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mozioni) e la possibilità di rivolgere domande direttamente alla comu-
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Il presente libro propone contenuti a solo scopo informativo con l’obiettivo di aiutare i
lettori a fare scelte consapevoli. In nessun caso possono costituire la prescrizione di un
trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con i propri professioni-
sti della salute di riferimento.
INDICE
Prefazione

Astrologia e benessere
› Astrologia e fitoterapia: un’antica relazione
› Breve storia dell’astrologia medica
› Influssi planetari e segni nella natura
› Corrispondenze tra pianeti e piante

La Natuta dello Zodiaco


› Ariete
› Toro
› Gemelli
› Cancro
› Leone
› Vergine
› Bilancia
› Scorpione
› Saggitario
› Capricorno
› Acquario
› Pesci

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cure-naturali.it - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA NATURA DELLO ZODIACO ›› Prefazione

prefazione
Che cos’è il Benessere? Non è una domanda banale. Spesso lo si
associa a un’assenza di malattia, oppure a una condizione piacevole
ma temporanea, circoscritta a un aspetto della nostra esistenza. Il
concetto di benessere cui facciamo riferimento in questo sito e che
ci ispira nella realizzazione dei nostri progetti, invece, è più ampio e
pervasivo; benessere come filosofia di vita, un modo di costruire la
nostra esistenza come continua ricerca di armonia e salute corporea,
emozionale, mentale, relazionale, spirituale, attraverso la comprensione
di sé e dell’affascinante interdipendenza tra Essere Umano, Natura e
Universo intero. Approccio, quindi, che non si concentra sulla parte, sul
dettaglio, sul sintomo e neanche sul singolo individuo; ma ne coglie la
totalità e la sua natura di connessione tra l’alto e il basso, canale tra
cosmo e radici, medium tra stelle e terra.
E’ un’idea di benessere con una forte valenza etica. Da un lato ci aiuta
a comprendere meglio, e rispettare, la Natura. Dall’altro può renderci
più attivi e realizzati nella società umana poiché possiamo raggiungere
il nostro potenziale ed esprimere in modo unico e coerente la nostra
natura, contagiando positivamente gli altri e l’ambiente in cui operiamo.

Cosa c’entra l’astrologia con il benessere? La relazione è antica. Le


prime civiltà, osservando i fenomeni naturali, scoprirono l’esistenza
di strutture costanti che davano un senso a ciò che accadeva nella
realtà. L’alternarsi del giorno e della notte, il ciclo delle stagioni e la
vita stessa di piante e animali erano associati all’apparizione in cielo di
alcune costellazioni e la medicina antica si basava su questo sistema.
E’ una conoscenza che è stata ampiamente sostituita dal sapere che si
è sviluppato in Occidente dalla Rivoluzione Scientifica ma che è rimasta
viva e sta, a ragione, ritornando alla ribalta nel mondo delle discipline
olistiche.

Il legame non riguarda solo il benessere fisico. L’astrologia, in particolare


l’approccio umanistico-psicologico (creato da Dane Rudhyard nel
secolo scorso sulle basi della psicologia del profondo, poi sviluppato da
Liz Greene e Stephen Arroyo), è un potente strumento di conoscenza di

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cure-naturali.it - - - - - - - - - - - - - - - - - - LA NATURA DELLO ZODIACO ›› Prefazione

sé, delle diverse dimensioni del proprio vissuto e più in generale delle
dinamiche umane.

Le stelle sanno orientarci.


La terra sa nutrirci.
Alle prime possiamo tendere.
Alla seconda dovremmo tornare.

Buona lettura
Pietro Battistella
Fondatore di cure-naturali.it

Nota
Una domanda spesso rivolta dai più scettici è: “Ma come è possibile che tutti
gli individui di uno stesso segno siano uguali o comunque abbiano esistenze,
comportamenti, destini simili?” Domanda legittima e giusta. Infatti, è vero
solo in parte. L’oroscopo basato solo sul segno, cioè sulla posizione del Sole
nel tema natale di nascita, coglie sicuramente tratti ricorrenti importanti, è in
grado di dare utili indicazioni e traccia schemi di riferimento effettivamente
rilevanti nel proprio cammino esistenziale. Ma per cogliere la complessità di
un individuo e utilizzare tutto il potenziale messo a disposizione dal sapere
astrologico è necessario analizzare il tema natale personale (legato a ora
precisa di nascita, luogo, data), quindi la posizione non solo del Sole ma
anche di tutti gli altri pianeti, le loro qualità, la loro interazione, ecc.
L’oroscopo, secondo l’astrologia umanistico-psicologica, poi, non dice
esattamente ciò che accadrà, fornisce piuttosto strumenti, modelli
interpretativi, guide per affrontare al meglio il nostro cammino e compiere in
modo attivo e consapevole il nostro destino.

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cure-naturali.it -------- LA NATURA DELLO ZODIACO ›› Astrologia e benessere

astrologia e benessere
Astrologia e fitoterapia: un’antica relazione
Curare le malattie, tenendo conto delle corrispondenze che esistono tra
le piante e i pianeti, faceva parte di un sistema medico universalmente
accettato in Occidente, fino alla Rivoluzione Scientifica. L’universo
ordinato, che oggi conosciamo, per la scienza moderna è regolato da forze
che seguono leggi della fisica (forza di gravità, forza elettromagnetica,
ecc.) espresse dal linguaggio matematico.
Anche le civiltà antiche, per mettere ordine in un universo caotico,
osservando i fenomeni naturali, scoprirono l’esistenza di strutture
costanti che davano un senso a ciò che accadeva nella realtà. L’alternarsi
del giorno e della notte, il ciclo delle stagioni e la vita stessa di piante e
animali erano influenzati dall’apparizione in cielo di certe costellazioni.
Persino il decorso delle malattie o l’insorgere di epidemie poteva
essere causato da posizione e moto dei pianeti. medicina e astrologia
indagavano insieme sui disturbi, piante e pianeti “orbitavano” nella
stessa dimensione, quella della cura: tutto lo scorrere della vita non solo
era scandito dalla danza dei corpi celesti ma ne era anche influenzato.

Prima della nascita della biologia, della farmacologia e della chimica


moderna, la medicina si serviva di schemi diagnostici e trattamenti
terapeutici basati sulla credenza che i pianeti esercitassero delle influenze
su tutte le cose esistenti, minerali, vegetali, animali, e anche sull’uomo.
Secondo questa visione, ognuno dei sette pianeti del sistema solare
possedeva una qualità specifica, una virtù che poteva essere rintracciata
in tutte le cose sulla terra associate a quel pianeta, seppur con differente
grado di purezza. Attraverso segni era possibile riconoscere il legame
di un astro con il suo elemento terrestre corrispondente. Le piante, e la
terapia a esse associata, rientravano nello schema delineato. Facendo
parte del cosmo, ogni specie vegetale aveva un legame con un organo

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corporeo sulla terra e con un pianeta in cielo e di questo legame ne


riportava una traccia, un “segno” nella sua forma.
La concezione che ogni segno zodiacale presieda e governi una parte
del corpo umano risale agli antichi Egizi, i primi per cui la medicina si
basava anche sulla relazione tra piante e pianeti. Questa concezione
medica si evolse durante il corso della storia fino ad approdare nella
Filosofia della natura del Rinascimento, dove trovò una giustificazione
teorica, rispetto a una visione globale del cosmo, e una pratica medica,
comunemente accettata.
L’associazione fra astrologia e medicina può far sorridere alcuni dei
nostri medici contemporanei o i fedelissimi al rigore scientifico e alle
leggi della chimica e della biologia, ma c’è stato un tempo in cui, per
curare, si prestava attenzione agli influssi e ai moti di pianeti e astri,
poiché il corpo umano era considerato una replica in miniatura del
nostro sistema solare: ogni parte anatomica trovava una corrispondenza
con un segno e un pianeta.
Oggi la malattia, anche nelle cure naturali con una spiccata visione oli-
stica, è vista come il risultato di un insieme di fattori, provenienti non
tanto dal “cielo”, ma da uno stile di vita sbagliato, da predisposizioni
genetiche o dal fatto di essere nato in un luogo piuttosto che in un altro,
così come da componenti educative, sociali, ambientali, ecc. Tuttavia
il fattore astrologico è ancora oggi considerato, soprattutto per quanto
riguarda gli aspetti psicosomatici dei disturbi: in linea di principio, le
persone dello stesso segno tendono ad avere problemi con i medesimi
organi, secondo uno schema ricorrente, delineato dagli Antichi, chiama-
to “uomo zodiacale”.

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Breve storia dell’astrologia medica


I Caldei, considerati da molti i padri dell’astrologia, ritenevano che vi
fosse una corrispondenza tra macrocosmo e microcosmo. A tutto ciò
che accadeva sulla terra corrispondeva un avvenimento celeste, che ne
era la causa. Anche la malattia era considerata come una disarmonia tra
corpo e influenze cosmiche.
In Egitto la casta sacerdotale era depositaria delle conoscenze scientifiche
e tecniche. I sacerdoti erano eccelsi astronomi, astrologi e medici ed
erano in grado di diagnosticare malattie e stabilirne le cure, rispetto agli
influssi e ai moti celesti. Fu proprio questo popolo a tracciare per primo
ciò che noi oggi conosciamo come Astrologia Medica (dinastie XVIII-XXVI,
circa 1580-525 a.C.), fondata sul concetto di Uomo Zodiacale. Questa
teoria si basava sulla credenza che ogni segno dello Zodiaco governasse
su parti anatomiche ben precise, secondo il seguente schema:

• Ariete – testa;
• Toro – gola;
• Gemelli – spalle;
• Cancro – stomaco;
• Leone – cuore;
• Vergine – intestino;
• Bilancia – reni;
• Scorpione – organi genitali;
• Sagittario – cosce;
• Capricorno – ginocchia;
• Acquario – caviglie;
• Pesci - piedi

A Roma, questo schema apparve per la prima volta nel più antico trattato
latino sull’astrologia: ”Astronomicon”, di Marco Manilio (I sec. a.C.). Divisa
in 5 libri, quest’opera riprendeva concetti derivanti dalla cultura egiziana
e greca, in particolare riportava la teoria della “sympatheia universale”,
basata sul legame intrinseco che unisce le cose dell’universo le une alle

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altre, espressioni di un tutto organico. Nello specifico, il quarto libro


analizza i segni zodiacali e il loro influsso sul corpo umano.
Nel II sec d. C, Claudio Tolomeo scrive il “Tetrabiblos”, ritenuto il
testo fondamentale dell’astrologia classica occidentale. Ed è proprio
Tolomeo a darci utili indicazioni in merito alla medicina astrologica
(o iatromathematica): “Se difatti sono infortunati i gradi dell’orizzonte, in
qualsiasi segno vengano a trovarsi, ciò minaccerà quella parte del corpo alla
quale essi presiedono e mostrerà da quale difetto o malattia tale membro
sarà afflitto. I pianeti indicheranno soprattutto le cause e le nature di tali
malattie”. (Libro III). A livello diagnostico il segno zodiacale ci indicherà,
quindi, la parte anatomica colpita e il tipo di malattia, mentre il Pianeta
ci illuminerà sulla causa scatenante la patologia.
 
Galeno (130-200 d.C.), il più grande medico dell’antichità dopo
Ippocrate, riprese nuovamente la Dottrina Ippocratica dei Quattro
Umori, secondo cui lo stato di salute o il temperamento psicologico,
dipendono dall’equilibrio di quattro umori o fluidi prodotti dal corpo
umano.
- Bile gialla: legata all’elemento fuoco dalle qualità Caldo/Secco,
prodotta dalla cistifellea, se in eccesso produce un temperamento
iracondo o bilioso.
- Bile nera: legata all’elemento terra dalle qualità Freddo/Secco, secreta
dalla milza se in eccesso produce un temperamento triste e malinconico.
- Sangue: legato all’elemento aria dalle qualità Caldo/Umido, generato
dal fegato, se in eccesso produce un temperamento sensuale o sanguigno.
- Flemma: liquido che pervade tutte le parti umide, le mucosità del
corpo, ed è considerata una derivazione del cervello (che non è ancora
considerato ancora il grande organo quale è, ma un organo molle di
scarsa differenziazione, essenzialmente pieno di questa sostanza
molle), dalle qualità Freddo/Umido, che se in eccesso produce un
temperamento flemmatico.

Galeno approfondisce alcuni aspetti di quella che diventerà la teoria


medica medievale e la completa dal punto di vista astrologico, associando

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quattro pianeti alle precedenti corrispondenze. Sosteneva, infatti, che:


- Saturno governasse la bile nera perché associato alla terra;
- Luna governasse l’elemento acqua corrispondente al flemma;
- Marte governasse la bile gialla perché associato al fuoco;
- Giove governasse l’aria corrispondente al sangue.
Nella sua teoria, se i 4 elementi naturali (fuoco, terra, aria e acqua)
subiscono gli influssi dei pianeti, anche gli organi del corpo umano, così
come le piante, essendo costituiti dalla mescolanza di questi quattro
elementi e delle loro qualità (caldo/secco; caldo/umido; freddo/
secco; freddo/umido) ricadono sotto gli influssi planetari. Questa
corrispondenza costituisce il collegamento tra corpo umano, fitoterapia
e universo.

Durante il Rinascimento, Marsilio Ficino fa riemergere dall’oblìo


medievale la teoria ellenistica della Sympatheia Universale, fondamentale
per quei filosofi e scienziati del ‘400-’500 che concepivano la natura
come un unico organismo vivente, in cui tutte le parti sono considerate
connesse tra di loro: per questi studiosi, conoscere le leggi della natura,
significava investigare o riconoscere i legami che vincolavano tutte le
cose, le une alle altre.
Secondo questa concezione, le cose inferiori sono collegate alle superiori,
mediante una “qualità” o virtù, che sulla terra si può conoscere nelle sue
manifestazioni o forme inferiori o “terrestri”, mentre negli astri, appare
nella sua forma pura o “celeste”. Tutte le qualità planetarie si diffondono
sulle erbe, sulle pietre, sui metalli e sugli animali attraverso il Sole, la
Luna, i pianeti e le stelle (che sono superiori ai pianeti) e per questa
ragione, ciò che è in terra - pietre, piante e animali - possiede le sue
proprietà, in virtù del suo legame con pianeti e stelle.
Gli influssi dei corpi celesti possono essere “catturati” mescolando
opportunamente le cose naturali che posseggano le qualità di quei corpi,
poiché una sola cosa non può comprendere tutti i poteri di un astro. Una
mescolanza sarà perfetta quando la riunione e il dosaggio siano fatti
in concordanza col cielo sotto una data costellazione» e in modo da
ottenere un composto non facilmente scindibile, simile alle pietre.

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Infatti, la fase della terapia comportava qualcosa di diverso da ciò cui


siamo abituati noi. Per noi oggi un farmaco è costruito per sintesi, ma
fino all’800 la medicina era una pratica che assumeva direttamente dalla
natura i propri ingredienti e per questa ragione l’impiego delle piante
era fondamentale. Ciò voleva dire che per qualsiasi malattia o ferita
esisteva in natura un rimedio, un antidoto. Era la cosiddetta medicina
dei semplici, che oggi potrebbe corrispondere alla Fitoterapia, cioè
l’impiego di sostanze vegetali per la cura delle malattie che solo nel XXVI
sec. si modificò prescrivendo anche sostanze metalliche o minerali. Il
semplice (medicamentum simplex) è distinto da Galeno dal medicamento
composto (medicamentum compositum) e si tratta del farmaco allo stato
puro, così come si trova in natura. Il medicamento composto, invece,
corrisponde a un preparato che è la miscelazione di vari semplici.

Tra il XV e il XVI sec. Paracelso fu letteralmente uno shock per la


medicina europea del ‘500, e i suoi rivoluzionari insegnamenti, pervasi
di magia, alchimia, astrologia, gli conferirono l’appellativo di Lutero
della medicina. Sosteneva, infatti, che il vero medico dovesse uscire
dalle scuole e dalle università, perché fermamente convinto che dovesse
imparare la sapienza nascosta in tutte le cose, attraverso l’esperienza
diretta. Per questo motivo denunciava le autorità mediche di Ippocrate,
Galeno e Avicenna, di cui bruciò i testi pubblicamente, e assunse lo
pseudonimo di Para-Celsum che significa “oltre Celso” (filosofo greco
del II sec.) tenendo la maggior parte delle sue lezioni invece che in lingua
latina, così come si esprimeva il mondo accademico di quei tempi, in
tedesco.
“La natura è il medico, non tu. Da lei devi prendere ordini, non da te. Cerca
solo d’imparare dove sono i suoi farmaci, dove le sue virtù sono scritte e
in quali scrigni sono riposte”. Secondo la visione di Paracelso la natura
ha nascosto dei “segni” in tutte le cose, così imparando a leggerli si
possono ricavare i farmaci.
Questo è il principio teorico della Teoria delle Segnature. Il mondo ci
appare come un insieme di fenomeni e cose tra loro slegate e sconnesse,

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ma questa distinzione è solo apparente, perché se si sa “decifrare il


codice della natura”, è evidente che queste realtà sono vincolate le une
alle altre, perché partecipano della stessa essenza o arcanum. Per curare
le malattie si sarebbe dovuto tenere conto delle corrispondenze tra le
piante e i pianeti, per il ricoscimento dei rimedi vegetali da associare
a un organo, in virtù del fatto che ogni pianta riportava nella forma, nel
colore o nel sapore un’impronta, o un “segno”, del suo legame con un
parte anatomica e con un pianeta. Secondo questo sistema le erbe e
piante officinali avrebbero avuto le qualità del pianeta che le governava e
sarebbero servite a curare l’organo a esse associato.
Nel libro “Paramirur de medica industria” (1521) insiste sulle
corrispondenze che vincolano l’uomo alla natura, (pietra-pianta-organo-
pianeta) e sviluppa il concetto del firmamento interno all’individuo, che
si compone degli stessi pianeti del firmamento esterno. Secondo questo
principio, patologie e rimedi hanno una propria identità astrale, perché
ogni astro governa e presiede un farmaco, una sostanza e un organo. 
In quest’ottica, ogni disturbo ha bisogno di un trattamento specifico
perché è un’entità specifica, “una cosa vivente, un seme” e come tutte
le altre realtà naturali, è presieduta e governata da uno specifico pianeta
e quindi sarà curata dal rimedio a lui legato. Perciò alla dinamica dei
contrari (allopatia), che caratterizzava le pratiche mediche di Ippocrate
e Galeno valide sino ad allora, Paracelso oppone una medicina basata
sulla reintegrazione dell’identico (omeopatia).

