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WAZ
BIBLIOTECA NAZ .
Vlitorio Emanuele III

XLII

29
NAPOLI
70.3
:
1
1

}
SETTENARIO

DI ALESSANDRO

FARRA ;

Giureconſulto Aleſſandrino .

NELQVALE SI DISCORRE ET
moſtra con nobiliffime, & dottiſſime confi
derationi l'inalzarſi che fa l'anima alla con
templatione di Dio , & il ridurſi & riunirſi
con S. D. Maeſtà ,

Di nuouo ricorretto & riſtampato.

DO

‫را یہ‬

NAPOLI
LE
TOI

IN VENETIA , MD XCIIII.

Appreſſo la Minima Compagnia .


11
1
|
ALL'ILLVSTRE

SIG . DONATO

BAGLIONI ;

Signormio oſſeruandiſſimo ,

BERNARDO GIV NTI,

' Hauermi V.S.

yltimamente

commādato

ch'io le faceſ

ſi un corpo

di Libraria , per poter con ella

tal'hora quetamente dipor

ta rfi, & altraerſi con dilettoſo

a 2 trat
trattenimento dalle ſue mol

te & cottidiane occupationi ;

mi fa tanto più volentieri de

dicarle la preſente opera, qua


to che oltre l'honoraril Libro

& la perſona mia del nome &


della caſa ſua , mi aſſicuro di

douer apportarle anco molta

confolatione con la lettura di

eſſo Libro ; & di eſſer tuttauia

miniſtro nell'aggregar nuoue

opere alla ſua Libraria. Credo

che V.S. per natura nobiliſſi

ma , & per profeflione gratio


fiſſima, conſiderando in que

ſto atto l'eſpreſſione dell'affet

to, & dell'obligo mio , gradirà

corteſemente ildono,il quale

fe
hol fe conaltre occaſioni io non

haueſli publicato al Mondo

de quanto io riceua di ornamen

jā to dal patrocinio della caſa

ro ſua, adeſſo con più lunga atte


ſtatione di coſi fatto honor
&

Hi mio ,fe ne verrebbead appre

2 ſentarfele. Riceuilo dunque

i benignamcntc,quaſi percen
ſo dell'amore, & dell'offeruan

ſe
za mia ; & in queſto poco

gno della mia pronta volon

tà raccolga il molto & atten

to deſiderio mio , coʻl quale


non ſolo attendo & procuro

occaſioni di feruirla comun

que io poſſa; ma le prego da

Dio N.S.perpetuatione & ac

a . 3 cre
creſcimento di quella felicità,

con la qualeſe ne viue in quei

fta Città amatiſſimo, & eſſem

plare à ciaſcuno , & per inge

nuità di coſtumi, & perfplen

dore di nobiltà ; & per genti

lezza & amabilità di natura :

& le bacio le mani .


A IL ET TO R I.

1 Settenario eſſere facros


con la diuina tranquillita
ſignificante apertamente
dimoſtra la fanta historia
di Mose:il quale nel prin
cipio del Geneſi ſcriues
F c'hauendo il Sommo ope
fice compira in ſei giornila fabrica dell Vniuerfos
ilſettimo ſi riposò,benedicendolo , & confacrando
lo à ſe steſſo, comefeftiuità nond’una regione fo
la,ma uniuerſale di tutti i popoli e dell'iſteſſa na
tiuità del mondo,& perciò il medeſimo legislato
rè chiamandolo Sabbato , cioègiorno della quie
te ;fece la bellezza di eſſo riſplendere nelle ſacra
tiſſime tavole delle ſue eterne leggi, & la medeſz
ma impreſſe, ſcolpi neglianimi di tutti i pošte
ri : Ordinando, ch'egli foſſe festiuo, e che perciò
in efo fi asteneſſero gli huomini da tutte le attio
mi corporali, feruili,& • all' acquifio , & prouedimë
to del uitto humano appartenenti , attendendo fra
tanto alle ſublimi contemplationi della diuina Fi
loſofiajalla correttione de' costumi, alleſarning
tione della coſcienza ,la quale come reina di giu
dice dello Spirito noſtro, non ceffa diriprendere,
@ reprimere ifourabondantiaffetti dalla nostra
ſenſualità, alcuni gagliardamente minacciando ,
con
Galeri piu modeftamente auertendo, cioè ,i con
tumaci,a ribelli con le conueneuoli minaccie Spa
uentando, & coloro, ch'imprudentemente pecca
no piacerolmente amonendo ; perche nell'auenire
Si guardino di cadere in ſimili errori, Sacratiffimo
dunque è il Settenario , & degno di tante laudi,
che niuna lingua ancor che facondiffima può eſſe
re degna di raccontarne una picciola parte : 6 cm
tutto ch'egli di tanta eccellenza ſia , non però mi
pare, t'hauendo del ſuo nobiliffimo nome adorna
queſt'operina mia ſia cõueneuole,il tacere :ma che
piu tosto mi ſi conuenga arditamente ſpiegare , fi
non tutti gli ſplendori dellaſua ſantificatione:etut
ti i gradi della ſua diuinità,coſa ch'io reputo uera,
mente impoſſibile, almeno alcuni di effi , & quelle
poche coſe , delle quali è ſtato capace l'ingegno
mio , il quale in ciò non ba hauuto riſguardo alla
Jua debolezza,maal compiacimento, che noi cor
teſi , gentili lettori, haureti forſi d'intendere le
cagioni di questa inſcrittione . In due modi ſi prê
de il Settenario, cioè, ſemplice,o compreſo dentro
al Denario, á quello, che fuoridel dieci ſiritruo
uazlaſciando quest ultimo ad altra occaſione, a
luogo piu commodo prenderemo per hora il fem
plice,cioè,che consta diſette Vnità , come più ap
partenente all'ordine,& alla materia de preſenti
diſcorſi, Questo ſi compone dell'uno, del due ,&
del quattro ;ne' qualiſono due ragioni harmonice,
cioès
cioè ,dupla , & quadrupla :l'una delle quali,cioè la
dupla è della conſonanza diapafon , & l'altra com
pone la diſdiapafor . Divideſi in alcunialtrimodi
il Settenario, cioè, nell'unità, & nel ſenario,nel bi
nario & nel quinario , finalmente nel ternione
& nel quaternione , nella qual diſtributione firi
truouamolta harmonica conſonanza: percioche il
ſexcupla , laquale fa lo Spa
fei all'uno haragione
tio malfimofra tutti i tuoni, onde deſta il grauilli
mo dall’acutiſimo ; il cinque poi al due dimostra
harmonia grande, equiualente alla diapaſon,
il quattro al tre fanno la prima harmonia ſo
praterza ,cioè,diateſſaron. Oltre di ciò componen
doſi il ſettenario del ternario & del quaternario,
rappreſenta nelle coſe naturalmente una figura
retta, & laquale ne cade, iij d'alcuna parte inchi
sa ,o pende;percioche la figura rettangola eſſendo
principio delle qualità conſta di queinumeri III.
III.6V.il tre, & il quattro eflenza del Settena
rio fanno l'angolo retto :perciochel'ottufo, l'a
cuto portano ſeco inegualità, confuſione, & difpa
rità , eſſendo piu di quello cheſi conuenga ottuſi,
acuti;ma il retto non riceue comparatione, ne
aumento ,ne diminutione,non trouandoſi piu retro
del retto : & però è ſempre ſimile a ſesteſſo, ne
mai uaria la propria natura, maféltriangoloret
tangolo è principio delle figure , & delle qualità ,
Ø questi uiene dal ternario & dal quaternario,
yagir ,
regioneuolmente puotraffi dire, che'l ſettenario ,il
anal è da eſi produtto , ſia fonte d'ogni figura, como
d'ogni qualità. Vi s'aggiunge anco , che'l tre è nu
mero della figura piana,effendo appre fol'unità il
punto, la linea appreſſo ilbinario, & colternario
la ſuperficie;ma il quaternario appartiene al corpo
folido aggiungendoſi l'altezza alla ſuperficie per
l'accreſcimento del unità :Onde ueggiamo mani -
fefiamente,chel eſſenza del ſetrenario è principio
della Geometria , della miſura de corpifolidi,
& per dirla piu breucmente di tutte le coſe corpo
rali, incorporali. Ma piu inanzi riſplende la ſan
tità delſettenario hauend egli preeminenza ſopra
tuttiglialtri numeri, che ſono contenuti dentro al
dieci:percioche di questi alcuni generano', & no
Sono generati, altriſonogenerati, rõ generano
et aliri finalmētegenerano, et fono generati,mail
ſettenario ſolo con niuna di queste parti conuiene ;
il che poſſiamo conoſcere con queſtaeuidentiffima
pruoua , l'uno genera tutti i numeri, & dlfo non é
d'alcuno di efli generato , l'otto è generato da due
fiate quattro, e da eſſo niun'altro numeroſi pro
duce il quatro tiene il luogo di mezo tra questi sono
quelli; perciò ch'egli è generato dal due', degli
produce l’olto : il ſette ſolo é com’io dißilibero'da
ognigeneratione,*artiua, egopaſſiuospercioche
non naſce dalla duplicatione d'alcun'altro nume
To, ne duplicandoſi altri ne produce; & perciò ſo
leuang
leuano i Filoſofi ſimbolici afimigliareil ſettent
rio alla Vittoria nata ſenza madre , & perpetua
mente Vergine , e i Pitagoriciqueſto medeſimo
dedicarono al ſommo Rè dell'vniuerſo: percioche
tutto quello, che ne genera, ne è generato, è paria
mente uno,& immoto ,eſſendo nel mouimêto mol
titudine , generatione, non potendoſi generate
Jenža mouimēto ,maſolo è immobile ,Vno, & im
mutabile quell'antico Principe del cielo, & della
terra dicui è ſimbolo ( come dicono i libri He
brei) Miſterio ilſettenario: ilche conferma Filolao
con quelle parole, e l'autore, & Principe di tutte
le coſe Iddio ſempre V nosſtabile,immobile,fimile
a ſe ſteſſo,et disſimile da gli altri. O il medeſimo
pruovano i Platoniciconqueſta ragionetre prin
cipi fononell' uniuerfo Dio , Mente , oAngelo,
Anima, l'anima è moltitudine mobile , l' Angelo
dunque , th’immediatamente la precede, non pud
eſſere unita immobile ;perche altrimenti due gran
di eſtremi verrebbono a coniungerſi ſenz alcun
mezo.ma eſſendo egli immobile,ſecondo i medeſi
mi, d'eſſenza di uirtù , & d'attione ſarà non uni
tà, ma moltitudine immobile : & la moltitudine ſa
rà qualeall'intellettoficonuiene, cioè, ch'egli hab
bia effenza eſſere uirtù d'intendere ,atto dell'intel
lettione, le molteforme delle coſe inteſe . Iddio
dunque , il quale ci formal Angelo fard V no ,
immobile .immobile dunque, & impaſſibile ſi di
moſtra
moſtra il Settenario nelle coſe intelligibili: nel
Le ſenſibili dichiara parimente la grande,Gram
pliffima fua uirtù nata a dar’il progreffo ,& laper
fettioue a tutte le coſe inferiori,il che poſramoco
nofcere con l'eſempio de'uiaggi della Luna. Il Set
tenario composto dell Vnità , & degli altri nume
ri genera il xxviii.numero perfetto, & adegua
to con tutte le ſue parti, ilquale è atto à reſtituire
la Luna in quello fiato ,in quel momento, dal
quale eſa ſenſibilmente cominciò à creſcere,Gal
quale diminuendoſi è ſolita di ritornarezplecioche
ella dal primo ſcuoprimento della ſua faccia in
ſette giorni creſce find meza figura,& da iui alla
fua pienezza in ſette altri, dall'oppoſitionein
due altre ſettimane ritorna alla cõgiuntione.Chia
mali anco il ſettenario da coloro, che ſtudiano,
offeruano la proprietà delle uoci, numero perfetti
Ho:perciocheda eſſouengono perfette , & affolute,
tutte le coſezil che ſipuò conoſcere da chi ogni cor
po attivo hatre dimenſioni lunghezza , altezza,
a larghezza, & quattro termini,punio,linea, ſus
perficie, & folido, onde fi compone il ſettenario.
ma egli era impoffibile miſurare i corpi co'lſette
nario ſecondo la detta compoſitione delle tre dimë
fioni, & de i quattro termini, ſe la natura delſet
tenario non abbracciaffe la idea de ipriminume
ri 1.2.3.4.fopra iquali è fondato il Denario,haue-.
do i detti numeri quattro termini, cioè, 1.2 3.4 .
Se trè diminutioni ,cioè,daluno al due,dal due dl
tre ,et dal tre al quattro. Ma tăte ſono le perfettioni
del ſettenario , ch'egli non ſolamēte riplēde quafi
un ſole , imagine di Dio uiuente in tutte le coſe
intelligibili, mafecondiffimoſi estende etiãdio in
ogni viſibile eßenza occupante itermini di questo
V niuerfo ; percioche non èparte alcuna del monė
do la quale non s'accenda d'amore,& non arda di
deſiderio uerſo il ſettenario.Primieramenteil cie.
lo išteflo dicono eſſere cinto diſette circoli , cioè,
Aretico, Antarético, tropico estiuo, tropico brus
male,equinottiale,Zodiaco,& Lateo: il choro del
le Stelle erranti,che Mercurio chiamò Gouernato
re del Mondo , tenendo corſo diuerfo da gli altri, è
. diſtinto ancor' eſſo in ſette ordini, portando ſeco
grandiffimo affetto uerſo il mondo ſottolunare, ua
riandolo ognianno con quattro tempi, & apportā
le
do a ciaſcuno d'effi infinite mutationi con le tran
OY
quillità dell'aere , con le ſerenità ,con l'oſcurita del
do le nubi, & con l'impeto , & uiolenza delle tempe
Su ste,hora aumentando, & horaſminuendo l'acque
.io.
de' fiumi,facendogli alcuna fiata uſcire ad inonda
ite
re i campi & altri quaſiaſciutti ne' propri letti ri
imë
tenendogli, & l'orla Celeste ancor ella è di ſette
!Set Stelle diſtinta , il qualſettenario riguardando, o
ime
oſſeruando gliaudaci nauiganti per mille,anzi in
bane
finite strade folcano i mari, tentando impreſa dif
13:40 ficile , pericolosa, eche può facilmenteauāzare
ogni
ogni humana Sapienza ; & Scuoprendo con l'ha
uer mira ad eſa, & continenti,& iſole a gli anti
chi noftri incognite , & inaudite:percioche egli era
conueneuole chedalla purißima eſſenza del ciela
foſſero all huomo animale al ſommoopefice dilet
to , caro inſegnate, & ſcuoperte eziandio tutte
le piu occolte, “ remote partidella terra, del
mare: perche indi poteſſetrabernea i popoli de la
> fua habitacione tutte quelle coſe ,ch'erano o neces
Jarie , o condecenti al uitto, alla conſeruatione
loro · Sette ſono anco le pleiadi, il naſcimento,
occafo dellequali apporta grādiſſime commodità
al genere humano,percioche cadendo eſſi gli agri
coltori preparano i campi alle ſementi,e riſorge
do hanno i medeſimi lieta nuoua delle futurebia
de il sole ancor'egli con i due equinotti, che faq
gni anno,cioè nell'Ariete,& nella Libra , ci dima
Stra ſegno euidentifſimo della Maeſtà del Sette
nario , facendoſi ciaſcuno equinottio nel ſettimo
meſe ,nel qualtëpo ſono dalla diuina legge di Mo
sè commandate due grandi,& celebratiſſime feſti
uità. Et perchelecoſe terrene dalle celesti dipen
dono ſecondo il conſenſo, & la ſimpathia dell'uni
uerfo , la diuiniffima uirtù del Settenario nata in
cielo diſcende anco a uifitar la natura humana ;
i
percioche nell'huomoſono cinque ſentimenti,
con la uirtù genitale, l'organo della uoce ſifor
main eſſo il Settenario.fette parimente ſono le par
ti prin
" ba ti principali eſteriori del corpo humano,il capo, il
anti petto il ventre ,due man ,6 due piedi;lı interiori
i erat anco ſonoſetce, Stomacho, cuore polmone, milza,
Cielo figato, & le due reni.nel capoſonoſette inftromo
dileta ti dell'anima', due occhi, due orecchie, due narici,
tutte la bocca ,per la quale ,come ſcriue Platone, en
del trano coſe corruttibili, & mortali, cioè,i cibi, &
de la eſcono le immortali, eterne, cioè, le parole,on
necef de ſi formano le leggi perpetue gouernatrici del
atione mondo . Şette coſe appartengono al ſentimento
to, co deluedere , corpo , diſtanza , figura, grandezza,
vodità colore, mouimento & ſtato.ſette ſono lemutatio
agri ni della uoce , acuta , graue , circonfleffa, afpera,
viforgé piaceuole ,lunga,breue,altritanti ſono imou'mēti,
rebia cioè, in si , in giù , à deſtra , d ſiniſtra , inanzi in
e faa dietro , in circolo . ſette ſono gli eſcrementi ,
ci dima ch'eſcono dal corpo humano , cioè ,le lagrime de
Sette gli occhi le purgationi del capo dalle narici, la ſali
ſettimo ua dalla bocca, le feci dalle due cloache inferiori,
di Mo il ſudore da tutto'l corpo , il fine da i genita
me feſti li '. Coſi il menftruo della donna finiſce il ſettimo
dipen . giorno, i figliuolinel uentre della medeſima ſo
dell'uni no perfetti al naſcimento nelſettimomeſe , il che
nata in non auieneall'ottauo;e tutto ciò affermano i Pita
imana ; gorici naſcere dalla uirtù del Settenario , onde
enti, ú gli s’acquiſta il nome &woy èxos.gliacuti mal: cadu
ce ſifor ti in febre continua poſſonogiudicarſi ilſettimo
nolepa giorno.coſi parimenteletadi humaneſonodal sec
tenario
E prin .
tenario gouernate , miſurandoſi dalla prima fan
ciullezza ſin’all'ultima uecchiaia con dieciſetti
mane d'anni; nelprimo Settenario ſifanno iden
ti, nelſecondo ſi rende l'huomo potentealla gene
ratione,nel terzo ſi mandafuorila barba,nel quar
toſi acquiſtano le forze corporali , nel quinto , è il
tempo conueneuole alle nozze,nel ſeſto ſi matura
la uirtù dell'intendere,nel ſettimo il diſcorſo s'au
menta ,nell'ottauo il medeſimo acquista perfettio
ne, nel nono ſi radicano nell'huomo l'equità, la
manfuetudine, nel decimo giunge l'ultimo, & otti
mo fine della preſente vita, eſſendo ancora intieri
gl'instromentide iſenſi;percioche quanto dell’ul,
tima uecchiezza oltre ildetto termine ananza,no
è altro , come dicono i libri ſanti,che ſtento,fatica ,
dolore, & afflittioni di coloro, ch'a quella freddiſ
( ima, inutile età peruengono. il nono Settena
rio pereſſere in eſſo il nouese'l ſette giudici ,&o re
golatoridel uiuere nostro congiunti inſieme fùfti
matoſempre pericoloſo all’humana uita ; onde fù
detto Andracle ;perch'egli frāga ,& {minuiſca o
gni ſostanza uitale.Finalmente ſi prende il sette
nario per lo numero infinito, coſihabbiamo neli
bri ſanti ſette uolte caderà ilgiusto,& riſurgerd,
& altroue , ſette volte nel giorno ti laudarò il che
in un'altro luogo eſprime con questeparole ,la ſua
laude è ſempre nella bocca mia: altroue il Pro
feta, i ragionamenti del Signoreſono ragionamēti
casti,
fan . cafti, argento eſaminato nel fuoco,prouato ,eure
fetti purgato Jette uolte : O nella noſtra diuina Religio
den . ne ' ſi preride per lo spinto ſanto nella ſantiffima
Trinità dal Padre , dal Figliuolo procedente:di
Cene
quar cui ſette sono connumerati i duoni , Sapienza, In
, ei telletto ,configlio ,Fortezza, Scuenza,Putè Timo
atura re : percio nelle Cabalistiche numerationi la
1
s'an Prudenza al medeſimo attribuita è fouraposta al
Fettio Settenario delle sefire inferiori la fabrica ſignifi

Óla cante: elja fi chiama ſettimana fuperna, & lo


sotti premo Giubileo. Sttte parimente'fonoi Sacramen
Entieri ti della fania Chiefa catolica, Batteſimo,Confirma
dell'ul tione, Euchariftia, Penitenza, Eftrema ontione , or
dine , Matrimonio, a ſitie peccati mortali Soper
74 ,no
bia, Auaritia , Lufuria, Ira ,Gola, Inuidia , Accia
Fatica,
dia ſioppongono fitte uirtù contrarie Humiltà , Li
Freddif
Elena beralità , Caštità, Patienza , Aštinenza ,Carità ,Di
tre ligenza. L'orazione del Signore è tutta Settena
ria ; percioche, come s'è detto altroue.è compoſta
,füſti
di ſette domāde, et di xi 15.parole . Giouani Janto
ndefu
nell'altiſſima viſione di Pathmo uide il libro di
Eſca 0
Sette gnato con ſette ſigilli , l'Agnello con fitte corna,
ne'li ſette occhi, 6 ſentà le usci de gli angeli , & de'
uecchi, ch'all'Agrello attribuinar o ſetteſantifica
gerd,
il che tioni , Virtù , Diuinità, Sapienza Fortezza,Hono
re, Gloria , & Beneditione . Platone anco, ilquale
la ſua
El Pro per conſentimento di tutti i ſecoli ha ottenuto il no
namēni me di diuino ,tutte l'opere ſue nabiliffime compre .
b ſe in
asti ,
ſe in cinque Settenari, cioè,in quattro Nouenari;
il libro , ch'quã za da i Settenari, cioè l’Eutifrone,
s'attribuiſce all Vnità fonte d'ogni ſantificatione,
che per l'eccellenza della ſua ſour'eminentena
tura non uien compreſa nell'ordine de' numeri,de'
quali eſſa è principio , oltre di ciò , componendoſi il
Settenario di 3. di 4.con i medeſimi numeri e
gli diede la forma , & l'eſſere a tutti i ſuoi diuini
componimenti. & per cominciar dal tre , eſſendo
che tutto l'ordine delle coſe che posſono inſegnar
fiſi rinchiude nel numero ternario , com'in princi
pio,mezo, & fine,eſſendo tutti o diuini ,o naturali,
orationali, tutti i libri di Platone al medeſimo or
dine poſſono riferirſi.nelle diuine fono tre gradiſo
premo,medio , & infimo.del primo come la diuini
tà è in ſe steſa, riſguarda le coſe inferiorizu' è il
Parmenide', del fecondo grado come dipende dal
primo, u'è ilſimpoſio, dellultimo,comedai primi
cade.com'adeſiritorna , & inſe reſta uiſono il Fe
dro, il Fedone,& l'Alcibiade primo.Delle coſe na
turaliſi fala medeſima diſtintione,del primo gra
do ,cioè,com eſſe alle diuine ſi congiungono, & al
le operationiſi eſtendono,ſonoil Timeo,e'l ſofista ,
delſecondo grado, cioè, com'eſſi uengono dal pri
mo, nel terzo cadono ,& fono un certo tutio in
ſe stelle, è l'epinomi, dell'ultimo il Menexeno , el
Critia. Delle rationali nelprimo grado ſono le coſe
antecedenti alloperationi, nel fecondo l'eſecutioni
delle
n
zari; delle medeſime,nel terzo le conſequenti.del primo
one, ſono il Gorgia, l'Eutidemo, il Protagora, l'uno,
Eone, l'altro Hippiasil Menone,l'Eutifronegli Apologia,
te na l'Hipparcho, gli Amatori, il Theage ,il theeteto,il
ride Crarilo, il Minossil Filebo,il clitofone;del ſecondo
Cofiil il Charmidi , il Lachete, el Liſide , i uolumi della
erie Republica , & delle leggi& 1 Alcibiade ſecondo:
Hiuini dell'ultimoilCritone el
, lone.Geffendo tutte le
Tendo coſein un certo modo in ciaſcuna di effe,perciò di
nar tutti i ſudettigradi tratta il medeſimo in ciaſcuno
inci d'elji , ne' quali fa anco riſplendere il quaternario,
urali, cioè , la notitia di1.2.3.4. nominati nel principio
zo or del Timeo, che ſecõdo Proclo fono Dio ,mēte, Ani
adi ſo ma, materia , come il 4.ſia ſempre da contra '
diuini ria infirmità ritenuto, con questa ragione ſi dimo
gidil ſtra: tutti i gradi, e tutte le differenze delle coſe d
de dal quattro ſi riducono eſſendo il quaternario uincolo
primi de i ſeparati;perciocheil mezo deueeſſere parteci
oil FC pe della natura de gli estremilaquale è impoſſibi
oſe na le che uno cõ eguali portioni poſſegga.ſia dunque

grao per eſempio in ciaſcuno il primo A , alultimoD


to al talmente diuerſi, ſe questil hanno da congiunge
re , è neceſſario, che ſi truoui che ſia piu A,che D ,
fista,
o questiſarà B , & un'aliro piu D , che A , que
el pri
Catto in fti farà cedunqueſin’d B la prima natura è piu po
10,e'l tente,infima fin àc . & perciò ne a può totalmen
Le coſe te meſcolarſi con D ,ne D può transferirſi in Ac
onealcuna
utioni però a fia ſenza diminuti : B ſia cadena
elle - b 2 ter
te ; c ritorna, D cade , & ſempre é trauagliato da
cötraria infermità. Onde ſi ſono moſſi alcuni a giu
dicare, che perche le coſe poſjano farſi uno,ſia ne
ceffario interuenirui unaquinta compoſitione,
perciò poterſi ragioneuolmente ricercareſe ſiano
piu mondi : ma chinell Orfica theologia conoſce il
misterio della legge, Rè giuſto, & figillo dela na
tura,puòfacilmente truouarela uia di ſciorre que
ſta dubitatione ma queste conſiderationi ſipotran
no laſciare à luogo , o tempo piu opportuno , per
bora torraremo alSettenario;la cui uirtù eccellen
te non fù occolta all Imperatore Iuſtiniano nel com
ponimento delle ſue Pandetre, lequali egli in ſette
parti diuiſe, or in cinquanta libri ,che fanno il Set
tenario perfettiffimo,& in ſeſteſſo complicato hab
biamo tutto ciò (dice egli nel prohemio de Digeſti
Scritto al Senato & à tutti i popoli) fatto non à ca
fo ,o ſenza ragione,ma riſguardando nella natura ,
o nell'artede numeri, conforme ad effi tutta
Topera diuidendo . il quinquagefimo , ch'auanza
dal Settenario, cioè, dal xl x , è come ſopranume
rario , & perfettione di tutta l'ordine ;ilche dichia
ra il medeſimo Imperatore nel detto luogo con
queste parole,tutte l'altre coſe, ch’appartenenti à
i municipali , à i Decurioni, à i carichi , alle opere
publiche allefiere ,alle policitationi,à diuerfe co
gnitioni, à i cenſi, alla ſignificatione delle paro
te , furono da gli antichi ritruouate,e tutte quel
les
to da le , che ſono regolarmente diffinite , comprende il
à giu quinquagefimo libro, perfettione aſſoluta ditutia
a ne l'opera. Sin quì Giuſtiniano.questa perfettione in
, teſero gli Hebrei nella parola Amen il gran Giubi
ſiano leo, lanno quinquageſimoſignificante , ilqual
ſce il misterio habbiamo dichiarato nel libro del RSS
da na gno.Nella medeſina natura del sertenario miran
re que do anch'io ho voluto queſti pochi concetti in ſette
potran parti diuidere , ſi come anco ſetre à mio giudicio
9 , per Sono i gradi dell’humana Riduttione trattata ineſ
ccellen fi ; percioche ſubitoche l'huomo dall immonditia,
nelco e dalla ſtupidezza corporale, nella quale egli
nſette era caduto, ſi riduce in ſeſteſo,nella conſider.d
il Set tione del ſuofine , deſidera di uſcire , & liberarſi
to,bab dalle preſenti miſerie , e di giungere alla FEL!
pigeſti C TA'della quale perciò ſi ètrattato nella primut
parte del Settenario,maperche le ſtrade , che per
n3 à ca
atura , arrivaread eſſa c'inſegna la ſapienza humana ,ſo
12 tutta no, come afferma il Mercurio principio del Sette
nario,fallaci,& mal ſicure, non mai ci condu
cuanza
nume cono à quell ottimofine, perciò è neceſſario , che
dichid noi diuentiamo ignoranti ad eſa , á s'affatichias
80 con mo d'acquiſtare la Sapienza divina , nella quale
nenti à conſiſte il fonte d'ogni beatitudine quindiè che nel
opere la ſeconda parte ſi tratta della IGNORANZA ,la
ofe co quale conſiste in ſpogliarſi di tutti gli habiti ,
le paro ditutte le notitie mondane e in purgare l'animo 1

e quel da tuttigliaffetti carnali,& da tutte le paſſioni d


Les b 3 стро
corpo appartenenti. La medeſima dotta ignoran
za ci fa conoſcere, che tutte le felicità conſistono
nel mondo intelligibile , da esſo à noi diſcendono
ſempre ,ch'à Dio con lo spirito ridutti diuotamente
le adimandiamo ; & perciò nella terza parte ſi
tratta della gloria , & delle immarceſſibili delitie
del REGNO DI DIO , & ſiſcuoprono i miſteri,
le perfettioni, e le uirtù, che comprende la ſette
aria Oratione del signore . ma perche in queſta
Joanisſima contemplatione ci conoſciamo posti in
una baſſa , d'oſcuriſſima valle di miſerie , e che
da eſſa all'altiſſima luce del cielo alla quale s'affa
ticano di aſcendere, è una lunga distanza, ta
le, che ſenza cibarci, & ſpeſſorefocillarci non ui ſi
può ſalire, che coſi n'hebbe biſogno il grande Go
lia nel famoſo , a mistico uiaggio del monte di
Dio Horeb,perciò nella quarta parte è posto il ra
gionamento della CENA DEL SIGNORE , G
della ſantiſima Euchariſtia uero , & proprio cibo
dello Spirico noſtro , fi com’ella è Sacramento del
Verbo diuino , ilquale è la uita, & la luce di tutti
gl'intelletti. & perche anco questo deifico paſſag
gio dalla terra al cielo non può farſi , ſe'lperegri
no Abrahamo non eſce dalla regione,ou'egli habi
ta dalla cognatione fua , & dalla caſa diſuopa
ſe non muoriſpiritualmente ſeparandoſi
dre, cioè
dal corpo , da iſenſi, a da ogni diſcorſo bumano,
& tutto nella mentale unità eleuandoſi, perciò
nel
1orana inel quinto luogo è posto il diſcorſo della MORTË ,
stono ☺ filoſofica, et naturale ;nel cui principio ſi tratta
endono delle mondane affittioni,percioche all'animo ele
nente uato , ch'alla diuina Sapienza ſi riduce ,ſi oppo

irtefi gono le perſecutionidel mondo inimico dello spi


elitic rito, dalle quali era neceſſário, che chi ſi conuerte
Eſteri, à Dio , fapelle diffenderſi con quelle ai mi, onde fi
Sette conferua la libertà della mente ſciolta da ogai
cueſta perturbatione ſenſuale .effendo poi l'animo dalla
diuina gratia illuſtrato, dalle frequenti ,& ſantif
che me meditationi della Morte purificato,nellaquale

affa uoleua Platone, che conſiſteſſe la filoſofia vidutto


14 nella mentale hilarità ,& iui da diuino ſpirito pre

uili ſo ,agitato, & commoſſo , quafi fatto ebbro della ce


GO leſte ambroſia , & perciò ripieno di diuino furorez
e di e constretto di cantare binni, laudi, del fun
ra mo Re dell'uniuerfo ;et della preguſtata diuinità :il
quale effetto è proprio del POETICO EVRORE
bo trattato nel ſeſto capo del Settenario :ci ſeruird in
del ciò per eſſempio ilpietoſiſſimoDauid , ilquale;co
me habbiamo nelle historie regali,caminando con

5 ſette chori inanzi all'arca del ſignore,fu per i mol


ti mouimenti d'interna , & Spirituale eſultatione
bi da Michol figliuola di Saul giudicato pazzº ,
2 nondimeno con quel ſommoaffetto del dinino fu
i rore compiacque alla diuina Maeſtà :coſi ancoleg
giamo nel Pimandro , che Tatio moſſo daiſacri
ragionamenti diMercurio ſuopadrefi conſtretto
b 4 ad
ad eſilamare, io ſono gionto o Padre al mondo in
telligibile,e la tua canzone ne ha di maniera illis
strata la niente ,charoio ardo , ho fommode
fiderio di cantare.finalmente l'anima feliciffimad
tanta alezza peruenuta , in unità intellettuale
transformata , inanzi al dit:inijjiino Verbo,luci
do , uenerando tempio di tutta la diuinita vidut
ta contempla in eſſo gli Splendo.i de iſacratiſſimi
archetipi di tutte le coſe uſibili & inuiſibili,
nell apprenſioni de' quali,ſecondo Pla!0:1c,conſi
Stela ſapieriza fonte perpetuo, & ineficabile del
la uera beatiendine,ultimo grado dili humana R I
DVTIONE: perciò nell'ultima parte del sette
nario è poſtala FILOSOFIA SIMBOLICA ,
laquale con i miſteri cabalistici, con le ſucre lette
re de gli Egitrij , con lo fica theologia, con i nu
meri,o ſimboli Pitagorici, coniuttel altre ca
le tratrate in eſſa rappreſenia ſimbolicamentele
contemplatione & il feliciffimoinicio dieß pri
me idee , l'infinita inenarrabile bellezza
del mondo intelligibile , che gli Hebrei chiamano
gran Giubileo, Sabbato de ſabha:i, a Settenario
dell'eterna, & incõmutabile felic íà . Poſſono que
fti ſette Ragionamenti chiamarſi academici per
due ragioni, la prima ; percioche la maggior parte
delli è indirizzata all honoratiſſima Academia
de gli affidati gra fono alquanti anni inſtituita nel
l'inclita città di Pavia, le cui laudi,come di uerte
mente
- ina mente pia, & benigniffima Madre,ſono tenuto di
- illis perpetuamente celebrare ejendoſi dal puriſſimo
20 de latte dell'eterne ſcienze, ch in eſſa altamente à tut
nad te le genti s’infognano , ſempre nadritto, Galleua
uale to il mio deboleingegno, riduttoſi à quellaper
luci fettione ( s'alcuna n'ha ) ch'al preſente ſiritruqua ,
ridut gli oblighi,ch'io tengo d quell'illustre, & ueramë
femi te regal città , per li molti fauori, ch'io receueinel
ibili, tempo del mio studio da nobiliffimi cittadiniſuoi
onfi Fono infiniti , & perciò non posſono effere in queſio
del luogo commodamente ſpiegati,poſſono anco que
ARI şti Diſcorſi dirſi Academiiï per la natura de con
Sette cetti loro deriuati da gli alti, & limpidiſſimi fonti
СА , dell'antica Academia di Platonezle irrigationi de
lette i quali quanto ſi conuengano ad ogniſpirito nobi
į nuo le ; ſitibondo della uera Filoſofia ,il dimostra
reco Numenio Pitagorico ch Origene era ſolito di pre
atelt porre à tutti glialtri Filoſofi ,dicendo non effere al
pri tro Platone, che Moje Attico , ciò ueramente
con molta ragione;percioche nell' Academia Para
nino menide inſegna efjerui un Dio ſolo,che eminentiſ
nario Simamente comprende l'idee ,o eſemplari,o concet
que ti di tutte le coſe. Meliſſo, & Zenone dimostrano,
caper che ſolamente la diuina eſſenza può dirſi che fit,
parte eſſendo tutte l'altre coſe apparenti. il Timeo pro
Pemia ua, che Dio nelprincipio creò il cielo , la terra, 1
ta nel & che questo uniuerfo tanto durerà ; quanto ad es
werda ſo lui piacerd, & che Dio parimente fece l'huomo
7/C à ſua
à fuaſimilitudine. il Politico ,il Protagora ,il Med
nexeno , e'l Critia diſputano,come gli huomini crea
ti di terra dalla diuina uirtù , ſotto la custodia
diſpiriti angelici poſtidal nunciodi Dio riceuero
no la legge , chefinito il corſo del mondo torna
ranno un'altra fiata à riſuſcitare dalla terra.il Fi
lebo ,il Theeteto ,il Fedone,e'l Fedro affermano,ch '
ogni nostra beatitudineconſiste nell’afſimigliarſi
à Dio, & uella fruitione della diuina gloria,iluec
chio Atheniefe eſclama, che Dio èmiſura di tutte
le coſe, 6 maſſimefacendoſi huomo,ch'egli abbaſ
ſa ifoperbi,& eſalta gli humili, & à tuttigli huo
mini predice , che ouero diſcendanonell'inferno,o
aſcendano al cielo, in ogni luogo truosarannoil di
uino Giudice.con Hermia , Heraſco,& Coriſco s'in
ſegna, che Dio è duce, cauſa di tuttele coſe che
egli è Padre , figliuolo, e che nell'amore del
medeſimo conſiſte ogni felicità:à Dioniſio nell'E
piftole ſimoſtra ,ch'intorno al Rè dell'Vniuerſoſo
no tutte le coſe, le quali ſono per ſua gratia,ch'egli
é cagione di tutti i beni , & che tuttigliſpiritiſono
in modo diſtinti , ch'alcuni riferiſcono la ainina
potenza , come ragione efficiente , altri la fapien
za , come eſemplare , & aliri la bontà ,come fine.
Hero Panfilo reſuſcitato da morte à uita' raccon
ta i campi Elisj, che ſignificano il Paradiſo.il me
deſimo accennal'inferno, il purgatorio ,ellimbo: le
quali coſe conferma Socrate in piu d'un luogo,in
fe
il Me Jegnando come la confeſſione,c la penitenza uo
sini crea
lontaria de peccati ſono neceſario alla nostra fa
custodia
lute : al medeſimo ci eforta il Lachete ; ſi come il
ceuero Charmide moſtra che dall'intemperanza uengono
o torna: tutte le difauenture, tutte le afflittioni humane.
rail Fin Finalmente il Critia racconta , come hauendo il
rano,ch fommo o pefice creato il mondo formòl'huomo fa
nigliarſi mile à fé steſſo pieno d’un'alma, ceccelſa gra
a,il иес tia ,con la quale poteſſe fruirneperpetuamente tut
z di tutte tii beni dell'animo,delcorpo e della fortuna, col
gli abbal locandolo ne' ſuoigiardiniſotto un'eterna prima
gli huo uera , ma ch'egli non oſſeruando le paterneleggi,
ferno, & perciò dalla diuinità nella morte cadendoper
nno il di
dè quella diuina gratia : & precipitò nell'infermi
iſco s'in id corporale, nelle fatiche, & negli Stenti di que
coſe,che Sta uita : & che ciò gliauueniſe per l'inſidie ,
nore del per le fraudidel demone cattivo dimostrano il Ti
nell'E meo,il Fedro , Diotema,il medeſimo Critia affer
Euerſo ſo mala purgatione del mondo con l'inondatione del
sch'egli diluuio uniuerfale.sà poi ciaſcuno quanta confor
riti ſono mità con la noſtra diuina Religione habbiano tut
7dinina ti i Platonici , & fpecialmente Plotino,Filone,
Sapien- lamblico,i qualiaffermano Dio Padre , Dio Ver
ne fine. bo figliuolo da Dio Padre eternamente generato.
raccon & per tornare al mio Settenario, le tre prime par
fo ,il me ti ſono Academice ueramente ; perch'io le ſcriſli,
imbo :le & publicamente pronontiaimentre ſeruiuo all'il
ogo,in lustre adunanza affidata. il conuito fù compo
Ato
le
Sto d'ordine di comandamento del molto ill.si ..
gnor Andrea Marini figliuolo del illustriſſimo
Sig.Duca di terra noua. Lamorte compoſi in Mi
lano in caſa del Magnifico signor Ortauiano Cat
tanco Carelia Gentil'huomo Genoueſe d'animo, di
effetti, & in tutte le attioni fue ucramente nobile ,
@christiano , alla cui rara corteſia deuo in finite
gratie , ſi come egli è ſtato ſempre é è unico
ſingolare mio benefattore.l'Homero für da me ſcrit
to alla sig. Alda Luna:a gentildonna Paueſe Illu
ſtre a uirtuofilima re i primianni del inio ſtu
dio , alla Filoſofia fimbolica d'edi principio truonă
domi anco in Pauia , l bo poi finita in questo bano
talo luogo di Caſalinaggiore,al cui gouerno płac.
que all'illuftriffimo Eccellentiſſimo signor
Marcheſe di Peſcara mio unico, ó eterno signo
re, al molio ill. sig.Don Giorgio Manriche mio
signore ſingolariffimo, di mandarmi. Voi corteſi,
c bcnigni Lettoriſegli effetti non corriſpondono
allı promeſſa , che vifa il titolo ,o linfcrittione
dell opera , quel fomno deſiderio c'haueuo di
giouarui, & di apportarui piacere,ca utile,
Je nelle coſe contenute in questolbio trouarete al
cu ne imperfettioni (perche ſo che molte ue ne ſa
ra ino ) attribuitene la colpa alla debolezza del
m'o ingegno, alla poca tranquillità conceſſami
ne leperturbationi del Gouerno publico, de non
bo poſſuto dargli quell'ultima mano che ſi corue
nisu.
ill.si nina.ma ſe pure uitrouarete alcuna coſa di buo .
jimo no, datene laude al padre di tutti i lumi, dalquale
1 Mi. diſcende ogni ottimo dono , da cui ſonotutte le
- Cat menti illustrate, o ringratiatene meco la'ſua diui
na bontà, con la cui gratia ſpero di preſto mandare
obile, à luce alcuni comentarij latini della profeſſione
finite legale è stateſani,

ſcrie
Ille

ола
ono
160
101
10
210
1,
-120
re

Sport
al

;
CATALOGO , ET ORDINE

de'Capi,che in queſto Sette


nario ſi contengono .

1 Mercurio , ouero della Felicità . I


2 Pliche,ouero dell'ignoranza . 27
3 Zoroaftro ,ouero del Regno di Dio . SS
4 Conuito ,ouero della cena del Signore. 93
Ś Socratc,ouiero della Morte . IIS
Morte Naturale .
6 Homero , ouero del furore Poetico . 241
7 Filoſofia Simbolica,ouero delle Impreſe. 269.
8 Antichità degli Hebrei. 271
9 Sette de gli Hebrei . 274
10 Cabala . 276
11 Geometria . 286
12 Nome diuino quadrilittero dichiarato , 289
13 Notariaco .
296
14 Combinatione diZiruph . 301
Is Hierogliphici Egittij . 304
16 Dei Poeti & di Orfeo . 320
17 Theologia Orfica . 324
18 Dell'huomo ſecondo la theologia d'Or
feo .
332
19 Orfica comparatione tra la Luna & l'Ani
mahumana .
337
20 Filoſofia Pitagorica .
i 352
i
21 Nuiner Pitago ric . 362
22 Simboli Pitagorici. 372
23 Corone .
410
24 Corona Naucratite . 421
25 Coa
3
25 Coroneantiche . 426
26 Rouerſci delle medaglic , 435
27 Colori, & liuree . 446
28 Arini & inſegne . 456
29 Impreſe . 461

I
7 IL FINE .
s

I
Auttori citati nell'Opera .

Gathio 187 fo. 79 ;


Amiano Mar Mosè nel Geneſi. 193.
cellino . 316 & 295 .
Azaricllo nei Parmenide. 16о
libro della sätità . 64 San Paolo . 228
Cardinal di Culi. 209 Franceſco Petrarca .
Cornelio Tacito . 315 Pico nell'Epraplo . 230
Dauid nei Salmi.35. & Pitagora .
137. & 293 Platone nell'Epiſtole .
Dauid neiSalmiCaba 71. & 111
litticamente. 277 Platone nel Fedro . 255
Efaia, 279 Piotino. 80. & 161
Etodo . 86 Plotino nel libro della
Erodo Cabaliſticainen bellezza . 66
te. 2.73 Porfirio , 43 .
Gieremia . Porfirio negli Oraco
Giuliano Platonico.18 li. 52
Hamai Rabi ne' Salmi . Porfirio nella Magia .
62 ISI
Hamai Rabi nel libro Poria di luce . 257
della fpeculatione. Racanati topra'l Gene
64 ſi . 75
Homero. ' 346. & 366 Raimondo Lullio nel
Iainblico , 123. & 309 la pratica dell'Alchi
M.Tullio nelle oratio mia . 13
ni, 235 Salomone. 44
San Matteo. 229 Salomonene i Prouer
Mercurio Trilinegiito bij. 91
nel Pimnandro . Is Virgilio . 12
Mercurio Triſmegi-- Zoroaltro .

IL FINE .
TAVOLA DELLE COSE
79
932 PIV NOTABILI

60 CHE NEL LO PER A


228
SI CONTENGONO .
So
Bbari Hiperbo- Alchimiſta delle conoſcere
reo caro a
alla
e. i principi dell'arte in ſe
ON iagora . 357 felo. 209
che fignifichi Alchimiſicnde derti 201
286 Alchimisti dicono che tutti
61 Academia de gli Affidati i metalli ſono d'una ſola
ร infiutuitaforto'l nome di fpe 23
66 Mercurio . cie
10 Alcinoo ottimo Rè di Fea
Academie onde habbiano
43 262
haruto origine.
CO 9 Aleph fenebrojo , Aleph
Achille , Neſtorre,don Vliſe lucido. 76
52
ia . feguaci della virtu . 133 slejandro Macedone ,
Achille perche violabile ne ſvoi fatti .
3
i prede .
376 Aleſſandro Macedone fi că
ne Acqua , do fuoco principi piacque d'Homero . 263
dell'uniuerfo. 12.g19 + Alimenti del corpo celesie.
7 Acqua Mercuriale. 18 203
ni Acque diuine attribuite al Altro s'attribuiſce al due.
Gerbo eterno .
194 290
18 AdonaiMelech . 250 All'uno è neceſario afcen
Affetto fenfuale cagione dere .
her dell' in felicità . 163
125 Allasfione vſata nelle im .
91 Agnello fignifica il perto preſe. 478
19 eterno.
Alchimia . 38 Amaſi come venne Rè di
18 Egitto . 41.6
Alchimia lodata da Baldo Amen che ſignifichi .. 62
dottore Perugino. 210 Amen parola cabalistica
C mente
Τ Α Κ Ο Ι Α .
mente dichiarata . 279 Anima celifte parla nel
Ameth ,cioè,Berità . 287 Poeta . 256
Amicitia corporale cagione Anima prima belliſsima,
de la mortalità. 22 I
don fapientiſsima. 46
Amore attribuito alla Reli Animamanze che difeen
grone. 43 da alla generatione fa .
Amore diuino dall'Euchas pientisſima , 252
riftia . io7 Anima hundana detta da
Amore virtù, uniente . Platonici terza efenda .
163 293
Anacreõte poeta come mor Anima illuſtrata dall'amo
fe . 36 re diuino. 32
Anaf agora . 362 Anima come poſſente di -
Andrea Alciaro illustre nenga. 204
Gureconfulto. 402 Anime humane egualı deb
Anello che dinoti. 404 L'anima del mondo.
Angelo del gran conſiglio. 85
97 Antichità de gli Hebrei.
Angeli in che modo difcen 270
dano. I 20 Antinoo amato da Hadria
Angels detti acque ſopra '? no . 247
firmamento, ruote di Antichrifto futuro, de ſua
fuoco. 195 peruerfa dottrina . 23-1
Anima delMeſsia. 221 Antonio Abbate. 348
Anima del Meſsia cõgiun Ape, Axoltoro cheſigne
ta ad Elai. 72 ficaſſero appreſo gli Egi
Anima del mondo.195.66 316
245 Apolline. 324
Anima del mondo ignoran Apolline intelletto dell'ani
45 ma prima. 253
tiſsima .
Anima del mondo traud Apolline con quattro orec
gliata con affiuta. 115 chie , ego quattro mani.
Anima del mondo procede SI
dalla mente prima,come Apolline sépre fanciullo. 52
figliuolo da padre. 17 Apollonio Thaneo. 204
Apol.
Τ Α ν Ο L Α.
Apollonio Thraneo. giudica et però odiato dagli Egit
to diuinoper l'Ethere ,che tö 447
molto poſedeua . 24 sfmodeo Demonio . 154
Apoftoli prima ignoranti Aſpetti lunari 342
farti poi dal diuino fpiri Aſpetti dell'anima huma
to fapientifimi : So na. 343
Apparenze della stella di Athenagora Atheniefe Fi
Mercuri), IZ loſofo Chriftiano con che
Archita Tarentino, & ſuoi ragioni pruoui, che Dio è
difcorſi intorno alla fa . En flo 363
pien - za. 370 Atheniefi do foi glorio
Argento viuo de Cabalifti. fart . 133
IS Athenodoro Tarfenfe. 236
Argento Giuofparfo per tut Ailantefoſtenitore delCie
1 te le sfere del Mondo.20 lo,le della Terra . 17
Argento vino s'amalgama Attendi a te steſſo, auerti
con loro 209 mento di Mosè. 293
Argento uiuo filoſofico copso Attroni humane hanno tut
fonell oro. 209 te perfine la felicità 5
Aristeo Proconefrio . 50 Attionihumane da treca .
7 Ariſtotele non intende i mo gioniregolate . 241
fteri diuini 160 Atisoni ſopra tutte l'altre
I Armi e inſegne 456 nobili. 100
3 Artaferle, o fuo infelici. Attiuità. 409
132 Auicenna Arabe . 232
Aftendere , & defcendere Auoltoso do Ape chefignifi
Spirito, & conneſsione del cuffero appreſo gli Egit.
L'uniuerfo . I19 • t 316
Afcenderehumano. 120 Autolico padre di Laerte
3 Afino fimbolo dell'ignoran . con l'aiuto di Mercurio
24 . 47 druenne ricchiſsimo. 24
Afino d'oro d'Apulejo. 47 Azazelle en Lilit demoni
Ajino di cento colorifimbolo della rensatione.. 67
2 dell' vniuerfo. 447
Afinofiriferinaa Tifone,
2 B.
TAVOLA.
B Beth littera percheattribui
Abilonia fignifca la ta alla diuina fapienza .
BabiClurae . 181 392
Bubelsnia comefa vinca. Binah,ouero Prudenza 77
181 Binjinca . 348
Babiloni, do Caldei antichi Bir città posta nelle corren
per XL.M. LX -Y.11 . ti dell'Eufrate 219
anni . 272 Bithy profela Egittio. 306
Babiloni fono Siri. 272 Bricmani,ego Gsinno ofifti.
Busy.cioè, Tifone . 416 25
Baccho perpetuamente fin C
coullo . erti ni
Bac chu izr ell del l'a . Aba ſapienza altif
la
276
me delle fpere celeft.40 Cabala inſegna leggere nel
Bartolada Safi ferraio hà d .dsumalegge. 250
fcruto dall Armi,et in- Cabala che coſa fia . 302
ſegne . 459 Cabala , dos fua diuifione.
Bathcol. 385 276
Battaglia de Greci con Tro Cabalisti non molto diffe
261 renit da i Platonics.246
Batteſimo principio delle Caduta dell'huomo. 1 2 2
nozze di Chrifto congle Cagionsdella morte . 192
animi nostri . 165 Caimo fimbolo del male .
Bealitudine mondana in 312
the confifta 1 Calano Gimnofofifta India
Beatitudine vera in che con no 400
Dejta . 404 Candidezza attribuita al
Beato cuifint , 1170 la Cheled 408
Beato è che congiunge il di- Canzonedella Gerna , del
Scorfo cô l'intelletto. 138 Sign.Gruliano Gofellini.
Benedittioni Ewigelsce. 87 294
Bernardino Campi Pittore Capo di buona ſperanza ,
Cremoneſe. 456 216
Beth lustera , do fueeccel Carità produce la religio
lenze. 76 te. 174
Ça
Τ Α ν Ο Σ, Α.
Carità, & Religionedallo ego 177
4 Sperito ſanto 176 Christo quali trauagli beb
Carro Ethereo . 202 be. Î 74
Castellaccio Aleſandrino Chrifio è medico degli ani
patria dell' Autore, 437 minostra
e Cathena Poetica. 255 Chrifto è porta della felici
Cerere the fignifichi. 32 tà . 104
Chaos, Herebo , Notte. Chrifto è arbore della uita
. 363 . piantato nel mero deb
Chenice che coſa fa. 402 Paradiſo 177
Chenifimbolo
ce del Mondo Chriftianı tutti fétropfiia
Ef ſenſibile 403 Pontefice Romano. 17 E
26 Cherubini fattida Salomo Cicatrici dell'anima. 219
ne fopra l'arca del Signo Cidariinſegna dei Re de
0 re . 292 Perfi. 412
Chefed d ' Abramo. 70 Cidari de' Re Perſiani di
E. Chieſa Romana (pofa vni quali coloridifiinto.446
uerfale di Chrifto. 166 Cielo perchedetto Samain
Chieſa Romana madre e nella lingua Santa , 16
Regina di tutte le Chie . Cielo fignifica la natikra
fe . 171 Angelica . 16
2 Choro del mondo intelletua . Cielo ſenſibile perbo, co fian
le. 99 to dell'anima prima i7
Chriſippo Mithologo. 260 Cielo appreſo a gli Egittiö
Christo ha penetrato tutti i padre d'ogni generatio
cieli 63 ne . 17
EL Christo ci ha fatti eguali a Cielo feminariamente con
Mosè: 63 tiene tutte le coſe . 11 .
Chriflo è vero mediatore Cielo che coſa fia fecondo
tra Dio, dor l'huomo, 80 Jamblico . 17.
Chriſto è vero,do pnico Sal Cielo ondeprende virunds
watore 100 infondere la vita dola
Chrifto è Dio,ethuomo con ganza in tutte le crea
Christo in tutte le coſe fer te cofe . 18
Ho ſempre il mezo.102. Cielo fiatodell'anima pri
3
TAVOLA.
m4. 196 10,glauco Flauo, verde ,
Cielo di che natura ſia . rafino,et altri moltë.AS2
197 Colori qualı fiano piu nobi.
Cielo et fua diffufione. 197 li . 460
Cielo Pangenitora . 200 Comparatione tra Dio, el
Cielo estrato dalle mate Sole. 123
rie , medicina de i corpi comparatione tra la Luna
enfermi. 200 doi l'anima humana ,
Cimerie grotte . 236 337
Ginyuantaporte d'intelli- Combinatione alfabetaria
genza . 63 di Abrahamo 277
Cipro inbolo della vita fen Combinatione di Ziruph .
fuale. 422 302
Città de Feaci et de glilta Concetto dell'impreſa deue
ceni. 262 eſsere unico 467
Clemenza ſefira quarta . Conditioni del mondo intel
77 lettuale 89
Cocodrillo rouerfcio d'Au- Confeſsione ſefira ottaua .
gusto. 438 77
Colomba hieroglofico . 311 Confirmatione facramen
Colomba negra 446 167
Colonne dı Mercurio. 8° Congiuntione dell'anima
Colori, liuree. 446 i con l'intelletto . 341
Colori candido, do bianco. Conoſcute steſſo oracolo Del
• 448 fico 393
Colore pallido,cinericio, mel confolatione del Regno di
lino, giluda dan atro 449 D.o. 82
Colors negro faco Pullo, eo Configlio,luce, Gita ap
Purpureo . 450 preffo Orfeo. 32 %
Colore murino,rauo, 40,pyros,? Continenti 227
burry,Germiglio,roſſo ru Copula con la diuina natu
bido, ostrino santhina,4 ra . 32
methistina,hifgino,pur- Copula diuina. 167
puriſ3 ,lutfo,cruceo,auri Corinna vinſe Pindaro.
gieo ceruino,rutilo, ba 413
Corona
Τ Α ν Ο Ι Α.
Corona d'orarioni vata ne effere nobili. 471
la chieſa diDio . 62 Corpianimali,fegetali
Corona Eieb.co Metatron , minerali . 20
1 248 Corpo ethereo. 34
"L Corona fimbolo d'eternità , Corpo è prigione ,ceppi e
3 do di pittoria . 411 catene dell'anima . 37
Corona ſopra una croce tro Corpo da chi ſi riceve. 150
natá nelle vifcere dell' Corpo proprio della mente .
'animale ſacrificato da 20Z
Giuliano Imperatore : Como Medici Gran Duca
411 di Toſcana 437
Corona d'Arianna. 411 Cofiumi humani a quattro
Corona fimbolo d ' Amore. capiridutti: 220
420 Costumi Pitagorici. 359
Corona Naucratice & fua Coſtumi di warie città 2
hiftoria , do allegoria , Cratere fuperno . 425.
42 I Creſo da Policrate . 131
Corona Antinoio . 426 Cubo è lamateria . 367
Corone venute da gli Egitt Cuore non mai facrificato.
tü . 414 406
Corone,Pileo,lacche, Hillo- Cuore ſimbolo dell anima
+ ride, Thireatice , Melli rationale . 406
lotine , hipothimidi, cili- Cuore ſignifica la diuina
flastruthio, potho, Egi legge. 407
dio, Philina ſintemee,a- Cuore ſignifica l'intelletto.
cinie , elichrifia , cofmefuni 407
dalo . 42 8.89 429 Cure feruili di Mercurio .
Coronemilitari . 434
Corone vſate da Greci.410 Cure ſe fiano cagione delle
Corone collari . 411 mondanemiſerie . 115
Corpi naturali nelle impre
pasfonoo effere difi DA
mon posſon
ojſee non 4cum imperfettone
a non
Iddio viene al.
gura humana , doo pero cuna
che. 470 65
Corpi nelle impreſe deong Damafio fignifica il mon
4 dos
TAVOLA
do 181 l'huomo con leguali cor
Damaſo interpretalo fue - riſponde alle dieci nu
chiarrediſangue . 182 merationi, 250
Damafcocome ſi vica .185. Dieci numero maſsimo .
Damafco in Siria. 272 363
Deb-léza dell'huomo,36 Diffisſione della Filoſofia in
Debolezze della vita hu Garze fette
mana . 214 Diffinitione Platonica della
huomo . 118
Deificatione come f fac
cia . 25. Diffinitione del furor Poem
Delhina, Mani giunte , & tico . 254
faccia pelata fata nei Diffinitione dell'impreſa.
rouerfis 441 471
Deminieſecutoridella di- Diffeſa dell' Autore contra
vind Gustitia . 235 gl'ignorants. 477
Demm dalla prima Dea Dignità de Hieroglifici fe
Diuifica fia urifcono. condo Plotino . 307
117 Do nudo et Dio veſtito.73
Departo numero 247 Dio fa nofiropadre. Uo
Denario numero perfettiji Dio autore d'ogni perfettio
365 / ne . 117
Diayola, carnes & Mondo Dio in che modo difcenda .
come ſiuincano, 180 119
Diadema. 412 Dio infonde l'Idee negl'in
Dieci nomi divini , ch'alle telletri. 146
dreci numerationi corri . Dio è propriamente pietofó .
Spondono. 78 147
Diecipirti nell'huomo. 78 Dio amato nostro fattoficia
Dieci parti dell'animo ha bo . 149
mano . Dio non ricerca altro , che
Dieci numerationi cabali la ſpiritoda noi. 15.0
ftiche con dieci nomidi Dio defiritto in due mods.
uinti, con dieci angelici. 247
247.do 248 Dio perche da Orfeo detto
Norte 247 .
Dieci partiintrinſeche del
Dio
Τ Α Ν Ο Ι Α . 1
D:0 dette fopra tutte le coſe
. Eccliſſe dell'intelletro.3 46
rinerirſi. 1374 Eccliſſe dell'anima . 346
Diogene Cinico herculeo di Eccliſsa falare , lunare.
aio libero, et inzitto.399 345
Dioniſio Areafagita : 363 Effetti nobiliſsimi dell'ora
Dioniſiaci, do lorohiſtoria. tione Dominicale .: 61
463 Effetti della Morte Filolofi
Diſcendere dell'huomo.ca , 144,145
? gione della miſeria , co Effetti dell'huomo fanto.
me l'afcendere della fe 157
licità 122 Effigie di N.Sign. GIESV
Diſcorſo della mortefatto CHRISTO . 444
per confolargli afflitti. Egittij antichiper ¿ X. M.
142 anni 271
Diſcorſo de imiracoli d'A Egettiimpararono molte co
more . 257 feda gliHebrei . 303
Diſcorſo domicilio dell'in Egittio agricoltore... 130
telletto. 392 Egitto ſignifica il Diauolo.
Diſegni humani indrizza 180
trala felicita . Egitto perche detto Mizra
Diuerfi copiacimenti d'al im. 180
cune antiche città . 265 Egitto come ſi vinca . 184
Diuinatione, e ſperanz . Egitto fimbolo del corpo .
attribuita alla ſantità . 423
41 Eieh nomeDiuino ... 278
Disini attributia $74 Empedocle pitagorico .20 %
Documenti dell'humana Endimione fimbolo del cor .
Gita . 136 pos 336
Dodecaedro imagine dell' Enfoph infinità incompre
uniuerfo . 368 henfibile 73
Due felicità da Mercurio Enfoph. 175
prouenienti , 25 Enfiph detta caligine. 247.
E Epitteto Stoico, do fua dini
fione di tutte lecoſe buc
E diuinolpirito . 385 mané . 125
Epime.
Τ Α ν Ο Ι Α.
Epimeni dee choo 49 Eucharis tia perche denta
Epoche deiprrrheni nella communione . 103
questione fela Morte fia Euchariſtia è noftro Salua
191 tore . 103
Erréri humani intorno al . Euchariftia è maſsimo infi
la felicità cagione di tut nito . 104
te leperturbationi. 7 Euchariftia , & fua gran
Eſculapio Dio della Medi. dezza . 105
cina. fimbolo di Raffael- Euchariftia ,et utile, che da
lo Archangelo 60 les prouiene 105
Efitio pozzo profondo. Eucharistia vera fapien .
346 Za. 106
Eſei continentiſsimi. 25. Euchariftia cielo, linea ver
Ejer,den fantita lore 274 de,ego intelligibile . 106
Eſſere corporale deſiderato Euchariftia panedella pi .
dalle nature inferiori. ta . 106
191 . Euchariftia cõponimēto di
Epafi, alienationi menta tutti gli altri facramétre
le.furori diuini , dgn coſe 108
fimile ondevengana. 25 Euchariſtia come ſi cono
Eternità . 174 fca l'homo bauer degna
Ethiopi Bfarono i Hieroglifi mente riceuuta . III
ci . 315 Eudocia Auguſta moglie
Euangelio pieno diHierogli di Theodofio. 207
in fici . 310 Euo,don eternità . 89 .
Eucharistia facraméto del Exeterno , e indeficien .
verbo eterno , 94 te. 160
Euchariftia facramento no Euo imaginediDio . 189
biliſsimo. 95 Eurinomo Demonio . 234
Eucharyſtia quando insti
tuita . 96
Euchariftia perche detta Fame jo fete granisi.
gnore date ci dalla
piatico . 98 Natura . 207
Euchariftia perche cofi det- Fanciullrignoranti di quel
A. 99 lo, che vedono . ' SI
Fan ,
TA V O - L A.
Fanciullo loto, et Naye hie no hauere fignificato ,
03 roglifici. 3.17 natura conoſciuta. 468
44 Faran monte dell Arabia Figure delle impreſe di tre
03 fimbolo del Mondo idea forti . 470
info 'le. 15 Filippo Macedone , dos fuos
04 Faraniti popoli dell'Ara . faiti 3
bia petrea il med . Filone Giudeo conobbe San
OS Fariſei copinioni loro. Pietro e San Marco a 1
da 275 Roma . 206
os Fariſei onde detti. il med. Filone Giudeo fcriffe la ui
Farri cognatione dell'Aut ta de ichristiani della
06 tore , Armidelmedeſi chrefa Aleſsandrına .
Der mo , dos fua interpreta il med.
-06 rione. 458 Filoſofi chriftiani liberida
pic Fatto notabile Aleſsan. tutte le paſsioni. 406
06 dro Magno . 412 Filoſofia ſcuopritricedella
di Fayole poetice piene d'alti felicità . 7
Etre misteri. 3 320. Filfofia commemoratione
Fede poeſia, so miſterio at de la Morte . 10
10 ° tribuito alla pierà . 40 Filoſofia di Mosè intorno a
Fede è principiodell intel 1 principi delle coſe.193
II letto . 16. Filoſofia poetica hebbe auto
Lie Fede chriſtiana non può eſ ri famoſi . 260
27 fere otiofa . 162 Filoſofia piragorica . 352
9. Fede partoriſcela pietà . Filoſofo,& off! 151
late
173 Folofofo non è chi teme
0 Fede , ego pietà dal padre. Morte . 183
19 176 Filofofofolo libero . 404
Ferire che ſignifica . 384. Fiume chefre d'Edem 88
Ferro come ſi riduca alla Fondamêto ſefira nona.77
į. perfettione delloro . 201 Fonte della diuinità : 257
da Figure nelle impreſe nõde Forami della pietra ſignifi
7 sono poterfare ſenza cano le piaghe del Sign .
el le parole. 408 313
Figuredelle impreſe devo Forma materiale . 18
Forma
T A VOLA.
Forma del mondo ideale. Ginebro che coſa ſignifichi
166 nell historia d Helia 97
Foffa dVgartiloco . 237. Geometria. 281
Frutti
1 della virtù s'acqui- Giacob ſimbolo del Salvato
ſtano con la fatica . 130 re . 409
Fuga dell'animo a Dio . Giacomo Cuiacio Giurefon
164 fulto Franceſe. 283
Fuga dal mondo ſenſibile Gresie nomeſopra tutti i no
quinto debba eſſere velo mi . 159
ce. 313 Giobbe , Thobia Socrate .
Fuga dallo ſpirito aDio. 139
380 Grobbe ſue patiếz4,152
Fuoco principio delle coſe. Giorno ne i libriſacri, 334
194 G10fofo Salernitano. 276
Fuoco dell'inferno quale Giouefimbolo della forma ,
Jia . 234 17
Fuoco fimbolo di natura di Giose che coſa ſignifichi ap
vina . 383 preffa Platone. 127
Furie Vltriciappreſo Trif Cisne s'accorda con Satur
megy ! 3.94 no. il med .
Furie infernali. 235 Gioue Ammonio. 182
Furori diuini. 174.09 292 Gioue da Giunone . , 331
Giblea ,fuperno . 72
Abriello del canto di Giubileo dell'animopio nel
G 4 Ceburak. . 69 riceuimento della fantiſ
Gello diSocrate , 60.296 fima Exchariftia . 114
Gallo fignifica la parte pu- Giudicio d'Aleſsandro Iro
riſsima dell'animo no iano. 129
Atro. 396 Giudicio vniuerfale. 238
Gallo perche non deve fa- Giudicio di Democrito bom
crificarſi. 397 pra Homero . 1259
Gallo ſimbolo della libertà . ,Giulio Camillo. 280
397 Giunonefimbolo della ma
Ganimede Troiano. 426 teria . 16
Gebero filoſofo Arabo. 48. Giunone che ſignifichi . 32 ,
G1Xoca
Τ ' Α' ν ο Ι Α.
Giuocodi Corone ricordare 353
da Platonenelle leggi. Heraiſco fapiente Egittio .
414 309
Giuramento de'Scithi.384 Herailco di pre eccellente
Gruflitia in ogniluogo: 360 ingegnod Eſculapio.710
Giuftitia compimento di Herbefort coroparij .43
tutte le Girtù . 390 Hercole perche detto figli
Gloria ſefira feſta . 77 solo di Gjoue . 133
Gnostici dicesano l'anima Hercole eſempio di libertà
del mondo effère infelp perituule. 399
1 16 Heretici membri del Dia .
Gothi, Hunni, Vandali e wola, es mostra dell infer
Longobardı. 215 no. 239
Greciantichi continentiſsi Heretici figliuoli del Dia
mi : 25.098 204 wola 231
Grotta di Nurſia . 237 Heretici perche nieghino it
H
Purgatorio 232
Armonio Clazime- Hersien Der Semoni,o Se
H SO midei . 221
Harpugio in Chalcide oue Heroi foura pasti a varie
furaputoGanimede.426 parte del Mondo. 223
He littera fecoda nell inef Hefisdo come di rok zopa
fabile . 291 ſtore grandiſsimo poeta
He dltima littera nell'inef diuenne . 49
fabile 293 Hefiodo. 254
Hebrei os antichità lora, Hieroglifici Egitty : 305
271
Hieroglifici,&go loro eccellen
Hébrei hebbero originenel za 306
campo di Damaſco 27.2. Hieroglifici, con loro digni
Hebreionde coji detti. 273 tà, eccelle 4 fecondo
Hebro quinia dapo Se 273 Plotino gola sisco, 308
Hedera contra l'ubbriac- Hieroglificamente ferruere
'chezza . 419 che coſa fia . 310
Helduju Axioni. 237 Hieroglifico della colomba.
Memiciclo di Patagora . 311
Hiere
T A, V , OLA Ο ,
Hierogrammati . 317 gliuolo di Dio. IIO
Hinni d'Orfeo potenti nel: Huomo pus eleggerſi qual
la Magia naturale 350 forte di Gita gli, prace .
Hinni d Orfeo , ego loro di: 118
fpofitione 350 Huomo riceue il tutto da
Hinni d'Orfeo hanno con D10 . 15
formità cunla Cabala . Huomofantoodiato dalmã
il med do . 153
" Hipme Rhegino ego Thale. Huoma funto è felice . 154
220
je Mileſia de i principų. Huomo temperato.
13 Huomo puo trasformarſi in
Hirſuti, & hifpidifcaccia ogninatura . 2 31
o
ti dal Regno di Ds. 84 Huomo quand creato ſecon
Hiflorsa d Helia , denfuaal do Orfeo. 322
legoria. 99 Huomoſecondola theologia
Homeroprincipe dell buma d'Orfio . 332
na generatione . 259 Huomo de ſua natura nega
Honero principe de i Poe 110/6, & försabile. 423
ti . 261
Homero pche fracciato dal I
la Repu di Platone , 264
Homero neceſſario in tutte Cron , Emeph, Amon ,
deltre Repub eccetto che I nomi Egittº. 59. es
in quella di Platone. 266 305
Horeb Monte . 97 Ida montefimbilo del mon
Horizonte dell'eternità ,co do Ideale . 16
del tempo : 293. lda ſignifica la mente dsui
Horto di noce libro di Gioſe na 16
fo Salernitano. 283 Ida riuoſoe Tetratty 366
Hu nome diuino .. 73 Idee cibo proprio dell'intel
Huomoos oro piu abbondă . letto , 39
ti do Mercurio di tutti Idee come chiamate da Pic
gli altri animali dome tagora . 244
talls . 22 Idee checoſa ſiano . 365
Huomo tabernacolo del fi- Idij ethereu,co viſibili. 245
JESV
Τ Α ν Ο Ι Α ,
IESV nome. 278 riofi facciano. 269.69
lethzira opera del Patrs 279 .
archa Ahrahamo. 274 Impreſe hanno conformità
nome diuino . 289 con a Dioniſiaci. 465
Ignoranza diſpiace a gli Impreſe deono hauer con
animi nobili . Z7 cetto virtuoſo . 465
Ignoranza pura, den fimpli Impreſe di tre forti. ilmed.
ce . 33 Impreſsioni aeree, & ignee
facra , & dorta
Ignoranza & cojegenerate nelle vi
che coſafia . 45 ſcere della Terra , 199
Ignoranza facra è cognitio Infelice chifia. 117
ne de bellezza . 45 Inferno di Zoroaſtro. 37
Ignoranza che cofdfia . 50 Inferno dei Platonici ,
Ignorāza non è ſenza Mor regno di Plutoné, 233
te . 52 Infinito,kino,Due. 368
Imperio de' Mamaluchi Infinito fine. 389
218 Infinito diPitagora. 364
Impreſa che coſa fia . 461. Influſsi del Regno di Dio .
Impreſa componimento fim 87
bolico. 462 Inganno di Giacob.fatto al
Impreſadewe hauere una padre. 98
fola figura 469 Ingegni Greci ſempre pue
Impreſade i Cauallieri del rili. 3 ZO
Sole di Pavia . 472 Ingegno Filoſofico . 266
Impreſa del Pellegrino af- Inquietudini humane onde
fidato 474 Sengana i 28
Impreſa dell'Ardito Affi Inſegne del popolo Ifraeliti
dato . 475 CO. 288
Impreſa del Marcheſe del Inſegne, e regole che ſifer
Vasto. 475 uano eneße. 460
Impreſa del Marcheſe di Intelletto humano fimile al
Peſcara . 476 Poligonio. 45
Impreſe componimenti fim Intelletto è luce. TIS
bolici . 269 Intemperato ſempre dormo
Impreſe con quanto miste 233
Inten
Τ' Α !' ν . L Ο Α.
Intendere Gita della men pienza . 254
te . 106.69 107.
Legge data in fapienza
Interprete deue eßere rapi295 .
to delle medeſima M4-
Legge Orfica . 33. 1
fa del poeta . LeggidePlatore quanto pa.
257
lod lettera ſimbolo delno terano durare . 57
me lab . 77
Lettere, dell Alfabetro he
Tod prima lettera dell'mefbreo che coſa ſingolarme
fabile che fignifichi .te fignificano. 296
zgo Lettere truouate da i Feni
01 .
Ione interprete d'Homero . 314
256 Letitia , tranquillità di
Toue, onde venga questa xa.
uono nell'intelletto "13
"I 8
ce Letto ſignifica la parte fer
175
Iſsom ordine animaftico ,fuale 405
dos heroico . 78
Lingua perche facra a Mer
curio . 9
Atona perche data in Lingua attribuita al Tife
L cuftodia a Mercurio ret..
foprale riue del Xāto. 9 Lino poeta antichiſsimo .
Lauare i piedi che coſa ſi 378
gnifichi. 377. Lite d'Empedocle. 364
Laude diuina . 43 Luce inaceſsabile habitacola
Legge diuina diuiſa i quat dell Eterno padre. 35 .
tro parts . 51 Luce diEnfoph . 77
Legge diuina principio del Luce intellettuale infufa
l'uniuerfo . 84 nell'anima . 3.40
Legge da gli Egittý detta Lycerna di Pſiche inuidio
SBO . S4 fa . 53
Legge diuina uniwerſale . Lume celeſte ſignifica lin
243 telletta dell'anima pris
Legge principio di tutte le ima 18
coſe . 246 Luna, e Mercurio da gli
Legge di Mosèl 246 Astrologe Egitty foura
Legge diuina è la Berat fac posti alla fanciullez .
24 .
Τ Α V Ο L Α.

