il coordinamento de- SIE 2014-2020 e tra OT11/2 e altri programmi (i
gli Obiettivi Tematici 11 e 2 è stato istituito nel PON e i programmi finanziati dal Fondo per lo svi-
febbraio 2015 con funzioni di indirizzo e coordi- luppo e la coesione (FSC) e dalla politica ordinaria),
namento sugli interventi di rafforzamento della nonché le eventuali sinergie tra i due OT e i Piani
capacità amministrativa e digitalizzazione nei di Rafforzamento Amministrativo (PRA) .
Programmi Operativi Nazionali (PON) e Regionali Il Rapporto di monitoraggio 2018 ha anche in-
(POR) nell’ottica di favorire la complementarietà cluso una descrizione delle principali evidenze
delle azioni ed evitare sovrapposizioni2. Tra le di- derivanti dai casi di studio tematici realizzati per
verse iniziative promosse fin dal 2016, il Comitato ciascun OT. Tali casi di studio hanno riguardato il
ha avviato il monitoraggio degli interventi OT11 miglioramento della performance delle PA (OT11)
e OT2 con la finalità di mappare e analizzare l’in- e il supporto della governance del digitale sul ter-
sieme complessivo delle progettualità in questi ritorio, con particolare riferimento ai progetti di
ambiti sia in termini finanziari che con un focus deployment delle piattaforme immateriali (OT2).
sulla tipologia degli interventi previsti. In questo Il lavoro di monitoraggio ha portato a identificare
quadro, il 2018 ha rappresentato un importante alcune raccomandazioni volte a supportare il mi-
passaggio per la programmazione comunitaria. glioramento della performance dei due OT nelle
I programmi, oltre a dover rispettare gli obietti- rimanenti annualità di questo ciclo di program-
vi relativi alle soglie di spesa N+3, hanno anche mazione, nonché a fornire utili spunti di riflessio-
dovuto raggiungere i target finanziari e fisici del ne anche per il dibattito in corso sulla program-
performance framework. Anche con riferimento a mazione 2021-2027.
questa delicata annualità, il Comitato di Pilotag-
gio OT11 e OT2 (CdP) ha realizzato il monitoraggio Le riprogrammazioni effettuate nel corso del
dello stato di attuazione degli interventi OT11- 2018
OT2 (Crescita Digitale) in tutti i POR e PON italiani. Nel corso dell’annualità 2018 le amministrazio-
In continuità con le precedenti edizioni (2016 e ni titolari di PO hanno operato rimodulazioni più
2017), l’analisi al 31 dicembre 2018 ha coinvol- o meno significative dei piani finanziari e dei set
to tutte le amministrazioni centrali e regionali di indicatori. Le riprogrammazioni si sono riferite
titolari di interventi OT11 e/o OT2. L’obiettivo essenzialmente a tre fattispecie:
è stato quello di fornire un quadro delle risorse 1. la riduzione del contributo nazionale di cofi-
programmate, delle riprogrammazioni effettua- nanziamento;
te nel corso del 2018 e dell’avanzamento finan- 2. la rimodulazione delle dotazioni degli Assi pri-
ziario dei programmi. Sono stati anche computati oritari, con trasferimenti di risorse tra questi;