Inlfussi planetari e segni nella natura


La Teoria delle Segnature fu elaborata proprio per individuare queste
impronte nella natura. Nello specifico, secondo questa dottrina,
osservando una pianta (per es. il colore del fiore, la forma delle foglie) si
poteva risalire alla virtù planetaria di appartenenza segnalata da quella
forma o colore specifico. Allusioni alla segnatura sono presenti in alcuni
scritti di Ippocrate e Galeno, ma con Paracelso, il quale sosteneva che

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il medico non doveva assolutamente trascurare la “forma dei semplici”


(termine con cui s’indicavano, in quei tempi, le piante), questa tecnica
prese la forma di una teoria medica.
Il presupposto teorico alla base di questa dottrina lo ritroviamo negli
scritti di Plotino, fondatore del neoplatonismo. Il filosofo affermava,
infatti, che “ogni essere che si trova nell’universo, secondo la sua natura e
costituzione, contribuisce alla formazione dell’universo stesso, col suo agire
e con il suo patire, nella stessa maniera in cui ciascuna parte del singolo
animale, in ragione della sua naturale costituzione, coopera con l’organismo
nel suo intero, rendendo quel servizio che compete al suo ruolo e alla sua
funzione. Ogni parte, inoltre, dà del suo e riceve dalle altre, per quanto la sua
natura recettiva lo consenta”.
Da queste parole possiamo capire come concepivano gli Antichi il
mondo: esiste una corrispondenza tra tutte le cose perché la natura è
un unico organismo vivente, costituito da più parti, così com’è il corpo
umano. La diversità che possiamo riscontrare è data dal fatto che queste
parti svolgono funzioni diverse. Dagli astri agli animali, dagli animali alle
piante, da queste alle pietre, fino agli organi che compongono il corpo
umano, esiste un legame, segnalato appunto da un’impronta o “firma”
(segno), che vincola tra loro le cose appartenenti alla stessa natura o
che hanno le medesime funzioni. Per questa ragione una pianta con
parti somiglianti a organi umani, sarebbe utile per curare o sostenere
quegli organi.
In un periodo in cui gran parte delle persone erano analfabete, è possibile
che all’inizio la dottrina nascesse come aiuto mnemonico per il neofita,
che imparava mediante la semplice osservazione.
Illustriamo alcuni esempi dedotti da libri dell’epoca: piante con fiori gialli,
come il Tarassaco, servivano a curare l’ittero mediante la segnatura del
colore, ed erano pertanto utilizzate per i disturbi del fegato; piante con
parti rosse erano usate per le malattie del sangue. Oltre alla segnatura
del colore c’era anche quella della forma: per fare qualche esempio,
l’Equiseto ricordando una coda di cavallo sarebbe stato utile per i capelli
o per le ossa, poichè il suo fusto è simile a una colonna vertebrale. La
Noce era associata al cervello per la somiglianza con quest’organo, e

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quindi ritenuta un ottimo rimedio per curare l’insonnia e gli stati d’ansia.
Una volta individuate le qualità del pianeta e rintracciati i segni, i
medici, che erano anche astronomi, erboristi e botanici, utilizzavano
queste corrispondenze per poter catturare nei rimedi terapeutici
i benefici influssi dei pianeti, allo scopo di ristabilire e mantenere la
salute. Tra i principali esponenti di questa teoria ricordiamo Marsilio
Ficino (1433-1499), e la sua opera De vita, il quale affermava che non
solo ogni sostanza animale, vegetale e minerale soggiace all’influsso di
un particolare pianeta o costellazione, ma ne riassume in sé le virtù,
applicate ai quattro elementi terrestri (aria, acqua, terra e fuoco) e alle
loro qualità (caldo/freddo, secco/umido) di cui è composta.

Corrispondenze tra pianeti e piante


Di seguito le principali corrispondenze astrologiche tra piante e pianeti.

- Sole: è espressione del principio maschile, generatore del ritmo vitale


e dispensatore di vita. Le sue qualità sono la positività, la forza, la
resistenza fisica e la capacità di recupero. Il suo elemento terrestre è il
fuoco. Le sue piante sono tutte quelle con fiori gialli, Calendula, Iperico,
ecc., (segnatura del colore); e quelle che tendono a orientare le foglie o
i fiori nella sua direzione (eliotropismo) come il Girasole. E quelle con le
foglie a forma di cuore, organo che nel corpo umano distribuisce calore
e forze vitali a tutto il corpo.

- Luna: espressione del principio femminile, il suo elemento è


l’acqua. Nella natura le sue fasi regolano le acque e le maree, i cicli
riproduttivi di piante e animali; nell’essere umano controlla tutte le
funzioni elettrolitiche e il sistema linfatico, lo stomaco; nella donna il
ciclo mestruale. Inoltre, tutte le attività di coltivazione erano eseguite
seguendo il calendario lunare. Le sue qualità sono la passività, il freddo
e l’umido. Le piante associate sono quelle con piccoli fiori bianchi o

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giallo pallido (Caglio asprello, Gelsomino) e piante con foglie succose


(Salvia sclarea), argentate o a forma di Luna (Lunaria Annua) che vivono
in prossimità dell’acqua come la ninfea.
 
- Mercurio: è il principio della comunicazione, il cui elemento è l’aria.
Caratteristiche tipicamente mercuriali sono eccitabilità, impulsività,
nervosismo. Nel corpo umano governa i polmoni e il sistema nervoso.
Le piante associate avranno foglie pelose (Verbasco) o che ricordano le
cellule cigliate delle mucose dei polmoni o che agiscono riequilibrando
il sistema nervoso come la Lavanda.

- Venere: rappresenta la forza che attrae e genera, l’energia del femminile


nel suo aspetto sensuale e affettivo, il suo elemento è l’aria. Sue qualità
sono la femminilità, il nutrimento e la fertilità. Governa la circolazione
venosa, le ovaie, la pelle e la fertilità, regolando gli estrogeni, gli ormoni
femminili. Tra le piante di Venere spiccano la Rosa, la Bardana e tutti gli
alberi da frutto.

- Marte: espressione dell’energia finalizzata, lo sforzo e la volontà. Sue


caratteristiche sono attività, aggressività, impulsività, sensualità forte.
Regge le difese immunitarie del corpo umano, ed è associato al sistema
muscolare, alla sessualità maschile, al sangue.  Le piante marziali
saranno ricche del suo fuoco. Possono avere spine o aculei come il Cardo
mariano e il Rusco, o essere irritanti come l’Ortica, l’Aglio e il Rafano.
 
- Giove: principio della potenza e del comando, della vitalità espansiva,
della crescita e della stabilità il suo elemento è l’aria. Sue caratteristiche
sono espansività, energia, elasticità. Nel corpo umano il fegato, la
circolazione arteriosa, l’elasticità dei tessuti. Le piante che ricordano la
forma del fegato o che agiscono beneficamente su quest’organo portano
in sé le sue qualità come l’Erba epatica e quelle con i fiori blu come la
Cicoria.

- Saturno: principio di concentrazione, di conservazione, isolamento,

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distacco, solitudine, introversione il suo elemento è la terra. Sue


caratteristiche sono la freddezza, lentezza, pesantezza, austerità.
Governa lo scheletro, i denti, le cartilagini e le articolazioni. Le piante
sono tutte quelle che agiscono sul sistema osteoarticolare come
l’Equiseto, che nella forma ricorda una colonna vertebrale, e tutte quelle
con le bacche o parti nere come il Ribes nigrum.

Con la nascita della scienza farmacologica e la sintesi dei farmaci, la


Teoria delle Segnature cadde in disuso per la medicina ufficiale, restando
appannaggio della fitoterapia e altre medicine naturali. Tuttavia possiamo
comunque riscontrare il suo passaggio nella storia del pensiero medico,
perché ancora oggi molti nomi volgari delle piante ci ricordano proprio
quelle somiglianze.

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ariete
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ARIETE
Segno: cardinale
Elemento: fuoco
Domicilio: Marte
Esaltazione: Sole

NATURA E ARIETE
Anatomia e salute
Il Sole, con il suo ciclico attraversare le 12 case dello Zodiaco, ha
sempre ispirato miti e racconti simbolici, che narrano le caratteristiche
proprie di ciascun segno astrologico (o fase solare), in analogia con
ciò che accade in quel momento nella natura. L’Ariete è il primo segno
primaverile: cardinale (che presiede l’inizio della stagione), maschile,
ha come elemento il fuoco, quello dirompente della vita, che si risveglia
dopo il letargo invernale. Quando il Sole si trova in Ariete, siamo all’inizio
della primavera, fase del processo vegetativo in cui possiamo osservare
l’energia potente allo stato grezzo, che necessita di essere canalizzata
e disciplinata.
Marte, maestro del segno è considerato il principio maschile forte,
amante della guerra, audace, impulsivo, dinamico. Pianeta di fuoco
e Il Sole, con il suo ciclico attraversare le 12 case dello Zodiaco, ha
sempre ispirato miti e racconti simbolici, che narrano le caratteristiche
proprie di ciascun segno astrologico (o fase solare), in analogia con
ciò che accade in quel momento nella natura. L’Ariete è il primo segno
primaverile: cardinale (che presiede l’inizio della stagione), maschile,
ha come elemento il fuoco, quello dirompente della vita, che si risveglia
dopo il letargo invernale. Quando il Sole si trova in Ariete, siamo all’inizio

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della primavera, fase del processo vegetativo in cui possiamo osservare


l’energia potente allo stato grezzo, che necessita di essere canalizzata
e disciplinata.
Marte, maestro del segno è considerato il principio maschile forte,
amante della guerra, audace, impulsivo, dinamico. Pianeta di fuoco e
ferro, sostiene l’energia finalizzata, lo sforzo e la volontà. Suoi attributi
sono attività, aggressività e sensualità forte. Nel corpo umano regge
il sistema immunitario, ed è associato all’energia muscolare, alla
sessualità maschile, al sangue.
Secondo la Teoria degli Umori di Ippocrate e Galeno, l’elemento fuoco
governato da Marte possiede le qualità del caldo e del secco e corrisponde
all’umore della bile gialla, che se in eccesso produce temperamento
collerico o bilioso. Anatomicamente il segno è associato a testa, occhi,
naso interno, orecchio interno e mascella superiore; mentre le patologie
più frequenti che possono colpire i nativi sono nevralgie, vertigini,
anemia, febbre, infiammazioni di tipo acuto.

Le piante in fitoterapia
La relazione che unisce piante e pianeti ha dato origine alla cosiddetta
Teoria delle Segnature, in base alla quale, non solo ogni specie vegetale
è collegata ai corpi celesti, secondo una catena di corrispondenze
armoniche, ma dai pianeti riceve le qualità o “virtù” terapeutiche, che si
manifestano con dei “segni” riportati dal vegetale.
Anticamente le piante dell’Ariete erano considerate quelle dalle bacche
o altri parti rosse (segnatura del colore), perché il rosso è il colore
associato a Marte; ma soprattutto erano le specie che racchiudevano
in sé il fuoco e perciò si mostravano irritanti per eccedenza di calore.
Erano piccanti al gusto, pungenti per l’olfatto, provocavano rossori
(rubefacente) al tatto. Come se fossero loro stesse ad ardere e bruciare,
queste piante erano “urticanti” per la pelle, possedevano spine: potevano
arrossare, pungere, infiammare, come l’ortica o il peperoncino, oppure,
far lacrimare come la cipolla, il rafano o la senape. Tuttavia, l’elemento

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fuoco associato al pianeta Marte, è anche quello che si manifesta con la


forza fisica e l’energia sessuale maschile, perciò avrebbe conferito virtù
stimolanti, toniche e afrodisiache alle piante connesse all’astro.

Senape (sinapis alba - Brassicaceae): pianta originaria


del Mediterraneo, che si è diffusa nelle regioni a clima
temperato. Porta la segnatura del colore della bile gialla,
umore associato al fuoco di Marte. Il tegumento del seme
è giallo e la mucillagine che si forma quando si inumidisce
è biancastra, per questo motivo è chiamata sia senape
bianca, che gialla. In passato si preparava un cataplasma
aggiungendo i suoi semi a farina di semi di lino e acqua, da
applicare sul petto o sulla schiena, finché la persona non
avvertiva una sensazione di bruciore (effetto rubefacente),
per sedare la tosse. I cataplasmi di sola farina di semi di
senape sono ancora oggi efficaci per i dolori reumatici e le
nevralgie; mentre le spugnature effettuate con il loro decotto,
erano indicate per riattivare la circolazione sanguigna, o in
pediluvi per i piedi freddi. Anche l’olio essenziale di senape
(impropriamente detto “olio di mostarda”), è usato molto
nella Medicina Ayurvedica, per frizioni nel caso di dolori
reumatici e nevralgie.

Rafano (Raphanus sativus - Brassicaceae): il nome generico


deriva dal termine greco raphanos (e successivamente
dal latino raphanus) che designava le cosiddette “rape”.
Raphanos potrebbe anche avere un collegamento a un’altra
radice greca, raphis, il cui significato è “rafide” o “ago”,
alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di
alcune radici di queste piante. E proprio le radici rosse
(segnatura del colore) costituivano nei secoli passati un
importante rimedio contro lo scorbuto, pericolosa malattia

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causata dalla carenza di Vitamina C. Oggi il rafano ha


perso questa sua primaria funzione, ma resta comunque
un’efficace fonte di vitamine e un utile antibiotico naturale,
in grado di prevenire e curare raffreddori e influenze
stagionali o rafforzare il sistema immunitario Ha anche
proprietà antielmintica (elimina svariati tipi di vermi o
elminti parassiti), antibatterica, antispasmodica (attenua
gli spasmi muscolari, e rilassa il sistema nervoso),
astringente (limita la secrezione dei liquidi) e stimolante
(rinvigorisce e attiva il sistema nervoso e vascolare). Dai
semi, se spremuti, si ricava un olio piuttosto pungente
(non adatto ai gusti europei) usato soprattutto nella cucina
orientale.

Ortica (Urtica dioica - Urticaceae): il nome deriva dal latino


urere che significa “bruciare”, in riferimento ai suoi peli
“urticanti”. Le sue proprietà si conoscevano già nell’antichità.
Castore Durante, ad esempio, nel suo Herbario Nuovo
(1585), dopo aver detto: “E’ così notissima pianta l’ortica,
che si conosce da ciascuno fino nella notte oscura”, elencò una
vastissima quantità di “virtù di dentro” e di “virtù di fuori”.
In passato si usava flagellare con l’ortica le parti doloranti
del corpo, affette da dolori reumatici, perché stimolava la
circolazione per azione rubefacente producendo benefiche
reazioni. Le foglie contengono clorofilla in abbondanza, il
colorante verde del mondo vegetale, la cui composizione
chimica è molto simile a quella dell’emoglobina, molecola
che tinge di rosso il nostro sangue. La pianta è un efficace
rimedio contro l’anemia causata da mancanza di ferro o
da perdite di sangue, perché la clorofilla e l’acido folico, in
essa contenuti, stimolano la produzione dei globuli rossi. La
pianta possiede anche proprietà vasocostrittrice (contrae i
vasi sanguigni) ed emostatica (ferma le emorragie), quindi
è impiegata specialmente nei casi di emorragie nasali e
uterine.

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Le piante in floriterapia

Impatiens: quella dell’Ariete è un’energia potente allo


stato grezzo, che necessita di essere canalizzata e
disciplinata, per produrre risultati concreti. La focosità
che li contraddistingue si esprime nell’impulsività, con
cui gestiscono ogni situazione spesso senza pensare alle
conseguenze delle loro azioni e Marte, pianeta della guerra,
ci indica quanta carica e passione mettono nelle cose in cui
credono. Questo fiore agisce sull’eccessiva impazienza che
spinge i nativi a volere tutto e subito. Spesso più intelligenti
della media, finiscono per fare terra bruciata intorno a sé,
perché non sono in grado di controllare i propri impulsi.
Il rimedio floreale aiuta a diventare più diplomatici,
rallentando il ritmo delle giornate. La tensione spasmodica
si acquieta ci si rilassa e ci si mette nei panni altrui. Aiuta ad
accettare il naturale fluire della vita, a lasciarsi trasportare
dal lento fluire del tempo, imparando a convivere con gli
altri.

Wild oat: l’Ariete è facile a grandi entusiasmi, ma è anche


emotivamente volubile, si stanca di ciò che prima lo aveva
appassionato e cambia (lavoro, partner, ecc.), alla ricerca di
un ideale che sembra dietro l’angolo, o sfugge. Ha fame di
nuove esperienze, ambisce realizzare qualcosa di buono e
di importante, vivere una vita piena ed intensa, avventurosa,
e gioire di tutto ciò che è possibile, ma nonostante la forte
ambizione non sa quale via seguire. Mette “troppa carne al
fuoco”. Intelligente, estroverso, poliedrico, anticonformista
e anticonvenzionale, è una persona che aspira al successo,
ha grande potenzialità e crea cose straordinarie. Sente di
avere talento, possibilità, entusiasmo, volontà, ma ha paura

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di non trovare il modo per applicarli. Teme di sprecare la


vita in cose che non siano speciali e gli rimane un senso
di frustrazione. Il rimedio libera dalla superficialità,
dall’incostanza, dall’incertezza, aiuta nella scelta dei passi
da compiere e a individuare la propria vocazione, nella vita.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali dell’Ariete hanno profumi pungenti, intensi,
balsamici, aromatici. Sul sistema nervoso hanno un effetto calmante
e tonificante: aiutano a dare stabilità e forza. Sul piano fisico svolgono
un’azione rubefacente e corroborante, per il sistema muscolare;
balsamica e antibiotica, utili per contrastare le malattie infettive.