$4 . 24. 5! Mantinei diſceſi da i Bi


Luna nei miſteri che coſa thing 428
Significhi . S1 Mare come poteße farſi tut
Luna fi marita col Sole . to oro . 23
31
109.168 Mare del Sur. 217
ps Luna Cabaliftica . 330 Mare fettentrionale ,e fue
57 maramiglie . 237
Luna perchedetta Nottur
334 Mare: 0 Selua . 331
Lunaſignifica l'anima bu . Maria vergine auftrale.69
mana 334 Maria vergine ſopra ogni
Luna enamorata di Pan. ordine de Beari . 90
335 Maria vergine auocata no
Luna inamorata di Ende $ tra 90
58 mione . 336 Maria Vergine perche ten
Luna maſchio , do femina ga la Luna ſorto i piedi
er 337 91
Luna ſempre meza illumi Maria vergine mare eccel
9 nata dal sole . 338 po di gratte
e O
Luoghi topici vſati nelle im Maria Vergine Geramente
9 prefe. 473 155
fanta .
Luoghi dichiarati, di Abra Maria Vergine ſopra ogni
bamo nel lsbro dellafor ordine animaftico . 223
marione . 64 Maria Vergine fa l'officio
Pla
di Metatro Serapanim .
5 Acedonianiheretici. 227
2
M 172 Maſsimo Tirio Filosofo Pla
Machario Romano . 348 tonico . 60
O
Macroby popolidi lunga pi Maſsimo affoluto. 103
219 Maſsimo contratto . 104,
3 Mags della Perfia . 315 Maſsimo aſouto ,do con.
Malionde vengano. 104
65 tratto inſieme
Mali Cengono dal vafo del Materiformale
a . 18
l'improbità . Izg Mathematiche bonorate da
Mali verſano fra le coſe Pisagorici. 390
moriali. 380 Matrimonio ſegnodell'Estes
charge
Τ Α Υ Ο L Α.
chariftia. 108 Mercurio celejte, don'terre.
Mazpaz, nome diuino.z80 no IZ
Medaglia di Salomone. Mercurio diuino IZ
435 voce vſata da Mosè
Medaglia d Antioco 436 nel Geneſi 14
Medaglia diAugufo col Mercurio detto Ange'o 16
Capricorno 437 Ajercurio terreno anouera
Melanuro che coſa ſia 381 to fragsdyj inferi ZI
-Melefagora Eleuſinio 49 Mercuria animale , begeta .
Mente della bontà , dalla le cominerale . ZI
Mercurio terreno autore
mente l'anirna , dall'ani
ma la natura do da eſſa delle impre:fi niignee ,
il mondo ſenſibile 12 Beeree z?
Mente firiduce in feruiti Mercurio volgare perche
col timor della Morte piu facilmente s'amaga
183 ma con loro, che con gli
Menti congiunte all'anime altri metalli 23
ragiontuoli Mercuriofugitivo
245 23
Menzogna deue fuggiri Mercuri, filo med.
dall homo prudête 83 Mercurio Dio del guada
Mercauascioè , carro della gno 23
divinità 121
Mercurio de'Tanagrei 24
Mercede celeste Mercurio de gli affidati ſe
139
Mercede de gliaf'itti 165 gnifica il verbo drumo .
Mercurio Preſidente delle 26
irademie Mercurio introduce arno
8
Mercurio interprete inuen nid nell'unsere 27
tore delle Religiani Mercuriujella dei Magi
9
Mercurio datore della feli 27
cità Mercurio afferma che niy .
10
Miercurio coppiero di Gioue na cofu mbiure 188
inanzi al ratto di Gani
Mercurio bu :haio , e con i
mede IIgenitalı eretti appreſoj
Mercurio perche detto Do Cílený 396
1 Mega Re 275
Metalli
TAVOLA .
Metalli turtida Mercurio lo 413
fula deriuang Z. Moli pianta che cifafignifi
Metal!i imperferri come al 7
La pfettione ſi riducano z3 . Moli don fuavirtie 263
Metalli acque fufili 201 Monacı della Palestina og
Metalli tuits duna ſola loro cantinenza 207
fpecie 201 Monacı pabulature zo :
Metamorfoſiaurea iſegna- Mondi ire nell’uniuerfita
ta da Mercurio 27 delle coſe 242
Metarheff 277 Mondo creato nella clemen
Metatron ſerapanim intel IZ
letto dell'anima prima Mõdo itelletuale 72. 88
72 Mondo della Déità 72
Methodo daferuirfine i Di Mondo fignoreggiato dalla
Scorse 93 Morte 15Z
Michaele Angelo 278 Mondo ideale 242.244
Milçiade Imperatore de gli Mondo diuino 247
Atheniefi come perfuafela Mondo da ogni parte per
guerra cotra i Perii 397 fetto 291
Wijneruu fimbolo della mě Monte Carmelo 353
te illustrata 60 Monte, Naue , dgn carro che
Miracolo dell'auren meta fignificato habbiano - I ZI
morfoſi 2 10 Monti Aftlens 336
1
Mirto jignifica l'afieſo mě Morte pauenta ilvolgo 27
tale Morte egoignoranza eftre
Miſero chi fotrogiace al giu mi mali 27
dicio del fenjo 1,6 Morte in due modi inten
1 Miſteri non deuono ſcuoprir derja 33 en 143
ſi achinon èritinio 160 Morte, conſua forza inuinci
Misteri contenuti nelle fa bile 34.6213
8 Hole poetice 260 Morte frionfa della corte
Mifurecabalistice IZ 35
21 Mulheco Siracuſano cuoco Morte Medico di tutte le in
eccellente 265 firmità 96
Mitragiitolo tiara,dospera Morte filoſofica ,@fuades
d 2 forsta
Τ Α ν Ο Ι Α.
fcrittione . 37.06 144 Muſa particolare diciaſci
Morte filosofica ſegnodell'e poeta. 254
terna Gita . 186 Mufe fonol'anime delle ſpe
Morto naturale . 186 re celesti. 40
Morte figloola della Notte, Maſe,che coſa ſiano,&per
dan ſorella del fonno.187 che coſe dette . 315
Morte non truouarſi nella N
natura delle coſe. 188
Morte dißolutione del con ria , che cofa foc
giungimento dipiu coſe . gnifichi. 286
189 Natura lucente difufa per
Worte non eſſere. 189 luniuerfo principio di
Morte per riſolutione. 212 tutte le coſe ſecondo la
Morte per fiffocatione.212 theologia de Fenicij. 19
Morte neceſsità inevitabs- Natura d' Amore ſecondo
le . 219 Platone, don Dson:fio A
Morte feconda . 233 reopagita . 38
Morte fommerfa in uitso- Naucrate EmporioEgittso,
ria . 240 do colonia de Mslefii .
Morte del bacio . 348 421
Morte perch e da Homero Naucratefignifica vittoria
detta purpurea. 451 marittima 425
Morto, folo, ignorante de Naue vſata nelle wonete
we ofere chiunque de 1 da gli antschi Italiani .
dera arriuare alla per 440
fettione. 44 Negro colore infameappref
Mosè fino a qual grado di Jo Romani . 385
cognitione permente 63. Neffo fiume. 358
Mose turro fimbolico doshie Nettuno che fignifichi ap
roglifico. 310 preffo Orfeo 324
181
Mole predetro dahierogra- Nice , Cleone.
mati . 317 Nobiltà che coſa fia . 95
Hoto demonico circolare . Nome diuino . 289
IZI Nomi diuin : nobilifsime sms
Munichiata regione . 15 prefe.
Nort

7
TA VO" L A.
Nomi diuini quanto miſte 17.89
rio contengano. 271 Operare diDio . 121
Noni diuini degni di gran Operukoni del verbo etero
diſsimariuerenza.med . no tuttemiracoloſe. 95.
Nomi dinot ante ladiuina Opinioni di diverfi Filosofi
effenza : 286 intorno a i principij. 46
Non che fi cantano dall' ;. Opiaioni degli Efes. 275
nefabre. 287 Oppofitione dell'anima com
Nomidi72. Angelicavate l'intelletto , 340
da tre Serſi nellEfodo. Oppoſitione della Lunacol
368 Sole. 341
Notariaco . 296 Oratione dominicale, fet
Notariaco, & notaria . 281 tenaria . 57
Notario,& fuocfficio. 281 Qratione lodara da Socra
Note come dette da Giusti te . 57
niano Imperatore . 267 Oratione inſegnatacs dal
Noritsa de nomi diuini on Signore . 61
de a noi penyia . 272 Oratsune dominicale guan .
Notte, Crelo , Ethere. 325 to miſterioſamente fiaci
Nozzedell'Agnello . 38 pofta. med.
Numeratsoni fignificanti Oratione fa l'ufficio dellas.
l'unitrina eflenza dini. fune, onde i marinarifi
14 . 63 tirano a rius , 65
Numeri pitagorici. 362 Orbe celeste circuito della
nima prima. 18
Belifco di Seſostre . Ordine animastico.
O 319 . Ordine della proui,denza .
Oceano Deucalidonio. 224 244, 245
Occhi dell'anime . 40 Ordine del Fajo. 243
Occhio fimbolo della Diuini Ordine de natura. 243
307 Oreste trauagliato dalle fu
Occolte doctrine non dover i rie . 235
participare ad animi in Orfeo :mposto da gli Egis
puri , & non initiasi, 405 320
Plimpo perche coſa dente . Orfeo onde fw ,dichifgliuo
a 3 lo,
T À V ÒL A.
lo, quanto Giße , o che preſe. 466
opere compoſer medo Parti dell'impreſa tutte
Orfes, & ga Amfione ftimati deona ſeruire al concetto
Magi Egitti 327 467
Orfeo perche Gcciſo dalle Parole dell'impreſa non dedi
Donne 324 no poter flareſenza la fi
Orfica sheologia, co fua al gura . 407
teR . 349 Paſsione di Chrifto comeci
Oriente Auftro , deftra di liberi da i peccati mortit
Do. 14 li, 67
Orierile . 445 Paolo Apostolo piſitatore
Origine de gli Anelli. 417. generale di tutte le Chie
Origine delle corone. 417 Je 225
Oro perche pallido 449 Paolo Apoſtola, & fuoi foti
Orſa Daunia domata da coji viaggi. wed .
Pitagor4 . 356 Padlo Gtureconfulto nei
Oforide,et IfideEgittij.215 Digefi 280
Otto primonumero rocubico . Paolo primoheremita . 3 48
367 Partia humana cagione
P ditutte leperturbaroni.
Achad d Ifaach. ' 70
P Pilot conceberemo peccari mortalitenebre del
nato daPjiche che coſa ſi l'intelleiro . 66
gnifichi. 32 ' Peccati mortali infermità
Palazzo diGerutho . 237 dello ſpirito med .
Pan jimbolo della Natu Peccato in Spirito Santo .
TA 329 229
Pancrate poeta Egitio 426 Peloponeſo come habitato .
Pane fubcinericio 97 215
Tane delle fuccie. 98 Pene dello inferno. 276
Parte maſchile nell'animo Penelope donna valorofa .
noftro. 387 262
Parii del Mondo toccate a Peregrinoche coſa laſcidse
gli Apoſtolt . 223.224 tro . 390
Parii principali delle im- Peregrinaggio d' Abraha
TAVOL A.
E6 mo . 390 Piſistrato diheniefe.
1€ Petrarca , & fuaeccellen- Pitagora,der fuos fatti,coftu
10 Ża . 267 mi, dorerina. 353
Phanete, &c priapo . 328 Pitagora da Samopaſso in
£ Pharan mõte dell' Arabia Italia . 353
ſimbolo del mondo idea- Pitagora ſi fermoa Croto
7 le . 15 ne . 355
Piante attribuite a glildijº Pitagora trwoud il nome deb
420 la Filoſofia. med .
=7 Poè destro , calciare il Pitagora colrihmo ſpodia
piedeche coſa ſiano.388 co arquetò l'impero dum
te Piediche coſa ſignificano . grouene tanromenitano.
ş 376 357
Piedi nudi nell'adoratio- Pitagora ſeguace d'Orfeo .
5. ne . med . 358
Pietà ondenafca checo Pitagorei , e pitagorifli.
( fafia 39 356
8 Pietà come naſca nell'huo- Pitagorici famoſe. 359
mo . 145 Platone figliuolo d'Apolli.
Pietra de Filosofi 23 ne . zzz
Pietra de Filoſofi che coſa Platine tutto Homerico .
el fia . ZO2 760
6 Pretra de Filofofi onde fica Platone filoſofo peetico
ui . 210 med.
2. Pietra de Filoſofi non fica Pluto Dio delle ricchezze.
ja ne dal Marte nedal 182
Mercurio volgare. med. Poeſia di Focilide , ego de
Pierto Apoftolo martiriza Theognide. 264
to a Roma . 172 poeſia d'Homéro illustre,
6 Pio Quinta Santiſsimo Pon der heroica . med .
refice'. 54 Poeta canta divinamente
Piochiparla dirfi. 147 inſperato . 24 %
Pifcrare contra il Sole che Poeta de divino ſpirito com
coſa ſignifichi . 395 moso. 259
Piſcina,a beneditione. 194 Poeti perchea guiſa di tor.
4 rente
TA VOL A.
rente cantino . 257 ne . 417
Poets interpreti de glIdij. Promontorio Boreo hora det
258 to Rafalem. 218
Poeti padri ,dos duci della Proportione tra Mercurio ,
med do la beatitudine . TO
ſapiens.
Policrate Samis. 3. Proportione pitale come mă
Politia d'Homero. 261 cbi . 212
Pontefice Romano principe Proportione nelle impreſe .
dela Chiefa. 172 472
Pontefice Romani veri fuc: Protheo ſignifica la naturs
ce;zori diPietro . 170 196
Popoli, cheInno intorno al Prouiden za nõ apporta tra
Po , perche destin di we waglio alcuno . 117
gro : 447 Praden a Eshere, Venere,
Porfirio Mithologa. 260 Zuph Kielle . 249
Porla del Tempio è la fan- Pafone Libico . .
taa. 375 Pſiche ego ſuahiſtoria. 31
Porte di Plutone . 37 Pſiche tornata dall'Infer
Poueridiſpirito . 82 no . 33
Pozzo delſettenario. 78 Ptolomaide hora desta Ni
Precesti della noſtra Reli cina . 218
gione. 169 Purgatorio . 227
Precipiti della generario
18 cagione di tutte le mi raternità . 364
ferre . 32 Quercia arbore diGio
Preparatione, che deve far 4 :0
i husomo ināzı all'oratio Quinta eſſenza. 198
ne . 66 Quinto Nuidio. 441
Primauera eterna . 39 R
Principi ſopra il Mondo . Abi Gruda .
462 R Rabi Gonda nel libro
Principi delle coſe diuerfa . de la ſperanza . 303
mente c nfiderats da gli Rabi Hamar. 277
antichi Filoſofi 192 perbo . 12
Prometheo autore delle core Ragionamento d'vliße ad
Alcinoo ,
Τ. Α ν Ο L Α.
Alcinoo . 1.682 ne paſsioni del mondo .
Ragsonamento di Sorrale a 189
3 Critone inanzi che ma- Romito di Scicli dan di Tha
rifle . 141 baide . 207
Ragionamento d'Alefan- Rofa ſignifica la virtù.425
Aro a Filippo fuo padre Rowerſi delle Medaglio .
2 ſopra Homero. 263 435
Raimondo Lullio . 200 Rouerfii, o fegni, o figilidi
Re pacifico, pero Salomo molse nationi, dimola
-3 ne . 87 ti Principi . 443
Regno di Dio che coſa fia . Rowerfcio di Comodo d' Au
70.09 79 cufto , d'Hadriano .
1 Regno ſefira decima . 78 438
Regno di Saturno , dos Re- Rouerſcio di Pertinace , di
gno diGioue . 126 Pirrho Rè de gli Epiro
4 Regole delle impreſe. 465 to, ds Claudio , e di Q.
Religione onde naſce , onde Nafidio .
detta,e che coſa ſia .42 Rubicondo attribuito al G&
3 do 157 bural . 408
S
Rel one chriſtiana dofuu
igi
8 eccellenza. 150 Abbato che coſa fignifie
7 Religione ci fa figliuoli di S ca. 279
Dio . 160 Sacerdasi Egistij continen
Republica di Platone, 266 tiſsimi. 25
Refurrectione de i corpi . Sacramento dell'Altare
236 80
3 Reffurretione de i morti . Sacrificio di Melchifedecha
1 238 98
Ricordipitagorici. 359 Sadai nome in Metatron .
Riduttione . 370 278
-0 Rifoinestinguibile de glt. Sadai che coſa ſignifica .
3 32 378
7 Rifo diuino,dr intellettua. Salmi perche derri theila
2 le . 90 lim ,eg Mimorim , 68
Rivelazione , deroccoltatio. Saluatore chofia . 100
. Salutationg
TAVOLA.
Salutatione angelica diqta corpo folido. 301
Virtù fia . 69 Sechina cioè gloria cohabi
Salute che coſa fia , on tante , 79
de venga 100 Sefired eg Semod partidel
Samarm 197 la Cabala . 276
Santiquali ſiano. 154. Sei numero perfettiſsimo .
Santità che cola fia . 150 368
Santità a quante coſe ap. Semele fignifica l'anima
parienga . 155 del Mondo . 196
Santità onde cofi detta · Semhemephores. 295
157 Semidei chi foffero . ZZZ
Santo come ſi faccia l'ho- Senſo e oſcurità. 118
mo. 41. do 151 Senſo perpetuamente cieco.
Sapienza diuina . 39 125
Sapiente perche fiddetta Sentenze pirugorice . 361
principio . 75 Sepia peſce maritimo,
Sapienza vita dell'intellet ſua caccia. 380
to .
105 Serpente dichefia fimbolo.
Sapienza, Pallade, Re. 307
Zielle . 248 Seruochifia . 377
Sardanapallo, fuef- Sette degliHebrei. 274
2 Sette Salmi contra feite
Zure.
Sariffe Signore della caſa peccati mortalı 69
do Mecca . 219 Settenario, fuoi misterio
Saturno autore della Pa 56
lingeneſia . 17 Settenario ſimbolo di Més
Saturno che cosa ſignifica nerva . 59
appreſo Platone. 126 Settimana fuperna, do fab
Saturno . 325 baro de fabbati . 61
Sauna riſpoſta di Darso . Sibilla furibonda . 255
412 sifereonde derte. 266
Scala di Giacob . 369 Simboli Pitagorici . 372
Scala di fettegradi riccor. Simbolo herculeo. 388
dara da Zoroaftro. 56 Silentio fignifica ignoran .
Scudo ejfagora ſimbolo del 43
Socrate
TA VOL A.
Socrate ignorante, de fapië Sparuiero, Cocodrillo Cina
tiſsimo, bruttó, có bellifii cefalo, Pauone con fans .
mo . 47 317
Socrate ignorantifsimont. Spelonca di Mercurio . 10
mico de sofifi. med spelonca d't mpedocle 37
Socrate , e ſuoi duerfaroo Spelonca do Vulcano . 237
134 Speranza partoriſce lafar
Socrate non polfe fibifar la 173
Morte . 140 Speranza, & fantità dalfe
Socrdte lafcio che ſideße il glinoio. 176
Gallo ad Efculapro.med. Spirito ſanto autore della
Socrate perchefchernito, co religione . 179
odiato . 142 Spirito ſanto fuoco amato
Socrate come prisoudua li rio 193
mortalità degli animi. Stefano primamartire.139
IŅI Stelle nella Theologia orf
Cà . 330
Sofiſti aſiniſenza giudicio.
47 Stellino impreſa de gli af
Sole, Luna e Terra appreffidani. 26
Orfeo . 3 ; 2 Strada Regale: 394
Sole figliuolo di Thia , do Stretto di Megaglianes .
d'Hipersone 333 217
Sale fignifica l'intelleito Succeffori di Pitagora.359
333 T
Sole lampada di Dio. med. ba
Solforre Argentoviuo proni T Almudift,i & Ca275
9 cipü . ZOI Tuuro fucrificato a Netti
Solitudine de i pitagoricia no . 327
1 360 Tedaco Leui. 75
Ś Sostanza in tutte le cred Tempi dell'uomo. 373
56 te coſe . 18 Tondo città fuuzatiled E
72 Spada ſimbolodella Morte . gitto 415
88 384 Tenie d'Ofiride. 310
Spagnuoli, viaggi loro Tenie che coſa foffero 448
maritimi, 217 Terra de'vinents . 83
43
Terra
Τ Α γ ο L Α.
Terra perche macho degna eterno , 123
de gle altri elementi . Tomumbeio foldanodel Cai
198 ro . 218
Terra del lauorador,en del Tre fortid'ingegni facilme
Los abacallos . 224 te fi riducono alla pa .
Terra, rognarione, en caſa tria . 266
lafisara dal Peregrino, Trionfofefira ſettima . 77
che dinotino. 391. Triſmegista fi cor formaco
Terrepoli bora detta da i cabaliſtinellauftro, doo
raz 218 nella clemenza . 16
Termini tre della Cabala . Turchs,origine,& impreſe
261 loro . 217
Terracti Pitagorica . 364 Tutte le coſe deſiderano ef
Tetratti . 365 ſere in quel migliormo
Tetratti perfettione di tut 'do che loro fia poſsibile .
te le coſe 371 IOS
Tetraiti, pos progreſsioni
fuse. med.
Thebaide hora detta Cai. >
da , 218 Vi nanzi alla porta di
Theologia d'Orfeo. 324 Gioue. 127
Theorema della diuina ſa . Vaſo della fapienza . 128
pienza . 387 Vafo dell'improbita daro ins
Therapeuti celebrati da Fi custodia a Venere. 128
lone cötinentiſsimi. 205 Vafo della virrà dato in cu
Theti conuerfa in Sepia . stodia u Gounone. 130
391 Van lettera nell'inefabile
Timore piire nobile della fimbolo del Cielo, og dela
more . 39 la Terra . 291
Timore ſefira quinta . 77 Vehicolo ethereo comeſia off
Timore libero , & filiale . fefe. 203
146 Vehicole etherea, & fuoief
Timore della Morie onde ferri. 2 10
Senga 191 Vehicolo etherea pincolo del
Tiphererfimbolo del perbe, la vita , 21
Velo
T A VOLA.
Velo di Leucothea . 263 Vno principio, é finedell's
Vento fimbolo dello ſpirito niuerfà . 164
di Dio . 385 Vno, due. 364
Verbo eterno Bersià infinio Vno detto Padre da Zara
ta . ia .
i 161 365
Verbo eterno ſporo . 165 V nofu detto Zena, due
Verga attribuita a Palla Hera . 365
de . 307 Vſo primodelvino appreſo
Verfid Homerodichiarati. Greci . 418
346 Vrile , che ſi caua da gli
Verli d'Orfeo d'altiſsimo stenti , trauagli, che
ſentimento. 349 accompagnano la wir
Vefpafiano usò le note. 282 t . 131
Veste di pelle data ad A.
damo. 202 Enarco . 430
Vefs di Giuſeppe Serficelo X Xenocrito . 48
re . 455 Xenofane. med .
Vie populari . 380 Xer/è, & quoi fatti . 3
Virtùnon abbandona ifuas Xiſtopitagorico . 81
feguaci. 135
7
di male infiemelodata . z levere dre , dei momento
cooldwe ms
131 dre . 365
Vita volgare deue uggirl . Zazelle Demonio . 233
380 Zenone , & fuo desso not
bile . 401
Vita ſenſualedeuefuggir
f 382 Ziruph combinatione 280
dn fuo Galore. 263. Ziruph trwonata da Gere
Vlille,con
Viofe figliuolo di Giowe . min , or come . 302
263 Zoroastro sapiente della
Vnità . 291 • Perſia . 55
Vnità pitagorica . 362 Zoroaftro non feppe info
Vniuerſo tuttopieno di Di gnarci l'orarionefërtesa
winnå . 261
Zoroaftro
Τ Α ν ο L Α .
Zoroaftro da chi imparola Zoroaftro Rè de Battriani
58 Dinto da Nino . 215
zöraftro chiamò l'intellet. Zoroaftro arſo dalfolgorece
to carro difuoco . 146 leste. 384

IL FINE ,
.
1
* 1 ; D :EL

SETTENARIO

D'ALESSANDRO

F ARRA

Giureconſulto Aleſſandrino,

Parte Prima .

MERCURIO OVERO DELLA

FELIÇ I TA',

1
He tutti gli humani di
ſegni ſiano, come ad ul
cimo, & proprio fine, in
dirizzati alla FELICI
TA' , il dimoſtrano gli
oggetti loro ; i quali al
tro nó riſguardano che
'adempimento de gli appetiti ſenſuali, &
1 perfetto godimento dell'animo ; nelle
quali due coſe pare a molti, che la mon
ana beatitudine conlfta . & perciò rac
onta Homero , che'l famoſo Vliſſe , rotto
hebbe in mare , eflendo dal velo di Leu
А cothea
MERCURIO O VERO
cothea al lito de'Feaci, & indi dalla Regal
fanciulla innaozi ad Alcinoo condotto , con
queſte, o ſimili parole diede principio alla
narratione de' ſuoi compaſſioneuoli auueni.
menti . Bella, & loaue cola è ueramente d Rè
il uedere un popolo tranquillo , & quieto , &
ſentendo il canto d'ottimo poeta , & quale è
queſti nell'arci diuine eſercitato , ſtarli lieta
mente nella ſua caſa con molti conuitati à ta
uola ben fornita di uiuande , & carica di bic
chieri pieni di pretioſi uini; come che queſto
Heroe prudentiſſimo fimile ſorte di ufta feli
cillima riputaſſe . A i Crotoniaci piacquero i
premi de gli Olimpici combattimenti, à gli
Athenieſi le uittorienauali , i Lacedemoni
le terreſtri, di Creten li la caccia , à i Sibariti i
bagni , & gl'inperturbati ſogni , à i Thebani
le tibie, a gli Ionii chori : l'auaro oltre di ciò
appetiſce l'oro , l'vbbriachezza il beuitore ,
gli amoriil muſico , iconcenti il cantore : e'l
filoſofo, ch'à niuna diqueſte coſe s'inchina ,
dirà che'l tutto intende alla felicità , per la
qual fola fi contraſti, li beua,s'acquiſti, li fac
cia guerra s'ami; ſicanti,& per la quale final
mente faccia l'huomo tutte l'altre ſue attio
ni . à ciò anco Sardanapalo dirà , che mirano
le delitie & l'enormi cozzure delle ſue infini
te libidini . Il medeſimo dirà quel Perſiano,
che
DELL'A FELICITA!
che diſtruſſe co'l fuoco i tépi Egittij& chi
mi
nacciò al fiume, & il Bue Api facrificò . Per
e queſta cagioneparimente dirà Xerſe, ch'egli
conduffe efſercito innumerabile nella Gre
cia ,congiunſe con ponti di legno l’Aſia , &
l'Europa inſieme, percoffe il mare ,& à fuo
giudicio legò Nettuno ,c'Homero per la grá
dezza del maritimo imperio è ſolito di ade
guare al ſommo Gioue.Diuerſo fine non heb
bero Piliſtraro Atheniere nell'edificio della
fortezza, & Policrate Samio nella grande ar
mata , con la quale fi fece lignore del mare lo
nio, nel poffeito d'una ricca & pretiofa gem
ma , nella compagnia d'Anacreonte Theio,
& nel godimento de gli amori ſuoi. & perche
non penſi alcuno , che ciò ſolamente à gli
huomini principali auuenga , ſcrive Home
ro che i ſoldati Greci non meno delle ſangui
nole battaglie guſto prédeuano , che de ſon
tuoli conuiti fatto li haurebbono. Ma che co
ſa può eſlere più horrida & più odioſa della
guerra ? & nondimeno ella ha chi l'ama , chi
a ſegue , & chi la deſidera.coli Filippo d'A
ninra non contentandoſi del Regno Mace
onico , ne della grande heredica d'Aminta ,
di Perdicca , come che la beacicudine fofle
iggita da quello ſtato , l'andò cercando al
oue ; ondemoffe guerra di Triballi, affalte
A 3 gli
4 MERCURIO OVER O
gli Illirici,eſpugnd Bizantio , ſaccheggið 0
linthojinganno gliAthenieſi , patteggiò có .
i Theffali , diede triegua a i Thebani , preſe
per forza Elatia, & diſtruſſe i Focen 6. & tutte
queſte coſe fece con pergiuri, con mézogne,
con inſidie, & con crudele ſpargiméto di ſan
gue : & non per altro ueramente , ſe non per
defiderio di beatitudine ; la quale non laſcian
doſi da Filippo arriuare , diede animo & occa
fione al grande Aleſſandro ſuo figliuolo di la
ſciar l'Europa, come pouera di tutti i beni, &
di paflar nell’Afia , ſperando forſe di trouarla
nelle auree raſurede' Sardi , ò nella Caria ne
i teſori di Mauſolo ,ò negli edifici di Babilo
nia , ò nei porti della Fenicia , ò neiliti d’E
gitto ,ò nelle Arene degliAmonij : & perciò
anco non gli baftò la fuga di Dario , ne log
giogar l'Egitto nel trouarli Ainone padre, ne
1 conquiſtar Babilonia , ch'ancora uolle per
non hauer inuidia à itrionfi di Bacco ,traſcor
rece con l'eſſercito uictorioſo tutta l'India ,
Orientale.Interroghiamolo ,doue corriò ma
goo Aleſſandro che deſiderii che ricerchi ?
perche tanto tiaffretti? non per altro certa
mente ( riſponderà egli) ſe non perch'io fpe
ro coſi facendo d'eſſere felice.Plafone Libico
ammaeſtrò gli uccellini , perche nell'aere ,
Spargelcro quelle uoci grăde Iddio è Pfafone,
onde
DEIL À FÉLICIA
? önde limoueffero quelle genti ad adorarlo ,
i & ergendogli altari, e tempi,à facrificarli con
me à nouello Dio ; nella qual coſa ſperaua e
gli di trouare la ſomma beatitudine ; coſial :
tri tentarono il Regno de' Perfi co'l fuffra
gio d'un feroce cauallo.ma che diremo delle
infame, & fcelerare turbe de' Parafiti, adula
tori;buffoni, ſgherri, ladri ,allaflini, & altri fi
mili ? ueramentech'anchor’eſli a queſto ſcow
po s'indirizzano: & tutti glihuominicon an
fiecà s'affaticano di giungerui. quindi auiens
ch'alcuni di negoci maritimi , altri diterre
ftri attendono, queſti diuien ſoldato , & quel.
lo nello ſtudio delle lettere s'impiega, queſti
prende inoglie, & quello di nodrir’i figliuoli
ha cura :
Corre ilpronto mercante à gl'Indi eſtremi,. ?
Per lo mar, per li faſh.o per le fiamme.
Da l'odioſa pouertà fuggendo.
& ciò non per altro , le nö perch'egli giudica
ch'eſſa poverrà gl'impediſca ilcorſo alla bea
titudine. & ſe ben gli uomini tra di loro ſo
no differenti d'humori,dideſideri, di ſperan
ce, di diſegni, & d'opinioni, nondimeno la fe
icirà è il proprio fine di ciaſcuno ; & con tut
che cid coli atvienga , non è però chi poſ
e più del compagno dire d'eflerui pervenu
• Ę fimile queſto travaglio alla sanità di
A 3 coloro ,
6 MERCVRIO OVERO
coloro , i quali in alcun luogo oſcuro , oro, &
argento ricercano, che non hauendo notitia
del ſuono , onde poteuano facilmente far la
pruoua del ricercato mettallo , ne prendono
una fallace congettura dalpeſo , & dalcatto:
onde coſi al buio l'uno con l'alcco incontran
dofi , mentre checiaſcuno dubita di perdere
per imprudenza il ritrouato teſoro ,G urtano ,
ſi batrono, li mordono ,& li moleſtano; quin
di naſcono i gridi ,i tumulti , i combattiméti,
& le uoci di chi ricerca ,dichi piange , di chi
perſeguita ,di chi li lamenta,di chi rapiſce,di
chi ſpoglia, & di chi sforza . & queſto affetto
è quella furia ,la quale principio d'ogni per
turbatione volta ſocroſopra la terra , e'l ma
re, che gli huomini inſieme raguna, c'ha in
trodotte le leggi,formati i giudicij, ch'empie
le carceri , che fortifica le cittadi, che fabrica
le naui , che muoue la guerra,c'ha truouato il
comercio , l'induſtria del caualcare , l'uſo del .
l'armi, c'ha poſti i tiranni nell'alte & ineſpu
gnabili Rocche, c'ha chiamati i popoli bar
bari & eltrani nella Grecia,nell'Italia, & nel
l'altre prouincie ,condotti i ſoldati mercena..
ri; & dalla quale,come ſcrive il Poeta Greco ,
Vien chigli huomini uccide, & chi co'lfuoco
Auido strugge le cittadi intiere ,
Echi i fanciulli, e chi le donne inuola .
final.
DELLA FELICITA
7
finalmente polliamo conchiudere, che tutte
le humane miſerie & afflictioni , uégono dal
deſiderio , & dalla ſperanza , c'habbiamo di
giungere in queſta uita alla Felicità,la quale
cſſendoci tanto naſcoſta, & nó potendoſi ſen
za grandiſſima fatica ritrouare,poſſiamo di
re, ch'ella ci ſia dipinta dal grande Homero ,
con la deſcrittione dell'herba NOLY
Candid’ha il fiore , e la radice negra .
furono appreſſo gli antichi gli oracoli Colo
fonio Delfico , Branchidico , & altri molii , ne
quali con viue, & fenfibili uoci ſi rinelauano
i ſegretidella prouidenza uniuerfale, & con
tutto , ch'iui molte importanticoſe li predi
ceffero , come i terremuoti, le guerre,le peſti,
le ſtecilità, & altri fimili pericoloſi auuenimé
ti , non perd s'incele mai neda Gioue in Do
done, ne d'Apolline in Delfo,ne altroue d'al
cun'altro Dio dell'antica gétilità che ſtrada
debba tenech per ritrouare queſta diuina, &
beatifica piáca,la filoſofia fola è kata la inué
trice, & ſcopritrice d'eſſa,cendendo gli occhi
dell'intelletto noftro ,[cacciacane la caligine
dell'ignoranza ,atti a riconoſcere da lungi al
meno la ſoare candidezza di quel celelte &
diuino fiore. Quefta, quafi lume della natura
ragionegole, ſpargendo i ſuoi raggi per diuer
ſeparti delmondo , per diuerſe mentij & per
A 4 diuerſs
8 MERCVRID OVERO
diuerſe Sette , ha inſegnato di mortali,ch'ef.
ſa beatitudine è fomino & indiuiſibile bene,
al quale i ſentieri della diuina ſapienza ci
hanno da condurre ; & che la dottrina di Zoo
roaſtro figliuolo d'Oromaſi in Perſia s di Za
molli in Scithia,di Mercurio in Egitto,d'Or
feo in Thracia,di Pitagora in Italia ,di Socra
te,& di Platone in Grecia ,diNereo à Mileto ,
di Tlepolemoà Rhodi , & quante altre ſono
ſtate giamai ; tutte ſe ben paiono à molti in
alcune coſe diuerſe , furono da eſſa introdot
te,perche i ſeguaci di lei dalla diritta ſtrada
della beatitudine non deuiaffero . Ella per
queſto finemolti ſapienti in queſta & in quel
la Setta congiunſe , & à tutte le Sette,ouero à
tutte le adunanze, che noi da Platone infin'à
queſti tempi chiamiamo Accademie, prepo
ſe un commune, & à ciaſcuna proprio & tu
tellare prencipe, & preſidente, che gli anti
chi gentili chiamarono Mercurio ; & perciò
il magno lamblico nell'epiſtola ad Anabo .
mene ſacerdote ,fcriue che Piragora , Plato
ne, Democrito , Eudoxo , & quaſi tutti gli al
tri fapienti della Grecia impararono dalle
colonnediMercurio in Egitto la notitia del
le ſcienze , & i ſegreti della filoſofia.quindi
gli antichi fra tutti i membri gli confecraro
no la lingua, come inſtromento della intelli
genza
DELLA FELICITAR CO
géza, & appreſſo gli Egittij la lingua fu Hieo
roglifico di Mercurio; & perciò ſoleuano al
cune genti , fatto il fagrificio donäre la lin
gua al Trombetta , per eſſere anco Mercúrio
ftimato trombetta de gli Iddij : la qual coſa,
come ſcrivono Calliſtrato , & Direchida,heb
be principio da i Megareſi, che ciò fecero in
memoria d’Alcathoo figliuolo di Pelope eſu
le per la morte di Chriſippo.fu anco la lin 1
3 gua nelle memorie , de gli Hebrei attribuita
al TIFÈRET diuino ornamento , & Sefira del
uerbo facro ; con che ſi conuiene il nome di
I Hermete coſi detto dal parlare ; onde molti
1 antichi non altro che'l fauellare perMercu
rio intendeuano, & perciò Orfeo ne gl'hinni
il chiama prononciatore della parola ,& nel
medeſimo hinno gli dà nomed'interprete ,&
gli Egittij dicono, ch'egli fu il primo, che le
parole in ordine riduſſe,che diede i nomi ali
le coſe, che troud lelettere , & il quale inſti
tuì le antiche religioni; & la guardia, ch’ap
preſſo Homero ſopra le riue del Xanto ,gli
fu data diLatona fignifica,ch'eſſo è l'autore,
ouero l'inſtromento , & cuftode dell'eternità .
credeuano gli antichi che l'anime non potef
fero da i corpi ſenza l'aiuto di Mercurio ſepa
rarfi: onde queſti uerli nell'Odilfea d'Home
to fi leggono ,
22
10 MERCYRIO O VERO
il nipote d' Ailante le diuiſe
Almede'proci da' lor corpi, aduce
Con l'aurea uerga al tenebroſo inferno .
& è noto quel detto di Platone,la filoſofia no
eſſere altro che commemoratione della mor
ce; & però il finedella filoſofia , il quale è la
notitia della beatitudine , dipenderà dall'hi
ftoria di Mercurio , perciò lo chiama Orfeo
ſcioglitor delle cure,& chein mano
Tien de la pace il non colpabil ſcudo .
Ecco quanta proportione hanno inſiemele
beatitudine , & Mercurio : onde s'è inofla la
pia madre filoſofia ad inſtituire ſotto il glo
rioſo nome d'Hermete queſta Illuſtre adună
za di uoi ſublimi intelletti AFFIDATI da ua
rie parti del mondo in queſta Regale città,co
5 me in ſicuro albergo di tutte le virtù inſieme
raccolti,percheimparando da ello Mercurio
la via d'acquiſtarui & luna, & l'altra felicità,
polliate poi con animo grato,& corteſe inſe
gnarla al mondo,il quale aſpetta digodere
gli cterni frutti de i uoſtri feliciſſimi inge
gni.A Mercurio dunque précipe delle Acca
demic è indirizzata qſta Accademia uoſtra,
come al datore della felicità ;che di tal titolo
l'adorna l'antico Orfeo nell'hinno delle ſue
glorie , & nel libro delle pietre celebra con
queſti verſi la famoſa ſpelóca del medeſimo;
Chi
DILLA FELICITA .
Chicon prudenza ſi riduce all'antro
Venerabil d'Hermete , ou'ei ripoſe
Di tutti i beni un'infinito aceruo ,
ó
Può con ambe le man d'elli ripiene
of
Quindi partirſi e nel ſuo albergo poi
la
Scacciar beato ogni noioſa curą .
Io fo , che poco uerifimili pareranno queſte
laudi di Mercurio a coloro, c'hanno letto ap
preſſo Luciano Samoſacaneſe , com'egli fi la
menta con la madre di eſſere il più miſero di
tutti gli altri habitatori del cielo, eſſendo ſua
a cura d'adunare il diuino concilio , di settar
ogni giorno il cenacolo degli Iddij , dipor
tar l'ambaſciate di Gioue no ſolo al gouerno
a
del mondo , ma etiandio à gli ardori delle ſue
libidini appartenenti , di condurre l'anime ,
e de morti all'inferno, diellere preſente à ico
tratti,a i commerci, alle lotte, alle concioni,
à i furti, & à gl'inganni , oltre che innanzi al
ratto del giouane Troiano ,ſeruiua per copie
re nel conuitto de gl'Iddij. laſciamo che das
Homero ſia detto prencipe de ladri , & da al
tri preſtigiatore , & che per gl'inganni, dei
quali eſſo è l'artefice & maeſtro ,la detto Do.
lio, & coſe ſimili, io nondimeno, oon oftanti
tutte queſte calunnie,dico,che lo ſcincellan .
te Hermete ci aiuta nell'acquiſto della beae
? titudine , & che le coſe oppoſte gli ſono rag .
gi
pie MERCURIO O VERO
gi luminoſi della ſua gran divinità , il che ſi
prouarà facilmente dalla noticia della ſua
uera ellenza ,la quale a mio giudicio, non ha
biſogno ,che ſi dichiarijcom'egli ha il ſecon
do cerchio ottenuto con cinque orbi eccen
trici,con l'epiciclio,con tre latitudini ch'egli
e cópagno del Sole, al quale hora ud innāzi,
& hora uà dietro c'hora è ſublime,tal hor bar
fo , & alcuna uolta pare cheſi ſtia fermo, on+
de chea ſpiegare la uariera de ſuoi movimés
ti ſia ſtato neceſſario dargli , no il moto circo
Jare ,come a gl'altri pianeti,ma di forma oua
le per cóſeruatione delle ſue apparéze, & co
> ſe ſimili, le quali; uirtuoſi aſcoltanci, ui rap
preſenta l'Affidata adunanza co'l teneran
do fcudo della ſua dotta , & miſterioſa impre
fá.ma eccoui piu bálſa & piu ſenſibile dichia
ratione ; sa ciaſcuno di uoi, chei mettalli fo
no di inaniera ſott'ordinati alle ſtelle errana
ti , che a Saturno s'attribuiſce il piombo , a
Giove lo ſtagno , a Marte il ferro, al Sole l'on
rojalla Luna l'argento ,a Venere il rame, & a
Mercurio l'argentoniuo; il quale àncor’egli
è dal uolgo de gli Alchimiſti col nome del
fuo pianeta chiamato Mercurio , da queſto
Mercurio o argento uiuo li può dire O AF- ?
FIDATI, che altamente proceda la defideras ?
ta felicita.Non prenda alcuno marauiglia di
ſentire ,
DELLA FELICITATE 13
ſentire, che l'argento uiuo ſia il datore della
felicità; percioche io non diqueſto argento
uiuo ò Mercurio uolgare intendo; ma co Ger
bro Arabo dell'argéto uiuo de filoſofi:il qua
le è principia & forma di tutte le coſe, che in
quelto uniuerſo ſi ritrouano.Due Mercuri ſo
no ricordati principalmente nelle memorie
degli antichi poeti il celeſte, & il terreno; &
perciò gli Egittij il depingeuano con la fac
cia in parte chiara, & in parte oſcura: & Or
feo celebra ambedue con un'hinno per cia .
ſcuno , il celeſte chiama Angelo di Gioue, &
figliuolo di Maia , il terreno Mercurio Bac
cho, prole Dioniſiaca, & figliuolo della Dea
di Pafo ; & noi per deſcriuere pilà compiramé.
te queſto précipe Affidato v'aggingeremo il
terzo Mercurio , cioè il ſoura celeſte e diuino,
dal quale i due raccontati deriuano .& ciaſcu
no di eſſi potrà figliuolo di Gioue , nipote di
Atlante ,nontio delli Dei,cancelliere del So
le, & che più importa a queſto propoſito no .
ſtro Argentouiuo, & principio ditutte le co
ſe dirſi.Et per cominciar dal diyino ,dico che
tra le molte opinioni intorno a i principij
delle coſe, che lungo & noioſo farebbe il raç
contarle,una uen'ha d'Hippone Rhegino,il
qual cógiungédo inſieme i pareridi Thalecę
Mileſio,d'Hipparco Metapontino & d'Hera,
Clio
14 MERCURIO OVERO
clio Éfeſio , diffe , che l'acqua e'l fuoco erano
il principio :il che molto ſi conforma con la
diuina hiſtoria di Mosè,doue raccontando có
gli la generatione del mondo , ſcriue che lo
Spirito del ſignore agitava, o uero riſcaldaua
l'acque ; che coſi la uoce nanna Merache
phet dal uerbo 20 Rachaph iui dal ſanto
fcrittore uſata dichiaranoi commétatori he
brei, li come parech’auertiffero & intender
fero Balilio , e Diodoro noftri theologi. ecco
ui l'acque nel principio,& il fuoco inteſo per
lo ſpirito riſcaldante. I medeſimihebrei,qua
li ſogliono deſcriuere Iddio ,la diuina proui
déza, & l'univerſità delle coſe con queſte die
ci miſure Corona, Sapienza, Prudenza , Cle
menza ,Giudicio ,Ornamento ,Trionfo, Lau
de,Fondamenco ,& Regno ,dicono, che'l Mó
do fu creato nella Clemenza quarta miſura ,
ella dunque è il principio dell'uniuerſo:que
ſta chiamano Fioco ſplendido,Aceve ſu
perne della ſapienza,& ARGENTO uiuo : &
gli attribuiſcono , come ſcriue Tedaco leui
nel libro delle dieci numerationi, la deſtra di
Dio ,l'Oriente ,l'Auftro, la diffuſione del com
mo bene,& il principio della Regeneratione
Spirituale , la quale con l'iſtella beatitudine
coincide.& queſto è uirtuofi, & gentili aſcola
ganti l'Argéto uiuo , & Mercurio Prencipe de
gli
DELLA FILICITA! 15
gli Affidati: il cui miſterio forſe non fu occol
to all'antico Triſmegiſtro, il quale nel Pimă
dro hauendo al figliuolo raccontare le miſo
rie, & infelicità dalle furie ultrici prouenien
ri , ſoggiunge queſte parole, ma ſono eſſe lon
tane da colui,il quale è affidato dalla diuina
Clemenza & più innázi eſſa felicità dal pri
mo Mercurio proveniente coſi deſcriue: chi
dunque per la clemenza , & benignità della
Regeneratione diuina diſpregia il ſenſo cor
I porale ( eccoui Affidati l'attione dello Stelli
2 no uoſtro ) conoſce ſe ſteſſo compoſto di par
tidivine, & fatto indecliuo per diuina poten
tia tutto nell'intelletto ſi rallegra , & dell'Au
ſtro , & oriente fa cofi mentione piu innanzi,
guardami o buon figliuolo, & offerua con di
3
ligenza tutto quello , ch'io faccio, percioche
anchora tu orando haurai la ſera da uolgerti
uerſo l'Auſtro , & la mattina uerſo l'Oriente.
Deus ab Avſtro ueniet , & ſandus de monce
PHARAN ,canta il profeta regale.queſto mo
te pharan ènelle parti Auſtrali dell'Arabia
Petrea , & giace nello ſpacio , ilquale è tra i po
3 poliFaraniti , & la regioneMunichiate, non
e molto diſcofta dalla città degli heroi ,a tren
e ta gradi d'altezza uerſo il noſtro polo , & è
fimbolo di quel mõte lucido, & glorioſo, nel
c quale ſono i fontidi tutte le gratie; & di tutte
le
16 MERGVRIO OVERO
le beatitudini, & gli ſplendori Ideali della di
uina fapienza, quel forſe , ch'inteſe per Ida .
Homero dicendo,
L'alma Giunon mirò dal ſeggiod'oro
Gioue , che nel riuoſo ida fedea .
percioche Giunone nell'antica theologia è
preſa per la materia , Gioue per la forma , &
I'Ida riuoſo ſignifica la diuina Mente;le qua
li tre coſe uolle Placone, che foffero il princi
pio dell'uniuerſo . Dal Mercurio diuino.com
me dilli ,deriuano il celeſte, & il terreno : per
cioche dall'acque & dal fuoco dell'argento
uivo della diuina Clemenza fi forma, & fi
produce il nome , & la ſoſtanza del Cielo , il
quale nella lingua ſanta, ſi chiama o'nu sa
maim , da wa che fuoco , & o'n che acqua
gnifica & s'inteude in due modi, cioè,per la
natura angelica,cielo primo, & ſouraceleſte;
che cofi dicono i contemplatori hebrei do
uerſi,dichiarare il principio dell'hiſtoria di
Mosè, & per queſto cielo ſenſibile, & ſecon
do che noi ueggiamo.quanta proportione
habbia Mercurio co'l primo cielo ſi conoſce
da ch'egli appreſſo l'antico Orfeo hà il mede
fimo nome d'Angelo ottenuto ; & eſli Angeli
fono hora chiamati fiamme alate, & hora ac
que ſopra'l firmamento poſte. Diceſi anco il
primo cielo colonna del ſuperpo firmamen
to
DELLA FELICITA 17
to,Mondo intellectuale,ſopremo olimpo coa
me , ch'egli tutto riſplenda . Saturno autoce.
della Palingeneſia & Atlante , il quale ha co- >
me ſcriue Homero ,
Sopragli homeri eccelſi alte colonne
Polenti a ſoſtener la terra, e'l cielo .
2 & da eſſo , quaſi figliuolo da padre , dicono i
Platonici produrl l'animaRegia d granna .
cura che queſto uniuerſo , come affermano i
ſaui del mondo ,gouerna,& uiuifica.la quale
è poi decta Gioue, & Regina del cielo, & del
la terra;perciò,ch'ella produce, quaſi verbo,
i & fiaro furo il ſecondo cielo, il quale è ſpirito
1i in atto lucido , & foaue , & in potenza caldo,
appreſſo gli Egittij padre d'ogni generatio
ne, & perciò detto da Orfeo mayyeri topa :per
3. ch'egli ſollecito,diligente, & faticoſo Mercu .
=; rio, per cutte le coſe diffondendoſià ciaſcuna
dà la forma, la uita, l'eſſere,& la permanéza.
i & l'anima prima con la propria lua fecondi
tà lo genera,producendo con eſſo le ſtelle , &
e gli elementi, quali che nella uiruì di luiſia
e no tutte le coſe ſeminariamente compreſe :
& è corpo ſottiliſſimo, quafi non corpo, anzi
1 come già anima , ouero quaſi non anima, &
C come già corpo.onde ilmagno láblico ſcri
ue neimiſteci, ch'egli ha molta proportio.
i ne,& limiglianza con le coſe incorporali per
B la
18 MERCVRIO OVERO
la natura ,ch'egli ha ſimplice ,conſtante ,& in
diuifa; & per l'unica attione, cioè, per lo cic
cuito , & la uita, & la luce con elſo congenita.
non ſi fa , foggiungeegli,nel cielo componi
mento d'anima, & di corpo, in una terza eſse
za, ma il corpo è portato nella natura dell'a
nima,& è quali l'anima iſteſſa țifibile; & for
fe, che'l cielo è loiſtello lume ſenza materia,
& ſenza dimenſione.onde polliamo afferma
re, ch'egli nou ſia altro , che l'anima rappre
ſentante ſe ſteſſa à gli occhi uiſibile; & alle co
ſe mortali , & caduche diſpoſta ; & che'l cer
chio celelte ſia il circuito - iſteſſo dell'anima ,
& il lume lo intelletto de la medeſima : per
cioche li come nell'ultimo de'corpi la forma
diuien materiale ,coſi nel ſopremola materia
diuenta formale, & fi come l'aere ſopremo di
uien fuoco ,coſi il celeſte fuoco ſi fa animale ,
l'anima intellettuale, & l'intelletto bonifor
me ,overo al ſommo bene unico ,& cõgiunto ,
dal che préde il cielo uirtù d'infondere la ui
ta,& la Coſtanza in tutte le create coſe. peril
che il dotto Raimondo parendogli d'eſſere
peruenuto al ſegreto di queſto celeſte Mercu
rio,eſclamaua nella pratica dell'Alchimia,o
miſura dell'acqua mercuriale , & celeſte, tu
ueramente ſei ſoltantiale a tutto il mondo. &
Giuliano Platonico nacra(ſecondo la Theo
logia
DELLA FELICITA'. 19
logia de Fenici ) eſſere diffuſa per l'uniuerfo,
& in tutte le coſe inpara una certa natura lu
cente in ſe ſteſſa, & tranſparente, quaſi di dia
fano, & dilume temperata , non ſottopoſta a
peregrina meſcolanza , ne ad alcune paſſion
ni,mach'ella è atto di pura intelligenza,pu
ro certo ,main un certo modo da difuoripro
cedente ; & la quale habbia inuifibile , & in .
corporeo lumecagionedi queſto lume uiſie.
bile ;nella cui uirtù dicono eſſere pochiſſimo
della natura terrena , alquanto dell'acquea,
più dell'aerea, & molto più dell'ignea,& ftel
lare, & ch'alla proportione di queſte miſure
le quantità delle ſtelle , & degli elementi di
produſſero ; ma ch'egli in ogni luoco , & in
2 futte le parti uiue proſſimo autore, & moto
li
d'ogni generatione.dellaqual coſa uogliona
ch'intendeſſe Virgilio in quei famoſi & non
mai compitamente celebrati uerfi ·
Primieramente ilciel, la terra , il mare ,
Et co'l lucente globo della Luna
Tutti gli altri celefti , eterni fochi
Lo Spirto entro nutriſce, & per le membra
Del ciel diffuſa la ſuperna mente
o La mole uniuerſale agita, e moue .
Indi derivan glihuomini, & le fiere,
Et han uita gli augei, uiue in quei ſemi
Vigor di fuoco, origine celeste ,
B 2 Pur
90 MERCVRIO OVERO
Pur che lor non ritardi il corpo errantei
ſpargeli dunque il uiuace,& uiuifico Argen
to di Mercurio per tutte le sfere celefti,& ele.
mentari, & di elle quelle chepiù ſono uicine
all'anima,che loro abbraccia più ampiamć
te uiuifica, illumina,& eſtende: quindi l'orbe
ſtellato, ch'è propriamente detto cielo, è più
grände, & più luminoſo di Saturuo , queſti di
Gioue, il quale, & gli altri inſieme fucceffiua
mente uanno reſtringendoſi fin'alla Luna,
cui ſeguono co'l medeſimo ordine gli eleme
ti infin’alla terra ; la quale , perche haminor
quantità di Mereurio , che gli altri elementi
non hanno, perciò rimane più degli altri an
guſta, oſcura,denfa, & graue. come lo ſpirito
celeſte dunque uiuifica dall'animaprima in=
ſin'al mondo elementare è detto Mercurio
celeſte , & come nella regione elementare di
infonde, uien da i poeti,& da i filoſofi chia
mato Mercurio terreſtre;percioche da Plato
ne impariamo tutto quello , ch'è dalla Luna
al centro chiamarſi terra,& quanto ſi copren
de da eſſa Luna all'anima diuina ottenere il
nome di cielo.il Mercurio terreno è da Ora
feo ne gl’hinni detto
Duce de l'alme erranti al neroinferno3
& da Eſchilo ne i perli è coli col Re dell'in
ferno inuocato
Caſti,
DELLA FELICITA : 31
Casti, terreni Dei
Terra, Mercurio, e Dite
Rimandate quest'alma all'aurea luce .
! perciò ch'eſſo ſpirito celeſte nel mondo de
gli elementi, & della generatione, che molti
con l'antico Zotoaltro precipitio , & inferno
1 domandano , & nelle uiſcere iſteſſe della ter .
i sa diffundendoſi, non laſcia alcuna coſa pri
ua della ſua uirtu fecondiſſima, ſenza la qua
le neimetralli , ne le pietre, ne le piante,ne
gli animali effere in alcun modo potrebbo
no. & queſte diuine uiruì di Mercurio coli
diffuſe furono da Democrito , Orfeo , & Pira
gora dette Dei empienti l'Vniuerſo , da Zo
roaſtro , Sinelio , & Plotino diuini allettamen
ti, & da Agoſtino noftro theologo occolte ſe
minaric ragioni per tutti gli elementi ſpar
ſe.Tutti i corpi inferiori uiuificati dallo ſpiri
to celeſte ſono di tre forti ,animale ,uegetale,
& minerale. i quali nomianco il terreſtre
Mercurio li prende.il primo è lo ſpirito uita
2 le di cutti i corpi animati , & ne gli huomini
è quel uehicolo ethereo,d carro celeſte, o in
terna ſpoglia , che l'anima nel corpo diſcen
dendo, & per le sfere celeſti paſſando ſi pren
de;con lo cuimezzo , como di proprio,& fpiri
tuale corpo è queſtocorpo materiale & cor
ructibile congiunge . iſche uogliono alcu
B3 ni,che
O
22 MERCURI OVERO
ni , che ſignificaſſe la ueſte di pelle data dall
Angelo all'infelice Adamo ſcacciato dall
horto de' piaceri : ilMercurio Vegetale è la
uirtù del calor uiuifico delle piante; e'l mine
rale è il ſolfo, & argento uino, cioè caldo, &
humido,che i filoſofi dicono eſſere principio
delle pietre , dei mettalli , e di tutte le coſe ,
che nelle uiſcere della terra nafcono , & dal
quale vengono i uapori , & l'eſalationi, onde
fopra la faccia della terra,nell'aere hipogeo ,
& nella regione etherea ſi producono le neb
bie,iuenti,le'nubi,le brine,le pioggie, le ne
ui,le tempeſte ,i tuoni, i folgori, le comete, le
capre ſaltanti, le ſtipule ardenti, le ſtelle co
date , & tutte l'altre impreſſioni dell'aere , &
del fuoco . & ſe bene queſti tre corpi ſono di
diuerſa forma compoſti,è perd un ſolo fpici.
to , & unico Mercurio , che loro produce :il
qualequanto pità nelle foggettematerie ab
bondante ſi ritroua , tanto piu nobile forma
gli dona;laci per eflempio tra gli animali il
mirabile , & harmonico corpo dell'huomo, &
tra i metralli l'oro . tutti i mettalli da un ſolo
principio il quale èMercurio, ſono produtti,
ma quelli, che più di effo comprendono han
no maggiore perfectione , tali fono l'oro , &
l'argento ; & percioche più , & meno diuerfa
ſpecie non conſtituiſcono , però dicono gli
Alchi
DELLA FELICITA : 23
Alchimiſti che tutti i mettalli ſono
d'una
2
ſpecie ſola, & che per ciò leuando a gl'infer
mil'imperfectionemateriale ,& terreſtre , &
giungendoui la celeſte, & formale ſpirituoſi
2 tà di Mercurio , facilmente alla perfectione
dell'oro ſi riducono; la quale elli auidamente
appetiſcono ,che perciò ſolo come c'inſegna
1 il dottilimo Cardinal di Cufa nel quarto li
bro dell'ignorante) il Mercurio uolgare a tut
ti i mettalli è congiungibile, ma più amoro
ſamente s'accolta , & più facilmente s'amal
gama con l'oro ,come ch'in eſſo maggiore co
pia d'argentouiuo celeſte, & filoſofico riſplé
da.cauali il Mercurio facilmente dall'oro.co
me di eſſo più abbondante,& al proprio cor
li po già gloriofo fatto , dopo la ſeparatione de
gli elementi, & dall'anima ſua imbeuerato,
ricongiunto,non più fugitiuo,mafiffo , & per
manente genera la famoſa pietra de filoſofi,
mirabile inſtromento d'ogni metcallica trăl
1 mutatione, la cui celeſte forza è tanta , come
< nobilmente canto Agoſtino Augurello nel
3 terzo libro della chriſopeia ,
Che gettandone in marpicciola parte
Quando’l mar tutto uiuo argento foſſe
Potrebbe in or tutto uolgerſi il mare :
ond'è veramente con molta ragione Mer
1 curio chiamato Dio del guadagno, & delle
B 4. rico
24 MERCVR10 OVERO
ricchezze;che p ciò i Tanagrei,ei Corinthij,
come racconta Paufania,foleuano depinger
lo con pecore d'intorno ; & ſcriue Zeze nelle
hiſtorie, ch'Aucolico padre di Laerte, & auo
d'Vliſſe,di pouero , ch'egli era con l'aiuto di
Mercurio ricchiſſimo diuenne . tanta forza
ha Mercurio nelle coſe humane,Affidati Il
luſtri, ch'egli oon pure i beni dell'animo , &
della fortuna cidona , come s'è detto fin'ho
ra, ma nella preſente uita lieta , & perpetua
ſanità produce;accioche niuna felicità rima
ga , della quale egli non ſia ildatore. percio
che ſe l'huomo del celeſte, & intrinſeco ueſti
mento tien cura ,non laſciando, che'l fuo no
drimento Gia impedito dalle crapule, dalle
ubriachezze , & dalle delitie, & godimenti
carnali, ma procurando, ch'egli li paſcha
dell'etherea infuenza , tutto ſpirituale fa
cendoſi , facilmente co'l mezo del cielo al
la ſomma , & fouraceleſte unità li folleua ,
& con eſſa con l'unità dello ſpirito con
giungendoſi, ritroua i ueri ſemi delle eter
ne ſcienze , & gl'indeficienti, & immarceſ
Gibili beni della beatitudine , così , come
racconta Filoſtrato , larca filoſofo India
no giudicò Apollonio Tianco diuino, & feli
cillimo,perch'eglihaueſſe molto echere nel
l'animo, ne per
altro diceua Pitagora
SC
DELLA FILIGITA '
25
Se tu laſciando il corpo all'ethra afcendi ,
1 Di mortal buomoimmortal Dio farai.

& per queſta cagione anco gli antichi Gre
i ci , iquali furono proſſimi all'età dell'oro ,
& di ottima natura , come raccontano Di
cearco Peripatetico , & Porfirio , non ucci.
fero mai per empirli della carne loro alcuna
forte d'animali: il medeſimo,come ſcrivono
Cheremonę Stoico , Giofeffo Giudeo, & Bar.
dellaneBabilonio , continentiſſimi oſſerua.
rono i ſacerdoti dell'Egitto , gli Ellei della
Paleſtina , & i Brachmani, & Gimnoſofiſti
dell’India ; i quali tutti per ciò anco nella
preſente uita per lunghiſſimo ſpatio ditem
1 po ſani ,& feliciſimi villero ; & laſciarono
poi ricordato nelle memorie loro, come ol
tre alle raccontate coſe, l'alte, e ſublimicon
templationi , i Ratti , l’Eſtaſi , l'alienationi
mentali, i furori diuini , le tranquillità dell
animo . & l'iſteſſa Deificatione non ſi fanno,
ne auuengono , ne s'acquiſtano ſenza l'aiu
to diMercurio ,diuino, celeſte,& terreno ; dal
quale come da perpetuo fonte, deriuano lun
ghezza , & ſanità di uita , ſerenità di ſpiri
co , proſperità d'auuenimenti , temperanza
d'attioni, & perfetta conſtitutione di que
ſto corpo elementare. nelle quali coſe confi.
Itong
26 MERCURIO OVERO
Itono ambedue le felicità , cioè della uita
ciuile , & della contemplatiua: oucro dell
huomo attiuo & ſpeculatiuo ; che ſono lar
gamente promelle dalla Sapienza infinitas
à gli Affidati Illuftr.i quali ſocto'l nomedel
lo STELLINO diuoramente ſirivolgono
a gli orientali raggi del ſouramondano Mer
curio ; ch'a gli ingegni loſchi, & a gli animi
impuri non appare;ma ſtaſli occolto nellal
te caligini della luce inacceſſibile del Sole
eterno , & ſoura celeſte. quiui l'Afidata adu
nanza aſſicurata della uera beatitudine rap
preſenta nel coſpetto delle genti queſta ue
neranda imagine dell'impreſa glorioſa, nel
la quale ſi è per beneficio del mondo già paſ
ſano alquanti anni , impiegata: & con ſpiri
to eſultante afferma,che'l ſuo Mercurio non
è altro, che'l VERBO ſacro , & diuino auto
re della Regeneratione humana , deſtra , fan
pienza , & benignità di Dio , principio , nel
quale , & per lo quale furono tutte le coſe
create uiGbili , inuifibili
& , celefti, e terrene :
che da ello fu fatto il mondo ideale , ouero
intellettuale, onde ſi produſſe l'animale, che
fece il Mercurio celeſte,dalquale finalmen
te nacque il terreno : ch'eſſo Mercurio cele
fte è detto figliuolo di Gioue , cioè, dello ſpi
rito dell'uniuerfo , e di Maia , cioè del Mon
do
DELLA FELICITA ' 27
do ſeminario procedente dall'ideale, il qua.
le poco innanzi diffi chiamarli Atlante ; che
egli ècancelliero del Sole , perche deſcriue
nelle forme inferiori , & rappreſenta gli ſplé
el dori, & i concetti della ſomma uerità ; la qua
70 le , ſecondo i libri ſacri, & Triſmegiſto , poſe
nel Sole il tabernacolo ſuo : ch'egli è nontio
mi
delli Dei , perche con occolta influenza im
al
prime nelle menti humane incomprenſibile
notitia dell'ordine mondano:che guida l'ani .
me all'inferno , perche le porta , conduce, &
circonda nel mondo della generatione:che
egli è preſtigiatore , & Mago, percioche, co
el meinlegna Proclo nel ſofilta di Platone, al
af
letra gli animiqua giù diſceſi alla contem
platione de ' ſemi ideali in eſſi dalla natura
20 poſti: ch'egli è chiamato Dio de' guadagni,
per la miracoloſa tranſmutatione de mettal.
20 li,& per l'aurea metamorfoſi, ch'a fare c'inſe
el gna; ingannatore, perche da gli animi ſcele
rati fugge,s'aſconde, & non di laſcia conoſce
e: re : prencipe de'ladri , perche l'animepurga
10 te,& regenerate alla morte,al tempo , & alla
iniſeria inuola :ch'egli, come ſcriue Homero
ne gli hinni,
Primo trouà la riforante cetra

perche induce nell'uniuerfo perpetua , &


] indeficiente harmonia : & finalmente, ch'ello
28 MERC.OVERO DELLA FELICITA :
è la ſtella de Magi, la quale al preſepio della
ſalute , & dell'eterna beatitudine infallibil,
mente ci conduce .

U fine della Prima Parte ,

/
29
lla DEL

SETTENARIO

D'ALESSANDRO

FARRA

Giureconfulto Aleſſandrino .

Parte Seconda .

PSICHE, O VERO DELLA


I G N O R A N Z A.

91 come l'indotto uolg


fra tutti i mali non ha
chepiù lo ſpauéti della
Morte,non per altro có
sì grande anlietà fug
gendo i diſagi, ſchiuan
do i pericoli, & odiado
le infirmità, che per ſouerchio timore di eſſa;
coſi gli animi più nobili non hanno chi più
loro communemente diſpiaccia dell'IGNO
RANZA : non p altro macerādoſi ne gli ſtudi,
& cótinouaméte affliggédoſi ne'maneggi pu
blici,
30 PSICHE , OVERO
blici , cheper non eſſere tenutidi non ſapere
non ſolo tutte le coſe, che ne' libri s'impara
no , e tutte le attioni,ch’alla uita ciuile appar
tengono, ma etiandio tutte le coſe, che alla
notitia, & all'artificio d'huomini uililimi, &
infami appartengono . comeche la Morte ul
tima delle coſe terribili il corpo , nel qual &
uiue,diſtrugga, & l'Ignoranza eſtremo ditut
ti i diffetti intrinſechi, l'animo onde s'intéde
imperfettiſſimo renda . Ma non s’accorge il
Mondo, che dal troppo affettuoſo ſtudio ,che
ciaſcuno pone in fuggir quella, & in ſcacciat
queſt'altra,naſcono
il deliderio della propria
conferuatione. & l'inſatiabile ambitione , &
curioſità del noſtro ingegno :onde finalmen
te deriuano l'inquietudini, & le affittioni
dello ſpirito, gli errori della fallaceimagina
tione , con la moltitudine infinita delle falſe
opinioni, & delle miſerie humane . le quali
cofe fra me ftello molte fiate conſiderando ,
penſai,che perauuentura grandiſſimo bene
ficio potrebbe apportarli al mondo co'lper
fuadere a ciaſcuno , che la Morre debba a
marli , & l'ignoranza procacciarli da coloro ,
c'hanno deliderio di beatamente uiuere ,& di
non punto ſimulati, o finti,ma nobili, & ueri
fapienti diuenire.Ma per ellere la contraria
opinione tropp'altamente imprella, credei
pari
DELL'IGNO-RANZA . 31
parimente queſto pietoſo ufficio più toſto a
diuino , ch'a mortaleingegno conuenitG . &
21 con tutto che'l mio ualore diniun momento
li ſia, mi riſolụci però , non douere io alcun
biaſimomeritare, s'alcuna uolta haueſli ardi
ul re , fe ben uiliffima tromba , di deſtare i ſacri
A intelletti a coſi honeſta,& utile fatica , per la
06 qualcoſa eſſendo già otto giorni richiamato
de da un'orioſa tranquillità di mente,có la qua
- il le dopo uari caſi di fortuna cominciaup a pre
je ſcrivermi un foaue diſpregio delle coſe mon
ai dane, a dar principio all'alte , & lodeuoli cf
ia ſercitationidiqueſt'ordine virtuoſo , & Illu
& Itre, non prima giunſi in queſto ſacro Liceo
d'Hermere, che dirizzando la uiſta nella bel
la imagine del concetto dell’Affidata Adu
Da nanza,la qual con dosto, & con ſereno grido
[c tutti i mortali inuita al conſeguimento del
li luna , & dell'altra felicità ,da inuifibile virtù co
O, nobbi fortificarmiſi lo ſpirito nel primo pro
ponimento ; ch'al preſente mi ſpinge a mor
r ſtrarui in queſto venerabile luogo , che la
Morte ,& l'Ignoranza ſono le certe cagioni,
& l'infallibili uie della uita immortale & bea
Hi ta, e della uera,& incominutabile ſapiepzas ,
ci con l'eſſempio della bella , & innamorata
Psiche , La quale daltroppo curioſamente
ei conoſciuto Amore abbandonata cadendo
per
33 PSICHE, OVERO
per uarij, & compaſſioneuoli auuenimenti il
ricerca , & nel maggior biſogno trovatolo ,
nel concilio de gl’immortali Dei fi maritas
con effo, & ne partoriſce il uero Piacere ulti
mo finedelle humane,e diuine coſe, e perciò
non altro appreſſo gli antichi ſapienti uole
ua inferire che l'anima,la quale dalla celeſte
altezza, come diceua Zoroaſtro, nel precipie:
tio della generatione cadendo ,in uarie & in
finitemiſerie, & imperfettioni G ſommerge :
ne pud liberarſene,ſedall'Amor divino illu
ſtrara , non è di nuouo reſtituita alla uiuacità A
intellettuale ; oue co'l medefimo Amore con
giunta facendoſi uno ſpirito con effo , & diui
na , & immortale prodụce in ſe ſteſſa quel
Riſo ineſtinguibile, c'Homero diſſe produrſi
2 fra i beati Iddij, e perciò la medeſima Pliche
nel primo incontro del ſuo lungo uiaggiori
troua il Dio Pan , Cerere, Giunone, chenon
pure non le ſanno dar conſiglio , mada ſe la
ſcacciano;perdimoſtrarci, che ne la conſide
fatione delle coſe naturali ſignificate per lo
ſeluagio dio d'Arcadia ,ne la notitia delle ce
leſti dinotate per Cerere, ne la uita Politica
propoſtaci per Giunone, poſſono apportare
a gli animi noftriquella ſoauiſſima copulai
con la diuina natura tanto ricercata , & cele .
brata da gli ſcriccori di tuttele genti : onde
naſce
DILL'IGNORANZA . 33
1
naſce l'incomprenſibile diletto di tutti i leco
lise perciò diceua il ſapiente della Paleſtina,
io che fui Rein Gieruſalemme,ho conſidera
to tutte le coſe ,che Gi fanno nel mondo, & ec
co le ritrouo grandiſſima uanica ;& conobbig
ch'in ogni fapienza non è altro chefatica &
e
affitrione di ſpirito. Ma ſolamente morendo
Pliche tornata dall'inferno è ſouvenuta ,& ui
uificata dall'anato Amore : percioche folaa
;
mente dopo la morte può l'huomo , come di
ceua Placone nell'Epinomide, conſeguire la
à
uera felicità. queſta morte hebbe Pricheper
troppa ſimplicità :ecco ( dic’ella appreſo il
Platonico Apuleio ) pazzarella che ſono , io
el porto il uaſo della diuina bellezza , ne ardi
G
( co furarne una picciola ſtilla , per adornar
e mene,& piacer coſi adorna della uirui di effa
i al belliſſimo Amator mio; non ben ſapendo ,
che la entro altro non era , che inortifero con
no.però nó baſta la morte ſola a finire il cor
fo delle noſtre afflittioni, & a conſeguire la
beatitudine,ma conuien , ch'ella Gia accompa
gnata da ſemplice , & pura IGNORANZA.
Non è fra uoigentili aſcoltanti chi per aliué
2 tura non ſappia, come la morte in duemodi
J
s'intende, ſeparatione del corpo dall'anima,
& dell'anima dal corpo , la prima fpecie a
E
detta morte naturale;percioche ſciogliédoſi,
с come
34 PSICHE , OVERO
come ſcrive Plorino nel primo nouenario , i
legami, & l'armonia della congiuntione ani
male , & perciò con la uiuifica proportione
diſtruggendoſi ,o almenodiſgiugnédoſi quel
corpo ethereo ,o celeſte natura, o quinta eſsé
za, che l'anima dell'uniuerſo ſparge per for
ma,per eſſere,per uita, & per mezo in tuttele
cofe corporali,dalle sfere celeſtiall'eleméta
ri, e da gli animali alle piante, alle pietre, &
ai metalli finalmente diſcendédo , Gi ſepara
il corpo dall'anima ſua uita , & in cadauero,
e poluere ſe ne ritorna. però ſcriſſe il Thra
cio Orfeo nell'hinno della medeſimaMor
‫وسع‬
Tu che i legami naturai diſciogli,
E'l uestigio del corpo eſtingui,e porti
A mortai, che gouerni,eterno ſonno .
fingono i poeti ch'ella tenebroſa, & ineſora
bile con giuſta , & importuna falce uada nel
uerde, & uiuido campo della vita egualmen
te tagliando , & diſtruggendo tutte le piante
de’uiuenti: percioch'ella perpetua nimica
della natura,accompagnata daltempo,dalla
ruina , & dalla corruttione,non laſcia interas
cofa , che ſia dalla medeſima natura produt
ta ; non perdonando ne anco a gli elementi
iſteſſi, i quali ſono da perpetua tranſmutatio
ne alterari, tutte l'altre coſe egualmére muo
iono,
DELL'IGNORANZA . 35
iono, e ſono in ciò, come ſi legge nell'Eccle
fiafte , le beſtie poco differenti da gli huomi
ni : e fra elli huomini coſi muore il ſapiente ,
come l'ignorante, e'lricco come il pouero ,
é Sestio, con egual piè Morte percuote
1 bafi tetti , e le foperbe torri,
diceua il poeta Lirico.finge la natura nellan
tica materia per no mai ſtarfi otioſa hor que
fta, hor quella forma,d'un cauallo, d'un leo
2 ne,& diſtrutto eſſo dalla morte, forma un'afi
no,un bue,un'huomo. & tra gli huominire
fta chi ſepeliſce il primo , & ancor’eſſo muo
1 re . Lucilla ſotterra il marito , & ancor'effa
muore, Secõdo chiudein picciola foffa Maf
fimo, & dopò ancor'ello giace , Fauſtina è ſe .
pelita da Anronino, & poi muore anco Anto
nino, tutti fanno un corſo : reſta Celere dopo
Hadriano, & poi Celere ancor s’eſtingue. cut
el ta la caſa d'Auguſto , la moglie , la figliuo
3 la, i poſteri,i maggiori, la forella , Agrippa ,i
te parenti,gli amici,Ario ,Mecenate, i facerdo
ti, & i medici ratti muoiono : & la morte tola
la uittorioſa trionfa della corte : & con l'edace
tempo , & con la ſpauenteuole ruina, mini
to ſtri della ſua ingorda falce, diſtrugge i popo
ai li interise Republiche, i Regni,le cità, & fi
nalmente tutte l'humane grandezze. & però
s'ella è di forza coli ipuincibile ,ciechi, & lu
C2
perbi
36 PSICHE , OVERO
perbiche noi ſiamo,come li può fuggire?co
me ſi può ſchifare:houergogna, diceua Pli
pio, a penſare quanto ſia debole l'origine del
Phuono inſolentiffimo fra tutti gli animali;
eſſendo molte fiate cagione, ch'egli non uen
ga a luce il ſolo odore d'una lucerna eſtinta .
da queſti principij ( loggiunge il medeſimo )
naſcono i Tiranni, & iMoſtridel mondo.an
zi che poi che l'huomo è nato ogni picciola
offeſa il diſtrugge, poi ch'un morſo di ſerpen
te o di ſcorpione l'uccide. Anacreonte Poeta
fu eſtinto da un grano d'vua,& Fabio Senato
re, & pretore, da una ſola inghiottita di latte.
in uano s'affatichiamo per fuggirla, meglio
è dunque,quando ella uenga , liberaliſlima
mente farſele innanzi,maſlime,che nou po
co è l'utile, che da lei ſi riceue: percioche l'a
nimo , come ſcriue Platone nelTimeo ſom
mergendoſi nel corpo, pazzo diuenta, dalla
qual pazzia naſcono tutte le percurbationi ,
l'ira,il timore , il diſordinato piacere,il dolo
re , il beſtiale affetto dell'amore corporale , &
finalmente, come ſcriue Plotino nella quar
ta Eneada , tutti gli errori , e tutte l'infelicità:
dalle quali tutte in un momento fi'liberas
l'huomo morendo.e perciò diceua Euripide,
che la morte è rimedio di tutti i mali , Sofo
clela nominò medico di tutte le infirmita, & la
appreſſo
DELL'IGNORANZA. 37
appreſſo Eſchilo ſi legge, è Morte non miuie
tare,perch'io a te non uenga tu fola apporti la me
dicina a tutte l'egritudini , etiandio incurabili , c
niun dolore ud dietro a imorti, quindiSocrates
nel Fedone perſuade douerſi la morte defide
rare per potere più commodamente, & più li
becamente filoſofare:percioche, ſecondo Pla
tone,Plotino ,e Porfirio , non è altro uerame
3 te queſto corpo , che oſcuriſſima prigione',
ceppi, catene, e che la ſpelóca d'Empedocle,
ò che l'inferno di Zoroaſtro . & però coara
gione diceua il poeta Toſcano che
La morte è'l fin d'una prigione oſcura
2 A gli animi gentili, a gli altri noia,
C'hanno posto nel fango ogni lor cura .
ei libri ſacri ci promettono largamente ,che
beatii morti , i quali muoiono nel Signore ;
percioche per mezo d'effa ſono transferiti ai
la fruitione dell'eterna vita . L'altra ſpecie di
morte , cheSocrate chiamò filoſofica , & ili
bri ſacri morte pretioſa nel confpetto del Si
2 gnore,non è altro, che alienatione mentale ;
percioche richiamando effa l'anima dalla
brutillima uita fenfuale , ch'Orfeo deſcriue
in quei famoſi uerſi
Non s'apron maile porte di Plutone ,
Perch'iui alberga il popolo de'ſogni ,
la diſgiunge dal ſenſo , & nell'altezza dell'in .
C3 telletjo
I 38 PSICHE , OVERO
telletto la riconduce; nell'unità intellettuale
poſcia alla ſommaunità congiungendola :
oue con inſuperabile letitia è conftretta con
Paolo a dire : viuo io, ma non già io, che uiue in
me il diuino amore che tutto m'ha inſe steſſo traſ
formato , & conuerfo ; eſſendo tale , ſecondo
Platone,e Dioniſio ,la natura d'Amore. & ef
ſendo egli il teſoro delle bellezze, & delle de
litie di Dio, l'anima coli morta al mondo, ma
diuinamenre uiuificata ,tutta bella, e delitio .
ſa facendoſi ,ſente dall'eterno principio dirli,
tutta ſei bella amica mia , & non è macchia
in te,tu mi ſei fatra fpoſa, & io ſon preſo dal
lo fplendore delle tue chiome; o ſponſalitio,
o nozze d’inenarrabile dignica; rallegriamo
ci,eſclama il diuinoGiouấni,perche ſono ue
nute le nozze dell'agnello : queſto Agnello
ſcriue ne'canoni Hadriano ſommo poncefi
ce,non è altro che'lVerbo, la fapienza, & la
bellezza di Dio; dal cui congiungimento,ſe
condo la promeſſa fattagli , non partendoci
noi giamai guſtiamo gli eterni, & immarcel
fibilidilecti,& piaceri,che deſcriueil Profeta
dicendo
Il signor mi gouerna ,
Ne può mancarmi una beata uita ;
Poſto m’ha doucprimauera eterna
D'herboſi paſchiognibel’alma inuita ;
Quiui
DILL'IGNORANZAC 39
e Quini for l'onde chiare,
i Che poſſon ogni ſpirto recreare
& che altro ſono la primauera eterna, ſe non
l'incommutabil natura dell'eternità , oue ſo
if condo Ariſtotele,non fi muore , non s'inuec
chia,ne fi tranſmuta coſa alcuna ? & i paſchi
herboli, ſe non la comprenſione de i primi ſe
mi di tutte le coſe , che Socrate , & Platone
a chiamarono Idee, proprio cibo de gl'intellec
ti?& l'onde chiare, ſe non quell'acque ſuper
ne,che ne' miſteri ſono attribuite alla Sapié
za diuina,nella quale tutti gl'intelletti ritro
uano l'unica , infinita uerita di tutte le coſe,
co'l perfetto godimento della uera beatitudi
ne! Ma perche poſſiamo più facilméte cono
ne ſcere quanto ſia queſtaMorte pretioſas & bea
ta , ſarà benc alquanto più diffuſamente dif
. correre intorno a i diuini,& marauigliofi ef
fetti, che da efſa naſcono morendo l'huomo,
cioè,abbandonando quella ſorte di uita , la
quale è ſottopoſta al ſenſo , & rinouandoſijco
me diceua ilprofeta ſanto a guiſa della gio
B uenni dell'aquila, innanzi al raggio del diui
no ſole produce in ſe ſteſſo la Pietà ,la quale,
come ſcriue Agoſtino non è altro, che culto
diuino diſcendente da quell'altiſſimo timo .
re , che nelle menti humane infuſo , & fe
condo Giouanni Pico , molto più nobile
C 4. dell '
P $ 1CHE , OVERO
dell'amore, come ſcriue il poeta ',
Da principio introduſei Dei nelmondo .
& alla medesima delle tre uirtù principali, &
theologiche, celebrate da S.Paolo alcuni rif
feriſcono la Fede , & i Placonici alla medeſi
ma delle quattro alienationi mentali,o furo
ri diuini attribuiſcono le due prime,cioè, Poe
fia , Misterio.quindi i Poeti ,ch'alle Mufe , &
iSacerdoti , ch’appreſſo gli antichi a Baccho
appartengono, ſono da Virgilio , & commu
neméte chiamati pij; perciochedalle anime
gouernatrici, & motrici delle sfere di queſto
Vniuerſo dette Muſe a gl'intelletti, o angeli,
& intelligenze loro , che nella theologia di
Orfeo uengono ſotto il nome di Bacchi, alcé
dendo, al culto diuino fi riuolgono;dirizzan
do l'intentione di tutte le parti animali, che
Zoroaſtro occhidell'anima chiamare ſoleua ,al
l'intelletto , co'l quale ueramente fi honora,
& riueriſce Iddio , & nel quale efle parti , che
moltitudine ſono cominciano a farſi una cer
ta unità di molte coſe. Et dopo che l'huomo
è coſi alienato , & feparato da i ſenſi, & dalla
vita loro,ſe con giuſta, & ragioneuole diſtric
butione effettualméte & dona a Dio , anzi nó
fi dona propriamente,ma li reſtituiſce, cofer:
mandoli nel primo proponimento diuien ,
fanto, & ſecondo Zoroaſtco , & Mercurio, luci .
do ,
DELL'IGNORANZA .
do ,immortale, Signore della vita & inuiola
bile: quindi Martiano Giurecolulto nella di
3 uifione delle coſe difiniſce Santo , chi non
può eſſere offeſo dall'ingiurie altrui, cioè,da
gli augenimenti della fortuna , ch'effere tali
ſcriſſe Epicteto Stoico ; & quindi Paolo , de
ſanti parlando , ſcriue, m'aſſicuro, che nela
morte, ne la uita,ne gli Angeli, ne i principa.
ti, ne le uirtù, ne le coſe preſenti,ne le future ,
ne l'altezza, ne'l profondo, ne alera creaturą
potrà ſepararci dalla carica di Dio .& pchenó
poſſiamo reſtituirci a Dio , ſe la ragion non
ſorge nell'unità capo, & fiore dell'intelletto ,
dalla quale quali altiſſima cima, fiuede ma
nifeſtamente lo ſplédore della prima unita ,
perciò i Platonici alla Santità riferiſcono tra
i furori diuini la Dixinatione ad Apolline ,
cioè , all'intelletto mondano appartenente ,
che nella medeſima unità ſcuopre la certa , &
rjuelata notitia di tutte le coſe paſſate, pre
fenti , & future ;& delle uirtù di Palo alla
medelima ſi attribuiſce la speranza, li come
il vaticinio riſguarda quelle coſe , che noi
ſperiamo douere auuenire. Finalmentenon
rimane all'animo pio , & ſanto da fare altro,
ſe non unitſi, & congiungerſi con l'amato Id
dio:& per potere più facilméte ciò conſegui
recerca (non men di quello, che ſi faceſſe la
inna
42 PSICHE , O VERO
innamorata Pſiche difarli belliſſimo, & com
me ſcriue Plotino ,deiforme; & percid acceſo 11
d'infinito amore per compiacere al diuino
Amante fugge il uitio , ſegue la uirtù ,odia il
mondo,abhorriſce il peccato, & ultimamen
te, quali nouella Pliche,muore, cioèeſce fuo
ri di ſe ſteſſo , & libero ſi dona nelle diuine
•braccia, con eſſe in perpetuo congiungimen 201
to religandoſi,religando,cioè,abbandonado
l'antiche ſpoglie, & rileggendoſitutta rifor ge
mata nel fonte & nell'eterno ſpecchio di tut W
te le menti ;i quali effetti ſono communeme.
te chiamati Religione , o dal religare ſecondo di
Lattantio Firmiano, o dal religgere ſecondo
M. Tullio , o dal relegare ſecondo Aggeno
Vrbico , o finalmente dal relinquere, o rila
ſciare ſecondo i Giureconſulti i quali ripieni
di cutte le più nobili ſcienze, non per altra
cagione forſe religioſe quelle coſe chiamaro
no , che ſono a i morti appartenenti , fe non
perchonobbero non poterfi per altra uia,
che della già raccontata Morte , peruenire a
queſto altiſſimo grado di unione con la natu
ra diuina ; & perche quiui eſſendo lo ſpirito
noſtro, ſi ritroua uno nell'unità , la quale è ſo
pra l’ellenza , & ſopra'l tutto , & è fatto amore
tutto, & diuinità, per queſto i Platonici alla
religione rifferiſcono l'ultimo furore diui
no ,
DELL'IGNORANZA . 43
no ,chiamato Amore , & delle uirui di Paolo
la Carità , che , come ſcriueMarco Tullio ne
libri della natura delli Dei, non è parimente
il
altro, ch'Amore. & Plocino di ciò ragionan
do diceua , queſta è la uita de gli Iddij, & de
gli huomini diuini , & felici, diſpreggio del
e
mondo, & fuga d'un ſolo a chi è ſolo:la qual
coſa , dice lamblico , è il fine del ſacro culto ,
D
& d'ogni religioſa inſticutione;cioè(ſoggiun
ge il medeſimo) copula , & congiungimento
t
con Iddio , concluſione di Bithy , & diMer
curio. & perciò Porfirio nel libro de' ſacrifici
0 diceua, ch'a Dio non ſi conuiene altro facrifi
) cio , che la ſolitudine, e'l Glentio dell'animo
tranquillo : quel medeſimo, ch'inteſe il pro
feta ſanto , dicendo : federà ſolitario, & tacerd,
i leuando ſe ſopra dife ; cioè dopo che l'huomo
abbandonando la vita animale , & monda
na, farà morto ad effa , & rimaſo ſolo ,cioè nel
l'intellettuale unità ridutto , & queſto ſolo
foura la propria natura alzando haurà con
giunto alla ſopremaunirà , ſederà ſolitario,
cioè , in unità transformato goderà la uera,
& incommutabile tranquillità. Il tacere poi
non altro dimoſtra , che la ſacra IGNORAN
ZA , la quale morendo, s'acquiſta in quell'al
tiflima profondità della notitia di Dio.& pe
rò diceua il profeta dal diuino ſpirito rapito :
Signore
44 PSICHE , OVERO
Signore la tua laude è il ſilentio , ma che altro è
ſilentio , fe non ignoranza? & perciò di legge
nell'Eccleſiaſtico, ſe tu hai intelletto, riſpondi al
proſſimo tuo,ma ſe tu ſei ignorante ,metti la mano
tua ſopra la bocca , taci ; & la laude di Dio,
che altro ſi può dire che ſia, ſe non la cogni
tione,& contemplatione di effo ? & perciò nó
ſarà altro,che la uera ſapienza.quindi, come
ſcriue Platone, la filoſofia di Zoroaſtro non
era altro , che culto diuino ,le diſputationi di
Mercurio da i uoti cominciano,& ne' ſacrifi
ci finiſcono, & la ſapienza d'Orfeo , & d'A
glaofemo non comprende alero , che diuine
laudi, Pitagora da gl’hinni cominciaua lo
.
ſtudio , & Socrate , come rifferiſce Maſſimo Ti
rio ,non altro faceua,che lodare Iddio: & Pla
tone finalmente non douerſidar principio ad
alcuna coſa ſenza riuerire Iddio , comanda
nelle ſue leggi. Non ſi può dunque all'ulti
mo termine della noſtra perfectione giugne .
re ſe non Morto, ſe non solo , & fe non ignoran
te . & perciò diceua il gran Salamone, com'e
gli ( dell'animo intendendo) è uenuto dalla
ſua madre(cioè,della celeſte patria )ignudo,
(cioè ignorante) cofi biſogna, che ignudo ui
ritorni.biſogna dunque ſpogliarſi, non ſola
mente di tutti gli affetti carnali ,ma della ua
nità di tutte lemondaneſciéze, le quali per
cid ,
DIL L'IGNORANZA . 45
ciò , come ſi legge ne' canoni, non ſono ſcien
ze di pietà; & con la pura , & fimplicetta Pli
che laſciarſi eſtinguere dalla non conoſciu
ta, ma pretioſiſlima ignoranza, portata con
noi per aſſomigliarci alla celelte Venere ,
ai cioè all'anima dell'uniuerſo , la qual prima
ó forma diqueſto Maflimo concreto , tanto è
nee più di tutte l'altre animenobile ,quanto ella
ON è più di queſta fapientiſſimaignoranza dota
di ta :ma non ha biſogno di morire ella, percio .
6. che non è caduta , come ſcriue Plotino,in co
4. fi alto precipitio , come le altre : & perciò il
ne ſuo corpo è più formolo , & le ſue attioni lo
lo no perpetue. Queſta ſacra ignoranza,diceua
Ti il dottiſſimo Cardinale di Cuſa , non è altro
12 ueramente ,che conoſcere come la uerità , la
ad quale è Maſſimo aſſoluto & infinito no pol
do ſa eſſere riceuuta ,ne inteſa da gli intelletti fi
ti niti:percioche eſſendo lo intendere no altro ,
ce cheadeguatione,o per coli dire,incorporatio
10 ne dell'intelletto con l'intelligibile , ellendo
la uerità preciſa delle coſe infinita ,& inatin
la gibile ,non più neſarà effo intelletto capace,
Og o haurà con ella proporcione , o ſimiglianza,
che'l Poligonio, co'l circolo, il quale, le ben
quanto più ſi moltiplicano gli angoli , tanto
pità diuien circolare,bondimeno, comePoli
ľ gonio , non porrà giamai uero circolo diue
nire;
46 PSICHE , OVERO
nire : ſe per auuentura non ſi fingeſſe un Poli
gonio infinito,il quale in un medeſimo tem
)
po ſarebbe, & circolo, & triangolo, & lineas
retra,& linea obliqua , & ciaſcun'altra figu
ra.l'Anima del mondo, come Poligonio più
circolare, conoſce più di tutte l'altre l'infini
cà del circolo, cioèdella uerita, & l'angolare,
& terminata natura ſua,per la quale più alta
mente di tutte l'altre uede efferne come coſa
finita incapace , & però ella ſopra tutte l’al
tre conoſce la ſua ignoranza: anzi, che pari
mente è ſopra tutte l'altre ignorante ; poiche
dell'ignoranza inteſa , & conoſciuta,& dell'
intelletto intendente ſi fa un compoſto ſolo.
Queſta medeſima ignoranza non eſſendo al
tro ,che cognitione, ſarà parimente bellezza,
poi che la bellezza intellettuale non conſiſte
in altro , che nella certa notitia delle coſe, &
per conſeguente ſarà anco uera fapienza.pe.
to Plotino diſputando contra i Gnoſtici af
ferma,che l'Anima prima è belliſſima, & fa
pientiſſima.coſi fu Socrate giudicato fapien
7 tiſlimo dall'oracolo per l'ignoranza , della
quale egli faceua profeſſione, & laudato co
me bellillimo nel conuito di Platone,có tut
to ch'egli di bruttiſſimoaſpetto G foſſe. Ma
che altro effetto producono gl'infiniti libri,
che tutro'l giorno fi inandano fuori , ſenon
prote
DELL'IGNORANZA. 47
i proteſtare, chetutto quello che ſappiamo, o

poſſiamo fapere , è una minima ſtilla de gli
infiniti abiſli di quello chereſta da ſapere ; &
confeſſare liberamente , che noi ſiamo igno
ranti ; & però ben diceua ilgrande Ariſtote
le, che in queſta conſideratione il noſtro in
telletto non meno s'abbaglia di quello, che
ta fi faccia l'occhio della nottola ne i fulgentiſ
2
ſimi raggi del Sole, & perchenegli antichi
miſteri, & appreſſo gli Egittij,l'Aſino era ſim
1 bolo dell'Ignoranza, però l'Aſino ingegno
ſo delPlatonico Apuleio fente l'hiſtoria di
1 Pliche piena d'altillimimiſteri , & l'intende;
0. cioè conoſce l'infinità del uero , incorno al
quale s'abbagliano le menti di coloro , che
fapienti ſono chiamati,inſieme con l'ignora
de za ſua;quello chenon fanno i ſofiſti afini ſen
& za giudicio,iquali ignoranti eflendo d'effere
tali non s'accorgono , e di eſſere ſtimati ſaui
to ambitiofamente ricercano, contra queſti tali
combatte con perpetua guerra l'ignorantiſli
mo Socrate, & diſtruggendo i fondaméti del
ſapere loro, ne però poi laſciando coſa alcu
na riſoluta,cidimoſtra, che'l tutto è pienodi
ľ ignoráza.i ciechi ſofiſti tutto'l giorno afflig
3 gon lo ſpirito in cercar il numero delle intel

ligenze motrici, & delle sfere moſſe, la gene


ratione del mondo la fortanza del cielo, la di
fpofitione,
CHE RO
48 PSI , OVE
{poſitione, & la quantità delle ſtelle, il corſo
del Sole, i difetti della Luna, la ſituatione de
gli elementi , l'origine delle comete , de i fol
gori ,delle nubi,delle pioggie,& dei ventila
generatione degli animali, delle piante,del
le pietre,& de metralli ,il naſciméto de i fon .
ti, & de i fiumi, & la ſalſedine , & Auttuatione
del mare , & finalmente la natura di tutte le
coſe , che in queſto uniuerfo fi ritrouano; ne
però ſanno colcoane, & incerte filoſofie lo
ro determinare quali ſiano i principiſ di noi
ſtelli, i quali Gebero filoſofo Arabo uoleua
douerli conoſcere innanzi a qualli uoglia fie
loſofica inſtitutione; per ciò che Xenofane ,
uoleua,che foſſero l'acqua , & la terra,Parme
nide la terra , e'l fuoco, Empedocle, & Critia il
fangue, Anaſimene l'aere,Hipparco il fuoco ,
Critolao Peripatetico la quinta ellenza , De
mocrito ſpirito mobile, inſerto negli atomi,
Zenone ſpirito concreto nel corpo , Heracli
to fiſico ,ſcintille della ſoſtanza ſolare, Hera
clito pontico la luce,Hippocrate fiato ſottile
per tutto'l corpo diffuſo Poſſidonio l'idea ,Pi
tagora,& Filolao l'harmonia , Xenocrito nu
mero da ſemobile,Platone eflenza ,cheda fe
Itella li muoue,Ariſtotele endelechia, & altri
diuerſe monſtruoſità. ſe uoi dunque ſapienti
del mondo non conoſcete il principio di uoi
fteſli,
DELL'IGNORANZA. 49
Ô { teffi, come potrete conoſcere l'altre coſe infi
nire piu diſcolte daluoſtro conoſcimento ?&
perciò ben diceua Salamone, inteſiche di tut
la ce l'operationi di Dio , & di tutte le coſe, che
to ſi fanno ſotto'l Sole , piuna ragione poſſa.
l'huomo trouare : & quanto più eglis'atfati
je ca in cercarla , tanto meno la ritroua , & con
le ragione eſclamaua Paolofanto ,che la ſapie ..
je za humana é ſtoltitia appreſlo Iddio , & per
Do ciò il medeſimo Salamone diceua , chi accre
bi ſce ſcienza , crefce dolore, & con la fciéza v'è
l'indignatione , & eflendoui ella non può
l'huomo morire al mondo, ne fatto Pio, San
to,Religioſo,& Ignorante, ſpoſarli co'l diui
78 no Amore, & partorirne il piaceree:erno.gli
i ignoranti diceua quel gran teologo rapiſco.
no il cielo , & i dorti con la gófezza delle dos
trine loro reſtano fominerli nell'inferno.co
fi Socrate non imparò giamai, fu ignorante
ſempre, & nondimeno fa giudicato da Apol
24 line fapiétillimo;Heſiodo rozzo paftore len
IC tendo il concenco delle Mule were ininiſtre
Pi dell'ignoranza grandiſſimo poera divenne ;
ne altrimente apprello Homero Demudico,
le & in Creta Minos co'l mezo di queſta lacra .
ri ignoranza ſapienti G fecero : coli fingono gli
ti Athenieſi, che Melelagora Eleuſinio impa
si raſle dalle nimfe, & Epimenide dormendo il
D medeli
50 PSICNE , O VERO
medeſimo facelle; & narra Plinio come Har
monio Clazomenio , & Ariſtea Proconelio

per queſta via graudiſſime coſe fecero , ma


perche m’affatico io ne gli ellempi eſtrani ? i
Prencipi della noſtra uera, & ſantilliina reli
gione non furono eglino prima ignoranti, &
rozzi , & nondimeno conobbero i profondi ſe
greti della diuinità ? co diuino ,& mirabile ar
tificio poi inſegnandoci quale ſi foſſe ilivo
Jere del grande Iddio , con ſtupore de i ſaui
del mondo,i quali per apparar le ſcienze era
no corſi a glindi Brachmani, a i ſacerdoti E
gittij ,& a gliScithi hiperborei. conuien mo
rire , & ellere ignorante a chi vol giugnere
alla vera ſapienza ; la qual non entra ne gli
animi fuperbi , & pieni d'indignatione , ma
ne gli ſpiriti poueri, humili , & ignoranti.
beati i poueridi ſpirito , diceua l'iſteſſa fa
pienza,perchedi eſſi è il Regno de' cieli : ma
che altro è il Regno de' cieli ſe non l'eterna
beatitudine, & l'incommutabile ſapienza di
uina? & perciò diceua il profera regale
Humil penſier in te fol fermi,e intenſi
Di ben contrito core
Non ſpregiarai benigno, alto ſignore
l'ignoranza , ſcriue Platone nel nono della
Republica , è vacuità dell'animo da cuiți gli
babiti; & tale deue elTere l'animo per riceuc
re
DELL'IGNORANZA . SI
teiraggidella diuina ſapienza . ſe voi nó ſa
30
rete com’vno di queſti fanciulli ( diceua l'i
ſteſſa verità ) no entrarete nel Regno de' cie
li. chi poſſiede manco habiti , & maggiore
ignoranza d'vn fanciullo che perciò dillero
&
inoftri legislatori eſſere ignorante di tutto
le quello , che vede , & nondimeno Geniſtio
ar Plethone afferma, che Zoroaſtro per fan
0
ciullo intendeua l'intelletto, o animo ſapien
ul te.quindi gli Aſtronomi Egittij alla fanciul
lezza attribuiſcono la Luna , & Mercúrio .
queſti ſi sà ch’appreſſo gli antichi era tenuto
0
il dio della ſapienza , & la Luna ne imiſteri
ere
fignifica quel Mare eccello dell'acque ſuper
ne, nel quale ſono animali d'ogni ſorte, cioè
712
il Mondo ideale adorno de gli archetipi di
tutte le coſe; nella cognitionedeiquali con
Sad fifte la vera ſapienza ; & quindi Baccho fim
ma bolo appreſto Orfeo del divino intelletto , è
02 perpetuamente fanciullo ; fanciullo è pari
die mente Apoiline , che da Lacedemoni dipin
to ignudo con quattro orecchie , & quattro
mani dimoſtra la vera ſapienza: leorecchie,
& le mani quadruplicate dinotano le quat
tro ſpecie, o parti della diuina leggeraccon
III tate da Platone nel Timeo , nel Gorgia , &
nel Fedro , cioè di Saturno , di Gione , di Ve
nere prima ,& di Venere feconda, dalla qua
D 2 le
si PSICHE , OVERO
le ſono compreſe, & gouernate tutte le coſe
diuine, intellettuali, ragioneuoli , & fenfibi
li . quel medeſimo, ch'inteſero alcuniſapien
ti per lo fiume, ch’vſcendo di Edé li diuide in
quattro capi ad irrigare la faccia della terra .
& per moſtrarci gli antichi , che la notitia di
queſt'ordine non è altro , che ignoranza , ce
la dipinſero con Apollo fanciullo , con tale
aſpecto medeſimamente deſcrivendoci la ma
dre Natura ; onde ſi legge ne gli oracoli di
Porfirio , ch'eſſa fà tutte le ſue operacioni
Com'onfanciul , che molta arena inſieme
Sopra'llito del mare accolga, e finga
Scherzádohor questa, hor quella forma,epoi
Con le mani ,a coʻz piè tutte le ſtrugga.
Ma no può eſſere quelta doctiſſima, & ſapien
tiſſima ignoranza ſenza la morte già rac
contata, anzi chi bene a dentro le conſidera,
troua , che ſono ambedue vna medeſima co
fa ; percioche ſubito , che l'huomo dal diui
no ſpirito deſto diventa ignorante ſubito an
co muore al mondo , laſciando tutti gli affer
ti , & tutte le cozzure del ſenſo , che ne'vitij,
ne gli errori , & nelle iniſerie lo teneua fom
merſo.come per lo contrario chi muore al
mondo parimente diuien fübito ignorante
delle ſcienze mondane, & fapientiflimo del .
le diuine . O Morte dunque viuifica , & pre
cioſa, o
DELL'IGNORANZA. 53
le cioſa, o ſapiente, & felice ignoranza, o ceci.
ol tà de glihuomini , cheingannati dal ſenſo ,
& dalla carne , & perfuafi dall'ambitione ,
queſta diſpreggiano , & quella aborriſcono;
4. Animi nobili, ſacri , & eleuati ingegni , laſcia
di mo ,che l’erráte volgo habbia in odio la moc
ce te teſoro non conoſciuto , per non hauer gia
mai ſcintilla di vita , & che'l Sofiſta diſprezi
72 la ſacra ignoranza per non vſcir giamai dal.
di le oſcure tenebre delle fallaci opinioni, & noi
morendo al modo , anzi liberandoci dal pre
eipitio della generatione con lo ſpirito Pio ,
Sáro ,Religioſo,Pouero,Fáciulleſco,& Igno .
poi rāte,vniamoci, & relighiamoci,quaſi nouel
le, & riſuſcitate Plichi , inázi a gl'Immorta
li Dei co'l belliſſimo , & ſoauiſlimo Amore ;
C ne ſofferiamo, ch'egli dall'ardente ſtilla del.
2, l'inuidioſa lucerna , che rappreſenta la dan
- noſa curioſità dei volgariingegni, offeſo dal
noftro deſiderio ſi naſconda ; ma ricerchia
molo con l'alta ignoráza della viua fede per
l'orme de' noſtri maggiori;percioch'egli tut
to innamorato, & tutto fuoco amoroſo già ci
abbraccia, già ci riempie il fecondo ventre
al del mondo , & purgato cuore d'ogni dolcez
le za , & d'ogni beatitudine. di tāra forza, & vir
L. tù ſono i continui , & feruentiſſimi prieghi
onnipotenti di chi hora PIO SANTISSIMO ,
D 3 &
54 PsichĖ, OVERO DEL L'IGNOR .
& BEATISSIMO gouerna l'vnità della vera
religione, & co'lmiſterio del Pitagorico , &
fruttifero connubial QVINARIO al fuo feli
ciſlimo nome congiunto ordina , & diſpone
il preparamento delle celeſti nozze future
tra gli animinoſtri, & eſſo inuiſibile, & inat
tingibile diuino AMORE .

il fine della Seconda Parte .


