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Illustrissimo Presidente della Repubblica,

Siamo i rappresentanti degli studenti degli ISIA, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, scuola
pubblica di alta formazione nel campo della progettazione e del disegno industriale, nelle sedi di
Faenza, Firenze, Roma e Urbino; le scriviamo per dirLe che il futuro è nostro.

In diverse occasioni Lei ha ribadito l’importanza di osare entusiasmo e noi non possiamo non
concordare, un progettista immagina il futuro, lo fa perché è la sua professione, lo fa
indipendentemente dalla sua età, lo fa anche se le strutture nelle quali studia non sono adeguate e
anche se la prima strada d’accesso al lavoro è quasi sempre quella di uno stage non retribuito.
Siamo certi che questa non è una prerogativa esclusiva dei designer, questo atteggiamento
accomuna molti italiani: artigiani, imprenditori, insegnanti, commercianti.
Lei stesso, nel messaggio di fine anno ha posto l’accento sull’importanza di osare entusiasmo da
parte di tutti, riunendo differenti Italiani in quei valori condivisi fondamento dei nostri diritti e
doveri, quegli stessi diritti e doveri contenuti nella Costituzione Italiana.

In merito a ciò vorremmo sottoporre alla Sua attenzione il fatto che il 10.12.2010 il Ministro
Gelmini ha firmato il decreto che riconosce i Corsi di Studio per l'attribuzione di diplomi
accademici di primo livello dello IED (Istituto Europeo del Design), nelle sedi di Milano e Roma,
come equivalenti ed equipollenti a quelli rilasciati dalle Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e
Musicale e dall’ Università nell’ambito del design, più precisamente si fa riferimento ai corsi di:
illustrazione, design del prodotto, design degli interni, design del gioiello, fashion design, fashion
stylist, graphic design, fotografia, comunicazione pubblicitaria, media design, video design, sound
design, computer generated animation (o forse avremmo dovuto scrivere fashion stjlist e computer
genereted, così come vengono goffamente indicati nel decreto redatto).

Noi ci rivolgiamo a Lei perché il Ministro Gelmini ha ritenuto opportuno estendere il nostro titolo a
realtà che sono state accreditate in maniera arbitraria, questo decreto ci indigna perché vìola i nostri
diritti in quanto è stato svalutato il nostro titolo di studio che ha ben altra natura nonostante da oggi
sia considerato “equipollente” a quelli rilasciati dallo IED. 
Per noi la Scuola è un ente da nominare con la maiuscola, l’ISIA non ci ha insegnato solo una
professione, l’ISIA ci ha formati e siamo ben coscienti che quest’affermazione è un lusso che
potranno purtroppo permettersi pochi dei nostri coetanei, soprattutto se l’ente che si nomina con
tanta facilità scuola, università, accademia o IED, opera al di fuori delle leggi fatte in primo luogo
per tutelarci. Siamo profondamente convinti, da studenti e da cittadini che i più importanti doveri
siano positivi, siano di operare a seconda della legge, proprio come diceva Mazzini. L’articolo 33
della Costituzione sancisce che l’ arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento,  le
istituzioni di alta cultura, le università e le accademie hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi
ma nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.  Il decreto in questione è stato firmato contrariamente
al parere del tavolo tecnico che aveva chiesto una sospensione degli accreditamenti e in assenza del
dovuto parere degli organi tecnico-istituzionali, che precedentemente avevano unanimemente
espresso parere negativo per una richiesta simile, relativa al corso di primo livello di Global design.
Queste circostanze molto chiare nel loro succedersi, definiscono un clima in cui è veramente
difficile osare entusiasmo, perché questa illegalità legalizzata ci induce a immaginare un futuro che
ci appartiene per forza di cose ma che appare oscuro, molto oscuro. Pertanto Le chiediamo un
segnale, l'ISIA è una realtà piccola, ma viva, ci venga a conoscere.

i rappresentanti degli studenti dell'ISIA di


Faenza,
Firenze,
Roma,
Urbino