Olio essenziale di Timo rosso: il nome della pianta deriva


dal termine greco thymos, o thumòs, che significa “coraggio”.
E proprio per ricevere coraggio e determinazione, i filosofi
dell’antica Roma erano soliti bere un infuso di timo prima di
dedicarsi ai loro studi, in quanto credevano che tonificasse
la mente e favorisse la concentrazione e la tenacia. Questa
essenza aiuta i nativi dell’Ariete a concentrare e dirigere
l’energia, contrastando la forte tendenza del segno ad essere
dispersivo e disorganizzato. Infatti, senza limiti, soprattutto
interni, e la disciplina, l’Ariete rischia di disperdersi e di
non costruire nulla. Oggi l’aromaterapia sottile riconosce
all’essenza di timo azione tonificante del sistema nervoso.
Se inalato, migliora la memoria e l’attività cerebrale, in
quanto svolge un’azione stimolante, risultando utile in caso
di stanchezza fisica e mentale, mal di testa, astenia, insonnia
e depressione. Per uso esterno, gli Egizi già conoscevano e
utilizzavano la sua potente capacità di bloccare i processi
di putrefazione, tanto da utilizzarlo, come ingrediente, nella

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pratica imbalsamatoria, per la mummificazione dei faraoni.


Oggi questa attività antibiotica è stata confermata dalle
moderne ricerche scientifiche e cliniche, e a tutti gli effetti
è considerato uno dei rimedi più potenti contro le malattie
infettive

Olio essenziale di Zenzero: se inalato, riequilibra le energie


che non sono in armonia. Aiuta a svegliare e scaldare i
sensi sopiti, migliora la concentrazione e la capacità di
discernimento. Nell’Occidente antico, Greci e Romani
importavano lo zenzero dalla zona del Mar Rosso e ne
conoscevano le importanti proprietà medicinali, oltre ad
usarlo come spezia. Nel Medioevo la leggendaria Ildegarda
badessa di Bingen, mistica ed erborista dell’XI secolo,
consigliava di macerarlo nel vino, e farne impacchi per i
disturbi agli occhi o di bere un bicchiere di vino allo zenzero
addolcito con il miele, per favorire la vitalità nei convalescenti
e negli anziani. Per l’azione rubefacente, determina il
richiamo di sangue negli strati più superficiali della pelle,
scaldando la zona e alleggerendo l’infiammazione agli strati
sottostanti proprio grazie alla sottrazione di sangue, dona
calore all’organismo dopo un’intensa esposizione al freddo.
Antivirale è un potente antibiotico contro le infezioni da
virus microbi e batteri, efficace contro febbre, raffreddore,
tosse.
Anche l’Oriente associava al fuoco e all’energia maschile
questa essenza. Nella Medicina Tradizionale Cinese, la
radice è chiamata gan-jiang ed è considerata un efficace
tonico Yang, impiegato proprio per rafforzare le energie
maschili, del fuoco e della vitalità, come afrodisiaco
della sessualità maschile. Nella medicina Ayurvedica, è
collegato all’elemento fuoco (Agni) legato alla funzionalità
della milza. Ancora oggi in molti paesi asiatici si usa il

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rizoma fresco negli stati di affaticamento, per alleviare il mal di denti,


i dolori reumatici, il raffreddore, è anche impiegato per il suo potere
dinamizzante ed energizzante, in tutte le condizioni di debolezza ed
esaurimento fisico.

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TORO
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TORO
Segno: fisso
Elemento: terra
Domicilio: Venere
Esaltazione: Giove

NATURA E toro
Anatomia e salute
Il Toro è il secondo segno primaverile; fisso (nasce quando la stagione
è ormai definita); femminile, il cui elemento è la terra, quella fertile e
generosa, pronta a dare i suoi frutti, per nutrire gli esseri viventi. Durante
il periodo del Toro, infatti, la Primavera è al suo culmine e si mostra
con una bellissima visione di colori e sapori. L’aria è tranquilla, turbata
raramente da qualche temporale improvviso. Nel Toro le forze della
natura prendono forma ed il suo ritmo è calmo, stabile.
Queste caratteristiche sono conferite al segno da Venere, il pianeta
dell’amore e della bellezza. Venere rappresenta la forza che attrae e
genera, l’energia del femminile nel suo aspetto sensuale e affettivo. Sue
caratteristiche sono femminilità, rilassamento, nutrimento e fertilità.
L’astro nel Toro governa le ovaie, la pelle, la fertilità per il suo influsso sul
sistema ormonale femminile: presiede alla produzione di estrogeni, che
determinano nella donna i caratteri tipicamente sessuali delle rotondità,
dell’assenza dei peli, dei bei capelli.

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Le piante in fitoterapia
Le piante del Toro spesso hanno fiori rosa, colore associato a Venere
(segnatura del colore); sono dolci al gusto, come il tiglio; morbide al
tatto. Alcune specie sono caratterizzate dalla presenza delle mucillagini,
principi attivi che proteggono, decongestionano e cicatrizzano i tessuti,
soprattutto quella delle mucose. Altre infondono inebrianti aromi, che
esaltano femminilità e sensualità, grazie alla presenza di oli essenziali
dalle proprietà afrodisiache, e riequilibranti del sistema ormonale
femminile.

Altea (Althaea officinalis - Malvaceae): i principi attivi,


concentrati nelle radici, le conferiscono proprietà
decongestionanti e antisettiche, già note nella medicina
umorale di Ippocrate, che le utilizzava per il mal di gola. Nel
Medioevo se ne sfruttavano le virtù lenitive ed emollienti,
per curare piaghe tumefatte e infette, per questa ragione
era coltivata nei giardini dei monasteri. Ildegarda di Bingen
la somministrava per curare febbri, tosse, raffreddore,
congestioni delle vie respiratorie e mal di testa. Nella
medicina popolare francese le radici venivano polverizzate
e impiegate nella preparazione di caramelle morbide dette
patè de guimauve, impiegate nelle infiammazioni della gola
e in caso di tosse.

Bardana (Arctium lappa - Asteraceae): Arctium in greco vuol


dire “orso”, probabilmente in riferimento alla peluria e
all’aspetto ispido della pianta. Il nome della specie potrebbe
derivare dal celtico llap che in questa lingua vuol dire “mano”.
Infatti, il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa
gli passi vicino. Fin dall’antichità è conosciuta come la pianta

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dermopatica per eccellenza, impiegata nel trattamento delle


dermatosi di vario genere, legate a disordini biologici e
metabolici. La bardana, perciò, è particolarmente valida nel
trattamento dell’acne, dermatiti, eczema, seborrea, forfora
e psoriasi, grazie alla presenza di composti polinsaturi, acidi
fenolici dotati di proprietà antibiotica e antiflogistica. 

Tiglio (Tilia tomentosa – Tiliaceae): questa pianta ha sempre


evocato con il suo aspetto e profumo la femminilità, tant’è
vero che i Greci la consideravano sacra ad Afrodite. Il tiglio è
la pianta più indicata anche in caso di disturbi alle vie aeree
dei bambini e degli adulti, perché le mucillagini contenute
soprattutto nei fiori, conferiscono proprietà mucolitica e
antinfiammatoria, efficace in caso di tosse e catarro. Le
foglie e i fiori di tiglio sono utilizzati in fitoterapia per
combattere l’insonnia, tachicardia, nervosismo e mal di
testa, dovuto a stati d’ansia e di stress, perché svolgono
azione rilassante, ben tollerata in gravidanza, in fase
di allattamento e dai bambini, sul sistema circolatorio,
provocandone un abbassamento della pressione.

Le piante in floriterapia

Chicory: chi nasce in Toro, ha bisogno di un radicamento


nella realtà materiale, perché in essa si forma la sua
esperienza e la sua sicurezza. Come le piante, ha bisogno
di affondare le sue radici nel ventre della madre terra,
nella realtà più solida e concreta, in questo modo riesce
a sentirsi sicuro. Il Toro ama possedere, far suo ciò che lo

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attira e questo può essere il denaro, un affetto, degli oggetti.


Può diventare gretto, avaro di cose materiali, attaccato a
tutto ciò che considera di sua proprietà e utilizzare ricatti
affettivi, i drammi, il vittimismo, l’autocommiserazione.
Chiede, pretende, invade, dirige, soffoca, controlla, domina,
critica continuamente ciò che a suo avviso non va, ed è
contento e fiero di farlo. Nello stato negativo, il suo è un
amore invadente, oppressivo, esagerato e soffocante,
intriso di gelosia, competizione, e volontà di controllo. Si
sente ferito da senso di tradimento, ingratitudine, scarsa
riconoscenza, e dalla sensazione di non essere mai amato
o desiderato veramente. Scoppia spesso in lacrime e prova
rabbia ogni volta che l’altro “delude” le sue amibiziose
aspettative. Questo fiore insegna a non manipolare gli altri,
a non invadere gli spazi altrui, anche se solo per proteggere
le persone care. Il fiore aiuta ad amare con serenità e a
donarsi agli altri con sincerità, senza aspettarti nulla in
cambio.

Willow: spesso i nativi del segno, si sentono amareggiati


e sconfortati, per non essere riusciti a ottenere un
successo tangibile e concreto, o credono di non essere
sufficientemente ricompensati e amati dalla vita, nonostante
gli sforzi. Hanno alte aspirazioni, e giudicano la vita in
ragione del successo, cui tendono con determinazione.
Non si rassegnano, rimuginano i torti subiti, rinnovano
dolori, amarezze, recriminazioni, sempre di malumore. Non
ammettono i propri errori, attribuiscono agli altri ogni colpa,
rifiutandosi di assumere le proprie responsabilità. Possono
arrivare a essere diffidenti e ingrati, chiedono molto ma
danno poco, pensano che ciò che ricevono sia loro dovuto.
Il rimedio insegna a perdonare gli altri perché nessuno è
perfetto, si sciolgono l’amarezza, il rancore e l’invidia e ci

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si rende conto di non essere vittime delle circostanze. Si


ritrova l’ottimismo e la positività per superare gli ostacoli.
Aiuta a essere responsabili e ad accettare le proprie colpe,
favorendo la consapevolezza di essere padroni della propria
vita e del proprio destino.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali legati al segno del Toro hanno note morbide e
floreali, dalla volatilità media e ampia che porta verso il cuore, con
effetto riequilibrante e vitalizzante, attive soprattutto nei momenti
di forte agitazione o tristezza. Sono le note dolci e sensuali, ottenute
dalla distillazione di fiori e foglie. Anticamente erano impiegati come
ingredienti principali nella fabbricazione dei profumi e dei cosmetici,
che volessero catturare le qualità dell’astro della Bellezza e dell’Amore.

Olio essenziale di mirto: sacro a Venere, perché la dea dopo


essere nata dalle acque del mare di Cipro, si era rifugiata
in un bosco formato da questo arbusto, era considerato
una delle piante simboliche di Roma, tant’é che nel Foro vi
era un’antica ara consacrata a Venere Mirtea. Tutte le sue
parti possono essere utilizzate in oli essenziali e sostanze
aromatiche. Ha proprietà balsamiche per le vie respiratorie.
I suoi frutti sono commestibili e vengono utilizzati sia nella
liquoristica che per aromatizzare cibi freschi e conservati. Il
liquore di mirto è dolce ed ha particolari proprietà digestive.
Pianta cara ai poeti, è simbolo di gloria e di amore felice, se
ne facevano corone per gli eroi e per le spose. Nell’Antico
Testamento è ricordato perché in Israele si intrecciavano
ghirlande di mirto da offrire alle giovani donne quando

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si sposavano. L’acqua distillata di mirto è usata come


cosmetico naturale con il nome di acqua d’angelo o acqua
angelica dalle proprietà decongestionanti per la pelle.

Olio essenziale di Rosa: sin dai tempi più antichi è stata


considerata la “regina dei fiori”, diventando simbolo di
eleganza, di bellezza e di fragilità. É da sempre il fiore più
cantato dai poeti e nominato sia dagli antichi scrittori sia
dai libri sacri delle varie religioni. I Greci la consideravano
insieme al mirto, la pianta di Venere. Se inalato, apre e
rafforza il cuore, rilassa l’anima e attiva la disposizione
per tenerezza e amore, perché sviluppa la pazienza, la
devozione e l’autostima. Dona gioia e scaccia i pensieri
negativi, equilibrando emozioni come la collera, gelosia
e stress. Inoltre è un equilibrante del sistema ormonale
femminile. Massaggiato sul ventre, calma gli spasmi in
caso di dolori mestruali e argina le emorragie. Indicato nei
disturbi legati agli squilibri ormonali, l’ansia e l’irritabilità
che caratterizzano la sindrome premestruale e la
menopausa. In casi di pelle sensibile, secca o matura svolge
un’azione astringente, tonificante e antirughe. Diluito in olio
di mandorle è efficace per preparare i tessuti poco prima
del parto e per proteggerli anche dopo, perché previene i
prolassi e la tendenza all’aborto. Infine ha fama di essere
un afrodisiaco, utilissimo contro l’astenia sessuale, per il
massaggio di coppia o per un bagno rilassante con effetto
tonificante: è l’olio dell’amore e dell’erotismo, perché esalta
la bellezza interiore e mitiga i conflitti infondendo pace e
felicità.

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gemelli
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gemelli
Segno: mutevole
Elemento: aria
Domicilio: Mercurio
Esaltazione: Plutone

NATURA E gemelli
Anatomia e salute
Il Gemelli è il terzo segno primaverile, mobile (perché quando il Sole
entra nella sua costellazione, la stagione sta mutando), maschile e
femminile allo stesso tempo e caratterizzato dall’aria. Questo elemento
nel segno dei Gemelli è mutevole e frizzante, pervade ogni cosa e conduce
all’estate. La natura, ormai fecondata, vive il cambiamento, prendendo
forma nei frutti acerbi.
Il maestro del segno è Mercurio, pianeta veloce e agile, nella mitologia
greca era intermediario tra mondi diversi. Definisce i rapporti
interpersonali ed è il principio della comunicazione. Il pianeta governa
il sistema nervoso, le vie aeree, lo scambio cellulare. In particolare
grazie alla trasmissione nervosa effettuata dai neuroni può avvenire il
passaggio veloce delle informazioni e della coordinazione motorio-
riflessa, l’intelligenza, la prontezza di riflessi, le capacità comunicative
e di apprendimento. Caratteristiche tipicamente mercuriali sono
eccitabilità, impulsività, nervosismo.

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Le piante in fitoterapia
Alcune piante associate ai Gemelli possiedono le foglie ricoperte di
peluria o finemente divise come l’aneto, che per segnatura assomigliano
alle ciglia delle mucose dei bronchi, oppure hanno parti o organi che
ricordano i polmoni, come la polmonaria. Per l’antica relazione tra piante
e pianeti, anche quelle che calmano e riequilibrano il sistema nervoso,
sono associate al segno, data la forte influenza esercitata da Mercurio,
signore del segno.

Verbasco (Verbascum thapsus - Scrophulariaceae): il


nome greco, phlomos, ha una radice preindoeuropea
che è riconducibile a bhle, che significa “gonfiarsi”,
ma anche”brillare”. Nella medicina popolare sono
utilizzati fiori e foglie, in quanto ricchi in mucillagini,
flavonoidii, saponine, principi attivi che conferiscono alla
pianta proprietà antinfiammatoria ed espettorante sulle
vie respiratorie, utili in caso di tosse; faringite, tracheite,
bronchite. Inoltre la pianta è un efficace sedativo per il
sistema nervoso, per la presenza degli alcaloidi, simili a
quelli del papavero.

Scutellaria palustre (Scutellaria galericulata - Lamiaceae):


il nome generico deriva dal latino scutella che significa
”piccola scodella” riferita alla forma a elmo del calice;
mentre il nome specifico da galea o galerus è in relazione
al berretto alato di Mercurio. La pianta è conosciuta come
tonico nervino, in quanto aiuta a supportare e rafforzare
il sistema nervoso, calma e riduce lo stress, l’ansia e la
depressione. Viene spesso prescritta con altre piante
sedative come rimedio per l’insonnia, l’iperattività e gli
attacchi di panico. Si rivela particolarmente utile quando

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il nervosismo causa tensione muscolare e/o esaurimento


nervoso. In passato era usata nel trattamento di epilessia e
delirium tremens.

Finocchio: questa pianta facilita tutti gli scambi del corpo


con il mondo esterno. Lo storico romano Plinio il Vecchio
amava esaltarne le virtù e ci riporta che i serpenti si cibavano
solo di finocchio al momento della muta della pelle, allo
scopo di recuperare l’acuità visiva, grazie al dolce succo dei
semi di questa pianta. Anche se oggi tale proprietà è stata
smentita, l’aromaterapia sottile le riconosce la capacità di
stimolare la nostra lungimiranza e chiara visione del futuro.
Il suo impiego riduce lo stress e regolarizza tutto il sistema
neurovegetativo. L’olio essenziale contenuto nei semi di
finocchio vanta proprietà espettoranti e antispasmodiche,
per cui è utile per sedare la tosse e per trattare l’asma.

Le piante in floriterapia

Chestnut bud: ingenui e spensierati, i Gemelli rimangono


eterni adolescenti, avidi di cose nuove. Le persone nate
sotto questo segno sono dotate di capacità di adattamento,
di un’intelligenza rapida e brillante e di uno spirito
lieve, in continuo movimento. Nella loro spasmodica
ricerca di esperienze nuove tendono a vivere le situazioni
distrattamente, con fretta, superficialità, freddezza. Le
vicende della vita sono affrontate con poca attenzione,
senza coglierne gli insegnamenti. Superficiali e immaturi,
passano da una situazione all’altra senza fermarsi a
riflettere e a guardarsi dentro. Spesso lamentano mancanza
di concentrazione e difficoltà di apprendimento. Sono

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così mobili e veloci che spesso, saltellando di progetto


in progetto, rimangono in superficie, senza approfondire,
mettendosi in situazioni nuove, senza risolvere prima quelle
vecchie. Il rimedio floreale sviluppa attenzione e memoria,
la consapevolezza delle nostre azioni e ci aiuta a ricordare.
Aiuta a comprendere l’importanza degli errori, rendendo
più attenti agli altri in modo da poter imparare da loro.