SS
DEL

i SETTENAR
IO

D'ALESSANDRO
-
F ARRA

Giureconſulto Aleſſandrino .

Parte Tera.

ZOROASTRO , OVERO DEL


REGNO DI DIO .

' ANTICO , & famoſo Zo


roaſtro Mago, & ſapien
te della Perſia in quelle
poche memorie, che di
lui ſi ritrouano , laſciò
ſcritto , che per trouare
la vera falute noftra
conuiene, che noi s'affrettiamo di tornar'allo
ſplendore del padre , intendendo di quelpa
dre di tutti i lumi di cui parlò l’Apoſtolo Pao
lo dicendo ,il padre habita vna luce inacceſ
ſibile , dal quale, come da fonte abbondan
D 4 tillimo,

V
56 ZOROASTRO, O VERO
tiffimo ,ſono continuaméte produtti, & crea
ti,quafi picciole ſcintille di diuinità , gli ani
mihumani . & più innanzi , che biſognaua
( alirni ſopra vn picciolo carro, & per vna (ca
la di ſette gradi.lequali coſe, come li cava da
Geniſtio plettone, & da Ola Chaldeo inter
preti del medeſimo , non fono altro , che lo
Ipirito noſtro condotto dalla divina gratia , &
dalla virtù del ſacrificio di ſe ſtello ( confor
mea quel detto dell'Apoſtolo Paolo , io vi
priego fratelliper la miſericordia di Dio,che
preſentiate i voſtri corpi ſacrificio viuéte, fan
to, & grato a Dio ) & dalla forza d'una oratio
ne, che compitamente il numero SETTENA
x 10 in ſe ſteſo complicato comprenda . per
cioche da queſto numero vengono tuttele re
millioni, le gratie ,& ibeni ſuperni, eſſendo
compoſto del Tre numero primo maſchile ,
& del Quattro primo numero feminino.il Set
tenario cóplicato in fe fà il numero di XLIX .
hora fi come tutte le orationi li diuidono ne
i'concetti , & nelle parole; & le parole ,le quali
non ſono truouate per altro , che per ſpiega
re i cocerci dell'animo,neceſſariamente ſono
più in numero , che i concetti non ſono , coli
forſe voleua quel grandiſſimo filoſofo infe .
rire, che queſta Settenaria oratione doueua
fette concetti , cioè ſette domande principali
contenere ,
DEL REGNO Di Dio. 57
contenere , & ellere compoſta di quarantano
uc pacole. Ma ecco grăde altezza di miſterio :
1 ne coſtui, ne Pitagora , ne Platone , che lo
2 ſeguirono , feppero mai truouare il modo di
12 comporre queſta Sercenaria Oratione ; anzi
conchiuſero eſſere peceflario , che tale ora
0 tione foffe a noi diuinamente inſegnata , &
& però Platone conoſcendos ch’in queſta ora
tione doueua di modo contenerſi la vera ima
i gine dell'eterna legge di Dio , che l'vna dal- '
0 l'altra folle dichiarata, & regolata , dopo mol
te coſe conchiuſe , che le leggi ſue poreuano
0 durare tanto cheda huomo, cheDio foſſe ve
nille la cognitione di meglior legge introdut
ta.oltre che nell'Alcibiade primo permo
ce ftrare , che di queſta vera oratione biſogna
0 uarimetterſi a Dio , dopo l'hauer biaſimati i
9 prieghi di molti , induce Soccatea lodare l'o
ratione di quel boon poeta , ilqual diceua ,
i Gioue Re, a chi te ne priega, a chi non te ne
priega porgi ottimi doni:prefupponédo,ch'an.
i cora nó fifoſſe trouato chi ſapeſſe il vero mo
do d'orare; e'l medeſimo Zoroaftro primoali
tore di quella'nobile , & religioſa filoſofia, o
religione filoſofica, che fu ſeguita, & amplia
ta poi da Mercurio Triſmegiſto, da Orfeo,da
21 Aglaofemo , da Pitagora , da Socrate ,& da
Platone, ſe ben molte fiate dille, che'l corpola
bile
58 ZORO ASTRO , O VERO
bile fiſaluarebbe; applicando l'acceſa mente all'o
pera di pietd; & che'l padre non riceuerebbe mai 02
Panimo noſtro , fe prima non ci ſpogliaſſimo d'o
bliuione ( per obliuione intendendo la troppa
cura delle coſe del mondo , che dalla ricor
datione dell'eterne ſoſtanze ci rimoue) & di
celjimo le parole, ch'apportano la memoria del pa
terno ſegno, perciò non altro intendendo, che
la detta oratione,la quale,come più innanzi
diremo , comprende l'imagine del Regno
eterno , ſegno dell'eternità diDio ; non però
mai ce la ſeppe inſegnare ſotto molte figure
ſolamente accenandola.Ne ſi prenda alcuno
marauiglia , che queſto huomo a coli alta co
gnitione delle coſe diuine giugneſſe, percio
che, oltre che, come diceua Socrate nel Cra
1 tilo , fù queſta illuſtratione di mente propria
de barbari antichiſſimi, nó è dubbio alcuno,
ch'egli imparò molte coſe da quei primi he
roi della vera religion di Dio : come altreſi
molte altre neimpararono gli Egittijda ime
defimi per queltempo ,che'l popoló hebreo
viſſe fra quelle genti ; & da qui è , ch'alle
famoſe colonne di Mercurio ricorrendo Pi
tagora , Eudoſſo , & Platone , portarono in
Grecia poi molti miſteri , & molti nomi di
uini Hebrei , credendo però , ch'Egittij fof
ſero , & per laſciar molti ellempitritiffimi,
che
DEL REGNO DI D10: 59
4
chie in Platone , & ne gl’altri ſi ritrouano ,
fouuiemmi, che l'altro giorno ad alcuni ami
ci moſtrai , che'l Magno lamblico nel libro
pi de' Miſteri,trattando de i principij delle coſe
ON ufa per nomi EgittijicHTON, EMEPH , & A
MON , che có poca fatica alla natiua origine
Die loro hebrea ridutti ſignificano sigillo ,Verità ,
& Impreſſione.Ma per tornareall'oratione no
771
ni hauendola inſegnata Zoroaſtro,Mercurio ,le
no cui meditationi, & con Pimandro, & con Ta
ЕТО tio ſuo figliuolo ,& con Aſclepio cominciaro
Ore no ſempre da diuoti prieghi, & finirono in
no fante orationi , ſi sforzò d'inſegnarla nel fine
del Pimandro ,manon ui aggiunſe a un gră
20 diſlimo pezzo : fi come non era quello, che
12 huomo,& Dio foſſe; con tutto, ch'egli foffe
ſtimato diuino : il medeſimo auuenne a Pita

10 gora,cheueggendo di non poter con l'altez


leo za de fuoi numeri arriuarui , finalméte dille,
A
elt Se tu laſciando il corpo a lethra aſcendi ,
ne Dimortal'huomoimmortal Dio ſarai.
eo quaſi voglia dire,ſetu potrai trouar la ſcala
della Settenaria oratione, malgrado del cor
i po materiale ,con eſta poggiarai alcielo ,&
ſarai deificato ; & perciò Socrate , chequeſta
jis impoſſibilità conobbe , non pregò mai d'al
of tro Iddio ,ſe non , che gli concedeſſe menre fa
i najn corpo ſano,per mente ſana MINERVA
inten
60 ZOROASTRO , O VERO
intendendo idea della inente illuſtrata,della
quale eraappreſſogli Egittij hieroglifico, &
ſimbolo il Settenario , pur tuttavia alla Sette
naria oratione mirando, uera fapica de gli a
nimi noftri, & da quiè ,che douendo il mede
mo morire, ordinò , che ſi delle il Gallo ad E
ſculapio dio della Medicina , per il Gallo la
Soprema parte della inente intendédo, & pesa
Eſculapio figliuolo del Sole RAFAELLO Ar
cangelo medicina di Dio, & preſidente a que
fto Sole, che noi ueggiamo : perche la preſen
caſſe al uero , & eterno Sole padre di tutti i lu
mi , dal quale egli l'haueua da principio ri
ceuuta.non inigliore uentura hebbero in tro
uar queſta efficaciſſima oratione coloro, che
Socrate , & Platone ſeguirono iquali furono
poi detti Platonici & Accademici. & percid
Maſſimo Tirio nel trenteſimo ragionaméto
doppo l'hauer tutte le coſe , che noi doman
diamo a Dio , ridotte ſotto queſti quattro ca
pi, Prouidenza,Fato, Fortuna, & Arte, finalmen
te conchiude non douerfi orare,ma ſolo filo
Coficamente ragionare con Iddio : come fece
ro Socrare, Pitagora, & Platone. fu queſta ſca
la finalmente o Settenaria oratione già figu
rata nella ſcala del Patriarcha Giacob , [co
perta, & inſegnata al mondo dal Verbo eter
* o fatto huono allhora , che per dar princi
pio
DEL REGNO Di Dio . 61
pio all'humana Regeneratione aſceſo il mo
te delle ſue diuine gratie,a ſuoi diſcepoli dice
ua : Quando uoi fate oratione , non imitiate
10
gli hipocriti iquali publicamente orano per
de
acquiſtarne lode,ne come gli ethnici ,i quali
E con longhezza inſopportabile diparole pen
la fano d'eſſere più facilmente eſauditi; ma ri
en rdotti nella più ſecreta camera del uoſtro cuo
rea Iddio ,che di là ui ſente , riuolti dire: Padre
je nostro, che ſei ne" cieli, ſia ſantificato il tuo nome,
en venga il Regno tuo ,fia fatta la tua uolontà, coſi in
terra,come in cielo ,dacci hoggi il noſtro pane cot
tidiano, rimettici i nostri debiti, ſi conie anco
0
ra noi rimettiamo a i noſtri debitori, & non cila
ſciar cafcare in tentatione , ma liberaci dalmale ,
LO
Amen . Ecco queſta ſantiſſima oratione infe
LO
gnataci dalla ſomma verità , & nell'hebreo
0
ſua prima origine, & nel latino ,one è ſtata ri
1 dotta , comprende quarantanoue parole , &
ſetce domande ; le quali coſe inſieme fanno il
Settenario in ſe ſteſſo complicato . la prima
domanda è, la ſantificato il nome tuo , la le
conda uenga il tuo regno , la terza fia fatta la
tua uolontà, la quarta dacci il pane, la quin
ta rimetrici i debiti, la felia non ci laſciar ca
fcare in tentatione,la ſettima liberacidalma
le , tutti queſti capi poi in lette altri per cia
fcuno ſi riducono , come ſi potrà vedere dall
effempio
62 ZOROASTRO , O VERO
eſempio del ſecondo, che per trattare del RE
GNO DI DIO , intendo di particolarmente di
chiarare in queſto picciolo diſcorſo . da qui
forſe è nato nella chieſa di Dio il nobile, &
diuoro uſo della CORONA , onde uien queſta
( antiſſima Settenaria oratione,letteuolre re
plicata :percioche co eſſa ,come diceua Ago
Itino, impariamoa ſcacciare i ſette peccati
mortali , impetrare i ſette doni dello ſpirito
ſanto , le ſette uirtù ,tre teologiche, & quattro
cardinali , & finalmente le fette beneditrioni
del Regno di Dio , che ſi racconteranno più
innanzi.la parola a MEN poi di queſta oratio
ne,facendo il numero di cinquanta ,uiene ad
eſſere ſimbolo della ſettimana fuperna, &
del Sabbato de' Sabbati , dal quale, come uo
gliono i teologi hebrei , eſce lo ſpirito ſanto,
viene ogni remiſſione de peccati, diſcende
ogni perdono, & naſce ogni infuſione di gra
cia: al quale finalmente l'animepure,& net
te d'ogni macchia terrena , tornaranno a go
dere liberamente la paterna heredità, & però
diceua Rabi Amai nel libro de ſecreti , ſopra
iluenteſimoprimo Salmo queſte parole, vol
le inferire il Profeta ,che ciaſcuno tornarà alla fa
miglia fua , e alia heredità de padri ſuois quaſi di
ca , che aſcenderanno per gli angeli al luogo della
doro ordinatione ; la quale è il fiume di Dio pieno
d'acque
DEL REGNO Di Dio . 63
I d'acque uiuenti , intendendo di quelle acque
fuperne del mondo intellettuale, nelle quali
coloro , che oſſeruano i precetti della diuina
à legge, come diffe Elaia, godono,& ſono ciba
si dell'heredità di Giacob lor padre , da qui
nacque il famoſo numero delle cinquanta
0 porte d'intelligenza ,delle quali , ſecondo gli
an ſcrittori Hebrei , Mosè quarantanoue ſola
10 mente ne conobbe,con tutto ,che foſſe coſi a
10 mico, familiare,& domeſtico feruo di Dio ;ſo
loilRedentore noftro diuina , & paterna Sa
pienza lepaſsò tutte ; quindi l'Apoſtolo San
Paolo ſcriue: Noi habbiamo CHRISTO GIE
sv figliuolo d'Iddio , Pontefice Maſſimo, il
quale ha penetrato tutti icieli,nó queſtima
ceriali, & uiſibili, ma quei dieci ſoura celeſti,
& loura intellettualidella deita ,che i Cabali
fti, come ſcriue l'auttore della porta di luce ,
A SEFIROD chiamarono, & noi numerationi,
** ouero diuini attributi nominare poſſiamo. &
fuben giuſto ,ch'egliche con l'altiſlima ora
tione ſua le quarantanoue porte inſegnando
B ci eguali a Mosèfatti ci haueua , l'ultima có
la quale ſi uede & conoſce la propria eſſen
za di Dio a ſe ſolo riſerbafíe,poicheueramé
te Dio nel rimotiſſimo albergo della ſua dei
tà nó può eſſere da altri ,che da ſe ſteſſo cono
ſciuto , & perciò i Cabaliſti Hebrei alla debo
lezza
64 ZOROASTRO , OVER O
lezza & cecità del noſtro intelletto mirado ,le
tre prime numeracioni , CORONA , SAPIEN
LA ,& PRVDENZA , che i noſtri ordinatamen
te riferiſcono al Padre ,al Figliuolo , & allo spi .
rito ſanto ,come dinotanti la Vnitrina eſſenza
d'Iddio, nominarono ENSOPH , cioè infinito :
come altreſi Dioniſio Areopagita nella mi
ftica teologia, & nella quinta epiſtola , che
ſcrive a Doroteo ,la chiamò caligine, & alcu
ni altri diſſero , che ella è VNITA , EGVALI
TA,& CONNESSIONE ,oggetto oppoſto alla
mollitudine inegualità, ec feparatione diqueſto
mondo materiale. quel medeſimo, cheRabi
Amai nel libro della ſpeculatione chiamò
VNO, VNIENTE, VNITO: & Abrahamonellie
bro della formatione , uno ſpirito Dio uiuente,
benedetto eſo, & benedetto il nomeſuo,che uiue
in eterno ,VOCE,SPIRITO, & VERBO,fpirito San
to ,due fpiriti da uno ſpirito , & Azariello nel li
.
bro della ſantità ,queſto è il primo ſenzaprinci
pio , e l'ultima ſenza termine . lo non tarda
raccontare tutti i lecretische in queſto Sette
nario ſono compreſi,ne tutti i miſteri,che tuc
ta queſta oratione altamente contiene in ſe
ftelia, perche troppo ci ſarebbe che fare,&
del Settenario parlaremo più diffuſamente
altroue.prenderò dunque per hora ſolamen
te la ſeconda domanda, con la quale l'autto
re
DEL REGNO DI D10 . 65
le red'ogninoſtra ſalute ci ha inſegnato a chie
N: dece al padre eterno il felicilimo Regno di
PA tutti i ſecoli.Scriue Iamblico ne'miſteri , che
non diſcendendo dalla ſomma bontà altro ,
zi che buoni induſli ,dicendo anco l'antico Za.
0: roaltro ,
- Dal putcrno principio nulla naſce ,
e o ſi riuolge, ch'imperfeito 1 :1,
CH imali , & le miſerie,checi affiggono, nó uen
1 gono per alcro, ſe non perche noi uitiofamen
te uiuendo iodegni , & incapaci de buoui ,
to diuini influi ci rendiamo;a guiſa di coloro,
61 che dairaggi del Sole fuggendo,nelle oſcus
riſime ſpelonche li naſcondono;a i quali,lin
che di nuouo non elcono ad eſporli all'ocs
ls chio folare,niuna forte di luce arriva;percio
che noi parimente ſempre che uitiofa vitas
dieniamo, come fuggiti dal coſpetto diDio,
non polliamo riceuere gratia alcuna dal feli
cils. Regno fuo, fin che dinuouo dalle oſcu
re , & tenebroſe cauerne del corpo , & delui
+ tio fuggendo allo ſcoperto, & aprico campo
dell'intelletto , & della virtù non ci torniamo
ſe a porre , per renderci poi capaci delle divine
gratie co'l mezo dell'oratione: la quale,come
EC it medeliino lamblico diceua, fa in queſto ca
ſo quell'ufficio , che fa la fune có la qualears
taccata al porto , coloro , ch'in naue fono, li
E tirano
66 ZOROASTRO , O VERO
tirano a terra;perciò che l'eterna bontà Vni
tà immutabile , & porto uniuerſale di tutti
gli ſpiriti , co'l mezo d'eſla oratione ſanti fa
cendoci, all'hora a ſe ci riuolge, e tira per ar
richircidel Regno ſuo : dal qual egli diffon
de,& pioue in noi tutte le gratie abbondante
mente . Da queſte conſiderationi cili appre
ſentano tre capi da diſcorrere in queſto ra
gionamento, la diſpoſitione di chi ora, l'ora
tione, e'l Regno di Dio influente, con lemi
fure,proportioni , & conueneuolezze , che la
oratione, e'l Regno di Dio hanno infieme, &
che parimente devono nell'orãte ritrouarſi,
per farlo degno, & capace de' diuini infuſi.
come dunque, ſe la naue foſſe ſouuerchiamé
re carica,non baſtarebbono le braccia de na
uigantico picciola fune a tirarla a riua, coſi
conuiene, chechiunque ſi riuolge a pregare
İddio innanzi a tutte le coſe eſaminila con
ſcienza fua, & per non ſcemar la forza dell'
oratione ſi allegeriſca del dannoſo carico de
peccati morcali :iquali, com'anco diceuano:
Mercurio,& Plotino, ſono le tenebre dell'in
telletto noftro : & queſti parimente ſono dal
Settenario compreſi,Auaritia, Accidia,Super 1
bia,Gola, Inuidia,Luffuria , & Ira . & ſono le
uere infermità dello ſpirito , aſſomigliate a PE
tante altre infermità corporali, hidropiſias , 2
letargia,
DEL REGNO DI D 1.0.267
i letargia, infamınatione, epileplia, dopra, fe
i bre, & frenelia ; dalle quali diede uittu dicu
rarci CHRISTO Redentore, uero medico no
ſtro,nella ſantiſſima paſſione ſua, liberando
n. ci con l'inchinar del capo in croce dalla fus
I perbia ,co'l pregare per li nemici dall'ira,cou
la ferita del coltato dall'inuidia , ço'l portare
la croce dall'accidia ,co'l dare lo ſpirito al pa
fo dre , il corpo alla croce , la madre al diſcepo
lo, e le uelti a i crociffiori dall'auaritia , con
l'eſſere flagellato dalla luſſuria , & co'lbere il
fele dalla Gola . ſono quefti medeſimi pecca
ti paragonati a ſette beſtie, l'Auaritia al Ric
çio , l’Accidia all'Alino , la Superbią al Leo
ne , laGola all'Orſo , l'Inuidia alCane , l'Ira
alLupo, & la Lufuria al Porco.queſte tali
li forme hanno queſti peccati , le quali, come
re diceua Zoroaſtro , & dichiara Geniſtio Pletto
ne,li ſcoprono all’hora, che gli animi noftri
I' l ritraggono dalla ſozzura carnale , & delle
cole materiali, da queſte beſtie, ch'altroue il
2 medefimo Zoroaſtro chiamò uermi, tignuo
le, & immonditie habitanti, & bruttanti il ng
1 ftro vafo con gl'immondi ſpiriti , da iquali,
come ſcriue il Zohar,ſotto Azazelle, & Lilit ,
e demonidella çentatione ſono ſempre accom
pagnati , biſogna, che noi cerchiamo innan ,
zi a tutte le coſe di liberarci,purgarci,& rens
E 2 derci
63 ZOROASTRO , O VERO
derci mondi, & puri:della quale purità inten
dendo Plorino nel libro della bellezza dice
tra ſe ancora non ti conoſcibello, mondo, cerca
dimirare lo ſcoltore,che dalla ſtatua,laquale egli
defidera di fare degna di lode, parte ne indirizza,
parte netradc, c polifce,coſi tu in te steſſo lie
ua il fornerchio,dirizza il torto , l'oſcurità,con
la purgatione illuftra,ſin’atantoche nella statua
dell'animo tió tu'uedi apparire il diuino raggio
della virtù , & più innanzi conchiude, che chi
vuole contemplare Iddio , & la bellezza ſua ,
deve farli diaino , belliſſimo , & deiforme, &
perciò diceua il Profeta, Spargimi Signore
d'Hefopo ,ch'io farò mondato ,lavami, ch'io diver
rò più bianco, che la nene , s'aiuta queſta purga
rione mirabilmente con la lettione de libri
facri, con la couverlatione di perſone diuo
te, & pie, & con gli fpeffi tagionamenti ſanti
fatti con effi; & perciò diceua il Redentore
noftro, Voi fete mondi per gli ragionamenti, cho
falti conejjiuoi.per queſto riſpetto l'Antiore
della Porta di luce ſcriue, che i Salmi fono
deitti Theillinn,& Miſmorim ,cioè fálci podato
rie ;percioche con elli li recidono;& tagliana
törte le poteftà nemiche: le quali poffono im
pedire le noſtre orationi,che non nadano di
ritte nel conſperto del Signore da quiè,che
uella Chieſa di Dio gli huomini diuoti &
pil;
DEL REGNO DI DIO . 69
pij ;dicono ogni giorno ſette Salmi ciaſcuno
de quali uiene a riſecare una contraria pote
ftà del peccato mortale : contra l'Auaritia il
Salmo centefimoprimo; contra l’Accidia ,il
centefimoquaranteſimoſecondo ;córra la Su
perbia , il trentefimoprimo; contra la Gola, il
COM wentelimoottauo ;contra l'Inuidia,il centeli
mouencefimonono ; contra la Luſſuria, il cin
quantelimo;contra l'Ira il ſeſto.Ma con mol
to maggiore efficacia ſi diſtruggono gl'impe
dimenti del nemico , con la denaria comme
2,
& moratione della ſalutatione Angelica fatta
le alla B.Vergine , che nella medeſima Chieſa
di Dio li fa innanzialla Settenaria replicacio
ne dell'oratione del Signore; perciocheinná
zi al nome della Regina de cielicremano , &
foggopo tutti gli ſpiriti infernali.oltre,
01 dargli nuoua , che da lei douelle naſcere il fi
gliuolo di Dio , fu mandato Gabrielle inter
pretato Fortezza di Dio della parte di Gebu
rab , cioè Fortezza, Terrore, & Giudicio , per.
che nella uirtù del glorioſo nome diMaria
naſceſſe il uigore di contraſtare all'inimico
dell'humana generatione. Venne dunque
3
dalla parte Aquilonare Gabrielle a Maria
piena di gratia, la quale è Auſtrale, perche
naſceſſe da lei colui,ch'abbracciādo, & l'una
!
e l'altra parte liede nel mezo , & regnanella
E 3 caſa
70 ZOROASTRO , O VERO
cala di Giacob ,ilquale caminando per la via
di mezo comprele il Rigore , 0 Timore attino,
che gli Hebrei chiamano PACHAD d'Iſaac,
& la gratia, & piecà, cheimedelimi chiama
10 CHESED di Abraamo , biſogna dunque
con queſti mezi fare la reſecatione de gli ſpi
riti contraſtanti , la quale in uero non èaltro,
che rinonciare a tutte quelle coſe checi poſ
ſono leuareda Dio , & perciò diceua il Reden :
tore noſtro , chi non rinontierà quello che:
poliede, non potrà eſſere mio diſcepolo.ci
biſogna dunqueinnanzi a tutte le coſe abbá
donare il Mondo , & co'l Profeta Santo a Dia
rivolti dire :
Volgi la faccia tua da i miei peccati ,
Et le mie iniquità tutte ſcancella ,
Produci in me purgato, & mondo core ,
E in eſſo retto, e buon ſpirto rinoua :
Non mi ſcacciar dal tuo diuino afpetto ,
El ſanto Spirto tuo da me non lieua .
Con queſta dignificatione dunque con fede,
& ſperanza d'ottenere quanto egli deſidera,
può l'huomo proferire co'l cuore la Settena
ria oratione, & chiamare confidentemente il
felicillimo Regno di Dio , & perchepoſſia
mouedere che proportione egli habbia con
l'oratione , & con l'orante,ueggiamo quello ,
che per Regno in quelta oratione ſi polla:
inten
DEL REGNO DI Dio . 70
intendere . Si comeil Regno non è altro,
che quella parte;oue domina il Re, coſi pro
> priamente il Regno di Dio farà la moltitudi
ne delle coſe,nelle quali fa reſidéza, & ſigno
reggia Iddio : ma ello è in tutte le coſe , & im
pera in efle, adunque l'uniuerſità delle coſe è
il Regno di Dio.& cometutto ciò debba inté
derſi dimoſtra nobilmente Placone nella ſe
1 conda epiftola ,che ſcriue a Dioniſio, ponen
do Iddio Redell'uniuerſo, quaſi centroindi
uiduo , & incommutabile di quattro cerchi,
che ſono la Mente,l'Anima, la Natura , & la
1 Materia ; & come , egli Sole infinito ſparge
per queſti cerchi isbelliſſimi raggi del ſuo
ſplendore, infondendo nella Mente le Idee,
nell'Anima i concetti,nella Natura i ſemi, &
nella Materia le forme, & come dai concerti
dell'Anima prende , ſecondo i Platonici , la
Natura i ſemi, cói quali forma queſto Módo
séſbile , coſi la méte dalla belleza di quei pri
mi eſséplari forma in ſe ſteſſo il Módo Intel
lettuale , che fu da Platone nel Timeo detto
opefice del Mondo materiale, & nel libro del
Regno , Re dell'eterna città, conuertitorede
gli animi , anttore d'ogni reſurrectione, nel
quarto delle leggi,principio,mezo ,& finedi
tutte le coſe , & nelProtagora dattore beni
gno de lle
delle diuine,& humane leggi . A queſti
E 4 due
72 ZORO ASTRO,OVERO
due Mondi aggiungono alcuni il Mondo fo
preniſſimo della Deicà , che non è alcco, che
Dio incóprenſibile, & ineffabile, rimoto nel
l'inacceſibile abillo del fuo lume infinito.in
queſti tre Mondi impera queſto grandiífimo
Re,nelprimo con la propria ellenza , & con
la luce d'ensoph , infinità inenarrabile.di
queſto primo Regno, le perd quiui Iddio Re
chiamar ſi può , che non riceue alcuna forte
di nome, o di defcrittione, intédeua Orfeo ne
gl’hinni , e'l Profera dicendo, Regráde ſopra
tutta la terra , & altcoue lo chiamò Rede gli
eſerciti, & delle virtù , & nel ſecondo Salmo
diceua il medeſimo,io in'ho conſtituito il Re
mio ſopra Sione monte ſanto.nel ſecondo, il
quale uieneanco detto fuperno Giubileo, fi
gvoreggia queſto altiſſimoRe,ſecondoime
defimi Hebrei,nell'animadel Melfia cógiun
ka ad ELAI , cioè Dio uiuente, & uerbo della
vita . & perciò il profeca ſanto del medeſimo
Melia parlando ,diceua, & ſopra il Giubileo
piantarà le radici ſue. nell'ultimo Mondo ,
cioè, ſenſibile ,lignoreggia Iddio co'l miniſte
rio di METTATRON ,SERAPANIM ,cioè pré
cipe de gli aſpetti,intelletto agente dell'ani
ma del Mondo . Hora per uenire a più parti
colare cognitione di queſto diuino Regno ,è
da ſapere ch'Iddio è da i medeſimi theologi
Hebrei
DEL REGNO Di Dio . 73
1 Hebrei deſcritto in due modi , NVDO , & VE
STITO , & a Dio nudo, cioè, raccolto in ſe ſteſ
fo , & feparato da ogni cura , da ogni cognitio
ve intellettuale,& da ogni participatione,at*
0 tribuiſcono queſto nome hvw , cioè,idemip
1 fum ,che Platone chiamò rAYTON , & da no
1
Itri è detto l'iſtello, o'l Medeſimo, quindi ne
Salmi,oue il Profeta dice, Tuautem idem ipfe
Ć es, anni tui non deficientzi noftri dicono
Matu'l Medeſmo, & quell'isteſſo ſei ,
E Et glianni tuoi non haueran mai fine.
i queſto medeſimo, ſecondo alcuni intele Vir
gilio , là doue introduceGiove a coſi dire ,
Et Gioue eterno
1 Re fia di tutti quel MEDESMO ſempre .
Iddio dunque nella ſua eſſenza riſtretto ,chia
marono gli antichi nudo, caligine, & notte,
7 & gli attribuirono ENSOPH ,cioè,non Entego
2 infinità incomprenſibile; ne uolſero ch'egli
o tale eſſendo s'inchinalle a prenderſi cura di
2 premiare,o punire, cóforme a quel detto del
Profeta , 10 fono, io fon HvH , che ſcancello ap
preffo di me le tue iniquità , più non mi ricorda
de ' peccati tuoi, fi deſcriue Iddio poi ueftiro ;
percioche ſe'l uiſo di Mosè , nel quale riſplé
deua un picciolo raggio di diuinità, non po
teua eſſere guardaco, come diceua l'Apoftolo
Paolo, da i figliuoli d'Iſraelle, ma biſognaua
coprirgli
74 ZORO ASTRO , O VERO
coprirgli la faccia, quanto maggiormente de
ve per farſicognoſcibile l'infinita luce d'Id
dio uelarſia'gl'intelletti noftri . & mallime a
coloro che cercarono di deſcriuere la natura
diuina infinitamente infinita, con quel poco
di lume ch'è in noi, il quale, come ben dice
ua Ariſtocele, è fatto a guiſa de gli occhi del
Veſpertilione alla diurna luce del Sole.dif
ſero dunque Iddio ueftirſi alcuna uolta co'l
lume uifibile delle coſe create,& però diceua
il Profeta ,
Come di uefti d'alto lume cinto .
tal'hora di uefti bianche di Cleméza , d'Amo
re & di pierà, comela veſte, con la quale com li
parne il Redentornoftro nella transfigura
tione del monte Thabor,alcune volte di rof
(o,di giuſtitia, & fortezza, & altre finalmente
di confeflione dilaude,& d'honore , & perciò
diceua il Profeta , Signore tu ti ueftiſti di con
fellione, & di decoro, & per darci più partico
lare notitia di queſte veſti di Dio , imedeſimi
theologi Hebrei dai libri della legge dieci
generi generalillimi canarono , ſotto i quali
tutte le coſe riduſſero , & con eſli Iddio, &
Nudo, & Vestito deſcrifiero, & gli chiamaro
no Sefire , & noi ſegni, miſure,numerationi,
ſimboli, attributi,nominare poſſiamo la pri
ma chiamaronoCORONA Coprema, dicédo,
ch'ellendo
DEL REGNO DI Dio. 73
ch'effendo corona del Regno di tutti i ſecoli,
è parimente fonte ſenza fondo, & padre del:
le iniſericordie : il cui milterio , come fcrilie
Eliezer Haxlit , è , che l’Eſſenza figilla per la
Verità : a queſta riduſſero la luce inaccellibi
le, & come fcciue Tedaco leui nel libro delle
dieci numerationi, i giorni dell'eternità ,con
forme a quella fcrittura,l'uſcita ſua prima da i
giorni del ſecolo. Alla ſeconda numeratione
decta Sapienza , attribuiſcono il figliuolo
primogenito , l'eſſentia,e'l principio. Alla tec
za detta PRVDENZA lo Spirito ſanto . Giubi
leo , tromba grande, conuerfione penitentia
le, redentione del Mondo, & uita de' futuri ſe
coli.con queſte tre prime numeracioni dun
que , che noi tre perſone nella diuinità chia
miamo , cioè : Padre ,Figliuolo, e spirito Santo,
deſcriſfero i Cabaliftilddio nudo ,cioè l'allo
látiſlima eflenza di Dio riſtretta , & quafio
ciofa ENSOPH . Ma perche ſicome ancodice
ua Racanat nel principio delGeneſi,cercard
forſe alcuno in che modo ellendo la ſapiéza
ſecoda numeratione,la chiamata principio,
percioche ſi legge nel libro di Bahir , che'l
principio non è altro, che ſapienza, la onde,
la doue Mosè diſle nel principio cred Dio il
Cielo , & la terra , dichiarano nella ſapienza
( cioè nel figliuolo )creò;perciò è da ſapere ,
che
76 ZOROASTRO , OVERO
che i Cabaliſti dicono ,che uolendo Iddioite
ftirli, cioè partecipare & diffondere ſe ſteſſo
nella produccione , uſcendo dall'infinità di
ENSOPH , l'ALEPH tenebroſo , che in Ain
ſcritto in hebreo , chenulla ſignifica , ſi ritro
ua , li conuerte in Alerh lucido ;percioche fi
ricroya ſcritto, come le tenebre ſue coli la ſua
luce: il quale allhora ſi chiama ALEPH gran
de,che deſidera uſcire , & dimoſtrarfi cagione
di tutte le coſe,per la lettera BETH , che nell'
Alfabetto lo ſegue,la quale lettera, ſcriue El
cana eſſere il principio della fabrica , & Mna
hem Recanat , tu trcuarai che la lettera Berb fa
tutte le coſe; percioche ad eſſa congiungedoli
l’Alepla genera a B chevuol dir Padre d'ogni
generatione , & d'ogni productione: queſta
medelima Beth laſciando l'Aleph , & riuol
gendoſi all'uniuerſità degli enti prende l’ul
cima leccera dell'infinità d'Ain , la quale è
Nun , & congiugnendoſi ad eſſa genera Ben,
cioè figliuolo , il quale è la prima produttio
ne nella deità, & principio d'alcerità , & per
ciò è nominaca RESSITH , cioè , principio ,
per lo quale ſono fatte tatte le coſe, & perciò
lilegge ne i libri ſacri,cu hai fatto tucre le co
ſe nella Sapienza . Reſta poi nel mezo d'Ain
la lettera lod. la quale è limbolo del gran no
me di Dio i A , le quali due lettere ſe ſi telle
ranno
DEL REGNO Di Dio , 77
ranno con la Beth & con la Nun , che faceva
0
no figliuolo, produrranno Bina , cioè,Pruden
za terza numeratione , che, come ho detto di
ſopra , vienechiamata Spirito Santo , le quali
tre coſe fanno l'Vnitrina effenza di Dio, che
adoriamo noi , che la uera ,catholica , & ortho
2
doxa fede di Chriſto ſeguitiamo l'altre fette
7
numerationi dunque ſono le uefti, onde s'a
dorna ſecondo i Cabaliſti Hebrei l'altillimo
Redell'univerſo dellequali la prima,o quar
ta,ſecondo l'ordine di ſopra ,è detta Benigni
tà ,Gratia,Magnificenza, Deſtra, & ſcettro di
Dio , Miſericordia, Acque ſuperne, Argento
di Dio,Michaelle ſacerdote , HaſmalAnge
lo lucidiflimo, Auſtro , & mezo giorno , la
quinta Timore, Severità,Giudicio,Fortezza ,
Spada, & finiftra diDio ; fuoco, il quale eſce
dall'acque,Occidente, & Aquilone,Gabriel
le, Iſaac notte, & oſcurità: la retta :Gloria ,Or
namento , linea di mezo, piacere, legno della
nita ,htionto ſuperno, Adamo celeſte, iſrael
te uecchio , Dio diGiacob : & fcriue Tedaco
levi,che da queſto laogo ſi diſtinguono le fet
tanta nationi ſopra la terra: la ſettima Trion
fo,eternità,colonna deſtra, Ruora grande, &
Moiſe : l'ottaua confeflione dilode, colonna
finiftra; & difciplina del Signore , la nona ':
Fondaméto,Giufto,Giuſeppe,Intelletto buo
no,
78 ZOROASTR.0 , OVLRO
no,Sabbato,quiere, fonte della piſcina,rede
tione ; patto della circonciſione , e'l giorno
quinquageſimo di Leuiathan.la decima: Re
.gno, Chieſa d'Iſraelle, confolatione, fatietà ,
figliuolanza,uiſione di Dio, terra deuiuenti ,
miſericordia infuſa ,Regina del cielo ,Vergi
ne d'Iſraelle, porta di Dio, primogenitura di
Giacob , benedictione , piſcina , & pozzo del
Settenario , percioche in ella le beatitudini
dell'altre ſecte, cominciando dalla fapieuza,
come ho detto, principio, influiſcono .A que
fte dieci numerationi,dieci nomidel Realtiſ
fimo , quaſi puri raggi della diuinità , come
anco uoleua Platone de' nomi diviniparlan
do, precedono, & ſeguono dieci ordiniAnge
lici, computandoui l'ordine Animaftico de
gl'issim , cioè,Giganti,& Heroi , nel mondo
celeſte dieci intelligenze, che volgono dieci
sfere , nell'inferiore diecigeneri generalilli
mi, nell'huomo picciolo Mondo dieci parţi
principali , cioè lo ſpirito uitale ,il ceruello, il
polmone, il cuore, il fegato, il fele, la milza,
le reni, il membro genitale, & la matrice: fi
) nalmente nella legge di Dio dieci precerti
del Decalogo perpetuamente indiſpenſabi
li. Dalle coſe ſin qui dette poliamo conchiu
dere, che, ſi come l'allolutiilima eſſenza diui
na in ſe ſteſſa raccolta,o.conſiderata,non ſog
giace
DEL REGNO DI DIO . 79
giace ad alcuna humana deſcrittione, o co
0
gnitione,coli, che Dio non cominciarà ad ef
e
ſere propriaméte Re, ſeno dopo che adorná
, doci delle ueſti ſopradette, no comincia a par
E, ticipare la diuinità ſua itutte le coſe create;
uifibili, & inuilbili, quali ſono l'infinito fuo
i Regno.Il Regno di Dio dunque non ſarà al
1 tro, chela participatione'della diuinità , & p
i ciò diceua il Redentore noftro : Il Regno diDio
1 èfra noi ,a gli Apoſtoli ſuoi ragionando ;cioè,
voi participate per mezo mio della diuinita,
la quale in noiritrouandofi ci dà forza d'im
2 perare,Regicutti facendoci; & perciò diceua
1 Chriſto: Ecco io ui ho dato potesta di calcare ſo
- pra iſerpenti, & ſopra gli ſcorpioni, co ogni uir
2 tù del nemico , & che queſto fa il Regno di
Dio, egli più innanzi lo dichiara, dicendo,ſe
nel dito di Dio diſcaccio i demonijueramen
teèuenuto in uoiil Regno di Dio , Queſto
. Regno , & queſta participatione di diuinità di
prende anco per quella SECHIŃ As cioè glo
ria cohabitante, che nel tabernacolo , & nel
rempio di Dio diſcendeua, & è quella habita
tione, della quale intendeua GiouanniSáto ,
dicendo: il Verbo diDio ſi fece carne , & habito
in noi, & habbiamo uistola gloria ſua.Mercurio
Triſmegiſto di queſtoRegno, & participatio
ne di diuinità, inceſelà douediſſe : Tutti colo
10,
80 ZOROASTRO , O VERO
0
10,0 Tatio , i quali per gratia di Dio hanno ottenu
11lu
to la mente,ſecondo il parangone delleoperation
de mortali ſono immortali tenuti , abbracciando
con l'intelligenza loro tutte le coſe cheſono in ter DE

ya ,inmare, ú ſopra'l cielo, Ở s’alzano di modo,


che anco possonouedere il ſommo bene ilqual urg
gendo ſubito ſtimano miſera, infelice queſta no
stra uita, diſpreggiando perciò tutte le coſe corpo
rali. Plorino di quelto medeſimo parlando
ſcriue: Questa è la uita de gli huomini felici , ci
di coloro ,c'hanno acquiſtato l'intelletto ,fuga d'un
folo a quello ch'è ſolo ,ch'eſſi appetiſcono que
Ita medelima méte, & intelletto il Signor no
ftro chiamò, cognitionediDio , & uita eter
na appreſlo S.Giouanni,dicendo :Questa è la
nita eterna ,che conoſcano te Dio uero, & quel Gie
fu Christo , che tu bai mandato ; percioche tal co
gnitione non ſi può hauiere ſenza il lume del
ja mente ,del qualediceua il Profeta : Signo
re nel tuo lume ucdremo il lume . Quando dun
que noi preghiamo Iddio, che ci mádi il ſuo
Regno intendiamo,ch'egli c’infonda la Mé
te,cioè,chec'illumini l'intelletto , chediſcen
da in noi con la gloria ſua, & faccia in noi te
kdenza,facendocipartecipi della ſua diuini
td in uirtù di Gieſu Chrifto uero mediatore,
che Dio,& l'huomo coli lontani eſtremi con
giunſe , per aſſicurarci , che della copula , &
COW.
DEL REGNO DIOD 10. 81
congiuntione con Iddio ſarà fatto gratia a
ciaſcun di noi ſe l'animo noftro, il quale è ſe
condo Paolo, & Xiſto pitagorico tempio di
Dio ,purgaceino di modo ,che ha degno di ri
ceuere la diuinità difcendente in ello ; la on
de,perche coloro , iquali non ſono degni di
riceuere Iddio , fi fanno ricettacolo del Dia
uolo, perciò bene auuertiua l'Apoftolo Pao
lo ,che chi prende indegnamente il facrame
to dell'Alcare, uera SECHINA , anzi uero Id
dio partecipato a gli huomini, riceue parima
te il giudicio ,& la dannationeſua; al contra
rio di coloro che degnamente lo prenderan :
ao;de i quali diceua Chriſto ,chiama me,ſery
uarà il parlarmio ,el padre mio amaràeffo,
& diſcenderemo in lui, & nel medeſimo fare
mo reſidenza. Da queſto Regno di Dio.dan
que nel qualeinfluiſcono l'altre SEEIRE , &
perciò detto piſcina , & pózzo diSettenarią
benedictione, Mare,& ricettacolo inflyčte di
tacti gl'influſú buoni, per diuerli canali diſce
dono in ciaſcuno uiuente diuerſi doni; la on
de ſempre chenoi con la mente pargata da i
peccati , & con lo ſpirito mondo ,& recto ,chia
miano il Regno di Dio , chiamiamo anco ,
oltre ogni noltra cognitione , quella gratia
del lame naturale , dicuiſindal principio ci
fece degni quel ricchillimo Re.ch'a ſuo pia
F cere
82 ZOROASTRO , OVERO
cere diftribuilce i talenti ſuai ; & quși doni ,
che ricorda l'Apoſtolo S.Paolo a i Corinthi,
& finalmente le benedittioni promeſſe da
Gieſu Chriſto in S. Matteo , che ſono il uero
teſoro del pozzo del Settenario ; le quali coſe
turte particolarmente addimandiamo co'l ſe
cando capo di quefta Settenaria oratione . &
che ciò ſia uero .
Promette queſto Regno feliciſſimo Chri
toRemaſlimoa coloro , che ſono poueridi
{ pirito,cioè,che ſe bene hanno delle ricchez
ze,non però le ftimano , ſe non quanto ſe ne
riconoſcono diſpenſatori, & miniftri di Dio;
percioche ricchi d'animo fono i ſuperbi,egli
auari, che il tutto per feritengono,& fpendo
no in uſo illicito , della qual ſorte d'huomini
paclaua il Signor noſtro, dicendo chepiù fa
cilmente ſarebbe entrato un Camelo per lo
picciolo forame d'an'ago ,ch'un ricco nel Re
gno di Dio.le ricchezze dell'auaro ſono,co
me diceua Seneca ,a guiſa della febre la qua
le non è poſſeduta, ma poſſiede i corpi infer
mi ; & perciò diceua il Profeta ne'Salmi, ſe
t'abbonderanno le ricchezze , non u'applicare il
cuore.Il nedelmo Regino ſotto nome di con
folatione, come dilli poco innanzi chiamarſi,
è promeſſo a coloro chepiágono, & ſono af
Mitti, percioche trouando quiui ilpadre d'o
gni
DEL REGNO Dr Dro : 83
gni confolazione ſono tutti gli afflitti confo :
tari , & mirabilmente ricreati: & perciò ben
diceụa l'Apoftolo, fe Dio è con noi ( cioè le poi '
habbiamo ilRegnodi Dio ) chi farà contra di
no cioèquale afflictione ci potrà offendere?
e'lRedentore noltro diceua:Cercate prima il
Regno di Dioche poi farcte conſolati di tutte que
Ste coſe è chiamato il Regno di Dio ne'libri
facri, come moſtra l'autor della porta di lu
ce, Terra deviuenti,& fpecialmente dal Profe
tà nel ventelimofelto Salmojouedifle's
- Credo che nella terra de'uiuenti ,
Vedrò i beni infiniti del Signore .
& èquellamedeſima terra alla quale diffeld
dio , produca la terra ogni anima uiuente,co
me univerſale Idea di tutte le uite ,che fu con
tante lodi eſaltaca da Platone nel Fedone :
nella qual terra furono, comein fonte uiua
ciflimo d'ogni uerità, piantati gli arbori del
da Vita,& della Sciéza del bene , & del male,
con tutti i cedri di Dio, & con tutte le piante
piantate dalla mano (ua , che ſono le idee di
tutte le coſe in quell'altiſſimo Regno ſemi
nare , & percid diceua Chriſto , ogni pianta,
che non haurà piantata il padremio faraera
dicata:intendendo,ſecondo alcuni, che tutte
le coſe ,le quali non hanno certa idea nell'Ar
chetipo, non potranno hauere permanenza.
F 2 il
84 ZOROW'S TRO , OVER O
il pofſefſo di queſta terra dunque è promeſo
da noſtro Signore a gli animi manſueti , cofi
ellortandoci ad eſſere tali , imparare tutti da
me , che ſono manſứéto , & humile di cuore,
non è già promeſſo quelto Regno a glhirſu
ti,duri , & hiſpidi di coſtumi, & perciò fi lege
genelle hiſtorie diuine,cheGiacob foaue, &
morbido fu caro a Dio, & ch’Eſau daro,& pi
lolo gli diſpiacque.fotto nome di Saturamen
30 0 Satieid è promeſſo da Chriſto il medefi
mo Regno a coloro cheſono fitibondi di gia
Aicia , poich'egliè quelmare grandiſſimo,o
ue ſi paſcono , & cibano tutte le ſorti d'anima
li,&percid diceua il Profeta , getta i tuoi pen
fieri in Adorai ,cioè Signore miſura di Mal
chud, o Regno , ch'egli ti nudrirà , & alttoue, io
mi fatiarò Signore, comie appariſca la gloria tua ;
olore , che la giuſtitia viene ad eſſere effetto
della legge di Dio eterná,ch'Orfeo neglihin
ni poſe per un principio dell'univerſo , dopo
Gioue ,& Giunone,cioè, dopo la Forma, & ła
Material, chiamandola confermatione della
natura, & diuino ſigillo , giuſto dell'Vniuer
fo; licome da Demoſtene , & Chriſippo , apa
pretlo Martiano Giureconfulto , fu detta Re
gina delle diuine, & humane cofe :& finalmé
te fu da gli Egitrij deſcritta con queſta paro
la Sso ,cioè uitto opulento, & faturità ,alche
forſe
DEL REGNO DI DIO .
forfemiro Zacharia Chimio nominatifs. He
breo , dicendo, s'haurai farina haorai legge,
& s'acquiſtarai la legge non ti mancarà fari.
na intendendo però non del corpo,nel com
piacimento diqueſte coſe del modo , poi che
il medelimoRenoftro Chrifto diceua , che'l
Regno ſuonon è di queſto mondo, ma dello
{ pirito nel godimento della perfetta contem
platione dell'eterna prouidenza del Reno
ftro ,co'l mezo della quale, come ſcriſſe Ploti
no nel libro contra i Gnoftici,l'anime noſtre
ſi fanno eguali dell'anima prima nelgouer -
no giuſtiſſimo dell'Vniuerfo . Nel medeſimo
Regno di Dio com'io dilli poco innanzi in
fluiſcono perpetuamente quaſi per indiſſolu
bile canalizi donidelle ſuperne Sefire, & per
ciò dal canto della Clemenza vi pioue la Mi
ſericordia, la quale promiſe ilSignor noſtro a
coloro ,che miſericordiofi foſſero, per adem
pire quella inuiolabile legge , che l'huomo
uien.miſucato con quella miſura medelima,
ond'egli miſura altrui, & eſſendo il Regno di
Dio quel fuperno Cratere di Mercurio , oue
non può eſſere altro, chemonditia & purità ,
il Redétore noſtro lo promette a coloro , che
haueranno il cuore mondo, allicurandogli,
ch'elli uederanno Iddio,ch’in quel mondiſli
mo Regno alberga,nella qual Vilione,come
nel
86 ZOROASTRO , OVERO
nel proprio oggetto ciaſcuno trouarà il.com
pimento d'ogni deſiderio fuo , nè importa ,
che dica Iddio nell'Elodo, non minedrà huo
mo & uiuerà ; percioche fosſe queſto morire
fi deue intendere della ſeparatione , che fa
l'aniino da i ſenſi, con i quali , come diceuau
l’Apoſtolo Paolo , non polliamo capire quel
le coſe, che ſono d'Iddio, ma biſogna mocice
diquella morte filoſofica, della quale parla
ua Socrate nel Fedone , Morte precioſa nel
conſperro del Signore,& della quale intende
ua Paolo, dicendo : Voi ſetemorti, la uoftra
uita è naſcoſta con Christo : la qual coſa non è
altro , c'hauereil cuor mondo; poiche l'effere .
mondi da tutti gli affetti mondani non è al
tro, che morire al mondo ,& alla carne.Quin
di l'Apoftolo diceua : 10 ſono crocififfo a Chri
$ to , non uiuo più io , ma uiue in me Cbristo .
Qui ſi poffono ridurre le coſe , che ſcriuono i
Platonici dell'orio mentale , che uiene dalla
caſtità ,& purità del cuore, ond'egli ſi fatem
pio diuino , nel cui mieżo Iddio facrifica a ſe
ſteſſo co'l fuoco della carità l'anime noſtre ;
percioche allhora la ragione noftra alzata
nell'unità della mente , & per eſta congionta
a Dio puo in quell'infinito ſpecchio uedere ,
non pure tutte le coſe pallate,prefenti , & fu
ture,ma l'iſteſſo uilo inuifibile di Dio . inal

mente
DEL REGNO D1 D10. 87
mente eſſendo l'anime noftre fommerle ne
ſozzi cópiacimenti del tenebroſo ſenio, quali
priue d'ogni luce , & d'ogni tranquillità mé.
cale, per la continua diſcordia,chevive nella
moltitudine de gli afferti fenfuali, l'autore di
ogni riſtauratione Rè pacifico, & uero Salo
mone laſciandoci la pace ſua , promiſe, che
Pacifica uita menádo , heredi del Regno ſuo
facendoci, potreſſimo di nuouo farci, confor
me al detto d'Aſaf profeta , & di S.Giouanni,
figliuoli d'Iddio z la qual pace non dovendo
all'huomo animale, ma allo ſpirito attribuir
fi non ſarà altro ,che uera quiete,& tranquil
lità mentale .
Horecco comedal Regno di Dio , pozzo
di Sertenaria benedictione , nelquale ipfiui
ſcono le fette Miſure ſuperiori ripiene da i let
tenomi diDio ,dell'onnipotente ſua fecondi
tà , uengono fette beneditrioni, cioè : Regno ,
Confolatione, Terra de uiuenti, Saturatione,Miſe
ricordia, viſione; Figliuolanza di Dio, in ſette
ſorti d'huomini,cioè, Poveri di ſpirito ,Afflit
ti,Manſueti ,Sitibondi di giuſtitia, Miſericor
diofi , Mondi di cuore,& Pacifici: i quali de'
ſetre peccati mortali ; & delle ſetre beitie loro
purgandoſi, & i ſerre doni dello Spirito fanto
in fe riceuendo, ſi ſaranno riuoli a Iddio con
la ſettenaria oratione,armata delle lette Falci
F 4 per
88 ZOROASTRO , O VERO
per difruggere le fette podeſtà nemiche ,
aiutata da i ſette Angeli benedetti, che ſtan
no con ſerre lampade acceſe nel cóſpecto del
Signore.Quelta è la Sechina , la Gloria coha
bitante ,e'l utero Regno che'l Redentore no. IC
ftro ci hainlegnato a domandare al padre e
terno, perche Ipogliati di queſto uelo morra .
le,& veſtiti d'imninortalità poſſiamo con ello
godere quella immarcellibile felicità degli
ererni, & indeficienti giorni di turi i ſecoli,
la compreſſione de' quali come più innanzi
accennai, chiamarono i Filoſofi , Mondo in
tellettuale, & dillero , ſeguendo Homero , &
Orfeo poeti antichi,ch'egli è Oceano princi
pio delle diuine & humane coſe, che primie
faméte ità fermo in ſe ſteſſo, poi ſi ſparge nel
la generatione degl'Iddij , indi irriga la ter
ta , & finalmente G diſtilla in ogniflauida ma
Teria .Quello che uolſero inferire i Mechuba
li Hebrei dicendo , cheda Edem eſce il fiume,
che in quattro capi li diuide ad irrigare l'hor
to del piacere. queſto mondo inçellettuale ,
come l'auttore della Theologia attribuita
ad Ariſtotele ſcriue, è cópicillimo pieno di di
uinità chepoi nelle coſe inferioriinfonde, &
contiene tutte le ſoſtanze eterne, che no hau
ranno mai fine, gl'intelligibili gl'intelletti,& le
intelligence, onde naſcono la verità , la Scien
DEL REGNO DI Dro . 89
a , & la Sapienz4 , la Bellezza, l'Amante, &
l'Amore; & come diſſe Parmenider ,
E quel medeſmos da feresta ſempre,
Ente in un modo , immobile , eterno ,
Conformea quel detro della ſcrittura Santa,
delfuo Regno,non farà mai fine. In queſto ſo.
no gli ſpirti Angelici ſemplici, & pure intel.
ligenze, come ſcrine Ariſtorele, nè a tempo ,
nè a luogo, ſoggette, onde ne s'inuecchiano,
ne fi traſmutano ; & da qui è detta l'eternita
Euo , quaſi ſempre Enre , chenoi diciamo ſe
colo dell'eternità .I filoſofi a queſto mondo
attribuiſcono tre proprieta, conditione ordine,
O choro . La condicione di queſto Regno è ,
ch'egliè tutto puriflima forma , onde fi for
mano,nutriſcono, & conferuano cutie le co
ſe con luce , & calore uiuifico, & ſpecifico ,per
ciò fu da gli antichi 'detto Gioue. i Salij lo
chiamauano Lucecio , & i Cretenſi Fosforo,
ond'è uenuto il nome d'Olimpo, perche tur
to riſplende, & perciò Virgilio nel nono del
l'Epeida diceua ,
Arriſe Gioue, & co'lgran cenno feo ,
Tutto quanto tremar l'eterno Olimpo .
è conditione anco di queſto Regno eſſere ri
cettacolo di tutte le forme pure,come Ange.
Ji , & Idee, & di tutte l'anime de beati da corpi
ſciolte.L'ordinedi queſto Regno,è d'influire
per
go ZOROASTRO , OVERO
per i già raccontati modi i doni , che quelli
beari Ipiriti dalla ſomma bontà cicerono, &
d'accogliere , & diſporreper quelle máſioni,
che diceua la Verità iſteffa efferui molie , l'a
nime de' fedeli, i quali hanno per la via del
Signore uirtuoſamente caminato , facendole
cittadine della celeſte Geruſaléme,dellaqua
le è rempio , comediceua S.Giovanni,Iddio d
onnipotente . Il choro ultimaproprietà di !
queſto Regno è coſi decco dall'allegrezza in
finita di quei beati , & puri intelletti , & dal
piacere immutabile , & in fatiabile chegli ha
bitatori di quella patria godono nell’Ambro
fia, & nel Nettare della diuinä uinone,riden
do un riſo ineſtinguibile ;& eterno,delquale ,
forſe inteſe Homero dicendo ,
Riſero i Dei d'inestinguibil riſo .
Quiui ſopra ogni ordine de beati,& ſopra
ogni altezza Angelica , o Animaftica , fiede
Maria Vergine Madre di Dio ,Regina del cie
1o , fonte di gracia , & madre di mifericordia;
perpetua Auuocata noftra , & impetratrice di
ogni gratia , & d'ogni miſericordia; percio
che ella innanzi al rigoroſo tribunale di Dio
padre ottiene la remiſſione de' noſtri pecca
ti , & dal canto della clemenza prende la be
nignità diDio, la quale ella poſcia pioue, &
infonde in noi; laqual coſa inteſe il ſapience
ne
DEL REGNO DI Dio .
i
ne'prouerbi, là doue di queſta valorofa , &
& ſereniſſima donna parlando diceua:Ela cer
còlana, de lino,& operò ſecondo ilconſiglio delle
ſue mani , per lo lino Aquilonare , come un
1
gliono i più ſegreti Theologi;la Giuſtitia , &
per la Lana Auſtrale ,la gratia di Dio inten.
dendo .Quiui ella ſiede ueſtica del Sole, non
di queſto uilibile , & materiale,madi quel fou
ra celeſte,che in queſto ſenſibile poſe il tabet
nacolo fuo . & è coronata di ſtelle, cioè , cinta
de'beati ſpiriti Angelici,& dell'anime de'sã
ri;tiene la Luna ſotto i piedi , non queſta uiſi
bile, & notturna , ma quella ſouraceleſte, &
lucida , che poco innanzi chiamai Terra de
ninenti.la tiene forto i piedi,cioè, gl'infonde
le gratie fuperne,ch'ella riceue da iddio ſen
zamezo , come ſcriue S.Gieronimo, piena di
ogni gracia , è quel Mare eccellodi gratie ,
onde tutte le noſtre atrioni ſi fanno grate a
Dio, percioche il ſuo nomein Hebreo, cioè,
MIRIAM , ſe con le regole de' Cabaliſti li ri
volge,non vuol dire altro, ſe non Mare eccello
di tutte le gratie. & non ſenza ragione fu dal
fapiente comparata a una Naue,chedi parti
lontanillime porta il pane alla città , percio
che ella dal cielo ha portato a gli animi no
ftri fitibondi dell'eterna talure, quel cibo, che
diceua : 10 foro il pane uino ,che diſceſi dal cielo.
In quelto
92 ZOROASTRO , OVERO
In queſto beatiſſimo Regno ciaſcuno gode
infinitamente ; percioche, fecondo i noſtri
Theologi , oltre ilproprio piacere , ogniuno
gode del piacere , & del contento di ciaſcunº
altro,& in ogni particolare,ui è il piacere in
finito di tutti gli altri,di modo che nov'è ter
mine, non v'è miſura ,che poſſa terminare o
miſurare la felicità del Regno di Dio.Quiui
Iddio alla viſta è compimento d'ogni bellez
za all'udito perfettione d'ogni melodia, alla
contemplationeinfinita , & uera apprenfio
ne d'ogni Verica.ivi, ſecondo Agoſtino, Dio
fiuede ſenza fine, s'ama ſenza faftidio , & fi
lauda ſenza laffitudine . Quiui nulla nuoce,
nulla manca , nulla è fouuerchio . & ſecondo
S.Bernardo,Dio alla ragione è compimento,
alla uolontà moltitudine di pace, & alla me
moria continuatione d'eternità . coli piaccia
alla diuina bontà di darci uno ſpirito retto ,
& buono , accioche in queſta vica poſſiamo
con fede, con ſperanza, & con carità , uiuere
nel ſuo timore, & nell'altra godere l'infinita
infinitudine de' piaceri dell'altiſlimo, ricchil
ſimo , & potentillimoRegnofuo ſenza fine .

il fine della Terza Parte .

10 .
93
DEL "

SETTENARIO
3
D'ALESSANDRO

0 16 , FARRA
11

3 Giureconfulto Aleſſandrino :

0 Parte Quarta.
fi
CONVITO , OVERO DELLA
0 CENA DEL SIGNOR E.
)
VTúi coloro , a i quali
3 o per obligo,o per defi
derio di giouare ad al
truis. appartiene di di
ſcorrere nel conſpetto
di molti intorno alliec
I cellenza d'alcuna coſa,
1 fogliono i ragionamenti loro in tre parti di
uidere, cioè, nell'origine , nella forma; & ne
gli auuenimenti di eſſa, per trattare nella pri
ma la nobiltà,nella ſeconda la grandezza , &
nell'ultima luule della propoſta materias :
pero
94 CONVITO , OVERO DELLA
perd douend'io,fratellihonorati ; per coman
damento uoſtro fauellare in queſto luogo
della Cena DEL SIGNORE , il medeſimo
.
ordine mi diſpongo di ſeguire.Macon quale
altezza di parole con quale profondita dicó
cetti , & co qual ſublimita diſpirito potremo
noi giamai comprendere,& ſpiegare, o alme
lo
no accennare il miracolo , & la dignità inco
prenſibile diqueſto diuino miſterio ? s'egli è
infinito , & percið non ſono i noſtri humani
diſcorſi baſtanti a capire lo ſplendore del ſuo
lume incomparabile ? che ben poſſiamo co'l
Profeta ſanto eſclamare , Memoriam fecit mi
rabilium fuorum mifericors , miferator domi
nus, eſcam dedit timentibus fe,Confeffio, o mam
gnificentia opus eius: Tutti gli altri ſacramenti
Santi della noſtra diuina religione ,come di
moſtranti coſe celefti, eccedenti ogniragio
neuole notitia fonoinenarrabili,ma queſto,
il quale è compimento d'elli, Sacraméto del
verbo eterno ,uita d'ogni uiuere, eflere d'ogni
ſoſtanza, forma di tutte le forme, idea dicut
te le perfettioni, & proprio ſplédore della di
uinità ,comepotrà eſſere degnamétecelebra
10 ? tu Signore unica luce delle menti noftre,
che te ſteſſo , perche più facilmente ci onilli
mo teco , hai poſto in eſſo, riſplédi nel noſtro
cuore , & co'l lumedella gratia illumina il C
noſtre
CENA DEL SIGNORE : 95
poſtro diſcorſo , & la lingua muoui, perches
poſſiamo contemplarti,conoſcerti,& degna
10 mente celebrarei, & uoi fratelli chein queſto
le facrificio ſantiſſimo ſetecarne, & mébridel
ő figliuolo d'Iddio , pregate lui per me, perche
egli mi dia uirtù di dirui coſe cheſiano fanti
ficatione del ſuo nome,& lecitia, ſalute , & có
0 folatione degli animi uoftri.Sela nobiltà no
è altro , ch'eccellenza di natura , & antichità
mi per notabili, & heroiche operatiovi conoſciu
10 ta, nobiliſſimo è queſto ſacramento , poiche
1 egli ha in ſe realmente la natura diuina, e'l
1 corpo , e'l ſanguedel Verbo eterno , il quale
non pore è nobilillimo , ma l'ifteſla nobilca
preciſa,che coincide con l'eternicà, co l'upo,
ti e con l'infinito . quindi è ņe'libri ſacri chia
mato antiquus dierum , & altroue il Proferas
generationem eius quis enarrabit ? e'l Sauio del.
lo Spirito Santo diceua , nondum erantabili,
o egoiam concepta eram ,nec dum montes graui
i mole confliterant,ante omnes colles ego parturie
bar. Le operacioni del Verbo non pure ſong
notabili , & heroiche,matutte miracoli,tutte
ſtupori,e tutte ineffabili, & incomparabili.la
fciamo, ch'egli uera Sapienza diuina fia il
principio ,la prouidenza , l'arte , & l'Idea, on
de egli crea, & conſerua il tutto;s'egliè cócet
10, per formarci queſto glorioſo cibo prende
carne
96 CONVITO, OV Z RO DELLA
carne nel uenire d'una inratta Vergine; ſe na
fceuolge la notre in giorno ,empiendo il Ma
do di letitia, di ſplendore, & diangelici con
centi; come'altrefi morendo fa,che li cuopra
l'aſpetto del Cielo d'oſcuriflime tenebre , el
C
mondo pieno d'horrorc, & di dogliascon ſpa
dentofi mouimenti a ſcuota, ſe ſputa illumi.
na i ciechi, fe fcriue in terra (cancella i pecca
ti, & libera i rei , ſe dorme fi turba il mare, ſe fi
riſueglia acqueta i venti,ſe grida torna l'ani
mcne' corpi, & con la ſerenità della fronte
ſcaccia i Demoni,guariſce gl'infermi , & im
pera a gli elementi,ſe guarda penetra i cuo
ri ,s'è crocifiſſo trionfa della Morte,delMon.
dos & di Luciferó , s'egli è ſepolto , riſorge, &
uiſibilmčte ritorna alla deſtra del padre eter
no.O ſacre , & uenerande memorie, quali fu
rono mai più degne , & più nobili aicioni di
queſte ? ma perche eſſo è portans omnia uerbo
nirtutis fuæ, biſognaua ch'egli l'humanirà no
ftra deificando , & la noſtra baflezza alzando ,
citraheffe alla medeſima deſtra di Dio ſeco ,
& percid, ben diceua egli:Cum exaltatus fuero
omnia trabam ad me ipſum , ma queſto non po
teua farſi, ſe noi non di trasformadamo nella
Earnc, & nel ſangue del ſuo glorioſo corpo:il
che fece egh inſtituendo la lera innanzi che
parcifle la S ANTISSIMA CENA , nella quale
fa

1
CENA DEL SIGNORE . 97
fu măgiato il ſuo facro corpo da i ſanti Apo
5 ſtoli ,& da i medeſimi beuuto il ſuo precioſo,
& ſalutifero ſangue.allhora cominciarono a
diffonderſi i teſori delle diuine gratie, allhe
1 ra li fece l'unità della chieſa di Dio , nella
a quale tuttiifedeli ſpiritualmente magnādo
in il corpo del Signore diuengono uno con ef
fo , & fra di loro; & allhora finalmente il libe.
6 raliſſimo Verbo eterno dedit eſcam timentibus
vi fe,& che diede loro : ſe kteffo ,perche cibati da
queſto angelico pane poteflimo più ualoro
ſamente caminare al cielo per l'orme del no
ſtro capitano inuitto ; ilche ci uien fignifica
to per il uiaggio dei quaranta giorni, che il
grade Helia feceal monte Oreb , nodrito dal
pane fubcinericio portatogli dall'Angelo ,
1. mentre egli fuggiua l'ira dell’empia Gieſa
i belle.Helia è ſimbolo dell'animo noftro ,fug
sy geda Gielabelle nel diſerto ,cioè, abbandonā
o do la incompoſta moltitudine de gli affetti
, carnalizli citira in ſe ſteſſo , & nella ſolitudine
, del ſuo cuore ;quiui ſotto il Genebro,cioè, fot
o .co l'intelletto da uiua fede illuſtrato ripoſan
doſi , cioè ,tranquillo facendoſi, deſidera la
3 morte, cioè ,deſidera unirſi a Dio ; cupio diffol
ui,diceua l’Apoſtolo ſanto , uié l'Angelo,che
lo riſueglia,cioè,diſcende Gieſu Chriſto, ue
ramente Angelo del gran conſiglio , che gli
G porta
98 ConviTO , OVERO DELLA
porta il pane Angelico del ſuo corpo , in uir .
tù del quale,forte & uigoroſodiuenuto cami
na per quaranta giorni, & alerettante notti,
cioè, per tutte l'anguſtie mondane , infino al
more Oreb , cioè,infino alla ecerna patria da
quiè,che gli antichipadriqueſto fantiſſimo
Sacraméto, Viatico chiamarono. & della no
bilcà del medeſimo intendeua il profeta San
to ne' Salmi , dicendo, ſecondo l'Hebraica e
fpofitione , & ſarà il pane di formento in terra
in capo de i monti, & che altro ſono i móti , che
i Sacerdoti del Signore quaſi uoglia dire,che
il pane ſanto ſarà adorato dalle genti ſopra'l
capo de i ſacerdoti, & ſaràil pane delle fac
cie,diceua Dio nell'Erodo ,innanzi a me fem
prei inedeſimi eſpoſitori Hebrei, & fpecial
mente Rabbi luda ſono conftretti a dire che
quelle due faccie ſono dimoſtrarrici della di
uinità , & dell'humanità , & che la ſoſtanza
del pane ſi traſmutarebbe nella ſoſtanza del
corpo del Meſſia,facrificandofi: il medeſimo
ci vien ſignificato per il ſacrificio di Melchi
fedech fatto al Signore dipane,& di vino; &
per l'inganno di Giacob fatto al patriarcha
Iſaac. ben credette il tatto ſenfo fallace , che
le mani foſſero d'Efau , ma l'udito ſentiméto
piu nobite conobbe la voce di Giacobbe;coli
ben ueggono gli occhi noftri, & guſta il pala
to il
CENA DEL SIGNORE . 99
to il colore del pane, e'l ſapore del vino , ma
l'animo illuſtrato dallo ſplendore di vivaciſ
( ma fede più a dentro penetrando, uede,gu.
fta , & conoſceil corpo ,e'l ſangue del ſuo crea
tore : & co'l beato Ambroſio fra le ſtello eiula
tando ragiona ,queſto pane ch'io prendo in
mifterio ,è quel medeſimo, che permano del
lo Spirito ſanto fu formato nel uentre della
beata Vergine, e co'l fuoco della paſſione fu
cotto ſopra l'altare della croce , & che l'iſteſſa
uerità inicertifica, ch'egliè pane uiuo diſce
ſo dal cielo , & che queſto panedato dal me
deſimo per viuificare il mondo è la carne ſua
propria.ne ſolamente è pane viuo ,mal'iſteſ
fa uiuificatione , liftefla uiuacità , & l'iſteſſa
vita eterna :& perche la uita eterna, comeſcri
ue S. Paolo a i Romani , è gratia diDio , per
ciò queſto diuino facramento è nobilitato
di queſto nome Euchariſtia ,cioè,buona gra
tia v'è giúta quel buona ,perdargli nomedif .
ferente dalla charistia ,cioè,cóciliatione, che
nelle cene communi delle famiglie li faceua
appreſſo iGentili:& anco perdimoſtrare che
ella è l'iſteiſa ſomma bontà , laquale è ſopra
ogni ente , ſopra ogni intelletto , & ſopra o
gni eternità . Diceſi anco Euchariſtia , per lo
ringratiamento ,checon ello facrificio faccia
mo al Signore degli infiniti benefici,chetus
G 2 ')
roo CONVITO , OVERO DELLA
to'l giorno riceuiamo dalla ſua ricchiſſima,
& liberaliſlima mano . Coli nell'inſtitutione
di ello il ' uerbo eterno prendendo il pane lo
ſpezzò, & rendè gratie a Dio.Vn'altro raggio
di nobiltà riſplende in eſſo proueniente dal
l'eccellenza delle ſue operationi ; noi ſappia
mo, che topra tutte l'altre nobili lono quelle
attioni, lequali ſpettano alla conſeruatione
della ſpecie humana , della patria , ouero del
l'humana ſocietà ; coſi furono glorioſe l'im
preſe de Perfi,de Greci , de Romani , & l'attio
ni d'Hercole ,d'Ofiride ,d'Eſculapio , di Tolo
meo,& di Gioſeffo , che perciò furono ſalua
tori detti da Orfeo , da i Talij ,da gli Egittij ,&
da Faraone ; ma come la conſeruatione, & la
ſalute apportata da queſti tali fu momenta
nea,& non perpetua ,non trovandoli a tempi
noſtri a pena viuo il nome di coloro che ſal
uati furono, i quali dopo in molto maggiori
infelicità , & finalmente nella morte , & nelli
obliuione caderono :coli non poſſono eſſi ue
ramente faluatori,chiainarſi. è comune opi
nione di tutti i fapienti ,che la uera ſalute del
1
le coſe, laqualnon è altro, che perpetua per
manenza,& aſſoluta perfeccione,uenga ſola
mente dalla diuina natura , omne datum opti
mum ,& omne donum perfe tum defurfum eft de
fcendens a patre luminum , diceua S. Giacomo,
la
CINA DEL SIGNORE. 101
la onde la uera ſalute no ſarà altro che unio
ce ne con Dio , e'l mezzo , & auttore di tale unio
0 ne ſarà il vero Saluatore;ma come due eſtre
0 mi , quali ſono Iddio altiſſimo, & l'huomo
uafo di miſerie, non fi pofſono congiugnere,
fe'l mezo delcongiungimento non compré
de la natura d'ambedue gli eſtremizcoſi biſo
e gna, che queſto noſtro Saluatore fia neceſſa
riamente uero Iddio,& uero huomo , ilche ſo
lo è auuenuto aluero mediatore Gieſu Chri
fto , il quale figliuolo di Dio efſendo , fi fece
huomo.nacque nella pienezza de'tempi,ma
era genito eternaméte,diſeſſo muliebre, per
che era huomo , ma di Vergine inratra , per
a che era Dio ,fu portato nel uentre, maiuico
noſciuto dal profeta, giacque nel preſepio ,
ma iuifu glorificato da gli angeli, dimoſtra
to dalla ſtella, & adorato da i Magi. Fuggì in
i Egitto,maiui diſtruſle gli Idoli.Fu battezza
11
to comehuomo,& remiſe i peccati, come ld
dio . Fu tentato dal demonio come huomo,
ma uin ſe come Dio, hebbe fame,ma fatid le
1 migliaia d’huomini , & è Pane ujuo, che dal
cielo diſceſe,hebbe ſete ,ma gridò chi ha ſere
uéga da me,& beua, & altroue, per bocca del
Profera , uoi c'hauete ſete ueniteall'acque ;
orò , ma eſaudi le alocui orationi , pianſe, ma
fece ceſſare le noſtre lagrime,cerco doue
fof.
G ſe
102 CONVITO OVERO DELLA
fe Lazaro come huomo , ma lo ſuſcitò come
Dio , fu códotto come pecora al macello, ma
eſlo è il uero paſtore, è percoflo, & ferito, ma
ſana tutte le infermità ,èucciſo ſopra'l legno
della croce, maiui uccide lamorte, & dona la
ererna all'humana natura , ſcende all'infer
no, ma indi uittoriofo caua l'anime de' Santi

padri,aſcende alla deſtra paterna , ma è real


mente,& preſentialmente con eſſi noi ;& per
moſtrarci,ch'egliè,come fcriue S.Paolo, uni
co mediatore tra Iddio, & l'huomo, uolle ui
uendo (eruare ſempre il mezzo in tutte le co
ſe:nacque in mezo delbue,& dell'aſino,lim
boli nella iniſtica theologia, della Destra, &
della sinistra di Dio , della Clemenza, & della
Seuerita ;diſputò fanciullo in mezo de dotto
ri , & transfigurato fu'l monte ,apparue in me
zo d’Helia ,& di Mosè, fu crocifiſſo in mezo
di due ladri,entrò in mezo de ſuoi,che l'aſpet
tauano dopo la morte , entrò peregrino in
mezo dei due diſcepoli, che andauano in E
maus ; & finalmente promiſe di ſempre tro
uarli nel mezo di coloro , che parlaſſero di
lui, & come egli è uno co'l padre, cofi uenne
ad unirci ad effo ; & perche tale unione non
poteua farſi ſenza ch'egli ſi transformaſie in
noi, & noi fi tranſportaſlimo in elfo ,diede ſe
Itello , e'l corpo,e'l langue proprio in cibo no
ſtro ,
CENA DEL SIGNOR E. 103
E ſtro ,perche noi ſua carne, & ſue membra di
. uenendo,rimaneſlimo co'l Verbo eterno per
pecuamente congiunti ; & per conſequenza
ſalaati dalla corruttione, & dalla morte ; &
percid i Santi dottori, chiamando queſto di
uino ſacrificio per decto congiungimento ,
Communione dicono, ch'in eſſo ſono da co
ſiderare tre coſe,gli accidenti del pane, & del
uino , che ſono ſacrametito del corpo , & del
ſangue del Signore,il corpo , e'lſangue pro
prio,che dacque diMaria Vergine, & che fu
crocifiſſo, e'l miſterio della carne miſtica del
la chieſa di Dio : & che ſi come un pane ſi fa
di molti grani,& un corpo dimolti membri ,
cofi la chieſa di molti fedeli nell'unità di
queſto gloriofo facraméto , & s'egli ci appor
ta la vera ſalute , adunque egli è il uero Sal
uatore , transformadoci nel figliuolo di Dio,
& però la nobiltà ſua non ha pari.quindi di
cono i libri ſacri ,ch'egli otréne nome,ilqua
. le è ſopra ogni nome, cioè, di Gieſu Saluato
re. la grădezza poi di queſto divino miſterio
è incomprenſibile, & inenarrabile , fi com'e
gli è Maſſimo, & come Maſſimo è infinito , &
come tale non può eſſere dal noſtro intellec
to ſenza lume di fede conoſciuto . Maſſimo è
quello di cui no pud effere coſa alcuna mag
giore ,queſto è ò aſſoluto ,è contratto, ouero
G 4. aſsoluto ,
104 Convito , OVIRO DELLA
aſloluto,& contratto inſieme;il Mallimo af
foluto,è la ſuprema Vnità, non potendo effe
re più d'uno infinito , & è ogni coſa, poiche,
come Mallimo, tutte le coſeabbraccia , & pa

