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La teoria fu elaborata negli anni ’90 dallo studioso tedesco Gunnar Heinsohn ed è oggi applicata

alle analisi macroeconomiche e geopolitiche.


Secondo la teoria dello Youth Bulge la presenza in vita di giovani maschi in eccedenza in rapporto alla
popolazione complessiva incrementa la violenza e il ricorso sistematico all’assassinio. Le occasioni di
omicidio possono essere la criminalità comune e organizzata, le guerre internazionali, le guerriglie urbane, le
pulizie etniche, le rivoluzioni, le colonizzazioni e le immigrazioni di massa. La violenza permane fino al quando
i maschi in eccesso smettono di esistere. Il pretesto posto alla base della violenza non deve fuorviare.
Ideologie e religioni offrono sovrastrutture a volontà per giustificare lo sterminio.

Secondo Heinsohn lo youth bulge si verifica quando in una nazione la fascia di età
compresa tra i 15 e i 19 anni, supera il 30%; 

Attualmente, le aree soggette allo youth bulge sono Medio Oriente, Africa sub-Sahariana
e Asia meridionale. Di queste, due interessano direttamente l’Europa sui suoi confini
meridionali.
La recente ricerca del Pew Research Center sul futuro della popolazione globale,
suddivisa per appartenenza religiosa, prevede che in Europa la popolazione
musulmana aumenterà del 63% entro il 2050. I musulmani nelle nostre
società passeranno dai 43 milioni attuali (6% della popolazione) a 71 milioni (più del
10%). Alla base del mutamento demografico influirebbero due fattori: fertilità e
immigrazione

FERTILITÀ: L’Europa, sarà l’unica regione del pianeta che vedrà la sua popolazione diminuire
drasticamente. Attualmente il tasso di fertilità dei Musulmani in Europa è di 2,1 figli per donna. Il
tasso medio europeo è di 1,6 figli per donna (1,4 in Italia), ben al di sotto del livello di
sostituzione demografica. In altre parole già ora, a perimetro costante (senza contare i flussi
migratori incontrollabili in atto e il rischio di conflitti sul suolo europeo), i musulmani saranno
l’unico gruppo religioso a riprodursi naturalmente.
1. IMMIGRAZIONE: Il tema immigrazione è il più delicato perché soggetto a molte
variabili solo in parte prevedibili: eventi internazionali (guerre, carestie), politiche
governative (restrittive o aperte), crisi economiche (poiché i flussi migratori
seguono gli spazi di opportunità). Di certo, come affermano i ricercatori,
l’immigrazione avrà un “impatto sostanziale sulla composizione religiosa di molti
paesi in Europa”.
LA MIOPIA EUROPEA
Insomma, se lo youth bulge non sembra un fenomeno trasferibile in Europa nei prossimi
trent’anni, suoi effetti devastanti la aggrediranno dall’esterno.
Heinsohn l’aveva previsto 10 anni fa: “nei paesi islamici ci sono 300 milioni di giovani maschi
sotto i 15 anni. Non è una previsione, sono già nati. Nei prossimi 15 anni essi avranno tra i 15 e
i 30 anni. Di questi, nel migliore dei casi, solo 100 milioni troveranno una sistemazione nei
propri paesi; i restanti 200 milioni costituiranno un potenziale di violenza: molto probabilmente
per quei paesi, ma anche per il resto del mondo“.
In questi anni, noi occidentali abbiamo continuato  le nostre politiche irresponsabili: con
il buonismo, a sottovalutare il problema immigrazione ed il suo impatto sulle nostre società; con
le bombe umanitarie a destabilizzare il Medio Oriente e il Nord Africa. Il risultato è quello che
stiamo vedendo sotto i nostri occhi. Quanto ci metteremo a svegliarci prima di essere travolti
dalla nostra stessa stupidità?