White Chestnut: Mercurio rende i Gemelli individui


cerebrali, frenetici, incapaci di stare fermi per un attimo,
fisicamente, psicologicamente ed emotivamente. I nativi
del segno sono mossi da una grande curiosità, che se
da un lato li porta a sperimentare e concepire idee e
iniziative sempre nuove, dall’altro può essere motivo di
perdita d’interesse, soprattutto se la situazione diventa più
impegnativa o viene a mancare quella vena di leggerezza
iniziale. Potrebbero soffrire di nervosismo ansia e insonnia
per troppi pensieri. Il rimedio è indicato per rilassare
quando iperattività mentale, eccitazione e preoccupazioni
spiacevoli impediscono il sonno e procurano stress. Aiuta
a selezionare i pensieri, a liberare la mente e a ragionare
con calma, per trovare soluzione alle cose. Infonde pace e
tranquillità, favorendo il controllo e la capacità di crescere,
l’interesse e concentrazione per il presente.

Le piante in aromaterapia
Pervase dall’aria frizzante primaverile le piante aromatiche associate
ai Gemelli producono oli essenziali dalle note alte fresche mentolate e
balsamiche, o fruttate come quelle degli agrumi, dagli effetti calmanti
sul sistema nervoso e decongestionanti per l’appartato respiratorio.

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Olio essenziale di lemongrass: la sua azione è come una


rinfrescante doccia fredda, soprattutto in situazione di
stanchezza e mancanza di concentrazione. Il suo effetto
si esplica in particolare sulla parte sinistra del cervello
quindi sulla facoltà di pensiero e perciò è molto adatta
nella diffusione ambientale per favorire chiarezza e
concentrazione. Regola le funzioni neurovegetative in caso
di somatizzazione da stress, il suo aroma fresco riequilibra
il sistema nervoso in caso di depressione, tensione nervosa
e distonie neurovegetative.

Olio essenziale di eucalipto: stimolante delle facoltà


logiche, se inalato aiuta a recuperare concentrazione e
freschezza nei momenti di disordine e di torpore. Sul piano
psichico, infatti, l’eucalipto è un balsamo per chi cade
facile preda dell’eccitazione. La sua energia dalla valenza
molto intellettuale favorisce l’apprendimento e il desiderio
di evolversi nelle persone pigre e svogliate; è di aiuto in
caso d’inerzia, indolenza, difficoltà di concentrazione
e mancanza di interesse nel lavoro intellettuale. Inoltre
esercita un’azione espettorante, cioè facilita l’espulsione
del muco, per questo motivo è utilizzato per le inalazioni, in
caso di raffreddore, mal di testa causato da sinusite, rinite
e tosse.

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CANCRO
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Cancro
Segno: cardinale
Elemento: acqua
Domicilio: Luna
Esaltazione: Venere

NATURA E cancro
Anatomia e salute

L’ingresso del Sole nella costellazione del Cancro coincide con il solstizio
d’estate, l’inizio della stagione estiva, e perciò è detto “cardinale”, e
femminile. Nel ciclo della natura corrisponde alla “gravidanza della
terra”. Dopo aver assistito, sotto il segno del Toro, al momento della
riproduzione della vita in tutte le sue forme, con il Cancro comincia la
fase della “gestazione”, la maturazione dei frutti, che permetteranno
la conservazione delle specie vegetali e il nutrimento di tutti gli esseri
viventi. L’energia sessuale ora si converte in raccoglimento, in funzione
della creazione del seme, ben protetto dalla scorza e dalla polpa
all’interno del frutto. Infatti, il simbolo del segno è il granchio, tutelato
dalla sua corazza, che richiama, appunto il principio di difesa per
preservare la vita.
L’elemento associato al Cancro è l’acqua, quella limpida e chiara delle
fonti, dei laghi, dei fiumi, e governata dalla Luna. In natura le sue fasi
regolano le acque e le maree, i cicli riproduttivi di piante e animali; nel

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corpo umano regola le secrezioni gastriche, i flussi ormonali, i fluidi


del sistema linfatico e tutte le funzioni elettrolitiche. Anche il ciclo
mestruale della donna segue quello Lunare di 28 giorni. Secondo la
Teoria umorale di Ippocrate e Galeno, l’elemento acqua governato dalla
Luna possiede le qualità del freddo/umido e corrisponde all’umore della
flemma, che se in eccesso produrrebbe il temperamento flemmatico.
Nell’uomo zodiacale al Cancro sono associati lo stomaco, il seno, lo
sterno, l’utero. I nativi risultano essere particolarmente emotivi e
soggetti a disturbi causati dallo stress che hanno chiara matrice
psicosomatica, tra questi figurano: ulcera e gastriti in primo luogo,
disturbi della digestione, ipersecrezione salivare, disturbi epatici. Nelle
donne possono verificarsi squilibri del sistema ormonale e problemi
durante la gravidanza.

Le piante in fitoterapia
Le piante associate al segno del Cancro riportano le qualità della
freddezza e dell’umidità dell’acqua e sono innanzitutto tutte quelle
acquatiche; hanno la capacità di “spegnere il fuoco” della libido
(azione anafrodisiaca); drenare il sistema linfatico e agire sul tono
dell’umore. Le specie terrestri, invece, hanno foglie succose o argentate
come l’artemisia, oppure piccoli fiori bianchi o giallo pallido come il
gelsomino, perché il bianco è il colore associato alla Luna (segnatura
del colore); altre ne ricordano la forma in qualche parte (segnatura della
forma).

Ninfea bianca (Nymphaea alba - Nymphaeaceae): è una


pianta acquatica perenne, che cresce negli stagni, nei
laghetti nelle acque ferme o a lento decorso. Era conosciuta
fin dall’antichità, per le sue proprietà anafrodisiache che
le hanno conferito il nome di “distruttrice del piacere”. Il

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rizoma e i fiori venivano usati per attenuare l’eccitazione


sessuale, come nel priapismo, nel satirismo (disturbo
maschile provocato da abnormi eccitazioni neuropsichiche)
e nel trattamento della ninfomania femminile. La pianta
esercita un potere calmante della libido e, secondo la
tradizione popolare, gli eremiti se ne servivano per meglio
sopportare l’astinenza del celibato; e possiede proprietà
sedative, antinfiammatorie, emollienti delle mucose. 

Agnocasto (Vitex agnus-castus - Verbenacee): diffuso nelle


regioni umide mediterranee, deve il nome ai termini
latini di agnus che significa “agnello” e castus, “casto”,
ed è riferito alle sue proprietà anafrodisiache. Il nome
volgare della pianta assai diffuso in Italia è Pepe dei
monaci, dovuto all’uso che ne facevano, per sopprimere la
libido. I frutti, infatti, sono indicati per squilibri ormonali
femminili, irregolarità mestruali, dismenorrea, e tutti quei
sintomi connessi alla fase premestruale, come nervosismo,
irritabilità, sbalzi d’umore, ansia, depressione. L’azione
specifica sul lobo anteriore dell’ipofisi, rende l’agnocasto
un riequilibrante dell’attività progestinica, dalle proprietà
galattogene (stimola la secrezione lattea). Inoltre ha
un’azione sedativa generale, utile nelle palpitazioni, dolore
al plesso solare, nelle vertigini, negli spasmi uterini e nei
disturbi neurovegetativi della menopausa.

Caglio asprello (Galium Aparine - Rubiaceae): vive in zone


riparate e umide, ha fiori piccoli fiori bianchi. Il nome
deriva dal Greco gála che significa “latte” (per la capacità
che ha la pianta di far cagliare il latte) e dal verbo Aparein
che richiama la caratteristica dei frutti di “agganciarsi”,
“attaccarsi” al pelo degli animali e ai vestiti. Nella medicina

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popolare era utilizzata come rimedio drenante, diuretico,


antinfiammatorio, per eliminare i normali prodotti di scarto
del catabolismo e per ridurre gonfiori, edemi e ristagni
linfatici. Per questo motivo viene ancora oggi impiegata in
casi di linfadenopatia.

Le piante in floriterapia
Pervase dall’aria frizzante primaverile le piante aromatiche associate
ai Gemelli producono oli essenziali dalle note alte fresche mentolate e
balsamiche, o fruttate come quelle degli agrumi, dagli effetti calmanti
sul sistema nervoso e decongestionanti per l’appartato respiratorio.

Walnut: i nativi del Cancro sono emotivamente vulnerabili,


hanno un grande bisogno di sicurezza e di punti fermi nella
vita, che individuano soprattutto negli affetti. Soffrono di
instabilità emozionale, rifiuto del cambiamento, perché
non riescono a staccarsi dal vecchio. Nelle decisioni esitano,
hanno bisogno di una spinta, vorrebbero mantenere e
difendere la propria autonomia, ma, ipersensibili avvertono
tutte le sfumature nei rapporti, subendo le influenze
esterne, i cambiamenti, fisici di lavoro o personali, come
fossero privi di difese. Coltivano desideri, molti dei quali
nascondono la paura di osare, di mettersi in gioco. La
loro sensibilità infatti fa scattare meccanismi protettivi,
che li fanno rimanere a lungo in situazioni conosciute, ma
non sempre soddisfacenti. Il rimedio aiuta ad accettare
serenamente gli inevitabili cambiamenti, per trasformarli
in nuove opportunità di vita. Ci si libera dalle influenze
negative, dalle convenzioni, dai pregiudizi che si oppongono
alla realizzazione del percorso intrapreso, acquisendo
l’indipendenza emotiva.

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Honeysuckle: i nativi tendono a idealizzare i giorni lontani,


per paura di affrontare le incognite del presente, nella
ricerca nostalgica del tempo perduto, che non ritornerà mai
più. Influenzati dalla Luna, sono sognatori, portati a isolarsi
nel passato, nella storia, nella famiglia, soprattutto quando
sono tristi o innamorati. Spesso li ritroviamo immersi nei
ricordi di un’epoca lontana, che provano nostalgia per un
tempo idealizzato, con cui hanno un legame non risolto.
Rifiutano i cambiamenti, il nuovo e lo sviluppo personale.
Si staccano a fatica dal loro ambiente d’origine, dai legami
familiari e da quelle loro radici alle quali tornano sempre
col ricordo. Il rimedio aiuta a vivere meglio nel presente,
abbandonare rimpianti e rimorsi, guardando serenamente
al futuro.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali del segno del Cancro sprigionano aromi dalla volatilità
media e ampia che porta verso il cuore, con effetto riequilibrante
e vitalizzante, attive soprattutto nei momenti di forte agitazione o
tristezza. Sono le note, floreali, dolci, leggermente fruttate, ottenute dai
fiori e dalle foglie. Queste essenze sono in grado di indurre ottimismo ed
euforia, in quanto stimolano la produzione di endorfine, alzando così il
tono dell’umore, donano fiducia e positività.

Olio essenziale di salvia sclarea: nell’antichità, era


considerata una pianta sacra. Il suo nome deriva dal
latino, salvere, da cui “salvare”, perché creduta benefica
per qualsiasi male. Nel Medioevo si usava mettere qualche
foglia in bocca, prima di andare a dormire, per favorire sogni
divinatori o risolutivi di problemi. Infatti, uno dei nomi con
cui era definita la salvia sclarea anticamente era “occhio

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chiaro”. Si supponeva che rinforzasse la vista e lo sguardo


interiore: che aiutava a “vedere” più chiaramente. Se
inalata, questa essenza induce calma e serenità, in presenza
stress, nervosismo, angoscia, paure. Ottimo supporto per
superare le crisi di mezza età e la menopausa; indicata per
le persone che non osano più, i rassegnati, che si sentono
“troppo vecchi” e vivono in uno stato di depressione.
L’essenza agisce a livello emozionale, sulla nostra creatività
permettendoci espressioni e “licenze poetiche” degne di
artisti nati; infonde coraggio per realizzare progetti o per
sostenere gli esami. Quest’olio viene anche utilizzato come
equilibrante del sistema ormonale femminile: se diluito
in olio di mandorle e massaggiato sul corpo, ha spiccati
effetti sul sistema endocrino, influendo beneficamente
sulle somatizzazioni derivate dal loro suo squilibrio, come
sindrome premestruale, vampate della menopausa, dolori
mestruali, amenorrea o mestruazioni abbondanti, ristagni
linfatici, cellulite.

Olio essenziale di gelsomino: dagli Arabi era considerato


il re dei fiori e viene citato, insieme alla rosa, come
simbolo della femminilità, dell’amore e dell’affettività.
Una leggenda racconta che i gelsomini sarebbero stelle
precipitate sulla terra; sprigionano il loro massimo profumo
di notte e sono per questo legati ai due “pianeti” notturni
per eccellenza, la Luna e Venere. Questi astri governano
l’equilibrio dell’organismo femminile nei suoi due aspetti
psico-emotivo e ormonale. Se inalato, rafforza il carattere,
stimola la volontà, e potenzia l’autostima, rendendolo
più equilibrati e sereni. Per questo è indicato in caso di
angoscia e crisi psichiche e depressione, in quanto vince
il pessimismo, aiutando a superare l’inerzia e l’apatia.
Massaggiato sulla zona lombare e addominale, riequilibra

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il sistema ormonale femminile contrasta i fastidi della


sindrome premestruale (cattivo umore, tensione, cefalea)
e, durante il ciclo, allevia gli spasmi uterini, sciogliendo le
tensioni nella zona pelvica. Per quest’azione miorilassante,
viene efficacemente impiegata anche per facilitare il parto.

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leone
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leone
Segno: fisso
Elemento: fuoco
Domicilio: Sole
Esaltazione: - - -

NATURA E leone
Anatomia e salute

Il Leone è il secondo segno dell’estate, maschile, definito “fisso”, perché


quando il Sole si trova in questa costellazione, assistiamo al culmine
della stagione, che corrisponde alla massima irradiazione di calore
ed energia solare. Nel Leone, la potenza della natura si trova nella sua
maturazione più completa. L’elemento associato a questo segno è Il
fuoco. Non quello guerriero, impulsivo e instabile dell’Ariete, bensì
l’energia che scaturisce dalla Forza e dalla Regalità. Il potente segno
di fuoco espande la sua vitalità e il suo slancio creativo intorno a sé,
caratterizzando personalità piuttosto magnetiche, che non passano
mai inosservate. Il Sole, astro governatore del segno, costituisce il
centro, il motore del sistema planetario, è espressione dell’idea della
centralità, della totalità, del divino. Con la sua rotazione scandisce la
danza dei pianeti, l’alternarsi delle stagioni e il crescere e prosperare di
tutti gli esseri vegetali, dispensando vitalità a tutto il mondo biologico;
mentre il suo calore si diffonde ovunque, irradia ogni cosa, portandola
a maturazione.

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Il Leone presiede al cuore, che attraverso il sistema dei vasi sanguigni


distribuisce le energie vitali a tutto l’organismo. Anche la regione dorsale,
la colonna vertebrale sono parti anatomiche associate al segno. Le
patologie più frequenti possono essere malattie cardiache e circolatorie,
angina pectoris, miocardite, lesioni della colonna vertebrale, mal di
schiena, tachicardia, palpitazioni, arteriosclerosi, ipertensione.

Le piante in fitoterapia
Le piante del Leone sono in generale quelle con fiori gialli, colore che
simboleggia il fuoco e l’energia solare (segnatura del colore); quelle
che mostrano foglie o altre parti a forma di cuore (segnatura della
forma); e infine quelle che tendono ad orientare le foglie o i fiori in
direzione del Sole (eliotropismo). Caratterizzate dall’elemento fuoco
che conferisce positività, forza, resistenza fisica e capacità di recupero,
queste specie vegetali esercitano attività cardiotonica; stimolante del
sistema circolatorio, vantano proprietà tonificanti e corroboranti per
l’organismo.

- Rosmarino (Rosmarinus officinalis - Lamiaceae): il nome


significa “rosa di mare” dai termini latini rosa-maris, a
ricordo del suo habitat, che principalmente risulta essere la
macchia mediterranea. Era considerata dagli antichi Greci
e Romani simbolo d’immortalità dell’anima. I suoi rami
venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come
incenso durante i riti funebri. Ovidio nelle Metamorfosi
racconta che la pianta fu il risultato della trasformazione
della principessa Leucotoe, ad opera del Dio del Sole,
Apollo, che si innamorò di questa splendida fanciulla, figlia

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- Rosmarino (Rosmarinus officinalis - Lamiaceae): il nome


significa “rosa di mare” dai termini latini rosa-maris, a
ricordo del suo habitat, che principalmente risulta essere la
macchia mediterranea. Era considerata dagli antichi Greci
e Romani simbolo d’immortalità dell’anima. I suoi rami
venivano adagiati fra le mani dei defunti e bruciati come
incenso durante i riti funebri. Ovidio nelle Metamorfosi
racconta che la pianta fu il risultato della trasformazione
della principessa Leucotoe, ad opera del Dio del Sole,
Apollo, che si innamorò di questa splendida fanciulla, figlia
del re di Persia, e la sedusse. Il padre punì la debolezza
della figlia con la morte, così i raggi del Sole sulla sua
tomba trasformarono il corpo nella pianta aromatica. Da
sempre si conoscono le sue proprietà curative e culinarie, in
molti scritti, fra i quali alcuni di Dioscoride, si ritrova come
rimedio per il fegato, il cervello e il cuore. Nel Medioevo,
un editto di Carlo Magno dell’812 obbligava i contadini a
coltivare negli orti una pianta di rosmarino, il cui profumo
si riteneva contenesse l’anima della terra; mentre nella
tradizione popolare si utilizzava contro le peste e le
malattie infettive. Secondo recenti ricerche, l’uso regolare
del rosmarino mantiene giovani e migliora la circolazione
sanguigna, aiutando soprattutto chi si sente privo di forze
e debilitato, magari a causa di cali di pressione. Inoltre la
pianta svolge un ruolo protettivo nei riguardi del fegato,
organo che risente più di tutti gli effetti dello stress. Le
foglie contengono un olio essenziale molto pregiato le
cui proprietà principali sono tonificanti, antiossidanti e
depurative, di cui parleremo più avanti.