1 rimente ,come Maſſimo, non ha chi ſe gliop


il Mi
ponga , & percid coincide anco con ello
nimo, per ilquale egli è in tutte le coſe . que
Ito Mallimo,uno , & infinito è Iddio benedet
to conſiderato in fe ftefio.Il masſimo contrat
to è l'Vniuerſo ,ilquale,fe bene abbraccia cut
te le coſe creare,& effo in tutte fi ritroua,no
dimeno ſenza la pluralità delle coſe, allequa
li egli è contratto no può eſſere,Ilterzo Maf
ſimo è quel fine,ſopra'l quale ilMaſſimo co
tratto,comein perfettiſſimo li fonda:checo
me tale , ſi congiunge d'unione inſeparabile
co'l Maſſimo aſſoluto . & è queſto il divino
Sacramento del Corpo del Signore ; percio
che eſſendo egli Gieſu Chrifto,Dio,uita ,& re
furrectione de'morci, quelmedeſimo, che fie
de alla deſtra del padre glorioſo, immortale,
& impaſſibile,egli è pariméte uita, eſſere del
I'Vniuerfo,forma di tutte le forme, & princi
pio di tutte le coſe . Queſto diuino miſterio
dunque,fratelli non pure è grande,mal'iſter
fa maſſimità ,non pure è infinito, ma l'iſteſsa
infinità,non pure è immortale , ma l'iſteſsa .
immortalità,non pure è ſalutifero,mal'iſteſ,
fa
CENA DEL SIGNORE. *105
ſa ſalute ,non pure è antico,& nobile, ma l'i
ftefsa eternità, & nobiltà infinita , non pore è
diuino,mal'iſteſſa Deità , nó pure è uero , ma
l'iſtetſa Verità,non pure è glorioſo ,ma i'iſteſ
ſa gloria, finalmente non pure è uiuifico, ma
l'iſteſſa Vitaw .
Ma ſe la nobiltà, & la grandezza della fan
tiſſima Euchariſtia ſono infinite , con quali
miſure, ò con quali modipotráno miſurarſi,
& annouerarſi i benefici,le gratie, & gli uti
li, che da eſsa in noi peruengono ultimapar
te del ragionamento noſtro.ſe tutti i beni,tut
te le gratie, & tutti i commodi ueri diſcendo
no dal Verbo eterno, infinito compiacimen
to del padre, & queſto Sacramento è quel me
deſimo, ch'era da principio appreſso Iddio,
Verbo,& figliuolo unigenito, & quello hab
biamo per heredità dal ſuo teftamento otte
nuto ,quale gratia, qual fauore ,qual'utile, o
qual beneficio poteua portarſi all'huomo
maggiore? Io farà l'ampia mercede loro , di
čeua Iddio di queſto noſtro theforo intenden
do. In tutte le coſe ha pofto Dio un naturale
deſiderio di eſsere in quel migliore modo ,
che loro fia poſſibile: come la uita è l'eſsere
proprio dei corpi animati , coſidell'inteller
to l'eſsere , & la uita non ſono altro , che Sa
pienza, cioè, ſaporita ſcienza, & intelligéza;
gl'in
106 CONVITO , OVERO DELLA
gl’intelletti noſtri dunque appetiſcono la Sa
pienza ſopra tutte le coſe come uita loro pro
pria, eſsere, & permanenza .maqueſto cibo
angelico & glorioſo è la iſteſsa ueca, & infini
ta Sapienza eterna , illuſtratione di tutte le
menti , uapore della uirtù di Dio , lucida, &
ſincera emanatione della chiarezza diuina,
candore di luce eterna, & ſpecchio limpido
della Maeſtà di Dio. adunque ci uien da eſso
la gratia della uita intellettuale , & è perciò
quel uero Cielo , Linea Verde, & intelligibile ,
che Orfeo pole figliuolo della Notte:dal qua
le Platone afferma diſcendere il compiméto
di tutte le ſcienze , ſi come in eſſo ſono l'Idee
primi eſemplari delle coſe. & fe la ſciéza per
fettione dell'intelletto non è altro , che noti
tia de'principij , & delle cagioni , queſto è il
principio de principij,nelqualecreò Iddio il
cielo,& la terra, & cagione delle cagioni , ci
bo incorruttibile , & immortale dell'intellet
togadunque da eſſo niene il teſoro , la bellez
za , & la perfectione intellettuale . Il proprio
effetto della ſapienza è di paſcere , & di ciba
re co'l uerbo,ma l'Euchariſtia è il pane della
uita , ſapienza aſſoluta , Verbo uiuifico del pa
dreuiuificante,adunque ella porta la vita ,e'l
cibo eterno a gl’intelletti. il medeſimo in
queſt'altro modo ſi proua , comel'occhio nó
uede
CENA DEL SIGNORE . 107
uede ſenza la luce, laquale fa viſibili le coſe,
& non uedendo l'occhio,non uiue, poiche la
vita di queſto ſentimento non è altro, cheue
dere , onde fi uede , chela luce è uita dell'oc
chio, coſi l'intelletto non intende ſenza il lu
me della Sapienza ,candore di luce eterna, &
imagine della diuina bontà; e non intenden
do non uiue, & non è ; poiche lo intendere è
uita ,& eſſenza della mente; la ſapienza dun
que , laquale nó è altro , che queſto altiſſimo
Sacramento ,è uita dell'intelletto. & queſto è
l'incóparabile beneficio , ch'a noi uienedal
1
Pane della uita , ch'egli ci dona la fapienza,
la ſcienza, l'intelletto , & la uita: le quali coſe
con la perfectiſſima, & aſſoluta bellezza coin
cidono ; poiche la bellezza intellettuale non
è altro che ſplendore della bontà , & ragio
dell'infinita lapienza.coſi la natura angelica
nella prima miſura del ſuo eſſere dal medeſi
mo raggio illuſtrata belliſſima diuenne , &
perche da eſſa Venere celeſte naſce il ſanto ,
& diuino Amore , fortiflimo modo di unio
ne, come ſcrivono Platone, & Dioniſio , dire
mo pariméte, che in noi dal medeſimo Pane
Angelico naſca l'ardente, & ineſtinguibile
Amore, ch'in Dio finalmente ci transforma;
con eſſo in perpetua unione religandoci, on
de uieneil nome della Religione.Queftiſo .
ng
108 CONVITO , OVERO DELLA
noi mezi , con i quali noi diuentiamo corpo
miſtico del figliuolo di Dio , & però figliuoli
dell'eccello , & come diceua Plotino, uno con
Dio,belliſſimi,& deiformi.Ma per conoſcere
più oltre gli ineſtimabili benefici del Corpo,
& del Sangue del Signore,uediamo, come e
gli fia compimento de tutti gli altri miſteri.
& fiaci per eſſempio il Sacramento del Ma
trimonio :comando Dio al padre noftro Ada
mo in queſta guiſazlaſciarà l'huomo, & padre,
O madre,per unirſi alla ſpoſa ſua,rifferiſceque
ſte parole S.Paolo , & ſoggiunge poi queſto è
gran miſterio,& io ui parlo di Chrifto, & del
la Chieſa , Chriſto amo la Chieſa ſua di mo .
do,che poſe la uita per eſſa , percioche gli die
de la uita ſua in queſto Sacramento per tráf
formare eſſa ſua ſpoſa nella propria carne ,
perch'ella foſſe con l'humanità ſua parimen
te ſpoſa perpetua del uerbo eterno. Io ti pren
derò , diiſe Iddio per bocca del profeta ,per
ſpoſa mia ,in ſempiterno, in giuſticia, & giu
dicio ,in miſericordia, & in benigni amori ,lie
dere comeil Matrimonio è ſegno del Sacra
mento dell'Euchariſtia , percioche, licome la
donna per mezo di eſſo ſi fa un corpo ſolo có
l'huomo, erunt duo in carne una , diffeIddio ,
cofila Chieſa per mezo del corpo del Signo
reſi marita , & congiunge con ello fuo fatto
re , &
CENA DEL SIGNORE. 109
re , & ciaſcun fedele per mezo del medeſimo
uno parimére , & con Chriſto ,& con la Chie
1
ſa diuenta. quindi la ſomma Verità incarna
.
ta uolendo partirli dal mondo riuolta al pa
dre eterno,diceua : Padre ſanto conferua cošto
1
ro,che tu m'hai dati,perche ſiano uniti, & una co
1
fa medeſima teco, come noi: & più innanzi, non
prego ſolamenteper quelli, c'ho mandati per il mo
1 do a predicare , ma per tutti gli altri che per me
1 zo delle parole loro crederanno in me , che ſiano
tutti uno, come tu padre in me, io in te, coſi
elli ſiano una coſa medeſima con noi, & perche
era ſicuro, come figliuolo unigenico, d'eſſere
1 eſaudito , diceua affirmatiuamente altroue ,
chimagna la mia carne, & beue il mio ſangueui
uerà in me , & io in eſſo , & per conſeguenza fi
fara figliuolo di Dio, della qual transforma
tione intendendo Giouanni fanto diceua,
diede loro podestà di farſi figliuoli di Dio . quale
maggiorunione di nature ſi può trouare ' ,
chequella , laquale è tra'l padre , e'l figliuo
lo : io ſarò loro in padre, diceua Iddio , & effi fa
ranno figliuolimiei Il medeſimo ſono conftrer
ti a confeſſare gli oſtinati, & perfidi Hebrei
nelle più occolte ſcritture loro ,dicendo , che
maritảdoſi la Luna miſtica ,ſimbolo dell'hu
manità del futuro Meſia, co'l Sole lopramó
dano della Deità , chei medefimi con Plato . ”
де ,
110 CONVITO , OVERO DELLA
ne,& Mercurio chiamano VERBO,fi raccons
ciano i canali delle diuine gratie, rorti per lo
peccato d'Adamo, che poi diffonderiano i be
nigniſſimi influſſi di ſalute nella Chieſa di
Dio, per mezo del Pane adorato ſopra i mon
ti, transformato in ella Luna , Mare eccello ,
Piſcina, o raccoglimento di tutte l'acque fu
perne , primogenitura di Giacobbe , feme di
Abrahamo, & benediccione di cutce le genti.
eccoui dunque fratelli amăciſſimi,come dal
l’Euchariſtia glorioſo teſoro delle delitie di
Dio acquiſtiamo la ſapienza,la uita, la ſcien
za ,il cibo intellettuale , la bellezza, l'Amore ,
la Religione, & finalmente la uirtuà di diveni
re figliuoli & ſpoſe di Dio , per la mirabile
transformatione della natura noftra : laqua
le li fa degna di eſſere hoſpite albergo, & ta
bernacolo dell'unigenito figliuolo di Dio,
che in ella, come nel ſanto uétre di MARIA
Vergine,nella caſa del buon Zacheo ,ſopra'l
legno della croce, & alla deſtra del padre en
tra , habita , & fi ferma con le ſue uirtù infini
re : lequali , come ſcriue S.Paolo ,ſono teſori
di ſcienza, & di ſapićza diuina, con i coſtumi
fapti, & celefti, & con la memoria delle ſue fa
cre,& uenerandeoperationi.& èben ragione
ople ,ch'eſſendo egli l'iftella Egualità ,& Iden
sità, non mai fi cangi,ma ſempre ſia quel me
delimo,
CENA DEL SIGNORE. III
deſimo , che nacque della beata Vergine, &
che trentatre anni cõuersò fra gli huomini.
= Però facilmente potrà ciaſcuno diuoi riceuu
í to, ch'egli habbia ſotto'l uiliſſimo ,ma fortu
7 nato tetto del ſuo cuore il grandiſſimo , ma
foauiſlimo , & dolciſſimo Rede cieli , da ſe
Iteffo conoſcere , s'egli habbia degnamente,
& non a giudicio , & perditione,magnara la
carne , & beuuto il ſangue del Signore ; per
cioche egli trouandoui il campo dello ſpiri
to ben colciuato , & purgato dalle horride, &
pungenti ſpinede i carnali affetti, ſubito Gi
diffonde
per effo uiuo attuale, & operante ,co
me già fu nel tempo,che uilse fra gli huomi
ni , & glorioſo, & riſplendente,come hora fie
de nella celſitudine del ſuo Regno , di dieci
ſplendori,a guiſa di ueftinenti, dicono alcu
ni contemplatori , eſſere cinto il uerbo della
uita, queſti ſono Corona ,ouero Profondità, sa
pienza, Prudenza ,Clemenza Fortezza,Ornamē
to, Trionfo, Laude,Giustitia ,& Regno: ch'a die
ci ordini angelici, annouerandoui però l'ani
maſtico, & adieci cielicon la maſſa de gli ele
menti riſpondono; ſi come eglino raggi del
diuino fole ſono i mezi , per li quali tutte le
derte coſe , & l'altrein elli contenute furono
ordinatamente create , quel medeſimo forſe,
ch'inteſe Platone fcriuendo a Dioniſio , là do
ue
112 CONVITO , OVERO DELLA
ue diffe che tutte le coſe ſono intorno al Re
del tutto. Dieci parti,ò attioni parimente del
l'animo noftro ſono raccontate , corriſpon
denti alla medeſima denaria diffuſione della
fomma bontà ,cioè l'unità mentale, l'intellet
to ,il diſcorſo la concupiſcibile, l'iraſcibile,il
libero arbitrio, il riuolgimento a Dio.il go
uerno , o la cura delle coſe inferiori, lo ſtato
miſto d'ambedue, & finalmente la potenza ,
ond'egli li farge , & habita nel corpo ethe
reo , ch'alcuni chiamano primo habitacolo.
com’entra dúque il Verbo eterno in noi per
mezo diqueſto Sacramento ,diſtruggendo la
oſcurità de i peccati , & l'animatutta lucida ,
& ſerena facendo , con la Profondità corona
I'Vnità noftra , ſommergendola nell'abiſso
altiffimo, & lucidiſſimo della diuina, & trina
unità infinita, con la ſapienza illumina l'in
telletto , con la Prudenza uiuifica la ragione,
o'l diſcorſo con la Clemenza ſantifica la co
cupiſcibile , con la Fortezza gouerna l'irafci
bile , con l'ornamento deifica il libero arbi
trio , co'l trionfo ci chiama all'acquiſto del
cielo , e'l riuolgimento noſtro a Dio fortifica,
con la laude ci muoue a benedire Iddio nelle
creatute , con la giuſtitia tempera lo ſpirito
sì, che ne per il gouerno laſcia la contempla
tione,ne per eſsa abbandona il governo ,co'l
Regno
Cena DEL SIGNORE. 113
Regno aumenta le forze al corpo ethereo ,
perilche fa l'anima poi con maggiore effica
cia tutte le ſue operationi. Et ſe in uoi ſentire
te radicarſi queſta nobile diſpoſitione, aſſicu
rateui fratelli, che Gieſu Chrifto opera in
uoi ,per transformarui nella ſuacarne, & nel
ſuo ſangue: & per ſegno di ciò ſentirà lo ſpi
sito uoſtro con inſuperabile letitia naſcere in
ſe ſteſso il Verbo eterno confolatore ,accom
)
pagnato da gli angelici concenti intonanti ,
Gloria in excelſis Deo , & in terra pax , uedrà il
medeſimo fanciullo diſputare, & uincere i
dottori della legge , ond'egli prenderà forza
1 di abbattere con la purità, & con l'innocéza
2 le fallaciperſuaſioni del ſenſo , lo uedrà nel
0 deſerto digiunare,ond’egli impararà a ſepa
2 rarſi dalla confuſa moltitudine de gli afferti
. nella ſua unità , & come iui fia battezzato da
ES Giovanni, perche ſappia,che quel Batteſimo
ſanto è ſegno della purgatione fattaci dal
precioſo ſangue di Gieſu Chriſto , & ncl me.
deſimo luogo lo vederà trionfare uittorioſo
1 di Lucifero,miniſtrandogli gli Angeli, onde
intenderà, che chiunqueuince le rentationi
del nemico , è honorato da tutte le creature ,
lo uederà finalmente illuminare i ciechi , di
Gruggendo le tenebre delle fallaci opinioni,
fanar gl'infermiſantificando i péleri,iquali
per la perte del peccato'erano languidi,& in
H fermis
114 Conv. OVERO DELLA CENA , & c.
fermi,ſuſcitare i morti , ridonando la uita afu
l'anima meſchina , che ſommerſa nel fango
della carne , & della concupiſcenza non ha
ueua quali più ſegno alcuno d'eſsere uiua, &
poi lo uederà crocifigere, & morire, & ſentirà
con elso le piaghe,i tormenti , i flagelli, & la
morte, ma con dolcezza ineffabile, con ſoaui
tà incomparabile , & con amor ineſtimabile;
lo uederà fepelire ,& uorrà eſsere ſepolto fe
co,& quel luogo,ch’a gli altri è puzza,& hor
rore, ad effo farà albergo di tutti gli odori, di
tutte le delitie , & di tutti i contenti:finalmen
te ueggendolo il terzo giorno glorioſo , im
mortale, & impaſſibile riſorgere, & ritornare
con ſtupore del mondo, con ognimaeſtà al
la deſtra del padre , riſorgerà ancor eſſo con
certa ſperanza di ſeguirlo, & fra tanto moſſo
da ſourabondante giubilo ſarà conſtretto a
gridare co'l profeta fanto,Memoriam fecit mi
rabilium ſuorum , mifericors, & miferator domi
nus,efcam dedit timentibus fe .& co'l feliciſi
mo Zacharia , Benedictus dominus Deus Ifrael ,
quiauifitauit, & fecitredemptionem plebis fuæ,
& con l'Apoſtolo , Viuo io ,manon già io, che
uiue in me il diuino Amore Gieſu Chriſto ,
checurto m'ha in fe fteſſo transformato, per
che io ujua ſeco feliciſſimo nelbeatoRegno
di tutti i ſecoli .
il fine della Quarta Parte.
DEL
II5
D E L

SETTENARIO

D'ALESSANDRO

F ARRA :

Giureconſulto Aleſſandrino .

Parte Quinta .

SOCRATE , OVERO DELLA


Morte , & delle mondane afflittioni .

E la grandezza, la mol
titudine , & la variecà
delle cure ,da ordine ſu
perno ,ò da fortuito auc
nimento , ò da uolonta
ria eleccione dependen
ti, apportano, come l'in
doico uolgo ſcioccamence afferma , neceffa
riamente perturbatione,trauaglio , & affittio
ne,l'anima Regia ,ò gran Natura,chequeſto
Vniuerſo , come affermano i Saui del Módo ,
uiuifica, & gouerrta , deve eſſere diragione
НH 2 ſenza
116 SOCRATE , OVERO
fenza fine turbata , trauagliata, & afflitta ; poi
ch'ella è ſempre intenta a produr harmonia
fra tante diſſonanze, ordine, & unità fra tan
ta confuſione d'inordinate moltitudini,& ad
illuſtrare l'horrida , & ſpauenteuole faccia
dell'antico Chaos,onde li produce la genera
tione di tutte le coſe naturali . & efiendo ella
tale ragioneuolmente hauranno detto i Gno
ſtici, ch'ella imperfecta , & priua d'ogni bel
lezza ſia ; non eſſendo altro la perfettione, &
bellezza delle coſe ſpirituali, che ſoauiſſimo
ſplendore diuera,diuina, & ideale tranquilli
tà , & però in uano li ſarà affaticato il gran
Placonico a moſtrare, ch'ella ſia no ſolo per
fetcillima , & belliflima, ma cagione di tutte
le bellezze, & di tutte le perfectioni módane.
Anzi, che da qui parimente ſeguirà, che tali
liano eciandio tutte l'altre nacure, ò ſuperio .
rijd inferiori ad eſſa, lequali habbiano il do
no della prouidenza d generale, è particola
re ottenuto . & però non bene ci ſarà ſtato af
fermato da Platone; & ſeguaci fuoi,chei De
moni non ſolo elementari, ma ctherci , & ce
lefti, & gli Angeli iddijinuifibili, & fourace
leſti intelligenze, lequali, come piace all'al
tiſlimo lor capo Iddio diſpongono , & gouer
nano ordinatamente le coſe inferiori , Giano
di luce ,di bellezza, & d'ogni perfectione ador
ni.
DÉLLA MORTE . 117
ni.Ma ecco maggiore inconueniéte:ſe la gid
detta propoſitione foffe uera , il Sole eterno,
& incomprenſibile della Deità , dalla cuilu
ceinfinita naſcono tutte le forme, & dalla cui
prouidenza infallibile , & inenarrabile ſono
tutte le coſe create , conſeruate , & rette ,non
potrebbe dirfi nè Maſſimo , nè infinito , nè
perfectiſſimo: lequali cóſeguenze non è coſi
ruuido,o ſcelerato ingegno, che no conoſca,
& non confeſli effere eſtremamente falſe , fi
come è infinitamente uero , ch'Iddio è auto
reunita, & compimento d'ogni perfectione,
gli Angeli ſono lucidiſſimi, & immortali,l'a
nima del modo nobiliffima, & i demoni buo
ni,d ſpiriti angelici,che ſecondo il diuino yo
lere queſto uniuerſo gouernano , comeracco
ta Proclo,animali quaſi inuiſibili,intellettua
li,nobili, & dalla prima Dea uiuifica ſcaturie
ti. Non farà dunque ,ne potrà eſſere ſemplice
mente uero , che le cure ,effetti proprij della
prouidenza,apportino inquato alla loro na
tura,trauaglio ,afflittione,o diſaućtura alcu
na.&perciò altroue conuerrà cercare la uere
cagione de’noftri ramarichi,delle noſtre que
rele,& delle miſerie, che ci opprimono Vera
mente no può l'huomo eſſere infelice,ſe nel
l'infelicità uolontariamente no s'immergs,
& con la cagione di ella no li congiunge ne
,
H 3 beaco ,
118 SOCRATE , OVERO
beato ,ſe parimente con la beatitudine, con
l'unica , & uera cagione di eſſa non s'uniſce.
l'huomo, come uoleua Platone, che per l'al
tezza & fublimità de' concetti ſuoi, fu chia
mato diuino ,è anima ragioneuole , & immor
tale: & eſſendo poſto nel mezodi due grandi
eſtremi,intellecto, & ſenſo , viene ad eſſere di
natura libero, & come il medeſimo diceua ,
ſopra ogni neceſſita fatale. Il ſenſo è oſcuri
tà,morte,menzogna,imperfectione,& auto
re d'ogni uitio, & d'ognimiſeria . l'intellecro
portion diuina è luce, nita , uerità , perfettio
ne, & principio , & autore d'ogni uirtù, & di
ogni beatitudine. l'huomo dunque tanto è
felice quanto con l'intelletto ſi uniſce,& tan
to è miſero ,quanto alla ſenſuale bruttezza fi
ſotropone.può dunque egli naturalmente
eleggerſi la uita,ò la morte, il bene,o'l male ,
la beatirudine,o la miſeria;quello cheuolle
ro inferire alcuni faui dicendo eſſere all'huo
moinnanzi che alla generationediſcenda ,
conceſſa facoltà di eleggerſi quella forte di
uita ,che più gli piace;& quelmedeſimo, che
inteſero gli antichi poeti'nell'elettione, che
fece Hercole giovinetto della uirtù , laſciādo
l'impudico allettamento della voluttà.ma
non può egli accendere ben bene alla cura
del corpo ſenza diuenit ſenſuale , & per conſe
quenza
DELLA MORTE . NIG
quenza infelice per le deboli forze della na
tura noftra ;ilche non auuiene all'onnipoten
te eſſenza diuina ,laqual tiene cura , gouerno,
& prouidenza delle coſe inferiori, ſenza pun
to meſcolarſi con eſſe. perd diceua nel teſoro
della ſua pretioſa dottrina l'antico Pitagora,
se tu laſciando il corpo,d lethra afcendi,
Di mortalbuomo, immortal Dio ſarai .
O parole ueramente d'oro, & degne di lūghi ,
& eterni comentari . Vogliono iſapienti che
nell'ordine dell'uniuerfo niuna attione fi fac
cia ſenza mota dell'agente , & del patiéte, per
vſare i proprij termini loro :il moto di queſto
chiamano aſcendere , & di quello diſcendere,
però nella generatione delle coſe dicono far
ſi il tutto con lo alzarſi della materia , & con
l'abbaffarli della forma, & queſto moto per
ciò chiamarono gli antichi noftri ſpirito,me
zo, & conneſſione dell'Vniuerſo ,coʻl quale's
le nature ſuperiori influiſcono, & leinferiori
riceyono; & però uolendo riuelarſi Iddio al
l'huomo,ecco lo ſpirito commoue il tutto , e
gli s'abbaſſa , & l'huomo s'innalza, l'Angelo
diſcende; & l'huomo aſcende;Andarò giù dif
ſe il Signore, & uedrò, ſe gli effetti de gli hao
bitatori di Sodoma , & di Gomorra ſiano con
formi al grido , chen'èperuenuto alle orec
chie mie. Dio uoleſſe Signore ,diceua Ilaia
H 4 che
120 SOCRATE , OVERO
che s'apriſſero i cieli,& tu diſcendeſti , diſce
ſe Dio ,come leggiamo nei libri ſacri,nel ta
bernacolo ,nel Monte Sina,nel tempio , &
nel Rubo.quante fiate poi trouiamo eſſere di
* fçeli gli Angeli ad Abrahamo, a Loche,a Gia
cobbe,a Mosè, a Tobia, a Dauidde: diſcefe an
co Gabrielle alla beata Vergine ambaſciato
re, & nontio della ſalute humana ; diſceſero ,
come raccontano i filoſofi Hebrei,Razielle
ad Adamo , lofielle a Sem figliuolo di Noè,
Rafaelle ad Ifaac,Maltiel a Elia ,Zalchiel ad
Abrahamo, Pelliel a Giacobbe, & al prenci
pedegliApoſtoli l'Angelo ,che loiliberò dal
la prigione d'Herode,coſi dell'aſcendere hu
mano nelle ſcritture ſante troviamo infiniti
eſempi.ſe Mosè vuol la legge aſcende il mo
te Sina dell'Arabia ,Heliaper quaranta gior
ni camina al Monte Oreb ; ſarà ne gli ultimi
giorni,dice il profera fanto ,che'l monte del
la caſa del Signore s'alzerà ſopra la cima di
tutti i monti,& di tutti i colli, & tutte le gen
ti correranno ad effo , & diranno ,uenite a ſcé
diamo al montedel Signore , & alla caſa del
Dio di Giacobbe, ſei diſcepoli uogliono im
parare le perfectioni euangeliche, conuiene,
che aſcendano al móte,fe ueder Chrifto tráf
figurato,che caminino,& faliſcano al monte
Tabor,ſecrocifillo al Caluario, s'Helia vuol
tornare
DELLA MORTE . I21
tornare alla patria, è conſtretto di montare
ſopra il carro di fuoco , ſe gli Apoſtoli uoglio
no ſeguire il diuino maeſtro loro aſcendono
ſopra la naue. Queſto monte, queſto carro, &
queſta naue,ſono la ſublimità puriſſima del .
l'intelletto allaquale habbiamo d'aſcendere
co il diſcorſo parte noſtra propria,per laqua
le fiamo animali ragioneuoli detti, ad unirci
per mezo dell'unità intellettuale , all'unità
diuina,iui con iraggi della ſua Maeſtà diſce
fa per congiungerli con noi, & per farci uno
fpirito con effo Dio,& per darci uirtù di diué
tare figliuoli ſuoi. coli leggiamo nelle hiſto
rie fante il móte ripieno della diuina gloria,
& ne'miſteri de gli Hebreila Mercaua, cioè,
il carro della diuinità che ſignifica il mondo
intellettuale,dal Verbo ſanto guidato,e'lma
gno láblico nei miſteri raccóta ,che gli Egit
tij dipingeuano Iddio gouernáte la naue, la
quale appreffo i medeſimi è hieroglifico , &
limbolo dell'ordine intellettuale della proui
denza ;nó perche la divinità ueramente ſtabi
le ; & immota nell'intelletto difcenda ,ma per
che iui principalmente opera . però l'operare
di Dio chiamanoi libri ſanti diſcedere;& que
fto è pariméte il diſcendere de gli Angeli ; &
appreſſo i Platonicide demoni celefti, & ethe
rei iquali,comeelli dicono,a guiſa.di ſtelle il
mouia
122 SOCRATË , OVER O
mouimento circolare del cielo imitando,nel
le coſe inferiori influiſcono, diſcende parimé
te l'huomo nell'idolo , è nell'imagine ſuas
quando tutto nei ſenfi con i pélieri s'immer
ge, & che tutto nella cura del corpo , & delle
coſe ad eſſo corpo appartenenti ſi riuolge;ma.
queſto diſcendere luo non è ſenza meſcola
mento , & ſenza obliuione del bene mentales
& però uiene ad eſſere il principio , & la ca
gione d'ogni infelicità ,li come per il contra
rio lo aſcédere all'unità diuina per mezo del
l'intelletto è principio della deificatione inte
ſa da Pitagora neinerſi d'oro , & per conſe
guente d'ogni beatitudine.piacemi di rifferi
rein queſto luogo alcune parole del magno
Iamblicos degne di perpetua notatione, ll
dea( ſcriueegli nei miſteri)della felicità è il co
noſcere il ſommobene ; ( cioè per mezo dell'in
telletto aſcendere all'unità paterna )ſi come
l'idea delle miſerie è caduta con obliuione da eſſi
beni,ca fallacia intorno al male:quella notitia con
la diuinità isteſſa coincide ; ma questa obliuione,
decettione è inſeparabile dalla morte ; quella
altamente miſura le ſostanze intelligibiliper le
Sacre uie della ſantimonia, & questa da i principi
cadendos da elli ſcacciata ſe ſteſſa precipita a
miſurare l'idea corporale; quella è cognitione del
ſuo padre Iddio , & questa è partirſi con miſera
obliuione
DELLA MORTE . 123
obliuione da eſſo Dio padre ſantiffimo onnipotēte,
et altisfimo,quella cõferua la uera uita richiaman
-
do anco queſta uita caduca, & mortaie alla uiua
cità paterna ,questa l'huomo prencipe della geni
tura a tal termine conduce ,ch'egli non ritiene per
manenza alcuna,ma uerſa in perpetuo fluſſo :quel
la dunque ti ſiala principale Strada alla beatitudi
ne poiche ella ha pienezza intellettuale d'unione
diuina appreſſo alle anime; & questa facra ,
dei fica gratia di felicità ſi chiama porta a Iddio
Sommo opefice dell'uniuerfo , & luogo, o caſa del
fommo bene ſino a qui lamblico ;dal quale im
pariamo come l'aſcendere noſtro ſia cagione
d'immortale,& diuina felicità , e'l diſcendere
della miſeria ; poiche cadendo l'huomo nel
ſenſo per la neceſſaria immiſtione diuéta ſen
ſuale, & per conſeguente infelice : ilche non
auiene a Dio ,& all'Angelo,i quali diſcendo
no ,ouero oprano ſenza meſcolarſi,come law
luce del sole riſplende ſopra il fango ſenza
macchiar6 . & ueramente Iddio è un Sole , il
quale opera con perpetua, & incommutabi
le ſtabilita :la onde come nel Sole uiGbile ſo
no la ſoſtanza ſolare,la luce ſoſtantiale, & inti
ma, dallaqualeuiene illume, & da eſſo deriua
lo splendore,cheproduce il calore, onde naſce
finalmente la Generatione delle coſe; cofime
deſimamente in Dio Sole inuiſibile & ſoura
celeſte
124 SOCRATE , OVERO
celeſte è primieramente la foprema Vnitd ,do
po la Bontà,le quali ſe ben ſono per una certa
relatione diſtinte,non però conſtituiſcono di
uerfe nature;percioche li come la diuinità re
ſta ſopra tutte le coſe,è Vnità , & comeper tut
te le coſe ſi diffondeè Bontà , queſta diffuſio
ne , o fouraabbondanza chiamò Platone nel
ſeſto della Republica , & nelle epiſtole Idea
d'ogni bene;da quelta Bontà , uogliono i Pla
tonici, che come lume da luce proceda la
Mente prima, d ſia la natura Angelica,laqua
le comprendendo tucce le menti ,& tutti gli
fplendori ideali inquáto a ſe ſteſſa è intellet
to , & inquanto alle altre Menti è oggetto in
telligibile:da queſta ,quali ſplédore da lume,
uien l'Animadel Mondo , che comprendedo
ogni natura animale ,& i concetti imagini
delle prime Idee uien detta Mondo ragione
nole; quindi,come calore da fplendore,naſce
la Natura,per la comprenſionede ſemi di tut
te le coſe chiamata Mondo ſeminario , laqua
le, come generatione cópita,produce il Mon
do che noi ueggiamo,detto ſenſibile, & mate
riale. & coſi come raccota Mosè nella diuina
hiſtoria, rimăgono perfetti i cieli, & la terra,
con ogni ornamento loro.Diſcende Iddio in
queſto ordinedell'uniuerſo con l'infinita uir
tù della ſua prouidéza creado producédo, &
gou
DELLA MORTE . 125
gouernado permezo del Mõdo archetipo , d
intellettuale,del ragioneuole, & del ſemina
1
rio,tutte le coſe di queſto Mondo ſenſibile. il
diſcendere della mente prima è influire co'l
mezo delle Idee,de concetri, de ſemi, & delle
forme.diſcende l'anima prima co l'ordine de
concetti, & de ſemi dalle Idee dependéti, co'l
mezo de quali imprime la natura tutte le for
me nella materia prima. Ma troppo innanzi
ſiamo entrati nella profondità di queſto altiſ
fimo ſoggetto; bafta, che l'affetto séſuale per
l'enormità del uitio , & de i peccati,che naſco
no da lui , è cagiõe dell’īfelicità dell'huomo;
pcioche,oltre che in queſto ſtato ritrouãdoſi,
cioè,tutto peccatore,uitioſo, & ſenſuale eſſen
do,no può eſſere ſe no miſero , per le ragioni
0
già dette,anch'egliſi giudica tale ;ilqual giu.
dicio da ſe ſteſſo è sóma miſeria ; ſi com'è feri
no & beſtiale rimoto dalle ſublimi , & degne
E cólideratioi, eſsédo la uita séluale nó noſtra,
3
ma propria delle fiere,nelle quali no è intel
lecto.Quindiragioneuolméte Epiteto Stoico
diuidendo tutte le coſe , intorno allequali firi
uolgono i noſtri péleri, in quelle chenoſtre,
&in qlle ,che ſono d'alcrui, lotto īſta ultima
ſchiera collocò tutte le coſe all'apetito sélua
le ſottopoſte ,& al corpo appartenéti:inſegna
doci poi , come a filoſofo Stoico, & morale fi
con
3

126 SOCRATE , O VERO


conueniua, che in tutti i contrari auuenimen
ti alla regola infallibile di queſta giuſta diui
fione ricorrendo,nó debbiamo quelle ſtima
re, che noi , ouero le coſe ueramente noſtre
non moleſtano,ma porre ogni ſollecita cura
in diffenderci da i ueri danni , i quali ſono le
opinioni della fallace imaginatione,& i fal
ſi, & peruerſi giudicij del ſenfo, ilquale perpe
cuamente cieco fugge la candida lucedella
Verità , & alle tenebre della menzogna, & del
l'apparenza s'actiene, quellecoſe chebuone,
à indifferenti, ò utili fono, o male, perche, nó
fodisfacciano all'appetito giudicando. Ecco
me tutto ciò fa uero , miſterioſamente ſotto
piaceuole ſcorza di favoloſa hiſtoria gli anti
chipoeti,& filoſofi dimoſtrarono . Appreſſo
ad elli trouiamo farſi métione di due Regni
al gouerno dell'humana natura appartenen
ti,cioè di Saturno, & di Gioue,per Saturno in
reſero la Mente prima, ouero il Mondo intel
lettuale , onde Platone il chiamò nel libro
del Regno,Redella eterna città, conuertito
re delle anime, & autcore d'ogni reſurrettio
ne,nel quarto delle leggi, principio, mezzo,
& fine di tutte le coſe n
, el Protagora datore
delle leggi humane , & diuine, & nelle epiſto
le,Padre,& Signore . Gioue è figliuolo di San
turno,& ſignifica appreſſo i medefimiilMó
do
DELLA MORTE.
127
10. do ragioneuole, ò animale, & lo ſpirito uiui
fico dell'univerſo , ilquale è da Platone nel
Timeo detto Anima del Mondo nel ſeſto del
18 la Republica Neceſſità, nel libro del Regno
Fato , nelle leggi uita ragioneuole dell'Vni
uerfo , & legge delle ſtelle, nell'epiſtole Duce
delle coſe pallate,preſenti, & future ,nel Fili
EDE bo Mente , ſapienza gouernatrice di tutte le
coſe , Regina del Cielo , & della terra, le due
parti principali che ſono in noi Mente , & Di
1 ſcorſo , a queſti due Regnifi riferiſcono, que
no ſto a Gioue, & quella a Saturno ;con l'Intel
co lecto godiamo le delitie del Mondo intellet
170
tuale, & con la Ragione, anima , ò diſcorſo
ni imitiamo l'animaRegia, & diuina nell'ordi
ne, & nella conſonanza delle attioni noſtre ,
1 con le quali gouerniamo noi ſteſſi , la fami
glia , & la Republica. Ma per tornare alla fa
uola , dicono i poeti , cheGiouepriuò Satur
el
no ſuo padre del Regno ,coʻl quale poi uené .
0 do a certo accordio diuiſe tre uafi nell'erario
più ſecreto del cielo ripoſti, i quali erano ſtati
ripieni da Themide,& da Prometeo delle gio
ly ie & teſoro,che laſciò Cielo padre:uno toccò
1 a Saturno , & gli altri due rimaſero a Gioue,
in quello di Saturno fi ritrouò ſolaméte il pu
riffimo bene della ſapienza, ond'egli il diede
in guardia a Pallade,come fcriue Homero ,
Di
128 SOCRATE , OVERO
Di Gioue Saggia, glorioſa figlia ,
che perciò poi ne fu Dea della ſapienza ,&
dell'arti inuentrice dettaw ,
Gli altri due uaſi furno posti innanzi
* Alalta porta del tonante Gioue .
coſi racconta Homero, & l'uno d'elli era pie
no di gagliardo liquore di male puro , uiolen
to, pieno didiſſenſioni, di furie , di tumulto ,di
paura, & di mille altre ſimili miſerie;percio
chev'erano l'improbità, e'l uitio, fonti di tut
te le libidini,di tutte le dishoneſtà , & di tutti
i mali;alla guardia ,diffufione, & diſtributio
ne di eſſo fu deputata Venere poco innanzi
nata nell'impura agitatione dell'onde mari
ne, Dea de piaceri, & di tutti i godimenti car
nali, & però preſidente alla uita uoluttuoſa ,
inhonelta, & lenſuale,nell'altro uaſo fu ritro
uata una temperata miſtura di bene, & di ma
le,meſcolati inſieme;perciocheu'era la uirtù
con tutte le fatiche con gli ſtéti, & con litra
uagli ,& che la perſeguono, & accompagna
no , & ad eſſo fu ſourapoſta Giunone fautri
ce, & Dea della uira morale, actiua, & ciuile,
Auuéne in quei tempi, chele medeſimeDee
per il pomodalla Difcordia [degnata, getta
to pelconuito nucciale di Theri , & di Peleo ,
uennero a conteſa inſieme della precedenza
per cóto della bellezza ; & eſſendoſi della lits
lore
DELLA MORTE . 129
loro rimeſſeper ordine di Gioue al giudicio
di Aleſſandro Troiano, innanzi a lui ſopra'l
monte Ida , riduttefi ignude cominciarono
tutte tre una dopo l'altra ad offerirgli, per
premio della uittoria, doni conformialle ric
chezze, ch'elleno ne i uaſi già detti in cuſto
dia teniuano , coli Pallade promiſe di farlo il
più fauio di tutti i Greci,& Giunone,come ſi
legge nelle troadi d'Euripide, gliofferre ,
L’Imperio d'Aſia , Venere la moglie
Del Greco Menelao .
Ma perche egli a Venere diede la uittoria, fu
cagionedell'eccidio della patria , & di ſe ſteſ
fo ; poiche fi tirò ſopra il torrente delle uere
infelicità,del uaſo della improbità proceden
1 si,tutto queſto ſi uerifica nell'huomo, ilquale
alle tre Dee, & ai tre uali, có le tre parti ſue,
Mente, Ragione, & Senſo corriſpondendo, ſe
all'intelletto ,tutte l'altre coſe nulla ſtimado ,
afcéde grado altiſſimo,alquale rari,ma felici
ſono quelli cheperuégono,diuenta intellec
tuale,diuino,immortale ,& beato; s’a compia
cere alcorpo, & ad ubidire al ferino imperio
del ſenſo diſcende , & coſi nel vaſo deluitio
s'immergeritroua il uero fonte di tutte le di
Cauétyre, & di tutte le miſerie, dalquale man
dando l'improbita iſteſſa fuori un'abbodan
te & precipitoſa forza d'acqua calamitoſas
I con
130 SOCRATE , OVERO
confonde, & perturba tutta la uita dell'huo
moimpuro :non meno di quello cheſi faccia
l'impero d'un rapido torrente nel neuoſo , &
horrido uerno , ilquale odioſo a gli agricolto
ri;nemico a paſtori, & contrario a uiandanti,
infruttuoſo , fterile, & inutile le tenere biade

nei campi,gli arbori, le capanne, i greggi, &


gli armenti ruinoſo fitrahe dietro,diſtrugge,
abbatte,& uccide. Ma ſe l'huomo cerca d'irri
gare il campo dell'animo ſuo con i riui ſcatu
rienri dal vaſo di Giunone , attendendo alla
uita Politica, & Morale, iui ritroua gliamari
al guſto carnale,main effetto ſoauiſſimi, e
terni, & gloriofi frutti della uirtù,baſe,fonda
mento, & ſcala per aſcendere alla felicità mé
tale.ma qui biſogna,che l'agricoltore ſudi,li
affatichi, & ftenti ; percioche l'Egittio non ſi
fida nelle inondationi del Nilo ſolamente ,
ma con l'aratro le dure glebe rompendo, pre
para il campo ,& all'irrigatione,& allo ſpar
gimento delle ſementi . queſto meſcolare il
fiume con l'agricoltura,la ſperanza con la fa
tica , ifrutti con lo ſtento , ci dimoſtra, chein
queſta uita mortale , chidi uiuere uirtuoſa
mente , & indi acquiſtarfi gloria , & felicità
procura, troua il male conglutinato co'l be
ne , ma queſto male , poiche uien congiunto
co'l bene, & è cagione dell'acquiſto della uic
tù,
DELL A * MORTE. 131
cù ,non deue eſſeremale, ma bene giudicato,
Laonde chiunque li trouain eſſo inuolto ,&
ha giudicio di conoſcerlo, non ſolo non è in
felice,ma beato, ò almeno poco dilcoſto dal
la beatitudine : alla quale con la conſonāza,
& harmonia delle uirtul ſi giunge & ecco l'a
tile , che da ciò ſi caua , chi ha da uarcare il
mare non fida la ſua ſalute in mano di naui
gante ineſperto, & chenon habbia mai uiſto
il volto dell'adirato Nettuno , negli eſerciti
deono fidarſi a capitano , ilquale ſia ſempre
ſtato uincitore , ne mai nelle battaglie hab
bia prouato contraria la fortuna ,quale ſareb
be ſtato Nicia , fe foffe uenuto ſaluo di Sicilia,
ouero Cleone , ſe più temperatamente il po
polo reggédo foſſe ritornato d'Amfiboli; coſi
ragioneuolmente non credercero, Solone al
le perpetue felicità di Creſo , & Amaſi di Poli
crate;& con tutto ,che queſti in mare, & quel
Join terra potenti foffero, nondimeno Creſo
di Ciro & Policrate di Oronte preda , & ferui
rimaſero . La onde ſommamente ritrouo dai
ſaui lodata quella Corte di uita, laquale ha co
l'allegrezza qualche dolore, & con la proſpe
rità qualche trauaglio meſcolato;percioche,
fi come ſenza la moleſtia della ſete non figu
fta il bere , & fenza la fame non diletta il ma
gnare, cofi fe nelle noſtre felicità non s'attra
I 2 uerfa
132 SOCRATE , OVERO
verſa qualche auuerſità ,egli èimpoſſibile ;
che ſi conoſca la uittorioſa luce della Virtù ,
ò che ſiguſti il piacere di eſſa felicità ; coſi il
grande Artaſerſe Rede Pecſi eſſendo uiuuto
in lunghillima uoluttà, & in perpetua ſereni
tà di fortuna, come che ad eſſo l'Aga abbon
dantiſſima prouedeſſe d'ottime, & di eſquiſi
te uiuade, & delle più precioſe uiti d'Europa,
& da i più celebrati fiumi del modo gli foſſe
portato il'bere ,& arti infinite ſerviſfero al có
modo della ſua perſona, non hebbe piacere,
ò cognitione della ſua felicità‫;ز‬ma poiche
nella battaglia c'hebbe contra iGreci,fu uin
to, & fuggendo fu coſtretto a dormirá la not
te in uno ſteriliffimo colle , miſero , & infeli
ce allhora primieramente ſentì, che coſa fof
ſe la ſere , oue non erano il Choaſpe, il Ti
gre, il Nilo ,nèi uini eccellenti,nèi coppieri ,
ò altri ſerui, & miniſtri delicati, & fedeli, che
da bere gli porgeſfero; & perciò allhora mol
to ſi tenne felice, che da un'huomo Allirio di
Marde, ch'iui perauuentura ſi trouò, gli foffe
ro conceſſe alquante ſtille d'acqua , ch'erano
in vn'ytre fetidiſſimo:allhora queſto meſchi
no Rè conobbe di che uſo foſſe la ſete, & qual
fi fofſe il piacere , & il guſto del here.gli huo
mini dunque ben poſſono fatiarſi dei piace
ri,ma non delle felicità , tale facietà deue fti
marſ
DELLA MORTE . 133
; marſi molto più moleſta , che delle crapule,
& delle ubbriachezze.noi ueggiamo che per
queſta cagione ad Achille non piacque l'o
tio, nè a Neftore il Silentio , nè ad Vlitle il ri
poſo , ò la ſicurezza : poteua Achille Itarſi in
Thellaglia , godédofi l'imperio de' Mirmido
ni , & iui lietamente ſoſtenere la uecchiaia di
Peleo ſuo padre,& Neſtore paffarſiuna tran
quilla uita in Pilo , & Vliſle goderſile ſelue
dell'ombroſo Nerito , ò con Calipſo uiuendo
acquiſtarfi il dono dell'immortalità :ma par
ue a quei grandiflimi Heroi degna la Virtù ,
11 che per lei ſi patiſſero diſagi , ſtenti , fatiche,
lunghiviaggi, ferite, & morti: & ueramente
- conmolta ragione; percioche tolto uia Het
! tore lo Scamādro , le naui, le dodeci città , che
coſa reſta del nome d'Achille ? ne per altro
i Homero a Gioue riferiſce l'origine d'Herco
€ le Tebano, ſe non per la perpetua guerra che
1 egli hebbe con i pericoli:toglianli dall'hiſto
ria d'Hercolei moftri, le fiere ,itiranni, i lun
ghi,& pericoloſi uiaggi , con l'altre ſue famo
fe , & immortali fatiche, la gloria del nome
d'Alcide ſi riduce in nulla . leuiamo da gli A
theniefi il ſubito corſo a Marathone la mor
te iui acquiſtata, la mano di Cinegira taglia
ta,l'infortunio, & la diſgratia di Polizelo , &
le ferite di Callimacho, che altro reſta loro di
I 3 gloria ,
134 SOCRATE , OVERO
gloria ,ſe nó le fauole d'Erechteo, & di Cecro
pe non credute da i poſteri :leuiamo parimen
te da i ſantiſſimi principi della noſtra uera ,
& diuina Religione le perſecutioni, le nudi
tà ,le catene, le carceri , i tormenti ,icrucciati ,
le ruote , le falci , i fuochi, & le crudeliſſime
morti , che teſtimonio s'haurà ch'ella per di
uina uirtu ,no per caſo ,nè per fato , nè per hu
man conſiglio ,ò ualore, ſia rimaſa uincitrice
del mondo, & de i tirannidera neceffario , di
cono i libri ſanti , che Chrifto noftro altiffi
mo Imperatore patiſſe, & coli entraſſe nell'
eterno ſuo regno.la grandezza della ſua glo .
ria,mentre tra gli huomini ville ,fu nonio ſu
perbia regale ,nè in triófi humani,ma in bas
fezza,humiltà, ſtento ,diſagio, fatiche,ſudo
ri,digiuni,lagrime, orationi,uigilie,fortezza
d'animo, diſpreggio delle mondane pompe,
miſericordia compaſſibile, amore diuino ec
cellente,dilettione humana retta, & finalmé
tein heroica , liberale, acerba , & ſpontanea
morte . Nel corſo , & nel combattimento di
queſta uita noſtra mortale, che altro auuerfa
rios'oppone a i buoni , ſe non la tétatione de
triſti? ſenon l'affittione delle diſgratie, & del
le difauenture raccontate ? eccoci in campo
Socrate tra gentili ueramente ſanto , & giu
fto , dall'oracolo giudicato ſapientiffimo, &
dal
DELLA MORTE. 139
dal mondo conoſciuto riſtauratore de coſtu
mi, & perpetuo campionedella Virtu : hora
uengano ad aſfaltarlo gli auuerſari ſuoi; que
ſti ſaranno Ariſtofanecomico inſolente , & ui
tiofo calunniatore, Anito fofiſta delatore,Me
lito Sicofanta accufatore , Licone maligno
retore, oratore contrario, la lunga, & acerba
prigione, i ceppi , le funi, le catene, il carnefi
ceyil ueneno , & finalmente la morte . Venga
un'altro Athenieſe in campo,& haurà da pu
gnare co'l pergiurio diTillaferne, con l'infi
die d'Arieo , con i tradimenti di Menone , &
con l'impero ,& con la uiolenza Regia . Pren
diamo il Cinico di Sinope , eccogli incontra
la pouertà armata di diſpregio, & d'ingiurie ,
l'ignobiltà la fame, l'eſilio,il freddo , il caldo,
& ogni altra mondana'miſeria.Manon ſono
queſti grandiſſimicapitani dalla uirtù ,per la
quale eſſi combattono, abbádopati giamai ;
percioche ella gli aggiunge forza, & valore
ne' biſogni, gli accreſce l'ardire, gli fortifica
il cuore , & finalmente malgrado di tutti ine
mici loro, della fortuna , & della morte,come
uittorioſi gli corona di gloria perpetua, & im
mortale. Quáto dunque s'inganna chiunque
dalla mollicie de'ſenſi auuilito , da battaglia
coſi glorioſa fugge, & cede al nemico pian
gendo ,affliggendoli, & giudicandoſi miſero,
I 4 & in
136 SOCRATE , OVER O
& infelice.Deuechiunque entra nello ſtecca
to della gloria & della Virtuì, riuolgerli fpel
ſo nell'animoi raccontati diſcorſi ,& ſpeſſo
nella maggiore tempeſta della contraria for
tuna , & nel maggiore pericolo della batta
glia prendere ſpirito , & coºl poeta Greco tra
fe ftello gridare's
Sostienti inuitto, e valoroſo cuore ,
Poi che patito hai già più graui aſſalti.
Dalle coſe dette Gin'hora fi cauano due nota
bili concluſioni da porſi innanzi a gliocchi
dello ſpirito per certi documenti della huma
na uica. La prima è, che in quelta uita morta
le,poiche non ui ſi uiúe ſenza la carne, laqua
le è l'iſteſſamorte,miſeri,& infeliciſono quel
li, che vogliono ſotrogiacere a gliinfatiabili
appetiti carnali, & gouernarſi ſecondo il per
uerfo,& fallace giudicio del ſenſo ;diede il Si
goore l'huomo ( dicono i libri ſacri )nelle ma
ni del ſuo conſiglio, onde può farſidiſua ma
no infelice,maben diceuailSauio dello ſpi
rito ſanto , che uani ſono coloro , & infelici,
nei quali non è altro che'l proprio giudicio
ſenſuale,ſenza alcuna ſcienza di Dio.Queſta
ſcienza è lume intellettuale , ſenza cui non
U
può l'huomo conoſcere l'infinito ſplendore
del fommo bene, idea , ſecondo lamblico, &
comeio diſli poco innanzi, d'ogni beatitudi
ne,

1
CENA DEL SIGNORE. 137
ne ,' & cagione d'ogni felicità : onde ícriffe
quel grandiflimo Rè della Paleſtina, Signo
1 re nel tuo lume uedremo il lume, cioè , ſe noi
non fi ſcoſtiamo dalle tenebre della carne,&
non aſcendiamo al lume dell'intelletto , ſe
gno , & imagine del tuo gran lume ( percio
che dice altroue il profeta di queſto lume in
tendendo , ſegnata è Signore , l'imagine del
tuo'uolto ſopra di noi) non potremogià mai
comprendere, d acquiſtare quell'infinita , &
immarceſſibile felicità ; laquale tu hai pro
meffa , & preparata a coloro , che ſperano in
te : l'huomo animale , cioè, diſceſo nel ſenſo ,
& che uiue ſecondo la carne,diceua l'Apoſto
lo S.Paolo,non comprende le coſe , che ſono
diDio ;anzi, che l'oſcurità carnale ſempre ,
che l'huomo nel uaſo dell’Improbità beuen
do , ſi troua in efla inuolto, non laſcia diſcer
nere la falſità degli apparenti,& non punto
ueri, ma inutili,& perniciofi piaceri ſuoi, &
però il ſapientiſfimo figliuolo di Dauid do
po l'hauere dette queſte parole , io m'accu
mulai gran copia d'oro ,& d'argéto ,& acqui
ſtai le ricchezze de gli altri Regi, & delle al
tre prouincie,ordinai , che mi s'introduceſſes
ro cantori, & cantatrici,delitie de gli huomi
ni, & uaſi infiniti raccolg , & di ricchezze auá
zai tutti quelli ch'erano ſtati in Gieruſalem
me
138 SOCRATE , OVERO
me innanzi a me , la ſapienza anco fu meco ,
& agli occhi miei non negai mai coſa,ch'elli
deſideraſſero , & uoll, che'l inio cuore ſi pren
deſſe ogni piacere, ſoggiunſe poi,& eſſendo
' mi riuolto a tutte le attioni delle mie mani,
& a tutti i penſieri del mio uano , & ambitio
ſo cuore,trouai, che in eſſi non era altro, che
uanità, & afflictione d'animo:laqual coſa dal
deprauato affetto abbagliato non hauea co
noſciuto prima . L'altra cóclufioneè , che chi
la parte ragioneuole dall'imagine , & ombra
ſua , cioè dal ſenſo ſolleuádo con l'intelletto
congiunge, conſtituendolo prencipe ditutte
leattioni lue , & giudice di tutti gliauueni
menti ſuoi , non può ellereoffeſo dalle perſe
cutionis & dalle diſgratie del mondo ; perciò
che in eſſo vidie certa letitia , con uera, & infu
perabile tranquillità di ſpirito , gloria coha
bitante, & Regno diDio, che Chriſto perciò
diceua eſſere ne gli apoſtoli ſuoi,di che inten
deua S.Paolo ,dicédo ,il Regno di Dio ,è gaudio,
& pace ,& altroue , rallegrateui ſempre nel si
gnore, ſe Dio è per noi, diceua il medeſimo, chi
Sarà contra di noi :e piu innanzi , chi ci potrà ſe
parare dall'amor di Dio ? la tribulatione ? l'ange
Stia? la perſecutione?la fame ?la nuditd ? la ſpada,
o'l pericolo? certo non; perchenoiſiamo uittorioſi
in uirtù di colui,che ci amò, di modo, che ne anco
perdond
DELLA MORTE . 13.9
perdonò al proprio figliuolo , malo diede alla mor
I
ie per tutti noi.chidiqueſta maniera dunque
20
uiue, non può eſſere le non beato ; & perciò
diceua l'auttore della noſtra beatitudine,bea
ti ſarete uoi, quando gli huomini ui maledi
ranno, & ui perſeguiteranno per conto mio,
godete allhora, & rallegrateui, perciocheab
bondante mercede ui ſarà reſa in cielo, della
qual mercede intendeua il Profeta Regale ,
dicendo ne'Salmi ,
Il signore mi gouerna ,
to Ne può mancarmi una beata uita ,
ie
Poſto m’ha doue primauera eterna
D'herboſepaſchiognibell'alma inuita ,
Qui fon l'onde chiare ,
eare
Che poſſono ogni ſpirito recrea re..
lu In queſta libera letitia trouandofi Stefano
fanto cheprimo fu tra i ferui di Dio a ſparge
re il ſangue per l'edificatione del nuouo , &
20 uero tempio del Signore,nella tempeſta del
le pietre , cheimpetuoſamente il percoteua
no ,con gran fiducia gridaua,ecco ,ch'io ueg
go il Cielo aperto , & il figliuol dell'huomo,
che ſiede alla deſtra di Dio; e'l ſanto Giobbe
nelle tante diſgratie in ſi poco ſpatio di tein
po ,occorſeli,diceua, ecco ilSignor m'ha tol
to quello,ch'egliprima dato m'haueua , coſi
è ſeguito, comeè piacciuto a lui, ſia lodato il
nome
140 SOCRATE , O VERO
nomefuo; & il pietoſo Thobia nella perdita
delle facoltà ,nella cecità degli occhi , nel de
ſiderio del figliuolo, & nell'infeltatione della
moglie,& de gli amici , non laſciò mai di lo
dace, & benedire Iddio, & nelle hiſtorie de gé
tili, Socrate padre de Filoſofi (la cui uita, co
me uogliono alcuni de ſeguaci ſuoi , fu quaſi
un'ombra, & imagine della Chriſtiana uita)
compiacendo al genio conſultore ſpontanea
menre, & con heroica deterıninatione s'offer
ſe a quella morte , ch'egli o confutando con
l'Apologia le falſe imputationi d'Anito , &
Melito, accettando l'aiuto di Critone, pote
ua facilmente ſchiffare , & hauendo preſo il
ueneno, nell'ultime parole chediffe ,Iaſciò a
Critone , che non ſi ſcordalle di dare il Gallo
fimbolo della ragione ad Eſculapio , che di
nota l'intelletto illuſtrato ,uero auttore delle
medicine allo ſpirito ,& all'infermità dell'an
nimo appartenenti,per inoftrare, ch'egli per
quella uia la ſerenità della ſua mente imper
turbata, ſana, tranquilla,& felice s'haueua ac
quiſtato: la quale,come ſcriue Plotino, & co
meio dichiararò più innanzi, nó è altro, che
fuga d'un ſolo a chi è ſolo , cioè feparatione
dell'animo dalla confufa moltitudine de i
ſenfi, & falita del medeſimo all'unità intellet
tuale . Il medeſimo Socrate quandoil carne
fice,
DELLA MORTE. 141
fice, o littore degli Vndeciuiri gli comando,
le che fi beueffe l'ordinato ueneno, eſlortando
lo Cricone a tardare, come gli altri condána
ti alla morte erano ſoliti di fare, infino altra
6 montare del Sole, & a prenderſi fra tāto qual.
che piaceremondano , queſted ſimili parole
riſpoſe ,coloro,ò Critone,i quali no conoſco
no, nè guftano altri diletti, che quelli della
2
carne,edel mondo, giungendo al termine al
quale mi trouo giúco io ,co qualche ragione
1 fi muouono a far quello, che tu cerchi di per
: fuadermi,che io faccia, percioche coſi penſa
! no di guadagnarne molto ,ma io che per elle
re in tutto nemico delle delitie mondane , &
ignorante delle ſcienze humane , & uolgari,
+
fu dall'oracolo giudicato ſapiente,no conob
bi, nè deſiderai già mai altri benignèaltri pia
ceri guſtai, che quelli: iquali con l'intelletto
fi conoſcono ,con la ragione ſi amano, & con
ambedue ſi fruiſcono d ; e'beni di queſta uita
mortale hebbe sì pochi ſempre,che nó potei
deſiderare giamai di ſtarui, ſe bene , per non
contrauenire aidecreti altiſſimi di chi è Si
gnore di queſto gran tempio , & che a queſta
cuftodia mi poſe,non ho cercato mai di uſcir
ne uiolentemente ; hora , come è piacciuto a
quel grandiſſimo Rè , è giunto il terminedi
partirmene, & di tramutare queſta preſente
morte
142 SocrATE , OVERO
morte in perpetua, & giocondiſſima uita,on
de che troppo degno di riſo ſarei, ſe coſi ani
do di queſta uita 'mortale mi dimoſtraſli . &
però nó ui moleſti punto la fretta che al pre
Tente ho di morire. quante uolte credete uoi,
ò cari amici , che io habbia deſiderata queſta
morte , & prouata quella , di cui ui ho ragio
nato poco innanzi , degna di chiunque uero
amatore della Sapienzałauzi poſſo dire di no
eſſere in quella guiſa , che intende il mondo
ſtato uiuo giamai , & da qui è ,che da gli huo
mini ueramente carnali ,& mondani,i quali,
comeil demonio m’inſidiaua , con perpetua
guerra cercai di ridurre a miglior ſorte divi.
ta,fui ( chernito ,odiato, & finalmente a que
ſto termine condorio . & qui da capo tornò a
fargli conoſcere , come il filoſofo debba non
folo haver timore , & ſpavento della morte,
ma quando ella uenga liberamente con leti
tia , & come liberatione dell'animo noftro da
prigione oſcurillima,accettarla , & con tante,
& sì efficaci ragioni ,quante, & quali ſi troua
no nelle memorie antiche di Platone, di Xe
nofonte , & di tutti gli altri ſeguaci della ſua
celeſte , & mirabile dottrina ; dalle quali, per
conſolatione di tutti quelli, che ſi trouano
nell'acerba, & ingiuſta affittione delle mon
dane perſecutioni, alle cui mani queſti miei
ſcritti
DELLA MORTE. 143
ſcritti peruerráno giamai ,& i quali per l'hor
rido , & ſpauenteuole timore della morte ſa
& ranno,& diſpiritual conſiglio, & di uera con
TC ſolatione biſogneuoli , & degni, ho raccolti i
in precedenti diſcorſi, & quelle pochecoſe, che
ta in propoſito della morte da qui innanzi li di
ranno : perche s'impaci una ſorte di Morte a
TO procurarla , & comecoſa precioſa, & falutare
nó a ricercarla, & acquiſtarla, l'altra a nó temer
de ne punto , ne ſpaventarſene in qual ſi voglia
modo ,ch'ella uenga,eſſendo ancor eſſa mol
li te fiate inſtromento di far più glorioſo ; & più
012 illuftre il diuino uolto della uirtù apparere
nel conſpetto di tutte le genti .& ſiaci ditutto
18 ciò teftimonio la feſtiua, & glorioſa comme
32 moratione, che fa la chieſa ſanta delle morti
on de' ſacroſanti martiri di Chriſto , oltre a quã .
tes to ſcriue Platone nell'epitafio, & oltre all'eſ
eti ſempio della morte di Socrate, & d'altri infi
da niti raccontati nelle hiſtorie de Gentili , le
ter quali, & per l'ingiuſtitia uſata da i tiranni, &
02 da gli ingiuſti,& ſcelerati Giudici,& per l'in
ter nocenza,ualore , & bontà degli oppreſli,ten
La gono con la forza dello ſdegno, & con la be
sie nignità della compaſſione deltato il nome
110 loro nella ricordanza di tutti gli huomini ,&
on in tutti i tempi . La morte dunques'intende,
1101 & deſcriue in due modi ,cioè, ſeparatione del
l'anima
144 SOCRATE , OVERO
l'anima dal corpo , Morte Filoſofica , & del
corpo dall'Anima Morte naturale ; percio
che troppo a ciaſcuno è noto no eſſere il me
deſimo,che l'anima per la contemplatione li
reſtringa in ſe ſteſſa , & alle ſoſtanze eterne, &
inuiſibili fi follieui,laſciando alla ſola nutri
tiua la cura del corpo , ò che , rottii legami
dell'unione naturale, il corpo ſi diſgiunga,fi
diſtacchi , & allontanida ella Anima ſua ui
ta ‫ي‬.

MORTE FILOSOFICA .