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APPROFONDIMENTI

3. la variazione della distribuzione degli stanzia- no finanziario complessivo di tali PO per effetto
menti fra categorie di intervento all’interno di della variazione dei tassi di cofinanziamento3.
un singolo Asse. Questi cambiamenti hanno Per quanto riguarda i PON, il PON Metro e il PON
spesso portato con sé anche una ridefinizione Governance hanno rimodulato i tassi di cofinan-
dei target intermedi e finali del quadro di riferi- ziamento e ridotto la dotazione finanziaria com-
mento dell’efficacia dell’attuazione, la modifi- plessiva, con una contrazione anche sull’OT2. Di
ca degli indicatori di realizzazione e di risultato segno inverso il PON Legalità che ha incrementa-
e l’introduzione, in alcuni casi, di nuovi benefi- to sia la dotazione complessiva del programma
ciari. sia quella relativa all’OT2, in ragione dell’aumen-
In alcuni programmi, i cambiamenti hanno inte- to finanziario relativo al potenziamento del siste-
ressato anche gli Obiettivi Tematici 11 e 2. Con ma di accoglienza dei migranti. Il set degli indi-
riferimento all’OT11, tutte le Regioni, ad ecce- catori relativi all’OT2 (Crescita Digitale) dei POR
zione del Friuli-Venezia Giulia, hanno effettuato e dei PON è stato modificato solo in alcuni casi.
rimodulazioni che hanno interessato, sebbene in Tra i POR, Abruzzo e Basilicata hanno apportato
Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

modo diversificato, sia gli aspetti finanziari che variazioni agli indicatori di realizzazione e Cam-
il contenuto programmatico dei POR FSE (Fondo pania e Basilicata hanno modificato gli indicatori
sociale europeo), incidendo parallelamente sul di risultato. Sul piano nazionale hanno modifica-
sistema degli indicatori. La dotazione finanzia- to gli indicatori sia il PON Metro che il PON Le-
ria dell’OT11 a valere sui POR risulta comunque galità, mentre non si registrano variazioni per il
quasi invariata. Anche il quadro complessivo de- PON Governance. Infine, vari POR e il PON Metro
gli indicatori si mantiene sostanzialmente stabile hanno modificato i target finanziari intermedi (al
sia rispetto ai target di realizzazione, che a quelli 2018) relativi al performance framework, una mo-
relativi agli indicatori di risultato. Una sostan- difica spesso connessa alla volontà di conseguire
ziale tenuta delle risorse finanziarie a sostegno i target relativi alla riserva di efficacia del perfor-
dell’OT11, sempre in termini percentuali, si regi- mance framework.
stra anche con riferimento ai PON. In valori as-
soluti, tuttavia, l’OT11 viene decurtato di circa 57 Avanzamento finanziario
milioni di euro, per lo più a valere sui PON Gover- Nel complesso, nel 2018 vi è stata una forte ac-
nance (-41,2 milioni) e Inclusione (-15,5 milioni): celerazione degli Impegni Giuridicamente Vin-
una contrazione non irrisoria, che però non trova colanti (IGV) e della spesa a valere sui due OT,
riscontro nei valori percentuali per effetto della chiaramente evidenziata dai differenziali negli in-
diminuzione del volume finanziario complessivo dicatori su capacità d’impegno, efficienza realiz-
dei PON in questione. Sempre nei PON, vi sono zativa e capacità di utilizzo relativi alle annualità
state anche revisioni del sistema degli indicatori, 2017 e 2018. Tali incrementi sono estremamente
riconducibili a un adeguamento della definizione significativi, soprattutto con riferimento all’OT2.
degli stessi o del metodo di calcolo ad essi riferito. Complessivamente, in termini aggregati medi e
Anche per quanto concerne l’OT2 nei POR non vi con l’eccezione dell’OT2 nei PON, entrambi gli OT
sono stati stravolgimenti della dotazione finan- hanno continuato a essere più arretrati rispetto
ziaria complessiva che, in termini percentuali, è all’andamento complessivo dei programmi (per i
aumentata in valore limitato (0,1%). Tale aumen- PON) e dei fondi (per i POR) di riferimento. Il gap
to aggregato, per quanto contenuto, è il frutto di si è comunque ridotto e si registrano anche im-
una compensazione tra, da un lato, gli incrementi portanti variazioni tra programmi, alcuni dei quali
registrati nel POR Toscana (nuovi interventi af- presentano un andamento sui due OT superiore
ferenti al RA 2.2. e 2.3, precedentemente non rispetto al valore medio del programma/fondo.
contemplati) e, dall’altro, le diminuzioni dei POR Più in dettaglio, per quanto riguarda l’OT11 nei
Piemonte, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, con- POR, gli IGV, pari a 80 milioni di euro, hanno rap-
nesse prevalentemente alla contrazione del pia- presentato il 29,7% sulle risorse programmate,