Girasole (Helianthus annus - Asteraceae): è originario


delle Americhe (dal ricco regno del Perù) dove fu coltivato
fin dal 1000 a.C., Francisco Pizarro scoprì che gli Incas

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consideravano questa pianta l’immagine del loro dio del


Sole. All’inizio del XVI secolo furono portati in Europa sia
riproduzioni in oro del fiore, sia semi dello stesso. Il nome
generico Helianthus deriva da due parole greche helios, che
significa “Sole” e anthos che vuol dire “fiore”, in riferimento
alla tendenza di questa pianta a girare sempre il capolino
verso il Sole, comportamento noto come eliotropismo.
Il nome specifico annuus indica il tipo di ciclo biologico
(annuale). I suoi semi sono molto nutrienti, senza eccedere
nei grassi. Per l’alto contenuto di magnesio sono alleati del
cuore e hanno una potente azione antistress. Ottima fonte
per l’organismo anche di ferro, cobalto, manganese, zinco
e rame. Tra gli acidi grassi essenziali vantano una buona
presenza l’acido clorogenico, l’acido linoleico e l’acido
folico. Ideali per controllare il colesterolo e per prevenire
malattie cardiovascolari e arteriosclerosi.

Iperico: il suo nome deriva dal greco hyper-eikon, cioè


“pianta che cresce sulle vecchie statue”. Per i medici greci
Ippocrate e Dioscoride il suo nome significherebbe “al di
sopra del mondo degli Inferi”. Nella tradizione popolare
questa erba era chiamata anche erba caccia-diavoli, per
la presunta capacità di tenere lontani gli spiriti maligni e i
fantasmi, e di portare la luce nel buio della nostra anima.
Anche se spesso la superstizione popolare si lega a piante
che assumono nell’immaginario collettivo straordinari poteri
curativi o magici, l’iperico è oggi comunemente impiegato,
nell’uso interno, proprio nel trattamento degli stati d’ansia
e nelle depressioni, per l’azione stimolante la produzione
di serotonina.
Per uso esterno, i fiori raccolti il 24 giugno durante la notte

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di San Giovanni, vengono lasciati a macerare al Sole per


l’intera durata di un ciclo Lunare, quasi a imprigionare tutta
la potenza dell’energia solare in un olio vegetale. L’olio
d’iperico, così ottenuto, viene comunemente impiegato per
contrastare i danni delle esposizioni solari, come scottature
ed eritemi; ustioni; piaghe e ulcere della pelle.

Le piante in floriterapia

Vine: i nativi sono dotati di una fierezza e di un dinamismo


energico, che conferisce loro una naturale autorità. Hanno
doti da leader, guida, insegnante, politico. Sono capaci,
forti, intelligenti, hanno grande forza di volontà. Metodici
e mentalmente organizzati, diventano preziosi nei casi di
emergenza o pericolo, perché sanno prendere le situazioni
in mano, razionalizzare i problemi e trovare le soluzioni.
Il Leone, sicuro di sé, è certo di riuscire, sembra sapere
sempre ciò che vuole e tradurre i progetti in azione. Comanda
la sua famiglia con pugno di ferro, in maniera dittatoriale
e inflessibile. Infatti, come rovescio della medaglia, i nativi
hanno l’esigenza di collocarsi al centro dell’attenzione
altrui; e spesso per raggiungere il loro scopo non esitano
a ricorrere all’esibizionismo e alla prepotenza. Possono
arrivare ad abusare della propria capacità di comando, per
dominare gli altri, in modo autoritario e per fini personali,
diventando arroganti, aggressivi, dispotici, intransigenti,
prepotenti, tirannici e inflessibili. Abituati a vincere, pensano
di aver sempre ragione e impongono agli altri le proprie
soluzioni, ritenendo siano le migliori per tutti. Il rimedio
trasforma la volontà di dominio in carisma, in fascino. Si
esercita il potere in modo equanime, s’impone per saggezza
e autorevolezza, aiutando a rilassare le tensioni fisiche e
mentali.

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Oak: i nativi s’impegnano sempre a fondo per dimostrare


a tutti quello che valgono. Si sentono indispensabili e non
si sottraggono mai agli impegni, affrontandoli ogni giorno
con tutta l’energia possibile. Conducono dure battaglie e
lottano quotidianamente contro le difficoltà senza perdersi
d’animo, nonostante tutto sembri essere senza speranze.
Combattivi, coraggiosi, non si arrendono di fronte le
avversità. Rigidi con se stessi, sono leader stacanovisti
che hanno difficoltà a percepire i segnali di stanchezza
dell’organismo. Il rimedio aiuta a capire l’importanza
di rilassarsi, di riposare; permette di prendersi meritate
pause. Addolcisce il senso del dovere, donando una visione
più ponderata della lotta per la vita. Conferisce solidità,
coraggio, tenacia, forza di volontà, sostegno interiore
e perseveranza anche nelle iniziative in cui gli altri non
credono.

Le piante in aromaterapia
Le piante aromatiche del segno del Leone sprigionano fragranze dalle
note calde, speziate, erbacee, che si ottengono da legni, foglie e resine.
Questi oli essenziali hanno effetto vitalizzante, soprattutto nei momenti
di forte stanchezza o perdita di fiducia, e vantano proprietà tonificanti
per l’intero organismo.

Olio essenziale di rosmarino: come abbiamo visto, la


pianta, sacra al Dio Sole, contiene nelle foglie un’essenza
che se inalata, dona energia, favorisce la concentrazione e
migliora la memoria, soprattutto durante periodi di forte
pressione per le attività intellettuali. Se usato al mattino
svolge un’azione tonificante generale e stimolante del
sistema nervoso; scioglie e stimola le nostre componenti

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emozionali, infonde coraggio, rinforza la volontà. Vero e


proprio nemico delle illusioni ci insegna a guardare lontano
e a percepire chiaramente le sfumature della vita. La sua
azione cardiotonica incide marcatamente sul cuore, per
questa ragione è indicato in caso di astenia, pressione bassa,
debolezza e stanchezza, anche mentale. Se massaggiato
sulle gambe stimola la circolazione e scioglie gli accumuli
di grasso.

Olio essenziale di alloro: per i Greci era l’albero consacrato


al Sole-Apollo e le sue foglie coronavano il capo di eroi,
geni e saggi. Nel mito della ninfa Dafne, il cui nome
significa appunto “lauro” (alloro), la giovane, per sfuggire
al corteggiamento del Dio Apollo, si fece trasformare
dalla madre Gea (la terra), in una pianta di alloro. Il
Dio, ormai impotente, decise di onorare questa pianta
rendendola  sempreverde e di farla a lui sacra. Da quel
momento in poi gli uomini l’avrebbero adoperata come
simbolo di gloria, da porre sul capo dei migliori, quelli capaci
di imprese esaltanti. A Delfi, sede dell’oracolo di Apollo, i
sacerdoti del Dio e la pizia masticavano o bruciavano le sue
foglie per stabilire la comunicazione con gli Dei e dormivano
su “materassi” fatti di strati dei suoi fuscelli, per favorire i
sogni premonitori, in quanto l’aroma sottile e penetrante
richiamava le capacità profetiche di questo Dio e delle sue
sacerdotesse. I Greci, infatti, pensavano che il suo profumo
avesse il potere di comunicare il dono della divinazione, di
allontanare la malasorte e le malattie contagiose. Anche
a Roma il rosmarino era considerato il segno del trionfo,
tanto che i generali vittoriosi ne indossavano una corona
fatta con le sue fronde, quando venivano festeggiati sul
Campidoglio. Si narra, infatti, che fu Giove stesso a donarla
a Cesare per celebrare le vittorie dell’imperatore. L’olio

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essenziale contenuto nelle sue foglie stimola, purifica


e dona forza all’organismo. Se inalato attiva l’energia
dolcemente, rafforza la capacità di concentrazione e la
memoria. Quando manca la fiducia in se stessi, si ha paura
di parlare in pubblico, paura di non essere all’altezza o
di non riuscire a realizzare i propri obiettivi, favorisce la
consapevolezza psichica e l’intuizione, “rendendo possibile
l’impossibile”. Utile in caso di esaurimento, stanchezza e
stress.

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vergine
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VERGINE
Segno: mutevole
Elemento: terra
Domicilio: Mercurio
Esaltazione: - - -

NATURA E VERGINE
Anatomia e salute

Ultimo segno dell’estate, quello della Vergine è un segno mobile,


perché quando il Sole entra in questa costellazione, la stagione si sta
trasformando in quella successiva, e femminile. In natura assistiamo
alla fine del grande ciclo riproduttivo, iniziato in primavera con l’Ariete.
L’elemento associato alla Vergine è la terra, non quella fertile ricca di
umori, che abbiamo incontrato nel Toro, ma il suolo inaridito, dopo il
raccolto, che ormai ha elargito tutte le sue ricchezze. Il grano è stato
mietuto e riposto nel granaio, il ciclo delle stagioni è terminato. Questo
è un periodo di conti e riflessioni alla fine di una lunga stagione estiva,
in cui si fa il bilancio delle provviste, per sostenere il rigore dell’inverno.
La calura estiva e la luce sono ormai in parabola discendente; agli ultimi
tepori si alternano le prime brezze autunnali: tutto sembra ora sospeso,
ripiegato su se stesso, in attesa di qualcosa di nuovo e imponderabile. 
Pianeta del segno è Mercurio, che governa anche il Gemelli, ma nella
Vergine non è più l’intelletto vibrante famelico di conoscenza, veloce e
agile, che si esprime sotto forma di curiosità incontenibile e volubile.
Nella Vergine diventa un Mercurio di terra che ispira soprattutto grande
concretezza, efficienza, laboriosità, scrupolosa attenzione ai dettagli,

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capacità di programmazione accurata, conoscenza mirata e fissa,


analisi, metodo, precisione, finalizzati a rendere più sicuro il futuro.
Nell’Uomo Zodiacale, teoria utilizzata dall’Astrologia Medica e fondata
sulla credenza che ogni segno presieda su parti anatomiche ben
precise, il segno della Vergine governa l’intestino, l’addome e i processi
di assimilazione e distribuzione dei nutrienti del cibo, una volta che
vengono digeriti. L’intestino infatti, regola gli scambi. Nel corpo
umano è l’organo che trasforma e assorbe gli alimenti in molecole che
l’organismo riesce ad assimilare; permettendone la distribuzione ai vari
sistemi o apparati; e smaltisce gli scarti della digestione e le tossine
accumulate. I nativi possono dunque soffrire di intolleranze alimentari
disturbi epatici, stitichezza, diarrea, intossicazioni, intestino irritabile,
diverticoli, disbiosi intestinale, morbo di Crohn.

Le piante in fitoterapia
Nella Vergine, Mercurio presiede la preservazione del seme, ciò che vi
è di più utile per la sopravvivenza della specie. Così sotto questo segno
ricadono le Labiate Le piante del segno della Vergine sono soggette
agli influssi di Mercurio, che, nel corpo umano, governa tutti gli scambi
con il mondo esterno, favoriscono la digestione, calmano il sistema
neurovegetativo, aiutando i nativi a rilassare la mente.

Angelica (Angelica archangelica - ombrellifere): su questa


pianta nacquero leggende ispirate alla sua efficacia
terapeutica. Una di queste leggende è legata al suo nome e
all’attributo e vuole che a portarla sulla terra sia stato
l’Arcangelo Raffaele, perché fosse consentito agli umani di
apprezzarne le virtù miracolose. Raffaele, in lingua ebraica
significa “medicina di Dio” e dunque l’Angelica divenuta
Arcangelica, può a ragione essere definita “medicina

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divina”. Ha azione antispasmodica, calmante, carminativa,


digestiva, tonica, espettorante e antinfiammatoria. Se
assunta prima dei pasti, stimola l’appetito, mentre dopo aver
mangiato facilita l’eliminazione dei gas di fermentazione, che
provocano aerofagia e meteorismo e favorisce la digestione.

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra - Leguminosee): il principio


attivo più importante è rappresentato dalla glicirrizina,
concentrata principalmente nelle parti legnose della pianta
e nelle radici. La liquirizia possiede proprietà digestive,
antinfiammatorie e protettive per le mucose; è usata
perciò, contro gastrite e bruciori di stomaco, previene e
cura le ulcere gastriche e duodenali, causate da farmaci
e alcool, e le ulcerazioni da chemioterapici. La liquirizia è
anche leggermente lassativa. Per questa ragione il decotto
è molto efficace in caso di stitichezza e nei disturbi legati
alla sindrome dell’intestino irritabile.

Valeriana (Valeriana officinalis – Valerianacee): il nome deriva


dal verbo latino valere che significa “avere forza” ed è usata
fin dall’antichità per calmare il sistema nervoso in generale
e l’apparato gastrointestinale. Grazie ai suoi principi
attivi, la valeriana possiede proprietà sedative, rilassanti e
ipnoinducenti ovvero favorenti il sonno. Riducendo il tempo
necessario per addormentarsi e migliorandone la qualità, la
pianta è indicata in caso d’insonnia e ansia, ipereccitabilità
e gastrite, utile anche in caso di crampi e sindrome
dell’intestino irritabile.

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Le piante in floriterapia

Larch: amanti dell’ordine, a volte anche con qualche


sfumatura un po’ maniacale, i nativi amano pianificare
l’esistenza in modo da non lasciare spazio all’imprevisto e
tenersi sui binari di una rassicurante routine. I cambiamenti,
le novità, li destabilizzano e risvegliano le loro insicurezze,
anche se di fronte a prospettive allettanti, perché spesso i
nativi nutrono più o meno segreti complessi d’inferiorità.
Questo rimedio agisce sull’autostima, potenziandola;
insegna a prendere iniziativa senza paura di fallire. Per questa
ragione la Vergine dovrebbe imparare ad abbandonarsi alla
diversità, all’imprevisto, a tutto ciò che non è convenzionale,
smussando la sua rigidità e la sua disciplina a tratti troppo
severa.

Centaury: i nati sotto il segno della Vergine portano con


sé una grande inclinazione all’altruismo, a una forte
coscienza di sé, una capacità di responsabilizzazione
notevole e una precisione sopraffina, che li porta spesso
a trovare grandi occasioni per dare prova delle proprie
capacità, che spesso finiscono per sovraccaricare le loro
giornate. Sempre “troppo disponibili”, o addirittura “a
disposizione”, si dimenticano di prendersi cura di se stessi
e della propria vita. Per eccesso di generosità, a volte per
vero altruismo, esauriscono tutte le energie, senza ottenere
alcun riconoscimento per i propri sforzi e le proprie qualità.
Buono, tranquillo, gentile, sottomesso, troppo servizievole,
cancella la propria identità e individualità per servire
gli altri. Centaury aiuta i nativi ad affermare la propria
personalità, adottando un atteggiamento più equilibrato nei
confronti altrui. Si recupera la dignità personale e il senso

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delle proporzioni, trionfa la volontà, la determinazione, la


risolutezza personale.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali della Vergine sono caratterizzati dagli influssi di Mercurio
che dona alle piante associate profumi delicati, freschi, speziati, dolci e
dall’elemento terra che conferisce stabilità e concretezza.

Olio essenziale di Basilico: in aromaterapia viene indicato


nei casi di affaticamento nervoso, surmenage intellettuale e
nelle insonnie di tipo nervoso. Riequilibra la flora intestinale
se utilizzato per uso interno, è utile negli stati post-infettivi
nelle epatiti virali. Risulta essere un rimedio efficace
nella risoluzione di digestioni difficili, riduce il gonfiore
addominale, grazie alla sua azione carminativa; mentre le
proprietà rilassanti svolgono un’importante funzione nel
contrastare spasmi e dolori mestruali e tensione nervosa.

Olio essenziale di Finocchio: questa pianta facilita


tutti gli scambi del corpo con il mondo esterno. A livello
intestinale si concretizza maggiormente la sua spiccata
tendenza a velocizzare transiti e assorbimenti, dovuta
alla predominanza di Mercurio. Lo storico romano Plinio il
vecchio amava esaltarne le virtù e ci riporta che i serpenti
si cibavano solo di finocchio al momento della muta della
pelle, recuperando l’acuità visiva grazie al dolce succo
dei semi di questa pianta.  In verità, ai giorni nostri, tale
proprietà è stata smentita a favore di una reinterpretazione
che lo vuole capace di stimolare la nostra lungimiranza e
chiara visione del futuro. Il suo impiego riduce lo stress

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e regola tutto il sistema neurovegetativo. La sua azione è


essenzialmente protettiva nei confronti dell’aggressività
derivata dalle frustrazioni di chi ci circonda.

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BILANCIA
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bilancia
Segno: mutevole
Elemento: terra
Domicilio: Venere
Esaltazione: Mercurio

NATURA E bilancia
Anatomia e salute

L’ingresso del Sole nella Bilancia coincide con l’equinozio d’Autunno,


per questo motivo è detto “cardinale”, maschile, il cui elemento è l’aria,
quella del fresco vento autunnale. Questo periodo corrisponde a un
momento di sfumature di colori ed equilibrio delle forze della natura.
Il calore si disperde, le temperature tornano ad essere miti, e i fiori
possono nuovamente sbocciare, come fosse una seconda primavera,
ma l’aumentare delle piogge, del buio e del freddo segnaleranno alle
piante l’inganno. Mentre molti animali vanno in letargo, la linfa degli
alberi defluisce verso l’interno del midollo, raccogliendosi nelle radici,
lasciando solo un flebile impulso che terrà in vita la pianta lungo tutto
l’inverno. 
In questa stagione anche il fisico e le pulsioni degli umani si contraggono:
ridimensionate drasticamente le tentazioni e i desideri della carne,
l’uomo si guarda attorno, per riprendere i contatti e le collaborazioni
con l’altro. Sotto il segno Bilancia infatti, prende forma il Noi. Quando
la natura diventa ostile, pericolosa, si comprende che per una serena
vita comunitaria (che aiuterà a superare gli ostacoli, a rendere meno

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difficile l’esistenza invernale), è necessario venire a patti con il prossimo,


rispettare l’altrui libertà, attraverso l’istituzione di norme che regolano
la comunità.
Il pianeta che governa la Bilancia è Venere, che in questo segno
incarna tutte le più alte espressioni d’Amore, ogni forma di unione e di
associazione tra individui, regolamentata dalla Legge e dell’attrazione
basata su affinità elettive. Non è più la Venere Terrestre, dea della
sessualità, della lussuria e dei giardini, che influenza il carnale Toro:
in questo segno è una Venere Celeste, dea dell’Amore puro. Esse
rappresentano le due accezioni del concetto di Amore, così come le
troviamo ancora oggi. Nel Simposio Platone osserva che “L’una, senza
dubbio la più antica, non ha madre: è figlia di Urano, e la chiamiamo quindi
la dea del cielo, Afrodite Urania; l’altra, la più giovane, è figlia di Zeus e di
Dione, e la chiamiamo quindi la dea popolare, Afrodite Pandemia”. Perciò
l’amore scaturito dagli influssi di Afrodite Pandemia “è volgare e opera a
casaccio”; mentre “l’altro Eros, invece, partecipa dell’Afrodite Urania che da
sempre è estranea all’elemento femminile e partecipa soltanto del maschile;
e non conosce alcun impulso brutale”. 
Nell’Uomo Zodiacale, la parte del corpo su cui la Bilancia esercita la sua
influenza è la regione lombare: reni, surreni, fegato, apparato urinario.
I disturbi a cui spesso vanno incontro i nativi del segno possono essere:
ritenzione idrica, nefriti, calcoli renali, uremia, lombaggini, squilibri
ormonali, diabete. I Bilancini a volte sono soggetti a depressioni, dovute
alla loro vulnerabilità emotiva; per loro sono molto importanti il relax e la
ricarica psicofisica attraverso sport, interessi piacevoli e cure estetiche.