A prima fpecie di morte è alienatione


LA
mentale, & quella amoroſa copula, che
fa con Iddio l'animo noftro ſeparato, & lon
tano dalla bruttezza , & oſcurità ſenſuale, &
1 dall'huomo eſteriore. il Profeta di lei parlan
do diſſe, pretiofa è nel confpetto del signore la
morte de Santi ſuoi, & perciò l'Angelo a Gio
uanni ſanto ,rapito nell'Iſola di Pathmo ,dil
ſe ,Beati i morti,che muoiono nel Signore, & He
lia nelle hiſtorie regali eſclama, meglio di grā
lunga m'è il morire , cheil uiuere, di queſta me
deſimamente inteſe l’Apoftolo Paolo ſcriué
do a i Corinthi, noi s'affatichiamo, dice egli ,
ma non moriamo,portando ſempre la morti
ficatione del Signor Gieſu Chriſto nel corpo
noſtro ,
6
DELLA MORTE . 145
1 noſtro , pche nel medeſimo ſi manifeſti la uia
ta di effo ,eſſendo noi, che uiuiamo sépre dati
alla morte per Gieſu Chriſto , perche la uita
1 di effo fi manifeſti nella noſtra carne morta
le,& altrone,uoi ſere morti, & la uoſtra uita è
nafcofta in Chriſto . per mezo di queſta mor
teil medeſimo Apoſtolo fu rapito alterzo cie
logoue uide,& inteſe coſe,le quali no è lecito
riuelare : & per queſta via anco Mosè parlo
co'l Signore da faccia a faccia ; & Eſaia uide
Iddio fedente ſopra la ſedia eccelſa & eleuaa
ta;& finalmente tutti i profeti,o altri huomi
ni fanti ai qualifu conceſſo d'hauere riuela
20€ tione diuina, nó l'ottennero per altro mezo,
1
che di queſta Morte, & perciò diceua Iddio a
21 Mosè nóminedrà huomo & uiuerà, & Chri
ſto inſegna la medeſima con l'eſſempio del
grano dicendo, che s'egli cadein terra, & no
muore, reſta ſolo , ma ſe muore moltiplica; &
Rio molto frutto rende . Da queſta Morte conuet
fione a Dio, & uera , & uiuifica filoſofia naſco
He no tre nobiliffimieffetti che ſono Pietà, Santi
si tà , & Religione. Naſce la Pietà nell'huomo
n6 all'hora che ſi diſcoſta da quella ſorte diui
zić ta,la quale è propria del corpo , cómune alle
beftie, tutta peccatrice, & immoda, & rinova
Ort
to cóforme a quel detto del profera ſarto , ta
ci rinouárai come la gionenti dell'Acquila ,
K quali
146 SOCRATE , OVERO
quali puro ,& femplice fanciullo,di quelli,ai
quali fimile, ſecodo le predicationi lacre del
la Verità ,conuiene,che ſi faccia chiuque deli
dera entrare nel Regno di Dio: il cheanco fi
truoua nelle ſcritture de i Magi di Perfia ri
cordato , & ſecondo gli inſtituti di Paolo Apo
folo,ou'egli dice rinouateui nello ſpirito del
la voſtra mére all'intelletto ,cheZoroaſtro , ſe
condo Geniſtio Plethone , chiamò carro di
fuoco, quaſi un'altro Helia, ſi rivolge,per sù
ſalirui & indi fare il deifico paſſaggio in Dio,
che no ceffa mai di chiamarlo , & accéderlo a
ſe. Queſta Pietà nó è altro,come ſcriue Ago
ftino, ſe non culto, o riuerenza, che fi deue à
Dio , la quale viene da quel timore ſantilli
mo , che nelle menti humane infuſo come
ſcriueil poeta ,
Da principio introduffe i Dei nel mondo .
& è timore no ſeruile, ma libero, filiale,nobi
le, & diuino, ch'inanzi a gli occhi del noſtro
fpirito rappreſenta la grădezza , & la maeſtà
dell'incomprenſibile natura diuina : & è quel
timore , che i libri ſacri dicono eſſere princi.
pio della ſapienza, la quale conſiſte nella co
gnitione di Dio, forma di tutte le forme,prin
cipio di tutte le coſe, diſtintione di tutti gli
enti , & inattingibile oggetto di tutti gl'intel
letti, ne'qualiegli; comein ſpecchi d'ogn'in
torno
DELLA MORTE 147
21
torno pofti,con i raggi della ſua luce infinita
le
infonde le Idee,ueri lemi, & principali arche
eli
tipi di tutte le coſe, che ſono , di tutte le uir
ori tù , & della Pietà iſteſſa , la quale tanto è più
tie di tutte l'altre virtuà nobile, quanto,ch'ella e
po il mezo amoroſo,foaue& potente,co'l quale
ci crea .
‫ܘܐ‬ Quel,che prima n'amò ,che ne creafle ,
di & creati c'illumina, & conuerte per deificar
su ci,& farci partecipi dell'alta gloria del ſuo fe
ISO, liciſſimo Regnoin virtù della morte dell'uni
02
genito ſuo figliuolo ; infonde Iddio la piecas
go percioch'egli n'è il fonte, ond'è folo ueramé
te , & propriamente detto pietoſo, come canta
Illi. uano ſopra'l mare di uetro , & di fuoco appref
loGiouanni Canto coloro , cheuinſero la grá
beſtia;perch'eſſendo ,come diffi la pietà cul
to, o riuerenza, ne queſta ſenza cognitioneri
obi truouandoſi, ſolo da ſe ſteſſo Iddio ſarà perfet
Tro tamente riuerito , com'è da ſe Iteſſo ſolopers
eth fettamente conoſciuto ;egli dunque ſolo ſarà
uel veramente Pio.Ma fra gli huomini poi quel
Ocio lo c'haurà ottenuto gratia di più conoſcere
CO Iddio, di più riuerirlo, temerlo , & amarlo, &
rin di più ad eſſo allimigliarſi, & per dignità ſpi,
gli rituale , o temporalc accoſtarſeli, ſoura tutti
elo gli altri meritare queſto mirabile , & divino
nome Pio.no può dunque la Pierà eſſere fen :
K 2 za
148 SOCRATE, OVERO
za Riuerenza,ne queſta ſenza cognitione,tie
la cognitione ſenza timore , ne può temere
Iddio chi non ama ( & parlo del timore intrin
feco molto più nobile dell'amore) la divina
Mente , Idea di tutte le bellezze , & reſoro di
tutti i dilecti eterni , Verbo , & figliuolo di
Dio, Chriſto Gieſu amoroſa beatitudine nos
ftca ;ne ama chi con Paolo ' non deſidera eſſe
re ſciolto, & con ello Chriſto unirſi , purgato
prima coʻlmezo della vera penicétia di tutte
le macchie de'peccati, ch'ad eſſa diuina, & in
finita bellezza il rendeuanu diforme ,adorno
della ſeptiforme bellezza del diuino fpirito,
per coſi compiacere all'amato Iddio ; chedi
ciò forfe intele il poeta toſcano in quei uerfi,
Ondio fubbito corſi,
• Ch'era de l'anno, & di mia etate Aprile
A coglier fiori in quei prati d'intorno ,
Sperando agli occhiſuoi piacer ſi adorno .
& forſe che'l ſubbito correre ſignifica la con
terſione dell'Anima dalla uita fenfuale all
intelletto cauſata dalla ſoauiſſima percoſſa
del diuino raggio; l'Aprile, la fecondità, l'ab
bondanza, & lavaghezza ideale della Men
te ,alla quale l'Anima ſi rivolge i prati,la glo
ria dell'anitrina inaeltà di Dio, i fiori,i pretio
fidoni dello ſpirito ſanto , & gli occhi, la ui
fta ; la preſenza , & il compiacimento del bel
lillimo
DELLA MORTE. 149
uc Lilimo noſtro Amato, al quale nó baſtò d'ef
ere ſere per deificare gli amáti ſuoi diſceſo dall'
THA altezza del cielo alla ballezza della terra , &
102 quiui acerbamente inorto ; che dipiù tranſ
od formandoli in cibo ha voluto trouarſi con
od elli ,per più vnirgli a legingo'alla conſumma
tione de' ſecoli.belliſſimo dunque, & deifor-,
to me deue farli ( come ſcriue Plotino )chiun.
210 que deſidera degnaméte amare Iddio.la Pie
utte tà dunque non è altro , che conoſcere , riues
rire , temere , amare Iddio , & allontanarſi dal
tro mondo , & dalla carne per riuolgerfi, & unirs
cito fi a lui .
led Santo poi diventa l'huomo quando coli
erlin alienato da i fenli, & dalla uita loro,con giu.
ſta, & ragionevole diſtributione effettualmé
te tutto fidona a Iddio, anzi non ſi dona pro
priamente, ma fi reftituiſce effendo di lui fat.
tura ; allhora egli nell'intelletto , ch'i Filoſofi
con Hebrei chiamano Fuoco illuminato da Chrifto
corona di tutti iſanti, diventa lucido, immor
olla tale, fignore della nita , & ,come diſle Zoroa,
ab ftro , continente in ſe molte pienezze de iſeni del
ch mondo, che ſono le perfectioni ideali dell'Vni
GO verſo : & però l'Apoſtoloai lanti parlando di
et10 ceua juoi fete gente eleita , facerdotioregale, co
popolo di acquiſitione, perche publichiare le uirtan
bel di colui chedalle tenebreui chiamò al maraniglia
Ķ 3 fo
150 SOCRATE , OVERO
fofplendore del ſuolume.alcuni Theologi dico
no la ſantità eſſere quella parte di giuſtitia,
che torna a Iddio quello, ch'è di lui proprio,
& che ſenz'altromezo da eflo lui peruiene.ll
corpo ha l'huomo , dicono i Platonici , da i
quattro elementi, la compleſſione corporale
della ſpecie dalle ſpere,celeſti, quelle parti
dell'anima, che ſono moſſe, & agitate da gli
affetti dall'Anime delle ſpere , delle ſtelle, &
de demoni, ma l'Anima ragioneuole, & l'in
telletto imagine dell'eterno Padre da eſſo ld
dio ſommo opefice dell’Vniuerſo .Lo ſpirito
noſtro dunqueodalla materia corporale ſegre
biam per diuenire ſanti a Dio reſti
gåto deb
tuire . La Religione Chriſtiana è tanto più
nobile , & più alta filoſofia di tutte l'altre,
quanto, ch'ella uien dall'iſteſſa Sapienza di
Dio.Sofo , o fapiente ,diſſero i platonici ,è ſolo
Iddio, il Filolofo ,è imitatore d'Iddio , & il So
fifta del Filoſofo ; ma percioche uera ſapien
ža , o filoſofia nell'huomo non può trovarſi,
perciò dichiarano i medeſimi, che'l Filoſo
fo ſia la Mente angelica , e'l Sofiſta l'Anima
del Mondo, la Religione Chriſtiana dunque
èvera Sapienza , poi ch'ella viene inſegnata
dal fapientiſſimo Iddio ſopra ogniangelica
prouidenza, & ſopra ogni ordine, & ogni in
Auenza di cagione , o di principio naturale .
Ma
DELLA MORTI . 151
Ma queſta ſommaVerità apertamente c'inſe
gna,che'l tutto habbiamo da Iddio . Formòil
10, signoré , fcriue Mosè ,l'huomo difango , a gli
ſoffiò nel uolto lo ſpiracolo della vita: & perd del
ai cuito ſiamo debitori a Iddio ſe beneegli poi
non ricerca altro da noi , che lo ſpirito,ſua uc
eri ra & cara ſembianza . quindi Porfirio , ſe ben
gentile,ne' libridella Magia ſcrive,ch'a Dio
,& non conuiene altro ſacrificio,che la tranquil
ins lità , la ſolitudine , e'l Glentio dell'animo: quel
old medefimo ,ch'inteſe il profeta dicendo,federd
1110 folitario , & tacerd , leuando ſe fourà de ſe:cioè,
gre abbandonando l'huomo eſteriore fi riuolge
eſti rà a Dio tranquillo, ſolo , & tacito ; & nella cá.
più zone del Giubileo cantaua il vittorioſo figli
tre, uolo di Ieffe .
$
adi Quel ſacrificio ſolo a Dio conuienfi ,
Colo Ch'à lui ſi fà d'un trauagliato ſpirto;
ISO Humil penſieri in te fol fermi , e intenſo
sen Diben contrito core .
arbi Non ſpregiarai benigno,alto ſignore.
olom Rendere le coſe, che ſono di Ceſare a Ceſare,dice
ima na il ſanto de ſanti e quelle che ſono d'Iddio a
que Dio, cioè, laſciate i piaceri carnali le ricchez
Data ze, & tutte l'altre vanità mondane ,fantificate
lica le membra uoſtre, & lo ſpirito, non ui curate
jins' poi , ch'eſſo mondo il corpo uoſtro tormenti,
ale . & afHigga;percioche in eſſo ſolo egli ha po
a K 4 tere,
152 SOCRATE , O VERO
tere, & perciò egli anco è ſottopoſto alle mo ?
dane diſauenture; rivolgete,& rendere l'ani ,
mo a Dio ſua paterna origine,nel quale non
truocerere ſe non bontà , fe non beatitudine,
& fe non compito godimento d'ogni eterno,
& incorruttibile piacere. Il mondo è tutto
fignoreggiato dalla morte,& però non è ma
rauiglia , ſe'lcorpo tutto mondano è morta .
le,ma il Dio noftro è Dio de uiuenti, & vode
morti. riedeil corpo mortale , ſcrive il Sanio
dello ſpirito Santo, no eſſendo altro chepol
uere alla terra fua, & lo ſpirito ritorna a Dio ,
che lo donò : & perciò eſortaua Chriſto à non
temere coloro , c'hanno podeſtà ſopra'l cor
po ſolamente, ma non poſſono vccidere l'ani
må, quali ſono i Tiranni del Mondo. Giobbe
ſanto ueramente per queſto diuinoprecetto
non pianſe, ne fi dolle delle tante diſgratie
in vn ſubbito a guiſa di torrente uenateli a
doſlo ,ma con animo ſereno , & inuito lafcian
do al Mondo quello ,ch'era del mondo ,imo!
ti campi, chegrandi, & fertili poſlideua,a gť
ingiuſti occupatori Sabei , i numeroſi , & fe
condi armenti a i ladroni dell'Arabia , i greg
giquaſiinnumerabili ai Melapotami, & Ba
biloni, icari , & bene alleuati figliuoli a i fol
gori del Cielo , le ricche, & fontuofe caſe a i
terremotii,& aiuenti impetuoſi dell'aere, &
della
DELLA MORTE. 153
1I della terra & l'impiagato ,& infelice corpo
alla peſtifera mano diSathana , l'animo; ch'
era di Dio lo tenne ſempre a Dio riuolto &
5 della diuina prouidenza fermo , & intento
ſenza peccar giamai, ne co'l cuore, ne con le
i labbra;però le ben gentilemeritò il nome di
i fanto , & di eſſere anouerato fra iPatriarchi
dell'antico teſtamento.coli Ezechielle profe
ē ta nella diuina ſua viſione lo vide poſto in
mezo di Noè, & di Danielle. & come chi è fan
toodia il mondo, e lo fugge per amar'Iddio,
coſi egli è dal mondo odiato, & con ogni ſor
I te di perſecutione afflitto :perciò diceoa Chri
Ito a gli apoſtoli ſuoi ſanti fe uoi fofte del mo
í do, egli, come coſe fue, v'amarebbe, ma non
E ſețe del mondo , come parimente non ſono
io , che dal mondoui ho eletti, & però non è
maraviglia ,s'egli y'odia,& perſeguita.l'huo
momondano, diceua Iddio a Mosè,ha i pen
fieri in ogni teinpo inchinati al male , & al
peccato, & però in ognitempo è miſero , &
infelice, l'huomo ſanto , & conuerfo à Dio,
non ha mai ſe non deſideri giuſti, & virtuofi,
& però faciliente con la felicità li congiun
ge, & vniſce. In Gieſu Christo (diceua Paolo 2
poſtolo )operò Iddio , che noi viueſimo,effendue
gli il uero Santo incorruttibile, 6 con eſſo riſuſci
tafſimo, trionfanti fedeljimo nelle celestife
die .
354 SOCRÝTE , O VERO
dic.O gran felicità dell'huomoſanto , chi at:
cufarà iSanti eletti di Dio , ( ſcriue il medeſimo)
s'egli è quello, che giustifica ? chi gli condannard
ſe Chriſto,cheper effi morſe è giudice? & piu iná
zi il medeſimo,io m'asſicuro, che ne la morte,ne
la uita , ne Angeli ,ne principati,ne Virtù,ne le co
fe preſenti, ne le future, ne l'altezza, ne'l profon
do,ne altra creatura potranno ſepararci dalla ca
ritid'Iddio ,la quale è in Christo Gieſu signor no
1 Stro . O feliciifimo Paolo quanto ſono dolci,
foaui, & gloriofi i raggi,che tu di uera ,& altil
fima Santità abbondatemente ſpandi, in que
fte alte,& miniſterioſe parole :fermiamo dun
que queſta conclufione, che ſanti ſono colo
ro, gli animi de'quali toltiſi almondo ſiſono
reſtituiti a Dio . Noi ſiamo figliuoli de ſanti,
diceua Thobia il vecchio ,& aſpettiamo quel
la vita, chedarà Iddio a chi non ſcoſtarà mai
la ſua fede da effo; & Thobia il giovane dal
l'Angelo amaeſtrato prima ch'entraſſe alla
ſpoſa,nel congiungimento della quale il de
monio Almodeo hauea ſette altri mariti af
fogati,lievati,Sara,diſle ,& preghiamo Iddio
hoggi, & domani , & l'alcro; percioche in tre
notti habbiamo da congiungerci con eſſo ,
paſſata la terza notte faremo alla conſuma
rione del noſtro matrimonio ; percioche noi
fiamo figliuoli di ſanti, & non poſſiamo gia
cere
DELLA MORTE . 155
cere inſieme, come l'altre genti; lequali non
conoſcono Iddio. in queſta hiſtoriaimparia
mo largamente quello, che fare fi conuenga
per ſantificarci, ecco il ſanto giouane uolle
* prima reſtituire lo ſpirito a Dio & congiun
gerlo con eſſo per tre notti continue, & dopo
Di unire la carne con la preſa moglie; mirabile,
& veramente angelico documento ; coſi non
hebbe forza contra di eflo il nimico inferna
lo le principe, & autore di tutte le diſgratie no
ſtre. & ſe'l reſtituire a Dio le coſe che di lui ſo
no , è ſantità , ſanti dunque ſaranno coloro,
che reſtituiſcono, e fante le coſe reſtituite, &
dla fantiſſimo ello Iddio , a cui ſi fa la reftitutio .
Nu He, & degne parimente di queſto titolo quela
le coſe, che ad elio immediatamente , & natu
uelralmente appartengono quindi diceua egli
e per bocca del profeta,nõ laſciarò, che'l mio far
da to patiſca corruttione, della ſantillima, & pre
de ciofa humanità di Chriſto intendédo, & pec
ciò diſſe l'Angelo alla beata Vergine, tu ſarai
tisk dalla uirtù dell'altiffimo ingombraia , & percià
di quello che naſcerà da teſarà Santo, ſi doman
un to darà figliuolo di Dio : & Pietro Apoſtolo tutto
e pieno di ſpirito diſſe; percioche ſiconuennero in
fieme contra il Santo figliuolo tuo Gieſu , il quale
nem ungest Herode, & Pontio Pilato con le genti, esa
con i popoli d'Ifraele , a fare efequire quello ,
CIC che
156 SOCRATE , OVERO
che le tue mani, e'l tuo conſiglio hauenano deter
minato di fare.Santa fu ueramére la beata Ver
gine;percioche fu , come ſeriue fan Gieroni
mo , ſenz'altro mezo ripiena d'ogni gratia da
Dio, perche foſſe degno habitacolo dell'uni
genito figliuolo ſuo,non ſi truoua macchia in te
diletta mia ,diceua di lei parlando il Sauio del
lo ſpirito Sato, & perciò nella Chieſa di Dio
fi crede, che'l ſuo corpo glorioſo ,come tutto
ſanto fuffe da gli angeli portato in Cielo , &
collocato ſopra ogni ordine Angelico : fanti
furono i Profeti , i Patriarchi del vecchio te
ftamento , c'hebbero tante fiate gratia di par
lare con Iddio ; & ſante l’Anime beate, che
quella ſantillima, & eterna patria godono, &
ſanti finalmente gli Angeli ,ch'alla rebellio
ne di Lucifero non acconſentirono ,gli Apo
ftoli, i Diſcepoli, i Martiri, e tutti gli altri ſe
guaci di Chriſto, iguali per amore dilui non
itimarono le perſecutioni del mondo , anzi
prontiſſimi s'offerſero a una ſpontanea mor
te . corona di tutti i Santi, è Iddio foura bene
detto in tutti i ſecoli .
In queſta ſublime, & degna eſaltatione
della Santità ricrovandoſi l'huomo,tutto pie
no di certiſſima ſperanza di fruire il ſommo
bene, d'yn ardentiffimofuoco d'Amouer
ſo Dio ſi accende ; & come chiunque ama nó
ftudia
"DELLA MORTE . 157
. ftudia in altro ,ch'in compiacere all'amato,
cofi l'huomo ſanto fugge il peccato ,ſegue la
vire , & fa l'operationidella Carità , cercan
do d'offervare inuiolabilmente i diuini pre
certi' per non far coſa, che diſpiaccia all'ama
1 to Iddio , & ch’operi sì ch'egli con la natura
diuina linire non ſi poſſa ; laquale vnione, &
1 copula è ilterzo effetto della Morte filoſofi
10
ca cioè,la Religione ;la quale finalmentes’oc
tiene; percioche chi li parte dal mondo , &
s'accoſta a Dio, ſi fa uno ſpirito con eſſo . La
1 Pietà dunqàe'deſta, & muoue la Santità , & da
ella è poi confermata , & per vſare la propria
ht dioce ſancita , come che queſta voce Santità
che dal uerbo ſancire diſcenda, che coſi ſtimarono
) Feſto,Aggeno Vrbico Grammatici , & Treba
tio,Vlpiano& Pomponio Giureconfulti. La
Santità dopo muoue la Religione; dalla quale
ella uiene poi legata, & riconfermata;percio
o che primieramente habbiamo biſogno d'in
o finto, inſpiratione, ouero amonitione onde
penſiamo , & con indubitata fede crediamo,
che ui ſia un ſolo Dio onnipotente, & noftro
I padre ; queſto credere, & queſta fede non fo
OK no altro , che Pierd, & poi che coſi s'habbia
mo fermato nell'animo douemo por'ogni
forzajuſar'ogni diligenza , có ogni virtù dell'
o intelletto, & delDiſcorſo , in conoſcerlo , & **
marlo;
158 SOCRATE , O VERO
marlo; queſta cura, & nobile intentione, con
1
la quale ſi rendiamo a Iddio , chiamarono i
Platonici, & Mercurio triſmegiſto prima di eſ
fi, Santità da queſto pio , & ſanto deliderio na
ſce , che noi la uolontà di Dio contenuta , &
ſparſa ne' ſantiſſimi libri della diuina legge
conſideriamo, leggiamo, & rileggiamo,per
che relegando , o rilaſciando le carnaliim ,
monditie , & eſercitandoſi nelle opere lodeuo
li della Virtù poſſiamo religarci con Iddio,
onde naſce la Religione,coſidetta o dal religa
re ſecondo Lattantio Firmiano , o dal relegge
re,ſecodo Marco Tullio, o dal relegare,ſecon
do Aggeno Vrbico , odal relinquere,o rilaſcia
re, ſecondo Mallurio Sabino nei commenta
si degli Indigeni ; & la quale ſola ,comediſſi,
con Iddio ci rilega. dal principio noftro era
uamo naturalmente con eſſo congiunti , ma
entrò il peccato nel mondo ,checi diſgiunſe,
uçone poiChriſto , che deltando con la uir
tù dello ſpirito ſuo l'adormécata Pietà ,la Giu
ftitia eſtinta ; & la Santità ſmarrita,di nuouo
ci lega a ſe ſteſſo ,per farci, comeuero,& otii
momcdiatore tra la deità , & la natura huma
na figliuoli dell'eccelſo, & per ricongiunger
ci a lui; il qual ſublime effetto uien detto Re
ligione, quaſi nuouo ligame, dal quale quan
ta utilità deriui moſtrò Chriſto uolendo para
tire
DELLA MORTE. ' I99
itire dal modo allhora, ch'egli diſſe ,padre Sá
01 to conſerua coſtoro , che tu m'hai conſignati
i nel tuo nome perche s'uniſcano , & ſiano una
de cola medeſima teco ,come noi ,& piu inaazi,nó
ſ priego ſolamente per quellii quali ho man
dati a predicare per lo mondo , ma pertutti
gli altri, che per mezo delle parole loro cre
, deranno in me , che ſiano tutti uno come tu .
padre in me & io in te, coſi elli Giano una coſa
ia medeſima con noi, o ineſtimabile altezza,& in
credibile dignità degli animi noftri, a iqua- .
li è conceſſa gratia ditransformarli in Dio ,
& difarſi una cola medeſima con ello; & for
ſe, che i prieghi del figliuolo unigenito non
2 ſono compitamente dal padre eterno eſaudi
ti ? diceua il medeſimo ſopra la ſepoltura di
- Lazaro ,padre io ti rendo gracie,perche tu mi
1 hai eſaudito, & ben ſapcuoio, chetu ſempre
i mieſaudireſti; &meritamente,poi che,come
fcriue Paolo Apoſtolo , eglifu di tanto mag
E giore eccellenza de gli Angeli quanto che
i più alto , & più ſublime nome dielli heredi .
i id ;percioch'egli hebbe nome ſopra ognino
- me, & in nome di Gieſu ,diceua il medeſimo,
ogni ginocchio s'inchini celefte , terreno, &
infernale . per coſi alta , & degna gratia alla
natura humana concella , fcrifle Giouanni
nell'altiſſimo luo Euangelio , & diede loro
po
166 SOCRATE , OVERO
podeſtà di farſi figliuoli di Dio.quale unione
di nacura' trouiamo noi maggiore di quella,
ch'è fra'l padre, & il figliuolo : lo farò loro in
padre , promiſe in quei primi tempi Iddio, &
elli ſaranno figliuoli miei.o benefica , pia , &
fanta Religione, comeſoaui,pretiofi, & defi
decabili ſonoiceleſti, & iſolubili legami del
le tue fiamme ardenti ,& ineftinguibili?cu ue
ramente ci leghi.ma con queſto legarcinon
ci fai ferui , che anzi ſciolgendoci da i legami
feruili, & horrendi della carne, del Mondo, &
del peccato ,ci conduci nell'iſteſſa infinita li
bertà dell'Euo eterno, & indeficiente;pch’iui
liberi , lieti , & beati diuentiamo, & come diffe
Alaph profeta , Iddij tutti , & figliuoli dild
dio . Diciò forfe intendendo Parmenide dice
ua , tutte le coſe ſonouno . ſe ne ride Ariſtotele
Stagirita , perche nella fapienza humana fi .
gliuola del fenfoinuolto non intende i miſte
ri della filoſofia diuina :la inſtitutione de'qua
li,fcriue Plotino leguaci di Platone amaeſtra
to da i profeti,non deve darſi a coloro che no :
ſono initiati , e purgati : & non deuonoi ſegre
ti della natura diuina ſcuoprirli ſe non a co
loro, i quali hanno ottenuto gratia di ueder
la, cioè,c'hanno la uera Vnione almeno con
templando , o co'l mezo d'una uiua fede cono
(ciuta la fede,dicono i filoſofi, è principio del
l'intel
DELLA MORTE. 161
l'intelletto; eſsédo neceſſario in ogni facoltà
credere inuiolabilmente certi principij,onde
dice il profeta Efaia ,fe noi non crederete,non in
tenderete gia mai: la fede dunque abbraccia o
gni intelligibile , & l'intelletto è complicatio
ne della fede, per la fede s'indrizza lo intellet
to,& effa perlo intellecro fieſtéde:douedun
que non è fana fede, iui parimente non è ué
ro intelletto; & non è chi non ſappia quanti
incóueniéri ſeguano dall'errore,& dall’igne
ranza de principij ; & quante ruine'tengano
I dalla debolezza de fondamenti: la fapienza
è cognitione della Verità delle coſe.tutte le co
I Se ſono uno, cioè, ſono cópreſe da una ſola vie_
rità infinita , la quale è il vetbo eterno.chi
Vuole eſſere fapiente, biſogna , che co'l mezo
della Religione a queſta unica uerità s’uni
fca , & congiunga talmente ,ch'egli, & effa ſia
no una cofa medeſima queſto intédeua l'in'a
ja moratiffimo Paolo eſclamando, lo defidero el'
ſere ſciolto , unirmi , farmiuno con Chriſto
í foinina, & infinita uerità , di modo che tutto
Chrifto & tutto Verità ne diuenga ; percio
che in queſto caſo, ſoggiunge Plotino ,il Vi .
dente co'l Veduto non ſono due , ma uno ſo
lo , quaſi che non ui fia più propriamente ne
chi vede, nechiè neduto , ma úno fatto , ii
fultante dal uidente , & 'dalueduto inſieme
L con ,
162 SO - CRATE , OVERO
econgiunti: & queſt'uno ne in ſe ſteſſo, ne fuo
si hå differenza alcuna : percioche appreſſo di
chiunque coſi uede non è moto ,non ira,non
appetito dicoſa inferiore, trouandoſi già nel
da vera ſublimità peruenuto , ma ne ragione,
jointelligéza , & s'èlecito a dirlo, ne apco ſe
fteffo ; ch'egli, comerapito , o totalmente da
Dio occupato , ſi truoua poſto ,& collocato in
ficuro ripoſo , & in habito già tranquillo , &
del tutto immobile , & però non declina in al
cun modo dall'eſſenza ſua, ne anco riyolgen
doſi intorno a ſe ſteſſo , & cutto ciò ;perche ai
ripoſa in quello , che uede, & è quafi diuenu
to lo iſtello ſtato o permanenza. ſin qui Ploti
no.tutto queſto a noi ueramente auiene pec
uirtù della fede , & religione di Gieſu Chri
ſto,a qualedeue perciò eſſere pura;ſemplice,
mallima, & formata d'Amore efficacillimo,
poiche ellendo fede della puriſſima uerità ,
atto perpetuamente operante, non patiſce al
cuna eſtranea, & diuerſa meſcolanza ,ne può
ellere orioſa , o non actiua già mai.per queſta
l'Apoſtolo Paolo capito al terzo Cielo grida
naguiuo io, ma nó gia io,che uiue in meChri
ſto , che l'Amore , ilquale è uirtù , come uo
gliono Platone, & Dioniſio Areopagira, che
efficacemente transforma l'Amante pell'A
mato , m latransformato in Chrifto theloro
infonia
DELLA MORTE . 163
infinito delle bellezze , & delle delitie di Dio ,
ond’io porto i ſegni della ſua acerba paffio
1 ne nelle membra'mie , coli interiori come e
ſtrinſece. A queſt'uno dunqueMallimo & In
finito preciſa Verità di tutte le coſe ,ci conuie
ne aſcendere con l'Vnità dell'imelletto alcif
funa cima dell'animo hoftro , con tutte leuir
qui animali difcetlne, & mentali in Vnità ri
dette, fuggendo la materiale,& confufa mol
titudine de gli affetti carnali, de gli apperiti
76
del ſenſo , & delle uane opinioni della fallace
imaginatione,acceſi difuoco amorofo ,& foa
uiflimo uerſo Dio, & di carità uerſo il proſſi
V
mo, per transformarci(purgate;& conſama
te tutte le immonditie , & l'altrici in noi,feco
do Mercurio , dal circolo della generatione
i prouenienti )nella natura diuina. Quindi al
tamente , & con grandemiſterio diceva l'anti
du co Zoroaftro , poiche l'anima per la potestà del
' padre uien fuoco Splendido , ſignoreggi intelim
mortalfua profondità :(laquale non è altro che
e queſto uno ) all'bora tuttigli occhi ( cioè tutte
,
tiinalza, percioche ne anco lo ifteffo corpomate
viale al precipitio laſciarai,biſogna, dice l'Apo
ſtolo ſan Paolo,chequelto corpo coruttibile,
& mortale fi ueſta d'incorruttione , & d'im
mortalità, in uirtù della reſurrectione di Gie
L 2 fu it ,
164 SOCRATE , OVERO
fu Chriſto pche ancor'eſfo partecipi di quell
uno , dal quale, come ſeriue Platone nel Par
menide; nel quale, & per lo quale ſono tutte
de cofer elſendo egli principio , mezo , & fine
del cutto , circonferenza diametro, e cétro del
, &
( ervatore dell'effere dell'univerſo ,per uiuere
nella ſua eternità mal grado della corrutçio
ne,& della morre.queſta è la uita, foggiunge
Plotinu ,de gl'Iddij,e degli huomioi felici, &
diuini diſpregio de gl'inutili, & pernicioſi pia
ceci inferiori, i quali conſiſtono in confufa
moltitudine, &fuga d'un folo a chi èuno, e fo
lo , per transformarſi in effo , il quale è anco
l'ifteffa Porta da entrare a tanta felicita . lo ſo
no la Porta , diceua Chriſto , chi entrarà per
mezo mio ſarà faluo,ma non vi ſi arriva fen
za la raccontata purità ,però diceua il mede
fimo,beati i mondi di cuore,perch'esſi uederanno
Iddio ; non afcende à tanta altezza fe non chi
è leggieriffimo , cioè , ſpoliato de gli affetti
carnali, & mondani ,& però diſse;beati ipoueri
di ſpirito non ſi poſſedetanto bene ſenza gră
diſſima trãquillità, però ſoggiunſe,beati ipa
eifici perch'elli ſarannochiamati figliuoli di Dio,
& ueramente faráno figliuoli luoi, poich'e
gli ha conceſso facoltà di farſi tali a tutti co
loro, che non uiuotio fecondo il ſangue , ne
fe
DELLA MORTE . 2 765
fecondo la ud Onta della carne , onde ſopre
· queſti tali ne la carne neil Mondo,ne il pece
cato, neil Demonio infernale ,ne l'infelicità
hanno potere alcuno ; & però ſoggiunge fi
nalmente Chriſto ſomma uerità beati ſarete
voi in tutte le perſecutioni ,che per amor mio ,
della giuſtitia patirete,yallegrateui percioche bau
rete una copioſa mercede in cielo.ma che pill an
& pia mercede Gi pud hauere di Dio lo farò l'an
pia mercede vostra diceua il medeſimo nelle
ſacre ſcritture antiche; percioch'egli finale!
mente fi fa ſpoſo noſtro congiungendo gli
| fpiciti noſtri in matrimonio feco.leggeli nel
la facra hiſtoria di Mosè, che dopo la genera
tione dei cieli, & della terra ,dopo la forma
tione dell'huomo , & della dona , furono dal
fignore pell’horto delle delitie dette queſte
ile parole ,laſciarà l'huomo il padre,de la madre ,
s'accoſtarà alla mogliefua, & ſaranno dae in una
carne, rifferiſce fan Paolo queſte paroles &
foggiunge pois queſto è un'alcomilterio ,&
ioui parlo diChriſto ,& della Chieſa, Chri
lo amo la Chieſa fpofa ſuta di modo che po ...
ſe la propria vita per effa.il uerbo eterno dura
que Dio benedetto s'unifce dimodo con gli
animi noſtri, che li fa ſporo loro.o nozze bea J
te, & d'incomparabile dignita . Rallegriamoti,
grida Giovanni fanto nell'altiliimalia uilis
L3 ne
166 SOCRATE, OVERO
1
ne di Påthmo , percioche fondalenute lè nozze
f
dell'agnello : Io tiprenderò;diſſe Iddio per boc t
ca del profeta , per ſpoſa mia in ſempiterno , in
1
giuſtitia, & giudicio in miſericordia, & miferatio
ni,o come alcuni efpógono , in benigni Amo
ri,& in pieta : & per Ezechielle, io ti hò giurato,
& fatto pattoteco , tumi ſei fattaſpofa: & è
queſto ilmiſterio della parabola ,che Chriſto
raccontaua a gli Apoſtoli ſuoi del Re, che fe
ce nozze al figliuolo fuo ; pcioche il ſommo
Re non ha altro figliuolo che Chriſto unige
nito, il quale ſi prendein moglie l'anima nd
? ftra , & è tanto riccho, & potente queſto no .
ſtro diuino ſpoſo ,che ſenza diminuire punto
de gl'infiniti abilli de ſuoi tefori, può arrichi:
re facilmente, & beare tuttele ſue ſpoſe, le
quali ſono tutte le anime morte al modo, &
rifaſcitate ad eſſo nel grembo della ſpoſa u
ļ niuerſale, laquale è la fanta Chieſa Catholi
ca ;Romana.fi cominciano queſte diuine noz
ze nel contracto delſacro bättefimo, oue en .
trando nella porta della pierd promettiamo
allo ſpoſo noſtro di non adultetare con Sa 1
thana, neinuaghirsi delle vane , & inutili po
pe mondane, li conferma, & corrobora poi
queſto nobiliflimo fponfalitio con accrelci- ;
1
mento di gratia , doue nella ſpoſa non ſia for
nicatione,ne adulterio ,ne altro impedimen
10
DELLA MORTE. 167
to di peccato , & immonditia corporale ,ma
ſolo ſantità nella ſalutifera untione del fan..
5 tiſſimo ſacramento ,& miſterio della Confer
matione;alla quale accennò il prefera rega.
o le rapito in ſpirito nel 5o.Salmo dicendo..
Dammi,ſignor de l'alma tuafalute
Vera letitia immenſa,
E l'animo, ch'a te folmira, e penſa ,
Con Spirto principale
50 Conferma in altaje stabile uirtute ,
& altroue il medefimo
Com'odorato unguento ,
30
Di Che dal capo , e dai crin ,don'eglise Sparſo ,
10 Soauemente fcende
5 Nela barba d'Arone .
Si conſuma poi quefto feliciſſimo matrimo
nio, quando co'l mezo de gli altri celeſtimi
fteri della chieſa di Dio , dell'amore, & della
Religione fi uiene alla Morte del bacio, & al ;
la diuina copula ,cioè,quando l'Anima ſi co
giunge con Iddio ſuo ſporo, dal qual congiú
DO gimento uien fatta grauida dallo ſpirito di
Dio :Dalla faccia tua , Signore,diceua Eſaia.
habbiamo conceputo, & partorito lo ſpirito,
cioè l'huomo interiore, ſpirituale, nobile, &
adorno degliſplendori reſultanti dalle buo
ne , & ſante operationi pretiofe, & meritoric
D per la diuina gratia riſplendenti in eſſe: que
L 4 fi
168 SOCRATE, OVERO
Ati fonoi figliuoli,che a guila di nouelle piene
te d'oliua ,numecoli, & abbondanti circonda
no la menſa del noſtro cuore ; per amor de i
quali ci dirà Iddio per mezo del ſauio ſuo, ba
ciami diletta mia cara , co'l bacio della tua ,
bocca ; pommi la ſiniſtra tua lorto'l capo , &
con la deſtra abbracciami : dirà anco lo ſpoſo
noſtro al padre eterno,io ſantifico me perche
anchor'elli ſiano ſantificati in Verità ;quali
uoglia dire, uoglio che queſto congiungimé
to fantifichi queſte (poſemie, fi come ſantilli
ma è l'humanità mia congiunța ,& ſpoſata al
la diuinità del Verbó. Queſto alto , & recondi
to miſterio inteſero alcuni ſapienti hebrei di
cendo , che allhora ſi racconciarebbonoica .
nali delle diuine gracie quando la Luna sfiri.
ſtica , laquale ne'milteri e Gimbolo dell'huma
nità di Chriſto , detto Regno di Dio , Mare
grande,piſcina, & raccoglimento di tutte l'ac
que ſuperne ,primogenitura di Giacobbe, fe
me d'Abramo, & benedittione di tutte le gen
tiſimaritaffe , & congiungelle co'l sole ſoura
mondano , che i medefimi hebrei con Plato
nę, & Mercurio chiamano Verbo , & ornamé
tadi lume , & di fplendore, proprio ricettaco
10 , & conie ſcrive Filone nel pellegrinaggio
d'Abraino , comprenſione , & caſa di tutta la
diyinità , per cuiſilegge nei libri ſacri, & vel1
Sole
O DELLA MORTE. 169
Sole poſe il tabernacolo (uo. lo chiamarono
anco fonte di uita , lumedi Verità & infalli .
bile ſtrada per aſcendere all'inattingibile no
titia dell'infinità d'Enſoph , Corona ditutti
i ſecoli, & imperſcrutabile profondità della
diuina gloria:perciò diceua il medeſimo Vec
bó fanto , lo ſono la Via ,la Verità , & la Vita ,
e & non s'aſcende al padre , ſe non per mezo
mio.dal quale diuino matrimonio uien la có
pita ſantificatione dell'humanità di Chriſto ,
per la quale ſiamo anco noi ſantificati nel có
giungiméto, che con l'intelletto noſtro da ef
fo illuſtrato faccia'nıo. & fra tanto , che deue
arriuare l'ultimo giorno delle nozze uniuer
fali, giorno del giudicio futuro negliultimi
ſecoli, laſcia Chriſto lo ſpirito ſuo all'anime
1 noſtre ſue ſpoſe , perche gl'inlegni iprecetti
della ſantaReligione ne iqualiconfite l’ar
31 redi compiacere allo ſpoſo celeſte con gli or.
namenti, & con l'aiuto dei diuini facramen
ti, & có la predicatione, & decbiaracione del
ſacro Euangelio ,& d'ubbidire a i ueri luogo
tenenti di ello Chriſto , cuſtodi , & Paſtori del
A gregge del ſignore, legitimi ſucceſſori di Pie
i tro prencipe degliApoſtoli,alquale,egli toc
nando al padre, tre uole diffe,Pietro paícile
peccorelle mie, ch'a te laſcio , & ai fucceflora
tuoi le chianidel segno mio ; chiunque norrà
efte
170 SOCRATE , OVERO
eſſere ſpoſa mia ne ſia prima da te giudicato
degno, & dopò introdutto nelle ricche, & fum
perbe camere del mio congiungimento , che
molte ſono nella caſa del padre mio : echia
te parerà delle mie nozze indegno,habbia la
debita repulfa, & per pena della ſua indigni
tà ſia polto nelle tenebre eſteriori; percioche
dall'eterno mio padre è ftatuito ,che tutto
quello, che tu determinarai qua giù, ſia pari
mente determinato in Cielo . I Pontefici Ros
mani ueri, & legitimi ſucceſſori di Pietro ,rap
prestano in terra lo ſpoſo noftro, & però ad
elli, come a i capi , & fondamenti della uera
religione gouernari dallo ſpirito ſanto deuo
no per l'Euägelico cibo ricorrere tutte le fpo
ſe di Chriſto ,cioè,tuttii fideli chriſtiani. Sef
ſanta ſono leRegine diceua Salomone nella
cantica ,ottáta le cócubine, & delle altre fan ,
ciolle il numero è infinito, i giuſti,i peccato
ri , i Latinii Greci , i Sarmati ,gli Armeni ,i Ge
droſij, iCholchidi , gli Hiberi, gli Ethiopi,
gl'Indi,& turte l'altre genti,c'hanno preſo il
home di Chriſto , deuono eſſere fortopoſti al
Pontefice Romano,il quale è il uero Salomo
ne , & unico capo della Chieſa di Dio in ter
ra , chi fù mai ſe non heretico, & feparato da
Chriſto che diceffe il Pontefice Romano no

eſſere capo uniuerſale della Chieſa : la Chies


ſ2
DELLA MORTE 171
ſa Romana non eſſere madre, & Reina prin
cipale di rưite le Chieſe ? in queſta fola , co
me fcriue Lattantio nel libro della uera ſa
piéza; fi ritieneil vero cultoiviè il fonte del
la verità , il domicilio della Fede, & il tempio
di Dio , nel quale chiunque non entrarà , o
chi fiori dieſlo uſcirà', farà alieno dalla ſpe
ranza della vita , & della falute eterna. Vpi
ca è la colomba mia , diceua il fapientiflimo
Salomone, pferta mia , unica alla madre lua,
immaculata alla ſua genetrice, la uidero le
figliuole, & beatiſliina la chiamarono,la ni
dero le Reine; & le concubine, & tutte la lo
darono: chiè coſtei , che uien come l'aurora ,
bella comela Luna , chiara comeil Sole , &
terribile come le ordinanze delle battaglie ?
Quefta fola è maeſtra della vera dottrina , &
fondamento della uera religione ; e'l Ponte
fice Romano è uero & degno Prencipe di ef
fa , Il concilio Niceno'mandò a Roma per- ,
che Siluano Papa l'appronafle, & inanzi ad
etto un concilio Antiocheno fù confermato
dal Pontefice Romano, Gieronimo fece giu
dice della ſua fede Damaſo Papa , Agoſtino,
Innocentio , & Bonifacio , infio dall'Affrica
ſcriuendogli, Cipriano ,Cornelio, Araitalio ,
Marco , & Giulio ,Anſelmo Vrbano i Veſcovi
d'Oriente Fabianesi Franceſi,& gliSpagnuo
li
1
772 SOCRATE , OV ER O
li Lucio ,i' Siciliani Eutichiano,gli Affricani ft
Bonifacio, i Germanidi Conftanza Martino
Quinto.ſcriue Sozomeno nel feſto dell'hiſto A
tie eccleſiaſtiche; ch'eſſendoſi ſuſcitati gli he
retici Macedoniani contra la católica , & or
todofla Religione, & contra la pietà di Apol
linario Veſcouo di Laodicea,del grăde Atha
nafio Veſcouo in Egitto, & di Baſilio, & Gre C
gorio in Ponto & Bithinia , Liberio pótefice
Romano, come prencipe di tutta la chriſtia
na Religione, ſcriſſe a tutte le Chieſe orienta
li,chedoueflero inſieme con le Chieſe d'Oce
cidente credere , che la fantiſſima Trinità è
con ſoſtantiale, & eguale di gloria , il che far
to tutti s'acquietarono con le determinatio
ni della Chieſa Romana , & perd parue,ch’al
Thora.cominciaffe ad hauer fine la fcelerata
ferta dei nemici; & auerſari della diuina glo
ria dello ſpirito Santo.Cótra l'impietà di co
loro ,ch'ardiſcono di dire non eſſere ſtato fan
Pietro a Roma,Clemente Romano fuo diſce
polo, & ſucceſſore, si nell'itinerario , come
nell'epiſtole, che ſcrive a Giacomo fratello
del Signore,teſtifica ,che da eſſo gli fu racco
mádato il ſeggio diRoma, ch'egli hauea da
Chriſto ricevuto; Anacleto fucceffore di Cle
méte afferma,chela Romana chieſa per Pie
tro da Chrifto hebbeil primato , & che Pie
tro,
DELLA MORTI ..
173
si tro , & Paolo ſotto Nerone hebbero il martin
10 | rio in Roma : il medeſimo dicono Euariſtio ,
bol Aleſſandro , & Siſto Sommi Pontefici & mar
he tici: & Policarpo Veſcouo di Smirna,diſcepo
60
lo di Giovani euangeliſta;Vittore Antioche
no , Cleméte Aleſsadrino, Gieronimo,che fut
a dopò molti ſecoli; Ireneo diſcepolo di Poli
& carpo racconta tutti i Pontefici Romani de
CC Pietro inſin’ad Eleuterio ,narrano poila me
‫ܕ‬. delima hiſtoria di Pietro, Egefippo, Dioniſio;
12 Tertuliano,Origene,Cipriano,Atanafio ,Gri
ſoſtomo,Ambroſio ,Agoſtino ,Lattantio, Ev.
tropio,Oroſio,Hilario, Euſebio, Ignatio ,Mac
cello , Dama , Leone, & Bernardo. ma chi è
che dića il contrario ſe non l'heretico , o ſcif
matico ?o chi non conoſce lo ſplendore della
uera religione , & adulterando coʻl diauolo
ha ripontiaco al matrimonio di Gieſu Chri
ſto ?
Queſti tre nobiliſſimi effetti dunque, anzi .
tre Gracie celeſti, vengono a noi dalla Morte
precioſa de i ſanti di Dio; come figliuoli,o de
pendéti dalle tre virtù altiſſimeda Paolo ce
lebrate, cioè, Fede , speranza, & Carità . Dalla
Fede naſce la pietà ,cioè,il culto ,o la riueren
za di Dio già da noi per mezo d'eſſa fede co
noſciuta dalla ſperanza di fruire il conoſciu
o Iddio la Santità, con laquale ad eſſo ci re
lituimo,
174 SOCRATE , OVER O
ftituimo , poi che ſenzá tale reſtitutione non
ſi può iu alcun modo al godimento delle di
uine delitie peruenire . La Carità produce la
Religione, non eſſendo nodo che pia ſtretta
méte ci poſla legare, & unire con l'amato id
dio , che l'Amore ardentiſſimo, la cui vieru ,
come dilli , fola transforma l'animo amante
nell'amata diuinità , & perciò ottiene il pri
mo luogo nelle quattro alienationi mentali,
che Platone nell’lone , & nel Fedro chiamo
furori diuini , ma ecco piu alca & piu notabi
le origine dellecoſe raccontate lin'hora ,
Il grande, & onnipotente Iddio, ſe bene è
yno, è nondimeno trino , Padre,Figliuolo ,&
Spirito ſanto , & cofitrino è uno ſolo neceflar
riamente;percioche ellendo eterno, & infini
to biſogna che ſia cale,non potendoſi nell'u
niuerſo trouare più d'uno infinito , o d'una
Eternità.ſcriuono i Peripatetici , che l'Eterni
2 tà è, o ingenita,o genita,one genita,neinge
nita. ecco come queſta filoſofica diuiſione al
la Verità chriftiana facilmente Gaccómoda.
Iddio , come Vnità è ingenito , & chiamali per
ciò padre, come Egualità d'ella Vnità (percio.
che senz'ella non ſarebbeVnità , non pote11
do eſſere una coſa ſe anco non è eguale a ſe
{tella è genito, dall'Vnogenerandofi,ch'egli
fia á leitello eguale; & coG prende nome di
figliuo
DELLA MORTL . 175
i figliaolo ; & come è Conneſſione dell'Vno , &
dell'Egualità ſua , ſenza la quale uno non è
uno ,nonè genito ,ne ingenito, ma dall'Vno,
& dalla ſua Egualità cioè dalpadre, & dal fi
gliuolo procedente, & chiamaſi ſpirito San
to. Il padre,come dilli nel Ragionaméto del
Regno diDio, fù da gli hebreidetto Corona
nelle famoſe Sehrodde i Cabaliſti, il figliuo
lo Sapienza, & lo Spirito ſanto Prudéza.log
i giunſero i medelimi, che tutti tre ſono En
Toph, cioè uno infinito ,perdimoſtrare , ch'ld
dio è trino , & ſebene è trinc , è nondimeno
neceffariamente Vno , come altreſi eflendo
Vno è anco neceffariamente trino, per le ra
gioni già dette . Orfeo antichiſſimo poeta,&
theologo , ſe ben gentile la Corona padre ,&
Vnità chiamòNotre , per l'inațringibile na
tura della terininata ſua infiniçà , la fapiéza,
figliuolo, & egualità .Cielo , come apparente
mente generato in greinbo della Notte egua
le ad ello ;Onde ſi legge,come le tenebre lue,
coli la fua luce: la prudenza Spirito ſanto , &
cóneſſione chiamo Ethere ,quali narura dal
la notte, & dal Cielo procedente , & la Norte
ifteffa ,e'l Cielo uniéte ,Homero chiamò il Pa
dre Gioue , deriuatono i Latini queſto nome
Goue dal giouare , o, come alcuni alıci uoglio
no , dal nome ineffabile di Dio quadrilitte
ro
176 .SOCRATE , OVER O
to inn', che proferito fona leouah, quaſi Ioua:
il figliuolo Pallade nata dal capo diGiove,
moſtrare l'eterna ſua generatione; do generd
tionem eius quis enarrabit ? diceva il pfeta Ifa
ja : lo ſpirito Santo Venere,o Amore, che Mer.
curio chiamò ardore, & alcuni noſtri ſpirito
amatorio ; onde canta la Chieſa di Dio , Ardi
fuoco del fanto Spirito le noſtre reni . Dal pa
dre, che chiamarono fedele, & pio, dicono de
fcendere in noila Fede, il timore , & la Pietà ;
dal figliuolo belliſſimo, fanto , & conuertito
rede glianimila cognitione d'Iddio, la Spe.
ranza, & la Santirà : dallo Spirito ſanto ,ch'ac
cende i cuori, & amoroſamente gli uniſce, il
1 defiderio ſanto , l'Amor diuino , la Carica , &
la Religione.del Padreragionando l'Apoſto
lo fan Paolo diſſe fedele è Dio , per lo quale
fere chiamati nella compagnia del figliuolo
ſuo Gieſu Chriſto Signor noftro; & della pie*
tà del medeſimo più innanzi ſoggiunſe Bene
detto fia Dio, & padre del Signor noftro Gie .
ſu Chriſto padre delle miſericordie , & Dio
d'ogni confolatione : a cui ricorſe Dauid nel
quinquagefimoSalmo dicendo ,
Habbi pietà signore
Di me vil feruo ,e tua bontà infinita
.. Distrugga ognimio errorc .
& Orfeo nell'hinno della Notte a queftas
foprema
DELLA MORTE . 177
ſoprema Vnità riuolto diceua ,
Alma, & beata Notte ,
A Piu a'ogni altra natura ,e dolce, & pia ,
Benigna aſcolta l humiluoce mia .
che Chriſto benedetto figliuolo d'Iddio ſia
ſanto , & autore d'ogni noftra Santità ,ſiè mo
11 ftrato lungamente piu inanzi. La legge d'ld
dio( laquale non è altro che'l Verbo lacro di
ceua il Profera è fanta , & conuertente le ani
me: & eſſendo ello Vnigenito conuertitore,ſa
rà anco neceſſariamente mezo,percioche, co
me diceuano i Pitagorici , creandoci Iddio è
principio , cóuertendoci a ſe per ſantificarci,
è mezo, & deificandociè fine:coſifìì la ſapié
za da gli hebrei contemplacori pofta nel me
zo della Corona, & della Prudéza;& dicono
i piu nobili Theologi ,che Chriſto è l'arbo
re della uita piátato nel mezo del Paradiſo,
& S.Paolo dille , unico è il mediatore tra Ida
dio & gli huomini Chriſto Gieſu , al quale
anco uiuendo fra noi piacque ſemprediſera
uare il mezo in tutte le attioni della ſua im
maculata uita , cofi nacque in mezo delbue,
& dell'aſino, che nella miſtica theologia ſo
no fimboli della deſtra, & deila Gniftra,della
cleméza , & del rigore, dell’Auſtro, & dell'A
quilone, dello ſcetro, & della ſpada di Dio;l
come nelle diuine numerarioni Tifereth lo
le
178 SOCRATE , OVERO
de ſouramondano, & lignificance il Verbo sa
co è poſto in mezo della miſericordia, & del
la giuſtitia del ſignore ;coli diſputò fanciullo
in mezo de’dottori, apparue ſopra'l móre Ta
bor luminoſo come il Solein mezo di Mosè,
& di Helia ; fu crucifiſſo in mezo di due ladri ;
entrò in mezo de'ſuoi, che l'aſpettauano do
la morte; li poſe in mezo dei due diſcepo
lich’andauano in Emaus, & finalmente pro
miſe di trouarſi ſempre in mezo di coloro,
che parlaſſero di lui ,& di eſſere mezo,& Auo
cato noſtro co'l padre eterno. Da queſto me
zo dunque ſantiſſimo, immaculato , & con
uertente uengono , come diſi, la cognitione
di Dio , la ſperanza , & la ſantità ;& perciò il
fortunato Zacharia tutto pieno di Spirito
fanto diceua ,
Benedetto il Signor Dio d'Iſraelle ,
C'ha uiſitata,& falua la fua plebe. 1
& piu oltre
Perche ſenza timor liberi , & ſciolti
Da nimici feruiamo innanzi a lui
In ſantitate, & in giuſtitia ſempre .
e'l profera ne'ſalmi,
Santo è il ſignore in tutte l'opre fue .
& Orfeonell'hinno del cielo
O luminoſo figlio di Saturno ,
A cui nulla ficc'agod imei prieghi,
E nel
DXLLA MORTE . 179
E nel mio cor la ſantitate infondi .
e'l medeſimo poetaneil’hinno dell'Oceanos
che, come diſſi nel libro del Regno, li prena
de per lo Verbo eterno cofi dille ,
Oceano gran padre de le coſe ,
Beato , e riccho,che glicterni Dei ,
Santi,e felici rendi .
lo Spirito ſanto uincolo dell'Vniuerſo, cour
neſſione delle perſone diuine è , come dilli,
principio , & autore della Religione, & per
ciò non inteſero compitamerte i profondi
miſteri di ella gli Apoſtoli Santi, un ch'egli
mandato ad ellì non diſceſe in lingue di fuo
co , è anco detto albergo di Dio , & porta della
caſa del ſignore; & perciò Orfeo nell'hinno
dell'ethereil chiamò .
Di Giuue eccelſa ,e fortunata caſa ,
Granligame del mondo onnipotents
Ma piv nobilmente il Re di Geruſalemme
parlando del contento , & giubilo della reli
gione all'anime fante riuolto dille ,
Popolo , peccorelle del Signore
Entrate ne le porte delfuo albergo ,
appreſſo al quale anco ſi legge ,
Come ſono diletti, e dolci, e cari
Gli alberghi tuoi ,signor d'ogni uirtute ?
Da que'titre nobilillimi, & altilfimifonda
menti s'infonde in noi la forza di contraſta
M 2 re ,
180 SOCRATE , OVERO
se , anzi di oppugnare , uincere, & abbattere
tre potenti nemici noſtri, cioè, Il Diauolo, la
Carne, e'l Mondo, figurati nelle ſcritture ſa
cre per l'Egitto , Babilonia ,e Damaſco ,popo
li,prouincie,& città nemiche, flagelli, & per
fecutioni nocabili, & famoſe del popolo elet
todi Dio. l'Egitto, che per mezo diGiuſeppe
figliuolo di Giacobbe, il qualFaraone per lo
beneficio apportato da eſſo allo ſtato fuo era
folito di chiamare ſaluator del mondo , rac
colſe da principio benignamente il popolo
d'Iſraelle, l'oppreffe, & affiffe poi per CCX.
anni có quella acerba, & crudele ſeruitù che
raccontano le diuine hiſtorie di Mosè : onde
con molta ragione fu da i medeſimi hebrei
chiamato Mizraim ,cioè,anguftie ;il qual no
meinſin’ad hoggidi fi conſerua appreſſo tut
ti i popoli auſtrali, & orientali , rappreſenta
Je fraudi, & gl'inganni del Diauolo, il quale,
come ben ci ammoniſcel'Apoſtolo S.Paolo,
entra a noi co'l piacere,con la ſoauità , & con
la dolcezza ; ma poi che ci ha fatti tributari
fuoi, & ferui del peccato , ci opprime, affligge
& molelta co'l Aagello della pena eterna , &
infinita. Babilonia poi,la quale tiene il popo
/ lo cattivo con GioachinoRedi ello, oltreSe
dechia aſſediato , & fatto prigione, con ruina
dell'eſercito , con la morte de'ngliuoli, & con
l'in
DELLA MORTE. 181
l'incendio del tempio, catciuità,chedurò pee
LXX . anni continoui , ſignifica la Carne ,la
quale per LXX.anni; che ſono come prefiſſe
il Signore, il termine dell'humana uita,affe,
dia il Re,cioè,circonda, & riſtringe lo ſpirito
noftro, gli rompe l'eſercito , & lo fa prigione,
cioè,glieſtinguegli ſplédori Ideali,che por
tò ſeco , & hebbeinanzi;ch’alla generatione
diſcendeffe, e tutto carnale rendendolo nella
i impurità degli affetti ſenſuali il ſommerge ,
gli uccideifigliuoli, cioè; gli debilita , & di
E ſtrugge tutte le virrù animali, & diſcorſiue ,
arde iltempio , cioè, riempie il cuore noſtro ,
che ſecondo Paolo , & Xiſto pitagorico, deue
eſſere uiuo tempio di Dio,di profani, & illeci
3 ti ardori, & al fine poi, fi come l'empia Babi
lonia volontariamente, & ſenza contraſto la
fcia partire libero il popolo cattiuo , coſi la
carna giunta al determinato fine dell'età ſua
comincia ad allargare la prigionia dello ſpi
rito ,che rauedutoli degli errori abominevo
li della paſſata pita , è conftretto a gridare
co'l profeta .
Che la mia iniquità ,laſſo.conoſco,
Et contra ho ſempre il gran peccato mio .
Damaſco famoſa città della Siria , percioche
ſenza captiuarlo altrimenti,quafi nimico im
I placabile, con perpetuo flagello tormentando
M 3 per
182 SOCRATE , OVERO
perſeguita, & moleſta il popolo di Dio è figa
ra delMondo , il quale come il filoſofo di Si
nope,che per la ruuidezza della uita fu chia
mato cane,diſcorreua nell'Efamiglio al grá
de Aleſſandro, con l'auaritia , con l'ambitio
ne, & con la libidine, & etiandio con tutte le
diſauenture & infelicità , da queſti peſtilenti
afferti provenienti perpetuamente affigge,
percuote, & perſeguita gli animi noſtri, men
I
tre ch'in queſto uiuo inferno ſi ritrüouano ; è
Damaſco interpretato beuitore, o fuchiatore
di ſangue;percioche il mondo non ſi paſce le
non di quei diletti ,ch'appartégono alla car
ne;è capo dell'Aſliria, che gli hebrei chiama
1 no Aſſur,cioè ricchezza;percioche ficomedi
cono i Cabaliſti,queſto Mondo è ricettacolo
di tutte le ricchezze inferiori , & perciò diffe
Chriſto eſſere piu difficile coſa ch’un ricco
mondano entri nelRegno d'Iddio , ch'un ca
melo per décro un picciolo forame d'un'ago.
Prencipi ,& Signori del mondo & delle perni
tiore ricchezze fue ſono Plutone, o Pluto, che
i gentili , & maſſime Heliodo, Theocrito ,Ari
ſtofane, & Euripide diſſero eſſere figliuolo di
Cerere , & di Iafione, & Dio delle ricchezze ,
delle quali anco ſi prende il nome, & Mamo
na da gli antichi pariméte detto Gioue Amo
nio moſtri horrendi, & fpauentoſi dell'Infer
no;
DELLA MORTE. 183
1 80 ; & perd uolendo Chrifto introdurre fra i
ſuoi la ſalutifera , & uirtuoſa povertà diſſe ,
che'l prencipe di queſto mondo ſarebbe cac
ciato fuori;la ondeipoueri di ſpirito, ai qua
li ſono apparecchiati i teſori infiniti, & ineſti
mabili del Regno celeſte, queſte dannofe, &
mortali ricchezze mondane diſpreggiaran
- no,& la morte del mondo nulla ftimeranno,
ED moſli da certa , & infallibile ſperanza di coſi
ottenerne la uita eterna, con fermo propoli
to di conſeruare la natiua, & generoſa liber
rà intellettuale, che ne anco dalla morte iſtef
ſa pud eſſere in alcun modo intorbidata , o dá
72 negiata, & perciò ſono lodate quelle parole
del poeta Greco ,
Com'eſſer ſeruo può l'animo inuitto ,
Che sa nulla ſtimar l'horrida morte ?
intele l’autore di quel ſenario, che niuna co
ſa può ridur la mente in ſeruitù piu del timo
3 re della morte: tanto è l'indotto uolgo deſide
roſo della uita.è ragioneuole congiettura, di
cena Socrate , ch'alcuno non ha filoſofo , ne
cóuerſo a Dio ,ne purificato,ne morto al mó
do, quando egli teme il uano ſpavento della
inorte, anzi debbiamo affermare, che queſto
tale ſia non filoſofo , ma huomo mondano,
cioè, amatore della carne , delle ricchezze, &
della ſuperbia, della uana ,& nó meritara glo 1
M 4 ria .
184 SOCRATE , OVER O
ria. Ecco quanto ſi conforma queſto nobile
Sapiente con la ſanta dottrina della noſtra
Religione, che altro ſono le ſuddete coſe , ſe
non concupiſcenza della carne,cupidità de
gli occhi, & fuperbia della uita ? delle quali
cole , difle Giouanni fanto eſſere tutto pieno
il Mondo : l'Egitto dunque , cioè, il Diauolo
nemico di Dio , & noftro liuince co'l timore
diuino ,con la fede , & con la pietà,cheuengo
no dal fedele & pietoſo Iddio padre incon
prenſibile & perciò detto Notte, Maſſimo , &
İnfinito , & perciò ſopremaVnità,mercede, &
premio de' credenti, & però Corona, ſommas
bontà , & perciò Gioue, coſi dal giovare detto
quando noi ſiamo diligenti offeruatori della
legge ſua dataci per diſcoprirci la debolezza
della natura noſtra .Babilonia, cioè, la carne
Guince, & fignoreggia cá diſtruttione di tur
tele turpitudini, & bruttezze ſue col conoſci
mento della diuina bellezza , laquale , qual
saggio per tutto penetrante diſcuopre la dem
formità del peccato , il quale ella ſcancella ,
& diſtrugge con la ſperanza,ch'ella ci dà ue
hementillima di certamente conſeguire mol
to piu ſtabili , & piu ſicuri piaceri,
di quellig
che ci promette il mondo vani , marcellibili,
& tranſitorij, & có la ſantità della uica , lequa
licoſe uengono dal figliuolo Vnigenito , uer
bo
DELL A MORTE. 185
bo eterno, & intrinfeco d'Iddio, & perd sapië
1
zainfinita , & Mente diuinasteforo dicutti gli
{plendori ideali, & però cielo ,ſouraceleſte ge
nerato innázi a tutti i ſecoli, principio , & au
tore d'ogni ſapiéza, & arte diuina,orde fono
fatte tutte le coſe, & però Pallade nata dal ca
po di Gioue di tutte le ſciéże, & dell'arti inué
trice, non punto diuerſo in fo {tanza dall'Vni
tà paterna,& però preciſa & infinita Eguali
, la
tà , che perche il peccato ci faceua rei &
legge ci condannaua ſi fece huomo,di Signo
re , & principe alla ballezza della forma ſerui
le diſcendédo per portare ſopra le ſpalle ſue
tutti i differri noſtri; onde ſopra l'acerbo le
gno della crocegli ſcancellò ; & come giudi
ce, & ſollevatore dell'oppreflione noltra in
uece della meritata pena ci diedecon lo ſpar
gimento del ſuo giuſtiſſimo & pretioſo fan
gue il premio della ſalute eterna . Damaſco
finalmente ſuperbo, & infolente, cioè il mon
do uano, & ingiuſto ſi ſottopone co'l delide
> rio , c'ha l'huomo ſanto feruente, & indefefTo
d'unirli a Dio co'l mezo della Carità , & de i
1 miſteri, o Sacramenti della Religione ,cheué
1 gono a noi donati dallo Spirito ſanto ;il qua
.
=) le,perch'è regolasinſtromento & mezo di tut
1 te le operationi diuine, è chiamato Binah ,
1 ciuè,Prudenza, perche congiunge la machir
12
186 SOCRATE , OVERO
na de gli elementi, cioè la natura humana
con efto cielo mallimo , & infinito è detto
Ethere; perche accende, & infiamma gli ani
mi noftri uerſo la diuina bellezza, è detto V e
nere, & Amore :Onde molti de'noftri il chia
marono Spirito amatorio,perchenella ſantifli
ma Trinità cógiunge il Padre, e'l Figliuolo ,
da i quali procede, è conneſſione , & uincolo
dell'uniuerſo delquale ſecondo alcuni inteſe
Virgilio in que’dottiſſimi uerſi,
Primieramente il ciella Terra , e'l Mare ,
Et con la Luna le Titanie stelle
Lo Spirto entro nutriſce , & quel che ſegue,
& per queſta gloriola uittoria ci farà làdio
ſourabenedetto trionfare nel Regno di tutti
i ſecoli.Queſti dunque fono i mnarauiglioſi ef
ferti uicali , & uiuifici della Morte filoſofica,
& lanta , ſegno, & capparro comeanco dice
ua il buon Socrate ,dell'eterna uita ,ſeparatio
ne dell'anima dal corpo , bacio amoroſo , &
ſanto , congiuntione , & matrimonio, che fa
l'animo noltro co'l belliſſimo, & glorioſo Id
dio .

MOR TE NATVRALE .

' Altra Morte, che di ſopra dilli eſſere ſe


corpo dall'Anima è la
More
DELLA MORTE . 187
Morte naturale, per la quale, poi cheda ca
gioni,o intrinſeche,o eſtrinſeche ſono fotti i
legami della proportione,che congiungeua
- la natura mortale con la parte incorrutribi
.
le , l'anima ſciolta rimane , e'l corpo ſi riduce
in poluere.gli antichi dillero , che la Morte è
figliuola della notte , & ſorella del ſonno ; il
che anco dimoſtra quel uerſo d'Homero nel
l'Illiade ,
Ella il ſonno trouò frate a la Morte .
Pauſania racconta , ch'apprello gli Elei ,
era la notte riuerita in un rempio forto l'ima.
1 gine d'una donna , che due fanciulli adormé
j tati ſofteneua con le mani , cioè , dalla deſtra
un fanciullo negro , & dalla Giniſtra un bian
co , & che ſopra il bianco era inſcritto ſonno ,
& ſopra'l nero Morte: fu la Morte apprello
gli antichiin grandiffima veneratione, &
l'adorauano , come fine di tutti i mali,diftrug
gitrice di tutte le calamità, & rimedio di tut
ti i dolori , ilche ſoauiſſimamente eſprime,
Agathio in quei verſi .
Perche v'ange il timore ,
Di Morte alma, e pietofa Genitrice
De l'eterno ripoſo ?
Se da lei naſce il fin d'ogni dolore ,
Da lei dipouertà diſtruggitrice ?
Questa benigna Dea fol’una volta
Viſita
188 SOCRATE , OVERO
Viſita gli occhi nostri ,e piu non torna ;
Gli altri infiniti mali
solo un momentoſciolta
Non laſcian mai la uita de'mortali.
Stimarono alcuni non trouarli la Morte nel
la Natura delle coſe, percioche Mercurio Tri
ſmegiſto no uoleua, ch'alcune di eſſe perille
ro, ma che per certi tempi rimaneſſero naſco
ſte ritornádo poi ne gli iſteſſi indiuidui loro,
almeno nella palingeneſia futura negli ulti
mi ſecoli:perche, diceua egli,eſſendo il Mon
do animale perfettiſſimo , & ſempiterno,non
può hauere alcunaparte in fe , & maſſime
principale, come l'huomo,detto perciò mon
do picciolo , che ſia ſottopoſta alla Morte , o
corruttione perpetua . & queſte ſono le paro .
le del medeſimo nell'ottauo capo del Piman
dro , cioè, niuna di quelle coſe, cheſono nel
mondo muore,percioche ſe'l mondoè il Dio
ſecondo , & di uita immortale ,egli è impoffi
bile , ch'alcuna parte di queſto animale im
mortale periſca , tutte le coſe che ſono nel
mondo ſono membra d'effo, & ſpecialmente
l'animale ragioneuole & piu oltre nell'iſteſ
ſo capo hauédogli detto Tatio,dúque queſto
animale ,dell'huomo intendendo , non muo
re?riſpoſe Mercurio , portaci migliore augu
sio o figliuolo , & conſidera, checoſa ſia Dio
che
DELLA MORTE. 189
che coſa il Mondo , che coſa l'animale im
mortale, &che coſa l'animale diffolubile.Sap
pi anco il mondo ellere da Dio , & inſieme
mente in Dio , & l'huomo dalmondo , o nel i
.
mondo, & che il principio ,la comprenſione,
& la conſtitutione di tutte le coſe è Iddio , &
nell'undecimo capo del medefimo libro dice
ua la Mente a Mercurio, la uita è congiungi
mento della mente con l'anima , & la morte
non diſtruttione de'concreti , o compoſti ma
diffolutione del cógiungimento di piu coſe;
l'Euo dunque è imagine di Dio , dell'Euo il
Mondo, di queſto il Sole, & di ello ſole l'huo
mo : ma i popoli credono , che la morte fia
una certa mutatione; percioche la maſſa del
corpo ſi riſolue , & la uita ſi ritira nell'occol
1
to,ueramenteo diletto Mercurio io poſſo mo
ſtrarci có queſta ragione, che'l Mondo fi mu
ta; perche alcune ſue particelle fi ritirano nel
l'occolio : ma rienti per fermo, ch'egli non
muoré mai : le paſſioni del mondo ſono reno
lutione , & occultatione, queſta è rinouatio
ne , & quella conuerſione. fin qui la mente a
Triſinegifto. altri per provare , che la morte
non fa , cofi argomentarono , ſe la morte è
qualche coſa biſogna che ſia o innanzi che
+
l'huomo muoia , o dopo ch'egli è morto,oue
roin
190 SOCRATE , OVERO
roin quell'arco del morire ,inanzi non può eſ
fere, perch'egli è uiuo , & ſeguirebbe, chela
morte & la vita foſſero una coſa medefima,
dopò ch'egli è morto non è parimente la
morte ,perche,oniero noi crediamo( come fen
za alcuna dabitatione credere & atfermare
douemo) che l'anima dopo la morte uiua ri
māga , & cofi ueggiamo non hauer la morte
luogo alcuno in eila , o che nulla ui rimága,
empia , & fcelerata opinione di Diagora , de
gliAchei& dell'Epicuro; & in qſto caſo direl
fimo anco riducendoſi la vita in nolla , pulla
ellere la morte :in quell'atto , o ponto delmo
rire medefimamente non ſi può dire , ch'ella
fia , facendoli in coli picciolo momento ,che
non pure ponè cogniſcibile ; ma ne anco co
gitabile fuggendo ogni cognitioneogni pé
fiero, & ogni proferireche ſe ne faccia,nó ef
feudo alcro l'initaore, che diſtintione del par
fato , & del futuro . i Pirrhonij ſopra di ciò có
quelte argomentationi ſogliono formare la
Scepti, & cidarſidiſcorrendo all'Epoche , ſe
noi per eſempio diciamo, che Socrate è mor
10,9 cheegli muorle quando viurea , o dopo
che fu morto , vivendo non era imorto ;percio
che leguirebbe, che l’ellereviuo ,& i'eſſere
morto foffero una coſa iftefla ; ma neanco
mor
DELL A. MORTI . 191
morſe dopo che fu morto , perche altrimen
te ſarebbe morto due fiate , il che non può in
alcun modo eſſere. ſe dunque huomo non è,
che muoia, & la morte non è coſa alouna, in
uano , & pazzamente ſi fugge, & abhorriſce.
ma ueramente queſta fuga, queſto odio ,&
queſto timore della morte non uien d'altron
de,ſe non ch'ella diſtrugge, & corrompe l'ef
fere corporale, il quale, comeſcriue Filone, e
defiderato da tutte le nature inferiori di ma
niera ch'effe hanno in odio , & da ſe diſcac
ciano tutte le coſe , che poſſono diſturbarlo .
la morte dunque non ſarà altro , che corrot
tione, priuatione dell'eſſere corporale, & mo
dano : & però non è marauiglia , s'ella coſi di
ſpiace a gli huomini del mondo , & carnali, i
quali per la perturbatione degli affetti non
poſſono conoſcere, ne amare altro eſſere che
quello del corpo. ueramente non ſono filoſo
fi, come diſſi piu inanzi, coloro, che temono
la Morte , coli affermaua il buon Socrate . &
uenendo da queſto tale eſſere la vita del mó
do preſente, & dal non eſſere la Morte natu
rale , il mancamento dell'eſſere ſarà cagione
della Morte.a queſto genere d'argomenti ri
corſe Socrate nel Fedone , uolendo pruouar
la immortalità degli animi.è regola commu
ne à cutte le ſcienze, a tutte l'arti, & a cutte le
profef
192 : SOCRATE , O VERO
fioni , che un contrario naturalmente naſce
dal ſuo contrario , come dal minore aumen
tato naſce il maggiore, & dal maggiore im
minuito il minore, coli il giuſto dall'ingiuſtia
tia (minuita , & l'ingiuſto dal giuſto ſcemato,
il freddo dal caldo,e'l caldo,dal freddo ,il ſon
no dalla vigilia , & la vigilia dal ſonno , la
notre dal giorno, e'l giorno dalla notte, & fi
palmente la morte uien dalla uita , & per con
ſeguente la uita rinaſcerà dalla morte:ſe dal
la morte naſce la reuiuiſcéza, adunque l'ani
me (conchiudeua Socrate) dopo la morte ui
ve rimangono . Le cagioni della morte dun
que uengono dal cellare delle cagioni della
uita , ma le cagioni della uita con i principij
di tutte le coſe coincidono ,
I principijdell’eſlere di tutte le coſe furo
no diuerſamente poſti da i ſapienti antichi , i
quali non hebbero la uera, & certa cognitio
ne di Dio onnipotente, principio dell'uniuer
fo.percioche Ferecide Siro difle, che'l prenci
pio del tutto era la terra,Thalece Milelio ,l'ac
qua,Analimandro ſuo auditore l'Infinito, A
waliinene ,& Diogene Apolloniare l'aere, Hip
parco Metapontino il fuoco , Dennocrito , &
Epicuro figliuolo di Nocri Athenieſe gli A
tomi, Analagora Claſomenio poſe i princi
pij nel Chaos , Diodoro Crono ne icorpi in.
fecabili,
DELLA MORTE . 193
ſecabili,Heraclide Pontico, & Aſclepiade Bi
chinio in incompofte moli , Pitagora nei nu
meri , i Mathematici nelle eſtremità de' coin
pi, Stratone Fiſico pelle qualità, Empedocle
i diſſe, che erano i quattro elementi Onoma
crito nelle coſe d'Orfeo il Fuoco; l'Acqua, &
la Terra,& dopo infiniti altri, come dilli co
pendioſamente. Hippone Rhegino per con
giungere le opinioni di Thalere Milefio , di
HipparcoMetapontino, & d'Heraclio Efelio
difle ,ch'erano l'acqua ,e'l fuoco , la qual opi
nione ridutta la Dio ſarà conforme alla ue
ra hiſtoria , & alla certa , & diuina filoſofia di
* Mosè, là doue egli raccontando la generatio
ne dell'Vniuerſo ſcriue,che lo ſpirito del Si
gnore era portato ſopra l'acque; lequali pa
cole ſcuoprono l'altillimo miſterio della lan
tiſſima Trinità ,& com'eſſa fia quei uero prin
cipio dell'Vniuerſo,che noi cerchiamo; per
cioche v'è primieramente il Signore,che fi ac
tribuiſce al Padre , dopo l'Acque , Simbolo
del Figliuolo , & lo Spirito portaco, & cutte
queſte cre coſe crouandoli in Dio , ilquale è,
come diſli ,Vno, & infinito ſaranno un ſolo v
i nitrino,malimo,& infinito Iddio. lo Spirito del
Signore eſſere fuoco amoroſo, ethere foauif
fimo, & fpirito amatorio moſtrai lungamen
te più innanzi; quindi appare Iddio aMosè
N nel
194 SOCRATE , OVERO
nel fuoco,và innanzi al popolo ,come colon
na di fuoco & Zoroaſtro dilte ,
Tutte le coſe fon dal fuoco nate .
& S.Paolo , Iddio è fuoco ,che conſuma: & pe
rò la ſiniſtra del Signore attribuita nelle di
vine Sefire allo Spirito laoro , ſedendo alla
deſtra il Figliuolo unigenito , fu da i Cabali
fti chiamata fuoco.L'acque poi ne'libri ſacri
da i Theologi miſtici ſi cifferiſcono al Verbo
eterno,Mente,Sapienza ,& figliuolo di Dio:
di queſte acque intendeua lelu Sirach dicen
do :io li darò bere dell'acque della Sapienza ſalu
tare. & queſte medeſime onde ſacre gridaua,
no nel Redentore del mondo Oceano di ef
ſe , s’alcuno ha ſete uenga da ine, & beua : &
alla Samaritana il medeſimo , chiunque be
uerà dell'acque mie ſentirà farſi nel cuore v
na fontana d'acqua ſorgente in vita eterna,
,
cioè,piſcina,ò benedittione,pozzo del Sette
mario , fonte di uita, Mare eccello , & come diſ
ſi poco innanzi,
Oceano gran padre de le coſe ,
Di queſte acque, & di queſto fuoco intende
ua Chrifto ragionandodell'humana regene
racione ,quando diſſe ,non eſſere faluo chino
rinaſce nell'acqua , & nello Spirito ſanto .
Dall'humido dunque ſalutifero di queſte ac
que
DELLA MORTE. 195
1
que ſuperne, & dal calor uiuifico di queſto
fuoco, & ſpirito di Dio ,uengono.produtte, &
create tutte le coſe. elle acque dunque, & ef
ſo fuoco ſono il principio dell'Vniuerſos
quindi gli Angeli , che primi uſcirono dalla
dinina mano,ſono da Mosè chiamati Acque
poſte ſopra il firmamento , & però dille il Pro
i
feta ,diedero i fiumi le uoci loro . Furono an
o
co detti Ofanim ,vedutida Ezechielle, & intet
> pretati ruote di fuoco , che fa i miniſtri ſuoi,
1 come fiamme ardenti, diceua altroue il Pro
fera :coli l'Anima del mondo ; come vogliö
noi ſeguaci di Platone , inquanto all'intel:
letto ſuo , che gli Hebrei forſe chiamarono
Mettatron Serapanim , cioè , prencipe degli
aſpetti , & prima creatura; è raſſomigliata al
fuoco , & però fu da Orfeo nell'hinno diBac
1 cho triaterico dettaus
> Beato almo Dioniſio Beſſareo ,
Chiaro ſeme di fuoco onnipotente .
& in un'altro hinno
- ! Seme di fuoco, come il fuoco chiaro ,
Peane, Primogenito, Liſeo . 3
& nell'hinno di Pericionio ,
Vien Pericionio Baccho ,onde son'ebbri
Fatti gli ſpirti noftrizio te folshiedo ,
Chedel turbato mar l'borrido aſpetio
Ne l'albergo di Cadmo già ſpargefli,
N 2 Quan
196 SOCRATE , O VERO
4. Quand'il gran chiaro del tuo fuoco uinſe
Con lo ſplendor de le ſue fiamme il Mondo . al
e'l medeſimo Orfeo chiamò la Méte prima, CE
onde l'Anima delmondo procede, Semele
formoſa Regina dell'Vniuerſo,madre di Baci
cho, donna diGiove , & nell'igneo parto ar
dente.ll Diſcorſo poi, è Ragione , ouero el
séza ragioneuole d'eſſa Anima diuiniſſima,
che dalla mente prima indirizzata con icon
cetti , & ſemi di tutte le coſe , dei quali eſſa è
maraviglioſamente adorna , forma queſto
Vniuerfo ,che noi ueggiamo ſenGbile di cie
lo , & di terra ,compoſto con tutte le coſe, che
in effo fi citruouano, chiamarono gli antichi
gran Seminario ,Acqua ,Oceano, & Orfeo ne
gl'hinni a queſta medeſima diede il nome
di C
Protheo ,che tien del mare ampio le chiavi ,
Primogenito, ilqual d'ogni natura
Scuopre i principi , con le varie idee
Informa, o mula la mondana ſelua .
& differo alcuni eſſere lei quell'acque nella
fabrica di queſto Mondo ſenſibile, ſopra le
quali era portato lo ſpirito del Signore,cioè,
il caldo ,& lo ſplendoreuiuifico , & ideale del
l'intelletto opefice . Queſt'anima Regia poi,
come ſcriue Plotino ,manda fuori, quafi Ver
bo fato,& fpirito fuo,il cielo,ilquale perche:
egli
DELLA MORTE . 197
egli ſerba in ſe il caldo, & l'humido eccellem
ti, & prouenienti dalla uirtù di chi'l produ
ice ,fu da gli Hebrei decto Samaim ,cioè,fuo
Ú co , & acqua . & queſto ſpirito celeſte in atto
lucido,& loaue, & in potenza caldo, chiama
rono gli Egittij padre d'ogni generatione ,
3 percioche in tutte le coſe diffondendoſi,a tut
4 ti da forma,uita, eſſere,& permanenza . &
l'Anima prima con la propria ſua fecondità
lo genera , & con effo produce le ſtelle , & i
quattro elementi , qualiche nella ſua virtù
fiano compreſe tutte le coſe . & eſſo,comedi.
cono i Platonici , è corpo ſottilillimo, quafi
non corpo,anzicome già anima,ouero qua
fi non anima , & come già corpo, nella uirtut
di queſto ſpirito , dicono i medeſimi, ui è po
chillimo della natura terrena , alquanto più
dell'acquea,più dell'aerea , & molto più del
l'ignea, & ftellare , & alla proportionedi que
fte miſure,le quantità delle ſtelle, & de glie
lementi ſi produſſero ; ma egli in ogni luo .
go, & in tutte le parti uiue proſſimo autore,
& moto d'ogni generatione di che interes
Vergilio.dicendo: Spiritus intus alit, & è tutto
di ſua natura lucido ,caldo,humido ,& viuifi
co , qualità,ch'egli s'acquiſta dalle doti eccel
lenti dell'Anima prima già raccorate. & per
accennare alquanto della ſua diffuſione pár
N 3 gek
198 SOCRATE , OVERO
gefi egli primieramente per le sfére celeſti , &
di eſſe quelle, che ſono più vicine all'anima,
che loro abbraccia , comprende, & uiuificas
maggiormente illumina , più riccamente a
dorna, & più ampiamente diſtende. quindi
l'orbe ftellato è più grande , pilì riſplendérez
& di più lumi ricco , & pompolo di quello di
Saturno , & gli altri ſucceſſivamente ſi uano
riſtringendo lino alla Luna , la quale è men
chiara, & limpida dell'altre ſtelle , & maſſime
del Sole , & il ſuo cielo è minore degli altri;
perche ella è l'ultima , & però più diſcoſtas
dall'Anima diuina , & manco partecipe del
to fpirito celeſte, & dopo eſſa gli eleméti'ne!
la diſpoſitione, & natura dei quali fu feruato
il medelimo ordine, & però il fuoco è più ce
lefte, più fublime, & più nobile dell'aere;que
fti dell'acqua, & eſſa finalmente della terra:
la quale perche ha minor quantità di cielo,
che gli altri eleinentinon háno, rimane più
de gli alori balla,denſa ,ofcura, & graue, non
però ,ch'eſſa ne rimanga ſenza;percioches
za queſto ſpirito ,che Ariſtotele chiamòquip
ca eſſenza,non può eſſere coſa alcuna corpo
rea; quindi tutte le coſe terrene , i metalli, le
piette,le piante, e gli animali di ciaſcuna lor
te tanto ſono più nobili , quanto che più fo
no partecipi di queſto ſpirito celeſte, & tra
effe
DELLA MORTE . 199
hit eſſe quelle chepiù ſe gli dimoſtrano confora
mi,maggior copia ne comprendono ,cali fos
no tutte le coſe lacide , calde, foaui, dolci, &
odorifere. queſto medeſimo ſpirito nella ter
sa è fonte di quei vapori , & di quelle eſalario
ni, che da i raggi delSole ,& da i movimenti
1 de corpi celeſti ſolleuati ; all'elemento del
o fuoco,ò alla ſoprema regione dell'aere,ò al
0 l'aere hipogeo , ouero all'ultima parte ſopra
la faccia della terra , fecódo la diverſa copia,
forza, purità,ò immiftione loro, ſono produt
te,& generate le comete, le ſtelle, cadenti, è
caudate, le capre ſalcanti, le ſtipule , & altre
fimili impreſſioni'ignee, i folgori , i tuoni; le
nuuole , le tempefte, le pioggie,le neui , le bri
ne, le ruggiade,le nebbie, & iuenti :& final
Ć mente nello iſteſſo corpo della terra , le pie
trei metalli, & l'acque fredde, ò calde, d fal
ſe , ò dolci ; & elitte quelle altre coſe, che per
non hauer compita forma, ſono chiamate
mezi minerali.E dūque il cielo ,ò ſpirito del
l'Anima prima, ò quinta effenza, principio ;
forma, conſeruatione, & perfectione di tutte
le coſe . & però diſſe läblico nei miſteri, che'l
Cielo,quero è Dio, ouero imitatore degli Id
dij, & le ſcintille della ſua infinita uirtù chia
marono Democrito , Orfeo , & Pitagora Dei
empienti l'Vniuerfo , Zoroaſtro , Sinefio , &
N 4 Plotino
200 SOCRATE , OVER O
Plotino diuiniallettamenti , & Agoſtino ( ilm
cui detto ſopra di ciò è regiltrato ne'canoni 9
de' ſommiPontefici)occolte ſeminarie ragio e
ni per tuttigli elementi diffuſe.coſigli Egit
tij dillero , che'l cielo è padre d'ognigenera .
tione, & Orfeo negli hinpiil chiamò Tags
vùtope ; cioè genitore di tutte le coſe , & Giv .
liano Platonico perciò anco ſcrulle , ſecondo
la Theologia de Fenicij , eflere per l'Vniuer
fo , & in tutte le coſeinnata una certa lucida ,
& tranſparente natura in ſe ſtella lucente , &
quali di diafano, & lume temperata ,non ſot
topoſta ad aliena meſcolanza , ne ad alcune
pallioni, & laquale è atto di pura intelligen.
za , puro ueramente ,ina in un certo modo da
di fuori procedente , & c'halumeinuifibiles
& incorporale , cagione diqueſto lume , che
noi ueggiamo, & però ſenſibile ,ſe ben incor
porco, onde altamente eſclamaua Raimodo
Lullio ,maſſimo indagatore de' ſecreti di na
rura nella pratica dell'Alchimia, ò miſura del
l'acqua celeſte, tu ſei ſoſtantiale a tutto’l mondo .
Quindi hanno penſatoi fiſici poterlo cauare
da quelle materie, che maggior copia ne có
prendono,peraggiugnerlo ,come medicina,
& accreſcimento divita a i corpi humani dif
fettuoſi , o per infermità , ò per debolezza di
compleſſione, ò per lo diſtruggimento , che
naſce
DELLA MORTE, 201
naſcedalla uecchiaia, per la proportione,la
quale, come ſi dirà più innanzi,egli tiene co
elli.truouanli alcuni artefici derii Alchimiſti
da queſta uoce Greca xmislav,cioè, arte fuſa
ria;perciochei metalli,i fali, gli alumi, glia
tramenti , & l'altre coſe in queſt'arte trattare
and Tougèo xcà ſono xauata , cioè fugli dette,
onde Platone nel Timeo chiama i metalli
acque congelare, & fufili: queſtigiudicando
che, le bene i metalli inquanto a certe eſtrin
Seche qualità appaiono fra di loro differéti,
nondimeno ſiano d'una ſola ſpecie ,come da
un ſolo principio , ilquale non è altro , che'l
caldo , & l'humido di queſto celeſte ſpirito di
pendenti , & che'l ferro ſia men perfetto del
rame,ello del piombo, il pióbo dello ſtagno,
queſto dell'argento ,& l'argento dell'oro, ſe
códo,che elli in ſe contengono minore quan
tità dello ſpirito celeſte,principio loro, ilqua
le efli per lo caldo chiamano ſolfo , & pec
l'humido Mercurio,ouero argento uiuo,pen
ſarono che giugnendone al ferro , & a gli al
tri metalli imperferti, ſolo per mancamento
di eſſo, ſi poſſano ridurre alla perfettione del
l'argento , & dell'oro, come che in eſſo ſia uir
tù ſeminaria di generare coſa a ſe ſimile, apr
plicandoſi a materia della natura lua a guila
di femina al riceaiméto del ſeme preparata ,
&pera
202 SOCRATE , OVERO
& però ſtudiarono in che'l poteſſero eſtrahe
te , & fapeſſero commodamente applicarlo ,
comeuera ,& propria medicina a quei metal
" li; c'háno biſogno di maggiore perfettione;
& coli eſtratto fu da i filolofi Arabi detto Eli