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

mentre gli importi certificati, pari a 36,2 milioni le amministrazioni) evidenzia come questi ultimi
di euro, hanno rappresentato il 13,4% del pro- assumano una rilevanza niente affatto secon-
grammato. Rispetto al 2017 gli IGV sono più che daria, soprattutto con riferimento agli interventi
raddoppiati, mentre i pagamenti sono triplicati. OT2 nei POR e agli interventi OT11 nei PON, con-
Con riferimento all’OT11 nei PON, gli IGV, pari a fermando quanto già rilevato nel Rapporto 2017,
334 milioni di euro, hanno pesato il 35,2% sul to- ovvero la presenza di un ‘parco progetti’ che fa
tale programmato; la spesa, pari a 99,6 milioni, è ben sperare per la progressione degli impegni
ammontata al 10,5% delle risorse programmate. giuridicamente vincolanti e della spesa nei mesi
Rispetto al 2017, sia gli IGV che i pagamenti sono futuri. Complessivamente, considerando cioè sia
più che triplicati. i progetti che avevano maturato IGV sia quelli
Per quanto riguarda l’OT2 (Crescita Digitale) nei che ancora avevano realizzato soltanto IP, sono
POR, gli IGV, pari a 309,3 milioni di euro, hanno stati rilevati 473 progetti sull’OT11 (333 nei POR
rappresentato il 35,4% del totale programmato, e 140 nei POR) e 480 progetti sull’OT2 (Cresci-
mentre i pagamenti certificati, pari a 146,4 milio- ta Digitale - 368 nei POR e 102 nei PON). I soli

Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


ni, rappresentavano il progetti con IP a fine 2018 erano pari a 110 per
16,7% del programma- l’OT11 (35 nei POR e 75 nei PON) e 116 per l’OT2
to. Sia nel caso degli (109 nei POR e 7 nei PON): un parco progetti che
Complessivamente, in
IGV che dei pagamenti è particolarmente significativo in relazione agli
termini aggregati medi, si è registrato un ot- interventi OT2 nei POR, dove i 109 progetti con
e fatta eccezione per i timo avanzamento IP rappresentano un ammontare di impegni pro-
PON OT2, entrambi gli rispetto al 2017. Nei grammatici addirittura più elevato del totale de-
OT continuano ad essere PON, gli IGV, pari a gli IGV dei 259 progetti in BDU (€ 335.582.631,40
194,9 milioni di euro, contro € 309.292.958,41).
più arretrati rispetto
hanno costituito il Dal punto di vista finanziario, gli impegni totali –
all’andamento complessivo 58,1% delle risorse pro- giuridicamente vincolanti per i progetti in BDU e
dei programmi di grammate (335,2 mi- programmatici per gli altri – rappresentano un
riferimento, ma il gap si è lioni), i pagamenti, pari incremento, rispetto a fine 2017, del 55,2% (OT11)
a 86,8 milioni, sono e del 108,5% (OT2) nei POR, e del 61,7% (OT11) e
ridotto
stati pari al 25,9% del 13,4% (OT2) nei PON.
programmato. Rispet- In termini di scelte attuative, con riferimento ad
to al 2017, sia gli IGV che i pagamenti, che risul- entrambi gli OT, i programmi hanno continuato a
tavano attestarsi su importi molto bassi, hanno mostrare diversi approcci: alcuni si sono concen-
mostrato un marcato avanzamento: gli IGV sono trati sull’attuazione di pochi progetti di dimensio-
aumentati di 192,1 milioni di euro, i pagamenti di ni significative, mentre in altri è risultata evidente
85,2 milioni. una maggiore suddivisione delle risorse in inter-
venti di piccolo taglio (soprattutto per quanto ri-
Le caratteristiche degli interventi: dimensioni guarda l’OT11 ma anche in OT2). È interessante
finanziarie medie dei progetti, modalità attua- comunque notare come tali scelte non appaiano
tive e ambiti tematici essere correlate, dal punto di vista quantitativo,
Accanto all’analisi dei dati dell'Ispettorato gene- all’avanzamento finanziario dei programmi. Non
rale per i rapporti finanziari con l'Unione Euro- può, però, escludersi che esse potranno portare
pea (IGRUE), un’indagine condotta dal gruppo di a esiti diversi in termini di impatto delle misure
lavoro presso le amministrazioni ha permesso attuate anche sulla base della presenza o meno
di rilevare anche i progetti avviati con atti ammi- di un impianto strategico complessivo.
nistrativi ma che non avevano ancora maturato Una certa variabilità tra i due OT e tra program-
IGV. Il confronto tra gli IGV (fonte IGRUE) e gli mi è stata riscontrata anche con riferimento alle
impegni programmatici (IP) (rilevazione presso modalità attuative e agli ambiti tematici di inter-

