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LAUDATO SI – APICOLTURA DI PROSSIMITÀ

LAUDATO SI’
per un ritrovato amore tra uomo e creato

Istituto Superiore Publio Virgilio Marone


Mercato S. Severino

EDUCAZIONE E SPIRITUALITÀ ECOLOGICA

Per un cambio di rotta verso stili di vita solidali con l’uomo e con l’ambiente.

Laudato Si
206. Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una
sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e
sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì
che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per
modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare
l’impatto ambientale e i modelli di produzione.

211. È molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole
azioni quotidiane, ed è meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle
fino a dar forma ad uno stile di vita.

212. Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo.
Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al
di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa
terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente.

217. Se «i deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti inte-


riori sono diventati così ampi», [152] la crisi ecologica è un appello a una
profonda conversione interiore. Tuttavia dobbiamo anche riconoscere che
alcuni cristiani impegnati e dediti alla preghiera, con il pretesto del rea-
lismo e della pragmaticità, spesso si fanno beffe delle preoccupazioni per
l’ambiente. Altri sono passivi, non si decidono a cambiare le proprie abi-
tudini e diventano incoerenti. Manca loro dunque una conversione ecolo-
gica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro
con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda. Vivere la vocazione
di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza vir-
tuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto se-
condario dell’esperienza cristiana”.

UPSL-diocesi Salerno Antonio Memoli


LAUDATO SI – APICOLTURA DI PROSSIMITÀ

La sfida educativa

per una educazione ecologica

Il capitolo VI della Laudato si’ convoca tutti ad essere


educatori per creare una cittadinanza ecologica, non
solamente informando ma soprattutto facendo maturare
delle sane e nuove abitudini: nuovi stili di vita. Non sono
sufficienti norme e leggi ma ci vuole una trasformazione
personale per far generare delle solide virtù che conducono
all’impegno quotidiano di cambiamento.
L’enciclica indica vari ambiti educativi: scuola, famiglia,
i mezzi di comunicazione, la catechesi... Tutte le istituzioni
hanno un compito educativo molto importante, compresa
la Chiesa mediante le comunità cristiane. Ma l’enciclica
sottolinea l’importanza centrale della famiglia dove si
coltivano le prime abitudini di amore e di cura per la vita:
un luogo di formazione integrale.
Il numero 215 fa emergere l’educazione al bello nel
fermarsi ad ammirare ed apprezzare la bellezza del Creato,
ossia avere uno sguardo contemplativo che ci porta a 1. gratitudine e gratuità per riconoscere che tutto è
cogliere la profondità della vita, in modo da superare un dono dell’amore del Padre;
il pragmatismo utilitaristico, tipico del consumismo 2. stupenda comunione universale: riconoscere i
ossessivo. Papa Francesco ci indica una strada per uscire legami con i quali il Padre ci ha unito agli altri;
dall’ossessione di una vita di stile consumistico: far fare 3. contemplare il mondo dal di dentro e non dal di
esperienza del bello mediante il fermarsi ad ammirare e fuori (peculiare del credente) per riconoscere i legami con i
apprezzare il bello, riempendo il proprio cuore di senso quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri;
e gusto della vita. Altrimenti, come dichiara la Laudato 4. sviluppare la propria creatività e l’entusiasmo per
si’: “più il cuore della persona è vuoto, più ha bisogno di risolvere i drammi del mondo;
oggetti da comprare, possedere e consumare” (204).
Educare al bello significa recuperare il senso etimologico Spiritualità ecologica per un cambiamento del cuore
del verbo educare: tirar fuori. L’enciclica ci fa cogliere che Il capitolo VI ci rivela che non è sufficiente una dottrina
dentro al creato, e quindi in tutte le creature, c’è il bene. che indichi le buone pratiche quotidiane, ma è necessaria
All’origine di tutto c’è il buono, e non il male. Con altre parole, una mistica che ci animi dal di dentro, che ci motivi,
siamo fatti bene come creature di Dio perché abbiamo un incoraggi e dia senso all’azione personale e comunitaria. Ci
potenziale di bellezza e di bontà: il primato dell’amore. vuole quindi una profonda conversione interiore.
Educare significa quindi aiutare a tirar fuori
questo potenziale di bene che è presente in ogni Il progetto prevede la presentazione dei vari
creatura. L’esperienza del bello ci aiuta a intravedere aspetti e la concretizzazione lavorando su di un
questo bene e a sostare nello stupore della bellezza che ambito quale l’apicoltura. Le api come modello di
riusciamo finalmente a vedere. strutturazione sociale e solidale basato sulla
economia del dono e delle piccole azioni quotidiane
La conversione ecologica per scoprire l’essenziale che cambiano il mondo.
L’enciclica Laudato si’ sottolinea, in maniera eccellente
al numero 217, che la conversione ecologica ci fa riscoprire
l’essenziale.
La conversione ecologica, secondo Laudato si’ al n. 220,
comporta 4 atteggiamenti importanti:

UPSL-diocesi Salerno Antonio Memoli


LAUDATO SI – APICOLTURA DI PROSSIMITÀ

Stili di vita sostenibili: Un esempio

Api e Apicoltura nella scuola


L’intervento si svolge in quattro fasi, durante l’anno
scolastico. Le prime due Fasi si svolgono in classe, la terza negli
spazi aperti della scuola, la quarta in apiario, dal vivo.
L’esperienza è stata fatta cercando di far partecipare
attivamente gli studenti, coinvolgendoli sia nella scoperta "in
classe" che nell’uso dei sensi. Nel primo incontro viene
proiettata e ampiamente commentata una presentazione che
illlustra il mondo delle api, l’importanza dell’impollinazione, i
prodotti dell’alveare. Contestualmente i ragazzi usano i sensi
"toccano" ed "annusano" la cera e la propoli, oltre che l’arnia e
gli strumenti dell’apicoltore. Nel secondo incontro si utilizza lo
stesso mezzo, ponendo l’attenzione sulla differenza fra ape e
vespe. Si parla di cosa bisogna fare (e non fare) per non essere
punti, di come allontanare gli insetti, delle precauzioni da
prendere, di cosa succede se si viene punti, di come si toglie il
pungiglione e di come si possa alleviare il dolore utilizzando
mezzi naturali come la cipolla o la melissa. In un secondo
tempo sarà attrezzata un’area all’aperto della scuola Qui i
ragazzi divisi in gruppi seguiti in un percorso divulgativo-
sensoriale, fornendo sia informazioni sull’ambiente, sulle api e
sulle attrezzature, ma anche mostrando e facendo toccare le
cose. Ad ogni studente viene dato un vasetto di miele, da
assaggiare a casa. In diverse giornate i ragazzi si recheranno
presso lo stesso apiario. Qui, opportunamente protetti da
maschere da apicoltori, possono osservare, riconoscere,
seguire i movimenti della regina, dei fuchi e delle operaie.
Vedere, sul campo, la covata, il polline, il miele, la propoli. A
molti si può proporre anche di “accarezzare” le api, soprattutto
i fuchi, che non pungono. La quasi totalità dei ragazzi vivrà
questa “prova” con molta aspettativa e partecipazione. Anche
qualcuno che, inizialmente, potrebbe avere paura, vedendo i
compagni vorrà condividere l’esperienza, nel massimo rispetto
della loro volontà e ritrosia. Il prosieguo del progetto è la
realizzazione di un apiario , seppure con una o due arnie ,
all’interno degli spazi aperti della scuola e un laboratorio di
raccolta miele. Questo in prospettiva futura negli anni a venire.

UPSL-diocesi Salerno Antonio Memoli