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Le piante in fitoterapia
Il potere della bellezza e dell’Amore sono anche le qualità che il pianeta
Venere conferisce alle piante associate al segno della Bilancia. Alcune
assomigliano in qualche parte ai reni, per la segnatura della forma,
altre hanno proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, diuretiche
e rinfrescanti per le vie urinarie, come le ericacee. Altre, ornate da
bellissimi fiori, sono creatrici di aromi inebrianti, con attività sul sistema
nervoso, e stimolanti la sessualità. Infatti le piante della Bilancia sono
ricche di sostanze volatili, eteree come l’aria, elemento governato da
Venere, pianeta che simboleggia la bellezza, nella forma più alta e pura.

Verbena (Verbena Officinalis - Verbenacee): è la pianta astrale


della Bilancia, sacra a Venere, considerata efficacissima nei
rituali d’amore e nei sacchetti talismanici di riavvicinamento.
Agisce sulla volontà. Le venivano attribuite virtù afrodisiache
oltre che la capacità di riaccendere amori spenti, per questo
motivo la chiamavano “Herba Veneris”. In fitoterapia oggi
è impiegata per la sua azione drenante, antinfiammatoria,
analgesica e diuretica. Inoltre, la pianta è un efficace
tranquillante naturale, utile nell’ansia, in caso d’insonnia e
nella tensione nervosa. Legata alla sfera sessuale femminile
come tutte le piante associate al pianeta, nelle le donne
regola l’equilibrio ormonale.

Giglio: il naturalista e scrittore latino Plinio (I sec. d.C.)


considerava il giglio il fiore più nobile dopo la rosa; ma già
in tempi più remoti, se ne tessevano le lodi (dalla Bibbia
all’epoca minoica). Molte erano le sue raffigurazioni su
affreschi e vasi di Creta. Nel Rinascimento in quasi tutti i

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dipinti raffiguranti l’Annunciazione c’era un giglio bianco,


considerato simbolo di purezza. nella tradizione popolare
con il bulbo, raccolto a fine estate, si preparava il decotto
dalle proprietà diuretiche, emmenagoghe ed espettoranti.

Mirtillo (Vaccinium vitis idaea - Ericaee): il nome generico


Vaccinium lo si trova già in Virgilio per designare i mirtilli
neri. Deriva dal greco arcaico ‘vakintos’ (o ‘hyakintos’) che
originariamente significava giacinto a fiore blu. Il nome
latinizzato fu usato per designare una bacca blu, appunto il
mirtillo nero. L’epiteto specifico dal lat. ‘myrtillus’, diminutivo
di ‘myrtus’, mirto, con riferimento all’assomiglianza, sia
delle foglie che delle bacche, con quelle del mirto. Infatti
il Mattioli riguardo a questa somiglianza ci riporta che
“….in Germania e in Boemia dove non nasce veruna spetie di
mirto, usano la maggior parte degli spetiali in luogo loro una
pianta chiamata da loro mirtillo”. In passato le bacche erano
impiegate solo ad uso alimentare; mentre le foglie venivano
prescritte nella medicina popolare contro le infezioni delle
vie urinarie.

Le piante in floriterapia

Agrimony: lo spirito conciliante, che rende i nativi della


Bilancia affabili e dotati di capacità diplomatiche e
comunicative spesso porta i nativi a nascondere la propria
preoccupazione, l’amarezza ed il forte tormento interiore,
dietro una maschera. Hanno paura della solitudine. Il
bisogno di dolcezza, bellezza e pace è molto accentuato,
e spesso arrivano a soffocare la loro vera natura, pur di
non incrinare un equilibrio, sia pur solo apparente. I nativi,
infatti, non gradiscono le discussioni, i litigi, le “ombre” e la

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situazioni “acide”, né al di fuori di sé, né dentro di sé. Turbati


dalle discussioni, pur di evitarle, scendono a compromessi
anche sfavorevoli, perché non tollerano i conflitti. Hanno la
tendenza a chiudersi in se stessi, a non rivelare i propri
problemi e a cedere alla volontà degli altri per timore di
perderne l’affetto. Infatti, temono di essere abbandonati,
rifiutati, poco amati. Il rimedio Agrimony aiuta a farsi valere
nei rapporti di amore e di lavoro e ad affrontare i problemi
invece di nasconderli a tutti.

Scleranthus: sempre in bilico fra gli aspetti con i quali si


confrontano e alla scelta che questo comporta, i nativi
preferiscono evitare di agire, finendo per essere sempre
scontenti delle scelte che sono costretti a fare. Oscillano
da un estremo all’altro, e in preda all’indecisione, si
sentono insicuri, incapaci di decidere fra due opposti, due
alternative o due possibilità. I nati della Bilancia vanno
alla ricerca della soluzione perfetta e non trovandola,
non hanno il coraggio di scegliere. Questo fa sì che altri
prendano spesso decisioni al posto loro, anche quando è in
gioco la loro stessa sicurezza, soffreddo di sbalzi d’umore
e alternanza di emozioni estreme e contrapposte. Il rimedio
Scleranthus aiuta a costruire una scala di valori entro cui
orientarsi. La sua assunzione permette di tenere sotto
controllo gli sbalzi di umore e l’irrequietezza, favorendo
il recupero dell’equilibrio emozionale, della chiarezza
interiore e dell’autonomia decisionale.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali sono sostanze volatili di composizione assai complessa,
che rappresentano la parte più nobile della pianta, presenti sotto forma

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di minuscole goccioline nei petali dei fiori, e nelle foglie. Questa “qualità
invisibile” era considerata anticamente come un attributo planetario,
secondo una relazione che legava piante e astri e conferiva agli esseri
vegetali, poteri straordinari. Le essenze della Bilancia sono morbide
e floreali, dalla volatilità media e ampia che porta verso il cuore, con
effetto riequilibrante e vitalizzante, attive soprattutto nei momenti di
forte agitazione o paura.

Olio essenziale di Neroli: legato all’amore e alla purezza,


forse a causa del simbolismo che deriva dai petali bianchi,
i fiori dell’arancio venivano impiegati per confezionare
la coroncina che cingeva il capo delle spose durante le
nozze, come simbolo della loro verginità. Ma se da un lato
propiziavano la fertilità delle donne che si accingevano al
matrimonio, dall’altra il profumo che da essi si sprigiona
le aiutava ad allentare la paura della penetrazione e la
preoccupazione dovuta alla prima notte di nozze e alla
futura vita coniugale. Nelle afflizioni aiuta ad alleviarne il
peso e a decidere in situazioni in cui non si vede via d’uscita.

Olio essenziale di mirto: il suo nome sembra che derivi da


Myrsine, mitica fanciulla dell’Attica, uccisa da un giovane
invidioso per essere stato battuto da lei nei giochi ginnici e
trasformata da Pallade in arbusto.  Fu consacrato a Venere
perché la dea dopo essere nata dalle acque del mare di
Cipro, si era rifugiata in un bosco di mirto. Era considerata
una delle piante simboliche di Roma, tant’è che nel Foro vi
era un’antica ara consacrata a Venere Mirtea. Tutte le sue
parti possono essere utilizzate in oli essenziali e sostanze
aromatiche. Come tutte le piante balsamiche, ha proprietà
espettoranti per le vie respiratorie e antisettiche per le vie
urinarie. Simbolo di gloria e di amore felice, se ne facevano
corone per gli eroi e per le spose. 

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scorpione
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Scorpione
Segno: fisso
Elemento: acqua
Domicilio: Marte e Plutone
Esaltazione: Mercurio

NATURA E scorpione
Anatomia e salute

Lo Scorpione è il secondo segno autunnale, fisso, perché quando il


Sole entra in questa costellazione, la stagione è ormai al culmine, e
femminile. La nostra stella dopo l’equinozio continua a scendere verso
il buio e questa discesa simbolicamente rappresenta il ritiro delle forze
vitali, che si preparano ad affrontare la loro trasformazione. Siamo nella
stagione in cui la natura vive la decomposizione, la fase distruttiva del suo
ciclo vitale, necessaria affinché possa avvenire la successiva rinascita.
Le foglie ormai secche, cadono a terra e vengono putrefatte dall’acqua
delle piogge autunnali; la linfa delle piante refluisce alla radice e ogni
cosa che muore viene trasformata in humus vitale per una nuova vita.
Il terreno inaridito dal Sole e dai raccolti dell’estate, ora ha bisogno di
essere di nuovo nutrito e fecondato; soltanto così potrà affrontare di lì a
qualche mese, un nuovo ciclo riproduttivo.
In questo segno, Marte, Dio Solare guerriero e distruttore, aggressivo,
spesso violento, non è più associato al fuoco (dalle qualità caldo/secco),
che feconda con il calore, come accade nel segno dell’Ariete. Infatti, in
questo segno assistiamo alla lotta tra il fuoco marziale che consuma

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l’umido vitale, inaridendolo; e l’acqua, solvente universale che scioglie


e decompone, per permettere alla natura di rigenerarsi. Il Maestro di
questa costellazione è un Marte notturno, che feconda con l’elemento
l’acqua (freddo-umido).
L’acqua dello Scorpione, infatti, non corrisponde a quella limpida di
sorgente (legata al Cancro) o a quella del mare senza confini (espressa
nei Pesci), ma costituisce quella stagnante, oscura e profonda delle
paludi. Qui tutto si macera, marcisce, muore. Nell’apparente immobilità,
si nasconde un mondo segreto, che si compone e si decompone in
infinite, magiche ed illusorie forme.
Nell’uomo zodiacale, teoria utilizzata dall’Astrologia Medica, lo
Scorpione governa Il sistema immunitario, gli organi deputati alla difesa
dell’organismo, il retto, le vie urinarie, che eliminano i rifiuti del corpo,
per non farlo avvelenare (catabolismo). Anche gli organi sessuali, (genitali
interni ed esterni, principalmente maschili), che fecondano attraverso il
liquido seminale o eliminano ovuli attraverso il sangue mestruale. Le
possibili patologie a cui i nativi possono andare incontro, sono infezioni
Veneree, malattie o lesioni toccanti l’apparato uro-genitale, cistite,
disturbi della prostata, orchite, emorroidi, fistole. Anche la milza, è
presieduta dal segno.

Le piante in fitoterapia
Le piante associate allo Scorpione purificano il sangue, svolgono
un’azione tonificante e antinfiammatoria per gli organi sessuali,
stimolano il sistema immunitario e purificano i sangue dalle tossine. Tra
queste spiccano la vite e l’edera considerate, sorelle. Seppur sviluppate
in direzioni opposte, in quanto portano a termine una meravigliosa
metamorfosi: il fiorire dell’edera e il suo ricoprirsi di frutti è in opposizione
rispetto al ciclo vegetativo della vite. La prima fiorisce in autunno
quando per la pianta dell’uva è tempo di vendemmia. Questo è il tempo
dell’epifania dionisiaca della luce/ oscurità, freddo/calore, morte/

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rinascita. Tutto il simbolismo legato al segno dello Scorpione verte su


questa dualità, comprese le piante ad esso associato, influenzate dalla
potenza aggressiva di Marte che distrugge e al tempo stesso feconda e
dall’elemento acqua che purifica e rigenera.

Vite rossa (Vitis vinifera - Vitacee): dal latino vītem e


questo dalla radice indeuropea viēre, col significato
di “curvare”,”intrecciare”, in autunno quando le foglie
assumono sfumature rosseggianti, (colore associato al
sangue e a Marte, (segnatura del colore) le marcate venature
ricordano i vasi sanguigni (segnatura della forma). I principi
attivi contenuti nelle foglie svolgono un’intensa attività
antiossidante e antinfiammatoria, tonica e vasoprotettrice.
Inoltre come decongestionante pelvico, previene disturbi
urinari, soprattutto maschili come l’ipertrofia prostatica
benigna e la prostatite.

Edera (Hedera helyx - Araliaceae): simbolo della permanenza


della forza sessuale e del desiderio, è considerata sacra
a Bacco, il Dio del trasporto mistico, ma anche di quello
amoroso. Le baccanti masticavano e mangiavano foglie
e germogli, per entrare in uno stato di euforia, di estasi,
di furore d’Amore. Così la pianta divenne per i Greci
simbolo della passione, che spinge gli amanti a unirsi,
in un abbraccio che si vorrebbe perpetuare per sempre,
simile a quello dell’Edera intorno al tronco di un albero.
L’autunno è il momento giusto per raccogliere e lasciar
seccare le sue sommità fiorite che, insieme alle foglie più
tenere, vengono usate dalla fitoterapia. Solitamente se ne
sconsiglia l’assunzione interna; l’uso esterno, sotto forma
di pomate o decotti, è invece molto diffuso per la cura di
ferite e ulcerazioni emorroidi e varici.

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Le piante in floriterapia

Crab apple: lo Scorpione è il segno più controverso e


tormentato, perché in rapporto con le forze distruttive, ma
anche rigeneratrici. Ha dentro di sé tutto un mondo nascosto
e inquieto, paragonabile ad una grotta sotterranea piena di
chissà quali istinti e passioni. Moltissimi Scorpioni hanno,
in un modo o nell’altro, una “doppia vita” e spesso vivono la
parte oscura di sé come una macchia indelebile. Soffrono
spesso di sensi di colpa per fatti o pensieri sessuali. Crab
apple è il rimedio della depurazione e della purificazione
profonda per chi si sente sporco, imperfetto, impuro, per
l’individuo che ha perso la capacità di disintossicarsi e
quindi trattiene le tossine fisiche, emotive e mentali. Ha
la sensazione di essere stato avvelenato, contaminato,
contagiato. Il rimedio insegna a diventare consapevoli, a
guardarci senza paura accettando il bene e il male dentro
di noi. Sviluppa le nostre qualità dimenticate.

Holly: sospettosi, controllati e sottili, i nativi sono capaci di


mille strategie raffinatissime per raggiungere il suo scopo.
Influenzati dal fuoco di Marte, sono dei guerrieri nati, allo
stesso tempo l’elemento acqua dona ai nativi una forte
sensibilità e ricettività, talvolta una tendenza al vittimismo e
all’instabilità emotiva, che può esasperare il loro lato geloso
e possessivo, avvelenando la loro natura. Se ferito o tradito,
infatti, lo Scorpione assume un atteggiamento guardingo e
misterioso, sospettando altre verità, dietro quella apparente.
Condizionato da esperienze passate, tende ad alimentare
i grandi dolori e delusioni, che hanno prodotto in lui un
“blocco del cuore”, così odia anche violentemente. Vede
negatività e contrarietà ovunque. Permaloso e puntiglioso,

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suscettibile, prepotente, è sgarbato nelle comunicazioni.


Ha l’anima piena di veleni e cattivi sentimenti. Holly aiuta
a controllare gelosia, invidia, vendetta, sospetto, rabbia,
rancore, irritabilità. Il rimedio zittisce quella voce acida che
spinge i nativi a misurarsi in continuazione con gli altri e a
sospettare di loro. Dona il fascino di chi ama se stesso ed
è pronto per amare gli altri. Porta l’amore dove sembra che
manchi, protegge dalla propria stessa negatività.

Le piante in aromaterapia
Olio di Timo rosso: è uno dei rimedi più potenti contro
le infezioni batteriche che colpiscono le vie urinarie, il
sistema respiratorio e l’intestino, provocate da batteri
funghi e virus. I Greci solevano fare delle fumigazioni per
combattere le malattie infettive. Nella tradizione popolare,
il timo è utilizzato, oltre che come spezia, nel trattamento
delle nelle infezioni respiratorie e urinarie, soprattutto per
tosse e cistite e, per queste proprietà, lo si trova denominato
come “l’antibiotico dei poveri”. Nel Medioevo, i medici della
Scuola di Salerno consigliavano alle persone depresse di
respirare direttamente dalla pianta il profumo del timo. 

Olio di pino palustre o trementina: il pino è considerato


simbolo di virilità e albero della vita. Nella mitologia
greca, venne trasformato in questa pianta Attis, il servitore
eunuco che guida il carro della dea Cibele. Secondo il mito,
Attis era compagno di caccia e amante di Agdistis, demone
bisessuale nato dall’unione di Zeus e Cibele. Il re Mida,
volle dare in sposa ad Attis sua figlia, affinché si civilizzasse,
ma durante il banchetto nuziale, Agdistis innamorato, si

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sentì tradito dal giovane e per vendetta, lo fece impazzire,


facendolo fuggire sui monti, dove l’uomo si recise i genitali
sotto un pino e venne poi trasformato da Zeus in quest’albero
a memoria del suo sacrificio. È utilizzato per togliere il
senso di stanchezza alle persone affaticate o sotto stress,
in caso di disturbi del sonno o di esaurimento nervoso. Per
questa sua azione stimolante, l’olio essenziale può essere
d’aiuto nella cura dell’impotenza, della frigidità, in caso di
disturbi sessuali o diminuzione della libido.