xir, & da i noſtri famoſa Pietra de Filoſofi, fog


gerro d'ognimarauiglia , che poſſa eſſere nel
cielo, & nella terra , in atto animale , uegeta
le, & minerale , chein ogni luogo ſi ritruoua,
"Se ben non è ſe non da pochiſlimi conoſciu
' ta , & niunoè che co'l ſuo proprio nome l'e
fprima.gli Academici poi,che le coſe natura
lidiuinamente trattano , come altreſii Peri
patetici le diuine naturalmente deſcriuono,
affermano , che l'Anima ( laquale M.Tullio
nelle cuſculane affermò eſſere della natura
di quelto ſpirito dal ſommo opefice nel cor
po diſcendendo ,& per le sfere celeſti paſſan
do,tutta di queſto ſpirito ſi ueſte, & circonda;
ilqnal veſtimento chiamarono i medeſimi
carro ethereo,& alcuni dotti ,& fommamen
te contemplativi hanno dichiarato , ch'egli
fra la velte dipelle , che fu data a i noſtri pri
mipadri dopo,chefurono ſcacciati dal para
diſo, & altri dicono, che queſto è quel corpo
proprio , & conueneuole alla mente noſtra,
portione ſuprema , & diuina , del quale ſi fa
mentione appreffo il grande Ariſtotele nel
ſecondo
DELLA MORTE. 203
ſecondo della generatione degli animali, có
quefto uehicolo ethereo dunque , quaſi con
mezo della natura d'ambedue gli eſtremi
partecipe, l'anima immortale ſi congiunge
co'l corpo corruttibile, & mortale;& mentre
truoua in eſſo proportioneuiuifica,conſerua
uiuo queſto animale nobiliſſimo, & comedi
ceua Mercurio,ueramenteper la nobiltà del
= l'origine lua uenerando, & ſe bene egli è ce
leſte , & per conſeguente non mai offeſo da
peregrine impreſſioni,non è però ,ch'egli no
polla effere moleftato , & fpello offeſo dalla
graffezza, & denſità del corpo materiale, ulti
ma ſpoglia nelmondo elementare acquiſta
ta :percioche eſſendo egli corpo , fe ben purif
- fimo , ha biſogno d'aliinentialla celeſte fua
natura conformi, come ſono gli odori,iua
pori ſoaui, & il riceuimento dell'influire de'
corpi celeſti ; & mentre queſt'altro corpo at
tende ad impinguarſi , & condenſarſi nelle
crapule , & nel godimento di tutti i piaceri
della carne , non poſſono i detti alimenti , &
cibi proprij del corpo ethereo penetrare ad
effo ,come diſli, dal corpo elementare circon
dato , ancora che grandemente penetráte ſia
. la ſottigliezza loro ;di modo che non haven .
do con che nodrirſinienea indebolirG , & l'a
nimo noftro,che dalla uirul di effo prendera
forza ,
204 SOCRATE , OVERO
forza, & vigore, non può coſi nobilmente fa .
1
re le proprie operationi ,che ſono il contem
plare,il diſcorrere , e'lconoſcere, con quelle
attioni,che all'intelletto pratico appartengo
no.ma per lo contrario più uiuace, prù vigo
roſa, & più pofTente divien l'anima allhora,
che la rarità , debolezza , & tenuità del corpo
materiale cagiopata dalle aſtinenze, vigilie,
purgationi,penitenze, & mortificationi del
la carne , laſcia, che'l corpo intrinſeco ſi no
drilca , & del celeſte , & conueneuole cibo ſi
paſca : ilquale, ſi come uien dallo ſpirito del
mondo ,coli non può da alcra uirtù , chedi el
fo , come dilli , eſtratto dalle coſe , che molto
ne comprendono, ellere più commodamen.
te fortificato, nodrito, & accreſciuto, & però
coloro, che di ſublime intelletto nelle attio
ni loro li dimoſtrano, poſſono dirſi celeſti, &
molto di queſto uiuifico ſpirito abbondanti,
& ricchi,perlochefi come leggiamo appref
1o Filoſtrato ,diceua larcha ſapiente dell'In
dia al grande Apollonio Thiapeo ,niuno der
ue, ò felice Apollonio marauigliarſi , che tu
habbia acquiſtato ſcienza dell'indouináre ,
poiche canto dell'ethere,d ſpirito celeſte por
ti nell'anima . per queſta cagione gli antichi
Greci , iquali, comeracconta Dicearco Peri
patetico, & rifferiſce Porfirio , proſſimamen
te
DELLA MORTE . 205
te generati da gl'Iddij,furono di buona natu
fa, & ottima uita paſſarono, onde la genera
tione,& l'età loro fu detta dell'oro ,non ucci- )
fero mai alcuna ſorte di animali , per empire
la carne della carne loro,percioche niuna co
ſa eſſere più gioueuole alla ſanità giudicaro
no , che ſchifare l'adunatione de fouerchi nu
driinenti, & mallime di quelli che foſſero di
! impedimento al corpo celeſte, conferuatore
3 della natura noſtra,cofianco i facerdoti Egit
tij , come habbiamone gli ſcritti di Chere
mone Stoico, dedici allo ftudio della fapien
* za dalle crapule , & dal magnare gli animali
ſempre s'aſtennero: il medeſimo raccontano
Filone, & Giofeffo de gli Effei, & Bardeſane
Babilonio de Gimnofofifti, Brachmani, & Sa
manei . perciò medeſimamente Pitagora co
me ſcrive lamblico Calcideo viero le carnia
i ſeguaci della ſua dottrina. sõma, & eſartiſti
ma continenza di vivere con aftenetfi perpe
tuamente dalle carni, & dagli altri cibi im
módi , p amore della diuina ſapiéza vſarono
anco i Therapeuti celebraci da Filone nel li
bro della vita contemplatiua, ſotto ilqual no
me vollero Euſebio Panfilo, Niceforo Calli
ſto , ſan Gieronimo, & tutti gli altri ſcrittori
ecclefiaftici , ch'egli intendeſſe di quei pri
mi monaci inſtituiti nell'Egitto da S. Mar
CO
206 SOCRATE , O VERO
co diſcepolo di S. Pietro ; percioche eſſendo
Filone mandato a Roma ambaſciatore della
fua natione a Caio Calligula , dellaqualeam
bafcieria egli diffufamente ragiova in un li
bro particolare, iui conobbe & fentiimedes
fimi S.Pietro, & S.Marco,che predicanáno al
popolo Romano la parola diDio, & fatta có
alli amicitia , celebrò poi la fantiſſima con:
uerfatione dei monaſteri Egittis. ſopra la Té
peranza (ſcriue Filone )come fondamento po
Ito nell'anima i Therapeuti edificano tutte
l'altre uirtù ; nè alcuno di loro prende il cibo
innanzi al tramontar del Sole , giudicando
che lo ſtudio della Sapienza alla diurna luce
fi conuéga ,& la cura corporale alle tenebre
notturne, & perciò all'uno i giorni intieri de
ftinano , & all'altra una picciola parte della
norte, alcuni di coſtoro a pena ſentono ogni
terzo giorno la fames attenti più coſto allá
ſcienza delle diſcipline, neui mancano alcu
ni , i quali laucillimamente raccolti nel con
uito della Sapienza , liberaliſſimadonatrice
de ' ſuoi diuini inftituti, il doppio del detto té
po durano , prendendofi a pena il ſeſto gior
no il cibo neceſſario ; affuefatti a guiſa dici
calea uiuerſidirugiada , conſolando al giu
dicio mio con hinni, & cantici l'inedia , & la
1 fame.il ſettimo giorno come feſtino, & con
fecrato ,,
DELLA MORTE . 207
fecrato , honorano ſom'mamente, riſtaucado
in ello dopò la cura dell'animo ancora il coq
po , rilaſciandogli come a ſtanco giumento
alquanto della continua fatica.per cibo loro
uſano il pane ſemplice , il ſale ſupplice per
obfonio , & quelli , chedi piu delicato guſto
ſono,v’aggiungono l'hillopo per condimen
to: il bere prendono dai fiumicontentidi pla
care la fame, & la ſete graui ſignore dateci
dalla natura , ſenza alcun lenocinio goden,
doſi quelle coſe, ſenza lequali non li può ui
uere , magnano dunque per non hauer fame,
& beono per non hauer ſece, ſchiuando la ſa
turità come nimica non meno del corpo ,che
dell'animo . Sin qui Filone. il medelimo in
Itituto feruarono i fantiſlimi. Romiti di Scia
thi ,&di Thebaide,& que' Monaci,che truo
uò (come racconta Niceforo Calliſto nel de
çimo quarto libro dell'hiſtoria eccleſiaſtica)
Eudocia Auguſta moglie diTheodoſio Im
peratore nella Paleſtina, quand'ella andò à
uificare la città ſanta di Gieruſalemme.a tuts
ti quelti ſanti monaci , ſcriue Niceforo ,ſi pro
pone una menſa commune , laquale riceuei
conuitati non con uarijcondimenti, & eſqui
ſite uiuande,lequali ſogliono eccicare a laſci
uia :qaelleparti ,che ſono ſotto'luentre , ma
con alcuni pochiherbaggi , & legumi, quali
baltino
208 SOCRATE , OVERO
baſtino ſolamente a ſoſtenere la uita , & più
innanzi queſti (peſſo giegiunano per due, &
per tre giorni interi,ſonoui anco alcuni, che
non magnano per cinque giorni continoui,
& per piu tempo,& piu oltre,alcuni viuono
fegregati da gli altri ,& folitari rinchiudendo
fi in certe caſette di coſi poca larghezza , &
altezza , che ne in piedi ,ne coricati poſſono
commodamente ltarui dentro ripoſandoſi ,
come dice l’Apoftolo , in certe ſpelonche, &
cauerne della terra , altri ſtanno allo ſcoper
to con le fiere, altri in luoghiſotterranei , &
occolti habitando , ſolamente con Iddio ra
gionano , & piu oltre il medeſimo fa mentio
ne di certi altri,chiamati Borroi , cioè, pabula
tori ,iquali novſano altro cibo , che radici &
herbe,laquale ſeuera & rigoroſa forte di vita
non per altro quei grandillimi huoinini paf
farono ,che per amore & deſiderio della diui
na Sapiéza.deue dunque l'animonoftro per
acquiſtarſi la intellettual nobiltà fuggire il
corpo materiale con tutti i compiacimenti
fuoi, & all'ethereo , & celeſte ſolleuarſi ;per
ciò ch'in effo cófifte la virtù dell'Anima pri
ma, & ui li acquiſta conoſcendolo la vera no
titia delle coſe nacurali, & perciò Gebero nel
la ſomma dell'Alchimia voleua, che il prin
cipio dell'arte chimica, o de metalli, che non
è aloco ,
DELLA MORTE. 209
è altro, che queſto ſpirito ethereo , foſſe dal
l'Alchimiſta primieramente conoſciuto in ſe
ſteffo ; quindi giudicarono i medici ,& i Magi,
& filoſofi naturali , che queſto cielo dalle ma
serie inferiori,che lo comprendono,comediſ
fi, eſtratto , & al noſtro corpo interiore con
giunto , ſia baſtante non ſolo a diſcacciar le
infermità , & a corroborare il vigor naturale,
ma etiandio a prolongare i termini della vi
ta humana, ſe però è in alcun modo lecito il
paffargli, & queſta congiuntione, come natu
fale, dicono imedelimi facilméte potere fuc
cedere , fi come noi per eſperienza veggia
1 mo ,che fra i minerali l'argento uiuo ombra,
& imagine di queſto vero Mercurio, amoro
ſamente s’amalgama, & s'vniſce con l'oro ,
nelquale eflo Mercurio celeſte , & mirifico ,
com'i diſli,piu ch'in tutti gli altri metallico
pioſo ſi ritroua; che no altro a giudicio mio,
voleua intendere il doctiſſimo Cardinale di
el Cuſa nel quarto libro dell'idiota con queſte
parole , l'argento viuo con tutti i metalli è
congiungibile, per quello ,ch'egli ha di com
mune in eſſi , ma piu amoroſamente s'acco
Ata all'oro , ſi come imperfetto alla perfeccilli
M ma natura ſua. quindi ( foggiunge egli) colo
1 10 , ch'alle coſe chimiche attendono itu dia
no di domare l'argento viuo co'l fuocofina
tanto ,
210 SOCRATE , OVERO
tanto chenon ſolamente non fugga da eſſo ,
ma cuttii metalli, a i quali li giunge, ſeco fif.
ſi cirenga, & non ſolo ciò,ma gliſtringa nel
peſo dell'oro,rimanendo la fuſibile, & mal
leabile humidità , & glitinga in colore fiffo ,
4
& permanente. Onde cauarono gli Alchimi
fti piu eccellenti queſta certa , & indubitata
concluſione, non poterlidalle coſe adufte,o
ſcure , & ruginoſe, & però poco di queſto fpi
rito abbondanti, cauare la Pietra defiloſofi ,
la qual'è mirabile inſtromento d'ognimetal
lica tráfmutatione,mollifica, purga ,illuftra,
& riſana gli altrimecalliimperfetti,& infer
mi,infin'al miracolo dell'Aurea Metamorfo
fi ; onde li ſcuopre quanto in vano s’affatichi
no coloro , i quali ſtudiano di cauarla dal
metallo di Marte , dalle immonditie del
Mercurio volgare , & da altre coſe limili , le
quali non hauendo perfectione in ſe , molto
meno poffuno ad altri darla, ma queſto non
è luoco da diſtédermi piu olcre in queſto ſog
getto; ſe ben dalle coſe derre ſin qui poſſono
facilmente ſcuoprirſi alcuni nbrabili ſegreti
appartenenti all'Alchimia, laquale arte Bal
do daPerugia famoſo dottore legiſta ne' co
mentari, che fece lopra gli vſi feudali, & nel
utolo ,qnali tiano le ragaglie,per queſto chia
moinuentione di filofofico , & pertpicacein .
telletto .
DELLA MORTE. 201
telletto .Queſto noftro vehicolo ethereo dun
que è di modo proprio ,& congiunto all'ani
mo , che per mezo d'eſſo, dicono i Platonici,
farſi l'eftafi i ratti, i furori diuini , tutte le alie
nationimentali , & altri Gimili auuenimenti
per li quali per vno fpatio di tempo l'anima
rimane come dal corpo ſeparata ; percioche
all'hora ella in quæſta ſpoglia intrinſeca vi
.uendo ,è da quella molla, & portata; ellendo
queſto corpo celeſte dilatabile a guiſa del
raggio.viftuo,che in vn ſubito, & covn goài
do ſolo ſi traſporta al cielo , & in alcre lon
tane parti,ſecondo che ci occorre di riuolger
ci con gli occhi : ne altrimente come predica
il gran Ficino aſceſe viuendo Paolo apoſtolo
inſin’al terzo cielo , & però eſclamaua in
quell'atto ,ch'egli non ſapeua,ſe nel corpo,o
) fuori del corpo folle : & poſſiamo dire , ch'e
gli eſſendo fuori del materiale in queſto cele
Ite corpo ſi ritrouaſſe. Hora ellendo, che la vi
ta noftra, quaſi picciolo lume, in queſto ſpiri
to celeſte di natura temperaramente caldo ,
& humido confifte, biſogna, ch'iui ſtia , & có
certa proportione per ſuo mezo ſi congiunga
al corpo materiale.il calor di queſto ſpirito è
il ricettacolo della vita , & l'humido è quafi
graſſo ,oglio , & alimento del calore , mancan
do la proportione detra biſogna neceſſaria
0 2 mente,
212 SOCRATE , O VERO
mente , che'l corpo materiale dall'Animal !
diſgiunga, & effa nel vehicolo ethereo liar
portata,doue fu determinato dal ſommo giu
dice,Manca la proportione, & feco il congiữ
gimento, ſour'abbondando nel fangue doue
viue lo ſpirito,il calore eſtraneo accidentale,
& fuori di natura , di modo che ſi offenda l'hu
mido celeſte ,ouero creſcendo fuoridella tem
perata miſura , & eccedendo il freddo de gli
humori generati nel noſtro corpo ,dimanie
ra, che s'indeboliſca, & indebolito s'eſtingua
il calore viuifico dell'ethereo ſpirito. ſe la le
fione naſce da diffetto , & mancamento dell'
humido , & accreſcimento foluerchio di ma
ligno caldo manca la vita, come dicono i fili
ci per riſolatione;ſe dall'ecceſſo de gli humo
ri eſtranei, per ſuffocatione: & qual Givoglia
di queſte due cagioni è baſtante arompere la
proportionevniente;perloche biſogna che'l
corpo, ilquale allhora non ha piu virtù di te
neclivnito , li ſepari, & diſgiunga , come s'è
detto diſopra, dall'anima ſua vita, & riman
ga cadauero , & terra onde fù prima dal Com
moopefice creato , il quale effetto chiamia
mo communemente Morte :laquale tutte le
coſe da eſſa natura produrre egualmente di
ſtrugge , non perdonando ne alla bellezza ,
ne alla fpecie, ne all'età, ne al feffo ,ne al ge
nere ,
DELLA MORTE 213
mere, ne al valore, ne alla ſapienza ,ne alla rie
chezza,ne à gli honori, ne à gl'Imperi ;fugga
pure quanto sa ciaſcuno , ch’all vltimo la
Morce in ogni luoco tutti egualmente, & cá
impeto inuincibile perfeguita , arriua, afſal
ta , & diſtrugge , & finalmente ogni animato
corpo riduce in poluere,&però la Chieſa ſan
taogni anno vna fiata intuona quefte paro
le a coloro che ſono della ſua greggia , ricor
dati buomo , che di cenere fei, & in cenere hai da
tornare. l'impeto della morte com'è violentif
fimo, coli viene all'improuifo , & quafi ſem
pre inaſpettato , & perciò diceua Giacomo
Apoſtolo fanto , horfu dunque voi, che dite
hoggi, o domani andaremoin quella città ,
& luifaremo l'anno negociando, & guada
gnando,non fapete quello che ui polla aue
nire il giorno feguente; & che altro è queſta
vita noftrasfoggiunge il medeſimo,ch'un pic
ciolo vapore , ilquale non prima compare ,
che ſi eſtingue alcuniperciò la raſomigliaro
no al peſce efimero , che muore quel giorno
medelimo,che naſce,altri ad vn punto , altri
a vna fiamma ,& altri a vn fogno ,& Giobbe
ſanto diceua , l'huomo eſce, come fieno ,ch'al
la mattina fioriſce , & la ſera è ſecco tutte le
coſe ſono ſottopoſte,diceua il fauio dello Spi
rito ſanto , alla morte, & alla vanità, & tutte
3 uando
214 SOCRATE , OVERO
1 vanno ad yn luoco medeſimo , diterra furo
no fatre, & in terra ritornano & la medeſima
morte è dell'huomo, & delle beltie diſtruggi
trice;percioche in ciò ſono d'egual conditio
ne, comemuore l'huomo , coli muoiono gli
armenti , coli ſpirado rátte l'altre coſe , & in
quanto alla morte non ha l'huomo cofa al
cuna di piu delle beſtie; & tra gli huomini co
si muore il ſapiente.com’il pazzo, ildotto.co
me l'ignorante, il buono com’il triſto, il rica
cho com’il povero ,ne ſono iRepotenti diffe
fida i loro forrillimi caſtelli , ne dall'armate
ſchiere de valorofi foldati conſtituiti alla cu
ftodia della Regal perſona,Daqui naſce,co
me diceua il medelimo Salomone, che nulla
di ſtabile , & fermo ſi troua ſotto il Sole ; da
qui vien parimente la ruina , & la deſolatio
nedelle Republiche, delle citra ,de gl'impe
ri , & di tutte le humane grandezze : l'antica
Babilònia,la ſuperba Troja, l'inuidioſa Car
tagine, la dorcaAthene,la famoſa Lacedemo
ne la facra Thebe, l'alta Corintho , la nobil
Argo , & ne gli vlcimi termini meridionali
dell'Italia noſtra Sibari, Locri ,Crotone ,Me
taponto, & tante altre città né gli altri tempi
illuftri, & popoloſe,tutte ha la mortediftruc
te , & in poche reliquie del ſolo nome ridut
te.qual paeſe fù meglio, & piu delicioſamen
DELLA MONTI. 118
te , & nobilmente habitato del Peloponeſo ,
c'hora è a tal folitudineridutto ch'a pena è
degno d'eſſer paſcolo di viliffimi greggi ?oue
ſono in Italia le tante città de glı Erhcuſcile
grandezze de Campani ,& le impetuoſe for
ze de Galli , che per vn grandiflimo tempo li
gnoreggiarono , & diedero il nome alle no .
stre campagne : l'imperio de gli Allirij fù di
frutto da iMedi, & effi da i Perfi ,& queſtida
iMacedoni , & molto inanzi a queſti aueni
! menti Zoroaftro Rede'Battrianidopo c'heb
& be ſottopoſti al ſuo imperio i Paropaniladi,
gli Ariani , i Saci , i Comedi, gli Aracholij, &
.
intorno al Mare Chaſpio gli Hircani, & i
Sogdiani, finalmente con tutto'l ſuo eſercito
hebbe la morte per mano di NinoRedi Ba
bilonia.màquante impreſe fecero nella Cire
naica, & nella Marmarica Ofiride, & Ifide e
gittij, & innázi ad etſi gl'innumerabili Regi,
che furono dopà i Dei raccontati da Diodo
ro Siciliano ; & nondimeno con tali forze ha
operato contra di eſſi la morte, che finalment
te non ſi truoua fegno, ouero orma di eſſi,ne
dei Regni loro i Gorhi,gli Hunni,i Vanda
li ,& i Longobardi che cáte fiare hanno l'Eu
ropa , non pure l'Italia noſtra faccheggiara ,
& pofta fozopra, fono iti con ogni barbarico
impeco loro in fumo. la Morte ſenz'ordine ,
04 ſenza
216 SOCRATE , OVERO
ſenza legge,& ſenza regola riduce ogni coſa
in poluere,in nulla,& in obliuione.lignorég
giano hora gran parte del mondo, fuori d'o
gnigiudicio,chen'haueſſero poſſuto fare gli
antichi, gli Hiſpani, & i Frigij, nationi tance
fiare a quei tempi ſoggiogate, vinte, trionfa
te , & all'vltimo e terminio ridotte.Dalla Spa
gna fono yſciti i Beti, & i Luficani; a cercare,
& diſcoprire nuoui mondi ,nuoui'mari , & pec
cauar anco dalle viſcere dell'vlcime terre , &
portare a ipopoli occidentali nuoui , & inau
diti teſori I Luſitani laſciandog a dietro le co
lonne d'Alcide, le Iſole fortunatę, l'Heſperi
di, Agilimba famoſo il capo di buona ſperan
za che giace nella cima della gran Piramide
che conſtituiſce l’Africa oltre il circolo equi
notriale a XXXV.gradi verſo l'altro polo , &
fçorrendo i Rapti , il promontorio Prallio, il
ſeno Arabico,i Sabei,i Sachaliti,il golfo Per
fico ,il camicolpo, le foci dell'Indo , Coutiara ,
il ſeno Colchico , il promontorio Chori , la
gran Taprobana ,il ſeno Gangetico , l'aurea
Cherſonello ,Cattigara,e'l gran Sino Eco,há
no joſtituito il commercio con incognite gen
ti , & noui regni conquiltati , & iui fondate
nuoue, & potenti colonie, & fattiſi padroni di
quei grandillimi mari orientale, & auftrale .
gli altri Spagnuoli piu verſo l'occidente vol
gendoli,
A E
LL RT
DE MO i o n i . 217
n d ofi n v i gat r o tre e
e o e a o l
g
r r ia,le & c l n l
d e
o
n doli l'
o o r o n le
quin verſ l'ailtanic poulo eſte rutabi , &
t t o a g l r ſ e
per lo ſtreito Meg do impe ,
gn an e
& inco pafſ , & pear lo mar del n Sduor
ſo l oſtro olo n'altr iata itorna
ver i n pi v f r
no cuopert ui ari ui on
han ſ nuq m , &ronuo m
c h i b b e
e i n n o i
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d ,c h l
g a i n t n o c o m , & qui
a
n d ato o'l alore ' l r i colo n
i
u f o c v &c o p e e , & co
u n ghi o n t inui iaggi a g g ior m p e
l ,& c .i v il m i n
do chi oi iſceli erame
rio delmon Tur p iad ve
j li ll'Al ch ltri i
te da i Fugi popo de ( ben a ſ
o r e u t i r i d i hi
mi n ell e yeg n da gli hor doSſcit , & al
ico aci arten o
tri da ibell Thr )p da Nac
a a i o re a
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lia citt delnldoFrig marg gia Reg lo .
ſa o o cio
ro , & patſi il Bosf Thra , ſi ſono im .
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padr dell Miirſoi ,dell Dac , dell Ma
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Me , & in aiioma En ,Eg ;
io too arpath co a
1 Icar , Mir , C ia ,c&hilali di Cap
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doci , Pon ,Bith ,Gall ,Lidi , Fen
ą o r e i a i d e a ilicia
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Itro del Siarmiia , Pal , & iGciau , A diri ,
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& Meſ p erio , & ne , dop la rui
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toriol
218 SOCRATE , OVER O
toriofi viaggi , ne le raccontate inrgiuſte con
quilte,ne tante ſmifurate grandezze d'impe
ri, o di ſtati mondani puotranno durare eter
namente contra l'impeto della Morte ; ſi co
me anco non ſono durati tanti altri antichi ,
& nuoui Regni da effa diſtruci, & eſtinti . &
fiaci per teſtimonio, ſenza ricercare altrimen
te l'hiſtorie antiche,l'imperio de Soldani del
Cairo , il quale inanzi che per la rotta di Cá
pfone Gaurico, & diTomunbeio andaſſe fot
to gli imperatori Ottomani cominciaua dal
promontorio Boreo poſto nel fine del Regno
di Tuneſi, che hora i nanigantį Leuantini
chiamano Reluaſen , & finiva nel ſeno di Ter
repoli , che hora ſi chiama Larazza , il qual
pome ha dato anco all'iſteſſo golfo , nella
qual diſtāza ,che può eſſere di mille , & ottan
ta miglia,ſono molti, & celebratiffimi porti,
& deimediterranei fi diſtendeua per lo Nilo
fopra la-Thebaide,che quelli del paeſe hora
chiamano Caida infin'all'antichillima città
di Ptolomaide, che giace ſecondo la ſituatio
ne di Ptolomeo , a ventiſette gradi verſo il no
ftro polo; & la ſeſta parte d'vn grado,il cui no
me al preſente è Nicina , ch'appreſſo quei Bar
bariynol dire città libera, & eletra , & indi ve
niua al mare Arabico ,ilqual patlando entra
ua nell'Arabia felice , venendo a confio are
co'l
DELLA MORTE. 219
co'l Sariffe ſignore della caſa di Mecca , tra
uerſando i Barbari di quel diſerto , lin che giũ .
geua alla città diBir pofta nelle correnti del
l'Eufrate, & ritornando verſo l'Occidente fi
niua nel detto golfo di Larazza ; nel quale
fpatio di terra fi comprendeua gran parte del
PArabia deſerta ,cutta la Petrea, tutta la Giu .
dea ,molto dell'Alliria, con tutto l'Egitto; &
nondimeno la grandezza di queſto ſtato fù
diſtrutta per la morte di detti Soldani , & del
l'eſercito deiMamaluchi . La morte dunque
vittorioſa trionfa di tutti i viuenti nell'iſole
fortunate fuori del mare Atlático ſono i Ma
crobij popoli di lunga vita , ma co'l tempo
poi ne anco elli poſlono reſiſtere a glinui
cibili colpi della morte . & poi che queſta è
neceſſità inevitabile, ciechi, ſtolii, & infelici
sono coloro, che la temono,& come coſa hor
0 ribile , & euitabile cercano di fuggirla , o co'l
2 timore di eſſa s'affliggono , & attriitano l'ani. )
mo, co'l quale ricorrendo a i primi capi deb
biamo dire con la ſcrittura facra beati i mor
ti che muoiono nel Signore, cioè , beari quel
.. li , che pergati da ogni macchia di yitio puri,
1 & candidi li partono,tranquilli ,& licuri dal
1 l'oſcurità di queſtomondo:perciocheſicome
il corpo diceua Socrate ; inanzi che diuengå
E poluere dopo che l'anima s'è partita , ferba i
ſegui
220 SOCRATE , O VERO
ſegni in ſe c'haueua prima,o naturali,o acci
dentafi , coli l'anima immortale vſcendo da
queſta vita ritiene le cicatrici, o ſegni de gli
habiti vitiofi, & de gli affetti deprauati nudi
& ſcuoperci innanzi algră giudice , che per
ciò lene dà le meritate pene: come altreſ ,
ſcriue Platone nel Fedro , & nel Fedone, vſcen
do l'anima inciera , & immaculata libera ſe
ne ricorna a fruire le delitie ,& i piaceri im
marceſſibili dell'eternapatria.
Tutti gli humani coftumi riducono i Pla
tonici a quattro capidell'huomo temperato,
del continente, dell'incontinente , & dell'in
temperáto : Il temperato è quello , in cui la
ragione ſignoreggia , & veramente,& con ret
titudine giudica, & l'affetto volentieri ,& ſen
za contraſto vbidiſce il continente,la cui ra
gione giudica , & l'affetto vbidiſce , ma perd
malvolentieri. l'incontinentein cui la ragio
ne non giudica male, ma l'affetto non vbidi
ſce , onde la perçurbatione corporale reſta
vincitrice. l'intemperato in cui la ragione è
del tutto adormentata, & fignoreggiata dal
l'affetto , & in coi tutte le coſe G fanno ſecon
do il volere del ſenſo, & ſecondo l'errante , &
prauo giudicio della fantaſia.Nel temperato
la fola virtù nutritiua gouerna il corpo , la
fantaſia no l'ama, & la ragione l'ha in odio:
perloche
DELLA MORTE . 221

perloche giunto al fine di queſta vita non


lo ritiene l'amicitia corporale ,cagione come
dicono Theofraſto, & Porfirio , d'ogni noſtra
mortalità, ſich'egli ſopra il vehicolo ethereo
ſalito non ritorni alla patria : eſſendo perd
della ſchiera diChriſto,per li cui meriti è dal
l'eterno Padre collocato nelle ſedie di quel
la ſanta Geruſalemmeceleſte, che gli Ange
li rubelli dal Cielo nell'abiſſo infernalecadé
do note laſciarono:quiui gode l'ambroſia e'l
nettare della diuina contemplatione,delqua
le godimento a pieno trattai nel ragionamé
1
to del Regno d'Iddio . Vogliono gli Hebrei ,
che tutte l'anime, lequali la sù nella gloria
di Dio, ſi ricourano conſtituiſcano il decimo
ordine angelico ,ch'elli chiamanoilſim ,cioè,
12 ordine animaftico de’Giganti,o degli Heroi,
alquale fia preſidente, & prencipe l'Anima
delMellia, formaaſſoluta vniuerfale, & idea
di cutte l'anime ragioneuoli,& immortali.co
me in Adamo , dice l'Apoftolo Paolo , tutti
! gli huomini muoiono, coſi in Chriſto tutti ſa
ranno viuificati.Gli Heroi furono da gli anti
* chichiamaci Semidei,quero DeiSemoni;per
ci
cioche per le loro eccellenti virtù dopo l'effe
re ſpogliati dell'humo mortale ſono portati
nelnumero de gl'Iddij. Quindi i poeti moré
do i Précipi, o alcci huominigrādisdiceuano
effore
222 SOCRATE , OVERO
eſſere nate nuove telle in cielo , hanno que
ſte anime benedette & heroiche etiandio fe
condo l'opinione d'Auicenna Arabo , per la
virtù ,ch'in elle diſcende dal principio loro ,
forza, & virtù ſopra la materia, & foura tutti
i corpi. Plotino nel libro del Demone pro
prio diciaſcuno ſcriue, ch'elli ſono tali , per
che ſi truouano ſopra'l fatto della generatio
ne;& ſopra la neceſſità di queſto Mondo ſen
fibile.chiamarono anco gli antichi Semidei ,
come ( criue Lactantio Firmiano , quelli, iqua
li elli credevano eſſere nati dal congiungi
mento degli Angeli ,o de demoni con le don
ne ; quali furono appreſſo la fauolofa & ido
lacra antichità , Hercole,Atlante,Mercurio ,
Baccho ,O Gride; Eſculapio, & fimili . Fu anco
ftimato tale da alcuni luoi ſeguaci Platone
creduto figliuolo di Febo, ma laſciādo in ciò
1 come vane & falſe le fauole de Gentili , noi
debbiamo affermare che i veri Heroi fono
l'anime lante di coloro , che ſorto il glorio
fo , & ſempre trionfante ſtendardo della Cro
cehanno valoroſamente combattuto contra
il Dianolo , contra il mondo, & contra la car
ne , ſpargendo liberaliſſimamente il proprio
· ſangue per accreſcimento della fede del si
guore: ţali furono gli Apoftoli di Chriſto ,i di
Icepoli,iſantį martiri,i quali continuamente
inter
DELLA MORTE . 223
intercedono per noi appreſſo Iddio . Queſti
Heroi benedetti ſono dal Verbo eterno prin
2 cipe loro ſourapoſti a diuerſe parti del mon
do, & a diuerſi offici ,accioche piamente inuo
cati ottengano gli huomini da Dio per me
zo loro molte deliderate gracie di tutto que
fto ordine heroico, & animaftico ,oltre al ver
bo eterno , & olcre alla beatiſſima Vergine
ER Maria madre d'Iddio, & Regina di cieli,pren
cipi fono li xij. Apoſtoli ſedenti ſopra le xij .
ſedie a giudicare le xij.tribu d'Iſraelle,diſtri
buiti daGiouanni nella città ſanca ſecondo i
xij.fondamenti, & ſecondo le xij.porte della
1 città di Dio, ſourapoſti a i xij . ſegni del Zodia
co , & allexij.( pere del mondo & , fegnati in
xij. pietre precioſe; ſi come viuendo furono
dal prencipe loro mandati a predicare , & a
ſpargere ilemidella vera religione per tutte
le parti del mondo ſotto ordinate da gli A
ftrologi ai quatro trigoni de i xij . ſegni del
Cielo ; per dare adempimento alle parole di
quel profeta , che dille, & per tutta la terra li
1 ſparſe il ſuono delle parole loro"; percioche
primieramente a Simone, Bartolomeo , & Ma
theo toccarono le parti riſguardanti il trigo
no Orientale de Gemelli , di Libra , & d'Ac
quario tra le quali ſono l'Egitto ,la Barrria
Ra, la Licaonia,l'Armenia,& l'Etiopia :a Ta
deo ,
224 SOCRATE , OVERO
deo,Andrea,& Tomalo le parti ſottopoſte al
Trigono Meridionale del Tauro,della Vergi
ne,& del Capricorno,tra le quali ſono la Gre
cia, la Thracia ,la Macedonia, la Theſſalia,la
-Bithinia , & la Propontide infin'al Danubio,
l'Hircania, la Perſia, la Meſopotamia , i Par
thi , i Medi,& gl'Indi Brachmani: a Giacopo
minore,Giouanni, & Filippo, le contrade del
terzo Trigono Occidentale dei Peſci, del Cá
cro , & dello Scorpione,tra le quali ſono la Si
ria, la Paleſtina,l'Alia minore ,l'lonia ,la Cili
cia, & la Panfilia : a Mathia, Pietro, & Giaco
mo maggiore del quarto Trigono Aquilona
re, che lono la Giudea, l'Italia, & la Spagna .
& da queſte parti ſudette poi s'è ſparſa la fe
de di Chriſto in queſti vltimi ſecoli fin'a gli
vltimi termini dell'Europa, ſotto'lpolo Aqui
lonare Thile, Cimbrica Cherſoneflo , & Scan
die, & nell'Oceano Deucalidonio'a i Sarma
zija i Venedi,a i Regni di Dania, & di Norue
gia,all'Iſole de Gothi,& finalmente a quella
terra a gli antichi incognita ſotto gl'Hiper
borei,choggichiamano del lauoratore , &
dellos Bacalaos. dopo queſti ſono i LXXII.
diſcepoli, i quali medelimamente ſi ſpacfe
ro per diuerle parti, & hora ſono ſourapo
fti a tanti altri quinari del cielo,& a tante al
tre cribu , nationi, & lingue; & oltre a tutti
queſti
€ Dell A MORTE. 225
queſti c'è Paolo Apoſtolo generale viſitato
re di tutte le Chieſe; l'inſtanza mia, diceua e
gli, è d'ognigiorno, & la mia ſolecitudine è
.
ditutte le Chieſe; & altroue , io ſono fatto a
tutti ognicoſa per acquiſtare a Chrifto ,quin
diiviaggi ſuoi ſono varij,& diuerfi, & per 111€
te le parti toccano : & ecco i luoghi della ſua
ftrauagliata peregrinatione di Damaſco egli
andò a Geruſalemme, indi a Tarſo, dopo in
Antiochia , & da qui vn'altra fiata a Geruſa
Jemme, & Antiochia, onde ſegregato nel
l'Apoſtolato con Barnaba arrivò lin’a Selca
cia, & da qui in Cipro ,cue cominciò ad eſſe
re chiamato Paolo , poi s'incamino a Per
ga , & Antiochia della Pilidia , & Iconio , &
Liftra , & Derbe di Licaonia , & Panfilia , &
yn'altra volta a Perga ,& Attalia , & la ter *
za fiata in Antiochia della Siria, & a Geruſa
lemme per la circonciſione, & la quarta fiaca
in Antiochia , onde paſsò in Siria , & Cilicia ;
arrivando la ſeconda fiata a Derbe , & Li
ſtra , oue circonciſe Timotheo , dopo entrd
nella Frigia, nella Gallacia, & nella MiGa,fù
a Troia , aNapoli , & ai Filippi di Macedo
nia , Amfipoli ,Apollonia , Theſſalonicado
Beroea, Athene,Corintho, Efeſo , Ceſarea ;
& yn'altra volta in Antiochia di Piſidia , &
poi ad Efeſo , onde partendo tornò in Mace
P dopia
376 SOCRATI , O VERO
donia a i FilippenG , & vn'altra fiata al paa
fe di Troia , oue ſuſcico da morte Euricho, U
indi uenne ad Alfo,Mitilene, & Chio, Samo,
Mileto, Coo, & Rhodo, Pacara, Tiro ,Prolo
maide, Ceſarea , & la quarta uolta a Geruſa
lemme, onde fu mandato in Cefarea, & liga.
Lo finalmente a Roma , in queſto modo : da
Cefarea fù condutto a Sidone , indi a Mira
della Licia , & daqui a Gnido , & finalmente
all'iſola di Melita , oue ſenza eſſere punto of
feſo li ſpicco dal corpo il ſerpe , che ui fi era
attaccato, dal qual luogo fù menato a Sira
cuſa, in Sicilia,a Rheggio , & a Pozzuolo, di
doue andò a piedi lin’a Roma ; accioche in
coſi lunga peregrinatione appreffo tutte le
genti li facelle illuſtre, & gloriolo il nome di
queſto grandiſſimo Heroe. Finalmente ſo .
no di queſt'ordine beatiſſimo tutti gli altri
Santi Patriarchi , & Profeti dell'antico tefta
mento , & cutti i confeſſori del Signore, i
quali non ceſſano , ne fi ſtraccano , ne Grao
tiano giamai di raddolcire con i preghi loro
l'ira, che'l grande Iddio ha degnamente con
tra i peccati noftri,ma ſopra tutti è poſta ,co
me dilli nelragionamento delRegno d'Id
dio , la beata Vergine mare infinito di gra
tie , perpetua auocata noftra , la quale è col
locate appreſſo l'Vnigenito Figliuolo ſuo ſo
pra
DELLA MORTE .
pra ogni natura Angelica , & animaſtica , &
uogliono alcuni diuori contemplatori, & fe
deli ſecui d'ella Regina de ' cieli , che per l'e
gualità de' numeri, che nelle lettere del ſuo
nome ſi ritrouano , a lei ſi conuenga l’officia
di Mettatron ſerapanim ,cioè, ch'ella intro
duca l'orationi,i uoti,i prieghi, & l'anime na
ftre nel conſperto del Commo Rè, & come
[ pia Madre con l'onnipotente ſua interceſ
lionc fuppliſca a tutti i diffetti della noſtra
ť debole, & errante humanità. A queſto ordi
ne heroico nobiliſſimo giungono parimen
te i continenti, ma purificati prima per con
ueneuole (patio di tempo nelle fante, & la
lutari fiamme del purgatorio , oue reſtana
mondi dalle macchie di quell'affetro corpo
rale , onde l'appetito carnale , & fantaſtico
mal uolentieri ubidiua alla ragione , faluaſi
anco l'incontinente , ma dopo l'eſſere ſtato
piu tempo nelle medeſime fiamme, lequali
ardendo l'edificio di paglia ſerbano il fonda
mento nella virtù d'ello fuoco del Signore .
1 s’alcuno ſopra queſto fondamento , ſcriue
fan Paoloa iCorinthi, edifica oro , argento ,
pietre precioſe, legno , feno , ftipula , l'o
peratione di ciaſcuno ſi manifeſtarà , per
cioche il giorno del Signore il dichiarata ,
perche nel fuoco ſarà riuelato , & il fuoco
P 2 prouarà
228 SOCRATE , O VERO
prouarà quale ſia l'opera di ciaſcuno ; ſe di
alcuno arderà l'edificio veramente egli ne
patirà danno, ma ſærà ſaluo , qaali per mezo
del fuoco , uoi non ſapete dunque , che ſete
tempio d'Iddio , & lo ſpirito del Signore habi
ta in uoi. coli dunque queſto fuoco purgaro
tio , ſe bene arde l'operationi combuſtibili,
nondimeno falua il purgato, come afferma
no,dichiarano, & inſegnano Ambroſio , Ge
ronimo, Agoſtino, Gregorio ,Alcuino.con
tutti gli altri ſcrittori ſanticoſi Greci , come
Lacini; & la S.chieſa il determina . Origene ;
nella 6.homelia ſopra l'Eſodo fcriue quefte
parole'; tre ſono le ſtradedel ben fare, cioè
con l'opera , co'l penſiero , & con la parola ;
percioche queſto ſignifica l'Apoſtolo dicen
do, chi edifica ſopra queſto fondamento oro,
argento , & pietre precioſe, & foggiunge tre
alerenie del inale,dicendo legna,feno, & pa.
glia,o ſtipula,& poco dopo ſegue, però chi è
fatto faluo,è ſalio per lo fuoco ,accioche s'e
gli per auentura haurà qualche pióbo inſie
me inelcolato , queſto ſia dal fuoco decotto ,
& rifoluto , fin che tutti divengano oro per
fetto, fin qui Origene: da quiè, chela chieſa
di Dio fin dal principio fuo inftitui per ſe
guirare il pijllimo eſempio del gran Maca
beo, che si faceſſero orationi a Dio per glide
funti,
DELLA MORTE . 229
fuati, accioche ia diuina clemenza ,coméraç
conta Dioniſio nel ſettimo capo dell'ecclelia
ſtica Gerarchia conduoni loro tutti gli pect
cati commelli per humana fragilità collocan
dogli nella luce, & nella regione de' viuenti
ne i ſenid'Abrahapo, d'Iſach , & di Giacob ,
in luoco onde a fugge il dolore , la triſtitia ,
& il pianro: queſto dice Dioniſio Areopagita
che fù diſcepolo di ſan Paolog & Clemence
Roinano ſeguace, & poi ſucceſſore di ſan
.. Pietro nell'ottauo libro delle conſtitutioni
apoſtoliche rifferiſce l'oratione da dirſi fo
pra'l morto , ſecondo le ordinationi dei me
defimi Apoſtoli ( anti , poco più innanzi poi
ſoggiungendo, queſte coſe noi diciamo de
gli huomini pij, percioche a gli empi, fe ben
tu deſti per eili tutte le facoltà del mondo ai
3 poueri , non però puotreſti apportare alcuna
ſorte di giovamento , perche s'elli hebbero
uiuendo Dio in odio , certamente truouarant
no morti Iddio adirato con eſli loro non ef
ſendo ingiuſtitia appreſſo di lui. queſti impij
ſono quelli , che peccano nello Spirito fan .
to , a i quali non ſarà ,come ſi legge nel fanto
euangelio di Matteo , perdonato ncin que
ſto mondo ne ia l'altro ; peccali nel padre
quando l'huomo non teme , ne , come deue ,
riyeriſce la diuina maeſtà : il qual peccato
P 3 diffetto,
230 SOCRATE , OVER O
diffetto, & mancamento di pierd; nel figliuo
1
lo pecca l'huomo , quand'egli non cura di 06
conoſcere Iddio,nedi moſtrarli grato del be po
neficio infinito riceuuto dal figliuolo di Dio 1
compiacendo a gli appeciti carnali,& diſprepu
giando i precetti della diuina legge, & la ſan
tità che naſce dall'offeruatione di efli: & erra
nello Spirito ſanto anco quell'anima,la qua
le fornicatrice , & adultera perdendo il duono
della charita , & uilmente abbandonando il
matrimonio diGieſu Chriſto , ſi è parțita dal •
grembo della fanta chieſa catolica , Roma
na, madre,& fondamento della vera religio.
ne, & fattaſi meretrice,& concubina del Dia
uolo impenitente ſi accoſta all’empie, & ſcel
lerare ſcuolede gli heretici antichriſtiani, &
rubelli d'Iddio, divenendo ſuddita , & mem
bro di Luthero , di Zuinglio , d'Oecolampa
dio, di Caluino, & d'altri fimili nefandi, & a*
bomineuoli moſtri infernali , perturbatori
della quiete publica, nimici della ſanta chie.
fa, & profani diſtruttori delle coſe diuine, &
humane, i quali perche hanno ripudiato il
congiungerli con Iddio , & farſi uno ſpirito
con eſſo, G fono incorporati, & uniti co'l Dia
uolo , & perciò ne ſono diuenuti ancor'eſli
ſpiriti diabolici, ſeminatoridi zizanie,di mé .
zogne, d'errori , didiſcordie , di beſtemmie ,
d'empia,
DELLA MORTI. 231
d'empia, & enormefalfrà, & della peruerfi
dottrina del futuro Antichriſto : di cui ſono
precurſori, ilquale ucciderà il fignore final
mente con lo ſpirito della bocca ſua. O come
poſſiamo a queſta noftra miſera , & infelice
erà elclamare con Paolo Canto , o iofenfati
Galli,o ftupidi Germani, o furibondi, & for.
fennati Ingleſi , chiu'ha cofi amaliati a pon
ubbidire alla uerita : l'huomo diceua Mercu
rio Triſmegiſto conſta di tutte le potenze, &
ha commercio con tutte lenature,& pud fa
cilmente in ciaſcuna di eſſe transformaſi:pal
fail'huomo per l'intelletto , ch'egli ha lubli
mein Dio, & per lo ſenſo terreno, & errante
1 neil Demonio infernale , che d'altro che di
terra non fi pafce: quindi Michaelle Arcan .
1 gelo è detto hauere principato ſopra cutie
l'anime buone,e'l ſerpente antico è chiama
to principe di queſto mondo , & dell'anime
ſcellerate, & peccatrici. li tranſmutano dun
que gli heretici nella natura diabolica , & pe
rò ad imicationedel Diauolo padre loro van
no ſeducendo,& perdendo il mondo, entran
do con la finca dolcezza delle ingáneuoli, &
peftifere perſuaſioni loro, ſin che finalmente
I'anime infelici ,che gli ſeguono, nell'infini
tà degli errori ſommergono,& rendono, fax
mecendogliene facrificio conneniente , & defia
P4 dera
€32 SOCRATES OVER
deratiilimo alla Morte perpetua , & a imoftri
dell'inferno. ellendo tali dunque gli heretici
non è marauiglia , ſe niegano il Tantiſſimo
Purgatorio,poi c'hauendo elli peccato nello
{pirito ſanto , ſono indegni d'ogni remillio
ne, & incapaci, & inatti ad ogni purgationes
che veaga da quel ſacro, ſalutare, & purgato
cio fuoco , nelle loro improbate ſerte non è
confeflione,non è penitenza, le quali come
fcriue Latrancio nel quarto delle diuine in
ftitutioni curano, medicano , & fanano i pec
cati, & le fecire , alle quali è ſottopoſta lime
becillità della carne, & però ben giuſtamen
te ſaranno condensati , & dedicati alle tene
bre ardenti , & alle oſcure, & horrende fiam
me dell'inferno , doué non è alcuna reden
tione, & nelle quali conſiſte la ſeconda Moro
te ; della quale intendeua il ſanto euangeli
ſta,la doue rapico in ſpirito diſſe ,io vidi mor
ti grandi, & piccioli nel conſpetto del Signo
re, & con molti altri libri s'aperfeil libro del
la vica,& tuttii morti furono giudicari ſecon
do l'opere loro in ello libro deſcritte, & con
tenute , & diede ilMarei morti, che teneua ,
diedero parimente la Morte , e l'inferno i
morti loro , & fu di ciaſcuno giudicato fecon
do il merito, & l'inferno, & la Morte furono
mandati nello ſtagno di fuoco , queſta è la
morte
!
16
DELLA MORTE . 333
morte ſeconda , oue li poſero coloro , i quae
li non G truouarono ſcritti nel libro della vi
ta . Nella medeſima morte ſeconda cado
no anco gl’intemperati, cioè, perpetuamen
te peccatori, impenitenti , i quali poli nel
quarto capo della diuiſione, che de coſtumi
fanno i filoſofi Platonici , i quali, come dice
Agoſtino in molte coſe con la verità chriſtia
na concordano ; ne i quali intemperáti, & in
vita (ſe però poſſiamo dire che vivano) & dọ
pò, la ragione ſempre dorme nella ſtupidez
za , & enormità del ſenſo commerla : del che
forſe intele Orfeo in quei verſi ,
Non s'apron mai le porte di Plutone ,
1 Ch'iui entro albergail popolo di ſogni
& Platone nel ſettimo della Republica feri
4 ue , che tal'anima in queſta pita profonda
mente dorme , & inanzi ch'ella li defti ſe ne
parte , & dopo la morte è prata da molto
maggiore , & profondilimo fondo , nel
quale da noiofi , & acerbi ſogni, che i Plato
nici chiamano inferno , & Regno di Pluto
ne , è trauagliata . Queſta laſciando, come
dicono i Theologi Hebrei , il corpo in pode
ftà del demonio Zazale,di cui ſi leggono nel
Geneli di Mosè quelle parole , tu magnarai
la terra in tutti i giorni cuoi , quel forfe , che
gl'interpreti degli oracoli delfici , comes
rifferiſce
234 SOCRATE, OVERO
rifferiſce Pauſania , chiamarono Eucinomo,
fi forma , & compone,ſecondo l'opinione de
i medeſimi Filoſofi, un'altro corpo de i uapo
ri de gli elementi monstruoſo di uarie figure
d'animali, & d'altre forme ſpauenteuoli, le
condo la molcitudine, & la diuerſità degli af
fetti peruerfi, & ſcellecaci della paflata uita,
del quale uogliono alcuni, ch'intendelſe Vic
gilio doue ſeriffe ,
Et eccoti apparer diuerſe forme
D'horride fiere, in un tratto farſi
Porco , Tigre,Leon ,Dragoſquamoſo ,
Etnell'ardenti fiamme transformarſi
Cox Stridi ( ululati,e in fuoco,e in fiume ,
E in ogni ſpauentofa merauiglia .
7 Il fuoco ,diceuano i Pitagorici,nel cielo è di
latato,lucido ,chiaro & loaue,nell'infernori
ſtretto ,tenebroſo,acerbo, & pieno d'horrore,
& di tormento ,nel mezo ,cioè ,nelmondo del
la noſtra habitatione , d'ambedue quede na
ture partecipe.queſto fuoco infernale dun
que afAugge l'anime uitiofe oe i già detti
corpi loro , che per eſſere più puri,& più forti
li del terreno , più facilıéte ſentono ilcaldo
{miſurato , & infinito dell'inferno con tutte
l'altre affirioni di quel luoco, que oltre alle
ſudetre pene , & oltre al perpetuo ſpavento ,
che gli apporta la monſtruofita d'effo corpo,
fono ,
DELLA MORTE . 235
Yono, come anco volevano Platone, & Porfi.
rio crucciate, & tormentate dalle furie ultri
ci, nell'Edippo di Sofocle dette .:
* De le tenebre oſcure, de la terra
Horride,e ſpauentoſefiglie .
lequali fignificano appreſſo i poeti antichi
la ricordanza delle ſceleraggini commeſſe,
& la conſcienza per li paſſati erroriperturba
ta, che ciò dichiara .
Oreſte da le furie trauagliato :
il quale eſſendo appreſſo Euripide da Mene .
lao interrogato , che infirmità il tormentaſſe,
riſpoſenon altro ſe nõla coſcienza,che mol
te coſe brutte , & dishonefte ho fatte . & Mar
co Tullio nell'oratione per Roſcio Amerino
diſſe, non uogliate penfare,come nelle fauci
le ſpeſſe fiate uederefolete ,che coloro,iqua
li hanno alcuna ſcelleragine, & impietà com
f meſſa ,ſiano agitati ,& fpauentati dalle faco.
le ardéti delle furie , la propria fraude, e'l pro
prio terrore è quello , che ciaſcuno moleſta,
ſono anco gli animi impuri, & dannati affic
1 ti da i demoni eſecutori della diuina giuſti.
0 tia, i quali portando loro innanzi le imagini
I de' commeſſi errori , gli fanno oltre all'altre
innumerabili forti di tormenti , credere hor

1 che'l mondo cada loro ſopra la teſta, hora fti


mano d'ellere ſommerli nelle profondiſime
wiſcere
4236 SOCRATI , OVERO
uiſcere della terra, hor péſano eſſere dall'ini
pero delle puzzolenti, & tenebroſe hámedi
uorati,horin alto pelago di pece bollente af
fogat , & hora dall'ombre ſpauentoſe dede
moni lacerati,cade ſcriſfe Virgilio
De l’dlaze da gli error quiui condotte
Alere al vento fofpole altre nelmare ,
Sommerfesalcie nelfuoco ardendoſtanſi.
Olimpiadoro Platonico ſcriue chequeſte ta
li anime ſono ſtraſcinate intorno a i lepol
cri dei propri cadaueri, & intorno a i cimite
ri, & luoghidishabitati , & ſolitari; ne'quali
con larue horrende ſpauentano dinotte iuiá
dáti; ond'è forſe nata l'hiſtoria, o fauola,che
li ha raccorata da Plinio il giouane del cada
uero nella caſa inhabitabile in Athene che
fù ſcoperto incatenato ſotto terra da Ache
nodoro Tharsére Filoſofo . altri y'aggiúgono
fimili anime infelici eſſere ruinofaméte con
i docte : & ítraſcinate nelle căpagne, oue ſiano
ftate gia fatte battaglie,& publiche giuſtitie,
nei fuochi ethnei,nelle uoraginidella terra ,
& in quelle parti ricordare da Homero ,
Que ſon le cimerie ,ofcure grotte ,
E i popoli in perpetue nebbie folte ,
Et innere caliginiſommerfi,
I quai levando,o tramontando il sole
Mainon riſguarda ,ma d'oſcura notte
Sonne ,
DELL AMOR TE. 237
Sonno,e borrormiſeramente ingombra .
& da cui forſe anco hebbero originele coſe
prodigioſe, che ſi raccontano della ſpelonca
di Vulcano ,della grotta di Nurſia , & quanto
narra Saiſone Grammatico del palazzo di
Gerutho , & della foſſa d'Vgartiloco , & Pli
nie,Solino, Pithia ,Clearco , & Cornelio Taci
to delle marauiglie del mare Settentrionale,
de gli Heldufij, & degli Aſioni . Nequiperò
hanno da finichi le infelicità di queſt'anime
impure, & fcellerare:percioche negli ultimi
ſecoli , come ſcriue Paolo ſanto ai Corinthi,
dall’Angelica tromba deſte ritogliendo ila
ſciati corpi ſaranno dall'eterno giudice con
eſſi alle perpetue pene condannate ; per las
qual ricongiuntione in infinito s'accreſcera
no i torméti loro. & è ben ragioneuole, che'l
corpo compagno nel pecćare fia partecipe
anco della pena.per ordine naturale ſi con
giungono l'anime con i corpi,adunque il le
pararſene è fuori di natura;ina le coſe che lo
no contra gli ordini naturali, non ſono dura
bili , adunque non ſempre ſtaranno l'anime
ſenza i corpi loro , & però finalmente s'hau
ranno da riunire con eſſi ;percheicorpi de'ri
Iti nel caſtigo & de buoninel premio habbia
no parte . Scriue l'auttore della porta di luce
truouarſi pel noſtro corpo un picciolo oito
rolcon
238 SOCRATE , OVEKO
rottondo, che ne per fuoco , ne per acqua,ne
per tempo ſi diſtrugge, & però,ch’intorno ad
eflo fi farà la riformatione del noſtro corpo ,
& s’Iddio , come ſauiamente riſpoſe la figlia
uola nubile di quel gran Rabino hebreo ,for
ma l'huomo d'acqua, intendendo di quel po
co ſeme , ilquale è principio della noſtra ge
neratione ,quanto maggiormente lo riforma
rà di terra?non tutti dormiremo ,dice l'Apo
ſtolo Paolo , ina tutti ſaremo cangiati in un
momento , in yn battere d'occhi,nell'ultima
tromba,la qual ſuonarà,imorti reſuſcitaran
noincorrotti, & noi faremo immutati. & nel
quinto libro delle conſtitutioni Apoſtoliche
Clemente Romanoſcriue queſte parole d'in
tencione de gli iftelfi Apoſtoli ſanti , Iddio
onnipotente ci deltarà per Gieſu Chriſto Si
gnor noſtro ,& per la ſua uera, & indubitata
promeſſa egli ne ſuſcitarà con tutti quelli,
che dal principio dormirono, & tali quali ho
ra fiamo, con la forma,& figura, che di pre
ſente habbiamo ſenz'alcun differro ,o man
camento , o parte, che la ſottopoſta alla cor
ruttione;percioche noi riſuſcitaremo immor
tali, perche, ſe ben ſi muore in mare, ſe ben
Giamo conſumati dalla terra , & sbranati dal.
le fiere, & da gli uccelli, nondimeno ci defta
rà, & riſuſcitará con la uirtù ſua,perchetut
to'l
DELLA MORTE . 239
* to'l mondo è contenuto dalla inano d'Iddio .
4 I dannati dunque con i corpi loro ſaranno
mandati nello ſtagno ardente dell'inferno;
& i buoni veſtiti d'immortalità di ſplendore,
& di uera luce benedetta chiamati al godi
mento del Regno di Dio preparato loro dal
la conſtitutione del modo. & allhora , com'il
medeſimo Apoftolo ſanto ſcriue,fi adempirà
quella ſcrittura , la Morte è itata ſommerſa
in vittoria , dou'è o inferno la vittoria tua?
18 dou'è o Morte lo ſtimolo tuo ? lo ſtimolo del
la morte è il peccato , la uirul del peccato la
legge:Gratie a Dio , che ci ha dato vittoria
perGieſu Chriſto ſignor noftro , & benedetto
lia Dio padre delle miſericordie , & Dio d'o
ogniconſolatione,il quale ci conſola in ogni
S noſtra auuerſità , perche ancora noi poſlia
mo confolare quelli, che in anguſtia ſi ritro
uano, con quelle ragioni ,& có queidiſcorſi,
có i quali noi ſiamo eſortatidallo ſpirito del
Signore,percioche li comeabbondano le par
fioni di Chriſto in noi,coſi anco per Chriſto
abbonda la noſtra confolatione, oualo ſan
1 tiffimo di eletrione , o tromba dello Spirito
ſanto , o altiſſima cimadi ſapienza, prega tu
.. il Signore per tutti quelli chein affittione li
ritrouano ; perchegli piaccia di non laſciar
gli opprimere dall'impero delle mondane
perſe
240 Soc. OVERO DELLA MORTE.
perſecutioni, ma contra eſſe, e contra la car :
ne ,e contra il nemico noftro infernale gli
dia la uittoria , & nell'altro ſecolo la fruitio .
ne della vita eteru .

il fine della Quinta Parte .


241
DEL

SETTENARIO

D'ALESSANDRO

F ARRA

Giureconſulto Aleſſandrino ..

Parte Seſta .

¡ HOMERO , O VERO DEL


F VRORE POETICO .

Sſendo tutte l'attioni ha


mane, come ſcriue Ple
tone nel quarto delle
leggi, regolare o da Id
dio , o dalla fortuna , o
dall'arte, ſegue,che tut
R to quello che altamente
cantano i poeti, da alcuno diqueſti tre capi
venga ,ma dall'arte non è cagionato ; percio
ch'elli ragionano ditutte le ſcienze , di tutte
l'arti , & finalmente di coſe , che con alcuno
artificio humano imparare non ſi poſſona ;
non
Q
HOMERO, O VERO DEL
non è pariinente da credere che'l caſo appor
ti al poera l'ordinatiſſima diſpoſitione dei
piti alti concerti,ch’in carte poſſano eſſere
poſti; la onde legue anco che come appreſſo
Platone inſegnaua Socrate ad lone)egli.coli
fcriua, & canti diuinamente inſpirato, & pe
rò con ragione diceua quel buon poeta ,
Eft Deus in nobis ,agitante caleſcimus illo ,
Impetus ille facreſemina mentis habet .
fermamente dunque tenendo, che'l poeta di
uinamente inſpirato canti , reſta da uedere
come tale inſpiratione ſi faccia ; perche in
quello ſtato, & non in altro tempo il poeta di
cognitione nobiliſlima s'impadroniſca , &
perche finalmente alcuni aiuerfidel poeta
diano altiſſima interpretatione . Dico dun
que,chepreſupponédoſi nellvniverſità del
le coſe tre módi, il ſenſibile compoſto de cie
li , & degli elementi , & delle coſe,ch'in elli di
ritrouano, l'intelligibile, che abbraccia lepti
me forme, & gli eſemplari di tutte le coſe
de s'acquiſta il nomediMondo ideale , &
Menti pure,& dalla materia ſciolte ,chei no
ſtii chiamano Angeli, & il diuino che com
prende la Deità o raccolta in ſe ſtella , o rivol
ta alla creazione delle coſe inferiori; l'ordine
ond'elli Mondi ſono inſieme cógiunti ,& ond
de i due ultimi dal lo premo diuino dependo
no,
FVROR E POETICO . 243
no, & ſono & creare,& gouernate,uien chiqa
mato legge diuina univerſale , nella quale
fola confitte la certa ,& incomutabile Sapie
za , & cognitione di tutte le coſe ,la qual leg
ge Platone nel Timeo difſe, ellere inſegnara
da Iddio alle anime innanziche defcendeffe
ro alla generatione ; & della quale intenda .
noi Cabaliſti hebrei eſſere imagine la legge
data da Iddio a Mosè , che fola pnò l'anime
raccolte in ſe ſteſſe, & profondate nella medi
tationedieſſa rendere fapientiffime, & nella
quale finalmente leggono i poecile coſe al
tiſſime, ch'eſſi rapiti dal diuino furore mira
bilmente cantano : ma perche ciò più facil
mente s'intenda moſtrarò brevemente, & ſe
condo i Platonici, & ſecondo i Cabaliſti, che
coſa ſia queſta legge diuina; & comead efla
ſiano non pure i poeti iſacerdori,i theologia
le Sibille,& i profeti rapiti , ma gli interpreti
loro.i Platonici per l'effere & per la conferua
tione di tutte le coſe preſuppongono tre ordi
ni, della Prouidenza delFato , & della Natu
ra.l'ordine della prouidenza non è altro che
la concatenatione di tutte le menti cofi pure ,
come a corpi congiunte con Iddio capo lo
10 , & l'infonderſi de gl'influſſi diuini dalle
prime nell'ultime.l'ordine del fato vogliono
i medelimi, che ſia la congiuntione di tutte
l'ani.
244 HOMERO, O VERO DEL
-f'anime con quella dell'Vniuerſo loro capo,
& la difpofitione de'ſemi di tutte le coſe che
dall'Anima uniuerſale paſſa nelle particola
ri. l'ordine della natura confifte nella molti
tudine, & ficuatione de' corpi co tutte le qua
lità loro . & perche queſti tre ordini ſuccelli
uaméte l'uno dall'altro dipendono , ſi come
da Iddio uien produtto l'intelletto, all'incel
letto ſegue l'anima ,& dall'anima vié forma
to il corpo, la concatenatione di tutti crein
fieme è detta legge diuina , vera ſciéza di tut
te le coſe diuine , & humane ; Gi come in effe
ine
tutte le coſe ſono contenute.nell'ord del
la prouidenza , chenoi poſſiamo chiamare
Mondo intelligibile , ſono compreſi i primi
eſemplari di tutte le coſe che Pitagora chia
md primieramente Iddyj immortali , & Platone
dopo Socrate Idee , li come uégono immedia
tamente da Iddio , & ſecondo Ariftotele nel
Ja theologia , dal oerbo concetto , cauſa delle
cauſe , che noi chiamiamo , & adoriamo eter
no,unigenito , & confoftantiale Figliuolo di
Dio, & iCabaliſti Elai , cioè, Dio uiuo.dopo
l'Idee , dalle quali è in quella mente prima
produtto vn Mondo di gran lunga più per
fetto di queſto ſenſibile che noi veggiamo,
<fono in queſt'ordine rutre le Menti pure ,
cioè , ſeparate dalla materia , che Dioniſio
Areopa
FYRORE POETICO : 245
Areopagita, & la theologia chriſtiana chiaa
ma Angeli, & poi tutte leMepti congiunte,
& diſcele all'illuſtratione dell'anime ragio
neuoli, le quali ſi dividono in celefti, & hu .
mane; percioche, ſecodo imedelimiPlatoni
ci ,dopo l'Anima del Modo detta Anima pri
ma , diuina , & uniuerſale, ſono tra le celeſti
annouerate l'animede cieli,delle ftelle & del
le figure ſivilibili, come imaginabili;che na
ſcono dalle firuarioni d'effe ftelle nell'ottaua
ſpera, che furno da gli antichi, ſpecialmente
da lamblico ne' milteri chiamate Iddij ethe
rei ,& uifibili.Le Menti dunque di tutte l'ani
me ragioneuoli dalle humaneincomincian
do, & afcendédo ln'all'Anima oniuerfale, &
quindi alle menui pure , & finalméte a lddio
capo loro, conſtituiſcono quella parte di leg
ge diuina, che vien chiamata ordine della pro
uidenza. ma perche l'Anima prima & a fem
bianza ſua tutte l'altre anime ragioneuoli,
per imitar'Iddio , & l'intelletto primo,pro
ducono l'imagini loro, dette uirtù vivifiche,
imagini , & ſeminarij;percioche queſta par
te dell'anima pregna de ſemi di tutte le coſe
cerca d'eſporgli, & indi produrne tutte le co
}
3 ſe corporali, & ſenſibili,l'ordine di queſtiſe
! minari dall'anime inferiori cominciando ,
& alla diuina aſcendendo, & l'influire de'fe
Q 3 mi,
946 HOMERO, O VERO DEL
mij onde naſce l'ordinatiſſima diſpoſitioned
dell'uniuerfo coſtituiſce l'ordine del fato ;per
cioche queſta parte dell'anima fu chiamata
da Platone'ne' libri della Republica fato , &
necellità . i corpi poi có tutte le qualità loro,
ch'alcuni chiamarono compleſſioni,tempe
rature , & altri ſpiriti animali, cominciando
dall'vniuerſo, & diſcendendo al corpo de' cie
li , delle ſtelle,de gli elementi, & finalmente
di tutte le coſe corporali , chein elli ſi ritruo
uano, fanno l'ordine della Natura, pcioche
quella qualità corporale, ſecondo i Platoni
ci non è altro che natura.la diſpofitione dun
que di queſti tre ordini , è quella legge diui .
na,ch'Orfeo chiamò principio di tutte le co .
ſe ,da cui,li come ſi è polluto vedere fin'hora,
fi può hauerenotitia diDio ,delle Idee de gli
Angeli, dell'Anime, de' concetti , de' ſemi,de'
cieli, delle ſtelle ,de gli heroi , de gli elementi,
de glı huomini, & finalmente di tutte le ſcié
ze, ch'intorno a quette coſe verſano, come il
poeta a queſtadiuina legge arrivi , li dirà più
innanzi.hora vengo a moſtrare come queſta
diuina legge intendano iCabaliſti nelle ſpe
culationi loro non molto da i Platonici dif
ferenti.queſti preſupponendo, che d'effa fiame
imagine la legge data à Mosè, come dieci ſo
ņo i precetti del Decalogo,coſi tutta co'l nu
mero
FV.R.OR E POETICO . 247
mero denario la comprendono, & perche cið
più finalmente s'intenda, dico, che iRabini
hebrei in due modi deſcriuono Iddio , come
raccolto nel rimoriſſimo albergo della ſua
deita , & come riuolto alla creatione delle co
ſe.come riſtretto in ſe ſteſſo non può eſſere
in alcuna maniera non pure deſcritto ,mane
anco inteſo . & perciò diceua il medeſimo a
Mosè, posteriora mea uidebis ,quafi uoleſſe di
re , la faccia non può eſſere da te conoſciuta ,
fi come non è occhio fuor d'Iddio , che la veg
ga.da qui è, ch'Orfeo negl'hinni lo chiamo
Notte, & Dioniſio Areopagita, Caligine della
quale intele altamente , comein tutti i facri,
& mirabili componimenti ſuoi, la Illuftrif
fima Signora Vittoria Colonna in quel ſom
nettos
signor ch'in quella inacceſſibil luce
Quaſiin alta caligine t’aſcondi
gli hebrei lo chiamano Enfophi,cioè infinità
incóprenſibile.i medefimi uolédolo moſtra
rerivolto alla produtione delle coſe, lo ador
nano di dieci veſtimenti, i quali, come five
drà più innanzi , ſono l'ifteffa legge diuina ,
fi come tutte le coſe comprédono: percioche
queſti ueſtimenti ſono dieciNumerationi, ó -
Miſure alle quali ſi refferiſcono dieci nomi
diuini, onde ſono produtti i dieci ordiniAnr
Q 4 gelici,
248 HOMERO OVERO DEL
gelici,le dieci (pere celeſti,ond'è compoſto il
Mondo ſenſibile, & le dieci parti intrinſeche
del Microcoſmo . La primaMiſura ,o primo
veſtimento di Dio Re occimo, maſſimo è law
Corona di tutti i ſecoli il ſuo nome è Eihe
cioè , effenza; percioche'egli entifica tutte le
coſe che ſono , & empie l’yniuerſo dal centro
fin’alla circonferenza con lo ſplendore della
ſua infinita maelta , & è chiamato queſto ve
{ timento canale , ond'ello Iddio influiſce , &
difonde la ſua bontà ſopra'l choro de Serafi
ni; & ſopra'l primo mobile, per mezo di quel
l'intelligenza, la quale è detta Metatron Sera
panim , cioè, principe de gli aſpecti, per lo cui
mezo anco vogliono i cótemplatori hebrei,
che Dio ragionafle a Mosè.La ſecoda miſura
è detta Chochmah, cioè Sapiéza,il ſuo nome è
ineffabile quadrilittero min , Ihuh cógiunto
a lod, & è attribuita al figliuolo, li come low
precedéte al padre,& la ſeguente allo Spirito
sáto , che Orfeo chiamò cielo , & Homero Pal
lade nata dal capo di Gioue.per mezo di que
fta numerationeinfluiſce Iddio ſopra i Che
rubini , ſopra'l Cielo ſtellato , permezo dell'
Angello RazielleGenio d'Adamofabricado
in eſſo quelle figure ,lequali rapresétano gli
fplendori inenarrabili del mondo ideale & ,
percid diſtinguendo il Chaos delle creature .
Il cer
FYRORE POETICO .
249
Il terzo ornamento del ſommo Imperatore
è Binah ,ouero Prudenza apparteněte ,com’hà
detto , allo Spirito ſanto acennato ne gl’hin
ni d'Orfeo , & d'Homero per Ethere , & per
Venere:il nome a cui ſi rifferiſce è Eloim , per
lo ſuo mezo influiſce Iddio foura'l Choro
de throni & per Zaphkielle Angelo di Noè
foura la ſpera diSaturno, & quindi s'impri
mono le forme nella Materia prima , onde
naſce la generatione dell'Vniuerfo, la quarta
Sephira, o numeratione, o diuino veftiméto
è Clemeza, o benignità attribuita alla deſtra ,
& alla infinita mifericordia di Dio , il fuo no
me è El , quindiinfluiſce Iddio nell'ordine
delle dominationi , & p mezo di zadkielle A12
gelo del Patriarcha Abrahamonel Cielo di
Gioue , & da qui naſce l'amore, che uiuifica,
accende , & riſcalda tutte le coſe chele cogić
ge in amicitia , & che lemantiene in giuftilli
ma pace.La quinta miſura è Rigore,o ſeuera
tà il ſuo nome è Eloin Gibor , influiſce nell '
ordine delle poteſtadi,o nella ſpera di Marce
per mezo di Camael ſua intelligenza , & Ange
lo di Sáſone, & da quà ſono ,pduti gli eleméti.
La feſta miſura è Bellezza, ouero ornaméto ,il
ſuo nome è Eloa congiunto à Vaudaoth, in
fuiſce nell'ordine delle Virtu , & nella ſpera
del Sole per mezo di Raffaello fua intelligens
Zag
250 HOMERO , O VERO DEL
za , & Angelo del Patriarcha lſahac , & di
Thobia il giouane. La ſettimaè Tionfo , il ſuo
nome è il fantiſlimo quadrilittero congiun
to a Sebaoth , influiſce ne’principati, & nella
ſpera di Venere per Haniel(ua intelligenza ,o
di Ceruiel Angelo di Dauid , & produce tutte
le piante. l'ottaua uefte diuina é laude , il ſuo
noine è Eloim ſebaoht, influiſce ne gli Ar
changeli , & nella ſpera di Mercurio per Mi
chaelle ſua intelligenza , & Angelo di Salo
mone , & ſono prodotti quindi gli animali .
La nona è fondamento il ſuo nome è Sadai ,
influiſce nel choro de gli Angeli , & vella ſpe
ra della Luna per Gabrielle fua intelligenza ,
& Angelo di Danielle, & quindi ſi diſtribui
ſcono i genij particolari di ciaſcuno huo
mo . L'vltimo attributo di queſto Rè altiſſi
mo è Regno , il ſuo nome è Adonai melech ,
cioè , Signore , & Re, influiſce nell'ordine a
nimaſtico , che gli Hebrei chiamano Illim ,
cioè , Heroi Giganti , huomini forti, & robu
fti, & nell'Vniuerfo per l'Anisma del Meſſiah ,
o , ſecondo alcuni, perMetatron Angelo di
Mosè , onde diſcende la virti di proferare ne
gli animi humani : iquali non fono priui
d'alcune imagini di queſta diuina legge ;
percioche l'huomo con l'vnità fiore , & ca
ро dell'ingelleato luo conuiene con la pri
ma
FYRORE POETICO . 251
ma miſura diuina,per l'intelletto con la ſeco
da, per la ragione,o diſcorſo con la terza, per
la concupiſcibile ſuperiore con la quarta ,
per l'iraſcibile ſuperiore con la quinta,perlo
libero arbitrio con la ſeſta, & per queſto tut
to riuolgendoſi alle coſe ſuperne con la fer
tima , inchinandoſi alla cura delle inferiori
con l'ottaya ,come miſto d'ambidue,cioè del
l'aſcendere, & diſcendere,dell'attiua,& della
contemplatiua con la nona, & per la facoltà
ond'egli ſtà nel primo habitacolo, o ſia vehi
colo ethereo , con la decima .
Queſta dunque è la legge diuina;alla qua
le ſono, come all'vltimo fine della vera Sa
pienza , indirizzate tutte le contemplationi
de’Cabaliſti . & perciò diceva il dottiſſimoPi
co nelle conclufioni , che come la vera Aſtro
logia inſegna a leggere nel libro della vita
coli la Cabala inſegna a leggere nel libro
della diuina legge.& fi come le li pon mente
alle coſe ſin quiderte)ella comprende i ſemi
in effe dell'infallibili ſcienze, & di tutte le co
ſe paſſare, preſenti, & future , coſi chiunque
può leggere con l'intelletto in eſſa , viene in
vn ſubito ad acquiſtarſi certiſſima cognitio
ne del tutto.ma perche ella è veramente coſa
dinina,onde non può la baſſezza noſtra ſen
za aiato diuino tant'alto alzarſi , refta , ch'io
breue.
252 HOMERO, OVERO DEL
breuemente moſtri , come a tanta altezza fra
rapito il Poeta.l'Anima noſtra ,ſecondo i Pla
tonici,ināzi,ch'ella deſcenda alla generatio
ne del corpo ,ch'alcuni con Zoroaſtro , & Triſ
megiſto chiamano inferno, nel Mondo intel
ligibile beatamente viuendo era fapientiffi
ma, caduta poi, & inuolta nelle bruttezze, &
ſozzure corporali , quafi ſpogliata delle pri
me ſue qualità ,a pena, ſerba in fe ftella i con
cetti imagini di quelle Idee , ch'ella nel pri
mo intelletto contemplaua ; co'l mezo pero
de'quali ella può di nuouo, come accéno Pla
tone nel Timeo ,alzarſi alla cognitione della
diuina legge,rapita, & folleuata da quelle a
lienationi di mente , che ſono furori diuini
chiamati ; lequali, com’io fcriffi nella diuini
tà dell'huomo ,fono quattro ,fi come quattro
ſono i gradi onde l'anima da Iddio ſomma
Vnica nel corpo diſordinata moltitudine di
ſceſe , il primo è Poetico, & vien dalle Muſe ,
il ſecondo Miſteriale , & vien da Bacco ,il ter
zo è Diuinatione, & vien da Febo, l'vltimo è
Amore & vien da Venere . dal primo furore
fono alla diuina legge rapiti i Poeti , dal fe
condo i Sacerdoti dalterzo i Profeti, dall'yl
timo gl’innamorati della divina bellezza. &
perche ciò piu facilmente s'intenda , fi deue
fapere , che, ſecondo la Theologia d'Orfeo ,
le
FVRORE POETICO . 253
le Muſe altro non ſono , che l'Anime delle
ſpereCelefti , & iBachi ſono gl'incelletti lo
ro particolari ; & perche ciaſcun'anima ce
leſte ha l'intelletto ſuo particolare , per que
ſto a ciaſcuna Muſa è dato yn Bacho , quin
di l'anima della Luna ha Bacho Lichinto, &
Thalia , l'anima di Mercurio Bacho Sileno ,
& Euterpe, di Venere Bacho Lifio , & Erato ,
del Sole Bacho Triatericho , & Melpomene,
di Marte Bacho Beſſareo , & Clio , di Gioue
Bacho Sebafio, & Terpficore,di Saturno Ba
cho Amareo, & Polimnia , Hellottaua fpera
Bacho Pericionio , & Vrania , dell'Anima
del mondo Bacho Eubromio , & Calliope. &
ſono queſte animedette Muſe, perche mo
uendo i loro Cieli harmonicamente , parro
riſcono yna melodia Muſica.da alcune di
queſte anime dunque è rapito il Poeta, da Ba
cho intelletto loro il Sacerdote; il Profecan
da Apolline , ilquale è l'intelletto dell'Ani
ina prima da cui,ſi com'io diſli,per l'ordine
de gli Heroi viene ne gli huomini la virtù
del profetare: gli Amanti poi ſono da Vene
re, cioè, dalla dinina bellezza rapiti , & con
ſtretti molce fiare a dire con Paolo ſanto , cu
pio diffolui queſti furori alzando gli animi
1
nella legge diuina , laquale è la vera Sapien
za , partoriſcono ſpeſſo in yn fubbito , effetti
miracolos:
254 HOMERO ,Over o D'EL
miracolos : del Poetico habbiamo l'eſempio
oltreą molti alci;in Hefiodo , che, com'egli
di ſe ſteifo teſtifica , di rozzo paftore in vn lu
bito ſi fece fapientiflimo Poeta : il medeſimo
moſtra Platone con l'ellempio di lone , & di
Tinnico Chalcideo ,de'Sacerdoti, & Theolo
gi habbiamo l'ellempio in Paolo Apoſtolo
rapito alla cognitione dell'Angeliche gierac
chie. Si potrebbero etiádio addurre gli effem
pi d'Harmorimo Clazomenio , di Cornelio ,
& d'Ariſtea Proconelio , & d'altri raccontati
cida Plinio , da Gellio, da Maſſimo Tirio ,&
da Herodoto, de Profeti n'habbiamo chiari,
& molti eſſempi nelle ſacre hiſtorie ;de gli
amanti aſſai lungamente ne ſcriue Platone
nel Fedro , & nel conuiuio.ilPoeta dunque
dal diuino furore rapito nell'infinita Sapien
za della diuina legge ritrouandoſi altamen
te canta cole conueneuoli a quella Mola
particolare , alla quale fù per ſua natura ra
pito. & da qui naſcono le diverſità de Poemi,
& de ſoggetti loro, fi come ſono i Poeti da di
uerſe Mule rapiti , coſi fù rapito Orfeo daCal
liope,Muſeo da Vrania,Homero da Clio, Pin
daro da Polimnia , Safone da Erato, Tamira
da Melpomone , Heliodo da Therpſicore ,
Virgilio da Thalia, Ouidio da Euterpe,Lino
da Febo , & da Erato . queſto Furore Poetico ( co .
me
FYRORE POETICO . 255
me lo diffiniſce Platone nel Fedro è una cer
ta occupatione,che viene dalle Muſe,la quale ha
sendo truouato un'anima delicata , & inſuperabi
lezla deſta,& eſagita per canti, altre Poeſie ad
informare l'humana generatione. è occupatio
ne , cioè , rapimento dell'anima noftra alla
nimie celeſti, & per conſeguenza alla legge
diuina, ricerca vn'anima delicata, cioè , faci
le, & ben diſpoſta da eller rapita ; percioche,
ſi come chiaramente ſi vede, tutti gli animi
non ſono habili al Poetare , non hauendo ,
come ſcriue Mercurio tutti lo ſplendore del
la mente ,la chiama infuperabile, perchedo
po ,che tale anima è rapita,auanza, & ſupera
tutte l'alcre coſe ,vuol, che fi deſti ,perche que
ſto diuino furore la ritorna nella diuina leg
ge , & per conſeguenza dal ſonno alla vigi
lia , dall'ignorantia alla Sapienza , & final
mente dalla morte alla vita. In queſto tale
ſtato il buon poeta trouandoſi, & dalla leg
ge diuina altiſfima cognitione raccoglien
doi concetti , è conſtretto a cantare , & a fcri
uere coſe, che ſpogliato di quel furore , non
pure non intende, ma non firiccorda d'ha.
uer mai dette, o ſapute: a quella guiſa, ch'al
la furibonda Sibilla auueniua; & fi può vera
mente dire , che non parla in quello ſtato il
Poeta ,ma l'anima iſtella diuina , & celelte",
cioè,
256 HOMERO , OVERO DEL
cioè, la Muſa, o co'l mezo della Muſa il pro
prio ſpirito diuino . queſta rapina dunque
dell'anima del Poeta nella legge diuina , è
la cagione, perch'egli coſe altiſſime, & cho.. 1
C
gni penſiero ſuo auanzano ,deſcriue , & rac
conta . ſegue , chenoiveggiamo per che ad
e
alcuni interpreti ſolamente , & non a tutti
ſia lecito le coſe , chenon ſono al volgo ma
nifeſte , ne i poemi ſcuoprire .Gioue, ch'ap
prello a i Platonici è tolto per la Mente di
uina , rapiſce & incita in furore Apolline
Mente dell'anima del mondo,& capo & gui
da delle Muſe,queſto poi rapiſce alcuna del
Je Muſe, queſta Muſa incita l'animadel poe
ta a ſe ſottopoſta , & queſta finalmente, di co
me perpetuamente uiue, quaſi ne propri fi
glicoli, ne i uerſi ſuoi , rapiſce l'interprete, a C
quella guiſa,come ſcriue Platone, ch'un an fa
nello di ferro tirato dalla calamita molti al C
tri netrahe.eda qui è che loneinterpretan 0
do Homero ſolamente coſe marauiglioſe di le
st
ceua;percioche era da quel poeta,& da quel
la muſa particolarmente incitato . I Cabali
04
fti hebrei queſta medeſima rapina deſcrivo
Pc
no , ma fatta co'l mezo de gli ſpiriti Angeli
ci , & perche eſli ſono poco nelreſto da i Pla -02
tonici differenti,dirò ſolamente un concetto 12

loro , ch'apporta alle coſe fin’al preſente det Te


te
FVROR E POETICO . 257
temolta dechiaratione. leggeſi nel libro del
la Porta di Luce , che la cognitione della di
uina legge è a guiſa d'un fonte, dal qual de
riua un fiume,che poiforma una piſcina; &
che Mosè ſolo beuè nel fonte della diuinità ;
percioch'egli uide Iddio da faccia , a faccia ,
e'l reſto dei profeti nel numero de' quali per
hora uerfano i Poeti nobili,&Pij beuono nel
fiume:& da quiè, ch'in quel furore a guiſa di
rapidiflimo torrente cantano le vedute cole
inſegnando altrui torbidamente l'auenire;ſe
guono poi gl'interpreti, che non eſſendo da
tanto furore moſſi conoſconola diuina leg
ge quaſi in torbida piſcina.da quiè che gl'ın
terpreti fi de Poeti,come de profeti ſanti non
hanno mai potuto a pieno intendere i con
cetti loro , con tutto che grandemente af
faticati vi li ſiano , dalle dette coſe fi pud
comprendere , che chi non è dalla medeli.
ma Mufa rapito , & chi non beue nella pi
ſcina, non può conoſcere l'altezza de mi
ſteri, che nelle compoſitioni de Poeti firi
truoua . Per la perfettionediqueſto ragio
namento reſta da ſapere , che queſta rapina
Poetica è cagionata principalmente daw
quelle ſette tranquillità dell'animo , ch'io
raccontai nel Diſcorſo de'miracoli d'amo
re,& fpecialmente dall'ultima,cioè dallam
R miratione;
259 HOMERO, O VERO DET
miratione; percioche tratto il buon poeta in
ftupore dalla nobiltà d'alcun'oggetto facil.
mente s'accende, & concita in furore; per lo
cuimezo nell'ordine della diuina legge co.
noſcendo Idealmente tale oggetto , con tat
ti gli ſplendori ſuoi diuini , & ideali , lo pien
poi a deſcriuere ſi altamente che à coloro i
quali fimile diuinità non capiſcono , pare di
vdire coſe incomprenſibili , & traſcendenti
ogni intelletto humano, quindi ſono i poeti
da Platone chiamati interpreti de gli Iddij,
& il medeſimo nel Fedro afferma,che i nobi
li poeminon ſono humane,ma celeſti inuen
tioni, & nel Cratilo uuole, chci poeti ſoli fia
no gl'impoſitori de i veri nomi, comech'ef
li ne'ratti loro acquiſtino la uera notitia di
tutte le coſe , ondeueggiamone' componi
menti d'Orfeo, d'Homero, diVirgilio d'He
fiodo , diPindaro ,& di tutti gli altri, i quali
hanno degnamente il diuino titolo di poera
ottenuto ,mirabilmente fparfi i ſemi dicutte
l'arti , & di tutte le ſcienze , come, che niuna
coſa all'intelletto loro occolta rimanga; &
però Socrace nel Liſide di Platone chiamai
poeti padri, & duci della ſapieriza; & altroue
afferma , che gl'hinni, & le laudide gl'Iddij
perciò non deuono altronde introdurG pel
le città, che da i componimenti poetici, &
M.Tul
FVRORE POETICO . 259
M.Tullio diceua,che'l poeta vien dalle uirtus
naturali della mente incitato , & come da di
uino ſpirito commoſſo ; & però Democrito
ſcriſſe , non eſſere poſſibile c'Homero hauer
ſe compoſto coſi mirabile poema ſenza divi
i
na, & infpirata natura ; percioch'egl con leg
ro eu ol e br am en to
giad , & piac adom di fauo
leinſegnò almondo quanra fofle la bellez- :
zadello

commune a gli altri poeti di quei primitem


pi,ſe ben tutti in un inedeſimo modo algra
nza
do dell'eccelle non arriuarono . Quindi
Homero detto da molti prencipe dell'huma
na generatione è ſtimato ilfonte della filoſo
fia , nel quale hanno bevuto tutti gli altri ſa
pienti , che ſono ſtati dopo ; ſe bene,da che
nella Grecia diſceſero dalla Thracia , & dalla
ioni
Cilicia le ſofiftiche argomentac , gli ato
midell'Epi cu ro ,ilfuoco d'Hera cl it o ,l'acqua
e o im en e
di Thalet ,lo ſpirit d'Anaſ , la conten
il
tione d'Empedoclez dolio di Diogene, &
dopo che la moltitudine de ſeguenti filolo
fi in varie ſette diuiſa comincio , & quinci ,
are,
& quindi ad apparecchi & a mouere re gli
> i delle varie opinioni ,
il tutto rimaſe pieno di parole uane , &
d'inutili ſuſurri ,& quel ſommo bene della
fapienza tanto celebrato , & per lo quale i
R 2 Greci ,
260 HOMERO, Overo DEL
Greci, & i Latini diſputano, & cótraſtano
varie ſentenze, non fù conſiderato con quel
la fincerità, che ſi conuiene eſſendo nódime
no , che quell'antica forte di filoſofare poc.
ticamente,nella quale Homero ottiene il pri
mo luogo, habbia hauuto huomini gencro.
fi, & legitimiallieui: percioche dellamedeli
ma è figliuolo , & ſeguente il diuino Platone,
il quale, ſe ben in alcun luogo niega , & di
fcaccia dalla ſua Republica Homero,nondi
meno,G conoſcono ne'ſuoi diuini componi
menti i ſegni, & l'effigie iſteſſa del precetto
rejil quale diſicuro .
Tali hauea gliocchi, & tali bauealemani
diuerfobauca il crin ,ne uario iluifo
Onde poſſiamo con molta ragione afferma
re, che Placone non meno ad Homero , chea
Socrate lia fimile, ſeben'egli fuggeHomero
& ſegucSocrate. noi veggiamo, com'egli ad
imitatione d'Homero teſsédo nell'opera ſua
diuina le fauole poetice,incita con vehemen
za gli animigiouenilial coſeguimento
della
ſomma uirtù . CofiZenone, Cleante, & Chri
fippo ,come ſcriue Cicerone ne’libri della na
tura de gl'Iddij , nó fi ſdegnarono d'affaticar
fi intorno all'eſpoſitionidelle fauole :la qual
cofa fù parimente, comeraccóta Euſebio ,té.
cata da Porfirio . & per cornare ad Homero, il
qualc
PYRORE POETICO. 261
quale fi com'è prencipe de'Poeci,coli ci ferui
rà peſſempio della eccelléza, & diuinità ,che
s'acquiſta ilPoeta nella mécale alienatione ,
che viene dalle Muſe.che altro ſignifica che
Gioue è Imperatore degl’iddij, Nettuno Rd
del mare , Plutone della terra; che Minerua
affifte alle fatiche de ſeguaci della
uirttì,che
v'è un principio d'Amore,ilquale ſi rifferiſco
a Venere,unprincipio dell'arti procedéte da
Vulcano, ch'Apolline è guida del Choro, la
Muſa del cãto ,Marte della Guerra ,ch'Eolo è
Re de’uéti,che l'Oceano è Signore defiumi,
& che Cerere ha imperio ſopra i frutti della
zerra , ſe non cheinquefto Vniuerſo tutte le
coſe ſono piene di divinità , di ragioni, di ſe,
mi, di nomi , & d'arti diuine, & che niuna par
te v'è ,laquale ſia priua della nacura diuina,
di précipe, o di principio ? ma che altro ſono
le pugne, & le battaglie dei medefimi Iddij;
& de Greci,con Troiani ſeno le naturali con
trarietà de gli eleméti,& fpecialméte del fuo
co ,& dell'acqua:lequali, li come ſono tépera
te, & elli eleméti côciliati dall'aere, coli Giu
nonc,che la regione aerea ſignifica, concilia
& pacifica iguerreggiati Iddij.& puenire al
le coſe,ch'all'humana uita appartégono ,ap
preſloHomero v'è una politia nó finta nelPi
reo,non formata dalle leggi in Creta ,ma có
R3 heroi
362 HOMERO, OvERO DEL
heroiche inftitutioni da diuino filoſofo infe
gñata : quiui ſono prescipi prudentiſfimi, &
faui nel conſultare le coſe, c'hanno da fare,
veloci nell'eſequire & valoroſi combatitori,
vna ſapiente donna , la quale con ſpirito in
uincibile contraſta alle laſciuie, & a gli inhd
nelti , & libidinoſi appetiti giouenilijun giu
f.illimo Rezilquale uolentierinel ſuo alber
go riceue un peregrino errante ; un huomo
prudente, il quale con ſommo ingegno ribat
te molti , & uatij colpi della contraria fortu
na . Ma ch'è più nell'operadi Volcano cidi
pinge Homero due città,ambedue iſolati ,u
na de Feaci, & l'altra de gli Ithacenſi in una
è la terecondia , nell'altra regna la sfaccia
taggine;una halegitimoRe; & l'altra tiran
ni, & dishoneſti amatori ; in utia uanno i ſud
diti a corte , come ad adorare alcuno Iddio ,
nell'altra i ſerui preparano inſidie alletto re
sale.ma quanto diuerſo è il fine;ch'ambidue
ottengono percioche nell'ottima città de
Feaci ſi trouano perpetua dilettatione, ui
ta gioconda , hoſpitalità , & ricevimento
di foraſtieri, armate maritime, & abbondan
za de'frutti della terra nell'altra ſozzo , & peć
nicioſo tivolgiméto negl'inhoneſti piaceri
alquale s'aſpetra vn fine conforme all'impro
bità cótumeliofa ,& all'impunita licéza.nel
la
FVRORE POETICO. 263
la medeſima opera nobiliffima noi ueggiaa
mo il ualoroſo VlifTe contraſtare a uarie roro
ti dicalamità , & con arte, & uirtuofa confia
denza reſtarne uittorioſo. Queſta è la pianta
Moly tanto famofa, & celebrata con la qua
le egli ſi diffeſe dalla preſtigioſa Circe ; que
ſto è il uelo di Leucothea , che lo faluò nelle
tempeſte del Mare; queſta lo libero dalla uo
facità di Polifemo, quefta pianta feliçiſlima
lo riconduffe dall'inferno ,con eſſa placo Al
cinoo ,ſoftenne i colpi deProci, il contraſto
d'Iro , & l'arroganza di Melanthio: la medeſi
ma gli libera la caſa ſcuopre, & caſtiga lein
ſidie, & finalmente fa credere,ch'egli ſia figli
uolo di Gioue , & ſimile a gli immortali Id
dij : quale deſcriue Platone, che ſia l'huomo
felice; & beato . Dicefi ,che'l grande Aleſſan
dro ellendo ancor giouitietro , ſacrificando
il padre alle Muſein Dio di Pieria , dopo la
vittoria,che per ualore,& conſiglio d'eflo fi
gliuolo haueua ottenuta nella Cheronea, fil
dal medelimo Filippo interrogato , perch'e
gli fra tuttigli altri poeti ſommamente fi có
piaceſſe della lettura d'Homero, & ch'egli
queſte o limili parole riſpoſe: non ciaſcuna
poeſia ,o padre pare a me,ch’ad un Reſicon
uéga: ſi comene anco tutte le ſorti di veſti al
l'habito regale appartégono.Io giudico,che
R 4 tutti
264 HOMERO , O VERO DEL
tutti gli altri poemiGiano , o dibeuimenti,
d'amori , o che laude d'Athleti , o di cauall
uittoriofi contengano,altri ſono pieni di la.
mentationi ſopra idefonci altridi riſi,dimot
ujo d'ingiurie, come le comedie, & quei com
ponimenti, che'l Poeta Pario fece alcunial
tri poſſono chiamarſi populari: perche com .
prendono conſigli, & ammonitionivolgari,
& che ad huomini priuati fi conuengono :
quali,a mio giudicio,furonoi componimen
ti de'Focilide, & di Theognide ; dalle quali
coſe che vtile può venire ad huomo , che a.
noi fia ſimile: il qualepreſupponga d'auáza
re, & di lignoreggiare tuttigli altri ?ma la
Poeſia d'Homero io la ueggo tutta ingenua,
nobile,& illuſtre, magnifica , & ueraméte re
gale:alla quale biſogna che attenda, & ftudi
chiunque ha da comandare a tutti gli altri:
& fe non a tutti , almeno alla maggior parte,
& che finalmére habbia da eſſere, com ilme
deſimo Homero fcrilie del grande Arrida ,
Pastorede glihuomini altiſſimo, & regale per
ciò è il componimento d'Homero . & fe al.
cuno mi dimanda , perche dunque , Plato
ne tanto ſuo amico il difcaccia dalla ſua re
publica? ciò non è auuenuto ,percheHome
so non ſi degno d'ammiratione; percioche
li come ſcrive Maſlimo Tirio noi debbiamo
honom
FYRORE POETICO . 265
honorare Platone , ma non perd , che Hos
mero debba ſpogliarſi delle mericate laudio
Fù nel tempo chele coſe de Greci fioriuano ,
Mitheco Siracuſano , eccellence , & famoſo
cópofitore di viuande, nel qual,artificio non
meno era il ſuo nome appreffo i Greci cele
bre , & honorato di quello , che ſi fofſe il no
me di Fidia fra gli ſcoltori.queſti,percheniu
na parte della Grecia rimaneſſe priua del
fuo diletteuole magiſterio , andò a Lacede
mone nel tempo , che quella città era da
huomini valoroſi gouarnata , ſperando, che
jui l'arte ſua non meno glorioſo doueſſe far
lo rimanere di quello , ch'appreſſo l'altres
genti fatto ſi haueua. ma gli auuenne tutto'l
contrario , percioche non prima s'inteſe da
magiſtrati Spartani la ſua uenuta, che gli fit
impoſto l'andarſi con Dio, comeche aſſaide
licati , & foaui faceffero a i Laconi ſentire i
cibi le fatiche , & ivirtuoſi eſſercitamenti, en
gli dunque partì da città tanto contraria al
la ſua profeſſione, & fù da gli altri Greci tur
ti honoratamente raccolto.coſ , fuoridel co
ftume degli altri popoli , i Thebani ſi dilet
Lauano delle tibie , gli Athenieſi dell'elo
quenza , iCretéli della caccia , i Theffali del
caualcare ,gli Eroli del rubbare, gli Acar
nani del faettare , i Thraci dello ſchermi
‫فيه‬
266 HOMERO, O VERO DEL
re ; i popoli litorali del nauigare. Se noi vor
reino transferire le diſciplice d'una natione
all'altra , confonderemo di ſicuro l'arti; per
cioche non ha biſogno il mediterraneo di na
ui, ne'l montanaro di caualli , ne'l ſaettato . i
re di ſcudo. & fetanta diuerlità fra l'altre cit
tà li ritroua , fu ragioneuole , che la Repu
blica di Platone con noue regole inſtituira
folle in molte coſe dall'altre differente , &
ſpecialmente nel modo d'inſtituire gli ani
mi giouenili nell'eſercitio delle uirtù ,nell
altre republiche erano neceffatij Homero , f
Heliodo , Orfeo , & ciaſcun'altro più antico
poeta;accioche con favoloſe fintioni, & pia
ceuoli confonanze , allertalleto gli animi
humani alla virtù ; ma l'intentione diPla .
tone è di
blica , la quale di ragione totalmente con
Ropili tolto renda, & coſtituiſcà una bel
lillinia idea di perfecciſſima Republica, che
ella poſſa ad atto ridurli- i cittadini di queſta
platonica adunanza deuono tutti ellere filo
lohiſapientiſſimi, & fpiriti heroici,& diuini: 1
& perciò non hanno biſogno d'Homero;ne
dell'iſteſſo furore poetico.tre ſorti d'ingegni
racconta Plorino nella prima eneada potere
facilmente ridurſi alla patria,cioè,al mondo
intellettuale ,o nella cognitionedella diuina
legge ,
FVRORE POETICÔ , 267

legge, il Filoſofico,il Muſico.o Poetico;& l'da


matorio,i cittadini di Platone ſi preſuppongo
no giūti al ſommo dell'altezza intellettuale,
& però non hanno biſogno dichi inſegni la
to la ſtrada. due progreſfichi,ſcriue Ploting
nel medeſimo luogo in queſto rapiméto no
ſtro deuono conſiderarſi, una di chi aſcende;
& l'altra di chi è già aſceſo, queſto tale li tro
ua hauere già fermate le piante nelmondo
ideale, & s'auicina al ſommo grado,il quale
è la copula cô la diuina natura di cui ſi è dif
fuſamente ragionato altroue; il furore Poeti
CO , & l'aiuto delle Muſe è neceſſario a colo
ro,ch'aſcendono; & non a quelli chegià liri
trovano nell'altezza intellettuale, quali Pla
tone intendeua, chefoſſero i cittadini fuoi : &
percid egli tutto Homerico negli altri luo
ghi de ſuoi diuini componimenti ſolamente
il laſcia indietro nella deſcrittionedella ſua
perfetiſſima, & ideale republica. Io norrei di
ſcorrere intorno a gli altri Poeti principali ;
ma dubito, che queſto ragionamento mio il
termine di Diſcorſo non ecceda , & à i lettori
noia, & faſtidio nó apporti: & perciò dirò fos
lamente , che per lo medeſimofurore; & per
L'amatorio il poeta Toſcano cantando le bel
lezze di madonna Laura ; ancor'egli ha con
diuini, & harmonici concenti,& fotto la foa
lità
268 " HOMERO,OVERO DZI
uità del ſuo dotto, & leggiadro ſtile raccolta
la uera idea d'un nobile
& uirtuoſo Amato
o i
,&
percid a qualche notabile grado di perfer
tione arriuano .