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APPROFONDIMENTI

vento. Per quanto riguarda le prime, nell’OT11 zioni sono risultate significative, come lo sono
è emersa una tendenza dei POR, come già nel state anche, per quanto meno rilevanti dal pun-
2017, ad attuare interventi formativi, talvolta to di vista numerico, le sinergie tra l’OT2 e i PRA.
anche di piccolissimo taglio (e, stando alle evi- Altrettanto positivo è il quadro delle sinergie tra
denze raccolte dalla rilevazione, non sempre con OT11/OT2 e gli altri nove OT della programma-
un’apparente strategia di riferimento). Sempre zione SIE. Con riferimento all’OT11, rispetto al
in relazione all’OT11 l’indagine condotta ha an- Rapporto 2017 sono risultate rafforzate le si-
che confermato la tendenza dei PON a investire nergie con l’OT3, attraverso il potenziamento dei
in progetti di consulenza e supporto specialisti- SUAP e dei processi che favoriscono l’attrazione
co. Tra gli interventi OT2 sono risultati prevalenti degli investimenti e degli insediamenti industriali,
i progetti per servizi e applicazioni, sia nei POR e con l’OT6, mediante la gestione dei dati relati-
che nei PON. vi alla raccolta differenziata dei rifiuti e dei piani
Una novità del monitoraggio relativo all’annua- paesaggistici connessi alla tutela e valorizzazio-
lità 2018, rispetto ai due monitoraggi preceden- ne territoriale. Inoltre, si sono arricchite di nuovi
Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