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SAGITTARIO
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sagittario
Segno: mobile
Elemento: fuoco
Domicilio: Giove
Esaltazione: - - -

NATURA E sagitario
Anatomia e salute

Il Sagittario è il terzo e ultimo segno autunnale, mobile, perché il Sole


entra nella sua costellazione, durante il passaggio tra una stagione
e l’altra, e maschile. Se il segno dell’Ariete è scaldato dal fuoco
primaverile dirompente della vita che sboccia; e quello del Leone
rappresenta la calura estiva, che porta a maturazione i frutti; il fuoco del
Sagittario, illuminando il buio della lunga notte invernale è quello della
divulgazione e la trasmissione del sapere, dei viaggi e delle grandi
esplorazioni.
La stagione del Sagittario è il tardo autunno che sconfina nell’inverno.
Tempo di raccoglimento, di silenzio della natura, di fuoco pacato e
rassicurante, momento in cui le greggi vanno a svernare e i semi cercano
la collocazione ideale per potersi trasformare in nuove piante, durante il
lungo letargo che precede la primavera. Col fermarsi dei lavori agricoli,
ora c’è più tempo per pensare, per meditare, per progettare: l’uomo
ha ormai affrontato e superato tutte le difficoltà del contingente, ha le
provviste per sopravvivere e le mura per proteggersi, scaldarsi dai rigori
invernali. Dopo aver conosciuto sin nei minimi dettagli il suo territorio (ciò

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è avvenuto sotto il segno Gemelli), c’è la spinta espansiva a esplorare,


conoscere, cosa si nasconde di là dalle montagne, oltre il mare. 
Giove, governatore del segno, è principio della potenza e del
comando; della vitalità e della crescita; dell’autorità e della saggezza.
Anatomicamente il Sagittario governa il bacino, le gambe, il coccige,
le ossa iliache, il femore, il nervo sciatico, la vena safena, i muscoli,
il fegato e le arterie. Le patologie a cui possono essere soggetti i
nativi sono strappi, stiramenti e infiammazioni muscolari, congestioni
epatiche, sciatica e lussazioni dell’anca.

Le piante in fitoterapia
Le piante associate al segno del Sagittario possiedono le proprietà
tonificanti del fuoco di Giove, con azione distensiva e rilassante per
la muscolatura, che favoriscono l’elasticità, la capacità espansiva e la
potenza dei muscoli.

Centaurea minore (Centaurium erytraea - Gentianaceae):


il nome generico centaurium ha origini riconducibili al
centauro Chirone, figura mitologica collegata strettamente
al Sagittario, al mondo della medicina, della medicazione,
delle erbe e sostanze medicinali. Si narra che Chirone
si servì di questa pianta per curarsi una ferita al piede
inflittagli per errore da Ercole. La pianta era già nota a Plinio
e Dioscoride (I sec. d.C.), quest’ultimo la cita infatti nella
sua opera De Materia Medica. Fu molto apprezzata anche
dai Galli che la utilizzavano come antidoto contro tutti i
veleni. Nella medicina popolare è usata per la sua azione
febbrifuga e amaro-tonica, di riattivare sia la secrezione,
sia la motilità delle vie digestive, in tutte quelle condizioni
legate a una cronica atonia gastrointestinale, che si

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manifesta con difficoltà digestiva, inappetenza, dispepsia


dolorosa con meteorismo e insufficienza epatica.

Boswellia (Boswellia serrata - Burseraceae): il calore di questa


pianta dalle note aromatiche e balsamiche è conosciuto fin
dall’antichità. Queste resine venivano utilizzate per scopi
curativi, per fumigazioni disinfettanti dell’ambiente, o in culti
pagani nell’area Mediterranea e Mesopotamica, finché
divennero il simbolo dell’offerta in tutte le forme cerimoniali
di culto religioso. Oggi la fitoterapia le attribuisce una
potente  azione antinfiammatoria e analgesica su diverse
patologie del sistema osteoarticolare. Quest’azione si
manifesta attraverso una riduzione del dolore e del gonfiore,
e il miglioramento delle motilità delle articolazioni. Il suo
utilizzo è consigliato nel trattamento di infiammazioni
locali, disturbi degenerativi delle articolazioni, dolori
muscolari, reumatismi, artrosi, infiammazione dei tessuti
molli come tendiniti, miositi, fibromialgia.

Melissa (Melissa officinalis - Labiateae): il nome sembra


derivi dal greco la cui radice meli significa “miele”,
probabilmente dovuto al suo profumo attira le api, che ne
succhiano volentieri il nettare. Fu dapprima introdotta in
medicina come rimedio “moralmente esilarante e confortatore
dei nervi”. Giove, infatti, pianeta del segno conferisce alla
pianta “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il
cuore”. L’Alcolato di Melissa, o “acqua di Melissa” inventato
dai Carmelitani Scalzi francesi nel 1611, era considerato,
per le sue proprietà antispasmodiche un rimedio popolare
a cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti
critici della loro vita (dal mal di denti, alle sincopi, alle

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crisi di nervi ecc.). Oggi è utilizzato rilassante muscolare,


indicata per contrastare gli stati d’ansia con somatizzazioni
a carico dei muscoli addominali, meteorismo, spasmi,
tensioni muscolari. 

Le piante in floriterapia

Wild oat: nemici dichiarati della routine, amano le novità,


i cambiamenti, la loro libertà e i piaceri della vita. Di
fronte a obblighi pressanti, a impegni troppo programmati
e a rapporti soffocanti i Sagittari scalpitano e si rendono
immediatamente latitanti. La natura sagittariana è ardente
ed entusiasta, sempre tesa verso una conquista, divisa
tra spirito e materia, desiderosa di costante progresso. I
nativi sono avventurosi, sognatori, e passano rapidamente
all’azione quando si tratta di spostarsi, viaggiare, esplorare
nuovi ambienti o vivere nuove dimensioni. Sanno affrontare
con grande determinazione e lucidità i problemi della
vita professionale, ma fanno fatica a sposarsi o a sposare
qualcosa, a crearsi radici. La carica espansiva di Giove, se
in eccesso, può renderli emotivamente volubili, portandoli
a cambiare lavoro, partner, alla ricerca di un ideale che
sembra dietro l’angolo, o sfugge. I nativi hanno fame di
nuove esperienze, ambiscono a realizzare qualcosa di buono
e di importante, vivere una vita piena e intensa e gioire di
tutto ciò che è possibile. Wild oat aiuta a fare chiarezza sulle
vere aspirazioni, infonde calma e spinge ad approfondire la
ricerca interiore, conferendo costanza e durata ai rapporti e
alle situazioni importanti, legami duraturi di vera amicizia.

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Vervain: i nativi sono convinti difensori delle leggi, rispettosi


dei principi e delle sane tradizioni, ma spesso, adottano
un doppio metro di giudizio, uno, inflessibile, per gli altri,
l’altro, molto più elastico, per se stessi. Il grande dispendio
di energia nel convincere il mondo che la sua strada è
la migliore può però portarlo all’esaurimento. Alzano
l’indice se una parola o un atteggiamento non rientrano nei
parametri che a loro sembrano giusti; ma mentre criticano
e correggono il prossimo, sono poco inclini all’autocritica e
possono offendersi, se si osa fare loro degli appunti. Rigidi
e tesi ideologicamente, esageratamente sicuri della propria
visione del mondo, arrivano a nutrire intolleranza verso le
opinioni altrui. Il rimedio aiuta i nativi a trasformare il fuoco
interiore in entusiasmo e carisma, in modo da acquisire
naturale autorevolezza. Vervain permette di trovare il senso
del limite, rispetto delle opinioni, la tolleranza ideologica,
morale, sociale

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali del Sagittario, hanno le proprietà corroboranti e riscaldanti
dell’elemento fuoco; svolgono azione distensiva e antispasmodica sulla
muscolatura, sistema associato al segno; e sprigionano aromi speziati
caldi e profondi che infondono gioia e ottimismo, qualità del pianeta
Giove.

Olio essenziale di Zenzero: tonificante sull’intero


organismo, se inalato, riequilibra le energie che non sono
in armonia. Aiuta a svegliare e scaldare i sensi sopiti,
migliora la concentrazione e la capacità di discernimento.
Diluito in un olio vegetale e massaggiato sulle gambe, è un
efficace rimedio contro dolori reumatici, rigidità muscolari,

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dovuti a traumi, strappi, stiramenti, mal di schiena, sciatica.


Ha un’azione rubefacente (cioè determina il richiamo di
sangue negli strati più superficiali della pelle, scaldando la
zona e alleggerendo l’infiammazione agli strati sottostanti
proprio grazie alla sottrazione di sangue). Dona calore
all’organismo dopo un’intensa esposizione al freddo.

Olio essenziale di Ginepro: era noto fin dall’antichità


soprattutto per le sue proprietà depurative e antisettiche,
i suoi rami venivano bruciati, per disinfettare le navi
provenienti da zone in cui si erano verificate epidemie. Dalla
distillazione delle sue bacche, si ottiene un forte liquore
chiamato appunto “gin” e l’olio essenziale, utilizzato diluito
in olio vegetale come distensivo, ottimo decontratturante
per il sistema muscolare e tendineo. Per questa ragione è
indicato soprattutto per gli atleti dopo l’attività fisica o
in caso di tensione muscolare, dolori articolari e mal di
schiena e stress. Come rimedio antinfiammatorio, viene
usato con beneficio contro mal di testa, dolori reumatici,
artrosi, artrite, gotta e altre infiammazioni del sistema
osteoarticolare.

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capricorno
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CAPRICORNO
Segno: cardinale
Elemento: terra
Domicilio: Saturno
Esaltazione: Marte

NATURA E capricorno
Anatomia e salute
Il Capricorno corrisponde al primo segno dell’inverno, femminile,
cardinale (cioè che presiede l’inizio di una stagione), il cui elemento è la
terra; quella gelata e brulla, della fase più fredda e buia dell’anno. Saturno,
principio di concentrazione, di conservazione, isolamento, distacco,
solitudine, introversione, ha come caratteristiche: freddezza, lentezza,
pesantezza, austerità. Il pianeta impone tempi lunghi, non promette la
via facile e non regala successi folgoranti, se non a prezzo di costanti
fatiche. Dio severo e distruttore, rappresenta il potere, l’ambizione,
l’assenza di passioni e di calore; ma presiede anche alla maturità, alla
conquista della saggezza attraverso le prove della vita. Secondo la Teoria
umorale di Ippocrate e Galeno, l’elemento terra governato da Saturno,
possiede le qualità del freddo e del secco e corrisponde all’umore della
bile nera, che se in eccesso, produce il temperamento malinconico. 
Anatomicamente, il segno è associato a ossa, cartilagini, denti, ginocchia,
articolazioni, pelle, unghie, cistifellea. Le patologie cui possono andare
incontro i nativi sono: disturbi dentali, dolori articolari, artrite, artrosi,
reumatismi, demineralizzazioni, malattie cutanee, anemia, mal di
schiena, sciatica.

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Le piante in fitoterapia
Anticamente le piante del Capricorno erano quelle tossiche, che per la
loro azione psicotropa e stupefacente, favorivano l’astrazione mentale
e l’ascesi, utilizzate sia a scopo terapeutico, sia nei rituali magico-
spirituali degli sciamani o nelle pozioni delle tradizioni popolari. C’erano
poi quelle dalle proprietà antidepressive, di sostegno nella condizione
di solitudine, tristezza e malinconia, in cui frequentemente si trovano i
nativi, a causa delle influenze di Saturno. In passato anche le piante che
aiutavano a porre fine a questi stati d’animo perché velenose - come
la mandragora, lo stramonio, l’elleboro, l’aconito e la cicuta - venivano
collegate al Capricorno, segno dell’espiazione, dell’ascesa verso valori
superiori, dell’accettazione del destino, dell’astrazione massima, del
distacco supremo da istinti e passioni. In generale, tutte le piante legate
al Capricorno nell’aspetto avrebbero dovuto ricordare lo scheletro o parti
di esso (segnatura della forma), oppure possedere bacche o altri organi
neri (segnatura del colore), perché il nero è il colore associato a Saturno.
Tuttavia i rimedi vegetali associati a questo segno non servivano solo a
lenire un dolore di natura psicologica, o per sostenere i nativi negli stati
depressivi o d’isolamento, ma erano anche quelle capaci di alleviare
la sofferenza fisica. Infatti, le piante del Capricorno vantano anche
proprietà antinfiammatorie e analgesiche su ossa denti e articolazioni,
utili sulle patologie che colpiscono il sistema osteoarticolare.

Salice: le virtù antinfiammatorie e antidolorifiche della


sua corteccia sono note fin dall’antichità, citate negli scritti
d’Ippocrate, di Dioscoride e di Plinio il Vecchio. Nel medioevo
l’utilizzo terapeutico si va progressivamente perdendo,
data l’elevata flessibilità dei giovani rami, utilizzati per la
fabbricazione di cesti. La Scuola Medica Salernitana (dal
periodo Normanno, fino alla prima meta del XIII secolo)
attribuisce al salice proprietà anafrodisiache, per la sua
capacità di “spegnere gli ardori” e frenare la libido. La

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salicina, principio attivo principale del fitocomplesso, viene


isolata per la prima volta nel 1828 da Henri Leroux e gli studi
effettuati successivamente confermano gli effetti benefici
della corteccia su reumatismi, dolori articolari e muscolari,
mal di schiena; nevralgie; mal di testa; febbre; malattie da
raffreddamento.

Equiseto: nella forma ricorda una coda di cavallo, per questa


ragione la pianta è anche conosciuta come Coda cavallina.
Questa antica felce è stata utilizzata a scopo terapeutico,
sin dall’antichità romana e greca. L’equiseto è noto anche
come “argilla vegetale” proprio per la composizione
minerale e le sue proprietà. I principi attivi presenti sono:
silice (il 10% passa come acido silicico nelle tisane), calcio,
magnesio, potassio. Per la presenza di questi sali minerali,
in una forma molecolare altamente disponibile per il
nostro organismo, l’equiseto contribuisce al “metabolismo
dell’osso” e favorisce la remineralizzazione del sistema
osteo-articolare e dei tessuti duri come unghie e capelli.
La sua assunzione è quindi indicata in caso di fragilità
delle unghie, caduta dei capelli, alopecia, osteoporosi,
ritardi della crescita, postumi di fratture, artrosi (grazie alla
duplice azione che svolge sia sulla cartilagine articolare, che
sul tessuto osseo) e le tendiniti, perche migliora l’elasticità
dei tendini.

Artiglio del diavolo: originario del deserto del Kalahari e


delle steppe della Namibia, dell’Africa dell’Est e del Sud
Africa, il nome è dovuto alla forma particolare dei suoi
frutti uncinati. Venne introdotto in Europa agli inizi del XX

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secolo. Le successive ricerche scientifiche confermarono


l’uso tradizionale, che ne facevano i popoli di quelle regioni,
dovuto agli Harpagosidi. Questi principi attivi, contenuti
nella radice, sono responsabili degli effetti antireumatici,
antinfiammatori e antidolorifici della pianta, che si è
dimostrata particolarmente attiva, soprattutto nelle
situazioni che causano dolore e infiammazione come
tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena,
mal di testa da artrosi cervicale, mal di denti, sciatica,
artrite, artrosi.

Le piante in floriterapia

Water Violet: i nativi come la terra invernale, appaiono


freddi, rigidi, di rado tradiscono ansie o emozioni, si
limitano nel mostrare i propri sentimenti, per paura di
essere feriti. Tuttavia chi riesce a scalfire e penetrare la
loro corazza di apparente distacco, può scoprire tesori di
saggezza, profondità di sentimenti e un grande bisogno di
calore umano. L’influsso di Saturno li rende capacissimi
di tradurre in parole i pensieri, ma li blocca quando si
tratta di esprimere sentimenti, emozioni; anzi, più sono
emozionati, coinvolti affettivamente, e più si chiudono in
ermetici mutismi. Prigionieri di se stessi, sperano che
qualcuno abbia la voglia e la forza di bucare la loro corazza
ed entrare in comunicazione. Per questo rischiano di
isolarsi o rimanere isolati. Nel loro intimo, i Capricorno
vorrebbero la compagnia; ma la solitudine viene accettata
come inevitabile compagna. Assumendo Water Violet, la
freddezza si muta in calore. Si impara ad aprire le mani e

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a prendere, ad amare dimostrando amore, a godere delle


cose semplici: un sorriso, una carezza, una parola gentile,
un abbraccio. Il rimedio floreale aiuta i nativi ad abbattere
il muro attorno al cuore. Cadono riserbo e distacco, si
esce dalla solitudine vuota, perché favorisce la capacità di
contatto, comunicazione e saggezza.

Rock water: come la stagione austera in cui nascono, i


Capricorno spesso sono diffidenti e critici, estremamente
selettivi, ma soprattutto rigidi, principalmente verso se
stessi. Il rigore e la serietà con cui vivono ogni esperienza,
possono avere un effetto respingente sugli altri, di cui però
sono consapevoli. I nativi possiedono un carattere forte
e determinato, provvisto di tutte le qualità e i difetti che
conferisce l’elemento terra: cercano stabilità e sicurezza; e
il lavoro, le realizzazioni concrete sono i cardini su cui ruota
la loro esistenza. Rock Water aiuta i nativi a lasciarsi andare,
a delegare, ad acquisire flessibilità mentale, apertura,
elasticità caratteriale, maggiore capacità affettiva verso i
propri simili. La sua assunzione permette di scoprire i lati
piacevoli della vita, con abbandono.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali del Capricorno hanno profumi legnosi, terrestri e
balsamici. Spesso sono ricavati da legni, resine e spezie. La vibrazione
è bassa, pesante e profonda, porta verso la terra: sul piano psichico
aiutano a dare stabilità e forza; mentre sul piano fisico hanno un effetto
tonificante, rubefacente e corroborante, utile per scaldare giunture e
articolazioni, durante la stagione fredda e umida.