Il fine della Sefta Parte


269
D E L

SETTE
NARIO

D'ALESS
ANDRO
F ARRA

Giureconſulto Aleſſandrino .

Parte Settima .

FILOSOFIA SIMBOLICA,
OVERO DELLE IMPRESE .

N alcuni altri ragiona


menti academici , fatti
intorno a quei compo
nimenti ſimbolici , che
noi con voce Italiana .
chiamiamo Impreſes
moſtrai, com'eſſendo el
ſe le Imagini de' noftri concetti più nobili,
hanno neceſſariamente vn'altiſlimo princi
pio ,percioche nella formatione loro gli Ani
mi humani uengono a farſi ſeguaci, & imita
cori dell'Anima Regia,o gran Natura, della
Mente
270 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
Méce prima, & finalmétedi Dio commoope
fice, nella creatione del Mondo ideale,del ra
gioneuole,& del ſenſibile. Ma perche la prg
fondità di ql ſoggetto portò feco una lunga,
& forſe noioſa raccolta di difficili conſidera
cioni,ripigliando hora il tralaſciaço filo di co
fe ,madiſcendendo a diſcorſi alquanto più fa
cili,dopo l'hauere raccontata la loro antichi
ta ,& la dependenza ,c'hanno dalla più nobi
le , & occolta Filoſofia de gli Hebrei,degli
Egittij, & de Greci, ſi raccontaranno alcune
olleruationi de' noftri maggiori intorno alla
compoſitione loro ; dallequali & molti erro
ri dell’ulo volgare ſi ſcuopriranno, & certe re
gole li cauaranno , onde s'habbiano afare
perfecte, & riguardeuoli Impreſe. Due coſe
dunque principali conterrà il preſente libro ,
cioè l'originedell'Impreſe, & le regole dell'
artificio loro: & perciò ancor'effo farà in due
parti diuiſo .Nella primas'inſegnaranno , &
deſcriueranno la Cabala de gli Hebrei, le
lettere ſacredegli Egittij, imiſteridelle fa
uole contenute nella Theologia d'Orfeo ,
i Numeri, & i Simboli di Pitagora, le Coro
ne deGrecisiRouerſci delle medaglie Roma
ne, i colori ſignificanti, & onde ſi compon
gono le Liuree , & finalmente l'Armi, quero
Scudi, & Inſegne de' noſtri maggiori;lequa
li co
DELLE IMPRESE . 271
Ji coſe tutte fonoi yeri , & natiui , & ordinati
fonti, da i quali ſcaturiſcono,& deriuanole ,
Impreſe dell'uſo moderno. Nell'altra parte
comparando l'Impreſa alla natura noſtra,
con laquale di maniera conuiene, che quali
può legitimamente chiamarſi imagine della
huomo, fi moſtrarà che tante perfettioni nel
Jeuere, & compite Impreſe Gi ricercano,quá
te ſonole parti principali, che ſi ritruouano
nell'opificio humano,

ANTICHITA
de gli Hebrei .

Ttengono il primo luogo nell'hiſto


ria dell'Impreſe le Speculationi de
gl’Hebrei,percioch'eſſendo l'Impreſa Nobi
le operatione dell'Intelletto, nobiliſſime Impre
ſe farano i nomi diuini, ch'elle comprendo
no;perch'eglino operationi del diuino Intel
letto , quaſi raggi dell'eterno ſole ſparſi per
le méti Angeliche,& humane, da ſpiriti poi
& pietoſi, & rapiti ad alta ,& fomma contem
platione pronontiati ,riſerbano, & fimbolica 4
mente in fe ftelli contengono , & ſpiegano a
gli animi diuoti , & religioſi lavenerāda ima
gine della Deità; & perciò ſono degni di grá
dilima riverenza , come inſegna Platoi e
nel
272 FILOSOFIA SIMBOLICA, Over
nel Cratilo, nel Filibo,& nelX I.delle leggi.
I nomi diuini ,oltre di ciò,come dimoſtra So
crare nel Cratilo , ſono a noi peruenuti ,per
che gli riuelarono gli Iddij a gli huomini
più antichi;quelle genti dunque, lequali por
leggono il primo grado d'antichità,potran
no , etiandio fecondo la filoſofia de Gentili
ditfi ueri, & primi conoſcitori de'Nomi diui
ni , & per conſequenteprincipali autori del
le Impreſe.Gli Egittij nel Timeo di Platone
raccontano le loro hiſtorie per noue millia
anni; ma queſto numero d'anni ſi conuince
fauoloſa per la uera teſlīcura della diuina hi
ſtoria di Mosè, & quando anco foſſe uero (co
ſa , che uera non può eſſere ) nelle memoric
de'Gentili,i Babiloni, & i Caldei digran lun
ga gli ausāzano ;perciò ch'eſſi, ſecondo Mar
co Tullio , s'attribuiſcono un'antichità di
quaranta, & di ſettanta millia anni . I Babi
loni , benche ſiano chiamati Alliri,nondime
no, ſecondo Strabone, & molti altri hiſtorici,
furono, quei Siri,che fecero Babilonia, & Ni
no capo del Regno.Nella Siria poiv'è il cá
po di Damaſco paeſe nobiliſſimo a i confie
ni della Perla , ond'hebbero , ſecodo Trogo,
& Giuſtino,origine gli Hebrei,eſli dúque lo .
no i più antichi popoli del mondo,& perco .
ſequente hanno foli la ſcienza nobiliſſima
de ' di
DELLE IMPRES E. 273
de'diuini nomi.ſono coſi dettigli Hebreida
Hebro quinto nipote di Sem figliuolo di
Noè , dal quale anco preſe il nome la lingua
fanta , ch'innanzi al diluvio, & innanzi alla
confuſione delle lingue era commune a tut
te le genti : la qual coſa conferma Agoſtino
nel XVI.della città di Dio con queſte parole;
percioche ( ſcriue egli) fi come eſsédo una lin
gua comune a tutti,non perciò mancarono a
quella peſtilenza,eſſendo ,ch'inpanzi al dilu
vio v'era una ſola lingua, & nondimeno tut
ti,eccetto una ſola caſa di Noègiuſto ,merita
rono efl'ere diſtrutti dal diluuio , coſi quando
per la foperbia , & per l'impietà le genti furo
no con la diuerſitàdelle lingue diuiſe, & pu
nite ; & la città de gli empi s'acquiſtò il no
medi confuſione, percioche ſi chiamò Babi
lonia,non mancò la caſa d'Hebro,nella qua
le rimaneſſe quella lingua,che già fu cómu
ne a tutte le genti, la onde ſoggiúge il mede
fimo,li comedi ſopra riccordai,cominciando
fi ad annouerare i figliuoli di Sem , che tutti
proprie genti procrearono, innăzi a gli altri
è riccordato Hebro, per eſſereabnepote da eſ
fo ,cioè trovádoſi nato il quinto dopo lui.pec
che dunque eſſendo l'altre genti per altre lin
gue diuiſe , nella ſua famiglia rimaſe queſta
lingua, che prima ſi crede effere ſtata comu
S ne 2
974 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
ne a tutta l'humana generatione,pciò fù poi
chiamata lingua Hebrea ,allhora dunque fu
biſogno,ch'ella ſi diſtingueſſe dall'altre lin
gue co nome proprio, fi comel'altre anco ot
cennero i ſuoi nomi propri,có queſta lingua
parlò Iddio ai noſtri primi padri a Mosè,& a
gli altri Patriarchi,& con la medelima ſcriſſe
ro i Profeti, & tutti gli ſcrittori fanti dell'an
tico teſtamento , in eſſa dunque ſi truouano ti
ſplendere i ſacratiſſimi nomi diuini, prime,
celeſti, & venerande impreſe.

SETTE DE GLI HEBREI.

Vrono,come racconta Gjoſefo nel xviija


F dell'antichità , tre forti di filoſofi ap
preſſo gliHebrei,cioè, Eſlei, Fariſei, & Sadu
cei, gli Eſſei lauda il medemo autore di lom
ma continenza, & di notabile ſantità ;percio
ch'elli s'afteneuano dalle mogli,dal bere ui
no,dal mangiar carne,& da ogni genere d'in
continenza ; di maniera che'l continuo gie
giuno haueuana côuertito in natura . Filone
raccõra il medemo, affermādo; ch'eglinotal
nome ottennero dalla ſantità :coli pariméte
ſcriue Porfirio ſoggiungédo, ch'elli hebbero
il tutto commune, & che ſopra tutte le coſe
eſercitarono mutua carità , patier za, & aſtiné
za, in
20 DELLE IMPRESI . 275
za intentiſempre al culto divino & con táta
feruore, & fortezza, che più toſto ſofferſero ,
d'eſſere vcciſi, che di negare Iddio, & era ap
101
preſſo di loro determinata opinione, ches
I'Anime foffero immortali , che
& diſcenden
do dall'Ethere puriſſimo fi congiungeſſero a
i corpi per fóun.cioè,da impeto, & inſtinto na
11
turale ad elli corpi tratte ; dalquale ſciolies
poi uolaſſero a la libertà intellettuale.I Fari
fei ancor’eſli ſeguirono la cocinéza, & in tut
te le coſe s'accoltarono alla ragione ;credeva
noil fato,non però togliendo la libertà dell'
arbitrio,affermauano ilgiudicio uniuerſale,
l'immortalità delle Anime il premio, & la pe
na delle medeſime:uiſſero ſegregati dalle gé
ti uolgari , & da quì,ſecodo S.Geronimo,s'ac
quiſtarono il nome; benche più toſto può ue
}
nire dal uerbo vya ch'eſporre, & dichiarare
fignifica, prioch'elli attedevano all'eſpoſitio
ne della diuina legge . MaiSaduçeicoli dal
la patria detti hebbero coſtumi ferini, & opi
pioni beſtiali,pcioche teneuano, che le Ani
me inſieme có icorpi s'eftingueſſero.furono,
& tutta via ſono due altre ſette diſapiéti He
brei a la dichiaratione della diuina leggein
centi,Talmudiſti,& Cabaliſti. I primi con le
loro interpretationi, & cótemplationi il ſen
fo hiſtorico & morale , & la natura di que
S 2 Ito
378 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
ſto uniuerſo corporalenó paſſarono, & alla
morale , & attiua inſtitutione atteſero ; Mai
Cabaliſti il ſenſo anagogico ſolamente ab
bracciando tutti alla contemplatione della
Diuinità,& delle ſoſtanze intellettuali, & li
bere da ogni materia ſi diedero , a queſto fine
jndrizzando non ſolo i concerti , l'orationi,i
periodi, le parole, ma eriandio le lettere, &
gli apici della legeMofaica , la quale eſli ſti
mano imagine dell'eterna legge di Dio non
fcritta , & furono Cabaliſti detti dalla Caba
la ſapienza alciſſima, filoſofia fimbolica, &
ſcienza riuelata , coli detta , perche nonin
ſcrittura , ma con il ciceuimento a bocca fu
da quei ſantiſſimi padri a poſteri laſciata .
Queſta dunque porremoper fonte primo, &
principio d'ogni ſimbolica inftitutione, &
principio delle noſtre impreſe.

CABA LA .
Vera-del Pico della Miranda .
V queſt'arte tutta dal dottiſiño Pico ,
F nelle conclufioni diuiſa in due partiSe
firod , & Scmod, cioè de’numeri, & de' nomi,
comein pratica, & in ſpeculatiua Giofefo Sa
lernitano uolle, ſeguendo Salamone ,ch'ella
in tre modi contemplare,& praticare fi puo
telle fecondo la conditione di tutte le coſe,
cioè
DELLI IMPRE SET 277
cioè numero , peſo , & figura :riducendo a que
ftetre coſe quelle cinque parti,che Rabi Ha
mai nel libro della fpeculatione chiama Ret
titudine,Combinatione,Oratione,Sentenza,
& Supputatione ;percioche il Cabaliſta lima
bolicamente filoſofando ouero pone una dic
1 tione per l'altra, o una lettera per una dittio
ne, ouero una lettera per l'altra ,la dittione di
prende per la dittione in due modi cioè , per
la trampoſitione, ch'i Greci chiamano Meca
theſi, o per numero eguale in ambedue le dir .
tioni inchiuſo ,la lettera ſi vſa per la dittione
capo ,, o nel fine , o nel mezo con notas
onel capo
fourapoſta. La lettera ſi pone per la lettera có
l'artificio della riuolutione, o combinatione
de gli Alfabeti inſegnatici nel libro della for
matione(il quale , ſecondo la commune opi.
nione de' Cabaliſti,fu opera del Patriarca A
brahamo) dalle quali compofitioni viene fi
nalmente a compirſi ogni proportioneArit
merica,Geometrica ;& Muſica.Del primo mo
do della prima parte, cioè, quando la dittio
ne per metathel G prende per vn'altra, habe
biamo l'eſſempio nel Salmo xxj.oue habbia-.
mo queſte parole, signorenella tua virtù s'alle
3 grarà il Ré, lequaliſono in queſto modo da a
Cabaliſti interpretate , Signore Iddio Teta
grammo nella tua virudi operarà il Meffia R $R
S
3 impero
278 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVËRO
imperoche il Mellia è la virtù d'Iddio , & los
peratione ſua è nella virtù delnome quadri
litcero nivilche cipua alla dittione hour,
le cui lectere trăſporte fannofuncioè,Meli
fia.il medemo eflempio Gi troua a xxxiij. capi
dell'Effodo,doue Diodiſſe a Mosè,percioche
ti precederà l'Angelo mnio , dicono i Cabali
Iti, queſt'Angelo eſſere Michaele; percioche
traſponendo le lettere di voxbna , che Angelo
fignifica , ſe ne viene a formare San Mi
chael ; benchealcuni vogliono douerfi que
fto luogo intendere di Mettatron , per l'altra
parte di queſto primo modo, cioè,quando y
na dictione è ſotto altra inteſa ; & lignificata
per l'egualità de numeri , che in ambedue li
ritrouano, ſoggiungendo Iddio, percioche il
inio nome è in elfo, eflendo nel nome di Met
tatron per egualità di numéro compreſo il
nome di Dio Sadai conſtituendo , come auer
tiſce nel medeſimo luogoil Gerondeſejambe
due queſte uoci per ciaſcuna la ſomma di
cccxitit.. cotinelle parole ‫ & באל‬, ‫ושמייהוה‬
ricordate nel Geneſi, trouali il miſterio del
nome, dell'eccellenza , & della vita di noftro
Signore Gieſu Chriſto: percioche traſponen
do nella parola orla ,la 1 ,& lajile nefor
mail Cantiklimo vomedi 10 lefu , & perciò
none ſopra tutti inomiglorioſo , & mirabi
le : la
DELLE IMPRESES 270
le:la A , che reſta per non eſſere ociofa in uits
tù del ſecondo modo ſignifica queſta parola
ren , & anco il nomedia , cioè , di Maria
beatiſſima Vergine, & madre del figliuolo di
Dio , ſignificato per la parola 6x3; percioche
la 3 lignifica 7 ,cioè,figliuolo , & 5x di Dio, &
grandiſſima proportione hanno inſieme las
A , che s'interpreta Acque , & il nome ſanto
della beata Vergine dinotante Mare eccel
ſo di tutte le gratie, & di tutte le beneditioni.
Subanco per le ragioni aritmetice ſignifica
XXX111 . numero de gli anni, che noſtro Si
gnore fù feruito d'habitare con gli huomini .
Del ſecondo modo, cioè, quando la lettera
è ſignificatrice d'una dictione intiera , habbia
mo l'eſſempio nel 1 xv.capo d'Eſaia, ou'egli
dice faranno benedetti in Dio Amen , percio
che ſi dichiara,chi ſia queſto Iddio ,prenden
do le parole , che ciaſcuna lettera d'Amen
conſtituiſce, dichiarandole ,& diftendendole
iCabaliftiin quefta maniera ;,‫ארני מילנאמן‬
Adonai Melech nemen , cioè, Signore Refe
dele.coli ſcriſſe il Racanati nel decimo quin
to dell'Erodo , Nel medeſimo modo dichiara
no alcuni la parola di now, dicendo, che la 2
ſignifica fimbolicamente la Sapienza, la wil
Sabatho iſteſſo , ilquale è ripoſo, & la nil fj -
ne , lequali parole inlieme congiunte voglia
S 4 110
280 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
no dire , la Sapienza diuina è la requie etec
na ; percioch'ella è lo ſcopo, alquale, com'ad
ultima,& uera loro beatitudine,s'indrizzano
glanimi noftri. Del terzo , & ultimo modo ,
cioè, quando una lettera ſi prende perun'al
tra, ſecondo l'Alfabetaria riuolutione difuſa
mente inſegnataci nel libro della formatio .
ne , & ſecondo le xxij. uariationi delle xxij.
lettere,& de i xxij.Alfabeti, habbiamo l'eſem
pio in ybra Mazpaz ,nome diuino proprio ,
ſecondo il Pico , del Regno di Dauid; percio
che queſto nome per la commutatione del
xxij. alfabeto contiene in ſe ſteſſo l'ineffabile
quadrilittero 710 ', eſſendo i luogo della sod
poſta la mem, della nihela s zade, dellawn
uau la pe; laqual commutatione è chiama
ta Athball, li come alla x ſegue la , & alla 3
la u , & generalmente chiamali queſta cobi
nationeZiruph , laquale usò il Pico nell'E
ptaplocauando con ella dalla parola ‫ברשית‬
berellith principio della diuina legge il ſen
ſo di queſte parole, Paterin filio, & per filium ,
principium , & finem creauit caputsignem , fun
damentum magni hominis fædere bono ; ilqual
miſterio fù poi leggiadramente vſurpato das
Giulio Camillo ſenza paleſare il nome del
l'autore in una lettera ſcritta alla Signora Lu
cretia Martinenga .
Queſti
DELLE IMPRESE . 281
Queſti tre modi d'allegorizare fogliono i
Cabaliſti a tre termini ridurre , il primo de
e quali è la ſupputatione detta Geometria ,quali
miſura numerale de'terreni, & uiſibili carar
teri dependenti da quell’Arithmetica forma
per l'altratta ſua fimplicità non è for
le, che
topoſta ad alcuna ſenſibile notitia ; & queſto
termine co'l primo modo ſudetto coincide ,
12 cioè ;doue una dittione s'uſa per l'altra,o per
metatheli, o per egualità di numero. Il ſecon
do termine è il medemo co'l ſecondo modo ,
cioè,doue una lettera tutta una dittione Gigni
fica, & chiamaſi Notariaco ,ouero Notaria uo
ceuſata da Canto Agoſtino , & da Lucio Apu .
leio nel ſettimo dell'Aſino d'oro; & diſcendo
no queſte uoci da gli apici, o punti ,che i No
tari poneuano ſopra alcuna lettera , accio .
ch'ella una dittione intiera ſignificaffe ;lequa
li coſe chiamauano notationi , & note, onde
viene il nome del Notario ,l'officio delquale
era di uelocemente ſcriuere, & notare con eſ.
ſe note per inaggior preſtezza le coſe, che da
altri follero proferite. coli Plutacco raccon
ta , che in queſta maniera fù notata tutta
l'Oratione che Catone hebbe in ſenato con
tro i congiurati di Catilina ,& contra il uoa
to di Ceſare . del Notario fà colimentiones
Paolo Giureconſulto , nell'undecimo libro
de're
282 FILOSOFIA SIMBOLICA , Ovei O
de' reſponſi, L.Titius miles notario fuo tetta
mentum ſcribendum notis dietauit , & ante
1 quam literis præſcriberetur ,vita defunctus
eſt; & Suetonio ciferiſce,che Tito Veſpaſiano
ſoleua ancor'egli le parole altrui con queſte
note velociſſimamente raccogliere; & pren
deuanfi in queſto artificio i capi delle dictio o
ni,& con elli tutta la dittione veniua a figni.
ficarli,comeper eſſempio con quefti caratte
ri ABVCigtendeuano ab Vrbe condita, &
ſotto queſti altri PPPPESSSEVVVVVVV
FFFF ſi conteneuano le parole ſeguenti, Pri
mus , pater patriæ profectus eſt, lecom falus
fublata elt,venic victor validus, vicit vires ur
bis veltræ ferrò ,fame,flamma, frigore , coſi
C.R.C.P. ſignificauano cuius rei cauſa pro
mittit , & ueggali intorno a le notew quanto
aggiunge Pietro Diacono a Valerio Probo .
furono lenore ſommamente in uſo appreſſo
i Giureconſulti : coſi come racconta Aſconio
1
Pediano il dannato ſi notaua con queſtas
lettera K , & l'aſſoluto con l'A . & la formula F

del giudicio ricuperatorio era con queſte no Ti


te rapprefentata . QERETPIRDTOPDT
DDPF, lequali ſignificano , Quanti ea res e
rit , tantæ pecuniæ iudicium recuperatorium
dabo , teſtibnsque publicè dumtaxat decem
denunciandi poteltarem facit, della uelocità :
di
DELLE IMPRESE : 283
di queſta forte di ſcrittura fa coſi mentioned
Auſonio Gallo ,
Garzon de le veloci note ardito
Miniſtro vola , e'l calamaio apporta .
furono le note da Giuſtiniano Imperatore
nella Greca autorità de' Digeſti chiamate
onna's,dallaqual uoce giudica Giacomo Cu
iacio Giureconſulto dotrillimo delle offerua.
tioni effere venuto appreſſo i Frăceli il nome
delle SIFERE , le quali ancor eſſe ſono parte
deicomponimenti ſimbolici trattati in que
ſto libro: Il téržo termine è parimente il me
delimo co'l terżo modo, cioè, doue una lette
ra s'uſa per un'altra, & conliſte nella mutua
tione d'eſſe lettere, ſecondo la già detta alfa
betaria rivolutione , & chiamar an che
moreh , civè, commutatione.Gioſefo Salerni
tano in quei libri che di queſt'arte compo
ſe, chiamò Horto di Noce,percioche l'horto
nella lingua ſanta è detto nulequali lettere
per Notariaco i tre termini luderti dimoſtra
no ; percioche la aghimel ſignifica Geome
tria primo termine,la nun Notaria ſecondo
termine, & la n rau themoreh ;o commutatio
ne ultimo termine . u'aggionſe della Noce

per quelle parole di Salomone nella cantis
calo difcefi nell’horto della Noce.
3
GEO.
284 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO

GEOMETRIA .

Del termine Geometrico babiamo l'e


ſempio nella parola ink Achad ; per-
cioche x lignifica principio & in chad uno ,
quali che Dio ſia piu tolto principio d'uno , 1
che Vnità; percioche x èſimbolo del princi- ;
pio del terragrammo, & d’zex Ain , cioè d'En .
Toph ,che ſi attribuiſce a na cheter prima nu
meratione;percioche l'X come ſcriue il Raca
Dati nel principio del Geneſi,è miſterio d'ef
La corona ſuperna, laquale tutte l'altre coro
ne fante , & fantiſſime comprende, il cui luo
go non è a ueruno riuelato ; fignifica parimé
te per Notariaco Adonai,onde ſi legge ne' li
bri ſanti,il Signore è Vno,& Eieh , & Hoiah ,
iquali nomi dinotauo l'effenza del Creatore;
come che queſto ſia il ſenſo ditali parole, Id.
dio è Vno , ouero Vnità d'eſſenza; percioche
tutti i nomi, che có artificio Cabaliſtico fica
uano dal nome ineffabile quadrilittero ,dino
tano l'eſſenza del Creatore, & tutti ſono fim
bolicamente rappreſentati dalla lettera x ; &
ſono queſti, 779, 1019,071015,la riod prima lettera
ſignificante il numero denario è fimbolo del
compimento di ciaſcuna cofa, & però ſi truo
ua anco nel finedeimedeſimi nomi; l'ineffa
bile oltre di ciò dinota l'eſſenza prima , l'Eich
l'eſſenza
DELL'E IMPRESE : 285
l'effenza diuina nelle coſe, & il lab l'effenza .
nei meriti; & ſono queſti nj, aiun, olin ', nel
qual'ordine dopo il tetragrammoſi truova
De 1770 fimbolo di Eieh ; percioche ciaſcuno di
7 queſti nomi conſtituiſce il numero di xxj , &
7., fignifica l'eſſenza del Creatore; onde habbia
mo nell'Effodo Eieh mi ha mandato da uoi ,
Ei non perd quella eſſenza, che reſta nell'iſtel
fa remotiffima deità, ma quella , ch'elterior
mente ſi diffonde;percioche jo è il diuino fi
gillo ,co'l quale Eieb ligilla, o forma il Mon
do,& chiamali nax Ameth ,cioè, uerità ; per
che ſe noi moltiplicaremo in ſe ſtello il xxj.
di Eich trouaremmo cauerſene la ſomma di
CCCCXLI.numero proprio,& reſultante dal
le lettere di nax.co'l medeſimo artificio Geo
metrico fi cauano dall'nefabile quadrilittero
nome proprio di Dio i ſeguenti nomi appel
& latiui, iba onbx 5x Eleloim Eloa in queſtaw
to maniera , il nome ineffabile è compoſto di
E quattro lettere ecco 4. queſte quattro lettere
aritmeticamente computate fanno 26. le
quali coſe inſieme unite ad uno fi riducono ,
1014 ecco 1.i quali numeri cioè 4.26 ,& 1. produ
cono la ſomma di 3 1. numero conſtituito da
5x ,El;perciochel'Hè uno , & il 5 importa 30 .
* & s’a queſto nome 5x aggiungiamo il fine
del quadrilittero mi naſcerà opbx Eloha: &
s'al
3
286 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
sal medeſimo 5x s’uniſce il principio del
quadrilitero coſi riuolto con la declinatione
grammatica , la quale è n ,ſicompone il no
me di Orb Eloim , & queſta conuerſione di
lettere è molto frequentata da i Çabalifti, &
ne fa mentione il lechzirà in quelle parole:
Il maſchio, & la femina, il maſchio in Emeſ ,
la feminain Effem , & alle fiare produce contra
rio ſentimento al primo, ilche ueggiamo nel
medefima nome 5x , il quale fignifica Iddio ,
& conuerfo in 5x liriuolge nella negatiuas
xon : con la medeſima conuerſione ſodisfece
Mosè a tutte le xij.Tribu , ciaſcuna delle qua
li uoleua nella ſua inſegna l'ineffabile qua
drilittero, & egli traſponendo con undiciua
riationi le lettere del medeſimo ne formó
queſti xij.nomi
‫ היהן !ותהי זיהה‬.‫יהוה ההוי היור‬
‫וחיה ההין הויה הן הי יוהה )יהרן‬
i quali poi fra le xij.Tribu diuiſe, & queſte fu
rono le xij. inſegne del popolo di Dio , anzi
xij.impreſe altiſſime, il concetto delle quali
quanto fia eccellente , & amirabile fi conoſce
rà dalla dichiaratione d'eſſo nome inefabile,
dallacui uariatione effe fi compongono .

NO
0 DELLE IMPRESE . 287
NOME DI VINO.
Veſto perpetuamente facro , & uene
LO rādo nome fù , ſecondo alcuni intero
QY
į da Pitagora ſotto la ſua Tetracty , & da Or
feo , & Homero chiamato Oceano origine
delle diuine , & humane coſe diuiſoin quato
i tro progreſſioni;percioche,ſecondo i medeſi.
mi Poeti, egli primieramente ſta fermo in ſe
Itello ,ſecondariamente fi diffonde nella gene
ratione degli Iddij, dopo s'eſtende ad irriga
re la terra ,& finalmente ſi diſtilla in ogni flui
da natura ; & è preſo da altri per quel fiume,
che nella diuina hiſtoria uſcendo dal luogo
delle delicie, fi diffonde ad irrigare in quattro
capi il Paradiſo, & per lo fiumeCobar, ap
preſſo ilquale Ezechielle toccato dalla mano
di Dio uide la ſomiglianza dei quattro ani
mali facri , & nel medemo fiume quattro che
rubini in quattro ruote , & per quel Mare
grande, nel quale, ſecondo la viſione di Da
nielle, pugnauano i quattro uenti del Cielo,
& quattro grandi beſtie aſcendeuano dal Ma
re,& finalmente per quei quattro capi dellas
legge della diuina prouidenza raccontatici
da Platonici,& de'qualiſi è ſcritto altroue dif
fuſamente : & gli Egittij il ſignificauano con
quattro hieroglifici,Occhio,Bastone,Scudo, go
Serpente , & i Mathematici con quattro ter
mini
288 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
mini uno, pare , & impare, tutto riduttione :
& per uenire a piu particolare dechiaratione
la lod prima lettera di queſto grandiſſimo
nome ſignifica uno, punto , & infinito innázi
alle quali coſe niun'altra ſi ritruoua , & fin’al
l'uno , & al punto ſono tutre le coſe , & fuori
di loro è niente, ella dunque è nota del prin
cipio , & ſignifica il fine, fi com'ella è catarre
re deldenario, ilquale è fine de’numeri : è an
co la Iod nota dell'Vnira ,li come ordinatilli
mamente dall'Vnità deriua: percioche l'uni
tà moltiplicando ſe ſteſſa genera il binario ,
& comel'uno, & il due, che fanno tre ,in uno
ſi compongono, ne riſulta il quaternario ,le
quali numerationi , cioè 1. 2. 3. 4. inſieme
raccolte producono la lod , cioè il denario ,
l'unità dunque ſimbolicamente dimoſtrata
per lod è miſura commune di tutti i nume
ri , & ottiene il luogo di punto , & con tutto
ch'ella ſia principio di numero , d'interual
lo,& di longitudine,nondimeno non è capa
ce d'eſli; & perciò è Maſſimo, aſſoluto , &
infinito , di cui non ſi può dare ne maggiore,
ne minore, immutabile ſoſtanza, principio,
communicatione , & fine di tutte le coſe ,
ſopra'l numero , & ſopra il cutto , ſenza di
viſione, & ſenza parte; & perciò , come ſcrive
il dottiſſimo Cardinale di Cuſa nel primo li.
bro
DELLE IMPRESE . 289
bro della dotta Ignoranza , ella è Dio otti
mo ,maſſimo,autore , & opefice di queſto uni
uerfo , & diuina natura , la cui cognitione
tranfcende l'imbecillità dell'humano intel
letto,dallaquale,per laquale,nellaquale, &
allaquale ſono tutte le coſe . & il gran Dio
niſio Areopagita di eſſa diuina Vnità trac
tando ſcriue , ch'in eſſa conſta ogni numero
omniformemente , & l'unità ha ogni nume
ro , & ogninumero è congiunto nell'unità ,
& che quanto fiallontana dall'unità , ſola
mente ſi diſcerne, & moltiplica. Maficome
dal moto del punto uien la linea , & il moto
della linea genera la ſoperficie , cofi ilmoto
dell'unità crea l'alterità , & efla il binario ;
percioche L'ALTRO,comeſcriue , Boethio ,
appreſſo i Pitagorici s'actribuiſce al doe, Ma
il binario accenna componimento , eſſendo
eglicumulo d'unità , & ne'componimenti fi
ricercano le proportioni materiale , & for
male, cioè, una parte,che fa in luogo della
materia , & un'altra della forma , & perciò il
binario non effendo altro, che confuſione fa
rà in nece della materia ; la onde per poterla
acquiſtar qualche perfertione ſarà neceſia
rio, ch'egli fi riuolga al primo numero im
pare, cioè,alternario ,ilquale è molto appro
priato alle coſe diuine , & perciò ottiene il
T luogo
290 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
luogo della forma, che ſecondo Ariſtotele
è cola diuina ,quindi nel nome ineffabile ne
ceſſariamente alla littera , lod ſegue la nat
tribuita al quinario, & fignificante la natura
Angelica , che procede immediatamente das
Iddio ,& però Salomone fece ſopra l'Arca del
Signore due Cherubini con l'ali di cinque
scubiti l'una,ne i quali ſedeſſe il nome del Si
gnore de glieſerciri. Seguita nel medelimo
nomela lectora Tuau , laquale eſſendo nora ,
del numero ſenario , ancor’ella uien pofta di
neceflità dopo la n quinario ſignificante;que
sta , ſe bene è congiunzione, & copulatiua ,
nondimeno muta iltempo ne'uerbi dell'ora
tione perperua ,& continuata ; ella dunque
come tempo , o cagione di tempo ſarà com
modiflimo fimbolo de'cieli, & della Terra, &
di tutto queſto Vniuerſo ſenſibile,cioè,dicut
te le coſe di maceria, & di forma compoſte, &
di quella natura , dallaquale ,ſecondo Ploti
no, è produto, & gouernato il tempo . Del
l'vniuerfo dunque è ſimbolo la 7 uau del te
tragrammo, & però nelle lettere ſacredegli
Egittij corriſponde al corpo folido, & all'er.
ſagono , ilquale per la larghezza , longhez
za ,& profondità ſi rinchiude in ſei angoli;
eſſendo nella longhezza queſte due parti a
uanti , & dietro,nella larghezza deſtra, & lini
ſtra ,
DELLE IMPRESE 291
ftra, & nella profondità di ſotto, & di ſopra .
non è dunque marauiglia,s'eſlendo de i cor
pi ſolidi tre interualli, & di ciaſcuno inter
uallo due moti, dopo lod , cioè, uno , & He ,
cioè due , & cre , ſeguela Vau nota del ſena
rio, ilquale naſce dalla numeratione de' pre
cedenti, eſſendo , cheil lei ſi produce da due
fiate tre , o da tre fiate due , & dalla moltipli
catione deimedefimi, & dando la materia oc
caſione al moltiplicare delle coſe, ſegue, che
da ſimile progreſſione ſi produca il mondo
materiale lignificato dalla lettera Vau , oltre
che , come ſi è detto , dall'uno dinotato dalla
Iod , da due , & da tredella He fi compone il
fei numero proprio d'eſſa quau poſſiamo an
co dire , che ſi come la natura di queſto Vni
uerſo corporale , come afferma Ariſtorele , è
da ogni intorno perfetta non abbondante di
fouuerchio , ne diffettuoſa del neceſſario ,coli
che'l numero ſenario ſignacolo d'eſſo Mon
do corporeo, & materiale nell'ordine de’nu
meri dall'unità Gno al denario è ſolo di ma
niera perfetto chenella diuiſione, & nel rac
coglimento delle ſue parti non rimane dimi
nuito , ne ſour’abbondante ; perciocheſe noi
lo dividiamo nelle ſue partila metà è tre , la
terza parte è due, una parte è uno , lequali di
nuouo raccolte fanno lei, ilche non auuiene
T 2 ad
292 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
ad alcun'altro numéro dentro al denario con
preſo: quindi la medeſima lettera Tuau ne’li
bri ſanti in niun’luogo ſi ritruoua al nome
della generatione congiunta ſe non doue fi
tratta della generatione delCielo , & dellas
terra, doue niabintholdoth è ſcritto con la 7
uau nell'ultima fillaba, & in una generatio
t
ne dal Signor noftro, & nel libro diRuth ap
preſſo al fine,doue ſi legge, queſte ſono le ge
nerationi di Phares , laqual generatione fù
ueramente la piu perfetta dituttel'altre . la
uau dunque ſignifica la generatione perfetta
del Cielo,& della terra; quindi ſcriue Mosè ,
& uide Iddio tutte le coſe fatte, & erano gran
demente buone: onde furono perfetti i cieli',
& la terra con ogni ornamento loro : Reſta
da dichiararſılan he ultima dell'ineffabile .
dopo la ſuprema Vnità diuina fignificata
per lod , & dopò le ſoſtanze priue dimateria
inteſe per he,& dopo quelle coſe ,ch'ella ma
teria veramente poſſeggono, cioè , dopo Id
dio , l'Angelica natura, & queſto uniuerſo ſe
guono quelle coſe , che nella materia ſono
forme dei corpi, & dallamateria , & da i corpi
ſeparabili: queſte ſono l'anime ragioneuoli,
lequali con la parte loro piu eccellente pare
giano l'Angelo , main quanto quia ballori
mangono con i corpi meſcolate ſono mino
DELLE IMPRESE . 293
gi degli Angeli , onde ſi legge ne'Salmi,tu lo
ſminuiſti poco meno de gl'Angeli : & queſte
ſono ragioneuolmente ſignificate per la ler.
tera Heultima,comela prima è ,come diſli ,
fimbolo della mente Angelica. ne poca con
ueneuolezza ha queſto carattere con l'anima
ragioneuole;percioch'ella è da Platonici det
ta terza eſſenza , & foſtanza media, per eſſere
il mezo, & la conneſſione tra l'intelletto , el
corpo eſtremigrandemente diſtanti; poi che
in quanto alle operationidelle ſue uirul ella
habita co'l corpo , & in quanto alla poreſtà
della ſua eſſenza uive con gl'Angeli; & perd
diceſi eſſere porta nell'horizonte dell'Eterni
tà , & del tempo , & i Platonici affermano ,
ch'ella ſecondo l'effenza è immobile, ſecon
do l'operatione mobile , & ſecondo la uirtu
parte mobile , & parte immobile . Ella dun
que è il mezo tra le coſe diuine , & le corpo
rali,tra l'eterne, & le temporali , & tra le uifi
bili , & quelle che con l'intelletto ſolo ficom
prendono , & coli parimente il numero quina
rio dalla littera He dimoſtrato è il giuſtilli
mo mezo della denaria numeratione , collo
candolo in queſta guiſa 1.2.3.4.5.6.7.8.9.
percioche l'vno primo, & il noue vltimo con
Itituiſcono il dieci, & il cinque reſta in mezog .
il medeſimo fanno il 2.& l'8 . il 3. & il7.il 4 .
I. 3 & il
294 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
& il 6.L'anima humana è nel nonne ſantilli
mo diſegnata co'l carattere Angelico, accio .
che ſappiamo che diuino ſeme è in noi, &
che poliamo ridurci all'angelica natura le
,
pure vorremno vſare l'intellettual Riduttio
dellaquale fotto nome di REGENERA
Tione habbiamo diffuſamente ragionato
nei libri della Verità,iquali gia ſono tre an
ni , ſcrilli ſopra vna dottilfima canzone del
Mag.S.GIVLIANOGoſelini, Secretario Re
gio in Milano , & ſpirito veramente nobile,
& illuftre , & perciò eſſa lettera Heda molti
è chiamata Riduttione, cioè, eleuatione del
lo ſpirito noutro alla diuinità . Voo dunque,
pare,& impare, cioè,due, & tre, & Riduttione
fono la Geometrica eſpoſitione del nome
proprio di Dio altiſſimo . In vn'altro modo ,
& piu altamente il dichiara vn gran Rabi
no , che gli Hebrei chiamano Maeſtro fau
to , nel libro delle riuelationi , dicendo , che
la lodelaquale è ſimbolo del principio , ligni
fica nelle diuine perſone il padre ,la He aſpi
ratione,& uita il Figliuolo, & Verbo di Dio ,
nelquale, come ſcrive ſan Giouanni séra la
vita ,& la Vau , laquale è copula, & congiun
tione dell'orarione, lo Spirito ſanto, connel
fione dell' Vnità paterna con l'egualità del
Figliuolo ; & che l'effere la Heal Figliuolo
appar
DELLE IMPRESE
appart enente duplicata lignifica , ch'egli ha
due riſpetti yno d'eſſere generato dal Padre ,
& l'altro di produrre inſieme co'l medefimo
lo ſpirito ,onero che detta geminatione dimo
ftra le due nature diuina , & humana nel fi
gliuolo d'Iddio : quindi tre nomi dall'ineffabi
le naſcono , 171 , 172,77 ,lah , hu , & vehu, liquali
ordinatamente al Padre, al Figliuolo , & allo
Spirito ſanto ſi riferiſcono : & perciò chiama
o nome Semhemephores,cioè, nome e
ſi que
ſpoſitiuos ſi come egli eſplica tutta la diuina
ellenza , la qualcoſa non può de gl'altri nom
mituttiappellatiui dirſi .
La Geometrica confideratione vlano an

co i Cabaliſti nella dichiaratione di quelle


parole, Ec concepette Rebecca ſua moglie :
lequali ſono nel xxv.capo delGenefi; percio
che la parola inoxin quel luogo dal fantiſli
mo ſcrittore viata vien per egualità di nume
ri a ſignificare il medeſimo cher poux ,cioè,
fuoco & ftipula contenendo , & queſte paro
le, & quelle il numero di dcovi,oltre di ciò,
noi habbiamo, che la legge fü data in 70DN ,
cioè, nella Sapienza.ſi ricerca quale ſia que
fta Sapienza proportionata a darci la legge
con gl'Editti, Interdicti, preceiti, & prohibi
cioni ſue : & ecco la riſolutione :13n è fim .
bolo di tutti i diuini Precetti; Percioche ſe
T 4 noi
296 FILOSOFIA - SIMBOLICA, OVERO
noi diſtenderemo tutte le lettere ſue in que
fto modo , 12,02,53,07171, ne faremo riſultare
il numero delli dcxili ,capi della diuina leg
ge, & come affermano i Rabini Hebrei, di al
tre tante offa nel corpo humano .

N O T A R I A CO .

I ſecondo termine della Cabala diſli chia


I
lettera ſia ſimbolo ditutta una dittione inte
raşla qual cofa fi fa in due modi,cioè,ponen
do la lettera per la dittione,dicui ella può eſ
ſere capo,come per eſempio, ſe l'x li préderà
per ‫ אחר‬oper‫ אדני‬- ,, & d
quefto i
modo batte
i
ranno gli eſſemp raccon tati di ſopra. l'altro
è quando per ragione di occolta, & miſterio
ſa attributione la leccera uiene a dinotare o
una parola, ouero a rappreſentare ſimbolica
mente alcuna parte dell'uniuerſo , o delle foo
ſtanze intelligibili, & ideali il che a tutte le
lettere dell'Alfabeto auuiene , accioche niu
na d'ella rimanga, la quale non ſia fimbolo ,
hieroglifico , impreſa , & fignificatrice di oc
colco , & nobile concerto .
i Primieraméte l'x primo è nora del diui
no nome HV , l'inaceflibile luce della diuina
eſſenza fignificantc d'Enſopl ,cioè,dell'infini
to ,
DELLE IMPRE S E. 297
to , della corona di tutti i ſecoli prima nume
ratione,& nelle Angeliche Gerarchie dell'or
dine primo chiamato da gli Hebrei Aioth
Achadoſ cioè,animali di ſantità,ouero ,ſecó
do Dioniſio ,dell'ordine de'leraphini:fignifi
ca oltre di ciò aura , uia, & inftitutione ,
2 La ) Beth s'attribuiſce al nome diui
no Eieh appartenente alla diuina fapienza ,
che i filoſofi Greci poi chiamarono Ente , il
quale entifica tutte le coſe che ſono : tra le ca
baliftice numerationi alla ſecondaw nan ,
cioè, fapienza , tra gli ordini Angelici, a gli
Ofanim ,ouero,a i cherubini:olcre di ciò figni
fica la uita , & la caſa.
3 La Ghimel li riferiſce al nomediui
no X El cioè,fuoco amatorio,& Spirito ſan
to ,ouero Eloim , tra le ſefire alla terza, cioè ,
Binah ,o prudéza ,tra gl'angelia gli Aralim ,
ouero a i throni, & oltre di ciò dinota la pa
ce, la rerributione , & la liberatione inteller
tuale detta ſopremo Giubileo ..
4 La Daleth è fimbolo del diuino no
me El,della quarta ſefira ,cioè,Clemenza ,be
nignità , & miſericordia , Deltra, & ſcettro di
Dio ,Auſtro ,& Oriente,degli Angeli Haſma
lim ,ouero delle Dominationi, & fignifica las
fapienza inferiore , & la porta .
5 Lan herappreſenta il diuino nome
Eloim
298 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERE
Eloim Gibor,ilGeburah , o pachad quinta nú
meratione, cioè, Rigore, Giudicio , & feueri
ta ,Gniſtra , & fpada d'Iddio, de i Serafini, oue
ro le podeſtadi, & è nota ſignificante la uifio
ne la parola Ecce , & la fuga a Iddio .
6 La ruau è miſterio d'Eloha cógiunto a
Vaudaoth ,di Tifereth , cioè,bellezza, & orna.
mento, linea di mezo, & fole ſauraceleſte, de
i Malachim , ouero delle uirtu, & dinora que
ſto carattere l'udito , & fignifica uncino ri
torto , & è hieroglifico della uerità contraria
alla menzogna .
7 La Zain ſignifica tra i nomi diuini il
quadrilittero con Sebaoth, cioè Dio degli e
ſerciti, tra le numerationi la ferrima , cioè,
Trionfo , tra gli Angeli gli Eloim , cioè Iddij,
ouero ,iprincipati,& è ſimbolo ſignificante
l'odorato . & l'armi.
8 La nCher rappreſenta frà i diuinino
mi Eloin sebaoth ,l'ottaua numeratione, cioè,
laude tra gli Angeli i Ben Eloim ,cioè, figliuo
li de gli Iddij; ouero gl’Archangeli , & è nota
della locatione,o parlare, & del terrore:alcu
ni a queſto luogo riferiſcono la Batbeol, cioè,
figliuola della uoce,origine del uaticinio.
9 Lao Thet contiene fimbolicamente
il nome diuino Sadai , la nona miſura , cioè
Fondamento ,ouero giuſto ,patto ; & circonci
fione,i
DELLE IMPRESE 299
fione , iCherubini, ouero , ſecondo i noſtri gli
Angeli , & ſignifica queſto carattere infuſio
ne declinatione,ſoccorſo ,o ſouenimento .
10 Lalod è fimbolo d'Adonai Melech ,
cioè ſignore Re,della decima ſefira, cioè,Re
gno,pilcina,o benedittione, luna ſoura cele
ite, pozzo del Settenario , mare; & raccoltas
grandes dell'ordine animaftico , & heroichó
de gli ifsim ,cioè,huomini nobili giganti,for
ti , & illuftri:& figniſica ripofo , & confeſſione
di laude, & purgatione, & fin qui termina , &
finiſce l'ordine sfiriſtico , & il mondo Angeli
co , & ideale, nell'altre lettere ſeguenti ſarà
ſimbolicamente compreſo il mondo celeſte ,
& dopo ello la parte elementare .
11 La 3 Caph 'prima ſignifica il primo
mobile, Mettatron Serapanim , cioè principes
de gli aſpetri, fua intelligenza , le richezze la
palma della mano; & la 7 Caph finale l'orbe
Itellato . & Razielle ſua intelligenza.
12 Lab Lamed dinora il cielo di Satura
no Zaphkielle ſua intelligenza , ogni nego .
tio,ouer trauaglio,aſcenſo mentale; la dottri
ná , & la piu occolta Filoſofia .
13 Lan mem aperta , & capitale è limbo :
lo del Cielo di Gioie , di Zadkielle fua intelli
géza , & da ſe ſignifica l'acquisito chiuſa , & fi

nale l'orbe di Marte, & Camael (ua itelligéza .


14
300 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
14 La 3 nun prima ſignifica il ſole Raffa
ello ſua intelligenza,i meati,o fpiracoli, & la
figliuolanza: la ; aun ultima il cielo di Vene
re, & Haniel Angelo della medeſima.
15 Lao Samech è fimbolo diMercurio ,
di Michaele ſua intelligenza , d'ogni fpirito ,
dell'appofitione, d'indefeſſa contemplatio
ne, & finalmente d'ogni retorico regolato ra
gionamento .
16 La y Aijn è hieroglifico della Luna ,
diGabrielle,ſua intelligenza ,del riſo intellec
tuale , & dell'occhio coſi intrinſeco , come
corporale.
17 La o nel principio ſignifica l'anima ,
del mondo, il gran ſeminario , & la prouiden
za del mondo vniuerſale , & ſingolare , il fe
me, & la bocca , & la npe che s'uſa nel fine ,
tutti li ſpiriti animali.
18 Larzade la materia de' cieli, & de gli
elementi , la ſuſpicione i fianchi, & l'altra y
zade le formeiſteſſe de gli elementi , il lume
ingenito, o naturale, & quella viſione, che di
chiama veſpertina.
19 La p choph le coſe inanimate; i mine
rali , & i miſti, il ſonno,o ſopore,il circuito ,
& l'initiatione de'miſteri .
20 LatRes i uegetabili,la gratia, la po
uerta , & anco l'heredità, & fecondo alcuni il
тіроfo
DELLE IMPRES E. 301
tipoſo, o il letto ,
21 Lav ſlin tutte le coſe ſenſitiue,il fuo .
co, i denti , & la commiſeratione.
22 La n tau l'Huonopicciolo mondo ,
con tutte le ſue parti,la poteſtà, & il ſegno ue
nerando.Finalmente l'x aleph grande, & ul
timo ſignifica l'Infinito , l'Euo, l'Eternità , il
fopremo Giubileo , la patria dei beati , & il
numero Millenario infinito .

COMBINATIONE 2178.

pra fu chiamato themoreh, nyian, oue


ro commutatione, è,com’io dilli,oue ſi fa că
biamento di lettere,prendendone, & uſando
ne una per un'altra : & faſi tante uolte, quan
te gli alfabeti li permutano cioè xxij.fiate,fe
condo il numero d'eſſe lettere lequali s'acco
piano a due a due , & è lecito poidi porne u
na perun'altra ,la qual combinatione chia
mano i Cabaliſti proir ziruph , come per ef
ſempio,ſequeſte ſei lettere dell'alfabeto lati
no ABCDEF fi collocaranno a duc a due di
modo, che all'A fia cógiúto il B , & coſiliano
poſti CD, & EF , & m'occorra a ſcrivere con i
medeſmicaratteri queſta parola CADE , i
la
302 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
Ja deſcriuerò per le regole della Themoreh ,
con queſte altre leccere DBCF. le xxij . varia
tioni degli alfabetiſi trovano nel libro della
formatione,oue li potranno compitamente
vedere, ch'in queſto luogo baſtarà d'hauerle
accennate, o breuemente ricordare. leggonſi
nel medelimo libro a propoſito d'eſta com
mutatione queſte parole; & ſcolpi Iddio xxij.
lettere con quello ſpirito,tre madri , lecce dop
pie ,& xij.ſemplici, & ciaſcuna d'elle è ſpirito:
quindi habbiamo nel ſalmo lxx.eſultino , &
s'allegrino 7 ) , cioè, in xxij.quelli che tiricer
cano ,come che per la uarietà di queſte com
binacioni ſia neceſſario aſcendere per trova
re l'eſpreffa , & ſemplice uoce dell'onnipoten
te lddio fin'a tanto , che ci appreſenti il uero
ſentiinento delle ſcritture ſante, quindi di leg
ge nell'horto dellauoce,chele xxij.lettere fo
no fondamento del mondo , & della legge. a
queſto termine ſi riducono le coſe dette di
ſopra itorno al diuino nomerura MAZPAZ,
& quáto ricordano iCabaliſti intorno al no
mediuino di XLII.lettere prodotto da uarie
combinationi . q i parimente ſiriduce il mi
Itecio del nome 413.Chrvsv simbolo del
quadrilistero , di cui ſi legge nel ſecondo li
brodell'horto della Noce, lod la fua commuta
tione
DELLE IMPRESE . 303
tione è Chaph ,coſi Hela fua cõmutatione è Vau ,
coſi V aula fua commutatione è Zaijn. Diceſi,
che queſt'arte fù ritrouata , & ellercitata das
Geremia nella continua, & allidua leccione
del letzira; percioche ſcriuono i Cabaliſti, &
ſpecialmente Tarphone, Mosè Egittic, & A
mai nell'opera della ſpeculatione, c'hauen
do Geremia lungamente ſtudiato nel detto
libro uenne ad effo la birna Bathcol, cioè, la
figliuola della uoce , laquale gli comando ,
cheancora per tre anni nel medeſimo libro
s'affaticaffe( & queſte coſe racconta parimen
te Rabi luda nel libro della Speranza) laqual
coſa hauendo egli eſequito ,uenne a crearſi
ad eſſo , & ai coinpagni un'huomo nuouo ,
nella cui fronte erano ſcritte queſte parole
px , 0175x , 17 Adonai , Eloim , Emeth ,
cioè, tetragrammo , Dio, uero, ilquale huo .
mo di queſta inſcrittione accorgendoſi ſubi
to leuò la prima lettera d'nax Emeth , cioè,
l'x , & rimaſe na , cioè, morto , & con l'altie
Tetragrammo Iddio morto :perloche ſdegnato
Geremia ſtracciò li ueftimenti ſuoi, & difle ,
perche leui tu Aleph da Emeth ? & effo huo
mo riſpoſe, perche ſi ſono partiti dal Creato
re, che ui formò a ſua imagine , & fimilitudi
ne;ſoggiunſe Geremia, come dunque il com
prens
304 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
prenderemo ? & riſpoſe egli,ſcriuete l'alfabe
to diſtinto in queſto poluere diſperſo fecon
do la intelligenza de'uoſtri cuori ; laqual co
fa havendo eſſi fatra , incontinente quel
l'huomo diſparue dal coſpetto loro . & da
qui , dicono iCabaliſti, confeſsd Geremia
d'hauer ricevuto da Iddio la notitia della
virtù dell'alfabetaria commutatione . & que
fte poche coſe ſono parte de inobiliſſimi e
ſercitamenti de'Cabalifti Hebrei intorno al
l'intelligenza delle ſcritture ſacre & dei no .
mi diuini in eſſa ricordati,onde poſliamo co
noſcere , che la Cabala non è ueramente al
tro , che la filoſofia ſimbolica , della quale
habbiamo preſo a trattare nel preſente li
bro .

HIEROGLIFICI
Egittij .

On è dubbio ueruno , che dalla


lunga conuerfatione , c'hebbe. CO

N ro gli Egittij con gl'antichi pa


dri Hebrei ,nel tempo , ch'elli in quella re
gione habitarono, ſin che nefurono dalgran
Capitano , & legislatore Mosè con grandif
fimi prodigi , & miracoloſamente cauati
&
DELLE IMPRESE 305
& alla terra della promiſſione condotti , efli
Egittij molte coſe impararono della diuina
Sapienza, lequali poi nelle memorie loro ri
poſero, & come proprie fi uſurparono; & fra
l'altre ce lo dimoſtrano gli altiſſimi ſcritti di
Mercurio Triſmegiſto nella molta confor
mità laquale hanno con la ſacra Filoſofia di
Mosè; & perciò i più celebrati fapiéti di quei
primi tempi Pitagora , Platone, Eudolfo, A
pollonio, & altri riccorſero per hauerei ſal
di , & ueri fondamenti delle dottrineloro da
gli Egittij allieui , & ſcolari de gli Hebrej.
Soyuiemmi d'hauere in altro luoga.dimo
Atrato , chele uoci facre , & uenerande ricor
date da lamblico nel libro de' miſteri Egit
tij, cioè I &thon, Ameph , & Amun ,fono uoci
dalla lingua ſanta prouenienti allaquale poſ
fono facilmente ridurfi , & poidiſcuoprono
tre termini nobiliſſimi dell'Anagogica inſti
tutione ; laqual coſa dimoſtra che quãto heb
bero gli Egittij di buono, tutto uenne dall'al
tiſlima ſapienza de gli Hebrei, de' quali gli
Egittij uollero eſſere imitatori . & tra l'altre
parti della loro imitatione una ue n'ha nobi
liſfima, & alla presíte materia delle Impreſe
appartenéte,la quale cóprende l'uſo di occol
tare,di coprédere, & di ſimbolicaméte ſpiega
rei più nobili, & più ſublimi cocetti co certe -
V note
306 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
note, o figure d'animali ,o d'altri corpijlequa
li elli chiamano lettere ſacre, o con voce Gre
ca hieroglifici, de i quali fa coſi mentione il
doccillimo Filone Aleſſandrino nelprimo li
bro della uita di Mosè , cofiegli imparò da i
maeſtri Egittiji numeri, la Geometria , tutta
la Muſica, la Rithmica,l'Harmonica , la Me
trica , o contemplatiua, o che in yarij modi,
con inſtromenti, & uoci ſi dimoſtra, & di più
l'occolta filoſofia deſcritta con lettere ch'elli
chiamano hieroglifice , cioè, con note, & fi
gure d'animali ,ch'eſſi, come diuinità, riueri
ſcono. & cutra queſt'arte flì ,come ſcriue Cor
nelio Tacito , truouata a fine,che le coſe fan
re , & uenerande non foſſero dalla volgare
intelligenza profanate, & afferma il magno
lamblico nei miſteri, che Mercurio con elli
hieroglifici cruonò la deifica , & anagogica
Strada alle diuine inſtitutioni ; laquale ſe
guendo Bithy Profeta Egittio ,dopo l'haver
la ritrouata naſcoſta ne Tecretidella città di
Soin , la inſegnò poi ad Amone Reinſieme
con la notitia di quel nome di Dio , ilquale
diſcorre p tutto l'univerſo diſegnato da gli
Egittij , come più oltre dilli , con l'Occhio ,
con la Verga, con lo Scudo,& co'l Serpente;
lequali quattro coſe alle già dette lettere,
& coſé altiſſime compreſe nell'ineffabile, fi
riffe
DELLE IMPRES E. 307
rifferiſcono ;percioche l'occhio eſſere appreſ
ſo gl'antichi limbolo della diuinità , c'inſe
gna Cirillo Patriarca nel nono libro dell'A
pologia ſcritta contra l'impietà di Giuliano
Apoftata , la Verga li attribuiſce da Homero
a Pallade,laquale per effere nata dallamen
te di Gioue ſignifica la mente Angelica, & la
natura intellettuale , lo Scudo hellagono ( i
gnifica il corpo ſolido, & perciò ,come s'è det
to altroue , è ſimbolo dell'Vniuerſo perfetto
dal ſommo opefice ne' ſei giorni della crea
tione; che'l Serpente poi habbia fimbolo, &
proportione con l'animo humanoil dimo
Itra l'iſteſſa Verità perſuadendoci nell'Euan
+ gelio ad eſſere prudenti , come ſerpenti, ol.
tre che il ſerpente fù da gli antichi conſecra
to all'ordine animaſtico , & heroico ; percio
ch'egli,come afferma Plutarco ,ſia ſolito ge
nerarſi dalla midolla humana. La dignità di
queſta ſacra & fimbolica ſcrittura deſcriue
Plotino nel libro della bellezza intelligibile
HU con queſte parole ,pare a me , che i ſapienti
e dell'Egitto o per una certa conſumata , &
compita ſapienza , o per inſtinto naturale
dell'intelletto ,> doue determinarono di fi
gnificarcii miſteri della ſapienza , non hab
biano vſato i carratteri dalle lettere ſignifica
i i diſcorfi ,& le propofitioni del fauellare ;&
V 2 imitan

)
308 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVIRGI
imitanti le uoci , & le pronunciationidelle 4
regole, ma che più toſtodeſcriuendo le ima for
gini ſingolari di ciaſcuna coſa , & quelle di leo
CUE
pingendo,habbiano ne i miſteri, & fecreta
mente dinotato la ragione, o'l concetto dell ' ne
ne
iſteffa cola , come che ciaſcuna imagine, o
inf
eſſemplare , & quello ſpettacolo propoſto
tutto inſieme raccolco fiano una certa ſcien- gn
za,o ſapienza, & non eſcogitatione, o confi- *" tar
glio: ſoggiungendo ,che dopo da quella ima cra
gine ellemplare, o fapienza tutta infiemefi gun
faccia , & ſi ſpieghi il limolacroin altrui, & chi
& a
ragionando in un certo modo di diſcorſo ,
& ritrouando le cagioni, per lequali furono ?
&i
le coſe cofi inftituite, mentre che la retta di
ZC
{poſitione loro muoue ammiratione neiri
che
guardanti , fin qui Plotino . & il magno lam
blico ne i miſteri fcriue, che la ſublimita de taf
vo
hieroglifici ha biſogno di Muſa della diui
na ſapienza , che la dichiari , perciochei bo
Theologi Egittij, ſoggiunge il medeſimo , gu
imitando mirabilmente la natura dell'uni- ct
uerfo , & l'architercura de gli Iddij,ancor’elli jai
aprono con ſimbolici accennamenti certe i- bil
CO
magini delle miſtiche, occolte , & oſcurilli
di
me intelligenze.ne altrimente la natura con
chiare , & manifeſte forme fimbolicamente in
ker
{tampa, & imprime le ragioni naſcoſte , & co
Gi
DELLE IMPRESE 300
Gi parimeşte l'opificio , & l'arte degli iddij ſo
ſcriue,rappreſenta, & ſcolpiſce la Verità idea
le con fimolacri uifibili. ſapendo dunque ſie
curamente gli Egittij , che tutte le coſc diuis
ne grandemente li rallegrano di riſplendere
ne gliſpecchi,nelle ombre & nelle fembiáze
inferiori, nellequali deſiderano d'influire os
gni benesin quãto fia poffibile cercano d'imi
targli in queſto diuiniſfimo artificio conſe
crando ad efli iddij per fimboli il tropo go fi
gura della Miſtagogia occolta & veneranda,
chiudi dunque la bocca ( ſegue il medeſimo )
& apri l'orecchie, riceuédo l'intellettuale in
terpretatione de' ſimboli, fecondo la mente,
& il parere degli Egittij,nellequali intellige
ze è neceffario , che tu deponga ogniidolo ,
che forſe rappreséta alle orecchie,& alla fan
taſa la ſcorza eftrinſeca de' fimboli laſcia le
voci , & co'l gufto mentale raccogli gli ab
bondanti frutti de'belliſſimi ſentimenti.fin
qui lamblico , dallequali coſepofliamefa
cilmente intendere la cagione, perche He .
raiſco gran Maeſtro di queſt'arte ýenera
bile coʻl ſolo intuito d'effe facre , & QC
colte figure foffe da diuino furore prelo , &
di ſpirito diuino ripieno , Vilfe Heraiſco
in Egitto nel tempo di quell’Eſculapio , che
ſcriſſe la miſtica theologia degli Egittijs &
le cof
310 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVIRO
le coſe auenute nello ſpacio di 30000. anni,
& fù di coſi nobile diſpoſitione,che ſenza ha
uere giamai imparato alcuna forte di dottri
na fece opere miracoloſe; & quanto eglice
deua ad Eſculapio nella ſcienza, d'altrotan
to il medeſimo fuperaua nella ſublimità di
natura.diceſi,ch'egli le donne impudiche al
l'odore ſolamente conoſceua,& co'l ſentirle
fubbito era preſo da grauiſlimo dolore di ca
po.Raccontano le hiſtorie de gli Egittij , che
morendo Heraiſco , & perciò facendogli E
ſculapio , come a facerdote ſi conueniua , le
debite eſequie , le Tenied'Ofiride, nellequa
li erano le ſacre figure dipinte , & lequali e
gli cinſe intorno al corpo d'Heraiſco , furo
no repentinamente circondare da tanta lu
ce,che da eſſo corpo uſciva, che quelli occol
ti , & facri caratteri non mai riuelati ad oc 1
chi profani, & uolgari chiariſſimi nel cone
ſpetto di tutti i riguardanti rifulſero.fu dun
que digniſſima la ſcrittura de' Hieroglifi
ci, & continente in ſe tutti i ſegreti della na
tura : & ſenza alcun dubbio uenne da i Tapi. 1
entihebrei,& dall'iſte ToMosè,ilqualequan
to lia fimbolico , & allegorico il dimoſtrano,
oltre alle ſpeculationi de'Cabaliſti,Filone in
tutte le parti dell'opera ſua nobiliſſima,Bafi
1
lio , Cirillo , Origene , Gregorio Niceno,&
+ molti
DELLE IMPRESE. ZII
molti altri nobiliſſimi ſcrittori di queſto ge
nere.anzi che non ellendo altro parlareo fcri
uere hieroglificamente comeben difſe il Pie
rio, che miſteriofamente , & fimbolicamente
ſpiegare la natura delle diuine , & humane;
coſe, potremo dire cheDauidde,Salomone,
& tutti gli altri Profeti, & Agiografi ſidell'
antica ,come della nuoua legge habbianov
ſato il medeſimo modo , cioè , di ſimbolica
niente narrare i miſteri della ſomma Verità,
& della diuina Filoſofia ; & che altro ſono le
parabole tante volte uface dal Signor noftro
ne' ſacroſanci ragionamenti ſuoi,fenon hie
roglifici: accioche non li dellero le coſe fan
te ai cani , & non li getrafſero le perle inná
zi a gli animali immondi.coli troviamo la
hiſtoria dell'Euangelica Verità piena di Vi
ti, di Palmiti , di Sementi, di Vigne , di Co
lombi , di Torri , di Serpenti , diSale,di Lu
cerne , diVergini, di nozze , diSpoſi,di for
mento , d'Vccelli , di Folgori , & d'altre fi
mili miſterioſe uoci, & ueggali la dottiſſima
raccolta & pia interpretatione faccane da
'Sante Pagnino reuerendo frateDominicano
çofi la Colomba argentea riccordata ne'fana
ti libri no è altro,che hieroglifico ,nota, & ca
facere ſignificante l'humano intelletto, l'or
to della ſchiena nella medeſima fignifica la
felicità
312 FILOSOFIA SIMBOLICA . OVERO
felicità contemplatiua, o del mondo futuro ,
l'argento del ventre l'attiua beatitudine del
ſecolo preſente, quero l'argento è il ſenſo
litterale, & morale nelle ſcritture ſante, &
l'oro , come dichiara Eucherio, l'anagogico ,
& diuino ; coſi l'hauere gl'occhi di colomba
ſecondo Origene dimoſtra l'hauere guſtato
la dolcezza delle diuine lettere, non in ſoper
ficie, ma nel più intimo ſentimento loro.il
uolare della Colomba ſignifica la fuga del
l'animo noftro a Iddio fomma Vnita dalla
moltitudine ſenſuale; il male (dicono Plato .
ne,lamblico ,& Filone è neceſſario che fem
pre fia comecontrario albene , ma non è fra
gl'Iddij, perche ſempre uerſa qui a baſſo fra
le coſe mortali, coſi Caimo ſimbolo d'eſſo
male non potega per efpreffo comandamen
to d'Iddio eſſere vcciſos da quì dunque,cioès
dal mondo ſenſibile, conuiene per ſchiffare
il male, che noi fuggiamo uolando a guiſas
diColomba ,cioè, con preſtezza, & con ſim
; plicità & per ſegno di quanto debbiamo ue
loci eſſere nel fuggire ci prohibiſceil noſtro .
diuino Maeſtro il ſalutare alcuno per la ſtra
da di queſta noftra peregrinatione, cioè,non
applicare l'animo cóuerſo a Dio ad alcun'og
getto mortale.coli Pitagora, come ſi dirà più
innanzi c'inſegna , ch'andando in uiaggio
non
DELLE IMPRE'S E.
373
non ſi uoltiamoindietro , percioche pallano
le furie, cioè,le perturbationiſenſuali il ripo
ſo poi della medeſima colomba ſignifica la
quiete ; & la tranquillità del noſtro ſpirito,in
teſa dal Profeta sāto in quelle parole , federä.
folitario , tacerà , & ſecondo alcunialtrril
medeſimo ripoſo ſignifica quando noi tran
quillamente con gli amici ragioniamo della
ſobrietà , della reinperanza,della modeſtia ,
della Giuſtitia , & d'ogni altra virtù:il gewito
della Coloba dinota lelagrimeinterne del
l'animo penitente, & del cuore cohtrito , &
humiliato , & come la Colomba non ha fe
le , coli deue l'animo pio ſpogliarſi d'ogni
10 amaritudine d'ira, d'odio , & di rácore, come
la Colomba non vive di rapina, coli non de
ue il ſeguace della virtù eſſere ingiuriofo ad
alcuno'scome le Colombe non uolano fole,
ma molte inſieme, coſi lo ſpirito diuoto, &
1 fedele a Iddio non dene partithi giampai dal
1 la congregatione de'fedeli , & catholici ; co
me la Colomba aborriſce i cadaueri , coſi de.
ue l'animo nobile fuggire, & hauere in q *
dio i compiacimenti della carne , come nei
facri libri habbiamo , che la Colomba fa il
ſuo nido ne i forami della pietra , coli noi
debbiamo ricourarſi , & porreogni ſperan
tza noftra nelle piaghe del Signore , & Sal
uatore
314 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
uatore noſtro Gieſu Chriſto , pietra angola
re , & folido fondaméto dell'edificio della no
ftra Regeneratione,comela Colomba fi ripo
fa uolontieri appreffo a i riui, coſi debbiamo
volontieri, & con ogni affetto ſorroporci alle
ſtille dellacque celeſti della diuina gratias
perpetuamente influenti negli animipurga
ti dall'immondicia ſenſuale; finalmente fi.co
mela Colomba nodriſce, & allieua due figli
uoli , coli deuono in noi eſſere nodriri , & fo
mentati due ainori,cioè, l'amore verſo il no
ftro benigniſſimo padre Iddio , & la carità
uerfo il proſſimo noſtro efſercitando có elli
Popere della pierà. Eccoui quante coſe ci ſo
no limbolicamente dimoſtrare dal hierogli
fico della colonba,alla quale perciò uolle if
S. Noſtro ,chenoi follimo fimili nella ſimpli
cità.nobiliſſima dunque è la ſcrittura de' hie
roglifici,nella quale,come fiè derro più inná
zi,i ſacerdoti Egittijimirarono la natura del
I'vniuerfo , & l'architettura degli Iddij, & per
ciò molto ragioneuolmente l'occolrarono i
medeſimi alla profana intelligenza de gli in
gegni uolgari, a i quali puote baitare l'ufa
delle lettere communi inuentione uenuta
dopò eſſi hieroglifici, & truouata da i Fenici,
fono alcuni di parere che l'vſo de' hieroglifi,
ci pallalle a gli Egittij da i popoli dell'Echio
pia ,
DELLE IMPRESE . 315
pia, de i quali eſſi furono colonia, percioche
anco gli Ethiopi ſoleuano ſpiegare i concet
ti loro con varie figure d'animali, & di pian
te, ſecondo le proprie nature diciſcuna ;altri
ftimarono,che foſſero i hieroglifici inuentio
ne de gli antichiſſimi Magi della Perſia , li
per l'autorità d’Apuleio nell'xi.dell'Aſino di
oro , oue egli efle figure hieroglifice chiama
lettere ignorabili, come percheiMagi tutte
le coſe inferiori ordinatamente ſottopongo
no ai Demoni,alle ſtelle , a gli Iddij ,& uilibi
li , & inuifibili, & finalmente a gli Archesipi,
che ſono nella mente diuina, dalla qual co
me Verbo proprio, & intrinſeco di Djo diſcé
de la virtù del parlare, & dello eſprimere i
concetti , ma ne queſta ne quella opinione
pare a me, cheuerifimilitudine alcuna in ſe
contenga , percioche gli Ethiopi non heb
bero mai fama di porledere alcuna fapien .
za,& la Magia, come afferma Mercurio Trif
megiſto nell'Aſclepio , fu truouata in Egit
to.oltre di ciò Cornelio tacito nell'xj . delle
hiſtorie Augufte conferma la prima opinio
ne , cioè , che gli Egittij ſiano gli autori de'
hieroglifici con queſte parole, gli Egittij pri
mieram ente con figure d'animali il ſenti
mento dell'intelletto ſpiegarono, & antichif
fimericordationi della memoria humana fi
ueggono
316 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO,
veggono impreffe ne iſalli , & elli vogliono
ellere gli autori delle lettere, & dicono, chei
Fenici potenti in Mare quindi le portarono
nella Grecia , gloriandoſi poi d'hauere trno
uato quelle coſe che da gli Egittij haueua
no riceuute , & Ammiano Marcellino nel
XVII . ragionando dell'obeliſco Egittio feri
ue , che l'antica autorità della miſteriale ſa
pienza acerebbe la ripurationead infinite no
te di forme hieroglifice , che d'ogni intorno
egli havea ſcolpite; percioche, (loggiunge il
medeſimo poco più innanzi]non come hora
il numero determinato , & facile delle lette
re eſprime tutto quello , che può concipere
la mente humana, ſcrillero gli antichi Egit
tij, mạ ciaſcuna letcera a ciaſcun nome fer
uiua , & ſpeſſo con le parole ſole ſpiegauand
i concetti intieri,della quale ſcienza habbia
1
mo l'eſempio in queſti due animali Auol
inio , & Ape , per l'Auoltoiu aprono il nome
della natura ; percioche le ragioni naturali
fanno vedere, che fra queſti vccelli non pof
fono truouarſi alcuni maſchi , & per l'Ape
che fa il mele dimoſtrano il Re ſignificando
per eſſa , che chiunque è ſopra poſto allala
frui gouerno ', deue alla giocondità hauere,
il pungimento congiunto . Reſta dunque,
che il hieroglifico lia proprio de gliEgintija
& ch'era
DELLE IMPRESE . 317
& c ch'elli l'habbiano appreſo non da gli E
thiopi,ne dai Magidella Perſia ,ne da i Feni
ci , ma da gli Hebrei per quel tempo , ch'elli
nell'Egitto viſſero, ma non a tutti glihuomi
ni Egittij era l'uſo di queſta nobiliſſima ſcié
za participato, che ciò ſolamente li permette
ua aifacerdoti , & a quelli chè, comeafferma
Suida, erano chiamati Hierogrammati ,cioè,
ſacri ſcrittori,a molci de quali come il mede
mo ſcriue, era conceſſo di profetare , & in
douinare quello , che foſſe per auenire.dice
{i che tra queſti fu chi predifſe al Redell '
Egitto , ch’vno Hebreo doueua naſcere , il
quale affliggendo gli Egittij , & gli Iſraeliti
aumentando , & faluando & ſopra tutti gli
altri uirtuofo effendo gloria immortale s'ac
quiſtarebbe ; intendendo per queſto grand'
huomo Mosè capitano de gliHebrei , & de
bellatore de gli Egittij.il fine de hieroglifici
era di rappreſentare con la natura della coſa
dipinta il concetto dello ſcrittore; quindi,co
me ſcriue Diodoro Siciliano nel quarto della
libraria , ne medeſimi lo ſoaruiere ſignifica
operatione in un ſubbito , & preſtamente fat
ta;percioche egli fra tutti gl'uccelli è uelocil
Timozil Cocodrillo la dannoſa libidine ; per
cioche raccontano i Magi , che la maſcella
deſtra del medeſimo appeſa al braccio de
Atro
318 FILOSOFIA SIMBOLICA, Overo
ftro incita luſſuria io chi la porta, quel mede
ſimo che opera, ſecondo Plinio, & Diofcori
de,il cocodrillo terreno , & per la parte dinan
zi del Leone , ou'egli è fortiſſimoinceſero la
fortezza, ficome per lo cinocefalo diuoto del
la Luna l'adoratione, & la religione, pla coa
da del Pauone l'inſtabilità delle ricchezze, & 1
pompe mondane; percioch'elleno la prima
uera cadono , & nell'Autónofi rinouano : cofi
cơn certe ragionioccolie , proportioni, & fi
migliáze intrinſáce per lo fango (ſcriue lam
blico ne' miſteri) intendeuano ognicoſa cor
porale, mutabile, & ogni forma nella mate
ria impreſſa , per lo fiume la materia , per lo
perpetuo fluſſo della generatione , & corrut
cione che ſi fanno in effa , per un fanciullo,
che fede nei rami del loto , & ſopra il fango
ſignificauano Iddio, ilquale precede innanzi
a rutre le coſe autore,& prcncipe d'ogni gene
racione , della natura, & di tutte le uirtù ele
mentari, immateriale ſopr'eminente, incor
poreo,ſopranaturale, impartibile,aſtrattiffi
mo, ſublime, ſuperiore alla univerlità mon
dana; & pec la rotondezza chenelle foglie,
ne Frutti , & in tutte l'altre parti di queſtoara
bore Gi ritruoua , & dimoſtra l'imperio igneo
& intellettuale d'Iddio, & meritamente;per.
cioche ( ſoggiunge il medemo lamblico )l'at 1
tione
DELLE IMPRESE . 319
rione della mente , & della intelligenza fi fà
con moto circolare . La naue oltre di ciò ſi
gnificaua l'ordine della prouidéza , & chi lie
de alTemone della medema, Iddio principe,
& capo d'effo; coſi nell'obeliſco di Seſoncho
lis , che Theopompo nel terzo chiamò Selo
ſtre ,perch'egli,come racconta Herodoto, uin
ſe con l'armi alcuni popoli valoroli, e altri
imbellidomd co'l ſolo grido del ſuo nome,
fiveggono ancor’hoggidì ſcolpiti queſti hie
roglifici, lo fparuiere , & vn'arco, che ſigni
ficano ualore , & viuacità militare , il mem

bro uirile fimbolo di popoli uirili , & belli.


coſi , un folgore della fama , le parti uergo
gnoſe della Donna de popoli effeminati, &
molli. Ma troppo longo ſarebbe, & non pun
to al preſente picciolo diſcorſo conueneuo
le il raccontare cutte le lettere ſacrede gli
Egittij; maſſime che puotranno commoda
mente uederſi nelle opere diCheremone ,
d'Heraiſco ,d'Epie & d'Horo Apolline , ch’an
ticamente ne ſcriſſero , & appreſſo il Pierio ,ili
quale a noſtri tempi n'ha raccolto un nobi
liflimo volume, baſti di ſapere cheda i ſacer
doti Egituj furono i diuini concerti della fa
pienza fimbolicamente compreſi, & fpiegati
con varie forti di figure , ſecondo, la propria
natura di ciaſcuna,lequali figure poi, come
fi ue .
320 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERG
si vedrà nel fine di queſta opera , furono ufùr
pate per parte dellanoſtra impreſa ,

DE I POETI , ET DI ORFEO .