ti, è stata la mappatura delle aree di policy cui i temi - scambi di buone
progetti mappati possono essere attribuiti. Tale pratiche nell’ambito
analisi ha evidenziato che, ferme restando le dif- delle politiche attive Il lavoro svolto ha
ferenze che esistono tra programmi, in entrambi del lavoro, integra- evidenziato alcune
gli OT sembra esservi un grado di ‘ripartizione di zione fra centri per
importanti linee di indirizzo
competenze’, per cui i PON tendono a investire in l’impiego e servizi di
ambiti non particolarmente o niente affatto pre- promozione dell’inclu- per la programmazione
senti nei POR (ad esempio i temi del supporto agli sione e assistenza so- 2021-2027: primo, la diversa
ciale – le sinergie con
enti locali e della legalità/anticorruzione, con rife- architettura della politica
rimento all’OT11, e dell’edilizia/catasto, finanza l’OT8. Mentre, fatta di coesione prevista nelle
e tributi e, ancora, anticorruzione per l’OT2). Coneccezione per le Regio-
proposte della Commissione
riferimento all’OT11, inoltre, è stato rilevato un ni meno sviluppate, le
insieme di ambiti tematici molto più ampio nelle sinergie OT11 si sono preannuncia la necessità
Regioni meno sviluppate, il che appare coerente concentrate princi- ancora più marcata di
con la maggiore entità finanziaria dei programmi palmente sui tre OT un’azione di regia e stimolo
di queste Regioni rispetto alle dotazioni, talvoltadi pertinenza del FSE
dal Centro
minime, delle Regioni più sviluppate. Per converso,(OT8, 9 e 10), l’OT2 ha
è stato notato un peso quasi doppio di un tema continuato ad essere
come l’inclusione sociale nelle strategie OT2 dellemaggiormente trasversale.
Regioni meno sviluppate, rispetto alle strategie Quando le sinergie sono state considerate non
OT11 dello stesso gruppo di Regioni, il che è del del tutto soddisfacenti, ciò è stato imputato dalle
amministrazioni a problemi di governance multi-
tutto coerente con la trasversalità sottesa agli in-
terventi di trasformazione digitale delle PA. livello, alla mancanza di expertise e competenze
necessarie per una pianificazione integrata e alla
Le sinergie persistenza di una mentalità di tipo settoriale
Il Rapporto 2018 evidenzia anche un quadro ab- presso le autorità responsabili dei programmi.
bastanza positivo relativamente alle sinergie tra
OT11 e OT2. Solo in sette amministrazioni su 21 i I casi di studio – Il miglioramento della perfor-
due OT sono considerati come separati. Negli al- mance della PA (OT11) e il deployment territoria-
tri casi vi sono sinergie più o meno sistematiche le delle infrastrutture immateriali (OT2)
tra i due OT. Spiccano Umbria e Sicilia per l’aver Come richiamato, il rapporto di monitoraggio
posto in essere aree di intervento comune. 2018 ha previsto la realizzazione di due casi di
Le sinergie tra l’OT11 e i PRA delle amministra- studio comparativi su ciascun OT. Il caso di stu-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

dio OT11 ha esaminato una selezione di progetti del deployment di SPID sul territorio, a partire da
finanziati a valere sull’OT11 relativi al sostegno ai alcune categorie di progetti che intersecano PON
processi di associazionismo, alla creazione di reti e POR e che quindi, nel quadro della sinergia tra
e cooperazione a livello locale e alla riorganizza- programmi nazionali e regionali, possono dare un
zione dei processi e della governance relativi all’e- contributo su come accelerare il dispiegamento
rogazione dei servizi pubblici a cittadini e imprese territoriale di strategie e soluzioni definite a livel-
finalizzati al miglioramento della performance lo nazionale. Tramite un percorso di lavoro condi-
organizzativa dell’amministrazione. La lettura viso con AgID, sono stati scelti quattro interventi
trasversale degli interventi ha evidenziato che in ambito SPID finanziati dai POR Piemonte, Li-
questo tipo di progetti – finalizzati a supportare guria, Umbria, e Puglia. I progetti esaminati han-
le amministrazioni a instaurare cambiamenti di no evidenziato una serie di pratiche attuative che
governance, strutturali, operativi e procedura- possono fornire spunti per l’efficace riproposizio-
li – tende a doversi confrontare con delle criticità ne delle esperienze analizzate in altri contesti. In
comuni come il dover operare in territori molto particolare, l’analisi ha messo in risalto la neces-

Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


disomogenei con livelli di capacita istituzionale sità di elaborare strategie chiare che affrontino in
e amministrativa molto diversi, la carenza di at- modo preciso tre elementi:
tori con competenze trasversali all’interno delle 1. engagement degli enti locali e sensibilizzazione
amministrazioni e il doversi misurare con le sca- diffusa sul territorio;
denze dei mandati elettorali. Comuni sono state 2. focalizzazione sui principali servizi all’uten-
anche le modalità operative poste in essere per za finale e agli 'eventi della vita' che possono
superare tali criticità. Tra queste risaltano: svolgere funzione di promozione;
1. l’inquadramento dei progetti nell’ambito di 3. elaborazione di una strategia di switch-off del-
azioni di sistema, caratterizzate da un impian- le identità digitali pregresse.
to metodologico comune ma flessibile; Posto che di interventi con finalità analoghe a
2. la messa in atto di processi atti a garantire la quelli esaminati nei due casi di studio ve ne sono
presenza sia di ownership politica che di lea- anche in altri programmi, entrambi i casi di stu-
dership tecnica; dio hanno evidenziato l’opportunità di avviare dei
3. l’attivazione delle competenze specialisti- tavoli di lavoro tematici, finalizzati all’indirizzo e
che necessarie, anche attingendole al di fuori coordinamento dei progetti finanziati a valere
dell’amministrazione; sui due OT, alla disseminazione delle pratiche di
4. il coinvolgimento attivo e costante, sin dalle interesse in un’ottica di riuso, incluse quelle rile-
primissime fasi di definizione del fabbisogno, vate nel quadro dell’iniziativa del “Catalogo delle
di tutti i soggetti interessati, sia pubblici che esperienze OT11 OT2” (già avviata nel 2018 dal
privati; CdP), nonché ad offrire un supporto competen-
5. la predisposizione di un set di strumenti ade- te in termini di metodologie, utili ad affrontare
guato ad accompagnare tutti i processi di operativamente le criticità che sono tipicamente
attuazione dell’intervento, una caratteristi- associate a tali tipologie di intervento.
ca tanto più rilevante per progetti che, come
quelli esaminati appunto, hanno carattere Conclusioni
composito e spesso a geometria variabile. Come già evidenziato, il 2018 ha segnato, nell’am-
Per l’approfondimento relativo all’OT2 (Crescita bito della programmazione 2014-2020, un chiaro
Digitale) è stato scelto il tema della governance cambio di marcia per entrambi gli OT. Sono miglio-
del digitale sul territorio, per la quale si sono spe- rati considerevolmente tutti tre gli indicatori – ca-
rimentati, negli ultimi anni, approcci e modelli di- pacità d’impegno, efficienza realizzativa e capaci-
versi nel tentativo di ridurre la frammentazione e tà di utilizzo – sia rispetto al 2017, sia rispetto ai
accelerare la diffusione delle soluzioni digitali. In valori medi dei programmi/fondi di riferimento.
particolare, il caso di studio ha analizzato il tema Gli incrementi realizzati con riferimento agli IGV e

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APPROFONDIMENTI

alla spesa certificata sono estremamente signifi- mento della performance della PA, tramite asso-
cativi, soprattutto con riferimento all’OT2. Com- ciazionismo, cooperazione e reingegnerizzazione
plessivamente, in termini aggregati medi, e fatta dei processi, e sul supporto al deployment terri-
eccezione per i PON OT2, entrambi gli OT conti- toriale delle infrastrutture digitali immateria-
nuano ad essere più arretrati rispetto all’anda- li – hanno evidenziato una serie di interessanti
mento complessivo dei programmi di riferimento, conclusioni. Pur con le dovute differenze e spe-
ma il gap si è ridotto. Vari fattori hanno agevolato cificità legate ai due ambiti d’intervento e ai pro-
l’attuazione dei due OT. In larga parte tali fattori getti stessi, entrambi i casi di studio hanno fatto
sono riconducibili all’attuazione e alla governance emergere fattori di criticità e di successo comuni.
complessiva dei programmi. Tuttavia, in alcuni casi, Una delle lezioni apprese dal monitoraggio, quin-
sono state anche messe in atto azioni di supporto di, è l’opportunità di coinvolgere le amministra-
all’attuazione e di accelerazione della spesa. Que- zioni in scambi, strutturati ed evidence-based, di
sto tipo di azioni potrebbe essere replicato, con i esperienze e know-how. In particolare, i casi di
dovuti adattamenti, nei programmi che ad oggi studio suggeriscono l’utilità di un ruolo di stimolo
Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA

mostrano un andamento sui due OT più arretrato. dal centro a supporto


In termini di scelte attuative, sia quanto a entità delle amministrazio-
Diviene più che mai
finanziaria dei progetti, che in relazione alla scel- ni nazionali, regionali
ta di modalità attuative e ambiti tematici di rife- e locali, con la duplice necessario garantire una
rimento, i programmi mostrano approcci molto finalità di indirizzare e governance d’insieme
differenziati. Similmente, il quadro delle sinergie meglio coordinare gli che guardi, fin dalla fase
presenta elementi di continuità e discontinuità interventi sui temi so-
della programmazione,
rispetto a quanto riscontrato nel Rapporto 2017. pra citati (e potenzial-
Circa un terzo delle amministrazioni regionali mente altri) e di offrire, ai temi delle sinergie e
considera gli interventi OT11 e OT2 perseguiti al tempo stesso, un delle complementarietà
dai POR come del tutto separati. In relazione alle supporto competen- tra POR e PON, tra la
sinergie tra OT11/OT2 e gli altri OT, la rilevazio- te e fattivo sulle me- trasformazione digitale e il
ne ha messo in luce, rispetto al 2017, un nume- todologie più utili ad
rafforzamento della capacità
ro maggiore di sinergie con riferimento all’OT11 affrontare le criticità
e un numero minore nell’OT2. Rispetto al 2017, che sono tipicamente amministrativa, nonché
risultano più numerose le sinergie OT11-OT3 e associate ad essi. tra questi e le politiche
OT11-OT6. Frequenti sono risultate anche le si- Dal lavoro di monito- nazionali
nergie tra OT11 e PRA mentre, come nella scorsa raggio svolto è emersa,
rilevazione, hanno scarseggiato le sinergie tra inoltre, l’utilità di fare tesoro della significativa
gli interventi OT11/OT2 dei POR e gli interven- progettualità che l’attuale fase della program-
ti attuati a valere su risorse dei PON (incluso il mazione ha ormai maturato, sia in chiave di dif-
PON Governance), del Fondo sviluppo e coesione fusione e trasferimento, come in parte si è già
(FSC) e delle politiche ordinarie. Il Rapporto ha ri- iniziato a fare attraverso il “Catalogo delle espe-
scontrato che il fattore principale alla base della rienze OT11 OT2”, sia in ottica di continuità e
realizzazione di sinergie sia stato un metodo di consolidamento dei progressi realizzati. Il CdP
lavoro fondato sulla prassi di un dialogo costante potrebbe svolgere un ruolo di snodo strategi-
all’interno dell’amministrazione e sulla pianifi- co e operativo per questo tipo di attività, anche
cazione integrata delle diverse fonti di finanzia- tramite l’attivazione e la facilitazione di tavoli di
mento. È pertanto su questi elementi che si do- confronto e discussione.
vrebbe puntare per rafforzare il perseguimento Infine, il lavoro svolto ha evidenziato alcune im-
di approcci maggiormente integrati e sinergici tra portanti linee di indirizzo per la programmazione
diversi programmi e fonti di finanziamento. 2021-2027: primo, la diversa architettura della
Anche i due casi di studio tematici – sul migliora- politica di coesione prevista nelle proposte del-