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Olio essenziale di Abete bianco: se inalato, svolge


un’azione antidepressiva, infondendo forza interiore nelle
difficoltà, quando la visione del proprio cammino è buia o
offuscata e si dubita di poter proseguire. Questa essenza è
anche un rimedio tonico e stimolante, in quanto aumenta
l’energia positiva; aiuta a sentirsi più forti e protetti in
situazioni o con persone ostili. Inoltre se massaggiato su
giunture e ossa, svolge un’azione rubefacente aumenta la
vasodilatazione e la circolazione sanguigna locale, alleviando
i dolori dell’artrosi, dell’artrite, sciatica, cervicale e dei
reumatismi; sgonfia gli edemi e i gonfiori, e ha proprietà
distensiva e antispasmodica su muscoli dolenti e irrigiditi o
in caso di crampi.

Olio essenziale di Ginepro: è un rimedio antinfiammatorio,


usato con beneficio contro mal di testa, dolori reumatici,
artrosi, artrite, gotta e altre infiammazioni del sistema
osteoarticolare: frizionando sulla parte dolorante una
miscela di olio essenziale e olio vegetale, viene stimolata la
produzione corporea di cortisone, con uno spiccato effetto
analgesico.

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acquario
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acquario
Segno: fisso
Elemento: aria
Domicilio: Saturno e Urano
Esaltazione: Nettuno

NATURA E acquario
Anatomia e salute

Secondo segno dell’inverno, maschile. E’ detto “fisso” perché, quando


il Sole entra in questa costellazione, la stagione è ormai al culmine;
l’Acquario ha come elemento l’aria: non quella frizzante primaverile dei
Gemelli o quella languida dell’autunno tipica della Bilancia, bensì quella
rarefatta dell’alta montagna. Calda se c’è il Sole, ma con possibilità di
diventare gelida dopo il tramonto, l’aria è , l’elemento che conferisce ai
nativi una personalità dinamica ed estrosa, mutevole e affascinante.
La stagione dell’Acquario, infatti, corrisponde a quella delle piogge, del
vento pungente, della luce fredda e metallica dell’inverno, del cielo puro
e vivificante. In questo periodo la natura è nel pieno del lungo sonno
invernale e il seme, che già nel Capricorno si stava formando, qui cerca
di farsi strada verso l’esterno assumendo vita propria e indipendente. 
Pianeta governatore del segno è stato, fino al 1781, Saturno, ma non il
Dio rigido e crudele che evira il padre Urano e divora i propri figli, Signore
del Capricorno. Qui c’è una figura nuova del Dio con la falce, detronizzato
dal figlio Giove e mandato in esilio, dove la sofferenza e la solitudine
lo hanno reso reso saggio e compassionevole. Il Saturno acquariano

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liberato diventa re dell’Isola dei beati e insegna agli abitanti l’agricoltura,


rendendoli ricchi e felici. In questo mito vengono esaltati l’altruismo e la
rinascita dopo un’espiazione. Questo nuovo Saturno sa regnare con tanta
saggezza e accortezza, che il suo regno verrà chiamato “Età dell’Oro”. 
Dopo il 1781, con l’aiuto dei nuovi potenti telescopi, è stato scoperto
Urano, la cui orbita attorno al Sole non è ellittica come quella di tutti gli
altri pianeti; il suo percorso è invece un giro strano, “eccentrico”, quasi
al di fuori di tutte le leggi fisiche. Infatti, le contraddizioni che i nati del
segno esprimono spesso nel comportamento sono soprattutto il frutto
della loro incessante attività mentale, che accoglie le più contrastanti
ipotesi, elaborando e creando di continuo nuove visioni della realtà. 
Gli acquari sono perciò soggetti sia a disturbi del sistema nervoso, ma
anche a malattie della circolazione come flebiti, vene varicose, crampi,
distorsioni alla caviglia. In l’astrologia medica il segno governa gambe,
tibia, caviglie; non solo a livello ostearticolare, ma anche rispetto al
sistema venoso.

Le piante in fitoterapia
Le piante dell’Acquario sono in parte quelle del Capricorno, perché
ricadono sotto l’influsso di Saturno, maestro di entrambi i segni. Tuttavia
l’elemento aria caratterizza, con sostanze volatli, balsamiche e resinose,
le specie vegetali associate al segno che saranno perciò stimolanti
dell’apparato circolatorio e antinfiammatorie per quello osteoarticolare.

Pioppo nero (Populus nigra - Salicaceae): legato a Saturno


per la segnatura del colore, il suo nome deriva dal latino e,
secondo una diceria riportata dagli antichi, corrisponde a
popolus, termine che signifiaca “popolo” perché la sua folta
chioma mossa dal vento produce un brusio che ricorda
quello della folla riunita. In fitoterapia è utilizzato per le
proprietà astringenti e vasoprotettrici in caso di emorroidi,
tosse e nevralgie.

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Cipresso (Cupressus sempervirens – Cupressaceae): il nome


del genere deriva probabilmente da Cyprus, nome latino
dell’isola di Cipro. La radice della parola potrebbe trovare
la sua origine nell’ebraico gofer, che significa “balsamo”,
per il contenuto di resine della pianta. Altre fonti lo fanno
derivare dalla mitologia greca. Un figlio di Telefo di nome
Kyparissos possedeva un cervo come compagno, regalatogli
da Apollo, ma lo uccise incidentalmente con un dardo. Ne
rimase talmente sconsolato che il Dio trasformò il giovane
in un cipresso. I Romani e gli Etruschi riprenderanno
l’eredità greca del cipresso come albero sacro, legato
al lutto e al funerale. Dalla distillazione delle foglie, dei
rami e dei galbuli si ottiene l’oleum cupressi, che ha un
profumo rinfrescante, canforato-resinoso, assai usato
nell’industria farmaceutica e in profumeria. In uso esterno,
è consigliato a chi ha problemi di circolazione, varici e
fragilità capillare; contrasta la formazione di edemi e cura
ematomi. Come rimedio antinfiammatorio è consigliato in
caso di reumatismi e dolori articolari.

Le piante in floriterapia

Clematis: i nativi dell’Aquario - segno di astrazione, di


pensiero, di idee rivoluzionarie come tutti i segni legati
all’elemento aria - sono idealisti e sognatori, portati ad
immaginare più che a realizzare, per questo motivo si
trovano in difficoltà a gestire sia il lato emotivo, che quello
pratico della vita. Proiettati al futuro, o in realtà utopiche,
fanno innamorare con il loro fascino sognante, e soffrire
con indifferenza. Il rimedio Clematis, pertanto, aiuta a
tornare sulla terra, nel presente, e arricchisce la nostra vita
aiutandoci a concretizzare tutto quello che c’è di buono in

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noi: creatività, dolcezza e fantasia. Si rientra nel mondo


reale quotidiano, e si scoprono gli stimoli e le profondità.
La fantasia si stabilizza nei limiti della normalità.

Hornbeam: per via del grande dispendio di energie


mentali, i nativi dell’Acquario possono andare incontro
ad affaticamento, stanchezza e sovraccarico di pensieri,
astenia e rifiuto per la routine quotidiana. Il rimedio
Hornebeam riequilibra l’energia, in maniera che non venga
dispersa. Sostiene nella lotta contro lo stress e aiuta a
dormire bene, permettendo alla mente di rigenerarsi.
Favorisce la vivacità interiore, l’energia per affrontare la
quotidianità e la freschezza spirituale.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali associati al segno dell’Acquario hanno note profonde,
canforate resinose. Le loro proprietà aromaterapiche favoriscono le
grandi aspirazioni idealistiche; sostenendo e tonificando, durante la
perdita delle energie psicofisiche.

Olio essenziale di Patchouli: se inalato evoca il rifugio dei


boschi profondi e umidi, suscitando il sentimento d’intimità
con se stessi. Questa essenza possiede, infatti, la capacità
di “centrare a terra” coloro che vivono in una dimensione
esaltata da esperienze mentali e psichiche, conciliando
e armonizzando la forza vitale con i grandi ideali. In
aromaterapia sottile, svolge benefici effetti antidepressivi
anche su chi soffre di esaurimento psico-fisico stress e

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ansia. Per uso esterno è un efficace antinfiammatorio,


usato contro la ritenzione idrica e cellulite, per le sue
proprietà astringenti sul sistema circolatorio. Molto in voga
nel periodo della rivoluzione giovanile, era uno dei profumi
che hanno accompagnato i moti del ’68.

Olio essenziale di Cedro dell’atlantico: maestoso, pieno


di forza e vigore, se inalato favorisce le stesse qualità e
svolge un’azione armonizzante sulla psiche in quanto
aiuta nel radicamento a terra, il “centrarsi” su se stessi,
donando coraggio, energia, dignità. Particolarmente utile
nei momenti di grandi cambiamenti, come trasferimento,
traslochi, cambio del lavoro, oppure all’inizio di un nuovo
rapporto di coppia, aiuta a non destabilizzarsi troppo e a
non perdere l’obiettivo.

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pesci
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pesci
Segno: mobile
Elemento: acqua
Domicilio: Giove e Nettuno
Esaltazione: Luna

NATURA E pesci
Anatomia e salute
Quello dei Pesci, è un segno mutevole, inafferrabile e ricco di contrasti;
forgia personalità complesse, contraddittorie e difficili da definire. In
realtà non esiste un vero e proprio “prototipo” del segno dei Pesci e
la natura acquatica, umorale e in continuo movimento dei nativi, non
permette definizioni schematiche. Terzo e ultimo segno dello Zodiaco,
invernale, femminile, mobile (perché nasce durante il passaggio tra una
stagione e l’altra) associato all’elemento acqua. Non quella di sorgenti,
fiumi e laghi, limpida del segno del Cancro; o quella stagnante, oscura
e profonda delle paludi dello Scorpione: qui è l’acqua del mare senza
confini, fredda, ma feconda, che rende i nativi soggetti a onde, tempeste
e maremoti dell’animo, data la loro profonda sensibilità.
La stagione dei Pesci segna la fine dell’inverno, un periodo di
cambiamento, di disordine, che precede un nuovo inizio, con l’Ariete
che seguirà. La fase fredda e buia dell’anno sta per lasciare il posto
alla primavera. La natura inizia a risvegliarsi e, anche se tutte le energie
appaiono ancora sopite, le forze vitali si preparano all’esplosione della
rinascita.
Fino al 1846, anno della scoperta di Nettuno, il pianeta governatore dei

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Pesci è stato Giove. Il dio, normalmente associato al fuoco (dalle qualità


caldo-secco), incontra l’acqua (freddo-umido), in analogia col mondo
delle emozioni, delle sensazioni e alla psiche, dove l’irrazionale e la
fantasia hanno pieno spazio. Il principio maschile della potenza e del
comando, della vitalità espansiva, in questo segno di acqua e femminile
è molto più sfumato, evanescente, spiritualizzato. Dopo la scoperta
di Nettuno, le verifiche degli studiosi hanno permesso di evidenziare
le innegabili analogie astrologiche tra il pianeta e le caratteristiche
dei Pesci. Nettuno, nella mitologia greco-romana, era il dio del mare,
signore delle acque, che non appare mai con il suo vero aspetto. Simbolo
di mistero, di continua metamorfosi, dell’oceano, dove si annidano sia
tesori, ma anche mostri, che richiama le profondità dell’animo umano,
dell’inconscio. 
In astrologia medica, i Pesci, come ultimo segno, governano l’epifisi,
l’ipotalamo, l’ipofisi, ma anche le cellule nervose, la corteccia cerebrale
e i piedi. Dotati di temperamento linfatico, dovuto all’elemento acqua,
sul piano della salute i nativi hanno un tono vitale basso, ma, se non
abusano del proprio fisico, soprattutto con alcool, fumo o peggio ancora
droghe, possono vivere bene ed anche a lungo. Molto golosi, tendono a
ingrassare e ad accumulare liquidi nei tessuti. Come il complementare
segno della Vergine, somatizzano facilmente: per loro la malattia
può diventare via di fuga, rifugio dalle difficoltà, nel momento in cui
esse diventano insostenibili. I nativi possono soffrire d’intossicazioni,
depressione, malattie del metabolismo e psicosomatiche, fratture ai
piedi, vertigini e allergie.

Le piante in fitoterapia
Le piante dei Pesci hanno proprietà purificanti, aiutano in caso di disturbi
del metabolismo e hanno un’azione riequilibrante sulle ghiandole
endocrine.

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Noce (Juglans regia - Juglandaceae): i Romani consacrarono


l’albero del Noce a Giove: infatti, il suo nome scientifico,
usato ancora oggi, deriva dalla contrazione dell’espressione
latina Iovis glans, che significa “ghianda di Giove”, e
dall’epiteto specifico regia, sempre riferito al re degli dei,
cioè allo stesso Giove. In passato, il noce è stato molto
utilizzato nel trattamento degli eczemi cronici, dell’artrite
urica; attualmente le sue foglie, assunte per via orale
(infuso, decotto, tisana), sono ancora ritenute utili nelle
malattie del ricambio quali diabete, gotta e obesità; la
pianta favorisce la diuresi, stimola la funzione epatica ed è
utile nelle affezioni reumatiche e nel rachitismo. La forma
del seme all’interno del guscio ricorda il cervello umano,
per questa ragione era considerata un ottimo rimedio per
curare l’insonnia e gli stati d’ansia. Non è un caso: la noce
è ricca di sali minerali e principi nutritivi utili per le funzioni
cerebrali.

Primula (Primula Veris o officinalis - Primulacee): il nome


deriva da un’antica locuzione italiana che significa “fior
di primavera” e prima ancora potrebbe derivare dal latino
primus. All’inizio del Rinascimento questo termine indicava
indifferentemente qualsiasi fiore che sbocciasse, appena
finito l’inverno; in seguito però il significato si restrinse
come nome specifico di questa pianta, che sboccia
nella stagione dei Pesci. I fiori della primula sono dotati
di proprientà calmanti e sedative del sistema nervoso.
Come infuso, è efficace nel trattamento dell’insonnia e
del mal di testa. Le sue radici vantano virtù analgesiche,
antinfiammatorie e antireumatiche. La sua assunzione è
indicata per dolori reumatici e nel trattamento della gotta
(disturbo del metabolismo causato dalla presenza di acidi
urici), per alleviare gli edemi o gonfiori alle estremità, e per
far riassorbire gli ematomi.

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Tarassaco (Taraxacum officialis - Astracee): il termine


Taraxacum sembra derivi dal greco tarasso col significato
di “sanare”, “guarire” in correlazione alle sue proprietà
benefiche, conosciute fin dall’antichità. Pianta sacra
a Giove, è famosa per essere un rimedio depurativo e
protettore del fegato, grazie soprattutto alle sostanze
amare che ne caratterizzano il gusto. Molto note anche le
sue proprietà diuretiche, tanto da essere chiamato con il
nome “piscialetto” nella tradizione contadina.

Le piante in floriterapia

Aspen: il segno dei Pesci ha una sensibilità quasi medianica,


vibrante, che capta ogni impercettibile sfumatura; coglie
in profondità lo stato d’animo altrui e prevede gli sviluppi
delle situazioni. Emotivi e ansiosi, i nativi somatizzano
più facilmente di altri le loro tensioni, per l’incapacità di
controllare l’eccessiva sensibilità e la fantasia e vivono alla
mercè dei propri fantasmi. Hanno capacità medianiche
e attrattazione per il soprannaturale, l’occultismo e
l’esoterismo. La loro forte immaginazione amplifica le
situazioni paurose e in preda all’ansia, ai presentimenti,
agli incubi, ai tremori, spesso sono colti da paure vaghe.
Aspen aiuta a tenere a bada i pensieri ossessivi e a frenare
il continuo lavorio della mente, favorendo il rilassamento.
Nonostante la sensibilità estrema che permtte loro di
recepire informazioni profonde sul mondo circostante,
assumendo il rimedio potranno guardare con coraggio verso
l’ignoto, si dissolveranno le ombre dell’immaginazione e si
supereranno l’angoscia e le paure.

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Cerato: i nativi del Pesci sono caratterizzati da una plasticità


estrema che li porta ad assorbire tutte le influenze esterne
e a vivere quasi in simbiosi con il loro ambiente. Tutti
gli elementi che dominano questo segno portano verso
l’instabilità: l’elemento acqua spinge verso una continua
ricerca, la qualità mutabile espone ai condizionamenti
sociali e ambientali. Il rimedio libera dalle convenzioni
e dal conformismo. Si riesce a prendere decisioni, si
ricupera l’autonomia interiore, la sicurezza e la fiducia
nell’autogestirsi e nel proprio intuito. Si sviluppa la voce
interiore e la saggezza.

Le piante in aromaterapia
Gli oli essenziali associati al segno dei Pesci hanno note dolci aromatiche,
speziate, balsamiche, agiscono come riequilibranti del sistema endocrino
e rilassanti a livello nervoso, in grado di calmare gli stati d’ansia e
favorendo il dono della visione.

Olio essenziale di issopo: pianta associata a Giove per


la segnatura del colore, è ricordata nei testi egizi e nella
Bibbia come una pianta purificatrice. L’azione più importante
dell’Issopo è sull’ipofisi: regolarizza e crea armonia nella
produzione ormonale. Ha un’azione riequilbrante molto
profonda e risveglia la nostra capacità di rinnovarci, di
rinascere. L’olio essenziale di issopo, contenuto nelle
foglie, se inalato dona sostegno in caso di disturbi emotivi
come ansia e depressione, stimola il sistema nervoso ed è
utile in caso di stanchezza psicofisica e stress. Rafforza la
spiritualità, rende la mente più chiara e lucida.

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AUTORE
Alessandra Romeo
Si laurea in Filosofia (110 e lode) presso
l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, con
una tesi in Storia della Scienza sulla tecnica della
distillazione e sull’evoluzione della Medicina e
della Chimica dagli albori fino al ‘500. Durante il
periodo universitario, gli interessi per la Filosofia
Naturale la fanno avvicinare alla Fitoterapia. Nel
2000 e nel 2001 consegue il primo e secondo
livello di qualifica professionale in Erboristeria,
presso l’Istituto di Alta Formazione M.C. Visconti
sempre a Roma. Dal 2000 lavora come erborista
e dal 2011 è titolare dell’Erboristeria del Pigneto.
Qui i clienti possono trovare rimedi naturali per
la salute e la bellezza di tutto il corpo, tisane
personalizzate, integratori alimentari, Fiori di
Bach e prodotti di alimentazione biologica.

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