Hei Poeti diuinamente cantino s'è lū- E

CH gamente dimoſtrato altroue , & per


cid d'alto miſterio piene faranno le fauole
da i medelimi uſate , ſi com’ancot'effe con
tengono lo ſplendore in ſe ſteſſe, che diſcen
de nell'intelletto poeticoda diuino furore ra
pito , & incitato . & gli antichiſſimi ſapienti
della Grecia , iquali furono in Egitto ad im
parare i fondamenti delle ſcienze pità nobi;
li, cominciarono ad uſarle in luogo dihiero . O
glifici,per occoltare con eſſe all'intelligenza
volgare i uenerandi ſecreti della diuina Saa 10
pienza, & per allettare , & indirizzare con la
dolcezza delle medeſime gli animi humani
alla bellezza infinita della uirtii.ne parvela o
To ,che a gli ingegni Greci , cometeſtificano e
Platone , Iamblico , & Dione Chriftoſomo ,
puerili ſempre amatori della nouita , menda
daci , & inconftanti , fi conuenille la ſolidez
za, & la ſemplice notitia di quella fimbolica
& altiſſima Filoſofia folamente conueneuo
11
le , & proportionata a i ſublimi, generofi, &
conftanti intelletti;& percid fi diedero al filo
Cofare
DELLE IMPRESE . 327
fofare con fauoloſe fintioni;laqual cola heb
be luogo per un pezzo, & in quel tempo fio
rirono Lino , Orfeo, Muſeo,Homero ,Helio
do , & tutti gli altri più famoſidi quel ſecolo
veramente d'oro.ch’Orfeo imparaſſe da gli
Egittij , ſi conoſce da che la ſua Theologia
non è altro , come raccorita in più d'un luo
go il dottiſſimo Ficino , che l'ifteſla Theolo
gica filoſofia di Mercurio Triſmegiſto , che
uiſſe, regnò , & filoſofo in Egitto ;& eſlo do
pò Lino è ſtimato il più antico di tutti gli al
iri Poeti , & da lui preſero tutti gli altri il
principio , & il fondamento delle fauoloſe
narrationi contenenti altezza di miſterio.Fu
Orfeo di Libethri Città della Thracia fot
to Pieria , figliuolo d'Oeagro, & di Calliope
undici etadi innanzialla guerra Troiana , &
Ocagro fù il quinto da Athlante per uias
d'Alcione una delle ſuefigliuole.diceli, che
Orfeo fù diſcepolo di Lino , & che ville noue
etadi ; ſcriſſe i Triaſmi, cioè, i numeri terna
ri , iquali però attribuiſcono alcuni ad Ione
tragico,& quei componimenti , che ſono det
ti Hieroſolici, Coſmiceni,Neoteutici, & i ſa
cri ragionamenti diuiſi in xxiiij . libri , ch'al
cuni affermano eſſere di Theognete Theffa
lo, o di Cercope Pithagoreo , ſcriſſe anco gli
oracoli , & le feſtività , che fallamente
X attribuir
322 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
attribuiſcono ad Onomacrito , & un ļibro
della ſcoltura delle pietre , ilquale dalle or
tanta gemme ricordate , & trattate in effo
chiamò Ogdoecontalitho , compoſe erian
dio i ringratiamenti, & della ſanità ,opere rif
ferite poi a Timocle Siracuſano , & a Pergi
no Mileſio ; & i Crateriattribuiti a Zopico ,
Oltre di ciò ſcriſſe i Throniſmi, & i Bachici,
la diſceſa ſua all'inferno , il Peplo, & la rete,
mille & ducento gier G onomaſtici , Aſtrono
mia , Amocopia , de i ſacrifici, delle immola
ționi , ilCatazoftico , del Verbo ſacro, & gli
hinni , iquali ſoli di tanteoperenobiliffime
ſi ritruouanointieri, & non diuorati dall'aui
dità del tempo. l'Argonautica fù opera d'un
altro Orfeo Crotoniate poeta heroico , ilquą
le ; come racconta Aſclepiade nel ſetto libro
de Gramatici fu amico , & familiare di Piſi
ftrato tiranno, Vifſe Orfeo d'Oeagro nel té
po , che'l popolo d'Iſraelle era gouernato da
i giudici; & li raccóra, ch'egli compoſe anco
orationi della cognitione d'Iddio,nellequali
affermaua, che nel principio fu l'Ethere,che
da ogni intorno haueua il chaos , che la Nor
te terribile cenne,& occolid tutte le coſe che
erano ſotto l'ethere,ſignificando ,che la not
te fù prima , che'l ſommo ethere è incom
prenſibile; ſommo antichiſſimo , & opefice
dell'
DELLE IMPRESE . 333
dell'univerſo, & ch'etlendo la terra inuifibi ,
le dall'Ethere aperto rifulſe un raggio, ilqua
le la ſcuoperſe, & illuminò con tutte le coſe,
che ſono in eſſa , & queſta luce illuminante
chiamò il medeſimo ſoprema inacellibile,
& tutte le coſe continente, & di queſti tre no
mi adornata CONSIGL10 , LVCE , & VITA ,
iqualiçre nomi dimoſtravano,ſecondo il me
defimo,una ſola yirtù ,& potentia di Dio ope
fice dell'Vniuerſo,ilquale di nulla creò cuite
le coſe , perche foſſero & viſibili & inuifibili.
& dell'huomo diſſe, ch'egli fu da Dio creato
re formato, & che dal medeſimo riceuè l'ani
ma ragioneuole ,ma ch'egli è ſottopoſto a uą
rie forti di calamità , & miſerie si dell'animo,
come del corpo , & ch'è capace del bene , &
del male , diſpoſto alle buone, & alle cattive
operationi , le quali coſe veggiamo quanto
fiano conformi alla diuina Filoſofia di Mo
sè , & a gli inſtituti de i Profeti ( anti,fi com'e
gli per mezo degli Egittij , ch'a quei tempi
erano ſtimati fiorire in tutte le ſcienze, le im
parò da į ſapienti Hebrei ; & perciò furono,
come racconta Pauſania ne gli ultimi Elia
ci ; Orfeo , & Amfione ſtimati Magi Egittij,
cioè,huomini ſapientiflimi, & i quali hauef
ſero notitia di tutte le humane , & diuine co
ſe, Diceſi anco , ch'Orfeo fcrifle della mutua
gene
324 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
generatione de gli elementi , della uirtu di
Amore nelle coſe naturali , della pugna de'
Giganti , del Rapto di Proſerpina, delle pie
tre, de i ſagrifici d'Adoni , di Venere , & di Mi
nerua , del pianto de gli Egittij per la morte
d'Ofiride, & ch'egli morſe lacerato dalle Dó
ne , perch'egli grauemente improbava i co
ftumi feminili , & gli huomini alla ſolitudi
ne, alla caſtità , & alla contemplatione con
uertiua .

THEOLOGIA ORFICA .

L medeſimo Orfeo ne gl'hinni, comedi


ILchiarano alcuni ſublimi, & facri intellet
ti , ſotto il nome di NETTUNO conducente
carro da quattro gioghi , detto perciò da lati
ni quadriga compreſe il nomeinefabile qua
drilittero ſpiegato , come diſli da gli Egittij,
con l'occhio , con la uerga , con lo ſcudo, &
co'l ſerpente ;il medeſimo inteſe ſotto le quat
tro progreſſioni dell'OCEANO raccontate
diffuſamente in un'altro luogo.queſto mede
fimo nomei Poeti , che lo ſeguirono ,deſcriſ
ſero forſe con l'effigie d'APOLLINE adorato
dai Lacedemoni co quattro orecchie,& quat
tro mani.ſi è poi detto altroue, che'l medeli
mo Poeta tutta la deità comprende ne gl'hin
ni lotto
DELLE IMPRESE . 325
ni ſotto quei primi nomiNOTTE , CIELO, &
ETHERE : & come per la notte inteſe nella
perſone diuine il padre , amante, per lo cielo
generato dalla notte il figliuolo amato , &
per l'echere uiuifico lo ſpirito amatorio , &
ſanto procedente da ambidui . che altro figni
fica poi la generale inuocatione di tutti i Dei
nel principio de gli hinni, ſe non la diuinira
per l'univerſo in uarie operationi diffuſa : &
SATVRNO celebrato dal medeſimo,
Sempre uiuente,& de' beati Dei ,
Ec de mortali padre,eccelfa mente ,
Purisſimo,potente,almotitane ,
Et più innanzi ,
Della terra,& del ciel Stellato figlio ,
ſignifica il mondo intelletcuale , che compré
de le menti angeliche,pure,& feparate totale
mente dalla materia . quindi è la mente pri
mada Platonici detta Regno di Saturno,au
tore d'ogni reſurettione diceſi figliuolo del
la terra,& del cielo,percioche la natura ange
lica nel primo grado della ſua creatione era
informe in un certo modo , & oſcura, & per
ciò fimile all'opacità della terra , ma riuolta
al cielo, cioè al Verbo diuino ,nel quale ſono
i teſori della ſapienza , & della bellezza di
Dio, per lo cui mezo ella fù cofi creata,neri
ceuè l'Illuſtratione ideale, & perd l'eſséza; &
X 3 lo ſplen
326 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
do fplendore della ſua luminoſa forma.dice
ſi ſempre uiuente ;percioch'in efſa ſono i fon
ti perpetui,‫ & ز‬gli efſemplari di tutte le uite.e
detto padre degli Iddij;perch'egli compren
de le idee di tutti i corpi celeſti , che Platone
nel Timeo chiama iddij.diceſi anco padre de
gli huomini; percioche l'animonoſtro coit
ľvnità intellettuale uiue in effo , & ha nelme
delimo principio , & radice ; & perciò è cele
brato quel detto Pitagorico i Må tu confidati,
perciòche diuino ſeme è ne gli huomini , è Satur
no puriſliino; percioche quelle nature ſublia
mi non ritengono alcuna immonditia mate
riale.chiamalianco nel medeſimo hinno ge
neratore del tempo , percioche il mondo in
tellettuale è nell'euo , quero eternità ; quaſ
ſempre ente , di cui è imagine, & come figli
uolo il tempo : della qual coſa fie lungamen
te ragionato ne' libri della Verità . il P R ta
MOGENITO poi
Biforme,grande, ethereo , & d'ouo nato ,
Chala uoce taurina, l'ali d'oro ,
Che'l diuin feme, il mortal comprende ;
Lucido germe, ch'ogni nube elide ,
Et fantiſſima luce al mondo ſpande ,
Onde Phanete, & priapo uien detto ,
E beato, e prudente,e di conſiglio s
È di ſemeao bondante ,
ci di
DELLE IMPRESE . 327
cidinota l'anima Regia , o gran natura, che
queſto Vniuerfo produce, & uiuifica, laqua
le è Biforme: percioche una parte d'effa uiue
con la puriſſima unità intelletuale nel mon
do intelligibile , & l'altra alla cura , & al go
uerno del mondo ſenſibile è intenta è gran
de;percioch'ella tutto l'vniuerfo ,come affer
mano i Platonici, in ſe ſteſſa abbraccia, & co.
prende è Ethereo percioch'ello ſpirito delle
uniuerſo dipende da quell'ethere fopremo,
& diuino , ſpirito di Dio , amatorio & fanto,
è d'ouo nato,perciochei Platonici dicono che
eſla anima prima procede dalla mente , co
me il figliuolo dal padre : la onde Ariftotele
nell'ottauo della miſtica filoſofia fcriue, che
queſto modo fenfibile opificio d'eſſa anima e
imagine del mondo intellettuale alla mente
prima appartenente & per la natura del mo
to circolare eſſo mondo intelligibile fu da i
poeti antichi chiamato Ouo :madiciò più
diffuſi ragionamenti ſi hauranno in luogo
più commodo . La uoce taurina del medeſimo
primogenito ſignifica la parte d'ella anima
priina alla formatione della materia intéta ,
coli a Nettvno il medeſimo ſignificãte per
la perpetua generatione, & disfacciméto del
l'onde inarine , ſi ſacrificava anticamente il
Tauro , & eſſo dal mugito del medeſimo fi
X 4 chia
328 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
chiamaua yuxutav ;percioche alcune fiare i fa teta
cerdori nominauano queſto dio teúpsos ; co * NA
me anco il nominò Heliodo nello ſcudo di her
Hercole.L'Alid'oro dinorano la ſapienza del lim
la medeſima ; percioche l’ali ſono appreſſo delo
Platone hieroglifici d'intelligéza ,& l'oro ap Sui
partiene a quel mondo ſupremo ideale ,do
ue ſono i teſori delle ricchezze intellettuali : gli
Comprende il medegmo il Seme diuino , & il fort
Mortale , percioche in eſſa Anima prima , & per
nel uenerando ſuo tempio ſono i corpi infe mo
riori corruttibili , & mortali, & i corpi celeſti, tad
corpi, come affermano i Platonici, eterni,& 11
diuini . Elide le nubi ;percioch'ella anima nell' CON
impreſſione delle forme uà diſtruggendo la ma
nubiloſa oſcurità dell'antico caos; ſpande luce ico
fantisſima nel modo ; percioche có la bellezza
delle coſe formate da eſla conuerte gli animi
alla contemplatione delſommo bene, eſſen
do come ſi è detto altroue il conuertire pro
prio della ſantità ; è beato prudente, o abbon &
dante di conſiglio,per la fermezza della ſua co
templatione; abbonda di feme, per la genera
tione delle coſe ; & per la parte intellettuale CO
chiamali PHANETE,cioè,tutta lucida, & ap E
parére, & pla parte della generationePRIA СС
Po preſidente alla emiſſione de' ſemi; & per f
ciò i Platonici la parte dell'anima prima in
centa alla
DELLE IMPRESE : 329
téta alla generatione chiamano gran seMI
NARIO ; & quindi il magno lamblico ne'mi
ſteri ſcriue, che Priapo è ſimbolo di fecondi £
fima uirtuì, onde, ſiamo condotti alla notitia
della generatione del mondo . coſi racconta
Suida, che Priapo la natura uniuerſale, & el
ſo gran ſeminario ſignificante , & horo da
gli Egittij detro ,era da i medelimi depinto in
forma humana con lo ſcettro nella deſtra
per ſegno dell'imperio ,ch'eſſa natura ha nel
mondo forrolunare, & con la ſiniſtra contrac
tādoſi le parti genitali,perdimoſtrarci,come
in eſſa ſono i ſemi di tutte le coſe, onde in Auif
cono le forme, che poi s'imprimono nella
materia , & la faccia dell'univerſo conftitui
fcono, il medemo ſeminario fù da Orfeo più
innanzi celebrato ſotto'l nomedi PAN ,
Ch’ogni coſa produce , genitore
Dell'univerſo, principe del mondo ;
Lucifero,fruttifero, peane .
& più innázi ſoggiúge nel medeſimo hinna
Per tefondo ha la terra eterno, e cede
Altuo immenfo valor l'ondoſo mare .
coſi l'effigie di quefto dio era in una città di
Egitrodal medeſimodenominata in ungran
coloſſo ſcolpita in maniera ,che con la deſtra
flagellaua la luna , & có la ſigniftra ſoftene
ua igenitali eretti;per dimoſtrarci,ch'eſſa ng
tura
330 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
tura riceue la fecondità ,con la quale genera , be
& forma tutte le coſe inferiori, da i corpi ce
lelti , & ſpecialmente della luna , la quale è a
l'vltimo ricettacolo di tutti i ſuperniinfufli,
& pciò nelle ſpeculationi de Cabaliſti la Lu
na e fott'ordinata all'ultima numerationes 1

la quale è detta luna ſopra celeſte , membro


della generatione , mare grande , raccogli - le,
mento dell'acque ſuperne, piſcina ,& lago di atta
benedittione, & che Pan Gia ſimbolo dell'uni
lierſo , il dimoſtrano le parti della ſua figura:
percioche le corna ch'aſcendono final cie 119
lo dinotano i due poli Artico , & Antartico , che
la faccia rubiconda , & ardente le ferte ſtelle
erranti , eſſendo nel viſo ſette organiprinci
pali , due occhi, due orecchie,due meati nel
naſo , & la bocca,le lunghe chiome, & la fol
ta barba rappreſentano i raggi del Sole , &
delleſtelle, glialtri mébri più nili & più dif
formii corpi elemétari, & i piedicaprini per lalica
la loro mobilità il fuffo , & l'inſtabilità delle
coſe materiali, nell'hinno poi delle STEL fpec
LE , ch'egli chiama Cal
Demoni fænti, ce duci della notte ,
Lucide ardenti , á alme genetrici Spa
Delle formare coſe , ch'a la notte
illuſtran ſempre iltenebroſo manto , lina
ci diſcriue con elle quei raggi della diuina Autt
bellez
DELLE IMPRESE 331
bellezza che nella mente angelica ,& nell'in
telletto dell'anima del Mondo conſtituiſco
noi primi eſemplari di tutte le coſe, che So
crate, & Platonepoichiamarono idee, & più
innāzi uolendo il medeſimo poeta da Iddio ,
dalla mente prima ,& dall'anima dell'uniuer
ſo diſcendere à i principij naturali delle co
ſe , comincia da Gioue, & per lo capo di eſſo
afferma, che ſi ſcoperſero, & ſi fecero uiſibili
La terra madre,imonti, l'alte riue ,
Il mare, & quanto in ſe constringe il cielo:
il quale ſcoprimento è proprio della Forma ,
che rende viſibili, & manifeſte tutte le create
coſe , & più innanzi per Giunone,
Senza cui nulla il uitalſpirto gode;
intende la Materia , ſecondo principio natu
rale, che chiamò in un'altro hinno
Protheo ,che tien del mar'ampio la chiaue
Et che la ſelua facra ombroſa regge.
alcrove habbiamo dichiarato ilMARE, & la
Selva eſſere ſimboli della materia prima , &
ſpecialméte ne miſterioli ſcritti di lamblico
Calcideo . il terzo principio naturale nella fi
loſofia d'Orfeo è la LEGGE , nó Atheniefe ,o
Spartana, o Romana,ne alcun'altra in mar
mi, in bronzi, o in carte ſpiegata,madella di
uinà prouidenza, intorno alla quale verſano
tutte le ſpeculationi cabaliſtiche , & dellaqua
332 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
le habbiamo ragionato diffufamente ne co
métari larini fatti queſt'anno ſopra la prima
parte delle Pandette di Giuſtiniano . Queſta
legge dúque fù detta dal medemo poeta fan
to Rede gli Iddij,& de glihuomini,& figillo
diuino giuſto della natura in luogo delqua
le principio poſero alcuni il moto , Platone
Iddio ,& Ariſtotele la priuatione.

DELL'HVOMO, SECONDO
la Theologia d'Orfeo .

Opo Iddio la mente


ca , l’Ania
elivniuerfale,
Dopo dedi
ma del Mondo, laAng
adamentenatura
i principij naturali di tutte le create coſe era
neceffario,che queſto altiſſimopoeta deſcri C
ueffe l'huomo, che'l fommo opefice ha con
ftituito fignore , & guardiano di queſto ſuo
veramente uenerando tempio; la onde a ciò
ponendoſi per la ſimpathia , ch'egli nel ſuo
mirabile componimento ha con l'Vniuerfo ,
onde ottiene il nome di Microcoſmo,deſcriſ
fe limbolicamente le tre parti principali del C
l'huomo , Mente , Anima , & Corpo,con tre
membri principali , & nobiliſſimi del mon
do,cioè,SOLE,LVNA , & TERRA, SOLE, fe
códo Filone nel libro de gli inſogni ſimbolo
dell'intelletto afferma Hefiodo nella Theo
gonia
DELLE IMPRESE . 333
gonia eſſere figliuolo di Thia , & d'Hiperio
ne;percioche l'intelletto è raggio della Diui
nità, ſopr’eminente,parole da Thia, & da Hi
perione,a chi ben le conſidera, ſignificate. &
Homero per la naturale lucidezza d'eſlo in
tellero , ond'egli illumina , & uiuifica l'ani
ma,e'l corpo,dille negli hinni,che'lSole è fi
gliuolo d'Hiperione, & d'Eurifaeſſa , & Or
feo dilte ch'egli è
Occhio eterno del ciel,che'l tutto mira.
percioche la medeſima virtù ,‫ و‬c'ha l'occhio
corporale nelle coſe ſenſibili ha parimente
l'intelletto nell'intelligibili, & fi comenella
luce ſolare ſono tutti i colori delle coſe for
mate, coſi nel lume intellettuale ſono tutti i
cócerti imagini delle prime idee : anzi , che la
luce ſolare non corpo, ne affertione corpora
le, ne qualità , ne accidente,come uollero al
cuni ignobili filoſofi,deue dirſi,ma piu toſto
una certa ombra della luce itelligibile,cioè,
del diuino intelletto padre dell'intelletto hu
mano, ouero lo ſplendore della medeſima lu
ce intelligibile a corpo nobiliſſimo partici
pata.nomina anco Orfeo il ſole occhio della
giuſtitia, & lume della uita ;percioche la giu
ftitia fomma armonia di tutte le uirtù , & il
fonte della uita ſono, & deriuano dallo ſplen
dore itellettuale.Euripidenella Medea chia
mid
334 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
mò il Sole lampada di Dio ;ſi come il Profeta
fanto in quelle parole ,
Et nel tuo lume uederemo il lume,
Per lume d'Iddio intende efla mente,ſi come
affermandi più nobili eſpoſitori de’libri ſan jepu
ti . & fi comeil ſole uede in un tépo, & illumi con
cele
na i corpi inferiori, coli l'intelletto non ſola
mente conoſce ,ma eriandio tutte l'altre par rea

ti inferiori ad eſſo uiuifica, & riſchiara . & per pere


nor
ciò Orfeo dopo di hauer detto ,che'l Sole èoc
Of
chio eterno , che vede çutte le coſe,ſoggiúge,
ch'egli dall'alto ſpande un'aureo fulgore, & in
luce celeſte ;& ch'egli perciò è Lucifero , & fi gili
come nella creatione del Sole uolle Iddio , C
L
ch'egli foſſe lucerna del giorno , com'altreſi
la Luna della notte,coſi affermano i Platoni
ci , che l'intelletto ujue, & riſpléde nel modo 5
intelligibile fignificato p queſta uoce Gior ild
No ,che nei libri facri come dichiara Filone, lab
è poſto per la letitia, & hilarità del ſecolo fua12 1
turo , cioè, d'ello mondo ideale , come altresi Lu
dell
l'anima ſignificata per la Luna uiue nel cor
po,ch'altro non è,che norte,& prigione oſculiè
riſlima.quindi eſſa Lyna l'Animarationale ma
fignificante è da Orfeo detta notturna , che gar
camina di notte, & che di notte corre , & pec
che l'anima,ſecondo iPlatonici,procededal
l'intelletto , perciò la Luna è damolti detrą del
figliuo
DELLE IMPRESE . 335
figliuola del Sole, & ſpecialmente da Euripi
de nelle Pheniſli in quei uerlī,
1 O delfolchiara , & luminoja figlia
Luce dell'aureo cerchio .
& perchel'Anima rationale , che prima ſe
condo la Filoſofia Platonica , nella regione
celeſte uiueua , diſcende nel mondo inferio
ſe acceſa dal deſiderio della generatione , &
perciò quaſi innamorata della Natura infe
riore, che Platone chiamò Venere ſecoda, &
Orfeo nominò Pan , però diceſi ,che la Luna
s'inamoró d'ello Dio Pan , ilche testifica Vir
gilio ne’libri della villa dicendo ,
Cofi,fe crede lice ,o Luna,il Dio
D'Arcadia ti legò,con picciol dono
Di bianca lana , e ti chiamò ncl'alte
Selue,ne al ſuo chiamar tu fordafoſti.
il duono della bianca LANA non è altro che
la bellezza ſenſibile, con laquale eſſa Natu
ra ſignificata per lo Dio d'Arcadia alletta la
Luna , cioè, l'animaa diſcendere nel mondo
della generatione, & L'ALTE SELVE , come
ſi è detto altroue,rapreſentano la materia pri
ma; queſto miſterio fù leggiadramente ſpic
gato dal Petrarca nel canzonicro , & in quel
la feſtina ,
A qualunche animale alberga in terra ,
nellaquale miſticamente accenna, & defcri
lie
336 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVERO
ue tutti gli auenimenti dell'animo humano;
percioche in quel uerſo della prima ſtanza
Qual torna a cafa , & qual s'annida m ſelua ,
per la caſa intende la celeſte patria, & per la
Telua la materia, nellaquale diſcendono, &
immergono l'anime impure, & lequali accé- la
dendo il cielo , cioè, l'intelletto le fue ſtelle, et
cioè , iprimi ſemi della diuina intelligenza, co
non ſi curano di tornare , come il medeſimo
diuino Poeta ſoggiunge più innanzi , allelui
centi ſtelle , cioè, alla luce intellettuale, ma pe
tornano giù nell’amoroſa ſelua,cioè,s'accen TC
dono d'Amore ſolamente uerſo le coſe mare
riali, non mouendoſi gia mai a deſiderare il
ritorno alla patria ,laquale immerſione, & đi
fcela fù anco fimbolicaméte ſpiegata negli
amori della medeſima Luna con Endimio ter
ne; per cui ſolo ella diſceſe nei monti, che ſo
no appreſſo Trachine, come racconta Rhia Ja
no nel xiij dell'Heraclea , iquali monti per- O
ciò ne furono detti Aſeleni, cioè,ſenza la Lu
na ; percioche mentr'ella ſi godeua con l'ama
to Endimione, e ſi rimaneuano priuidella
luce lunare,& perciò fono fimbolo della par ce
te ſuprema dell'animo noſtro priua di luce ,
mentre la Luna , cioè,la ragione ſi gode con
"

Endimione,cioè, li compiace ne i godimenti


del corpo lignificato per Endimione.
OR
DELLE IMPRESE 337
OR FICA COMPARATIONE
tra la Luna , & l'Anima humana .

ET
amori , & del fimbolo , c'hanno inſieme
la Luna , & l'Anima rationale , è da ſapere,
che fi come efſa Anima è tra l'intelletto , e'l
corpo,& dicefi conftare dell'ynità & ftabili
tà intelletuale per l'ellenza ſua, & della mol
titudine,o diuerſità , & mutatione corporale,
per riſpetto delle operationi , cofi la Luna è
pofta tra'l Sole effo intelletto, & la terra l'im
purità corporale ſignificante . & dicono la me
deſima eſſere compoſta dell'unica , & ftabile
Juce ſolare, & della moltiplice natura delle te
nebre terrene;& ch'effa la terrena opacità có
tenga il dimoſtrano la macchie oſcure , che
noiueggiamo nel ſuo globo ,nel tempo del
la ſua pienezza, oltre di ciò la medeſima è da
Orfeo detta ,
Crefccnte ,e māca, e maſchio, e dõna a un tèpo.
il creſcere , & ſminuire della Luna è noto a
chiunque la riſguarda,poifi come la Lunari
ceue la lucedal Sole ,& gli influſſi da i corpi
a lei ſuperiori, è detta femina ,& come la me
defima , & la luce, & gli altri influlli porge a
gli elementi inferiori a lei , ottiene il nome
di maſchio , erendo il proprio della parie
mar
338 FILOSOFIA SIMBOLICĄ,OVERO
maſchile, come più degna d'operare, & d'in- mari
fluire , & della femina di patire , & di riceton
vere gl'influſſi: coſi l'Anima rationale ſem - ch'el
pre che all'intelletto ſua portione ſuperiore de , o
li congiunge fa l'officio in fimile congiungi infer
mento di femina , & allhora concepifle in ſe laci,
Iteffa la fecondità ideale ; & la figliuolanza patte
de penfieri ,de' concetti, de'diſcorſi, iquali lapa
effercitando poi nella cura corporale viene quilt
a conſeguirne la uirtu maſchile.oltre di cidia al
il globo lunare ha due parti , una ſuperiore, ballo
che riſguarda il Sole, & gli altri corpi celefti lapa
ſuperiori, & l'altra inferiore ,ch'è riuolta alla giorn
terra:queſta o ſia tutta, o ſia in parte lumino- ione
fa è ueduta da gli occhinoftri , l'altra ancocelami
che tutta riſplendente è impoſſibile, che noi giore
poſſiamo uedere . & per raccontare tutti glineal
auenimenti, & tutte le qualità della luna,el ma
la viene ad hauere ſempre una ſua metà illu che
minata dal ſole , eccetto che al tempo de gli da q
eccliſi; ne oſta, che fuori del plenilunio noi masa
non ueggiamo queſta parte inferiore a pic mac
no riſplendente ; percioche,& nell'allonta- uien
nard, & nell'approſſimarſi,che fa la Luna al fol
Sole, ſempre una metà di effa rimane illuftra Ipo,
ta da iraggi ſolari . quindi ſe la Luna è nell' alla
oppoſitione, la parte inferiore dieſſa è tutta tutt
chiara ,& la ſuperiore è tutta oſcura ; & il con toit
trario
DELLE IMPRESE . 339
trario auiene , s'ella ſi truoua nella congiun
Lione, l'altre apparenze poi fi fanno ſecondo,
ch'eſſendo la Luna pità, ò meno uicina al So
le, o nell'acceſſo, o nel receſſo viene la parte
inferiore à riceuere piu , o meno dei raggi ſo
lari , nelqual caſo quanto di lume acquiſta la
parte, che ci riſguarda , tanto altro ne perde
la parte ſuperna, & per lo contrario táto n’ac
quilta la ſuperna, quanto caminando la Lu
na alla congiuntione ne perde la parte da
ballo, la oppoſitione,laquale opera ,che que
Ata parte inferiore fia tutra chiara, falli il xv .
giorno dopo che la Luna partì dalla congiữ
tione co'l ſole, nellaquale efl'a di ſopra fù il
luminata tutta , & da ballo rimaſe per due
giorni oſcura , & inuiĝbile a gl'occhi noftri.
ne altrimenti poſſiamo dire , che operi l'ani
ma humana ſignificata per la luna ; percio
che la cura corporale, proviene ſolamente
da quella parte dell'anima, la quale è chia
mata infimo piede di eſſa la ſua unità ſupre
ma come tutta intellectuale al corpo non per
uiene; percioche, come diceua il lanto Apo
ftolo ,la parte animale, cioè , la uita del cor
po, & ſenſuale non intende le coſe, che ſono
d'Iddio , & perciò non è capaced'eſſa unità
tutta diuina , Oltre di ciò , la luce dell'inteller
to in ſe ſteſſa è ſempre pura , & ftabile ,main
Y2 fufa
340 FILOSOFIA SIMBOLICA, OPERO
fula nell'animadiuenta mutabile, & ditene
bre meſcolata, conftando come dilli l'anima
di luce intellettuale , & di opacità corporale:
& queſta luce nell'anima infuſa riceue quel
Je uariationi, & uiciſſitudini,ch'auengono al
la luce ſolare ricevuta nel globo della luna ;
eſſendo ancor'effa hora tranſportata alla par
te corporale , & hora eleuata all'ynità intel
lettuale . Io chiamo per hora unità intellec
tuale la piu nobile parte dell'anima rationa
Je, chcriſguarda l'intelletto percioche alcu,
na fiata l'anima noſtra uſa torta la luce dall
intelletto proueniente nell'adminiſtratione
delle coſe corporali,laſciando, che la parte
Superna nobiliſſima, che riſguarda la men
te, tutta tenebrofa, & priua di luce rimanga:
il che auiene a coloro , i quali abbandonan ,
do la contemplatione, & la ſcienza delle co
ſe intelligibili, & dalla materia ſeparate,pri
ui della uera ſapienza tutti alle attioni , & al
compiacimento del corpo fi danno , nelle
quali coſe appaiono eſli ſagaci, aſtuti,& Ao
ridi in tutte le delicie della carne , madicefi
allhora l'anima ellere oppoſta all'intelletto ,
& nell'oppoſitionc co'l medeſimo, come è la
luna piena co'l ſole, il qual aſpetto uogliono
gli Aſtrologi, che ſia ad ello ſole odiofo,& ni
mico , effendoci allontanata da ello, & fatta
ſegli
DELLE IMPRESE 341
Segli contraria , & inimica.il contrario auio .
ne s'efla anima riceue con l'unità ſua la luce
intellettuale ad effo intelletto congiungen
doli; non meno di quello , ch'al tempo della
congiuntione li faccia la luna co'l ſole ; & fi
come in eſſo coiro lunare la parte terrena di
quel globo rimaſe dalla luce ſolare abban
donata ,coſi l'Anima ragioneuole dopo l'ha
dere conſeguica la copula intellettuale; pero
cioche diſpreggia , & abbádona le coſe corpo
rali nella parte al corpo appartenente reſta
oſcura & tenebroſa; percioch'ella in quell'al
uiſima ſpeculatione aftrarta , & eleuata non
prende alcuna cura del corpo,nedell'accioni
ad effo appartenenti ; lequali percid paiono
imperfette,oſcure,& imprudenti.ma perche
tutta la machina corporale non uenille a pe
rire, come troppo tranſcurata ,o a parirne ir
reparabile danno, l'anima ad imitatione del
la fua luna uà diſcoltandoſi a poco a poco da
quella feliciſſima copula intellettuale,& frà
tanto compartendo pian piano la luce intel
ligibile alla parte inferiore, laquale tanto
fplendore fi ua acquiſtando, quanto ſe ne ud
ſcemando alla parte di ſopra l'intelletto ril
guardante;ſin’a tanto ,ch'ella finalmente ab.
bandona in curto la contemplatione ; & per
conſeguente reſta la detta parte ſuperna pris
Y 3 ua di
342 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
ua'di luce , quello ch'alla luna il xvi giorno
C
dopo la congiuntione aniene : & quindi poi
tornando la medeſima ad auicinarGall'intel
11
letto ua gradatamente racquiſtando il lume
intellettuale nell'unità ſuo fiore, & capo , fin
che con effo intelletto un'altra fiata amoro . och
te
ſamente fi congiunge . La luna oltre di ciò
partendoſi dalla congiuntione, la quale uie
ne ad eſſere , come unità , & comeprincipio 1
OC
del moto lunare, & caminando all'oppoſitio
(O
ne, & da queſta a quella ritornando, conſu
al
ma lo ſpatio di xxviij.giorni nel quale naſco
no i ſette aſpecti lunari raccotati da gli aſtro
logi, cioè,due quadrāti ,due trini,due reſtili ,
& l'oppoſitione, la quale viene a reſtare nel
mezo di tutto il uiagio lunare,cioè, Gin ch'el
la ritorni al congiungimento; ond'ella fi par
tì.il primo quadrante falli il vij.giorno dopo
chela luna partì dalla congiuntione :& qui fo
ui ella è di modo nel mezo d'ella & del con 00

.
reſta egualmente meza chiara ,&meza oſcu
ra, & il medeſimo all'inferiore auiene l'altro
quadrato è parimente quando la Luna dalle
inimicitia ſolare torna uerſo il congiungi
mento, & ch'alla già detta mediera G ritruo
ua. & fi come il primo quadrato fà poi,chela
parte del globo inferiore comincia a fupe
rare
DELLE IMPRESE 343
rare l'altra parte nella comprenſione della lu
ce, coſi il ſecondo quadrato opera il contra
rio ,cioè chela parte ſuperiore auanzi l'infe
tiore.il primo feſtile falli partendoſi la Luna
dalla congiuntione, & partecipandoſi qual.
che parte di luce alla parte inferiore . l'altro
feſtile naſce tornado la Luna dall'oppoſitio
ne al contrario , & in queſto aſpetto la parte
fuperiore uiene a racquiſtare l'abbondanza
de' ragi ſolari,laſciandoneperò qualche po
co alla parte più baſſa .Il primo trino ſi pro
duce dieci giorni dopo che la Lunaè partita
dal congiungiméto ſolare , & allhora la par
te diſotto auanza l'altra di luce,ma non pe
tò che l'auanzata ne rimanga priua : ſeben
per la poca luce è conſtretta dicedere'riello
fplendore alla parte baſſa . l'altro trino fafli
x.giorni dopo la copula ſolare, & in quel ca
ſo la parte ſuperna comincia a racquiſtare
della perduta luce ſenza perd contraſto alcu
no dell'inferiore, laquale ſe necontenta pec
uederſi padrona della maggior parte d'effa
lace: & perciò dicono gli Aſtrologi queſto af
perto fignificare perfetta ,& affoluta amici
tia.l'oppoſitione è quale io dilli, cioè, quádo
la parte inferiore del globo lunarcè tutta lu
cida , & la ſaperna tutta oſcura, ma ueggia
mo in che guiſa i medeſimi aſpetti nei moui
Y 4 menti
344 FILOSOFIA SIMBOLICA , Overo
menti dell'anima ſi producano ;& tutto quel
lo , cheda elli uenga cagionato, & prodotto .
Nell'anima, cheparce dalla copula intellet
tuale, & diſcende all'immiſtione dell'attioni
corporali, alcuna fiaca impera la ragione, &
il ſenſo ubidiſce ſenza contralto alcuno , &
della luce intellettuale alcuna parte riſplen
de nelle operacioni del corpo, & queſto aſpec
to chiamano i Platonici Temperanza, & paf,
ſando l'animo più oltre in queſto diſcenſo
nell'abbondare la luce ſuperna al corpo , il
ſenſo , ſe bene efla ragione impera , tuttauia
non laſcia di fargli alcuna forte di cótralto ,
& queſto aſpetto , o ſtato chiamali Continen
za, come poi la luce intellettuale croppo ab .
bondantemente diſcende al corpo abbando
nando la cima d'ella anima il ſenſo comin
cia ad imperare alla ragione & ella ſe ben
mal uoléticri cede, & li laſcia ſignoreggiare,
il qual aſpecto chiamali Ircontinenze . final
mente come la parte corporale curto'l lume
dall'intelletto proueniente in fe ftella cópré
de, & l'unità ſuprema ne reſta ſpogliata,& to
talmente priua,& fa l'aſpetco dell'Intemperax
Raoue la ragione addornamentata , & nelle
inmonditie materiali immerſa Glaſcia uolo
tieri, & ſenz'alcun contraſto dominare: & d
quefto l'aſpetto odioſiſſimo dell'oppoſiciona
anima
DELLE IMPRESI
deanimale;ma come l'anima riluegliata un al
TO. tra uolta dall'immonditia, & fedirà corpora .
et le cerca di Colleuarſi, torna per i raccontati
волі , gradi indietro un'altra uolta alla congiuntio
6, % ne,& copula intellettuale facédofiprimiera
mente yn'altra fiata incótinente, il cheauic .
plen ne ſempre che nell'animo errante, & uitiolo
peecomincia ad hauere luogo quache ſcintilla
pale della ſalutifera penitenza ,& da qui poico.
ento minciando ad imperare la ragione ſin’a quel
tempo troppo indegnamente ſignoreggiata
da i ſenfi,diuenta cótinente, & dopd l'acches
altes tatione de' ſenſi temperato, & finalmente ad
cela l'anima tutta di diuino amore un'altra
Daba fiata con l'intelletto s'uniſce , & congiunge.
Idoo Ma due parti di queſta lunare comparatione
ancora rimangono , lequali compiranno di
eben fare conoſcere che la Luna fù con alcillimo
jaren miſterio dal Theologo, & poeta Thracio uſa
inale ta per uero ſimbolo dell'anima humana ,
Lumi ond'ella pud molto ragioneuolmente dir
Sport fi anima ſenſibile , comealtre l'anima puo
,810 trà chiamarſi Luna ſpiritale . queſte ſono
perak gli eccliſſi d'ambidui i luminari del mon
nella do , cioè , del Sole , & della Luna , iquali
uolo parimente a glieccliſſi dell'intelletto ; &
dell'anima fi rifferiſcono . L'ecclille della
101004 Luna ſappiamo farli da che la terra ſi tra
314 pone
346 FILOSOFIA SIMBOLICA, OVEKO
pone frà ella Luna,& il Sole ,ond'ella prende
il lume, perloche ambedue le parti del glo
bo lunare reſtano priue diluce , & piene di I
horribile ,& tenebroſa oſcurità.cofi parimen
te ſempre che trà l'intelletto , & l'anima G
trapone la terra corporalc , ilche auiene all'
huomo ſempre che la ragione è totalmente
dominata dal ſenſo ;fi fà l'ecclide di efſa ani
ma,laquale nell'oſcurità , & immonditia cor fal
poraleinuoſta perde totalmére ogni luce in
telletuale ,& effa & tutte le attioni ſue riman Hoa
gono oſcuriſſime, & come ſcriue Homero , Aue
Doueſonle cimerie oſcure
grotte
beg
Et popoli in perpetue nebbie & folte 1201
Et in nere caligini ſommerſi, 02
quai leuando, o tramontando il ſole uen
Giamai non guarda , ma d'oſcura notte
perc
Sonno , & borrore eſſi infelici ingombra .
gibi
& affermano alcuni filoſofiche la Pitagori che
ca tranſmigratione dell'anime nei corpi fe parte
rini non ſignificaua altro che queſta infelici
tà ,per la quale l'huomo tutto beſtiale diuen firatt
ta,ma fi come la Luna alcuna fiata non' tut.
Mrpe
ta , ma in parte ueggiamo eccliſfarli, coſia-.
peru
uiene, che l'anima talhora non tutta, ma in
didez
alcuna parte apprende dell'habiro , & della ting
nacura ferina, laquale è quell'efirtio,quelpro Hali
fondo , & quel pozzo,da i quali il profeta fan, talla
EKU
DELLE IMPRES.E. 347
rende
to ne'falmipregaua Iddio che lo liberaffe ,
ene di mà ciò più chiaramente dimoſtra in quei uer
fil medeſimo profeta ,
imen
Non diuentar comeil cauallo o'l mulo
imali
In cui luce mental mai non riſplende.
me all
Ma l'eccliffe del Sole è molto diuerfo dallu
-nente
nare ; percioche il ſole non perde mai la ſua
a ank.
nativa , & fempiterna luce, & il ſuo eccliffe
12 001
fafli alhora,chela Luna ſi trapone fragli oc
cell
chi noftri & il globo ſolare , riceuendo nella
iman
ſua portione ſuperiore tutta la lucidezza in
TO
Aluente, uierādo però ,che gl'occhi noſtri no
ueggano alcuna parte di qlla infinita, & ma
raviglioſa luce, rimanendo fra tanto la fac
cia della terra circondata d'horrende, & ſpa
uentoſe tenebre : parimente l'intelletto non
perde alcuna parte mai della luce intelli
gibile , ond'egli è conſtituito , ma ſempre
2011 che l'anima alienata dal ſenſo riceue nella
pife
parte ſua più nobile tutra la luce intellettua
ไม่
le, quella altiſſima, & ueramente ſacra, & a
Jen
ſtrattiſſima contemplatione impediſce ,ch’al
Idk
corpo alcuna parte di luce intelligibile non
-C 21
peruenga,ond'egli abbandonato da ogni lu
114 cidezza nitale neceſſariamentemuore,& fiem
ella
ftingue, & l'animarottii uincoli corporali re
pro fta libera ,ſciolta, & con la diuinità congiun
2010 taylaqual forte diMorte chiamarono glihe
brei
348 FILOSOF S , OVERS
IA IMBOLICA
,
le uogliono che moriſſero Mosè , Aaronc, &
alcuni altri fanti dell'antic teſtamento . Si
o
mile poſſiamo credere che foſſe il paſſaggio
da queſto all'altro ſecolo del ſantiſlimo Pao
lo primo heremita raccontato da Geronim
o
del beatiſſimo padre Antonio abbate, del di
uino Machario Romano ,ilquale fu daTheo
filo , Sergio , & Thimo diuotiſlim monaci
i
truouato uicino al paradiſo terreno , & di
molti altri fantiſſimi heremiti , che ne gli
horridi diferti di Thebaide feliciſſim
amente
morendo laſciarono illuſtre, & glorioſo no
me nella chieſa d'Iddio.Et per tornare ad Or
feo , ſi è veduto ſin'hora , come ſotto la mifti
ca ſcorza delle fue antiche fauole cgli com
prenda gli altiſſimi fondament della uera
i
Sapienza deſcrivend la diuinita in feftel
oci
fa, & difuſa nella creatione delle coſe,la pro
greſſione della mente prima , & del mondo
ideale ,dell'animadel mondo , & della natura
vniuerfale, inſegnando quali ſiano i princi
ci
pij naturali delle coſe , i mouiment ,& le al
i
tre qualità dell'animo noftro , la chiarezza
dell'intel de corpo ,la libertà
letto,l'oſcurità l
dell'anima, & finalmente le cagioni, & iter
mini della miſeria , & della beatitudi
nchu
mana.Et pche non sia chi poſſa ragioneuol
menic
DELLE IMRLSE . 349
mente dubitare che queſti alti ſenſi all'Orfi
ca poeſia non conuengano, io riferito alcu
ni uerfidel medemo, ſcritti nel libro dėl Ver
bo facro , rifferiti anco da Euſebio Panfilo
nel xiij.della Preparatione euengelica ,iquali
leuaranno intorno a ciò ogni ſorte di dubio,
& dipiù faranno ampliſſima fede , cheimi.
Aeri d'Orfeo uennero per mezo de gli Egit
dijdalla Filoſofia Moſaica , & ſono tali a que
da noftra Italiana fauella ridutti ,
Voi ,che virtù ſeguite ,a le mie note
Porgele orecchi intenti : & uoi profani
Fuggite, e tu Muſeo, che folcontempli
Con mente eccelſa le diuine forme ,
Queste mie noci apprendi,effe rimira
Con l'occhio interno, & le conferua intatto
Nel Sacro petto , per queſt'alta uia
Inchina al Sommoautor dell'univerſo ,
Vnico , immortal, c'hora i ti ſcuopro.
Queſto ſolo perfetto eterno Dio
Creò tutte le coſe, quelle regge
Sopra'l tutto eminentc, & con lo ſpirto
sol fi comprende,ſiconoſce, Guede.
Dalui mal non deriua, do altro Dio
None chelui;ma tuben mira'l tutto .
Etperche meglio tu'l conoſca in terra ,
Ecco leſuc ueftiggie i guardo,ólalta,
Et fortemano fua weggo,ma quale
Eifoa
350 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
Ei ſia non sò,ne per me ſcerner uaglio, por
Perch'eſſo nelle nubialto reſide .
VnChaldeo ſolo il video ei ſublime
Celeſte, & aureo ſeggio calca , & preme :
L'alma ſua deſtra l'ocean constringe,
El fin dalle profonde ime radici
Tocchi da quella man triemano i Montig
Neſostennerpuò graue immenſa mole
D'efi chi ſopra'l cielo habita, et pure
Non hd qua giù chi'l ſuo Valor non proue ;
EMO è capodel tutto,o mezo , & fine.
Il Chaldeo , che ſolo uide Iddio non può eſſe
re altri cheMosè,che lo uide ,come afferma
no i libri ſanti,da faccia a faccia ;ſe purre non
vogliamo con Euſebio dire, che'egli ſia ilPa
triarca Abrahamo,& per dimoſtrare l'altez
za , & profondità,che nelle favole d'Orfeo G
contengono , il dottiſſimo Pico foleua dire .
che gl'hinni d'Orfeo oprano nella Magia
naturale quel medeſimo , che fanno i ſalmi
di Dauid nella Cabala, anzi che la loro ordi
patione,li come ci ſono peruenuti alle mani,
dimoſtra manifeſtamente la diuinita de fog
getti i quali ſono lpiegati in eſli ,percioche
primieramente ; oltre al proemio a Muſeo
& oltre all'hinno di Lucina,che ferae per in
uocatione particolare , il numero loro è
lxxxiiij . ilquale è ſimbolo del noſtro Settena
rio
DELLE IMPRESE 357
rio perfettamente moltiplicato,complicato ,
& eſplicato in ſe ſteſſo;percioche il ſette con
Ita di quattro, & ditre , & dicendo tre uolie
quattro, ſe ne produce il xij , & eſplicando il
Sercenario per xij.ſe ne genera il derto nume
ro di LXXXIIII. numero de gl’hinni d'Or
feo , & queſto Settenario afferma Filone nel
libro dell'opificio d'Iddio eſſere ſimbolo , &
hieroglifico della diuinità , & d'ogni aſſolu
tiſſima perfettione. Oltre diciò corriſponde
di maniera l'Orfica theologia con la Caba
la de gliHebrei , cheniuna coſa è nell'ordi
ne sfiriſtico contenuta , la quale parimente
non ſi ritruoui ſimbolicamente ſpiegata ne
glhinni d'Orfeo, quindi la Notte d'Orfeo fi
rifferiſce alla Corona prima numeratione ca
baliſtica , il Cielo alla fapienza ſeconda ſefi
ra, l'ethere alla prudéza, alla quale anco s'at
tribuiſce l'hinno di Saturno ,fi comeApolli
ne couiene có la ſecoda,Gioueappartiene al
la Cleméza , eſsédo anco Gioue celeſte ſtella
benigniſs. Marte tutto fuoco è di Geburah ,
o rigore, & ſeuerità , il Sole di Tiferet , cioè
bellezza , e ornamento , Venere alla laude,
Pallade, & la Vittoria al trionfo ,il Primoge
nito Mercurio , e Bacho al fondamento ,Pro
theo , Oceano, & la Luna a Malchud ultima
Sefira ſi riferiſcono , & li sà anco, che Thifo
352 FILOSOFIA SIMBOLICA ,OYERO
me è il medeſimo appreffo Orfeo nella Ma .
gia , che Samael nella Cabala,i Cureti fono
Angeli alla parte del giudicio appartenenti,
i molti Bachi ſono le intelligenze motricide
gli orbi celefti , & in ſomma non èparte al
cuna nelle fauole d'Orfeo, la qualenon con
tenga alcun miſterio cabaliſtico . & effendo 1

Orfeo il fonte di queſta occolta,nobile, & al


legorica filoſofia , ipoeti,che l'hanno ſegui
to moſſi ancor eſli da fpirito ſublime fono
conſtrerti d'imitarlo , & però ne i componi 1
méti loro non è fauola alcuna , la quale non 0
riceua allegorica dichiaratione; perche altri
anenti (come diceuano Heraclito , & Eratofte
ne)Homero, & gli altri poeti ad inutili,& pu
erili ſtudi ſi ſarebbono indirizzati. ſono dun
que le fauole degli antichi poeti ancor'eſle
ſimbolici componimenti, & piene d'altiſſimi
concetti .

FILOSOFIA PITAGORICA

ITAGORA hauendo imparato da i ſecre

le coſe diuine ſe ne paſsò in Grecia , doue in


ſegnò ſolamente con uiua uoce, occolcanda
forro fimboli , & numerationiimiſteri della
DELI E IMPRESE. 353
kera ſapienza , imitando in ciò gli Hebreis
gli Egittij ,& i poeti antichillimi, che'l me
delimo fatto li haueuano con l'altezza dei
nomi facri , de ' Hieroglifici , & con le fauole
dell'Orfica theologia , & lotto elli ſimboli, &
numeri compreſe tutta la filoſofia fimbo .
lica , & fignificatrice. Fù Pitagora , fecon
do la più commune opinione de gli ſcrittor
ri ,di Samo , benche Ariftoxeno , Ariftarco ,
& Theopompo affermano, ch'egli folle Tir
theno , & Neanthe ſcriae , che fù di Tiro , &
ch'eſſendo mandato dalPadre , che'l belliſ
fimo fuo intelletto conobbe, in Egitto adim
parare i principij delle divine fcienze da i
facerdoti, fi fece quiui conoſcere di mirabi.
le religione ingegnoſo,continente, & man
ſueto : s'aftenne per conſiglio di Talethe
dal bere uino , & dal magnare carne , & fà
anco di brieuiffimo fonno : dall'Egitto an
dò nella Fenicia , & aſceſe al monte Car
melo, oue ſterte un grande ſpatio habitando
nel tépio iui edificato in ſantiflima ſolitudi
ne, & quindipoi in Egitto ternando non la
ſciò luogo ſacro, ne perſona alcuna o preli
gione, o per eruditione notabile, o riguarde
uole,doue,o con laquale egli non praticafle.
atteſe nell'Egitto poi per uinti anni contino
ui all'aſtronomia , & alla Geometria, & eflen
z de
354 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERG
do condotto prigione in Babilonia inſieme
con Cambiſe, hebbeiuiconuerfatione con i &
ce
Magi , da i quali imparò l’Arithmetica , la
Mulica & il rimanente delle Mathematiche
diſcipline ; & dopd l'efferli fermato in queſte per
partiper altri xij. anni , finalmente ſe ne cor fu
/ YN
nò a Samo ſua patria : & quiui , come rac
conta lamblico , ad imitatione degli Egittiji
OU
cominciò ad inſegnare la ſimbolica Filoſa
fia , ma diſpreggiando gli huomini di Samo
queſto modo di filoſofare , come hauuto da i 1
Barbari , allettaua i giouani con premi,per
che l'andaſſero ad udire , & perciò ereſſe un
auditorio ilquale fu poi chiamato Hemici 10
012
clio di Pitagora , nelquale luogo poi furono
&
folici di conuocarf i Samijinfino al tempo di
LE
Iamblico per conſultare le coſe appartenen
ti al gouerno publico, & fuori della città edi CE
ficò l'antro della filoſofia , doue il più del D
fic
tempo ftaua diſputando le queſtioni filoſofie
che , & in quelto luogo compoſe le diſciplinot
IL
ne delle coſe celeſti con geometriche, & ari
thmetiche,dimoſtrationi. Fra tanto eſſendo là
fparſa la fama del ſuo ſapere per tutta la Gre le

cia corſero da lui molti per sérire; & impara


re la ſua dottrina.ma parédo a Pitagorad'ef
ſere troppo impedito nel filoſofare da ima
negi publici , ne i quali per le leggi della pas
tria
DELLE IMPRESE . 355
Eria era aftretto d'impiegarſi partì da Samoa
& venne in Italia , & fermatofi a Crotone
hebbein poco ſpatio di rempo forſe dve mil
la ſcolari, i quali ſi transferirono a Crotone
per udirlo con le mogli , con i figli & con
tutte le famiglie loro , & quiui edificarono
vna commune habitatione , nellaquale tut
ti inſieme & in communione uiueuano ,
queſti allertati dalla celeſte dottrina del mae
ftro il riueriuano come un Dio diſceſo in for
ma humana per inſegnare a gli huomini
la ſtrada di beatamente finire il corſo degli
anni diqueſta uita mortale , furono alcuni,
che lo chiamarono Pithio ,& Apolline, altri
differo, ch'egli era un grandiſlimo demone,
& altri uno di quei demoni ; che ſono nella
Luna; & da quì forſe uenne, ch'Ariſtotele di
celle , che ciaſcuno , che uiue con ragione è
Dio , o huomo ,ouero Pitagora.Rifullero , &
fiorino al tempo del medeſimo tra Greci
ottimo ſtato delle Republiche , commu
nicationi amichevoli , culto diuino , fanti
tà,religione,inſtitutionilegali,eruditioni, fia
lentio , aſtinenza dalla carne de gli animali,
& chepiù importa da i vitij, & da glierrori,
modeſtia, continenza, & folicitudine, & final
méte ogni fanto , & pietoſo inſtituto.Fu il pri
mo Pitagora, che trouaſſe il nome della Filo
Z 2 ſofia ,
356 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
fofa, & che chiaramente affermafle l'anime
ellere immortali . edificò un tempio alle Mu
ſe , cioè , alle anime delle ſpere celefti, come
cagioni d'ogni confonantiſſima harmonia ,
& fù grandilfimo amatore della Muſica,con
laquale hebbe uirtù di domare l'Orſa Dag
nia ,che gli habitanti di quei paeſi infeftaua, e

& con la medeſima acqueraua cutte le huma


ne perturbationi incirando gli animi degli
aſcoltanti alle uirtù con i numeri Diatonici,
& Chromatici , & imitando co'l ſuono della
Jira l'armonia delle celeſti ſpere ; chiunque
entraua a farſi fuo ſcolare, non era ammeſſo
fin che non ſi foffero diligentiffimamente
prouati i ſuoi coſtumi, & uoleua ,che ſi oſſer
uaflero nel futuro pitagorico il riſo , il filea
cio, i piaceri, i dolori, la fiſionomia,landare,
& il mouimento di tutto il corpo:haueua ,ol ca
tre di ciò , a feruare il filentio per cinque an
ni dopo ilquale era introdotto a ſentire Pita ri
gora dichiarantei ſegreti della diuina fapien
za; & tutta queſta offeruatione fi faceua,per
che i miſteri della filoſofia non fi ſcuopriſſe
ro ad animi indegni, & impuri.de' ſuoi ſcuo .
Jari alcuni erano Pitagorei, & altri Pitagori
Iti,fi comediuerſi ſono gli Artici,&gli Attici
fti : i Pitagorei erano i più cari ,& più fauoriti,
& perciò erano introdutti a dogmati piu i
cimi,
DELLE IMPRESE . 357
timi , & più occolti .tale fù Abbarihiperbo
reo ſacerdote d'Apolline , ilqual uenne a po
fta in Italia per quindi portare alla ſua pa
tria i precetti Pitagorici, & diceſi, ch'egli do
nd a Pitagora un'arco di marauiglioſa uir
tù percioche con ello li paſſauano facilmen
te , & ſenza alcun trauaglio, o pericolo i fiuze
mi , i monti , i mari , & tutti gli altri luoghi
inacceſlibili , & egli allo incontro gliinſes
gnò per uia di numeri la teologia ,& ľordipe
dellecoſe dinine , & fi compiacque Pitagora
molto della conuerfatione d'Abbari; perche
egli era d'ingegno manſuetiſſimo:percioche
queſta uirtu della manſuetudine era di ma
niera ſtimata da lui, che gli animi priui di el
ſa giudicaua indegni, & incapaci della ſapić
za:oltre di ciò, uoleua Pitagorasche la Muſi.
ca giouaſſe molto alla ſanirà del corpo , & al .
la trãquillità dell'animo, & perciò nell'aper
tura dell'anno ſoleua , congregati i ſequaci
della ſua dottrina in alcun luogo allegro , &
ameno ridurſi, & quiui fattigli accommoda
re,& porre in cerchio , entrauå uno di loro in
mezo, che ſonaua la lira ,& fra tanto uoleua
che gli altri a quel ſuono , & co'l canco pro ..
portionato , & con mouimenti harmonici a
guiſa di balletti riſpondeſfero . diceſi,ch'egli
con Rithmo Spondiaco acquetò l'impero di
Z 3
358 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
un giouane Tauromenitano ,ilquale molto
da furioſa rabbia di geloſia aſſaltaua le porte
del ſuo riuale per ammazzarlo, & rouinargli
la caſa : il medeſimo quafi auenne ad Empe
docle Pitagorico ,ilquale con muſici concen
ti ancor'egli affcend il furore d'un'altro , che
con la ſpada nudaperſeguitaua Anchito ho
fpite d'eſſo Empedocle per ucciderlo , cauộ !
Pitagora dal battimento de martelli ſopra
le incudini l'harmonia delle proportioniDia
paſon, Diapente , & Diateſeron . da molti fe
gni ſi compreſe la ſantità del medeſimo , &
fra gl'altri,perch'egli,come racconta lambli !
co , conobbe l'anima ſua , di chi ella folle
ſtata prima , & come uenuta nel ſuo corpo , &
che'l fiumeNeffo nelpaſſarlo gli diffe , Dio
ti ſalui Pitagora;oltre di ciò egli purgò mol
20
ti luoghi dalle peſte , & fpecialmente las
città di Lacedomene , conobbe , & preuid 1
de in un pozzo il futuro terremoto , & fep
pe il modo d'acquerare i Venti , & le tem
peſte maritime: queſte coſe racconta Andro . E
cide nel libro de'fiinboli Fui nella ſua dottri
na ſeguace , & interprete d'Orfeo , & da gli
Orfici miſteripreſe molte parti della ſimbo
lica Filoſofia , & da gli inſtituti del mede
ſimo imparò quel ſacro ragionamento di
Dio , nelquale ſeguendo Orfeo diffe , chela
foſtan .
DELTE IMPRESE . 359
foſtanza del numero è ſempiterna,principio
del cielo , & della terra , & della terza natura ,
radice , & ſede de gli Iddij , & de idemoni .
quindi egli adorò i Dei non al modo degli
altri Greci , ma ſecondo il rito d'Orfeo , & il
diuino culto prefe ,& congiunſe con la filoſo
fia facra d'ello Orfeo , & degli Egittij facerdo
ti hebbe molti ſcolari, & ſeguaci della ſua ce
leſte dottrina , & fra gli altri furono famon Fi
lolao , Eurito ,Charóda ,Zaleuco , Brillone,Ar
chita il vecchio, Ariſteo ,Liſide, Empedocle,
Zamolſide, Epimenide, Milone, Leucippo ,
Alcmeone , Thimarida, & molti altri ricorda
ti da lamblico, & i piu famoſi furono fino al
numero di ccxv11 . & ledeci donne.Succelle
a Pitagora nella ſcuola Ariſteo di Demofon
te Crotoniate, ilqual villevn gran tempo, &
arriuò vicino a Platove,dopo'l quale fu Mne
marco, a cui ſuccelle Bulagora, & poi Gartie
da,& a queſti Areſa,indi Diodoro A {pontino
in Heraclea, Clinia , & Filolao, a Metaponto
Eurito , a Taranto Archira , habirauano Pi
tagorici uolentieri nelle ſolitudini, & vicini
a i boſchi,oue inſiemequaſimonaci, & here
miti uiueuano , non ufando di cibari d'altro ,
che di pane , & mele , & beuendo l'acqua di
limpidiſſimi fonti.ſoleuano in queſti luoghi
la mattina cantato l'hinno a gl'Iddij fare ala
Z 4 cino
900 FILOSOFIA SIMEOLICA , OVERO
cuno eſſercitio ,dopo ilquale ſi riduceuano in
beme a ragionare della uirtù , & ad informap
fi gli animidibuoni, & honorati coſtumi, la
fera poi paſſeggiando inſieme conferiuano
le imparate diſcipline,& dopo ibagni , & l'a
doratione cenauano , & innāzi che'l ſole ha
ueffe finito di naſconderſi, elli finiuano il
conuito , & dopo l'hauere ſacrificato alcuno
de i più giouani tacendo gli alorileggena 2l
cuna coſa della diuina Sapienza , finita lase
lettione G dauano alcuni fanti ricordi , fra
quali erano queſti,non guaſtate domeſtica , C
& fruttuoſa pianta, de gl'Iddij,de i demoni , 1
& de gli heroi credere , & parlare rettamey C
te, il medeſimo de ipadri, & di coloro , dai T
quali ricevere beneficio ,fauorite le leggi ,&
fiate totalmente inimici dell'iniquitàl. farti i
ricordi , & alcune altre ſolennità , ueſtiti I
d'habiti puci , & candidi ſe netornauano al
le ſtanze loro.le uefti dei medeſimi erano
di lino,& di pelle.a queſti inſegno Piatagora
per proprio inſtituto della ſetta Pitagoricas
la pace , la charità ,& l'amicitia . & come i
fanciulli doueuano eſſer humili ,honefti,ac
coftumati, riuerenti, & a i piu attempari ub
bidienti , & ch’alle donne doueſſero perſua
derſi la pudicitia ; & la modeſtia, & a tutti gli
altri la giuſtitia , dicendo , che dileis'ha bis
ſogno
DELLE IMPRE SE . 361

ſogno in ogni luogo , & che perciò li finges


Themide appreſſo a Gioue , la ragione ap
preſſoa Dite , & le leggi deono eſſere nelle
Republiche, accioche li fagpia che l'uniuer
ſo offende chiunque viola gli ordini della
giuſticia ,trè coſe inſegnò Pitagora Sentenze,
Numeri, & simboli, le ſentenze erano da ſe
ſtelle aperte , & chiare , & perciò non hanno
biſogno d'allegorica eſpolitione , la onde al
preſente libro non appartengono , tali fen
tenze ſono , comequando diceua Pitagora ,
che ottimi ſono coloro ,i quali per ſe ſtelli co
noſcono il bene, a queſti ſeguono quelli,
ch'imparano all'altrui ſpeſe, & peffimi colo
ro , ch’aſpettano d'imparare con proprio de
trimento.ch'a ben nato fanciullo è facile riu
ſcir buono , a malnato difficile ; & comelà do
ue raccogliendo in pochi precetti tutta la
morale inſtitutione diceua , conuenire con .
ogni ſtudio, con ogni fatica , & etiandio co'l
ferro , & co'l fuoco ſcacciare , & recidere dal
corpo , & dall'anima l'infermita , dalla uita
il faſto , & la pompa , dall'animo l'ignoranza,
dalla caſa la difcordia , la feditione dalla cit
tà , & da ogni attione l'intemperanza; ch'alle
donne diſdicono, & non ficonuengono leli
ti, & le ingiurie , & che le maritate deono a 3

mare i mariti loro pinche i padri, & chei fra


telli ,
362 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERS ,
telli, & molte altre ſentenze usò Pitagora,le.
quali chi uoleffe compitamente comprende
re , & rifferire haurebbe da comporneun par
ticolare uolume di non picciola grandezza .

NVMERI PITAGORICI .

Iceua Pitagora , che la natura de'nu


D meri tranſcorre pertutte le coſe;& 1
chela cognitione d'eſſi è quella uera Sapien
za ,laqual uerfa intorno alle bellezze prime, 9
diuine, incorrotte , & ſempre eſiſtenti ; dalla
cui partecipatione ſono fatte belle tutte l'al
tre coſe.percioche da quella ſomma bellez C
za diuina, ch'in eſſi primi eſſemplari infini
tamente riſplende , laqual Pitagora chiamò
Infinito,riceue l'intelletto uirtù d'infinitamé
te intendere, l'anima d'infinitamente difcor
rere , la materia d'effere ſenza fine atta , & ca
pace alle forme, il mouimento , e'l tempo di
Auire ſenza fine , & la generatione di conti
nuarſi con ſucceſſione quafi perpetua.In que
fto infinito , diceua Pitagora , ſono compreſi
ſemplicemente , & conueriſſime diſtintioni
tutte le coſe ne' ſuoi generi,ſpecie, & differen
ze. & perciò Anaſlagora,innanzialquale ,ſe
condo Euſebio Panfilo , appreſſo i Greci non
era alcuna cognitione di Dio, diſſe, che tutte
le
DELLE IMPRESE . 303
le coſe nel principio erano inſieme, quel me
deſimo, che difie Democrito , & intelero Em .
pedocle, & Anaſimandro ; ma non confuſe ,
& quafi nel Chams , nell'Herebo, & nella Notte
d'Heliodo , o d'Ariſtofane, All'infinito aggiu
fe Pitagora l'Vnità , per eſſa parimente inten
dendo Iddio otcimo mallimo ; ſi come anco
il medeſimo per eſla intefero Xenofane, Par
menide, Socrate,& Platone,che furono dopo
lui . & perciò ſcriue Dioniſio Areopagira,che
nell'Vnità ogni numero ſi ritroua , & ch'ella
in ſe ſteſſa ogni nunero unicamente com
prende, & che tutti i numeri ſono nell'Vnità
congiunti : & Iamblico nei miſteri ſcriue ,
che Mercurio ne'Commentari delle coſe di
uine poſe l'Unità innanzi a tutte le coſe, che
ueramente ſono .Coli Athenagora Athenie
ſe filoſofo nell'Apologia, che per la Chriſtia
na religione ſcriſſe ad Antonino, & Commo
do Imperatori , proua , ch'lddio è Vno con
l'autorità di Lifide , & di Obfide Pitagorici ,
l'uno de'quali,cioè,Lilide diffiniſce ,ch'Iddio
fia il numero ineffabile , & Obſide afferma,
ch'Iddio è quell'eccello ,co'lquale il maſſimo
numero auanza , & ſupera ilnumero uicino
minore , cioè , Vno; percioche il maſſimo nu
mero è il Dieci, eſſendo egli come ſi dirà piu
innāzitetraéty ,o qu4aternione: & percid abbrac
ciando
364 FILOSOFIA SIMBOLICA , Overo
ciando tutte le proportioni arithmetice , &
muſice; & queſti ha uicino il Noue, che reſta
dal dieci ſuperato per l'vno, ilquale tra'l no
ue al dieci è l'eccello : & però diceua Athena
gora l'uno è Dio, & per conſeguenza Dio è vno , 1
Segue la filoſofia Pitagorica dicédo, che l'v
No innanzi a tutte le coſe produce il DVE . &
eſſendo Dio tutto quello, ch'è in Dio, & l'un
no,e'l due, che fanno TRE , ſaranno Dio rac
colto nell'effenza dell'INFINITO, laqual C
1
comprenſione al Tre congiunta forma la TE
TRACTI ,0 quaternità chiamata poi da Pita
gorici fonte diperpetua ,& ſempre fuente na
tura : laquale fimbolicamente contiene, & p
rappreſenta il nome di Dio quadrilittero , &
ineffabile riuelato ne' libri ſacri di Mosè , &
miſticamente, & forto uelame di Hieroglifici
& di fauole celebrato , come s'è raccontato
piu innázi da i Sacerdoti Egittij, & da i Poeci
antichi di Thracia , & dellaGrecia,piu oltre
paſſando nelle conſiderationi altiſlime della
formale arithmetica diceua Pitagora , VNO ,
& DVE . per uno intendeua l'Identità , & per
due la diuerficà : & perciò Alcmeone Croto
niare, che viſſe ai tempi di Pitagora, chiamo
due molte coſe,lequali alle contrariecà ridot
te ci denotano la lite d'Empedocle racconta
ta da Ariſtotele nel primo della Metafífica :
&
DELLE IMPRESE . 365
& queſte contrarietà furono poi per amore ,
dell'Arithmetica da i Pitagorici ridotte al
numero Denario, numero perfettiſſimo, &
oltre alquale niun'altra coſa ſi ritruoua nel
Ja natura uniuerſale; numero eſpeditiſſimo ;
percioche i quattro numeri cubici in dieci
proportioni fi riſoluono , per lequali ſono
fatre, & conftano tutte le coſe, che ſono. V no
dunque e Due fanno il Tre numero primo in
compoſto ,ilquale alla ſua origine riguardan
do , & ſe ſteſſo moltiplicando dice Vna fiata
due uolte due , & quindi naſce un'altra uolta la
TETRACTI fonte d'ogni natura, & com
prenſione di tutti inumeri : percioche ridu
cendo 1.2.3.4. dalla potentia all'atto , ſe ne
produce il Dieci ,idea di tutte le coſe ;il qual
miſterio fi uerifica eccellentemente nella
creationedel mondo ideale , o della natura
angelica , la quale nel primo grado della ſua
formatione alla diuina bellezza dell'infini
to riuolta riccuè la generatione del Denario ,
cioè , la perfettiſfima illuſtratione ideale. I'v
no fu da Zarata precettore di Pitagora chia
mato padre , & il Duemadre ; percioche eſſi
con la fecondità della diuina efſenza parto
riſcono la Tetractifonte di tutte le idee.pno
fu da i poeti anuchi decto Z E V A , nome af
tribuito
366 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
tribuito a Gioue , e'l Due H ER Arifferito a
Giunone,Gione,com’io diſli ,fignifica la for
ma , & Giunone la materia : & di ciò intele
Homero dicendo ,
Pera Giunon mirò dal ſeggio d'oro
Gione, che nel riuoſo Ida fedea .
l'Ida riuoſo è la Tetrafti,fonte ideale, in eſſo P
ſiede Gioue , cioè , reſidono le formegere, & hr

del tutto immateriali. & piu oltre il medeſi TH


mo poeta finge , cheGiunonedifcenda , cofi
dicendo ,
Vòper veder l'herboſa vltima terra .
cioè il mondo elementare , & della genera
tione,nelqual ſolo è la materia : onde nella
Tetracti rimangono ſolamente forme ſciol
te, & libere da eſſa. La forma di queſto mon
do ideale ſecondo Pitagora, è a guiſa di pira DO
mide tetragrona ; percioche conliderando fo
pra la Tetracti intelligibile la ſoprema uni a
tà di ſopra ricordata , la quale co'l ſuo infini
to ſplendore la cuopre , & illumina, viene a TE
farli una piramide , la cui baſe è il quaterna
rio piano detto alloggiamento de gli eterni
Iddij , il cui tetto è Vnità , le cui mora ſono
Trinità , & la cui fuperficie è Tetracti ,in fi-:
gura di piramide,figura apropriata al fuoco ,
come ſcriue Timeo locro Pitagoreo nel libro
dell'Anima
DELLE IMPRESE . 367
dell'Anima del mondo , i raggi , che ſpande
l'unità ſopra la detta piramide ſono quei
primi archetipi delle coſe tante uolte ricor
dati , detti da Platone idee , le quali , ſecondo
Alcinoò in qkanto a Diò ſono intelleccioni ,
ond'egli diſpone , & ordina fuori tutte le co
ſe, che diſpoſte, ordinare, & unire in fe com
prende , inquanto a ſe ſteſſe ſono eſſenze , &
in quanto al mondo ſenhbile effemplari, fe
gue piu oltre la filoſofia ſimbolica dicendo ,
che li come l'V No è principio del mondo
intelligibile,coſi il D ve del ſenſibile;percio
cheil due refeflo , & moltiplicato in ſe ſteſſo
in queſta maniera , due fiate due volte due fad
OTTO primo numero cubico.dopo la Te
tracti dunque,la quale con l'unità fa la pira
mide tetragona , ſegue il cubo archithetto
delmondoſenſibile , & però li come Zarata
diffe, che'l due era madre.coli i pitagorici af
fermarono, che'l cubo nato dal due è la ma
teria , ſoggetto , & fondamento di tutte le for
me ſoltantiali , & la piramide è la forma , le
condo Timeo Locro nel detto libro dell'A
nima delmondo : & per l'unione della forma
con la materia a queſti due principij Arifto
tele, come diſſi,aggiunſe la priuatione altri
il moto ,ma que to accidentale , & quella inef
ficace eſſendo piacemi l'opinione di Socra
te ,
368 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
te, & di Platone, ( colari ancor eſſi di Pitago
ra, li quali poſero per terzo principio Dio,di
cédo i principij delle coſe no eſſere altri che
Dio , l'idea , & la materia ; ilche ſpiegò fimboli
camente Pitagora dicendo IN INITO, VNO ,
Dve.dalla piramide dunque,& dal cubo uen
gono tutte le coſe naturali, & elli inſieme co
giunti formano il DODECAEDRO imagine
dell'uniuerſo, & figura ſecondo Alcinoo , uſa
ta dal ſommo spefice nella creatione del mó
do; percioche ſe noi collochiamo ſopra il cu
bo ottangolo la piramide eleuata da quattro
triangoli eguali ,ne formaremo l'edificio do
1
decaedro, ilquale riguardando al sei nume
ro perfettiſlimo, & ſuo generatore, comes'è
detto altroue,& dicendo dodeci fiate ſei,produ
celi LXXII.quinarij del mondo, a i quali ſa
no ſoprapoſti xx11.ſpiriti Angelici nobilil
fime intelligenze , che queſto mondo gouer f
pano, i quali ancor'eſſi dal cubo, & per con.
Seguétedalla Tetračti procedono ; percioche
moltiplicãdo eſſo numero cubico co'lNOVE
appartenéte a ichori Angelici in queſta ma
niera, otto fiate noue, ſe ne crea il numero dei
4. XXI1.Angeli conſtituiti dal ſommo opefice
preſidenti alla cura , & al governo del mondo
inferiore: i nomi de i quali cauano i Cabaliſti
dalle lettere,che nella lingua fanta conſtitui
ſcono
DELI E IMPRESE . 369
ſcono quei tre uerſi del xiiij.capo dell’Eſodo,
che raccontano la ſaluatione del popolo If
raelitico .

Il primo dei qualit di questo tenore.Et ſi mor


ſe l'Angelo de gli Angeli , ilquale andaua
innázi all'eſercito d'Iſraelle, & caminò dopo
eflo , & moſſe la colonna di nuuola dalla
faccia loro, & caminaua dopo il campo .
il ſecondo. Ec uenne tra l'eſſercito degli E
gittij , & quello d'Iſraelle , & era nube ,& tene
bre, & illuminaua la notte , & non s'auicinò
l'uno all'altro tutta la notte .
Il terzo.Et s'auid Mosè al Mare, & leud Id
dio il mare con uento auſtrale gagliardo tut
ta la notte , & riuolſe il mare in lecco & fu
rono diuiſe l'acque . I medeſimi lxxij.nomi
Angelici ſi rifferiſcono a lxxij. uerfi ſcelti da
uarij falmi in ciaſcuno de' quali ſitroua mi
iterioſamente uno di eſſi , il nome di Dio
proprio quadriliccero , & ineffabile, & un'al
tro nome diuino appellatiuo , & di queſti
Ixxij.uerfi compongono i cabaliſti un'orario
neſola d'altiſſima uirtù, la quale vogliono ,
che poſſa intenderſi per la ſcala del Patriar
ca Giacob ,ond'aſcendeuano, & difcédeuano
gli Angeli la notte della ſua feliciſlima uifio
ne.in altro luogo piu cómodo piu ſi raccota
ranno i derci lxxij. uerficon i nomi & diuini,
Аа
370 FILOSOFIA SIMBOLICA,OVERO
& angelici, che ad eſſi ſi riferiſcono . Ma che
effa Tetracti appartenga parimente all'ani
ma humana , il dimoſtra Archita Tarentino
nel libro della ſapienza , conſtituendo con
lunghi , & ueramente altillimi diſcorſi quaca
tro termini all'humana perfettione apparte
nenti; il primo de quali è la diuina fapienza,
che uerſa intorno alle prime idee, & fa negli
intelletti quel medeſimo, che fa il Sole nel c
mondo , l'occhio nel corpo , & la mente nella
anima. Il ſecondo è l'organica difpofitiones
& la mentale capacità dell'huomo, & attitu. 0
dine ad eſſa diuina fapienza.Ilterzo l'appré co
fione della medelima la comparatione tra la
fapienza humana, & la diuina, & la commu
nione di queſta , & di quella natura.l'ultimo
è la RIDVTTIONE dell'anima alla diuina
unita.chiunque, ſoggiunge Archita nel mes
delimo libro, può riſoluere tutti i generi ſote C
to uno, & medefimo principio, & queſti può d
un'altra fiata comporre , & numerare , pare a
me , che ſapientiſſimo fia , & cheueramente
egli habbia truouato la belliſfima ſpecula (
tione :onde può contemplare Iddio & tutte
le coſe per comparatione del medeſimo ; &
per queſta uia caminando l'anima rettamen
te diſcorre, congiungendo i principija i fini,
: & conoſcendo ,che Dio è il principio , il me
ZO ,
DELLE IMPRESE . 371
20 , e'l fine di tutte le coſe che ragioneuolmé
te , & rettamente ſi fanno, allequalicoſe ag
giunge lamblico , ſe Dio è duce di uerità ,di
felicità , d'eſſenza, di cagione,& di principio ,
in eſſo deono indirizzarſi curti li ftudi noſtri,
& è neceſſario cercare primieramente quella
ſcienza , per la quale ſi truoua la larghezza
della ſtrada, onde a lui ſi camina :& perciò ſi
congiungonoi principij ai fini; percioche
queſta uita perfettiſſima è felicità non più di
uiſa o diuidente gli ultimi da i primi termini
ma che l'uno, & Paltro comprende,cioè,che
contiene ilprincipio, il mezo, e'l fine:& èque
sta , loggiunge lamblico, la cagione divina ,
quale deono apprendere coloro , che s'indi
rizzano alla ſomma beatitudine .
La Tetracti Pitagorica dunque è la perfet
tione ,& comprenſione di tutte le coſe , & per
ciò , oltre ch'ella è , come ſi è detto generata
dalla Trinità , dal Binario, & dall'Vnità ,s'el
la di più all'V no ſuo principio ſi rivolge, ge
nera il Cinque numero , come diſfi animafti.
co, & Riduttione ſignificante,con la propor
tione feſquialtera produce il sei numero ap
partenente alla compita generatione del cie
lo, & della terra, il medeſimo fà riſguardan
do la ſua progreſſione precedente; percioche
Tre Due , & Vno formano il Senario: & s'effa
Аа 2 Tetra
372 FILOSOFIA SIMBOLICA , OVERO
Tetracti, come ſcriue Filone nel libro dell
opificio del modo ,ficongiunge co le treſue
dimenſioni, cioè, dell'uno al 2.dal 2. al 3. &
dal 3.al 4.forma il sette numero appreſſo
il medeſimo Filone ingenico,immortale ,lim
bolo della Vittoria perpetuamente uergine,
& d'Iddio ifteffo: & le la Tetracti concepiſce
ſe ſtella in ſe ſteſſa , partoriſce otto primo
aụmero cubico, & ſe l'otconario riuolge alla
paterna unita, produce il nove Angelico; &
finalmente ſe , come dilli, fi diffonde dall'on- 10
nipotente potentia all'atto la numeratione
di 1. 2. 3. 4. ne naſce il DIECI affolutiffimae
Idea d'ogni perfettione. & queſti ſono gli al
ti penſieri, c'hebbe Pitagora intorno alla
ſcienza numerale .

SIMBOLI PITAGORICI . !
fu
Re forti di ſimboli ſcriue Iamblico tro Z
T uarhi uſati da Pitagora: i primi de quale
li ſono propri della ſetta Pitagorica ; percio , r
che contengono occolti mifteri. & introdut

tione alla diuina ſapienza.I fimboli della fe


conda fpecie fono popolari, communi, & di &
uolgare intelligenza . gliultimiſono parteci
pi della prima,& della ſeconda manierazper- p
cioche ae in tutto ſono uolgari, ne in tutto
Pitaga
DELLE IMPRESE . 373
Pitagorici. Io per hora raccontarò ſolamen .
te i ſimboli della prima ſpecie , & d'ellinon
turti, ma uentidue più norabili ,ſi come ordi
natamente a i miſteri contenuti nelle xxij.”
lettere della lingua ſanta fi rifferiſcono con
l'anagogica eſpofitioneloro .
Il primo ſimbolo è di queſto tenore . Ano
dando al Tempio inchinati a terra , & fra tanto
non farai,ne dirai,coſa alcuna temporale.il Tem
pio uero dell'huomo,ſecondo Xiſto Pitagori
co,è il cuore,nelquale internamente , & con
puro, & ardente affetto s'adora , & riueriſce<