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FPA / ANNUAL RE PORT 2019

la Commissione preannuncia la necessità an- 1


Questo breve articolo è la sintesi dei principali risultati del
lavoro di monitoraggio sugli OT11 e 2 (Agenda Digitale) rea-
cora più marcata di un’azione di regia e stimolo lizzato per il Comitato di Pilotaggio OT11-OT2 da un gruppo
dal Centro. Infatti, benché il tema della capacità di lavoro che ha incluso, oltre alle scriventi (rispettivamente,
coordinatrice dei lavori per il DFP e direttrice scientifica e co-
amministrativa non appaia univocamente de- ordinatrice del gruppo di lavoro), anche: Paola Sorbelli (core
lineato e inquadrato in un obiettivo specifico, il team per il DFP, supporto alla supervisione e al controllo),
Brunella Zimarino e Niccolò Alessandro Eugenio Mattia (core
fabbisogno di rafforzamento delle amministra- team, con coordinamento operativo a cura di Niccolò Ales-
sandro Eugenio Mattia); Antonella Nota (analisi statistiche
zioni come precondizione chiave per il successo e dati finanziari); Carlo Chiattelli, Grazia De Maio, Antonio
delle politiche pubbliche (e, più in generale, per Di Stefano, Ettore Galluccio, Marco Mena (precompilazioni
fiche e casi di studio); Edoardo Barbella (impostazione web
la competitività del Paese) permane, come an- e elaborazione dati rilevazioni presso le amministrazioni);
che richiamato nelle recenti Raccomandazioni Francesco Catalini (impaginazione grafica, revisione lingui-
stica). Maria Barilà, ex Capo Dipartimento Funzione Pubblica,
Paese (2019) e nel Country Report per l’Italia. In e Andrea D’Acunto, EY, hanno seguito le attività in tutte le
questo contesto, in cui il tema della capacità diverse fasi.
2
Il Comitato è presieduto dal Dipartimento della Funzione
amministrativa evidenzia tutta la sua polisemi- Pubblica ed è composto dalle amministrazioni con funzioni
cità – quale rafforzamento sistemico e struttu- di coordinamento dei Fondi FESR e FSE (Dipartimento per
le politiche di coesione, Agenzia per la Coesione Territoria-

Approfondimenti / PROGRAMMAZIONE EUROPEA


rale delle pubbliche amministrazioni, quale leva a le, Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro); dalle al-
supporto delle policy settoriali e quale strumento tre Amministrazioni centrali responsabili della gestione di
Programmi Operativi che prevedono interventi nell’ambito
specifico a sostegno delle amministrazioni che dell’OT11 e dell’OT2, per la componente di Agenda Digita-
gestiscono i fondi – diviene più che mai urgen- le (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Ministero
dell’Interno, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della
te e necessario assicurare la realizzazione di una Ricerca); dall’Ispettorato Generale per i Rapporti finanziari
visione strategica complessiva, nonché garantire con l’Unione europea (IGRUE); dall’Agenzia per l’Italia Digita-
le; dalle Regioni, con sei rappresentanti, indicati dalla Confe-
una governance d’insieme che guardi, fin dalla renza Stato Regioni per le tre tipologie (più sviluppate, meno
sviluppate, in transizione) e per l’Obiettivo Tematico 11 e
fase della programmazione, ai temi delle sinergie l’Obiettivo Tematico 2 (Agenda digitale). Al Comitato parteci-
e delle complementarietà tra POR e PON, tra la pa inoltre la Commissione europea (Direzione Generale della
politica regionale e urbana e Direzione Generale occupazio-
trasformazione digitale e il rafforzamento della ne, affari sociali e inclusione).
capacità amministrativa, nonché tra questi e le 3
Basilicata, Molise e Sicilia hanno modificato i tassi di co-
politiche nazionali. È anche su questi ambiti, così finanziamento del PO e ciò si è tradotto, per tali Regioni,
in una contrazione in valore assoluto delle risorse dell’OT2
cruciali per l’efficacia dell’azione pubblica, che (Crescita Digitale). Tali contrazioni assolute non hanno però
una decisa linea di indirizzo da parte del Governo impattato sui valori percentuali per quel che riguarda i POR
Basilicata e Sicilia.
centrale potrà rivelarsi fondamentale. Un forum
come il Comitato OT11-OT2, pertanto, potrebbe
evolvere in questa chiave e acquisire un ruolo an-
cora più centrale.

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APPROFONDIMENTI

L’ U T I L I Z Z O D E I F O N D I E S I F I N O T T I C A D I C O M P L E M E N TA R I E TÀ :
L’A P P R O C C I O S T R AT E G I C O D E L L A R E G I O N E C A M PA N I A
I N A M B I T O A E R O S PA Z I O
|

di Valeria Fascione per la motoristica aeronautica. Un ulteriore e più


Assessore all’Innovazione, Start up recente esempio è dato dal nuovo Polo Europeo
e Internazionalizzazione, Regione Campania delle Microfusioni Aerospaziali che, nato in Irpi-
nia attorno alla EMA, ha riunito piccole imprese
Nel sistema economico